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STORIA ECONOMICA dellINDIA

Premessa: LIndia un paese estremamente vario e complesso, date le sue caratteristiche etniche, linguistiche, religiose e demografiche. E la seconda nazione a raggiungere il miliardo di individui (dopo la Cina), la sua popolazione attuale ammonta a circa 1,2mld, pari al 17% dellintero globo. Leconomia indiana dominata dal settore dei servizi, che rappresenta da solo il 60% del PIL indiano. Seguono il settore agricolo con un 20% e lindustria manifatturiera con il 15%. Rimarchevole risulta essere il settore tecnologico/informatico (IT), che occupa un buon 5% del PIL. I rapporti commerciali con il Regno Unito risultano ancora solidi, essendo il quarto partner commerciale sia per le importazioni che per le esportazioni, alle spalle di Stati Uniti, Cina e Belgio. In particolare, le esportazioni di beni e servizi dal Regno Unito verso lIndia sono aumentate, nellarco di 3 anni, del 26%. Le prospettive attuali per leconomia indiana continuano ad essere positive. Tuttavia, linflazione potrebbe rappresentare un fattore piuttosto delicato, essendo negli ultimi anni in costante aumento (5+% annuo).

Il Periodo Coloniale: Per conoscere e capire levoluzione delleconomia indiana negli ultimi 60 anni, necessario un breve excursus nel periodo coloniale britannico. Vi sono due fasi distinte: i) primo secolo coloniale (1757-1858), durante il quale la Compagnie delle Indie, appoggiate da un esercito moderno, conquistarono man mano lintero territorio indiano, ad eccezione del bacino dellIndo e lAssam. Per leconomia fu un secolo di stagnazione agricola, instabilit amministrativa e di un forte aumento della popolazione, mentre gli inglesi si interessavano esclusivamente allesportazione di ricchezze commerciali. ii) Il secondo secolo coloniale (1858-1947) vede la progressiva estensione del dominio britannico a scapito di piccoli principati marginali. I collegi e le universit fondate dai britannici contribuirono alla formazione di una nuova classe intellettuale indiana, seppur proveniente esclusivamente da ceti sociali abbienti. Fu un periodo di successo economico per alcune regioni privilegiate, ma anche di formazione del modello di sottosviluppo agrario che si trascinato fino ai giorni nostri. Pi di venti tra carestie ed epidemie provocarono milioni di vittime, arrivando pi volte a toccare il 20% della popolazione di un territorio. Alla fine del periodo coloniale, gli inglesi consegnarono una terra dalleconomia fortemente ruralizzata, orientata verso coltivazioni destinate allesportazione ed un sistema industriale subordinato agli interessi britannici.

Indipendenza & Creazione del Modello di Sviluppo Indiano [1947-1980]: Il 15 agosto 1947, grazie all'azione del Partito del Congresso Nazionale Indiano, viene dichiarata lindipendenza. Nacquero due stati sovrani: l'Unione Indiana, a maggioranza ind, e il Pakistan, a maggioranza musulmana. Questa spartizione si accompagna a massacri ed al volontario esilio di milioni di persone. In seguito allassassinio del mahatma Gandhi viene a crearsi un clima di forte instabilit politica, mentre la situazione economica catastrofica: si susseguono crisi alimentari, scarseggiano materie prime essenziali e linflazione fuori controllo. Nel 1950 lIndia adotta una costituzione repubblicana, e sotto la guida del primo ministro Nehru attua il primo piano quinquennale per gestire la situazione di crisi. Si vengono a definire le radici del modello indiano, imperniate attorno a quattro elementi chiave: il nehruismo socialdemocratico, il comunismo sovietico, il gandhismo ed il liberismo temperato delle classi commerciali. Il modello socialista dominer fino met degli anni ottanta, mediante un adattamento al modello sovietico di Feldman ad opera di economisti marxisti guidati da P.C.Mahalanobis, un brillante esperto di statistica. Da lui prender nome il sistema P.C.M, un sistema economico misto nel quale il controllo delleconomia rimane in mano allo Stato attraverso un settore pubblico dominante, al fianco del quale si dispone un settore privato disciplinato da una serie di regolamenti, i cosiddetti Licence Raj. Lidea dei Licence Raj nasce allindomani della dichiarazione di indipendenza, nel 1948. In un contesto di grave crisi delle risorse il governo Nehru attua, mediante la prima Industrial Policy Resolution (IPR), una serie di politiche volte a fissare i confini tra settore pubblico e settore privato di grandi e piccole imprese. Lindustria viene cos divisa in 4 settori: due sotto lo stretto monopolio del governo federale o singoli stati, uno a predominanza pubblica, riguardante industrie civili molto diverse tra loro, ed uno lasciato interamente ai privati, definito come reminder of the industrial field. Il concetto principale ruota intorno al diritto/dovere dello Stato di nazionalizzare qualunque impresa nellinteresse pubblico. Con lIndustral Development & Regulation Act (1951) vengono fissate le condizioni e le soglie per ottenere licenze industriali. Nel 56 una seconda IPR promuove una nuova classificazione dei settori riservati al pubblico/privato, ed caratterizzata da una maggior apertura alle grandi imprese private ed una ridefinizione delle quote riservate alle piccole imprese. In campo agricolo e manifatturiero vengono adottati metodi di controllo indiretti, mediante una politica dei prezzi ed un controllo centralizzato sulla fornitura dei fattori produttivi. Questi primi 30 anni di indipendenza si dimostreranno oltremodo deludenti sul piano economico, con risultati molto lontani dalle speranze iniziali. Viene coniato cos il termine Hindu Rate of Growth, per indicare la lentezza della crescita indiana (PIL pro-capite aumenta del solo 1% annuo); questo periodo comprende due fasi: lera Nehru dal 50 al 664 e la svolta radicale con Indira Gandhi dal 65 al 77.

Il periodo delle Riforme [1980-2005]:

Con il ritorno al potere del Partito del Progresso di Indira Gandhi nel 1980, in seguito alla breve parentesi del governo di Janata (coalizione di partiti di ispirazione conservatrice), un nuovo piano quinquennale rivitalizza leconomia indiana, che comincia gradualmente ad uscire dalla stagnazione (PIL +3,6%, tasso di crescita +6%). Lo sviluppo del regime democratico comporta un cambiamento consistente: nasce il fenomeno del voto di casta ed hanno particolare successo i piccoli partiti regionali. La recente 2nda crisi petrolifera costringe Indira a chiedere aiuto al Fondo Monetario Internazionale, dal quale riesce ad ottenere un prestito agevolato di 5mld di dollari in cambio di una normativa economica pi flessibile. In seguito allassassinio di Indira da parte di una sua fidata guardia del corpo Sikh, sale al potere il figlio Rajiv, il quale attua una politica pi flessibile per quanto concerne le licenze industriali. Si assiste dunque ad una graduale apertura alla concorrenza nel mercato interno, mentre il sistema di licenze import/export viene progressivamente liberalizzato in favore della modernizzazione industriale e delle esportazioni , una priorit in chiave di riduzione dal vincolo estero. I motivi del cambiamento delle prestazioni economiche dellIndia hanno come base 3 fattori chiave: un ambiente esterno pi favorevole, gli effetti della rivoluzione verde ed il cambiamento dinamico del regime di crescita, grazie al nuovo atteggiamento verso il settore privato. In un contesto in cui lIndia era molto lontana dalla sua frontiera produttiva, questi cambiamenti provocarono una risposta rapida ed efficiente dellofferta. I risultati ottenuti furono sorprendenti: crescita dei consumi privati, riorientamento degli investimenti nel settore privato e progressivo aumento di export. Tutto ci permise uno speculare aumento nellimport di macchinari moderni pi efficienti, i quali aprono allIndia la rivoluzione elettronica. Lagricoltura contribuisce allaumento del PIL per un buon 21%, grazie al rinnovato dinamismo dei servizi e del settore manifatturiero ed ai benefici della rivoluzione verde, la quale introduce nuove semenze pi resistenti, progressi nellirrigazione ed un sistema pubblico di distribuzione con politiche attive di prezzo favorevoli agli agricoltori medi. Dal 1985 per lIndia cominci ad accumulare deficit nella bilancia dei pagamenti. Alla fine del 1990, lo stato indiano versa in una situazione di grave crisi economica. Lammontare del debito totale lordo super il 75% del PIL, tanto pi che il debito estero aument sotto la pressione di un bisogno di finanziamento pubblico che assorbiva sempre pi il risparmio interno privato. La prima guerra del golfo non fece che peggiorare ulteriormente la gi fragile situazione, e vennea galla lincompatibilit tra crescita accelerata e politica di bilancio espansiva fuori controllo.

ASSETTO ECONOMICO INDIANO


L'India pu vantare la decima economia al mondo, la quarta, tenendo conto del PPP. In accordo con i maggiori studiosi di economia, sono state le rivoluzionarie riforme seguite all'introduzione del libero mercato a far fare all'India tale passo in avanti. La crescita economica di questa nazione , infatti, la seconda migliore del mondo. L'economia indiana basata prevalentemente sul settore terziario (57%), con i proventi di secondario e primario che seguono a quota 28% e 14%. Diversi sono i dati sulla distribuzione dell'occupazione: il 52% delle persone impiegata nel primario (anche perch i 2/3 della popolazione vive nelle zone rurali). Nel terziario sono impiegati il 34% della popolazione e nel secondario solo il 14%. I cinque maggiori partner commerciali dell'India sono: Emirati Arabi Uniti, Cina, Stati Uniti, Arabia Saudita e Germania. INDUSTRIA L'output nominale industriale netto dell'India il 12mo nel mondo, grazie soprattutto alla rapida (e continua) liberalizzazione del mercato seguita alle riforme del 1991. Il 20% di questo enorme output deriva dall'industria tessile, passata dalla sola produzione di stoffe pi o meno pregiate ad un semi-dominio della produzione mondiale di abiti, ivi compreso l'abbigliamento tecnico sportivo. SERVIZI L'output terziario nominale dell'India il 13mo nel mondo. I settori tecnologie dell'informazione e gestione di processi di investimento sono in crescita del 33% annuo. I lavoratori impiegati nel settore delle tecnologie sono considerati di altissimo livello, grazie agli investimenti statali per istruirli, facendoli diventare impiegati (a basso costo) super competenti, educati e dall'inglese fluente. AGRICOLTURA L'India il secondo esportatore al mondo di prodotti agricoli. Il settore primario resta, a tutt'oggi, il settore di riferimento dell'economia indiana. Nonostante l'andamento della produzione agricola dipenda dalla frequenza e dall'abbondanza dei monsoni, questa nazione pu contare su una fitta ed

efficiente rete di canali per l'irrigazione i quali, diversamente da come si possa credere, non sono figli delle opere inglesi nel Commonwealth ma delle politiche agricole ad ampio spettro degli ultimi anni. FINANZA Il settore finanziario indiano si caratterizza per una sostanziale dicotomia tra le aree urbane (dove in uso il classico sistema di banking), e le aree rurali, dove invece l'economia domestica passa per gestori di denaro non bancari, ivi compresi i prestiti, spesso chiesti a breve termine per l'organizzazione di cerimonie. ENERGIA E RISORSE L'India il quarto stato per consumo di petrolio al mondo ed il dato in crescita, a causa anche dello svilupparsi di un fenomeno di motorizzazione di massa, indotto soprattutto dall'introduzione sul mercato della Tata Nano, vettura concepita espressamente per le famiglie indiane a bassissimo reddito. Nonostante esistano molti giacimenti petroliferi in India, questa nazione deve importare pi della met del petrolio che consuma. Diversamente da quanto appare dagli articoli della stampa italiana, solo il 2,9% dell'energia indiana prodotto da centrali nucleari. La maggior parte prodotta da combustibili fossili (petrolio e carbone) (64%). Molto usate anche le centrali idroelettriche, che forniscono il 24% dell'energia necessaria. In crescita le energie rinnovabili (vento e luce solare), ferme per ora al 7%. ALTRE CARATTERISTICHE Nonostante la crescita economica, in India sussistono gravi problematiche, talune molto radicate nel tessuto sociale. Il 65% degli indiani vive con meno di 40 centesimi di dollaro al giorno (circa 140 dollari l'anno). In risposta a questo, nel 2005 il governo indiano ha approvato l'Atto di Impiego Rurale Garantito, che consente alle famiglie povere delle aree rurali di recepire 100 giorni di salario minimo. La corruzione una delle piaghe indiane. Con la liberalizzazione del mercato cresciuta, purtroppo, l'avidit delle famiglie ricche. Da questa nato il bisogno di una deregulation, da crearsi appunto attraverso la corruzione delle sfere governative, sia locali che statali. Secondo le stime dell'Associazione Banchieri Svizzeri, l'economia sommersa indiana pari a 13 volte (!) il suo debito estero.

Il Bihar e la crescita economica Il Bihar uno stato nord orientale dell'India, considerato per molti aspetti il pi povero del territorio indiano. Teatro di molte tensioni sia sociale che religiose, dove il sistema delle caste era il pi rigido di tutto lo stato, e dove le condizioni di vita non consentivano un decollo economico. Per molti anni risultato all'ultimo posto nel HDI (indice di sviluppo umano) con lo 0,367 e pi di met popolazione sotto la soglia di povert ed oltre il 56% dei bambini al di sotto di tre anni sottopeso. Dal 2005 per le cose stanno cambiando. Il primo ministro del Bihar, Nitish Kumar, ha adottato una politica intraprendente, affinch lo stato possa avere un rilancio economico e possa mettersi in pari con lo sviluppo economico avuto in tutto il territorio indiano. Un primo passo stato la diminuzione della criminalit, e la creazione di una certa stabilit nel paese. Ci ha permesso al commercio locale di prosperare. Cos, dal 2003 ad oggi il Bihar ha avuto una crescita annuale dell'11% (11,3 nel 2009), ben al di sopra della media nazionale del 6,7%, un risultato eccezionale, se si considera che lo stato registra ancora il pi basso reddito pro-capite del paese; presi i due bienni 2005/2006 e 2007/2008, i dati dimostrano come vi stato un calo del settore agricolo (-10,82% nel primo biennio e -8,72% nel secondo), mentre in quello industriale e dei servizi vi stata una crescita significativa: nel 2005/2006 il settore industriale registrava un aumento del 28,26%, mentre i servizi del 3, 09%; nel biennio successivo i due settori registravano rispettivamente, + 17,83% e + 14,73%.

Grafico 1: La crescita economica riscontrata nel Bihar, nel Gujarat ed in India, dal 2000 al 2009 Le politiche che sono state avviate, hanno avuto un grande impulso da parte dell'intero stato indiano, e dalle politiche economiche avviate dal territorio circostante. Il Bihar il territorio indiano pi ricco di materie prime, per questo ha un forte potenziale per diventare lo stato pi industrializzato dell'India. Queste due premesse hanno creato una naturale attrazione per gli investimenti, e quindi hanno fatto in modo che anche il governo (in particolare il primo ministro) si desse da fare per attuare una politica di sviluppo economico. In campo industriale stata attuate una politica, che prevede un incentivo di sovvenzione, esenzione dell'imposta di bollo e della tassa di registrazione, ma ha avuto diversi cambiamenti dovuti anche al mutamento dello scenario internazionale. Si sono quindi concentrati sui lavori pubblici, come la sistemazione e la costruzione di infrastrutture (es. strade), che hanno permesso la creazione di reddito e di occupazione, sulla creazione di domande aggregate, che hanno favorito la crescita dei consumi, nonch impianti per la creazioni di energia dalla biomassa; un esempio di industria energetica data dalla Husk Power System un'impresa che produce energia dagli scarti di riso. Questi quando vengono riscaldati rilasciano un gas che HPS usa per alimentare dei motori diesel che generano energia elettrica. In questo modo, l'energia viene prodotta a prezzo molto basso, e viene resa accessibile ad oltre 100.000 nuclei familiari, raggiungendo la popolazione pi povera. Entro il 2012 HPS pianifica di coprire 2.000 villaggi. Ma anche se sembra tutto molto roseo, guardando poi nel concreto, la situazione in Bihar molto difficile. Gli stessi fondatori della Husk spiegano all'Economist, come nonostante le riforme attuate, nello stato sia ancora difficile investire, grazie alla corruzione dei funzionari statali. Loro spiegano le difficolt avute soprattutto con la Polizia locale, che richiedeva tangenti durante i lavori di costruzione della Husk. I soci hanno deciso di non accettare per non restare sottomessi a quel sistema corrotto, questo non l'unico problema in quanto vi sono altri difetti nel sistema. I funzionari pubblici preferiscono tassare un' impresa che entra nel mercato, piuttosto che una gi avviata, ci scoraggia gli imprenditori, che preferiscono affidarsi a tecnocrati e consulenti scientifici piuttosto che ai funzionari amministrativi. Un'ulteriore difficolt consiste nel fatto che ,nonostante l'istituzione di uno sportello unico per aiutare coloro che vogliano investire nella creazione di industrie, il sistema si dimostra inefficiente, perch le domande arrivano al dipartimento istituito precedentemente, dove i neo-imprenditori non ricevono una risposta, a meno che non siano persone raccomandate. Nonostante lo sviluppo rapido del Bihar, in concreto si pu vedere che della crescita ne hanno beneficiato solo le classi sociali pi alte ed influenti, nonostante l'esempio della Husk Power System sia significativo per dimostrare che nel paese l'intraprendenza e la voglia di aiutare i meno abbienti non manchino.

POLITICA ECONOMICA ESTERA L economia dellIndia si ripresa della crisi mondiale e continua a funzionare vigorosamente, ma linflazione, in continua crescita, elevata; la forte domanda interna, abbinata alla poca crescita dei paesi gi sviluppati, ha aumentato il dficit nel conto corrente della economa indiana; quindi le entrate di capitale fino ad ora. la situazione macroeconomica si potrebbe per complicare nel futuro. Le autorit indiane hanno iniziato unattenta uscita dalle politiche espansive, le quali sono state applicate nel corso della crisi econmica e finanziaria mondiale; lobiettivo stabilito dal governo centrale stato raggiunto nel 2010, situazione che rappresenta unopportunit in pi per la costruzione di uno spazio econmico e la riduzione del rischio di sovracaricare leconoma. C un rinnovato compromesso del governo per la consolidazione fiscale e questo manifesta una preoccupazione per la stabilit macroeconmica dellIndia, situazione che aprezzata dai mercati esteri; non solo c la poltica fiscale restrittiva che aiuta a raffredare leconomia, ma anche un maggior ingresso economico nel 2010 che offre una opportunit per la ricostruzione di uno spazio fiscale pi veloce. LA CRESCITA ECONOMICA INDIANA La crescita economica indiana ai vertici mondiali: dalla met del 2009 grazie alla potente domanda interna (enfasi nellinvestimento in infrastutture) lIndia crescuta e si fortificata; la riattivazione economica mondiale nel 2010 signific una nuova opportunit di crescita (riattivazione simultanea della domanda interna, gli investimenti e la domanda estera dei prodotti indiani). Di fatto il commercio internazionale ha superato fortemente le cifre anteriori alla crisi e si espanso a livelli pi alti della sua storia, quindi arrivando a esportazioni $215mliardi e importazioni $320 miliardi (stime). Questanno le importazioni hanno superato di poco le esportazioni, le entrate di capitale hanno compensato il dficit del conto corrente, contribuendo alla leggera diminuzione del tasso di cambio effettivo nominale; diversamente e il caso dei paesi della Regione Asiatica , dove la Banca della Riserva dellIndia (RBI) intervenuta dal novembre 2009. Linfrastruttura continua ad essere unimportante motore per la crescita e

linvestimento privato che, si presume aumenter in questarea, visto le limitazioni visibili nella capacit produttiva e le buone condizioni di finanziamento estero. Le autorit indiane stanno cercando di favorire linvestimento in infrastrutture ottenendo risultati positivi; vi una riduzione dei costi per affari nello specifico con la razionalizzazione per laquisto di terreni e con limiti nella burocrazia. Leconomia indiana ancora molto protetta ma dal 1991 c stato un cambio verso lapertura econmica, riforme strutturali per la flessibilizzazione e liberalizzazione delleconomia devono ancora essere fatte per alzare i livelli di efficenza e competitivit.

ESPORTAZIONE INDIANA Lo stato indiano ha giocato un ruolo importante nellindustria, visto che tradizionalmente ha mantenuto certe attivit nel regime del monopolio e quindi con interventi statali nel settore, dal 1991 iniziato un processo di liberalizazzione con lapertura alle competenze (imprese grandi). I settori pi floridi sono il petrolchimico e lautomobilstico, competitivi a livello mondiale. La FIEO, Federazione delle Organizzazioni di Export Indiano, creata con il patrocinio del Ministero del Commercio del Governo dellIndia nel 1965, rappresenta le industria e il comercio indiano a livello globale. Dal 2009 fino al 2014, prevista una nuova poltica di commercio estero. Tanti suggerimenti sono partiti dalla Fieo e perci considerati delle nuove politiche a sostegno della diversificazione del mercato e dei prodotti. Si sono aggiunti 26 nuovi mercati di esportazione: 16 in America Latina e 10 in Asia; vi stato un maggiore sviluppo tecnolgico, sostegno e beneficio ai prodotti verdi e ad alcuni prodotti originari del nordest, e c maggiore stabilit e continuit nella poltica di comercio estero. Le nuove politiche sono a favore della pesca, della siderurgia (5produttore acciaio non elaborato a livello mondiale), degli orafi, dellagricoltura (es. the), della farmacologia, della produzione di cuoio e del tessile lavorato a mano (industria pi importante del paese). Vi maggiore flessibilit per gli esportatori: es. pagamento dei diritti di dogana per lesportazione obbligatoria EO anche tramite debito (prima solo in contanti). I tempi necessari alle esportazioni si sono ridotti: es. costi di transazione minori e creazione di un ente di commercio e aiuto per il sostegno allindustria dellIndia e ai suoi esportatori per far valere i suoi diritti nel commercio internazionale. Esportazioni - destino: UAE 12,87%, US 12,59%, China 5,59% (2009). PESO ECONOMICO NEL MONDO Dopo due anni di dficit elevato, lobiettivo della consolidazione fiscale 2010/2011 del 5, 5%; uneccellente poltica stata la liberalizzazione del prezzo della benzina e le riforme fiscali e la promessa di procedere anche col diesel (Codigo impuesto Directo DTC); leliminazione graduale delle esenzioni di importanti affari esteri che si relazionano con le garanzie, le quali razionalizzano il risparmio per aumentare la base tributaria. Per aiutare alla riduzione del sovraccarico delleconomia e la ricostruzione dello spazio fiscale, la crisi mondiale ha dimostrato che esiste una grande performance della

finanza pubblica. Equilibrando larea fiscale si pu operare una poltica anti cclica; esiste anche in India un grande debito pubblico e grandi flussi di capitale, motivo per il quale la consolidazione fiscale sarebbe un ottimo strumento per raffreddare leconomia. L India, che unimportante potenza nell Asia centrale grazie al suo peso econmico ed alla sua posizione geopoltica, sta sviluppando uneconoma nuova e fresca che trova sostegno ogni giorno di pi nelle nuove tecnologie e grazie ad una competente industria sta investendo in maniera efficente nei mercati dei paesi sviluppati.

IL SISTEMA SOCIALE INDIANO:


L'india uno dei paesi emergenti che insieme agli altri BRIC hanno cambiato recentemente le loro condizioni economiche e in parte anche sociali negli ultimi decenni. L'India in crescita: secondo stime ufficiali vi un incremento demografico del 1,38% annuo. Oggi si contano circa 1,17 miliardi di indiani e un aumento pro capite del PIL che si aggira al 9% all'anno. Nonostante questi dati l'India divisa da profonde spaccature sociali. Vi sono persone poverissime che muoiono letteralmente di fame, altre potentissime: Ratan Tata il discendente di

una delle dinastie pi potenti dell'India e Mukesh Ambani al quarto posto nella classifica degli uomini pi ricchi del mondo. Il sistema delle caste, cos viene chiamata la divisione sociale gerarchica di tipo verticale indiana, sopravvive fino ai giorni nostri da pi di 3000 anni: si fa risalire l'origine di questo sistema al periodo vedico (1500 a.C.) ed una divisione di tipo religioso basato sulla contrapposizione di tipo PURO-IMPURO1. La mobilit sociale tra le caste molto difficile e quasi mai vi un movimento da una casta pi bassa a una pi alta, ma di tipo discendente: si nasce in una casta e solitamente si muore nella stessa. Tradizionalmente la societ indiana viene divisa in quattro gruppi (varna): 1. i Brahmini (sacerdoti: interpretano i libri sacri ed hanno il potere assoluto); 2. gli Kshatriya (guerrieri: proteggono i sacerdoti); 3. i Vaisya (artigiani, agricoltori e commercianti: detengono il potere economico, ma sono asserviti dalle caste superiori); 4. gli Sudra (contadini e servi); a questi si aggiunge un quinto gruppo i Paria o Dalit i cosiddetti fuori-casta, gli intoccabili. Sono coloro che svolgono lavori impuri come la concia delle pelli, la pulizia delle strade o dei bagni, becchini ecc.. o che violando le norme hanno perso l'appartenenza ad una casta. Essi vivono emarginati dalla societ, il nome intoccabile deriva dal fatto che sono considerati cos impuri da non poter essere neppure sfiorati un contatto con loro comporta un alto potenziale di contaminazione con la loro casta. Inoltre con l'emergere di nuove attivit le caste si sono ulteriormente divise in sottocaste: tra i Paria ad esempio si possono trovare i Dobhi addetti alla tintoria e i Ravidas cio i conciatori. Se da un lato questa ulteriore suddivisione ha provocato un miglioramento in quanto una differenza anche minima di mansione e di reddito pu far salire una persona pi in alto, da un altro la divisione in circa 6000 sottocaste aumenta le diversit e gli atti di violenza nei confronti di chi sta pi in basso nella scala sociale. BOOM ECONOMICO INDIANO: AUMENTO O DIMINUZIONE DELLE DISPARITA'? La nostra intenzione era di vedere se, grazie all'apertura del 1991, la distribuzione del reddito tra la popolazione cambiata, comparando i dati di due diversi anni (uno precedente e uno successivo al 1991). Pi specificatamente volevamo capire se l'aumento esponenziale del Pil indiano ha creato maggiore benessere anche tra le fasce pi basse di popolazione oppure crea ricchi sempre pi ricchi e i poveri rimangono tali o addirittura peggiorano la loro situazione. Purtroppo riguardo questa tematica i dati disponibili sono davvero pochi, abbiamo consultato vari siti (Banca Mondiale, Undp, World Value Survey, Banca federale indiana..) ed anche libri e rapporti, ma i risultati sono stati alquanto sconfortanti: sembra che la distribuzione del reddito nei paesi in via di sviluppo e nei paesi emergenti sia molto studiata, ma che vi siano grosse difficolt di calcolo delle disparit, non soltanto perch si deve ricorrere a delle stime, ma vi sono anche divergenze di tipo metodologico. Il metodo pi accreditato per l'osservazione delle disparit sembra essere il coefficiente di Gini. CHE COS'E' IL COEFFICIENTE DI GINI? Il coefficiente di Gini2 si basa sulla curva di Lorenz (illustrazione 1), in essa vengono ordinati sull'asse delle ascisse vengono disposte le percentuali delle famiglie, appartenenti ad una determinata popolazione, in ordine crescente di reddito, mentre nell'asse delle ordinate viene individuata la percentuale del reddito detenuta da ciascuna famiglia.

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Il politico, rivista italiana di scienze politiche, n 2, 1983 cit. pag. 378 Gini: dal cognome di Corrado Gini, fu il primo presidente dell'ISTAT.

Illustrazione 1: CURVA DI LORENZ L'indice di Gini deriva dal rapporto tra l'area A compresa tra la curva di Lorenz e la retta a 45, e la somma della aree A + B (ovvero l'intero triangolo). Nel caso il reddito sia egualmente distribuito tale indice vale 0 (0% se espresso in termini %), in quanto la curva di Lorenz coinciderebbe con la retta a 45 e perci l'area A risulterebbe nulla, in caso di massima ineguaglianza l'indice varrebbe invece 1 (100% se espresso in termini %) e significherebbe che un'unica famiglia detiene tutto il reddito.

IL COEFFICIENTE DI GINI IN INDIA:


Nel sito delle Nazioni Unite vi una sezione3 dedicata alla pubblicazione di documenti atti a stimolare la curiosit e il senso critico su una vasta gamma di tematiche correlate a questioni economiche, sociali ed ambientali dell'Onu per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile. I documenti prendono il nome di DESA Working Paper Series, ed il n 45 del luglio 2007 intitolato Le disuguaglianze in India: un sondaggio delle diverse tendenze. In questa relazione viene analizzata la natura e le cause del modello di disuguaglianza e povert in India. Sin dalla liberalizzazione economica dei primi anni 90, gli indizi suggeriscono un aumento della disuguaglianza (sia in termini spaziali che verticali) cos come della povert persistente. Le politiche macroeconomiche potrebbero essere le responsabili di questi trends che includono anche politiche di tassazione regressiva e tagli delle spese; la riforma del settore finanziario ridusse il flusso di credito istituzionale ai piccoli produttori ed agricoltori; la liberalizzazione delle leggi sugli investimenti esteri ed interni port a sempre maggiori squilibri ed asimmetrie regionali negli investimenti, mentre la liberalizzazione del commercio colp i mezzi di sussistenza e loccupazione. Qui di seguito vengono riportati i dati relativi al coefficiente di Gini, suddivisi per aree urbane e rurali e la media nazionale degli anni 1983, 1987-1988, 1993-1994 e 1999-2000.

I dati sono ad opera del World Institute for Development Economics Research dell'Onu, si tratta del primo centro di ricerca applicata e di analisi politiche sullo sviluppo globale e sulle questioni della povert dell'Onu, ha sede ad Helsinki (FK) ed operativo dal 1984.

Si pu notare che nelle aree rurali le disuguaglianze sono progressivamente diminuite, mentre nelle aree urbane l'andamento risulta essere pi costante e si aggira intorno al 34%. Un'altra importante costatazione da fare relativa alle disuguaglianze del coefficiente di Gini tra i vari stati dell'India. Va ricordato che l'India composta da stati molto ricchi e da altri molto poveri. Nella tabella 3 il 50 round corrisponde agli anni 1993-1994, mentre il 55 round agli anni 19992000.

Osservando questi dati si evince che per quanto riguarda le zone rurali l'Assam lo stato ad avere il minor numero di diseguaglianze, mentre il Tamilnadu lo stato con pi disparit. Per le zone urbane il Gujarat e il Haryana risultano meno diseguali, mentre il Maharashtra (che anche lo stato pi ricco dell'India) e il West Bengala hanno i coefficienti pi elevati.

Dati pi recenti vengono forniti dalla CIA (Central Intelligence Agency). Secondo questo istituto il coefficiente di Gini in India di 36.8 nel 2004, perci comparandolo con il coefficiente di Gini complessivo dell'India (incluse sia le zone urbane che rurali) era pari al 32,2 nel 2000, l'aumento ci appare perci significativo. CONCLUSIONI: nonostante l'India tramite il processo di liberalizzazione sia riuscita ad attuare il decollo economico, i dati nel loro complesso ci rivelano un aumento delle diseguaglianze totali e confermano perci quanto letto in numerosi articoli di giornale. A tutti gli effetti l'indicatore del Pil pro capite per l'India pu risultare ingannevole in quanto una grande fetta del reddito nelle mani di una parte della popolazione che si arricchisce sempre pi. Altre famiglie pur avendo migliorato le loro condizioni economiche (sono diminuite le persone che vivono sotto l'1$ al giorno), vedono aumentare il loro divario nei confronti delle famiglie pi abbienti.