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Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 3

Sommario
Lanno scorso gli
americani hanno
passato in media 11,8 ore
al giorno consumando
informazione: dalla tv ai
libri, da internet al
telefono, dalla radio ai giornali, dalla
musica ai videogiochi. In tutto hanno
consumato 3,6 zettabyte di dati. Uno
zettabyte equivale a mille miliardi di
gigabyte. Ovvero a circa 180 milioni di
volte i dati conservati nella biblioteca
del congresso di Washington. Secondo
lUniversit della California, che ha
condotto questo studio, il triplo di
quanto consumato nel 1980. Gli
americani sono sommersi da un lusso
continuo di informazioni. Ma si
occupano soprattutto dei fatti di casa
loro: solo il 3 per cento di tutti i libri
pubblicati negli Stati Uniti sono
traduzioni di romanzi o saggi stranieri.
Il risultato uninevitabile riduzione
della variet, della diversit, della
complessit della loro immagine del
mondo. Sar anche per questo che, in
un articolo uscito il 29 dicembre,
lInternational Herald Tribune
annuncia la scomparsa dellidea di
sorpresa: dopo un fatto straordinario
come lelezione di un nero alla
presidenza degli Stati Uniti, scrive
Mark McDonald, cosaltro pu
sorprenderci?.
Giovanni De Mauro
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La settimana
Zettabyte
attuaLit
12 La guerra
ininita contro
il terrorismo
The Observer
europa
16 Linstabilit
ucraina e le colpe
di Bruxelles
Frankfurter
Allgemeine Zeitung
africa
e medio oriente
18 Il regime
di Teheran stretto
tra due fuochi
Al Hayat
americhe
20 Baltimora accusa
le banche per
il degrado urbano
Financial Times
aSia e pacifico
22 Lodissea
dei hmong laotiani
The Nation
viSti dagLi aLtri
24 Non facile
combattere
la ndrangheta
in Calabria
Le Monde
in copertina
32 Lanno
del Sudafrica
The Nation
braSiLe
40 La rincorsa
brasiliana
El Pas
ScienZa
47 Il libro della psiche
New Scientist
germania
50 In parole povere
Die Zeit
portfoLio
54 Nomadi dIrlanda
Le foto di Francesco
Alesi
ritratti
60 Nikita Belykh
Esperimento russo
Newsweek
viaggi
64 Non c tempo
da perdere
The National
graphic
JournaLiSm
68 Cartoline
da Roma
Andrea Camiar
Ghilani
Libri
70 Missione
traduzione
The New York Times
pop
82 Raccontaci
anche le storie
John Berger
85 Il sottofondo
atroce
Peter Jon Lindberg
ScienZa e
tecnoLogia
88 Lo sbadiglio
ci rende pi umani
The Daily Telegraph
90 Il diario della Terra
economia
e Lavoro
92 Manager
provvisori e
su ordinazione
The Economist
cultura
72 Cinema, libri,
musica, tv, arte
Le opinioni
21 Yoani Snchez
29 Noam Chomsky
31 Paul Kennedy
74 Gofredo Foi
76 Giuliano Milani
78 Pier Andrea Canei
81 Christian Caujolle
87 Tullio De Mauro
89 Anahad OConnor
93 Tito Boeri
Le rubriche
11 Editoriali
26 Italieni
96 Strisce
97 Loroscopo
98 Lultima
El Pas un quotidiano spagnolo. Larticolo a pagina 40 stato pubblicato il 22 novembre 2009 con il titolo Brasil, el gigante despierta. The Nation un
settimanale statunitense indipendente e progressista. Larticolo a pagina 32 stato pubblicato il 14 dicembre 2009 con il titolo A time beyond dreams: South
Africa after Mandela. The Observer il domenicale britannico pubblicato dal gruppo editoriale del Guardian. Larticolo a pagina 12 stato pubblicato il 3
gennaio 2010 con il titolo A modern tragedy with heroes and villains, but still no name. New Scientist un settimanale britannico di divulgazione scientiica.
Larticolo a pagina 47 stato pubblicato il 14 dicembre 2009 con il titolo Psychiatrys civil war. Die Zeit un settimanale tedesco di
centrosinistra. Fondato nel febbraio del 1946, si occupa di politica, economia, cultura e societ. Larticolo a pagina 50 uscito il 12
novembre 2009 con il titolo Ein Land verlernt das Lesen. Internazionale pubblica in esclusiva per lItalia gli articoli dellEconomist.
Le principali fonti di questo numero

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8/14 gennaio 2010 Numero 828 Anno 17
Protestare riiutare di essere azzerati
e ridotti a un silenzio forzato
John berger, pagina 82
Immagini
Sotto il vulcano
Legazpy City, Filippine
30 dicembre 2009
Ai piedi del vulcano Mayon, 360 chilo-
metri a sudest di Manila, nelle Filippine.
Il vulcano ha cominciato a eruttare il 14
dicembre e ha continuato per quasi tre
settimane, costringendo pi di 47mila
abitanti che vivevano nelle zone vicine
ad abbandonare temporaneamente le
loro abitazioni. Il 2 gennaio listituto na-
zionale di vulcanologia ha dato il via li-
bera al loro ritorno a casa. Foto di Francis
R.Malasig (Epa/Ansa)
Immagini
Mercato in iamme
Karachi, Pakistan
30 dicembre 2009
Un ediicio distrutto dallattentato del
26 dicembre, rivendicato dai taliban.
Un kamikaze si fatto esplodere in mez-
zo alla processione dellAshura, una del-
le pi importanti feste dellislam sciita,
uccidendo 43 persone. Lesplosione ha
provocato un incendio che ha danneg-
giato gravemente larea commerciale
della citt vecchia. Foto di Rizwan Ta-
bassum (Afp)
Immagini
Brividi dinizio anno
Harbin, Cina
4 gennaio 2010
Questanno le temperature nellestre-
mo nord della Cina sono scese ino a
-30, ma gli abitanti di Harbin non han-
no rinunciato alla tradizione del bagno
ghiacciato. Ogni inverno circa 200mila
persone sidano le acque gelide del iu-
me Songhua, nella provincia di Heilong-
jiang. Foto di Aly Song (Reuters/Contra-
sto)
10 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
La casa di Tobias Jones
Vorrei ringraziare Tobias Jo-
nes per aver condiviso con noi
la sua scelta (La mia casa
aperta, 18 dicembre). Spesso le
persone coraggiose sono anche
troppo umili per raccontarsi.
Per fortuna Tobias uno scrit-
tore! bello sapere che ci sono
persone consapevoli di aver ri-
cevuto i cinque talenti e decise
a farli fruttare. Con gioia e non
perch si sentono in colpa per la
loro fortuna. Senza essere n
ricca n famosa n cos corag-
giosa, anchio sono tra i fortu-
nati che sanno di esserlo, e sono
convinta che altruismo ed egoi-
smo sono due facce della stessa
medaglia. Oggi pi che mai va
di moda piangersi addosso, fare
mea culpa, ma io credo che oc-
corra prima guardarsi dentro,
come Tobias e sua moglie, chie-
dersi cosa vogliamo veramente
per noi stessi, per scoprire ma-
gari che vogliamo appunto
qualcosa che pu deinirsi al-
truistico. Che non si pu es-
sere felici da soli lha detto
qualcuno (Raoul Follereau?)
ma in fondo al cuore lo sappia-
mo tutti. E allora diciamolo a
voce alta. Grazie Tobias, e buo-
na fortuna!
Elisabetta Manfredi
Per essere precisi
Nellarticolo La matematica
in tribunale (20 novembre)
stato commesso un errore nel
calcolo delle probabilit
nellesempio riguardante lin-
nocenza di Adams. Non cor-
retto dire che se ci sono dieci-
mila persone che possono aver
commesso il crimine, la proba-
bilit che il dna della persona
scelta a caso sia uguale a quello
presente sulla scena del crimi-
ne di 10.000/ 200.000.000.
Il calcolo corretto : 1- probabi-
lit che levento non accada per
10.000 volte. Che nel caso
dellarticolo diventa:
1-((199.999.999/
200.000.000)^10.000). Il sim-
bolo ^ signiica elevazione a po-
tenza. Il risultato pressoch
identico (soprattutto nel caso di
eventi con bassissima probabi-
lit di accadimento), per mi
sembrato un errore importante
in un articolo che critica lerrato
uso della statistica in tribunale.
Gabriele Giordani
In Errori di prescrizione
(18 dicembre) si legge: Quasi
una prescrizione su nove scritta
in ospedale contiene degli erro-
ri Era inesatto l8,9 per cento.
Peccato che 8,9 per cento sia
quasi il 9 per cento, ma non
quasi uno su nove, che invece
corrisponde all11 per cento (1 :
9 = 0,11).
Michele Muriti
Romanzo criminale
Credo di poter inserire larti-
colo di Irakli Iosebashvili sulla
Georgia degli anni novanta (Il
capitalista sovietico, 18 dicem-
bre) tra i brani pi belli pubbli-
cati dalla nostra rivista. Gra-
zie a scrittori come lui possia-
mo scoprire una terra ricca di
contraddizioni come lex area
sovietica, che in questo testo ci
viene rivelata in tutta la sua
crudezza, ma con semplicit e
garbo. Il racconto somiglia pi
a un romanzo criminale che a
frammenti di vita vissuta.
Carlo Rombol
Cara Milana, ci sono delle
domande a cui non sapresti
rispondere?

Sarebbe molto diicile per me
rispondere alle domande
sullaldil. La mitologia, la re-
ligione, lesoterismo, Dante,
sono cose a cui posso rispon-
dere solo parzialmente. Tem-
po fa unamica mi ha raccon-
tato di essere stata investita
da una macchina e di essersi
poi trovata fuori dal suo cor-
po: vedeva senza occhi, senti-
va senza orecchie, vedeva ar-
rivare lambulanza e il suo
corpo raggomitolato sulla
strada. Era la morte? quella
lultima cosa che percepiamo
in vita? E mi chiedo: che vita
senza il corpo, quel fedele
compagno che ci accompagna
ovunque?
E che ne invece delle no-
stre anime? Dove stanno e che
lingua parlano? Tutte doman-
de senza risposta. E cosa dire
dellesperienza sessuale? Tan-
te volte nemmeno noi sappia-
mo quanto ci importa davvero
il sesso. Pu essere la fonte
della vita o pu essere del tut-
to secondario. Il rapporto ses-
suale spesso si accompagna a
un misterioso sentimento di
inutilit: centra forse qualco-
sa con la passione che gli
preceduta, con quel desiderio
rivolto agli dei, per parafrasa-
re Paul Valry? E inine, cosa
dire dellamore? Che non in-
dispensabile come lacqua ma
che non possiamo comunque
farne a meno? Le risposte
sullamore non possono che
essere altre domande. Se sono
in grado di rispondere a voi,
non vuol dire che so risponde-
re a me stessa. it
Milana Runjic risponde alle
domande dei lettori allindiriz-
zo milana@internazionale.it
Una societ con persone af-
idabili, altruiste e rispet-
tose della legge avrebbe dei
vantaggi economici. mai
stato calcolato il valore
economico della correttez-
za? Pu un governo inve-
stirci? E che ritorno avreb-
be questo investimento?
James Atkins
Steve Knack, un economista
specializzato in governance, i-
ducia e capitale sociale (cor-
rettezza) mi ha detto che una
deinizione ampia di iducia
potrebbe spiegare la diferen-
za tra il reddito pro capite ne-
gli Stati Uniti e quello in So-
malia. Uno studio degli eco-
nomisti Jef Butler, Paola Giu-
liano e Luigi Guiso rivela che
c un livello ottimale di idu-
cia: se troppo poca si perdo-
no delle opportunit. Se
troppa, ti fregano. Non si capi-
sce come il governo possa in-
coraggiare le persone a essere
corrette, ma uno studio degli
economisti Ray Fisman e Ted
Miguel indica una strada. Fi-
sman e Miguel hanno studiato
il comportamento dei diplo-
matici a New York. Gli scandi-
navi sono stati multati 12 volte
per non aver pagato il par-
cheggio. Quelli di Ciad e Ban-
gladesh 2.500 volte. Ma quan-
do New York ha punito pi se-
veramente i trasgressori, le in-
frazioni sono diminuite. La
correttezza pu essere aiutata
dalla legge.
Tim Harford risponde alle do-
mande dei lettori del Financial
Times.
Cara Milana
La risposta che non c
Il valore della
correttezza
Caro
economista
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Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 11
A un anno di distanza, il quadro chiaro. Da Gaza
sono usciti due vincitori: Israele e Hamas. Il rap-
porto Goldstone e le voci sui mandati di cattura
contro alcuni militari e politici israeliani danno
limpressione che Israele sia sulla difensiva. Ma
non possiamo ignorare il fatto che quellofensiva
sproporzionata che si lasciata dietro 1.400
morti, 600mila tonnellate di macerie e un terzo
delle terre coltivabili bruciate ha costretto Ha-
mas a ridurre notevolmente i suoi attacchi contro
Israele. Per gli israeliani che credono ai discorsi
uiciali, lofensiva ha quindi raggiunto il suo sco-
po: niente pi razzi Qassam, niente pi notti in-
sonni, niente pi giorni di terrore. La politica del-
la deterrenza ha funzionato. Lofensiva ha ricor-
dato ad Hamas che le sue armi sono inferiori a
quelle di Israele. Ha fatto capire agli abitanti di
Gaza che lidea di Hamas di essere come Hezbol-
lah senza fondamento.
Il progetto di Hamas
Le armi artigianali di Hamas e i suoi missili della
seconda guerra mondiale hanno permesso a
Israele di usare Gaza e la sua popolazione per una
imponente esercitazione militare e per testare la
sua tecnologia davanguardia. Gli hanno permes-
so di praticare la guerra del futuro: nel mondo di
oggi le azioni sono giudicate in base ai risultati. I
governi occidentali, ma anche Russia e Cina, non
possono ignorare questi risultati, e probabilmen-
te varie penne internazionali sono gi pronte a
irmare assegni per inanziare lindustria israelia-
na degli armamenti high-tech.
Lo sdegno dellopinione pubblica internazio-
nale non riuscito a mettere ine neanche allem-
bargo contro Gaza. servito solo a far pressione
sullEgitto perch aprisse la frontiera di Rafah,
ma non su Israele, che continua ad avere le chiavi
della prigione. Il governo di Hamas a Gaza non
permette di discutere pubblicamente della vitto-
ria di Israele. Da diciassette anni a questa parte i
palestinesi sono sempre stati riluttanti a imputare
ai loro leader la responsabilit delle soferenze
imposte da Israele. Continuano a tenere separati
gli errori del loro governo dai metodi oppressivi
degli occupanti. Ma mentre lOlp ha sempre la-
sciato spazio alle critiche interne, Hamas mette a
tacere chi dissente accusandolo di collaborazio-
nismo. Nonostante le sue formali richieste di in-
terrompere il blocco, il vero scopo di Hamas far
aprire solo la frontiera di Rafah con lEgitto e la-
sciare chiusi gli altri passaggi (verso Israele e ver-
so la Cisgiordania), perch non vuole che gli abi-
tanti di Gaza scoprano la relativa libert della
Cisgiordania. E anche perch una riconciliazione
con Fatah porterebbe a nuove elezioni e a nuove
alleanze. Questo impedirebbe ad Hamas di im-
porre il suo progetto religioso e sociale a una po-
polazione prigioniera e di dimostrare che pu
creare un modello di societ islamica. Per essere
un partito che non gode di alcun riconoscimento
uiciale, il suo impatto sulla politica mondiale
enorme.
I leader di Fatah in Cisgiordania ingono di
essere preoccupati per Gaza. Ma in realt sono
impegnati a recuperare un po dinluenza sui loro
cittadini, garantendo una certa distensione eco-
nomica e una migliore amministrazione. I due
partiti palestinesi non hanno alcuna fretta di ri-
conciliarsi: il consolidamento dei loro regimi dia-
metralmente opposti la cosa pi importante per
entrambi. Perci Hamas libero di stringere la
morsa sulla popolazione, allo scopo, tra laltro, di
impedire che siano messi in discussione i suoi
metodi coercitivi e la logica della sua resisten-
za. La sua politica interna consiste nel separare
uomini e donne e nellestromettere le donne dal-
la sfera pubblica, imponendo labito islamico,
controllando le organizzazioni di beneicenza,
incoraggiando la poligamia e minacciando le ong
meno accomodanti.
I principali sconitti
Hamas si vanta del fatto che negli ultimi quindici
anni la sua strategia di resistenza ha vaniicato gli
accordi di Oslo, impedendo ai traditori dellOlp di
arrendersi. Questo gli permette di raforzare la
sua immagine eroica agli occhi dei musulmani e
della sinistra europea. I suoi ammiratori, per,
non tengono conto del fatto che negli ultimi
ventanni Israele ha sempre cercato di dividere
Gaza dalla Cisgiordania. La strategia di Hamas si
adatta benissimo a quella di Israele, ma non lo si
pu dire per non macchiare la sua immagine.
Chi sono, invece, i perdenti? Senza dubbio,
lormai indebolita Fatah. Poi lunit dei palestine-
si: un tempo luccisione di un bambino a Gaza
provocava manifestazioni in tutta la Cisgiorda-
nia. Oggi i suoi abitanti non conoscono neanche i
nomi delle vittime di Gaza. Ma i veri perdenti so-
no gli abitanti di Gaza, costretti ad ammettere che
lo sdegno internazionale per la loro soferenza e i
miliardi di dollari promessi per la ricostruzione
non hanno cambiato nulla. E che loro sono anco-
ra prigionieri di Israele e di un regime interno
sempre pi repressivo. u bt
Amira Hass una giornalista israeliana. Scrive
per il quotidiano Haaretz. In Italia ha pubblicato
Domani andr peggio (Fusi orari 2005).
Gaza, un anno dopo
Amira Hass per Internazionale
Editoriali
Vi sono pi cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante se ne sognano nella vostra ilosoia
William Shakespeare, Amleto

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6 gennaio 2010
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Attualit
S
iamo ormai allottavo anno di
un conlitto estenuante, pi
lungo della prima e della se-
conda guerra mondiale.
Complesso, multidimensio-
nale e polivalente come que-
ste due guerre, un conlitto a cui manca
una narrazione. caotico e diicile da dei-
nire. Ed anche anonimo, cosa che non
dovrebbe sorprenderci: poche guerre han-
no avuto un nome mentre erano ancora in
corso. Ma dopo lennesima settimana do-
minata dalle notizie di un nuovo allarme
terrorismo stavolta a causa di un giovane
nigeriano, addestrato nello Yemen e legato
ad Al Qaeda, che ha cercato di far saltare in
aria un aereo di linea statunitense vale la
pena di provare a fare un passo indietro per
osservare lo svolgimento del conlitto nel
suo complesso. Cos potremo provare a sta-
bilire a che punto siamo e cosa dobbiamo
aspettarci dal futuro.
La guerra al terrorismo si pu dividere
in cinque atti. Il primo cominciato con l11
settembre, subito seguito dalla guerra in
Afghanistan. Il secondo coinciso con il
momento di calma relativa tra il 2002 e il
2003. In questo periodo ci sono stati degli
attentati e i combattimenti in Afghanistan
sono proseguiti, ma gli scenari apocalittici
che molti avevano temuto non si sono rea-
lizzati.
Poi, con lattacco allIraq, arrivato il
terzo atto, con un netto intensiicarsi del
conlitto, rimasto ino a quel momento re-
lativamente circoscritto sia nella portata
degli scontri sia nellestensione geograica.
In quel momento sembrato che i pessimi-
sti avessero ragione. Unondata di radicali-
smo ha contagiato il mondo islamico e,
mentre lIraq precipitava nel caos, gli atten-
tati si moltiplicavano in tutto il Medio
Oriente. La violenza ha toccato anche lEu-
ropa, con gli attentati in Spagna e in Gran
Bretagna. Allo stesso tempo si sono aggra-
vate le divisioni tra le diverse comunit re-
ligiose, e il linguaggio dei politici e dei mez-
zi dinformazione si fatto pi aggressivo.
Quando i giovani delle metropoli francesi si
sono ribellati si parlato di unintifada eu-
Dall11 settembre al fallito
attentato di Detroit, la storia in
cinque atti di un conlitto
sanguinoso. Che oggi ha nuovi
scenari ma sempre le stesse
vittime: le persone comuni
La guerra ininita
contro il terrorismo
Jason Burke, The Observer, Gran Bretagna
12 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
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Nella foto grande, un poliziotto dopo
lattentato allhotel Heetal, il 15 dicem-
bre 2009 a Kabul. In alto, immagine da
body scanner. Sotto, Umar Farouk Ab-
dulmutallab, lattentatore di Detroit
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 13
unici governi che sono stati rovesciati nel
mondo islamico sono stati quelli deposti
dalle potenze occidentali, e la crisi inan-
ziaria ha fatto pi danni alleconomia glo-
bale dell11 settembre e di tutti gli attentati
dello scorso decennio. Leconomia statuni-
tense ha dimostrato grandi capacit di ri-
presa, e anche in Europa gli scenari pi ter-
ribili non si sono avverati.
Tirando le somme, si pu dire che le so-
ciet e i sistemi politici occidentali supere-
ranno questondata di violenza radicale
come hanno superato le precedenti. Del
resto, neanche in Medio Oriente c stata la
catastrofe pronosticata da alcuni osserva-
tori. Comunque diicile sostenere che a
vincere sia stato loccidente. Le minacce
rimangono, le cause profonde del terrori-
smo non sono state afrontate e i progressi
ottenuti sono tuttaltro che solidi. Nel di-
cembre del 2004, dopo la rielezione di
George W. Bush, la rivista uiciale dei ser-
vizi segreti statunitensi prevedeva una du-
ratura prosecuzione del predominio ame-
ricano. Nel 2009 quegli stessi servizi han-
no annunciato che gli Stati Uniti stanno
perdendo potere in un mondo sempre pi
multipolare. Se questa una vittoria, lAme-
rica non potr permettersene altre.
Gli sconitti di questa guerra non sono
invece diicili da individuare. Si tratta di
tutte le persone che si sono trovate sotto il
fuoco incrociato degli scontri: le vittime
dell11 settembre, di Londra e di Madrid,
quelle delle violenze settarie a Baghdad, gli
uomini e le donne uccisi in Afghanistan dai
missili statunitensi e dai kamikaze. E poi le
persone giustiziate da Al Zarqawi, quelle
che si trovavano nel posto sbagliato al mo-
mento sbagliato. Non sono gli sconitti, pe-
r, a decidere che nome dare alle guerre.
Lunica cosa che si pu prevedere con ra-
gionevole certezza che nessuno trover
presto un nome appropriato per questo
conlitto: una tragedia in cinque atti ancora
senza titolo. u fp
Jason Burke un giornalista dellObserver,
esperto di terrorismo islamista. Ha scritto Al
Qaeda. La vera storia (Feltrinelli 2004).
ropea, mentre dopo la pubblicazione di al-
cune vignette satiriche su Maometto in un
quotidiano danese, nei paesi musulmani
migliaia di persone sono scese in strada per
protestare. Sono stati i giorni pi bui di tutto
il conlitto.
Nel quarto atto, invece, la situazione
migliorata: perino nel caos pi drammati-
co alcuni elementi hanno preso una piega
positiva. Latteggiamento dellopinione
pubblica islamica, per esempio, cambia-
to. Milioni di musulmani hanno cominciato
a condannare gli attentati. Questo non si-
gniica che avessero dimenticato lindigna-
zione nei confronti degli Stati Uniti, di Isra-
ele e delloccidente o che avessero accetta-
to la globalizzazione. Quei musulmani
avevano semplicemente smesso di consi-
derare le tattiche di Al Qaeda come armi
legittime.
Uno degli esempi di questa trasforma-
zione arrivato dalla Giordania: prima de-
gli attentati del novembre 2005 ad Amman,
secondo i sondaggi, quasi due terzi dei gior-
dani condividevano le azioni di Osama bin
Laden. Dopo gli attacchi, la quota era scesa
al 24 per cento. Nel 2005 in Turchia i soste-
nitori di Bin Laden erano il 3 per cento, con-
tro il 15 per cento di tre anni prima. La stessa
cosa avvenuta in Marocco, in Arabia Sau-
dita e in Egitto: inch la violenza era lonta-
na, astratta, le tattiche di Bin Laden si pote-
vano condividere. Ma quando le persone
hanno cominciato a veder morire i loro sol-
dati, i poliziotti e i vicini di casa, la situazio-
ne cambiata.
Nel 2007 si registrato un certo miglio-
ramento anche in Iraq. Quellanno il presi-
dente degli Stati Uniti George W. Bush ha
deciso di inviare nuove truppe, con un radi-
cale cambiamento di strategia adottato
proprio mentre erano in corso tre svolte
cruciali. Innanzitutto, gli sciiti avevano
conquistato con relativa facilit gran parte
dello spazio, geograico e politico, che pote-
vano sottrarre ai sunniti, e la guerra civile si
stava esaurendo. In secondo luogo, i mili-
ziani sciiti che avevano combattuto contro
sunniti e americani si erano fortemente in-
deboliti a causa di problemi di organizza-
zione e disciplina. Ma la svolta pi signiica-
tiva stata la terza: le comunit sunnite si
sono rivoltate contro i militanti ailiati ad
Al Qaeda.
Costrette a scegliere tra i loro interessi e
lideologia dellorganizzazione, le trib
hanno preferito i primi. In sostanza hanno
riiutato sia la libert che gli americani cer-
cavano di imporre con i carri armati sia la
visione del mondo di Al Qaeda, altrettanto
estranea al contesto culturale locale. In Eu-
ropa, una pi rigorosa organizzazione dei
servizi di sicurezza, una maggiore attenzio-
ne verso la complessit del problema, la
crescente maturit del dibattito pubblico e
la scelta del nuovo governo britannico, gui-
dato da Gordon Brown, di accantonare il
linguaggio fortemente ideologizzato
dellera Blair hanno consolidato i progressi
fatti.
Lultimo atto
Luscita dallabisso in cui si era precipitati a
met decennio stata lenta ma costante. E
oggi, allinizio del 2010, nel mondo musul-
mano il sostegno a Bin Laden non fa che
diminuire, mentre in occidente la violenza,
seppure ancora allarmante, non viene pi
percepita come una minaccia per lesisten-
za stessa delle nostre societ.
Che succeder nel quinto atto? La prima
risposta riguarda lAfghanistan. Mentre
lattenzione si concentrava sui fronti secon-
dari, i taliban hanno riconquistato vaste
zone del paese. Con laumento delle truppe
statunitensi, ci saranno nuovi combatti-
menti, ma il ritiro previsto per il 2011. Gli
occidentali sono stanchi e vogliono, se non
la pace, almeno un coinvolgimento meno
impegnativo. Gli scontri dei prossimi mesi
potrebbero essere lultimo sussulto del
conlitto.
Oggi possibile immaginare un futuro
non troppo lontano in cui le notizie prove-
nienti dai fronti della lotta al terrorismo
non occuperanno pi le prime pagine dei
giornali ogni giorno. Sar possibile, allora,
dare un nome a questa guerra? In generale
sono i vincitori a decidere come chiamare i
conlitti. Ma in questo momento diicile
trovare chi possa rivendicare la vittoria. Al
Qaeda ha perso molti dei suoi leader e non
ha ottenuto quasi nessuno dei suoi obietti-
vi. Il radicalismo islamico rimane un feno-
meno disorganico, le masse musulmane
non sono insorte, listituzione di un califa-
to non imminente e loccidente non sta-
to indebolito come Al Qaeda sperava. Gli
Le societ e i sistemi politici
occidentali supereranno
questondata di violenza come
hanno superato le precedenti
Attualit
14 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Al Qaeda si rifugia
nello Yemen
Il terrorismo ha messo radici nel
paese arabo da tempo, anche
grazie a un regime compiacente e
debole. Ma loccidente non ha
ancora una strategia comune per
far fronte alla nuova minaccia
Gilles Paris, Le Monde, Francia
C
ome combattere contro Al Qae-
da in unarea instabile, priva di
uno stato forte e molto povera?
Da dieci anni gli occidentali cer-
cano di dare una risposta a questa domanda
in Afghanistan. Ma dopo il fallito attentato
sul volo Amsterdam-Detroit del 25 dicem-
bre, il problema si fatto pi urgente. E oggi
riguarda anche lo Yemen.
Umar Farouk Abdulmutallab, lattenta-
tore che ha provato a far esplodere laereo
della Delta Airlines, era stato a Sanaa, la
capitale yemenita, prima del viaggio. Ed
qui che avrebbe ricevuto lesplosivo usato a
bordo oltre a un sommario addestramento.
Lattentato stato subito rivendicato da Al
Qaeda nella penisola araba (Aqpa), la iliale
locale della nebulosa terroristica interna-
zionale. Ormai in diicolt in molte parti
del mondo, nello Yemen Al Qaeda ha trova-
to le condizioni ideali per mettere radici. Le
province orientali, dove il gruppo pi for-
te, sfuggono infatti al controllo del regime
A
F
P
Sanaa, 24 dicembre 2009. Proteste contro i raid sulle basi di Al Qaeda del presidente Ali Abdallah Saleh, al potere
dal 1978 nel nord del paese, che stato uni-
ficato nel 1990 con il sud guidato per
ventanni da un regime socialista. Un altro
motivo di preoccupazione per i paesi occi-
dentali la vicinanza con la Somalia, sepa-
rata dallo Yemen dal golfo di Aden, infesta-
to dai pirati.
Il primo ministro britannico Gordon
Brown stato il primo a mobilitarsi, lan-
ciando lidea di una conferenza internazio-
nale sullo Yemen, che potrebbe tenersi a
Londra il 28 gennaio, insieme a un altro
summit internazionale dedicato allAfgha-
nistan. Sabato 2 gennaio il capo delle forze
armate statunitensi in Iraq e in Afghani-
stan, il generale David Petraeus, stato a
Sanaa per parlare con il presidente Saleh. Il
giorno dopo Londra ha annunciato di esse-
re in contato con Washington per un pro-
getto che dovrebbe servire a creare una
forza antiterrorismo nello Yemen e in So-
malia. Il giorno prima un dirigente della
milizia islamista somala del gruppo Al Sha-
baab aveva annunciato lintenzione di at-
traversare il mare per andare ad aiutare i
nostri fratelli nella lotta contro i nemici di
Allah. Negli stessi giorni il governo somalo
di transizione, sostenuto dai paesi occiden-
tali e dalle Nazioni Unite, ha dichiarato che
le forniture di armi per le milizie islamiste
somale arrivano proprio dallo Yemen.
Conlitti e tensioni separatiste
Per adesso gli Stati Uniti sembrano esclu-
dere lapertura di un nuovo fronte militare
contro il jihadismo, ma hanno annunciato
che gli aiuti alle autorit yemenite, gi so-
stanziosamente aumentati nel 2009, sa-
ranno potenziati ancora nel 2010. Da tem-
po Washington aveva messo in guardia il
governo dello Yemen dalla minaccia rap-
presentata dallAqpa, creata allinizio dello
scorso anno dalla fusione di gruppi jihadisti
yemeniti e sauditi. Gli americani avrebbero
anche partecipato attivamente ai raid com-
piuti il 17 e il 24 dicembre 2009 contro alcu-
ni presunti campi di addestramento dellor-
ganizzazione nel sudest del paese. Le auto-
rit di Sanaa hanno annunciato che
nelloperazione sono stati uccisi circa ses-
santa miliziani, ma tutto lascia credere che
i leader pi importanti dellAqpa siano riu-
sciti a sfuggire al bombardamento. In com-
penso ci sarebbero stati molti morti tra la
popolazione civile. Secondo le informazio-
ni disponibili, anche Anwar al Awlaqi, il
predicatore americano-yemenita che ha
avuto contatti sia con Nidal Hasan lauto-
re del massacro di Fort Hood, in Texas, il 5
novembre 2009 sia con Umar Farouk Ab-
u Il 25 dicembre uno studente nigeriano,
Umar Farouk Abdulmutallab, ha cercato
di farsi esplodere a bordo di un volo Delta
airlines diretto a Detroit. Dopo larresto
lattentatore ha dichiarato di essere stato
addestrato nello Yemen. Lattacco stato
rivendicato da Al Qaeda nella penisola araba
(Aqpa), una cellula nata nel 2009 dalla
fusione di gruppi jihadisti sauditi e yemeniti.
u Lo Yemen il pi povero dei paesi arabi.
La situazione politica interna fortemente
instabile: al nord attiva la guerriglia della
setta sciita degli zaiditi, mentre al sud ci
sono tensioni indipendentiste. Il 5 gennaio il
governo del presidente Ali Abdallah Saleh,
al potere dal 1978, ha lanciato unofensiva
contro lAqpa. Il giorno seguente stato
annunciato larresto di uno dei leader
dellorganizzazione, Mohammad Ahmed al
Hanak.
Da sapere
Faisalabad
Y E M E N
Brazzaville
Frontiere del
Nord-ovest
ARABIA
SAUDITA
Mar
Caspio
135 km
Sanaa
Aden
Al Mukall
SOMALIA
GIBUTI
G
o
lfo di Aden
Mare Arabico

OMAN
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 15
S
e laspirante terrorista Umar Fa-
rouk Abdulmutallab non avesse
confessato di essere stato adde-
strato nelle aree tribali del sud del pae-
se, lo Yemen non sarebbe mai inito
sulle prime pagine dei giornali di tutto
il mondo. Questimprovvisa impennata
di interesse, tuttavia, sembra trascura-
re i veri motivi che hanno reso possibile
la presenza di Al Qaeda nel paese. Fi-
nora si parlato soprattutto di aiuti alle
autorit e di possibili rappresaglie mili-
tari. un approccio sbagliato, che ri-
schia di ripetere il pi grave errore
commesso in Afghanistan: uccidere i
civili mentre si cerca di colpire i terrori-
sti. Certo, un attacco militare elimine-
rebbe qualche miliziano, ma le vittime
civili spingerebbero molti altri a cerca-
re vendetta. Le operazioni di rappresa-
glia contribuiscono solo ad avvicinare
ad Al Qaeda gli elementi pi radicali.
I fattori che hanno permesso ai ter-
roristi di stabilirsi saldamente nel pae-
se non sono diicili da individuare. Il
governo debole, corrotto, ineiciente
e guidato da un presidente al potere da
pi di trentanni. La societ molto
conservatrice e lanalfabetismo difu-
sissimo. Leconomia dipende quasi in-
teramente dal petrolio, le cui riserve
sono sempre pi esigue, e la povert
non fa che aumentare. Il sentimento di
insicurezza comune, i cittadini hanno
limpressione che le autorit non siano
in grado di difendere la democrazia, e
limpunit dei potenti sotto gli occhi
di tutti. Le risorse idriche si stanno
esaurendo, mentre al nord attiva la
guerriglia sciita degli zaiditi e il sud
scosso da tensioni secessioniste. Se la
situazione non migliorer, lo Yemen
destinato a diventare un failed state,
uno stato incapace di gestire il territo-
rio, come la Somalia. In questo caso,
non basterebbe uccidere tutti i milizia-
ni di Al Qaeda per scongiurare il rischio
del terrorismo.
Se gli Stati Uniti vogliono davvero
sconiggere i jihadisti, devono fare in
modo che lo Yemen non vada in frantu-
mi. sconcertante accorgersi che la
maggior parte delle notizie che circola-
no negli Stati Uniti sulla presenza di Al
Qaeda nello Yemen non fa cenno agli
enormi problemi economici e sociali
del paese. Ed altrettanto allarmante
notare come i paesi del Golfo continui-
no a osservare con scarsa attenzione
quello che succede a Sanaa, illudendo-
si che non li riguardi. In realt alcuni di
questi paesi hanno contribuito a peg-
giorare la situazione: come lArabia
Saudita, che spesso ha agito per inde-
bolire il governo yemenita.
Anche la Lega araba ha le sue re-
sponsabilit: troppo spesso rimasta a
guardare, sostenendo di non voler in-
terferire nelle vicende interne dello
stato yemenita. Oggi i risultati di que-
sta strategia sono evidenti a tutti, e se
questinerzia continuer le cose non fa-
ranno che peggiorare. Gli Stati Uniti e
gli altri paesi occidentali hanno tutto il
diritto di collaborare con il governo di
Sanaa per snidare e catturare i terrori-
sti. Ma prima di tutto dovrebbero impe-
gnarsi di pi per salvare lo Yemen dal
collasso, risolvendo i suoi conlitti in-
terni attraverso la mediazione, e per
mettere a punto un programma di ri-
forme a lungo termine che serva a risa-
nare il paese.
Sono fermamente convinto che la
cosa pi urgente sia salvare lo Yemen
dal fallimento: un obiettivo che va per-
seguito senza isolare Al Qaeda dagli al-
tri problemi del paese. Non c alterna-
tiva. Un altro failed state proprio di
fronte alla Somalia sarebbe un rischio
gravissimo non solo per la regione ma
per il mondo intero. u nm
Walid al Saqaf cura il sito Yemenportal.
net ed dottorando alluniversit di re-
bro, in Svezia.
Se Washington vuole davvero
sconiggere il jihadismo deve
fare di tutto perch lo Yemen
non diventi una nuova Somalia
Un paese povero e instabile
Walid al Saqaf, Gulf News, Emirati Arabi Uniti
Lopinione
dulmutallab, sarebbe riuscito a salvarsi. La
rea zione degli occidentali alla presenza di
Al Qaeda nella regione contrasta profonda-
mente con il disinteresse mostrato inora
nei confronti delle due gravi crisi che da
tempo interessano lo Yemen: linsurrezio-
ne armata nel nord, cominciata nel 2004, e
le tensioni separatiste nelle zone del sud.
Anche se non esiste nessun bilancio uicia-
le, il primo di questi conlitti avrebbe provo-
cato migliaia di morti e decine di migliaia
di profughi. In un paese in cui le autorit
centrali hanno da sempre diicolt a im-
porre il loro potere sulle trib locali un
fattore di instabilit sfruttato dai jihadisti
queste due crisi contribuiscono a indeboli-
re ulteriormente il governo. Ventanni dopo
luniicazione tra il sud e il nord, che sem-
brava promettere un futuro di stabilit, il
regime di Saleh mostra evidenti segni di
logoramento. Con il crollo dei ricavi otte-
nuti dal petrolio, Saleh ha reagito favore-
volmente alla proposta di Brown di convo-
care una conferenza internazionale sullo
Yemen: un passo nella direzione giusta,
che permetter di mobilitare la comunit
internazionale per combattere la disoccu-
pazione e ridurre la povert, ha dichiarato
un portavoce del governo yemenita.
In efetti il regime di Saleh ha tutto da
guadagnare da un maggiore impegno in-
ternazionale nella lotta contro Al Qaeda.
Spesso il presidente ha dichiarato che i ter-
roristi hanno a che fare con le tensioni nel
sud del paese: unaccusa che i secessionisti
respingono nettamente. A sua volta loppo-
sizione accusa Saleh di sfruttare per i suoi
ini politici il radicalismo islamico, che qui
ha caratteristiche molto eterogenee ed
legato tanto ai Fratelli musulmani quanto
ai movimenti salaiti.
Nel 1994 ci sarebbero stati dei contatti
tra gli islamisti e le autorit durante la breve
guerra di secessione contro il sud, quando i
miliziani gi impegnati in Afghanistan, e
guidati da Tareq al Fadili, si sono schierati a
ianco delle truppe regolari contro gli ex so-
cialisti. Secondo lopposizione, il presiden-
te si sarebbe servito del radicalismo ali-
mentato in particolare nella scuola religio-
sa dello sceicco Abdul Majid al Zindani
anche nel nord del paese, per opporsi alla
rivolta armata della setta sciita degli zaidi-
ti.
I paesi occidentali nutrono pi di un
dubbio sulla reale volont del presidente
yemenita di combattere i gruppi jihadisti,
in particolare dopo levasione di alcuni mi-
litanti di Al Qaeda da una prigione di Sanaa
nel 2006. Tra loro cera uno degli attuali
capi dellAqpa, Nasser al Wahichi. u adr
16 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Europa
Linstabilit ucraina
e le colpe di Bruxelles
Q
uando si parla di Ucraina si inisce
sempre per dire che a Kiev regna
il caos politico. Troppo spesso,
per, si tace sul fatto che questo
clima di incertezza dipende in gran parte
dagli errori del pi importante partner occi-
dentale del paese, lUnione europea.
Non si pu negare che la prospettiva
dellintegrazione nellUe abbia svolto un
ruolo chiave nella stabilizzazione e nella
democratizzazione dellEuropa centrale e
orientale dopo il crollo del blocco sovietico.
Ma pochi politici europei oggi sono disposti
ad aprire negoziati con lUcraina. Lingres-
so nellUnione ha avuto efetti positivi da
Tallinn a Dublino. Riiutare questopportu-
nit a Kiev priva il paese dellaiuto di cui
hanno approittato i suoi vicini occidentali.
Il risultato che il paese ex sovietico si trova
prigioniero di uno scenario da vecchia Eu-
ropa che ricorda linizio del novecento. A
diferenza degli altri paesi del continente,
Kiev si muove in un contesto di stati-nazio-
ne, in perenne concorrenza tra loro, e di al-
leanze instabili: un universo in cui la vittoria
di un attore, nazionale o sovranazionale,
comporta sempre la sconitta degli altri.
I democratici abbandonati
Gli ucraini sono i primi a riconoscere che il
loro paese non ha ancora i requisiti per po-
ter entrare nellUe. Ma diicile capire per-
ch la Turchia sia gi uicialmente candi-
data mentre a Kiev non si lasci nemmeno
intravedere la possibilit dellintegrazione,
anche in un futuro lontano. La rivoluzione
arancione del 2004 e le elezioni politiche
del 2006 e del 2007 sembravano aver di-
mostrato che i valori e le regole della demo-
crazia avevano davvero attecchito. Tuttavia
negli ultimi due anni le cose sembrano aver
preso unaltra piega. La corruzione allin-
terno dellapparato statale non diminuita,
mentre lazione del governo e del parla-
mento ostacolata da continui conlitti po-
litici, che bloccano le riforme pi urgenti.
Anche la ristrutturazione dellindustria e le
nuove politiche sociali avanzano con gran-
de lentezza. Bisogna chiedersi, a questo
punto, se tali diicolt siano la causa o lef-
fetto del riiuto dellUe di ofrire al paese la
prospettiva di una futura integrazione.
Priva di un progetto di sviluppo a lungo
termine, lUcraina diventa cos il campo di
Istituzioni fragili, corruzione,
problemi economici. Alla vigilia
delle elezioni del 17 gennaio,
lUcraina ancora nel caos.
Lunica via duscita un maggiore
impegno dellUnione europea
Andreas Umland, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Germania
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)
battaglia di una guerra politica e culturale,
dove si scontrano i ilorussi e i sostenitori
delloccidente, tutti decisi a imporre la loro
visione per il futuro del paese. se davvero
vogliono evitare la balcanizzazione delle
regioni che compongono lo stato ucraino,
Bruxelles, Parigi e Berlino devono subito
occuparsi della questione, non dimentican-
do che le tendenze separatiste potrebbero
servire da pretesto per lingerenza russa ne-
gli afari interni di Kiev.
Un s uiciale dellUe a una futura can-
didatura ucraina non sarebbe un impegno
troppo vincolante per la commissione eu-
ropea e per gli stati membri, n sposterebbe
gli equilibri della politica estera comunita-
ria. sarebbe per un segnale molto impor-
tante per tutti gli ucraini e per le classi diri-
genti di Kiev e Mosca. I capi di stato e di go-
verno dellUe dovrebbero sforzarsi di con-
siderare lUcraina in una prospettiva stori-
ca, e ricordare il passato recente dei loro
paesi, evitando di fare inutili distinguo tra
le attuali diicolt di Kiev e quelle cono-
sciute dagli altri stati europei prima dellin-
gresso nellUnione. Bruxelles ha il compito
di lasciar intravedere allUcraina la possibi-
lit di un ingresso nella comunit europea,
nellinteresse di tutte le parti coinvolte. Pri-
ma sar, meglio sar. u adr
Kiev, 29 dicembre 2009
Da sapere
u Il 17 gennaio si svolger il primo turno
delle quinte elezioni presidenziali ucraine
dallindipendenza del 1991. Al voto
parteciperanno 18 candidati. secondo i
sondaggi, i favoriti sono la premier Julija
Timoshenko, tra i protagonisti della
rivoluzione arancione del 2004, e Viktor
Janukovich, in precedenza apertamente
sostenuto da Mosca ma oggi su posizioni
pi iloccidentali. Tra gli altri candidati ci
sono il presidente in carica, Viktor
Jushenko, a lungo alleato di Timoshenko,
Arsenij Jatseniuk, ex presidente del
parlamento ucraino (Rada), e Petro
simonenko, del Partito comunista.
Leventuale ballottaggio in programma
per il 7 febbraio.
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 17
FRANCIA
Vaccini
sprecati

Per afrontare lannunciata epi-
demia di inluenza A, la scorsa
estate il governo francese aveva
ordinato 94 milioni di dosi di
vaccino, spendendo 869 milioni
di euro. Ma la campagna di vac-
cinazione partita tardi e, nono-
stante una forte accelerazione a
met novembre, ha rallentato
durante le feste. Solo cinque mi-
lioni di persone, spiega Les
Echos, sono state vaccinate.
Accusato di essere stato troppo
previdente e di aver applicato in
modo sbagliato le indicazioni
dellOrganizzazione mondiale
della sanit (Oms), il governo
sta cercando di rimediare. Una
parte dellordine, equivalente a
50 milioni di dosi, stata annul-
lata, dieci milioni di vaccini so-
no stati donati allOms e ci sono
trattative per vendere allestero
le altre dosi in eccesso.
IRLANDA
Troppo severi
con i blasfemi

Il 1 gennaio entrata in vigore la
nuova legge contro la blasfemia.
Il provvedimento gi stato cri-
ticato, in particolare la disposi-
zione che punisce con multe ino
a 25mila euro chi si rende colpe-
vole di bestemmia, cio pubbli-
ca o pronuncia insulti grave-
mente ofensivi nei confronti di
cose ritenute sacre da qualsiasi
religione, in modo da provocare
intenzionalmente lindignazio-
ne dei sostenitori di quella fe-
de, spiega The Irish Times. Il
governo sostiene di aver appli-
cato la costituzione, che consi-
dera reato la pubblicazione o
CROAZIA
Un ballottaggio
imprevisto

Il sindaco di Zagabria, lindipen-
dente Milan Bandic, e il social-
democratico Ivo Josipovic sono i
candidati che si sideranno al
ballottaggio delle presidenziali
croate del 10 gennaio. Grazie a
una campagna elettorale dai to-
ni populisti, nel primo turno del
27 dicembre Bandic ha sconitto
a sorpresa Andrija Hebrang, del
partito conservatore Hdz, al po-
tere. Un risultato, scrive Jutar-
nji List, che dipende anche dal-
la dispersione del voto conser-
vatore tra i nove candidati pre-
sentati dal centrodestra.
lespressione di qualunque bla-
sfemia, e sottolinea che la legge
non tuteler le sette religiose.
Secondo gli atei irlandesi, tutta-
via, la norma stupida e peri-
colosa, perch aumenter il
numero delle polemiche a sfon-
do religioso e sar usata come
precedente da alcuni paesi isla-
mici, soprattutto il Pakistan, per
promuovere nuovi provvedi-
menti contro la blasfemia alle
Nazioni Unite. Atheist Ireland
ha perci lanciato una campa-
gna per labolizione della legge,
pubblicando sul suo sito 25 frasi
che oggi potrebbero essere ac-
cusate di blasfemia, attribuite,
tra gli altri, a Ges, Maometto,
Salman Rushdie e Benedetto
XVI, oltre che a diversi politici
irlandesi.
RUSSIA
Medvedev
contro la vodka

Il presidente Medvedev ha deci-
so di rilanciare quello che era
stato uno dei primi cavalli di bat-
taglia di Michail Gorbaciov: la
lotta allalcolismo. Agli albori
della perestroika, nel 1985, ap-
pena eletto segretario del Partito
comunista sovietico, Gorbaciov
aveva lanciato una dura campa-
gna contro il consumo di vodka,
con risultati per fallimentari.
Le nuove misure, in vigore dal 1
gennaio, sono essenzialmente
di tipo economico, spiega Rus-
sia Today. Le bottiglie di vodka
da mezzo litro, le pi vendute,
non potranno costare meno di
89 rubli, circa due euro. Con-
temporaneamente sar colpita
in modo rigoroso la produzione
illegale di alcolici a basso costo.
I provvedimenti serviranno ad
aumentare le entrate dello stato
e, allo stesso tempo, a combatte-
re lalcolismo, tra le prime cause
di mortalit in Russia.
IN BREVE
Lituania Il 31 dicembre il go-
verno ha chiuso la centrale nu-
cleare di Ignalina, lunica del
paese. La chiusura dellimpian-
to, molto simile a quello di
Cernobyl, era tra le condizioni
poste nel 2004 da Bruxelles per
lingresso di Vilnius nellUe.
Francia Il 1 gennaio entrata in
vigore la legge Hadopi 2 contro
la pirateria su internet.
Russia Il 6 gennaio cinque poli-
ziotti sono morti in un attentato
suicida contro una postazione
della polizia a Makhachkala,
nella repubblica caucasica del
Daghestan. Lattacco stato at-
tribuito ai ribelli islamisti.
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Il 5 gennaio il presidente islandese Olafur Ragnar
Grimsson ha riiutato di ratiicare una legge che
prevedeva risarcimenti per i cittadini stranieri che
hanno perso i loro risparmi nel fallimento della banca
Icesave durante la crisi dellottobre del 2008. La legge,
approvata dal parlamento il 30 dicembre nonostante
le proteste della popolazione, sar cos sottoposta a
referendum. Grimsson, scrive il Financial Times, ha
spiegato che la cifra stanziata per risarcire 300mila
cittadini britannici e olandesi era troppo onerosa per
le casse dello stato: 3,8 miliardi di euro entro il 2024,
pari al 40 per cento del prodotto interno lordo annuo.
La decisione di Grimsson, che ha suscitato le proteste
del governo britannico, potrebbe causare una crisi di
governo. La premier socialdemocratica Johanna
Sigurdardottir, infatti, ha minacciato di dimettersi. u
Islanda
Il veto del presidente
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Olafur Ragnar Grimsson
Ignalina
EMIRATI
ARABI
UNITI
LITUANIA
Brazzaville
Frontiere del
Nord-ovest
COREA
DEL NORD
Mar
Caspio
50 km
Ajaria
Vilnius
Dubai
ARABIA
SAUDITA
LETTONIA
RUSSIA
POLONIA
BIELORUSSIA
IRAN
OMAN
QATAR
18 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Africa e Medio Oriente
Il regime di Teheran
stretto tra due fuochi
N
elle ultime settimane le notizie
dallIran sono state al centro
dellattenzione internazionale
e ci resteranno. Dopo le elezio-
ni di giugno cominciata una guerra dei
nervi tra riformisti e conservatori, e oggi
troppo tardi per qualsiasi compromesso
che solo qualche mese fa poteva essere
possibile. Lipotesi che layatollah Khame-
nei sacriichi il presidente Mahmoud Ah-
madinejad come capro espiatorio per spe-
gnere il fuoco della protesta un colpo di
stato superata.
Il panico della leadership iraniana si
manifestato nella repressione brutale delle
proteste. La solidit del regime, inora in-
crollabile, stata incrinata anche dalle pre-
visioni di un grande deicit di bilancio che
impedirebbe a Teheran di coltivare le sue
ambizioni regionali in Iraq, Palestina e Li-
bano spendendo come ha fatto in passato.
Inoltre potrebbero esserci sanzioni in-
ternazionali contro lIran, vista lindife-
renza del regime alla carota oferta dalla
comunit internazionale sulla questione
del nucleare. Queste sanzioni saranno una
rovina per lIran anche se il governo inge
che non avranno alcun efetto.
Il mondo intero si chiede quali potreb-
bero essere le ripercussioni regionali della
politica di Teheran: quale sar il ruolo
dellArabia Saudita e della Turchia, quale
sar la reazione di Israele, quali saranno le
conseguenze in Siria, Libano e Palestina.
Ma al primo posto c sempre lIraq, perch
questo paese da tempo una cartina di tor-
nasole per decifrare i piani dei leader ira-
niani.
Nel frattempo latteggiamento interna-
zionale sembra essere diventato pi duro.
Barack Obama avrebbe preferito evitarlo,
perch stava costruendo un rapporto di-
verso con la Repubblica Islamica. Ma ora il
nuovo slogan potrebbe essere sintetizzato
cos: la nostra pazienza contro la vostra.
Perch anche Obama sa essere paziente e
per ora si limitato a osservare con atten-
zione gli scontri per le strade di Teheran.
Sostegno morale
Ci sono varie ipotesi su quello che pu suc-
cedere in Iran. Il regime potrebbe decidere
di provocare delle crisi in Iraq, Libano e
Palestina per distogliere lattenzione dalla
rivolta interna e giustiicare la repressione.
Oppure Ahmadinejad potrebbe essere co-
stretto a concentrare lattenzione sugli svi-
luppi interni per sconiggere i dissidenti
senza avere le forze per intromettersi negli
afari dei paesi vicini.
Il primo scenario plausibile e non pu
essere escluso, ma il secondo sembra pi
probabile. Questo perch quello che sta
succedendo in Iran non sembra lasciare
vie di fuga al regime. Il ricorso alle milizie
dei basiji per reprimere le proteste dimo-
stra che il potere sulla via del collasso. I
basiji sono stati assoldati dalle autorit do-
po lelezione di Ahmadinejad.
La cerchia vicina allayatollah Khame-
nei scommette sul trionfo della violenza
sulla pazienza. Ma le divisioni allinterno
La protesta dei riformisti e le
pressioni internazionali stanno
portando al collasso la
Repubblica Islamica dellIran.
Che rischia di perdere anche la
sua inluenza nella regione
Raghida Dergham, Al Hayat, Gran Bretagna
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della guardia rivoluzionaria potrebbero
essere la spina nel ianco di questo gruppo.
Inoltre la maggior parte delle alte cariche
religiose del seminario di Qom, uno dei
principali centri dellislam sciita, schie-
rata con lopposizione. La pi importante
di loro, layatollah Ali Montazeri, stata tra
i primi a difendere la rivolta iraniana.
La Repubblica Islamica non riuscita a
esportare il suo stato di polizia teocratico e
probabilmente dovr rinunciare allambi-
zione di estendere la sua inluenza nella
regione perch la violenza del regime su-
scita ostilit a est e a ovest. LIran subisce
le pressioni interne dei riformisti e le pres-
sioni esterne delle sanzioni internazionali
e della politica di riconciliazione regionale
avviata dallArabia Saudita.
I riformisti non vogliono lintervento
delloccidente o del mondo arabo, ma cer-
cano un sostegno morale e sperano che i
giornali raccontino la brutalit con cui uo-
mini e donne sono stati uccisi.
In autunno alcuni hanno pronunciato
un necrologio afrettato sulla rivolta di Te-
heran. Ma sia il regime sia lopposizione
sanno usare la pazienza come una strate-
gia di lotta. Questo signiica che la batta-
glia non inita. u nm
Teheran, 27 dicembre 2009
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 19
SENEGAL
Il colosso
di Dakar

Una gigantesca statua in bronzo
in costruzione a Dakar ha scate-
nato una bufera di critiche nei
confronti del presidente senega-
lese Abdoulaye Wade, che lha
voluta e lha disegnata. Lopera,
che sar pi alta della statua del-
la Libert, rappresenta un uo-
mo, una donna e un bambino in
posa eroica. costata 27 milioni
di dollari: troppo, secondo alcu-
ni, in un paese che non riesce a
sfamare tutti i suoi abitanti. Per
molti musulmani, invece, una
scultura pagana che ofende
lislam. La sua costruzione sta-
ta aidata a unimpresa nordco-
reana e inanziata con denaro
statale: secondo Wade, sar
unattrazione turistica da cui si
ricaveranno grandi proitti, che
per il 35 per cento spetteranno al
presidente e per il resto allo sta-
to. Il fatto pi grave, spiega il
New African, che la statua
non ha niente di africano: Sem-
bra unopera ispirata al realismo
socialista pi che alle radici cul-
turali del continente. Per
linaugurazione ad aprile il go-
verno ha promesso una cerimo-
nia indimenticabile.
SOMALIA
Bloccati
gli aiuti

Il World food programme (Wfp)
ha sospeso la distribuzione di
aiuti alimentari a circa un milio-
ne di persone nel sud della So-
malia per ragioni di sicurezza.
Gli operatori umanitari, infatti,
erano stati vittime di numerosi
attacchi da parte degli Shabaab,
le milizie islamiste che control-
lano la regione. Garowe on-
line, un sito dinformazione che
ha sede in Puntland, racconta
che a dicembre gli Shabaab ave-
vano accusato il Wfp di fornire
razioni alimentari sponsorizzate
dagli Stati Uniti e gli avevano in-
timato di lasciare il paese. Se-
condo una stima dellOnu, sono
3,7 milioni i somali che hanno
bisogno di aiuti umanitari.
Dallinizio dellanno, intanto, gli
scontri tra le milizie degli Shaba-
ab e le forze che appoggiano il
Governo somalo di transizione
(Gft) guidato da Sharif Sheikh
Ahmed sono cresciuti dintensi-
t. La battaglia per il controllo di
Dhusamareb, una citt strategi-
ca nel centro della Somalia, ha
causato pi di trenta morti e set-
tanta feriti, e a Mogadiscio il bi-
lancio delle vittime cresce ogni
giorno. Per cercare di indebolire
le milizie islamiste, a ine di-
cembre il consiglio di sicurezza
dellOnu ha votato delle sanzio-
ni contro il governo eritreo accu-
sato di dare aiuti inanziari e lo-
gistici agli Shabaab. La risolu-
zione prevede delle misure eco-
nomiche, il divieto di acquisto di
armi e il divieto di circolazione
allestero per gli alti funzionari
dello stato. Il governo di Asmara
ha dichiarato che questo provve-
dimento non contribuir a risol-
vere il conlitto somalo.
ZAMBIA
Il ministro
licenziato

Il presidente dello Zambia Ru-
piah Banda ha revocato la nomi-
na del ministro della scienza e
della tecnologia Gabriel Namu-
lambe, perch aveva criticato lo
stile della sua leadership. A no-
vembre Namulambe, un uomo
politico vicino allex presidente
Levy Mwanawasa, aveva dichia-
rato a un giornale locale che i
membri della sua etnia i lamba
erano scontenti dei ripetuti at-
tacchi delllite politica alla me-
moria di Mwanawasa, scompar-
so nel 2008. Secondo Namu-
lambe lex presidente, anche se
apparteneva alletnia lamba,
aveva sempre rispettato gli inte-
ressi del paese. Banda ha gi
scelto Brian Chituwo, che era
ministro dellagricoltura, per so-
stituire Namulambe. Il capo del-
lo stato, scrive The Times of
Zambia, ha anche lanciato un
appello per custodire gelosa-
mente lunit della nazione.
IN BREVE
Nigeria Il 28 dicembre 70 per-
sone sono morte negli scontri
tra due fazioni della setta islami-
ca Kala-Kato a Bauchi, nel nord
del paese.
Comore Il 20 dicembre la coali-
zione Baobab, guidata dal presi-
dente Ahmed Abdallah Moha-
med Sambi, ha vinto le legislati-
ve ottenendo 19 seggi su 24.
Striscia di Gaza Il 5 gennaio un
miliziano palestinese morto in
un raid aereo israeliano a Khan
Younes, nella Striscia di Gaza. Il
giorno dopo un poliziotto egizia-
no stato ucciso da un cecchino
palestinese al conine tra la Stri-
scia e lEgitto.
Il 26 dicembre due uomini si sono
sposati con una cerimonia
tradizionale nel sud del Malawi, per
la prima volta nella storia del paese.
Pochi giorni dopo, Tiwonge
Chimbalanga e Steven Monjeza sono
stati arrestati con laccusa di oltraggio
alla morale pubblica. In attesa del
processo il giudice Nyakwawa
Usiwausiwa ha respinto la loro richiesta di
scarcerazione, motivando la decisione con i rischi per la
loro incolumit. Ora i due potrebbero essere condannati
a 14 anni di prigione. Lomofobia in crescita in tutta
lAfrica: lomosessualit gi reato in quaranta paesi e
presto potrebbe diventarlo anche in Uganda, dove il
parlamento sta per approvare una legge che prevede la
pena di morte nei casi di omosessualit aggravata
(rapporti sessuali tra adulti e minorenni). Anche in
Nigeria si discute di una legge contro lomosessualit
(gi punita con la pena di morte nel nord del paese).
Inoltre, gay e lesbiche potrebbero essere presto
incriminati anche in Egitto e in Mali. Lunico paese in
controtendenza il Ruanda, dove il 23 dicembre una
commissione parlamentare ha chiesto la
depenalizzazione dellomosessualit.
Malawi
Dallaltare al carcere
Mail & Guardian, Sudafrica
Golfo di Guinea
Port
Harcourt
Lagos
Oceano Atlantico
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Medio Oriente
Numero di vittime dallinizio della
seconda intifada (28 settembre 2000).
Dati aggiornati alle 16 del 6 gennaio 2010.
Tra le vittime palestinesi sono inclusi i
kamikaze, mentre non sono conteggiate le
persone accusate di collaborazionismo e
uccise da altri palestinesi.
Palestinesi
6.838
Israeliani
1.102
Altre
vittime
79
Fonte: Afp
20 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Americhe
Baltimora accusa le banche
per il degrado urbano
I
pannelli di compensato inchiodati
alle inestre sono stati divelti. Da un
furgoncino due uomini lanciano ri-
iuti dentro la fatiscente casa a schie-
ra. Eppure non siamo in uno dei quartieri
degradati di Baltimora, quelli resi famosi
dalla serie tv The Wire. Qui la maggior parte
degli ediici ha un aspetto dignitoso. Prima
della crisi economica, infatti, sembrava che
questo quartiere nella zona sudorientale
della citt si stesse riprendendo da decenni
di declino. I prezzi delle case salivano, i co-
struttori ristrutturavano gli ediici vuoti e i
cittadini diventavano proprietari di immo-
bili. Il problema che molti di loro avevano
sottoscritto mutui subprime e, quando il
mercato immobiliare statunitense crolla-
to, sono diventati morosi, facendo montare
la marea tossica che ha devastato i bilanci
delle banche e scatenato il panico inanzia-
rio e la recessione.
Oltre a colpire gli investitori, londata di
Londata di pignoramenti ha
mandato in fumo gli sforzi della
citt per riqualiicare il centro
storico. E ha gettato una luce
nuova sui meccanismi dei
prestiti subprime
Sarah OConnor, Financial Times, Gran Bretagna
ra, dice che la citt ha investito milioni di
dollari per rivitalizzare i quartieri in rovina,
che oggi sono stati riportati indietro di pa-
recchi anni. Baltimora vuole anche essere
risarcita delle imposte patrimoniali perse
per il crollo dei valori immobiliari e dei co-
sti per sigillare le case vuote e combattere
la criminalit.
Lavvocato di Wells Fargo, Andrew
Sandler, respinge laccusa. Sandler ha di-
mostrare che su 143 immobili pignorati da
Wells Fargo a Baltimora tra il 2005 e il 2008,
solo la met era occupata da mutuatari neri.
Lidea che la banca avrebbe raggirato un
gruppo di aspiranti proprietari un mito,
dice, perch pi di un quarto delle propriet
pignorate apparteneva a investitori con
portafogli immobiliari.
Tutto questo la dice lunga su dove ini-
vano i soldi dei subprime negli anni del
boom. La maggior parte di quei mutui non
serviva per permettere lacquisto della pri-
ma casa a chi altrimenti non avrebbe potuto
permettersela, ma era un riinanziamento.
Le persone ottenevano soldi sulla base del
valore ipotecario della loro casa, oppure
passavano da un mutuo subprime allaltro
quando stavano per scadere i periodi dei
bassi tassi dingresso. Ogni volta il mutuo
aumentava e il sogno di acquistare una casa
svaniva sempre di pi. u nm
pignoramenti ha vaniicato anni di sforzi
per rivitalizzare i centri storici delle citt
statunitensi. Le autorit di Baltimora pun-
tano il dito contro le banche. Chris Ryer,
presidente di una organizzazione no proit
che si occupa dello sviluppo del quartiere
South-east, spiega che in passato gli immo-
bili a basso costo di Baltimora venivano
comprati da investitori opportunisti che di-
ventavano pessimi padroni di casa per gli
inquilini e pessimi vicini per il quartiere,
alimentando una spirale di degrado. Il ti-
more che la spirale stia tornando: le perso-
ne che oggi comprano a prezzi doccasione
le case pignorate potrebbero diventare i pa-
droni di tuguri del futuro, trascurando gli
immobili e riempiendoli di inquilini indesi-
derabili. Le autorit municipali non solo
vedono andare in fumo i loro tentativi di ri-
nascita urbana, ma sostengono che i quar-
tieri neri che dominano la zona vecchia so-
no stati oggetto della valanga dei mutui
subprime molto pi di quelli bianchi.
Il mito della prima casa
Cos la citt ha fatto causa a Wells Fargo, il
pi grande erogatore di mutui di Baltimora,
per discriminazione al contrario: per ave-
re cio riversato prodotti inanziari tossici
sulle minoranze o i loro quartieri. Lavvoca-
to John Relman, che rappresenta Baltimo-
u A febbraio del 2009 lamministrazione Obama ha annunciato il program-
ma Making home afordable per proteggere dai pignoramenti i proprieta-
ri di case: migliaia di cittadini americani hanno potuto usufruire di un abbas-
samento temporaneo del mutuo, ma pochi hanno ottenuto un aiuto perma-
nente. I critici sono sempre pi convinti che il programma abbia suscitato
false speranze tra persone che semplicemente non possono permettersi la
loro casa. Secondo la divisione Economy.com di Moodys, nel 2008 sono an-
date perse pi di 1,7 milioni di case per i pignoramenti, le scarse vendite o i
concordati fallimentari in luogo del pignoramento. Economy.com prevede
per il 2010 che il numero salga a 2,4 milioni. The New York Times
Da sapere
I cinque principali erogatori
di mutui
Bank of America JP Morgan
Chase bank
Wells Fargo
bank
CitiMortgage American
Home Mortgage
Servicing
Totale
Totale dei mutui interessati
dal programma Making
home afordable
1.018.192
156.864
98
15% 31% 30% 43% 6% 24%
4.302 3.537 271 201 31.382
136.686 96.137 100.126 7.430 697.026
448.815 334.949 233.924 120.787 3.299.780
Mutui che hanno subto un
abbassamento temporaneo
Mutui che hanno subto un
abbassamento permanente
Percentuale dei mutui interessati
dal programma Making home afordable
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 21
VENEZUELA
Capodanno
a Caracas

Lorena Patio, 24 anni, stava fe-
steggiando larrivo del 2010 per
le strade di Caracas. Allimprov-
viso ha sentito un dolore al petto
ed caduta. Una pallottola lave-
va colpita. morta in ospedale.
Lorena una delle 157 persone
morte durante i festeggiamenti
tra il 31 dicembre e il 1 gennaio
nella capitale venezuelana,
scrive il quotidiano El Nacio-
nal. La maggior parte delle
morti avvenuta in seguito ad
assalti violenti o a causa di pro-
iettili vaganti.
IN BREVE
Argentina Il 28 dicembre Alex
Freyre e Jos Maria Di Bello si
sono sposati a Ushuaia. il pri-
mo matrimonio omosessuale
nella storia dellAmerica Latina.
Stati Uniti Il 24 dicembre il se-
nato ha approvato, con 60 voti a
favore e 39 contrari, la riforma
della sanit voluta dal presiden-
te Barack Obama. Ora camera e
senato dovranno accordarsi su
un testo unico da approvare nel-
le prossime settimane.
Le autorit colombiane stanno intensiicando le azioni
militari contro le Forze armate rivoluzionarie della
Colombia (Farc). Lobiettivo catturare Jorge Briceo,
detto Mono Jojoy, capo militare dellorganizzazione. Il 1
gennaio tre dei suoi uomini di iducia, insieme ad altri 20
guerriglieri, sono stati uccisi in un bombardamento contro
due accampamenti delle Farc nel dipartimento di Meta
(nella foto), nella Colombia centrorientale. Loperazione,
spiega El Espectador, stata portata avanti dalla Fuerza
de tarea conjunta Omega in reazione al sequestro e
allomicidio, il 21 dicembre, di Luis Francisco Cullar,
governatore del dipartimento Caquet, nel sud del paese.
Colombia
Colpo alle Farc
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Puerto Toledo, Colombia, 1 gennaio 2010
STATI UNITI
Il fallimento
della Cia

Il 5 gennaio Barack Obama (nella
foto) ha convocato alla Casa
Bianca il segretario di stato Hil-
lary Clinton, i ministri della di-
fesa e della sicurezza interna,
Robert Gates e Janet napolita-
no, e i direttori della Cia e
dellFbi per discutere del fallito
attentato del 25 dicembre su un
volo diretto a Detroit. Dopo il
vertice il presidente ha ammes-
so che il governo aveva le infor-
mazioni necessarie per preveni-
re lattacco e che la sicurezza ha
fallito in modo disastroso. Il
Washington Post interpreta le
parole di Obama come una criti-
ca alla Cia, per il New York Ti-
mes invece il presidente ha
confermato la iducia ai vertici
dellintelligence.
STATI UNITI
LIraq fa causa
alla Blackwater

La Blackwater ha ricevuto un
bel regalo per lanno nuovo,
scrive The Nation. Il giudice
federale Ricardo Urbina ha re-
spinto le accuse contro cinque
agenti chiamati a rispondere
delluccisione di 14 civili irache-
ni a Baghdad nel settembre del
2007. Un chiaro indizio del fatto
che i mercenari pagati dagli Stati
Uniti sono al di sopra di ogni leg-
ge. Il giudice ha motivato la
sentenza sostenendo che sono
stati violati i diritti degli imputa-
ti usando alcune dichiarazioni
rese sotto immunit. Il 4 genna-
io il premier iracheno nuri al-
Maliki ha annunciato che il suo
governo far causa alla Blackwa-
ter in Iraq e negli Stati Uniti.
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C una frase premonitrice
che si sente ripetere nelle stra-
de dellAvana in questi giorni:
il 2010 sar lanno buono!
Questo slogan pronunciato
indistintamente dai giovani e
dai pensionati, dagli opposito-
ri al sistema e dai fedeli mili-
tanti del partito comunista.
Tutti sentono che la corda
dellattesa ormai tesa al limi-
te, mentre i cambiamenti pro-
messi dal governo di Ral Ca-
stro sfumano allorizzonte.
non bisogna essere degli
indovini per capire dove por-
teranno la frustrazione e le
privazioni materiali della po-
polazione. Il numero degli
emigrati aumenter, mentre
la crisi raforzer il mercato
nero e la sottrazione delle ri-
sorse; gli opportunisti avran-
no la strada spianata mentre i
contestatori si scontreranno
contro il muro sempre pi im-
penetrabile del controllo e
della censura. Di fronte a pro-
spettive cos cupe ci si chiede
perch queste parole di spe-
ranza siano sulla bocca di tut-
ti. A forza di ripetere questa li-
tania ci siamo convinti che
stia per trasformarsi in realt.
Anche se probabilmente
lanno che appena comincia-
to sar segnato da una serie di
calamit economiche, non si
pu escludere che laggravarsi
della crisi faccia maturare al-
cuni fenomeni sociali che
spingano allapertura. La
combinazione di crisi mate-
riale, perdita di iducia in un
progetto e invecchiamento dei
leader storici produrr inevi-
tabilmente dei cambiamenti.
Insomma, ci sono buone ra-
gioni per avere qualche spe-
ranza per il futuro. I pi anzia-
ni riassumono questidea sen-
za tanti giri di parole: La cosa
buona che le cose vanno
sempre peggio. E lo dicono
con le borse ancora vuote do-
po unora di attesa per com-
prare delle uova. sb
DallAvana Yoani Snchez
Speranze
22 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Asia e Paciico
Lodissea dei hmong
laotiani
A
fine dicembre le tv tailandesi
hanno riferito, citando fonti
anonime, che i quattromila
hmong rimpatriati con la forza
in Laos in quei giorni erano solo immigrati
clandestini in cerca di un modo per raggiun
gere gli Stati Uniti. La verit che i hmong
erano arrivati in Thailandia nella speranza
di trovare asilo in un paese straniero. I
hmong sono perseguitati dal governo di
Vientiane per aver combattuto nella guerra
segreta in Laos alla ine degli anni sessanta
per conto degli Stati Uniti .
A pi di trentanni dallarrivo al potere
dei comunisti in Laos, i hmong continuano
a fuggire attraverso il conine con la Thai
landia. Alcuni cercano soltanto una vita
migliore, altri tentano di raggiungere le fa
miglie che si sono stabilite allestero. Tra
loro ci sarebbero anche parenti degli uomi
ni che furono arruolati dagli Stati Uniti a
partire dai primi anni sessanta e addestrati
dallesercito tailandese contro il Laos co
munista.
Thailandia, Stati Uniti e governo laotia
no non hanno ancora trovato una soluzione
alla questione dei hmong disseminati in
giro per il mondo, uno dei tristi retaggi della
guerra fredda. Il problema non riguarda
solo qualche gruppo tribale coninato su
remote vette montane, come pensa la mag
gior parte dei tailandesi. E ridurre il proble
ma a una semplice questione bilaterale con
il Laos, come ha fatto il viceprimo ministro
tailandese Suthep Thaugsuban, non ha
senso.
I telegiornali tailandesi non hanno par
lato della crescente preoccupazione delle
Nazioni Unite, del governo di Washington
e dellUnione europea per il rimpatrio for
zato dei hmong. N hanno parlato del fatto
che lagenzia dellOnu per i rifugiati ha con
cesso a 158 hmong, detenuti in un campo
profughi a Nong Khai, in Thailandia, lo sta
tus di persone bisognose di protezione;
n di come le autorit tailandesi hanno
ostacolato il trasferimento di queste perso
ne in un altro paese. E non hanno detto
nemmeno che lesercito tailandese, duran
te le procedure di schedatura, ha identiica
to circa 500 persone che hanno legami di
parentela con uomini che, addestrati dai
militari tailandesi, combatterono nella
guerra segreta contro i comunisti inanzia
ta dalla Cia.
Quale soluzione?
Sembra che manchi la volont politica di
trovare una soluzione. I protagonisti della
vicenda restano ostaggi di una mentalit
da guerra fredda e continuano a tenere se
grete le loro intenzioni. Nessuno vuole ri
conoscere che c ancora una manciata di
Arruolati dagli Stati Uniti contro
i comunisti durante la guerra
del Vietnam, i hmong sono
perseguitati nel loro paese e
pagano le conseguenze di una
questione mai risolta
Faisalabad
Brazzaville
Frontiere del
Nord-ovest
COREA
DEL NORD
Mar
Cinese
meridionale
Bangkok
Vientiane
THAILANDIA
LAOS
CAMBOGIA
VIETNAM
BIRMANIA
Nong Khai
Oceano
Indiano
400 km
The Nation, Thailandia
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guerriglieri hmong che si nasconde nella
giungla per liberare il Laos dai comunisti.
Anche se uicialmente non danno peso alla
questione, alcuni membri del governo di
Vientiane sono convinti che questo eserci
to sia armato dai militari tailandesi con il
sostegno dei hmong che vivono in esilio.
Ma se davvero le parti in causa non han
no nulla da nascondere, dovrebbero risol
vere la situazione una volta per tutte. pos
sono cominciare con il gestire il problema
tutti insieme e accertare lidentit di quelli
che discendono realmente dai guerriglieri
hmong arruolati dalla Cia. per il momento
solo le autorit tailandesi stanno facendo
una schedatura, sollevando tra la comunit
internazionale pi interrogativi che rispo
ste. Una presenza delle Nazioni Unite da
rebbe maggiore credibilit alloperazione,
perci bisognerebbe coinvolgere rappre
sentanti dellOnu e altre personalit inter
nazionali, come il generale Vang pao, il lea
der hmong in esilio che ha dichiarato di
voler tornare nella sua terra dorigine.
bufo come lesercito tailandese, che
insiste nel classiicare i hmong come sem
plici immigrati irregolari, abbia dimenti
cato di aver avuto un ruolo nel conlitto in
Laos. u nm
Hmong condotti in Laos dallesercito tailandese, dicembre 2009
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 23
CINA
Undici anni
a Liu Xiaobo

Il 25 dicembre 2009 Liu Xiaobo,
attivista cinese per i diritti uma-
ni, stato condannato a undici
anni di carcere per aver criticato
il Partito comunista in sei arti-
coli pubblicati su alcuni siti web
stranieri. Liu stato anche tra i
primi irmatari di Carta 08, pe-
tizione online che chiede pi di-
ritti per i cittadini cinesi. Per-
ch punire cos un dissidente
moderato come Liu, che in fon-
do ha chiesto solo graduali rifor-
me politiche?, si chiede Asia
Sentinel. In realt, scrive il
quotidiano online, il governo di
Pechino spaventato dal potere
di internet, dimostrato dalle mi-
gliaia di irme raccolte in poco
tempo da Carta 08. La pena
inlitta a Liu Xiaobo un avver-
timento per tutti gli utenti della
rete, sempre pi numerosi e
sempre pi politicizzati. E il dis-
senso nel paese destinato ad
aumentare insieme al divario
tra ricchi e poveri e alle dispari-
t sociali: uccidere il pollo per
spaventare la scimmia, come
dice un proverbio cinese, po-
trebbe non funzionare.
CAMBOGIA
Phnom Penh
citt per ricchi?

La nuova legge sugli espropri
cambier il volto di Phnom
Penh, denuncia il Cambodge
Soir. Gi in passato gli abitanti
delle zone pi povere sono stati
vittime del frenetico sviluppo
urbanistico della capitale. Ora,
grazie alla legge approvata il 28
dicembre, sar ancora pi facile
allontanare dal centro le fasce
sociali pi deboli, con il pretesto
degli investimenti. Secondo gli
esperti, sono almeno unottanti-
na le aree urbane densamente
popolate che saranno sgombe-
rate e riqualiicate nei prossi-
mi anni. La nostra paura, con-
clude leditoriale, che, da cit-
t di tutti, Phnom Penh si tra-
sformi in una vetrina per ric-
chi.
INDIA
Nelle campagne
dottori a met

Una laurea breve per i medici di
campagna: la proposta che il
ministero della sanit di Delhi
sta vagliando per afrontare la
carenza di personale sanitario
nelle zone rurali. Solo tre anni e
mezzo di studi per poter eserci-
tare la professione in regioni re-
mote dove normalmente i dot-
tori si riiutano di operare. Ti-
mes of India scrive che gli in-
centivi per spingere i medici a
trasferirsi nelle zone rurali non
hanno avuto successo e che per
il governo sar diicile raggiun-
gere gli obiettivi previsti dal Na-
tional rural health mission
2009. La laurea in medicina e
chirurgia rurale sar oferta da-
gli istituti delle regioni interes-
sate a studenti che hanno com-
pletato la scuola dellobbligo in
citt con non pi di diecimila
abitanti. Per loro potrebbe na-
scere anche un albo nazionale
ad hoc.
IN BREVE
Afghanistan Il 2 gennaio il par-
lamento ha bocciato la nomina
di 17 ministri sui 24 proposti dal
presidente Hamid Karzai. Il 31
dicembre sette agenti statuni-
tensi della Cia sono morti in un
attentato suicida a Khost. Lat-
tentatore era un informatore
giordano della Cia.
Pakistan Il 16 dicembre la corte
suprema ha annullato un decre-
to di amnistia del 2007 nei con-
fronti del presidente Asif Ali
Zardari.
Uzbekistan Il 27 dicembre si
sono svolte le elezioni legislati-
ve, dominate da quattro partiti
ilogovernativi.
In Giappone cominciata la sessione
degli esami dingresso alluniversit.
Ma questanno il numero dei
candidati che siscrivono ai test in
diminuzione. La ragione non sta solo
nel calo demograico, spiega il
mensile Foresight, ma legata anche
alla difusione delle ammissioni di
matricole segnalate dalle scuole
superiori e quindi esentate dal test. Questo sistema
permette agli atenei di accettare un determinato numero
di studenti segnalati ed diventato uno strumento utile
per garantirsi nuovi iscritti, tanto da essere adottato
anche ad altri livelli del ciclo scolastico. Ma di recente il
sistema ha attirato diverse critiche per la scarsa
trasparenza. Attualmente il numero di studenti segnalati
troppo alto e questo non favorisce la competitivit agli
esami dingresso, ha dichiarato Yutaka Takehana, ex
governatore di Tokyo e membro della commissione
didattica della capitale. Inoltre, aggiunge il mensile,
quello che manca in Giappone un esame nazionale per
valutare gli studenti segnalati. Questo garantirebbe
almeno un buon livello di preparazione allingresso, in un
sistema scolastico dove notoriamente diicile entrare
ma facile diplomarsi.
Giappone
Lesame dei raccomandati
Foresight, Giappone
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Non si ferma il terrore in Pakistan
salito a 101 morti e 87 feriti il bilancio dellattentato del 2 gennaio
a Lakki Marwat, nel nordovest del Pakistan, vicino al conine con
lAfghanistan. Un kamikaze a bordo di un fuoristrada si fatto
esplodere tra il pubblico in un campo sportivo dove si stava svolgen-
do una partita di pallavolo. Lattentato non stato rivendicato ma si
tratta probabilmente di un estremista proveniente dal Sud Waziri-
stan, dove in corso una dura ofensiva dellesercito di Islamabad
contro i taliban legati ad Al Qaeda.
Lakki Marwat
24 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
A
Lamezia Terme il sindaco si
chiama Speranza. E gliene ser-
ve molta per continuare a cre-
dere nella sua missione: far
trionfare il buongoverno sulla corruzione.
Gianni Speranza, 55 anni, stato eletto sin-
daco nel 2005 nelle ile del centrosinistra
anche se la destra ha la maggioranza in con-
siglio comunale e ha fatto della lotta alla
malavita la sua battaglia quotidiana.
Gi dal breve tragitto dallaeroporto al
municipio sintuisce la difficolt del suo
compito. Da un lato della strada si vedono i
resti di un magazzino bruciato nel 2006 nel
corso di una guerra tra clan maiosi. Dallal-
tro, c lospedale, ultimato dopo qua-
rantanni di lavori. Problemi di inanzia-
mento, si dice a Lamezia, un eufemismo
per parlare dei soldi pubblici che si sono vo-
latilizzati e del riciclaggio di denaro sporco.
In due occasioni, nel 1991 e nel 2002, il co-
mune di Lamezia Terme stato sciolto per
iniltrazioni maiose.
Gianni Speranza preferirebbe parlare
daltro. Per esempio, della biblioteca di libri
antichi interamente rinnovata che com-
prende una Bibbia del 1588, dei lavori per
una nuova universit, dei giardinetti che
abbelliranno il centro della citt, dei beni
sequestrati alla maia, tra cui una vecchia
gioielleria che stata convertita in un cen-
tro di ritrovo giovanile, della visita del pre-
sidente della repubblica Giorgio Napolita-
Visti dagli altri
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no nel gennaio del 2008 o degli studenti
delle scuole medie che sono stati invitati in
parlamento a roma per un giorno. Prima
della loro partenza, Speranza, un ex profes-
sore di ilosoia, gli ha fatto alcune racco-
mandazioni: avete dei doveri. E i doveri si
contrappongono ai favoritismi. La citt
calabra, per, fa parlare di s per altri moti-
vi. a Lamezia Terme sono ben 492 gli edii-
ci costruiti senza permessi. Una media
piuttosto alta, anche per la Calabria, rico-
nosce il sindaco. Secondo i calcoli del co-
mune, si tratta di opere del valore comples-
sivo di un miliardo di euro su cui non sono
mai state pagate le tasse. Speranza deciso
a demolire gli ediici abusivi. In questo mo-
do vuole ribadire che non rinuncer al suo
programma fondato sulla legalit. ma ha
gi dovuto afrontare i primi problemi.
Sotto scorta
Dopo che il 16 novembre 2009 le ruspe gui-
date dai militari hanno abbattuto un capan-
none e due scheletri, gli abitanti delle co-
struzioni abusive, con in testa alcune madri
in lacrime con i igli in braccio, i loro avvo-
cati, alcuni imprenditori immobiliari e poli-
tici dellopposizione hanno manifestato
contro il sindaco. Se questa la legalit,
viva lillegalit, ha gridato un consigliere
comunale contrario alle demolizioni.
Tutto questo richiama alla memoria al-
cuni brutti ricordi: il giorno dopo lelezione
di Speranza, il portone del municipio stato
bruciato in pieno giorno e il sindaco stato
messo sotto scorta. ancora oggi la porta del
corridoio che porta al suo uicio sempre
chiusa a chiave.
Con le demolizioni non abbiamo colto
nessuno di sorpresa, spiega Speranza, che
ha il sostegno dellassociazione antimaia
Libera. Sono solo la conseguenza della
sentenza di un tribunale. Il problema che
i proprietari erano convinti che non sarebbe
successo nulla, come in passato.
La lotta di Speranza contro labusivismo
al centro del dibattito politico in questa
parte della Calabria e il settimanale locale,
Il Lametino, ha dedicato decine di pagine
allargomento. alcuni cercano di giustiica-
re le costruzioni abusive dicendo che servo-
no a creare posti di lavoro in una regione
dove il tasso di disoccupazione molto alto.
Non di questa opinione lassessore allur-
banistica andrea Iovene: come sostene-
re che il traffico di droga praticato dalla
ndrangheta contribuisce al dinamismo
economico della regione. La battaglia di
Speranza diventata un caso esemplare.
Secondo alcuni Lamezia Terme rappresen-
ta quella parte del sud dItalia che vorrebbe
Case popolari a Lamezia Terme
Non facile combattere
la ndrangheta in Calabria
Philippe Ridet, Le Monde, Francia
Con 492 case costruite senza
permessi, Lamezia Terme
detiene il record degli abusi
edilizi. ma il sindaco Gianni
Speranza ha intenzione di far
rispettare le regole
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 25
I
tentacoli della maia si stanno al-
lungando sul territorio britannico.
Secondo lesperto italiano di crimi-
nalit organizzata Francesco Forgione,
le citt inglesi stanno diventando degli
importanti centri di riciclaggio del de-
naro sporco, unattivit fondamentale
per i clan.
Nel dicembre del 2009 la commis-
sione britannica per il gioco dazzardo
ha sospeso la licenza di Paradise Bet
Ltd, la societ londinese che gestisce il
sito di scommesse Paradise Bet.
Lazienda stata costretta a chiudere
dopo il congelamento del suo patrimo-
nio chiesto dalla polizia italiana
nellambito di unoperazione volta a
smantellare il clan pugliese dei Parisi.
Lo stesso mese sono state arrestate
74 persone a Bari, dove Paradise Bet
aveva una sede operativa. Tra gli arre-
stati, il presunto capoclan Savino Pari-
si, politici e imprenditori. Loperazione
Domino, lanciata con laiuto dellagen-
zia britannica per la lotta alla criminali-
t organizzata, ha portato inoltre al se-
questro di 227 immobili, 680 conti cor-
renti, 61 auto di lusso, nove scuderie,
71 cavalli e 35 aziende, per un valore sti-
mato di 222 milioni di euro.
Questi beni potrebbero essere solo
la punta delliceberg. Forgione, ex pre-
sidente della commissione parlamen-
tare antimaia, ha stilato una lista degli
investimenti fatti a Londra da Cosa no-
stra, ndrangheta e camorra. La sola
ndrangheta pu vantare un giro dafa-
ri di 45 miliardi di euro, una cifra supe-
riore alla somma dei pil di Estonia e
Slovenia.
La lista di Forgione contiene i nomi
di alcuni esponenti della famiglia Gra-
viano, un potente clan palermitano. Al-
cuni camorristi di Secondigliano sareb-
bero invece i proprietari di negozi lon-
dinesi che vendono merce contrafatta,
che servono da nascondiglio per i lati-
tanti o da copertura per lo spaccio di
droga. Forgione conosce il nome di un
consulente inanziario londinese legato
ai narcotraicanti calabresi Fazzari.
Due persone ailiate al clan calabrese
dei Grande Aracri, che controlla buona
parte della citt di Reggio Emilia, stan-
no comprando immobili nel West End
londinese, dice lesperto. A Londra
non hanno ancora ucciso nessuno,
stanno solo investendo.
Secondo Forgione la lotta alla maia
stata favorita dallintroduzione del
mandato darresto europeo nel 2004.
Da allora in territorio britannico sono
stati catturati e rispediti in patria in ma-
nette quattro maiosi italiani. Prima del
suo arresto nel 2005, il boss della ca-
morra Antonio La Torre era riuscito a
mettere in piedi ad Aberdeen un picco-
lo impero commerciale tra cui una so-
ciet dimportazione di prosciutti e olio
doliva, e un ristorante per riciclare
denaro sporco.
Questi arresti dimostrano che per
la camorra la Gran Bretagna un paese
dove nascondersi e riciclare denaro,
aferma il magistrato napoletano Mi-
chele Del Prete. Alcune persone arre-
state ci hanno rivelato i nomi dei loro
complici britannici, che abbiamo de-
nunciato alle autorit di Londra. Ma
queste non sembrano interessate a in-
tervenire.
Secondo Forgione c solo un modo
per tenere i maiosi italiani alla larga
dalla Gran Bretagna. Londra e Bruxel-
les dovrebbero approvare leggi sullas-
sociazione maiosa simili a quella ita-
liana, che permette di sequestrare i be-
ni del membro di un clan al momento
del suo arresto. Altrimenti, la maia sa-
r sempre un passo avanti.
In Germania, dopo la strage di
Duis burg nel 2007, il governo ha varato
una legge che permette di sequestrare i
beni di chiunque sia sospettato di asso-
ciazione maiosa: Forgione la conside-
ra un buon inizio. u fp
Le maie italiane fanno afari
anche in Gran Bretagna.
Soprattutto a Londra, dove
investono in case e negozi
British connection
Tom Kington, The Observer, Gran Bretagna
Inchiesta
risolvere i suoi problemi eleggendo un sin-
daco disposto a cambiare una situazione di
illegalit, ma che al tempo stesso non vuole
rinunciare ai suoi privilegi quando questi
sono messi in discussione.
Speranza si candidato per un secondo
mandato in vista delle elezioni amministra-
tive di marzo. Molti seguiranno con atten-
zione il voto di Lamezia Terme. Nel nord
dItalia la legittimit politica si acquisisce
con il consenso. Al sud, con le clientele,
aferma il sindaco. La nostra classe diri-
gente non educata al rispetto della legge e
lascia che ognuno faccia quello che vuole.
Che peso avr, quindi, la clientela legale
di Speranza rispetto a quella dei suoi avver-
sari? I cittadini non ce lhanno con me,
vogliono credere nel cambiamento.
Il primo cittadino, per, sa che non gli
basteranno le simpatie della popolazione. I
clan Giamp e Iannazzo, due potenti fami-
glie maiose della citt, si stanno attivando
per inluenzare il voto. Nel 2005 la maia
non si era intromessa nella campagna.
Allepoca, dopo il secondo scioglimento del
consiglio comunale, ci osservava tutta lIta-
lia, spiega il sindaco. Ma nel 2010 faranno
di tutto per neutralizzarmi. A questo punto
Speranza cerca di essere pi cauto, corren-
do per il rischio di mettere in secondo pia-
no le sue belle promesse. Potrebbe infatti
considerare una soluzione di compromesso
con gli abitanti delle case abusive. Il comu-
ne potrebbe acquisirle a titolo gratuito
per poi aittarle agli occupanti. Ma la solu-
zione complicata dal punto di vista giuri-
dico e rischiosa da quello politico.
In cerca di solidariet
Per il momento le ruspe sono ferme nel cor-
tile della caserma, da dove sono uscite il 16
dicembre per abbattere due ediici che rien-
travano nel programma di demolizioni. Il
giorno successivo il sindaco e due assessori
hanno ricevuto una lettera da parte di un
misterioso comitato di giustizia per Lame-
zia. Le minacce di morte che conteneva
sono state giudicate attendibili dalla magi-
stratura, che ha aperto uninchiesta.
La determinazione di Gianni Speranza
nel portare a termine il suo compito dipen-
der in gran parte dalla reazione degli abi-
tanti e dalla solidariet delle istituzioni. Il
deputato del Partito democratico Marco
Minniti ha lanciato un appello al ministro
dellinterno per chiedergli di intervenire
per garantire il rispetto delle regole che val-
gono per tutta la repubblica. Lamezia il
simbolo del sud e delle citt che hanno scel-
to la legalit contro la maia. Speranza non
devessere lasciato solo. u adr
26 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Italieni
Mosa Mahamed ha 26 anni, viene dal Bangladesh e abita a Roma, dove fa il fruttiven-
dolo. arrivato in Italia nel 2000 con una nave partita dalla Grecia. Non sposato, vive
con altri immigrati ed di religione musulmana. Il suo programma televisivo preferito
Amici, ama la pasta alla carbonara, ascolta Francesco De Gregori e tifa per la Roma.
DellItalia apprezza molto lo stile di vita ma detesta la nuova legge sullimmigrazione. Il
momento pi bello stato lapertura della sua nuova attivit, il pi brutto la crisi.
Linginocchiatoio
di via Zara
P
er la prima volta, nellottobre del
2008 ho potuto inoltrare la richie-
sta di rinnovo del permesso di
soggiorno alla posta, invece di
andare in questura. Langusta saletta di via
Zara, a Firenze, sarebbe diventata un anti-
patico ricordo, cos come le umilianti ile
sotto il porticato di via San Gallo per il ritiro.
Nella stanzina di via Zara eravamo al coper-
to ma stretti. Eri fortunato se riuscivi a tro-
vare una sedia per appoggiarci mezza nati-
ca. Poi cera linginocchiatoio. Era lo
sportello delle informazioni davanti al qua-
le si formava una ila di cinque colonne di
persone. Quando arrivava il suo turno, il
primo della ila spariva in basso. Ho capito
che succedeva non perch si doveva china-
re, ma perch si gettava in ginocchio: il buco
sul vetro era troppo in basso e non cera spa-
zio per appoggiare i documenti. A un certo
punto abbiamo cominciato a riderci su, e a
fare il tifo per chi avrebbe dovuto dibattersi
tra carte e cartelle, mentre gli agenti gli ab-
baiavano contro.
Per ritirare il permesso bisognava inve-
ce andare in via San Gallo. Cera una folla
compatta, che non cedeva per paura di per-
dere il posto, e un agente che raccoglieva i
nostri dati. Una volta per farmi mettere in
lista ho dovuto strusciarmi contro centinaia
di persone urlando disperata: Ci sono
anchio!. E non ho fatto in tempo a tornare
sul marciapiede che sotto il porticato gi
rimbombavano i nomi: Mamadou Diakha-
te, Gabriela Mihaela Tateanu, Chen Liu,
Ibrahim Abdoul Azaouri Barbara Serda-
kowski. Ho sentito sbraitare il mio nome
pi volte. Con imbarazzo ho guardato le i-
nestre aperte sulla strada, i passanti e le
macchine che passavano lentamente.
Lultima volta, invece, sono andata alla
posta. Ero felice di poter sfruttare questa
Il tentativo di rinnovare il
permesso di soggiorno pu
trasformarsi in un percorso a
ostacoli negli uici della
questura di Firenze
nuova opportunit. Un po di tempo dopo
mi arrivato un sms: la data del ritiro era
otto mesi dopo. Il giorno stabilito ho man-
cato lappuntamento. Avevo cercato di avvi-
sare ma avevo ricevuto solo informazioni
contraddittorie. Cos sono andata al nuovo
uicio immigrazione della questura di Fi-
renze. grande e accogliente, ci sono le ile
numerate, diversi sportelli e posti a sedere
per tutti. Sembra un altro paese.
Lei aveva appuntamento il 2 agosto,
mi dicono.
Sono stata operata. Ho chiamato la
questura, mi hanno detto.
Oggi non abbiamo tempo per lei. Mi
danno appuntamento per tre mesi dopo.
Come? E la tessera sanitaria? da otto
mesi che aspetto, solo un rinnovo.
Le ricordo che lei ha presentato la ri-
chiesta in ritardo e potrei benissimo annul-
larle il permesso, lo sa questo?.
Torno in questura il 12 novembre 2009.
Laltra volta funzionavano entrambi i bagni.
Stavolta quello dei maschi chiuso, quello
delle donne sporchissimo e non ha nem-
meno il rubinetto. Niente acqua per circa
mille persone.
B52, tocca a me. Vada allo sportello 3, l
si occupano di quelli sposati con italiani.
Non mi guarda in faccia, qualcosa non
va. Allo sportello 3 mi dicono che non dove-
vo spedire la richiesta per posta. Che non
colpa mia ma delluicio postale. Luomo
mi fa ricompilare tutti i moduli e mi dice al-
legro: Torni tra un paio di mesi per vedere
se pronto.
Tra due mesi?.
Mi guarda come per capire se parlo bene
litaliano: Venga pure verso le dieci, le un-
dici, non si preoccupi.
Mentre esco barcollando vedo nellatrio
una folla di persone pressate luna contro
laltra. Un bel giovane uiciale con la voce
grossa tuona: Mamadou Diakhate, Gabrie-
la Mihaela Tateanu, Chen Liu Mi sembra
gi di sentire di nuovo il mio nome: Serda-
kowski 1, Serdakowski 2, Serdakowski 3. u
Barbara Serdakowski una scrittrice e
poetessa canadese dorigine polacca che vive a
Firenze. in Italia dal 1996 (barbaraserda-
kowski@gmail.com).
Barbara Serdakowski
Volti nuovi
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ono sessanta milioni le persone
dorigine italiana che vivono
allestero. Tra loro ci sono anche
moltissimi giovani partiti da poco. Ne ho
raggiunti alcuni a Berlino, dove vivono
circa 15mila italiani. Limmigrazione non
sono solo i neri che avanzano verso le co-
ste italiane. Limmigrazione un iume di
persone in movimento intorno alla Terra
alla ricerca di un posto nelluniverso:
Somy che dal Kenya arriva a Roma, Vale-
ria che da Roma va a Berlino, Kati che da
Berlino va sullisola di Lamu, in Kenya.
Nessun governo pu fermare questo iu-
me che si muove come in vasi comunican-
ti e se ne inischia delle leggi razziste.
Alessandro Serra, nato ad Alghero nel
1975, si laureato in biochimica e immu-
nologia al Kings college di Londra e ha
completato un dottorato in immunologia
molecolare presso il centro ricerche No-
vartis Vaccines a Siena. Dal 2006 vive a
Berlino. Rappresenta due fenomeni tipici
dellItalia di oggi: la fuga dei cervelli e
i giovani che se ne vanno dal sud.
Quandero piccolo la mia famiglia mi
spingeva ad andare via, racconta Ales-
sandro. I miei genitori mi hanno manda-
to in vacanza in Gran Bretagna per studia-
re linglese e hanno fatto dei sacriici per
darmi lopportunit di partecipare a uno
scambio culturale di un anno negli Stati
Uniti. In America Alessandro si inna-
morato della scienza, mentre al liceo in
Italia rischiava tutti gli anni di essere ri-
mandato proprio in questa materia.
Il caso ha voluto che ricevesse unof-
ferta di lavoro da un istituto di ricerca ber-
linese proprio a una conferenza ad Alghe-
ro. Negli anni dopo la laurea ho provato a
puntare sullItalia, ma era quasi impossi-
bile trovare un lavoro soddisfacente. E
con quello che guadagnavo non potevo
permettermi di vivere nel posto che mi
piaceva. Alessandro collabora a due pro-
getti di ricerca e vive nel quartiere di
Kreuzberg. Ho trovato casa su internet.
Lannuncio sembrava assurdamente a
basso costo rispetto a Siena e temevo una
trufa. Invece era tutto vero. In Germa-
nia, dice, non c quella forte tensione,
quella specie di ansia serpeggiante che si
avverte ogni volta che si fa un salto in Ita-
lia. Berlino una citt che ti avvolge come
un abito fatto su misura, a misura duomo.
Ti toglie ogni forma di pressione. u
Maksim Cristan uno scrittore croato
nato nel 1966. arrivato in Italia nel 2001
(fanculopensiero@libero.it).
Da Alghero a Berlino
Maksim Cristan
Gabriella Kuruvilla
Esuli culturali
Loggetto
Berlino una citt che ti
avvolge come un abito fatto
su misura, a misura
duomo. Ti toglie ogni
forma di pressione
U
n tempo le panchine erano fatte
per sedersi e, volendo, anche per
sdraiarsi. Ora ci si pu solo sede-
re. E per un periodo sempre pi breve, che
non somiglia a una sosta, ma solo a una
pausa il pi breve possibile.
Alla ine degli anni novanta il sindaco
di Treviso Giancarlo Gentilini decise di ri-
muovere le panchine dalla citt per impe-
dire a immigrati e barboni di dormirci so-
pra. Lidea, che fu realizzata immediata-
mente, fu copiata anche a Trieste. Questa
politica, riassumibile con lo slogan via il
dente, via il dolore o, meglio, via la
panchina, via limmigrato e il barbone
stata ripresa e rielaborata da diversi politi-
ci. Pochi mesi fa lassessore alle politiche
ambientali del comune di Roma, Fabio
De Lillo, ha annunciato un nuovo prototi-
po di panchine antibivacco. Il modello,
per ora solo reclamizzato, avrebbe un
bracciolo al centro della seduta che rende
impossibile sdraiarsi.
A dire il vero, la panchina antibivacco
non una novit. Un modello simile gi
stato adottato a Verona dal sindaco leghi-
sta Flavio Tosi. E basta frequentare i pochi
e piccoli spazi verdi di Milano per rendersi
conto che queste panchine, installate con
meno clamore ma con lo stesso obiettivo,
ormai si trovano un po ovunque. Anche
dove uno meno se lo aspetta.
Un po di tempo fa sono scesa alla sta-
zione Garibaldi della metropolitana mila-
nese. Qui le panchine non ci sono mai sta-
te: cerano solo delle semplici panche ap-
poggiate alle pareti. Ora non ci sono pi.
Grazie a un suggestivo restyling sono sta-
te sostituite con divertenti sedili in metal-
lo giallo, rosso, blu, viola e verde di forma
squadrata e di piccole dimensioni.
Su queste installazioni artistiche anche
appoggiare la schiena risulta diicile. La
frenesia non prevede soste. La pausa, in-
vece, scomoda. Ma allegra e colorata.
Da vedere, pi che da vivere. Il risultato
ideale per un mondo dove limportante
lapparenza. u
Gabriella Kuruvilla una scrittrice ita-
loindiana. nata a Milano nel 1969
(gabriellakuruvilla@fastwebnet.it).
Sosta vietata
sulle panchine
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 29
B
arack Obama, il quarto presidente statu-
nitense a vincere il premio Nobel per la
pace, continua come i suoi predecessori
a promuovere la convivenza paciica. A
patto che non danneggi gli interessi degli
Stati Uniti. Tutti e quattro questi presi-
denti hanno lasciato la loro impronta sullAmerica La-
tina. Visto latteggiamento dellamministrazione Oba-
ma nei confronti delle elezioni in Honduras del novem-
bre 2009, forse vale la pena di ricordare alcuni fatti.
Theodore Roosevelt. Durante il suo secondo manda-
to presidenziale (1904-1908) Roosevelt dichiar: Ne-
gli ultimi quattro secoli, lespansione dei popoli di razza
bianca, o europea, ha recato beneicio alla maggior
parte delle popolazioni che abitavano le terre in cui
questespansione avvenuta. Era perci
inevitabile per il bene dellumanit nel
suo complesso che il popolo statunitense
estromettesse i messicani conquistando
met del Messico ed era fuori questione
aspettarsi che i texani si sottomettessero
al dominio di una razza pi debole. Na-
turalmente, anche luso della diplomazia
delle cannoniere per sottrarre Panama
alla Colombia e costruire il canale fu un
dono allumanit.
Woodrow Wilson. Wilson il pi ri-
spettato dei presidenti che hanno ricevu-
to il Nobel per la pace e forse quello che ha danneggia-
to di pi lAmerica Latina. Linvasione di Haiti nel 1915
provoc la morte di migliaia di persone e lasci il paese
in rovina. Per dimostrare il suo amore per la democra-
zia, Wilson ordin ai marines di sciogliere il parlamen-
to haitiano perch non aveva approvato la legislazione
che avrebbe permesso alle aziende americane di com-
prarsi tutto il paese. Wilson invase anche la Repubblica
Dominicana per garantire la sua sicurezza. Entrambi
i paesi rimasero per decenni sotto feroci dittature, ere-
dit dellidealismo wilsoniano, uno dei princpi fon-
damentali della politica estera statunitense.
Jimmy Carter. Per il presidente Carter (1977-1981), i
diritti umani erano lanima della nostra politica este-
ra. Robert Pastor, il suo consulente per la sicurezza
nazionale in America Latina, spieg limportante di-
stinzione tra difesa dei diritti umani e politica reale:
purtroppo lamministrazione aveva dovuto appoggiare
il regime del dittatore Anastasio Somoza in Nicaragua
e aveva inanziato la sua guardia nazionale addestrata
dagli Stati Uniti, anche dopo che aveva massacrato
40mila persone con una brutalit che di solito un pae-
se riserva ai suoi nemici. Per Pastor, gli Stati Uniti
non volevano controllare il Nicaragua, ma non voleva-
no neanche che la situazione sfuggisse al loro controllo.
Volevano che i nicaraguensi agissero in piena autono-
mia tranne quando questo danneggiava gli interessi
americani.
Barack Obama. Il presidente ha allontanato gli Stati
Uniti da quasi tutta lAmerica Latina e dallEuropa rico-
noscendo il colpo di stato militare che lestate scorsa ha
rovesciato il governo democratico dellHonduras.
Quel golpe riletteva enormi divisioni politiche e so-
cioeconomiche, ha scritto il New York Times. Il presi-
dente Manuel Zelaya stava diventando una minaccia
per quella che la piccola borghesia chiamava la de-
mocrazia, cio il predominio delle imprese e delle
forze politiche pi potenti del paese. Zelaya stava pro-
ponendo misure pericolose come laumento dei salari
in un paese in cui il 60 per cento della
popolazione vive in povert. Doveva an-
darsene. A novembre solo gli Stati Uniti
e pochi altri hanno riconosciuto le ele-
zioni vinte da Pepe Lobo e gestite dai
militari: Un grande trionfo della demo-
crazia, secondo lambasciatore di Oba-
ma Hugo Llorens. Cos Washington ha
potuto mantenere luso della base aerea
di Palmerola, particolarmente preziosa
da quando i militari americani sono sta-
ti costretti a ritirarsi da quasi tutta lAme-
rica Latina. Dopo le elezioni, Lewis An-
selem, rappresentante di Obama allOrganizzazione
degli stati americani, ha consigliato agli stati sudame-
ricani di riconoscere il golpe nel mondo reale, e non in
quello del realismo magico. Dati gli stretti rapporti tra
il Pentagono e lesercito dellHonduras, e lenorme in-
luenza economica che gli Stati Uniti hanno sul paese,
sarebbe stato facile per Obama schierarsi con i paesi
europei e latinoamericani a ianco della democrazia
hondurea. Ma Obama ha preferito seguire la solita li-
nea statunitense. Lo storico britannico Gordon Con-
nell-Smith ha scritto una volta: Anche se ingono di
incoraggiare la democrazia in America Latina, gli Stati
Uniti sono interessati al suo opposto, fatta eccezione
per la democrazia procedurale, cio le elezioni, che
troppo spesso si sono rivelate una farsa.
La vera democrazia soddisfa i bisogni della popola-
zione, mentre gli Stati Uniti sono preoccupati soprat-
tutto di creare le condizioni favorevoli per i loro investi-
menti. Ci vuole una buona dose di ignoranza inten-
zionale per non accorgersene.
E questa cecit devessere preservata a tutti i costi
se si vuole che le cose continuino cos, sempre per il be-
ne dellumanit, come Obama ci ha ricordato nel suo
discorso per il Nobel. u bt
Quattro Nobel
non meritati
Noam Chomsky
La vera democrazia
soddisfa i bisogni
della popolazione,
mentre gli Stati
Uniti sono
preoccupati
soprattutto di creare
le condizioni
favorevoli per i loro
investimenti
Le opinioni
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NOAM CHOMSKY
insegna linguistica
allMit di Boston.
Il suo ultimo libro
uscito in Italia
Il governo del futuro
(Tropea 2009).
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 31
N
el 2009 unorganizzazione umanita-
ria ha cominciato a costruire alcune
scuole nellest della Repubblica De-
mocratica del Congo, dilaniata dalla
guerra. Tra gli amministratori di
questo progetto c mio iglio Jim, co-
s a casa mia sono arrivate le foto digitali di scuole in
costruzione, bambini che giocano e altri segni del fatto
che le cose migliorano. Resto sempre perplesso di
fronte a questi segnali incoraggianti di interconnes-
sione globale. Liniziativa umanitaria inanziata da
unagenzia norvegese, diretta da un inglese di qua-
rantanni che ha studiato in quattro paesi diversi, e ri-
ferisce via internet a unorganizzazione che si trova a
migliaia di chilometri di distanza ed protetta dai ca-
schi blu pachistani. Tutto questo a Go-
ma, dove Joseph Conrad ambient Cuo-
re di tenebra. Sembra che il mondo sia
davvero migliorato rispetto a cento anni
fa.
Ma poi arrivano le brutte notizie.
Qualche mese fa il programma di co-
struzione delle scuole ha cominciato a
incontrare qualche difficolt, perch
centomila profughi ruandesi hanno at-
traversato il confine per sfuggire
allesercito (la guerra tra hutu e tutsi
quindi continua). E una settimana dopo
gli organizzatori e gli operai locali si sono trovati, in
piena notte, in mezzo al fuoco incrociato di ribelli e
unit dellesercito congolese. Dopo sei ore di terrore
sono stati salvati dalle forze di pace dellOnu.
Sul nostro pianeta succedono cose preoccupanti.
Da una parte vediamo segnali di progresso e di prospe-
rit dal Canada alla Cina, dallAustralia al Brasile: nuo-
ve tecnologie, un aumento degli scambi internaziona-
li di capitali, merci, servizi, turisti, studenti e cono-
scenze. Dallaltra, notiamo chiari segni di disgregazio-
ne: catastroi ambientali, instabilit economica, guer-
re civili, contese territoriali, violazioni dei diritti uma-
ni e manifestazioni di nazionalismo rabbioso. Come
spiegare questa simultaneit tra integrazione globale
e disintegrazione tribale? Se dovessimo illustrare a un
gruppo di marziani in missione esplorativa lo stato del
nostro pianeta allinizio del 2010, dovremmo elencare
una serie di paradossi e spiegare agli sconcertati extra-
terrestri che il futuro della Terra punta in molte dire-
zioni diverse.
Sul piano tecnologico, la carovana del progresso
sembra procedere alla velocit della luce. Non passa
giorno senza che venga annunciato un nuovo tipo di
cellulare, una maggiore velocit di trasmissione delle
informazioni, una nuova scoperta medica e cos via.
Ma in settori come la inanza, il commercio e la
spesa pubblica lo scenario pi confuso. Gli scosso-
ni, come la crisi degli ultimi 18 mesi nel mercato dei
mutui subprime, delle banche e delle imprese, sono
frequenti, ma non sono lunica causa dellattuale caos
economico. come se il galeone delleconomia globa-
le si fosse imbattuto in una furiosa tempesta, ma fosse
rimasto a galla. Ci sono nuovi uomini al timone e forse
a oriente le nubi si stanno diradando, ma i marinai
esperti sanno che locchio della tempesta pu essere
abbastanza tranquillo rispetto al turbine che lo circon-
da.
Per quanto riguarda il mondo della politica, sareb-
be diicile spiegare ai marziani le condizioni in cui ci
troviamo. Per strani motivi storici, i 6,5
miliardi di esseri umani che abitano il
nostro pianeta si sono divisi in ben 192
nazioni separate, grandi e piccole, ricche
e povere, paciiche e dilaniate dalla guer-
ra, ognuna con una bandiera, un inno, un
esercito e tutto il resto. Questa situazio-
ne sarebbe tollerabile se tutti i paesi vi-
vessero in armonia con la natura. Ma non
cos. In questo momento la guerra nella
Repubblica Democratica del Congo e in
Ruanda una delle venti che le forze di
pace dellOnu stanno cercando di conte-
nere, senza contare gli incendi che covano in Iraq,
Iran, Afghanistan, Pakistan e Kashmir.
A questo punto i marziani deciderebbero sicura-
mente di tornarsene a casa. La Terra non un posto
adatto per essere occupato da una forma di vita intel-
ligente, lideale per vendere modelli di Blackberry
sempre pi soisticati, ma per la maggior parte dei
membri della sua specie dominante un pianeta dove
non si vive una vita felice. E non afatto una buona
idea trovarsi in una delle molte Goma del mondo.
Ma, diversamente dai marziani, noi dobbiamo re-
stare qui, in queste caotiche condizioni economiche e
politiche, in attesa che i nostri leader pi coscienziosi,
i funzionari delle organizzazioni internazionali, le
banche e i mezzi dinformazione cerchino di migliora-
re le cose o almeno facciano in modo che non peggio-
rino.
Negli ultimi decenni il pianeta ha fatto molti pro-
gressi e sicuramente ne far altri in futuro. Ci saranno,
per, ancora molte tempeste e cos dovremo continua-
re ad aidarci ai nostri governi e alle organizzazioni
internazionali, con tutti i loro inevitabili difetti, per
tenere a galla la nave del mondo e permetterle di con-
tinuare a navigare. Ma non sar un viaggio facile. u bt
Spiegare ai marziani
i paradossi del mondo
Paul Kennedy
La Terra non un
posto adatto per
essere occupato da
una forma di vita
intelligente.
lideale per vendere
modelli di
Blackberry sempre
pi soisticati, ma
non per viverci
Le opinioni
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PAUL KENNEDY
professore di storia
alla Yale university.
Il suo ultimo libro Il
parlamento delluomo.
Le Nazioni Unite e la
ricerca di un governo
mondiale (Garzanti
2007).
32 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
In copertina
P
iazza Nelson Mandela si
trova nel centro di Sandton,
un sobborgo di Johan-
nesburg. Sandton unen-
clave di centri commerciali
immensi e uici dai colori
vivaci. Una generazione fa, allepoca
dellapartheid, il corrispondente del New
York Times Joseph Lelyveld paragon
questarea a una Dallas nella prateria. Da
allora diventata ancora pi sgargiante, pi
ricca e piena di vetro, mentre il Sudafrica
cambiato profondamente. Al governo bian-
Lanno del S
Andrew Rice, The Nation, Stati Uniti
Foto di Mikhael Subotzky
A ventanni dalla ine dellapartheid
la nazione arcobaleno afronta la crisi
dellAfrican national congress, il partito
di Nelson Mandela. E si prepara a
ospitare i Mondiali di calcio
co subentrato quello nero, la segregazione
razziale ha lasciato il passo a una conviven-
za instabile, le sanzioni economiche inter-
nazionali sono state abolite. Sandton
diventato il cuore pulsante del paese: le
grandi aziende, le banche e la borsa si sono
trasferite qui, abbandonando il centro fati-
scente di Johannesburg. Anche se in citt il
tasso di criminalit sei volte quello degli
Stati Uniti e i furti negli appartamenti e le
rapine agli automobilisti sono allordine del
giorno, i ricchi, e soprattutto i ricchi bianchi,
a Sandton hanno trovato un rifugio relativa-
mente sicuro barricandosi dentro lussuose
case fortiicate. Piazza Mandela il simbolo
di questo nuovo Sudafrica: un monumen-
to al padre fondatore e allo stesso tempo
unarea commerciale ben protetta che pul-
lula di boutique esclusive.
Nella vita sociale di Johannesburg i cen-
tri commerciali occupano un posto di rilie-
vo perch sono isole preziose di spazio pub-
blico in una metropoli diidente e piena di
barriere di protezione. Di sera i caff
allaperto di piazza Mandela, costruita su
un immenso parcheggio sotterraneo, si
riempiono di impiegati in cerca di svago e
uomini dafari, bianchi e neri, accomunati
dal nuovo obiettivo del Sudafrica: fare sol-
di. In mezzo alla piazza c una statua di
bronzo alta pi di sei metri che ritrae Man-
dela a pugni stretti (a dire il vero non gli
somiglia molto) come se fosse su una pista
da ballo o si preparasse a un incontro di
boxe. Clienti e turisti si fermano spesso a
toccare la statua con devozione. In alcuni
punti stata toccata cos tanto che diven-
tata brillante.
La igura monumentale di Mandela un
tempo incarcerato e considerato un terrori-
sta e ora venerato come un santo patrono
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 33
el Sudafrica
domina qualunque discussione sulla storia
contemporanea del Sudafrica. Madiba,
come lo chiamano afettuosamente i suda-
fricani, ha compiuto 91 anni e si tiene sem-
pre pi lontano dai rilettori della vita pub-
blica, ma rimane lemblema vivente della
grande vittoria del Sudafrica contro lapar-
theid.
Oggi il paese impegnato a ultimare i
preparativi per i Mondiali del 2010. Lavve-
nimento calcistico dovrebbe essere anche
una celebrazione internazionale della tran-
sizione paciica del Sudafrica da stato bian-
co segregazionista a democrazia multicul-
turale. Un passaggio non semplice. Alla ine
di Move your shadow, un libro molto critico
sulla situazione politica del paese pubblica-
to nel 1985, Lelyveld scriveva: Ci sono
molti modi in cui potrebbero realizzarsi le
catastroiche profezie dei bianchi su cosa
potrebbe succedere quando il potere sar
scivolato via dalle loro mani. Potrebbe
esserci una giunta di stampo argentino,
magari con un leader di facciata, meticcio o
nero, appoggiato dalloccidente. La societ
potrebbe implodere, come in Irlanda del
Nord o in Libano. Oppure, lipotesi peggio-
re per lattuale minoranza di governo, i neri
potrebbero andare al potere adottando i
valori dei bianchi. Possiamo anche imma-
ginare una societ stabile che, dopo aver
eliminato il cancro della legislazione raz-
ziale, cominci a realizzare la grande pro-
messa del paese come modello per lAfrica
e per il mondo. Ma in realt non ci crede
nessuno. Ed per questo che lapartheid
potuto esistere ed per questo che soprav-
vive.
Quando Lelyveld scriveva questa anali-
si molti sudafricani neri e bianchi pensava-
no che lapartheid potesse durare ancora
per decenni. Cinque anni dopo, invece,
Mandela usciva di prigione e cominciava a
delinearsi uno scenario improbabile.
LAfrican national congress (Anc), il par-
tito di Mandela, ha preso il potere e ha
governato senza riiutare i compromessi.
LAnc ha puntato sullintegrazione razziale,
ha promosso lo sviluppo del mercato e per
afrontare le ingiustizie del passato ha crea-
to una Commissione per la verit e la ricon-
ciliazione. Durante gli anni della presiden-
za, dal 1994 al 1999, Mandela ha conquista-
to lafetto del suo paese diviso e lammira-
zione del resto del mondo, trasformandosi
in un idolo impossibile da emulare. Quando
si fatto da parte, nel 1999, con un garbo
che sempre mancato a tanti leader africa-
ni, ha lasciato dietro di s una serie di spino-
se questioni da risolvere: la profonda dise-
guaglianza economica, lepidemia di aids,
lo spaventoso tasso di criminalit e le ten-
sioni razziali che non erano scomparse.
Queste side avrebbero messo duramente
alla prova anche un leader molto capace e
sicuro di s. Purtroppo per il Sudafrica il
successore di Mandela, Thabo Mbeki, non
ha avuto n luna n laltra dote. Linterre-
gno di Mbeki (1999-2009), un decennio
diicile di progressi contraddittori e inquie-
tudini sociali, si concluso nellaprile del
2009 con lelezione di Jacob Zuma: un
esponente dellAnc rozzo, populista e con
una silza di condanne sulle spalle. Analiz-
zando la caduta di Mbeki e lascesa di
Zuma, Mark Gevisser, uno dei giornalisti
sudafricani pi apprezzati, ha scritto in A
legacy of liberation, che il suo paese si
ritrovato in unepoca al di l dei sogni.
Bisogna capire se si tratti di un risveglio o
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Nelle foto di queste pagine i ritratti
di sudafricani in ila davanti ai seggi
per le elezioni del 22 aprile 2009
34 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
dellinizio di una notte lunga e difficile.
Gevisser ha un curriculum interessante: ha
allestito mostre, ha curato un libro sullomo-
sessualit in Sudafrica e ha realizzato un
documentario su Cecil Williams, un regista
teatrale comunista amico di Mandela e atti-
vo nel movimento clandestino dellAnc.
un esponente di spicco dellintellighenzia
bianca liberal che stata liberata moral-
mente dal crollo dellapartheid e che
ventanni dopo ha perso lentusiasmo.
In Sudafrica il libro di Gevisser stato
pubblicato con il titolo Thabo Mbeki: the
dream deferred (Thabo Mbeki: il sogno rin-
viato). Nella letteratura locale esistono mol-
te opere sui tormenti degli intellettuali libe-
rali bianchi che dopo essere stati disprezza-
ti e messi allindice durante lapartheid,
oggi si sentono spossessati: hanno ottenuto
il paese che volevano, ma questo paese non
gli appartiene ancora del tutto, perch la
razza resta un elemento determinante.
Nel libro di Gevisser, Thabo Mbeki
una figura emblematica che in qualche
modo riunisce in un unico personaggio
contraddittorio le due met del patrimonio
culturale sudafricano, quella europea e
quella africana. Nella prefazione alledizio-
ne americana lautore racconta di aver rice-
vuto una lettera di Mbeki dopo luscita del
volume. Lex presidente sudafricano si van-
tava compiaciuto dellimperscrutabilit del
suo carattere: Non ofro facili appigli nem-
meno a chi abilissimo a leggere nel pen-
siero. Gevisser d uninterpretazione
avvincente di questo personaggio impene-
trabile, centrata sulla dissociazione della
sua identit.
Nato nel 1942 da una famiglia della pic-
cola borghesia nera, Mbeki viene abbando-
nato da suo padre che dedica la vita allAnc.
Da giovane anche Thabo aderisce al partito
messo al bando, che diventa un surrogato
della sua famiglia. Poi lascia il Sudafrica e
fugge in Gran Bretagna dove frequenta
luniversit del Sussex, che allora era una
roccaforte della sinistra cosmopolita. Fre-
quenta rivoluzionari di sangue blu, indossa
berretti di tweed, fuma la pipa e ha una sil-
za di ragazze bianche. Alla ine, Mbeki spo-
sa una donna politicamente adatta a lui,
una studentessa nera sudafricana. Lo fa con
un tocco squisitamente inglese: la cerimo-
nia si svolge in un castello medievale nel
Surrey. Si atteggia ad angloilo e cita Shake-
speare a ogni occasione. Nel 1963 il padre
viene arrestato e rimane in carcere per 23
anni. Lincarcerazione di Govan Mbeki
solo una delle tante tragedie che colpiscono
la famiglia e contribuisce a raforzare il loro
impegno nella lotta contro lapartheid.
In copertina
Credono nella politica pi che nella vita
reale, ha detto a Gevisser la moglie di uno
dei fratelli di Thabo scomparso in circo-
stanze misteriose. Negli anni sessanta lAnc
era un movimento armato in linea con il
Partito comunista sudafricano, appoggiato
dallUnione Sovietica, imbevuto di teologia
della liberazione. E con unorganizzazione
militare patetica. Ma Mbeki Gevisser lo
chiama il seduttore che non mai stato
granch come soldato, promette di riuscire
a convincere il governo sudafricano (un
governo dotato di armi nucleari) ad arren-
dersi senza combattere.
Mbeki, insieme al suo fedele alleato
Jacob Zuma, il capo dellintelligence dellala
militare dellAnc, getta le fondamenta per
la transizione pacifica e per il rilascio di
Mandela con molti negoziati dietro le quin-
te. Quando Mandela arriva alla presidenza
nel 1994, con unelezione che sembra unin-
coronazione, nomina Mbeki come vice.
Secondo Gevisser, Mbeki avrebbe potuto
modernizzare lAnc sul piano ideologico ed
economico, ma rimasto legato alla politi-
ca conosciuta durante lesilio e allesperien-
za degli intrighi tipica del combattente fuo-
rilegge.
La tendenza di Mbeki a vedere complot-
ti ovunque stata allorigine dellepisodio
pi sciagurato della sua presidenza: la cam-
pagna contro la teoria virale dellaids. Sotto
linlusso di qualche scienziato scriteriato,
Mbeki ha scritto un lungo sproloquio non
irmato dove suggeriva che le idee comune-
mente accettate sulla trasmissione del virus
erano legate ad antiche convinzioni razzi-
ste dei bianchi sulla voracit sessuale degli
uomini neri. Il suo governo ha scoraggiato
la distribuzione di farmaci antiretrovirali e
si calcola che questa follia sia costata la vita
a 365mila persone.
Con il passare degli anni Mbeki aveva
sviluppato una profonda avversione per
Mandela, considerato intellettualmente
inferiore. Era particolarmente infastidito
dai consensi adulatori che Madiba riceveva
dal pubblico bianco di tutto il pianeta: la
chiamava la sindrome dellunico indigeno
buono. Pi di Mandela, che aveva passato
buona parte della sua vita da adulto in car-
cere, Mbeki condivideva le esperienze, i
punti di riferimento culturali e la visione del
mondo dellintellighenzia liberal sudafrica-
na. Eppure alla ine del suo secondo man-
dato, la seduzione si era trasformata in
disafezione. Molti dei suoi ex sostenitori
bianchi e neri che un tempo lo considerava-
no come un presidente colto, con una testa
pensante, speravano di poter ripartire per
un nuovo inizio con Zuma, un combat-
tente della strada che aveva imparato a leg-
gere e scrivere solo da adulto.
I ladri in casa
Ho conosciuto Gevisser lanno scorso,
quando sono andato in Sudafrica per scrive-
re un articolo su Zuma. Lho contattato
attraverso un amico comune e lui ha accet-
tato di incontrarmi in un caf di Melville,
un distretto di Johannesburg. Da giornalista
generoso, mi ha illustrato il suo punto di
vista, mi ha suggerito alcune fonti e mi ha
raccomandato qualche ristorante. Mi ha
conidato che Melville gli piaceva perch
era una delle poche zone della citt a non
essere completamente puntellata da muri
di protezione. Poi si giustiicato per non
aver risposto subito a una delle mie email:
di notte i ladri erano entrati in casa sua
rubandogli il portatile e altri oggetti di valo-
re. Mi ha detto che era contento di non
essersi svegliato, perch lavrebbero ucci-
so.
Storie come questa sono molto frequen-
ti in Sudafrica: si leggono nei giornali, si
sentono raccontare alle feste e vengono
usate come avvertimento per scoraggiare
qualsiasi turista che voglia percorrere un
tratto di strada a piedi di notte. In termini
statistici non il paese con il tasso pi alto di
criminalit del mondo, ma senzaltro
quello pi preoccupato. Come negli Stati
Uniti, il discorso sulla sicurezza non solo
un problema di criminalit. Potremmo dei-
nirlo un surrogato del discorso sulla razza,
ma i sudafricani neri che rappresentano la
maggioranza delle vittime sono preoccu-
pati quanto i bianchi. In realt lallarmismo
per il crimine sintomatico di una crisi pi
profonda, provocata dal crollo dellideale
Mbeki frequenta
rivoluzionari di
sangue blu, indossa
berretti di tweed,
fuma la pipa e ha
una silza di
ragazze bianche
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 35
della nazione arcobaleno.
In Portrait with keys, di Ivan Vladislavic,
c una lunga riflessione su questo tema
ambientata a Johannesburg, una citt che
lautore ama e compatisce. un libro stra
no, una raccolta di 138 scene di una pagina e
senza un ordine deinitivo, come se fossero
schegge di qualcosa che andato in frantu
mi. Lappendice suggerisce diversi possibili
itinerari di lettura attraverso i frammenti,
come in un librogame per bambini. Ogni
percorso ritorna sul tema della perdita per
ch la citt sta morendo, come osserva in
una scena un amico dellautore.
Vladislavic una sorta di lneur e un
acuto osservatore della seconda vita degli
oggetti. Va in giro per la citt a cogliere
momenti insigniicanti, setacciando negozi
di rigattieri, parlando con i barboni e sco
prendo luoghi nascosti. Nel suo racconto
Johannesburg una creazione delluomo,
pi di altre citt sudafricane. stata costrui
ta sopra le miniere scavate nel Witwaters
rand durante la corsa alloro della fine
dellottocento ed costellata di laghi artii
ciali e colline sorte per laccumulo di scorie.
Commissioner street, la spina dorsale di
Johannesburg, segue il vecchio percorso del
vagone merci che collegava le prime minie
re. Cos, secondo Vladislavic, la citt si
fusa con il tessuto aurifero da cui nata.
Loro ha a che fare anche con la creazione
delle barriere artificiali dellapartheid. I
coloni bianchi che popolarono il Sudafrica
prima gli afrikaners, di origine olandese, e
poi gli inglesi, che combatterono diverse
guerre per conquistare il territorio voleva
no accaparrarsi loro ma avevano bisogno
della manodopera nera per estrarlo. Il
National party, che ha governato dal 1948 al
1994, sal al potere sbandierando la minac
cia nera e creando nel corso degli anni un
sistema di leggi restrittive che tenessero in
riga i lavoratori neri sottopagati. Allapice
dellapartheid, i non bianchi erano il 58 per
cento degli operai sudafricani e il 90 per
cento nel settore minerario. I neri erano
costretti a vivere nelle township segregate o
in zone rurali miserabili, senza il diritto di
muoversi liberamente o di partecipare alla
vita politica.
Poi le ingiustizie politiche dellapar
theid sono state cancellate, ma sono rima
ste quelle economiche. Nel 2006, il 43 per
cento della popolazione sudafricana viveva
con meno di 400 dollari allanno una cifra
che rimasta quasi immutata dal 1990. La
presidenza di Mbeki ha coinciso con un
periodo di rapida crescita economica, ali
mentata dalla domanda mondiale per i
Da sapere
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36 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
In copertina
metalli e le altre materie prime di cui ricco
il Sudafrica, ma i beneici di quel boom non
sono stati distribuiti equamente. Ancora
una volta le tensioni non rilettono automa-
ticamente le divisioni razziali. Una delle pi
grandi conquiste di quegli anni stata lam-
pliamento della borghesia nera. A Soweto,
la famosa township di Johannesburg, gli
abitanti in ascesa hanno eretto case di mat-
toni accanto alle baracche con i tetti di
lamiera. Oggi la maggioranza dei neri si
lamenta del fatto che la libert non ha
migliorato le loro vite. A causa della crisi
inanziaria, il tasso di disoccupazione siora
il 24 per cento. La frustrazione delle fasce
pi povere della popolazione esplosa nelle
violenze xenofobe dellanno scorso nelle
township, nelle proteste e negli scioperi che
hanno accompagnato laggravarsi della
situazione economica.
Gli intellettuali bianchi come Vladisla-
vic sono per lo pi spettatori di queste agita-
zioni sociali, incapaci di inluenzare gli opa-
chi meccanismi dellAnc, che rimane luni-
co vero partito politico. Molti scrittori J.M.
Coetzee lesempio pi famoso fanno
parte di quellondata di emigrazione bor-
ghese che ha scelto di lasciare il Sudafrica
per trasferirsi in Europa, Stati Uniti e
Australia. Vladislavic, invece, rimasto per
rilettere sul suo spaesamento. Paragonan-
do Johannesburg alla Londra di Dickens,
sogna unepoca perduta in cui si poteva
andare in giro senza pericoli e lasciarsi
assorbire dalla strada. Uno sconosciuto
che arrivasse di sera nel mio quartiere
potrebbe pensare che tutti gli abitanti sono
scappati per una catastrofe. Non c segno
di vita. Dietro i muri, le case ticchettano
come bombe. I muri di cinta sono una tri-
ste necessit, almeno per chi pu permet-
terseli. Secondo i dati dellEconomist la
vigilanza privata unindustria da due
miliardi di dollari e il paese ha 300mila
guardie di sicurezza registrate. Nella scena
che ha ispirato il titolo del libro, Vladislavic
descrive i simboli di questo isolamento dif-
idente: il suo mazzo di 17 chiavi. Racconta
di una cena in cui tutti gli ospiti confrontano
i loro mazzi di chiavi ed elencano le tante
serrature della loro vita.
Proteste in tribunale
Jacob Zuma diventato lavatar di questo
Sudafrica in cui la confusione continua a
crescere. Nel 2005 stato accusato di aver
accettato tangenti per una compravendita
di armi ed stato rimosso dalla carica di
vicepresidente. Per questo si schierato
contro lex amico Mbeki ed stata la sua
fortuna: diventato lantagonista di un pre-
sidente impopolare. Quando Zuma stato
arrestato per la seconda volta con laccusa
di aver violentato unamica di famiglia sie-
ropositiva, i suoi sostenitori hanno gridato
a gran voce che gli uomini di Mbeki voleva-
no incastrarlo. C stata una lunga serie di
processi: Zuma ha ottenuto unassoluzione
controversa per laccusa di stupro, mentre il
procedimento per corruzione si trascinato
allininito.
Un carnevale di proteste ha accompa-
gnato limputato da un tribunale allaltro
con schiere di sostenitori in strada che can-
tavano, suonavano e bruciavano le immagi-
ni degli accusatori. Bring me my machine
gun, il libro del corrispondente del Finan-
cial Times Alec Russell, prende il titolo da
un canto rivoluzionario diventato linno di
Zuma che spesso incitava il pubblico in aula
a intonare dei cori. Russell spiega in che
modo Zuma ha usato il tribunale come un
palcoscenico politico, enfatizzando le sue
radici zulu e trasformando un momento
che avrebbe dovuto segnare la sua ine in un
trionfo popolare. Mbeki si torturava su
cosa signiicasse essere un vero leader afri-
cano, scrive Russell. Zuma non ne aveva
bisogno: lo era. Era il perfetto capo tribale
moderno, un uomo che ascoltava la sua
gente, ne capiva le preoccupazioni e non
permetteva che le sottigliezze della politica
occidentale ostacolassero i suoi piani.
Nel 2008 la pi promettente democra-
zia del continente era nel bel mezzo di una
strana campagna presidenziale, combattu-
ta nei corridoi e nei tribunali. Per assistere
allo spettacolo, sono andato a vedere Zuma
che si difendeva dallaccusa di corruzione
davanti alla corte costituzionale, situata in
unex prigione di Johannesburg dove un
tempo furono detenuti molti leader
dellAnc. Gli avvocati di Zuma contestava-
no la legalit di una perquisizione della poli-
zia grazie alla quale erano stati scoperti pi
di 93mila documenti che provavano la col-
pevolezza dellimputato. Allepoca Zuma
aveva gi strappato la leadership dellAnc a
Mbeki in unaspra contesa elettorale inter-
na al partito e, mentre affrontava undici
giudici di diverse razze in toga verde, sape-
va che presto sarebbe stato presidente, se
solo fosse riuscito a non inire in prigione.
Laula costruita in stile architettonico
davanguardia aveva delle grandi inestre
come per sottolineare la trasparenza del
sistema giudiziario. Zuma in abito blu era
seduto in silenzio, mentre il suo avvocato
sosteneva che era stato vittima di un abuso
spaventoso da parte della polizia. Durante
le pause rideva sonoramente insieme a Jes-
sie Duarte, una portavoce dellAnc, e a un
gruppo di avvocati bianchi vestiti di tutto
punto. Alla ine ha lasciato laula scortato da
un aggressivo cordone di sicurezza e si
seduto sul sedile posteriore di una Bmw
nera. Non avevo la sensazione di aver visto
un arruffapopoli, un fustigatore o un
moderno capo tribale, ma qualcosa di ben
poco esotico: un personaggio politico di
serie b in diicolt.
Zuma si impegnato per coltivare la sua
autenticit africana presentandosi in
pubblico coperto di pelli di leopardo e con-
traendo una serie di matrimoni poligami
molto pubblicizzati. Gli esponenti della
stampa internazionale me compreso in
alcune occasioni sono stati disposti a stare
al suo gioco, perch tutto rientra in una sto-
ria nota: lo scontento di massa in Africa
porta allascesa delluomo forte. La sua
immagine populista stata coniata recen-
temente e al momento opportuno: quando
era un alleato di Mbeki, Zuma era conside-
rato un moderato piuttosto incolore. Se
davvero rappresenta qualcosa oltre alla sua
ambizione, questo qualcosa lo stato attua-
le dellAnc. La tragedia del Sudafrica di oggi
non la comparsa di un demagogo, ma la
degenerazione del movimento di liberazio-
ne. Russell sostiene che i funzionari
dellAnc si consideravano i sacerdoti di un
culto venerabile ingendo che il partito non
dovesse fare i conti con la competizione
interna. Ma il suo libro dimostra che lAnc
sempre stato diviso in fazioni e che in quin-
dici anni di potere incontrastato le vecchie
divisioni ideologiche sono state sostituite
da calcoli pi meschini.
Durante la presidenza di Mbeki, la poli-
tica pubblica di empowerment (raforzamen-
to) economico dei neri che avrebbe dovuto
Vladislavic racconta
di una cena in cui
tutti gli ospiti
confrontano
i loro mazzi di chiavi
ed elencano le tante
serrature della
loro vita
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 37
colmare le ineguaglianze prodotte
dallapartheid diventata un mezzo per tra
sferire ricchezze incredibili alllite del par
tito. Al di fuori dellAnc, chiunque parlasse
della corruzione del partito veniva accusato
di slealt se era nero, indiano o di razza
mista, o di razzismo se era bianco, spiega
Russell. Lincriminazione di Zuma per cor
ruzione stata il frutto di rivalit interne
che hanno creato risentimenti e hanno ali
mentato la sua ascesa. Zuma aveva anche
lappoggio della sinistra interna e dei leader
sindacali che secondo Russell sono stati
tanto la fanteria di un golpe di partito
quanto i portabandiera di una rivoluzione.
I fedelissimi di Zuma alla fine hanno
costretto Mbeki a dimettersi e hanno inse
diato Kgalema Mothlante, un funzionario
compiacente. I pubblici ministeri, sotto for
te pressione del governo, hanno rinunciato
allaccusa di corruzione. Anche se alcuni
sostenitori amareggiati di Mbeki si sono
allontanati dallAnc per dare vita a un altro
partito, le elezioni di aprile sono state una
formalit. Da quando ha assunto la presi
denza, Zuma non ha rivoluzionato la politi
ca del governo: ci sono stati sottili cambia
menti di tono, alcuni volti nuovi nellesecu
tivo e qualche protetto piazzato in posti
inluenti, come il capo del servizio di intel
ligence. Ha cercato di rassicurare diversi
gruppi di interesse, a volte contraddicendo
si, e ha fatto dichiarazioni che piacciono alla
folla, come suggerire che i polizi0tti dovreb
bero avere il potere di sparare a vista contro
i criminali.
Mentre alcuni elementi pi ideologici
della sua coalizione sono delusi perch ha
fatto ben poco di sinistra, altre voci che in
passato erano scettiche hanno detto di esse
re state piacevolmente sorprese da unam
ministrazione che, per dirla con lEcono
mist, stata molto pragmatica. Ma pote
va andare peggio non granch come
giustiicazione.
Lultima volta che ho visto Gevisser a
una conferenza a New York, poco dopo lin
sediamento di Zuma, sembrava pessimista
sul futuro dellAnc, che a suo dire era diven
tato grasso e arrogante. Con grande dolo
re, per la prima volta nella sua vita non era
riuscito a votare per lAnc. Ma non aveva
perso tutte le speranze: Almeno nessuno
pensa che Zuma sia un dio. Mandela era
un patriarca, Mbeki un principino, ma il ter
zo presidente del nuovo Sudafrica un
uomo politico, niente di pi e niente di
meno. Non la sostanza di cui sono fatti i
sogni, ma la realt con cui convivono mol
te democrazie. E il Sudafrica oggi deve fare
i conti con questa mediocrit. u gc
I
n attesa dei Mondiali di calcio del
la prossima estate, Citt del Capo
dissestata. Il nuovo enorme sta
dio di Green Point (68mila posti)
quasi inito, ma ovunque ci sono
cantieri aperti perch la citt sta
cercando di potenziare i suoi trasporti pub
blici. In corso dopera si scoperto che il
tanto decantato sistema del Bus rapid tran
sit (Brt) da 1,5 miliardi di rand (140 milioni
di euro) sarebbe costato almeno tre volte di
pi. Visto che il comune non ha una cifra
simile, lintero progetto stato ritirato con
conseguenze imprevedibili per chi vorr
andare allo stadio. In un certo senso lan
nullamento del Brt stato un sollievo per
ch le associazioni dei tassisti, spaventati
dalla concorrenza, avevano gi dichiarato
guerra al progetto. Non una metafora: a
giudicare dai precedenti ci si potevano
aspettare assalti agli autobus con le molo
tov, sparatorie dai inestrini delle auto e lan
ci occasionali di granate in mezzo alla gente
in attesa alla fermata.
Le polemiche sugli stadi non si fermano.
La citt ha gi ottime strutture, come quelle
di Newlands e Athlone, un quartiere colou-
red (meticcio) che sorge sulle pianure del
Capo. Molti pensavano che sarebbe stato
meglio adeguare gli stadi esistenti invece
che distruggere Green Point smantellando
altre strutture pubbliche, sradicando il pra
to comunale e innalzando unenorme
costruzione in mezzo a un importante sito
archeologico che ospita gli scheletri dellan
tica popolazione khoisan. Ma secondo la
Fifa le semiinali dei Mondiali non possono
svolgersi in stadi con meno di 65mila posti a
sedere e non stato possibile portare a
quella capienza n la struttura di Newlands
n quella di Athlone. Allinizio il comune
aveva pensato di costruire lo stadio in un
quartiere nero o coloured, per incoraggiare
gli investimenti e loccupazione e per facili
tare ai poveri laccesso alle partite. Il proget
to, per, stato subito abbandonato quando
gli ispettori della Fifa, guidati da Franz
Beckenbauer, hanno visitato Citt del
Citt del Capo sta ultimando
i preparativi per accogliere le 32
squadre che si sideranno per i
Mondiali di calcio. Tra lusso,
sprechi e magia nera
Fischio
dinizio
R.W. Johnson, London Review of Books, Gran Bretagna
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3
)
In copertina
Capo. Uno dei criteri di valutazione stabili-
va che lo stadio avrebbe dovuto avere una
bella vista sulle montagne. Il team ha fatto
un giro per i quartieri poveri e ha pensato
che si trattasse di uno scherzo data la brut-
tezza e la pericolosit dei luoghi. Poi ha
scelto Green Point, un ricco quartiere bian-
co con unincantevole vista sul mare e sulle
montagne e tanti buoni ristoranti. Non c
da stupirsi: Beckenbauer un tedesco con i
soldi e i tedeschi con i soldi che vengono a
Citt del Capo fanno la ila per andare in
posti come Green Point, non come Athlone.
Larroganza dei pezzi grossi della Fifa si
misura dal fatto che il suo presidente, Sepp
Blatter, autorizzato a muoversi in qualsia-
si aeroporto senza dover mostrare il passa-
porto, un privilegio accordato solo al segre-
tario generale dellOnu.
Il consiglio comunale ha assicurato che
quando i Mondiali saranno initi lo stadio di
Green Point continuer a vivere, ma non
stato molto convincente. Nessuno sport
nazionale, neanche il rugby, pu assicurare
unaluenza regolare di 70mila persone.
Una soluzione proposta quella di ricon-
vertirlo, ma sembra irragionevole investire
miliardi di rand solo per ospitare otto parti-
te di calcio di 90 minuti e poi spendere di
nuovo una fortuna per adibire la struttura a
unaltra destinazione.
Citt del Capo non un caso isolato.
Anche gli altri stadi nuovi costruiti in tutto il
paese hanno lo stesso problema: sono stati
costruiti per un evento che dura un mese e
nessuno ha la pi vaga idea di come afron-
tare i futuri costi di manutenzione. In un
paese con un reddito pro capite medio-bas-
so ci mancava solo questa.
Girafe tra i tifosi
Si dice che la coppa del mondo sar uno spot
mondiale per il Sudafrica, che creer occu-
pazione e favorir lo sviluppo del paese. In
realt sar soprattutto un passatempo da
ricchi. Nellantica Roma i poveri potevano
assistere alla corsa delle bighe e alla lotta
dei gladiatori. Qui invece sar solo la nuova
lite ad accorrere alle partite in Mercedes e
in Bmw. In Sudafrica normale che i diri-
genti pubblici, i sindaci e i consiglieri muni-
cipali dei quartieri poveri vadano allestero
per assistere alle Olimpiadi o ad altri eventi
internazionali portandosi dietro centinaia
di persone a spese dei contribuenti. C da
scommettere che con i Mondiali questo
clientelismo sar ancora pi accentuato.
Il nuovo stadio Mbombela a Nelspruit,
vicino al Kruger national park, una strut-
tura da 43.500 posti a sedere. Si distingue
per le sue 18 gigantesche colonne di suppor-
dimenticarsi del fatto che i Mondiali si svol-
geranno in pieno inverno, quando la citt
sar fredda, ventosa e umida, con tempera-
ture notturne vicine allo zero a Johan-
nesburg, Pretoria e nel Free State. Lunica
citt in cui ci sar bel tempo sar Durban.
Animali sacriicati
Normalmente i Mondiali si svolgono in
estate come in Germania nel 2006 ed
paradossale che la prima edizione organiz-
zata in Africa sar quella con il tempo pi
brutto da trentanni a questa parte. Gli alle-
natori pi furbi si dividono in due fazioni:
quelli che dicono che il clima avvantagger
le squadre europee e quelli che vogliono
portare le loro squadre ad allenarsi
sullHigh veld, a 1.800 metri sul livello del
mare. La inale si svolger l e bisogna abi-
tuare i giocatori a quellaltitudine. Perci
solo le nazionali senza grandi ambizioni
alloggeranno a Durban, dove il tempo sar
bellissimo, ma queste squadre non saranno
facilitate a giocare in altre localit con con-
dizioni climatiche pi dure.
Le 32 squadre qualiicate per le inali non
sono le pi forti del mondo. Tutto dipende
dai capricci della sorte e, in misura assai
maggiore, dai raggruppamenti geograici
della Fifa. Certo, le prime sette squadre del-
la classiica Fifa ci sono tutte, e anche nazio-
nali che un tempo venivano considerate
outsider, come gli Stati Uniti (ora al quattor-
dicesimo posto), lAustralia (ventunesima)
e lAlgeria (ventottesima), stavolta sono sta-
te incluse. Si comincia a storcere la bocca
quando ci si rende conto che ce lhanno fat-
ta anche lHonduras (al trentottesimo
posto), il Giappone (quarantatreesimo), la
Corea del Sud (cinquantaduesima) e la
Nuova Zelanda (settantasettesima).
La posizione pi imbarazzante quella
delle ultime due qualiicate in graduatoria:
la Corea del Nord (84) e la squadra di casa,
il Sudafrica (86). Nessuno si strapper i
capelli se i nordcoreani dovessero andare
subito a casa, ma sarebbe davvero imbaraz-
zante se il Sudafrica diventasse la prima
nazionale di un paese ospitante a non supe-
rare il primo turno. Il che esattamente
quello che pu essere previsto in base alla
classiica Fifa. Blatter molto preoccupato
per questa eventualit e ha anche invitato i
sudafricani a rimboccarsi le maniche: il tor-
neo ha bisogno di un forte interesse locale
perch laluenza si mantenga alta anche
dopo il primo turno.
Perch il Sudafrica i bafana bafana
cos debole? Il paese ha sempre prodotto
giocatori di talento, ma il problema sia
organizzativo sia psicologico. Il campionato
Il team ha fatto un giro
per i quartieri poveri e
ha pensato che si
trattasse di
uno scherzo data
la bruttezza e la
pericolosit dei luoghi
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to al tetto, che ricordano le forme di una
girafa. Unidea ingegnosa: i colli di girafa
sorreggono il tetto e allo stesso tempo invi-
tano gli spettatori a fare un breve safari nel
parco tra una partita e laltra.
Lo stadio, costato pi di 1 miliardo di
rand, conina con un grande insediamento
di baracche. Nonostante quindici anni di
governi dellAnc e le promesse di alloggi,
posti di lavoro e servizi, gli abitanti di que-
sta baraccopoli sono quasi tutti disoccupa-
ti, non hanno elettricit, fognature n
acqua corrente. Tutte le volte che guarda-
no il Mbombela si ricordano che qualcuno
non ha ritenuto opportuno spendere per
loro nemmeno una minima parte di quello
che stato investito per il nuovo stadio.
Quando il consorzio franco-sudafrica-
no si presentato sul posto per costruire
questa mostruosit, ha chiesto di avere a
disposizione uno o due edifici dotati di
elettricit e aria condizionata per ospitare
gli uici amministrativi e gli studi di archi-
tetti. Gli unici due ediici disponibili erano
le scuole locali, che sono state requisite,
con buona pace dei bambini. Sono state
promesse nuove aule, ma nel frattempo i
bambini hanno frequentato le lezioni
allinterno di container vuoti senza ine-
stre n aria condizionata. Due anni dopo
ancora non c traccia delle nuove scuole e
questo ha scatenato le proteste inferocite
dei residenti. Che oltretutto probabilmen-
te non avranno il privilegio di vedere le
partite allo stadio.
Citt del Capo a dicembre un posto
piacevole: il clima mite, si pu fare il
bagno, le vigne sono verdi e lussureggianti
e si possono organizzare gite a Table
Mountain o a Robben Island. facile
di calcio sudafricano un concentrato di
centralismo, corruzione, arbitraggi pilotati,
calendari incompleti, dispute interminabili
sullimpiego di calciatori non tesserabili. I
giocatori sono viziati e indisciplinati: si
ubriacano spesso e a volte scioperano.
Anche ora, a pochi mesi dai Mondiali, sono
frequenti le notizie su questo o quel gioca-
tore sospeso perch non si presentato agli
allenamenti o addirittura alle partite.
Molti incontri, soprattutto quelli contro
le altre nazionali africane, sono organizzati
talmente male che i migliori calciatori dei
bafana bafana, abituati a giocare in squadre
europee, si riiutano di presentarsi. In que-
ste partite si fa spesso ricorso alla stregone-
ria o alla magia nera e a volte alcuni terreni
di gioco vengono resi impraticabili dai por-
tafortuna e dagli intrugli di cui vengono
cosparsi. Il programma prevede che ogni
incontro sia preceduto dal sacriicio rituale
di un animale un bue o una capra sul
campo. Un rito tradizionale, eseguito con
un assegai, una piccola lancia, in merito al
quale la Fifa per adesso non si pronuncia-
ta.
Il gioco pi bello del mondo
Se i bafana bafana non dovessero qualiicar-
si per il secondo turno, il piano di riserva
consiste nel far conluire il tifo dei sudafri-
cani sulle altre nazionali africane il Came-
run, la Costa dAvorio e lAlgeria. Peccato
che siano tutti paesi francofoni lontanissimi
dallAfrica meridionale.
La preoccupazione per la sorte dei bafa-
na bafana forse eccessiva. La verit che
la Fifa vorr vedere gli stadi pieni, anche a
costo di far entrare le persone gratis. La cosa
che dovrebbe preoccupare davvero lo
scarso cosmopolitismo dei tifosi sudafrica-
ni. Sicuramente faranno la ila e pagheran-
no per vedere partite come Inghilterra-Bra-
sile, ma a chi importer di Stati Uniti-Slove-
nia o Uruguay-Messico, anche se dovessero
essere partite decisive?
Per la Fifa quello che conta sono le enor-
mi somme sborsate per i diritti televisivi
internazionali, che non dipendono dalla
qualiicazione o meno dei bafana bafana o
dallaluenza locale. Il pubblico sugli spalti
importante solo perch pi bello da
vedere in televisione. Se il disinteresse dei
sudafricani nei confronti di alcune partite
dovesse prevalere non da escludere che la
federazione paghi la gente per andare allo
stadio.
Osservando lorganizzazione di questo
evento colossale, ci si rende conto che il cal-
cio sta cominciando a sidare le leggi di gra-
vit. Tutto il contorno gli investimenti per
gli stadi, gli stipendi esorbitanti dei calcia-
tori, le grandi somme sborsate per i diritti
tv, il glamour delle celebrit mostra una
concentrazione straordinaria di ricchezza e
potere.
Tutto ci che sappiamo del comporta-
mento umano quando viene sottoposto a
pressioni e a incentivi cos forti, induce a
pensare che limbroglio e la violenza saran-
no inevitabili. Non soltanto falli di mano e
simulazioni, ma anche arbitri corrotti e tut-
to il resto. Ma sappiamo anche che fonda-
mentale che i commentatori tv riescano a
entusiasmarsi per il gioco pi bello del
mondo con almeno un minimo di credibi-
lit: basti pensare al disastro delle partite
combinate nel cricket, o a quanto ha sofer-
to il Tour de France per gli scandali sul
doping. In molti paesi, in Africa e in Ameri-
ca Latina, queste pressioni hanno causato
la rovina dei campionati locali, e lo scanda-
lo del calcio-scommesse, su cui si sta inda-
gando in Germania, fa sospettare che i
risultati di centinaia di partite in Europa sia-
no il frutto di combine.
Il numero dei paesi al mondo dove una
partita di calcio ancora uno scontro leale
sembra sempre pi basso. Il fatto che i Mon-
diali siano inalmente arrivati in Africa pu
essere considerato come il riconoscimento
tardivo dello straordinario talento dei cal-
ciatori africani Etoo, Drogba e molti altri.
Ma per la Fifa signiica anche aver messo
piede in un paese dove il gioco crollato
sotto il peso della corruzione.
Sarebbe bello pensare che tutto questo
dar modo alle autorit di rilettere e peri-
no di provare a trovare dei rimedi, anche se
sembra improbabile. Ma il calcio cinsegna
che tutto possibile. u fas
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Brasile
I
l futuro del Brasile riposa nelle
profondit dellAtlantico. Di fron-
te alla costa tropicale tra Rio de
Janeiro e So Paulo, a circa otto-
mila metri di profondit, da cin-
quanta milioni di anni riposa un
oceano di petrolio che potrebbe cambiare il
destino del paese. Uno tsunami di oro nero
che potrebbe mettere ine alla povert e fa-
re del Brasile la sesta potenza mondiale, il
portavoce dei paesi emergenti, il leader
dellAmerica Latina e un membro del Con-
siglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ma
anche inanziare listruzione, la sanit e la
ricerca, gettare le basi di una forte industria
nazionale e dimostrare che possibile
scampare alleterna maledizione di repres-
sione, corruzione e diseguaglianza che ha
colpito i grandi produttori di greggio del
pianeta, dalle monarchie del golfo Persico
alla Nigeria, allIran e al Venezuela. Tanto
che il politologo ed ex ministro dellindu-
stria venezuelano Moiss Nam, riprenden-
do lespressione coniata dal politico vene-
zuelano Juan Pablo Prez Alfonso, ha dei-
nito il petrolio lescremento del diavolo,
una maledizione che toglie al malato la vo-
lont di curarsi. Contro questo modello di
totale dipendenza dallesportazione del
greggio, i leader politici brasiliani propon-
La rincorsa
brasiliana
Jess Rodrguez, El Pas, Spagna. Foto di Alfredo Cliz
Il primo treno ad alta velocit del continente, enormi investimenti nelle
infrastrutture e importanti riforme sociali. Il Brasile vuole diventare una
grande potenza. E pu contare su immense risorse petrolifere
gono una strada alternativa: A diferenza
degli altri stati produttori di petrolio, noi
abbiamo anche una tecnologia sviluppata,
una struttura industriale diversiicata, un
grande mercato interno e soprattutto stabi-
lit politica e sociale.
Il Brasile diferente. Almeno secondo il
progetto avviato e portato avanti dal vec-
chio compagno sindacalista del settore me-
tallurgico brasiliano, Luiz Incio Lula da
Silva, 64 anni, durante i suoi due mandati
come presidente. Il segreto del suo succes-
so politico stato lequilibrio: prudenza in
campo economico e audacia in quello so-
ciale. E soprattutto stabilit, molta stabili-
t, sbandierata con orgoglio da tutti i soste-
nitori del presidente. Oggi il Brasile un
paese aidabile e inluente. I poveri sono
ancora 40 milioni, ma sono in proporzione
la met di quindici anni fa, e continuano a
diminuire, mentre la classe media cresce.
Non vogliamo essere un paese ricco e di-
scriminante. Non vogliamo diamanti in-
sanguinati ma democrazia e progresso,
sostiene un esponente del Partito dei lavo-
ratori, il partito di Lula. Vogliamo cogliere
loccasione unica che ci offre il petrolio:
crea re ricchezza per tutti i brasiliani. Pro-
gredire. Avere un ruolo attivo nello sviluppo
tecnologico e nella ricerca scientiica. Non
u La zona del pre-sal unarea marittima di
149mila chilometri quadrati ricca di giacimenti
petroliferi e di gas naturale, situata a circa 300
chilometri dalla costa brasiliana. Le risorse si
trovano tra i cinque e i settemila metri sotto il
fondale marino e sotto uno strato di sale di circa
duemila metri. Il governo spera di ricavare dal
pre-sal almeno 14 miliardi di barili,
raddoppiando cos le riserve attuali.
Da sapere
BRASI LE
Vitria
Rio de Janeiro
So Paulo
Bacino di
Santos
Bacino di
Campos
Bacino di
Esprito
Santo
Oceano
Atlantico
150 km
Aree senza concessioni
Aree gi concesse
Pozzi perforati
Aree concesse con partecipazione di Petrobras
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 41
vogliamo esportare petrolio e importare
tutto il resto, per poi dover tremare ogni vol-
ta che cala il prezzo del greggio.
Il Brasile, leterno gigante addormenta-
to, sta per risvegliarsi. Per il momento si sta
solo stiracchiando. Il petrolio considerato
una grande opportunit, ma non bisogna
dimenticare che il paese ospiter i Mondia-
li di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016,
costruir il primo treno ad alta velocit del
continente e sta facendo enormi investi-
menti in infrastrutture, istruzione e pro-
grammi di protezione sociale. Tutti soldi
che dovrebbero arrivare dal greggio e dai
suoi derivati. Un business da capogiro.
Nellindustria del petrolio il tempo dena-
ro. Un minuto di perforazione in acque ul-
traprofonde costa cinquemila euro.
In una stanza blindata e con le pareti co-
perte di monitor, nel cuore della sede della
Repsol a Rio de Janeiro, gli impiegati
dellazienda spagnola osservano tutto quel-
lo che succede sulla piattaforma di perfora-
zione Stena DrillMax I, che opera a 190
chilometri dalla costa di Maca. Lo scher-
mo visualizza ogni centimetro perforato sul
fondale marino, la composizione di ogni
materiale attraversato, la sua resistenza e
temperatura e il tempo che rimane per rag-
giungere il greggio. Dallinizio dellesplora-
E
L
P
a

S
zione di un giacimento allavvio della pro-
duzione possono passare dieci anni. Non
un settore adatto a chi sofre di cuore.
La piattaforma Stena arrivata in Brasi-
le dal golfo del Messico circa tre mesi fa per
perforare il blocco BM-C-33, nel bacino di
Campos. Repsol paga un milione di euro al
giorno per laitto della piattaforma (com-
prese le attrezzature e il personale, formato
da 180 persone di 20 paesi diversi), che ri-
marr in queste acque fino al termine di
gennaio, prima di dirigersi verso un nuovo
blocco nelle acque del Brasile. Secondo i
geologi, il greggio si trova a una profondit
di 6.583 metri. La Stena perfora ventiquat-
La baia di Niteri
42 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
tro ore su ventiquattro. I graici elaborati
nella sala di controllo Rto (real time opera-
tion) di Rio spiegano che sono gi stati rag-
giunti i 4.494 metri. Il greggio potrebbe es-
sere vicino. Ma prima bisogner attraversa-
re una barriera di sale viscosa e traballante
come la gelatina, spessa pi di un chilome-
tro. I geologi ci forniscono pochi dati. Tutte
le informazioni che sono gestite in questa
struttura bianca e senza inestre sono se-
grete. Lazienda petrolifera spagnola ha in-
vestito nelle acque brasiliane centinaia di
milioni e sono in gioco le sue riserve future,
il suo prestigio e la sua quotazione in borsa.
Non ha un minuto da perdere.
La lunga battaglia
La cosa strana che il Brasile non mai sta-
to una potenza petrolifera. sempre stato
uno dei maggiori produttori mondiali di
carne, caff, soia, cacao, legno, gomma,
zucchero, succhi di frutta, grano, ferro, ura-
nio e smeraldi. Aveva tutto tranne il greg-
gio. A met degli anni cinquanta importava
il 95 per cento del petrolio che consumava.
Lesatto opposto di altri paesi latinoameri-
cani, come il Messico o il Venezuela, che
dagli anni trenta avevano cominciato a
sfruttare i loro generosi giacimenti.
Il successo dellesplorazione brasiliana
il risultato di una battaglia durata cin-
quantanni. Il frutto dellossessione di an-
dare oltre, di spingersi pi lontano, conside-
rare il petrolio come una risorsa strategica e
non solo un semplice distributore di dena-
ro. Allinizio lo slogan del Brasile era O pe-
trleo nosso (il petrolio nostro), a sotto-
lineare limportanza del controllo statale
del greggio per lorgoglio nazionale. Non
volevamo diventare esportatori di petrolio
ma raggiungere lautosuicienza energeti-
ca, spiega un ingegnere di Petrobras, la
compagnia petrolifera di cui lo stato brasi-
liano il maggior azionista. Non abbiamo
mai pensato di entrare a far parte dellOpec.
Volevamo controllare il petrolio per creare
unindustria petrolchimica, rainarlo e poi
espanderci allestero. Oggi lavoriamo in
ventisette paesi. stata una gara di fondo.
Quando ci siamo resi conto che non cera
petrolio sulla terraferma, ci siamo spostati
in mare. Siamo stati i primi a farlo e abbia-
mo accumulato una grande esperienza: nel
1977 siamo scesi a 124 metri. Abbiamo con-
tinuato a scendere man mano che le cono-
scenze scientiiche ce lo hanno permesso.
Oggi il nostro record di perforazione di
settemila metri sul fondo marino, dopo aver
attraversato uno strato dacqua di altri tre-
mila.
stato un successo conquistato a fatica.
Negli anni settanta, il Brasile importava an-
cora l80 per cento del combustibile. La sua
dipendenza dalle importazioni del greggio
era cos alta che dopo la prima crisi petroli-
fera, nel 1973, il governo militare decise di
promuovere la produzione di etanolo a par-
tire dalla canna da zucchero in sostituzione
della benzina. Oggi la maggior parte delle
macchine brasiliane alimentata da un
combustibile composto da tre quarti di ben-
zina e un quarto di etanolo. Lottanta per
cento delle auto prodotte nel paese funzio-
na gi con questa miscela, che fa risparmia-
re ai brasiliani pi di cinquecento milioni di
litri di benzina al giorno. Il Brasile ha anche
scommesso sullenergia nucleare, co-
struendo due centrali e progettandone una
terza. A prescindere dalle alternative ener-
getiche, i governi che si sono succeduti, in
dittatura o in democrazia, non hanno mai
interrotto lesplorazione delloceano. Era
una questione di stato.
A met degli anni ottanta, i geologi han-
no inalmente avuto la certezza che decine
di miliardi di barili di petrolio erano nasco-
sti sottoterra nel bacino di Santos. I giaci-
menti si spingevano ino ai bacini di Cam-
pos ed Esprito Santo, con unestensione
pari a un terzo del territorio spagnolo. Il
problema era come arrivare al petrolio,
estrarlo e portarlo a terra. Si trattava di un
procedimento complicato, perch i giaci-
menti erano intrappolati sotto uno strato di
due chilometri di sale che rendeva impossi-
bile a quellepoca la localizzazione e lestra-
zione. Questi giacimenti, che furono chia-
mati pre-sal, rappresentavano una delle pi
grandi riserve di petrolio del pianeta, in un
momento in cui i tradizionali produttori co-
minciavano a esaurire le scorte. Un colpo di
fortuna. Ma prima bisognava arrivarci.
Le sfide che dovevano affrontare le
compagnie petrolifere pubbliche brasiliane
per procedere con lesplorazione e lo sfrut-
tamento di questi giacimenti erano enormi.
Brasile
Tanto per cominciare, avevano bisogno di
finanziamenti esterni. Tecnicamente, il
progetto era diicile come andare sulla Lu-
na. Bisognava far scendere delle tubature
per uno strato di pi di duemila metri dac-
qua ino a toccare il fondo, poi perforare per
altri seimila metri. Il Brasile non aveva le
attrezzature e le conoscenze necessarie per
riuscirci. Bisognava formare i lavoratori del
settore e creare una base industriale in gra-
do di fabbricare in poco tempo le piattafor-
me. Inoltre serviva una struttura logistica
capace di trasferire i materiali, il personale
e i rifornimenti a decine di piattaforme
sperdute a trecento chilometri dalla costa.
Poi bisognava trasportare il greggio a terra.
I problemi non inivano l. Durante la perfo-
razione cera il rischio che il sale ostruisse i
pozzi e che le tubature si rompessero per la
pressione dellacqua. E alla ine, dopo aver
investito cento milioni di euro (venti volte
di pi di quanto costa perforare nel deserto
saudita), cera il rischio di trovare un pozzo
secco. Dalla base ofshore di Niteri, alla
periferia di Rio de Janeiro, c una splendi-
da vista della capitale dello stato. Si vedono
le colline coperte di vegetazione selvaggia,
le favelas abbarbicate in precario equilibrio,
lindiavolato sviluppo urbanistico, le inini-
te spiagge bianche e le eleganti torri razio-
naliste di Copacabana, ispirate allarchitet-
tura di Niemeyer. Negli ultimi mesi i vecchi
moli, rimasti a lungo inattivi, sono stati ri-
convertiti in un enorme centro logistico che
presta servizio a trecento piattaforme ma-
rittime e ad altre trecento che entreranno in
servizio nei prossimi anni. La baia disse-
minata di piattaforme in costruzione o in
manutenzione. Una si appoggia con i suoi
190 metri di altezza sul frangilutti, come
una torre Eifel in attesa di essere montata,
varata e trascinata ino a un blocco petroli-
fero a trecento chilometri da qui. Sulla piat-
taforma sar installato un modulo delle di-
mensioni di un ediicio di cinque piani, che
elaborer il gas estratto dal fondo del mare.
I decadenti cantieri navali pubblici di que-
sta zona di Rio sono rinati dopo anni di ab-
bandono.
Il Brasile ha bisogno di ricostruire non
solo le centinaia di piattaforme di perfora-
zione e produzione che prima arrivavano
dallAsia, ma anche centocinquanta petro-
liere e navi di appoggio. E poi turbine, son-
de, trivelle, tubature, strumenti, attrezzatu-
re sottomarine, oleodotti, una mezza dozzi-
na di rainerie e impianti petrolchimici. C
da lavorare per almeno ventanni. A tutto
gas. Ogni ritardo una perdita di denaro. Il
petrolio sta rilanciando tutta lindustria del
paese. Dalla siderurgia al settore tessile e
Tutti i governi che si sono succeduti,
anche durante la dittatura, hanno
continuato a cercare il petrolio in
mare. Era un afare di stato
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 43
Inine, erano obbligate a destinare l1 per
cento del valore della produzione alla ricer-
ca scientiica in Brasile. Il modello ha fun-
zionato. Hanno cominciato subito ad arri-
vare soldi e personale qualiicato. I giaci-
menti di pre-sal sono stati esplorati con
successo. L87 per cento dei pozzi perforati
era ricco di greggio: un vero e proprio mira-
colo. Il 21 aprile del 2006 il presidente Lula,
con una tuta da operaio, un casco in testa e
le mani sporche di petrolio ha proclamato, a
bordo della piattaforma P-50 di Petrobras,
nel bacino di Campos, lautosuicienza pe-
trolifera del paese. Lalba di una nuova era.
Due milioni di barili al giorno. Era solo lini-
na potenza era disposta a rischiare un solo
dollaro in un paese devastato dalla povert
e dalla corruzione. Lo stato ha dovuto aprire
il business del petrolio alle aziende stranie-
re. Ha messo ine al suo monopolio. stata
una mossa rischiosa e intelligente. Nel 1999
sono stati concessi i primi appalti, metten-
do allasta decine di blocchi petroliferi ma-
rittimi. Le aziende che si erano aggiudicate
gli appalti dovevano esplorare per loro con-
to e a loro rischio la zona per un determina-
to periodo di tempo e, se trovavano il petro-
lio, dovevano pagare allo stato tasse e dirit-
ti di sfruttamento, oltre a cedere una parte
del greggio. Il resto sarebbe stato tutto loro.
delle telecomunicazioni, dagli studi antisi-
smici ino allo stoccaggio del greggio, dal
trattamento del gas alla produzione di ferti-
lizzanti. La legge impone che almeno il 60
per cento di qualsiasi strumento usato per
lesplorazione e la produzione devessere
fabbricato in Brasile. Si parla di 250mila po-
sti di lavoro.
Ma dieci anni fa, alla ine degli anni no-
vanta, il Brasile non aveva i soldi, la tecno-
logia o i tecnici necessari per esplorare il
fondo del mare. Il paese era asissiato dalla
crisi monetaria detta efetto samba. Il Fon-
do monetario internazionale (Fmi) non fa-
ceva che tirare le orecchie al Brasile. Nessu-
Rio de Janeiro. Una fermata dellautobus nel quartiere Lapa
E
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P
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S
44 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Brasile
2010 e non potr presentarsi per un terzo
mandato, ha spiegato che i guadagni statali
del pre-sal saranno investiti in un fondo so-
ciale destinato allistruzione, alla ricerca
scientiica e tecnologica e alla lotta contro
la povert. Secondo Thomas Trauman, di-
rettore generale dellagenzia di consulenza
Llorente y Cuenca in Brasile, il governo ha
intenzione di investire su progetti a lungo
termine, dato che i giacimenti di petrolio e
di gas non durano per sempre e il mercato
internazionale del petrolio molto instabi-
le.
Il modello di riferimento la Norvegia,
un paese che entrato nel business del pe-
trolio a met degli anni settanta e si tra-
sformato in una discreta potenza petrolife-
ra, dove le risorse sono gestite con cautela
dallo stato. Il paese scandinavo ha costruito
una sua industria, dal pozzo ino alla rai-
neria, ha formato i suoi tecnici, ha attirato
le multinazionali e ha investito i guadagni
in un fondo sovrano, il pi grande in occi-
dente, che gestisce 300 miliardi di euro.
Con i suoi ricavi vengono tappate eventuali
falle nel sistema economico e si prepara un
salvagente per quando il greggio inir. La
Norvegia ha saputo sfuggire alla maledizio-
zio: i tre anni successivi sarebbero stati un
susseguirsi interminabile di grandi scoper-
te, sbandierate con tono propagandistico
dal governo. Perforare i giacimenti pre-sal
signiica trovare petrolio di qualit. I tecnici
parlano di cinque milioni di barili al giorno
nel 2020. Dio brasiliano, ha detto il vec-
chio sindacalista.
Repsol, la multinazionale spagnola nata
dalla fusione e dalla successiva privatizza-
zione nel 1997 di diverse imprese statali
dellepoca franchista, non era mai stata
molto inluente nel mondo del petrolio. Era
una compagnia rispettata ma di basso pro-
ilo, che si occupava principalmente di rai-
nazione e distribuzione. Non aveva mai
puntato sul caro e redditizio business
dellesplorazione. Allinizio del 2000 le sue
riserve erano allasciutto. Aveva bisogno di
mettere le mani su nuovi giacimenti. Cos i
suoi strateghi hanno cominciato a guardare
al Brasile e alla sua nuova politica per attira-
re le aziende straniere. Repsol ci ha scom-
messo con decisione. E ha vinto. Roberta
Camufo, geologa e direttrice del settore
esplorativo dellazienda nel continente
americano, arrivata a Rio de Janeiro nel
2004. Non avevamo neanche un compu-
ter, ricorda. La nostra idea era fare uno
studio approfondito delle aree che ci inte-
ressavano e stabilire dei legami con il gover-
no brasiliano. Diventare soci di Petrobras,
muoverci insieme. Condividere rischi. Sia-
mo latini e ci capiamo bene. Ci siamo fatti
una reputazione e abbiamo messo mano al
portafoglio per investire sulla ricerca. Ab-
biamo studiato il terreno e fatto una scom-
messa. Tutto questo lavoro di preparazione
ci ha permesso di ottenere in concessione
ventiquattro blocchi tra il 2005 e il 2006.
Ora tutti vogliono entrare nel business, ma
non ci sono pi blocchi disponibili. Non ci
sono pi appalti. Il petrolio dello stato e il
Brasile vuole fare tutto da solo, lasciando
alle aziende straniere solo i servizi. Il re-
sponsabile di Repsol nel paese lingegnere
Javier Moro, un esperto dellesplorazione
petrolifera. Moro sostiene che in questo
momento Repsol seconda nellesplora-
zione mineraria in Brasile solo a Petrobras,
ed in una posizione migliore rispetto alle
pi forti industrie petrolifere del pianeta.
Questo circolo virtuoso si dovrebbe
chiudere entro una decina danni, quando
tutto dovr essere in funzione. Il presidente
Lula, che lascer il potere nellottobre del
Rio de Janeiro. Una scalinata decorata dallartista Jorge Selarn nel quartiere Lapa. A destra, un pugile nella palestra
di Espao Criana Esperana. Sotto, operai nella favela di Cantagalo.
E
L
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A

S
(
3
)
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 45
Q
uando nel 2001 gli economi-
sti della Goldman Sachs han-
no incluso il Brasile nella lista
dei paesi destinati a domina-
re leconomia mondiale, insieme alla
Russia, allIndia e alla Cina (il cosid-
detto Bric), molti hanno protestato. Il
paese aveva un bassissimo tasso di cre-
scita, uninstabilit politica cronica, ve-
niva colpito duramente da ogni crisi i-
nanziaria e la sua capacit di sperpera-
re le risorse era leggendaria quanto il
suo talento per il calcio e il carnevale.
Per questo, si diceva, non pu essere
considerato una potenza emergente.
Ora sappiamo che quello scettici-
smo era fuori luogo. Se vero che la Ci-
na sta trainando leconomia mondiale
fuori dalla recessione, anche il Brasile
se la passa piuttosto bene. Non ha evi-
tato la crisi ma stato tra gli ultimi pae-
si colpiti e uno dei primi a uscirne. La
sua economia di nuovo in crescita, a
un tasso annuale del 5 per cento, e nei
prossimi anni dovrebbe accelerare an-
cora, grazie ai nuovi giacimenti petroli-
feri sottomarini e al fatto che i paesi
asiatici continuano a richiedere i pro-
dotti alimentari e i minerali delle sue
terre generose e sconinate.
Secondo alcune previsioni, il Brasile
potrebbe diventare la quinta economia
mondiale entro il 2014, superando
Gran Bretagna e Francia. Per certi ver-
si, inoltre, il Brasile surclassa gli altri
paesi del Bric. A diferenza della Cina
una democrazia. A diferenza dellIn-
dia non ha ribelli n conlitti etnici o re-
ligiosi da fronteggiare. A diferenza
della Russia non esporta solo petrolio e
armi e tratta con rispetto gli investitori
stranieri. Sotto la guida di Luiz Incio
Lula da Silva, il governo ha cercato di ri-
durre le terribili diseguaglianze che da
tempo aliggevano il paese. In fatto di po-
litiche sociali oculate e di sostegno al con-
sumo interno, il mondo in via di sviluppo
pu imparare molto di pi dal Brasile che
dalla Cina.

I meriti di Lula
In realt la crescita del Brasile stata con-
tinua, non improvvisa. I primi passi li ha
mossi negli anni novanta, quando ha fatto
scelte economiche sagge. Il governo ha
domato linlazione e ha ridotto le spese
delle amministrazioni locali e federali. La
banca centrale brasiliana ha avuto mag-
giore autonomia ed stata incaricata di
contenere linlazione e di assicurare che
gli istituti inanziari non assumessero i
comportamenti spericolati che hanno
danneggiato Gran Bretagna e Stati Uniti.
Leconomia si aperta al commercio e agli
investimenti stranieri e molte industrie
statali sono state privatizzate.
Tutto questo ha contribuito a creare
nuove e ambiziose multinazionali brasi-
liane. Spesso si tratta di ex imprese statali
ora a partecipazione mista, che prospera-
no grazie alla possibilit di agire con la
giusta indipendenza dal governo, come la
compagnia petrolifera nazionale Petro-
bras, il colosso minerario Vale e il produt-
tore di aerei Embraer. Altre sono aziende
private, come la siderurgica Gerdau o il
gruppo Jbs, che presto sar il primo pro-
duttore di carne al mondo. Subito dietro
c una nuova schiera di imprenditori sve-
gli e con molta esperienza nellafrontare
le situazioni diicili. Gli investimenti stra-
nieri continuano ad aumentare, attirati da
un mercato che cresce perch la pover-
t diminuisce e la piccola borghesia si
espande. Il paese ha creato inine delle
salde istituzioni politiche.
Sarebbe sbagliato, per, ignorare i
suoi problemi economici. In generale
la spesa del governo cresce pi in fretta
delleconomia e sia il pubblico sia i pri-
vati investono ancora troppo poco, per-
ch mettono in dubbio le rosee previ-
sioni di crescita. Inoltre troppo denaro
pubblico inisce nei posti sbagliati. Dal
settembre del 2008 il libro paga del go-
verno federale aumentato del 13 per
cento. Nello stesso periodo, la spesa
per la previdenza sociale e per le pen-
sioni salita del 7 per cento, nonostan-
te la popolazione sia relativamente gio-
vane. Malgrado i recenti miglioramen-
ti, listruzione e le infrastrutture sono
ancora carenti rispetto a quelle di Cina
o Corea del Sud (come ha dimostrato il
grande blackout di novembre). In alcu-
ne zone del paese, inoltre, la criminali-
t dilagante.
Allorizzonte, appena oltre le piatta-
forme petrolifere ofshore, si afaccia-
no nuovi problemi. Dallinizio di di-
cembre, il real ha guadagnato quasi il
50 per cento sul dollaro. Questo ha fat-
to salire lo standard di vita dei brasilia-
ni, rendendo pi economiche le impor-
tazioni, ma complicando la vita agli
esportatori. Daltro canto, il governo
non fa niente per rimuovere gli ostacoli
al lavoro delle imprese, come le norme
troppo complesse sul pagamento delle
tasse e sullassunzione dei dipendenti.
Per Dilma Roussef, candidata del
partito di Lula alle prossime presiden-
ziali di ottobre, non c bisogno di rifor-
mare le norme sul diritto del lavoro.
Forse questo il rischio maggiore che
corre il Brasile: la presunzione. Lula e il
suo governo meritano gran parte
dellammirazione di cui godono. Ma
per difendere i buoni risultati ottenuti
inora, il prossimo presidente dovr af-
frontare alcuni dei problemi che Lula
ha potuto permettersi di ignorare.
Lesito delle elezioni potrebbe quindi
determinare la velocit con cui il Brasi-
le avanzer nei prossimi anni. Nono-
stante questo, la rotta sembra stabile. E
il decollo del paese da ammirare an-
cora di pi perch stato raggiunto at-
traverso le riforme e la costruzione di
un consenso democratico. La Cina non
pu dire altrettanto. u sdf
Rispetto a Cina, Russia e
India, il Brasile pu contare
su istituzioni politiche pi
stabili e aidabili
La democrazia
fa la diferenza
The Economist, Gran Bretagna
Il commento
Sarebbe un grave errore
ignorare i problemi
economici del paese, come
la pessima distribuzione
della ricchezza
46 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
ne del petrolio. Ma il Brasile non la Norve-
gia. Non una socialdemocrazia nordeuro-
pea. La sua popolazione raddoppiata nel
giro di soli quarantanni. Ha 190 milioni di
abitanti. Ha enormi tassi di violenza e la po-
vert molto difusa. Infrastrutture inade-
guate e un sistema educativo carente. La
burocrazia lenta e la corruzione molto dif-
fusa. Ci sono gravi problemi ambientali in
Amazzonia. Squilibri territoriali tra il pove-
rissimo nord e il soleggiato sud. E una stori-
ca diseguaglianza nella distribuzione della
ricchezza. Il petrolio devessere il motore
del cambiamento. La pietra angolare. Sono
in tanti, per, quelli che pensano che Lula
stia creando aspettative eccessive in vista
delle elezioni di ottobre, per le quali il Parti-
to dei lavoratori ha candidato Dilma
Roussef, 62 anni, ex ministra dellenergia e
delino del presidente. Roussef la mente
che guida nellombra il nuovo modello pe-
trolifero del Brasile. Ma, secondo molti,
non ha il carisma politico del suo mentore.
Il consigliere delegato di una grande in-
dustria petrolifera occidentale crede che sia
meglio essere prudenti: Il governo sta ti-
rando fuori troppi conigli dal suo cappello.
Ognuno pu fare i calcoli che crede sulla
dimensione dei giacimenti del pre-sal. Si
perino parlato di 150 miliardi di barili (pi
della met delle riserve dellArabia Saudi-
ta), mentre i calcoli pi sensati non supera-
no i 50 miliardi. Parliamo di quantit consi-
stenti, ma passeranno anni prima che quel
petrolio si converta in una risorsa commer-
ciale. Quanto ci coster tirar fuori un barile?
E portarlo sulla costa? Sar conveniente?
Per ora le cifre sono molto incerte.
Il paese informale
Quando spieghiamo a un alto funzionario
brasiliano che lesplosione petrolifera del
suo paese fa pensare al racconto della galli-
na dalle uova doro, ci guarda storto, tira
fuori il solito argomento della stabilit poli-
tica e delle brillanti cifre macroeconomiche
e dice: La gente povera, ma meno di
quando Lula arrivato al governo. Questo
un progetto nazionale di progresso a lungo
termine. Lorizzonte il 2020. Non stiamo
parlando di grandi risultati immediati. Il
petrolio non ci dar alla testa. Ma basta fa-
re un salto nelle onnipresenti favelas per
Brasile
rendersi conto dei problemi strutturali e
della diseguaglianza sociale di cui sofre il
Brasile. A dieci minuti dalle eleganti ville
del quartiere di Ipanema, dal vecchio bar di
Vinicius de Moraes, dove ogni sera ancora
possibile ascoltare Maria Creuza, la diva
della bossa nova, si raggiunge la frontiera
della favela di Pavo Pavozinho e Canta-
galo. impossibile entrare in questo terri-
torio senza un buon contatto. Qui la vita
non vale niente. Ogni giorno un poliziotto
muore in una delle mille favelas di Rio, in
cui sopravvivono pi di un milione di perso-
ne abbarbicate sulle colline e in cui le armi
automatiche si contano a migliaia.
Il nostro lasciapassare Rubem Csar
Fernandes, 66 anni, vittima della repressio-
ne della dittatura militare (1964-1985) e
leader dellong Viva Rio, la pi conosciuta
nelle favelas della citt. Qui le case sono to-
paie di mattoni senza stucco, lelettricit
rubata dai cavi della tensione, non ci sono
campi sportivi, ospedali, scuole, commis-
sariati, chiese, uici comunali e neanche
trasporti pubblici o reti fognarie. Mentre
camminiamo per le polverose strade di
Cantagalo, tra miseri negozi, ragazzi senza
una meta e sguardi sospettosi, Rubem C-
sar ci spiega la sua teoria dellinformalit
brasiliana: Questo un paese informale:
per la sua economia, il suo mercato del la-
voro, loccupazione degli spazi pubblici.
Negli anni sessanta milioni di persone sono
arrivate su queste colline dalle zone rurali.
Lo stato non ha voluto n saputo occuparsi
di loro. La gente si sistemata come ha po-
tuto, ha costruito le sue case e ha creato cos
un sistema sociale informale, guidato da
bande che spremono i vicini e che si inan-
ziano con lestorsione e la droga. Qui la leg-
ge non esiste. Noi puntiamo sulleducazio-
ne dei giovani e sui piani di integrazione
urbana. Vogliamo abbattere le barriere,
crea re una struttura formale, dare titoli di
propriet agli abitanti, costruire infrastrut-
ture. Il petrolio la nostra grande promessa
di futuro. Lula vuole trasformare le favelas
in quartieri umili ma integrati. Insomma
prendere il toro per le corna.
Nella favela di Cantagalo c lEspao
Criana Esperana. Un tempo era un fanta-
smatico hotel di lusso sul bellissimo lago
Rodrigo de Freitas. Oggi un centro educa-
tivo frequentato da migliaia di abitanti della
favela. diretto dal medico Jairo Coutinho,
62 anni, antico compagno di viaggio e con-
sulente del presidente Lula. In un pomerig-
gio di primavera, bevendo una bibita a base
di guaran parliamo, con neri e bianchi, di-
scendenti di schiavi e di soldati portoghesi,
ex membri di una banda criminale, bambi-
ni di strada e persone che lavorano a Rio ma
vivono l e che confessano di sentirsi discri-
minate e di vergognarsi per il fatto di abitare
in una favela. Espao Criana Esperana
non risparmiato dalle guerre tra bande.
Qualche anno fa una pallottola si conic-
cata in uno dei muri della sua sede. Jairo
Coutinho ha voluto che ci rimanesse. La
conserva per mostrarla a tutti. Intorno na-
to un enorme murales. La chiama la pallot-
tola della pace. un simbolo.
Seduto in spiaggia su una piccola sedia
pieghevole blu c Amrico, un vecchio pe-
scatore di 66 anni di Ilhabela, un paradiso
naturale a duecento chilometri da So Pau-
lo. Amrico ricorda con nostalgia e un moz-
zicone di sigaretta tra le labbra i tempi che
hanno preceduto il boom del petrolio. A un
paio di chilometri da questisola, proprio di
fronte a noi, c limponente terminal ma-
rittimo Almirante Barroso, di Petrobras, da
cui arriva met del greggio e il gas che si
consuma in Brasile. La silata delle petrolie-
re continua. Su queste installazioni por-
tuali, sulle montagne, quaranta immensi
depositi circolari fanno del paese di San Se-
bastian il pi importante terminal di pom-
paggio e stoccaggio di greggio dellAmerica
Latina.
Amrico spiega che negli ultimi anni la
pesca diminuita del 90 per cento. Dice
che i giovani non vogliono pi pescare ma
lavorare per Petrobras. Non arrabbiato.
Vorrebbe solo che quel porto smettesse di
crescere. Sarebbe la ine di Ilhabela e del
nostro stile di vita. Accanto a lui Harry Fin-
ger, 52 anni, combattivo segretario comu-
nale per lambiente, lavora per lo stesso
obiettivo: il momento di prendere co-
scienza di quello che ci stiamo giocando,
altrimenti questo paradiso potrebbe diven-
tare un inferno. Il futuro del Brasile dorme
di fronte a queste coste. Il petrolio ancora
una scommessa lontana, ma tutto il paese si
ormai messo in moto per inseguire questa
speranza. Il Brasile stato uno dei primi
pae si a superare la crisi economica, racchiu-
de unimmensa ricchezza naturale, ha una
democrazia stabile e soprattutto accumula
le maggiori riserve di ottimismo del piane-
ta. Ecco perch se chiediamo a un brasilia-
no del futuro, la risposta sar sempre la
stessa: Tudo bem, tudo bom. u sb
Basta fare un salto nelle onnipresenti
favelas per rendersi conto
dei problemi strutturali e delle
diseguaglianze di cui sofre il Brasile
Scienza
Q
uando i medici non sono
daccordo, di solito espri-
mono i loro punti di vista
con cautela e usano un lin-
guaggio misurato. Negli ul-
timi mesi, per, ai piani alti
della psichiatria americana scoppiata una
guerra. Il pomo della discordia il Diagno-
stic and statistical manual of mental disor-
ders, o Dsm, il volume a cui gli psichiatri
fanno riferimento quando devono diagno-
sticare i disturbi mentali. Gli esperti della
materia stanno riscrivendo il manuale,
spesso deinita la bibbia della psichiatria, e
la tensione altissima. Due famosi psichia-
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 47
tri oggi in pensione sostengono che il nuovo
manuale, il Dsm-V, allargher a tal punto la
deinizione di malattia mentale da spingere
i medici a prescrivere farmaci inutili e peri-
colosi a milioni di persone. I dirigenti
dellAmerican psychiatric association
(Apa), che pubblica il volume, sostengono
invece che le critiche dei loro colleghi sono
motivate da interessi personali.
La psichiatria deve afrontare maggiori
diicolt rispetto ad altri settori della medi-
cina, perch le malattie della mente sono
meno conosciute di quelle del corpo. Ab-
biamo ancora unidea vaga delle cause fon-
damentali di quelle pi comuni (come la
depressione, la schizofrenia e i disturbi del-
la personalit) e non esistono test clinici per
diagnosticarle. I medici possono solo inter-
rogare le persone sul loro stato mentale e
osservare il loro comportamento, per poi
classiicare la malattia in base ai sintomi pi
evidenti.
Pubblicato per la prima volta nel 1952, il
Dsm discende dal manuale usato dalleser-
cito americano per stabilire se le reclute
erano mentalmente idonee al combatti-
mento. Oggi usato dai medici di tutto il
mondo.
La deinizione di un disturbo data dal
Dsm ha molte conseguenze. Le diagnosi
inluiscono sul tipo di trattamento che sar
suggerito ai pazienti e sulla possibilit che
le assicurazioni sanitarie lo rimborsino. In
alcuni casi possono aggravare la condanna
sociale che accompagna certe malattie ed
essere usate per bollare un individuo come
pericoloso per la collettivit.
Le dispute pi accese nascono dal timo-
re che lindustria farmaceutica possa intro-
mettersi nella riscrittura del manuale. Sono
stati esaminati i rapporti economici tra le
case farmaceutiche e le persone incaricate
di rivedere il Dsm, e tutte le modiiche che
potrebbero comportare un maggior uso di
farmaci sono state prese di mira.
La versione attuale del Dsm non per-
fetta. Il numero di disturbi aumenta dopo
ogni revisione e molti sono accompagnati
da liste di sintomi che devono essere con-
trollati prima di formulare una diagnosi.
Usando il manuale corrente, per esempio,
si pu arrivare a diagnosticare la schizofre-
nia tramite 114 diverse combinazioni di sin-
tomi. Eppure sono molti i pazienti che re-
stano fuori dallo schema.
Uno degli obiettivi dei gruppi di lavoro
addetti alla compilazione del Dsm-V met-
tere ordine nel caos. Nel caso della schizo-
Il libro
della psiche
Peter Aldhous, New Scientist, Gran Bretagna
Illustrazioni di Ale & Ale
Un gruppo di esperti sta riscrivendo il manuale
diagnostico degli psichiatri statunitensi. Alcuni
temono che la nuova edizione ampli il concetto
di malattia. Incoraggiando labuso di farmaci
48 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Scienza
frenia, per esempio, cercano di sempliicare
le diagnosi riducendo i sottotipi della ma-
lattia ed eliminando la confusione creata
dal fatto che i sintomi riscontrati in molte
persone afette da un disturbo corrispondo-
no anche ai criteri di altre malattie. La task
force del Dsm-V dovrebbe proporre una se-
rie di dimensioni da prendere in conside-
razione nella diagnosi principale del pa-
ziente. Per esempio, oltre a decidere se una
persona afetta da disturbo bipolare, i me-
dici devono stabilire se sofre di ansia e di
disturbi del sonno, e valutare le sue condi-
zioni in base a una semplice scala di gravit.
Per molti il primo passo verso un futuro
in cui le diagnosi psichiatriche avranno
una base pi scientiica, in cui le lunghe li-
ste di sintomi saranno sostituite da misu-
razioni scalari dei fattori determinanti per
la salute mentale. Ma qualcuno teme che
questo approccio dimensionale sia pre-
maturo e che, inch non avremo ampliato
le nostre conoscenze delle basi biologiche
della malattia mentale, questo metodo
non sar di nessuna utilit.
Alcune critiche particolarmente aspre
sono arrivate dalle persone che si sono oc-
cupate dellultima revisione del Dsm, nel
1980 e nel 1994. A luglio del 2009 Robert
Spitzer e Allen Frances, entrambi in pen-
sione, hanno scritto una lettera infuocata
allApa, accusandola di voler introdurre
modiiche assurde. In un altro editoriale
pubblicato sulla rivista Psychiatric Times,
Frances ha protestato perch quasi tutti i
revisori sono ricercatori universitari che
non hanno alcun rapporto con i medici e
con i pazienti.
Spitzer e Frances criticano anche il fat-
to che i membri dei vari gruppi di lavoro
hanno dovuto irmare un impegno alla ri-
servatezza. Non sappiamo quello che
stanno facendo, dice Spitzer. LApa spiega
che limpegno serve a impedire agli autori
di scrivere un loro manuale diagnostico
personale parallelamente a quello uicia-
le.
Infine, i due psichiatri temono che il
Dsm-V crei nuove categorie per deinire
forme blande di malattie come la schizo-
frenia, la depressione e la demenza. Il ri-
sultato sarebbe la totale medicalizzazione
della normalit e porterebbe a un uso inu-
tile e spropositato di farmaci, avverte
Frances.
Il prezzo della cura
Un gruppo di lavoro sta esaminando la
possibilit di diagnosticare la schizofrenia
o altri disturbi psicotici in fase iniziale,
prima che si verifichino episodi gravi. In
questa prima fase alcuni medici prescrivono
farmaci antipsicotici sperando di impedire
la progressione della malattia.
Questi farmaci possono avere effetti
collaterali gravi, come il calo della libido,
laumento di peso e fastidiosi spasmi e tre-
mori, quindi nessuno vorrebbe assumerli
senza un buon motivo. Tuttavia diicile
distinguere le persone destinate a svilup-
pare disturbi psicotici dai falsi positivi,
vale a dire da quei pazienti che guariranno
o sofriranno di una malattia diversa. Le
prove inora disponibili fanno pensare che
solo il 30 per cento delle persone conside-
rate a rischio di psicosi la svilupperanno nel
giro di tre anni.
Nonostante questo, William Carpenter,
uno psichiatra delluniversit del Maryland
a Baltimora che presiede il gruppo di lavoro
del Dsm-V sulle psicosi, cos convinto che
i veri positivi hanno bisogno di aiuto che
secondo lui aggiungere la categoria a ri-
schio di psicosi non sarebbe una cattiva
idea. Frances, invece, pensa che questa
proposta sia la pi pericolosa avanzata i-
nora. A marzo del 2009 Jane Costello del-
la Duke university di Durham, in North
Carolina, si dimessa dal gruppo di lavoro
sui disturbi dellinfanzia e delladolescen-
za, perch a suo avviso la revisione del
Dsm non aveva rigore scientifico. Mi
sembrava che non fosse supportata da un
suiciente lavoro empirico, dice.
La polemica sta degenerando. Alcuni
dirigenti dellApa hanno perino lasciato
intendere che la critiche di Spitzer e Fran-
ces potrebbero essere dovute al desiderio
di salvaguardare i diritti dautore che in-
cassano per la vendita delle guide cliniche
che fanno riferimento allattuale Dsm.
LApa ha risposto precisando che appena
uscir la nuova edizione, la pubblicazione
dei libri del dottor Frances associati al
Dsm-IV sar sospesa. Anche gli interessi
economici delle persone che stanno riscri-
vendo il Dsm-V sono al centro dellatten-
zione. LApa ha stabilito che i membri della
task force non possono ricevere pi di die-
cimila dollari allanno dallindustria far-
maceutica mentre lavorano al Dsm-V, e
che il valore delle azioni in loro possesso
non pu superare i cinquantamila. Secon-
do Lisa Cosgrove, che studia i conlitti eco-
nomici in psichiatria alluniversit del
Massachusetts a Boston, non suiciente.
Cosgrove ha osservato che lApa non ha
messo alcun limite alle sovvenzioni alla
ricerca, e che la percentuale di membri
della commissione che hanno rapporti con
lindustria farmaceutica esattamente la
stessa delledizione precedente, cio il 56
per cento.
La versione deinitiva del Dsm-V do-
vrebbe essere pubblicata a maggio del
2013. Appena i gruppi di lavoro comince-
ranno a pubblicare le modiiche proposte
sul sito web dellApa, si riapriranno le osti-
lit. u bt
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 49
Forse non avete mai sentito parlare di
ebeilia, ma questo oscuro disturbo as-
sume una grande importanza in tribunale.
Se la sua deinizione sar inclusa nel nuo-
vo Dsm, molte persone che hanno gi
scontato una condanna per reati sessuali
potrebbero tornare in prigione per sem-
pre, e per motivi che secondo alcuni sono
poco convincenti.
Il termine ebeilia si applica agli adulti
che sono attratti sessualmente dagli ado-
lescenti che hanno appena raggiunto la
pubert. diversa dalla pedoilia, che ri-
guarda chi attratto dai bambini prepube-
scenti. Il gruppo di lavoro del Dsm che si
occupa dei disturbi sessuali probabilmen-
te chieder che la pedoilia sia ribattezzata
pedoebeilia, e quindi includa anche lebe-
ilia. La richiesta giustiicata dalla ricerca
condotta da un membro del gruppo, Ray
Blanchard delluniversit di Toronto. Nel
suo studio sugli autori di reati sessuali
Blanchard ha usato uno strumento che ri-
leva il lusso del sangue nel pene per misu-
rare il grado di eccitazione che i soggetti
raggiungevano ascoltando materiale a
sfondo sessuale, ed giunto alla conclu-
sione che certi uomini sofrono di un di-
sturbo che li spinge a essere particolar-
mente attratti dalle bambine di et com-
presa tra gli 11 e i 14 anni.
La diagnosi proposta stata contestata
perch confonde il conine tra la pedoilia
e la normale attrazione degli uomini per le
adolescenti, che non deve per forza con-
cretizzarsi in un atto sessuale. Karen
Franklin, unesperta di psicologia crimina-
le di El Cerrito, in California, sostiene che
la diagnosi trasformerebbe in malattia
una preferenza di tipo evolutivo. Un tem-
po si viveva di meno e ci si accoppiava pri-
ma, spiega. Il gruppo di lavoro sta anche
prendendo in considerazione lipotesi che
a eccitare alcuni uomini sia lidea stessa
dello stupro, e vorrebbe deinire il proble-
ma disturbo parailico coercitivo. Ma
anche in questo caso, le prove si basano
sulla misurazione del lusso sanguigno nel
pene in risposta a immagini o discorsi a
sfondo sessuale, e la validit della diagno-
si fortemente contestata.
Le dispute sullebeilia e sul disturbo
parailico coercitivo non sono solo acca-
demiche: venti stati americani hanno gi
Ebeilia
Lutto
Transessualit
approvato leggi che consentono di tratte-
nere a tempo indeterminato in ospedale
gli autori di reati simili che hanno gi ini-
to di scontare la loro pena, se vengono
considerati predatori sessuali. E questo
possibile solo se sono afetti da un di-
sturbo psichiatrico che fa aumentare le
probabilit di recidiva, cosa che secondo il
Dsm-IV avviene in pochissimi casi.
Franklin sostiene che se lebeilia e il
disturbo parailico coercitivo saranno in-
clusi nel Dsm-V, potrebbero essere usati
per condannare allergastolo alcune per-
sone. u bt
La storia si ripeter? linterrogativo a cui
devono rispondere gli psichiatri che stan-
no cercando la deinizione di identit di
genere da inserire nel Dsm. In passato
lApa ha avuto rapporti diicili con le co-
munit gay, lesbiche e transessuali, perch
ino al 1973 ha inserito lomosessualit tra
i disturbi psichiatrici. Alcuni attivisti tran-
sessuali chiedono che il disturbo delliden-
tit di genere (Dig) sia eliminato dalla lista
delle malattie mentali.
Il loro movimento sceso in guerra
contro il comitato del Dsm-V che si occu-
pa dei disturbi dellidentit di genere, e in
particolare contro la scelta di Kenneth Zu-
cker delluniversit di Toronto come suo
coordinatore. Per gli attivisti la sua pre-
senza nel gruppo un insulto, perch in
passato Zucker ha studiato le terapie per
riorientare i bambini che hanno la sensa-
zione di essere nati del sesso sbagliato.
Una petizione online che contesta la com-
posizione del gruppo ha raccolto 9.500 ir-
me. Ma probabilmente sar il gruppo stes-
so a suggerire delle modiiche in grado di
alleviare le tensioni. Potrebbe, per esem-
pio, cambiare la formulazione della dia-
gnosi, che molti transessuali considerano
ofensiva. La denominazione di disturbo
dellidentit di genere d la falsa impres-
sione che lidentit di genere delle varianti
sessuali sia un disturbo psichiatrico in s,
dice Kelley Winters, fondatrice dellasso-
ciazione che si batte per la riforma del Dig.
Il gruppo non ha ancora rivelato come
intende chiamarlo, ma non user pi la
parola disturbo. Siamo sensibili ai pro-
blemi linguistici, dice Zucker. Una solu-
zione potrebbe essere disforia di genere,
che esprime soprattutto il disagio delle
persone che si trovano a vivere in un corpo
che non corrisponde alla loro identit.
Questa soluzione non accontenterebbe gli
attivisti che vorrebbero eliminare del tutto
dal Dsm lidentit di genere. Per altri, in-
vece, un nome diverso potrebbe incorag-
giare i transessuali che si vergognano di
chiedere aiuto a esprimere il loro disagio e
ottenere gratuitamente gli interventi chi-
rurgici necessari per cambiare sesso. Oggi
molti transessuali sono in diicolt perch
le assicurazioni non riconoscono quegli
interventi come necessari per la salute
della persona e quindi rimborsabili. u bt
Perdere una persona amata levento pi
devastante nella vita di molti, eppure la
diagnosi uiciale di depressione esclude
speciicamente chi ha appena subto un
lutto. Nel nuovo Dsm anche questo po-
trebbe cambiare.
ormai noto che il lutto provoca sinto-
mi depressivi. Non solo: si sa anche che le
persone che hanno subto una perdita rea-
giscono ai farmaci antidepressivi come
chiunque altro presenti gli stessi sintomi.
Secondo Jan Fawcett delluniversit del
New Mexico ad Albuquerque, che coordi-
na il gruppo di lavoro del Dsm-V sui di-
sturbi dellumore, sarebbe ora di classii-
care come depresse le persone recente-
mente colpite da un lutto.
Per molte di loro basta il tempo a cal-
mare il dolore. Ma circa il 10 per cento del-
le persone che hanno subto una perdita
ancora debilitato dopo sei mesi, e pu ri-
manere prigioniero del dolore per anni.
Tenendo conto di questa soferenza il
nuovo Dsm potrebbe introdurre una nuo-
va diagnosi di dolore complicato o di
sindrome da dolore prolungato. A favore
di questa soluzione lquipe guidata da
Holly Prigerson della facolt di medicina
di Harvard, che ha dimostrato che questo
problema pu essere diagnosticato con
certezza. Katherine Shear, che oggi lavora
presso la Columbia university di New
York, ha scoperto, inoltre, che il disturbo
risponde bene a una forma di terapia stu-
diata appositamente per aiutare le perso-
ne colpite da un lutto a riprendere una vita
normale.u bt
New Scientist
A che et sei
troppo giovane?
Siamo quello che
diciamo di essere
Quando il dolore
una malattia
50 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Germania
B
rigitte van der Velde mon-
tava interruttori elettrici
tutti i giorni e nessuno si
era accorto di niente. Per
venticinque anni ha lavo-
rato in una piccola fabbri-
ca vicino Brema: centinaia di volte al gior-
no infilava un pezzetto di plastica in un
supporto, avvitava un pezzo di metallo e
saldava dei ili elettrici. Lavorava accanto
alla madre, ma neanche lei si era mai ac-
corta di niente. Brigitte custodiva gelosa-
mente il suo segreto, riiutava perino le
promozioni, se il nuovo ruolo prevedeva
mansioni amministrative. Quando biso-
gnava irmare un cartoncino dauguri per
qualche compleanno, tracciava dei segni
imparati a memoria che indicavano il suo
nome. Nessuno aveva capito che Brigitte
non sapeva n leggere n scrivere.
Le cose sono andate bene ino allarrivo
di una nuova macchina per montare inter-
ruttori pi in fretta e a costi pi bassi. Bri-
gitte aveva capito subito che sarebbe stata
licenziata, perch il funzionamento della
macchina era descritto da una tabella pie-
na di segni, che per le colleghe erano paro-
le e numeri ma per lei non signiicavano
niente. Allora ha chiesto la risoluzione
consensuale del contratto. Sono passati 17
anni e non ha pi avuto un lavoro.
Oggi, per, Brigitte non analfabeta: in
questi anni ha frequentato una volkshoch-
schule (una specie di liceo popolare rivolto
a tutti, soprattutto agli immigrati e alle
classi pi povere) e ha fatto grandi progres-
si. Ma in unepoca di cifre e lettere, compu-
ter e display digitali questo non basta per
trovare lavoro. Le professioni non specia-
lizzate sono praticamente scomparse,
spiega Marion Dbert, unesperta di alfa-
betizzazione che collabora con lUnesco.
Oggi per un magazziniere lo strumento
pi importante non il carrello elevatore,
ma il computer.
Quelli come Brigitte van der Velde sono
analfabeti funzionali, persone che si trova-
no in diicolt anche davanti a cartelli indi-
catori e orari. Secondo lAssociazione na-
zionale per lalfabetizzazione, in Germania
gli analfabeti funzionali sono almeno quat-
tro milioni. E a quelli che non sanno leggere
ma vorrebbero imparare si sono aggiunti
quelli che sanno leggere ma non vogliono
pi farlo. Secondo la fondazione Lesen, in-
fatti, un quarto dei tedeschi adulti non leg-
ge pi libri. Nellera digitale intere categorie
professionali considerano la lettura di un
romanzo una perdita di tempo. Questo tipo
di analfabetismo interessa quasi tutti gli
strati della societ, compresi studenti e ma-
nager. La Germania sta disimparando a
leggere? Alle scuole elementari gli inse-
gnanti usano versioni sempliicate dei libri
per linfanzia, perch hanno limpressione
che molti alunni non capiscano pi la ver-
sione originale. Alle medie e alle superiori
vengono eliminati i passi pi complessi di
classici come La brocca rotta di Heinrich
von Kleist o Romeo e Giulietta di William
Shakespeare. Agli autori di uno studio
delluniversit di Dortmund alcuni docenti
di materie umanistiche hanno parlato non
solo di una certa pigrizia nella lettura, ma
di una vera e propria dislessia intellettua-
le, perch solo pochi studenti riescono a
comprendere testi complessi e di argomen-
to astratto.
Ma oggi davvero importante leggere
La brocca rotta? Una ricerca dellOrganiz-
zazione per la cooperazione e lo sviluppo
economico (Ocse), basata sullincrocio di
una serie di dati scientiici, conferma che
In parole
povere
Roman Pletter, Die Zeit, Germania
Foto di Thomas Meyer
Studenti che non capiscono i testi complessi.
Scuole che usano edizioni abbreviate dei
classici. Banchieri che seguono corsi di
lettura. A molti tedeschi non piace pi leggere
O
S
t
K
r
E
U
z
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 51
saper leggere pi importante che mai. In
una societ moderna saper leggere ha con-
seguenze dirette sul reddito, sulloccupa-
zione e sulla salute. Le persone con compe-
tenze limitate nella lettura hanno pi pro-
babilit di dover dipendere dalla previden-
za sociale o di entrare nel mondo della cri-
minalit. Allora perch i tedeschi leggono
di meno? Perch i libri sono diventati trop-
po noiosi? O perch la vita gli lascia sempre
meno tempo per leggere? E cosa signiica
saper leggere oggi?
Arretramento sociale
Una prima risposta la forniscono, nel loro
ufficio di Heidelberg, Marc Calmbach e
Carsten Wippermann, due esperti di ricer-
che di mercato che lanno scorso hanno
elaborato delle previsioni sullandamento
del mercato librario nei prossimi dieci anni
per conto del Brsenverein des deutschen
Buchhandels, lassociazione dei librai tede-
schi. Escono sempre pi libri (Calmbach e
Wippermann parlano di un vero e proprio
diluvio), ma quelli che si vendono sono
solo una piccola parte e quelli letti per inte-
ro sono ancora meno.
Calmbach e Wippermann proiettano
un graico sul muro della sala riunioni per
spiegare la scoperta che li ha impressiona-
ti di pi: spaventato dalla prospettiva di un
arretramento sociale, il ceto medio tede-
sco legge ancora, ma lo fa in modo diverso
rispetto al passato. Sul graico ci sono due
ovali. Quello pi grande rappresenta il ceto
medio, il moderno mainstream ossessio-
nato dallo status sociale, dice Wipper-
mann, che aspira a diventare esta-
blishment. Lovale pi piccolo rappresenta
i materialisti consumisti, un ceto infe-
riore pi orientato verso i beni materiali,
che costituisce il 12 per cento dei tedeschi.
Le famiglie del ceto medio temono di pre-
cipitare al livello inferiore, spiega Wipper-
mann, e vogliono che i loro igli imparino
a leggere bene per mantenere il loro sta-
tus. Wippermann parla di approccio
container: si apre il bambino, ci si mette
dentro il sapere e poi si chiude. Tra le per-
sone che ha intervistato, racconta il ricer-
catore, cera una signora che ogni sera leg-
geva il dizionario della lingua tedesca a suo
iglio.
Calmbach e Wippermann parlano di
lettura funzionale: meglio mettere insie-
me afannosamente libri e conoscenze che
fare unesperienza piacevole. Le scelte po-
litiche dei ministri dellistruzione dei land
tedeschi sono rivolte proprio a queste per-
sone, non ai igli di chi prende il sussidio di
disoccupazione o degli immigrati. I politici
hanno puntato ai voti del ceto medio: regi-
strano il suo umore con la stessa sensibilit
di un sismografo.
Per questo sulla scrivania di Gabriele
Biela continuano ad aumentare i testi sco-
lastici. Alcuni hanno lo stesso nome, ma la
copertina ha un colore diverso: ogni mini-
stro dellistruzione, infatti, vuole il suo te-
sto, altrimenti non ne autorizza ladozione
nelle scuole del land. Biela lavora per la
Cornelsen, una delle principali case editri-
ci di libri scolastici in Germania, ed an-
che la testimone diretta di un degrado che
lei stessa ha cercato di fermare scendendo
a compromessi, cio sempliicando i testi
adottati dalle scuole.
Nel 1999 Biela ha visitato diverse scuo-
le tedesche e, parlando con gli insegnanti,
ci ha messo poco a capire che proporre let-
ture come La brocca rotta di Kleist alle me-
die o Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren
alle elementari non funzionava pi. Gli in-
segnanti le parlavano di un mondo scola-
stico sconvolto, in cui gli istituti si scam-
biavano gli alunni problematici: Tu ti
prendi il mio ragazzo violento e io mi pren-
do il tuo che si droga. Nelle quinte classi
delle elementari cerano alunni di dieci an-
ni e altri di sedici. I professori avrebbero
voluto leggere dei buoni libri, ma i loro al-
lievi non erano in grado di seguirli. Biela si
trovata di fronte a un interrogativo mora-
le: la letteratura, che per lei era sacra, do-
veva restare intoccabile rischiando di non
essere letta da nessuno o poteva essere
semplificata? Aveva senso una versione
light della Lindgren?
nata cos la collana Einfach klassisch
(Semplicemente classico), che comprende
romanzi e opere teatrali con strutture sin-
tattiche pi semplici rispetto agli originali:
i testi sono pi brevi e corredati da illustra-
Berlino, Germania. Il monumento allOlocausto
52 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
zioni. Molti hanno trovato ridicola lidea,
ma Biela vede la cosa in un altro modo: Da
sempre sono abituata a rivolgere unatten-
zione particolare agli alunni che hanno
problemi, per i quali lalternativa tra una
versione sempliicata o niente.
In quello stesso anno la sua collega Su-
sanne Dahlbdding ha realizzato una ver-
sione sempliicata anche di Emma e il ge-
nietto blu di Cornelia Funke, un famoso li-
bro per linfanzia. Anche alle elementari la
capacit di lettura di alcuni bambini mol-
to ridotta, spiega Dahlbdding, e solo quei
libri semplificati permettono agli inse-
gnanti di far parlare di un testo tutti gli
alunni di una classe. Alcuni insegnanti le
hanno raccontato di bambini che hanno
letto un libro intero per la prima volta nella
loro vita.
Ma oggi perino una grande sempliica-
trice come Biela sostiene che la lettura
orientata solo allapprendimento e al risul-
tato rischia di essere dannosa. Cosa succe-
derebbe se nessuno sapesse pi leggere li-
beramente e con un patrimonio personale
dimmaginazione? Bisognerebbe leggere
per il piacere della conoscenza e senza fret-
ta, dice Biela. Ma spesso, quando si fa
lanalisi del testo, si pensa solo a superare
lesame.
Unazione innaturale
Luniversit Zeppelin di Friedrichshafen,
un ambiente silenzioso e ovattato con vista
sul lago di Costanza, lateneo preferito
delllite tedesca. Questa prestigiosa uni-
versit privata ha qualcosa in comune con
la casa editrice Cornelsen: il preside della
Zeppelin, Stephan Jansen, pensa che i suoi
studenti debbano imparare di nuovo a leg-
gere. Il professore preoccupato soprat-
tutto per quelli che frequentano il suo cor-
so di economia aziendale: presto troveran-
no lavoro in piccole e grandi imprese senza
saper fare quello che ci si aspetta da loro,
cio prendere decisioni anche in situazio-
ni diicili.
Jansen, infatti, convinto che per gui-
dare unimpresa ci vogliano persone abi-
tuate alla lettura ed educate al conlitto.
Persone che conoscano il conlitto, se non
grazie alle loro esperienze personali, alme-
no attraverso i libri. Jansen, per, ha quasi
perso ogni speranza. Oggi la formazione
dei dirigenti fatta di cifre e di manuali ul-
tracompressi. Ha successo, ma inutile,
dice il professore. Jansen vede sempre pi
studenti che imparano a memoria gli ap-
punti e docenti che non hanno nessun inte-
resse per la discussione e il contradditto-
rio. Secondo lui, invece, il vero compito
dellistruzione universitaria la produ-
zione di dissenso. Ecco perch ai suoi stu-
denti fa leggere soprattutto opere scientii-
che e ilosoiche: devono imparare a con-
frontare tra loro testi lunghi, perch lam-
ministratore delegato di unazienda deve
saper leggere rapporti e analizzare infor-
mazioni contraddittorie.
Jansen riiuta le presentazioni con Po-
werpoint: vuole testi complessi, testi origi-
nali di sociologi come Max Weber e Niklas
Luhmann. Testi originali: il piacere con
cui il professore pronuncia queste parole
suona stranamente fuori moda in un mon-
do economico che pensa di non avere pi
tempo per niente. E non importa che i suoi
studenti non capiscano sempre tutte le pa-
role, perch anche non capire al volo qual-
cosa unesperienza cognitiva. Nella for-
mazione dei dirigenti e nei master di ge-
stione aziendale, aggiunge il docente, il
fallimento non previsto. Ma chi studia
gestione dimpresa si trover spesso di
fronte a situazioni diicili da risolvere. A
cosaltro servono i dirigenti? Per questo gli
studenti devono imparare a superare le
contraddizioni. I manager hanno a che fare
continuamente con cifre e prospetti che
sono solo immagini della realt. Ecco per-
ch Jansen convinto che la diferenza tra
un manager mediocre e uno bravo sta nella
capacit di lettura.
Se i lettori fossero tutti come quelli che
ha in mente Jansen, forse lattuale crisi i-
nanziaria non sarebbe stata cos grave. In
in dei conti i manager si sono idati di una
serie di lettere, come la sigla AAA, per giu-
dicare la qualit degli investimenti. Se
avessero letto di pi, se si fossero informa-
ti di pi, forse avrebbero scoperto in tempo
le contraddizioni.
Ma il mondo funzionerebbe davvero
meglio se tutti si dedicassero alle buone
letture? Secondo Peter Walburg, non pro-
prio cos. Walburg un analista della Dws
Investments, il pi grande fondo dinvesti-
mento tedesco. Sono tempi duri per i ma-
nager come lui: i titoli in borsa hanno perso
valore e i fondi registrano forti perdite. Gli
investitori hanno bisogno di informazioni
per poter decidere: bilanci, rapporti degli
analisti, bollettini di mercato, notizie dei
giornali. Nel mondo delle banche di Fran-
coforte sul Meno in corso una guerra del-
la lettura: Chi riceve le informazioni pi
rapidamente ha pi probabilit di guada-
gnare, dice Walburg.
Chi lavora in borsa legge solo in funzio-
ne della sua attivit. Allinizio della carrie-
ra, venticinque anni fa, Walburg stava se-
duto al telex e confrontava le oscillazioni
mensili del mercato. Oggi ci sono variazio-
ni ogni minuto: cambiato il modo di
leggere. Non dobbiamo pi cercare le in-
formazioni, perch ci vengono fornite no-
tizie ventiquattrore su ventiquattro. Ma
bisogna leggerle e valutarne limportanza
pi velocemente degli altri. Comunque si
tratta di scorrere al massimo una pagina
per argomento. E a Francoforte chi non
in grado di farlo direttamente in inglese
gi un analfabeta funzionale. Walburg am-
mette di non riuscire pi a leggere i pro-
spetti di migliaia di pagine pubblicati dalle
aziende e aggiunge che non ci riesce nean-
che chi li redige, perch di solito queste
persone si limitano a copiare e incollare
dei testi scritti da altri.
Intanto molte banche organizzano dei
corsi di lettura veloce, a cui ha partecipato
anche Walburg. In unaula delluniversit
di Francoforte sono riuniti un manager
bancario, uno studente di economia politi-
ca, una dipendente di eBay, un consulente
aziendale, una studentessa di germanisti-
ca e una di economia. Lobiettivo far ta-
cere tutti quegli omini che abbiamo nelle
orecchie, dice il direttore del corso, Wolf-
gang Schmitz. Allude agli omini che du-
rante la lettura bisbigliano le parole nella
testa del lettore: lui vorrebbe eliminarli, o
almeno farli tacere, perch convinto che
questi piccoli bisbigliatori riducano la ve-
locit di lettura.
Schmitz dirige unazienda, la Improved
Reading, che ofre corsi di lettura in tede-
sco e in inglese. In sei anni ha avuto pi di
cinquemila clienti. Schmitz ripete ai suoi
allievi che mentre leggono non devono fa-
re associazioni mentali, altrimenti si crea
un buco in cui si afollano altri pensieri, so-
prattutto se il testo noioso. Non devono
pi occuparsi di registrare ogni singola pa-
rola, perch possibile registrare ino a
quattro vocaboli senza fermare locchio.
Chi si iscritto al corso vuole ottenere un
Germania
Alle medie e alle superiori vengono
eliminati i passi pi complessi di
classici come La brocca rotta di
Heinrich von Kleist
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 53
nale come Der Spiegel, per esempio, tra-
scorrono 37 minuti al mese sulle sue pagi-
ne.
In rete esistono dei siti che ofrono noti-
zie a richiesta, cio sfornano brevi articoli
sulle parole chiave pi digitate su Google.
come se gli studenti potessero scegliere da
soli gli argomenti della loro lezione. Questa
dittatura del lettore spinge anche i redatto-
ri online dei giornali di qualit a concedere
a un servizio fotograico su Britney Spears
la stessa visibilit data agli articoli di politi-
ca. Ma secondo Strunz, non durer, per-
ch alla lunga i lettori finiranno col non
sentirsi presi sul serio. Il direttore
dellAbendblatt ritiene che internet favori-
r una rinascita dei giornali, perch i letto-
ri, di fronte a siti che hanno gli stessi conte-
nuti, sentono il bisogno di un punto di rife-
rimento. Strunz pensa di stampare
lAbend blatt in versione cartacea solo il sa-
bato, e tutti gli altri giorni della settimana
pubblicarlo esclusivamente su internet.
Ma questidea, aggiunge, ancora in di-
scussione.
Controllo totale
Negli uici del suo editore, Axel Springer,
un cartellone con la pubblicit della Bild-
Zeitung recita: Diciamoci la verit: a chi
piace leggere articoli che durano uneterni-
t e non iniscono mai?. Per Brigitte van
der Velde sarebbe un sogno, visto che per
lei gi faticoso leggere la Bild. Ma Brigitte
vive in un mondo diverso da quello dei let-
tori online: alla volkshochschule di Olden-
burg si sforza di entrare nel mondo dellal-
fabeto. La maggior parte dei suoi compagni
di corso non riesce a trovare un lavoro da
anni.
Io ho due vite, dice Brigitte, una pri-
ma della scrittura e una dopo. Nel suo ca-
so, imparare a leggere ha coinciso con la
separazione dal marito. Un fenomeno che i
suoi insegnanti conoscono bene: quando
un analfabeta impara a leggere, spesso le
relazioni importanti della sua vita si rom-
pono. Chi capace di leggere lorario degli
autobus non pi controllabile. E lex mari-
to di Brigitte esercitava un controllo totale
su di lei.
Da qualche tempo gli studenti del suo
corso realizzano un giornale in cui raccon-
tano la loro vita. Ci mettono ancora molto
tempo per scrivere le parole, mi dice uno di
loro. Ma ora, quando cerca sul televideo le
informazioni su un ilm, riesce a leggere il
breve testo della pagina. Certe volte ci
vuole uneternit se ci sono parole diici-
li, spiega. Altrimenti vado avanti veloce,
e in dieci minuti arrivo in fondo. u ma
vantaggio nella guerra della lettura: per
acquisire pi rapidamente le informazioni
necessarie alla tesi del dottorato, per smal-
tire pi rapidamente la posta elettronica o
per avere pi tempo per la famiglia.
Tra un esercizio e laltro Schmitz fa va-
lutare agli stessi partecipanti i loro progres-
si attraverso lefective reading rate, lindice
di lettura eicace, che si ottiene moltipli-
cando il numero di parole lette al minuto
per la percentuale di risposte date corretta-
mente a una serie di domande sul testo. A
chi dice che i suoi sono corsi di turbolettu-
ra Schmitz ribatte che lobiettivo princi-
pale la comprensione del testo e sottoli-
nea quanto aumenterebbe leicienza delle
imprese se i loro dipendenti sapessero leg-
gere meglio e pi rapidamente.
Dopo le due giornate di corso gli stu-
denti sono soddisfatti, anche se ritengono
che questo modo di leggere non sempre si
pu adattare alla letteratura. Ci sono testi
che non possono suonare bene senza
quellomino che ti bisbiglia allorecchio:
romanzi e poesie che fluiscono ritmica-
mente, testi che anche i manager possono
apprezzare a patto che non abbiano ancora
adattato completamente il loro modo di
leggere al loro lavoro.
In questo viaggio attraverso la Germa-
nia che non legge ritorna sempre pi spes-
so un interrogativo: in che misura le case
editrici e i mezzi di comunicazione contri-
buiscono a cambiare il modo di leggere? Il
lettore moderno e giovane di giornali pre-
ferisce leggere qualcosa preparato apposta
per lui. Lo sa bene Claus Strunz, che osser-
va gli utenti dei mezzi di comunicazione da
anni: dopo essere stato direttore del Bild
am Sonntag, il domenicale del tabloid Bild-
Zeitung, passato al quotidiano ambur-
ghese Abendblatt. Solo se Strunz capisce
quali sono i gusti dei lettori, riuscir a ven-
dere i suoi giornali. Da mesi i redattori
dellAbend blatt pubblicano i loro articoli
prima sul sito del quotidiano e il giorno do-
po sulla versione cartacea. Prima, dice
Strunz, raggiungevamo i lettori allora
della colazione, oggi possiamo servirli du-
rante lintera giornata grazie al compu-
ter.
Strunz parla di unopportunit stori-
ca, perch il 90 per cento delle persone
che visitano ogni mese il sito dellAbend-
blatt non leggerebbe comunque la versio-
ne cartacea del quotidiano. Oggi i tedeschi
che leggono i giornali hanno in media pi
di 50 anni, mentre i lettori online sono
molto pi giovani.
Ai giornalisti basta un clic per sapere
quante persone hanno visitato il sito, quali
pagine hanno visto, cosa hanno letto e se,
davanti ad articoli lunghi, sono andati oltre
la prima pagina. Le notizie che riscuotono
pi interesse tra i lettori dellAbendblatt
sono quelle che riguardano la squadra di
calcio dellAmburgo, seguite dalla cronaca
nera. Ma al terzo posto, dice Strunz, c
spesso un articolo lungo. Il problema che
non sempre i visitatori del sito sono anche
dei lettori: molti si fermano ai titoli. I visi-
tatori medi del sito di un grande settima-
Berlino, Germania
O
S
T
k
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E
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Portfolio
Nomadi
dIrlanda
Gli irish travellers sono una comunit
cattolica molto devota che vive ai
margini della societ. La loro esistenza
scandita dalle celebrazioni religiose.
Le foto di Francesco Alesi
56 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Portfolio
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 57
Visita al santuario della Santa vergine a Knock. Nelle pagine precedenti: la tomba di un irish traveller a Ballymote.
58 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
G
li irish travellers sono un popolo nomade
che vive ai margini della societ irlandese
e si distingue dal resto della popolazione
per lingua e tradizioni. I travellers si occu-
pano soprattutto del commercio dei cavalli e della lavo-
razione del ferro. Vivono in accampamenti nelle peri-
ferie delle citt e nelle campagne: in alcuni casi su aree
concesse dalle autorit locali, ma spesso su terreni pub-
blici o privati occupati illegalmente. Il governo irlande-
se non riconosce i travellers come gruppo etnico, ma
come gruppo sociale. Secondo il censimento del 2006,
i travellers che vivono nel paese sono 22.400, lo 0,5 per
cento della popolazione (altre comunit si sono difuse
in Gran Bretagna e negli Stati Uniti). In Irlanda pi del
50 per cento dei nomadi muore prima di arrivare a qua-
rantanni. La mortalit infantile dieci volte superiore
a quella del resto della popolazione.
Gli irish travellers sono considerati una delle comu-
nit cattoliche pi devote del mondo. Girano il paese in
lungo e in largo per visitare santuari e altri luoghi di
culto (i principali sono la cappella di Croagh Patrick e il
santuario di Knock). Si fanno seppellire nei cimiteri
comuni, ma le loro lapidi sono veri mausolei che pos-
sono costare ino a 40mila euro. u
Francesco Alesi nato a Roma nel 1975. Il suo reportage
sugli irish travellers, God bless ya, stato realizzato
nellestate del 2008.
Sopra: una famiglia in
visita al santuario di
Knock. In occasione
del pellegrinaggio
annuale, che si svolge
il 15 agosto, sono
spesso combinati i
matrimoni. Nella
pagina accanto, in
alto: la cappella di
Croagh Patrick. Il
monte prende il nome
da san Patrizio, che nel
411 dC raggiunse la
vetta. A ianco, da
sinistra: il santuario di
Knock; il bagno di una
casa a Finglas; un
autobus noleggiato per
un matrimonio.
Portfolio
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 59
60 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Ritratti
I
n una gelida mattina, decine di
abitanti di Arkul sono in ila da-
vanti ai cancelli dei cantieri na-
vali per assistere a un evento
straordinario. A memoria duo-
mo nessun governatore mai
venuto a visitare questa sperduta cittadina
sul iume Vjatka, ottocento chilometri a
nordest di Mosca. Quando scende da una
vecchia Land Rover con indosso un paio di
jeans consumati e un berretto dei New
York Yankees, Nikita Belykh si distingue
subito dal tipico burocrate russo di provin-
cia.
Ma non solo il suo aspetto a essere
strano. Belykh, uno dei pi noti attivisti de-
mocratici russi, ha lottato a lungo contro
lapparato postsovietico e i suoi vecchi
amici sono rimasti scioccati quando ha ab-
bandonato le proteste di piazza per accet-
tare un posto come governatore della re-
gione di Kirov. Belykh, per, ha afrontato
il nuovo incarico con la stessa energia di
quando era uno dei leader dellopposizio-
ne. Appena sceso dallauto, si mette a tem-
pestare di domande il direttore del cantie-
re chiedendo cos che non va. Mi dica
cosa fate, chiede Belykh. Voglio sapere
tutto.
I cantieri navali fanno parte di un espe-
rimento con cui Belykh spera di riuscire a
trasformare la regione e per il quale ha ot-
tenuto il nulla osta del presidente Dmitrij
Medvedev. stato Medvedev in persona a
scegliere Belykh come governatore di Ki-
rov alla ine del 2008, aidandogli un labo-
ratorio socioeconomico che si estende su
un territorio pi vasto dellInghilterra. Ki-
rov un microcosmo dei problemi della
Russia di oggi, tra cui spiccano la disoccu-
pazione cronica, le infrastrutture in rovina
e la sanit pubblica al collasso. Medvedev
ha fatto sapere che Kirov un suo progetto
personale e che Belykh un suo protetto.
Se lex attivista riuscir a rivitalizzare la
regione, il suo esperimento potr essere
applicato in tutta la Russia. Molti sperano
nel fallimento di noi liberali, dice Belykh.
Ma con il mio lavoro voglio dimostrare
che sbagliano.
Per dovr fare in fretta. Medvedev a
favore di cambiamenti radicali, ma non ha
molto tempo a disposizione. Vladimir Pu-
tin ha gi lasciato intendere che nel 2012
vuole riprendere la presidenza. Inoltre,
allinterno di Russia unita, il partito di
Medvedev e Putin, il progetto di Kirov
giudicato con crescente ostilit.
Allinizio dellottobre del 2009 la sezio-
ne giovanile del partito, la Giovane guar-
dia, ha manifestato contro il progetto di
una conferenza sullo sviluppo regionale a
Kirov. Spinti da false voci secondo cui la
conferenza era sponsorizzata dallIstituto
repubblicano internazionale statunitense,
i contestatori hanno innalzato cartelli con
slogan come Cacciamo gli organizzatori
di Washington e Yankee go home!, at-
taccando apertamente Medvedev.
Belykh, per, non si lascia scoraggiare.
La sua storia un caso a s anche tra gli at-
tivisti democratici russi. cresciuto in una
famiglia colta vicino a Perm, negli Urali. I
suoi genitori volevano mandarlo in una
delle migliori scuole di Mosca ma, alla
morte del padre, Belykh ha deciso di rima-
nere a Perm con la madre. Aveva sedici
anni e quello stesso anno Boris Eltsin, in
piedi su un carro armato, si opposto a un
tentativo di golpe compiuto da sostenitori
del vecchio regime contrari alle riforme.
Ancora oggi il primo presidente della
Russia postsovietica leroe di Belykh. La
mia una generazione di democratici elt-
siniani, dice. Anche se il paese era in
condizioni drammatiche, Eltsin ebbe il co-
raggio di dare al popolo la libert. Purtrop-
po non siamo riusciti a conservarla. Ora
dobbiamo riconquistarla.
Giovane e ambizioso, Belykh si
laurea to in giurisprudenza e in economia a
Perm. A 23 anni diventato il vicepresiden-
te di un gruppo finanziario locale e nel
2004 diventato vicegovernatore della re-
gione. Lanno precedente si era candidato
al parlamento federale con lUnione delle
forze di destra, ma il partito riformista non
era riuscito a ottenere seggi.
Belykh ha continuato a militare nel par-
tito e nel 2005 si trasferito a Mosca per
diventarne il leader. A quei tempi lUnione
delle forze di destra era in crisi e qualcuno
dei suoi ha cominciato a prendere in consi-
derazione la possibilit di un accordo con
Putin. Belykh si opposto. Non volevo
diventare una pedina del Cremlino, ricor-
da. A quel punto ha deciso di abbandonare
il partito per protesta.
Allepoca le tattiche intimidatorie di
Putin erano riuscite a neutralizzare loppo-
sizione liberale in Russia. Tuttavia Belykh
non voleva rassegnarsi al declino della vita
democratica nel paese. Putin guadagnava
consensi con una politica estera aggressi-
Nikita Belykh
Esperimento russo
un oppositore di Putin ma
lavora per il Cremlino. Perch
convinto che le riforme
democratiche in Russia
debbano partire a livello locale
Owen Matthews e Anna Nemtsova, Newsweek, Stati Uniti. Foto di Alexander Gronsky
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Gli amici di Belykh si
sono stupiti quando
ha abbandonato le
proteste di piazza per
accettare il posto di
governatore della
regione di Kirov
62 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Ritratti
va, ma la Russia si ripiegava su se stessa. Le
riforme locali, essenziali per la crescita del
paese, non ricevevano la giusta attenzio-
ne.
Per questo Belykh ha deciso di concen-
trare i suoi sforzi in questo settore e ha
chiesto a Medvedev di lavorare in unam-
ministrazione regionale. Sapeva che i vec-
chi compagni di partito lavrebbero accu-
sato di essersi venduto ma non aveva altre
possibilit. Cos, nel dicembre del 2008
Medvedev lha nominato governatore di
Kirov.
Tuttavia Mosca non voleva correre ri-
schi. Belykh ha dovuto afrontare un primo
colloquio con Vladislav Surkov, lideologo
del Cremlino, che gli ha raccomandato di
non parlare in pubblico di argomenti come
la guerra in Georgia. A Belykh stato con-
cesso di condurre una volta alla settimana
il programma Il diario del governatore alla
radio Eco di Mosca, ma solo a patto di non
afrontare temi scomodi.
Una Lexus allasta
Belykh entrato in carica come governato-
re di Kirov nel gennaio di un anno fa e la
prima cosa che ha fatto stato appendere
un ritratto di Eltsin nel suo uicio. Poi ha
venduto allasta lauto del suo predecesso-
re, una Lexus. Non ha vietato le manifesta-
zioni, compreso un poco afollato gay pri-
de, ed disposto a incontrare chiunque
abbia delle critiche da presentare. Lavora
dodici ore al giorno e passa la maggior par-
te del tempo ad ascoltare i cittadini.
Gli abitanti della regione hanno molti
motivi per lamentarsi. Il tasso di disoccu-
pazione vicino al 20 per cento. La Lukoil,
lunico distributore di carburante, sfrutta il
monopolio per imporre i prezzi pi alti
dellintero distretto federale del Volga. Le
infrastrutture e i servizi pubblici sono una
costante fonte di scandali. E, come nel re-
sto della Russia, i dati demograici sono un
disastro: tra il gennaio e lagosto del 2008
la regione di Kirov ha registrato 10.417 na-
scite e 16.204 morti su una popolazione
complessiva di 1,5 milioni di abitanti. Inol-
tre si stima che nel 2008 15mila persone si
siano trasferite in altre parti della Russia in
cerca di una vita migliore.
Ma la cosa pi diicile per Belykh af-
frontare la diidenza dei cittadini nei con-
fronti della burocrazia statale. Per la pri-
ma volta in vita mia sono costretto a difen-
dere il governo, dice. Di recente, raccon-
ta, ha irmato un accordo sulla sicurezza e
la tutela dei posti di lavoro con i rappresen-
tanti degli imprenditori locali. Il giorno
dopo stata pubblicata una lettera aperta
che lo accusava di voler tagliare gli stipen-
di degli insegnanti. Unaltra volta, alcune
ong locali hanno organizzato una manife-
stazione contro i rincari dei servizi e
dellenergia proprio il giorno successivo
alla richiesta di Belykh di trovare una solu-
zione al problema. Vorrei far presente a
queste persone che ho molta pi esperien-
za di loro in fatto di proteste. Ma sono a loro
disposizione e gli chiedo di cercare solu-
zioni condivise.
Il problema pi grave, per, sono le for-
ze di polizia. Le ong hanno documentato
decine di abusi, compresi alcuni presunti
casi di sodomia contro persone fermate
dagli agenti. Almeno quattro presunte vit-
time hanno sporto denuncia e, quando so-
no state intervistate, hanno chiesto la mas-
sima riservatezza per paura di ritorsioni.
Sar diicile per Belykh riuscire a rifor-
mare la polizia locale. In alcuni settori n
Belykh n il presidente Medvedev possono
fare molto, dice uno degli avvocati delle
vittime, molto critico verso i poliziotti. Le
forze dellordine in Russia rispondono a
regole proprie.
Belykh ha chiesto ai suoi amici attivisti
di unirsi alla sua squadra a Kirov, ma pochi
sono disposti a trasferirsi in un luogo cos
sperduto. Perino i suoi tre igli e sua mo-
glie, che gestisce unagenzia di viaggi, sono
rimasti a Mosca.
Solo una sua vecchia amica ha accetta-
to linvito. Maria Gaidar, 28 anni, la iglia
dellex premier Egor Gaidar. In passato
Maria ha organizzato una protesta calan-
dosi da un grande ponte vicino al Cremlino
per srotolare uno striscione con scritto No
al potere del Kgb. Quando Belykh ha ac-
cettato il lavoro a Kirov, Maria Gaidar lha
accusato di avere venduto lanima al dia-
volo, ma poi ci ha ripensato. Anche un al-
tro vecchio amico di Belykh, Konstantin
Arzamastsev, ha rilettuto bene prima di
unirsi alla squadra. Ho accettato questo
lavoro soltanto perch rispetto il lavoro di
Nikita, dice. Le riforme a Kirov non sono
per niente facili.
Dopo mesi di dispute Belykh riuscito
a nominare otto collaboratori, ma quasi
tutti gli altri membri dellamministrazione
sono un residuo del vecchio regime. Las-
semblea legislativa locale ha bloccato nuo-
ve nomine. Il governatore avrebbe anche il
diritto di nominare un senatore che rap-
presenti Kirov a Mosca, ma Medvedev ha
messo il veto alla scelta di Belykh. Lhan-
no nominato governatore impedendogli di
scegliersi una squadra di collaboratori,
dice un assistente di Nikolai Shaklein, il
senatore nominato al posto di quello indi-
cato dal governatore.
Belykh cerca lo stesso di governare a
modo suo e chiede ai consiglieri di esami-
nare ogni questione nei dettagli prima di
prendere una decisione. Vogliamo tra-
sformare questa regione nella pi traspa-
rente, meno corrotta e pi favorevole agli
afari di tutto il paese, ha afermato Maria
Gaidar. Ma ci vorr del tempo. La menta-
lit rimasta immutata negli ultimi
ventanni.
Luomo di Medvedev
A volte sembra unimpresa impossibile.
Nei giorni pi duri penso sia meglio go-
vernare come un despota asiatico piuttosto
che diventare un Obama russo, dice il go-
vernatore di Kirov. Ma con questo lavoro
ho la possibilit di cambiare la mentalit
delle persone.
Sar necessaria una rivoluzione socia-
le. Limportante che i cittadini cominci-
no a vedere dei cambiamenti reali nella
loro vita. Il livello di iducia nei confronti
dei liberali nella Russia di Putin quasi a
zero, ammette Belykh. Eppure Medvedev
si ida di lui: lha dimostrato a maggio fa-
cendo una visita a Kirov, la prima di un ca-
po di stato russo dopo quella dello zar Ales-
sandro I nel 1824. Medvedev ha inoltre
annunciato un piano per inanziare un an-
no di indennit ai disoccupati per aiutarli
ad avviare nuove attivit.
Sono un uomo di Medvedev, ammet-
te Belykh. Lavoro nella sua squadra. E per
nessun altro. Ma la domanda che tutti si
fanno ino a che punto il presidente russo
potr sostenere lesperimento del gover-
natore. sv
13 giugno 1975 Nasce a Perm, in Russia.
2003 Si candida alla Duma di Mosca con
il partito Unione delle forze di destra.
2004 eletto vicegovernatore della
regione di Perm.
2005-2008 Diventa il leader dellUnione
delle forze di destra.
Dicembre 2008 Il Cremlino lo nomina
governatore della regione di Kirov.
Biograia
Nikita Belykh deve
afrontare la
diidenza dei
cittadini verso lo stato:
Per la prima volta
sono costretto a
difendere il governo
64 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Viaggi
voro del personale di terra diicile alme-
no quanto lo siamo noi clienti. Mentre al-
cuni viaggiatori sono particolarmente miti,
puntuali e collaborativi, e chiedono poco
pi di un posto vicino al inestrino o al cor-
ridoio, altri sono stressati e determinati a
infrangere le regole. Al check-in delleco-
nomy class, sempre al terminal 3, si pre-
sentano due cittadini statunitensi per il
volo EY393 diretto a Doha, in partenza alle
9 e 10. Sono gi le 8 e 30 e limbarco chiu-
so. Dai amico, dice uno dei passeggeri,
siamo qui da mezzora. falso perch
oggi davanti ai tre banchi non ci sono mai
state pi di quattro persone in ila. Come se
non bastasse i due hanno un paio di grosse
valigie a testa e le buttano sul nastro tra-
sportatore sperando di accelerare le opera-
zioni. Sultan fa i salti mortali tra nastri e
valigie per chiamare i controllori del volo,
ma uno dei due urla: Dobbiamo prendere
quellaereo!. Ancora una volta, Sultan li fa
imbarcare.
Esplode la rabbia
Preferisco lavorare in economy, dice,
con gli occhi che gli brillano. Qui il tempo
passa pi in fretta. A volte si assiste a certe
scene.... Non bisogna aspettare molto.
Sultan non fa in tempo a sbarazzarsi dei
due statunitensi diretti a Doha che una si-
gnora cerca di imbarcarsi in economy class
sul volo EY428 in partenza alle 10 e 15 per
Manila con tre valigie, di cui una non sua.
Sultan sembra aver gi capito qual il pro-
blema. Il proprietario della valigia ha su-
perato il limite di peso, quindi ha chiesto
alla signora di imbarcarla, mi dice, e poi
spiega alla cliente che non pu essere auto-
rizzata a portare la valigia a bordo, perch
non sa cosa c dentro. Allaltro lato della
hall, il passeggero colpevole, che non vuole
pagare lextra, rilette sul da farsi. Cer-
chiamo di aiutare i passeggeri facendo pas-
sare i bagagli con qualche chilo in pi,
spiega Sultan. Ma certe volte comunque
troppo ed esplode la rabbia dei passeggeri.
Le scene peggiori si vedono al terminal 1
con i voli per Il Cairo e Casablanca: ci sono
persone che se non vengono accontentate
si riiutano di lasciare libero il banco del
check-in.
Spesso mi sono chiesto cosa inserisca-
no nel sistema gli addetti al check-in dopo
che il cliente ha fatto la prenotazione, ha
pagato e ha preso la ricevuta. Una volta ar-
rivati allaeroporto, lunica cosa che resta
da fare registrare il passaporto ed emet-
tere la carta dimbarco, giusto? Purtroppo,
la tecnologia non riuscita a snellire il pro-
cesso come speravano i viaggiatori, sem-
pre ottimisti per natura. Anche quando si
fa il check-in online bisogna stampare la
conferma, depositare il bagaglio e presen-
tare il passaporto. Aver gi pagato per il
S
ono le 7 e 30 del mattino al
check-in della business class
della Etihad Airways, e i pas-
seggeri gi urlano. Non mi
fido a far imbarcare le mie
valigie nella stiva!, grida un
uomo dallaltro capo della hall. Anche lad-
detta al check-in colta alla sprovvista,
nonostante sia abituata a queste scenate.
Dopo un paio di minuti di rassicurazioni il
cliente si calma e sorride. Al banco davanti
a me loperatore Sultan al Ketbi, 20 anni,
che fa un turno di nove ore, alle prese con
un passeggero in ritardo, un uomo dafari
norvegese dal volto arcigno che deve pren-
dere un aereo per il Bahrein alle 8 e 45. Ma
sono le 8 e il volo EY371 gi chiuso, come
segnalato dalle lettere FC nellangolo in
alto a destra del monitor. Sultan chiama i
controllori del volo per vedere se riesce a
far salire a bordo il ritardatario. Ha baga-
gli da imbarcare?, chiede prima di rimet-
tere a posto il ricevitore e di cominciare la
procedura di check-in.
Sultan inserisce una serie di codici
combinazioni criptate di lettere, numeri,
asterischi e cancelletti e registra che il
passeggero non ha bagaglio da imbarcare,
pi altre informazioni relative al visto e al
posto (inserisce anche il numero di cellula-
re del cliente nel caso debba essere rin-
tracciato al gate). Finalmente stampa la
carta dimbarco. stato un check-in faci-
le, dice Sultan dopo che il passeggero se
n andato. Passo la mattina davanti ai
banchi del check-in della Etihad allaero-
porto di Abu Dhabi per farmi unidea del
lavoro di un addetto al check-in e per capi-
re come si comportano i passeggeri. Il la-
Non c tempo
da perdere
Rosemary Behan, The National, Emirati Arabi Uniti
Valigie piene di sapone,
elettrodomestici ingombranti
e passeggeri molto nervosi.
Una mattina al check-in
dellaeroporto di Abu Dhabi
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Abu Dhabi. La hall dellaeroporto
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 65
Arrivare Il prezzo di un
volo dallItalia (Alitalia,
Etihad Airways, Royal
Jordanian) per Abu Dhabi
parte da 460 euro a/r.
Muoversi Laeroporto di
Abu Dhabi si trova a trenta
chilometri dalla citt. Per
avere informazioni sui voli:
00971 2 575 7611. Lautobus
Golden class collega
laeroporto con il centro citt.
Una corsa costa 12 euro.
Invece, Emirates Express
collega con dei pullman Abu
Dhabi a Dubai: 24 corse al
giorno, dalle 6.20 del mattino
alle 23.40. Il viaggio dura due
ore. Un biglietto a/r costa 6
euro. Per orari e prenotazioni
rivolgersi allo 00971 2 800
4848.
Mangiare LAutomatic
restaurant fa parte di una
catena di locali presente in
tutto il paese. I suoi shawarma
sono tra i pi buoni in
circolazione. Si trova in
centro (Hamadan street,
00971 2 676 9677).
Leggere Francesco
Cianciotta, Marc Aug, Un
viaggio a parte. Fuori e dentro
gli aeroporti, Federico Motta
Editore 2008, 55 euro.
La prossima settimana
Viaggio a Ouarzazate, in
Marocco. Avete suggerimenti
su tarife, posti dove mangiare
o dormire, libri? Scrivete a
viaggi@internazionale.it.
Informazioni pratiche
volo non vuol dire essere pronti a volare.
Se non si fa il check-in online, lopera-
zione manuale comporta una lunga serie
di controlli. In circa tre minuti, il personale
della Etihad deve veriicare che la prenota-
zione del passeggero sia stata convertita in
prenotazione sul volo, che il passeggero sia
efettivamente colui che ha in mano il bi-
glietto, che si trovi al terminal giusto nel
giorno giusto e allora giusta, che abbia ri-
chiesto il visto per la sua destinazione e che
il suo bagaglio sia del tipo e della grandez-
za richiesti (a volte al terminal 1 si presen-
tano passeggeri con tv male imballate e
altri elettrodomestici molto ingombranti).
Gli addetti devono poi controllare che il
bagaglio non superi i limiti di peso e che
non rappresenti un rischio per la sicurezza.
Faisalabad
EMIRATI
ARABI
UNITI
Brazzaville
Frontiere del
Nord-ovest
COREA
DEL NORD
Mar
Caspio
100 km
Ajaria
AbuDhabi
Dubai
ARABIA
SAUDITA
OMAN
IRAN
OMAN
QATAR
Golfo
Persico
66 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Viaggi
E in caso di pi scali, che le prenotazioni
per gli altri voli siano in regola.
Tutte le compagnie aeree emettono pi
prenotazioni rispetto alla capienza del vo-
lo, per cautelarsi contro le assenze dellul-
timo minuto. La Etihad non fa eccezione.
Quando su un volo ci sono 350 posti, noi
ne prenotiamo 365, ammette Sultan. Se si
presentano pi persone rispetto al numero
di posti disponibili, ai passeggeri in ritardo
viene oferto un upgrade o un risarcimento
per spostarsi su un volo successivo. A volte
per questo non basta a calmare i viaggia-
tori. Questestate cera un volo per Sydney
che era andato in overbooking, io ho pro-
posto il risarcimento a un cliente ma lui
andato su tutte le furie. Non voleva spo-
starsi dal mio banco perch ero il primo
che gli era capitato a tiro. Lho fatto parlare
con il mio superiore, ma lui tornato da
me.
Eppure, se c uno che sa afrontare la
sida del check-in proprio Sultan. Arriva-
to alla Etihad da appena cinque mesi, sfog-
gia un arabo e un inglese impeccabili e un
autocontrollo inaspettato per la sua et.
Sultan uno dei cinquecento addetti al
servizio della Etihad. Devono superare
un corso di formazione di due mesi prima
di cominciare a lavorare un mese soltanto
per imparare a usare il sistema al compu-
ter. Allinizio, ammette, commetteva alcu-
ni errori: una volta ha fatto il check-in al
passeggero sbagliato (aveva lo stesso no-
me di un altro viaggiatore) e unaltra ha
stampato per errore quarantacinque eti-
chette per il bagaglio. Ho spinto il tasto
sbagliato e la stampante sputava etichette
senza fermarsi.
Il servizio clienti una missione per
Sultan, che come i suoi colleghi della
Etihad lavora sia allimbarco sia al check-
in. A diferenza di altri addetti al check-in,
che sembrano vegetare in uno stato di sot-
tomessa rassegnazione o di ostilit, Sultan
gentile e gli piace risolvere i problemi e
rendere pi facile la vita dei passeggeri.
sorprendente quanti sono i passeggeri che
si presentano al check-in senza nemmeno
sapere dove devono andare, dice Sultan.
A volte non conoscono il nome del posto
dove stanno andando e nemmeno il paese,
perch la prenotazione stata fatta da
qualcun altro. Altri arrivano senza passa-
porto e biglietto o senza la stampa del bi-
glietto elettronico, rallentando notevol-
mente le operazioni. Alcuni passeggeri
arrivano talmente stressati che dimentica-
no il passaporto alla sicurezza o il cellulare
al banco del check-in.
Il professor Robert Bor, psicologo
dellaviazione al Royal Free Hospital di
Londra, spiega perch i passeggeri trovano
particolarmente stressanti le procedure
aeroportuali. Viaggiare non pi unespe-
rienza speciale, spiega Bor, che tiene dei
corsi sul comportamento dei passeggeri.
C sempre un accumulo di tensione e di
aspettative, anche perch non sempre il
servizio allaltezza dei soldi spesi per il
biglietto. una cosa che ho notato soprat-
tutto tra i clienti della business class: alcuni
di loro pensano che tutto gli sia dovuto, ma
a volte il servizio davvero deludente.
Trattati come bambini
Secondo Bor lo stress comincia molto pri-
ma che i passeggeri arrivino in aeroporto.
Magari ci sono stati dei problemi con la
prenotazione: si voleva cambiarla ed sta-
to diicile contattare la compagnia aerea.
Con le prenotazioni online e i call center
spesso si riesce a parlare con il personale
soltanto al check-in o quando ci si imbarca
sullaereo. I passeggeri si sentono frustrati
e quando arrivano allaeroporto vogliono
scaricare la tensione e al minimo stress
esplodono. Bor spiega che gli aeroporti
devono afrontare un numero consistente
di passeggeri stressati e che linasprimen-
to delle procedure di sicurezza ha peggio-
rato le cose. Molti speravano che dopo l11
settembre le procedure straordinarie pri-
ma o poi sarebbero inite, invece continua-
no allininito. Il passeggero viene incana-
lato lungo una serie di percorsi angusti
dove gli ordinano di togliersi la cintura e le
scarpe, a volte in tono perentorio. stres-
sante essere comandati. Stiamo assistendo
a una crisi del rapporto tra passeggeri e
compagnie aeree, e ho paura che sia solo
linizio.
Secondo Bor alla base del comporta-
mento delle persone al check-in ci sono
anche motivi sociali e di classe. Di solito
c una differenza di livello sociale tra i
passeggeri della business class e il perso-
nale al check-in. Quelli in business si aspet-
tano una certa deferenza da parte degli
addetti e c un atteggiamento del tipo:
Lei non sa chi sono io. In altri casi, invece,
ci sono delle incomprensioni. In alcune
culture guardare una persona negli occhi
un segno di scortesia. In altre, invece, non
farlo considerato un segno di maleduca-
zione. A volte si ha limpressione di una
differenza di trattamento a seconda
delladdetto, e spesso i clienti si sentono
trattati come bambini.
Limitazione del potere
Sultan, che viene da Abu Dhabi, racconta
che i passeggeri lo trattano male finch
non si accorgono che parla arabo. Sarebbe
meglio se fossero tutti gentili in dallini-
zio, ma mi diverte vedere la loro reazione
positiva perch alcuni passeggeri non pen-
sano che una persona di Abu Dhabi possa
fare questo lavoro. Nei limiti delle sue
possibilit, Sultan cerca anche di essere
disponibile. Mi sforzo di dare ai passeg-
geri ci che desiderano. Mantengo la cal-
ma e presento le varie alternative a dispo-
sizione. Non li ignoro, provo a interagire
con loro. Ultimamente c stata una signo-
ra che voleva portare unenorme valigia
piena di sapone a Casablanca. Le ho spie-
gato che potevo chiudere un occhio sugli
altri cinque chili, ma non uno di pi. Se i
passeggeri non vogliono pagare per il so-
vrappeso possono far spedire il bagaglio
come merce, cos risparmiano.
Bor sostiene che il personale del check-
in e della sicurezza meriterebbe un ricono-
scimento maggiore e dovrebbe essere ad-
destrato meglio, ma aggiunge che il ruolo
degli addetti ha perso via via importanza
nel corso degli anni. Un tempo il persona-
le al check-in era pi disposto a chiudere
un occhio per esempio, nello spostare i
clienti da una classe allaltra ma adesso
non pi cos. Quella che i passeggeri per-
cepiscono come intransigenza in realt
una limitazione del potere del personale e
della sua capacit di intervento. Spostiamo
le persone solo se un volo in overbooking
o se ci sono molte miglia sulla carta del fre-
quent lyer, spiega Sultan. Non ci sono
pi spostamenti in occasione di anniversa-
ri o compleanni. Lui, per, sempre di-
sposto a fare uneccezione. Quando le
persone non se laspettano sono molto
contente. interessante stare a contatto
con loro, perch non sai mai da dove ven-
gono e cosa gli capitato. Mi ricordo anco-
ra il mio primo passeggero. Dopo aver fatto
il check-in scoppiato a piangere. Non so
perch. Adesso ci sono clienti che vengono
da me e mi salutano. Lavorando qui si vede
di tutto, ma i miei passeggeri di solito sono
di buon umore. A volte mi fanno anche ri-
dere. u fas
C sempre un forte
accumulo di tensione
e di aspettative, anche
perch non sempre
il servizio allaltezza
dei soldi spesi per
il biglietto
68 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Graphic journalism Cartoline da Roma
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 69
Andrea Camiar Ghilani un autore di fumetti nato a Roma nel 1978.
70 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Cultura
Libri
N
on sono tempi facili per lin-
dustria editoriale. I testi
tradotti sono solo il 3 per
cento del mercato librario
statunitense e le universit
hanno tagliato i loro budget. Ma niente
sembra scoraggiare Open Letter, una pic-
cola casa editrice che pubblica solo lettera-
tura straniera, nata un anno fa con il sup-
porto della University of Rochester, nello
stato di New York.
L fuori c tutto un pubblico di lettori
interessato alla letteratura straniera e non
riesce ad avere quello che vuole, spiega
Chad W. Post, direttore di Open Letter.
una situazione a cui abbiamo intenzione di
rimediare.
Nessuno dei sedici titoli inora pubbli-
cati da Open Letter ha venduto pi di tre-
mila copie, ma gli sforzi della casa editrice
hanno immediatamente attirato lattenzio-
ne dei lettori e gli elogi della critica. Season
of ash, la traduzione di No ser la tierra dello
scrittore messicano Jorge Volpi, stato no-
minato nel Best of 2009 e Amazon, che ha
cominciato una campagna per difondere
le opere degli scrittori stranieri nel mercato
americano, ha premiato Open Letter con
un contributo di ventimila dollari per inan-
ziare la pubblicazione di The wall in my
head, unantologia di racconti di scrittori
dellEuropa dellest sulla ine del comuni-
smo.
Le case editrici statunitensi specializza-
te in traduzioni si contano sulle dita di una
mano, e ognuna ha adottato una propria
strategia per sopravvivere. Archipelago
Books legata a unassociazione no proit e
vive delle donazioni dei lettori. Europa edi-
tions, la iliale americana di una casa editri-
ce italiana, pubblica solo tascabili. La Dal-
key Archive Press, dove Post ha lavorato in
precedenza, legata a unassociazione no
proit ma anche a unistituzione universita-
ria, come Open Letter.
Devi dare ai lettori un buon motivo per
prendere in mano i libri di autori sconosciu-
ti, saper catturare il loro interesse, dice
Martin Riker, direttore associato di Dalkey.
Chad ci sta provando.
Strategia e buone intenzioni
Il primo titolo di Open Letter, Nobodys
home, la raccolta di saggi Nikog nema doma
della scrittrice croata Dubravka Ugresic,
uscito proprio nel settembre del 2008, esat-
tamente quando scoppiata la crisi. Ma pi
di un anno prima, per lanciare il libro Open
Letter aveva aperto il blog Three percent
(rochester.edu/threepercent), alludendo
ironicamente al ghetto in cui coninata la
letteratura tradotta.
Certo, si tratta di una strategia di mar-
keting, ma Three percent presto diventa-
to un forum con pi di due milioni di con-
tatti ogni anno. I lettori possono postare le
loro recensioni ed essere aggiornati su cosa
stanno facendo le case editrici straniere, i
traduttori possono avviare dibattiti sulla
qualit del loro lavoro e vedere quali opere
Negli Stati Uniti la letteratura
straniera una nicchia ignorata
da un mercato ossessionato
dalla ricerca del best seller
Missione
traduzione
Larry Rohter, The New York Times, Stati Uniti
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Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 71
Alcuni dei sedici titoli pubblicati
inora da Open Letter. Nella pagina
accanto Chad W. Post, ideatore e
direttore della casa editrice
sono ancora disponibili e quali sono gi sta-
te assegnate ai loro colleghi.
Oggi per un editore molto diicile
dipendere completamente dai finanzia-
menti universitari e nella stampa c sem-
pre meno spazio per le recensioni, dice
Peter Bush, vicepresidente della Interna-
tional federation of translators, al momen-
to impegnato con la traduzione di una rac-
colta di racconti in catalano per Open Let-
ter. Per fortuna ci sono lettori attenti che
comunicano attraverso internet.
Un comitato editoriale composto da
sette membri (compresa la University of
Rochester) sceglie i titoli da pubblicare.
Nessuna preclusione verso i libri che hanno
le carte in regola per il successo commer-
ciale, ma lobiettivo non quello di scovare
potenziali best seller, come la trilogia di
Stieg Larsson. Vogliamo mantenere la
promessa di apertura contenuta nel nome
Open Letter, dichiara Joanna Scott, do-
cente di inglese a Rochester e autrice di
nove romanzi. Siamo alla ricerca di opere
eccellenti, e a dire il vero non saprei ricono-
scere un possibile successo commerciale se
me ne capitasse uno sotto gli occhi.
Per allargare il giro dei suoi lettori, Post
sta pensando di puntare a fasce di pubblico
selezionate, come i frequentatori di cinema
che propongono ilm stranieri. E poi ha da-
to una grafica precisa ai volumi, sobri e
snelli, immediatamente riconoscibili. So-
no stati bravissimi, dice Paul Yamazaki,
responsabile degli acquisti della libreria
City Lights di San Francisco. I lettori sono
spinti a prenderli in mano quando li vedono
anche perch il loro aspetto incredibil-
mente interessante. Con lampiezza dellof-
ferta che c, lidentit di una casa editrice
passa anche attraverso la graica.
Formazione e poesia
Nello sforzo di creare un marchio unico,
Open Letter gestisce un corso di studi lette-
rari sulla traduzione alluniversit di Ro-
chester, con lintenzione di creare, in un
secondo momento, un vero e proprio corso
di specializzazione.
Gli studenti che frequentano il corso
traducono opere di narrativa per guada-
gnare crediti e hanno accesso a degli stage
presso Open Letter dove leggono e recensi-
scono opere letterarie che potrebbero esse-
re pubblicate.
Se non avessi frequentato il corso e
fatto lo stage non avrei saputo niente di
questo mondo, dice Lillian Miller, una stu-
dentessa di ventun anni, che ha trascorso
un periodo in Siberia. Ora penso che mi
piacerebbe lavorare nelleditoria.
Il rettorato dellateneo di Rochester
entusiasta del risalto che la stampa sta dan-
do allistituzione, sia in ambito accademico
sia locale. Lanno scorso Open Letter ha or-
ganizzato una lettura pubblica con Salman
Rushdie e Umberto Eco, sponsorizzata
dalluniversit e dal Pen world voices festi-
val: era il primo evento del festival tenuto
fuori da New York. Abbiamo valutato costi
e beneici e abbiamo pensato che potevamo
trasformare la nostra universit in una spe-
cie di oasi per gli studi accademici sulla tra-
duzione, spiega il rettore di Rochester,
Joel Seligman. Lesperimento sembra fun-
zionare. Oltretutto continuare a pubblicare
libri di altissima qualit, e magari pubbli-
carne sempre di pi, una prospettiva mol-
to stimolante.
Per il prossimo anno Open Letter sta gi
pensando di allargare i suoi confini e di
pubblicare la prima raccolta di poesia. I tra-
duttori, ovviamente, sono contenti per lin-
teresse della stampa, e si rivolgono a Open
Letter con nuove idee e progetti.
Open Letter diventata importante
proprio perch ha saputo scommettere su
lingue poco conosciute negli Stati Uniti,
come lislandese o il lituano, dichiara Clif-
ford Landers, che ha tradotto per Open
Letter The taker and other stories, una rac-
colta di racconti dellautore brasiliano Ru-
bem Fonseca, e che spera di lavorare anco-
ra con la casa editrice. Gli editori commer-
ciali sono ossessionati dalla ricerca del best
seller. Open Letter, invece, ha aperto uno
spazio per quei libri che probabilmente non
avranno un enorme successo di pubblico,
ma che hanno comunque un valore lettera-
rio indiscutibile. u nv
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72 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Cultura
Cinema
Italieni
I ilm italiani visti da un corri-
spondente straniero. Questa
settimana Eric Jozsef, del
quotidiano francese
Libration e dello svizzero
Le Temps.
Luomo nero
Di e con Sergio Rubini. Con
Valeria Golino, Riccardo
Scamarcio. Italia 2009, 116

Come una sorta di Amarcord


pugliese del regista e attore
Sergio Rubini (che
evidentemente ama tornare
nella sua terra per realizzare i
suoi ilm), Luomo nero si
articola intorno alla relazione
tra un padre capostazione e
suo iglio, che lo considera
fallito non solo nelle
aspirazioni, ma anche
socialmente. E infatti, pittore
dilettante, il ferroviere
oggetto della feroce ironia dei
suoi concittadini per le sue
pretese artistiche. Quello che
inisce per essere il ritratto di
un paesino del sud allinizio
degli anni sessanta, ila via
senza grandi sorprese sulla
falsa riga della nostalgia,
anche se pi volte lascia una
sensazione di dj vu. In
questa occasione Sergio
Rubini sembra non aver voluto
(o saputo) scegliere se
raccontare la storia attraverso
gli occhi del bambino o del
padre. Grazie a un gioco di
attori senza eccessi, il ilm
ofre comunque il sapore
dellantica provincia e di un
certo cinema semplice e
sereno.
Il direttore del quotidiano
economico francese
La Tribune commenta il
successo di Avatar, lultimo
ilm di James Cameron

Linnovazione il motore della
crescita. Lo ripetiamo di conti-
nuo e non si tratta di uno slo-
gan n di una teoria economi-
ca da imparare a scuola. una
verit inconfutabile.
Hollywood, che secondo
alcuni sarebbe in crisi, questa
certezza ce lha stampata nel
dna. Mentre molti ilm costa-
no pi di quanto guadagnano
e mentre le major esitano sulla
strategia da adottare nei con-
fronti di internet, esce sugli
schermi il ilm pi costoso del-
la storia: Avatar, di James Ca-
meron. Con un budget che
siora il mezzo miliardo di dol-
lari ha superato il record che
apparteneva a Titanic, dello
stesso regista. Un paradosso?
No, anzi, un segno dellop-
portunismo e della reattivit
di alcuni protagonisti delleco-
nomia mondiale, il cui princi-
pale obiettivo attirare il mag-
gior numero di clienti (o spet-
tatori, se preferite).
Lasciando da parte il valo-
re artistico della pellicola,
Avatar d grande impulso alla
tecnologia 3d, che costringer
le sale a modernizzarsi, anche
se probabilmente non baster
ad arginare la pirateria in rete,
la vera sida per le grandi com-
pagnie californiane dellin-
trattenimento. Ma Avatar
anche la prova che linnova-
zione pu perino dare valore
ai contenuti.
Jean-Baptiste Jacquin,
La Tribune
Dagli Stati uniti
La sida dellinnovazione
James Cameron
Dieci ilm nelle sale italiane giudicati dai critici di tutto il mondo
massa critica
media
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Legenda: Pessimo Mediocre Discreto Buono Ottimo
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Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 73
In uscita
Il rICCIo
Di Mona Achache. Con Josiane
Balasko, Garance Le Guillermic.
Francia 2009, 100

Il debutto alla regia di Mona


Achache ladattamento (libero
e poco ispirato) del best seller
Leleganza del riccio di Muriel
Barbery, una professoressa di
francese che da tempo si tra-
sferita a Kyoto. Milioni di lettori
si sono identiicati con la portie-
ra di un elegante stabile parigi-
no che supera la dannazione so-
ciale grazie a una ricca vita inte-
riore costellata di libri. Rene
Michel (una Josiane Balasko
molto sobria), dietro i vetri della
guardiola del palazzo, appare
una vedova poco afabile e im-
pacciata, ma in realt una
donna molto evoluta, pazza per
Tolstoj e Ozu. Nasconde al
mondo borghese che la circon-
da la ricca biblioteca che impre-
ziosisce il suo appartamentino.
Nello stesso ediicio vive anche
Paloma, una bambina di undici
anni che ha deciso di suicidarsi,
disgustata dal mondo che la cir-
conda. La regista di sicuro ave-
va in mente un ilm leggero, pie-
no di fascino e di gentilezza, ma
tutto si schianta in un fracasso
di sentenziose incudini che toc-
cano terra dopo un volo di sei
piani. Il ilm insulso sia politi-
camente sia socialmente. I per-
sonaggi borghesi sembrano tut-
ti caricature. La gente semplice
rimane chiusa in se stessa e si
guarda bene dallo svelare la
propria natura gentile. Dema-
gogia avvolta da buoni senti-
menti. Rassicurante: la lettera-
tura non la preparazione a una
rivolta critica. La signora Mi-
chel, eccezione culturale, servi-
le e dissimulatrice, doppia-
mente alienata: utile (per butta-
re la spazzatura) e inutile (alla
causa del popolo). Linconsi-
stenza del riccio
Didier Pron,
Libration
[rEC] 2
Di Jaume Balaguer e Paco Plaza.
Con Manuela Velasco, Jonathan
Mellor. Spagna 2009, 85

Ormai viviamo in un mondo in


cui non pi suiciente vivere
unesperienza. Se non viene re-
gistrata in qualche modo, con-
divisa, rivissuta pi volte, co-
me se non fosse mai esistita. A
questo si unisce una specie di
voyeurismo ossessivo, al di l di
ogni pudore. I due intelligenti
registi e artigiani dellhorror
Jaume Balaguer e Paco Plaza,
giocando su questi temi e sfrut-
tando il genere del into docu-
mentario, hanno costruito un
ilm molto riuscito. Il loro [Rec],
del 2006, una specie di via di
mezzo tra Blair witch project e
Diary of the dead, si addirittura
guadagnato un remake negli
Stati Uniti. Seguendo unabitu-
dine molto difusa nel cinema
americano, ma insolita in quello
spagnolo, i due registi hanno
deciso di realizzare un secondo
episodio. Nel primo capitolo, la
troupe di una tv si trovava bloc-
cata in un palazzo popolato di
zombie. Nel seguito le teleca-
mere attraverso cui si segue la
trama sono issate sugli elmetti
di un gruppo di soldati che entra
nello stesso ediicio, riprenden-
do la storia proprio dove si era
interrotta. Ma nonostante
unottima qualit della regia,
[Rec] 2 non raggiunge la fre-
schezza del primo capitolo. Lo
schema risulta un po ripetitivo,
fermi restando il senso
dellumorismo e una capacit di
usare questa specie di metalin-
guaggio in maniera magistrale.
Javier Ocaa,
El Pas
Il mondo dEI rEplICantI
Di Jonathan Mostow. Con Bruce
Willis, Radha Mitchell, Ving
Rhames. Stati Uniti 2009, 89

Lastuta premessa su cui co-


struito Il mondo dei replicanti ri-
sulter familiare a chi si ricorda
Il mondo dei robot di Michael
Crichton (1973) e a chi frequen-
ta il gioco online Second life. In
una realt molto simile a quella
che viviamo tutti i giorni, gli uo-
mini se ne stanno chiusi in casa
dove, attaccati a elettrodi, vivo-
no, lavorano e si divertono at-
traverso dei surrogati ciberneti-
ci. Gli androidi sono dei tipi
idealizzati visto che il ilm
hollywoodiano signiica sostan-
zialmente tette a palloncino e
nasini perfetti in grado di tra-
smettere ai loro burattinai uma-
ni anche delle sensazioni. Uno
stato di alienazione che ha ab-
bassato sensibilmente il tasso di
criminalit e trasformato gli es-
seri umani pigri e invertebrati in
disponibilissimi robot. Come
calza tutto questo a Bruce Wil-
lis? Non troppo bene. A una star
del cinema dazione forzata a
portare unassurda parrucca
bionda per impersonare il suo
androide non si pu chiedere
pi di tanto. E anche se manda
in pensione il suo doppione
piuttosto rapidamente, a Willis
resta ben poco da fare se non
mettere il suo marchio di fabbri-
ca al ilm, masticare i banalissi-
mi dialoghi e prestarsi al gioco
degli efetti speciali. In questo
genere di prodotti industriali
dintrattenimento, soprattutto
quelli in cui sembra andato per-
duto qualche collegamento del
tessuto connettivo, veramente
diicile capire se i meriti o pi
spesso i demeriti siano da attri-
buire agli sceneggiatori (John
Brancato e Michael Ferris, che a
loro volta hanno adattato un
graphic novel di Robert Venditti
e Brett Weldele) o al regista (Jo-
nathan Mostow).
Manohla Dargis,
The New York Times
soul kItChEn
Di Fatih Akin. Con Adam
Bousdoukos, Birol nel, Moritz
Bleibtreu. Germania 2009, 99

Soul Kitchen uno sgangherato


ristorante aperto da Zinos, un
tedesco di origini greche inter-
pretato dal bravissimo Adam
Bousdoukos, in un vecchio ca-
pannone industriale di Wil-
helmburg, un quartiere di Am-
burgo dove sta nascendo unin-
teressante scena artistica. Piz-
za, salsicce, patatine fritte e pa-
sta non sono il massimo, ma i
clienti del locale, in gran parte
immigrati o tedeschi di origine
straniera, sono tenuti insieme
dalla musica, onnipresente nel
ilm, un crossover di soul, funk,
rembetiko, hip-hop. In questo
ipnotico susseguirsi di generi si
alternano le vicende dei diversi
personaggi, compresa la tribola-
ta storia damore di Zinos. Eb-
bene, devo confessare di esser-
mi fatto prendere dal ilm al
punto di sentirmi uno dei clienti
di Soul Kitchen, come se quel ri-
storante fosse la mia seconda
casa. Una cosa inopportuna per
un critico cinematograico: i
miei colleghi mi hanno sempre
detto che si perde un po di cre-
dibilit se non si trova almeno
un aspetto negativo in un ilm.
Anche una piccola cosa pu ba-
stare. Allora, vediamo, ci pro-
vo... Be, che devo dire? Non mi
viene niente. Mi dispiace.
Dietrich Kuhlbrodt,
Die Tageszeitung
shErloCk holmEs
Di Guy Ritchie
(Stati Uniti, 97)
moon
Di Duncan Jones
(Stati Uniti, 97)
a sErIous man
Di Joel ed Ethan Coen
(Stati Uniti, 105)
Il riccio
Soul Kitchen
I consigli
della
redazione
74 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Cultura
Libri
La sperimentazione un
salto nellignoto per chi
scrive. Ne un esempio il
romanzo dello spagnolo
Juan Francisco Ferr

La lavorazione di un romanzo
innovativo una vera e propria
avventura, in cui lautore sco-
pre un po alla volta le sue ca-
pacit narrative. Lo scrittore si
addentra in un terreno scono-
sciuto, mettendo il suo origi-
nale mondo interiore davanti
agli occhi del lettore.
il caso di Providence, ro-
manzo dello scrittore spagnolo
Juan Francisco Ferr. La storia
parte da una situazione comu-
ne: un regista spagnolo in-
gaggiato da una produttrice
francese per realizzare un ilm
ambientato nella citt statuni-
tense. Un po alla volta, la nar-
razione prende nuove e ri-
schiose direzioni. Il mondo
universitario e quello del cine-
ma, descritti con eicace iro-
nia, vengono stravolti in un
universo illusorio e ciberspa-
ziale creato dai mezzi dinfor-
mazione, che trasformano il
terrore in una merce redditi-
zia. Niente di pi vero, in fon-
do, nel mondo di oggi. Per
quelli che concepiscono la let-
teratura come unincursione
nellignoto, Providence un ve-
ro regalo.
Juan Goytisolo,
El Pas
Dalla Spagna
Ciberspazio letterario
Italieni
I libri italiani letti da un
corrispondente straniero.
Questa settimana Frederika
Randall che scrive per
The Nation.
LA CRISI DELLA RAGIONE
CARTOGRAFICA
Federico Farinelli, Einaudi,
249 pagine, 18,00 euro

Ci sono libri che rivelano quasi


in ogni pagina unassociazione
o unidea originale, ma con
uno stile piatto. Questo uno
di quei libri: spesso afascinan-
te, ma anche appesantito da
un linguaggio e una logica pe-
dante. La tesi: le carte geogra-
iche moderne e altri nostri si-
stemi, come la prospettiva, per
rappresentare in due dimen-
sioni un universo che ne ha
tre, non sono nientaltro che
un prodotto del mondo che le
ha create, il mondo dei com-
merci del tardo medioevo e
della prima modernit. E que-
sti sistemi continuano a condi-
zionare il nostro pensiero an-
che quando ormai sappiamo di
abitare un globo dove la strada
pi corta tra due luoghi passa
decisamente per internet.
Leggendo Moby Dick o osser-
vando la Melancolia di Drer,
scavando tra ilosoia, econo-
mia, sociologia, storia, politica
e psicologia, Farinelli, geogra-
fo di professione, ofre molte
osservazioni interessanti su
come limmaginazione visuale
condizionata da forze econo-
miche e di potere. Sostiene
che linvenzione della stampa,
pi che accrescere limportan-
za della parola, ha dato un
enorme potere allimmagine,
alla carta. Sarebbe un bellissi-
mo libro, se fosse scritto con
un po di quella leggerezza che
Calvino saggiamente consi-
gliava.
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VITTORIO EMILIANI
Orfani e bastardi. Milano e
lItalia viste dal Giorno
Donzelli, 312 pagine, 23,90 euro
Enrico mattei, uomo di punta
dellindustria di stato, a partire
dal 1956 inanzi un quotidia-
no che divent il migliore
dellItalia negli anni della
grande trasformazione, decisi-
vo nella formazione di unopi-
nione pubblica nuova e sveglia
inch ebbe direttori come
Gaetano baldacci e poi Italo
Pietra. Nel 1972, con Gaetano
afeltra, divent invece un
giornaletto corrotto e corrut-
tore come tanti. Ne fa la storia
un collaboratore che veniva
dal mondo e dallEspresso e
che pass poi ad altre testate,
memorialista eicace della
cultura italiana degli anni cin-
quanta e sessanta (Vitelloni e
giacobini, Donzelli).
al Giorno denunciarono il
vecchio, il losco, linerte, inve-
stigando il nuovo e il prorom-
pente, da Forcella a bocca, da
Soldati ad arbasino, da Gadda
a Jacovitti, dal giovane Pansa
(oggi di destra) ad alcuni tra i
migliori cronisti nella storia
del giornalismo. Negli anni
del boom e dei movimenti e
poi degli scontri e delle stragi,
Il Giorno fu uno strumento
dinformazione e di civilt. Lo
uccise la destra democristia-
na, il potere di una classe diri-
gente responsabile delle male-
fatte che hanno spinto il paese
in una crisi senza ine.
La minuziosa ricostruzione
della vita e morte di un grande
giornale sia di insegnamento
agli spregiudicati giornalisti di
oggi: di uninformazione libe-
ra e sana si ha pi bisogno che
mai, negli sbracati tempi della
televisione e dei blog. u
Il libro Gofredo Foi
Alla luce del Giorno
Providence, Rhode Island
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 75
Warren St. John
Rifugiati Football Club
Neri Pozza, 377 pagine,
16,50 euro

Nel gennaio del 2007, il repor-


ter del New York Times Warren
St. John ha scritto un lungo arti-
colo sui Fugees, una squadra di
calcio di rifugiati provenienti da
una decina di paesi devastati
dalla guerra Burundi, Bosnia,
Iraq, Afghanistan e trapiantati
nella cittadina di Clarkston, in
Georgia. La loro straordinaria
allenatrice, la giordana Luma
Muleh, stata capace di mette-
re insieme giovani atleti di ogni
etnia, lingua e religione e
istruirli sul senso della vita e le
gioie della diversit. Warren St.
John evoca il disastro emotivo
inlitto alle famiglie strappate
dalle loro patrie con brutalit
sconinata. Come Beatrice Zia-
ty e i suoi igli (tre dei quali gio-
cavano nei Fugees), che scappa-
rono dalla porta sul retro della
loro casa a Monrovia, capitale
della Liberia, mentre il marito
veniva assassinato nel salotto.
Arrivati negli Stati Uniti spesso
dopo anni di sogni e risparmi, i
rifugiati di Clarkston se pure vo-
lessero tornare in patria non
avrebbero un posto dove anda-
re. Non lo ha nemmeno Luma
Muleh, che un giorno vede un
gruppo di ragazzini giocare a
pallone in un parcheggio e com-
prende di avere una missione da
compiere, diventando molto pi
di una semplice allenatrice. Ri-
fugiati Football Club un rac-
conto ediicante che celebra le
virt pi tradizionali: lavoro du-
ro, autodisciplina, rispetto per
gli altri.
Steven V. Roberts,
The Washington Post
Janette turner-hoSpital
Orfeo perduto
Marcos y Marcos, 359 pagine,
17,00 euro

Questo romanzo ambizioso e


intricato mescola lantico e il
contemporaneo. Lantichit
rappresentata da una variazio-
ne sul mito di Orfeo, disceso
nel regno dei morti per liberare
la sposa Euridice. Le prigioni
segrete e le camere di tortura
del Medio Oriente forniscono
le immagini di un Ade moderno
da cui nessuna fuga sembra
possibile. Lanalogia tra i due
mondi posta con grande fre-
schezza e capacit dinvenzio-
ne. Ma il lavoro di Janette Tur-
ner Hospital appare troppo arti-
icioso e pretenzioso. Il suo Or-
feo moderno un giovane mu-
sicista di nome Mishka Bartok.
I suoi nonni sono ebrei unghe-
resi nessun rapporto con il ce-
lebre compositore, ci tengono a
precisare che si sono stabiliti
nel nord del Queensland dopo
la seconda guerra mondiale.
Mishka non ha mai conosciuto
il padre, un libanese tornato in
patria prima della sua nascita.
Ritroviamo Mishka, valido mu-
sicista, suonare il violino in una
stazione della metropolitana di
Boston. L incontra la musicolo-
ga Leela. E non il caso di rive-
lare altro. A un primo livello Or-
feo perduto un intelligente
thriller politico, che divertir
molti lettori. Ma Turner Hospi-
tal ha ambizioni pi alte: il suo
romanzo appesantito da me-
ditazioni sulla natura redentri-
ce della musica, sui misteri del
mondo dei numeri, su come la
musica e la matematica posso-
no essere sfruttate e pervertite
da fanatismi religiosi di vario
genere.
Andrew Riemer,
The Sydney Morning Herald
atiq rahimi
Pietra di pazienza
Einaudi, 109 pagine, 17,00 euro

Una donna veglia il marito. Le


sue labbra tremano. Prega,
sgrana il suo rosario. Si culla al
suono della sua stessa litania,
vuole credere, sperare. Poi, a
poco a poco, monta in lei lim-
pazienza. Ha uno scatto di au-
dacia e lascia che parole aspre,
folli, sepolte da troppo tempo le
andrea Bruno
Sabato tregua
(Canicola)
audrey niffenegger
Uninquietante simmetria
(Mondadori)
ulrich peltzer
Parte della soluzione
(Isbn)
paul auSter
Invisibile
Einaudi, 223 pagine, 17,50 euro

Appena inito Invisibile viene


voglia di rileggerlo da capo. E
non perch, come a volte capita
con i romanzi di Paul Auster,
allimprovviso, verso la ine,
viene il sospetto di non aver ca-
pito quello che successo pri-
ma. Al contrario, perch scor-
re in modo rapido, agile, sinuo-
so, e ci si vuole assicurare di non
aver saltato qualche bel passo o
perso qualche bella intuizione.
un esemplare della migliore
scrittura americana contempo-
ranea: senza fronzoli, elegante,
energica. D lillusione della
scorrevolezza che si ottiene solo
con una ferrea disciplina. E il
romanzo si pu afrontare a
mente leggera.
Non ero stato entusiasta de-
gli ultimi libri di Auster. Invisibi-
le il suo quindicesimo roman-
zo, e il timore era che si trattas-
se, come negli ultimi lavori, di
Auster che gioca a fare Auster.
Ma Invisibile fa pensare a un
nuovo Auster. una storia
damore, o una serie di storie
damore intrecciate, con un gio-
vane uomo, Adam Walker, al
centro di tutte. il 1967 e Adam
uno studente della Columbia
University, un ignorante afa-
mato di libri e convinto (o illuso)
che un giorno sarebbe diventato
abbastanza bravo da potersi de-
inire poeta. Un romanzo di
formazione dunque che fa veni-
re in mente I dolori del giovane
Werther.
Adam apprende lamore da
quattro personaggi molto diver-
si. C Rudolf Born, la igura pa-
terna, una forza mascolina au-
toritaria ed elementare, che di
mestiere fa il professore, ma
con ogni probabilit legato an-
che al sottobosco dei servizi se-
il romanzo
amore nascosto
greti francesi e americani, e for-
se uno spietato killer. C
lamante di Born, la bella Mar-
got, la classica donna pi gran-
de che inizia al sesso un giovane
ed eccitato Adam. A Parigi
Adam incontra Ccile, una ra-
gazza ingenua, avida lettrice, i-
glia di una donna che Born ha
intenzione di sposare: Ccile si
innamora di Adam, ma il senti-
mento non ricambiato, cos il
giovane conosce anche questo
lato dellamore. Ma dove Adam
sale davvero la scala del bru-
ciante desiderio erotico con
sua sorella Gwyn.
Al clou del libro, alla ine
della seconda delle quattro parti
(che si avvalgono di tre narratori
e quattro diverse prospettive),
Adam e Gwyn hanno una rela-
zione di un mese (in seguito lei
negher che ci sia mai stata una
storia tra loro) che cambia per
sempre la personalit di Adam.
Sono cinque o dieci pagine di
eccezionale bellezza e turba-
mento.
Questo amore la chiave di
ci che invisibile nel romanzo.
Lessenza delle nostre vite si
svolge in un regno invisibile.
Clancy Martin,
The New York Times
i consigli
della
redazione
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Paul Auster
76 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Cultura
Libri
Biograie
HaLeH esfandiari
My prison, my home. One
womans story of captivity in
Iran Ecco
La studiosa iraniana Haleh
Esfandiari, direttrice del Middle
East Program al Woodrow Wil-
son Center di Washington, D.C.
racconta lanno da lei passato in
prigione in Iran. Nel 2007 si era
recata nel suo paese per far visi-
ta alla madre novantatreenne,
quando fu arrestata, interrogata
brutalmente e tenuta in carcere
di isolamento per quattro mesi.
Hanan aL-sHaykH
The locust and the bird. My
mothers story Pantheon
Mia madre era un fenomeno
ha mentito, rubato, tradito, ab-
scappino dalle viscere. Un tor-
rente lintera sua vita erom-
pe dalla sua bocca di donna
sottomessa. Apostrofa Dio e il
suo inferno, insulta gli uomini
e le loro guerre, maledice il
suo sposo, soldato di Allah,
eroe sconitto dal suo orgoglio
di maschio, il suo oscuranti-
smo religioso, il suo odio. Pre-
ga, grida. Era silenzio, abnega-
zione: ora diventa donna. Il
poeta afgano Atiq Rahimi ha
messo tutto se stesso in questo
quarto libro, il primo scritto in
francese. Forse gli era neces-
sario abbandonare la sua lin-
gua madre, il persiano, per
mettersi nei panni di questa
donna coraggiosa, calarsi nelle
sue soferenze, mettere nero
su bianco la sua dignit ofren-
dole parole di rabbia, crude,
provocanti, cariche di frustra-
zione. Un inno alla libert e
allamore, incantatorio e os-
sessivo come un requiem.
Martine Laval,
Tlrama
aLBerto
torres-BLandina
Il club dei desideri
impossibili
Guanda, 192 pagine, 15,00 euro

un piacere leggere romanzi


desordio come questo. Il gio-
vane spagnolo Alberto Torres-
Blandina ci stupisce con il mo-
nologo dello spazzino chiac-
chierone Salvador, nella zona
dimbarco di un aeroporto.
un po come incontrare Shehe-
razade reincarnata in un cin-
quantenne. Il suo passatempo?
Abbordare i viaggiatori in par-
tenza per conversare e raccon-
targli le storie pi improbabili,
da quella del codice interna-
zionale che permette di darsi
appuntamento per fare lamo-
re nei bagni dellaeroporto a
quella sul Giappone che non
esiste, non una destinazione
reale, ma una trovata di
marketing difusa dalle com-
pagnie di viaggio. Nella gran-
de tradizione di Borges, Bo-
uno psicodramma tutto america-
no. Vietnam, Louisiana riesce
nellimpresa di rendere i
vietnamiti persone in carne e os-
sa, e il metodo semplice: cia-
scuna delle storie raccontata in
prima persona dal punto di vista
di un vietnamita trapiantato dal
delta del Mekong ai laghi della
Louisiana, ossessionato dal pas-
sato, ambivalente nel suo atteg-
giamento verso il paese ospite. I
protagonisti tornano con la me-
moria e limmaginazione al
Vietnam, dove le antiche leggen-
de spesso illuminano la loro con-
dizione presente. Butler ricorre
alle sorprese narrative e al sim-
bolismo della tradizione popola-
re, i cui signiicati possono essere
al tempo stesso semplici e opa-
chi. Il rischio delle storie sempli-
ci, tuttavia, quello di tendere al
melodramma, e non sempre
Butler riesce a resistere al senti-
mentalismo. Ma Vietnam, Loui-
siana porta a compimento il suo
progetto ambizioso di rendere
reali i vietnamiti.
George Packer,
The New York Times
lao ed Enrique Vila-Matas,
questo delizioso gioco di ma-
schere e imposture anche
unode al viaggio immobile, per
il quale bastano la fantasia e il
sogno.
Le Magazine Littraire
roBert oLen ButLer
Vietnam, Louisiana
Nutrimenti, 288 pagine,
16,00 euro

Per decenni i vietnamiti hanno


recitato il ruolo di comparse in
aLBert o. HirsCHman
Felicit pubblica e felicit
privata
Il Mulino, 171 pagine, 12,50 euro
Nel settecento, per indicare
quel sapere che si sarebbe
chiamato economia, si usava
lespressione scienza della
pubblica felicit. Albert O.
Hirschman continua a pensare
che la felicit di tutti debba es-
sere oggetto di studio.
Nel corso di una vita che lo
ha portato dallEuropa, dove si
formato, al Sudamerica, do-
ve ha lavorato come economi-
sta dello sviluppo, ino agli
Stati Uniti, dove professore
emerito a Princeton, ha inven-
tato modelli semplici per spie-
gare abitudini e trappole del
comportamento umano. In
Exit, voice, and loyality (1970)
ha sostenuto che di fronte alla
crisi delle istituzioni o dei mer-
cati gli uomini hanno solo due
scelte: fuggire o protestare. In
The rhetoric of reaction (1991)
ha spiegato che tutti i discorsi
contrari alle riforme chiamano
in causa sempre e solo tre ar-
gomenti: la riforma sortir ef-
fetti opposti a quelli sperati o
non servir a niente o produrr
troppa confusione. In questo
libro del 1982 racconta come le
persone, deluse dal consumo
di beni lungamente desiderati,
tendono a spostarsi nella sfera
pubblica, salvo poi, deluse an-
che da quella, tornare a con-
centrarsi sul proprio orticello.
Hirschman analizza quali con-
sumi deludono di pi e quali
meno, quali speranze e quali
sorprese attendono chi si dedi-
ca alla politica. Leggerlo ven-
totto anni dopo la sua prima
edizione permette di veriicar-
ne lattendibilit sulla base
della storia recente. u
non iction Giuliano Milani
anatomia della delusione
bandonato i igli. Amato, odiato
e detto di no alla sua famiglia. Il
suo appartamento era come la
hall di un albergo o il divano di
uno psichiatra, un palcosceni-
co. La scrittrice libanese rilet-
te sulla madre e sulle sua vita li-
bera e anticonformista.
miCHaeL CHaBon
Manhood for amateurs.
Harper
In una serie di saggi Chabon rie-
samina alcuni momenti della
sua infanzia, della sua adole-
scenza e della sua attuale inten-
sa vita familiare accanto alla
scrittrice Ayelet Waldman e ai
loro quattro igli.
Maria Sepa
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 77
Ricevuti
Fumetti
Profezia senza speranza
ERICA FISCHER
La breve vita dellebrea
Felice Schragenheim
Beit, 208 pagine, 32,00 euro
La vita di Felice Schragenheim
(Berlino 1922-Bergen-Belsen
1945) ha ispirato il romanzo di
Erica Fischer Aime e Jaguar. In
questo libro sono raccolte
immagini e poesie della giovane
scrittrice e giornalista.
SAVERIO PIPITONE
Shock shopping. La
malattia che ci consuma
Arianna Editrice, 156 pagine,
10,80 euro
Dopo aver svelato fatti e misfatti
della grande distribuzione
commerciale, lautore indica la
possibile alternativa della
piccola distribuzione,
esaminando diverse esperienze.
A CURA DI DANIELE
COMBERIATI
La quarta sponda
Caravan, 208 pagine, 14,00 euro
Nove autrici di lingua italiana
originarie delle ex colonie
africane ci riconsegnano
attraverso la loro scrittura una
parte dimenticata del nostro
passato.
JOYCE CAROL OATES
Sorella, mio unico amore
Mondadori, 667 pagine,
22,00 euro
Il ritratto di un un mondo in cui
la corsa alla notoriet e la
sessualizzazione dellinfanzia
sono diventate una formula
esistenziale.
LAURA CASTELLANOS
Punto e a capo. Presente,
passato e futuro del
movimento zapatista
Edizioni Alegre, 107 pagine,
13,00 euro
Il subcomandante Marcos
(intervistato dalla giornalista
messicana) fa un bilancio del
movimento zapatista dalle
origini ino a oggi. Un punto per
andare a capo e rivolgere lo
sguardo al futuro. I ricavi
ottenuti dalla vendita del libro
andranno al movimento
zapatista.
AUTORI VARI
Abcdeuropa. Alfabeti
come mappe
Corraini, 108 pagine, 15,00 euro
Una raccolta di spunti e motivi
per descrivere la realt di oggi e
rilettere su quella di domani
per chi costruisce lEuropa e per
chi ci vive.
RAYMOND CARVER
America oggi
Minimum fax, 231 pagine,
16,00 euro
La raccolta dei nove racconti e
la poesia di Raymond Carver a
cui Robert Altman si ispirato
per la sceneggiatura di America
oggi, il ilm con cui vinse il
Leone doro a Venezia nel 1993.
AUTORI VARI
Nicaragua: noi donne, le
invisibili. La solidariet
internazionale con occhi e
cuore di donna
Davide Ghaleb editore,
151 pagine, 13,00 euro
La resistenza delle donne
nicaraguensi contro le
multinazionali e le gerarchie
ecclesiastiche e governative. Il
ricavato delle vendite a
sostegno dellassociazione
Italia-Nicaragua.
GILLES KRAEMER
Giorni tranquilli
a Ramallah
Alberto Gai, 190 pagine,
12,50 euro
Situazioni tragiche che spesso
sfociano nellassurdo, in una
realt nascosta dai mezzi
dinformazione.
DAVIDE CADEDDU
Adriano Olivetti politico
Edizioni di storia e letteratura,
210 pagine, 32,00 euro
I primi anni di consapevolezza
politica ino alla manifestazione
del pensiero maturo del grande
imprenditore italiano.
HECTOR G. OESTERHELD
E ALBERTO BRECCIA
Leternauta
Comma 22, 32 pagine,
15,00 euro

Leternauta di Oesterheld, il
grande sceneggiatore di fu-
metti argentino desaparecido
insieme alle quattro iglie du-
rante la dittatura di Videla,
nella versione breve di Breccia
un capolavoro fondamentale
sia nella carriera degli autori
sia per quello che riguarda il
mezzo espressivo.
Pubblicato quarantanni fa,
nel 1969, il pi bel fumetto
sulla ine di tutte le speranze
utopiche e sulla ine della sto-
ria, allopposto per della vi-
sione reazionaria di pensatori
come Fukuyama. un fumet-
to presagio sia del destino per-
sonale di Oesterheld sia, sul
piano collettivo, dei terribili
destini dellArgentina e di tut-
ta lAmerica Latina, grazie an-
che alla politica degli Stati
Uniti (Nixon entr in carica
proprio nel 1969).
Lopera dominata da un
sentimento potente e inelutta-
bile di una civilt al suo ultimo
stadio, avvolta da uninsensata
ciclicit dellorrore di cui sem-
bra non diventare mai consa-
pevole. Come se la constata-
zione di unumanit ancora
impelagata nella miseria dopo
le tragedie del novecento (due
guerre mondiali e un olocau-
sto) preannunciasse unapoca-
lisse prossima, magari com-
piuta con silenziosi iocchi di
neve. Bastano pochi istanti per
regredire alla barbarie preisto-
rica, con clan che si chiudono
in se stessi. Un processo velo-
ce, poeticamente agghiaccian-
te. Breccia, in un equilibrio in-
superabile tra realismo foto-
graico, trasigurato con sensi-
bilit espressionista, e astra-
zione pura, si rivel deinitiva-
mente tra i massimi autori del-
la storia del fumetto.
Francesco Boille
78 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Cultura
1
Francesco Buzzurro
Hava nagila
Dimagrire danzando.
Dopo labbufata di canzoni
natalizie a sfondo biblico, lai-
co e gastronomico, serve al-
meno il proposito di una dieta
parca, a base di chitarra ipoca-
lorica, ecosostenibilmente
acustica e di melodie multiet-
niche. Come questo inno alla
gioia da matrimoni ebraici, da
Lesploratore, ultimo album del
siculo Francesco Buzzurro. Un
tormentone di origine ucraina
che il chitarrista classico di
lungo corso aggancia al suo
trenino di cover brasiliane, ar-
gentine, russe e cinesi: un In-
ternazionale a sei corde, di
ascolto assai gradevole.
2
The Flaming Lips
Breathe (feat. Henry Rol-
lins and Peaches)
Respirare ricordando. La cosa
pi bufa, dopo la scelta degli
alt-psichedelici Flaming Lips
di rifare tutto The dark side of
the moon dei Pink Floyd in ver-
sione strambissima, sono i
commenti infuriati dei puristi.
Come se il capolavoro non si
dovesse toccare. Sarebbe que-
sto il rispetto? La band di Way-
ne Coyne piena di deferenza
verso loriginale. Ne stravolge
gli arrangiamenti con spirito
kamikaze, accettando di buon
grado di disintegrarsi nellat-
mosfera pur di rendere un
omaggio al lato oscuro e fasci-
noso dei propri idoli.
3
Tetine
Tropical punk
Pensare avanzando. Per
il nuovo anno, pescare qualco-
sa di nuovo, un debutto dal
nuovo Brasile, un duo ma-
schiofemminile: Eliete Mejo-
rado e Bruno Verner. Come
due cittadini moderni rigene-
ratisi in mezzo alla natura,
Adamo ed Eva decostruiti, un
po baile funky un po Talking
Heads: il loro post-tropicali-
smo promette bene. From a fo-
rest near you uscir a febbraio.
Intanto il loro singolo si gi
insinuato nella giungla di You-
Tube, e sparpaglia feromoni
interessanti: caloroso, ritmico,
intelligente, felpato. Come si
spera sia la vita nel 2010.
Musica
Dal vivo
DeaD sCienCe
Pisa, 12 gennaio,
myspace.com/circolocaracol;
Savona, 13 gennaio,
myspace.com/raindogshouse;
Rimini, 14 gennaio, velvet.it;
Cesena, 15 gennaio,
oicina49.com; Roma,
16 gennaio, initroma.com; Terni,
17 gennaio, myspace.com
/mattatoyocultureclub
port-royal
Modena, 8 gennaio, vibra.tv;
Bologna, 9 gennaio,
locomotivclub.it
hiM
Firenze, 12 gennaio,
viperclub.eu; Roma,
13 gennaio, initroma.com;
Madonna dellAlbero (Ra), 14
gennaio, bronsonproduzioni.com
saxon shore
Madonna dellAlbero (Ra), 9
gennaio, bronsonproduzioni.com
hellsongs
Bologna, 12 gennaio, bar-wolf.it;
Segrate (Mi), 13 gennaio,
circolomagnolia.it; Castiglion
Fiorentino (Ar), 14 gennaio,
gardenunderground.it; Carpi
(Mo), 15 gennaio, kalinkaclub.it;
Pontremoli (Ms), 16 gennaio,
0187 831141
seruM
Segrate (Mi), 15 gennaio,
circolomagnolia.it
Montefiori CoCktail
Roma, 14 gennaio, room26.it
Il quartiere di Darlinghurst
il centro della scena
alternativa della citt
australiana

uno spazio musicale uni-
co, dice il musicista Jim
Denley parlando di Sedition
(nella foto), il luogo che a Syd-
ney ospita Apostasy, una se-
rie di performance allinse-
gna della sperimentazione e
dellimprovvisazione musi-
cale. Tutto succede in una
bottega di barbiere di
Darling hurst, dove musicisti
professionisti e non danno
vita a collisioni musicali ori-
ginali.
Sedition fa parte di una
scena controculturale che
anima il quartiere dagli anni
quaranta. Negli anni settan-
ta, i bassi prezzi daitto e le
occupazioni delle case hanno
contribuito a fare di Darling-
hurst la sede di moltissimi
gruppi punk e post-punk, co-
me gli Urban Guerrillas, i
Thought Criminals e i Seve-
ral Heads, che hanno dato vi-
ta a un terreno musicale mol-
to fertile. Negli ultimi anni la
zona sta diventando un quar-
tiere di lusso, ma lanima ar-
tistica e controculturale del
quartiere ancora visibile e
palpabile. Sedition diretto
da Michael Joyce, un barbie-
re artista locale i cui collage
musicali riempiono periodi-
camente le pagine della rivi-
sta autopubblicata Plastic
Expressionism. Joyce ha co-
minciato a ospitare eventi
qualche anno fa. Da allora
Sedition uno dei migliori
posti in assoluto per chi vuole
improvvisare e sperimentare
nuovi stili.
Jack Sargeant,
Wire
Dallaustralia
sydney sperimentale
playlist Pier Andrea Canei
funky propositi
D
R
Him
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 79
Rock
kaRen o and the kids
Where the wild things are
original motion picture
soundtrack: Original songs
by Karen O and The Kids
(Interscope)

Il 2009 stato un anno pieno di


soddisfazioni per Karen O. A
marzo uscito il disco pi ven-
duto della sua band, gli Yeah
Yeah Yeahs. Un successo com-
merciale che ha riscosso anche i
consensi della critica ed stato
seguito da un tour mondiale. Lo
scorso autunno, poi, Karen O ha
cantato in un brano dellultimo
disco dei Flaming Lips. E sem-
pre nel 2009, con laiuto di illu-
stri colleghi (Deerhunter, Ra-
conteurs, Liars) e di un grande
coro di bambini, ha scritto la co-
lonna sonora dellultimo ilm di
Spike Jonze (che anche il suo
ex idanzato): Nel paese delle
creature selvagge. Questo album,
che ripropone i pezzi scritti per
il lungometraggio, segna il ver-
tice creativo dellartista statuni-
tense. Come lopera di Jonze,
anche la musica costruisce un
fantasioso mosaico di emozioni
e sogni. Peccato che presto Ka-
ren toner a essere solo la can-
tante degli Yeah Yeah Yeahs.
Eric Pfeil,
Frankfurter Allgemeine
Zeitung
vampiRe weekend
Contra
(XL)

I pezzi desordio dei Vampire


Weekend avevano suscitato
tanta attenzione nei blog che il
loro primo album sembrava una
raccolta di singoli come si face-
vano nei primi anni sessanta.
Contra, invece, un album ma-
turo e completo, come un disco
degli anni settanta. musica
sulle contraddizioni del neoli-
berismo che potrebbe benissi-
mo trovarsi nelliPod di Chelsea
Clinton. La grazia di Ezra Koe-
nig nel trattare una melodia ri-
denly, devono molto alla lezione
di Berry Gordy e Smokey Ro-
binson. Nel disco non mancano
canzoni ispirate allo stile blues e
grezzo della prima Tina Turner,
e ci sono anche tracce per
esempio The Game of Love che
strizzano locchio ai girl group,
in particolare alle Shirelles.
Lois Wilson, Mojo
World music
aRtisti vaRi
World ballads/Fiesta bal-
kanica
(Network)

Letichetta Network, con sede a


Francoforte, ha distribuito, ne-
gli ultimi quindici anni, una lun-
ga serie di album esemplari. La
cosa pi curiosa della Network
che raramente ha cercato di
scoprire e produrre nuovi arti-
sti, ma ha preferito acquisire i
diritti per distribuire album di
artisti singoli o superbe compi-
lation (come Desert blues o Bal-
kan blues). World ballads e Fiesta
balkanica appartengono a que-
sta tradizione. Per quanto ri-
guarda il primo, non lasciatevi
ingannare dal titolo generico. Si
tratta di una raccolta di altissi-
mo livello, come dimostra il
pezzo da solista di Youssou
NDour. Fiesta balkanica una
raccolta dei migliori ritmi balca-
nici della label: Esma Redzepo-
va, Clejani Express, Gypsy
Groovz Orchestra.
Garth Cartwright, Froots
Elettronica
2562
Unbalance
(Tectonic)

Negli ultimi anni, Dave Hui-


smans si dato da fare per por-
tare una ventata di novit e fre-
schezza nel mondo del dubsteb,
con ottimi risultati. Nel 2007, il
produttore e musicista olandese
ha pubblicato una serie di dodi-
ci singoli e lanno seguente
uscito Aerial, il suo primo album
con il nome 2562. La musica di
Huismans riiuta le tecniche di-
lettantesche dei dubstepper di
South London (a eccezione di
Burial, naturalmente), per vira-
re verso uno stile tecnicamente
pi preciso. Ora il suo ultimo al-
bum, Unbalance, dimostra che
lartista olandese ha fatto un al-
tro passo avanti nella sua pro-
mettente carriera e lascia con
limpressione che nei prossimi
tempi ascolteremo da lui cose
ancora migliori. In Unbalance,
Huismans non si limita a fonde-
re la produzione precedente ma
mette in scena ritmi soisticati,
potenti e allo stesso tempo agili.
Mike Newmark, PopMatters
Classica
thomas zehetmaiR
Paganini, Capricci per
violino solo
Thomas Zehetmair, violino
(Ecm)

La prima versione discograica


dei capricci di Paganini registra-
ta da Thomas Zehetmair (Tel-
dec 1992) era una delle migliori.
Con questa seconda registrazio-
ne il violinista austriaco fa un
grande passo avanti e trascende
la musica che conosciamo: nes-
suno aveva mai portato i capric-
ci cos vicino al ventesimo seco-
lo. Questo un disco rivolto, pi
che al neoita, a tutti gli ascolta-
tori che vogliono liberarsi della
perfezione di tante altre regi-
strazioni celebri. Zehetmair non
cerca di sedurre, ma di trasmet-
tere lincredibile fantasia tecni-
ca, melodica e armonica
dellautore. Fa entrare il diavolo
in ogni capriccio, correndo il ri-
schio di chiedere al suo stru-
mento pi di quel che in grado
di ofrire. Lesaltazione e lauda-
cia di Zehetmair restitui scono a
Paganini quel sapore di novit
che ai suoi contemporanei pare-
va tanto bello quanto sconcer-
tante. Ecco un violinista visio-
nario e coraggioso. Eccezionale.
Jean-Michel Molkhou,
Diapason
corda moltissimo quella di Paul
McCartney. Lequilibrio tra
strumentazione classica, rock
ed etnica, ritmi avvincenti e
meravigliosi ornamenti con-
fortevolmente dolce e mutevo-
le. Bisogna ammetterlo, ci han-
no fregato di nuovo.
Lon Dolan, Spin
Folk
miChael j. sheehy and
the hiRed mouRneRs
With these hands: rise and
fall of Francis Delaney
(Glitterhouse)

Se Tom Waits non esistesse gi,


questo straordinario cantautore
alt-country di Londra sarebbe
addirittura venerato. Il disco
che segue lottimo esordio del
2007, Ghost of the motorway,
un concept album che racconta
la storia di un pugile. un lavo-
ro coinvolgente, soulful, legger-
mente fuori dagli schemi e a
tratti addirittura straziante nel
suo sentimentalismo. I brani
migliori sono la vibrante Croo-
ked-eyed engineer e il country
blues di Nobodys fault like mine,
con tanto di banjo.
Sylvie Simmons, Mojo
soul
bRenda holloway
The early years
(Ace)

Brenda Holloway diventata


famosa nel 1964 con il singolo
Every little bit hurts, pubblicato
dalla Motown, ma si era gi fat-
ta le ossa nei due anni prece-
denti, registrando per oscure
etichette come Donna, Era, 4J,
Snap, Brevit e Catch. Ed pro-
prio il materiale di quel periodo
che costituisce il cuore di questa
raccolta. Gi allora tra le sue in-
luenze principali cera la Mo-
town: il suo cantato quasi sofe-
rente ricorda molto la vocalit
di Mary Wells, mentre i primi
brani usciti dalla sua penna, le
soisticate Constant love e Sud-
timbaland
feat. katy peRRy
If we ever meet again
adam lambeRt
For your entertainment
(Bimbo Jones remix)
madonna
Revolver
(One Love remix)
agnes
On and on
dance
Scelti da Claudio
Rossi Marcelli
80 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Cultura
Les shawaks danatoLie
Luned 11 gennaio, ore 0.30
Arte
Kazim z uno dei giovani re-
gisti della nuova onda del ci-
nema turco. The storm del 2008
era un potente ilm sulla giovi-
nezza, la rivoluzione e la storia
recente della Turchia. Con un
sorprendente salto di stile e di
genere, in questo documentario
z ha seguito per un anno la vi-
ta di una trib nomade di pasto-
ri curdi.
40 anni di obLio
Luned 11 gennaio, ore 10.00 e ore
24.00, RaiStoria
Lirriducibile Silvano Agosti ag-
giorna il precedente Trentanni
di oblio del 1999, tornando a
raccogliere materiali darchivio
e testimonianze per raccontare
lotte e sogni dei protagonisti del
decennio 1968-1978.
La maLdiCtion
du pLastique
Marted 12 gennaio, ore 20.35
Arte
Successi, eccessi e futuri possi-
bili di un materiale che rappre-
senta lessenza della modernit
e del consumismo. I problemi
principali restano la nostra di-
pendenza dalla plastica e il suo
smaltimento.
signori professori
Mercoled 13 gennaio, ore 23.00
Current
Il ilm di Maura Delpero raccon-
ta la scuola italiana dal punto di
vista dei professori, protagonisti
di una quotidianit che alterna
passione e disamore, vocazione
e smarrimento. Tre storie da
Bologna, Napoli e Bolzano.
standard operating
proCedure
Gioved 14 gennaio, ore 23.00
SkyCinemaMania
Con un certosino lavoro di ricer-
ca e analisi, lasso del documen-
tario Errol Morris ricostruisce la
vicenda delle fotograie fatte ai
prigionieri iracheni nel carcere
di Abu Ghraib.
tv
snipurl.com/tz94q
La vicenda da incubo di Steve
Kurtz, artista e professore statu-
nitense, comincia nel 2004 con
la morte nel sonno della moglie
e linevitabile ma malaugurata
chiamata demergenza. I para-
medici che intervengono nella
casa-laboratorio, insospettiti
dagli alambicchi e strane coltu-
re che scoprono, allertano lFbi.
Sono i lavori preparatori per
una mostra-installazione sul te-
ma del cibo geneticamente mo-
diicato, ma per gli agenti spe-
ciali in tuta antibatteriologica si
tratta senza dubbio di bioterro-
rismo. La regista Lynn Hersh-
man-Leeson si muove in modo
anticonvenzionale tra docu-
mentario, animazione e iction
per ricostruire un caso surreale,
emblematico del clima paranoi-
co che si respira oggi negli Stati
Uniti.
in rete
strange
culture
Treni e ritardi: grande classico
da sommario del tg, in partico-
lare in periodi festivi e di me-
teo poco clemente. Ma qualit
e sicurezza del trasporto ferro-
viario possono essere afronta-
ti in modo pi serio.
Lo ha fatto Simone Amen-
dola in questo documentario
incentrato sulla vicenda del
macchinista Dante De Ange-
lis, licenziato da Trenitalia nel
2008 per le sue denunce alla
stampa sui guasti ai treni Eu-
rostar e recentemente reinte-
grato in servizio in seguito a
una sentenza del tribunale di
Roma. Il dvd, presto in distri-
buzione, si pu ordinare dal si-
to web del ilm.
quandocombattonoglielefanti
.com
dvd
quando combattono gli elefanti
Quando combattono gli elefanti
Una saga di 130 puntate ri-
costruisce la carriera del
cantante sul network
radiofonico France Bleu

In Francia siamo convinti di
conoscere ogni cosa della vita
e della carriera di Jean-Philip-
pe Smet, alias Johnny Hal-
lyday. Ma grazie al meticoloso
lavoro di Gilles Verlant, Jean-
William Toury e Antoine de
Caunes, gli ascoltatori di
France Bleu faranno scoperte
sorprendenti seguendo la saga
radiofonica Lodyse Johnny
Hallyday.
Centotrenta episodi di sei
minuti che il network ha co-
minciato a difondere il 4 gen-
naio sui suoi 41 canali locali e
che andranno avanti ino al 2
luglio: 26 settimane per sapere
proprio tutto di uno dei miti
nazionalpopolari francesi.
Questo il modo scelto da
Verlant e dai suoi collaboratori
per celebrare in maniera origi-
nale i cinquantanni di carriera
di Hallyday, cominciata nel
marzo del 1960, quando un
sedicenne biondo dallo sguar-
do magnetico pubblic un 45
giri che comprendeva quattro
brani e scal immediatamente
le classiiche francesi, ino alla
vetta. Dalla met di ottobre
Verlant ha cominciato a lavo-
rare su questo ambizioso pro-
getto insieme a Thoury, autore
dei testi e manager del gruppo
Bijou e pilastro di Jukebox Ma-
gazine, selezionando 130 can-
zoni dallimmenso repertorio
di Hallyday. Ad accompagna-
re gli ascoltatori in questa
odissea sar la voce di Antoine
de Caunes, che in passato ha
collaborato con Verlant e con
lo stesso Hallyday.
Le Figaro
serie
sei mesi con Johnny hallyday
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 81
Cultura
AutotheAteR
Museum Ludwig, Colonia,
ino al 14 marzo,
museum-ludwig.de
la prima grande retrospettiva
europea dedicata a Franz West,
forse il maggior artista austria-
co vivente. Della quarantina di
opere in esposizione molte sono
pastck: sculture di dimensioni
varie, frutto dellassemblaggio
di materiali poveri e di scarto,
che rivelano il loro potere al tat-
to o alla manipolazione. In que-
sto modo larte interattiva e per-
formativa di West mette il frui-
tore al centro della rappresenta-
zione.
Die Zeit
the ReAl vAn gogh. the
ARtist And his letteRs
Royal academy, Londra,
dal 23 gennaio al 18 aprile,
royalacademy.org.uk
una delle mostre evento
dellanno: unimponente silata
di opere di Van Gogh che segue
il ilo rosso della follia dellarti-
sta. Lesposizione non si limita a
quadri, disegni e bozzetti ma ra-
duna gli scritti e i carteggi origi-
nali del pittore, cercando una
chiave di lettura del percorso in-
teriore di Van Gogh.
The Times
lAnteRne mAgique
et film peint
Cinmathque franaise, Parigi,
ino al 28 marzo, cinematheque.fr
Da un certo punto di vista il ci-
nema ha gi compiuto quattro-
cento anni. Unafascinante mo-
stra alla Cinmathque franai-
se ce lo ricorda celebrando la
lanterna magica, la sua nasci-
ta avvolta nel mistero, la sua
storia tra gli sfarzi delle corti
regali e i pi umili salotti e il suo
mito ancora vivo e celebrato da
registi come Trufaut, Bergman
e Fellini. La mostra parigina, ol-
tre a rimettere in moto antiche
lanterne magiche, accompa-
gnata da proiezioni di ilm di-
pinti su pellicola con musiche
eseguite dal vivo.
Le Monde
Arte
Smithsonian american art mu-
seum, Washington D.C.,
ino al 24 gennaio
Se non si trattasse di un uomo in
carne e ossa, William T. Wiley
sembrerebbe un personaggio
preso da un libro di Pynchon.
Negli anni settanta stato uno
dei padri fondatori della contro-
cultura californiana. Disegnato-
re ed eccellente acquarellista,
ha mantenuto un immaginario
satirico e visionario che trova
ispirazione in qualunque sog-
getto, dal pavimento del suo
studio alla metaisica buddista,
ino alle trasposizioni allucinate
di stampe medievali. Una tra
tutte, Il leone alchemico torturato
dallastrazione, merita da sola la
visita alla personale di questo
artista che oggi ha 72 anni e che
per troppo tempo stato dimen-
ticato.
The New York Times
lartista
William
t. Wiley
miChAel lAndY
South London gallery, Londra,
ino al 4 febbraio
La sua installazione pi di-
scussa stata gesto distrutti-
vo: in Break down Landy aveva
fatto a pezzi degli efetti perso-
nali (i suoi vestiti, la sua auto,
documenti). Oggi lartista bri-
tannico ha costruito un enor-
me secchio della spazzatura,
che occupa tutta la galleria:
nel suo Art bin i visitatori sono
invitati a buttare delle opere
darte, non paccottiglia, ma la-
vori di valore artistico passati
al vaglio da Landy in persona.
Quando il secchio sar pieno,
il suo contenuto sar distrutto.
Una critica al consumismo, al
business dellarte, alla sovrab-
bondanza di opere di dubbio
valore.
The Times
levento
immondizia dautore
Michael Landy
E
y
E
m
a
G
a
z
I
N
E
(
F
L
I
C
k
r
)
Ormai diventato un appun-
tamento annuale. E siamo al
terzo. Sintitola mad France,
mad come pazzo, come i due
precedenti, che sono stati rea-
lizzati in Cina e in India
(questultimo venduto in un
sacco di tela bianca) e diventa-
ti, proprio perch inclassiica-
bili come tutti i pazzi, degli og-
getti culto e da collezione.
la proposta dei membri
del collettivo Tendance Floue
che si impegnano a realizzare
insieme (ma non per forza in
modo collettivo) un oggetto
che esplori e al tempo stesso
trasmetta un sentimento sin-
golare di ognuno dei suoi par-
tecipanti. anche se insistono a
chiamare questa produzione
rivista, sarebbe meglio par-
lare di un oggetto.
mad France un cofanetto
in plexiglass che riunisce 14 li-
bretti su carta a grana grossa
(che parla alle dita come agli
occhi). Larticolazione pieghe-
vole delle copertine li fa sem-
brare depliant, ognuno con
una particolare visione della
Francia.
Sono punti di vista, qualco-
sa che si colloca nel campo do-
cumentario, ma ai margini di
quello che la stampa trova ac-
cettabile: una soggettivit
che lascia parlare i dolori, i
piaceri, le angosce e gli stupo-
ri. Ci sono testi e illustrazioni
interessanti, unimpaginazio-
ne semplice e rainata, molto
pi complessa di quello che
pu sembrare a prima vista.
Convinti che la Francia sia in
diicolt, afermano che il loro
un atto di resistenza. Non
si pu non essere solidali. u
La prossima settimana: teatro
fotograia Christian Caujolle
la rivista oggetto
82 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Theres always free cheddar in a mousetrap, baby
Its a deal, its a deal
Gods away, Gods away, Gods away on business.
Business.
Tom Waits, Gods away on business (2000)
U
n articolo delle pagine di economia
del New York Times spiegava che in
India loro sta diventando valuta di
credito. Per lo pi si tratta dei gioielli
di famiglia. Le famiglie povere o a
basso reddito, non avendo un conto
in banca e non potendo quindi accedere a prestiti ban-
cari, sono sempre pi costrette a impegnare i tesori di
famiglia. Loro la carta di credito rurale, il solo modo
per ottenere un prestito nel giro di tre
minuti. Il tasso dinteresse annuo cir-
ca del 29 per cento.
Nel 2008 il Manappuram Group, una
delle principali aziende che concedono
prestiti in cambio di oro, ha intascato
730 milioni di dollari in questo modo.
Il gruppo sta aprendo iliali nei piccoli
villaggi, dove, per esempio, una donna
pu impegnare la fede nuziale per
70 dollari.
Lamministratore delegato di unaltra
grande azienda del settore spiega che
stanno lavorando sodo per convincere le persone che
impegnare loro non un gesto da disperati e, anzi, che
quel che gli si ofre un brillante prodotto inanzia-
rio. Prosegue dicendo che gli indiani possiedono
15mila tonnellate doro e, per il momento, ne hanno
impegnate solo 600 in cambio di un prestito. Ci sono
altre 14mila tonnellate doro da spillare. Sono l che
aspettano.
Devo dire subito che non sono mai stato in India.
Negli ultimi cinquantanni pi di met delle conversa-
zioni e degli scambi pi memorabili a cui ho partecipa-
to sono stati con amici provenienti dal subcontinente
indiano. Resta comunque il fatto che non ci ho mai
messo piede.
Perci potrei non essere qualiicato a scrivere del
nuovo libro di Arundhati Roy, una raccolta di saggi di
denuncia, dettagliati e appassionati, su quanto suc-
cesso nel suo paese durante gli ultimi dieci anni. Eppu-
re le domande poste da Arundhati e il dolore che le
accompagna sono universali.
La vera questione, qui, : che ne abbiamo fatto
della democrazia? In cosa labbiamo trasformata? Che
succede una volta che la democrazia si consumata?
Quando stata svuotata e privata di senso? Cosa suc-
cede quando ciascuna delle sue istituzioni si fatta
metastasi ino a trasformarsi in unentit maligna e
pericolosa? Cosa succede ora che democrazia e capita-
lismo si sono fusi in un unico organismo predatorio
dallimmaginazione limitata e costretta, incentrata
quasi esclusivamente sullidea della massimizzazione
dei profitti? possibile invertire questo processo?
Unentit che mutata pu tornare a essere ci che era
prima?.
Negli ultimi dieci anni Roy ha pubblicato quattro
libri in cui racconta quel che ha visto accadere nel suo
paese, lIndia, che i mezzi dinformazione e i leader
politici stranieri continuano a descrivere
come la pi grande democrazia del
mondo, in cammino verso il progresso
e lo sviluppo.
Arundhati segue passo dopo passo,
conseguenza per conseguenza, cerchio
a cerchio, linferno creato dal neoliberi-
smo, come viene ancora eufemistica-
mente chiamato. Io preferisco chiamar-
lo fascismo economico.
In un libro precedente Roy ha docu-
mentato i disastri umani ed ecologici
provocati nel suo paese dalla costruzio-
ne di dighe progettate sciaguratamente per fornire
energia idroelettrica a gigantesche multinazionali.
A cosa serviranno i diritti delle foreste quando non
ci saranno pi foreste? A cosa servir il diritto allinfor-
mazione quando non ci sar pi rimedio ai torti subiti?
A cosa servono i iumi senzacqua? A cosa servono le
pianure senza montagne che le facciano vivere irrigan-
dole? come se, precipitando da un dirupo a bordo di
un autobus senza freni, discutessimo di quali canzoni
cantare.
Nel suo ultimo libro Roy analizza una serie di storie
esemplari, documentando le proprie conclusioni (il
volume contiene tredici pagine di note sulle fonti) con
citazioni, racconti in presa diretta, osservazioni sul
campo in molti punti la sua scrittura ricorda le foto di
Robert Capa e di tanto in tanto una veduta dinsieme,
rivolta al cielo.
Ogni storia stata, oppure , un dramma esplosivo,
successivamente ignorato, sotterrato, reso irriconosci-
bile dalla stampa e dai cronisti uiciali.
Ecco qualche esempio. Il migliaio di musulmani
Raccontaci
anche le storie
John Berger
Arundhati Roy
segue passo dopo
passo linferno
creato dal
neoliberismo, come
ancora lo si chiama
eufemisticamente.
Io preferisco
chiamarlo fascismo
economico
Pop
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 83
aggrediti, stuprati, bruciati e uccisi dalla folla nella pri-
mavera del 2002, nello stato del Gujarat, con la conni-
venza delle cosiddette forze dellordine.
La quasi ventennale occupazione militare della val-
le del Kashmir. Oggi nella zona opera mezzo milione
di soldati indiani, il che ne fa larea pi militarizzata del
mondo.
Linluenza crescente e le reti sempre pi estese del
Bharatiya janata party (Bjp), il partito fascista ind im-
pegnato in una crociata a favore di unIndia ind (nel
paese vivono centocinquanta milioni di musulmani).
Su una serie di questioni, tra cui la guerra in Chhattis-
garh, il partito del Congress, che un tempo era il partito
radicale di Nehru, ora di fatto alleato con il Bjp.
La guerra sferrata contro il Chhattisgarh, vasta area
forestale nellIndia centrale abitata dagli adivasi, la
popolazione tribale indigena del subcontinente. Nel
sottosuolo della foresta, che il governo vuole disbosca-
re, ci sono ricche risorse minerarie, su cui le multina-
zionali aspettano con impazienza di mettere le mani;
gli adivasi che difendono il loro modo di vivere e la loro
terra sono indistintamente chiamati maoisti. Le for-
ze governative, dotate di elicotteri e armi moderne,
hanno raso al suolo pi di seicento villaggi e fanno del
loro meglio per mettere una trib contro laltra. Tre-
centomila adivasi continuano a resistere servendosi di
poco pi di qualche trappola per animali e delle proprie
mani. Unaltra guerra asimmetrica.
Queste diverse storie esemplari rientrano in una
logica ubiqua, che esattamente quella del nuovo or-
dine multinazionale mondiale. I particolari variano a
seconda del continente e della storia locale, ma lo
schema lo stesso. Uno schema circolare.
La divisione tra poveri e relativamente ricchi diven-
ta un abisso. Tutti i limiti e le raccomandazioni tradi-
zionali vanno in pezzi. Il consumismo consuma
ogni dubbio e capacit critica. Il passato diventa obso-
leto. Perci le persone perdono il senso di s, il senso
della propria identit, e per deinire se stesse inisco-
no per localizzare e individuare un nemico. E il nemi-
co qualunque sia la sua designazione etnica o religio-
sa lo si trova sempre in mezzo ai poveri. Eccolo il cir-
JOHN BERGER
uno scrittore,
giornalista e critico
darte. Tra i suoi libri
pubblicati in Italia
Da A a X. Lettere di
una storia (Libri
Scheiwiller 2009),
Abbi cara ogni cosa
(Fusi orari 2007) e
Sul disegnare (Libri
Scheiwiller 2007).
G
I
P
I
84 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Pop
colo vizioso.
Sul piano economico, a ianco della ricchezza, il si-
stema produce una povert crescente e un numero
sempre maggiore di famiglie senza un tetto. Intanto, a
livello politico, d vita a ideologie che articolano e giu-
stiicano lesclusione e leventuale eliminazione delle
orde dei nuovi poveri.
Quel che sgomenta Roy questo nuovo circolo po-
litico-economico, che incoraggia oltre ogni immagi-
nazione la tenace attitudine umana per la crudelt.
Ieri notte mi ha telefonato unamica di Vadodara.
Piangeva. Ci ha messo un quarto dora a dirmi di cosa
si trattava. Niente di complicato. Solo che una sua ami-
ca, Sayeeda, era stata intrappolata dalla folla. Solo che
lavevano sventrata e le avevano riempito lo stomaco
di stracci in iamme. Solo che, una volta morta, qualcu-
no le aveva inciso sulla fronte om (un simbolo sacro
dellinduismo).
Scriviamo, ha confessato una volta Roy, sui vuo-
ti spalancati nei muri dove una volta si aprivano le ine-
stre. E chi le inestre le ha ancora, qualche volta non
capisce.
Proviamo a immaginare la forza necessaria a scri-
vere in queste condizioni. Il sottotitolo delledizione
originale del suo ultimo libro, Quando arrivano le
cavallette (Guanda 2009), Appunti sul campo in ma-
teria di democrazia.
Vai sul campo, osservi, indaghi, riferisci, riscrivi,
scrivi la versione deinitiva, la pubblicano, la leggono
in tanti anche se non sai mai veramente cosa tanto
e cosa poco , diventi una scrittrice controversa, ti
minacciano spesso, altri ti ammirano e sostengono,
scrivi del destino di milioni di persone, donne, uomini,
bambini, ti accusano di oltraggio, continui a scrivere,
niente ti ferma, fai luce su altre iniziative dei potenti
che causeranno nuove tragedie, immense ed evitabili,
prendi appunti, vai da un capo allaltro del continente,
ti fai testimone della disperazione che vedi, ti pubbli-
cano e riprendono a contestarti, per lennesima volta,
un mese dopo laltro, e i mesi diventano anni. Eppure
ci da cui metti in guardia e contro cui protesti procede
senza controllo e senza piet. Va avanti irresistibil-
mente. Va avanti come se fosse avvolto da un silenzio
intatto e permissivo. Va avanti come se tu e pochi altri
non aveste mai scritto una sola parola. Perci ti do-
mandi: le parole contano? E forse ti sembra di sentire
una risposta di questo tipo: qui le parole sono come
pietre nelle tasche di prigionieri ai quali hanno legato
mani e piedi prima di gettarli nel iume.
Ogni protesta politica forte un appello a una giu-
stizia assente, e si accompagna alla speranza che in
futuro quella giustizia sar ristabilita. La speranza, pe-
r, non la ragione che spinge alla protesta. Si protesta
perch non protestare sarebbe troppo umiliante, trop-
po sminuente, troppo letale. Si protesta (costruendo
una barricata, impugnando le armi, iniziando uno
sciopero della fame, gridando, scrivendo) per preser-
vare il momento presente, a prescindere dal risultato.
Protestare riiutare di essere azzerati e ridotti a un
silenzio forzato. Perci, nellistante stesso in cui si pro-
testa, se si protesta, si ottiene una piccola vittoria.
Listante, pur passando come tutti gli istanti, acquista
una certa indelebilit. Passa, ma lascia il segno. La
protesta non principalmente un sacriicio fatto per un
futuro pi giusto; unininluente redenzione del pre-
sente. Il problema come vivere ripetutamente in
compagnia dellaggettivo ininluente.
Oltre a essere una combattente e una formidabile
polemista oltre a essere una hooligan, come lei
stessa si deinisce Roy uninsuperabile narratrice. Il
suo romanzo, Il dio delle piccole cose, tradotto in qua-
ranta lingue, straordinario. Parla dei labirinti dellin-
fanzia, di bambini che cercano di venire a capo dei se-
greti del mondo che li circonda. ambientato nel Ke-
rala dove Roy nata, ma il metodo di ricerca dei picco-
li universale. Quel che rende la storia sorprendente e
allo stesso tempo familiare limmediatezza e la com-
plicit degli incontri che narra. In questo libro i bambi-
ni fanno sembrare immaturi gran parte degli adulti. I
bambini sanno che scopriamo noi stessi attraverso gli
altri.
Il sacerdote e ilosofo polacco Jozef Tischner (che il
grande Ryszard Kapuscinski citava spesso) ha descrit-
to assai bene questo particolare processo di scoperta.
Allinizio allorigine della coscienza di s c la pre-
senza di un tu, e forse perino la presenza di un pi ge-
nerale noi. Solo nel dialogo, nella discussione, nellop-
posizione, e anche nellaspirare a una nuova comunit,
si crea la consapevolezza di me, come essere autono-
mo, separato dallaltro. So di essere, perch so che lal-
tro .
Il dio delle piccole cose parla, intrinsecamente, della
scoperta di questa consapevolezza.
A
desso possiamo tornare al problema
di vivere in compagnia dellaggettivo
ininluente. Laggettivo si riferisce
al tempo. E se il modo giusto di ri-
spondergli fosse spaziale, andando
sempre pi vicino a quel che si afran-
ca dal presente nel cuore degli altri? Come story teller
Roy potrebbe farlo.
Attraverso il suo ascolto e il suo racconto, il riiuto
di chi protesta si trasformerebbe allora nel grido sel-
vaggio, nella rabbia, nellumorismo, nellilluminazio-
ne degli oppressi. Sarebbe un altro modo di rendere
indelebile listante, e si rimetterebbero insieme spa-
ziale e temporale, perch le storie, quando a raccontar-
le un grande narratore o un poeta, arrestano il lusso
unilineare del tempo e rendono privo di senso lagget-
tivo ininluente.
Osip Mandelstam, prima di essere ucciso nel gulag,
lo cap e lo disse con assoluta precisione: Per Dante
il tempo il contenuto della storia vissuta come singo-
lo atto sincronico. E, inversamente, lo scopo della sto-
ria tenere insieme il tempo in modo che tutti siano
fratelli e compagni nella stessa ricerca e conquista del
tempo.
Arundhati, non smettere di protestare, ma raccon-
taci anche le storie che hai incontrato, di cui sei diven-
tata parte, che ti hanno accompagnata nel viaggio at-
traverso la lunga notte. Ne abbiamo bisogno. mn
STORIE VERE
Un uomo di 46 anni,
di cui non sono state
rese note le
generalit, ha
denunciato alla
polizia di Eerbeek,
nei Paesi Bassi, il
furto della sua
collezione di ecstasy:
pi di 2.400
pasticche. Il derubato
ha dichiarato di non
essere uno
spacciatore n un
consumatore, e di
conoscere i rischi che
corre con la sua
denuncia. Lha fatta
perch teme che i
ladri usino le
pasticche, una
quarantina delle quali
velenosa.
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 85
E
ro nella sontuosa sala da pranzo di un re-
sort di lusso, con un lte di prosecco in
mano, pronto per imbarcarmi in un me-
n degustazione da nove portate, quando
da un qualche punto del soffitto sono
usciti dei violini che suonavano The lady
in red. Se siete come me, sarete daccordo che non c
niente di pi deprimente. Forse sono ipersensibile, ma
era come un trapano che mi bucava il cranio. Gi lorigi-
nale della canzone di Chris de Burgh del 1986 mi d la
nausea, ma il tte--tte con quella iorita versione stru-
mentale era ininitamente peggio. Da quel momento il
pranzo passato in secondo piano, mentre tutta la mia
attenzione stata assorbita dallorrida colonna sonora.
Una versione orchestrale di Mandy di Barry Manilow ha
inierito senza piet. Leaving on a jet plane nellesecuzio-
ne di Mantovani mi ha fatto rimpiangere di non esserci
salito, sul jet della canzone.
Dicono che la musica riesca a dare la sensazione di
rallentare il tempo. In questo caso era riuscita a fermar-
lo di botto. Al dessert (crostata di rabarbaro con sei vio-
lini che suonavano Against all odds), pensavo solo a
Manuel Noriega a Panama, rinchiuso nellambasciata
e assediato dai militari e da gente come Rick Astley.
Quando alla ine sono fuggito nella mia stanza ho gu-
stato il silenzio come non mi era mai successo.
Il giorno dopo a colazione, per, era tutta unaltra
musica. Il jazz inondava la stanza come la luce del sole
Il sottofondo
atroce
Peter Jon Lindberg
rilessa dalle tazze di porcellana. La tromba di Chet Ba-
ker mi ha messo subito di buon umore. Tutto mi sem-
brava pi luminoso, pi frizzante, pi bello. Due pasti,
due playlist, due sensazioni totalmente diverse allo
stesso tavolo.
C chi non sopporta la cattiva illuminazione, laria
condizionata troppo forte, il puzzo dellacqua di colonia
da uomo. Io sono terribilmente schizzinoso in fatto di
musica. Il sottofondo musicale pu determinare se un
posto mi fa unimpressione buona o cattiva. Di questi
tempi tutti i locali ne hanno uno, dai wine bar ai negozi
di arredamento. E troppo spesso lo usano con incompe-
tenza allarmante.
Il problema non la musica ad alto volume negli
spazi pubblici, la musica brutta. Se la canzone giusta
messa nel ristorante giusto funziona come una recen-
sione a cinque stelle piazzata in vetrina, la musica sba-
gliata come un avviso delluicio digiene: Non oltre-
passare. Restare a distanza di sicurezza.
Mi dicono che molte persone non si accorgono
neanche della musica di sottofondo, e dovrebbe essere
sempre cos. Ma come i cani sono sintonizzati sulle fre-
quenze pi acute, a quanto pare io sento soprattutto la
musica pi irritante, le Cline e le Mariah (quella con la
voce come un ischietto a ultrasuoni). Esco di corsa da
negozi che sarebbero invitanti se non decidessero di
sparare a tutto volume i Maroon 5. Riattacco il telefono
quando mi lasciano in attesa con Groovy kind of love.
Quando prendo laereo mi porto i tappi per le orecchie
non per escludere il rumore dei motori, ma per evitare
linsipida sbobba della musica da imbarco. Negli aero-
porti ti costringono ad ascoltare ballate sublimi che
dovrebbero darti la sensazione di essere in volo.
A me fanno venire voglia di pugnalare qualcuno con un
ottavino.
In alcuni ambienti le canzoni dovrebbero aiutare le
PETER JON
LINDBERG
un giornalista
di viaggi statunitense.
Questo articolo
uscito su
Travel+Leisure con il
titolo Bad music in
public spaces.
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86 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Pop
persone a rilassarsi. Di solito ottengono lefetto oppo-
sto. Gli stabilimenti termali si ostinano a mettere musi-
ca new age: per i primi due minuti sembra innocua, ma
dopo unora non c massaggiatore che riesca a scio-
glierti i nervi annodati. Ci sono quelli che difondono la
musica in piscina, da altoparlanti piazzati sottacqua,
cos non hai scampo. Neanche gli ospedali si salvano:
unamica andata a fare una risonanza magnetica e ha
dovuto sopportare non solo la sua claustrofobia, ma
anche la melassa della colonna sonora della sua clinica:
45 minuti di dolci, continue martellate in testa.
La cosa pi esasperante della musica di sottofondo
che stravolge lordine naturale delle cose: eleva idio-
zie (The lady in red) al rango di classici senza tempo o,
peggio ancora, degrada classici senza tempo (Eleanor
Rigby) programmandoli insieme a scemenze.
Sarebbe interessante scrivere una storia alternativa
della musica occidentale intitolata Secoli di canzoni
suonate negli atri degli alberghi e nei corridoi delle navi
da crociera. Documenterebbe un bizzarro universo
parallelo dove gli Eagles sono pi celebrati di Bob Dy-
lan, Le quattro stagioni di Vivaldi battono qualsiasi bra-
no di Mozart e Jamiroquai pi famoso di Bruce
Springsteen. E in cima alla piramide ci sarebbe Sade.
La canzone di sottofondo per eccellenza, Smooth
operator di Sade (1984), stata anche la colonna sonora
ideale del suo tempo: languida, sexy e impregnata del
profumo dei soldi. Questo spiega perch viene suonata
nei circoli di vela e nelle sale daspetto della business
class in dai tempi dellamministrazione Reagan, anche
se chiaramente una stupida canzonetta (con il suo
inevitabile assolo di sax). La sua popolarit mette in lu-
ce un elemento chiave del genere: se vuoi fare musica
sensuale e rilassante, cantare in inglese con un accento
straniero aiuta. Le inlessioni di Sade Key Largo di-
venta Keylgo, e fa rima con Chicgo erano incerte
(francesi? latine? nigeriane? chiss), ma indiscutibil-
mente cosmopolite.
Volete una tattica ancora migliore per sfondare nel-
la musica di sottofondo? Non cantate in inglese. Che sia
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Serge Gainsbourg che amoreggia con Jane Birkin o
Cesria vora che canta la sua saudade, le canzoni in
lingua straniera danno sempre un tocco soisticato. E se
siete anglofoni, potete ascoltarle o non ascoltarle senza
fatica, visto che non capite le parole. Dove sarebbe il
vostro ristorantino messicano sotto casa senza le lezio-
sit dei Gipsy Kings, del Buena Vista Social Club (i Gip-
sy Kings degli anni novanta) e di amadou & Mariam
(i Gipsy Kings del duemila)?
Poi c la musica brasiliana, che ha soppiantato il
reggae come colonna sonora globale del relax goderec-
cio. Da Bali a Santorini sembra che ogni negozio di san-
dali grifati e ogni sushi bar sulla spiaggia metta le stes-
se dodici canzoni degli stessi sei cantanti brasiliani, con
in testa Bebel Gilberto, la Sade brasiliana. Il samba
onnipresente come la caipirinha.
Se pensate che io prenda tutto questo troppo sul se-
rio, chiedete a Daniel Barenboim. Il direttore dorche-
stra argentino ha fatto dichiarazioni molto forti contro
la musica di sottofondo che invade ogni angolo della
vita pubblica, deinendola inquietante come la porno-
graia pi deteriore. E non il solo. Un gruppo di Lon-
dra che si chiama Pipedown sta conducendo unag-
guerrita battaglia contro la musica dambiente. E nel
2000 alla camera britannica era arrivata una proposta
di legge per vietare la musica nei locali pubblici (non
passata).
I cittadini devono rivendicare il diritto a non ascol-
tare musica, afermano alan Bradshaw e Morris B.
holbrook nel loro divertentissimo trattato Must we have
Muzak wherever we go? (Dobbiamo proprio sentire mu-
sica di sottofondo dappertutto?). Paragonando la musi-
ca di sottofondo al fumo passivo e alle piogge acide, i
due economisti sostengono che promuove una cultu-
ra del non ascolto. ancora pi preoccupante, secondo
gli autori, linsidiosa manipolazione da parte degli
strateghi del marketing e delle vendite al dettaglio, che
usano la musica come unarma. alcuni studi hanno di-
mostrato che le canzoni tristi possono fare aumentare
le vendite dei biglietti di auguri, le canzoni lente invo-
gliano gli acquirenti a passare pi tempo nei supermer-
cati, e la musica classica induce i clienti dei ristoranti a
ordinare bottiglie di vino pi costoso.
La musica di sottofondo vecchia come i dischi, ma
a diferenza dellindustria discograica non d segni di
crisi. ha raggiunto la sua apoteosi con Muzak, la com-
pagnia di ilodifusione nata nel 1934 e ancora ascoltata
in 400mila luoghi pubblici del mondo. Il modello di
Muzak ha ispirato altre imprese. Una la Dmx di au-
stin, Texas, che ofre i suoi 106 canali via satellite a ri-
storanti e palestre di tutti gli Stati Uniti raggiungendo
ottanta milioni di inermi ascoltatori. Le playlist a tema
della Dmx vanno da Riviera discothque a Italian bistro
blend, che suona come il nome di un caf e sembra
svolgere la stessa funzione (Vorrei un cappuccino e un
Volare macchiato!).
alla ine ho scoperto che la compilation svenevole
del mio pranzo era della Dmx: Beautiful instrumentals.
anche il Chet Baker che mi ero goduto a colazione era
targato Dmx: Straight-ahead jazz. forse la Dmx non era
Satana, in in dei conti. In seguito, ho parlato con il di-
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 87
Insegnare nelle scuole la storia e
come? La discussione rimbalza da
un paese allaltro. Storia etnocen-
trica per alimentare lamor di
patria o storia in una prospettiva
comparativa per capire il mondo e
se stessi? Storia per cronologia ed
eventi o storia per temi e culture?
Le prime opzioni sono accusate di
sciovinismo e di idiozia (da Edgar
Morin), le seconde di vacuit pe-
dagogistica e indeterminatezza.
Nei licei francesi per la storia sono
in arrivo opzionalit e riduzioni, a
vantaggio delle materie professio-
nalizzanti e scientiiche.
Il Cvhu, Comit de vigilance
face aux usages publics de
lhistoire, accusa: la storia si ridur-
r a una secca cronologia e ricor-
der le uscite di Nicolas Sarkozy,
che con il suo insediamento da
presidente della repubblica nel
2007 si proposto di recuperare i-
gure storiche emblematiche in
funzione di ordine e patriottismo.
In particolare, stato confermato
lobbligo che ogni 22 ottobre nei li-
cei si legga la lettera daddio alla
vita dun ragazzo comunista fuci-
lato dai tedeschi nel 1941, Guy
Mquet. Agli insegnanti dubbiosi
stato ricordato che sono funzio-
nari pubblici e devono obbedire al
governo. A questo dirigismo napo-
leonico d rilievo lEconomist,
non senza sottintesi richiami a po-
lemiche britanniche. Ma dapper-
tutto c il sospetto che, emanando
programmi di storia, i governi ab-
biano in mente un uso propagan-
distico dellinsegnamento. u
Scuole Tullio De Mauro
Quante storie
Ti amo come se fossi
la preda indiferente, la pi oscura
delle amanti. Amo il tuo volto
di bianche stanchezze, le tue mani
che esitano, ciascuna delle parole
che senza volere mi hai dato. Voglio
che mi ricordi e dimentichi come io
ti ricordo e dimentico: su uno sfondo
in bianco e nero, spogliata come
la neve mattinale si spoglia della notte,
fredda, luminosa,
voce incerta di rosa.

Nuno Judice
Poesia
Poesia damore
per uso topico
NUNO JUDICE
un critico, scrittore
e poeta portoghese
nato nel 1948. Vive
a Lisbona. Questa
poesia tratta da
Inchiostro nero che
danza sulla carta.
Antologia di poesia
portoghese
contemporanea
(Mondadori 2002), a
cura di Giulia
Lanciani.
rettore del resort e gli ho gentilmente suggerito di rive-
dere le scelte musicali per il ristorante. Non mi ha pro-
messo niente. Del resto c chi ama Richard Clayder-
man e chi ama Mingus. Chi mi dice che la clientela
abituale di quel resort non preferisca Beautiful
instrumentals a Straight-ahead jazz?
questo il problema fondamentale della musica
negli spazi pubblici. Non tutti hanno unopinione sulla
temperatura giusta del salmone o sul valore estetico di
una composizione loreale. Ma tutti hanno opinioni sul-
la musica. I gusti non si discutono, soprattutto quelli dei
clienti. Ecco perch molti posti pubblici appaltano la
loro musica a dei professionisti.
Il mio amico Jeremy Abrams uno di questi profes-
sionisti. La sua azienda di consulenza, Audiostiles, rea-
lizza playlist per molte aziende, tra cui i ristoranti di
Thomas Keller e gli hotel Four Seasons. Pi che musica,
il servizio ofre immagine. Arredamento, accessori e
abbigliamento, spiega Abrams sul suo sito, sono tutte
cose che servono a creare un personaggio, unatmosfe-
ra. Noi usiamo la musica. Un paesaggio sonoro ben
scelto dice al cliente: Siamo trendy, anche se questo
iPod non lo abbiamo programmato noi.
Forse sto solo invecchiando e non mi tengo pi mol-
to aggiornato, ma ultimamente ho ascoltato delle belle
canzoni facendo la spesa. Otto volte su dieci ti tocca
sopportare James Blunt, ma proprio quando stai per
appendere il cappio a uno scafale, arrivano gli Arcade
Fire e la vita torna a sorriderti.
La svolta, per me, arrivata durante un viaggio re-
cente in aereo, su un volo Delta. Lesperienza mi ha in-
segnato che sui voli di linea musica e cibo sono da evi-
tare. Quindi immaginate la mia sorpresa quando mi
sono accorto che la musica da imbarco mi piaceva.
Mi sono perino segnato i nomi delle canzoni per com-
prarmele: Fountain of youth di Grant-Lee Phillips, For
beginners di M. Ward, una cover di Skyway dei Replace-
ments (la mia canzone preferita della mia band preferi-
ta) fatta da Jeremy Messersmith. Quand stata lultima
volta che avete trovato musica fantastica su un aereo?
Per lo pi, per, sempre la stessa. Tre ore dopo ero
in aeroporto per una sosta, quando alle mie orecchie
arrivata Smooth operator. E allimprovviso mi sono reso
conto di averla sentita pi spesso di Born to run, pi
spesso del giornale radio, forse anche pi spesso di
quanto abbia mai sentito parlare mia nonna. Non col-
pa mia: non ho mai avuto quel disco (e se ce lavessi avu-
to non lo direi a nessuno). Eppure in quel particolare
momento, lo confesso, era perfetta. Le pigre spirali del
sax scioglievano lo stress dellattesa. La ila epica al
controllo della sicurezza non sembrava pi cos lunga.
Avevo pensato di buttare gi uno Xanax, ma ora non mi
serviva pi. u dic
88 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Scienza e tecnologia
Lo sbadiglio
ci rende pi umani
Q
uello che potrebbe diventare il
convegno del 2010 appena sta-
to annunciato: il simposio inter-
nazionale sullo sbadiglio stato
issato per giugno a Parigi e i ricercatori so-
no invitati a mandare in da ora i loro con-
tributi.
Perch gli esseri umani sbadigliano? Lo
fanno i cani, i leoni, perfino i bambini
nellutero, ma nessuno ne conosce il moti-
vo. Le teorie abbondano. Spalanchiamo la
bocca quando siamo stanchi, annoiati o af-
famati. Per alcuni lo sbadiglio innescato
da un improvviso calo di ossigeno nel san-
gue o dal repentino aumento dellanidride
carbonica espulsa da un corpo stanco, ep-
pure respirare aria ricca di questo gas, o di
ossigeno, non cambia le cose.
Si sbadiglia pi spesso nei giorni caldi
che in quelli freddi, il che porta alcuni a
pensare che lazione rafreddi il cervello.
Daltro canto, per, chi ha la febbre indulge
in questatto meno del solito, mentre la sua
incontrollabile ripetizione potrebbe essere
il sintomo di diabete o di ictus. Ovviamente
quando la mascella cos impegnata, si at-
tiva una certa parte del cervello, ma dii-
cile capire perch. Gli sbadigli involontari
raggiungono il picco poco prima di andare
a dormire, ma stranamente scompaiono
quando siamo tra le lenzuola, ancora sve-
gli. Sono anche comuni subito dopo che ci
alziamo, quando in teoria non siamo afatto
stanchi.
Forse, quindi, la bocca spalancata il
segno di un imminente cambiamento di
stato piuttosto che una dichiarazione di
stanchezza: da addormentati a svegli e vi-
ceversa. Potrebbe perino essere la prepa-
razione generale a una nuova esperienza
mentale. Di sicuro, chi si aspetta che succe-
da qualcosa di nuovo sbadiglia molto: ten-
dono a farlo i paracadutisti prima di lan-
ciarsi e pare che labbia fatto anche Neville
Chamberlain quando cap che gli accordi di
Monaco con Hitler erano falliti e che la
guerra era inevitabile.
Un comportamento contagioso
Sbadigliare contagioso. E scommetto che
ai lettori di questo articolo gi scappato
qualche sbadiglio. In qualunque modo na-
sca questo comportamento, e qualsiasi co-
sa significhi, limitazione spontanea
dellumore di unaltra persona un inequi-
vocabile segno di empatia, della capacit di
capire e reagire allo stato mentale altrui.
Per gli autistici e gli schizofrenici diicile,
e agli sbadigli rispondono meno della mag-
gior parte di noi. Lempatia ci che ci ren-
de esseri sociali e collaborativi, e la velocit
e la quantit di sbadigli di una persona in
risposta a quelli involontari di unaltra pos-
sono essere la misura rapida e oggettiva del
grado di empatia di cui dotata.
Gli scimpanz sbadigliano e, come noi,
sono esposti al contagio. Per loro, per,
una dichiarazione di dominio piuttosto che
di empatia (con un forte accenno di aggres-
sivit sessuale) e in altri primati pu addi-
rittura essere il segno di un imminente at-
tacco. Forse ci che la maggior parte delle
persone considera un gesto scortese, da
mascherare con una mano piazzata in posi-
Lo fanno i cani, i felini, le
scimmie e anche i bambini
nellutero. Ma nessuno sa
davvero a che serve sbadigliare.
Una nuova ricerca stabilisce un
legame con il sesso
Steve Jones, The Daily Telegraph, Gran Bretagna
M
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(
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zione strategica quando si in compagnia,
invece lintuizione profonda di cosa signi-
ichi essere umani, lindice dellantico pas-
saggio da un universo mentale rissoso e
sessualmente violento a uno, nel comples-
so, accomodante e cooperativo. Luomo
come scimmia che sbadiglia invece di
scimmia che pensa lHomo oscitans piutto-
sto che sapiens forse avr meno dignit,
ma rivela un aspetto nuovo e afascinante
della sua personalit.
alcuni scienziati, per, sostengono di
vedere un nesso tra sesso e sbadigli, e non
solo limbeccata che ora di andare a dor-
mire. Per loro, uno sbadiglio intenso e pro-
lungato spesso accompagnato dal rigon-
iamento del torace e dalle mani dietro la
testa, posizione che ritengono erotica.
Fino a poco tempo fa le prove di questo
legame erano deboli, ma un articolo pre-
sentato a un recente incontro sulla medici-
na sessuale spiegava lefetto di un farmaco
che altera lumore, somministrato a donne
depresse. Molte di loro hanno avuto subito
irrefrenabili attacchi di sbadigli accompa-
gnati da ripetuti orgasmi per varie ore.
Non si sa se abbiano legato tra loro e si
siano consolate a vicenda. u sdf
Steve Jones insegna genetica allo University
college di Londra.
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 89
Si possono avere due raf-
freddori alla volta?
Il rinovirus, responsabile della
maggior parte dei rafreddori,
ha molti ceppi: almeno 99 per
lesattezza. Da tempo si pensa
che una persona possa con-
trarre pi di un ceppo alla vol-
ta, ma studi recenti sul rafred-
dore comune riservano delle
sorprese. In uno studio pubbli-
cato nel 2009 sulla rivista
Science, unquipe di ricerca-
tori ha dimostrato che, quando
infettano una persona, due
ceppi del virus possono legarsi
e scambiarsi materiale geneti-
co tramite un processo chia-
mato ricombinazione, un tem-
po ritenuto impossibile nel ri-
novirus. In una normale sta-
gione fredda, quando circola-
no molti ceppi, la ricombina-
zione pu rapidamente crear-
ne di nuovi. Ma ancora non si
sa con quanta frequenza acca-
da. In un altro studio del 2009
pubblicato sulla rivista Plos
One, degli scienziati cinesi
hanno seguito 64 bambini con
il rafreddore e hanno osserva-
to casi di ricombinazione e di
quelle che hanno deinito tri-
ple infezioni: bambini con un
ceppo del rafreddore e altri vi-
rus respiratori, come inluenza
o adenovirus. Solo pochi, per,
avevano pi ceppi di rinovirus.
Non ci sono prove che avere
due ceppi di rafreddore causi
sintomi pi lunghi o pi gravi.
Conclusioni Una persona pu
avere pi di un ceppo di virus
del rafreddore alla volta.
The New York Times
Davvero? Anahad OConnor
Molteplici rafreddori
in brEvE
Salute Tre studi sui vaccini
contro la nuova inluenza A, gi
presentati alle agenzie governa-
tive per lapprovazione, ne han-
no veriicato leicacia e la sicu-
rezza con test condotti in Un-
gheria, Cina e Stati Uniti. La
protezione garantita dai tre far-
maci stata considerata sui-
ciente, scrive The Lancet, men-
tre gli eventi avversi sono risul-
tati paragonabili a quelli di altri
vaccini antinluenzali.
Spazio La sonda della Nasa Ke-
plero ha individuato cinque
nuovi esopianeti. Sono tutti gi-
ganti gassosi. Uno incredibil-
mente leggero: la sua densit
stimata paragonabile a quella
del polistirolo espanso. La sco-
perta conferma che gli strumen-
ti di Keplero funzionano bene e i
ricercatori sperano di trovare
presto pianeti simili alla Terra.
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Alcuni le chiamano malattie orfane,
ma colpiscono un miliardo di persone.
Le infezioni tropicali come la lebbra,
lascariasi e la schistosomiasi
rappresentano tutte insieme un
problema di dimensioni paragonabili
a quelle della coppia malaria e
tubercolosi, eppure ricevono
unattenzione molto limitata nei
progetti di assistenza internazionale. Ancora pi ridotta
la loro presenza nei programmi di ricerca e sviluppo,
perch queste malattie sono completamente assenti nei
paesi industrializzati, a diferenza per esempio dellaids, e
il mercato nei paesi poveri troppo piccolo per interessare
le industrie farmaceutiche. Si tratta, infatti, di infezioni
croniche che colpiscono le fasce pi povere della
popolazione nei paesi a basso o medio reddito, in
particolare in Africa, che non riescono a pagare il prezzo
delle medicine. Si stima che basterebbe mezzo dollaro
allanno per curare un malato, uno dei valori pi bassi in
assoluto, con un rapporto costi beneici molto favorevole
per tutta la societ. In queste condizioni lintervento
pubblico fondamentale, e cos pure le donazioni del
settore privato. A partire dagli anni novanta i programmi
dintervento sono aumentati, ma ora bisogna unire le
forze, seguendo lo stesso schema adottato contro laids,
scrive The Lancet, che annuncia una serie di articoli
sullargomento.u
Salute
Malattie dimenticate
The Lancet, Gran Bretagna
biologia
il partner
giusto

Se cantano in armonia si accop-
piano. Altrimenti lasciano per-
dere, per il bene della specie.
Questa regola vale per le zanza-
re Anopheles gambiae, le princi-
pali responsabili della trasmis-
sione della malaria in Africa. Il
complesso dellA. gambiae com-
prende sette specie al cui inter-
no si sono evoluti dei tipi ge-
neticamente isolati. Grazie a
questa plasticit genetica, spie-
ga Current Biology, lanofele
si adatta facilmente ai diversi
ambienti, rendendo diicile
controllare la difusione della
malaria. I ricercatori hanno
analizzato le frequenze del ron-
zio prodotto dal battito delle ali,
che per le zanzare un richiamo
amoroso. Si visto che due tipi
di anofele del Burkina Faso (M e
S) emettono ronzii con tonalit
diverse. I maschi e le femmine
(entrambi M o S) producono un
duetto armonico solo se sono
dello stesso tipo.
luniverso
degli albori

Losservatorio spaziale Herschel
(nel disegno) sta realizzando
unimmagine dettagliata dello
spazio di 12 miliardi di anni fa.
Lanciato a maggio dallAgenzia
spaziale europea, Herschel orbi-
ta a 1,5 milioni di chilometri dal-
la Terra. Le foto scattate inora
hanno rivelato migliaia di nuove
galassie nei loro primi stadi di
formazione, alcune sono vec-
chie di pi di dieci miliardi di
anni. Herchel il pi grande te-
lescopio spaziale a infrarossi
mai realizzato: copre tutte le
lunghezze donda dellinfraros-
so e submillimetriche.
Spazio
Lenergia del gabinetto
Paesi che producono elettricit attraverso
il trattamento dalle acque di scolo
Kwh pro capite, 2007
Germania
Rep. Ceca
Gran Bretagna
Paesi Bassi
Finlandia
Svezia
Belgio
Slovacchia
0 50 100 150 200 250
Fonte: Swwa, The Economist
90 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Il diario della Terra
44,4C
Twee Rivieren,
Sudafrica
-51,1C
Selagoncy
Russia
Kenya
Australia
Australia
Oceano
Indiano
Tagikistan
5,3 M
Messico
5,9 M
Stati Uniti
Cina
Svezia
Brasile
Pakistan
India
Australia
Rep. Dem.
Congo
Isole
Salomone
7,2 M
Taiwan
5,5 M
Guam
6,2 M
Isole
Sandwich
6,7 M
Come rendere pi eiciente
limpianto di riscaldamento?
Uno dei fattori da considerare
per consumare meno energia
la posizione dei radiatori.
In passato venivano messi
sotto le inestre, in modo da
spingere verso lalto laria
fredda che veniva da fuori ed
evitare che luisse verso il
centro della stanza. Grazie ai
serramenti ermetici moderni
e ai doppi vetri, questo
accorgimento ha perso di
senso, per cui si possono
disporre i termosifoni in
qualsiasi punto della stanza.
Rimane valido il consiglio di
non schermarli in nessun
modo con tende, cuscinetti
decorativi, biancheria messa
ad asciugare e fare in modo
che laria circoli liberamente.
Un altro accorgimento
lisolamento del muro dietro
al radiatore, in particolare se
coincide con quello esterno e
non isolato. Ma per conte-
nere davvero la dispersione
di calore, la schermatura
deve essere fatta con
materiali professionali, non
con sistemi fai da te di
cartone o simili. Inine, il
periodo di accensione del
riscaldamento ha unimpor-
tanza decisiva. Bisogna
infatti sfatare il mito che si
risparmia tenendolo acceso,
con un termostato, ventiquat-
trore su ventiquattro, sette
giorni su sette. molto pi
eiciente accenderlo quando
serve, tenendo conto di
quanto impiega la casa a
riscaldarsi e a rafreddarsi.
E poi, le persone di ibra
robusta, possono sempre
tenere il riscaldamento
spento, comprare degli
indumenti termici e fare un
po di movimento quando
sentono troppo freddo.
The Guardian
La posizione
dei radiatori
Ethical living
Frane Almeno 72 persone
sono morte nelle frane causate
dalle forti piogge che hanno
colpito la regione di Rio de Ja-
neiro (nella foto). uDieci per-
sone sono morte travolte da
una frana nella regione di Gil-
git, nel nord del Pakistan.
Terremoti Un sisma di ma-
gnitudo 5,3 sulla scala Richter
ha colpito la regione montuosa
del Pamir, in Tagikistan. Circa
diecimila persone sono rima-
ste senza casa. Altre scosse so-
no state registrate alle Isole Sa-
lomone, a Taiwan, a Guam, nel
nordovest del Messico e al lar-
go delle isole Sandwich.

Cicloni Il passaggio del ci-
clone Lawrence ha portato for-
ti piogge nel nordovest dellAu-
stralia. uIl ciclone David ha
attraversato loceano Indiano.
Freddo Unondata di fred-
do anomala, con temperature
ino a 9 gradi sotto zero, ha
causato la morte di 42 persone
nel nord dellIndia. Lo stato
pi colpito lUttar Pradesh.
Neve La capitale cinese
Pechino stata paralizzata
dalla nevicata pi intensa
degli ultimi sessantanni.
uUna tempesta di neve ha
causato la morte di 19 persone
nel centro degli Stati Uniti nei
giorni di Natale.
Inondazioni Trentaquat-
tro persone sono morte nelle
inondazioni che hanno colpito
il nord del Kenya. uLe
alluvioni che hanno colpito il
New South Wales, nel sudest
dellAustralia, hanno costretto
pi di mille persone a lasciare
le loro case.
Vulcani Leruzione del
vulcano Nyamulagira, nellest
della Repubblica Democratica
del Congo, ha prodotto una
colata di lava che minaccia la
foresta.
Incendi Gli incendi che si
sono sviluppati nella regione di
Perth, nellovest dellAustralia,
hanno distrutto 40 case e pi di
13mila ettari di vegetazione.
Lupi Il governo svedese
ha autorizzato la caccia ai lupi
per la prima volta da 45 anni,
accogliendo una richiesta del
parlamento di limitare la difu-
sione della specie.
Microbi Dei batteri chiusi in
cristalli di sale provenienti dalla
Valle della morte, in California,
sono sopravvissuti per 30mila
anni nutrendosi dei frammenti
di alghe intrappolati con loro.
La scoperta, scrive Geology,
lesempio pi convincente di so-
pravvivenza nel lungo periodo.
Serpenti Si stima che nel mon-
do 5,5 milioni di persone ogni
anno sono morse da un serpen-
te. I morsi causano 400mila
amputazioni e tra i 20mila e i
125mila morti. Le vittime sono
soprattutto uomini e donne in
et fertile e bambini. Le regioni
pi colpite sono quelle rurali dei
paesi tropicali in via di sviluppo,
dove pi alta la probabilit
di morire avvelenati perch gli
antidoti sono irreperibili.
Marsupiali stata scoperta
lorigine del tumore contagioso
che ha decimato i diavoli della
Tasmania e potrebbe causarne
presto lestinzione. Lanalisi
genetica di 25 campioni, scrive
Science, ha rivelato che il can-
cro formato da cellule deriva-
te da tessuto nervoso, identiche
in tutti gli animali.
Morsi di serpente
Stime dei casi di avvelenamento per
morso di serpente nel mondo, allanno
Fonte: The Lancet, gennaio 2010
Casi di
avvelenamento
420.000-2.682.000
Mortalit 20.000-125.000
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Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 91
u Questa foto scattata dallo
spazio mostra la Calabria, la
punta dello stivale italiano. La
regione bagnata dal mar Ionio
a sudest e dal mar Tirreno a
nordovest. Il mare sembra uno
specchio grazie alla luce del So-
le: il fenomeno dipende dalla ri-
frazione diretta della luce che
dallacqua arriva allosservato-
re, a bordo della Stazione spa-
ziale internazionale (Ssi).
Quando stata scattata la
foto, la stazione si trovava sulla
Romania nordoccidentale,
1.040 chilometri a nordest della
Calabria. La penisola calabra
distorta a causa dellestrema
angolazione laterale del punto
dosservazione della Ssi. Questa
prospettiva detta obliqua in
contrapposizione al nadir,
quando lastronauta guarda di-
rettamente in gi verso la super-
icie terrestre.
La visuale molto obliqua
mette in risalto anche i due di-
versi strati di nuvole sullentro-
terra calabro. Alle altitudini in-
feriori ci sono cumuli molto
densi. Sono nubi a piccolo o me-
dio sviluppo verticale, sembra-
no panna montata o cavoliori, e
hanno una base piatta o conves-
sa a seconda dello sviluppo ver-
ticale. Alle altitudini superiori si
vedono degli altostrati grigi
spazzati dal vento. Gli altostrati
sono nubi medie di colore bian-
co opaco o grigio, che a volte
tende allazzurro. Possono esse-
re formazioni molto spesse. Si
creano quando una massa daria
calda ai livelli medi dellatmo-
sfera si scontra con una massa
daria fredda.
Lo stretto di Messina, che
sintravede in alto a destra, se-
gna il conine tra la costa conti-
nentale e la Sicilia. Nel tratto
meno ampio, a nord, largo cir-
ca 3,2 chilometri. Sotto la super-
icie del mare lo stretto pu es-
sere paragonato a un monte che
ha i versanti opposti con pen-
denze diverse. Nel mar Tirreno
il fondo marino degrada lenta-
mente ino a raggiungere i mille
metri nellarea di Milazzo. Nel
mare Ionio, invece, il pendio
molto ripido e si arriva rapida-
mente a cinquecento metri di
profondit tra Messina e Reggio
Calabria, per raggiungere i due-
mila metri tra capo Taormina e
capo dellArmi.
La Calabria vista dalla Sta-
zione spaziale internazio-
nale. La foto stata scattata
il 3 dicembre 2009 da un
astronauta della Spedizio-
ne 22 con una macchina fo-
tograica digitale. Il teleo-
biettivo usato ha una di-
stanza focale di 400 milli-
metri.
Il pianeta visto dallo spazio
Calabria
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Stretto di Messina
92 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Manager provvisori
e su ordinazione
I
l lavoro a tempo determinato un fe-
nomeno molto difuso tra i lavoratori
poco qualificati. Da sempre, per
esempio, le aziende agricole ricorro-
no ai braccianti stagionali per laratura dei
campi e la raccolta. Ma le gioie della lessi-
bilit ora possono essere apprezzate anche
da una categoria di privilegiati: llite dei
manager. Lidea di assumere dirigenti a
tempo determinato nata qualche anno fa
in Europa per aggirare le rigide leggi sul la-
voro, ma la pratica stata usata con la mas-
sima discrezione. Ora che arrivata negli
Stati Uniti, invece, gli americani fanno
quello che gli viene pi naturale: urlare la
notizia ai quattro venti. Nessuna azienda
che si rispetti si fa mancare una gestione
dei talenti just in time. Negli ultimi anni
sono nate diverse agenzie interinali per i
manager. La Business Talent Group di Los
Angeles e la Epoch di Boston, per esempio,
offrono qualunque figura professionale,
dallamministratore delegato ino al conta-
bile, mentre per esigenze pi particolari
basta rivolgersi alla Tatum, specializzata in
direttori inanziari. Il mercato dei profes-
sionisti interinali cos iorente che ora at-
tira perino agenzie di collocamento tradi-
zionali come la Heidrick & Struggles.
Questa tendenza solleva due interroga-
tivi. Perch unazienda dovrebbe assumere
un manager a tempo, visto che il consiglio
damministrazione un organo che ha bi-
sogno di continuit? E cosa spinge un pro-
fessionista ad accettare un lavoro interinale
quando potrebbe cercare un impiego per-
manente? Le aziende assumono dirigenti
interinali per affrontare unemergenza.
Lamministratore delegato crea scompi-
glio? Il responsabile inanziario non sa fare
i conti pi elementari? Le agenzie interina-
li possono colmare il vuoto in un paio di
settimane. La Business Talent Group, per
esempio, ha trovato in fretta un ammini-
stratore delegato per una ditta controllata
dal fondo dinvestimento Carlyle Group.
Un altro motivo che spinge ad assumere
dirigenti a tempo determinato la possibi-
lit di risolvere un problema senza prende-
re impegni duraturi con un costoso profes-
sionista. Le aziende, per esempio, vengono
quotate in borsa solo una volta, perch allo-
ra non assumere un manager interinale
esperto di collocamenti in borsa? Il tempo
necessario per lanciare un nuovo prodotto
si riduce, perch le mode cambiano pi ra-
pidamente? Allora perch non assumere un
gruppo di manager che se ne andr appena
il prodotto raggiunge gli scafali? Quando
la Fox Mobile ha deciso di creare una nuova
serie di salvaschermo e di video per i suoi
cellulari, il progetto stato aidato a un di-
rettore creativo assunto con un contratto a
termine. Le agenzie interinali per manager
assicurano anche il funzionamento di mol-
ti studi legali e delle grandi banche.
Il futuro dei paesi ricchi
Queste agenzie, quindi, sono la moderna
versione della Manpower, il colosso globale
del collocamento? O stanno approittando
di una moda passeggera? I fautori della
nuova tendenza sostengono che il lavoro
Il lavoro a tempo determinato
difuso da sempre tra gli
operai delle fabbriche e i
braccianti agricoli. Da qualche
anno, per, riguarda anche i
dirigenti dazienda
temporaneo il futuro dei paesi ricchi, che
stanno vivendo la transizione dalla societ
delle organizzazioni alla societ delle re-
ti. Negli Stati Uniti pi di un quarto dei
cittadini si deinisce ormai libero profes-
sionista e met dei lavoratori interinali
svolge ruoli di responsabilit nelle aziende.
Secondo i sostenitori del lavoro tempora-
neo, inoltre, il mercato tradizionale dei ma-
nager assolutamente ineiciente, mentre
le agenzie interinali ofrono ai clienti lop-
portunit di provare prima di comprare.
Un quarto dei dirigenti assunti con un con-
tratto interinale grazie alla Business Talent
Group, per esempio, in seguito stata as-
sunta a tempo indeterminato.
Certo, indiscutibile che il mercato de-
gli alti dirigenti sia uno dei pi imprevedibi-
li e dei meno eicienti, ma questo non giu-
stiica lentusiasmo per la nuova mania dei
manager interinali. Aziende afermate co-
me Procter & Gamble e General Electric
non sono un semplice insieme di contratti,
ma un organismo caratterizzato da una cul-
tura e da abitudini peculiari, che vengono
salvaguardate da una fedele squadra di di-
rigenti. Sul libero mercato si possono trova-
re senzaltro molti ottimi professionisti, ma
la vera grandezza di unazienda un pro-
dotto fatto in casa. fp
The Economist, Gran Bretagna
Economia e lavoro
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Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 93
STATI UNITI
Previdenza
in rosso

Il sistema pensionistico pubbli-
co degli Stati Uniti ha un fabbi-
sogno pi alto del previsto: oltre
duemila miliardi di dollari. Co-
me spiega il Financial Times,
in futuro la previdenza pubblica
americana avr bisogno di que-
sta cifra per garantire le pensio-
ni, mentre oggi dispone di risor-
se pari a 500 miliardi. Secondo
gli esperti, il buco delle pensioni
aggraver la diicile situazione
inanziaria di molti stati, come
la California, gi messi a dura
prova dalla recessione.
IN BREVE
Spagna A dicembre hanno per-
so il lavoro altre 54.657 persone,
portando il numero dei disoccu-
pati a quasi quattro milioni, circa
il 20 per cento della forza lavoro.
Il dato peggiore della zona euro,
dove la disoccupazione media
del 9,8 per cento.
Giappone Il 6 gennaio il mini-
stro delle inanze Hirohisa Fujii
si dimesso per motivi di salute.
Il nuovo responsabile del dica-
stero Naoto Kan.
EUROPA
Energia pulita
dal nord

Nove paesi europei Germania,
Gran Bretagna, Francia, Belgio,
Danimarca, Norvegia, Irlanda,
Paesi Bassi e Lussemburgo vo-
gliono realizzare unenorme rete
comune per la distribuzione di
energia pulita. La Sddeutsche
Zeitung spiega che saranno in-
vestiti circa trenta miliardi di eu-
ro per posare chilometri di cavi
ad alta tensione e collegare le
centrali di energia eolica e di al-
tre fonti rinnovabili nei diversi
paesi. Secondo il quotidiano, i
rappresentanti dei nove terran-
no un primo incontro il 9 febbra-
io. Per il prossimo autunno sono
previsti la irma di una dichiara-
zione dintenti e il varo di un pia-
no dei lavori.
FINANZA
Anche in tempi di crisi si pu
guadagnare. Chi ha investito nel
2009 centomila euro in azioni
brasiliane, per esempio, a ine
anno si ritrovato con 234.440
euro. andata meno bene a chi
ha scelto la borsa nigeriana, le
azioni slovacche o i titoli di stato
statunitensi.
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Il 1 gennaio 2010 entrato in vigore laccordo di libero
scambio tra la Cina e sei stati dellAssociazione dei paesi
del sudest asiatico (Asean): Indonesia, Brunei, Malesia,
Filippine, Thailandia e Singapore. Lintesa, che abolisce il
90 per cento dei dazi doganali, d vita alla pi grande zona
di libero scambio del mondo, con 1,8 miliardi di abitanti e
un pil di seimila miliardi di dollari. Entro il 2015, scrive il
Phnom Penh Post, dovrebbero aderire anche gli altri
membri dellAsean: Laos, Vietnam, Cambogia e Birmania.
Larea di libero scambio in realt ancora pi ampia se si
considerano gli accordi commerciali tra lAsean e altri
paesi dellarea come lIndia e lAustralia. u
Asia
Arriva il libero commercio
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Costa Rica
Venezuela
Mauritania
Algeria
Tunisia
Niger
Nigeria
Guinea
equatoriale
Iran
Oman
Iraq
Siria
Sudan
Indonesia
Thailandia
Birmania
Mongolia
Uzbekistan
Kazakistan
Turkmenistan
Azerbaigian
Ciad
Repubblica
centrafricana
Libia
Ecuador
Per
Cina
Giappone
Filippine
Thailandia
Malesia
Singapore
Vietnam
Cambogia
Laos
Birmania
Zona di libero scambio
tra Cina e 6 paesi
dellAsean
Partner dellAsean
Altri stati dellAsean
Indonesia
Australia
Nuova
Zelanda
Brunei
Corea del Sud
India
Canada
Russia
Costa Rica
Venezuela
Mauritania
Algeria
Tunisia
Niger
Nigeria
Guinea
equatoriale
Iran
Oman
Iraq
Siria
Sudan
Indonesia
Thailandia
Birmania
Mongolia
Uzbekistan
Kazakistan
Turkmenistan
Azerbaigian
Ciad
Repubblica
centrafricana
Libia
Ecuador
Per
Cuba
Canada
Russia
Quanto valgono oggi centomila euro
investiti nel 2009
s Azioni brasiliane
sArgento
sOro
sAzioni tedesche
sAzioni statunitensi
t Titoli di stato tedeschi
tTitoli di stato giapponesi
tTitoli di stato statunitensi
tAzioni slovacche
tAzioni nigeriane

234.440
154.300
124.000
123.750
121.230
98.400
97.300
86.900
74.610
59.820

Fonte: Frankfurter Allgemeine Zeitung
Popolazione
milioni di abitanti
Unione europea
Cina+Asean 6
500
1.750
Pil miliardi di dollari
Unione europea
Cina+Asean 6
18.400
5.700
Scambi commerciali
miliardi di dollari
Unione europea
Cina+Asean 6
5.900
2.200
Il numero Tito Boeri
118 per cento
Nel 1999 il rapporto tra il debi-
to pubblico e il pil della Grecia
era del 118 per cento. Ora, do-
po dieci anni di progressi, sta
tornando su questi livelli: per il
2010 si prevede il 110 per cen-
to. Certo, il debito del Giappo-
ne arriver presto al 200 per
cento del pil e quello degli Stati
Uniti al 100 per cento.
Ma nel caso greco bisogna
considerare che i precedenti
sono preoccupanti: il pareggio
di bilancio stato raggiunto
lultima volta nel 1972, sotto il
famigerato regime dei colon-
nelli. Da allora il deicit stato
in media del 6 per cento del
pil. Ma bisogna anche conside-
rare che la Grecia non lAr-
gentina ed improbabile che il
governo di Atene sospenda i
suoi obblighi sul debito. Si arri-
ver allinsolvenza solo se le
autorit non potranno riinan-
ziare il debito maturato o i-
nanziarne uno nuovo: la deci-
sione nelle mani dei mercati.
Ma anche se gli investitori vol-
tassero le spalle alla Grecia,
questo non signiicherebbe au-
tomaticamente un default. A
quel punto Atene chiederebbe
lintervento del Fondo mone-
tario internazionale.
Comunque importante
che il governo greco cominci
ad agire, come sta facendo lIr-
landa. La Grecia una piccola
economia aperta e quindi la
sua situazione dipende stretta-
mente da quella dei paesi part-
ner.
Sfortunatamente, i primi
segnali fanno presagire che la
risposta sar in gran parte
quella di sempre: un impegno
contro levasione iscale e la
lotta agli sprechi. Belle parole,
ma con risultati modesti. Il ve-
ro test saranno i tagli alla spesa
pubblica, un intervento politi-
camente doloroso. Ma i tagli
sono sempre dolorosi. u
94 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Annunci
INFORMAZIONI:
Centro Documentazione Mondialit
Via S. Antonio, 5
20122 Milano
tel. 02-58 391 395/393
centro_mondial@diocesi.milano.it
ISCRIZIONI ONLINE:
www.chiesadimilano.it/cdm
Relazioni assembleari DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.30
Sviluppo umano sostenibile e qualit della vita. ENRICA CHIAPPERO
Le conseguenze economiche della speranza. ROBERTO MANCINI
Ruolo delle istituzioni e compiti di cittadinanza. HUMBERTO ORTIS ROCA
Unaltra cooperazione possibile? MASSIMO PALLOTTINO
Introduce e modera il dibattito
RICCARDO MORO economista, Fondazione Giustizia e Solidariet
1. Credito di rete tra ducia e capitale sociale
GIUSEPPE MOZZILLO
2. Trasformare lo spreco in risorsa:
la centralit del territorio
MASSIMO PILI
3. Questione di stile: un condominio sostenibile?
ELENA CASTIGLIONI
4. Ri-fare giustizia: lesperienza del FoGuIRed in Guinea
GIULIANO BASSO e KPAKIL FELEMU
5. Turismo responsabile come proposta
di cooperazione sostenibile
GIORGIO CONCONI e DANIELA GULINO
6. Diritti umani e sviluppo
NADIA VON JACOBI
7. A caro prezzo: lavoro, tempo, relazioni
ALBERTO BARENGHI
8. Intrecci mae, sviluppo economico, ambiente
in Lombardia: conoscere per cambiare
ANGELA FIORONI
Laboratori DALLE ORE 14.30 ALLE ORE 17.00
CARITAS AMBROSIANA
CENTRO AMBROSIANO DI DOCUMENTAZIONE E STUDI RELIGIOSI
CENTRO DOCUMENTAZIONE MONDIALIT
UFFICIO DIOCESANO PASTORALE MIGRANTI
UFFICIO DIOCESANO PASTORALE MISSIONARIA
Aderiscono: Arch Milano, Assobotteghe, Associazione Lavete Fatto a Me,
Caritas Italiana, Celim Milano, Cem Mondialit, Cisv, Citt delluomo, Cooperativa
Farsi Prossimo, Fondazione Casa della Carit, Fondazione Culturale San Fedele,
Fondazione Giuseppe Lazzati, Fondazione Giustizia e Solidariet, Ipsia Acli, Libera-
Associazioni. Nomi e Numeri contro Le Mae, Lvia, O.V.C.I. Nazionale, Pax Christi
Milano, Scarp De Tenis, Servizio Diocesano per la Vita Sociale e Il Lavoro, Suam
Lombardia, Terre di Mezzo, Vispe.
Lotta alla povert
Oltre la crisi, appunti per il futuro
Sabato
16 gennaio 2010
Salone Pio XII Via S. Antonio 5, Milano
Se il rispeLLo dell'ambienLe, la qiusLizia sociale, la pace e il leqame con il LerriLorio sono la Lua ricchezza,
se per Le non e indillerenLe cosa si linanzia con i Luoi risparmi, aderisci alla prima banca iLaliana
compleLamenLe ispiraLa alla linanza eLica. DivenLa socio, per dare lorza ai proqeLLi dell'economia
sociale e solidale. Sceqli Banca LLica, soLLoscrivendo le azioni della nosLra ollerLa pubblica.
Banca Etica, ccn te vaIe di pi.
OllerLa pubblica di azioni di nuova emissione di Banca Popolare LLica. Prima dell'adesione leqqi il ProspeLLo lnlormaLivo
e il SupplemenLo disponibili presso la sede leqale, le liliali e i banchieri ambulanLi di Banca LLica o sul siLo www.bancaeLica.iL
Cerchiamc scci ricchi dentrc.
Cccperativa scciaIe
"! Scmmczzatcri deIIa Terra"
di Limbiate (M!), finanziata
da Banca Etica.
Internazionale 828 | 8 gennaio 2010 95
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La povert non una condizione inevita-
bile n permanente ma il frutto di
ingiustizia, discriminazione e violenza.
la conseguenza di violazioni dei diritti
umani che cancellano la dignit delle
persone e impediscono loro di vivere in
un alloggio adeguato, di ricevere cure
mediche essenziali e avere intorno un
ambiente non compromesso.
Sostieni Amnesty International perch
senza i diritti umani, non sar possibile
sconggere la povert.
96 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Strisce
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Quest'anno mi sono impegnato a fare almeno
cinquanta vasche al giorno per rimettermi
in forma.
Va be', se non altro questa piscina dell'impianto
di trattamento delle acque fognarie gratuita.
BLEAH!
FORSE POTREI LASCIARLE UNA COPIA
DEL NOSTRO LIBRO...
DING
SE HA UN MINUTO, MI PIACEREBBE
CONDIVIDERE CON LEI GLI
INSEGNAMENTI DELLA MIA RELIGIONE
BUON GIORNO,
SONO SATANA.
STATO UN
PIACERE!
lvarez, il re del
palleggio.
uno, due,
tr...
hop.
ieri sera ho
avuto il peggior
rapporto
sessuale della
mia vita.
mi sono portato a casa
questa ragazza veramente
sexy, ma poi non ha
fatto altro che starsene
sdraiata immobile
sotto di me.
senti, ma
quando dici "mi
sono portato a
casa" intendi...
ah ecco.
allora
comincio
a capire il
problema.
dall'obitorio, ovviamente.
DONG!
lvarez, punto.
Rob Brezsny
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VERGINE
Una lettrice che si fa chia
mare Rebellioness mi ha
aiutato a formulare cinque ap
procci rivoluzionari allarte della
ribellione. Ti consiglio di usarli,
perch illustrano bene il tipo di at
teggiamento che dovresti coltiva
re nelle prossime settimane: 1)
sperimenta lottimismo malizioso
e testardo; 2) raggiungi livelli in
surrezionali di generosit strepi
tosamente interessante; 3) riiutati
con insolenza di essere cronica
mente timoroso; 4) insegui il so
gno ambizioso di essere vigile
quanto un giovane messia dissi
dente; 5) porta tutte le espressioni
dellamore a uno spericolato livel
lo dintelligenza creativa.
BILANCIA
Oggi voglio parlarti di Harj,
un personaggio del roman
zo di Douglas Coupland Genera-
tion A. Harj un giovane intra
prendente originario dello Sri Lan
ka che vende su internet i rumori
delle stanze di personaggi famo
si. Le sue registrazioni riproduco
no il silenzio che invade la casa di
celebrit come Mick Jagger e Ca
meron Diaz quando loro non ci so
no. Penso che voi Bilance dovreste
seguire lesempio di Harj. Anche
voi avete il potere di trarre proitto
dal nulla, dallassenza e dal vuoto.
SCORPIONE

Qualche tempo fa un mio
conoscente ha lasciato la
sua ragazza. Per farlo ha usato un
trucco vecchio come il mondo: le
ha detto che non era degno di lei.
come se tu fossi un campione
di scacchi, le ha spiegato, men
tre io ho appena comprato la mia
prima scacchiera e sto ancora cer
cando di capire come si gioca.
Con questo intendeva dire che la
ragazza era molto pi abile di lui
nellarte di vivere un rapporto a
due. Ho la sensazione che nel tuo
mondo stia succedendo qualcosa
di simile, Scorpione: c unallean
za in cui le due parti hanno rag
giunto livelli di maturit diversi.
Questo non signiica che devi
rompere il rapporto. Dovresti, pe
r, prendere coscienza di questo
dislivello e decidere cosa fare per
colmarlo.
SAGITTARIO
In un milione di anni non ti
autorizzerei mai a dare li
bero sfogo alla tua spietata ingor
digia, concedendoti il permesso
incondizionato di vagare per il
mondo ingurgitando, incameran
do e impossessandoti di tutto. Ma
a causa di una strana anomalia
nella tua conigurazione astrale, ti
do il permesso di sfogare la tua in
gordigia elegante e giudiziosa,
concedendole temporaneamente
il permesso di assaggiare tutto
quello che cattura la tua famelica
immaginazione.
ACQUARIO
Temo che dovrai scendere
negli inferi per un po, Ac
quario. Ma hai la possibilit di
scegliere come andarci. Non
aspettare che arrivi uno spiritello
maligno a trascinarti gi. Assumi
un ruolo pi attivo. Cerca un abis
so comodo, un pozzo simile a un
ventre dove gli alloggi sono quasi
decenti e puoi almeno imparare
qualcosa. E, soprattutto, vacci di
tua spontanea volont, cos non
dovrai farti strada tra nebbie stan
tie, insetti viscidi e fanghi appicci
cosi. Manterrai le tue soferenze a
un livello minimo e attirerai av
venture pi afascinanti che de
moralizzanti.
PESCI
Quando il mio agopuntore
minila un ago nel petto, a
volte i miei piedi hanno una con
trazione involontaria. Un ago nel
lobo dellorecchio, invece, pu
farmi cadere una mano dal tavolo
mentre uno sul naso pu farmi
pulsare il fegato. In questo modo
ho imparato che le parti del nostro
corpo sono collegate in modi
tuttaltro che ovvi. Ti invito a
estendere questo concetto ai col
legamenti tra i diversi aspetti della
tua vita. Come inluisce il tuo at
teggiamento nei confronti
dellamore sulla tua abilit di atti
rare denaro? La tua capacit di es
sere felice inluenzata in qual
che modo dalle tue opinioni poli
tiche? Che impatto ha sulla tua sa
lute il giudizio che hai degli altri?
Tutto collegato pi di quanto voi
Pesci lungimiranti possiate imma
ginare.
Loroscopo
CAPRICORNO
Tu sei ci che ami, non ci che ama te, dice Charlie
Kaufman nel ilm Il ladro di orchidee (Kaufman inter
pretato da Nicolas Cage, che ha tre pianeti in Capricor
no). Sforzati di adottare questo punto di vista, Capricorno. Lidea
le sarebbe che riuscissi a includerlo per sempre nella tua ilosoia
di vita, ma nelle prossime tre settimane cerca almeno di usarlo
come punto di partenza per eliminare una distorsione nel tuo
campo energetico. Cos per gli altri sar pi facile amarti.
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COMPITI PER TUTTI
Racconta uno di quegli eventi incredibili,
inspiegabili e perino miracolosi che accadono
ogni giorno. Ne trovi degli esempi su
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ARIETE
Secondo la mia lettura dei
presagi astrali, questa setti
mana sar cos intensa da farti
drizzare i capelli, ma il tuo cuore
sar sereno. Avrai la possibilit di
essere grintoso e rilassato, febbril
mente ambizioso e completamen
te padrone di te. In realt potrebbe
essere una di quelle rare occasioni
in cui potrai essere sia un giusti
ziere guerriero sia un mago in cer
ca di illuminazione. Vorrai trasfor
mare lacqua in vino in un mo
mento di diicolt? O trovare una
perla preziosa nel bel mezzo di
una battaglia? Imprese del genere
saranno alla tua portata.
TORO
Sai correggere la tua traiet
toria mentre sfrecci per
aria durante un salto della fede
per attraversare un abisso? Se c
qualcuno che pu compiere
unimpresa simile sei tu, Toro. Ma
preferirei che non ne avessi biso
gno. Sarebbe meglio che ti prepa
rassi a superare labisso procuran
doti laiuto necessario a creare una
rete di sicurezza o un solido ponte.
O che trovassi dei razzi da legarti
alla schiena per volare. O ancora
che cercassi di capire come si pas
sa da una parte allaltra del dirupo
in modo meno pericoloso.
GEMELLI
uno di quei rari momenti
in cui hai la possibilit di
scoprire segreti, informazioni ri
servate, conoscenze tab e nozio
ni proibite. Procedi con cautela.
Sono assolutamente convinto che
tu debba conoscere la verit e tut
ta la verit, ma mio dovere ricor
darti che scoprirla tutta insieme
potrebbe sconvolgerti. Sar me
glio chiedersi prima se, quando
tutte le cose nascoste verranno al
la luce, sarai pronto a cambiare
quello che devessere cambiato.
Se non lo sei, ti converr aspettare.
CANCRO
Quali aree metropolitane
degli Stati Uniti possono
vantare una maggiore concentra
zione di cervelli? Non sto parlan
do della migliore squadra sporti
va, del gruppo di uomini dafari
pi ricchi o dei politici pi potenti,
ma degli abitanti pi intelligenti.
Secondo uno studio condotto da
The Daily Beast, ai primi posti ci
sono larea di RaleighDurham
nel North Carolina e la baia di San
Francisco. Il caso vuole che siano
anche i due luoghi in cui ho tra
scorso la maggior parte della mia
vita. Questo non signiica che so
no un genio ma che forse ho
listinto per capire dove si concen
trano i geni. Sono sicuro che han
no avuto unottima inluenza su di
me. Nel 2010, Cancerino, ti consi
glio di coltivare questa particolare
abilit. Gravita intorno ai geni.
Circondati di profondi pensatori e
sognatori originali. Non ti allonta
nare mai dai luoghi dove circola
no idee brillanti.
LEONE
Pi ti lamenti, dice un
vecchio adagio, pi Dio ti
lascia vivere. Se vero, mi augu
ro che la settimana prossima ag
giungerai molti anni alla tua vita.
Ti si presenteranno presto molte
colorite opportunit di sporgere
reclami. Il cosmo ti autorizzer a
fare un casino pur di migliorare le
cose. Cerca, per, di concentrarti
sulle critiche costruttive, che ser
vono veramente a sbloccare le si
tuazioni. Molto probabilmente il
Divino Wow sar pi disposto a
darti credito per questo che non
per un narcisistico piagnisteo.
98 Internazionale 828 | 8 gennaio 2010
Lultima
Le regole Saldi
1 Un paio di stivali da duemila euro al 50 per cento sono comunque degli stivali da mille euro. 2 Se i
saldi sono una trappola per allocchi, i presaldi a invito sono il club degli idioti. 3 Nessuno sconto potr
rendere plausibile lacquisto di un set per fonduta. 4 Far trapelare il tuo interesse per la maglietta che
ha in mano qualcun altro il modo migliore per convincerlo a comprarla. 5 Chi si sempre chiesto
come sia linferno, pu passare una giornata in un outlet durante i saldi. regole@internazionale.it
Vi imbarcate per gli Stati Uniti, giusto?.
Ah, quei tre miliardi di dollari.
Be, abbiamo perso in Vietnam, ci siamo impantanati in Iraq e toppiamo tutto in Afghanistan. Ma lo Yemen sembra fattibile.
Obama: Siete sicuri che sia abbastanza povero?.
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ti rendi conto? Vai a farti alzare i glutei e rischi di morire sul tavo-
lo operatorio. dio mio, questa insicurezza non conosce ine!.
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Sudafrica: la presidenza sempre pi piccola.