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31 lug/20 ago 2020 n. 1369-70-71 • anno 27 internazionale.

it 6,00 €
Ogni settimana Joe Sacco Portfolio Paul Auster
il meglio dei giornali Tributo Sulle acque del fiume I lupi
di tutto il mondo alla terra Congo di Stanislav

Reportage
e foto da tutto
il mondo
Numero speciale
di 164 pagine

Viaggio
CH 13,30 CHF • CH CT 13,00 CHF
D 1 3,5 0 € • P T E C ON T 1 0,5 0 €
DL 353/03 ART 1, 1 DCB VR • BE 11,00 €
S E T T I M A NA L E • P I , S P E D I N A P
31 luglio/20 agosto 2020 • Numero 1369-1370-1371 • Anno 27
“È difficile fare i cacciatori-raccoglitori

Sommario di questi tempi”


KATHERINE ROWLAND A PAGINA 34

La settimana Le rapide delle cascate Boyoma, Kisangani, Repubblica Democratica del Congo

Alternative

Giovanni De Mauro
Insieme all’industria del turismo, anche i
giornalisti che si occupano di viaggi sono
stati colpiti dal covid-19. Al New York
Times, per esempio, di solito sono così
tanti a scrivere nella sezione Travel che ce
n’è uno che si occupa solo di viaggi
economici e ha una rubrica chiamata
Frugal traveler. Poi ce n’è un altro, scelto a

KRIS PANNECOUCKE
rotazione, che viaggia tutto l’anno, senza
interruzione. La redazione seleziona 52
posti in giro per il mondo e il prescelto li
visita tutti di fila nell’arco di dodici mesi.
E una volta alla settimana scrive un articolo
per raccontare il luogo in cui si trova. 31 lug/20 ago 2020
Ogni settimana
n. 1369-70-71 • anno 27 internazionale.it
Joe Sacco Portfolio
6,00 €
Paul Auster
STATI UNITI GIAPPONE
54 Pericoli dentro 126 La trappola
il meglio dei giornali Tributo Sulle acque del fiume I lupi

Nel 2019 il giornalista selezionato era stato


di tutto il mondo alla terra Congo di Stanislav

Sebastian Modak, un reporter free lance. In e fuori di noi galleggiante


un anno ha preso 88 voli per un totale di Reportage
e foto da tutto
il mondo
Numero speciale
The New York Times 1843 The Economist
Magazine
di 164 pagine

192.754 chilometri (un incubo dal punto di


GRAPHIC
vista ambientale) con 44 compagnie aeree JOURNALISM
GRAPHIC
e, ci ha tenuto a precisarlo, un solo volo JOURNALISM 136 Tributo
perso. Ha anche percorso 10.974 63 E-state a casa alla terra
chilometri in auto, fatto 48 viaggi in nave e Viaggio Barbara Baldi Joe Sacco
45 in treno, e passato undici ore sotto il per Internazionale
mare. Viaggiando ha fatto amicizia con 92 IRAN
CH 13,30 CHF • CH CT 13,00 CHF
D 1 3,5 0 € • P T E C ON T 1 0,5 0 €
DL 353/03 ART 1, 1 DCB VR • BE 11,00 €
S E T T I M A NA L E • P I , S P E D I N A P

esseri umani e 39 tra cani e gatti. Non ha UCRAINA 150 Salto


mai saltato un appuntamento con la sua 74 I lupi all’indietro
rubrica, da Puerto Rico alla Nuova Illustrazione di ZUZU di Stanislav Süddeutsche Zeitung
Zelanda, passando per Doha, il Gambia e (Rulez) Literary Hub Magazin
le Cinque Terre, in Liguria. Nel 2020
AMERICA
ovviamente il New York Times non ha
CENTRALE Le rubriche
potuto ripetere l’esperimento. Però MAURITANIA
82 Ngu era partito
c’è un’altra rubrica di viaggi che, 14 Tra deserto da Bamenda 11 Editoriale
inizialmente sospesa per la pandemia, sta e mare 161 L’oroscopo
El Faro
avendo successo nelle ultime settimane. Si El País Semanal 162 L’estate
chiama Tripped up, letteralmente PORTFOLIO del New Yorker
CINA
“inciampato”, e la tiene Sarah Firshein. 98 Il cuore
Raccoglie da lettrici e lettori esperienze di 22 Il grande di un paese Il prossimo numero
viaggio disastrose, e le racconta dando restauro
Kris Pannecoucke di Internazionale
qualche suggerimento. All’inizio erano Sixth Tone
sarà in edicola
soprattutto storie di bagagli smarriti, SCIENZA
STATI UNITI
110 Sulle ali della il 21 agosto 2020
alberghi fatiscenti, intossicazioni al 30 Vita selvaggia
ristorante. Poi si è trasformata in uno matematica
Outside
spazio per dare consigli su voli annullati e Wired
vacanze alternative. In fondo anche la ISLANDA
MEDIO ORIENTE
lettura può essere una vacanza. 40 La via artica 116 Alla ricerca della
Benvenuti nel numero dei viaggi. della seta
città di David
Internazionale va in vacanza. Sarà di nuovo Reportagen Articoli in formato
Harper’s Magazine
regolarmente in edicola il 21 agosto. u mp3 per gli abbonati

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 9


Editoriali

Lo stagno che ci portiamo dentro


“Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante se ne sognano nella vostra filosofia”
William Shakespeare, Amleto
Direttore Giovanni De Mauro
Vicedirettori Elena Boille, Chiara Nielsen,
Alberto Notarbartolo, Jacopo Zanchini
Editor Giovanni Ansaldo (opinioni), Daniele
Cassandro (cultura), Carlo Ciurlo (viaggi, visti Jason Wilson, Guernica, Stati Uniti
dagli altri), Gabriele Crescente (Europa), Camilla
Desideri (America Latina), Simon Dunaway
(attualità), Francesca Gnetti (Medio Oriente), Dopo aver finito di rivedere l’edizione 2020 che campione negli Stati Uniti (prima che fosse
Alessandro Lubello (economia), Alessio
Marchionna (Stati Uniti), Andrea Pipino dell’antologia The best American travel writing vietato) per cercare di coltivarlo nel mio giardi-
(Europa), Francesca Sibani (Africa), Junko Terao
(Asia e Pacifico), Piero Zardo (cultura, – circa cinque settimane dopo l’inizio del no. A quei tempi, quando viaggiavi nelle cam-
caposervizio)
Copy editor Giovanna Chioini (web, lockdown deciso dallo stato in cui vivo – ho avu- pagne islandesi non era necessario prenotare
caposervizio), Anna Franchin, Pierfrancesco
Romano (coordinamento, caporedattore), to molto tempo per pensare al futuro della let- un albergo in anticipo. Airbnb non esisteva.
Giulia Zoli
Photo editor Giovanna D’Ascenzi (web), Mélissa teratura di viaggio. Durante le prime settimane Nelle minuscole cittadine in fondo ai fiordi az-
Jollivet, Maysa Moroni, Rosy Santella (web)
Impaginazione Pasquale Cavorsi (caposervizio), di confinamento, sono stato invitato a parteci- zurro ghiaccio aleggiava un forte odore di pe-
Marta Russo
Web Annalisa Camilli, Stefania Mascetti pare a un podcast con altri scrittori di viaggi sul sce e, oltre al porto, c’erano solo una piscina
(caposervizio), Martina Recchiuti (caposervizio),
Giuseppe Rizzo, Giulia Testa
Internazionale a Ferrara Luisa Ciffolilli,
tema: “Il coronavirus e il futuro della letteratu- geotermale pubblica, qualche negozio, una
Alberto Emiletti
Segreteria Teresa Censini, Monica Paolucci,
ra di viaggio”. In quel momento vedevo tutto stazione di servizio della Esso che faceva an-
Gabriella Piscitelli, Angelo Sellitto Correzione
di bozze Sara Esposito, Lulli Bertini
nero e immaginavo già che le riviste avrebbero che da panetteria, bar e chiosco per gli hot dog,
Traduzioni I traduttori sono indicati dalla sigla
alla fine degli articoli. Marina Astrologo, Gigi
sospeso le pubblicazioni, quindi ho confronta- e un ristorante della catena Pizza 67 specializ-
Cavallo, Sara Cavarero, Daniele Didero,
Federico Ferrone, Susanna Karasz, Francesca
to la situazione attuale con i cambiamenti “ir- zato in pizza “hawaiana” con ananas e pro-
Rossetti, Fabrizio Saulini, Francesca Spinelli,
Martina Testa, Bruna Tortorella Disegni Anna
revocabili” che c’erano stati dopo gli attentati sciutto cotto.
Keen. I ritratti dei columnist sono di Scott
Menchin Progetto grafico Mark Porter Hanno
dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti, e alla Una volta nel villaggio settentrionale di Si-
collaborato Gian Paolo Accardo, Giulia
Ansaldo, Cecilia Attanasio Ghezzi, Gabriele
fine ho dichiarato che questo evento avrebbe glufjördur visitai il Museo delle aringhe, dedi-
Battaglia, Gaia Berruto, Francesco Boille,
Giorgio Cappozzo, Catherine Cornet, Sergio determinato “l’estinzione” di un certo tipo di cato al boom dell’industria delle aringhe all’i-
Fant, Claudia Grisanti, Ijin Hong, Anita Joshi,
Alberto Riva, Andreana Saint Amour, Francesca letteratura di viaggio. A essere sinceri, non nizio del ventesimo secolo, e passai un pome-
Spinelli, Laura Tonon, Pauline Valkenet,
Francisco Vilalta, Guido Vitiello, Marco Zappa avevo idea di quello che sarebbe successo, e riggio a chiacchierare con una delle guide del
Editore Internazionale spa
Consiglio di amministrazione Brunetto Tini ancora non ce l’ho. museo, una ragazza bionda con la camicia di
(presidente), Giuseppe Cornetto Bourlot
(vicepresidente), Alessandro Spaventa Durante le giornate in isolamento ho pensa- flanella e grossi stivali di gomma, la divisa che
(amministratore delegato), Giancarlo Abete,
Emanuele Bevilacqua, Giovanni De Mauro, to molto a cose stranamente divergenti (e con- le cosiddette ragazze delle aringhe indossava-
Giovanni Lo Storto
Sede legale via Prenestina 685, 00155 Roma vergenti) tra loro: l’Islanda, un classico della no durante il boom. Dopo il suo turno andam-
Produzione e diffusione Angelo Sellitto
Amministrazione Tommasa Palumbo, letteratura di viaggio come La via per l’Oxiana mo a fare una passeggiata. Ci arrampicammo
Arianna Castelli, Alessia Salvitti
Concessionaria esclusiva per la pubblicità di Robert Byron e lo stagno davanti a casa mia fino a una cascata, cogliemmo fiori viola e poi
Agenzia del marketing editoriale
Tel. 06 6953 9313, 06 6953 9312 nel New Jersey dove, secondo una leggenda facemmo una nuotata in una sorgente calda.
info@ame-online.it
Subconcessionaria Download Pubblicità srl locale, forse vive un alligatore. Quando le chiesi se credeva agli elfi scoppiò in
Stampa Elcograf spa, via Mondadori 15,
37131 Verona In un articolo che fa parte dell’antologia, una risata isterica. Mentre si toglieva la divisa
Distribuzione Press Di, Segrate (Mi)
Copyright Tutto il materiale scritto dalla Kyle Chayka riflette sull’eccessivo aumento del da lavoro per scivolare nell’acqua fumante, mi
redazione è disponibile sotto la licenza Creative
Commons Attribuzione - Non commerciale - turismo in Islanda e si dichiara a favore dei mostrò il suo tatuaggio di Tupac Shakur e si la-
Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Significa che può essere riprodotto a patto di viaggi “inautentici”, sostenendo che quando mentò di essere intrappolata in quella cittadi-
citare Internazionale, di non usarlo per fini
commerciali e di condividerlo con la stessa “una destinazione è considerata morta, quello na lontana da tutto. Avrebbe voluto trasferirsi
licenza. Per questioni di diritti non possiamo
applicare questa licenza agli articoli che
compriamo dai giornali stranieri.
è il momento migliore per andarci, perché è il nella capitale, tingersi i capelli di nero e trovare
Info: posta@internazionale.it riflesso più preciso del nostro mondo impuro”. lavoro in una boutique di moda o in un cocktail
Scrive Chayka: “Meno l’esperienza in Islanda bar. Andare a caccia di autenticità quando si
Registrazione tribunale di Roma
n. 433 del 4 ottobre 1993
era autentica, più mi divertivo e più ero consa- viaggia è sempre stata una questione scivolosa,
Direttore responsabile Giovanni De Mauro
Chiuso in redazione alle 19 di venerdì
pevole delle conseguenze del modo di viaggia- un nodo gordiano, una matrioska, una cipolla.
24 luglio 2020
Pubblicazione a stampa ISSN 1122-2832
re nel ventunesimo secolo”.
Pubblicazione online ISSN 2499-1600 Pur essendo una riflessione divertente e Rivoluzioni
PER ABBONARSI E PER profonda su come si viaggia oggi, il racconto di Ho pensato molto agli strani libri di viaggi che
INFORMAZIONI SUL PROPRIO
ABBONAMENTO Chayka mi ha fatto rimpiangere la mia Islanda gli scrittori inglesi produssero tra le due guerre
Numero verde 800 111 103
(lun-ven 9.00-19.00), della fine degli anni novanta e dei primi anni mondiali. In un periodo di grandi sconvolgi-
dall’estero +39 02 8689 6172
Fax 030 777 23 87 duemila, quando passavo lì molto tempo, vi- menti, costituirono una vera rivoluzione ri-
Email abbonamenti@internazionale.it
Online internazionale.it/abbonati vendo per alcuni periodi a Reykjavík e visitan- spetto a quelli che erano stati i paradigmi di
LO SHOP DI INTERNAZIONALE do l’isola in lungo e in largo. Sarebbe fuorvian- questo genere letterario. La grande scrittura di
Numero verde 800 321 717
(lun-ven 9.00-18.00)
te e insincero chiamare quell’epoca preceden- viaggio di quell’epoca, come Mare e Sardegna
Online shop.internazionale.it
Fax 06 442 52718
te a Instagram “autentica”, anche se quando di D.H. Lawrence, Viaggio senza mappe di
Imbustato in Mater-Bi
arrivai lì per la prima volta molti islandesi cre- Graham Green e Viaggio in Jugoslavia di Rebec-
devano ancora nell’esistenza degli elfi, non ca West, cominciava a esplorare nuove forme.
c’erano ristoranti di lusso e capitava di incon- Gli itinerari – l’Italia, l’Africa o i Balcani – erano
trare Björk che mangiava un hot dog in un chio- simili a quelli delle generazioni precedenti, ma
schetto. Ero tanto affascinato dal muschio gli autori usavano le tecniche moderniste prese
islandese che come uno sciocco ne portai qual- in prestito dalla narrativa e dalla poesia: la

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 11


Editoriali
Gli scrittori di viaggio frammentazione, il collage, la giustapposizio- che l’alligatore di Hopkins pond si stabilisse
troveranno nuove forme, ne, il dialogo. Era un periodo in cui, come ha definitivamente lì, e che crescesse fino a diven-
sperimenteranno, pren- scritto il critico Paul Fussell, “scrivere un diario tare un vero mostro. Dopotutto, più o meno in
deranno in prestito da di viaggio non era considerato affatto incom- quel periodo, nel lago Machado di Los Angeles
altri generi letterari. patibile con una carriera letteraria seria”. era stato avvistato un altro sfuggente alligatore
Uno dei libri più strani di quell’epoca è La soprannominato Reggie. Quando finalmente
Molti dicono che al cen-
via per l’Oxiana di Robert Byron. Apparente- erano riusciti a catturarlo, era diventato lungo
tro della scena ci saran-
mente è un diario di viaggio che segue il per- più di due metri e mezzo. Ma Hopkins pond
no viaggi più modesti a corso dell’architettura islamica attraverso il non era Los Angeles. Dopo quei primi avvista-
livello locale, piuttosto Medio Oriente, l’Iran e l’Afghanistan, ma ben menti, se un rettile c’era stato era semplice-
che la grandi avventure presto cambia rotta e diventa una miscela di mente scomparso. Nel giro di qualche anno,
esotiche del passato pagine di diario, piccoli saggi, lunghe tirate sul- quasi tutti pensarono che la storia dell’alligato-
la politica e la storia dell’arte, venti dialoghi re nello stagno fosse stata solo un’invenzione e
comici, ritagli di giornale e appunti frammen- la polizia cominciò a definire gli avvistamenti
tari. In certi punti, il libro appare quasi slegato, “infondati”. Circa cinque anni dopo, ne sareb-
e sembra che stia per scivolare nel romanzo. be stato avvistato un altro a qualche chilometro
Non c’è da meravigliarsi se è stato considerato di distanza, nel fiume Cooper. Ma neanche l’al-
un testo sacro da scrittori come Chatwin quan- ligatore del fiume Cooper è mai stato catturato,
do, negli anni ottanta, la forma della letteratu- e nessuno l’ha mai più visto.
ra di viaggio sarebbe stata di nuovo rivoluzio-
nata. Antiche vie
Nei mesi che sono passati dalla mia pessi- Era un po’ di tempo che non pensavo ai nostri
mistica partecipazione al podcast, ho cambia- rettili locali, ma durante il lockdown l’unico
to idea sul futuro di questo genere letterario. viaggio che potevo fare era la mia passeggiata
Naturalmente sopravvivrà, anche se i modelli quotidiana intorno allo stagno ammirando i
di pubblicazione cambieranno. Gli scrittori di primi fiori primaverili, le anatre e il nostro no-
viaggio troveranno nuove forme, sperimente- ioso muschio non islandese. Così mi è venuto
ranno, prenderanno in prestito da altri generi. in mente che avrei potuto scrivere un racconto
Molti dicono che al centro della scena ci saran- di viaggio sullo stagno. Ma proprio quando mi
no viaggi più modesti a livello locale, piuttosto ero deciso a farlo, il governatore del New Jer-
che le grandi avventure esotiche del passato. sey ha chiuso i parchi. A quel punto, l’unico
Quando penso ai viaggi a livello locale, mi racconto di viaggio che potevo scrivere
viene in mente Hopkins pond, un piccolo sta- sull’Hopkins pond avrebbe dovuto esistere
gno nel parco alberato vicino a casa mia, a nello stesso spazio nostalgico dell’Islanda e
Haddonfield, nel New Jersey, dove vado a pas- dell’Oxiana.
seggiare. Non lontano dallo stagno c’è il luogo Durante il breve periodo delle mie passeg-
in cui, nel 1858, fu scoperto il primo scheletro giate nella natura vicino a casa, mi è venuto in
completo di un dinosauro. Una targa lo defini- mente Robert MacFarlane, che negli ultimi
sce un luogo storico di importanza nazionale. dieci anni ha reinventato la letteratura natura-
Quando trovarono lo scheletro, i mezzi d’infor- listica (stretta parente di quella di viaggio) e le
mazione vittoriani dell’epoca impazzirono per ha dato nuovo vigore: era la persona ideale per
la scoperta, e a Haddonfield arrivarono giorna- collaborare come guest editor all’antologia di
listi da tutto il mondo. quest’anno. Nel suo Le antiche vie, MacFarlane
Un secolo e mezzo dopo ci fu un’altra sco- afferma che troppo spesso pensiamo all’effetto
perta, accompagnata da un po’ di panico, esercitato da un paesaggio su di noi quando ci
quando i miei vicini e un poliziotto videro quel- siamo immersi. “Ma”, scrive, “esistono anche i
lo che pensavano fosse un alligatore nuotare paesaggi che portiamo con noi in absentia, i
nelle acque del laghetto. Accolsi con molto en- posti che continuano a vivere a lungo nella no-
tusiasmo l’idea che un grande rettile vivesse stra memoria quando non siamo più lì, e questi
nel laghetto del mio quartiere. Speravo che un luoghi – nei quali ci ritiriamo tanto più spesso
po’ di paura e di mistero animassero una citta- quanto più ne siamo lontani – sono tra i paesag-
dina normalmente tranquilla. Si diceva che gi più importanti che abbiamo dentro”. Essere
l’alligatore fosse lungo circa un metro e venti, e costretti a rimanere a casa isolati potrebbe es-
che il sergente di polizia lo aveva visto mangia- sere l’esempio estremo dei cosiddetti viaggi
re un’oca. Per qualche giorno i nostri boschi “inautentici”. Ma ci offre un riflesso spavento-
JASON WILSON furono recintati da nastri gialli, e gli elicotteri samente preciso del nostro mondo e delle con-
è il direttore di The best american
dei telegiornali sorvolavano lo stagno. Un gior- seguenze dei nostri viaggi. Ora che mi tiene
travel writing, un’antologia nale riportò la dichiarazione di un esperto del- compagnia la nostalgia dei luoghi dove sono
annuale dei migliori articoli di lo zoo di Filadelfia: “Non andrà in giro per i stato prima della pandemia, forse quei paesag-
viaggio usciti sulla stampa quartieri, ma io non porterei il mio barboncino gi che mi porto dentro diventeranno l’unica
statunitense. a spasso intorno allo stagno”. Avevo sperato autenticità che vale la pena di esplorare. ◆ bt

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Mauritania

Tra deserto
e mare
Bru Rovira, El País Semanal, Spagna
Percorrendo la strada lungo la costa della
Mauritania s’incontrano saline, dune e spiagge
sconfinate. E popolazioni dal passato nomade
che vanno incontro a un futuro ancora incerto
CAMERON COPE (ALAMY)

Nouadhibou, nord
della Mauritania

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Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 15
Mauritania
Nouakchott, 17 gennaio 2020
JOHN WESSELS (AFP/GETTY IMAGES)

hike ci pensa su per un po’, sant’anni, dove la vita che è andata avanti Dopo mangiato, Chike prepara un tè.

C ma alla fine spara: “Allo-


ra”, dice, “mettiamo che io
arrivo nel tuo paese. Di-
venta buio. Non so dove
andare. Mi presento alla
porta di una casa. Mi daranno un posto
per dormire?”.
“Una porta qualsiasi?”.
“Di una casa, sì”.
per secoli – il nomadismo, la dipendenza
dal deserto, il ciclo annuale delle piogge,
l’agricoltura lungo il fiume, l’appartenen-
za tribale – sta cambiando rapidamente, a
un ritmo incredibile.
Ci fermiamo a riposare all’ombra di
una khaima, la tipica tenda beduina, vici-
no alla strada. Mangiamo pane con sardi-
ne del Marocco e formaggi francesi, be-
Sta per buttare dentro alla teiera mezzo
pacchetto di zucchero e le nostre proteste
non bastano a fermarlo. Il tè è affare suo: il
più bel momento della giornata. Ne bevia-
mo anche cinque al giorno, quanti sono i
tempi delle preghiere. E ogni volta tre bic-
chieri. L’ultimo ha un sapore amaro che
resta in bocca per ore, come se avessi ma-
sticato una radice.
“Be’, no”. viamo latte in lattina confezionato nei Chike è il nostro autista. Fino a pochi
“Ah, ecco”. Paesi Bassi. Finiamo il pasto con delle anni fa portava i cammelli al pascolo nella
“È anche possibile che se ti vedono mele rosse e lucide con l’etichetta “Giro- provincia di Trarza, nel sudovest del pae-
piantato davanti alla porta” – mi sta per na”. Conosco bene la provenienza di que- se. A guidarlo erano le stelle e le piogge. A
scappare “con quell’aria lì”, ma non lo di- ste mele, vicino alle spiagge di Sant Pere delimitare casa sua solo l’orizzonte. L’ap-
co – “qualcuno chiami la polizia”. Pescador, sulla costa spagnola a nord di partenenza, la famiglia. Il paese, le altre
Chike abbassa lo sguardo e scuote la Barcellona. persone in movimento. Ha abbandonato
testa contrariato. Lungo il percorso abbiamo incrociato la vita nomade e i cammelli quando gli
Vogliamo attraversare la Mauritania numerosi migranti – burkinabé, maliani, animali sono morti o li ha dovuti sacrifica-
da nord a sud, dalla frontiera con il Sahara guineani – che cercano un posto su qual- re per via della siccità, dei cambiamenti
Occidentale (il territorio occupato dal Ma- che cayuco (piccole imbarcazioni simili a climatici che affliggono la regione.
rocco, ma rivendicato dal popolo sahrawi) canoe) diretto alle isole Canarie e una Chike torna alla questione che lo pre-
fino alla foce del fiume Senegal. Viaggia- volta lì, chissà, magari in Spagna. Già me occupa: “Mettiamo che arrivo a casa tua.
mo lungo la strada che attraversa il paese li immagino – inshallah! – mentre si diri- Cosa fai?”.
da un capo all’altro, dal Sahara al Sahel, gono in bici verso i campi dove si coltiva- “Tu cosa faresti se io arrivassi a casa
con l’oceano Atlantico da una parte e il de- no le mele che stiamo mangiando. Mele tua?”.
serto dall’altra. Quello che troviamo lun- che si muovono con incredibile facilità, “Uccido un agnello!”.
go la strada, quello che lì si vive e si rac- se pensiamo a tutti gli ostacoli e alle diffi- “Io preparo una paella”.
conta, è la storia di un paese giovane, in coltà che devono affrontare le persone “Già, ma posso fermarmi a dormire?”.
costruzione. Un paese che ha appena ses- costrette a scavalcare i muri: l’orrore. “Quante notti?”.

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Nouadhibou, aprile 2017
JOHANNES GLÖCKNER (PICTURE-ALLIANCE/DPA/AP/LAPRESSE)

Chike si ferma a pensare. Discute un me l’asfalto, (…) a volte cedono sotto il questioni di sicurezza, ma forse anche
po’ con l’uomo che ci ha aperto la khaima peso delle ruote. La bianca crosta di sale per passione filosofica e spirito d’avven-
dove ci stiamo proteggendo dalla tempe- si squarcia allora sul miasma di un acqui- tura. Lo scrittore racconta che in una di
sta di sabbia. trino nero”, scrisse Antoine de Saint- queste occasioni riuscì ad atterrare su un
“Sai una cosa?”, dice guardandomi fis- Exupéry in Terra degli uomini. Saint- terreno “infinitamente vergine” che
so negli occhi. “Quando cammino nei Exupéry, uno dei piloti che aprirono la li- “mai nessuno, animale o uomo, aveva
quartieri di Nouakchott, lontano da casa nea aerea tra Tolosa e Dakar, conosceva sciupato”. Raccolse la sabbia con la ma-
mia, se ho bisogno di andare in bagno bene questa regione, dove trascorse lun- no. La lasciò cadere come pioggia dorata.
busso a una porta qualsiasi, entro, faccio ghi periodi e dove dovette fare diversi at- Sentì di non essere altro che un granello
quello che devo fare, mi lavo, ci beviamo terraggi d’emergenza. Uno di questi ispi- di polvere nell’immensità dell’universo.
un tè insieme. È così che la vedo io”. rò Il piccolo principe. Quando il suo aereo Il primo uomo a turbare quella banchisa
L’uomo della khaima annuisce. aveva un problema, Saint-Exupéry cerca- minerale. La prima testimonianza di vita.
va di farlo atterrare su un terreno elevato, Nessuno. Tutto.
Bassa marea un “tappeto di conchiglie”, di certo per Lasciamo Nouadhibou alle prime luci
Prima che venisse costruita la strada, nel dell’alba. All’uscita dalla città ci aspettano
2004, il viaggio da Nouadhibou alla capi- Salima e un gruppo di donne del quartiere
tale Nouakchott avveniva su strade sterra- della Charca. Salgono sul pick-up, lascia-
te e, una volta superato capo Timiris, si mo la strada, aggiriamo una serie di dune
approfittava della bassa marea per passa- e raggiungiamo le saline in riva al mare.
re sulla spiaggia. Era un viaggio bellissimo Le piscine di sale sulla sabbia danno vita a
e molto pericoloso. Non solo perché ci so- un paesaggio fatto di uccelli, cielo e acqua,
no degli scogli lungo la costa – una grande spezzato all’orizzonte dalla muraglia blu
spiaggia che si estende per 360 chilometri scuro dell’oceano.
fino alla foce del fiume Senegal – ma an- Ho conosciuto Salima qualche anno
che perché questo territorio fragile, vento- fa, quando insieme ad altre donne aveva
so, chiuso tra il mare e il deserto, questa appena creato una cooperativa per sfrut-
terra di nessuno, lo sbar (le dune costiere), tare il sale della baia. La cooperativa è
può essere ingannevole, e non ci si deve nata dalla volontà – e dall’entusiasmo – di
mai fidare delle apparenze. “Quanto alle Nedwa Nech, una donna di una famiglia
vecchie saline, che sembrano rigide co- ricca che un giorno è andata a visitare la

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 17


Mauritania
Charca e si è vergognata dell’estrema po- Mauritania. Quando passarono di qui i me in baracche e casette di cemento di
vertà in cui vivevano le donne. Senz’ac- cooperanti catalani della Caravana soli- tre o quattro metri quadrati dove possono
qua corrente nelle case. Circondate dal daria, nel novembre del 2009 – poco pri- stiparsi fino a dieci persone. Le baracche
fango e dalla spazzatura. Molte di loro ma che tre di loro fossero rapiti da Al Qa- sono sparse disordinatamente tra le du-
non erano sposate e dovevano occuparsi eda nel Maghreb islamico al chilometro ne, e i residui di questa febbre dell’oro –
da sole dei figli. 170, superata la stazione di servizio Gare bombole di gas vuote, compressori, ge-
Nouadhibou è il principale porto di pe- du Nord – a Chami c’erano a malapena neratori, pneumatici, motori guasti, bi-
sca della costa: prospera grazie alla flotta quattro baracche e qualche negozietto doni bucherellati – si accumulano sulla
di piroghe, al commercio, alle miniere di per attirare i viaggiatori di passaggio. sabbia. C’è anche un cinema che proietta
Zouérat e alla pesca in alto mare dei gran- Oggi Chami fa impressione. Il brulica- partite di calcio e serie televisive, annun-
di pescherecci industriali dei paesi ricchi. re di persone, la frenesia edilizia e il caos ciando, chissà, futuri quartieri residen-
Ma questa abbondanza non è ripartita di veicoli, animali, officine e negozi sono ziali, mentre nel centro di Chami si vedo-
equamente, e per le persone povere può tali che non si può far altro che fermarsi, no già i segni di una città moderna: lam-
essere una condanna. Le donne hanno mettersi a sedere, respirare a fondo e pioni nuovi e villette a schiera destinate
raccontato a Nedwa che si guadagnavano aspettare che tutto ciò che si sta osservan- agli ingegneri della miniera, alle autorità
da vivere preparando da mangiare e il tè do piano piano si metta in ordine. locali e ai militari; un piccolo albergo per
per i pescatori. “Bastava osservare i volti i visitatori illustri; una caserma sulle cui
di quei bambini, avevano tratti asiatici, Oggi Chami fa pareti il vento del deserto ha creato
europei, neri, arabi… Eh!”, esclama un’immensa duna che arriva fino alle ga-
Nedwa. Si è messa in contatto con alcune impressione. Il ritte di sorveglianza, come per ricordare
ong ed è riuscita a ottenere finanziamenti brulicare di persone, che perfino nella città d’oro il deserto det-
dall’Unione europea per portare avanti il ta legge.
progetto delle saline. la frenesia edilizia Ci fermiamo a dormire in una khaima
Salima conserva in casa un ritaglio di in uno spiazzo che si presenta come un
quei primi tempi gloriosi: una pagina or- Compriamo banane, acqua. Ci sedia- campeggio. Troviamo una coppia di spa-
mai ingiallita del giornale Ouest France su mo alla stazione di servizio, dove si radu- gnoli. Viaggiano su un camper attrezzato
cui compaiono lei e altre tre donne in posa nano i veicoli carichi di cercatori d’oro in per il deserto. Hanno trovato “orribile”
insieme ai produttori di sale marino di partenza verso il deserto. Sono lavoratori quello che hanno visto finora del paese.
Guérande, sulla costa atlantica della Fran- irregolari. Paria. Molti sono migranti. Di La tempesta di sabbia che li ha accompa-
cia, dove avevano seguito un breve corso solito un piccolo imprenditore – uno che gnati dalla frontiera settentrionale è stata
di formazione. L’articolo parla della calo- ha la macchina, ha comprato un genera- un incubo. Cercano inutilmente i bagni,
rosa accoglienza della popolazione locale, tore, un metal detector, pale, picconi e l’elettricità, il wifi. La donna è contrariata.
della solidarietà dei donatori che appog- corde – carica tre o quattro ragazzi sul Ha comprato dei frutti di mare a Noua-
giavano l’iniziativa di Nouadhibou, delle pick-up e si addentra nel deserto per avvi- dhibou “a un ottimo prezzo” e non ha an-
belle parole, del desiderio che gli africani cinarsi alla grande miniera d’oro. Lì i gio- cora avuto tempo di preparare la paella.
potessero gestire le loro risorse, esercitan- vani manovali scavano piccoli pozzi dove “Qui la potrà preparare tranquilla-
do la propria sovranità. si cala un uomo sorretto da corde, il quale mente”, cerchiamo di incoraggiarla.
Durante quel viaggio, Salima e le sue fruga nel buio quasi senza ossigeno e ri- “Già, ma noi la paella la mangiamo
amiche hanno imparato a estrarre dal empie di pietre e terra un secchio che i sempre di domenica e ormai è lunedì”.
mare sale purissimo. Scavano suoi compagni riportano su con
piccoli pozzi, ne raccolgono una carrucola e la forza delle Due attività
l’acqua con i secchi e riempiono braccia. Più di 15mila persone “Benvenuti! Accomodatevi”, dice Lamin
delle piscine foderate con teli di lavorano in questo modo. Gli mentre toglie la sabbia dai cuscini sparsi
plastica, da cui l’acqua evapora incidenti mortali sono all’ordi- sul pavimento e ci riceve nel suo negozio
lasciando il sale. Nell’arco di tre ne del giorno. Invece i dipen- di alimentari. Lamin el Kanane Moha-
giorni, una sola piscina può produrre fino denti della grande miniera gestita dai med parla uno spagnolo eccellente. È uno
a 25 chili di sale, sufficiente a far vivere canadesi con tecnologie d’avanguardia, dei tanti sahrawi che si trasferirono a vi-
decentemente un’intera famiglia. Ma og- recintata, ben controllata e inaccessibile vere da queste parti dopo che la ritirata
gi qui regna un’atmosfera desolata: come ai curiosi sono circa cinquemila. Sono gli spagnola dal Sahara Occidentale e la suc-
spesso succede nel mondo della coopera- operai d’élite della Kinross Gold Corpo- cessiva guerra con il Marocco li costrin-
zione, il progetto è stato abbandonato dai ration, che ha già raddoppiato la produ- sero ad abbandonare le loro terre. Siamo
finanziatori prima che potesse consoli- zione, e viaggiano su pulmini aziendali nel paesino di El Mhaijrat. Lo potremmo
darsi, diventasse qualcosa in grado di tra- bianchi con l’aria condizionata. chiamare El Mhaijrat di sopra, perché la
sformare la vita delle persone. Oggi que- All’uscita della città, in un enorme parte più antica è vicina alla spiaggia, a
ste donne non hanno neanche un mezzo spazio aperto, si ammassano i laboratori circa due chilometri di distanza. Quando
di trasporto per arrivare alle saline. artigianali dove i minatori informali fu costruita la strada, gli abitanti della zo-
Proseguiamo il nostro viaggio decisi a spaccano le pietre, le triturano con grandi na vicino al mare, in gran parte pescatori,
raggiungere Chami prima del tramonto. macine, poi versano la polvere in vasche cominciarono a spostarsi verso la striscia
Lo specchietto retrovisore cattura l’im- piene d’acqua per setacciarla e cercano di d’asfalto per vendere ai viaggiatori la bot-
magine di Salima che ci saluta, completa- separare l’oro buttando del mercurio targa (uova di muggine) e il pesce essicca-
mente sola. Chami è l’El Dorado della nell’acqua. La maggior parte di loro dor- to, ottimo per i diabetici. Nella zona ce ne

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Parco nazionale del Banc d’Arguin
HEMIS/ALAMY

sono parecchi per via del tè troppo zuc- francesi. E gli spagnoli ci abbandonarono. che ha con sé. Tira fuori alcune palline ne-
cherato. Così nacque un nuovo paese, Certo, ora mi vedete in questa desolazio- re, fatte con escrementi di cammello e
che continua a crescere grazie al com- ne. Magari un altro giorno mi ritroverete qualche bastoncino ricavato da rametti di
mercio. Ancora non è ben chiaro se per alle Canarie, a lavorare nel settore alber- acacia. Disegna un reticolo di linee diago-
gli abitanti di El Mhaijrat la strada è più ghiero. La vita può cambiare”, dice La- nali. Distribuisce i pezzi. Lamin sceglie i
redditizia della spiaggia, e se il commer- min. Ci racconta di quando a Tindouf fu bastoncini. Se la prendono con calma. “Si
cio sostituirà la pesca. Oggi si dividono imbarcato con altri 35 bambini su un aereo gioca come a dama”. La partita può durare
tra le due attività. diretto a Cuba, dove rimase poi per cinque anche tre ore.
Il negozio di Lamin è uno di quei posti anni ospite nella Isla de la Juventud. Ci lasciamo alle spalle il parco nazio-
dove tutto quello che è in vendita rispec- Lamin parla dell’esilio, di famiglie nale del Banco di Arguin, il territorio de-
chia l’austerità a cui è costretta la mag- sparse per il mondo, della lotta del Fronte gli imraguen, una comunità d’origine
gior parte della popolazione. Solo l’acqua Polisario. Storie tramandate oralmente, berbera che da secoli si dedica alla pesca.
si vende in grandi bidoni. Il resto – tè, caf- come quelle di tanti altri popoli dimenti- La loro tecnica ancestrale consiste in un
fè, tabacco, zucchero, riso, uova – si ven- cati. Ci vorrebbero tante Svetlana canto che invoca la complicità tra l’uomo
de a unità o in minuscoli sacchetti di pla- Aleksievič per raccoglierle prima che ven- e la natura. Gli imraguen usavano adden-
stica adatti a un’economia familiare dove gano dimenticate man mano che i loro trarsi in mare formando un cerchio, cam-
ogni pasto è un giorno guadagnato. protagonisti scompaiono. minando in zone poco profonde, ed erano
“Quindi arrivate da Nouadhibou?”, “Vedremo mai nascere la Repubblica i delfini a spingere verso le loro reti spie-
sorride Lamin, che ha voglia di chiacchie- sahrawi?”. gate i banchi di pesce. Oggi questa pratica
rare e ci sta già raccontando la sua vita. “Dopo tante sofferenze, sarebbe giu- è scomparsa e gli imraguen pescano su
Ricorda il giorno in cui, quando ancora sto”, dice Lamin con sguardo sognante. barche tipiche delle Canarie, a vela latina.
era un bambino, scoppiò la guerra e la sua Uno dei militari della caserma del pae- Fare il bagno in queste acque, dormire in
famiglia fu costretta a scappare dalla se entra a salutare ed evita di parlare di una khaima cullati dal vento e dalle onde,
Güera, il quartiere spagnolo di Nouadhi- cosa è giusto o no. Lamin manda il ragaz- svegliarsi con centinaia di migliaia di uc-
bou. E di come, in mezzo al caos, la fami- zo che lo aiuta in negozio – il negozietto, la celli che volano imbiancando il cielo, l’ac-
glia si dovette dividere e lui non rivide più tiendita, dice con il suo dolce accento delle qua e la sabbia, mangiare un pesce capi-
i genitori fino a cinque anni dopo, nel Canarie – a prendere dei sacchi di sabbia taine o un’aragosta alla brace… Cosa si
campo profughi di Tindouf, in Algeria. della duna. Il ragazzo torna con la sabbia, può chiedere di più?
“Mia nonna fu uccisa da un aereo. Ci at- la stende sul tappeto dandole una forma Arriviamo a Nouakchott verso sera.
taccavano i marocchini, i mauritani, i quadrata. Il militare apre la borsa di stoffa L’illuminazione dei lampioni che comin-

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Mauritania
cia trenta chilometri prima della città, le nò il panico. Non c’era un letto abbastanza aziende inquinanti per compensare le loro
pale eoliche che si susseguono accanto a grande per il generale – alto un metro e emissioni di gas serra, come prevede il
gruppi di cammelli, capre e pecore, le file novantasei – e dovettero andarlo a cercare protocollo di Kyoto.
di alberelli che cercano di sopravvivere in a Saint-Louis, in Senegal. Di quegli anni Una famiglia di pescatori avanza senza
vasetti di plastica che un camion innaffia a Diagana ricorda soprattutto l’entusiasmo. motore, approfittando del vento, con una
uno a uno con una pompa: sono la testi- Non c’era nemmeno l’acqua, racconta, e vela ricavata dai ritagli di una khaima sulla
monianza più evidente della capacità di dovettero portarla con i secchi da Rosso quale è ricamata la parola amore. Ci salu-
costruire dell’essere umano, della sua te- fino a quando i francesi scavarono – e pa- tano con la mano. Alla fine del delta, nel
stardaggine quando si trova ad affrontare garono – alcuni pozzi nella regione di Idini bel mezzo del parco naturale la Cina ha
un progetto inverosimile, come la creazio- e poi si costruirono le condotte fino al fiu- cominciato a costruire un grande porto.
ne di una città in mezzo al nulla. me Senegal che oggi riforniscono la città. C’è segretezza assoluta intorno a quest’o-
Lasciamo Nouakchott per dirigerci a pera faraonica, che comprende un porto
Riempire il vuoto sud. Viaggiamo in compagnia di un biolo- militare, uno commerciale e un altro di
Il giorno in cui fu proclamata l’indipen- go di Madrid, José Manuel Baldó, detto pesca. Una baguette regalata a una delle
denza della Mauritania, Nouakchott, la Mané. Ci accompagna una forte tempe- guardie ci permette di entrare nella zona
città destinata a diventare la capitale, non sta di sabbia. A Tiguent troviamo Ivan e dei lavori. Vediamo una nave militare.
esisteva ancora. Era solo una duna in un Goran. Uno è serbo, l’altro croato. Viag- Grandi edifici in costruzione. Piccole ca-
deserto che un tempo era stato un fondale sette per gli operai. Un immenso appezza-
marino – conchiglie e sabbia – con una pic- In mezzo al parco mento costellato di pannelli fotovoltaici.
cola fortificazione costruita dai francesi, In mare aperto, proprio davanti alla
all’interno della quale alloggiavano quin- naturale la Cina ha foce del fiume, è stato trovato un enorme
dici soldati al comando di un sergente. cominciato a costruire giacimento di gas. Ora si teme che questa
Sessant’anni dopo Nouakchott è la più ricchezza naturale, che andrà divisa con
grande città del Sahel. un grande porto il Senegal ed è estremamente necessaria
Perché si decise di costruire una città a entrambi i paesi, possa essere una ma-
in un luogo inospitale, battuto dal vento, giano in bicicletta. Vogliono ripercorrere ledizione, alimentando la corruzione e
senz’acqua dolce, senza una casa né una la rotta dei migranti, ecco perché vanno modificando gli equilibri naturali senza
storia da raccontare? Il primo presidente da sud a nord, con il vento in faccia. In di- alcun rispetto per l’ambiente. La Mauri-
mauritano, Moktar Ould Daddah, voleva rezione contraria, dicono, perché è così tania, che ha poco più di quattro milioni
che lo stato creato su un territorio coloniz- che si chiama il loro progetto. Andare in di abitanti, ha oggi le risorse sufficienti –
zato dai francesi partisse da zero. Rom- direzione contraria: è proprio quello che oro, ferro, pesca, gas – per essere una
pesse con il passato. Che si costruisse un’i- fanno mettendosi insieme un serbo e un Norvegia del sud.
dentità nazionale fino ad allora inesisten- croato che vogliono attirare l’attenzione N’Diago è l’ultima città mauritana pri-
te. Avrebbe potuto scegliere come capita- sull’orrore della guerra e che decidono di ma di attraversare il fiume Senegal. Una
le la città di Port-Étienne, oggi Nouadhi- intraprendere il viaggio di quelli che – città di pescatori tradizionali wolof. In
bou, o Rosso, sul fiume Senegal. com’è capitato a loro durante questi ultimi mesi il livello del mare è sali-
Ma la prima era troppo a nord e l’infanzia – oggi vivono nuove to tanto da portare via la prima fila di case.
la seconda troppo a sud. A nord guerre. Non ci sono posti dove fermarsi a dormi-
predomina il mondo arabo e All’incrocio per Legweichich re, quindi raggiungiamo Kajara, un paesi-
berbero, a sud il mondo nero ci fermiamo a chiacchierare con no tra dune bianche e palmeti. Amadou ci
africano. Costruire la capitale a alcuni giovani topografi e topo- offre una casa. Dobbiamo lavarci. Un ra-
metà strada era un modo per conciliare la grafe dei laboratori promossi dall’Orga- gazzo va a cercare dei bidoni d’acqua. Si
diversità culturale del nuovo stato, dove nizzazione internazionale del lavoro. può mangiare? Andiamo dal capo del pae-
tutto era ancora da fare. Stanno costruendo una strada per sempli- se e ci presenta una donna che ci vende un
Uno degli artefici della nuova città è ficare il trasporto di prodotti ittici. I loro pollo. E chi lo cucina? Nessun problema.
stato l’architetto Tidiane Diagana. Siamo genitori, spiegano, sono agricoltori e no- Troviamo la donna che lo spennerà e lo
andati a trovarlo a casa sua. Diagana ricor- madi. Loro vogliono un’altra vita. Binta metterà in padella. Con le cipolle va bene?
da il suo primo viaggio con il presidente parla delle difficoltà delle donne in un Perfetto. Al risveglio Amadou si presenta
Daddah fino alla duna. Ricorda che le pri- mondo dominato dagli uomini. Prima di con un vassoio di tè. Da lì a pochi giorni
me case furono delle khaima e che proprio diventare topografa non aveva le idee tornerà a pescare, ci spiega, è un capitano
in una di quelle tende si svolse il primo chiare. Ora, dice, ama la topografia per- e ha la sua piroga. Magari verrà a trovarci
consiglio dei ministri. Che Nouakchott ché le permetterà di essere indipendente. in Spagna. “Mi piacerebbe molto”, dice
era chiamata la città dei cartelloni perché Sta già progettando una vita in cui sarà lei salutandoci. ◆ sc
centinaia di cartelloni conficcati nella sab- a prendere le decisioni: “Non voglio esse-
bia annunciavano quello che sarebbe sta- re una moglie in una famiglia poligama”. L’AUTORE
to costruito in seguito: la scuola, la mo- Navighiamo lungo il delta del fiume in
Bru Rovira è un giornalista spagnolo. Per
schea, il parlamento, l’ospedale. Il genera- mezzo a una vegetazione di mangrovie e venticinque anni è stato corrispondente del
le Charles De Gaulle andò a visitare la ogni sorta di uccelli. Gestendole bene, di- quotidiano catalano La Vanguardia. Oggi
duna nel suo tour attraverso i paesi africa- ce Mané, queste foreste di mangrovie po- scrive soprattutto di temi sociali per vari
ni che stavano ottenendo l’indipendenza trebbero essere redditizie per la popola- giornali spagnoli. Il suo ultimo libro è Solo
dalla Francia. Improvvisamente si scate- zione locale, che potrebbe “affittarle” alle pido un poco de belleza (Ediciones B 2016).

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Cina

Il grande
restauro
Wang Yiwei e Fu Danni, Sixth Tone, Cina
Foto di Damir Sagolj
Dopo averla trascurata per decenni
e sacrificata in nome dello sviluppo edilizio,
la Cina riscopre la Grande muraglia e il
potenziale turistico del suo valore storico
REUTERS/CONTRASTO

La sezione
della Grande
muraglia di Jiankou,
a nord di Pechino,
Cina, 2017
Cina
Jiankou, 2017
REUTERS/CONTRASTO

E
la fine di aprile del 2020 e glia”, con controlli severissimi sugli svi- mila chilometri a ovest. È una sfida ingra-
un gruppo di manovali si luppi edilizi futuri. Ma le politiche di con- ta, resa ancora più ardua dalle difficoltà
arrampica su per le mon- servazione hanno anche suscitato pole- del terreno. Lungo il tratto isolato di
tagne a nord di Pechino. miche. Le autorità sono state accusate di Jiankou, i restauratori usano principal-
Aiutati solo dagli asini e da deturpare i monumenti che vorrebbero mente materiali tradizionali sviluppati
rudimentali sistemi di car- tutelare. I restauratori faticano a portare a all’epoca della dinastia Ming (1368-
rucole, trasportano tonnellate di mate- termine i lavori in regioni sperdute e mon- 1644). I metodi per trasportarli sono al-
riali da costruzione lungo sentieri ripidi e tuose. E gli abitanti dei villaggi hanno mal trettanto antiquati: gli asini portano i
accidentati. digerito le nuove misure, che secondo lo- mattoni e i sacchi di calce fino alla cresta
Dopo un mese di stop per la pandemia ro li danneggiano economicamente. della montagna, poi gli operai li issano
di covid-19, uno dei più grandi progetti di sulla muraglia con delle carrucole e se li
restauro del mondo è ripartito. Anche se Intervento necessario caricano in spalla fino alle torri di guar-
è uno dei simboli nazionali della Cina, la Bastone da passeggio in mano, Cheng dia. “Il trasporto dei materiali è una delle
Grande muraglia è caduta in disgrazia Yongmao spinge via un ramo ricoperto di parti più difficili”, dice Cheng. “Solo de-
durante il boom economico. Le antiche rugiada mentre avanza su un tratto peri- gli alpinisti possono fare questo lavoro”.
fortificazioni sono state danneggiate dal- colante del muro di pietra che s’inerpica L’intervento, tuttavia, è urgente e ne-
la speculazione edilizia e dal turismo di per la collina. Avventurarsi in queste zo- cessario. La Grande muraglia è stata co-
massa, che hanno cancellato per sempre ne montuose può essere massacrante, struita da varie dinastie imperiali cinesi
centinaia di chilometri di mura. ma Cheng, 63 anni, non sembra fare fati- che si sono succedute nell’arco di quasi
Negli ultimi anni, però, la situazione è ca. In qualità di capo ingegnere dei lavori duemila anni, dal terzo secolo aC fino al
completamente cambiata. Con la politica di restauro di Jiankou – uno dei tratti più diciassettesimo secolo dC, e il tempo ha
di “ringiovanimento nazionale” di Pechi- ripidi della muraglia – passa ore ogni gior- lasciato il segno sulle antiche fortificazio-
no, restituire la Grande muraglia all’anti- no a scalare le vette a nord di Pechino, ni. Anni di esposizione al rigido clima
co splendore è diventato un obiettivo pri- dando consigli agli operai sugli interventi della Cina settentrionale hanno indebo-
oritario. Le amministrazioni locali, da di restauro. lito lunghi tratti della muraglia, e altri
Pechino, a est, fino a Jiayuguan, a ovest, a Cheng e la sua squadra fanno parte di danni causati dall’uomo.
più di 1.500 chilometri di distanza, hanno un gigantesco progetto di conservazione Nei primi anni della Repubblica popo-
avviato lavori di ricostruzione su larga del monumento più famoso della Cina, lare cinese – quando lo sviluppo dell’eco-
scala. Intere zone sono state classificate che si estende dalla costa orientale del nomia distrutta dalla guerra aveva la pri-
“cintura culturale della Grande mura- paese fino al deserto del Gobi, più di due- orità su tutto il resto – la muraglia era at-

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In alcuni punti la vegetazione sovrasta la muraglia di Jiankou, 2017
REUTERS/CONTRASTO

traversata da strade, ponti e ferrovie, e gli per proteggerla dai visitatori. A volte le raggiungere e le facevano usare a paga-
abitanti impoveriti dei villaggi portavano attività commerciali hanno superato il mento agli escursionisti. Gli affari anda-
via i mattoni per costruire case e recinti limite. Nel 2006 l’ente che gestisce vano bene. Ogni anno venivano più di
per gli animali. Juyongguan, un tratto della Grande mu- centomila persone a fare trekking su que-
In tempi più recenti il pericolo princi- raglia vicino a Pechino, ha dato ai visita- sti spettacolari passi montani.
pale è stato il turismo. Negli anni novan- tori il permesso di incidere i loro nomi sui Anche da queste parti, però, l’arrivo in
ta, durante il boom dell’economia cinese, mattoni pagando 999 yuan (125 euro) massa dei turisti ha causato problemi. Lin
le amministrazioni locali hanno comin- nell’ambito di un programma chiamato Jiang, 48 anni, nativo di Xizhazi, un villag-
ciato a sfruttare il potenziale della Gran- “muraglia dell’amore”. gio ai piedi del Jiankou, racconta che negli
de muraglia come destinazione turistica, A Jiankou i residenti hanno piazzato ultimi anni molte tracce della storia della
ma hanno preso pochissime precauzioni delle scale accanto ai tratti più difficili da muraglia sono andate perdute. Da giova-
ne Lin arrivava a piedi fino alla Zhengbei-
lou, la più grande torre di avvistamento
della zona. Sul pavimento c’era un letto di
mattoni su cui i soldati Ming bruciavano la
legna per scaldarsi mentre erano di vedet-
ta. Oggi i mattoni non ci sono più. “Negli
anni novanta hanno cominciato ad arriva-
re i fotografi”, dice Lin. “Durante le ore di
punta ci sono più di cento persone che
piazzano le macchine sulla Zhengbeilou”.
Anche l’antica pavimentazione ha co-
minciato a cedere sotto il pestare costan-
te di piedi e bastoni da passeggio, crean-
do pericoli per la sicurezza. In particola-
re, lungo l’Aquila che vola verso l’alto, un
tratto quasi in verticale che si arrampica
su una cima ripidissima, molti escursio-
nisti sono rimasti feriti o addirittura sono
morti per aver perso l’equilibrio.

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Cina
Gli sforzi a livello nazionale per tute-
lare la Grande muraglia sono cominciati
Mentre gli asini si usati è originale e i materiali aggiuntivi
sono stati ridotti al minimo, spiega. Gli
a metà degli anni duemila. Solo a quel arrampicano su salite alberi che crescono dal muro vengono
punto si è cominciato a capire l’entità dei
danni fatti nei decenni precedenti. Nel
ripidissime con i estirpati solo se rischiano di causare dan-
ni strutturali.
2005 una perizia delle sezioni della mu- materiali da Nonostante questo, dice Zhang, ci so-
raglia intorno a Pechino ha rilevato che
solo il dieci per cento dell’antico monu-
costruzione, gli operai no voluti due anni e cinque serie di revi-
sioni perché il governo approvasse final-
mento era rimasto in buone condizioni, portano a mano mente il piano di restauri di Cheng per il
racconta Dong Yaohui, segretario capo
della China Great wall society, un ente di
spranghe d’acciaio tratto di Jiankou. I lavori sono partiti
dall’Aquila che vola verso l’alto e dalle
conservazione affiliato al governo. Prima Scale per il paradiso, due dei punti più vi-
di allora, la conservazione era ancora un sitati dai turisti, dove spesso si verificano
problema locale, gestito da un mosaico di incidenti.
autorità minori sparse in quindici provin- Le difficoltà logistiche estreme legate
ce diverse. Di solito questi progetti locali al restauro di fortificazioni che si trovano
erano sottofinanziati, anche se c’erano in cima alle montagne e sono tagliate fuo-
delle eccezioni. ri dalla rete stradale moderna hanno ral-
Negli anni novanta la città di Linhai, lentato i lavori. Mentre gli asini si arram-
nella provincia orientale dello Zhejiang, picavano su salite ripidissime caricandosi
aveva restaurato le mura fortificate della Grande muraglia è diventata di nuovo un in groppa i materiali da costruzione, gli
città, risalenti a 1.500 anni fa (dette an- simbolo centrale dell’orgoglio nazionale operai portavano a mano spranghe d’ac-
che “Grande muraglia meridionale”), e i progetti di conservazione sono sotto- ciaio da quaranta chili per issare i mattoni
grazie ai milioni di yuan raccolti con le posti a un attento scrutinio da parte sui bastioni.
donazioni. “Il nostro slogan era ‘se ognu- dell’opinione pubblica e dei leader del Dopo due giorni, molti degli operai
no dona un mattone, ricostruiremo le an- paese. cresciuti nelle pianure intorno a Pechino
tiche mura della città’”, dice Peng “Quando la gente pensa alla Cina, avevano gettato la spugna con le ginoc-
Liansheng, direttore dell’ufficio cittadino pensa alla Grande muraglia”, ha detto chia gonfie per lo sforzo, racconta Cheng.
dei reperti storici. nell’agosto del 2019 il presidente Xi Gli operai superstiti hanno terminato il
La svolta è arrivata nel 2006, quando Jinping durante una visita a Jiayuguan, restauro dei due siti nel 2017.
il governo cinese ha aggiunto gran parte all’estremità occidentale del muro co-
della Grande muraglia alla lista dei siti struito dalla dinastia Ming. “Dobbiamo Sviluppo controllato
culturali protetti a livello nazionale e ha dare grande importanza alla tutela del I lavori per la terza fase del progetto, che
sbloccato i fondi pubblici destinati ai pro- patrimonio storico e culturale e protegge- si concentra sul tratto all’estremità orien-
getti di ristrutturazione. Da quel momen- re le radici profonde dello spirito naziona- tale di Jiankou, sono cominciati alla fine
to in poi, preservare le fortificazioni è di- le cinese”. di aprile. A Xizhazi i residenti hanno opi-
ventata una priorità per le autorità di tut- In passato, i progetti di restauro sono nioni contrastanti sui lavori di restauro.
ta la Cina. stati contestati. Proprio all’inizio dei la- “Sembra molto simile all’originale, e an-
Quando il distretto di Huairou, a nord vori a Jiankou sono emerse alcune foto- che più sicura”, osserva Jade Gray, una
di Pechino, ha verificato per la prima vol- grafie di un tratto da poco restaurato di neozelandese che ha preso in affitto una
ta lo stato di conservazione della mura- Xiaohekou, una sezione della Grande casa nel villaggio nel 2003. Lin Jiang, in-
glia, negli anni ottanta, il budget era mol- muraglia che si trova nella provincia nor- vece, sostiene che l’Aquila che vola verso
to ridotto. “Usavamo il metro a nastro per dorientale del Liaoning, in cui si vedeva l’alto sembra “troppo nuova” e che
misurare la lunghezza e il righello per che la muratura storica in pietra era stata “manca il profumo dell’antichità”.
l’altezza”, ricorda Zhang Tong, uno dei ricoperta da uno spesso strato di cemen- La gente del posto esprime un certo
periti dell’epoca, che oggi è a capo dell’uf- to. Secondo Cheng, le autorità di disagio anche per i possibili effetti sull’e-
ficio reperti storici del distretto. Successi- Xiaohekou avevano seguito le procedure conomia. A novembre il governo ha an-
vamente, tra il 2007 e il 2016, l’ammini- standard. Ma a giudicare dalla reazione nunciato un ambizioso programma per la
strazione di Pechino ha investito 374 mi- indignata dell’opinione pubblica, eviden- realizzazione di tre nuovi enormi “parchi
lioni di yuan (47 milioni di euro) per i la- temente riparare il muro non è abbastan- culturali nazionali” lungo la Grande mu-
vori di restauro della Grande muraglia. za: i lavori devono anche riflettere le raglia, il Gran canale e l’itinerario della
aspettative della gente su come dovrebbe “lunga marcia” dell’armata rossa negli
Orgoglio nazionale essere la muraglia. “Dopo i lavori, le mu- anni trenta.
Cheng, il capo ingegnere, ha cominciato ra dovrebbero essere il più possibile vici- Pechino, che gestisce 520 chilometri
a lavorare a Jiankou nel 2016, lo stesso ne al loro stato originale”, sostiene di Grande muraglia, è in prima linea negli
anno in cui la Cina ha varato il suo primo Cheng. “Un non addetto ai lavori non sforzi di conservazione. All’inizio del
piano di conservazione della Grande mu- dovrebbe essere in grado di capire la dif- 2019 la capitale ha classificato un’area di
raglia nell’ambito del 13° piano quinquen- ferenza”. cinquemila chilometri quadrati (circa un
nale del paese, che si conclude quest’an- La squadra di Cheng è una convinta terzo della superficie della città) come
no. Fin dall’inizio la pressione su Cheng è sostenitrice del principio dell’intervento Cintura culturale della Grande muraglia,
stata fortissima. Negli ultimi anni la minimo. Più del 95 per cento dei mattoni dove lo sviluppo economico sarà sogget-

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Operai in pausa dal lavoro di ristrutturazione della muraglia, Jiankou, 2017
REUTERS/CONTRASTO

to a limitazioni. Il nuovo piano avrà con- futuro del villaggio. Negli ultimi anni il tagna. Ci serve un piatto a base di muli,
seguenze dirette su Xizhazi. Il villaggio è governo ha limitato il numero di accessi a una pianta che cresce sulle pendici di
stato classificato come “area a sviluppo Jiankou e ha diffuso una serie di avverti- Jiankou e che ha raccolto di persona.
controllato”, dove sono vietati nuovi pro- menti sui rischi per la sicurezza, facendo “Penso di essere uno dei migliori alpinisti
getti edilizi. Qualsiasi costruzione abusi- calare il numero di visitatori. Un ulteriore del villaggio”, dice. “È bello vedere quel-
va può essere punita con multe fino a timore è che la politica della “cintura cul- lo che ci hanno lasciato gli antichi”.
500mila yuan. turale” renda necessario il trasferimento
Per molti residenti, in particolare per degli abitanti dei villaggi più vicini alla Il muro occidentale
chi ha aperto ostelli a gestione familiare muraglia. Nella contea di Shandan, un’arida regio-
pensando di sfruttare il boom del turi- “Voglio solo vivere la mia vita e gua- ne ai margini del deserto del Gobi, la
smo, le nuove misure di conservazione dagnare abbastanza per dar da mangiare “strada madre” della Cina incrocia la
sono motivo di frustrazione. Negli ultimi alla mia famiglia”, dice Wang. “Spero che Grande muraglia. L’autostrada G312 at-
anni il governo ha anche vietato al villag- il governo possa restaurare il villaggio per traversa in larghezza tutto il paese – da
gio di far pagare il biglietto d’ingresso renderlo più bello, così verranno più visi- Shanghai, a est, fino al confine con il Ka-
agli escursionisti. “Il villaggio ha l’obbli- tatori”. zakistan, a ovest – e non ha il tempo di
go di proteggere l’area monumentale ma Le politiche di conservazione, comun- rallentare a Shandan. La strada taglia
non ha il potere di fare pianificazione e que, hanno dato a Wang una nuova fonte dritta attraverso le fortificazioni alte due
sviluppo”, osserva Lin. “Stiamo proteg- di reddito. All’inizio del 2019, insieme ad metri, prima di svoltare a sinistra e conti-
gendo una ciotola di riso d’oro e nel frat- altre 130 persone, è stato assunto dal di- nuare la sua lunga corsa verso ovest.
tempo facciamo la fame”. stretto di Huairou come custode della La jeep di Chen Huai è parcheggiata
Zhang, il funzionario del distretto di Grande muraglia. Viene pagato duemila proprio dietro l’apertura negli antichi ba-
Huairou, concorda sul fatto che la nor- yuan al mese (circa 250 euro) per trascor- stioni, in un’area di sosta polverosa chia-
mativa offre pochi vantaggi ai residenti di rere due mattine alla settimana a mata Great wall post. Dall’altra parte
Xizhazi. “Non si possono costruire edifici Jiankou; il suo lavoro è individuare po- della strada c’è una piccola sala espositi-
a più piani”, dice . “La sfida è capire come tenziali rischi per la sicurezza, raccoglie- va dedicata alla Grande muraglia e un
sviluppare l’area in modo razionale attra- re la spazzatura e avvertire i viaggiatori di cortile fatiscente dove Chen vive da quasi
verso una politica abitativa”. non camminare sui tratti più pericolosi. vent’anni.
Wang (preferisce non rivelare il suo Wang si trova bene con il nuovo lavo- Chen ha sessant’anni e una leggera
vero nome), proprietario di un ristorante ro. Anche quando non è in servizio, dice gobba. In questa zona sperduta della pro-
e di una casa a Xizhazi, è pessimista sul che gli piace passare le giornate in mon- vincia del Gansu è una specie di mito.

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 27


Cina
Storico e fotografo dilettante, è diventato Wu Junjie è uno dei “È una specie di biglietto da visita per la
un esperto della sezione di Shandan della nostra zona”, dice Han.
Grande muraglia e anche uno dei princi- pochi giovani rimasti A Xiakou, però, le cose sembrano pro-
pali sostenitori della sua conservazione. a Shandan. Ha avviato cedere a rilento, dice Li. Il villaggio ha da
Shandan si trova vicino all’estremità oc- poco eletto un nuovo leader di nome Fang
cidentale della Grande muraglia, a più di una produzione di Wei, un giovane imprenditore che ha pre-
1.500 chilometri dai celebri bastioni grigi angurie che vende sentato un ambizioso piano per lo svilup-
di Badaling, a Pechino. Più di duemila po del turismo nella zona. Al momento,
anni fa, durante la dinastia Qin, in questi online con il marchio però, i turisti non si trattengono a lungo,
luoghi furono costruiti degli avamposti Great Wall King perché a Xiakou manca una serie di servi-
militari per difendere il nuovo impero ci- zi che oggi quasi tutti i viaggiatori si aspet-
nese dagli attacchi delle tribù mongole. tano di trovare.
Le fortificazioni furono ulteriormente La moglie di Fang, Zeng Li, spiega che
rafforzate sotto gli Han, e poi di nuovo le imprese locali sono in grado di offrire
durante la dinastia Ming. solo poche attività ricreative, come le
A differenza del famoso tratto di mura- escursioni a dorso di cammello o i pasti in
glia dell’era Ming vicino a Pechino, i ba- yurte mongole tradizionali. Al momento
stioni di Shandan sono fatti quasi comple- non ci sono ancora strutture per il pernot-
tamente di fango. Sembrano formazioni tamento. Per sostenere economicamente
rocciose naturali che s’innalzano dalle la comunità, Zeng e il marito si sono addi-
pianure aride come una specie di piatta- l’amministrazione locale non riesce a ge- rittura messi a vendere la carne d’agnello
forma continentale. Sono anche straordi- stire le segnalazioni. Nei dintorni della e i prodotti degli agricoltori locali tramite
nariamente ben conservati. La contea, Grande muraglia l’agricoltura e il pascolo le piattaforme di e-commerce. “Le pro-
che ospita più di 150 siti protetti, è stata del bestiame sono vietati, ma gli abitanti spettive sono buone, ma mancano le ri-
definita dagli esperti un “museo a cielo del villaggio continuano a coltivare in più sorse umane”, dice Zeng. “Nel villaggio i
aperto della Grande muraglia”. Lo svilup- di una zona, dice Chen. Quando l’ha fatto giovani sono pochi. Ci sono molte perso-
po economico, tuttavia, rischia di mettere notare all’ufficio reperti storici, gli hanno ne anziane”.
in pericolo questo patrimonio storico uni- detto che era responsabilità dell’ammini- Wu Junjie è uno dei pochi giovani che
co al mondo. Shandan si sta proponendo strazione della contea occuparsi degli hanno scelto di rimanere a Shandan. Ha
come destinazione turistica legata alla agricoltori, e non è stato fatto nulla. avviato una produzione di angurie alle
Grande muraglia (più di 3,6 milioni di tu- Le autorità locali spiegano che tutela- porte di Xiako che vende online con il
risti visitano la contea ogni anno) e molti re il patrimonio culturale della Grande marchio Great Wall King.
temono che il benessere arriverà a spese muraglia di Shandan è un compito estre- L’attività è cominciata con qualche dif-
di quegli stessi monumenti che sono alla mamente impegnativo per via della ca- ficoltà. Nel 2019 l’amministrazione locale
base della crescita della regione. renza di risorse. “Ci sono centinaia di re- ha lanciato una serie di progetti infrastrut-
Chen condivide questa preoccupazio- perti storici e la muraglia qui è lunga cen- turali con l’obiettivo di rendere più facile
ne. Ci racconta che i suoi legami con tinaia di chilometri, ma abbiamo uno fare affari nella contea, ristrutturare stra-
Shandan risalgono agli anni settanta, staff di appena tre persone”, dice un fun- de, ricostruire bagni pubblici e rafforzare
quando il governo lo mandò a lavorare zionario dell’ufficio reperti storici di no- le difese contro le alluvioni. I lavori, tutta-
per tre anni nei campi della contea duran- me Han. “Abbiamo tanto da fare che è via, hanno lasciato le strade bloccate per
te la rivoluzione culturale. Nel 1998 è tor- impossibile gestire tutto perfettamente”. mesi, impedendo a Wu di spedire le sue
nato nella zona e ha comprato un pezzo di Nel frattempo, per gli abitanti del vil- angurie ai clienti. Wu coltiva 1.800 mu
terra vicino alla G312. Da allora, la sua laggio di Xiakou Pu, un piccolo insedia- (120 ettari) di terreno, ma secondo le sue
vita è intrecciata con la Grande muraglia. mento vicino alle mura di Shandan, la tu- stime è riuscito a venderne il raccolto di
tela del patrimonio è una delle ultime appena 200 mu. Spera che le cose andran-
Il custode eremita preoccupazioni. Sono più interessati a ca- no meglio quest’anno. “Ora la strada è
Chen ha lavorato per anni come scrittore pire come il governo può aiutarli ad attira- molto più ampia e ci passano anche tre
e fotografo itinerante, e ha documentato re i turisti. “Siamo un villaggio povero e auto”, dice.
il rapporto tra Shandan e la muraglia in per crescere dobbiamo puntare sul turi- Anche la casa di Chen Huai è a rischio.
due libri pubblicati in proprio. Si guada- smo”, dice Li Shuxiang, 63 anni, residente L’amministrazione locale sta pensando di
gna da vivere ospitando nel cortile di casa a Xiakou. “Il governo sta preparando un demolire il suo cortile per ampliare il Gre-
i turisti che visitano il monumento e ven- piano, ma chissà quando comincerà lo svi- at wall post, dice, ma il piano non è stato
dendo i suoi libri su una bancarella nell’a- luppo del settore”. ancora confermato.
rea di sosta. L’amministrazione di Shandan nutre Chen la prende con filosofia. Dice di
Dal 2007 Chen è uno degli 84 custodi grandi speranze per il Great wall post ap- avere un solo desiderio per il futuro.
della Grande muraglia di Shandan incari- pena completato. Neli ultimi due anni i “Quando invecchierò e morirò, spero che
cati di sorvegliare il monumento e di de- lavori si sono concentrati sulla costruzio- metteranno un padiglione o una lapide in
nunciare eventuali danni o problemi di ne dell’area di sosta, nella speranza di atti- memoria di chi è vissuto qui per tanti an-
sicurezza all’ufficio locale dei reperti sto- rare i visitatori che si spostano dalla capi- ni”, dice . “Per l’epitaffio, vorrei che scri-
rici. Per il suo lavoro viene pagato tremila tale della provincia di Lanzhou al famoso vessero: ‘L’eremita della Grande mura-
yuan all’anno (378 euro). A volte, però, forte della Grande muraglia di Jiayuguan. glia’”. ◆ fas

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30 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Vita selvaggia
È cresciuta a Londra negli anni
del punk. Ora abita in un bosco
negli Stati Uniti, senza
elettricità, e ha trovato il lavoro
che fa per lei: insegnare alle
persone come si viveva
nell’età della pietra

Katherine Rowland, Outside, Stati Uniti. Foto di Kiliii Yüyan


on è facile raggiungere È il novembre 2019, e sto andando a dito e un indirizzo di casa. I suoi alloggi

N Twisp, una minuscola


città nella Methow val-
ley, nello stato di Wash-
ington. Si può comprare
un volo per Spokane e
tagliare in direzione nordovest per quasi
trecento chilometri, oppure prendere un
aereo a turboelica da Seattle, sorvolare le
montagne e raggiungere la capitale mon-
conoscere Lynx Vilden, una britannica di
54 anni espatriata negli Stati Uniti che per
buona parte della sua vita adulta ha vis-
suto completamente fuori dai radar. Le
strade sdrucciolevoli non alleviano i miei
timori su quello che mi aspetta: un’espe-
rienza di “vita selvaggia” della durata di
tre giorni. Mi hanno consigliato di essere
pronta a sopportare il clima e le escursio-
precedenti – un tepee in Arizona, delle
iurte in Montana e New Mexico, una
grotta di neve nella tundra lappone – non
avevano elettricità né acqua corrente. Le
cose sono cambiate quando ha ricevuto
una piccola eredità dalla tenuta di sua
madre nel Regno Unito, che la ha per-
messo di acquistare uno sperduto terreno
di due ettari a una ventina di chilometri
diale delle mele, Wenatchee. Da lì si può ni impegnative. “Mettiti delle scarpe re- da Twisp. Ora la modernità, sotto forma
affittare una macchina e seguire il fiume sistenti. Porta della carne”, mi ha detto di prese elettriche e un lavandino, è facil-
Columbia per un paio d’ore. Oppure po- Lynx. mente raggiungibile grazie ai pannelli
tete andarci in macchina partendo da Se- Sono incinta di quattro mesi e tendo solari e a un pozzo installati dai prece-
attle, come ho fatto io, attraverso il mu- ad avere improvvisi attacchi di sonnolen- denti proprietari. Questo non significa
schio della catena delle Cascate, avan- za, quindi quando un riposino al lato della che Lynx l’abbia accettata di buon grado.
zando a passo d’uomo sul ghiaccio delle strada si trasforma in una dormita di un Quando finalmente arrivo nella sua
montagne. paio d’ore, mando un messaggio a Lynx proprietà nel primo pomeriggio, mi acco-
per avvertirla che sono in ritardo. Solo più glie con un abito fatto di pelli e cucito a
Agosto 2014. Lynx Vilden prima di tardi mi rendo conto che è un errore: do- mano. Riscalda gli ottanta metri quadrati
una spedizione di due settimane ve si trova i cellulari non prendono e non del suo chalet fatto di tronchi – opera dei
alla catena delle Cascate, nello stato c’è il wifi. Fino a una decina di anni fa, vecchi proprietari – con una stufa a legna.
di Washington Lynx non aveva neppure una carta di cre- Per l’illuminazione preferisce il tremolio

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 31


Stati Uniti
Faccio luce intorno e vedo una minuscola porta di legno che conduce
nel rifugio. Mi accovaccio per entrare nel caldo grembo della terra

di una lampada a olio, proprio come sce- tre altre scuole di sopravvivenza chiedo- Il fascino di questa “cosa dell’età della
glie l’acqua attinta al fiume al posto di no migliaia di dollari per programmi di pietra”, spiega Lynx mentre ci sdraiamo
quella che scorre dal rubinetto. C’è un una o due settimane, i prezzi dei suoi cor- davanti al fuoco, è che tutto quello che
futon sul pavimento, ma è usato soprat- si puntano all’inclusione piuttosto che al hai sono i materiali disponibili nell’am-
tutto dalla figlia di 26 anni, che ogni tanto profitto: i suoi corsi introduttivi di una biente circostante. “C’è qualcosa che si
abbandona la frenesia della vita cittadina settimana costano 600 dollari, mentre libera nella mente quando ti rendi conto
per farle visita. Lynx preferisce dormire quelli di tre mesi ne costano 2.500. Ridu- che non sei limitato dalla necessità di an-
per terra in un rifugio che ha costruito in ce o addirittura azzera il prezzo per gli dare a comprare un utensile di qualche
mezzo alla foresta. amici, gli studenti che tornano più volte e tipo che ti renderà la vita più facile”. Que-
Lynx (che non vuole rendere noto il chi propone un baratto. sta dipendenza diretta dagli elementi fa-
suo vero nome) non è la solita appassio- Quello che offre è un kit di strumenti vorisce “un profondo collegamento con
nata della natura. L’ex bionda e agile ado- per la completa autosufficienza, sia come tutte le sfumature della natura intorno a
lescente punk cresciuta nel “cemento e antidoto sia come alternativa radicale al noi”, dice. “Tu magari vedi un filo d’erba
nel cupo grigiore” della periferia di Lon- ritmo frenetico e al solipsismo digitale avvizzito. Io so che, sotto la terra, c’è una
dra è diventata l’improbabile guardiana contro cui imprecano tanti di noi ma a cui radice commestibile che sa di noci. Non
del patrimonio selvaggio dell’umanità. Il ben pochi riescono a resistere. smetti mai d’imparare”. Vivere allo stato
suo vero obiettivo non è semplicemente Si sta facendo tardi, così Lynx e io ab- selvaggio, riflette la donna, è un atto di
sopravvivere immersa nei boschi, ma bandoniamo il confortevole chalet per il testimonianza, e spesso impone di impa-
“vivere come vivevano i selvaggi”, e inse- rifugio nella foresta. “Mi piace dormire rare da capo a vedere e ad ascoltare. I no-
gnare anche agli altri come farlo. toccando la terra”, dice con le sillabe al- stri sensi sono intorpiditi dalla luce e dal
lungate del suo inglese britannico. Con il rumore implacabile della vita urbana. Ci
Un cappotto di pelle filo di luce della mia lampada frontale, fiaccano, dice: “Se diventiamo così doci-
Da vent’anni Lynx organizza dei pro- cerco di seguire i suoi passi sicuri lungo li, così addomesticati, perdiamo qualco-
grammi intensivi che chiama progetti Età una traccia invisibile che attraversa coni- sa di molto umano”.
della pietra. Una volta iscritti, una quin- fere e alberi latifoglie.
dicina di studenti raggiungono Twisp o Temo di aver perso Lynx per colpa del Catastrofe agricola
altre località ancora più remote come buio, ma poi intravedo una cupola di fan- La prospettiva dell’autarchica sicurezza
White Clouds in Idaho, Jokkmokk in Sve- go che si eleva un paio di metri sul terreno dell’età della pietra e di un’oasi protetta e
zia o i monti Rodopi tra Bulgaria e Grecia, coperto di aghi di pino. Faccio luce intor- ben fornita nei boschi sembra particolar-
per imparare da Lynx come accendere il no e vedo una minuscola porta di legno mente attraente ora che la pandemia del
fuoco, costruire un riparo, fabbricare un che conduce nel rifugio. Mi accovaccio covid-19 ha messo a nudo la vulnerabilità
arco o delle calzature. Armati di queste per entrare nel caldo grembo scavato nel- del nostro mondo iperconnesso e profon-
conoscenze e dopo essersi cuciti un cap- la terra. Dentro, prima di sistemarci nei damente disuguale. Ma per buona parte
potto di pelle di daino e aver rinunciato nostri due giacigli gemelli di pelli e aghi del novecento le capacità dei nostri ante-
allo spazzolino da denti per un ramoscel- di pino, Lynx attizza le braci facendo di- nati nomadi sono state tenute in scarsa
lo, gli studenti possono inoltrarsi con vampare una fiamma. considerazione.
Lynx in una foresta nelle vicinanze per L’Homo sapiens, vale a dire l’essere
ben trenta giorni di fila. Si accampano, umano moderno, esiste da duecentomila
vanno a caccia e alla ricerca di cibo e pas- anni. Ma è stato solo con l’avvento dell’a-
sano lunghe ore nell’intimità di questa gricoltura durante la rivoluzione neoliti-
affiatata banda tribale. ca, dodicimila anni fa, che la storia è di-
Il suo approccio pedagogico può esse- ventata interessante e la vita umana più
re adattato al contesto. Sostanzialmente prospera e sicura. O almeno questa era la
valuta da quale luogo del mondo si sente narrazione generalmente accettata, pri-
più attratta (prima della pandemia di co- ma che gli studiosi iniziassero a sciorina-
vid-19, la Mongolia era uno dei posti dove re nuove prove per suggerire che l’età
voleva andare il prima possibile) e quali della pietra non era poi così male.
abilità siano importanti per condurre una Il geografo Jared Diamond, vincitore
vita primitiva in quel posto (le proposte del premio Pulitzer, ha definito l’adozio-
per la prossima estate includono la co- ne dell’agricoltura e la conseguente se-
struzione di kayak nelle isole San Juan, dentarietà del genere umano “una cata-
nello stato di Washington). Poi mette in- strofe da cui non ci siamo mai ripresi”.
sieme una classe di persone reclutate in Yuval Noah Harari nel suo best seller Sa-
biblioteca o nel centro della comunità a piens. Da animali a dèi. Breve storia dell’u-
Twisp, inviando email ai suoi contatti per manità (Bompiani 2017) definisce il pas-
capire se c’è abbastanza interesse. Men- saggio alla coltivazione su vasta scala

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Un allievo di Lynx Vilden raccoglie rebbe saggio riflettere su come risuscita- o The great human race sottopongono star
delle foglie di sassifraga da re alcuni aspetti del nostro lontano passa- muscolose a presunte condizioni abori-
cucinare a cena to? Questo interrogativo stuzzica il varie- gene.
gato gruppo di moderni entusiasti caccia- Ma nonostante le approfondite inda-
come “la più grande impostura della sto- tori-raccoglitori. Nei convegni che si gini dell’archeologia, la vita quotidiana
ria”. Harari sostiene che i cacciatori-rac- svolgono negli Stati Uniti, che hanno tito- dell’età della pietra rimane in larga parte
coglitori, ben lontani dal trascinarsi in li come Echi nel tempo o La pietra focaia, un’ipotesi. “Stiamo cercando di emulare
uno stato di barbarie hobbesiana, proba- i raccoglitori di alimenti selvatici frater- questa cultura, ma in realtà non abbiamo
bilmente erano più felici, più longevi e nizzano con i montanari e gli esperti di idea di come funzionasse. Non ci sono
più egualitari dei loro discendenti addo- arti ancestrali. Aumentano le persone anziani che possano dirci come fare”, mi
mesticati. che guardano al futuro ma praticano abi- ha detto Alexander Heathen, amico ed ex
Questo cambiamento nella posizione lità primitive, e si uniscono ai survivalisti allievo di Lynx. La pratica della vita pri-
degli studiosi è stato accompagnato da impegnati a prepararsi per un’imminente mitiva, quindi, richiede sia una padro-
un crescente interesse per il nostro passa- catastrofe o per il giorno del giudizio per- nanza delle abilità necessarie sia una cer-
to selvaggio, visto come un gradito cor- ché condividono la preoccupazione di ta fantasia e un idealismo romantico.
rettivo alle lunghe ore spese alla scriva- come sopravvivere nell’inevitabile as- Contiene in sé la speranza di un comuna-
nia e ai nostri logori rapporti sociali. Co- senza del Sistema. Poi c’è chi spera di di- lismo molto unito e la convinzione che la
me tutti sappiamo fin troppo bene, il no- sintossicarsi dal nostro mondo sempre vicinanza al rischio – al fuoco, alle bestie,
stro è un periodo di abbondanza senza più digitale e loda le virtù dell’immersio- al calore e alle ossa rotte – sia una manna
precedenti, anche se distribuita in modo ne nella foresta e di una prolungata asti- per l’anima e per i sensi.
disuguale. Eppure la ricchezza del mer- nenza dallo smartphone. Può esserci anche un atteggiamento
cato non riesce a saziare i nostri appetiti. La glorificazione del paleolitico ab- nostalgico in questo guardare al lontano
La gente – sovralimentata, ipermedica- bonda anche nella cultura popolare. Ca- passato per cercare un patrimonio uni-
lizzata, malnutrita, socialmente isolata e nali YouTube come Primitive Techno- versale. La preistoria è presentata come
carente di sonno – è alla ricerca ansiosa di logy propongono a milioni di iscritti dei un’epoca in cui il mondo non era stato
uno scopo. video che mostrano come costruire ca- ancora sfregiato dalle frontiere, prima
Se davvero la nostra esistenza era mi- panne e lance, mentre una straordinaria della politica, prima dell’idea di razza,
gliore quando eravamo nomadi, non sa- fioritura di reality show come Nudi e crudi perfino prima che il concetto di identità

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 33


Stati Uniti
delineasse i confini di chi può stare dove.
Alcuni pensano che questa comunità di
persone con abilità primitive rischi di
usurpare il posto delle popolazioni indi-
gene. A praticare il bushcraft, come è
chiamato in gergo, di solito sono i bianchi
privilegiati. “C’è un intrinseco coloniali-
smo nell’idea delle abilità primitive”, di-
ce Kiliii Yüyan, fotografo, esperto di sur-
vivalismo e uno degli occasionali colla-
boratori di Lynx, che è un discendente
sino-americano del popolo siberiano dei
nanai. “Il bushcraft implica il fatto che
puoi essere paracadutato in qualunque
posto e sopravvivere grazie alla terra. In-
digeno letteralmente significa ‘di un po-
sto’. Il survivalismo è quasi l’esatto con-
trario”.

Tenere il passo
Ci sono dei galli cedroni da queste parti,
mi fa notare Lynx il secondo giorno che
passiamo insieme. E propone di fare
un’escursione in modo di cacciarne uno
per cena. Altrimenti, potremmo cercare
di procurarci uno degli impettiti tacchini
selvatici che ha adocchiato sulle rive del
torrente e nei boschi. Ci prepariamo
mentre il pomeriggio volge al crepuscolo.
Il sole scivola rapidamente dietro i pendii
delle montagne, e tutt’intorno la foresta
proietta ombre nel freddo sempre più in-
tenso. Lynx guarda con aria critica il fuci-
le che ha appena finito di pulire e poi lan-
cia un’occhiata alla mia macchina foto-
grafica. “Meglio prendere l’arco?”, chie-
de. Siamo d’accordo sul fatto che è sicura-
mente l’opzione più primitiva. Oltretutto,
è più difficile che il breve sibilo di una
freccia spaventi gli stormi che vorremmo
mangiare.
Camminiamo fino al fiume che segna
il confine della sua terra. Non ci sono uc-
celli in vista, ma Lynx è raggiante mentre
indica con un ampio gesto la distesa del
basso corso d’acqua. “Non è magnifico?”,
dice. Nel cuore dell’inverno, mi racconta, Emma Doige indossa dei vestiti di funzionario del governo sotto copertura
a volte si sveglia per un silenzio improvvi- pelle di daino. Sulla schiena porta ha partecipato a uno dei suoi corsi. Lei
so. E lentamente capisce: il fiume si è un cesto da viaggio che userà per rimase all’oscuro sulla sua vera identità
ghiacciato. trasportare pesanti attrezzi da fino a due anni dopo, quando è stata in-
A un tratto si gira e affronta a passo di campeggio criminata per aver organizzato un corso
marcia una ripida salita. Ansimando alle sul suolo pubblico senza la necessaria au-
sue spalle, ricordo una sua osservazione È difficile fare i cacciatori-raccoglitori torizzazione e per aver tagliato un albero
casuale sul fatto che è difficile trovare di questi tempi. Per non parlare della lot- morto ancora in piedi. Le hanno vietato
buoni compagni di escursione perché ta per rispettare i pilastri della sopravvi- di mettere piede nelle foreste della parte
quasi nessuno riesce a tenere il suo passo. venza di Maslow: essere selvaggi sconfi- orientale dello stato di Washington per
Indica un altro posto dove abitualmente na nell’illegalità. Ci sono dei limiti al un anno. “A volte le leggi dell’uomo e le
si radunano i galli cedroni. “Sono dap- tempo che si può passare sul suolo pub- leggi della natura si scontrano”, dice. “Io
pertutto finché non decidi di andare a blico. I fuochi spesso sono proibiti e le scelgo le leggi della natura”.
caccia”, dice stizzita, e lancia una freccia zone di caccia circoscritte. Lynx si è scon- Lynx sogna un gruppo con cui condi-
nella radura vuota di pennuti. trata con la legge nel 2008, quando un videre la fatica e lo splendore delle sue

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di bisonte, farina di ghiande, radici, bulbi
e grasso di orso, e ha insistito, senza om-
bra di ironia, che “non molti ristoranti
possono competere con quello che man-
giavamo noi”.
Anche molti allievi di Lynx sono di-
ventati più esperti, e continuano a torna-
re per nuovi progetti. Per il corso di due
mesi della prossima estate, nelle isole
San Juan, l’elenco delle attrezzature ri-
chieste comprende 35 metri di corda in
fibra vegetale, un punteruolo e un ago di
osso, sandali di cuoio grezzo, vestiario di
corteccia conciata e uno stick di colla ri-
cavata dalla linfa degli alberi, insieme a
mezzo chilo di piante selvatiche essicca-
te, carne selvatica secca e grasso animale
fuso. Oggi un buon numero di ex allievi
diventati amici vive nella Methow valley,
dove filano, allevano volatili e sperimen-
tano svariate forme di vita comunitaria.
Questa comunità è attratta dal mondo
accuratamente creato da Lynx, che
Yüyan descrive come volutamente privo
di distrazioni, e popolato invece da pelli,
archi, contenitori scavati a mano e
dall’infinito mutare delle stagioni. “Lynx
ama davvero l’estetica della vita nell’età
della pietra, e credo che questo la rilassi”,
mi ha detto Yüyan. “Nel mondo moderno
tutto cerca di richiamare la nostra atten-
zione, ma poi guardi a quello naturale e
per lo più è una sinfonia di cose che cerca-
no di nascondersi”.
Nei boschi sta calando il buio. Lynx
lancia un’ultima freccia a casaccio prima
che ci dirigiamo verso casa. Il suo umore
migliora quando le ricordo che nello cha-
let abbiamo la carne che mi ha chiesto di
portare. Mantiene una certa compostez-
za quando tiro fuori le migliori bistecche
che sono riuscita a procurarmi all’Hank’s
Market di Twisp: due fette di un grigio
dubbioso avvolte nel cellophane. Lynx
mangia con soddisfazione la sua, stac-
candone i pezzi con le dita e masticando
Austin Roberts, musicista, posa per finita, tutti diventano tipo ‘È troppo du- pazientemente la carne dura come cuoio.
un ritratto con il suo tamburo di ra’”. Il pensiero dei propri cari si fa sentire
pelle di daino con forza, la fame pesa sullo stomaco, la Quando non c’erano gli zaini
noia offusca la mente. Gli ex partecipanti Lynx non avrebbe mai immaginato di fi-
giornate. Questo gruppo immaginario di ai progetti di Lynx con cui ho parlato in nire i suoi giorni nei boschi. Quando da
10-15 anime selvagge è assolutamente effetti ricordano la difficoltà di procurarsi bambina viveva a Londra con sua madre,
perfetto, forse perché rimane irrealizza- il cibo e la fatica dell’insufficienza calori- una sarta, e con suo padre, un pittore, vo-
to, sospeso nell’intatta crisalide degli ide- ca. “Bisognava resistere alla fame”: è così leva essere, oltre a tante altre cose, un’ar-
ali. Nella realtà, anche quando i gruppi si che Yüyan descrive il primo progetto por- tista. Trascorse la sua adolescenza negli
formano volontariamente, come succede tato a termine quasi vent’anni fa. anni d’oro della scena punk britannica, si
per i progetti di Lynx, è difficile evitare Ma gli allievi di Lynx dicono anche tingeva i capelli di vari colori e si faceva
attriti. “Ci sono tanti giovani esuberanti e che le sue abilità sono migliorate nel cor- chiamare Loo (“gabinetto”, in inglese).
sognatori che pensano di voler vivere a so degli anni. Steven Dirven, un ex allie- “Avrei potuto essere brava a scuola, ma
contatto con la natura”, dice Lynx. “Ma vo, mi ha detto che nel 2016 il suo gruppo non ero molto motivata”, dice. “Sono si-
quando la breve fase della luna di miele è divorava “pasti squisiti” a base di carne cura che se fossi nata dieci anni dopo mi

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Stati Uniti
Anche se fa del suo meglio per avere uno stile di vita primitivo, per molti
aspetti Lynx rimane un prodotto degli anni duemila

avrebbero imbottito di Ritalin”. Lasciò le Nel giro di un anno Lynx era incinta. Ma di avere una relazione sentimentale. Ma
superiori a 16 anni e, dopo una breve quando la piccola Klara aveva due anni la riflettendoci bene conclude che no, è che
esperienza alla Chelsea school of art e un loro relazione si era già deteriorata, e il suo amore è troppo, troppo impetuoso,
periodo di vagabondaggio ad Amster- Lynx si trasferì con la figlia in Montana, troppo grande, e più di quanto molti uo-
dam, si ritrovò nel paese di sua madre, dove passò il decennio successivo viven- mini possano sopportare.
nella Svezia rurale, dove cominciò a svi- do in una iurta e facendo scuola alla bam- Non per la prima volta, mi chiedo cosa
luppare quell’amore per la natura che bina in casa. Conciava pelli, realizzava ci voglia per resistere al semplice impulso
avrebbe definito la sua vita di adulta. oggetti di artigianato e d’estate insegna- di premere l’interruttore. Oppure, ponia-
A 21 anni il suo ragazzo di allora la con- va alla Boulder outdoor survival school mo, perché non si trasferisce più vicino al
vinse ad andare negli Stati Uniti e la portò nello Utah meridionale. limite della città? Ma mentre io vedo il
a Wenatchee, nello stato di Washington, Lynx e Klara tiravano avanti. Quando richiamo della comodità nelle case gra-
due ore a sud della sua casa di oggi. Non fece dodici anni, Klara scelse di andare a devolmente illuminate lungo la strada,
aveva mai visto gli spazi sterminati della vivere con il padre nello stato di Wash- Lynx mi spiega che lei si sente attratta da
natura selvaggia. È negli Stati Uniti che ha ington. “Volevo studiare in modo più un isolamento ancora maggiore. “Voglio
cambiato nome ed è diventata Lynx, sce- strutturato e frequentare ragazzi della farmi invischiare in un sistema che mi
gliendo come cognome Vilden, selvaggia mia età”, mi ha spiegato. La madre soste- rende schiava? Proprio no. A volte ho vo-
in svedese. Rapita dalla bellezza di quei neva il suo interesse per la scuola e la so- glia di dire ‘fanculo tutto’ e allontanarmi
posti, cominciò a fare passeggiate sui cialità, ma non era disposta a scendere a ancora di più dalla società. Andarmene
monti delle Cascate, ma racconta che era compromessi sul proprio stile di vita. semplicemente a vivere sulle montagne
pigra e non le piaceva portare lo zaino. “Non gliel’ho mai rimproverato”, mi ha e non scendere più”.
“Come faceva una volta la gente? Non esi- detto Klara. “Anche se voglio cose diver- E allora cosa la frena?, chiedo. Rispon-
stevano gli zaini”, dice sprezzante. “Co- se, mi sento davvero appoggia- de con un tono piatto: “Lo farò
me accendevano il fuoco? Cosa mangia- ta nelle mie scelte di vita”. Ma la solo quando avrò un clan”.
vamo? A quell’età mi facevo questo gene- decisione di lasciare andare la L’ultimo pomeriggio, Lynx e
re di domande”. Lynx imparò a riconosce- figlia è stata difficile per Lynx. Il io facciamo una passeggiata su
re le piante in modo da poterle mangiare e desiderio di ridurre la distanza un crinale poco lontano. Lei
raccogliere durante le escursioni. E poi le tra loro l’ha riportata nello stato marcia in testa, incurante dei
capitò tra le mani una guida alle piante di Washington e poi a Twisp. rami che schioccano dietro di lei e mi fru-
commestibili di Tom Brown, autore del Di tanto in tanto Lynx è assalita dalla stano la faccia. Il suo comportamento,
libro The tracker. Il cacciatore di orme, e si malinconia, e malgrado gli amici disse- come il suo stile di vita, contiene elemen-
iscrisse a un corso di una settimana nella minati nella Methlow valley è alla conti- ti di pragmatismo e di poesia. Nei giorni
sua scuola dei Pine Barrens, in New Jer- nua ricerca di contatti sociali. Le notti, in che ho passato con lei a volte è stata bru-
sey. L’ultimo giorno, racconta, “sono particolare, possono essere “piuttosto sca, quasi impaziente, pronta a borbotta-
uscita dalla capanna del sudore (una dure”, dice. Quando non ha a disposizio- re scontenta quando le offrivo gli aghi di
struttura per cerimonie dei nativi ameri- ne amici con un camion o altre forme di pino sbagliati per alimentare il fuoco.
cani), mi sono sdraiata per terra e a un trasporto, cammina fino a Twisp river
tratto l’ho capito: è questo che voglio fare. road e aspetta un’auto che la porti in pae- Il fuoco ci rende umani
Voglio imparare a entrare in relazione con se per usare la biblioteca o andare nei ne- Sulla cima si spalanca un panorama a 180
la terra e poi condividere questa esperien- gozi. Se non passa nessuno, fa dietrofront gradi, e Lynx mastica una striscia di car-
za con altre persone. È stato l’inizio del e torna a casa. ne essiccata e beve dell’acqua da una zuc-
mio viaggio”. Una sera prendo la macchina e andia- ca svuotata prima di alzarsi e posare per
mo nella vicina Winthrop, un’ex cittadi- me. È consapevole della bellezza cine-
Aspettando il clan na di miniere d’oro che somiglia a una matografica dell’ambiente e dello straor-
Affascinata dalle proprietà terapeutiche versione favolistica del vecchio west. dinario effetto della sua figura che si sta-
delle piante, Lynx si dedicò all’erbalismo Uno dei bar locali ha organizzato una se- glia nitida su questo sfondo. “Cappuccio
e alla medicina naturale e si ritrovò alla rata a lume di candela, promettendo mu- o berretto?”. Posa con diversi copricapi.
Reevis mountain school nella riserva del- sica dal vivo senza luce elettrica. Lynx “Fucile o arco?”, chiede accennando alla
le montagne Superstition, in Arizona. Un pensa che sia divertente e ha portato con mia macchina fotografica. Eppure adora
giorno, racconta, arrivò un tizio a cavallo sé una lampada a grasso. Ma il suo entu- i dettagli e la paziente fatica richiesta dal
di un mustang. “Aveva lunghe trecce e siasmo si spegne quando all’arrivo sco- suo stile di vita. Lentamente, affila il le-
una gran barba, che sono un po’ il mio de- priamo che le luci del bar sono accese. I gno con una scheggia di pietra per fabbri-
bole, e ricordo di aver pensato: quest’uo- clienti avevano troppi problemi a ordina- care le frecce. Concia le pelli con il cervel-
mo lo sposo. E così è stato”. Andarono re al buio, spiega la cameriera. Tornando lo dei cervi per ammorbidirle.
insieme in giro per il paese a bordo di un a casa, Lynx mi dice che il suo ultimo E soprattutto, adora accendere il fuo-
vecchio scuolabus, trascinandosi dietro il amante l’ha respinta, e si chiede ad alta co. Quella sera mi accovaccio per terra
mustang con un rimorchio per cavalli. voce se non sia semplicemente incapace mentre lei magicamente estrae pennac-

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Lynx Vilden usa il suo arco come denti di plastica comprato in un negozio o lei risponde al richiamo del viaggio. Lynx
una canna da pesca si concede una pizza. Non è la sua inclina- pensa che il suo lavoro abbia una dimen-
zione a leggere classici a lume di candela sione multigenerazionale. La sua grande
chi di fumo dal punto in cui il suo trapano (quando sono andata da lei, era Tess dei fantasia è quella di creare una riserva per
ad archetto incontra l’incavo nella tavola d’Urberville di Thomas Hardy) né il fatto gli esseri umani selvaggi, proprio come
che fa da focolare. Appare una scintilla che usa i vecchi computer del Methow certe zone della terra sono protette per
arancione e Lynx raccoglie delicatamen- valley community center per controllare tutelare la flora e la fauna. I principi della
te la minuscola brace e la deposita in un la posta elettronica o che conosce Power- biologia della conservazione dovrebbero
nido di paglia. Come se le sue dita scre- Point (le piace preparare delle presenta- estendersi agli “umani che vogliono tor-
polate fossero insensibili al fuoco, solleva zioni per documentare i suoi progetti). È nare allo stato selvaggio”, dice. “Noi pro-
in alto la palla incandescente a cui ha da- che la sua fascinazione per il vasto mon- babilmente non possiamo diventare sel-
to vita. “È il fuoco che ci rende umani”, do – e la possibilità di saltare su un aereo vaggi, ma i nostri figli e i nostri nipoti sì,
mi dice. per esplorarlo – la rende una persona as- se avessimo un posto”.
Ma anche se fa del suo meglio per ave- solutamente moderna. È una proposta affascinante perché,
re uno stile di vita primitivo, per molti Lynx si fa delle remore sulla questione tra tanti altri motivi, decidere che un luo-
aspetti Lynx rimane un prodotto degli dei viaggi: è consapevole delle catastrofi- go è al di fuori dello stato di diritto impli-
anni duemila. Dopo aver cercato per anni che emissioni di carbonio dei voli aerei e ca un intervento normativo importante,
di restare fedele a un’unica regione, ora ammette il suo estremo disagio nel muo- per il quale è necessario innanzitutto ri-
divide il suo tempo tra i monti delle Ca- versi attraverso la sorveglianza dei grandi conoscere le stesse autorità che si vorreb-
scate, la Svezia settentrionale, la valle aeroporti. Preferisce, dice, viaggiare con bero cancellare.
della Dordogne in Francia e qualche in- compagni che sanno tenere lontana la Ma il sogno di Lynx comincia con
cursione altrove. Questo genere di noma- sua ansia. qualcosa che somiglia moltissimo a come
dismo è tutt’altra cosa rispetto alle abitu- Rinuncia al suo costume di pelli quan- svolge la sua attività oggi: una scuola per
dini migratorie dei cacciatori-raccoglito- do prende l’aereo. Ridacchia malinconi- imparare le abilità primitive che si appog-
ri tradizionali, che cercavano un clima camente al paradosso di volare intorno al gia a un rifugio incontaminato. E qui, do-
più mite o seguivano la transumanza mondo per insegnare alla gente come po aver acquisito le conoscenze necessa-
delle mandrie. Di fatto, se c’è una grossa ottenere una fiamma strofinando dei ba- rie per sopravvivere con l’ingegno e l’ab-
falla nel personaggio paleolitico di Lynx stoncini. Ma invariabilmente l’irrequie- bondanza della natura, “Si potrebbe an-
non è che a volte usa uno spazzolino da tezza ha la meglio sull’istinto del nido, e dare in giro nudi nella foresta”. ◆ gc

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Islanda

La via artica
ARCTIC IMAGES/GETTY IMAGES

Marzio G. Mian, Reportagen, Svizzera


Lo scioglimento dei ghiacci causato dal cambiamento climatico ha attirato
grandi investimenti per la creazione di nuove rotte commerciali e attività
produttive sulla costa nordorientale dell’Islanda
e ultime lame di luce attra- mischiati in una schiuma di roccia. La ter- la Luna. Poi la strada finisce e arrivo al Fin-

L versano le nubi, veloci gru-


mi grigi e cremisi in fuga
dall’oscurità artica incom-
bente. Costeggio un lago
immobile e lucido: una la-
stra di onice incrinata dalla scia d’un uc-
cello bianco con il becco affilato come una
scheggia di vetro. Intorno tutto è nero: la
strada, i monti, la distesa di lava e licheni,
ra fuma, è viva, respira; il vento ghiacciato
disperde i vapori in una landa di rovine
postglaciali.
Da due ore guido verso l’estremo nor-
dest dell’Islanda, senza incontrare un’au-
to. È una regione di centomila chilometri
quadrati abitata da cinquecento persone.
Non a caso negli anni settanta la Nasa por-
tava qui gli astronauti a familiarizzare con
nafjörður. Il cielo sopra l’oceano è ormai
polare, schiacciato sulla calotta come un
berretto di lana perlacea. Þórshöfn signi-
fica il porto di Thor, il dio dei vichinghi,
anche se nemmeno i vichinghi vi attracca-
vano. Arrivando da est, aggiravano l’isola
da sud. Un porto non c’è mai stato, ma ci
sarà, gigantesco. E questo villaggio di 320
abitanti, pastori e pescatori di merluzzo e

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ca della seta Akureyri, Islanda

sgombro – gradevole novità del cambia- to, una delle grandi opere del nuovo Arti- Canada e dalla Groenlandia, centri servi-
mento climatico – si prepara a diventare co. Il progetto è finanziato dall’autorità zi, quartieri abitativi, hotel, scuole, ban-
entro una decina d’anni una città, un cen- portuale di Brema, in Germania, e da un che, un aeroporto.
tro nevralgico della globalizzazione. consorzio d’imprese islandesi, ma ci sono Le condizioni del Finnafjörður sono
In paese per ora tutto gira intorno alla anche capitali cinesi, di Singapore e fondi uniche: mare ormai libero dal ghiaccio
piccola flotta che porta a casa circa 22mila pensione statunitensi, come la Guggen- tutto l’anno, 75 metri di profondità anche
tonnellate di pesce all’anno. Il responsabi- heim Investments. Si parla di 15 miliardi di a ridosso degli scogli, poco vento, entro-
le dell’impianto di lavorazione e spedizio- dollari. terra piatto e terreni a basso costo. “Han-
ne è Siggeir Stefánsson. Camicia a quadri, no firmato tutti, è un’opportunità per in-
barba grigia e aria stanca, seduto nel suo La chiesetta luterana coraggiare i nostri figli a restare, per far
ufficio tappezzato di mappe, potrebbe es- La baia diventerà la porta della rotta tran- arrivare gente, creare qualcosa di gran-
sere un professore di geografia che ha ap- spolare da e per l’Atlantico del nord. Sei de”, dice Stefánsson, illustrando il rende-
pena tenuto una lezione. Invece Stefáns- chilometri di banchina, in grado di acco- ring del progetto appeso alla parete, ac-
son, che non è mai uscito dall’Islanda ed è gliere i mercantili portacontainer cinesi canto a un poster con le specie ittiche arti-
a capo del consiglio municipale, nel suo lunghi 400 metri e larghi 60, duemila et- che e alle foto dell’ultima festa della coo-
piccolo la geografia contribuisce a cam- tari di depositi per lo stoccaggio di petro- perativa dei pescatori. “Ci stanno tutti,
biarla: è il riferimento a Þórshöfn del con- lio e gas, stabilimenti per la trasformazio- tranne loro. Sono contro il progresso, non
sorzio internazionale che costruirà il por- ne delle materie prime provenienti dal vogliono novità”. E indica un lotto eviden-

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Islanda
Sauðanes, Islanda
MARZIO G. MIAN

ziato in nero, proprio dove la baia spancia ne qui pensa che diventerà ricca. Ci chie- sferza il volto c’è anche qualche lacrima.
con un’ampia virgola. dono: perché non vendete? Diventerete Ha 48 anni, due matrimoni alle spalle,
Le pecore nere sono i pastori Reimar ricchi. Ma noi non vogliamo diventare perché anche Dagrun, pur restandogli af-
Segurjonsson, sua moglie Dagrun e i loro ricchi. I pastori non vivono per i soldi, ma fezionata e senza tagliare i legami con la
quattro figli. In paese si dice che l’ultima per la natura e per le radici. Questo posto fattoria sul Finnafjörður, non ha retto a
offerta sia stata di un milione di dollari. abita nel nostro cuore”. quella spropositata solitudine e al richia-
Quando li incontro alla fattoria Fell, che Poi è arrivato il lunedì e un vento vio- mo della città. È un uomo massiccio, due
significa collina e infatti è l’unico sbalzo lento da nord, quasi solido, impregnato di piercing al lobo sinistro, baffi e pizzo color
in questo tratto di costa, sono appena ri- ghiaccio. Dagrun Segurjonsson e i figli carota, come i capelli, ma la frangia è stata
entrati dalla funzione domenicale alla sono rientrati ad Akureyri, la piccola e vi- tinta d’un rosso acido. In casa sembra ti-
chiesetta luterana e mi offrono un agnello vace capitale del nord, città universitaria mido, è di poche parole, i suoi movimenti
arrosto con rape e patate novelle. Accanto e uno dei centri logistici e finanziari del sono impacciati, è goffo nello sbrigare le
al camino, una libreria disordinata. Dalla nuovo Artico, a tre ore d’auto da faccende in cucina; diventa invece se stes-
finestra si vede la baia, immacolata e Þórshöfn. Scopro che Reimar Segurjons- so nella stalla, tra le sue 370 pecore. Go-
spensierata, ignara del suo destino. “Vo- son in realtà alla fattoria Fell, quattromila verna con gesti rapidi, si sposta senza esi-
gliamo solo che resti tutto com’è ora”, di- ettari che comprendono anche un lago, è tazione con gli stivaloni sul tavolato scivo-
ce Dagrun Segurjonsson guardando gli rimasto solo, l’unico essere umano a vive- loso di letame e parla con passione e rab-
altri negli occhi, compiaciuta della com- re nella grande baia, nessuno con cui con- bia del suo mondo, perché quello sì è pre-
plicità che li tiene uniti. Parla per tutti. dividere lo struggimento per quell’incan- cario e rischia di scivolare via. Racconta
“Non vogliamo cambiare, ci piace il silen- to che non cessa di procurargli un groppo che a maggio gli allevatori liberano le pe-
zio, la solitudine. Noi prendiamo la nostra in gola. “La bellezza senza l’amore fa ma- core tra le montagne dell’interno, che tor-
barca, peschiamo quel che ci serve per le”, dice con la voce rotta, e forse tra le nano a essere animali selvatici, partori-
mangiare. La maggior parte delle perso- gocce della pioggia ghiacciata che gli scono gli agnelli allo stato brado. Poi a ot-

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dalla Groenlandia trova un mare più cal-
do, e il fieno marcisce, e poi gli agnelli li
pagano sempre meno e il fertilizzante co-
sta sempre di più, i sussidi del governo
sono ridicoli, mentre gli islandesi consu-
mano carne d’importazione che costa tre
volte la nostra. Non esiste al mondo carne
più sana di questa, l’acqua qui è speciale,
mai usato un antibiotico in vita mia. Ma
tutto sembra già stabilito perché il nostro
mondo sparisca, siamo uomini scartati
dal sistema. Cosa sta succedendo alla mia
gente?”.
Mi mostra sul cellulare l’ultima modi- forse l’ha sentito da quelli di Brema – pa-
fica al piano regolatore. Gliel’ha inviata ragona i Segurjonsson di Fell allo studen-
sua sorella Fridbiorg da Akureyri, dov’è te davanti al carroarmato in piazza Tia-
assistente in un istituto psichiatrico. Lei nanmen: “Perderanno”, dice grattandosi
l’ha ricevuta segretamente da un amico nervosamente la barba. Prova rabbia, ma
ingegnere alla Efla, la società di progetta- anche ammirazione per questi compa-
zione e consulenza internazionale di Rey- trioti pecorai fieri e anticonformisti. Nel
kjavík che ha una quota del 20 per cento nuovo Artico ho incontrato altri eroi anti-
nel progetto del porto di Finnafjörður. Si moderni irremovibili davanti al profitto,
vede che la fattoria Fell è stata tagliata uomini che difendono il loro diritto a non
fuori, non è più pecora nera ma è tornata partecipare alla corsa. Ma il progresso
verde. Il porto si svilupperà sulle sponde non fa prigionieri, prendere o lasciare; e
nord e sud, segnate in rosso, mentre ri- poi sa imbastire storie irresistibili, che at-
spetto al rendering che ho visto nell’uffi- tirano nella trama anche personaggi co-
cio di Stefánsson, l’area logistica e indu- me Stefánsson, pescatore isolato in un
striale è molto più ampia. paesaggio lunare, che ha vissuto – come i
suoi avi – senza neanche immaginare altri
Idrogeno liquido mondi oltre quello ereditato, ma che im-
“La battaglia l’ho vinta, non ho ceduto, provvisamente diventa parte di un’avven-
non ho mai firmato niente. Ma loro sanno tura globale mozzafiato.
che perderò la guerra. Sarò assediato dal Vive il futuro in presa diretta. “È molto
cemento, la mia terra confinerà con la zo- semplice”, dice stendendo con dimesti-
na industriale e la raffineria, sì la raffine- chezza la mappa dell’Artico sul tavolo del-
ria, perché ora sappiamo che lavoreranno la mensa: “La distanza tra Rotterdam, il
qui il petrolio estratto nel giacimento porto più trafficato d’Europa, e Yokohama
tobre si parte, è il rito millenario dello dell’area Dreki, che dicono sia uno dei più in Giappone, è di 11.250 miglia nautiche
smölun, una sorta di transumanza vichin- grossi dell’Artico e che si trova là a nor- passando dal canale di Suez. Scende a
ga: le famiglie della costa si riuniscono e dest”, mi spiega Segurjonsson indicando 7.350 miglia scegliendo la Northern sea
salgono a cavallo per impervi tratturi alla con la forca un punto in mezzo al mare route, lungo le coste artiche russe. Il Pas-
ricerca delle greggi mescolate e disperse scuro. “Rientra nelle 200 miglia della zo- saggio a nordovest, invece, anche se nella
in territori vasti e ostili, “oltre la linea della na economica islandese. Sappiamo anche storia è stato il più sfidato nel tentativo di
vita, diciamo noi”. I mandriani spostano che ci sarà un impianto per la produzione trovare la scorciatoia per l’Asia, è meno
l’accampamento ogni giorno, la sera can- ed esportazione d’idrogeno liquido, parla- adatto alla navigazione commerciale, i
tano in una lingua antica che non è più la no di lavorazione delle terre rare e dell’u- tratti di mare tra le 36mila isole canadesi
loro, mangiano la testa di pecora bollita ranio estratti in Groenlandia. Dal comune sono troppo stretti e le acque troppo bas-
con le more. Migliaia di animali sono ri- non mi mandano più convocazioni, per se. Comunque questo è il presente. Qui
condotti a valle nei réttir, giganteschi re- Stefánsson e gli altri è come se fossi mor- stiamo parlando d’altro”, dice puntando il
cinti comunitari dove l’unico gregge viene to. Sanno che in un modo o nell’altro si dito al centro della mappa. Sembra voler
separato in base ai marchi d’appartenen- prederanno la mia terra, magari a un certo accelerare lo scioglimento del polo nord
za, mentre gli agnelli sono macellati, pe- punto sarà requisita dal governo. Amici di con lo sguardo. “Questo porto nasce come
sati, venduti ai compratori venuti da Rey- una vita che stanno in consiglio comunale terminal della via transpolare. Dal Pacifi-
kjavík. “Alleviamo pecore ormai solo per mi hanno tolto da Facebook. Ma non sono co del nord si passa lo stretto di Bering,
difendere la tradizione e la memoria degli più l’unico a rovinare i loro piani, molti che quindi si raggiunge il polo nord, poi lo
avi, ma per noi è finita”, dice Segurjons- pensavano di aver vinto alla lotteria con il stretto di Fram e s’arriva proprio qui, la
son. “I più bravi, quelli che hanno fino a porto cominciano a sospettare. Ci sono porta dell’Atlantico del nord. In totale so-
mille capi, al massimo rientrano nelle spe- cose troppo strane, troppe bugie”. no 4.500 miglia nautiche. Evitare Suez e
se, il fieno non è più buono come una vol- Durante una delle mie visite allo stabi- Panama navigando l’Artico significa evi-
ta, ora piove tanto perché il vento freddo limento ittico di Þórshöfn, Stefánsson – e tare instabilità politiche, terrorismo, pira-

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Islanda
ti. Ma la via transpolare, rispetto alla Nor- so. Cambio di gestione, dicono. A metà
thern sea route, fa risparmiare ancora più strada, dopo una breve salita e quando
tempo, perché è molto più breve e le acque l’auto è ormai incontrollabile, all’improv-
sono più profonde; inoltre si taglia fuori la viso mi trovo davanti un muro di neve. Il
Russia, con i suoi dazi, la sua arroganza e vento fortissimo ha rotto l’argine e in un
la sua burocrazia. Finnafjörður sarà la attimo s’è creata la barriera, su cui vado a
nuova Rotterdam”, dice il manager del sbattere. Sono bloccato, non riesco nem-
baccalà prestato alla geopolitica. meno ad aprire le portiere e il telefono non
ha campo.
L’arrivo del mostro Dopo circa un’ora arriva dal buio un
Reimar Segurjonsson, anche per dimo- pickup. Un uomo scende e si mette ad ar-
strare a Stefánsson, alla gente del villag- meggiare intorno all’auto, mi libera con
gio e forse all’universo intero che non se qualche colpo di pala, quindi aggancia un
ne sta fermo ad aspettare l’arrivo del mo- verricello e mi rimette in carreggiata. Si
stro, cioè del futuro, ma che anche lui ha chiama Ægir Halldorsson. È un pescatore
dei bei progetti al Finnafjörður, da un an- che sta andando a trovare il padre, pesca-
no ha costruito un paio di piccoli chalet a tore anche lui, ma ormai fuori combatti-
metà collina per quei turisti, sempre più mento per problemi alla schiena. “Da noi
numerosi nei mesi estivi, alla ricerca delle la legge del mare funziona anche sulle
poche aree dove non arrivano le comitive strade”, dice Halldorsson. “È obbligatorio
con i bus dei viaggi organizzati. aiutare chi è in difficoltà”. Quando gli dico
Io alloggio in una di queste spartane di cosa mi sto occupando e che provengo
casette di legno. Una sera, mentre dal ma- da Fell, mi invita a seguirlo dal padre al vil-
re Artico comincia a soffiare una tempesta laggio. La casa è linda, tutta bianca e rosa,
di neve, mi avventuro da Fell verso piena di ninnoli e foto dell’isola di
Þórshöfn, quindici chilometri sull’altra Grimsey, due ore d’aliscafo dalla costa, da
sponda delle penisola di Langanes, per dove proveniva la mamma di Halldorsson
raggiungere la pompa di benzina, il solo e dove la famiglia ha trascorso qualche an-
posto dove si riesce a mangiare qualcosa, no. “In pochi anni lassù sono passati da
perché l’unico ristorante, il Bàran, è chiu- cento abitanti a undici”, dice. “Le quote
dei pescatori di Grimsey se le sono com-
prate le grandi compagnie. Ci vanno or-
Da sapere mai solo gli scienziati a studiare il clima e
Le principali rotte navali la scomparsa dei pulcinella di mare, che
MARZIO G. MIAN

sulla costa orientale nidificavano a milio-


ni. Quando ero ragazzino con la rete ne
catturavamo migliaia, erano l’unica carne
disponibile sull’isola. Si nutrono di cape-
lin, che stanno abbandonando il nostro pote di pescatori, l’unica cosa che so fare e
mare, questa è la verità”. andare là fuori a pescare. Ma sai una cosa?
Racconta che nel 2019 il governo ha Il merluzzo già non lo pesco più, perché a
tolto le quote del capelin perché era trop- causa di questo vento che non smette mai
po scarso e che quasi certamente e delle onde gigantesche ho fatto due sole
quest’anno succederà la stessa cosa. È un uscite in due mesi. Dicono che è perché
pesce tipicamente islandese, scende dalla c’è sempre meno ghiaccio e il vento non
Groenlandia tra febbraio e aprile per ri- trova ostacoli, ho rischiato la vita più volte
prodursi al largo delle coste, soprattutto a negli ultimi tre anni. Il merluzzo per me
nord. Negli anni normali Halldorsson e gli vuol dire 500 chili a uscita, mantenere le
altri pescatori di Þórshöfn prendevano in mie tre figlie, andare ogni tanto a mangia-
Rotterdam-Tokyo (attraverso il canale di Suez: media mille tonnellate al giorno di cape- re o bere qualche birra da Bàran, che se-
20.835 chilometri, 31 giorni)* lin. “Il mare è troppo caldo, secondo me condo me è chiuso perché non ci va nessu-
Rotterdam-Tokyo (passaggio a nordovest: non migrano più, restano in Groenlandia. no. In questa stagione era sempre pieno,
13.612 chilometri, 20 giorni)*
Anche il merluzzo in questa stagione s’in- erano i mesi grassi per noi pescatori, tante
New York-Tokyo (attraverso il canale
di Panamá: 18.200 chilometri, 27 giorni)*
grassa con il capelin, è la sua preda prefe- corone che bastavano per l’anno intero”.
New York-Tokyo (passaggio a nordovest: rita. Infatti il merluzzo islandese è più Halldorsson guarda il padre Halldor
14.000 chilometri, 21 giorni)* grande e pregiato di quello norvegese. Se con gli occhi spiritati, pieni d’angoscia.
Islanda-Tokyo (attraverso il polo nord: non si accontenta dello sgombro e delle Quello risponde con due rumorose tirate
8.334 chilometri, 21 giorni)*
aringhe, il grande timore è che anche il di tabacco da naso che da un piccolo corno
A causa del cambiamento climatico, nella zona artica merluzzo salga verso la Groenlandia. E ha posato nella fossetta laterale del polso,
i ghiacci ormai si formano non prima di settembre
e si sciolgono al massimo a febbraio allora addio, mi sparo con la fiocina qui, in estendendo il pollice deformato dall’ar-
* Alla velocità media di 15 nodi (circa 28 chilometri orari) mezzo al petto. Perché io sono figlio e ni- trosi. Halldor Halldorsson ha 64 anni, ma

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Baia del Finnafjörður, Islanda

ne dimostra molti di più: è un uomo cor- parlare dei milioni che avremmo incassa- tesche operazioni di sfruttamento in Gro-
pulento con una pancia che deborda dalla to, del futuro delle prossime generazioni. enlandia, Alaska o nelle disumane vastità
cintura, la folta barba fulva gli arriva al Ma le carte che ci hanno presentato qual- della tundra russa, non è un affare alla
petto e l’occhio sinistro è semichiuso da che mese fa in municipio parlano di affitto portata della gente semplice: è passato
quando aveva 17 anni: un incidente men- per 99 anni. Noi non possiamo recedere, troppo poco tempo da quando la principa-
tre navigava nelle acque di Terranova. Ac- ma loro sì. Secondo me quei marpioni le preoccupazione era sopravvivere in un
carezza con le sue manone un cagnolino hanno manipolato anche Stefánsson e gli ambiente ostile e l’unica ambizione quella
di razza papillon, anche lui addobbato con altri del comune: poveretti, pur di fare il di procurare da mangiare ai figli. Non im-
un vezzoso nastrino rosa. “Gli hai detto colpo del secolo hanno promesso ai pezzi porta se oggi sanno usare i social network
Ægir che anch’io non firmo più niente? grossi del posto che sarebbe stata una pas- o i sofisticati sonar digitali nei loro pesche-
Che nessuno firma più niente perché ci seggiata, perché siamo ignoranti, misera- recci, o se sono al corrente dell’andamen-
stanno prendendo per il culo, ci manipola- bili e sprovveduti. Che poi è vero, alla fine to del prezzo del petrolio o sono tecnici
no come burattini?”. Scopro che Halldor e se non firmeremo troveranno la legge per specializzati o addirittura – come nel caso
i suoi tre fratelli laggiù al Finnafjörður so- sequestrarci la terra. Confesso che ero del governo inuit groenlandese che ho vi-
no tra i proprietari dei terreni a sud della contento che le cose potessero cambiare, sto alle prese con le multinazionali delle
baia, dove sorgeranno le banchine per i dicono che il grande nord sta diventando estrazioni minerarie australiane, cinesi e
portacontainer. “A parte Reimar Se- il centro del mondo e che i nostri ragazzi sudafricane – sono ministri laureati che
gurjonsson, all’inizio abbiamo firmato non dovranno più andarsene, che il futuro frequentano le cancellerie internazionali:
tutti per dare il permesso alla prima valu- è qui. Ora invece ho già nostalgia di come non avranno mai la sufficiente malizia,
tazione d’impatto ambientale. Sono venu- stavamo prima che questa storia del porto l’adeguato cinismo per trattare alla pari
ti quelli del porto di Brema a spiegare ci avvelenasse la vita”. con i rapaci colonizzatori del nuovo Arti-
quanto sono bravi a fare tutte le cose puli- La questione è che il progetto del porto co. Facile immaginare, dopo aver cono-
te. Poi sono arrivati i manager dell’Efla a del Finnafjörður, come molte altre gigan- sciuto Stefánsson e altri amministratori

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Islanda
locali, la disparità di esperienza e di obiet- sviluppo fa riferimento al prestigio di Rot- ed esportare sui mercati di riferimento.
tivi rispetto ai manager o agli studi legali terdam nel commercio mondiale e vede Loro ragionano per decenni, se non per
internazionali che si presenteranno ai ta- un successo commerciale nel bacino arti- secoli, come il Vaticano. Inoltre entro il
voli tecnici. co simile a quello generato nell’Europa 2030 la Cina avrà 1,5 miliardi di abitanti,
“Quelli del municipio non ci dicono le settentrionale dalla Lega anseatica, di cui che avranno bisogno di molte proteine, di
cose come stanno davvero, forse perché Brema fece parte con altre cento città tanto pesce. Pechino ha già annunciato
non lo sanno neanche loro, sono finiti in portuali a partire dal medioevo. Negli che l’Artico sarà il suo frigorifero”, dice
un gioco troppo grande. Resteremo tutti Stati Uniti, invece, il riferimento è il porto Lasserre.
fregati, alla fine. Quel matto di Segurjons- mercantile di Oakland. Una New
son l’ha capito per primo”, dice Halldor Oakland è il sogno di Richard Beneville, Bancali fino al soffitto
Halldorsson. “Andrà come quella volta a l’eccentrico sindaco ex alcolista di Nome, Intanto quello della Ísfélag è quasi vuoto.
Gunnólfvik”. Racconta che lui è nato nel sullo stretto di Bering, ed è la formula che È grande come un hangar. Affaccia diret-
lato nord della baia, erano 13 fratelli nella gli investitori californiani stanno venden- tamente sul porto di Þórshöfn, dove do-
fattoria in cima a Gunnólfvik, un monte do ad Adak, seimila abitanti, l’ultima iso- vrebbero attraccare i cargo internaziona-
piatto a strapiombo sulla baia. La fattoria la delle Aleutine, più vicina al Giappone li, soprattutto da Giappone, Corea, Cina e
un giorno andò a fuoco e la famiglia, per il che all’America, ex base dei marines ai poi dalla Norvegia e dalla Scozia per cari-
tempo necessario per ricostruire, si trasfe- tempi di Pearl Harbor e ora in una posi- care il mangime destinato all’industria
rì con il gregge dall’altra parte del Fin- zione privilegiata per diventare la gemel- del salmone. Ma ora funziona solo il tra-
nafjörður, comprando una piccola casa e la di Finnafjörður sull’oceano Pacifico, sporto del merluzzo congelato via camion
un podere. Quando era tutto pronto per l’altro terminal logistico della rotta tran- e portato a Reykjavík. La voce di
tornare, si presentò un funzionario del mi- spolare. Gudmundur Björnsson rimbomba nel
nistero della difesa dicendo che avevano Se l’85 per cento del commercio globa- vuoto: “Fino a due anni fa in questi giorni
bisogno di Gunnólfvik, avrebbero pagato le è via mare, l’80 per cento del trasporto i bancali arrivavano al soffitto, uno stoc-
il giusto. Gli statunitensi dovevano costru- marittimo è in mano alla Cina. Un mono- caggio di tremila tonnellate solo di cape-
irci una stazione radar per spiare i sovieti- polio che vale un miliardo di dollari al lin, una media di quattrocento tonnellate
congelate al giorno. Ora la media in tran-
Con l’operazione chiamata Dragone sito nel capannone freezer è di dieci ton-
nellate di merluzzo al giorno. Solo ad ago-
bianco Pechino punta a trasferire sto arriverà la stagione dello sgombro.
entro dieci anni il 20 per cento dei Senza il capelin crolla tutto, rischiamo
tutti il posto, qui ci lavora anche mia mo-
mercantili sulle rotte polari glie, alla contabilità. Per fortuna mio fi-
glio è capitano su uno dei nostri pesche-
ci. In realtà il prezzo era simbolico e i geni- giorno. Con l’operazione chiamata Dra- recci del merluzzo. Non resta che sperare
tori di Halldor si rifiutarono di firmare. gone bianco Pechino punta a trasferire nel turismo o nel porto di Finnafjörður,
Finché furono espropriati. “Prima gli sta- entro dieci anni il 20 per cento dei mer- vuol dire che i container sostituiranno il
tunitensi e ora i tedeschi. Finnafjörður è cantili sulle rotte polari. Parliamo di un capelin. Con il cambiamento climatico si
maledetta”, dice. E si china a baciare il valore commerciale complessivo di 100 chiude un mercato e se ne apre un altro”,
cagnolino, come per nascondere il volto. miliardi di dollari all’anno. Il 90 per cento dice il responsabile delle vendite della
del commercio internazionale avviene tra Ísfélag, tra le dieci più grandi aziende di
Piani aziendali Asia, Europa e Nordamerica, e l’Artico è la commercio e trasformazione del pesce in
In questa parte del pianeta il bicchiere del bretella di congiunzione fra i tre continen- Islanda.
riscaldamento globale è mezzo pieno. E si ti. Secondo Frédéric Lasserre, professore Era già arrivata una batosta con le san-
brinda. Nel grande nord difendono il sa- di geopolitica all’università Laval di zioni europee alla Russia, il maggiore
crosanto diritto di trasformare quello che Québec, in Canada, Pechino è alle prese mercato per il capelin, ma la perdita era
per il resto del mondo è un problema in con il “dilemma di Malacca”. Gran parte stata in parte compensata dalle esporta-
un’occasione storica irripetibile. Pianifi- del commercio cinese passa dallo stretto zioni in Polonia, Bielorussia e Ucraina. Il
cazioni immaginifiche, piani aziendali, di Malacca, cioè tra la penisola di Malay e pesce dalle uova d’oro è la femmina del
cantieri, bulldozer, investimenti. Brochu- Sumatra, e poi attraverso lo stretto di Bab capelin, perché quel caviale dal colore
re digitali annunciano un futuro adrenali- el Mandeb, cioè tra la penisola Arabica e il giallo ocra è una ghiottoneria soprattutto
nico, sembra fantaeconomia, ma è un corno d’Africa. “I cinesi sono preoccupati per i giapponesi – è un piatto tradizionale
mare d’opportunità grande quasi quanto che, se ci sarà in futuro qualche incidente nelle feste di matrimonio – ma anche per
il Mediterraneo: 14 milioni di chilometri politico o conflitto con gli Stati Uniti, que- coreani e cinesi. Poi nel 2019 c’è stato il
quadrati. Più il ghiaccio si rompe, meno sti stretti saranno bloccati. Per non parlare blocco della pesca: 50 milioni di euro persi
rotture di scatole per cavalcare l’onda. della crescente instabilità in Egitto, so- solo qui a Þórshöfn. Negli uffici dell’am-
Come è stato nel nuovo mondo, anche nel prattutto per gli attentati del gruppo Stato ministrazione c’è nervosismo intorno al
nuovo Artico per immaginare una grande islamico nel Sinai, che minacciano la sicu- tavolo di Siggeir Stefánsson, e lo capisci
opera bisogna partire da quelle già co- rezza del canale di Suez. Quindi, per ri- dal rumore che fanno tutti sorseggiando il
struite dall’ingegno umano nel passato. durre il rischio, la via migliore è sviluppare caffè dalle tazze fumanti. Seguono in di-
La Bremenports, l’azienda tedesca che corridoi commerciali alternativi, via terra retta su un monitor il lavoro degli ispettori
guida il progetto islandese, nel piano di e via mare, per importare materie prime CONTINUA A PAGINA 49 »

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Islanda
del ministero sulle navi inviate al largo moglie, accumula, sega e commercia quel stesso tempo non restare tagliati fuori dal
delle coste islandesi per valutare gli stock ben di dio che arriva sulla cresta delle vio- gioco globale. Noi siamo speciali e globa-
di capelin e decidere se e quante quote lente onde dell’oceano Artico, cioè tron- li allo stesso tempo”, mi aveva detto nel
consentire quest’anno. Anche gli operai chi lunghi anche una decina di metri. So- 2004 Siv Friðleifsdóttir, all’epoca giova-
aspettano con il fiato sospeso la sentenza no per lo più pini e larici siberiani, che i nissima ministra dell’ambiente. Eravamo
(che sarà purtroppo di condanna, niente “boscaioli di mare” di Langanes distin- nel suo ufficio di Reykjavík, addobbato
capelin neanche nel 2020). guono grossolanamente in “legno bian- con pernici bianche impagliate. “Le ho
Thorarinn Sveinsson, 50 anni, lavora co” e “legno rosso”. Montagne di tronchi cacciate io. Non dimenticare che viviamo
alla Ísfélag da tre. Faceva l’allevatore, ma consegnati all’Artico dai fiumi della fore- in un’isola dove i vulcani stanno dentro i
ha dovuto vendere quasi cinquecento pe- sta boreale siberiana e che le correnti, pro- ghiacciai. Influisce, non puoi essere ba-
core per saldare i debiti. Poi si è innamora- babilmente alterate dal cortocircuito cau- nale in un simile paesaggio”, aveva ag-
to di una ragazza del paese piena d’inizia- sato dalla febbre polare, fanno arenare su giunto.
tiva e l’ha sposata. Con lei ha provato a queste sponde a diecimila chilometri di Si celebrava, con quel patriottismo un
mettere in piedi un vivaio di alberi, secon- distanza. po’ folk tipico delle piccole nazioni, il ses-
do molti uno dei settori trainanti in Islan- “Molti pare siano antichissimi”, mi di- santesimo anniversario dell’indipenden-
da nei prossimi anni (l’isola fu deforestata ce August, 42 anni, allevatore di 700 peco- za dalla Danimarca. Ma, indirettamente,
dai vichinghi e da allora sono cresciuti so- re e 60 cavalli a Sauðanes. “Erano impri- anche il terzo posto nella classifica mon-
lo bassi arbusti, tanto che c’è il detto che se gionati da chissà quanti secoli nei ghiacci diale dei paesi più competitivi, con un
ti perdi nei boschi islandesi basta alzarti in della Groenlandia. Non riesci a piantarci reddito medio pro capite di 65mila dollari
piedi per farti trovare). Ma in questa parte un chiodo, sono come il ferro”. August, all’anno. L’Islanda era chiamata la “tigre
di costa il vento è sempre più forte e gli al- che si è costruito una segheria preveden- boreale”. Solo vent’anni prima era il pae-
beri restano piccoli. L’unica soluzione, do di dover cambiare completamente me- se più povero d’Europa, conosciuto come
quindi, era fare come gli altri: entrare alla stiere, produce pellet con il legno bianco avamposto statunitense della guerra
Ísfélag. Sveinsson è stato uno degli ultimi ed esporta quello rosso, il più pregiato, in fredda. “Quando sono nato, proprio nei
giorni dell’indipendenza, vivevo sulla co-
Sulle monete non sono raffigurati sta occidentale in una casa con il pavi-
mento in terra battuta, senza elettricità.
monarchi o artisti, ma merluzzi e Si campava di aringhe, mai vista una fo-
naselli: l’economia è stata sempre glia di lattuga”, mi aveva confidato il col-
tivatore Bragi Einarsson, nella serra geo-
agganciata alla pesca riscaldata nella piana di Hverageroi. “Ed
eccomi qui, produco banane e kiwi e ho
assunti. Tre anni fa, da gennaio a maggio, Svezia e Norvegia, ma lo vende soprattut- una casa alle Bermuda”.
la fabbrica funzionava ancora 24 ore al to a un famoso architetto d’interni di Ber- Tutti parlano l’inglese e sono in grado
giorno e sette giorni alla settimana. Un lino, di cui non vuole rivelare il nome. “Me di leggere le saghe islandesi scritte mille
operaio guadagnava settemila euro al me- lo paga duemila euro al metro cubo, spedi- anni fa. I vichinghi arrivarono con un libro
se. Oggi più della metà della linea di lavo- sco un paio di container al mese”, mi con- sotto il braccio. La “terra del ghiaccio”,
razione del fresco è ferma, mentre lo sta- fida August. l’isola che a nord affaccia sull’oceano Arti-
bilimento della produzione di mangime e co, è l’unico angolo del pianeta a non aver
olio di pesce è chiuso. E lo stipendio me- L’arrivo dello sgombro mai conosciuto l’analfabetismo. L’Unione
dio è di 2.500 euro, che in uno dei paesi al La prima zanzara arrivò nel 2014 e fu la degli scrittori, in un paese di 320mila per-
mondo con il più alto costo della vita signi- notizia d’apertura dei giornali islandesi. sone, ha quattrocento iscritti. Gli autori
fica non solo rinunciare a qualsiasi extra – Lo sgombro di cui parlavo era arrivato in- tradotti nel mondo sono quaranta: la più
nel caso di Sveinsson per esempio rimet- vece a Þórshöfn e in tutto il nord dell’isola piccola nazione europea con la più alta
tere i tre denti mancanti che gl’impedisco- intorno al 2010, e la notizia fu vissuta co- percentuale di scrittori. “Divertente esse-
no di sorridere come vorrebbe – ma anche me una benedizione dopo il crollo finan- re islandese, vero? Sei l’unico spettatore di
non riuscire a mandare i figli a studiare ad ziario. Unico paese ad aver dichiarato in- un mondo che sta perdendo l’anima”, mi
Akureyri, visto che a Þórshöfn c’è solo la solvenza dopo la crisi del 2008, l’Islanda ha detto una volta Einar Már Guðmunds-
scuola dell’obbligo fino a 16 anni. per rinascere s’è attaccata allo sgombro, son. Il suo Angeli dell’universo aveva appe-
A queste latitudini, tuttavia, se con una mandato provvidenzialmente dal cam- na venduto 40mila copie.
mano il riscaldamento globale toglie, con biamento climatico. D’altronde sulle mo- La swinging Reykjavík dei primi anni
l’altra fa un dono inaspettato e contribui- nete non sono raffigurati monarchi o mu- duemila, secondo il discografico Ásmun-
sce a tessere con creatività i destini delle sicisti, ma merluzzi e naselli: l’economia dur Jónsson, scopritore di Björk, dei Sigur
persone. Quello di Sveinsson si ostina ad è stata agganciata alla pesca fin dalla co- Ròs e dei Mùm, si spiegava con la scelta
avere la forma d’un tronco d’albero. Come lonizzazione vichinga dodici secoli fa. dei ragazzi di puntare sulla “diversità”. “I
altri pescatori, operai e allevatori di peco- L’Islanda è il laboratorio dell’occidente, giovani”, diceva Gísli Pálsson, dell’istitu-
re part-time che vivono sulla costa, lungo forse per il privilegio, o la maledizione, di to di antropologia, “s’identificano con l’i-
la penisola di Langanes – una lingua di ter- stare lassù, tra Europa e America, e di po- dea di una terra pura, preistorica, isolata e
ra anfibia di selvaggia bellezza, santuario ter decidere liberamente cosa prendere e allo stesso tempo avveniristica”. Una na-
d’una trentina d’uccelli acquatici autocto- cosa scartare dei due continenti. “Tutti zione fiera del proprio essere appartata
ni – da un paio d’anni anche lui, con sua vogliono essere speciali, diversi e allo che ha prodotto una totale identità di stir-

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Islanda
pe e cultura. La genealogia delle famiglie, ta. Infatti lì dentro l’attivista Julian Assan-
attraverso le saghe, è documentata ge e il suo socio Daniel Domscheit-Berg si
dall’anno mille. Un patrimonio per gli barricarono per due anni per costruire
stregoni del genoma, tanto che gli islande- WikiLeaks. Lì è stata scritta la proposta di
si sono diventati cavie, vendendo i diritti legge per trasformare l’Islanda nella Mec-
sul codice genetico a una multinazionale ca del giornalismo d’inchiesta, un offsho-
farmaceutica. Forse è lì che hanno comin- re dell’informazione a protezione delle
ciato a perdere l’anima e la testa. Il potere fonti e a prova di querela. Il “ministero
d’acquisto era cresciuto del 50 per cento in delle idee”, invece, aveva sede al caffè So-
cinque anni, c’erano un paio di suv per fa- lon, sulla Lugavegur, la via dei locali di
miglia, le uniche preoccupazioni erano il musica dal vivo: era un gruppo fondato da
rumore dei jet privati, comprare un altro Gudion Màr, ex informatico. “La General
appartamento, organizzare il fine setti- Electrics ha 327mila dipendenti, l’Islanda
mana a Parigi. 322mila abitanti. Perché loro hanno una
visione di sé e noi no?”, si era chiesto Màr.
Finanza predatoria Così raccolse 1.500 islandesi nello stadio
Tutto finì in una notte, quando si scoprì per tre giorni.
che erano solo debiti: 160mila euro per Intanto, però, nel nord dell’isola era
islandese. La brusca conversione dal scoppiata la vera rivoluzione, quella dello
merluzzo alla finanza predatoria era stata sgombro, riparato a quelle latitudini per
pagata con un debito in moneta estera pa- sfuggire a un Atlantico sempre più caldo.
ri a dieci volte il pil. Un intero paese pi- Lo sgombro avvelenò i rapporti tra nazio-
gnorato, l’umiliante intervento del Fondo ni storicamente amiche, come l’Islanda,
monetario internazionale nel 2008. Di la Norvegia, la Scozia e l’Irlanda. Comuni-
chi era la colpa? “Un turbocapitalismo tà norvegesi e scozzesi, che da secoli basa-
guidato da una banda di uomini in ecces- vano la loro economia sullo sgombro, fu-
so di testosterone che ha mandato l’Islan- rono ridotte in miseria. L’Islanda, le isole
da nel fosso”, mi aveva risposto secca Fær Øer e la Groenlandia riempivano le
Jóhanna Sigurðardóttir, prima lesbica di- reti e i conti in banca. Mentre le Fær Øer
chiarata a guidare un governo. Una don- siglavano un accordo con l’Unione euro-
na, ma per gli islandesi in quel momento pea e la Norvegia, l’Islanda e la Groenlan-
era “santa Jóhanna”, unico riferimento dia dichiaravano che entro le loro 200
PEDRE (GETTY IMAGES)

nel paradiso perduto. Due anni dopo, nel miglia marittime avrebbero fatto quello
2011, mi aspettavo di trovare un paese an- che credevano dello sgombro. Dopo l’in-
cora in difficoltà. Invece era già uscito dal- solvenza, quindi, erano tornati i padroni
la recessione, il pil era in crescita, i tassi dell’isola, il pesce era di nuovo la prima
d’interesse erano scesi dal 18,5 al 4,5 per voce del pil, come ai vecchi tempi. Intanto
cento, l’inflazione dal 15 al 3 per cento, la nelle reti comparivano specie mai viste
disoccupazione dal 10 all’8 per cento. nelle acque islandesi, come la platessa, il Se il 60 per cento del pesce consumato
Certo, il 60 per cento dei mutui era inesi- rombo giallo, la rana pescatrice e perfino negli Stati Uniti proviene dal mare di Be-
gibile e molti professionisti avevano la- il tonno. ring e la stessa percentuale del mercato
sciato l’isola, il welfare era stato massa- Oggi il fenomeno sta sconvolgendo europeo attinge dalle riserve del mare di
crato dai tagli. Ma era tornata l’adrenali- molte economie costiere tra l’Atlantico Barents, il pesce in generale diventa un
na, la follia. Il motto del paese era Þetta del nord e l’Artico. Gli astici scappano dal- animale politico in un pianeta che cresce
reddast! , tutto s’aggiusta. “Siamo un pae- le acque troppo calde del Maine verso il di un miliardo di abitanti ogni 14 anni e ha
se test, il luogo perfetto per fare esperi- Canada e il Labrador, dove gli abitanti si un disperato bisogno di proteine. Arriva-
menti. Ricordati che siamo l’isola con i fregano le mani perché diventeranno pre- no nuovi predatori e batteri fantasma.
vulcani dentro i ghiacciai”, aveva ripetuto sto ricchi. Invece il New England, negli Malattie finora sconosciute in acque fred-
anche la ministra dell’industria Katrín Stati Uniti, rischia di perdere la sua ban- de decimano aringhe e seppie. Si creano
Júlíusdóttir. diera, il simbolo su cui ha costruito la sua nuovi equilibri tra invasori e residenti,
L’Islanda aveva ricominciato a maci- immagine e cultura marinara, il crostaceo perché sta nascendo un nuovo mare con
nare modernità. Il 99 per cento delle case sacro come la vacca in India, solo che fini- un ecosistema tutto da costruire.
era riscaldato con l’energia geotermica. sce bollito. Il merluzzo atlantico, un pre- Così la vulcanica e inquieta Islanda
La nazione dove i ciechi guidavano i sordi datore formidabile, sta occupando i terri- aveva riorientato le sue lunghe antenne e
aveva scoperto l’antipolitica: nel 2010 Jón tori del merluzzo artico – molto più pregia- fiutato che questa storia del cambiamento
Gnarr, attore comico e dj, fu eletto sinda- to e alla base della catena alimentare re- climatico poteva essere l’affare del secolo.
co di Reykjavík. Nel consiglio comunale gionale – facendolo morire di fame. Il pol- Nel giro di cinque anni ha girato le spalle
arrivarono punk e menestrelli di strada. lock punta a nord e si porta dietro il salmo- all’Atlantico ed è rinata come nazione ar-
In un ex magazzino al porto fu aperta la ne, di cui è la preda preferita. tica. Nella rete stavolta sono finiti milioni
Casa delle idee: “Pericolo di morte, de- Quello che succede sotto le acque arti- di turisti. “Guardati intorno”, mi disse un
mocrazia eversiva” era l’avviso all’entra- che non è solo materia da biologia marina. giorno Edward Hujbens, docente di geo-

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Cascata dell’Aldeyjarfoss, Islanda

grafia all’università di Akureyri. “In giro La disoccupazione è al 3 per cento. Sem- Hujbens chiama turismo last chance, l’ul-
non c’è più un islandese”. Era la fine bra un film già visto: i prezzi delle case so- tima occasione di vedere gli scampoli di
dell’estate del 2016, eravamo sulla collina no saliti di più del 50 per cento perché tutti Terra ancora remoti, di calarsi in quel che
che domina Reykjavík, sulla piazza da- vogliono affittare ai turisti; Reykjavík è resta di paesaggio primordiale prima che
vanti alla Hallgrímskirkja, la chiesa mo- una selva di gru, i prezzi sono più bassi so- sia colonizzato dalla globalizzazione ed
dernista luterana, unico edificio di qual- lo in Svizzera, il paese più caro del mondo. entri nell’era geologica dell’antropocene.
che rilievo nella capitale, a parte la Harpa Per un tavolo da Dill, il ristorante di cucina “È il nuovo esotico”, spiega. “Una volta
concert hall sulla baia, costata 200 milioni artica alla moda e fresco di stella erano le Fiji, Bali, la Patagonia. C’era l’o-
negli anni della sbornia finanziaria. C’era- Michelin, bisogna prenotare due mesi pri- rientalismo, con le sue palme, i profumi di
no circa trecento persone, tutte intente a ma. Fuori non è difficile rivedere le Ben- spezie. Ora è il grande nord. Si paga per
fotografare un orrendo campanile. tley. giocare al piccolo Amundsen, la comitiva
Il turismo è cresciuto del 30 per cento diventa spedizione, si cerca la solitudine
negli ultimi cinque anni, del 50 per cento Il nuovo esotico remota in gruppo. I visitatori vivono l’e-
tra il 2016 e il 2017, con 2,3 milioni di pre- Gli ultimi dieci anni hanno sconvolto un sperienza del selvaggio o la compassione
senze, circa sette volte il numero degli mondo, quel che restava della mistica per un ghiacciaio come fossero davanti
islandesi. Uno tsunami, di carne umana nordica, fatta di elfi, saghe e valchirie. alla gabbia del gorilla. Ma c’è anche altro:
(almeno fino al 2019, poi sarebbe arrivato Ora nel Valhalla entra solo la moneta stra- il richiamo d’esperienze ancestrali che ri-
l’altro tsunami, quello degli effetti del niera. La tigre boreale torna a ruggire bolle nel nostro dna, la nostalgia per l’i-
covid-19 sul turismo internazionale). Nel- sfruttando le conseguenze del cambia- stinto che abbiamo annacquato nei mil-
le casse dello stato sono entrati circa sei mento climatico: dalla costruzione, lenni”. I turisti climatici inseguono il bri-
miliardi di dollari all’anno, l’equivalente nell’estremo nordest dell’isola, del porto vido degli spazi incontaminati invaden-
dei debiti accumulati con il Fondo mone- di Finnafjörður in vista dell’apertura della doli. È colpa – o merito, dal punto di vista
tario internazionale e i paesi scandinavi. rotta transartica, all’affare di quello che delle casse islandesi – anche del terrori-

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Islanda
smo che li caccia da molte destinazioni Akureyri, Islanda
classiche, e da tanti film ambientati nell’i-
sola, come Game of thrones, ispirati dalla
stessa mistica commerciale del remoto
nord. Le comitive le trovi per lo più am-
massate nel sudovest dell’isola, nel cosid-
detto cerchio d’oro, che va dall’area geo-
termica di Geysir, le piscine termali della
Laguna blu, il parco nazionale di Þingvel-
lir, l’area vulcanica di Kerið alle cascate di
Gullfoss. Al ghiacciaio Solheimajokull, il
più vicino a Reykjavík, è impossibile scat-
tare un selfie senza inquadrare altre per-
sone.
Le stesse guide esplorano nuovi per-
corsi ogni giorno, perché il ghiacciaio
cambia forma, si sfalda come il pongo:
l’Islanda ha perso in quindici anni dieci
chilometri quadrati di ghiaccio e venti me-
tri di altitudine. “Sono avventure perico-
lose, da irresponsabili”, dice Hujbens.
“Questa invasione ha conseguenze pro-
fonde. Intanto non siamo attrezzati, non
ci sono neanche bagni a sufficienza. I turi-
sti fanno i loro bisogni sui licheni e tra le
rocce vulcaniche. Quello che angoscia è
JOAQUIN GOMEZ SASTRE (NURPHOTO/GETTY IMAGES)

che la ricchezza spirituale islandese, l’iso-


lamento che ha prodotto tanta letteratura
e musica, stanno diventando merce”.
L’Islanda ha fatto dell’Artico un mar-
chio. L’ha spogliato dell’accezione colpe-
volizzante – un mondo fragile, sfregiato,
sempre meno bianco – consegnandolo
all’immaginario e al mercato come l’eso-
tico di ultima generazione, il selvaggio a
portata di tutti. “Paradossalmente”, dice
Vilborg Einars, produttore di molti spot di
grandi aziende sui ghiacciai islandesi e
groenlandesi, “la vittima più simbolica abbiamo girato le spalle all’Atlantico. Sia- di altre arctic university, come quella di
dell’inquinamento umano è stata trasfor- mo improvvisamente un paese artico”, Tromsø in Norvegia e di Archangelsk in
mata in un marchio che vuole comunicare dice Alldór Jóhannsson, fondatore di Arc- Siberia. In questa cittadina di diciottomi-
purezza, freschezza, natura incontamina- tic Portal, una piattaforma finanziaria di la abitanti, dietro ogni scrivania, ma an-
ta. Per le aziende vuol dire: siamo respon- consulenza e investimenti nella regione. È che nei pub e negli ostelli, imperversano,
sabili, etiche. Nel metatesto della comuni- lui che ha fatto da tramite tra il consorzio come segno più economico che identita-
cazione arctic oggi funziona meglio di del porto di Finnafjörður e gli investitori rio, planisferi zoomati sulla pelata terre-
green”. Oggi a Reykjavík tutto ciò che vuo- asiatici e statunitensi. stre. Il centro del mondo è il polo nord e
le trasmettere un senso di contemporaneo quel che gli gira intorno: mappe artiche
è arctic: gallerie d’arte, catene d’hotel, lo- Palcoscenico globale d’ogni sorta e per ogni uso, delle rotte
cali, alcolici, design; un marchio di fuori- Come tutte le aziende islandesi che han- mercantili, dei siti minerari e petroliferi,
strada per gli eserciti scandinavi ha cam- no a che fare con lo sfruttamento del nuo- dei migliori ristoranti, delle agenzie per i
biato nome in Arctic Trucks. E pensare vo Artico, anche quella di Jóhannsson si safari polari con i cani da slitta o per la pe-
che in islandese non esiste neanche la pa- trova a Akureyri, sulla costa settentriona- sca al salmone. E naturalmente ci sono
rola. L’oceano Artico è Norður-Íshaf, il le. Era un depresso centro ittico, con crociere. Il turismo last chance che sta in-
mare ghiacciato del nord. qualche industria legata alla produzione vadendo tutta la regione ed è forse l’a-
“Non abbiamo mai guardato a nord, la dell’olio di merluzzo e all’alluminio, oggi spetto più grottesco della mercificazione
nostra cultura è profondamente atlantica. è un centro cosmopolita, accademico e del nuovo artico, la spia d’allarme sullo
Ci siamo sempre divisi tra filoeuropei e fi- finanziario. I cento corsi delle facoltà le- stato della mente contemporanea. Ad
loamericani; la Groenlandia, che sta a set- gate agli studi polari – soprattutto di dirit- Akureyri nel 2019 ci sono stati 340 attrac-
tecento miglia, era un mondo misterioso to internazionale e del mare – ospitano chi e sono transitati in città 400mila pas-
quanto la Siberia o la Pampa argentina, studenti provenienti da sessanta paesi. I seggeri. “Sono navi a vapore costruite per
un’isola più lontana di Manhattan. Ora master di Akureyri inseguono il prestigio navigare nel Mediterraneo, ai Caraibi, al

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la “spedizione”. Mille passeggeri, 720
membri dell’equipaggio, costo tra i 20mila
e i 120mila dollari a “esploratore”.
“Ho acquisito e nutrito un rancore che
potrebbe anche durare tutta la vita”, scris-
se David Foster Wallace nel suo celebre
reportage sulla crociera ai Caraibi, Una
cosa divertente che non farò mai più. Sulla
Serenity sarebbe stato ancora più cattivo.
Se l’Islanda è una sineddoche, una parte
per il tutto, delle opportunità e degli op-
portunismi che affollano il nuovo mondo,
la regione del nordest intorno al Finna-
fjörður, la più remota, disabitata e arcaica
dell’isola, sembra essere stata catapultata
dai margini estremi della storia umana in
cui ha vissuto per mille anni direttamente
nella contemporaneità globale.
Oggi qui arrivano personaggi come
Jim Ratcliffe, imprenditore britannico
della chimica che qui, nell’area che fa capo
a Þórshöfn, si è già comprato l’equivalente
di almeno l’1 per cento dell’intera Islanda.
Terra, tanta terra, soprattutto quella dove
scorrono i fiumi risaliti dagli ultimi salmo-
ni selvaggi del pianeta. Lui sostiene che
vuole salvarli, ma quei pochi proprietari
che non hanno ceduto alle sue offerte mi-
lionarie parlano di land grabbing camuffa-
to d’ambientalismo. “L’inglese”, come lo
chiamano, per alcuni è una benedizione
che li salva in extremis prima d’essere
sfrattati dalla modernità, per altri è il ne-
mico pubblico numero uno. E su questo
Siggeir Stefánsson, l’amministratore loca-
le che sogna il porto transpolare che cam-
bierà la geografia, e Reimar Segurjonsson,
l’allevatore di pecore solitario davanti al
massimo lungo i fiordi della Norvegia gio di cacciatori di foche, ho visto attrac- carro armato del progresso, sono d’accor-
d’estate. Se succede qualcosa, anche in care nel piccolo porto un bastimento tede- do. Entrambi sostengono che “l’inglese”
agosto o settembre, la sopravvivenza in sco, l’Aida, e scendere in fila indiana otto- non fa altro che investire in uno dei territo-
acqua non va oltre le due ore”, avverte cento turisti. Gli inuit si chiudevano in ri più preziosi del mondo, perché è pieno
Jóhannsson, uno spregiudicato che sa ri- casa, i forestieri bussavano per curiosare. d’acqua pura, il petrolio del futuro, perché
conoscere gli avventurieri, specie quan- Alle Svalbard nell’agosto 2019 si sono re- sarà dotato d’un porto degno d’una nuova
do sono al timone. “Queste navi che tra- gistrate 190 navi da crociera intorno all’ar- Rotterdam e perché il nord, grazie al cam-
sportano migliaia di persone e tonnellate cipelago. Da Murmansk, in Russia, due biamento climatico, sarà sempre più abi-
di gasolio, in Groenlandia s’avvicinano volte alla settimana partono i rompighiac- tabile e quindi sarà sempre più abitato.
agli iceberg quasi a toccarli. Devono solo cio nucleari di stato con una ventina di La sera prima di lasciare Fell, davanti a
sperare che in caso d’incidente ci sia un ricconi diretti al polo nord. Il quotidiano una grappa di licheni, ho chiesto a Se-
peschereccio nelle vicinanze. Perché un britannico The Guardian ha evocato il gurjonsson cosa ne sarà di quest’angolo di
normale soccorso impiegherebbe alme- fantasma del Titanic quando una gigante- mondo tra dieci anni. “Saremo la Palesti-
no tre ore per arrivare sul posto, sempre sca nave di lusso della flotta Crystal, la na del nord”, ha risposto. “Io e Siggeir sa-
che funzionino le comunicazioni”. Serenity, ha inaugurato il passaggio a nor- remo ospiti sgraditi a casa nostra”. u
L’Università di Akureyri nel 2019 sti- dovest nell’agosto 2016: trentasei giorni,
mava che entro quest’estate – non poteva- da Seward, in Alaska, a New York, costeg- L’AUTORE
no prevedere il virus che ha spento i moto- giando il Canada dopo una toccata e fuga
Marzio G. Mian è un giornalista italiano.
ri di navi e aerei in tutto il mondo – sareb- in Groenlandia. “Scopri il più remoto eco- È tra i fondatori dell’associazione non profit
bero stati tre milioni i passeggeri a naviga- sistema del mondo, nel comfort di una The Arctic Times Project, che realizza inchieste
re nell’Artico e le mete più gettonate Islan- piscina calda su uno dei quattordici ponti sull’Artico. Ha scritto Artico. La battaglia per
da, Alaska, Canada, le isole dell’Artico e con uno chardonnay in mano”, scriveva il grande nord (Neri Pozza 2018) e Tevere
russo. In Groenlandia, a Qaqortoq, villag- la compagnia californiana promuovendo controcorrente (Neri Pozza 2019).

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Stati Uniti

Pericoli
dentro
e fuori
di noi
Heidi Julavits, The New
York Times Magazine,
Stati Uniti
Di solito abbiamo paura
di viaggiare perché
pensiamo che possa
capitarci qualcosa. Ma
cosa succede se siamo
noi a mettere a rischio la
vita degli altri? Racconto
di una vacanza durante
la pandemia
l 20 febbraio del 2020, giorno in

I cui l’Organizzazione mondiale


della sanità (Oms) segnalava tre
casi di covid-19 in Italia e 15 negli
Stati Uniti, ho preso insieme alla
mia famiglia e ad alcuni amici un
vaporetto della linea 2, uno dei tanti auto-
bus acquatici su cui veneziani e turisti si
accalcano sgomitando. Era la seconda
settimana del carnevale di Venezia e alcu-
ne persone avevano il viso coperto da ma-
schere spettrali. Le mie vicine portavano
enormi gonne, sorrette da una struttura di
crinolina, che mi strusciavano contro i
polpacci come allegri cagnolini.
Il nostro gruppo – quattro adulti e cin-
que tra ragazzi e bambini – è sceso alla fer-
ALEXI ROSENFELD (GETTY IMAGES)

mata San Marcuola per visitare quello che


un tempo era il ghetto ebraico. Ad alcuni
di noi la storia di quel posto interessava. Ai
giovani evidentemente no, anche se tre di
loro sono ebrei e il ghetto di Venezia è da
molti considerato il primo della storia,
quello da cui deriva la parola “ghetto”. Nel

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Amsterdam avenue, New York, 16 aprile 2020

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Stati Uniti
1516 il doge Leonardo Loredan trasferì gli
ebrei di Venezia sul sito di un’antica fon-
deria (geto in veneto). Erano circondati da
un muro di pietra i cui cancelli venivano
chiusi di notte. Se qualcuno fosse stato in-
teressato, avrei potuto raccontare cosa
fecero gli stati e le città stato, o cosa fa
chiunque tema di essere contaminato, sul
piano religioso e culturale, dagli stranieri.
Invece ci siamo limitati a trovare l’arco do-
ve un tempo c’erano i cancelli e a guardare un pezzo di corda, potete contare su di me.
i segni lasciati dai cardini. Quando mi ritrovo sola in albergo la sera
Il 21 febbraio, quando l’Organizzazio- tardi, mi piace guardare il programma Sos:
ne mondiale della sanità continuava a se- how to survive, condotto da Creek Stewart,
gnalare tre casi di covid-19 in Italia e 15 esperto di tecniche di sopravvivenza. Con
negli Stati Uniti, abbiamo preso un altro la bandana annodata intorno al collo e i
vaporetto fino a un’isola dove in passato le pantaloni strappati, Stewart se ne va in gi-
navi, con tutto il loro equipaggio, rimane- ro a scovare persone scampate alla morte
vano ancorate per quaranta giorni duran- nella natura selvaggia e spiega al pubblico
te le epidemie. L’usanza risaliva all’epoca perché un campione olimpionico di lotta
della peste nera, nel trecento. Venezia, da greco-romana rimasto bloccato con la
secoli centro del commercio marittimo, motoslitta nel ghiaccio sarebbe sopravvis-
era particolarmente esposta alle malattie suto ancora meglio a una notte a venti gra-
portate dalle navi provenienti da terre lon- di sotto zero se solo avesse avuto con sé
tane (un traffico ancora in corso, se pen- del nastro adesivo e un assorbente.
siamo alle invasioni stagionali delle navi Detto ciò, in famiglia mio marito è
da crociera). Forse è per questo che a Ve- quello che si occupa dei pericoli evidenti.
nezia – e non a Parigi, dov’eravamo stati Io mi occupo di quelli meno evidenti. Un
pochi giorni prima – ci hanno misurato la virus che minacciava di trasformarsi in
temperatura prima di lasciarci passare pandemia rientrava nella categoria dei
nella zona di libero accesso dell’aeroporto pericoli evidenti. Prima di prendere il volo
Marco Polo. Oltre a ghetto, i veneziani del di ritorno ho distribuito, su richiesta di
medioevo hanno quindi introdotto un se- mio marito, dei flaconcini di disinfettante
condo termine del lessico del conteni- per le mani che nessuno ha usato e che tut-
mento: quarantena. ti hanno perso. In aereo l’amica di mia fi-
Il 22 febbraio, giorno in cui l’Italia regi- glia si è messa una mascherina azzurra
strava i primi due morti da covid-19, sia- che si è presto coperta di cioccolata e che
mo saliti su un aereo per tornare negli Sta- non l’ha protetta più di tanto (sicuramente
ti Uniti. A Parigi, dove abbiamo cambiato non dalle nostre prese in giro).
volo e compagnia, nessuno ha controllato
la temperatura dei passeggeri provenienti Abitudini cognitive
da una delle regioni italiane al centro Il 23 febbraio mio marito e io abbiamo de-
dell’epidemia. Nessuno ci ha chiesto – né ciso comunque di stabilire il nostro “limi-
al momento dell’imbarco, né quando sia- te” etico di contenimento. Anche se non
mo sbarcati all’aeroporto JFK di New York c’erano ancora casi di covid-19 a Venezia
ROB KIM (GETTY IMAGES)

– quale fosse la nostra provenienza. ed era difficile che fossimo dei portatori, ci
Il 23 febbraio, giorno in cui il carnevale siamo detti: se a uno di noi viene la febbre
di Venezia è stato cancellato e l’Oms se- o la tosse, ce ne staremo tutti a casa per
gnalava 76 casi di covid-19 in Italia, abbia- due settimane.
mo capito di aver corso un rischio molto Quel piccolo passo, che pure, in quella
più serio di quanto pensassimo. È vero che fase, era già molto prudente, ci ha co-
quando siamo partiti c’era già qualche ca- stretti a cambiare il nostro modo di pen- Un anno prima, sempre durante le va-
so in Europa, ma non ero preoccupata dal sare, un po’ com’era successo all’aeropor- canze di carnevale, amici e parenti ci ave-
virus, nel senso che non temevo potesse to di Venezia, quando avevamo dovuto vano spinti a restare a casa perché teme-
farci del male. E questo per me è molto superare un controllo per uscire dalla vano per la nostra sicurezza. Avevamo
strano, perché sono una persona che defi- zona ad accesso limitato. Di solito si resta programmato un viaggio ad Acapulco, in
nireste, a seconda della vostra visione del a casa per evitare un pericolo di farsi ma- Messico, in parte perché nostra figlia sa-
mondo, una catastrofista o un’esperta di le. È la profonda abitudine cognitiva che rebbe presto andata al college e volevamo
scenari inverosimili. È difficile che io ab- la “casa” ha inciso nei nostri cervelli, an- fare un ultimo viaggio di famiglia. Avevo
bia dell’acqua o dei cerotti in borsa, ma se che se irrazionale (e che cambia a secon- scelto Acapulco perché l’albergo costava
avete bisogno di un coltellino svizzero o di da della realtà vissuta in casa). poco, immagino perché la città, per dirla

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Columbia university, New York, 14 aprile 2020

con le parole di un mio amico, era “la capi- vostra prossima destinazione, Dama- sempre i taxi ufficiali. La sera non guidate
tale mondiale degli omicidi” (in realtà sco?”. Poi però avevo parlato con varie in zone isolate. Tutte precauzioni elemen-
nella classifica delle città “non in guerra” persone che conoscevano quella parte del tari in una grande città”. La mia conclusio-
con il più alto tasso di omicidi Acapulco è Messico. Da una di loro avevo scoperto ne era stata che i turisti statunitensi dotati
al secondo posto). Mia madre, persona che bisogna evitare l’autostrada tra Città di buon senso non correvano particolari
pratica, mi aveva fatto notare che il dipar- del Messico e Acapulco, e che invece di rischi. Erano molto più a rischio gli abitan-
timento di stato americano consigliava di noleggiare un’auto o usare gli autobus ti di Acapulco e i ricchi turisti messicani.
evitare viaggi nello stato di Guerrero. Un conveniva prendere l’aereo. Un’amica che In quel caso il dubbio – partire o no –
altro amico, meno diplomatico (in tutti i ha una casa ad Acapulco mi aveva detto: ruotava intorno alla nostra sicurezza e alla
sensi), mi aveva chiesto: “E quale sarà la “Non vi avventurate nei vicoli. Prendete possibilità che ci succedesse qualcosa

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Stati Uniti
mentre eravamo via. Non rischiavamo di sionista, soprattutto durante una pande- scrive Andrew S. Dolkart, docente della
portare, con i nostri corpi, un pericolo in mia: il pericolo sei tu. Columbia graduate school di architettura,
Messico. E, a parte l’ansia dei nostri cari, La Columbia university – dove sono urbanistica e conservazione e autore di
non avremmo causato sofferenze. adesso mentre scrivo – è di fatto la mia ca- una storia di Morningside heights, l’istitu-
Il 3 marzo del 2020 mio marito ha rice- sa, il posto dove rimarrei per sfuggire ai to e i suoi pazienti erano considerati “un
vuto un’email dall’ente che gli aveva as- pericoli del mondo. La mia è un’esistenza flagello per il quartiere”.
segnato una borsa di ricerca. Erano state protetta. Abito in un alloggio che mi è sta-
adottate nuove linee guida: chi aveva to assegnato dall’università. Il nostro pa- Risentimento e diffidenza
viaggiato in Italia non poteva tornare in lazzo è appena fuori dal campus, il quale è Con la chiusura del Bloomingdale, nei pri-
ufficio per 14 giorni. Ho fatto presente – circondato da un muro invisibile, implici- mi anni novanta dell’ottocento altre gran-
osservazione non molto costruttiva – che to. Quasi ogni ingresso ha un cancello. di istituzioni cominciarono a occupare la
dopo essere tornato negli Stati Uniti era Quello su Morningside drive è sempre zona: la Columbia university, la cattedrale
stato a casa dieci giorni, era andato in uf- chiuso, per un motivo che ho finito per di San Giovanni il divino, il St Luke’s ho-
ficio varie volte e che se aveva il covid-19 considerare logico, dato l’elevato tasso di spital. Nel 1904 arrivò la metropolitana, e
(cosa di cui dubitavo), allora aveva conta- criminalità a Morningside park, anche se poco dopo furono costruiti interi isolati di
minato la cucina condivisa, il tavolo co- palazzi residenziali (quello dove abito io,
mune e probabilmente più di un collega. Ora vi aspetterete la di dodici piani, fu costruito nel 1912, quel-
Questo mentre a un’amica che insegna in lo di fronte nel 1910). Il tempo, la necessi-
una scuola pubblica di New York, anche seguente frase: “E poi tà, la convenienza e l’oblio: tutto questo
lei appena tornata dall’Italia del nord, siamo risultati tutti spiega perché il quartiere non fu più per-
non era stato chiesto di restare a casa. A cepito come contaminato. Oggi rimane
nessuno dei seimila studenti che fre- positivi al tampone” un solo edificio del Bloomingdale, al cen-
quentano il liceo di mia figlia era stato tro del campus della Columbia university,
chiesto dove avessero trascorso le vacan- il carattere simbolico di quel cancello non e non è nemmeno considerato un monu-
ze. All’estremo opposto c’era la Colum- ha nulla a che vedere con la logica. mento. Chi ci passa accanto spesso non ha
bia university, l’ateneo dove insegno, che Altri due cancelli – quello che da su idea di cosa sia.
ha ricostruito gli itinerari di viaggio di Broadway e sul Barnard college e quello Se il manicomio un tempo proteggeva
tutte le persone affiliate all’università, sulla 114a strada – non sono sempre chiusi. dai pazienti le persone all’esterno, negli
inviandoci aggiornamenti e indicazioni I due cancelli principali, alle due estremi- anni settanta del novecento la situazione
più volte al giorno. tà del cosiddetto College walk, il viale pe- nel campus della Columbia si ribaltò. Il
La somma di tutte queste informazio- donale che taglia in due l’università, sono tasso di criminalità in città era alto, nella
ni, provenienti da gruppi ed enti che rea- “ad accesso ristretto” solo du- zona intorno all’università mol-
givano con diversi gradi di precauzione o rante il periodo delle lauree. to alto, al punto che pochi pro-
indifferenza, creava un senso di confu- Quasi ogni volta che gli addetti fessori volevano vivere negli
sione collettiva. alla sicurezza fanno entrare gli stessi palazzi che oggi ci con-
Mentre ero in Italia ho letto Venice di studenti in toga azzurra e poi tendiamo. Quello stesso terre-
Jan Morris, autrice anche di un libro sulla chiudono i cancelli mi tornano no diventò un luogo dove il pe-
prima scalata del monte Everest, che ho in mente le riprese delle proteste negli an- ricolo – così si pensava – arrivava da fuori
letto dopo il nostro rientro. Tutti sanno ni sessanta, quando i poliziotti sprangaro- più che da dentro.
perché sono ossessionata dalle storie di no quegli stessi cancelli con una catena Quel periodo ha creato un retaggio di
sopravvivenza nella natura selvaggia, che gigante. All’interno c’erano gli studenti risentimento e diffidenza nella comunità
si tratti di libri o di programmi tv: sono sto- che protestavano, mentre fuori altri stu- locale, soprattutto a est, dove l’università
rie che parlano della lotta tra una sola per- denti cercavano di forzare i cancelli per e il quartiere accanto sono separati da un
sona, o una sola famiglia, e il mondo. In unirsi alle proteste. Allo stesso modo, du- dirupo di trenta metri. Negli ultimi de-
entrambi i casi la vittima è anche l’eroe, e rante le cerimonie di laurea, non mi è mai cenni ci sono stati numerosi episodi di
chi vince di solito non ha ucciso nessuno, chiaro se le persone che celebrano siano tensione, il più recente a dicembre del
o quanto meno nessun essere umano. tenute fuori o dentro. 2019, quando una studente del Barnard
La storia del terreno su cui sorge l’uni- college è stata uccisa ai piedi del dirupo.
Due cancelli versità è fatta di istituzioni che protegge- Tre giovanissimi adolescenti sono stati
Ammettere che il pericolo possa non pro- vano le persone all’esterno da ciò che c’era incriminati in relazione alla morte. Que-
venire da una minaccia esterna è difficile. dentro, o viceversa. Tra il 1821 e il 1889 sta tragedia ha scatenato, fuori e dentro il
Lo è per tutti, credo, ma di certo lo è per questa fu la sede del Bloomingdale insane campus, molte discussioni sul fuori e sul
chi, come me, si calma pensando a come asylum, un manicomio i cui pazienti era- dentro e su come queste persistenti di-
evitare improbabili tragedie (una strate- no isolati dal resto degli abitanti della cit- stinzioni continuino a fare danni.
gia adottata principalmente, se non tà, presumibilmente più sani. L’isolamen- Ma quando l’8 marzo la Columbia ha
esclusivamente, da chi mette la sicurezza to era rafforzato dalla topografia dei luo- annullato tutte le lezioni per via del co-
al centro della propria vita quotidiana). Il ghi: il quartiere si trova in cima a una colli- vid, i cancelli – fino a quel momento con-
pericolo, per me, è sempre stato qualcosa na, con un dirupo su due lati. Lo stigma fini o simboli di una proprietà – sono di-
di esterno, ai confini della mia vita. Ac- della malattia mentale scoraggiò qualun- ventati superflui. La prima mattina non si
cettare il contrario richiede un cambia- que sviluppo urbanistico nei dintorni, fino è visto nessuno, né da un lato né dall’al-
mento di prospettiva degno di un contor- a quando il Bloomingdale chiuse. Come tro. Nessun movimento di studenti tra

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Amsterdam avenue, New York, 3 maggio 2020
PETER TITMUSS (EDUCATION IMAGES/UNIVERSAL IMAGES GROUP/GETTY IMAGES)

una lezione e l’altra. Nessun turista che pere se lo ha avuto un altro amico, che era chiesto all’insegnante di mio figlio se
fotografava le biblioteche. Mentre l’im- nell’Italia del nord quando c’eravamo noi avremmo dovuto tenerlo a casa durante
patto del virus si estendeva oltre ogni (lo abbiamo visto in aeroporto), e che una quelle due settimane. Temevo la sua ri-
frontiera e ogni misura di contenimento, volta andato dal suo medico di New York sposta. Mi ha detto, con aria circospetta,
diventava sempre più difficile stabilire con una brutta tosse si è sentito dire che che dovevo parlare con la preside, ma che
dove (e da quale lato di quale confine) non aveva nulla. comunque la scuola non aveva preso mi-
una persona era più al sicuro, e se una Mi è praticamente impossibile raccon- sure rispetto ai viaggi in Italia. Però era
persona era la vittima di un pericolo o tare o ricordare con precisione come la evidente che, per la prima volta, stava
l’inconsapevole portatrice di quel perico- nostra comprensione del virus (del suo pensando che forse – forse? – avremmo
lo, e cos’era l’assenza di pericolo, e cosa comportamento e del nostro rapporto con dovuto tenerlo a casa. L’8 marzo, giorno in
s’intendeva per “controlli di sicurezza”, e la sua diffusione) abbia cominciato, a me- cui finivano le nostre due settimane di
chi doveva essere sottoposto a quel tipo tà marzo, a intensificarsi ora dopo ora. quarantena, l’Oms segnalava 5.883 casi in
di controlli, e per passare da dove a dove. Quella che la mattina ci sembrava una Italia e 213 negli Stati Uniti.
precauzione quasi eccessiva la sera era di- Per una persona ossessionata dalle ca-
Ufficio prevenzione catastrofi ventato semplice buon senso. Il dodicesi- tastrofi come me, il dodicesimo giorno è
A questo punto vi aspetterete la seguente mo giorno dopo il nostro rientro ho saputo stato un momento di presa di coscienza.
confessione: “E poi siamo risultati tutti che i primi due casi nel Rhode Island era- Com’era potuto succedere, per la prima
positivi al tampone”. Non è andata così, no un uomo e un’adolescente che avevano volta nella mia vita, che fossi stata più len-
anche perché non abbiamo nemmeno po- viaggiato in Italia nella stessa settimana in ta, meno creativa e meno contorta della
tuto fare il test. Anche se finora nessuno cui c’eravamo stati noi. Stessa storia per il realtà? Sto ancora cercando di capire co-
nella mia famiglia ha mai mostrato sinto- secondo caso sospetto in Massachusetts. me mai non ho attivato quella che è indi-
mi da covid-19, non sapremo mai con cer- Un numero sempre più alto di focolai, ne- scutibilmente la parte migliore del mio
tezza se lo abbiamo avuto o no. Né posso gli Stai Uniti e altrove, poteva essere ri- cervello, l’ufficio prevenzione catastrofi,
dire se gli amici con cui siamo andati a condotto a persone che erano state in proprio quando, in termini di sopravvi-
Venezia lo hanno avuto (due di loro aveva- quella parte d’Italia. Contavo le poche, venza della specie, sarebbe stata essenzia-
no il raffreddore, ma secondo noi lo ave- ultime ore che mancavano prima che fos- le. L’unico messaggio diramato da
vano già negli Stati Uniti). Non posso sa- simo tecnicamente fuori pericolo. Ho quell’ufficio era stato “non siamo malati,

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 59


Stati Uniti
non siamo malati”, messaggio poi oscura- loro, come tacche di un righello. I senti- mente vuote. Abbiamo scherzato sulle
to da quello, più inconscio e vagamente menti che condividevamo senza parlare riviste di viaggio: avrebbero dovuto rive-
minaccioso, firmato dal direttore dell’uffi- non erano la paura o la preoccupazione. dere le loro previsioni sul “periodo mi-
cio (figura che deve il suo incarico a vita a Erano il rispetto e la buona volontà, insie- gliore per visitare” un posto, facendo
generazioni di stoici antenati): Va. Tutto. me all’elettrizzante ondata di solidarietà coincidere varie catastrofi come in un
Bene. Questa era la crisi che l’ufficio pre- da fine del mondo. Attraversando il cam- diagramma di Venn, e creando così brevi
venzione catastrofi si preparava ad affron- pus quasi vuoto per tornare a casa, ho no- intervalli di tempo in cui le strade di città
tare da cinquant’anni: quando diceva a tato che le poche persone in giro non si come Venezia sarebbero state libere dalle
mio figlio di non camminare sotto gli albe- salutavano, non parlavano, non si scam- orde di turisti.
ri nei giorni ventosi o a mia figlia di non biavano segni di riconoscimento. Eppu- Nel primo video si vede l’immagine
cambiare metropolitana a Times square re, per una volta, provavamo tutti la stes- ravvicinata di un muro della Ca’ d’Oro. Il
nell’ora di punta, indipendentemente dal sa tensione, ed era qualcosa che ci univa. sole si riflette nel canale e le lastre di mar-
livello di allerta ufficiale; quando vedeva Uscendo dai cancelli ho pensato che, mo, liquefatte da quel luminoso tremolio,
pericoli ovunque o, a seconda di come mi una volta finita l’epidemia, l’università sembrano muoversi. Quel giorno l’acqua
faceva comodo, quasi ovunque. dovrebbe considerare l’ipotesi di rimuo- della laguna – lo ricordo benissimo – era di
un meraviglioso turchese opalescente che
Distanza in biblioteca Mi sono rallegrata non avevo mai visto prima. Ho detto a una
Queste precisazioni faranno sembrare delle adolescenti che morivo dalla voglia
quello che segue ancora più illogico o in- all’idea dei turisti che di nuotare in quell’acqua. Ha sussultato
difendibile, anche se credo fosse il nostro fotograferanno i segni fingendosi disgustata, e ha detto che se
ultimo, vano tentativo di aggrapparci alla l’avessi fatto mi sarei presa qualche terri-
normalità. Il 16 marzo, in occasione di lasciati dai cardini bile malattia. Anche solo immaginando di
un’altra vacanza scolastica, saremmo do- nuotare nel canale rischiavo di essere con-
vuti andare in Colorado. Abbiamo com- verli. Mi sono rallegrata all’idea dei turi- taminata, se non da una malattia, quanto
pilato una lista di “fattori di rischio”, cosa sti che fotograferanno i segni lasciati dai meno da idee spericolate.
che non avevamo fatto qualche settima- cardini. Tornata a casa, ho pensato che Nel secondo video si vede un’alga on-
na prima. Nostra figlia sarebbe rimasta a forse presto sarei stata costretta a rima- deggiare, attaccata alla parete di pietra
casa da sola. Uno di noi doveva restare nerci, se mi fosse venuta la febbre o la che delimita la Giudecca. L’alga è viola
con lei? E se il governo avesse improvvi- tosse. Per la prima volta nella scuro, simile a un millepiedi ma-
samente limitato gli spostamenti tra gli mia vita, non avrei evitato il pe- rino dalle zampe sfilacciate co-
stati? E se ci avessero messo in quarante- ricolo restando a casa. Lo avrei me rebbi flessuosi. Un pezzo di
na in una città, in un albergo o nella piaz- contenuto non uscendo. Mi so- filo interdentale è incastrato tra
zola di un aeroporto, per settimane, no tolta il cappotto e mi sono i filamenti, e l’intera massa, ope-
nell’attesa di farci tamponi che nessuno lavata le mani. Poi ho guardato, ra congiunta di uomo e natura,
aveva? La sua scuola giurava che non per l’ennesima volta, due video che avevo fluttua placidamente nella scia dei vapo-
avrebbe chiuso, ma potevano cambiare fatto a Venezia, perché mi calmavano, retti che vanno e vengono nella laguna,
idea. Una persona a cui ho chiesto consi- nel senso che mi facevano diventare più riversando in città persone munite di ma-
glio mi ha ricordato una possibilità a cui riflessiva, e non solo perché erano belli. schere e macchine fotografiche. All’inizio,
non avevo pensato: e se mia figlia si fosse notando il filo interdentale, mi era spia-
ammalata mentre era da sola? In ogni ca- Alga perfetta ciuto non aver trovato un’alga senza detri-
so, le nostre valutazioni riguardavano, Uno dei motivi per cui siamo andati a Ve- ti per ricordare il mio viaggio a Venezia,
ancora una volta, solo i pericoli che ci mi- nezia è che non ci eravamo mai stati, e ci che rischiava di essere il primo e l’ultimo.
nacciavano e i danni che potevamo subi- siamo detti che bisognava rimediare su- Poi, dopo aver guardato un po’ di volte il
re. Rimanendo a casa avremmo perso bito. Presto visitarla sarebbe diventato video, quel filo interdentale, piccolo svo-
soldi che non avevamo mai avuto. L’ad- impossibile. L’acqua che aveva così a lun- lazzo di ottimismo e umiltà (ammesso che
debito per il volo e l’albergo se ne stava go protetto la città da contaminazioni il filo interdentale possa rappresentare
ancora sulla carta di credito ad accumu- esterne – persone o malattie – era diven- l’uno o l’altra), mi è sembrato al suo posto.
lare interessi. tata fonte di contaminazione. Lungo la Ora non vorrei per nulla al mondo che non
Nonostante la lezione che avremmo Fondamenta delle Zattere, che costeggia fosse lì. Guardo sempre il video con il vo-
dovuto imparare in Italia, abbiamo aspet- il canale della Giudecca (così chiamato, si lume alto per sentire l’acqua sciabordare e
tato l’11 marzo prima di decidere: non po- pensa, perché i primi ebrei di Venezia si sfregarsi contro la banchina. Questa mu-
tevamo partire, e non perché rischiassimo stabilirono sull’isola di fronte, separati sica potrebbe accompagnare le parole di
di rimanere bloccati ma perché rischiava- dal resto della città da quel corso d’ac- un canto, semplice e toccante: il pericolo
mo di essere gli involontari vettori del pe- qua), avevamo visto i segni scuri lasciati sei tu, il pericolo sei tu. O, troppo tardi, il
ricolo, trasportando la malattia dentro di dall’ultima acqua alta. Era arrivata a un pericolo eri tu. u fs
noi. Potevamo portare il pericolo in Colo- terzo dell’altezza di molti portoni, som-
rado. Potevamo riportarlo a casa. mergendo i davanzali. Programmando il L’AUTRICE
Nella biblioteca quasi vuota della Co- nostro viaggio non sapevamo quanto ra- Heidi Julavits è una scrittrice statunitense,
lumbia university le poche persone pre- pidamente Venezia sarebbe diventata tra le fondatrici della rivista The Believer.
senti lavoravano a distanza di sicurezza, una città impossibile da visitare. Perfino Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Tra
mantenendo varie postazioni vuote tra mentre eravamo lì le strade erano strana- le pieghe dell’orologio (66thand2nd 2018).

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Sunny & SAfe

Scegli Malta
tra Mare e cultura
L’arcipelago di Malta abbraccia le diverse culture del
Mediterraneo a poco più di un’ora di volo dall’Italia.
Paesaggi mozzafiato, 7000 anni di storia e 3 siti Patrimonio
dell’Umanità UNESCO tra i quali la vibrante capitale Valletta.
Vieni a scoprire i nostri tesori!
Graphic journalism

Barbara Baldi per Internazionale

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Barbara Baldi è un’illustratrice e autrice di fumetti nata a Pavia. Il suo ultimo libro è Ada (Oblomov 2018).
Graphic journalism

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Graphic journalism

Fine

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montura.it
Ucraina

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Ucraina

I lupi
di Stanislav
Paul Auster, Literary Hub, Stati Uniti
Foto di Berthold Steinhilber
Un rabbino pieno di tic, un poeta buddista e la
misteriosa storia di una città svuotata dalla
guerra e dall’olocausto. Paul Auster va alla
ricerca delle origini della sua famiglia
a Ivano-Frankivsk, in Ucraina

LAIF/CONTRASTO

La stazione ferroviara
di Ivano-Frankivsk,
in Ucraina, 2010

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Ucraina
n evento dev’essere vero riamente nota come Stanislawów, Stani- comuni che loro stesse avevano scavato

U per essere accettato co-


me tale, o basta credere
che sia accaduto real-
mente per farlo diventa-
re vero, anche se la cosa
che dovrebbe essere successa non è suc-
cessa? E come la mettiamo se, nonostante
gli sforzi fatti per appurare la verità, si arri-
va a un’impasse di incertezza e non si può
slau, Stanislaviv e Stanislav, a seconda che
fosse sotto l’autorità polacca, tedesca,
ucraina o sovietica. Da polacca era diven-
tata asburgica, da asburgica austroungari-
ca, e da austroungarica russa, per i primi
due anni della prima guerra mondiale. Poi
era tornata austro-ungarica e per un breve
periodo dopo la guerra era stata ucraina,
poi polacca, poi sovietica (dal settembre
prima di essere ammazzate.
Una signora gentile che avevo cono-
sciuto a Leopoli si era offerta di organiz-
zarmi il viaggio. Dato che era nata e cre-
sciuta a Ivano-Frankivsk e ancora ci vive-
va, sapeva dove andare e cosa vedere. Si
era presa addirittura la briga di trovare
qualcuno che ci portasse in macchina.
L’autista, un giovane pazzo senza alcuna
essere sicuri se la storia che ci è stata rac- 1939 al luglio 1941), poi era passata sotto il paura della morte, sfrecciava lungo la
contata sulla terrazza di un caffè a Ivano- controllo tedesco (fino al luglio 1944), poi stretta statale a due corsie come se stesse
Frankivsk, nell’Ucraina occidentale, è era ridiventata sovietica e dal 1991, in se- facendo il provino per un ruolo da stunt-
nata da un fatto poco noto ma storicamen- guito al crollo dell’Unione Sovietica, è una man in un film di corse d’auto, correndo
te verificabile o è una leggenda, una fanfa- città ucraina. rischi spropositati per superare ogni mac-
ronata, una diceria senza fondamento china che si trovava davanti, sterzando
tramandata di padre in figlio? E – doman- L’ultimo giorno sulla terra tranquillamente e di colpo verso l’altra
da più pertinente – se questa storia è così All’epoca della nascita di mio nonno, la carreggiata anche quando c’era qualcuno
sbalorditiva e potente da lasciarci a bocca popolazione di Ivano-Frankivsk era di che arrivava a tutta velocità in senso oppo-
aperta per la meraviglia, da farci capire 18mila abitanti e nel 1900 (l’anno della sto. Varie volte durante il tragitto mi è ve-
che ci ha cambiati, migliorati o ha appro- sua partenza, approssimativamente) in nuto da pensare che quel pomeriggio
fondito la nostra conoscenza del mondo, città vivevano 26mila persone. Più della spento e nuvoloso del primo giorno d’au-
allora ha davvero importanza se è vera o metà erano ebrei. Al tempo della mia visi- tunno del 2017 sarebbe stato il mio ultimo
meno? giorno sulla terra: quant’era paradossale,
Le circostanze mi hanno portato in Non c’era ragione per mi sono detto, ma anche terribilmente ap-
Ucraina nel settembre del 2017. Avevo propriato, che avessi fatto tutta quella
delle cose da fare a Leopoli, ma ho appro- andarci se non la strada per visitare la città da cui era partito
fittato di un giorno libero per fare una gita curiosità o il richiamo mio nonno più di un secolo prima solo per
di un paio d’ore più a sud e passare il po- morire prima di arrivare a destinazione.
meriggio a Ivano-Frankivsk, la città dove di una finta nostalgia Per fortuna c’era poco traffico: un mi-
mio nonno paterno nacque nei primi anni sto di macchine veloci e camion lentissi-
ottanta dell’ottocento. Non c’era ragione ta, la popolazione era cresciuta fino a mi, nonché, a un certo punto, un carro a
per andarci se non la curiosità, o quello 230mila abitanti, ma negli anni dell’occu- cavalli con un enorme carico di balle di
che potrei chiamare il richiamo di una fin- pazione nazista gli abitanti erano tra gli fieno che procedeva a un decimo della ve-
ta nostalgia, perché in realtà non ho mai 80mila e i 95mila, per la metà ebrei. Quel- locità dei camion lenti. Donne tarchiate
conosciuto mio nonno, e tuttora so poco o lo che già sapevo da molti decenni era che con le gambe grosse e il fazzoletto in testa
niente di lui. È morto ventotto anni prima dopo l’invasione tedesca dell’estate del camminavano lungo il bordo della strada
che io nascessi, è una specie di uomo-om- 1941, in autunno diecimila ebrei erano portando le buste gonfie della spesa. Non
bra che appartiene a un passato non scrit- stati radunati e fucilati nel cimitero ebrai- fosse stato per i sacchetti di plastica,
to e non ricordato, e mentre viaggiavo alla co, e a dicembre il resto della comunità era avrebbero potuto benissimo essere figure
volta della città che lasciò verso la fine stato spedito al lager di Belźec, in Polonia. di duecento anni prima: contadine
dell’ottocento o ai primi del novecento, In seguito prima uno alla volta, poi a grup- dell’Europa dell’est intrappolate in un
capivo che il luogo dove aveva passato pi di cinque e alla fine venti per volta, nel passato senza fine che era sopravvissuto
l’infanzia e l’adolescenza non era più il po- corso di tutto il 1942 e nei primi mesi del fino al ventunesimo secolo. Siamo passati
sto in cui io avrei passato il pomeriggio. 1943 i tedeschi avevano condotto gli altri per la periferia di una decina di piccoli
Però volevo andarci lo stesso e, se ri- ebrei di Stanislau nei boschi intorno alla centri mentre ai due lati della strada si
penso ora ai motivi per cui ci volevo anda- città e gli avevano sparato, sparato e spa- stendevano enormi campi appena falciati,
re, mi viene da dire che forse si riducono rato, finché non ne era rimasto più nessu- finché a due terzi del tragitto il paesaggio
tutti a un semplice, verificabile fatto: il no: decine di migliaia di persone uccise rurale non si è dissolto in una terra di nes-
viaggio mi avrebbe portato in mezzo alle con un colpo in testa e sepolte nelle fosse suno fatta di industria pesante, di cui l’e-
terre di sangue dell’Europa orientale, sempio più spettacolare era la gigantesca
principale e terribile teatro dei massacri centrale elettrica che di colpo si ergeva
del novecento. Se l’uomo-ombra respon- alla nostra sinistra.
sabile del nome che porto non avesse la- Se ricordo bene quello che la mia gen-
sciato quella parte di mondo al momento tile accompagnatrice mi ha raccontato
giusto, io non sarei mai nato. mentre eravamo in macchina, quella mo-
Quello che già sapevo prima di arrivare nolitica installazione fornisce il grosso
era che Ivano-Frankivsk prese questo no- dell’energia elettrica alla Germania e ad
me nel 1962 (in onore del poeta ucraino altri paesi dell’Europa occidentale. Ecco
Ivan Franko), ma in precedenza la città, le contraddittorie verità di questo stato
vecchia di quattrocento anni, era stata va- cuscinetto largo più di mille chilometri e

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Ivano-Frankivsk. La chiesa armena Ivano-Frankivsk: un edificio solido e ben
disegnato dei primi del novecento, che in
qualche modo è riuscito a superare la se-
conda guerra mondiale con pochissimi
danni, tutti ormai riparati da un pezzo.
Non so bene cosa pensavo, ma non
avevo nulla in contrario a parlare con il
rabbino, dato che era probabilmente l’uni-
ca persona ancora viva al mondo che
avrebbe potuto – in via del tutto ipotetica
– dirmi qualcosa riguardo alla mia fami-
glia, quell’orda senza nome di antenati
invisibili che si erano dispersi, erano mor-
ti ed erano scomparsi dal regno del cono-
scibile, perché era praticamente certo che
i documenti relativi alla loro nascita erano
andati distrutti in un bombardamento, un
incendio o per effetto della firma di qual-
che zelante burocrate in un determinato
momento degli ultimi cento anni. L’in-
contro con il rabbino sarebbe stato un’in-
combenza inutile, me ne rendevo conto,
un effetto secondario della finta nostalgia
che mi aveva portato fino a Ivano-
Frankivsk, ma già che ero lì, e solo per quel
giorno, senza avere in programma di tor-
narci mai più, che male c’era a fare qual-
che domanda e vedere se qualcuna poteva
trovare risposta?

Berretti rossi e gialli


Risposte non ce n’erano. Il rabbino orto-
dosso e barbuto ci ha accolti nel suo uffi-
cio, ma oltre a dirmi quello che già sapevo
– che Auster era un cognome comune solo
tra gli ebrei di Stanislav – e fare una breve
digressione su una storia dei tempi della
guerra – quella di una donna di nome Au-
ster sfuggita alla cattura dei tedeschi na-
scondendosi per tre anni in una buca da
cui era riemersa pazza, restando malata di
LAIF/CONTRASTO

mente per tutta la vita – non aveva altre


informazioni da darmi. Era un uomo agi-
tato e pieno di tic, che mentre parlavamo
fumava ininterrottamente sigarette ultra-
chiuso nelle terre dei massacri tra est e nel passato, ma una cittadina contempo- sottili, spegnendone una dopo pochi tiri e
ovest: a uno dei due lati l’Ucraina forni- ranea con librerie, teatri, ristoranti e una tirandone fuori un’altra da una busta di
sce l’energia elettrica per tenere le luci piacevole miscela di architettura nuova e plastica che aveva sulla scrivania, e non
accese e tutto quanto in funzione, ma antica: quella antica incarnata nei palazzi era né cordiale né antipatico, semplice-
sull’altro continua a versare sangue per e nelle chiese del settecento e dell’otto- mente sovrappensiero, uno con altre cose
difendere un territorio sempre più ridot- cento costruiti dai fondatori polacchi e per la testa, e a quanto potevo vedere trop-
to e sotto assedio. dagli Asburgo conquistatori. po preso dai suoi affari per mostrare inte-
Ho scoperto che Ivano-Frankivsk è un Mi sarei accontentato di fare un giro di resse verso il suo ospite americano o la
bel posto, una città che non somiglia affat- un paio d’ore e poi tornare indietro, ma la donna che aveva organizzato l’incontro.
to alla fatiscente rovina urbana che mi ero persona gentile che aveva organizzato la Stando a varie fonti, oggi a Ivano-
immaginato. Giusto pochi minuti prima visita aveva capito che la ragione di quel Frankivsk non abitano più di due o trecen-
del nostro arrivo le nubi si erano aperte, e viaggio aveva a che fare con mio nonno, e to ebrei. Non è chiaro quanti di questi sia-
sotto il sole, con la gente che camminava dato che mio nonno era ebreo, aveva pen- no praticanti o frequentino la sinagoga,
per le strade e le piazze, sono rimasto col- sato che potesse essermi utile parlare con ma da quanto avevo potuto vedere un’ora
pito da com’era pulita e ordinata, non un l’unico rabbino rimasto in città, la guida prima dell’incontro con il rabbino, sem-
posto arretrato di provincia rimasto fermo spirituale dell’unica sinagoga rimasta a brava che solo una piccola frazione di quel

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Ucraina
numero già ridotto partecipasse alle ceri- buona metà del totale, maschi e femmine gente che passava in tutte le direzioni,
monie. Per puro caso, la mia visita cadeva tra i venti e i trent’anni, seduti nei banchi a senza che nessuno facesse il minimo ru-
nel giorno di Rosh hashanah, uno dei più capo chino o in ginocchio con le mani more, per come lo ricordo io, solo una
sacri del calendario liturgico ebraico, e giunte e la testa voltata in su e gli occhi fis- massa di persone silenziose che mi pas-
nella sinagoga erano presenti solo quindi- si sulla luce che scendeva dalle vetrate. savano davanti mentre ascoltavo il poeta
ci persone ad ascoltare il suono dello sho- Un normale pomeriggio di un giorno fe- raccontare la sua storia. Avevamo già ap-
far, il corno che annuncia il nuovo anno: riale, senza niente che lo distinguesse da purato che avevo presente cos’era succes-
tredici uomini e due donne. A differenza qualunque altro giorno se non il fatto che so alla metà ebraica della popolazione tra
dei loro omologhi in Europa occidentale e il tempo si era messo straordinariamente il 1941 e il 1943, ma quando l’esercito so-
negli Stati Uniti, gli uomini non portavano al bello e che in quel pomeriggio radioso vietico arrivò a conquistare la città nel
completi neri e cravatte ma giacche a ven- la chiesa della Santa resurrezione era pie- 1944, mi ha detto, solo un mese e mezzo
to di nylon, e avevano la testa coperta da na di giovani che non erano né al lavoro dopo lo sbarco alleato in Normandia, non
berretti da baseball rossi e gialli. né seduti nei bar, ma in ginocchio sul pa- solo i tedeschi avevano già levato le ten-
Siamo usciti e abbiamo gironzolato per vimento di pietra a mani giunte e con gli de, ma anche l’altra metà della popola-
un’ora, un’ora e mezza, forse più. La gen- zione se n’era andata. Erano scappati
tile accompagnatrice aveva preso appun- Ho guardato la piazza tutti, in una direzione o nell’altra, verso
tamento alle quattro con un’altra persona nord, sud, ovest o est, il che significava
che voleva farmi incontrare, un poeta di e ho provato a che i sovietici avevano conquistato una
Ivano-Frankivsk che a quanto pare aveva immaginarla città deserta, un regno di vuoto assoluto.
passato anni a studiare la storia della città, La popolazione umana si era dispersa ai
ma avevamo ancora tempo per esplorare nell’estate del 1944 quattro venti, e invece che da persone la
alcuni dei posti che non avevamo visto pri- città era abitata da lupi, centinaia di lupi,
ma, quindi abbiamo continuato a passeg- occhi al cielo in gesto di preghiera. Il rab- forse migliaia di lupi.
giare fino a coprire un bel pezzo del centro bino che fumava una sigaretta dopo l’al- Orribile, ho pensato, talmente orribile
abitato. Il sole ormai brillava indisturbato, tra, i berretti da baseball gialli e rossi, e da contenere l’orrore del sogno più orri-
e in quella bella luce settembrina siamo ora questo. bile, e tutt’a un tratto, come se effettiva-
arrivati su una grande piazza aperta e ci E dopo questo, che era venuto dopo mente mi si parasse davanti agli occhi in
siamo trovati di fronte alla chiesa della quello, mi è sembrato perfettamente logi- un sogno, mi è tornata in mente una poe-
Santa resurrezione, una cattedrale baroc- co scoprire che il poeta era buddista. E no, sia di Georg Trakl, Fronte orientale, che
ca del diciottesimo secolo che è conside- non era un neofita new age che aveva letto avevo letto per la prima volta cin-
rata il più bell’esempio di architettura un paio di libri sullo zen, ma un praticante quant’anni prima, e poi letto e riletto fino
asburgica risalente ai tempi in di lungo corso che era appena a impararla a memoria, e che avevo ritra-
cui la città si chiamava Stani- tornato da quattro mesi di sog- dotto solo per me, una poesia della prima
slau. Com’era successo per altre giorno in un monastero in Ne- guerra mondiale, scritta nel 1914, che
splendide chiese e cattedrali che pal, un tipo serio. E anche un parla di Gródek, una città della Galizia
avevo visitato nelle città grandi poeta, e anche uno studioso del- non lontana da Stanislau, e si conclude
e piccole dell’Europa occidenta- la città in cui nacque mio nonno. con la strofa:
le, ho dato per scontato che entrando l’a- Era un uomo grande e grosso, con le ma-
vremmo trovata quasi vuota, se non per none enormi e i modi affabili, una persona Terre deserte e irte di spine cingono
qualche turista di passaggio con la mac- riflessiva e lucida vestita in abiti europei la città.
china fotografica. Mi sbagliavo. che ha fatto solo un accenno di sfuggita Giù per le scale bagnate di sangue la luna
alla sua fede buddista, cosa che ho preso insegue donne terrorizzate.
Un pomeriggio di sole come un segnale incoraggiante, quindi mi I lupi selvaggi hanno fatto irruzione
Non eravamo in Europa occidentale, do- sono fidato di lui e ho avuto la sensazione dalle porte.
potutto, ma all’estremo margine occiden- che mi stesse raccontando la verità. L’in-
tale di quella che un tempo era stata l’U- contro è avvenuto solo due anni e mezzo Come faceva a saperlo?, gli ho chiesto.
nione Sovietica, in una città della provin- fa, ma la cosa strana è che malgrado sia Suo padre, mi ha detto, suo padre
cia della Galizia, l’estremo margine orien- passato così poco tempo, e malgrado da gliel’aveva raccontato tante volte, e si è
tale dell’ex impero austroungarico, e la allora ci abbia ripensato quasi ogni giorno, messo a spiegare che il padre nel 1944 era
chiesa, che non era né di rito cattolico ro- non riesco a ricordarmi neanche una delle giovane, aveva poco più di vent’anni, e
mano né russo ortodosso, bensì greco cat- cose che mi ha detto riguardo alla città pri- quando i sovietici presero il controllo di
tolica, era quasi piena di gente: non turisti ma di tirar fuori la storia dei lupi. Quando Stanislau, da allora ribattezzata Stani-
o studiosi di architettura barocca, ma cit- ha cominciato a raccontare quella storia, slav, fu arruolato a forza nell’unità milita-
tadini del posto venuti a pregare, a pensa- tutto il resto si è cancellato. re che aveva il compito di sterminare i
re o a stare in comunione con se stessi o lupi. Ci vollero parecchie settimane, mi
con l’Altissimo in quel vasto spazio di pie- Nessuna certezza ha detto, o forse parecchi mesi, non ricor-
tra con la luce di settembre che scendeva Eravamo seduti sulla terrazza di un caffè do bene, e una volta che Stanislav fu di
dalle vetrate dipinte. Ci saranno state cen- affacciato sulla piazza più grande della nuovo in grado di ospitare abitanti uma-
to, duecento persone, e ciò che mi ha col- città, il centro di Stanislau-Stanislav-Iva- ni, i sovietici la ripopolarono di personale
pito più di quella folla silenziosa è stato no-Frankivsk, uno spazio aperto in pieno militare con le relative famiglie.
quanti giovani ci fossero in mezzo, una sole, senza macchine e con un sacco di Ho guardato la piazza che avevo di

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periodo di tempo, dopo che i russi aveva-
no tolto il controllo di Stanislav ai tede-
schi, i lupi avessero dominato la città.
Nelle settimane e nei mesi seguenti
ho fatto il possibile per indagare più a
fondo sulla questione. Ho parlato con un
amico che aveva contatti con degli storici
all’università di Leopoli (oggi Lviv, prece-
dentemente nota come Lvov, Lwów e
Lemberg), in particolare con una studio-
sa specializzata nella storia della regione,
che però mai nel corso delle sue ricerche
aveva trovato notizie dei lupi di Stanislav,
mi ha detto, e quando anche lei ha fatto
ulteriori indagini non è riuscita a trovare
un solo accenno alla storia che mi aveva
raccontato il poeta. Ha trovato, però, un
breve filmato che documenta la presa
della città da parte delle truppe sovieti-
che, il 27 luglio del 1944, e quando mi ha
mandato il video ho potuto guardarlo
anch’io con i miei occhi, seduto sulla
stessa sedia su cui mi trovo ora.
Cinquanta o cento soldati in ranghi
ben ordinati entrano marciando a Stani-
slav mentre una piccola folla di cittadini
ben vestiti e ben nutriti saluta il loro arri-
vo. La scena è ripetuta da un’angolazione
leggermente diversa, con gli stessi cin-
quanta o cento soldati e la stessa folla ben
vestita e ben nutrita. Poi c’è uno stacco
sull’immagine di un ponte crollato, e in
seguito, prima di avviarsi alla conclusio-
ne, il filmato torna alla sequenza origina-
ria dei soldati con la folla festante. I sol-
dati magari saranno anche stati soldati
veri, ma in questa occasione gli era stato
chiesto di recitare la parte dei soldati,
proprio come gli attori a cui era stato ordi-
nato di interpretare la folla festante sta-
vano recitando la loro parte in un film di
LAIF/CONTRASTO

propaganda montato male e mai finito,


inteso a esaltare la bontà e il valore eroici
Ivano-Frankivsk. Il vecchio municipio dell’Unione Sovietica.
Ovviamente, nel filmato non compare
fronte e ho provato a immaginarla nell’e- irrompono dalle porte della città. I lupi nessun lupo.
state del 1944, tutte le persone che anda- non sono solo un simbolo della guerra. Il che mi riporta lì dove ho cominciato,
vano avanti e indietro per gli affari loro Sono il prodotto della guerra, ciò che la alla domanda senza risposta: a cosa cre-
sono improvvisamente scomparse, can- guerra porta al mondo. dere, quando non possiamo sapere con
cellate dalla scena, e ho cominciato a ve- Non ho dubbi sul fatto che il poeta fos- certezza se un presunto fatto è vero o no?
dere i lupi, decine di lupi che giravano per se convinto di raccontarmi la verità. I lupi In assenza d’informazioni che possa-
la piazza, muovendosi a piccoli branchi in per lui erano veri, e per via della serena no confermare o negare la storia che mi
cerca di cibo nella città abbandonata. I convinzione che aveva nella voce mentre ha raccontato, io scelgo di credere al poe-
lupi sono il punto finale dell’incubo, il ri- mi raccontava la storia, li ho accettati co- ta. E che ci fossero o meno, scelgo di cre-
sultato ultimo della stupidità che condu- me veri anch’io. Certo, non li aveva visti dere nei lupi. ◆ mt
ce alle devastazioni della guerra, in que- coi suoi occhi, ma li aveva visti il padre, e
sto caso ai tre milioni di ebrei massacrati perché un padre racconterebbe al figlio L’AUTORE
nelle terre di sangue orientali insieme a una storia del genere se non fosse vera? Paul Auster è uno scrittore statunitense. Il suo
un numero infinito di altri civili e soldati Non lo farebbe, mi sono detto, e quando ultimo libro è 4 3 2 1 (Einaudi 2017). © 2020 by
di altre religioni e di nessuna religione, e quel pomeriggio sono ripartito da Ivano- Paul Auster . Per gentile concessione di The
una volta finito il massacro, i lupi selvaggi Frankivsk ero convinto che per un breve Italian Literary Agency Srl.

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 79


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Chiapas, Messico, ottobre 2019. Un gruppo di migranti cammina lungo l’Autopista 200

Ngu era partito


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I migranti africani
attraversano mezzo
mondo per arrivare
negli Stati Uniti. Ma il
tratto più pericoloso è
quello che passa nelle
terre delle grandi aziende
agricole e dei
narcotrafficanti.
L’inchiesta di Carlos Dada

Carlos Dada, El Faro,


El Salvador
Foto di Fred Ramos

re camerunesi sono morti

T in Messico. Annegati a un-


dicimila chilometri da casa
e a poco meno di duemila
chilometri dalla loro meta,
gli Stati Uniti. Poco dopo la
morte, hanno cominciato a svelare verità
dalle dimensioni globali. Io mi sono im-
battuto nella loro storia quasi per caso.
Appena arrivato a Tapachula, nel su-
dest messicano, ho saputo che una barca
a motore era affondata davanti alla spiag-
gia al confine tra il Chiapas e lo stato di
Oaxaca. La mattina dell’11 ottobre 2019
un pescatore aveva notato dei vestiti su
una duna di sabbia vicino a Puerto Arista,
in Chiapas, e aveva avvisato i soccorritori
locali. Quando sono arrivati, hanno indi-
viduato alcune orme che proseguivano
per quattrocento metri verso l’entroterra.
Lì hanno trovato il primo cadavere, coper-
to da un po’ d’erba strappata dalle dune.
La marina messicana e la procura del
Chiapas sono arrivate poco dopo. Un do-
cumento di transito della Costa Rica li ha
aiutati a identificare il defunto: Emma-
nuel Cheo Ngu, 39 anni, originario di Ba-
menda, in Camerun.
Dagli arbusti intorno alle dune sono
spuntati otto naufraghi, sfiniti e trauma-

o da Bamenda
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tizzati dall’incidente, dalla sete e dalle maglietta grigia da bambina e un paio di
punture degli insetti, e si sono consegnati jeans alla rovescia, strappati; una ma-
agli agenti messicani. Sette uomini e una glietta nera con una stampa bianca della
donna, tutti del Camerun. Sono stati por- torre Eiffel; una maglia termica da bam-
tati in un ospedale vicino. “La donna era bino. Le autorità messicane hanno detto
incinta”, mi racconterà due giorni dopo che tutti i sopravvissuti erano adulti.
Francisco Álvarez, uno dei soccorritori. Questo è quello che ho visto io.
“Erano tutti molto provati”. I coyotes, i L’oceano Pacifico aveva depositato un
trafficanti di persone, li avevano abbando- terzo cadavere su una spiaggia vicina
nati alla loro sorte. chiamata Cachimbo, che fa parte dello
Nel pomeriggio i pescatori hanno tro- stato di Oaxaca. I pescatori l’hanno tro-
vato un altro cadavere. Atabong Michael vato il giorno dopo. Era un uomo, came-
Atembe, 32 anni, anche lui del Camerun. runese.
Il mare l’aveva depositato quasi nello stes- Cosa facevano laggiù, così lontano da
so punto: un piccolo banco di sabbia con casa, degli africani? Dove si erano imbar-
qualche specchio d’acqua, quasi un mirag- cati?
gio che si lasciano dietro le alte maree; e Ero arrivato a Puerto Arista dopo aver
dune che a mezzogiorno, contro il cielo trascorso un mese alla ricerca della rotta
azzurro, disegnano un paesaggio degno marittima dei migranti, partendo da
dell’universo di Dalì. quest’idea: se il governo messicano aveva
Sono arrivato sul posto dopo mezz’ora ceduto alle pressioni del presidente degli
di viaggio sulla spiaggia deserta, a bordo Stati Uniti, Donald Trump, e aveva raffor-
di un quad guidato da un adolescente che zato il controllo della frontiera meridiona-
si era offerto di farci da guida. le schierando migliaia di agenti della
Sulla sabbia c’erano ancora dei vestiti, guardia nazionale, la migrazione via mare
l’unica prova del naufragio. Ho preso ap- doveva essere aumentata. Il naufragio dei
punti sul mio quaderno: un paio di panta- camerunesi sembrava confermare che
loni da donna; due abiti; un calzino mar- quella era una rotta della tratta di esseri
rone; una saponetta; un maglione; un al- umani. Ma questo è successo quasi alla fi-
tro paio di pantaloni da donna; un sanda- ne di un viaggio cominciato quattro setti-
lo di plastica; un pantaloncino da bambi- mane prima, sulle coste del Guatemala. Lì
no accanto a una maglietta nera della avevo trovato tutt’altro.
stessa taglia; una maglia rossa, da adulto;
un pacco di assorbenti; un sacchetto di La nuvola negli occhi
plastica pieno di chicchi bianchi simili al Il mio viaggio comincia a Ocós, un angolo
sale grosso, con indicazioni mediche buio e abbandonato del Guatemala sull’o-
scritte in francese; un flacone di sapone ceano Pacifico, accanto alla foce del fiume
liquido; tre mutande da donna, una ros- Suchiate, che è stato per anni il rifugio di
sa, una rosa e una azzurra; un pacchetto trafficanti di droga e di esseri umani.
di cotone idrofilo; un calzino rosa; due Si sa poco di questo luogo, di cui peral-
reggiseni, uno nero e uno rosa; due mu- tro non importa quasi a nessuno. Né i gior-
tande nere; un pantaloncino turchese; nalisti della capitale guatemalteca né i
due jeans da bambini; una maglietta rosa politici né i procuratori hanno informazio-
accanto a un paio di pantaloni e a un ni aggiornate su quello che succede lì.
asciugamano dello stesso colore; un reg- Tutti, però, mi avevano consigliato di star- cambiate: queste terre non appartengono
giseno malva; un jeans ocra; un reggise- ne alla larga. L’accesso alla zona è stretta- più all’onnipotente United Fruit Com-
no verde; una coperta con cuori rossi e mente controllato, non ci arriva neanche pany, ma a onnipotenti latifondisti guate-
gialli; una bottiglia di plastica verde; una la polizia. Perché andarci? È territorio di maltechi; e qui oggi vivono i narcotraffi-
aziende di banane e narcotrafficanti. canti. Ocós è un romanzo di Asturias, con
Ma come ho verificato in prima perso- in più il narcotraffico.
na, se per caso qualcuno si spinge fino a lì Arrivo con un contadino che ha viag-
non cambia solo lo spazio, ma anche il giato insieme a me da Città del Guatema-
tempo. Si torna indietro di settant’anni, la. Il mio accompagnatore è di La Blanca,
all’epoca dell’onnipotente United Fruit un insieme di capanne e baracche che fino
Company. Attraverso un sentiero polvero- a cinque anni fa faceva parte di Ocós. Oggi
so lungo venti chilometri, sembra di en- è un comune indipendente. Il piccolo cen-
trare in un romanzo dello scrittore guate- tro urbano dove sorge il nuovo municipio,
malteco Miguel Ángel Asturias: le pianta- che è il luogo d’incontro della comunità, è
gioni di banane, i grandi imprenditori, i fatto di strade che si contano sulle dita di
braccianti, la povertà, l’accaparramento una mano. La libreria non vende libri ma
delle risorse naturali. Solo due cose sono quaderni, matite, righelli, compassi e mo-

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Puerto Aristas, Messico, 12 ottobre 2019. Vestiti di migranti africani naufragati

nografie degli eroi nazionali. All’entrata scura, liscia e brillante. Ha 55 anni e non si gione delle piogge. Ma durante la lunga
del paese c’è un cartello con la scritta: è mai allontanato da Chiquirines. È sedu- estate tropicale il pozzo resta vuoto.
“Benvenuti a La Blanca, capitale dell’oro to su una sedia di plastica, sul pavimento Don Chicho Dueñas sostiene di aver
verde”. L’oro verde sono le banane, il pro- in terra battuta circondato da mattoni so- recuperato la vista, ma mentre parla cerca
dotto che muove l’economia di tutta la vrapposti che delimitano l’ingresso della con lo sguardo i miei occhi e non sempre li
regione e che qui raramente raggiunge il sua casa, a quindici chilometri scarsi dal trova. Azzarda spiegazioni alternative:
colore giallo. Messico e a un secolo di storia dalle capi- “Mi si è rotta la stanghetta degli occhiali,
Ci addentriamo tra gli alberi di banane tali latinoamericane. Accanto a Chicho ci per questo non posso usarli. Sto recupe-
e arriviamo al villaggio di Chiquirines, do- sono due sacchi pieni di pannocchie di rando la vista a poco a poco. Non riesco a
ve vivono alcune famiglie di contadini. Le mais senza chicchi. Sono gli avanzi del leggere, ma faccio tutto il resto”.
case sono circondate dalle piantagioni e i consumo familiare, cibo per i maiali, in Ha avuto il primo distacco della retina,
pesticidi spruzzati dagli aerei delle azien- vendita per chi vuole mettere all’ingrasso quella dell’occhio destro, nel 2016, in una
de bananiere cadono sui loro tetti, sui loro i propri animali. Irma, la moglie di Chico, giornata di sole a picco mentre cammina-
cortili, sui loro animali, sulle loro teste. In è seduta alla sua destra su un tronco d’al- va e spruzzava pesticida, con il serbatoio
una di queste case vive Narciso Dueñas, bero, perché le due sedie che hanno non sulle spalle, tra le piante di banane. La set-
che i vicini chiamano don Chicho. È un bastano quando ci sono ospiti. Ora hanno timana dopo gli si è scollata anche l’altra.
uomo magro ma massiccio, con la pelle un po’ d’acqua, dice Irma, perché è la sta- “Ero bravo con l’erbicida”, dice Dueñas

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guardando davanti a sé, dove non c’è nes- Chicho mi porta anche se due grandi multinazionali come
suno. “Ne spruzzavamo dieci, quindici la Nestlé e la Cargill hanno rescisso con-
barili. ‘Bisogna andare più veloce’, mi di- nel cortile sul retro tratti da milioni di dollari. Il sito della Car-
cevano. ‘Più veloce, più veloce’. Prendevo della casa. Ascolto gill specifica che il contratto con il gruppo
delle pasticche per la febbre e per il dolore, Hame è stato sospeso per denunce “di
perché non potevo smettere di lavorare. i piccoli aerei che violazione dei diritti umani e inquinamen-
Per il confezionamento delle banane lavo- passano sulle nostre to ambientale”.
ravo con il cloro. Mi si è scollata la retina. Hame è la sigla di Hugo Alberto Moli-
Mi hanno messo a tagliare la frutta fino a teste spargendo na Espinoza, il fondatore dell’azienda,
quando non si è scollata del tutto e non ho insetticida che cominciò la sua attività da imprendi-
visto più nulla. Ho spiegato al padrone che tore con uno zuccherificio che collaborava
non ci vedevo più, lui ha notato la nuvola con la United Fruit. È morto nell’aprile del
nel mio occhio e mi ha mandato da un dot- 2019. La sua azienda è stata denunciata
tore che conosceva in città. Ma il dottore non solo per aver deviato il corso di fiumi,
mi ha fatto pagare. L’azienda non ha mai ma anche per ecocidio, evasione fiscale e
versato i contributi per l’assicurazione sa- violazione delle leggi sul lavoro. A La
nitaria, anche se tratteneva una quota tut- Blanca e a Ocós, la Hame e la Banasa sono
ti i mesi. Avevo perso l’occhio, mi ha detto state denunciate da undici comunità per
il dottore, perché avevo lavorato troppo a della proprietà segnalato da qualche pa- aver deviato i fiumi Pacayá e Mopá. Il giu-
lungo con delle sostanze chimiche. Abbia- letto, c’è una barriera alta più di due metri dice si è espresso a favore dei contadini,
mo venduto gli animali e usato i pochi ri- e larga altrettanto che circonda tutta la ma i fiumi non sono tornati al loro posto.
sparmi che avevamo per l’operazione. Ora terra lì davanti: è dell’azienda di banane. A Il direttore esecutivo della Hame, Feli-
ci vedo”, dice. due metri da casa di Chicho c’è la pianta- pe Molina, accetta di parlarmi al telefono.
È difficile credergli. gione dove ha perso la vista. Da qui vedia- La nostra conversazione dura solo cinque
La famiglia vende gli animali che alle- mo decine di irrigatori che spruzzano ac- minuti perché ha fretta, dice. Faccio in
va Irma, i resti delle pannocchie e le ama- qua senza sosta tra i cespugli da cui pen- tempo a chiedergli delle accuse contro la
che che Chicho tesse alla velocità che la dono caschi di oro verde. In un processo sua azienda. “Ci sono attivisti che vanno
sua cecità gli consente. Da quando ha per- calcolato con precisione, durante il viag- dritti a denunciare i fatti senza aver prova-
so la vista da entrambi gli occhi non può gio il colore cambierà e diventerà di un to a stabilire un contatto e senza chiedere
più lavorare. Il figlio ha lasciato gli studi da perfetto giallo banana sugli scaffali dei spiegazioni. Denuncia non è sinonimo di
infermiere e ha cercato lavoro in un’azien- supermercati di New York, New Orleans, condanna. Si fa un gran parlare di denun-
da di banane. È giovane e abbastanza for- San Francisco, Los Angeles e Chicago. ce. Ma cos’è dimostrato e cosa no?”, affer-
te per caricare i caschi di banane, spruzza- Don Chicho osserva gli irrigatori spruzza- ma. Quando cito le condanne del ministe-
re l’erbicida, costruire le barriere di conte- re l’acqua che a lui manca. L’acqua dei fiu- ro dell’ambiente e delle istituzioni che si
nimento o confezionare la frutta. Per an- mi deviata per alimentare le piante. occupano dei diritti dei lavoratori e di eva-
dare avanti. L’azienda per cui lavorava il “Ho scavato la mia fossa in queste sione fiscale, mi consiglia di parlare con i
padre non l’ha assunto. Così lavora dove piantagioni”, dice. suoi sottoposti. Prima di essere congeda-
capita, sempre a cottimo, nei terreni di to, gli chiedo del recente arresto di uno dei
qualcun altro. A volte gli offrono due gior- Il vero problema suoi fratelli, accusato di evasione fiscale
nate di lavoro, a volte tre, a volte nessuno. Nel 2016 il ministero dell’ambiente del dalla Commissione internazionale contro
Lui vorrebbe andare via dal Guatemala, al Guatemala ha denunciato che, solo sulla l’impunità in Guatemala (Cicig). “È vero,
nord. “Qui la gente mangia più di quello costa sud, più di cinquanta fiumi sono sta- ci sono denunce contro alcuni miei fami-
che guadagna”, dice Irma. E la gente, qui, ti deviati dalle aziende agroindustriali che liari, ma appunto sono solo denunce”, di-
non mangia molto. coltivano la canna da zucchero, la palma ce. Il caso resta aperto, il fratello aspetta il
Chicho racconta che ormai non riesce da olio africana e le banane. Nella zona di processo in libertà ma alla fine di agosto
neanche a mantenere la terra che coltiva Ocós, come in tutto il paese, i due giganti del 2019 la Cicig, assediata dal governo
per sfamare la sua famiglia, perché le dell’industria agricola sono il gruppo Ha- guatemalteco e dai grandi imprenditori
aziende di banane hanno deviato i fiumi, me, della famiglia Molina, e Banasa, della come Molina, ha interrotto la sua attività.
prosciugato i terreni e costruito barriere di famiglia Bolaños. Entrambi hanno come A La Blanca incontro Porfirio Escobar,
contenimento e dighe. D’estate si prendo- clienti le grandi aziende statunitensi di un uomo robusto di 64 anni con le mani
no tutta l’acqua e d’inverno inondano tut- distribuzione della frutta: Chiquita, Dole piene di calli, a cui è praticamente impos-
to quello che c’è intorno. Non lo dice solo e Del Monte. Entrambi sono beneficiari di sibile strappare un sorriso. Vive sulla riva
lui. Lo confermano centinaia di denunce generose esenzioni fiscali e oltre alle ba- del Pacayá, uno dei fiumi deviati dalle
e testimonianze nelle zone rurali del Gua- nane coltivano la palma africana, la canna aziende di banane. Ora, nella stagione
temala, dal Pacifico ai Caraibi. Dalle coste da zucchero, il caucciù e il caffè. delle piogge, il Pacayá più che un fiume
alle foreste. In questo angolo della costa meridio- sembra un torrentello. Il contadino fa una
Chicho mi porta nel cortile sul retro nale, le piantagioni di banane sono vicine sintesi della situazione: prima qui c’era
della casa, dove alcune galline scorrazza- ai terreni coltivati a palma. Il gruppo Ha- pesce in abbondanza, negli anni novanta
no nel fango. Ascolto i piccoli aerei che me produce anche olio di palma e oli da arrivarono le aziende di banane e la pal-
passano sulle nostre teste spargendo in- cucina ed è il secondo maggiore esporta- ma, e la superficie coltivabile diminuì.
setticida. In fondo al cortile, al confine tore di olio di palma dell’America Latina, “Nel maggio del 2005 tutto finì a causa

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Oaxaca, Messico, 18 ottobre 2019

degli interventi dei proprietari terrieri: solo dei migranti locali: “I giovani se ne stessi sentieri polverosi su cui passano i
barriere e deviazioni del fiume. L’acqua sono andati. Se n’è andata anche la gente container con i loghi della Chiquita e della
superò le barriere di contenimento e inon- più anziana, a causa della fame. Noi re- Dole. Le stesse piste di atterraggio per gli
dò le nostre terre. Addio ai raccolti. Poi a stiamo qui nel mezzo: da una parte le aerei che spargono pesticidi. La stessa mi-
ottobre l’uragano Stan ci tolse quel poco grandi proprietà terriere, dall’altra i nar- seria. L’industria guatemalteca delle pal-
che ci restava”, dice Escobar. cotrafficanti, che comprano la terra a ma africana esporta ogni anno prodotti
Nel cortile di casa, la moglie di Esco- prezzi altissimi per riciclare denaro. Tutti per quattrocento milioni di dollari (363
bar mette a scaldare l’acqua sul fuoco. Og- ci prendono le terre. Un ragazzo che vive milioni di euro). La banana rende ancora
gi mangeranno una minestra di pesce. A qui vicino è stato assoldato per un tra- di più. Ma agli abitanti di queste zone arri-
portata di mano, su un’asse di legno, una sporto. Di un carico, capito? Ha traspor- va molto poco.
decina di pesciolini aspettano in una baci- tato il suo primo carico. Poi un altro e un Quando parlo con i dirigenti della Ha-
nella. Sono coperti da un nugolo di mo- altro, e così via. Ha fatto un sacco di soldi. me, mi dicono che il fiume Pacayá si è pro-
sche. La donna le scaccia, prende un pe- Si è costruito una casa. Ha comprato una sciugato per effetto del cambiamento cli-
sciolino ancora vivo e lo apre con un col- camionetta, una macchina. Quando ha matico. Poi però ammettono che ci sono
tello per pulirlo. “È tutto quello che abbia- fatto troppi soldi l’hanno ammazzato. alcuni “problemi” e spiegano che hanno
mo preso dal fiume”, dice Escobar. “Ci Funziona così. Se comincio a lavorare per cominciato a svolgere degli studi di impat-
hanno tolto i pesci e la terra. Ormai semi- loro, dopo tocca a mio figlio. Magari an- to ambientale. Da quando sono stati re-
niamo solo una volta all’anno”. che lui farà un sacco di soldi. Ma poi? Me- scissi i contratti con la Nestlé e la Cargill,
Dietro di lui, una gallina stramazza a glio il sudore sulla fronte. Qui il problema hanno ridotto il consumo di acqua e han-
terra morta. Quando Escobar se ne ac- non è il narcotraffico, quello è un proble- no apportato dei miglioramenti nella spe-
corge, la prende per il collo e chiede gri- ma solo se ci hai a che fare. Il problema ranza che in futuro le due multinazionali
dando agli altri componenti della fami- sono le aziende di banane”. tornino sui loro passi.
glia se qualcuno le ha dato qualcosa che Saliamo con la macchina su una chiat- Gli chiedo quale sia la loro idea di svi-
non doveva. Nessuno risponde. In fondo ta di legno a motore improvvisata, sulle luppo, considerando che nelle zone dove
alla casa, il figlio di Escobar guarda su un acque del fiume Naranjo, per attraversarle si produce la loro ricchezza la gente vive
vecchio televisore una puntata di Law in direzione di ciò che resta del comune di nella povertà. Sviluppo? Danno il loro
and order. Chiedo a Escobar se passano Ocós. Arrivati dall’altra parte passiamo contributo, dicono, assumendo diecimila
ancora migranti da qui. Mi dice di no. Da tra le strade in mezzo alle piantagioni di persone del posto. Investono anche nella
giorni non sente parlare di centroameri- banane, che sono un percorso quasi obbli- salute e nell’istruzione per i loro dipen-
cani in transito sulle barche a motore. Sa gato. Lo stesso paesaggio di Asturias, gli denti. Il problema, mi spiega uno dei diri-

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America Centrale
genti, è l’assenza dello stato. E su questo
perfino Jimmy Morales (presidente del
Hanno attraversato il Caraibi. Un paesino isolato, inaccessibile
via terra, che vive dei turisti più avventu-
Guatemala dal 2016 al gennaio 2020) è fiume Suchiate sei rosi, pronti a viaggiare su barche come
d’accordo.
Pochi giorni dopo la mia conversazio-
settimane dopo aver quelle usate da Ngu e Takwi. Capurganá è
anche la porta di ingresso al Tapón del Da-
ne con i dirigenti del gruppo, Felipe Moli- lasciato Bamenda. rién, una regione impervia al confine tra
na ha ricevuto da Morales un riconosci-
mento in memoria del padre. Il presidente
Avevano percorso Colombia e Panamá.
Takwi racconta il tragitto: “Conosce-
ha annunciato l’apertura di consolati nei ventiduemila vamo quella rotta perché ce ne avevano
paesi produttori di palma africana e nuove
strade nelle zone delle grandi piantagioni.
chilometri parlato degli amici. La fanno tutti i came-
runesi. A Capurganá abbiamo pagato
Poi ha chiesto aiuto agli industriali agroa- qualcuno per accompagnarci. Quattro
limentari del paese: “Si dice spesso che lo notti e cinque giorni a piedi nella foresta.
stato non c’è, ma lo stato ha risorse limita- Il quarto giorno siamo stati rapinati da una
te, e voi lo sapete. Se ci aiuterete a realiz- banda di ladri. Sono usciti dal nulla, ci
zare progetti sociali in queste zone sarete i hanno circondati e ci hanno rubato tutti i
benvenuti, il paese ve ne sarà grato e la soldi: duemila dollari, mille di Emmanuel
storia ve ne renderà merito”. e mille miei. Un ragazzo si è rifiutato di
Ascoltando le sue parole non ho smes- strazione delle risorse africane; o in fuga consegnare i suoi soldi e lo hanno ucciso
so di pensare all’epoca della United Fruit, da problemi che hanno origine nelle am- sul posto. Era del Camerun, lo avevamo
che costruì la ferrovia, le scuole, gli ospe- ministrazioni coloniali. conosciuto pochi giorni prima a Capur-
dali e le dogane, e chiese al Guatemala un Sul loro cellulare tutti i migranti africa- ganá. Le guide ci hanno detto di andarce-
riconoscimento sotto forma di riforme ni conservano video della situazione nei ne subito per evitare altri problemi. Abbia-
legali ed esenzioni fiscali. Succedeva set- loro paesi: uomini che decapitano una mo preso gli zaini e abbiamo proseguito
tant’anni fa. donna, adolescenti uccisi da uomini in per la nostra strada. Il ragazzo è rimasto lì
uniforme, linciaggi pubblici, sparatorie a terra, morto. Ce ne siamo andati”.
A grandi linee indiscriminate contro la popolazione civi-
Emmanuel Cheo Ngu ha lasciato la sua le. Immagini che confermano i racconti Anniversario
casa a Bamenda il 30 luglio 2019, con la dei corrispondenti della stampa interna- Appena è arrivato a Panamá, Emmanuel
moglie Antoinette e i quattro figli. Ha gui- zionale e delle organizzazioni che difen- Cheo Ngu ha chiamato la moglie Antoi-
dato per sette ore verso il sud del Came- dono i diritti umani. nette. Non le ha raccontato del ragazzo
run, fino all’aeroporto della città di Doua- L’Europa ha chiuso le porte ai migranti morto né della rapina. Le ha detto solo che
la. Lì ha salutato la sua famiglia e ha co- africani. In migliaia affogano nel tentativo la parte più pericolosa del viaggio era or-
minciato la traversata aerea verso Quito, di attraversare il mar Mediterraneo su im- mai alle spalle. Le ha anche mandato alcu-
in Ecuador. barcazioni di fortuna, finiscono in centri ne foto dei giorni passati nella foresta, che
Ngu insegnava in una scuola seconda- di detenzione o sono schiavizzati in Libia. poi Antoinette mi ha inoltrato. Si vede
ria pubblica di una delle regioni anglofone Per questo migliaia di persone attraversa- Ngu in mezzo a un gruppo di migranti afri-
del Camerun, dove le forze separatiste no mezzo pianeta per arrivare negli Stati cani. Indossa una maglia del Barcellona,
combattono da più di due anni contro il Uniti. A grandi linee, era lo stesso piano di dei pantaloncini sportivi e ai piedi ha un
governo francofono di Paul Biya, a capo di Emmanuel Cheo Ngu: raggiungere gli paio di scarpe di plastica. Non sembrano i
un regime dittatoriale dal 1982. Il conflitto Stati Uniti e chiedere asilo. Lì vivono due vestiti più adatti per attraversare una delle
ha provocato più di tremila morti e mezzo sue sorelle e anche la madre. Ma i viaggi regioni più inospitali del continente ame-
milione di sfollati. non si fanno a grandi linee, almeno non i ricano.
Antoinette, la vedova di Emmanuel viaggi dei migranti. Secondo tutti gli africani con cui ho
Ngu, mi racconta al telefono che suo ma- Ngu ha fatto la lunga traversata aerea parlato a Tapachula, il Darién è il tratto
rito è scappato perché era convinto che con il cugino Forché Takwi, di 19 anni. Il peggiore. Sono in balìa delle mafie, dei
l’avrebbero ucciso. Il suo migliore amico, primo volo li ha portati da Douala, in Ca- trafficanti di persone e dei ladri. Tutti su-
un collega di nome Oliver, era stato deca- merun, a Istanbul, in Turchia, dove hanno biscono una rapina. Alcune donne vengo-
pitato a maggio del 2019. Ngu era rimasto cambiato solo aereo. L’ultimo scalo è stato no stuprate. Tutti sono stati testimoni di
intrappolato nel conflitto. Riceveva mi- Panamá, dove non sono scesi perché non uccisioni nella foresta o hanno sentito
nacce di morte dai separatisti e le forze avevano un visto. Sono volati in Ecuador e storie al riguardo. I cadaveri restano lì, co-
governative l’avevano picchiato al punto sono rientrati a Panamá attraverso un per- me morti senza nome, anche se hanno
da deformargli un dito. Tutte quelle cica- corso pericoloso, che fa chi non può scen- una famiglia in Africa che aspetta loro no-
trici hanno reso più semplice, qualche me- dere all’aeroporto perché non è europeo tizie. Mi hanno confermato che aveva fat-
se dopo, il riconoscimento del cadavere. né statunitense e non ha un visto. to quel percorso anche il secondo morto
Ngu non è un caso unico. Al centro per Ngu e Takwi sono arrivati a Quito il 2 annegato, Atabong Michael Atembe. Co-
migranti Siglo XXI, a Tapachula, ho trova- agosto e hanno viaggiato in autobus fino al me il viaggio dei centroamericani verso gli
to migliaia di africani in fuga da dittature piccolo porto di Turbo, sulla costa setten- Stati Uniti, anche quello degli africani nel
e regimi corrotti, a cui i governi europei trionale della Colombia. Lì hanno preso Darién è pieno di persone morte e scom-
danno sostegno in cambio di protezione una barca che li ha portati fino a Capur- parse. Ma tra tutti, alcuni sono più svan-
per le aziende che fanno profitti con l’e- ganá, penultima spiaggia colombiana dei CONTINUA A PAGINA 91 »

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Ixtepec, Messico, 17 ottobre 2019. Cecilia Ngu dopo la conferma della morte del fratello

taggiati: gli africani che sopravvivono al tito via terra verso nord, con i trafficanti di minceranno a funzionare. Dobbiamo
Darién, dopo devono ancora intraprende- esseri umani. Ngu ha preferito restare a avere fede e fare in modo che questo suc-
re tutto il percorso dei centroamericani. Tapachula. ceda. Che il nostro amore sia più forte,
La frontiera del Guatemala con il Messico, Antoinette ricorda una conversazione perché il mondo ci prenda sempre come
che per i centroamericani è l’inizio dell’in- telefonica avuta con il marito in quei gior- esempio”.
ferno, per i migranti africani è solo l’ulti- ni: “Mi disse una cosa che mi preoccupò: Poi ha postato un messaggio su Face-
mo tratto di un’odissea. aveva scoperto che la polizia in Messico book per ricordare l’anniversario e ha pub-
Ngu e il cugino Takwi hanno pagato il era molto corrotta e non poteva proteg- blicato qualche foto di famiglia. Sotto si
resto del viaggio con i soldi che gli aveva- gerli. Era nel sud del paese da quasi un sono accumulate 42 reazioni dei suoi con-
no prestato altri camerunesi. Hanno attra- mese e le autorità gli vietavano di arrivare tatti: congratulazioni, benedizioni e augu-
versato il fiume Suchiate su una zattera il nella capitale. Diceva che erano ostaggi e ri. Poi un breve messaggio interrompe la
16 settembre, sei settimane dopo aver la- che il Messico non era un paese sicuro. sequenza: “Lui non c’è più”. Il commento
sciato Bamenda. Erano a undicimila chi- Aveva deciso di andare verso nord, ma successivo dice semplicemente “Rip” e
lometri da casa in linea retta. Ma tra aerei, non mi spiegò come”. un altro chiede come mai il suo nome è sui
autobus, barche e tratti a piedi avevano Il 10 ottobre, poche ore prima d’im- giornali messicani.
percorso ventiduemila chilometri. barcarsi, Ngu ha registrato un messaggio Antoinette ha saputo così che suo ma-
Si sono registrati al centro per migranti su WhatsApp per Antoinette. Era il loro rito era morto. Così l’ha saputo anche Ce-
di Tapachula e hanno chiesto i documenti decimo anniversario di matrimonio ed cilia Ngu, 25 anni, poliziotta residente a
necessari per attraversare il Messico. Sic- erano lontani da settanta giorni. “Pur da Minneapolis, in Minnesota, negli Stati
come gli africani vengono da paesi che un posto così lontano non posso dimenti- Uniti. Senza sapere esattamente dove an-
non hanno una rappresentanza diploma- care il nostro anniversario. Dieci anni di dare, Cecilia Ngu è volata in Chiapas per
tica, il Messico li considera apolidi. Come alti e bassi. Grazie per esserci sempre, per cercare il fratello.
agli altri migranti, gli concede un permes- essere una buona moglie e una fantastica
so di soggiorno temporaneo che gli vieta madre. Per dimostrare al mondo che ave- Il narcocorrido di Ocós
di abbandonare il Chiapas, lo stato messi- vo tutte le ragioni per sposarti. Con impe- Vado a Ocós perché so che lì i migranti
cano più lontano dalla frontiera con gli gno, concentrazione e fede potremo fare s’imbarcano per arrivare in Messico. Da
Stati Uniti. tutte le cose che vogliamo. Probabilmen- anni non sento storie di trafficanti di es-
Dopo aver dormito varie settimane al- te questo è il momento giusto. Probabil- seri umani o di centroamericani imbarca-
le intemperie nelle tende montate sul ter- mente dio stava aspettando i dieci anni ti in quella zona, e voglio verificare che
reno del centro per migranti, Takwi è par- del nostro rapporto e da ora le cose co- quella rotta esista ancora.

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America Centrale
Chiapas, Messico, ottobre 2019. Un gruppo di migranti

Ci sono solo due modi per arrivare a dalle acque in piena dei fiumi Naranjo e stano. Per molti anni questi sono stati i
Ocós: via terra, passando dall’unica strada Suchiate. Camminiamo un paio di chilo- territori di Juan Ortiz López, noto come
che scende da Tecún Umán, o sulla chiatta metri su una lingua di sabbia dove si riesce Hermano Juan o Chamalé, uno dei narco-
galleggiante che trasporta noi e la nostra a passare quando c’è la bassa marea, fino trafficanti più potenti della regione. Co-
macchina da La Blanca, attraverso il fiu- alla foce del fiume Suchiate. Non vedo se- minciò trasportando i migranti in Messico
me Naranjo. gni di vita sulla spiaggia: nessun granchio, sulle zattere che attraversano il fiume Su-
Víctor Peña, il fotografo, fa del suo me- lumaca di fiume o di mare né stelle mari- chiate e poi si dedicò al contrabbando di
glio per manovrare la macchina fotografi- ne. Nulla. La cosa più vicina alla vita in cui merci tra i due paesi, due attività tradizio-
ca con discrezione una volta scesi sulla ri- m’imbatto sono i tronchi e i rami che il fiu- nali alla frontiera. Quando fu catturato,
va occidentale del fiume. Siamo in terra di me ha riportato a terra, e il cadavere di un nel marzo del 2011, Chamalé era uno dei
narcotrafficanti. cucciolo di cane che deve essere annegato principali trafficanti di cocaina, il capo
Ci addentriamo nelle piantagioni di tra le onde violente, pochi minuti prima della succursale guatemalteca del cartello
banane fino a quando non imbocchiamo del mio passaggio. messicano di Sinaloa.
una strada che non è segnata sulle mappe Evito un mucchio di spazzatura com- Il sistema funzionava così: gli aerei ca-
e che corre lungo il fiume Suchiate, così posto da bottiglie di bibite e acqua, sirin- richi di droga in arrivo dall’Ecuador, dal
stretta e irregolare da rendere difficile il ghe, vetri, scarpe, sacchetti e ogni sorta di Venezuela o dalla Colombia lanciavano i
passaggio. La strada finisce vicino alla fo- prodotti di plastica. Un nota curiosa: an- pacchetti di cocaina in mare; i piloti delle
ce del fiume, accanto a un agglomerato di che la prima spiaggia di Panamá, La Miel, barche di Chamalé li facevano arrivare a
case ribattezzato Los Faros perché lì si tro- dall’altra parte dell’istmo, è un tappeto di Ocós. Da lì la droga era inviata in Messico
vano gli ultimi due fari dell’America Cen- spazzatura risputata dall’acqua. L’Ameri- su un’altra imbarcazione o trasportata via
trale: due blocchi rettangolari di cemento ca Centrale comincia e finisce con una terra fino a Tecún Umán.
dipinti come una bandiera guatemalteca. discarica. Quando si seppe dell’arresto di Cha-
Lì finisce anche il piccolo centro urbano di Le case sulla spiaggia di Ocós sembra- malé, centinaia di guatemaltechi che ve-
Ocós, con le sue case vuote allineate da- no vuote, ma a uno sguardo più attento si devano in lui un benefattore protestarono
vanti al mare e il suo silenzio sospetto. notano segni di vite sospettose: alcune davanti alla corte suprema di giustizia,
Ocós è una spiaggia senza villeggianti. delle case circondate da alte mura sono nella capitale, chiedendo la sua liberazio-
Un paese fantasma. Il silenzio e la calma sovrastate a ogni angolo da torrette di ce- ne. Prima di lui era stato arrestato il suo
che regnano qui non invitano alla contem- mento con una minuscola feritoia; lì ci socio Mauro Ramírez, soprannominato
plazione. Nella stagione delle piogge il sono degli occhi che ti seguono. E anche Lobo de mar, lupo di mare. Entrambi sono
mare è una distesa di fango contaminata delle videocamere, se gli occhi non ba- stati estradati e processati negli Stati Uni-

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ti. Dopo l’arresto di Chamalé il cartello di
Ocós si sciolse, senza scomparire del tut-
Quella strada a destra barche sono lì. Si vedono a malapena,
bianche e azzurre. Imbocchiamo uno
to: una piccola parte delle attività del car- porta a un’altra strada stretto sentiero sterrato davanti al munici-
tello è stata portata avanti da Wilson Wil-
fredo Luarcas, soprannominato El Prima-
che corre lungo il pio e arriviamo al punto di attracco. Tre
ragazzi a torso nudo riposano, sdraiati ai
zo, responsabile della sicurezza di Lobo fiume. Lì è meglio non piedi di un albero. Uno fuma. Quando ci
de mar, che era già stato estradato. Luar-
cas si limitava a coordinare le barche per
andare. Siete già vedono arrivare saltano in piedi, e uno di
loro fa una telefonata. Rimaniamo lì un
recuperare la droga in mare e trasportarla andati? Ah. È una paio di minuti, senza scendere dall’auto.
fino a Tecún Umán. Da Tecún Umán al
Messico il trasporto era gestito da altre
discarica di cadaveri Facciamo inversione per andarcene e ve-
diamo una macchina nera venirci incon-
persone. tro. Accosta per lasciarci passare. Noi ce
El Primazo è stato arrestato all’inizio ne andiamo.
del 2020 e lui stesso ha chiesto di essere “È come la Colombia di Pablo Esco-
estradato negli Stati Uniti, sostenendo bar. Se non fai il bravo ti sparano. Se righi
che in carcere un altro detenuto voleva uc- dritto ti danno una mano”, spiega Luz.
ciderlo. Il detenuto è soprannominato El “Cosa significa rigare dritto?”, chiedo.
Taquero, cioè quello che prepara i tacos di “Non dare fastidio. Tu non dai fastidio
carne, per la sua abilità con il coltello. An- “Chi ti chiama?”. a loro, loro non danno fastidio a te”.
che se lui non ha mai cucinato neanche un “I narcotrafficanti. Mi chiamano per Proseguiamo il nostro giro. Passiamo
uovo sodo. dirmi di non parlare del morto. E se fai il davanti a grandi edifici deserti che Luz ci
Un giorno di marzo Donis, il fratello giornalista da queste parti, sai che non illustra uno a uno. Quella casa era di una
del Primazo che faceva da collegamento a conviene andare”. donna, una pastora evangelica. È stata
Tecún Umán, ha attraversato la frontiera “Ti hanno chiamato molte volte?”. arrestata per traffico di stupefacenti. Sot-
con il Messico per andare a pranzo. Quat- “Quattordici”. to la sua chiesa c’era una cantina piena di
tro sicari lo hanno ucciso. Il video dell’o- Passiamo i primi quattro giorni a Ocós droga. L’edificio di tre piani lasciato a me-
micidio è circolato molto in Guatemala. a cercare le imbarcazioni, ma non trovia- tà davanti alla piazza apparteneva a una
Nonostante tutto, a Ocós è rimasta in pie- mo nulla. Il quinto giorno entriamo in donna arrestata per riciclaggio di denaro
di una piccola organizzazione che si occu- contatto con una persona del posto che sporco. Voleva costruire un megaristo-
pa delle imbarcazioni. chiamerò Luz e che, per ovvie ragioni, rante.
L’altra rete criminale di Ocós, quella vuole restare anonima. L’esperienza che “E il ristorante davanti alla spiaggia,
dei trafficanti di migranti, è stata sman- sto per raccontare mi ricorda quegli enor- quello con le porte aperte, dove non ab-
tellata nel 2015. Parlo con un procuratore mi modellini con i trenini elettrici che gi- biamo visto mangiare nessuno in cinque
guatemalteco che ha partecipato a rano in tondo attraversando un villaggio e giorni?”, chiedo.
quell’operazione. “Siamo arrivati via ma- perdendosi tra le montagne prima di tor- “Quello è di doña Edilma”.
re, via aria e via terra, perché quella zona nare; modellini con dei pulsanti sul peri- “Ma è vuoto”.
è molto pericolosa. È stata un’operazione metro che, quando li premi, accendono “Sì. Non ci sono cuochi, camerieri né
congiunta di polizia ed esercito”, dice. luci in posti che non avevi notato. Un pul- clienti. Qui funziona così”.
“C’è una sola strada di accesso, e tutti nel sante accende una luce nella taverna dove “Però la porta è aperta”.
paese hanno saputo dell’operazione ap- due marinai bevono birra; un altro illumi- “E a chi dovrebbero rubare? A doña
pena abbiamo superato Tecún Umán. na una caverna su una montagna da cui Edilma?”.
Sembrava un film: siccome non sapevano una tigre controlla la valle. Premi un altro Edilma Navarijo è stata sindaca di
chi stavamo cercando, abbiamo incrocia- pulsante ancora e, all’interno della stazio- Ocós quando il comune comprendeva an-
to la metà del paese che scappava in mac- ne, si vedono i passeggeri che trascinano che La Blanca, tra il 2008 il 2016. Lei e il
china”. le valigie o comprano i biglietti. Tutte cose marito, Carlos Preciado, fecero fortuna
La banda di trafficanti di esseri umani che prima non vedevi. negli anni precedenti al loro ingresso in
gestiva due alberghi in cui i migranti al- Luz preme uno dopo l’altro i pulsanti di politica. A Ocós c’è chi li ricorda da fidan-
loggiavano in attesa delle condizioni giu- Ocós. “Vedete quelle macchine che arri- zati: lui in sella a una vecchia bicicletta, a
ste per navigare. Nell’operazione sono vano? Quella davanti è di un narcotraffi- piedi nudi, lei seduta sulla canna della bi-
state arrestate dodici persone. cante, quella dietro è della sua guardia del ci. Gli anni di ricchezza gli hanno permes-
corpo. Quella strada a destra porta a un’al- so di comprare terreni, costruire case e
Rigare dritto tra strada che corre lungo il fiume. Lì è me- fare affari.
Non sappiamo se ci sia ancora traffico di glio non andare. Siete già andati? Ah. È Verso il 2007 Edilma Navarijo de Pre-
migranti a Ocós, ma sappiamo che il nar- una discarica di cadaveri. Le barche a mo- ciado cominciò una relazione extraconiu-
cotraffico continua. Me lo spiega un gior- tore? Non le avete viste? Venite, ve le fac- gale con un uomo che aveva già una pessi-
nalista locale: “Quando vengo a sapere cio vedere io”, dice. ma reputazione in Guatemala: Víctor Soto
che ci sono dei morti a Ocós, aspetto Luz ci porta su un ponte che passa so- Diéguez, capo del nucleo investigativo
mezz’ora”. pra una piccola palude. Lì ci fermiamo. della polizia nazionale civile, coinvolto nel
“Perché?”, chiedo. Luz indica verso sud, a circa dieci metri di massacro dei detenuti nel carcere di
“Se nessuno mi ha chiamato dopo distanza. “Vedete quei cespugli? Dietro Pavón e accusato di aver occultato le pro-
mezz’ora, allora vado”. l’albero. Le vedete?”. Sì, le vediamo. Le ve dell’omicidio di tre deputati salvadore-

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America Centrale
gni nel parlamento centroamericano. Nei tradizionali punti vano dando molti problemi. Ma il proble-
Quando cominciò quella relazione, Soto ma è stato risolto. Ci ha pensato Erik. Ha
Diéguez andava spesso a Ocós. di sbarco dei migranti anche pensato ai ladri. Oggi Tecún Umán
Il rapporto extraconiugale divise la fa- a Ciudad Hidalgo è un posto sicuro”.
miglia Preciado Navarijo al punto che Nell’aprile del 2019 un tribunale del
Carlos, il figlio maggiore di Edilma e di oggi ci sono le Texas aveva chiesto l’estradizione di Súñi-
Carlos Preciado, si presentò alle elezioni postazioni della ga. “Ha agevolato e coordinato il traspor-
comunali candidandosi contro la madre. to di tonnellate di cocaina viaggiando per
Vinse lei. Poco dopo, in un episodio che nuova guardia il Guatemala verso il Messico”, dice l’in-
dev’essere ancora chiarito dai tribunali, il nazionale chiesta della Dea che ha dato il via alla ri-
marito della sindaca e un altro dei figli del- chiesta di estradizione. Ma in Guatemala i
la coppia furono uccisi in una sparatoria. sindaci sono protetti dall’immunità. C’e-
Anche Soto Diéguez fu ferito. A Ocós tutti rano state delle inchieste su Súñiga, ma
dicono che il responsabile della morte dei mai un processo.
Preciado sia il capo della polizia. Súñiga non si era potuto presentare per
Vivian Preciado, la figlia della sindaca essere rieletto sindaco perché il tribunale
e del defunto marito, è stata arrestata per supremo elettorale aveva annullato la sua
aver nascosto Soto Diéguez, il presunto candidatura a causa della richiesta di
assassino del padre. Il capo della polizia elettorale e una piccola scorciatoia: chie- estradizione. Ma era successo qualcosa di
non ha pagato per quel crimine, ma poi è deva al cartello di Sinaloa di uccidere degno di un narcocorrido (le canzoni che
stato condannato a 33 anni di carcere per Thelma Aldana, la candidata presidenzia- celebrano i boss del narcotraffico): sicco-
omicidi extragiudiziali nella prigione di le che era in vantaggio su di lui nei sondag- me non c’era tempo per sostituirlo, la sua
Pavón. Da allora Edilma Navarijo va a tro- gi. Per fortuna di Aldana, i narcotraffican- candidatura era rimasta vacante. Non c’e-
varlo spesso in prigione a Città del Guate- ti erano agenti della Dea sotto copertura. ra stato neanche il tempo di ristampare le
mala. Due settimane prima di essere arresta- schede elettorali eliminando il suo nome.
Luz ci mostra la casa di Edilma Navari- to, Estrada aveva ricevuto nella sua tenuta Gli elettori sapevano che lui non era più in
jo: “Lei era qui con Soto quando arrivò il il presidente Jimmy Morales. corsa e che gli Stati Uniti lo avevano accu-
figlio, Carlos, e sparò contro la casa. Soto Morales si è difeso dicendo che l’in- sato di narcotraffico, ma tutti avevano vo-
perse le staffe e andò a casa loro. Andiamo contro serviva a coordinare una transizio- tato per lui.
a vederla. Carlos vive sempre lì. Eccola. ne pacifica e ordinata dopo le elezioni. Súñiga non c’è più, ma i suoi fedeli so-
Dicevo: venne qui con i suoi uomini e an- Ho provato a parlare con la deputata no rimasti.
che lui sparò. Sembra che fosse in corso Vivian Preciado Navarijo e, attraverso di Lasciamo Ocós convinti che la rotta
una riunione familiare. Uccise il marito di lei, con la madre Edilma. Ma non ho otte- marittima dal Guatemala non esista più.
Edilma e un altro figlio”. Gli chiedo se i nuto nessuna risposta. Sembra che le frontiere, dinamiche e mu-
giornali o i telegiornali parlarono dell’epi- Siamo davanti alla casa del fratello tevoli per adattarsi alla realtà creata dai
sodio. Mi dice di sì. Quel giorno, a quanto Carlos, sindaco eletto di Ocós. Le finestre nuovi flussi migratori, dalla criminalità
pare, il giornalista locale riportò la notizia. sono aperte e sembra che qualcuno si sia organizzata e dalle decisioni politiche, si
A gennaio 2020 Edilma Navarijo si è appena alzato. Bussiamo alla porta e suo- siano spostate di nuovo.
insediata come sindaca di La Blanca. Car- niamo il campanello per più di dieci minu- In Messico molti migranti mi raccon-
los, che ce l’aveva con lei, è stato eletto ti. Non esce nessuno. tano di aver attraversato il fiume quasi in
sindaco di Ocós. Vivian, la figlia accusata assoluta libertà, a bordo delle solite
di aver nascosto Soto Diéguez, è deputata Domande chiatte. Lo vedo con i miei occhi quando
per il dipartimento di San Marcos. La fa- Erik Súñiga, detto El Pocho, è stato sinda- attraverso il ponte in direzione di Tapa-
miglia Navarijo è la nuova dinastia politi- co di Tecún Umán dal 2008 al dicembre chula. Nei tradizionali punti di sbarco dei
ca di questo angolo di narcotrafficanti e del 2019. È morto a causa di una malattia migranti a Ciudad Hidalgo oggi ci sono le
aziende di banane. ad aprile del 2020. Gli articoli del Periódi- postazioni della nuova guardia naziona-
Madre e figlia appartengono all’Unión co de Guatemala lo descrivevano come le. Servono semplicemente a evitare che
del cambio nacional, un partito il cui can- l’erede di Juan Chamalé e il padrino delle i migranti sbarchino lì. Attraversano il
didato alla presidenza, Mario Estrada, è operazioni del cartello di Sinaloa nella re- fiume un po’ più su, dove la guardia na-
stato arrestato a Miami nell’aprile del gione. Insomma, come il boss. zionale non arriva, perché da qualche
2019, due mesi prima delle elezioni presi- Tutto quello che è illecito – droghe, parte devono pur lasciarli passare. È da lì
denziali in Guatemala. La Drug enforce- contrabbando, traffico di migranti – passa che sono passati Emmanuel Ngu, Forché
ment administration (Dea), l’agenzia an- da Tecún Umán. Súñiga aveva installato Takwi, Atabong Michael Atembe e i tre-
tidroga statunitense, ha registrato una ri- un sistema di videosorveglianza che regi- mila africani che ho incontrato a Tapa-
unione tra Estrada e alcuni emissari del strava chi entrava e chi usciva dalla città, e chula.
cartello di Sinaloa. In caso di vittoria alle controllava anche l’unica strada per Ocós. Ma se i camerunesi si trovavano già in
elezioni, il candidato aveva promesso di Non doveva preoccuparsi di avversari o Messico, dove si sono imbarcati Ngu,
consegnare ai narcotrafficanti il controllo rivali politici: non ne aveva neanche uno. Atembe e il terzo uomo morto affogato?
delle dogane e della polizia. In cambio vo- E comunque la maggioranza degli abitan- Perché sono saliti su un’imbarcazione
leva dodici milioni di dollari (10,9 milioni ti lo apprezzava. Luz lo spiega così: “A che li avrebbe trasportati per ore, di not-
di euro) per finanziare la sua campagna Tecún Umán erano arrivate le gang e sta- te, su un mare agitato? Mi sono fatto que-

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Messico, 17 ottobre 2019. Cecilia Ngu vicino al luogo dove è stato trovato il corpo del fratello

ste domande quando ho saputo dell’inci- gato dai messicani. E ha creato la guardia zione umana, un’organizzazione che si
dente a Puerto Arista. Mentre attraversa- nazionale per impedire il passaggio dei occupa della difesa dei migranti. Secon-
vo il ponte di Tecún Umán ed entravo in migranti. do lui, a Tapachula ci sono circa cinquan-
territorio messicano, due giorni prima, Tutte le strade che escono da Tapa- tamila migranti, pari al 10 per cento della
non pensavo di scrivere di migranti ca- chula, a eccezione di quella che porta in popolazione locale. Cinquantamila stra-
merunesi e non avevo mai sentito questi Guatemala, sono sorvegliate dalla guar- nieri e neanche un turista.
nomi: Atabong Michael Atembe. Emma- dia nazionale e dalla polizia federale. Qui Ngu è stato visto al centro per migran-
nuel Cheo Ngu. Emmanuel Cheo Ngu. c’è la nuova frontiera tra il Messico e l’A- ti pochi giorni prima del naufragio. Poi
merica Centrale. una mattina è sparito.
La nuova rotta Le forze di sicurezza hanno bloccato “Era diretto a Puerto Madero. È lì che
Il 12 ottobre 2019 quasi tremila migranti la carovana a Huixtla. Hanno arrestato s’imbarcano”, mi dice un camerunese. Lo
sono partiti in carovana da Tapachula di- centinaia di persone, e le altre sono state stesso posto citato a Puerto Arista da un
retti a Città del Messico. Hanno cammi- obbligate a tornare nelle tende del centro procuratore del Chiapas che indaga sulla
nato in direzione di Oaxaca, fianco a fian- per migranti, in balìa delle inondazioni, a morte degli africani è indicato come pun-
co, cittadini salvadoregni, honduregni, due chilometri a piedi dal fiume in cui to di imbarco anche dai giornali locali che
camerunesi, haitiani, ghaneani, cubani, vanno a lavarsi, orinare e defecare, per- hanno parlato del naufragio. Puerto Ma-
mauritani, congolesi, venezuelani, sier- ché il governo messicano non gli ha forni- dero, Chiapas, Messico: è quello il punto
raleonesi, angolani, eritrei. to neanche dei bagni chimici. Un posto iniziale della nuova rotta marittima.
Hanno detto di aver preso ispirazione dove dipendono dalle organizzazioni non Ad appena trenta chilometri da Tapa-
dai centroamericani che un anno prima governative per mangiare e vestirsi, dove chula, accanto a una base navale messi-
avevano marciato in massa verso la fron- tutti i giorni sono insultati e rifiutati da cana, Puerto Madero è un paesino di pe-
tiera con gli Stati Uniti. Ma nel 2018 il una città la cui capacità di accogliere i mi- scatori e ristoranti deprimenti dove si
Messico era diverso. Se all’epoca il gover- granti è stata ampiamente superata, dove può mangiare pesce fritto e fare il bagno
no del presidente Andrés Manuel López neanche loro vorrebbero stare, perché la in una pozza che loro chiamano piscina.
Obrador predicava ancora l’umanità e la loro meta è un’altra. Andiamo nelle due cooperative di pesca-
solidarietà nei confronti dei migranti “Personalmente non sono stupito dal- tori del posto. Nella prima centinaia di
centroamericani, offrendo permessi di la corruzione, dai trafficanti o dai migran- pinne di squalo sono state messe a essic-
lavoro per tutti, nel 2019 quello stesso go- ti. Quello che mi sorprende è l’odio con- care al sole su un telo di plastica nero. I
verno ha trasformato la frontiera meri- tro i migranti”, dice Luis García Villa- pescatori sostengono di non sapere nulla
dionale nel muro di Donald Trump, pa- grán, direttore del Centro di documenta- del naufragio di cui parla tutta la costa del

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America Centrale
Puerto Madero, Messico, 13 ottobre 2019

Chiapas. Anzi, non hanno mai visto un articolo di un giornale di Oaxaca. Anche è morto. Un temporale ci ha impedito di
africano a Puerto Madero né altrove. Non il terzo morto, trovato il 12 ottobre sulla andare oltre Ixhuatán. Cecilia ha dovuto
hanno mai visto un africano. Non hanno spiaggia di Cachimbo, nello stato di accontentarsi di prendere un po’ di terra
mai visto un nero. Oaxaca, era stato identificato dalle auto- bagnata del paese più vicino al luogo in
Mentre siamo lì, non incontriamo po- rità come Emmanuel Cheo Ngu. Un ca- cui il fratello ha perso la vita.
liziotti, procuratori, agenti della polizia davere in Chiapas e uno a Oaxaca erano Abbiamo saputo che il cadavere di
migratoria o della guardia nazionale. stati registrati dalle autorità dei due stati Emmanuel Cheo Ngu era stato trasferito
Il giornale messicano Animal Políti- come la stessa persona. Ma Cecilia non a Ixtepec, un comune di Oaxaca di pas-
co ha svelato che i sopravvissuti del nau- aveva bisogno di dati ufficiali: le foto saggio per i migranti. Abbiamo dormito
fragio sono stati trasferiti dalle autorità dell’uomo di Oaxaca erano senza dubbio lì. La mattina siamo andati al cimitero
messicane a Tuxtla Gutiérrez, la capitale quelle del fratello. Emmanuel Cheo Ngu dove gli avevano fatto l’autopsia. Non ab-
dello stato, e chiusi in una struttura nota era il terzo morto. Non il primo. biamo avuto fortuna. Poche ore prima
come La Mosca. Un difensore dei mi- Cecilia Ngu e Walters Feh sono saliti era stato affidato a un’impresa di pompe
granti che ha parlato con i sopravvissuti in macchina a Tuxtla e insieme siamo funebri private perché a Ixtepec non c’era
ha detto al giornale che nessuno di loro partiti alla ricerca del cadavere di Emma- una cella frigorifera. Il cadavere si stava
ricordava il nome del porto dove si erano nuel. “Non mi aveva mai detto di aver la- decomponendo alle intemperie.
imbarcati. sciato il Camerun. Negli ultimi mesi par- La procura per l’assistenza ai migranti
lavamo su WhatsApp, ma non mi aveva di Ixtepec, sotto la cui autorità si trovava
Dall’altra parte del mondo detto nulla”, racconta Cecilia. “Ora so il corpo di Emmanuel Ngu, ci ha confer-
Il 14 ottobre ho contattato Cecilia Ngu, la che stava venendo a Minneapolis da noi. mato che il cadavere era stato trasferito
sorella di Emmanuel. Stava per prendere Se l’avessi saputo non l’avrei mai lasciato in un’impresa di pompe funebri di Matías
il suo volo in compagnia del cognato, salire su quella barca. Siamo gente di Romero, nello stato di Oaxaca, a settanta
Walters Feh. Abbiamo deciso di vederci a montagna, non abbiamo mai avuto nien- chilometri di distanza. Prima di andarce-
Tuxtla. Prima di salutarci mi ha detto: te a che fare con l’acqua. Emmanuel non ne, hanno fatto vedere a Cecilia alcune
“Non creda a quello che dicono i giornali sapeva nuotare”. foto del cadavere di suo fratello scattate
messicani. Ho visto le foto. Quel cadave- Cecilia Ngu è voluta andare a Ca- sulla spiaggia. Per la prima volta in tutto il
re non è Emmanuel Cheo Ngu. Quello chimbo per rispettare una tradizione ca- viaggio, la poliziotta ha dato segni di tur-
non è mio fratello”. merunese: quando sarà possibile, vorreb- bamento. Ha riconosciuto subito il fratel-
Quando è atterrata a Tuxtla Gutiér- be seppellire il fratello nella terra in cui è lo in quel corpo gonfio, decomposto e se-
rez, Cecilia Ngu aveva sul cellulare un nato con un pugno di terra del luogo in cui gnato dal pallore della morte. Cecilia era

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arrivata appena in tempo per salvarlo dal Quando sarà no chiesto dei migranti africani bloccati a
suo ultimo abbandono: una fossa comu- Tapachula: “Anche se fossero marziani:
ne. Abbiamo preso la strada per Matías possibile, Cecilia tutti espulsi! Li manderemo in India, in
Romero. vorrebbe seppellire il Camerun, fino in Africa”, ha detto Gar-
L’impresa di pompe funebri Reysan, a duño. E ha inaugurato la mostra.
Matías Romero, sembra uscita da una fratello nella terra in Ci sono voluti due giudici del Chiapas
fantasia del regista David Lynch. L’in- cui è nato con un per frenare le minacce interplanetarie di
gresso è decorato con nastri arancioni e Garduño. In risposta a sei denunce pre-
neri, zucche, elfi di plastica, spaventapas- pugno di terra del sentate da 350 migranti africani, hanno
seri e streghe. Accanto alla porta, un pro- luogo in cui è morto concluso che il Messico non ha rispettato
cione incatenato lotta per muoversi oltre la legge impedendo il libero movimento
il raggio di un metro che gli consente la oltre il Chiapas. Inoltre, poiché avevano
sua catena. Dentro, una sedia a dondolo lo status di apolidi, lo stato messicano do-
di legno che ha vissuto anni migliori e veva proteggerli. La sentenza ha creato
due sedie di plastica fanno le veci di una un precedente legale che copre non solo
reception davanti a due file di bare. Una chi ha sporto denuncia, ma anche tutti gli
scimmia zoppicante cerca di muoversi africani bloccati a Tapachula. In meno di
tra le poltrone della sala. Alcuni pappa- tre giorni, il Messico ha concesso duemi-
galli chiusi in due gabbie mandano su di per pagare il trasferimento del cadavere. la permessi di soggiorno permanenti.
giri la scimmia. Araceli Valdivieso li ha tranquillizzati: Devo raccontare un’ultima cosa: ho
Le pompe funebri sono anche la resi- “Può restare qui tutto il tempo necessa- visto la lista degli africani che hanno fatto
denza della proprietaria, Araceli Valdi- rio. Ho cadaveri che sono qui da otto an- causa contro lo stato messicano. Uno do-
vieso. Vivere in una zona di passaggio ni”, ha detto. Poi ha proposto di cremarlo. po l’altro hanno inserito i loro nomi in un
l’ha resa una specialista in migranti. È più economico trasferirlo in un’urna, e elenco numerato. Il 112 corrisponde ad
Quando un centroamericano muore o è la trafila burocratica è più veloce. Ma Ce- Atabong Michael Atembe. Ha firmato sei
ucciso nella zona, spesso è lei che si occu- cilia ha rifiutato: “Siamo abituati a sotter- settimane prima di morire. È il secondo
pa di trasferire i resti nel paese di origine. rare i nostri morti. Nessuno a Bamenda morto affogato.
Ci ha raccontato che il giorno dopo sareb- crederà che delle ceneri siano i resti di Il nome di Emmanuel Cheo Ngu non
be partita per il Nicaragua con il cadavere mio fratello”. Siamo tornati alla procura compare sulla lista. Ma è lecito supporre
di un migrante ucciso per amore di una di Ixtepec per il certificato di morte. Lì ho che, se fosse vivo come i duemila africani
donna. Ma una cosa è portare un cadave- salutato la sorella e il cognato di Emma- che oggi hanno un permesso di soggiorno
re in macchina in Nicaragua, un’altra è nuel Ngu. permanente, il professore di Bamenda
l’Africa. avrebbe chiamato Antoinette e le avreb-
Cecilia e Walters Feh sono entrati nel- La lista be raccontato, con la sua voce calma e
la stanza in cui era stato preparato il cor- Ho chiamato Cecilia Ngu a Minneapolis ottimista, che era pronto a continuare in
po di Emmanuel Ngu. Cecilia ha cercato più di un mese dopo. Il cadavere di Em- sicurezza il suo tragitto verso nord.
le cicatrici nel cadavere deforme davanti manuel era ancora alle pompe funebri Detto così, però, si potrebbe credere
a lei. Ed erano lì, il marchio della ferita Reysan a Matías Romero, bloccato per che i tre camerunesi siano stati uccisi
sulla caviglia destra e l’unghia che non gli problemi burocratici. Le ho chiesto se sa- dall’impazienza. È più giusto puntare il
era più ricresciuta sull’alluce del piede pesse qualcosa di più del naufragio. “No. dito contro la responsabilità dello stato
sinistro: i segni della violenza a Bamenda Speravo che le autorità messicane mi fa- messicano, in linea con la sentenza dei
che l’avevano spinto a intraprendere il cessero parlare con i sopravvissuti. Solo giudici: sono morti perché le autorità
suo ultimo viaggio. Le ragioni della sua loro sanno cos’è successo. Ma non me messicane non hanno rispettato le loro
fuga erano ancora visibili in un corpo per l’hanno permesso”, ha detto. stesse leggi. Se le avessero rispettate, in-
il resto quasi irriconoscibile, in una strana Sembra che la rotta marittima in cui vece di piegarsi alla politica del presiden-
impresa di pompe funebri di un paesino sono morti i camerunesi sia stata chiusa, te degli Stati Uniti, né Atabong Michael
messicano dall’altra parte del mondo. Un almeno per ora. Le rotte dei migranti Atembe né Emmanuel Cheo Ngu né l’al-
morto solitario. stanno di nuovo cambiando. Non solo lì: tra vittima che il Chiapas ancora pensa
Soli davanti al defunto, in famiglia, dieci giorni dopo che Emmanuel e suo che si chiami Emmanuel Cheo Ngu
Cecilia e il cognato hanno riprodotto i cugino Takwi sono atterrati a Quito, il go- avrebbero avuto bisogno di salire su una
messaggi vocali che altri parenti avevano verno ecuadoriano ha annunciato che i barca. E oggi tutti e tre sarebbero ancora
mandato per dire addio a Ngu, per dirgli camerunesi e i cittadini di altri undici pa- vivi. u fr
che lo aspettavano a casa, che sarebbe esi africani avranno bisogno del visto per
tornato laggiù, nel paese che lo aveva vi- entrare in Ecuador.
L’AUTORE
sto nascere e crescere e che l’aveva cac- Il 22 ottobre vari giornali messicani
Carlos Dada è un giornalista del Salvador.
ciato. Erano pronti ad accoglierlo quando scrivevano che il direttore dell’Istituto
Nel 1998 ha fondato El Faro, il primo
sarebbe tornato. In una bara fornita da nazionale di migrazione del Messico, Fe- quotidiano online dell’America Latina,
Araceli Valdivieso. lipe Garduño, aveva inaugurato una mo- specializzato in giornalismo investigativo.
Prima di lasciare le pompe funebri, i stra fotografica in omaggio ai migranti, Questo articolo fa parte di un reportage in
familiari di Emmanuel Ngu hanno detto che per più di un secolo hanno dato il loro sei puntate nato dalla collaborazione tra El
che avrebbero avuto bisogno di tempo contributo alla vita del Messico. Gli han- Faro e il quotidiano spagnolo El País.

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 97


Portfolio

Il cuore
di un paese
Il fotografo Kris Pannecoucke ha
seguito il corso del fiume Congo per
mostrare che le sue acque sono
fondamentali per la vita dei congolesi

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Engengele, 2010.

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 99


Portfolio
a Repubblica Democrati- nell’ovest del paese, dove le acque si riversano

“L ca del Congo è un luogo


pieno di paradossi e con-
traddizioni”, dice Kris
Pannecoucke. Tra il 2010
e il 2017 il fotografo belga
ha viaggiato molte volte nel paese seguendo le
acque del Congo, che con i suoi 2.700 chilome-
tri è il secondo fiume più lungo dell’Africa dopo
il Nilo. “Prima che fosse reso celebre dal ro-
nell’oceano Atlantico.
“In un territorio in cui ci sono poche strade,
molte delle quali dissestate, i fiumi non sono
solo molto trafficati, sono delle vere ancore di
salvezza”, dice Pannecoucke. “Questo fiume
può essere feroce e tenero allo stesso tempo.
Ma è il modo migliore per conoscere il paese. La
vita sulle lunghe chiatte, che serpeggiano sugli
insidiosi banchi di sabbia, rispecchia quella de-
manzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad, le sue gli abitanti sulla terraferma. Débrouillez-vous
acque ispiravano già storie e miti, come quella (cavatevela da soli), è il primo comandamento
del mokele mbembe, una creatura per metà dra- sul fiume”. u
go e per metà elefante che avrebbe avuto il po-
tere di fermare il suo corso”, dice Pannecoucke. Kris Pannecoucke è un fotografo belga nato a
Per il suo lavoro il fotografo ha esplorato le sor- Kinshasa nel 1969. Il suo lavoro sul fiume Congo è
genti sui monti Mitumba, al confine con lo diventato un libro intitolato Fleuve Congo river,
Zambia, fino ad arrivare al porto di Banana, pubblicato da Picha publishing nel 2017.

100 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Sopra: Kinshasa, 2015. Nei fine settimana molte
persone si ritrovano lungo il fiume dove ci sono
esibizioni di musicisti, artisti di strada e
acrobati.
Qui accanto: Kinshasa, 2012. Ogni sabato
mattina i sacerdoti della chiesa evangelica
battezzano i nuovi fedeli nel fiume Ndjili, che a
Kinshasa incontra il fiume Congo.
Al centro: nel parco nazionale marino delle
mangrovie a Kinshasa, 2012. Séphora raccoglie
ostriche immergendosi a quattro metri di
profondità. Le ostriche sono poi vendute in città
come Muanda e Boma, alla foce del fiume.
Nella pagina accanto: Mbandaka, 2012. Da qui
partono le chiatte per Kinshasa. I passeggeri a
volte trascorrono anche intere giornate ad
aspettare che i capitani delle navi provvedano a
consegnare i loro documenti alle autorità
portuali.

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 101


Portfolio

102 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Pweto, 2015. I pescatori fanno galleggiare delle lampade a olio per attirare i piccoli pesci durante la notte

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 103


Portfolio

In alto: sugli scogli lungo il fiume Congo a Mbudi, un quartiere turistico di Kinshasa, 2013.
Qui sopra: Kinsuka Pêcheur, un quartiere frequentato soprattutto dalla classe media di Kinshasa, 2016.

104 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Nella foto grande: un mercato affollato a Maluku, lungo
le sponde del fiume Congo, dove si vende soprattutto
pesce essiccato, 2016.
Qui accanto: una cerimonia dei seguaci del guru Tata
Gonda a Kinshasa, 2016. I sacerdoti della comunità cer-
cano di guarire i malati e aiutare le famiglie contro la
stregoneria.

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Scienza

Sulle ali della


Matt Parker, Wired, Stati Uniti
Foto di Chien-Chi Chang

Un aspirante affarista che cerca di comprare


un jet con i punti di una bibita. Un volo di linea
che decolla con il serbatoio mezzo vuoto.
Due incredibili storie di aerei causate da banali
errori di calcolo
el 1995 la Pepsi organiz- simi l’uno. Non ho molta familiarità con il

N zò una promozione in
cui, raccogliendo dei
punti, si potevano colle-
zionare cose Pepsi: per
una maglietta ci voleva-
no 75 punti, per un paio di occhiali da sole
175 e per una giacca di pelle 1.450. E chi
indossava queste tre cose insieme, come
faceva il protagonista dello spot, era un
mercato degli aerei militari di seconda
mano, ma 700mila dollari per un aereo
da venti milioni mi sembra un buon inve-
stimento. E questa fu, di fatto, la conclu-
sione a cui arrivò anche John Leonard,
che provò a sfruttare l’occasione.
Ma dire che “provò” è riduttivo. Ce la
mise tutta. Per partecipare alla promo-
zione bisognava compilare un modulo
vero fico anni novanta. preso dal catalogo Pepsi Stuff, consegna-
Gli autori dello spot, però, avevano re un minimo di quindici punti Pepsi ori-
deciso di concludere l’annuncio con un ginali e includere un assegno per coprire
pizzico di comicità demenziale, in classi- il costo degli eventuali punti aggiuntivi
co stile Pepsi: il protagonista, sfoggiando necessari. John fece tutto secondo i ter-
la maglietta, la giacca di pelle e gli oc- mini: usò un modulo originale, si procurò
chiali da sole, volava a scuola a bordo di quindici punti di prodotti Pepsi e inviò un
un jet Harrier. A quanto pareva, per otte- assegno di 700.008,50 dollari. Aveva
nere l’aereo militare ci volevano sette mi- davvero raccolto i soldi! Faceva sul serio.
lioni di punti Pepsi. All’inizio, la Pepsi si limitò a respinge-
Il concetto era semplice: i pubblicitari re la richiesta: “Il jet Harrier che compare
avevano preso l’idea alla base della pro- nell’annuncio pubblicitario è semplice-
mozione e l’avevano ingigantita fino mente un espediente di fantasia, inserito
all’assurdo. Di per sé, sarebbe anche sta- per rendere divertente e spiritoso lo
to un buon esempio di umorismo, solo spot”. Leonard, però, si era già procurato
che non avevano fatto bene i conti. Sette gli avvocati ed era pronto alla battaglia. I
milioni sembra senza dubbio un numero legali scrissero all’azienda: “Con la pre-
molto grande ma, a quanto pare, i pubbli- sente, vi chiediamo formalmente di ono-
citari non si erano preoccupati di prende- rare i vostri impegni e di predisporre su-
re una calcolatrice per assicurarsi che bito il trasferimento del nuovo jet Harrier
fosse davvero grande abbastanza. al nostro cliente”. La Pepsi non cambiò
Fu invece qualcun altro a fare questi idea. Leonard le fece causa e il caso finì in
conti. All’epoca, un jet AV-8 Harrier II co- tribunale.
stava al corpo dei marines degli Stati Uni- Nel corso del processo si discusse
MAGNUM/CONTRASTO

ti più di venti milioni di dollari. E per for- molto sull’esatta natura dell’annuncio
tuna c’era un modo facile per convertire i pubblicitario: si trattava senz’ombra di
dollari statunitensi in punti Pepsi, perché dubbio di uno scherzo o era possibile che
l’azienda consentiva a chiunque di com- qualcuno lo prendesse sul serio? Le note
prare punti extra al prezzo di dieci cente- ufficiali del giudice riconoscono che la

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a matematica

Vicino all’aeroporto di LaGuardia, nella contea di Queens, Stati Uniti, 2011

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Scienza
situazione stava diventando ridicola: “In
seguito all’insistenza del ricorrente
Al processo si discusse dei miei errori matematici preferiti di
ogni epoca. Non sono solo divertenti, ma
nell’affermare che l’annuncio sembra es- dello spot: si trattava anche rivelatori: per un istante alzano il
sere un’offerta seria, la corte si ritrova
costretta a spiegare perché si tratta di
senz’ombra di dubbio sipario per mostrarci la matematica che
di norma lavora dietro le quinte della re-
un’iniziativa spiritosa. Ora, spiegare per- di uno scherzo o era altà senza che ce ne accorgiamo. È come
ché uno scherzo faccia ridere è un’impre-
sa ardua”. Comunque, ci provarono.
possibile che se, dietro la nostra stregoneria moderna,
vedessimo il mago di Oz intento a fare gli
qualcuno lo prendesse straordinari con un abaco e un regolo cal-
Dal commento del teenager, secondo cui
volare a scuola su un Harrier “è decisamente
sul serio? colatore. È solo quando qualcosa va stor-
to che, all’improvviso, ci rendiamo conto
meglio che andarci in autobus”, si evince di quanto la matematica ci abbia portati
un’inverosimile superficialità nel considerare in alto. E, di conseguenza, di quanto po-
le difficoltà e i rischi legati al pilotaggio di un trebbe essere pericolosa la caduta. Pren-
caccia in un’area residenziale, rispetto all’uso diamo per esempio la storia dell’aliante
dei mezzi pubblici. Nessuna scuola fornirebbe di Gimli.
uno spazio d’atterraggio per il caccia di uno
studente, o sarebbe disposta a tollerare i disa- Unità di misura
gi arrecati dall’uso del jet. Il carburante degli aerei viene calcolato
Alla luce del ruolo ben documentato al mondo già equipaggiati per il linguag- in termini di massa, non di volume. Le
dell’Harrier nell’attacco e nella distruzione di gio e il pensiero simbolico. Tuttavia, le variazioni di temperatura possono infatti
bersagli aerei e di superficie, nelle ricognizio- competenze che ci consentono di soprav- provocare espansioni e contrazioni: di
ni armate, nell’interdizione aerea e nelle ope- vivere e di creare una comunità non cor- conseguenza, il volume occupato dal car-
razioni antiaeree offensive e difensive, risulta rispondono necessariamente alla mate- burante dipende dalla sua temperatura e
chiaro che la presentazione di questo velivolo matica formale. non può quindi essere preso come una
come un mezzo con cui andare a scuola ogni Quando nasciamo non abbiamo nes- misura affidabile della sua quantità. Inve-
mattina non può essere presa sul serio. suna capacità di comprendere intuitiva- ce la massa rimane la stessa. Il 23 luglio
mente le frazioni, i numeri negativi o altri 1983, il volo 143 dell’Air Canada che stava
Leonard non ottenne mai il suo jet e il strani concetti sviluppati dai matematici, decollando da Montréal per Edmonton,
processo “Leonard vs PepsiCo, Inc”. ora ma con il tempo il cervello può lentamen- in Canada, secondo i calcoli avrebbe avu-
fa parte della storia della giurisprudenza. te imparare a usarli. Il sistema scolastico to bisogno di almeno 22.300 chilogram-
Per quanto mi riguarda, mi rassicura sa- di oggi costringe i ragazzi a studiare la mi di carburante (più altri 300 per il rul-
pere che, se dico qualcosa che considero matematica e, dopo una sufficiente espo- laggio e il resto).
una forma di “comicità demenziale”, c’è sizione, il nostro cervello può imparare a Un po’ di carburante era avanzato dal
un precedente legale che mi tutela da pensare in modo matematico. Ma quan- volo che lo aveva portato a Montréal, e fu
quanti potrebbero prendermi sul serio. E do smettiamo di usare queste abilità, tor- misurato per controllare quanto ne anda-
se a qualcuno non piace, che si metta pu- na rapidamente alle sue impostazioni di va aggiunto in vista del volo successivo.
re a raccogliere un numero di punti Par- fabbrica. Solo che sia il personale di terra addetto
ker sufficiente a ricevere una foto del sot- Ecco perché la quantità di matematica alla manutenzione sia l’equipaggio fece-
toscritto con un’espressione indifferente che usiamo nella società moderna è dav- ro i loro calcoli usando le libbre al posto
(spese a carico del richiedente). vero incredibile e, allo stesso tempo, ter- dei chilogrammi. La quantità di carbu-
In seguito, comunque, la Pepsi si mos- rificante. Come specie, abbiamo impara- rante richiesta era espressa in chili, ma
se in maniera da evitare ulteriori proble- to a esplorare e a sfruttare la matematica loro fecero il rifornimento all’aereo usan-
mi e fece un nuovo spot alzando il valore per fare cose che vanno oltre quello che i do le libbre. E una libbra corrisponde a
dell’Harrier a settecento milioni di punti nostri cervelli sono naturalmente in gra- 0,45 chili. Di conseguenza, l’aereo decol-
Pepsi. Mi sorprende che non avessero do di elaborare. Possiamo svolgere com- lò con circa la metà del carburante di cui
scelto questo numero fin dall’inizio: in piti di gran lunga superiori a quelli per cui avrebbe avuto bisogno per arrivare a Ed-
fondo, non è che sette milioni sia una ci- è stato progettato il nostro hardware bio- monton: il Boeing 767 sarebbe rimasto a
fra più divertente, solo che nessuno si era logico. Quando operiamo oltre i confini secco a metà del volo.
preso la briga di fare i conti al momento dell’intuizione, possiamo fare cose stra- Per un incredibile colpo di fortuna,
di scegliere un numero enorme a caso. ordinariamente interessanti, ma allo l’aereo doveva però fare scalo a Ottawa,
Il fatto è che i nostri cervelli non sono stesso tempo siamo anche molto vulne- dove i livelli di carburante sarebbero stati
predisposti per lavorare bene con i con- rabili. Un semplice errore matematico controllati di nuovo prima di ripartire.
cetti matematici che trascendono la sfera può passare inosservato e poi avere effet- L’aereo atterrò senza problemi, con gli
dell’ordinario. Non fraintendetemi: noi ti terribili. Il mondo di oggi è costruito otto membri dell’equipaggio e i 61 pas-
esseri umani nasciamo con una straordi- sulla matematica: informatica, finanza, seggeri ignari del fatto che avevano ri-
naria gamma di competenze numeriche ingegneria. Sono tutte forme differenti di schiato di rimanere senza carburante
e spaziali; perfino i bambini piccoli sono matematica. Per questo, qualunque erro- durante il volo. È un caso di disastro evi-
in grado di stimare il numero di puntini re matematico in apparenza innocuo può tato per un soffio che ci ricorda come l’u-
su una pagina e di eseguire operazioni avere conseguenze bizzarre. Nel libro so di unità sbagliate possa mettere in pe-
aritmetiche elementari. Inoltre, veniamo Processo al Pi greco presento una raccolta ricolo la vita delle persone.

112 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


L’aeroporto internazionale di Vienna, Austria, 2010
MAGNUM/CONTRASTO

Poi però, per un incredibile colpo di aereo leggero con un indicatore inaffida- per ciascuna ala dell’aereo) arrivavano a
sfortuna, gli addetti che controllarono il bile: era un Boeing 767 nuovo di zecca, da un processore che poi controllava gli in-
carburante a Ottawa fecero esattamente poco comprato dalla Air Canada. Un dicatori del livello del carburante. Solo
lo stesso errore scambiando libbre e chi- Boeing 767 nuovo di zecca… ma con un che il processore in questione non funzio-
logrammi, e l’aereo ricevette l’autorizza- indicatore del carburante inaffidabile. nava bene.
zione per il decollo con una quantità di Un volo prima del suo disastroso viag-
carburante neanche lontanamente suffi- Indicatori malfunzionanti gio, il Boeing 767 si trovava a Edmonton
ciente, che finì del tutto mentre era in Il Boeing 767 è stato uno dei primi aerei a e un tecnico aeronautico certificato, Ya-
volo. essere equipaggiato con ogni sorta di do- remko, stava cercando di capire perché
Leggendo questa storia, vi saranno tazione avionica, e in effetti gran parte gli indicatori del carburante non funzio-
suonati diversi campanelli d’allarme: è della cabina di pilotaggio del 767 Air Ca- navano. Scoprì che, se disabilitava uno
talmente incredibile che anche i più cre- nada era piena di quadranti elettronici. E dei canali dei sensori che arrivavano al
duloni avrebbero dei dubbi. Un aereo molto spesso con le cose elettroniche va processore, gli indicatori ricominciavano
avrà degli indicatori che mostrano quan- tutto benissimo, finché qualcosa non va a funzionare. Così disattivò l’interruttore
to carburante è rimasto, no? Le automo- storto. Dato che a migliaia di metri di del circuito di quel canale, lo segnalò
bili li hanno, e se una macchina finisce la quota non si può contare sull’assistenza mettendoci sopra un pezzo di nastro con
benzina semplicemente si ferma, cau- stradale, nell’aviazione la ridondanza è la scritta “non operativo” e annotò il pro-
sando un problema fastidioso, ma non tutto. Gli aeroplani devono avere con sé i blema sul registro. Anche se era in attesa
letale: vi tocca camminare fino al distri- pezzi di ricambio, già montati. L’indica- di un nuovo processore con cui sostituire
butore più vicino. Anche un aereo, se re- tore elettronico del carburante era colle- quello difettoso, l’aereo poteva ancora
sta senza carburante si ferma, ma prima gato ai sensori nei serbatoi attraverso due soddisfare i requisiti della Lista dell’equi-
di fermarsi cade dal cielo per qualche mi- canali separati: così se i dati che arrivava- paggiamento minimo (necessari per vo-
gliaio di metri. I piloti avrebbero dovuto no da ciascun canale coincidevano, l’in- lare in sicurezza) se veniva eseguito un
essere in grado di dare un’occhiata all’in- dicatore poteva mostrare con sicurezza controllo manuale del carburante. A quel
dicatore del carburante e vedere che era l’effettivo livello del carburante. I dati punto quindi il doppio controllo del car-
quasi finito. E non stiamo parlando di un provenienti dai sensori nei serbatoi (uno burante era costituito da un indicatore

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 113


Scienza
con un solo canale dei sensori e da qual-
cuno che guardava nel serbatoio e misu-
Così, com’era mente controllano la velocità di discesa
prendevano l’energia dai motori, ed era-
rava di persona la quantità di carburante inevitabile, dopo aver no quindi a loro volta fuori gioco.
prima del decollo.
È qui che torna valida la teoria del
lasciato Ottawa l’aereo Per un colpo di fortuna, il capitano Pe-
arson era anche un esperto pilota di
“formaggio svizzero”: il disastro passa finì il carburante alianti, un talento che si rivelò all’im-
attraverso i buchi nei diversi controlli che
avrebbero potuto identificare e risolvere
durante il volo ed provviso straordinariamente utile: riuscì
infatti a far planare un Boeing 767 per più
il problema. entrambi i motori si di 60 chilometri, fino al campo d’aviazio-
L’aereo fu pilotato da Edmonton a
Montréal dal capitano Weir, che aveva
spensero ne di una base militare dismessa nella
città di Gimli. La pista d’atterraggio era
frainteso una conversazione con Ya- lunga solo 2,2 chilometri, ma il capitano
remko e pensava che il problema all’indi- riuscì a toccare terra a meno di 250 metri
catore fosse un vecchio difetto e non dal suo inizio.
qualcosa che si era appena verificato. Co- E, per un secondo colpo di fortuna, il
sì, quando consegnò l’aereo al capitano carrello d’atterraggio frontale non scese:
Pearson a Montréal, gli spiegò che l’indi- l’attrito del muso dell’aereo sul terreno
catore del carburante aveva un problema poté così ridurne provvidenzialmente la
ma che bastava fare un controllo manua- velocità, consentendo al velivolo di fer-
le. Il capitano Pearson, dal canto suo, in- grammi per litro”, il problema sarebbe marsi prima di raggiungere il termine
terpretò questa informazione come se stato evitato. Invece no. Così, dopo aver della pista (con grande sollievo delle per-
volesse dire che gli indicatori del carbu- misurato in centimetri la profondità del sone radunate in tende e caravan nell’a-
rante nella cabina erano completamente carburante nel serbatoio e aver converti- rea retrostante, che all’epoca era usata
fuori uso. to con successo quel valore in litri, tutti per le gare di dragster).
Mentre a Montréal i due piloti erano fecero la conversione in peso usando una C’è un particolare da tenere presente
impegnati in questa conversazione, un gravità specifica di 1,77, che indica il nu- quando si spengono tutti i motori di un
tecnico di nome Ouellet stava controllan- mero di libbre per litro di carburante a 767: l’aereo diventa molto più silenzioso.
do l’aereo. Non comprendendo il signifi- quella temperatura. Ma la gravità specifi- Diverse persone si spaventarono a morte
cato della nota scritta da Yaremko riguar- ca corretta dei chilogrammi per litro sa- quando videro un jet di linea materializ-
do all’indicatore, decise di testarlo di rebbe stata circa 0,8. E questo errore nel- zarsi all’improvviso sulla pista d’atterrag-
persona, cosa che richiedeva di riattivare la conversione fu fatto sia prima di decol- gio dismessa, come se fosse uscito dal
l’interruttore. Questo fece spegnere tutti lare da Montréal sia durante il successivo nulla. Diventò famoso come il Gimli gli-
gli indicatori e Ouellet decise di ordinare scalo a Ottawa. der, l’aliante di Gimli.
un nuovo processore, dimenticandosi di Così, com’era inevitabile, dopo aver Fu infine ritirato nel 2008 e ora si tro-
disattivare nuovamente l’interruttore. Il lasciato Ottawa l’aereo finì il carburante va in un centro di smaltimento per aerei
capitano Pearson entrò quindi in cabina e durante il volo ed entrambi i motori si in California. Un’intraprendente azienda
vide tutti gli indicatori del carburante spensero a pochi minuti l’uno dall’altro. ha comprato alcune sezioni della sua fu-
spenti e l’interruttore di un canale segna- Nella cabina risuonò un segnale d’allar- soliera e vende targhette per i bagagli fat-
lato come “non operativo”, che era esat- me, bong!, che nessuno aveva mai sentito te con il metallo del Gimli glider. Imma-
tamente quello che si aspettava di trovare prima. Io divento ansioso quando il mio gino che l’idea alla base di questa trovata
dopo aver frainteso le parole del capitano computer portatile emette un suono che commerciale è che, dato che l’aereo ha
Weir. A causa di questa sfortunata catena non ho mai sentito, non posso neanche avuto la fortuna di sopravvivere a una si-
di eventi, un pilota era pronto a far volare immaginare cosa provi chi sta pilotando tuazione così pericolosa, il semplice fatto
un aereo senza nessun indicatore del car- un aereo. di possederne una parte dovrebbe essere
burante in funzione. di buon auspicio. Va però detto che la
Certo, se la quantità di carburante fos- Un talento provvidenziale stragrande maggioranza degli aerei, oltre
se stata calcolata in modo corretto, non ci Il problema principale quando si spengo- a non schiantarsi, non deve neanche fare
sarebbero comunque stati problemi. Ma no entrambi i motori è che – guarda un po’ atterraggi d’emergenza; quindi, a dirla
erano i primi anni ottanta e il Canada – l’aereo non ha più potenza per volare. tutta, il Gimli glider potrebbe portare
aveva appena cominciato la transizione Un problema più piccolo, eppure impor- sfortuna.
dalle unità imperiali a quelle metriche. Di tante, è che tutti i quadranti elettronici A ogni modo, ho comprato un pezzo
fatto, i nuovi Boeing 767 furono i primi all’avanguardia di cui la cabina era piena della fusoliera e l’ho attaccato al mio
aerei della Air Canada a usare le unità avevano a loro volta bisogno di energia computer portatile, che ora non sembra
metriche, mentre tutti gli altri apparecchi per funzionare. E dato che la prendevano bloccarsi né più né meno del solito. ◆ dd
della compagnia misuravano ancora il direttamente da un generatore collegato
loro carburante in libbre. ai motori, anche tutta l’avionica si spen- IL LIBRO
A rendere ancora più complicate le co- se. Ai piloti restavano solo i quadranti Questo articolo è un adattamento dal libro
se, per la conversione dal volume alla analogici: una bussola magnetica, un Humble Pi. When math goes wrong in the real
massa veniva usato un fattore dal nome orizzonte artificiale, un indicatore della world (Riverhead 2019), pubblicato in
enigmatico: “gravità specifica”. Se si fos- velocità aerea e un altimetro. Ah, dimen- Italia con il titolo Processo al Pi greco
se chiamato “libbre per litro” o “chilo- ticavo: anche i flap e le alule che normal- (Rizzoli 2020).

114 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Medio Oriente
Fuori dalla città di David a Gerusalemme Est, il 7 luglio 2019
NOOR PER HARPER’S

Alla ricerca
della città di David
Rachel Poser, Harper’s Magazine, Stati Uniti. Foto di Tanya Habjouqa
Fin dalla sua fondazione, Israele usa l’archeologia per legittimare le rivendicazioni
sulla Palestina. Rafforzando il mito ultranazionalista e il movimento dei coloni

116 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


fece la sua capitale, ma in secoli di distru-
zioni e ricostruzioni ogni traccia di quel
periodo è stata persa.
Nel 1867 un ufficiale britannico di no-
me Charles Warren decise di trovare le
vestigia del regno di David. La sua inten-
zione era scavare sotto il famoso Monte
del tempio, che i musulmani chiamano
Haram al sharif, ma le autorità ottomane
respinsero la sua richiesta. Allora Warren
scelse di effettuare gli scavi su un pendio
fuori dalle mura della città vecchia, aven-
do notato che nel libro dei Salmi Gerusa-
lemme è descritta come una città situata
non in cima a un’altura, ma in una valle
circondata da alture.

Dati di fatto
Un lunedì mattina all’inizio dell’anno
scorso ho camminato dal quartiere mu-
sulmano della città vecchia al sito archeo-
logico portato alla luce da Warren, il cuore
antico di Gerusalemme oggi noto come
città di David. Nei vicoli della città vecchia
la pietra tratteneva l’aria e i tendoni ripa-
ravano dal sole, quindi le strade erano
fredde e buie, e l’atmosfera cupa. Solo i
pellegrini erano in giro così presto. Gruppi
di varie chiese statunitensi sfilavano lun-
go la via Dolorosa tenendo in mano esili
croci di legno e cantando un inno che si
basa su un versetto del Vangelo di Luca:
“Gesù, ricordati di me quando verrai nel
tuo regno”. Botteghe anguste vendevano
incenso profumato alla gardenia, al mu-
schio e all’ambra, accanto a felpe con il
logo delle forze armate israeliane.
Ho attraversato la piazza del Muro oc-
cidentale fino alla Porta del letame, che
secondo la credenza popolare segna l’an-
tico percorso lungo il quale le giovenche
rosse venivano condotte al tempio per il
sacrificio. Fuori dalle mura della città vec-
chia, all’aperto, ho trovato luce, calore e
50 chilometri dalla costa, chiasso. Autobus turistici erano in fila co- cielo era nebbioso e luminoso, ma i segni

A su un altopiano desertico
dei monti della Giudea
privo di risorse naturali e
di protezione, Gerusa-
lemme non era certo il
sito ideale per una delle grandi città del
mondo, il che spiega in parte perché è sta-
ta rasa al suolo dalle fiamme per due volte
e assediata o attaccata più di settanta vol-
me vagoni ferroviari lungo il crinale. Lu-
nedì è il giorno in cui in Israele si celebra-
no i bar mizvah e i bat mizvah, e i rulli di
tamburo dei lontani festeggiamenti si
mescolavano al frastuono dei martelli
pneumatici dei vicini cantieri. Quando ho
raggiunto la città di David, alcuni operai
stavano rifinendo la pedana di legno po-
sta all’ingresso del sito e posando un mo-
dell’inverno erano visibili altrove. Nel cor-
tile del centro visitatori, melagrane sgon-
fie pendevano dagli alberi e alle viti era
ancora appeso, scuro e rinsecchito, qual-
che grappolo d’uva dell’estate precedente.
Mentre lì accanto si radunavano grup-
pi di scolari, mi sono seduta a un tavolino
con Zeev Orenstein, il direttore per gli af-
fari internazionali della Ir David founda-
te. Gran parte della città vecchia, che atti- saico di marmo accanto allo sportello tion, che gestisce il sito archeologico ed è
ra milioni di turisti e di pellegrini in visita della biglietteria. più conosciuta con la sigla ebraica Elad.
nella Terra santa, risale a duemila anni fa, Avevo deciso di venire alla fine di gen- Orenstein aveva l’aspetto e i modi del pre-
ma l’area che probabilmente ospitò la se- naio, quando gli archeologi avrebbero sidente di una confraternita: vigile, esper-
de della monarchia di Giudea è preceden- avuto la pausa di metà semestre, anche se to e navigato. Indossava occhiali da sole e
te di un millennio. Secondo la Bibbia, il re tutti mi avevano avvertito che rischiavo di un maglione ufficiale della città di David e
David conquistò la città dei cananei e ne trovare brutto tempo. Quella mattina il aveva in mano una Bibbia rilegata in nero

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Medio Oriente
piena di segnapagina, che indicava men- “Non abbiamo ancora “Vogliono solo ascoltare qualche bella
tre parlava. “L’archeologia dimostra tutti i storia, non la lezione di un professore”.
giorni, al di là di ogni ragionevole dubbio, trovato un’insegna La Elad ha altri motivi per promuovere
che queste cose sono successe davvero”, con scritto: ‘Benvenuti la presenza di David nel sito. La città di
mi ha detto. “Non è semplicemente una David si trova a Gerusalemme Est, al di là
questione di fede, sono dati di fatto”. al palazzo di re della Linea verde – il confine internazio-

Una Disneyland biblica


David’”, ammette nalmente riconosciuto che separa lo stato
di Israele dai Territori palestinesi – su
Nei siti sparsi per Israele, gli archeologi Orenstein. “Forse si quelli che sono forse i pochi chilometri più
hanno riportato alla luce alcuni oggetti troverà e forse no” contesi del conflitto israelo-palestinese.
eccezionali riconducibili ai racconti bi- Gerusalemme Est è stata di fatto annessa
blici. Negli anni novanta un’équipe ha da Israele dopo la guerra dei sei giorni del
trovato a Tel Dan, una pianura verdeg- In gran parte risalgono ai primi tempi del- 1967, ma l’area è ancora considerata terra
giante nei pressi delle alture del Golan, la città, l’epoca cananea; sono grandi, occupata dalle Nazioni Unite.
un’iscrizione del nono secolo che proba- grezze e senza decorazioni. Scale e piatta- La Elad sa che quello che viene trovato
bilmente contiene un riferimento alla forme panoramiche ricavate nel pendio nella città di David, e quale storia è rap-
casa di David: la prima prova archeologi- della collina conducono i turisti a un gran- presentata in quel luogo, ha la potenzialità
ca dell’esistenza storica di re David. Mol- de muro di contenimento tutto storto, no- di determinare il destino politico di Geru-
ti israeliani basano la loro rivendicazione to come Struttura di pietra a gradini, che salemme. Molti turisti non lo sanno, ma la
nei confronti della terra sulla discenden- scorre lungo le fondamenta di tipiche case Elad è un gruppo di coloni di destra che si
za da David, spesso definito come il fon- giudee a quattro vani e arriva fino a un an- serve dell’archeologia nel tentativo a lun-
datore di Gerusalemme. La fondazione tico sistema di gallerie che serviva a rifor- go termine di rafforzare il controllo israe-
Elad è pienamente consapevole del signi- nire d’acqua la città. liano su Gerusalemme. “Molte persone
ficato spirituale e politico degli scavi per Ci siamo fermati su una grata metalli- sostengono che Israele esiste a causa
trovare i resti della sua dinastia nelle altu- ca sospesa sopra un vasto letto di roccia e i dell’olocausto”, mi ha detto Orenstein.
re intorno al Monte del tempio. Il gruppo resti di quelli che potevano essere stati “Ma non è così: Israele esiste perché è il
ha trasformato la città di David in una due muri, costituiti da blocchi squadrati e luogo dove il popolo ebraico abita da mil-
delle mete turistiche più popolari d’Isra- irregolari e da cumuli di pietre più piccole. lenni, e le antichità che vengono riportate
ele puntando sul suo legame con la Bib- Uno dei muri sembrava spesso circa due alla luce ogni giorno lo dimostrano”.
bia. Ogni anno 600mila persone vengo- metri e mezzo. In un cartello sopra le no-
no a visitare il luogo dove si ritiene che stre teste c’era scritto: “I resti del palazzo Un’ombra di sospetto
David abbia regnato a un certo punto del di re David?”. L’archeologia è stata un’ancella del nazio-
decimo secolo aC. Ho notato il punto interrogativo. No- nalismo fin dai suoi esordi, è una sorta di
“Questa è una Disneyland biblica che nostante il nome del sito, il video in 3d e le saccheggio reso rispettabile praticato da
però è reale”, diceva un portavoce della melodie dell’arpa, gli archeologi non han- eserciti e da aristocratici per avvalorare
Elad nel 2008. “Puoi toccare le pietre. no trovato niente che leghi in teorie imperialistiche sul pro-
Puoi toccare i testi. David ti accompagna modo decisivo quest’area a re gresso della civiltà. Ancora oggi
durante la visita”. Secondo la Bibbia, Da- David. Quella che la Bibbia de- la disciplina si trova scomoda-
vid suonò la sua arpa per scacciare uno scrive come un’età dell’oro di mente a metà tra le scienze e gli
spirito maligno dal corpo di Saul e teneva espansione sotto il patrocinio di studi umanistici: ha aspetti mol-
lo strumento appeso a un piolo sopra il let- David e dei suoi discendenti, oc- to tecnici, ma in ultima analisi
to. Nella città di David gli altoparlanti po- cupa uno spazio curiosamente esiguo nel- poggia sull’interpretazione che danno gli
sti nel cortile diffondono melodie esegui- la storia dell’archeologia. Nel 2005 un’ar- esseri umani di ciò che credono di vedere
te con l’arpa e la grande scultura di un’ar- cheologa di nome Eilat Mazar ha annun- nel terreno.
pa copre un’arcata dell’ingresso. Sui cesti- ciato di aver trovato “la casa di legno di Ho partecipato al mio primo scavo a 16
ni dell’immondizia sparsi per tutto il sito è cedro” – il palazzo che si presume fosse anni, e a lungo ho pensato di diventare ar-
raffigurato il leone rampante di Giuda. stato costruito per David da tagliapietre e cheologa, ma nel 2015 ho rinunciato al
Certe sere la Elad offre uno spettacolo di falegnami provenienti da Tiro – proprio dottorato in parte proprio perché la mate-
suoni e luci proiettate sulle rovine. I tour sotto il centro visitatori della Elad. La co- ria era troppo scivolosa. Un modo di ragio-
cominciano con un filmato in 3d presenta- munità degli archeologi ha quasi unani- nare tendenzioso o spinto da altre motiva-
to da un uomo con un completo beige in memente respinto la teoria di Mazar, ma zioni può facilmente sfumare in pseudo-
stile safari e un cappello a tesa larga che la Elad continua a presentarla come una scienza. Come ha scritto Susan Pollock,
brandisce una Bibbia, come un Indiana possibilità. un’archeologa della Freie Universität di
Jones devoto. “Chiudete gli occhi”, esorta “Non abbiamo ancora trovato un’inse- Berlino, “il controllo sul passato e sulla
una voce fuori campo, “provate a immagi- gna con scritto: ‘Benvenuti al palazzo di re sua interpretazione è fonte di potere nel
nare i soldati di re David che si avvicinano David’”, ammette Orenstein. “Forse si presente”. E quel potere è stato spesso
alle spesse mura e strisciando al buio cer- troverà e forse no”. Ma la maggior parte sfruttato, a volte in modo pericoloso.
cano le gallerie scavate nella roccia”. dei turisti, ha aggiunto, non è come me. Gli stati moderni hanno sempre cerca-
Orenstein mi ha accompagnato dentro Con questo, a quanto pare, voleva dire che to di trarre legittimità dalle loro storie, re-
il sito, che vibrava a causa dei lavori in cor- hanno un’elevata tolleranza per la com- ali o immaginarie che fossero. Ma in nes-
so. Le rovine in sé non sono niente di che. plessità, o l’incertezza, dell’archeologia: sun posto l’archeologia è stata più centrale

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Scavi archeologici fuori dalla città vecchia di Gerusalemme e, sullo sfondo, la moschea Al Aqsa. 7 luglio 2019
NOOR PER HARPER’S

per il progetto di costruzione della nazio- annesse la Cisgiordania e Gaza, gli arche- dove sono definiti come consiglieri di Ze-
ne come in Israele. All’epoca della sua ologi israeliani portarono i loro attrezzi dechia, l’ultimo re di Giuda, che gettò Ge-
fondazione, nel 1948, circa 650mila pio- nei Territori occupati. L’attuale primo remia in una cisterna perché aveva profe-
nieri del sionismo abitavano il nuovo sta- ministro Benjamin Netanyahu difende tizzato la distruzione di Gerusalemme da
to. Nel giro di un decennio il paese assorbì spesso la presenza israeliana in quei ter- parte dei babilonesi.
quasi il triplo di immigrati. Molti proveni- ritori appellandosi alla storia. “Li sento Sono stati soprattutto i gruppi di destra
vano dai campi di sterminio d’Europa, ma spesso accusare Israele di giudaizzare a riconoscere il valore politico di questi
la maggioranza era stata espulsa dal Nor- Gerusalemme”, ha dichiarato all’assem- ritrovamenti e così facendo hanno gettato
dafrica e dal Medio Oriente. I nuovi arri- blea generale dell’Onu nel 2011. “È come un’ombra di sospetto sull’archeologia
vati non facevano parte dell’originario accusare gli Stati Uniti di americanizzare israeliana, anche se praticata dagli studio-
progetto socialista dei sionisti, e avevano Washington o i britannici di anglicizzare si più scrupolosi. In un’intervista alla Cnn
ben poco in comune con loro, a parte esse- Londra. Lo sapete perché ci chiamano nel 2013, Naftali Bennett, capo del partito
re ebrei e sentirsi circondati dall’ostilità. ‘giudei’? Perché veniamo dalla Giudea”. vicino ai coloni La casa ebraica, ha tirato
Il primo ministro David Ben Gurion, Si dice che Israele sia oggi il paese con fuori dalla tasca una moneta giudea di
che voleva disperatamente offrire una ba- più scavi archeologici di tutto il mondo. duemila anni per contestare chi chiama
se di solidarietà nazionale, incoraggiò gli L’Israel museum di Gerusalemme è pieno “occupazione” la presenza israeliana in
archeologi a passare al setaccio la terra in di reperti che testimoniano l’antica pre- Cisgiordania.
cerca di prove concrete della narrazione senza ebraica in Terra santa, tra cui amu- Il fondatore della Elad, David Beeri, è
storica esposta nella Bibbia, quello che lui leti d’argento con benedizioni sacerdotali stato uno dei primi ultranazionalisti ad
chiamava “il sacrosanto atto di proprietà del sesto secolo aC, mosaici provenienti abbracciare l’archeologia. Beeri era vice-
della Palestina”. Furono avviati nuovi sca- da una sinagoga del tardo periodo romano comandante della Duvdevan, un’unità
vi a Masada, Hazor e Megiddo: tutti siti e i rotoli del mar Morto, tra i più antichi antiterrorismo delle forze armate israelia-
diventati leggendari nella coscienza col- manoscritti biblici del mondo. Ci sono ne, i cui componenti erano noti per le ope-
lettiva. anche un paio di sigilli in argilla, entrambi razioni sotto copertura nelle zone urbane,
Nei decenni successivi alla nascita di ritrovati nella città di David e appartenuti durante le quali si travestivano spesso da
Israele l’archeologia è diventata quella a Godolia, figlio di Pascur, e a Jucal, figlio arabi. L’unità di Beeri era attiva a Silwan, il
che lo storico Howard Sachar ha definito di Selemia. I loro nomi compaiono insie- villaggio palestinese che circonda la città
“una vocazione nazionale”. Dopo la me nel libro di Geremia, non solo nello di David, e lui affermò di essere costerna-
guerra dei sei giorni, quando Israele si stesso capitolo, ma nello stesso versetto, to dallo stato di degrado in cui si trovava

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Medio Oriente
La casa della famiglia di Abu Saleh Aweideh a Silwan, danneggiata dagli scavi per un tunnel. 7 luglio 2019
NOOR PER HARPER’S

l’area. Dal crinale più alto di Silwan si pos- tessera da guida turistica e ci attaccò la nita proprietà di assenti impropriamente,
sono vedere molti dei luoghi più santi di sua foto, e per molto tempo portò in visita ma ancora oggi ci abitano dei coloni.
Gerusalemme: la cupola dorata della Roc- gruppi di finti turisti. Pian piano fece ami- Negli anni seguenti, operazioni del ge-
cia, quella in lamine di piombo della mo- cizia con Abbasi. Naturalmente era tutta nere sono diventate abituali per Beeri.
schea Al Aqsa e i sepolcri del Monte degli una messinscena”. “Quando entro in una casa”, ha dichiarato
ulivi, i cui occupanti saranno i primi a ri- nel 2008, “lo faccio come se si trattasse di
sorgere al ritorno del Messia. Ma l’area in Nel cuore della notte un’operazione militare. Sempre con una
sé è una delle più povere d’Israele, un vil- Decenni prima Israele aveva approvato la pistola, con una radio, con qualcuno insie-
laggio che si estende sulle pendici delle cosiddetta legge sulla proprietà degli as- me a me e con qualcuno fuori che sa cosa
alture a sud del Monte del tempio, i cui senti, che aveva consentito allo stato di sta succedendo”.
20mila abitanti vivono accanto e sopra le requisire le proprietà dei palestinesi che Dopo che Gerusalemme Est fu propo-
antiche rovine. avevano lasciato le loro case, volenti o sta come capitale di un nuovo stato pale-
Lasciate le forze armate, Beeri fondò nolenti, durante la guerra del 1948. Nel stinese nell’ambito degli accordi di Oslo,
la Elad con lo scopo di riqualificare l’area, settembre del 1987 il governo israeliano nel 1993, la Elad cominciò a finanziare gli
il che in pratica significava ideare modi dichiarò i proprietari della casa della fa- scavi alla città di David per rafforzare il
creativi per sfrattare i palestinesi dalle miglia Abbasi “assenti”, a loro insaputa. legame ebraico con l’area. In seguito aprì
loro case e trasferire famiglie ebree nella Beeri fece in modo che la proprietà fosse un centro visitatori e cominciò a organiz-
parte di Silwan più vicina alla città di Da- affittata alla Elad, e nell’ottobre del 1991 zare visite guidate con lo scopo esplicito
vid. Secondo un rapporto pubblicato nel alcuni agenti del gruppo s’impadroniro- di indebolire le rivendicazioni dei palesti-
2009 da Ir Amim, un’ong di Gerusalem- no della casa nel cuore della notte, calan- nesi. Un opuscolo della Elad del 1997
me, Beeri aveva finto di essere una guida dosi con una fune attraverso un lucerna- spiegava che “il centro visitatori si prefig-
turistica per muoversi nel quartiere sen- rio mentre gli Abbasi dormivano nei loro ge di essere il principale ente di diploma-
za dare nell’occhio e presto aveva cono- letti. Dopo aver gettato i mobili fuori di zia pubblica nell’arena della battaglia per
sciuto Ibrahim Abbasi, il custode palesti- casa, gli intrusi tornarono sul tetto, dove, Gerusalemme”. Spesso gli addetti agli
nese della vicina fonte d’acqua dolce, secondo quanto ricostruito da Ir Amim, scavi si sono trovati in disaccordo con la
proprietario di un vasto appezzamento di “si misero a cantare e a ballare sventolan- Elad sull’interpretazione del loro lavoro.
terra nel villaggio. Il rapporto cita anche do la bandiera d’Israele alla luce dell’al- “Ho trovato una cisterna bizantina”, ha
la testimonianza della moglie di Beeri, ba”. In seguito un tribunale ha sentenzia- raccontato uno di loro a Ir Amim. “Han-
Michal, secondo cui il marito “prese una to che la casa degli Abbasi era stata defi- no detto che si trattava del pozzo di Gere-

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mia. Gli ho risposto che era un’assurdità. Quando Israele si Greenberg. “Sfortunati quelli che si erano
A volte s’inventano di tutto”. costruiti la casa su quel sito antico. Ora
Quando la Elad propose di rilevare dal- annesse la non hanno dove andare” (nella maggior
lo stato la gestione quotidiana della città Cisgiordania e Gaza, parte dei casi i palestinesi che abitano a
di David, nel 1997, il progetto suscitò Gerusalemme Est sono considerati “resi-
un’opposizione quasi universale. All’epo- gli archeologi denti permanenti”: possono lavorare in
ca la Elad era vista come un’organizzazio- israeliani portarono i Israele ma non hanno il passaporto, e se
ne radicale e marginale. Un consulente escono dal paese potrebbero non essere
legale assunto dall’Autorità per le antichi- loro attrezzi nei riammessi).
tà d’Israele (Iaa) per fornire un parere sul- Territori occupati Emek Shaveh offre anche tour alterna-
la proposta sconsigliò di lavorare con la tivi della città di David che mettono in di-
Elad, che definì “una fondazione privata scussione alcuni aspetti della narrazione
le cui azioni nel recente passato sono state al servizio di uno stato laico. Negli anni della Elad, tra cui l’identificazione del pa-
più che discutibili sotto il profilo della le- settanta e ottanta aveva condotto scavi lazzo di re David. “Secondo me neanche
galità”. Ma la Israel lands authority sotto nella città di David, gestita a quel tempo loro ci credono davvero”, mi ha detto
Netanyahu, che era appena stato eletto dalla Hebrew university. Greenberg. “Non gli importa nulla dell’ar-
primo ministro, firmò un contratto con la Allora i critici più accaniti dell’archeo- cheologia. È solo uno strumento”.
Elad, incaricando il gruppo “della custo- logia erano gli haredim ultraortodossi, se-
dia e della manutenzione” della città di condo i quali gli scavi disturbavano le Ripercorrere le orme
David. L’alta corte di giustizia chiese di tombe ebraiche. Folle di studenti delle “L’archeologia è il modo con cui i coloni
riesaminare l’accordo, ma la Elad ha con- yeshiva, i seminari rabbinici, facevano in- hanno conquistato Silwan”, mi ha detto
servato il pieno controllo del sito. “Siamo cursione nel sito e appendevano per stra- Yonatan Mizrahi, l’attuale direttore di
quasi una branca del governo d’Israele”, da striscioni per denunciare gli “archeolo- Emek Shaveh, due giorni dopo la mia visi-
ha detto nel 2008 Doron Spielman, diret- gi rapinatori”. Diedero alle fiamme gli uf- ta alla città di David. Eravamo accanto
tore dello sviluppo della Elad. fici degli addetti agli scavi e tagliarono le all’ingresso dell’ultimo scavo della Elad,
gomme delle loro auto, e il registro nascosto alla vista dei passanti dietro
Capitolazione totale dell’Autorità per le antichità d’Israele fu un’alta recinzione di metallo decorata con
Dopo la visita, sono tornata alla Porta del classificato come documento riservato teli di plastica scuri e tempestata di teleca-
letame per incontrare Rafi Greenberg, un per proteggere i suoi dipendenti. Gli scon- mere di sorveglianza puntate sulla strada.
archeologo israeliano e uno dei maggiori tri finirono solo quando alcuni rabbini fu- Da fuori sembrava più un cantiere edile
critici della Elad. Il sole invernale si era rono nominati nel consiglio per l’archeo- che uno scavo archeologico. Grossi sacchi
fatto strada attraverso la caligine, e Green- logia e la cura dei resti umani fu affidata al di pietre e di terriccio erano allineati sul
berg si era tolto il cappello di lana, che te- ministero per gli affari religiosi. “Fu consi- marciapiede accanto a un cassonetto pie-
neva nella mano sinistra, una protesi di derata una capitolazione tota- no di secchi e di detriti vari.
silicone color carne, il risultato di una mi- le”, mi ha detto Greenberg. Mizrahi, i cui nonni arrivarono
na difettosa durante il suo servizio di leva La situazione politica comin- in Israele dal Kurdistan, ha le ci-
obbligatorio nell’esercito israeliano. ciò a cambiare verso la fine degli glia lunghe e le tempie che co-
I jeans stinti e la felpa grigia davano un anni ottanta. La pressione di minciano a imbiancare. Sono
aspetto rilassato a quest’uomo di mezza gruppi di coloni radicali, soste- più di dieci anni che documenta
età, che però era agitato. “Oggi c’è manca- nuti da politici di destra come Ariel Sha- le attività della Elad a Silwan. Prima di
to poco che mi arrestassero”, ha annun- ron, stava allontanando Israele dalla vec- fondare Emek Shaveh nel 2009, aveva la-
ciato. Era appena rientrato da un tour dei chia posizione dei religiosi, secondo cui vorato come archeologo per l’Iaa, che lo
monumenti islamici della città vecchia non bisognava forzare la mano di Dio po- aveva incaricato della supervisione degli
condotto dallo storico dell’arte palestine- nendo altre terre sotto il controllo di Isra- scavi lungo il tracciato della barriera di se-
se Tawfiq Daadli. Un poliziotto aveva fer- ele, spingendolo verso una teologia ultra- parazione che doveva dividere Israele dal-
mato il gruppo mentre provava ad avvici- nazionalista che perseguiva ardentemen- la Cisgiordania. “Per me quella è stata la
narsi al Monte del tempio per visitare una te quello scopo. “L’uso dell’archeologia scintilla”, mi ha detto.
madrasa mamelucca del trecento. “Fin- come fattore di legittimazione dello stato Con le spalle alle telecamere di sorve-
ché Tawfiq è stato zitto non è successo è diventato un segno distintivo di Netan- glianza, Mizrahi mi ha spiegato che la
niente”, mi ha raccontato Greenberg. “Ma yahu”, diceva Greenberg in un’intervista Elad stava sponsorizzando gli scavi di una
siccome Tawfiq ha risposto, il poliziotto al quotidiano Haaretz nel 2006. “L’arche- strada del primo secolo sostenendo che
ha detto: ‘Ma chi è questo arabo arrogan- ologia è diventata parte del conflitto”. fosse stata percorsa dai pellegrini ebrei
te, e come si permette di parlarmi?’. L’ha Greenberg, che ora insegna all’univer- dopo essersi purificati in una piscina alla
scatenato, l’ha fatto scattare”. sità di Tel Aviv, rifiuta di effettuare scavi base della collina e prima di salire al tem-
Greenberg mi ha raccontato che da oltre la Linea verde e condanna pubblica- pio di Erode. Le rovine si trovavano sul
giovane era stato arrestato “qua e là” per il mente ogni archeologo che accetti di lavo- lato opposto della strada rispetto alla città
suo impegno nel movimento per la pace, rare nei siti gestiti dalla Elad. È tra i fonda- di David, proprio sotto decine di case pa-
ma all’epoca non vedeva problemi tra il tori dell’ong Emek Shaveh, che monitora lestinesi. Così la Elad, in coordinamento
suo attivismo e il suo lavoro. Era cresciuto l’attività della Elad a Silwan. “Sono andati con l’Iaa, aveva ricevuto il permesso per
in un’era di positivismo, in cui l’archeolo- nel quartiere più povero di Gerusalemme scavare un tunnel.
gia era considerata una scienza moderna e hanno sfrattato la gente”, mi ha detto Scavare tunnel è considerata una pra-

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Medio Oriente
tica discutibile dalla maggioranza degli insieme a due archeologi dell’Iaa per da- politica”, mi ha detto Boaretto. “Ecco per-
archeologi, che di solito preferiscono sca- tare con il metodo del radiocarbonio dei ché la Bibbia è un problema”.
vare dalla superficie verso il basso, rimuo- monumenti a Gerusalemme, per un pro- Sono andata con Gadot a vedere la tor-
vendo uno strato dopo l’altro per evitare getto chiamato Impostiamo l’orologio re della sorgente di Gihon, che ora è sepol-
di confondere i vari periodi. Spesso gli nella città di David. ta sotto la superficie del terreno e accessi-
archeologi esperti che lavorano sul cam- Quando il gruppo ha cominciato a la- bile solo tramite la rete di antiche gallerie
po individuano un nuovo strato semplice- vorare esistevano solo dieci datazioni al che erano state sgomberate per i turisti.
mente notando un lieve cambiamento del radiocarbonio affidabili provenienti da Abbiamo sceso una scala metallica attra-
colore, della densità e della consistenza tutti gli scavi della città. Di conseguenza la verso un canale scavato nel sostrato roc-
del terreno. Queste sottili osservazioni cronologia di Gerusalemme era “una sup- cioso. Gadot aveva il fiato corto quando
diventano molto più difficili al buio, con posizione su una supposizione su una sup- alla nostra sinistra è apparsa un’immensa
uno spazio di manovra limitato. “Scavare posizione”, mi ha detto Gadot. “Non c’è muraglia di massi e il tunnel è sfociato in
tunnel non è un metodo scientifico di ri- un singolo posto in cui la datazione sia di- una camera sotterranea, con luci arancio-
cerca”, mi ha detto Mizrahi. “Forse si può mostrata oltre ogni dubbio”. Lui e la sua ni che spargevano un soffuso bagliore sul-
prendere in considerazione se è questio- équipe speravano di correggere quella si- le pietre.
ne di vita o di morte, ma l’archeologia non tuazione, indipendentemente dalle impli- La fortificazione era talmente massic-
è questione di vita o di morte”. cazioni del loro lavoro sulla veridicità del- cia che ci ho messo vari secondi a realizza-
Nelle profondità della terra, la Elad la narrazione biblica. re che davanti agli occhi avevo un’unica
sta estraendo il terriccio che ricopre la Il primo monumento che hanno deci- struttura. Gadot mi ha indicato il sedi-
strada dei pellegrini, inserendoci una so di datare è stata la torre della sorgente mento sotto le fondamenta in basso. “I
guaina di cemento rinforzata di Gihon, una massiccia fortifi- miei colleghi sono venuti qui e hanno pre-
con archi d’acciaio, che spera di cazione sulla pendice orientale levato i campioni pensando di riuscire a
poter trasformare in una galle- della città di David, che fu eret- stabilire se si trattasse di antica o media
ria delle dimensioni di un sotto- ta nell’antichità intorno alla età del bronzo”, mi ha spiegato. “La data-
passaggio per i turisti, che po- fonte che riforniva la città, per zione che è venuta fuori li ha sconvolti”.
tranno, come si legge sul sito impedire che fosse conquistata.
del gruppo, “ripercorrere le orme degli Due archeologi israeliani avevano sco- Chi siamo noi
antichi pellegrini”. perto la torre nel 2004. Sulla base dello Gadot ha condotto scavi alla città di David
Da un sondaggio commissionato da stile architettonico e del tipo di cerami- che sono stati duramente criticati da grup-
Emek Shaveh nel 2016 è emerso che il 44 che che avevano trovato intorno alle fon- pi di sinistra e in particolare dal suo colle-
per cento dei palestinesi di Gerusalemme damenta, l’avevano datata alla media età ga Greenberg, convinto che qualunque
Est cita gli scavi archeologici tra le proprie del bronzo (tra il ventesimo e il sedicesi- accordo con la Elad equivalga ad avallare
preoccupazioni principali. Più di metà de- mo secolo aC). un programma a favore dei coloni. Gadot
gli intervistati pensa che lo scopo degli Sui suoi cartelli, la Elad suggerisce che si è affrettato a chiarire che lavora con l’Iaa
scavi sia rafforzare il controllo di Israele su la torre della sorgente di Gihon sia la “for- e non con la Elad. Ma considerata la stret-
Gerusalemme e cancellare ogni traccia tezza di Sion”, che secondo il libro di Sa- ta collaborazione tra il governo e i coloni,
della storia musulmana dalla città. “Non muele fu conquistata da re David quando quella distinzione appare più sfumata di
so cosa ci fanno con tutta quella terra”, ha attaccò Gerusalemme. “Sembra che il re quanto lui forse vorrebbe.
detto Sahar Abbasi, un’attivista palestine- David si fosse fermato di fronte a questa Avevo visto il video promozionale del-
se la cui casa si trova vicino agli scavi. “La- torre quando venne a conquistare la città la città di David in cui Gadot mostra un
vorano più di dieci ore al giorno e a volte dei gebusei tremila anni fa”, dice il testo. orecchino d’oro di epoca ellenistica ritro-
fino a notte inoltrata”, ha aggiunto. “Sono Ma nel 2017 l’équipe di Gadot ha sottopo- vato nel sito. “A Gerusalemme l’archeo-
forse arrivati all’inferno?”. sto dei campioni alla datazione con il ra- logia è sempre oggetto di critiche”, mi ha
I palestinesi che vivono sopra la strada diocarbonio e ha concluso che la struttura detto. “Non possiamo farci nulla, ma una
dei pellegini hanno denunciato che il ter- risale al nono secolo aC, quindi oltre un cosa di cui possiamo prenderci la respon-
reno rimosso dagli scavi ha provocato un millennio più tardi. Se la nuova datazione sabilità è fare archeologia nel modo mi-
abbassamento del suolo, causando danni è corretta, non esisteva al tempo di re Da- gliore. D’accordo, voi contestate il nostro
strutturali e minacciando la stabilità delle vid. “La scienza non si fa pilotare dalla diritto di scavare qui, ma non potete con-
loro case. Inoltre, man mano che la città di testare i nostri metodi. È per questo che ci
David si espandeva, i luoghi pubblici aper- rivolgiamo al mondo delle scienze”.
ti agli abitanti di Silwan sono stati chiusi e “Non so cosa ci fanno Gadot si è mostrato sprezzante verso
annessi al parco. la posizione di Greenberg, secondo cui
con tutta quella terra”, gli archeologi dovrebbero rifiutarsi di la-
Una cronologia diversa ha detto Sahar Abbasi. vorare con la Elad. “Meglio stare qui e
Emek Shaveh non è più l’unico gruppo a prendere parte alla creazione della narra-
contestare l’interpretazione data da Elad
“Lavorano più di dieci zione”, ha detto, “piuttosto che scappare
dei ritrovamenti nella città di David. Nel ore al giorno. Sono dicendo che tutto quello che succede è
2017 Yuval Gadot, un collega di Green- sbagliato”. Secondo Gadot, il coinvolgi-
berg all’università di Tel Aviv, ed Elisabet-
forse arrivati mento di archeologi rispettati e di istitu-
ta Boaretto, una fisica dell’istituto all’inferno?” zioni accademiche come l’università di
Weizmann di Rehovot, hanno lavorato Tel Aviv ha spinto la Elad ad attenersi alle

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La città di David e, sullo sfondo, Silwan. Gerusalemme Est, 9 luglio 2019
NOOR PER HARPER’S

migliori pratiche della disciplina. “Penso Ma questa logica si basa sulla nostra nessun rapporto tra gli antichi filistei e i
sia questa la cosa principale che stiamo capacità di definire un’identità di gruppo moderni palestinesi, i cui antenati venne-
cercando di dire: non è tutto bianco o tut- nel tempo, cosa che è diventata ancora ro dalla penisola arabica nella terra d’Isra-
to nero. La vita è grigia”. più complessa via via che il carattere del- ele millenni dopo”, ha scritto Netanyahu.
Ho notato che i cartelli alla torre della lo stato nazione si è adattato ai flussi mi- “Il legame dei palestinesi con la terra d’I-
sorgente di Gihon non erano stati corretti gratori. sraele non è nulla in confronto al legame
sulla base delle rilevazioni di Boaretto e Cosa rende i francesi di oggi uguali a che il popolo ebraico ha con la terra da
ho chiesto a Gadot se avesse parlato con la quelli del seicento o ai galli dell’antichità? quattromila anni”.
Elad degli aspetti della presentazione del Il corredo genetico? La lingua, le prassi e Da tempo gli archeologi sostengono
sito che giudicava erronei o fuorvianti. le tradizioni comuni? Oppure la casualità che alcuni individui fossero migrati dalle
“Conversazioni sì”, ha risposto. “Risultati di vivere all’interno dei mutevoli confini isole greche verso est fino a raggiungere
positivi non ancora”. della Francia? Il concetto stesso di prima- quest’area agli albori dell’età del ferro, ma
Gli archeologi ricostruiscono il passato to, la rivendicazione che “qui c’eravamo molti hanno contestato l’interpretazione
sulla base dei materiali di ogni genere prima noi”, dipende dalla possibilità di che i mezzi d’informazione hanno dato
trattenuti nel terreno per millenni, e che definire chi siamo “noi”. Al tempo in cui i delle nuove scoperte. David Wengrow, un
sono una minima percentuale di quello figli e i nipoti di re David governavano archeologo dell’University college di
che esisteva all’epoca. Trasformare quelle Gerusalemme, per esempio, i giudei era- Londra, ha scritto che il tweet di Netan-
testimonianze parziali in una narrazione no politeisti: l’ebraismo come lo inten- yahu è stato “senza dubbio difficile da leg-
su persone e avvenimenti richiede una diamo oggi non è emerso fino al terzo o gere per gli autori dello studio”. A sua vol-
profonda conoscenza della storia e una secondo secolo aC. ta Wengrow ha commentato su Twitter:
certa dose di immaginazione. Dato che “Nell’antichità il Mediterraneo orientale
l’archeologia lega l’identità al territorio, Avanti e indietro era un luogo di costante mescolanza, non
spesso le questioni che deve affrontare so- A luglio dell’anno scorso il profilo Twitter di gruppi separati di ‘europei’ e ‘levanti-
no motivate da interessi geopolitici con- di Netanyahu ha condiviso un articolo di ni’. Questa è la lettura che ne abbiamo
temporanei. Armati di cocci e di iscrizio- Science Advances su uno studio che so- dato noi”.
ni, i gruppi etnici o gli stati possono rac- steneva di aver rintracciato in Europa me- Ma gli argomenti basati sul primato
contare storie sul passato che gli consen- ridionale le origini genetiche dei filistei, i hanno conservato la loro forza e impor-
tono di fare rivendicazioni su chi sono e nemici biblici degli israeliti dal cui nome tanza sia per i palestinesi sia per gli israe-
qual è il loro posto nel presente. deriva il termine “Palestina”. “Non c’è liani. Organizzazioni non profit filoisrae-

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Medio Oriente
liane come StandWithUs e Camera hanno
cercato di attirare gli studenti di sinistra
Dato che l’archeologia all’orizzonte. Abbiamo girato intorno a un
edificio grigio dove si svolgono le attività
dei campus statunitensi usando il linguag- lega l’identità al della comunità e finalmente abbiamo
gio dei diritti dei popoli indigeni. L’ex am-
basciatore israeliano a Washington, Mi-
territorio, spesso le scorto una radura con al centro un grosso
cumulo erboso. Alla base c’era un triciclo
chael Oren, ha paragonato gli ebrei in questioni che deve rovesciato, in cima qualche bottiglia di
Israele ai nativi americani, dicendo: “Un
componente della nazione sioux ha diritto
affrontare sono birra vuota, ma a parte questo non c’era
sporcizia in giro.
di vivere sul territorio della nazione sioux. motivate da interessi Il quartiere, Ir Ganim, è uno dei più po-
Queste sono le nostre terre tribali”.
Confronti del genere non solo sempli-
geopolitici veri di Gerusalemme Ovest, con casermo-
ni abitati da persone immigrate di recente
ficano eccessivamente l’identità degli dal Nordafrica e dai paesi dell’ex Unione
indigeni, ma contraddicono la stessa nar- il fatto che gli arabi negano la presenza an- Sovietica. Quello che sembrava un grade-
razione biblica, che parla di guerre san- tica degli ebrei a Gerusalemme. La Elad vole parco, mi ha spiegato Greenberg, in
guinose combattute dagli israeliti contro dice di voler proteggere e sostenere il pa- passato era una discarica dove gli abitanti
gruppi che li avevano preceduti nella ter- trimonio ebraico, ma aver affidato uno dei gettavano radio e frigoriferi rotti e ciarpa-
ra del latte e del miele. Il Levante è stato siti archeologici più importanti del paese me vario, ma era anche un luogo di spac-
per millenni un corridoio tra l’Asia cen- a un gruppo di coloni ultranazionalisti po- cio e di consumo di droga. All’inizio degli
trale e il Mediterraneo, con soldati e caro- trebbe aver compromesso quell’obiettivo. anni 2000, il vicino centro per la comuni-
vane che si muovevano avanti e indietro In un tardo pomeriggio sono andata in tà decise di sgombrare tutti i rifiuti e invitò
attraverso i suoi deserti e le sue pianure. auto con Greenberg a visitare uno dei suoi Greenberg ad avviare scavi per vedere
Parlare di indigeni non ha senso qui, mi vecchi scavi a Gerusalemme cosa c’era sotto. Lui ritenne in-
ha detto Greenberg: “Non c’è mai stato Ovest. Procedevamo in direzio- dispensabile fin dall’inizio coin-
un tempo in cui quest’area fosse immaco- ne del tramonto, su un crinale volgere la comunità nel proces-
lata, quando non c’erano immigrati e oltre la valle della Croce e i raggi so decisionale. “Sto cercando
nessuno andava e veniva. Qui tutto è in che colpivano il suo volto segna- faticosamente di immaginare
un flusso costante”. to facevano scintillare le sue iri- come sarebbe un’archeologia
di verdi. Greenberg affondava nel sedile decolonizzata”, mi ha detto, “un’archeo-
Verso il tramonto del conducente e s’infuriava per l’incur- logia libera dalle narrazioni precostituite
Alcuni leader del mondo arabo sono an- sione della Elad a Silwan: “La pressione su ciò che è importante”.
dati ancora oltre nel liquidare le pretese per effettuare scavi è incessante. E natu-
degli ebrei al primato, negando che sul ralmente viene usata, abusata o sfruttata Coinvolgere la comunità
Monte del tempio sia mai sorto un tempio di continuo dai politici”. Negli anni seguenti Greenberg ha diretto
ebraico. Nel 2001 il capo religioso dell’Au- Emek Shaveh lavora per scatenare la gli scavi con l’obiettivo di insegnare i fon-
torità nazionale palestinese ha dichiarato condanna dell’opinione pubblica nei con- damenti dell’archeologia alle famiglie
che “in tutta la città non c’è neanche una fronti del progetto del tunnel, ma finora la del quartiere. Spesso c’erano quaranta
pietra che faccia riferimento a una storia sua campagna ha avuto scarso successo. bambini che scorrazzavano in giro ri-
ebraica. Il nostro diritto, d’altra parte, è Greenberg appare sempre più isolato, un sciacquando vasellame, setacciando ter-
chiarissimo. Questo luogo ci appartiene uomo petulante di una certa età che si è ra e battendo il terreno con zappe e pic-
da 1.500 anni”. alienato le simpatie dei colleghi con la sua cozze. Il cumulo di pietre, aveva ipotizza-
La Elad è molto sospettosa nei con- rigidità morale e il suo cinismo. È convin- to Greenberg, era uno dei tanti piazzati in
fronti dell’Onu e del suo organismo cultu- to che negli ultimi anni il mondo accade- diversi punti lungo la cresta nell’ottavo e
rale, l’Unesco, che Orenstein descrive mico israeliano si sia arreso completa- settimo secolo aC per marcare il confine
come prevenuto nei confronti d’Israele. mente alla Elad. È piuttosto indifferente al delle terre colonizzate, il limite dell’en-
Perfino alcuni rappresentanti di Emek progetto di Boaretto di ridatare Gerusa- troterra agricolo di Gerusalemme e
Shaveh hanno criticato una bozza dell’U- lemme usando il radiocarbonio, perché dell’autorità del re. I suoi volontari aveva-
nesco del 2016 sulla “Palestina occupata”, lavorare in laboratorio non elimina i pro- no trovato anche cisterne e torchi per l’u-
che secondo loro indeboliva implicita- blemi etici e metodologici che stanno al va ricavati da pietre risalenti al periodo
mente il legame tra l’ebraismo e il Monte cuore della questione: prima di effettuare persiano.
del tempio. “Attualmente siamo in una il campionamento, la scelta di dove scava- Greenberg ha camminato intorno alla
frenesia di derisione reciproca”, mi ha re e quali domande porsi dipende dalle base del cumulo, ispezionando il terreno.
detto Daniel Seidemann, esperto della motivazioni e dalla prospettiva dei ricer- Da quando gli scavi sono terminati, nel
geopolitica di Gerusalemme. “Per i mu- catori. Secondo lui, finché gli archeologi 2008, l’area è rimasta libera dai rifiuti e
sulmani è socialmente inaccettabile rico- continueranno a fare riferimento alla Bib- secondo Greenberg il motivo è che gli abi-
noscere la connessione degli ebrei con il bia, faranno il gioco dei coloni, anche se tanti erano stati coinvolti nella decisione
Monte del tempio. E gli ebrei estremisti e i confermeranno alcune storie e ne conte- su quando e come scavare. Avevano senti-
cristiani evangelici sostengono che non steranno altre. to il progetto come una cosa loro, avevano
c’è un rapporto con i musulmani, che è Quando Greenberg e io siamo tornati avuto l’impressione che la loro partecipa-
tutta una pretesa moderna, un’invenzio- sulla strada sterrata che porta al sito stava zione fosse valorizzata: “È questo che l’ha
ne”. Durante la nostra passeggiata nella scendendo la sera, e in lontananza le altu- protetto”, ha detto Greenberg. “Non ho
città di David, Orenstein ha citato spesso re sfumavano in una striscia di luce viola altre spiegazioni”. u ma

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Giappone

La trappola
galleggiante
Joshua Hunt, 1843 The Economist, Regno Unito
I passeggeri della Diamond Princess avevano
pagato per una crociera di divertimenti e buffet
senza fine. Si sono ritrovati imprigionati sulla
nave insieme al nuovo coronavirus
CARL COURT (GETTY IMAGES)

La Diamond Princess
attraccata al porto di
Yokohama, Giappone,
10 febbraio 2020
Giappone
l 20 gennaio 2020 circa 2.500 pas- soffuse e la malinconia esteticamente no nella costruzione di navi gigantesche,

I seggeri si presentano al porto di


Yokohama, lo stesso dove 167 an-
ni fa sbarcarono gli americani
mettendo fine a più di due secoli
di isolamento del Giappone. I
nuovi arrivati non vedono l’ora d’imbar-
carsi su una nave da crociera che li tra-
ghetterà da un porto all’altro dell’Asia,
sgravandoli dalle fatiche del turismo fai
inoffensiva degli hotel internazionali.
Nella Churchill’s lounge si viene avvolti
dal fumo dei sigari in mezzo a poltrone in
pelle imbottite. Per i bambini ci sono asili
nido e per i ragazzi centri con giochi, gad-
get e chitarre in abbondanza. I genitori
possono rilassarsi nel “santuario”, un rifu-
gio nel rifugio per soli adulti. Gli ospiti
passano da un concerto a una puntata al
in grado di offrire una varietà quasi ine-
sauribile di scelte di ristorazione e intrat-
tenimento per il maggior numero di per-
sone possibile (la Symphony of the Seas,
la più grande nave da crociera del mondo,
può ospitare quasi settemila passeggeri).
La Princess Cruises è orgogliosa dell’e-
sperienza che offre. Jeraldine Saunders,
un’ex dipendente, ha scritto nel suo libro
da te. La loro unica preoccupazione, men- casinò, ammirano comici e prestigiatori, di memorie The love boats del 1974 che il
tre si accingono a passare due settimane partecipano a quiz e aste d’arte. direttore di crociera – il ruolo che lei rico-
in mare lasciandosi alle spalle il lavoro e la Il mangiare è una storia a parte. A bor- priva – è “la persona che a bordo di una
routine della pensione, è essere serviti e do ci sono una steakhouse, una pizzeria e nave di lusso ha la responsabiità di rende-
riveriti, almeno per quanto consente la una serie di ristoranti specializzati in sushi re tutti felici” (un fortunato telefilm basa-
cifra che hanno speso. e cucina italiana. I buffet offrono costolet- to sul libro di Saunders ha raccontato le
I depliant descrivono la Diamond te, escargot e crème brûlée serviti in por- storie romantiche di una serie di passeg-
Princess come “una pietra preziosa nei zioni gigantesche a ogni ora del giorno e geri immaginari). A più di quarant’anni di
mari del mondo” dove “giorno e notte, è della notte. La nave ha suo un barista spe- distanza, lo scopo di una crociera della
sempre un’avventura”. Lo sfondo di cializzato in cocktail, un suo sommelier e Princess rimane lo stesso: incoraggiare i
quest’avventura è una nave di 116mila un suo chocolatier. clienti a socializzare con l’equipaggio e
tonnellate, lunga come tre campi da calcio La Diamond Princess è una delle circa con gli altri ospiti invece di stare sempre
e capace di trasportare un equipaggio di trecento navi da crociera che ogni anno con gli amici o i familiari con cui si sono
più di mille persone, oltre ai passeggeri. fanno il giro del mondo. Nel 2019 queste imbarcati.
Da lontano risplende di bianco, con una enormi strutture hanno portato in mare Per chi non è mai stato in crociera, il
cintura di scialuppe di salvataggio color trenta milioni di appassionati di un genere mondo si divide in due gruppi: quelli che
arancio acceso avvolta attorno alla pan- di vacanza che sembra appartenere a pagherebbero per fare un’esperienza così
cia. Il ponte principale, disseminato di pi- un’altra epoca, quando i turisti non aveva- e quelli che pagherebbero per non farla.
scine e vasche idromassaggio, è tinteggia- no ancora cominciato a preferire l’auten- Chi c’è stato, però, sa che su ogni nave esi-
to di blu di metilene e verde dentifricio, ticità al lusso, la sostenibilità agli eccessi e ste una gerarchia che rispecchia quella
che gli danno un’aria a un tempo slavata e l’avventura alla stimolazione sedentaria. della società a terra. È possibile prenotare
luminosa. Su un lato della nave i passeg- L’esperienza della crociera potrà sembra- una suite con vista sull’oceano o scegliere
geri possono giocare a golf in un campo da re datata, ma i passeggeri mostrano di ap- una piccola cabina nelle viscere della bar-
nove buche; sull’altro lato possono corre- prezzarla sempre di più. Nel 2019 la Car- ca. Molti passeggeri sono pensionati con
re su una pista all’aperto o finire la loro nival Corporation, il più grande conglo- un reddito modesto, che possono permet-
partita di golf a un simulatore. merato di navi da crociera del pianeta, che tersi di viaggiare per settimane in mare
La Diamond Princess esiste in uno oltre alla Princess Cruises possiede altre solo a patto di alloggiare nelle cabine più
strano limbo storico. C’è il wifi ad alta ve- otto linee e trasporta ogni anno metà dei economiche (senza finestre) e di passare
locità, ma anche locali notturni e bar dai crocieristi del mondo, ha totalizzato ricavi tutto il tempo sul ponte. Negli ambienti
nomi rétro come Skywalkers, Club fusion per 21 miliardi di dollari, una cifra record. più angusti e congestionati un esercito di
e Wheelhouse, con musica dal vivo, luci Alcune compagnie di crociera investo- camerieri, addetti alle pulizie e cuochi
dorme quando può. Per il resto del tempo
è impegnato a coccolare gli ospiti, inco-
raggandoli a godersi gli extra come gli al-
colici, il gioco d’azzardo, la vendita di gio-
ielli di lusso e le aste, da cui la Princess
Cruises ricava buona parte dei profitti.

Anniversario di nozze
Il 20 gennaio, mentre la Diamond Prin-
cess si prepara a salpare da Yokohama, le
autorità cinesi sono alle prese con un’epi-
demia di un nuovo coronavirus identifica-
to a Wuhan, una città della Cina centrale.
Il virus sembra provocare una grave for-
ma di polmonite in alcuni soggetti conta-
giati e si sta diffondendo rapidamente.
Nei cinque giorni che la nave impiega per
arrivare da Yokohama a Hong Kong, il nu-
mero dei casi di covid-19 confermati nel
mondo quadruplica, arrivando a 1.320. La

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Uno dei passeggeri fatti sbarcare dalla nave a Yokohama, in Giappone, il 19 febbraio 2020
JAE C. HONG (AP/LAPRESSE)

maggior parte è nella Cina continentale; te in compagnia degli altri passeggeri nel- frequenta il corso di laurea in economia
cinque sono proprio a Hong Kong. le sale da pranzo e negli auditorium. internazionale. Il 20 gennaio, quando lui e
Carlos Soto e Yardley Wong s’imbarca- Dal primo febbraio comincia a girare i suoi amici si sono imbarcati sulla Dia-
no sulla Diamond Princess a Hong Kong il voce che un passeggero sbarcato a Hong mond Princess, avevano già sentito parla-
25 gennaio, il primo giorno del capodanno Kong sia risultato positivo al covid-19. re del nuovo coronavirus. Dieci giorni
cinese, per una vacanza in famiglia. Oltre Wong e Soto ripensano immediatamente prima era stato annunciato il primo morto
al figlio, insieme a loro ci sono i genitori di a tutti i pranzi e le cene a bordo e a tutti gli a Wuhan. “Forse noi eravamo un po’ più
Wong, una zia e uno zio. Wong ha preno- spettacoli che hanno visto gomito a gomi- consapevoli della gravità del coronavirus
tato il viaggio con mesi di anticipo e la to con gli altri ospiti. Il pensiero delle ma- perché vivevamo in Cina”, racconta Feh-
coppia si prepara a festeggiare a bordo il scherine inutilizzate nella loro cabina co- renbacher. A Kagoshima, la città giappo-
suo anniversario di matrimonio. Con l’e- mincia a diventare un tarlo. nese dove la nave attracca il 22 gennaio, si
pidemia del nuovo coronavirus che sta già La sera del 27 gennaio, mentre la Dia- fermano “a un minimarket 7-Eleven per
infestando Hong Kong, Soto e Wong sono mond Princess salpa dal porto di Chan comprare delle mascherine chirurgiche,
preoccupati e si sono portati una scorta di May in Vietnam, Spencer Fehrenbacher, che all’epoca ancora si trovavano facil-
mascherine e disinfettanti per le mani. un canadese di Vancouver di 29 anni, co- mente in tutti i negozi”. Come Soto e
Prima di salire a bordo hanno dovuto mincia ad avvertire i sintomi della febbre. Wong, però, si fanno trascinare dal com-
compilare un questionario sullo stato di Gli fanno male le ossa, ha la fronte che portamento disinvolto degli altri passeg-
salute, “ma una volta che ci siamo imbar- scotta e i sudori freddi. Per le ventiquat- geri. Appena tornati a bordo, mettono via
cati, abbiamo scoperto che nessuno in- tr’ore successive, mentre gli altri passeg- le mascherine.
dossava la mascherina”, dice Soto. “La geri scendono nella baia di Ha Long – una
vita sulla nave era molto vivace, un sacco distesa di acque blu smeraldo punteggiate I Baja boys
di spettacoli, un sacco di divertimenti”. di lussureggianti isole boscose – Feh- La vita di crociera è un’occasione “per
L’esplosione dell’epidemia nella regio- renbacher se ne sta rannicchiato nel suo non fare niente per due settimane”, a
ne si riflette in una serie di piccoli gesti. Gli letto. L’amico statunitense con cui divide parte un po’ di baldoria. Per Fehrenba-
ospiti sono invitati a lavarsi le mani prima la stanza decide di andare a dormire sul cher e i suoi amici la doppia con vista
di mangiare. Alcune porte restano aperte, pavimento della cabina accanto, insieme sull’oceano sul ponte Baja diventa una
in modo che i passeggeri non debbano ai loro compagni di viaggio. La sera del 28, tappa fissa nel passaggio continuo da una
toccare le maniglie. Siccome però nessu- mentre la nave si dirige verso Taiwan, serata quiz a una seduta nella vasca idro-
no sta prendendo altre precauzioni, i Soto Fehrenbacher comincia a stare meglio. massaggio. Gli altri passeggeri li chiama-
decidono di lasciare in cabina le masche- L’uomo è partito da Tianjin, una città no i “Baja boys”. “All’inizio era un po’
rine e i disinfettanti e di passare le giorna- appena a sud di Pechino dove da un anno strano essere gli unici millennial scapoli

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Giappone
su una nave in cui la maggior parte delle bussare alle porte per selezionare i pas- sicuro. La notizia dello scoppio dell’epi-
persone aveva più di cinquant’anni”, dice seggeri da sottoporre al test per il co- demia sulla nave ha fatto il giro del mon-
Fehrenbacher. “Ma dopo un po’ di giorni vid-19. Sono le 4.30 del mattino quando do e quando il 7 febbraio Fehrenbacher
passati a bere e a mangiare abbiamo co- arrivano alla stanza di Fehrenbacher. Gli apprende da un servizio della Cnn che a
minciato a conoscere altra gente”. fanno una serie di domande sui suoi sinto- bordo ci sono 41 nuovi casi di positivi al
Quando la Diamond Princess sbarca a mi e sugli ultimi viaggi che ha fatto, chie- covid-19, si convince di essere uno di lo-
Hong Kong, Fehrenbacher si allarma per- dendogli, in particolare, se è stato a ro. Temendo che lo porteranno in ospe-
ché vede che a terra tutti indossano la ma- Wuhan. Quindi bussano alla cabina suc- dale senza preavviso, registra un breve
scherina. Un paio di giorni dopo, quando cessiva. Più tardi ripassano e gli fanno un video da inviare alla famiglia. “Se state
gli viene la febbre, si preoccupa ancora di tampone alla gola, informandolo che avrà guardando questo video, significa che so-
più. Nei giorni successivi ha anche un po’ i risultati entro sei ore. Al primo giro ven- no risultato positivo al coronavirus e mi
di mal di gola. Quando la nave fa tappa a gono testate 253 persone. stanno portando in un ospedale giappo-
Taiwan e Okinawa, evita di scendere per Quando arriva l’alba, a Fehrenbacher nese, non so dove”, dice con la voce stroz-
paura che lo scoprano e non lo facciano sembra di sognare. Le sale da pranzo bru- zata. “Sto registrando questo video solo
tornare a bordo. licano di passeggeri che pascolano al buf- per dire ‘ciao’, per dire alla mia famiglia e
Alle 18.30 del 3 febbraio, mentre la na- fet per la colazione. Più tardi la gente co- ai miei amici ‘vi voglio bene’, e lo faccio
ve fa di nuovo rotta verso Yokohama, il mincia a bere nelle sale. Per tutta la gior- ora nel caso non ne avessi più il tempo...
capitano fa un annuncio speciale all’alto- nata, gli ospiti della Diamond Princess in caso”.
parlante. La sua voce è trasmessa in ogni mangiano, chiacchierano e si godono Più tardi, quando finalmente Feh-
sala e cabina: “Gentili passeggeri, siamo l’intrattenimento a bordo. Il personale sa- renbacher scopre di essere risultato nega-
stati informati dalle autorità sanitarie di nitario seguita a fare i suoi con- tivo, la sua disperazione si tra-
Hong Kong che un loro cittadino, rimasto trolli. Al Club fusion, i musicisti sforma in euforia. L’entusiasmo
per cinque giorni a bordo della Diamond continuano a suonare. è aumentato da abbondanti dosi
Princess e sbarcato il 25 gennaio, è risulta- La festa si interrompe bru- di alcol: il 9 febbraio l’ammini-
to positivo al nuovo coronavirus il primo scamente la sera del 4 febbraio: stratore delegato della Princess
febbraio, sei giorni dopo aver lasciato la “Ho appena ricevuto istruzioni Cruises Jan Swartz informa i
nave”. dagli ispettori di quarantena giapponesi”, passeggeri che oltre ad avere un rimborso
I passeggeri vengono informati che sa- annuncia il capitano all’altoparlante in un totale e una crociera in omaggio in futuro,
ranno trattenuti per qualche ora dopo il tono monocorde che non rassicura affatto per tutta la durata della quarantena po-
loro arrivo a Yokohama, dove il personale i passeggeri. “Per ora tutti i nostri ospiti tranno ordinare da bere gratuitamente.
medico giapponese li sottoporrà ai dovuti devono rimanere nelle loro cabine e at- Fehrenbacher e il suo compagno di stanza
controlli prima dello sbarco. Intanto, tendere ulteriori istruzioni”. Più tardi ar- si fanno portare vino e birra.
chiunque abbia avvertito sintomi durante riva un altro annuncio. La nave è stata
la crociera è pregato di presentarsi al pre- messa in quarantena e i passeggeri do- Camera con balcone
sidio medico, sul ponte più basso della vranno rimanere confinati nelle loro cabi- Per i passeggeri che si sono potuti per-
nave, dove gli misureranno la temperatu- ne per almeno 14 giorni. I corridoi della mettere una camera con balcone, avere
ra e gli chiederanno di compilare un que- nave si riempiono subito di ospiti che uno sfogo all’esterno offre un po’ di tre-
stionario sul suo stato di salute. istintivamente escono a lamentarsi faccia gua dalla seccatura di dover lavare i panni
Fehrenbacher è sotto shock. È convin- a faccia con i loro vicini di stanza. “Che nel lavandino del bagno e dall’odore del-
to di aver preso il virus, ma è indeciso se palle!”, dice uno. la spazzatura che comincia ad accumu-
seguire le istruzioni o no. “La mia prima Fehrenbacher si accorge che il suo larsi nelle cabine mentre l’equipaggio fa-
preoccupazione era che se fossi risultato umore cambia a seconda di quello che tica a stare dietro alle richieste degli ospi-
positivo al virus mi avrebbero messo in legge online sul covid-19. Quando scade ti in cattività.
quarantena e non sarei potuto tornare a il termine delle sei ore e il personale sani- Ogni giorno Fehrenbacher e i suoi
casa”, racconta. “Se invece non ce l’avevo, tario ancora non gli comunica i risultati, amici guardano il tramonto sul balcone e
temevo di finire in una sala piena di gente pensa che il fatto che lo trattengano a bor- chiacchierano con i vicini di quanto sono
con la tosse e la febbre”. Camminando do sia il segno che non ha contratto il vi- stati fortunati con le ordinazioni delle be-
nervosamente per la cabina, Fehrenba- rus. Ma più si documenta, meno si sente vande, che da quando gli alcolici sono di-
cher confessa al suo compagno di stanza ventati gratuiti si sono moltiplicate. Il me-
che vorrebbe ignorare l’ordine. Il suo ami- todo migliore, hanno scoperto i passegge-
co si arrabbia. “Mi ha fatto capire che ave- Più tardi, quando ri, è scarabocchiare un ordine su un pezzo
vo l’obbligo morale – e forse anche giuridi- di carta e lasciarlo in corridoio con una
co – di autodenunciarmi”, dice. Alla fine
finalmente banconota sotto. L’alcol, unito alla sensa-
Fehrenbacher scende nella pancia della Fehrenbacher scopre zione di essere sopravvissuti dopo aver
nave e si presenta al presidio medico. Nel- spezzato il pane con un assassino, portano
la sala d’aspetto ci sono il doppio delle per-
di essere risultato molti ospiti, compreso Fehrenbacher, a
sone per cui è stata progettata. Molti pas- negativo, la sua vivere la quarantena come una specie di
seggeri si allontanano starnutendo o visi- prolungamento della vacanza.
bilmente febbricitanti.
disperazione si In una giornata di sole i passeggeri
Poco dopo le 23, il personale sanitario trasforma in euforia delle cabine con affaccio sul mare sono
giapponese in tuta protettiva comincia a attirati fuori dal suono della musica pop

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Disinfezione a bordo della Diamond Princess, 7 febbraio 2020 chiede Fehrenbacher. “Ho sentito bene?”.
Il conduttore gli conferma che è così, e
che il numero totale di contagi confermati
a bordo della nave è salito a 285. “Ah, non
me n’ero reso conto”, dice Fehrenbacher.
Il capitano, evidentemente, ha semplice-
mente smesso d’informare i passeggeri
sui nuovi casi (interpellata per un chiari-
mento, la Carnival Corporation dice di
aver fatto “tutto il possibile per essere
aperta, onesta e trasparente e per garanti-
re la salute e il benessere degli ospiti e
dell’equipaggio”).
Fehrenbacher è preso di nuovo dal ter-
rore. Lo stesso giorno, la Diamond Prin-
cess esce per qualche ora in mare per ac-
cendere i motori. Quando torna in porto,
attracca dal lato opposto. Dal suo balcone
Fehrenbacher non vede più il monte Fuji e
il mare aperto ma un orrendo porto pieno
di ambulanze e uomini in tute protettive.
“Solo allora ci siamo resi conto che le per-
sone si ammalavano e morivano”, raccon-
ta. “Solo allora abbiamo smesso di bere, ci
siamo messi le mascherine e abbiamo
cominciato a prendere le cose più seria-
mente”.

Affaccio interno
Nella brochure della Diamond Princess,
subito dopo le promesse di nuovi posti da
scoprire e occasioni per rigenerarsi, c’è
una pagina con la gerarchia delle cabine in
ordine decrescente: grand suite con bal-
cone, suite con balcone, mini-suite con
balcone, doppia vista mare con balcone,
THE ASAHI SHIMBUN/GETTY IMAGES

vista oceano deluxe, doppia vista mare,


doppia con affaccio interno.
La doppia con affaccio interno di Aun
Na Tan è sul ponte 10, un piano sotto la
cabina dei Baja boys. Tan dorme in una
cuccetta singola; sopra di lei c’è il letto di
Kaitlyn, la figlia di 16 anni. In un’altra cuc-
cetta, a un braccio di distanza, dorme suo
giapponese che accompagna un’esibizio- vato. Ha ricevuto una lettera dall’Ameri- marito Jeff Soh; sopra di lui c’è Xander,
ne improvvisata di moto d’acqua. Per die- can center for disease control in cui si dice l’altro figlio, di 19 anni. L’intera cabina mi-
ci o quindici minuti i motociclisti fanno che in base alle ultime informazioni di- sura 15 metri quadrati, non ha finestre ed è
acrobazie mentre i passeggeri li osserva- sponibili “rimanere nella propria stanza impossibile parlare al cellulare perché
no dai balconi incoraggandoli con i bic- sulla nave è l’opzione più sicura per ridur- non c’è campo. Per il personale di bordo,
chieri in mano. Quando la musica finisce re al minimo il rischio di contagio”. In più, però, è una “cabina privata”, come tutte le
e le moto d’acqua se ne vanno, Fehrenba- ha notato che per vari giorni di fila il capi- altre sulla nave.
cher tenta disperatamente di prolungare tano non ha parlato di nuovi contagi tra i Per la famiglia Soh è stato un affare:
il momento. Lui e il suo compagno di passeggeri nei suoi annunci quotidiani una vacanza di due settimane in mare a
stanza statunitense fanno partire una ola. all’altoparlante. Il 13 febbraio Fehrenba- meno di mille dollari a persona. La cabina
“Alla fine siamo riusciti a farla arrivare da cher comincia a pensare che la quarante- è stretta ma a loro non importa, tanto de-
un capo all’altro della nave”, dice. “È sta- na potrebbe finire presto. Due giorni do- vono solo dormirci. Kaitlyn passa quasi
to bellissimo vedere tutte quelle persone po, però, mentre si prepara per un’intervi- tutto il tempo al centro per ragazzi mentre
entrare in connessione in un momento sta a un telegiornale canadese, rimane di i suoi genitori vanno in palestra. A mezzo-
così difficile”. sasso quando sente l’introduzione al ser- giorno si danno appuntamento per il pran-
A una settimana dall’inizio della qua- vizio sulla Diamond Princess. “Avete ap- zo. Nel pomeriggio Tan fa un sonnellino,
rantena, Fehrenbacher si sente più solle- pena detto che ci sono 67 nuovi casi?”, suo marito va a vedere un’asta e i ragazzi

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 131


Giappone
Passeggeri in quarantena nelle loro cabine, Yokohama, 7 febbraio 2020
CARL COURT (GETTY IMAGES)

guardano un film. Dopo cena di solito fatto di mangiare scatolette non li distur- un altro australiano a bordo che è risulta-
vanno a uno spettacolo tutti insieme. ba più di tanto. “Non ci importava di to positivo al nuovo coronavirus. Scossa
Ora la quarantena li costringe a cam- mangiare sempre le stesse cose”, dice dalla notizia, comincia a fissarsi con l’i-
biare abitudini. A colazione al posto del Tan. “A casa cucino per tutta la settimana giene. Dice a tutti di lavarsi continuamen-
buffet ci sono coppe di frutta e yogurt. La quindi ci capita spesso di mangiare gli te le mani e di disinfettare regolarmente
mattina giocano a sudoku o a qualche gio- stessi piatti per vari giorni di fila”. la cabina. “Pulivamo sempre i vassoi su
co da tavolo. Quanto al menù dei pasti, la Il 7 febbraio l’equipaggio distribuisce cui ci arrivava da mangiare e lavavamo
proposta si è drasticamente ridimensio- a tutti i passeggeri mascherine e guanti di sempre la frutta e la verdura fresca”, rac-
nata: a pranzo la scelta è tra frittura di pol- gomma e dà istruzioni su come mantene- conta. “Lavavamo i contenitori esterni il
lo e frittura di tofu. re il “distanziamento sociale” di sicurez- più possibile”.
Dopo che la connessione wifi è stata za. Tan e gli altri ospiti delle cabine “in- L’ansia s’impadronisce anche degli
potenziata per permetterne l’uso quasi terne” senza finestre e balconi non esco- altri passeggeri: c’è un’ospite che addirit-
costante alle tremila persone e più a bor- no all’aria aperta da quasi tre giorni. Ora tura si allontana dalla porta ogni volta che
do, il marito di Tan, che fa il project mana- hanno il permesso di passeggiare lungo il le consegnano un pasto, temendo che una
ger per una banca in Australia, si è messo ponte principale della nave per 30-40 mi- ventata d’aria infetta possa contaminare
a lavorare in remoto con il pc portatile. nuti al giorno, a patto di rimanere a due la sua stanza.
Tan invece passa la giornata a tirare su il braccia di distanza dagli altri passeggeri. A mano a mano che la quarantena va
morale dei figli con giochi, ginnastica e Per Tan seguire le istruzioni è sorpren- avanti, il numero dei passeggeri che si
interpretazioni estemporanee di canzoni dentemente difficile. Non riesce mai a ri- ammalano e che vengono portati in ospe-
pop. “Mi sa che i miei continui tentativi di cordarsi se ha toccato la ringhiera prima o dale aumenta. I turisti superstiti sono in-
rallegrarli gli davano un po’ sui nervi”, di- dopo essersi stropicciata gli occhi. Ha trappolati a bordo, ossessionati dalla
ce. Per assecondare Tan, la cabina è stata sempre paura che qualcuno si stia avvici- paura che il virus possa diffondersi attra-
trasformata in una sorta di sala karaoke, nando troppo ma non vuole chiedergli di verso le prese d’aria. Questa teoria ha
cinema, palestra e studio di danza. Il poco allontanarsi per non sembrare scortese. preso piede dopo che il capitano durante
spazio disponibile è usato per fare piega- Non sarà un problema, si chiede, se stia- i suoi annunci ha cominciato a rassicura-
menti e flessioni. Xander e Kaitlyn, en- mo esposti al vento con tutte queste per- re i passeggeri che nelle cabine circola
trambi ballerini, provano passi di hip- sone davanti a noi? solo aria pulita. A quel punto, molte per-
hop. La famiglia riesce perfino a guardare Al terzo giorno di quarantena, Tan ri- sone hanno smesso di fidarsi della com-
la notte degli Oscar in streaming. Anche il ceve una telefonata che la fa riflettere: è di pagnia di crociera.

132 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Un tassista aspetta uno dei passeggeri sbarcati dalla nave, Yokohama, 20 febbraio 2020
TOMOHIRO OHSUMI (GETTY IMAGES)

La decisione di Tan di decontaminare amicizia a bordo sono state portate via Kent. L’unica differenza, nota, è che du-
i pasti consegnati in cabina si rivela lungi- perché risultate positive al test diagnosti- rante le serate dei quiz agli ospiti viene
mirante. Il primo membro dell’equipag- co. Il virus si sta diffondendo. chiesto di tenere le matite invece di resti-
gio a risultare positivo al covid-19 è un tuirle alla fine.
addetto al servizio di ristorazione che si è Crocieristi esperti Quando comincia la quarantena, lui e
ammalato il 2 febbraio. I membri dell’e- Kent Frasure, 42 anni, e sua moglie Re- la moglie sono tra i primi a essere sottopo-
quipaggio condividono una grande sala becca, 35, vengono dall’Oregon e sono sti al test. Nei giorni seguenti si affacciano
da pranzo e vivono insieme in dormitori esperti di crociere. Ne hanno già fatte un- al balcone della loro suite mentre i passeg-
con i letti a castello impilati a tre a tre. dici, di cui dieci su navi della Princess. Ne geri contagiati vengono portati di corsa in
Due giorni dopo, quando l’impiegato feb- hanno viste abbastanza – o almeno così ospedale. “C’era un tunnel coperto che
bricitante viene fatto sbarcare, ha già pensano – per capire quando le cose in non ti faceva vedere quante persone scen-
contagiato tutti i colleghi. mare si mettono male. Anche quando il devano dalla nave, ma si capiva come sta-
Il 9 febbraio risultano positivi quindici capitano ha annunciato che un passegge- va andando la giornata dal numero di am-
addetti alla ristorazione: il rischio che ab- ro della Diamond Princess è risultato po- bulanze che arrivavano”, ricorda Kent.
biano accelerato la diffusione del virus tra sitivo al covid-19, non si sono preoccupati La coppia s’iscrive a un gruppo su Fa-
i passeggeri è alto, dato che sono loro a più di tanto. cebook creato dai passeggeri in quaran-
preparare, confezionare e consegnare Alcuni anni fa hanno partecipato a tena, che diventa subito un ricettacolo di
tutti i pasti sulla nave. un’altra crociera Princess nel pieno di un “lamentele e teorie del complotto”. La
Isolati nelle loro cabine, senza comu- allarme norovirus. “In quel caso il capita- mancanza di interpretazioni univoche
nicazioni certe del governo giapponese o no aveva attivato immediatamente nuovi sulla pericolosità del covid-19, unita alla
della Princess Cruises, i passeggeri di- protocolli per il servizio pasti e l’equipag- scarsa comunicazione da parte delle au-
ventano vittime delle loro emozioni. “O gio aveva dato istruzioni ai passeggeri su torità giapponesi, alimenta speculazioni
era tutto fantastico e sembrava di aver come proteggersi”, racconta Kent. Sulla furiose tra gli utenti più attivi del gruppo.
allungato la vacanza, oppure era la fine nave c’era stato un palpabile cambiamen- Alcuni accusano il governo giapponese di
del mondo”, racconta Fehrenbacher. to di umore tra i passeggeri che cercavano mentire, di fare test sbagliati e di tenere i
“Non c’erano vie di mezzo”. in tutti i modi di evitare il contagio. “Sulla passeggeri isolati a bordo senza motivo.
Ogni giorno i passeggeri apprendono Diamond Princess invece non è successo Quando un utente chiede di limitare le
dalle telefonate, dai messaggi o dai tele- niente del genere, quindi non mi è sem- “voci di corridoio e l’isteria”, è accusato
giornali che persone con cui hanno fatto brato un grosso problema”, continua di essere al servizio dei giapponesi. No-

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 133


Giappone
nostante tutto, però, il gruppo Facebook Mentre la Diamond nuovo tampone per il virus. “L’idea di fi-
diventa lo strumento più affidabile per nire in un ospedale statunitense mi pre-
sapere quanti passeggeri sono risultati Princess si svuota, un occupava molto”, racconta, “mi avrebbe
positivi, perché molti utenti pubblicano i gruppo molto diverso rovinato economicamente”. Per sua for-
risultati dei loro test o informano gli altri tuna, il test è di nuovo negativo.
quando un loro vicino di cabina viene ma altrettanto Kent Frasure è ancora confinato a bor-
portato via. internazionale di do della nave quando apprende da un
giornalista che il primo passeggero è
La separazione persone si raduna morto. “È davvero scioccante e triste
La mattina del 7 febbraio le autorità giap- sulla passerella pensare che una persona parte in vacan-
ponesi comunicano a Rebecca Frasure za e poi nel giro di un giorno se ne va
che è risultata positiva al covid-19 e le all’altro mondo”, dice. “Sembrerebbe
chiedono di preparare velocemente una Il 16 febbraio, quattro settimane dopo una cosa evitabile”. In totale, 14 passeg-
valigia con l’occorrente per i tre giorni che i primi passeggeri si sono imbarcati a geri della Diamond Princess moriranno
successivi. Kent, che non ha il virus, do- Yokohama, la Diamond Princess diventa di covid-19.
vrà rimanere sulla nave. “Non riusciva- una voce a sé nel rapporto quotidiano A mano a mano che i passeggeri termi-
mo a crederci, perché a parte un mal di dell’Organizzazione mondiale della sani- nano la quarantena o sono rimpatriati dai
gola molto lieve, non aveva nessun sinto- tà sull’epidemia del coronavirus. A bordo loro governi, la Diamond Princess si tra-
mo”, racconta Kent. “Ma ci hanno detto ci sono 355 casi confermati, più di qualsi- sforma in una nave fantasma. Le uniche
che sarebbe stata via solo tre giorni, per- asi altro paese a parte la Cina, e più di tut- persone che Kent vede sono i membri
ciò pensavamo che fosse solo una pre- ti gli altri paesi messi insieme. dell’equipaggio che passano davanti alla
cauzione, niente di grave”. Tra i tanti passeggeri contagiati c’è sua stanza durante i pasti, a volte dimenti-
Le condizioni di Rebecca fortunata- anche Kaitlyn Soh, la figlia sedicenne di candosi che è ancora a bordo. È uno degli
mente non peggiorano, ma l’esperienza è Aun Na Tan. Non ha mai mostrato sinto- ultimi passeggeri a lasciare la nave, il 22
destabilizzante. Il cibo dell’ospedale – pe- mi a parte un mal di testa, che i suoi geni- febbraio. Passa un nuovo periodo di qua-
sce, riso e sottaceti per colazione – è ben tori attribuivano alle troppe ore trascorse rantena di 14 giorni in una serie di hotel di
lontano dal sushi e dalla carne alla griglia a guardare lo smartphone. Tan non vuole Tokyo; per due volte la direzione gli chie-
che ha gustato qualche settimana prima a separarsi dalla figlia, come in- de di andarsene quando scopre
Tokyo. Rebecca è in ansia per la separa- vece chiedono le autorità, e da dove viene. Quando Kent va
zione dal marito e si arrabbia quando sco- passano tre giorni prima che si a trovare Rebecca in ospedale
pre che dovrà rimanere in ospedale alme- trovi un ospedale che permetta deve mettersi sotto la finestra
no 12 giorni invece dei tre che le avevano alla famiglia di stare insieme, della sua stanza e parlarle con
detto all’inizio. In più ha difficoltà a co- anche se in reparti separati. Sic- FaceTime. Il 4 marzo la donna
municare con i dottori e gli infermieri, come nella struttura non c’è il wifi, per viene dimessa. I due rimangono a Tokyo
perché non parla giapponese. comunicare con la figlia Tan le manda dei per altri cinque giorni; vorrebbero andare
Dal giorno in cui la moglie è stata por- biglietti scritti a mano. a Disneyland, ma il parco è stato chiuso
tata in ospedale, Ken aspetta da solo nella Le risposte di Kaitlyn devono essere per prevenire la diffusione del virus.
sua cabina. In una settimana il numero di fotocopiate, perché nessun oggetto può
casi positivi è passato da 61 a 218. Per te- uscire dalla “zona rossa” dove sono cura- Quasi una vacanza
nersi in contatto, Kent e Rebecca usano ti i malati di covid-19. “Mia figlia è una Mentre la Diamond Princess si svuota,
Facebook messenger, dove si scambiano ragazza tosta: prende sempre in giro me e un gruppo molto diverso ma altrettanto
battute e le foto dei piatti che mangiano. suo fratello perché abbiamo il cuore tene- internazionale di persone si raduna sulla
Di tanto in tanto, nel bel mezzo di una ro e al cinema ci commuoviamo”, dice passerella. La maggior parte di loro pro-
tranquilla chiacchierata con la moglie, Tan. “Però ha passato quasi tutta la prima viene dalla Birmania, dal Nepal e dalla
Kent riceve messaggi offensivi su Face- notte a piangere perché la tenevano sepa- Turchia; altri sono giapponesi. Ogni mat-
book da utenti statunitensi sconosciuti. rata da noi”. tina salgono su un autobus per andare a
“Non ti azzardare a tornare negli Stati Kent Frasure è costretto a restare sulla pulire la nave pigramente adagiata nella
Uniti, stronzo, rifatti una vita da un’altra nave più a lungo della maggior parte dei baia di Yokohama, un monumento al vi-
parte, se torni e ci contagi sei un egoista”, passeggeri, perché la sua quarantena è rus che ormai sta invadendo il pianeta.
scrive un tale di Portland. “Ci sono tanti ricominciata il giorno in cui la moglie è Sei giorni alla settimana, per quattro set-
bambini innocenti che hanno davanti risultata positiva. Dieci giorni dopo che timane di fila, passano nove ore a pulire,
una vita di felicità e salute, liberi dal coro- Rebecca è stata portata in ospedale, os- lavare e disinfettare le cabine e ogni sin-
navirus. Stai alla larga”. serva dal balcone mentre più di trecento golo bar, club, salone, area giovani, steak-
Kent trova conforto in un gruppo tra statunitensi e canadesi vengono eva- house e sala da pranzo della nave. Guada-
WhatsApp di una ventina di persone che cuati. Dopo averli fatti salire su un auto- gnano diecimila yen al giorno (circa 83
ha conosciuto durante le serate quiz. I par- bus, li accompagnano su un aereo cargo e euro). Se abitano troppo lontano per fare
tecipanti si incoraggiano a vicenda a sop- li spediscono negli Stati Uniti, dove li i pendolari, vengono sistemati in un hotel
portare l’isolamento e si organizzano per aspetta un’altra quarantena di 14 giorni. lì vicino. “La camera d’albergo è molto
cercare di farsi portare lenzuola e asciuga- Fehrenbacher passa la quarantena più bella del mio appartamento”, confes-
mani puliti, che dalla prima settimana di nella base aerea di Travis a Fairfield, in sa uno di loro. “A volte mi sembra quasi di
quarantena non vengono più consegnati. California, dove viene sottoposto a un essere in vacanza”. ◆ fas

134 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Graphic journalism

Tributo
alla terra
Joe Sacco
Miniere, pozzi petroliferi e impianti per
il fracking hanno lasciato ferite profonde
nei Territori del Nordovest, in Canada,
dove vive il popolo dei dene

Joe Sacco è un giornalista e autore di fumetti nato a Malta. Vive negli Stati Uniti. Questa storia è un estratto
del suo ultimo libro, Tributo alla terra, appena pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard.

136 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


A Yellowknife,
Shauna, la
mia guida
per il nord
del Canada
e io veniamo
redarguiti.

I suoi
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che ab uello
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scord iamo
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co

Si co-
mincia
male.

Vabbè,

ridia-
moci
i!
su, da

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 137


Kris spazza la
mici neve dal casson
Gli a auna carica sacchi
di sabbia per e, mentre Jac
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d i S h più trazione. dare alle ruot
inano e posteriori
esam ota.
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Cari SNACK?

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Il giorno dopo,
a Fort
Simpson, ci be
cchiamo Ci diamo da fare per scroccare
un’altra lavata una radio. Anche il grande capo delle
di capo. Dehcho First Nations ci dà una
mano.

Passa un
pomeriggio
e Avet prima che
Non a E com icherete idea e un’anima
n
v
una r ete comu amioni- di do pia ce ne
Cosa?
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trasm dio con i quelle stat ve presti una.
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tente it- s t i
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stre
Terzo
giorno di
La strada viaggio.
sterrata Le cose
finisce a cominciano
Wrigley. a farsi
serie.

ti
I camionis
montano
le catene
per non
slittare.

Siamo diretti
a nord, lungo
la valle del
Mackenzie,
La winter
road inizia qui in posti
accessibili
ai veicoli
Mi do solo quando
da fare il terreno
con le è comple-
mappe. NOSTRA
ROTTA
tamente
ghiacciato.

la
Questa è
ad.
winter ro
PICKUP
TOYOTA
ROSSO, DIRET-
TO A NORD,
CHILOMETRO
687

che
pensa
Shauna visi ai ca-
v
i miei a siano troppo
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mionist seriosi.
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TOYOTA
ROSSO,
DIRETTO A
NORD, CHI-
LOMETRO
722

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PICKUP E
BASTA
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a
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.

Deve guida-
re sempre
Shauna.

Giù a ife,
Yellowkn ive
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CAGARE IN
FRETTA

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È diffi- ire
cile cap sia
quanto a
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sotto il .
ghiaccio NON SO.
COSA NE
PENSI?
EHI,
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BENE?

NON
MI FERMO POSSO PENSAVO
QUI FARCELA FOSSE UNA
ICE ROAD* E
CHE FOSSE
DIRITTA

MA
QUESTA
È UNA
WINTER ADESSO
ROAD CONOSCO LA
DIFFERENZA

*UNA ICE ROAD ATTRAVERSA


FIUMI E LAGHI GHIACCIATI
i nostri messaggi non arrivano
. Eccolo.
Quanto alla radio, mi sa che a seri e di squ ittii incom-
una lung
E non riceviamo altro che
prensibili. EHI,
TOYOTA
ROSSA, UN
MINUTO E
INCROCIAMCI
O

Ok. Fo
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arriva non e tuna
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altro!

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ROSSO,
DIRETTO A
NORD, WHITE
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stadio mod
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CANADA CE
NTRALE E OCCIDENT
ALE

Nelle 5 ore
di viaggio per
arrivare da ca-
pochi o
Wrigley a Tu- Così significan : Il fracking è un processo di estrazione del petrolio e dei gas
lit’a abbiamo mion una cosae- naturali difficili da raggiungere, che si ottiene attraverso
incontrato solo esso di p l’iniezione ad altissima pressione di una miscela tossica di
l’ecc o in tutto La Con
oco-
meno di 20 troli ndo ha l- Phillips e acqua, sabbia e prodotti chimici nel sottosuolo, molto più
veicoli, e il mo ssato ta o Husky E la costosa della trivellazione tradizionale.
circa una abba e il prezz hanno nergy
decina erano ment reggio spe
so- TESTA DI POZZO

camion. del g industriai op so le loro


che l’attiva qu erazion
i di
estr ubito un estrazione –
ha s sto. comune
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arre conosc ente
iu
come fr te
a
– e chis cking
s
quando à IL POZZO PUÒ ESSERE
le PROFONDO CHILOMETRI
riprend
eranno.

IL POZZO SPESSO SI SPO-


STA ORIZZONTALMENTE
PER SEGUIRE LO STRATO
SEDIMENTARIO

SEDIMENTI

1. LA SOLUZIONE
VIENE INIETTATA NEL-
L’ARGILLITE APRENDO
DELLE FRATTURE

2. A FRACKING
ULTIMATO

3. IL PETROLIO
E/O IL GAS NATU-
RALE SCORRONO
ATTRAVERSO
LE FRATTURE E
RISALGONO IN
SUPERFICIE
Le distanze
dei luoghi di
estrazione
nel nord dei
Territori del
Nordovest
fanno lievi-
tare i costi.

Equipaggia- e i rifiuti
menti, veicoli tossici che
e prodotti chi- rifluiscono
mici devono dai pozzi de-
essere por- vono essere
tati a nord, trasportati a
sud (per es-
sere versati
nelle miniere
abbandonate
dell’Alberta e
della Columbia
Britannica)
principal-
mente attra-
verso quelle
strade infide
e solo durante
i 2-3 mesi
dell’inverno.

Secondo Shauna,
che una volta
lavorava per
un’organizza-
zione di ricerca Faglie sismich
e,
per l’innovazio- usate nel
ne ecologica, processo di
oltre ai pericoli esplorazione
delle perdite con i sonar, e
vie
l’industria del d’accesso per
i
petrolio e dei mezzi pesanti
gas “cambia ir- vengono aperte
reversibilmente attraverso la
l’ecosistema”. foresta boreale
,
ricoprendo il
muskeg, ment
re
il terreno è sb
an-
cato e livellat
o
per installare
i pozzi.
MOLTI DICONO E IN
CHE QUESTA È UN CERTO MA È UN
UN’AREA VASTISSIMA, SENSO È TERRENO
CON TANTI HABITAT VERO SCIVOLOSO...
DIVERSI E UN SACCO DI
POSTI DOVE I CARIBÙ QUALI
E GLI ALCI POSSONO SONO I LIMITI?
QUAL È IL
SPOSTARSI... PUNTO DI NON
RITORNO?

Purtroppo i limiti
ambientali sono
questioni poco
considerate in Il punto è
luoghi dove l’at- che,
tività estrattiva
muove l’economia,
NATURAL-
MENTE ANCHE
controlla i fondi NOI LA ALIMEN-
governativi e ali- TIAMO, PERCHÉ
menta l’immagine È QUELLO CHE
SIAMO
di quel duro
individualismo
che caratterizza
il “nord del 60*”.

* LE TERRE OLTRE IL
60° PARALLELO NORD

In fondo, lo sfruttamento di queste terre ha una lunga storia.

Oggi l’es
tr
zione de a-
lle
risorse n
a
come all turali,
or
commerc a il
io delle
pelli, ha
la
un segno sciato
indelebil
e
popolazio sulla
n
indigena e
,
che per i Dene,
lo
stessa m ro
dson’s e
La Hu pany ria, vive mo-
o m va
B a y C
era qui “dall no
i a
n o n s
ta qui dei temp notte
insedia ellicce i”.
p
per le
quando i
r
i casto o di
n
andava
Fine

moda?
Agosto 2020
numero 11
Il meglio dei
giornali di
tutto il mondo
per bambine
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Evviva
le vacanze!
Avventure
keniane
Aldo e Rosa
in piscina

Scacco
matto
Messaggi
segreti
Scuola di manga
È uscito il nuovo
Internazionale Kids!
In questo numero: evviva
le vacanze, a scuola di manga,
avventure in Kenya,
nei boschi in mountain bike,
consigli per salvare il pianeta
e molto altro
Ogni mese articoli,
giochi e fumetti
In edicola
dai giornali
di tutto il mondo 3 euro
per bambine
e bambini
Iran

Salto all’indietro
Un giovane tedesco di
origini iraniane ha scoperto
che, da bambino, era
stato rapito dal padre.
Così ha deciso di tornare
in Iran. Facendo a ritroso
la rotta dei migranti

Kerstin Greiner, Süddeutsche Zeitung Magazin, Germania


a messo tra i bagagli an- barman nei club e nei locali di Monaco, il padre era fuggito con loro dal regime dei

H che degli assorbenti


extra. Voleva metterse-
li sotto le ascelle: non
avrebbe potuto lavarsi
per molto tempo, ma
non voleva avere l’aria trasandata o puz-
zare di sudore, altrimenti avrebbero potu-
to notarlo. Con gli assorbenti forse sareb-
be andata meglio.
non si era più fatto assegnare turni di la-
voro. Aveva lasciato la sua stanza e si era
appoggiato da un amico a Stoccarda per
prepararsi al viaggio. Solo tre persone era-
no al corrente dei suoi piani. “Non volevo
che qualcuno si preoccupasse o magari
provasse a fermarmi”, spiega Maturi.
Questo non è il suo vero nome: è stato
cambiato per proteggerlo da eventuali
mullah. La madre invece era stata arre-
stata dalla polizia ed era morta nella pri-
gione di Evin, a Teheran. Stando ai rac-
conti del padre, la donna maltrattava i tre
figli rinchiudendoli in una stanza senza
latte né pannolini: per la fame mangiava-
no i loro escrementi. Di lei il padre parlava
sempre con odio: “Per tutta la nostra in-
fanzia e adolescenza vigeva una legge
Ha disposto ordinatamente sul pavi- azioni legali da parte delle autorità turche non scritta per cui nostra madre non si
mento tutto il necessario per il viaggio: un o iraniane. Anche i nomi delle persone poteva nominare. Non sapevamo nean-
visore notturno, un ricevitore gps, una che lo hanno aiutato durante il viaggio e che come si chiamasse”, racconta Maturi.
torcia frontale impermeabile, fiammiferi quelli dei suoi familiari sono falsi. L’ultima volta che ha chiesto di lei aveva
antivento, biancheria termica, un kit di La sera del 16 gennaio 2018 Mehdi sei anni. “Mio padre mi ha ordinato di
JELKA VON LANGEN (SOOTHING SHADE)

pronto soccorso, barrette energetiche, un Maturi ha fatto i bagagli per mettersi in non parlarne mai più”.
sacco a pelo, una bussola, tre orologi da cammino: dalla Germania all’Iran a pie- Mentre cresceva a Schwäbisch Hall,
polso da usare per corrompere qualcuno e di, come un profugo ma in direzione op- nel sud della Germania, Maturi sembrava
580 euro in contanti. Il giorno dopo sareb- posta. Voleva ritrovare la madre, che ave- un adolescente come tutti gli altri: gioca-
be partito. va sempre creduto morta. va nella squadra di calcio locale come
Durante le ultime settimane passate in Mehdi è arrivato in Germania da neo- esterno sinistro, mangiava patatine con
Germania, nel gennaio del 2018, Mehdi nato, nel 1988: quando aveva solo qualche ketchup e maionese alla piscina all’aper-
Maturi, 30 anni, organizzatore di eventi e mese e la sorella e il fratello erano piccoli, to, aveva un lavoretto in un negozio di bri-

150 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Mehdi Maturi
a Berlino,
novembre 2019
Iran
Un giorno Maturi ha ricevuto un messaggio su Facebook da uno
sconosciuto che sosteneva di essere suo zio

colage. L’educazione che il padre impar- mattina del 22 febbraio 2010 Maturi aveva parlavano poche parole di farsi. Eppure
tiva ai suoi figli non era religiosa, ma 22 anni e condivideva un appartamento a qualcosa in lui si è smosso. All’inizio era
estremamente severa: li chiudeva in can- Monaco con altre quattro persone. una specie di inquietudine, di insoddisfa-
tina per punizione e quando voleva pic- Facebook aveva appena cominciato a zione. Spesso aveva difficoltà ad addor-
chiare il figlio maggiore, che gridava for- diffondersi. Un giorno Maturi ha ricevuto mentarsi. E se il padre non avesse mentito
te, lo portava nel bosco. Anche Maturi le un messaggio da uno sconosciuto che so- solo riguardo alla morte di quella donna,
prendeva, ma cercava di farsi notare il steneva di essere suo zio e gli spiegava che ma anche sul suo carattere? Maturi ha esi-
meno possibile, per non dare al padre la sorella – la madre di Maturi – cercava tato per sette anni, ha dimenticato il fan-
l’occasione di mettergli le mani addosso. disperatamente i tre figli dal 1988, quando tasma della madre lontana, ha viaggiato e
Amore, affetto e tenerezza non face- il padre li aveva rapiti e portati via dall’I- si è divertito.
vano parte dell’infanzia dei tre fratelli: ran. Era stata la crudele vendetta di un Anche se l’avesse incontrata, come
Maturi non si ricorda di essere mai stato marito dispotico nei confronti della mo- avrebbe fatto a comunicare con lei? Lo zio
abbracciato. Neanche il padre aveva mai glie che aveva chiesto il divorzio. Ormai gli aveva detto che non parlava inglese.
ricevuto niente di diverso, né dal suo pa- l’unico desiderio della donna era rivedere Una volta il suo telefono ha squillato di
ese, dove i guardiani della rivoluzione i figli. Viveva in Iran, in una piccola locali- notte, e sul display c’era un numero irania-
frustavano la gente per strada, né dalla tà a poche ore di macchina da Teheran, no. Mehdi è rimasto impietrito finché il
sua famiglia: “Mio nonno gli ha dato l’ul- senza un computer né accesso a internet. cellulare non ha smesso di squillare. “Ho
timo schiaffo dal letto di morte”, raccon- “Ero sotto shock”, dice Maturi. Chat- pensato: non sono cose di cui si possa par-
ta Maturi. tando con lo zio ha scoperto il nome di sua lare al telefono. Cosa avrei potuto dire?”.
Il padre si guadagnava da vivere fa- madre: Nada Kharzi. Quando lo zio gli ha
cendo “l’artista”: dipingeva quadri dai mandato una vecchia foto, Mehdi ha visto Possiamo farcela
colori psichedelici che spesso raffigura- il volto di una donna sulla trentina che so- Mehdi Maturi non ama esprimere proble-
vano donne, coppie, rose rosse e pavoni. migliava a sua sorella come una goccia mi e sentimenti a parole. Nella sua fami-
Poi ha fatto l’ipnoterapeuta, senza avere d’acqua. glia si parlava poco. Una volta, per scopri-
alcuna formazione: per farsi prendere sul Quando lo ha raccontato ai fratelli, la re chi di loro avesse rotto una tazza, il pa-
serio aveva appeso un diploma trovato su loro reazione è stata piuttosto cauta. Ma dre ha messo in fila i tre figli e li ha schiaf-
internet accanto a una di quelle poltrone Maturi ha trovato il coraggio di affrontare feggiati a turno finché il maggiore non ha
che usano gli psicologi. il padre, che viveva da solo in un apparta- confessato. Il padre ha cominciato a pic-
“Mio padre era un po’ imbroglione, un mento a Stoccarda, segnato dalla leuce- chiarlo e a quel punto Mehdi ha ammesso
po’ maestro nell’arte di arrangiarsi e un mia e dagli ictus. Il padre si è messo a gri- di essere stato lui. Il padre però ha conti-
po’ buono a nulla”, dice Maturi. Lo ha dare: “Sono dei bugiardi!”. nuato a picchiare il fratello, perché aveva
sempre saputo, ma non avrebbe mai im- Maturi non sapeva che fare. Aveva detto una bugia. “La cosa migliore era
maginato che anche la morte della madre scoperto che sua madre era ancora viva, starsene zitti”, dice Mehdi. Quando gli
potesse essere una bugia. ma non aveva nessun rapporto con lei. chiedono come si sente, spesso risponde
Dopo il diploma all’istituto tecnico e “Non puoi sentire la mancanza di quello con un’altra domanda, nient’affatto reto-
un biennio integrativo al liceo, Maturi ha che non conosci”, spiega. Non aveva lega- rica: “Non lo so, come dovrei sentirmi?”.
cominciato a guadagnarsi da vivere nei mi neanche con il paese dei suoi genitori. Da ragazzo si dedicava intensamente
locali e nelle discoteche di Monaco. La I tre bambini non erano mai stati in mo- allo sport: calcio, football americano, ba-
vita notturna lo aiutava a dimenticare. La schea, non avevano contatti con i parenti, seball. “Quando voleva mettermi in pu-
nizione, mio padre mi vietava di fare
sport, il mio unico svago”. Anche adesso
Maturi va in palestra tutti i giorni, per al-
meno tre ore, ma spesso quattro o cinque.
Per lui l’attività fisica è un modo di comu-
nicare con se stesso.
Suo padre è morto nel 2014, accoltel-
lato nel suo appartamento. Gli investiga-
tori hanno cercato l’uomo con cui era
stato visto poco prima di essere ucciso,
ma non sono mai riusciti a trovarlo. “For-
se mio padre ha raccontato le sue bugie
alla persona sbagliata”, dice Maturi.
Nel 2015, quando in Germania arriva-
vano sempre più profughi dal Medio
Oriente e Angela Merkel ha detto la fa-
mosa frase “possiamo farcela”, Mehdi ha

152 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


La madre e i fratelli di Maturi in Iran negli anni ottanta cominciato a riflettere su quelle famiglie
sradicate e quelle vite spezzate come la
sua: “Sentivo che prima o poi avrei dovu-
to affrontare la mia storia. Cosa ho preso
da mia madre? Le somiglio? Come reagi-
rebbe se mi presentassi all’improvviso e
dicessi: ‘Ciao, sono io, tuo figlio?’”.
Nel 2017 in una discoteca di Ibiza ha
conosciuto Dariusch, un iraniano che vi-
ve a Teheran ma può muoversi libera-
mente tra i due mondi perché ha anche
un passaporto britannico. Dariusch gli ha
detto una cosa che gli avrebbe poi ripetu-
to spesso al telefono nei mesi successivi:
“Mehdi, devi scoprire le tue radici, devi
sapere chi sei. Devi trovare tua madre!”.
Maturi vedeva Dariusch come un’an-
cora di salvezza in un paese sconosciuto:
qualcuno che avrebbe potuto aiutarlo e
fargli da interprete. Nell’estate del 2017
Maturi finalmente ha chiesto il visto per
Maturi vicino ad Alessandropoli, in Grecia, 19 gennaio 2018
andare in Iran. Ma da quando era arrivato
in Germania non possedeva altro che il
documento di viaggio per i rifugiati, quel-
lo con la copertina blu, che l’Iran non ri-
conosce. Per di più era scaduto nel 2016,
come anche il suo permesso di soggiorno
con l’indirizzo di residenza. Maturi aveva
vissuto quasi sempre in appartamenti in
cui non era permesso il subaffitto e quindi
non poteva presentare una dichiarazione
del proprietario a conferma della sua re-
sidenza.
Per ottenere il passaporto iraniano
aveva bisogno del certificato di nascita,
che suo padre però non aveva mai richie-
sto. La quarta volta che è andato al conso-
lato iraniano, il funzionario ha gettato il
passaporto di Maturi sulla scrivania e ha
detto: “Con questo non riuscirà mai a sa-
lire su un aereo per l’Iran!”. Maturi ha ri-
Gli oggetti che Maturi ha portato con sé nel viaggio di ritorno sposto: “E allora ci andrò a piedi”. Il fun-
zionario si è messo a ridere. Ma non era
una battuta.

Bagaglio leggero
In quel periodo in tv si vedevano conti-
nuamente persone in abiti leggeri che si
trascinavano verso l’Europa. Sulla cartina
le loro rotte sembravano i vasi sanguigni
che portano il sangue a un organo. Maturi
voleva fare il loro percorso all’inverso per
quattromila chilometri, seguendo le rotte
di contrabbandieri e trafficanti, attraver-
sando fiumi e montagne, senza un docu-
mento valido. Voleva passare inosserva-
to, come faceva da bambino con il padre
MEHDI MATURI (3)

violento. Maturi era un fan della serie


Man vs. wild, in cui il protagonista affronta
sfide estreme attraversando foreste plu-
viali e paludi. Maturi voleva essere così.

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 153


Iran
Aveva la testa piena di domande su identità, verità e menzogna. Il lungo
viaggio gli avrebbe permesso di guadagnare tempo

Non ha mai desiderato una vita di coppia pea sarebbe servito a poco, ma ha lascia- confine. Maturi gli ha chiesto come faces-
o beni materiali come la casa e l’automo- to a casa il permesso di soggiorno. La sero i profughi ad attraversare il fiume
bile: ha sempre voluto vivere leggero, notte dopo è atterrato nel minuscolo ae- nella direzione opposta. Evangelis gli ha
senza legami, libero di partire da un mo- roporto di Alessandropoli. Per prima co- indicato due guadi, ma era inverno e il
mento all’altro. E da bambino al campo sa ha aperto Google Maps: a nord c’era la fiume in piena era pericoloso: “Non lo fa-
estivo aveva imparato a usare la bussola e Bulgaria e a est, a soli 43 chilometri, la re, ripeschiamo continuamente cadaveri
a costruire zattere e capanne. “Con il sen- Turchia. Nel corso del viaggio avrebbe dal fiume!”. Allora Maturi ha chiesto a
no di poi sono stato proprio un ingenuo”, osservato altre mille volte il puntino blu Evangelis di prestargli il suo passaporto:
riflette: “Come se per correre la maratona pulsante e i rilievi verde-marrone glielo avrebbe rispedito una volta supera-
bastasse comprare un paio di scarpe da dell’immagine satellitare. to il confine. Evangelis ha esitato un po’,
ginnastica”. Evitava di pensare ai pericoli: Il fiume Evros, che i turchi chiamano ma alla fine ha accettato: non voleva ripe-
avrebbe potuto rimanere ferito, essere Meriç, è largo al massimo 150 metri. “Do- scare un altro cadavere dall’Evros. La
aggredito, finire in prigione o addirittura vrebbe essere fattibile”, si è detto Maturi. notte dopo Maturi è salito su un autobus
morire. Migliaia di profughi sono riusciti a passa- diretto al confine con il cappello calato
Su Google Maps ha stabilito un per- re da una sponda all’altra, ma centinaia sul viso. Alle 5.30 è entrato in Turchia con
corso che gli sembrava sensato: voleva sono affogati. Maturi ha chiesto a una tas- un passaporto greco preso in prestito.
andare in aereo ad Alessandropoli pas- sista di portarlo a Feres, che sembrava il
sando per Vienna e Atene, perché è l’ae- villaggio greco più vicino al confine. Lei Oltre il confine
roporto più a est della Grecia continenta- lo ha fatto scendere davanti a una pensili- Ha attraversato la Turchia in autobus per
le. Da lì avrebbe proseguito a piedi: na non illuminata lungo i binari della fer- 1.800 chilometri fino a Doğubeyazıt, una
avrebbe attraversato a nuoto il fiume rovia. città sul confine. Voleva arrivare in Iran
Evros, che segna la frontiera greco-turca, Solo nell’oscurità, Maturi ha indossa- scavalcando le montagne, con le tasche
poi tutta la Turchia fino ai monti Zagros, to i vestiti pesanti, si è incollato gli assor- piene di barrette energetiche. Ma non è
al confine con l’Iran. Una volta a Teheran benti sotto le ascelle, ha acceso la torcia andato lontano. Aveva appena nevicato e
aveva intenzione di vivere per frontale e si è messo in cammi- le suole dei suoi anfibi erano consumate.
un po’ a casa di Dariusch per no. Il fango si accumulava sotto È scivolato e si è fatto male. Ancora una
migliorare il suo farsi. A Dari- gli anfibi e il sudore impregnava volta è stato costretto a fermarsi.
usch non aveva detto niente, la biancheria da sci. Per ore Ma- Tornato a Doğubeyazıt, Maturi si è ri-
per non farlo preoccupare. turi si è fatto strada tra i campi, messo a cercare contatti su Couchsur-
Se non era riuscito ad affron- nella boscaglia e nella foresta, fing. Gli ha risposto un certo Karim, che
tare il telefono e chiamare la madre, senza riuscire a raggiungere la riva del lo ha invitato a cena. “Non puoi passare
avrebbe affrontato questo viaggio. Aveva fiume. All’improvviso i fari di un camion da lì”, gli ha detto Karim quando Maturi
la testa piena di domande su identità, ve- lo hanno illuminato e dei soldati lo hanno gli ha raccontato il suo piano. “I turchi
rità e menzogna. Il lungo viaggio gli fermato: “Che ci fai qui?”. Maturi ha ri- hanno costruito un muro di cemento per
avrebbe permesso di guadagnare tempo. sposto che stava scrivendo un libro sulla tenere lontani i migranti irregolari e il
Invece che emotivamente, si sarebbe av- vita nella natura selvaggia e che si era Pkk. Erdoğan si è chiuso dentro”. Ma ai
vicinato a sua madre materialmente. perso. I soldati lo hanno lasciato andare piedi dell’Ararat c’è un varco nel muro. Il
scuotendo la testa: sembrava che non sa- suocero di Karim ne sapeva di più. Quan-
Un puntino blu pessero bene cosa fosse il suo passapor- do ha saputo della storia di Mehdi, ha
Oggi Mehdi Maturi ha 32 anni, un fisico to, ma era un documento ufficiale tede- detto: “Conosco qualcuno che può por-
asciutto e un sorriso smagliante. Cammi- sco e gli bastava. Non c’era motivo per- tarti dall’altra parte”. Per 320 euro.
na a grandi passi e porta i capelli scuri ché non potesse girare in quella zona di La sera dopo Maturi è partito per le
raccolti dietro la testa. Questo racconto è notte. montagne insieme a dei contrabbandieri
basato sui suoi resoconti, ma non solo: il Maturi ha dormito nel sacco a pelo di sigarette, praticamente dei ragazzini,
suo percorso può essere ricostruito anche sotto un telo impermeabile. Anche il gior- in groppa ad asini e cavalli. Il terreno era
dai punti salvati su Google Maps e dalle no dopo è andato avanti e indietro, se- ghiacciato sui sentieri stretti ed era buio
coordinate geografiche e temporali ripor- condo Google Maps percorrendo 39,2 pesto. All’improvviso sono stati illumina-
tate sulle foto. L’intero viaggio è docu- chilometri in otto ore e 59 minuti, ma non ti dai riflettori montati su delle jeep, e
mentato sul suo cellulare. è riuscito ad arrivare al fiume. Esausto e hanno dovuto scappare al galoppo dai
Il 17 gennaio 2018 era mercoledì e fa- affamato, ha rinunciato. È tornato ad militari. “Non cadere”, gli hanno gridato
ceva freddo. Maturi si è messo in spalla Alessandropoli in autobus e ha preso una i contrabbandieri, “o ti rompi l’osso del
un grosso zaino con il sacco a pelo e i ve- camera in un albergo economico. Nei collo!”.
stiti termici. Sul petto ha messo uno zaino giorni successivi ha cercato sull’app A un punto d’incontro i turchi hanno
più piccolo con l’attrezzatura tecnica. Ha Couchsurfing qualcuno che potesse aiu- ricevuto dei sacchi di sigarette da un
portato con sé il documento di viaggio tarlo. Gli ha risposto Evangelis, un solda- gruppo di adolescenti iraniani. Maturi ha
scaduto, anche se fuori dall’Unione euro- to che stava di guardia proprio lungo il proseguito a piedi con loro. Gli otto ra-

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Doğubeyazıt, al confine tra Turchia e Iran, 30 gennaio 2018 gazzi erano incuriositi: non avevano mai
visto uno come lui. Perché voleva entrare
clandestinamente in Iran? Maturi ha cer-
cato di spiegarglielo nel suo pessimo far-
si. Loro hanno continuato a fare doman-
de: in Germania è permesso bere birra? Si
può uscire con le ragazze? Come fai a ca-
pire se piaci a una ragazza? Tutti cono-
scevano Angela Merkel. Uno di loro ha
detto che era una brava persona, perché
aveva dato prova di umanità.
Maturi era così esausto che riusciva a
stento a parlare. I ragazzi invece si arram-
picavano come capre di montagna: in-
dossavano giacche leggere e scarpe da
ginnastica, mentre Maturi sudava nei
suoi vestiti termici. Dopo ore di cammino
i ragazzi continuavano a lasciarlo indie-
tro: “Hai mangiato troppa pizza!”, gli gri-
davano ridendo. I suoi polmoni erano in
fiamme, non riusciva ad andare avanti.
Il nascondiglio dei trafficanti iraniani, 1 febbraio 2018
“Lasciatemi qui in montagna!”, ha urla-
to, ma i ragazzi gli hanno risposto: “Se
resti qui muori!”. Così lo hanno trascina-
to, prendendolo uno per un braccio e uno
per l’altro.
A un certo punto il capo del gruppo ha
fatto un gesto con la mano: fermatevi,
state giù. Ed ecco il confine: una strada
sterrata per le pattuglie, un fosso con il
filo spinato a lame di rasoio della Nato.
“Ora!”, ha gridato il capo, e tutti si sono
messi a correre verso il punto in cui all’an-
data avevano schiacciato il filo spinato e
lo avevano coperto con degli stracci. Ma-
turi ha saltato il filo spinato, ha corso su
per una montagna sbuffando e sudando,
e così è arrivato in Iran.

Parenti lontani
Alle prime luci dell’alba hanno raggiunto
Prima di varcare il confine tra Turchia e Iran, 13 luglio 2018 un villaggio. Una macchina è arrivata
sgommando, e Maturi si è steso nello spa-
zio tra i sedili. Dopo dieci minuti si sono
fermati e lo hanno portato in una capan-
na di fango. Quattordici paia di occhi lo
fissavano da visi sporchi: erano afgani,
tutti diretti dalla parte opposta, quella da
cui era venuto lui. Qualche ora dopo sono
venuti a prenderli, spronandoli con il ba-
stone come bestiame, per farli arrampi-
care su per le montagne come aveva fatto
lui. Mehdi ha dormito un paio d’ore, poi si
è steso di nuovo tra i sedili. Il viaggio è
durato circa dodici ore.
Un’ora prima di arrivare a Teheran,
Mehdi ha chiamato Dariusch per avver-
tirlo, ma ha scoperto che l’amico era in
MEHDI MATURI (3)

vacanza nel nord del paese, lontano. Gli


unici parenti che conosceva erano degli
zii che vivevano vicino a Teheran: la so-

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Iran
Un pomeriggio ha sentito lo zio che parlava al telefono. Poi gli
si è avvicinato e gli ha passato la cornetta: “È tua madre, parla con lei”

rella di suo padre e il marito. Maturi li tutto bene”, gli ha risposto Maturi. Lo zio portava soldi, latte o pannolini. Lei aveva
aveva conosciuti da bambino durante gli ha detto che la madre sarebbe partita sempre il viso gonfio, anche la sua fami-
una vacanza in Turchia. Dariusch ha tele- il prima possibile dalla sua città per rag- glia se ne era accorta. Proprio come suc-
fonato ai parenti stupefatti per spiegargli giungerlo. cedeva a noi da bambini, ha pensato Ma-
la visita a sorpresa di Maturi. Hanno ac- Due giorni dopo Maturi ha finalmente turi. “Eravate l’unica gioia della mia vi-
cettato di ospitarlo, ma la zia era tacitur- incontrato Dariusch presso un lago lì vici- ta”, gli ha detto la madre, “la mia unica
na, fredda e quasi ostile. In seguito Matu- no. Pensava di avere ancora un po’ di fortuna”.
ri avrebbe saputo che all’epoca aveva co- tempo prima che sua madre arrivasse Quando il padre aveva picchiato la so-
perto il rapimento dei bambini. quella sera. Ma a un certo punto lo ha rellina di due anni perché faceva la pipì
“Probabilmente non voleva ripensar- chiamato suo zio: “Tua madre è già qui!”. nel pannolino – altrimenti non impara a
ci, forse si sentiva la coscienza sporca, Maturi è saltato su un taxi e si è ritrovato usare il gabinetto, aveva detto – lei aveva
non lo so”, dice Maturi. Anche in quella a passare tre ore imbottigliato nel traffi- chiesto il divorzio. Incinta di Maturi, era
famiglia si parlava poco. Lo zio aveva aiu- co. “Ero emozionatissimo”, ricorda. andata a stare dai nonni. In tribunale ave-
tato sua moglie, ma non aveva mai appro- “Non sapevo che tipo di persona fosse”. va ottenuto la custodia dei figli. Dopo la
vato il rapimento, come Maturi avrebbe Aveva scalato le montagne che dividono nascita di Maturi, passati i primi tempi,
scoperto in seguito. All’inizio lo zio gli ha l’Europa dall’Asia, ma quali altre monta- avrebbe preso con sé gli altri due bambi-
detto: “Ora che sai la verità su tuo padre gne si sarebbero frapposte tra lui e la ma- ni, che nel frattempo stavano dalla suoce-
non condannarlo. Aveva anche dei lati dre? Quando finalmente è arrivato ha ra. Quando Maturi aveva poche settima-
buoni”. salito i gradini a due alla volta, finché non ne, il padre aveva detto che doveva por-
Qualche giorno dopo lo zio gli ha mes- l’ha vista in piedi davanti alla porta, emo- tarlo all’anagrafe per farsi fare il certifica-
so davanti un album di fotografie della zionata quanto lui. Eccoli uno di fronte to di nascita. Quella era stata l’ultima
famiglia di suo padre. Con l’aiuto di un all’altra, e lei sorrideva, anzi, “illuminava volta che la madre aveva avuto notizie del
traduttore automatico, gli ha raccontato tutto il corridoio con la sua felicità”, rac- marito e dei figli. Da allora non aveva
qualcosa su ogni immagine. Maturi ha conta Maturi. Si sono abbracciati. Lei era smesso di cercarli, con l’aiuto della poli-
visto una foto della sorella e del minuta e delicata. “Tesoro mio, zia e della famiglia. Più volte si era rivolta
fratello da piccoli e li ha ricono- sei venuto da me”, ha sussurra- alla sorella del marito, che giurava e sper-
sciuti immediatamente: dove- to. “Vieni, andiamo”. giurava di non saperne nulla. Piangeva
va essere il primo compleanno All’improvviso Maturi si è quasi tutti i giorni, viveva da sola e lavora-
del fratello, perché c’è un 1 sulla reso conto che sua madre aveva va in un ufficio. Solo un anno prima della
torta. Ma Maturi non si è soffer- dovuto passare tre lunghissime visita di Maturi, a 50 anni passati, si era
mato a guardare i fratelli, perché accanto ore con le persone che avevano collabora- risposata con un uomo gentile che la trat-
a loro c’era una giovane donna che ab- to al sequestro dei suoi figli, e ha salutato tava bene.
bracciava il bambino. Era quello quindi il in fretta gli zii. Hanno viaggiato per metà Un piccolo avvenimento l’ha aiutata a
mostro che gli descriveva suo padre? L’ha della notte. Lei aveva portato delle prov- far fronte ai decenni che passavano: 13 o
osservata a lungo: i suoi capelli, la sua viste, semi, noci, frutta, tè, dolci iraniani. 14 anni dopo la sparizione dei suoi figli ha
pelle, il suo sorriso. C’ero già io nella sua Maturi parlava pochissimo farsi, perciò ricevuto una fotografia, spedita per posta
pancia?, si è chiesto. Ma non ha detto nul- comunicare con la madre era praticamen- da un mittente anonimo. Mostrava i suoi
la, e nemmeno suo zio. te impossibile, ma per quasi tutto il tempo figli in un bosco, davanti a una cascata,
ha osservato il suo profilo. A un certo pun- ben vestiti e pettinati, ben nutriti. Lei so-
Davanti alla porta to il cellulare della madre ha squillato: spettava che fosse stato il fratello del ma-
Maturi voleva rimanere dai parenti solo erano la nonna e la zia. Quando lo hanno rito a prenderla dalla casa della sorella,
per qualche giorno e poi trasferirsi da Da- sentito rispondere si sono messe a pian- l’unica parente con cui il padre di Maturi
riusch a studiare il farsi. “Avevo paura di gere: in seguito gli avrebbero raccontato era rimasto segretamente in contatto.
vedere mia madre”, ricorda. Voleva ri- che alla sua nascita la zia era stata la pri- Con quel fratello invece non era mai an-
mandare l’incontro. Ma un pomeriggio ma a tenerlo in braccio. dato d’accordo.
ha sentito lo zio che parlava al telefono Nelle settimane successive, man ma- Dalla foto era impossibile capire dove
nell’altra stanza. Poi gli si è avvicinato e no che imparava il farsi, Maturi ha appre- vivessero i bambini. “Ma da quel mo-
gli ha passato la cornetta: “È tua madre, so l’altra versione della storia. La madre mento mia madre sapeva che stavamo
parla con lei”. Maturi lo ha guardato l’ha raccontata così: nel suo matrimonio bene, meglio che in Iran. Non dovevamo
esterrefatto. “Dai su, parla con lei!”. Esi- non c’era stato neanche un giorno di feli- soffrire né la fame, né la guerra. Così era
tante, Maturi ha preso il telefono e ha det- cità. Era una ragazza di campagna di 17 più facile sopportare la lontananza”, dice
to: “Pronto?”. Ha sentito una voce dolce: anni quando aveva conosciuto il suo futu- Maturi. Sognava di vederli da lontano, di
“Cuore mio, luce dei miei occhi, sei venu- ro marito. Lui le aveva fatto credere di prendere un aereo in segreto per raggiun-
to da me!”. Non ha capito il resto. “So be- essere un dentista. Dopo il matrimonio gerli, dovunque fossero, di sedersi su una
ne che non volevi parlarle così la prima aveva cominciato a picchiarla, a mentire, panchina di fronte alla porta di casa loro
volta”, si è scusato lo zio in seguito. “Va a non tornare a casa per giorni. Non le in attesa che uscissero.

156 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


Maturi a casa della madre con la nonna e la prozia, febbraio 2018

La casa dove Maturi e la madre hanno


passato una vacanza a Teheran, apri-
le 2018. In basso: Grecia, 2018
MEHDI MATURI (3)

Maturi è rimasto in Iran cinque mesi. nuato. Per strada lei gli prendeva la mano mini. Ha fatto dei fantastici viaggi nel de-
Ha conosciuto il resto della sua famiglia: o gli metteva il braccio intorno alle spalle. serto in fuoristrada. A un certo punto ha
zii, zie, cugini e cugine. Ha sentito ripete- Sono andati in vacanza da soli, e poi di pensato di restare. Ma poi ha conosciuto
re centinaia di volte la formula di saluto nuovo con tanti parenti. Andavano a pe- anche dei ragazzi disoccupati che gli han-
iraniana – “Che i tuoi occhi possano bril- scare, cucinavano e passeggiavano. no raccontato degli insegnanti che co-
lare!” – e alle riunioni di famiglia gli è sta- stringono gli studenti delle scuole e delle
to spiegato il suo rapporto di parentela Feste segrete università a bruciare le bandiere statuni-
con tutti. Lui e la madre non hanno rac- Maturi ha chiamato i fratelli, che ancora tensi per strada. “Se sei ricco e non crei
contato a nessuno come era arrivato in non sapevano dove si trovava: “Nostro problemi alle autorità in Iran puoi vivere
Iran, per evitare che lo venissero a sapere padre ci ha raccontato stronzate. Il cattivo bene, altrimenti no”, spiega Maturi. In
i servizi segreti. Insieme sono andati a ve- era lui. Nostra madre è affettuosa e sensi- ogni caso, tutti gli dicevano di tornare a
dere l’ospedale dov’è nato Maturi. La ma- bile”. I fratelli si sono sentiti rincuorati: casa, perché in Iran presto sarebbe scop-
dre gli ha comprato dei vestiti. In un retro- erano già andati alla polizia perché non piata la rivoluzione, o la guerra. Maturi
bottega gli hanno offerto della merce fir- riuscivano a trovarlo. A proposito della temeva anche che prima o poi lo avrebbe-
mata di contrabbando, e lei gli ha regalato madre, però, sono rimasti piuttosto cauti. ro chiamato a fare il servizio militare. Co-
magliette e pantaloni dai prezzi quasi “Ma avevano cominciato a riflettere, ne sì ha deciso di lasciare il paese. Suo zio
proibitivi per gli standard iraniani. A tavo- ero sicuro”, dice Maturi. insisteva perché partisse: non poteva ri-
la hanno scoperto la prima cosa che han- Era quella casa sua, adesso? Quando è manere ancora dalla madre, che aveva un
no in comune: “Entrambi prima di mette- andato a trovare Dariusch a Teheran, Ma- nuovo marito e una famiglia di cui occu-
re in bocca qualcosa la annusiamo”, dice turi è entrato in contatto con i giovani ira- parsi.
Maturi. Una volta l’ha chiamata “mami” niani alle feste segrete. Ha scoperto i par- Grazie alle mazzette e ai contatti della
e dal modo in cui ha sorriso ha capito rucchieri clandestini dove donne vestite sua famiglia, Maturi ha ottenuto un certi-
quanto ne fosse contenta, così ha conti- all’occidentale tagliano i capelli agli uo- ficato di nascita e una carta d’identità

Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020 157


Iran
Maturi ha capito che doveva tornare per la strada da cui era venuto:
stavolta però doveva percorrerla nella stessa direzione dei profughi

iraniana. Sperava di ottenere il passapor- turi si è unito a un gruppo di trafficanti e a to suo padre: “Ci ha mantenuti da solo e
to per tornare in Germania in aereo. Ma più di cento profughi provenienti da Af- ci ha dato un futuro. Oggi non siamo co-
per richiederlo bisogna aver fatto il servi- ghanistan, Bangladesh e Pakistan. Dei stretti a vivere in quella prigione che è
zio militare o aver pagato per esserne venditori a cavallo li rifornivano di bi- l’Iran e gliene sono grato, anche se ce l’ho
esentati. Inoltre avrebbe dovuto spiegare scotti e sigarette: erano bambini che gua- con lui”.
come aveva fatto a entrare nel paese. Ma- dagnavano qualcosa seguendo le carova- Il suo percorso con i profughi ha anche
turi ha capito che doveva tornare per la ne di migranti. cambiato la visione che ha di loro: è in-
strada da cui era venuto: stavolta però Di notte hanno passato il confine tur- giusto che lui sia stato accolto ovunque
doveva percorrerla nella stessa direzione co correndo. Più tardi Maturi si è ritrova- con solidarietà e comprensione perché
dei profughi. to rannicchiato, stipato in un camion con stava cercando sua madre, mentre chi
Si è allenato in palestra e ha corso su e la musica curda a tutto volume. Alla fine è fugge dalla fame e dalle guerre per man-
giù per le scale e le montagne. Ha chia- arrivato a Doğubeyazıt passando per le tenere la famiglia rimasta a casa incontra
mato Karim, che all’andata lo aveva aiu- fogne. solo ostilità. “Rispetto tutti quelli che in-
tato a Doğubeyazıt e lo aveva messo in È rimasto bloccato lì per quasi tre set- traprendono un viaggio così difficile. So-
contatto con i contrabbandieri ragazzini. timane, finché un’amica tedesca è venuta no persone che prendono in mano il pro-
Ma ha scoperto che quella rotta non era a prenderlo e lo ha portato attraverso la prio destino. E la maggior parte di loro
più percorribile. La madre gli ha dato Turchia con un’auto a noleggio. Poi, du- non desidera altro che tornare dalla fami-
quasi mille euro, che in Iran sono una rante un temporale, ha passato a nuoto il glia appena possibile”.
grossa somma. Se li è fatti prestare da fiume sul confine greco-turco e all’alba è Quando Maturi è tornato e ha raccon-
un’amica. Poi lo ha portato in auto al con- arrivato in un villaggio greco, Tychero. tato ai fratelli la storia della loro vita dal
fine. Un gruppetto di uomini stava bevendo il punto di vista della madre, anche suo fra-
Attraversando il villaggio di frontiera caffè. “Siria?”, hanno chiesto a quel gio- tello ha provato a ottenere il passaporto
dove era arrivato sei mesi prima, Maturi vane che evidentemente aveva appena iraniano per andarla a trovare in moto,
ha capito perché i contrabbandieri non attraversato il fiume e aveva l’aria provata ma non ci è ancora riuscito. La sorella in-
passavano più da lì: era stata costruita come qualunque altro profugo. “No, te- vece non vuole andare in Iran. Perciò
una caserma e i soldati pattugliavano la desco”, ha risposto Maturi. Gli uomini si stanno progettando di incontrarsi tutti
zona in fuoristrada. La madre si è inner- sono messi a ridere. insieme in Azerbaigian, se i documenti
vosita e sono tornati indietro fino alla cit- Finalmente nell’Unione europea, Ma- glielo permetteranno. La madre potreb-
tà più vicina, Bazargan. turi avrebbe voluto tornare a casa in ae- be arrivarci in pullman.
“Lasciami qui”, ha detto Maturi alla reo, ma non poteva: il suo documento di Maturi cerca di rimanere in contatto
madre, chiedendole scusa per tutti i pro- viaggio era scaduto e non aveva con sé il con lei, per quanto i mezzi di comunica-
blemi che le aveva procurato. permesso di soggiorno. Poi sul zione e la censura iraniana lo consento-
“Grazie a te per aver affrontato tabellone dell’aeroporto di Ate- no. Spesso internet e i servizi come
questo viaggio”, ha risposto lei. ne ha visto un volo in partenza WhatsApp e Telegram sono bloccati, a
“Per anni ho sognato di poterti per Barcellona all’1.35 di notte. volte non riesce a raggiungerla neanche
riabbracciare anche solo una In Spagna c’era stato diverse al telefono per settimane. Quando i servi-
volta, e invece ho potuto tra- volte e non aveva mai avuto zi riprendono se ne accorge dai tanti cuo-
scorrere tutto questo tempo con te. Di’ ai problemi: gli spagnoli non vanno tanto ricini rossi e sticker di cagnolini che lei gli
tuoi fratelli che gli voglio bene”. Poi gli ha per il sottile. E in effetti, passando per invia. Qualche tempo fa al telefono gli ha
preso il viso tra le mani e lo ha baciato. Barcellona, l’8 agosto 2018 è riuscito ad detto: “La situazione è grave, figlio mio”.
“Sei la madre migliore che potessi desi- arrivare a Monaco. Ce l’aveva fatta. Ave- L’inflazione è così forte che non può più
derare”, ha detto lui. “Lo dirò anche ai va percorso 11.832 chilometri, di cui 4.585 permettersi di comprare neanche il succo
miei fratelli”. Lei aveva le guance bagna- in aereo, 3.446 via terra all’andata e di carota, l’unico lusso che si concedeva.
te di lacrime. Si sono stretti in un lungo 3.800 al ritorno. Maturi si è trasferito a Berlino per co-
abbraccio. “Un giorno ci incontreremo struirsi un futuro. Vorrebbe un lavoro le-
tutti insieme, te lo prometto”, le ha detto Succo di carota gato allo sport e alla motivazione, per
Maturi andandosene. “Oggi sono una persona completa”, dice aiutare gli altri a spingersi fino ai propri
Per diversi giorni Maturi ha cercato Maturi. Sapeva di aver preso la testardag- limiti: “Perché ora so quanto ne valga la
dei trafficanti a Bazargan. Mentre stava gine, la spericolatezza e l’approssimazio- pena”. Sarebbe disposto a rifare il viag-
raccontando la sua storia nel negozio di ne da suo padre, ma ignorava di avere in gio, nonostante i pericoli e le difficoltà?
un cambiavalute, un uomo ha detto di co- sé anche la calma e la forza interiore di Maturi ci riflette a lungo. “Sì, penso che lo
noscere qualcuno che poteva aiutarlo. sua madre. Ora ha trovato la metà man- rifarei”, dice. “Per quell’istante in cui ho
Poco dopo ne è arrivato un altro che gli ha cante della sua identità. “Con il senno di fatto le scale di corsa per raggiungere mia
chiesto 600 euro, 200 in anticipo. Sareb- poi so di aver esitato troppo a lungo. Ora madre e lei mi ha guardato per la prima
bero partiti il giorno successivo. penso più alle cose da fare che a quelle da volta. Lo rifarei anche solo per quel sor-
Un’auto lo ha portato a sudovest. Ma- non fare”. Non vuole condannare del tut- riso”. u sk

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momento mi sembra un ottimo consiglio per te, Leone.
“Dobbiamo pensare con il CAPRICORNO
Secondo la mia analisi dei presagi astrali, nelle prossime settima- corpo e con l’anima o non L’attivista bell hooks (che
ne sarai più percettivo che mai. Avrai la capacità d’individuare pensare affatto”, scriveva la stori- scrive il suo nome tutto in
verità seminascoste che nessun altro riesce a vedere. Potrai co- ca e filosofa Hannah Arendt. Vole- minuscolo) ha insegnato in varie
gliere quello di cui la maggior parte delle persone non vuole ne- va dire che pensare solo con la te- università statunitensi e ha rac-
anche rendersi conto. Non sprecare questo temporaneo superpo- sta può generare mostri e demoni. contato le sue esperienze, come in
tere! Usalo per coltivare una lucida visione del quadro complessi- La semplice concettualizzazione è questo brano: “I miei studenti mi
vo e avere un approccio alle cose più intelligente di chi basa le sue arida e sterile se non s’intreccia dicono che non vogliono amare,
con la saggezza dell’anima e con che sono stanchi di amare. Io ri-
scelte su un quadro più ristretto e su comode illusioni.
le intuizioni concrete del corpo. spondo che se sono stanchi di
Le idee che non sono mediate dai amare non hanno mai amato dav-
sentimenti e dalla percezione fisi- vero, perché quando si ama si di-
ARIETE su tutto”, dice la cantautrice Ani ca producono un quadro inade- venta più forti”. Te lo dico, Capri-
Il poeta Lawrence Ferlin- DiFranco. Mi chiedo se ha mai guato della realtà. In conformità corno, perché sei in un momento
ghetti, dell’Ariete, è noto provato un metodo alternativo: con i presagi astrali, ti chiedo di ri- favorevole per aumentare consi-
per la sua esuberanza. Una delle guardare davanti a sé. È quello flettere su questi temi. Mentre derevolmente la tua forza grazie
sue frasi più famose è: “Sto aspet- che ti consiglio di fare nelle pros- cerchi di capire cosa succede in- al potere rinvigorente dell’amore.
tando, perennemente e per sem- sime settimane, Gemelli. In altre torno a te, sfrutta tutti i tipi d’in-
pre, la rinascita della meraviglia”. parole, adotta una prospettiva che telligenza di cui disponi. ACQUARIO
A questo proposito, Ariete, volevo ti permetta di vedere contempora- Langston Hughes (1902-
dirti che tu invece non devi aspet- neamente quello che c’è in alto, in SCORPIONE 1967), dell’Acquario, è stato
tare, perennemente e per sempre, basso e davanti a te. Evita gli “Ho sempre voluto essere uno scrittore e attivista afroameri-
la rinascita della meraviglia. Il tuo estremi, perché potrebbero di- comandante in capo del cano prolifico e innovativo. Ha
compito è incarnare, realizzare ed strarti dal quadro generale. mio esercito fatto da un’unica sperimentato quattro generi di-
esprimere, perennemente e per donna”, dice la cantautrice Ani versi e ha contribuito a portare al
sempre, la rinascita della meravi- CANCRO DiFranco. Sospetto che tu stia per successo altri scrittori afroameri-
glia. Le prossime settimane saran- La parola italiana nottivago raggiungere questo obiettivo, cani. Da giovane ebbe un colpo di
no un periodo particolarmente fa- indica chi ama vagare nel Scorpione. Da qualche tempo il fortuna mentre lavorava come ca-
vorevole per raggiungere nuove buio della notte. Perché lo fa? Co- tuo potere su te stesso sta aumen- meriere per una cena a cui parte-
vette di questa tua missione sa sta cercando? Forse quel giro- tando. La tua capacità di gestire i cipava il famoso poeta Vachel
nella vita. vagare lo aiuta a liberarsi dei pen- tuoi stati d’animo, coltivare i tuoi Lindsay. Hughes riuscì a lasciare
sieri che lo tormentano. Forse punti di forza e decidere il tuo de- tre delle sue poesie sul tavolo di
TORO prova sollievo nel non avere una stino è al culmine. Come sfrutte- Lindsay. Al grande poeta piacque-
Vivo nel nord della Califor- meta precisa e qualcosa di specifi- rai questo potere? In quali imprese ro molto e in seguito usò la sua in-
nia in un’area che un tempo co di cui occuparsi, e proclama la ti lancerai? C’è qualche obiettivo fluenza per favorire la carriera di
apparteneva al popolo nativo dei sua indipendenza dall’ossessione finora irraggiungibile che potreb- Hughes. Sospetto che presto avrai
miwok della costa. I miwok erano del fare. Passeggiare dopo il tra- be essere alla tua portata? un’occasione simile, Acquario,
animisti e credevano che gli ani- monto può dare una sensazione di anche se non in senso letterale.
mali, le piante, le rocce, i fiumi, le sfrenata libertà che aiuta a la- SAGITTARIO Preparati a sfruttarla. Coltiva tutti
montagne – praticamente tutte le sciarsi alle spalle i problemi. Te lo Il tema su cui riflettere in i rapporti che hai a disposizione.
cose – avessero un’anima. Erano dico, Cancerino, perché i prossimi queste settimane ti è offer-
cacciatori e raccoglitori, e viveva- giorni saranno un ottimo periodo to dallo scrittore e naturalista PESCI
no in piccoli gruppi senza un’auto- per sperimentare questa strategia. Henry David Thoreau: “Non dob- La scrittrice Faith Baldwin
rità centrale. Secondo uno dei loro biamo stancarci mai della natura. era contraria a perdonare e
racconti, il coyote e la volpe ar- VERGINE Dobbiamo lasciarci ricaricare dal- dimenticare. “Penso che dovrem-
gentata avevano creato il mondo “Considera ogni uscita co- la sua forza inesauribile, dai pano- mo perdonare e ricordare”, scri-
cantando e danzando. T’invito, me l’ingresso a qualcos’al- rami maestosi, dalle coste marine veva. “Se perdoniamo e dimenti-
ILLUSTRAZIONI DI FRANCESCA GHERMANDI

Toro, a scoprire e raccontare la tro”, scrive il drammaturgo Tom con i loro relitti, dalle lande sel- chiamo, spingiamo il ricordo nel
internazionale.it/oroscopo

storia del popolo che viveva nel Stoppard. Nelle prossime settima- vagge ricche di alberi vivi e mo- subconscio, dove finirà per infet-
posto in cui vivi. Dal punto di vista ne, Vergine, dovresti riflettere su renti, dal tuono e dalla pioggia che tarsi. Ma ricordare ed essere con-
astrologico è un buon momento questo consiglio. Sei in una fase dura tre settimane e produce nuo- sapevoli di aver perdonato è una
per riprendere contatto con le tue del tuo ciclo astrale in cui ogni vi corsi d’acqua. Dobbiamo tra- conquista”. È una strategia che ti
radici e le tue fondamenta. uscita può davvero essere l’ingres- sgredire i nostri limiti e ammirare consiglio in questa fase, Pesci.
so a qualcos’altro, ma solo se sarai la vita che pascola liberamente Cerca il sollievo di cui hai bisogno
GEMELLI aperto a questa possibilità. Perciò dove non andiamo mai”. Spero e perdona chi ti ha ferito. Ma non
“Quando guardo in basso rinuncia a tutte le supposizioni che seguirai il consiglio di Tho- dimenticare la lezione che hai im-
mi perdo tutte le cose belle che avevi sull’attuale capitolo del- reau, Sagittario. Ti farebbe bene parato, in modo che non si ripeta
e quando guardo in alto inciampo la tua vita e preparati alle nuove una seduta terapeutica tra le me- mai più.

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L’estate del New Yorker

KATZ
MCCOY

“Per avere il pilota all’interno dell’aereo c’è un sovrapprezzo


“Vuoi dire che la mappa è stata al contrario per tutto il viaggio?”. di 35 dollari”.

DONNELLY
NOTH

“Se potessi fare una sola cosa prima di morire, vorrei nuotare
con una coppia di mezza età del Connecticut”. “Vuoi discutere da bagnato o da asciutto?”.
HOLMES

JOHNSON

“Mi manca odiare la città”. “Ora la può richiudere”.

Le regole Disinfettante per le mani


1 Sostituisci la boccetta di profumo in borsa con una boccetta di gel igienizzante. 2 Al supermercato è
perfetto per incollare alla pelle i guanti di plastica. 3 L’arte di centrare le mani con lo spruzzo del dosatore
richiede mesi di esercizio. 4 Non esagerare: non è una crema idratante per il corpo. 5 Stai preparando
il tuo disinfettante fatto in casa? Che tenerezza. Ora butta tutto e lavati molto bene le mani.
regole@internazionale.it

162 Internazionale 1369-1370-1371 | 31 luglio 2020


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