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Lingua etrusca - Wikipedia

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Lingua etrusca
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(Reindirizzamento da Alfabeto etrusco) L'etrusco fu una lingua parlata e scritta in diverse zone d'Italia e precisamente nell'antica regione dell'Etruria (odierne Toscana, Umbria occidentale e Lazio settentrionale), nella pianura padana (attuali Lombardia e Emilia-Romagna), dove gli Etruschi furono espulsi successivamente dai Galli, e nella pianura campana, dove furono poi assorbiti dai Sanniti. Tuttavia, il latino sostitu completamente l'etrusco, lasciando solo alcuni documenti e prestiti linguistici nel latino (come ad esempio persona dall'etrusco ersu), e numerosi nomi di luoghi (come Tarquinia, Volterra, Perugia, Mantova, Modena, forse Parma, e un po' tutti i toponimi che finiscono in "-ena" come Cesena, Bolsena, Siena, ecc.). Altri esempi di termini di probabile origine etrusca sono: atrium, fullo, histrio, lanista, miles, mundus, populus, radius, subulo. La lingua etrusca risulta attestata tra il IX secolo a.C. e il I secolo d.C.

Etrusco
Parlato in Periodo Classifica Scrittura Etruria (Italia) IX secolo a.C. - I secolo d.C. estinta Alfabeto etrusco (http://www.omniglot.com /writing/etruscan.htm) Tipo agglutinante Filogenesi isolata, lingue tirseniche

E' una lingua considerata dai pi non indoeuropea, ma oggi alcuni linguisti come Adrados, Bernardini-Marzolla, Pittau ecc. la considerano almeno in parte derivata dalle lingue indoeuropee, in particolare di tipo anatolico, come il luvio.[1]. Alcuni studiosi, tra i quali Helmut Rix, collegano l'etrusco anche alla lingua retica, parlata dai Reti nell'area alpina fino al III secolo. La lingua etrusca, inizialmente diffusa nell'Etruria propria (Alto Lazio - Toscana, tra Tevere e Arno), si afferm successivamente in un'area pi vasta, comprendente parte della pianura padana e della Campania, in seguito alla notevole espansione della cultura etrusca intorno al VI secolo a.C.
Indice 1 Testimonianze archeologiche di un dialetto affine all'etrusco nel Mediterraneo orientale 2 Documentazione diretta ed indiretta sulla lingua etrusca 2.1 Documentazione diretta 3 Struttura grammaticale della lingua etrusca 3.1 Fonetica 3.2 Morfologia 3.2.1 Flessione nominale 3.2.2 Flessione verbale 3.2.3 Flessione pronominale 4 Numerali 5 Alfabeto 6 Calendario 7 Note 8 Bibliografia 9 Voci correlate 10 Altri progetti

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Testimonianze archeologiche di un dialetto affine all'etrusco nel Mediterraneo orientale


Per approfondire, vedi Lingua lemnia.

Nel 1885 fu trovata, nell'isola greca di Lemno, in localit Kaminia, la stele di Lemno, una doppia iscrizione incorporata nella colonna di una chiesa. Tale iscrizione sembra testimoniare una lingua pre-ellenica in tutto simile a quella degli Etruschi. Secondo il massimo storico greco Tucidide, l'isola di Lemno sarebbe stata abitata da gruppi di ("Tirreni", il nome greco degli Etruschi), e il ritrovamento ha fornito la prova sicura che in quell'isola dell'Egeo, ancora nel VI secolo a.C., era parlata una lingua strettamente affine all'etrusco. L'iscrizione di Lemno stata reperita su una pietra tombale sulla quale scolpito un guerriero. L'iscrizione corre intorno alla testa e lungo un lato della figura del guerriero, ed redatta in un alfabeto greco epicorico del VI secolo a.C. Fra le parole chiaramente leggibili ve ne sono due: avi e sialchvei, che vengono giustamente confrontate con le parole etrusche avil "anno" e sealch, il numerale "40". L'iscrizione di Lemno fu pubblicata da E. Nachmanson (Athen. Mitteil. 33 1908, pp. 47. ss.). Tracce degli Etruschi appaiono in alcuni nomi di localit dell'Egeo, di Creta e dell'Asia Minore: uno dei molti esempi (affine al nome gentilizio etrusco Murina di Tarquinia e Chiusi) nome di citt a Creta, nella stessa Lemno, in Misia. Alcuni hanno rintracciato affinit non sicure fra nomi etrusco-latini e nomi di persona presenti nelle tavolette in Lineare B di Cnosso: ad es. ki-ke-ro. Questi dati vengono interpretati da alcuni studiosi come indizio dell'origine orientale degli Etruschi; sono considerati un segno di rapporti di fine et del bronzo fra Mediterraneo occidentale e orientale, da altri studiosi, che integrano la testimonianza dell'iscrizione di Lemno con quella dei geroglifici egizii di Medinet Habu, che parlano dei Popoli del Mare, ed elencano fra gli invasori anche i Twrs, nome che stato confrontato con il greco Turs-ani (dorico) e Tyrs-eni (ionico) e Tyrrh-enoi (attico) e con il latino Tus-ci (da *Turs-ci) ed E-trus-ci.

Documentazione diretta ed indiretta sulla lingua etrusca


Per la lingua etrusca disponiamo di due diversi tipi di documenti: i documenti diretti, ovvero quelli pervenutici in lingua etrusca (quasi esclusivamente per via epigrafica) ed i documenti indiretti, ovvero citazioni di opere letterarie etrusche in testi di altre lingue (e perci tradotti) o i glossar di parole etrusche in altre lingue.

Documentazione diretta
Numerose ed in continuo accrescimento sono le iscrizioni etrusche, in particolare quelle di carattere funerario od elogiativo, le quali hanno per l'unico difetto di essere molto brevi e di riportare quasi esclusivamente nomi propri di persone o divinit. Tuttavia, tra le iscrizioni etrusche, esistono esemplari di notevole interesse: Le Lamine di Pyrgi, ritrovate nell'omonimo santuario e datate intorno al 509-508 a.C., riportano la dedica di un tempio alla dea etrusca Uni da parte del "governante" della citt di Caere, Thefarie Velianas. Le tre lamine, incise su oro, portano sia l'iscrizione in etrusco (circa 50 parole) sia la sua traduzione in lingua cartaginese (non a caso questa iscrizione stata definita "bilingue"), caratteristica che ne ha in parte permesso la traduzione. Il Liber linteus anche detto Mummia di Zagabria, ritrovata in Egitto a met del XIX secolo, il pi

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lungo testo in lingua etrusca di cui disponiamo. Si tratta di un drappo di lino suddiviso in dodici riquadri rettangolari, che era stato utilizzato per bendare la mummia di una donna. detta "di Zagabria" (nel cui museo archeologico ancora conservata) perch fu riportata dall'Egitto come cimelio dal croato Mihail de Brari. Il testo di circa 1200 parole, che reca un calendario rituale, fu riconosciuto e studiato solo alla fine del XX secolo. La Tegola di Capua, una grossa iscrizione su una tegola di terracotta di contenuto religioso contiene circa 300 parole, forse un calendario rituale, particolarmente interessante perch presenta l'iscrizione in forma bustrofedica, piuttosto insolita per le epigrafi etrusche. Il Disco di Magliano una interessante laminetta di piombo circolare con un'iscrizione sui due lati disposta a spirale; vi si contano circa 70 parole. Il Cippo di Perugia un cippo confinario che presenta su due facciate una lunga iscrizione di circa 136 parole. La Tabula Cortonensis una lamina in bronzo risalente al III o II secolo a.C. con iscrizioni in lingua etrusca spezzata in otto parti di cui una risulta mancante. La tavola, delle dimensioni di un foglio di carta da lettere, contiene 206 parole ed considerata il terzo testo etrusco per lunghezza dopo la Mummia di Zagabria e la Tegola di Capua. Ritrovata nel 1992, con molte probabilit un atto notarile in cui si descrive una transazione di vendita di terreni. Va inoltre citata una curiosa iscrizione riportata sul sarcofago di Laris Pulenas, conservato a Tarquinia; l'iscrizione, tracciata sul rotolo aperto che il defunto regge in mano, ne descrive il cursus honorum. Per la loro singolarit vanno infine citati i dadi da gioco in avorio provenienti da Tuscania, dai quali conosciamo i primi sei numerali della lingua etrusca.

Struttura grammaticale della lingua etrusca


L'etrusco caratterizzato da una struttura grammaticale semplice, dal carattere sintetico, specificamente agglutinante che condivide ad esempio con le lingue caucasiche, le lingue dravidiche, le lingue uraliche e le lingue altaiche; inoltre probabilmente caratterizzato dall'ergativit, caratteristiche che condivide per esempio con la lingua basca, la lingua berbera, la lingua curda e la lingua sumera. Alcuni ipotizzano che sia presente anche la corrispondenza semantica biunivoca, caratteristica di alcune lingue uraliche facenti parte del ceppo ugro-finnico.

Fonetica
Della lingua etrusca si possono ricosruire con una certa approssimazione il sistema delle consonanti e quello delle vocali e dei dittonghi. Tra le consonanti, si noti l'assenza delle occlusive sonore b, d , g; sono invece presenti la sibilante palatale sorda [], normalmente indicata con s (ma equivalente a 'sci' nell'it. 'sciabola') e un'affricata dentale sorda, normalmente indicata con z [] ('z' nell'it. 'pazzo'), e molte occlusive sorde aspirate: h [h] ('h' nell'ingl. 'have'), ph [p+h], kh [k+h], fh [f+h], th [t+h]. L'occlusiva velare sorda [k] normalmente trascritta con la lettera c. Si consideri infine che le approssimanti [j] (come la i di 'aiuto') e [w] (come la u di 'uomo') sono rappresentate nella grafia normalmente con i segni delle vocali alte pi vicine, rispettivamente i e u.
Cippo di Perugia (III-II secolo a.C.)

Sistema di suoni della lingua etrusca bilabiali dentali nasali occlusive /m/ /p/, /p/ alveolare /n/ /t/, /t/ /k/, /k/ palatari velari glottidali

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affricate fricative approssimanti vibranti //

/ / /s/, // (postalveolare) /l/ (approssimante laterale) /r/ /j/ /w/ (approssimante labiovelare) /h/

vocali i,e,a,u dittonghi ai , ei , ui , au/av , eu , uv Nella fase pi arcaica la a doveva essere pronunciata posterioremente, in modo abbastanza simile alla o delle lingue italiche (per esempio il latino arcaico Louci- era riprodotto in etrusco arcaico come Lavci-). Successivamente essa fu pronunciata sempre pi centrale, similmente alla a italiana, e fu la u ad abbassarsi sempre pi verso la o italica (in neo-etrusco Lavci- diventa Luvci-). Per quanto riguarda l'accento, nella prima met del V secolo a.C. si diffuse una pronuncia con un forte accento di intensit sulla prima sillaba, fenomeno comune a molta parte dell'area italiana, poich interess anche il latino e l'osco-umbro. Ci provoc la sincope delle vocali atone interne, determinando una delle pi importanti differenze tra etrusco arcaico e neoetrusco (es. alice > alce ["diede"]). nota: Nella trascrizione corrente dell'etrusco mediante il moderno alfabeto latino si utilizzano le lettere latine corrispondenti per quasi tutti i grafemi etruschi. Inoltre si sfruttano le tre lettere greche , , , per indicare le occlusive sorde aspirate, e il segno o simili (ad es. 's' - che indica la sibilante sonora - con un altro segno diacritico) per indicare la sibilante dentale sorda.

Morfologia
Come detto l'etrusco una lingua sintetica di carattere agglutinante. Flessione nominale La declinazione nominale marca le categorie di numero e di caso ed caratterizzata dai seguenti suffissi: nominativo-accusativo (o assolutivo): non marcato. genitivo I: -s ; genitivo II: -(a)l. locativo: -i. ablativo I: -is ; ablativo II: -(a)ls. pertinentivo I: -si ; pertinentivo II: -(a)le. plurale: -r (umano) ; -va (non umano). genitivo plurale: -ra-s (umano) ; -va-l (non umano). pertinentivo plurale: ra-si (umano) ; -va-le (non umano). Nell'etrusco arcaico ci sono alcune piccole differenze per il genitivo II (-(i)a) e per l'ablativo II (-alas). Ogni parola si declina normalmente con una sola forma di genitivo, e conseguentemente anche di ablativo e pertinentivo, ma le regole della distribuzione tra le due declinazioni sono chiare solo per i nomi di persona.

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In epoca tarda si diffonde un locativo in -e (< -a-i), mentre il suffisso -i spesso soppiantato dalla particella -i ("in, dentro") usata come posposizione; inoltre, sempre in epoca tarda, si trovano ablativi I in -es (< -a-is). Con il caso pertinentivo si esprimono il complemento d'agente e l'oggetto indiretto. Esso pu avere per anche usi particolari, che gli derivano dall'essere formato dalla successione dei suffissi di genitivo e locativo, in questo essendo quindi una delle pi evidenti espressioni del carattere agglutinante della lingua. Pertanto si pu considerare il "locativo del genitivo" (-s-i ; -(a)l-e). Ad esempio Aulesi significa "in (quello) di Aule", "nell'ambito di Aule". I suffissi di plurale si differenziano tra nomi "umani" e "non umani" (es. hu "ragazzo" - huur vs avil "anno" - avilva). Il suffisso "non umano" -va presenta varianti determinate dal tema del sostantivo (-cva; -va). Esiste un suffisso -ur per i nomi collettivi; con i numerali il suffisso di plurale "non umano" omesso. Talvolta tra il tema e il suffisso di plurale "umano" si trova una vocale apparentemente di raccordo, che rappresenta invece un residuo del tema preistorico (es. clan, "figlio" - clen-a-r ). I nomi di persona seguono regole particolari: bench in etrusco solitamente non ci sia distinzione di genere grammaticale, i nomi femminili, siano essi prenomi o gentilizi, vengono spesso marcati con -i o -ia. In Etruria meridionale il nominativo del gentilizio maschile viene marcato con -s. Per i nomi di persona, come detto, possibile determinare la distribuzione delle declinazioni: nomi terminanti in vocale: genitivo, ablativo, pertinentivo I. nomi terminanti in dentale, sibilante e femminili in -i: gen., abl., pert. II. nomi terminanti in liquida: gen. I in -us (abl. -uis, pert. -usi). Molti sostantivi si formano dalle radici verbali, che in se stesse rappresentano forme verbali finite. zic = scrivere zic-n = lo scritto, lo scrittore zic-n-ce = egli ha scritto Gli aggettivi spesso derivano dai sostantivi attraverso il suffisso finale -na: sui = tomba > sui-na = tombale Flessione verbale Il paradigma del verbo non si pu ricostruire con certezza, data la documentazione relativamente scarsa. La radice verbale pu essere ampliata con vari suffissi; sono marcate le categorie del tempo e del modo, della diatesi attiva e passiva, ma non del numero. La prima persona del presente non marcata (es. capi "contenere" - mi capi "io contengo"). Esistono apparentemente diversi suffissi di terza persona, ma sembra comunque che una tale definizione non abbia molto senso, perch probabilmente le persone non venivano distinte. Pertanto, sembrerebbe ad esempio che il suffisso di preterito -ce valga per tutte le persone (es. io diedi, tu desti, egli diede, Vel e Velia diedero = mi alce, *un alce, eca alce, Vel Veliac alce). Suffissi verbali noti:

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presente: non marcato. passato attivo: -ce. passato passivo: -e. necessitativo: -(e)ri. ingiuntivo: -e. congiuntivo: -a. imperativo: non marcato. participio presente attivo: -as(a); -u; -. participio passato attivo: -as(a); -nas(a). participio passato passivo: -u; -icu; -iu. Il modo detto necessitativo ha un valore analogo al gerundivo latino; l'ingiuntivo una categoria verbale che formula l'azione senza tenere conto del parametro temporale. In et arcaica il suffisso variava foneticamente tra i ed e, poi prevalse e. Esistono infine anche suffissi che formano nomi d'agente (-(a); es. zila - "colui che fa giustizia, pretore") e nomi d'azione (-il; es. ac-il - "opera", da ac-, "fare"). Flessione pronominale Il pronome personale di prima persona singolare certo ed mi = io , mini = me (ogg.). Per gli altri pu ancora sussistere qualche dubbio, ma sembrebbero: un = te (ogg.). une = in te, per te. enas = <di noi>. unu = voi. I pronomi dimostrativi sono: ica (arcaico)/eca (recente) = "questo", "il". ita (arcaico)/eta (recente) = "questo", "il". dubbio se (i)a sia un pronome possessivo enclitico ("suo") o un terzo pronome dimostrativo. I pronomi marcano tutti l'accusativo (arcaico -n; recente -ni); il plurale indicato con -l. Tra ica e ita, quando sono in opposizione sembra esserci una differenza di vicinanza, maggiore (ica) o minore (ita) rispetto al parlante. noto anche un altro pronome dimostrativo, esta- ("quello"). La declinazione di ica e ita in etrusco recente la seguente: ica: nom.: (e)ca acc.: (e)cn gen.I: cs gen.II: cla, cal loc.: cei abl.I: ces, -cs pert.II: cle acc.plur.: cnl gen.I plur.: czl/csl gen.II plur.: clal
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pert.II plur.: clel ita: nom.: (e)ta acc.: tn gen.I: -ts gen.II: -tla loc.: tei abl.I: teis/-tis/-ts pert.II: -tle I pronomi relativi sono: an per gli "umani" e in per i "non umani". Il pronome relativo-interrogativo ipa.

Numerali
Simboli dei numeri etruschi Decimale Etrusco 1 5 10 50 100 500 1000 u ma ar muval ? ? ? Simbolo * I X

C, (un cerchio con all'interno 5 punti) (un fuso con all'interno 3 punti)

(* La forma dei simboli approssimata, perch non sono inclusi nel set dei caratteri normalmente disponibili nei computer.)

1 thu

16 huthzar 50 muvalch (*machalch)

2 zal, es(a)l 17 ciem zathrum 3 ci 4 a 5 mach 6 huth 18 eslem zathrum 60 *huthalch 19 thunem zathrum 70 semphalch(?) 20 zathrum 80 cezpalch(?) 27 ciem cealch 90 *nurphalch(?) 7 semph(?) 28 eslem cealch 100 ? 8 cezp(?) 29 thunem cealch 1000 ? 9 nurph(?) 30 cialch (cealch) 10 ar 40 ealch

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Alfabeto
L'alfabeto etrusco deriva da quello greco arcaico degli eubei, introdotto in Italia centrale nel VII secolo a.C., in uso nella colonia greca dell'isola di Ischia presso la citt di Cuma. Il verso della scrittura bustrofedico nelle pi antiche iscrizioni, mentre quelle classiche hanno l'andamento verso sinistra come nel punico. Poche iscrizioni seguono l'andamento da sinistra a destra, e in tal caso i caratteri etruschi sono riflessi. Per separare le parole si scrive un puntino. Dall'alfabeto etrusco, e in particolare dall'alfabeto nordetrusco, si ritiene derivino l'alfabeto di Lugano, l'alfabeto venetico, l'alfabeto retico, l'alfabeto lepontico, l'alfabeto camuno e il Fuark antico che la variante pi antica dell'alfabeto runico.[2] Nella seguente tabella, a fianco del carattere etrusco compare la lettera dell'alfabeto latino o greco che meglio lo approssima, segue il suggerimento fonetico.

Evoluzione dell'alfabeto etrusco

Alfabeto etrusco Caratteri etruschi Trascrizione A B C\G D , E V\W \Z , , , H I Suono IPA vocale consonante b (assente) consonante k consonante r, d (assente) vocale e consonante v consonante ts consonante h consonante /t/ vocale i, consonante j

Storia dell'alfabeto Media et del bronzo XIX secolo a.C. Ugaritico XV secolo a.C. Proto-cananeo XV secolo a.C. Fenicio XIVXI secolo a.C. Paleo-ebraico X secolo a.C. Samaritano VI secolo a.C. Aramaico VIII secolo a.C. Brhm VI secolo a.C. Tibetano VII secolo d.C. Khmer/Alfabeto di Java IX secolo d.C. Ebraico III secolo a.C.

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K L M N O P Q , R S T U X() , , F ( KH ) F

consonante k (iniziale) consonante l consonante m consonante n vocale u, o (assente) consonante p consonante consonanti q consonante r consonante s consonante t vocale u, consonante w consonante z consonante /p/ consonante /k/ consonante f

Siriaco II secolo a.C. Arabo IV secolo d.C. Pahlavi III secolo a.C. Avestico IV secolo d.C. Greco IX secolo a.C. Etrusco VIII secolo a.C. Latino VII secolo a.C. Runico II secolo d.C. Gotico III secolo d.C. Armeno 405 d.C. Glagolitico 862 d.C. Cirillico X secolo d.C. Paleoispanico VII secolo a.C. Sudarabico IX secolo a.C. Ge'ez VVI secolo a.C. Meroitico III secolo a.C. Ogham IV secolo d.C. Hangl 1443 d.C. Sillabico canadese 1840 d.C. Zhuyin 1913 d.C.

Calendario
Poco ci resta del computo del tempo degli etruschi.

Non avevano le nostre settimane e quindi neppure il nome dei giorni. Probabilmente il giorno iniziava all'alba. L'anno invece poteva iniziare come nella Roma arcaica il primo giorno di marzo (cio il nostro 15 febbraio), o qualche giorno prima, il 7 febbraio. Probabilmente calcolavano i giorni di ogni mese come i romani, con le calende, che una parola di origine etrusca.

Ci resta testimonianza del nome di otto mesi del calendario sacro. uelcitanus (lat.) = marzo. aberas (lat.) = aprile; apirase = nel mese di aprile. ampiles (lat.) = maggio; anpilie = nel mese di maggio. aclus (lat.) = giugno; acal(v)e = nel mese di giugno. traneus (lat.) = luglio. ermius (lat.) = agosto. celius (lat.) = settembre; celi = nel mese di settembre. xof(f)er(?) (lat.) = ottobre.

Note
1. ^ si veda anche l'analogo problema del tartessico e l'ipotesi di Wikander 2. ^ Giuliano Bonfante, Larissa Bonfante, The Etruscan Language: An Introduction, Manchester University Press, 2002, Edizione II, p. 117 e seguenti

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Bibliografia
L'enigma svelato della lingua etrusca, Giulio M. Facchetti, Newton & Compton editori, Roma, 2000. Seconda edizione 2001. Il mistero della lingua etrusca, Romolo A. Staccioli (alla fine dell'opera presente un glossario di vocaboli etruschi attualmente decifrati con certezza.) Newton & Compton editori, Roma, 1977. 2 dition, 1987. Gli Etruschi: una nuova immagine, Mauro Cristofani, Giunti, Firenze, 1984. L'etrusco una lingua ritrovata, Piero Bernardini Marzolla, Mondadori, Milano, 1984 La parola agli Etruschi, Piero Bernardini Marzolla, ETS, Pisa. Lingua e cultura degli Etruschi, Giuliano e Larissa Bonfante, Editori Riuniti, 1985 Rivista di epigrafia etrusca, Mauro Cristofani (nella rivista Studi Etruschi, pubblicata dall'Istituto di Studi Etruschi e Italici, Firenze) Rix, Helmut: Etruskische Texte, 1991, ISBN 3-8233-4240-1 (2 Bde.) Rix, Helmut: Rtisch und Etruskisch , Innsbruck, Inst. fr Sprachwiss. , 1998, ISBN 3-85124-670-5 Pfiffig, Ambros Josef: Die etruskische Sprache , Verl.-Anst. , 1969 Perrotin, Damien Erwan: Paroles trusques, liens entre l'trusque et l'indo-europen ancien , Paris [u.a.] , L'Harmattan, 1999 , ISBN 2-7384-7746-1 Pallottino, Massimo: La langue trusque Problmes et perspectives , 1978 Guignard, Maurice : Comment j'ai dchiffr la langue trusque , Burg Puttlingen , Impr. Avisseau , 1962 Otto Hoffmann, Albert Debrunner, Anton Scherer: Storia della lingua greca, Napoli, Gaetano Macchiaroli Editore, 1969, vol. I, pp. 25-26. Iscrizioni etrusche, leggerle e capirle Enrico Benelli Introduzione allo studio dell'etrusco, Mauro Cristofani, Leo S. Olschki editore, 1991.

Voci correlate
Civilt etrusca Etruria

Altri progetti
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Collegamenti esterni
L' Ave Maria in etrusco (http://www.christusrex.org/www1/pater/JPN-etruscan.html) La lingua etrusca (http://www.gatc.it/ritagli/linguaetrusca.htm) Sintesi in rete sulla lingua e la civilt etrusca (http://www.romecity.it/Etruscologia.htm) Etruschi e popoli del mare (http://www.reocities.com/SoHo/Workshop /3799/popoli_mare.htm) (archiviato dall'url originale) Etruschi e origini di Roma (http://www.webcitation.org/query.php?url=http://www.geocities.com /m_iulius/academia/Origini_ita.htm) (archiviato dall'url originale) La mummia di Zagabria (http://www.comune.firenze.it/soggetti/sat/tabula/mummia_zagabria.htm) Alfabeti e numerose iscrizioni (http://www.proel.org/alfabetos/etrusco.html) Tavola di Cortona e Lamine di Pyrgi - traduzione (http://mytuscany.splinder.com/archive/2007-09) Lingua etrusca (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=4210) in Tesauro del Nuovo Soggettario (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/). BNCF, marzo 2013

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