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LA POLITICA FINANZIARIA Il ruolo dello stato nelleconomia.

Evoluzione storica TEORIA CLASSICA - finanza neutrale: Inizialmente lattivit del settore pubblico aveva come unico obbiettivo quello di ottenere una quantit di entrate capace di coprire le spese dello stato. Si pensava infatti che la finanza pubblica dovesse essere neutrale, cio non doveva turbare le condizioni di equilibrio che si determinavano spontaneamente. Secondo i principi del liberismo, gli economisti classici e neoclassici del XIX secolo ritenevano che il meccanismo automatico di formazione dei prezzi nel mercato fosse capace di utilizzare tutti i fattori della produzione. Lo Stato infatti non doveva intervenire sul mercato ma soltanto sulla giustizia. Nella seconda met del XIX secolo nacquero politiche che avevano finalit di sviluppo e di redistribuzione del reddito. Lo Stato inizia quindi ad intervenire in settori nuovi, come listruzione e la sanit, che fino a prima erano gestiti da organi religiosi, con lo scopo di avvantaggiare le classi meno abbienti. Lo stato interviene anche nel campo della produzione, come le ferrovie. TEORIA KENESYANA - Finanza funzionale: Tra le due guerre mondiali e per effetto della crisi del 29 si cap che il mercato non in grado da solo di ottenere lequilibrio. Con Keynes nascono nuove concezioni di politica economica e si da una svolta allattivit finanziaria pubblica, che inizia ad avere una funzione attiva nei confronti del sistema, e si parla quindi di finanza funzionale. Lattivit finanziaria diventa uno strumento di politica economica: un mezzo di cui lo stato pu servirsi per promuovere lo sviluppo economico, correggere gli squilibri e attuare una pi equa distribuzione del reddito. Politica fiscale o finanziaria: insieme degli interventi in campo economico effettuati con strumenti della finanza pubblica. La politica fiscale presenta degli aspetti negativi: Gli interventi della politica fiscale a volte risultano inefficaci perch gli operatori economici privati sono in grado di calcolare in anticipo lo possibili conseguenze di una manovra fiscale prima ancora che essa venga attuata, e possono quindi modificare la loro attivit nei modi che ritengono pi convenienti; Gli organi politici adottano manovre dirette ad alleggerire il prelievo fiscale mentre s trovano in difficolt quando devono aumentare il prelievo fiscale, perch questo potrebbe diminuire il consenso elettorale; per questi motivi le scuole di pensiero economico hanno rivalutato il liberismo, senza per escludere la finanza pubblica, e ritengono che lintervento dello stato nelleconomia deve essere ridimensionato in quanto bisogna lasciare spazio alliniziativa privata. Condizioni di equilibrio del sistema Il sistema si trova in equilibrio quando lofferta globale pari alla domanda globale. Lofferta globale costituita dallinsieme di beni e servizi prodotti o importati dal paese, e corrisponde quindi al reddito nazionale. La domanda globale costituita dalla somma dei consumi, degli investimenti e dal flusso delle esportazioni. La domanda per i consumi privati proviene dalle famiglie, che spendono tutto o in parte il loro reddito monetario, costituito dai compensi percepiti come corrispettivo per aver fornito alle imprese i fattori necessari alla produzione. La parte del reddito non destinata ai consumi costituisce il risparmio. La domanda per gli investimenti proviene dalle imprese. La condizione essenziale per lequilibrio del sistema che tutto il denaro risparmiato dalle famiglie affluisca nel mercato dei capitali e venga investito dalle imprese. Se il denaro venisse mantenuto in forma liquida o investito in beni improduttivi, come oro o oggetti da collezione, uscirebbe dal circuito economico e le imprese sarebbero costrette a ridurre gli investimenti e la produzione, data la difficolt a reperire i mezzi finanziari. Per assicurare la stabilit al sistema occorre che ci sia una proporzionalit tra domanda per i consumi e domanda per gli investimenti: Se i consumi sono alti mentre e gli investimenti sono bassi, le imprese non hanno strutture adeguate per espandere la produzione e far fronte alla domanda dei consumatori, e quindi il prezzo aumenta e rimane elevato.

Se gli investimenti sono alti e i consumi sono bassi, le imprese si trovano ad avere impianti e attrezzature con un potenziale produttivo maggiore rispetto al necessario e quindi si trovano a produrre una quantit maggiore di beni rispetto alla domanda, che pu essere assorbita dal mercato oppure si trovano a lasciare inutilizzati i fattori produttivi. In entrambi i casi se entra in crisi. La pubblica amministrazione come operatore del sistema economico Lo stato preleva una parte del reddito delle famiglie e delle imprese per provvedere allorganizzazione dei servizi pubblici. Per quanto riguarda lofferta globale, oltre ai servizi prodotti dalle imprese vanno aggiunti i beni e i servizi prodotti dalla pubblica amministrazione e messi a disposizione della collettivit. Per quanto riguarda la domanda globale alla spesa delle famiglie per i consumi e alla spesa delle imprese per gli investimenti bisogna aggiungere la spesa della pubblica amministrazione che diretta sia a soddisfare i bisogni della collettivit e sia alla creazione di infrastrutture, impianti, beni durevoli che arricchiscono lapparato nazionale. Lequilibrio generale del sistema si pu riassumere con la formula: Y=C+I+G Y=pil; C=consumo; I=investimenti; G=spesa pubblica. Lattivit finanziaria incide sulla situazione delle famiglie e delle imprese che operano nel settore privato. Il prelievo dei tributi corrisponde ad un onere per i cittadini e riduce la disponibilit del loro reddito. Le famiglie colpite da elevate imposte tendono a ridurre i consumi e a non risparmiare. Politica fiscale e politica monetaria La politica monetaria costituita dallinsieme delle misure adottate dalla Banca Centrale per regolare lofferta di moneta. Gli strumenti della politica monetaria sono: La manovra del tasso ufficiale di sconto; La variazione del coefficiente di riserva obbligatoria; Le operazioni di mercato aperto. Questi consentono alla Banca Centrale di regolare la creazione di moneta, e quindi aumentare o ridurre la quantit di mezzi di pagamento in circolazione. Modificando lofferta di moneta si modifica la capacit di spesa delle famiglie e delle imprese e quindi di consumare e investire Vantaggi della politica monetaria: La politica monetaria pi rapida e tempestiva di quella fiscale, le manovre monetarie sono effettuate infatti in tempi brevi e possono essere facilmente modificate a seconda delle necessit. Gli interventi della politica fiscale invece, richiedono tempi molto lunghi e quindi possono non essere efficienti. Le manovre monetarie sono meno soggette a condizionamenti politici, infatti le Banche Centrali sono in una posizione di autonomia rispetto al Governo e possono adottare i provvedimenti necessari per leconomia, anche se politicamente impopolari. Limiti della politica monetaria: Nei periodi di grave crisi economiche le manovre monetarie possono essere poco efficaci: se i ricavi sono bassi non basta semplicemente aumentare la moneta in circolazione per indurre le imprese ad investire, ma necessario lasciare spazio alla politica fiscale ad esempio attraverso un programma di investimenti pubblici. Le manovre monetarie incidono sui tassi di interesse, rendendo leconomia meno stabile. La politica monetaria ha effetti solo nel breve periodo, non adatta a realizzare obbiettivi a lungo termine. importante che politica monetaria e politica fiscale siano coordinate, per evitare gravi problemi. GLI OBBIETTIVI E GLI STRUMENTI DELLA FINANZA PUBBLICA Gli obbiettivi della politica finanziaria I principali obbiettivi sono: Soddisfare i bisogni collettivi attraverso la produzione di beni e servizi pubblici;

Promuovere lo sviluppo economico del paese; Assicurare la stabilit del sistema economico; Attuare unequa distribuzione del reddito. Gli organi politici, per ottenere questi obbiettivi, devono attuare delle scelte: Se lattivit pubblica deve svolgersi per realizzare tutti gli obbiettivi o solo alcuni; Quali, fra gli obbiettivi da raggiungere, hanno priorit; Quanta ricchezza va utilizzata per realizzare gli obbiettivi. Tutte queste scelte dipendono dallindirizzo politico del paese. -Se si tratta di uno stato liberista, si porr due obbiettivi: assicurare il finanziamento delle funzioni pubbliche e promuovere lo sviluppo economico nel lungo periodo; mentre per tutto il resto si lascia spazio alliniziativa privata senza intervenire sugli squilibri e sulla distribuzione del reddito. -Se si tratta di uno stato con un maggiore intervento pubblico, il settore pubblico si espander con obbiettivi maggiori: oltre a svolgere le funzioni essenziali e a promuovere lo sviluppo, lo stato avr il compito di correggere gli squilibri e di distribuire la ricchezza e di soddisfare i bisogni collettivi attraverso i servizi sociali. Gli strumenti della finanza pubblica Ci sono principalmente 4 strumenti: La politica della spesa pubblica, qualunque attivit richiede lutilizzo di mezzi, sia per produrre beni e servizi, sia per incentivare lattivit dei privati, mediante i sussidi e le sovvenzioni. La spesa pubblica immette nel mercato un flusso di denaro che alimenter i consumi e gli investimenti con effetti immediati sulla domanda. La politica delle entrate pubbliche, che forniscono alla Pubblica amministrazione i mezzi necessari per finanziare le spese pubbliche. La principale fonte il prelievo di tributi. La politica di bilancio: il bilancio il quadro contabile che registra le entrate e le spese dello stato. Esso consente di coordinare la manovra della spesa con la manovra delle entrate e di programmare gli effetti complessivi. Lintervento nelle attivit produttive. In questo caso lo Stato si avvale degli strumenti del settore privato: le imprese pubbliche infatti producono beni e servizi destinati alla vendita. Tutto questo pu esistere in un regime di monopolio o di concorrenza con i privati. La politica di sviluppo Il problema dello sviluppo economico diverso a seconda se si tratti di un paese arretrato o di un paese sviluppato. Per quanto riguarda i paesi arretrati il primo obbiettivo quello di uscire dalla povert e dare limpulso per lo sviluppo delle attivit produttive. Nei paesi sviluppati invece lobbiettivo quello di assicurare che lattivit produttiva cresca in funzione dellaumento demografico e delle innovazioni tecnologiche. Per permettere lo sviluppo necessario che il mercato disponga di tutte le risorse produttive, perch anche se mancasse una sola risorsa, si impedirebbe lo sviluppo del sistema. La politica di sviluppo agisce a lungo termine e ha lo scopo di incrementare lofferta per accrescere la capacit produttiva della nazione. Lo strumento principale la spesa pubblica, che manifesta i suoi effetti nel lungo periodo. Ad esempio la spesa per il potenziamento della ricerca scientifica premette il progresso tecnologico; oppure la spesa per listruzione permette una migliore qualificazione professionale. La politica di stabilizzazione In un sistema economico dove le forze di mercato sono lasciate libere, tende a svilupparsi un andamento ciclico che alterna fasi di ripresa e di espansione a fasi di recessione e crisi. Lespansione caratterizzata dallincremento della produzione e dalloccupazione, e da un aumento dei prezzi (quindi inflazione); la fase di recessione caratterizzata da una caduta dei consumi e degli investimenti e dalla disoccupazione. Secondo la teoria Keynesiana gli squilibri sono dovuti alla domanda, che nel periodo di espansione troppo alta, mentre nel periodo di recessione troppo bassa. Lintervento dello stato ha

lobbiettivo di rendere pi stabile leconomia, in modo da favorire loccupazione nei periodi di recessione e diminuire linflazione nei periodi di espansione. Questa politica consiste quindi nellincrementare la domanda nel mercato insufficiente e di frenare la domanda quando nel mercato eccessiva. Tutto questo viene fatto nel breve-medio periodo sia attraverso la politica della spesa che attraverso la politica delle entrate. Per creare nuova domanda nei periodi di crisi lo stato espande la spesa per i consumi e gli investimenti e incentiva i consumi e gli investimenti dei privati attraverso sovvenzioni; nei periodi di ripresa diminuisce la domanda aumentando il prelievo tributario, per limitare la capacit di spesa dei privati. la politica di redistribuzione Attuare unequa distribuzione del reddito significa evitare le forti concentrazioni di ricchezza nelle mani di poche persone. Significa quindi evitare squilibri territoriali, fra zone sviluppate e zone depresse; evitare gli squilibri settoriali, fra i redditi dellagricoltura, dellindustri e del terziario; evitare squilibri funzionali, fra capitale e lavoro. Questa politica si propone di correggere gli squilibri manovrando le entrate e le spese pubbliche in modo da limitare il reddito di alcune categorie e di incrementare quello di altre categorie. Quindi si dovr accentuare il prelievo di tributi sulle categorie con maggiore capacit economica e prevedere lerogazione di spese a favore delle categorie economicamente pi deboli.