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Alfabeto runico - Wikipedia

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Alfabeto runico
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L'alfabeto runico, detto "fuark" (dove il segno corrisponde al suono th dell'inglese think), dalla sequenza dei primi 6 segni che lo compongono (*Fehu, *Uruz, *urisaz, *Ansuz, *Raido, *Kaunan), era l'alfabeto segnico usato dalle antiche popolazioni germaniche (come ad esempio Angli, Juti e Goti).
Indice 1 Origini 2 Etimologia 3 Esecuzione 4 Prima serie runica 4.1 Alfabeto 4.2 Valori fonetici e traslitterazioni 4.3 Runa bianca 5 Serie successive 5.1 Serie runica breve - vichinga 5.2 Serie runica anglosassone 5.3 Serie runica medievale 6 Odino, signore delle rune 7 Componente misterica 7.1 Aspetti delle rune 7.2 Preveggenza e valore augurale 8 Declino 9 Note 10 Bibliografia 11 Altri progetti 12 Collegamenti esterni

Storia dell'alfabeto Media et del bronzo XIX secolo a.C. Ugaritico XV secolo a.C. Proto-cananeo XV secolo a.C. Fenicio XIVXI secolo a.C. Paleo-ebraico X secolo a.C. Samaritano VI secolo a.C. Aramaico VIII secolo a.C. Brhm VI secolo a.C. Tibetano VII secolo d.C. Khmer/Alfabeto di Java IX secolo d.C. Ebraico III secolo a.C. Siriaco II secolo a.C. Arabo IV secolo d.C. Pahlavi III secolo a.C. Avestico IV secolo d.C. Greco IX secolo a.C. Etrusco VIII secolo a.C. Latino VII secolo a.C. Runico II secolo d.C. Gotico III secolo d.C. Armeno 405 d.C. Glagolitico 862 d.C. Cirillico X secolo d.C. Paleoispanico VII secolo a.C. Sudarabico IX secolo a.C. Ge'ez VVI secolo a.C.

Origini

Le rune probabilmente derivano da una scrittura appartenente al gruppo delle cinque principali variet di alfabeto italico settentrionale, derivato dall'alfabeto etrusco, e perci detto "nordetrusco" anche se la vera origine delle rune si perde nella notte dei tempi poich esistono parecchie tipologie di alfabeti Meroitico III secolo a.C. runici. Tale alfabeto conosciuto solo attraverso alcune Ogham IV secolo d.C. iscrizioni che furono scoperte nell'area alpina e prealpina. Hangl 1443 d.C. Scritture simili furono usate per il Leponzio, il Retico e il Sillabico canadese 1840 d.C. Venetico; particolarmente simile all'alfabeto runico, e possibile Zhuyin 1913 d.C. esempio di passaggio tra l'etrusco e il runico, l'alfabeto di Lugano (o di Como), particolarmente noto per la stele di Prestino. Questa iscrizione in un dialetto celtico, sebbene presenti possibili segni di un substrato pre-indeuropeo, probabilmente ligure-leponzio; speculativo, ma non infondato, supporre che nell'Italia settentrionale dell'et del bronzo pre celtica fossero parlate lingue agglutinanti non indeuropee, magari collegabili con le lingue tirreniche come il Lemnio e l'Etrusco, o addirittura con alcune lingue anatoliche e mesopotamiche. Altri esempi simili sono riscontrabili anche per le popolazioni Retiche, che abitavano a
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est-nord est di quelle dell'area compresa tra il Lago di Como e il Lago Maggiore, la loro lingua era molto differente (pi vicina all'etrusco e alle lingue tirreniche) ma esistevano, evidentemente, scambi commerciali, guerre (Como fu rasa al suolo dai retici in epoca storica e ricostruita in pianura dai romani) e contatti culturali. L'esame delle iscrizioni dello scavo archeologico in corso ad Auronzo di Cadore sul monte Calvario sta cercando di spiegare la formazione dell'alfabeto runico. L'aspetto che pi colpisce delle rune il fatto che durante la fase di sviluppo autoctono abbiano totalmente rivoluzionato il sistema alfabetico e fonetico italico, applicando ad esso addirittura un altro ordine. Questo, in ambito scrittorio, un fatto rarissimo, se non addirittura unico nel suo genere.

Etimologia

Il sostantivo norreno rn, attestato nelle iscrizioni, indica i singoli segni del fuark ed conservato nelle altre lingue germaniche antiche con il significato di "segreto", "mistero"; ancora, nella lingua tedesca, il verbo raunen significa "bisbigliare, sussurrare". Le rune sono una delle pi importanti istituzioni culturali e linguistiche comuni alle popolazioni germaniche. Va inoltre detto che le prime iscrizioni runiche (II e III secolo d.C.) sembrano mostrare una lingua essenzialmente unitaria, quasi senza particolarit dialettali che poi saranno i tratti distintivi delle lingue germaniche, dimostrando in questo modo che in questo periodo non era ancora avvenuta la seconda rotazione consonantica (zweite Lautverschiebung).

Testo dell'iscrizione della Grande pietra di Jelling, Jelling, Danimarca, 965. Il testo recita: haraltr:kunuk:ba:kaurua Harald Re fece fare kubl:ausi:aft:kurm faur sin stele codesta per Gorm padre suo auk aft:urui:muur:sina:sa e per Thyra madre sua, questo haraltr ias:s<>uantanmaurk Harald che conquist la Danimarca alaauknuruiak intera e la Norvegia auktani<kari>kristn ed i danesi fece cristiani.

Esecuzione
Il fuark (si pronuncia Futhark) prende il suo nome dalle prime sei rune di questo cosiddetto alfabeto che per non venne usato solo per scrivere ma anche per usi esoterici, religiosi o per inviare dispacci segreti durante le battaglie, era inizialmente formato da 24 segni chiamati rune. Si conoscono evoluzioni successive del fuark, diverse per numero e forma delle rune. La grafia delle singole rune, composte da linee rette, dipende dal fatto che spesso le incisioni erano effettuate su pietra, su legno od altre superfici dure a seconda del loro uso. L'inesistenza di tratti orizzontali motivata dal fatto che nel primo periodo scrittorio i segni runici venivano incisi su legno: escludendo l'esecuzione di tratti orizzontali si evitava che i tratti coincidessero con le venature del tronco, evidentemente disposto orizzontalmente; in questo modo si evitavano possibili equivoci ed errori di lettura. I primi esempi risalgono alla fine del II secolo d.C. Il significato delle rune si pu solamente intuire poich non sono giunte documentazioni chiare che attestino cosa esse veramente stiano a significare sotto ogni punto poich come detto prima potevano essere usate anche per altri fini non per forza inerenti alla vita di tutti i giorni. I significati delle rune vengono attribuiti dalla lettura di antichissimi scritti che trattano della mitologia nordica come l'Hvaml, o Edda poetica che uno scritto di stralci di differenti origini, assemblati insieme per formare un lungo monologo che parla della vita di tutti i giorni, delle relazioni tra i sessi, delle rune e dei canti magici, con alcuni episodi mitologici inseriti nel discorso in qualit di esempio, antico testo di leggende e miti nordici che possiede una sua struttura archetipa collegata anche a storie vere dove simbolo e realt si mischiano.

Prima serie runica


Per approfondire, vedi Fuark antico.

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Alfabeto
Il Fuark antico (ca. 150800) era cos composto:

Valori fonetici e traslitterazioni


I relativi valori fonetici e le traslitterazioni sono: f, u, (th), a, r, k, g, w, i, j, (, ei), p, z (R), s, h, n, t, b, e, m, l, (ng), d, o.

Runa bianca
Non ci sono evidenze storiche dell'esistenza di una runa bianca, cio "vuota". Questa ipotetica runa secondo alcuni dovrebbe simboleggiare nella divinazione il "Wyrd", il fato. Ovviamente questa runa non ha alcun uso nella scrittura e non ne abbiamo alcuna traccia, essendo propriamente uno spazio vuoto. L'uso all'interno della divinazione viene inteso come l'occhio di Odino, una runa di attesa, vista come protezione dall'alto, se esce questa runa nella divinazione significa che anche se le cose sembrano non avere uno sbocco immediato sono comunque protette

Serie successive
La scrittura runica ha presentato, sin dalle sue prime manifestazioni, forme nettamente diversificate, a seconda che sia stata utilizzata in area continentale, settentrionale o insulare. In ambito insulare, la tendenza ad adattare la scrittura ai suoni della lingua ha portato ad ampliare il fuark originario (composto da 24 segni) con altre rune (24 pi 5); in Scandinavia si verificata la tendenza opposta, con la semplificazione del fuark a 16 segni.

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Serie runica breve - vichinga


Per approfondire, vedi Fuark recente.

Oltre alla prima serie runica, che possiamo definire comune a tutte le popolazioni germaniche almeno nella fase pre-migratoria, esistono altre serie runiche, di cui una breve - di soli 16 segni - detta anche serie vichinga, che presenta la semplificazione di alcuni segni ma priva di molti dei segni corrispondenti alle vocali.

Serie runica anglosassone


Per approfondire, vedi Fuorc.

Un'altra serie quella anglosassone, che presenta la variazione grafica del segno *Ansuz, che diventa Os (foneticamente nell'anglosassone si ha uno spostamento della "a" germanica in "o"), e l'introduzione di altri tre segni, Ac ("quercia"), Yr ("arco") e Ear ("terra"). Queste poi si ampliarono ulteriormente raggiungendo trentatr segni.

Serie runica medievale


Per approfondire, vedi Fuork.

Infine, esiste una serie runica, si suppone medievale, che si sviluppata attorno al X secolo in area scandinava per scrivere lingue che usano alfabeti latini. Per questo perdono ogni uso nella magia e nella divinazione, e perdono anche ogni collegamento con le antiche lingue anglosassoni e scandinave.

Odino, signore delle rune


La tradizione scandinava attribuisce a Odino il dominio delle rune, quali Rune medievali sorgenti magiche di ogni potere e sapienza. Il mito della "scoperta" delle rune da parte del dio viene riferito in una strofa del poema eddico Hvaml, dove si legge:

(NON) Veit ek, at ek hekk vindgameii ntr allar nu, geiri undar ok gefinn ni, sjalfur sjalfum mr, eim meii er manngi veit hvers af rtum renn. Vi hleifi mik sldu n vi hornigi, nsta ek nir, nam ek upp rnar,

(IT) Lo so io, fui appeso al tronco sferzato dal vento per nove intere notti, ferito di lancia e consegnato a Odino, io stesso a me stesso, su quell'albero che nessuno sa dove dalle radici s'innalzi. Con pane non mi saziarono n con corni [mi dissetarono]. Guardai in basso, feci salire le rune,

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pandi nam, fell ek aftr aan.

chiamandole lo feci, e caddi di l.

(Edda poetica - Hvaml - Il Discorso di Hr (http://www.bifrost.it/GERMANI/Fonti/Eddapoetica-2.Havamal.html#138-139) 138-139)

Il passo in larga parte oscuro, soprattutto perch manca in questo caso il riferimento esplicativo nell'Edda in prosa di Snorri. L'autosacrificio di Odino, qui descritto, nel quale il dio si sarebbe volontariamente impiccato ad un albero e trafitto con una lancia, rispecchia perfettamente le modalit dei sacrifici umani che venivano tributati al dio nella Scandinavia precristiana. Le vittime venivano infatti impiccate e quindi trafitte a colpi di lancia, come attestato ad esempio nella Saga di Gautrekr . L'Hvaml non specifica la natura dell'albero a cui il dio si sarebbe appeso, ma si ritiene comunemente di poterlo identificare con Yggdrasill, il frassino cosmico della mitologia norrena. Il nome significa "destriero di Yggr", dove Yggr, "terribile", un epiteto dello stesso Odino. Il termine drasill, Codex Runicus, una pergamena datata "destriero", a sua volta leggibile nella letteratura scaldica come una kenning (metafora poetica) a indicare la forca alla quale venivano 1300 contenente brani della legge appesi gli impiccati. scanica, interamente scritta con rune. Nel rito descritto si riconoscono anche motivi inerenti all'iniziazione sciamanica, derivati probabilmente dal mondo finnico. Si riteneva infatti che gli sciamani acquistassero i loro poteri di mediatori col mondo soprannaturale attraverso vari rituali di morte e rinascita, spesso descritti con tinte non diverse dal racconto dell'Hvaml.

Componente misterica
Aspetti delle rune
Ogni runa si compone di tre aspetti. Si tratta di una triade che deve essere considerata in modo unitario e pertanto non pu essere separata, in quanto nessuna di queste tre parti pu avere senso da sola: ognuna implica l'esistenza e la sussistenza delle altre due. Il suono (il nome pronunciato): valore fonetico della runa la sua caratteristica vibratoria nell'aria e nello spazio. Si suppone che nella religione nordica ci rappresentasse la qualit creativa che risiede nella magia della vocalizzazione; probabilmente la qualit alla quale ci si riferiva quando s'immaginava la parola di Dio, per esempio. Il glifo della runa (la sua forma): rappresenta la qualit visibile e tangibile della runa. Questa , forse, la caratteristica che si ritiene fosse pi comprensibile per i non iniziati; l'ipotesi supportata dall'idea che ci che fosse visibile al lettore della runa ne influenzasse maggiormente la sensibilit spirituale. Il contenuto simbolico: rappresenta il significato (o i significati) che sono stati attribuiti alla runa; tuttavia, si immagina che questo aspetto fosse solo un riflesso del reale significato attribuito alle rune e che dovrebbe comunque restare celato ai sensi. La ragione di una simile interpretazione rintracciabile nell'ipotesi secondo cui le rune esistono in una realt molto pi estesa di quella tridimensionale e possono solo essere accennate nel diagramma bidimensionale. Si suppone che i significati pi oscuri delle rune possano essere concepiti soltanto da alcune persone ritenute pi "sensibili" alla componente misterica delle rune.

Preveggenza e valore augurale

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Secondo Tacito, nella Germania, sacerdoti, capi trib o paterfamilias praticavano sortilegi leggendo la disposizione di pezzetti di legno, su cui erano incise le rune, sparpagliati a caso su un telo bianco. Molto spesso le rune venivano incise su strumenti o nel legno delle navi per assicurare virt sovrannaturali a tali oggetti (un po' come nelle tabellae defixionum greco-latine, ma con una funzione distinta) o, anche solo per indicarne il proprietario o il costruttore. Secondo alcuni linguisti si spiega cos l'origine dei sostantivi della lingua inglese (book) e tedesca (Buch) che indicano il libro come materiale scrittorio: entrambi i termini, infatti, derivano dal germanico bk-, che indica il legno di faggio (Buche, corrispondente al latino fagus) su cui le rune erano incise. Analogamente, il sostantivo tedesco Buchstabe ("lettera") significa in origine "bastoncino di legno di faggio"[1]. Secondo altri linguisti le parole Buch ("libro") e Buche ("faggio") non sono correlate[2].

Declino
Stele con iscrizioni runiche L'avvento del cristianesimo nelle popolazioni germaniche port all'aeroporto di Arlanda, Stoccolma all'introduzione di alfabeti classici, la cui funzione principale era la (Svezia) conservazione e la tradizione della cultura. Le rune per non scomparvero subito, cedendo la funzione letteraria all'alfabeto latino ma rimanendo un metodo di scrittura utilizzato per esigenze quotidiane, soprattutto di supporto alla memoria di tutti i giorni.

Note
1. ^ cfr. S. Bosco Colestos, Storia della lingua tedesca, Milano 1988, 13 s 2. ^ Elmar Seebold, Etymologisches Wrterbuch der deutschen Sprache, 22. Auflage, 1989, ISBN 3-11-006800-1, s.v. Buch

Bibliografia
Mario Polia, Le rune e gli dei del nord Il Cerchio, Rimini 2005 (4 ed.). ISBN 88-8474-089-4 A.L. Prosdocimi, Sulla formazione dell'alfabeto runico. Promessa di novit documentali forse decisive. in Corona Alpium II. Miscellanea di studi in onore di Carlo Alberto Mastrelli, Firenze 2003 (2004), pp.427-440 A.L. Prosdocimi, Luogo, ambiente e nascita delle rune: una proposta. In: VI seminario avanzato di Filologia Germanica, letture dell'Edda. Poesia e prosa. Edizioni dell'Orso. Alessandria. Umberto Carmignani e Giovanna Bellini, Runemal- Il grande libro delle rune Edizioni L'Et dell'Acquario, Torino 2009. ISBN 978-88-7136-301-1 A. Marinetti, A. L. Prosdocimi, Variet alfabetiche e scuole scrittorie nel Veneto antico. Nuovi dati da Auronzo di Cadore, in Tra Protostoria e Storia, Studi in onore di Loredana Capuis, Roma 2011, pp. 305-324.

Altri progetti
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Collegamenti esterni
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Alfabeto runico (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=17455) in Tesauro del Nuovo Soggettario (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/). BNCF, marzo 2013
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Fuark antico:
Traslitterazione: f u a r k g w h n i j p z s t b e m l d o

Fuorc:
Traslitterazione: f u o r c w h n i j o p x s t b e m l d a y ea

Fuark recente:
Traslitterazione: f u o r k h n i a s t b m l

Vedi anche: Rune legate Rune cifrate Poemi runici Pietre runiche Runologia Magia runica

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