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Divina Commedia/Paradiso/Canto XXIII - Wikisource

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Divina Commedia/Paradiso/Canto XXIII


Da Wikisource. < Divina Commedia | Paradiso
Dante Alighieri - Divina Commedia (XIV secolo)

Paradiso Canto ventitreesimo


Paradiso - Canto XXII
Paradiso - Canto XXIV

Canto XXIII, dove si tratta come lauttore vide la Beata Virgine Maria e li abitatori de la celestiale corte, de la quale mirabilemente favella in questo canto; e qui si prende la nona parte di questa terza cantica.

Come laugello intra lamate !ronde "osato al nido de suoi dolci nati la notte c#e le cose ci nasconde c#e "er $eder li as"etti dis%ati e "er tro$ar lo ci&o onde li "asca in c#e gra$i la&or li sono aggrati "re$iene il tem"o in su a"erta !rasca e con ardente a!!etto il sole as"etta !iso guardando "ur c#e lal&a nasca' cos( la donna m%a sta$a eretta e attenta ri$olta in$er la "laga sotto la )uale il sol mostra men !retta* s( c#e $eggendola io sos"esa e $aga !ecimi )ual + )uei c#e dis%ando altro $orria e s"erando sa""aga, -a "oco !u tra uno e altro )uando del mio attender dico e del $edere lo ciel $enir "i. e "i. risc#iarando' e /0atrice disse* 12cco le sc#iere del tr%un!o di Cristo e tutto l !rutto ricolto del girar di )ueste s"ere34, Pariemi c#e l suo $iso ardesse tutto e li occ#i a$ea di leti5ia s( "ieni

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c#e

"assarmen

con$ien

san5a

costrutto,
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9uale ne "lenilun%i sereni :ri$%a ride tra le nin!e etterne c#e di"ingon lo ciel "er tutti i seni $id i so"ra migliaia di lucerne un sol c#e tutte )uante laccendea come !a l nostro le $iste su"erne' e "er la $i$a luce tras"area la lucente sustan5a tanto c#iara nel $iso mio c#e non la sostenea, ;# /0atrice dolce guida e cara3 2lla mi disse* 19uel c#e ti so&ran5a + $irt. da cui nulla si ri"ara, 9ui$i + la sa"%en5a e la "ossan5a c#a"r( le strade tra l cielo e la terra onde !u gi< s( lunga dis%an5a4, Come !oco di nu&e si diserra "er dilatarsi s( c#e non $i ca"e e !uor di sua natura in gi. satterra la mente mia cos( tra )uelle da"e !atta "i. grande di s= stessa usc(o e c#e si !esse rimem&rar non sa"e, 1>"ri li occ#i e riguarda )ual son io' tu #ai $edute cose c#e "ossente se !atto a sostener lo riso mio4, Io era come )uei c#e si risente di $is%one o&lita e c#e singegna indarno di ridurlasi a la mente )uand io udi )uesta "ro!erta degna di tanto grato c#e mai non si stingue del li&ro c#e l "reterito rassegna, ?e mo sonasser tutte )uelle lingue c#e Polimn%a con le suore !ero del latte lor dolcissimo "i. "ingue "er aiutarmi al millesmo del $ero non si $erria cantando il santo riso e )uanto il santo as"etto !acea mero' e cos( !igurando il "aradiso con$ien saltar lo sacrato "oema

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come

c#i

tro$a

suo

cammin

riciso,
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-a c#i "ensasse il "onderoso tema e lomero mortal c#e se ne carca nol &iasmere&&e se sott esso trema* non + "areggio da "icciola &arca )uel c#e !endendo $a lardita "rora n= da nocc#ier c#a s= medesmo "arca, 1Perc#= la !accia mia s( tinnamora c#e tu non ti ri$olgi al &el giardino c#e sotto i raggi di Cristo sin!iora@ 9ui$i + la rosa in c#e l $er&o di$ino carne si !ece' )ui$i son li gigli al cui odor si "rese il &uon cammino4, Cos( /eatrice' e io c#e a suoi consigli tutto era "ronto ancora mi rendei a la &attaglia de de&ili cigli, Come a raggio di sol c#e "uro mei "er !ratta nu&e gi< "rato di !iori $ider co$erti dom&ra li occ#i miei' $id io cos( "i. tur&e di s"lendori !olgorate di s. da raggi ardenti san5a $eder "rinci"io di !olgAri, ; &enigna $ert. c#e s( li m"renti s. tessaltasti "er largirmi loco a li occ#i l( c#e non teran "ossenti, Il nome del &el !ior c#io sem"re in$oco e mane e sera tutto mi ristrinse lanimo ad a$$isar lo maggior !oco' e come am&o le luci mi di"inse il )uale e il )uanto de la $i$a stella c#e l< s. $ince come )ua gi. $inse "er entro il cielo scese una !acella !ormata in cerc#io a guisa di corona e cinsela e girossi intorno ad ella, 9ualun)ue melodia "i. dolce suona )ua gi. e "i. a s= lanima tira "arre&&e nu&e c#e s)uarciata tona com"arata al sonar di )uella lira onde si corona$a il &el 5a!!iro

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del

)uale

il

ciel

"i.

c#iaro

sin5a!!ira,
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1Io sono amore angelico c#e giro lalta leti5ia c#e s"ira del $entre c#e !u al&ergo del nostro disiro' e girerommi donna del ciel mentre c#e seguirai tuo !iglio e !arai dia "i. la s"era su""rema "erc#= l( entre4, Cos( la circulata melodia si sigilla$a e tutti li altri lumi !acean sonare il nome di -aria, Bo real manto di tutti i $olumi del mondo c#e "i. !er$e e "i. sa$$i$a ne lalito di Cio e nei costumi a$ea so"ra di noi linterna ri$a tanto distante c#e la sua "ar$en5a l< do$ io era ancor non a""ari$a* "erD non e&&er li occ#i miei "oten5a di seguitar la coronata !iamma c#e si le$D a""resso sua semen5a, 2 come !antolin c#e n$er la mamma tende le &raccia "oi c#e l latte "rese "er lanimo c#e n!in di !uor sin!iamma' ciascun di )uei candori in s. si stese con la sua cima s( c#e lalto a!!etto c#elli a$ieno a -aria mi !u "alese, Indi rimaser l( nel mio cos"etto Eegina celi cantando s( dolce c#e mai da me non si "art( l diletto, ;# )uanta + lu&ert< c#e si so!!olce in )uelle arc#e ricc#issime c#e !uoro a seminar )ua gi. &uone &o&olce3 9ui$i si $i$e e gode del tesoro c#e sac)uistD "iangendo ne lo essilio di /a&illDn o$e si lasciD loro, 9ui$i tr%un!a sotto lalto Filio di Cio e di -aria di sua $ittoria e con lantico e col no$o concilio colui c#e tien le c#ia$i di tal gloria,

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