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IL PARTICIPIO

Il participio è un modo comune a tutti i tempi (presente, futuro, aoristo, perfetto) ed ha sia la forma attiva (al presente
è un tema in οντ della terza declinazione) in che la forma medio-passiva (caratterizzato dalla desinenza μενος che si
declina come gli aggettivi di prima classe).

Il participio ha sia funzioni nominali che verbali.


Le funzioni nominali del participio sono:
1)participio sostantivato: il participio diventa un vero e proprio sostantivo (come in italiano "cantante- colui che
canta" da cantare, "ricevente- colui che riceve" da ricevere, "insegnante- colui che insegna" da insegnare...) ed è quasi
sempre preceduto dall'articolo;
2) participio attributivo: il participio si comporta come un aggettivo, quindi si unisce ad un nome, e ha lo stesso
significato di una frase relativa (un bambino disobbediente= un bambino che disobbedisce; la torre pendente= la torre
che pende), o, al passivo, di un participio italiano (lodato= che è lodato) e può anche reggere ulteriori complementi
(lodato da molti).
Tra le funzioni verbali ricordiamo:
3) participio congiunto: sostituisce, in forma implicita, una subordinata (causale, temporale, finale, concessiva...) ed è
in genere riferito ad un nome; può tradursi, al nominativo, come un gerundio;
4) participio predicativo: retto da particolari verbi (che indicano percezione, sensazione/sentimento, inizio o fine di
un'azione, o hanno particolari significati di volta in volta segnalati sui dizionari) ne completa il senso, come se fosse un
infinito (si esprimerebbero in greco col participio frasi come "iniziare a dire", "finire di cenare", "ti ho visto arrivare"...)
5) participio assoluto: si tratta di tre forme distinte di cui la più frequente è il cosiddetto "genitivo assoluto"
(corrispondente all'ablativo assoluto latino), come il participio congiunto esprime una subordinata in forma implicita,
ma anziché riferirsi ad un elemento della frase ha un suo soggetto autonomo espresso in genitivo.

ESEMPI

1)
Καὶ μὴν ὑπεραποθνῄσκειν γε μόνοι ἐθέλουσιν οἱ Morire per qualcuno lo desiderano solo quelli che
ἐρῶντες. amano.
Σωκράτης δὲ πάντα μὲν ἡγεῖτο θεοὺς ὁρᾶν, τά τε Socrate credeva che gli dei vedessero ogni cosa: le cose
λεγόμενα καὶ πραττόμενα καὶ τὰ σιγῇ βουλευόμενα. dette e fatte e le cose decise in silenzio.

2)
Ὁ τύραννος ὁ ἐκ τῶν Ἀθηνῶν ἐκβαλλόμενος εἰς τὴν
Σπάρτην φεύγει. Il tiranno cacciato/ che era stato cacciato da Atene fugge
Ὁ τῶν Περσῶν πρεσβευτὴς σὺν τοῖς πολίταις τοῖς τὸν a Sparta.
πόλεμον βουλομένοις διαλέγεται. L'ambasciatore dei Persiani parla coi cittadini che
vogliono la guerra.
3)
Ἔλαφος διωκομένη ὑπὸ κυνηγῶν ἐκρύπτετο ὑπό τινα
ἄμπελον. Una cerva, (essendo) inseguita (=poiché era inseguita)
dai cacciatori, si nascondeva sotto una vite.
Ἀγησίλαος ἔτι μὲν νέος ὢν ἔτυγχανε τῆς βασιλείας. Agesilao, essendo ancora giovane (=quando era/ pur
essendo), otteneva il potere.

4)
Χαίρεις ὁρῶν φῶς. Gioisci nel vedere/vedendo la luce.
Ἀκούω τὸν Φίλιππον ἐπιβαινόμενον. Sento arrivare Filoppo/ sento che Filippo sta arrivando/
sento Filippo che arriva.

5)
Τῶν δὲ ἄλλων θνησκόντων, ὁ Ἀλέξανδρος ἐνίκα. Morendo gli altri (mentre/poiché gli altri morivano),
Alessandro vinceva.