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ISSN 2421-5511

90029

9 772421 551003
Anno 9 - N. 29 (#399) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale da vendersi esclusivamente in abbinamento a Corriere della Sera ¤ 1,00 + il prezzo del quotidiano. In CH Tic. Fr 1,00

per il Corriere della Sera


Franco Battiato
#399
Euro 1,00
21 luglio 2019
Domenica
2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

corriere.it/lalettura Il dibattito delle idee


SSS
Si definisce Antropocene l’epoca —
Orizzonti .

questa — dominata dalla presenza


Traiano, Carlo V e il 1989
Le tre vite dell’Europa devastante di Homo sapiens. È una
storia brevissima per la geologia
11 e lunga per l’umanità. Ma quanto
TIZIANO, «RITRATTO DI CARLO V»

lunga? Risale a 11.650 anni fa,


con le prime produzioni agricole?
di G. BRIZZI, M .VALENTE e M. FLORES
O al 1610, quando l’anidride carbonica
scende come mai più farà dopo? O alla
Libri Rivoluzione industriale? O al 16 luglio
1945, con l’avvio dell’era atomica? Ora,
.

La favola del bambino


che viveva al cimitero mentre gli scienziati litigano sulla data
33 d’origine, è utile sapere che di questo
ILLUSTRAZIONE DI GIANLUCA MARUOTTI

passo s’avvicina la data di scadenza

di FABIO GENOVESI

Sguardi .

di TELMO PIEVANI

Il lunghissimo
Parole e immagini
fatte con il mio sangue
36
OPERA DI JAN FABRE

Antropocene
di JAN FABRE

Anteprima .

La storia a quattro mani


di Slaughter & Child
57
ILLUSTRAZIONE DI C. ROCCHI E M. DEMONTE

di KARIN SLAUGHTER e LEE CHILD


Q
uando gli archeologi del futuro si mette-
ranno a scavare nel sottilissimo strato che
corrisponde alla nostra epoca rimarran-
no di stucco. In un millimetrico battito di
ciglia geologico, si accorgeranno che una
sola specie, con le sue attività minerarie,
ha spostato più sedimenti di tutti i fiumi
della Terra. Quella stessa specie, immettendo gas serra
»»» Bibliografia
Una sintesi dei problemi
posti dall’Antropocene è
La International Commission on Stratigraphy ha pre-
so sul serio la questione e nel 2009 ha istituito un grup-
po di lavoro, coordinato dal geologo di Leicester Jan Za-
lasiewick — composto non solo da geologi, ma anche
da archeologi, geografi, scienziati del sistema Terra e
storici — per valutare se sia davvero il caso di introdurre
ufficialmente l’Antropocene nell’immensa scala del
tempo geologico, quel monumento dell’intelletto uma-
in atmosfera, ha scaldato il pianeta e gonfiato il livello no che sta appeso in tutte le aule scolastiche insieme al-
dei mari. E poi: ha acidificato gli oceani, frammentato contenuta nel libro di Simon la tavola periodica degli elementi.
gli habitat, decretato il successo di poche specie ed L. Lewis e Mark A. Maslin Il Il compito si è rivelato però assai più difficile del pre-
Percorsi .
estinto quasi la metà di tutte le altre. Ciascuna di queste
azioni avrà lasciato un segno indelebile sulla superficie
pianeta umano (traduzione di
Simonetta Frediani, Einaudi,
pagine XXII-384, e 32). È
visto. Gli scettici lamentano che l’Antropocene è diven-
tato un tema politicizzato e troppo pop, meglio lasciar
Personaggi maschili: terrestre. Homo sapiens è diventato una forza della na-
tura. Riflettendo su questo fatto, nel 2002 il chimico uscito da poco il saggio di
perdere. Sono soprattutto i problemi tecnici a preoccu-
pare. L’epoca in geologia è la quarta suddivisione del
la beffa di Boccaccio Paul Crutzen, premio Nobel sette anni prima per i suoi
studi sullo strato di ozono, propose quasi per gioco, do-
Christophe Bonneuil e Jean-
Baptiste Fressoz, La terra, la
tempo, dopo eoni, ere e periodi. Per definirne i confini,
bisogna trovare un segno netto, perenne e globale nei

61
po un convegno a Cuernavaca in Messico, di dare un no- storia e noi (traduzione di sedimenti (gli esperti lo chiamano «chiodo d’oro»), che
ILLUSTRAZIONE DI ANTONELLO SILVERINI

me alla «geologia dell’umanità». Insieme all’ecologista Agnese Accattoli e Andrea sia rintracciabile in modo inequivocabile dagli scienzia-
Eugene Stoermer, su «Nature» coniò un termine tanto Grechi, Treccani, pagine XVII- ti del futuro tra milioni di anni.
semplice quanto eloquente: «Antropo-cene», cioè 367, e 27). Da segnalare
l’«epoca recente dominata dall’umanità». anche: John R. McNeill, Peter
In realtà, di «era antropozoica» si discuteva già dal- Engelke, La grande
l’Ottocento in Inghilterra, con il sottofondo degli sferra- accelerazione (traduzione di E allora, da dove far cominciare l’Antropocene? Crut-
gliamenti della rivoluzione industriale, in Russia, in Chiara Veltri, Daniele zen non ebbe dubbi: dalla rivoluzione industriale tra
Francia e in Italia grazie all’abate geologo Antonio Stop- Cianfriglia e Francesco Sette e Ottocento e dai suoi effetti sulla composizione
pani, che definiva l’uomo «una nuova forza tellurica». Rossa, Einaudi, 2018); dell’aria. Lo dicono le carote di ghiaccio antartiche che
Senza nulla togliere a questi precursori, è solo da qual- Gianfranco Pellegrino, misurano i livelli di anidride carbonica nel passato. Da
di FRANCESCO PICCOLO che decennio che è cresciuta la consapevolezza critica Marcello Di Paola, due secoli a questa parte, un combinato disposto di uso
sul significato dell’Antropocene: adesso sentiamo il bi- Nell’Antropocene di combustibili fossili e deforestazione sta facendo
sogno di dare un nome alla Cosa. (DeriveApprodi, 2018) schizzare i gas serra a livelli mai raggiunti negli ultimi
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

{
Il peso della luce
L’avreste mai detto? Dormire con la luce probabilità di mettere su peso (fino a cinque
Sopra le righe accesa fa aumentare di peso, solo le donne chili in cinque mesi). E se la luce entra dalla
di Giuseppe Remuzzi però. E dipende da che luce: quella del finestra? Nessun problema, almeno per le più
comodino va bene, ma con la luce della di 43 mila donne studiate per altre ragioni, a
camera o la televisione accese hai più cui si è chiesto come dormivano.

La denuncia Philippe Chancel


espone il suo lavoro ad Arles

Fotografo
le cicatrici
di un pianeta
devastato
di PATRIZIA VARONE

Il fotografo
Philippe Chancel (qui sopra,
© Pierre Marsaut), nato nel
1959 a Issy les Moulineaux,
vive a Parigi. Laureato in
Economia e Giornalismo,
debutta come reporter con

D
un lavoro sui Paesi dell’Est.
800 mila anni, con il risultato che stiamo rinviando sine quanto sta avvenendo. Se un certo comportamento si è Ha sviluppato, nel tempo, un atazone è un lavoro fotografico lungo quin-
die il naturale arrivo della prossima glaciazione. evoluto anticamente in una specie, non per questo esso approccio nuovo alla dici anni che racconta la devastazione e l’ag-
Anche il Gruppo di lavoro sull’Antropocene inizial- è automaticamente una buona strategia oggi. Aver fatto fotografia documentaria che gressione dell’uomo sull’ambiente. Lo ha
mente fece sua questa opzione. Tuttavia, ben prima del- qualcosa da sempre non significa che sia giusto farlo, né muove verso l’arte. Del 2006 realizzato il francese Philippe Chancel. È in
le fabbriche inglesi, le attività agricole già avevano mo- che ci convenga. Forse sbagliamo da sempre e solo di re- la prima mostra con il lavoro mostra fino al 25 agosto all’Èglise des Frères
dificato radicalmente la superficie terrestre e l’atmosfe- cente questo sbaglio comincia a costare caro. sulla Corea del Nord. Nel Prêcheurs nell’ambito dei Rencontres de la Photo-
ra. Nei sedimenti a partire da 11.650 anni fa troviamo un Gli scienziati della Terra Simon Lewis e Mark Maslin, 2005 intraprende Datazone, graphie di Arles, in Provenza (in queste pagine ne pub-
elenco di indizi: erosione dei terreni, semi e pollini di dello University College di Londra, in un documentato ora ai Rencontres de la blichiamo alcuni scatti). «Quindici anni fa — dice
piante coltivate, montagne di ossa di animali allevati, libro dal titolo Il pianeta umano (Einaudi) propongono Photographie d’Arles, Èglise Chancel a “la Lettura” — si cominciava a parlare di
più metano e anidride carbonica in atmosfera. Se lo ar- un’altra data ancora: il 1610, l’anno in cui l’anidride car- des Frères Prêcheurs. Per 15 umanità in via di disumanizzazione. Allora ho preso
retriamo così, l’Antropocene va però a sovrapporsi al- bonica in atmosfera scese come mai più farà dopo. Un anni Chancel esplora e una mappa e ho identificato alcune regioni sull’orlo del
l’Olocene, quindi non aggiungeremmo un nome nuovo segno sinistro. Le lame d’acciaio e le malattie euroasiati- osserva i sintomi allarmanti precipizio. Ho pensato alle “utopie degenerate” del
ma ne sostituiremmo uno già esistente, peraltro intro- che avevano sterminato 50 milioni di amerindi in pochi della salute della Terra, filosofo Louis Marin. Il termine Datazone è un riferi-
dotto nel 2008 dopo mille controversie. Un bel pasticcio. decenni, pari al 10% della popolazione mondiale. In se- e in Datazone mostra i segni mento a Interzone, la scrittura frammentaria di Wil-
Altri guardano più vicino e pensano che la grande ac- guito al massacro, i campi coltivati delle regioni tropica- del disastro. Sono sue le liam Burroughs adatta alla letteratura e alla fotografia».
celerazione delle attività umane con impatto geofisico li americane erano stati per un po’ restituiti alle foreste, immagini di queste pagine Chancel, che cos’è dunque «Datazone»?
sia avvenuta dopo il 1945, con le enormi dighe, l’uso cosicché gli alberi in rigogliosa crescita sulle macerie L’appuntamento «È un affresco politico».
massiccio di fertilizzanti, la diffusione della plastica, il avevano sequestrato i gas serra rinfrescando il pianeta. Les Rencontres de la Ha realizzato quattordici tappe. Con quale scopo?
consumo di acqua e petrolio, la crescita della popolazio- Dopo il 1610, la globalizzazione dei commerci e i pro- Photographie d’Arles 2019 è «L’assenza di regole, risvolto tossico della globalizza-
ne. A favore di questa datazione vi è anche un terribile fitti dell’economia mondiale detteranno l’agenda e avrà in corso fino al 22 zione, coinvolge clima, politica, economia. Ho scelto di
marcatore globale: il fallout radioattivo prodotto dal- inizio il vero Antropocene. Le due grandi transizioni settembre. Nati nel 1970 da trasformare la macchina fotografica in arma da com-
l’esplosione delle bombe atomiche, due sganciate sulla successive — cioè la rivoluzione industriale della mac- un’idea del fotografo Lucien battimento pacifista. Bruno Latour, in Tracciare la rot-
popolazione in Giappone e altre 500 almeno fatte brilla- china a vapore alimentata a carbone, prima; l’industria- Clergue, dello storico Jean- ta, scrive che “l’apocalisse è eccitante” perché va all’es-
re nei test fino al picco del 1963. lizzazione globale novecentesca, poi — consolidarono Maurice Rouquette e dello senza della crisi ecologica dando coscienza del precipi-
Il gruppo votò a favore di questa scelta nel 2015, indi- un processo già avviato. Secondo Lewis e Maslin, il di- scrittore Michel Tournier, i zio. Per Latour, nulla è più sovversivo di una buona
cando come data quella del Trinity Test nel deserto del battito sull’«epoca umana» è così acceso proprio perché Rencontres de la Photographie descrizione. Walkers Evans definisce lo stile documen-
New Mexico, il 16 luglio 1945. La proposta fu però conte- mescola scienza, politica e ambientalismo. hanno compiuto 50 anni. tario proprio così: sono d’accordissimo».
stata dalla comunità scientifica e nacquero anche divi- Concepiti per offrire Lei fotografa il Sudafrica depauperato dalle com-
sioni interne. Da allora si sono succedute esternazioni un’immersione totale nel pagnie minerarie di estrazione di diamanti e platino;
confuse e contraddittorie. Non se ne viene a capo. mondo della fotografia, la disputa dell’acqua sul fiume Giordano tra musul-
Quando far esordire l’Antropocene non è questione Antropocene infatti non significa soltanto cambia- hanno registrato 19 mila mani, ebrei e cristiani; i paesaggi surreali e climatiz-
di lana caprina. Se lo riteniamo antichissimo, siamo mento climatico. Si tratta di un processo composito che presenze nella prima zati degli Emirati Arabi; gli effetti dello tsunami su
ineccepibili dal punto di vista evoluzionistico perché riguarda il sistema Terra nella sua interezza. Contribui- settimana di apertura. Le Fukushima, Giappone, simili alla bomba atomica; la
Homo sapiens è una superpotenza biologica e geologica scono tendenze diverse, dalla crescita delle temperature novità di questa edizione ricca biodiversità del delta del fiume Niger, in Nige-
almeno da quando ha controllato il fuoco, da quando medie all’impoverimento degli ecosistemi e al crollo sono l’interdisciplinarietà e ria, distrutta dalle multinazionali petrolifere; il Con-
poi ha colonizzato tutti i continenti tranne l’Antartide della biodiversità. Le dinamiche del fenomeno sono co- l’omaggio alle fotografe. tinente Antartico, barometro dell’equilibrio ecologi-
portando all’estinzione intere faune di grandi mammi- sì vaste e imprevedibili perché frutto delle interazioni Diretti da Sam Stourdzé dal co del pianeta. Quale l’ha impressionata di più?
feri in Australia e nelle Americhe, e sicuramente da moltiplicative fra tutti i processi messi assieme. Essen- 2015, i Rencontres 2019 «Difficile dirlo. Il mondo in 15 anni è cambiato. La
quando ha imparato ad addomesticare piante e animali. do ampio, nel tempo e nello spazio, e con effetti locali hanno nel programma folle crescita della Cina è proporzionale allo sciogli-
Questi marcatori però non sono precisi. Inoltre, così ci disorientanti (un maggio freddo e piovoso come conse- ufficiale 51 mostre, divise in mento dei ghiacciai. Ai poli gli scienziati hanno prove
esponiamo al rischio di pensare che siccome lo faccia- guenza di un riscaldamento medio generale), l’Antro- sezioni, e ospitano 210 dell’accelerazione esponenziale delle conseguenze del
mo da sempre allora sia normale. Siamo umani in quan- pocene è un oggetto difficile per noi da concepire. artisti. Sette i premi conferiti riscaldamento: il Trattato Antartico, per ora, blocca la
to perturbatori dell’ambiente che ci circonda e finora ci Le specie, se lasciate a sé stesse senza limiti, tendono tra cui Woman in Motion pour corsa al suo sfruttamento e all’enorme profitto. Parten-
è andata bene: perché preoccuparsi? a moltiplicarsi a dismisura. Noi stiamo facendo lo stes- la photographie, do dalla centrale Daiichi di Fukushima, ho percorso la
Se invece facciamo iniziare l’Antropocene tardi, con so, è l’istinto fondamentale della vita. La specie umana, all’americana Susan costa di Tohoku fino alle ultime tracce della devastazio-
la rivoluzione industriale o con le bombe atomiche, evi- per propria inventiva, ha imparato a consumare indefi- Meiselas; Prix de la Photo ne, 350 chilometri a nord. Un’apocalisse, come il ro-
denziamo più efficacemente l’accelerazione inusitata nitamente le risorse del pianeta. E allora succede come Madame Figaro alla greca manzo La strada di Cormac McCarthy. Al mio rientro,
dell’impatto umano negli ultimi secoli o decenni: non quando un’alga invasiva colonizza un lago eutrofizzato o Evangelia Kranioti sono riuscito a guardare le foto solo dopo sei mesi».
era mai successo in 3,75 miliardi di anni di evoluzione i batteri invadono una piastra piena di nutrimento: pro- Le immagini La catastrofe catturata dalla luce ha il potere di
che una specie da sola fosse capace di trasformazioni liferano. Dopo di che, o si trova un modo per produrre Nella foto grande: Philippe sconvolgere l’anima. Tutti possono fare qualcosa…
ecologiche così pervasive. I marcatori recenti sono più energia illimitata, tirando fuori il coniglio dal cilindro Chancel, Datazone #04, «Senza filtro, un insieme coerente di immagini chia-
netti, però corriamo un rischio opposto al precedente: della creatività tecnologica umana, o le risorse finiscono Giappone, Tohoku, re può avere un significato magico ed edificante. I visi-
ritenere che la storia umana sia uscita da una lunga età e arriva il collasso. La differenza tra noi e le alghe è che Ishinomaki, 2011. In alto: tatori, qui ad Arles, mi hanno detto che Datazone ha
dell’oro di presunta armonia con l’ambiente, per metter- noi lo sappiamo, che di solito va a finire così. Quando Datazone #08, Nigeria, Delta contribuito ad accrescere il livello di comprensione con
si ora a correre verso l’abisso sotto l’effetto narcotizzante l’Antropocene mostrerà la sua faccia cattiva, nessuno del Niger, Ogoniland, 2013. elementi tangibili ma non semplicistici. Un’emozione
del progresso. In un’ottica di lungo periodo, la dicoto- potrà usare l’ignoranza, o la natura matrigna, come scu- Per le immagini: courtesy piena di umanità: il più grande regalo per un docu-
mia tra «buon selvaggio» e «civiltà depravata» non reg- sa per non aver fatto abbastanza. dell’artista e della Galerie mentarista».
ge, il che però non implica che si debba sottostimare © RIPRODUZIONE RISERVATA Melanie Rio Fluency © RIPRODUZIONE RISERVATA
4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Il dibattito delle idee


Il pianeta si surriscalda.
La prima domanda
non è questa:
ci salveremo? Piuttosto,
la prima domanda
è questa: chi si salverà?
Perché saranno
i poveri a pagare
le conseguenze peggiori
dell’aggressione
ambientale: i contadini
del Bangladesh
soffriranno più
dei cittadini di New
York. Per affrontare
la questione abbiamo
invitato a discuterne
un’ecologa indiana
e un geografo americano

Clima, la nuova lotta di


Ora, non è realistico
Q
conversazione tra uesta è una conversazione sui 3, ma forse an- ERLE ELLIS — Ovviamente dipende, non è un proces-
HARINI NAGENDRA che 5 gradi in più che la Terra potrebbe rag- so uniforme. Ma la consapevolezza sta crescendo velo-
ed ERLE ELLIS
immaginare di cambiare
giungere entro fine secolo. Sull’Antropoce- cemente. Come l’impegno. Una delle domande che mi
a cura di ne, e cioè l’epoca, questa, in cui l’uomo do- sento rivolgere più spesso è «Cosa devo fare?». La rispo-
ANNACHIARA mina l’esistenza di tutti gli esseri viventi. Sui sta non è semplice né diretta, e deve tenere presente che
SACCHI
tutto all’improvviso. Né cambiamenti climatici e le loro conseguenze. Ma non
spaventatevi. Perché questa è soprattutto una conversa-
viviamo in un mondo in cui sono evidenti enormi dise-
guaglianze. Il futuro dell’umanità, e non solo, dipende

è realistico immaginare zione sulle opzioni, tantissime, che abbiamo per inverti-
re la rotta; sulla speranza, concreta, di avere un futuro
migliore; sulle reti di collaborazione che possono fare la
anche dall’affrontare con equità questi problemi. Biso-
gna capire se solo pochi potranno adottare certi com-
portamenti, o se il cambiamento coinvolgerà le masse.
di cambiare tutto da soli. differenza. Sulla scienza che ha bisogno delle discipline
umanistiche e sulle città che reclamano una rivoluzio-

Tantomeno è realistico ne, anche nel design. Su un ragionevole ottimismo. E se


lo dicono Harini Nagendra, ecologa e docente di Soste-
nibilità alla Azim Premji University di Bangalore, ed Erle
Siete ottimisti?
ERLE ELLIS — Sono un ottimista con riserva. La chia-
immaginare di cambiare Ellis, scienziato ambientale, professore all’Università di
Baltimora dal curriculum sterminato, significa che cre-
ve dell’ottimismo è non aspettarsi l’utopia. Certo, il futu-
ro non sarà perfetto, molti problemi continueremo ad
tutto se non si cambia la derci è una possibilità. «Non amiamo le utopie».
Naturale, voi siete scienziati. Che cosa dobbiamo
averli, ma possiamo e dobbiamo affrontarli. Senza pre-
tendere di risolvere con un batter di ciglia il cambia-

mentalità. Un esempio?
aspettarci? mento climatico, e allo stesso tempo senza prospettarci
HARINI NAGENDRA — Gli scienziati non bastano. Lo scenari apocalittici. Non è realistico immaginare di
studio delle trasformazioni del paesaggio richiede una cambiare tutto, all’improvviso. Si cambia rendendo le
Lo propone Erle Ellis: è profonda comprensione dei diversi fattori sociali, cultu-
rali ed economici del cambiamento.
persone più sensibili.
HARINI NAGENDRA — In India nessuno parla di ri-

importante concentrarsi ERLE ELLIS — Non sappiamo come sarà il futuro. Di-
pende da come le società interagiscono tra di loro. Per il
momento ci aspettiamo un pianeta in cui sarà più duro
scaldamento globale, è come se la gente non fosse anco-
ra in grado di fare connessioni appropriate sul tema. E
allora bisogna lavorare sulla consapevolezza, obiettivo
sul futuro che possiamo vivere, con un ecosistema cambiato, diverso.
HARINI NAGENDRA — La cosa difficile è modificare i
complesso tanto quanto i temi in gioco. Eccoli: il cam-
biamento climatico che effetti avrà sulle migrazioni? Gli

creare, invece che nostri comportamenti per mitigare gli effetti dell’Antro-
pocene. Penso alle città, nate quando il problema non
c’era, dove si continua a costruire come se la questione
abitanti del Bangladesh sommerso dove andranno? Chi
voglio aiutare? Cosa è mio e cosa no? Sono domande che
impongono riflessioni imponenti, e allora l’ottimismo
sulle cattive abitudini esistesse solamente sui libri. E destinate a crescere, per-
ché le popolazioni lì si concentreranno. Prendiamo Mi-
diventa etico, perché significa non mollare, perché non
c’è un altro pianeta. Rinunciare non è un’opzione, otti-
da evitare. Pensieri lano: ha conquistato l’Olimpiade invernale, che cosa co-
struirà? Quali edifici cresceranno? Ma soprattutto, cosa
mismo è condividere.
Non avete un po’ troppa fiducia nell’umanità?

positivi? Certo. Non


succederà alle persone più povere? ERLE ELLIS — Gli uomini sono la forza più potente
Appunto, che cosa succederà? sulla Terra. La Terra si surriscalda perché gli uomini
HARINI NAGENDRA — Non tutti potranno contare hanno costruito il loro mondo. Quando le persone colla-
L’immagine
Philippe Chancel, Datazone sarebbe stato lo stesso sulle stesse condizioni di vita, sarà questo l’effetto più
devastante dell’Antropocene. Il punto non è «l’umanità
borano possono fare più o meno qualsiasi cosa, non è
questione di forza, ma di cooperazione, e lavorare insie-
#14, Francia, Marsiglia,
quartieri Nord e quartieri
Sud, 2017 e 2018. Courtesy
se Luther King avesse sopravvive o no», ma «chi sopravviverà all’interno del-
l’umanità». I poveri dovranno pagarne le conseguenze
maggiori, Paesi come il Bangladesh saranno più in sof-
me per risolvere problemi è la condizione per un futuro
migliore.
Ma l’avete detto voi che il riscaldamento globale di-
dell’artista e della Galerie
Melanie Rio Fluency
urlato: «Ho un incubo» ferenza rispetto a... vediamo... New York.
E ce ne rendiamo conto?
vide il mondo tra ricchi e poveri, tra chi annegherà e
chi si salverà su grattacieli ipertecnologici.
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5

{
Il lavoro delle donne
Sono vestite di nero, sistemano raffinati capi per diventare indipendenti. Le signore in nero
Viva Liala! sui manichini, rispondono alle domande di
eleganti signore. E forse non sanno che quel
di Madeleine St. John (traduzione di
Mariagiulia Castagnone, Garzanti, pp. 192,
di Roberta Scorranese
lavoro ai grandi magazzini, nella Sydney degli e 16) parte dal lavoro delle donne per
anni Cinquanta è, in realtà, l’unica occasione raccontarne il lato nascosto, forse indicibile.

i Contrapporre
L’eco-filosofo Timothy Morton:
Direste le stesse cose a giovani e anziani?
HARINI NAGENDRA — No. All’anziano direi: «Fai
qualcosa ora». Al giovane darei una prospettiva più a
lungo termine. Le madri, che pensano alle nuove gene-
basta dati e sermoni, spaventano
razioni, sono generalmente il pubblico più attento e
propositivo.
ERLE ELLIS — Veicolare il messaggio giusto è impor- La docente
tante. Come fanno le campagne pubblicitarie dobbiamo Harini Nagendra (Salem,

uomo e natura
entrare in sintonia con le persone e i loro interessi. E Tamil Nadu, India, 1972) è
chiederci: «La gente si interessa a due gradi? Ha idea di ecologa e docente di
cosa due gradi vogliano dire nell’arco di una vita?». È Sostenibilità presso la Azim
difficilissimo per gli scienziati far passare un concetto University di Bangalore,

non ha senso
astratto come la temperatura. dove guida il Centre for
Dunque è un problema di cattiva comunicazione? Urban Sustainability in India.
ERLE ELLIS — No, non solo quello almeno. Il proble- Ha studiato Ecologia e
ma è l’energia, che succede se non bruciamo più com- Scienze biologiche,
bustibili fossili, cosa che dovremmo fare velocemente. Microbiologia, Chimica e
Con enormi perdite ed enormi conseguenze sulle popo- Zoologia. Da vent’anni è
lazioni più povere che finora hanno vissuto grazie al- capofila di una ricerca che Il filosofo Timothy Morton (Lon-
l’energia a basso costo. studia il rapporto tra uomo e dra, 19 giugno 1968) è autore, tra gli
Le popolazioni più povere possono avere atteggia- natura nelle foreste e nelle altri titoli, di «Iperoggetti» (tradu-
menti verdi? città. Il suo ultimo libro è zione di Vincenzo Santarcangelo,
HARINI NAGENDRA — Parliamo spesso di cattive Cities and Canopies. Trees in Nero, 2018); «Noi, esseri ecologici»
abitudini ma non di infrastrutture, tantomeno di città Indian Cities (Penguin, 2019, (traduzione di Giancarlo Carlotti,
che dovrebbero essere disegnate in modo da poter fare pp. 207, $ 20,99), scritto Laterza, 2018); «Dark Ecology»
la spesa sotto casa, senza prendere l’auto ogni volta. In- con Seema Mundoli (Columbia University Press, 2016)
vece di criticare certi catti-
vi comportamenti biso- di FEDERICA COLONNA

D
gnerebbe puntare su cosa
possiamo fare. ocente alla Rice University di Houston,
ERLE ELLIS — Ecco una Texas, Timothy Morton è uno dei pensatori
buona lezione per Milano: più eclettici e immaginifici sui temi ambien-
serve una design revolu- tali. Il suo obiettivo filosofico? Smontare
tion. Penso alle città, ma l’ambientalismo per come lo conosciamo
anche agli indumenti, vi- oggi — inefficace e terrorizzante, spiega — superando
sto che le temperature au- il dualismo uomo-natura.
menteranno e dovremo Parlare di ambientalismo è parlare di natura, ma
trovarci pronti. Le cose lei suggerisce di liberarci di questa idea. Come pos-
possono cambiare se alla siamo pensare un ambientalismo senza natura?
base c’è una forte motiva- «Siamo tutti parte della stessa biosfera. La distinzio-
zione. Sto dicendo che si ne tra umano e non umano, “cultura versus natura”, è
può ridurre sistematica- una sovrapposizione concettuale. Non significa nulla
mente l’impatto dell’uo- da un punto di vista logico e viene usata solo per scopi
mo. negativi, per distinguere forme “naturali” e “innaturali”
E salvare così la natu- di genere e sesso. L’evoluzione non lo fa affatto».
ra? Il tema chiave del discorso pubblico ambientalista

classe
ERLE ELLIS — La natu- è il cambiamento climatico: una catastrofe in termi-
ra sta bene; è la società che ni di spazio e di tempo. Lei lo descrive come «iperog-
non si sa adattare ai cambiamenti che essa stessa ha pro- Il professore getto»: che cosa significa?
vocato. Erle Ellis (Washington, Usa, «Immaginiamo tutta la plastica mai prodotta e per
La rivoluzione dunque deve partire dagli architetti, 1963) è professore di tutto il tempo che durerà. Talvolta assume la forma
dagli urbanisti, dai designer? Geografia e Sistemi delle forchette, che poi si ammucchiano in discarica o
HARINI NAGENDRA — E dalle scuole. Senza insistere ambientali all’University of in parte finiscono in pancia ai pesci. Ecco un iperogget-
sugli aspetti scientifici del cambiamento climatico, ma Maryland, Baltimore County, to: qualcosa così massicciamente distribuito nel tempo
introducendo un approccio interdisciplinare nello spie- dove dirige il Laboratory for e nello spazio che è davvero difficile da individuare
gare quello che sta succedendo, coinvolgendo le mate- Anthropogenic Landscape tutto in una volta su una scala di grandezza umana».
rie umanistiche. Quello che ci serve è un po’ di immagi- Ecology. È membro Trattiamo di solito questo iperoggetto con uno
nazione. Abbiamo bisogno di persone che con l’imma- dell’Anthropocene Working stile comunicativo preciso, basato su dati e racco-
ginazione lavorino e raccontino il mondo: poeti, scritto- Group. I suoi progetti si mandazioni. Lei definisce queste informazioni «fat-
ri, artisti, anime che sappiano ispirare. concentrano sui toidi»: numeri che ci fanno sentire in colpa. Funzio-
Da quale Paese può partire l’esempio? cambiamenti a lungo nano?
ERLE ELLIS — Più che di guerra parliamo di lotte, di HARINI NAGENDRA — Da tutti, ognuno con la pro- termine nell’ecologia del «Non bene. Dobbiamo trattare le notizie ambientali
conflitti. Ma è sempre stato così, molte società hanno pria specificità. pianeta causati dalle società come le altre. Basta con i numeri e con i sermoni: non è
dovuto affrontare, in passato, sfide ambientali. Alcune ERLE ELLIS — Per ora gli Stati non si sono molto im- umane. Altri lavori includono una buona combinazione quella tra informazioni bru-
sono collassate, altre si sono salvate. Quali? Semplice: pegnati. Ne parlano, ne discutono, ne studiano, ma non la realizzazione di strumenti tali e richieste impossibili. È come se invece di stimola-
quelle che hanno saputo distribuire le risorse. Si soprav- fanno molto. a basso costo per mappare i re le persone a pensare le volessimo traumatizzare. Ma
vive quando i gruppi di persone concordano sul soste- Quindi non sta succedendo niente? paesaggi in 3D. Il suo libro odio sentirmi sconvolto, non riesco a pensare».
nersi a vicenda. Si può affrontare qualunque sfida se si è ERLE ELLIS — No, le cose succedono. E in meglio. Ma Anthropocene: A Very Short Se politica, stampa e istituzioni con il loro lin-
socialmente forti. la questione divide, mentre il cambiamento climatico è Introduction è uscito nel guaggio non ci aiutano, come può farlo la filosofia e
HARINI NAGENDRA — La scuola è il punto di parten- di tutti perché tutti vogliamo un futuro migliore. E l’uni- 2018 per la Oxford come può diventare lo strumento per sviluppare una
za. Attenzione però, insegnare a fare la raccolta differen- co modo per affrontare la questione è ricostruire le città. University Press coscienza ecologica?
ziata e a prendere il bus ogni giorno va benissimo, ma se HARINI NAGENDRA — Servono grandi investimenti L’incontro «Filosofia significa amore per la saggezza. La parte
questa rimane un’azione individuale può diventare de- per sensibilizzare l’opinione pubblica. Harini Nagendra ed Erle Ellis sentimentale della definizione è la più importante.
primente e dare la sensazione di essere una goccia nel- ERLE ELLIS — E cooperazione, a partire dai centri ur- erano ospiti e speaker del Quando ami qualcuno gli permetti di essere un miste-
l’oceano. E se questa sensazione arriva ai bambini allora bani. Congresso mondiale sulle ro. Non hai bisogno di essere onnisciente, onnipotente
hai perso. Se invece parli di cooperazione, se proponi la- HARINI NAGENDRA — Sperimentando cose sempli- sfide dell’Antropocene che si o onnipresente nella sua vita. La filosofia può aiutarci
vori di gruppo e li fai, la prospettiva cambia. Bisogna da- ci ma innovative. è tenuto all’Università di perché permette alle cose di essere spontanee, come
re esempi forti, concreti. Come quello dei ragazzini di Immaginate il peggiore e il migliore 2029. Come vi Milano-Bicocca dal 1° al 5 l’amore. Amore e filosofia al loro meglio consentono
un villaggio indiano che hanno rispedito a varie compa- vedete tra dieci anni? luglio. Si tratta del 10° Iale un futuro autentico, non quello statisticamente proba-
gnie i loro imballaggi dicendo: «Ci piacciono i vostri ERLE ELLIS — Il peggiore: più divisioni, le società in- World Congress, congresso bile, ma la possibilità che tutto possa cambiare. Possia-
prodotti ma questi non li vogliamo». Nasce così la co- capaci di reagire, nessuno che concorda sul da farsi. Il dell’International mo modificare anche il modo in cui parliamo dei temi
scienza civile. migliore: quello in cui si vede una vera collaborazione Association for Landscape che ci terrorizzano con uno sforzo, diventando più con-
Partire dal basso, dai piccoli esempi, è sufficiente o tra società, in cui la maggioranza delle persone è con- Ecology (Iale) che si tiene sapevoli di come funziona la mente. È il bello della filo-
servono i capi di governo per avviare un vero cambia- centrata sul futuro. Dieci anni sono pochi per avere ri- ogni quattro anni in diversi sofia: ci aiuta a capire che il come è tanto importante
mento? sultati nei fatti, ma potrebbe esserci un’inversione. Pen- Paesi del mondo: per l’Italia quanto il cosa pensiamo. Il punto è che talvolta le solu-
HARINI NAGENDRA — Certo che servono i capi di sate al fumo: una volta era cool, ora non più. Allo stesso è stato un debutto. Il zioni sono troppo facili, ma continuiamo a cercare al-
Stato ma la politica risponde a ciò che la gente chiede... modo si può far capire quanto è sbagliato sostenere cer- convegno è stato trove. E se fosse questo uno dei grandi problemi per la
Non vi sentite mai scoraggiati? te attività, dopo le sigarette tocca alle emissioni. organizzato dalla sezione consapevolezza ecologica?».
ERLE ELLIS — No. Per una semplice ragione: c’è sem- HARINI NAGENDRA — Sono d’accordo. La sfida ora italiana, la Siep-Iale (Società Anche la cultura pop serve all’ecologia. Prendia-
pre una possibilità. Per un futuro migliore o anche peg- viene dal mercato, dagli investimenti. Italiana di Ecologia del mo «Star Wars»: lei fa riferimento alla Forza come
giore. Anche se dovessimo arrivare ai famosi 5 gradi. Se Pensare di fare soldi più che con il petrolio? Sem- Paesaggio); responsabile profondo senso di connessione e rispetto. Come
rinunci alla speranza perdi la forza di dare forma al futu- bra impossibile. organizzativo e scientifico, questa analogia può aiutarci?
ro. HARINI NAGENDRA — I governi lo devono capire, ma Emilio Padoa-Schioppa, «Quasi nessuno mi prende sul serio quando parlo di
Quindi dobbiamo essere fiduciosi? è ovvio che è difficile. Per questo serve l’opinione pub- docente di Ecologia Star Wars o del Muppet Show. Ma c’è un punto interes-
ERLE ELLIS — Sì. È importante concentrarsi sul futu- blica. Vogliamo la «pressione popolare». all’Università Bicocca. sante: abbiamo speso migliaia di anni nella civiltà occi-
ro che possiamo creare invece che sulle cattive abitudini ERLE ELLIS — Si può fare. E anche le grandi compa- Durante il congresso, dal dentale negando l’esistenza di esperienze come telepa-
che dobbiamo evitare. Lo diciamo spesso nel nostro gnie possono farlo, ne va della loro reputazione (pensa- titolo Nature and society tia e chiaroveggenza. Cosa succederebbe se le conside-
gruppo di lavoro: cosa sarebbe successo se Martin Lu- te al business delle cinture di sicurezza, che una volta facing the Anthropocene. rassimo vere? Non voglio che ci crediate, ma che pen-
ther King avesse detto «Ho un incubo»? Il suo genio è non esistevano). Investire su un futuro migliore non è Challenges and perspectives siate a come vi farebbe sentire il solo fatto di crederci.
stato vedere gli scenari possibili in un momento tre- da pazzi, anche se non crediamo nell’utopia. for landscape ecology, si sono Se avessimo fiducia in qualcosa di simile alla Forza le
mendamente difficile. E ha fatto la differenza. HARINI NAGENDRA — Con persone che si impegna- confrontati circa mille nostre vite sarebbero diverse, diventeremmo più spen-
HARINI NAGENDRA — Quando si parla di cambia- no ogni giorno per risolvere il problema. delegati da tutto il mondo in sierati, smetteremmo di credere che “vero” e “falso”
mento climatico, è necessario stimolare le persone a ra- Scienziati in prima linea? oltre 60 sessioni parallele. In siano davvero concetti così differenti. Le culture indi-
gionare sul breve termine. Se parli del 2100 nessuno si ERLE ELLIS — La scienza non ti dice cosa devi fare, ti una pausa tra gli interventi, gene sembrano meno rigide rispetto a questa dicoto-
interessa, ma se pensi al 2029, la gente dice oh, questo dice cosa succede. Per avere il futuro che vogliamo di- il 4 luglio «la Lettura» ha mia. E fortunatamente lo sono anche le più sofisticate
succede durante la mia vita, forse dobbiamo rimboccar- pende tutto dalla collaborazione. incontrato i due relatori e forme di logica conosciute nel mondo occidentale».
ci le maniche e fare qualcosa. © RIPRODUZIONE RISERVATA dialogato con loro (sopra) © RIPRODUZIONE RISERVATA
6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 7

{
Atrofizzatemi il cuore
Italo Svevo, Luigi Capuana, Salvatore Di Ogni autore rivela un lato oscuro. Capuana,
Risate al buio Giacomo, Arrigo e Camillo Boito sono alcuni per esempio, in Il dottor Cymbalus, racconta

Il dibattito delle idee di Francesco Cevasco degli «Autori Vari» che firmano Racconti di un disilluso che per non innamorarsi mai
italiani gotici e fantastici (a cura di Dario più si fa atrofizzare il cuore. Risultato?
Pontuale, Black Dog edizioni, pp. 340, e 17). Gotico, molto gotico.

«L’oceano ci travolge»
ne. Già nel 2005 sul «Guardian» l’autore
britannico Robert Macfarlane — in Italia
uscirà nel 2020 da Einaudi il reportage
narrativo Underland, ancora un genere
ibrido — sottolineava il ruolo decisivo
degli scrittori nell’aiutarci a «visualizza-

I nuovi narratori
re» i pericoli futuri del riscaldamento
globale. Direzione in cui certamente si è
mossa la porzione più consistente della
cli-fi, descrivendo scenari distopici e
apocalittici. Un buon esempio è Il libro
di Joan (Einaudi, 2019) dell’americana

della climate-fiction
Lidia Yuknavitch: ambientato nel 2049,
descrive la Terra ridotta a una «morente
palla di fango». Oppure, di qualche anno
fa: L’ultima profezia della britannica Liz
Jensen, tradotto da Fanucci nel 2012, o
La ragazza meccanica dell’italoamerica-
no Paolo Bacigalupi (Multplayer, 2014).

di ALESSIA RASTELLI

i
Non è l’unica strada. «Amo i romanzi
distopici — riflette lo scrittore statuni-
tense Nathaniel Rich — ma ormai mi
aspetterei un corpus che ponesse do-
mande più profonde. Ad esempio: in
che modo viviamo la consapevolezza di
aver escogitato un meccanismo di auto-
annientamento? In che modo questa cri-
si pubblica sta cambiando il pensiero sul
nostro futuro individuale?». Rich è già
autore del romanzo Odds against to-
morrow (Picador, 2014): al centro un ge-
nio matematico che predice catastrofi
per le grandi corporation in una
Manhattan che sarà travolta da un uraga-
no. E il 16 luglio è uscito in Italia da Mon-
dadori Perdere la Terra: un racconto del
fallimento delle potenze mondiali, fra il
1979 e il 1989, nel mettere in atto un pia-
no per il pianeta, collaborando con
scienziati e attivisti. Anche in questo ca-
so, non un saggio in senso tradizionale
ma, spiega Rich, «una non-fiction narra-
tiva sul cambiamento climatico: rico-
struisco le storie intime di chi allora non
solo cercò di trovare soluzioni politiche,
ma si interrogò sulle conseguenze per le
proprie famiglie e il futuro».
Un’altra via, in parte percorsa da Rich
nel romanzo newyorkese, è proprio
quella di narrare non tanto il futuro ma il
presente, e di farlo in modo realistico.
Che è poi il metodo di Collette in Dopo
l’onda: l’impazzimento del clima inne-

«L’
sca una catastrofe, ma in un contesto che
Racconti fantastici,
oceano si infilava Putra, autrice del saggio Climate Change potrebbe essere quello di ciascuno di
dappertutto, la sua and the Contemporary Novel (Cambrid- noi. Nel romanzo lo tsunami arriva «alle
lingua trascinava con ge University Press, 2019). «I titoli —
distopie in un
7 di sera precise. Quando tutti avevano
sé tutto ciò che pote- prosegue — sono poi incredibilmente finito i compiti, fatto la doccia e infilato
va strappare, lacerare aumentati. Nell’ultimo decennio anche i il pigiama, subito prima di cena». Tanto
e portarsi via (...). Tanta acqua da far
pensare che si trovassero in mezzo al
mare, e in effetti era diventato un mare,
presente lacerato, grandi narratori si sono confrontati con
la cli-fi». Nel 2009, ad esempio, esce
L’anno del diluvio di Margaret Atwood
che, osserva l’autrice, «alcuni vedono il
mio romanzo come una favola ecologi-
con rare isole che emergevano qua e là
dove prima c’era il mondo».
narrazioni in parte (Ponte alle Grazie) in cui è la materia
fantastica a dare sostanza alla catastrofe
ca. Altri vi colgono solo la forza indi-
struttibile di una famiglia, il senso di

autobiografiche
colpa dei genitori costretti ad abbando-
Dopo l’onda della scrittrice francese ambientale; nel 2010 Ian McEwan pro-
nare su un’isola tre figli mentre portano
Sandrine Collette, appena uscito in Italia pone in Solar (Einaudi) la via della sati-
in salvo gli altri, la forza vitale dei bambi-
per e/o, narra con ritmo avvincente e
passaggi di riuscita tenerezza la lotta per
la vita di una famiglia di 11 persone, le
sul crinale ra. E oggi i titoli crescono con l’aggravar-
si dell’emergenza e la maggiore attenzio-
ne al tema, basti pensare a Greta Thun-
ni rimasti soli».
L’operazione narrativa ricorda quella
uniche superstiti di uno tsunami provo-
cato dal cambiamento climatico. «Nel tra saggistica berg e al suo sciopero per il pianeta. della norvegese Maja Lunde: ne La storia
dell’acqua (Marsilio), secondo romanzo

e invettiva (come
romanzo — dice l’autrice a “la Lettura” di una quadrilogia ispirata al clima, non
— agiscono due forze: quella della natu- piove da cinque anni e un padre cerca di
portare in salvo la figlia.
quelle di Franzen e
ra e quella dell’amore di questa famiglia Lo scorso 2 giugno Jonathan Safran
in ostaggio dell’oceano. Ho provato a im- Foer ha annunciato su «la Lettura» il «Il mio nuovo romanzo non parla af-
maginare la strategia di ciascuno per so- pamphlet, Possiamo salvare il mondo, fatto di futuro, ma è completamente an-
pravvivere, che cosa accade se viene a
mancare ciò a cui siamo abituati, a parti- Safran Foer): così prima di cena. Perché il clima siamo noi,
che uscirà il 26 agosto per Guanda. Lui,
corato al nostro tempo» precisa infine
Amitav Ghosh, lo scrittore indiano che il

gli scrittori cercano


re dal cibo e dall’acqua potabile». romanziere (a lanciarlo fu nel 2002 Ogni 7 novembre uscirà in Italia con L’isola
Si arricchisce dunque il catalogo della cosa è illuminata), all’ambiente non de- dei fucili (Neri Pozza, traduzione dell’in-
cosiddetta climate-change fiction, nar- dica un romanzo. Ma neppure un saggio glese Gun Island). Nel saggio La grande I titoli
rativa del cambiamento climatico, che
gli americani abbreviano in cli-fi. Quasi
di interpretare tout court. Piuttosto «un’analisi con par-
ti autobiografiche», dopo che già a no-
cecità (2017) Ghosh aveva esortato a un
maggiore sforzo per far entrare l’emer-
Dall’alto: Dopo l’onda
di Sandrine Collette
un filone letterario ormai — pur nella
differenza dei generi e delle intenzioni una delle grandi vembre Jonathan Franzen ha pubblicato
La fine della fine della terra (Einaudi):
genza climatica nell’immaginario collet-
tivo. E quindi il tema è presente nel suo
romanzo, insieme con quello, anch’esso
(traduzione di Alberto Bracci
Testasecca, e/o, pp. 288,
dei singoli autori (alcuni si possono con-
siderare attivisti; altri, semplicemente,
attingono per le loro storie a quanto ac-
emergenze raccolta di riflessioni in forma di «mi-
cronarrazioni soggettive».
Scrivere di clima non è semplice. In
attualissimo, della migrazione. La stra-
tegia però è ancora diversa: non il reali-
e 18); Gun Island di Amitav
Ghosh (John Murray,
pp. 320, £ 20, dal 7
cade nel mondo). Tanto che si è già aper-
to un dibattito, specie tra scrittori e stu-
del mondo un intervento sul «Corriere» del 16 mar-
zo scorso Paolo Giordano sottolineava,
smo, ma riferimenti al mito, al folklore,
al soprannaturale che convivono con le
novembre in italiano per
Neri Pozza come L’isola dei
diosi anglosassoni, su quale sia la mi-
gliore forma per occuparsi, in letteratu-
ra, di un tema ritenuto difficile,
contemporaneo in generale, un «problema psicologico,
una tendenza a evitare di parlarne, di oc-
cuparcene e preoccuparcene». Foer con-
emergenze di un mondo che cambia.
Per chi infine sentisse il bisogno di
uno slancio ottimistico, «ha ripreso vi-
fucili); Possiamo salvare il
mondo, prima di cena. Perché
il clima siamo noi di Jonathan
angosciante, eppure urgente. ferma, e aggiunge: «Il cambiamento cli- gore — nota la studiosa Johns-Putra — Safran Foer (traduzione
«I primi romanzi a parlare del riscal- matico è di per sé un tema distante, una certa letteratura utopistica che met- di Irene Piccinini , Guanda,
damento globale provocato dall’uomo spesso noioso, complicato. Il che non te a tema la creazione di società più eque pp. 320, e 18, in libreria dal
furono La falce dei cieli (1971; edito in contribuisce a costruire un buon roman- e sostenibili. Un esempio è New York 26 agosto); Perdere la Terra
Italia da Nord nel 1974) e Heat (Simon & zo. Al contempo, una trattazione solo 2140 (Fanucci, 2017) dell’americano Kim di Nathaniel Rich (traduzio-
Schuster, 1977), rispettivamente degli scientifica non produce empatia, non Stanley Robinson. Oppure si è sviluppa- ne di Manuela Faimali,
statunitensi Ursula Le Guin e Arthur scatena l’azione. Di fronte a un nuovo ti- to dal basso il movimento della solar- Mondadori, pp. 178, e 18);
Herzog. Poi vennero Le torri dell’esilio L’immagine po di storia, abbiamo bisogno di un nuo- punk fiction, che prova a reimmaginare Adeline Johns-Putra, Climate
dell’australiano George Turner (1987; Philippe Chancel, Datazone #13, Antartide, vo tipo di narrazione». il futuro sia in termini di risorse energe- Change and the Contemporary
Longanesi, 1990), tutti di fantascienza», Charcot Point, 2017. Courtesy dell’artista Pur nella drammaticità del tema, si tiche sia di relazioni economiche». Novel (Cambridge University
ricostruisce la studiosa Adeline Johns- e della Galerie Melanie Rio Fluency nota in effetti una certa sperimentazio- © RIPRODUZIONE RISERVATA Press, pp. 196, £ 75)
8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

{
Il brutto della tv
È facile dare la colpa alla televisione, schermo d’invecchiarla. Ma la burla
Due parole in croce tanto che su questa pigra tentazione sono più inaspettata è venuta da Papa Bergoglio,

Il dibattito delle idee di Luigi Accattoli fiorite le ironie. Un Renzo Arbore d’annata che interrogato se gli piacesse rivedersi in
sosteneva che la televisione l’ingrassava. televisione rispose che no: «La tv mi fa
Luciana Littizzetto accusava il piccolo brutto».

La mappa Alastair Fothergill Olafur Eliasson Jorge Mañes Rubio

Una vasta
Our Planet The Green Light e Amanda Pinatih
(voce di David Attenborough) Workshop Design Museum Dharavi
2019 2017 2016
e articolata
generazio-
Renzo Piano
Documentaristi Comunitari
Biosfera (Genova)
2001
ne di artisti
John Gerrard Michael Wang
Western Flag Extinct in the Wild
2017 2017
interpreta
il rapporto
con la Na-
Christine e
Sonam Wangchuk Margaret Wertheim
Ice Stupa Crochet Coral
tura: «do- 2013-2014 Reef
2017

cumenta-
risti» che David Monacchi Dominique Gonzalez-
Fragments of Extinction Outi Pieski Foerster e Joi Bittle
2019 Cosmorama
registrano Fantastici
Ovdavazzit
2019 2018
Eduardo Kac Marta de Menezes
le alterazio- Genesis
1999
Body Nature
2011

ni della
biodiver- Carsten Höller
The Florence
Experiment
Scientifici
Mischer Traxler
Curiosity Cloud Miguel

sità; «scien- 2018 2015-19 Ramirez


Herbario

tifici» che
2019
Bernie Krause
The Great Animal Orchestra
saldano Michael Strano,
Pavlo Gordiichuk
2016

arte e e Mit Chemical Engineering


Nanobionic Plant Project: Utopisti
tecnologia;
Ambient Illumination Irene Stracuzzi
2016 The Legal Status of Ice

altri che
2017 Bruce Mau
Massive Change
2004
avvertono

Bioestetica
l’esigenza
di indicare
originali
forme
di riciclo;
altri ancora
che prefi-
gurano
un altrove di VINCENZO TRIONE
fantastico;
N
el 1980 Edgar Morin pubblica a «vivere» il sapere ecologico. Prendere no della quale potremmo iscrivere il fe- tion, Monacchi ha raccolto in aree del
e poi ci un libro quasi profetico. Si in-
titola Il pensiero ecologico.
congedo dall’antropocentrismo, che por-
ta l’uomo a porsi al centro dell’universo.
nomeno della «bioestetica» contempo-
ranea, che sta attraversando saperi e am-
mondo ancora non antropizzate fram-
menti di un vasto giacimento acustico in

sono gli Per secoli, ricorda il filosofo


francese, si è ritenuto che la
vita fosse simile a un albero ramificato o
E sbarazzarsi dell’idea romantica di Na-
tura. Per portarsi al di là di una concezio-
ne della biosfera come un tutto superiore
biti linguistici diversi: dalla letteratura
alla filosofia, dall’architettura al design,
dalla moda al cinema. Fino all’arte, che
via di distruzione; mentre, in The Floren-
ce Experiment (2018), Höller ha sistema-
to nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze
«apocalit- a un sistema composto di regni, di classi,
di specie. A lungo, l’ambiente è stato con-
alla somma delle sue parti: il tutto è sem-
pre inferiore rispetto all’insieme delle
rappresenta un privilegiato campo di os-
servazione e di analisi per comprendere
due monumentali scivoli di metallo, ispi-
rati alla spirale del Dna, all’interno dei

tici», che siderato solo come un involucro esterno


al cui interno si trovava una «cellula com-
parti che lo compongono. Ciascuno di
noi, sostiene Morton, deve sentirsi come
questo indirizzo emergente. quali i visitatori possono entrare portan-
do con sé una pianta di fagiolo, le cui

non hanno
posta di molecole». Esiste, invece, una momento decisivo — ma non dominan- molecole emesse durante la discesa ven-
dimensione più ampia e complessa di te — della rete che connette i viventi. Es- gono poi analizzate da un team di scien-
cui si occupa «la scienza delle interazioni sere umani vuol dire non affermare la Proviamo a tracciare una cartografia ziati.
bisogno di combinatorie/organizzatrici che inter-
corrono tra tutte le componenti fisiche e
nostra superiorità, ma istituire un lega-
me di solidarietà tra noi e gli altri esseri,
dei bio-artisti contemporanei. Innanzi-
tutto, ci imbattiamo nei «documentari-
Altri artisti, invece, avvertono l’esigen-
za di indicare originali forme di riciclo.

spiegazioni viventi». L’ecologia. Un sapere che ci in-


segna a sentire l’habitat in cui viviamo
non come «un’unità esclusivamente ter-
resistendo alle invasioni della tecnolo-
gia, che tende a incrinare l’alleanza tra gli
uomini e le altre specie. «Essere contrari
sti»: Gerrard, Wangchuk e Fothergill ten-
dono a registrare le alterazioni dramma-
tiche della biodiversità. Si pensi a Our
Perciò concepiscono arte e design come
strategie di riscatto, di «riparazione». Si
ricordino i mostri fatti di alghe di Loh-
ritoriale», ma come un eco-sistema, che all’antropocentrismo non significa che Planet di Fothergill con la voce di David mann e quelli fatti di scarti di Mongo.
«porta in sé sia l’ordine che il disordine detestiamo l’umanità e che vogliamo Attenborough, naturalista britannico e Nello stesso orizzonte potremmo iscrive-
della “giungla”». estinguerci, significa capire come noi divulgatore scientifico, un progetto du- re l’azione di artisti, di architetti e di desi-
Partendo da questo radicale cambio di umani siamo inseriti nella biosfera in rato quattro anni, che ha coinvolto cin- gner (come Piano, Mañes Rubio-Pinatih,
punto di vista, il filosofo-sciamano ingle- quanto esseri tra gli altri», scrive Morton, quanta Paesi, dai ghiacci artici agli ocea- Eliasson e Wang) che costruiscono situa-
se Timothy Morton, intervistato a pagina il quale disegna così i contorni di un po- ni profondi fino ai vasti paesaggi del- zioni comunitarie e aperte, all’interno
5, nei suoi erratici libri ha proposto una stumanesimo volto a definire una diversa l’Africa e alle foreste del Sud America. delle quali il pubblico può riflettere sugli
severa critica nei confronti dell’Antropo- idea di alterità: l’altro non è più altro-da- Diverso l’approccio degli artisti incombenti rischi ambientali e su possi-
cene, l’età della Terra in cui gli individui me, ma altro-con-me, esito del dialogo «scientifici»: Kac, de Menezes, Krause, bili azioni di difesa. Rivelatori Extinct in
si limitano a osservare gli esiti devastanti con l’alterità. Monacchi e Höller mirano a saldare arte the Wild di Wang, che indaga sulle dina-
di una natura erosa fino quasi a scompa- Queste riflessioni ci aiutano a delinea- e tecnologia. Esemplari i lavori di Monac- miche della tutela delle specie animali e
rire. Secondo Morton, occorre imparare re la prospettiva teorico-critica all’inter- chi e di Höller: in Fragments of Extinc- vegetali in via di estinzione; e il museo
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

{
Tanti viaggi, un ritorno
Incontri, suggestioni, paesaggi che non a sublimare le proprie poesie di viaggio. Si
Soglie diventano mai cartolina, ma svelano l’anima avvicendano così la bambola nera nell’Africa
di Franco Manzoni di un luogo o di un momento. Con fulminee della miseria, le Seychelles con una danza
visioni liriche Ruggero Marino (Verbania, notturna e Venezia durante il carnevale nella
1940), inviato speciale di lungo corso, giunge raccolta Viator (Akkuaria, pp. 140, e 12).

Marshmallow
Laser Feast
Patricia
Piccinini
Neri Oxman e
The Mediated
Fernando
Laposse
SSS Tesi SSS Tesi
e Ersin Han Ersin
Treehugger Wawona
Sanctuary
2018 Antonio
García-Abril
Matter Group
Aguahoja
Totomoxtle
2017 LA MUSICA
CLASSICA
Tomás 2017 2017-19
Saraceno e Débora Mesa
Spider/Web Petrified River
Pavillon 7
2019
2018-19 AnotherFarm
Fantasma Recycled HA QUALCHE
PUDORE
2019
Laura
Aguilar
Untitled Agnieszka
2007 Kurant
Visionari A. A. I. di NICOLA CAMPOGRANDE
2014-2017
Agnes
Denes Anto. Milotta ILPOP-ROCK
CIAVVISAVA
Wheatfield e Zlatolin Donchev Alexander Groves
1982 Naturally Artificially e Murakami Julia Lohmann
2017 Palm Stool from Oki Naganode
Björk
Biophilia
Rachel Sussman
La Llareta #0308-23b36
Can City
2013
2013
MANOI
2011
Henrique Oliveira
2008
SIAMOSORDI
Transcorredor
2016 Joe Davis di MASSIMO ZAMBONI

Q «F
Bacterial Radio
2012 uando si è trattato acendoci largo
di riferirsi alla natu- attraverso la
Daniel Keyes ra, i compositori piazza del
e Katie Ryan hanno sempre avu- mercato/ così
The Path to Luma to molti dubbi. Be- tante madri
2015 ethoven scrive la che sospirano/ era appena arri-
Francois Knoetze Sinfonia Pastorale, ma poi si vata la notizia / rimanevano 5
Cape Mongo spaventa all’idea di ritrarre anni per piangere/ la Terra
2013-2016 qualcosa e annota che si tratta stava davvero morendo»: 5
di impressioni naturalistiche. anni, questo è ciò che abbiamo,
Apocalittici Smetana ne La Moldava non ha da Five Years di David Bowie,
Upper One Games problemi a dipingere musical- 1972 (sopra). Sono trascorsi
Never Alone mente un fiume ma solo perché altri 50 anni ma più che un
2014 ne fa l’icona della patria, lo sospiro di sollievo o uno scon-
circonda di danze, annota rife- giuro la canzone ci fa riflettere
Paola Bay rimenti geografici per orgoglio che da tempo saremmo avverti-
e Paolo Bruni nazionale. Debussy si dedica a ti, se avessimo voluto ascolta-
Reliquaries La mer ma non per descrivere il re. Altri echi in Mercy Mercy
2018 movimento delle onde: al netto Me di Marvin Gaye: «Cosa dire
Korakrit dell’ispirazione, il brano è una di questa terra sovrappopolata,
Arunanondchai sorta di sinfonia nascosta, quanti altri abusi umani può
e Alex Gvojic raffinatissima, dove del mare è sopportare?». O nel Ragazzo
No History presente un vago e personalis- della via Gluck di Celentano,
2019 simo ricordo. che tutti hanno cantato e nes-
Non può dunque stupire che suno ascoltato: «Eh no, se an-
anche oggi, prima di dichiarare diamo avanti così, chissà come
che si sta facendo un qualche si farà». In decadi più recenti, i
itinerante di Mañes Rubio e Pinatih, che po. Che riprendono certe intuizioni degli tori di testimonianze brucianti, impe- tipo di fotografia sonora al R.E.M. cantano del Cuyahoga,
celebra l’effervescenza creativa di Dhara- animatori della Land Art (da Heizer a De gnati a renderci responsabili di ciò che cambiamento climatico, gli il fiume più inquinato del mon-
vi, un quartiere di Dubai. Maria, a Long), i quali, agli inizi degli an- sta accadendo a poca distanza da noi. autori più significativi si muo- do, le cui acque trasudano an-
Altri artisti ancora preferiscono prefi- ni Settanta, in polemica con i miti dell’in- Gli artisti «ecologici» non si limitano a vano con cautela: continua a ziché scorrere e periodicamente
gurare i contorni di un altrove fantastico. dustrializzazione e dell’iperurbanesimo, denunciare le minacce del presente. Ma prevalere l’idea che la musica prendono fuoco. O Earth Song
Si pensi a Christine e Margaret Werthe- erano intervenuti in grandi spazi deserti- vogliono renderci consapevoli del fatto assoluta, astratta, abbia una di Michael Jackson, 1995, ac-
im, Pieski, Ramirez e soprattutto a Domi- ci, disseminandovi i propri segni geome- che ciascuno di noi non è solo padrone maggiore nobiltà. E dunque è compagnata da un video im-
nique Gonzalez-Foerster, creatrice di un trici provvisori. Al di là delle diverse in- né spettatore della natura, ma ne è parte. meglio non sporcarsi le mani pressionante per i disastri rap-
diorama onirico. Inoltre, si pensi alle clinazioni, però, le voci della «bioarte» Essi, perciò, si muovono tra discariche con le contingenze della crona- presentati, visualizzato da 260
ipotesi visionarie di Denes, Aguilar, Sus- — un indirizzo emerso con forza nelle sublimi, folgoranti e discontinue, non ca, almeno sino a che non ci milioni di ascoltatori, e 400
sman, Oliveira, Milotta&Donchev, Ku- ultime edizioni della Biennale di Venezia troppo diverse dalla Leonia di cui aveva saremo resi conto che si tratta, milioni sono le visualizzazioni
rant, Piccinini e Saraceno, che disegnano (curata da Ralph Rugoff), della Triennale parlato Italo Calvino ne Le città invisibili: tragicamente, di storia. Qual- di What I’ve Done dei Linkin
utopie da science fiction, suggerendo vie di Milano (curata da Paola Antonelli) e una città che «rifà sé stessa tutti i giorni»; cuno, però, negli ultimi anni si Park. «Non c’è alibi, in que-
di fuga dalla prigione del presente: pae- della Triennale del Cooper Hewitt Smi- e, quotidianamente, abbandona i resti è sbilanciato. Lo ha fatto John st’addio». Cifre che potrebbero
saggi ulteriori, densi però di elementi thsonian Design Museum di New York — della giornata precedente, intrecciando Luther Adams (qui sopra), che far sperare in un progressivo
tratti dalla realtà. Alcuni esempi: Natu- condividono alcune intenzioni civili, il piacere per l’acquisizione di «cose nuo- con il suo Become Ocean, stra- aumento della consapevolezza
rally Artificially di Milotta&Donchev, precise necessità poetiche e segrete ra- ve e diverse» con la voglia di espellere e ordinario pezzo sinfonico di della coscienza collettiva.
una stanza bianca costellata di minerali e gioni filosofiche. Distanti da ogni ideolo- di allontanare ogni scoria, in un’eruzione ispirazione acquatica, ha vinto Ma al di là dell’onestà degli
di cristalli incastonati nelle pareti, mo- gismo, con una forte tensione civile, pen- ininterrotta di immondizia, di resti, di un Pulitzer. Dopo essere stato intenti degli artisti, i fatti mo-
dellati con rumorose stampanti 3D; Spi- sano il proprio mestiere come pratica ci- «rimasugli indistruttibili». Aggirandosi un ambientalista molto attivo, strano che è lecito dubitare
der di Saraceno, paesaggio tessuto da ra- vile ed etica: «lingua vivente della realtà» in quella sorta di Leonia dove ciascuno di di fronte all’accelerazione del sull’effettiva possibilità di que-
gni; e Transcorredor di Oliveira, un labi- (per dirla con Pasolini). Concepiscono i noi oggi vive, i «bioartisti» recuperano cambiamento climatico Adams ste canzoni di farsi cultura;
rinto claustrofobico e catartico, che si propri lavori come severi esercizi dello spoglie e rottami, specchio di un tempo ha spiegato di voler fare di più: dunque, penetrazione. Troppo
snoda tra mattoni, cemento, paglia e le- sguardo. L’arte, sembrano dire, deve farsi nel quale nulla è destinato a durare: si «Come compositore credo che forte l’impatto estetico del can-
gno, mostrando un uomo «posseduto» dispositivo capace di entrare in contatto crea per distruggere; ogni oggetto ha una la musica abbia il potere di tante, la sua fisicità, lo spec-
dalla natura. diretto con la vita di tutti i giorni, deci- scadenza ed è in attesa di una morte im- ispirare un rinnovamento delle chio irraggiungibile, capace di
Infine, gli «apocalittici». Bacterial Ra- frandone il volto più oscuro. Gli artisti minente. La vera sfida: suggerire ipotesi coscienze, della cultura e della sovrastare un messaggio che si
dio di Davis, Cape Mongo di Knoetze, Ne- «ecologici», tuttavia, non si limitano al- di rigenerazione, di riciclo, di rinascita, politica». Ed eccolo al lavoro, riduce a colonna sonora o poco
ver Alone di Upper One Games, The Path l’atto della registrazione. Ed è qui la diffe- donando una vita ulteriore a scarti, a reli- con la sua matita. più. Non a caso forse uno dei
to Luma di Keyes e Ryan, Reliquaries di renza con la maggior parte delle figure quie e a rifiuti, sperimentando inattese Più esplicito ancora è stato pochissimi esempi di efficacia
Bay e Bruni e No History di Arunanon- «politiche» che hanno riempito diverse strategie di transustanziazione. Il fine: Sebastian Currier che, nel suo si trova in Bob Dylan, capace di
dchai sono come sequenze di un’apoca- edizioni della Documenta di Kassel e del- «formulare attraverso manufatti e con- Next Atlantis, per orchestra sottrarsi al ruolo di rockstar.
lisse immanente, insediata bruscamente la Biennale di Venezia, le quali, in bilico cetti, urgenti questioni politiche che non d’archi ed elettronica, ha im- La sua A Hard Rain’s A-Gonna
nelle nostre esistenze. tra resoconto giornalistico e critica socia- possono contare unicamente sulle nor- maginato una New Orleans Fall, cantata in sua vece da
In questa mappa, un posto a sé spetta a le, hanno voluto soprattutto fare luce sui mali procedure per entrare nel dibattito ormai sommersa dalle acque, Patti Smith nella sala del Nobel
Björk. Che nel 2011 ha realizzato Biophi- mali del mondo e raccontare alcuni tra pubblico», spingendo «lo Stato ad attua- attraversata da un mare idea- davanti a regnanti commossi e
lia, un complesso progetto intermediale gli eventi più catastrofici della nostra re delle riforme» (come hanno scritto Pa- lizzato, irreale, che secondo imbarazzati, tocca un apice di
(cd, app, videoclip e film). Inno all’amore epoca, aedi dei disperati della Terra, au- ola Antonelli e Ala Tannir). l’autore induce «un senso di intensità irripetibile proprio
per la vita nella sua totalità innalzato dal- Per cogliere il senso profondo della pace, di serenità, ma con una per l’assenza dell’artista. Un
la cantante-musicista islandese, che im-
magina sé stessa e la natura come un co-
smo infinito, facendosi interprete di una
SSS «bioestetica», potremmo servirci delle
parole di David Attenborough, il quale, a
proposito di Our Planet, ha detto: «Vo-
sensazione di vuoto, di perdi-
ta… Questa è la nuova Atlanti-
de: non quella mitica del passa-
suo coetaneo tocca un vertice
simile: «Vedremo soltanto una
sfera di fuoco, più grande del
visione panica e pagana in cui sono in- Interpretazioni gliamo portare gli spettatori in uno spet- to, ma una città del sin troppo sole, più vasta del mondo;
globati soggetti e oggetti, piante e ani-
mali, pietre e vulcani, insetti e oceani.
Un discorso originale tacolare viaggio di scoperta che mostri la possibile futuro». Altri compo- nemmeno un grido risuonerà
bellezza e la fragilità della natura. Oggi sitori, ci si può scommettere, li (...) ma noi non ci saremo». Ci
merita la musicista Björk, siamo diventati la più grande minaccia seguiranno. Speriamo solo che, rassicura sul finale, Guccini:
che con «Biophilia» per la salute della nostra “casa”, ma pos- quando ascolteremo la loro «In alto, lontano, ritornerà il
siamo ancora affrontare le sfide. A patto musica, non sia troppo tardi. sereno». Ma noi non ci saremo.
Sono, questi, alcuni tra i più interes-
ha creato una visione di agire ora».
cosmica panica e pagana
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

santi artisti «ecologici» del nostro tem- © RIPRODUZIONE RISERVATA


10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Le trappole in cui
un leader
non deve cadere
Il testo che ha delineato
un nuovo modo
di curare

Come spezzare il legame


tra disagio emotivo
e alimentazione
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le differenze tra
un bambino e l’altro?

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DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

ACCA Il profumo svela i segreti


delle tombe egizie di Torino
sostanze organiche volatili. I dati saranno
interpretati in laboratorio dove verranno
confrontati con materiali di riferimento».

DEMIE
Valentina Turina, restauratrice del museo
che collabora con i curatori Enrico Ferraris e
Federica Facchetti, spiega che «la scelta è
caduta sulla Tomba di Kha poiché tra i

A
di CHIARA PAGANI pprofondire la conoscenza del corredo è stata resa possibile grazie all’utilizzo di corredi presenti è quello in cui sono
funebre delle tombe dell’antico Egitto uno spettrometro di massa portatile, di contenuti più materiali organici e vasi
attraverso il profumo dei reperti: è il solito impiegato per analisi mediche o sigillati. Ciò ha permesso di analizzare le
progetto in corso al Museo Egizio di Torino ambientali, come racconta a «la Lettura» offerte alimentari contenute in coppette di
grazie a un team scientifico che vede la Francesca Modugno del Dipartimento di terracotta che non sono mai state scientifi-
collaborazione anche dell’Università di Pisa. Chimica e Chimica Industriale dell’ateneo camente identificate; la sfida consiste ora
Quest’indagine innovativa è stata toscano. «I prelievi sono stati effettuati nell’effettuare i confronti: si tratta di
effettuata sui reperti della Tomba presso il Museo Egizio in modo non invasivo alimenti che hanno quasi 3.500 anni, è
dell’architetto Kha e della moglie Merit, prendendo in esame 35 reperti rinchiusi per difficile trovare riferimenti per elementi
scoperta da Ernesto Schiaparelli nel 1906 a una settimana in appositi involucri utilizzati paleobotanici nei database esistenti».
Deir el-Medina, nei pressi di Luxor. L’analisi per l’analisi della composizione delle © RIPRODUZIONE RISERVATA

Orizzonti
Pasquale Ruju è il #twitterguest
Pasquale Ruju (Nuoro, 1962) ha lavorato in
tv, teatro, cinema, radio. Ha scritto oltre 120
storie per «Dylan Dog», «Tex», «Nathan
Never» e altri. Premio Cartoomics 2004 e
.

premio U Giancu 2011, è autore di romanzi,


fra cui Stagione di cenere (e/o, 2018). Con
Filosofia, religioni, costumi, società Andrea Cavaletto e Rossano Piccioni ha
appena pubblicato la graphic novel Nuvole
nere (Feltrinelli Comics). Da oggi su Twitter i
suoi consigli ai follower de @La_Lettura.

Monarchi Cinquecento anni fa Carlo d’Asburgo, che era già re di Spagna, fu eletto alla guida del Sacro Romano Impero
La nuova biografia di Geoffrey Parker ricostruisce le vittorie e gli errori di un sovrano che riuscì a dominare gran parte

L’Europa
del continente, ma non debellò mai i tanti nemici che aveva di fronte: la Francia, i principi luterani, la potenza ottomana

A
Carlo V è intitolato un premio
che la Fondazione di Yuste (lo-
calità spagnola dove il sovrano
morì) attribuisce a personalità
che abbiano dato un significa-
tivo contributo all’unificazione europea.
E più volte Carlo V è stato indicato come
fautore dell’Europa unita; così lo presen-

di Carlo V
tò Charles de Gaulle, in un discorso del
1962. Tuttavia sul suo vasto impero
l’Asburgo non riuscì a imporre un’unica
legge, né un’unica fede; non sognava
l’unità europea come altri l’avrebbero
pensata quattrocento anni dopo, ma una
monarchia universale alla quale mancava
la Francia, e questa fu una delle cause del
fallimento. Lo ricorda uno studioso auto-
revole, Geoffrey Parker, che propone la
nuova biografia dell’Asburgo, Emperor,
appena uscita da Yale University Press di MICHAELA
poche settimane dopo l’edizione spagno- VALENTE
la, a cui seguirà la traduzione in italiano
da Hoepli, a maggior ragione utile da leg-
gere in questi giorni che hanno visto la muori»), ma la parabola si concluse con
INGHILTERRA Sacro Romano
prima donna, la tedesca Ursula von der un addio malinconico: l’abdicazione; la
Leyen, eletta alla guida della Commissio- Impero divisione dei domini tra il fratello Ferdi-
Londra PAESI POLONIA
ne europea. BASSI Eredità nando, a cui toccarono quelli imperiali, e
«Del sangue d’Austria e d’Aragon io Bruxelles austriaca il figlio Filippo, che ottenne quelli spa-
SACRO Eredità
veggio/ nascer sul Reno alla sinistra ri- Oceano Atlantico ROMANO gnoli; il ritiro nel monastero di Yuste, in
va/ un principe…», così Ariosto nell’Or- Parigi Boemia borgognona Estremadura, dove morì nel 1558. Persino
IMPERO
lando furioso celebrava Carlo V, pastore Eredità negli ultimi mesi cercò tuttavia di influire
di un solo ovile su cui non tramontava AUSTRIA castigliana sulle decisioni politiche e fino alla fine
FRANCIA
mai il sole. Cinquecento anni fa, il 28 giu- Vienna Eredità dovette subire delusioni cocenti. Sospetti
Franca aragonese
gno 1519, i sette principi elettori, persuasi Tirolo Ungheria e veleni lo accompagneranno anche do-
Contea Carinzia
Conquiste
dal denaro dei banchieri e dalle promes- Leon Milano po l’ultimo respiro.
di Carlo V
se, elessero Carlo d’Asburgo sovrano del Parker non concede nulla alla leggen-
Navarra Venezia Domini personali
Sacro Romano Impero. Grazie alla politi- PORTOGALLO
Genova IMPERO del fratello
da. L’analisi di debolezze, fraintendimen-
ca matrimoniale dei predecessori, che lui Castiglia OTTOMANO Ferdinando ti e ambizioni non altera il fascino della
stesso proseguì, Carlo, dal 1516 primo re Madrid Barcellona sua attenta narrazione biografica, arric-
di Spagna con la madre Giovanna la Paz- SPAGNA chita con curiosi aneddoti dei testimoni.
Valencia Roma
za, ereditò territori e popolazioni che Lo storico sottopone a verifica tanti epi-
comprendevano regioni che andavano Sardegna Napoli Costantinopoli sodi, guidandoci anche nell’ultima vi-
dalle Americhe all’attuale Ungheria, dal Granada Baleari cenda, quella del corpo di Carlo V: è stata
Baltico al Mediterraneo: con lui il motto Mar Mediterraneo scoperta la causa della morte, la malaria,
asburgico plus ultra (andare oltre) diven- grazie all’analisi eseguita su un dito nel
tava realtà. Le colonne d’Ercole erano su- Tunisi Sicilia 2004. Segnato da fallimenti e compro-
perate con la conquista del Nuovo Mon- messi, guerre, rivolte e repressioni, aven-

i
do, nonostante i pericoli di governare il do percorso migliaia di chilometri (qua-
primo impero globale a causa di incol- dei piaceri del cibo e non solo, Carlo fu ranta viaggi tra Europa e Africa), e pur
mabili distanze geografiche e culturali. rancoroso e diffidente. Pur avendo avuto potendo contare su ingenti risorse, poi
consiglieri abili come Mercurino di Gat- divorate dai banchieri, l’Asburgo tergi-
tinara, si circondò di persone che non versò fatalmente nell’azione verso l’Impe-
osavano mettere in discussione le sue de- ro ottomano, che cinse d’assedio Vienna
Parker ha ritrovato le Istruzioni lascia- cisioni. Eloquente uno dei ritratti di Ti- nel 1529 e continuò a imperversare, e ver-
te dal sovrano al figlio Filippo (futuro re ziano, che lo rappresenta a cavallo vinci- so i Papi, che rinviarono la convocazione
di Spagna) nel 1543, giunte in un mano- tore, con uno sguardo stanco rivolto al- del concilio auspicata da Carlo per ri-
scritto portoghese conservato a Parigi, e l’orizzonte dove si annuvolano e si raccol- comporre la frattura della cristianità.
ha esplorato una mole impressionante di gono i suoi nemici: i luterani, il re di Scelse il passato più che il presente e
documenti e opere che, nel corso dei se- Francia, gli ottomani. Contro tutti questi questo avvolse nelle ombre il suo regno,
coli, hanno costruito l’immagine di Carlo l’imperatore ottenne importanti vittorie, perché lasciò aperti molti fronti, non riu-
V, sottolineandone le ambiguità di fondo che però si rivelarono effimere. Un esito scendo a imporre soluzioni definitive e
e l’irresolutezza di fronte ai dilemmi che deludente determinato da scelte e deci- spesso consentendo ai suoi nemici il
via via gli si presentavano. La propensio- sioni dell’imperatore (non ultimi i suoi tempo per riprendersi dalle sconfitte. La
ne ad accettare stoicamente le tragedie in disinvolti impegni finanziari) e degli altri sua non è però solo una storia di scacchi
ambito privato (due figli morirono in fa-
sce, uno alla nascita), considerate mani-
festazione della volontà di Dio, accompa-
GEOFFREY PARKER
Emperor.
A New Life of Charles V
attori.
Uscendo dallo schema di un’interpre-
tazione superata che affida lo svolgersi
SSS subiti: va riconosciuto all’Asburgo di es-
sere riuscito nell’assoggettamento del-
l’America, imponendo viceré e cercando
gna la risoluta volontà di vendicare le of- YALE UNIVERSITY PRESS della storia al singolo, Parker estende lo Tentennamenti di controllare le ambizioni e le avidità dei
fese ricevute in pubblico: si scopre così
che dietro al Sacco di Roma del 1527 c’era
Pagine 760, $ 35 sguardo dall’imperatore a tutti coloro
che lo circondavano per vederne le ma-
L’Asburgo tergiversò conquistadores che comunque gli dona-
rono territori ampi come nessun altro so-
il piano di prendere prigioniero il Papa Il dipinto novre, seguendo l’indicazione di un altro verso i turchi, che cinsero vrano aveva mai avuto. Il peso della bru-
Medici, Clemente VII (colpevole di esser-
si alleato con il nemico degli Asburgo,
Nell’immagine a destra
il ritratto a cavallo
storico, Christopher Clark, che nei Son-
nambuli illumina i processi che portaro-
d’assedio Vienna tale conquista e dell’imposizione violen-
ta della fede cristiana, mentre comincia-
Francesco I di Francia, catturato in prece- di Carlo V (1500-1558) no alla Prima guerra mondiale, esami- nel 1529, e verso i Papi, che vano gli arrivi degli schiavi africani, non
denza e poi liberato da Carlo V), in modo realizzato nel 1548 nando prima il come e poi il perché. rinviarono il concilio per impedì alla struttura costruita da Carlo V
da costringerlo alla pace. dall’artista italiano Tiziano Carlo V iniziò la sua avventura con un di resistere in America fino all’Ottocento.
Appassionato di caccia, frequentatore Vecellio (1490-1576) trionfale Trono di Spade («O vinci, o ricomporre la cristianità © RIPRODUZIONE RISERVATA
12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

{
Incubatori sul mare
Ci sono molti posti dove è possibile attivare loro natura luoghi di transito e di approdo. Di
Cambusa incubatori, luoghi di sviluppo di nuove idee di possibilità. Rientra in questo schema, forse,

Orizzonti Storia antica di Nicola Saldutti futuro. Scegliere di farlo in un porto, quello di l’iniziativa di NAstartup e Alilauro: presentare
Napoli per esempio, forse aggiunge qualcosa, imprese, start up, progetti in un hub
perché racchiude l’idea che i porti siano per dell’innovazione. Sul mare.

Statisti Con le vittorie in Dacia (l’attuale Romania) il successore di Nerva portò i possedimenti di Roma alla massima
estensione. Ma non fu solo un soldato. Curò l’amministrazione pubblica, si circondò di consiglieri esperti e capaci, mostrò

L’Europa
attenzione per i sudditi e in particolare per i giovani bisognosi. Non riuscì però a mantenere tutte le province conquistate

N
el Panegirico a Traiano, la
gratiarum actio, orazione
pronunciata all’atto di accet-
tare il consolato, ma rielabo-
rata letterariamente in segui-
to, Plinio il Giovane proclama di avere,
con l’avvento di Traiano, constatato come
il principe sia non al di sopra delle leggi,

di Traiano
ma veramente sottoposto ad esse. Auten-
tico manifesto politico da parte del Sena-
to, il Panegirico riconosce il governo di
un uomo solo, necessario a frenare le in-
temperanze della ritrovata libertas, ma
ne auspica la salvaguardia e chiede reve-
rentia per un’intera classe e rispetto di
ruoli e di poteri da parte del principe. In
cambio i patres (senatori) gli garantiran-
no il loro appoggio. Questi dovrà essere
(e Traiano fu sentito come tale...) il mi-
gliore: solo così potrà esigere il ricono-
scimento degli uomini che a quell’antico di GIOVANNI BRIZZI
principio ancora si ispirano.
Quella delineata sia nel Panegirico, sia
nei discorsi Sul principato di Dione Cri- di paragone dal principe stesso al suo po-
sostomo è la figura di un sovrano illumi- Territori appartenenti all’impero tere, l’epiteto segna la volontà di apparire
nato prescelto dagli dèi, votato al dovere, alla morte di Augusto (14 d.C.) come il rappresentante e il vicario in terra
che, come un padre e un benefattore, Territori conquistati fino del Dio sommo, investito della sua auto-
regge e governa uomini liberi, non schia- BRITANNIA all’avvento di Traiano (98 d.C.) rità e incaricato di governare gli uomini.
vi. Nel compito sarà assistito da amici fi- Pur distinguendosi dal recente tentativo
dati, partecipi alla gestione degli affari di Territori conquistati da Traiano domizianeo di divinizzare il sovrano vi-
Stato: un consilium principis che, in Dio- GERMANIA fino alla sua morte (117 d.C.) vente, è un concetto assai impegnativo; e
SUPERIORE
ne, riunirà i massimi talenti da ogni parte GALLIA
tale, in apparenza, da negare l’elaborazio-
dell’Impero. Secondo l’intuizione già di ne ideologica proposta nel Panegirico
Seneca, ripresa da Plinio e dallo stesso DACIA pliniano. Ma il contrasto è più apparente
Dione, l’imperium è infatti servizio, è la- che reale, poiché il riferimento diretto
boriosa statio, insonne e provvida vigilia TRACIA ARMENIA conduce all’Aristos greco, richiamato poi
non scevra di fatica e impegno: un enun- SPAGNA nell’auspicio tante volte invocato all’av-
ciato che sembra riflettere la vittoria delle CAPPADOCIA vento dei successori: felicior Augusto,
ASSIRIA
classi alte e l’affermarsi dello stoicismo. melior Traiano, possa essere tu più felice
MESOPOTAMIA
Piaggeria? Non solo, io credo; tanto MAURETANIA SIRIA
di Augusto, migliore di Traiano. A propo-
più che sembra non esservene stato biso- sito di successioni, Traiano scelse davve-
gno. Marco Ulpio Traiano, l’uomo che CIRENAICA ro Adriano a subentrargli in punto di
AFRICA EGITTO ARABIA
Nerva, umiliato dalla protervia dei preto- morte o fu scavalcato dalle donne di casa
riani, adotta designandolo a succedergli, quando avrebbe preferito un non con-
è tra i migliori generali di Roma, scelto sanguineo? Difficile dirlo…
per incutere rispetto alle facinorose trup-
pe urbane, ma al tempo stesso tale da

Traiano non fu solo un soldato. E anzi


affermò di sentirsi onorato, più che dagli
altri appellativi, proprio da quello di Op-
timus, poiché gli derivava dall’indole
piuttosto che dalle vittorie e dalla valen-
tia nelle armi (Cassio Dione). Di gusti
semplici, lontano dall’immagine di intel-
lettuale raffinato che avrebbero dato poi
uomini come Adriano o Marco Aurelio,
Traiano non era contrario alla cultura (la
cui cura delegò in gran parte alla moglie
Plotina…) e all’intelligenza: del seguito
fecero parte uomini come, appunto, Pli-
nio il Giovane, nipote del sapiente di età
flavia, come Licinio Sura, abile politico e
letterato di talento, come Dione di Prusa
e Frontino, come Nerazio Prisco, grande
giurista a cui il principe pensò forse per
la successione, o il sommo architetto
Apollodoro di Damasco e altri ancora.
Di grande esperienza e modi garbati,
Traiano si mostrò affabile verso i sudditi;
e si rivelò un amministratore di prim’or-

i
dine, ampliando e perfezionando le
soddisfare tutti, evitando una guerra civi- strutture dello Stato e portando a compi-
le: nato a Italica, in Baetica, l’odierna An- mento, nella previdenza, il progetto degli
dalusia, nel 53 dopo Cristo, l’eletto potrà alimenta di Nerva, una speciale forma di
contare sull’appoggio delle province; e, prestito ipotecario sui fondi italici i cui
figlio di senatore (e patrizio…), non potrà interessi furono devoluti al mantenimen-
non piacere al Senato. Morto Domiziano to e all’educazione dei ragazzi bisognosi.
nel 96, i patres avevano tentato, con Ner- La mostra a Firenze È tuttavia soprattutto come soldato
va, di riappropriarsi del potere; ma l’etica L’arte di costruire che lo si ricorda. Indole e carriera lo spin-
aristocratica su cui fondavano le loro pre- un capolavoro: sero a intraprendere, per fini economici
tese era ormai gloria remota, potendo es- la Colonna Traiana, e strategici, importanti campagne di con-
si di rado rivendicare una virtus militare a cura di Giovanni quista dall’esito incerto: vittorioso in Da-
di cui l’antiqua nobilitas (e in particolare Di Pasquale con Fabrizio cia (Romania), nell’impresa celebrata
Nerva, l’anziano senatore prescelto…) era Paolucci, Firenze, Limonaia dalla Colonna Traiana (la ricorda una
spesso priva. Pur essendo anch’egli uno Grande del Giardino mostra ora a Firenze), e in Arabia Petraea
dei patres (e patricius, dunque tra i più di Boboli, fino al 6 ottobre (Giordania), rinunciò alle terre oltre l’Eu-
illustri), l’erede — che era anche l’unico a (uffizi.it), catalogo Giunti frate, piegato, più che dalla forza militare
essere cresciuto nei ranghi delle legioni, Le immagini dei Parti guidati dalla dinastia arsacide,
vir militaris ante litteram — la possede- Sopra: Costruzione di una dall’infuriare di una spaventosa rivolta
va invece appieno; sicché il Senato non fortificazione nella Mesia ebraica nelle retrovie. Lo stesso Anneo
poté non approvarne la scelta, tanto nel Inferiore / Calco di uno dei Floro, per il quale con lui l’impero movit
merito quanto nella modalità. Era rilievi della Colonna Traiana lacertos, sgranchì i muscoli, rinato a nuo-
un’adozione che richiamava il principio (1861-1862, gesso va giovinezza (e raggiunse, in effetti
di elezione dell’optimus proposto senza patinato). A destra, dall’alto: l’estensione massima…), ricorda che «è
fortuna da Galba trent’anni prima. Ritratto di Traiano su busto più difficile mantenere le province che
Traiano, che regnò dal 98 al 117, sareb- moderno (inizio II secolo conquistarle: si acquistano con la forza,
be stato considerato poi sempre l’Opti- d.C.); Claudio Capotondi, si conservano con il diritto». A uno degli
mus Princeps, al punto da rimaner cele- Modello in scala 1:20 imperatori più grandi questa seconda
bre proprio con questo appellativo. Attri- di una torre impalcatura parte non sempre riuscì.
buito di solito a Giove e fissato a termine della Colonna Traiana © RIPRODUZIONE RISERVATA
14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Orizzonti Storia contemporanea

i
L’immagine
Kim Dorland (1974), Woods #7
(2009) fino al 9 novembre
alla Galleria Giovanni Bonelli
di Canneto sull’Oglio (Mantova)

JACQUES RUPNIK
Senza il Muro.
Le due Europe dopo
il crollo del comunismo
Traduzione di David Scaffei
DONZELLI
Pagine X-254, e 25

L’autore
Nato a Praga nel 1950,
esperto di storia e politica

L’Europa senza Muro


dell’Europa centro-orientale,
Jacques Rupnik (nella foto)
insegna all’Istituto di
Scienze politiche di Parigi.
Ha seguito da vicino le crisi
nei Balcani ed è stato
consigliere del presidente
ceco Václav Havel
Bibliografia

divisa dal populismo


Sulle vicende dei Paesi
dell’Est nel dopoguerra il
Mulino ha pubblicato due
volumi: Ben Fowkes, L’Europa
orientale dal 1945 al 1970
(traduzione di Giuseppe
Balestrino, 2004); Bülent
Gökay, L’Europa orientale dal
1970 a oggi (traduzione di
Giuseppe Balestrino, 2005).
Su un arco di tempo più
ampio, dal 1919 in poi, si
sofferma il saggio di Stefano

N
Bottoni Un altro Novecento
(Carocci, 2011). Importante di MARCELLO ato a Praga, ma di nazionalità fran- niva considerato «necessario e impossibi- inevitabile. Per me rimane importante distin-
anche il libro di Anne FLORES cese, ex consigliere del presidente le» e poi fu giudicato «imprevedibile e guere struttura e agenda. Da un lato va consi-
Applebaum La cortina di ferro ceco Václav Havel, Jacques Rupnik inevitabile». Come può riassumere questo derato il decadimento a lungo termine del si-
(traduzione di Massimo è uno dei maggiori esperti di Euro- difficile interrogativo storico? stema politico ed economico del “socialismo
Parizzi, Mondadori, 2016). pa orientale. Abbiamo approfon- «Il richiamo all’imprevedibilità della storia reale”, combinato con l’erosione dell’impero
Da segnalare inoltre: dito con lui le tesi contenute nel suo recente fu l’immediata risposta di Václav Havel al 1989. sovietico. Dall’altro bisogna evidenziare la
Andrea Graziosi, Dai Balcani libro Senza il Muro (Donzelli), che ripercorre Lui e i suoi amici a Varsavia e Budapest furono causa immediata: il rifiuto di usare la forza da
agli Urali (Donzelli, 1999); le vicende dei Paesi un tempo appartenenti al i primi a essere sorpresi dalla pacifica scom- parte del leader del Cremlino Mikhail Gorba-
Luigi Geninazzi, L’Atlantide blocco sovietico dalla fine dei regimi comuni- parsa dell’impero sovietico. Questa intuizione ciov, che aprì uno spazio decisivo per Lech
rossa (Lindau, 2013); sti ai nostri giorni. è stata per me anche un suggerimento per tut- Wałesa e Solidarnosc a Varsavia e il Forum ci-
François Fejtö, La fine delle A trent’anni dal 1989 lei invita a non con- ti gli osservatori, analisti e studiosi, nessuno vico di Havel a Praga».
democrazie popolari fondere le cause immediate e le ragioni pro- dei quali aveva predetto il collasso, ma che Ritiene che si possa parlare, per il 1989, di
(traduzione di Marisa Aboaf, fonde che portarono a quel rapido e impo- non rimasero a corto di argomenti, appresi «rivoluzione», anche se non ci fu alcuna
Mondadori, 1994) nente cambiamento che, fino ad allora, ve- dopo, per dimostrare come mai la caduta era idea realmente nuova che accompagnò
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

{
L’ignobile selvaggeria dei coloni
Nel 1872 Pierre Loti (1850-1923) scrive il dell’esplorazione, Rapa Nui e le sue statue
Colpo di fulmine diario di viaggio L’isola di Pasqua: il memoir
proposto da Bordeaux nella prima traduzione
giganti, i Moai. È l’incontro stregato con l’isola
circondata da «abissi vuoti e mutevoli»,
di Ida Bozzi
italiana di Paolo Bellomo (pp. 96, e 12) è coloni che «hanno fatto prova, nei confronti
un’immersione nell’ultimo mistero dell’era dei selvaggi, di una selvaggeria ignobile».

volta che si tennero elezioni democratiche


nelle singole repubbliche di uno Stato multi-
nazionale, furono solo questione di tempo
SSS Tesi
l’affermarsi di tendenze centrifughe e alla fine
la dissoluzione dell’impero. L’unica cosa che GLI ARABI
non solo Gorbaciov, ma nessun altro, aveva
previsto era che sarebbe stata la Russia, sotto SEMPRE
il neoeletto presidente Boris Eltsin, a dare al-
l’Urss la spinta finale. Quindi, per l’Europa MENO
centro-orientale, l’impero esterno, Gorbaciov
fu una benedizione, ma per l’impero sovieti- RELIGIOSI
co/russo passerà alla storia come colui che
presiedette alla sua dissoluzione. Da qui le lo- di MARCO VENTURA
di che raccoglie in Occidente e il rigetto della
sua figura nell’opinione pubblica russa. La lea-
dership di Vladimir Putin è, tra le altre cose,
una reazione al contributo che diedero Gorba-
ciov e Eltsin (con l’incoraggiamento occiden-
tale) alla dissoluzione dell’ultimo impero eu-
U n giovane arabo
su cinque si di-
chiara non reli-
gioso. Lo rivela l’indagi-
ne commissionata da
ropeo». Bbc Arabic ai ricercatori
dell’Arab Barometer su
un campione di 25 mila
donne e uomini in Me-
In questi trent’anni siamo passati, nei Pa- dio Oriente e Nord Afri-
esi orientali, dalla rivoluzione democratica ca. Quella che gli autori
alla crisi della democrazia o, almeno, alla hanno presentato come
stanchezza verso la democrazia. Lei ricorda la più vasta ricerca del
anche che, allora, Polonia, Ungheria e Ceco- genere ha rivelato non
slovacchia optarono più per un tipo di de- soltanto una fetta con-
mocrazia angloamericana che per un mo- sistente della popola-
dello europeo. Come spiega il forte succes- zione araba che non si
so dei populismi nazionalisti, che lei chia- considera religiosa, il
ma «regressione democratica», e la nuova 13% e quasi il 20% per i
spaccatura Est-Ovest che esiste in Europa giovani tra i 18 e i 30
almeno dal 2015? anni, ma soprattutto
«Dopo il 1989 il motto fu “niente esperi- una crescita del 5%
menti”. Da qui la tentazione di rivolgersi ai negli ultimi anni, con
modelli occidentali esistenti e in particolare a l’eccezione, tra i Paesi
quelle che sembravano di gran lunga le due considerati, del solo
più affermate democrazie liberali, gli Stati Yemen.
Uniti e il Regno Unito. Se si vuole smantellare La Tunisia sarebbe il
l’evento, diversamente da quanto era avve-
nuto in Francia nel 1789 o in Russia nel 1917?
«Fu una rivoluzione pacifica e negoziata,
Intervista nesi («Abbandona un impero e il suo potere
senza ottenere nulla in cambio»). I cinesi han-
no mostrato nel giugno 1989 a Tienanmen che
un’economia esaurita gestita dallo Stato, si
tende a rivolgersi agli esempi angloamericani
di libero mercato (Scuola di Chicago e politi-
Paese di gran lunga
meno religioso, con più
del 30% di persone che
senza una finestra rotta (lasciando da parte la
Romania di Nicolae Ceausescu). Niente di si- allo storico un’altra via era possibile: quella del capitali-
smo autoritario».
che di Margaret Thatcher) piuttosto che alla
socialdemocrazia continentale. Trent’anni do-
non dichiara alcuna
fede. Il Marocco è nella
mile all’immaginario rivoluzionario segnato
dall’assalto alla Bastiglia nel 1789 o al Palazzo
d’Inverno nel 1917. Da qui la formula “rivolu-
Jacques Lei ricorda il lungo cammino che porta
alla crisi del 1989 e, soprattutto, pone il 1968
come un momento cruciale, perché dalle vi-
po c’è una reazione nazionalista-populista ri-
volta appunto contro i modelli occidentali.
L’imitazione genera risentimento, desiderio
media, l’Egitto è poco
sotto, ma entrambi
sono tra quelli con la
zione di velluto”. Ma comunque si tratta di
una “rivoluzione”, nella misura in cui sono
Rupnik: cende di quell’anno derivano sia la nascita
in Cecoslovacchia di Charta 77, sia in Polo-
di affermare te stesso, richiesta di riconosci-
mento. E se stai imitando un modello in diffi-
maggior crescita di
non-religiosi, dopo Tu-
stati trasformati i fondamenti di un sistema
politico ed economico. Tuttavia è anche la pri- 30 anni fa nia la creazione del Kor, che vede per la pri-
ma volta uniti all’opposizione intellettuali e
coltà? Volevi un’economia di mercato. Ce l’hai
e dal 2008 scopri che può andare in crisi. Vole-
nisia e Libia. Iraq, Gior-
dania e territori sotto

i Paesi
ma rivoluzione della storia a non proporre un lavoratori, e poi di Solidarnosc. In Ungheria vi una democrazia liberale, ce l’hai e, indovina l’Autorità palestinese
nuovo modello di società: è prevalsa l’imita- fu invece l’eredità della rivoluzione del 1956 un po’, va in crisi anche quella. Volevi unirti al- sono invece sotto il 10%.
zione dei modelli occidentali. Il sommovi- a mantenere un rilievo maggiore. Davvero il l’Europa. Benvenuto! Ma poi ti accorgi che an- La stessa indagine
mento del 1989 ha avuto successo nel portare
l’Europa centrale nell’Unione di Bruxelles, ma dell’Est peso della storia è stato così rilevante a venti
o trent’anni di distanza?
ch’essa affronta una crisi multipla. L’ondata
migratoria del 2015 è stata il catalizzatore del
avrebbe anche accertato
un minore sostegno per

sfuggivano
ora mostra chiaramente i suoi limiti». «Assolutamente sì. Il 1989 è stato la destina- discorso di chiusura sulla difesa dell’identità i gruppi radicali come
zione finale di un lungo viaggio iniziato nel nazionale e della “civiltà europea”. In breve, il Hamas, Hezbollah e i
1956 con una rivoluzione a Budapest, una ri- ciclo liberale successivo al 1989 sembra am- Fratelli musulmani.

Tra le cause che accelerarono nel 1989 il al controllo forma radicale a Praga nel 1968, l’emergere del
più ampio movimento operaio nell’Europa
piamente esaurito. Un nuovo ciclo populista
appare in corso: non solo a Budapest o Varsa-
La scoperta della
presenza di un pezzo di
crollo del comunismo, lei ricorda sia la Ta-
vola rotonda in Polonia del 6 febbraio (volu-
ta dagli stessi generali che avevano deciso lo
sovietico postbellica: la nascita di Solidarnosc in Polo-
nia nel 1980. Tutti i movimenti dissidenti, a
modo loro, reclamarono la continuità con il
via ma, con la Brexit e l’elezione di Donald
Trump, esso ha scosso i Paesi che erano perce-
piti nell’Europa centrale come i principali
società araba che ha il
coraggio di dichiarare
la propria non religiosi-
stato d’assedio nel 1981 contro Solidar-
nosc), sia l’apertura della cortina di ferro grazie a passato, ma andarono avanti: oltre il dilemma
della riforma e della rivoluzione in Ungheria e
punti di forza della democrazia liberale, Usa e
Gran Bretagna. Pensavi che noi dell’Est fossi-
tà a un intervistatore,
ancorché sotto garanzia
tra Ungheria e Austria il 4 marzo. Ma sem-
bra dare maggior rilievo alla fine della dot-
trina Brežnev proclamata da Gorbaciov nel
Gorbaciov. in Polonia, oltre il 1968 e le speranze di un “so-
cialismo dal volto umano” che era stato
schiacciato dai carri armati, verso un linguag-
mo alla periferia? Non è così, siamo stati
l’avanguardia! Ciò che sta accadendo in alcune
democrazie occidentali è visto come una legit-
di anonimato, insegna
quanto sia sbagliato
pensare a quel mondo
1988. Come mai?
«C’è la necessità e ci sono le conseguenze
Scelsero gio più liberale sui “diritti umani” e sulla so-
cietà civile che ha preparato il terreno per il
timazione della deriva in corso in Oriente».
Lei ricorda il 1989 come l’ultimo momen-
come a un monolite
musulmano.
non intenzionali. La Tavola rotonda significa
che i generali comunisti avevano capito che se un modello 1989 a Praga. Se preferite, si può dire che si è
passati da Alexander Dubcek a Havel».
to storico in cui l’Europa è stata lo scenario
principale di un evento mondiale. Il peso
Al contempo, il dato
non può esser preso

liberale,
non puoi fare affidamento sulla forza, devi so- sempre più limitato dell’Unione di Bruxelles come l’indizio certo di
lo negoziare un compromesso con Solidar- nel contesto della globalizzazione dipende un processo di secola-
nosc, ma non si aspettavano che ciò avrebbe anche dal fatto che non è stata in grado di rizzazione che porterà
portato alla perdita completa del loro potere.
In Ungheria, i riformatori aprono la cortina di mutuato da Lei ritiene che l’errore principale di Gor-
baciov fu illudersi che la dinamica del cam-
costruire quello «spazio pubblico europeo»
che sembrava possibile all’inizio degli anni
la regione a convergere
verso l’Occidente seco-

Usa e Gran
ferro con l’Austria, ma non immaginano che i biamento nell’Europa orientale avrebbe po- Novanta? larizzato. Resta la gran-
turisti della Germania dell’Est nelle loro auto- tuto essere controllata dai comunisti rifor- «Trent’anni dopo il 1989, l’Europa è al cro- de questione, per gli
mobili Trabant si affrettino a partire per la misti; ma sottolinea anche che il leader del cevia: o la deriva illiberale sovvertirà la demo- occidentali non meno
Germania Ovest, creando così la prima falla
nel Muro di Berlino, che sarebbe crollato in Bretagna, Pcus sottovalutò gli effetti della trasparen-
za, la «glasnost», nel risvegliare la questio-
crazia, come sembra stia avvenendo nel caso
dell’Ungheria; o i populisti potranno essere
che per gli arabi, dei
vantaggi di una popola-
pochi mesi. Ma alla fin fine niente di tutto ciò
sarebbe stato possibile senza l’accettazione ta-
cita di Mosca ed è qui che Gorbaciov ha fatto la
che oggi ne nazionale alla periferia dell’impero so-
vietico. In definitiva quale giudizio storico
globale si può dare su Gorbaciov?
contenuti, assorbiti, integrati nei nostri siste-
mi democratici. Questa è una domanda tran-
seuropea, non orientale. L’Europa sembra un
zione meno religiosa.
Più tolleranza, come
sembrerebbero dimo-
differenza. Nel 1988 abbandona la dottrina
Brežnev della “sovranità limitata”, usata nel
appare «Il leader sovietico aveva due problemi nel-
la sua agenda: la ristrutturazione del sistema
semplice spettatore nel grande confronto tra
Stati Uniti e Cina. L’eclisse dalla storia è davve-
strare i dati del Pew
Research sull’attitudine
1968 per giustificare l’invasione della Cecoslo-
vacchia, e la sostituisce con la “dottrina Sina-
tra”, che s’ispira alla famosa canzone My Way
in crisi. La economico (perestrojka) e la riforma dell’im-
pero, in quanto la stessa Unione Sovietica era
la continuazione dell’Impero russo. Storica-
ro una possibilità, una tentazione: il sogno
dell’Ue di diventare una grande Svizzera. Ma
c’è anche un’altra possibilità. Sembra chiaro
degli europei verso gli
immigrati? O più svi-
luppo, come ha soste-
(“A modo mio”). Insomma, lascia a ogni Paese
del blocco sovietico la facoltà di fare a modo
loro deriva mente, come sappiamo, è difficile, se non im-
possibile, fare entrambe le cose nello stesso
alla maggior parte degli europei che, per af-
frontare le principali sfide di oggi, devono agi-
nuto ancora di recente
Damian Ruck dell’Uni-
suo. In secondo luogo lo stesso anno, alle Na-
zioni Unite, Gorbaciov dichiara che nessuno sovranista tempo: ricordiamo che in Russia l’abolizione
della servitù della gleba da parte di Alessandro
re insieme: le minacce nei dintorni dell’Euro-
pa (fanatici islamisti nel Sud, Putin in Ucraina,
versità di Bristol?
La ricerca dell’Arab

in fondo ha
può rivendicare il monopolio sulla verità, che II, nel 1861, fu seguita nel 1863 dall’insurrezio- Trump alla Casa Bianca), i flussi migratori che Barometer ci ricorda
era stato, dalla rivoluzione bolscevica, la prin- ne della Polonia, che fu repressa nel sangue si sono attenuati, ma non si fermeranno pre- intanto che, religiosi o
cipale legittimazione dei regimi comunisti. Se dall’esercito zarista. Prendendo a prestito di- sto, e non ultima l’urgenza dei cambiamenti meno, 9 libanesi su 10
vuoi il socialismo senza il monopolio della ve-
rità, benvenuto nell’Internazionale socialista! anticipato versi punti dal programma di Dubcek del 1968
per promuovere la perestrojka, Gorbaciov lan-
climatici. Nessuno di questi problemi può es-
sere affrontato da qualsiasi Paese dell’Unione
dichiarano inaccettabi-
le l’omosessualità, e 25
Gorbaciov contribuì in modo così decisivo al
crollo dell’impero, che ciò gli valse l’immagi-
ne di un “decostruttore involontario”, che ot-
la Brexit ciò la glasnost, abolendo di fatto la censura.
Ma la perestrojka si trasformò presto in cata-
strojka e la glasnost, la libertà di parola in un
da solo. E quel calcolo preoccupato, lontano
dalle ottimistiche speranze del 1989, potrebbe
essere un punto di partenza appropriato per
marocchini su cento
ritengono tollerabile
l’omicidio d’onore.
tenne poco credito in Europa centrale e, natu-
ralmente, il totale disprezzo dei compagni ci- e Trump sistema monopartitico, semplicemente minò
dall’interno la sua posizione di leader. Una
ridefinire il progetto europeo».
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16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

SCOPER Basta un attimo all’algoritmo


per risolvere il cubo di Rubik
viene battuto da un computer,
l’intelligenza artificiale risolve il cubo di
Rubik superando in rapidità le menti
cubo al 100% delle possibili
configurazioni iniziali e nel 60% dei
casi trova il percorso più breve.

TE
più geniali. A creare l’algoritmo «La soluzione per il Cubo di Rubik
DeepCubeA, che trova i movimenti per richiede più pensiero simbolico,
ottenere le sei facce colorate, è stato matematico e astratto, quindi una
un gruppo di matematici e informatici macchina per l’apprendimento in

S
di ELENA RINALDI ei colori, nove tasselli da dell’Università della California (Ucl), grado di risolvere un simile rompicapo
permutare su ogni faccia e oltre pubblicando la ricerca sulla rivista si sta avvicinando a diventare un
43 miliardi di miliardi di «Nature Machine Intelligence». sistema in grado di pensare, ragionare,
configurazioni iniziali. Questi i numeri Lo studio si basa su un algoritmo di pianificare e prendere decisioni»,
del gioco più venduto nella storia: il apprendimento automatico. Prima il afferma Pierre Baldi, docente di
cubo di Rubik. Ora il rompicapo programma ha riconosciuto un cubo di informatica. L’obiettivo è costruire la
inventato nel 1974 dall’architetto Rubik già completato, poi i ricercatori prossima generazione di intelligenza
ungherese Ernö Rubik può essere hanno ruotato alcune tessere e artificiale avanzata, più efficiente di
risolto in una frazione di secondo da analizzato i procedimenti proposti per quella utilizzata nelle app e nei motori
una macchina. Se nel gioco degli la risoluzione. Lo studio ha mostrato di ricerca.
scacchi anche il miglior campione Il rompicapo detto cubo di Rubik che l’algoritmo riesce a completare il © RIPRODUZIONE RISERVATA

Universi {
Una partita di scacchi
Annika non sa di avere un disturbo autistico
quando, all’università, frequenta Jonathan
che ha conosciuto durante una partita di
I(n)stantanee scacchi. Il destino li separa, ma anni dopo i
due riaprono la partita: le regole, però, sono
di Nathascia Severgnini
.

cambiate… Il mondo visto da Annika Rose di


Scienze, astronomia, matematica, nuovi linguaggi Tracey Garvis Graves (traduzione di Andrea
Zucchetti, Sperling & Kupfer, pp. 304, e 17,90)
è nello scatto di Eleonora Magnotta, su
Instagram @onceuponatimeabooklove.

Due famose espressioni — «homo homini lupus» zione umana sono di gran lunga più rile-
vanti, rispetto a quello che si osserva in

e «mors tua vita mea» — definiscono ed esaltano come


altri mammiferi, per via dello stabilirsi di
norme derivate culturalmente, in ambito
sociale. È molto probabile che nelle anti-
vincenti comportamenti egoistici alla base delle attività chissime società di cacciatori/raccoglito-
ri lo stabilirsi di modalità cooperative per

umane. Ma recenti studi evoluzionistici rivelano che la caccia e il raccolto abbia costituito un
grande vantaggio per il gruppo interessa-
to, poiché aumentava di molto la resa di
a premiare sono soprattutto gli atteggiamenti cooperativi quelle attività rispetto a quanto avveniva
nei gruppi entro i quali gli individui non

L’uomo
cooperavano.

La nostra specie, Homo sapiens, è ap-


parsa circa 200 mila anni fa e circa 50-60
mila anni fa è uscita dal Corno d’Africa,
colonizzando il pianeta intero (anche se
un recente studio pubblicato sulla rivista
«Nature», relativo a un reperto ritrovato
di CARLO ALBERTO REDI in Grecia, porterebbe a retrodatare di

non è un lupo
molto il suo arrivo in Europa): questo
successo è dovuto in gran parte alla no-
stra capacità di cooperare, che si è andata
evolvendo in tempi recenti. Sino a circa
10 mila anni fa gli uomini vivevano in pic-
coli gruppi di cacciatori/raccoglitori, che
includevano diverse unità famigliari. Il
cibo, selvaggina cacciata dai maschi e
piante selvatiche raccolte dalle femmine,
veniva portato al campo e diviso tra i vari
membri, anche non in relazione di pa-
rentela. In questo modo il gruppo si assi-
curava di avere sempre a disposizione del
cibo, anche quando la caccia, dagli esiti
altamente aleatori, non procurava risor-

L
se. È evidente che una caccia fortunata
a vita è per sua costituzione ne naturale in genere favorisce l’evoluzio- te beneficiano altri cooperanti, in altre fruttava di tanto in tanto una quantità di
un’esperienza sociale, gli orga- ne di comportamenti che aumentano parole se il comportamento cooperativo cibo in eccesso (e che non poteva di certo
nismi a tutti i livelli del vivente l’idoneità (la fitness) degli individui. Il è rivolto non in maniera generica ad altri essere conservato) rispetto alle necessità
sono coinvolti in interazioni sia comportamento cooperativo, in appa- individui, ma è selettivamente diretto a e pertanto l’eccedenza poteva tranquilla-
con i propri simili sia con altri e renza, fa aumentare l’idoneità di chi è favorire altri cooperanti. mente essere divisa anche con i membri
diversi organismi; alcune di queste inte- gratificato, di chi riceve, e non di chi do- In biologia questo comportamento non in relazione di parentela; in altri ter-
razioni sono vantaggiose, benefiche e co- na, così in pratica contraddicendo la logi- (detto assortimento selettivo) è quello mini il rapporto costi/benefici di un si-
operative, mentre altre sono cariche di ca darwiniana. che più frequentemente si osserva tra gli mile comportamento favorisce l’instau-
contrasti e conflittualità. Fu tuttavia un convinto darwinista, un animali nelle forme di «reciproco mu- rarsi di una cooperazione. Anche la rac-
Charles Darwin pensava alla coopera- grande biologo britannico, William Do- tualismo» e «selezione parentale». In colta e il consumo di specie vegetali sono
zione in termini problematici, quasi co- nald Hamilton a risolvere il rompicapo, ambito umano si osservano entrambe massimizzati da attività cooperative: le
ILLUSTRAZIONE me fosse una sfida alla propria teoria sul dimostrando che la cooperazione può queste modalità, anche se gli scopi, la di- piante raccolte devono essere in qualche
DI MASSIMO CACCIA ruolo della selezione naturale. La selezio- ben evolversi se i cooperanti direttamen- mensione e la variabilità della coopera- modo trattate per detossificarle o co-

Etica La pluralità dei valori comporta


S
pesso ci troviamo in situazioni frontarsi con circostanze non ideali di con alcuni valori e princìpi, potrebbe es-
— nei nostri ambiti personali, giustizia, convivenza, politica. E non è fa- sere necessaria. Almeno questa è la tesi
la necessità di capire le ragioni degli altri in contesti istituzionali — nelle
quali una certa misura di com-
cile né scontato avere le competenze per
farlo. Come potrebbe una persona mo-
di Martin Benjamin nel bel libro Splitting
the Difference (1990) proprio sul tema del

Rivalutiamo
promesso sembra necessaria. I ralmente integra consentire a un com- compromesso. Si tratta necessariamente
compromessi d’altra parte in politica so- promesso? Come potrebbe essere così di un male?
no all’ordine del giorno. Lo si vede bene miope da sacrificare le sue idee (e la sua Secondo il filosofo Stuart Hampshire il
all’interno dell’attuale governo italiano di verità)? Si deve quindi partire dall’idea compromesso è una componente essen-
coalizione. Ma il fatto che i compromessi che esiste una vera antipatia nei confron- ziale della vita morale, una vita cioè che

il compromesso
siano parte della politica, così come lo è ti del compromesso. Ma questo, di per riflette la reale molteplicità di valori per-
l’attrito per la fisica, secondo una riuscita sé, non toglie nulla alla sua necessità. sonali e princìpi in conflitto, quando ci si
analogia del filosofo israeliano Avishai trovi a interagire con il mondo (uscendo
Margalit, non implica che raggiungerli finalmente dalla propria e assai conforte-
sia facile. In quella singolare agorà vir- vole bolla di cui sopra). Non si trattereb-

È una palestra
tuale rappresentata dai social media, Quando si tratta di prendere decisioni be, tuttavia, di una piena resa di fronte ai
«influencer politici» più o meno rispet- comuni su che cosa dovrebbe essere fat- valori e alle ragioni altrui ma di un bilan-
tabili preferiscono rimanere arroccati to, ci ricorda il filosofo e storico america- ciamento tra le nostre rivendicazioni (i
nelle loro torri (o bolle?) d’avorio, puri e no Jonathan Moreno, il conflitto morale è nostri moral claim) e quelle (altrettanto
inattaccabili, piuttosto che «scendere» a sempre dietro l’angolo, frutto di diversi e legittime) di altri. Una simile mossa non

di tolleranza
compromessi. spesso divergenti valori e princìpi degli indebolirebbe l’integrità dei soggetti
L’abbiamo visto anche nei giorni del individui che decidono. In questi casi, la coinvolti: la rinforzerebbe, a patto che il
dibattito intorno alla Sea-Watch 3 e a Ca- possibilità che una decisione comune processo decisionale garantisca com-
rola Rackete, che si è presto trasformato non riesca a rappresentare i valori di tutti prensione e rispetto reciproco tra le par-
in una guerra ideologica fra tribù oppo- i soggetti coinvolti è una possibilità reale, ti, evitando le trappole di conflitti intrat-
ste che ricercavano scientemente l’esclu- e una forma di compromesso, nel quale tabili. Mantenere un’integrità individua-
sione reciproca. Perché riflettere sul alcuni soggetti si astengano, perlomeno le richiede infatti prima di tutto un forte
di LUIGI CURINI e BEATRICE MAGNI compromesso significa accettare di con- temporaneamente, dall’agire in accordo impegno in un processo riflessivo atten-
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17
munque cotte per aumentarne la digeri- re ricordare che cosa è accaduto alla co-
bilità. struzione della Torre di Babele (progetto
Inoltre l’analisi della storia del ciclo vi- ambizioso di uomini che avrebbero volu-
tale di Homo sapiens chiarisce che c’è la to scalare il cielo per raggiungere il trono
cooperazione tra membri alla base del della divinità): impresa fallita per la
successo riproduttivo: alta fertilità, breve frammentazione dell’umanità «tutta», a
intervallo tra le nascite e lungo periodo di causa dell’incapacità di riconoscersi e del
dipendenza dei piccoli dai genitori costi- tramonto della lingua comune, entrambi
tuiscono una specificità riproduttiva pro- fattori alla base dell’impresa e a fonda-
blematica per una donna che deve prov- mento dell’agire collettivo. Nella pratica
vedere a diverse generazioni, energetica- del vivere il motto mors tua vita mea si ri-
mente dispendiose (i bimbi mangiano vela un boomerang auto-distruttivo.
molto!) e in sovrapposizione. La suddivi- Quindi le vicende umane non si svilup-
sione delle responsabilità tra madri del pano proprio come ci viene raccontato da
gruppo, cioè l’allevamento cooperativo, molti illustri autori. Anche se il filosofo
assicura un grande vantaggio ai gruppi inglese Thomas Hobbes se ne dispiace-
che la adottano. rebbe molto, recenti studi comparsi que-
È evidente che l’affermarsi di questi st’anno sulla rivista «Current Biology» ri-

i
comportamenti è ben meglio spiegato in velano che la natura umana non è di base
termini di processi di evoluzione cultura- egoista e crudele, con l’istinto di soprav-
le che generano assortimenti tra coope- vivenza e quello di sopraffazione ad ac-
ranti, come emerge dagli studi di Luigi cendere conflittualità perenni in una
Luca Cavalli-Sforza. E dunque non è affat- guerra di tutti contro tutti (il famigerato
to vero, come spesso si vuole far credere, bellum omnium contra omnes). La di-
che l’indole umana è per natura «catti- struttività e la conflittualità che vediamo
va». I detti popolari tendono a volte a rin- tanto diffuse nel nostro tempo sono l’ef- Il dossier
forzare idee che a un’analisi scientifica si fetto di processi sociali e storici e sono Diversi studi, pubblicati il 3
rivelano infondate. È questo il caso di fa- pertanto reversibili. giugno scorso in un dossier
mose espressioni quali homo homini sulla rivista scientifica
lupus e mors tua vita mea, che danno per «Current Biology», hanno
scontato quello che scontato non è. approfondito la questione
Già solo attribuire al lupo l’indole di- Non va poi dimenticato che è grazie al- dei comportamenti
struttiva e crudele dell’assassino rivela la le strategie di reciprocità se oggi siamo cooperativi e altruistici, ma
totale ignoranza dell’elaborata e sofisti- qui a disquisire di cooperazione e conflit- anche conflittuali, diffusi
cata liturgia ritualizzata di gesti, compor- ti: abbiamo fatto scomparire l’uomo di nella nostra specie. Gli
tamenti, atteggiamenti, vocalizzazioni, Neanderthal, ma dopo averci fatto sesso. articoli più rilevanti sono tre:
segnali di varia natura intesi a «comuni- Sì, il nostro genoma contiene ancora cir- Coren L. Apicella, Joan B.
care» la propria sottomissione da parte di ca un 1,5 per cento di Dna neanderthalia- Silk, The evolution of human
un contendente all’altro, elaborati da no. Ecco perché soffriamo di diabete, ad cooperation («L’evoluzione
questa specie e impiegati proprio per evi- esempio: per un cacciatore/raccoglitore della cooperazione
tare inutili stragi. La lotta, la competizio- è importante tenere alto il tasso ematico umana»); David J. Hosken, C.
ne, ha un termine ben preciso, quando degli zuccheri, perché mangia una volta Ruth Archer, Judith E. Mank,
uno dei due avversari si rende conto di ogni tanto, ma per un agricoltore che Sexual conflict («Conflitto
essere soccombente e «comunica» con mangia tutti i giorni questo è un male. sessuale»); Stuart A. West,
uno specifico linguaggio gestuale al vin- Inoltre è molto probabile che la presenza Melanie Ghoul, Conflict
citore di volersi ritrarre: allora i due pren- dell’osso ioide (l’unico osso che non arti- within cooperation («Conflitto
dono atto della gerarchia sociale stabili- cola con altre ossa; un ossicino impari nell’ambito della
ta, non scorre sangue. posto alla radice della lingua e solidale al- cooperazione»)
Il proverbio fa invece riferimento, tra- la laringe), che permette la pronuncia Bibliografia
visando l’indole del lupo, a una condizio- delle vocali, abbia permesso lo sviluppo L’esortazione a non costruire
ne dell’esistenza umana connaturata al- della tecnica più potente inventata dal- muri è contenuta nel
l’istinto di sopraffazione nei confronti l’uomo: il linguaggio. Senza vocali, il lin- romanzo di Italo Calvino
dei propri simili. I bestiari medievali so- guaggio del povero Neanderthal non po- (1923-1985) Il barone
no pieni zeppi di rappresentazioni del teva certo permettere quelle sofisticate rampante (Einaudi, 1957). La
genere. Ed è questa un’idea che oggi fa comunicazioni tra membri dello stesso casa editrice Codice ha
comodo per convincere che la tua morte gruppo utili a spiegarsi per adottare com- pubblicato quest’anno una
è la mia vita, che quindi soltanto compor- portamenti di mutualismo nelle attività nuova edizione del libro del
tamenti opportunistici di egoismo e di sociali (conflitti con altri gruppi, opera- grande genetista Luigi Luca
esclusione dei propri simili (sino alla lo- zioni relative all’agricoltura e così via). Cavalli-Sforza (1922-2018)
ro eliminazione) possono garantire il be- Di conseguenza i gruppi di Homo sa- L’evoluzione della cultura
nessere raggiunto da pochi a scapito dei piens altamente cooperanti, dopo aver (pagine 229, e 16), uscito
molti, ai quali non viene neppure ricono- fatto sesso ed essersi ibridati con il Nean- nel 2004. Da segnalare
sciuta una condizione umana, così che si derthal, nella competizione tra gruppi lo anche: David Sloan Wilson,
possono legittimamente escludere o eli- hanno eliminato. E dunque, se pure qual- L’altruismo (traduzione di
minare o lasciar morire in quanto «avver- che azione di puro egoismo accade all’in- Andrea Migliori, Bollati
sari». terno del gruppo (tutte le mattine del Boringhieri, 2015); Michael
mondo ne siamo vittime), i gruppi altrui- Tomasello, Altruisti nati
sti vincono la battaglia su quelli dove vige (traduzione di Daria Restani,
soltanto egoismo. È la soluzione del clas- Bollati Boringhieri, 2010);
Questa idea è difficile da scalfire, ma si sico «dilemma del prigioniero», nel qua- Silvia Bonino, Altruisti per
tratta di un aspetto che è bene chiarire in le se ogni giocatore fa la scelta egoistica- natura (Laterza, 2012);
tempi tanto difficili, nei quali assistiamo mente migliore per lui, la situazione glo- Marshall Sahlins, Un grosso
alla costruzione di barriere di ogni tipo, bale risulta essere meno preferibile per sbaglio (traduzione di
dimentichi dell’esortazione di Italo Calvi- tutti e ciò stimola un comportamento co- Andrea Aureli, Elèuthera,
no a non elevare muri, per non restarne operativo. Conviene sempre ricordarsi e 2010); Elena Marta, Sara
prigionieri, e a capire che oltre i muri si ricordare ai giovani che in prima istanza Alfieri, Empatia e altruismo
incontrano diversità e ricchezze. Questa il «battitore libero» può anche guada- (San Paolo, 2017)
riflessione vale sia nell’esperienza della gnare qualche cosa, ma in seconda e ulti- Il filosofo
vita individuale sia in quella sociale, col- ma istanza, lo dice la biologia, porterà a Nato nel 1588 e morto nel
lettiva. Appunto Calvino, nel libro Il baro- casa solo quella che lo scienziato ameri- 1679, il pensatore britannico
ne rampante (1957), ammoniva: «Se alzi cano David Sloan Wilson chiama sucker Thomas Hobbes visse tra
un muro pensa a ciò che resta fuori». pay-off, ovverosia «la paga del babbeo». l’altro nel periodo della
Non innalzare barriere deve divenire la Essere generosi conviene. prima rivoluzione inglese,
pratica del nostro agire, così come occor- © RIPRODUZIONE RISERVATA che vide la caduta della
monarchia, con l’esecuzione
del re Carlo I nel 1649, e poi
la sua restaurazione nel
1660. Nella sua opera più
to alle modalità con le quali si prendono quali le persone possono (di nuovo) ra- nota, il Leviatano (1651),
decisioni critiche, nonché l’impegno a gionevolmente essere in disaccordo. Da Hobbes descrive in termini
muoversi secondo un’etica interessata al qui l’accettazione dell’esistenza di uno pessimistici lo «stato di
presente e non a un futuro tanto «radio- scambio tra i (miei) desideri e le (diffe- natura», cioè una condizione
so» quanto improbabile e utopico. Per- renti e molteplici) possibilità in campo. E in cui gli individui
ché quando gli individui sono esposti a con questo — il compromesso — l’occa- competono senza regole,
una pluralità di prospettive e di valori, la sione di risolvere un conflitto. anche in modo violento, per
certezza sull’interpretazione o l’applica- È in questo senso che essere pronti a accaparrarsi le risorse. È
zione di un principio può diminuire, un compromesso, o almeno a ricono- appunto la «guerra di tutti
aprendo la via alla possibilità di accettare scerne la possibilità (anche se non l’ine- contro tutti», per rimediare
prospettive alternative, o financo alla vitabilità), piuttosto che disconoscerne alla quale gli uomini
possibilità di «cambiare idea». È in que- sin dall’inizio alcuna dignità di sorta, rinunciano ai propri diritti
sto senso che un compromesso, lungi dal lungi dal rappresentare un segno di de- per conferire allo Stato
minacciare un’integrità morale, in realtà bolezza da parte delle persone coinvolte, sovrano il potere assoluto e
la preserva più di quanto potrebbe fare è un requisito di cittadinanza democrati- ottenere in cambio la
un singolo lasciato a sé stesso, da solo. ca, in quanto parte di una moralità politi- garanzia della loro sicurezza
Sostenere che un compromesso sia ca davvero liberale, e in grado di rispon- Altri testi
talvolta raccomandabile e giustificabile dere a sfide impegnative. In un mondo I libri citati da Curini e
non significa ovviamente negarne la pos- sempre più prossimo all’ospedale dei Magni: Bernard Williams,
sibile reprensibilità: che cosa fa di un pazzi così magistralmente descritto da L’etica e i limiti della filosofia
compromesso, dunque, un compromes- Blaise Pascal, composto da tribù ideolo- (traduzione di Rodolfo Rini,
so legittimo? La parola chiave in questo giche contrapposte e polarizzate tra di lo- Laterza, 1987); Jonathan D.
caso è «ragionevolezza»: una ragionevo- ro, da populisti anti-élite per definizione Moreno, Deciding Together
lezza che sappia riconoscere lo status e per missione, e «competenti» assai ari- (Oxford University Press,
morale delle posizioni con le quali siamo stocratici, questa possibilità, più che un 1995); Martin Benjamin,
in disaccordo, ammettendo che tali posi- auspicio, appare una pressante necessità. Splitting the Difference
zioni possono fondarsi su princìpi sui © RIPRODUZIONE RISERVATA (Lawrence, 1990)
18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Universi Visual data

Gli estremi della Terra


La visualizzazione mostra i punti più estremi sono state registrate le temperature più alte Le aree dove sono state registrate le tudine e latitudine rispettivamente sull’asse
della Terra dal punto di vista geografico, da o più basse da quando vengono misurate temperature più alte e più basse (rispettiva- orizzontale e verticale; la relativa altezza (o
quello climatico o per quanto riguarda con strumenti moderni. mente in rosso e blu) sono collegate al grafi- profondità) è restituita in base alla lunghez-
l’opera dell’uomo. La visualizzazione include inoltre anche co in fondo alla pagina, che mostra esatta- za della linea tratteggiata: più essa si
Nella mappa viene indicata la posizione di alcune curiosità come il punto della Terra mente qual è stato il valore registrato. L’anno estende, maggiore il valore.
ciascuno di questi punti, con i vari simboli più lontano dal suo centro (e dunque più fra parentesi accanto alla località indica a I luoghi che si trovano sulla terraferma come
che rappresentano diverse categorie di vicino alla volta celeste), nonché le due quando risale la misurazione. le montagne sono colorati di marrone, quelli
luoghi spiegati nella legenda della pagina grandi città – ovvero con una popolazione di Nel grafico della pagina a destra, invece, marini invece in azzurro.
accanto. Nello specifico per ciascun conti- almeno 100mila persone – più distanti fra vengono indicati picchi, valli, depressioni,
nente sono riportate le montagne più alte loro e, infine, la località abitata più remota abissi e grandi scavi compiuti dall’uomo
oppure gli abissi più profondi; i luoghi dove del pianeta. sulla Terra. Di ognuno viene mostrata longi- Fonte: Wikipedia, Weather Network

Alert, Nuvanut (2019) Isola Kaffeklubben (punto terrestre più a nord)


Pozzo superprofondo di Kola Oymyakon
North Ice (1954)
(1933)
Monte Thor Ust-Shchuger (1978)
Monte Denali

Monte Elbrus
Bacino di Badwater, Mar Caspio
Furnace Creek Atene (1977)

Deepwater Ifrane Tirat Zvi (1942) Xinghua


Horizon* (1935) Kebili Ahvaz (1942)
(1931) Mar Morto
Monte Everest

Lago Assal Challenger Deep

Monte
Vulcano Kilimangiaro
Chimborazo
(punto più lontano Monte Puncak Jaya
dal centro della Terra)

Rivadavia (1905)
ane Oodnadatta (1960)
p iù l ont
Lago Eyre
i c i tt à Miniera d’oro Mponeng
g ran d
Monte Aconcagua
Rosario
L e due Charlotte Pass
(1994)
Tristan da Cunha
Coyhaique Alto (2002) (località abitata
Laguna del più remota)
Carbón

Base Esperanza (2015) Lago Deep Lake


*
Piattaforma petrolifera Fossa subglaciale
affondata nel 2010 di Bentley
Monte Vinson Massif Base Vostok (1983)

-90 -80 -70 -60 -50 -40 -30 -20 -10 0 10 20 30 40 50 60


Gradi centigradi

Record Nella penisola di Kola una perforazione


P
enisola di Kola, nel nord ma investigata solo con perforazioni 2,5 miliardi di anni. Sulla base di studi
ovest della regione scandi- più superficiali o in modo indiretto at- geologici, all’epoca della loro forma-
di oltre 12 chilometri scavata dai sovietici nava. Siamo nel maggio 1970
e l’Unione Sovietica sta cele-
traverso studi geochimici e geofisici.
Nel 1989, a circa 20 anni dall’inizio
zione queste rocce si trovavano poco
sopra l’equatore, e lo Scudo Baltico era

Il pozzo russo
brando il centenario della delle attività di perforazione, l’Urss si unito alla Laurentia (il cratone nord
nascita di Lenin. In piena guerra fred- avvia alla dissoluzione, ma i suoi tec- americano, enorme e antichissima
da la sfida con l’altra superpotenza nici e scienziati fanno in tempo a sta- area geologica) a formare un super-
planetaria, gli Stati Uniti d’America, è bilire un record tuttora imbattuto, continente, un unico blocco di roccia
fatta anche di grandi imprese scienti- raggiungendo in quel pozzo l’incredi- molto dura e rigida. Successivamente,

supera la Fossa
fiche e tecnologiche. E tale è la perfo- bile profondità di 12.262 metri. Per per effetto dei movimenti causati dalla
razione del pozzo super profondo di rendersi conto della straordinaria por- tettonica delle placche, questo super-
Kola, un incredibile viaggio nella cro- tata dell’impresa, basta confrontare il continente si smembra e nel corso di
sta terrestre e nella storia geologica traguardo raggiunto con il punto più milioni di anni il punto in cui avverrà
del pianeta. profondo della superficie del pianeta, la perforazione del pozzo di Kola mi-
Gli scienziati e i tecnici sovietici posto a 11.007 metri sotto il livello del gra nell’attuale posizione.

delle Marianne
hanno un obiettivo: raggiungere al- mare nella Fossa oceanica delle Ma-
meno i 14 chilometri di profondità. In rianne, effetto della subduzione della
questo falliranno, ma il successo del- placca tettonica del Pacifico al di sotto
l’impresa resterà, soprattutto perché della placca delle Filippine. È evidente, dunque, che perforare
permetterà l’osservazione diretta, sep- La penisola di Kola fa parte dell’area quel punto della penisola di Kola si-
pure da un piccolo «buco» nella roc- geologicamente più antica d’Europa: il gnifica addentrarsi in un passato anti-
cia (23 centimetri di diametro), di una cosiddetto «Scudo Baltico». Vi affiora- chissimo, di molto precedente al-
di SILVIA PEPPOLONI porzione dell’interno della Terra pri- no rocce granitiche di età superiore ai l’esplosione della vita sulla terraferma,
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

{
Il basket rende uguali
Hoops, canestri. Quelli da basket che ha dentro una scuola in Namibia. Pur senza un
Cittadini fotografato Bill Bamberger, per 15 anni, con
22 mila scatti nel mondo. Cerchi appesi a
giocatore, gli scatti (al National Building
Museum di Washington fino a gennaio)
di Edoardo Vigna
muri graffitati di Harlem, in una radura del svelano una semplice verità: il basket rende
Tennessee, davanti a una chiesa in Ruanda, tutti gli uomini uguali.

Legenda
Montagna Temperatura minima registrata Area terrestre
Punto di interesse Temperatura massima registrata Oceano, mare o lago Montagna Scavo, perforazione, fossa o abisso
Lago, abisso o area sotto il livello del mare
tri
6.190 me

Massima caduta verticale

1.250 m
Pozzo superprofondo di Kola Montagna più alta
Monte Thor
Europa
Monte Denali Nord America
Nord America

ri t
5.642 me
60

ri t
8.848 me
Monte Elbrus
Europa

etri
Bacino di Badwater

-12.262 m
40 Nord America Mar Caspio | Europa

-85 metri Deepwater Horizon* Mar Morto, Asia


Nord America -431 metri
Monte Everest
Depressione più profonda Asia

20

tri
5.510 me Lago Assal Challenger
Africa Deep
etri

Asia
-10.685 m
Latitudine

Equatore Monte Puncak Jaya


Monte Kilimangiaro Oceania
Africa
tri
6.960 me

tri e
-10.913 m
-20 Miniera d’oro Mponeng
Africa
Pozzo petrolifero Lago Eyre
più profondo Oceania
-15 metri
oltre 4 km

Monte Aconcagua
Sud America
-40
Abisso più profondo
Laguna del Carbón Miniera più profonda
Sud America
-105 metri

-60
tri

Lago Deep Lake


4.892 me

Antartico

-50 metri
Fossa subglaciale di Bentley
Antartico Monte Vinson Massif
Antartico
-80
-2.555 m

Ghiacciaio
più profondo
-80 -40 0 40 80 120
Longitudine

avvenuta nel Cambriano (intorno a e notevole dispendio di tempo e soldi. le rocce in profondità erano state ipo- avrebbero suggerito una maggiore come inquinamento, cambiamenti
540 milioni di anni fa). Una tentazione Finché, dopo il raggiungimento della tizzate solo su base geofisica e geochi- plasticità. Si scopre inoltre che queste climatici e rischi naturali. E la stessa
irresistibile per gli scienziati, anche se profondità record di 12.262 metri nel mica. rocce sono sature d’acqua, rimasta in domanda potrebbe sorgere anche in
ostacolata da enormi difficoltà tecni- 1989, la perforazione viene pratica- Il pozzo di Kola consente di confer- profondità per le forti pressioni e la riferimento alle esplorazioni spaziali o
che ed economiche, come pure da mente terminata nel 1994 e il progetto mare o confutare le ipotesi scientifi- presenza di rocce impermeabili so- ai progetti di colonizzazione della Lu-
pressioni e temperature naturali (fino viene chiuso nel 2005. Nel 2008 l’area che, di verificare la validità dei modelli prastanti che ne hanno impedito la ri- na e di Marte. Tuttavia, come dimostra
a circa 200 gradi) in grado di alterare del cantiere è definitivamente abban- geologici e geofisici adottati, di con- salita. Infine, intorno ai 7.000 metri di il pozzo di Kola, queste grandi sfide
la rigidità della roccia profonda fino a donata e l’imbocco del foro sigillato a statare che l’incremento della velocità profondità, si rinvengono fossili in tecnologiche e scientifiche hanno in-
rendere il suo comportamento quasi futura memoria. delle onde sismiche misurato nella buono stato di conservazione, inglo- dubitabili vantaggi, che non sempre
plastico, con il rischio concreto del porzione di crosta compresa tra 4 e 9 bati in rocce risalenti a 2,7 miliardi di sono apprezzabili nel breve periodo.
suo «rifluimento», della rottura dei ri- chilometri di profondità dalla superfi- anni. Né si può prescindere dalla natura
vestimenti utilizzati per contenere le cie non è dovuto, come ipotizzato, a Oggi ci si potrebbe chiedere se inve- curiosa dell’uomo, lanciato verso il su-
pareti del foro e in alcuni casi della di- Ma la portata scientifica dei risultati un cambiamento composizionale del- stigazioni e progetti così dispendiosi peramento di limiti tecnici (e spesso
struzione delle attrezzature di perfo- ottenuti grazie a quell’opera resta stra- la roccia, ma a modifiche della roccia siano effettivamente compatibili e so- anche psicologici) e il raggiungimen-
razione. ordinaria. L’osservazione diretta per- granitica per effetto di trasformazioni stenibili per le società moderne, chia- to di orizzonti di conoscenza e svilup-
Nel 1984, quando ormai la perfora- mette agli scienziati di comprendere metamorfiche causate da pressioni mate a fronteggiare problemi globali po sempre nuovi. E se da un lato l’im-
zione ha raggiunto circa i 12.000 me- più chiaramente composizione e elevatissime. presa scientifica soddisfa la curiosità
tri, un tratto della colonna di perfora- struttura della crosta continentale Inoltre, si osserva che le rocce recu- umana, dall’altro inevitabilmente apre
L’autore
zione di 5.000 metri si incastra, rima- profonda, che fino agli anni Settanta perate a diversi chilometri di profon- nuove domande. In fondo, quel buco
La visualizzazione è stata realizzata
nendo bloccato all’interno del pozzo: era stata investigata solo attraverso lo dità sono intensamente fratturate, e incredibile nella penisola di Kola ci
da Davide Mancino (1983),
si rende necessaria una nuova perfo- studio della propagazione delle onde dunque caratterizzate da un compor- spinge simbolicamente sempre più
information designer. Il suo profilo
razione a partire da circa 7.000 metri sismiche, mentre tipologia e caratteri- tamento rigido, a dispetto delle note- dentro noi stessi e verso nuove sfide.
Twitter è @davidemancino1
di profondità, non senza frustrazione stiche fisico-chimico-meccaniche del- voli pressioni e temperature che © RIPRODUZIONE RISERVATA
20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

IL CLAN Gazze, usignoli, scoiattoli, volpi almeno desiderato. Era disabitato da anni,
anzi un abitante c’era, non era un gufo, né
un assiolo, né un allocco, né una civetta,

Dalla parte degli animali


DESTINO
era un barbagianni, «inquilino di campanili,
soffitte, ruderi…». Via via le pagine si
affollano di gazze, ghiandaie, pernici,

V
oli si apre con un esergo da L’elogio Pimpì Oselì (quasi un Albero degli zoccoli usignoli, ma anche di lupi, volpi, istrici,
serpi, scoiattoli, topolini (il figlio succhia dai
di VIVIAN LAMARQUE degli uccelli di Leopardi, dalle della nostra letteratura) ci fece anche dono
cartoni del latte, mentre il padre attinge dal
Operette Morali. «Certo fu notabile di queste pagine che si potrebbero forse
provvedimento della natura l’assegnare a meglio titolare Storia vera di una casa di serbatoio dell’olio dei freni). Su tutto vigila
un medesimo genere di animali il canto e il campagna. «Se torno con la memoria alla Elena, qui narratrice con inedite note di
volo …», così dall’alto il canto «può prima volta in cui ho visitato la casa assai gradevole umorismo. Una storia
spandersi all’intorno per maggiore spazio». diroccata (…) ho la visione di una fuga di vera, frondosa, boscosa, di tante estati fa,
È attraversata da canti e voli quest’opera stanze una dentro l’altra come usavano i che potrebbe rinfrescare questa nostra
del 2001 di Elena Gianini Belotti contadini… »: è proprio la stagione giusta attuale.
La copertina di Voli (Feltrinelli); lo stesso pennino che scrisse le per leggere questa storia, sia se abbiamo P.S. E ottima occasione per tornare alle
(Feltrinelli) celebri pagine di Dalla parte delle bambine un tempo anche noi ridato anima a un belle pagine leopardiane citate in apertura.
di Elena Gianini Belotti e dell’importante, anch’esso da rileggere, luogo che l’aveva perso, sia se l’abbiamo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Libri {
I confini dell’Europa
La mostra Shifting Stances (a Palermo, fino al
2 dicembre, poloartecontemporanea.it) con
50 scatti di 6 fotografi europei (James Russell

.
Altri altrove Cant, Lee Brodhurst-Hooper, Yiannis
Katsaris, Paola Leonardi, Tim van den
di Silvia Perfetti Oudenhoven, Beata Stencel) racconta identità
Narrativa, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche e paesaggi in evoluzione, cambiamenti sociali
e momenti di transizione. A fianco: Border-
lands: The Edge Of Europe di Paola Leonardi
che per 7 anni ha percorso i confini dell’Ue.

L’intervista L’autore americano di origine ellenica ha sviluppato un impegno


che è diventato un’ossessione. Che ha alimentato la sua narrativa. Dove c’è molto
altro: risate, manie, dolore. Come nel libro in uscita. E in questa chiacchierata

Io, scrittore-spazzino
Così ripulisco le strade
«H
da New York a mai notato la dif- lità, invece a metterlo in imbarazzo era-
MASSIMO GAGGI ferenza tra un no i racconti sulla mia attività di nettur-
Generi Eugenides, Pelecanos & Co. Gli autori «arrivati McDonald’s ameri-
cano e uno ingle-
bino volontario. Ho sviluppato un impe-
gno, e poi un’ossessione, per la raccolta
dall’Europa» che hanno sfondato negli Stati Uniti se? In America la dei rifiuti. Che la gente, in effetti, spesso

Ermafroditi, detective, poesie


gente, quando finisce, pulisce, getta via i non capisce. Ancora oggi mi chiedono
rifiuti. In Gran Bretagna, invece, rimane quanto vengo pagato, non credono che
tutto sui tavoli, nei vassoi: l’inglese pen- lo faccio tutti i giorni, da anni, in cambio
I «greci» ascoltano il loro passato sa sempre che ci sia qualcuno che puli-
sce per lui. Per questo, quando con Hu-
gh abbiamo lasciato Londra e siamo an-
di nulla. Che poi contribuisce alla mia
forma fisica: raccolgo spazzatura mentre
percorro le mie venti miglia quotidiane a
dati a vivere in una cittadina del Surrey, piedi. La considerano una stravaganza».
I luoghi di nascita sono rimasto esterefatto nel vedere la
gente che buttava di tutto, ovunque. So-
La crociata per ripulire un paese le
ha dato spunti per costruire alcuni dei
prattutto lungo le strade. Ho chiesto al racconti satirici più riusciti. Lei cono-
STATI UNITI Comune di intervenire, ci sono state riu- sce bene l’arte di far ridere sulle disav-
nioni del consiglio municipale, ma non venture. Perché parte sempre da disa-
GRECIA è successo nulla. Così ho cominciato a stri, disagi, storie con aspetti vergo-
Atene fare da solo». gnosi o imbarazzanti? In questo suo
Stiamo parlando con David Sedaris ultimo libro c’è addirittura un capitolo
del suo nuovo libro, Calypso, in uscita in sugli anziani che se la fanno sotto con
questi giorni anche in Italia (pubblicato la storia di un passeggero incontinen-
da Mondadori), ma le conversazioni con te in volo che si rifugia nella toilette
questo scrittore umoristico americano pieno di vergogna mentre una hostess
trapiantato nella campagna inglese e implacabile lo rivuole a tutti i costi al
con un grosso seguito di fan sulle due suo posto con la cintura allacciata.
sponde dell’Atlantico, prendono spesso
«Nel giornalismo una buona notizia
pieghe inaspettate.
Jeffrey Eugenides Harry Mark Petrakis George Pelecanos Panio Gianopoulos Tryfon Tolides non fa notizia, una cattiva sì. Nel raccon-
Sedaris, che non scrive romanzi nè ve-
Detroit, Michigan St. Louis, Missouri Washington D.C. New York Korifi Voiou, Grecia to dei comportamenti sociali i meccani-
CdS ri saggi ma, piuttosto, racconti di vita
smi sono simili: un momento bello te lo
vissuta zeppi di riflessioni e annotazioni
godi ma non fa discutere, mentre una
di MARCO BRUNA satiriche, sta spiegando a «la Lettura»
cattiveria, un comportamento negativo,
perché la sua famiglia — le sorelle, il fra-

J
tello Paul, il padre ultranovantenne, la bruciano per l’eternità. La sfida è quella
effrey Eugenides — uno che fino a personaggi di origine greca, come il
madre scomparsa già da diversi anni — di trovare aspetti buffi anche nel dolore,
40 anni non ha fatto altro che detective Nick Stefanos di Washington
leggere perché, spiegò a «la Lettura» D.C., che risolve crimini mentre è spesso al centro della sua prosa: «Io so- tirare fuori il lato comico di una vicenda
nel 2016, «dovevo imparare tutto» combatte contro la dipendenza da alcol no americano, ma di origine greca e chi imbarazzante. In questo periodo ho pro-
— creò la sua epica grecoamericana e altre sostanze. La comunità di vive negli Usa lo sa: un americano può blemi urologici: mi hanno infilato una
con Middlesex (2002), bestseller da più Greektown, a Chicago, oggi quasi anche conversare per mesi senza mai ci- sonda nel pisello, un male cane. Perché
di quattro milioni di copie premiato con svanita, è stata al centro dell’opera di tare i suoi parenti, ma un greco no, non non scriverne? Le mie paure, le impres-
il Pulitzer nel 2003. Protagonista del Harry Mark Petrakis (1923): il suo può parlare più di qualche minuto senza sioni, quell’andirivieni di medici: è la
romanzo è l’ermafrodito Calliope: una romanzo Un sogno da re (1966), suc- tirare in ballo fratelli, genitori, nonni». mia vita. Gli spunti delle storie vengono
figura che ha portato l’autore a cesso internazionale, divenne un film Ora si sta soffermando sul rapporto quasi sempre dalle mie esperienze».
ripercorrere i miti classici. Lo stesso con Anthony Quinn. Panio Gianopoulos complesso con un padre che in gioventù Secondo molti critici anglosassoni
Eugenides (1960) rivelò con ironia che (1975) appartiene a una generazione era stato piuttosto rude con i suoi figli e «Calypso» è diverso dai suoi libri pre-
«mentre studiavo l’Ellenismo mi veniva diversa, già totalmente americanizzata, che ora, pur essendosi addolcito, man- cedenti: meno sarcastico, più profon-
in mente mio zio Pete». Eugenides è in e alla sua comunità ha preferito le tiene le sue rigidità. do. Ci sono i racconti dei periodici ra-
ottima compagnia: a rappresentare il difficoltà di uomini e donne a trovare Non ha accettato la sua omosessua- duni familiari nella vostra casa di
L’infografica gruppo degli scrittori di discendenza l’amore. Fino ai versi di Tryfon Tolides lità? Emerald Isle, sulla costa del North Ca-
Nella mappa di questa greca ci sono, tra gli altri, campioni di (1966), nato in un piccolo villaggio «Macchè. Papà ha un ottimo rapporto rolina. Ma anche i drammi: l’alcoli-
pagina sono riportati i vendite come David Sedaris e George greco ma trasferitosi negli Stati Uniti a con il mio compagno, Hugh. Quando, smo di Sharon, sua madre, il suicidio
luoghi di nascita di cinque Pelecanos. Negli anni Novanta, all’inizio sei anni. La sua raccolta d’esordio anni fa, mi misi a lavorare con le tra- di sua sorella Tiffany. E poi un senso
autori americani (romanzieri della carriera, il giallista Pelecanos (2006) è intrisa del desiderio di casa. smissioni radiofoniche della Bbc, mi della mortalità dell’uomo.
e poeti) che hanno in (1957) riempiva i suoi thriller di © RIPRODUZIONE RISERVATA chiese: “Ma perché parli di quella roba?”. «Lo spirito con il quale mi metto al la-
comune l’origine greca Pensavo che ce l’avesse con l’omosessua- voro è sempre lo stesso. Poi, certo: rac-
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21
ILLUSTRAZIONE conto la mia vita e l’età avanza. Diventi
DI AMALIA CARATOZZOLO vecchio, le cose che ti circondano sono
meno scintillanti, la gente muore, ma-
lattie e problemi si moltiplicano per tut-
ti. Il pubblico, però, vuole anche questo:
sentir parlare dei drammi quotidiani
con un po’ d’ironia, di leggerezza».
La storia di Tiffany torna due volte

David Sedaris nel libro. Prima quella della ragazza


estroversa e affascinante che gradata-
mente si perde, scivola nel disordine
anche mentale, diventa bipolare, fino
al suicidio. Poi, verso la fine del libro, a
conclusione di un saggio sui fantasmi,
la scena nuda, agghiacciante, dell’ulti-
ma volta che lei l’ha vista. Venne a cer-
carla in un teatro nel quale lei stava
per parlare davanti a migliaia di per-
sone. Non la vedeva da quattro anni. Si
affacciò sull’ingresso nel retro del pal-
coscenico e lei disse agli addetti alla
sicurezza di chiudere quella porta.
Sembrava fuori di sé, ma probabil-
mente veniva a chiedere aiuto. Non la
vide più. Poi Tiffany si tolse la vita e
ora è tempo di rimorsi. In «Calypso»
lei si è esposto ed è stato molto duro
con sé stesso. Perché?
«Duro? Sì, è stata dura. Quell’ultima
scena con Tiffany l’avevo scritta, ma en-
trava e usciva dal libro. Non funzionava

i
nella narrazione, era un brusco cambio
di tono. Ma alla fine mi sono detto che
dovevo assolutamente mettere dentro
anche questo episodio: se non lo avessi
fatto sarei stato disonesto. E poi dovevo
anche fare i conti con me stesso: qualco-
sa doveva cambiare, nella mia vita. E, in
effetti, quella di Tiffany è una vicenda
che ha inciso profondamente su di me.
Mi ha cambiato come uomo e, in parte,
anche come scrittore. Molti lettori, poi,
hanno ritrovato in quella storia le loro
angosce di padri, fratelli, figli di persone
uscite di senno, rapporti dolorosi, a vol-
te esasperanti».
Da dove viene il suo stile letterario
bizzarro e conciso? Quali sono i suoi
libri preferiti? È vero che detesta auto-
DAVID SEDARIS ri come Herman Melville e Joseph
Calypso Conrad...
Traduzione «Sì è vero. Alcuni anni fa mi sono im-
di Matteo Colombo posto di leggere Moby-Dick. Un’autofla-
MONDADORI gellazione, arrivare in fondo è stato du-
Pagine 228, e 18 rissimo: decine di pagine per descrivere
In libreria dal 23 luglio in dettaglio cose di cui non mi interessa
nulla. È anche per questo che non scrivo
Lo scrittore romanzi: meglio storie brevi, senza de-
David Sedaris è nato a scrizioni infinite. I migliori libri che ho
Johnson City, Stato di New
York, il 26 dicembre 1956. È
il secondo di sei figli. Il
padre, Louis Harry «Lou»
SSS
Sedaris, è di origini greche e Promossi e bocciati
di religione ortodossa. La «Detesto Joseph Conrad
madre, Sharon Elizabeth,
scomparsa nel 1991, ed Herman Melville. “Moby
proveniva da una famiglia Dick” è noioso. Invece
inglese di religione
protestante. La sorella Amy
quasi ogni anno rileggo
è un’attrice di successo. “Revolutionary Road”»
Tiffany, la sorella più piccola,
si è suicidata a 49 anni, nel letto di recente? Nostalgia di un altro
maggio 2013. Dopo essersi mondo di Ottessa Moshfegh e Fame di
iscritto alla Kent State Roxane Gay. Poi, torno quasi ogni anno a
University, in Ohio, David rileggere Revolutionary Road di Richard
Sedaris ha intrapreso Yates: straordinario per i dialoghi, le
un’esistenza divisa tra viaggi grandi descrizioni della gente, un libro
e lavoro. Nel 1987 si è nitido e brutale. Ma deve considerare
diplomato all’Art Institute di che io in letteratura non vado più indie-
Chicago e nel 1992 è tro del 1920. I grandi, per me, comincia-
diventato famoso al no con Dorothy Parker».
pubblico come comico per la Autori celebri e Nobel letterari stor-
National Public Radio (Npr). ceranno il naso, ma lei ha schiere di fe-
È stato un assiduo delissimi: è una specie di rockstar del-
collaboratore del la parola scritta. Ogni anno passa me-
settimanale americano si in tour in giro per il mondo. Le piace
«New Yorker», per il quale di più scrivere o essere ascoltato?
ha scritto oltre 40 saggi. Ha «Scrivere è parte di me, della mia na-
collaborato anche con tura. Ho scritto sempre diari. Ma mi
«Esquire». Attualmente vive piacciono molto anche le tournée. Più le
nel West Sussex, in conferenze che le presentazioni nelle li-
Inghilterra, con il compagno brerie del book tour: lì la gente entra
di una vita Hugh Hamrick, gratis, è distratta. Un po’ ti ascolta, un
pittore e designer. Qui po’ gironzola tra gli scaffali. Adoro, inve-
Sedaris è conosciuto per la ce, i teatri come la Carnegie Hall di New
sua attività di raccoglitore di York dove sono stato di recente. E non
rifiuti: il suo soprannome è solo perché quello è un pubblico pagan-
«Pig Pen» (un camioncino te. Mi piace l’atmosfera magica, la se-
della spazzatura è stato mioscurità, la gente che pende dalle mie
ribattezzato con il suo labbra. E poi questi incontri sono per me
nome). Di Sedaris, anche fonte d’ispirazione. C’è un accor-
Mondadori ha pubblicato in do non scritto con gli spettatori: sono
Italia Ciclopi (2003), Holidays pronti ad aprirsi con me, posso chiedere
on Ice (2003), Me parlare loro qualunque cosa voglio».
bello un giorno (2004), Mi Lei si è battuto per anni per il diritto
raccomando: tutti vestiti bene dei gay di contrarre matrimonio. Ma
(2006), Diario di un fumatore poi non si è sposato con Hugh. Per-
(2007, la sua prima raccolta ché?
di saggi e storie brevi), «Perché a me interessava conquistare
Quando siete inghiottiti il diritto, avere la libertà di farlo. Ma il
dalle fiamme (2009), matrimonio, in sé, non mi attira in mo-
Bestiole e bestiacce (2011) do particolare. E poi Hugh non mi ha
e Esploriamo il diabete mai chiesto di sposarlo. Va bene così».
con i gufi (2014) © RIPRODUZIONE RISERVATA
22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

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Il lungo treno dei fratelli
Una notte, due album. Novembre 2018: i Captain And Me. Quest’edizione di 2 cd/Blue-
Incisioni californiani Doobie Brothers tornano per la ray cattura l’intera performance dei Doobie,

Libri Narrativa straniera di Renzo Matta prima volta, dopo 25 anni, nel mitico Beacon vigoroso rock and roll e hit come la celebre
Theatre di New York, suonando i due album Long Train Runnin’. Carlos Santana li aspetta
più famosi del gruppo, Toulouse Street e The per un lungo tour estivo negli Usa.

Romania «Il Levante» è un’opera del 1985 che potrebbe essere considerata l’esordio in prosa
dell’autore, se non fosse che contiene sezioni in versi. Ma il suo mondo acrobatico c’è già tutto

Cartarescu lancia napalm sui pirati


di VANNI SANTONI

S i
i può avere, a volte, l’impressio- mincia così, con un’invocazione al vicino
ne che l’opera di Mircea Carta- Oriente da parte di un’anima romena in
rescu sia comparsa in Italia co- pena, di «un giovine sulla prua di un
me un continente sconosciuto caicco che corre veloce sull’acqua, a vele
emerso nottetempo dalle ac- spiegate, dall’isola di Corfù fino a Zan-
que, specie se si considera che la prima te», questo poema esso pure ibrido, nel-
opera ad aver attirato l’attenzione dei let- le forme, nei temi, nelle ambientazioni.
tori — e non all’uscita del primo volume,
nel 2008, ma solo quando, tra il 2015 e il
2016, si è completata col secondo e col
terzo — è stata la trilogia Abbacinante, Mircea Cartarescu, da conoscitore del-
massimo risultato dell’autore (almeno la propria tradizione poetica, opera una
fino a oggi, dato che lo stesso Cartarescu sintesi postmoderna non rinunciando
sostiene di averla superata con Solenoid, però a mettersi in collegamento tanto
da noi ancora inedito). con la letteratura medievale (certi «elen-
Non che sia un processo unico: in ef- chi» ricordano Rabelais, che a sua volta
fetti capita spesso, con i grandi autori, di riprendeva quelli dei report, spesso fan-
scoprirli coi loro lavori più importanti e MIRCEA CARTARESCU tasiosi, di viaggiatori di epoche prece-
poi tornare indietro, esplorandone ori- Il Levante denti, ed ecco allora un banchetto di bri-
gini e formazione; si pensi, ad esempio, A cura di Bruno Mazzoni ganti con «uova di cefalo dal chicco
alla mania per Roberto Bolaño, esplosa VOLAND grosso come una perla e sgombri mari-
fuori dal mondo ispanofono addirittura Pagine 224, e 17 nati sotto la maionese traslucida e spu-
con un’opera postuma quale 2666 (e là, meggiante, magnifiche carpe lucenti co-
comunque, col precedente «grande ro- L’autore me vetro farcite di uva sultanina, maiali-
manzo», I detective selvaggi). Mircea Cartarescu (Bucarest, ni da latte riempiti di nocciole e contor-
1956) è considerato il più nati da polpette con aneto e cerfoglio, e
importante autore romeno ancora babic, ghiuden, salsicce e fettine
contemporaneo. Ha vinto nel e lumache bollite e ghirbe di formaggio
Così, mentre gli occhi sono puntati 2012 l’Internationaler al cumino…») quanto con le scienze che
verso la sede del Saggiatore, che nel 2020 Literaturpreis-Haus der hanno cambiato la nostra concezione
pubblicherà Solenoid, Voland, casa edi- Kulturen der Welt (Berlino), del mondo, come la moderna cosmolo-
trice storica di Cartarescu, presenta in li- l’anno successivo in Svizzera gia.
breria, nella consueta e mirabile cura di lo Spycher-Literaturpreis Volendo trovare un parallelo nella let-
Bruno Mazzoni, da sempre sua voce ita- Leuk e nel 2015 il Premio di teratura contemporanea a questa ghir-
liana, Il Levante, opera del 1985 che po- Stato per la Letteratura landa immaginifica che giunge a legare
trebbe essere considerata il suo esordio Europea in Austria. Voland Oriente e Occidente, viene in mente il re-
in prosa (quello in poesia, dell’80, fu la ha pubblicato Travesti cente Bussola di Mathias Énard, ma il pi-
raccolta Faruri, vitrine, fotografii cioè (2000), Abbacinante. L’ala glio del giovane Cartarescu — trentun
«Fari, vetrine, fotografie»), se non si pre- sinistra (2008), Perché anni all’uscita del Levante, meno di tren-
sentasse in forma ibrida, composto co- amiamo le donne (2009), ta durante la stesura — è più avventuro-
m’è, nella più recente versione stilata Nostalgia (di cui è uscita una so, sanguigno e aggressivamente inter-
dall’autore, da dodici prosimetri — pri- nuova edizione nel 2012, testuale; anche più ingenuo, certo, seb-
ma parte in prosa, parte centrale in versi, Premio Acerbi), Abbacinante. bene in questi primi tentativi di «retablo
chiusa in prosa — che danno vita a un Il corpo (2015), vincitore del letterario», in questa crestomazia di
moderno poema epico. Premio von Rezzori 2016 quadri e cornici interallacciate, si celino
Il Levante si qualifica quindi come per la narrativa straniera, gli embrioni delle visioni mirabolanti
un’opera sì anacronistica, ma felicemen- e Abbacinante. L’ala destra che caratterizzano il capolavoro Abbaci-
te anacronistica, dato che, con i suoi (2016). Nottetempo nante.
continui salti all’indietro nel tempo (ma ha pubblicato Il poema
anche in avanti: che ci fa il napalm, an- dell’acquaio (2015)
corché usato come metafora, tra i pirati L’immagine
levantini?), riesce a trascendere tanto la Daniel Boyd (Cairns, Manca, ancora, la «grammatica della
storia umana quanto quella della lettera- Australia, 1982), We Call visione» che è propria del Cartarescu
tura, passando dalla tradizione poetica Them Pirates Out Here (2006, maturo, dato che Il Levante si appoggia
romena a quella del romanzo europeo, olio su tela, particolare), per lo più a dispositivi preesistenti, ma
dalle fiabe di marca orientale alle satire Sydney, Museum of chi ne conosce bene l’opera potrà identi-
menippee. Contemporary Art Australia ficare un momento prettamente cartare-
Un’ibridazione della forma tutta al ser- schiano quando da una ferita su un pol-
vizio del contenuto: se la Romania è
sempre stata il baluardo ultimo dell’Eu-
ropa cristiana — si sa che Vlad Tepes,
SSS no — è ineludibilmente anche uno dei
luoghi in cui Ponente e Levante si sono
incontrati, fusi, ibridati.
so il sangue esce e stilla verso l’alto, for-
mando un globo pulsante nell’aria; e an-
che la vertigine metatestuale propria
voivoda di Valacchia, da noi trasfigurato Orizzonti «Fiore dell’universo, verde onda orlata dell’autore è qui presente in nuce: abbia-
letteralmente in un mostro, in patria ha Lo scrittore fa riferimento di pietre preziose, mari su cui navigano mo infatti già il «libro nel libro», dato
reputazione di eroe, ancorché dai tratti velieri d’oro carichi di pepe e cannella, che Il Levante contiene sé stesso proprio
sinistri, e Mihai Eminescu, poeta nazio- alla moderna cosmologia, simili a pettini che sfiorano una chioma come Abbacinante, sebbene la modalità
nale con cui spesso dialoga a distanza rende omaggio a Borges, profumata, goccia di rugiada in cui si con cui ciò si attua sia ancora tutta debi-
Cartarescu, nella ballata storica Scrisoa- fondono le nuvole e il cielo, tu, o Levan- trice della lezione di Jorge Luis Borges,
rea III lo cita tra i «valorosi principi di
evoca la letteratura te, dove lo zefiro gonfia le proprie guan- non a caso citato esplicitamente all’avvio
Valacchia» arrivando a invocarne il ritor- medievale ce e soffia sulle distese d’acqua…»: co- del secondo canto.
Così, se per trovare un paragone alla
storia editoriale di Cartarescu si è evoca-
to Bolaño, autore a cui lo unisce anche
Canada La storia del fisico Lev Termen ispira l’esordio di Sean Michaels l’influenza del maestro argentino, l’acco-
stamento può essere mantenuto nel-
l’analisi dell’opera complessiva: formati-

L’inventore
di suoni
S omiglia alla corrente del theremin,
lo strumento che produce suoni
melodiosi col semplice avvicinarsi
delle mani, inventato dal fisico russo
protagonista della storia, questo insolito
sta Clara, cui il protagonista affida le sue
memorie nel viaggio forzato, e blindato,
di rientro oltre il Volga dopo i ruggenti
anni a stelle e strisce. Un viaggio che
apre e chiude la narrazione, costruita
si entrambi come poeti, passati alla pro-
sa con opere minori, sono arrivati ai ca-
polavori in età matura senza mai
smettere di considerarsi poeti. In effetti
si può dire che, come il romanzo breve

si gode gli Usa romanzo d’esordio del canadese di origi-


ni scozzesi Sean Michaels. Come l’elettri-
cità che alimenta la sua «creatura», la
come un lungo flash-back e condotta
con abilità e leggerezza dall’autore, forte
di una scrittura fluida e mai sovraccarica, SEAN MICHAELS
Travesti (uscito per Voland tre anni fa) è
l’Anversa del romeno per il modo in cui
vi si intravedono le sue immagini più ti-
Poi sprofonda vita di Lev Sergeevic Termen (1896-1993)
scorre intensa fra i due poli della giovane
capace anche di momenti di lirismo, ma
soprattutto efficace nello sbozzare con
L’eco delle balene
Traduzione
piche, Il Levante è la sua Pista di ghiac-
cio, per come vi getta le basi delle sue fu-

nel gulag
Unione Sovietica e dell’America proibi- pochi tratti personaggi e situazioni. di Gabriella Tonoli ture strutture narrative.
zionista, fra le piste da ballo e i palcosce- © RIPRODUZIONE RISERVATA KELLER © RIPRODUZIONE RISERVATA

nici di New York — frequentati da Ger- Pagine 425, e 18,50


shwin, Somerset Maugham e Glenn Mil-
ler — e i gelidi gulag destinati a spie e Stile UUUUU
Il canadese Sean Michaels Stile UUUUU
oppositori dell’Urss staliniana. (1982) s’è ispirato a Lev
In mezzo, ad accendere le passioni, la Storia UUUUU Termen, che nel 1920 Storia UUUUU
di MARCO OSTONI struggente storia d’amore con la violini- Copertina UUUUU inventò il theremin Copertina UUUUU
24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Libri Geografie

i
Lo scrittore
Mia Couto, la voce più signifi-
cativa del Mozambico e una
delle più importanti del conti-
Scrittori africani più tradotti in cinese nel 2019

Nadine Gordimer (Sudafrica)


J. M. Coetzee (Sudafrica)
Chinua Achebe (Nigeria)
Numero di libri

8
9
9

Naguib Mahfouz (Egitto) 8


Mia Couto, pseudonimo di
António Emílio Leite Couto,
nasce nel 1955 a Beira, in nente, ha le idee chiare: «Pechi- Chimamanda Adichie (Nigeria)
Doris Lessing (Zimbabwe)
6
6
Mozambico, da genitori
no è l’unica capitale ad avere 6
Alexander McCall Smith (Zimbabwe)
portoghesi emigrati nella Wole Soyinka (Nigeria) 5
colonia. Abbandona gli studi
una visione a lungo termine.
Ousmane Sembène (Senegal) 5
di Medicina per dedicarsi al Ben Okri (Nigeria) 5
giornalismo, diventando
4
Qui sta cambiando tutto»
Ngũgĩ wa Thiong'o (Kenya)
direttore dell’Agenzia di
informazione del Mia Couto (Mozambico) 3 CdS

La diplomazia dei romanzi


Mozambico. In seguito
riprende gli studi scientifici
per laurearsi in biologia
Le opere
Oggi tra gli autori più noti
dell’Africa lusofona, Couto
esordisce nel 1980

Vi racconto la Cina in Africa


pubblicando alcune poesie
in un’antologia. Nel 1983
pubblica la prima raccolta di
poesie, Raiz de orvalho, frutto
di una ricerca linguistica in
cui il portoghese è ibridato
da vocaboli regionali
mozambicani. Ha scritto più
di venti libri tradotti in
altrettante lingue. In Italia

«I
sono stati tradotti da
Guanda Terra sonnambula dalla nostra inviata cinesi ora vogliono conoscerci individui: incredibile!». In Cina l’anno scorso — sono decine i romanzi africani tradotti
(1999), Sotto l’albero del a Maputo (Mozambico) meglio», assicura Mia Couto da- sono approdati tre suoi romanzi: il recente quest’anno in Cina — possa modificare l’at-
frangipani (2002) e Un fiume ALESSANDRA vanti a una matapa, una zup- Mujeres de ceniza, primo titolo della Trilogia, teggiamento dei cinesi in Mozambico e in
chiamato tempo, una casa MUGLIA petta sublime di verdure e latte saga vibrante della guerra coloniale (già uscito Africa?
chiamata terra (2005). di cocco. In jeans, sneaker e ma- in Germania, Svizzera e Regno Unito ma non «Credo che ci vorrà tempo per questo. Ma
Sellerio ha pubblicato nel glietta blu, il principale scrittore mozambica- ancora in Italia), e due longseller: il romanzo oggi la Cina è il solo Paese che nei suoi rappor-
2014 La confessione della no, tra le voci più significative (e tradotte) d’esordio Terra sonnambula ambientato nel ti con l’Africa ha una visione a lungo termine.
leonessa e nel 2015 L’altro d’Africa, si racconta seduto al ristorante della Mozambico della guerra civile e ritenuto uno E tuttavia l’atteggiamento pragmatico delle
lato del mondo. Ha vinto sua fondazione, uno spazio dal design moder- dei libri africani più importanti del XX secolo, autorità di Pechino — che accettano relazioni
numerosi riconoscimenti tra no e minimalista che propone mostre, libri, e il più recente Confessioni di una leonessa, con qualsiasi regime africano — non aiuta la
cui il Premio Camões (2013) musica e buon cibo. Parquet, pareti bianche e entrambi pubblicati in Italia (da Guanda e Sel- costruzione di società democratiche».
e il Premio internazionale grandi vetrate, la Fundação Fernando Leite lerio). «Altri cinque libri — sorride — saran- Lei da ragazzo, durante la guerra civile, è
Neustadt (2014) Couto porta il nome del padre, poeta porto- no tradotti l’anno prossimo in Cina». stato un militante di Frelimo, il movimento
La guerra in Mozambico ghese fuggito dalla dittatura di Salazar che qui Dei cinesi viene spesso messo in luce il per l’indipendenza. Poi lo ha abbandonato
Dopo la Seconda guerra si dedicò a promuovere giovani talenti. Per carattere «predatorio» in Africa e il fatto di deluso. Frelimo è al potere dal 1975 e il Mo-
mondiale si formano i primi continuarne l’opera, dopo la sua scomparsa essere mossi soltanto da interessi economi- zambico è stato definito dalla stampa inter-
movimenti nazionalisti Mia e i fratelli hanno aperto questo centro a ci. Vuole dire che qualcosa sta cambiando? nazionale uno Stato autoritario, bloccato da
mozambicani per ottenere Maputo. Si trova in via Kim Il-sung, vicino al- «Negli ultimi due o tre anni sta accadendo corruzione e nepotismo. Considera il suo
l’indipendenza dal l’incrocio — la toponomastica non è mai neu- qualcosa di nuovo, qualcosa che va oltre gli in- Paese una vera democrazia?
Portogallo colonialista. Nel TANZANIA tra — con via Mao Zedong: nella capitale mo- teressi economici e la corsa alle risorse natu- «Ritengo che in Mozambico oggi ci sia un
1960 quest’ultimo, retto dal zambicana le strade portano i nomi del passa- rali: la Cina sta cercando di stabilire relazioni regime democratico, pur con alcune fragilità.
dittatore di destra António ZAMBIA to comunista, a memoria dei rapporti stretti culturali con l’Africa. I cinesi stanno costruen- In confronto ad altri Paesi non possiamo la-
de Oliveira Salazar, tenta di Pemba del Mozambico liberato con quei Paesi che do un grande centro culturale sino-mozambi- mentare mancanza di libertà e democrazia.
integrare il Mozambico nel aiutarono i «rivoluzionari» a liberarsi dal gio- cano a Maputo, all’interno del campus del- Spero nel cambiamento, ma credo che non
territorio nazionale. MOZAMBICO go del colonialismo portoghese. l’università Eduardo Mondlane». potrà arrivare dall’opposizione; piuttosto dal-
Risponde con la lotta armata Beira Il Mozambico è transitato dal dominio di L’importanza attribuita oggi da Pechino l’interno del sistema, come è accaduto in Su-
il movimento di ispirazione Lisbona all’invasione economica di Pechino, al soft power emerge chiaramente anche dafrica e in Angola».
marxista fondato nel 1962, SUDAFRICA che prende risorse naturali e investe in infra- nel progetto della nuova Via della Seta. Ri- Mia è uno pseudonimo onomatopeico del
Frente de Libertaçao de Maputo strutture: dopo Parlamento, stadio, ministeri tiene che questa «diplomazia della cultura» verso dei gatti che lei s’è scelto come nome.
Moçambique (Frelimo), e ferrovie, l’ultima grande opera cinese è il I suoi libri sono popolati da animali: leoni
aiutato da Urss, Cina e Cuba.
La guerra civile scoppia nel
1964 e porta, il 25 giugno
L’immagine
Nella foto grande, a destra:
Mia Couto ritratto nella sede
ponte Maputo-Catembe, che collega da nord a
sud per tre chilometri la baia di Maputo: è il
ponte sospeso più grande dell’Africa.
SSS che diventano uomini, scimmie che raccon-
tano, pipistrelli che piombano giù dal cie-
lo… Sembrano i motori delle sue storie, de-
1975, all’indipendenza e alla della sua Fundação Couto conversa con l’aria pacata e gentile, Realismo magico felino finite di «realismo magico».
fondazione di uno Stato Fernando Leite Couto ma quando racconta del suo recente viaggio «Da bambino dormivo «In Paesi come il Mozambico questa è la re-
marxista. Segue una guerra di Maputo, la fondazione in Cina si accende: «Al Museo naturale di altà. Da bambino dormivo e mangiavo con i
civile (1981-1992) tra i che porta il nome del padre Shanghai ho presentato i miei romanzi con e mangiavo con i gatti gatti in veranda. Non è che mi piacevano i gat-
ribelli anticomunisti (poeta portoghese fuggito accanto l’intera squadra che ha lavorato al pro- nella veranda di casa. ti, io pensavo di essere un gatto. Nelle 25-30
(Renamo), sostenuti dal dalla dittatura di Salazar), getto, compreso il traduttore. L’incontro, con lingue del Mozambico non esiste una parola
Sudafrica dell’apartheid, e il aperta dal figlio nel 2015 un pubblico di 120 persone, è andato in strea-
Non è che mi piacevano i gatti, per dire “natura” o “ambiente”. L’albero non
governo centrale per promuovere le arti ming su sei canali ed è stato visto da centomila io pensavo di essere un gatto» appartiene a una categoria biologica, ma è

Arcipelaghi Il nuovo romanzo di Eka Kurniawan


S i
ono personaggi come Ajo Kawir stalli. Soprattutto è comune il ricorso
e i suoi tormenti paradossali ad consapevole e misurato all’ironia quan-
e i racconti di Feby Indirani, esempi di ironia civile avvicinare l’Indonesia a noi più
di qualsiasi rotta area. E sono i
do non all’aperto humour: così va la vita.
Via dagli stereotipi e dagli esotismi,

Il sesso, la fede
cortocircuiti teologici della spo- l’Ajo Kawir di Eka Kurniawan è un giova-
sa Annisa, della porcellina Maia e dei ne menomato nella sua virilità da quan-
devoti Yasir e Yamin ad attenuare ogni do, teenager ormonalmente survoltato,
possibile resistenza di fronte al più vasto assiste allo stupro di una disabile da
Paese musulmano del mondo. parte di due poliziotti che poi, scoperti,

e persino l’islam:
Il primo è il protagonista di Mia è la provano a coinvolgerlo nel crimine. La
vendetta (Marsilio), pimpante romanzo convivenza con il suo sesso diventato
di Eka Kurniawan (1975), forse il più refrattario a ogni sollecitazione prende
noto fra gli autori indonesiani di oggi; le forme di un dialogo intermittente: Ajo
gli altri fanno parte della varia umanità Kawir interloquisce con il suo pene, ne

l’Indonesia
che si agita nei 19 racconti sorridenti di ascolta i responsi come fosse un oracolo,
Feby Indirani (1979), narratrice e sceneg- mentre si sfoga con le scazzottate. Nè
giatrice, raccolti con il titolo Non è mica riusciranno l’amore e le nozze con la
la vergine Maria (Add). Con tutte le dif- EKA KURNIAWAN giovanissima e bella Iteung, cultrice di
ferenze del caso, i due libri — sorta di Mia è la vendetta arti marziali e a sua volta forte picchiatri-

ci sorride sopra
picaresco Bildungsroman uno, screziata Traduzione di Marco Rossari ce, a mettere fine al lungo letargo genita-
costellazione di apologhi il secondo — dalla versione inglese le con il quale l’uomo impara a convive-
sono apparentati: a dispetto del passo di Annie Tucker re. Sarà dopo un duro soggiorno in pri-
diverso entrano nelle dinamiche intime MARSILIO gione per omicidio (in realtà la galera
che contribuiscono a plasmare, o alme- Pagine 203, e 16 serve più che altro a sfuggire alla vendet-
no così suggeriscono gli autori, la grana ta dei soci della vittima) che il protagoni-
della società, i pieni e i vuoti dei rapporti I libri dell’autore sono editi sta si auto-esilia dal mondo mettendosi
di MARCO DEL CORONA fra generazioni e fra i sessi, aspirazioni e da Metropoli d’Asia e Marsilio a fare il camionista; ed è sulla strada che
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

{
Ammazzamenti per sei
Delitti al sole (traduzione di Fiamma Toscano Bruges) a Arthur Conan Doyle (dal Taccuino di
Mani in alto e Maria Gallone, Elliott, pp. 188, e 16,50) Sherlock Holmes), da Gilbert Keith Chesterton
di Roberto Iasoni raccoglie sei racconti di classici del giallo. Da (padre Brown) all’americana Susan Glaspell,
Richard Austin Freeman (quello del Dr. John alla londinese Marie Belloc Lowndes. Il
Thorndyke) e Arnold Bennett (in trasferta a respiro e il godimento delle grandi letture.

qualcosa di simbolico legato alla divinità, op-


pure indica il luogo dove seppellire i morti, o
Gran Bretagna Kate Atkinson

Signorina spia
una protezione. Ha un valore rituale. Anche la
parola spazzatura non esiste: c’è pulito, spor-
co; “spazzatura” è un termine che arriva dal
mondo industriale. La natura non è fuori,

a sua insaputa
questa concezione è stata introdotta in Occi-
dente nell’epoca moderna. Qui siamo in con-
tatto con l’animale che c’è in noi».
La scoperta di enormi risorse naturali in

(e manipolata)
Mozambico fa ritenere che il Paese sia de-
stinato a diventare il Qatar africano. Questa
prospettiva la preoccupa?
«Sì, molto. Mi aspetto che diventiamo un
Mozambico migliore, un Paese dove si rispet-
tano le diversità e la nostra identità comples-
sa». di RANIERI POLESE

iS
Lei, bianco, come viene accolto dalle co-
munità nere? pia, un mestiere da uomini. Il mondo di Smi-
«Quando vado da qualche parte sono un ley e degli altri personaggi dei grandi romanzi
mulungu, un bianco, un estraneo, anche se mi di John Le Carré è strettamente maschile, in
accompagno con un collega nero; però se ini- cui le donne non hanno un vero ruolo. Senza
zio a parlare la lingua locale in un minuto di- arrivare all’estremismo machista di Ian Flem-
vento uno di loro. Al Nord se non parli il dia- ing e del suo James Bond (l’unica figura femminile po-
letto locale sei considerato un mucuna, uno sitiva è Miss Moneypenny, del resto le ragazze che sfi-
straniero, anche se sei nero». dano 007 finiscono sempre male), negli ambienti del-
L’attività di biologo e quella di scrittore si l’intelligence britannica, circolano quasi solo uomini.
intrecciano nella sua biografia. L’ispirazio- Le segretarie e le archiviste non contano. Gli intrighi, i
ne per «La confessione della leonessa», tradimenti, i successi, i sospetti appartengono tutti al
scrive nell’introduzione, fu un’esperienza genere maschile. Per questo è particolarmente interes-
avvenuta mentre stava facendo uno studio sante il bel romanzo Una ragazza riservata con cui
di impatto ambientale. Kate Atkinson sfida le convenzioni e ci presenta una
«La storia della leonessa ha una base di ve- ragazza, Juliet Armstrong, che nel 1940 viene chiamata
rità. Stavo lavorando al Nord per un progetto a lavorare per il MI5. Agli inizi ha un incarico modesto,
sull’estrazione del gas, mi avvisarono di matti- quasi noioso: deve trascrivere (il titolo originale è Tran-
na presto che c’era un uomo morto, andai a ve- KATE ATKINSON scriptions) le conversazioni tra un infiltrato, Mr Toby,
dere e mi dissero che era stato assalito da un Una ragazza riservata che si finge emissario della Gestapo, e alcuni simpatiz-
leone. Tornai a casa impaurito. Era il 2008, Traduzione zanti del Reich: vecchie zitelle bisbetiche che sognano
quel caso fu il primo, unico uomo, poi capitò di Alessandro Storti di vedere i tedeschi sfilare a passo dell’oca per Piccadil-
soltanto a donne: in quattro o cinque mesi i NORD ly, signori che rimpiangono il re Edoardo VIII che aveva
leoni ne uccisero 25. Non ero pronto a convi- Pagine 360, e 18 grande stima di Hitler ma fu costretto ad abdicare.
vere con l’idea di essere divorato da una bel- Poi, però, senza poter rifiutare, si troverà impegnata
va». L’autrice in una missione sotto copertura: con un altro nome,
Nel romanzo si parla di leoni come di «di- La giallista Kate Atkinson deve guadagnare la fiducia di un’anziana ammiratrice
voratori di gente e di sogni». Un tempo ico- (York, Gran Bretagna, 1951) del Terzo Reich, che ha appuntato i nomi di tutte le spie
ne coloniali dell’Africa «autentica», i leoni ha studiato Letteratura filo-nazi in Inghilterra. La signora viene smascherata e
oggi qui sembrano simboleggiare il terrore all’università di Dundee finirà internata in un carcere, proprio come Oswald
che si sta diffondendo proprio in quella re- laureandosi nel 1974 e ha Mosley, il capo del partito fascista inglese. È l’estate del
gione del Nord dove si concentrano le risor- successivamente perso un 1940, i reduci di Dunkerque riescono a tornare a casa,
se di gas e da qualche tempo anche gli attac- master in Letteratura siamo alla vigilia degli attacchi aerei su Londra. Con-
chi armati, di recente rivendicati dall’Isis. americana. Ha vinto, tra tenta di aver servito il proprio Paese, Juliet però è in-
«Anche in questo caso non è ancora del tut- l’altro, il premio Whitbread quieta, quasi prova rimorso per aver tradito la fiducia
to chiaro il tipo di fenomeno con cui abbiamo Book of the Year nel 1995 e della vecchia dama. Uno dei superiori le ha detto che
a che fare. Sono tante le ipotesi: quella è i Costa Book Awards (nuova chi tradisce una volta non smetterà più di tradire. È
un’area dove stanno fiorendo attività illegali denominazione dello stesso questo dunque il mestiere di spia? Un lavoro in cui non
per l’estrazione dei rubini, qualcuno potrebbe riconoscimento) nel 2013 e ci si può fidare nemmeno di sé stessi?
essere interessato a tenere lo Stato lontano; 2015. In Italia sono usciti
oppure le violenze potrebbero avere una ma- Tutti i bambini perduti
trice religiosa, con studenti di ritorno dalla (Marsilio, 2017), Dietro le
Somalia o dall’Arabia Saudita». quinte al museo (Nord, Con un salto di dieci anni (Kate Atkinson apre il ro-
La paura ha un ruolo anche nel nuovo ro- 2017), Un dio in rovina manzo con il 1981, va al ’40 e poi ci porta nel ’50), nel
manzo al quale sta lavorando. (Nord, 2016, e Tea, 2018), clima grigio del dopoguerra e delle razioni alimentari,
«È ambientato a Beira. Sto cercando di ac- Aspettando buone notizie Juliet Armstrong ha trovato un posto alla Bbc, ai pro-
costare i miei ricordi di bambino sulla para- (Marsilio, 2015), Vita dopo grammi scolastici. Una vita non proprio eccitante, co-
noia per la Pide, la polizia segreta portoghese vita (Nord, 2014, e Tea, munque passabile. Almeno fino a quando non riceve
durante la guerra di liberazione coloniale, con 2016), Un colpo di fortuna un biglietto anonimo: Pagherai per quello che hai fatto.
la paura di oggi verso la forza brutale o la ven- (Einaudi, 2009) e I casi Così, da sola, si mette in cerca dell’ignoto autore della
detta degli africani oppressi. Stavo per andare dimenticati (Einaudi, 2007). minaccia. Rivisita i luoghi dove aveva svolto la sua mis-
a Beira quando il primo ciclone l’ha colpita a Il personaggio del detective sione, le persone di allora apparentemente non ci sono
marzo. Ho dovuto rinviare la visita, poi ci sono Jackson Brodie, protagonista più. Un ex collega le fornisce gli indirizzi dei nazisti di
tornato: dovevo sentire che la storia era ancora di cinque romanzi di cui lei trascriveva le voci. Poi, però, le verrà chiesto di
viva. Mi piacerebbe anche raccogliere le storie Atkinson, ha ispirato la serie restituire il favore, e ancora una volta non potrà rifiuta-
degli eroi di Beira, in modo che le generazioni televisiva prodotta re. Mentre continua a cercare l’autore di quella minac-
future possano sapere che la generosità ha dalla Bbc Case Histories. cia misteriosa, qualcosa la mette in allarme, si sente
sempre una faccia e un nome». Kate Atkinson è autrice pedinata, spiata. Un giorno, per strada vede Mr Toby,
© RIPRODUZIONE RISERVATA anche di due pièce teatrali l’agente infiltrato tra i filo-nazisti. Lei lo chiama, lo fer-
ma, ma lui finge di non riconoscerla. Perché? La Guerra
fredda ormai ha imposto le sue regole, la «riservata»
Juliet dovrà scoprire che la vecchia distinzione fra amici

i
e nemici non vale più. Anzi, dovrà accorgersi che qual-
Ajo Kawir incontra Jelita, donna senza zioni tra fede e comportamento umano. cuno molto vicino a lei l’ha usata, manipolata.
passato — forse — e senza futuro — La moglie devota è gelosa delle 72 vergi- Atkinson ha presente La talpa di Le Carré e il clima
senz’altro — tanto brutta quanto capace ni che attendono il marito in paradiso; il dei sospetti incrociati: qualcuno aveva tradito, aveva
di risvegliare, prima nei sogni e poi nei kamikaze ascende in cielo dopo l’atten- sempre lavorato per l’Urss, smascherarlo può essere
fatti, gli istinti sopiti. Finale amaro o tato ma — altro che vergini... — trova pericoloso. In mezzo, però, non c’è Smiley ma la ragaz-
forse dolceamaro. Il nostro protagonista una signora che gli butta addosso il fu- za Juliet che rischia quasi di innamorarsi di uno dei
torna a casa, si estinguono gli effetti di mo della sua kretek, la sigaretta con i capi. Perché lei continua ad aspettare il grande amore,
una vendetta ma si apre un’altra stagione chiodi di garofano, e lo rimprovera; una qualcosa che riscatti il suo mondo dalla grigia quotidia-
di espiazione, eppure è proprio nell’in- comunità discute e si divide di fronte nità. Nelle righe in corsivo, il romanzo registra i pensie-
crocio di destini che sembra comporsi alla richiesta della porcellina Maia di ri di Juliet: l’attesa dell’uomo giusto, i giudizi spesso
una specie di feroce armonia e accenna- convertirsi al Corano (e un fedele a quel acidi su abiti, modo di comportarsi, aspetto fisico delle
re un’ipotesi: che, metaforicamente, punto vorrebbe mangiarsela, visto che persone incontrate. La scrittrice pare addirittura pren-
impotente sia un intero patriarcato. l’animale impuro avrà abbracciato la dere gusto a questi «a parte» che dovrebbero ritrarre
giusta religione), e così via. un certo carattere femminile piccoloborghese, che cer-
Sotto il divertissement civile di Feby ca col matrimonio una migliore collocazione sociale
Indirani si intravedono gli spasmi di una nel sistema delle caste britanniche. In realtà servono a
I racconti di Non è mica la vergine democrazia all’incirca ventenne e acer- far capire meglio quanto violento sarà lo choc della
Maria, invece, attingono — come spie- FEBY INDIRANI ba, attraversata da pulsioni autoritarie, ragazza quando vedrà cosa si nascondeva dietro l’appa-
gano introduzione e postfazione — a Non è mica dove l’integralismo intacca le consuetu- rente routine. E che la fedeltà al proprio Paese, ai supe-
un’antica tradizione di testi e predicazio- la vergine Maria dini di un islam tropicale e tollerante. C’è riori, la lealtà ai colleghi, erano solo una trappola.
ni religiose che ricorrono, in Indonesia, Traduzione dall’indonesiano nel Paese un basso continuo di violenza © RIPRODUZIONE RISERVATA

al gioco e all’umorismo. Feby Indirani, e postfazione di Antonia che la prosa di Eka Kurniawan esibisce
che è musulmana ma per i suoi scritti è Soriente, introduzione ed esorcizza. Però i due autori sembrano
stata oggetto di critiche aspre, lascia che di Goenawan Mohamad, coalizzarsi per mostrarci, più che l’Indo- Stile UUUUU
i suoi personaggi, spesso avvolti da un illustrazioni di Marie Cécile nesia, le persone. E le persone non han-
candore discreto anche quando sono ADD EDITORE no una patria: le hanno tutte. Storia UUUUU
demoni, mettano a nudo le contraddi- Pagine 186, e18 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Copertina UUUUU
26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

{
Un capanno, tre autunni
Ron Padgett (1942), autore delle poesie del durante tre autunni: «Ogni mattina andavo lì,
Stanze film Paterson di Jim Jarmusch, ha pubblicato mi sedevo, guardavo fuori dalla finestra. (…)

Libri Poesia di Angela Urbano oltre 20 raccolte. La più recente, Big Cabin Immancabilmente scrivevo». Lo stile limpido,
(Coffee House, pp. 112, $ 16,95), è stata la scrittura chiara e le considerazioni sulla
composta in un capanno nel Vermont mortalità hanno una grazia unica.

Interpretazioni Silvia Bre, autrice in proprio di versi, affronta con rispetto una nuova
porzione (è la terza) della produzione dell’americana Dickinson. E ne restituisce l’energia

Il buon senso di essere Emily


di ROBERTO GALAVERNI

Il testo dell’americana Emily Dickinson


(Amherst, Massachusetts, 10 dicembre 1830-

I t ceased to hurt me, though so slow


I could not see the trouble go –
S mise di farmi male, però talmente piano
che non vidi la pena allontanarsi –
Amherst, 15 maggio 1886)
è tratto da Questa parola fidata, una scelta
di poesie curata e tradotta da Silvia Bre per Einaudi

But only knew by looking back – ma solo guardando indietro seppi –


That something – had obscured the Track – che qualcosa – aveva oscurato le sue tracce –

Nor when it altered, I could say, Nemmeno quand’era cambiata, potrei dire,
For I had worn it, every day, perché l’avevo portata, ogni giorno,
As constant as the Childish frock – di continuo come il grembiule che da piccola –
I hung upon the Peg, at night. appendevo al gancio, la notte.

But not the Grief – that nestled Close Ma né del dolore – che si era annidato a fondo
As Needles – ladies softly press come aghi – che le signore premono pian piano
To Cushions Cheeks – sulle guance del puntaspilli –
To keep their place – per tenerli a posto –

Nor what consoled it, I could trace – né di ciò che l’aveva consolato, trovai il segno –
Except, whereas ’twas Wilderness – tranne che, dov’era desolato –
It’s better – almost Peace – è meglio – è quasi pace –
CdS

Q i
uasi certamente per ogni let- semplicemente perché, non importa se ne è la risultante di un lavoro e di un’occa- nell’altro caso, come in tutti quelli inter-
tore di poesia il rapporto con come uno schiaffo o una carezza, aiuta la sione fortunata, di una volontà precisa e medi, è sempre lei, Emily Dickinson, che
Emily Dickinson possiede al- nostra vita. insieme di una costellazione che sembra nel suo spettro poetico davvero smisura-
meno una piccola storia, una Non è la prima volta che il compito di essersi fatta da sé. to contempla tutte queste possibilità. E di
vicenda fatta d’incontri, lettu- confrontarsi e interagire con queste tante questo rende ragione la traduzione, che
re, sedimentazioni che si sono accumula- immagini diverse spetta a Silvia Bre. Cu- non sembra mai intesa a strafare, rifacen-
te nel tempo. Qualcosa come un’immagi- rata e tradotta con grazia e verità, Questa do o comunque forzando questa poesia
ne mentale, una figura emotiva unitaria, parola fidata (Einaudi) è infatti la terza In ogni caso, un po’ tutto il cosmo poe- in una soltanto delle sue molteplici dire-
ma anche il ricordo di questo o quel com- serie di poesie di Dickinson a cui la poe- tico di Dickinson trova qui rappresentan- zioni di significato.
ponimento particolare, che coincide poi tessa romana ha atteso in questi anni. Più za: l’osservazione diretta, anche se dalla Leggendo queste poesie più di tutto
con questa o quell’occasione determinata precisamente, come indica il sottotitolo specola della sua cameretta di reclusa, continua a colpire la sproporzione tra
della propria esistenza. della raccolta, la Terza centuria. Il carat- della natura e dei movimenti atmosferici, un’esistenza estremamente povera di
tere più apprezzabile di questo lavoro — le piccole allegorie e gli apologhi morali, eventi esterni e l’intensità e vastità del-
cura e traduzione insieme — sta forse nel l’attenzione ai singoli gesti e comporta- l’esperienza interiore, che è fisica, sensi-
suo equilibrio, nel rispetto delle propor- menti umani, l’amore, le esperienze esta- bile, percettiva, e insieme conoscitiva,
La sua opera in versi (quasi 1.800 poe- zioni, detto altrimenti nel buon senso, tiche e il deserto della vita, le meditazioni spirituale, metafisica.
sie) costituisce una di quelle opere mon- che contrariamente a quanto in genere si notturne («quelle serate della mente —/ EMILY DICKINSON Anche qui s’incontrano molti versi in
do così capaci, complesse e variegate, da pensi costituisce una virtù fondamentale quando nessuna luna svela un segno —/ Ogni parola fidata cui, nella piena consapevolezza di sé e del
fare concorrenza alla realtà nel momento nel bagaglio di un poeta (il grande Wy- nessuna stella — spunta — dentro —»), A cura di Silvia Bre proprio destino, Emily assume su sé stes-
stesso in cui aiutano a comprenderla me- stan Hugh Auden l’ha ribadito più volte, il pensiero ossessivo della morte e quello EINAUDI sa il paradosso di una vita che è insieme
glio. Eppure è altrettanto innegabile che ad esempio). non meno ossessivo della poesia. Pagine 213, e 15 meno e più delle altre vite: la realtà delle
questo canzoniere poetico si presti come Nella scelta delle poesie sembrano Ci sono poesie dolcissime, arrese, emozioni e del pensiero, delle visioni e
pochi a essere centellinato, apprezzato, concorrere un criterio costruttivo di rap- scritte in pace con sé e con il mondo, e al- La curatrice immaginazioni, dei propri fantasmi e in-
amato volta a volta per qualcuno dei tanti presentatività ad ampio raggio, e uno più tre invece di una furia e di un estremismo Bre (1953) ha pubblicato terlocutori interiori, che come tutto e tut-
mattoncini che lo compongono. A ogni legato all’estro personale, all’imprevedi- inauditi. con Marco Lodoli Snack bar ti insieme «resistono» e «si dissolvono»:
nuova lettura si scopre una poesia che bilità di un contatto che si stabilisce con Alcune rendono semplicemente conto Budapest (Bompiani, 1987). «La battaglia combattuta tra l’anima/ e
non ricordavamo, che non avevamo visto quelle precise parole anziché con altre. di ciò che esiste o accade, constatano, Tra i versi: Sempre perdendosi nessuno — è quella/ tra tutte le battaglie
o compreso bene; una poesia, soprattut- Del resto, proprio come una poesia scrit- partecipano; altre invece si distaccano, (Nottetempo, 2006) e ricorrenti —/ di gran lunga più grandio-
to, che fa al caso nostro, qui e adesso, ta in proprio, anche una buona traduzio- ironizzano, condannano. Ma nell’uno e Marmo (Einaudi, 2007) sa —».

i Due millenni di piccolissime cose


Destini Claudio Pasi recupera memorie apocrife, familiari e personali come un annalista Emily Dickinson possedeva il cosid-
detto buon senso? Certo che sì. Probabil-
mente più di tutta la società che aveva at-
torno, più di tutti noi. In una poesia parla
del suo sguardo «obliquo», in un’altra
dei suoi «sensi oscurati», e in entrambi i
di DANIELE PICCINI casi questa sua inclinazione particolare,
questo porsi di sghembo alla realtà, detto

L a poesia di Claudio Pasi sorprende


il lettore per la sua capacità di con-
tenere i fatti, le vicende, gli aned-
doti di un tempo lunghissimo, colto nel
suo passaggio su un minuscolo luogo di
poesie come scaglie dell’esistenza, tolte
da quel pulviscolo di frammenti, crona-
che minori, frantumi quale appare la
storia agli occhi del poeta-annalista.
Archivi, fonti, documenti si offrono
porgendo il senso di una sorte comune
alla comprensione del lettore (si pensi al
titolo, recuperato da un appunto poetico
del padre dell’autore). Tutto ciò che si
sfarina e disperde è oggetto di tenace
altrimenti questo sacrificio dell’ordinario
e del convenzionale, servono a vedere
«meglio», a mettere a fuoco ciò che sem-
plicemente è e sta lì anche per noi, sebbe-
ne prima non riuscissimo a vederlo, non
origine, che però ha l’ambizione di rac- come materiale di una ricostruzione da custodia. Ma la domanda resta, per così bene, almeno.
chiudere l’universo. Dall’ 88 d.C. della cui spuntano «inapparenti/ effimere quanto implicita: chi potrà riunire e ri- Forse è per questo che qui dove l’ener-
prima poesia fino agli anni terminali del comparse della storia». Su questo batte, comporre, al di là del Libro, la dispersio- gia della lingua incessantemente si fa po-
Novecento degli ultimi testi di Ad ogni infatti, il sentimento dei testi, che fanno ne e la deriva degli attimi e dei destini? esia, si legge soprattutto per sapere volta
CLAUDIO PASI umano sguardo, l’autore progetta un della minuzia, anche terminologica (con Viene da pensare a Vittorio Sereni, alla a volta che cosa Emily ha visto, sentito,
Ad ogni umano sguardo «caleidoscopico atlante enciclopedico una lingua che da regionale o tecnica chiusa scorata dell’Intervista a un suici- pensato, compreso.
Prefazione di Alessandro Fo dell’esistenza», come dice Alessandro Fo può sconfinare nel dialetto), il proprio da, a quel «nulla nessuno in nessun luo- Si ritorna daccapo, cioè alla vita, come
ARAGNO nella prefazione. Ci sono tra le rievoca- tessuto connettivo, insieme a tanta me- go mai». Sia che chiuda sia che apra, deve essere. La poesia, grazie a sé stessa,
Pagine 156, e 15 zioni in versi un apocrifo del III secolo e moria di altra poesia. La storia non è il questa nullificazione, il discorso umano. non c’è più.
una lettera del 467, fino al Medioevo, trionfo della razionalità e del progresso, © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’autore all’età moderna e poi ai tempi della me- ma forse un girare a vuoto, un nullificar-
Claudio Pasi (Molinella, moria familiare o personale dell’autore: si, uno svuotarsi di esistenze minime e
Bologna, 1958) ha tempi, questi ultimi, che corrispondono private, povere e doloranti, nelle quali Stile UUUUU Cura UUUUU
pubblicato, tra l’altro, Nomi all’infittirsi delle poesie-evento. tuttavia il poeta può rientrare, riprende-
propri (Amos, 2018) Ecco, di questo parliamo: poesie-fatti, re stanza e dimora, per provarne pietà, Ispirazione UUUUU Traduzione UUUUU
28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

{
Mangia e bevi. Ma non basta
«“Mangia e bevi!”, mi dicono, “E sii contento Bertolt Brecht (Poesie e canzoni, a cura di
Classicamente di averne”./ Ma come posso io mangiare e Ruth Leiser e Franco Fortini, Einaudi, 1959)

Libri Narrativa italiana di Nuccio Ordine bere, quando/ quel che mangio, a chi ha nella sua poesia-testamento, intitolata A
fame lo strappo, e/ manca a chi ha sete il mio coloro che verranno, ci ricorda che non si può
bicchiere d’acqua?/ Eppure mangio e bevo»: «essere gentili» se domina l’ingiustizia…

Memoir Silvia Sereni, appena scomparsa, rievoca EsoterismoMatteoTrevisaniraccontailviaggiodiEva


la comunità intellettuale intorno al padre Vittorio allaricercadelsuoinnamoratosvanito.Edisegnimagici

La figlia del poeta Tempestasolare


infiltrata suRoma
nel Circolo Pickwick Eilragazzoscompare
di CHIARA FENOGLIO di ORAZIO LABBATE

SILVIA SERENI
Un mondo migliore. Ritratti
Illustrazioni
di Giovanna Sereni
BOMPIANI
Pagine 219, e 15

L’autrice
Silvia Sereni è scomparsa lo

E L
scorso 22 giugno a 71 anni:
ra, nei versi del padre Vittorio to con la scena paradigmatica del diret- era stata giornalista nel ingua fulminea, dalle proprietà — che possano ricondurla da colui che
raccolti in Stella variabile, «la tore d’orchestra che, ne La giacca verde, gruppo Mondadori. Era una quasi oracolari, quella del se- ama, vivo, morto o trapassato in un’altra
figlia che non piange», «cre- «si ferma inspiegabilmente per ben tre delle tre figlie del poeta e condo romanzo di Matteo Tre- dimensione ascetica dove non è più ma-
sciuta in silenzio come l’erba»: volte nel momento di dare l’attacco ai dirigente editoriale Vittorio visani Libro del Sole (Atlantide). teria bensì intelligenza. Lo fa setaccian-
l’ultimo dono di Silvia Sereni — timpani durante le prove dell’Otello ver- Sereni: le sopravvive Un romanzo che è un’infinita do il passato del ragazzo e le sue persone
scomparsa lo scorso 22 giugno — è un diano». In quell’ansia carica di turba- Giovanna, grafica e storia d’amore alchemica, in cui il lin- (la cieca e sapiente Margherita, il miste-
libro di ritratti appena pubblicato da mento, in quel timore di finire è araldi- illustratrice, mentre la guaggio rinuncia a giochi sperimentali rioso astronauta Stefano che addestra a
Bompiani e accompagnato dalle illustra- camente racchiuso e iscritto lo stile del maggiore Maria Teresa, fini a sé stessi. A sostituirli, invece, una viaggiare tra i mondi, l’ex fidanzata Chia-
zioni della sorella Giovanna. secolo trascorso, uno stile di cui l’incom- detta Pigot, era scomparsa precisa pulizia terminologica, frase dopo ra) in cui il cammino dell’alchimista si
Un mondo migliore ci riporta all’Italia piuto è parte integrante. E proprio la alcuni anni fa frase — all’insegna di una struttura nar- dimostra, indissolubilmente, intrecciato
degli anni Sessanta, a quel gruppo di sospensione è una delle figure più utiliz- L’immagine rativa funambolica — vicina a una sorta a quello del Sole. Prova ne è un criptico,
intellettuali, scrittori, artisti — o più zate dall’autrice, che narra con garbo e Vittorio Sereni (1913-1983: di chiarezza sacerdotale che non dimen- e ai più indecifrabile, volume dal nome
semplicemente amici — che tra Milano intelligenza le vite di questi uomini e di a destra), padre dell’autrice, tica, tuttavia (quale manifestazione della Libro del Sole (da qui il titolo del roman-
e Bocca di Magra (La Spezia) riuscì per queste donne senza mai scivolare nelle con un altro poeta, Alfonso conoscenza di verità nascoste), la visione zo di Trevisani) del quale si impossessa
un breve periodo a farsi civiltà delle buo- paludi del pettegolezzo. Gatto (al centro), e con lo e la profezia. Alchimia e amore sono, Eva raccogliendolo disperata dalla came-
ne maniere, del garbo e della raffinatez- scrittore Oreste del Buono quindi, i due nerbi del libro. Non si osta- ra di Andrea. «Mi resi conto che era uno
za ma anche di quell’entusiasmo e viva- (foto di Federico colano, anzi, benché possano apparire specchio che riusciva a riflettere quello
cità professionale che in Vittorio Sereni Patellani/Archivio Corsera) generalmente territori diversi per cono- che succedeva nell’animo di chi lo legge-
trovarono la loro espressione più alta. La reticenza, la capacità di tacere il scere il proprio essere, si rivelano gemel- va. Molti non vi avevano visto che distru-
Depurato da malinconie o nostalgie, lo dettaglio biografico indiscreto o maldi- li indispensabili affinché ci si elevi su zione, pazzia, la perdita dell’anima […]
sguardo dell’autrice è piuttosto quello cente, il rifiuto di qualsiasi sfoggio è questa Terra e nell’altra. Mi sembrava che tutto intorno a me gri-
della giovinezza: di chi, per ventura di forse la cifra caratterizzante della scrittu- Andrea ed Eva il cui nome «era in dasse la fine di qualsiasi istanza biologi-
nascita, si trova immerso in una realtà ra di Silvia Sereni che sa cogliere anche realtà quello di una sigla, Extra Vehicular ca».
favolosa e la osserva dal basso, partecipe nei particolari di vita vissuta, nelle feste Activity, con cui si definiscono le passeg-
e insieme discosto. Gli amici e le amiche natalizie, nei ritrovi estivi, ciò che conta giate spaziali degli astronauti» sono i
del padre sono, allo sguardo della giova- raccontare, ritagliando dettagli sfocati e giovani e innamorati protagonisti. Gli
ne Silvia, un novello Circolo Pickwick riconducendoli al primo piano. Dopotut- eletti e però gli inseparabili. Tutti e due Un testo pericoloso che apre un abisso
dove il movimento e il dinamismo si to, come ci ricorda l’indimenticato Giu- universitari, devotissimi allo studio, alla nei sensi, nella conoscenza; in grado di
intersecano alle movenze da fiaba. Favo- seppe Pontiggia, «il significato di un ricerca sui pianeti (appassionati entram- distruggere quelle misere percezioni del
losa è la prosa di Lalla Romano, fiabesca libro non è mai in ciò che è, ma in ciò bi sin dalla tenera età) per via dello reale una volta raggiunta la sua profonda
e sottilmente assurda l’intervista dell’au- che siamo noi dopo averlo letto»: i nomi MATTEO TREVISANI scientifico e occulto significato, risulta- interpretazione dunque, auspicabilmen-
trice a Fruttero e Lucentini, «da fiaba» degli antichi dèi, nel nostro immagina- Libro del sole no legati al Sole con tutti i misteriosi te, il compimento della Grande Opera
— inaspettatamente — la casa di Fortini rio, sarebbero nulla se non si trasfor- ATLANTIDE significati che la stella conserva da tempi dell’alchimista. «Questo libro è un enig-
a Fiumaretta: una casa piccola e sempli- massero in quelli degli esseri umani che Pagine 192, e 20 antichi. ma che non risolverò mai, a costo della
ce che, nella sua distanza e separatezza incontriamo quotidianamente. Una comune attrazione astrale che vita. Se dovessi morirci sopra probabil-
dalla comunità di Bocca di Magra, dice Ora tra quei «nomi di un mondo L’autore suggella il loro poderoso sentimento, mente ci riuscirei, ma sono davvero cer-
molto del suo proprietario, sempre «a scomparso» dobbiamo includere anche Matteo Trevisani è nato a senonché durante una rarissima aurora to che la conoscenza ultima delle cose
sé» nonostante il suo essere in contatto il suo, entrato prematuramente a far San Benedetto del Tronto boreale provocata da una tempesta sola- valga una morte di consunzione e dubbi?
con tutti. parte di quella che Giovanni Raboni (Ascoli Piceno) nel 1986. re di proporzioni gigantesche, su una Sembra che ogni pagina chieda di sce-
Ma l’ultima parola del libro, che solo chiamava «la comunità dei vivi e dei È redattore della rivista Roma disorientata ed elettrizzata dal gliere tra l’amore e il sapere, ed è una
apparentemente ne contraddice l’atmo- morti». Le pagine di Un mondo migliore letteraria «Nuovi fenomeno, Andrea scompare senza an- decisione che non può essere presa».
sfera generale, è quella di Mario Soldati, mutano l’ombra in «movimento e luce», Argomenti» ed editor di nunci. «Il cielo di Roma era velato da È forse l’amore, meglio, la congiunzio-
è la largesse con cui vive nella sua villa come scriveva superbamente il padre nei Edizioni Tlon. Ha scritto Libro striature rossastre e luminose che, verso ne degli innamorati, predestinati a una
sulle alture di Tellaro, insieme alla spre- versi de La spiaggia e, restituendo vitali- dei fulmini (Atlantide, 2017). nord, viravano violentemente al verde dimensione superiore, la chiave erme-
giudicatezza con cui si libera dalle co- tà all’inesistenza, alludono alla necessità Ha pubblicato racconti su chiaro. L’orizzonte bruciava tra le fiam- neutica perfetta del libro, quindi la solu-
strizioni della piccola borghesia per de- di «indicare un passaggio di testimone», varie riviste. Vive e lavora a me di un fuoco gelido, come se un’enor- zione all’addio di Andrea? La possibilità
dicarsi a una ricerca a tutto campo, tra collegano presente e passato in una con- Roma, è studioso di storia me tenda fosse calata sulla città e si di rivederlo o non più? «Sei tu il princi-
letteratura e cinema. In un articolo del tinuità prima di tutto civile. Così, i per- delle religioni, muovesse al soffio di un vento fantasma. pio femminile della sua storia, il suo
1951, Vittorio Sereni individuava la chia- sonaggi di questo libro si spogliano della magia ed esoterismo Improvvisamente ebbi la certezza che ultimo passo. Sei stata questo per lui, un
ve di questo curioso e straordinario loro storicità, oltrepassano la biografia L’immagine Andrea in quel momento stesse guar- ingrediente segreto da miscelare nel suo
scrittore nell’irrequietudine del viaggia- di chi ha vissuto su questa terra per mu- The Weather Project, dando lo stesso cielo pazzesco che si alambicco».
re, nella sua mobilità sempre in anticipo tarsi in ariosteschi «cavalieri antiqui». installazione dell’artista specchiava nei miei occhi. Ciò che anco- © RIPRODUZIONE RISERVATA

sui tempi in territori inesplorati. Un’in- © RIPRODUZIONE RISERVATA Olafur Eliasson ra non sapevo era che quello era il suo
quietudine che è il velo senza il quale (Copenaghen 1967) modo per dirmi addio».
molto del nostro Novecento sarebbe alla Tate Modern nel 2003: È dalla fuga improvvisa dell’amato che Stile UUUUU
incomprensibile. Stile UUUUU
il gigantesco sole incomincia il viaggio di Eva. Un percorso
Non è un caso che Silvia Sereni abbia bagnava i visitatori costellato di ermetismi magici, alla ricer- Storia UUUUU
deciso di chiudere questo suo testamen- Copertina UUUUU di una luce arancione ca di segni — nel cuore storico di Roma Copertina UUUUU
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29
L’immagine
Alicja Slabon-Urbaniak (Cracovia, 1964),
Cigni (2007, tecnica mista su tela,
particolare), courtesy dell’artista. Alicja
realizza opere che ricordano la pittura naïf o
l’arte primitiva ricca di colore e tessitura

Poemi in prosa Isabella Santacroce fa della vicenda di una giovane, vittima di un alcolista violento e poi escort, un percorso
di redenzione reso anche attraverso il doppio registro dell’io narrante e del tu. Viene da pensare nientemeno che a Huysmans
Un cigno, Ludwig, che Eva va a visita-
re di notte e ogni giorno trovandosi libe-
rata «in pochi attimi da una inquietudi-
ne perpetua» e offrendoglisi come «la
compagna che hai perduto». Ed è qui
che entra in gioco il tu narrativo: che è al
tempo stesso Isabella e quella scrittura
che cerca l’espressione, la parola giusta
per dar conto del tormento e del conflit-
to interiore, e poi dell’amore di Eva, ac-
compagnata nei tre percorsi nei quali si
dipana il racconto della Divina, passan-
do da «il capovolto amore», a «la capo-
volta aurora», per chiudere con «il capo-
volto crepuscolo».

L’andamento strappa via via alle paro-


le l’iniziale predominante andamento
narrativo per tradurlo in spezzature da
tonalità poetiche e talora liriche, nel se-
gno di una tensione quasi mistica. E non
per nulla si colgono disseminate anche
immagini religiose, a partire da tratti e
tensioni e invocazioni davvero da De
profundis, «tra un canto e un grido», re-
golarmente sottolineato da quella «voce
in stanze chiuse» che la riporta conti-

C’èunangelopienodidemoni
nuamente agli anni dell’infanzia e della
giovinezza così come ai momenti più
bui di qualche anno prima, preannun-
ciandole sin dall’inizio che «aurora si fa-
ranno i sentimenti che hai conficcato in
un crepuscolo, e innalzatiti saranno fino
agli occhi, ignari che il tuo pianto ne sa-

cheaspettaLudwigdiBaviera
rà il tramonto».
È un rincorrersi di immagini, di meta-
fore ricercate, di ossimori, in una scrit-
tura — tersa e insieme mossa, ora piana
ora scattante, ora persino salmodica,
ma sempre cesellata nella ricerca di un
suono prima ancora che di un tono, che
di quelle sonorità non può che benefi-
di ERMANNO PACCAGNINI ciare — che non solo avverte «un lieve

A i
cambiamento di stile» ma si fa perso-
ncora una volta sorprendente misteriosa vecchia «impicciona che se con immagine scapigliata, «un angelo, naggio nella voce del tu narrante, chie-
è Santacroce, autrice di La Di- ne stava fissa in un’espressione severa» pieno di demoni». E che vede Eva vivere dendosi il perché stesso «di questo mio
vina, romanzo dal procedi- a spiarla da una finestra di fronte, im- quel combattimento interiore che tra- scritto, qual è il suo fine, o quando il suo
mento narrativo che vede in perterrita, sì da provocarla, salvo crearle duce La Divina in romanzo di redenzio- termine»; che si offre come «emozio-
campo un io narrante, di Eva, incubi dopo la sua scomparsa da quella ne — di chi risorge «non per rivivere, ne» e come «dono», confessando a Eva
che si racconta, e un tu narrativo che le finestra, dalla quale inizierà ad affac- ma per capire il dolore» — suggerendo- che «da quattro anni» le sta «accanto»
si rivolge ora interrogante, ora provoca- ciarsi da un certo momento un ragazzo mi l’immagine di quell’Huysmans che — e sono i quattro anni della stesura del
torio, ora dialettico, ora soprattutto me- di «media altezza, capelli corti, scuri, in da À rebours sta giungendo a La Ca- romanzo.
morante a Eva momenti felici della sua giacca e cravatta» e tabagista. Mentre thédrale attraverso Là-bas. Poema in prosa nel quale «l’immagi-
infanzia, proprio di un raccontare guar- nel frattempo nel suo stesso stabile è ve- È il tragico momento del senso e con- nazione danza libera sullo schermo di
dandosi dentro che di fatto riproduce nuta ad abitare Anna, a sua volta prosti- trosenso della solitudine «che non sai un computer che ne è il palco», perché
quella struttura madrigalesca di malin- tuta, in fuga da genitori soffocanti, pres- mai dirigere», della quale «non so quasi «solo in ciò che riesci a immaginare
conica dolcezza che passa da Tasso a so i quali, in un momento di volontà di niente, non so da dove arrivi, e nemme- puoi vivere la tua realtà», che attinge a
Monteverdi. autopunizione per «quella vita che an- no il perché», che conosce un punto di più «alfabeti perché niente mi basta», in
Eva, uscita da una situazione di undici cora mi chiama», spinta da un’ansia di svolta nel trovarsi inaspettatamente a fa- un’inesausta ricerca linguistica che per-
mesi di schiavizzata da un «alcolista vio- «purificazione», decide di farsi assume- re i conti con quella misteriosa parola, siste a tener fede a quella modalità «ip-
lento con gli occhi di Satana» e fuggita a re come serva. «amore», che nasce dalla contemplazio- notica e incantatoria» con la quale l’ave-
Roma, viene raccattata per strada da Va- ISABELLA SANTACROCE ne di un cigno dalla «dolcezza pura, la va salutata Cesare Garboli.
nessa che la trasforma nella escort Lena, La Divina testa nobile, reale e il portamento, bian- © RIPRODUZIONE RISERVATA

e successivamente nella Divina, la domi- DESDEMONA UNDICESIMA co. Un risveglio di speranza la sua purez-
natrice di uomini. Un mondo, quello di EDIZIONI Una condizione del vivere che, rag- za solitaria, e io a guardarla, fantastican-
Eva, fatto di clienti che ben presto deci- Pagine 232, e 50 giunta «l’oscenità dell’esistenza», cono- do il ritorno di Ludwig II di Baviera», Stile UUUUU
de però di allontanare dalla sua vita; Tiratura limitata sce l’angoscia propria di una «coscien- emblema di chi «cercava la felicità nel-
d’un ex produttore cinematografico te- e numerata za» che la «sta distruggendo», senten- l’impossibile» e come lei era interessata Storia UUUUU
desco obeso che abita nell’attico; d’una acquistabile solo online dosi «due persone, bianco e nero» o, dall’«irrealizzabile». Copertina UUUUU

Relazioni Anna Mittone indaga i difficili rapporti con la figlia di una donna separata
i
che di Emma neonata, ma an-
che forte di una nuova consape-

Sopravvivere all’adolescenza. Da madre


volezza: «Posto che esistano
genitori di figli adolescenti al-
l’altezza del compito», quelli
non sono stati lei e Luca, ma ora
bisogna cambiare rotta, perché
di MARZIA FONTANA «svanita o rubata, la giovinezza
è finita» e non resta che farsene

L a maternità non sempre è


un idillio, tanto più se i
figli attraversano l’adole-
scenza. Lo sa bene Silvia De
Santis, io narrante di Quando
rerà a Vancouver per un periodo
di studio all’estero: mentre le
altre mamme della comitiva
sono in preda ad assurdi timori,
Silvia pregusta «trecentoses-
romana. A offrirle un passaggio
è Michele Orsini, papà di Paolo,
uno dei compagni di viaggio di
Emma, conosciuto poco prima
in aeroporto. I due decidono di
nostalgia e sui rimpianti di una
generazione dai molti conti in
sospeso.
Silvia è una madre di oggi,
insegue i propri spazi, e perciò
una ragione. Intanto, Emma e
Paolo si fanno vivi, sono nasco-
sti nell’area fumatori dell’aero-
porto ma non ancora salvi. Ep-
pure, mentre gli eventi si acca-
arrivi, chiama, terzo romanzo santacinque giorni di orgiasti- trascorrere insieme qualche ora è sempre alle prese con la pro- vallano, il romanzo tiene un
della sceneggiatrice tv Anna ca, folle libertà». al mare, ma la sorte è in aggua- pria inadeguatezza; nelle inter- tono medio anche nelle pagine
Mittone. Disegnatrice d’arredi Non tutto però va per il verso to: allo scalo parigino Emma e minabili ore del viaggio, riper- più drammatiche, stemperate
alle soglie della cinquantina, giusto. La partenza, seppur pro- Paolo sono rimasti coinvolti in corre l’illusione che nulla sareb- ANNA MITTONE dalla tendenza di Silvia a una
madre separata, Silvia fronteg- grammata da mesi, la coglie un attentato terroristico ancora be cambiato cullata durante la Quando arrivi, chiama sana e finalmente adulta autoi-
gia i guai degli anni che passa- impreparata e l’emozione della in corso. Silvia e Michele si met- gravidanza e affronta il senso di MONDADORI ronia. Anche all’adolescenza, in
no senza portare nulla di buono figlia la sprofonda nella malin- tono in viaggio per Parigi, colpa per tutte le volte in cui Pagine 180, e 18 fondo, si può sopravvivere.
e le ribellioni della figlia dicias- conia. Così, quando in aeropor- ognuno con i propri fantasmi. non c’è stata, ha perso la pa- © RIPRODUZIONE RISERVATA

settenne Emma, che passa le to l’ex marito Luca le annuncia Tuttavia, Quando arrivi, chia- zienza o sottovalutato il disagio L’autrice
giornate attaccata al telefonino, la separazione dalla nuova com- ma non è un romanzo sul terro- della figlia, per averla convinta a Anna Mittone (Torino, 1971)
fuma, si tinge i capelli di rosa e pagna e le confessa di essere rismo, piuttosto sugli anni che partire, per non aver trovata una è sceneggiatrice televisiva e Stile UUUUU
rientra a ore impossibili. Ad ancora innamorato di lei, Silvia passano e impongono anche via di mezzo nei loro rapporti. ha scritto Quasi quasi mi
attenderle ora c’è un anno di scappa e si avventura incauta- agli adulti di crescere, sul rap- Si scopre così di nuovo impo- innamoro e Come ti vorrei, Storia UUUUU
lontananza, che Emma trascor- mente a piedi sulla tangenziale porto fra genitori e figli , sulla tente, come di fronte alle coli- editi da Piemme Copertina UUUUU
30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Libri Protagonisti

Maria Sozzani,
vedova del poeta
premio Nobel Iosif
Brodskij, pubblica
un racconto — da
lei stessa illustrato
— per la nipotina
Shea, figlia di sua
figlia Anna (come
la Achmatova). È
la storia fantastica
di una bambina
che si risveglia
dentro la storia
che le raccontava
Il premio Nobel
Sotto: Iosif Brodskij con la la mamma.
moglie Maria Sozzani in una
foto degli anni Novanta.
Le opere poetiche e
«Anche Iosif
saggistiche di Iosif Brodskij
sono pubblicate in Italia da
pensava
Adelphi. Tra queste
ricordiamo: Fondamenta che a un certo
degli incurabili, Dall’esilio,
Fuga da Bisanzio, Marmi,
Poesie italiane, E così via.
punto fosse
Il volume Conversazioni
raccoglie interviste
necessario cedere
realizzate dagli inizi degli
anni Settanta fino alla morte all’irrazionale»

Cara nonna, mi scrivi una favola?


Così la pioggia diventa mare
A
di CRISTINA ndare a zonzo e perdersi nelle era entrata in una storia di sua mamma». do. Una storia che da 23 anni continua at- italiano e di una madre russa nata a Pari-
TAGLIETTI illustrazioni di un libro o nelle Lily è la protagonista di un piccolo, intel- traverso lo Joseph Brodsky Fellowship gi. Il russo è la sua seconda lingua, quella
figure di un quadro visto in un ligente libro per bambini intitolato La Fund, fondazione-accademia di cui si oc- con cui parlava con Iosif Brodskij «so-
museo. Lily lo sa fare: è il pote- conchiglia magica. Lo ha scritto Maria cupa quasi a tempo pieno; un amore da prattutto per le questioni domestiche. Se
re delle storie. Così il rumore Sozzani, vedova di Iosif Brodskij, il poeta cui 25 anni fa è nata Anna. La conchiglia c’era una discussione si entrava in un ter-
della pioggia in un sabato mattina si tra- premio Nobel russo scomparso nel 1996 magica è un libro per lei, Anna, e per la ritorio neutro, l’inglese, che non era la
sforma nel rumore di un’onda su una a New York. Traduttrice, collaboratrice di sua bambina, Shea, che ora ha sei anni. mia lingua e nemmeno la sua», sorride.
spiaggia sconosciuta, in un’isoletta dove varie case editrici in Italia, Francia e Rus- «Volevo fare qualcosa per Shea — spiega La conchiglia magica è un libro per
il profilo di un castello appare e scompa- sia, Maria Sozzani ha fatto della discre- Maria Sozzani —. Quando nasce una fi- bambini ma anche per adulti. «Shea l’ha
re cambiando forma, proprio come in zione e della riservatezza uno stile di vita, glia di solito non si ha il tempo, sono letto forse quando era troppo piccola.
una di quelle storie che la mamma inven- soprattutto riguardo alla grande storia troppe le cose a cui pensare; con una ni- Adesso i bambini sono diversi, cresciuti
ta per lei. «E all’improvviso capì... Anche d’amore che la lega al marito: «È una pro- potina è più facile. L’ho immaginato su- con tablet e smartphone, forse meno
se non aveva idea di come fosse successo, messa che gli ho fatto», spiega sorriden- bito, appena nata, ma non riuscivo a scri- concentrati. Con mia figlia sono stata un
vere per bambini piccolissimi con ochet- po’ talebana: niente televisione, qualche
te, micini e cose del genere. Quindi l’ho film e tanto teatro. E le storie che inven-
messo da parte. Poi l’anno scorso l’ho ri- tavo per lei. Lei era, ed è, una grandissi-
preso e in otto mesi l’ho finito». Maria è ma lettrice, con un gusto molto spiccato
autrice anche dei delicati acquerelli az- per la lingua. Un giorno, mentre le legge-
zurri e gialli che accompagnano la storia. vo Il mago di Oz, mi chiese: mamma, mi
«Avrei preferito che li facesse mia figlia, rileggi questa frase? È così bella». Anna
lei è un’illustratrice molto brava, ha fre- deve il suo nome ad Anna Achmatova, la
quentato la scuola del fumetto», si scher- poetessa russa a cui Iosif Brodskij era
misce l’autrice che ha già iniziato il se- molto legato, e alla sorella di Maria, Anna
condo libro, che, come questo, sarà sul- Sozzani. «Con Iosif abbiamo avuto l’idea
l’importanza di raccontare storie, su simultaneamente: “Cosa pensi del nome
quello che riesce a fare la letteratura: una Anna?”. “Stavo per chiederti la stessa co-
magia che i più piccoli colgono. sa”», ricorda Maria rivelando uno dei po-
La conchiglia magica è in inglese, per- chi dettagli del breve matrimonio con il
ché quella è la lingua di Shea. In italiano premio Nobel, conosciuto nel 1990 du-
lo ha tradotto Matteo Campagnoli, tra- rante un seminario dedicato a Auden,
duttore anche di Brodskij. «Mia figlia è Frost e Hardy al Collège de philosophie
nata negli Stati Uniti e io ho scoperto tut- di Parigi. Cinque anni intensi, anche dal
ta la letteratura per bambini anglo-ame- punto di vista della creatività poetica. Al-
ricana con lei. Meravigliosa, ricchissima, la fondazione Maria Sozzani tiene molto,
forse più della nostra e di quella russa, anche perché stava a cuore al marito che,
generalmente in rima, con la quale ero nel 1995, propose a Roma la creazione di
cresciuta io». Maria è figlia di un padre un’Accademia russa sul modello della
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

{
Morti viventi prima di Fox
Primo venne il fumetto. A crearlo, nel 2003, pp. 544, e 19,90), che riprende dall’inizio la
Segnali di fumo Robert Kirkman da Richmond, 7 anni prima trama che si è appena chiusa negli Usa. A
di Alessandro Trevisani che Fox ne ricavasse la serie tv. Esce il 25 raccontare le peripezie del vice-sceriffo
luglio The Walking Dead Raccolta. Vol. 1 Grimes, in un mondo invaso dai morti viventi,
(traduzione di Andrea Toscani, saldaPress, le chine di Tony Moore e Charlie Adlard.

American Academy dove lui stesso aveva


soggiornato varie volte. L’idea era ripren-
dere un’antica tradizione, finita dopo la
Rivoluzione, per cui molti artisti e scrit-
«Le mie prigioni»
tori russi fin dal Settecento sceglievano
Roma come patria di elezione. «Con la Assaporare la libertà
in cella con Silvio Pellico
sua morte — spiega Maria Sozzani — è
diventata più che altro un’accademia am-
bulante, anche perché era troppo diffici-
le farla a Roma. Inizialmente ci avevano di SEVERINO COLOMBO
dato una dépendance di Villa Doria, ma

«I
era da restaurare. Ci volevano molti soldi l vivere libero è assai
e noi non ne avevamo». Dalla nascita del- più bello del vivere in
la fondazione decine di poeti e di artisti carcere, chi ne dubita?
— alcuni noti, altri giovani e sconosciuti Eppure anche nelle miserie di
— sono già arrivati in Italia come borsi- un carcere si può con piacere
sti, ospiti dell’Accademia americana di sentire la vita». Sono le parole
Roma e di altre istituzioni. Oggi ha una che Silvio Pellico (1789-1854),
sede a New York ma, dice Maria, «speria- patriota e scrittore, usa per
mo di riuscire ad avere in futuro un posto farsi coraggio nei primi giorni
a Roma. Se non ci fosse l’American Aca- della sua reclusione.
demy sarebbe difficilissimo raccogliere Condannato a morte dagli
fondi». austriaci per aver preso parte ai moti risorgimentali,
la sua pena sarà tramutata in 15 anni di carcere duro
nella fortezza dello Spielberg (nell’attuale Repubblica
Ceca). Il racconto di quella drammatica esperienza è
Nonostante l’esilio a cui venne costret- affidata al libro di memorie Le mie prigioni (1832) ora
to nel 1972, Iosif Brodskij ebbe sempre proposto in una veste su misura per giovani. Il libro
un legame molto forte con la sua città, esce con traduzione e adattamento di Giulia
San Pietroburgo, e con la Russia. «Negli Avallone e Irene Scarpati, stampato con un carattere
ultimi anni volevano farlo ritornare, ma tipografico ad alta leggibilità; edito da Biancoenero
lui non ha mai voluto — ricorda Maria (pp. 184, e 15, dai 12 anni) con annesso un cd mp3
—. Però era sempre curioso di ciò che (durata: 3h23m) con il testo letto da Giulio Scarpati.
succedeva, leggeva tutti i nuovi poeti, i © RIPRODUZIONE RISERVATA

nuovi scrittori. Era al corrente di tutto.


Una sola volta successe... eravamo con
Misha Baryshnikov, con cui erano grandi
amici, in Svezia. Per un attimo pensaro-
no di andare a San Pietroburgo: c’erano
dei battelli, non bisognava chiedere un
«Orme»
visto, l’idea di andare e tornare in un
giorno, in modo anonimo, li tentava. Poi La mappa al naturale
delle impronte di animali
invece scoprirono che il battello sarebbe
rimasto tre giorni in porto. Lasciarono
perdere, anche se non ho mai capito se
scherzassero oppure no». Brodskij sape- di JESSICA CHIA
va essere anche buffo, divertente: «Face-
va continuamente giochi di parole, an-
che con il poco italiano che conosceva —
ricorda Maria —. Gli scritti per gli amici,
Q uella del toporagno
misura tra i 4 e i 5
millimetri. Ma c’è anche
le dediche sui libri... erano sempre gio- l’orso bruno, che vanta una
chi di parole». zampa tra i 25 e i 32 centimetri
Nel 2020 saranno ottant’anni dalla na- (e batte così il cugino orso

i
scita del poeta, venti da quando la fonda- polare, che ha un’impronta
zione ha accolto il primo borsista. A San anche più piccola della mano di
Pietroburgo dovrebbe aprire il Museo un gorilla). Le orme di mammiferi e rettili di tutto il
Brodskij. Maria ha mandato molti ogget- mondo sono disegnate, con misure reali, nel volume
ti: «Libri, la sua scrivania, le macchine di John Townsend, Orme. Impronte di animali a
per scrivere, le penne, il suo studio di grandezza naturale (traduzione di Francesca Giulia La
New York. Ho tenuto alcune cose per me, Rosa, Nomos edizioni, pp. 50, e 21,90), con le
come la fotografia autografa di Auden, illustrazioni di Isobel Lundie e la consulenza
ma non volevo avere un mausoleo in ca- naturalista di John Rhyder. Dal geco all’alligatore del
sa. E i russi ci tengono tantissimo. L’idea Mississippi, una guida con 35 specie dal mondo,
è fare una casa-museo lì dove viveva: una classificate per nome collettivo e comparate alle
stanza e mezzo in una casa comunale so- dimensioni dell’uomo. Ma il vero re di questo libro è il
vietica, con la cucina e il bagno comuni. cucciolo di elefante africano che con i suoi 112 chili
Non è rimasto niente di com’era, se non di peso alla nascita (arriva a bere fino a 12 litri di latte
le fotografie che serviranno per ricostrui- al giorno) ha una zampa posteriore che non sta in
re l’ambiente, con ologrammi sulle pare- una pagina: solo un poster riesce a contenerla tutta.
ti». Molte cose Maria le aveva donate in © RIPRODUZIONE RISERVATA

MARIA SOZZANI precedenza al Museo Anna Achmatova,


La conchiglia magica con la clausola che quando ci sarebbe
Traduzione stato un Museo Brodskij, sarebbero an-
di Matteo Campagnoli date lì. «Ma quello è un museo di Stato e
GATTOMERLINO
Pagine 32, e 15)
non sapevamo che non si possono tra-
sferire in una struttura privata. Comun-
«Jefferson»
Il volume e le immagini
que con Anna Achmatova è in buona
compagnia, non mi dispiace: le sue cose Il porcospino accusato
dell’omicidio del coiffeur
Il libro è edito nella collana I sono curate con grande amore».
capricci. La storia è stata In Russia la fama di Brodskij è enor-
scritta in inglese e Maria me: «Ci sono bar con il suo nome, t-shirt.
Sozzani è l’autrice anche C’è un po’ di culto della personalità, che a di PATRIZIA VIOLI
delle illustrazioni, lui non piaceva, ma in Russia i poeti sono

«I
tre delle quali pubblicate un fenomeno popolare. Anche quando l paese in cui inizia questa
in questa pagina era in vita nessuno aveva i testi, se non i storia è popolato da
La fondazione e il poeta samizdat clandestini, e tutti conosceva- animali che camminano in
Maria Sozzani si occupa del no i suoi versi. Un po’ esagerato forse, ma piedi, parlano, possono prendere
Joseph Brodsky Fellowship utile se porta le persone a leggere le sue in prestito libri della biblioteca,
Fund, la fondazione- poesie e i suoi saggi e, attraverso queste, innamorarsi, spedire sms e
accademia dedicata al a conoscere altri poeti. Credo che Iosif ne andare dal parrucchiere». È la
marito Iosif Brodskij sarebbe contento». realtà in cui è ambientato
(anglicizzato Joseph Il poeta amava molto anche Venezia, Jefferson, detective per amore (traduzione di Bérénice
Brodsky: Leningrado, oggi soprattutto d’inverno: «Diceva che era Capatti, Rizzoli, pp. 192, e 14) di Jean-Claude
San Pietroburgo, 1940- come vedere Greta Garbo al bagno», ri- Mourlevat. Un giallo ironico che racconta di un
New York, 1996). Di corda Maria. Le poesie nascevano spesso giovane e raffinato porcospino accusato
famiglia ebrea, Brodskij camminando proprio a Venezia. «Iosif ingiustamente di omicidio. Jefferson Bouchard de La
cominciò a pubblicare sosteneva che la razionalità serviva solo Poterie, «settantadue centimetri di coraggio e
poesie nel 1958. Processato fino a un certo punto, come filo condut- paura», in una mattina d’autunno lascia la sua
per «parassitismo», finì in tore, ma che poi bisognava lasciarsi an- dimora e attraversa il bosco per andare in città, a
carcere (1964-65) e venne dare, alla creatività, o alla rivelazione re- farsi sfoltire il ciuffo. Ma per uno scherzo del destino
espulso nel 1972. Visse ligiosa. La fiaba in fondo che cos’è se non viene coinvolto nell’assassinio del suo coiffeur,
negli Usa dove apparvero questo?». Anche i bambini lo sanno. ucciso con un colpo di forbici nel petto. Qui gli animali
tutte le sue raccolte di versi. «Non si chiedono: come è possibile en- danno il meglio di sé, mentre gli umani sono
Nell’87 ottenne il Nobel per trare e uscire da un libro? È una dimen- inconcludenti e pasticcioni. Tra un colpo di scena e
la Letteratura. Brodskij è sione fantastica che accolgono senza dif- l’altro, una storia di amicizia e onestà.
sepolto nel cimitero di San ficoltà». Proprio come Lily. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Michele a Venezia © RIPRODUZIONE RISERVATA


32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33

{
Una famiglia nel Médoc
Lo sguardo sul luogo, il Médoc, da un vecchio bianchi, pot au feu della vendemmia, torta al
Cotture brevi chateau abbandonato dove si è trasferita la cioccolato con burro salato… (Mimi

Libri Ragazzi di Marisa Fumagalli famiglia dell’autrice. E qui, dal mercato


all’incontro con i contadini nascono le cento
ricette d’antan riproposte: soufflé di asparagi
Thorisson, French Country Cooking, foto di
Oddur Thorisson, traduzione di Silvana
Mancuso, Tommasi, pp. 336, e 34).

Anteprima Fabio Genovesi ha scritto il suo primo libro per bambini, in uscita il 3 settembre
Protagonista è Rolando, un ragazzino strambo che vive al camposanto con lo zio custode
Dicono che faccia colazione tra le tombe e che al posto dei biscotti nel latte ci metta i ragni...
di FABIO GENOVESI

A i
llora, io vi avverto subito, sen- vi perché adesso vi racconto la storia di mai, però insomma, non lo invitano per- colazione, queste cose qui non le ha mai
nò poi uno dice «Ma lo potevi un ragazzino misterioso e speciale: il ché tanto è sicuro che lui risponderebbe viste nessuno, però la gente racconta che
dire prima», e io infatti ve lo bimbo del camposanto. Che è un tipo di no. Infatti al suo, di compleanno, non è così, e allora è così per forza.
sto dicendo prima. Anzi, lo di- strano, molto strano, in paese lo dicono invita mai nessuno. Anzi, non si sa nem- E ne racconta tante altre che sono an-
co proprio subito, e non esiste tutti. Sta sempre da solo, non gioca con meno che giorno è. Qualcuno dice che in cora più strane e spaventose, sul bimbo
mica nulla che sia prima di subito. gli altri e non sorride mai. Oppure sì, realtà il bambino del cimitero è un fanta- del camposanto. E se volete sentirle, ba-
O forse sì, prima di subito per esempio ogni tanto dal nulla scoppia a ridere, co- sma, e i fantasmi non si ricordano quan- sta scendere al fiume e troverete tutti
c’era ieri. Però ieri non ve lo potevo dire, me se avesse visto una cosa buffa o l’aves- do sono nati e allora non fanno feste di quanti là. Perché ieri è finita la scuola, e
perché voi non avevate ancora aperto se sentita da qualcuno, però lì con lui non compleanno: loro festeggiano solo Hal- stamani sono corsi a prendere il sole e
questo libro, quindi a pensarci bene è c’è niente e nessuno. O almeno, nessuno loween. Ma lui nemmeno per Halloween schizzarsi e giocare a pallone, e appunto
colpa vostra. che possiamo vedere noi. ha mai invitato nessuno a casa sua. a chiacchierare. Ma siccome non hanno
Ma non c’è problema, vi perdono, e vi E se ogni tanto dice qualche parola, il Ed è una grande fortuna, perché casa molti argomenti, dopo un minuto torna-
avverto: quella che sta per iniziare è la bimbo del camposanto la dice piano e so- sua è il cimitero! no a parlare di lui. E se ci andate, potete
storia più clamorosa, più spaventosa, più lo a sé stesso. Oppure al suo unico amico, ascoltarli e ridere, e poi magari anche voi
incredibile che io abbia mai sentito in vi- un merlo tutto nero che gli svolazza in- raccontate qualcosa sul bimbo del cam-
ta mia. torno e a volte gli si posa sulla spalla, co- posanto. Non importa se in realtà non ne
Giuro. Certo, in vita mia io ho sentito me il pappagallo di un pirata. Però i pap- Giuro, vive proprio là dentro, tra lapidi sapete nulla, ve la inventate lì per lì, come
solo tre storie, anzi tre e mezza. Però pagalli sono coloratissimi e dicono frasi e croci. La notte ci dorme pure, anche se fanno loro. Basta che sia qualcosa di tre-
quella che sto per raccontarvi vince di si- divertenti con la voce delle persone, il non si sa come fa a addormentarsi. E mendo e clamoroso. A forza di risate e
curo, le altre due e mezza le straccia pro- merlo invece è nero e serio e fischietta dentro una di quelle tombe, una mattina schizzi e tuffi, finisce che ci credete, e la
prio, non c’è gara. È così pazzesca ed soltanto, e cosa dice non si sa, però il l’hanno pure visto che faceva colazione! giornata passa senza troppi pensieri.
emozionante, che se uno la ascolta non si bimbo gli risponde. Come tavolo usava una bara, stava lì tran- Ecco, sì, andate con loro, è una buona
può sapere che effetto gli farà. Agli altri invece no, non risponde mi- quillo a infilare il cucchiaio nella ciotola e idea. Anzi, è meglio così. Mettete il costu-
Il postino del mio paese, per esempio, ca. Nemmeno se gli fanno una domanda in bocca, nella ciotola e in bocca, solo che me, saltate sulla bici e via. Il sentiero è fa-
si è licenziato al volo e ha aperto un alle- semplicissima, tipo «Come ti chiami?» o nel latte, al posto dei biscotti, il bimbo cile da percorrere, liscio e dritto e proprio
vamento di cinghiali. «Come stai?» o «Vuoi giocare con noi?». del camposanto mangia… ragni! piatto: basta che chiudete questo libro, e
Un ragazzino che era il primo della FABIO GENOVESI Cioè, di questo non siamo proprio sicuri- Proprio così: latte e ragni! Tantissimi e non lo leggete mai più. Nascondetelo in
scuola e pure del catechismo, è scappato Rolando del camposanto sicuri, perché queste cose non gliele ha piccoli e neri, gli scrocchiano in bocca un cassetto, o regalatelo a qualcuno che
di casa e ora vive nel folto dei boschi. MONDADORI chieste mai nessuno veramente, però de- mentre li mastica di gusto, poi li ingoia e vi sta antipatico, e a noi lasciateci perde-
Una signora di una certa età che si Pagine 210, e 16 v’essere così. si vede proprio che gli piacciono un sac- re.
chiama Ines, invece, ha ascoltato tutta la In libreria dal 3 settembre Basta guardarlo a scuola, zitto al banco co. Perché noi andiamo da un’altra parte.
storia dall’inizio alla fine senza fare una durante le lezioni e zitto nel cortile a ri- E se la sua colazione è latte e ragni, Non seguiamo la gente, non la ascol-
piega, poi si è alzata dalla poltrona, è an- L’autore creazione. O il pomeriggio, che in giro lo chissà cosa mangia a pranzo. Come mini- tiamo nemmeno, e invece di parlare alle
data a prepararsi una camomilla e non ci Fabio Genovesi (Forte dei vedi solo quando ci sono i funerali, dietro mo i vermi al posto degli spaghetti, op- spalle di quel bimbo strano, noi andiamo
ha pensato più. Però c’è da dire che la si- Marmi, Lucca, 1974) ha la bara accanto a suo zio, sulla strada tut- pure i serpenti. Per cena topi arrosto o co- a conoscerlo veramente.
gnora Ines è sorda come una campana, e pubblicato, tra gli altri libri, ta storta che porta dalla chiesa al campo- sce di gatti neri in umido, e come gli altri Quindi adesso ci facciamo forza, pren-
probabilmente non ha sentito una paro- Morte dei Marmi (Laterza, santo. ogni tanto sgranocchiano patatine e ca- diamo una torcia e ci avventuriamo nelle
la. 2012) e Chi manda le onde A giocare dai suoi compagni di classe ramelle, lui è goloso di scorpioni fritti, tenebre. Perché mentre gli altri vanno al
Ma insomma, se voi ci sentite bene, e (Mondadori, Premio Strega invece non ci va, e nemmeno ai loro com- sanguisughe e millepiedi. fiume, noi andiamo al cimitero.
avete il coraggio di ascoltarmi, preparate- Giovani 2015) pleanni. Ed è vero che non lo invitano Cioè, in realtà l’hanno visto solo fare

Il bambino
© RIPRODUZIONE RISERVATA

del cimitero
e i fantasmi
Si intitola «Rolando del camposanto. Due fan- retti, che gli lanciano una sfida: entro mezza-
tasmi da salvare», il primo libro per ragazzi di notte del giorno dopo, suo decimo complean-
Fabio Genovesi di cui qui sopra anticipiamo il no, dovrà scalare il Monte Pupazzo, addentrar-
primo capitolo. Il libro, illustrato da Gianluca si nel Buio Nero e trovare la Cosa Rossa, l’unico
Maruotti (autore anche dell’illustrazione di oggetto in grado di salvare il mondo. Altrimenti
questa pagina), ha per protagonista un bambi- tutto e tutti scompariranno per sempre. Per
no, Rolando, che vive in un cimitero, insieme al- questo Rolando si trova ad affrontare un lungo
lo zio che ne è il guardiano. Considerato stram- cammino durante il quale incontrerà perso-
bo, Rolando ha come unico amico Cip, un merlo naggi più strani di lui, tra cui Tigre, una bambi-
con cui riesce a comunicare. Un giorno, tra le na che vive nei boschi, lontana dalle falsità de-
tombe, appaiono i fantasmi di due cugini, Ma- gli uomini. Un viaggio avventuroso che darà a
rika e Mirko Gini, dispettosi e vestiti da marina- Rolando il coraggio di affrontare il mondo.
34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

{
(2) posizione precedente S stabile A parità di percen-
tuale di vendita, la
Legenda 1 in salita R rientro posizione è deter-
5
Libri Le classifiche in discesa N novità minata dal valore
decimale non in-
100 titolo più venduto (gli altri in proporzione) dicato in classifica

Il premio Strega porta Scurati sul gradino più alto del podio
Georges Simenon raddoppia: narratore e giornalista di viaggio

La pagella
di Antonio D’Orrico
Top 10 ebook
di Alessia Rastelli Narrativa italiana

1
Andrea voto
Camilleri (3) 1 100 2 (1) 5 78
1925–2019
Italia Grazie 1
(3)
Antonio Scurati
M. Il figlio del secolo
Antonio Scurati
M. Il figlio del secolo
Andrea Camilleri
Il cuoco
dell’Alcyon
Cristoforo Colombo 1 100 Bompiani, € 24 Bompiani, € 24 Sellerio, € 14

della letteratura 2 La campagna


Andrea Camilleri
Antonio Scurati con il romanzo premio Strega
sull’ascesa di Mussolini sale in vetta alla Top Ten 3 (2) 5 61
(1) Il cuoco dell’Alcyon
estiva dove sono italiani otto titoli su dieci. Nella Maurizio

D
classifica di settore sono presenti i finalisti dello de Giovanni
ieci in geografia: per avere, come
Cristoforo Colombo, scoperto 5 78 Sellerio, € 14 dello sconto Strega: Marco Missiroli (ottavo), Nadia Terranova
(dodicesima), Benedetta Cibrario e Claudia
Il pianto dell’alba
Durastanti, alle posizioni diciassette e diciannove. Einaudi, € 19
terre finora sconosciute (Vigàta, Romanzi di genere, a
Montelusa) arricchendo di
nuove voci l’atlante della Sicilia e
3 Maurizio de Giovanni
Il pianto dell’alba
prezzi molto convenienti,
da leggere in vacanza. La
del pianeta. Dieci in storia: per avere (2)
inventato vicende così fantasiose da
campagna d’estate, a
colpi di sconti, premia Narrativa straniera
5

1
risultare più vere del vero. E viceversa. Dieci 61 Einaudi, € 19 Newton Compton che fa
in matematica: per avere saputo contare il pieno nella classifica
fino a trenta e più milioni di copie di libri
sparsi per il mondo. Dieci in teatro e altre 4 Stefania Auci
degli ebook più venduti
per il Kindle, il dispositivo
(1) S 36
Lucinda Riley
2 (2) S 19
Georges Simenon
discipline dello spettacolo: per avere (4) I leoni di Sicilia di lettura digitale di Marie la strabica
rifondato con la compagnia di giro del Amazon (che non rende
La stanza
commissariato di Vigàta il cast della note le proporzioni tra i delle farfalle
Commedia dell’Arte. Dieci in educazione S 60 Nord, € 18 Giunti, € 17,90
titoli). Cinque su cinque Adelphi, € 18
civica: per avere scritto romanzi civili del marchio di Raffaello
sull’Italia tinta di ieri, di oggi e speriamo
non di domani. Dieci in italiano: per avere 5 Lucinda Riley
La stanza
Avanzini i titoli in vetta.
«Abbiamo messo per un
I romanzi di Lucinda Riley e Georges Simenon
sono gli unici due titoli stranieri in Top Ten. La 3 (3) S 16
preso una lingua inamidata, sempre (5) giorno, martedì 9 luglio, migliore novità nella classifica di categoria è Glenn Cooper
altezzosamente vestita in abiti da delle farfalle tutto il nostro catalogo a l’autrice tedesca Corina Bomann al quinto posto II sigillo del cielo
cerimonia, sempre S 36 Giunti, € 17,90 99 centesimi — spiega con il primo capitolo di una trilogia con una
disponibile alle trame giovane donna al centro. Guadagna otto
l’editore — e i lettori ci
degli azzeccagarbugli, e posizioni ed è sesto il giallista Michel Bussi. Nord, € 20
averla rivestita in stile
casual e pop facendola
6 AA.VV.
hanno premiato. D’estate
piace particolarmente
leggere thriller e romanzi
amare da milioni di
(9) Cinquanta in blu.
sentimentali». Il marchio
cittadini. Dieci in
gastronomia: per aver 1 33
Otto racconti gialli
Sellerio, € 15
ha anche deciso che due
titoli della Top Five
Saggistica

1
riportato in auge in resteranno per tutta
questo mondo di chef le
trattorie di una volta e la
loro affabilità culinaria.
7 Me contro Te
l’estate a 99 centesimi:
«Le loro autrici sono al
(2) 1 12 2 (4) 1 11
(6) Entra nel mondo debutto in Italia e Ken Follett Federico Pace
Dieci in pubblica sicurezza: per il senso di di Luì e Sofì Scintille
protezione che Montalbano dà agli italiani.
vogliamo farle Notre-Dame
Dieci in inglese: per avere tra i suoi più 5 30 Mondadori Electa, € 16,90 conoscere». Si tratta di
Sejal Badani, Mondadori, € 9
entusiasti lettori Bill Clinton. Dieci in Einaudi, € 14

8
indomericana, con La
virilità: per avere imposto il personaggio di
Gianrico Carofiglio cacciatrice di storie
Mimì Augello nell’epoca della crisi del
maschio occidentale. Dieci in femminilità: (10) La versione perdute: una trama al
femminile sul ritorno alle
Ken Follett con il suo omaggio a Notre-Dame
balza al comando nei saggi. La novità è lo scrittore
Georges Simenon che, stavolta in veste di
3 (1) 5 11
Giampaolo Pansa
per le donne, sicule o svedesi, protagoniste di Fenoglio origini, appunto in India. giornalista, bissa il successo ottenuto negli Il dittatore
dei suoi racconti. Dieci in scienze della
costruzione narrativa: per avere scritto
1 20 Einaudi, € 16,50 E poi della britannica Stranieri entrando al quarto posto con il reportage
Barbara Copperthwaite di una crociera nel Mediterraneo. Gli youtuber Me
romanzi che sembrano essersi scritti da
soli. Dieci in fiction televisiva e in Mitologia
& Comunicazioni di massa: per la sua
9 Georges Simenon
con il thriller Un’amica
quasi perfetta.
contro Te tengono banco nei ragazzi e in Top Ten. Rizzoli, € 17

fulgida carriera in Rai dal tenente Sheridan


(8) Marie la strabica Completano la Top Five

Varia
le storie romantiche Una
di Ubaldo Lay al commissario Montalbano.
Dieci in umorismo: per l’opera omnia. Dieci 5 19 Adelphi, € 18 fantastica vacanza in
Grecia di Karen Swan e

1
in fantasia: idem come sopra. Dieci in
Due cuori in affitto di
amabilità: per il complesso della sua
persona. Dieci nella vita: per averla vissuta
pienamente (smentendo perfino l’amato
10 Marcello Simoni Felicia Kingsley, oltre al
giallo Linea di sangue di
(1) S 12 2 (2) S 6
(7) L’enigma Angela Marsons. Selvaggia Lucarelli Adriano Panzironi
Pirandello, Montale e tutti quelli della dell’abate nero Falso in bilancia Vivere 120 anni
scuola «O si vive o si scrive»). @al_rastelli
5 18 Newton Compton, € 9,90 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rizzoli, € 17
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Wte Editore, € 19,90

La classifica
1 Sejal Badani
La cacciatrice di storie...
Newton Compton, e 0,99
Ragazzi

1
Formato Kindle
2 Karen Swan
Una fantastica...
(1) S 30
Me contro Te
2 (2) S 12
Jeff Kinney
Newton Compton, e 2,99
Formato Kindle Entra nel mondo Diario di un amico
di Luì e Sofì fantastico
3 Angela Marsons
Linea di sangue Mondadori Electa, € 16,90 il Castoro, € 13
Newton Compton, e 1,99
Formato Kindle
4 Felicia Kinsgsley
Due cuori in affitto
Newton Compton, e 2,99
Formato Kindle
Stati Uniti
5 B. Copperthwaite
Un’amica quasi perfetta
Newton Compton, e 0,99
1
Delia Owens
2
Elin Hilderbrand
3
Linda Holmes
Formato Kindle
Where the Summer of ‘69 Evvie Drake
(8-14 luglio 2019) Crawdads Sing Starts Over

G. P. Putnam’s Sons, $ 27 Little, Brown, $ 28 Ballantine, $ 26


DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

Paolo Fornasiero (Ruti, Svizzera, 1968) è ordinario di


Chimica generale all’Università di Trieste e associato
all’Istituto di Chimica dei Composti organometallici
1
Kai-Fu Lee
2
Gianfranco Pacchioni
3
Joe Gertner
Il podio (Iccom-Cnr). Si occupa di ricerca su nanomateriali
applicati al campo dell’energia, combustibili
AI superpowers
Brilliance
Scienza,
quo vadis?
The idea Factory
di Paolo Fornasiero sostenibili e controllo di problematiche ambientali. Corporation, $ 28 il Mulino, € 11 Penguin Books, $ 18

Risate intelligenti

150
Fra qualche giorno, il 25 luglio, sarà presentato il Festival stupidità umana (Allegro ma non troppo, Carlo M. pronunciamo o scriviamo. Naturalmente, abbiamo a
Il numero dell’umorismo, della comicità e della satira che si Cipolla) abbiano applicazioni in tanti campi: a conferma disposizione anche un vasto campionario di oltre 150
di Giuliano Vigini svolgerà a Livorno a settembre (27-29). Una che «l’imbecillità è una cosa seria» (Maurizio Ferraris) e saggi, manuali e divagazioni su umorismo e satira che ci
manifestazione culturalmente intelligente per toccare che, a parte i politici, un po’ tutti possiamo a volte cadere aiutano ad entrare nel vivo dell’argomento, sia per
con mano come le cinque leggi fondamentali della nel «senso del ridicolo» per tutte le frasi vuote che ridere degli altri, sia per ridere di noi stessi.

(Elaborazione a cura di Nielsen BookScan. Dati relativi alla settimana da lunedì 8 domenica 14 luglio 2019)

4 (4) S 60
Stefania Auci
6 (7 ) 1 20
Gianrico Carofiglio
8 (8) S 15 10 (12) 1 13
Elena Ferrante
12 (-) R 11
Nadia Terranova
14 (17) 1 10 16 (-) R 9
Elena Ferrante
18 (16) 5 9
Elena Ferrante
20 (18) 5 8
Andrea Camilleri
Marco Missiroli Elena Ferrante
I leoni di Sicilia La versione Fedeltà L’amica geniale Addio fantasmi Storia di chi fugge Storia del nuovo Storia della Km 123
di Fenoglio e di chi resta cognome bambina perduta

Nord, € 18 Einaudi, € 16,50 Einaudi, € 19 e/o, € 18 Einaudi, € 17 e/o, € 19,50 e/o, € 19,50 e/o, € 19,50 Mondadori, € 15

5 (6) 1 33
AA.VV.
7 (5) 5 18
Marcello Simoni
9 (10) 1 13 11 (9) 5 13
Ilaria Tuti
13 (11) 5 10 15 (13) 5 10 Benedetta
Concita De Gregorio Alessia Gazzola
5 9 19 (14) 5 8
17 (15)Cibrario Claudia Durastanti
Lorenzo Marone
Cinquanta in blu. L’enigma dell’abate Tutto sarà Ninfa dormiente Nella notte Lena e la tempesta Il rumore La straniera
Otto racconti gialli nero perfetto del mondo

Sellerio, € 15 Newton Compton, € 9,90 Feltrinelli, € 16,50 Longanesi, € 18,60 Feltrinelli, € 16,50 Garzanti, € 16,40 Mondadori, € 22 La nave di Teseo, € 18

4 (4) S 15
Don Winslow
6 (14) 1 11
Michel Bussi
8 (-) R 11
Clive Cussler
10 (6) 5 10 12 (9) 5 9 14 (11) 5 8 16 (18) 1 8
Stuart Turton
18
AA.VV.
(-) N 7 20 (-) R 7
Kaho Nashiki
Lee Child Anna Todd Elizabeth Day
Il confine La follia Graham Brown Inarrestabile After Il party Le sette morti Odio volare. Un’estate
Mazzarino Il mistero Edizione speciale di Evelyn Hardcastle 17 storie turbolente con la strega
degli Inca dell’Ovest
Einaudi, € 22 e/o, € 17 Longanesi, € 19,50 Longanesi, € 19,50 Sperling & Kupfer, € 15,90 Neri Pozza, € 18 Neri Pozza, € 18 Sperling & Kupfer, € 17,90 Feltrinelli, € 12

5 (-) N 14
Corina Boman
7 (7) S 11
Petros Markaris
9 (5) 5 11
Camilla Läckberg
11 (8) 5 10 13 (10) 5 9
Madeleine St John
15 (16) 1 8 17 (-) R 7
Sally Rooney
19 (12) 5 7
Joël Dicker
Rachel Lippincott Dinah Jefferies
L’eredità Il tempo La gabbia dorata (con M. Daughtry Le signore in nero La sorella perduta Persone normali La verità sul caso
di Agneta dell’ipocrisia T. Iaconis) Harry Quebert
A un metro da te
Giunti, € 16,90 La nave di Teseo, € 18 Marsilio, € 19,90 Mondadori, € 17 Garzanti, € 16 Newton Compton, € 9,90 Einaudi, € 19,50 Bompiani, € 14,90

4 (-) N 10
Georges Simenon
6 (6) S 8
Paolo Rumiz
8 (-) R 8
Federico Rampini
10 (-) R 7
Massimo Cacciari
12 (9) 56
Greta Thunberg
14 (-) R 6
Vittorino Andreoli
16 (14) 5 4
Raffaele Morelli
18 (-) N 4
Mario Delpini
20 (-) R 4
Luigi Ciotti
Il Mediterraneo Il filo infinito L’oceano di mezzo La mente inquieta La nostra casa L'uomo col Il manuale La situazione Lettera
in barca è in fiamme cervello in tasca della felicità è occasione a un razzista
del terzo millennio
Adelphi, € 16 Feltrinelli, € 15 Laterza, € 19 Einaudi, € 18 Mondadori, € 16 Solferino, € 16 Mondadori, € 16 Centro Ambrosiano, € 4 Edizioni Gruppo Abele, € 6

5 (3) 5 9
Guido Tonelli
7 (5) 5 8
Francesco Filippi
9 (8) 5 7
Roberto Saviano
11 (11) S 6
Massimo Recalcati
13 (13) S 6
Massimo Recalcati
15 (-) R 5
Vito Mancuso
17 (15) 5 4
Federico Rampini
19 (10) 5 4
Paolo Trincia
Genesi. Mussolini ha fatto In mare La notte Mantieni il bacio La via della bellezza La notte Veleno.
Il grande racconto anche cose buone non esistono taxi del Getsemani della sinistra Una storia vera
delle origini
Feltrinelli, € 17 Bollati Boringhieri, € 12 Contrasto, € 21,90 Einaudi, € 14 Feltrinelli, € 14 Garzanti, € 16 Mondadori, € 16 Einaudi, € 18,50

3 (8) 15
Arrigo Sacchi
4 (6) 1 5
Benedetta Rossi
5 (4) 5 5
Valerio Mazzei
6 (5) 5 4
Me contro Te
7 (-) N 4
AA.VV.
8 (-) N 4
Alberto Simone
9 (3) 5 4
Marta Losito
10 (10) S 4
Pietro Mozzi, Martino
Luigi Garlando La cucina Sespo Divertiti Concorso Regione La felicità #Nonostante Mozzi, Leila Ziglio
La coppa di casa mia #valespo con Luì e Sofì Campania sul comodino La dieta
degli immortali del dottor Mozzi
Baldini+Castoldi, € 18 Mondadori Electa, € 19,90 Mondadori Electa, € 15,90 Mondadori Electa, € 15,90 Edizione Simone, € 34 Superpoket, € 6,90 Mondadori Electa, € 15,90 Coop. Mogliazze, € 19

3 (4) 1 8
Jeff Kinney
4 (7) 1 7
J. K. Rowling
5 (8) 1 7
Cristina Panzeri
6 (5) 5 7
R.J. Palacio
7 (9) 1 5
Cristina Panzeri
8 (6) 5 5
Roberta Fanti
9 (-) N 5
AA.VV.
10
AA.VV.
(-) R 5
Diario di una Harry Potter Bing e i suoi amici Wonder Che bello giocare! Gioca e impara Toy Story 4. Lo scivolo. Bing
Schiappa. Una e la pietra filosofale Bing prima della scuola Maxi libro gioca kit
vacanza da panico
il Castoro, € 13 Salani, € 10 Pon Pon, € 5,90 Giunti, € 14 Pon Pon, € 5,90 Edizioni del Borgo, € 6,90 Disney, € 19,90 Giunti, € 7,90

Inghilterra Francia Germania


1
David Walliams
2
John Grisham
3
Sophie Kinsella
1
Aristophane
2
Philip Roth
3
Alexis de Tocqueville
1
Daniela Krien
2
Cornelia Funke,
3
Ferdinand Schirach
The World’s The Reckoning I Owe you One Les Cavaliers Le complot De la démocratie Die Liebe Guillermo del Toro Kaffee
Worst Teachers - L’Assemblée contre l’Amérique en Amérique im Ernstfall Das Labyrinth und Zigaretten
des femmes des Fauns
HarperCollins, £ 14.99 Hodder & Stoughton, £ 20 Bantam, £ 7.99 Flammarion, € 9,90 Gallimard, € 9,50 Flammarion, € 7,90 Diogenes, € 22 Fischer Sauerländer, € 20 Luchterhand, € 20
36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Sguardi .

Pittura, scultura, architettura, fotografia

Il progetto Le immagini
Con il testo e le opere di Jan In alto, da sinistra:
Fabre che pubblichiamo in Le Sang... («Il sangue.
queste pagine, «la Lettura» Nostra droga è il sangue»);
inaugura una collezione Trente et unième...
estiva di omaggi di artisti («Trentuno, trentadue,
internazionali al mondo trentatrè, trentaquattro
della poesia e dei poeti. Si incisioni, l’incisione ultima,
tratta di incroci inediti — l’ultima incisione, mi incido
pittorici e letterari — che il pugno sinistro e mi incido
segnano la vita e l’opera il pugno destro, il palmo
degli artisti: citazioni, sinistro e il palmo destro,
acquisizioni, debiti... e apro la...»); Je me présente
Talvolta dialoghi silenziosi, un paysage... («Mi si
con classici universali o presenta un paesaggio
sorprendenti «minori», rosseggiante nel quale
talvolta faccia a faccia reali. si riflettono nuvole bianche
Apre il ciclo questo e vette innevate»); a fianco:
«polittico» dell’artista Je parle de la voix («Io parlo
fiammingo, drammaturgo e della voce che mi costituisce,
performer: un’opera incisa io scrivo con me stesso
nel proprio sangue, frasi delebili e che non
con un esplicito riferimento riappariranno mai perché
a una gigantesca figura la mezza età è finita»).
della storia del pensiero: la Nella pagina accanto:
mistica, filosofa, poetessa, due momenti di Sanguis /
compositrice e naturalista Mantis (performance, foto
tedesca, proclamata dottore Maarten Vanden Abeele,
della chiesa, Ildegarda © Angelso bvba; courtesy
di Bingen (1098-1179) Studio Trisorio)
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

(
Quattro mostre a Napoli
Jan Fabre (Anversa, Belgio, 14 dicembre mostre in corso a Napoli: Jan Fabre. Oro Rossi e Laura Trisorio, fino al 30
1958, nella foto a sinistra) artista visivo, rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di settembre); Jan Fabre. L’uomo che misura le
drammaturgo, performer, è una delle figure sangue al Museo e Real Bosco di nuvole al Museo Madre (a cura di Andrea
più innovative dell’arte contemporanea. A Capodimonte (a cura di Stefano Causa e Viliani, Melania Rossi e Laura Trisorio, fino
fine anni Settanta, mentre studia all’Istituto Blandine Gwizdala, fino al 15 settembre); al 30 settembre). Di Fabre sono appena
di Arti decorative e all’Accademia reale di Jan Fabre. L’uomo che sorregge la croce al usciti: Giornale notturno III 1992-1998
Belle arti di Anversa, inizia a sperimentare Pio Monte della Misericordia (a cura di (traduzione di Franco Paris, Cronopio,
l’utilizzo del corpo umano nelle sue Melania Rossi, fino al 30 settembre); Jan pp. 258, e 18) e Teatro I (traduzione di
ricerche, nelle performance e nelle azioni Fabre. Omaggio a Hieronymus Bosch in Franco Paris e Giuliana Manganelli, Editoria
sceniche. A Fabre sono dedicate quattro Congo allo Studio Trisorio (a cura di Melania & Spettacolo, pp. 250, e 20).

Queste opere sono corpo del mio


corpo, omaggio alla grande mistica
Ildegarda di Bingen. Io devo scrivere
e disegnare per fare ordine nei miei
esagerati alti e bassi emotivi

Parole e immagini lottano


di JAN FABRE

Scorre il (mio) sangue


H
o scritto i versi che compaiono in questi rei invece che preferisco le voci autentiche e di qualità,
miei disegni con il mio stesso sangue. Sono senza frontiere temporali. Tra i poeti italiani amo (e mi
disegni che non ho mai reso pubblici, rea- ispiro a) Gabriele d’Annunzio: l’ho scoperto grazie a
lizzati durante la stesura di un testo teatrale quello che aveva scritto il suo luogotenente belga. Amo
intitolato Je suis sang / Conte de fées anche Edoardo Sanguineti, un altro grande poeta: ho
médiéval («Sono sangue, una fiaba medievale», pubbli- scoperto le sue opere tra la fine degli anni Settanta e i
cato in Italia da Editoria & Spettacolo) che porta lo stes- primi Ottanta attraverso il suo legame con l’artista e po-
so titolo, Je suis sang, e che parla di sangue. Un testo che eta belga Marcel Broodthaers (1924-1976), per me uno
voleva essere una sorta di ricerca di un corpo liquido, vi- dei maggiori rappresentanti dell’arte concettuale, capa-
sionario e futuristico. Un corpo che si potesse mescolare ce di mettere insieme la cultura surrealista alle nuove
e fondere con il sangue di tutte le etnie e religioni, con il tendenze artistiche di quegli anni.
sangue che in un frammento definisco la «nostra dro- La mia passione per la poesia si ritrova non solo nelle
ga». Il sangue che io, chiuso dentro una corazza e con in mie sculture e nei miei disegni, ma anche in quel Night
testa un elmo con le antenne, uso per scrivere i miei Diary, in quel Giornale notturno pubblicato in Italia da
principi poetici nella performance Sanguis / Mantis: il Cronopio, che è un vero diario poetico della mia vita in
sangue è il mio sangue, l’elmo è quello della Mantis, l’in- tre volumi. Dove posso scrivere, ad esempio, di essermi
setto che divora il maschio dopo l’accoppiamento. ritirato nel mio bunker segreto perché «mi sto prepa-
Allo stesso tempo, quel testo e quei versi volevano es- rando a una guerra poetica»; dove definisco l’arte come
sere un omaggio a una grande scrittrice e mistica come «un pamphlet poetico che ci incita all’azione e che coin-
Ildegarda di Bingen. E ispirarsi al modello di Cristo. D’al- volge attivamente il pubblico nell’opera d’arte»; dove
tra parte, io sono belga e l’arte belga ha una grande tra- parlo di Marcel Van Maele (1931-2009), scrittore ma an-
dizione nel mescolare immagini e parole, segno e poe- che scultore, come di «un poeta nel cuore e nell’anima,
sia, come prima di me hanno fatto i grandi maestri della di uno splendido poeta sperimentale, anche lui uno dei
pittura fiamminga. Sono figlio di un tipico matrimonio figli spirituali di Marcel Broodthaers»; dove mi chiedo
belga. Madre cattolica educata in lingua francese, che se «l’arte che ci incita all’azione» sia sempre capace di
fin da quando ero piccolo mi traduceva a tavola le poesie coinvolgere attivamente il pubblico nella realizzazione
di Baudelaire e Rimbaud. L’anarchia dell’amore le ha fat- di un’opera.
to incontrare Edmond Fabre, mio padre. Che era un po- In quello stesso Giornale notturno ho raccontato co-
vero comunista, che fin da piccolo mi portava alla Casa me ho fatto la conoscenza di Hugo Claus (1929-2008, lo
di Rubens e mi ha insegnato l’arte della pittura e del di- scrittore, poeta, drammaturgo belga più volte candidato
segno facendomi copiare quel grande maestro fiam- al Nobel, autore della Sofferenza del Belgio), una cono-
mingo. Posso dire, dunque, che mio padre mi ha tra- scenza avvenuta in circostanze oscure. Perché Claus era
smesso la passione per le immagini, mia madre quella una creatura della luna tra gente notturna, un uomo pie-
per le parole. no di carisma e joie de vivre. Non ho letto i suoi romanzi
perché non attraggono la mia immaginazione. Nelle
Fiandre dicono sia stato il più grande poeta. Può essere
vero. Ho letto alcuni suoi testi teatrali: teatro borghese
Il poeta fiammingo che preferisco è Guido Gezelle del XIX secolo e materiale drammatico che io ritengo
(1830-1899), i cui versi sono ispirati a un forte senso reli- poco interessante, mentre lo trovo molto interessante
gioso e all’amore per la natura uniti a una grande sensi- come artista. Nei suoi disegni vedo un grande poeta.
bilità lirica. In particolare amo la poesia Het Schrijverke
(Il piccolo scrittore). Una poesia che parla di una libellu-
la che scrive il nome di Dio sulla superficie dell’acqua.
Da questa poesia ho tratto l’ispirazione per diverse mie Torno al punto di partenza. Sono convinto che il con-
sculture in bronzo come L’uomo che scrive sull’acqua o fronto tra parola e immagine susciti tensioni capaci di
L’uomo che piange e ride. Per questo sono molto onora- lasciare ferite da cui scorre sangue, lo stesso sangue dei
to e orgoglioso di essere l’unico artista di cui il Guido miei disegni. Per me, per la mia idea di «poeta-artista»,
Gezelle Museum di Bruges, il museo dedicato a Gezelle, gli oggetti sono come sangue: devono vibrare di vita ed
ha acquistato un’opera che è diventata un’installazione emanare significato. L’arte è il mio catechismo: l’arte è il
permanente, una scultura in bronzo intitolata L’uomo Padre; la bellezza, il Figlio; la libertà, lo Spirito Santo. E
che dà luce che oggi è possibile vedere nel giardino del io devo scrivere e disegnare per fare ordine nei miei esa-
museo. gerati alti e bassi emotivi.
Non c’è la poesia di un determinato periodo o la sta- (traduzione di Maria Sepa)
gione poetica di un determinato stile che amo di più. Di- © RIPRODUZIONE RISERVATA
38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Sguardi Anteprime

SSS Tesi
TORNANO
«CREPITATORI»
E «RONZATORI»
ORA VIAGGIANO
SUL FRECCIA
ROSSA
di MAURO COVACICH

I Futurismo,pensiero
l Futurismo ritorna sempre, eternamente, per-
ché trova in ogni epoca il modo di parlare con la
parte della società che evita di ripiegarsi sul
passato. Oggi questa parte della società è più
rilevante che mai, ama tutto ciò che si trasfor-
ma in fretta, è avanguardista per partito preso (lo è
un po’ meno per vocazione sperimentale), ha un sin-
cero interesse per l’avvenire, però, ecco, c’è un pro-
blema, il suo dinamismo si caratterizza per un’av-
versione incondizionata verso l’industria, il fumo,
l’inquinamento, la guerra. Come si concilia allora di STEFANO BUCCI

A
l’amore per il Futurismo con l’odierna inclinazione
alla salubrità e a uno stile di vita ecosostenibile? zzurro, rosso, giallo, arancio, verde: dal Mart di Rovereto, due dal Museo Caproni
Quali sono i punti di contatto dei maestri del primo ma non un arcobaleno qualsiasi, di Trento (più i privati). «Ogni opera è stata
Novecento, appassionati di motori, ciminiere e corpi piuttosto un trionfo di colori esage- dunque scelta — spiega sempre Masoero —,
in fiamme, con la crescente cultura ambientalista? rati, metallici, irrispettosi. E poi le oltre che per la sua qualità, per l’aderenza ai
Be’, il primo è la bicicletta, autentico compromesso forme: irregolari, sorprendenti, ol- punti teorici fondativi del movimento. E dei
tra la pittura futurista (in cui sovrabbonda) e la filo- tre ogni possibile regola (almeno all’apparen- numerosi artisti visivi che, nel tempo, si uni-
sofia urbana degli hipster. Il secondo è il tapis rou- za). Colori e forme che non sfigurerebbero rono al Futurismo, sono stati deliberatamente
lant, simbolo del dinamismo contemporaneo, mac- sullo schermo di uno smartphone contempo- inseriti i soli firmatari dei manifesti presi in
chinario che si prende cura della nostra efficienza raneo, anche se poi non tutti sembrano sapere esame». Con due eccezioni: una in apertura,
fisica in un contesto artificiale, antiretorico e antiro- (soprattutto tra i ragazzi del nuovo millennio) con lo spettacolare ritratto di Marinetti di
mantico. Nessun posto è più indicato della palestra chi siano Fillìa, Tato o Sant’Elia con quei nomi Rougena Zátková; una in chiusura, con Prima
per uccidere il chiaro di luna. Inutile dire che le marce da rapper e da influencer. che si apra il paracadute, 1939, l’opera di Tul-
allineate dei tapirulanti mimano la scultura di Um- La mostra che si apre l’11 ottobre a Pisa a Pa- lio Crali scelta come immagine di copertina
berto Boccioni, Forme uniche della continuità nello lazzo Blu (di un blu comunque più romantico del catalogo della grande mostra Italian Futu-
spazio (opera ripresa sulla moneta da 20 centesimi). che modernista), che «la Lettura» ha potuto rism 1909-1944. Reconstructing the Universe,
Terzo, la dieta no carb. Oggi che si ordinano sempre scoprire in anteprima, può essere la giusta oc- curata da Vivien Greene nel 2014 per il Solo-
meno primi al ristorante, oggi che abbiamo trovato casione per guardare il nostro passato (non mon Guggenheim Museum di New York, con
nei farinacei il nemico da combattere, ci fa palpitare solo artistico) con gli occhi di oggi. Curata da cui il museo aveva reso finalmente omaggio al
il motto «Abbasso la pastasciutta!» gridato da Filip- Ada Masoero, Futurismo! (fino al 9 febbraio «nostro» Futurismo, riconoscendogli quel
po Tommaso Marinetti sul suo manifesto di Cucina 2020, catalogo Skira) propone oltre cento ope- ruolo d’eccellenza fra le altre grandi avanguar-
futurista. E che cosa sono i variopinti tatuaggi esibiti re dei maestri del Futurismo (in grande mag- die europee del primo Novecento.
in spiaggia, tanto sul torso degli uomini che delle gioranza dipinti museali o d’importanti colle- Un ruolo ulteriormente certificato dall’af-
donne, se non un omaggio ai panciotti futuristi di zioni private, oltre ad alcuni disegni, progetti follamento di mostre dedicate al Futurismo: si
Fortunato Depero? E Google Maps non dialoga forse e oggetti d’arte). «La rassegna si propone per è da poco chiusa a Roma a Palazzo Merulana
con l’aeropittura di Tato o Fillìa? Poi vengono gli la prima volta — spiega la curatrice — di pro- Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Fu-
emoticon, variazione sulle onomatopee della poesia vare come i più grandi fra gli artisti futuristi turismo iconico (a cura di Fabio Benzi) incen-
futurista. ZZZANG TUMB TUM era un modo per tra- seppero rimanere fedeli alle riflessioni teori- trata sul famoso dipinto Primo Carnera del
sformare suoni in parole, così come le faccine di oggi che enunciate nei manifesti, traducendole in 1933 mentre si è appena aperta Balla Boccioni
traducono talvolta un intero discorso, se si tratta di immagini dirompenti, innovative e straordi- Depero. Costruire lo spazio del futuro (fino al
uno stato d’animo complesso, in un’immaginetta nariamente felici sul piano artistico». E dun- 3 novembre) ai Musei Civici di Palazzo San
eloquente. Da parole-suono a parole-icona. que: trasgressione e coerenza. Francesco di Domodossola (a cura di Antonio
Infine, le comunicazioni gracchianti di Trenitalia, d’Amico) con 75 opere «a coprire tutta la para-
chiaramente ispirate all’intonarumori di Luigi Rus- bola futurista, dal prefuturismo agli anni Ses-
solo. Gli scatoloni «crepitatori» e «ronzatori» del santa». E mentre alla Casa d’arte futurista De-
compositore tormentavano il pubblico ai concerti Organizzata da Fondazione Palazzo Blu con pero a Rovereto è in corso (fino al 20 ottobre)
come gli incessanti avvisi bilingui tormentano i pas- MondoMostre l’esposizione racconta oltretut- Come un film. Il cinema post futurista degli
seggeri delle frecce. to di una stretta collaborazione tra musei e anni Trenta (a cura di Nicoletta Boschiero e
Ecco, a proposito, le frecce, un’altra eredità futuri- fondazioni (29 i prestatori ufficiali): con nove Federico Zanoner) incentrata sulla (finora po-
sta. opere dalla Galleria nazionale d’Arte moderna co conosciuta) figura di Emanuele Caracciolo
© RIPRODUZIONE RISERVATA di Roma, 16 tra Museo del Novecento e Gam di (1912-1944), regista e rappresentante del Grup-
Milano, 10 dal Castello Sforzesco di Milano, 21 po Futurista Napoletano, e sui rapporti di De-
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39

{
Unti dal petrolio
Il ruolo straordinario avuto dall’estrazione del Book, pp. 688, $ 35). Dochuk evidenzia il
Downtown petrolio e dall’industria che ne è discesa sulla legame tra la scoperta, avvenuta al tempo
di Stefano Righi formazione degli Usa così come oggi li della Guerra civile e il ruolo della religione nel
conosciamo è al centro di un originale lavoro disegnare il futuro di quel Paese. Come
di Darren Dochuk: Anointed with Oil (Basic mostra il percorso di John D. Rockefeller.

Grandi
pero con il mondo del cinema (con tanto di
estratti di film come Thaïs di Anton Giulio
Bragaglia, Troppo tardi t’ho conosciuta di Ca-
mostre racciolo, Marionette di Carmine Gallone).
Il percorso della mostra di Pisa è aperto da-

Hanno gli esordi divisionisti comuni ai cinque «futu-


ri futuristi»: Umberto Boccioni, Carlo Carrà,

esaltato
Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini.
Scandita in sezioni intitolate ognuna a un ma-
nifesto, la mostra attraversa trent’anni di arte
nelle loro futurista, muovendo dal 1910, quando usciro-
no i due manifesti pittorici firmati dai giovani

opere «padri fondatori». Di Umberto Boccioni, Carlo


Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Se-
verini sono esposti numerosi capolavori ispi-
la velocità, rati con evidenza a quei due testi mentre im-
mediatamente dopo si esplorano le emozio-
il rumore, nanti trascrizioni visuali del Manifesto della
scultura futurista, 1912, steso dal solo Boccio-

l’assor-
ni dopo il viaggio a Parigi di quell’anno.
Poi, in gioco, entrano le «parole in libertà»,
i cui principi furono formulati per la prima
dante bel- volta da Marinetti nel 1913, nel manifesto L’im-
maginazione senza fili e le parole in libertà, e i

lezza della nuovi modelli architettonici, dettati nel 1914

i
da Antonio Sant’Elia nel testo L’architettura
futurista, illustrato da sue opere magnifiche
moderni- (e «profetiche»), seguite dalle opere «belli-
che» a sostegno dell’interventismo futurista
tà, persino nella Grande Guerra (il manifesto Sintesi fu-
turista della guerra, 1914). Con Ricostruzione

la guerra. futurista dell’universo, 1915, di Giacomo Balla


e Fortunato Depero, «si assiste alla nuova vo-
lontà dei due artisti di diffondere i modelli
L’appuntamento
Futurismo!
Ma sono formali del futurismo sull’intera esperienza
umana, in una spinta d’innovazione ignota al-
a cura di Ada Masoero,
Pisa, Palazzo Blu

stati anche le altre avanguardie europee». A illustrarla ci


sono dipinti, sculture, oggetti, bozzetti, mani-
(lungarno Gambacorti 9),
dall’11 ottobre

accaniti
festi pubblicitari in un mish-mash di colori, di al 9 febbraio 2020
forme e di «cose» fino a quel momento ben (Info Tel 050 220 46,
poco artistiche (come giocattoli), realizzati dai futurismopisa.it), catalogo
teorici. due autori. A concludere il percorso, altri do-
cumenti, altri manifesti (a ribadire l’idea del
Skira. La mostra
è organizzata da Fondazione

Per la pri- Futurismo come «sistema di pensiero»): L’ar-


te meccanica (1922) firmata da Enrico Pram-
polini, Vinicio Paladini, Ivo Pannaggi, che
Palazzo Blu insieme
con MondoMostre
con il patrocinio
ma volta connotò con i suoi modelli geometrici e «in-
dustriali» l’arte visiva dell’intero decennio. E il
della Regione Toscana e
del Comune di Pisa
un’esposi- Manifesto dell’Aeropittura, 1931, firmato da
Marinetti con Balla, Benedetta Cappa Marinet-
Il percorso
In mostra oltre cento opere

zione,
ti, Depero, Dottori, Fillìa, Prampolini, Somen- dei maestri del Futurismo
zi e Tato, fonte di ispirazione per tutti gli anni (in maggioranza dipinti

oltre l’azione
Trenta. oltre a disegni, progetti
in autunno e oggetti d’arte).
Tra i prestatori: la Galleria

a Pisa, È una ricognizione in un mondo di inven-


nazionale d’Arte moderna
di Roma (con nove opere);

propone
zioni spettacolari, brillanti e curiose, sempre il Museo del Novecento
giocate sul filo della «modernità» e del «nuo- e la Gam di Milano (con 16
vo» capace di smuovere le acque, di suscitare opere); il Castello Sforzesco
cento ope- scandalo, di fare notizia (e anche politica).
Forse anche per questo il Futurismo sembra
di Milano / Civico Gabinetto
dei Disegni e Collezione

re (ri)lette non passare mai di moda, cambiando di volta


in volta pelle, ma rimanendo, oltre le mode, il
simbolo di una voglia di cambiamento a tutti i
stampe «Achille Bertarelli»
(con dieci opere); il Mart
di Rovereto (con 21 opere);
alla luce costi. Così il Futurismo di Boccioni ha influen-
zato profondamente l’arte italiana e preparato
il Museo Caproni di Trento,
(con due opere) oltre a
dei mani- la via all’Arte Povera. Così dalla costola di un
altro Futurismo, quello di Balla e di Depero,
importanti collezioni
pubbliche e private

festi che
sarebbero sbocciati i «Nuovi Futuristi» d’Italia Gli artisti
(a loro tra il novembre 2011 e il febbraio 2012 Tra gli artisti presenti:
era stata dedicata una mostra curata da Rena- Umberto Boccioni,
le hanno to Barilli e Nicoletta Boschiero al Mart di Rove-
reto), così battezzati dal gallerista Luciano In-
Carlo Carrà, Luigi Russolo,
Giacomo Balla, Gino

accompa- ga Pin nel 1984 e che includeva, nel nucleo ori-


ginario, sette aderenti (Abate, Clara Bonfiglio,
Innocente, Lodola, Palmieri, Plumcake, Postal
Severini, Antonio Sant’Elia,
Enrico Prampolini, Vinicio
Paladini, Ivo Pannaggi,
gnate. Il a cui poi si sono aggiunti Brevi, Crosa e Lura-
schi) che, al pari di Alessandro Mendini, han-
Benedetta (Cappa
Marinetti), Depero, Dottori,
risultato? no rappresentato l’eredità ideale dell’asse Bal-
la-Depero.
Fillìa, Somenzi, Tato,
Rougena Zátková (autrice

Spiega Come al Futurismo si richiama Al-Maria, ar-


tista e scrittrice di origini saudite appena pas-
sata dalla mostra Black Friday al Whitney New
di un Ritratto di Marinetti)
Le immagini
A fianco dall’alto:
la cura- York alle Project Room della Fondazione Ar-
naldo Pomodoro di Milano, scegliendo pro-
Enrico Prampolini (Modena,
1894-Roma, 1956),
trice Ada prio quel termine vecchio di 110 anni (e cinque
mesi visto che era stato ufficialmente coniato
Simultaneità architettonica
(1921 circa, olio su tela);

Masoero:
il 20 febbraio 1909) per definire il mood delle Gerardo Dottori (Perugia,
nuove generazioni del Golfo Persico, a lungo 1884-1977), In corsa (1926
bloccate in un mondo chiuso e che ora sem- circa, olio su tela). Nella
una stra- brano voler modellare le proprie ambizioni
sull’immaginario (eccessivo, esagerato, colo-
pagina accanto, dall’alto:
Fortunato Depero (Trento,

ordinaria ratissimo) di Hollywood e dei videogiochi


bollato da Al-Maria come Gulf Futurism, en-
nesima versione aggiornata del Futurismo in-
1892-Rovereto, 1960),
Pupazzo Campari (1925 circa,
legno dipinto a tempera);
fedeltà ventato da Filippo Tommaso Marinetti. Che
sul Manifesto di fondazione del Futurismo
Giacomo Balla (Torino,
1871-Roma, 1958), Ritmo +
alle rifles- aveva scritto: «Noi canteremo le grandi folle
agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommos-
Velocità (1913, pastello su
carta); Tato / Guglielmo

sioni pro- sa: canteremo le maree multicolori e polifoni-


che delle rivoluzioni nelle capitali moderne;
canteremo il vibrante fervore notturno degli
Sansoni (Bologna, 1896-
Roma, 1974), Sparvieri
in azione (1940, olio su tela);
poste arsenali e dei cantieri, incendiati da violente
lune elettriche». Parole ancora oggi di una im-
Tullio Crali (1910-2000),
Prima che si apra

nei testi pressionante modernità.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
il paracadute (1939,
olio su tavola)
40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Sguardi Fotografia

SSS Tesi
SANTA
CECILIA? NO
ARTEMISIA
RITRATTA
DAL PADRE
di GIOVANNA
POLETTI
Due mostre
a Nuoro
offrono una
singolare
prospettiva
sull’isola.
Wolf
P er oltre 4 mesi, dal
2 agosto all’8 di-
cembre, la Pinaco-
teca civica Bruno Mo-
lajoli di Fabriano (An-
Suschitzski
documenta
cona) ospiterà una
grande mostra per met-
tere finalmente a fuoco
la battaglia
il periodo marchigiano
di Orazio Gentileschi micidiale
dell’uomo
(1563-1639). Per La luce

Epica e neorealista:
e i silenzi: Orazio Genti-
leschi e la pittura cara-
vaggesca nelle Marche
del Seicento (pinacote- contro la
cafabriano.it) i curatori
Anna Maria Ambrosini
Massari e Alessandro
malaria: nei
Delpriori hanno raccol-
suoi scatti

è la mia Sardegna
to non solo i capolavori
di chiese e istituzioni
locali, ma hanno otte-
nuto importanti prestiti
l’umano
per dar vita a stimolan-
ti confronti e promuo-
è statuario
vere interessanti ricer-
che. fino ad
apparire
Se Gentileschi è il
protagonista, non solo
per numero di capola-
vori ma anche per le
paesaggio. da Nuoro MARCELLO FOIS

S
indubbie novità portate
sul territorio, la mostra
poggia su una solida
ossatura di splendidi
Nelle opere e vi trovaste in Sardegna e, stanchi di
spiaggia, zumba e mojito, aveste vo-
glia di avventurarvi nell’interno del- Cagliari Seconda tappa del progetto dedicato alla «signora dei fili»
lavori di pittori a lui
di Guido l’isola, potreste imbattervi, a Nuoro,

«Operasola»
successivi o contempo- in due fondamentali esposizioni fo-
ranei. La rassegna ruo-
ta di fatto attorno al Guidi, che tografiche. La prima, Guido Guidi in Sardegna
1974-2011, al Man, Museo di Arte contempora-

anzidue:
cosiddetto caravaggi- nea Nuoro, dedicata a Guido Guidi, un gigante
smo di Gentileschi,
traslato da Roma a
arriva qui della fotografia che per la prima volta ottiene
una mostra personale, e completamente dedi-
germinare dapprima
mentre cata, nei locali di un museo italiano, dopo es-

MariaLai
sul versante adriatico e sere stato esposto nei più importanti musei e

sta finendo
quindi a Fabriano. Ac- fondazioni del mondo. La seconda, curata dal-
canto, opere monumen- l’Isre, Istituto superiore regionale etnografico
tali nella loro bellezza, della Sardegna, Wolf Suschitzky & The Sardi-
la sbornia
come
come la Circoncisione nian Project, nei locali dell’Ex Artiglieria, è de-
di Ancona (1605-1607) dicata a Wolfgang Suschitzky il maestro au-
in cui viene per la pri-
ma volta individuato il del boom, stro-inglese acquisito dalle più importanti
collezioni del mondo, e considerato membro
ritratto della giovanis-
sima figlia Artemisia
nelle vesti di Santa Ce- il paesaggio
d’onore nel gotha dell’arte fotografica. Due gi-
ganti che non si affrontano, ma si completa-
no. Il primo, Guido Guidi, vivente, maestro volevalei
cilia (sopra). O come la
magica Santa Francesca
Romana avvolta nelle
umano dell’immagine antispettacolare, affiliato alla
classe di Ghirri, Barbieri, Basilico, Fontana. Il
secondo, fotografo e direttore della fotografia, di EDOARDO SASSI
nuvole, oggi nella Galle- è ridotto scomparso ultracentenario nel 2016, membro

D
ria nazionale di Urbino, della Bsc, British Society of Cinemato- ue opere riunite insieme in una stessa composte da lunghe lance di legno e
i curatori propongono
opere di Baglione e del-
l’Orbetto, di Valentin,
al minimo graphers, splendidamente formale.
Entrambe le mostre sono dedicate ai rap-
porti tra questi due maestri e un territorio im-
stanza, con un allestimento che
ricalca quello al tempo voluto
dall’artista, Maria Lai (1919-2013), per la
terracotta decorate con motivi a spiga,
allusione al tema della fecondità. Opera
sola-Maria Lai (progetto in collaborazione
Bartolomeo Manfredi, mensamente fotografato e, nel bene e nel ma- sua residenza cagliaritana. È la seconda con Magazzino Italian Art Foundation,
Angelo Caroselli e Anti- le, fotografabile come la Sardegna. Entrambi tappa del progetto Opera sola che i Musei istituzione privata statunitense con sede sul
veduto Gramatica. Pit- ne hanno tratto qualcosa che all’occhio super- civici di Cagliari dedicano all’artista sarda, fiume Hudson, vicino New York) si ispira a
tori che, assorbito il ficiale sfugge, ma che fa la differenza tra un fo- «signora dei fili» e dei giochi fantastici, nel una frase-pensiero di Maria del 2004: «Ho
contraccolpo del Merisi, tografo e un maestro della fotografia: quella centenario della nascita. E a comporre fatto una proposta, che in ogni scuola,
seppero creare un lin- speciale visione «periferica» che costituisce, questo poetico tributo, nella Galleria d’arte dall’asilo all’università, si prepari una stanza,
guaggio più classicista nel caso del fotografo italiano, l’addentellato moderna (sistemamuseale.museicivici piccola come un tabernacolo, per accogliere
o comunque più auto- più puro con una tradizione neorealista che cagliari.it, fino al 29 settembre) sono i due un’opera d’arte alla volta per almeno
nomo, come nel caso di ha reso il nostro Paese artisticamente interna- lavori Telaio (a destra) e Armi di pace (a quindici giorni». Prossima tappa del
Guido Cagnacci, pre- zionale; e, nel caso del fotografo austro-ingle- sinistra). Il primo, del 1972, unisce al legno e progetto dal 12 ottobre, quando nel museo
sente con la celebre se, quel punto di vista che fa perno in una pre- all’acrilico piccoli oggetti di recupero, tra i sardo approderà un acquarello del 1952
Maddalena di Urbania. cisa disposizione epica nella lettura del reale. quali bastoncini di gelato dipinti e petali raffigurante Cagliari, dove l’artista visse.
© RIPRODUZIONE RISERVATA L’appariscentemente anonimo del primo e lo colorati. Le Armi di pace sono invece © RIPRODUZIONE RISERVATA

straordinariamente ordinario del secondo


DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41

{
La stanza di Harry Potter
Si scrive Harry Potter, si legge sottoscala. ha detto la proprietaria dell’abitazione in
Risvolti Succede a Logan Heights, San Diego,
California, dove in un annuncio immobiliare è
vendita, una casa di oltre 120 metri quadrati
e cent’anni d’età. Con, tra le altre cose, un
di Giulia Ziino
comparsa anche una Harry Potter room. sottoscala simile al celebre ripostiglio del n. 4
«Non avrei saputo definirla in altro modo», di Privet Drive, Little Whinging, Surrey.

i
siste. A Guidi interessano i nomi e le cose. Pae-
si e rocce. Desolazioni filosofiche, non troppo
distanti da quei silenzi di Professione Repor-
ter di Antonioni. L’idea cioè che in quella ter-
ra, dove era sbarcato per il suo viaggio di noz-
ze, con pochissimi soldi, a bordo di una Fiat
L’appuntamento/1 127 carica di frutta, vi fosse un senso dell’anti-
Wolf Suschitzky co autentico e rispettabile, da trattare senza
& The Sardinian Project folklorismi, e da ritrarre sul piano formale e
Le fotografie metafisico. La mostra continua con gli scatti a
della campagna antimalarica colori che Guidi ha fatto in Sardegna in una
Sardegna, 1948 e 1950, sorta di percorso a rébour, negli stessi luoghi
a cura di Paolo Piquereddu, del viaggio precedente, nel 2011.
Nuoro / Ex Artiglieria Ora è chiaro che a Suschitzsky interessano
(fino al 30 settembre, le messe in scena, come si andava imparando
isresardegna.it) dalle imponenti inquadrature di Eisenstein e
Il percorso e le immagini che quell’eroismo ordinario della migliore
In mostra 190 immagini dal gioventù locale, che aveva imbracciato il lan-
Fondo del fotografo Wolf ciafiamme contro le cavallette, e che ora irro-
Suschitzky (Vienna, 1912 – rava di Ddt paesi, paesani, bestiami e territori,
Londra, 2016) acquisito contro l’orrida Anopheles, era un soggetto che
nel dicembre del 2005 sfiorava la potenza tridimensionale di certa
dall’Isre / Istituto superiore statuaria celebrativa.
regionale etnografico diretto Anche formalmente dunque Guidi e Su-
da Giuseppe Matteo Pirisi. schitzsky rappresentano una linea che va dal
Suschitzky (nella pagina neoclassicismo al metafisico, dalle frange del-
accanto e qui a sinistra, tre la figurazione fascista alle riletture della pittu-
immagini in mostra) era ra postbellica o, meglio, dal formalismo razio-
stato anche l’operatore nalista di Marcello Piacentini all’asciugata li-
di due film realizzati nearità di Pier Luigi Nervi.
in occasione della Non sono gratuite per entrambi le connes-
campagna antimalarica: sioni con architettura, arte figurativa e cine-
The Sardinian Project (1948) ma. Perché i grandi fotografi sono custodi di
e Adventure in Sardinia un immaginario che è insieme visibile e invi-
(1950). Il Fondo Suschitzky sibile. Ci fanno cioè capire fino a che punto la
è costituito da circa mille realtà che ci sembra unica sia, al contrario,
scatti di cui 500 riguardano molteplice e del tutto mediata dalla riflessio-
la campagna per ne artistica. Anche chi non conoscesse Eisen-
l’eradicazione della malaria stein o Antonioni capirebbe che nelle visioni
condotta in Sardegna portate avanti da questi due artisti esistono
dall’Erlaas tra 1948 e 1950 connessioni, somiglianze, sviluppi e trasfor-
mazioni, come tra un padre e un figlio, tra un
nonno e un nipote. Capirebbe cioè che lo
sguardo non è mai neutro e che la realtà,
quando filtrata dall’occhio di un artista, non è
mai oggettiva, ma mutante. E paradossalmen-
te coerente.

Il viaggio di Guidi è in fondo una conse-


guenza diretta del reportage di Suschitzsky,
ma senza che questi due avessero altro accor-
do che essere maestri del loro mezzo. Il bianco
e nero dell’austro-inglese è di spessore, come
quando una luce apparato è indirizzata nei re-
cessi dell’immagine. Quello di Guidi è punti-
glioso come chi sa cogliere l’unico momento
giusto. Visioni che oscillano tra il teatro del-
l’inizio secolo e la sostanza movimentista de-
gli anni Settanta. Dal formalismo pensato a
un’istintività apparente. Entrambi hanno in
comune una padronanza assoluta del mezzo.
Quella speciale aspirazione all’istintivo come
frutto di sapienza assoluta. Entrambi propon-
gono un’idea di competenza tecnica come
unica strada per apparire spontanei. Sono ar-
tisti performatici. È raro poter assistere nello
stesso luogo a un’espressione così potente del
genius loci. Ed è raro poter constatare fino a
che punto possano convergere sul piano della
storia punti di vista così distanti.
I mille pezzi «sardi» del Fondo Suschitzsky
dialogano con incredibile coerenza. Nella Sar- L’appuntamento/2 sono stati acquisiti dall’Isre nel dicembre 2005
degna ritratta da Guidi il paesaggio umano è Guido Guidi in Sardegna: e un primo assaggio di 65 scatti venne già
ridotto al minimo, ma da questa assenza non 1974-2011, esposto, a cura di Cristiana Collu, nel dicem-
scaturisce alcun vuoto; in quella ritratta da Su- a cura di Irina Zucca bre 2015 all’inaugurazione dei nuovi spazi del
schintzky l’umano è statuario fino al punto da Alessandrelli, Nuoro, Man / Museo del Costume. L’esposizione attuale, a
apparire paesaggio più che agente. Museo d’Arte Provincia di cura di Paolo Piquereddu, presenta 190 foto di
C’è da dire che le collezioni in questione Nuoro, fino al 20 ottobre 60x60 centimetri; 30 stampe vintage di 23x30;
rappresentano due momenti cruciali del do- (Info Tel 0784 25 21 10, 15 stampe di grande formato. Per i 232 scatti
poguerra nazionale e che quella Sardegna museoman.it), catalogo inediti di Guido Giudi, il neodirettore del
usata come arena dove la Storia recente gioca Mack (3 volumi, Man, Luigi Fassi, ha fatto svuotare l’intero edi-
il suo ruolo assume i contorni di uno spazio pp. 424, e 70) ficio suddividendo la mostra, curata da Irina
mitologico. Quando Suschitzsky arriva sul- Il percorso Zucca Alessandrelli, in senso cronologico dal-
l’isola per documentare la battaglia tra l’uomo La mostra coprodotta l’alto verso il basso. Entrambe queste esposi-
e la malaria, che sta decimando soprattutto gli dal Man con Isre, zioni hanno un livello che potremmo definire
abitanti delle coste, quel territorio è sfregiato Istituto superiore regionale interattivo. A chi si riconoscesse, e potesse
dalla carenza di una Storia conclamata, ridotto etnografico della Sardegna. provarlo, in qualche scatto di Suchitzsky gli
a piattaforma tra il Mediterraneo e il mondo. presenta 232 fotografie organizzatori promettono una copia gratuita
Siamo nell’immediato dopoguerra. Quella inedite che testimoniano la del catalogo. Così come al Man si assicurano
stagione che i sardi chiamano del secondo relazione di Guido Guidi premi a coloro che sapessero collocare quei
conflitto mondiale, per distinguerlo dal primo (Cesena, 1941) con il luoghi fotografati da Guidi nel 1974 che sono
che è il solo che noi chiamiamo Guerra, sa territorio sardo, ripreso una privi di una didascalia topografica.
gherra. L’unica guerra dunque per noi sardi è prima volta nel 1974 e C’è anche un dato che definirei proustiano
la prima, quella dove siamo morti in tantissi- successivamente in queste due mostre: mio padre da giovane
mi e attraverso la quale abbiamo firmato il no- nel 2011, anno della fece parte di quei plotoni d’eroi che ci salvaro-
stro certificato di residenza in questa Nazione committenza affidata no dalla piaga biblica delle zanzare portatrici
distratta. La seconda guerra tuttavia arriva tre- a Guidi proprio dall’Isre. di malaria. Ed è probabile che quel primo im-
menda e periferica allo stesso tempo e ha con- In mostra fotografie in piego, quando aveva 17 anni, l’avesse convinto
seguenze terribili perché la sua fine porta ca- bianco e nero (realizzate a mettere su famiglia. Nel 1974, quando Guido
vallette e malaria. nel 1974) e a colori Guidi fotografava la Sardegna io avevo quat-
Quando Guido Guidi sbarca in Sardegna (realizzate nel 2011) tordici anni, portavo pantaloni a zampa d’ele-
per la prima volta invece è il 1974. È cioè la sta- Le immagini fante e capelli cotonati. La mia Sardegna, in
gione in cui sta finendo sull’isola, come altro- A destra, dall’alto: preda a un silenzio fragorosissimo, comincia-
ve, l’ubriacatura del boom economico. Eppure tre immagini scattate va a sussurrarmi storie.
un senso di desertamente arcaico ancora sus- da Guidi nel maggio 1974 © RIPRODUZIONE RISERVATA
42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Sguardi Incontri

Ieri e oggi
Riomaggiore,
Cinque Terre,
1964: lo scatto
di Pepi Merisio
diventa icona.
Le due ragazzine
di allora si sono
riconosciute
solo adesso,
una folgorazione
di cui «la Lettura»
è testimone.
L’immagine è in
mostra a Bergamo

Le bambine nel tino


(55 anni dopo) siamo noi
dalla nostra inviata a Bergamo ANNA GANDOLFI

i «B
ellissima. Sono bellis- tino enorme». Anni Sessanta, costa ligu- gno, proprio l’ultimo giorno della mo-
sima». Nora Petri ha 13 re votata a pesca e viticoltura. «Va bene la stra, ci hanno messo in contatto. Col si-
anni e scende in piaz- vita contadina ma anche per quel perio- gnor Merisio abbiamo parlato a lungo.
zetta orgogliosa del- do la situazione era bizzarra, particolare: Che viaggio nel tempo». Ed è ancora lei a
l’ultima invenzione un gigantesco recipiente per l’uva senza il mettere insieme gli ultimi tasselli. «Mi
che la zia sarta ha messo insieme per lei. fondo piantato tra le case e tutti i ragazzi- chiedevano: chi è la seconda bambina?
Un grembiulino tagliato di sbieco, allac- ni intorno. Mi sono detto: che fortuna Ho chiamato Alberta, mi pareva lei. E lei
ciato sopra altri vestiti. «Le mie amiche la sfacciata». Per il resto, «era normale che i ha confermato».
sognano una cosa così». Durata del fer- piccoli stessero in piazza, li ho ritratti e Il reportage ligure viene pubblicato
missimo proposito di giocare senza spor- nessuno ha avuto da ridire: oggi le cose pochi mesi dopo sulla rivista «Le vie
carsi: 10 minuti. Eppure. «Eppure sembra sono molto cambiate». d’Italia». Alberta, che allora aveva 8 anni,
ieri. Il grembiule non lo ricordavo — in racconta: «C’erano queste immagini del
realtà era strano solo perché i soldi erano paese su un libriccino in vendita alla sta-
pochi e la stoffa non bastava — ma, appe- zione. Poi la pubblicazione è sparita. Io, a
na ho visto l’immagine, sono tornata a Un mondo che non c’è più, la vita che lungo, non ci ho più pensato». Lei, nello
quei giorni. Nessun dubbio: la bambina va avanti: Nora ha 68 anni, è mamma di scatto, si rivolge all’obbiettivo. «Non si
L’autore nella foto sono io. E con me c’è l’Alberta». tre gemelle e di quattro nipoti, ha lavora- vedevano in giro molti fotografi all’epoca.
Pepi Merisio (qui sopra Nora Petri è «la bambina nel tino», Al- to nella segreteria di una scuola e non ha Lui di certo era passato sotto l’arco vicino
ritratto da Marco Pasini) è berta Bonanni la piccola che timidamen- mai lasciato Riomaggiore; Alberta, 63, alla chiesa. I dettagli sono molto sfumati,
nato a Caravaggio (Bergamo) te s’avvicina. Attimo immortalato in uno gestisce affitti turistici, si è trasferita a La ma il senso di curiosità resta: chi è che ci
nel 1931. Il suo esordio da scatto che per 55 anni ha avuto una dida- Spezia e ha avuto due figli. La piazza, la chiama? Mi osservo e ritrovo questa sen-
fotografo autodidatta risale scalia senza nomi. Primavera 1964, Rio- giornata, gli schiamazzi sono persi. Fin- sazione». Merisio racconta che, per co-
al 1947. Dal 1956 collabora maggiore, Cinque Terre liguri pre-turi- ché la prima delle due riceve una telefo- gliere i suoi soggetti, è bastata quasi sem-
con il Touring Club Italiano e smo. L’autore è Pepi Merisio, maestro nel nata: «Quelli di Castelnuovo Magra han- pre una sola parola: «Guardami». Ripetu-
con riviste nazionali e cogliere la provincia italiana che nel do- no una foto, è fatta qui a Riomaggiore. ta centinaia di migliaia di volte negli an-
internazionali. Nel 1964, per poguerra (e oltre) affronta gli sconquassi Secondo me sei tu…». A 40 chilometri ni. «Ho sempre pensato, anzi sentito, che
«Epoca», firma il reportage della modernità, resiste, cambia. dal paese, nell’entroterra, una mostra in- la fotografia — ha scritto — debba essere
Una giornata con il Papa che Nato nel 1931 a Caravaggio, bassa Ber- titolata Il gioco e dedicata all’autore oro- un colloquio. Se non ci si guarda negli
avvia un lungo lavoro con gamasca, in 70 anni di carriera interna- bico viene pubblicizzata proprio con lo occhi è molto difficile capirsi. Quando lo
Paolo VI. Ha pubblicato un zionale ha accumulato centinaia di mi- scorcio del tino. La curiosità, il caso, la sguardo quasi faceva scattare da solo l’ot-
centinaio di libri fotografici gliaia di istantanee, «però — racconta fortuna. E, ancora, il passaparola in un turatore, la tensione calava e avevo la sen-
L’antologica ora a “la Lettura” — sentirmi dire “ero io borgo marinaro con poco più di mille sazione di avere conquistato qualcosa di
Il Museo della Fotografia in quella foto” mi ha lasciato esterrefatto. abitanti: tutto converge. Avviene qualco- importante, di vero». E ancora: «Mi pare-
Sestini (museodellestorie. Essere cercato dopo così tanto tempo da sa che per più di mezzo secolo non era va di avere centrato qualcosa di indescri-
bergamo.it) dedica a Merisio uno dei bambini che avevo incontrato e avvenuto. Una delle bambine si ricono- vibile, solo mio. Un silenzioso colloquio
l’antologica Guardami: ritratto non era ancora capitato». Forse è sce. «Mi si vede poco in volto — spiega nell’aria che miracolosamente ero riusci-
fino al primo settembre la timidezza del soggetto di fronte al Nora Petri — ma appena ho notato il to a sentire e fermare». Guardami.
250 immagini grande autore; forse una storia che fini- grembiule sono tornata io, 55 anni fa: E Guardami è il titolo scelto per la mo-
ne ripercorrono la carriera sce lì e basta. «O forse, semplicemente, l’elastico nei capelli, le ciabatte. Sul vo- stra che celebra la carriera del fotorepor-
Le immagini non ci sono state le occasioni». La signo- lantino ci ho fatto due lacrime. La piaz- ter a Bergamo, città in cui è di casa. Al
A destra: Riomaggiore, La ra Nora invece si è fatta avanti. «E io — zetta vicina alla chiesa dell’Assunta è Museo della Fotografia Sestini, che lega
Spezia (1964) (courtesy dice Merisio — a quest’età mi commuo- cambiata poco o niente. Il tino serviva per enti pubblici e privati, Pepi Merisio ha
Museo delle storie di vo: nelle foto rivivo la parte migliore della la vendemmia, anche noi ne tenevamo appena donato il suo enorme archivio:
Bergamo/Archivio mia esistenza, gli incontri con la gente, la uno in cantina. Capitava che li mettesse- 500 mila fra negativi e stampe diventano
fotografico Sestini/Fondo fatica di un lavoro che amavo e amo». ro all’aperto per prepararli, li bagnavano patrimonio collettivo. E se oggi l’esposi-
Pepi Merisio); all’epoca Un lavoro di cui le persone sono sem- non so quante volte». zione di Castelnuovo Magra ha chiuso i
Alberta Bonanni (in primo pre state il focus. In quei giorni il reporter Lo spirito d’iniziativa della signora, la battenti, è proprio a Bergamo che «le
piano) aveva 8 anni, Nora andava a caccia di quotidianità esempla- complicità di Elisabetta Sacconi e Raffa- bambine nel tino» hanno trovato un po-
Petri 13. In alto, le due donne ri. «Ero inviato dal Touring Club Italiano. ella Ferrari che della retrospettiva di Ca- sto speciale: tra i 250 scatti selezionati
oggi nella stessa piazza (a Non ricordo la data, di certo era primave- stelnuovo sono le curatrici, quella di Luca dallo stesso autore fra i più amati, questa
sinistra Bonanni, a destra ra: si capisce dagli abiti. Gironzolavo per Merisio, figlio (anch’egli fotografo) di Pe- foto non poteva mancare.
Petri: foto di Giacomo Natale) Riomaggiore e mi sono imbattuto in quel pi, hanno chiuso il cerchio: «A fine giu- © RIPRODUZIONE RISERVATA
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43

{
Celo, manca, celo, manca
Celo, manca. Era questo il ritornello davanti ai Modena e nasce dalla collezione di Giuseppe
Pazzi da collezione mazzi di figurine: lo scambio azzeccato Panini. Più di 2.500 pezzi tra figurine, album,
di Maurizio Bonassina valeva il completamento dell’album. Con le cigarette card, preziosità tipografiche. Che un
immagini dei calciatori sono cresciute intere gruppo americano — è notizia di pochi giorni
generazioni: il Museo della Figurina è a fa — ha proposto di rilevare per un miliardo.

Pisa
Nei backstage
di Alfred Hitchcock
con tutti i cammei

H a cambiato la storia del cinema. Ma soprattutto,


farsi la doccia in un motel non è mai stato più
come prima. La scena più straordinaria di
Psyco, ma anche il labirinto psicologico della Donna
che visse due volte, rivivono nella mostra Alfred Hi-
tchcock nei film della Universal Pictures, al Museo del-
la Grafica di Pisa fino al 1° settembre (museodellagrafi-
ca.unipi.it). Settanta fotografie e contenuti speciali
dagli archivi della major americana che conducono il
pubblico nel backstage dei capolavori del maestro del
brivido (nato il 13 agosto 1899, 120 anni fa, e morto il 29
aprile 1980; sopra: sul set di Psyco, 1960). Chiude il per-
corso un montaggio delle apparizioni del regista nei
suoi film: nati per far divertire gli addetti ai lavori sul
set, questi cammei diventarono una vera superstizione.
E il pubblico cominciò ad attenderli con impazienza:
perciò a un certo punto «Hitch» decise di comparire
nei primissimi minuti dell’opera. (paolo beltramin)

Perugia
Volti e strumenti
di Jimmy Katz
il ritrattista del jazz

L a Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia dedica


fino al 1° settembre una mostra ai ritratti di Jimmy
Katz (New York, 1957), uno dei più affermati foto-
grafi di musica. Esperto conoscitore di jazz, il fotografo
durante la sua ventennale carriera ha ritratto i più gran-
di nomi del mondo della musica con uno stile unico e
personale tanto da essere paragonato alla «tromba di
Louis Armstrong o al suono del sax di John Coltrane».
Closed Session by Jimmy Katz, curata da Marco Pierini
(gallerianazionaledellumbria.it) propone cento ritratti
di grandi artisti, da Cassandra Wilson a Herbie Han-
cock, da Keith Jarrett a Ornette Coleman, da Chick Co-
rea a Pat Metheny, da Angela Hewitt a Jason Palmer
(sopra). Immortalati durante i concerti, nei club, nelle
strade e in momenti di vita privata. Katz ha vinto per
due volte l’«Award for Excellence in Photography» con-
ferito dalla Jazz Journalist Association e ha realizzato
oltre trecento copertine di dischi delle più note etichet-
te discografiche. ( fabrizio villa)
44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Sguardi ilCartellonedelmare .

a cura di LAURETTA COLONNELLI ITALIANI AL MARE GIOIA DI VIVERE

Cinquant’anni di un Paese La danza di Matisse


che prende il sole al cinema nel borgo dei pescatori
IL TUFFATORE

Un atleta che si getta in acqua


C inquant’anni (dal 1949 al 1999) di cinema balnea-
re. Un centinaio di locandine e manifesti, tutti in
prima edizione originale, tutti dalla Collezione di
Enrico Minisini. Un viaggio in Italia attraverso «le abi-
tudini vacanziere» degli italiani, dalla metà del Nove-
È mezzogiorno sulla spiaggia assolata di
Collioure, un villaggio di pescatori
affacciato sul Mediterraneo al confine
tra Francia e Spagna. Vicino al mare, uomini
e donne sono allacciati in cerchio a ballare
o un’anima in viaggio verso l’aldilà cento alle soglie del nuovo Millennio. È quello che pro-
pone Italiani al mare alla Galleria Carifano/ Palazzo
una danza sfrenata. In primo piano, protette
dagli alberi, altre figure di dei o semidei, di
Corbelli di Fano (Pesaro e Urbino), fino al 29 settembre fauni, di ammalianti demoni meridiani.

D ove si inabisserà il nudo tuffatore che si lancia dal trampolino


verso lo specchio d’acqua al centro del dipinto? In piscina, in
mare, oppure nell’Oceano, il grande fiume che circonda ad
anello tutte le terre abitate? Così credevano ai tempi della Magna Gre-
cia, 2.500 anni fa. Fu allora che un ignoto pittore immortalò il giovane
(creval.it). Una galleria di attori e star, da Alberto Sordi
a Walter Chiari, da Totò a Mina, da Aldo Fabrizi a Fran-
co e Ciccio (sotto: il manifesto di Veneri al sole di Mari-
no Girolami, 1964). Tutti rigorosamente sorpresi d’esta-
te on the beach. Senza però negarsi il mare d’inverno
Sono usciti nell’ora di Pan dalle parti più
segrete dei boschi, e si lasciano andare a
una felice indolenza, suonando il flauto.
Esposta al Salon des Indépendants del 1906,
con il titolo Gioia di vivere, e oggi alla Bar-
tuffatore sospeso a mezz’aria, sul lato interno della lastra di copertura raccontato nei Vitelloni di Federico Fellini. nes Foundation di Filadelfia (barnesfounda-
di una tomba, a due chilometri da Paestum (museopaestum.benicul- tion.org), l’immensa tela (175 per 241 centi-
turali.it). Forse fu lo stesso giovane che vi fu seppellito, un giorno tra il metri) di Henri Matisse (1869-1954) segnò la
480 e il 470 avanti Cristo, a fare da modello per il dipinto. Forse il suo consacrazione del pittore come maestro
era un tuffo simbolico verso il passaggio tra la vita e la morte, che per- dell’avanguardia. Arrivarono raffinati colle-
mette all’anima di liberarsi dal corpo per volare leggera verso l’eterni- zionisti che gli acquistavano o commissio-
tà. Questo i Greci avrebbero letto in Platone (e prima di lui). Questo navano opere, permettendogli viaggi in
credevano anche gli Etruschi, che un secolo prima avevano dipinto un Italia, Marocco e Russia, dove si abbeverò di
tuffatore quasi identico, ma accompagnato da un volo di uccelli multi- luce e di colore. Poté così infine trasferirsi
colori, sulle pareti di una tomba a Tarquinia. definitivamente nel sud, a Nizza, dinanzi
allo spettacolo del mare che continuò ad
attrarlo e affascinarlo per il resto della vita.

PAESTUM (SA) FANO (PU) FILADELFIA


● ● ● ● ● ●
POMPEI (NA) PARIGI OVIEDO

CORRENDO SULLA SPIAGGIA

IN INGHILTERRA
Giochi e schizzi
ispirano Sorolla
L’estate del 1875 a Wight
di Berthe e l’altro Manet
È un mare che scintilla, gioca con i
corpi nudi e lucenti immersi nel
bagnasciuga, si scolora al passag-

N
VENERE IN CONCHIGLIA el luglio 1875 Berthe Morisot arrivò con il marito gio di donne che camminano sulla sab-
a Cowes, sulla ventosa isola di Wight, attratta bia con scarpette a punta e avvolte in
La dea dell’amore va a vela dall’alta società inglese che vi passava la bella
stagione tra banchetti, regate, bagni, passeggiate sul
candide mussole svolazzanti. Joaquín
Sorolla (1863-1923, protagonista di una
vestita solo con collane e orecchini molo. Berthe, già emersa nel gruppo degli Impressioni-
sti, trascorse l’estate a dipingere, sperando di vendere
grande antologica appena chiusa alla
National Gallery di Londra) dipinse infi-
qualcosa ai ricchi villeggianti. In quest’opera, intitolata nite versioni della spiaggia di Valencia,

I l mare è color smeraldo. Il vento accarezza il corpo di Venere, sdra- In Inghilterra ed esposta nella mostra Berthe Morisot dove era nato. Era l’estate del 1908, la più
iata sopra una grande conchiglia, vestita soltanto di una collana (1841-1895), aperta fino al 22 settembre al Musée d’Or- felice della sua vita. In primavera aveva
d’oro, braccialetti alle caviglie e ai polsi, orecchini. Anche il panno say di Parigi (m.musee-orsay.fr), si vede il marito, ottenuto un clamoroso successo in una
leggero, che proteggeva le spalle della dea, ora si gonfia sopra la sua Eugène Manet, che guarda il porto di Cowes da una mostra a Londra e ricevuto l’invito a
testa come fosse una vela, e spinge la conchiglia sulle onde. Venere ha finestra del Globe Cottage, dove la coppia aveva preso esporre a New York. In questo stato
i capelli ricci composti in un’acconciatura ornata di diadema. Si ab- alloggio. Eugène era il fratello minore di Édouard Ma- d’animo inebriante, a luglio, cominciò a
bandona al lieve ondeggiare dell’acqua, seguita da amorini e delfini. net. Berthe aveva conosciuto il celebre protagonista dipingere i quadri da inviare oltreocea-
Secondo alcuni studiosi potrebbe essere la copia romana del famoso dell’Impressionismo sette anni prima, aveva posato per no. Camminava in spiaggia con la mac-
ritratto di Campaspe, l’amante di Alessandro Magno, raffigurata dal lui molte volte, se ne era innamorata. Édouard aveva già china fotografica per cogliere ogni istan-
più celebre pittore dell’epoca, Apelle. La Venere in conchiglia è affre- una moglie e altre relazioni. La incoraggiò a sposare, te di quella vita gaia. Sono di questo pe-
scata in una delle domus più belle dell’antichità, che da lei prende il invece, Eugène. Come regalo le fece l’ultimo ritratto, riodo le bambine in camiciola, inseguite
nome, su via dell’Abbondanza a Pompei (pompeiisites.org). La dea vestita a lutto, con la mano sinistra alzata a mostrare da un maschietto nudo e grondante ac-
appare nel peristilio, al centro della parete di fronte all’ingresso: una l’anello nuziale: un cerchietto nero. qua salata, nel quadro Correndo sulla
specie di finta finestra sul mare, in mezzo a scene che raffigurano un spiaggia (Museo de Bellas Artes de Astu-
giardino lussureggiante con piante e uccelli esotici. rias, Oviedo, Spagna, museobbaa.com).
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45

(
Passioni tra le onde, tormenti sotto il sole
Il mare ha da sempre affascinato gli artisti. Che, di e l’Afrodite che si slaccia il sandalo dell’Archeologico della Terza Repubblica; è lì che Ettore Tito settimana mette in scena il mare: quella passione
volta in volta, lo hanno raccontato secondo il di Napoli si muovono in una dimensione esoterica; individuerà il luogo perfetto per le sue Ninfe; ed è che avvicina Picasso a Sorolla, Berthe Morisot a
proprio stile e la propria sensibilità. Rivestendolo di è in questo pomeriggio di vento e sole dalla sempre lì che Moses Levy trasformerà la battigia Hopper, Matisse a Carrà. Una passione che sa
significati più o meno nascosti. È qui che le dieci terrazza di Sainte-Adresse che Edouard Monet nello scenario perfetto per i turbamenti della sua anche farci ridere: come Franco e Ciccio nel
ragazze «in bikini» del mosaico di Piazza Armerina coglie lo spirito spensierato e frizzante della Francia Donna con ombrellino e cane. Il Cartellone di questa manifesto per Venere al Sole ora in mostra a Fano.

VELOCITÀ DI MOTOSCAFO ESTATE

Arabeschi di polpa azzurra Stagione di lavoro


della signora Marinetti per Carlo Carrà

«N el mio quadro Velocità di motoscafo, ho


dato soltanto l’arabesco impresso dalla
velocità di un motoscafo nella polpa azzur-
ra del mare acceso dal meriggio», scriveva nel 1927
Benedetta Cappa Marinetti (1897-1977) in Sensibilità
N elle circa quaranta estati che tra-
scorse dal 1926 in poi a Forte dei
Marmi, Carlo Carrà (1881-1966)
realizzò oltre trecento dipinti che raffi-
gurano scorci della Versilia. «L’estate
STANZE SUL MARE

futurista. Il quadro, considerato il suo capolavoro,


l’aveva dipinto qualche anno prima, tra il 1919 e il 1924
non è per me una stagione di riposo,
bensì un periodo di lavoro che mi porta
Edward Hopper a Cape Cod
(oggi alla Galleria d’arte moderna di Roma, galleriaarte-
moderna.it). Cinque anni dopo avrebbe firmato, insie-
a contatto di un paesaggio e di un mare
dove il mio spirito artistico ha trovato
spalanca la sua casa alla luce
me a Tommaso Marinetti, che aveva sposato nel 1923, il feconda rispondenza», scriveva in quegli
Manifesto dell’Aeropittura. Ma lei la praticava già. Co-
me in questa Velocità di motoscafo, dove la barca, vista
dall’alto come da un aereo che sta planando sul mare, è
ridotta a un puntino impercettibile che corre verso
l’orizzonte a una velocità vertiginosa. Mentre diventa
anni. Il quadro intitolato Estate, che ora
si trova al Museo del Novecento di Mila-
no (museodelnovecento.org), risale al
1930, quando l’artista viveva la sua sta-
gione monumentale, a cui era approdato
I l mare è solo una piccola striscia verticale sulla destra, oltre la
grande finestra spalancata. Ma appare come il vero protagonista
del dipinto, sembra che stia per invadere da un momento all’altro,
con le sue lunghe onde, la stanza vuota e già intrisa di brezza. L’imma-
gine riproduce un interno della casa di Edward Hopper (1882-1967) a
protagonista la dinamica scia che il motoscafo provoca riscoprendo la plasticità di Giotto e Ma- Cape Cod, dove l’artista maturò la sua tecnica per dipingere effetti
nell’impatto con l’acqua: la sua scansione geometrica di saccio, dopo avere attraversato divisioni- luminosi. Si intitola Stanze sul mare e risale al 1951 (Yale University
strisce, spigoli, archi di cerchio genera un curioso «ef- smo, futurismo, metafisica, primitivi- Art Gallery, New Haven, Connecticut, artgallery.yale.edu). La perfetta
fetto optical» inconsueto per l’epoca. smo, realismo mitico. In Estate si perce- e severa geometria della stanza è accentuata dalla luce del sole, che si
pisce una visione intimistica del mondo, staglia in diagonale sulla parete e sul pavimento. Tutto è giocato sui
con due donne raffigurate dopo il bagno rapporti di luce, di spazio, di alcune forme essenziali. «Forse non so-
in un tratto di mare deserto. Lo sguardo no molto umano. Il mio desiderio era dipingere il sole riflesso sul
del pittore è alle loro spalle e si spinge muro di una casa», disse Hopper. In realtà voleva solo leggere il mon-
oltre la spiaggia, oltre le onde, fino all’az- do come un libro aperto e capire la vita nascosta e la causa ultima del-
zurro che si perde nell’orizzonte. le forme originarie. Niente è più irreale della realtà dipinta da Hopper.

ROMA MILANO NEW HAVEN (USA)


● ● ● ● ● ●
FIRENZE ANTIBES PARMA

LA SPIAGGIA

LA ROTONDA PALMIERI
Il lido di Guttuso
e quello di Raffaello
Aria salmastra contro la tisi
per la moglie di Fattori
U na spiaggia affollatissima di uomi-
ni e donne seminudi, stesi in mo-
do scomposto sulla sabbia, o in

D alla luce lattiginosa si direbbe che è l’alba. Anche GIOIA DI VIVERE corsa mentre scavalcano i corpi arrossa-
i vestiti delle sette signore, che conversano som- ti, o in piedi mentre si asciugano il sudo-
messamente sulla rotonda dei Bagni Palmieri a
Livorno, rivelano l’ora fredda della prima mattina: lun-
La donna-fiore di Picasso è la regina re. L’immagine fu ripresa tra il 1955 e il
1956 da Renato Guttuso (1911-1987) nel
ghe gonne, mantelline, cappelli. Nel 1866, la data del
quadro, quella era considerata l’ora più salubre per
del baccanale sulla spiaggia quadro La spiaggia, poi donato dall’arti-
sta alla Galleria Nazionale di Parma e
respirare l’aria salmastra, consigliata ai malati di tisi, oggi conservato nel Palazzo della Pilotta
come la moglie del pittore, in mezzo al gruppetto. Con-
siderato uno dei massimi capolavori dell’arte macchia-
iola, di cui Giovanni Fattori era il capofila, la Rotonda
dei bagni Palmieri è anche il più piccolo quadro del-
l’Ottocento italiano: dodici centimetri per trentacinque
L a fine della Seconda guerra mondiale, l’inizio di un nuovo amo-
re, il ritorno in Costa Azzurra, la riscoperta del Mediterraneo. Nel
1946, quando dipinse Gioia di vivere, Pablo Picasso (1881-1973)
aveva 64 anni, ma si sentiva improvvisamente tornato ragazzo. Si era
trasferito ad Antibes con la nuova e giovanissima compagna Françoise
(pilotta.beniculturali.it). Il dipinto raffi-
gura il lido di Ostia, come dimostrano gli
studi preparatori conservati nello stesso
museo. E ricorda, nel sovrapporsi disor-
dinato dei corpi, la Battaglia di Ostia,
(alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, uffizi.it). Gilot (il prossimo novembre compirà 98 anni), la donna-fiore che dipinta tra il 1515 e il 1517 da Raffaello e
Quando lo dipinse, Fattori (1825-1908) aveva quarantu- aveva sostituto la donna-piangente Dora Maar, e che gli avrebbe dato aiuti su una parete della Stanza vaticana
no anni. Riuscì a raggiungere in quella superficie mi- due figli, Claude e Paloma. La difficoltà di trovare in quel periodo tele dell’Incendio di Borgo. Il lido è lo stesso,
nuscola il culmine dell’immediatezza e dell’essenzialità e colori lo spinse a lavorare con i materiali che riuscì a recuperare: un ma al posto dei bagnanti si accalcano,
della sua pittura, anche se non eseguì direttamente dal pannello di fibrocemento lungo due metri e mezzo e vernici per bar- seminudi, i prigionieri della flotta sara-
vero la scena, come si può vedere dai numerosi studi e che. Al centro del pannello, sulla spiaggia dorata e sotto un cielo di cena che nell’849 aveva tentato l’assalto
schizzi che testimoniano una lunga elaborazione. madreperla, raffigurò la donna-fiore che danza con i capelli al vento. alle galere del Papa. All’Incendio di Bor-
Sullo sfondo, i cavalloni azzurri. Ai lati, una sorta di baccanale, con go si era ispirato Picasso nel costruire la
satiri, centauri e capretti che celebrano il ritrovato piacere di vivere in composizione di Guernica. Sarà per que-
riva al mare. Il dipinto rimase nel castello di Antibes, poi trasformato sto che Guttuso cita ironicamente il
in Museo Picasso (antibes-juanlespins.com/culture/musee-picasso). grande Pablo in mezzo ai bagnanti scate-
nati mentre si strofina la schiena con un
telo verde?
46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019

Maschere {
Un murale di selfie
Le foto delle vacanze e delle feste e i selfie
degli abitanti di Gibellina (Trapani) creeranno
un gigantesco murale di 6.075 mattonelle.
.
Scatti flessibili L’idea è del fotografo Joan Fontcuberta che
ha invitato i gibellinesi a quest’iniziativa. Gli
di Fabrizio Villa
Teatro, musica, danza, cinema, televisione scatti, ricomposti in un’unica immagine di 13
metri per 3,5, dal titolo Gibellina Selfie, lo
sguardo di tre generazioni, verrà donato alla
città. L’evento fa parte del Gibellina
PhotoRoad e sarà presentato il 23 luglio.

S Spoleto La regista ha proposto uno spettacolo dall’«Edipo


iamo al San Simone, una chiesa rono. Poi si mettono in fila, sono un
sconsacrata che sta in cima a gruppo di diciassette persone, guardano
Spoleto, e dalle nostre spalle,
dall’alto della gradinata su cui
Re» di Sofocle con gli allievi del Biondo di Palermo verso l’orizzonte, scorgono la città che
hanno abbandonato.

Emma Dante
siamo disposti, giunge agli Vedono Atene, non ne fanno il nome,
spettatori un rumore assordante di passi ma noi lo sappiamo, stiamo assistendo a
in cammino. Sembra un esercito, è il Esodo di Emma Dante e la locandina ci
contrario che un esercito, è un gruppo dice che si tratta di uno spettacolo che
ondivago di pellegrini, di disperati. Dai deriva da Edipo Re di Sofocle. Quella cit-
vestiti — tutti sono vestiti di nero — su- tà non può essere che Atene invasa dalla
bito intuiamo la loro condizione di uo- peste: è dalla peste che Edipo ha tratto

mescola e ripete
mini e donne allo sbando, che cercano via con sé la sua famiglia, la moglie e ma-
un rifugio, un approdo. Lo trovano là, dre Giocasta, le figlie Antigone e Ismene,
sulla scena, il palcoscenico è la loro nuo- il cognato Creonte, l’indovino Tiresia e
va, provvisoria casa. I neri abiti vanno perfino il vecchio Laio, il suo vero padre:
via, le valigie vengono in bell’ordine alli- che è là in carrozzella, un fantoccio.
neate sul limite dello spazio trovato, ne

Il solito Esodo
vengono tratti altri vestiti, scialli, fazzo-
letti, stracci colorati. Volano a destra e a
manca. Vi è, nel gruppo, un senso di sol- Forse, il nodo della tragedia è proprio
lievo dapprima e un pizzico di gioia subi- Tiresia. È lui che sapeva la storia, sapeva
to dopo. Alcuni hanno sedie su cui ripo- quello che sarebbe accaduto. Da una par-
sare, altri appendono gonne e giacche su te c’è Tiresia, il profeta; di fronte a lui c’è
quei tralicci-alberi che li circondano, le Edipo, il colpevole. Il punto è: quanto il
donne sciacquano nelle pozze d’acqua colpevole è davvero colpevole? Non per
ciò che è necessario lavare. Tutti insieme nulla egli diventerà cieco. Se la procurerà
girano in tondo, accelerano il passo, cor- da Spoleto (Perugia) FRANCO CORDELLI da solo, quella cecità. Ma essa c’era da

Radicondoli (Siena) Massimo Luconi ha preso i testi di autori africani contemporanei che raccontano sradicamento,
straniamento e conflitti e li ha «innestati» sui drammi di ragazzi scappati dalle loro terre. Ecco «Il pianeta dei naufraghi»

Sogni,incubi...
Lafugasecolare
deimigranti
di MAGDA POLI

M i
arginalità è il tema del 33° contemporanei, rendendo possibile una
Festival di Radicondoli espressività forte, fatta di ritmo e di fisici-
(Siena). Non si poteva non tà, ed evidenziando anche come i proble-
parlare di migranti, ma co- mi di migrazione e di sradicamento, di
me? Il direttore artistico violenza, risuonino nella letteratura,
del Festival Massimo Luconi — una tren- identici ai loro negli anni e nel dolore.
tennale frequentazione dell’Africa occi-
dentale con progetti di teatro, video, for-
mazione — ha curato e diretto un proget-
to articolato e complesso che sfocia nello Si tratta di spunti sui quali i protagoni-
spettacolo Il pianeta dei naufraghi (24 sti possono specchiare le loro vicende.
luglio, Circolo Arci Belfiore), nel quale re- Un riferimento è stato il testo dramma-
citano giovani africani arrivati nel nostro turgico Quando spuntano le ali scritto da scritto nel 1946, storia picaresca e grotte- tati con un linguaggio giornalistico, ma
Paese sui barconi e richiedenti asilo, ai tre autori agli inizi degli anni Ottanta in sca di una famiglia in viaggio alla ricerca letterario, in più con la forza espressiva
quali si sono uniti alcuni abitanti. Malawi: «Una notte sono scappato. Ho di una città ideale. Viaggiano di città in della fiaba che è il mondo dell’immagi-
La tappa iniziale del viaggio verso lo camminato tanto, tantissimo, nascon- città e sono sempre cacciati. Peggio: «Il re nario in cui gli africani ritrovano e rico-
spettacolo è stata la formazione di una dendomi nella foresta. Sopravvivere era ordina alle sue guardie di toglierci tutti i noscono i ruoli». Non per niente il regi-
compagnia africana con attori prove- molto difficile. Mangiavo piccoli uccelli. capelli dalla testa. Dà loro cocci di botti- sta è il magicien e gli attori i griot, i canta-
nienti da luoghi diversi. Primo scoglio la Scappavo sempre da qualcosa, ero solo, Il festival glia con i quali riescono a tagliarci un po’ storie, sacerdoti della cerimonia, che rac-
lingua. Racconta Luconi: «Alcuni profu- così mi sono addentrato sempre più nella Il borgo medioevale di di capelli. Dopo prendono del pepe e con contano, pregano, spiegano le gesta dei
ghi provenivano dall’Africa francofona, foresta. Non saprei dirvi dove arrivai. Ci Radicondoli (Siena) ospita quello ci strofinano la testa, quindi dan- personaggi.
altri da quella anglofona, altri parlavano sono momenti in cui non ho voglia di ri- dal 21 luglio al 4 agosto la no fuoco a un nostro straccio e l’attacca- «La forza del teatro africano — pun-
solo lingue locali. Alcuni non si capivano cordare quello che è successo e il periodo 33° edizione del Festival, no proprio sopra le nostre teste. Poi sca- tualizza Massimo Luconi — è alternare il
neanche fra loro». Una babele — italia- che ho passato nella foresta. In ogni mo- dedicata dal direttore vano due fosse profonde una vicino all’al- dramma al racconto orale. Per certi
no, inglese, francese, bambara, peul, so- do riuscii a sfuggire». È specchio del- Massimo Luconi (sopra) alla tra, in modo che ne esca solo la testa, che aspetti sociali ha le caratteristiche del te-
linkè, wolof — ma il teatro ha questo di l’esperienza di Mohamed Traore che dal marginalità (radicondoliar- a malapena riusciamo a respirare». atro greco, o brechtiano. Ho lavorato su
bello, che crea ponti di conoscenza. «Per Mali ha attraversato il deserto scampan- te.org; info: 0577 790800; Come non leggere in questo testo le vi- questo aspetto, usando le maschere, con
il testo — dice Luconi — abbiamo utiliz- do alle bande di mercanti di schiavi che turismo@radicondolinet.it). cissitudini crudeli di Wally Dembele, dal tutte le connotazioni che la maschera ha
zato come spartito di lavoro degli spezzo- lo volevano rivendere e alla morte. Tra Trenta gli appuntamenti, 22 Mali fino ai lager libici, schiavo per un per gli africani». Canti, danze, maschere,
ni di opere di alcuni autori africani che in canti corali, quasi un tappeto sonoro co- spettacoli tra concerti, pezzo di pane, non sempre ottenuto, grottesco e dramma, speranza e gioia di
maniera simbolica o didascalica raccon- stante, Mohamed racconta, la sua storia danza, proiezioni di film e chiuso in una cella piccolissima stipata di vivere, uno spettacolo a metà fra la testi-
tano un viaggio di emigrazione, trattano si riflette nel testo drammaturgico ma- documentari, teatro, infelici? Sulla scena canta, danza, recita, monianza e la performance dove la voce
il tema del conflitto tra passato e presen- lawiano, creando un cortocircuito tra la reading. Caratteristici del racconta, unisce alle sue, parole non sue diventa corpo e vita e il teatro è un rac-
te, fra tradizione e contemporaneità, tra sua vita, il suo vissuto, e quello del perso- festival i trekking nella che tuttavia lo rappresentano. Ma Wally è conto rituale tragicamente attuale.
villaggio e città, lo sradicamento, lo stra- naggio rappresentato, tra realtà e finzio- campagna toscana riuscito a fuggire e la fuga gli verrà dalla Nel finale Mohamed Traore, in prosce-
niamento, la ricerca disperata del lavoro, ne, tra letteratura e immaginario. E il fi- L’appuntamento pietà di una donna che una notte riesce a nio e togliendosi la maschera domande-
l’emarginazione dei giovani nelle bidon- nale? Rientra nella tradizione della favola Ne Il pianeta dei naufraghi donargli la libertà. rà al pubblico: «Chi seppellirà i nostri
ville». africana, un’aquila lo libererà. Il mondo (24 luglio, Circolo Arci E di nuovo il mondo della favola, del morti? Chi ci dirà quanti sono?». Ricorda
L’idea è quella di innestare la tradizio- animale per gli africani è il mondo del Belforte ore 18,30, in alto cuore, della pietà è l’unica speranza. le parole di un altro africano, Tahar Ben
ne teatrale africana, il forte senso di ceri- cuore. una scena) una compagnia «Storie che hanno colpito gli attori — Jelloun: «Una volta che si è stesa una co-
monia sacra, le connotazioni magico-fe- Altri «brani spunto» sono tratti da un di 10 richiedenti asilo e 5 spiega Luconi — che si trovavano coin- perta di sabbia e di cenere su migliaia di
ticistiche che ancora conserva il loro ri- importante racconto del nigeriano Amos italiani narra storie di viaggi volti in un lavoro con un riferimento di- corpi anonimi, si coltiva l’oblio».
tuale teatrale, su brani di autori africani Tutuola, Il bevitore di vino di palma, di migranti dall’Africa retto ai loro accadimenti ma non raccon- © RIPRODUZIONE RISERVATA
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47

{
Come ti Lego i muri
Servirsi dei mattoncini Lego per riparare le
crepe di muri fatiscenti: è l’opera dello street
artist tedesco Jan Vormann, che grazie al
Sulla strada progetto Dispatchwork valorizza antichi
edifici e rivitalizza lo spazio cittadino. L’artista
di Davide Francioli
è recentemente intervenuto a
Civitacampomarano (Campobasso) in
occasione del quarto Cvtà – Street Fest,
festival di arte urbana. I suoi variopinti lavori
ora decorano le case dell’antico borgo.

prima, dai vecchi tempi, da sempre: do? Potremmo rispondere: in un esodo lo più miserabile, che misura tutto con il
l’umana cecità di fronte al destino. La ce- universale, l’esodo di tutti, l’esodo cui desiderio di equilibrio) lo spettacolo è
cità è reale ed è nello stesso tempo alle- l’umanità è destinata. Ma la risposta giu- diviso in due ben distinte parti, la prima
gorica. Nessuna delle due, secondo Sofo- sta è un’altra: è l’esodo di Emma Dante. festosa e gestuale e la seconda dramma-
cle, prevale sull’altra. Noi non possiamo Nell’Esodo del San Simone (che nella tica e narrativa. Ci si potrebbe chiedere:
decidere. Possiamo solo ballare o prega- prossima stagione si vedrà a Palermo, e che relazione di necessità stilistico-
re. Ecco perché le donne si siedono e al- poi a Parigi) dominante è il suo stile, la strutturale c’è tra l’una e l’altra? Da un al-
zano quelle rosse collane-rosari into- sua tonalità. Le origini, la miseria, il dia- tro punto di vista, forse meno miserabi-
nando le loro preci: per scongiurare la letto (o i dialetti), la sopraffazione, l’in- le, ci si potrebbe semplicemente abban-
maledizione che incombe su tutti, per stabilità, i colori, la festa. Ecco: la festa. donare.
scongiurare la peste che sempre ci insi- Ma che c’entra la festa con la peste? Che
dia. c’entra con la disgrazia, con la colpa? A
doverlo decidere sono gli spettatori. So-
no loro a dover prendere o lasciare. A cosa?
Da un certo punto di vista (forse quel- A Emma Dante, al suo modo di pensa-
Ho usato la parola rosari, che in un si- re e fare il teatro (qui con gli allievi della
L’appuntamento
Lo spettacolo Esodo
(a sinistra una scena)
mile contesto sembrerebbe inappropria-
ta. Ma ho visto anche qualcuno farsi il se-
gno della croce e, soprattutto, non ho
SSS scuola del Biondo di Palermo). È un mo-
do ripetitivo, che non abbandona mai sé
stesso, che sente ineluttabilmente pro-
di Emma Dante (qui sopra) ancora detto che quegli uomini e quelle Confronti pria la necessità di mescolare tutto con
è andato in scena al Festival donne non sembrano affatto greci, sem- Ci sono artisti che tutto.
dei 2Mondi di Spoleto brano piuttosto zingari, o gitani. Siamo, Ci sono artisti che cambiano (che ma-
che si è concluso nei loro passi di ballo, tra un tip tap e un cambiano (che maturano turano, o che si involvono nella loro for-
domenica 14. Tratto possibile flamenco. o che si involvono) e altri ma) e ci sono artisti che confidano nella
dall’Edipo Re di Sofocle, Che cosa dunque è successo? Dove monotonia, artisti che suonano su una
testo, regia e costumi davvero siamo o, posta in altri termini la
che confidano nota sola.
sono di Emma Dante domanda, di quale esodo stiamo parlan- nella monotonia © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ostia Antica Nell’ambito del festival «Il Mito e il Sogno», Lino Guanciale è protagonista di un monologo ispirato
all’isola dell’eroe (non solo) omerico. «I profughi hanno fame: di cibo, di case, ma anche di conoscenze per ricominciare»

Enea,Kavafis...
Itacaèilviaggio,
nonl’approdo
uno sviluppo, una crescita personale, in realtà dei piccoli adulti, maturi, consa-
grazie alla quale egli chiarisce i suoi desi- pevoli... e capiscono che l’unica strada
deri, arricchendo la sua anima. Ma al per aspirare a un avvenire migliore è
tempo stesso — aggiunge l’attore — il quella di studiare».
viaggio errabondo sulla nave che fa rotta E poi non solo epica e narrativa. Anche
su Itaca è la proiezione del senso di smar- una canzone di Lucio Dalla, Itaca, emer-
rimento». ge dal contesto scenico: «Ne recito alcuni
versi e poi la canto. Ma qui la situazione è
ribaltata — avverte — perché non è Ulis-
se, bensì uno dei suoi marinai, a essere
Non solo Ulisse, però: anche l’avventu- protagonista della storia: egli rinfaccia al
ra di Enea viene richiamata nel reading. capitano le sue colpe, soprattutto vorreb-
«È la figura del profugo per antonomasia be porre fine alle peregrinazioni per tor-

i
— ribatte Guanciale —. Sradicato dalle nare finalmente a casa. Tuttavia, al termi-
di EMILIA COSTANTINI proprie origini, rappresenta l’iniziatore ne delle varie recriminazioni, il marinaio

«Q
della civiltà latina, della nostra civiltà oc- ammette che la paura ha sempre, in fon-
uando ti metterai in role Ulisse e Itaca si sostituiscono i nomi cidentale. Sulle spalle di un rifugiato, che do, un gusto particolare e che, se ci fosse
viaggio per Itaca/ devi di ognuno di noi e dei luoghi dove vivia- solca il Mediterraneo per approdare alle ancora altro mondo da scoprire, è pronto
augurarti che la strada mo, è un’esortazione rivolta a tutto il ge- sponde italiche, si fonda dunque la na- a ripartire».
sia lunga,/ fertile in av- nere umano. L’esistenza non è altro che scita di una nuova realtà». Quello dei ri-
venture e in esperien- una scoperta continua, nel bene e nel L’appuntamento fugiati è un argomento caro a Guanciale:
ze./ (...) Sempre devi avere in mente Itaca male, fatta di incontri positivi o traumi». Lino Guanciale (Avezzano, «Da tre anni sono testimonial dell’Unhcr
-/ raggiungerla sia il pensiero costante./ Esiste una letteratura sconfinata sul- L’Aquila, 1979: foto di Max e ho già compiuto due missioni all’estero: È la prima volta che Guanciale recita
Soprattutto, non affrettare il viaggio;/ fa l’eroe omerico: «Non solo Omero, ma at- Di Paolo) si è diplomato in Libano e in Etiopia, dove ho visitato i sul palcoscenico di Ostia Antica: «Mi fa
che duri a lungo...». Dai versi della poesia tingo da Dante, Pascoli, d’Annunzio, all’Accademia nazionale campi di accoglienza e realizzato reporta- uno strano effetto — ammette —. È la
Itaca di Konstantinos Kavafis inizia Ita- Joyce — continua Guanciale — e poi Fo- Silvio d’Amico e ha iniziato la ge che naturalmente mirano a sensibiliz- cornice ideale per uno spettacolo come
ca... il viaggio, di cui è protagonista Lino scolo, Primo Levi, Alberto Savinio, Um- carriera diretto da Gigi zare l’opinione pubblica. Quello che mi questo, nel quale ho voluto inserire an-
Guanciale con le musiche e la regia di Da- berto Saba, Alessandro Baricco... Nel te- Proietti in Romeo e Giulietta, ha impressionato di più è verificare che, che pezzi del mio viaggio personale. Ulis-
vide Cavuti. Lo spettacolo è in scena il 3 sto che rappresento scorrono le storie di spettacolo che inaugurò nel nell’emergenza estrema in cui vivono se è un personaggio che, non a caso, ha
agosto al Teatro Romano di Ostia Antica, vari personaggi in una sorta di fusione e 2003 il Globe Theatre di queste persone, che non viaggiano per interessato tanti autori e artisti, tutti co-
nell’ambito del festival Il Mito e il Sogno. scambio di emozioni, immagini, pensie- Roma. Ha poi lavorato, tra piacere ma per necessità, che sono spes- loro che concepiscono la propria opera
«Un percorso scenico ibrido — spiega ri. I luoghi del racconto non sono mai gli altri, con Luca Ronconi, so vittime di persecuzioni, il valore più come un viaggio: sotto il profilo intellet-
l’attore — dove recito e leggo testi di au- astratti e sono legati da un denominatore Walter Le Moli e con importante non è soltanto avere qualcosa tuale è il mito del grande eroe della sco-
tori famosi, dove racconto attraverso di comune che è il mare, padrone di ogni Massimo Popolizio nel da mangiare e un tetto sulla testa, ma perta, il simbolo dell’aspirazione cono-
loro la mia esperienza personale. Il tema avventura e sventura: e il naufragar m’è fortunato spettacolo Ragazzi proprio la formazione. Per chi scappa dal scitiva; sul versante sentimentale, è la no-
centrale è ovviamente l’approdo, inteso dolce in questo mare...». di vita di Pasolini. Nel 2009 proprio Paese la grande ansia è il futuro, stalgia della casa lontana, degli affetti, la
come territorio di conquista dell’esisten- Ovviamente il XXVI Canto dell’Inferno debutta al cinema diretto da è il desiderio di ri-costruire un’esistenza, necessità del ritorno. È un migrante che
za. Il viaggio verso Itaca è la metafora del è protagonista assoluto: «Considerate la Carlos Saura in Io, Don dunque la legittima aspirazione a impa- non fugge dal proprio Paese, ma migra
viaggio della vita e Ulisse è l’uomo, l’esse- vostra semenza:/ fatti non foste a viver Giovanni. È protagonista in rare un mestiere con cui rendersi auto- per sperimentare nuovi orizzonti, quindi
re umano che compie il suo viaggio di co- come bruti,/ ma per seguir virtute e cano- varie fiction. Il 3 agosto alle nomi. Non basta distribuire pasti, occor- arricchire il proprio bagaglio culturale. Il
noscenza. Per questo prendo il via pro- scenza. Per Ulisse la sete di conoscenza è 21 è protagonista di Itaca... il re distribuire contenuti. È sorprendente messaggio che vorrei trasmettere è che la
prio dalla poesia di Kavafis: è una lettera a superiore a ogni altra aspirazione. Il suo viaggio al Teatro Romano di come i ragazzini siano i più attenti e di- cultura è come il pane: è il nostro sosten-
Ulisse, affinché torni nella sua isola solo non è soltanto uno spostamento geogra- Ostia Antica (viale dei sponibili in questo senso: a causa delle tamento mentale e ci è necessaria per vi-
dopo aver conosciuto tutto il mondo che fico nello spazio, è piuttosto un’iniziazio- Romagnoli, 717 loro esperienze disastrate e delle condi- vere. La mia Itaca è il teatro».
gli sarà possibile conoscere. E se alle pa- ne sentimentale, culturale, esperienziale, (info@ostianticateatro.com) zioni in cui vivono, o sopravvivono, sono © RIPRODUZIONE RISERVATA
48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 49

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In principio fu Iside
Il 21 luglio 1968 ci lascia Ruth Saint Denis, che le ispira un balletto dedicato alle divinità.
In punta di piedi ballerina e coreografa americana. Nata nel Su questo filone mistico decide di aprire una

Maschere Lirica di Giovanna Scalzo 1879, si unisce presto a una compagnia di scuola di danza: tra i suoi allievi c’è Martha
Broadway. Durante una tournée vede una Graham, la quale rielaborerà queste teorie in
réclame di sigarette con la dea egizia Iside una nuova idea di danza moderna.

L’intervista Il musicologo Jean-Jacques Nattiez dice la sua su un tema — gli allestimenti — che fa discutere interpreti
e fan. «Partitura e libretto sono stabili, la messinscena no. E in alcuni casi tradire è giusto, vedi l’antisemitismo di Wagner»

All’opera la regia fedele non esiste


di MATTIA PALMA

i
sostenuto in un mio libro (Wagner an-
tisémite, Christian Bourgois, ndr), perva-
de tutto il Ring: basta pensare al modo in
cui sono trattati i personaggi di Alberich
e Mime. Per essere fedeli alle intenzioni
dell’autore dovremmo accettare il suo
punto di vista antisemita? Certo che no.
Una soluzione geniale l’ha proposta Pa-
trice Chéreau per il Ring del centenario a
Bayreuth quando, nel primo atto del
Siegfried, gli bastò dare in mano a Mime
una valigia per alludere all’orrore delle
deportazioni: un modo per esplicitare e
denunciare allo stesso tempo la dimen-
sione ideologica di Wagner».

Il personaggio Grazie alla spinta di registi come


Il canadese Jean-Jacques Chéreau oggi si cerca di interpretare le
Nattiez (Amiens, Francia, opere in rapporto ai grandi problemi
1945: qui sopra) insegna politici, sociali ed economici.
Semiologia della musica «A questo proposito mi viene in mente
all’università di Montreal. In il saggio di George Bernard Shaw su Wa-
Italia sono usciti per Einaudi gner, Il wagneriano perfetto, di ispirazio-
Il discorso musicale. Per una ne marxista, che mostra come il Ring
semiologia della musica, contenga una critica al capitalismo. Criti-
Wagner androgino e Il ca ripresa sempre da Chéreau quando, al-
combattimento di Crono e l’inizio del Rheingold, fa comparire in
Orfeo, per Edt Musicologia scena una diga, per rappresentare il
generale e semiologia, per mondo industriale che sbarra lo scorrere
Sellerio Dalla semiologia alla della natura».
E per quanto riguarda l’opera italia-
na? Ci sono più limitazioni rispetto al
caso Wagner?
«Tutto dipende dal talento del regista.
C’è un Rigoletto con regia di Jonathan
Miller in cui La donna è mobile viene ri-
prodotta da un jukebox, per sottolineare
quanto l’aria sia diventata popolare nel
tempo. Un’infedeltà a volte permette di
cogliere un dettaglio dell’opera che resti-
tuisce nuovi sensi e significati allo spetta-
tore di oggi. Ho appena visto una Tosca a
Aix-en-Provence, con regia di Christophe
Honoré, in cui la protagonista è stata di-
visa in due: la Tosca vera e propria e una
Prima donna, interpretata da Catherine
Malfitano, che in passato ha cantato la
parte in televisione davanti a milioni di
spettatori in tutto il mondo. Lo spettaco-

«Q
lo riflette su ciò che quest’opera è diven-
uasi tutte le nuove regie
d’opera scatenano di-
battiti sulla loro pre-
musica e Proust musicista, per
Il Saggiatore Lévi-Strauss
musicista. Musica e mitologia
partiti dalle opere di Wagner. Pensia-
mo ad Adolphe Appia, chiamato da To-
scanini alla Scala per un «Tristano»
SSS Tesi
tata per noi a partire da un dettaglio del
libretto: non dimentichiamo che Tosca è
una cantante, solo pochi registi hanno
sunta fedeltà o infedel-
tà alle intenzioni del-
e per Bollati Boringhieri il
romanzo Opera. Per Einaudi
che fece scandalo, tanto che fu prote-
stato dalle maestranze. SI INDAGHI IL JAZZ preso sul serio quest’indicazione».
Dunque nessuna querelle fra tradi-
l’autore, ma nessuno sa spiegare che cosa
si intenda», dice a «la Lettura» il musico-
dirige l’Enciclopedia della
musica. In autunno uscirà in
«Appia propose per la prima volta del-
le scene astratte, prendendo in contro- MA NIENTE FAVOLE zionalisti e modernisti, come spesso si
sente dire nei foyer?
logo francese Jean-Jacques Nattiez, che Francia Théorie de la mise en piede l’estetica romantica di Bayreuth, «Conta la capacità di illuminare i parti-
da qualche anno si occupa di riordinare scène lyrique. Fidélité et dove c’era ancora Cosima Wagner come di CLAUDIO SESSA colari. Il lavoro del regista consiste nel fa-
con cura semiologica la confusione ge- infidélité sur les scènes “guardiana del tempio”, a controllare che re delle scelte: si può essere infedeli a cer-

G
nerata dai luoghi comuni dei melomani d’opéra et chez Patrice venissero rispettate tutte le tradizioni del uido Michelone scrive molto sul ti aspetti del testo rimanendo fedeli ad al-
di tutto il mondo, spesso furibondi per Chéreau en particulier (Vrin) marito. Le scene di Appia ispirarono poi jazz; summa dei suoi lavori è il tri. Non ci sarà mai una produzione inte-
qualsiasi trovata di Regietheater vada in Il volume Wieland Wagner che, dopo la guerra, av- recente Il jazz e le arti pubblica- ramente fedele, nemmeno quelle più
scena. Per chiarirsi le idee basta leggere il Mettere in scena Wagner. viò la rivoluzione scenografica della to da Arcana (pp. 350, e 23,50). Venti tradizionali. D’altra parte il regista deve
suo saggio in apertura di un volume a cu- Opera e regia tra Ottocento e “nuova Bayreuth”. La questione sulla fe- capitoli legano il jazz ad altre forme stare attento a non mettere in scena i suoi
ra di Marco Targa e Marco Brighenti Met- contemporaneità a cura di deltà o infedeltà di uno spettacolo si pre- d’arte, nuove (fumetto, video) o anti- fantasmi personali: ricordo un Parsifal
tere in scena Wagner (Lim), esito di un Marco Targa e Marco senta inevitabilmente per lo scarto tem- che (pittura, poesia). Michelone passa incomprensibile a Bayreuth nel 2005 con
convegno di tre anni fa dell’Associazione Brighenti, appena uscito per porale tra l’epoca in cui l’opera è nata e disinvolto in rassegna le sue riflessio- regia di Christoph Schlingensief. Pierre
Wagneriana di Milano. «È stato lo stimo- Lim – Libreria Musicale quella in cui la regia viene realizzata». ni, ma i vari saggi (in cui purtroppo Boulez, che dirigeva, quando mi incontrò
lo per iniziare a occuparmi seriamente di Italiana (pp. 268, e 30), Nel senso che più ci si allontana dal- abbondano refusi e ridondanze) han- commentò soltanto: “Ha troppe idee”,
una teoria della messinscena operistica», raccoglie interventi sulla l’epoca del compositore più si avverte no nature piuttosto diverse: uno è solo con gran spirito di squadra».
prosegue Nattiez, teoria raccolta in un li- regia d’opera, tra gli altri, di un conflitto? sulla «paleo tv-jazz all’italiana»; E il luogo comune secondo cui la re-
bro che uscirà in Francia in autunno con Nattiez e di Patrick Carnegy, «La partitura e il libretto sono stabili quello sui video dettaglia la tecnica gia sarebbe già contenuta nella musi-
il titolo Théorie de la mise en scène lyri- Marco de Marinis, Roberto ma è difficile mettere sul palcoscenico obsoleta detta Scopitone (una sorta di ca?
que (Librairie Philosophique Vrin). Diodato, Maurizio Giani e tutti gli elementi pensati all’epoca in cui juke box per filmati a colori), estranea «Ho qualche difficoltà ad accettare che
È un caso che la sua riflessione sulla Quirino Principe l’opera è stata concepita: la scena evolve al jazz. Del resto l’autore allarga pa- la partitura sia un copione: la musica non
regia d’opera sia iniziata con Wagner? Le immagini insieme alla pittura, alle arti figurative, recchio i confini del genere, da Charley ha un carattere denotativo. Al contrario,
«In fondo è stato lui il primo regista. Al centro: una scena della alla tecnologia. Addirittura a Bayreuth in Patton a Liza Minnelli a Frank Zappa. la musica ha una malleabilità semantica
Certo, anche nel Sei e Settecento le opere versione scenica del Requiem nome della tradizione si è mantenuta l’il- Altre volte cent’anni di rapporti sono e le sue sfumature affettive possono esse-
si mettevano in scena ma allora si parlava di Mozart appena allestita luminazione a gas fino al 1925, anno in descritti in poche pagine, inevitabil- re differenti a seconda di ciò che la scena
di régisseur (l’equivalente del nostro di- da Romeo Castellucci ad cui furono finalmente introdotti i proiet- mente superficiali. mostra. Sempre a Aix ho visto un Re-
rettore di scena, ndr). Il regista è arrivato Aix-en-Provence. In alto: un tori nel Parsifal: naturalmente fu uno L’esigenza di riflessioni del genere è quiem di Mozart in forma scenica con re-
dopo e si deve principalmente a Wagner, momento del Ring scandalo. Ancora oggi ci sono malumori sentita, e bene fa l’autore a dissodare gia di Romeo Castellucci che mi ha fatto
che a Bayreuth non dirigeva l’orchestra, wagneriano di Patrice per l’uso dei video negli spettacoli, solo il campo; stupisce però il riemergere di scoprire delle note nascoste davvero sor-
ma si occupava della regia degli spettaco- Chéreau (Bayreuth, 1976) e, perché fanno parte dell’attuale estetica vecchie favole (no, il cornettista Buddy prendenti di speranza e felicità. Ogni ese-
li con uno spirito completamente nuovo; qui sopra, il Rigoletto tecnologica. Ma per quanto riguarda Wa- Bolden non era barbiere, e no, il jazz a cuzione implica una nuova creazione: la
del resto le sue opere sono così comples- verdiano con il juke box, gner c’è almeno un aspetto per cui si è New Orleans non si suonava nei bor- regia d’opera è un gesto ermeneutico che
se che pongono inevitabilmente il pro- regia di Jonathan Miller obbligati a essere infedeli». delli…). scava alla ricerca di qualcosa che ancora
blema dell’interpretazione». (Londra, 2017; la prima A cosa si riferisce? © RIPRODUZIONE RISERVATA non conosciamo».
Anche i primi registi moderni sono edizione fu nel 1982) «Al suo antisemitismo che, come ho © RIPRODUZIONE RISERVATA
50 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 21 LUGLIO 2019
DOMENICA 21 LUGLIO 2019 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 51

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Neanche ai gatti
Il business dei migranti: sedicenti daremmo neanche ai gatti», scrive il
Terra straniera cooperative sociali che partecipano ai bandi magistrato; e se qualcuno protesta «l’ho

Maschere Cinema di Alessandra Coppola per l’accoglienza. Ma i soldi per ogni ospite preso per i capelli» (da intercettazione).
sono pochi (ora anche meno): come ci si Succedeva in Liguria — operazione della GdF
guadagna? Servendo pasti «che non di Imperia — e chissà dove accade ancora.

Appunti La regista (Premio Oscar per la sceneggiatura originale) di «Lezioni di piano» confida
a «la Lettura» i suoi scrittori preferiti. «Il cinema è un racconto breve, la serie tv è un romanzo»

Jane Campion, lezioni di letteratura


dalla nostra inviata a Bologna CECILIA BRESSANELLI

«E i
cco dieci autori e rac- Sedaris, presente con Mi raccomando:
colte di racconti e ro- tutti vestiti bene (scritto nel 2004) e
manzi che amo. Ce ne Naked (del 1997); il legame tra Patti Smi-
sono così tanti altri...». th e Robert Mapplethorpe raccontato
A comporre la lista dalla cantautrice in Just Kids (2010).
pubblicata qui accanto è la regista neoze- Quindi i premi Nobel: la canadese Alice
landese Jane Campion, premio Oscar per Munro con i racconti de In fuga (2004) e La regista
la sceneggiatura di Lezioni di piano l’autore anglo-caraibico V. S. Naipaul con Jane Campion è nata a
(1993) e Palma d’Oro, per lo stesso film, al Una casa per Mr. Biswas (del 1961) e Alla Wellington, in Nuova
festival di Cannes (prima regista donna, e curva del fiume (del 1978). Zelanda, nel 1954. Laureata
finora l’unica, a riuscire nell’impresa). Alla narrativa guarda anche il nuovo in Antropologia nella sua
A fine giugno Jane Campion è stata film a cui Jane Campion sta lavorando, città, si accosta al cinema in
ospite a Bologna del festival Il Cinema Ri- The Power of the Dog (con Benedict Cum- Australia, dove vive. I suoi
trovato dove ha tenuto una «lezione di ci- berbatch ed Elisabeth Moss); storia al primi cortometraggi Peel
nema» e ha presentato la versione restau- maschile, tratta da Il potere del cane (Neri (1982), Passionless Moments
rata del suo capolavoro. Dal primo al 7 lu- Pozza) di Thomas Savage: «Un romanzo (1983) e A Girl’s Own Story
glio si è poi trattenuta in città, chiamata potente scritto nel 1967 ma ambientato (1984) incontrano un
come docente dell’International Film- nel 1925 in un ranch in Montana. Credo si notevole successo di critica e
making Academy, dove ha tenuto un possa definire uno studio sulla mascoli- Peel vince la Palma d’Oro per
workshop per 20 giovani registi da tutto nità. Oggi che molte più donne narrano i corti al Festival di Cannes
il mondo. Quando «la Lettura» ha incon- storie femminili era forse giunto per me del 1986. Il suo primo
trato la regista, che coltiva con la lettera- il momento di un ritratto maschile». lungometraggio, Le due
tura una passione di lunga data, la do- Nella sua produzione Jane Campion amiche (1986, per la tv) è
manda è stata una sola: quali sono i dieci passa senza timore dal cinema alla tv (sua seguito da Sweetie (1989).
libri che ha amato di più? Un sorriso... è la serie del 2013 Top of the Lake): «Cerco Nel 1990 realizza Un angelo
«Vorrei rispondere subito, ma ho biso- il mezzo più adatto al mio progetto e alla mia tavola, autobiografia
gno di pensarci». Poi un saluto affettuoso quello che mi concede assoluta libertà». romanzata della scrittrice
e la promessa che la lista sarebbe arriva- Ancora una volta torna la letteratura: Janet Frame dal disagio
ta. Dopo qualche giorno, ecco comparire «Spesso penso alle serie tv non tanto in della malattia mentale alla
tra le email in arrivo la fotografia di un fo- chiave episodica quanto a una narrazione faticosa conquista della
glietto di carta scritto a mano. che ha il respiro ampio di un romanzo. normalità e dell’amore
Mentre un film è più come una racconto. (premio speciale della giuria
La letteratura è la chiave attraverso cui ho a Venezia). Nel 1993 esce
compreso molte cose che poi ho portato Lezioni di piano, intenso
«Sono sempre stata una lettrice acca- nel mio cinema». ritratto di una giovane muta
nita, adoro i romanzi, specialmente quel- © RIPRODUZIONE RISERVATA (Holly Hunter) che a metà
li del diciannovesimo secolo», ha dichia- Ottocento arriva in Nuova
rato spesso. E il suo cinema — che ha rac- Zelanda dalla Scozia per un
contato storie di donne molto diverse tra matrimonio per procura e
loro ma accomunate dall’essere «intrap- che per continuare a
polate tra due situazioni: essere vera- suonare il suo amato
mente sé stesse e trovare l’amore» — ha pianoforte si concede a un
una forte impronta letteraria. Il film del uomo (Harvey Keitel) in cui
1990 Un angelo alla mia tavola si basa trova il grande amore. Il film
sulle tre autobiografie della scrittrice ne- vince la Palma d’Oro a
ozelandese Janet Frame. Ritratto di si- Cannes e viene premiato con
gnora — del 1996, con Nicole Kidman e tre Oscar: sceneggiatura
John Malkovich — è un adattamento del originale per Campion,
romanzo (1880-81) di Henry James. An- miglior attrice protagonista
che il thriller erotico con Meg Ryan In the per Holly Hunter, miglior
Cut (2003) è tratto da un libro, Dentro attrice non protagonista per
della britannica Susanna Moore. Mentre l’allora undicenne Anna
Bright Star (2009) porta lo spettatore a Paquin. La puntualità
inizio Ottocento e fa vivere sullo schermo descrittiva dei caratteri
le pagine riempite di versi poetici, i cam- femminili non viene meno in
pi di lavanda e le farfalle che hanno fatto Ritratto di signora (1996) dal
nascere l’amore (consumato nel dolore) romanzo di Henry James e in
tra la ricamatrice Fanny Brawne (inter- Holy Smoke - Fuoco sacro
pretata da Abbie Cornish) e il poeta ro- (1999) in cui una ragazza
mantico John Keats (Ben Whishaw). australiana rischia di essere
Poi c’è la sceneggiatura di Lezioni di plagiata da un guru indiano.
piano. Una sceneggiatura «originale», Del 2003 è In the Cut,
quindi non tratta da un altro testo. Ma la produzione indipendente tra
regista ha sempre rivendicato la fonte let- Regno Unito, Australia e
teraria del film che si ispira alla letteratu- Usa, con un’inedita Meg
ra dell’Ottocento che lei ama, e in parti- Ryan. Nel 2009, Campion
colare all’atmosfera di Cime tempestose presenta a Cannes Bright
di Emily Brontë. Star, sull’amore tra il poeta
La storia di Catherine e Heathcliff non John Keats e Fanny Brawne,
poteva mancare nella lista dei libri più