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Internazionale 873 | 19 novembre 2010 5
Sommario
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La settimana
19/25 novembre 2010 Numero 873 Anno 18
Calcolare il numero di anni
in cui stato alleato di
Silvio Berlusconi (sedici).
Memorizzare almeno un
paio di sue frasi famose
(Mussolini stato il pi
grande statista del secolo, La Stampa,
1 aprile 1994; Ci sono fasi in cui la libert
non tra i valori preminenti, La Stampa,
3 giugno 1994).
Elencare i nomi dei deputati per cui ha
negato lautorizzazione a procedere o
allarresto (Cesare Previti; Marcello
DellUtri; Gaspare Giudice; Amedeo
Matacena; Umberto Bossi, accusato per la
frase Col tricolore io mi pulisco il culo).
Trascrivere i numeri di due delle leggi di
cui stato promotore (189/02, primo
irmatario con Umberto Bossi della legge
sullimmigrazione clandestina; 49/06
primo irmatario con Carlo Giovanardi
della legge che elimina la distinzione tra
droghe pesanti e droghe leggere, e tra
consumo e spaccio di droga).
Tradurre la frase del Guardian a proposito
della sua presenza nella questura di
Genova durante il G8 del luglio 2001
(He has never been required to explain
what orders he gave).
Esercizi da fare per resistere alla
tentazione di non trovare poi cos male
Gianfranco Fini.
Giovanni De Mauro
settimana@internazionale.it
Esercizi
AttuAlit
16 La nuova sida
di Aung San
Suu Kyi
The Irrawaddy
europA
20 Sarkozy indebolito
pensa solo al 2012
Le Monde
AfricA
e medio orieNte
22 Al Maliki
confermato
premier grazie
allappoggio
dellIran
Al Quds al Arabi
Americhe
24 Tensione al
conine tra
Nicaragua e
Costa Rica
The Economist
AsiA e pAcifico
26 Le industrie
asiatiche alla
conquista del Laos
Asia Sentinel
visti dAgli Altri
28 Berlusconi non
si arrende
The Guardian
iN copertiNA
38 Cocaina
boomerang
Gatopardo
iNdiA
46 Con i piedi
per terra
New Statesman
mozAmbico
54 Dallalba
al tramonto
sui taxi di Maputo
Pblico
scieNzA
58 Oggi no,
domani forse
The New Yorker
portfolio
64 Le ombre
di Las Vegas
Le foto di Mauro
DAgati
ritrAtti
70 Dominique
Strauss-Kahn
Un uomo ai vertici
Newsweek
viAggi
74 Lo scatto
britannico
Financial Times
grAphic
JourNAlism
78 Cartoline
da Palermo
Laurent Mafre e
Stphane Soularue
libri
81 Lenciclopedia
dei norvegesi
Frankfurter
Allgemeine Zeitung
pop
96 Generation why?
Zadie Smith

scieNzA e
tecNologiA
104 Quanto siamo
disposti a pagare
per il nostro
pianeta
New Scientist
106 Il diario della Terra
ecoNomiA
e lAvoro
108 La crisi
delleurozona
al secondo atto
Tages-Anzeiger
cultura
84 Cinema, libri,
musica, tv, arte
Le opinioni
23 Amira Hass
25 Yoani Snchez
34 Keith Gessen
36 Will Hutton
86 Gofredo Foi
88 Giuliano Milani
92 Pier Andrea Canei
94 Christian Caujolle
101 Tullio De Mauro
105 Anahad OConnor
109 Tito Boeri
le rubriche
15 Editoriali
33 Italieni
112 Strisce
113 Loroscopo
114 Lultima
Gatopardo un mensile messicano di attualit e reportage. Larticolo a pagina 38 uscito nel numero di ottobre del 2010 con il titolo El efecto boomerang
de la cocana. The Irrawaddy un mensile di attualit birmana e del sudest asiatico. stato fondato da esuli birmani e ha la redazione in Thailandia.
Larticolo a pagina 16 stato pubblicato online il 14 novembre 2010 con il titolo Aung San Suu Kyi: Burmas national leader. New Statesman Fondato nel
1913, un settimanale di politica e attualit britannico di orientamento progressista. Larticolo a pagina 46 uscito il 5 ottobre 2010 con il titolo Everything
is broken. The New Yorker un settimanale newyorchese di qualit. Larticolo a pagina 58 uscito l11 ottobre 2010 con il titolo Later.
Pblico un quotidiano portoghese fondato nel 1990. Larticolo a pagina 54 uscito il 9 settembre 2010 con il titolo Para c e para l,
assim se movem dois milhes nos chapas de Maputo. Internazionale pubblica in esclusiva per lItalia gli articoli dellEconomist.
le principali fonti di questo numero

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Quant lunga una generazione oggi?
zAdie smith, pAgiNA
Immagini
Lisola malata
Port-au-Prince, Haiti
13 novembre 2010
Una donna con i sintomi del colera vie-
ne trasportata in barella nellospedale
temporaneo allestito da Medici senza
frontiere nella capitale haitiana. Secon-
do le autorit sanitarie dellisola, lepi-
demia ha gi provocato pi di mille vit-
time e le persone ospedalizzate sono
oltre sedicimila. Il 16 novembre stato
confermato il primo caso di colera nella
vicina Repubblica Dominicana. Il 28
novembre ad Haiti si svolger il primo
turno delle elezioni presidenziali. Foto
di Emilio Morenatti (Ap/Lapresse)
Immagini
Piani in fumo
Shanghai, Cina
15 novembre 2010
Il governo di Pechino ha ordinato una
revisione dei piani di sicurezza antin-
cendio in tutto il paese dopo la morte di
53 persone in un incendio a Shanghai. Il
fuoco divampato in un grattacielo di
28 piani. Trentasei persone sono ancora
disperse. La polizia sta indagando sul
numero di estintori presenti nelledii-
cio e sulla frequenza con cui gli abitanti
svolgevano le simulazioni antincendio.
Foto Afp/Getty Images
Immagini
La divisa della festa
La Mecca, Arabia Saudita
10 novembre 2010
I reparti speciali delle forze armate sau-
dite si preparano alla parata militare che
precede linizio dellHaj, il pellegrinag-
gio annuale dei fedeli musulmani alla
Mecca. I riti dellHaj si sono svolti dal 14
al 18 novembre. Lanno scorso in questo
periodo La Mecca ha accolto 2,5 milioni
di pellegrini, di cui 1,6 milioni prove-
nienti dallestero. Foto di Mustafa Ozer
(Afp/Getty Images)
12 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Posta@internazionale.it
Cara Milana, tempo fa ho
preso a mia iglia un coni-
glio. Ma ora troppo gran-
de per stare in casa. Credi
sia sbagliato darlo via?
Non ho molta esperienza con
gli animali domestici, ma tut-
te le volte che ne ho avuto uno
e me ne sono dovuta separare
ho soferto molto. Temo che
lallontanamento del coniglio
avr un inevitabile efetto su
tua iglia.
Se esiste un modo per far s
che il coniglio continui a far
parte della famiglia, cercate di
tenerlo. In caso contrario, le
lacrime saranno inevitabili.
Non ho idea di quanti proble-
mi possa creare un coniglio
adulto in casa, perch la mia
esperienza con questi animali
prevalentemente letteraria
(per esempio il coniglio bian-
co di Alice nel paese delle mera-
viglie).
Anche se non un animale
domestico molto comune, e
che per natura ha abitudini
particolari, sono sicura che
anche per me sarebbe diicile
separarmi da un coniglio che
considero parte della fami-
glia. Ma credo anche che se
per lui diventa diicile vivere
in una casa piccola e senza
giardino, per il suo bene sa-
rebbe giusto pensare di darlo
via. Potresti dire a tua iglia
che il coniglio sofre molto in
uno spazio piccolo perch un
animale a cui piace correre
nellerba, saltellare libera-
mente e avere ogni giorno co-
se nuove da fare. Sono convin-
ta che capirebbe. Penso sia
meglio diventare portavoce
del coniglio che esporre le
proprie opinioni. it
Milana Runjic risponde alle
domande dei lettori allindiriz-
zo milana@internazionale.it
Cara Milana
Un coniglio di troppo
Soldi, donne
e rock
Caro
economista
I regali del governo
Berlusconi

Larticolo di Birgit Schonau
sul declino di Berlusconi (12 no-
vembre) un ottimo punto di
vista straniero, e lo condivido.
Mi fa male, per, leggere che i
liberi professionisti italiani sia-
no genericamente messi tra co-
loro che traggono vantaggi dal-
la sua politica. E che, viene det-
to velatamente, non pagano
tutte le tasse. Cosa? Sono certo
di parlare a nome di tantissimi
professionisti se dico che prima
di tutto non lhanno mai votato,
poi sono contrari alla sua politi-
ca e alla sua persona, inoltre pa-
gano le tasse e inine si trovano
oggi in una situazione econo-
mica molto brutta. Siamo in
tanti che alla ine di questo
2010 guarderemo con preoccu-
pazione e incertezza al prossi-
mo anno. Lunica cosa certa
che pagheremo le tasse.
Lettera irmata

Sono da anni unabbonata, di
sinistra. Larticolo Le ultime
battute mi sembrato pieno di
forzature: la DAddario accolta
come una diva a Venezia e au-
trice di un best seller? Gli italia-
ni che avrebbero accettato da
tempo che il potere nelle ma-
ni di uomini corrotti e dalla
dubbia moralit? E poi basta
prendersela con la Carfagna:
sul modo in cui arrivata alla
poltrona non ci sono dubbi, ma
il suo operato non stato certa-
mente il peggio che ci ha rega-
lato il governo Berlusconi, anzi.
Valentina Paradisi

Eh no! Di solito teniamo In-
ternazionale in casa con la co-
pertina in vista, ma questa set-
timana non ce la possiamo fare:
preferiamo incontrare lo sguar-
do di Clive Owen per sette gior-
ni. Immagino che non saremo
gli unici, quindi potete applica-
re tarifa doppia a Bulgari!
Annalisa e Moreno
Viva i femministi

Tra Ruby, Nadia e veline,
vorrei ringraziarvi per averci
mostrato quanto le problemati-
che femministe siano ben vive.
Il bellarticolo del 12 novembre
(La liberazione delle iglie)
un ottimo spunto di rilessione.
Specialmente per uomini, co-
me me, che si deiniscono
femministi, vista lammira-
zione e la sconinata solidariet
per moglie, iglia, madre, ami-
che, che vivono in un mondo
dove sono ancora molto sfrutta-
te. Da anni, quando posso
esprimere una preferenza, voto
solo per candidate.
Edward Carrino

Il tempo di pensare
Scrivo in riferimento allarti-
colo Il tempo di morire (5 no-
vembre). Sono un oncologo me-
dico. La letteratura scientiica
ricca di studi e casi clinici simili
a quello di Sara, il problema
che sono estrapolati dal conte-
sto, cos per noi medici pi fa-
cile pensare alla malattia che
allindividuo. Consiglio lartico-
lo a tutti i miei colleghi.
Diego Dongiovanni
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I Dire Straits cantano:
Suoni la chitarra su Mtv...
soldi facili e ragazze gra-
tis. Cosa mi dici dei van-
taggi economici di diventa-
re una rockstar? M.K.,
Notting Hill
In Money for nothing Mark
Knopler si lamenta che le
popstar accumulano tanti sol-
di senza fare apparentemente
grandi sforzi. Suona ironico
detto da uno che ha guada-
gnato oltre 80 milioni di euro.
Molti artisti incidono solo un
paio di album e dopo anni di
lavoro ricavano non pi di
ventimila dollari dai diritti
dautore. Questa concentra-
zione di soldi si pu spiegare
in due modi. Il primo con la
teoria dei tornei, dove solo chi
vince guadagna molto. Lidea
dare il massimo di incentivi
in una situazione dov pi fa-
cile valutare il risultato relati-
vo (chi pi bravo) che non
quello assoluto (quanto bra-
vo). Di solito per, nel settore
discograico i guadagni dipen-
dono dai risultati assoluti le
vendite e se li dividono in
due: la casa discograica e il
musicista. I diritti dautore
servono a mantenere vivo lin-
teresse degli artisti. Ecco per-
ch alcuni musicisti sono stra-
pagati e perch saresti uno
sconsiderato se facessi il mu-
sicista per procurarti soldi fa-
cili. Lunico rocker che cono-
sco ha rinunciato alla musica
per diventare un economista.
Tim Harford risponde alle do-
mande dei lettori del Financial
Times.
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 15
Editoriali
Negli ultimi mesi vari paesi del mondo sono sta-
ti obbligati a sistemare i loro conti: entro il 2013 il
rapporto tra deicit e pil non dovr superare il 3
per cento, pena la scomunica.
In Europa ci sono stati drammatici tagli alla
spesa pubblica, pagati dai cittadini. Tanta seve-
rit viene dimenticata quando bisogna regola-
mentare i mercati finanziari, primi colpevoli
della crisi. Per loro, non ci sono scadenze vinco-
lanti n regole perch non ripetano gli abusi e gli
errori del recente passato.
Al deprimente vertice del G2o a Seoul sono
state prese almeno quattro decisioni sul sistema
inanziario internazionale. E tutte dimostrano
che si usano due pesi e due misure.
La prima: sono stati approvati gli accordi di
Basilea 3 per raforzare la capitalizzazione mini-
ma delle banche, ma le banche hanno tempo ino
al 2019 per adeguarsi ai nuovi criteri (cio sei an-
ni in pi di quelli concessi agli stati per ridurre il
loro deicit). La seconda riguarda la deinizione
di quali banche vadano considerate entit siste-
miche, cio capaci di causare problemi globali
se si trovano in diicolt, come la Lehman Bro-
thers. Questa deinizione doveva essere pronta
entro la ine del 2010, e lo sar invece per la ine
del primo semestre del 2011. La terza decisione
stata di rimandare alla ine del 2011 (al prossi-
mo G2o in Francia) la deinizione dei requisiti
che dovranno essere rispettati da queste entit
sistemiche. Ancora una volta il vertice dei prin-
cipali paesi del mondo rinvia un problema alla
prossima puntata.
La quarta decisione stata di non adottare la
tassa sulle transazioni inanziarie che doveva
servire a inanziare gli obiettivi del millennio is-
sati dalle Nazioni Unite o la lotta ai cambiamen-
ti climatici. Il 29 novembre comincia il vertice di
Cancn, che dovrebbe decidere il futuro del pro-
tocollo di Kyoto e il modo per inanziare la ridu-
zione dei gas serra, ma improbabile che si arri-
vi a unintesa.
I risultati del G20 sono deludenti. I banchieri
di tutto il mondo sono daccordo sul fatto che il
2011 sar un anno pi diicile di quello in corso.
Oggi il timore che si produca una coincidenza
nefasta tra la contrazione del credito, il rallenta-
mento della crescita e lindebolimento degli
equilibri delle istituzioni inanziarie. Questa la
situazione. Qualcuno se ne rende conto? u cab
I grandi indecisi
Joaqun Estefana, El Pas, Spagna
Dove comincia la Palestina
Haaretz, Israele
Prima o poi tutte le cose belle iniscono. E al suo
rientro dal viaggio negli Stati Uniti, dove ha fe-
steggiato la vittoria dei suoi amici repubblicani
alle elezioni di met mandato, il premier israe-
liano Benjamin Netanyahu dovuto tornare alla
realt. In in dei conti con lamministrazione
democratica di Obama che deve dialogare. Ai
suoi ministri Netanyahu ha mostrato la proposta
di Hillary Clinton, che prevede una nuova mora-
toria di tre mesi sulle costruzioni negli insedia-
menti in cambio del sostegno diplomatico e mi-
litare statunitense. Al cuore della proposta c la
richiesta di deinire i conini dello stato palesti-
nese che Netanyahu dice di volere.
Lobiettivo della moratoria far tornare a
trattare il presidente palestinese Abu Mazen e
discutere subito la questione dei conini. Fissare
le frontiere porter ordine sugli insediamenti e
chiarir dov che Israele pu costruire e dove
no. Stabilito questo, il negoziato afronter le al-
tre questioni chiave. Finora Netanyahu ha evita-
to di parlare del futuro conine tra Israele e lo
stato palestinese, perch teme di spaccare la sua
coalizione. Ma per il premier israeliano si sta av-
vicinando il momento di scegliere se procedere
verso la soluzione dei due stati, come ha promes-
so, o rifugiarsi sotto lala destra della sua coali-
zione, distruggendo cos i rapporti con lammini-
strazione Obama. La decisione che simpone a
Netanyahu chiara: accettare la proposta statu-
nitense, congelare subito i lavori negli insedia-
menti e issare il conine in base ai nuovi accordi
di sicurezza con gli Stati Uniti. Deve farlo anche
se questa decisione richieder una coalizione
diversa, per esempio con il partito Kadima, e con
la leader dellopposizione Tzipi Livni al posto del
ministro degli esteri Avigdor Lieberman.
Invece di tentare inutili mosse sullo scacchie-
re politico statunitense, Netanyahu deve dar
prova di essere un vero leader accettando lofer-
ta di Barack Obama. Qualsiasi altra decisione
nuocerebbe a Israele e comprometterebbe le gi
scarse possibilit di concludere un accordo con i
palestinesi. u ma
Vi sono pi cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante se ne sognano nella vostra ilosoia
William Shakespeare, Amleto

Direttore Giovanni De Mauro
Vicedirettori Elena Boille, Chiara Nielsen,
Alberto Notarbartolo, Jacopo Zanchini
Comitatodi direzione Giovanna Chioini (copy
editor), Stefania Mascetti (Internazionale.it),
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Pierfrancesco Romano (copy editor)
Inredazione Liliana Cardile (Cina), Carlo
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(economia), Maysa Moroni, Andrea Pipino
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it), Francesca Sibani (Africa e Medio oriente),
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Impaginazione Pasquale Cavorsi, Valeria
Quadri Segreteria Teresa Censini, Luisa
Cifolilli Correzionedi bozze Sara Esposito
Traduzioni I traduttori sono indicati dalla sigla
alla ine degli articoli. Marina Astrologo, Sara
Bani, Caterina Benincasa, Roberta Capasso,
Diana Corsini, Stefano Costa, Gabriele
Crescente, Stefania De Franco, Andrea De Ritis,
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Floriana Pagano, Fabrizio Saulini, Ivana
Telebak, Bruna Tortorella, Stefano Valenti,
Anna Zuliani
Disegni Anna Keen. I ritratti dei columnist sono
di Scott Menchin Progettograico Mark Porter
Hannocollaborato Gian Paolo Accardo,
Isabella Aguilar, Luca Bacchini, Francesco
Boille, Annalisa Camilli, Alessia Cerantola,
Catherine Cornet, Giovanna DAscenzi, Sergio
Fant, Andrea Ferrario, Antonio Frate, Francesca
Gnetti, Anita Joshi, Alessio Marchionna, Jamila
Mascat, Odaira Namihei, Lore Popper, Fabio
Pusterla, Michael Robinson, Marta Russo,
Andreana Saint Amour, Junko Terao, Laura
Tonon, Pierre Vanrie, Guido Vitiello, Abdelkader
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Chiusoinredazione alle 20 di mercoled
17 novembre 2010
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Attualit
I
l 13 novembre la leader democratica
birmana e premio Nobel per la pace
Aung San Suu Kyi stata inalmente
liberata. Questa notizia far nasce-
re molte speranze e aspettative. Ol-
tre a essere la segretaria del suo partito, la
Lega nazionale per la democrazia, Aung
San Suu Kyi anche considerata la leader
politica della Birmania. Mentre era agli ar-
resti domiciliari, alcune voci critiche, sia
allinterno del paese sia allestero, hanno
messo in dubbio la sua popolarit, ipotiz-
zando che non rappresentasse pi la mag-
gioranza dei birmani. Ma si sbagliavano.
Come ha detto Andrew Heyn, lambascia-
tore britannico a Rangoon, tutto fa pensa-
re che il regime abbia ancora paura di lei. I
cittadini birmani oppressi dai militari non
16 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
lhanno dimenticata. Quando a Rangoon si
sparsa la voce della sua liberazione, molte
persone, anche i pi giovani che non lave-
vano mai vista da vicino, si sono radunate
davanti alla sede della Lega nazionale per la
democrazia e hanno marciato ino allabita-
zione di Aung San Suu Kyi, dove hanno
aspettato il suo rilascio senza preoccuparsi
dei soldati in assetto antisommossa.
La nuova sida
di Aung San Suu Kyi
Aung Zaw, The Irrawaddy, Thailandia
La leader democratica birmana stata liberata. Ma ha di fronte un paese ancora
saldamente in mano alla giunta e indebolito dalle sanzioni economiche
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Rangoon, Birmania, 14 novembre 2010. Aung San Suu Kyi davanti alla sede del suo partito
Ma ora bisogna vedere in che modo la
leader dellopposizione afronter le nuove
side e il mutato panorama politico del pae-
se, dove trover problemi molto diversi da
quelli affrontati nel luglio del 1995 e nel
maggio del 2002, le altre due volte in cui la
giunta militare al potere laveva liberata da-
gli arresti domiciliari. Il 7 novembre 2010 si
sono svolte le elezioni legislative birmane,
ma il regime ha manipolato il voto e presto
annuncer la sua vittoria dichiarando di
aver ottenuto un improbabile 80 per cento
dei voti. I militari formeranno un nuovo go-
verno e convocheranno il parlamento, dove
per non sieder Aung San Suu Kyi. I gene-
rali, quindi, potrebbero pensare di averla
neutralizzata per sempre, ma questo calco-
lo rischia di rivelarsi sbagliato. I militari che
governano la Birmania dal 1988 hanno de-
ciso di correre un rischio liberando un per-
sonaggio che gode di una popolarit cos
ampia. Tuttavia, potrebbero anche aver
pensato che ne valeva la pena, visto che
controllano saldamente il paese. La leader
dei democratici, comunque, continuer a
essere una spina nel ianco del regime.
Un passo in avanti
Anche se una dittatura militare, il governo
birmano ha molti appoggi. La Cina ha so-
stenuto le elezioni, mentre lAssociazione
delle nazioni dellAsia sudorientale (Asean)
ha deinito il voto un signiicativo passo in
avanti. Il capo di stato vietnamita Nguyen
Minh Triet, che presidente di turno
dellAsean, ha dichiarato: LAsean invita la
Birmania a continuare nel processo di ri-
conciliazione e democratizzazione nazio-
nale per la stabilit e lo sviluppo del pae-
se.
Ma grazie alla sua lotta non violenta, an-
che Aung San Suu Kyi ha molti amici e am-
miratori in tutto il mondo, e in Birmania
continua a essere un simbolo delle battaglie
contro la giunta. La leader della Lega nazio-
nale per la democrazia ha sempre chiesto ai
suoi avversari di avviare un dialogo politico
serio, ma gli ultimi incontri con i dirigenti
del regime non hanno prodotto grandi ri-
sultati. Anzi, lei non ha fatto altro che entra-
re e uscire di prigione.
Secondo molti osservatori, Aung San
Suu Kyi continuer a invitare al dialogo e
chieder al regime di liberare gli oltre due-
mila prigionieri politici che sono ancora
dietro le sbarre. Ma un fatto ancora pi im-
portante che avr un ruolo cardine nella
riconciliazione e nella riunificazione dei
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 17
gruppi etnici birmani. Prima del suo rila-
scio, infatti, si stava occupando dellorga-
nizzazione di una seconda conferenza di
Panglong. La prima fu presieduta da suo
padre, Aung Sang, e si svolse nel 1947, un
anno prima che il paese ottenesse lindi-
pendenza dalla Gran Bretagna. In quelloc-
casione i rappresentanti dei vari gruppi et-
nici costituirono un fronte unito per lindi-
pendenza.
Dal momento che Aung San Suu Kyi in
grado di conquistare la iducia delle diverse
etnie della Birmania, una seconda confe-
renza di Panglong sarebbe altrettanto im-
portante. La questione se il regime ne
permetter lo svolgimento. Aung San Suu
Kyi vorrebbe anche far ritirare le sanzioni
economiche imposte al suo paese ed favo-
revole allinvio di aiuti umanitari in Birma-
nia e nelle zone confinanti (dove vivono
molti profughi birmani). Ma ora bisogna
vedere in che modo la giunta militare reagi-
r alla sua oferta di dialogo.
I sostenitori e i militanti della Lega na-
zionale sono preoccupati per la sicurezza
della leader birmana. Il popolo sa bene che,
nonostante la scarcerazione, il regime le
rimarr ostile: la liberazione non stata un
gesto di apertura dei militari, che in passato
hanno costruito diverse accuse finte per
mandarla in prigione. Quello che il regime
vuole evitare che Aung San Suu Kyi diven-
ti la Benazir Bhutto della Birmania. usdf
Aung Zaw un giornalista birmano.
il fondatore e direttore di The Irrawaddy,
un mensile pubblicato in Thailandia da
un gruppo di dissidenti birmani fuggiti
allestero.
The Observer,
Gran Bretagna
Lopinione
I
l momento commovente. Aung San
Suu Kyi, una donna di 65 anni fragile
ma irriducibile, tenuta agli arresti per
quindici degli ultimi ventun anni, torna-
ta sorridente a vedere la luce, circondata
dai suoi sostenitori in festa. I promotori
della campagna per la sua liberazione, tra
cui molti paesi occidentali, hanno buoni
motivi per esultare. Ma questo non an-
cora un momento decisivo della storia
birmana. Non ancora arrivato quel
momento Mandela al quale alcuni han-
no creduto di assistere.
Nelson Mandela fu liberato perch il
regime sudafricano aveva capito che la
partita era inita e lapartheid non era pi
sostenibile. Il regime militare birmano,
invece, deciso a restare al potere. Le
elezioni indette dalla giunta sono state
una trufa. Un generale in doppiopetto
diventato primo ministro e, allettati dalle
opportunit commerciali oferte dalla
Birmania, alcuni paesi si dichiareranno
presto disponibili ad allentare le sanzioni.
Questo era uno degli obiettivi che hanno
portato alla liberazione di Aung San Suu
Kyi.
La leader birmana un simbolo di
speranza, forza e fermezza. Ma i generali
avranno anche previsto che questo sim-
bolo del passato possa avere diicolt a
confrontarsi con lattuale realt del pae-
se. Il suo partito, la Lega nazionale per la
democrazia, diviso e non ha contestato
le elezioni. E daltronde Aung San Suu Kyi
stata arrestata gi due volte: quindi se
dar problemi, potrebbe tornare tra i due-
mila prigionieri politici che sono ancora
in carcere. La leader birmana deve af-
frontare ostacoli enormi, ma sar messa
alla prova anche la forza danimo di chi la
sostiene. I generali usano il gesto simbo-
lico della liberazione per coprire le mano-
vre volte a consolidare il controllo sul
pae se. Gli amici di Aung San Suu Kyi non
devono permettere che la solidariet sva-
nisca quando le grida di gioia si saranno
spente. ufp
Non ancora
Mandela
Q
uando mi presentai, Aung San
Suu Kyi mi rivolse uno dei suoi
famosi sorrisi malgrado fosse
esausta. Mi saluti i miei amici
dellIndependent, disse. Era il 7 maggio
2002. Ci trovavamo in una stanzetta della
sede del suo partito, la Lega nazionale per
la democrazia, vicino alla pagoda Shweda-
gon di Rangoon. In quello stesso ufficio
scalcinato il 14 novembre 2010 Suu Kyi ha
tenuto il suo primo discorso dopo il rilascio
dagli arresti domiciliari.
Allepoca la nostra chiacchierata non
dur pi di mezzora e, per sua scelta, par-
lammo solo di politica: il dialogo con il regi-
me, i suoi progetti, i possibili sviluppi della
situazione. Era uno dei rari momenti di spe-
ranza nel mezzo secolo di tirannia birmana.
Uno di quei momenti in cui sembrava che
dialogo e riconciliazione, parole con cui Suu
Kyi bombardava da anni la giunta, potesse-
ro signiicare qualcosa. Nel 2003, invece,
tornata agli arresti e ci rimasta ino al 13
novembre 2010.
In questi anni non ho mai dimenticato
quel breve incontro. Dopo il rilascio di Aung
San Suu Kyi, nel 2002, stavo dando unoc-
chiata intorno alla sede della Lega naziona-
le per la democrazia. Cerano i militanti
impegnati a confezionare le bandiere con
vecchie macchine da cucire e mi avventurai
in lunghe e tortuose conversazioni con diri-
genti di partito dai nomi impossibili. Poi,
senza preavviso, eccola l: un grido dalla
porta, tutti in piedi disposti in due ile, e lei
pass in mezzo, veloce, dritta come un fu-
so, lombra di un sorriso sulle labbra. Quin-
di svan sulle scale dietro alluicio.
Il personaggio di Aung San Suu Kyi sta-
to sempre avvolto da unaura di poesia che
non ha afatto oscurato la sua azione politi-
ca. La poesia cera gi allinizio: minuta e
delicata bellezza, figlia del generale che
Attualit
18 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
aveva strappato la Birmania ai giapponesi e
ai britannici prima di essere assassinato,
iore sbocciato per guidare il movimento
democratico come sogno proibito di una
studentessa attivista, la donna dalla squisi-
ta eleganza con giacca e sarong sempre
coordinati e un rametto di gelsomino tra i
capelli che brillava sul tetro sfondo di una
terra povera. Cera la poesia nellaprile del
1989, quando Aung San Suu Kyi cammin
da sola per le vie di Danubyu, mentre i so-
stenitori guardavano spaventati sul marcia-
piede, verso i soldati pronti a sparare, inch
un uiciale annull lordine allultimo mo-
mento.
Master in letteratura
Aung San Suu Kyi diventata leroina
dellinsurrezione birmana del 1988 senza
volerlo. Si trovata al posto giusto nel mo-
mento giusto. Nel marzo del 1988 aveva
appena cominciato un master in letteratura
birmana moderna alla School of oriental
and african studies di Londra. Non poteva
studiare a tempo pieno perch abitava a
Oxford e i suoi doveri di madre di due ado-
lescenti e di moglie del tibetologo Michael
Aris la occupavano a tempo pieno. I ragazzi,
soprattutto Kim, il pi piccolo, richiedeva-
La donna che divent
leader per caso
Nel 1988 Aung San Suu Kyi
torn in Birmania da Londra
per assistere la madre. Da allora
guida lopposizione al regime
Peter Popham, The Independent, Gran Bretagna
no molte attenzioni e un costante incita-
mento a fare i compiti, mentre Michael era
un sognatore, un marito poco pratico che
dipendeva per quasi tutto da Suu la birma-
na (come la chiamava una cara amica di
Oxford per distinguerla dalle altre Sue).
Niente lavrebbe allontanata dai lavori
domestici. Solo un richiamo emotivo fu pi
forte. Arriv nel marzo del 1988. Una sera
unamica la chiam da Rangoon per dirle
che la madre, Daw Khin Kyi, aveva avuto un
infarto ed era in ospedale. Suu, che andava
in Birmania ogni estate con i igli, conosce-
va bene gli ospedali del suo paese: senza
una famiglia vicina i pazienti non mangia-
vano. Il giorno dopo part. E da allora non
pi tornata in Inghilterra.
Il suo arrivo coincise con lapice di quel-
le proteste studentesche che in cinque mesi
erano diventate una vera e propria rivolta,
quanto di pi vicino a una rivoluzione il
pae se avesse vissuto dallindipendenza.
Una rivolta spontanea, anarchica, senza
leader e sempre pi violenta. In quei mesi
Suu si lasci convincere ad avere un ruolo.
Era la decisione pi importante che avesse
mai preso. Fin dallinfanzia aveva capito
che la sua famiglia aveva qualcosa di spe-
ciale. Il padre, Aung San, era stato ucciso
quando lei aveva due anni. Di lui aveva solo
ricordi vaghi. Quello squarcio profondo
nella sua famiglia era lo stesso che si era
aperto nella societ birmana. Era il motivo,
o uno dei motivi, per cui lindipendenza era
cominciata in modo stentato e caotico, con
il dolce ma confuso U Nu come primo mini-
stro. Aung San, il generale forte, geniale e
pragmatico, avrebbe avuto idee pi chiare
sulla guida del paese.
Nel 1958, quando Suu aveva tredici anni,
arriv lesilio. Su richiesta di U Nu, il capo
dellesercito Ne Win aveva assunto il con-
trollo del governo per ripristinare lordine.
Con il senno di poi evidente che Ne Win
stava preparando il terreno per impadronir-
si del potere assoluto. Cosa che fece nel
1962. Una delle sue prime misure fu aida-
re alle persone scomode alte cariche diplo-
matiche lontano da casa. Cos Daw Khin
1989 La giunta militare mette Aung San
Suu Kyi agli arresti domiciliari.
1990 La Lega nazionale per la democrazia
(Lnd), guidata da Suu Kyi, vince le elezioni
ma la giunta non riconosce il risultato del
voto.
1991 Suu Kyi vince il Nobel per la pace.
1995 La leader dellLnd viene rilasciata.
2000-2002 Secondo periodo di arresti
domiciliari.
2003 Dopo gli scontri tra la polizia e lLnd,
Suu Kyi viene arrestata e ottiene i
domiciliari per motivi di salute.
2007 Il periodo di detenzione viene esteso
per due volte, ino al 2009.
2009 Poco prima della ine della pena, Suu
Kyi condannata ad altri 18 mesi di
detenzione per aver violato le regole dei
domiciliari ospitando un estraneo in casa.
Da sapere
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 19
Kyi fu mandata in India, dove divent la pri-
ma donna birmana a fare lambasciatore.
Fu senza dubbio un esilio dorato. Suu
Kyi trasse enormi beneici dal contatto con
il mondo intellettuale indiano. Daw Khin
Kyi non perse occasioni per parlare del pa-
dre alla iglia. Lentamente, durante ladole-
scenza in India e poi a Oxford, sono emerse
le caratteristiche della donna che oggi. Su
insistenza della madre, ricevette unistru-
zione in tutte le discipline adatte a una ra-
gazza educata allantica: pianoforte, equi-
tazione, sartoria, cucina. Divent una fana-
tica di Sherlock Holmes e di Agatha Chri-
stie. La sua bellezza rainata si manifestava
in tutto il suo splendore. Il suo cammino
cosparso di corteggiatori respinti, e perino
i ragazzi che le piacevano dovevano fare i
conti con una ragazza molto allantica: ri-
iutava lalcol e il sesso prima del matrimo-
nio.
In una serie di lettere inviate a Michael
Aris prima di sposarlo, Suu scrive che prima
o poi il suo paese avrebbe avuto bisogno di
lei e che in quel caso la Birmania avrebbe
avuto la precedenza sul matrimonio. Fino
al 1988, per, lidea di quello che poteva fa-
re per la Birmania rimase molto vaga. Aung
San Suu Kyi voleva fondare una catena di
biblioteche pubbliche e un programma di
borse di studio allestero per i giovani bir-
mani. A Oxford aveva studiato ilosoia ed
economia, ma non aveva mai avuto nessun
impegno sindacale o fatto attivit politica.
Il profondo senso del dovere si era concen-
trato sulla famiglia.
Le ambizioni cominciarono a destarsi
nel 1986, quando accett una borsa alluni-
versit di Kyoto per studiare i documenti
del padre conservati negli archivi giappo-
nesi. Gli studenti birmani le raccontavano
la situazione sempre pi tragica del suo pa-
ese, trattandola con un misto di rispetto e di
speranza. Cosa avrebbe fatto con quel no-
me? Due anni dopo, a Rangoon, ricevette
pressioni simili. Mentre i corpi degli stu-
denti massacrati si accumulavano per le
strade, iumi di persone passavano sotto
casa sua, chiedendole di intervenire. E il 26
agosto 1988 Aung San Suu Kyi si decise. Alla
pagoda Shwedagon tenne il primo vero di-
scorso della sua vita davanti a un milione di
persone. Aveva un talento naturale. ufp
Peter Popham un giornalista dellIn-
dependent. Sta scrivendo una biograia di
Aung San Suu Kyi. Il libro uscir nel 2011
per la casa editrice Rider.
La giunta Negli ultimi ventanni Suu Kyi
ha provato, senza successo, a dialogare
con la giunta. Oggi dovrebbe cercare di
coinvolgere nuove personalit del mondo
accademico ed economico per avere un
ampio consenso sulla riconciliazione na-
zionale in tutto il paese.
Prigionieri politici La liberazione dei
2.100 detenuti politici ancora in carcere
dovrebbe essere la priorit della leader
dellopposizione (il giorno dopo il suo rila-
scio, Suu Kyi ha dichiarato che come pri-
ma cosa si occuper di loro).
Unit nazionale e conlitto etnico ar-
mato In passato Suu Kyi ha gi afermato
di voler tenere una nuova conferenza di
Panglong per ristabilire lunit tra le et-
nie del paese (la prima risale al 1947,
quando i leader di alcune etnie sincontra-
rono a Panglong, nellattuale stato Shan,
in Birmania, con il generale Aung San, ca-
po del governo ad interim, e irmarono un
accordo di collaborazione per afrancarsi
rapidamente dalla Gran Bretagna e getta-
re le basi per luniicazione della Birma-
na). I recenti scontri tra i militari della
giunta e un gruppo di fuoriusciti delleser-
cito buddista democratico karen (Dkba)
dimostrano la necessit di mettere ine al
conlitto armato. Suu Kyi dovrebbe con-
centrarsi sul dialogo con tutti i gruppi etni-
ci per dare vita alla seconda conferenza di
Panglong.
Divisioni politiche Con le ultime elezio-
ni le forze democratiche si sono divise tra
chi ha boicottato il voto e chi lha solo con-
testato. Come capo dellopposizione,
Aung San Suu Kyi dovrebbe cercare di ri-
avvicinare le due parti. Innanzitutto ri-
componendo la frattura tra la Lega nazio-
nale per la democrazia (Lnd) e la Forza de-
mocratica nazionale (Ndf ), formata da chi
era contrario al boicottaggio. Inoltre do-
vrebbe includere i nuovi partiti, nati di re-
cente, nel processo di riconciliazione.
Nuova costituzione e risultato del vo-
to La costituzione voluta nel 2008 dalla
giunta antidemocratica e il voto del 7 no-
vembre fasullo. Suu Kyi dovrebbe formare
unampia alleanza politica per afrontare
questioni costituzionali e parlamentari.
Sanzioni, aiuti e comunit internazio-
nale Aung San Suu Kyi ha cercato in pas-
sato di trovare un modo per far togliere le
sanzioni economiche che colpiscono la
popolazione. Dovrebbe lavorare per la lo-
ro eliminazione e formulare una chiara
politica sugli aiuti umanitari internaziona-
li. Inoltre dovrebbe cercare di aprire di pi
il paese alle agenzie umanitarie e ai loro
programmi.
The Irrawaddy
Vademecum per il futuro
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Rangoon, 16 novembre 2010. Suu Kyi incontra i leader etnici del suo partito
20 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Europa

questo il rimpasto che Nicolas
Sarkozy sognava sei mesi fa? Si-
curamente no. Dalla nascita della
quinta repubblica, nessun presi-
dente aveva mai annunciato un rimpasto
con tanto anticipo. Questo ha spinto molti
membri del governo a preoccuparsi pi del
loro futuro politico che della loro attivit. E
adesso le cose si sono complicate per il capo
dello stato.
Largamente battuto alle elezioni regio-
nali di marzo, Sarkozy ha cercato di reagire.
Durante lestate ha rilanciato il tema della
sicurezza, che durante la campagna eletto-
rale del 2007 gli aveva permesso di attinge-
re al serbatoio elettorale del Front national
(Fn). Poi ha mostrato la sua determinazione
riiutando ogni compromesso sulla riforma
delle pensioni. Inine ha puntato sul presti-
gio internazionale grazie alla presidenza
del G8 e del G20.
Ma questa volta la sicurezza si ritorta
contro di lui. La linea dura nei confronti dei
rom ha suscitato dei dubbi perino in Alain
Jupp (appena rientrato nel governo). Mal-
grado otto giornate di sciopero contro lab-
bassamento dellet pensionabile a 60 an-
ni, Sarkozy ha tenuto testa alla contestazio-
ne e il 9 novembre ha promulgato la legge.
Ma Eric Woerth, il padre della riforma,
stato costretto a lasciare il governo, anche
per lo scandalo Bettencourt. Quanto al G8
e al G20, presto per dire se ofriranno una
ciambella di salvataggio a Sarkozy.
Quel che certo che la strategia
dellEliseo fallita. Dopo queste dimostra-
zioni di fermezza, apprezzate dallala pi a
destra dellUnione per un movimento po-
polare (Ump), il capo dello stato voleva au-
mentare il peso dei centristi provenienti
dallUnione per la democrazia francese
(Udf ). Lidea era di lanciare il ministro
dellambiente Jean-Louis Borloo come pre-
mier al posto di Franois Fillon. Lobiettivo
era puntare sul sociale, come chiedeva la
componente liberale della maggioranza.
Ma Sarkozy si scontrato con lopposizione
dei parlamentari dellUmp provenienti dal
Raggruppamento per la repubblica (Rpr) e
dello stesso Fillon.
Il duello ha avuto conseguenze impor-
tanti: Sarkozy si visto imporre Fillon dai
deputati, cosa che ricorda pi le pratiche
della quarta repubblica che la tradizione
gollista. Richiamato a Matignon, Fillon ha
Sarkozy indebolito
pensa solo al 2012
Il rimpasto voluto dal
presidente ha prodotto un
governo pi schierato a destra,
che invece di risolvere i
problemi del paese si occuper
della campagna elettorale
Olivier Bifaud, Le Monde, Francia
dato vita a un nuovo governo pi in sintonia
con le sue idee. Sono initi i tempi in cui il
presidente paragonava il primo ministro a
un semplice collaboratore. La vendetta un
piatto da servire freddo.
Impegno svuotato
Ormai non resta pi niente dello spirito di
apertura del 2007. Il rimpasto ministeriale
ha prodotto un governo schiacciato sullRpr.
Le poche poltrone attribuite alla compo-
nente centrista dellUmp Michel Mercier
alla giustizia e Maurice Leroy per le citt
non modiicano il quadro. Lultimo afondo
stata la sostituzione di Borloo con Natha-
lie Kosciusko-Morizet, che aveva denuncia-
to la mancanza di coraggio del ministro su-
gli ogm. E comunque al ministero dellam-
biente stata revocata la competenza
sullenergia. Limpegno di mettere lecolo-
gia al centro dellazione di governo ormai
completamente svuotato.
Il vero obiettivo del nuovo governo
preparare la campagna elettorale. Lesecu-
tivo ha diciotto mesi per ridare popolarit a
un presidente indebolito, in crisi nei son-
daggi. Ma forse preferir puntare a un cam-
bio della guardia allEliseo: il piano b si
chiama Franois Fillon. u adr
u Il 14 novembre 2010 il presidente francese
Nicolas Sarkozy ha deciso un ampio rimpasto
per rilanciare lazione del governo in vista delle
elezioni presidenziali del 2012. Franois Fil-
lon stato confermato premier, mentre il mini-
stro dellambiente Jean-Louis Borloo, che pun-
tava a sostituirlo, ha lasciato lesecutivo. Il mi-
nistro degli esteri Bernard Kouchner stato so-
stituito da Michle Alliot-Marie, quello della
difesa Herv Morin dallex premier Alain Jup-
p. Il nuovo governo ha 22 ministri e otto segre-
tari di stato.
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La ministra dellambiente, Nathalie Kosciusko-Morizet
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 21
GRECIA
Vincono
gli astensionisti

Come gi al primo turno, il bal-
lottaggio per lelezione dei sin-
daci stato favorevole al Partito
socialista (Pasok), anche in citt
come Atene e Salonicco da sem-
pre feudi di Nuova democrazia
(Nd). una svolta storica, ri-
conosce Kathimerini, vicino
alla destra moderata. Il governo
socialista di Giorgos Papan-
dreou si raforzato e potr at-
tuare i drastici tagli economici
chiesti dal Fondo monetario in-
ternazionale. Ma il vero vincito-
re del voto lastensionismo,
che ha raggiunto il 50 per cento.
UNIONE EUROPEA
Bocciato
il bilancio

I negoziati tra gli stati membri
e il parlamento europeo sul bi-
lancio dellUe per il 2011 sono
naufragati il 15 novembre, scri-
ve Le Monde. La Commissione
europea dovr ora preparare
una nuova bozza, e nel frattem-
po i primi mesi del prossimo an-
no saranno inanziati sulla base
del budget 2010. Gli stati mem-
bri hanno riiutato di concedere
agli eurodeputati pi poteri sul
bilancio. In particolare Gran
Bretagna e Paesi Bassi hanno
respinto laumento delle risorse
dellUnione attraverso nuove
tasse. I governi europei hanno
cos limitato lincremento del
bilancio al 2,92 per cento, scri-
ve il quotidiano belga Le Soir,
anche se il parlamento euro-
peo aveva chiesto il doppio.
IN BREVE
Spagna L11 novembre co-
minciato il processo al leader in-
dipendentista basco Arnaldo
Otegi (nella foto), accusato di
apologia del terrorismo. Otegi
era il portavoce del partito Bata-
suna.
Gran Bretagna Il 16 novembre
il governo ha annunciato che ri-
sarcir sedici ex prigionieri di
Guantanamo che hanno accusa-
to le forze di sicurezza britanni-
che di complicit nelle torture
subite nella base statunitense.
Russia Sette poliziotti e quattro
ribelli islamici sono morti l11
novembre nei combattimenti a
Makhachkala, la capitale del
Daghestan, nel Caucaso russo.
Trentanni dopo la sua fondazione,
il partito dei Verdi non riesce a
credere ai recenti successi. Nel
1990 lex cancelliere Helmut
Schmidt non lo deiniva neanche un
partito, ma un gruppo di idioti, che
saranno presto dimenticati, scrive
Der Spiegel. Oggi nei sondaggi
supera il 20 per cento dei consensi,
ed la terza forza del paese. Supera i socialdemocratici
(Spd) a Berlino e nel Baden-Wrttemberg. Amministra il
Nord Reno-Westfalia con lSpd, governa con i
cristianodemocratici (Cdu) ad Amburgo e fa parte della
coalizione di maggioranza nel Saarland (con Cdu e
liberali). La forza dei Verdi non consiste tanto nel loro
programma. Sulle questioni economiche, per esempio,
sono piuttosto deboli. Attraggono gli elettori perch
danno limpressione di essere dalla parte giusta. Inoltre,
alcuni punti sui quali si sono battuti come il biologico, le
zone a traico limitato o gli asili autogestiti fanno ormai
parte della quotidianit. Ora si tratta di capire se il partito
in grado di afrontare temi pi complessi, come il lavoro
o lintegrazione degli immigrati.
Germania
Il miracolo verde
Der Spiegel, Germania
ITALIA
REP. CECA
TURCHIA
UNGHERIA
GRECIA
ROMANIA
BULGARIA
AUSTRIA
ALBANIA
RUSSIA
SERBIA
BOSNIA
Il gasdotto South Stream
400 km
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BULGARIA
Un gasdotto
per Putin

In poche ore di visita a Soia, il
premier russo Vladimir Putin ha
registrato una vittoria sul recal-
citrante collega bulgaro Boiko
Borisov, scrive il quotidiano bul-
garo Dnevnik. I due premier
hanno stabilito che il gasdotto
NATO
Incertezza
nucleare

Il 19 e il 20 novembre si svolger
a Lisbona il vertice della Nato,
incentrato sui nuovi obiettivi
dellorganizzazione, ma anche
sui tagli alla difesa decisi da
molti paesi europei, scrive il Fi-
nancial Times. Si discuter
anche della questione delle armi
nucleari non strategiche statuni-
tensi presenti in cinque paesi eu-
ropei (Belgio, Paesi Bassi, Ger-
mania, Italia e Turchia), scrive
Manlio Dinucci su Voltairenet.
org. I primi tre paesi hanno de-
ciso di chiedere il trasferimento
delle armi americane. Questo
lascia pensare che potrebbero i-
nire nei due paesi rimanenti: Ita-
lia e Turchia (nelle basi di Avia-
no e Incirlik).
South Stream, fortemente volu-
to da Mosca, raggiunger il terri-
torio dellUnione europea pas-
sando per la Bulgaria. I due pae-
si daranno vita a una societ mi-
sta a quote paritarie che gestir
la costruzione dellinfrastruttu-
ra. Borisov ha dato il via libera al
progetto senza ottenere in cam-
bio le tanto sperate forniture di
gas russo a prezzi di favore. Lin-
vestimento costituisce un pe-
sante onere inanziario per la
Bulgaria, senza che sia ancora
chiaro quali saranno le entrate
generate dai diritti di transito,
aggiunge il quotidiano. La Rus-
sia ha lanciato un monito alla
Bulgaria, lasciando intendere
che se il progetto non dovesse
procedere come vuole Mosca,
c sempre la possibilit di far
transitare il gasdotto attraverso
la Romania.
22 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Africa e Medio Oriente
L
11 novembre i leader politici ira-
cheni hanno raggiunto un ac-
cordo sullattribuzione delle
principali cariche dello stato. Il
parlamento ha rieletto il curdo Jalal Talaba-
ni come presidente della repubblica, che ha
designato lo sciita Nuri al Maliki per forma-
re il nuovo governo. Al sunnita Osama al
Nujaii, del blocco Al Iraqiya guidato dellex
premier Iyad Allawi, andata la presidenza
del parlamento mentre Allawi guider il
consiglio nazionale per le politiche strategi-
che, un organo di nuova creazione. Laccor-
do mette ine a una crisi politica lunga otto
mesi e dovrebbe portare alla formazione di
un governo di unit nazionale. Ma anche
la prova che in Iraq le alleanze confessiona-
li continuano a prevalere sulle regole della
democrazia. Inoltre, molti esponenti del
mondo politico iracheno hanno gi espres-
so dei dubbi sulleventualit che un governo
del genere possa durare a lungo.
Il vincitore senza poteri
Chi esce sconitto da questi accordi Alla-
wi, il leader di Al Iraqiya, che raggruppa
forze e personalit laiche appartenenti a
comunit diverse. La sua coalizione ha ot-
tenuto il maggior numero di voti alle elezio-
ni del 7 marzo 2010 ma questo risultato non
si tradotto in nuovi incarichi istituzionali.
Al Maliki, invece, riuscito a imporsi come
primo ministro grazie allappoggio delle
forze confessionali sciite: il movimento di
Moqtada al Sadr e il Consiglio supremo isla-
mico iracheno. Dopo aver contestato Al
Maliki per due anni, le due formazioni han-
no messo da parte i loro risentimenti su in-
vito di Teheran. Con questo compromesso,
anche i curdi ottengono buoni risultati. So-
no riusciti infatti a consolidare lidea che la
presidenza della repubblica debba spettare
a uno di loro. Questo fatto sar considerato
sempre di pi come un diritto legittimo da
non mettere in discussione. Lartefice
dellaccordo stato Massud Barzani, presi-
dente della regione autonoma del Kurdi-
stan e leader del Partito democratico del
Al Maliki confermato premier
grazie allappoggio dellIran
La crisi politica in Iraq sembra
avvicinarsi alla ine. Ma
laccordo che dovrebbe portare
alla formazione di un governo
di unit nazionale
estremamente fragile
Al Quds al Arabi, Gran Bretagna
Kurdistan, che ha ospitato a Erbil i colloqui
tra le varie forze parlamentari. Figura chia-
ve della politica irachena, Barzani riu scito
ad aumentare il peso dei curdi sulla scena
politica nazionale e a tenere lontano dal
Kurdistan il suo principale rivale, Jalal Tala-
bani, leader dellUnione patriottica del
Kurdistan, che rimarr a Baghdad.
lIran, per, ad aver fatto la parte del
leone. stato chiaro in dallinizio che il go-
verno di Teheran preferiva Al Maliki come
premier e si opponeva alla nomina di Allawi
come presidente. Ed riuscito a fare in mo-
do che le cose andassero come voleva, di-
mostrando di avere un ruolo fondamentale
nella politica irachena. Eppure, Teheran
non ha contribuito in nessun modo al rove-
sciamento del regime di Saddam Hussein e
gli Stati Uniti hanno fatto per il governo ira-
niano quello che non era riuscito a ottenere
con otto anni di guerra (1980-1988).
Si potrebbe pensare che questo accordo
apra una nuova fase nella storia dellIraq,
favorendo unautentica riconciliazione na-
zionale e lavvio delle riforme necessarie a
mettere ine alla corruzione, allineicienza
dei servizi pubblici e alla mancanza di sicu-
rezza. Ma guardando al passato non c da
essere ottimisti. gim
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In attesa della prima seduta del parlamento di Baghdad, il 14 giugno 2010
Alleanza nazionale la principale
coalizione sciita in parlamento. nata dopo le
elezioni del 7 marzo 2010 dallunione tra
lAlleanza per lo stato di diritto di Nuri al Maliki
e lAlleanza nazionale irachena, in cui sono
conluiti i seguaci di Moqtada al Sadr. Controlla
159 seggi su 325.
Al Iraqiya lalleanza che si formata
intorno allex premier sciita laico Iyad Allawi,
che sostenuto dai leader sunniti che lo
considerano in grado di opporsi allinluenza di
Teheran. Controlla 91 seggi.
Alleanza del Kurdistan formata dal
Partito democratico del Kurdistan di Massud
Barzani e lUnione patriottica del Kurdistan di
Jalal Talabani. Controlla 43 seggi.
Unit dellIraq una coalizione di forze
nazionaliste guidata dal ministro dellinterno
Jawad Bolani. Controlla 4 seggi.
Bbc
Da sapere
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 23
GUINEA
Le promesse
di Alpha Cond

Il 15 novembre la commissione
elettorale di Conakry ha annun-
ciato che il vincitore delle prime
elezioni presidenziali democra-
tiche in Guinea Alpha Cond,
72 anni, di etnia malink, da
sempre allopposizione. Cond
ha ottenuto il 52,5 per cento dei
voti contro il 47,4 per cento
dellavversario Cellou Dalein
Diallo, di etnia peul, che in un
primo tempo si era proclamato
vincitore. In alcune regioni a
maggioranza peul ci sono stati
violenti scontri tra i sostenitori
di Diallo e la polizia, in cui sono
rimaste uccise almeno sette
persone (nella foto, una famiglia
malink scappa dagli scontri con i
peul a Conakry). Il 17 novembre
stato proclamato lo stato
demergenza su tutto il territo-
rio ino alla pubblicazione dei
risultati deinitivi delle elezioni.
Cond, scrive Le Potentiel, ha
promesso di essere il presidente
dellunit nazionale. Tra le side
pi importanti che dovr afron-
tare, ci sono la risoluzione delle
divisioni etniche, lo sfruttamen-
to razionale delle risorse mine-
rarie e la lotta alla povert.
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Oceano
Atlantico
MALI
SENEGAL
LIBERIA
SIERRA
LEONE
GUINEA
BISSAU
GUINEA
Conakry
150 km
Kankan
Cond
Diallo Il voto per regioni
Nel mondo musulmano la festa dellAid
al Adha, che segna la ine del mese del
pellegrinaggio alla mecca e ricorda la
prova superata dal profeta Abramo,
celebrata con il sacriicio di animali.
Questanno in egitto linizio dei
festeggiamenti, il 16 novembre, ha
coinciso con lavvio della campagna per
le elezioni politiche del 28 novembre e
con un aumento folle dei prezzi della carne, fa notare
Al Shorouq. Un caso o il frutto di una chiara volont
politica? Di certo, il partito nazionale democratico (pnd)
del presidente Hosni mubarak, al potere da pi di
trentanni, ne ha approittato per parlare alla pancia degli
elettori. Il sottosegretario agli afari militari said
mashaal, candidato del pnd nella regione di Helwan, ha
organizzato vendite di carne a prezzi stracciati. Un altro
politico del partito governativo ha distribuito sessanta chili
di carne ai lavoratori di un quartiere del Cairo. A sohag,
invece, un candidato indipendente ha fatto una vera
opposizione allegiziana: mentre lavversario ofriva un
chilo di carne in cambio di un voto, lui ne regalava uno di
carne e uno di pomodori.
Egitto
La pancia del popolo
Al Shorouq, Egitto
luna di notte in Israele, ma
io sono a san Diego, negli stati
Uniti, e sono le tre del pome-
riggio. ricevo un messaggio al
computer con una domanda in
ebraico: Insonnia?.
sh. Ho gi parlato di lui in
passato. sette anni fa, quando
aveva appena lasciato leserci-
to, mi ha spedito unemail:
Disapprovo tutto quello che
scrive, ma non trovo le parole
per ribattere. Ci incontriamo
per un caf?. Non pensava
che lavrei fatto. Invece ci sono
andata. Da allora ci siamo in-
contrati molte volte, e piano
piano sh si allontanato dalle
comode posizioni dellopinio-
ne pubblica dominante.
Dunque sh, che non sa do-
ve mi trovo, mi scrive nel cuo-
re della notte israeliana.
sono a san Diego. e tu
perch non dormi?.
sono a sion, per insegnare
ai sionisti.
I sionisti dovrebbero dor-
mire di notte, per essere bravi
occupanti di giorno.
Anche i sionisti sofrono
dinsonnia.
Ieri, durante una confe-
renza, ho elencato le aziende
che speculano sulloccupazio-
ne. Forse dovrei aggiungere il
mio nome allelenco.
Gi. Alla ine scopriremo
che loccupazione una cospi-
razione tua e di Gideon levy.
Come mai sofri dinson-
nia? Ti hanno richiamato come
riservista?.
piantala. lultima volta
che mi hanno chiamato, i colo-
ni mi hanno dato del nazista.
Ti mander un link con
una ninna nanna.
sei un tesoro, grazie.
ecco il link: intern.az/deGTj4.
un video, guardatelo! nm
Da San Diego Amira Hass
Ninna nanna
IN BREVE
Camerun Il 17 novembre sei
persone sono morte nellattac-
co a una piattaforma petrolifera
al largo della penisola di Bakas-
si. lazione stata attribuita ai
ribelli dellAfrica marine com-
mando (Amc).
Madagascar Il generale Nol
rakotonandrasana ha dichiara-
to il 17 novembre di aver preso
il controllo dello stato ma le au-
torit hanno smentito. erano in
corso le operazioni di voto per il
referendum costituzionale.
Nigeria Il movimento per
lemancipazione del delta del
Niger (mend) ha rivendicato il
16 novembre il rapimento di
sette persone durante lattacco
a una piattaforma dellazienda
statunitense exxonmobil.
Rdc Il 17 novembre 23 civili so-
no morti in un attacco dei ribel-
li hutu ruandesi nel Nord Kivu.
Somalia Il 17 novembre 21 civi-
li sono morti nei combattimenti
tra islamisti e soldati dellUnio-
ne africana a mogadiscio.
Striscia di Gaza Un miliziano
islamista, Islam yassin, stato
ucciso insieme al fratello il 17
novembre in un raid aereo
israe liano a Gaza.
24 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Americhe
L
a giungla alla foce del iume San
Juan sembra di poco valore. Ma
per il presidente del Nicaragua
Daniel Ortega, questa palude si
sta rivelando utile. La riva destra del iume
segna il conine tra il Nicaragua e la Costa
Rica. I due paesi si contendono i diritti di
navigazione da pi di un secolo. Ma alla ine
di ottobre il Nicaragua passato ai fatti: un
gruppo di nicaraguensi che dragava il iume
si accampato sulla sponda costaricana con
la protezione di una cinquantina di soldati.
La Costa Rica ha inviato sul luogo settanta
poliziotti e si rivolta allOrganizzazione
degli stati americani (Osa), che ha chiesto il
ritiro del Nicaragua entro il 27 novembre e
lapertura di colloqui. Secondo il coman-
dante Edn Pastora, il Comandante Zero
della guerriglia sandinista, Google maps
indicava che il campo era in territorio nica-
raguense. Google ha ammesso unimpre-
cisione nella sua mappa, sottolineando
per che non ci si pu basare su queste map-
pe per decidere un intervento militare. In-
tanto a Managua Ortega si gode il suo mo-
mento di successo: per la prima volta in
quattro anni, il 3 novembre ha ottenuto il
consenso unanime in una votazione nellAs-
semblea nazionale. Proprio in coincidenza
con lapertura della campagna elettorale.
Secondo la costituzione del Nicaragua,
un presidente pu essere rieletto per due
mandati non consecutivi. Ortega, che ha
governato dal 1985 al 1990 ed stato rielet-
to nel 2006, non pu ripresentarsi. Ma lex
leader sandinista ha cercato di abolire le li-
mitazioni costituzionali alla sua rielezione.
Non riuscendo a ottenere la maggioranza
in parlamento, si rivolto ai suoi alleati nel-
la corte suprema: i giudici hanno stabilito
che il divieto di rielezione vola i suoi diritti
umani. Il presidente ha quindi prorogato
illegalmente i mandati di questi giudici. Per
giustiicare questa scelta, i leader del parti-
to sandinista hanno ordinato la stampa di
una costituzione riscritta (ma falsa) durante
una festa nazionale a settembre. Le autorit
elettorali hanno accettato la candidatura di
Ortega per il 2011.
Rivoluzione tradita
Il presidente il favorito. Nonostante la ri-
duzione degli aiuti occidentali per non aver
rispettato la costituzione, Managua pu
contare sulle donazioni del Venezuela, che
si aggirano intorno ai 400 milioni di dollari
allanno. Grazie a questi fondi, gestiti attra-
verso una societ privata, Ortega regala ri-
vestimenti di zinco per i tetti delle case e
capi di bestiame, oltre a garantire tarife
contenute per i mezzi pubblici.
Lopposizione, divisa alle elezioni del
2006, ha trovato un possibile candidato:
Fabio Gadea, 80 anni. Il noto giornalista
radiofonico un conservatore popolare
nelle zone rurali del paese, dove di solito
lopposizione non vince. Gadea non ha an-
cora parlato del suo programma, al di l del-
le accuse a Ortega. I suoi consiglieri hanno
una speranza, che sembra inverosimile: eli-
minando la corruzione e lineicienza, lop-
posizione potr contare sullo stesso potere
economico del Fronte sandinista di libera-
zione nazionale (Fsln) anche senza laiuto
del Venezuela. Ortega in testa a tutti i son-
daggi, ma non vuole correre rischi. I gradi
pi alti della polizia sono stati rimpiazzati
con nomi vicini allFsln; lattuale capo della
polizia una donna molto rispettata, ma il
suo mandato si concluder prima delle ele-
zioni. Lesercito viene corteggiato con astu-
zia, dando incarichi ministeriali ai generali
in pensione.
Secondo Vilma Nez, presidente del
Centro nicaraguense de derechos huma-
nos, i dissidenti sono minacciati dai Consi-
gli per il potere popolare. Ortega un truf-
fatore. Questa rivoluzione non ha niente a
che vedere con quella sandinista, conclude
Nez, prigioniera politica durante la ditta-
tura della famiglia Somoza. usc
Tensione al conine
tra Nicaragua e Costa Rica
Da ine ottobre una cinquantina
di soldati del Nicaragua sono
accampati sulla sponda
costaricana del iume San Juan.
La giustiicazione: un errore
di Google maps
The Economist, Gran Bretagna
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Il iume San Juan
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 25
CUBA
Arnaldo Ramos
libero

Il 13 novembre il governo di
Ral Castro ha liberato Arnaldo
Ramos Lauzurique, un econo-
mista di 68 anni condannato a
diciotto anni di carcere nel
2003, scrive La Nacin. Ra-
mos il primo dissidente del
Gruppo dei 75 che Cuba accetta
di liberare, grazie alla mediazio-
ne della chiesa cattolica, senza
chiedere la sua espulsione im-
mediata dal paese.
IN BREVE
Argentina-Uruguay Il 15 no-
vembre i governi dei due paesi
hanno raggiunto un accordo per
mettere ine alla disputa sulla
fabbrica di cellulosa a Fray Ben-
tos, in Uruguay. Secondo Bue-
nos Aires, la fabbrica inquinava
le acque del iume Uruguay, che
segna il conine tra i due paesi.
Canada L11 novembre stata
inaugurata a Inuvik, nei Territo-
ri del Nordovest, la moschea pi
a nord del paese.
Almeno due persone sono morte e una trentina sono
rimaste ferite negli scontri scoppiati il 15 novembre a Cap-
Hatien tra la popolazione e i caschi blu delle Nazioni
Unite. Secondo lOnu, un soldato ha sparato per legittima
difesa dopo essere stato attaccato da un gruppo di
manifestanti armati. Gli haitiani accusano i peacekeeper
nepalesi, arrivati ad Haiti a met ottobre, di aver portato il
colera. La malattia ha gi provocato pi di mille vittime.
Intanto, scrive La Jornada, stato confermato il primo
caso di colera nella vicina Repubblica Dominicana. u
Haiti
Scontri con i caschi blu
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STATI UNITI
Un anno
da fame

Pi di 50 milioni di cittadini sta-
tunitensi vivono in unit fami-
liari che nel 2009 hanno avuto
diicolt a nutrirsi adeguata-
mente. La cifra comprende 17
milioni di bambini, mezzo mi-
lione dei quali sofre di carenze
alimentari gravi, scrive il Wa-
shington Post. Secondo il mi-
nistero dellagricoltura statuni-
tense, che ha difuso i dati, gli
americani che nel 2009 si sono
nutriti grazie ai food stamps, i
buoni alimentari per le famiglie
meno abbienti, sono 42 milioni,
uno ogni otto abitanti.
CANADA
I diritti
degli indigeni

Il Canada ha appoggiato ui-
cialmente la Dichiarazione delle
Nazioni Unite sui diritti dei po-
poli indigeni, un documento
non vincolante che ha lobiettivo
di proteggere i diritti di circa 370
milioni di persone appartenenti
ai popoli indigeni nel mondo.
Approvata nel 2007 dopo 22 an-
ni di negoziati, la dichiarazione
aferma che i popoli indigeni
hanno diritto alla propriet della
terra e non possono essere sfrat-
tati dai loro territori senza il loro
consenso. Dopo la irma di Ca-
nada, Australia e Nuova Zelan-
da, solo gli Stati Uniti non hanno
ancora approvato il documento,
spiega il quotidiano La Presse.
Port-au-Prince, Haiti. Un soldato dellOnu
In cifre (milioni)
Unit familiari in cui
c insicurezza alimentare
Persone che vivono
in unit familiari in cui
c insicurezza alimentare
Bambini che vivono
in unit familiari in cui
c insicurezza alimentare
Persone che hanno
ricevuto buoni alimentari
nel mese di dicembre

17,1
49,1


16,7
31,6

17,4
50,2


17,2
39,0

2008 2009
Fonte: Us department of agriculture
Sono nata nel 1975, lanno del
primo congresso del Partito
comunista cubano. Nel 1986,
quando il Pcc si riunito per la
terza volta, cominciato il
processo di rettiica degli er-
rori.
Nel 1991 il piatto forte
stata la lessibilizzazione che
ha permesso ai religiosi di en-
trare nel partito, anche se la
percentuale di credenti entrati
nel Pcc stata pi bassa di
quella degli iscritti che si sono
tolti pubblicamente la ma-
schera dellateismo. A causa
del periodo speciale, abbiamo
dovuto aspettare ino al 1997
per vedere la quinta riunione
dellavanguardia organizzata
della nazione cubana. Que-
sta volta per redigere un docu-
mento intitolato Per la de-
mocrazia e i diritti umani che
difendiamo. Unironia non
da poco in un paese da cui non
si pu uscire senza un per-
messo e dove sono punite las-
sociazione e lespressione del
dissenso.
Pochi giorni fa sono state
pubblicate le linee guida del
sesto congresso del Pcc. La
piattaforma raforza liniziati-
va privata e si preigge di dare
pi libert ai lavoratori auto-
nomi.
La questione pi scottante
poteva essere la rielezione di
Fidel Castro come eterno lea-
der del Pcc o la sua sostituzio-
ne. ma le aspettative sono sfu-
mate con lannuncio di una
conferenza nazionale paralle-
la al congresso, dove si afron-
teranno le questioni interne al
partito. Il vero congresso, di
cui non si conoscono n luogo
n data, sar questo e segner
le nostre vite con la stessa ce-
cit del passato. usb
DallAvana Yoani Snchez
Sesto congresso
26 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Asia e Paciico
I
l Laos un paese chiuso e senza sboc-
chi sul mare con 6,8 milioni di abitan-
ti che vivono in povert. Sta provando
a crescere con grandi investimenti in
dighe, miniere e piantagioni, nella speran-
za che creino lavoro, nuove entrate e pi
tasse. Ma lo sviluppo, in buona parte ali-
mentato dagli interessi della Cina e di altri
paesi vicini, sta distruggendo lambiente e
le fondamenta della produzione alimenta-
re; recita lultimo rapporto dellagenzia
svizzera per lo sviluppo e la cooperazione
(Dsc).
Dilaniato dai bombardamenti incessan-
ti e dallo scoppio di decine di milioni di mi-
ne antiuomo disseminate dagli statuniten-
si durante la guerra del Vietnam, il Laos
uno dei pochi stati socialisti a partito unico
rimasti e uno dei paesi pi poveri al mondo.
Circa il 41 per cento della popolazione ha
meno di 14 anni. Lagricoltura di sussisten-
za costituisce il 30 per cento del pil e impie-
ga l80 per cento della forza lavoro. Nono-
stante il rapido sviluppo, linsicurezza ali-
mentare cronica non accenna a diminuire,
anzi, sta aumentando. E anche lambiente
ne paga il prezzo. Nel paese sono in funzio-
ne dieci dighe che generano 669 megawatt
di energia. Altre otto dovrebbero diventare
operative entro il 2012, producendo 2.531
megawatt. Ne sono previste altre 19, e 42
sono al vaglio di studi di fattibilit, inan-
ziati e sviluppati da paesi stranieri, tra cui
Thailandia e Vietnam, che sperano di rica-
vare profitti dalla produzione di energia
elettrica.
Altri paesi stanno cercando di approit-
tare delle risorse minerarie del Laos. Cina e
India sono alla ricerca di grandi giacimenti
di potassio, fondamentale per produrre
fertilizzanti, a sud di Vientiane. I giacimen-
ti potrebbero garantire quasi 50 miliardi di
tonnellate di minerale. Il sottosuolo do-
vrebbe fornire anche 2,5 miliardi di tonnel-
late di bauxite, usata per produrre lallumi-
nio. La prima miniera gi in fase di costru-
zione a opera di una compagnia controllata
dalla China nonferrus international mi-
ning. Il settore minerario dovrebbe arrivare
a costituire il 10 per cento del pil entro la
ine di questanno, secondo le stime del go-
verno.
Il paese pi interessato alle altre risorse
del Laos la Cina. Pechino vorrebbe ricava-
re soprattutto gomma, pasta di carta, com-
bustibili e amido, trasformando il paesag-
gio e lagricoltura. La prospettiva di buoni
guadagni sta spingendo molti agricoltori a
mettersi al servizio delle industrie trascu-
rando le necessit alimentari del paese. Le
aziende cinesi dello Yunnan hanno ottenu-
to 166.700 ettari da coltivare a gomma in
quattro province del nord. Altri investitori
stanno facendo accordi con le autorit lao-
tiane per concessioni di terreni destinati a
piantagioni industriali.
La conseguenza che le foreste natura-
li saranno ridotte al minimo. Linteresse
degli investitori per gli alberi industriali po-
trebbe andare incontro allobiettivo del
governo di portare lestensione delle fore-
ste da 9 a 12 milioni di ettari entro il 2010.
Se per foresta sintende ununica specie di
alberi che crescono insieme, allora questo
obiettivo raggiungibile. Ma se sintende
una grande variet di alberi e iori che cre-
scono in simbiosi con la fauna in un ecosi-
stema diversiicato, sar impossibile da re-
alizzare, dice il rapporto della Dsc.
Le dighe stanno cambiando lambiente
con conseguenze sulla pesca e sullagricol-
tura: i contadini sono obbligati a passare
dalla coltivazione del riso in terreni asciutti
a terreni sommersi a causa delle modiiche
del territorio dovuti alle dighe. Le risaie
stanno semplicemente scomparendo sotto
lacqua.
probabile che, dato il grado di povert
del Laos e la grande quantit di risorse di-
sponibili, questo tipo di investimenti au-
menter, con efetti disastrosi. u rc
Le industrie asiatiche
alla conquista del Laos
La Cina e altre potenze
economiche investono in uno
dei paesi pi poveri del mondo,
ma ricchissimo di risorse
naturali. Con gravi
conseguenze ambientali
Asia Sentinel, Thailandia
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Il iume Nam Son a Vang Vieng, Laos
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 27
sri lanka
sfollati
e abbandonati

Un anno e mezzo dopo la ine
della guerra civile che ha deva-
stato il nord del paese, i tamil
sfollati vivono tuttora in condi-
zioni precarie. Il Sunday Lea-
der scrive che molti terreni non
sono ancora stati restituiti ai le-
gittimi proprietari. Chi riuscito
a tornare in possesso della sua
terra spesso ha trovato la casa
distrutta. Delle 300mila perso-
ne rinchiuse nei campi di sfollati
dagli ultimi mesi di guerra ne ri-
mangono ancora circa 20-30mi-
la con scarse quantit di cibo,
acqua ed elettricit. Il processo
di riconciliazione con la mino-
ranza tamil, annunciato dal pre-
sidente Mahinda Rajapaksa,
rimasto inora lettera morta,
commenta Green Left.
cina
Discriminare
non reato

Il primo cinese sieropositivo a
denunciare un caso di discrimi-
nazione sul lavoro ha perso la
causa contro il dipartimento
delleducazione della citt di
Anqing. Luomo, neolaureato,
aveva passato le prove per esse-
re assunto come insegnante e
solo dopo che i test medici han-
no rivelato che afetto da hiv
gli stato negato il lavoro. Il di-
partimento, scrive il South
China Morning Post, ha di-
chiarato di aver agito nellinte-
resse degli studenti. Luomo ha
deciso di ricorrere in appello.
corea Del suD
esuli
in aumento

Il numero dei rifugiati nordcore-
ani in Corea del Sud negli ultimi
anni aumentato in modo espo-
nenziale: mentre nel 1999 furo-
no solo mille, recentemente
hanno superato i 20mila. Il Ko-
rea Herald scrive che il 68 per
cento sono donne e che il 75 per
cento ha tra i 20 e i 40 anni. Se-
condo una legge approvata nel
1997, linserimento dei rifugiati
nordocoreani prevede dodici
settimane di adattamento prima
che possano diventare cittadini
sudcoreani. Per i primi cinque
anni il governo fornisce sussidi e
borse di studio. Secondo i dati
del ministero delluniicazione,
nel 2009 solo il 42 per cento dei
nordcoreani sopra i 15 anni ha
trovato un lavoro entro sei mesi
dallarrivo.
in breve
Australia L11 novembre lalta
corte ha stabilito che i richie-
denti asilo hanno il diritto di
presentare ricorso nei tribunali
nazionali contro la bocciatura
della loro domanda decisa dai
funzionari dellimmigrazione.
Cina Almeno 53 persone sono
morte il 15 novembre nellin-
cendio di un grattacielo a
Shanghai.
Thailandia Il 16 novembre il
governo ha estradato negli Stati
Uniti il traicante di armi russo
Viktor Bout. accusato di aver
venduto illegalmente armi in
Africa, Medio Oriente e Suda-
merica.
In Cina laumento di copie pirata dei
best seller giapponesi rischia di
rovinare i rapporti tra i due paesi
anche sul fronte editoriale. Con il
successo di libri come 1Q84, lultimo
romanzo di Haruki Murakami, che
nella prima edizione tradotta in
cinese ha venduto un milione e
200mila copie, in Cina aumentano le
vendite delle versioni piratate del romanzo. Secondo il
settimanale Aera, a Pechino ci sono molti negozi
specializzati in libri pirata, che aprono nel tardo
pomeriggio per sfuggire ai controlli. Si tratta di un
mercato diicile da controllare perch i volumi sono
scansionati appena pubblicati, a volte su carta pi
pregiata di quella delloriginale. Inoltre, le copie pirata di
testi giapponesi si possono scaricare via internet da siti
appositi. Questo sistema, oltre a violare i diritti dautore e
quelli della casa editrice, mette a rischio lintera
difusione delle pubblicazioni digitali. Alcuni editori,
continua Aera, usano questi siti per capire quali sono i
libri di maggior successo.
Giappone
se il best seller pirata
Aera, Giappone
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opposizione in piazza a Dhaka
Pi di cento persone sono rimaste ferite negli scontri tra la polizia e i
sostenitori della leader del partito nazionalista del Bangladesh,
allopposizione, Begum Khaleda Zia. Il partito aveva proclamato
una giornata di sciopero generale contro la decisione del governo di
Dhaka di sfrattare Zia dalla sua casa. Khaleda Zia, vedova del presi-
dente Ziaur Rahman assassinato in un tentato colpo di stato nel
1981, stata a capo del governo del Bangladesh dal 1991 al 1996,
prima donna a ricoprire la carica nella storia del paese.
Dhaka, Bangladesh, 14 novembre 2010
Numero di rifugiati nordcoreani
in Corea del Sud
2005
1.383
2006
2.018
2007
2.544
2008
2.809
2009
2.927
Fonte: Ministero delluniicazione sudcoreano
28 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
C
omincia a essere diicile capire
cosaltro deve succedere perch
Silvio Berlusconi venga manda-
to a casa. Nella maggior parte
dei paesi sarebbe bastato uno dei tanti scan-
dali in cui stato coinvolto per distruggerlo
politicamente. Ogni volta che scoppia un
nuovo scandalo, pi squallido e incredibile
del precedente, viene da pensare che non se
la caver. Non riuscir a sopravvivere a una
sentenza che lo accusa indirettamente di
aver corrotto un avvocato perch rendesse
falsa testimonianza. O a ridimensionare la
montagna di prove dei festini che organizza
regolarmente nelle sue residenze private.
Eppure lui sempre al potere, leader di uno
dei paesi europei pi ricchi di cultura. Dopo
tutti questi anni, ha dellincredibile.
I fatti sono noti, ma vale la pena ricorda-
re alcuni degli scandali che Berlusconi ri-
uscito a superare. Ci sono stati gli intermi-
nabili processi di corruzione, che si sono
conclusi con una serie confusa di condanne
e assoluzioni. Per chi abbia seguito la storia
dellacquisizione del colosso editoriale
Mondadori, o il caso dellavvocato britanni-
co David Mills, evidente che c abbastan-
za fumo per sospettare un grosso incendio.
Berlusconi stato inoltre ritenuto colpevole
di falsa testimonianza per aver negato di
essere stato iscritto alla P2, la loggia masso-
nica di estrema destra che negli anni settan-
ta tramava contro la democrazia (anche se
il reato stato cancellato da unamnistia).
Poi ci sono le voci sui rapporti tra il pre-
mier e la maia: negli anni settanta Berlu-
sconi assunse come stalliere per la sua villa
di Arcore Vittorio Mangano, un maioso in
seguito condannato per omicidio, traico
di droga ed estorsione. Il capo del governo
non ha mai spiegato perch un imprendito-
re milanese avesse bisogno di un simile ga-
lantuomo. N ha mai risposto in modo
trare. Poi, ovviamente, ci sono le prostitute.
Fino a poco tempo fa gli scandali sessuali
non sembravano intaccare la reputazione
di Berlusconi. Molti italiani invidiano o am-
mirano il suo successo con le donne, am-
messo che pagare profumatamente per fare
sesso voglia dire avere successo. Ma ora la
situazione sembra cambiata. In parte per-
ch probabile che con i suoi comporta-
menti Berlusconi stia mettendo in pericolo
la sicurezza nazionale; in parte perch il
premier usa la sua passione per le donne per
decidere chi otterr un lavoro e perino chi
entrer in politica (come lex show girl Ni-
cole Minetti). E per quanto sia disinvolto in
fatto di costumi sessuali, lelettorato italia-
no sa riconoscere lipocrisia. Nelle ultime
settimane, mentre venivano difuse le ulti-
me rivelazioni sullo scandalo Ruby, il go-
verno ha annunciato misure repressive
contro la prostituzione. stato un po come
se un preside alcolizzato proibisse ai suoi
alunni di bere Coca-Cola.
Ma la percezione cambiata soprattutto
perch gli italiani ammirano il fascino e
leleganza, specie in fatto di seduzione, e
Berlusconi pi volte apparso come un pal-
peggiatore feudale e un vecchio rimbambi-
to. In visita allAquila, dopo il terremoto di
un anno e mezzo fa, rivolgendosi a unas-
sessora ha detto: Posso palpare un po la
esauriente a uno dei principali enigmi della
sua straordinaria carriera imprenditoriale:
chi ha messo a disposizione lingente capi-
tale servito a inanziare la costruzione dei
suoi complessi residenziali alla periferia di
Milano, circa quarantanni fa? Da tempo si
sospetta che il inanziamento sia passato
attraverso la banca Rasini, dove lavorava il
padre di Berlusconi e dove alcuni boss di
Cosa Nostra mettevano i loro risparmi.
Di recente uno dei pi stretti collabora-
tori del capo del governo, Marcello
DellUtri, stato condannato a sette anni
per i suoi rapporti con la maia, e negli ulti-
mi anni molti collaboratori di giustizia han-
no riferito che Cosa Nostra considerava
Forza Italia, il partito fondato da Berlusconi
nel 1994, il cavallo di Troia per accedere al
potere. Il fatto che nelle elezioni del 2001
Berlusconi abbia ottenuto in Sicilia il 100
per cento dei seggi la dice lunga su quale sia
il cavallo in cui Cosa Nostra ha deciso di en-
Berlusconi non si arrende
Il premier stato abbandonato
dagli alleati e cala nei sondaggi.
Ma ancora disposto a tutto
per restare al potere
Tobias Jones, The Guardian, Gran Bretagna
Mix & Remix Svizzera
Fine del regno in Italia. Tutti abbandonano Berlusconi. Finalmente solo.
L

H
E
B
D
O
Visti dagli altri
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 29
signora?. La sua difesa nellultimo scanda-
lo (Meglio essere appassionati di belle ra-
gazze che gay) stata ritenuta stupida e
ofensiva e, in qualunque paese normale,
sarebbe stata di per s uno scandalo.
Ma la crisi del governo arrivata anche
per quello che Berlusconi non ha fatto. A un
anno e mezzo dal terribile terremoto in
Abruzzo, la ricostruzione ferma. Nono-
stante tutte le promesse, il governo stato
quasi del tutto assente. Ed rivelatore che il
giorno del terremoto alcuni costruttori sia-
no stati intercettati mentre ridevano pen-
sando ai soldi che avrebbero guadagnato
grazie alla tragedia e che il capo della Prote-
zione civile, responsabile della ricostruzio-
ne, abbia incontrato una massaggiatrice
brasiliana messa a disposizione dagli stessi
costruttori.
Il peso delle tv
La scorsa settimana un ediicio di Pompei
crollato: lennesima vittima dellincuria e
dellincompetenza del governo. A quanto
pare intere zone del paese sono letteral-
mente in rovina, mentre lunica cosa che
importa al grande leader rinviare la pro-
pria ine. Ha trasformato il paese in una bar-
zelletta. circondato da cos tante pistole
fumanti da sembrare in una zona di guerra.
Com possibile che sia ancora al potere? E
come faranno gli italiani a sbarazzarsene?
La risposta pi ovvia (e convincente) alla
prima domanda che Berlusconi e la sua
famiglia controllano una parte importante
dei mezzi dinformazione: tre emittenti te-
levisive nazionali, unenorme azienda pub-
blicitaria, un importante quotidiano e deci-
ne di riviste. Il vero parlamento, il fulcro del
dibattito nazionale, sono i talk show televi-
sivi, molti dei quali si svolgono negli studi di
propriet del premier.
Una simile concentrazione di potere fa
s che ogni scontro politico sembri una lotta
tra una potenza nucleare e un ragazzino ar-
mato di pugnale. Ogni volta che qualcuno
osa criticarlo, vengono sciolti i mastini e
viene montata una campagna difamatoria.
Gianfranco Fini, a lungo considerato il del-
ino di Berlusconi, ne stato vittima duran-
te lestate. Mentre prendeva le distanze dal
governo, stato accusato di illeciti inanzia-
ri nella compravendita di un appartamento
a Montecarlo. Emma Marcegaglia, presi-
dente di Conindustria e critica di Berlusco-
ni, ha subto una campagna simile. E
anchio ne sono stato vittima. Anni fa, quan-
do ho pubblicato un libro raccontando quel-
lo che Berlusconi stava facendo allItalia, su
una delle sue riviste uscito un articolo che
mi deiniva il Pinocchio inglese: linquie-
tante ministro delle comunicazioni
dellepoca mi accus di essere un misto di
marxismo e bigottismo. Fino a quando
Berlusconi avr in mano questo potere, nes-
suno oser attaccarlo. Sarebbe un suicidio
politico.
Il fatto che i pericoli pi credibili proven-
gano dai suoi alleati la dice lunga, dato che
lopposizione di centrosinistra spaccata e
debole. E anche se molti detestano Berlu-
sconi, temo che siano ancora di pi quelli
che trovano patetici i partiti di centrosini-
stra. La Lega nord ha saputo intercettare i
voti degli operai del nord che erano lo zoc-
colo duro della sinistra.
Berlusconi non si far mai da parte. Mal-
grado i suoi difetti, un combattente osti-
nato, deciso e inlessibile. Ha deinito i cin-
que anni passati allopposizione, tra il 1996
e il 2001, la sua traversata nel deserto, in
riferimento al periodo passato da Ges nel
deserto della Giudea. Tuttavia, il suo com-
plesso messianico tale da non averlo mai
fatto dubitare della sua resurrezione politi-
ca. Lunica volta che, controvoglia, ho pro-
vato ammirazione per lui stato quando,
nel dicembre 2009, gli hanno lanciato in
faccia la miniatura del duomo di Milano
rompendogli i denti e facendolo sanguina-
re. Mentre le guardie del corpo tentavano di
portarlo via, lui ha gridato verso il suo assa-
litore con aria di sida. Anche in politica si
comporta cos. A ogni attacco risponde con
un contrattacco. Non si arrender mai.
Nella maggior parte dei paesi, per ri-
muovere i leader di questo tipo si fa appello
allinteresse nazionale. In quel modo si ren-
de pi dignitosa la loro uscita di scena. Tut-
tavia, anche se Berlusconi fosse davvero
Van Dam Paesi Bassi
I problemi di Berlusconi cominciano ad accumularsi.
30 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
convinto di essere un salvatore, non il tipo
che crede al sacriicio personale. E, soprat-
tutto, non crede allinteresse nazionale.
Quasi tutto quello che successo durante il
suo governo lascia pensare che non abbia la
minima idea di quali siano gli interessi
dellItalia.
Due possibilit
Adesso anche molti dei suoi fanatici soste-
nitori ammettono che diventato un peso.
Ogni volta che compare sulla scena inter-
nazionale, gli italiani trattengono il iato:
negli ultimi anni ha deinito Obama ab-
bronzato, stato zittito dalla regina dIn-
ghilterra, ha fatto aspettare i leader della
Nato e ha mimato il gesto del mitra a una
giornalista russa imbarazzata. Ma il paese
sembra incapace di liberarsene: a Fini man-
ca il coraggio di votare la mozione di sidu-
cia e lopposizione non pu farlo da sola. Il
parlamento paralizzato. Due settimane fa
il governo stato battuto tre volte in un gior-
no. Il 15 novembre Futuro e libert ha ritira-
to i suoi uomini dal governo. Ma lesecutivo
ancora in piedi, come un pugile malconcio
senza un allenatore che getti la spugna.
Ho capito la gravit della situazione par-
lando con un avvocato di Roma. Il mio in-
terlocutore, un pacifista convinto, mi ha
conidato che, a suo parere, lunica soluzio-
ne per liberarsi del premier lomicidio.
Pensavo scherzasse, invece era serio.
Anchio detesto Berlusconi, ma preferisco
che resti al potere pur di non assistere al ri-
torno degli anni di piombo. Eppure, quando
un avvocato cattolico, di ceto medio, rispet-
toso della legge, parla seriamente dinsur-
rezione armata, signiica che nel paese sta
succedendo qualcosa di grave. Dal 1994,
tutte le elezioni sono state di fatto un refe-
rendum su Berlusconi.
Liberarsene non una semplice que-
stione di elezioni o di golpe. In passato ha
gi perso e si sempre ripreso. Per liberare
la politica italiana dalla sua inluenza biso-
gner aspettare la sua morte naturale o av-
viare una profonda deberlusconizzazione
del paese, per tornare alla realt dopo
ventanni di lavaggio del cervello televisivo.
Temo che la prima soluzione sia pi proba-
bile della seconda, ma comunque ancora
lontanissima. usdf
Tobias Jones un giornalista britannico.
Ha vissuto in Italia e ha pubblicato Il cuore
oscuro dellItalia. Un viaggio tra odio e
amore (Rizzoli 2003).
A
74 anni, Silvio Berlusconi ormai
vicino al tramonto politico. Peri-
no Giuliano Ferrara ha dovuto
ammetterlo. Nellipotesi in cui ottenesse
la iducia in parlamento, il 14 dicembre,
Berlusconi continuer a governare ma con
evidenti diicolt. Le elezioni anticipate
potrebbero consegnarli di nuovo il paese,
ma con il rischio di fargli perdere il con-
trollo del senato. Inine, unimprobabile
pace con Gianfranco Fini non basterebbe
a cancellare lodore aspro del declino. Sia-
mo entrati nellultima fase della parabola
del premier. Anche se la sua storia politica
dovesse prolungarsi, Silvio Berlusconi non
rappresenter pi lelemento di novit e di
rottura che in passato aveva sedotto una
buona parte degli italiani. Il corpo del re
sta morendo. Ma non c nessuna rivolu-
zione allorizzonte. Non si tratta di una de-
tronizzazione: il leader del Pdl sta per es-
sere sepolto dal ritorno dei vecchi e fango-
si giochi politici da prima repubblica.
Gianfranco Fini stato inora molto
abile a gestire la sua separazione da Silvio
Berlusconi, facendo dimenticare i sedici
anni in cui, da alleato, ha collaborato
allapprovazione di leggi ad personam e
provvedimenti come quello per la fasulla
risoluzione del conlitto dinteressi. Con la
crisi economica sullo sfondo, Fini riusci-
to a creare unattesa, una dinamica e un
desiderio elementi essenziali per il suc-
cesso in politica a fronte di un quadro
stagnante, immobile e ormai insoddisfa-
cente per tanti cittadini. Negli ultimi anni
in vari paesi (dagli Stati Uniti alla Francia
e alla Gran Bretagna) il richiamo al cam-
biamento stato vincente. Ma inora il
presidente della camera ha in realt gioca-
to di rimessa aspettando di vedere le mos-
se del capo del governo. Dopo le dure cri-
tiche rivolte a Berlusconi e ai suoi collabo-
ratori, un leader politico con un progetto
serio e una visione chiara del paese avreb-
be tratto le conseguenze dalle sue conclu-
sioni radicali: dimissioni dalla presidenza
della camera e siducia al governo. Invece
ha tenuto per mesi il paese in una intermi-
nabile crisi parlamentare, concentrando il
suo attacco sul comportamento del capo
del governo e sulle sue uscite infelici (di-
menticando quello che lui stesso aveva
detto in passato sui gay e sugli insegnanti).
Gli errori della sinistra
La politica anche larte del saper cambia-
re, ma per avanzare proposte nuove. E da
questo punto di vista, negli ultimi mesi an-
che lopposizione si nascosta dietro a
comportamenti da prima repubblica. Un
Partito democratico veramente innovato-
re avrebbe continuato a combattere le
fondamentali battaglie sulla giustizia, la
libert dinformazione e il conlitto dinte-
ressi. Ma avrebbe anche accettato lidea
che una maggioranza eletta nel 2008 deve
poter governare per cinque anni. Negli ul-
timi mesi Nicolas Sarkozy stato dura-
mente contestato per la sua riforma delle
pensioni, per altre scelte politiche e per al-
cuni suoi comportamenti. Eppure, anche
se caduto molto in basso nei sondaggi, i
socialisti non chiedono le sue dimissioni.
Si limitano a preparare unalternativa cre-
dibile per le elezioni del 2012. Invece il
Partito democratico, sperando in un colpo
di grazia miracoloso contro Berlusconi, si
accontentato di andare al rimorchio di
Fini, lasciandogli la scena senza neanche
chiedergli di chiarire la sua posizione. La
prossima partita si giocher il 14 dicembre
in parlamento. Ma non detto che, anche
nel caso in cui si andasse alle elezioni, sar
risolutiva. Intanto, fuori dal palazzo, leco-
nomia mondiale travolta dalla guerra
delle monete, leuro rischia di scomparire
ed Herman Van Rompuy, presidente del
consiglio europeo, parla di crisi di so-
pravvivenza dellUnione europea.u
Eric Jozsef un giornalista francese. cor-
rispondente in Italia per il quotidiano fran-
cese Libration e per lo svizzzero Le Temps.
LItalia avrebbe bisogno di
leader responsabili. Invece
impantanata in una crisi da
prima repubblica
Giochi pericolosi
Eric Jozsef per Internazionale
Diario della crisi
Visti dagli altri
Ali, 19 anni, originario dellAfghanistan e vive a Sulmona. arrivato in Italia il 1 agosto del
2008, viaggiando a piedi, in barca e sotto un camion. Il momento pi brutto stato quando,
appena arrivato, era senza documenti e viveva per strada. Il pi bello, quando ha trovato la-
voro come benzinaio. stato vittima di episodi di razzismo, ma vuole restare in Italia.
Volti nuovi
Milano
Helene Paraskeva
Roma
T
utti i giorni attraverso una parte di
Roma, da monte Mario, nella zona
nordovest della citt, per andare a
lavorare nel quartiere Prati, vicino al cen-
tro. Un pezzo della strada che percorro si
chiama panoramica, perch ofre una
buona vista della capitale. In una giornata
di cielo limpido si vede quasi tutta la citt,
dal cupolone ai monti Tiburtini. In cima
alla panoramica ci sono lalbergo Cavalieri
Hilton per turisti ricchi, la camminata del-
lo zodiaco per gli innamorati e il planeta-
rio per scienziati e studenti. Sul versante
sudest della collina, per, tra arboscelli
che crescono precari sui tornanti, si vedo-
no delle baracche di cartongesso. Durante
i saliscendi quotidiani, tra alberi e arbusti,
si scorgono materiali di fortuna, rifugi di
cartone e scarti di ogni genere.
La mattina presto si vedono persone
che scendono dalle pendici della collina, e
che risalgono verso sera. Sono gli abitanti
di questa sorta di favela: rom, romeni, la-
vavetri, senzatetto, clandestini e barboni.
Ascolto spesso la radio mentre percorro in
macchina la panoramica, e tra gli arbusti
intravedo le baracche comparire e appari-
re velocemente, prima della ine del noti-
ziario. Non faccio in tempo a capire quello
che vedo che gi comincio a dubitare che
sia reale. Dopo ripetute proteste degli
abitanti della zona, stamattina la baracco-
poli sulle pendici di Monte Mario stata
boniicata, capita di sentire alla radio. Ma
dopo ogni boniica, il pendio si ripopola
di emarginati. E ricomincia il pellegrinag-
gio di gente che scende e risale a piedi o in
carrozzina. Un campionario di umanit
molto diverso da quello che percorre i tor-
nanti in macchina. Lascio agli esperti la
misurazione del livello di inquinamento
dei gas di scarico che le nostre macchine
rilasciano nellatmosfera, ma proprio non
riesco a capire perch siano solo quelli
senza macchina a dover essere boniicati.
Helene Paraskeva una scrittrice nata
ad Atene. Vive a Roma dal 1975 (hparaske-
va@gmail.com).
La gente
della panoramica
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Nel capoluogo lombardo c
una zona abbandonata a se
stessa. Simbolo di disagio
economico e sociale
Periferia perduta
A
l Corvetto, periferia sudest di Mi-
lano, a un passo dalla campagna e
a quattro chilometri dal Duomo,
c un blocco di case che si sta sgretolan-
do: quello formato dal quartiere Mazzi-
ni, abitato da circa quattromila persone e
realizzato allinizio del novecento. com-
posto da ediici pericolanti che ruotano in-
torno a cortili fatiscenti. Molti apparta-
menti sono vuoti, altri occupati, tanti
sprangati o in mano al racket delle abita-
zioni, gestito da italiani.
Entro in un ediicio di via dei Cinque-
cento: Marzia, 40 anni, disoccupata, abita
in trenta metri quadrati con il marito disa-
bile e tre igli minorenni. filippo, 75 anni,
pensionato, tempo fa stato rapinato. Per
rubargli qualche spicciolo, lo hanno legato
e picchiato. Lui non li ha denunciati: Non
ho il fegato, dice. Qui parlano in pochi.
Chi lo fa viene additato come un infame:
c chi considera lomert un valore.
Alla ine dellestate un vigile stato
malmenato da un gruppo di ragazzi italia-
ni che volevano liberare un loro coeta-
neo coinvolto in una rissa con un maroc-
chino. In questa zona, abitata prevalente-
mente da anziani soli e da famiglie meri-
dionali, vivono anche molti extracomuni-
tari. Gli stranieri non sono un problema,
dice don Antonio, il parroco: C da risa-
nare il degrado ambientale, che rilette
quello economico e diventa psicologico.
Il responsabile scolastico di zona dice:
Gli immigrati vengono per lavorare e per
far studiare i igli, mentre le famiglie ita-
liane sono assenti e ofrono modelli sba-
gliati. Servono aiuti reali per garantire a
tutti delle prospettive migliori. u
Gabriella Kuruvilla una scrittrice ita-
loindiana. nata a Milano nel 1969
(gabriella.kuruvilla@fastwebnet.it)
Italieni
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 33
Gabriella Kuruvilla
34 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Le opinioni
L
a scorsa settimana, nel centro di Mosca,
il giovane giornalista russo Oleg Kashin
stato selvaggiamente picchiato sotto
casa sua. Due aggressori gli hanno spez-
zato le gambe, la mandibola e alcune
dita con una spranga. Un sito russo ha
pubblicato le riprese delle telecamere di sorveglianza
in cui si vede il pestaggio. Adesso Kashin, dopo varie
operazioni, si sta lentamente riprendendo in un ospe-
dale moscovita. Perch stato picchiato? Lopposizio-
ne ha sfoderato quasi subito la teoria generale del
putinismo: la Russia uno stato autoritario corrotto, il
suo capo Vladimir Putin ha sempre di-
sprezzato i giornalisti, questo disprezzo
ha pervaso gli apparati dello stato, ora
gli aggressori sanno che non saranno
puniti e i giornalisti sanno che non sa-
ranno protetti.
Il vantaggio di questa teoria che
vera. Il suo svantaggio che troppo ge-
nerale. Il predecessore di Putin, Boris
Eltsin, era molto meno ostile alla stam-
pa. Ma anche nella Russia di Eltsin alcu-
ni giornalisti sono stati uccisi. E la teoria
generale ha anche un altro svantaggio:
quello di confondere le persone. Qualche mese fa
ascoltavo un noto programma di attualit su una radio
statunitense. A un certo punto un tale ha chiamato per
fare una domanda su Anna Politkovskaja, la giornali-
sta assassinata per ordine di Vladimir Putin. Sono
sobbalzato: vero che Putin ha creato un clima di pau-
ra e di impunit, ma non il mandante degli omicidi di
giornalisti moscoviti. E il fatto che ci sia un clima di
paura e impunit non signiica che i giornalisti saranno
inevitabilmente aggrediti. Ci vuole qualcuno che de-
cida di farlo davvero. Ora, nel caso di Kashin non sap-
piamo ancora chi stato. Ma le teorie inora proposte
dagli amici di Kashin e dai suoi colleghi del quotidia-
no Kommersant ci ofrono un quadro strano e sor-
prendente del modo in cui linformazione, le tesi poli-
tiche e le minacce circolano oggi in Russia.
Tanto per cominciare, tutto succede online. La pri-
ma teoria su quello che successo ruota intorno a un
articolo postato qualche mese fa sul sito della Giovane
guardia, il movimento giovanile del partito di governo
Russia Unita, in cui Kashin era deinito un traditore-
giornalista per come aveva raccontato di una polemi-
ca nata di recente sul tracciato proposto per lautostra-
da Mosca-San Pietroburgo attraverso la foresta di
Khimki. Sul sito cera anche una foto di Kashin con le
parole: Sar punito. La seconda e la terza teoria si
ricollegano invece allattivit online dello stesso
Kashin. Durante lestate il giornalista aveva preso in
giro il governatore di Pskov, Andrej Turchak. Turchak
ha preteso le scuse di Kashin dalla pagina dei com-
menti del suo blog: Le do 24 ore. Lorologio cammi-
na, ha scritto. Ma Kashin ha riiutato di scusarsi. Se
questa teoria improbabile, la terza lo ancora di pi.
Qualche mese fa una studentessa universitaria ha po-
stato sul suo blog una sua foto in cui era allannuale
campeggio della giovent ilogovernativa di Seliger
con un funzionario quarantenne del Cremlino. Nella
didascalia si leggeva che il funzionario (il ministro per
la giovent, come si saputo dopo) credeva che la ra-
gazza fosse ancora innamorata di lui. Il
ministro ha postato un commento: Per
un paio di notti tu sei venuta nella mia
tenda, ma so che non sei innamorata di
me. Chiaro?. Era una risposta strana
per un ministro russo, e infatti foto e di-
dascalia sono sparite poco tempo dopo.
Non prima, per, che il vigile Kashin riu-
scisse a riprodurle sul suo blog. Ora, la
vicenda sarebbe comica, se non fosse
che indirettamente legata al pestaggio
di Kashin. Infatti laggressione contro di
lui porta la irma delle persone che stan-
no dietro al progetto dellautostrada Mosca-San Pie-
troburgo, le quali due anni fa hanno fatto pestare Mi-
khail Beketov, un reporter di Khimki.
Al centro di polemiche da anni, quellautostrada ha
innescato grandi proteste lestate scorsa, al punto che
il presidente Medvedev ha sospeso i lavori. Nel corso
dellestate c stato anche un assalto alla sede del co-
mune di Khimki da parte di anarchici e antifascisti.
Poco dopo, Kashin ha pubblicato su Kommersant
unintervista con uno dei militanti antifascisti, che pe-
r non ha detto cose molto interessanti (come notava
lo stesso Kashin) e ha scoraggiato chi simpatizzava con
le proteste. Eppure lintervista stata pubblicata, ed
servita da spunto proprio a quel post sul sito della Gio-
vane guardia in cui Kashin veniva deinito un tradito-
re-giornalista che doveva essere punito.
Sembra quindi molto probabile che chi ha picchia-
to Mikhail Beketov per aver protestato contro la co-
struzione dellautostrada abbia preso di mira anche
Kashin. E sembra del tutto verosimile che labbia fatto
in base a quello che era solo un post molto fuorviante,
scritto da un ragazzo della Giovane guardia e apparso
su un blog. Ma cosa mai pu indurre un ragazzo a cre-
dere che il modo di farsi strada in questo mondo sia
scrivere un post isterico e fuorviante su un giornalista
che ha pochi anni pi di lui? In questo caso s che la
colpa va data a Putin, e non a internet. u ma
Una teoria generale
su Vladimir Putin
Keith Gessen
KEITH GESSEN
uno scrittore
statunitense.
direttore della rivista
n+1. nato a Mosca
nel 1975. In Italia ha
pubblicato Tutti gli
intellettuali giovani e
tristi (Einaudi 2009).
Ha scritto questo
articolo per
Internazionale.
Le teorie inora
proposte da amici e
colleghi del
giornalista Oleg
Kashin ofrono un
quadro strano del
modo in cui
linformazione e le
minacce circolano
oggi in Russia
36 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Le opinioni
S
ono solidale con Olivia Wedderburn, la
studentessa di 18 anni sospesa dallEsher
college del Surrey, a sudovest di Londra,
per essere salita sul tetto della sede del
Partito conservatore durante le proteste
studentesche in Gran Bretagna. Sono fa-
vorevole alle tasse universitarie, ma se le mie iglie fos-
sero ancora al college avrei difeso il loro diritto di pro-
testare. Se tante persone manifestano paciicamente,
un grande momento di democrazia a cui bisogna pre-
stare attenzione.
Gli studenti hanno ragione a protestare. Anche per
chi favorevole alle tasse universitarie, la proporzione
e la rapidit con cui sono aumentate sono vergognose,
e laspetto peggiore la mancanza di un
progetto complessivo. Queste tasse non
servono per aumentare gli investimenti
nelle nostre universit e per migliorarle.
Sono triplicate nel giro di due anni a cau-
sa della ridicola teoria secondo cui il pa-
ese sta andando in bancarotta e quindi la
spesa pubblica deve essere ridotta. Le
tasse triplicate non porteranno pi inve-
stimenti nellistruzione superiore, atte-
nueranno solo quella che altrimenti sa-
rebbe stata una catastrofe. Un principio
giusto e ragionevole stato compromes-
so dalla natura apocalittica della sua introduzione. Gli
studenti adesso si trovano a lasciare luniversit con
60mila sterline di debito senza vedere nessun miglio-
ramento, anzi probabilmente con un peggioramento
della qualit dellistruzione. Alcuni pensano di andare
a studiare nelle universit in lingua inglese dei Paesi
Bassi o della Scandinavia, dove pagherebbero solo sei-
mila sterline per tre anni. Altri di andare negli Stati
Uniti. Altri di non andare afatto alluniversit.
Sarebbe stato meglio distribuire laumento in cin-
que anni, invece di due, e fare solo tagli marginali alla
spesa per listruzione, dimostrando cos che si investi-
va nellistruzione superiore. In tal modo alla societ
civile sarebbe stata data la possibilit di assorbire il col-
po, vedere i vantaggi e capire che per gli studenti gli
interessi sul debito, anche se a prima vista sembravano
scoraggianti, erano sostenibili.
Il cambiamento stato troppo grande, troppo rapi-
do e ha spaventato tutti. Non possibile trattare la so-
ciet come una voce di bilancio e distribuire rischi e
debiti tra i cittadini senza ofrire una spiegazione ra-
gionevole e senza dare limpressione che esista un con-
tratto sociale. Altrimenti lo stato toglie semplicemente
servizi e chiede ai cittadini di cavarsela da soli. Troppe
politiche sociali hanno ormai questa impostazione e
quindi nessuno considera pi i politici come garanti del
patto sociale. Compratevi una casa, badate a voi stessi
e ora pagate anche le tasse universitarie. La societ
non esiste pi. questa sensazione di essere impoten-
ti, di essere dimenticati, di vedersi sottrarre servizi
senza avere nulla in cambio e, soprattutto, di non esse-
re ascoltati, che manda su tutte le furie gli studenti ma
non solo loro.
Verso la ine del mese, Channel Four trasmetter
The battle for Barking, un interessante documentario
sulla battaglia di Margaret Hodge contro Nick Griin
del partito di estrema destra British national party
(Bnp) nel collegio elettorale di Barking a Londra. La
regista Laura Fairrie ha colto il senso di abbandono che
il Bnp sfrutta per conquistare i suoi voti.
E d voce alle persone che si lamentano
perch gli immigrati che non hanno pa-
gato le tasse ottengono una casa con il
giardino prima dei cittadini della classe
operaia che laspettano da tempo. La
buona notizia che la campagna eletto-
rale di Hodge, che ha messo insieme un
gruppo di bianchi e appartenenti alle mi-
noranze etniche, stata vincente. Han-
no combattuto strada per strada per
strappare voti al Bnp. uno spettacolo
esaltante. Ma questa vittoria avr un
senso solo se la nostra classe politica capir il messag-
gio. Il contratto sociale britannico deve essere rivisto,
ma deve rimanere un contratto, altrimenti creiamo un
mondo in cui ognuno pensa a se stesso.
Questo distingue le proteste di oggi da quelle a cui
ho partecipato io negli anni sessanta: le manifestazioni
di oggi sono pi cupe. La nostra societ molto pi ric-
ca di allora, ma non c lo stesso ottimismo. Dopo la
stretta creditizia, larcivescovo di Canterbury ha chie-
sto ai banchieri di espiare le loro colpe. Io stesso ho
lanciato lidea di una commissione per la riconciliazio-
ne e la verit inanziaria per fare in modo che le cose
cambiassero. Invece tutto tornato come prima. Gli
studenti minacciano altre proteste.
Blair non ascolt quelle per la guerra in Iraq, e pri-
ma di lui la signora Thatcher non ascolt le proteste
contro la poll tax. Entrambi hanno pagato lerrore con
la loro carriera. Quando tante persone scendono in
piazza, i leader politici democratici dovrebbero preoc-
cuparsi. In due anni siamo passati da una crisi inanzia-
ria provocata dai banchieri a un mondo nuovo e pi
arrabbiato, di tagli ai sussidi, di attacchi ai fannullo-
ni e di aumento delle tasse universitarie. Molti hanno
la sensazione che le regole che valgono per alcuni sono
diverse da quelle che valgono per tutti. u bt
Gli studenti britannici
senza un futuro
Will Hutton
WILL HUTTON
un giornalista
britannico. Ha diretto
il settimanale The
Observer, di cui oggi
columnist. In Italia
ha pubblicato Il drago
dai piedi dargilla. La
Cina e lOccidente nel
XXI secolo (Fazi
2007).
la sensazione di
essere impotenti,
dimenticati, di
vedersi sottrarre
servizi senza avere
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manda su tutte le
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SCHEDE PRODOTTO. The Royal Bank of Scotland plc un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V.
38 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
In copertina
L
a storia dei fallimenti della
politica statunitense in
America Latina si nasconde
dietro i titoli sensazionali-
stici dei giornali messicani
e dietro laumento delle vit-
time legate al narcotraico al conine tra il
Messico e gli Stati Uniti. La questione va
oltre la rischiosa guerra del presidente mes-
sicano Felipe Caldern contro i cartelli del-
la droga. Questa storia cos complicata
legata alleffetto boomerang degli sforzi
fatti per contenere il narcotraico: la vio-
lenza e le minacce contro gli interessi statu-
nitensi sono aumentate, e il traico di droga
si avvicinato ai consumatori e allapparato
proibizionistico degli Stati Uniti.
Un tempo la cocaina circolava, in modo
paciico e legale, solo in un angolo sperduto
delle Ande. Ma sotto la pressione degli Sta-
ti Uniti divent un business illegale. Il traf-
ico legale di cocaina raggiunse un quanti-
tativo massimo di circa dieci tonnellate
verso il 1900, per scendere a meno di mez-
za tonnellata nel 1950. La cocaina di con-
trabbando che arrivava negli Stati Uniti
dalle Ande era una tonnellata nel 1970, un
anno dopo la dichiarazione di guerra al nar-
cotraico di Richard Nixon e due anni pri-
ma della nascita dellenorme burocrazia
globalizzata della Drug enforcement admi-
nistration (Dea). Nel 1980 i rainatori e i
contrabbandieri inviavano circa cento ton-
nellate di cocaina verso nord, una quantit
che divent dieci volte pi grande nel 1990.
A met degli anni novanta le pressioni degli
Stati Uniti spinsero i traicanti a rifugiarsi
nel nord del Messico. Fu il preludio dello
scontro, ancora in corso, tra i boss del nar-
cotraico e lo stato messicano.
Oggi il 90 per cento della cocaina ame-
ricana passa per linestricabile frontiera tra
Messico e Stati Uniti, gestita da gruppi di
traicanti locali. E quasi la met della co-
caina usata per uso ricreativo nel mondo
consumata negli Stati Uniti, dove la spesa
per la polvere bianca frutta 40 miliardi di
dollari, la met dei proitti illegali legati alle
droghe. Considerato lincredibile aumento
del traico della cocaina, non c da stupirsi
che a partire dagli anni settanta il prezzo
della vendita al dettaglio sia precipitato.
Lobiettivo della Dea era il contrario: far au-
mentare il prezzo delle droghe per allonta-
narle dalla portata dei tossicodipendenti e
dei consumatori occasionali.
Via dallAvana
Il boom della cocaina nella regione andina
alla ine del novecento si fondava sulle ce-
neri dellormai morente economia legale
della cocaina, che aveva lasciato in eredit
al traico illegale le sue tecniche di produ-
zione e le reti regionali. La produzione di
cocaina, soprattutto come analgesico e per
altri usi medici, ha attraversato due fasi. La
prima, dal 1885 al 1910, si svilupp grazie
alla spinta delle aziende farmaceutiche te-
desche, dei consumatori, delle autorit sta-
tunitensi e delle lite sanitarie e regionali
peruviane. Nella seconda fase, dal 1910 alla
ine degli anni quaranta, la cocaina prodot-
ta in America diminu per la presenza di
piantagioni coloniali concorrenti nella Gia-
Cocaina boo
Paul Gootenberg, Gatopardo, Messico
Foto di Marco Vernaschi
Alla ine dellottocento la cocaina era una sostanza
legale prodotta nelle Ande peruviane. In poco pi di
un secolo il suo traico diventato un business
miliardario che coinvolge tutto il mondo. Per colpa
della fallimentare politica antidroga di Washington
va olandese e a Taiwan, per la limitazione
del suo uso a scopo medico e per lavvio del-
la campagna contro la droga lanciata dagli
Stati Uniti e dalla Societ delle nazioni.
Dopo il 1905, a causa del panico che si
era scatenato negli Stati Uniti per la difu-
sione della cocaina e gli abusi delle compa-
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 39
a boomerang
gnie farmaceutiche, Washington divent il
nemico numero uno della droga. Ma ino
agli anni quaranta non riusc a convincere i
paesi produttori che la cocaina era danno-
sa. Lindustria peruviana, che usava la tec-
nologia locale per produrre solfato di cocai-
na con foglie di coca di coltivazione indige-
na (un precedente dellattuale pasta base di
cocaina o pbc), ebbe un rapido declino e si
concentr nella zona centrorientale delle
Ande: la provincia di Hunuco. Su questa
cultura delle droghe si possono fare tre con-
siderazioni. Prima di tutto il commercio
legale della cocaina era abbastanza tran-
quillo, fatta eccezione per la rivalit tra al-
cuni boss locali che vivevano di questo bu-
siness. In secondo luogo le economie legali
della cocaina, come quella peruviana, non
avevano mai contato su reti di contrabban-
do che oltrepassavano i conini nazionali.
Inine, larretrato e ormai morente traico
Bolivia. Blitz della polizia antidroga in un laboratorio di cocaina
40 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
In copertina
di cocaina rimase la fonte principale di so-
stentamento della regione di Hunuco, che
alla ine della seconda guerra mondiale era
lultimo baluardo della produzione tradi-
zionale di cocaina.
Dopo la guerra, gli Stati Uniti diventaro-
no la prima potenza per tutto quello che ri-
guardava le droghe a livello internazionale.
Contando sulla collaborazione di regimi
allineati con Washington durante la guerra
fredda, il Federal bureau of narcotics (Fbn)
e il dipartimento di stato riuscirono a far
mettere fuori legge la cocaina: in Per nel
1948 e in Bolivia nel 1961.
La conseguenza immediata fu la nascita
e la difusione di un circuito illegale della
sua produzione. Il mondo della cocaina il-
legale era un movimento popolare, decen-
trato e luido composto da chimici mode-
sti, contrabbandieri e proprietari di locali
notturni che provenivano da universi socia-
li molto diversi tra loro. Questi contrabban-
dieri unirono le forze per trovare nuovi
clienti e nuove rotte in tutta lAmerica Lati-
na e nei Caraibi. Allinizio degli anni ses-
santa un gruppo di contadini produttori di
coca si un a questi contrabbandieri, sem-
pre pi astuti ed esperti. Nei decenni suc-
cessivi lunione tra i contrabbandieri e una
base di fornitori issi (i contadini andini)
no. Due episodi accelerarono la difusione
della cosiddetta polvere bianca. Nel 1959 la
rivoluzione socialista di Fidel Castro allon-
tan dallAvana i traicanti di cocaina. Con
le loro tecniche e i loro contatti, i traicanti
si spostarono in Sudamerica, in Messico, a
Miami e nel New Jersey. Questi esiliati di
destra formarono la prima rete internazio-
nale di narcos professionisti.
Nel 1961 il tentativo degli Stati Uniti di
fare pressione sul Movimento nazionalista
rivoluzionario (Mnr) in Bolivia port allav-
vio di una campagna antidroga (e a un go-
verno conservatore tre anni dopo). Migliaia
di contadini e di traicanti emigrarono ver-
so le inaccessibili regioni cocaleras nei di-
partimenti di Chapare, Santa Cruz e Beni.
Il 1961 fu anche lanno della Convenzione
unica delle Nazioni Unite sugli stupefacen-
ti, che per la prima volta ratiic a livello
internazionale la politica degli Stati Uniti
sulla coca andina.
Nel frattempo le autorit antidroga
americane organizzarono una serie di in-
contri segreti in America Latina, missioni
antidroga dellOnu e retate dellInterpol.
Queste misure repressive contribuirono a
disperdere i vecchi gruppi di traicanti e
contrabbandieri. Ma alla fine degli anni
sessanta laumento dei regimi autoritari
provoc una difusione della cocaina che
sfugg a ogni controllo.
Il traico illegale di droga nacque nella
regione di Hunuco e dellAlto Huallaga nel
Per orientale. Nel 1948 il regime militare
ilostatunitense del generale Manuel Odra
adott misure severe contro le ultime fab-
briche legali del paese, incarcerando diver-
si produttori e obbligando altri a passare
alla clandestinit. La tecnica di produzione
era quella tradizionale della giungla peru-
viana, che i contadini potevano usare facil-
mente e senza investimenti eccessivi usan-
do cherosene o cemento con calce.
Negli anni cinquanta i contrabbandieri
rifornivano di pbc andino i raffinatori di
polvere di cocaina (HC1) attraverso due
rotte: una caraibica, che passava dallAva-
na, e una nel Cile settentrionale, dove i clan
di commercianti di origine araba di Valpa-
raso trasportavano la coca sulla costa occi-
dentale con laiuto di complici a Panama e
in Messico. E mentre in Per cominciava la
battaglia contro la cocaina con il sostegno
degli Stati Uniti, nella Bolivia rivoluziona-
ria, dove Washington non aveva nessuna
inluenza, la produzione clandestina di pbc
aument velocemente.
Allinizio degli anni sessanta la cocaina
era presente in tutto il continente america-
Bolivia. Lasciugatura della pasta base di cocaina
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 41
sostenuti dagli Stati Uniti in paesi come il
Brasile e lArgentina spost le rotte della
cocaina verso il Cile, lunica democrazia
solida del continente. Gi nel 1970 le auto
rit antidroga statunitensi erano preoccu
pate per la difusione della cocaina, ancora
fuori dalla portata delle persone comuni.
Ventanni di sforzi per contenere luso della
droga avevano avuto il solo risultato di far
aumentare il traico clandestino.
Due aspetti della cultura della cocaina
negli anni sessanta, a pensarci oggi, avreb
bero dovuto tranquillizzare le autorit. In
nanzitutto la mancanza di violenza: il traf
ico era paciico e simile a molte forme tra
dizionali di contrabbando alle frontiere la
tinoamericane. In secondo luogo, era limi
tato a zone remote dellAmerica Latina, il
Per e la Bolivia orientali. Era ancora una
questione interna al Sudamerica.
Lepoca di Escobar
Prima degli anni settanta la Colombia non
partecipava in modo sistematico al traico
sudamericano della cocaina.
Ma durante la guerra fredda due eventi
spinsero la droga verso nord. Il primo fu il
colpo di stato militare di Augusto Pinochet
in Cile, nel 1973. Oltre ad abbattere la de
mocrazia cilena, Pinochet lanci una cam
ni, ma si sa poco della loro nascita. Una vol
ta spinta verso la Colombia, la cocaina mise
radici in alcune citt come Medelln. Im
prenditori del calibro di Escobar, Ochoa e
Carlos Lehder approittarono delle rotte
dei grossisti nelle isole caraibiche, dei co
lombiani che lavoravano a Miami o nel
Queens, a New York, e della scarsa atten
zione della Dea per la cocaina. Nel 1975 la
cocaina esportata raggiungeva le quattro
tonnellate e nel 1980 i colombiani erano
arrivati a trasportarne 100 tonnellate negli
Stati Uniti, facendo diminuire i prezzi. Le
esportazioni partivano da tre citt: Medel
ln, Bogot e Cali. Fino allinizio degli anni
novanta Medelln, sotto il comando cari
smatico di Pablo Escobar, gestiva l80 per
cento del traico di cocaina. Pi della met
proveniva dalla pasta di coca prodotta nel
Per orientale, mentre il resto arrivava dal
la Bolivia.
A met degli anni ottanta i consumatori
di cocaina negli Stati Uniti erano 22 milioni.
I prezzi al ribasso, i mercati divisi per etnie
(come il crack difuso tra gli afroamericani)
e laumento della violenza legata alla droga
resero la cocaina il male assoluto agli occhi
dellagenzia antidroga statunitense, della
stampa e dellopinione pubblica. Listeria
contro la cocaina, alimentata da Ronald
pagna durissima contro i principali trai
canti di cocaina, arrestandoli o cacciandoli
dal paese. In quel periodo i colombiani del
le classi pi basse lavoravano come corrieri
dei gruppi cileni e, di conseguenza, la rotta
della pasta di coca contadina di Huallaga e
dei bassipiani della Bolivia si spost veloce
mente a nord, passando per Leticia, un pae
sino amazzonico di frontiera, e poi verso il
centro della Colombia. I primi contrabban
dieri di Medelln Pablo Escobar e i fratelli
Ochoa si impossessarono del business
della droga e lo raforzarono.
Il secondo evento fu la dichiarazione di
guerra di Richard Nixon contro le droghe,
soprattutto contro la marijuana e leroina,
un oppiaceo temuto dai veterani della guer
ra del Vietnam e il capro espiatorio dellon
data di crimini dei neri nelle citt statuni
tensi pi povere. I provvedimenti adottati
contro questi stupefacenti aprirono il mer
cato alla coca andina: nella cultura statuni
tense dei primi anni settanta la cocaina era
considerata una droga leggera costosa e
afascinante.
Visto che il traico di cocaina era pi fa
cile, sicuro e redditizio, i fornitori di mari
juana della Colombia, di Miami e del Mes
sico cambiarono prodotto.
Si parlato molto dei cartelli colombia
Bolivia. Una famiglia prepara la cocaina da trasportare a Cochabamba
42 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
In copertina
Reagan e George H. Bush, port alla milita-
rizzazione delle operazioni contro le pian-
tagioni di coca allestero.
Limpegno di Washington aumentava:
in Per con gli aiuti militari diretti e una ba-
se militare armata nella regione di Hualla-
ga, in Bolivia con loperazione Blast furnace
e le forze antidroga Umopar addestrate da-
gli Stati Uniti, in Colombia con un patto
forzato di estradizione alla ine degli anni
ottanta, e a Panama con linvasione nel
1989 per rovesciare Manuel Noriega, ex al-
leato degli Stati Uniti. Ma questa escalation
non riusc a fermare la difusione della co-
caina. Anzi, le pressioni statunitensi aina-
rono le tecniche dei narcotraicanti, che
diventarono pi abili a sfuggire ai controlli.
La coca amazzonica raddoppi tra il 1982 e
il 1986 e il prezzo allingrosso della polvere
bianca diminu da 60mila a 15mila dollari
al chilo durante gli anni ottanta.
La concorrenza e gli interessi economici
aumentarono ino a raggiungere milioni di
dollari per ogni carico e i colombiani ricor-
sero anche alla violenza strategica: manda-
vano i loro sicari negli Stati Uniti contro i
distributori cubani. In Colombia la violenza
era ancora unarma di difesa contro i poli-
ziotti e gli informatori, anche se la corruzio-
ne era una prassi abbastanza eicace. I traf-
icanti cercarono di conquistare una mag-
giore legittimit sociale: si candidarono
alle elezioni (Escobar fu per un breve perio-
do senatore del Partito liberale), inanzia-
rono altri candidati, ofrirono tregue strate-
giche e crearono servizi locali e associazio-
ni di beneicenza. Ma a met degli anni ot-
tanta le pressioni degli Stati Uniti e la pre-
occupazione della Colombia per le iniltra-
zioni del narcotraico nellapparato statale
ruppero questequilibrio. Dopo il 1984 la
relativa impunit dei narcos diminu e i
traicanti risposero lanciando una serie di
attacchi simbolici e mirati contro lo stato:
attentati, sequestri, omicidi di giudici, poli-
tici e giornalisti.
La Colombia divent la capitale mon-
diale degli omicidi e Medelln anticip il
destino attuale della citt messicana di
Ciudad Jurez, al confine con il Texas.
Escobar mobilit il suo esercito di sicari
contro i nemici. Poi nel 1987, quando Bogo-
t decise di estradare negli Stati Uniti i pe-
sci grossi, si arriv alla guerra aperta tra il
cartello di Medelln e il governo. Nonostan-
te qualche vittoria simbolica dello stato, i
colombiani pagarono un prezzo molto alto
in termini di vite e di violazioni dei diritti
umani.
La guerra scatenata allinizio degli anni
novanta contro Medelln e gli altri cartelli
della droga fall. Il suo risultato fu quello di
spostare il centro di gravit della cocaina
nella citt di Cali. Il criminologo Michael
Kenney ha spiegato bene come lintervento
statunitense e la repressione delle droghe
in Colombia favorirono lo sviluppo di orga-
nizzazioni di narcotraicanti molto pi ei-
cienti.
Altre due misure repressive cambiarono
la geograia della cocaina. Negli anni ottan-
ta la Dea e gli agenti federali statunitensi,
allarmati per le dimensioni del narcotrai-
co, il riciclaggio di denaro sporco e la vio-
lenza legata alle gang nella contea di Mia-
mi-Dade il punto di accesso principale
della cocaina colombiana concentrarono
i loro sforzi per intercettare la droga sulle
coste meridionali della Florida. La retata
del 1992, che port alla cattura del trai-
cante Harold Ackerman e alla disarticola-
zione della rete che era sotto il suo control-
lo, fu la goccia che fece traboccare il vaso:
gli esportatori di Cali scelsero dei punti
dimbarco alternativi a Panama, nellAme-
rica Centrale e nel nord del Messico. In ge-
nerale, le operazioni condotte contro la
cocaina colombiana in Florida produssero
un effetto boomerang, che favor i primi
narcotraicanti messicani.
Un altro cambiamento importante fu lo
spostamento della cocaina in Colombia. La
pressione degli Stati Uniti e i regimi di de-
stra ridussero la produzione illegale di coca
nella zona andina. In Per il governo auto-
ritario di Alberto Fujimori, preoccupato per
il controllo del gruppo guerrigliero Sendero
luminoso sul redditizio baluardo di Hualla-
ga, punt sulla repressione militare. In Bo-
livia il Plan dignidad sostenuto dagli Stati
Uniti mise ine alle esportazioni della pasta
di coca (creando per un movimento con-
tadino che nel 2005 ha contribuito a portare
alla presidenza della repubblica lex sinda-
calista cocalero Evo Morales). Queste vitto-
Bolivia. Un laboratorio illegale di cocaina nella giungla del Chapare
Da sapere
Percentuale di consumatori di cocaina tra i 15 e i 34 anni nellultimo anno: i primi dieci paesi del mondo
Fonte: European monitoring centre for drugs and drug addiction (Emcdda), 2010
Gran Bretagna
6,2
Spagna
5,5
Stati Uniti
4,5
Canada
4,0
Australia
3,4
Danimarca
3,4
Irlanda
3,1
Italia
2,9
Norvegia
1,8
Germania
1,6
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 43
rie temporanee spostarono la coltivazione
della coca verso la Colombia, un paese sen-
za una vera tradizione cocalera indigena.
I cambiamenti nel mondo del traico
della cocaina crearono un ambiente adatto
per realizzare il Plan Colombia. Laccordo
bilaterale tra Colombia e Stati Uniti per
combattere il conflitto armato nel paese
latinoamericano e mettere a punto una
strategia comune contro il narcotraico fu
irmato nel 1999, nellultimo anno di presi-
denza di Bill Clinton.
Si discusso molto del Plan Colombia,
ma una cosa certa: il tentativo di fermare
il traico andino della cocaina stato un
fallimento completo. Presentato con
lobiettivo di eliminare il traico illegale di
cocaina, oggi a Washington il Plan Colom-
bia considerato un programma di succes-
so per la sicurezza o lo sviluppo della Co-
lombia, precursore e modello per la guerra
contro il narcotraico in Messico.
La guerra in Messico
Dalla met degli anni novanta, il centro pi
attivo della rotta della cocaina verso gli Sta-
ti Uniti si spostato migliaia di chilometri a
nord, al conine tra il Messico e gli Stati Uni-
ti. Nel 2007 lofensiva del presidente mes-
sicano Felipe Caldern contro il narcotraf-
ico, lanciata con la collaborazione degli
Stati Uniti, ha fatto esplodere una violenza
paragonabile a una guerra civile.
Allinizio del novecento alcune citt di
frontiera come Tijuana, Nogales e Ciudad
Jurez furono zone di contrabbando per i
farmaci illegali brevettati (compresi i com-
posti a base di cocaina), poi per gli alcolici
proibiti prima della seconda guerra mon-
diale, e quindi per gli oppiacei artigianali e
la marijuana tra gli anni quaranta e sessan-
ta. Negli anni sessanta Culiacn, nello stato
di Sinaloa, era la capitale del traico messi-
cano di droghe. Ancora oggi molti narcos
messicani provengono dalle classi pi umi-
li del nord del paese. Ma collaborando con
gli imprenditori locali e i politici che si sono
formati durante i settantanni di governo
del Partito rivoluzionario istituzionale
(Pri), sono diventati dei veri e propri profes-
sionisti.
Con la dispersione dei narcotraicanti
cubani allinizio degli anni sessanta arriv
la prima coca in Messico. A met degli anni
settanta la cocaina passava dal Messico,
insieme alle tante droghe che da sempre
attraversano il paese via terra e via mare.
Ma a met degli anni ottanta lorganizza-
zione di Herrera a Cali aument la quantit
di cocaina diretta verso le citt messicane
di Culiacn e Mazatln, nello stato di Sina-
M
olti pensavano che non sa-
rebbe mai potuto succede-
re. Il primato statunitense,
con il 40-50 per cento del consumo
mondiale di cocaina, sembrava impos-
sibile da insidiare. Invece due paesi
europei (Spagna e Gran Bretagna)
hanno superato gli Stati Uniti nella
classiica per luso di cocaina tra i gio-
vani dai 15 ai 34 anni. Lo ha rivelato il
10 novembre lultimo rapporto
dellEuropean monitoring centre for
drugs and drug addiction (Emcdda): la
cocaina continua a inondare il vecchio
continente e a essere consumata dai
britannici, dagli spagnoli, dagli irlan-
desi e dagli italiani.
I principali responsabili dellalus-
so di questa droga in Europa i narcos
colombiani, venezuelani e brasiliani
raccolgono i frutti del lungimirante
piano imprenditoriale avviato alla me-
t degli anni novanta con i gruppi della
criminalit organizzata spagnola, ita-
liana, olandese, irlandese, russa e bal-
canica. Al culmine della potenza dei
cartelli di Medelln e poi di Cali, i pro-
duttori e i distributori del Sudamerica
avevano notato un calo continuo dei
prezzi allingrosso della cocaina negli
Stati Uniti. Il mercato americano stava
raggiungendo la saturazione e lecces-
so di oferta danneggiava i proitti. Per
rimediare, i cartelli hanno lanciato una
campagna di marketing in Europa. Nel
1993 hanno avviato le trattative con la
criminalit organizzata russa per apri-
re nuove rotte commerciali dirette in
Europa e aumentare la produzione de-
stinata ai tradizionali punti daccesso:
la Spagna e i Paesi Bassi.
La scelta del vecchio continente
per la campagna di espansione era
scontata: gi nel 2004 la popolazione
dellUnione europea era quasi il dop-
pio di quella statunitense e i consuma-
tori avevano le tasche piene di contanti
grazie alla fase del credito facile avvia-
ta da Wall street e dalla City di Londra.
La cocaina doveva sostenere la
concorrenza di tutte le altre droghe
ma, con larrivo del nuovo millennio,
lapertura di nuovi varchi dingresso in
Europa aveva fatto calare il suo prezzo
di strada intaccando la reputazione
di droga da ricchi. Cos la cocaina si
difusa non solo fra i consumatori del
ceto medio, ma nella sua forma che
genera pi dipendenza il crack pe-
netrata anche nei settori pi marginali
della societ.
Trampolino di lancio
Lespansione partita dallAfrica occi-
dentale. I narcos colombiani e venezue-
lani hanno usato grandi somme di de-
naro per corrompere le lite politiche e
militari locali, cominciando dalla Gui-
nea Bissau e proseguendo in Sierra Leo-
ne, in Liberia, in Senegal e in altri paesi.
Lobiettivo: trasformare la regione nel
trampolino di lancio della cocaina in
Europa occidentale. E hanno scelto pro-
prio quella regione dellAfrica perch
dava maggiori garanzie di non essere
scoperti, mentre trasportare la droga
dal Sudamerica in Europa era pi ri-
schioso. LAfrica occidentale diventa-
ta il Messico dellEuropa, anche se con
meno episodi cruenti.
Le politiche proibizioniste sono ina-
deguate. Secondo lEmcdda, per ta-
gliare la coca i traicanti continuano a
usare sostanze tossiche, che spesso pro-
vocano pi danni della droga stessa. Il
fatto che sia illegale rende impossibile
monitorare gli efetti sulla salute e im-
porre una regolamentazione efficace
della sua composizione chimica.
probabile che nei prossimi anni il
consumo di cocaina aumenter, a meno
che le politiche di contrasto cambino
drasticamente. Il prossimo bersaglio
sar lEuropa dellest, dove tra i giovani
la cocaina comincia a essere considera-
ta una droga chic. ma
Misha Glenny un giornalista britan-
nico. In Italia ha pubblicato McMafia.
Droga, armi, esseri umani: viaggio at-
traverso il nuovo crimine organizzato
globale (Mondadori 2008).
Il primato dellEuropa
Misha Glenny per Internazionale
Lopinione
44 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
In copertina
loa. Secondo i dati del dipartimento di stato
americano, nel 1989 un terzo della cocaina
diretta al mercato statunitense arrivava dal
Messico. Nel 1992 la cifra aveva raggiunto il
50 per cento e alla ine degli anni novanta
oscillava tra il 75 e l85 per cento. A met de-
gli anni novanta, grazie allimprovviso au-
mento della quantit di cocaina venduta, i
proitti legati allesportazione della droga
in Messico erano compresi tra i dieci miliar-
di di dollari (secondo le cifre uiciali statu-
nitensi) e i trenta miliardi di dollari (secon-
do la stima messicana). In ogni caso, erano
superiori ai proitti generati dal petrolio, il
pi importante prodotto di esportazione
del Messico.
Anche questo cambiamento fu un efet-
to boomerang della pressione degli Stati
Uniti sul cartello di Medelln negli anni ot-
tanta e del blocco che pesava sui corridoi
aerei e marittimi del narcotraico in Flori-
da. Il potere pass a Cali e alle sue reti nel
Paciico. La cocaina attraversava lAmerica
Centrale, dilaniata dalle guerre civili (i nar-
cos potevano contare su rifugi e alleati tra i
contras nicaraguensi sostenuti dalla Cia).
I colombiani si associarono con i trai-
canti messicani specializzati nel passaggio
della merce attraverso la frontiera, pagan-
do una semplice commissione che andava
dai mille ai duemila dollari al chilo. Ma al-
cuni messicani, che volevano diversiicare
le loro attivit, cominciarono a esigere dai
colombiani la met dei guadagni in merce.
Rivendendo la cocaina, i loro proitti si mol-
tiplicarono e le gang messicane negli Stati
Uniti cominciarono a occuparsi dello spac-
cio. I traicanti di Sinaloa si dispersero sul
territorio messicano dividendosi in cartelli
regionali.
Allascesa della cocaina contribuirono
anche altri fattori: la crisi economica degli
anni ottanta in Messico, lagonia politica
dello stato autoritario creato dai settantan-
ni di governo del Pri, la trasformazione so-
ciale di alcune citt di frontiera Ciudad
Jurez e Tijuana in luoghi dove regnano il
caos e la miseria, e il boom del commercio
alla frontiera con gli Stati Uniti prima e do-
po il trattato di libero scambio del 1994.
I grandi proitti generati dalla cocaina
cambiarono le organizzazioni di narcotraf-
icanti che proliferavano nel nord del Mes-
sico. La droga si spost da Sinaloa, dove
operavano i pionieri Pedro Avils Prez e
Flix Gallardo, in citt pi settentrionali, a
Tijuana, Ciudad Jurez, Matamoros e Rey-
nosa. A partire dagli anni settanta le opera-
zioni antidroga raforzarono queste orga-
nizzazioni, eliminando i traicanti pi de-
boli e meno eicienti e favorendo le struttu-
re gerarchiche. A met degli anni ottanta il
narcotrafficante Pablo Acosta Villarreal
(morto nel 1986) stabil un centro per lo
smistamento allingrosso di cocaina a Oji-
naga, nello stato di Chihuahua, usando de-
gli aerei cargo per trasportare la droga dalla
Colombia. Il nipote di Acosta, Amado Car-
rillo Fuentes, si guadagn il soprannome di
Seor de los cielos (signore dei cieli) per il
suo dominio sulle rotte aeree, diventando il
narcotrafficante pi ricco e famoso del
Messico degli anni novanta. Questo busi-
ness si fuse con il cartello di Jurez, un
gruppo formato dal magnate Rafael Muoz
Talavera con laiuto del comandante locale
della polizia federale. Carrillo Fuentes si
leg al governo di Carlos Salinas de Gortari
(1988-1994), portando il cartello di Jurez
alla sua epoca doro, ino a che non mor mi-
steriosamente durante unoperazione di
chirurgia plastica nel 1997.
A met degli anni novanta Jurez sor-
pass Sinaloa e divent il pi grande centro
mondiale nella riesportazione di droghe.
Come Cali in Colombia, il cartello di Jurez
sfrutt a suo vantaggio la campagna avvia-
ta contro il cartello di Sinaloa. Flix Gallar-
do aveva disperso i suoi uomini su tutto il
territorio del Messico nordoccidentale ed
era stato arrestato da Salinas nel 1989. A
partire da quel momento, nacquero nuove
organizzazioni separate dai vec-
chi traicanti di Sinaloa.
Tra questi gruppi cera il car-
tello di Matamoros o del Golfo,
nato con Juan N. Guerra e che
Juan Garca brego ingrand du-
rante il governo di Salinas. Dopo la cattura
di Garca brego e la sua estradizione negli
Stati Uniti voluta dal presidente Ernesto
Zedillo, la fortuna del cartello del Golfo au-
ment: il governo messicano aveva scelto
di concentrarsi su Jurez.
La morte di Carrillo Fuentes del cartel-
lo di Jurez e lapproccio militare scelto da
Zedillo per affrontare i conflitti legati al
narcotraico alla ine degli anni novanta
spinsero Osiel Crdenas, del cartello del
Golfo, a reclutare Los Zetas, ex membri
dellunit antidroga dellesercito addestra-
ti negli Stati Uniti. Un altro caso di efetto
boomerang: gli spietati e ormai tristemen-
te famosi Los Zetas si unirono al cartello
del Golfo. Nel 2003 si staccarono dallorga-
nizzazione criminale per formare un loro
gruppo attivo su tutto il territorio messica-
no.
Negli anni novanta i proitti miliardari
ottenuti dalla cocaina e le rischiose esigen-
ze legate alla sua commercializzazione
portarono alla luce la collusione tra lo stato
messicano e i commercianti locali di dro-
ghe. Dopo la rivoluzione messicana, i grup-
pi di contrabbandieri avevano stabilito una
certa complicit nel nord del paese con i
dirigenti politici, la polizia locale e leserci-
to. Allinizio degli anni quaranta, quando il
Pri era diventato una macchina politica au-
toritaria, questi legami erano serviti a man-
tenere il commercio alla frontiera e i lussi
inanziari illeciti a livelli accettabili. Las-
salto lanciato dalloperazione Condor con-
tro le zone di produzione della marijuana e
delloppio negli stati di Sinaloa, Chihuahua
e Durango alla ine degli anni settanta ave-
vano segnato la ine del patto tra lo stato e i
traicanti di Sinaloa.
Durante la presidenza di Carlos Salinas
de Gortari ci furono due momenti decisivi
per la politica antidroga. Da una parte Sali-
nas, per risollevare limmagine del Messico
negli Stati Uniti durante i negoziati per il
trattato di libero scambio, adott per la pri-
ma volta un ruolo importante nella guerra
contro le droghe diretta da Washington.
Tra il 1992 e il 1993 le istituzioni antidroga
furono modernizzate sul modello della
Dea. La procura generale della repubblica
ricevette dei fondi per combattere il narco-
traico.
Lapproccio cambi anche alla frontiera
statunitense, militarizzata e ribattezzata
regione ad alta intensit di nar-
cotraico. Ma qualsiasi tentati-
vo di controllare o di limitare il
traico di droga fu vaniicato dal-
la collusione dei funzionari no-
minati da Salinas e dagli omicidi
di uomini politici legati al narcotraico.
Il divieto di consumare la cocaina mol-
tiplic le opportunit di corruzione. La de-
stabilizzazione provocata dalle droghe in
Messico divent di dominio pubblico du-
rante il mandato di Ernesto Zedillo, dopo il
1994. Il nuovo presidente condann aper-
tamente la corruzione del suo predecesso-
re per liberare il nuovo regime priista da
qualsiasi associazione con il caos politico
ed economico ereditato con la transizione
del 1994.
Il momento pi critico fu limbarazzan-
te ammissione che il capo della Dea messi-
cana, il generale Gutirrez Rebollo, era
colluso con il cartello di Jurez. La lunga
Quando stato eletto,
Felipe Caldern era
un leader alla ricerca
di una missione
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 45
guerra statunitense contro la cocaina, co-
minciata negli anni quaranta, continuava
in Messico.
Come il generale Odra in Per nel
1948, Pinochet in Cile nel 1973 e il presi-
dente Virgilio Barco Vargas in Colombia
alla ine degli anni ottanta, oggi il presiden-
te Felipe Caldern con la sua guerra contro
il narcotraico favorisce gli obiettivi degli
Stati Uniti a breve termine, ma crea proble-
mi pi gravi e duraturi sul lungo periodo.
Caldern (del Partito dazione nazionale,
Pan) stato eletto nel 2006 con poche mi-
gliaia di voti di vantaggio sul candidato di
sinistra Andrs Manuel Lpez Obrador. In
quel momento era come George W. Bush
nel 2000: un leader alla ricerca di una mis-
sione.
Il Pan poteva contare su una maggiore
autonomia dai narcos rispetto al Pri, che
aveva governato il Messico per settantan-
ni. Nel 2007 Caldern ha ottenuto il soste-
gno di Washington per lIniciativa Mrida,
un accordo per la sicurezza nazionale mo-
dellato sul Plan Colombia. Grazie al tratta-
to, solo nel 2009 sono stati stanziati 830
milioni di dollari per il Messico: lIniciativa
Mrida diventata il principale program-
ma statunitense di aiuti allestero.
Caldern ha inito per militarizzare il
conlitto con i cartelli della droga, inviando
migliaia di soldati e di poliziotti nei centri
del narcotraico e occupando militarmen-
te Ciudad Jurez. Il risultato la violenza di
massa, la violazione dei diritti umani e il
caos lungo la frontiera. Secondo gli uicia-
li della Dea, sempre alla ricerca di un se-
gnale di vittoria, il Messico una ripetizio-
ne del presunto successo ottenuto con lo
smantellamento dei cartelli colombiani
alla ine degli anni ottanta. Ma questi ui-
ciali ignorano che la politica antidroga ha
contribuito a migliorare le strategie degli
esportatori colombiani e a trasformare la
frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico, per
usare le parole dellantropologo Howard
Campbell, in una zona permanente di
guerra del narcotraico.
Una buona notizia
Altri stati pi deboli come il Guatemala e
lHonduras sono pronti ad assorbire il traf-
ico di cocaina che sar deviato dal Messi-
co. Finora la violenza messicana non ha
oltrepassato i confini nazionali. Questo
vuol dire che, come in Colombia, i messi-
cani stanno morendo a causa degli Stati
Uniti.
Se c una buona notizia nello sposta-
mento della cocaina verso nord e nellesca-
LAUTORE
Paul Gootenberg uno storico
statunitense. Dirige il Center for Latin
American and Caribbean studies alla Stony
Brook university di New York. Ha scritto
Andean cocaine: the making of a global drug
(Unc Press 2009).
Bolivia. Foglie di coca
lation di violenza che ha accompagnato
ogni suo passo, che il panorama interna-
zionale sta cambiando. Nel 2008 vari lea-
der latinoamericani hanno criticato la
guerra antidroga condotta dagli Stati Uniti
negli ultimi trentanni. Per la prima volta
alcune agenzie dellOnu, che hanno fallito
in Colombia, stanno mettendo in discus-
sione lossessione statunitense per il con-
trollo dei rifornimenti e dello sradicamento
delle piantagioni di coca, e le critiche euro-
pee nei confronti del Plan Colombia e
dellIniciativa Mrida sono sempre pi nu-
merose. Un altro cambiamento da non sot-
tovalutare la politica nazionalistica e a
favore della foglia di coca del presidente
Evo Morales in Bolivia.
Lopinione pubblica e i politici statuni-
tensi devono rendersi conto di questo cam-
biamento e dellefetto boomerang avuto
dalla guerra alla cocaina nel suo lungo e
inarrestabile viaggio verso nord. usb
46 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
India
A
lle prime ore dellalba del
2 luglio 2010, nelle fore-
ste di Adilabad, la polizia
dellAndhra Pradesh ha
sparato un colpo al petto
a Cherukuri Rajkumar,
meglio noto ai suoi compagni come Azad.
Azad era un membro del politburo del Par-
tito comunista dellIndia (Maoista), fuori-
Con i piedi
per terra
Arundhati Roy, New Statesman, Gran Bretagna. Foto di Meyer
Se c una speranza per il mondo, non vive nelle sale delle conferenze sul
cambiamento climatico o nelle citt con gli ediici pi alti, scrive Arundhati Roy
legge, che laveva nominato suo primo ne-
goziatore in vista dei possibili colloqui di
pace con il governo indiano. Perch la poli-
zia ha sparato a distanza ravvicinata, la-
sciando quei segni di bruciature, quando
avrebbe potuto tranquillamente coprire le
sue tracce? Si trattato di un errore o di un
messaggio?
Quella mattina la polizia ha ucciso unal-
tra persona, Hem Chandra Pandey, un gio-
vane giornalista che viaggiava con Azad al
momento della sua cattura. Perch lhanno
ucciso? Per eliminare i testimoni oculari in
grado di raccontare laccaduto? O solo per
capriccio?
Se nelle fasi preliminari di un negoziato
di pace, quando c una guerra in corso, una
delle due parti coinvolte uccide il portavoce
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Le foto di questo articolo fanno parte della serie Mad India. Le persone sono state ritratte su sfondi scelti da loro
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 47
dellaltra, ragionevole presumere che la
parte che ha ucciso non voglia trovare un
accordo. Limpressione che Azad sia stato
eliminato perch qualcuno ha deciso che la
posta in gioco era troppo alta per lasciarlo
vivo. Una decisione che potrebbe rivelarsi
un grave errore di valutazione, non solo
perch la vittima era Azad, ma per il clima
politico in cui viviamo oggi in India.
Qualche giorno dopo essere riemersa
dalla foresta del Dandakaranya, nellIndia
centrale (dove avevo trascorso due settima-
ne e mezzo con i guerriglieri maoisti), ho
messo in programma una visita faticosa,
ma ormai ricorrente, al Jantar Mantar, in
Parliament street a New Delhi. Il Jantar
Mantar un vecchio osservatorio costruito
dal maharaja di Jaipur Sawai Jai Singh II, tra
il 1727 e il 1734. A quel tempo era una mera-
viglia scientiica e veniva usato per calcola-
re lora, fare previsioni meteorologiche e
studiare i pianeti. Oggi una modesta attra-
zione turistica che serve anche da piccola
vetrina della democrazia indiana.
Da qualche anno a New Delhi sono state
proibite le manifestazioni, a meno che non
siano promosse da partiti politici oppure da
organizzazioni religiose. Al Boat club, sul
viale Rajpath, dove in passato si svolgevano
immensi raduni che duravano anche giorni
interi, oggi vietato svolgere ogni attivit
politica e il posto accessibile solo per pic-
nic, venditori di palloncini e gite in barca.
AllIndia Gate sono consentite le veglie a
lume di candela e le manifestazioni per le
cause pi di moda tra la classe media co-
me Giustizia per Jessica, la modella ucci-
sa in un bar di Delhi da un malvivente lega-
to al mondo della politica ma niente di pi.
La citt tornata sotto la morsa della sec-
tion 144, una vecchia legge che vieta gli as-
sembramenti di pi di cinque persone con
un comune obiettivo illecito.
Section 144 una legge che fa parte del
codice penale introdotto dagli inglesi nel
1861 per impedire che si ripetesse lAmmu-
tinamento indiano del 1857. Doveva essere
una misura demergenza, ma diventata
una realt permanente in molte zone
dellIndia. Il Jantar Mantar lunico luogo
di Delhi dove la section 144, pur essendo in
vigore, non viene applicata. Persone prove-
nienti da tutto il paese, stanche di essere
ignorate dallestablishment politico e dai
mezzi dinformazione, si danno appunta-
mento l, nella disperata speranza di essere
ascoltate. Alcuni fanno lunghi viaggi in tre-
no. Altri, come le vittime del disastro di
Bhopal, camminano per mesi per raggiun-
gere la capitale. Anche se costretti a conten-
dersi il posto migliore sul marciapiede bol-
lente (o gelato), ino a poco tempo fa i mani-
festanti erano autorizzati ad accamparsi nel
Jantar Mantar per tutto il tempo che voleva-
no: mesi, settimane e perino anni. Sotto lo
sguardo ostile degli agenti di polizia e della
special branch (una sezione speciale della
polizia indiana che si occupa di sicurezza
dello stato), piantavano le loro logore tende
e alzavano i loro striscioni. Da qui gli indiani
hanno afermato la loro fede nella demo-
crazia rilasciando dichiarazioni, annun-
ciando i loro piani di lotta e organizzando
scioperi della fame a tempo indeterminato.
Da qui hanno tentato di marciare sul parla-
mento (senza mai riuscirci). Da qui hanno
sperato.
Ultimamente, per, i tempi dellespres-
sione democratica sono cambiati: ora han-
no orari duicio, rigorosamente dalle nove
alle cinque. Se entro le sei i manifestanti
non lasciano la citt anche quando sono
arrivati da molto lontano e non hanno un
riparo dove passare la notte la polizia li di-
sperde con la forza, usando anche manga-
nelli e idranti se la situazione sfugge loro di
mano. Probabilmente i nuovi orari sono
stati adottati per garantire il tranquillo svol-
gimento dei Giochi del Commonwealth a
New Delhi, in ottobre. Ma nessuno si aspet-
48 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
India
ta che i vecchi orari saranno ripristinati in
breve tempo.
Forse era nellordine delle cose se stato
barattato quello che resta della nostra de-
mocrazia con un evento creato per celebra-
re limpero britannico. Pu darsi che sia
stato semplicemente giusto demolire le ca-
se di quattrocentomila persone cacciate
dalla citt da un giorno allaltro. O che cen-
tinaia di migliaia di ambulanti siano stati
privati dei loro mezzi di sussistenza per or-
dine della corte suprema, perch i centri
commerciali possano prendersi il loro spa-
zio mercato. E che decine di migliaia di
mendicanti siano stati deportati fuori citt,
mentre altri centomila schiavi sono stati
impiegati nella costruzione di cavalcavia,
gallerie, piscine olimpioniche, stadi e allog-
gi di lusso per gli atleti. Forse il vecchio im-
pero non esiste. Ma evidentemente la no-
stra tradizione di servilismo diventata
unimpresa troppo redditizia per essere
smantellata.
Persone-ombra
Mi trovavo al Jantar Mantar perch un mi-
gliaio di pavement dweller (i poveri che vivo-
no e lavorano sui marciapiedi) erano arriva-
ti da ogni citt del paese per rivendicare al-
cuni diritti fondamentali: il diritto a una
casa, al cibo (le tessere annonarie), alla vita
(protezione dalla brutalit della polizia e
dallestorsione criminale praticata dai fun-
zionari pubblici). In quellinizio di primave-
ra, il sole era forte ma ancora gentile. ter-
ribile doverlo dire, ma vero: la puzza della
protesta si sentiva da lontano. Era lodore
concentrato di migliaia di corpi umani disu-
manizzati, privati per anni se non addirit-
tura per tutta la vita delle condizioni mini-
me necessarie per la salute e ligiene umana
(o anche animale). Corpi che erano stati la-
sciati a macerare nelle discariche delle no-
stre grandi citt, corpi senza un riparo dalle
intemperie, n accesso allacqua pulita,
allaria pulita, ai servizi igienici e sanitari.
Non un frammento di questo grande
pae se, nessuno dei piani governativi cosid-
detti progressisti, nessuna istituzione sta-
ta concepita in funzione loro. Neppure le
fognature: ci cacano sopra. Sono persone-
ombra, che vivono nelle crepe del sistema,
tra i piani governativi e le istituzioni. Dor-
mono per strada, mangiano per strada, fan-
no lamore per strada, partoriscono per
strada, vengono stuprate per strada, taglia-
no le verdure, fanno il bucato, crescono i i-
gli, vivono e muoiono per strada. Se il cine-
ma fosse una forma darte che coinvolge
lolfatto in altre parole, se il cinema puz-
zasse ilm come The millionaire non vince-
rebbero lOscar. Il tanfo di questo tipo di
povert non si sposerebbe con laroma del
popcorn caldo.
I manifestanti del Jantar Mantar, quel
giorno, non erano neanche abitanti degli
slum, ma abitanti dei marciapiedi. Chi era-
no? Da doverano venuti? Erano i profughi
dellIndia splendente, quelli che sono sbal-
lottati da una parte allaltra come scarichi
tossici di un processo di lavorazione impaz-
zito. I rappresentanti di oltre sessanta mi-
lioni di persone che sono state sfollate dalla
miseria, dal lento sopraggiungere della fa-
me, dalla siccit e dalle inondazioni (molte
delle quali prodotte dalluomo), da strade e
autostrade, dalle 3.300 dighe costruite
dallindipendenza a oggi, e adesso dalle
zone economiche speciali (sez).
Fanno parte di quegli 830 milioni di in-
diani che vivono con meno di venti rupie (32
centesimi) al giorno, quelli che muoiono di
fame mentre milioni di tonnellate di cerea-
li commestibili iniscono mangiate dai ratti
nei magazzini dello stato o bru-
ciate in blocco (perch bruciare il
cibo costa meno che distribuirlo
ai poveri). Sono i genitori delle
decine di milioni di bambini de-
nutriti nel nostro paese, dei due
milioni che muoiono ogni anno prima di
raggiungere i cinque anni di et. Sono i mi-
lioni di forzati che vengono trasportati di
citt in citt per costruire la nuova India.
Cosa devono pensare, queste persone,
di un governo che ritiene opportuno inve-
stire nove miliardi di dollari di denaro pub-
blico (il 2.000 per cento in pi della stima
iniziale) in un faraonico evento sportivo di
due settimane che per paura del terrori-
smo, della malaria, della dengue e del nuo-
vo superbatterio di New Delhi stato di-
sertato da molti atleti stranieri? E che la re-
gina dInghilterra, capo designato del Com-
monwealth, non si mai neppure lontana-
mente sognata di inaugurare? Cosa devono
pensare del fatto che gran parte di quei mi-
liardi sono stati rubati e intascati dai politici
e dai responsabili dei giochi? Non molto,
credo. Perch per persone che vivono con
meno di venti rupie al giorno, cifre di quella
portata devono essere fantascienza. Proba-
bilmente non immaginano neppure che in
realt sono soldi loro.
L in mezzo a quella folla indistinta, in
quella giornata di sole, pensavo a tutte le
battaglie combattute in questo paese: contro
le grandi dighe della valle di Narmada, a Po-
lavaram, in Arunachal Pradesh, contro le
miniere in Orissa, Chhattisgarh e Jhar-
khand, contro la polizia che opprime gli adi-
vasi di Lalgarh, contro lesproprio delle loro
terre in favore delle industrie e delle sez in
tutto il paese. Da quanti anni (e in quanti mo-
di) le persone combattono semplicemente
per evitare questo destino? Sono straordina-
rie la tenacia, la saggezza e il coraggio di
quanti combattono da anni, da decenni, per
portare il cambiamento, o almeno un bricio-
lo di giustizia nella loro vita. Che lottino per
rovesciare lo stato indiano o contro le grandi
dighe, o semplicemente contro una partico-
lare acciaieria o miniera o zona economica
speciale, sostanzialmente lottano per la loro
dignit, per il diritto a una vita e a un odore
da esseri umani. Lottano perch, per quanto
le riguarda, i frutti dello sviluppo moderno
puzzano come carcasse di bestie morte su
unautostrada.
Il 15 agosto di questanno, 63 anniversa-
rio dellindipendenza indiana, il primo mini-
stro Manmohan Singh salito sul suo pulpito
a prova di proiettile nel Red Fort di New De-
lhi per tenere un discorso senza passione e di
una banalit raggelante. Chi avrebbe indovi-
nato, ascoltandolo, che si stava
rivolgendo a un paese con il se-
condo tasso di crescita economica
al mondo, ma anche con otto stati
in cui ci sono pi poveri che in 26
dei paesi africani pi poveri messi
insieme? Tutti voi avete contribuito al suc-
cesso dellIndia, ha detto, il duro lavoro di
operai, artigiani e agricoltori ha portato il
nostro paese alla sua posizione di oggi. Stia-
mo costruendo una nuova India in cui ogni
cittadino possa avere la sua parte, unIndia
che sia prospera e in cui tutti i cittadini con-
ducano unesistenza dignitosa in un am-
biente di pace e buona volont. UnIndia in
cui tutti i problemi si possano risolvere con
strumenti democratici. UnIndia dove i di-
ritti fondamentali di ognuno siano tutelati.
Se la reputazione di integrit persona-
le del nostro primo ministro si estendesse
al testo dei suoi discorsi, ecco cosa avrebbe
dovuto dire: Fratelli e sorelle, la vita sta di-
ventando un po costosa, lo so, e voi conti-
nuate a lamentarvi per il prezzo dei prodotti
alimentari. Ma provate a guardare le cose da
questo punto di vista: oltre 650 milioni di voi
terribile da dire, ma
vero: la puzza della
protesta si sentiva da
lontano. Era lodore
concentrato di
migliaia di corpi
umani disumanizzati
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 49
lavorano la terra come agricoltori e brac
cianti e vivono dei suoi frutti, eppure tutti i
vostri sforzi contribuiscono al pil nazionale
per meno del 18 per cento. E quindi a cosa
servite? Prendete il nostro settore informa
tico. D lavoro allo 0,2 per cento della popo
lazione e ci garantisce il 5 per cento del no
stro reddito nazionale. Potete ofrire risul
tati simili? vero che nel nostro paese loc
cupazione non ha tenuto il passo con la
crescita, ma per fortuna il 60 per cento del
la nostra forza lavoro composto da lavora
tori autonomi. Il 90 per cento della nostra
manodopera dipende dal settore informa
le. vero, riescono a trovare lavoro solo per
qualche mese allanno, ma dal momento
che da noi la categoria della sottoccupazio
ne non esiste, ci limitiamo a trattare la que
stione in termini piuttosto vaghi. Non sa
rebbe giusto farli igurare nei nostri registri
come disoccupati.
Passando alla statistica secondo cui
abbiamo la mortalit infantile e materna
pi alta del mondo, ebbene dovremmo
unirci come paese e per il momento ignora
re le cattive notizie. Potremo affrontare
questi problemi pi avanti, dopo la nostra
rivoluzione dallalto, quando il settore del
la sanit sar stato completamente privatiz
zato. Nel frattempo, spero che stiate tutti
sottoscrivendo unassicurazione medica.
Quanto al fatto che la disponibilit di cerea
li pro capite negli ultimi ventanni diminu
ita e si d il caso che questo sia stato il pe
riodo della nostra massima crescita econo
mica credetemi, una pura coincidenza.
Miei cari concittadini, stiamo costruendo
una nuova India in cui le cento persone pi
ricche hanno beni per un valore pari al 25
per cento del nostro pil. La ricchezza con
centrata in poche, pochissime mani sem
pre pi eiciente. Conoscete tutti il detto
che troppi cuochi rovinano il brodo. Noi vo
gliamo che i nostri cari miliardari, le nostre
poche centinaia di milionari, i loro familiari
e i loro soci in politica e in afari possano
prosperare e condurre unesistenza onore
vole e dignitosa in un ambiente di pace e
buona volont in cui i loro diritti fondamen
tali siano tutelati.
So bene che i miei sogni non possono
avverarsi usando esclusivamente strumen
ti democratici. Di fatto, sono giunto a cre
dere che la vera democrazia passi per la
canna di un fucile. per questo che abbia
mo schierato lesercito, la polizia, i parami
litari della central reserve police force,
quelli di frontiera della border security for
ce, quelli della central industrial security
force, i riservisti Pradeshik, la polizia della
frontiera IndiaTibet, i fucilieri della fron
tiera orientale, come pure gli scorpions, i
Grayhound e i CoBRA per sofocare le scel
lerate insurrezioni che stanno scoppiando
nelle nostre regioni ricche di minerali.
I nostri esperimenti con la democrazia
sono cominciati in Nagaland, nel Manipur
e in Kashmir. Il Kashmir, superluo riba
dirlo, parte integrante dellIndia. Abbia
mo schierato oltre mezzo milione di soldati
per portare la democrazia a chi vive in quel
la regione. I ragazzi del Kashmir che da due
mesi rischiano la vita sidando il coprifuoco
e lanciando sassi contro la polizia sono mi
litanti del LashkareToiba, lesercito dei
puri, e in realt vogliono loccupazione, non
lazadi, la libert. Tragicamente, sessanta
ragazzi hanno perso la vita prima che potes
simo esaminare la loro domanda di lavoro.
Ho dato istruzioni alla polizia perch dora
in avanti spari per mutilare, e non per ucci
dere, questi giovani deviati.
Nei suoi sei anni di governo, Manmohan
Singh si lasciato dipingere come un mite
ed esitante tirapiedi di Sonia Gandhi.
unottima maschera per luomo che negli
ultimi ventanni, prima come titolare delle
inanze e poi come primo ministro, riusci
to a imporre un regime di nuove politiche
economiche che ha portato lIndia nella si
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50 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
India
tuazione in cui si trova oggi. Nel corso degli
anni ha riempito il suo gabinetto e la pubbli-
ca amministrazione di persone impegnate
nella missione di privatizzare tutto acqua,
elettricit, minerali, agricoltura, terra, tele-
comunicazioni, istruzione, sanit a pre-
scindere dalle conseguenze.
Sonia Gandhi e suo iglio Rahul svolgo-
no un ruolo importante in tutto questo. Il
loro compito quello di guidare il ministero
della compassione e del carisma e di vince-
re le elezioni. Possono adottare (prenden-
dosene il merito) decisioni che in apparenza
sono progressiste ma di fatto sono tattiche
e simboliche, e servono a smorzare lira po-
polare consentendo alla grande nave di
procedere. La divisione del lavoro tra i poli-
tici che hanno una base di massa e vincono
le elezioni per tenere in piedi la farsa della
democrazia e quelli che dirigono concreta-
mente il paese, ma non hanno bisogno di
vincere le elezioni (giudici e burocrati), op-
pure si sono liberati di questa costrizione
(come il primo ministro), un brillante stra-
volgimento della prassi democratica. Im-
maginare che siano Sonia e Rahul Gandhi a
guidare il governo sarebbe un errore. Il vero
potere passato nelle mani di una cricca di
oligarchi: giudici, burocrati e politici. Que-
sti, a loro volta, sono guidati come pregiati
cavalli da corsa dalle poche multinazionali
che in questo paese possiedono pi o meno
tutto. Possono appartenere a partiti diversi
e ostentare reciproca rivalit, ma solo una
messinscena a uso del pubblico. Lunica ve-
ra rivalit quella tra le multinazionali che
si contendono gli afari.
Un veterano della cricca P. Chidamba-
ram, il ministro dellinterno. In una confe-
renza tenuta nellottobre del 2007 ad Har-
vard, la sua vecchia universit, e intitolata
Paesi poveri, paesi ricchi: le side dello svi-
luppo, Chidambaram ha esaltato il tasso di
crescita del pil, salito dal 6,9 al 9,4 per cento
tra il 2001 e il 2007. Quello che ha detto mi
sembra abbastanza importante da inlig-
gervi un brano della sua scialba prosa: Le
risorse minerarie dellIndia comprendono
carbone la quarta riserva del mondo , mi-
nerale di ferro, manganese, mica, bauxite,
minerale di titanio, cromite, diamanti, gas
naturale, petrolio e calcare. Il buonsenso ci
dice che dobbiamo estrarre queste risorse
in modo rapido ed eicace. Questo richiede
grandi capitali, unorganizzazione eicien-
te e una politica ambientale che consenta
alle forze del mercato di operare. Nessuno
di questi fattori presente, oggi, nel settore
minerario. Il risultato che il tasso di inve-
stimenti basso, e il settore minerario cre-
sce troppo lentamente ed un freno alleco-
nomia. Vi far un altro esempio. Gli impian-
ti industriali richiedono vasti appezzamen-
ti di terreno. Finora, le amministrazioni li
acquisivano per ragioni di pubblica utilit.
Lunico problema era il pagamento di in-
dennizzi adeguati. Questa situazione
cambiata. In ogni progetto ci sono nuovi
azionisti, e le loro esigenze vanno ricono-
sciute. Oggi abbiamo lobbligo di afrontare
problemi come limpatto ambientale, la
giustificazione dellacquisizione coatta,
lequa indennit, il risarcimento del danno
non patrimoniale, il reinserimento e la ri-
collocazione degli sfollati, lassegnazione
di alloggi e terreni agricoli alternativi, e un
lavoro per ogni singola famiglia.
Consentire alle forze del mercato di
estrarre risorse in modo rapido ed eica-
ce quello che i colonizzatori hanno fatto
nelle loro colonie, quello che Spagna e Nor-
damerica hanno fatto in Sudamerica, quel-
lo che lEuropa ha fatto (e continua a fare) in
Africa. quello che il regime dellapartheid
ha fatto in Sudafrica. Avrete notato anche il
solito elenco di contentini privi di signiica-
to, nella conferenza del ministro. Ma quale
indennit? Quale risarcimento? Quale rein-
serimento? E quale posto di lavoro per
ogni famiglia? (sessantanni di industria-
T
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Internazionale 873 | 19 novembre 2010 51
lizzazione in India hanno creato occupazio-
ne per il 6 per cento della forza lavoro).
Quanto allobbligo di fornire una giusti-
ficazione per lacquisizione coatta di
terreni, un ministro certamente sa che ac-
quisire forzatamente terreni tribali (quelli
dove si trova buona parte dei minerali) e
consegnarli ad aziende minerarie private
illegale e incostituzionale in base al Pan-
chayats extension to the scheduled areas
act (Pesa). Entrato in vigore nel 1996, il Pe-
sa un emendamento che tenta di raddriz-
zare alcuni torti commessi ai danni delle
popolazioni tribali dalla costituzione india-
na, quando fu adottata dal parlamento nel
1950. Secondo questa legge, lacquisizione
coatta delle terre tribali non pu essere
giustiicata a nessun titolo.
Se considerate i conlitti attualmente in
corso in India, vi renderete conto che la
maggior parte delle persone non reclama
nientaltro che i suoi diritti costituzionali.
Ma il governo indiano non sente pi lesi-
genza di rispettare la costituzione, che do-
vrebbe essere il fondamento morale e giuri-
dico su cui poggia la nostra democrazia.
Allora forse dovremmo chiedere di emen-
dare il preambolo: Noi, il popolo dellIn-
dia, avendo solennemente deciso di costi-
tuire lIndia come una repubblica sovrana,
democratica, socialista e laica, potrebbe
essere sostituito da Noi, le caste e le classi
superiori dellIndia, avendo segretamente
deciso di costituire lIndia come uno stato
ind satellite delle aziende.
La rivolta nelle campagne indiane, so-
prattutto nel cuore dellIndia tribale, una
sida radicale non solo per lo stato, ma an-
che per i movimenti della resistenza. Mette
in discussione le comuni nozioni di progres-
so, sviluppo e civilt. Mette in discussione
letica e leicacia di strategie di resistenza
diverse. Solleva domande che sono gi sta-
te poste con insistenza e pacificamente,
anno dopo anno, in centinaia di modi: nel
modo pi persuasivo e, forse, pi visibile
dal Narmada Bachao Andolan, il movimen-
to contro le dighe nato nella valle del Nar-
mada. Il governo ha saputo rispondere solo
con la repressione, con la menzogna e con
quel tipo di opacit che pu nascere solo da
una patologica mancanza di rispetto per le
persone comuni. Come se non bastasse, ha
accelerato il processo di dislocazione e di
espropriazione, al punto che la rabbia
esplosa in modo incontrollato. Oggi le per-
sone pi povere del mondo sono riuscite a
fermare alcune delle multinazionali pi ric-
che del mondo. Una grandissima vittoria.
Quelli che si sono ribellati sanno che il
loro paese in stato di emergenza. Sanno
che, come le popolazioni del Kashmir, del
Manipur, del Nagaland e dellAssam, anche
loro sono stati privati dei loro diritti civili da
leggi come la Unlawful activities (preven-
tion) act e la Chhattisgarh special public
security act, che vietano ogni tipo di dis-
senso, sia che si esprima a parole, nei fatti o
perino nelle intenzioni.
Stato deccezione
Durante lo stato demergenza durato due
anni dal 1975 al 1977 , quando Indira Gan-
dhi chiese alla stampa di ubbidire, la stam-
pa strisci. Eppure, in quei giorni ci furono
casi di grandi quotidiani che pubblicarono
editoriali in bianco per protestare contro la
censura. Questa volta, nellemergenza non
dichiarata, non c spazio per gesti di sida,
perch i mezzi dinformazione sono il go-
verno. Nessuno, tranne le multinazionali
che lo controllano, pu dire al go-
verno cosa deve fare. Politici, mi-
nistri e funzionari dellapparato
della sicurezza fanno a gara per
apparire in tv. Molti canali tv e
quotidiani stanno sostenendo
loperazione green hunt, unofensiva mili-
tare lanciata dal governo contro i ribelli
marxisti, e la relativa campagna di disin-
formazione. Mentre la guerra si avvicina, le
forze armate hanno annunciato che parte-
ciperanno anche loro a questopera di con-
vincimento (e come solo loro sanno fare).
Nel giugno del 2010 hanno presentato una
dottrina sulle operazioni psicologiche mili-
tari, che spiega il comunicato stampa
un documento politico, programmatico e
operativo con lo scopo di creare un ambien-
te che consenta alle forze armate di operare
usando i mezzi dinformazione e i loro ser-
vizi a proprio vantaggio.
Un mese dopo, a una riunione dei gover-
natori degli stati colpiti dai naxaliti, si de-
ciso di intensiicare la guerra: 36 battaglioni
dellIndia reserve force sono stati aggiunti
ai 105 esistenti, e 16mila Spo (Special police
oicer, civili armati e stipendiati per svolge-
re funzioni di polizia) sono stati aggiunti ai
trentamila gi operativi. Il ministro dellin-
terno ha promesso di assumere altri 175mi-
la agenti di polizia nei prossimi cinque anni.
Due giorni dopo, il capo dellesercito ha an-
nunciato ai suoi uiciali senior di prepa-
rarsi mentalmente a prendere parte alla
lotta contro il naxalismo. Ad agosto i gior-
nali gi annunciavano che nelle operazio-
ni antimaoiste laviazione indiana auto-
rizzata a sparare per autodifesa. LHindu-
stan Times ha riportato queste parole di un
agente di polizia: Non possiamo usare i
razzi o i fucili dassalto, e possiamo rispon-
dere al fuoco solo se ci sparano addosso A
questo scopo, abbiamo le mitragliatrici
montate a bordo degli elicotteri guidati
dallaviazione. Che sollievo: niente fucili
dassalto, solo mitragliatrici sugli elicotteri.
E cos, ecco lo stato indiano in tutta la sua
gloria democratica, pronto a saccheggiare,
afamare, assediare i suoi cittadini pi po-
veri. E ora anche ad attaccarli per autodi-
fesa con la sua aviazione.
Tra tutte le varie formazioni politiche
coinvolte nellattuale insurrezione, nessuna
pi controversa del Cpi (Maoista). La ra-
gione pi ovvia la sua irriducibile adesio-
ne alla lotta armata come unica via per la
rivoluzione. Il Partito comunista indiano
(Maoista) la frangia pi militante di una
schiera di movimenti di resistenza che si
battono contro un cartello di aziende mine-
rarie e di infrastrutture che ha preso dassal-
to le terre degli adivasi. Dedurre,
da questo, che sia un partito con
un modo nuovo di concepire lo
sviluppo e lambiente sarebbe
eccessivo. Per essere una forma-
zione politica che generalmente
viene associata alla lotta contro linvadenza
delle industrie minerarie, la sua politica (e
la sua prassi) in campo minerario resta piut-
tosto confusa. Dalle dichiarazioni rilasciate
dai suoi leader storici sulle miniere, quello
che emerge un atteggiamento del tipo
noi faremo un lavoro migliore. Fanno va-
ghe promesse di pratiche estrattive ecoso-
stenibili, aumenti dei diritti di sfruttamen-
to, piani di riallocazione migliori per le co-
munit sfollate e quote pi alte per gli azio-
nisti.
Prendiamo la regina della cintura mine-
raria, la bauxite, una risorsa che vale miglia-
ia di miliardi di dollari. Non esiste un modo
ecosostenibile di estrarre bauxite e ricavar-
ne alluminio. un processo di lavorazione
estremamente tossico che molti paesi occi-
dentali hanno spostato fuori dai loro coni-
ni. Per produrre una tonnellata di alluminio
ci vogliono circa sei tonnellate di bauxite,
pi di un migliaio di tonnellate dacqua e
unenorme quantit di elettricit. Per otte-
Un ministro
certamente sa che
requisire terreni
tribali e consegnarli
ad aziende minerarie
private illegale e
incostituzionale
52 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
India
nere quelle quantit di acqua ed elettricit
ci vogliono grandi dighe che, come sappia-
mo, portano con s un loro ciclo di distru-
zione e cataclismi. Inine, la domanda chia-
ve: a che serve lalluminio? Dove inisce?
Lalluminio il materiale pi usato nellin-
dustria delle armi. Quella di altri paesi.
Stando cos le cose, quale sarebbe una
politica mineraria sana e sostenibile?
Supponiamo, per fare un esempio, che il
Cpi (Maoista) assumesse il controllo del
corridoio rosso, il territorio tribale ricco
di uranio, bauxite, calcare, dolomite, carbo-
ne, stagno, granito e marmo. Come impo-
sterebbe le sue politiche di governo? Sce-
glierebbe di estrarre i minerali per ricavarne
un proitto e poi creare infrastrutture e po-
tenziare le imprese? O si limiterebbe a
estrarre la quantit di minerali suiciente a
soddisfare i bisogni di base delle persone? E
come deinirebbe i bisogni di base? Per
esempio, le armi nucleari sarebbero un bi-
sogno di base in uno stato maoista?
A giudicare da quello che sta avvenendo
in Russia e in Cina, sembra che le societ
comuniste e capitaliste abbiamo sostan-
zialmente una cosa in comune: il dna dei
loro sogni. Dopo la rivoluzione, dopo aver
costruito societ socialiste che sono costate
la vita a milioni di operai e di contadini, oggi
entrambi i paesi hanno cominciato a inver-
tire la marcia di alcune delle conquiste del
cambiamento rivoluzionario, e si sono tra-
sformate in economie capitaliste sfrenate.
Anche per loro, la capacit di consumo
diventata il metro per misurare il progresso.
Per questo tipo di progresso serve lindu-
stria. Per alimentare lindustria serve un
approvvigionamento costante di materie
prime. Per questo, servono miniere, dighe,
dominazione, colonie e guerra. Mentre le
vecchie potenze tramontano, ne emergono
di nuove. Cambiano i personaggi, ma la sto-
ria la stessa: i paesi ricchi depredano quel-
li poveri. Ieri erano lEuropa e lAmerica,
oggi sono lIndia e la Cina. Forse domani
sar lAfrica. Ma ci sar un domani? Forse
troppo tardi per chiederselo, ma la speranza
ha poco a che fare con la ragione.
Possiamo aspettarci che lalternativa
alla morte annunciata del pianeta venga
proprio dalla visione che ha originato que-
sta crisi? improbabile. Lalternativa, se ce
n una, emerger dai luoghi e dalle perso-
ne che hanno respinto limpulso egemone
del capitalismo e dellimperialismo invece
di lasciarsi assimilare. Qui in India, perino
in mezzo a tanta violenza e avidit, c an-
cora speranza. Se qualcuno pu riuscirci,
quelli siamo noi. Abbiamo una popolazione
che non ancora stata completamente co-
lonizzata dal sogno consumista. Abbiamo
una lunga tradizione di persone che hanno
combattuto per le idee di sostenibilit e au-
tosuicienza del Mahatma Gandhi, per gli
ideali socialisti dellegualitarismo e della
giustizia sociale. Abbiamo la pi spettacola-
re coalizione di movimenti di resistenza,
dotata di esperienza, consapevolezza e ide-
ali. Ma, soprattutto, abbiamo una popola-
zione superstite di quasi cento milioni di
adivasi. Sono loro che custodiscono i segre-
ti della vita sostenibile. Se scompaiono,
porteranno con s i loro segreti. E guerre
come loperazione green hunt li cancelleran-
no. Quindi, la vittoria di queste guerre sar
anche portatrice dei germi della distruzio-
ne, non solo per gli adivasi ma, nel tempo,
per la stessa pecie umana. Ecco perch la
guerra nellIndia centrale cos importan-
te. Ecco perch abbiamo urgente bisogno di
un vero dialogo tra tutte quelle formazioni
che si oppongono alla guerra.
Il giorno in cui il capitalismo sar co-
stretto a tollerare al suo interno societ non
capitaliste e ad accettare dei limiti alla sua
sete di dominio, il giorno in cui sar costret-
to a riconoscere che le sue riserve di materie
prime non sono illimitate, quello sar il
giorno del cambiamento. Se c ancora una
speranza per il mondo, non vive nelle sale
delle conferenze sul cambiamento climati-
co o nelle citt con gli ediici pi alti. Vive
con i piedi piantati per terra, e abbraccia le
persone che tutti i giorni si battono per pro-
teggere le loro foreste, le loro montagne e i
loro iumi, perch sanno che le foreste, le
montagne e i iumi proteggono loro.
Il primo passo per reimmaginare un
mondo ormai profondamente sconvolto
sarebbe quello di fermare lannientamento
di chi ha una diversa visione delle cose: una
visione al di fuori del capitalismo ma anche
del comunismo, una visione che concepisce
la felicit e la realizzazione di s in modo
completamente diverso. Per conquistare
questo spazio ilosoico necessario conce-
dere uno spazio isico a coloro che sembra-
no i custodi del nostro passato, ma che inve-
ce potrebbero essere le guide del nostro fu-
turo. Per fare questo, dobbiamo chiedere ai
nostri governanti: potete lasciare lacqua
nei iumi? Gli alberi nella foresta? La bauxi-
te sulle montagne? Se rispondono di no, al-
lora dovrebbero smettere di fare la morale
alle vittime delle loro guerre. u dic
LAUTRICE
Arundhati Roy una scrittrice indiana.
Il suo ultimo libro pubblicato in Italia
Quando arrivano le cavallette
(Guanda 2009).
The Guardian,
Gran Bretagna
Lopinione
P
rocessato per sedizione nel
1922, il Mahatma Gandhi
disse alla corte: Per la legge,
la sedizione un crimine premedi-
tato ma a me sembra il pi nobile
dovere di un cittadino. La storia
non si ripete mai. Tuttavia, le parole
del padre dellIndia moderna torna-
no in mente quando si considera il
caso di Arundhati Roy. La scrittrice
ha rischiato lincriminazione per se-
dizione dopo avere detto che il
Kashmir non mai stato parte inte-
grante dellIndia. un fatto storico
accettato perino dal governo. La
destra nazionalista ind, rappresen-
tata dal Bharatiya janata party (Bjp),
ha chiesto il suo arresto.
Si trattato di una reazione con-
traria alla tradizione indiana del di-
battito aperto e del sano dissenso, e
il governo dovrebbe ribadirlo. An-
che se il Bjp considera sconvolgente
la posizione di Roy, i suoi commenti
non sono afatto nuovi. N il suo
un argomento originale. Roy ha solo
usato coraggiosamente la sua posi-
zione per attirare lattenzione sulla
recente e ingiustiicata repressione
delle proteste nella valle del
Kashmir. Il governo, piuttosto, do-
vrebbe indagare sulla morte di pi
di cento persone da giugno a oggi in
Kashmir.
Quando, nel 1997, Roy ha vinto il
Booker per Il dio delle piccole cose, la
stampa indiana lha elogiata come
un successo internazionale e una
nuova voce per la letteratura del pa-
ese. E questo dovrebbe consentirle
libert di parola. A proposito della
valorizzazione, tipicamente india-
na, delle opinioni di tutti nel dibatti-
to interno, Amartya Sen cita una po-
esia del diciannovesimo secolo di
Ram Mohun Roy: Pensa quanto sa-
r terribile il giorno della tua morte.
Gli altri continueranno a parlare e tu
non potrai ribattere. u sv
Il dovere
del dissenso
Mozambico
N
ella periferia intorno a
Maputo vivono due mi-
lioni di persone e quasi
tutte lavorano o studia-
no in centro. I mezzi
pubblici del lazien da
Transportes Pblicos de Maputo (Tpm)
sono praticamente inesistenti e per questo
nata una rete informale di chapas, i taxi
collettivi. Si tratta di veicoli a nove posti
dove entrano ino a 25 persone, due delle
quali sedute vicino al conducente. Oppure
sono dei minibus da 29 posti che arrivano a
trasportare, stretti stretti, settanta passeg-
geri. con questi mezzi che ogni giorno
quasi due milioni di persone vanno avanti
e indietro nella grande Maputo.
5.15
Leonora vive a Mahotas, una bidonville
vicino al quartiere di Magoanine e allaero-
porto. Ha un bambino ed sposata con un
uomo che aveva gi avuto due igli da unal-
tra donna. Leonora indossa una maglietta
arancione, una capulana il tessuto tradi-
54 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
zionale annodato in vita per formare una
gonna e un copricapo di tessuto, chiuso
con un nodo che le tiene strette le trecci-
ne.
gi in piedi e sta riempiendo un sec-
chio dacqua dal rubinetto del cortile. La
casa di mattoni grigi e cemento e ha il tet-
to di lamiera, poggiato su una rudimentale
struttura in legno. composta da tre stan-
ze e un salotto arredato con divani vecchi e
nuovi, una credenza, un tavolo e un piccolo
televisore, appoggiato su un mobile di fer-
Dallalba al tramonto
sui taxi di Maputo
Soia Lorena, Pblico, Portogallo. Foto di Alfredo DAmato
Ogni giorno migliaia di mozambicani vanno dalla periferia al centro della capitale.
E le strade si riempiono di chapas, i minibus che sostituiscono i mezzi pubblici
P
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k
T
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 55
ro nero e dorato che somiglia alla testiera
di un letto. Leonora comincia la giornata
lavando i piatti della cena. Stroina piatti,
taglieri, bicchieri e pentole, e li passa da un
lavandino allaltro. Mentre lavora, sorri-
de.
ancora notte ma il cielo sta diventan-
do di un tenue blu petrolio. Leonora tiene
la luce accesa nella veranda di cemento
dove c la cucina. Anche nella casa vicina
la luce accesa. Dalla porta di ferro blu
esce un uomo con indosso un paio di pan-
taloni e una polo rossa. Entra e riesce con
un asciugamano, rientra a torso nudo, ed
esce nuovamente con altri vestiti e con il
iglio pronto per andare a scuola.
Il canto dei galli risuona ovunque da
circa mezzora. Leonora sta ancora cercan-
do di scrostare una padella, con la schiena
curva sul lavandino e le gambe divaricate
per grattare meglio.
5.35
Si cominciano a sentire le prime voci. Il
cielo grigiastro e dietro il muro della casa
di Leonora sintravede una baracca di le-
gno. Da lontano arriva della musica. Ma-
hotas unimmensa bidonville, fatta di
case di mattoni e strade sabbiose, senza il-
luminazione. In alcune parti sono ancora
visibili i segni delle proteste scoppiate a
Ex colonia portoghese, il Mozambico ha
raggiunto lindipendenza il 25 giugno 1975.
Dal 1977 al 1992 una lunga guerra civile ha
opposto il partito socialista Frente de libertaao
de Moambique (Frelimo, a cui appartiene
lattuale presidente Armando Emlio Guebuza)
e il partito conservatore Resistncia nacional
moambicana (Renamo).
Nonostante leconomia sia cresciuta a ritmo
sostenuto dalla ine della guerra, il Mozambico
uno dei paesi pi poveri del mondo: secondo
la Banca mondiale il 90 per cento della
popolazione vive con meno di due dollari al
giorno. Il 1 settembre 2010 il governo ha
annunciato laumento dei prezzi del pane, del
riso, del combustibile, dellacqua e
dellelettricit. La notizia ha scatenato rivolte
violente nella capitale Maputo. Negli scontri
con la polizia sono morte 14 persone e altre
centinaia sono rimaste ferite.
Il Mozambico ha quasi venti milioni di
abitanti. Secondo lultimo censimento,
dellagosto del 2007, gli abitanti di Maputo sono
1.094.315, il 13,2 per cento in pi rispetto a dieci
anni prima. In citt il tasso di analfabetismo
diminuito dal 15 per cento del 1997 al 9,8 del
2007, e molte pi persone parlano il
portoghese, la lingua uiciale. A Maputo le case
dotate di elettricit sono il 63 per cento e quelle
con lacqua corrente il 51 per cento. Il 14, 5 per
cento delle famiglie della capitale ha
unautomobile, mentre solo il 5,7 per cento ha
una bicicletta e l1,2 per cento un motorino.
Da sapere
inizio settembre dopo lannuncio che il go-
verno avrebbe aumentato il prezzo di alcu-
ni prodotti di base. La casa di Leonora dista
quindici minuti di cammino a passo svelto
dalla strada dove siamo arrivati con la cha-
pa la sera prima. Nel cortile c un alto divi-
sorio fatto di canne da cui si afaccia il ni-
pote del marito di Leonora. venuto per
salutare e lavarsi i denti prima di uscire per
andare in citt.
C gi abbastanza luce per capire che il
cielo nuvoloso, come il giorno prima,
quando ha piovuto un po. inverno a Ma-
puto, c vento e per uscire bisogna mettere
maglione, sciarpa e cappello.
5.56
Scegliamo la strada pi breve per andare a
prendere la chapa, evitando il labirinto di
case e sabbia che abbiamo percorso la sera
prima. Ci mettiamo un po per abbandona-
re la sabbia e arrivare su una strada pi lar-
ga. Da un lato c la bidonville di Mahotas,
dallaltro una zona nuova, nata dopo le
inondazioni del 2007. Qui alcune persone
benestanti, tra cui molti funzionari, hanno
costrui to delle grandi case tra gli arbusti.
La strada porta ancora i segni dei roghi
dellultima protesta, durata tre giorni, con-
tro gli aumenti del prezzo del combustibi-
le, dellacqua, dellelettricit, del pane e
del riso. Aumenti che il governo ha deciso
di congelare lo scorso 7 settembre, pochi
giorni dopo gli scontri tra polizia e manife-
stanti in cui sono morte quattordici perso-
ne e altre 403 sono rimaste ferite.
6.08
In fondo alla strada c la prima ila per le
chapas. Sono circa 35 persone. In ila ci so-
no anche tre beb, avvolti in capulana o
coperte rosa, e tenuti sulle spalle dalle loro
madri. Vanno tutte in centro, alla Baixa, a
prostituirsi, dice un uomo che sta in ila.
Vicino allaeroporto di Maputo
Mozambico
Che poi, invece di prendersela con il gover-
no, comincia a inveire contro i proprietari
delle chapas. Secondo lui, si lamentano
troppo dei prezzi del carburante, usando
questa scusa per aumentare le tarife no-
nostante il pessimo servizio che ofrono.
6.15
Si ferma la prima chapa. Il percorso che fa
scritto sul vetro: A. Aviador-Magoanine (la
A sta per Anjo, il nome di un caf dellepo-
ca coloniale). La ila, che nel frattempo ha
superato le cinquanta persone, si avventa
sul mezzo ma non tutti trovano posto. Noi
aspettiamo il prossimo, che gi in arrivo.
Questa volta riusciamo a salire. Il bi-
gliettaio lascia entrare solo chi ha i soldi
spiccioli (5 metical a viaggio, circa dieci
centesimi di euro) ed disposto a sgomita-
re per farsi largo. C ancora posto. Guar-
da l quanto spazio, dice.
Ci mettiamo in piedi vicino (ma sareb-
be meglio dire sopra) a Xandinho, che ha
due mesi e fa capolino dalla capulana lega-
ta al collo della madre, Lena. La donna sta
andando al mercato per vendere la sua
merce e durante il viaggio allatta il iglio.
Lena sta praticamente addosso a un altro
beb, sempre al collo della madre, e si tie-
ne stretta a uno dei due tubi di metallo che
escono dal tetto e dal ianco della chapa. Il
pullmino pu portare 29 persone ma non
siamo meno di settanta. Non si capisce co-
me, ma ci muoviamo. Alla radio canta lan-
golano Fernando Santos: Mozambico,
dovr tornare un giorno / Mozambico, il
tuo popolo incantato / Mozambico ma-
ningue (molto) nice.
Scendiamo al mercato di Xipamanine.
Lena, invece, prosegue.
6.35
Le chapas che passano per la rotonda di Xi-
pamanine sono tutte piene. Il mercato gi
in piena attivit. Ci sono diversi venditori e
qualche cliente. Si vedono signore che tra-
sportano sacchi pieni di cemento o di lattu-
ga. Decidiamo di camminare dieci minuti
a piedi sulla strada principale per prendere
pi avanti la prossima chapa. Passiamo ac-
canto a due carriole piene di piccole bana-
ne. Sopra c un cartello con scritto che
siamo a Bananalandia.
Quando arriviamo alla fermata, le ile
per prendere le chapas sono ancora pi lun-
56 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
ghe. In realt non sono ile, ma sciami di
persone. Passano sia delle chapas come
quella da cui siamo scesi sia dei pick- up,
che sono vietati, ma non per questo smet-
tono di trasportare i passeggeri diretti a
Museu, in centro. Il primo pick-up che arri-
va preso dassalto da decine di persone: i
primi che salgono si siedono ai lati, gli altri
restano in piedi, reggendosi luno con lal-
tro. Sul cassone salgono circa cinquanta
persone.
6.45
Prendiamo una chapa che fa la tratta Mu-
seu-Malhazine. Sul vetro c un adesivo del
Benica ma il bigliettaio, Paulinho, indossa
la maglietta della nazionale di calcio italia-
na. Tu, ragazzo, vai in braccio a quel si-
gnore, comincia a strillare. Tu, con la
camicia della festa, avvicinati. La ragazzi-
na, pi indietro. Quanto spazio! Centrano
molte pi persone. Questo popolo deve an-
dare a lavorare. Paulinho scende dal vei-
colo e comincia a dare ordini ai passeggeri
attraverso i inestrini aperti. Ne fa uscire
alcuni e ne spinge dentro altri. Ormai non
si vede pi il fondo n il tetto del pullmino.
Ma alla fermata successiva di nuovo tutto
un pigia pigia. Le persone si lanciano, si
aggrappano al tetto e la chapa trema, sem-
bra che stia per ribaltarsi ma non lo fa. Un
uomo con in braccio un bambino dice, un
po per scherzo e un po no: Lui non paga.
Ci sono molti bambini con la cartella in
spalla. Tengono in mano le monete per pa-
gare la chapa. Ridono e salgono luno
sullaltro.
Pedro, 49 anni, ha una moglie che fa la
casalinga, sei igli e due nipotine. Sono le
iglie del suo primogenito di 26 anni. Ri-
spetto ad altri abitanti della periferia, Pe-
dro non impiega molto ad arrivare in cen-
tro. Gli basta uscire di casa alle 6.45 per
essere al lavoro alle 7.30. Le cose funzio-
nano cos, sono queste le condizioni,
commenta. Alle 7.20 Pedro scende dalla
chapa vicino al portone del suo uicio. Il
taxi collettivo quasi vuoto perch i bam-
bini sono gi scesi alla scuola vicino alla
parrocchia luterana. Alle 7.30 la chapa si
ferma vicino a Cristal, la pasticceria allan-
golo di viale 24 de Julho. Paulinho continua
il viaggio, ora pi tranquillo, perch c me-
no gente ammassata nella chapa. Allin-
Tu, ragazzo, vai in braccio a quel
signore, strilla il bigliettaio. Tu,
con la camicia della festa, fatti
indietro. Cos entrano pi persone
gresso del Polana Shopping Centre, una
donna commenta: Oggi non c sciopero,
funziona tutto. La giornata fredda, come
ieri, in cui si festeggiato lanniversario
della firma degli accordi di Lusaka del
1974, che portarono allindipendenza del
Mozambico dal Portogallo.
Alla ine della giornata, Lena e Pedro
torneranno nelle loro case in periferia. So-
no tra le centinaia di migliaia di persone
che ogni giorno raggiungono il centro di
Maputo per lavorare nelle case dei bianchi
e negli uici pubblici, per fare le pulizie,
vendere nei mercati o cucinare nei risto-
ranti. Di solito, la sera il viaggio pi lungo.
I passeggeri cambiano meno volte le cha-
pas perch, non avendo lobbligo di arriva-
re in orario, fanno il giro pi lungo. Cos ri-
sparmiano denaro.
La sera in cui siamo andati dal centro a
Mahotas, abbiamo preso una chapa ino
alla fermata di Xiquelene e poi unaltra ino
a Magoanine. Ma il secondo taxi era lo stes-
so di prima: ci ha lasciato a una rotonda e ci
ha caricato a unaltra fermata. A volte, suc-
cede che gli autobus facciano mezzo per-
corso alla volta perch cos incassano il
doppio.
Quella sera, tra le chapas alla rotonda di
Xiquelene, cerano molte persone, un fuo-
co acceso per terra e spiedini di pollo
dallodore invitante. Lungo la strada si ve-
devano molti locali con i clienti sulla porta.
Cera chi arrostiva carne, chi giocava a bi-
liardo e chi beveva birra. La chapa che ab-
biamo preso era piena solo per met. Ci
siamo seduti vicino al conducente ad
ascoltare la radio che trasmetteva la messa
di un pastore brasiliano.
20.05
Il quartiere di Xiquelene stato uno degli
epicentri della rivolta del pane ai primi di
settembre. Qui, in corrispondenza di alcu-
ni capannoni danneggiati, il bigliettaio ha
cominciato a gridare insistentemente che
stavamo per arrivare a Magoanine, Ma-
goa nine.
20.09
Abbiamo trovato la strada bloccata da al-
cuni agenti di polizia perch cera stato un
incidente. Poi siamo passati davanti alla
Chiesa mondiale del potere di Dio. La stra-
da lunga e di solito molto traicata. Nei
giorni feriali ci vogliono circa trenta minu-
ti per percorrerla. Ma quando siamo passa-
ti noi il traico era inesistente, perch era
un giorno di festa. Prima di arrivare a Ma-
hotas, abbiamo oltrepassato la chiesa
dellImmacolata concezione. Unaltra
macchina veniva contromano. ubria-
co?, ha commentato lautista. ugac
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Scienza
Q
ualche anno fa leconomi-
sta George Akerlof si tro-
vato ad afrontare un com-
pito semplicissimo: spedi-
re un pacco di vestiti
dallIndia, dove viveva
allepoca, negli Stati Uniti. I vestiti appar-
tenevano al suo amico e collega Joseph
Stiglitz, che li aveva dimenticati l quando
era andato a trovarlo, perci Akerlof aveva
una certa fretta di rimandarglieli. Ma cera
un problema. La combinazione tra la buro-
crazia indiana e quella che Akerlof deini-
sce la mia incapacit a sbrigare questo
genere di faccende rendeva il compito
una grande seccatura, che gli avrebbe por-
tato via unintera giornata. Cos ha comin-
ciato a rimandare da una settimana allal-
tra. La cosa andata avanti per otto mesi.
riuscito a risolvere il problema solo poco
prima di tornare a casa: un amico doveva
spedire dei pacchi negli Stati Uniti e Aker-
lof ne ha approittato per aggiungerci i ve-
stiti del collega. Considerando gli imprevi-
sti della posta intercontinentale, possibi-
le che Akerlof sia arrivato negli Stati Uniti
prima delle camicie di Stiglitz.
Oggi no,
domani
forse
James Surowiecki, The New Yorker, Stati Uniti
Perch rimandiamo? Cosa ci spinge ad annullare un
impegno sapendo che poi staremo peggio? Qual il
nostro vero obiettivo? E se avessimo ragione? James
Surowiecki sui misteri della procrastinazione
C qualcosa di confortante in questa
storia: perino i premi Nobel per lecono-
mia rimandano! Molti di noi si trascinano
dietro una lunga lista di cose non fatte,
grandi o piccole, che alimentano il senso di
colpa. Ma Akerlof, anche se era abituato a
rimandare le cose, ha trovato quellespe-
rienza piuttosto misteriosa. Aveva vera-
mente intenzione di spedire il pacco al suo
amico, eppure, come ha scritto in un sag-
gio del 1991 intitolato Procrastination and
obedience, ogni mattina, per pi di otto
mesi, mi svegliavo e decidevo che la matti-
na dopo sarebbe stata quella giusta. Era
sempre sul punto di fare la spedizione, ma
il momento non arrivava mai. Akerlof, che
diventato una delle voci pi autorevoli
delleconomia comportamentale, si reso
conto che forse rimandare era qualcosa di
pi di una brutta abitudine: rivelava i limiti
del pensiero razionale e poteva insegnarci
qualcosa di utile su diversi fenomeni,
dallabuso di stupefacenti alle abitudini di
risparmio. Dai tempi della pubblicazione
del suo articolo a oggi, quello sulla procra-
stinazione diventato un settore di studi
importante, a cui si sono interessati iloso-
i, psicologi ed economisti. Le persone che
fanno ricerca lavorano spesso per lunghi
periodi in totale autonomia e sono partico-
larmente inclini alla procrastinazione: dai
sondaggi risulta che la stragrande maggio-
ranza degli studenti universitari tende a
rimandare, e spesso gli autori di articoli
sullargomento ammettono di aver avuto
dei problemi a completare in tempo la ste-
sura (questo articolo non fa eccezione).
Linteresse per la procrastinazione non
solo un tentativo degli intellettuali di giu-
stiicare razionalmente la loro pigrizia. Co-
me sostengono alcuni studiosi che hanno
contribuito a The thief of time, una raccolta
di saggi sulla procrastinazione a cura di
Chrisoula Andreou e Mark D. White, que-
sta tendenza solleva questioni ilosoiche e
psicologiche fondamentali. Lultima volta
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che avete messo da parte un lavoro per
guardare la vostra sitcom preferita forse
avete pensato che si trattasse di semplice
pigrizia, ma in realt stavate facendo qual-
cosa che ci aiuta a comprendere la luidit
dellidentit umana e il complicato rappor-
to degli esseri umani con il tempo. In efet-
ti leconomista George Ainslie, uno dei pi
importanti studiosi dellargomento, so-
stiene che rimandare essenziale quanto
la forma del tempo, e si potrebbe deinire il
nostro impulso principale.
Ainslie ha probabilmente ragione quan-
do dice che procrastinare un impulso
umano basilare, ma lansia che ce lo fa con-
siderare un problema serio sembra risalire
solo allinizio dellepoca moderna. Il ter-
mine stesso (dalla parola latina che signii-
ca rimandare a domani) nella lingua in-
glese entrato in uso nel cinquecento: gi
nel seicento Samuel Johnson descriveva la
procrastinazione come una delle man-
chevolezze delle quali tutti sofriamo in
misura maggiore o minore, lamentando
la stessa tendenza anche in se stesso: Non
potevo evitare di rimproverarmi per aver
cos a lungo trascurato ci che doveva ne-
cessariamente esser fatto e la cui diicolt
cresceva a ogni momento che veniva ri-
mandato. E la gravit del problema sem-
bra aumentare con il passare del tempo.
Secondo Piers Steel, professore di econo-
mia alluniversit di Calgary, tra il 1978 e il
2002 la percentuale di persone che am-
mette di avere diicolt causate dalla pro-
crastinazione quadruplicata. Alla luce di
questi dati, possibile vedere la procrasti-
nazione come il problema principale
dellera moderna. anche una tendenza
incredibilmente costosa. Ogni anno gli
americani buttano via centinaia di milioni
di dollari perch presentano in ritardo la
dichiarazione dei redditi. Leconomista di
Harvard David Laibson ha dimostrato che
i lavoratori statunitensi hanno rinunciato a
enormi somme di denaro in contributi
pensionistici solo per non essersi mai presi
la briga di attivare un piano pensione. Il 70
per cento dei pazienti afetti da glaucoma
rischia la cecit perch non usa regolar-
mente un certo collirio. La procrastinazio-
ne comporta costi enormi anche per le
aziende e gli enti pubblici. La crisi delleu-
ro stata aggravata dalle esitazioni del go-
verno tedesco. Il declino del settore auto-
mobilistico americano, a cominciare dal
fallimento della General Motors, dovuto
in parte alla propensione dei dirigenti a ri-
mandare continuamente le decisioni pi
diicili.
Buoni propositi
I ilosoi sinteressano al fenomeno per un
altro motivo: un ottimo esempio di quella
che i greci chiamavano akrasia, ovvero fare
qualcosa di contrario al nostro buon senso.
Piers Steel deinisce la procrastinazione il
rimandare volontariamente qualcosa pur
prevedendo gli efetti negativi che provo-
cher. Chi si limita a dire meglio spassar-
sela, che domani chiss cosa potrebbe suc-
cedere non sta davvero procrastinando. E
nemmeno chi rimanda consapevolmente,
perch cos facendo pensa di impiegare il
proprio tempo nel modo migliore. Lessen-
za della procrastinazione non fare quel
che sappiamo di dover fare, una contorsio-
ne mentale che spiega perch questa abi-
tudine ha delle conseguenze psicologiche
negative. laspetto sconcertante della
procrastinazione: anche se un modo per
evitare qualcosa di sgradevole, di solito
non ci rende felici. Nel corso di uno studio,
il 65 per cento degli studenti intervistati
prima di cominciare a lavorare su una tesi-
na di fine semestre ha dichiarato che
avrebbe voluto evitare di rimandare: sape-
vano che non avrebbero inito in tempo e
che quel ritardo li avrebbe resi infelici.
Quasi tutti gli studiosi che hanno con-
tribuito al volume sulla procrastinazione
concordano nel dire che questa peculiare
forma di irrazionalit nasce dal nostro rap-
porto con il tempo, in particolare da una
tendenza che gli economisti chiamano
sconto iperbolico (hyperbolic di-
scounting). La dimostrazione classica un
esperimento in due fasi: nella prima viene
oferta lalternativa tra cento dollari oggi e
60 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Scienza
centodieci domani, nella seconda la scelta
tra cento dollari il mese prossimo e cen-
todieci dollari tra un mese e un giorno. In
pratica, le alternative sono identiche: si
tratta di aspettare un giorno per avere dieci
dollari in pi. Eppure nella prima fase mol-
te persone scelgono di avere la somma in-
feriore subito, mentre nella seconda prefe-
riscono aspettare un giorno in pi e aggiu-
dicarsi i dieci dollari extra. In altre parole,
sono in grado di fare la scelta razionale
quando pensano al futuro ma, pi il mo-
mento si avvicina, pi le considerazioni a
breve termine hanno la meglio sugli obiet-
tivi di lungo periodo. Un fenomeno analo-
go si veriicato in un esperimento condot-
to da un gruppo di studiosi tra cui lecono-
mista George Loewenstein. I partecipanti
dovevano scegliere un ilm da guardare la
sera stessa e uno da guardare in un futuro
pi lontano. Le risposte sono prevedibili:
nel primo caso la scelta caduta su com-
medie leggere e ilm di cassetta, mentre la
seconda scelta ricadeva pi spesso su pel-
licole serie e di spessore. Il problema, na-
turalmente, che quando viene il momen-
to di guardare il ilm impegnato, spesso un
altro pi leggero ci sembra pi attraente.
Ecco perch le nostre liste dei desideri so-
no piene di ilm che non vedremo mai: il
nostro io responsabile mette in lista Hotel
Ruanda e Il settimo sigillo, ma al momento
buono iniamo per rivedere Una notte da
leoni.
Questi esperimenti non ci dicono che le
persone sono miopi o supericiali, ma che
le loro preferenze non rimangono costanti
nel tempo. Vogliamo davvero vedere i ca-
polavori di Bergman, prenderci abbastan-
za tempo per scrivere bene quella relazio-
ne, mettere da parte abbastanza soldi per
la vecchiaia. Ma i nostri desideri cambiano
man mano che il lungo periodo diventa
breve.
Perch? Una risposta comune per
ignoranza. Socrate riteneva che lakrasia
fosse a rigore impossibile, perch non pos-
siamo desiderare qualcosa che ci danneg-
gia: se agiamo contro il nostro interesse,
questo avviene necessariamente per igno-
ranza, perch non sappiamo cos il bene.
Loewenstein considera i procrastinatori
come persone sviate dalle soddisfazioni
viscerali del presente. Per usare le paro-
le delleconomista scozzese dellottocento
John Rae: La prospettiva di un bene futu-
ro che gli anni a venire potrebbero avere in
serbo per noi sembra in quel momento gri-
gia e incerta, e sar probabilmente messa
da parte per far posto a ci che ci appare in
tutta la sua immediatezza a portata di ma-
no. Loewenstein suggerisce inoltre che
tendiamo a dimenticare lintensit delle
soddisfazioni viscerali: quando rimandia-
mo la preparazione di una riunione dicen-
do a noi stessi che lo faremo domani, non
consideriamo che domani la tentazione di
rimandare sar altrettanto forte.
Lignoranza potrebbe essere collegata
alla procrastinazione anche tramite quello
che lo studioso di scienze sociali Jon Elster
chiama errore di pianiicazione (plan-
ning fallacy). Secondo Elster le persone
sottovalutano il tempo che serve per com-
pletare una certa attivit, in parte perch
non considerano quanto hanno impiegato
a completare progetti simili in passato, e in
parte perch conidano in una situazione
non problematica, in cui non si veriicano
incidenti o imprevisti. Mentre scrivevo
questo articolo, per esempio, ho dovuto
portare la macchina dal meccanico, fare
due viaggi imprevisti, occuparmi di un fa-
miliare malato, e non solo. Ognuno di que-
sti eventi era a rigor di termini imprevisto e
ha sottratto tempo al mio lavoro. Ma in tut-
ti i casi si trattato di problemi tipici della
vita di ogni giorno. Pensare che il mio lavo-
ro non avrebbe subto interruzioni un
classico esempio di errore di pianiicazio-
ne.
Insicuri e perfezionisti
Eppure, non tutto pu essere dovuto
allignoranza. Innanzi tutto, spesso riman-
diamo non per dedicarci ad attivit piace-
voli, ma a qualcosa che ci afascina per il
semplice motivo che non quello che do-
vremmo fare. Il mio appartamento, per
esempio, non mai stato ordinato e pulito
come in questo periodo. E poi le persone
imparano dallesperienza: i procrastinato-
ri conoscono in troppo bene il fascino ten-
tatore del presente e vogliono sinceramen-
te resistergli. solo che non ci riescono.
Una mia amica che dirige una rivista mi ha
raccontato di un giornalista che un merco-
led a mezzogiorno le aveva promesso di
farle avere larticolo dopo la pausa pranzo
e aveva inito per mandarglielo il marted
successivo. Questo signiica che una spie-
gazione pi completa della procrastinazio-
ne deve necessariamente tenere conto del
nostro atteggiamento nei confronti di
quello che cerchiamo di evitare. Un esem-
pio illuminante rappresentato dalla car-
riera del generale George McClellan, che
guid larmata del Potomac durante i primi
anni della guerra civile americana e fu uno
dei pi grandi temporeggiatori di tutti i
tempi. Quando gli venne aidata larmata
dellunione, McClellan era considerato un
genio militare, ma presto divent famoso
per la sua esitazione cronica. Nel 1862,
quando ebbe unottima opportunit di
I procrastinatori conoscono in
troppo bene il fascino tentatore del
presente e vogliono sinceramente
resistergli. Ma non ci riescono
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strappare Richmond agli uomini di Robert
E. Lee, con un altro esercito dellunione
che lo appoggiava in una manovra a tena-
glia, esit, convinto di essere bloccato dai
soldati confederati, e perse la sua occasio-
ne. Pi tardi, nello stesso anno, prima e
dopo la battaglia di Antietam, indugi di
nuovo, sprecando una superiorit numeri-
ca di due a uno sulle truppe di Lee. In se-
guito, il comandante in capo dellesercito
unionista Henry Halleck scrisse: Qui
tutto immobile, pi di quanto si possa im-
maginare. Ci vorrebbe la leva di Archime-
de per spostare questa massa inerte.
Limmobilismo di McClellan mette in
luce alcune condizioni su cui facciamo leva
quando rimandiamo le cose. Assumendo il
suo incarico, McClellan disse a Lincoln:
Posso farcela senzaltro. Ma in realt
aveva molti dubbi. Supplicava continua-
mente Lincoln di mandargli nuove armi e,
come ha raccontato un osservatore, rite-
neva di non avere mai abbastanza uomini
e che non fossero addestrati n equipag-
giati a dovere. La mancanza di fiducia
nelle nostre capacit, che a volte si alterna
a sogni irrealistici di successi eroici, spesso
ci spinge a rimandare, e molti studi sugge-
riscono che i procrastinatori sono autole-
sionisti: piuttosto che rischiare un insuc-
cesso favoriscono le condizioni che rendo-
no il successo impossibile, creando cos un
circolo vizioso. McClellan aveva anche la
tendenza a pianificare eccessivamente,
come se valesse la pena di agire solo in una
battaglia ideale. I procrastinatori sono
spesso succubi di questa forma di perfezio-
nismo.
In questottica la procrastinazione co-
mincia a sembrare meno una questione di
semplice ignoranza e pi una complessa
combinazione tra debolezza, ambizione e
conlitto interiore. Ma alcuni saggi raccolti
in The thief of time spiegano in modo pi
radicale il divario tra quello che vorremmo
fare e quello che iniamo per fare davvero:
la persona che pianiica e quella che non
realizza i piani non sono esattamente la
stessa persona, ma parti diverse di quello
che il teorico dei giochi Thomas Schelling
ha deinito lio diviso. Nella concezione
di Schelling, lio non unentit unica, ma
composto da persone diverse, continua-
mente impegnate a scontrarsi e a mercan-
teggiare per assumere il controllo. Ian
McEwan evoca questo stato di cose nel suo
ultimo romanzo, Solar: Nei momenti del-
le decisioni cruciali, la sua mente poteva
essere paragonata a un parlamento, una
camera di consiglio. Fazioni opposte entra-
vano in conlitto, interessi a lungo e breve
termine si trinceravano dietro un atteggia-
mento di reciproca avversione. Non sol-
tanto sul tavolo dei negoziati arrivavano
mozioni discordanti, ma capitava che a
certe proposte si desse voce al solo scopo
di mascherarne altre. Il dibattito poteva
rivelarsi tortuoso quanto turbolento. Otto
von Bismarck disse: Faust lamentava di
avere due anime in petto, ma io ne ospito
unintera folla, e sono tutte impegnate a
discutere. come una repubblica. In que-
sto senso, il primo passo per afrontare la
procrastinazione non ammettere di avere
un problema, ma ammettere che i nostri
vari io hanno un problema.
Il canto delle sirene
Se lidentit un insieme di io in conlitto
tra loro, cosa rappresenta ciascun io? La
risposta pi semplice che uno rappresen-
ta i nostri interessi a breve termine (diver-
tirsi, rimandare il lavoro e cos via) e un al-
tro rappresenta gli obiettivi a lungo termi-
ne. Ma se cos, non si capisce come si
possa riuscire a portare a termine qualco-
sa: lio a breve termine, in teoria, dovrebbe
prevalere sempre. Il ilosofo Don Ross pro-
pone una convincente soluzione del pro-
blema. Secondo lui, i vari componenti
dellio sono tutti presenti contemporanea-
mente, in costante competizione e trattati-
va tra loro: uno vuole lavorare, laltro guar-
dare la tv, e cos via. Ma la chiave che lio
interessato solo a guardare la tv, per esem-
pio, sar sempre interessato solo a quello,
anche in futuro. Questo signiica che si pu
trattare con lui: se lavora adesso potr
guardare pi tv dopo. La procrastinazione,
62 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Scienza
in questo senso, il risultato del fallimento
di una trattativa.
Lidea di un io diviso, anche se per alcu-
ni sconcertante, in termini pratici pu
essere liberatoria: possiamo smettere di
considerare la procrastinazione qualcosa
che si pu sconfiggere semplicemente
mettendosi dimpegno. Dovremmo invece
aidarci a quella che Joseph Heath e Joel
Anderson chiamano volont estesa: una
serie di tecniche e strumenti esterni per
sostenere le componenti del nostro io che
vogliono mettersi al lavoro. Un esempio
classico di volont estesa la decisione di
Ulisse di farsi legare allalbero della nave.
Ulisse sa che quando sentir il canto delle
sirene sar troppo debole per resistere
allimpulso di dirigere la nave contro gli
scogli: quindi si fa legare dallequipaggio
per costringersi a rispettare i propri obiet-
tivi a lungo termine. Thomas Schelling una
volta disse che sarebbe stato disposto a pa-
gare di pi in anticipo per avere una stanza
dalbergo senza televisione. Oggi i giocato-
ri dazzardo che hanno problemi di dipen-
denza irmano accordi con i casin perch
gli vietino di entrare. E chi tenta di dima-
grire, o di portare a termine un progetto, a
volte scommette con un amico, in modo
che un eventuale insuccesso comporti una
perdita economica. Nel 2008 un dottoran-
do di Chapel Hill ha creato un software che
consente agli utenti di bloccare il proprio
accesso a internet per otto ore. Il program-
ma, che si chiama Freedom, oggi ha circa
75mila utenti.
Non tutti gli autori di The thief of time
concordano sullimportanza attribuita alla
volont estesa. Mark D. White avanza una
proposta idealista che ha le sue radici
nelletica kantiana: se riconosciamo che la
procrastinazione un fallimento della vo-
lont, dovremmo cercare di rafforzare
questultima, invece di aidarci a controlli
esterni che contribuiranno ad atroizzarla
ancora di pi. Non sarebbe del tutto inuti-
le: secondo molte ricerche recenti, la forza
di volont , in qualche misura, come un
muscolo, e quindi pu essere allenata e raf-
forzata. Le stesse ricerche, tuttavia, sugge-
riscono anche che la maggior parte di noi
dispone di una forza di volont limitata e
facilmente esauribile. In un famoso studio,
le persone a cui era stato chiesto di non ce-
dere a una tentazione immediata (nel caso
speciico una pila di biscotti al cioccolato)
ebbero molte pi diicolt a svolgere unat-
tivit complessa rispetto a quelle che ave-
vano avuto il permesso di mangiare i bi-
scotti.
Data questa tendenza, ha senso ricor-
rere spesso, in modo istintivo, al sostegno
oferto da regole esterne. Alcuni anni fa
Dan Ariely, uno psicologo dellMit, con-
dusse un afascinante esperimento pren-
dendo in esame uno degli strumenti ester-
ni essenziali per afrontare la procrastina-
zione: le scadenze. Agli studenti di una
classe furono assegnate tre tesine per il se-
mestre, con la possibilit di scegliere se
issare tre scadenze separate o consegnar-
le tutte insieme alla fine del semestre.
Consegnare prima non comportava alcun
vantaggio, perch tutte le relazioni sareb-
bero state corrette alla ine del semestre:
anzi, le scadenze separate avevano poten-
zialmente un costo, perch un ritardo
avrebbe inluito sul voto inale. Quindi la
cosa pi logica sarebbe stata consegnare
tutte le relazioni alla ine del semestre: in
questo modo, ognuno sarebbe stato libero
di completarle prima, ma non rischiava
conseguenze in caso di ritardo. Eppure, la
maggioranza degli studenti scelse di issa-
re tre consegne separate, proprio perch
sapeva che lalternativa era, quasi certa-
mente, rimandare allultimo momento e
rischiare di non inire le tesine in tempo.
Questa la sostanza della volont estesa:
invece di idarsi di se stessi, ci si aida a
uno strumento esterno che ci costringe a
fare quello che efettivamente vogliamo
fare.
Non vale la pena
Oltre a queste forme di autoimposizione,
ci sono altri modi per evitare di rimandare
in continuazione. Questi sistemi dipendo-
no per lo pi da quello che gli psicologi po-
trebbero deinire una riformulazione del
compito da svolgere. La tendenza a riman-
dare deriva, in parte, dalla distanza tra lo
sforzo (che richiesto ora) e la ricompensa
(che arriver solo in futuro o mai). Ridurre
questa distanza con qualsiasi mezzo dispo-
nibile sicuramente aiuta. Dato che molto
pi facile rimandare compiti aperti, con
scadenze lontane nel tempo, invece che
quelli concentrati e a breve termine, utile
suddividere i progetti in fasi circoscritte e
ben definite. Ecco perch David Allen,
lautore del best seller Detto, fatto! Larte
delleicienza (Sperling & Kupfer 2006),
insiste molto sui concetti di categorizza-
zione e deinizione: pi il compito vago, o
pi astratta la rilessione che richiede,
maggiori sono le probabilit che non lo
portiamo a termine. Uno studio tedesco
suggerisce che rilettere su attivit concre-
te (per esempio, come aprire un conto ban-
cario) migliora la capacit di portare a ter-
mine il proprio lavoro, anche quando log-
getto della rilessione e il lavoro da svolgere
non hanno niente in comune. Un altro mo-
do per evitare di rimandare ridurre le al-
ternative a disposizione: spesso, quando
temiamo di fare la scelta sbagliata, iniamo
per non farne nessuna. Perci forse le
aziende farebbero meglio a ofrire ai di-
pendenti un minor numero di alternative
dinvestimento per i piani pensione e a ren-
dere la sottoscrizione di un piano la scelta
predeinita.
diicile ignorare il fatto che alla base
di tutti questi stratagemmi c limposizio-
ne di limiti e la riduzione delle alternative,
in altre parole, una limitazione volontaria
della nostra libert (Victor Hugo scriveva
nudo e diceva al suo cameriere personale
di nascondergli i vestiti di modo che non
potesse uscire).
Ma prima di afrettarci a trovare un si-
stema per sconiggere la tendenza a riman-
dare, dovremmo fermarci a pensare se, in
qualche caso, non sia un impulso a cui pre-
stare attenzione. Il ilosofo Mark Kingwell
pone il problema in termini esistenziali:
La procrastinazione deriva spesso dalla
sensazione che ci sia troppo da fare, e di
conseguenza che non valga la pena fare
nulla. Dietro questa forma piuttosto biz-
zarra di azione-come-inazione si nascon-
de un interrogativo molto pi inquietante:
se ci sia qualcosa che davvero vale la pena
fare. In questo senso, si possono ipotizza-
re due tipi di procrastinazione: quello au-
tenticamente irrazionale e quello che na-
sce dalla sensazione che ci che dovrem-
mo fare in fondo senza senso. La sida del
procrastinatore, e forse anche del ilosofo,
capire la diferenza. u bt
LAUTORE
James Surowiecki un giornalista
statunitense e un columnist di
Internazionale. In Italia ha pubblicato
La saggezza della folla (Fusi orari 2007).
Pi il compito vago, o pi
astratta la rilessione che richiede,
maggiori sono le probabilit che
non lo porteremo a termine
64 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Portfolio
Le ombre
di Las Vegas
La capitale del gioco dazzardo stata colpita dalla
crisi economica. Decine di migliaia di persone
hanno perso il lavoro e molti sono rimasti senza
casa. Le foto di Mauro DAgati
D
opo decenni di espansione
ininterrotta, dal 2007 la regio-
ne di Las Vegas stata colpita
dalla crisi pi grave della sua
storia. La frenata del turismo e del gioco
dazzardo ha fatto perdere il lavoro a decine
di migliaia di persone. Il tasso di disoccu-
pazione ha raggiunto il 15 per cento 145mi-
la persone contro una media nazionale
inferiore al 10 per cento. La perdita di posti
di lavoro ha contribuito alla crisi del mer-
cato immobiliare. Alcuni quartieri sono
stati abbandonati e molti progetti di costru-
zione sono stati sospesi.
La situazione aggravata dalla crisi i-
nanziaria dello stato del Nevada. I tagli
hanno colpito i servizi pubblici essenziali,
in particolare la scuola e la sanit. I premi
del programma di assicurazione sanitaria
per i bambini delle famiglie a basso reddito
triplicheranno nei prossimi mesi. A Las Ve-
gas i senzatetto sono ormai 13mila, con un
aumento del 12 per cento rispetto al 2007.
La maggior parte vive nella zona della
Strip, la strada dove si trovano i casin pi
importanti. Ma alcuni di loro, circa trecen-
to persone, vivono sottoterra, nei canali di
scolo delle acque piovane. Passano le gior-
nate raccogliendo le monetine dimenticate
nelle slot machine. Di fronte allaumento
del numero dei senzatetto, il consiglio mu-
nicipale ha scelto la linea dura, vietando la
distribuzione di cibo nei parchi pubblici e
sgomberando chi occupa le panchine. u
Mauro DAgati nato a Palermo nel 1968.
Ha realizzato questo reportage nellaprile del
2010.
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 65
Nella pagina accanto: le mani di Doctor P,
uninsegnante di musica che vive in California.
a Las Vegas in vacanza. Grande appassionata
di slot machine, passa giornate intere al Fitzge-
ralds Casino. Sopra: un murales. A sinistra:
due immagini del centro di Las Vegas. A pagina
66, in basso: Barry, un senzatetto che vive nella
zona di Fremont street. Lavorava sulle navi ma
rimasto disoccupato. Mangia quello che trova
nei cassonetti dellimmondizia. A pagina 67, in
alto: Howard, un senzatetto che vive nella zona
della Strip, la strada dei casin. Ha perso la ca-
sa in cui viveva da 35 anni dopo la morte della
moglie. A pagina 66, in alto, e a pagina 67, in
basso: due immagini del centro di Las Vegas.
66 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Portfolio
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 67
68 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Portfolio
Qui sopra: lentrata del Fremont experience, unarea
di cinque isolati dove si trovano alcuni casin, una
strada commerciale pedonale e una copertura elet-
tronica sospesa per spettacoli di luci. Qui accanto: la
cappella nuziale del casin Circus Circus. In basso, al
centro: Bill, che impersona Elvis Presley a Las Vegas
da circa trentanni. Ha lavorato anche in tv. Oggi vive
grazie alle mance dei turisti e dei giocatori dazzardo.
Abita con la moglie alla periferia di Las Vegas.
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 69
Sopra: un ristorante tailandese a Las Vegas. Qui sotto: il Blue angel motel. In basso:
lascensore del parcheggio di Fremont street, la strada pi importante di Las Vegas
dopo la Strip.
INFORMAZIONI
Le foto di
questo portfolio
sono tratte dal
libro di Mauro
DAgati Less
Vegas, che sar
pubblicato da
Arhens Editions
nellaprile del
2011.
70 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
D
ominique Strauss-Kahn
ai vertici del pianeta,
ma forse non l che
vuole restare. Da quan-
do scoppiata la crisi,
il direttore del Fondo
monetario internazionale ha accresciuto il
suo potere quasi per inerzia. Due anni fa,
quando leconomia globale rischiava di
crollare come una casa travolta da una va-
langa di fango, il gruppo dei venti paesi pi
ricchi del mondo, il G20, si rivolto a
Strauss-Kahn per raforzare le fondamenta
del sistema. Alla ine di ottobre i ministri
del G20 sono tornati da lui per chiedere
aiuto nella guerra delle monete e gli hanno
proposto di raddoppiare le risorse a dispo-
sizione del Fondo.
Strauss-Kahn non aveva mai ricevuto
tante lusinghe, e neanche tante conferme
alle sue posizioni moderate in politica e in
economia. Negli anni novanta, quando era
ministro delle inanze nel governo sociali-
sta di Lionel Jospin, in Francia, Strauss-
Kahn era in conlitto con gli ideologi del
suo partito. Tuttavia, aveva convinto il go-
verno ad adottare leuro, a privatizzare im-
portanti aziende di stato e a ridurre le tas-
se. Le sue conquiste hanno spinto perino
lEconomist a dargli un mesto adieu quan-
do si dimesso. Ma in seguito le polemiche
generate da queste politiche hanno rallen-
tato la sua carriera.
Oggi Dsk, come lo chiamano in molti,
non si trova solo ai vertici del sistema i-
nanziario internazionale, ma anche in ci-
ma ai sondaggi dopinione in Francia. E
questo lo pone di fronte a un dilemma: de-
ve cercare di restare al Fondo anche dopo il
primo mandato, che scadr tra due anni? O
deve tornare in Francia e candidarsi alle
prossime presidenziali, issate per linizio
del 2012? Il tempo stringe. Se le elezioni si
tenessero oggi, Strauss-Kahn godrebbe di
un enorme vantaggio rispetto allimpopo-
lare Nicolas Sarkozy. Un cronista del setti-
manale francese LExpress ha descritto
cos linvidiabile scelta che ha di fronte
Strauss-Kahn: Dsk pu servire la Francia
annunciando la sua candidatura alla presi-
denza, ma pu servirla altrettanto bene
salvando leconomia globale come diretto-
re del Fondo. il tipo di dilemma che ogni
politico sogna di afrontare.
Alcuni amici e colleghi, che hanno chie-
sto di restare anonimi, sono sicuri che pri-
ma o poi Strauss-Kahn scender in campo.
Sta molto attento a non parlarne, dice
uno di loro che lo conosce da decenni,
perch appena far capire le sue intenzio-
ni dovr lasciare il Fondo. Una sua cono-
scente fa notare che si messo a dieta:
particolare che, data la costituzione robu-
sta delluomo, potrebbe rientrare nei pre-
parativi per presentarsi in tv. Un ex suo
consulente ipotizza addirittura che possa
annunciare la candidatura a giugno, un
mese dopo il vertice del G20 previsto in
Francia, quando si trover ancora al timo-
ne del Fondo e potrebbe usare la sua posi-
zione come trampolino di lancio. Ma dopo
la sconitta alle primarie del Partito socia-
lista per le presidenziali del 2007, Dsk sa
bene che ottenere la candidatura non co-
me diventare presidente. Negli ultimi due
anni, inoltre, la sua posizione al Fondo po-
trebbe essere diventata cos importante da
rendere diicile un ritiro nel caso in cui
avesse buone possibilit di prolungare
lesperienza con un nuovo mandato.
Nubi allorizzonte
Uno dei paradossi della vita politica fran-
cese che nel 2007 Dsk stato nominato
direttore del Fondo con lappoggio del neo-
eletto Sarkozy. Il presidente francese mise
a segno un colpo da maestro: ottenne la
collaborazione di importanti esponenti so-
cialisti per annullare o almeno ridurre le
loro possibilit di contendergli il potere.
Visto da Parigi, in quel periodo il Fondo
sembrava una specie di camera stagna bu-
rocratica per contabili. Appena qualche
mese dopo il suo arrivo, tuttavia, Dsk ave-
va visto con chiarezza le nubi che si adden-
Dominique
Strauss-Kahn
Un uomo ai vertici
Alla guida del Fondo monetario
internazionale diventato una
igura chiave nella lotta alla
crisi. Ora potrebbe candidarsi a
governare la Francia
Christopher Dickey e Tracy McNicoll, Newsweek, Stati Uniti
25 aprile 1949 Nasce a Neuilly-sur-
Seine, vicino Parigi.
1971 Prende una prima laurea in
economia allcole des hautes tudes
commerciales di Parigi.
1976 Si iscrive al Partito socialista
francese.
1986 Viene eletto per la prima volta
deputato nel collegio dellHaute-Savoie.
1991-1993 ministro dellindustria e del
commercio prima nel governo di dith
Cresson e poi in quello di Pierre Brgovoy.
1993 ministro delle inanze nel
governo di Lionel Jospin.
2006 Viene sconitto da Sgolne Royal
alle primarie socialiste per le presidenziali.
2007 nominato direttore del Fondo
monetario internazionale.
Biograia
Ritratti
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 71
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(
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h
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)
savano allorizzonte delleconomia mon-
diale. allinizio del 2008, intervenendo al
forum di Davos, strauss-Kahn aveva auspi-
cato una serie di misure iscali e inanziarie
di portata globale per afrontare la crisi im-
minente.
Lappello aveva lasciato stupiti alcuni
osservatori. sul Financial times samuel
Brittan aveva scritto: Qualcuno ha reagito
come se il papa avesse abbracciato la dot-
trina di Martin Lutero. Leconomista Lar-
ry summers aveva afermato: la prima
volta in venticinque anni che il direttore
del Fondo auspica un aumento del deicit
pubblico. Questa unammissione della
gravit della situazione. Nel saggio Dsk-
Sarkozy. Le Duel, alexandre Kara e philip-
pe Martinat raccontano che il consiglio
esecutivo del Fondo ricord a strauss-
Kahn che di solito listituto consiglia esat-
tamente il contrario, ma lui fu irremovibi-
le. Di fronte a quello che ci aspetta, ci ve-
drete attingere alle casse degli stati pi
spesso di quanto possiate credere, rispo-
se. poi, proprio come aveva previsto, nel
settembre 2008 la tempesta si abbattuta
sul mondo e, proseguono Kara e Martinat,
nella primavera del 2009 i leader del pia-
neta si sono rivolti a Dsk durante il G20
di Londra. In quelloccasione hanno au-
mentato le risorse del Fondo ino a 750 mi-
liardi di dollari. per luomo venuto dalla
Francia stato un trionfo. Da quel mo-
72 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Ritratti
mento Strauss-Kahn ha cominciato a in-
tervenire con autorevolezza e sicurezza
ogni volta che si parlava del futuro delleco-
nomia mondiale. Siamo qui riuniti in un
momento storico cruciale, e il futuro che
abbiamo davanti a noi incerto, ha detto
al consiglio del Fondo a settembre. Leco-
nomia sta crescendo di nuovo, ma la ri-
presa fragile e disomogenea: lAsia,
lAmerica Latina e perino lAfrica registra-
no una crescita molto pi rapida, ma lEu-
ropa ristagna e gli Stati Uniti sono in
diicolt.
Dsk ha aggiunto di non aspettarsi una
ricaduta nella recessione, ma ha citato
quattro gravi rischi. Per quanto riguarda la
questione del debito pubblico, la minac-
cia pi grave allequilibrio dei bilanci una
crescita lenta, ha detto. Strauss-Kahn ha
difeso la proroga delle misure di stimolo,
con leccezione dei paesi che si trovano
sullorlo del baratro. Nessuno pu aspet-
tarsi che le raccomandazioni del Fondo
alla Germania siano uguali a quelle per la
Grecia. Il secondo problema la ripresa
senza posti di lavoro, che potrebbe creare
una generazione perduta. In terzo luogo,
ha aggiunto Dsk, le regole inanziarie sono
importanti, ma la supervisione della inan-
za lo ancora di pi. Se ci sono le norme
ma non vengono rispettate, come non
fare niente. Inine, bisogna considerare il
minore impegno nella cooperazione in-
ternazionale. I governi hanno collaborato
per prevenire unaltra grande depressione
e hanno sventato il rischio, ma ora stan-
no facendo marcia indietro e si stanno rin-
chiudendo.
Come nel lontano passato
Quella di Strauss-Kahn una visione deci-
samente ampia. Sono initi, ha detto, i due
secoli di rivoluzione industriale in cui pae-
si relativamente piccoli potevano domina-
re i mercati mondiali e la politica interna-
zionale grazie al controllo di determinate
tecnologie. Si pensi alle armi e allacciaio,
ma anche al tessile e alle comunicazioni.
Oggi la tecnologia un patrimonio condi-
viso a livello globale e, proprio come qual-
che secolo fa, probabile che la forza di
un paese dipenda dalle dimensioni della
sua popolazione. Secondo Dsk, occorre-
ranno uno o due decenni perch questa
nuova realt si consolidi. E, come nel lon-
tano passato, sar molto probabile che i
paesi pi grandi diventino i pi potenti.
Di fronte a questa prospettiva giusto
chiedersi se la Francia sia un palcoscenico
abbastanza vasto per Strauss-Kahn. In ef-
fetti, lo stesso Sarkozy ha trovato la presi-
denza francese pi limitante e costrittiva
di quanto aveva immaginato e ha davvero
apprezzato la sua carica solo quando ha
potuto mettersi in luce come leader di re-
spiro europeo. Chiaramente, il presidente
non vede lora che arrivi il 2011, quando la
Francia sar presidente di turno del G20 e
potr spostare su di s i rilettori che oggi
sono puntati su Dsk.
A volte Sarkozy e Strauss-Kahn sem-
brano nati per essere rivali: entrambi sono
cresciuti al di fuori delllite tradizionale
francese, hanno bussato alla sua porta e
poi hanno sgomitato per arrivare in cima.
Il padre di Sarkozy era un immigrato un-
gherese, mentre Dsk viene da una famiglia
ebrea e ha trascorso linfanzia in Marocco.
Nessuno dei due ha frequentato lesclusiva
cole nationale dadministration, il campo
daddestramento per i politici francesi dal-
to livello. Al contrario di Dsk, per, Sarkozy
ha dimostrato in molte occasioni di essere
un vero genio del cinismo politico. Invece
non sono ancora convinto che Strauss-
Kahn sia un grande politico, dice Grard
Grunberg, autore di numerosi saggi sul
Partito socialista francese. E non sono del
tutto convinto che sia in grado di gestire
una grande campagna elettorale.
Se Strauss-Kahn dovesse decidere di
candidarsi, inoltre, probabile che anche
questa volta dovr afrontare molti dei pro-
blemi politici e personali che lhanno osta-
colato in passato. La minore delle sue pre-
occupazioni nella campagna elettorale
francese sar probabilmente la fama di
dongiovanni. Prima dellarrivo a Washing-
ton di Dsk, un giornalista del quotidiano
parigino Libration ha scritto che al Fondo
il suo unico vero problema sarebbe stato
il modo di fare con le donne: letica del
Fondo di stampo anglosassone, ha
scritto sul suo blog Jean Quatremer, e un
gesto fuori luogo o una frase un po allusi-
va avrebbero rischiato di scatenare i mez-
zi dinformazione. Puntualmente, nel
2008, il Fondo ha dovuto pronunciarsi su
unavventura tra Dsk e uneconomista un-
gherese. Al termine di una breve indagine,
lorganizzazione ha concluso che si era
trattato di un episodio deplorevole, ma
Strauss-Kahn ha potuto restare in carica e
salvare il suo matrimonio (il terzo) con la
giornalista televisiva francese Anne Sin-
clair. In Francia pochi elettori si scandaliz-
zeranno per notizie del genere, e comun-
que anche Sarkozy stato sposato tre vol-
te.
Pi problematico, e pericoloso per le
sue ambizioni presidenziali, il rapporto
tra Dsk e il partito. Quando si tratta di vin-
cere le elezioni, o almeno di provarci, Dsk
non esita ad appoggiare posizioni care alla
sinistra del Partito socialista. Nel 1997, per
esempio, Strauss-Kahn difese a spada trat-
ta la settimana lavorativa di 35 ore, e alcuni
socialisti ritengono che lidea sia stata sua,
anche se poi stata la collega Martine Au-
bry, attuale segretaria del partito, a propor-
la pubblicamente. Il ruolo al Fondo non gli
permette di esprimersi apertamente sulla
vita politica francese, ma stare fuori dalla
mischia non lha certo danneggiato nei
sondaggi. Cos agli amici e ai nemici non
resta che provare a indovinare cosa pensa
su questioni come la riforma delle pensio-
ni, che ultimamente ha infiammato la
Francia.
Il problema si porr con la campagna
elettorale. Nel 2006, quando ha partecipa-
to alle primarie del Partito socialista per le
presidenziali, Dsk ha abbracciato in modo
tanto improbabile quanto deciso la retori-
ca dellestrema sinistra. Allimprovviso il
politico che dieci anni prima era stato un
paladino delle privatizzazioni ha comin-
ciato a invocare una nazionalizzazione
transitoria delle aziende di rilevanza stra-
tegica. Dava ascolto ai trotzkisti, ci cre-
de?, ricorda un suo ex collega. Ma alla ine
Dsk ha perso la iducia del centro senza
convincere ino in fondo la sinistra del par-
tito. Cos si aggiudicata la candidatura
Sgolne Royal. Strauss-Kahn un genio
dellautolesionismo, commenta lex col-
lega. Secondo Grunberg questa volta Dsk
sar pi libero di esprimere le sue opinioni
moderate, ma avr sempre il problema
della sinistra del partito e di vari gruppi
esterni che possono inluire sulle elezioni.
Nel frattempo si stanno preparando a
scendere in campo altri candidati sociali-
sti. La rivale pi credibile Aubry, che per
potrebbe farsi da parte se Strauss-Kahn
sceglier di partecipare alle primarie. Ma il
direttore del Fondo deve decidersi in fret-
ta. Non sar unimpresa facile. Ma chiss
quanti politici vorrebbero trovarsi di fronte
a una scelta di questo tipo. u fp
Pi problematico, e
pericoloso per le sue
ambizioni
presidenziali, il
rapporto tra
Dominique Strauss-
Kahn e il partito
74 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Viaggi
ton). In questo viaggio ci sono state pro-
messe la volgarit, la nostalgia e limpu-
denza dello stile balneare britannico in
tutto il suo splendore. Non ci limiteremo
ad ammirare la volgarit di questo stile, la
fotograferemo. Perci non devo preoccu-
parmi se sono stata un po volgare con Da-
ve. Non maleducazione, arte. Lartista
che ci sta insegnando a vedere la vita bal-
neare con tanta chiarezza Martin Parr,
uno dei pi famosi fotograi britannici, una
sorta di Alan Bennett della fotograia. Una
serie della Bbc lha deinito un genio con-
temporaneo.
Tra le foto pi famose di Parr ci sono
quelle che ritraggono la working class di
Liverpool sulla spiaggia di New Brighton
in mezzo allimmondizia e al cemento. Se-
condo Parr, lisola di Wight incarna una
particolare tipologia di villeggiatura ingle-
se. Ai suoi occhi, lisola uninstallazione
pi che una destinazione turistica. Come
spiega la brochure del corso, un parco
tematico vivente, un tufo nellInghilterra
di venti o trentanni fa.
Fin dallarrivo, lisola non delude. Men-
tre sono sul ponte del traghetto con sciar-
pa, impermeabile e maglione (ovviamen-
te, non c sole), guardo davanti a me e
scopro che mi sto avvicinando allArcadia.
quello che c scritto sullinsegna al neon
allingresso della sala giochi. Mentre scen-
do dal traghetto mi svolazza davanti una
busta di patatine. Ho limpressione che
Virgilio non intendesse esattamente que-
sto.
Foto di famiglia costruite
Il paese dove siamo diretti si chiama inevi-
tabilmente Seaview (vista sul mare). Il
nostro albergo lincantevole Northbank,
che vanta degli splendidi panorami mari-
ni, la classica carta da parati e una nutrita
collezione di pastorelle di porcellana.
Secondo la brochure uno dei posti pre-
feriti di Parr. In realt scopro poi che sta-
to qui solo una volta per un corso. I parte-
cipanti hanno stanze in comune, ma
pagando un sovrapprezzo si pu avere una
camera singola. Decido per questa secon-
da opzione. Il corridoio odora di carne
arrosto e, se non ricordo male dai tempi
della scuola, pudding al cioccolato. La mia
stanza un pezzo dantiquariato: letti con
testiere di velour, lenzuola al posto delle
trapunte e un lavandino al posto del bagno.
Sul lavandino c una saponetta con incisa
la parola benvenuti.
Parr ci accoglie nella sala dellalbergo
con una chiacchierata su come fare meglio
le fotograie. Siamo in 22 partecipanti. Mol-
ti provengono da East London, una dalle
D
ave si avvicina a me e
mi chiede: Vuoi vede-
re un po di pi?, e in-
tanto comincia a sbot-
tonarsi i pantaloni.
Non certo il compor-
tamento di un gentiluomo dellisola di
Wight. Del resto, neanche la mia risposta
si addice a una signora. S, grazie, rispon-
do, e tiro fuori la macchina fotograica.
Dave si abbassa i pantaloni, scoprendo
una gamba e un fondoschiena ricoperto di
tatuaggi. Magniico, rispondo, mentre
mi avvicino per fare una foto.
Di solito non incoraggio i miei interlo-
cutori a mostrare il sedere, anche se siamo
al mare. Questo weekend, per, sto parte-
cipando a un corso di fotograia della Scho-
ol of Life, unassociazione che organizza
vacanze intellettuali dal sapore esoterico
(tra i pacchetti proposti ci sono Una setti-
mana nella vostra testa, introduzione al
funzionamento del cervello, e Vacanza a
Heathrow, ine settimana in aeroporto in
compagnia dello scrittore Alain de Bot-
Lo scatto
britannico
Catherine Nixey, Financial Times, Gran Bretagna
Foto di Martin Parr
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In vacanza sullisola di Wight
per partecipare a un corso
di Martin Parr, il celebre
fotografo dellagenzia
Magnum
G R A N B R E T A G N A
10 km
Newport
La Manica
Isola
di Wight
Seaview
Portsmouth
Southampton
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 75
zone pi alla moda della capitale. C un
grande sfoggio di duilio, le classiche scar-
pe stringate tornate di moda. Quasi tutti
hanno un master in fotograia oppure lo
stanno prendendo. Sono tutti entusiasti
dello stile di Parr, che viene evocato spesso
durante il weekend, non solo come foto-
grafo (ho scoperto Martin Parr quan-
do), ma anche come aggettivo pieno di
ammirazione ( molto Martin Parr).
Durante i pasti c una discreta ma de-
terminata lotta per sedersi al suo tavolo.
Mentre ce ne stiamo seduti sotto lo sguar-
do vigile di un toro di porcellana, Parr spie-
ga che quasi tutte le foto di famiglia sono
costruite. Sono propaganda: ogni stona-
tura viene attenuata o omessa, spiega. Ci
dice che per fare delle belle foto bisogna
cogliere gli aspetti squallidi e stonati oltre
a quelli gradevoli. Non bisogna fotografare
soltanto piazza San Marco, ma anche tutto
il ciarpame di contorno, i turisti e la tratto-
ria da quattro soldi dove si va a mangiare.
Il Northbank un posto fantastico per fa-
re foto, aggiunge, tra sorrisi di apprezza-
mento. Per lo stesso motivo, non vanno
fotografati solo i momenti familiari pi
belli, ma anche quelli spiacevoli. Se c una
situazione imbarazzante bisogna tirare
fuori la macchina fotograica. La stessa co-
sa va fatta se c una discussione.
Mi sembra tutto teoricamente inecce-
I cinque consigli di Martin Parr
1. Cambiate approccio. Pensate di essere dei fo-
tograi documentaristi e prendetevi limpegno
di ritrarre in modo serio la vostra famiglia.
2. Non fate sorridere tutti, altrimenti ricadrete
nella solita vecchia propaganda familiare.
3. Fotografate le persone che non sono in posa.
Se i bambini fanno il broncio, fotografateli.
4. Se andate a pranzo fuori, fotografate il cibo e
immortalate lintero evento.
5. Anche se usate una macchina digitale, stam-
pate le foto, mettetele in un album e scrivete
delle didascalie. Adesso potr sembrare inutile,
ma fra trentanni, quando vi coglier la demen-
za senile, vi aiuteranno a ricordare.
Da sapere
Isola di Wight, Gran Bretagna. Guardando gli aerei acrobatici
Viaggi
pibile, ma non posso fare a meno di chie-
dere se sul caminetto di Parr ci sono le fo-
tograie dei suoi familiari che litigano. Parr
ammette di no, farfugliando a mezza boc-
ca qualcosa che comincia con mia mo-
glie. Non riesco ad aferrare bene il resto
della frase, ma ho limpressione che non
sia sempre molto contenta quando tiro
fuori la macchina fotograica durante un
litigio.
Le pastorelle del Northbank
Il giorno seguente ci fanno visitare lisola
per un safari sociale, in cui dovremo fo-
tografare gli abitanti e mettere in pratica i
princpi di Parr. Decido di concentrarmi su
un piccolo caf con le tende di pizzo dove
alcune signore robuste sorseggiano il t.
Entro. La cameriera mi accoglie e mi serve
una tazza di t. Mi accovaccio sul pavimen-
to vicino alle signore, cercando di cogliere
la loro volgarit e impudenza. Mi sorri-
dono gentilmente. A quanto pare la cosa
pi volgare l dentro sono io, perci me ne
vado.
Dato che non riesco a fotografare chi
non vuole essere fotografato, decido di
cercare dei soggetti consenzienti. cos
che scopro la bottega dei tatuaggi e Dave
Cutress, che l per farsi tatuare lultimo
pezzo di carne superstite. Felicissimo di
farsi immortalare, Dave solleva la magliet-
ta. Mi dice che lhanno gi fotografato un
sacco di volte. Per i tatuaggi?, chiedo.
Be, non certo perch sono bello.
Comincio a divertirmi. Di solito in va-
canza cerco di vedere solo le cose che se-
condo me meritano di essere viste (paesini
incontaminati, musei, il centro delle citt)
Oggi, per, mi stato chiesto di fare caso a
tutto. Cos, scopro che Dave e la bottega
dei tatuaggi sono pi interessanti di qual-
siasi museo, oltre a essere un soggetto fo-
tograico migliore.
A ine giornata vediamo le foto, mentre
il personale dellalbergo serve il t nella
sala. Parr fa commenti e d consigli. Le fo-
to delle lenzuola e delle pastorelle del Nor-
thbank scatenano lilarit generale. I miei
compagni di corso sono tutti daccordo:
un posto fantastico, bufo ed eccezio-
nale. Certo, se avessi prenotato senza
sapere niente sarei rimasto un po schifa-
to. Alla ine della presentazione mi volto e
vedo la proprietaria del Northbank seduta
su una poltrona, che ci guarda. Pi tardi la
ritrovo in cucina. Ci sono le focaccine an-
cora calde: ci ha preparato il t con le sue
mani. Le chiedo perch, secondo lei, a Parr
piace tanto il suo albergo. un posto a
conduzione familiare dove i clienti si sen-
tono a casa, risponde, afabile. Larreda-
mento volutamente ironico?, le chiedo.
Ironico? Che cosa significa ironico?,
chiede educatamente. Non so, rispondo
odiandomi con tutta me stessa. Niente di
importante.
Finita la lezione di fotograia, insieme
ad alcuni partecipanti vado a fare un bagno
nel mare grigio e gelido. Pi tardi ci ritro-
viamo tutti al bar dellalbergo a bere un
bicchiere di vino per riscaldarci. Com
andato il bagno?, chiede Parr. Bene, ri-
spondo, domandandogli come andato il
suo. Io non lho fatto. Non so nuotare,
risponde. Non sai nuotare?. No, non so
nuotare.
Sono senza parole. Martin Parr, il pi
grande cronista della vita balneare britan-
nica, non osa mettere piede in acqua. Non
deliziosamente ironico?, mi viene da di-
re. u fas
Shanklin, isola di Wight M
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A tavola
u Come tutte le localit della en-
glish riviera, anche lisola di
Wight terra di ish and chips e ice
cream parlours, i tradizionali
chioschi di gelati. Ma da qualche
tempo sullisola ci sono anche lo-
cali pi ambiziosi, e costosi, im-
pegnati a rinnovare la cucina del
posto con unattenzione partico-
lare alle tecniche e alle materie
prime.
Il pi celebre di questi locali,
scrive il Daily Mail, il ristoran-
te dellhotel Hambrough, sulla
baia di Ventnor, gestito dal giova-
ne chef robert thompson, che si
gi conquistato la prima stella
Michelin. Qui si assaggiano cape-
sante con tartufo e pur di carcio-
i e la terrina di anguilla afumi-
cata con foie gras e pancetta di
maiale. Secondo il Guardian, un
altro indirizzo molto interessante
lIsland room del Priory Bay
Hotel, mentre uno dei piccoli se-
greti gastronomici dellisola il
Wheelers Crab Shed: due tavoli
di legno e un piccolo capanno
proprio sulla spiaggia di Steephill
Cove. Il men semplicissimo e
cambia in base al pescato del
giorno: pasticci di granchi, panini
con lo sgombro, aragoste. Nelle
giornate pi fortunate gamberoni
e ish pie.
Lisola di Wight ha unaltra
particolarit: uno dei pochi po-
sti in Inghilterra dove si produce
vino. Con i loro quarantanni di
vita, i vitigni dellisola sono tra i
pi vecchi del paese, e occupano
dieci ettari nella zona di Brading
Down, scrive lObserver. Qui la
Adgestone Vineyards produce un
mller-thurgau particolarmente
fruttato, un rosso di medio corpo
e uno spumante ottenuto da uve
seyval blanc. Nei cottage della
fattoria si pu anche soggiornare
e fare visite guidate dei vigneti e
delle cantine, con degustazioni
dei vini.
Capesante
e vino
La pi grande risorsa del pianeta sei tu.
Crediamo che la pi grande risorsa del nostro pianeta sia lenergia umana.
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Graphic journalism Cartoline da Palermo
78 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Laurent Mafre e Stphane Soularue sono due autori di fumetti francesi.
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 79
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 81
Libri
N
on ci sono state manifesta-
zioni di piazza, per unenci-
clopedia diicilmente si rie-
sce a organizzarne una. In
compenso su Facebook si
creato un gruppo di protesta chiamato Sal-
vate lenciclopedia. Sigmund Grnmo,
rettore delluniversit dellantica citt
ansea tica di Bergen, sulle coste occidentali
della Norvegia, tuttora perplesso. In mar-
zo la ministra della cultura Anniken Huit-
feld ha annunciato a Oslo che non ci sono
inanziamenti per lopera di consultazione
Store norske leksikon (Grande enciclopedia
norvegese), rispondendo cos alla richiesta
di aiuto della casa editrice scientifica
Kunnskapsforlaget. La ministra socialde-
mocratica che dimostra unincredibile i-
ducia nelle potenzialit del mercato si
giustiica dicendo che non spetta allo stato
assumersi la responsabilit di un progetto
infruttuoso. Non capisco la sua posizione,
aferma Grnmo.
Il rettore non riesce a capire perch la
Norvegia, uno dei paesi pi ricchi del mon-
do grazie ai suoi giacimenti di petrolio e
gas, non abbia i fondi per la Store norske lek-
sikon. Non esiste, infatti, unaltra enciclo-
pedia moderna in lingua norvegese. Store
norske, sottolinea Grnmo, avrebbe perci
una funzione estremamente importante
nella costruzione dellidentit nazionale.
N Wikipedia n le enciclopedie svedesi o
danesi, di facile accesso per i norvegesi, po-
trebbero sostituirla. E in efetti i quindici
volumi, un tempo rilegati in cartone telato
rosso bordeaux, tengono unito questo pae-
se vasto, poco popoloso e dalla costa frasta-
gliata, con tanti elementi di una memoria
collettiva: per esempio, lenciclopedia con-
tiene una lista dei fari pi importanti, ordi-
nati da sud a nord, con lanno di costruzio-
ne e la portata luminosa, da Torbrnskjr,
sullisola di Hvaler, ino a Bkjord, poco
lontano da Kirkenes, sul conine con la Rus-
sia. Sono riportate anche tutte le gallerie
superiori a tremila metri di lunghezza, i
ponti pi lunghi e i vincitori delle corse di
cavalli pi importanti a partire dal 1932, pu-
rosangue e mezzosangue.
passata let delloro
Un tempo la grande Store norske non man-
cava in nessuna famiglia con un certo livello
culturale. Dal 1977, anno della prima edi-
zione, ne sono state vendute 250mila copie:
cifra impressionante, tenuto conto che la
Norvegia ha poco pi di quattro milioni di
abitanti. Non dimentichiamo che si tratta
in assoluto di uno dei maggiori successi edi-
toriali del nostro paese, si trova scritto sul
sito internet delleditore Kunnskapsforla-
get. Ma sono passati i tempi doro: il diretto-
re editoriale spiega che lenciclopedia or-
mai in rosso, si parla di una perdita di dieci
milioni di corone (1,25 milioni di euro) solo
nello scorso anno. Dal 1999 gli utili accu-
mulati negli anni precedenti sono stati
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Dalluniversit di Bergen
partito un progetto per salvare
unopera fondamentale per la
lingua e lidentit nazionale
Lenciclopedia
dei norvegesi
Sebastian Balzter, Frankfurter Allgemeine Zeitung,
Germania
Cultura
A sinistra la biblioteca Grnerlkka
Deichmanske di Oslo
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82 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
completamente esauriti. Della riedizione
pubblicata tra il 2005 e il 2007, che non ha
pi la copertina rosso bordeaux ma di un
modernissimo blu notte, sono state vendu-
te solo 14mila copie. Una nuova ristampa
era gi fuori discussione, quando la casa
editrice si rivolta al ministero. Invece una
parte dei contenuti dellenciclopedia in
rete gratis. Gli utenti trovano la foto dellau-
tore dellarticolo che hanno appena aperto
e possono inserire il proprio commento. In
cambio la casa editrice chiede di essere ci-
tata correttamente e fornisce alcune istru-
zioni su come farlo. Ma questo non porta
nessun guadagno alla casa editrice. E anche
se il direttore editoriale parla di 150mila
utenti a settimana, la ministra della cultura
non ha cambiato opinione.
Il fondo pensioni del governo norvegese
ha investito una cifra pari a circa 350 miliar-
di di euro almeno 70mila euro per abitante
in azioni e obbligazioni estere. Anno dopo
anno i giacimenti di gas naturale e di petro-
lio nel mare del Nord arricchiscono sempre
di pi il salvadanaio del paese.
Invece di impiegare i soldi per prepa-
rarci alla ine dellera del petrolio e per raf-
forzare le conoscenze di base della popola-
zione, investiamo allestero, la critica che
muove Sigmund Grnmo. L si sviluppa-
no competenze e nuove tecnologie, mentre
noi ci giochiamo una grande occasione.
Insieme ai rettori degli altri cinque atenei
norvegesi, Grnmo si batte per la salva-
guardia dellenciclopedia, perch i conini
di una lingua, secondo lui e i suoi colleghi,
hanno molto a che fare con le barriere intel-
lettuali di chi la parla.
I rettori hanno ventilato lidea di una
sorta di suddivisione del lavoro a livello na-
zionale: i inanziamenti e la parte editoriale
dovrebbero essere di competenza daltri, i
contenuti arriverebbero dalluniversit. I
nostri dipendenti, gli scienziati, contribui-
ranno in veste di autori alla sopravvivenza
dellenciclopedia.
Uno sforzo collettivo
Lidea di concepire lenciclopedia come uno
sforzo congiunto delle grandi organizzazio-
ni culturali del paese ha trovato numerosi
sostenitori. Il loro portavoce Erik Rudeng,
amministratore delegato della fondazione
Fritt ord (Parola libera). Nata nel 1974 su
iniziativa dellex proprietario di una catena
di edicole, la fondazione, come da statuto,
simpegna per una maggiore libert di opi-
nione. Ha gi contribuito con inanziamen-
ti allultima ristampa dellenciclopedia.
Oggi, insieme alla fondazione delle casse di
risparmio norvegesi, mette a disposizione
una cifra pari a 250mila euro per la realizza-
zione, entro il 2013, di un nuovo progetto
per Store norske e per consentire, ino ad al-
lora, la sua sopravvivenza.
Sarebbe troppo rischioso agire in modo
discontinuo, cos Rudeng giustiica le sca-
denze che si dato. Lobiettivo dovrebbe
essere quello di convincere il governo
dellimportanza e delle potenzialit future
dellenciclopedia.
Rudeng illustra il suo progetto: Unen-
ciclopedia online nazionale, i cui autori
scrivono in norvegese e possono essere
identiicati. Ammette che la casa editrice
aveva gi pensato a questa possibilit, ma
che durante la crisi inanziaria non cera pi
spazio per nuove idee. Il mercato non pu,
da solo, traghettare il progetto oltre la crisi,
perch la comunit di chi parla norvegese
troppo ristretta. Ma lenciclopedia non pu
neanche vivere di sussidi come i musei e le
biblioteche. Prima di Natale, promette Ru-
deng, si decider quale soluzione adottare.
Leditore Kunnskapsforlaget ha gi ce-
duto tutti i diritti al gruppo impegnato nel
progetto in cui anche la Biblioteca naziona-
le norvegese ha un ruolo fondamentale. Nel
suo archivio digitale si trovano migliaia di
pubblicazioni di classici di autori norvegesi
ai quali in futuro ci si potrebbe collegare dal
sito dellenciclopedia.
Tutti gli studenti e gli allievi delle scuo-
le, tutti gli insegnanti e i docenti potrebbero
usufruire di questo servizio gratis. In Svezia
gi stato adottato un sistema simile, con
laiuto fondamentale del governo. E nel
2014, per i festeggiamenti dei duecento an-
ni della costituzione democratica del paese,
i norvegesi non vorranno certo farsi rimpro-
verare di essere meno generosi dei loro vici-
ni svedesi. u az
Cultura
Una veduta di Bergen, citt sulla costa
sudoccidentale della Norvegia
Libri
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84 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Cultura
Cinema
Dieci ilm nelle sale italiane giudicati dai critici di tutto il mondo
Massa critica
Media
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Legenda: Pessimo Mediocre Discreto Buono Ottimo
stanno tutti bene 11111 - 11111 11111 11111 - - - 11111 11111
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Killer insiDe me
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salt
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cattivissimo me
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- 11111 11111 - - - 11111 11111 11111 11111
a cena con un
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scott pilgrim
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lo zio boonmee
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Due cuori e
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Italieni
I ilm italiani visti da
un corrispondente straniero.
Questa settimana
vanja luksic, del quotidiano
belga Le Soir e del settimanale
francese LExpress.
MASCHI CONTRO FEMMINE
Di Fausto Brizzi.
Italia 2010, 105

Siamo solo a novembre, ma


lultimo ilm di Fausto Brizzi
(autore di Notte prima degli
esami) un tipico cinepanetto-
ne. In testa al box oice da pi
di due settimane, racconta le
storie di alcune coppie che
sintrecciano: umorismo pe-
sante, battute scontatissime e
immagini da spot pubblicitari
che piacciono tanto al pubbli-
co dal gusto ormai rovinato
dalla tv. Tra gli sketch comici
che sembrano ripresi da qual-
che trasmissione di variet,
ogni tanto, qualche minuto di-
vertente c. Per esempio,
quando la straordinaria Lucia-
na Littizzetto, un medico uro-
logo (un ruolo fatto su misu-
ra), visita Alessandro Preziosi.
Lirresistibile play boy di-
ventato impotente da quando
si innamorato della vicina di
casa, Paola Cortellesi, sempre
fantastica. Notevole Chiara
Francini nel ruolo di una le-
sbica che sembra uscita da un
ilm di Almodvar. Fanno te-
nerezza Fabio De Luigi e Giu-
seppe Cederna. Sono gli atto-
ri, quasi tutti bravi e simpatici,
il punto forte del ilm. Non c
dubbio, Brizzi sa come piacere
al pubblico e come fare soldi.
Quando scorrono i titoli di co-
da, si apprende per che que-
sto ilm, fatto su misura per
scalare il botteghino, ha rice-
vuto il inanziamento del mi-
nistero, perch considerato di
interesse culturale.
il direttore di un festival
australiano ha subto una
perquisizione della polizia
per un ilm di zombie

Si pu immaginare che un
giorno la gente non ne potr
veramente pi di ilm in cui si
parla di zombie. E che chi li fa,
o li proietta, diventi un fuori-
legge. Per Richard Wolsten-
croft, direttore dell Under-
ground ilm festival di Mel-
bourne, quel giorno gi arri-
vato. Anche se il ilm in que-
stione non proprio un nor-
male ilm di zombie.
Tutto cominciato ad ago-
sto, quando Wolstencroft ha
deciso di proiettare nel suo fe-
stival L.A. Zombie, del canade-
se Bruce LaBruce, ritenendolo
di notevole interesse culturale.
Il ilm, poche settimane prima,
non aveva ottenuto il via libera
dellAustralian classiication
board, organismo governativo
che passa in rassegna i ilm,
per la proiezione a un altro fe-
stival di Melbourne. In L.A.
Zombie un senzatetto schizo-
frenico (interpretato da un di-
vo del porno francese) con-
vinto di essere uno zombie e si
lascia andare a scene di necro-
ilia, porno gay e altro.
A met novembre Wolsten-
croft si visto arrivare la poli-
zia a casa, in cerca della copia
del ilm. Ma lui, ormai, non
laveva pi. Ci aspettavamo
larrivo della polizia alla proie-
zione, in estate, ha dichiarato
Wolstencroft. Ma in quelloc-
casione non si sono visti. Dopo
tutto questo tempo non ci pen-
savo neanche pi.
Dave itzkof,
the new York times
DallAustralia
Il raid dei morti viventi
l.a. zombie
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 85
In uscita
Harry Potter
e I donI della morte
Di David Yates. Con Daniel
Radclife, Emma Watson. Gran
Bretagna/Stati Uniti 2010, 146

Quando la Warner Bros ha an-


nunciato che il settimo e ultimo
libro di J. K. Rowling sulla saga
di Harry Potter sarebbe stato di-
viso in due ilm, ho pensato che
lo studio non era stato suicien-
temente ambizioso. Se vero,
come si diceva, che i dirigenti
Warner erano preoccupati per il
futuro (cio di non avere una se-
rie in grado di sostenere da sola
la major), avrebbero potuto di-
videre la seconda parte di Harry
Potter e i doni della morte, e poi
dividerla di nuovo. Dando vita
al paradosso di Zenone avreb-
bero potuto avere sequel allin-
inito. A vedere i 146 minuti di
questo ilm si pu dire che non
ci sarebbe stato niente di male a
chiudere il settimo ilm di Harry
Potter in ununica puntata. Da-
vid Yates, nel sesto episodio,
aveva fatto un ottimo lavoro, e
nel cast di questo ilm ci sono
tutti gli attori britannici cono-
sciuti (una quindicina, Bill Ni-
ghy, Rhys Ifans e Peter Mullan
gli ultimi arrivati) che non han-
no preso parte al Signore degli
anelli. Quello di cui si sente la
mancanza proprio la conclu-
sione di qualcosa. Tutto rimane
appeso, senza validi motivi. Ho
letto tutti i dannati libri e visto
tutti i ilm della serie e ancora
aspetto il mio premio. Dopo
aver passato due ore e mezza
senza avere in cambio nessuna
ricompensa, naturale andar-
sene con qualche mugugno. La
prossima volta, lultima, voglia-
mo la magia, quella vera.
David Edelstein,
New York Magazine
saw 3d
Di Kevin Greutert. Con Betsy Rus-
sell, Costas Mandylor. Stati Uni-
ti/Canada 2010, 90

C sempre qualcuno pronto a


puntare il dito contro nuove for-
me dintrattenimento, soste-
nendo che siano degradanti e
che creino danni irreparabili in
chi si appassiona a loro. Ma
chiunque pensi che la serie di
Saw (per la quale si parlato di
torture porn) sia destinata a pro-
durre una generazione di psico-
patici non ne ha mai visto i ilm.
Io ne ho visti (siamo al settimo)
tre interi e gli altri a spezzoni. E
decisamente ne ho avuto abba-
stanza. Lultimo, Saw 3d (un pes-
simo 3d), lho visto in una sala
semivuota e sono veramente
contento che (presumibilmente)
non dovr pi vederne un altro.
Gli incassi della serie sono an-
dati lentamente scemando dopo
i 165 milioni di dollari guada-
gnati da Saw III in tutto il mon-
do. Questo settimo capitolo non
aggiunge niente di nuovo:
grottesco, sadico, ambientato
nellennesima serie di zone po-
stindustriali umide e in abban-
dono, si basa su una trama inu-
tilmente complicata, che fa
sembrare Inception una favola di
Esopo, e soprattutto moralista
in modo pigro e controprodu-
cente. Avete capito bene. Mora-
lista. Anzi, per essere precisi
pruriginoso e moralista allo
stesso tempo.
Andrew OHehir, Salon
I fIorI dI kIrkuk
Di Fariborz Kamkari. Con
Morjana Alaoui, Ertem Eser.
Iraq/Italia/Svizzera 2010, 115

Unappassionante (anche se un
po sbrodolata) storia damore
ambientata nellIraq di Saddam
Hussein. I iori di Kirkuk raccon-
ta lavventurosa storia di Najla,
una donna irachena che ha rice-
vuto uneducazione occidentale
e che torna nel suo paese sulle
tracce delluomo che ama, una
ricerca che la porter dritta nel
genocidio dei curdi degli anni
ottanta. Il ilm cambia spesso
registro dallo stile narrativo da
thriller a quello del realismo so-
ciale, ma tocca talmente tanti
tasti politicamente corretti che
non pu non agganciare almeno
una parte di pubblico. In ogni
caso I iori di Kirkuk segna una
decisa ev0luzione nellopera di
Fariborz Kamkari, regista di ori-
gini curde, nato in Iran. Buone
la prova dellattrice marocchina
Morjana Alaoui e la colonna so-
nora dellOrchestra di Piazza
Vittorio, che aumenta limpatto
emotivo di alcune scene.
Deborah Young,
The Hollywood Reporter
sCott PIlgrIm
vs. tHe world
Di Edgar Wright. Con Michael
Cera. Stati Uniti/Canada/Gran
Bretagna 2010, 112

Scott Pilgrim (Michael Cera) vi-


ve a Toronto, in un luogo che
sembra un bunker nucleare in
abbandono. Se questo suggeri-
sce un mondo esterno minac-
cioso, il tentativo di Scott di
confrontarsi con esso e di con-
quistarlo ha il sapore di un bufo
sogno a occhi aperti. Dopo aver
lasciato una idanzata, il nostro
eroe se ne trova unaltra, la pro-
vocante Ramona (Mary Eliza-
beth Winstead). Ma scopre che
per poter stare con lei deve
scontrarsi con i suoi ex in com-
battimenti mortali. Il perch di
questi scontri non chiaro: il
ilm una favola raccontata in
modo croccante, ma un po
debole sulle motivazioni. I com-
battimenti sembrano quelli di
un videogioco, ma tutto quello
che accade, per quanto violento,
iltrato dalla giocosa coscienza
di Scott. Il lato buono di tutto
questo un ilm che gioca conti-
nuamente con una graica da
fumetto. Il lato cattivo sta nello
scarso coinvolgimento emotivo.
Come se gli autori volessero
stregare il pubblico, lasciandolo
tuttavia sempre sereno. Co-
munque un piccolo passo indie-
tro per Edgar Wright (autore dei
pi divertenti Shaun of the dead
e Hot fuzz).
Anthony Lane,
The New Yorker
un marIto dI troPPo
Di Griin Dunne. Con Uma
Thurman, Jefrey Dean Morgan.
Stati Uniti/Irlanda 2010, 90

Qualche anno fa, un sondaggio


ci ha fatto scoprire che il 99 per
cento dei lettori del Sun vorreb-
be il ritorno della pena di morte.
Inaspettatamente, il cento per
cento di me lo vorrebbe per il
cento per cento delle persone
coinvolte in questa assurda
commedia romantica. Uma
Thurman interpreta No,
aspettate un momento. Non si
pu proprio dire che interpreti
niente e nessuno. Saltella, sorri-
de e fa smorie come una cavia
sotto crack nel ruolo di Emma,
psicologa radiofonica con un ef-
feminato idanzato britannico
(Colin Firth) che lei lascer in
troppo prevedibilmente per
mettersi con un focoso vigile del
fuoco (Jefrey Dean Morgan).
Nella locandina c un inquie-
tante suggerimento della scarsa
chimica tra gli attori. Colin Firth
sorride come una statua di cera.
Ha lo sguardo di un attore con-
centrato sul suo compenso.
Peter Bradshaw,
The Guardian
tHe soCIal
network
Di David Fincher
(Stati Uniti, 121)
faIr game
Di Doug Liman
(Stati Uniti, 108)
anImal kIngdom
Di David Michd
(Australia, 113)
I iori di Kirkuk
I consigli
della
redazione
Daniel Radclife
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Cultura
Libri
Italieni
I libri italiani letti da un
corrispondente straniero.
Questa settimana Sivan
Kotler, del quotidiano israe-
liano Haaretz.
MARCO MALVALDI
Il re dei giochi
Sellerio, 192 pagine, 13,00 euro

Unione indissolubile tra chi-


mica e letteratura, delitti con
moventi inesistenti e una sem-
plice realt di provincia: un
bar animato da quattro vec-
chietti, che insieme compon-
gono la voce della verit. Il tut-
to in 192 pagine che sono 192
occasioni per sorridere. Nien-
te male per chi ha esordito nel
2007 con La briscola in cinque,
scritto durante la preparazione
della sua tesi di laurea in chi-
mica e diventato in breve una
serie a cui diicile non afe-
zionarsi. Giocoso, piacevole,
immaginoso ma reale al punto
che molti lettori si convince-
ranno che Il re dei giochi am-
bientato nel loro bar di quar-
tiere e non al BarLume di Pi-
neta, dalle parti di Livorno.
Come in ogni giallo alla miss
Marple, il libro si apre con un
misterioso incidente. Un ra-
gazzino perde la vita mentre la
madre, segretaria di un uomo
politico in campagna elettora-
le, rimane in coma profondo.
Un delitto? Forse no, ma basta
poco per attirare lattenzione
dei nostri ragazzi, pronti a
salvare il pianeta o almeno la
Pineta. Gli omicidi vengono
presto dimenticati a favore dei
personaggi ben delineati, che
non cadono mai nella carica-
tura, e dei dialoghi, spesso in
dialetto, mai scontati grazie
allironia, alla consapevolezza
che non esistono cose immu-
tabili e alla capacit di vedere
le cose da un punto di vista di-
verso dal proprio.
SANDRO VERONESI
XY
Fandango, 394 pagine, 19,50 euro
Non in discussione labilit e
lostinazione con le quali
Veronesi ha afrontato una
nuova fatica romanzesca,
sfruttando molti modi e
inluenze e intrecciando voci
e personaggi in
uninvestigazione ampia e
possente, varia e tesissima. Il
soggetto stranoto: una serie
di eventi inspiegabili, di
manifestazioni del male in un
piccolo paese di montagna,
tra segni funesti e
incomprensibili che non
hanno spiegazione o
sembrano non averne. Si
pensa subito, ovvio, a Twin
Peaks, a Stephen King o
magari allattacco di Un re
senza distrazioni di Giono.
Neve e sangue come in certi
western, come nelle iabe dei
Grimm. E domande, non
risposte. Ma con il confronto
tra un prete e una dottoressa,
tra fede e scienza.
Si legge con interesse, si
ammira laccavallarsi di voci
cos diverse tra loro, e il loro
convergere su un perno che
linspiegabile, sul male che si
manifesta tra di noi, come
prodotto dalle nostre pi
intime e allo stesso tempo pi
vaste piaghe e furie,
insoddisfazioni. Ma siamo
lontani tanto da Conan Doyle
quanto da Ingmar Bergman, e
la domanda da porsi, che ha
una risposta, : dove voleva
arrivare Veronesi? Il sospetto
infatti di una grande
costruzione a tavolino, ine a
se stessa, di un meccanismo
intrigante per conquistare il
mercato, o meglio: di
unispirazione molto seria e di
una magistrale bravura
costrette e indirizzate dagli
obblighi del successo. u
Il libro Gofredo Foi
Gli obblighi del successo
Dagli Stati Uniti
Lhorror familiare
La nuova raccolta di rac-
conti di Stephen King, Full
dark, no stars, non deluder
i suoi lettori
A Stephen King piace molto
terrorizzare i suoi lettori con la
minaccia di ritirarsi. Ma, a 63
anni, sembra pi attivo che
mai. Questo autunno ha lan-
ciato American vampire, un
progetto a fumetti insieme allo
scrittore Scott Snyder, e una
raccolta di racconti, Full dark,
no stars. Inoltre ha annunciato
di voler lavorare al sequel di
Shining, superando le resisten-
ze della misteriosa musa che
alberga nello scantinato della
sua mente.
La raccolta Full dark, no
stars non certo il capolavoro
del re del terrore, ma questo
non un problema per i suoi
lettori pi afezionati. Essere
un lettore afezionato un im-
pegno visto che King al libro
numero 55, contando anche
saggi e non iction. Sono vari
gli elementi, a parte la consue-
tudine, che rendono ogni cosa
che scrive un best seller. La sua
maestria nel creare strutture
avvolgenti, luso della lingua e,
di conseguenza, la capacit di
costruire personaggi familiari
per un pubblico che va dai ra-
gazzini alle vecchiette.
Tim Martin,
The Daily Telegraph
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Stephen King
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 87
frdric martel
Mainstream
Feltrinelli, 448 pagine,
22,00 euro

LEuropa si a lungo cullata


sullidea che, anche se gli Stati
Uniti lavevano sorpassata in
campo geopolitico e militare, il
suo patrimonio culturale resta-
va senza rivali: Picasso e Can-
nes contro Superman e Hol-
lywood. Ma a quanto pare
lAmerica sta vincendo la com-
petizione culturale per conqui-
stare il pubblico mondiale. Il
giornalista francese Frdric
Martel ha passato cinque anni a
viaggiare in trenta paesi per
condurre la sua ricerca, e le sue
conclusioni sono notevoli. Le
imprese statunitensi sono pi
abili delle loro controparti eu-
ropee nellusare i nuovi mezzi
digitali per distribuire ilm, mu-
sica, show televisivi e libri. So-
prattutto producono una cul-
tura che piace a tutti: la forza
degli Stati Uniti consiste nel sa-
per creare contenuti universali
che vengono incontro a interes-
si diversi. Ma ora gli Stati Uniti
sono in competizione con altri
paesi: India, Brasile, Cina e Co-
rea del Sud stanno diventando
potenze culturali regionali. E
lEuropa sempre pi indietro.
Pu riconquistare il suo prima-
to solo se abbraccia alcune no-
zioni nuove: che la cultura di
massa non necessariamente
cattiva, e che la diversit in
particolare il contributo degli
immigrati pu rendere ilm, li-
bri e opere darte pi universali.
Anita Kirpalani, Newsweek
edward rutherfurd
New York. Il romanzo
Mondadori, 984 pagine,
23,00 euro

Bisogna avvisare i lettori di


New York di non chiedersi, a
ogni pagina, se i fatti raccontati
siano veri o meno. Analizzare la
genuinit di ogni evento rovi-
nerebbe la lettura: quel che ren-
de cos appassionante questo
romanzo il ritratto tumultuo-
so e complesso di unintera me-
tropoli. Rutherfurd ofre al let-
tore loccasione di osservare la
trasformazione di un aiora-
mento rurale in una delle pi
grandi citt del mondo in appe-
na 350 anni. La sida raccolta
magniicamente: diicile im-
maginare un altro scrittore in
grado di combinare una ricerca
cos incredibilmente approfon-
dita e una potenza immaginati-
va che tiene tutto insieme. La
specialit di Rutherfurd sono i
giganteschi ritratti alla Bruegel.
I suoi romanzi sono sempre di
una lunghezza rassicurante,
pieni di dettagli e occupati da
saghe familiari che discendono
attraverso i secoli. La sua tecni-
ca fondamentale consiste nel
presentare le vite di emblemati-
che famiglie immaginarie sullo
sfondo di fatti reali in una nar-
razione che scorre luida. La sa-
ga, stavolta, comincia a New
Amsterdam, insediamento di
coloni olandesi, nel 1664. Quei
primi europei cacciarono via la
trib indiana che viveva
sullisola, i manates, lasciando
come unica loro eredit il nome
Manhattan, corruzione dellin-
diano Manna hata. New Am-
sterdam si trasforma in New
York quando gli olandesi, a loro
volta, sono rovesciati dai coloni
britannici. Pagina dopo pagina,
Rutherfurd ha catturato magi-
camente lo spirito di New York.
Brigitte Weeks,
The Washington Post
w.g. sebald
Gli anelli di Saturno
Adelphi, 307 pagine, 20,00 euro

Gli anelli di Saturno un ibrido


romanzo, libro di viaggio, bio-
graia, mito, memoriale che
cancella il tempo e impedisce i
paragoni. Potrebbe ricordare
Nabokov o Calvino, Benjamin o
perino Jonathan Swift, ma
scritto con una voce cos sicura
e personale che non pu in nes-
sun modo esser considerata de-
rivata da unaltra. Sotto la for-
JeaN-michel gueNassia
Il club degli
incorreggibili ottimisti
(Salani)
girOlamO
de michele
La scuola di tutti
(Minimum fax)
leONardO Padura
fueNtes
Luomo che amava i cani
(Tropea)
iaN mcewaN
Solar
Einaudi, 339 pagine,
20,00 euro

Il nuovo romanzo di McEwan


una commedia brillante, allal-
tezza del titolo, Solar porta i
lettori nella mente di un premio
Nobel per la isica. Ma state
tranquilli, non unesperienza
dolorosa. Michael Beard, 53 an-
ni, basso, grasso, calvo, non
produce lavori innovativi da de-
cenni. Da quando una straordi-
naria scoperta giovanile il suo
pionieristico contributo alla
teo ria quantistica, la Combina-
zione Beard-Einstein gli valse
il premio Nobel, andato avan-
ti per inerzia, riposando sugli
allori. Oggi, pi burocrate che
scienziato, dirige un istituto di
ricerca, il Centro per lenergia
rinnovabile, allestito da un go-
verno ansioso di pubblicizzare
il suo impegno contro i cambia-
menti climatici. Quando cono-
sciamo Beard, nel 2000, il suo
quinto matrimonio appena
naufragato ed esasperato dal-
lo zelo fanatico dei giovani isici
che lavorano con lui. Per sot-
trarsi a questi motivi di irrita-
zione e frustrazione, accetta un
invito a visitare lArtico con un
gruppo di artisti e scienziati
preoccupati del riscaldamento
globale, sul quale Beard in
realt scettico.
Cogliendo ogni traccia di
assurdit, McEwan registra gli
smacchi che piombano sul suo
eroe durante il movimentato
decennio dopo il suo ritorno
dallArtico. Spesso fonte di co-
micit, Beard emerge allo stes-
so tempo come un grosso em-
blema degli istinti che hanno
portato la nostra specie alla pe-
ricolosa crisi attuale. Vorace-
mente autoindulgente, non si
limita a correre dietro alle don-
il romanzo
la parabola del isico
ne in modo irrefrenabile. Du-
rante il romanzo ingrassa di pi
di venti chili mentre ingerisce
vagonate di cibo: una bomba
a orologeria di colesterolo alto,
e impersona linetta negligenza
e lavidit che stanno mettendo
a rischio non solo lui ma anche
lintero pianeta.
Ma malgrado il corpo lacci-
do, il doppio e triplo mento e i
penduli barbigli, resta in fun-
zione un cervello di prima cate-
goria. E raccontando gli sforzi
di Beard per combattere il ri-
scaldamento globale, di cui alla
ine si convinto, il libro ci spa-
lanca unaltra dimensione del
genio di McEwan come roman-
ziere. Lautore, con ogni proba-
bilit la mente narrativa pi
brillante in circolazione, ha
svolto lo straordinario lavoro di
ricerca necessario a conferire
credibilit non solo ai progetti
di Beard di catturare lenergia
solare attraverso la fotosintesi
artiiciale ma anche al ritratto
del mondo della isica e dei isi-
ci in cui si muove nel romanzo.
Sfolgorante di energia immagi-
nativa e intellettuale, Solar
una prestazione stellare.
Peter Kemp,
The Times
i consigli
della
redazione
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Ian McEwan
88 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Cultura
Libri
ma della descrizione di un viag-
gio personale, per lo pi a piedi,
attraverso le contee britanniche
di Norfolk e Sufolk, Sebald ha
fatto ci che ogni scrittore so-
gna di fare: riuscito a muover-
si attraverso il tempo e lo spazio
e a raccontare le sue storie di
personaggi reali e immaginari,
presenti e passati, in quello che
il suo amato predecessore lette-
rario, il ilosofo secentesco
Thomas Browne, chiamava
leterno presente. Sulle prime ci
si chiede cosa e vero e cosa
falso, ma dopo un po tutto co-
s interessante che si continua
semplicemente a leggere, ca-
dendo in un sogno che si vor-
rebbe far durare per sempre.
Roberta Silman,
The New York Times
adam thirLweLL
Mademoiselle O
Guanda, 488 pagine, 25,00 euro

Il secondo romanzo di Adam


Thirlwell sovverte tutti i generi.
Come lui stesso scrive, la
mia versione del romanzo idea-
le di Nabokov, che non pro-
priamente un romanzo. Ha dei
personaggi ricorrenti, ha un te-
ma, e delle variazioni solo che
non ha trama, una narrazione o
un inale. In efetti, Mademoi-
selle O non ha trama: la sua idea
di fondo che la storia della let-
teratura caotica come la vita,
senza un ilo logico e ininita. Il
libro ci accompagna in un tour
di sviluppi romanzeschi attra-
verso i secoli e i continenti.
eurocentrico, eclettico, pieno di
aneddoti divertenti, e si presen-
ta anche magniicamente, con
tante fotograie e altre distra-
zioni letterarie. Il vero crimine
di Thirlwell, che ha scritto
senzaltro un libro acuto ed eru-
dito, quello di essere consape-
vole ino allinsolenza della pro-
pria originalit.
Toby Lichtig,
New Statesman
Frank SChtzing
Limit
Nord, 1.376 pagine, 23,50 euro

A dirla tutta, presentare un to-


mo di 1.300 pagine un oltrag-
gio, a meno che non si sia Tho-
mas Mann e il libro non sia La
montagna incantata. Oltre la so-
glia delle mille pagine comin-
ciano le vette supreme della
letteratura, ma Frank Scht-
zing non James Joyce e nep-
pure David Foster Wallace. Se
per abbandoniamo la pretesa
di aver a che fare con la lettera-
tura, Limit divertente. Siamo
nel 2025, e il miliardario Julian
Orley ha trovato il modo per ri-
solvere il problema energetico
dellumanit estraendo dalla
Luna lelio-3, fonte di energia
pulita. La vicenda sintreccia
con quella del detective privato
Owen Jericho, che indaga sulla
scomparsa di una dissidente in
Cina. Limit una storia polizie-
sca e fantascientiica a voca-
zione enciclopedica. Schtzing
non colto come Umberto
Eco, non fuori di testa come
Stephen King, non ossessio-
nato come Dan Brown. Ma ri-
uscito a creare una grande sto-
ria e a mandarla in orbita. Ri-
corda uno di quei miliardari
pazzi che hanno una nave spa-
ziale privata: pi che uno scrit-
tore, un inventore.
Andreas Rosenfelder,
Frank furter Allgemeine
Zeitung
ShLomo Sand
Linvenzione del popolo
ebraico
Rizzoli, 540 pagine, 21,50 euro
Come hanno spiegato pi illu-
stri recensori (tra gli altri Si-
mon Schama, Tony Judt, Israel
Bartal), molti argomenti che lo
storico israeliano Shlomo Sand
presenta in questo libro oggi
tradotto in italiano sono piut-
tosto noti a chi si occupa di sto-
ria e di ebraismo. risaputo
che a partire dalla ine del set-
tecento storici e intellettuali
elaborarono miti fondatori per
costruire le identit nazionali
cercando le origini delle loro
patrie. Non sorprende nem-
meno che in questa temperie
nacque anche lidea moderna
di un popolo ebraico unico, la
cui storia antica era fedelmen-
te narrata dalla Bibbia.
Pi controverse sono altre
tesi che lautore riprende per
mettere in evidenza la distan-
za che separa quanti oggi con-
sideriamo ebrei da coloro che
sono chiamati con questo no-
me nella Bibbia: come lidea
per cui nellottavo secolo furo-
no convertiti alla religione mo-
saica moltissimi cazari di cep-
po turco, che sarebbero i veri
antenati degli attuali aschena-
ziti; o lipotesi che alcuni pale-
stinesi di oggi discendano da
ebrei convertiti allislam.
La novit della proposta di
Sand sta nellaver messo tutto
questo insieme, per contestare
luso del passato nel discorso
pubblico israeliano usando la
stessa metodologia che ha per-
messo di svelare lartiiciosit
di certe storiograie nazionali
europee. Una novit che pote-
va avere lefetto di una bomba
e che non ha mancato di dela-
grare. u
non iction Giuliano Milani
Storia da combattimento
india
manu joSeph
Serious men Fourth Estate
Divertente romanzo satirico:
Ayyan Mani, un dalit, cio un
appartenente alla classe degli
intoccabili, di giorno fa lassi-
stente di un importante astroi-
sico e la sera torna nella stanza
del caseggiato popolare in cui
vive con la moglie e il iglio, par-
zialmente sordo. Per tentare di
movimentare la sua vita Mani
sparge la voce che il iglio sia un
genio e innesca una serie di
eventi imprevedibili.
SuSmita BagChi
Children of a better God
Penguin India
Anupurba lascia gli Stati Uniti e
il lavoro di insegnante darte per
tornare in India e insegnare a
disegnare e dipingere ai bambi-
ni afetti da paralisi cerebrale.
uSha k.r.
Monkey-man Penguin India
Nel 2000 in una strada di Ban-
galore viene avvistata una stra-
na creatura. Le prime persone a
individuarla un insegnante, un
impiegato, una segretaria e un
garzone sono invitati a parlar-
ne in un popolare show radiofo-
nico. Attraverso questi perso-
naggi e le loro storie intrecciate
Usha K.R. tesse un vivace afre-
sco della sua citt.
anjaLi joSeph
Saraswati Park
Harper Collins
Mohan uno scrivano, profes-
sione in estinzione, che vorreb-
be diventare scrittore. Sua mo-
glie Lakshmi in crisi. Il nipote
Ashish si insedia a casa loro in
un sobborgo tranquillo alle por-
te di Mumbay.
Maria Sepa
G
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G
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Ol t r e l A P O C A L I S S E
Come non farsi imprigionare dalla paura del nuovo
Comunit
di Capodarco
di Fermo
26-28
novembre
2010
Redattore Sociale
2010
XVII Seminario
di formazione
per giornalisti a partire
dai temi del disagio
e delle marginalit
Con il patrocinio di:
Ordine nazionale giornalisti, Fnsi, UsigRai
In collaborazione con: Con il contributo di Con il sostegno di:
Dal disorientamento alla consapevolezza.
Nelledizione 2010 di Redattore Sociale prosegue,
da un nuovo punto di vista, il dibattito sui temi pi
urgenti del giornalismo.
Le cose cambiano sempre pi velocemente; la carta
stampata in declino; il futuro delle nuove e
affascinanti piattaforme di contenuti ancora
incerto; i produttori di informazione sono sempre
pi frammentati. Eppure, basta tutto questo per
lasciarsi sopraffare da un senso di apocalisse che
sembra a volte paralizzante?
La paura del nuovo connaturata alla natura umana
e allo sviluppo di tutte le professioni. Ma essa non
dovrebbe condizionare solo in negativo chi ha scelto
proprio il mestiere di raccontarlo, il nuovo. I
giornalisti dovrebbero anche usare questa paura,
adattando ai cambiamenti delle forme di
trasmissione gli scopi immutabili del proprio lavoro.
E non, viceversa, lasciando che diventi pi
importante il mezzo rispetto al messaggio.
Esperienze interessanti degli ultimi tempi
testimoniano che la rivoluzione del web pu essere
benefica e che le nuove tecnologie sono anche
lopportunit per uninformazione migliore, pi
completa e democratica. Purch non si continui a
fruirne con la passivit di oggi
RELATORI
Michele ALBANESE
Vinicio ALBANESI
Francesco Tullio ALTAN
Marisa BULGHERONI
Giovanni CARPENTIERI
Giuseppe CEDERNA
Carlos CHIATTI
Raffaella COSENTINO
Ilvo DIAMANTI
Daniela DUCOLI
Cristiano GORI
Lorenzo GUADAGNUCCI
Milena MAGNANI
Isabella MENICHINI
Giovanni MARROZZINI
Antonino MONTELEONE
Maria NADOTTI
Roberto NATALE
Antonio NIZZOLI
Antonio PREZIOSI
Marco REGGIO
Gianni SABATINI ROSSETTI
Pietro SCARNERA
Marino SINIBALDI
Elena SISTI
Erica VALSECCHI
Segreteria organizzativa
Tel. 0734 681001
giornalisti@redattoresociale.it
www.giornalisti.redattoresociale.it
FONDAZIONE
UNIPOLIS
cultura ricerca sicurezza solidariet
Ordine giornalisti Lombardia, Ordine giornalisti
Emilia-Romagna, Sindacato giornalisti Marche
Fumetti
Musica da perseguitati
DAVID PRUDHOMME
Rebetiko
Coconino Press, 104 pagine,
17,00 euro

Rebetiko una ricostruzione


storico-sociale di un
ambiente, unepoca, unetnia,
ed unopera allegorica sul
presente, sotto forma di
poema. Senza dubbio uno dei
romanzi a fumetti dellanno
che si sta chiudendo.
Al centro di questopera c
il rebetiko con la sua gente.
Una delle meno note tra le
musiche popolari o etniche,
come il tango o il fado.
Indubbiamente, tra le ragioni
della sua minor difusione
rispetto ad altre musiche, vi
quella di essere
estremamente identiicabile
con unetnia ben precisa, una
minoranza perseguitata. Fu
quindi minoranza tra le
musiche delle (ex?)
minoranze. Con la stessa
pregnanza, leggerezza e
libert volatile delle note, con
la stessa leggerezza di un
popolo sempre danzante
malgrado tutto, Prudhomme
ne fa una metafora di tutte le
etnie perseguitate perch
diverse. Qui, quella greco-
turca, a partire dal 1936
perseguitata perch le sue
musiche erano
fastidiosamente anarchiche,
portatrici di un messaggio
positivo verso la cultura
meticcia (unico antidoto
perch una cultura nazionale
resti vitale), col ine di
colpire le lotte comuniste.
Uscito nella Francia di
Sarkozy alla ine dellanno
scorso, ora sembra quasi un
fumetto presagio di quanto
avvenuto nei confronti dei
rom. Anarchici e gaglioi, i
musicisti del rebetiko
assurgono a simbolo di
resistenti, come i galli del
villaggio di Asterix. Ma gli
invasori in Rebetiko sono un
dittatore del posto
nellimmediato, e, a lungo
termine, lindustria
consumistica livellatrice. Da
non perdere.
Francesco Boille
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 91
Cultura
Libri
Ricevuti
JOHN ADAMS
Hallelujah Junction
Edt, 332 pagine, 18,00 euro
La biograia di Adams. Non i
semplici ricordi di un
compositore, ma uno specchio
in cui si rilette lultimo mezzo
secolo di storia artistica e
intellettuale statunitense.
AUTORI VARI
Donne che sbattono
contro le porte. Rilessioni
su violenze e stalking
Franco Angeli, 160 pagine,
20,00 euro
Diverse voci e diversi
linguaggi sullargomento della
violenza e dello stalking: un
tema tristemente attuale e
dalle proporzioni abnormi
(secondo lOms una donna su
cinque ha subto abusi isici o
sessuali), che merita costante
attenzione.
STEWART BRAND
Una cura per la Terra
Codice edizioni, 350 pagine,
23,00 euro
Unoriginale rilessione sul
presente e il futuro del nostro
pianeta, per rimettere in
discussione e ripensare i
mantra dellambientalismo.
ROBIN LANE FOX
Eroi viaggiatori
Einaudi, 548 pagine, 35,00 euro
Le origini della civilt
occidentale a partire dai
viaggi, le esplorazioni e i
contatti che i mercanti, i
commercianti, i viaggiatori, i
coloni, i pirati e gli avventurieri
dellEubea intrapresero a
partire dallottavo secolo
prima di Cristo.
LIETTE ABCASSIS
Sefardita
Tropea, 351 pagine,
18,00 euro
La storia degli ebrei in
Marocco raccontata attraverso
la vicenda di Eshter Vital, una
giovane ebrea sefardita nata a
Strasburgo, alla vigilia delle
sue nozze.
MARCO LOMBARDO RADICE
Una concretissima utopia
Edizioni dellAsino, 150 pagine,
12,00 euro
Raccolta degli scritti di Marco
Lombardo Radice, prima
come militante politico e poi
come neuropsichiatra
infantile. Rilessioni sui
rapporti tra generazioni
diverse, tra terapeuti e pazienti
e sulla societ del suo tempo.
GIUSY ARENA
E FILIPPO BARONE
P3. Tutta la verit
Editori Riuniti, 350 pagine,
14,90 euro
La P3 esaminata attraverso le
carte processuali per
ricostruire meccanismi, trame
e legami tra Berlusconi,
DellUtri, Verdini e gli altri.
CARLO FRUTTERO
E MASSIMO GRAMELLINI
La Patria, bene o male
Mondadori, 384 pagine,
12,00 euro
Centocinquanta date come ilo
conduttore per raccontare in
150 piccole storie la grande
storia del nostro paese
dallunit a oggi.
DANIEL BENSAD
Marx istruzioni per luso
Ponte alle Grazie, 250 pagine,
16,50 euro
Bensad legge il Capitale come
un romanzo poliziesco: alla
ricerca del valore perduto,
rintraccia i meccanismi
dellaccumulazione del
capitale ino a penetrare il
segreto del feticismo delle
merci.
ALESSANDRO VICARIO
Along the wall
Silvana Editoriale, 95 pagine,
22,00 euro
Fotograie sulle persone che
transitano davanti ai tratti del
muro di Berlino ancora rimasti
in piedi. Il tentativo delluomo
contemporaneo di entrare in
contatto con il mondo in cui
vive.
92 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Cultura
1
Terrae
Cicir francisi
Ah, Sicile! On est venus
pour tout voler: cos gli inva-
sori francesi a Palermo. Nel
1282 i mujahidin locali se ne
hanno a male, e inizia la rivol-
ta dei Vespri siciliani. uno
degli episodi di storia sicula ri-
percorsi da questa folle band
di Barcellona Pozzo di Gotto
per violoncello, contrabbasso,
percussioni, elettronica e una
quantit di voci e dialetti nel
nuovo album, Unknown people.
Musica popolare in vena pro-
gressive, ascoltabile assai, ba-
nale non mai; come unaudio-
guida sonora alle viscere della
Trinacria (myspace.com/ter-
raecompagnia).
2
Saba
Djibouti road
E ci sono anche memo-
rie di altre campagne dinva-
sione, dellitalica iprite e di
faccette nere dellAbissinia,
nel nuovo lavoro dellitalo-so-
mala Saba, quasi una popstar
segreta la cui musica dovreb-
be scorrere molto di pi. Af-
iancata da Fabio Barovero al
timone del sound, Saba naviga
lAfrica assetata e si districa
tra tradizioni e lingue (aramai-
co, italiano, inglese, somalo)
con unanima esploratrice, so-
spesa tra testimonianza parte-
cipe e un genuino istinto che
la mette, fortunatamente, in
sintonia con il lato pop di se-
coli di soferenze e travagli.
3
Chrissie Hynde
My father
un piacere ritrovare
Hynde, ichissima cantante
rock dei Pretenders in epoche
lontane, come interprete di un
pezzo di Judy Collins, pi nota
come interprete di pezzi altrui
ma riemersa con una selezione
dal suo canzoniere aidata a
gente come Rufus
Wainwright, Leonard Cohen,
Dolly Parton e Joan Baez. Che
ci stiamo a raccontare? Anche
la vicenda di un padre minato-
re dellOhio che promette Pari-
gi alla iglia, e della piccola
donna che se la conquista da
sola in uninvasione innocen-
te, pu diventare una pagina di
storia del mondo.
Musica
Dal vivo
plan b
Milano, 23 novembre,
magazzinigenerali.it
woven hanD
Cesena, 25 novembre,
rafaellosanzio.org; Roma,
26 novembre, initroma.com;
Foligno (Pg), 28 novembre;
Segrate (Mi), 29 novembre,
circolomagnolia.it; Torino,
1 dicembre, spazio211.com
balanesCu quartet
Cesena, 26 novembre,
rafaellosanzio.org
port-royal
Udine, 26 novembre,
greenspotfestival.com
wilD nothing
Bologna, 20 novembre,
covoclub.it; Varese,
21 novembre, myspace.com
/twiggyclub; Roma,
22 novembre, circoloartisti.it;
Gambettola (Fc), 23 novembre,
myspace.com/ treesessanta
blooD reD shoes
Milano, 22 novembre,
lacasa139.com
jason stein
Forl, 20 novembre,
areasismica.it
ChuCho valDs
Catania, 22 novembre,
095 322 323
niCk the nightfly
Milano, 24-25 novembre,
bluenotemilano.com
Sylvain Rilet ha appena i-
nito il secondo disco con i
Rockingchair e ha ancora
molti progetti solisti
Quando il sassofonista e cla-
rinettista Sylvain Rilet e la
trombettista Airelle Besson
presentavano il loro gruppo, i
Rockingchair, nel 2004, era-
no solo due timorosi ragazzi
francesi.
Ma erano anche determi-
nati a portare avanti il loro
jazz aperto alle contamina-
zioni, soprattutto a quelle
elettroniche. Per questo, anni
dopo, sono rimasti incantati
dagli efetti prodotti da Gilles
Olivesi, lingegnere del suo-
no che ha anche accompa-
gnato i Radiohead in tour. E
hanno cercato di riprodurre
quelli stessi efetti in ternit,
nel loro primo album,
Rocking chair.
La nostra preoccupazio-
ne era, ed tuttora, creare
melodie lontane da posizioni
estetiche rigide, aperte alle
interazioni, spiega Sylvain.
Oltre a lui e Airelle, dei Ro-
ckingchair fanno parte il chi-
tarrista Julien Om, il batteri-
sta Nicolas Larmignat e il
contrabbassista Guido Zorn,
esperto di programmi infor-
matici per la produzione au-
dio.
Anche se i supporti digita-
li restano fondamentali per il
gruppo, nel secondo disco,
che uscir il 2 dicembre per
letichetta Enja con il titolo
1:1, le registrazioni sono tutte
in presa diretta, senza sovrin-
cisioni. I pezzi risultano pi
rock e accentuano il carattere
naturale, quasi organico, del-
la musica.
Frank Bergerot,
Jazz magazine
Dalla francia
un polistrumentista instancabile
playlist Pier Andrea Canei
innocenti invasioni
F
L
I
C
K
R
Plan B
Rockingchair
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 93
Jazz
DAVID LIEBMAN
Lieb plays the blues la
Trane
(Daybreak)

David Liebman uno dei sasso-


fonisti jazz pi creativi del
mondo. A questo va aggiunta
una dedizione straordinaria alla
produzione di musica cos viva-
ce da far sembrare ogni nuovo
album il risultato di un incontro
tra amici. Liebman non aveva
programmato questa esplora-
zione nel blues dedicata a John
Coltrane: il progetto nato du-
rante un tour in Belgio, dove il
sassofonista statunitense ha
suonato con il bassista Marius
Beets e il batterista Eric Ineke.
Il trio reintepreta tre composi-
zioni blues di Coltrane, insieme
ad All blues di Miles Davis e a
Take the Coltrane, un brano nato
dalla collaborazione tra Coltra-
ne e Duke Ellington. Liebman,
come al solito, si conferma un
maestro.
John Fordham,
The Guardian
Soul
MAVIS STAPLES
You are not alone
(Anti)

Jef chi? Wilco che? Per una co-


me Mavis Staples, che nel corso
della sua carriera ha lavorato
con Bob Dylan, Curtis Mayield
e John Scoield e ha avuto ulti-
mamente come produttori
rosa e scintillante, e contiene
diversi brani inediti tratti dallo
speciale per la tv del 1974 One
hand clapping.
David Quantick, Uncut
THE YOUNG GODS
Everybody knows
(Two Gentlemen)

In venticinque anni di carriera


il suono degli Young Gods si
evoluto continuamente. Lunica
costante stata lintensit. Nel
nuovo Everybody knows conlui-
scono un po tutte le fasi attra-
versate in carriera dal gruppo
svizzero: il rock industriale de-
gli esordi ino ai suoni acustici
dellunplugged Knock on wood,
passando per lelettronica am-
bient e il rock psichedelico. No-
nostante tutte queste sfaccetta-
ture, Everybody knows un di-
sco sorprendentemente organi-
co, in cui riappare la veemenza
di un tempo, ma senza mai ri-
sultare forzata.
Markus Ganz,
Neue Zrcher Zeitung
LCD SOUNDSYSTEM
London sessions
(Emi/Dfa)

Per essere un gruppo i cui al-


bum sembrano il lavoro di un
perfezionista della registrazio-
ne in studio, stupisce che gli
Lcd Soundsystem siano diven-
tati una delle migliori band dal
vivo degli ultimi dieci anni.
Fanno proprio quello che do-
vrebbe fare una grande live
dance band: espandono le can-
zoni, trascinano sapientemente
il pubblico da unansiosa attesa
ino a unesplosione liberatoria.
Le sessioni live come queste
tendono a cogliere gli artisti in
maniera leggermente diversa
rispetto a un concerto vero e
proprio. Loro le paragonano al-
le vecchie session di John Peel,
e hanno ragione. I brani sono
versioni pi asciutte, pi a fuo-
co, e creano un efetto inale
elettrizzante. E non c solo
spazio per James Murphy, che
riesce a muoversi agilmente
dallo humor di Daft punk is
playing at my house al coinvolgi-
mento di All my friends, ma an-
che la sezione ritmica ruba
spesso la scena, con lex !!! Ty-
ler Pope e il batterista Pat Ma-
honey. Possiamo considerare
London sessions come il secondo
regalo che gli Lcd Soundsystem
ci fanno questanno.
Jess Harvell,
Pitchforkmedia
Classica
ODHECATON
Giovanni Pierluigi da
Palestrina: Missa Papae
Marcelli, mottetti
Odhecaton, direttore: Paolo
Da Col (Arcana)

Cambiamento di scala, di colo-
ri, dintonazione, di diapason:
ecco la Missa Papae Marcelli co-
me non lavete mai sentita. Ad-
dio al modello apollineo che i
romantici cercavano in Pale-
strina e che i Tallis Scholars di
Peter Phillips avevano portato
alla perfezione gi trentanni fa.
Phillips e i suoi prendevano la
trasparenza polifonica come
conditio sine qua non della loro
interpretazione. Paolo Da Col e
soci, al contrario, fondano la lo-
ro lettura sulla ricchezza della
grana vocale. Lampiezza mo-
numentale e limpatto del suo-
no fanno pensare alla Roma del
cinquecento e alle sue splendi-
de istituzioni, con le quali Pale-
strina lavorava molto. Una regi-
strazione che far storia.
David Fiala, Diapason
Prince e Ry Cooder, lidea di
una collaborazione con Jef
Tweedy dei Wilco allinizio non
deve essere stata facile da dige-
rire. Mavis Staples stata
unicona della musica gospel,
della protest music degli anni
sessanta, dellr&b e dello Stax
soul, mentre Tweedy un espo-
nente importante della scena
indie rock. Ma anche un gran-
de ammiratore e conoscitore
della storia musicale di Staples,
e questo ha convinto lartista di
Chicago a buttarsi nel progetto.
Una devozione che chiara-
mente visibile in You are not
alone, che decisamente un al-
bum ben riuscito. Non un ten-
tativo di ringiovanire limmagi-
ne di Staples o di renderla afa-
scinante presso un pubblco gio-
vane. Piuttosto cerca di esaltar-
ne lunicit.
Jennifer Kelly,
Dusted Magazine
Rock
PAUL MCCARTNEY
& THE WINGS
Band on the run
(Concord Music Group)

La storia dietro alla nascita di


questalbum arcinota.
McCartney, criticato per aver
sciolto i Beatles e accusato di
non essere allaltezza di Len-
non, decise di andare a Lagos
con la moglie Linda e Denny
Laine, gli unici membri dei
Wings rimasti al suo ianco, per
incidere un nuovo album. I tre
furono subito derubati dei na-
stri con i brani, ma riuscirono a
rimettere in piedi le cose e regi-
strarono il primo grande album
di McCartney post Beatles.
Band on the run ancora un di-
sco magistrale, per le melodie,
le invenzioni e il senso di corag-
gio e iducia che trasmette. Ed
forse il migliore tra tutti gli al-
bum registrati dagli ex Beatles.
La title track, Jet e Let me roll it
sono tra le canzoni pi memo-
rabili scritte da McCartney.
Questa nuova ristampa frago-
Classica
Scelti da
Alberto
Notarbartolo
Paul e Linda McCartney
nel 1972
James Murphy
M
Y
S
P
A
C
E
G
E
T
T
Y
I
M
A
G
E
S
JOAN SUTHERLAND
The art of the prima
donna (Decca)
RUDOLF BARSHAI
Historical russian
archives (Brilliant)
DAVID ZINMAN
Henryk Grecki:
Sinfonia n. 3 (Nonesuch)
94 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Cultura
inside google
Domenica 21 novembre, ore 23.00
National Geographic Channel
La storia della societ fondata
nel 1998 da Larry Page e Sergey
Brin, dalle origini alla Stanford
University alla conquista del pri-
mato sul web, con le polemiche
che sempre pi spesso laccom-
pagnano, rispetto alle questioni
della privacy e del copyright.
el siCario. room 164
Domenica 21 novembre, ore 23.50
Arte
Preziosa occasione per vedere
in tv lo straordinario e agghiac-
ciante nuovo documentario di
Gianfranco Rosi, direttamente
dallultimo festival di Venezia.
In una stanza dalbergo un sica-
rio messicano racconta ventan-
ni di rapimenti e assassini.
mourir pour des ides?
Luned 22 novembre, ore 23.50
Arte
Cosa signiica vivere in pericolo
per aver manifestato le proprie
opinioni? Ne parlano lopposito-
re del governo russo Mikhail Ry-
kline, la scrittrice bangladese
Taslima Nasrin, il disegnatore
danese Kurt Westergaard (tra gli
autori delle vignette su Mao-
metto) e Roberto Saviano.
terremoto dellirpinia
Marted 23 novembre, ore 22.00,
History Channel
Il 23 novembre 1980 alle 19.35
due scosse di terremoto colpi-
scono larea tra Campania e Ba-
silicata: tremila vittime, 300mi-
la senzatetto e una scia ininita
di accuse e polemiche.
gulf oil spill. onda nera
Marted 23 novembre, ore 22.10,
National Geographic Channel
Girato otto settimane dopo
lesplosione della piattaforma
petrolifera Deepwater Horizon,
quando il pozzo perdeva in mare
ancora 60mila barili di petrolio
al giorno, questo speciale rico-
struisce il disastro ecologico nel
golfo del Messico, cominciato
con un incendio fuori controllo.
Video
onthedocks.it
I tentativi di lancio in Italia di
piattaforme vod dedicate al
cinema documentario inora
sono stati rari, poco
convincenti, male sviluppati.
Ora si presenta in rete questo
sito che sembra partire con il
piede giusto, a giudicare sia
dalla tecnologia sia dal livello
del catalogo gi disponibile,
che punta su ilm
indipendenti, selezionati e
magari premiati ai festival ma,
come al solito, mai distribuiti o
trasmessi. I documentari, tutti
recenti e di produzione
italiana, sono per ora visibili in
streaming a 2,99 euro luno. A
breve dovrebbero essere
possibili anche il download dei
ilm e laccesso da altri paesi.
Per ora bisogna segnalare
almeno linstant-documentary
Le dame e il Cavaliere di Franco
Fracassi, ma ci torneremo per
seguire le nuove proposte del
sito.
in rete
on the docks
Wikipedia lottavo sito pi
popolare della rete. Secondo
Truth in numbers? Everything,
according to Wikipedia, docu-
mentario che raccoglie diverse
voci critiche e sinterroga sul
rischio di fallimento del nobile
modello proposto da Wikipe-
dia, dovremmo dare meno per
scontata limparzialit delle
voci disponibili, troppo espo-
ste allo zelo di vandali, fanati-
ci, uici stampa e addetti al
marketing. Il ilm ricostruisce
un numero di casi emblemati-
ci di editing poco neutrale, fa-
cilmente smascherati. Oltre
alla versione dvd, il ilm di-
sponibile dal sito anche in
download o in streaming,
a pagamento.
truthinnumbersthemovie.com
dvd
un modello a rischio
Dopo alcuni anni di purgatorio
seguiti alla sua morte e a una
successione complicata, torna
alla luce lopera di Guy Bour-
din, la cui immagine resta le-
gata indissolubilmente alla
sua collaborazione con Vogue
e alle impareggiabili pubblici-
t delle scarpe Jourdan.
Naturalmente letichetta di
fotografo di moda va stretta
a Bourdin (come del resto a
Helmut Newton), che era pri-
ma di tutto un fotografo, capa-
ce di esprimere il suo universo
personale grazie a un periodi-
co patinato e alla sua collabo-
razione con un industriale del-
la calzatura.
Oltre alle mostre delle sue
foto, che si susseguono ovun-
que, anche il mondo editoriale
non rimasto fermo. La bi-
bliograia di Bourdin, che in
vita si era sempre riiutato di
esporre o pubblicare i suoi la-
vori al di fuori delle riviste, si
allunga giorno dopo giorno.
Accanto alla sontuosa mono-
graia che gli verr dedicata da
Steidl, le ditions Xavier Bar-
ral di Parigi hanno da poco
pubblicato un libro di piccolo
formato che va ben oltre
lagiograia, ed entra con deli-
catezza nei momenti di crea-
zione di unopera. Il libro rac-
coglie le Polaroid di Bourdin e,
al di l del fascino che suscita-
no sempre le istantanee, ci
proietta nelluniverso dellarti-
sta. Le Polaroid diventano del-
le note a margine delle grandi
foto di Bourdin, scandendone
le tappe della lavorazione. E
ognuna di loro fa volare la me-
moria al risultato inale, tas-
sello di una grande opera. u
fotograia Christian Caujolle
luomo delle scarpe
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 95
cifre record
Pi di 1,2 miliardi di dollari
lammontare della cifra che i
collezionisti hanno stanziato in
meno di due settimane a New
York durante le aste di novem-
bre. La cifra equivale al budget
delle acquisizioni che il Centre
Pompidou potrebbe stanziare in
trecento anni, e siora il record
di 1,3 miliardi totalizzato nel
2006. Larte della seconda met
del novecento ha deinitiva-
mente superato larte antica.
Miss KO2 di Takashi Murakami
ha trovato un acquirente per 6,8
milioni di dollari, mentre uno
dei record della stagione lha se-
gnato Men in her life di Andy
Warhol con 63,3 milioni.
Le Monde
abu dhabi art 2
AllEmirates Palace la sabbia
sulla spiaggia importata
dallAlgeria, le hostess sono i-
lippine e i maggiordomi di solito
indiani. Anche i rappresentanti
delle gallerie che hanno parteci-
pato alla seconda edizione di
Abu Dhabi Art erano un misto
di nazionalit. Pi che una iera,
questo evento stato la presen-
tazione formale delle ambizioni
culturali degli Emirati, dove nel
2013 dovrebbero inaugurare il
Louvre e il Guggenheim. Sheika
Salama, moglie dello sceicco e
madrina della iera, ha scelto
Damien Hirst e Anish Kapoor.
The Economist
turner Prize exhibition
Tate Britain, Londra, ino al
3 gennaio 2011, tate.org.uk
Susan Philipz scolpisce con il
suono della sua voce. Canta
senza accompagnamento, tiene
perfettamente le note, non sa
leggere la musica e detesta la
sua voce. Il lavoro di Susan lo
senti per le strade della citt.
intangibile e invisibile. la fa-
vorita di questa edizione del
Turner prize. Nello spazio che le
stato assegnato ci sono tre cas-
se che difondono una ballata
scozzese del cinquecento.
The Guardian
Laroute de La soie
Tri Postal, Lille, ino al 16 gennaio
mairie-lille.fr
La Saatchi gallery di Londra ha
aperto da due anni e si subito
imposta come la galleria privata
pi chiacchierata della Gran
Bretagna. Ma la qualit delle
mostre non mai stata allaltez-
za dello spazio architettonico.
Charles Saatchi ha proposto nel
tempo una serie di identikit cul-
turali: mostre dedicate alla Ci-
na, al Medio Oriente, India,
America, allestite seguendo un
parallelismo talmente stretto
tra scultura e pittura che, in in
dei conti, sembrano tutte ugua-
li. Omogenee, prevedibili, de-
boli. ironico constatare che
abbia dovuto spostarsi allestero
per recuperare sorpresa e dina-
mismo. La route de la soie, a Lil-
le, una selezione di artisti asiati-
ci e mediorientali dalla sua col-
lezione, la mostra pi bella di
questanno e il confronto con
Newspeak, inaugurata contem-
poraneamente nella sede londi-
nese, illuminante. La route de
la soie divertente ed energica.
Apre con un faccia a faccia In-
dia-Cina. Un monumentale as-
semblaggio di utensili di ottone
che sembra un disco volante e
una cascata di padelle scintil-
lanti, entrambi irmati da Su-
bodh Gupta, contro un toccan-
te, stoico e fatiscente Zhang
Huan che espone una mezza
faccia fatta di incenso bruciato
con bastoncini carbonizzati che
disegnano i dettagli dei capelli e
delle ciglia. Ci che lega larte
indiana, cinese e mediorientale
lassurda e futuristica fantasia
di una societ che cambia trop-
po velocemente. Niente, nella
sezione londinese, pu compe-
tere con la forza di questi lavori.
Financial Times
Lille
confronti illuminanti
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cultura
arte
96 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Q
uant lunga una generazione oggi? Io
dovrei far parte di quella di Mark Zu-
ckerberg abbiamo solo nove anni di
diferenza eppure ho limpressione che
non sia cos. E questo anche se posso af-
fermare come chiunque fosse a Har-
vard nellautunno del 2003 io cero al debutto di
Facebook. Ricordo Facemash e lo scalpore che suscit.
Ricordo anche la minuta, deliziosa attrice che i suoi
ammiratori inseguivano nella neve, ovunque andasse,
e quellorrenda neve, che congelava le dita dei piedi,
distruggeva il morale e nel mio isolato provoc la morte
incruenta di uno scoiattolo: congelato, inanimato, per-
fetto, come i iori di vetro di Blaschka.
Sicuramente tra molti anni avr un ricor-
do distorto della mia familiarit con Zu-
ckerberg, un po come tutti quelli che vi-
vevano a Liverpool negli anni sessanta
ricordano di aver conosciuto John Len-
non.
Allepoca, per, mi sentivo lontana
da Zuckerberg e da tutti gli altri ragazzi
di Harvard. Continuo a sentirmi lontana
da loro anche oggi, perino pi lontana,
via via che riiuto (in modo pi o meno
deliberato) tutto quello che loro abbrac-
ciano. Abbiamo una visione diversa delle cose. Pi pre-
cisamente, abbiamo una visione diversa di cos o di
cosa dovrebbe essere una persona. Spesso mi viene il
dubbio che la mia idea di persona sia nostalgica, irra-
zionale, inesatta. Forse quelli della generazione Face-
book hanno costruito le loro dimore virtuali in buona
fede, per ospitare le persone 2.0 che realmente sono, e
se io mi sento a disagio l dentro perch sono ferma
allo stadio di persona 1.0. Daltra parte, pi tempo passo
con i membri pi recenti della generazione Facebook
(nella fattispecie i miei studenti) e pi mi convinco che
alcuni dei software che oggi stanno modellando la loro
generazione non sono degni di loro. I miei studenti so-
no pi interessanti. Meritano di meglio.
The social network ofre alla generazione Facebook
un ilm quasi degno di lei, e questo fatto cos inaspet-
tato da renderlo molto pi piacevole di quanto probabil-
mente non sia. Fin dalla scena iniziale chiaro che si
tratta di un ilm su persone 2.0 realizzato da persone 1.0
(Aaron Sorkin e David Fincher, che hanno rispettiva-
mente 49 e 48 anni). un ilm parlato che pi parlato
non si pu, con lo stesso numero di parole al minuto di
La signora del venerd. Un ragazzo, Mark, e la sua ragaz-
za, Erica, sono seduti al tavolino di un bar di Harvard e
si scambiano frecciate, in quello stile che Sorkin ha reso
famoso con West wing.
Ma quel ragazzo ha qualcosa che non va: il suo
sguardo sfuggente, non sembra capire i modi di dire o
le sfumature della lingua pi elementari, prosaico al
punto da risultare ofensivo, pedante al punto da risul-
tare aggressivo. Non capisce cosa sta succedendo quan-
do Erica cerca di lasciarlo (Aspetta un attimo, tutto
vero?). Come non capisce perch lo vuole lasciare.
Per farla breve, Mark un nerd afetto da autismo
sociale: un tipo noto al pubblico di Fincher quanto po-
teva essere noto il cinico giornalista al pubblico di Ho-
ward Hawks. Per creare il suo Zucker-
berg, Sorkin non ha dovuto fare quasi
nessuno sforzo. Andiamo al cinema sicu-
ri che nel ilm ci sar un tipo cos, ed un
piacere vedere come Sorkin si limiti a
completare la igura gi abbozzata nella
nostra mente. A volte la cultura crea con-
getture collettive su personalit indivi-
duali. O almeno crede di farlo. Sappiamo
tutti perch i nerd fanno quello che fan-
no, no? Per fare soldi, che danno la cele-
brit, che attira le ragazze. Sorkin, certo
di questo suo mito fondante, racconta la
coinvolgente storia di un doppio riiuto: respinto da Eri-
ca e dal Porcellian Club, il pi esclusivo dei circoli stu-
denteschi di Harvard, Zuckerberg comincia la sua sca-
lata spinto dal rancore. Seguono vari tradimenti. Varie
scene di studi legali e dichiarazioni meschine e deni-
gratorie (Il suo migliore amico le ha fatto causa!).
Sorkin passato dai personaggi militareschi di West
wing a un altro tipo di comunit maschile, che porta
ununiforme diversa: felpe Gap con il cappuccio e tute
North Face.
Nel cinema dove ho visto il ilm, a pochi isolati dalla
New York University, la sala era tutta un fremito diden-
tiicazione. Ma i ighetti e i nerd che si aspettano il clas-
sico stile scoppiettante di Fincher saranno delusi: in
uno studio legale neanche Fincher pu fare granch.
Deve accontentarsi di un rapido ed eccellente montag-
gio che alterna Harvard e i vari processi, a cui si aggiun-
gono dei piaceri legati a un suo talento meno noto: lot-
timo casting. Ce ne vorr di tempo prima che qualcuno
riesca a battere Jesse Eisenberg, lattore che recita la
parte di Zuckerberg, nella sua interpretazione del tipico
nerd. La sua voce piatta, passiva-aggressiva. Quellaria
ambiguamente annoiata ogni volta che qualcuno pren-
Pop
Generation why?
Zadie Smith
Non possiamo fare a
meno di sentire una
punta dorgoglio per
la generazione 2.0.
Non sapevano
fare n romanzi
n quadri n musica
n politica. Poi si
scopre che hanno
costruito un mondo
ZADIE SMITH
una scrittrice
inglese. Il suo
ultimo libro
Cambiare idea
(Minimum fax 2010).
Questo articolo una
recensione del ilm
The social network, di
David Fincher, e del
libro Tu non sei
un gadget, di Jaron
Kanier (Mondadori
2010). uscito sulla
New York Review of
Books con il titolo
Generation why?
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 97
de la parola. Il sorrisetto appena trattenuto. Eisenberg
ha perino azzeccato landatura da nerd: non quella stra-
scicata e rasente i muri alla Non picchiatemi!, ma la
marcia impettita alla Io sono alto 1,80, non 1,79!.
Il tutto, ovviamente, con lo zaino in spalla. In una
lunga sequenza lo vediamo attraversare con quel passo
tutto il campus di Harvard, ino a raggiungere il suo
mondo, lunico posto dove si sente veramente a suo
agio: davanti al suo computer, in compagnia del suo
blog. Erica Albright una stronza. Secondo voi per-
ch i suoi genitori hanno cambiato il loro cognome da
Albrecht a Albright o perch tutte le ragazze della Bo-
ston University sono delle stronze?.
Eh gi, conosciamo bene il personaggio. Iperattivo,
rabbioso, solo. Intorno a lui Fincher distribuisce un
gruppetto di convincenti esseri umani 1.0, che a turno
saranno traditi e umiliati da Mark e iniranno per fargli
causa uno dopo laltro. Il motivo per cui un ilm in tre
atti che Zuckerberg frega molta gente, troppa per un
ilm in due atti: i gemelli Winklevoss e Divya Navendra
(a cui Zuckerberg avrebbe rubato lidea di Facebook),
poi il suo migliore amico Eduardo Saverin (il direttore
inanziario che inisce estromesso dallazienda) e inine
Sean Parker, il giovane creatore del programma di i-
le sharing Napster (anche se, a dire il vero, Parker si fre-
ga in gran parte da solo). Tutti questi tradimenti sem-
brano convergere in Eduardo, interpretato da Andrew
Garield: nel suo viso bello ed espressivo che diventa-
no personali, dolorosi. Le scene del processo che do-
vrebbero risultare noiose per quanto sono statiche
traggono tutta la loro intensit dallinquietante contra-
sto tra latteggiamento impassibile di Eisenberg (le sue
sopracciglia si muovono appena; quelle del vero Zu-
ckerberg non si muovono mai) e limplorante incredu-
lit di Garield. Ricorda un po Spencer Tracy che perde
il controllo di fronte allinlessibile Frederic March, in
quellaltro classico ilm giudiziario che e luomo cre
Satana.
Fincher, per, si concede un momento di azione pu-
ra. A met ilm inserisce una scena splendida, anche se
non essenziale, in cui vediamo i fascinosi gemelli
Winklevoss (per essere una storia di nerd, sono tutti
sorprendentemente avvenenti) che partecipano alla
regata di Henley: due titani biondi che remano come
campioni (in realt Armie Hammer stato replicato
digitalmente, ma io sono cos irrimediabilmente 1.0
che al cinema ho passato tutto il tempo a cercare qual-
che diferenza tra i due). Le loro braccia si muovono con
una rapidit sospetta, pi rapide di braccia umane reali,
i loro muscoli sono come cesellati, lacqua schizza in
S
H
o
U
T
98 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Pop
tante goccioline che sembrano dipinte da Caravaggio,
e poi la musica! Trent Reznor dei Nine Inch Nails che
rivisita con rainata brutalit un pezzo del Peer Gynt di
Edvard Grieg gi abbastanza brutale di suo. Unesplo-
sione di sintetizzatori e rumore bianco. Una specie di
video musicale forma darte in cui quella che pi o
meno la mia generazione eccelle e una conferma del
talento di Fincher per liperrealt, che ha reso Fight club
cos avvincente e, per tanti fan di Fincher, ha trasforma-
to la realt in una delusione. Tornando a bomba, i ge-
melli perdono (anche) la regata per un pelo, e questo
permette a Fincher di giustiicare la scena come parte
di un tema ricorrente: a volte essere vicinissimi al tra-
guardo non basta. O, come osserva simpaticamente
Mark: Se foste gli inventori di Facebook, avreste in-
ventato Facebook.
A Zuckerberg ormai manca solo lincontro con il
diavolo che, ovviamente, si presenta sotto le spoglie di
un imprenditore del settore della musica online. Chi fa
parte della generazione Facebook si aspetta (spera?)
istintivamente che una popstar alle prese con la recita-
zione si copra di ridicolo, e invece Justin Timberlake,
nel ruolo di Sean Parker, delude le attese senza sforzo:
possiamo discutere se sia un vero bastardo oppure no,
ma la parte del bastardo la recita egregiamente. Soprac-
ciglia depilate, fronte sudaticcia, e quella sicurezza im-
pertinente e friabilissima, sempre sul punto di precipi-
tare nella paranoia. Timberlake entra convulsamente
in scena al terzo atto per ofrire al pubblico, e a Zucker-
berg, quello che da una decina di anni ci ofre nei suoi
video: uno spaccato della bella vita.
Anche questo spaccato molto friabile e Fincher ne
fa una satira spietata. Ancora una volta, a grandi linee
sappiamo gi cosa aspettarci: il cordone di velluto, la
cameriera che ti tratta come un re, il meglio di tutto ci
che puoi avere, un priv tutto tuo, piatti microscopici,
ricercati e molto cari (Potrebbe portarci qualcosa da
mangiare? Maiale laccato con zenzero conit? E poi tar-
tare di tonno, chele di astice, foie gras e ravioli ai gam-
beri, per cominciare), la modella di Victorias Secret,
feste selvagge, macchine da sogno, completi impecca-
bili, cocaina e un traguardo alla il cielo lunico limi-
te: Un milione di dollari non ico. Sai cos ico? Un
miliardo di dollari. Tra un cocktail e laltro in un club
super trendy, Parker stordisce Zuckerberg dipingendo-
gli la vita che lo aspetta dallaltro lato del miliardo. Fin-
cher tiene il volume della martellante musica house
come sarebbe nella realt: gli attori devono pratica-
mente urlare per farsi sentire. Come tanti nerd prima di
lui, Zuckerberg troppo esaltato allidea di essere in
paradiso per rendersi conto che allinferno.
Lossessione della generazione Facebook per questo
tipo di vita da celebrit pi che nota. ridicola, ci
addolora e siamo pronti a riconoscerlo. Ma lo ricono-
scerebbe anche Zuckerberg, il vero Zuckerberg? Quelle
che vediamo sono davvero le sue ambizioni, le sue os-
sessioni? No, e il ilm lo sa benissimo. La sceneggiatura
cerca a pi riprese di conciliare lapparente indiferenza
ai soldi del vero Zuckerberg con la trama di The social
network, senza riuscirci del tutto. Nella scena in cui
Mark discute con un avvocato, Sorkin prova a far crede-
Storie vere
Ongley Raymond
Ocon III, 19 anni, di
Danville, in
California, era uscito
da una festa e aveva
bisogno di un
passaggio. Ha
scambiato lauto della
polizia parcheggiata
lungo la strada per un
taxi e ha chiesto
allagente di portarlo
a casa. Seguendo il
protocollo, il
poliziotto gli ha
chiesto se avesse con
s qualcosa di
illegale. S!, ha
risposto Ongley, che
poi ci ha ripensato e,
dopo una pausa, ha
aggiunto: Cio, no!.
A quel punto ha
accettato di essere
perquisito: aveva in
tasca un pacchetto di
cocaina. stato
condannato a diciotto
mesi di terapia
antidroga.
re che la sete di soldi sia in realt sete di potere: Signo-
ra, sono certo che lei ha fatto i suoi compiti e quindi sa
che i soldi non sono una parte importante della mia vi-
ta, ma ora come ora potrei comprare luniversit di Har-
vard, prendere il Phoenix club e trasformarlo nella mia
sala da ping pong.
Questo, per, non spiega perch il giovanissimo Zu-
ckerberg abbia preferito distribuire gratuitamente la
sua applicazione per mp3 (che riconosceva i gusti musi-
cali dellutente ed era quindi molto simile al popolaris-
simo Pandora) invece di venderla a Microsoft. Cosa
poteva sperare di conquistare al liceo a diciassette an-
ni? la solita storia delle ragazze, vero? E invece questa
spiegazione palesemente falsa. Se si esclude una bre-
ve pausa, dal 2003 Zuckerberg sempre stato con la
stessa ragazza sinoamericana, oggi studentessa di me-
dicina, dettaglio che il ilm salta a pi pari. Nella scena
inale, dopo che tutti i processi si sono chiusi (Pagali.
In in dei conti come una multa per eccesso di veloci-
t), vediamo Zuckerberg accasciato davanti al compu-
ter, ancora ossessionato dal suo perduto amore Erica: le
manda una richiesta di amicizia su Facebook e comin-
cia ad aggiornare ripetutamente la pagina nellattesa
che risponda. Fincher talmente bravo ad abbagliare lo
spettatore che solo allultima scena ho capito qual
lovvia matrice di questo ilm biograico cos incredibil-
mente piacevole e infedele. Hollywood ancora con-
vinta che dietro ogni magnate si nasconda unossessio-
ne: dopo Rosebud, ecco a voi Erica.
Ma se lobiettivo non erano n i soldi n le ragazze,
qual era? Zuckerberg un vero mistero americano. O
forse non un mistero, sta solo pensando a lungo termi-
ne, sta tenendo duro: non un miliardo di dollari, ma
cento miliardi di dollari. E se invece fosse solo che gli
piace tantissimo fare il programmatore? Gli autori del
ilm hanno sicuramente considerato questa ipotesi, ma
cera un problema: come si fa a trasmettere il piacere
della programmazione ammesso che esista in una
forma che sia al tempo stesso cinematograica e com-
prensibile? I ilm sono notoriamente incapaci di mo-
strare i piaceri e i sacriici legati a qualunque tipo di la-
voro artistico, anche quando il mezzo familiare.
La programmazione, in questo senso, pone un pro-
blema nuovo. Fincher sceglie coraggiosamente di pre-
sentarla come unesperienza molto intensa ( connes-
so, dicono alcune persone ad altre perch non ne di-
sturbino una terza seduta davanti a un computer con gli
auricolari) e a un certo punto, nella stanza di Zucker-
berg, c una festa vodka e programmazione che ci d
una vaga idea di questi piaceri. Ma anche se passassimo
met del ilm a scrutare quegli schermi brulicanti (e ve-
diamo qualcosa di sfuggita), per la maggior parte di noi
non cambierebbe nulla. Sappiamo che Sorkin cerca la
nostra disapprovazione, eppure, guardando il ilm, non
possiamo fare a meno di sentire una punta dorgoglio
per questa generazione 2.0. Li hanno stroncati per dieci
anni perch non sapevano fare niente di decente, n
quadri n romanzi n musica n politica. Poi si scopre
che i pi brillanti di loro hanno fatto qualcosa di diverso
e di straordinario: hanno costruito un mondo.
Costruttori di mondi e di social network, chiedetevi
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 99
prima di tutto una cosa: come posso riuscirci? Zucker
berg ha trovato la risposta in tre settimane. Allaltra do
manda, quella etica, arrivato dopo: perch? Perch
Facebook? Perch questo formato? Perch farlo cos?
Perch non in un altro modo? Quello che colpisce del
vero Zuckerberg, sia nelle interviste sia negli articoli,
la relativa banalit delle sue idee sul perch di Face
book. Usa la parola collegare come i credenti usano la
parola Ges, come se fosse sacra in s: Lidea che il
sito aiuta chiunque a collegarsi ad altre persone e a con
dividere informazioni con le persone con cui vuole es
sere collegato. Lo scopo il collegamento. La qualit
del collegamento, la qualit di quello che viene tra
smesso, la qualit dei rapporti che quel tipo di collega
mento rende possibili, tutto questo non ha importanza.
Zuckerberg sembra non aver mai notato che molti soft
ware di social networking incoraggiano esplicitamente
le persone a creare tra loro collegamenti deboli e super
iciali (come ha afermato recentemente Malcolm Gla
dwell), e che questo potrebbe essere un fatto non del
tutto positivo.
L
e questioni ilosoiche relative alla priva
cy e alla socialit stessa sollevate dal
suo ingegnoso sito lo lasciano a dir poco
indiferente. Mentre guardavo una sua
intervista mi sono sorpresa ad aspettare
la battuta pungente, il sarcasmo control
lato ed eloquente dellindimenticabile Zuckerberg ra
gazzino. Poi, per, mi sono ricordata che quello era
tutto frutto di Sorkin. Il vero Zuckerberg molto pi si
mile al suo sito, dove tanto tempo fa (era il 2004), su
ogni pagina ha voluto scolpire la legenda A Mark Zu
ckerberg production. Controllato ma noioso, pulito e
brillante ma invariabilmente banale, non ideologico e
privo di sentimenti.
In un ritratto di Zuckerberg uscito sul New Yorker
scopriamo che tra gli interessi elencati nella sua pagina
di Facebook ci sono il minimalismo, le rivoluzioni ed
eliminare il desiderio. Inoltre ha una passione per la
cultura e gli autori della Grecia antica. Forse proprio
qui la discrepanza tra il vero e il falso Zuckerberg: il ilm
lo colloca nel mondo della Roma antica, fatto di tradi
menti ed eccessi, mentre il vero Zuckerberg sembra
piuttosto appartenere a quello greco, magari agli stoici
(eliminare il desiderio?). La isionomia dei due Zu
ckerberg ofre un indizio: quello vero una scultura
greca (soprattutto di proilo), dai tratti nobili e regolari.
Il into Mark, con quel viso dai tratti individuali ben
marcati, sembra un romano. Zuckerberg, con la sua re
lazione stabile, la casa in aitto e il riiuto di arrabbiarsi
in tv anche quando le persone lo trattano con molta
scortesia (reagisce sudando), ha qualcosa del giovane
stoico. E naturalmente se uno elimina il desiderio non
ha nulla da nascondere, giusto?
Ecco che genere di ragazzo , uno che non si scope
rebbe mai unammiratrice nel bagno di un locale cosa
che succede nel ilm n lascerebbe la sua ragazza
medico per una modella di Victorias Secret. Il genere
di ragazzo che pensa che dare meno privacy alla gente
sia stata una buona idea. Quello che colpisce della sua
visione di una rete aperta la disinvoltura necessaria
perch funzioni, come hanno scoperto i membri di Fa
cebook quando il sito ha cambiato le loro impostazioni
relative alla privacy, facendo s che pi cose diventasse
ro pi pubbliche, con la (involontaria?) conseguenza
che la vostra vecchia zia allimprovviso ha saputo che il
marted precedente vi eravate iscritti al gruppo Queer
nation. I ragazzini gay di colpo non sono pi stati gay,
i festaioli hanno tolto le foto delle feste, gli agitatori po
litici hanno smesso di agitarsi. Nella vita reale possia
mo essere tutte queste persone nel modo che preferia
mo e con chi vogliamo. Per un breve e rivelatore mo
mento, Facebook lha dimenticato. O forse si stancato
di aspettare il momento in cui cambieremo (e non ha
dubbi che cambieremo). La privacy solo una norma
sociale che si trasformata nel corso del tempo, ha
spiegato Zuckerberg al mondo. In quelloccasione il
mondo ha protestato, rumorosamente, e Facebook ha
risposto con Facebook Groups, un nuovo servizio che
permette alle persone di dividere i propri amici in cer
chie: quelli che vedono molto del nostro proilo e quel
li che vedono meno.
Resta da capire come coesisteranno Facebook
Groups e Facebook Connect. Facebook Connect la
nuova versione della piattaforma Facebook, in cui gli
utenti potranno collegare a qualunque sito il loro pro
ilo Facebook, con i loro amici e la loro privacy. In que
sta rete nuova e aperta ci porteremo dietro le nostre
vere identit mentre viaggiamo su internet. Questo
concetto sembra avere dei vantaggi stoici immediati:
basta con le sfuriate anonime, basta con le incursioni
incendiarie. Se nome e social network ci seguiranno nel
mondo virtuale grazie a Facebook, dovremo per forza
trattenerci, e come noi anche gli altri. Allo stesso tem
po, ci porteremo dietro anche tutto ci che amiamo e
non amiamo, i nostri gusti, le nostre preferenze, tutto
collegato al nostro nome, e questo permetter alle per
sone di provare a venderci qualcosa.
Forse sar una versione ampliicata della rete in cui
vivo ora, dove le pubblicit di servizi odontoiatrici non
mi mollano un minuto e sono continuamente esortata
a comprare i miei libri. O forse tutta la rete diventer
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semplicemente come Facebook: falsamente allegra,
intamente amichevole, scaltramente calcolatrice e im-
pegnata a promuoversi. Per tutti questi motivi ho la-
sciato Facebook due mesi dopo essermi iscritta. Come
con tutte le cose che creano una vera dipendenza, smet-
tere stato ininitamente pi diicile che cominciare.
Cambiavo continuamente idea: Facebook rimane la
pi grande distrazione dal lavoro che io abbia mai avu-
to, e per questo lo adoravo. Credo che sia cos per molte
persone. Alcune tecniche spezza-lavoro sono di per s
impegnative e non fanno passare il tempo particolar-
mente in fretta: fumare, mangiare, telefonare a qualcu-
no. Con Facebook ore, pomeriggi e giornate intere tra-
scorrevano senza che me ne accorgessi.
Quando mi sono inalmente decisa a darci un taglio,
mi sono chiesta quello che tutti, con una certa inquietu-
dine, si chiedono: possibile cancellarsi completamen-
te, una volta per tutte? Matt Lauer, intervistando Zu-
ckerberg a The today show, gli ha fatto la stessa doman-
da, ma dato che Matt Lauer non ascolta la gente quando
parla, passato alla domanda seguente accontentan-
dosi di questa risposta: In pratica succede che tutte
quelle informazioni, da quel momento in poi, non sono
pi condivise con nessuno.
S
i vorrebbe essere ottimisti sulla propria ge-
nerazione. Vorremmo rimanere al passo e
non farci spaventare da ci che non capia-
mo. In altre parole, se provate un certo di-
sagio di fronte al mondo che la vostra gene-
razione sta creando, dovete per forza avere
un buon motivo. Jaron Lanier, grande pioniere della
realt virtuale, nato nel 1960 e non appartiene alla
mia generazione, per ci conosce e ci capisce molto be-
ne. Lanier ha scritto un libro breve e terriicante, Tu non
sei un gadget, in cui esprime il mio stesso disagio, anche
se parte da una reale conoscenza e comprensione
dellargomento sia sul piano pratico sia su quello iloso-
ico. Lanier sinteressa al modo in cui le persone si ri-
ducono in modo da far apparire la loro descrizione
virtuale il pi accurata possibile. I sistemi informati-
vi, scrive, hanno bisogno di informazione per funzio-
nare, ma le informazioni sottorappresentano la realt
(il corsivo mio). Secondo Lanier, non esiste nessun
equivalente virtuale perfetto di quello che chiamiamo
persona. Nella vita reale tutti noi sosteniamo di sa-
perlo, ma quando siamo online facile dimenticarsene.
Su Facebook, come su altri social network online, la vita
trasformata in un database, e questo svilimento, spie-
ga Lanier, si fonda su un errore ilosoico: La convin-
zione che i computer siano in grado di rappresentare il
pensiero umano o i rapporti tra le persone. Ma queste
cose i computer non sanno farle, almeno per ora. E noi
ne conosciamo istintivamente le conseguenze; le sen-
tiamo. Sappiamo che avere duemila amici su Facebook
non quello che sembra. Sappiamo che stiamo usan-
do il software per comportarci in un modo speciico e
supericiale con gli altri. Ma conosciamo anche limpat-
to del software su di noi, ne siamo consapevoli? pos-
sibile che quello che le persone si comunicano diventi
la loro verit? Quello che Lanier (esperto di software)
ha fatto capire a me (profana di software) una cosa
ovvia (per gli esperti): i software non sono neutri.
Un certo software difonde una certa ilosoia e queste
filosofie, diventando onnipresenti, diventano invi-
sibili.
Lanier ci invita per esempio a considerare lumile
ile, anzi, ci invita a immaginare un mondo senza ile
(La prima versione del Macintosh, che non arriv mai
sul mercato, non aveva file). Confesso che questo
esperimento mentale mi ha messo in diicolt pi o
meno come se mi avessero chiesto di immaginare un
mondo senza tempo. Considerate che spesso i soft-
ware vengono adottati da milioni di persone e da altri
software, e a quel punto diventa troppo diicile adattar-
li o cambiarli. Sono intrappolati in quello che Lanier
chiama lock in. Midi, un rigido protocollo digitale nato
nei primi anni ottanta, che permette di far interagire
vari dispositivi elettronici musicali (per esempio una
tastiera e un computer), non tiene minimamente conto
di cose come la luidit del vocalizzo di un soprano. Ed
ancora alla base di gran parte della musica asettica
che sentiamo ogni giorno dai nostri cellulari, alla ra-
dio, negli ascensori semplicemente perch diventa-
to, da un punto di vista informatico, non solo troppo
grande per sbagliare, ma anche troppo grande per
cambiare.
Lanier ci chiede di fare pi attenzione al software in
cui siamo locked in. Risponde davvero ai nostri bisogni?
O stiamo forse riducendo i nostri bisogni per convin-
cerci che quel software non limitato? Come osserva
Lanier: Diversi modelli di media stimolano potenzia-
lit diverse nella natura umana. Non dovremmo cerca-
re di rendere il pi eiciente possibile la mentalit del
branco. Dovremmo, piuttosto, cercare di instillare il
fenomeno dellintelligenza individuale.
La mentalit del branco invece esattamente quella
che vuole stimolare Open Graph, una novit lanciata su
Facebook nel 2008. Open Graph permette di vedere
tutto quello che i tuoi amici stanno leggendo, guardan-
do, mangiando, cos puoi leggere, guardare e mangiare
le stesse cose. Nel ritratto del New Yorker, Zucker berg
ha spiegato chiaramente la sua ilosoia: Gran parte
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Internazionale 873 | 19 novembre 2010 101
stata lunga nei secoli la marcia,
ancora incompiuta, verso la piena
accettazione della matematica co-
me componente essenziale della
cultura umana. Sordit e ritardi
non sono solo un caso italiano.
Qualche responsabilit tocca pro-
babilmente anche agli specialisti
che, preoccupati del sapere sa-
piente, hanno a lungo considera-
to con suicienza il sapere inse-
gnato senza rilettere sulle condi-
zioni di apprendimento o, pi
spesso, di non apprendimento rea-
le del pensiero matematico o, me-
glio, del pensare matematico. Tut-
tavia almeno dagli anni settanta le
cattive condizioni delleducazione
e della cultura matematica si sono
andate rivelando un nervo scoper-
to dei sistemi educativi e della cul-
tura adulta di molti paesi occiden-
tali. I mediocri risultati nei test in-
ternazionali del Pisa negli ultimi
anni hanno sollecitato una mag-
giore attenzione. Ma le ricerche
sperimentali per saggiare la bont
di diversi metodi di insegnamento
e modi di apprendimento sono re-
lativamente scarse. In Italia le ela-
borazioni di Mathesis, avviate dal
1999, non paiono accolte dalle in-
dicazioni curricolari decretate nel
luglio scorso. Il rischio che nelle
scuole continui a dominare, in no-
me del rigore, un dogmatico for-
malismo e deduttivismo.
Come scrivevano anni fa due
studiosi francesi questo fa delle
aule templi in cui il rituale dovreb-
be essere in permanenza un inno
alla verit matematica. Cos ap-
passisce dalle elementari quella
che Lucio Lombardo Radice chia-
mava la piantina matematica. u
Scuole Tullio De Mauro
Una piantina a rischio
delle informazioni a cui teniamo nella nostra testa,
giusto? l fuori pronta per essere classiicata, no? una
cosa profondamente radicata dentro di noi: vogliamo
tutti sapere cosa succede a chi ci sta intorno.
davvero il massimo che possiamo fare online? Nel
ilm, in uno dei suoi show alimentati a coca, Sean Par-
ker se ne esce con quella che dovrebbe essere una bat-
tuta emblematica della sua generazione: Abbiamo
vissuto nelle fattorie, poi nelle citt, e ora vivremo su
internet. Rispetto a questa idea Lanier, uno dei primi
visionari di internet, non pu avere obiezioni radicali.
Ma la sua scettica disamina del riduzionismo nerd
del web 2.0 spinge a chiedersi: che tipo di vita sar? Una
come questa, in cui 500 milioni di persone collegate
decidono tutte di guardare il reality Bride wars perch i
loro amici lo guardano? Prima di condividere voi stes-
si, scrive Lanier, dovete fare in modo di essere qual-
cuno. Per Zuckerberg, invece, condividere le tue scel-
te con tutti (e fare quello che fanno tutti) signiica essere
qualcuno.
Io non penso che la chiave di questa storia siano
lesclusivit o i soldi. E pluribus unum: ecco la chiave.
Secondo me la verit questa: Zuckerberg vuole essere
come chiunque altro. Vuole piacere alla gente. Alcune
persone 1.0 non ci arrivano: per esempio, non capisco-
no la sua scelta, apparentemente maldestra, di regalare
cento milioni di dollari alle scuole di Newark il giorno in
cui uscito il ilm. Per la nostra generazione, tutta presa
da s (e in questo io, Zuckerberg e chiunque sia cresciu-
to davanti alla tv negli anni ottanta e novanta abbiamo
la stessa anima), la cosa pi terribile in assoluto non
piacere. Immaginare una cosa del genere per un minu-
to, anche solo per un istante, intollerabile. Zuckerberg
non voleva solo prendere parte alla notizia in prima per-
sona. Aveva bisogno di controllarla, di impedirle di re-
spirare. Due settimane dopo luscita del ilm, andato
a vederlo. Perch? Perch era piaciuto a tutti.
Quando un essere umano diventa un insieme di da-
ti su un sito come Facebook, si riduce. Ogni suo aspetto
si restringe. Il carattere individuale. Le amicizie. Il lin-
guaggio. La sensibilit. In un certo senso unesperien-
za trascendentale: perdiamo i nostri corpi, i nostri sen-
timenti ingarbugliati, i nostri desideri, le nostre paure.
C chi, tra noi, respinge con orrore quella che conside-
ra unipertroica e liberal-borghese consapevolezza di
s. Ma dovremmo stare attenti a cosa desideriamo: i
nostri s denudati e collegati non sembrano pi liberi,
sembrano solo pi controllati.
A quanto pare, con Facebook Zuckerberg sta cer-
cando di creare una specie di noosfera, una rete con una
sola mente, un ambiente uniforme in cui non ha davve-
ro alcuna importanza chi sei, basta che tu faccia scel-
te (cio acquisti). Se lo scopo piacere a un numero
sempre maggiore di persone, ogni tratto insolito sar
livellato. Unintera nazione ridotta in un unico formato.
Ai nostri occhi siamo persone speciali, ritratte in splen-
dide fotograie, e inoltre a volte ci capita di comprare
qualcosa. Questultimo aspetto per noi secondario.
Ma gli investitori pubblicitari che pioveranno su Face-
book (se e quando Zuckerberg riuscir a spingere 500
milioni di persone a portarsi in giro per la rete il loro
proilo Facebook) vedono le cose al contrario. Per i pub-
blicitari, noi siamo la nostra capacit di acquisto, unita
a qualche irrilevante foto personale.
E se avessimo cominciato a vederci allo stesso mo-
do? Mentre andavo al cinema e facevo alcuni calcoli tra
me e me (quanti anni avevo quando ero a Harvard,
quanti ne ho adesso), mi successa una cosa a mio av-
viso signiicativa: ho avuto un attacco di panico da per-
sona 1.0. Presto avr quarantanni, poi cinquanta, poi
morir. Ho cominciato a sudare come Zuckerberg, il
cuore mi partito a mille, mi sono dovuta fermare per
appoggiarmi a un cassonetto della spazzatura. possi-
bile provare una sensazione cos su Facebook? Ho nota-
to e mi sono vergognata notandolo che quando
unadolescente viene uccisa, almeno in Gran Bretagna,
102 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
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la sua bacheca su Facebook spesso si riempie di mes-
saggi di persone che sembrano non aver colto piena-
mente la gravit del fatto. Frasi come: Amica mi man-
ki!!! Spero ke 6 lass con gli angeli. Ti ricordi qnt risate?
Lov! XXX.
Quando leggo cose del genere mi lancio in una pic-
cola discussione con me stessa: solo un problema di
istruzione. Provano esattamente quello che proverebbe
chiunque altro, solo che non hanno gli strumenti lingui-
stici per esprimerlo. Ma unaltra parte di me formula
un pensiero molto pi cattivo e terriicante. E se invece,
vedendo che la bacheca della ragazza ancora l, pen-
sassero che in un certo senso viva? In fondo cos
cambiato, se il contatto tra loro era virtuale?
Ammettiamo che i software riducano gli esseri
umani: esistono comunque vari gradi di riduzione. An-
che la letteratura riduce gli esseri umani, ma la cattiva
letteratura lo fa pi della buona letteratura, e noi pos-
siamo scegliere di leggere buona letteratura. Il punto,
secondo Lanier, che il lock in del web 2.0 accadr tra
poco; sta accadendo ora; in parte gi accaduto. E cos
che stato locked in? A questo punto mi sembra il caso
di ricordare che Facebook, la nostra nuova amata inter-
faccia con la realt, stato sviluppato da uno studente
di Harvard con le sue ansie da studente di Harvard.
Qual la tua situazione sentimentale? Scegline una. La
risposta pu essere solo una. La gente deve sapere. Ce
lhai una vita? Dimostralo. Pubblica delle foto. Ti
piacciono le cose giuste? Fai una lista. Tra le cose che
possono piacere ci sono i ilm, la musica, i libri e la tele-
visione, ma non larchitettura, le idee o le piante.
Ora, per, mi sa che sto diventando nostalgica. Sto
sognando una rete fatta per un tipo di persona che
non esiste pi. Una persona con la sua dimensione pri-
vata, una persona che un mistero per il mondo e so-
prattutto per se stessa. La persona come mistero: que-
sta visione sta certamente cambiando, forse gi cam-
biata. In fondo sono daccordo con Zuckerberg. Il s
cambia.
Zuckerberg, come sappiamo, sostiene che il s cam-
bia spontaneamente, e che la tecnologia creata da lui e
da altri non inluenza in alcun modo questo processo.
un argomento di discussione per ilosoi ed esperti di
tecnologia (o, meglio ancora, per ilosoi esperti di tec-
nologia come Jaron Lanier). Ma qualunque sia lorigine
del cambiamento, per me ovvio che i miei attuali stu-
denti sono diversi dalla studentessa che ero io o anche
dagli studenti che avevo appena sette anni fa a Harvard.
In questo momento stiamo leggendo La stanza da ba-
gno, un libro dello scrittore sperimentale belga Jean-
Philippe Toussaint (o almeno, un tempo credevo che
fosse uno scrittore sperimentale). la storia di un uomo
che decide di passare gran parte delle sue giornate in
bagno. I miei studenti, per, lo trovano un romanzo as-
solutamente realista; un ritratto accurato dei loro s
denudati o, per dirla in modo neutro, qualcosa di molto
vicino allinnegabile noia di vivere urbana del ventune-
simo secolo.
Nella scena pi famosa, uno dei pochi momenti
dazione, il protagonista (senza nome) colpisce in
fronte la idanzata con una freccetta. Dopo, allospeda-
le, si ricongiungono con un bacio e senza spiegazioni.
una cosa tra loro, mi ha detto una studentessa, ed
sembrata felice. A un lettore della mia generazione i
personaggi di Toussaint sembravano, in un primo mo-
mento, privi di interiorit: in realt la loro non unas-
senza ma un riiuto, un riiuto etico. Quello che ho den-
tro di me non vi riguarda. Per i miei studenti, La stanza
da bagno unautentica storia damore.
Toussaint ha scritto il libro nel 1985, in Francia. In
Francia la ilosoia sembra venire prima della tecnolo-
gia. Qui da noi, nel mondo angloamericano, ci catapul-
tiamo in avanti con la tecnologia e speriamo che le idee
se la cavino da sole. In in dei conti, lidea di Facebook
a deludere. Se fosse uninterfaccia davvero interessan-
te, creata per la vita di quei ragazzini 2.0 davvero spe-
ciali, be, sarebbe un conto. Ma non questo. il far
west della rete domato per adattarlo alle fantasie limi-
tate di unanima limitata. Sempre Lanier scrive: Que-
sti modelli sono nati molto di recente e per questo pos-
siedono una qualit fortuita, accidentale. Non lasciate-
vi condurre passivamente nei solchi in cui vi guidano.
Se provate amore per un mezzo fatto di soft ware, c
il pericolo che cadiate nella trappola degli ultimi pen-
sieri supericiali di chiss chi. Non lasciate che questo
accada!.
N
on dovremmo lottare contro Face-
book? Ogni suo elemento ridotto a
misura del suo fondatore. Blu, perch
Zuckerberg daltonico: Il blu per me
il colore pi ricco, vedo tutti i blu. I
poke, le spintarelle, perch cos che
si comportano i ragazzi timidi con le ragazze quando
hanno paura di parlarci. Lattenzione data alle cavolate
personali, perch secondo Zuckerberg lamicizia
scambiarsi cavolate personali. davvero una Mark
Zuckerberg production! Vivremo online. Sar straor-
dinario. Ma che vita ? Staccatevi un attimo dalla vostra
bacheca: non vi sembra, di colpo, un po ridicola? La
vostra vita? In questo formato?
Lultimo argomento di ogni Facebook-dipendente
: mi aiuta a rimanere in contatto con le persone lonta-
ne! Anche le email e Skype permettono di fare la stessa
cosa, e hanno il vantaggio di non obbligarti a interfac-
ciarti con Mark Zuckerberg. Ma tanto lo sapete gi. Lo
sappiamo tutti. Se volessimo davvero scrivere a quelle
persone lontane, o vederle, lo faremmo. Quello che in
realt vogliamo fare lo stretto necessario, proprio co-
me qualunque studente di college diciannovenne che
preferirebbe fare qualcosaltro, o magari niente.
Al cinema, quando un personaggio del ilm ha citato
una delle prime piattaforme di blog, LiveJournal (anco-
ra popolare in Russia), il pubblico scoppiato a ridere.
Non riesco a immaginare la vita senza ile, ma riesco
quasi a immaginare il giorno in cui Facebook sembrer
ridicolo e obsoleto quanto LiveJournal. In questo senso
The social network non un ritratto crudele di una per-
sona reale chiamata Mark Zuckerberg. un ritratto
crudele di tutti noi: cinquecento milioni di persone co-
scienti intrappolate negli ultimi, supericiali pensieri di
uno studente di Harvard. u fs
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104 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Quanto siamo disposti
a pagare per il nostro pianeta
I
nvestite sulle rigogliose foreste tropi-
cali, sulle barriere coralline e i corsi
dacqua limpidi. Non ve ne pentirete.
il messaggio di un gruppo di econo-
misti ambientalisti che ha calcolato, per la
prima volta, il valore economico degli eco-
sistemi. Secondo loro, i dati dimostrano
che la conservazione conviene. Per esem-
pio, proteggere e ripiantare le paludi di
mangrovie in Vietnam costa 1,1 milioni di
dollari, ma linvestimento riduce di sette
volte la spesa annua per la manutenzione
degli argini e delle dighe.
La conservazione dovrebbe essere
considerata un investimento, non un co-
sto, sostiene Rudolf de Groot delluniver-
sit olandese di Wageningen, uno dei prin-
cipali autori dello studio intitolato The eco-
nomics of ecosystems and biodiversity (Teeb).
La maggior parte degli economisti tradizio-
nali, per, non tiene conto del valore della
biodiversit. Il Teeb stato lanciato al G8
del 2007, in Germania. E i ricercatori han-
no presentato la prima parte del loro studio
al summit sulla biodiversit, che si tenuto
in ottobre a Nagoya, in Giappone.
Sulla base di studi precedenti, i ricerca-
tori hanno calcolato il valore dei biomi, che
vanno dalle foreste pluviali tropicali alla
tundra artica, considerando i servizi che
questi ecosistemi forniscono allumanit.
Le barriere coralline sono in cima alla lista,
per un valore di 1,2 milioni di dollari per et-
taro allanno, che corrisponde perlopi agli
introiti turistici. Contenendo gli eventi
estremi come le tempeste, il gruppo stima
che ogni ettaro di barriera fa risparmiare in
media 34mila dollari allanno. Perino le
savane, che proteggono le scorte idriche e
immagazzinano anidride carbonica, hanno
un valore annuale di migliaia di dollari.
Ogni ettaro di palude costiera, poi, tratta le
acque sporche facendo risparmiare 120mi-
la dollari allanno.
Il rapporto chiarisce che diicile cal-
colare il valore di molti servizi degli ecosi-
stemi. Gli autori ipotizzano che i terreni
boschivi abbiano un valore elevato perch
iltrano linquinamento dellaria, le praterie
servono allimpollinazione e le foreste plu-
viali alla regolazione del clima. In unap-
pendice si stima che, agli attuali prezzi di
mercato delle emissioni di gas serra (car-
bon ofset), lanidride carbonica assorbita
dagli alberi e dal suolo della foresta amaz-
zonica avrebbe un valore di mercato
compreso tra i 1.500 e i 3.000 miliardi di
dollari. Molti ecosistemi, inoltre, riciclano
lumidit per mantenere il ciclo dellacqua,
alimentano il suolo e svolgono altre funzio-
ni essenziali alla vita sulla Terra. Ma il loro
valore diicile da quantiicare. Nel caso
di tutti gli ecosistemi analizzati, il ripristino
paga, spiega de Groot. Ogni dollaro inve-
stito in foreste, paludi o praterie rende tra il
doppio e le 75 volte. Il problema, aggiun-
ge, riuscire a convincere gli altri econo-
misti e gli investitori. u sdf
Proteggere la natura conviene,
anche dal punto di vista
economico. Lo sostiene un
gruppo di economisti che ha
quantiicato il valore degli
ecosistemi della Terra
Fred Pearce, New Scientist, Gran Bretagna
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Tahiti, Bora Bora. La barriera corallina intorno al monte Otemanu
u Quanto vale un ecosistema. Valore annuo per et-
taro, in dollari. Il valore pi alto di ogni campo di
variazione corrisponde ai luoghi pi importanti.
Fonte: Teeb
Barriere coralline 14 dollari-1,19 milioni di
dollari. Risorse principali: turismo, difesa dalle
tempeste, vivai ittici.
Paludi costiere 2.000-215.000 dollari.
Trattamento delle acque relue, vivai ittici, di-
fesa dalle tempeste.
Altri sistemi costieri 248-80.000 dollari.
Turismo, vivai ittici.
Paludi interne 1.000-45.000 dollari.
Riserve idriche, trattamento acque relue.
Fiumi e laghi 1.800-13.000 dollari.
Fornitura dacqua, trattamento delle acque re-
lue, turismo.
Foreste tropicali 91-23.000 dollari.
Regolazione del clima, banche genetiche (pian-
te oicinali), freno allerosione.
Foreste temperate e boreali 30-4.900 dolla-
ri. alimenti, banche genetiche, protezione dei
bacini imbriferi.
Terreni boschivi 16-2.000 dollari.
Legname e altri prodotti dei boschi, trattamen-
to delle acque relue.
Praterie 300-3.100 dollari. Protezione dei ba-
cini imbriferi, regolazione del clima.
Da sapere
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 105
IN BREVE
Spazio Il telescopio Fermi ha
confermato lesistenza di due
gigantesche bolle di energia (nel
disegno) al centro della Via Lat-
tea. Le bolle di raggi gamma si
estendono per 25mila anni luce
sopra e sotto il centro galattico e
non si conosce la loro origine.
Psicologia Vagare con la mente
rende infelici, scrive Science.
Grazie a unapplicazione di uno
smartphone, un gruppo di ricer-
catori ha raccolto dati sullo stato
mentale, le azioni e lumore di
duemila volontari. risultato
che la mente vaga per il 47 per
cento del tempo e che le perso-
ne si sentono meno felici in que-
ste occasioni.
Neuroscienze Per leggere, il
cervello usa i circuiti in origine
deputati al riconoscimento dei
volti, scrive Science. Lo rivela il
confronto dellattivit cerebrale
di analfabeti, persone che han-
no imparato a leggere da grandi
e altre da bambini.
Potrebbe essere venuto il momento di
mandare il chinino in soitta e di
sostituirlo con un farmaco migliore.
Adottato in Europa intorno al 1630,
dopo che fu scoperto il suo uso in
America Latina, il chinino stato il
trattamento pi difuso contro la
malaria pi grave, quella provocata
dal Plasmodium falciparum. Questa
forma di malaria, che pu provocare gravi danni cerebrali,
lanemia e il coma, una delle maggiori cause di morte tra
i bambini dellAfrica subsahariana. Richiede il ricovero
immediato in ospedale e cure speciiche a base di chinino.
Il nuovo trattamento impiega invece lartesunato: la
sperimentazione, che ha coinvolto 5.425 bambini con pi
di cinque anni in Africa, ha mostrato una riduzione della
mortalit del 22,5 per cento. Se ogni anno i quattro milioni
di bambini africani con una forma acuta di malaria
ricevessero un trattamento orale di artesunato invece del
chinino, e si ripetessero i dati ottenuti nel nostro studio, si
potrebbero salvare circa 100mila vite allanno, scrivono
gli autori su The Lancet. Attualmente lartesunato
prodotto da unazienda farmaceutica cinese del Guangxi.
Ma non risponde agli standard internazionali di qualit e
questo potrebbe ostacolarne la difusione. u
Salute
Lantimalarico asiatico
The Lancet, Gran Bretagna
Dopo una frattura le ossa
tendono a essere pi forti?
Proprio come i muscoli, anche
le ossa crescono e si rinforza-
no sotto pressione e sindebo-
liscono se sono poco usate.
Lidea che losso si adatti alla
pressione, o alla sua mancan-
za, nota come legge di Wolf.
il motivo per cui le ossa degli
astronauti hanno una densit
minore dopo una missione in
microgravit. E spiega perch i
tennisti e gli schermidori svi-
luppano una maggiore massa
ossea nelle braccia e nelle
gambe dominanti. Questa mi-
sura adattativa, per, si ferma
qui. Non ci sono prove che un
osso fratturato diventi pi for-
te di prima dopo la guarigione.
Una volta ingessata, la zona
fratturata sottoposta a una
rapida mineralizzazione, men-
tre il resto dellosso, che non
viene usato, subisce la demi-
neralizzazione, spiega lorto-
pedico Terry D. Amaral. Quin-
di potr esserci un breve perio-
do del processo di guarigione
in cui il punto di frattura pi
forte del resto dellosso. Dopo,
per, i due hanno la stessa for-
za e il punto di frattura ha le
stesse probabilit di rompersi
di nuovo. Nessuno ha mai
detto che pi forte o pi de-
bole del resto dellosso, dice
Amaral.
Conclusioni. Le ossa ricompo-
ste non sono pi forti di quan-
to lo fossero prima di una frat-
tura.
The New York Times
Davvero? Anahad OConnor
I segreti delle ossa
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FISICA
Bevute
da gatto

Come beve il gatto? Per capire la
biomeccanica della lappata feli-
na Roman Stocker, dellMit, ha
ilmato dei felini mentre beve-
vano. Studiando i video, spiega
su Science, ha notato che il gatto
non immerge la lingua per rac-
cogliere lacqua come fa il cane:
appoggia solo la punta della lin-
gua sulla supericie del liquido e
poi la ritrae velocemente. Con
questo elegante movimento sol-
leva una colonna di liquido. Sto-
cker ha calcolato che entrano in
gioco la forza di gravit che
spinge lacqua in basso e quella
di inerzia che la trattiene verso
la punta della lingua. Ma perch
si formi la colonna, le due forze
devono essere in equilibrio. E i
felini riescono a regolare la velo-
cit della lappata, che a sua volta
dipende dalla dimensione della
lingua. Un gatto d in media
quattro leccate al secondo e sol-
leva 0,1 millilitri di liquido.
AMBIENTE
Biocarburanti
insostenibili

Secondo le direttive europee,
entro il 2020, il 9,5 per cento del
carburante da trasporto dovr
essere bio. Ma lIstituto per le
politiche ambientali europee
calcola che bisogner convertire
tra gli 1 e i 6,9 milioni di ettari di
terreni in coltivazioni energeti-
che, e il disboscamento causer
un aumento di 27-56 milioni di
tonnellate allanno di CO2.
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Le emissioni dei biocarburanti
Emissioni supplementari di gas serra
dovute alla conversione dei terreni. Le
stime (pi alte o pi basse) sono rispetto
alluso dei carburanti fossili. In milioni di
tonnellate di CO2 equivalente
0 2 4 6 8 10 12 14
GranBretagna
Spagna
Germania
Italia
Francia
Grecia
Pi alte
Pi basse
106 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Il diario della Terra
46,1C
Dampier,
Australia
-59,4C
Vostok,
Antartide
Iran
4,9 M
Taiwan
5,2 M
Russia
4,5 M
Russia
Indonesia
6,1 M
Indonesia
Bulgaria
India
Filippine
Jal
Colombia
Belgio
Sri Lanka
Spendere soldi senza immet-
tere nellatmosfera un po di
gas serra quasi impossibile. Il
Guardian ha pubblicato una
classifica dei soldi spesi peggio
rispetto alla salute del pianeta.
La sterlina pi inquinante
quella impiegata per comprare
un volo low cost, e corrisponde
ad almeno dieci chili di gas
serra. Una sterlina spesa in un
biglietto aereo convenzionale
equivale invece a una quantit
inferiore di anidride carbonica
(4,6 chili), ed la dimostrazio-
ne che i beni costosi hanno un
impatto ambientale minore
per unit di costo. Una sterlina
spesa in elettricit produce 6
chili di gas serra, una usata al
supermercato 930 grammi,
mentre quella spesa in consu-
lenze professionali arriva a
160 grammi. Maggiore il va-
lore aggiunto del bene o servi-
zio che si compra, maggiore
la quota di responsabilit nella
produzione di CO2 che si pas-
sa al venditore. Per esempio,
comprare un dipinto da dieci
milioni di sterline comporta
una produzione minima di
anidride carbonica, finch non
si considera luso che far di
quella ricchezza lartista stes-
so. Lasciare i soldi sotto il ma-
terasso non ha alcun effetto,
n positivo n negativo.
Gli unici acquisti che dan-
no la possibilit di diminuire
lemissione di gas serra sono
gli investimenti in progetti ver-
di. Una sterlina spesa in pan-
nelli solari permette di sottrar-
re tre chili di anidride carboni-
ca allatmosfera, mentre usan-
dola in progetti di salvaguardia
della foresta pluviale se ne ri-
sparmiano 330 chili, un dato
su cui i politici non sembrano
aver riflettuto.
La sterlina
che inquina
Ethical living
Vulcani Il bilancio delleru-
zione del vulcano Merapi (nella
foto satellitare dai colori artii-
ciali), nellisola indonesiana di
Java, salito a 259 vittime.
Quattrocentomila persone so-
no state costrette a lasciare le
loro case. u Il vulcano Bulu-
san, nelle Filippine, tornato
in attivit proiettando cenere a
pi di un chilometro daltezza.
Terremoti Un sisma di ma-
gnitudo 4,9 sulla scala Richter
ha colpito lovest dellIran,
causando il ferimento di un
centinaio di persone. Altre
scosse sono state registrate
nellarcipelago indonesiano
delle Molucche, a Taiwan e nel
Caucaso russo.
Alluvioni Almeno 128 per-
sone sono morte dallinizio di
marzo nelle alluvioni che han-
no colpito la Colombia. Nel
2010 le piogge sono state pi
intense a causa del fenomeno
meteorologico della Nia.
u Due persone sono morte ne-
gli allagamenti, causati da una
tempesta, nellovest del Bel-
gio. u Alcuni quartieri di Co-
lombo, la capitale dello Sri
Lanka, sono rimasti allagati
dopo le precipitazioni pi in-
tense degli ultimi 18 anni.

Cicloni Undici persone so-
no morte nel passaggio del ci-
clone Jal sul sud dellIndia. I
forti venti hanno danneggiato
alcune case e sradicato centi-
naia di alberi.
Incendi Gli incendi che si
sono sviluppati nel centro
della Bulgaria hanno distrutto
centinaia di ettari di vegeta-
zione.
Caldo Il 10 novembre le
temperature hanno raggiunto
i 13 gradi a Mosca, in Russia.
Non era mai successo nel
mese di novembre.
Orsi Le autorit dello stato
indiano del West Bengala
hanno trasferito ventidue
esemplari di orsi giocolieri nel
parco nazionale Bennerghat-
ta, vicino a Bangalore. Gli
animali erano minacciati dai
ribelli maoisti.
Bambini Dei 2,3 milioni di
decessi infantili avvenuti in
India nel 2005, la maggior
parte di quelli neonatali
dipende da tre cause: parto
prematuro e basso peso alla
nascita (330mila), infezioni
(270mila), asissia e traumi da
parto (190mila). Tra i bambini
da un mese ino ai cinque
anni, hanno invece inciso la
polmonite (370mila) e la diar-
rea (300mila). Queste cinque
cause di morte, responsabili di
1,5 milioni di decessi, possono
essere prevenute con una
migliore assistenza sanitaria e
i programmi di vaccinazione,
scrive The Lancet.
Grano LUcraina ha deciso
di prolungare ino a giugno le
restrizioni sulle esportazioni
di cereali. Il paese stato
colpito da una grave siccit
lestate scorsa. Si prevede che
questanno il raccolto sar
di 39,6 milioni di tonnellate,
contro i 46 del 2009.
Grano
I primi dieci produttori e consumatori,
migliaia di tonnellate, 2008-2009
Produttori Consumatori
Ue27
Cina
India
Stati Uniti
Russia
Canada
Pakistan
Turchia
Ucraina
Australia
151.200
112.500
78.600
68.000
63.800
28.600
25.900
21.500
20.900
17.000
Ue27
Cina
India
Russia
Stati Uniti
Pakistan
Turchia
Egitto
Iran
Ucraina
124.750
104.620
72.600
39.800
34.310
23.070
17.830
16.440
15.770
12.830
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Internazionale 873 | 19 novembre 2010 107
u Il ghiacciaio Matusevich si
muove verso la costa dellAntar-
tide orientale aprendosi un var-
co nel canale tra i monti Lazarev
e la punta nordoccidentale delle
colline Wilson.
Stretto dalle rocce circostan-
ti, il iume di ghiaccio resta
compatto, ma le sollecitazioni
del suo movimento creano pro-
fondi crepacci. Alla ine del ca-
nale, il ghiacciaio ha spazio per
allargarsi prima di riversarsi in
mare. La maggiore supericie e
la spinta delle onde marine ten-
dono a far rompere il ghiaccio,
soprattutto lungo i crepacci esi-
stenti.
Il 6 settembre 2010 lAdvan-
ced land imager (Ali) a bordo
del satellite Earth observing-1
(Eo-1) della Nasa ha scattato
questimmagine del Matuse-
vich, che mostra la zona del
ghiacciaio accanto al canale de-
limitato dalle rocce, dove si
stanno formando dei grossi ice-
berg. La luce bassa del Sole illu-
mina le superici rivolte a nord e
proietta le ombre a sud. Il ghiac-
cio marino ancorato alla riva
circonda sia la lingua del ghiac-
ciaio sia gli iceberg e, rispetto a
questi, pi sottile e uniforme.
In mare (a sinistra) il ghiaccio
ancora pi sottile e si sposta con
i venti e le correnti.
Il Matusevich non sottrae
grandi quantit di ghiaccio al
continente antartico, quindi il
movimento del ghiacciaio
inlui sce poco a livello globale.
Come altri ghiacciai antartici,
per, anche il Matusevich utile
agli scienziati per avere un qua-
dro pi completo della salute
dei ghiacci e del volume della
calotta antartica.Michon Scott
Questa immagine scattata
dal satellite Eo-1 della Nasa
mostra il movimento verso
il mare del ghiacciaio Ma-
tusevich.
Il pianeta visto dallo spazio
Il ghiacciaio Matusevich, in Antartide
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Oceano meridionale
108 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Economia e lavoro
I
l caso irlandese dimostra drammati-
camente che la crisi delleuro non era
inita. Lunione monetaria deve lotta-
re di nuovo per la sopravvivenza. Co-
me la primavera scorsa, alcuni paesi rischia-
no la bancarotta e tornano i timori per le
banche che gli hanno prestato soldi, soprat-
tutto quelle francesi e tedesche.
Questa volta i politici dellUnione euro-
pea e la Banca centrale europea (Bce) stan-
no spingendo lIrlanda ad accettare subito
gli aiuti. Dublino non sembra interessata,
nonostante la precaria situazione delle sue
inanze, ma lUnione e la Bce insistono per-
ch vogliono evitare che la crisi si allarghi
ad altri paesi. I timori per lIrlanda hanno
fatto salire gli interessi chiesti dagli investi-
tori per comprare i titoli di stato di Portogal-
lo, Grecia e Spagna. Ora, inoltre, c un nuo-
vo strumento: la European inancial stabili-
ty facility (Efsf ), il fondo creato dopo la crisi
greca che dispone di 440 miliardi di euro, a
cui si aggiungono altri 60 della Commissio-
ne europea e 250 del Fondo monetario in-
ternazionale.
Gli irlandesi si oppongono allinterven-
to. I crediti dellEfsf sono accompagnati da
condizioni e controlli severi che farebbero
perdere a Dublino la sua autonomia iscale.
Sarebbe un duro colpo per lorgoglio nazio-
nale, ma anche un pericolo ulteriore per
uneconomia che fa molto aidamento su-
gli investimenti stranieri. Gli irlandesi te-
mono che gli investitori lascino il paese a
causa del danno dimmagine provocato dai
debiti, ma soprattutto che Bruxelles metta
a rischio il motivo principale per cui lIrlan-
da apprezzata dalle aziende di tutto il
mondo: le basse imposte sul reddito.
Dublino, per, non potr opporsi a lungo
allUnione, visto che ha i soldi appena sui-
cienti per arrivare alla met del 2011. Questi
calcoli, inoltre, non comprendono gli aiuti
alle banche, che sono ancora in vita grazie
alle iniezioni di liquidit della Bce e alle ga-
ranzie del governo irlandese. Lesecutivo ha
adottato tutte le misure necessarie per sa-
nare il bilancio pubblico, ma lorigine della
crisi sono gli eccessi delle banche.
Per pagare i suoi debiti, lIrlanda ha bi-
sogno di una solida ripresa economica. An-
che con gli aiuti dellUnione, i tassi dinte-
resse dei titoli di stato sono cos alti che per
rispettare le scadenze servirebbero altri ta-
gli al bilancio. Solo la crescita, quindi, per-
metterebbe di ridurre in modo consistente
lindebitamento. Ma una svolta del genere
poco probabile. Lausterit sofoca la do-
manda interna, e dopo lavvento delleuro
non pi possibile svalutare la moneta per
favorire le esportazioni.
Una proposta disastrosa
Sempre pi politici, intanto, ammettono la
gravit della situazione. Il primo ministro
greco Giorgos Papandreou ha dichiarato
che Atene ha bisogno di pi tempo per resti-
tuire i 110 miliardi di euro di aiuti ricevuti
dallUnione. I tedeschi hanno proposto che
in futuro anche gli investitori privati contri-
buiscano ai salvataggi. In caso di crisi, do-
vranno accettare di perdere una parte dei
loro soldi. Questa proposta serve anche a
tranquillizzare lopinione pubblica, irritata
da creditori che impongono tassi dinteres-
se elevati quando in realt sanno che i rischi
verranno coperti dai contribuenti europei.
Lintervento tedesco, tuttavia, stato disa-
stroso: la proposta ha aggravato la crisi, per-
ch gli investitori privati hanno capito che
qualcuno potrebbe mettere le mani nelle
loro tasche. Gli interessi sui titoli di stato dei
paesi a rischio sono subito saliti. La situa-
zione si un po tranquillizzata solo quando
i politici hanno annunciato che la proposta
riguarda solo i salvataggi futuri. u fp
La crisi delleurozona
al secondo atto
LIrlanda dimostra che i guai
della moneta unica non sono
initi dopo lintervento a favore
della Grecia. Ora le istituzioni
europee vogliono evitare il
contagio di altri paesi a rischio
Markus Diem Meier, Tages-Anzeiger, Svizzera
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Cork, Irlanda
uIl 16 novembre i ministri delle inanze
delleurozona, riuniti a Bruxelles, hanno deciso
di inviare a Dublino una missione formata da
rappresentanti della Commissione europea, del
Fondo monetario internazionale e della Banca
centrale europea, che avranno il compito di
preparare lintervento di salvataggio per lo
stato irlandese e le sue banche. Il pacchetto di
aiuti, che comunque scatter solo se lo chiede
lIrlanda, potrebbe essere di cento miliardi di
euro. Oltre ai governi delleurozona, dovrebbe
partecipare allintervento anche la Gran
Bretagna. Il 17 novembre, alla riunione dei
ministri delle inanze dellUnione europea, il
ministro delleconomia britannico George
Osborne ha confermato che Londra pronta a
contribuire. Il suo collega irlandese, Brian
Lenihan, ha dichiarato per la prima volta che
Dublino potrebbe aver bisogno degli aiuti.
The Wall Street Journal
Da sapere
Internazionale 873 | 19 novembre 2010 109
Baidu il motore di ricerca che in
Cina ha soppiantato Google. Nel pi
grande mercato mondiale di internet
usato dal 73 per cento degli utenti.
Baidu, inoltre, la quinta azienda
online del pianeta per valore di borsa
(38,3 miliardi di dollari). Il suo
amministratore delegato, Robin Li,
il secondo uomo pi ricco della Cina
con un patrimonio di 7,2 miliardi di dollari. Il motore di
ricerca, spiega lanalista Gene Munster a Bloomberg
Businessweek, aumenta costantemente i suoi utenti e
registra proitti elevati grazie allappoggio del governo
cinese. In pratica un monopolio sponsorizzato dallo
stato. Baidu, per esempio, pu aggirare senza problemi le
leggi sul copyright. Ma ora il motore di ricerca vuole
sfondare anche allestero, dove avr pi problemi. Baidu
molto eicace per la ricerca di contenuti in cinese, ma non
allaltezza di Google quando si tratta di sapere cosa
succede fuori dalla Cina. Il suo rivale statunitense, inoltre,
indirizza gli utenti sui server di Hong Kong per sottrarsi
alla censura di Pechino, a cui Baidu e le altre aziende cinesi
non possono sfuggire. u
Cina
Baidu come Google
Bloomberg Businessweek, Stati Uniti
FINANZA
Un G20
deludente

Le economie pi importanti del
mondo non hanno preso deci-
sioni importanti alla riunione
del G20 che si svolta a Seoul
l11 e 12 novembre (nella foto).
Come scrive Le Monde, sui te-
mi pi delicati allordine del
giorno la svalutazione delle
monete e il riequlibrio delle bi-
lance commerciali i capi di sta-
to e di governo hanno preso im-
pegni generici e senza scadenze
precise. fallita, in particolare,
la proposta degli Stati Uniti di li-
mitare al 4 per cento del pil na-
zionale lavanzo o il deicit della
bilancia commerciale di ogni
paese. La richiesta di Washing-
ton stata bloccata da Cina e
Germania, i due pi grandi pae-
si esportatori del mondo.
GRAN BRETAGNA
Le banche
tremano

Secondo un rapporto della Ban-
ca dInghilterra, entro la ine del
2012 le principali banche e
aziende edilizie britanniche do-
vranno rimborsare debiti per al-
meno 900 miliardi di euro.
Una cifra non lontana alla me-
t del pil nazionale, scrive il
Daily Telegraph. Con le crisi
inanziarie che colpiscono gli
istituti di altri paesi e interi stati,
per le banche britanniche po-
trebbe diventare diicile trova-
re i mezzi necessari per rispetta-
re i loro impegni.
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ASIA
S al libero
commercio

I capi di stato e di governo del
Forum di cooperazione asia-Pa-
ciico, riuniti a yokohama il 13 e
14 novembre, hanno sottoscrit-
to un accordo per la creazione di
unarea di libero scambio tra i 21
paesi dellorganizzazione.
Lobiettivo, spiega il South
China Morning Post, rag-
giungere una maggiore integra-
zione economica entro il 2020.
Larea di libero scambio
dellapec comprenderebbe il 40
per cento della popolazione
mondiale e produrrebbe la met
del pil globale.
IN BREVE
Cina Il premier Wen Jiabao ha
annunciato una serie di misure
per frenare laumento dei prezzi
del cibo, che nellultimo mese
sono saliti del 10,1 per cento.
Giappone Tra luglio e settem-
bre il pil giapponese aumenta-
to del 3,9 per cento. il terzo tri-
mestre consecutivo di crescita.
Il numero Tito Boeri
1,3 per cento di crescita
Dalla ine della crisi il pil italia-
no cresciuto dell1,3 per cen-
to. a parte la Spagna (che ha
registrato una crescita pratica-
mente nulla: 0,3 per cento)
lItalia il paese economica-
mente avanzato che cresciu-
to di meno dopo aver fatto
peggio degli altri durante la re-
cessione (-6,5 per cento, con-
tro il 5,1 delleurozona). In
Germania il pil cresciuto del
4,8 per cento, in Francia del 2,5
e negli Stati Uniti del 3,7.
Perch leconomia italiana
fatica a ripartire? e come mai
cos forte la diferenza con la
Germania, con cui abbiamo
forti legami economici? In tut-
ti e due i paesi le esportazioni
sono ripartite bene, ma in Ita-
lia c stato anche un boom
delle importazioni. e poi c il
mercato del lavoro. In Germa-
nia ha tenuto meglio: la disoc-
cupazione diminuita durante
la crisi, e ora molte imprese te-
desche lamentano carenze di
personale e chiedono politiche
migratorie meno restrittive. In
Italia la disoccupazione pi
bassa della media europea, ma
salita dal 6 all8,5 per cento.
Il dato non include i cassinte-
grati e i disoccupati che hanno
smesso di cercare lavoro.
In questa situazione non ci
si pu stupire che i consumi di
molte famiglie siano fermi.
Continuare a ripetere, come
fanno i nostri politici, che
leconomia, le banche e le fa-
miglie se la sono passata me-
glio degli altri non aiuta a ri-
solvere niente. Se il mercato
del lavoro non riparte, i conti
in regola delle famiglie e delle
imprese ci consentono al mas-
simo una crescita anemica. In
questo momento le energie ri-
formatrici e le risorse pubbli-
che del paese vanno concen-
trate nella creazione di posti di
lavoro veri e duraturi. u
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110 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
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Internazionale 873 | 19 novembre 2010 111
112 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
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Ascolta, lattaio Dan. Come nuovo supervisore
del caseicio volevo dirti che, a differenza del
mio predecessore, non ho intenzione di
sopportare i tuoi trucchetti.
Come pu vedere dalla mia scheda personale,
negli ultimi anni sono stato un vero peso
morto per lazienda. proprio il caso che
qualcuno mi rimetta in riga.
Capo, queste parole mi
riempiono di gioia.
Bene. Sembra che tu abbia sul
serio intenzione di cambiare.
Allora potremmo che diavolo succede?
Cristo santo, qualcuno ha defecato sul mio
pranzo!
Lo vede che con me
ci vuole il pugno di ferro,
signore?
a un tratto, vargas
si rese conto che la
sua vita non stava
andando da nessuna
parte...
RACHEL, SONO IO, MARK. SONO
TORNATO SOTTO FORMA DI
FANTASMA COS POSSIAMO PASSARE
UNULTIMA NOTTE ROMANTICA
INSIEME.
SIGH...
MIO DIO, MARK. NON SEI UN
GRANCH COME FANTASMA. VOGLIO
DIRE, SEI COS... STRANO.
Sono
appena uscito
da una storia di
quattro anni.
non sapevo
che avessi una
relazione cos
lunga.
non lavevo: lei
aveva quattro
anni.
perch non
sei in prigione
adesso?
Rob Brezsny
Loroscopo
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Internazionale 873 | 19 novembre 2010 113
candida parte di te sta per entrare
in una fase in cui, in un modo o
nellaltro, crescer rapidamente. Il
tuo compito garantire che cresca
nella direzione giusta.
VERGINE

A volte cresciamo in una
dimensione e non in unal-
tra, in modo non uniforme, ha
scritto Anas Nin. Siamo maturi
in un campo, infantili in un altro.
In te, Vergine, ultimamente questa
discrepanza stata particolarmen-
te evidente. Per esempio, la tua in-
telligenza cerebrale stata al mas-
simo, al contrario della tua saggez-
za viscerale. Ma ho il sospetto che
nelle prossime settimane la situa-
zione cambier. La mia lettura dei
presagi astrali indica che il boom
della tua intelligenza emotiva
imminente. Farai bene a concen-
trarti su questo obiettivo con tutto
il cuore, anche se signiica investi-
re meno energie per diventare un
mago dellanalisi.
BILANCIA
Nei vecchi cartoni animati
Looney Tunes, Willy Coyo-
te insegue continuamente Beep
Beep, un uccello dalle lunghe
zampe che preferisce correre inve-
ce di volare. Se riuscisse a prender-
lo, Willy Coyote se lo mangerebbe.
Ma non succede mai: luccello
troppo veloce e intelligente. Quan-
do Willy pensa di averlo gi in pu-
gno, va a sbattere contro la roccia e
scopre che lingresso della grotta
solo un disegno molto realistico.
Credo che la prossima settimana
avrai lo stesso potere di Beep
Beep: trovare e usare porte inac-
cessibili agli altri.
SAGITTARIO
Il tuo vecchio te stesso mo-
rir di autocombustione.
Questo fal liberer il nuovo te
che inora stato intrappolato nei
tortuosi grovigli del vecchio. Le
iamme ti spaventeranno, ma solo
allinizio. Presto proverai un senso
di sollievo e di liberazione. Poi,
quando il nuovo te si far strada
verso la libert, fuggendo da quel-
lo spazio ristretto e mostrando tut-
ta la sua forza vitale, avrai una pre-
monizione del tuo futuro. Line-
briamento che seguir ti far vede-
re tutto pi chiaramente e pacii-
cher la tua mente.
CAPRICORNO
Amiamo il paradiso pi di
Dio?, si chiede la poetessa
Paula Cisewski nel suo libro Ghost
Fargo. Penso che questo sia il tipo
di domanda criptica sulla quale fa-
resti bene a rilettere nelle prossi-
me settimane. La vostra mente ha
bisogno di rimescolare e riorganiz-
zare le sue categorie, di uscire dai
soliti binari, di abbandonare le sue
facili certezze. Riesci a pensare ad
altre domande che ti aiutino a rea-
lizzare questa nobile impresa? Per-
mettimi di consigliartene qualcu-
na per cominciare. Amiamo
lamore pi di quanto amiamo le
persone che diciamo di amare?
Abbiamo cos paura di fallire da
ostacolare la nostra ricerca del
successo? Siamo cos ossessionati
dai nostri desideri da lasciarci
sfuggire le opportunit di soddi-
sfarli?
ACQUARIO

La parola sanscrita buddhi
si riferisce alla parte di noi
che adora la verit. brava a di-
stinguere tra ci che vero e ci
che falso, ed desiderosa di libe-
rarsi. Anche se in alcuni di noi pu
passare lunghi periodi di letargo,
buddhi non si addormenta mai
completamente. sempre pronta
a entrare in azione. Secondo la
mia lettura dei presagi astrali, Ac-
quario, la prossima settimana
laspetto buddhi della tua psiche
sar ancora pi speciale, grande,
forte e brillante.
PESCI
Mi piace il modo in cui lo
snowboarder Graham Wa-
tanabe ha descritto la sua espe-
rienza alle Olimpiadi invernali di
febbraio. stato molto preciso e
poetico: Provate a immaginare
che Pegaso e un unicorno si siano
accoppiati e ne sia nata una crea-
tura. Io in qualche modo lho do-
mata e lho cavalcata nel cielo tra
le nuvole, il sole e gli arcobaleni.
Nelle prossime settimane, quando
supererai i tuoi limiti, Pesci, mi
piacerebbe che esprimessi il tuo
giubilo in modo articolato come
Watanabe.
SCORPIONE

Di recente ho scoperto un artista blues-gospel di nome
Famous L. Renfroe, anche conosciuto come The lying
sweet angel of joy. La sua musica grintosa ha avuto su
di me un efetto terapeutico. Come se mi dicesse: Puoi cambiare
la tua vita proprio come desideri. Il tuo compito, Scorpione,
trovare una nuova fonte artistica che abbia su di te un efetto si-
mile: un dolce angelo volante della gioia che ti sostenga nel fare
quello che inora per te stato diicile realizzare. Secondo la mia
lettura dei presagi astrali, in questo momento hai a portata di ma-
no uninluenza simile.
COMPITI PER TUTTI
Quale attore o attrice sarebbe la scelta migliore
per interpretare un ilm sulla tua vita?
ARIETE
Non voglio essere il me-
glio del meglio, ha detto
Jerry Garcia, il chitarrista dei Gra-
teful Dead. Voglio solo essere
lunico che fa quello che fa. Nelle
prossime settimane, questo consi-
glio sar particolarmente adatto a
te. Stai entrando in una fase nella
quale la concorrenza con gli altri
non ti porter da nessuna parte.
Quello che invece ti porter da
qualche parte, e velocemente, sar
nutrire il tuo talento e le tue incli-
nazioni uniche. Sai esattamente
quali sono? Se sei un po confuso,
cerca di chiarirti le idee.
TORO

Che cos lanima? un
grumo di sostanza magica
dentro di noi che ci tiene legati al
mondo dei sogni e al regno divino?
una metafora della fonte segreta
del nostro potere spirituale? un
mito che coltiviamo perch voglia-
mo disperatamente credere che
esista qualcosa di pi del nostro
corpo? Secondo me, lanima una
prospettiva che ci spinge ad anda-
re pi a fondo, a vedere oltre e a vi-
vere pi intensamente. ci che
spinge la nostra immaginazione a
rimpolpare la nostra esperienza
grezza, trasformando quel mate-
riale caotico in storie ricche e com-
plesse che alimentano il nostro
amore per la vita. Con la delicata
forza propulsiva dellanima, riu-
sciamo a penetrare sotto la super-
icie delle cose per trovare signii-
cati nascosti e sentimenti pi veri.
Ti dico questo, Toro, perch per te
sar la Settimana dellanima.
GEMELLI
Niente cambia ino a quan-
do non cambiato nel ricor-
do di tutti, ha detto la poetessa
Alice Notley. Tienilo presente nei
prossimi giorni, Gemelli. Nelle ul-
time settimane hai contribuito a
sciogliere un nodo che sembrava
incredibilmente intricato, e meriti
i miei complimenti per questo. Ma
il lavoro per te non inito. Il tuo
prossimo compito sar sciogliere i
grovigli e distendere le pieghe che
ancora rimangono nella mente di
tutte le persone coinvolte.
CANCRO
Nel ilm muto del 1925 La
febbre delloro, Charlie Cha-
plin recita la parte di un cercatore
durante la corsa alloro in Alaska.
Dopo una serie di avventure, si ri-
trova bloccato il giorno del Ringra-
ziamento in una baracca isolata
con un bandito di nome Giacomo-
ne. Non hanno niente da mangia-
re, cos Charlie si fa venire unidea:
cuoce la sua scarpa destra in un
pentolone e la serve calda fuman-
te. Quello che il pubblico non sa
che nella realt la scarpa era di li-
quirizia, non di cuoio. Cos, anche
se a noi sembra un piatto disgusto-
so, gli attori non ebbero nessun
problema a spazzolare la cena. Ve-
do uno scenario simile nel tuo
prossimo futuro, Cancerino: forse
anche tu mangerai una scarpa
fatta di caramello.
LEONE

In Indonesia molti bambini
fumano sigarette. Ma tu,
Leone, non ti azzardare a lasciare
che il bambino che in te prenda
unabitudine simile. Assicurati che
quella dolce creatura sia esposta
solo alle inluenze migliori. Nutri-
la con i cibi, laria, lacqua, i suoni,
le visioni, le immagini e le storie
pi sane. Quellinnocente, curiosa,
114 Internazionale 873 | 19 novembre 2010
Lultima
LIraq ha un nuovo governo. Una volta eravamo una grande civilt.
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aung san suu Kyi: siete liberi.
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Leuro in crisi.
se il sistema crolla, ne abbiamo un altro uguale.
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Le regole Parlare a una conferenza
1 non importa qual largomento della conferenza: se il tuo pubblico non ride ogni dieci minuti
andata male. 2 sei qui per stringere contatti. non avere un account su facebook un suicidio sociale.
3 non lirtare con il traduttore simultaneo. 4 anche se non lhai mai sentito nominare, seduci lospite
premio pulitzer con un I love your work. 5 Il telefono che squilla mentre parli imbarazzante, anche
se ti chiami Julian assange. regole@internazionale.it
Non mi ascolta!
Movimento cronografico meccanico di manifattura IWC
(foto) | Funzione flyback | Sistema di carica
automatica a doppio cricchetto
IWC | Datario | Vetro zaf firo
antiriflesso | Fondello in vetro
zaf firo | Impermeabile 6 bar | Oro rosso 18 ct
Portoghese Yacht Club Chronograph. Ref. 3902: Appena possibile, invertire la
marcia. Una cosa certa: gli strumenti utilizzati dai veri navigatori, come Vasco da
Gama, sono meno invadenti. Uno di questi gi una leggenda della navigazione:
il Portoghese Yacht Club Chronograph. Il suo movimento meccanico di manifattura
IWC, con funzione flyback e sistema di carica automatica a doppio cricchetto, garan-
tisce la massima precisione nel raggiungimento del proprio personale approdo.
Un silenzioso compagno di viaggio che non avr mai nulla da ridire anche se vi
dovesse capitare di cambiare rotta allimprovviso. IWC. Engineered for men.
Finalmente un sistema di navigazione
piacevolmente silenzioso.
Su www.i wc.com l el enco dei Ri vendi tor i Autor i zzati abi l i t ati al r i l asci o del l a Garanzi a I nter nazi onal e I WC, l a cui at ti vazi one val i dat a on-l i ne al momento del l acqui sto.
Per i nf or mazi oni : +( 39) 02 3026642 i wc.i t al i a@i wc.com www.i wc.com
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