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Internazionale 871 | 5 novembre 2010 5

Sommario
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La settimana
5/11 novembre 2010 Numero 871 Anno 18
Quel che peggio che ci
ha colonizzato. Ha
colonizzato la vita politica e
il dibattito culturale, le
chiacchiere nei bar e le
pause pranzo, la
televisione, la radio, pagine e pagine di
giornali e libri, ha colonizzato le
barzellette e lo sport, il linguaggio di tutti i
giorni e limmaginario erotico di uomini e
donne, i nostri comportamenti e le nostre
paure, ha colonizzato telefonate e
email, Facebook e YouTube, ha
colonizzato anche la sinistra e il sindacato,
leconomia, la religione, le aule dei
tribunali, ha colonizzato anni della nostra
vita, ore e ore delle nostre conversazioni,
delle nostre attenzioni, dei nostri
interessi. Ha colonizzato perino i sogni.
Ha colonizzato la nostra vita privata e la
nostra mente. I suoi guasti continueranno
a farsi sentire a lungo, aioreranno nei tic,
nei modi di dire, nei gesti. Anche per
questo, prima ce ne liberiamo e meglio .
Giovanni De Mauro
settimana@internazionale.it
Liberiamo
iN copertiNA
16 Il prossimo
imperatore
The Economist
Americhe
22 I repubblicani
conquistano
la camera
dei rappresentanti
The New York Times
24 Adesso tocca
a Dilma Roussef
O Globo
europA
26 LEta con le spalle
al muro
El Pas
AfricA
e medio orieNte
28 Il caos yemenita
favorisce
il terrorismo
Financial Times
AsiA e pAcifico
30 La grande farsa
delle elezioni
birmane
The Irrawaddy
visti dAgli Altri
32 Un nuovo scandalo
per Silvio
Berlusconi
The Economist
scieNzA
40 Il tempo di morire
The New Yorker
puerto rico
50 Sulle note
dei Calle 13
Gatopardo
ANgolA
54 Sognando Luanda
Libration
AustrAliA
60 Quella terra
era nostra
South China Morning
Post
portfolio
64 Il Gange lanima
dellIndia
Le foto di Rishi Singhal
ritrAtti
70 Rinat Akhmetov
LUcraina in pugno
Transitions Online
viAggi
74 Rivoluzione
islamica
Grands Reportages
grAphic
JourNAlism
78 Cartoline
da New York
Yvetta Fedorova
Arte
81 Collezionisti
si diventa
The Guardian
pop
98 La lettura vittima
dei Mondiali
Nick Hornby
101 I blog diventano
giornali e viceversa
Farhad Manjoo
scieNzA e
tecNologiA
104 Perch
le chiacchiere
tra sorelle rendono
pi felici
The New York Times
106 Il diario della Terra
ecoNomiA
e lAvoro
108 Febbre delloro
in Africa
occidentale
Frankfurter
Allgemeine Zeitung
cultura
84 Cinema, libri,
musica, tv, arte
Le opinioni
25 Yoani Snchez
29 Amira Hass
36 Li Datong
38 Manuel Castells
86 Gofredo Foi
88 Giuliano Milani
92 Pier Andrea Canei
94 Christian Caujolle
103 Tullio De Mauro
105 Anahad OConnor
109 Tito Boeri
le rubriche
15 Editoriali
35 Italieni
112 Strisce
113 Loroscopo
114 Lultima
Gatopardo un mensile messicano di attualit e reportage, difuso in molti paesi dellAmerica Latina. Larticolo a pagina 50 uscito nel numero di
ottobre 2010 con il titolo La fokin izquierda. Trece escenas con Calle 13. Libration Fondato nel 1973, un quotidiano francese di sinistra. Larticolo a pagina
54 uscito il 14 ottobre 2010 con il titolo Angola, un pari portugais. The New Yorker un settimanale newyorchese di attualit e cultura, molto attento alla
qualit della scrittura. Larticolo a pagina 40 uscito il 2 agosto 2010 con il titolo Letting go. South China Morning Post un quotidiano in inglese di
Hong Kong. Larticolo a pagina 60 uscito il 3 ottobre 2010 con il titolo Beating about the bush. Transitions Online un sito
dinformazione dedicato alla politica e alleconomia dei paesi dellEuropa dellest e dellAsia centrale. Larticolo a pagina 70 uscito il 16
settembre 2010 con il titolo Ukraines gift horse. Internazionale pubblica in esclusiva per lItalia gli articoli dellEconomist.
le principali fonti di questo numero

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Essere il cantante di una band funziona
anche per gli sigati di altre specie
Nick horNby, pAgiNA
Nick horNby, pAgiNA
Immagini
Lastro nascente
Coral Gables, Stati Uniti
2 novembre 2010
Il giovane avvocato Marco Rubio, iglio
di esuli cubani fuggiti a Miami, festeg-
gia la vittoria in Florida alle elezioni di
met mandato. Rubio, considerato da
molti la promessa dei repubblicani, ha
ottenuto il seggio in senato grazie al so-
stegno dei Tea party. Ha battuto lex go-
vernatore Charlie Christ che si pre-
sentato come indipendente dopo essere
stato sconitto alle primarie dei repub-
blicani e il candidato democratico
Kendrick Meek. Insieme al medico
Rand Paul, che ha vinto in Kentucky,
Rubio porta la voce dei Tea party in se-
nato. Foto di Gary Rothstein (Epa/Ansa)
Immagini
Riiuti iniammabili
Terzigno, Napoli
26 ottobre 2010
Una strada di Terzigno dopo le rivolte
delle ultime settimane contro la riaper-
tura delle discariche sulle pendici del
Vesuvio. Napoli di nuovo sommersa
dalla spazzatura: secondo il comune,
nelle strade cittadine si sono accumula-
te 2.300 tonnellate di riiuti. Il 2 novem-
bre i camion hanno ricominciato a scari-
care riiuti nella cava Sari, scatenando
nuove proteste. Duri scontri tra manife-
stanti e forze dellordine si sono veriica-
ti anche a Giugliano. Foto di Nadia Shira
Cohen
Immagini
Ceneri killer
Kinarrejo, Indonesia
27 ottobre 2010
Volontari trasportano i corpi delle vitti-
me delleruzione del vulcano Merapi,
nella regione di Yogyakarta. Il 3 novem-
bre le autorit indonesiane hanno ordi-
nato a migliaia di abitanti di abbando-
nare i loro villaggi in seguito a una nuo-
va eruzione, ancora pi violenta di quel-
la del 26 ottobre. Nellultima settimana
circa 70mila persone sono state trasfe-
rite nei centri temporanei. Leruzione
del vulcano ha causato la morte di 36
persone. Foto di Beawiharta (Reuters/
Contrasto)
12 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Posta@internazionale.it
Cara Milana, come spieghi
gli ultimi atti di violenza
degli estremisti serbi?
Non per niente li chiamano
montuosi Balcani. Noi croati
ci sottrarremmo volentieri alla
loro ombra, ma non ci riuscia-
mo molto bene. A dire la veri-
t, negli ultimi incidenti i serbi
hanno fatto qualche passo in
pi rispetto a noi, ma mentirei
se dicessi che da noi non suc-
cedono cose del genere. Il pro-
blema forse nelleccessiva
tolleranza. Ogni volta che i no-
stri ultras interrompono le par-
tite di calcio con le loro azioni
selvagge, le anime candide di
turno in tv cercano di spiegare
il fenomeno, invece di dire
semplicemente che i poliziotti
dovrebbero sbattere i violenti
in galera e dargli multe salate.
In questo momento in Ser-
bia si parla molto di ianje, un
ilm dedicato alla nuova gene-
razione di violenti che secondo
alcuni con il loro estremismo
stanno avvicinando il paese
alloriente invece che allocci-
dente, alla Russia piuttosto che
allUnione europea. Ma siamo
sicuri che la violenza non sia di
casa anche nel resto dEuropa?
Da noi quella contro gli omo-
sessuali molto difusa, per-
ch c un odio provinciale per
il diverso. E di recente si ca-
pito che alla chiesa ortodossa
danno meno fastidio gli ultras
che hanno messo a ferro e fuo-
co Belgrado che un pugno di
gay paciisti.
Ma una considerazione
che forse vale anche per il re-
sto del mondo. La storia uma-
na in buona parte una storia
di violenza e forse per questo
non esiste cura. it
Milana Runjic risponde alle
domande dei lettori allindirizzo
milana@internazionale.it
Cara Milana
La furia serba
Sapere potere

Sono uno studente universita-
rio di Lettere classiche. con
duplice disposizione danimo
che ho afrontato la lettura
dellarticolo Il potere del sape-
re (29 ottobre). Da una parte,
estremo piacere mi ha procurato
laver inalmente visto pubblica-
to un articolo di denuncia della
violenza agli studi umanistici in
atto ormai da tempo. Dallaltra,
pesante sconforto sorto in me
dalla constatazione che tale vio-
lenza ben lontana dal cessare
in tempi brevi. Ofro ripetizioni
di greco e latino a studenti licea-
li. Ogni giorno noto sempre pi
come i programmi di studio ten-
dano a spingere ai margini della
formazione lapprendimento
delle humanae litterae. Potr
sembrare strano ai lettori, ma vi
assicuro che termini come eru-
dito, sarcasmo, coorte (parola
che, pure, presente nellinno
nazionale) sono ormai conside-
rati dalle nuove generazioni co-
me aulici, appartenenti a una
lingua puramente letteraria inu-
sitata. In quale modo questi ra-
gazzi potranno comprendere le
opere madri della nostra cultu-
ra? Cos come traduciamo dal
greco e dal latino Euripide e
Orazio, lasciando inevitabil-
mente cadere sfumature non
trasferibili da una lingua allal-
tra, sar a breve necessario tra-
durre in italiano dallitaliano
classici come Leopardi e Man-
zoni? Si parla di studi classici:
ma, proseguendo di questo pas-
so, un classico rester classico i-
no a quando?
Giacomo Fedeli

Leggendo larticolo Il potere


del sapere mi sono apparse evi-
denti alcune forzature delle tesi
di Martha Nussbaum. Ogni per-
plessit per svanita quando
mi sono ricordato le tre i che
secondo il presidente del consi-
glio dovrebbero concorrere a ri-
formare la scuola italiana: im-
presa, inglese, informatica.
Roberto Lanza

Larticolo Il presente ha biso-
gno delle parole del passato (29
ottobre) mi ha fatto molto pen-
sare. Il professor De Mauro so-
stiene che se si rilette, si capi-
sce che la scelta di tagliare nelle
scuole il rapporto con il latino e
il greco non paciicamente
condivisibile. Mi chiedo il per-
ch. Speravo di trovare una ri-
sposta nellarticolo ma De Mau-
ro si limita a citare casi di paesi
stranieri in cui ancora oggi si
studiano lingue antiche che so-
no alla base della loro cultura.
Non trovo che la giustiicazione
dello studio di una lingua antica
alla base di una cultura sia plau-
sibile per il solo fatto che altri
paesi lo fanno. Eliminare mi
sembra drastico: un po di storia
delle origini aiuta a comprende-
re il mondo. Sono proprio per
lidea di tagliare da lui tanto
osteggiata. Secondo voi, quanti
ragazzi alla ine del liceo sanno
cos una cambiale? Quanti rie-
scono a districarsi tra la costitu-
zione e i codici alla base del no-
stro diritto? Quanti hanno co-
scienza dellimportanza del loro
voto?
Edoardo
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Telefono 06 441 7301
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Posta viale Regina Margherita 294,
00198 Roma
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Mesi fa ho scoperto che mia
moglie mi tradiva con il mio
capo. Cos ho perso mia
moglie, il lavoro e anche il
cane. Presto perder la casa
perch non riesco a pagare
il mutuo. E se la facessi ini-
ta? A.W., Dulwich
Non agire dimpulso. Pensi al
suicidio perch credi che se
continui a vivere i costi supere-
ranno i beneici. Pensi che non
ti innamorerai pi e che non
troverai un lavoro. Sembra un
approccio razionale, ma tra-
scura i progressi fatti nel cam-
po delle opzioni reali. Molte
decisioni irreversibili possono
essere rimandate in attesa di
altre informazioni. Il caso tipi-
co lesercizio dellopzione di
acquisto, a un prezzo determi-
nato, su alcune azioni. Un in-
vestitore inesperto crede di
dover comprare appena il va-
lore dellazione supera quello
di partenza. Ma sbaglia, per-
ch il titolo pu salire o scen-
dere. Mentre lopzione rimane
aperta conviene aspettare e
acquisire altre informazioni.
La teoria delle opzioni reali di-
ce che le decisioni apparente-
mente razionali e irreversibili
spesso possono essere riman-
date per poter trarre vantaggio
dai cambiamenti futuri. Per
questo ti consiglio vivamente
di rimandare a tempo indeter-
minato il suicidio. Pu sem-
brare strano, ma hai molte
possibilit di ritrovare lamore
e un lavoro.
Tim Harford risponde alle do-
mande dei lettori del Financial
Times.
Occasioni
speciali
Caro
economista
Yes, and North. San Francisco.
Its back to the origins, California. And its
meant to be a stopover, a rite of passage. Go
West, be East. Hold the course. Steer North.
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Il trattamento scale dipende dalla situazione individuale di ciascun cliente e pu essere soggetto a modiche in futuro. In relazione alle US Persons possono essere applicabili leggi USA. Tutte le suddette
informazioni devono essere necessariamente integrate con quelle messe a disposizione dallintermediario in base alla normativa di volta in volta applicabile. PRIMA DELLA NEGOZIAZIONE LEGGERE
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Internazionale 871 | 5 novembre 2010 15
Editoriali
Il messaggio consegnato a Obama chiaro: agli
americani non piace come il presidente e i demo-
cratici al congresso stanno lavorando e per que-
sto hanno deciso di restituire la camera ai repub-
blicani. La destra che alimenta da mesi la rabbia
degli statunitensi per la crisi economica e la loro
paura del big government ha fatto poche pro-
poste concrete, ma riuscita a mobilitare la base.
Gli americani che sono andati a votare si sono
deiniti pi conservatori rispetto a quelli del 2006
e del 2008, e anche rispetto alla popolazione in
generale. Pi di un elettore su dieci, per esempio,
ha dichiarato di sostenere i Tea party.
La domanda : i due schieramenti saranno in
grado di imparare la lezione di questo voto di me-
t mandato? Obama e i suoi dovranno riuscire a
spiegare meglio la loro visione. Il presidente deve
smettere di trascurare la sua base elettorale e non
permettere ad altri di condurre il dibattito. Per gli
avversari di Obama stato troppo facile distorce-
re quelli che gli americani dovrebbero riconosce-
re come passi avanti importanti in tempi diicili:
una storica riforma del sistema sanitario, uno sti-
molo iscale che ha scongiurato una recessione
pi grave, una riforma inanziaria in grado di evi-
tare un altro tracollo.
Obama ha molto lavoro duro davanti a s. A
Washington lo scontro si far pi spietato. Ma c
anche da chiedersi se i repubblicani siano pronti
a lavorare sul serio. Quando non si ha il potere
facile fare ostruzionismo, ma ora gli elettori gli
chiederanno quali sono i loro progetti. John
Boehner, probabile futuro speaker della camera,
non ha spiegato cosa vogliono fare per tagliare il
deicit, la priorit assoluta dei repubblicani. Una
delle poche promesse fatte da Boehner, proroga-
re i tagli alle tasse dellera Bush, farebbe sprofon-
dare ulteriormente il paese nella crisi. Tempo fa
Boehner ha detto, parlando del programma di
Obama: Faremo di tutto per distruggerlo, fer-
marlo, rallentarlo. Tutto il possibile. Una mag-
gioranza conservatrice alla camera dovrebbe
portare avanti le priorit dei repubblicani. Ma lo
scenario di oggi somiglia in modo preoccupante
a quello dopo le elezioni del 1994, quando lo
speaker repubblicano Newt Gingrich dichiar
che non avrebbe fatto compromessi. Il risultato
fu la paralisi. I repubblicani paralizzarono il go-
verno, cosa che alla ine cost il posto a Gingrich
e la maggioranza ai repubblicani.
Tutti i sondaggi e tutte le elezioni rivelano
chiaramente un fatto: gli americani vengono co-
stantemente e astutamente manipolati. Ed un
male per il paese. u as
Met mandato di Obama
Lesodo dei cristiani dOriente
The New York Times, Stati Uniti
Le Monde, Francia
Diicile parlare di terrorismo cieco quando
dei preti e dei fedeli che assistono alla messa so-
no uccisi nella loro chiesa, alla vigilia di Ognis-
santi. accaduto a Baghdad, dove un tentativo
di sequestro si concluso con una strage, il 31 ot-
tobre, dopo lintervento dellesercito iracheno.
Bilancio: pi di 50 morti, in maggioranza donne
e bambini. Obiettivo dellattentato era la comu-
nit cristiana del paese, spesso presa di mira dal-
le milizie islamiste che destabilizzano lIraq
da quando caduto Saddam Hussein. lultimo
atto di una lunga tragedia: lesilio dei cristiani
dOriente. Islamismo, conlitti vari in partico-
lare quello israelo-palestinese , povert: sono
molte le cause che spiegano questo dramma. I
cristiani fuggono dai luoghi che sono la culla del-
la loro fede. Quasi la met della popolazione cri-
stiana irachena fuggita dal paese negli ultimi
ventanni. Dallinvasione statunitense del 2003
e dopo anni di violenze lesodo si accelerato.
Il problema riguarda lintera regione. Per il
gesuita egiziano Samir Khalil Samir, la scompar-
sa dei cristiani dOriente non una semplice
ipotesi: in un secolo, la popolazione cristiana
della Turchia passata dal 20 allo 0,2 per cento.
Nello stesso periodo la percentuale dei cristiani
nellinsieme dei paesi che hanno visto nascere e
prosperare il cristianesimo scesa dal 15 al 6 per
cento.
Una serie di motivi economici, politici, de-
mograici e religiosi spiega il fenomeno. Ma da
qualche anno il clero e i fedeli mettono tra le cau-
se la crescente islamizzazione delle societ in
cui vivono. Al di l dellislam radicale, ormai il
confrontarsi quotidianamente con lislam politi-
co a rendere diicile la sopravvivenza della cul-
tura cristiana.
Il Vaticano ha protestato. Non dovrebbe ri-
manere solo: lesodo dei cristiani dOriente un
dramma che riguarda tutti. u oda
Vi sono pi cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante se ne sognano nella vostra ilosoia
William Shakespeare, Amleto

Direttore Giovanni De Mauro
Vicedirettori Elena Boille, Chiara Nielsen,
Alberto Notarbartolo, Jacopo Zanchini
Comitatodi direzione Giovanna Chioini (copy
editor), Stefania Mascetti (Internazionale.it),
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Pierfrancesco Romano (copy editor)
Inredazione Liliana Cardile (Cina), Carlo
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Traduzioni I traduttori sono indicati dalla sigla
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Giuseppina Cavallo, Diana Corsini, Olga
DAmato, Stefania De Franco, Andrea De Ritis,
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Floriana Pagano, Andrea Sparacino, Francesca
Spinelli, Ivana Telebak, Bruna Tortorella,
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3 novembre 2010
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Fax 06 4555 2945
In copertina
S
i racconta che un giorno,
quando era ancora un diri-
gente provinciale poco noto,
Xi Jinping abbia detto che a
volte, per farsi prendere sul
serio, battere i pugni sul ta-
volo meglio che non farlo. Il 18 ottobre
lattuale vicepresidente cinese ha ricevuto
linvestitura di leader in pectore. Ma per
guadagnarsi il rispetto del suo partito per
non dire quello dellopinione pubblica, che
scettica non baster certo battere i pu-
gni sul tavolo. Nel Partito comunista cine-
se oggi ci sono molte divisioni e non detto
che Xi Jinping riuscir mai ad avere una
salda presa sul potere.
Da anni il partito medita sullidea di
permettere un minimo di competizione
per la massima carica politica del paese.
Ma il 18 ottobre il gruppo dirigente ha fatto
capire che questa volta per la successione
non avrebbe lasciato nulla al caso. E infat-
ti, nel corso di una riunione a porte chiuse,
ha assegnato al vicepresidente Xi Jinping
un alto incarico militare. Nel linguaggio in
codice tipico del Partito comunista cinese
signiica che Xi ha cominciato il percorso
che tra due anni lo porter alla presiden-
za.
Si sapeva da tempo che Xi Jinping, 57
anni, avrebbe ottenuto un giorno lo scran-
no pi alto del potere, e che lavvicinarsi di
quel momento sarebbe stato segnalato
dalla nomina a vicecapo della commissio-
ne militare centrale del partito. Questo
incarico, infatti, era stato conferito anche
allattuale presidente Hu Jintao nel 1999,
tre anni prima che assumesse i poteri di
segretario generale del partito. Tuttavia
nel 2009, quando mancavano ancora tre
anni alla data prevista per il ritiro di Hu,
non era ancora stato fatto nessun annuncio
su Xi Jinping, e qualcuno aveva cominciato
a chiedersi se per caso il partito non inten-
desse modiicare la procedura per la suc-
cessione.
Cos il 15 ottobre, quando in un albergo
di Pechino, sotto rigide misure di sicurez-
za, i 370 membri del comitato centrale
hanno aperto la loro riunione plenaria di
quattro giorni, non era afatto scontato che
Xi stesse per ricevere la sua investitura. In-
vece il partito ha scelto di restare nel solco
della tradizione e ha laconicamente an-
nunciato lampliamento della commis-
sione militare centrale per includere Xi
Jinping.
Questo non aumenta di molto il suo po-
tere, visto che le forze armate restano sotto
il comando di Hu Jintao e dei suoi generali:
ma un chiaro indizio che secondo il parti-
to Xi dovr sostituire Hu nella carica di se-
gretario generale alla fine del 2012. Hu
Jintao non obbligato a farsi da parte in
quella data, ma resta il fatto che, dal 1993
in poi, la carica di capo del partito sempre
coincisa con quella di presidente. E Hu do-
vr lasciare la presidenza nel marzo 2013:
anche se nessuna norma gli impone di di-
mettersi da capo delle forze armate, i pre-
cedenti fanno prevedere che entro i primi
mesi del 2014 lascer anche questo incari-
co a Xi Jinping.
Il vicepresidente, per, non pu ancora
16 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Il prossimo im
The Economist, Gran Bretagna
Xi Jinping il vicepresidente cinese e potrebbe
prendere il posto di Hu Jintao alla guida della
seconda potenza economica mondiale. Ma nessuno
sa che leader sar. Linchiesta dellEconomist
Xi Jinping a Cartagena, Colombia, 2009
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)
limpressione di aver avuto una carriera
pi comoda: stato il massimo dirigente di
due ricche regioni costiere, le province del
Fujian e del Zhejiang, e nel 2007 stato
capo del partito a Shanghai per sette mesi.
Neanche il suo retroterra familiare rap-
presenta un vantaggio indiscusso. Suo pa-
dre, lo scomparso Xi Zhongxun, aveva
fatto parte della prima generazione di lea-
der del partito, ed era stato un alto funzio-
nario nel governo Deng, anche se durante
la rivoluzione culturale era rimasto vittima
delle epurazioni. Questo fa di Xi un espo-
nente di quello che a volte in Cina viene
chiamato il partito dei principini, cio di
quel gruppo informale composto dai ram-
polli dei padri fondatori del partito e da
funzionari di alto rango. Ad alcuni leader
comunisti cinesi i principini stanno simpa-
tici perch spesso si danno da fare per
mantenere il partito al potere, ma molti
trovano scandalosa linluenza che eserci-
tano.
Di certo, avere gli agganci giusti ha gio-
vato alla carriera di Xi Jinping. Si laureato
in ingegneria (come gran parte dei dirigen-
ti cinesi) alluniversit Tsinghua di Pechi-
no nel 1979. A quel tempo, la Cina stava
uscendo dalla prima crisi di successione
del dopo Mao, e Deng Xiaoping era occu-
pato a piantare chiodi nella bara politica
dellerede di Mao, Hua Guofeng. Xi otten-
ne un posto di assistente del ministro della
difesa, che era amico di suo padre. Nella
sua biograia uiciale, per, quella fugace
esperienza militare viene esaltata: c
scritto infatti che stato uiciale in servi-
zio attivo. Ma a sentire Cheng Li, della
Brookings Institution di Washington, le
conoscenze della sua famiglia sono state
un problema per Xi Jinping. Infatti, a un
congresso del partito nel 1997, lostilit dei
delegati nei confronti dei principini ha
procurato a Xi il numero di voti pi basso
nellelezione al comitato centrale.
Nel 2007 invece Xi Jinping ha avuto il
maggior numero di preferenze in un son-
daggio alla scuola centrale del partito
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 17
u Il 18 ottobre 2010, durante la quinta
riunione plenaria del Partito comunista
cinese, il vicepresidente Xi Jinping stato
nominato vicecapo della commissione
militare centrale.
uIl presidente Hu Jintao lascer lincarico
di capo del Partito comunista cinese nel
2012. Lanno successivo terminer il suo
mandato di capo dello stato.
uA marzo del 2011 verr approvato il
nuovo piano quinquennale, che stabilir le
linee di sviluppo delleconomia del paese.
Da sapere
o imperatore
cantare vittoria. vero che il suo percorso
ricorda quello compiuto da Hu Jintao pri-
ma di arrivare finalmente al potere nel
2002. Ma ci sono alcune diferenze impor-
tanti. Tanto per cominciare, la nomina di
Hu non stata decisa dal suo predecessore
Jiang Zemin, ma dal gigante politico del
dopo Mao, Deng Xiaoping, scomparso nel
1997. Lautorit di Deng era talmente forte
che cinque anni dopo la sua morte, Hu Jin-
tao era ancora saldamente in pista per
prendere il posto di Jiang Zemin. La pro-
mozione di Xi Jinping, invece, stata deci-
sa dal molto meno autorevole Hu Jintao
con il contributo di Jiang Zemin, ormai in
pensione e un po rimbambito. Nella storia
della Cina comunista, il passaggio dei po-
teri a Hu Jintao era stato il primo caso di
successione senza intoppi. Ma quello che
riguarda Xi Jinping forse non sar il secon-
do.
Una carriera comoda
Inoltre Hu aveva avuto pi tempo per pre-
pararsi a diventare presidente, perch era
entrato nella commissione permanente
delluicio politico il gruppo di persone
che regge le sorti della Cina gi dieci anni
prima, mentre nel 2012 Xi Jinping avr pas-
sato nella commissione appena la met del
tempo. Negli anni ottanta, Hu Jintao aveva
fatto colpo su Deng Xiaoping per la durez-
za con cui, da capo del partito, aveva re-
presso le ribellioni in Tibet. Invece Xi d
laccademia per i quadri dirigenti sui pos-
sibili candidati alluicio politico. Secondo
Cheng Li, tuttavia, Xi non sarebbe andato
cos bene se agli oltre 400 alti dirigenti in-
terpellati fosse stato chiesto chi doveva far
parte della commissione permanente del
partito, e meno ancora se gli avessero chie-
sto chi doveva succedere a Hu Jintao.
La successione ai vertici del Partito co-
munista cinese coincide oggi con un perio-
do diicile. Tra i dirigenti ci sono segnali di
gravi dissensi sullopportunit che il parti-
to modiichi almeno un po il suo regola-
mento, per dare agli iscritti pi voce in ca-
pitolo sulla scelta dei leader. Da agosto il
premier Wen Jiabao ha fatto varie dichia-
razioni sullimportanza delle riforme poli-
tiche. Sullargomento, il silenzio di altri
dirigenti cinesi assordante, mentre le af-
fermazioni di Wen sono state censurate dai
giornali conservatori: di rado, dai primi an-
ni novanta, la stampa controllata dal parti-
to apparsa cos divisa. Mentre nella capi-
tale i progressisti intensiicavano gli appel-
li per allentare la morsa del partito, le auto-
rit hanno fermato alcuni dissidenti che
avevano festeggiato lassegnazione del
Nobel per la pace a Liu Xiaobo, un attivista
oggi in carcere.
Xi Jinping tra quelli che tacciono. Per
alcuni progressisti giudicano incoraggian-
ti le credenziali riformiste di suo padre e
mettono laccento sui suoi precedenti: nel-
le due province dove ha governato, Xi ha
dato un forte impulso allimpresa privata.
Quando amministrava lo Zhejiang ha an-
che commissionato a un gruppo di esperti
di Pechino unopera in sei volumi dal titolo
Lesperienza dello Zhejiang e le sue implica-
zioni per lo sviluppo della Cina. In quelle
pagine si sottolinea limportanza di fonda-
re cellule del partito nelle imprese private,
e si sostiene che, alla ine del 2004, lo ave-
va gi fatto quasi il 99 per cento delle
aziende private con tre o pi iscritti al par-
tito. Gli autori danno inoltre molto spazio
agli esperimenti di democrazia dal basso
condotti nel partito e nelle amministrazio-
ni locali. E sembra che Xi non abbia fatto
sforzi particolari per incoraggiare queste
novit. Questo mese la rivista Oriental
Outlook scrive che il pi noto di questi
esperimenti condotti nello Zhejiang, quel-
lo della citt di Wenling, non stato imita-
to in altre aree per colpa dello scarso inte-
resse dimostrato dai dirigenti locali.
Si dice che Xi Jinping sia un uomo afa-
bile. Ma nel febbraio del 2009 ha lasciato
trasparire la sua irascibilit dichiarando,
davanti a un gruppo di cinesi in Messico,
che gli stranieri ricchi senza niente di me-
glio da fare si divertono a criticare la Cina.
In unintervista del novembre 2003 alla
televisione di stato Cctv, Xi aveva gi so-
stenuto la necessit di battere i pugni sul
tavolo quando si ha a che fare con funzio-
nari che non rigano dritto: Altrimenti non
si spaventano, aveva osservato. Pi noto
alla maggioranza dei cinesi il sorriso ac-
cattivante di sua moglie Peng Liyuan,
uninterprete di canzoni popolari gi famo-
sa molto prima che si sentisse parlare di Xi.
Insomma, secondo i pronostici uiciali Xi
Jinping diventer il capoila della quinta
generazione di leader comunisti dopo
Mao, Deng, Jiang e Hu (Hua Guofeng non
conta perch la sua vita politica stata
troppo breve). Laureato in ingegneria chi-
mica e autore di una tesi di dottorato
sulleconomia rurale in Cina, Xi Jinping
non sembra molto diverso dal suo prede-
cessore (che era ingegnere idraulico). La
sua formazione tecnocratica manca ad al-
tri esponenti della stessa generazione. Al-
cuni, vero, hanno studiato in occidente,
ma questo non basta a garantire il consen-
so popolare in una Cina dove sta crescendo
rapidamente un ceto medio che ha aspira-
zioni sempre pi grandi.
Nel 2002, a un giornalista che gli chie-
deva se fosse un dirigente da tenere doc-
chio, Xi Jinping rispose: Che fa, cerca di
spaventarmi?. Ha ottimi motivi per essere
nervoso. u ma
In copertina
18 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Nozomu Hayashi, Asahi Shimbun, Giappone
Il reportage
Nella provincia centrale
cinese dello Shaanxi, tutti
gli abitanti del villaggio di
Liangjiahe ricordano il
giovane allampanato che
arriv l decenni fa, un ra-
gazzo taciturno ma deci-
so e con la stofa del lea-
der. Parlano con orgoglio
di Xi Jinping, il probabile
prossimo presidente della
Cina. In questo villaggio
di una settantina di fami-
glie ormai spopolato, cir-
condato da campi di mais
e da montagne di roccia
giallognola, Xi conside-
rato un lavoratore instan-
cabile capace di superare
ogni diicolt. Nel 1969,
a sedici anni, arriv a
Liangjiahe con il pro-
gramma voluto da Mao
che costringeva i ragazzi
a fare esperienza di lavo-
ro nelle zone rurali. Lu
Nengzhong, che oggi ha
80 anni e allepoca ofr
alloggio a Xi e ad altri
quattro ragazzi, lo ricorda
intento a leggere alla luce
dellunica lampada che
cera nella stanza di due
metri per dieci. Era piut-
tosto tranquillo, racconta
Lu, ma quando comincia-
va a parlare dei suoi ideali
era diicile farlo smette-
re. Ben presto divent un
leader. A 21 anni entr nel
partito e fu scelto come
capo della brigata di pro-
duzione del villaggio, la
carica pi alta della co-
munit. Xi continu co-
munque a scavare pozzi
con gli altri abitanti e usa-
va le vacanze per andare
nella provincia del Si-
chuan a studiare come
produrre e immagazzina-
re il metano. Nel 1975 fu
scelto fra tre giovani per
frequentare luniversit.
Dopo aver lasciato Lian-
gjiahe, non ha mai smes-
so di far carriera nel parti-
to. tornato al villaggio
solo una volta, nel 1992, e
solo per tre ore. Mentre
alcuni temono che il futu-
ro presidente possa di-
menticare Liangjiahe, Lu
pi ottimista. Non ha
dimenticato il nostro dia-
letto, dice. Come pu
dimenticarsi della vita
trascorsa qui?. u sdf
Tranquillo e carismatico
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MONGOLIA
BIRMANIA
Pechino
Shaanxi
Liangjiahe
TAIWAN
COREA
DEL NORD
600 km
Sullimportanza delle
riforme politiche il
silenzio di altri
dirigenti cinesi
assordante. Xi Jinping
tra quelli che
tacciono
N
el corso della sua scalata ai ver-
tici del Partito comunista, Xi
Jinping stato spesso deinito
un principino, un rappresen-
tante di quel gruppo di stelle nascenti che
devono almeno in parte il loro successo al
fatto di essere igli di eroi della rivoluzione.
Xi, iglio di Xi Zhongxun, uno dei fonda-
tori del Pcc, il principino che presto sar
re. Gi vicepresidente e membro importan-
te delluicio politico del partito, il 18 otto-
bre stato nominato vicecapo della com-
missione militare centrale, una promozione
che secondo molti prelude al passaggio di
consegne che avverr, tra due anni, quando
il presidente Hu Jintao si far da parte. Ma
Xi non va confuso con Kim Jong-un, desti-
nato a ereditare il potere dal padre malato
nella vicina Corea del Nord. A diferenza
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 19
della famiglia Kim, essere il figlio di Xi
Zhongxun non sempre stato un vantaggio
politico.
Xi aveva dieci anni quando suo padre,
un ex compagno darmi di Mao Zedong e un
eroe della leggendaria lunga marcia diven-
tato vicepremier, fu denunciato e incarce-
rato come nemico della rivoluzione. Xi, al-
lora adolescente, era considerato uno stu-
dente reazionario, soprattutto a causa di
suo padre, e fu mandato a lavorare come
bracciante in una comune rurale nella pro-
vincia dello Shaanxi. stato incarcerato
quattro volte. Ho dovuto ingoiare molti
bocconi amari durante la rivoluzione cul-
turale, ha dichiarato una volta. Dopo la
morte di Mao e lascesa di Deng Xiaoping,
Xi Zhongxun fu riabilitato e gli fu aidato il
posto di governatore della provincia del
Guangdong negli anni ottanta, un periodo
in cui la regione era un laboratorio per i pri-
mi esperimenti cinesi di riforme del merca-
to e di rapporti economici con il resto del
mondo.
Ma dieci anni dopo Xi Zhongxun torn a
essere emarginato politicamente dopo es-
sersi espresso pubblicamente contro la de-
cisione di Deng di usare lesercito per repri-
Uno sconosciuto
al potere
Figlio di un eroe della
rivoluzione punito perch
critic la repressione di
Tiananmen, Xi ha imparato
presto larte della riservatezza.
Che oggi la sua carta vincente
Mark MacKinnon, The Globe and Mail, Canada
mere le manifestazioni di piazza Tianan-
men nel 1989. Se Xi, 57 anni, abbia le stesse
convinzioni di suo padre in campo econo-
mico e politico non chiaro, ma sembra che
abbia imparato la lezione: meglio tenere
la bocca chiusa e non manifestare le proprie
opinioni politiche.
sorprendente che si sappia cos poco
delle convinzioni di un uomo che presto
guider una superpotenza mondiale. Xi,
che nato a Pechino e ha studiato ingegne-
ria chimica e diritto, per molti versi una
tabula rasa e piace a tutte le fazioni interne
al partito, anche se formalmente non ap-
partiene a nessuna. uno dei pochi a essere
accettato sia dai sostenitori di Hu Jintao sia
dai fedelissimi del suo predecessore e rivale
Jiang Zemin. il candidato di compro-
messo, il principino in grado di difendere
gli interessi del regime, afferma Victor
Shih, docente di politica cinese alla North-
western university di Chicago. Non ha an-
cora annunciato il suo programma. Non
sappiamo che proposte politiche far.
Nemico della corruzione
Da segretario del partito nella provincia
dello Zhejiang, Xi si fatto conoscere come
integerrimo nemico della corruzione oltre
che come sostenitore dellimpresa privata,
ma sempre stato lontano dalle polemiche
che hanno danneggiato il padre. Questo pe-
r non spiega la sua rapidissima ascesa.
Chiamato nel 2007 alla guida del partito a
Shanghai, entrato alcuni mesi dopo
nelluicio politico del partito. In pochi an-
ni, da sconosciuto diventato il probabile
successore di Hu. Gli stato assegnato il
compito di vigilare sulle Olimpiadi di Pe-
chino e ha ricevuto un corso accelerato di
politica estera. stato messo a capo di
unorganizzazione interna al partito che ha
aumentato i controlli sui dissidenti, oltre
che sui contenuti di internet.
Ma tutto questo dipeso soprattutto
dalla volont dei suoi superiori e non dice
molto sulle cose in cui crede Xi. Prima della
sua rapida carriera, Xi era conosciuto pi
che altro perch il marito di Peng Liyuan,
una delle cantanti pi note del paese e un
volto popolare dei gal televisivi che si ten-
gono per il capodanno cinese. Sembra che
la signora Peng allinizio non fosse molto
colpita da Xi. La prima volta che lha visto
era delusa. Poi ho capito che ha un cuore
semplice, ma tenace, racconta. E, si po-
trebbe aggiungere, una persona che viene
facilmente sottovalutata. usv
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In visita a un villaggio nella provincia di Guizhou. Febbraio 2008
In copertina
Addio alla speranza
di una svolta radicale
Con la nomina di Xi Jinping il
partito conferma la linea
prudente sulle riforme.
E ribadisce il riiuto del modello
occidentale di libert
e democrazia
Wu Zhong, Asia Times, Hong Kong
U
no sprazzo di vitalit ha anima-
to laustera sessione plenaria
del Partito comunista cinese.
Oltre alla deinizione dei prin-
cpi della politica economica, ci sono stati
almeno due eventi politicamente signii-
cativi. Il primo la conferma del vicepresi-
dente Xi Jinping, 57 anni, come successore
designato del presidente Hu Jintao nel
2012. Il secondo lafermazione di un ap-
proccio graduale alle riforme politiche, che
esclude la possibilit di quel cambiamento
radicale di cui molti avevano avuto sento-
re. Alla luce di questi sviluppi, ragionevo-
le concludere che Xi manterr la linea del
partito. Diicilmente, quindi, nel prossimo
futuro assisteremo a un processo di demo-
cratizzazione e liberalizzazione in Cina.
Per diventare capo del partito, Xi dovr
prima conquistare la maggioranza dei voti
al prossimo congresso, poi diventare mem-
bro del nuovo comitato centrale e inine
del nuovo uicio politico.
La conferma dellapproccio graduale
alle riforme sembra rafreddare le speran-
ze (alimentate soprattutto dai discorsi del
premier Wen Jibao alla ine di agosto) che
la leadership del partito, nella persona di
Hu, stia preparando il terreno per una de-
mocratizzazione prima del prossimo cam-
bio al vertice, tra due anni. Quasi a ribadire
la linea del partito, dopo la conclusione del
plenum il Quotidiano del Popolo ha pub-
blicato una serie di commenti che escludo-
no inequivocabilmente la possibilit di
unapertura alla democrazia e alle libert
del modello occidentale.
Il 20 ottobre il quotidiano ha pubblicato
in prima pagina un lungo editoriale in cui si
aferma la necessit di costruire una de-
mocrazia socialista con caratteristiche ci-
nesi. necessario distinguere tra demo-
crazia socialista in stile cinese e democra-
zia capitalista occidentale, sottolinea
larticolo, augurandosi un percorso auto-
nomo per lo sviluppo politico della Cina.
Questa distinzione fondamentale per fa-
David Ignatius,
Washington Post,
Stati Uniti
Lopinione
N
ella settimana in cui stata
svelata lidentit del proba-
bile futuro presidente, a Pe-
chino ho incontrato studenti, im-
prenditori, giornalisti e intellettuali.
I cinesi non sembrano sapere gran-
ch di Xi Jinping, a parte il fatto che
figlio di un uomo di potere e mari-
to di una cantante famosa. Questo
rende plausibile che Xi conservi lo
status quo o che al limite riformi il si-
stema e distribuisca un po di ric-
chezza per tenere a bada eventuali
dissensi. Per la maggior parte dei ci-
nesi che ho incontrato queste sono
doti pi che sufficienti.
In Cina le proteste ci sono, ma ri-
guardano soprattutto questioni eco-
nomiche. Le manifestazioni per la
democrazia di piazza Tiananmen,
oggi incarnate dal vincitore del No-
bel Liu Xiaobo, che si trova in carce-
re, sono state represse. Qui uno dei
temi ricorrenti lautocensura di un
popolo che non vuole rischiare di ol-
trepassare i limiti imposti alla liber-
t di espressione. Gli studenti fre-
quentano le scuole di giornalismo
anche per imparare quali sono gli ar-
gomenti tab. Il governo controlla
internet e i cinesi stanno al gioco.
La minaccia alllite urbana arri-
va dalle province rurali. La rivoluzio-
ne cinese part proprio da l e il timo-
re che la crescente disuguaglianza
possa innescarne una nuova. Ecco
uno dei motivi della diidenza verso
la democrazia: lemancipazione di
quei contadini arrabbiati fa paura. Il
funzionario del Pcc che ci riceve non
nomina mai Xi, promosso quello
stesso giorno. Un altro segno della
diidenza per la politica. Forse solo
un paese nato da una rivoluzione pu
temere cos il cambiamento. u sdf
Larmonia
prima di tutto
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Pechino, 1 ottobre 2010. Hu Jintao, Wen Jiabao e, quinto nella ila, Xi Jinping
20 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
N
ei prossimi mesi il governo
metter a punto un piano quin-
quennale di sviluppo economi-
co e sociale che sar probabilmente ap-
provato a marzo. Dal comunicato diffu-
so a ottobre al termine della riunione
plenaria del partito emerge che, per la
prima volta dalladozione dei piani
quinquennali, al centro delle proposte
ci sono lo sviluppo scientifico, le rifor-
me e un processo di apertura che mi-
gliori e renda pi sicura la vita delle
persone.
Apprezziamo questobiettivo e ci
aspettiamo che il termine cinese min-
sheng, che si riferisce a tutti gli aspetti
della vita dei cittadini, diventi priorita-
rio, insieme ai temi come la sicurezza
sociale, la distribuzione della ricchezza
e i servizi pubblici. Secondo il comuni-
cato, le riforme daranno impulso a
unulteriore trasformazione del model-
lo di sviluppo economico cinese. Nel
piano sono indicati alcuni settori da ri-
formare rapidamente: la struttura poli-
tica e amministrativa; il sistema fiscale;
i prezzi delle risorse e la loro commer-
cializzazione; i programmi sociali. La
Cina dovr affrontare molte sfide. La
disponibilit di forza lavoro giovane
toccher il culmine e poi comincer a
calare gradualmente tra il 2011 e il
2015. Aumenter il numero dei lavora-
tori che diventano vecchi prima di di-
ventare ricchi, e quindi cresceranno i
costi del lavoro e delle pensioni.
Inoltre, molti degli obiettivi del pia-
no quinquennale precedente, che sta
arrivando alla fine, devono ancora es-
sere raggiunti. Per esempio, la riforma
delle pensioni dei dipendenti statali
ferma. In alcuni comparti industriali, le
imprese di stato si sono rafforzate
mentre quelle private si sono indeboli-
te. Nei monopoli di stato, salari e sti-
pendi sono troppo alti e linefficienza
diffusa. Inoltre, finora non ci sono stati
progressi verso lintroduzione di unim-
posta sulle propriet immobiliari n
verso una riforma del sistema di tassa-
zione dei redditi. Ma quel che peggio
che il ritardo nelle riforme politiche e
la mancanza di controlli efficaci sulle
autorit di partito e di governo deter-
minano frequenti abusi dei diritti civili,
individuali e di propriet, acquisizioni
illecite di terreni, demolizioni di case
che lasciano molte persone senza un
tetto, e degrado ambientale. Tutto que-
sto suscita la rabbia dei cittadini, e que-
sta a sua volta una minaccia per lar-
monia della societ.
Laumentare del divario economico
tra le aree urbane e quelle rurali, tra i
funzionari governativi e i comuni citta-
dini e tra i dipendenti delle imprese
monopolistiche e il resto dei lavoratori
preoccupante. Questo si deve princi-
palmente a un sistema distorto e al fat-
to che spesso le persone sbagliate svol-
gono i lavori sbagliati. A mano a mano
che in Cina si sviluppa leconomia di
mercato, il governo deve trovare il mo-
do di ridistribuire la ricchezza.
Questobiettivo si pu raggiungere
con vari mezzi: lintroduzione del sala-
rio minimo, il miglioramento della si-
curezza sociale, la tassazione e il soste-
gno finanziario. Inoltre la Cina ha biso-
gno di darsi un sistema di mercato mi-
gliore, di mettere fine al sistema
dellhukou (che divide gli abitanti delle
citt da quelli delle campagne), di com-
battere i monopoli e di sradicare la cor-
ruzione. Il governo deve attuare subito
riforme su vasta scala, non soltanto per
superare i problemi della gente comu-
ne, ma anche per costruire una societ
che offra a tutti la possibilit di una vita
felice e dignitosa. u ma
Per la prima volta il piano
quinquennale cerca di
migliorare le condizioni
di vita dei cittadini
Riforme subito
Caixin, Cina
Economia
re in modo che le masse possano resistere
al disegno di alcuni elementi ostili che vo-
gliono occidentalizzare o dividere la Cina,
scrive il quotidiano.
Nelleditoriale si parla di quattro ade-
sioni cruciali per la Cina: alla democrazia
socialista in stile cinese; al sistema del con-
gresso nazionale del popolo; al sistema
multipartitico di cooperazione e consulta-
zione sotto la guida del Pcc; alla combina-
zione di democrazia consultiva e democra-
zia elettorale. Nella terminologia del parti-
to, dunque, riforme politiche
unespressione con un significato e un
obiettivo diversi da quanto sintende di so-
lito. Invece di introdurre un sistema demo-
cratico che dia al popolo il diritto di sce-
gliersi il governo e il leader, nellottica del
partito le riforme servono unicamente a
consolidare e a raforzare il suo dominio
migliorando in modo graduale il sistema
politico esistente. Molti, in Cina e alleste-
ro, hanno sperato che le riforme fossero un
preludio a una maggiore libert despres-
sione, di associazione e di stampa. Ma que-
ste speranze sono destinate a rimanere
vane.
Stato di diritto
Il 21 ottobre il Quotidiano del Popolo ha
pubblicato un nuovo editoriale in cui si af-
ferma la necessit di subordinare alla legge
la libert di parola e di stampa: Queste li-
bert non possono essere separate dal ri-
spetto della legge. Non vanno intese come
il diritto di dire ci che si vuole. Lo stato di
diritto una conquista importante della
societ moderna. In ogni paese in cui vige
lo stato di diritto, non ammissibile che la
legge venga violata Nellesercizio della
propria libert di pensiero o di stampa, il
cittadino tenuto al rispetto della legge,
prosegue larticolo, spiegando che perino
negli Stati Uniti esistono norme restrittive
di tali libert.
Il commento evidentemente la rispo-
sta del partito alle richieste crescenti di li-
bert. Prima del plenum, ventitr veterani
del partito, tra cui Li Rui, ex segretario di
Mao, hanno scritto una lettera aperta invo-
cando il ripristino del diritto costituzionale
dei cittadini alla libert di parola e di stam-
pa. Ma larticolo serve anche per giustiica-
re la detenzione di Liu Xiaobo, il dissidente
che ha ricevuto il Nobel per la pace. Secon-
do il Quotidiano del Popolo, dunque, Liu
merita di essere punito perch le sue paro-
le hanno violato la legge. u fs
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 21
Americhe
I
l 2 novembre i repubblicani hanno
conquistato la camera dei rappresen
tanti e raforzato la loro presenza in
senato, cavalcando il malcontento
degli elettori e assestando un duro colpo al
presidente Obama a due anni dalla sua
trionfale vittoria. Londata repubblicana ha
spazzato via decine di politici in tutto il pae
se, ribaltando gli equilibri nella seconda
met del mandato di Obama.
Il senatore Harry Reid del Nevada, lea
der dei democratici, ha vinto di stretta mi
sura. Il suo partito conserva il controllo del
senato grazie a una serie di vittorie non
scontate in California, Delaware, Connec
ticut e West Virginia. I repubblicani hanno
strappato ai democratici il seggio un tempo
occupato da Obama. Il partito accoglier
nei suoi ranghi alcuni candidati dei Tea
party come Marco Rubio della Florida e
Rand Paul del Kentucky. Abbiamo molto
lavoro da fare, non il momento di festeg
giare, ha detto il conservatore John A. Bo
ehner dellOhio, il nuovo presidente della
camera.
La campagna elettorale per queste ele
zioni di met mandato stata la pi costosa
della storia americana. I candidati di en
trambi i partiti hanno ricevuto una valanga
di contributi dalle lobby. Londata repubbli
cana ha travolto anche i governatori: il par
tito di Obama ha perso la maggioranza de
gli stati. Uno dopo laltro, democratici un
tempo imbattibili come il senatore Russ
Feingold del Wisconsin sono caduti contro
sidanti repubblicani poco noti. Per i repub
blicani, per, non stata una vittoria com
pleta. Al senato infatti hanno perso in molti
stati che speravano di conquistare, in parti
colare Delaware e Connecticut, dove i can
didati sostenuti dai Tea party avevano bat
tuto alle primarie quelli scelti dal partito.
Ora il partito repubblicano torna a dettare
lagenda politica. Una grande sfida per
Obama, ma anche per gli stessi repubblica
ni, che allimprovviso si ritrovano in una
posizione di responsabilit.
Un referendum su Obama
I democratici cercano di ridimensionare il
trionfo repubblicano enfatizzando la vitto
ria di Reid e di altri candidati che hanno
battuto rivali particolarmente forti. In De
laware Chris Coon ha battuto Christine
ODonnell, la candidata pi rappresentati
va della nuova ondata di politici non orto
dossi saliti alla ribalta durante le primarie.
In West Virginia il governatore Joe Man
chin ha trionfato sul repubblicano John Ra
ese conquistando il seggio occupato per
mezzo secolo dal senatore Robert C. Byrd.
E in California la senatrice Barbara Boxer
ha vinto lenergica sida con la repubblica
na Carly Fiorina. I democratici hanno per
ammesso che i loro piani per far aumentare
laluenza alle urne non sono stati allaltez
za delle aspettative e che gli appelli di Oba
ma negli ultimi giorni della campagna elet
La camera dei rappresentanti
torna ai repubblicani
Due candidati sostenuti dai Tea
party entrano in senato.
I democratici perdono la
maggioranza dei governatori. Il
nuovo presidente della camera
il conservatore John Boehner
Jef Zeleny e David M. Herszenhorn, The New York Times, Stati Uniti
torale hanno dato pochi frutti.
I repubblicani hanno guadagnato anche
molti governatori. Hanno mantenuto Te
xas, Nebraska e South Dakota e conquista
to le poltrone occupate in passato dai de
mocratici in Tennessee, Michigan e Kan
sas. In Kansas il senatore repubblicano Sam
Brownback subentrer a Mark Parkinson,
lex collega di partito passato ai democrati
ci. La sconitta dei democratici, che prima
delle elezioni avevano 26 governatori ri
spetto ai 24 dei repubblicani, era prevista,
ma ci sono state delle buone notizie. Nello
stato di New York, lattorney general An
drew M. Cuomo ha sconitto il repubblica
no Carl P. Paladino.
Stando alle interviste con gli elettori
condotte per il consorzio di emittenti tele
visive National Election Pool e per lAsso
ciated Press, le elezioni sono state un refe
rendum sul presidente Obama e sullagen
da democratica, e unampia maggioranza
dellelettorato pensa che il paese stia seria
mente deragliando. Quasi nove elettori su
dieci sono preoccupati per leconomia e cir
ca quattro su dieci dichiarano che negli ul
timi due anni la loro situazione familiare
peggiorata. u sdf
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Il repubblicano Rand Paul ha ottenuto il seggio del Kentucky al senato
22 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
IWC.
Il futuro dellarte orologiera
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Portoghese Calendario Perpetuo. Ref. 5023: nella straordinaria evolu-
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24 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Americhe
Dopo Kirchner
Pablo Calvo, Clarn,
Argentina
L
a vittoria di Dilma Roussef il 31
ottobre speciale per vari motivi,
e forse il meno importante che il
Brasile ha eletto per la prima volta
una donna alla presidenza della repubblica.
Lula ha fatto il possibile per trasformare
limmagine della sua fedele ministra nella
personificazione del suo terzo mandato
consecutivo una possibilit vietata dalla
costituzione e riiutata dalla maggior parte
dei brasiliani. Questa la prima sida della
nuova presidente. Amministrare un paese
grande e complesso come il Brasile esige un
governo attivo. Nel primo discorso dopo la
vittoria, Roussef ha detto che busser an-
cora alla porta di Lula per chiedere consigli.
Ma dora in avanti la responsabilit per
quello che succeder sar sua.
La campagna elettorale stata aggressi-
va e allo stesso tempo supericiale, esclu-
dendo dal dibattito i problemi del paese. Ma
ora il governo e lopposizione dovranno tro-
vare uno spazio di convivenza, fondamen-
tale per afrontare questioni come il risana-
mento del sistema previdenziale. Un altro
tema prioritario laumento degli investi-
menti a favore dellistruzione pubblica pri-
maria, altrimenti i milioni di famiglie che
beneiciano di sussidi assistenziali non si
libereranno dellelemosina dello stato.
Jos Serra ha ottenuto 43,7 milioni di vo-
ti. Sono stati eletti otto governatori dellop-
posizione, tre dei quali nella regione pi
sviluppata del paese (So Paulo, Minas Ge-
rais e Paran). Il governo Dilma, soprattutto
grazie al bacino di voti di Lula, ha ottenuto
unampia maggioranza alla camera e al se-
nato. Ma non si pu ignorare la nuova map-
pa politica del Brasile, quasi diviso tra su-
dest, sud e centro ovest prevalentemente
socialdemocratici e nord e nordest ammi-
nistrati dai partiti di governo.
La presidente ha anche difeso le libert
di stampa, di religione e di culto. un passo
per uniicare il paese intorno ai diritti fon-
damentali sanciti dalla costituzione. u lb
Adesso tocca a Dilma Roussef
O Globo, Brasile
P
er la presidente Cristina Fernn-
dez si apre un periodo segnato
dallassenza del suo principale
consigliere politico: il marito ed
ex presidente Nstor Kirchner, morto din-
farto il 27 ottobre. Dovr afrontare questi
mesi con un partito senza una guida, un
congresso nelle mani dellopposizione e un
sindacato operaio sempre pi combattivo.
La lotta tra Hugo Moyano, Daniel Scioli e i
dissidenti per la guida del peronismo, e lav-
vicinarsi delle elezioni presidenziali carat-
terizzano unagenda politica orfana del suo
scriba. C dellaltro: linlazione non appa-
re nelle statistiche, ma evidente alle casse
dei supermercati, e il contributo universale
per ogni iglio in vigore da un anno, per qua-
si 3,7 milioni di bambini, non ha fermato le
morti per denutrizione. Lultima indigna-
zione pubblica di Nstor Kirchner dovrebbe
portare alla punizione dei responsabili
dellomicidio di Mariano Ferreyra, un ra-
gazzo ucciso il 20 ottobre durante una ma-
nifestazione per i diritti dei lavoratori pre-
cari. Moyano lascer che si risalga agli au-
tori intellettuali del crimine, come hanno
chiesto Nstor e Cristina? Resta da deinire
la situazione dei tremila sindacati del paese
solo la met ha personalit giuridica e dei
movimenti sociali che di solito avanzano le
loro richieste verso Natale.
Politologi ed economisti concordano su
una prima analisi della situazione: il dibat-
tito sulla governabilit, le ambizioni della
Cgt, il pi grande sindacato argentino, e lo
sviluppo del progetto politico guidato dalla
presidente sono i primi nodi da afrontare.
Poi ci sono le elezioni presidenziali del 2011
e la discussione su come restituire i diritti ai
pi poveri evitando di cadere nel clienteli-
smo. Senza entrare nel merito dellimpatto
emotivo della morte di Nstor Kirchner, si
proila una stranezza nazionale, che sicura-
mente Toms Eloy Martnez avrebbe de-
scritto bene: due dei potenziali candidati
alla presidenza, Cristina Fernndez e Ri-
cardo Alfonsn, sono emersi dalla morte di
due ex presidenti: Nstor Kirchner e Ral
Alfonsn. u sb
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Porto Alegre, Brasile. Dilma Roussef, il 31 ottobre 2010
Il secondo turno delle presidenziali in Brasile,
in percentuale
Fonte: O Globo
Jos Serra
43,95
Dilma Roussef
56,05
Argentina Brasile
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 25
CALIFORNIA
Democratici s
marijuana no

I democratici perdono la ca-
mera ma vincono in California,
titola il Los Angeles Times. La
veterana Barbara Boxer si ag-
giudicata un quarto mandato al
senato battendo Carly Fiorina,
ex amministratrice delegata
della Hewlett-Packard e consi-
gliera economica di John Mc-
Cain. Alla guida dello stato
tornato, dopo sette anni di go-
verno repubblicano con Arnold
Schwarzenegger, un democrati-
co: Jerry Brown, attorney general
della California e governatore
dal 1975 al 1983, che ha battuto
un altro pezzo grosso del mondo
imprenditoriale, lex ammini-
stratrice delegata di eBay Meg
Whitman. I californiani hanno
anche respinto due proposte
sottoposte a referendum, ricor-
da il San Francisco Chronicle:
la sospensione della legge che li-
mita le emissioni di gas serra e
la liberalizzazione della mari-
juana per uso ricreativo.
IN BREVE
Venezuela Il 2 novembre il pre-
sidente colombiano Juan Ma-
nuel Santos e quello venezuela-
no Hugo Chvez (nella foto) han-
no irmato a Caracas una serie
di accordi economici e di sicu-
rezza.
Stati Uniti Il 31 ottobre il cana-
dese Omar Khadr stato con-
dannato a 40 anni di prigione
per terrorismo da un tribunale
speciale di Guantanamo. Era
stato arrestato in Afghanistan
quando aveva 15 anni.
Il dialogo con i taliban pu far inire
la guerra in Afghanistan? The Nation
apprezza il cambio di rotta
dellamministrazione Obama, che
questestate ha espresso il suo
sostegno alla riconciliazione
nazionale promossa dal governo di
Kabul. Gli Stati Uniti e la Nato
hanno capito che lescalation
militare non servir a niente, cos hanno cominciato a
scortare i capi taliban su e gi dal Pakistan allAfghanistan
per quelli che Karzai ha deinito colloqui preliminari. Gli
ostacoli sul cammino della riconciliazione non mancano.
Innanzitutto i raid delle forze speciali statunitensi e gli
attacchi con i droni minacciano di far fallire le trattative.
Inoltre il governo afgano del presidente Karzai corrotto
e poco aidabile. Inine, i colloqui non potranno riuscire
senza il sostegno del Pakistan, lunico in grado di
portare tutti i taliban al tavolo delle trattative. E senza
lappoggio dellIndia, dove Barack Obama andr in visita
subito dopo le elezioni di met mandato. Il presidente
non deve farsi sfuggire questopportunit, aferma The
Nation. Ordinare un cessate il fuoco potrebbe essere
un buon inizio.
Stati Uniti
Cessate il fuoco
The Nation, Stati Uniti
HONDURAS
Strage
alla partita

Quattordici persone sono morte
il 30 ottobre nellattacco di un
commando armato, composto
da nove persone, che ha aperto
il fuoco contro gli spettatori di
una partita di calcio a San Pedro
Sula, nel nord dellHonduras.
Secondo la polizia, lattacco
opera delle bande giovanili Los
Tercereos e Mara 18, che vole-
vano punire un gruppo rivale,
scrive El Tiempo. LHonduras
ha il tasso di omicidi pi alto del
mondo: 78,8 ogni centomila abi-
tanti. Dal 2000 le vittime di
omicidi nel paese sono state
36.036.
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San Pedro Sula, 30 ottobre
La risata e lo sberlefo sono te-
rapie di gruppo a Cuba. Qui la
frustrazione esorcizzata con
lumorismo. ridiamo di noi,
ma anche di chi ci governa,
nellintimit della famiglia o
nella cerchia ristretta degli
amici. Inventiamo dei sopran-
nomi, cerchiamo bufe analo-
gie tra i personaggi pubblici e
raccontiamo barzellette. In-
somma, ci sganasciamo dalle
risate anche se avremmo pi
motivi per piangere che per
essere contenti.
Questa vocazione naziona-
le alla battuta si manifesta an-
che in Pepito, un eterno scola-
ro che pone domande scomo-
de. Il bambino, dalla lingua af-
ilata e le tasche bucate, il
personaggio principale di
molti dei nostri racconti satiri-
ci. Le sue storie circolano in
clandestinit, passando di
bocca in bocca. Sento parlare
di questo bambino immagina-
rio da quando ho luso della
ragione. Pepito andato sulla
Luna quando lUnione Sovie-
tica e Cuba hanno lanciato la
loro prima missione nello spa-
zio, stato a ianco di papa
Giovanni Paolo II durante la
sua visita allAvana ed entra-
to nel bunker segreto in cui Fi-
del Castro ha passato la con-
valescenza. stato ovunque e
in nessun luogo.
Ma proprio quando pensa-
vamo che non ci avrebbe mai
abbandonati, Pepito ha co-
minciato a languire. Oggi
diicile sentire qualche nuova
storia su di lui. Io mi sveglio
ogni mattina sperando nel suo
ritorno. Prima o poi le battute
torneranno nelle nostre vite
sotto forma di un bambino ri-
belle che non ha rispetto di
niente e di nessuno. sb
DallAvana Yoani Snchez
Pepito
26 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Europa
I
l fallimento della tregua dichiarata
dai separatisti baschi dellEta nel
2006 non stato vano. Dopo lultimo
cessate il fuoco, proclamato il 5 set-
tembre, il margine di manovra politico
dellorganizzazione diminuito invece di
aumentare. Anche grazie allatteggiamento
del mondo politico spagnolo, che ha impa-
rato la lezione del 2006. Il patto antiterrori-
smo siglato da socialisti (Psoe) e popolari
(Pp) ha avuto conseguenze positive anche
nel Paese Basco, con laccordo tra il lehen-
dakari del Psoe Patxi Lpez e il leader del
Pp locale, Antonio Basagoiti. Anche la com-
plicit tra il capo del governo Jos Luis Ro-
drguez Zapatero e il leader dei nazionalisti
moderati del Pnv, Iigo Urkullu, ha avuto
un ruolo importante.
Da questa rete di collaborazione scatu-
rita la richiesta fatta allEta e ai partiti poli-
tici che le sono vicini. Il braccio politico
dellorganizzazione, Batasuna, di fronte a
un bivio: convincere la banda a deporre le
armi o rompere del tutto con i terroristi.
Questo ultimatum ha spinto al pragmati-
smo il nucleo dirigente di Batasuna, che ha
chiesto esplicitamente allEta di accettare
una tregua senza condizioni.
La ine del terrorismo basco, per, non
ancora dietro langolo, perch i mutamenti
nel gruppo indipendentista procedono a un
ritmo molto lento. Allinterno dellEta la
componente favorevole al cessate il fuoco
LEta con le spalle al muro
Il gruppo terrorista sempre pi
isolato. Grazie allaccordo tra i
socialisti e i popolari spagnoli,
ma soprattutto alla fermezza
dei moderati baschi del Pnv e
alla nuova strategia di Batasuna
Luis R. Aizpeolea, El Pas, Spagna
ha guadagnato terreno su quella contraria,
ma non ancora pronta ad accogliere le ri-
chieste arrivate dai partiti democratici e da
Batasuna. Il massimo che ci si pu aspettare
dallEta nelle prossime settimane che si
attenga alle richieste dei irmatari della di-
chiarazione di Guernica i partiti Batasuna,
Eusko Alkartasuna e Aralar e dei mediato-
ri internazionali e dichiari un cessate il fuo-
co permanente e veriicabile.
Prudenza e pragmatismo
Tuttavia, tutti i partiti democratici, com-
preso il Pnv, pur ammettendo che sarebbe
un passo avanti verso la pace, la considera-
no una soluzione insuiciente. E chiede-
ranno allEta di rinunciare deinitivamente
e senza condizioni alla violenza. Proprio la
posizione del Pnv uno dei fattori che fan-
no la diferenza rispetto al passato: laccor-
do tra il suo leader Iigo Urkullu e Zapatero
ha radici solide, come piace dire al capo
del governo. Il Pnv non pi disposto a of-
frire allEta nessuna scappatoia, comera
successo nel 1998 con il patto di Lizarra o
nel 2006 con le trattative di Loyola, volute
anche dal Partito socialista basco.
Lunica cosa che Urkullu chiede in cam-
bio al governo, come ha spiegato la scorsa
settimana al vicepresidente Alfredo Prez
Rubalcaba, una maggiore lessibilit nella
politica carceraria, laumento dei beneici
penitenziari e lassistenza ai detenuti mala-
ti: concessioni che puntano a isolare il nu-
cleo irriducibile dellEta, che ha spesso usa-
to la durezza del trattamento dei detenuti
baschi per attaccare le istituzioni.
Il Pnv, per, non fa richieste solo ai ter-
roristi: anche con Batasuna molto severo.
Se lEta non si decide, Batasuna deve pren-
derne le distanze, afferma Urkullu, che
non fa sconti alla sinistra abertzale. Nono-
stante sia contrario alla ley de partidos, che
ha messo fuori legge i partiti della sinistra
nazionalista, il Pnv non ha chiesto la sua
abrogazione n si pronunciato a favore
della legalizzazione di Batasuna. Ma
laspetto pi importante il comportamen-
to di Batasuna, che ha deciso di puntare
sulla ine della violenza. Questo pragmati-
smo ha spinto i suoi dirigenti a rimandare la
richiesta di legalizzazione del partito ino a
quando lEta non dichiarer chiaramente
che rinuncia alla violenza. Ma il gruppo ar-
mato non sembra pronto a fare un passo si-
mile. Questa divergenza fa pensare che la
ine del terrorismo basco non arriver cos
velocemente come credono in molti. u sb
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Hernani, Paese Basco, Spagna
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 27
UNIONE EUROPEA
Serve un nuovo
trattato

I capi di stato e di governo
dellUnione europea, riuniti a
Bruxelles il 28 e 29 ottobre, han-
no deciso di inasprire le sanzioni
contro i paesi troppo indebitati e
di creare un meccanismo di sal-
vataggio per evitare altre crisi
come quella greca. Durante il
vertice la Gran Bretagna e altri
dieci paesi hanno anche respin-
to la richiesta della Commissio-
ne europea di aumentare il bi-
lancio dellUnione, sostenendo
che la decisione sarebbe fuori
luogo visti i piani di austerit ap-
provati a livello nazionale. Le
nuove regole dovrebbero essere
adottate entro la met del 2011,
ma prima sar necessario rive-
dere il Trattato di Lisbona, spie-
ga la Frankfurter Allgemeine
Zeitung. Il vertice stato un
successo per il presidente fran-
cese Nicolas Sarkozy e soprat-
tutto per Angela Merkel (nella
foto con il presidente della Com-
missione Barroso), anche se la
cancelliera ha dovuto rinunciare
alla proposta di privare del dirit-
to di voto i paesi che non rispet-
tano la disciplina di bilancio.
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Lattentato suicida che ha provocato decine di feriti nel
centro di Istanbul il 31 ottobre potrebbe segnare il ritorno
della violenza separatista curda, secondo il quotidiano
Sabah. Lattacco avvenuto lo stesso giorno in cui
scaduto il cessate il fuoco proclamato dagli indipendentisti
del Pkk. I ribelli hanno smentito ogni coinvolgimento, ma
la polizia ha identiicato lattentatore come militante del
Pkk. La cosa certa, scrive Milliyet, che lattentato
arrivato mentre il governo era impegnato a negoziare con
il Pkk per il prolungamento della tregua ino alle elezioni
del 2011. Anche le dichiarazioni rilasciate di recente al
quotidiano Radikal da uno dei capi militari curdi
facevano pensare a una possibile paciicazione. Secondo
Milliyet, probabile che lattacco sia stato organizzato da
alcune frange dellorganizzazione interessate a mantenere
alto il livello della tensione e della violenza nel paese. u
Turchia
Strategia della tensione
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GRECIA
Le ambasciate
nel mirino

Tra il 1 e il 3 novembre la polizia
greca ha intercettato e fatto bril-
lare almeno 14 pacchi bomba in-
dirizzati alle ambasciate di alcu-
ni paesi europei, tra cui Germa-
nia, Belgio e Francia, e alla sede
della Corte europea di giustizia
in Lussemburgo. Altri ordigni
sono esplosi, senza provocare
vittime, nelle sedi diplomatiche
di Svizzera e Russia, mentre il
plico diretto al governo italiano
ha preso fuoco a bordo del cargo
Tnt che lo trasportava. Come ri-
ferisce Kathimerini, Atene ha
bloccato per 48 ore linvio dei
pacchi per via aerea. La polizia
ha fermato due sospetti, uno dei
quali apparterrebbe alla Cospi-
razione delle cellule di fuoco, un
gruppo anarchico gi responsa-
bile di attacchi dimostrativi.
IN BREVE
Nagorno Karabakh Il 27 otto-
bre il presidente russo Dmitrij
Medvedev ha annunciato che i
governi di Armenia e Azerbai-
gian hanno raggiunto un accor-
do per uno scambio di prigio-
nieri catturati durante il conlit-
to nella regione.
Gran Bretagna-Francia Il 2
novembre il premier britannico
David Cameron e il presidente
francese Nicolas Sarkozy hanno
irmato a Londra un accordo di
cooperazione militare.
Kosovo Il parlamento ha ap-
provato il 2 novembre una mo-
zione di siducia contro il gover-
no di Hashim Thaci. Le elezioni
legislative anticipate si svolge-
ranno il 12 dicembre.
REPUBBLICA CECA
Una sentenza
modello

Il tribunale di Ostrava, nella Re-
pubblica Ceca, ha inlitto una
pena esemplare ai quattro gio-
vani neonazisti che nellaprile
del 2009 avevano lanciato delle
bombe molotov contro la casa di
una famiglia rom, ustionando
gravemente una bambina. Co-
me riferisce il quotidiano Lido-
ve Noviny, tre di loro sono stati
condannati a 22 anni di reclusio-
ne, il quarto a 21 anni. Secondo
molti commentatori, la senten-
za rappresenta un punto di svol-
ta in un paese che in passato era
stato piuttosto tollerante verso
la violenza xenofoba degli estre-
misti di destra. Ma questa svolta
ancora fragile, e lo dimostra il
fatto che il presidente della re-
pubblica, Vaclav Klaus, inter-
venuto deinendo le condanne
troppo severe. Durante la
campagna per le elezioni del 23
ottobre scorso, inoltre, una can-
didata nota per la sua ostilit nei
confronti dei rom aveva distri-
buito dei volantini insieme a una
scatola di iammiferi: un chiaro
riferimento al rogo dellaprile
2009.
Lattentato del 31 ottobre a Istanbul
Finlandia
Austria
Belgio
Germania
Italia
Paesi Bassi
Zona euro
Francia
Portogallo
Grecia
Spagna
Irlanda
51
70
99
79
118
66
85
84
86
125
65
77
0 2 4 6 8 10 12
Deicit/pil, %
I conti dellEuropa, 2010
Debito/pil, %
28 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Africa e Medio Oriente
LAfghanistan
sul mar Rosso
Mahmoun Fahdy,
Al Tagheer, Yemen
M
entre emergono nuovi det-
tagli sui pacchi bomba im-
barcati su voli commerciali
in partenza dallo Yemen
verso gli Stati Uniti, a Washington sintensi-
ica il dibattito sullopportunit di aumen-
tare i fondi per le operazioni antiterrorismo
nel paese arabo. I militari statunitensi vor-
rebbero sconiggere sul campo Al Qaeda
nella penisola arabica (Aqap), il gruppo che
ritengono responsabile dei tentati attacchi.
Ma se non si risolvono prima le crisi interne
dello Yemen, la libert di azione di Al Qae-
da in questo paese sar ancora maggiore.
Aqap unorganizzazione opportunista
e versatile. Dal gennaio del 2009, quando si
formata dalla fusione tra gli ailiati di Al
Qae da in Arabia Saudita e nello Yemen, la
rete agisce in modo indipendente da Osa-
ma bin Laden. Il piano sventato negli ultimi
giorni unulteriore prova della pericolosit
di Aqap, che nellultimo anno ha sferrato
quaranta attacchi, prendendo di mira le in-
frastrutture energetiche, gli stranieri e le
forze dellordine yemenite. Inoltre, i suoi
successi militari e la grande abilit nel dif-
fondere i suoi messaggi attirano nello Ye-
men un numero sempre pi alto di terroristi
stranieri. Aqap prospera nel caos yemenita.
Da anni il governo di Sanaa impegnato a
reprimere la rivolta dei ribelli sciiti nelle re-
gioni del nord, mentre al sud deve afronta-
re un movimento secessionista sempre pi
attivo. Lincapacit del governo di control-
lare il territorio permette ad Al Qaeda di
agire indisturbata e di conquistare consensi
tra la popolazione facendo leva sullo scon-
tento verso un regime oppressivo.
Lo Yemen sullorlo del disastro econo-
mico, ha un governo ineiciente e rischia
una grave crisi idrica. Eppure, non riceve
molti aiuti dalloccidente. Nel 2011 gli Stati
Uniti verseranno al Pakistan miliardi di dol-
lari, mentre destineranno solo duecento
milioni allassistenza umanitaria nello Ye-
men. In questo paese, invece di puntare
solo sulla collaborazione militare (rischian-
do di aggravare quelle tensioni interne che
hanno attirato qui Al Qaeda), Washington
dovrebbe occuparsi del sistema legale, del-
la polizia, delleconomia, della riforma
agraria, della scuola e della corruzione.
LArabia Saudita potrebbe essere un partner
importante: gi oggi assegna allo Yemen
due miliardi di dollari allanno e sono stati
proprio i servizi segreti sauditi a fornire in-
formazioni sulle ultime bombe. u gim
Christopher Boucek un esperto di Medio
Oriente del centro Carnegie di Washington.
Il caos yemenita
favorisce il terrorismo
Christopher Boucek, Financial Times, Gran Bretagna
I
l ritrovamento di alcuni pacchi bom-
ba, verosimilmente provenienti dallo
Yemen, su aerei diretti negli Stati
Uniti ci porta a pensare che il paese
sar presto il bersaglio di un attacco milita-
re statunitense, diventando un nuovo Af-
ghanistan sul mar Rosso e una porta din-
gresso per le potenze occidentali in Medio
Oriente. Lo Yemen non aveva bisogno di
questa sciagura: la situazione economica
disastrosa, i combattimenti nelle regioni
del nord e del sud rendono il paese molto
instabile e larrivo di forze armate straniere
pu solamente aggravare la situazione. Il
problema dei governi occidentali che non
studiano in maniera approfondita la realt
mediorientale, hanno poca esperienza sul
campo e basano le loro decisioni su pregiu-
dizi. Nel 2003 lamministrazione statuni-
tense di Geor ge W. Bush era convinta ed
riuscita a convincere altri paesi che esi-
stesse un legame tra Saddam Hussein e i
terroristi di Al Qaeda, senza prendere in
considerazione la lontananza di pensiero
tra il potere militare e laico esercitato da
Saddam e lideologia islamista estrema di
Al Qaeda.
Un attacco militare sferrato dagli Stati
Uniti contro Sanaa sarebbe lennesimo
colpo al sogno dellarabismo, cio alla
capacit degli arabi di gestire i loro proble-
mi autonomamente. Ma signiicherebbe
anche la ine di questo paese, gi cos de-
bole. DallIraq al Sudan, dalla Somalia al
Libano, sappiamo quanto possono essere
dannosi gli interventi non arabi nella re-
gione, iraniani, turchi, statunitensi o euro-
pei che siano. u cc
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Sanaa, Yemen
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IRAQ
Cristiani
sotto attacco

Il 31 ottobre la polizia ha fatto ir-
ruzione in una chiesa cattolica
di Baghdad (nella foto) per libe-
rare un centinaio di fedeli tenuti
in ostaggio da terroristi di Al
Qaeda. Nel blitz sono morte 58
persone, scrive Aswat al Iraq.
Il 2 novembre 63 persone sono
morte in una serie di 11 attentati
nei quartieri sciiti di Baghdad.
SOMALIA
Giura il nuovo
primo ministro

Il 1 novembre Mohamed Abdul-
lahi Farmajo ha giurato come
nuovo primo ministro del gover-
no di transizione somalo, riferi-
sce Garowe Online. Poche ore
prima almeno 21 persone sono
rimaste uccise negli scontri tra i
miliziani estremisti islamici di
Al Shabaab e le forze governati-
ve, che stanno cercando di otte-
nere il controllo della citt. Il 27
ottobre a Beledweyne i ribelli
islamici hanno eseguito la con-
danna a morte di due giovani
donne accusate di spionaggio.
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Alle due o alle tre di notte, sve-
glia per il jet lag, ho scoperto
di aver portato ladattatore
sbagliato: la spina non entrava
nelle prese di corrente statuni-
tensi. La batteria del portatile
si stava scaricando, ed ero
davvero arrabbiata. di tutte le
cose che dovevo portare con
me, questa era la seconda in
ordine di importanza, dopo il
passaporto.
Ero ospite di un mio cugino
di 89 anni, nato a Sarajevo ed
ex partigiano. oggi vive vicino
a Princeton. Qui non ci sono
negozi di quartiere, ma solo
centri commerciali, tutti ugua-
li, costruiti su strade larghe co-
me la Striscia di gaza. Quello
in cui siamo entrati era pi
grande di un campo profughi,
e ho impiegato quattro minuti
per raggiungere gli scafali del
materiale elettrico. cerano
centinaia di prodotti. Non im-
maginavo che una spina potes-
se avere tante forme n che ci
potessero essere tante confe-
zioni di pesticidi per le rose o
di cornlakes. Mancava solo il
mio adattatore. In un altro
centro commerciale avevano
un multiadattatore, ma a pola-
rit invertite, che costava 32
dollari. Stessa storia in un ne-
gozio di Princeton. come
fanno gli studenti stranieri?,
ho chiesto a mio cugino. For-
se non si dimenticano di por-
tarlo, ha risposto.
Lultimo venditore ha al-
meno mostrato un po di com-
prensione. I commessi dei
centri commerciali si limitava-
no a unalzata di spalle. Forse
dovrei imparare a fare la spesa
come gli altri, quelli che spin-
gono enormi carrelli da svuo-
tare nelle loro enormi automo-
bili. u nm
Da Princeton Amira Hass
La spesa impossibile
Le elezioni presidenziali del 31 ottobre saranno ricordate
per la responsabilit e il senso civico degli ivoriani, che
sono andati a votare in massa, scrive LIntelligent
dAbidjan. Le elezioni, le prime dopo la guerra civile,
avrebbero dovuto tenersi nel 2005 ma sono state
rimandate sei volte. In base ai risultati parziali dovrebbero
andare al ballottaggio lattuale presidente Laurent gbagbo
e lex premier Alassane ouattara. Secondo Fasozine, il
momento pi delicato sar lannuncio dei vincitori, perch
si temono violenze tra i sostenitori dei vari candidati. u
Costa dAvorio
Al voto dopo cinque anni
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TANZANIA
A Zanzibar
vince Shein

Il 31 ottobre si sono tenute le ele-
zioni presidenziali e legislative.
Il voto si svolto paciicamente,
scrive The Citizen, ma ci sono
state proteste violente per la
lentezza dello spoglio. I risultati
parziali vedono in testa lattuale
presidente Jakaya Kikwete. Nel
territorio semiautonomo di
zanzibar stato eletto presiden-
te Ali Mohammed Shein.
IN BREVE
Guinea Il secondo turno delle
elezioni presidenziali si svolger
il 7 novembre.
Libano Il 28 ottobre Hezbollah
ha invitato la popolazione a boi-
cottare il tribunale dellonu che
indaga sullomicidio dellex pre-
mier Raiq Hariri.
Niger Il 31 ottobre il referen-
dum sulla nuova costituzione,
un primo passo verso il ritorno
della democrazia, stato appro-
vato da pi del 90 per cento de-
gli elettori.
Il presidente Laurent Gbagbo in un seggio ad Abidjan
Numero di vittime dallinizio della
guerra in Iraq (19 marzo 2003). Dati
aggiornati alle 16 del 3 novembre 2010
Iracheni
98.585-107.594
Soldati statunitensi 4.427
Soldati di altre nazionalit 318
30 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Asia e Paciico
L
e discusse elezioni birmane, le
prime in ventanni, sono alle por-
te. Quasi tutti i gruppi democrati-
ci del paese le deiniscono anti-
democratiche e inutili. Per i 37 partiti che
hanno presentato le loro liste, sono lunica
alternativa politica, mentre molti birmani
sono convinti che non produrranno nes-
sun vero cambiamento.
La leader democratica Aung San Suu Kyi
ancora agli arresti domiciliari, restano in
carcere oltre 2.100 prigionieri politici e i
partiti che rappresentano alcune etnie sono
stati esclusi. Inoltre, la commissione eletto-
rale nominata dalla giunta militare ha sta-
bilito delle regole che limitano la libert dei
partiti democratici e favoriscono il partito
che rappresenta la giunta, lUnione solida-
riet e sviluppo (Usdp). Le regole, sostiene
la commissione, colpiscono tutti i partiti
allo stesso modo. Ma lUsdp le ignora, sa-
pendo che non ci saranno ripercussioni.
La giunta non vuole la democrazia in
Birmania. Lobiettivo di queste elezioni
legittimare legemonia militare nel paese
dandole una parvenza di governo parla-
mentare. Il voto gestito dagli stessi gene-
rali che hanno ignorato lesito delle elezioni
del 1990, che attribuiva alla Lega nazionale
per la democrazia (Nld) di Aung San Suu
Kyi una maggioranza schiacciante.
I partiti di opposizione come la Forza
democratica nazionale nata da una scis-
sione dalla Nld , il Partito democratico e i
partiti etnici non legati al governo militare
hanno scelto di partecipare alle elezioni.
Perch sperano, con qualche seggio in par-
lamento, di avviare il processo di democra-
tizzazione. Ma diicilmente la giunta gli
dar spazio. A dominare il parlamento sa-
ranno i candidati designati dallesercito e
gli ex uiciali, che non scenderanno a patti
con lopposizione.
Inoltre, i candidati democratici credono
che la riconciliazione nazionale potrebbe
risolvere i problemi del paese e che le ele-
zioni siano lunica alternativa. diicile
credere che queste elezioni possano contri-
buire allampia riconciliazione nazionale
tra militari, organizzazioni democratiche e
gruppi etnici necessaria per risolvere lo
stallo politico del paese.
Anzi, nel preludio alle elezioni forse sta
succedendo il contrario. Negli ultimi mesi
le tensioni tra i militari e i gruppi etnici ar-
mati sono aumentate. Il conlitto tra truppe
governative e milizie etniche, che paralizza
lo sviluppo del paese da decenni, potrebbe
perino peggiorare. Nonostante questo, le
elezioni si terranno il 7 novembre a qualun-
que costo. E sar bene osservarle alla ricer-
ca di un segnale che testimoni almeno qual-
che progresso. Innanzitutto bisogner ve-
dere se la maggioranza dei partiti democra-
tici otterr unalta percentuale di seggi. E
poi se Suu Kyi sar davvero rilasciata il 13
novembre, dopo un anno e mezzo di arresti
domiciliari. Inine, si vedr se gli oltre 2.100
prigionieri politici saranno liberati.
Perino qui, per, la storia ci ha insegna-
to a non sottovalutare labilit con cui i ge-
nerali manipolano gli eventi a loro vantag-
gio. Anche se i gruppi dopposizione avran-
no dei seggi in parlamento e Suu Kyi e gli
altri prigionieri politici saranno rilasciati,
molto probabile che il nuovo governo user
tutti i mezzi in suo potere per imbavagliarli
e ostacolarli. Di recente, il portavoce del
dipartimento di stato americano P.J. Crow-
ley ha detto: Speriamo che il nuovo gover-
no abbia un atteggiamento diverso rispetto
al passato. Latteggiamento diverso a cui
si riferisce Crowley significa permettere
alle voci dopposizione di farsi sentire in
parlamento e consentire il rilascio di Suu
Kyi e degli altri prigionieri politici. Se la co-
munit internazionale riconoscer la legit-
timit del nuovo governo prima che tutto
questo accada, tradir i 55 milioni di perso-
ne che vivono in Birmania. u sdf
La grande farsa
delle elezioni birmane
Per la prima volta dopo
ventanni, il 7 novembre il paese
asiatico andr alle urne. Ma con
la legge elettorale voluta dalla
giunta militare il risultato
scontato e il voto inutile
Kyaw Zwa Moe, The Irrawaddy, Thailandia
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Kathmandu, Nepal. Petizione in favore della libert in Birmania
Maggio 2008 Mentre una parte della
popolazione in ginocchio a causa del
ciclone Nargis, viene approvata la nuova
costituzione voluta dalla giunta. La carta
esclude dalle elezioni gli ex detenuti (quindi
buona parte degli oppositori politici) e
prevede che un terzo dei seggi vada ai
militari.
Marzo 2010 La Lega nazionale per la
democrazia (Nld) di Aung San Suu Kyi decide
di boicottare il voto. Due mesi dopo, una
fazione della Nld forma la Forza democratica
nazionale e partecipa alle elezioni.
Agosto 2010 Alcuni alti uiciali della giunta
lasciano la divisa per candidarsi.
Da sapere
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 31
due Coree
riunione
di famiglia

Il 1 novembre, dopo mesi din-
terruzione, sono riprese le riu-
nioni delle famiglie separate in
seguito alla divisione della peni-
sola coreana. A Mount Geum-
gang, in Corea del Nord, 430
sud coreani hanno potuto riab-
bracciare 97 familiari che vivo-
no nel Nord. Il Korea Herald
scrive che alcuni di loro non si
vedevano dai tempi della guer-
ra, che ha separato milioni di
persone. Di queste, solo 20mila
hanno potuto partecipare alle ri-
unioni che i due governi autoriz-
zano periodicamente dal 2000.
diplomazia
Tensioni
nel sudest

Si svolto ad Hanoi il diciasset-
tesimo vertice dellAsean (lAs-
sociazione dei paesi del sudest
asiatico), a cui ha partecipato
anche il segretario di stato ame-
ricano Hillary Clinton. Lincon-
tro era sulle elezioni in Birma-
nia, considerate da molti una
farsa. Ma a dominare la riunio-
ne stato il braccio di ferro tra
Stati Uniti e Cina sullaccesso al
mar Cinese Meridionale, scri-
ve Asia Times. infatti in cor-
so una disputa tra Pechino e vari
paesi dellAsean per il controllo
di alcune isole della zona. Per li-
mitare linluenza della Cina, i
paesi membri hanno conferma-
to che Stati Uniti e Russia parte-
ciperanno al prossimo vertice
dellAsean.
giappone-russia
le isole
della discordia

Il presidente russo Dmitrij Med-
vedev ha visitato le isole Kurili,
provocando la reazione di Tokyo
e riaccendendo uno scontro di-
plomatico che dura da decenni.
La Russia ha preso il controllo
delle isole alla ine della seconda
guerra mondiale, ma il Giappo-
ne le considera parte integrante
del suo territorio. La visita di
Medvedev, la prima di un capo
di stato russo dal 1945, stata
considerata un afronto a Tokyo:
Mosca sapeva che la visita
avrebbe rovinato i rapporti tra i
due paesi e ofeso i sentimenti
dellopinione pubblica, ma ha
ignorato ogni avvertimento,
scrive il Manichi Shimbun.
La Russia, conclude il quoti-
diano, pagher le conseguenze
della sua decisione nei prossimi
appuntamenti internazionali.
in breve
Afghanistan Il 30 ottobre le
forze internazionali hanno ucci-
so 80 ribelli taliban che avevano
attaccato una postazione milita-
re nella provincia di Paktika, nel
sudest del paese.
Cina Il 1 novembre il governo
ha lanciato il censimento della
popolazione, che viene efettua-
to ogni dieci anni. Saranno im-
piegati sei milioni di operatori.
La Cina il paese pi popoloso
del mondo, con circa 1,3 miliar-
di di abitanti.
Pakistan Quattro ribelli islami-
ci sono morti il 3 novembre
nellattacco di un drone statuni-
tense nel Nord Waziristan.
A pi di un anno dallarrivo al potere
del partito democratico, il Giappone
non prende ancora le distanze
dalleducazione scolastica di stampo
nazionalista voluta dai
liberaldemocratici. Le nuove linee
guida introdotte dal ministero
dellistruzione, infatti, prevedono
una scuola basata sul patriottismo e
sulla cultura tradizionale, oltre che sulletica del lavoro e
della condivisione. Per favorire la comprensione dei testi
classici e moderni saranno aumentate le ore
dinsegnamento della lingua giapponese alle elementari e
alle medie. La parte dei libri di testo che riguarda la storia
del paese, spiega il settimanale Shukan Kinyobi, sottolinea
con orgoglio alcuni episodi di successo come la vittoria
contro la Russia nel 1905, che avrebbe avuto un efetto
positivo su tutti i popoli asiatici. Sembra che il nuovo
governo, commenta il settimanale, voglia completare il
programma dellex premier Shinzo Abe, che nel 2007
parlava di voler costruire un bel Giappone, insegnando
prima di tutto lamore per la patria.
giappone
amor di patria
Shukan Kinyobi, Giappone
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la destra contro arundhati roy
Il 31 ottobre un centinaio di sostenitori del Bjp, il partito nazionalista
allopposizione, ha fatto irruzione nel giardino dellabitazione di
Arundhati Roy (nella foto) a New Delhi, danneggiandone lingresso.
La scrittrice indiana, pochi giorni prima, aveva provocato lira dei
nazionalisti (che ne hanno chiesto larresto immediato) e del gover-
no per le sue dichiarazioni a favore dellindipendenza del Jammu e
Kashmir, tanto che il ministero dellinterno ha disposto nei suoi con-
fronti lapertura di unindagine per sedizione, chiusa subito dopo.
Gipi
32 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
I
nemici di Silvio Berlusconi hanno
tentato di tutto per liberarsene: han-
no complottato contro di lui, criticato
le sue scelte politiche e, come da tem-
po sostiene il capo del governo, incitato i
magistrati di sinistra a processarlo per man-
darlo in prigione.
Ma il 26 ottobre emersa una nuova
possibilit: che Berlusconi venga messo
fuori combattimento a causa del ridicolo
che circonda la sua persona. Alcuni dettagli
dellultimo scandalo sono cos gravi che
perino i pi fedeli sostenitori del governo
dovranno ammettere che il presidente del
per quanto grottesco, questo scandalo po-
trebbe avere gravi conseguenze per Berlu-
sconi. Sulla base delle deposizioni di Kari-
ma el Marough, tre persone molto vicine al
premier il manager Lele Mora, il giornali-
sta Emilio Fede e la consigliera regionale
Nicole Minetti sono indagate presso la
procura di Milano per favoreggiamento del-
la prostituzione.
Allattacco
Karima nega di aver avuto rapporti sessuali
con Berlusconi, ma gli inquirenti stanno
indagando per capire se altre donne siano
state pagate in cambio di prestazioni ses-
suali. Minetti, che unex showgirl, sarebbe
andata a prendere El Marough subito dopo
il suo rilascio dalla questura, nel maggio
scorso. La giovane marocchina era stata
fermata, e poco dopo rilasciata, perch so-
spettata di aver rubato tremila euro.
Vincenzo Indoli, che allepoca dei fatti
era questore di Milano, ha detto in uninter-
consiglio sta trasformando lItalia in una
barzelletta. La ragazza al centro della vicen-
da una giovane marocchina che era anco-
ra minorenne quando si sono svolti i fatti. Il
suo vero nome Karima el Marough, ma si
fa chiamare Ruby Rubacuori.
Non ancora chiara la natura del rap-
porto tra Berlusconi e la ragazza. Karima ha
detto in unintervista di essere andata a villa
San Martino, la residenza di Berlusconi ad
Arcore, una sola volta, il 14 febbraio scor-
so.
Ha detto inoltre che Berlusconi, dopo
averle raccontato le sue sventure, le avreb-
be regalato settemila euro e alcuni gioielli.
Ma secondo le indiscrezioni trapelate da
uninchiesta in corso a Milano, in preceden-
za la ragazza aveva detto ai poliziotti e ai
magistrati di essere stata tre volte ad Arco-
re, e che una delle feste si era conclusa con
un gioco erotico chiamato Bunga bunga.
Non sorprende che tutto questo abbia pro-
dotto una serie interminabile di battute. Ma
Un nuovo scandalo per Silvio Berlusconi
Il presidente del consiglio
coinvolto in unaltra storia
poco chiara di prostituzione
e abuso di potere. Secondo
molti questa volta non ne uscir
indenne, scrive lEconomist
The Economist, Gran Bretagna
Visti dagli altri
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 33
vista che uno dei suoi collaboratori aveva
ricevuto una telefonata dalluicio del pre-
mier che li informava (erroneamente) del
fatto che la ragazza era la nipote del presi-
dente egiziano Hosni Mubarak.
Come ha fatto subito notare lopposizio-
ne, questo potrebbe voler dire che Berlu-
sconi ha abusato della sua posizione, com-
mettendo un reato. Il capo del governo non
ha negato, dando limpressione di voler
passare allattacco. Il 29 ottobre ha ammes-
so di aver mandato Minetti a prendere Kari-
ma in questura per evitare che la ragazza
fosse portata in carcere o in comunit. Que-
sta spregiudicatezza, nel 2009, gli ha per-
messo di superare le polemiche dopo altri
scandali sessuali. Ma ci sono motivi per du-
bitare che possa funzionare anche stavolta.
Oggi Berlusconi molto pi debole, mentre
gli italiani sono sempre pi scettici sulle sue
allegre rassicurazioni circa lo stato delleco-
nomia. E da luglio, quando Gianfranco Fini
ha formato un gruppo parlamentare auto-
nomo, il premier non ha una solida maggio-
ranza in parlamento.
Durante gli scandali del 2009, la mag-
gior parte dei sostenitori del governo ri-
masta al ianco di Berlusconi. Ma sperava-
no che gli scandali fossero finiti, e che il
premier si sarebbe comportato in modo pi
discreto. Berlusconi, per, ha vanificato
questa speranza, mettendo in discussione
non solo la sua vita privata ma anche il giu-
dizio su di lui. unm
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n quali abissi Silvio Berlusconi
disposto a trascinare il suo ruolo
istituzionale di presidente del
consiglio? Per quanto tempo i suoi al-
leati continueranno a sostenerlo?
Dalla risposta a queste due doman-
de dipende il destino del capo del go-
verno italiano, di nuovo alle prese con
uno scandalo sessuale che coinvolge
una minorenne e al quale si aggiungo-
no le pressioni sui magistrati incaricati
dellinchiesta.
Sulla prima domanda Berlusconi
ha purtroppo gi dato una risposta:
non ha intenzione di imporsi alcun li-
mite. Dai tempi della sua prima elezio-
ne, nel 1994, e durante i suoi comples-
sivi otto anni di mandato, Berlusconi
ha sempre considerato il potere e le
istituzioni come unestensione della
sua attivit di imprenditore. Il senso
dello stato e la rappresentanza politica
non fanno parte delle sue preoccupa-
zioni. Contano il suo piacere persona-
le, gli afari e gli interessi della sua
corte.
Eletto tre volte, si convinto di es-
sere il migliore interprete degli italiani
e lo specchio dei loro vizi. La sua linea
di difesa nellennesimo scandalo che
lo coinvolge ne fornisce unulteriore
dimostrazione: Amo la vita e le donne
e mi fa piacere aiutare gli altri, ha det-
to. Un modo per dire : Sono come
voi. Finora questa tattica gli ha ga-
rantito lindulgenza dei suoi elettori.
Ma il ripetersi degli scandali, giudi-
ziari e sessuali, pone la questione della
dignit del presidente del consiglio.
Passi che non abbia capito la portata
della crisi economica; passi che abbia
realizzato solo una piccolissima parte
del programma per il quale stato
eletto. Altri prima di lui non hanno fat-
to meglio. Ma nessuno ha compro-
messo limmagine della sua carica in
un tale carosello di piaceri e diverti-
menti. Questa fuga in avanti ha un co-
sto troppo spesso ignorato. Non mi-
nacciata solo limmagine del presi-
dente del consiglio ma quella dellIta-
lia stessa. Facendo passare le sue
scappatelle per un efetto collaterale
della ricchezza, il suo gusto smodato
per la lussuria per un aspetto
dellidentit nazionale, Berlusconi
pregiudica limmagine dellintero pae-
se, che un po alla volta ha ridotto alla
sua caricatura.
La reazione degli imprenditori, che
chiedono un ritorno delle istituzioni al
senso della dignit, non un sempli-
ce appello. Le imprese che esportano
il made in Italy in tutto il mondo sono
ormai stanche di dover spiegare e giu-
stiicare le stravaganze del loro capo di
governo.
Rimane la seconda domanda: ino
a quando i suoi alleati e gli italiani
riusciranno a sopportarlo? Gli avverti-
menti della Conindustria e del Vatica-
no, le critiche di Gianfranco Fini, il
malumore della Lega nord riducono
sensibilmente le prospettive politiche
di Berlusconi. In assenza di unopposi-
zione forte e organizzata intorno a un
leader e a un progetto, spetta a questi
protagonisti della vita politica italiana
dire basta. Sarebbe lunico modo per
salvare lItalia e quel che rimane del
ruolo istituzionale di un presidente del
consiglio. uadr
Fino a che punto lItalia
disposta a seguire Berlusconi
nellabisso? Leditoriale
di Le Monde
Se questo un premier
Le Monde, Francia
Lopinione
Eletto tre volte, il capo del
governo si convinto di
essere il migliore
interprete degli italiani e
lo specchio dei loro vizi
u Vender cara la pelle. Indebolito dalle
rivelazioni sulla sua vita privata, dalle critiche
dellopposizione e dalle perplessit dei suoi
alleati, Silvio Berlusconi non vuole mollare.
Inaugurando il Salone del ciclo e motociclo a
Milano, ha dichiarato che il suo governo ha
la maggioranza e andr avanti ino alla ine
della legislatura nel 2013. Ma a 74 anni,
lonnipotente leader della destra italiana non
mai sembrato cos debole. A settembre
aveva appena il 34 per cento di consensi, e ora
si ritrova invischiato nel Rubygate. Il premier
cerca di disinnescare lo scandalo
proclamando: Sono una persona allegra,
amo la vita e le donne, e nessuno mi far
cambiare stile di vita. E ha aggiunto:
meglio essere appassionati di belle ragazze
che gay. Lultimo scandalo sembra per
raforzare limpressione di paralisi che
circonda lazione del governo, e rende sempre
pi evidente latmosfera da ine regno che sta
avvolgendo il Cavaliere.
Eric Jozsef, Le Temps, Svizzera
Gay e veline
34 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Scenari di una crisi
di governo
Allinterno della maggioranza
molti cominciano a vedere
Berlusconi come un peso. E si
stanno preparando per la sua
successione
Guy Dinmore, Financial Times, Gran Bretagna
S
ilvio Berlusconi sopravvissuto a
molti scandali, ma il caso Ruby po-
trebbe essergli fatale. Nei giorni
scorsi il capo del governo ha cerca-
to di sdrammatizzare con delle battute.
probabile, per, che le sue parole fossero
rivolte, oltre che allopinione pubblica, ai
suoi alleati di centrodestra. Secondo fonti
vicine al governo, molti allinterno della co-
alizione si sono convinti che Berlusconi
diventato un peso e che dovrebbe dimetter-
si. Il premier, che stato eletto nel 2008,
potrebbe passare il comando a Gianni Let-
ta, sottosegretario alla presidenza del con-
siglio e alleato di vecchia data, o a Giulio
Tremonti, il ministro delleconomia, ap-
prezzato da una comunit imprenditoriale
sempre pi disincantata.
Tuttavia, mentre i magistrati milanesi
indagano su quello che successo la sera
del 27 maggio, Berlusconi non d segni di
cedimento e continua a dire che, se dovesse
dimettersi, lItalia subirebbe un grosso
danno.
Il suo futuro politico, per, sembra or-
mai fuori controllo e la possibilit di mante-
nere la maggioranza tutta nelle mani di
Umberto Bossi, leader della Lega nord, e di
Gianfranco Fini, lex alleato che il 7 novem-
bre far un altro passo verso la costruzione
di un nuovo partito. Le eventuali elezioni
anticipate potrebbero avvantaggiare la for-
mazione populista di Bossi, molto radicata
nel nord del paese. Anche se Bossi, a dife-
renza di quando fece cadere il primo gover-
no di Berlusconi nel 1994, sostiene che sta-
volta non toglier il suo appoggio al pre-
mier.
In questi giorni Gianfranco Fini si limi-
tato a dire che se le accuse contro Berlusco-
ni dovessero essere provate, il premier do-
vrebbe dimettersi. Questa moderazione si
spiega con il fatto che Fini non ancora
pronto per le elezioni. Berlusconi, intanto,
continua a dichiarare il suo amore per la
vita e per le donne. usdf
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Llus Foix,
La Vanguardia, Spagna
Lopinione
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econdo i sondaggi, gli italiani
continuano ad avere iducia in
Silvio Berlusconi nonostante
gli scandali giudiziari, politici e ses-
suali. Lunica spiegazione possibile
che i cittadini considerano le alter-
native allattuale governo ancora
meno aidabili delluomo pi ricco
dItalia, che controlla buona parte
dei mezzi dinformazione ed il pre-
mier pi longevo del dopoguerra. Il
caso italiano segnala una tendenza
difusa ormai in tutta Europa. Dalla
Svezia a Malta, passando per la Gran
Bretagna e la Polonia, i conservatori
governano con delle opposizioni fra-
gili. E i sondaggi dicono che anche la
Spagna potrebbe prendere presto la
stessa strada.
Inoltre, il successo dei repubbli-
cani statunitensi nelle elezioni di
met mandato ha spento deinitiva-
mente leuforia dei democratici per
la vittoria di obama nel 2008. Men-
tre le sinistre lottano per ritrovare la
loro identit e superare la crisi di
lea dership che accompagna ogni
sconitta elettorale, i conservatori
impongono drastiche politiche di
aggiustamento senza creare i posti
di lavoro necessari per ridurre le dif-
ferenze sociali.
Nicolas Sarkozy e Angela Merkel
hanno ricevuto il pieno sostegno dei
loro colleghi europei per cambiare il
trattato di Lisbona, mentre Came-
ron ha annunciato dei tagli che cau-
seranno inevitabilmente malessere
sociale. La sinistra non ha un pro-
gramma alternativo. Per questo dor-
me allopposizione, senza una linea
chiara e senza leader, in cerca di un
elettorato operaio che ormai non
esiste pi. in pericolo lequilibrio
europeo, quello delle idee e quello
della politica. usb
Dov inita
la sinistra
Roma, febbraio 2009
Visti dagli altri
Domingo Jr. Comia, 32 anni, originario delle Filippine e vive a Milano con la moglie e i
due igli. arrivato nel 2001. Ora lavora come pizzaiolo. A Manila faceva limpiegato. La co-
sa che odia di pi degli italiani latteggiamento di superiorit verso gli stranieri. La politica
non lo interessa, ma vorrebbe dal governo un sostegno maggiore per gli immigrati.
Volti nuovi
Bologna
Laila Wadia
Trieste
A
Trieste cambiata la musica. In
base a unordinanza del sindaco
Roberto Dipiazza, dal 14 ottobre
vietato laccesso al centro storico per gli
artisti di strada. Multe salate e sequestro
degli strumenti per chi sgarra. Ma il 23 ot-
tobre tutti quelli in disaccordo con quello
che il giornalista Paolo Rumiz ha deinito
un editto medioevale si sono dati ap-
puntamento in piazza Cavana per difen-
dere i musicisti. Lordinanza voluta
dallassessore alla sicurezza Enrico Sbri-
glia colpisce tutti indistintamente, sia i
musicisti veri sia quelli improvvisati e mo-
lesti. Il provvedimento dice che agli artisti
particolarmente qualiicati verr rila-
sciato un permesso. Alice, della Coroneo
Salvation Army Band, si chiede per chi
sar a decidere nel merito e se conter an-
che letnia o laspetto isico.
Juraj Berky, violinista slovacco del Trio
Berky, accusa i trombettisti e isarmonici-
sti stranieri senza arte n parte, che secon-
do lui hanno messo tutti nei guai. Se an-
dassi a chiedere il permesso non me lo da-
rebbero. Il mio gruppo ha prodotto otto cd
e suonato in centinaia di matrimoni, ma
non ho fatto il conservatorio. E poi sono
rom. Se uno nasce rom, resta uno zingaro,
indipendentemente da quello che fa. So-
no le sette di sera e nonostante latmosfera
allegra non gira neanche una goccia dal-
col. Quindi la tesi dellassessore, secondo
cui la musica di strada provoca compor-
tamenti che possono causare scadimento
della qualit della vita, fa acqua da tutte
le parti. Il isarmonicista Fabio Zoratti tro-
va pi fastidiosa la musica ossessiva di
certi bar. Ricorda una coppia di anziani
che una mattina si ferm a sentirlo suona-
re un valzer. la prima canzone che ab-
biamo ballato quando inita la guerra.
Grazie per la poesia, gli hanno detto. La
citt perder un po di poesia, dice Fabio.
Ma forse non tempo per la poesia. u
Laila Wadia nata a Mumbai e vive a Trie-
ste, dove lavora alluniversit (lailawadia@
yahoo.it).
Il centro storico
non balla pi
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Prende piede uniniziativa
che aiuta i nomadi a tornare
in patria grazie a progetti
imprenditoriali
Un percorso per i rom
Francisca Rojas
I
l progetto per il Rientro operativo im-
prenditoriale (Roi) uniniziativa
portata avanti dalla cooperativa so-
ciale Piccola carovana e sostenuto dal co-
mune di Bologna. Lidea, nata dalla colla-
borazione con alcune famiglie rom, ha
come obiettivo la transizione dalla preca-
riet abitativa e lavorativa alla stabilit e
allinserimento sociale.
Per ognuno dei beneiciari del pro-
gramma viene studiato un percorso indi-
viduale per tornare nel paese di prove-
nienza sfruttando le proprie competenze
professionali.
Gli operatori sottolineano limportan-
za di non considerare il rientro come un
fallimento ma come una scelta. Il proget-
to prevede tappe precise: prima lo stan-
ziamento di un fondo, poi un prestito con
accordi di collaborazione con imprese ed
enti romeni e quindi lavvio di attivit im-
prenditoriali, soprattutto agricole a ge-
stione familiare. nel progetto sono coin-
volte anche le associazioni dei paesi
dorigine, come long romena di ispirazio-
ne cristiana vasiliada, che aiutano le fa-
miglie nel loro percorso.
Rosmalin Gheorghe, insieme alla sua
famiglia, ha colto questa opportunit. Da
Targu-Jiu, in Romania, Gheorghe raccon-
ta di aver gi comprato, con un suo amico
falegname, met degli attrezzi per lavvio
di una falegnameria. E che, appena arri-
veranno i prossimi contributi, comincer
lattivit. convinto di farcela e dice che
per lui la cosa pi importante essere tor-
nato a casa. Per questo ha consigliato a
molti suoi amici romeni di fare la stessa
scelta. u
Francisca Rojas una scrittrice nata a
Santiago del Cile. Vive a Bologna da tredici
anni (franciscapaz7@gmail.com).
Italieni
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 35
36 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Le opinioni
I
l premier Wen Jiabao diverso dagli altri leader
cinesi. Quasi tutti i dirigenti comunisti manca-
no di personalit e di stile e sembrano dei cloni
prodotti in laboratorio. Invece Wen Jiabao, al-
meno dal 2007, ha cominciato a distinguersi.
Nel corso del suo primo mandato da premier si
comportato come il tipico tecnocrate prudente e la-
voratore. Ma allinizio del secondo mandato il suo mo-
do di presentarsi in pubblico e i suoi discorsi sono cam-
biati. Il primo segno di questo cambia-
mento c stato nel marzo del 2007: du-
rante una conferenza stampa Wen ha
dichiarato che la scienza, la democra-
zia, lo stato di diritto, la libert e i diritti
umani non sono sfere di esclusiva com-
petenza del capitalismo, ma valori con-
divisi che lumanit persegue da sempre
nella sua lunga storia, e prodotti di una
civilt comune.
Per capire quanto siano innovative
queste afermazioni basta pensare al fat-
to che il primo riformatore della Cina,
Deng Xiaoping che lanci una coraggiosa rivoluzione
economica , fu sempre contrario a qualsiasi apertura
democratica. Wen invece, includendo la democrazia
nel suo elenco di valori condivisi, sembrato abban-
donare le posizioni tradizionali dei massimi dirigenti
cinesi. Ecco perch le sue parole, agli occhi degli intel-
lettuali progressisti, sono sembrate perino sovversive
rispetto allortodossia.
Wen Jiabao non si fermato qui. Ha anche dichia-
rato che bisogna permettere alle persone di vivere
dignitosamente, e ha dato la seguente deinizione di
dignit: Primo, ogni cittadino deve godere dei diritti
e delle libert garantiti dalla costituzione: tutti sono
uguali di fronte alla legge. Secondo, il ine unico e su-
premo dello sviluppo soddisfare le crescenti esigenze
materiali e culturali del popolo. Terzo, lo sviluppo della
societ deve avere come presupposto lo sviluppo
dellindividuo. Dobbiamo cio aiutare le persone a svi-
lupparsi liberamente e pienamente, lasciando che i
loro talenti e le loro capacit entrino in competizione e
ioriscano. E ha detto con forza che la chiave di ogni
riforma limitare i poteri dello stato, che la Cina deve
costruire una societ equa e giusta, e che lo stato di di-
ritto deve essere indipendente dal potere politico. Nel
2009, alla vigilia del trentesimo anniversario della zo-
na a economia speciale di Shenzhen, ha detto che le
riforme politiche sono indispensabili se la Cina vuole
evitare che il suo sviluppo inisca in un vicolo cieco.
A questo punto vale la pena di sottolineare che in
Cina ci sono due modi diversi di vedere le riforme po-
litiche. Le autorit tendono a interpretare questespres-
sione in modo molto restrittivo, cio come provvedi-
menti per aumentare la vitalit del Partito comuni-
sta e aiutarlo a migliorarsi. Se una riforma non tende
a raforzare il partito signiica che mette in discussio-
ne il potere dello stato e va quindi repressa senza pie-
t. Invece per gli intellettuali cinesi le riforme esigono
che il partito restituisca il potere alla societ: al popolo,
a un potere giudiziario indipendente, alla libert di pa-
rola. E se questo pu provocare il rove-
sciamento del partito, poco importa:
una naturale conseguenza del processo
democratico. Fin dal 2007 Wen Jiabao
cerca di conciliare queste due concezio-
ni opposte, mostrando per una certa
preferenza per la seconda. Perch ha
scelto questa strada? E come pu percor-
rerla senza subirne le conseguenze? Wen
sa che non ci saranno progressi politici
reali prima della ine del suo mandato.
Vuole solo che le generazioni future lo
ricordino come un leader riformatore.
Quindi probabile che prima della scadenza del suo
mandato, nel 2012, gli sentiremo fare dichiarazioni an-
cora pi esplicite.
In realt, il processo di selezione della classe politi-
ca cinese ha fatto notevoli passi avanti rispetto allepo-
ca in cui gli anziani del partito si sceglievano i succes-
sori. Oggi il politburo trae la sua legittimazione dalle
elezioni del congresso nazionale del popolo, cio il par-
lamento cinese. Perci i leader, anche quando perdono
il favore delllite al potere, non possono essere desti-
tuiti da un giorno allaltro. La riunione del comitato
centrale del congresso nazionale del popolo a ottobre,
in cui Xi Jinping diventato uno dei vicepresidenti del-
la commissione militare centrale (e quindi il probabile
successore del presidente Hu Jintao) rispecchia il fatto
che in Cina i processi politici decisivi sono ancora tutti
interni al partito, ma sono ormai caratterizzati da una
maggiore competizione e responsabilizzazione dei po-
litici, e questo un passo avanti importante, uno spira-
glio di democrazia.
Oggi le ambizioni della Cina non dipendono pi da
un unico leader politico, che si chiami Hu Jintao o Xi
Jingping. Per assicurare il progresso del paese, llite al
potere deve comprendere che la strada in qui percorsa
ormai chiusa e che serve una svolta. Questa transizio-
ne verso le riforme avr bisogno non solo di princpi
guida, ma anche di un grande capitale sociale, e sar
lunga e diicile. Forse un giorno Wen Jiabao vedr rico-
nosciuto il suo ruolo di pioniere delle riforme. Sar la
storia a giudicarlo. u ma
Il coraggio
di Wen Jiabao
Li Datong
LI DATONG un
giornalista cinese.
Ha scritto questo
articolo per Open
democracy. Vive a
Pechino.
Nel suo primo
mandato da premier
cinese, Wen Jiabao si
comportato come
il tipico tecnocrate
prudente e
lavoratore. Ma negli
ultimi anni i suoi
discorsi sono
cambiati
38 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Le opinioni
D
oveva succedere. Da tempo ormai i
governi sono preoccupati perch
non hanno il controllo dellinforma-
zione su internet. Erano gi infasti-
diti dalla libert di stampa, ma ave-
vano imparato a convivere con i
mezzi di comunicazione tradizionali. Invece la rete,
popolata da fonti dinformazione indipendenti, una
minaccia mortale alla possibilit su cui si sempre fon-
dato il potere: mettere a tacere le verit
scomode. Forse non ve ne siete ancora
accorti, ma chi ci governa ha mano libera
per rubare e concedersi amnistie, come
in Francia o in Italia, o per massacrare
migliaia di civili e torturare, come gli Sta-
ti Uniti in Iraq e in Afghanistan. Ecco
perch le lite politiche e giornalistiche
sono in allarme per le centinaia di mi-
gliaia di documenti pubblicati da Wikile-
aks che incriminano gli Stati Uniti e altri
paesi. Wikileaks un sito creato nel 2007
e gestito da una fondazione senza scopo
di lucro con sede legale in Germania ma che opera dal-
la Svezia. Ha cinque dipendenti issi, circa 800 collabo-
ratori occasionali e centinaia di volontari in tutto il
mondo, giornalisti, informatici, ingegneri e avvocati,
per difendersi dai suoi molti nemici.
Il suo budget annuale di circa 300 milioni di euro,
provenienti da donazioni spesso riservate ma anche da
mezzi dinformazione come lAssociated Press. Wiki-
leaks stato fondato da dissidenti cinesi con appoggi
nelle aziende tecnologiche di Taiwan, a cui nel tempo
si sono uniti gli attivisti di internet e i difensori della
comunicazione libera, riuniti per una stessa causa glo-
bale: ottenere e difondere le informazioni pi segrete
che governi, multinazionali e talvolta i mezzi di comu-
nicazione stessi tengono nascoste ai cittadini.
La maggior parte delle informazioni arriva, di solito
via internet, attraverso messaggi criptati con una tec-
nologia molto avanzata messa a disposizione di chi
vuole inviare dei documenti seguendo i consigli del
sito.
Nonostante lassedio a cui stato sottoposto in da-
gli inizi, Wikileaks ha continuato a denunciare corru-
zione, abusi, torture e massacri in tutto il mondo, dai
furti commessi dal presidente del Kenya al riciclaggio
del denaro sporco in Svizzera alle atrocit nelle guerre
degli Stati Uniti. Ha ricevuto vari premi internazionali
per il suo lavoro, anche dallEconomist e da Amnesty
international. Ed proprio il suo crescente prestigio a
preoccupare i piani alti del potere. Perch la linea di
difesa contro i siti indipendenti negare la loro credi-
bilit. Ma i 70mila documenti pubblicati a luglio sulla
guerra in Afghanistan o i 400mila sullIraq appena dif-
fusi sono originali e provengono per lo pi da soldati
statunitensi o da rapporti militari strettamente riserva-
ti. Wikileaks ha un sistema di controllo delle informa-
zioni che prevede anche linvio di giornalisti in Iraq per
intervistare i sopravvissuti e consultare i documenti. In
efetti le principali critiche a Wikileaks non riguardano
lautenticit delle sue informazioni ma la difusione di
notizie che potrebbero mettere in peri-
colo la sicurezza dei militari e dei civili.
La risposta di Wikileaks stata cancella-
re nomi e altri segni di identiicazione e
difondere lo stesso i documenti, ma in
modo da non far correre rischi inutili a
chi coinvolto in operazioni ancora in
corso. Hillary Clinton ha condannato la
pubblicazione dei documenti, senza par-
lare per del fatto che erano state nasco-
ste le uccisioni di migliaia di civili e mol-
ti episodi di tortura. Nick Clegg, il vice-
primo ministro britannico, ha censurato
il metodo usato da Wikileaks, ma almeno ha chiesto di
aprire uninchiesta sui fatti denunciati.
La cosa pi assurda che alcuni mezzi dinforma-
zione stanno partecipando allaggressione dei servizi
di intelligence contro Julian Assange, il direttore di Wi-
kileaks. Fox News si pronunciata a favore del suo as-
sassinio. Senza spingersi cos lontano anche John
Burns, sul New York Times, ha attaccato Assange.
ironico che a farlo sia proprio Burns, collega e amico
della giornalista Judith Miller, che scrisse un falso
scoop sulla scoperta delle armi di distruzione di massa
in Iraq (raccontato nel ilm Green zone). la pi antica
tattica usata dai mezzi dinformazione: far dimenticare
il messaggio attaccando il messaggero. Lo fece Nixon
nel 1971 con Daniel Ellsberg, luomo che pubblic i fa-
mosi documenti del Pentagono sui crimini in Vietnam
facendo cambiare idea allopinione pubblica sulla
guerra. Per questo Ellsberg accompagna Assange alle
conferenze stampa. Laustraliano Assange, un perso-
naggio da romanzo, stato un hacker militante, da
sempre impegnato in politica. Ora in semiclandesti-
nit, viaggia da un paese allaltro, vive negli aeroporti
ed evita i paesi in cui si cercano pretesti per arrestarlo.
Il dramma appena allinizio. Unorganizzazione
per la libera informazione, basata sul lavoro volontario
di giornalisti ed esperti di tecnologia, che riceve da fon-
ti anonime i segreti di un mondo corrotto, facendo ar-
rabbiare quelli che non si vergognano dei loro crimini
ma temono che arrivino alle orecchie di chi li ha eletti e
li paga. Questa storia non inisce qui. u sb
Wikileaks fa paura
ai potenti
Manuel Castells
MANUEL

CASTELLS
un sociologo
spagnolo che insegna
allUniversity of
Southern California.
Il suo ultimo libro
pubblicato in Italia
Comunicazione e
potere (Universit
Bocconi editore
2009).
La cosa pi assurda
che alcuni mezzi
dinformazione
stanno partecipando
allattacco dei
servizi di
intelligence contro
Julian Assange, il
direttore di
Wikileaks
40 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Scienza
S
ara Thomas Monopoli aspet-
tava il primo iglio quando i
medici capirono che sarebbe
morta. Tutto era cominciato
con una brutta tosse e un do-
lore alla schiena. Poi una ra-
diograia toracica evidenzi che il suo pol-
mone sinistro era collassato e che aveva il
petto pieno di liquido. Con un lungo ago ne
prelevarono un campione e lo mandarono
ad analizzare. Non era uninfezione, come
tutti pensavano, ma un tumore ai polmoni,
e si era esteso ino ai margini della parete
toracica. Sara era alla trentanovesima set-
timana di gravidanza, e lostetrica che ave-
va richiesto il test le diede la notizia mentre
era insieme al marito e ai genitori. Sara era
impietrita. La madre, che aveva perso la
sua migliore amica per un tumore al pol-
mone, scoppi a piangere.
I medici volevano cominciare subito la
terapia, e questo signiicava indurre il tra-
vaglio per far nascere il bambino. Sara e il
marito, Rich, se ne stavano seduti da soli in
una terrazza silenziosa davanti alla sala
parto. Era un caldo luned del giugno 2007.
Sara prese la mano di Rich e insieme cerca-
rono di mettere a fuoco quello che avevano
saputo. Sara aveva 34 anni. Non aveva mai
fumato e non aveva mai vissuto con dei fu-
matori. Faceva attivit isica, aveva unali-
mentazione sana. Andr tutto bene, le
disse Rich. Ce la faremo. Sar dura, certo,
ma troveremo un sistema. Dobbiamo tro-
vare la terapia giusta. Ora bisognava pen-
Il tempo
di morire
Atul Gawande, The New Yorker, Stati Uniti
Che deve fare un medico quando non c pi niente da fare? La medicina
moderna dispone di cure molto eicaci per prolungare la vita delle persone.
Ma non sa afrontare la loro morte, scrive Atul Gawande
sare al bambino. Ci guardammo, ricorda
Rich, e prendemmo una decisione: Oggi
non c nessun tumore. In questo giorno il
cancro non esiste. Sta per nascere nostra
iglia. unemozione grandissima. E vo-
gliamo goderci il nostro bambino. Quel
giorno, alle 20 e 55, nacque Vivian Mono-
poli. Pesava quasi tre chili e mezzo, aveva i
capelli castani e ondulati come la mamma
ed era perfettamente sana.
Il giorno dopo Sara fece le analisi del
sangue e la tac. Il dottor Paul Marcoux, un
oncologo, analizz i risultati con lei e la sua
famiglia. Spieg che aveva un tumore del
polmone a piccole cellule che era partito
dal polmone sinistro e non era stato provo-
cato da nulla che lei avesse fatto. Era a uno
stadio avanzato e aveva metastasi in vari
linfonodi del torace. Il tumore non era ope-
rabile, ma cerano diverse chemioterapie
possibili, in particolare un nuovo farmaco,
il Tarceva, che agisce su una mutazione ge-
netica piuttosto frequente nel tumore al
polmone delle donne non fumatrici. L85
per cento dei pazienti risponde a questo
farmaco e, aggiunse Marcoux, alcune ri-
sposte possono essere a lungo termine.
Espressioni come risposta e a lungo
termine servono a nascondere sotto una
patina rassicurante una realt atroce. Non
esiste una cura per il tumore ai polmoni a
quello stadio. Anche con la chemioterapia,
i pazienti sopravvivono in media circa un
anno. Ma in quel momento sembrava cru-
dele e inutile mettere Sara e Rich di fronte
a questa realt. Vivian era in una culla di
vimini accanto al letto. Si stavano sforzan-
do di essere ottimisti.
Sara cominci la terapia con il Tarceva,
che le fece venire uno sfogo pruriginoso
simile allacne e una stanchezza mortale. Si
sottopose anche a un intervento chirurgico
per drenare il liquido intorno al polmone.
Ma il liquido continuava a formarsi, cos
alla ine le inserirono nel torace un piccolo
tubo permanente che drenava il luido ogni
volta che si accumulava impedendole di
respirare. Tre settimane dopo il parto, Sara
fu ricoverata per una grave insuicienza
respiratoria causata da unembolia polmo-
nare: un grumo di sangue in unarteria che
va ai polmoni, una complicanza piuttosto
frequente nei malati di cancro. Cominci
una cura con un anticoagulante. Poi dalle
analisi emerse che le sue cellule tumorali
non avevano la mutazione su cui agisce il
Tarceva. Quando Marcoux le disse che il
Sara adorava fare la
madre. Tra un ciclo e
laltro di chemio,
cercava di rimettere
insieme la sua vita. Si
sforzava di reagire con
pazienza alle ricadute
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 41
farmaco non avrebbe funzionato, Sara eb-
be un improvviso attacco di diarrea e do-
vette interrompere la conversazione per
correre in bagno.
Il dottor Marcoux prescrisse una che-
mioterapia pi tradizionale, a base di due
farmaci, il carboplatino e paclitaxel. Ma il
paclitaxel scaten una reazione allergica
molto violenta, quasi letale, cos Sara pass
a un regime di carboplatino pi gemcitabi-
na. Le percentuali di risposta, spieg il dot-
tore, erano ancora ottime nei pazienti sot-
toposti a questa terapia. Sara pass il resto
dellestate a casa, con Vivian, il marito e i
genitori, che si erano trasferiti da lei per
aiutarla. Adorava fare la madre. Tra un ci-
clo e laltro di chemio, cercava di rimettere
insieme la sua vita. Poi, a ottobre, una tac
mostr che le aree tumorali nel polmone
sinistro, nel torace e nei linfonodi erano
sensibilmente cresciute. La chemioterapia
non aveva funzionato. Si pass a un altro
farmaco, il pemetrexed, che secondo alcu-
ni studi pu assicurare una sopravvivenza
anche pi lunga in determinati casi. Ma in
media questo farmaco allunga la vita di so-
li due mesi, e solo nei pazienti che, a dife-
renza di Sara, rispondono alla chemiotera-
pia di prima linea.
Sara si sforzava di reagire con pazienza
alle ricadute e agli efetti collaterali. Era
una persona positiva e riusciva a conserva-
re lottimismo. Poco a poco, tuttavia, le sue
condizioni si aggravarono: era sempre pi
afaticata e aveva diicolt a respirare. A
novembre non riusciva pi ad andare a pie-
di dal parcheggio allo studio di Marcoux.
Rich doveva spingerla nella sedia a rotelle.
Qualche giorno prima della festa del
Ringraziamento le fecero unaltra tac e fu
chiaro che non funzionava neppure il pe-
metrexed. Il tumore si era esteso dalla sini-
stra alla destra del torace e aveva raggiunto
il fegato, il peritoneo e la colonna vertebra-
le. Il tempo si stava esaurendo. Questo il
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42 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Scienza
momento della storia di Sara che pone un
interrogativo fondamentale nellera della
medicina moderna: cosa devono fare ora
Sara e i suoi medici? E se foste voi ad avere
un tumore metastatico, cosa vorreste che
facessero i vostri medici?
La questione diventata pressante, ne-
gli ultimi anni, per ragioni di spesa. Negli
Stati Uniti laumento dei costi dellassisten-
za sanitaria la minaccia pi grave alla sol-
vibilit a lungo termine del paese, e la cura
dei malati terminali ne in buona parte re-
sponsabile. Il 25 per cento di tutta la spesa
di Medicare assorbita dal 5 per cento di
pazienti che stanno vivendo il loro ultimo
anno di vita, e una buona fetta di quei soldi
destinata agli ultimi due mesi, apparen-
temente con scarsi beneici.
Lasciar andare
Nei casi di cancro, la spesa tende a seguire
uno schema particolare. I costi sono alti
allinizio del trattamento e poi, se tutto va
bene, si riducono. Nel 2003, per esempio,
le cure per una donna guarita dal tumore al
seno costavano in media 54mila dollari,
spesi in gran parte per le analisi diagnosti-
che iniziali, lintervento chirurgico e, se
necessario, le radiazioni e la chemiotera-
pia. Ma se la malattia ha un esito fatale, la
curva dei costi a forma di U, perch sale di
nuovo nellultimo periodo, per una media
di 63mila dollari negli ultimi sei mesi di vita
nel caso di un tumore al seno incurabile. Il
sistema sanitario statunitense eicientis-
simo quando cerca di allontanare la morte
con una chemioterapia da ottomila dollari
al mese o una terapia intensiva da tremila
dollari al giorno. Ma alla ine la morte arri-
va comunque, e nessuno sa bene quando
fermarsi.
Largomento sta emergendo a livello
nazionale soprattutto come una questione
di chi dovrebbe vincere quando vengono
prese le decisioni pi costose: gli assicura-
tori e i contribuenti che pagano il conto o il
paziente che combatte per la sua vita? I fal-
chi del bilancio fanno notare che non ci si
pu permettere tutto. I demagoghi agitano
i fantasmi dei razionamenti e fanno para-
goni con le commissioni della morte. I pu-
risti del mercato danno la colpa alle assicu-
razioni: se i pazienti pagassero di tasca loro,
dicono, il prezzo delle terapie scenderebbe.
Ma il punto un altro. Per capire perch il
sistema sanitario non capace di gestire in
modo eicace i malati terminali, dobbiamo
osservare da vicino come vengono prese le
decisioni terapeutiche.
Qualche settimana fa, visitando un pa-
ziente ricoverato in una unit di terapia in-
tensiva del mio ospedale, mi sono fermato
a parlare con la dottoressa di turno, che co-
nosco dai tempi del college. Dirigo un de-
posito per i moribondi, mi ha detto tetra.
Dei dieci pazienti ricoverati nella sua unit,
solo due avevano qualche probabilit di la-
sciare lospedale per un periodo ragione-
volmente lungo. Un esempio tipico era una
donna di quasi ottantanni afetta da scom-
penso cardiaco congestizio, in terapia in-
tensiva per la seconda volta in tre settima-
ne, stordita dai farmaci e con tubi in gran
parte degli oriizi naturali pi alcuni artii-
ciali. Oppure la settantenne con un tumore
e metastasi ai polmoni e alle ossa, e una
polmonite fungina che si manifesta solo
nella fase terminale della malattia. Aveva
deciso di rinunciare alla terapia, ma lonco-
logo le aveva fatto cambiare idea ed era
stata attaccata a un ventilatore e messa sot-
to antibiotici. Unaltra donna di
pi di ottantanni, con uninsui-
cienza respiratoria e renale in
fase terminale, era ricoverata
nellunit da due settimane. Il
marito era morto dopo una lunga
malattia, con un tubo per lalimentazione e
una tracheotomia, e lei aveva detto di non
voler morire in quel modo. Ma i igli non si
decidevano a lasciarla andare, e avevano
chiesto di tentare diverse procedure: una
tracheotomia permanente, un tubo per
lalimentazione pi un catetere venoso
centrale per la dialisi. Ora giaceva incate-
nata alle sue pompe, in uno stato di semi-
coscienza.
Quasi tutti questi pazienti sapevano da
tempo di essere malati terminali. Eppure
non erano preparati alla fase inale, e non lo
erano nemmeno le famiglie e i medici.
Oggi ci occupiamo molto di pi di quello
che i pazienti vogliono per la ine della loro
vita, mi ha detto la mia amica. Ma lo fac-
ciamo comunque troppo tardi. Nel 2008 il
progetto nazionale Coping with cancer ha
pubblicato uno studio in cui dimostra che i
pazienti in fase terminale che venivano
messi sotto ventilazione meccanica, sotto-
posti a deibrillazione elettrica e compres-
sioni toraciche o ricoverati nelle unit di
terapia intensiva, nellultima settimana
avevano una qualit di vita molto peggiore
rispetto a chi non riceveva questi tratta-
menti. E sei mesi dopo la morte, le persone
che li avevano assistiti correvano un rischio
tre volte maggiore di cadere in una grave
depressione. Per molti malati terminali,
passare gli ultimi giorni in ununit di tera-
pia intensiva una sorta di fallimento. Se
ne stanno l attaccati a un ventilatore, men-
tre gli organi cedono uno dopo laltro e la
mente vacilla sullorlo del delirio, e non si
rendono neanche conto che non lasceran-
no mai quel luogo estraneo e luorescente.
La ine arriva e non possono neppure salu-
tare i propri cari, dire Non importa, Mi
dispiace o Ti voglio bene.
Le persone hanno altre preoccupazioni
oltre a quella di prolungare la loro vita. Gli
studi sui malati terminali dimostrano che
non vogliono solo evitare le soferenze, ma
anche stare insieme alla famiglia, sentire il
contatto degli altri, rimanere lucidi e non
essere un peso per chi gli sta vicino. Il siste-
ma sanitario statunitense totalmente in-
capace di soddisfare questi bisogni, e il
prezzo di questa incapacit non pu essere
misurato solo in dollari. La cosa pi diicile
non come rendere economicamente so-
stenibile il sistema: costruire unassisten-
za sanitaria che aiuti i pazienti moribondi a
ottenere ci che pi importante
per loro alla ine della vita.
Fino a non molto tempo fa,
morire era un processo rapido.
Che la causa fosse uninfezione,
un parto diicile, un infarto o una
polmonite, spesso lintervallo di tempo tra
la diagnosi di una malattia mortale e la
morte stessa era questione di giorni o setti-
mane. Oggi, invece, le malattie brevi con
esiti fatali sono leccezione. Per la maggior
parte di noi, la morte arriva dopo un lungo
corpo a corpo medico con una condizione
incurabile: tumore avanzato, insuicienza
progressiva di un organo o tutte le debilita-
zioni della vecchiaia. In tutti questi casi, la
morte certa, ma i tempi no. E tutti lottano
con questa incertezza: come e quando ac-
cettare che la battaglia persa.

Questione di priorit
Un venerd mattina decido di andare a fare
il giro dei pazienti insieme a Sarah Creed,
uninfermiera specializzata dellhospice ge-
stito dal nostro ospedale. Non lo conosco
bene, so solo che si occupa di fornire la te-
rapia del dolore e cure palliative ai malati
terminali, per lo pi a casa loro. Il nome mi
fa pensare a una lebo di morina, invece mi
Per la maggior parte
di noi, la morte arriva
dopo un lungo corpo
a corpo medico con
una condizione
incurabile. La morte
certa, ma i tempi no
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ritrovo con uninfermiera dagli occhi az-
zurri a bussare alla porta di Lee Cox in una
stradina silenziosa del quartiere Mattapan,
a Boston.
Salve, Lee, dice Creed entrando in
casa. Ciao, Sarah, risponde la signora
Cox. Ha 72 anni e la sua salute peggiorata
gi da qualche anno per uno scompenso
cardiaco congestizio provocato da un infar-
to e dalla ibrosi polmonare, una malattia
dei polmoni progressiva e irreversibile. I
medici hanno cercato di rallentare il decor-
so con gli steroidi, ma la cura non ha fun-
zionato. Lei ha continuato a entrare e usci-
re dallospedale in bicicletta, ogni volta in
condizioni peggiori. Alla ine ha accettato il
ricovero in una struttura di assistenza
esterna e si trasferita l insieme a una ni-
pote. La sua vita dipende dallossigeno e
non in grado di svolgere le pi semplici
attivit quotidiane.
Mentre andiamo a sederci in cucina,
Sarah prende gentilmente Lee sotto un
braccio e le chiede come si sente. Poi le fa
una serie di domande sui problemi che in-
sorgono pi spesso nei malati terminali. Ha
dolori? Come va con lappetito, la sete e il
sonno? Problemi di confusione, ansia o ir-
requietezza? Le diicolt respiratorie sono
peggiorate? Ha dolore toracico o palpita-
zioni? Disturbi addominali, fastidi intesti-
nali o problemi a urinare e camminare?
In efetti Lee ha dei nuovi problemi.
Quando va dalla stanza da letto al bagno, ci
mette almeno cinque minuti a riprendere
iato. Le fa male il torace. Creed prende
dalla borsa lo stetoscopio e lapparecchio
per misurare la pressione. La pressione
accettabile, ma la frequenza cardiaca al-
ta. Le ausculta il cuore, che ha un ritmo
normale, e i polmoni, sentendo il sottile
crepitio della ibrosi ma anche un sibilo che
prima non cera. Le caviglie sono gonie, e
quando le chiede la scatola delle pillole si
accorge che Lee ha inito le medicine per il
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cuore. Poi esamina lapparecchio dellossi-
geno. La bombola ai piedi del letto piena
e funziona, ma il nebulizzatore per le inala-
zioni rotto.
Considerando che non ha preso le me-
dicine per il cuore e non ha fatto le inalazio-
ni, normale che sia peggiorata. Creed
chiama la farmacia per confermare che oc-
corre un altro rifornimento, e prende ac-
cordi con la nipote di Lee perch passi a ri-
tirare le medicine. Subito dopo chiama il
fornitore del nebulizzatore perch venga in
giornata. Poi si trattiene in cucina a chiac-
chierare per qualche minuto con la pazien-
te. Lee ha il morale a terra. Sarah la prende
per mano. Le dice che andr tutto bene. Le
ricorda le belle giornate che ha vissuto: il
ine settimana precedente, per esempio,
quando andata a fare spese con la nipote
e si fatta tingere i capelli.
Quando usciamo, le confesso che mi
sento confuso. Ho limpressione che Sarah
si stia dando da fare per prolungare la vita
di Creed. Lobiettivo dellhospice non la-
sciare che la natura segua il suo corso? No,
lobiettivo non questo, mi risponde. La
diferenza tra lassistenza medica tradizio-
nale e lhospice non che una cura e laltro
no. La diferenza nelle priorit. Nella me-
dicina tradizionale lobiettivo prolungare
la vita. Sacriichiamo la qualit della vita
ora con interventi chirurgici, chemiotera-
pia e terapia intensiva nella speranza di
guadagnare tempo in seguito. Lhospice si
avvale di infermieri, medici e assistenti so-
ciali per aiutare i malati terminali a vivere
unesistenza pi piena possibile subito: cer-
ca di combattere il dolore, di mantenere la
lucidit mentale dei pazienti, di farli uscire
con la famiglia ogni tanto. Lhospice e gli
specialisti di cure palliative non si chiedo-
no se tutto questo pu allungare la vita dei
pazienti.
Come molti medici, anchio credevo
che lhospice afrettasse la morte, perch i
pazienti rinunciano ai trattamenti ospeda-
lieri e assumono forti dosi di narcotici con-
tro il dolore. Ma i dati smentiscono questa
tesi. Uno studio ha seguito 4.493 pazienti
con tumore terminale o uno scompenso
cardiaco congestizio. E non ha rilevato dif-
ferenze nella sopravvivenza dei pazienti
con tumore alla mammella, alla prostata e
al colon. Anzi, lhospice sembra allungare
la vita di alcuni pazienti: quelli con tumore
al pancreas guadagnano una media di tre
settimane, quelli con tumore al polmone
sei e quelli con scompenso cardiaco conge-
stizio tre mesi. La lezione che se ne ricava
quasi zen: si vive pi a lungo quando si
smette di cercare di vivere pi a lungo.
Quando Cox arrivata allhospice, i medici
pensavano che le restassero poche settima-
ne di vita. Grazie alla terapia di sostegno
ricevuta in questa struttura, gi vissuta un
anno.
Impreparati allinevitabile
Poco prima della festa del Ringraziamento
del 2007, Sara Monopoli, il marito Rich e la
madre Dawn incontrarono il dottor Mar-
coux per discutere le opzioni ancora per-
corribili. Sara aveva gi tentato tre chemio-
terapie, praticamente senza risultati. Forse
ora Marcoux avrebbe potuto parlare con lei
di cosa desiderava di pi, visto che la morte
si avvicinava. Ma Sara e la sua famiglia vo-
levano discutere solo delle prossime tera-
pie possibili. Non volevano parlare della
morte.
Qualche settimana fa ho incontrato il
marito e i genitori di Sara. Non avevano
dubbi: Sara sapeva che la sua malattia era
incurabile. La settimana dopo aver partori-
to aveva dato indicazioni chiare sulleduca-
zione di Vivian dopo la sua morte. In pi
occasioni aveva ripetuto alla famiglia che
non voleva morire in ospedale. Ma che po-
tesse morire presto, che non ci fosse modo
di rallentare la malattia, non era un argo-
mento che volessimo discutere, ha detto
sua madre.
Il padre Gary e la sorella gemella, Emily,
si ostinavano a sperare nella guarigione.
Secondo loro i medici non si davano abba-
stanza da fare. Non riuscivo a credere che
non ci fossero altre cure, mi ha detto Gary.
Rich era disorientato: Avevamo una bam-
bina, eravamo giovani. Era tutto assurdo e
sconvolgente. Non abbiamo mai conside-
rato la possibilit di interrompere le cure.
Marcoux si rese conto della situazione.
In quasi ventanni di esperienza, aveva af-
frontato molte conversazioni come questa.
un uomo dallaria calma e rassicurante
che tende a evitare gli scontri o leccessiva
intimit e si sforza di essere scientiico nel-
le decisioni. So che la maggior parte dei
miei pazienti destinata a morire, mi ha
detto. Ma anche lui ha le sue speranze.
A un certo punto della conversazione
Marcoux disse che la terapia di sostegno
era unipotesi da prendere in considerazio-
ne. Ma, continu, cerano anche terapie
sperimentali. La pi promettente era un
farmaco della Pizer che agiva su una certa
mutazione delle cellule tumorali. Sara e la
sua famiglia puntarono immediatamente
le loro speranze su questa terapia. Il farma-
co era cos nuovo che non aveva neppure
un nome, solo un numero PF0231006 e
questo lo rendeva ancora pi allettante. Ri-
manevano alcune questioni da chiarire, in
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particolare il fatto che gli scienziati non
avessero ancora messo a punto i dosaggi
sicuri. Per di pi, un test del farmaco sulle
cellule tumorali di Sara non aveva dato nes-
sun risultato. Ma Marcoux non li conside-
rava ostacoli insormontabili: erano solo
fattori negativi. Il punto cruciale era che, in
base alle regole della sperimentazione, Sa-
ra non poteva sottoporsi al trattamento a
causa dellembolia polmonare comparsa
durante lestate. Avrebbe dovuto aspettare
almeno due mesi. Nel frattempo, il medico
consigli di provare unaltra chemioterapia
tradizionale, il Navelbine. Sara cominci la
terapia il luned dopo la festa del Ringra-
ziamento.
Vale la pena di fermarsi un momento
per valutare cosa stava succedendo. Passo
dopo passo, Sara era arrivata a un quarto
regime di chemioterapia, che aveva una
minuscola probabilit di alterare il decorso
della malattia e unaltissima probabilit di
provocare effetti collaterali debilitanti.
Lopportunit di prepararsi allinevitabile
era andata perduta. E tutto per una circo-
stanza assolutamente normale: una pa-
ziente e una famiglia impreparati ad af-
frontare la realt della malattia.
Ho chiesto a Marcoux cosa spera di ot-
tenere per i pazienti con un tumore ai pol-
moni in fase terminale quando si rivolgono
a lui per la prima volta. Cerco di capire se
riuscir a strappare uno o due anni di vita
abbastanza buona, mi ha risposto. Que-
ste sono le mie aspettative. Secondo me il
massimo che si pu ottenere, per una pa-
ziente come lei, da tre a quattro anni. Ma
non quello che le persone vogliono sentir-
si dire.
Il paziente ha sempre ragione
Si potrebbe pensare che i medici siano ben
attrezzati per gestire questi casi, ma ci sono
almeno due grossi ostacoli. In primo luogo,
anche noi possiamo fare valutazioni poco
realistiche. Un ricercatore di Harvard, Ni-
cholas Christakis, ha chiesto ai medici di
quasi 500 malati terminali di prevedere il
tempo di sopravvivenza dei loro pazienti, e
poi ha seguito landamento della malattia.
Il 63 per cento dei medici ha sopravvalutato
la speranza di vita dei malati. Solo il 17 per
cento lha sottovalutata. In media le stime
dei medici sono del 530 per cento troppo
alte. E pi i dottori conoscono i pazienti,
maggiori sono le probabilit che sbaglino.
Laltro grande ostacolo che spesso evi-
tiamo di dare voce ai sentimenti. Lo dimo-
strano diversi studi: anche quando dicono
che un tumore incurabile, i medici evita-
no di formulare una prognosi precisa anche
se gli viene chiesta. Oltre il 40 per cento
degli oncologi ammette di ofrire tratta-
menti che considera poco eicaci. Sempre
pi spesso oggi il rapporto tra medico e pa-
ziente viene deinito, impropriamente, in
termini commerciali: il paziente ha sem-
pre ragione. Perci i medici cercano in
tutti i modi di non deludere le aspettative
dei malati. Temono di essere troppo pessi-
misti invece che troppo ottimisti. Quando
hai un paziente come Sara Monopoli, lulti-
ma cosa che vuoi fare afrontare la verit.
Lo so perch Marcoux non fu il solo a evita-
re questo discorso. Lo feci anchio.
Allinizio dellestate, una pet aveva rive-
lato che, oltre al cancro ai polmoni, Sara
aveva anche un tumore alla tiroide che si
era esteso ino ai linfonodi del collo. Fui in-
terpellato per decidere se era il caso di ten-
tare unoperazione. In efetti questo secon-
do tumore, non correlato al primo, era ope-
rabile. Ma ci vogliono anni perch un tu-
more della tiroide diventi letale. Sara sa-
rebbe quasi sicuramente morta per il can-
cro ai polmoni prima che quello alla tiroide
causasse problemi. Considerando lentit
dellintervento chirurgico e le possibili
conseguenze, la cosa migliore era non fare
niente. Spiegare a Sara il mio ragionamen-
to, per, signiicava afrontare la gravit del
suo tumore ai polmoni, e non mi sentivo
pronto a farlo.
Seduta nel mio studio, Sara non sem-
brava scoraggiata dalla scoperta di questo
secondo cancro. Sembrava molto determi-
nata. Aveva letto che il trattamento del tu-
more alla tiroide d buoni risultati ed era
pronta a discutere la data delloperazione.
E io fui contagiato dal suo ottimismo. E se
avessi torto, mi dissi, e lei si rivelasse il pa-
ziente miracoloso che sopravvive a un tu-
more del polmone metastatico?
Decisi di evitare completamente largo-
mento. Dissi a Sara che il tumore alla tiroi-
de era lento e curabile. Le spiegai che la
priorit era il cancro al polmone e che era
meglio non interrompere la terapia. Pote-
vamo monitorare il tumore alla tiroide e
programmare lintervento di l a qualche
mese.
La vidi ogni sei settimane, e mi accorsi
del suo declino isico da una visita allaltra.
Cancro al polmone e chemio facevano a
gara nellaggravare le sue condizioni. Dor-
miva gran parte del tempo e non metteva
quasi piede fuori di casa. Le annotazioni
cliniche di dicembre parlano di mancanza
di respiro, conati di vomito, tosse con san-
gue e forte afaticamento. Oltre al tubo di
drenaggio toracico, ogni settimana o due
doveva sottoporsi a un drenaggio dellad-
dome per alleggerire la forte pressione P
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esercitata dai litri di liquido che si formava-
no anche nella cavit addominale. A di-
cembre una tac evidenzi che il tumore al
polmone si stava estendendo alla colonna
vertebrale e al fegato. Quando ci rivedem-
mo a gennaio, poteva muoversi solo lenta-
mente e con grande fatica. La parte inferio-
re del corpo era gonia. Non riusciva a pro-
nunciare pi di una frase senza fermarsi a
riprendere iato. Dalla prima settimana di
febbraio ebbe bisogno di una bombola
dossigeno a casa per respirare. Ma era pas-
sato abbastanza tempo dallembolia pol-
monare, e poteva sottoporsi al trattamento
con il farmaco sperimentale della Pizer.
Aveva solo bisogno di unaltra serie di tac di
controllo. E queste analisi rivelarono che il
cancro si era esteso al cervello, con almeno
nove metastasi in entrambi gli emisferi. Il
farmaco sperimentale non era concepito
per superare la barriera ematoencefalica. Il
PF0231006 non avrebbe funzionato.
La dignit di lottare
Eppure Sara, i suoi familiari e lquipe me-
dica volevano continuare a combattere.
Nel giro di 24 ore le fu issato un appunta-
mento con un oncologo specializzato in
radioterapia per un trattamento al cervello
che avrebbe dovuto ridurre le metastasi. Il
12 febbraio, dopo cinque giorni di radiote-
rapia, era totalmente spossata e quasi inca-
pace di scendere dal letto. Mangiava poco
e niente. Dallautunno aveva perso 13 chili.
Confess a Rich che negli ultimi due mesi
aveva avuto problemi di visione doppia e
che non riusciva a sentirsi le mani.
Perch non lhai detto?, le chiese il
marito.
Non volevo interrompere la terapia,
rispose Sara.
Dopo le radiazioni ebbe due settimane
per recuperare le forze. Poi le avrebbero
somministrato un altro farmaco sperimen-
tale di una piccola societ di biotecnologia.
Linizio della nuova terapia era previsto per
il 25 febbraio. Le sue possibilit stavano ra-
pidamente diminuendo. Ma chi poteva di-
re che fossero zero?
Nel 1985 lo scrittore e paleontologo Ste-
phen Jay Gould pubblic un saggio straor-
dinario intitolato The median isnt the mes-
sage. Tre anni prima gli era stato diagnosti-
cato un mesotelioma peritoneale, un tu-
more raro e letale che di solito associato
allesposizione allamianto. Quando lo sep-
pe, Gould and in una biblioteca medica e
tir fuori gli ultimi articoli scientifici su
questa malattia. La letteratura non poteva
essere pi brutalmente esplicita: il mesote-
lioma incurabile, con una sopravvivenza
media di soli otto mesi dalla diagnosi,
scrisse. Fu distrutto dalla notizia. Poi co-
minci a guardare i graici delle curve di
sopravvivenza dei pazienti.
Gould era un naturalista e tendeva a os-
servare le variazioni intorno al punto me-
dio della curva piuttosto che il valore me-
dio. E quello che vide fu una forte oscilla-
zione. I pazienti non erano raggruppati in-
torno alla sopravvivenza media, ma si dira-
mavano in entrambe le direzioni. Per di pi
la curva virava a destra, con una coda piut-
tosto estesa, anche se sottile, di pazienti
che vivevano molto pi a lungo della me-
diana di otto mesi. Fu questo dato a confor-
tarlo. Poteva immaginare di sopravvivere
ino allestremit di quella lunga coda. E
and proprio cos. Dopo un intervento chi-
rurgico e una chemioterapia sperimentale,
visse altri ventanni prima di morire, nel
2002, a sessantanni, per un tu-
more ai polmoni che non era cor-
relato alla malattia originaria.
diventato un po troppo di
moda considerare laccettazione
della morte come un fatto di di-
gnit personale, scrisse nel suo saggio del
1985. Naturalmente sono daccordo con
lEcclesiaste quando dice che c un tempo
per amare e un tempo per morire e quan-
do i miei giorni staranno per esaurirsi spero
di afrontare la ine con calma e a modo
mio. Ma nella maggior parte dei casi prefe-
risco lidea pi marziale che la morte sia il
nemico supremo, e non trovo nulla di ripro-
vevole in chi lotta con determinazione per-
ch la luce non si spenga.
Penso a Gould e al suo saggio ogni volta
che ho un paziente con una malattia termi-
nale. Esiste quasi sempre una lunga coda di
possibilit, per quanto sottile. Che c di
male a cercarla? Nulla, credo, purch non
smettiamo di preparare il paziente allesito
pi probabile. Il problema che abbiamo
costruito il nostro sistema sanitario e la no-
stra cultura intorno alla coda lunga. Abbia-
mo creato un apparato multimiliardario
per dispensare lequivalente medico dei
biglietti della lotteria, e abbiamo pochi, ru-
dimentali strumenti per preparare i pazien-
ti alla probabilit che quei biglietti non sa-
ranno vincenti. La speranza non un pro-
getto, eppure il nostro progetto.
Per Sara non ci sarebbe stata una guari-
gione miracolosa, e quando la ine fu pi
vicina, lei e la sua famiglia non erano pre-
parati. Ho sempre voluto rispettare la sua
richiesta di morire in pace a casa, mi ha
raccontato Rich. Ma non credevo che sa-
remmo riusciti ad accontentarla. Non sa-
pevo come fare.
La mattina di venerd 22 febbraio, tre
giorni prima che cominciasse il nuovo ciclo
di chemioterapia, Rich si svegli e vide Sa-
ra seduta dritta accanto a lui con le braccia
puntate in avanti e gli occhi sbarrati nello
sforzo disperato di respirare. Era grigia e
ansimava, il corpo si scuoteva a ogni ranto-
lo. Sembrava che stesse afogando. Rich
cerc di aumentare il lusso di ossigeno,
ma non ci furono segni di miglioramento.
Non ce la faccio, disse Sara facendo
una pausa tra una parola e laltra. Ho pau-
ra.
Rich non aveva un kit demergenza in
frigorifero e neppure uninfermiera a cui
telefonare.
Andiamo in ospedale, le disse. Quan-
do le propose di prendere la macchina, Sara
scosse la testa, cos chiam il 911. Spieg
alla madre di Sara, che era nellaltra stanza,
cosa stava succedendo. Qualche
minuto dopo lambulanza arriv
a sirene spiegate. Mentre carica-
vano Sara, la madre si afacci in
lacrime.
tutto sotto controllo, la
rassicur Rich. Era solo un altro viaggio in
ospedale, si disse. I medici avrebbero fatto
qualcosa.
In ospedale, i dottori diagnosticarono a
Sara una polmonite. Le fecero una lebo di
antibiotici e le somministrarono ossigeno
ad alto lusso. La famiglia si riun intorno al
suo letto, sperando che gli antibiotici fun-
zionassero. Poteva essere reversibile, ripe-
tevano. Ma quella notte e la mattina se-
guente la respirazione di Sara divent sem-
pre pi afannosa.
Non riesco a pensare a niente di bufo
da dire, le disse la sorella gemella, Emily,
mentre i genitori le guardavano. Neanche
io, mormor Sara. Solo pi tardi i familiari
si resero conto che quelle erano state le sue
ultime parole. Sara cominci a perdere co-
noscenza. Lquipe medica aveva ununica
opzione: attaccarla a un ventilatore. Sara
era una combattente, giusto? E per i com-
battenti il passo successivo la terapia in-
tensiva.
Crediamo di poter
resistere inch i
dottori ci diranno che
non c nientaltro da
fare. Ma diicile che
non possano fare
proprio niente
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Questa una tragedia moderna che si
ripete milioni di volte. Quando non c mo-
do di sapere esattamente quanto tempo ci
resta e crediamo di averne molto di pi il
nostro impulso combattere. Il fatto che
forse stiamo abbreviando o peggiorando la
vita che ci resta del tutto irrilevante. Cre-
diamo di poter resistere fino a quando i
dottori ci diranno che non c nientaltro da
fare. Ma raro che i dottori non possano
fare proprio niente. Possono darci dei far-
maci tossici dalleicacia sconosciuta, ope-
rarci per cercare di rimuovere una parte del
tumore, inserirci un tubo per lalimentazio-
ne se non riusciamo a mangiare: c sem-
pre qualcosa. Vogliamo avere tutte queste
possibilit. Non vogliamo che qualcuno
abbia il potere di limitarle. Ma questo non
signiica che siamo impazienti di prendere
le decisioni da soli. Di fatto, la maggior par-
te delle volte non prendiamo nessuna deci-
sione. Ricadiamo nellopzione di base: bi-
sogna fare qualcosa. C un modo per usci-
re da questa situazione?
Due terzi dei malati terminali di cancro
nello studio di Coping with cancer non ave-
vano mai parlato con i medici delle priorit
per lultimo periodo della loro vita, anche
se, in media, erano a soli quattro mesi dalla
ine. Ma il 30 per cento dei pazienti che ave-
va afrontato largomento era molto meno
propenso degli altri a sottoporsi a rianima-
zione cardiopolmonare, a farsi attaccare a
un respiratore o a inire in un reparto di te-
rapia intensiva. I due terzi avevano scelto
lhospice. Questi pazienti hanno soferto
meno, sono rimasti fisicamente pi effi-
cienti e hanno potuto interagire meglio e
pi a lungo con gli altri. Sei mesi dopo la lo-
ro morte, inoltre, i familiari hanno avuto
molte meno probabilit di cadere in una
grave forma depressiva. In altri termini, i
pazienti che avevano discusso con i medici
curanti le loro preferenze per lultimo pe-
riodo di vita avevano pi speranze di mori-
re in pace e di risparmiare angoscia alla lo-
ro famiglia. Ma davvero basta un semplice
colloquio per ottenere questi risultati?
Saper ascoltare
Un sabato mattina dellinverno scorso ho
incontrato una donna che avevo operato la
notte prima. Si era sottoposta a un inter-
vento per la rimozione di una cisti ovarica,
ma durante loperazione il ginecologo si
era accorto che aveva un tumore metasta-
tico al colon. Mi avevano chiamato, come
chirurgo generale, per vedere cosa si pote-
va fare e io avevo rimosso un tratto di colon
con una grossa massa cancerosa. Ma il tu-
more si era gi difuso parecchio. Non ave-
vo potuto asportare tutto. Quella mattina
ero andato a conoscerla. Aveva saputo da
un medico che le avevano trovato un tumo-
re e asportato parte del colon.
S, le risposi. Ero riuscito ad asportare
buona parte dellarea interessata. Le dis-
si quanta parte dellintestino era stata ri-
mossa e come sarebbe stata la convale-
scenza: tutto, tranne la vera entit del tu-
more. Poi mi ricordai di Sara Monopoli, di
come ero stato timido con lei e di tutti i me-
dici che non parlano chiaro. Cos, quando
mi chiese di essere pi esplicito, le spiegai
che il tumore si era esteso non solo alle ova-
ie, ma anche ai linfonodi. Le dissi che non
era stato possibile rimuovere tutto. Fare-
mo intervenire un oncologo, mi afrettai
ad aggiungere. La chemioterapia pu es-
sere molto eicace in questi casi.
Lei accolse la notizia in silenzio, issan-
do le coperte che coprivano il suo corpo ri-
belle. Poi mi guard: Vuol dire che mori-
r?. Sussultai: No, no. Certo che no.
Qualche giorno dopo ci riprovai. Non
abbiamo ancora una cura, precisai. Ma le
terapie possono bloccare la malattia per
molto tempo. Lobiettivo, le dissi pro-
lungare la sua vita il pi possibile.
Lho rivista pi volte nei mesi successi-
vi, mentre faceva la chemioterapia. Se la
cavava bene. Per il momento il tumore
sotto controllo. Una volta ho chiesto a lei e
al marito cosa pensassero della nostra pri-
ma conversazione. Non la ricordavano con
particolare piacere. Quella frase che ha
usato, prolungare la sua vita, un po.
Non voleva sembrare critica.
stato piuttosto brusco, ha detto il
marito.
Lho trovato crudele, gli ha fatto eco
lei. Aveva avuto la sensazione che la stessi
gettando in un burrone.
Ho raccontato questo episodio alla dot-
toressa Susan Block, una specialista di cure
palliative del mio ospedale che ha avuto
migliaia di queste conversazioni diicili ed
conosciuta in tutto il paese perch inse-
gna ai medici e agli operatori sanitari come
gestire i problemi della fase terminale in-
sieme ai pazienti e alle famiglie. Una riu-
nione con la famiglia una procedura vera
e propria, mi ha detto Susan. E ci vuole la
stessa preparazione che occorre per fare un
intervento chirurgico.
Uno degli errori di fondo dei medici di
tipo concettuale. Per loro, lobiettivo pri-
mario di una discussione sulla malattia
terminale stabilire cosa vuole il paziente:
se vuole la chemio, se vuole essere riani-
mato, se vuole lhospice. Pensano soprat-
tutto a esporre i fatti e le alternative. Ma
questo un errore, mi ha detto la dottores-
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sa Block. Il nostro compito soprattutto
aiutare i pazienti a gestire uninfinit di
paure: paura della morte, paura di sofrire,
paura per i propri cari, paura per i costi del-
le terapie, mi ha spiegato. Ci sono molte
preoccupazioni e tanti terrori concreti.
Nessuna conversazione pu afrontarli tut-
ti. Arrivare ad accettare la propria mortali-
t e capire chiaramente i limiti e le possibi-
lit della medicina un processo, non una
folgorazione improvvisa.
Non esiste un sistema unico per accom-
pagnare un malato terminale attraverso
questo processo, ma Block pensa che ci
siano delle regole. Bisogna mettersi seduti
e prendersi il tempo necessario. Non si
tratta di stabilire se preferiscono il tratta-
mento X o il trattamento Y. Si tratta di capi-
re cosa pi importante per loro in queste
circostanze in modo da poter fornire infor-
mazioni e consigli sullapproccio migliore
per ottenere quello che vogliono. E per
questo bisogna non solo parlare, ma anche
ascoltare. Se parli per pi della met del
tempo, vuol dire che stai parlando troppo.
La scelta delle parole conta. Secondo
gli esperti, per esempio, non bisogna dire:
Mi dispiace che le cose siano andate co-
s. Pu sembrare commiserazione. me-
glio dire: Vorrei che la situazione fosse
diversa. Non si deve chiedere: Cosa vuo-
le prima di morire?, ma piuttosto: Se non
ci sar tempo, qual la cosa pi importante
per lei?.
Block ha un elenco delle questioni che
vuole afrontare con i malati terminali pri-
ma che si prendano le decisioni inali: qua-
le pensano che sia la loro prognosi, quali
sono le loro preoccupazioni per il futuro,
chi vogliono che prenda le decisioni quan-
do non saranno in grado di farlo personal-
mente, come vogliono vivere quando sa-
ranno rimaste poche opzioni, che genere
di compromessi sono disposti ad accetta-
re.
I medici svedesi la chiamano discus-
sione sul punto limite: una serie di con-
versazioni sistematiche che gli servono per
capire quando devono smettere di lottare
per il tempo e cominciare a lottare per le
altre cose che stanno a cuore ai pazienti.
Il trattamento intensivo, ripetiamo ai
malati terminali, un treno da cui si pu
scendere in qualunque momento: non do-
vete fare altro che dirlo. Ma per la maggior
parte dei pazienti e delle famiglie chiede-
re troppo. Restano lacerati dai dubbi, dalla
paura e dalla disperazione. Spesso si fanno
troppe illusioni sulle possibilit della scien-
za medica. Ma la nostra responsabilit, in
medicina, trattare con gli esseri umani
cos come sono. Le persone muoiono solo
una volta. Non hanno unesperienza da cui
imparare. Hanno bisogno di medici e in-
fermieri disposti ad afrontare le discus-
sioni diicili e a raccontare quello che han-
no visto. Hanno bisogno di qualcuno che li
aiuti a prepararsi allinevitabile evitando di
inire in una sorta di fabbrica delloblio che
pochi vogliono davvero.
Niente di male
Sara Monopoli aveva avuto abbastanza
colloqui perch loncologo e la sua famiglia
sapessero che non voleva morire in ospe-
dale o in terapia intensiva, ma non abba-
stanza da capire come raggiungere
quellobiettivo. Dal momento in cui arriv
al pronto soccorso, quel venerd mattina di
febbraio, tutto and nella direzione con-
traria a una ine paciica. Ma cera una per-
sona molto turbata da questa storia che
alla ine decise di intervenire: Chuck Mor-
ris, il suo medico di base. Lanno prima,
con il progredire della malattia,
aveva lasciato che a prendere le
decisioni fossero soprattutto Sa-
ra, la sua famiglia e lquipe on-
cologica. Per aveva continuato
a vedere regolarmente Sara e il
marito ascoltando le loro preoccupazioni.
Quella mattina, Morris fu lunica persona
a cui Rich telefon prima di salire in ambu-
lanza. Lui and dritto al pronto soccorso e
accolse Sara e Rich quando arrivarono.
Morris disse che forse la polmonite era
curabile. Ma poi aggiunse: Temo che que-
sta sia la ine. Sono davvero preoccupato
per lei. E chiese a Rich di riferire alla fa-
miglia la sua opinione.
Poi Morris parl con Sara e Rich e gli
spieg che il tumore laveva indebolita e
che ora il suo corpo faticava a combattere
linfezione. Gli antibiotici potevano bloc-
care la polmonite, disse, ma dovevano ri-
cordarsi che non cera nulla in grado di
fermare il cancro.
Sara aveva un aspetto terribile, mi ha
raccontato Morris. Le mancava il iato.
Faceva male a guardarla. Ricordo ancora il
medico di turno, mi ha detto riferendosi
alloncologo che laveva ricoverata per cu-
rare la polmonite. Era nervoso e quasi
spaventato. Ed uno che ne ha viste tan-
te.
Quando arrivarono i genitori di Sara,
Morris parl anche con loro, e alla ine Sara
e la sua famiglia concordarono un piano.
Lquipe medica avrebbe continuato con
gli antibiotici, ma se la situazione fosse
peggiorata non lavrebbero attaccata a un
respiratore. Gli permisero anche di chia-
mare lquipe delle cure palliative per una
visita. Lquipe prescrisse una piccola dose
di morina che rese immediatamente pi
agevole la respirazione. I familiari videro
come erano diminuite le soferenze di Sara
e improvvisamente decisero che non vole-
vano pi farla soffrire. La mattina dopo
furono loro a fermare i medici.
Volevano metterle un catetere, farle
una serie di altre cose, mi ha detto la ma-
dre. Io dissi: No. Non fatele niente. Non
mimportava se aveva bagnato il letto. Vo-
levano fare delle analisi di laboratorio, mi-
surarle la pressione, la glicemia. Non
mimportava niente delle loro cartelle. An-
dai a cercare la caposala e le dissi di smet-
terla.
Nei tre mesi precedenti, quasi nulla di
quanto avevano fatto a Sara la chemiote-
rapia, le tac, le analisi e le radiazioni era
servito a qualcosa tranne a farla stare peg-
gio. Forse sarebbe addirittura vissuta pi a
lungo senza tutti quei trattamenti. Almeno
alla ine stata risparmiata.
Quel giorno, mentre il suo
corpo continuava a cedere, Sara
perse conoscenza. Per tutta la
notte seguente, ricorda Rich, ci
fu quel lamento terribile. Non si
pu abbellire la morte. Non so se fosse
linspirazione o lespirazione, ma era orri-
bile, veramente orribile da ascoltare.
Il padre e la sorella pensavano ancora
che potesse riprendersi. Ma quando gli al-
tri uscirono dalla stanza, Rich singinoc-
chi a piangere accanto a Sara e le bisbigli
allorecchio. Non c niente di male a la-
sciarsi andare. Non devi pi combattere.
Ci rivedremo presto.
Quella mattina la sua respirazione ral-
lent. Alle 9.45, racconta Rich, Sara ebbe
una specie di spasimo. Emise un profondo
respiro e poi non si mosse pi. u gc
Le persone muoiono
solo una volta. Non
hanno unesperienza
da cui imparare.
Hanno bisogno di
medici e infermieri
disposti a raccontare
LAUTORE
Atul Gawande professore di chirurgia
alla Harvard medical school di Boston.
Scrive per il New Yorker. Il suo ultimo libro
Con cura (Einaudi 2008).
Puerto Rico
I
l 1 giugno 2007 a Managua, il gior-
no prima del concerto allo stadio
Dennis Martnez, il cantante dei
Calle 13 Ren Prez Joglar ha in-
contrato Daniel Ortega. Il presi-
dente del Nicaragua era stato rie-
letto nel 2006, dopo essersi riciclato come
politico moderato e timorato di Dio. Quel
giorno il musicista e il presidente hanno
parlato del passato, di quando Ortega era il
leader della guerriglia sandinista e di quan-
do a Managua arrivavano militanti da tutto
il mondo per sostenere la causa dei ribelli e
per lottare contro un regime corrotto soste-
nuto dagli Stati Uniti. Tra quei turisti mili-
tanti cera lavvocato Reinaldo Prez, il pa-
dre di Ren, membro di una brigata inter-
nazionale che appoggiava i sandinisti del
Nicaragua.
Il rapper e il presidente stavano chiac-
chierando da unora quando Ren ha deciso
di presentare sua madre a Ortega. Gli si
avvicinato e gli ha mostrato il volto gioviale
e radioso di Flor Joglar, unattrice di teatro,
tatuato sulla spalla sinistra. Poi ha passato
in rassegna i suoi sei fratelli, tutti tatuati sul
braccio, ognuno con il proprio nome. Nella
stanza calato il silenzio. A quel punto Ren
ha indicato il tatuaggio di un teschio: E ora
le presento mio padre, ha detto. Ortega
scoppiato a ridere.
Quello stesso giorno, dopo aver visitato
il palazzo presidenziale, Ren ha concesso
unintervista a Patricia Vargas, inviata spe-
ciale del Nuevo Da di Puerto Rico, arrivata
in Nicaragua per seguire il concerto della
band. Ren, che allora aveva 29 anni e in-
dossava una maglietta da basket color mal-
va dei Detroit Pistons, ha confessato alla
giornalista: incredibile vedere come la
musica ci unisce a questo paese e a Daniel
Ortega, un uomo che ha fatto la rivoluzione.
Sento che sto raggiungendo i miei obiettivi.
Quando gli ho parlato del concerto, ha capi-
to che siamo sulla stessa lunghezza donda.
Ortega ha mandato i suoi saluti a mio padre,
Reinaldo Prez, che arriv in Nicaragua ne-
gli anni ottanta per sostenere i sandinisti.
Per me stato un momento importante.
Mai pi aria condizionata
Il nome Calle 13 deriva da una via del quar-
tiere El Conquistador, dove Ren Prez vi-
veva e dove, insieme a Eduardo, ha deciso
50 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
che avrebbe formato una band. Per entrare
in questa parte di Trujillo Alto, un comune
dellarea metropolitana di San Juan, sulle
umide colline di Puerto Rico, bisogna pas-
sare un posto di blocco. Eduardo era il visi-
tatore, Ren il residente. Da qui vengono
i loro soprannomi: Residente e Visitante. Si
conoscono dallinfanzia, quando il padre di
Eduardo ha sposato in seconde nozze la
madre di Ren. Il matrimonio non durato
molto, ma i ragazzi sono rimasti amici. An-
zi, si considerano veri e propri fratelli e vo-
gliono essere chiamati cos.
Nellestate del 2007, quando Ren ha
incontrato il presidente del Nicaragua per
discutere della realt sociale dellAmerica
Latina, i Calle 13 erano una delle band pi
popolari del continente. Con il primo disco
il gruppo ha vinto tre Grammy e ha ricevuto
proposte di collaborazione da Beyonc e
Nelly Furtado. Con il secondo album, usci-
to nel 2007, i Calle 13 hanno superato peri-
no Jennifer Lopez nelle classiiche di musi-
ca latina. Abbiamo un microfono in mano,
e non ci limitiamo a muovere i ianchi, ri-
peteva sempre Ren in quel periodo.
I Calle 13 hanno inciso i loro primi brani
nel 2004, nello studio di registrazione della
Sulle note
dei Calle 13
Diego Enrique Osorno, Gatopardo, Messico
Residente e Visitante sono due rapper portoricani,
famosi in tutta lAmerica Latina. Militanti e sovversivi.
Ma anche idoli del pubblico di Mtv. La loro musica
uno dei simboli della nuova identit del continente
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u Puerto Rico un territorio non incorporato
degli Stati Uniti. Ha un governo autonomo,
ma non indipendente n uno stato
federato degli Stati Uniti. I portoricani non
possono votare per le elezioni presidenziali
statunitensi, ma il capo dello stato il
presidente degli Stati Uniti, rappresentato
sullisola da un governatore eletto, che
detiene il potere esecutivo.
uAttualmente il governatore di Puerto Rico
Luis Fortuo. Anche il parlamento, eletto
dagli abitanti dellisola, sottoposto alle
decisioni del congresso di Washington.
Puerto Rico, un tempo colonia spagnola,
passata sotto il controllo degli Stati Uniti
dopo la guerra ispano-americana del 1898.
Da sapere
Puerto Rico un territorio non incor
porato degli Stati Uniti: appartiene agli
Stati Uniti ma non fa parte del paese. In al
tre parole: Barack Obama il presidente,
anche se i portoricani non lo hanno potuto
votare. Ren chiama inginocchiati quei
portoricani favorevoli allidea che il paese
resti una colonia degli Stati Uniti. Ma sa an
che che la causa dellindipendenza non de
colla per la paura e la disinformazione. Se
Puerto Rico diventer indipendente, non
avremo pi laria condizionata, gli disse
una volta la maestra delle elementari.
Siamo vivi!
La voce di Ileana Joglar cos forte, calma e
melodica che non sembra uscire dalla sua
gola. Ileana sta cantando al bar Escnica di
Monterrey, dove i Calle 13 suonano davanti
a pi di mille persone. Ileana la sorella di
Ren. Ha 18 anni, accompagna il gruppo in
alcune canzoni e cerca di sfondare come
solista con laiuto di ngelo Medina, ex
agente di Ricky Martin.
Il concerto comincia poco prima di mez
zanotte. il 19 febbraio del 2010. Ren ed
Eduardo sono arrivati il giorno stesso da
Veracruz, dove hanno partecipato al carne
vale. Monterrey teatro di una brutale
guerriglia urbana tra cartelli della
droga. Ren sale sul palco, panta
loni Adidas verdi e una canottiera
che lascia scoperte le braccia mu
scolose e tatuate, prende il micro
fono e si lancia in unarringa: Ci
divertiremo, stronzi. Voglio vedere tutta
Monterrey che salta. Dobbiamo stare svegli
perch stiamo respirando. C un sacco di
gente che morta, dobbiamo far vedere alla
luna e alle stelle che siamo vivi. Monterrey,
saltiamo.
Molti testi delle canzoni dei Calle 13 so
no scritti da Ren. Il suo processo creativo
empirico: ama vivere pi che leggere, anche
se ha studiato per quasi quattro anni arte in
Georgia, negli Stati Uniti, e ha vissuto a Bar
cellona. Quando partito per la Spagna in
valigia ha messo solo due libri: Diablo guar-
din di Xavier Velasco e Lanticristo di Nietz
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 51
Jiggiri Records, unetichetta indipendente
creata dal rapper Tego Caldern. A Puerto
Rico Caldern conosciuto come il precur
sore del reggaeton alternativo, una dei
nizione usata anche per la musica dei Calle
13, anche se Residente e Visitante preferi
scono deinirsi una band urbana. Eppure
nelle loro canzoni si percepisce nettamente
quel mix di reggae, salsa e hip hop da cui
nato il reggaeton.
Nel 2005, durante le registrazioni del
primo album, Ren ha convinto Eduardo a
mescolare i suoni alla moda del reggaeton
con altri generi musicali, dallelettronica al
tango. Lobiettivo era dar vita a uno stile
personale e, allo stesso tempo, fare breccia
tra i ragazzi di Puerto Rico, allora appassio
nati di Daddy Yankee, re assoluto del pano
rama musicale locale. Almeno ino allarri
vo dei Calle 13.
In Messico
Flor Joglar, la madre di Ren Prez, stata
unattrice. Da giovane, non riuscendo a tro
vare lavoro nei circuiti commerciali, entr a
far parte del Teatro del Sesenta, una com
pagnia con un programma molto coraggio
so. Il gruppo allest il musical La verdadera
I Calle 13
historia de Pedro Navaja, con le canzoni del
salsero panamense Rubn Blades e una
chiara inluenza del teatro di Bertolt Brecht.
Lopera ebbe un ottimo successo a San Juan
e nel 1983 approd al teatro musicale
dellAvana, a Cuba. Il padre di Ren, Rei
naldo Prez, oltre a partecipare alle lotte
rivoluzionarie latinoamericane, allepoca
era impegnato nella difesa dei di
ritti dei lavoratori portoricani. E
ogni tanto scriveva articoli sulla
musica pop.
Con questo background poli
tico, e sullonda del successo del
primo disco, Ren ed Eduardo hanno co
minciato a viaggiare per il continente. E in
pochi mesi hanno sviluppato un forte spiri
to critico verso il loro paese, unisola di tre
milioni e mezzo di abitanti ancora coloniz
zata dagli Stati Uniti. Viaggiando hanno
potuto confrontare la realt portoricana
con quella degli altri paesi latinoamericani.
Citt del Messico, con i suoi venti milioni di
abitanti, li ha impressionati. Sembrava che
l succedesse di tutto e tutto nello stesso
momento: mentre un attentato provocava
otto morti, Los Fabulosos Cadillacs suona
vano davanti a 70mila persone.
Puerto Rico
sche. Quando arriva in una citt, Ren cerca
di registrare tutto quello che vede o che gli
raccontano e poi si siede a scriverlo. Le sue
canzoni nascono cos o dai suoi lunghi viag-
gi su internet.
Una maglietta di troppo
il 15 ottobre 2009. Tutto pronto per il
grande show a Los Angeles. Ren Prez
scende da una limousine e, camminando
sul tappeto rosso degli Mtv Latin America
awards, si toglie la giacca per mostrare ai
fotografi una maglietta con su scritto:
Chvez nominato miglior artista pop.
Quella sera Ren conduce la cerimonia, che
si svolge in contemporanea a Citt del Mes-
sico, a Bogot e a Buenos Aires, insieme a
Nelly Furtado. Il cantante dei Calle 13 si
presenta sul palco indossando magliette
con vari messaggi: Mercedes Sosa suoner
per sempre, Micheletti fa rima con Pino-
chetti, Il Messico non dimentica il 2 otto-
bre 1968. Una, in particolare, ha provocato
qualche polemica in Colombia: Uribe para
militar. Il giorno dopo levento, trasmesso
in quasi tutta lAmerica Latina, il ministero
degli esteri colombiano ha protestato con
gli organizzatori per la maglietta di Ren
che faceva riferimento al presidente lvaro
Uribe. Mtv si subito dissociata dalle afer-
mazioni del cantante dei Calle 13.
mistica del subcomandante Marcos. Nel
2000 i Rage Against the Machine, accusati
di essere dei terroristi del linguaggio, si so-
no sciolti. Un paio di anni dopo sono tornati
a suonare, e nel giugno scorso hanno parte-
cipato alla mobilitazione contro la legge
sullimmigrazione, chiaramente razzista,
approvata in Arizona.
Odissea cubana
Il mio amico blogger con cui andr al con-
certo dei Calle 13 nella tribuna antimpe-
rialista di Cuba, dove Fidel Castro ha pro-
nunciato tutti i suoi discorsi storici, mi ha
fatto ascoltare il disco di bolero registrato
da Marc Anthony, un cantante portoricano
molto famoso tra i cubani. Tra gli album pi
venduti nel bizzarro mercato nero di Cuba
ci sono anche quelli di Daddy Yankee,
lesatto opposto dei Calle 13 per stile e ilo-
soia musicale. Randy (chiamer cos il mio
amico blogger, che non vuole far sapere il
suo nome per paura di perdere il lavoro) non
conosce i Calle 13: A Cuba non si sentono.
Ma ho saputo che sono stati vietati in Co-
lombia e in altri paesi. successo anche ai
Man in Messico. Non mi sembra che i
Man siano proibiti in Messico, ribatto.
Ho sentito cos. Ho ascoltato le loro canzo-
ni e hanno testi molto forti.
A Cuba la censura colpisce diversi grup-
Quattro giorni dopo Ren ha inviato una
lettera al governo di Bogot speciicando
che la frase sulla maglietta era stata ispirata
da alcune conversazioni con degli amici co-
lombiani e che era un gioco di parole con
Uribe para bases militares (Uribe ferma
le basi militari). Ren convinto che un pa-
ese non dovrebbe accettare di ospitare basi
straniere. In quei giorni su twitter ha parlato
delle sue idee politiche. Sono di sinistra, e
ho le mie belle Adidas ai piedi. Mi contrad-
dico. Se c qualcuno che non si contraddice
mai, me lo venga a dire in faccia.
Ren Prez nato il 23 febbraio 1978.
Eduardo qualche mese dopo, il 10 settem-
bre. Come tutti i trentenni di oggi, appar-
tengono alla generazione del doppio crol-
lo raccontata da Camille de Toledo in Su-
perpunk, arcimondano: i ragazzi che hanno
visto il crollo del muro di Berlino e quello
delle torri gemelle. A diferenza delle ge-
nerazioni precedenti, non facciamo teorie.
Agiamo per intuizione, senza alterare trop-
po questo grande caos in cui abbiamo impa-
rato a creare la nostra libert.
Per questo spirito rivoluzionario, i Calle
13 sono spesso paragonati ai Rage Against
the Machine, una band di rap metal nota
per il suo romanticismo ribelle e militante e
vicina alle posizioni dellEsercito zapatista
di liberazione nazionale del Chiapas e alla
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I Calle 13 a una manifestazione contro il governo portoricano a San Juan
pi, e organizzare concerti unodissea.
Qualche giorno prima di quello dei Calle 13,
Gorki guila, il cantante di Porno para Ri-
cardo, una band che sullisola fuorilegge,
mi ha raccontato come aveva organizzato
lultimo concerto, un anno prima, in una
grotta alla periferia dellAvana. Cerano so-
lo quaranta spettatori. Pi si fa pubblicit a
un concerto, pi probabile che sia cancel-
lato. Dobbiamo trovare un equilibrio molto
delicato. Si comincia a parlare con la gente
quasi il giorno stesso dellesibizione. Si fa
girare la voce ma senza esagerare, perch
se la notizia si difonde troppo facile che
arrivi la polizia a far saltare tutto. La grotta
in cui hanno suonato i Porno para Ricardo
conosciuta come La Cueva del Gato. Ci
sembrato un posto ideale. Se ci passi accan-
to non vedi niente, ma c un accesso allal-
tezza della strada, spiega Gorki.
Ho cominciato a parlare con entusiasmo
dei Calle 13 e del loro spirito ribelle inch
non ho notato una certa diidenza sul volto
di Gorki.
Cosa signiica oggi essere ribelle a Cu-
ba?, gli ho chiesto.
Comprare carne di manzo per strada,
ecco cosa signiica essere ribelle qui.
Comprare cosa?.
Carne di manzo. Essere ribelle in que-
sto paese signiica sopravvivere. Quando
sopravvivi vai contro le leggi perch quasi
tutto illegale. Qui non si pu fare niente.
Per sopravvivere devi cercare di inventarti
un qualche modo per far soldi, ovviamente
illegale. Essere ribelle vuol dire anche esse-
re creativo. Ma mi dispiace dirti che la mu-
sica dei Calle 13 a Cuba non ha niente di ri-
belle. Suonare nella tribuna antimperialista
la cosa pi uiciale che ci sia.
Il mistero di Castro
La perla un candombe uruguaiano a pi
voci con un testo sulla vita in un quartiere
popolare. Originariamente era stata incisa
con Rubn Blades, ed la canzone che in-
iamma di pi le duecentomila persone ar-
rivate sul malecn dellAvana per ballare. Il
concerto comincia alle cinque del pomerig-
gio con il cantante cubano Kelvis Ochoa.
Alle sei di sera arrivano i Calle 13. La band
impressionante: ci sono quasi trenta musi-
cisti sul palco. C pi confusione che alla
commemorazione annuale della rivoluzio-
ne cubana. Ren indossa una maglietta su
cui c la foto di un giovane con i capelli neri
e ondulati e dei grandi bai. Sulla schiena
c la frase: Riceviamo iori e pallottole in
uno stesso cuore. Luomo della foto Car-
los Muiz Varela, un cubano ucciso il 28
aprile del 1979 a San Juan di Puerto Rico da
due pallottole calibro 45. Muiz Varela ave-
va 26 anni quando fu bloccato mentre era in
macchina sullavenida California, nel quar-
tiere di Guaynabo. Lassassinio di Muiz
Varela, considerato il martire degli emi-
grati cubani, stato organizzato in colla-
borazione con i servizi di intelligence del
governo di Fidel Castro dal gruppo terro-
ristico Omega-7, di cui hanno fatto parte
diversi criminali cubanoamericani come
Orlando Bosch e Luis Posada Carriles. Car-
riles stato il responsabile dellattentato del
6 ottobre 1976 contro un aereo della Cuba-
na de Aviacin in volo dal Venezuela a Cuba
con 73 passeggeri a bordo. Lomicidio di
Muiz Varela rimasto impunito ino a og-
gi. Secondo lintelligence cubana, luomo
stato ucciso per il suo ruolo di mediatore tra
gli emigrati cubani e lisola. Muiz Varela
era amico di Reinaldo Prez, il padre di
Ren. Tre anni fa uno dei suoi igli, anche
lui chiamato Carlos, ha cominciato a batter-
si per far arrestare gli assassini del padre,
che assicura sono protetti dallFbi.
Il concerto dei Calle 13 inisce appena
prima del tramonto. Ma sul malecn c an-
cora movimento: alcuni gruppi di ragazzi si
mettono a bere rum vicino al mare e si fan-
no la corte tra lodore del mare e lombra
bluastra delle onde.
Paura e disinformazione
Eduardo Cabra ha prestato la sua chiavetta
usb allassistente di Calle 13 per copiare sul
mio Mac Latinoamrica, una delle canzoni
che faranno parte del nuovo disco della
band. Il pezzo unisce suoni latinoamericani
a un testo che inneggia alla libert. Ho chie-
sto a Ren se la nuova canzone il prodotto
dei cambiamenti politici che hanno attra-
versato il continente negli ultimi dieci anni.
Vogliamo raforzare lidentit latinoame-
ricana. bufo, stavo parlando con un ar-
gentino che lavora con noi. Mi ha detto: Ma
guarda, c voluto un portoricano per fare
una canzone cos sullAmerica Latina.
una gran cosa. Non facciamo parte del fol-
clore latinoamericano: ci sembra un genere
troppo codiicato. Ma s, credo che abbiamo
fatto una canzone rappresentativa per tutto
il continente. da parecchio tempo che non
si facevano pezzi simili. Il brano parla di un
argomento che hanno affrontato anche
Mercedes Sosa e i musicisti della nueva
trova cubana, negli anni settanta e ottanta.
Poi non c stato pi niente. La nostra forza
ora sono i mezzi di comunicazione: straor-
dinario che una canzone del genere sia can-
tata da un gruppo che un anno fa era agli
Mtv awards.
Prima di cominciare a fare le domande
per lintervista con la band, ho raccontato a
Ren che qualcuno su twitter mi ha chiesto
se hanno intenzione di entrare in politica.
Non direi. pi probabile che io faccia del
cinema o qualcosa di legato allarte, mi ha
risposto Ren.
Fino a che punto siete disposti a usare
la vostra musica per la causa dellindipen-
denza di Puerto Rico?, ho chiesto.
Mi ha risposto ancora Ren: Il vero
obiettivo sensibilizzare le persone sullim-
portanza dellistruzione. Non sto dicendo
di essere il pi istruito, perch non lo sono,
ma ho avuto uneducazione e so come di-
fendermi. A Puerto Rico i principali proble-
mi sono la disinformazione e la paura. So
che ci sono persone che hanno altre priorit
e non se ne preoccupano. Io invece mi ver-
gogno della situazione del mio paese.
Lintervista vera e propria comincia qui.
Qualcuno dellentourage del gruppo ha ri-
mediato una bottiglia di vodka alla fragola,
la bevanda preferita di Ren, che per ne
beve solo un sorso.
Cosa pensate della sinistra che al go-
verno in Bolivia, in Venezuela e negli altri
paesi dellAmerica Latina?.
Per alcuni aspetti ci convince, per altri
no. Per quanto riguarda gli ideali siamo sul-
la stessa lunghezza donda, ma in pratica ci
sono molti problemi. Prendiamo Cuba:
un mistero. Ma ci siamo stati e abbiamo
scoperto cose belle e brutte.
Quali presidenti avete conosciuto e co-
me vi sono sembrati?.
Abbiamo visto lecuadoriano Rafael
Correa una volta, ma stato un incontro
brevissimo. Abbiamo conosciuto anche
Hugo Chvez, il leader venezuelano. Parla
un sacco, ci sembrato un tipo a posto. Mi
piacerebbe conoscere lex presidente co-
lombiano lvaro Uribe. Mi interessa con-
frontarmi con tutti, ma non sono amico di
nessuno e non voterei per nessuno. Non so
quanto durer il nostro impegno, per ora
suono questo genere di musica. un ruolo
in cui sono entrato a poco a poco e mi piace.
Ma non era la nostra idea di partenza.
Quali erano, allora, i vostri obiettivi?.
Suonare, far divertire la gente, cono-
scere ragazze: le cose che interessano a tut-
ti i ragazzi. Ma poi le cose hanno preso una
piega diversa. usb
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 53
Il concerto inisce
prima del tramonto.
Ma sul malecn c
ancora movimento
54 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Angola
Sognando Luanda
Franois Musseau, Libration, Francia. Foto di Luiz Carvalho
Il Portogallo in crisi, lAngola ofre molte opportunit. Per questo negli ultimi anni
350mila portoghesi sono andati a vivere nellex colonia. Reportage di Libration

I
l Portogallo un paese chiu-
so, vecchio, senza prospet-
tive. LAngola ha un sacco di
problemi, ma il futuro. La
terra delle side. E io non mi
tiro indietro. Paula Cardo-
so, circa trentanni, di Lisbona, ambizio-
sa e, come molti altri giovani portoghesi, si
sente condannata e senza speranze.
Secondo losservatorio dellimmigra-
zione di Lisbona, negli ultimi cinque anni
350mila persone hanno lasciato il paese,
colpito duramente dalla crisi economica.
Un esodo paragonabile a quello avvenuto
negli anni sessanta. I portoghesi emigrano
soprattutto in Gran Bretagna, in Spagna e
in Svizzera, ma negli ultimi tre anni sem-
brano aver scoperto un nuovo eldorado,
pi lontano: lAngola.
Ex colonia portoghese, il paese diven-
tato indipendente nel 1975 dopo una lunga
guerra ed raggiungibile in sette ore di vo-
lo da Lisbona. LAngola ha un territorio
dodici volte pi esteso di quello del Porto-
gallo: la terra delle side che attira Pau-
la Cardoso e molti altri.
Gli emigranti sono sempre di pi. Nel
2006 sono stati rilasciati 156 visti a cittadi-
ni portoghesi in partenza verso lex colo-
nia. Nel 2009 sono diventati 23.787. Si sti-
ma che negli ultimi anni si siano trasferiti
in Angola centomila portoghesi, un nume-
ro quattro volte pi alto di quello degli an-
golani che vivono in Portogallo. Qui, dopo
la crisi gli immigrati arrivano con il conta-
gocce. Tutto questo mi fa pensare allepo-
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Huambo, nellAngola centrale
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 55
ca delle grandi scoperte, quando i nostri
antenati partivano per lAfrica, anche loro
per sfuggire alla crisi economica, com-
menta Mario Bandeira dellIstituto supe-
riore di scienze del lavoro e dellimpresa.
Il Portogallo malato, lAngola in otti-
ma forma. Con le sue miniere di diamanti
e i suoi giacimenti di petrolio che nellAfri-
ca subsahariana sono secondi solo a quelli
della Nigeria dal 2003 il paese ha registra-
to una crescita media del pil pari al 14 per
cento. Gli angolani hanno trovato la pace
solo nel 2002, dopo circa quarantanni di
guerre, e tutto devessere ricostruito. Per
questo c bisogno di ingegneri edili,
esperti di telecomunicazioni, consulenti
inanziari e altre igure professionali, pos-
sibilmente in grado di parlare il portoghe-
se. Per i portoghesi una grande opportu-
nit: quarantenni e giovani laureati, disoc-
cupati e avventurieri, tutti si mettono in
viaggio verso lAfrica.
Per ogni naufragio in Portogallo, c
un salvagente in Angola. Qui il deserto
lavorativo, l una rigogliosa oasi professio-
nale, scriveva alcuni mesi fa il settimana-
le portoghese Viso. Ad attirare i candidati
sono soprattutto i buoni stipendi e la facili-
t con cui ci si arricchisce. In Portogallo un
ingegnere appena laureato o un giornalista
con tre anni di esperienza guadagnano al
massimo mille euro, mentre in Angola pos-
sono ricevere ino a tremila euro di stipen-
dio, con vitto e alloggio a carico del datore
di lavoro.
Carlos Cardim vive a Luanda, la capita-
le angolana, dal 2005 e dirige unagenzia
pubblicitaria. Mi sembra di sta-
re nel Portogallo degli anni ot-
tanta, quando cominciarono ad
arrivare i primi fondi della Co-
munit economica europea,
confessa. Gli stranieri privilegia-
ti possono permettersi una vita comoda:
grandi ville, macchine con autista, scorta,
feste. In un certo senso mi ricorda il far
west. cos eccitante, ammette Joo, un
consulente di marketing che vive nel sud
dellAngola dal 2007. Il Portogallo, inve-
ce, un paese dove ora non vale la pena di
vivere.
Ma lAngola veramente la terra delle
side? Leldorado del lavoro? Certamente.
Ma non il paese della cuccagna, fa notare
Paula Cardoso, che di mestiere fa la gior-
nalista. Seduta al tavolo di un bar del cen-
tro di Lisbona, Cardoso (che ha un genitore
portoghese e laltro mozambicano) parla
anche dellaltro lato della medaglia.
Unesperienza negativa
Alla ine del 2009 partita per andare a vi-
vere sei mesi a Luanda. Il settimanale per
cui lavora, Sol, si era salvato dalla banca-
rotta grazie a un ricco investitore angolano.
Cardoso non era andata in Angola per de-
naro lo stipendio era quasi identico a
quello che guadagnava in Portogallo ma
per fare unesperienza, con la garanzia che
al ritorno avrebbe riavuto il suo posto a Li-
sbona.
A diferenza degli altri espatriati, Car-
doso non godeva di nessun vantaggio eco-
nomico. Sono partita con dei pregiudizi
negativi sullAngola e dopo il mio arrivo a
Luanda ne ho unopinione anche peggiore.
Atterrata allaeroporto, un funzionario
riuscito a spillarmi cinquanta dollari. Lap-
partamento dove vivevo era in pessime
condizioni e costava un occhio della testa.
La vita quotidiana era una specie di via
crucis. Se a Luanda non hai laria condizio-
nata, un generatore di corrente e un serba-
toio per lacqua, sei condannato a sofrire.
In una citt progettata per meno di un mi-
lione di persone, vivono a stretto contatto
gli uni con gli altri ben sette milioni di abi-
tanti.
Cardoso ha altri brutti ricordi del suo
soggiorno. Gli unici piaceri sono la spiag-
gia, i bar, le discoteche. Altrimenti ci sono
dei concerti che costano pi di cento dolla-
ri, una vita culturale quasi inesistente e un
orribile centro commerciale dove si gela
perch laria condizionata troppo forte.
Che shock rispetto a Lisbona!.
In redazione latmosfera era molto tesa
per la rivalit tra i giornalisti locali e quelli
venuti dal Portogallo. Sar lef-
fetto del nepotismo e della cor-
ruzione ma in Angola chi ha un
buon incarico spesso una per-
sona incompetente, senza una
vera cultura del lavoro. Molti col-
leghi erano diffidenti nei confronti dei
bianchi e provavano un misto di senso di
superiorit, legato agli stipendi molto alti
che percepivano, e di senso dinferiorit,
legato alla storia coloniale.
Nonostante questo, Cardoso ha deciso
di tornare in Angola per lanciare un nuovo
settimanale, Mambos. La propriet del
giornale sar angolana, ma il mio capo sar
portoghese. Inoltre in quel paese ci sono
Faisalabad A N G O L A
Brazzaville
Frontiere del
Nord-ovest
COREA
DEL NORD
Mar
Caspio
300 km
Luanda
Huambo
Cabinda
Benguela
ZAMBIA
NAMIBIA
REPUBBLICA
DEMOCRATICA
DEL CONGO
Oceano
Atlantico
u LAngola una repubblica presidenziale,
che ha ottenuto lindipendenza dal
Portogallo nel 1975. Il presidente Jos
Eduardo dos Santos in carica dal 1979. Le
diseguaglianze economiche e sociali del
paese sono molto forti. Due terzi degli
abitanti sono estremamente poveri (il paese
al 162 posto su 177 nellindice di sviluppo
umano dellOnu). Eppure, secondo Mercer
Consulting, la capitale Luanda la citt pi
cara al mondo per i residenti stranieri.
Da sapere
In un certo senso
lAngola mi ricorda il
far west. cos
eccitante, dice Joo
Paesi a confronto
Spese
militari,
%delpil
2,3 5,7
4,85
Tassodi
mortalit
infantileogni
millenascite
182,31
Numero
dimedici
ognimille
abitanti
342 8
Spesa
pubblicaper
listruzione,
%delpil
5,7 2,6
Spesa
pubblica
perlasalute,
%delpil
7,0 1,5
Aspettativa
mediadivita,
anni
77,7 41,7
Popolazione
10.676.910 12.531.357
Area,
chilometri
quadrati 92.391
1.246.700
PORTOGALLO ANGOLA
Distribuzione
della
popolazione
peret
0-14
15-64
+65
43,6 16,4%
53,6 66,2
2,7 16,4
Anni
%
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Angola
56 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
molte cose da raccontare. Il Portogallo mi
va troppo stretto.
Un vecchio paese europeo in un mo-
mento diicile guarda con invidia una na-
zione africana in pieno sviluppo. A Luan-
da, dice un ex emigrato, si sente spesso
dire che il Portogallo diventato una colo-
nia angolana. E questo anche se lAngola
ha molti problemi: i due terzi dei suoi abi-
tanti vivono in condizioni di estrema po-
vert, laspettativa di vita media di circa
quarantanni, il costo della vita molto alto
e il livello di corruzione da record. Un
amico mi ha proposto di trasferirmi lag-
gi, conida Cristina, professoressa a Por-
to. Ma gli ho detto di no perch non voglio
vivere in un regime molto corrotto.
I leader portoghesi non hanno questo
genere di scrupoli. A luglio, nel corso di
una visita di cinque giorni in Angola, il pre-
sidente portoghese Anbal Antnio Cava-
co Silva ha elogiato il capo dello stato an-
golano Jos Eduardo dos Santos. Vista da
Lisbona, lex colonia una manna provvi-
denziale. LAngola il principale cliente
del Portogallo fuori dallUnione europea.
Lisbona investe in modo cospicuo (557 mi-
lioni di euro nel 2009) nel paese africano,
dove ci sono ottocento aziende portoghe-
si.
Ma succede anche il contrario: i milio-
nari angolani investono in Portogallo, so-
prattutto nei settori dei beni di
lusso, delle automobili, degli al-
berghi esclusivi, della moda e
della chirurgia plastica. I capitali
angolani, come quelli del gruppo
petrolifero Sonangol, sono servi-
ti a comprare partecipazioni azionarie in
importanti imprese portoghesi come la so-
ciet elettrica Galp, e le banche Millen-
nium bcp e Bpi.
Sono passati 35 anni dallindipendenza
dellAngola e i giovani portoghesi non pro-
vano lo stesso senso di colpa dei loro geni-
tori nei confronti di un paese dove la guer-
ra coloniale stata accompagnata da terri-
bili atrocit. I pi ricchi i dipendenti delle
multinazionali o delle grandi aziende por-
toghesi investono nei quartieri eleganti
della parte sud di Luanda. Altri cercano
uno stile di vita completamente diverso e
si trasferiscono nelle campagne angolane.
La maggior parte, comunque, va in An-
gola per tentare la fortuna. Le delusioni,
per, sono cos frequenti che lambasciata
e i mezzi dinformazione portoghesi molti-
plicano gli avvertimenti sullestrema com-
plessit della burocrazia, sulla diicolt di
ottenere un visto per motivi di lavoro,
sullineicienza dei servizi e sulle precau-
zioni da prendere prima di acquistare dei
terreni.
Loccasione e la paura
Fino a dove arriver questondata migrato-
ria? Un numero sempre pi grande di por-
toghesi si trasferisce qui con la famiglia.
Ma la maggior parte delle persone viene a
vivere in Angola perch mandata
dallazienda per cui lavora, fa sapere lam-
basciata del Portogallo a Luanda.
Non mi sarei mai candidato per un tra-
sferimento se la mia azienda non mi avesse
oferto tutta una serie di garanzie. Il caos,
la malaria e la povert mi spaventano,
ammette Samuel Filipe, 26 anni, pronto a
partire per lAngola per conto di una multi-
nazionale. Filipe elenca i vantaggi del nuo-
vo incarico: Qui guadagno mille euro, il
lavoro monotono, divido il mio apparta-
mento con due amici. A Luanda avr tutto
pagato, mi daranno 85 euro di indennit
giornaliere e mi saranno oferti tre viaggi
di ritorno a casa allanno. E poi laggi mi
occuper di creare una banca. Far
unesperienza di due anni, poi vedr.
Rui Gameiro, un ingegnere civile di 28
anni, credeva di aver trovato loccasione
della sua vita. Nellinverno del 2009 sta-
to mandato dalla sua azienda a partecipare
alla costruzione di un ponte sul fiume
Kwanza. Era il mio primo vero cantiere.
Un progetto da cento milioni di
dollari, il pi grande dellAngo-
la. Tutto era allaltezza delle sue
aspettative: una bella casa sorve-
gliata a Benguela, un garage,
cinquemila euro al mese. Pen-
savo di rimanere cinque anni per mettere
da parte dei soldi e comprarmi una casa a
Lisbona. Ma la delusione arrivata pre-
sto. Al ritorno dalle vacanze di Natale, che
aveva trascorso a Lisbona, mi hanno tolto
il progetto e trasferito in un uicio a non
fare nulla. Mi sono trovato invischiato tra
incompetenza e corruzione. Cos mi sono
dimesso, racconta.
Da febbraio Gameiro vive di nuovo a
casa dei genitori a Lisbona e ha ripreso il
suo triste lavoro. Ma ha sempre le valige
pronte. Se si presenta un altro progetto,
riparto per lAngola senza pensarci due
volte. u adr
Gameiro tornato
dai genitori a Lisbona
ma ha sempre le sue
valige pronte
Richard Lapper,
Financial Times,
Gran Bretagna
Economia
T
eresa Antnio molto arrab-
biata. Negli ultimi due anni
ha cercato di convincere i vi-
cini a vaccinare i igli e a usare le
zanzariere. Queste misure rientra-
no in un programma del governo
per combattere quelle malattie per
cui lAngola, uno dei pi ricchi paesi
africani, registra uno dei tassi di
mortalit infantile pi alti del mon-
do. Ma gli operatori sanitari e i bu-
rocrati di Cacuaco, a est di Luanda,
sono cos pigri che Antnio comin-
cia a considerare inutili i suoi sforzi.
Gli infermieri arrivano sempre tar-
di e accumuliamo un sacco di lavo-
ro, dice. Se non migliora il servi-
zio inutile impegnarci tanto.
La sua esperienza mette in luce
alcune contraddizioni dellAngola
di oggi. La grande disponibilit di
petrolio e sei anni consecutivi di
crescita a ritmi sostenuti hanno reso
lAngola uno dei mercati pi dina-
mici del mondo. Grazie ai inanzia-
menti cinesi, il governo ha investito
miliardi di dollari nelle infrastruttu-
re, creando un mercato che attira
aziende brasiliane, portoghesi e su-
dafricane. Tuttavia il governo fatica
a scrollarsi di dosso la reputazione
di essere corrotto e autoritario. Jos
Eduardo dos Santos presidente
dal 1979 e in tutti questi anni la sua
famiglia si arricchita molto.
Oltre alle strade e ai ponti, molti
dei quali appaltati a societ cinesi e
brasiliane, lAngola sta costruendo
ospedali, scuole e sta estendendo la
rete idrica. Secondo Koen Vanor-
melingen, rappresentante dellUni-
cef in Angola, il governo fa la parte
pi facile: costruire le infrastrutture.
Ma la vera sida migliorare la qua-
lit dei servizi. Per farlo, come di-
mostra lesperienza di Teresa Ant-
nio, dovr combattere contro la bu-
rocrazia e lincompetenza. u
La ricchezza
non per tutti
WIRED.IT
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LIU XIAOBO, NOBEL PER LA PACE 2010
60 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Australia
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eorge Manantan ha
unespressione soffe-
rente. Si ferito andan-
do a piedi nudi nel bush
a caccia di maiali, e ora
cammina con le stam-
pelle. E come se non bastasse, dice que-
sto proprietario terriero aborigeno, proba-
bilmente un coccodrillo ha mangiato uno
dei miei cani. I coccodrilli del iume Wen-
lock, che scorre attraverso la contea abori-
gena di Mapoon, nel Queensland australia-
no, sono enormi. Poi Manantan alza le
spalle: Se pi tardi si fa vivo, vuol dire che
non lo hanno mangiato.
Ma i coccodrilli che mangiano i cani non
sono certo il problema principale di questa
piccola comunit di trecento persone, un
avamposto nel deserto a 3.200 chilometri
da Sydney. I suoi abitanti sono coinvolti in
una disputa territoriale tra la Cape Alumi-
na, unazienda mineraria controllata dalla
Chiping Xinfa Huayu, uno dei maggiori
produttori di alluminio cinesi, e gli ecologi-
sti guidati da Terri Irwin, vedova del famo-
so ambientalista Steve Irwin, il fondatore
dellAustralia Zoo conosciuto come The
crocodile hunter, il cacciatore di cocco-
drilli. Vogliono scavare sulla terra che ci
d da mangiare, dice Manantan a proposi-
to della miniera di bauxite che da sei anni la
Cape Alumina cerca di aprire nella zona.
Ci sono bovini selvatici, maiali, oche, e
sappiamo gi che sar un disastro.
In questa parte dellAustralia c una
diidenza difusa nei confronti delle mi-
niere. Lavversione nasce dal legame con
una terra che da migliaia di anni permette
alle persone di nutrirsi, curarsi e trovare ri-
fugio. Ma questa non la solita disputa tra
una grande impresa e una minoranza indi-
gena oppressa sostenuta dagli ecologisti.
Innanzitutto, la Cape Alumina si guada-
gnata la fama di azienda trasparente e ha
sempre consultato le comunit locali, chie-
dendo la loro collaborazione. Chi viene da
queste parti e ascolta lopinione degli abi-
tanti sullazienda scoprir che c una certa
tolleranza. un atteggiamento che fa di
necessit virt. Come molte zone rurali au-
straliane, Mapoon non ofre molte oppor-
tunit di sviluppo economico e sociale agli
aborigeni. Lazienda mineraria ha promes-
so 1.700 posti di lavoro e un investimento
di 1,2 miliardi di dollari australiani (840 mi-
lioni di euro) nelleconomia locale. Ma ba-
sta entrare nellunico negozio del villaggio
per capire qual la realt dei fatti: un uomo
con un neonato in braccio chiede di com-
prare a credito latte in polvere e sigarette,
ma il commesso gli dice di no.
Nel Queensland australiano unazienda mineraria e
gli ecologisti si contendono le terre di una comunit
aborigena. Ma senza tener conto dei diritti dei nativi
Quella terra
era nostra
Ivan Broadhead, South China Morning Post, Hong Kong
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Steve e Terri Irwin con la iglia Bindi Sue nel 2002
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 61
Peter Guivarra, il sindaco di Mapoon, ci
spiega qual il problema dei suoi concitta-
dini: la lotta ideologica a favore della mi-
niera e contro la difesa dellambiente. Nel
2004, dice Guivarra, la Cape Alumina ha
chiesto lautorizzazione a esplorare una
parte del territorio della contea alla ricerca
di bauxite, il minerale dalluminio che d a
questa zona il suo caratteristico colore
arancione bruciato. Le autorizzazioni sono
state concesse per una porzione di territo-
rio che fa parte di Bertiehaugh, un grande
ranch per lallevamento di bovini fondato
nel 1887 da Frank Jardine, uno dei primi
europei che sinsediarono a Cape York. Jar-
dine una igura leggendaria nel Queen-
sland: ammirato o disprezzato a seconda
di chi racconta le sue imprese. La cultura
indigena ambivalente nei suoi confronti.
Alcuni, per esempio, raccontano che una
domenica pomeriggio, mentre si rilassava
nel suo patio, Jardine spar a un aborigeno
per puro divertimento.
Gli abitanti di Mapoon attribuiscono
una grande importanza simbolica e cultu-
rale a Bertiehaugh, un territorio che consi-
deravano loro ino allarrivo di Jardine. Il
colono sinsedi in un periodo in cui lAu-
stralia era considerata terra di nessuno,
negando la storia degli aborigeni. Nel
2006, dice Guivarra, la comunit stava
pensando di comprare alcuni grandi ranch,
compreso Bertiehaugh. Cos tutti sono ri-
masti sorpresi leggendo sui giornali che la
societ dinvestimento di Terri Irwin, la Sil-
verback Properties, aveva comprato per sei
milioni di dollari australiani i diritti duso
di quella azienda agricola grande 1.300 chi-
lometri quadrati.
A complicare le cose si aggiunto il fat-
to che lafare stato concluso con i soldi
pubblici messi a disposizione dal primo mi-
nistro, allepoca il conservatore John Ho-
ward: il governo aveva ottenuto i diritti e li
aveva girati a Irwin. La concessione, che
non annullava il diritto preesistente della
Cape Alumina a fare ricerche ed eventual-
mente ad aprire una miniera in una parte
del ranch, era stata considerata un tentati-
vo da parte di Howard di sottrarre voti ai
verdi alle elezioni del 2007, che poi sono
state un disastro per il suo Partito liberale.
I proprietari aborigeni non sono stati ne-
anche consultati, dice Guivarra. Quella
terra nostra. territorio teapithiggi, e il
governo deve capire che se qualcuno com-
pra la tua terra e la regala a qualcun altro,
che tu sia nero, bianco o mulatto, ti senti
defraudato.
I teapithiggi sono una delle sei trib che
vivono a Mapoon. Come quasi tutti i gruppi
indigeni, i teapithiggi sono riusciti a otte-
nere la restituzione delle loro terre tradi-
zionali grazie alle leggi approvate per ripa-
rare allespropriazione dei territori austra-
liani dopo larrivo degli europei nel 1788.
Questi provvedimenti sono stati resi possi-
bili grazie a un processo del 1992 (il caso
Mabo contro lo stato del Queensland), che
molti considerano una pietra miliare per-
ch ha sancito per la prima volta il ricono-
scimento dei diritti degli indigeni.
Il ranch di Steve
Non fatevi ingannare, dice Noel Pearson,
avvocato e attivista per i diritti civili degli
aborigeni. Siamo in un periodo in cui gli
esponenti pi estremisti del movimento
ambientalista stanno facendo tutto il pos-
sibile per difendere i propri interessi, anche
a costo di appropriarsi dei territori indigeni.
Esercitano il controllo economico su que-
ste zone, dichiarandole riserve naturali e
aree protette per impedire che siano sfrut-
tate dalle societ minerarie. Ma stanno fa-
cendo pagare i costi della loro politica ai pi
deboli, cio ai gruppi indigeni che nella
vecchia economia erano poveri ed emargi-
nati e continuano a esserlo anche in quella
nuova.
In efetti, dopo aver comprato Bertie-
haugh, Irwin ha subito ribattezzato il ranch
conteso The Steve Irwin wildlife reserve.
Poi ha lanciato in tutto il mondo una peti-
zione per salvare la fattoria di Steve e ha
bloccato il progetto della Cape Alumina
prima ancora che lo studio sullimpatto
ambientale dei lavori, costato cinque mi-
lioni di dollari australiani, fosse completato
e quindi esaminato dal governo. Steve Ir-
win stato un grande ambasciatore dellAu-
stralia, dice Guivarra. Non posso dire
niente contro di lui. Ma questo un insulto,
perch quella terra ha gi un nome, un no-
me tradizionale. Ci sono luoghi storici e
lagune che per noi hanno un signiicato cul-
turale. Non sono la laguna di Steve, il ru-
scello di Steve o il iume di Steve.
E come se non bastasse, oltre al cambia-
mento di nome gli abitanti della zona han-
no assistito sconcertati alla costruzione di
un nuovo recinto intorno al ranch, che gli
impedisce di accedere ai terreni comuni
dallaltra parte di Bertiehaugh.
Secondo Guivarra, Bertiehaugh non
un habitat naturale unico, come Irwin con-
tinua a sostenere nella sua campagna con-
tro la Cape Alumina. Anche se la regione
ospita molte specie rare, tra cui gli squali
dai denti a sciabola, lo stesso tipo di lora e
fauna si trova in tutta la zona di Cape York,
non solo in quello che ora si chiama casa
di Steve. LAustralia Zoo di Irwin non ha
voluto rilasciare dichiarazioni per questo
articolo nonostante le numerose telefonate
e le email che abbiamo mandato.
Guivarra, tuttavia, convinto che la
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Queensland, Australia
62 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Australia
preoccupazione principale di Irwin sia
lambiente e capisce i suoi timori per i dan-
ni che potrebbe causare una miniera a cielo
aperto. La Cape Alumina promette di ri-
mettere tutto a posto, dice il sindaco, ma
nella vicina citt di Weipa quarantanni di
scavi per estrarre la bauxite hanno lasciato
il segno. Non va bene. Hanno portato via
due o tre metri di strato supericiale del ter-
reno, dice Guivarra. L gli alberi non cre-
sceranno mai pi come prima. Secondo
Glenn Walker, portavoce dellassociazione
ambientalista Wilderness society, anche
a Weipa sono state fatte promesse di svi-
luppo economico e sociale, ma il livello di
vita non migliorato molto.
Il Sudafrica dei tempi peggiori
Grace John seduta sotto un albero di gom-
ma. Mangia qualcosa prima di addentrarsi
nel bush a raccogliere patate dolci. In ses-
santanni di vita, dice, ha gi visto tante
volte unlite di bianchi che vive in citt im-
porre alla comunit le sue idee sociali, po-
litiche e ora anche ambientali. Nel 1963,
quando era ragazza, Grace ha visto la poli-
zia cacciare gli abitanti di Mapoon dalle
loro terre dopo la decisione del governo di
Robert Menzies di ridurre i sussidi sociali
alle comunit aborigene. Con metodi simi-
li a quelli del Sudafrica dei tempi peggiori,
le comunit aborigene furono trasferite in
riserve sparse in tutto il territorio di Cape
York. Ho visto le iamme salire e bruciare
tutte le cose che dovevamo lasciare, rac-
conta. Perino i cani si sono messi a nuota-
re verso le barche quando la polizia ha cari-
cato il primo gruppo. Quella ferita ancora
aperta.
Lavvocato Pearson dice che le ultime
amministrazioni, inluenzate dalla lobby
ambientalista, hanno approvato leggi che
ricordano molto lapartheid. Una delle peg-
giori il Wild rivers act che, come dice lui,
piscia sui diritti degli indigeni, impeden-
dogli di sfruttare le opportunit economi-
che oferte dalle loro terre. Tre mesi fa Ste-
phen Robertson, il ministro per le risorse
naturali del Queensland, ha usato il Wild
rivers act per emettere unordinanza di tu-
tela del iume Wenlock, che scorre nelle
vicinanze di Bertiehaugh e delleventuale
miniera. Il provvedimento vieta qualsiasi
attivit dannosa per il terreno in una zona
che si estende per un chilometro dalle rive
del iume e dei suoi aluenti, e per cinque-
cento metri intorno alle sue sorgenti e alle
sue gole.
Stiamo operando molto lontano dal
iume in unarea a bassa biodiversit, dice
Paul Messenger, lamministratore delegato
della Cape Alumina. Ma stabilendo che
dobbiamo tenerci a mezzo chilometro dal-
le gole hanno praticamente bloccato il no-
stro progetto. Ce ne sono centinaia in quel-
la zona. Il nostro partner cinese, la Chiping
Xinfa, non vuole fermarsi e ha scritto al mi-
nistro. Ma non sappiamo pi se il progetto
si pu realizzare davvero.
Come fa notare Walker, la legge doveva
impedire che i fiumi incontaminati del
Queensland facessero la stessa ine degli
aluenti del bacino del Murray-Darling.
Negli anni novanta, spiega Walker, sono
stati spesi milioni di dollari per ripulire le
acque del bacino. Il Wild rivers act garanti-
sce una tutela preventiva, e la legge stata
rivista tre volte per ridurre al minimo i dan-
ni economici per le comunit indigene.
Anzi, i proprietari terrieri tradizionali del
golfo di Carpentaria lhanno accolta con
soddisfazione proprio a causa dellimpatto
delle attivit minerarie.
Alcuni, per, sostengono che la legge
cos generica che paralizza lo sviluppo eco-
nomico e impedisce agli aborigeni addirit-
tura di coltivare orti nei fertili terreni vicino
alle rive del iume. Un provvedimento simi-
le rischia di provocare una frattura nella
nuova coalizione di governo guidata dalla
laburista Julia Gillard. Tra i dibattiti in ca-
lendario al parlamento di Canberra, infatti,
c la richiesta del leader dellopposizione,
il conservatore Tony Abbott, di abrogare la
legge. Perino la chiesa anglicana, che di
solito non interferisce, scesa sul sentiero
di guerra. Secondo Peter Pearce, che dirige
lufficio giustizia sociale della diocesi di
Brisbane, mettere un limite ai beneici che
le popolazioni indigene potrebbero trarre
dalla terra e farlo senza chiedere il loro con-
senso un comportamento da coloniali-
sta. Pearce sottolinea che paradossale
imporre dei provvedimenti a difesa di terre
che appartengono ai nativi e che hanno
mantenuto la loro grande bellezza non solo
per la mancanza di sviluppo ma proprio
grazie alle cure dei loro antichi abitanti.
Forse lofesa pi grave rappresentata
dal recinto di Bertiehaugh quella di voler
far credere che lAustralia Zoo sia lunico
depositario dellintelligenza ecologica e
commerciale necessaria per gestire queste
terre o un qualsiasi progetto ambientale
decente. Per rendersi conto che non cos,
basta andare a Camp Chivaree, una riserva
di tartarughe alla foce del Janie Creek, a
mezzora di macchina da Mapoon, sulle
sponde del golfo di Carpentaria. I depliant
turistici esaltano i suoi bungalow, la cucina
allaperto e i trenta chilometri di spiaggia
deserta. Lo descrivono come un luogo di
vacanza ecologico e fanno pagare un prez-
zo adeguato a questo status. Ma chi visita
Chivaree, che appartiene alla comunit di
Mapoon, resta afascinato proprio dalla sua
semplicit. Mentre gettiamo lamo nel Ja-
nie Creek per assicurarci la cena, Dick Fo-
ster, il direttore del campo, mi racconta che
nei primi anni il tasso di sopravvivenza dei
piccoli di tartaruga era sceso nettamente a
causa dei maiali selvatici e delle reti da pe-
sca abbandonate. Negli ultimi cinque an-
ni, invece, il tasso di sopravvivenza di alcu-
ne specie, come le Olive Ridley e le Hawk-
sbill, salito all85 per cento. diicile
non farsi trascinare dallentusiasmo di Fo-
ster.
Al tramonto, mentre torniamo al campo
trasportando enormi barramundi e tenen-
do gli occhi aperti per evitare i coccodrilli,
mi spiega qual il suo prossimo obiettivo:
istituire una borsa di studio per gli studenti
di Mapoon e aprire un piccolo centro di ri-
cerca.
Terri Irwin, invece, ha prodotto diversi
ilmati in cui parla del fondo per la difesa
dellambiente di Bertiehaugh, mentre sua
iglia Bindi sembra parodiare i gesti esage-
rati e le cadenze del padre. Questi ilmati
preoccupano gli abitanti di Mapoon, che a
tre anni dalla donazione della terra a Terri
Irwin ancora non sanno quali sono i proget-
ti per il ranch. A dodici anni Bindi ha una
casa di moda, conduce un programma tele-
u Steve Irwin era diventato uno degli
australiani pi famosi nel mondo grazie
alla fortunata serie televisiva di
documentari sugli animali, The crocodile
hunter (Il cacciatore di coccodrilli).
Accanto allattivit televisiva Irwin aveva
sviluppato, insieme alla moglie Terri,
lAustralia Zoo, un parco dedicato agli
animali selvatici ereditato dai genitori.
Oggi la struttura, che si trova nello stato del
Queensland, una delle maggiori
attrazioni turistiche dellAustralia: ospita
pi di mille animali su una supericie di 31
ettari ed visitata ogni anno da 700mila
persone. LAustralia Zoo sostenuto anche
da molti personaggi famosi, tra cui il Dalai
Lama e il cantante Justin Timberlake.
u Steve Irwin morto nel 2006, a 44 anni,
in un incidente subacqueo. La moglie Terri
continua a gestire lAustralia Zoo e
numerose iniziative ambientaliste. Bindi
Sue, la prima dei due igli di Steve e Terri
(laltro Robert, sei anni), gi una
celebrit: a dodici anni ha pubblicato un
disco di musica hip hop, un dvd di itness
per bambini e conduce dei programmi
televisivi.
Chi era Steve Irwin
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 63
visivo e pubblica dischi e dvd di fitness.
Molti pensano che i proventi delle sue atti-
vit potrebbero essere usati per la conser-
vazione del paesaggio, ma Guivarra dice
con enfasi: Non vogliamo che la nostra
terra sia trasformata in una specie di eco-
Disneyland.
Il modesto successo di una piccola ini-
ziativa come Camp Chivaree in netto
contrasto con la messinscena pubblicitaria
e la commercializzazione dellAustralia
Zoo, che secondo alcuni esperti esiste solo
per creare proitti allimpero dellecointrat-
tenimento di Irwin. Quando gli abitanti di
Mapoon incontrano Terri, di solito perch
arrivata l in aereo con i suoi igli, Bindi e
Robert, e una troupe televisiva.
Imprenditoria sociale
Ora, a quanto pare, il ruolo che dovr svol-
gere la comunit indigena nella futura ge-
stione della propriet stato inalmente
preso in considerazione. In un video appar-
so sul sito dellAustralia Zoo, Terri Irwin
parla di imprenditoria sociale e della colla-
borazione con ununiversit per la ricerca
sulle medicine naturali. Accanto a lei, il
proprietario terriero teapithiggi Cecil Ar-
thur spiega che grazie allo zoo spera di tor-
nare nella sua terra, mentre Irwin lo guarda
con aria benevola. Questi discorsi rattrista-
no Pearce: come in passato, quando il
regime coloniale usava poliziotti indigeni
per sofocare le manifestazioni di protesta
per i diritti civili. Gli davano ununiforme e
un cavallo e li usavano per sfruttare e repri-
mere la loro gente. Nel ilmato Irwin ac-
cenna anche alla sua ultima iniziativa com-
merciale, lAustralia Zoo Las Vegas, un
progetto da trecento milioni di dollari. Of-
frir possibilit di lavoro ai teapithiggi, che
potranno eseguire le loro danze e mostrare
la loro arte per far conoscere a chi visita Las
Vegas la vera essenza della cultura aborige-
na australiana.
Sulla veranda di Manantan, Sydney
sembra distante anni luce, iguriamoci Las
Vegas. Parliamo dei danni che i maiali sel-
vatici fanno alla terra e del modo migliore
per ucciderli. Lidea che questuomo abi-
tuato a rischiare la vita cacciando nel bush a
piedi nudi si metta a ballare a Las Vegas
sembra assurda. Ma se in futuro il Wild ri-
vers act non sar cambiato, a questa comu-
nit cos povera sar negata anche lancora
di salvezza oferta dalla Cape Alumina.
Manantan mi invita ad andare a caccia
con lui quando il piede sar guarito. Ve-
dremo i coccodrilli, dice. E, intuendo la
mia preoccupazione, aggiunge: Tranquil-
lo, non mangio nessun animale che mangia
gli uomini. E dovresti sapere che qui i coc-
codrilli non sono lunico pericolo. u bt
u Alcune incoerenze
nellaccordo per
lacquisizione del ranch di
Bertiehaugh sollevano
dubbi sul fatto che
lallevamento possa essere
ribattezzato Steve Irwin
wildlife reserve. Il governo
del Queensland sostiene che
anche se alcuni lo chiamano
cos, in realt il ranch di
Bertiehaugh stato concesso
in aitto per inalit agricole,
come prevede il Queensland
land act del 1994. La societ
che ha ottenuto la
concessione la Silverback
Properties, in qualit di
amministratrice iduciaria
del Terri Irwin family fund.
Andrew Buckley, che dirige i
servizi regionali del governo
del Queensland, ha
confermato che la terra
deve essere usata solo a ini
agricoli, e in particolare per
le coltivazioni e i pascoli. Se
chi ha ottenuto la
concessione intende usarla
per scopi diversi, laccordo
non pi valido. In questo
caso Terri Irwin dovrebbe
chiedere una nuova
concessione, e la sua
domanda sar esaminata a
norma di legge, tenendo
conto anche dei diritti delle
popolazioni indigene.
South China Morning Post
Da sapere
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(
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P
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/
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)
Cape York, Australia. Al festival della danza aborigena
64 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Portfolio
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 65
Il Gange
anima
dellIndia
Il iume sacro uno dei pi inquinati
del mondo. Lungo le sue rive
modernit e tradizione convivono a
fatica. Le foto di Rishi Singhal
I
l fiume Gange scorre
per 2.500 chilometri
dalle sorgenti nellHi-
malaya ino al golfo del
Bengala, passando per
le pianure del nord dellIndia.
Attraversa una delle zone pi
popolate del pianeta, dove vivo-
no circa quattrocento milioni di
persone. Il Gange il iume sa-
cro degli ind. Secondo la tradi-
zione, fare il bagno nelle sue
acque permette di puriicarsi. A
Varanasi, lungo il iume, si svol-
gono alcuni dei pi importanti
raduni religiosi.
Oggi il Gange uno dei iu-
mi pi inquinati del mondo a
causa dello sfruttamento com-
merciale dellarea e dellau-
mento della popolazione. Il
iume minacciato anche dalla
riduzione dei ghiacciai dellHi-
malaya che lo alimentano do-
vuta al riscaldamento globale.
Il fotografo indiano Rishi
Singhal percorre il Gange dal
2007 per studiare il rapporto tra
il iume e la popolazione, sofer-
mandosi sulla convivenza non
sempre facile tra le antiche tra-
dizioni culturali e la moderna
societ dei consumi. u
Rishi Singhal nato a New
Delhi nel 1975.
66 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Portfolio
A pagina 64-65, foto grande: Allahabad, 2007. A pagina 65, foto
piccola: Varanasi, 2007. Qui sopra, dallalto: Varanasi, 2008;
Deoprayag, 2009; Tapovan, 2007. A destra: Allahabad, 2007.
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 67
68 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Portfolio
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 69
A sinistra: Allahabad, 2007. Sopra, dallalto: Batanagar, 2009;
Ghatiaghat, 2007; Rudraprayag, 2009.
70 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
A
lcuni ucraini lo adorano.
Per altri un criminale.
Molti non sanno nean
che chi sia. Ma secondo
la rivista Forbes Rinat
Akhmetov, 44 anni,
luomo pi ricco dUcraina e uno dei pi
ricchi del mondo, con un patrimonio sti
mato di circa 13 miliardi di euro. Tanti as
sociano il suo nome al Partito delle regioni
del presidente Viktor Janukovich, al quale
Akhmetov iscritto e di cui si dice sia un
generoso sostenitore.
Come altri oligarchi in Ucraina, Akh
metov un parlamentare, rappresentante
della citt di Donetsk, nella parte orientale
del paese. Il suo sostegno ha contribuito al
trionfo di Janukovich nelle elezioni presi
denziali di febbraio. Il 24 agosto, mentre il
paese festeggiava lindipendenza, Akhme
tov, che iglio di un minatore, ha ricevuto
la prestigiosa medaglia Principe Jaroslav il
saggio per i suoi contributi allo sviluppo
dellUcraina.
Anche se noto per essere un astuto
uomo dafari, i generosi contributi di Akh
metov a varie associazioni beneiche gli
hanno fatto guadagnare la fama di ilantro
po, una figura relativamente nuova in
Ucraina. Negli ultimi due anni, la sua Fon
dazione per lo sviluppo dellUcraina ha
donato pi di trenta milioni di dollari per
sostenere ospedali, programmi antituber
colosi, malati di cancro, scuole, universit,
biblioteche, case famiglia, orfanotrofi,
musei, senzatetto, veterani di guerra e vari
progetti culturali. Le associazioni benei
che devono porsi obiettivi specifici. Noi
afrontiamo i problemi in modo sistemati
co, ha scritto Akhmetov in una intervista
concessa via email. Mi piace lespressione
la carit ha una voce tenera. Purtroppo,
per, non si pu risolvere tutto con la tene
rezza. Bisognerebbe parlare a voce alta dei
problemi, magari gridare per farsi senti
re.
Unaltra creatura di Akhmetov, la Fon
dazione per un governo eicace, inaugura
ta nel 2007, usa le competenze di esperti
stranieri e ucraini per capire come stimola
re il progresso del paese. Questa fonda
zione pu essere considerata il mio perso
nale contributo allo sviluppo dellecono
mia ucraina, ha detto Akhmetov. Il pro
cesso delle riforme doloroso. Per portarlo
a termine dovremo usare le conoscenze
degli esperti, imparare dal successo in altri
paesi. Non possiamo aspettare che i pro
blemi si risolvano da soli. Le persone van
no aiutate adesso. Tra i temi che interes
sano Akhmetov c la qualit del giornali
smo. Nel 2007 ha inanziato un program
ma triennale dal titolo Giornalismo e fu
turo digitale presso la prestigiosa univer
sit nazionale Ukma di Kiev. Nello stesso
ateneo ha anche sostenuto un nuovo pro
gramma di dottorato pensato per soddisfa
re gli standard europei sullistruzione.
Anche se aiuta regolarmente gli ucraini
pi poveri ha stanziato un fondo di nove
centomila dollari per le famiglie delle vitti
me di unesplosione di gas a Dneprope
trovsk, nel 2007, e un contributo di trecen
tomila dollari alle vittime di un incidente
aereo nel distretto di Donestk la vera pas
sione di Akhmetov la squadra di calcio
dello Shakhtar Donetsk. Nel 1996 ne di
ventato presidente, poi principale inan
ziatore e inine proprietario. Nel 2009 lo
Shakhtar ha vinto la coppa Uefa ed diven
tato unagguerrito rivale della Dinamo
Kiev, la pi importante squadra del paese.
Per lo Shakhtar, Akhmetov sta anche co
struendo il nuovo stadio, che sar pronto
per gli Europei del 2012, che lUcraina ospi
ter insieme alla Polonia.
Il primo milione
Molti ucraini non esitano a riconoscere i
meriti di Akhmetov, mentre altri mettono
in discussione la provenienza dei suoi sol
di. C chi dice che abbia cominciato come
baro. Secondo altri ha fatto parte di orga
nizzazioni criminali coinvolte nel riciclo di
denaro sporco. Molti articoli usciti sui
giornali e in rete afermano che la svolta
arrivata quando Akhmetov ha ereditato
una piccola fortuna da un collega e ha co
minciato a investire in acciaio, miniere,
telecomunicazioni, energia e nella lavora
Rinat Akhmetov
LUcraina in pugno
Per alcuni un personaggio
losco. Altri lo considerano un
grande benefattore. Di sicuro
uno degli uomini pi ricchi e
potenti dellEuropa dellest
Christine Demkowych, Transitions Online, Repubblica Ceca
Foto di Davide Monteleone
21 settembre 1966 Nasce a Donetsk, in
Ucraina, da una famiglia di minatori.
anni novanta Si laurea in economia
alluniversit di Donetsk. Arriva ai vertici
del settore bancario. Nel 1996 diventa
presidente della squadra di calcio dello
Shakhtar, che vince la coppa Uefa nel 2009.
1999 Un rapporto del ministero
dellinterno mette in luce i suoi legami con
la criminalit organizzata.
2000 Fonda il System capital
management group, una holding con
interessi nella inanza, nellindustria
energetica e mineraria e nelle
telecomunicazioni.
2004 Svolge un ruolo importante nella
vittoria di Viktor Janukovich. Il risultato
elettorale viene poi ribaltato dalla
rivoluzione arancione.
2006 eletto in parlamento con il Partito
delle regioni.
2010 Secondo la rivista Forbes tra le
150 persone pi ricche del mondo.
Biograia
C
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N
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R
A
S
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Ritratti
72 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Ritratti
zione di prodotti alimentari.
Akhmetov ha detto pi volte di non aver
mai ricevuto denaro o beni da nessuno.
Ho guadagnato il mio primo milione
commerciando in carbone, poi ho usato
quei soldi per comprare beni relativamen-
te a buon mercato che nessun voleva. Era
rischioso ma ne valsa la pena. Secondo
Olexij Haran, professore di scienze politi-
che alla Ukma, Akhmetov riceve lo stesso
trattamento che di solito viene riservato ai
politici ucraini, soprattutto quelli ricchi,
considerati dei criminali. Haran crede che
il paese abbia bisogno degli oligarchi per
trovare stabilit. Bisogna riconoscere che
sono fondamentali per la crescita
dellUcraina. Hanno obiettivi personali
ma i loro interessi vanno di pari passo con
quelli del paese.
Per Olha Taukach, direttrice di Foreign
Afair Journal, lidea che in Ucraina si arric-
chiscano solo i corrotti sta perdendo soste-
nitori. Gli ucraini si stanno rendendo con-
to che i ricchi non sono per forza assassini
o ladri. E che ci si pu arricchire aidando-
si alle proprie capacit intellettuali e al du-
ro lavoro.
LUcraina non mai stata terreno ferti-
le per la beneicenza. Dopo il 1991 gran
parte dei inanziamenti a scopo beneico
veniva da governi stranieri, spiega Timo-
thy Pylate, della fondazione Eurasia, una
organizzazione inanziata da Usaid (lagen-
zia statunitense per lo sviluppo internazio-
nale) che contribuisce alla nascita di istitu-
zioni civiche nella regione. Nei primi anni
dopo la caduta dellUnione Sovietica gli
oligarchi non hanno fatto altro che accu-
mulare ricchezza. Ma con lintensiicarsi
dei contatti con organizzazioni occidenta-
li, leader mondiali e ilantropi stranieri,
anche loro hanno cominciato a mettere
mano al portafoglio.
Di recente Tetiana Boiko, dellong Opo-
ra, ha detto che limmagine della benei-
cenza in Ucraina stata ofuscata da episo-
di controversi, come il caso di Katerina Ju-
shenko, moglie dellex presidente, che
sembra essersi intascata i fondi destinati a
un ospedale.
Una recente indagine condotta dal fo-
rum dei ilantropi ucraini ha rivelato che le
imprese scelgono di destinare le loro dona-
zioni soprattutto alla sanit, al welfare e
allistruzione. Secondo Anna Gulevska-
Chernysh, direttrice del forum, prima che
la crisi inanziaria colpisse lUcraina, le do-
nazioni private e aziendali erano elevate.
Gulevska-Chernysh spiega che i donatori
stanno cominciando ad adottare un ap-
proccio pi sistematico. Ora sanno stabi-
lire meglio le priorit dei problemi. Cos,
invece di regalare le caramelle agli orfani,
cercano delle famiglie a cui darli in adozio-
ne. Gulevska-Chernysh spiega che in
Ucraina le aziende sono spesso costrette a
fare donazioni alle agenzie governative.
Ricevono telefonate o lettere uiciali in
cui gli viene chiesto di aiutare unorganiz-
zazione con inanziamenti o strumenti e
macchinari di vario tipo. Se non lo fanno, i
loro afari ne risentono.
Ad aggravare il ricatto c un sistema
iscale quasi punitivo per i donatori. Visto
che la maggior parte dei beneiciari non
pu permettersi di pagare le tasse sulle do-
nazioni ricevute, i donatori devono coprire
questi costi. Inoltre i contributi non sono
deducibili dalle tasse. Il forum chiede una
svolta nella legislazione iscale che inco-
raggi le donazioni beneiche.
Langelo custode
Come succede in Russia, le ragioni di Akh-
metov e di altri filantropi ucraini sono
spesso messe in discussione. Non lo fa
per il bene del paese. Lo fa per se stesso,
dice lanalista politico Volodia Khodakiv-
skij. Senza lUcraina, Rinat Akhmetov
non esisterebbe.
vero che la beneicenza aziendale
spesso dettata dalla volont di crearsi
unimmagine positiva agli occhi dellopi-
nione pubblica, dice Pylate. Succede an-
che negli Stati Uniti. La speranza che a
spingere gli oligarchi ucraini sia soprattut-
to lamore nei confronti del loro paese. E
anche se questo li aiuta a rifarsi unimma-
gine, ben vengano le donazioni. Tetiana
Boiko crede che, indipendentemente dalle
sue motivazioni, Akhmetov sta facendo
del bene al paese. Le imprese ucraine non
traggono nessun vantaggio fiscale dalla
beneicenza. Spero che altri seguano il suo
esempio.
Le opere di carit e il suo ruolo in parla-
mento hanno portato Akhmetov alla ribal-
ta, ma a Kiev la sua igura ancora secon-
daria rispetto a quella di Viktor Pinchuk, il
genero dellex presidente Leonid Kuchma.
Due anni fa Pinchuk ha organizzato un
grande concerto con Paul McCartney in
piazza dellIndipendenza. Finanzia inoltre
il Pinchuk art center, dove sono esposte
numerose opere davanguardia.
Ma tanti hanno ottime ragioni per di-
fendere Akhmetov. Un commerciante di
frutta e verdura di Kiev che ho intervistato
(e che ha chiesto di restare anonimo), lha
riempito di elogi. Ha detto che la generosi-
t del magnate ha profondamente inciso
sulla vita della sua famiglia. Ha aiutato i
igli di alcuni miei parenti mandandoli gra-
tuitamente in campeggio e ha regalato del-
le divise sportive ai bambini. Non minte-
ressa quello che dicono. Rinat Akhmetov
fa del bene al nostro popolo.
Le tracce della presenza di Akhmetov
nel centro di Donetsk sono ovunque, nei
tanti ediici che ha fatto costruire, nel cine-
ma che ha fatto restaurare, nel centro cul-
turale o nella biblioteca che ha inanzia-
to. E la sua generosit va oltre la sua regio-
ne dorigine. Nella parte opposta del paese,
nella citt occidentale di Uzhgorod, Vira
Hotra grata ad Akhmetov per avere dato
una casa alla sua famiglia di undici igli:
prima vivevano in due stanze a casa della
nuora. Quando ci siamo sposati, mio ma-
rito mi ha detto che avremmo avuto pi di
tre igli. Ma non mi sarei mai aspettata di
averne undici. Le due camere non bastava-
no per tutti e non avevamo abbastanza sol-
di per trasferirci in una casa pi grande,
ha detto Vira. Andavo dai funzionari loca-
li a lamentarmi e a chiedere che ci dessero
un posto dove vivere. Cos, quando un
giorno mi hanno chiamata dicendomi che
grazie ad Akhmetov avrei avuto un grande
appartamento, ho pensato che fosse uno
scherzo. Invece era tutto vero. Akhmetov
ha cambiato la nostra vita.
A Leopoli, loncologo Jurij Milian gra-
to alla fondazione di Akhmetov per aver
fornito al suo ospedale una macchina per
la tomograia computerizzata. Liudmilla
Vasilega, direttrice delle risorse umane
nella Dneprospetsstal, unazienda che pro-
duce acciaio nella citt meridionale di Za-
porizhia, parlando di Akhmetov ha detto
che la cosa che colpisce di pi la sua evo-
luzione personale. cresciuto nella po-
vert, e qualsiasi percorso lavorativo abbia
intrapreso, quel che conta come cam-
biato e il modo in cui ha deciso di usare i
suoi soldi. Ofre sostegno a numerose or-
ganizzazioni, e si dice che abbia trovato
lavoro a 160mila persone nella sola regio-
ne del Donbass. E, grazie allo Shaktar,
tiene alta la bandiera del paese. u sv
C chi dice che ha
cominciato come
baro. Secondo altri ha
fatto parte di gruppi
criminali coinvolti
nel riciclaggio di
denaro sporco
MYmovies.it/TheSocialNetwork
SCENEGGI ATURA DI
AARON SORKIN
UN FI LM DI
DAVID FINCHER
74 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Viaggi
camente dallo sci Abbas I nel 1612, questa
piazza decorata da palazzi, moschee e ba-
zar incarna il sogno del Luigi XIV persiano:
la riproduzione di una delle citt del para-
diso evocate nel Corano e nei testi dei mi-
stici persiani. Dallalto del palazzo Ali Gha-
pu, lo sci poteva godersi la silata delle sue
truppe, assistere alle esecuzioni, sorveglia-
re i movimenti dei commercianti e dei ven-
ditori ambulanti o incitare i giocatori dei
tornei di polo, di cui rimangono i pali delle
porte in pietra.
Arabeschi bianchi e oro
Oggi la piazza somiglia a uno studio cine-
matograico. Ci sono famiglie sedute per
un djeuner sur lherbe alla Renoir, con in
pi un fornelletto a gas, oppure gruppi
damici che sembrano usciti da Abbey
Road, con in pi un qanun (una cetra di for-
ma trapezoidale); coppie impegnate a reci-
tare Love story, ma senza il bacio, e mullah
che sembrano tutti andare di fretta. Tutti
tranne Moshtaba. Perennemente a zonzo
per la piazza con le orecchie ben aperte, fa
la posta a francesi, belgi o canadesi, che gli
permetteranno di perfezionare la sua quar-
ta lingua. Poco distante alcuni bambini af-
gani, per pochi rial, vendono versi di celebri
poeti persiani. Su tutto regna il verso dei
vetturini, che fanno trottare i loro cavalli
intorno alla piazza. A bordo ci sono alcune
ragazze iraniane che scherzano con un
gruppo di ragazzi di Teheran con un look
alla Cure. Ora non sono pi gli sci a sorve-
gliare queste scenette, ma le pattuglie dei
basij, le famigerate milizie locali.
Lantica citt sulla via della Seta ospita-
va un andirivieni di carovane: mercanti di
tutte le origini venivano a far riposare i loro
gambali e la loro stanchezza. Oggi, nella
nuova citt sulla via del turismo, sono i
pull man delle scuole ad aver sostituito i
cammelli: gli occidentali si perdono tra
frotte di giovani iraniane contente di sco-
prire il passato del loro paese. Alle schiere
di ragazze avvolte nel chador si mescolano
quelle bardate con ponchi e pantaloni mi-
metici, senza dimenticare il fazzoletto ob-
bligatorio in testa, coperto da un berretto al
contrario. Quelle pi alla moda si coprono
con disinvoltura i capelli tinti e passeggiano
sfoggiando il loro naso ingessato: in Iran
impazza la chirurgia estetica e il naso si
cambia spesso come una camicia.
Prossima tappa: la moschea dello sci,
detta anche moschea dellImam. Ancora
una volta non ci si accordati sul nome del
monumento principale della citt. Il pi
grande capolavoro dellepoca safavide
circondato da due minareti turchesi. Il por-
tale fregiato e la cupola coperta di calli-
graie innovatrici, arabeschi bianchi e oro
su sfondo azzurro, maioliche con motivi
loreali. Nel cortile, scrisse Bouvier, ci en-
trerebbero facilmente un centinaio di auto-

I
l viaggiatore che savvicina
a Isfahan saccorge subito
di trovarsi di fronte a una
grande e bella citt, osser-
vava larchitetto Pascal Co-
ste nel 1867. Meno di mez-
zo secolo dopo, lo scrittore Pierre Loti mol-
tiplicava gli elogi: Come un sipario alzato
a teatro, due colline brulle si presentano
davanti ai nostri occhi; e il paradiso nasco-
sto dietro si rivela lentamente. Anche lo
scrittore e fotografo Nicolas Bouvier, ses-
santanni fa, assapor quellistante: Bufa-
li, asini, cavalli neri, contadini dalle cami-
cie sgargianti erano tutti impegnati a inire
la mietitura. Le cupole delle moschee lut-
tuavano sulla distesa della citt.
Impazienza, desiderio, meraviglia: il
fascino dIsfahan non lascia indiferenti.
Con il cuore palpitante e gli occhi stregati, i
viaggiatori si abbandonavano alla candida
dolcezza della citt, ornata dei colori dello
zairo. Una pietra preziosa che secondo gli
orientali il pi potente dei talismani. Fon-
te di ricchezza, pace e fedelt. Oggi Isfahan
continua a far sognare, ma il primo impatto
traumatico. Autobus e auto che sfreccia-
no sulle poche strade risparmiate dal can-
tiere della futura metropolitana. Niente
cupole allorizzonte: ormai sono coperte
dagli ediici grigi. Il mio sguardo sintristi-
sce quando vedo i vecchi fabbricati, in gran
parte sigurati dai cartelloni pubblicitari.
La citt rivela la sua bellezza in piazza
dellImam il nome in onore della guida
spirituale della rivoluzione islamica, Ruhol-
lah Khomeini o piazza dello Sci, per i pu-
risti e gli avversari del regime. Il centro
proprio qui. Voluta e pensata architettoni-
Rivoluzione
islamica
Eve Gandossi, Grands Reportages, Francia
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Nelle moschee e nei bazar
di Isfahan. La citt iraniana
rischia di perdere la sua
identit: alberghi e ristoranti
al posto degli hammam
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 75
Documenti. Il visto
turistico per lIran costa 50
euro. Bisogna chiedere
lautorizzazione al ministero
degli esteri iraniano
(attraverso qualcuno che
residente in Iran o tramite
unagenzia). Il passaporto
deve avere due pagine libere
consecutive e non deve avere
visti di Israele. Ottenuta
lautorizzazione si ritira il visto
al consolato di competenza
(Roma o Milano). Per
maggiori informazioni
contattare lo 06 8621 4478,
oppure lo 02 8621 4478-80.
Arrivare Il prezzo di un
volo dallItalia (Turkish
Airlines, Austrian Airlines,
Emirates) per Teheran parte
da 533 euro a/r. Isfahan si
trova a 400 chilometri dalla
capitale. raggiungibile con
voli interni, pullman o treni.
Dormire Lhotel Piroozy
(Down Chahar Bagh St., 0098
311 22 14354) a dieci minuti a
piedi da piazza dellImam. Ha
un buon rapporto qualit
prezzo: una doppia costa 52
euro a notte, colazione
compresa.
Leggere Gilbert Sinou,
La via per Isfahan, Neri Pozza
2009, 13,50 euro.
La prossima settimana
Viaggio allisola Dominica,
nei Caraibi. Ci siete stati e
avete suggerimenti su tarife,
posti dove mangiare o
dormire, libri? Scrivete a
viaggi@internazionale.it.
Informazioni pratiche
bus e forse anche la cattedrale di Notre-
Dame. Grazie alla sua immensit, il luogo
di raccoglimento si trasforma in pista per
pattinare. Accanto c la moschea dello
sheikh Lotfollah. La chiamano moschea
delle donne perch sotto i sei piani della
residenza preferita dello sci Abbas cera
un sotterraneo segreto che attraversava la
piazza: le donne potevano raggiungere la
moschea senza essere viste. Lasciandosi
alle spalle le stanze del palazzo delicata-
mente afrescate, si calavano nel cuore di
unenorme sala ricca di motivi loreali, con
una cupola di maiolica smaltata. Passavano
dalle note che riempivano la sfarzosa sala
di musica, con le nicchie scolpite, alle lodi
dellimam.
Sopra il portale principale veglia un cer-
bero a mosaico: un sagittario, ascendente
Isfahan, Iran. La moschea dellimam
Viaggi
astrologico della citt e simbolo della du
plicit delluomo, fatto di materia e spirito.
Il messaggio chiaro: questo posto traboc
ca di ricchezze. Anche dal punto di vista
umano. Resto a bocca aperta di fronte
allinserviente appassionato di filosofia,
che vorrebbe dissertare su Derrida, Deleu
ze e Onfray. Oppure davanti al venditore di
tessuti che passa il tempo a leggere libri di
sociologia urbana. Poi ci sono i due artigia
ni che parlano del futuro del paese. Il primo
iloamericano, il secondo ilogovernativo,
eppure sono amici da anni. Un tempo, que
sta mescolanza era alimentata dallarrivo
di armeni, ebrei, afgani, beluci, britannici,
olandesi, francesi, riuniti in centinaia di ca
ravanserragli. Lo sci Abbas aveva trasfor
mato la sua nuova capitale in un crocevia
commerciale tra la Cina e limpero ottoma
no, tra la Russia e il golfo Persico.
Oggi, oltre alle cianfrusaglie orientaleg
gianti, si possono ancora scovare i fabbri
canti di qalamkar, le stofe di cotone con
motivi realizzati usando dei tamponi scol
piti. Sotto le basse volte secolari, Ali e suo
padre Mohamed lavorano alacremente. I
gesti sono meticolosi, il tampone applica
to con precisione millimetrica, motivi e
colori si susseguono senza sosta. La fabbri
ca Fakhuri esiste da trecento anni e una
delle sue ultime opere riempie ancora dor
goglio padre e iglio. Abbiamo partecipato
alla creazione del tappeto della moschea
del sultano Qabus a Masqat, si vanta Ali.
Quattro anni di lavoro, tutto a mano, per
fare il tappeto pi grande del mondo. Per
ch qui, a diferenza di Damasco, dove gli
artigiani non sanno quasi pi lavorare la
seta, si fabbricano ancora tappeti persiani.
Da quarantanni, chiuso nel suo bugigatto
lo, Mehdi pesta pigmenti per tingere i ili.
Poco lontano, Jafar, Hussein e i loro operai
immergono i ili di seta e di lana in grandi
vasche per colorarli. Da Timshe Misraeli,
gli artigiani riparano con cura i nodi rovina
ti, mentre i venditori dormicchiano in cima
alle pile di tappeti. Altri tesori sparsi si na
scondono nel verde rigoglioso: i palazzi
Chehel Sotun e Hasht Behesht, con i loro
afreschi, la moschea della Madre del re,
vicina a un antico caravanserraglio ma
scherato da albergo di lusso e a case depo
ca qajar o safavide. Alcune sono riservate
agli studenti di belle arti, altre sono diven
tate musei. Gli ediici sono anche usati co
me magazzini, alberghi o studi di architetti
( il caso della splendida casa Polsheer).
Oppure lasciati in uno stato di triste abban
dono. Al proprietario costa meno aspetta
re che crolli tutto per poi costruire un palaz
zo o un parcheggio, dice con un sospiro
Amir, che abita nel quartiere. Non facile
amministrare una citt diventata sei volte
pi grande negli ultimi sessantanni.
Lacqua della diga
Anche gli hammam hanno soferto di que
sto sviluppo. Lavvento di quelli privati ha
segnato linizio della discesa agli inferi. La
rivoluzione islamica ha fatto il resto. Sono
luoghi di libert che disturbano, e per puni
zione vengono demoliti o, nella migliore
delle ipotesi, riconvertiti in caf, musei o
ristoranti. Solo due hammam sopravvivo
no, e pensare che erano 150 appena mezzo
secolo fa, ricorda Hassan, 75 anni, che si
porter nella tomba lhammam che gesti
sce. Sua moglie si vergogna di quel lavoro e
i tre igli non hanno nessuna intenzione di
proseguire lattivit del padre. E poi gli
hammam sono accusati di prosciugare la
falda freatica: lalibi ecologico fornisce un
ottimo motivo per condannarli.
Il comune, intanto, ha deciso di razio
nare lacqua della diga, che si trova a mon
te: la scarsit delle piogge non lascia scelta.
Lo Zayandeh Rud, il iume che d la vita,
non ha mai smentito cos tanto il suo nome.
I ponti sinarcano su un letto di terra spac
cata. La sera gli archi Khaju e Sio Seh pol,
entrambi del seicento, si trasformano in
palcoscenici musicali. Sullaltra sponda,
latmosfera altrettanto animata e rumo
rosa. Chi frequenta Jolfa, il quartiere arme
no e cristiano, si sente alla moda. Nei bar
servono bevande simili a quelle di Star
bucks. In sottofondo passa la versione tec
no delle Quattro stagioni.
Isfahan, tante volte descritta come una
meraviglia emersa dalle sabbie, oggi fa par
lare di s per motivi poco lusinghieri, come
lostinazione del governo a voler arricchire
luranio (una delle fabbriche si trova nella
periferia della citt). LIran non rinuncia
allantico spirito autarchico: tutto, o quasi,
made in Iran, dalle prese della corrente
elettrica alle scarpe da ginnastica, passan
do per petrolio, caviale, automobili e riso.
Una produzione degna di un paese che pro
va a recuperare la sua grandezza. Sette se
coli fa il grande poeta persiano Hafez scri
veva: Vuoi la ricetta della felicit? Vivi
lontano dalle cattive compagnie. la stra
da scelta dallIran. u fs
Oggi Isfahan continua
a far sognare, ma
il primo impatto
traumatico
76 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
A tavola
u Frutta secca e fresca, uvette,
prugne, melograni, noci, albicoc
che. E poi spezie, soprattutto zaf
ferano e cannella, erbe aroma
tiche e tanta carne dagnello,
grigliata o stufata: il khoresht, per
esempio, o il kebab koobideh, fat
to con carne macinata e avvolta
attorno a uno spiedo. Il tutto ac
compagnato da riso basmati pi
laf, polo in persiano, o kateh, pi
colloso, e da pane non lievitato di
diverse fogge. La cucina persiana
cambia da regione a regione, e
con la sua tradizione millenaria
ha inluenzato la gastronomia di
tutti i paesi vicini, dal Medio
Orien te allAsia centrale.
Per assaggiare la grande cuci
na locale, il Guardian consiglia
Nayeb of Vozara, uno dei pi ce
lebri ristoranti di Teheran. Non
certo economico per gli standard
locali una cena per due persone
costa circa 50 euro ofre per
una cucina molto varia e curata
in uno dei locali pi opulenti del
la capitale. Nelle citt pi piccole
il pasto principale scrive il New
York Times solitamente
composto da kebab di agnello e
riso al vapore. A Isfahan, tutta
via, il ristorante Bastani ofre an
che piatti pi complessi: per
esem pio uno stufato a base di
zucca e mele cotogne. Per bere
un t e provare il qalyan, il narg
hil persiano, lindirizzo giusto,
sempre a Isfahan, la chaikha-
nah Qeysarieh. Per i dolci, conti
nua il Guardian, una vera istituzi
one la pasticceria Haj Kalifeh
Ali Rahbar, che ha la sede princi
pale nella citt di Yazd, nel centro
del paese. Propone mignon colo
ratissimi, a base di pistacchi,
mandorle o cocco, come il qottab,
arricchito dallaroma del carda
momo, e il loze, con essenza di
rose e acqua profumata ricavata
da un particolare tipo di salice
originario dellEgitto.
Duemila anni
di tradizione
IN QUESTA PAGINA ACCADE DI TUTTO.
I NUOVI ROMANZI FELTRINELLI VI ASPETTANO IN LIBRERIA.
feltrinellieditore.it
Feltrinelli
Graphic journalism Cartoline da New York
Questa Brighton Beach, anche
chiamata Little Russia. I russi adorano il
mare e, quando hanno cominciato a im-
migrare a New York negli anni settanta
e ottanta, si sono stabiliti qui. Allepoca,
Brighton Beach era un quartiere fati-
scente e pericoloso. Ora un monolocale
costa almeno 400mila dollari.
Io e mia madre ci siamo trasferite qui dalla Russia nei primi anni novanta. Allinizio
ho odiato questo posto. Sbarcavo direttamente dallaccademia di arte drammatica di
San Pietroburgo, immersa nel mondo di echov e Dostoevskij: le donne appariscenti
e impellicciate a caccia di kolbasa erano lultima cosa a cui volevo essere associata.
Quellimmagine confermava la visione distorta che molti americani avevano dei russi.
Gli anziani che discutevano di pensioni, i ragazzi che si sforzavano troppo di sembrare
e sentirsi americani, le signore vestite Gucci dalla testa ai piedi, i teppisti ammorbiditi
dalleccesso di cibo, tutti avevano unaria vagamente familiare, come limmagine rilessa
in uno specchio curvo. Perino la maestosa lingua russa si era trasformata in un miscu-
glio di russo e americano.
Il mio atteggiamento cambiato quando nata Karina. Anche se mio marito america-
no non sa una parola di russo, mia iglia lo parla correntemente. Karina adora venire
qui. Per lei un parco giochi ispirato alla Russia. Anche mia madre lo ama: il misto di
aria marina e odori della cucina russa come un balsamo per la sua anima. Ora vedo
Brighton attraverso gli occhi di una bimba di cinque anni e di sua nonna nostalgica.
78 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Yvetta Fedorova unillustratrice nata in Russia che vive a New York. Ha 41 anni.
Veniamo qui per visitare
lacquario, comprare giochi e
ilm russi, vedere spettacoli al
Millennium Theatre e, soprat-
tutto, per comprare
e mangiare cibo russo.
Il pesce affumicato migliore quello dellInternational Food Emporium. Schiacciati tra i
banchi pieni di prelibatezze, i clienti trafelati comprano scorte come se dovessero affrontare
una carestia. Per mantenere lordine, le venditrici danno istruzioni: Signora, si decida. Cosa
sta issando? Non siamo mica allErmitage. Signora, rispetti la ila. Chi crede di essere,
Caterina la Grande?.
Quando il tempo bello andiamo sul lungomare. Gli anziani che riempiono le panchine
come tartarughe al sole mi ricordano mia nonna, che venuta in America alla ine della sua
vita. Vivevamo tutti nel Bronx e lei, una volta a settimana, faceva un lungo tragitto in metro-
politana solo per stare in compagnia di altri russi.
Prima di tornare a casa ci fermiamo al Cafe Kashkar, il nostro ristorante preferito. Mentre par-
liamo della mia infanzia in Russia, i piatti familiari si accumulano sul tavolo: borsch rosso san-
gue, teneri spiedini di agnello e vitello, carote e melanzane sottaceto e altre delizie. Quando
respiro quei profumi del passato non posso fare a meno di pensare: Amo Brighton Beach.
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 79
Cultura
Arte
I
n uno studio sopra gli spazi pubblici
della galleria Whitechapel di Lon-
dra dieci studenti si scrutano furti-
vamente attraverso dei calici di vino
bianco. la prima lezione del corso
di collezionismo darte contemporanea or-
ganizzato dalla galleria: il programma pre-
vede cinque incontri e culmina con una vi-
sita alla Frieze art fair, che si svolta a met
ottobre. Invece di rilasciare un certiicato, il
corso autorizza a fare acquisti nella pi im-
portante iera britannica darte contempo-
ranea.
Lidea di fare un corso (al costo di 685
euro) su unattivit che, ridotta ai minimi
termini, consiste nel irmare assegni, pu
sembrare pretenziosa. Ma comprare opere
darte contemporanea, anche per chi in
tempi di ristrettezze se lo pu permettere,
non facile. Le gallerie possono intimorire
ed diicile orientarsi in un panorama di
opere sempre pi indeinibili. Soprattutto
per chi parte da zero.
Nel primo incontro la direttrice della
Whitechapel, Iwona Blazwick, fa una lezio-
ne di storia dellarte. Ha una cascata di ca-
pelli biondi e una voce profonda estrema-
mente sexy. Le opere contemporanee so-
no parte di una lunga, ricca e complessa
storia, dice facendo una carrellata dallarte
degli anni sessanta a oggi.
Tutto possibile
Il messaggio che per farsi una collezione
privata darte contemporanea importante
conoscerne la storia e il signiicato. In realt
la delicata questione del mercato dellarte
appena siorata. Ma scopriamo che (in certi
casi) si pu possedere un pezzo di perfor-
mance art o si possono avere in casa opere
di artisti come Janet Cardif e George Bures
Miller, che creano installazioni enormi, ma
realizzano anche opere in scala ridotta. Non
si pu comprare una coreograia o una pice
teatrale, ma nel campo dellarte visiva tutto
possibile.
Pi tardi andiamo al piano di sotto a ve-
dere una mostra realizzata con pezzi della
collezione di Dimitris Daskalopoulos, un
imprenditore greco dei latticini. Daniel
Hermann, un curatore con testa rasata e
occhialetti severi, ci accompagna commen-
tando la mostra con un accento tedesco-
americano: una collezione che vuole a
sovvertire lidea di bellezza, spiega. Uno
dei pezzi, la Grosse Landschaft (Il grande
pae saggio) di Diether Roth, fatto di for-
maggio pressato su uno strato di feltro. Il
formaggio si disintegrato e decomposto in
pura astrazione. Dopo tutto nessuno aveva
detto che il corso sarebbe stato facile.
Nella seconda lezione incontriamo al-
cuni artisti nei loro studi dellEast End. La
prima fermata da Bob e Roberta Smith
(che in realt una persona sola). Smith fa
dei quadri che somigliano a cartelli o segna-
li stradali. Uno di quelli appesi alla parete
dice: I like buying art from artists that are
still alive. Suona provocatoriamente ap-
propriato. Rachel Cass della Whitechapel,
che guida la visita, chiede se gli interessa
che ine fanno le sue opere. Per me i soldi
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La galleria Whitechapel di
Londra organizza un corso in
cinque lezioni per imparare ad
acquistare opere darte
Collezionisti
si diventa
Charlotte Higgins, The Guardian, Gran Bretagna
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 81
82 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Una mostra alla Tate Britain. Nella
pagina accanto la Frieze art fair al
Regents Park di Londra
sono pi importanti, dice Smith. Manda-
no avanti la mia famiglia.
Gli scultori Doug White e Owen Bullett
dividono uno studio. Bullet, che un tipo
piuttosto chic, fa bellissime sculture in le-
gno. White, pi alla mano e trasandato,
sembra quasi capitato l per riparare le tuba-
ture. Costruisce fantastici alberi con pezzi
di pneumatici esplosi. Bullet parla dei rap-
porti con i collezionisti: Sei molto grato a
chiunque ti sostenga. E poi sono sempre
relazioni da coltivare.
arrivato il momento di incontrare chi
fa gli afari: i mercanti darte. Saliamo cin-
que piani di scale di una vecchia fabbrica
dellEst End per arrivare alla galleria Mot
International, un posto veramente cool.
Chris Hammond, il direttore, mostra una
scultura di Stian dlandsvik e Lutz-Rainer
Mller, si chiama Daisy. il cofano di una
Mercedes che gli artisti hanno fatto calpe-
stare da una mandria di mucche. Per la pri-
ma volta salta fuori un prezzo: 5.200 euro.
Per quella cifra si pu comprare una Mer-
cedes usata, dice scherzando un ragazzo
del corso. Ma non sarebbe arte, risponde
serissimo Hammond.
Dalla conversazione emerge che non
puoi semplicemente entrare in una galleria,
dire che vuoi comprare il cofano calpestato
della Mercedes e irmare un assegno. Vo-
gliamo vedere altre opere e capire se larti-
sta e i galleristi sono disponibili a prestare le
opere per una mostra, spiega Hammond.
Quando un artista raggiunge un certo li-
vello, le sue opere possono essere rivendute
a un prezzo sette volte maggiore, per questo
importante contestualizzarle.
Pu sembrare scoraggiante, ma per co-
minciare una nuova collezione la strada
migliore, assicura Hammond, quella di
passare in rassegna le iere darte e parlare
molto con i galleristi. Al Frieze i rivenditori
sono interessati a creare relazioni oltre che
a vendere direttamente. E i prezzi, anche se
a volte sconvolgenti, non sono sempre esa-
gerati. Rispetto agli euforici giorni del
2006, il mercato si molto calmato.
Lultimo incontro del corso a casa di un
vero collezionista: lex banchiere Dominic
Palfreyman. Per loccasione sono venuti
altri collezionisti: Kate Jones, John e Stuart
Evans, che sono padre e iglio. Siamo auto-
rizzati a curiosare in casa di Palfreyman. La
sua collezione include opere di Wolfgang
Tillmans e Sarah Lucas, ma anche pezzi di
artisti meno noti. La casa meravigliosa,
ma organizzata con il rigore di una galleria.
Data lassenza di segni di vita quotidia-
na ci si chiede se la lezione di oggi sia Sba-
razzarsi dei igli e occuparsi della casa. Ma
Jones ci assicura che la sua collezione con-
vive felicemente con il disordine di un bam-
bino di tre anni. I collezionisti sono diversi
tra loro: Palfreyman lucido e rilessivo e
compra a intermittenza, gli Evans sono in-
quieti e amano il brivido della caccia. Pi
tardi si discute di questioni tecniche: non
bisogna impazzire per trovare lillumina-
zione pi creativa, dice John. La buona
arte sa venire a patti con la luce che trova.
La massima di commiato dei dottori in col-
lezionismo? Non pensare mai a quale po-
trebbe essere il valore futuro di unopera,
dice Palfreyman. Larte che ho a casa
quella che mi fa felice quando la guardo,
sempre, giorno dopo giorno.

Cinque regole doro
Non comprare per fare soldi. Il mercato
volatile e devi convivere con le opere che
compri. Ti faranno felice solo se ti piaccio-
no davvero.
Fai i tuoi compiti, dice Louisa Buck,
autrice di Owning art. Guarda quanta pi
arte possibile, antica e moderna. Ogni arti-
sta valido si confronta con la storia dellarte,
e devi essere in grado di distinguere se lo fa
copiando o con intelligenza.
Non temere di fare domande stupide ai
galleristi, dice. giusto pretendere che
unopera sia spiegata. Ma non chiedere se
ce lhanno anche in blu.
Non mercanteggiare, dice Buck. Va
bene contrattare il prezzo di unopera e bi-
sogna considerare gli eventuali prezzi di
installazione. Ma mercanteggiare eccessi-
vamente solo fastidioso.
Kate Jones aggiunge: Metti in conto il
costo della cornice. caro, e lei lo sa bene:
la sua famiglia produce cornici. u nv
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Arte
Cultura
84 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Cultura
Cinema
Dieci ilm nelle sale italiane giudicati dai critici di tutto il mondo
Massa critica
Media
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Legenda: Pessimo Mediocre Discreto Buono Ottimo
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cattivissimo me
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a cena con un
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Wall street
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lo zio boonmee
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Due cuori e
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Italieni
I ilm italiani visti da
un corrispondente straniero.
Questa settimana eric Jozsef,
del quotidiano francese
Libration e dello svizzero
Le Temps.
UNA SCONFINATA
GIOVINEZZA
Di Pupi Avati. Con Fabrizio
Bentivoglio, Francesca Neri,
Serena Grandi. Italia 2010, 98

Malgrado i limiti di una regia


molto classica, lultimo ilm di
Pupi Avati riesce nel suo in-
tento: raccontare la delicata
storia di una coppia che entra
in crisi a causa di una malat-
tia. Lino (Fabrizio Bentivo-
glio), giornalista di successo,
malato di Alzheimer e perde
poco a poco il senso del pre-
sente richiudendosi nei ricor-
di della sua infanzia in Emilia
Romagna. Alcuni dialoghi ri-
sultano troppo artiiciosi e
fanno perdere autenticit ad
alcune scene. I pranzi della fa-
miglia borghese di Chicca
(Francesca Neri), come la vita
di Lino nella redazione del
giornale, avrebbero sicura-
mente guadagnato da una
maggiore semplicit. Ma Pupi
Avati, con un notevole lavoro
sulla luce che mette distanza
rispetto al soggetto del ilm,
evita facili sentimentalismi. I
dolori procurati dallanneb-
biarsi della mente e il cambia-
mento dei ruoli allinterno
della coppia sono sostenuti da
una sceneggiatura nellinsie-
me convincente.
il festival di cinema digita-
le di seoul uno di quegli
eventi unici che fanno la
gioia del cineilo

Di solito i festival sono valutati
a partire dai ilm in program-
ma e quasi mai, giustamente,
per latmosfera che ofrono.
Ma ci sono nel mondo alcuni
eventi che meritano di essere
segnalati solo perch fanno la
gioia del cineilo. Il Cinema di-
gital festival di Seoul (CinDi,
per comodit) uno di questi.
Si svolge solo da quattro
anni, nel mese di agosto, in
una multisala del quartiere
Apgujeong e negli immediati
dintorni del cinema. Il suo me-
rito di abbattere completa-
mente le barriere tra il pubbli-
co e gli autori dei ilm in pro-
gramma, che si incontrano in
maniera totalmente informale
nei bar vicino alla multisala.
I ilm in competizione, una
quindicina (rigorosamente
realizzati su supporto digita-
le), sono giudicati da quattro
giurie distinte (professionisti,
giornalisti coreani, giornalisti
stranieri e pubblico). Questo
fa s che i premi siano equa-
mente distribuiti e spesso la
cerimonia conclusiva una
vera festa.
La Cina stata la protago-
nista assoluta del festival. Tra i
ilm pi interessanti Tangle, il
debutto alla regia di Liu Yon-
ghong, gi afermato direttore
della fotograia per diversi re-
gisti cinesi. la storia di un po-
liziotto che lentamente impaz-
zisce in una citt del sudovest
della Cina.
tony rayns,
sight & sound
Dalla Corea del Sud
Abbattere le barriere
liu Yonghong
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 85
In uscita
KILLER INSIDE ME
Di Michael Winterbottom. Con
Casey Aleck, Jessica Alba. Stati
Uniti/Gran Bretagna 2010, 108

Il romanzo noir scritto nel 1952


da Jim Thompson, un monolo-
go interiore di un killer psicoti-
co, stato disastrosamente
adattato dallo scrittore John
Curran e dal regista Michael
Winterbottom. Casey Aleck
il giovane vicescerifo di una
piccola citt del Texas negli an-
ni cinquanta. La sua unottima
interpretazione e riesce a tra-
smettere il lieve senso di follia
che monta lentamente dentro il
personaggio. Lui maltratta le
donne e loro lo adorano. Presa
alla larga la storia potrebbe
sembrare una fantasia sadoma-
sochista con un protagonista
che semplicemente pi intelli-
gente e pi sfuggente (e pi af-
fascinante) di chiunque sia in-
torno a lui. La regia di Winter-
bottom volutamente e rigida-
mente inespressiva, sembra
quasi scollegata dallazione, ec-
cessivamente protettiva nei
confronti del protagonista. E il
ilm in vario modo, inevitabil-
mente fastidioso.
David Denby,
The New Yorker
LAST NIGHT
Di Massy Tadjedin. Con Keira
Knightley, Sam Worthington.
Francia/Stati Uniti 2010, 92

Il ilm segue le vicende di una


coppia giovane e bella, Michael
(Sam Worthington) e Joanna
(Keira Knigthley), durante
ununica (e veramente ininita)
notte in cui la loro fedelt mes-
sa alla prova. Michael in viag-
gio dafari insieme a unattraen-
te collega (Eva Mendes) mentre
Joanna incontra una sua vecchia
iamma (Guillaume Canet) per
le strade di Manhattan. Massy
Tadjedin, al suo debutto come
regista, fa inizialmente un buon
lavoro nella deinizione dei per-
sonaggi principali e della debo-
lezza della loro relazione. E rie-
sce a mantenere un tono di fa-
miliare autenticit dallinizio al-
la ine. Peccato che non riesca
mai a farci afezionare ai prota-
gonisti. La cosa peggiora man
mano che si va avanti. A un cer-
to punto dovremmo attendere
con trepidazione le decisioni dei
due coniugi. Si metteranno le
corna? Ma ci si rende conto che,
quale che siano le loro scelte, a
noi non importa poi cos tanto.
Alla ine non si pu negare che il
ilm sia quasi piacevole da vede-
re, ma veramente troppo legge-
ro e impalpabile. Dalla regista
nata a Teheran e cresciuta in
California ci si aspettava qual-
cosa di pi coinvolgente.
David Nusair,
Reel Film Review
DUE CUORI E UNA PROVETTA
Di Josh Gordon. Con Jennifer
Aniston, Jason Bateman, Juliette
Lewis. Stati Uniti 2010, 101

Nonostante delle nobili origini


letterarie, Due cuori e una pro-
vetta (terzo ilm hollywoodiano
di questanno sullinseminazio-
ne artiiciale) si colloca tra il
quasi inguardabile Piacere, sono
un po incinta e il decente (ma
sopravvalutato) The kids are all
right. Anche se Jennifer Aniston
ha il nome principale in cartel-
lone, il vero protagonista Ja-
son Bateman, un attore che di-
mostra, una volta di pi, di esse-
re capace di funzionare in qual-
siasi ilm. Bateman interpreta il
nevrotico Wally, il miglior ami-
co (ed ex idanzato) di Kassie
(Jennifer Aniston). Ritrovando-
si misteriosamente single, Kas-
sie decide di ricorrere allinse-
minazione assistita. Durante un
party in cui ha bevuto troppo,
Wally rovina il seme donato a
Kassie da Roland (un uomo spo-
sato) e provvede a una rapida
sostituzione. Il racconto di Jef-
frey Eugenides pubblicato sul
New Yorker, a cui il ilm vaga-
mente ispirato, si conclude con
la nascita del iglio di Kassie e
Wally. Per il ilm, invece, questo
solo linizio. Dopo il parto Kas-
sie si trasferisce in Minnesota e
torna a New York dopo sei anni
(ma niente nel ilm ci suggerisce
che sia passato tutto questo
tempo, tranne ovviamente il i-
glio cresciuto di Kassie). Quello
che segue, in sostanza, Un ra-
gazzo per persone un po ottuse.
Lou Lumenick,
New York Post
LIMMORTALE
Di e con Richard Berry. Con Jean
Reno, Kad Merad, Marina Fois.
Francia 2010, 115

Pi o meno un quarto di secolo


fa, lattore Richard Berry era il
pilastro del cinema poliziesco
francese. Poi il genere caduto
in disgrazia per risorgere negli
ultimi anni. Il pilastro, allora,
passato dietro la macchina da
presa per avere un ruolo in que-
sto revival. Limmortale, quindi,
non una creatura sovrannatu-
rale tipo Highlander, ma Charly
Matte (Jean Reno), pensionato
della maia marsigliese soprav-
vissuto a un attentato, nono-
stante i 22 proiettili che i suoi as-
sassini gli avevano piantato in
corpo. La fascinazione per le
nefandezze dei criminali e per il
loro assurdo codice donore so-
no intatti. A essere cambiato
molto lo scenario, che deve
molto alle serie televisive statu-
nitensi. Charly si allontanato
dalla vita criminale per allevare
un iglio avuto da una prostituta
che ha tolto dalla strada. Invece
di essere preso in esame per un
processo di canonizzazione,
Charly deve subire un tentativo
di omicidio messo in piedi dal
suo ex migliore amico (un Kad
Merad irrimediabilmente fuori
ruolo). Dopo aver tentato una
chiariicazione paciica (cosa
che avrebbe azzerato ogni pos-
sibilit di successo del ilm al
botteghino), Charly costretto
a mettere i panni dellangelo
sterminatore, che uccide i suoi
nemici uno a uno, senza piet. Il
piacere della vendetta non arri-
va, perch dei nemici di Charly
non sappiamo niente. Quello
che rimane lo spettacolo de-
primente della violenza come
forza moralizzatrice.
Thomas Sotinel, Le Monde
POTICHE
Di Franois Ozon. Con Catherine
Deneuve, Grard Depardieu.
Francia 2010, 100

Franois Ozon ritrova Catherine


Deneuve in un nuovo adatta-
mento di una pice teatrale, pro-
prio comera 8 donne e un miste-
ro. E lattrice, in stato di grazia,
dimostra che luniverso di Ozon
le va a pennello. Siamo di fronte
a una farsa soisticata. Suzanne
la moglie di un industriale di-
spotico. Costretta a prendere il
posto del marito alla guida
dellazienda di famiglia, Suzan-
ne rivela doti insospettabili. Il
ilm deve quasi tutto alluniver-
so che gli interpreti riescono a
creare. Il sottotesto politico e i
riferimenti a fatti e personaggi
reali non sono gli elementi pi
riusciti di un ilm leggero che
poggia sulle spalle della sua pro-
tagonista.
Laurent Pcha,
Ecranlarge
FAIR GAME
Di Doug Liman
(Stati Uniti, 104)
UOMINI DI DIO
Di Xavier Beauvois
(Francia, 120)
ANIMAL KINGDOM
Di David Michd
(Australia, 113)
Limmortale
I consigli
della
redazione
Last night
86 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Cultura
Libri
Italieni
I libri italiani letti da un
corrispondente straniero.
Questa settimana Michael
Braun, del quotidiano tede-
sco Die Tageszeitung.
IGIABA SCEGO
La mia casa dove sono
Rizzoli, 162 pagine,
16,50 euro

A suo modo, quello che ci pro-


pone Igiaba Scego un Bil-
dungsroman, un romanzo di
formazione. Lei, di famiglia
somala, cresce nella Roma de-
gli anni ottanta e novanta. At-
traverso alcuni luoghi della
citt (il teatro Sistina, piazza
Santa Maria sopra Minerva, la
stazione Termini, Trastevere)
racconta le mille diicolt che
una ragazza di origini africane,
nata in Italia, con la pelle nera,
deve afrontare per fare i conti
con il difuso razzismo di una
societ bianca e per dare ri-
sposte a domande apparente-
mente semplicissime: chi so-
no? Dov la mia casa? A quale
comunit appartengo? Il libro
particolarmente felice per-
ch Igiaba Scego sceglie un
approccio soggettivo. Parla di
s senza tacere nulla, n delle
sue sconitte adolescenziali n
del senso di bruttezza n della
bulimia che lha tormentata
per anni. Ma non ci propone
un testo intimistico n unau-
toanalisi. Fa molto di pi: at-
traverso la sua storia analizza,
in tono mai lagnoso ma spesso
pieno di ironia, una societ
che ancora oggi non vuole fare
i conti con limmigrazione. E
ci racconta anche in che modo
due personaggi cos diversi co-
me Nat King Cole e la sua
maestra elementare possano
esercitare uninluenza enor-
me sulla vita di una ragazza
somala, italiana, cittadina del
mondo.
ANDREA BAJANI
Ogni promessa
Einaudi, 256 pagine, 19,50 euro
Dopo Se consideri le colpe,
Andrea Bajani torna a narrare
vicende italiane con le loro
risonanze in un altrove
geograico e temporale, e lo fa
con un grande ainamento
dei propri mezzi, con una
scrittura minuziosa e
oggettiva su psicologie e su
ambienti. Non rinuncia a lash
quasi espressionistici e
richiama modi letterari e
cinematograici da anni
sessanta, intorno al nodo
morale e attuale dellitalica
smemoratezza. Il protagonista
narratore Pietro un
insegnante piantato dalla
moglie Sara con la quale ha
soferto limpossibilit di
avere un iglio (il tema
dellinfanzia, nel suo dolore e
mistero, torna sempre in
Bajani) evoca la igura di un
nonno morto in casa di cura
ossessionato dallesperienza
della sciagurata campagna del
Don, di cui in casa si taceva
come di un cadavere
nellarmadio. la morte del
nonno a scatenare in Pietro il
bisogno di sapere e perino di
vedere i luoghi, di andare sul
Don, sollecitato dallincontro
con un altro reduce, Olmo, e
con i suoi sensi di colpa, che si
mescolano a quelli aini e
diversi della madre di Pietro.
La misura del romanzo sta
nel bisogno di evocare, non
nascondere, ricostruire e
capire, e nel suo mescolarsi
con le presenti nostre
insuicienze, cresciute anche
sulle rimozioni del passato,
ma avrebbe forse giovato a
questo romanzo insolito e
cos immerso nel nostro
tempo anche se ne sembra
fuori una maggior
concisione. u
Il libro Gofredo Foi
Evocare per capire
Dal Medio Oriente
Odio in pillole
Una scuola religiosa di Ge-
rusalemme pubblica un fu-
metto ispirato al pensiero
radicale di Meir Kahane
Gli insegnamenti di un rabbi-
no ultranazionalista, il cui
messaggio antiarabo ha ali-
mentato la violenza contro i
palestinesi e anche contro gli
israeliani moderati, sono stati
trasformati in un libro a fumet-
ti pensato per bambini.
Miracle man ispirato alla
vita di Meir Kahane, un ebreo
nato negli Stati Uniti, che ha
fatto parte anche del parla-
mento di Israele e nel 1988 ha
fondato il gruppo militare
Kach, messo al bando in Israe-
le e considerato un gruppo ter-
rorista dal governo degli Stati
Uniti. Il fumetto stato pubbli-
cato nel ventesimo anniversa-
rio dalla morte di Kahane, uc-
ciso a New York da un cittadi-
no di origini egiziane. La pre-
occupazione di alcuni gruppi
di attivisti per i diritti umani
che il messaggio di estrema
destra lanciato da Kahane, sot-
to forma di fumetto, possa rag-
giungere un ampio pubblico e
contribuire quindi a radicaliz-
zare un clima tuttaltro che
tranquillo. Il libro stato pub-
blicato da Haraayon Hayehu-
di, una scuola religiosa di Ge-
rusalemme.
The National
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Meir Kahane nel 1984
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 87
FRANCISCO JOS VIEGAS
Il mare di Casablanca
La Nuova Frontiera, 240 pagine,
17,00 euro

C sempre pi di un cadavere
nelle storie di Jaime Ramos,
lispettore di polizia di Porto
creato da Francisco Jos Vie-
gas: il poeta e autore di gialli
solito dire che il lettore, per il
prezzo del libro, ha diritto a va-
rie morti. Il primo cadavere del
Mare di Casablanca compare al
Vidago Palace Hotel: quello di
Joaquim de Sousa Seabra, gior-
nalista economico ucciso du-
rante una festa, il quale detta-
glio curioso ha le scarpe spaia-
te. Poi la volta di un cittadino
angolano, Benigno Mendona,
anche lui assassinato. Ovvia-
mente tra i due delitti esiste
una connessione, e in mezzo a
tutta questa vicenda spunta
fuori anche una donna, Maria-
na. Jaime Ramos, come sem-
pre, arriver con la sua squadra
alla soluzione del caso. Ma per
mettere insieme i pezzi del puz-
zle, stavolta, dovr fare i conti
con il passato: Il mare di Casa-
blanca ci riporta cos allAfrica,
territorio ricorrente nei roman-
zi di Viegas, al tempo delle
guerre coloniali e delle speran-
ze rivoluzionarie. I libri di Vie-
gas non sono polizieschi classi-
ci: ci sono sempre divagazioni
dei personaggi, monologhi, de-
scrizioni dettagliate di luoghi
allaltro capo del mondo, ricette
di cucina, episodi della storia
nazionale.
Isabel Coutinho, Pblico
LUIS ALBERTO URREA
La iglia della curandera
Xl, 510 pagine, 16,00 euro

In questo romanzo dal respiro


epico Luis Alberto Urrea sposa
la sua tenacia giornalistica (per
scriverlo ci sono voluti ventan-
ni di ricerca) a un lirismo poeti-
co dai colori vivi per raccontare
la storia di una sua antenata,
Teresa Urrea, santa popolare
il cui nome divent un grido di
battaglia della rivoluzione mes-
sicana. Teresita nasce nel 1873,
iglia illegittima di una serva in-
digena quattordicenne e del pa-
drone di un grande ranch nello
stato di Sinaloa. I doni speciali
di Teresa sono presto notati da
Huila, la curandera (guaritrice)
del ranch, che insegna alla
bambina i poteri curativi delle
piante. Mentre intorno la civilt
si muove inesorabilmente verso
lera moderna, la vita dei conta-
dini poveri messicani ferma al
medioevo. Il paese in preda
alla paura: mentre gli indigeni
temono le altre trib, il dittato-
re, il generale Poririo Daz, te-
me insurrezioni. Il padre di Te-
resita accusato di aver fomen-
tato una rivolta, e lei ormai
adolescente e rispettata curan-
dera inisce uccisa in un attac-
co brutale. Lultima parte del li-
bro si colora di realismo magi-
co: Teresita torna in vita con
poteri di guarigione ancora pi
grandi, e gli indigeni arrivano a
migliaia da tutto il paese per
farsi curare dalla loro santa,
mentre lei predica che la terra
appartiene agli indigeni,
uneresia che raggiunge presto
Citt del Messico. La storia
molto sentita e raccontata
splendidamente, i personaggi
sono vigorosi e pieni di umori-
smo malgrado la loro soferen-
za.
Stephanie Merritt,
The Guardian
CLIA HOUDART
Le meraviglie del mondo
Barbs, 91 pagine, 14,00 euro

Le meraviglie del mondo, primo


romanzo di Clia Houdart, si
apre con un temporale svizzero:
una grandinata ha spezzato tut-
ti i vetri di un immobile a Vevey.
La bella immagine, evocata con
la delicatezza di una scrittura
che non cerca trovate a efetto,
d subito il tono di questo pic-
colo libro: comincia con lincu-
riosire il lettore e inisce per in-
cantarlo. una storia damore e
di fantasmi, il suo eroe una
FRANCESCO PICCOLO
Momenti di trascurabile
felicit
(Einaudi)
LEV TOLSTOIJ
Che cos larte
(Donzelli)
ALESSANDRO LEOGRANDE
Le male vite
(Fandano libri)
JOHN UPDIKE
Le lacrime di mio padre
Guanda, 312 pagine, 18,50 euro

Le frasi conclusive dellultimo


racconto di questo libro di John
Updike, Le lacrime di mio padre,
descrivono un uomo, di quasi
ottantanni, che solleva il bic-
chiere dacqua con cui prende
le sue medicine della sera in un
brindisi al mondo visibile, ma-
ledicendo la sua imminente
scomparsa. unimmagine che
riassume perfettamente la posi-
zione di Updike, allo stesso
tempo malinconica e celebrati-
va, in questa stupenda raccolta
che esce pochi mesi dopo la sua
morte, avvenuta a gennaio, a 76
anni.
I diciotto racconti, ricchi di
pennellate magistrali che ri-
traggono sottigliezze sociali,
psicologiche e sentimentali,
mettono in mostra un impareg-
giabile documentarista narra-
tore della vita delle piccole cit-
tadine e del ceto medio statuni-
tensi. Nella storia che apre la
raccolta, una giovane coppia va
in vacanza con i igli in Maroc-
co, per sfuggire al grigiore
dellaprile in Inghilterra, dove
la famiglia si temporanea-
mente trasferita. Ma presto si
ritrovano ancora pi impazienti
di lasciare il Nordafrica in cui si
muovono in modo maldestro.
I tracolli sono in grande evi-
denza anche negli altri raccon-
ti: dispacci dal fronte della vec-
chiaia, romanzati con tono leg-
gero. Assiduo frequentatore
delle rimpatriate di vecchi stu-
denti delle superiori, come ri-
vel una volta, in questa raccol-
ta Updike torna su due di que-
ste riunioni. Fa vedere come si
riannodino legami generazio-
nali e locali, a suo tempo allen-
tatisi per i matrimoni e le scelte
lavorative, ripristinando una
Racconti
Lultima raccolta
sorta di cameratismo contro le
ingiurie del tempo. Quella che
era la pi bella della classe ora
va in giro con un deambulatore.
Gli ex atleti hanno protesi alle
ginocchia e pacemaker. Altro-
ve, i coetanei esibiscono
unespressione sempre pi fre-
quente, quella di una persona
un po sorda che ti dice di parla-
re pi forte. Vengono raccon-
tati smarrimenti di vario tipo:
dai rischi di percorrere una
strada sconosciuta con i rilessi
lenti e la vista annebbiata, al
dover fare i conti con seccature
contemporanee come la dii-
colt di trovare un cartoncino
dauguri di compleanno gioco-
so al punto giusto, ma non
osceno n aggressivo. Su que-
ste storie grava lombra della
morte, ma risplendono di vitali-
t immaginativa.
Ed soprattutto lesistenza
quotidiana che Updike fa ri-
splendere di fascino. Una poe-
sia nel racconto Fine esprime la
gratitudine di Updike per la
mano con cui scrive, quella fe-
dele vecchia bestia da soma a
cinque dita. Non ne ha mai fat-
to un uso migliore come in Le
lacrime di mio padre.
Peter Kemp, The Times
I consigli
della
redazione
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John Updike
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Cultura
Libri
silhouette che si staglia appena
su una natura onnipresente:
Igor, un fotografo che, dopo la
tempesta, deve lasciare la Bre-
tagna per tornare a Vevey. La
frontiera tra il sogno e la realt
sembra svanire, ma anche quel-
la tra i ricordi e il presente inde-
inito di un racconto che non si
capisce bene verso quale desti-
nazione voglia imbarcarci. in-
fatti anche un libro di viaggi: il
romanzo scivola dalla quotidia-
nit del giovane fotografo al
racconto di un soggiorno in
Messico. Nellapparente di-
scontinuit della scrittura,
Clia Houdart riesce a dare
limpressione di un universo
dove linimo comunica con
limmenso.
Fabrice Gabriel,
Les Inrockuptibles
eLeanor Catton
La prova
Fandango libri, 380 pagine,
18,00 euro

il primo romanzo di Eleanor


Catton, canadese di 25 anni cre-
sciuta in Nuova Zelanda, ed
quasi impossibile da classiica-
re. C uno scandalo sessuale in
una scuola privata per ragazze,
tra un professore e una studen-
tessa. Il teatro della scuola deci-
de di mettere in scena uno spet-
tacolo sullo scandalo. E un in-
segnante di sassofono d consi-
gli alle allieve quando vengono
da lui per le lezioni. Potrebbe
sembrare una trama semplice,
ma Catton confonde le carte in
tavola al lettore non rivelando
chiaramente in che cosa consi-
ste lo scandalo, come si svolge
la lezione di sassofono e qual
lo spettacolo. La prova ha a che
fare con il guardare e lesser
guardati, le nostre impressioni
sugli altri e tutte le volte che ca-
piamo le cose nel modo sbaglia-
to. Lo scandalo era forse uno
stupro? Il professore e la stu-
dentessa sono innamorati? O
stata lei a tentarlo? Nessuno lo
sa, ma tutti hanno unopinione.
Catton scrive meravigliosa-
mente, e in modo unico. Luni-
co rischio che corre quello di
siancare il lettore, e di portare
la sua mente a vagare. Ma non
per forza un male.
Michelle Berry,
Globe and Mail
GabrieLa adameteanu
Lincontro
Nottetempo, 360 pagine,
18,00 euro

Negli ultimi anni di


Ceauescu, Traian Manu, un
professore di biologia, torna in
Romania dopo quarantanni di
esilio per tenere un ciclo di
conferenze. Ma linvito si rive-
ler un pretesto del regime per
spiarlo e controllarlo. Si po-
trebbe pensare che Lincontro
sia un romanzo sulla mitologia
dellesilio e del ritorno; al con-
trario, rappresenta la dissolu-
zione drammatica e, in deini-
tiva, tragica dei miti dellesilio:
tornare a casa unillusione.
Per questo il titolo suona ironi-
co. Non di un vero incontro si
tratta, di un ritorno a casa, ma
di un incontro mancato. I passi
dellOdissea citati nel romanzo
sono una trappola: quello di
Gabriela Adameteanu un ro-
manzo sullalienazione, sulla
perdita del contatto con la pro-
pria comunit, sullimpossibi-
lit di tornare a casa.
Paul Cernat,
Revista 22
KarL PoLany
La grande trasformazione
Einaudi, 384 pagine, 26,00 euro
Alcuni grandi libri di storia na-
scono dalla domanda: Come
abbiamo fatto a inire in que-
sto abisso?. Spesso non sono
nemmeno scritti da storici di
professione, ma lurgenza di
trovare una risposta porta i lo-
ro autori a fare scoperte sul
passato destinate a durare, an-
che quando la domanda ini-
ziale non se la pone pi nessu-
no. il caso di La grande tra-
sformazione, che Karl Polany,
allora cinquantottenne studio-
so di economia, pubblic nel
1944 negli Stati Uniti, dove
era arrivato fuggendo prima
da Budapest presa dai comu-
nisti, poi da Vienna occupata
dai tedeschi. Perch, si chie-
deva, il mondo in cui era nato
e cresciuto stava crollando?
A Londra, dove aveva tra-
scorso qualche anno di studio,
Polany si era convinto che la
ine dellEuropa ottocentesca
era legata allo stesso elemento
che laveva resa grande, il fatto
di essere una societ fondata
sul mercato autoregolato. So-
prattutto aveva capito che un
mercato cos libero come
quello nato a ine settecento
era stato qualcosa di inedito
nella storia umana, qualcosa
di rischioso che paradossal-
mente per sopravvivere aveva
avuto bisogno della politica.
Nel libro il ragionamento
portato oltre: la societ di
mercato non lunica possibi-
le, leconomia, infatti, cambia
con la societ e il mercato
selvaggio non che una delle
possibilit che luomo ha
escogitato nel corso della
sua storia. Di certo non la pi
sicura. u
non iction Giuliano Milani
non lunico mondo possibile
Lingue
autori vari
Laventure des mots
de la ville Robert Lafont
Raccolta di 260 articoli su un te-
ma originale: le parole che si
usano comunemente per parla-
re della propria citt e le conse-
guenze che hanno. A questa ri-
cerca hanno partecipato studio-
si di campi diversi (architetti,
urbanisti, linguisti, geograi,
storici e letterati). Le aree lin-
guistiche prese in considerazio-
ne sono otto: tedesco, inglese,
arabo, spagnolo, francese, ita-
liano, portoghese e russo.
aLbert doiLLon
Dictionnaire de largot
Robert Lafont
Con il tempo il linguaggio in
codice creato da borseggiatori,
ladri, banditi diventato una
lingua parallela, autentica e po-
polare, piena di verve e fantasia,
che ha continuato a evolversi e
crescere. Il dizionario di Albert
Doillon (1918-2004) elenca i
termini pi suggestivi, raggrup-
pandoli in cinque sezioni: soldi,
salute, sesso, sport e violenza.
david Harrison
The last speakers
National Geographic
Harrison, professore di lingui-
stica allo Swarthmore college,
in Pennsylvania, racconta un
viaggio intorno al mondo com-
piuto alla ricerca delle lingue
destinate a scomparire.
seamus Heaney
Oxford chinese dictionary
Faber & Faber
Monumentale e recente dizio-
nario cinese/inglese, inglese/ci-
nese. Ha 2.064 pagine, 300mila
voci e costa 75 sterline.
Maria Sepa
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Faye Kellerman
SSAACCRROO EE P PRROOFFAANNOO
Dallautrice de Il bagno rituale
il nuovo caso di Peter Decker
e Rina Lazarus. Un giallo appassionante,
ma anche una grande storia damore
avvolta nella cultura e nelle tradizioni
della comunit ebraica di Los Angeles.
I romanzi di Faye Kellerman sono incisivi,
indimenticabili. James Ellroy
IN LIBRERIA
www.coopereditore.it
Fumetti
Limbo anestetico
DANIEL CLOWES

Wilson
Coconino Press, 88 pagine,
17,50 euro

Il metafumetto concettuale
nordamericano (Chris Ware,
Paul Hornschemeier e altri),
basato troppo spesso sul
freddo del postmoderno, ha
un po stancato. Meglio alcuni
autori europei che lavorano
meno con lasettico, come
Giacomo Nanni per fare un
esempio. Se non sono allo
stesso livello per delicatezza,
profondit e originalit di
quelle di Nanni, nondimeno
queste cronachette di una
pagina che, a sorpresa,
snodandosi divengono via via
un romanzo a fumetti
unitario, e alla ine rivelano
una loro prospettiva originale
di lettura della
contemporaneit.
Anche Daniel Clowes si
aggiunge alla schiera degli
autori inconsolabili per la
perdita di Schulz e dei suoi
Peanuts (a cominciare dal
canadese Seth, autore delle
copertine della splendida
edizione internazionale
cronologica delle strisce), tra
le opere pi esistenzialiste
della storia del fumetto, nel
suo racconto della solitudine
e della vita mediocre
nelleterno nulla della
provincia statunitense,
appunto cos asettica. Ma
quanto resta dellinquietudine
piena di delicatezza,
tenerezza (mai melassa) e
umanit di Schulz verso
quelle noccioline, quegli
esserini votati in dal principio
al fallimento della vita adulta?
Apparentemente nulla.
Clowes, tuttavia, tra le righe e
i disegni di questo ritratto di
uomo perduto in una vasta
mediocrit e un illusorio
senso di rivalsa
compensatorio verso tutti e
tutto, riesce a far emergere
una fragile tenerezza, in un
inale di quiete contemplativa.
Serenit riconquistata o limbo
anestetico per non
riprecipitare nel dolore?
Francesco Boille
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 91
Cultura
Libri
Ricevuti
COSIMO ARGENTINA
Vicolo dellacciaio
Fandango libri, 216 pagine,
15,00 euro
Un caleidoscopio di vite vere,
che sembrano opporsi con
ingenua e sincera vitalit al
loro destino segnato. Tutte
ruotano intorno allIlva, il pi
grande impianto siderurgico
dEuropa. Quasi tutte sono
toccate da un lutto o una
malattia dovuta alla grande
fabbrica.
AUTORI VARI
Le italiane
Castelvecchi, 248 pagine,
16,50 euro
Dal risorgimento ai nostri
giorni, centocinquantanni di
storia nazionale raccontati
attraverso le biograie delle
protagoniste della politica,
della cultura, della scienza,
delleconomia e dello sport.
VEIT HEINICHEN
E AMI SCABAR
Trieste
e/o, 160 pagine, 16,00 euro
Trieste la citt dei venti. Che
si tratti di bora, libeccio,
scirocco o maestrale, tutti
hanno contribuito a portare da
ogni punto cardinale le pi
diverse tradizioni culinarie e
culturali nella citt.
FRANCESCO MATTEUZZI
ED ELISABETTA BENFATTO
Anna Politkovskaja
Becco Giallo, 128 pagine,
15,00 euro
La dittatura del governo Putin,
la strage di Beslan, le
minoranze violate,
linformazione deviata e
manipolata dagli interessi
delle grandi potenze politiche
ed economiche. Un omaggio a
fumetti ad Anna Politkovskaja.
ISADORA DAIMMO
Palestinesi in Israele
Carocci, 322 pagine, 32,30 euro
La storia dei palestinesi con
cittadinanza israeliana, la
condizione giuridica, e
unintroduzione alla loro
letteratura. Una collettivit
protesa verso la modernit
ebraica e al tempo stesso
ancorata al bisogno di
preservare se stessa e la
propria cultura originaria.
DOMENICO VERDOSCIA
Maghreb-Italia
Sinnos, 158 pagine, 16,00 euro
Chi sono gli immigrati
presenti nel nostro paese? Che
rapporti mantengono con la
loro cultura? In che modo
entrano in relazione con la
realt italiana? Dieci anni di
ricerche sul campo.
ALAIN EHRENBERG
La societ del disagio
Einaudi, 409 pagine,
28,00 euro
Lautore esamina i due pi
importanti modelli
dinterpretazione della
soferenza mentale, quello
statunitense e quello francese,
focalizzando su ricerca sociale
e psicoanalisi.
GUILLAUME GURAUD
Senza tv
TopiPittori, 98 pagine,
10,00 euro
Guillaume vive a Bordeaux in
un quartiere dove la vita
dura. Non ha il pap e ancora
peggio non ha la tv. Per ha
una mamma cinoila e uno zio
sindacalista. Per ragazzi.
STEFANO BARTEZZAGHI
Non se ne pu pi
Mondadori, 257 pagine,
17,00 euro
Censimento dei tormentoni.
Parole e altre espressioni
allergogene e urticanti che
usiamo meccanicamente,
perch sono state di moda.
ROBERT GHATTAS
Bricologia
Sironi editori, 160 pagine,
20,00 euro
Manuale pratico per costruire
con le mani e con la testa
trenta oggetti matematici.
92 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Cultura
1
Le luci della centrale
elettrica
Le ragazze kamikaze
Alberghi appena costruiti che
coprono i tramonti, bici rubate
dipinte di verde militare, fuori-
strada che sincastrano nei vi-
coli. E ovviamente, ragazze
kamikaze. Nessun generatore
automatico di frasi di Vasco
Brondi pu creare questo ge-
nere di cronache da una civilt
del sottoscala. Le derive della
realt cantate dal ferrarese nel
suo ultimo lavoro sono pi
plausibili a ogni nuovo ascolto.
un mondo immaginario di
umore color antracite, musi-
calmente monocorde, metico-
losamente squallido; ma alme-
no, un mondo poetico.
2
Svetlanas
Siberian Girl
Vodka sciacquata gi
con spratti afumicati di Kiel
(o Kiev?) consumati su uno
strapuntino della transiberia-
na; brevi epifanie punk rock
con accento sovietico/nostal-
gico; una cantante col pancio-
ne al sesto mese e pi energia
di una centrale idroelettrica
sul Volga. Sono le Svetlanas,
con il loro album di 22 minuti
e una grezza simpatia che in
questo pezzo fa sognare unin-
surrezione di girl power con-
tro i vecchi pathetic impotent
pederasky che imbottiti di
Viagra vagano nottetempo al-
la ricerca di escort, festini e
minorenni da plagiare.
3
Fabio Barovero
Requiem in samba
Fu il fondatore dei Mau
Mau, intesi non come insurre-
zionalisti keniani ma come
band da patchanka piemonte-
se/camerunese dei primi anni
novanta; ora gira per cinema e
teatri collaborando a vari pro-
getti come scenografo delle
sonorit. Ma chi si trova bene
in ambienti di elettronica rare-
fazione farebbe bene a fre-
quentare Sweet limbo, il nuovo
album in cui raccoglie fram-
menti del suo lavoro recente.
Cose da ipnosi, e una vaga
sensazione di procedere ver-
so la morte ineluttabile, s, ma
almeno gioiosamente. Un
bunga bunga pi concettuale.
Musica
Dal vivo
Crystal Castles
+ Male Bonding, Bologna,
9 novembre, estragon.it
sCOtt MattHeW
feat. sPeNCer COBrIN
PreseNtINg elVa sNOW
Milano, 11 novembre,
dalverme.org; Cesenatico (Fc),
12 novembre, retropopclub.com;
Roma, 13 novembre,
circoloartisti.it
frIgHteNeD raBBIt
Milano, 12 novembre,
lasalumeriadellamusica.com;
Bologna, 13 novembre,
covoclub.it
steVe WyNN
aND tHe MIraCle 3
Cavriago (Re), 8 novembre,
calamita.net; Roma,
9 novembre, bigmama.it;
Trieste, 10 novembre, miela.it
BrOkeN sOCIal sCeNe
+ Picastro, Milano, 11 novembre,
magazzinigenerali.it
Carl Bart
+Swimming, Milano,
10 novembre, tunnel-milano.it;
Bologna, 11 novembre,
covoclub.it
tIMe zONes
Tortoise, Ren Aubry Ensemble,
Murcof, Chicago Underground
duo, Bari, 12-27 novembre,
timezones.it
le luCI Della CeNtrale
elettrICa
Ferrara, 11 novembre,
locusta.net
Se in Cile il neofolk sta vi-
vendo un buon momento,
il merito soprattutto suo
Mauricio Castillo in arte Chi-
noy lultimo, in ordine di
tempo, dei cantautori emer-
genti cileni. Originario di San
Antonio ma residente a Val-
paraso, questo musicista ha
migliaia di fan, anche se ha
fatto poca promozione e non
ha ancora pubblicato album.
Il suo nome si difuso grazie
al passaparola e a internet.
Ma io non centro niente,
dice Chinoy. Non ho messo
io i miei brani online. Non sa-
rei capace. In ogni caso, gra-
zie a questa popolarit, riu-
scito a passare dai bar malfa-
mati dove si esibito per anni
accompagnato dalla sua chi-
tarra acustica, ai grandi teatri
di Santiago.
Il segreto di Chinoy, che si
dice appassionato darte e fa-
natico di Rimbaud, una vo-
ce poco tradizionale. Ascol-
tandolo, sembra di sentire un
Gabo Ferro cileno con qual-
che eco di Silvio Rodrguez,
Bob Dylan e Violeta Parra.
Il successo inaspettato ha av-
vicinato questo cantautore
ad artisti afermati come Ma-
nuel Garca e Camila More-
no. Inoltre, ha aperto la stra-
da al fratello minore di Chi-
noy, Kaskivano, e a Demin
Rodrguez, altro musicista
emergente di San Antonio.
Lo scorso mese Chinoy si
esibito per la prima volta a
Buenos Aires, allinterno di
una rassegna dedicata alla
nuova musica cilena. Adesso
il suo obiettivo tornare nella
citt dov cresciuto, San An-
tonio, e incidere un disco l, a
casa di amici.
Martn Prez, Pgina12
Dal Cile
efetto Chinoy
Playlist Pier Andrea Canei
gioiose impotenze
M
y
S
P
A
C
E
Crystal Castles
Chinoy
M
y
S
P
A
C
E
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 93
Rock
waRpaint
The fool
(Rough Trade)

Mentre troppi gruppi femminili
indipendenti sembrano accon-
tentarsi di provare a ricreare,
mattone su mattone, il wall of
sound di Phil Spector, questo
quartetto di Los Angeles trae
ispirazione per le sue ipnotiche
armonie vocali dalla musica di
Ian Curtis. The fool costruito
intorno agli accordi malinconi-
ci, ai testi cupi e alla voce mono-
tona dei Joy Divison. Ma pi di
un semplice tributo. Set your
arms down e Warpaint mostrano
la stessa delicata spigolosit dei
Blonde Redhead, e la voce di
Emily Kokal, intima e triste, si
sposa perfettamente con il suo-
no immediato ed estroverso del-
la band.
Chris Martins, Spin
n.E.R.D
Nothing
(Polydor/Star Trak)

Se pensavate che Pharrell Wil-


liams e Chad Hugo avessero co-
minciato la loro parabola di-
scendente, questo disco sar per
voi un vero e proprio shock. Dal
sensuale funk di Party people,
che apre lalbum, ino alla trac-
cia di chiusura The man, che in-
cita apertamente alla rivoluzio-
ne, si avverte che il duo N.E.R.D
tornato in gran forma. Nothing
sispira ai successi radiofonici
degli anni settanta e al soul psi-
chedelico degli anni sessanta,
glioramento rispetto al deluden-
te Secret, profane & sugarcane: i
brani sono pi memorabili ed
eseguiti con pi convinzione. La
leggenda new wave declina il
suo tipico ghigno in una serie di
precipitosi stornelli sui tipacci
delle multinazionali, ma d il
meglio di s nelle struggenti
ballate come All these strangers e
You hung the moon, che potrebbe
dare ai vostri nonni limpressio-
ne di averla gi sentita da qual-
che parte quando erano giovani.
Neil Spencer, The Observer
Folk
SanDy DEnny
& thE StRawbS
All our own work
(Witchwood)

Gli Strawbs erano una band folk


composta da ragazzi di Straw-
berry Hill, un vecchio quartiere
di Twickenham. Il loro cantan-
te, Dave Lambert, rimase folgo-
rato da unesibizione di Sandy
Denny al Troubadour di Londra
nel 1967 e, in un momento di
follia, chiese alla futura cantan-
te dei Fairport Convention di
unirsi alla band. A sorpresa, la
risposta fu afermativa. Subito
dopo il gruppo fu messo sotto
contratto dalletichetta danese
Sonet e pubblic All our own
work: un piccolo, grande disco,
che mescola il folk acerbo della
band con la voce soprannaturale
di Sandy Denny, che allora ave-
va solo 19 anni, e con la sua stra-
ordinaria scrittura. Lalbum con-
tiene anche la prima versione di
uno dei classici del folk inglese,
Who knows where the time goes, e
diversi brani inediti registrati
dal vivo.
Jim Irvin, Mojo
pop
aa
Beautiful imperfection
(Nave)

Da una parte violenza, fame,


miseria, bambini denutriti.
Dallaltra tamburi, danze, miti,
bambini raggianti. Spesso il
mondo ricco descrive lAfrica
senza vie di mezzo. Invece Aa,
nata a Parigi e cresciuta a Lagos,
cerca di creare uno spazio tra la
ricca Francia e la Nigeria, i due
paesi tra cui divide il suo tempo.
Cerca di creare uno spazio tra le
immagini stereotipate e i clich
che i mezzi dinformazione af-
ibbiano allAfrica. La musica,
scritta in Nigeria e registrata a
Parigi, parla dAfrica ma si adat-
ta al linguaggio globale della
musica pop. Aa canta in inglese
ma anche in yoruba. Parla dei
problemi del continente, ma an-
che di una quotidianit che vive
sentimenti e situazioni simili al
resto del mondo. Il risultato so-
no vivaci canzoni pop e ballate
sostenute da pianoforte, iati e
chitarre, ma quasi mai da stru-
menti tradizionali. Aa dimostra
che dai club e dalle spiagge di
Lagos possono arrivare hit inter-
nazionali. Basta ascoltare il sin-
golo Be My Man.
Thomas Winkler, Die Zeit
Classica
FRiEDER bERniuS
Burgmller: sinfonie n. 1 e 2
Hokapelle Stuttgart, direttore:
Frieder Bernius (Carus)

Nel 1810 non sono nati solo
Chopin e Schumann. anche
lanno di nascita di Norbert
Burgmller, e il suo bicentena-
rio unoccasione per riscoprire
questo musicista che mor ad
appena 26 anni. Il breve catalo-
go delle sue opere conta solo
due sinfonie. La seconda fu
completata nel 1834 con laiuto
di Mendelssohn, e Schumann la
salut come la pi nobile e si-
gniicativa opera sinfonica re-
cente. Frieder Bernius e i suoi
musicisti della Hokapelle di
Stoccarda, che suonano su stru-
menti depoca, colpiscono per
precisione, energia e unelo-
quenza che mette in rilievo ogni
dettaglio della scrittura.
Nicolas Southon, Diapason
riproposti con un po di rabbia
politica, lussuria e qualche ri-
lessione ilosoica. Contro ogni
aspettativa ne viene fuori il mi-
glior disco dei N.E.R.D dai tem-
pi di In search of, lesordio del
2001.
Simon Price,
The Independent
SouaD MaSSi
O houria (Liberty)
(Wrasse)

Da quando Souad Massi ha scel-


to lesilio, ormai circa dieci anni
fa, ha messo insieme una soisti-
cata tavolozza musicale. Canta
in arabo, inglese, francese e si
muove agilmente tra canzone
folk, jazz e pop francese degli
anni sessanta. Con un titolo ap-
propriato come Liberty, si pu
dire che anche la sua scrittura
abbia trovato una certa libert.
La title track una sincera cele-
brazione, Une lettre Si Hmed
una protesta contro lassogget-
tamento alla sua terra dorigine,
lAlgeria, e Nacera il lamento di
una donna picchiata. Questa
commovente atmosfera man-
tenuta con Tout reste faire,
mentre il risonante melodram-
ma di Let me be in peace svela un
inaspettato duetto con Paul
Weller.
Mikael Wood, Spin
ElviS CoStEllo
National ransom
(Hear Music)

La seconda collaborazione di
Elvis Costello con il produttore
T-Bone Burnett un netto mi-
Souad Massi
N.E.R.D
M
Y
S
P
A
C
E
M
Y
S
P
A
C
E
pop/rock
Scelti da
Luca Sofri
bRyan FERRy
Olympia
(Emi)
bEllE anD SEbaStian
Write about love
(Rough Trade)
non voglio ChE
ClaRa
Dei cani
(Sleeping Star)
94 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Cultura
ted ConferenCe
Sabato 6 novembre, ore 23.00
Music Box
Il canale musicale (Sky 703) pro-
pone per tutto novembre, ogni
sera alla stessa ora, alcuni inter-
venti dalle Ted conference, in
cui le menti pi brillanti nel
campo della tecnologia, dellen-
tertainment e del design, pre-
sentano le loro proposte per un
mondo migliore e pi eiciente.
soCCers lost boy
Marted 9 novembre, ore 21.10
Current
Negli ultimi anni aumentata la
domanda di giovani giocatori
dellAfrica nei campionati di cal-
cio europei, cos come il numero
di agenti abusivi, di scuole di
calcio illegali e di loschi inter-
mediari.
MosChee dItalIa
Mercoled 10 novembre, ore 21.10
Current
Secondo i dati del Viminale in
Italia vivono un milione e mez-
zo di musulmani, con 781 luoghi
di incontro, tra moschee, centri
culturali, scuole e associazioni.
Quattro tappe alla scoperta di
un mondo poco conosciuto e
troppo temuto.
restrepo
Mercoled 10 novembre, ore 22.10
Nat Geo
Il fotoreporter Tim Hethering-
ton e il giornalista Sebastian
Junger, autori di questo docu-
mentario premiato al Sundance
2010, si sono installati in uno
degli avamposti pi a rischio per
i marines in Afghanistan.
Un CadeaU dU CIel
Venerd 12 novembre, ore 22.55
Arte
Nelle opere dellartista danese
Simone Aaberg Kaern sono
spesso presenti il tema del volo
e igure di aviatrici. Il ilm docu-
menta il suo avventuroso viag-
gio da Copenaghen verso lAf-
ghanistan a bordo di un piccolo
aereo, alla ricerca di una bambi-
na di cui ha letto in un articolo.
tv
snagilms.com
Con i risultati delle elezioni di
met mandato sotto gli occhi,
vale la pena di ricordare il
momento storico in cui Barak
Obama stato eletto
presidente degli Stati Uniti. Un
paio di settimane prima di
quel 4 novembre 2008, sicuro
che si sarebbe trattato di una
data da ricordare, il regista
newyorchese Jef Deutchman
aveva chiesto di documentare
quella giornata a una serie di
amici e colleghi sparsi negli
Stati Uniti e nel mondo. Ne
uscita questa microstoria
ilmata a pi mani di uno dei
momenti politici pi esaltanti
degli ultimi decenni.
Ma il progetto non si
esaurito: il sito web del
progetto continua a
raccogliere ilmati inviati da
chiunque, per creare il pi
ampio archivio di immagini
dedicato a quello storico
giorno.
In rete
11/4/08
Del ilm di Pietro Marcello, del
suo originale ritratto della cit-
t di Genova, dei suoi due fol-
goranti protagonisti, stato
detto tutto il bene possibile. Al
successo nelle sale italiane
hanno fatto eco gli inviti in de-
cine di festival in tutto il mon-
do, prova che lo sguardo di
Marcello e i racconti di Vin-
cenzo Motta e Mary Monaco
sanno parlare per immagini e
sentimenti ben oltre i conini
(culturali) del paese. Nelledi-
zione appena uscita, il dvd
accompagnato dal libro Geno-
va di tutta una vita, che si apre
con una lettera inedita di
Edoardo Sanguineti su La boc-
ca del lupo e raccoglie altre te-
stimonianze dautore sulla cit-
t e sul ilm.
dvd
la bocca del lupo
Il 28 ottobre Libration, come
tutti i giornali francesi, ha de-
dicato la prima pagina alla
minaccia lanciata da Osama
bin Laden che, per la prima
volta, ha dedicato integral-
mente una delle sue invettive
a un solo paese, la Francia, al
momento dellentrata in vigo-
re della legge sul velo integra-
le. La foto in prima pagina,
senza data, distribuita dallAs-
sociated press, mostra un gio-
vane uomo barbuto, con il tur-
bante bianco, gli occhi brillan-
ti, leggermente di proilo. Una
igura molto familiare, diven-
tata una specie di icona del
ventunesimo secolo. Sicura-
mente una delle prime.
A pagina tre ci troviamo di
fronte a un altro ritratto di Bin
Laden. Stavolta frontale.
Sfogliando rapidamente le pa-
gine si ha limpressione di as-
sistere alla trasformazione
della foto in un disegno. La di-
dascalia spiega che grazie a
un software di invecchiamen-
to, il Dipartimento di stato
americano ha stabilito che
questo potrebbe essere oggi
laspetto di Bin Laden. La
barba pi grigia (il che ve-
rosimile anche se non c nien-
te di scientiico che lo provi),
lespressione pi contrita, e i
suoi occhi sono due buchi ne-
ri, spenti, senza brillantezza.
Diicilmente una simile
immagine potr essere di
qualche utilit per scovare il
terrorista pi ricercato al mon-
do. Ma, in modo un po sini-
stro, perfetta da un punto di
vista ideologico. Anche se , e
resta, solo unimmagine, sen-
za alcuna vita.u
fotograia Christian Caujolle
la minaccia fantasma
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 97
bienal de so paulo
Brasile, ino al 12 dicembre,
29bienal.org.br
La biennale di So Paulo ha
aperto prima delle elezioni pre-
sidenziali brasiliane scegliendo
come tema la politica. Sono at-
tesi tre milioni di visitatori in tre
mesi, che si riverseranno in un
ediicio tutto curve disegnato da
Oscar Niemeyer. Il percorso,
concepito da sette commissari
di tutto il mondo, caotico, ma
permette a chiunque di inven-
tarsi il proprio, di scegliere tra
un video di Godard o le gabbie
di avvoltoi di Numo Ramos. Im-
possibile non vederci unallusio-
ne al fantasma della dittatura
che incombe sul continente.
Le Monde
Houdini. art and magic
Jewish Museum, New York,
ino al 27 marzo 2011,
thejewishmuseum.org
Nessuna folle impresa stata
allaltezza di quelle compiute
dal iglio di un rabbino, che
scapp di casa, si un a un circo
e divent il pi grande mago di
tutti i tempi. Unesposizione al
museo ebraico mostra lultima
trasigurazione di Houdini.
Nessuna magia, solo spiegazio-
ni razionali dei suoi trucchi, al-
cuni video e fotograie.
The New York Times
camuflajes
Espai Cultural Caja Madrid,
Barcellona, ino al 9 gennaio
Se un uomo va in spiaggia con
il costume se stesso, ma se va
al teatro con lo smoking si sta
camufando, sostiene Mndez
Baige, curatrice della mostra.
Lesposizione pone la questione
dellidentit e di questarte
dellinganno che ci aiuta a so-
pravvivere. Francesca Wood-
man si fotografa confondendosi
con elementi vegetali, Desire
Palmen si mimetizza per le stra-
de di Gerusalemme, Liu Bolin si
tatua sul corpo e sui vestiti i co-
lori e le linee dello sfondo su cui
svanisce.
El Pas
britisH art sHoW 7
Nottingham, Londra, Glasgow,
Plymouth, ino al 4 dicembre,
britishartshow.co.uk
La British art show la pi am-
biziosa esposizione di arte con-
temporanea britannica, che
ogni cinque anni si sposta attra-
verso quattro sedi. La settima
edizione apre a Nottingham,
passa alla Hayward Gallery e si
conclude a Glasgow e Ply-
mouth. I pezzi pi belli sono ir-
mati da Christian Marclay,
Wolf gang Tillmans, Charles
Avery e Sarah Lucas. Marclay
con The clock usa un secolo di
pellicole in bianco e nero e a co-
lori assemblate in un video-col-
lage che dura 24 ore, fatto di
tanti momenti in cui si manife-
sta il tempo e il rapporto tra uo-
mo e orologio. I frammenti
conluiscono nel presente di-
storcendo la cronologia e facen-
do collassare le diferenze tra
tempo vissuto e cinematograi-
co. Mentre lamore, la morte,
lattesa per un treno sono scan-
diti sullo schermo dal tic-tac
della lancetta dei secondi,
Markley analizza in che modo
ognuno di noi valuta il tempo.
Tillmans espone una fotograia
monumentale astratta accosta-
ta a documenti sulla povert,
lingiustizia, gli abusi. Avery
mette in scena un bacio assurdo
e allucinato tra un uomo nero in
abiti da lavoro e una donna ete-
rea vestita di bianco sullo sfon-
do di un paesaggio chiuso in
una teca di vetro. Sarah Lucas
assembla tessuti vari trasfor-
mandoli in forme biomoriche
che ricordano le sculture di
Louise Bourgeois. Purtroppo
lalta qualit di questi lavori sot-
tolinea la mediocrit delle ope-
re degli altri artisti in mostra.
Financial Times
nottingham
british art show 7
A
L
e
x
A
N
D
e
R
N
e
W
T
O
N
(
3
)
cultura
arte
98 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
E
sattamente quattro anni fa, come certa-
mente ricorderete, questa rubrica aveva
audacemente introdotto un premio per
lo scienziato del mese. Il primo vincitore
era stato Matthias Wittlinger, delluni-
versit di Ulm, in Germa-
nia, che ha fatto cose mirabili con e alle
formiche. Per riuscire a scoprire come
facessero a ritrovare la strada di casa,
Wittlinger aveva accorciato le zampe a
un gruppo e messo i trampoli a un altro,
per modificarne il passo. Nel lontano
2006, accorciare le zampe delle formi-
che ci era sembrato un modo assoluta-
mente ammirevole di passare il proprio
tempo, ma eravamo pi giovani e vive-
vamo in unepoca pi innocente. Nono-
stante lenorme interesse suscitato da
questo premio inaugurale, Wittlinger non ha ricevuto
un bel niente e probabilmente, se non era abbonato a
questa rivista, non sa neppure di aver vinto. Come se
non bastasse, dopo di lui non c stato nessun altro vin-
citore, perch il mese dopo ci eravamo gi dimenticati
tutta questa storia.
Comunque: torna il premio! Sono strafelice di an-
nunciare che il vincitore di questo mese, Rolando Ro-
drguez-Muoz, lavora proprio qui in Inghilterra,
alluniversit di Exeter. Insieme al suo collega Tom
Tregenza, Rodrguez-Muoz ha studiato le strategie
di accoppiamento dei grilli. Secondo lEconomist, i
due ricercatori hanno scoperto che i grilli pi piccoli
riescono a compensare la scarsa statura con un prodi-
gioso frinire. In altre parole, essere il cantante di una
band funziona anche per gli sigati di altre specie.
Rodrguez-Muoz ha soiato il premio a Tregenza
perch, dopo aver catturato, marcato, liberato e mo-
nitorato centinaia di grilli con i suoi collaboratori,
ilmando 64 tane diverse, Rodrguez-Muoz quello
che ha visionato e analizzato i risultati: 250mila ore di
riprese! Un quarto di milione di ore! Poco meno di tre
anni di porno di grilli. Presumo che i grilli, come noi,
passino pi tempo a cercare di fare sesso che a farlo,
ma deve comunque averne viste delle belle. I pi seve-
ri tra i membri della giuria hanno cercato di obiettare
che Rodrguez aveva barato vedendo i filmati in
fast forward e su sedici monitor contemporaneamen-
te, ma io non ci sto: secondo me, guardare grilli che si
accoppiano a velocit doppia anche pi diicile che
guardarli a velocit normale. No, Rolando Rodrguez-
Muoz un eroe, e si merita tutto il meglio.
Quattro anni fa, qualcuno aveva malignamente in-
sinuato che il premio per lo scienziato del mese fosse
in qualche modo collegato ai Mondiali di calcio. Non
ha letto abbastanza per scrivere la rubrica, era questa
la tesi, e appena ha trovato un articolo
interessante su una rivista, tra una parti-
ta e laltra, si inventato questa fesseria
per tirarsi fuori dai guai. Questo mi of-
fende profondamente, prima di tutto
perch svaluta il brillante lavoro di que-
sti straordinari studiosi. E anche se ve-
ro che mentre scrivo questa rubrica ci
stiamo avvicinando alla inale di un altro
campionato mondiale di calcio e il tem-
po per la lettura si molto ridotto, posso
assicurarvi che la ricomparsa di questo
prestigioso riconoscimento una pura,
anche se sorprendente, coincidenza.
Lefetto che i Mondiali hanno avuto sulle mie let-
ture stato ancora pi negativo che nel 2006. Allora
mi ero limitato a non aprirne neanche uno. E anche se
ero rimasto turbato dalla facilit con cui una partita tra
la Turchia e la Croazia poteva cancellare la mia fame
di lettura, almeno la letteratura ne era uscita indenne.
Questa volta, come potete vedere dalla lista qui accan-
to, ho saziato il mio appetito divorando i primi capitoli
di diversi libri, e il risultato che ci sono romanzi man-
giucchiati sparsi dappertutto. Almeno credo che ci
siano, perch li ho temporaneamente persi di vista
quasi tutti.
Recentemente, ho parlato dei romanzi di Muriel
Spark, della loro genialit e della loro piacevole strin-
gatezza. Ma la stringatezza dellautrice ha un evidente
svantaggio: i suoi libri tendono a restare sepolti sotto
le cose. Il romanzo storico di Dennis Lehane, Quello
era lanno, ce lho sempre a portata di mano solo per-
ch un tomo di settecento pagine. Questo non lha
aiutato a farsi leggere, vero, ma almeno visibile.
Non ho perso, invece, Le ragazze di pochi mezzi, che ho
trovato eccentrico e divertente e triste come gli altri
romanzi di Spark che ho letto il mese scorso.
Alla ine dellultima rubrica avevo promesso di leg-
gere Il nostro comune amico su un e-reader, e non ho
fatto neanche quello. Un po per il calcio e un po per-
ch leggere Dickens in quel modo era frustrante. Oltre
al fatto che un romanzo vittoriano non adatto a un
sofisticato marchingegno del ventunesimo secolo,
ho voluto risparmiare scaricando il testo da un sito
Pop
La lettura vittima
dei Mondiali
Nick Hornby
Questestate ho
saziato il mio
appetito di lettore
divorando i primi
capitoli di diversi
libri, e il risultato
che ora ci sono
romanzi
mangiucchiati
sparsi dappertutto
NICK HORNBY
uno scrittore
britannico. Il suo
ultimo libro nata
una star? (Guanda
2010). Questa rubrica
esce su The Believer
con il titolo Stuf Ive
been reading.
LIBRI LETTI
Live from New York
Tom Shales e
James Andrew Miller
Brooklyn
Colm Tibn
Le ragazze di
pochi mezzi
Muriel Spark
Quello era lanno
Dennis Lehane
(met)
Atteggiamento
sospetto
Muriel Spark (met)
Invidia
Muriel Spark (met)
Tinkers
Paul Harding (met)
LIBRI COMPRATI
Il nostro comune
amico
Charles Dickens
Brooklyn
John B. Manbeck
LIBRI SCARICATI
GRATIS
Il nostro comune
amico
Charles Dickens
Le avventure di
Huckleberry Finn
Mark Twain
Babbitt
Sinclair Lewis
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 99
che ofre il download gratuito di romanzi senza copy-
right. Mi sono regalato Babbitt e Le avventure di Huc-
kleberry Finn in una volta sola. Ledizione scaricata
arrivata senza note, per, e a me le note piacciono pa-
recchio. Per lesattezza, ogni tanto ho bisogno delle
note (alla ine ci arrivate anche da soli a capire che la
polvere, che un elemento chiave della trama,
sporcizia domestica e non granelli di terra, ma se lo
trovate spiegato chiaro e semplice allinizio del roman-
zo risparmiate un sacco di tempo e di dubbi). Non mi
ero mai reso conto di come le leggi sul diritto dautore
favoriscano il mercato delle-reading e, naturalmente,
danneggino leditoria. Penguin e soci fanno un sacco
di soldi vendendo libri di gente morta da un pezzo e se
tutti scegliessimo la via del download gratuito, allora
ci sarebbero meno soldi per gli scrittori vivi. Preso da
un impulso autopunitivo, ho comprato immediata-
mente una copia di Il nostro comune amico, anche se da
qualche parte devo averne gi una. Non servir a nien-
te, alla lunga, perch libri, editori e lettori sono chiara-
mente spacciati. Ma forse dovremmo tutti fare il pos-
sibile per allontanare il disastro incombente, almeno
di un po.
Mi ero messo a leggere Il nostro comune amico per
ragioni professionali: devo scriverne lintroduzione
per una nuova edizione. E ho letto per lavoro anche
Brooklyn di Colm Tibn: mi era stato chiesto di valuta-
re la possibilit di adattarlo per il cinema, e siccome
almeno un milione di critici e molti esseri umani veri
mi avevano detto quanto era bello, ho preso sul serio la
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100 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
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proposta. Non sono le circostanze migliori in cui leg-
gere un romanzo: invece di ammirare la scrittura, con-
centrarti sui personaggi e voltare le pagine per scopri-
re che cosa succeder, sei l che pensi Mah, non so,
S, questo potrei tagliarlo, Miley Cyrus sarebbe
perfetta per questa parte e Ma voglio davvero passa-
re i prossimi anni della mia vita a rovinare la prosa di
questo tizio?. merito del romanzo di Tibn con la
sua prosa misurata e attenta, lempatia quasi strazian-
te con cui racconta i personaggi, la forza del suo reali-
smo se ben presto ho dimenticato il motivo per cui lo
stavo leggendo, e lho letto e basta. Poi, dopo averlo
inito, ho deciso che volevo adattarlo per il cinema,
non solo perch mi piaciuto, ma perch sono riuscito
a vederlo. Non il ilm, certo, ma il mondo del roman-
zo: la cabina di terza classe in cui la sua protagonista
viaggia da Liverpool a New York nei primi anni cin-
quanta, il grande magazzino in cui lavora, i balli a cui
partecipa. Sono tutti rappresentati con il gusto di un
direttore della fotograia per la profondit, la luce e i
dettagli.
La critica pi oziosa e irritante che pu essere rivol-
ta a un romanzo quella del lettore della domenica
che dichiara di essere rimasto completamente insen-
sibile ai personaggi e alle loro traversie: una lamente-
la generalmente espressa con il tono di chi considera
questa banalit il prodotto di un pensiero profondo e
originale (evidentemente a questi critici non viene
mai in mente che il difetto possa essere in loro e non
nelle pagine del libro. Forse gli capita la stessa cosa
con amici, genitori, igli: Il problema di mia iglia
che non riesce a farsi amare abbastanza da me. Di
fronte a questo, dovremmo annuire soddisfatti?).
Non vuol essere un complimento a doppio taglio
se dico che Tibn se ne inischia di quello che provate
per Eilis, la sua eroina. Questo non signiica che il libro
sia freddo e neutrale, o che Tibn sia uno scrittore di-
simpegnato. Non lo . Ma paziente, pacato e non sen-
timentale, e si aida alla storia pi che alla prosa per
coinvolgere emotivamente. E ci riesce. Brooklyn sce-
glie la forma narrativa di un tipo di libro molto dozzi-
nale una donna, due paesi, due uomini ma non
di questo che si tratta. Di cosa si tratti esattamente non
lo saprete inch non arrivate alle ultime pagine, e al-
lora capirete con quanta astuzia stata tesa la trappo-
la. Lho adorato. Lo roviner? possibile, certo.
unopera molto delicata, di cui Eilis il centro atten-
to e immobile. Se non altro non dovr smantellare la
sua complessa architettura, perch non ce lha, quindi
potrei anche cavarmela. Quando leggerete questa ru-
brica avr gi cominciato a lavorarci, e se avete una
iglia di dieci anni con ambizioni di attrice, le conviene
cominciare a fare pratica dellaccento irlandese. Stan-
do alla mia esperienza di cinema, le riprese comince-
ranno intorno al 2020, se nel frattempo non sar anda-
to tutto a monte.
In un certo senso, ho letto per lavoro anche Live
from New York, una storia orale del Saturday night live.
Da qualche mese ho unagente americana, una signora
deliziosa e intelligente di cui ho ignorato ogni idea,
suggerimento e richiesta dal momento in cui ha accet-
Storie vere
Randi Pliska, 28 anni,
era al lavoro in
un negozio di
Edmonton,
nellAlberta,
in Canada, quando
un borsaiolo le ha
rubato il portafoglio.
Dentro cera il
bancomat, ma non il
pin per farlo
funzionare. Cos il
ladro ha scelto la
strada pi rapida: ha
telefonato al negozio,
si fatto passare
Randi e le ha chiesto
il codice. Lei glielo ha
detto. Qualche
minuto dopo i soldi
erano spariti dal suo
conto. Mi hanno
detto che
chiamavano dalla
banca, era credibile,
ha spiegato la donna
dopo il furto. Ora mi
sento violentata.
tato di rappresentarmi. Comunque, mi ha consigliato
il libro di Tom Shales e James Andrew Miller, e dal mo-
mento che non le faccio guadagnare un centesimo ho
pensato che potevo almeno seguire i suoi consigli
di lettura. Tra laltro, sono sicurissimo che anche lei se
dovesse scegliere tra luna e laltra cosa, fare soldi o
azzeccare i consigli, preferirebbe i consigli. questo
che la rende speciale.
Ho letto il libro anche se non avevo mai visto un so-
lo minuto del Saturday night live, almeno prima
dellimitazione di Sarah Palin fatta da Tina Fey nel
2008. Il programma non mai andato in onda in Gran
Bretagna , quindi non avevo idea di chi fossero quelle
persone. Will Ferrell? Bill Murray? Adam Sandler? Ed-
die Murphy? John Belushi? Chris Rock? Dan Aykroyd?
Ma che carini, allora anche voi americani avete i vostri
divi della tiv. E magari non avete mai sentito nomi-
nare Pat Phoenix.
Q
uando fatta bene, come in questo caso,
la storia orale decisamente imbattibile
come forma di saggistica: appassionan-
te, leggera, con il continuo alternarsi
delle voci che salva dalla monotonia.
Please kill me di Legs McNeil, il libro di
George Plimpton su Edie Sedgwick o Working di Studs
Terkel sono libri a cui spero di tornare, un giorno, quan-
do avr letto tutto il resto. Live from New York probabil-
mente appena un po troppo lungo per chi non cono-
sce il programma televisivo, ma se volete imparare
qualcosa sul mestiere dello sceneggiatore e dellattore,
qui avrete da scegliere. Mi tornano sempre in mente le
parole di Lorne Michaels, il padre del Saturday night
live: La quantit di cose che devono combinarsi per-
ch venga fuori qualcosa di buono sconvolgente. Ed
un miracolo che ogni tanto spunti qualcosa di buono.
Quando sei giovane, pensi che basta conoscere la dif-
ferenza tra bello e brutto: Il mio sar un lavoro fatto
bene, perch lo preferisco a uno fatto male.
Losservazione di Michaels contiene una terribile
verit: a un certo punto della vita, pensi che il tuo gusto
impeccabile ti salver. Con il passare degli anni, capi-
sci che le cose sono un po pi complicate.
Mentre leggevo Live from New York, mi sono reso
conto che G.E. Smith, il direttore musicale del pro-
gramma, era lo stesso G.E. Smith che era seduto ac-
canto a me su un volo da New York a Londra, nel 1976
o 1977. Io tornavo al college dopo essere andato a tro-
vare mio padre e Smith era in tourne con Daryl Hall e
John Oates, che sedevano in prima classe. Era il primo
musicista che conoscevo, e con me fu simpatico e ge-
neroso nel dedicarmi il suo tempo. Mi parl in termini
entusiastici di Abandoned luncheonette di Hall & Oates,
un album folk-soul di una bellezza struggente registra-
to molto prima del loro periodo disco (anche quello
piuttosto interessante, in realt) . Lui se la sar dimen-
ticata, ma quella conversazione contribu ad alimen-
tare in me lidea, allora appena nata, che non volevo
trovarmi un vero lavoro. Fu un volo che diede il via a
molte cose, ora che ci penso. Mi piace ancora molto,
Abandoned luncheonette. udic
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 101
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awker, il blog che pubblica gossip e
notizie sulle celebrit di New York,
molto presto non sar pi un blog. Lo
stesso succeder agli altri siti che ap-
partengono al network di Gawker
Media, come Gizmodo, Deadspin,
Jezebel e Lifehacker.
Non ci sar nessun cambiamento per quanto ri-
guarda la linea editoriale: Gawker non abbandoner il
suo tono pettegolo, Gizmodo non esiter a raccontarci
del misterioso iPhone trovato in un bar, e Lifehacker
continuer a dispensare consigli su come trasformare
il nostro pc in un mac.
La diferenza sta nel fatto che quando pubbliche-
ranno i loro scoop, questi siti non lo faranno pi usan-
do la struttura di un blog, cio come un elenco di post
che appaiono in ordine di pubblicazione. Si trasforme-
ranno invece in qualcosa di pi simile alle classiche
riviste online.
Per vedere come diventeranno basta scrivere beta
al posto di www: per esempio, beta.gawker.com.
In homepage ci sar unimmagine piuttosto grande
e il titolo del post pi letto, e sulla destra una lista di
altri articoli. Sar possibile farsi unidea di tutto il sito
a colpo docchio, senza bisogno di scorrere la pagina.
Potrebbe sembrare un piccolo cambiamento, ma
non lo : a Gawker viene spesso attribuito il merito di
aver dato legittimit giornalistica ai blog, quindi se
non pi un blog cos? A quanto pare anche Nick
Denton, il fondatore di Gawker, si sta facendo la stessa
domanda: in un articolo pubblicato di recente sul New
Yorker, ha afermato che probabilmente questo rede-
sign sar considerato la ine dei blog.
Vacci piano, Nick! Mentre Gawker abbandona la
struttura del blog, altre riviste come Wired e lAtlantic
la stanno adottando (entrambe pubblicano tutti gli ar-
ticoli, tranne quelli gi usciti su carta, sotto forma di
post). Oppure date unocchiata al sito di Newsweek,
che pubblica i suoi articoli in homepage a partire dai
pi recenti, proprio come un blog.
Questi cambiamenti che rendono i blog pi simili
alle riviste e le riviste pi simili ai blog non sono su-
periciali, e stanno facendo crollare ogni distinzione
tra post e articoli.
Negli ultimi giorni ho contattato diversi blogger e
redattori di siti importanti per chiedere la loro opinio-
ne. Ho ricevuto risposte molto diverse: anche se ogni
redazione ha le sue regole per quello che chiama un
post e un articolo, le regole cambiano molto da
una redazione allaltra. Inoltre i conini non sono mol-
to chiari: i post sembrano articoli e gli articoli sembra-
no dei post.
Allora qual la diferenza tra un post e un articolo,
I blog diventano
giornali e viceversa
Farhad Manjoo
FARHAD MANJOO
un columnist di
Slate esperto di
tecnologia. Ha scritto
True enough: learning
to live in a post-fact
society (Wiley 2008).
Questo articolo
uscito con il titolo
This is not a blog post.
e soprattutto, cambia qualcosa per noi che leggiamo?
Lo dico con tutto il dovuto rispetto: chi se ne fre-
ga?. Cos mi ha risposto Joel Johnson, blogger di Giz-
modo, quando gli ho fatto questa domanda.
Il giornalista Scott Rosenberg, autore di Say eve-
rything. A history of blogging, la pensa allo stesso modo:
I giornalisti credono che i lettori conoscano perfetta-
mente la diferenza tra un pezzo di politica, uno di eco-
nomia, un reportage e un approfondimento. Allo stes-
so modo, credono che ai lettori importi qualcosa del-
la diferenza tra articolo e post. Secondo me, invece,
i lettori leggono semplicemente quello che scriviamo
e reagiscono di conseguenza. Queste issazioni sono
nostre, non loro.
Ma per i reporter e i redattori che producono gli ar-
ticoli di cui parliamo, queste etichette sono spesso
molto importanti. Quelli che scrivono per il web sono
particolarmente sensibili ai vecchi stereotipi sulla pro-
fessionalit: ultimamente lex direttore politico della
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102 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
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Bbc, Andrew Marr, li ha deiniti dei ragazzini che
se ne stanno seduti a farneticare nel seminterrato di
casa loro.
Oggi i blog non sono trattati con disprezzo, ma un
uso scorretto dei termini post e articolo pu anco-
ra iniammare la coscienza di classe dei giornalisti.
Tempo fa, David Brooks del New York Times ha
citato con ammirazione un articolo di Nathan Heller
che parlava del ilm The social network.
Brooks, per, non ha detto che il pezzo di Heller era
un articolo: lo ha deinito un post intelligente. pos-
sibile che il giornalista del New York Times abbia usa-
to la parola post con un sottile senso denigratorio, co-
me per far sembrare poco rilevante il fatto che Heller
abbia avuto la parola prima di lui? Voglio dare a Brooks
il beneicio del dubbio e dico che probabilmente non
cos (non sono riuscito a contattarlo per avere un com-
mento a proposito).
Spesso questa confusione non ha grande impor-
tanza. Spesso i lettori prendono i miei post per degli
articoli e viceversa: Farhad Manjoo il blogger peg-
giore di Slate!, non un commento insolito nelle pa-
gine in cui scrivo (lo so, sono il peggior columnist che ci
sia, grazie).
Eppure ho sentito dire da persone che lavorano nel
mondo dellinformazione che in alcune circostanze il
termine post pu essere considerato ofensivo. Anna
Holmes, che ha fondato il blog Jezebel dirigendolo i-
no allo scorso giugno, classiica i post del sito in due
categorie mentali. I pezzi che sono principalmente
delle reazioni a qualcosa che gi esiste sui giornali o su
internet sono dei post. Ma Jezebel pubblica anche
molti pezzi che non sono semplici richiami al materia-
le esterno. Nel sito, questi pezzi originali e pi seri non
si distinguono graicamente dagli altri, ma Holmes li
considera degli articoli.
Spesso, dice Holmes, i lettori si riferiscono a questi
pezzi chiamandoli post, un termine che non le va a ge-
nio. Holmes cita un pezzo molto letto lo scorso giugno,
scritto da Irin Carmon, sulle donne che lavorano come
corrispondenti per il Daily Show e sul motivo per cui si
sentono emarginate.
Se qualcuno avesse detto che quello era un post
mi avrebbe dato molto fastidio, dice. Non a tal punto
da farmi protestare pubblicamente, ma mi sarebbe di-
spiaciuto e lavrei detto a lautrice Irin Carmon, perch
lavrei vissuto come il tentativo di sminuire il suo lavo-
ro. Holmes aggiunge che non dovrebbe essere cos:
Di solito i post di un blog sono sottovalutati. Il termi-
ne blog non dovrebbe suonare peggiorativo, eppure
da sempre oggetto di una scarsa considerazione, so-
prattutto tra gli addetti ai lavori della vecchia scuola.
Lansia su cosa chiamare scrittura per il web na-
sce in parte dai cambiamenti tecnologici nel mondo
delleditoria. Negli ultimi anni molte riviste e giornali
online hanno abbandonato i loro pesanti e costosi si-
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Internazionale 871 | 5 novembre 2010 103
Il governo britannico ha varato un
bilancio che contrae severamente
la spesa pubblica. Anche listruzio
ne colpita, pur se molto meno di
altri settori. Questo rende partico
larmente interessante la decisione,
annunciata dal ministro dellistru
zione Michael Gove, di dar corso a
un impegno elettorale di Nick
Clegg e dellala liberale del gover
no: istituire un pupil premium per
sostenere la scolarit degli alunni
di famiglie pi povere e inanziarlo
per 2,5 miliardi di sterline, cifra ri
levante su un pil di 1.290 miliardi.
Allinizio lannuncio era poco chia
ro e, incalzato dal ministro ombra
laburista Andy Burnham, Gove ha
ammesso che la cifra non ag
giuntiva, ma interna agli stanzia
menti per listruzione (5,6 per cen
to del pil nel 2009). La scelta resta
comunque signiicativa.
Da un capo allaltro del mondo
la mancata frequenza scolastica
avvertita come un problema di
equit, di funzionalit sostanziale
della democrazia e, inine, di eco
nomia. I costi dellignoranza e del
la marginalit sociale superano le
spese di investimento in istruzio
ne. Conservatori come Sarkozy o
Angela Merkel lo sanno, nel mon
do e in Europa, non meno dei pro
gressisti, e cercano di agire di con
seguenza, come qui abbiamo ri
cordato spesso. Del resto mostr
di saperlo anche Margaret
Thatcher quando, pur contraendo
gli investimenti indiferenziati per
le universit, potenzi tuttavia gli
investimenti per la scuola preele
mentare ed elementare dove, di
ceva, si decide il destino sociale
delle persone. u
Scuole Tullio De Mauro
La scuola paga
stemi per la gestione dei contenuti scegliendo softwa
re pi lessibili, creati per scrivere i blog. Usare questi
software, per, non vuol dire per forza fare un blog.
Bob Cohn, il direttore editoriale dellAtlantic Digital,
dice che lui considera post tutto quello che pubblica
sul sito.
Al contrario, Evan Hansen di Wired.com non usa la
parola post quando si riferisce agli articoli pubblica
ti nelle sezioni Danger room, Epicenter e Threat level,
tutte sezioni che invece in homepage sono etichettate
come blog. Siccome sono pezzi scritti dagli inviati e
vengono rivisti dalla redazione, Hansen li considera
articoli, anche se a tutti noi sembrano dei post.
Se i post si stanno lentamente trasformando in ar
ticoli e gli articoli in post, verrebbe da chiedersi qual
la forma che prender il sopravvento. La domanda
particolarmente interessante visto che presto la carta
stampata non ci sar pi.
In futuro, in una data ancora da stabilire, il New
York Times smetter di stampare il quotidiano di car
ta. Come lo chiameremo allora? Le storie che leggere
mo nel suo sito saranno dei post? Non credo.
Sono pronto a scommettere che il nuovo progetto
di Gawker anticipa un cambiamento imminente. An
che se gruppi pi tradizionali come lAtlantic hanno
adottato la struttura del blog, i loro siti non hanno
niente a che vedere con quel genere dimpresa fatta in
casa che si poteva vedere ino a cinque anni fa. Quasi
tutti i blog giornalistici, compreso Gawker, sono molto
professionali. Pubblicano notizie, hanno delle vere
redazioni, soddisfano le aspettative del pubblico e
in cambio sul loro sito c un grande traico di visitato
ri. Si chiamano blog, ma sono dei veri traicanti di ar
ticoli.
Scott Rosenberg sottolinea che tutto questo ha po
co a che vedere con la popolarit dei blog in re
te. Un sacco di gente lontana dal mondo dellinforma
zione continuer a scrivere blog per passione. Sia
mo comunque nel mezzo di un cambiamento impor
tante.
Quando ho chiesto a Glenn Reynolds di Insta
pundit cos secondo lui un blog, ha risposto che la
cosa pi importante lassenza di una voce istituzio
nale. Qualsiasi software usi, ha aggiunto, non cre
do che il New York Times sar mai un blog. ucab
Sono un oste, disse luomo alla porta,
conosci questa ragazza?
Lho trovata per terra per strada.
S, la conosco, dissi. Grazie,
molto gentile. Ripetendo tutto due volte.
Era giovane ma di vecchio stampo, direi,
perch ti chiam ragazza
e suppongo che disse dessere un oste
perch ne aveva viste un bel po come te
cucite alla brezza del quartiere
e sapeva che quel tipo di strada
a questora di notte
non era luogo in cui farsi vedere o trovare
coi locali chiusi e quando lo fece
non cera nientaltro da fare
che portarti tutta brontolante a casa
trovando la casa giusta se possibile.
Brian Lynch
Poesia
Rientro a tarda ora
BRIAN LYNCH
un poeta e
sceneggiatore
irlandese, nato
a Dublino nel 1945.
Questa poesia tratta
da Poesie scelte
(puntoacapo 2008),
traduzione e cura di
Alberto Bretoni e
Mauro Ferrari.
Scienza e tecnologia
104 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Perch le chiacchiere
tra sorelle rendono pi felici
S
econdo un recente studio, gli ado-
lescenti che hanno una sorella so-
no meno propensi a sentirsi infe-
lici, tristi o depressi e a pensare
nessuno mi vuole bene. Anche altri studi
sono giunti a conclusioni simili. Ma perch
avere una sorella dovrebbe rendere pi feli-
ci? La risposta classica che le ragazze e le
donne parlano delle emozioni pi facilmen-
te dei ragazzi e degli uomini non soddi-
sfacente. Gran parte del lavoro che ho svol-
to nel corso degli anni mi ha portato a pen-
sare che lamicizia e le chiacchiere femmi-
nili non sono di per s migliori di quelle
maschili, ma semplicemente diverse.
Una volta un uomo mi ha raccontato di
aver trascorso una giornata con un amico
che stava divorziando. Quando tornato a
casa, la moglie gli ha chiesto come stesse
lamico. Lui ha risposto: Non lo so, non ne
abbiamo parlato. La moglie lo ha rimpro-
verato. Per lei lamico aveva senzaltro biso-
gno di parlare di ci che stava passando. Il
marito si sentito in colpa, perci ha prova-
to un certo sollievo quando ha letto nel mio
libro Ma perch non mi capisci? che anche
fare delle cose insieme pu essere di con-
forto e una dimostrazione dafetto. Parlare
del divorzio poteva far stare peggio lamico
ed esprimere preoccupazione poteva suo-
nare paternalistico.
Se parlare dei problemi non necessario
per trovare conforto, avere una sorella inve-
ce di un fratello non dovrebbe rendere gli
uomini pi felici. Eppure lo studio di Laura
Padilla-Walker e dei suoi colleghi della
Brigham young university stato confer-
mato anche da altri studi. In una mia recen-
te ricerca, ho intervistato pi di cento donne
sulle loro sorelle, e se avevano anche fratel-
li gli ho chiesto di fare un confronto. La
maggior parte ha detto di parlare con le so-
relle pi spesso, pi a lungo e di argomenti
pi personali. Non sempre questo voleva
dire che si sentivano pi vicine alle sorelle.
Una donna, per esempio, ha raccontato di
parlare per ore al telefono sia con i due fra-
telli sia con le due sorelle. Gli argomenti
delle loro chiacchierate, per, sono diversi.
Con le sorelle parla della vita privata, con i
fratelli di storia, geograia e libri. Ma parlare
a lungo raforza il legame sia con i fratelli sia
con le sorelle, a prescindere da quello che si
dice.
Il potere della parola
Il punto centrale del perch avere le sorelle
rende felici sia gli uomini sia le donne po-
trebbe non dipendere dal tipo di conversa-
zione, ma dal solo fatto di conversare. Se gli
uomini, come le donne, parlano pi spesso
con le sorelle, questo potrebbe spiegare
perch le sorelle rendono pi felici. Le in-
terviste che ho condotto hanno confermato
questa deduzione. Molte mi hanno detto di
non parlare dei loro problemi personali ne-
anche con le sorelle. Un esempio Colleen,
una vedova ottantenne che era sempre sta-
ta molto vicina alla sorella non sposata, ma
Secondo la linguista Deborah
Tannen parlare fa bene
allumore, indipendentemente
dal contenuto delle
conversazioni. E con le sorelle
si parla pi spesso
Deborah Tannen, The New York Times, Stati Uniti
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non aveva mai parlato con lei di problemi
personali. A un certo punto la sorella an-
data a vivere con lei e il marito. Colleen ha
ricordato che ogni mattina, quando lui si
alzava per fare il caf, la sorella si fermava
in camera sua per darle il buongiorno. Col-
leen la invitava a sedersi sul letto. E mentre
se ne stavano l, mano nella mano, parla-
vano del pi e del meno. questo un altro
tipo di conversazione a cui si dedicano mol-
te donne e che stupisce molti uomini: parla-
re dei dettagli della vita quotidiana, come il
maglione comprato in saldo. Per alcune
donne queste conversazioni sono confor-
tanti come per altre lo sono le conversazioni
sui problemi.
Quindi forse vero che parlare il mo-
tivo per cui avere una sorella rende pi fe-
lici, ma non necessario che si parli di
emozioni. Quando le donne mi hanno det-
to di parlare con le sorelle pi spesso, pi a
lungo e di argomenti pi personali, sospet-
to che lelemento fondamentale sia il pri-
mo pi spesso e non lultimo. u sdf
Deborah Tannen insegna linguistica alla
Georgetown university ed autrice, tra
laltro, di You were always moms favorite!
(Random House 2009)
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 105
IN BREVE
Neuroscienze Le dita sanno
quando sbagliano, scrive Scien-
ce. Studiando dei volontari bat-
tere un testo al computer, si
scoperto che il cervello ha due
sistemi di controllo degli errori,
uno visivo e uno tattile. Le dita
si accorgono dellerrore e rallen-
tano anche se gli occhi non ve-
dono lo sbaglio.
Spazio stata individuata una
stella di neutroni con una massa
che quasi il doppio di quella
del Sole e il 20 per cento pi
grande della stella di neutroni
pi massiccia conosciuta. J1614-
2230 si trova a tremila anni luce
dalla Terra e ruota su se stessa
317 volte al secondo. Secondo
Nature, le stelle di neutroni sono
un laboratorio eccezionale per
studiare le propriet della mate-
ria superdensa.
Ognuno di noi ha in media 250-300
geni difettosi, non funzionanti a
causa di una mutazione, e tra le 50 e
le 100 varianti genetiche associate a
malattie ereditarie. Ma tradurre
queste scoperte in progressi per la
medicina non sar immediato,
spiega Nature, come successo con
i dati raccolti dal progetto Genoma
umano. I nuovi risultati sono i primi frutti del progetto di
collaborazione internazionale chiamato 1.000 genomi,
che produrr un ampio catalogo pubblico delle variazioni
genetiche nel dna. Il suo obiettivo determinare la
sequenza di circa duemila persone appartenenti a venti
popolazioni e individuare le variazioni responsabili di
malattie ereditarie e di altre caratteristiche genetiche
importanti a scopi medici. Si potrebbe approfondire cos il
legame tra alcune malattie come obesit, diabete e
patologie cardiovascolari e le variazioni genetiche. Il
problema che alcune di queste varianti sono molto rare. I
ricercatori afermano per di essere gi riusciti a trovare 15
milioni di varianti, il 95 per cento di quelle esistenti, dopo
aver ottenuto una bozza della sequenza di dna di 179
persone, quella del dna di due famiglie e la sequenza del
dna codiicante le proteine di 697 individui. u
Genetica
Nessuno perfetto
Nature, Gran Bretagna
Il mal di testa da gelato vie-
ne solo quando fa caldo?
Il fenomeno del mal di testa da
gelato, noto anche come cer-
vello ghiacciato, si veriica
quando una sostanza molto
fredda tocca la parte posterio-
re del palato causando la rapi-
da contrazione e dilatazione
dei vasi sanguigni della testa.
Secondo alcuni studi, i recet-
tori del dolore stimolano il
nervo trigemino, che veicola le
informazioni sensoriali dalla
faccia al cervello, causando un
dolore lancinante al viso o alla
testa. Ma non tutti ne sono col-
piti. Solo un terzo delle perso-
ne lo sperimenta e non capita
solo nei giorni caldi. In uno
studio pubblicato sul British
Medical Journal, condotto nei
mesi invernali, stato chiesto
a 145 alunni della scuola me-
dia di mangiare un gelato. Ad
alcuni stato detto di man-
giarlo piano, ad altri di ingur-
gitarlo in cinque secondi o me-
no. Circa il 30 per cento degli
studenti veloci ha avuto mal
di testa, contro il 13 dei lenti.
I nostri risultati indicano che
il mal di testa da gelato pu es-
sere indotto in un clima freddo
anche in soggetti che mangia-
no lentamente. Secondo al-
cuni studi, chi sofre di emi-
crania pu essere pi incline ai
mal di testa da freddo, ma al-
tre ricerche dicono di no.
Conclusioni Il mal di testa da
gelato pu veriicarsi sia se fa
caldo sia se fa freddo.
The New York Times
Davvero? Anahad OConnor
Il freddo che d alla testa
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SALUTE
Epidemia
dautismo

In alcune zone della contea di
Los Angeles il numero di bambi-
ni afetti da autismo quattro
volte superiore alla media. Co-
me spiegarlo? Le ipotesi sono
diverse, spiega The Lancet.
Una quella dellinluenza so-
ciale: vivere vicino a un bambi-
no con autismo aumenta la co-
noscenza del problema e quindi
la probabilit di riconoscere i
sintomi e arrivare a una diagno-
si. Linluenza sociale spieghe-
rebbe il 16 per cento dellau-
mento dei casi censiti. Unaltra
ipotesi chiama in causa il livello
distruzione dei genitori: pi
elevato, migliore laccesso ai
servizi sanitari. Per alcuni ricer-
catori, ha un peso importante
anche la nuova deinizione di
autismo nei manuali di medici-
na: un quarto dei bambini oggi
deiniti autistici non avrebbero
avuto la stessa diagnosi prima
del 1993. Resta da capire se ci
sia anche un aumento reale dei
casi.
NEUROSCIENZE
Emozioni
colorate

Il colore della luce sembra avere
un efetto immediato, e non solo
a lungo termine, sul modo in cui
il cervello elabora gli stimoli
emotivi, spiega Pnas. Regi-
strando lattivit cerebrale in ri-
sposta a voci arrabbiate e voci
neutre stato visto che la luce
blu aumentava la risposta nella
regione vocale del cervello e
linterazione tra questa e il cen-
tro delle emozioni.
Prima
degli anni novanta
1su2.000bambini
Oggi
1su110 bambini
Fonte: Cdc 2010
Laumento dei casi di autismo
negli Stati Uniti
106 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Il diario della Terra
43,9C
La Mecca,
Arabia Saudita
Thailandia
-67,8C
Vostok,
Antartide
Australia
4,4 M
Afghanistan
Pakistan
5,2 M
Cina
4,7 M
Iran 4,2 M
Benin
Indonesia
Indonesia
Stati Uniti
Argentina
Tomas
Shary
Serbia
5,6 M
Turchia
5,3 M
Burundi
Ucraina
Si sa che telefoni cellulari, bat-
terie, televisori, orologi digita-
li, console di videogiochi e
computer non dovrebbero fi-
nire nella raccolta indifferen-
ziata, perch contengono
composti chimici e metalli pe-
santi inquinanti. Ma anche se
sulle confezioni ci sono inviti a
riciclare e a smaltire corretta-
mente i rifiuti elettronici, di
fatto liberarsene nel modo
giusto non facile. Negli Stati
Uniti, a differenza delle cam-
pane per riciclare le lattine, i
sistemi per i rifiuti elettronici
variano da citt a citt e a se-
conda del tipo di prodotto.
Molti regolamenti sono diffici-
li da far rispettare e sono spes-
so disattesi. Il New York Ti-
mes d alcune indicazioni,
raccolte con una lunga e diffi-
cile ricerca.
Cartucce per stampanti: al-
cuni negozi di forniture per uf-
ficio le accettano e in qualche
caso riconoscono anche un bo-
nus per un acquisto successi-
vo. Cellulari, caricatori e bat-
terie: molti negozi di elettroni-
ca li accettano, anche se non
pubblicizzano il servizio. In
qualche caso il contenitore per
la raccolta pu essere in un an-
golo dimenticato del negozio.
Computer: questo un punto
dolente. Alcuni gruppi am-
bientalisti organizzano giorna-
te di raccolta, in cui bisogna
presentarsi nel luogo stabilito
con loggetto da smaltire. Se
non si ha lauto, pu diventare
impossibile presentarsi allap-
puntamento. Alcuni produtto-
ri pubblicizzano un servizio di
ritiro della merce usata per
ogni nuovo acquisto, ma biso-
gna verificare bene in antici-
po, perch il servizio non at-
tivo in tutte le aree.
Riiuti
elettronici
Ethical living
Alluvioni Le inondazioni
che hanno colpito il Benin
dallinizio di settembre hanno
distrutto 55mila case e ucciso
decine di migliaia di capi di be-
stiame. Le Nazioni Unite han-
no lanciato lallarme per una
possibile epidemia di colera.
u Il bilancio delle alluvioni in
Thailandia salito a cento vit-
time.
Terremoti Un sisma di ma-
gnitudo 5,6 sulla scala Richter
ha colpito la Serbia, causando
la morte di due persone. Scos-
se pi lievi sono state registrate
in Turchia, in Cina, al conine
tra Afghanistan e Pakistan, in
Australia e in Iran.

Tsunami Il bilancio dello
tsunami che ha colpito le isole
Mentawai, nellovest dellIn-
donesia, salito a 431 vittime e
88 dispersi.
Tempeste Una tempesta,
accompagnata da alcuni torna-
do, ha colpito il centro degli
Stati Uniti, costringendo le au-
torit a cancellare centinaia di
voli. u Tre persone sono morte
durante una tempesta a Ru-
monge, nel sud del Burundi.
Cicloni Almeno 14 persone
sono morte nel passaggio
delluragano Tomas sullisola
di Santa Lucia. u La tempesta
tropicale Shary ha siorato le
isole Bermude.
Tornado Sei persone sono
morte nel passaggio di un
tornado su Pozo del Tigre, nel
nord dellArgentina. Pi di
ottocento case sono state
danneggiate.
Vulcani Il bilancio delleru-
zione del vulcano Merapi,
nellisola indonesiana di Java,
salito a 36 vittime.
Uccelli Migliaia di cor-
morani e di gabbiani sono
stati ritrovati morti, uccisi
dallaspergillosi, su unisola
nel mare di Azov, in Ucraina.
Biodiversit stato rag-
giunto un accordo storico alla
conferenza sulla biodiversit
di Nagoya, in Giappone, scrive
Nature. I rappresentanti di
quasi duecento paesi hanno
adottato un piano strategico
per il 2020 che issa venti
obiettivi per proteggere la
natura e rallentare il ritmo
dellestinzione delle specie. Il
prossimo passo sar trovare i
fondi necessari.
Colera Continua a salire il
numero di casi di colera ad
Haiti. Secondo il ministero
della sanit, il 2 novembre
erano 4.700, e 337 i morti. Si
teme che limminente passag-
gio delluragano Tomas possa
aggravare la situazione.
Malaria La malaria potrebbe
essere eliminata in America
Latina, mentre pi dii-
cile sradicarla in Africa. Lo
sostiene un nuovo studio di
The Lancet che ha valutato il
peso di alcuni fattori tecnici
(intensit dellepidemia, tasso
di immigrazione da zone ma-
lariche) e operativi (stabilit
politica, sistema sanitario,
quantit di popolazione a
rischio).
Cotonou, Benin
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Eliminazione della malaria
Repubblica
Dominicana
Arabia
Saudita
Brasile
Iran
Honduras
Gibuti

Repubblica Democratica
del Congo
Repubblica
Centrafricana
Somalia
Ciad
Yemen
Sudan

Pi facile Pi diicile
Internazionale 871 | 5 novembre 2010 107
u La diga di Merowe si trova
nel nord del Sudan, vicino alla
quarta cateratta del Nilo (tratti
di iume dove lacqua non ab-
bastanza profonda da permet-
tere la navigazione). Inaugurata
nel marzo del 2009, stata co-
struita per generare energia e
promuovere lo sviluppo indu-
striale e agricolo del paese.
Questa foto mostra lattuale
estensione del lago artiiciale,
che ha cominciato a riempirsi
nel 2008, quando stata chiusa
lultima paratoia. La diga si tro-
va a circa 350 chilometri a nor-
dovest di Khartoum, la capitale
del Sudan. Linsediamento pi
vicino a valle Karima. Il pro-
getto di un lago lungo 170 chilo-
metri ha costretto, e costringe-
r, varie trib locali a lasciare la
zona, che ospitava pi di 60mi-
la persone. La regione com-
prende anche diversi siti
archeo logici importanti, ancora
poco studiati. Il governo suda-
nese ha un programma di rein-
sediamento per le popolazioni e
dal 1999 vari organismi inter-
nazionali conducono rileva-
menti archeologici di salvatag-
gio o recupero. Queste ricer-
che tentano di raccogliere
quante pi informazioni possi-
bili, prima che i siti vengano di-
strutti o comunque resi inacces-
sibili dallallagamento.
Dopo lindipendenza del
pae se dallEgitto e dalla Gran
Bretagna, nel 1956, la distribu-
zione e la gestione dellacqua
del Nilo sono state divise tra
Egitto e Sudan con un trattato
irmato nel 1959.
Oggi gli altri paesi del baci-
no del Nilo Etiopia, Eritrea,
Uganda, Tanzania, Kenya, Re-
pubblica Democratica del Con-
go, Burundi e Ruanda cercano
di ottenere una distribuzione e
un uso pi equi dellacqua. Nel
maggio del 2010 alcuni di que-
sti paesi hanno irmato un nuo-
vo patto per lo sfruttamento
idrico che contesta il trattato
del 1959. William L. Stefanov
Questa foto della diga di
Merowe, sul Nilo, stata
scattata il 5 ottobre 2010 da
un astronauta della Spedi-
zione 25, a bordo della sta-
zione spaziale internazio-
nale.
Il pianeta visto dallo spazio
La diga di Merowe, in Sudan
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Diga
Fiume Nilo
Karima
108 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Economla e lavoro
Q
uando Mark Bristow pensa
allAfrica occidentale, gli si scalda
il cuore. Lamministratore dele-
gato del gruppo aurifero britanni-
co Randgold parla con entusiasmo delle
immense riserve doro della zona che si
estende dal Ghana ino al Senegal. Nel 2011
la Randgold dovrebbe raggiungere un volu-
me estrattivo di circa 424mila once troy
(circa tredici tonnellate) nelle sue miniere
dellAfrica occidentale. Il gruppo sfrutta i
giacimenti di Loulo e Morila, nel Mali. Lou-
lo, in particolare, ha una produzione annua
di 400mila once e una riserva di quasi dodi-
ci milioni di once. Dopo la pubblica ammi-
nistrazione, la Randgold ormai il secondo
datore di lavoro del Mali. Entro la fine
dellanno il gruppo inaugurer un terzo gia-
cimento: la miniera di Tongon, in Costa
dAvorio, che secondo le stime ha riserve
estraibili per tre milioni di once. La produ-
zione annua prevista di 250mila once. Nel
2013 entrer in attivit anche la miniera se-
negalese di Massawa.
LAfrica occidentale il nuovo Eldorado
delle compagnie aurifere. Oltre al gruppo
canadese Barrick Gold, il pi grande pro-
duttore doro del mondo, nella regione ci
sono ormai tutte le principali aziende auri-
fere del pianeta. Le miniere pi ricche sono
per ora quelle del gruppo sudafricano Anglo
Gold Ashanti, che gestisce il pi antico gia-
cimento aurifero dellAfrica occidentale: la
miniera ghanese di Obuasi, aperta nel 1897.
Il gruppo produce nella regione pi di un
milione di once doro allanno.
Il tesoro del Ghana
Il territorio estrattivo pi importante si tro-
va in Ghana, che lottavo paese produttore
doro al mondo. Negli ultimi anni lestrazio-
ne aurifera ghanese arrivata a 2,6 milioni
di once allanno, ma la Costa dAvorio, il
Burkina Faso, la Guinea, il Senegal e il Mali
stanno recuperando terreno. Nel comples-
so, lanno scorso la produzione doro
dellAfrica occidentale stata di sei milioni
di once. E intanto si continuano a scoprire
nuovi giacimenti.
Ma lestrazione doro nella regione non
unattivit senza rischi: le infrastrutture
sono carenti e quindi per i grandi gruppi
molto diicile far arrivare sul posto quello
che gli serve, dal gasolio ino allacqua pota-
bile e agli impianti di comunicazione satel-
litare. Spesso sono le stesse compagnie
minerarie a costruire strade e ambulatori. Il
gioco, per, vale la candela solo se il prezzo
delloro si mantiene ragionevolmente ele-
vato. Gestire una miniera in Mali, per esem-
pio, costa il doppio rispetto al Sudafrica. Ma
i gruppi auriferi occidentali non hanno mol-
ta scelta se vogliono tener testa alla concor-
renza cinese: da tempo Pechino compra
materie prime in Africa in cambio di infra-
strutture, e cos per la prima volta i paesi
africani ricevono un compenso per i tesori
del loro sottosuolo.
Instablllt golltlca
Alcuni paesi produttori, inoltre, sono politi-
camente instabili. La Guinea ha appena ri-
mandato il secondo turno delle elezioni
presidenziali dopo gli scontri sanguinosi tra
fazioni diverse. Il paese stato governato a
lungo dai militari, e le aziende russe da anni
impegnate nellestrazione della bauxite in
Guinea potrebbero parlare per ore del man-
cato rispetto dei contratti da parte dei regi-
mi che si sono succeduti al potere. La Costa
dAvorio si lasciata alle spalle la guerra ci-
vile e ha votato per scegliere il nuovo presi-
dente, dopo aver rimandato per sei anni le
elezioni, ma non si pu essere certi che
dora in poi nel paese regner la pace. Il Ma-
li considerato stabile, ma nelle zone pi
remote deve difendersi da una fazione di Al
Qaeda, che spinge i manager delle miniere
a investire cifre ingenti nelle misure di sicu-
rezza. Il Niger e la Mauritania si trovano in
una situazione simile.
I produttori doro, comunque, non si
fanno impressionare. Di recente la sudafri-
cana Gold Fields ha detto di voler aumenta-
re la sua produzione nella regione a pi di
un milione di once. Attualmente il gruppo
gestisce insieme alla canadese Iamgold la
miniera ghanese di Tarkwa, che ha un volu-
me estrattivo di 650mila once allanno.
Laumento sar possibile solo attraverso
lacquisizione di altre compagnie minera-
rie. Come ha fatto laustraliana Newcrest
Mining, che di recente ha rilevato la Lihir
Gold, una compagnia che estrae circa
155mila once allanno in Costa dAvorio. La
gara per accaparrarsi loro africano procede
senza sosta. u fp
Febbre delloro
ln Afrlca occldentale
I gruppi minerari investono
sempre di pi nella regione.
Pur di assicurarsi le riserve
aurifere, costruiscono strade e
ospedali, e non temono
linstabilit politica
Thomas Scheen
Frankfurter Allgemeine Zeitung, Germania
Oceano
Atlantico
NIGERIA
BURKINA FASO
REPUBBLICA
CENTRAFRICANA
CAMERUN
CIAD
NIGER
COSTA
DAVORIO
GHANA
MAROCCO
MAURITANIA
MALI
BENIN
TOGO
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LIBIA
LIBERIA
TUNISIA
500 km
Accra
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Monrovia
Yamoussoukro
Ouagadougou
Bamako
Abidjan
Tombouctou
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10
11
Le grandi miniere doro dellAfrica occidentale e i proprietari
Obuasi
Tarkwa
Ahafo
Prestea -Bogoso
Loulo
Sadiola-Yatela
Lero
Akyem
Syama
Morila
Siguiri
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Anglo Gold Ashanti
Gold Fields
Newmont Mining
Golden Star
Randgold
Iamgold
Endeavour Mining
Newmont Gold
Resolute moning
Randgold /Anglo gold
Anglo gold
Fonte: Frankfurter
Allgemeine Zeitung
Riserve stimate,
milioni di once troy
(1 oncia troy pari
a 31,1035 grammi)
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Internazionale 871 | 5 novembre 2010 109
sudafrica
Esportazioni
svalutate

Il rand, la moneta sudafricana,
si rivalutato nei confronti del
dollaro statunitense raggiun-
gendo quota 6,76, il livello pi
alto degli ultimi tre anni. Come
spiega il Financial Times, la
situazione favorisce la grande
distribuzione e le aziende mani-
fatturiere che importano com-
ponenti. Hanno la peggio, inve-
ce, i settori che dipendono dalle
esportazioni, come quello
estrattivo. Le vendite di prodotti
allestero sono stabili, ma il loro
valore in dollari si ridotto in
media del 20 per cento.
in brEvE
Aziende La British Petroleum
tornata a registrare utili dopo le
spese sostenute per rimediare
alle perdite di greggio dei suoi
pozzi nel golfo del Messico. Nel
terzo trimestre 2010 il gruppo
ha guadagnato 1,85 miliardi di
dollari. Il merito la recente im-
pennata del prezzo del petrolio.
Secondo lindice statunitense Henry Hub, un punto di
riferimento per il mercato mondiale del gas, tra il giugno
2008 e il settembre 2010 il prezzo del gas naturale sceso
da 12,7 a 3,90 dollari per milione di Btu (British thermal
unit). La crisi, spiega Le Figaro, ha fatto scendere i
consumi, mentre il gas oferto sul mercato aumentato. I
motivi sono due. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti,
aumentano le estrazioni di gas da fonti non convenzionali.
Inoltre si raforza il commercio di gas in forma liquida, che
pu essere trasportato per mare. u
Energia
La bolla del gas si sgonia
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aiuti
condizionati

Il fondo monetario internazio-
nale (Fmi) e lUnione europea
aiuteranno la romania a patto
che continui con la sua politica
di austerit, scrive Der Stan-
dard. Nel 2009 il Fondo,
lUnione e la Banca mondiale
hanno accordato a Bucarest un
pacchetto daiuti per 20 miliardi
di euro. Finora la romania ha
ricevuto 15 miliardi e in cambio
ha gi approvato misure come il
taglio degli stipendi pubblici e
laumento delliva. ora, conclu-
de il quotidiano austriaco, rice-
ver il resto del inanziamento,
ma nel 2011 deve ridurre il rap-
porto tra deicit pubblico e pil
dallattuale 6,8 al 4,4 per cento.
corEa dEL sud
chi approitta
del sessismo

In Corea del Sud le donne han-
no unottima formazione, ma
guadagnano un terzo di meno
rispetto agli uomini. Inoltre,
non occupano posizioni di verti-
ce e subiscono pressioni per di-
mettersi se restano incinte. La
discriminazione delle donne
nelle aziende sudcoreane, scri-
ve lEconomist, favorisce le
multinazionali straniere, che
possono assumere personale
qualiicato a costi contenuti. al-
cuni studi, tra laltro, dimostra-
no che se unazienda aumenta
la quota di donne manager del
10 per cento, il valore delle sue
azioni cresce dell1 per cento.
Produzione di gas a Rembelszczyzna, Polonia
romania
2
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-2
-4
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(stime)
%
2010 2011 2009
Deicit pubblico
rispetto al pil
Variazione
del pil
Fonte: Eurostat
il numero Tito Boeri
800 euro al mese
Un operaio della Fiat automo-
veis di Betim, in Brasile, gua-
dagna in media 800 euro al
mese. a parit di potere dac-
quisto con lItalia fanno circa
1.050 euro. Non molto meno
dei quasi 1.200 che porta a ca-
sa un operaio italiano. anche il
cuneo iscale in Brasile di po-
co pi basso del nostro, e lo
stesso vale per le tasse sugli
utili e per i costi di licenzia-
mento. Perch quindi la Fiat
realizza circa la met dei suoi
proitti globali in Brasile e ha i
conti in rosso da noi?
Le ragioni sono tre. a Be-
tim si producono 78 auto per
dipendente contro le 53 di
Meli, le 30 di Miraiori e le 7 di
Pomigliano. Sono vetture di
qualit diversa, ma in Brasile
la produttivit aumentata
proprio mentre migliorava la
qualit delle auto prodotte:
grazie ai forti incentivi alla
produttivit, il 20 per cento del
salario di un operaio brasiliano
legato al risultato, contro il 5
per cento in Italia. ed una
componente variabile del sala-
rio nel vero senso del termine,
cio pu essere anche sottratta
alla retribuzione di base quan-
do non si raggiungono i risul-
tati prestabiliti. La seconda ra-
gione che la Fiat stata la
prima grande casa automobili-
stica a investire in Brasile ed
ancora la leader del mercato.
terzo, il mercato italiano sa-
turo, quello brasiliano no. Da
noi ci sono due vetture ogni tre
abitanti, in Brasile una ogni
sei.
Sul secondo e sul terzo fat-
tore impensabile, oltre che
indesiderabile, cambiare le co-
se, ma sul primo la Fiat e il sin-
dacato dovrebbero concentra-
re gli sforzi: rinnovare gli im-
pianti e legare il salario alla
produttivit per ottenere salari
pi alti. u
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110 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
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Internazionale 871 | 5 novembre 2010 111
112 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Strisce
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Buongiorno, umano
conosciuto come Ted.
Il grande Papa Moai ha
bisogno del tuo aiuto.
Per farla breve, ogni
settantanni i miei simili devono
sposarsi con un essere umano,
per poi trasformare i loro corpi
in una sacca nutriente
per la gestazione
del loro cucciolo.
Non necessario.
Tu andrai benissimo.
Sai che ti dico?
Baciami il cu
Ah ah! Sto scherzando. Ho solo
bisogno che qualcuno mi aiuti a
spostare il divano.
disgustoso. Dubito che riuscir a
trovarti una donna che voglia farlo.
Non c problema, ragazzotto.
Dimmi.
EHI, POSSO UNIRMI ALLA VOSTRA
NAVE PIRATA?
NAVE PIRATA? MA CHE DICI? QUESTA UNA NAVE AVVELENATA!
NON HAI VISTO IL TESCHIO CON LE
QUATTRO OSSA? SCAPPA O MORIRAI
AVVELENATO!
AH AH! GENTE DI CITT, IDIOTI!
guarda sempre dritto davanti a te.
parla piano. segui le regole igieniche.
uno
scherzo?
...il dottore
ha detto che
il prurito
passer se
smetto di
grattarmi...
non spingere un tasto che gi lampeggia. tieni le mani a posto.
se necessario, fatti da parte.
cos
che...?
mi
scusi!
si pu? ehi!
per-
mes-
so!
ma che
fa, crede
che siamo
rimbambiti?
COSA? NON
CHIARO? SONO
DENTRO A UNA
CASSA.
FIGUEROA,
IL MIMO
COS SCARSO
DA DOVER
SPIEGARE
LE COSE A
VOCE.
La guida
di Mr.
Wiggles a:
Buona
educazione
in
ascensore
Rob Brezsny
Loroscopo
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Internazionale 871 | 5 novembre 2010 113
per qualche giorno. Il gesso ha da-
to esattamente i risultati che ave-
vo letto sulla confezione: ha fun-
zionato come milioni di piccole
zappe ammorbidendo il terreno
argilloso. Una settimana dopo ho
potuto cominciare a interrare le
piante. Nei prossimi giorni, Leo-
ne, penso che ti farebbe comodo
lequivalente metaforico di un mi-
lione di piccole zappe. Devi am-
morbidire una supericie impene-
trabile per creare un soice letto
per i tuoi semi.
VERGINE

Secondo alcuni studi con-
dotti di recente, sbadiglia-
re aumenta lattenzione e la con-
sapevolezza cognitiva, riduce lo
stress e raforza quella parte del
cervello che prova empatia. Il dot-
tor Andrew Newburg arriva a con-
sigliare di provocare regolarmen-
te gli sbadigli. Secondo lui, aiuta-
no a risolvere i problemi, aumen-
tano leicienza e intensiicano le
esperienze spirituali. Perci, Ver-
gine, in questa fase del tuo ciclo
astrale, particolarmente propizia
allautomiglioramento, ti consi-
glio di sperimentare lo sbadiglio
ricreativo.
BILANCIA
Leggi questo haiku di Mi-
zuhara Shuoshi: Costretta
in un vaso / la magnolia di alta
montagna / sboccia e si apre. Ti
ricorda qualcuno? Penso che rias-
suma bene la tua situazione attua-
le. Anzi, individua perfettamente
la scelta migliore che potresti fare,
date le circostanze. In questo mo-
mento devi tenere conto di certi
limiti, dato che sei in un vaso, ma
non hai motivo per non iorire, co-
me la magnolia di montagna.
SAGITTARIO
Penso che tu sia in grado di
sopportare la confusione
pi di quanto credi. Ho anche il
sospetto che tu possa assorbire
pi novit, e pi rapidamente, dei
nati sotto qualsiasi altro segno.
Perci dovresti interpretare quel-
lo che sta succedendo nella tua vi-
ta come unavventura interes-
sante piuttosto che come un
caos disorientante. Lintero uni-
verso ti aiuter a godere di quello
che i nonSagittari potrebbero con-
siderare stressante.
CAPRICORNO

Caro Rob, le intenzioni del
mio ragazzo sono buone.
Adora regalarmi iori. Lunico pro-
blema che i mazzi che mi porta
sono scombinati. Lultimo era
unaccozzaglia di delphinium az-
zurri, garofani bianchi e gerani
rossi. Secondo te, c un sistema
per migliorare il suo senso esteti-
co senza ofenderlo?.Insoddi-
sfatta
Cara Insoddisfatta, a mio pa-
rere di astrologo, in questo mo-
mento uno dei compiti di voi Ca-
pricorni dovrebbe essere impara-
re ad apprezzare i doni che gli altri
vogliono farvi. Forse in seguito
potrete cominciare a insegnargli a
regalarvi quello che volete. Ma per
ora non morirete di certo se li ac-
cetterete di buon grado ringra-
ziandoli per la loro generosit.
ACQUARIO

La tua parola nuova della
settimana skookum, un
termine della lingua degli indiani
chinook ancora usato in alcune
zone della Columbia Britannica e
del Paciico nordoccidentale. Se-
condo la mia collega astrologa Ca-
roline Casey, signiica in com-
butta con gli spiriti buoni e fatto
proprio per un certo lavoro. Wiki-
pedia dice che quando sei skoo-
kum hai un proposito chiaro e il
potere di realizzarlo. Secondo la
mia lettura dei presagi, Acquario,
tutte queste deinizioni sono per-
fette per te.
PESCI
Nei prossimi giorni, fon-
damentale che tu sia spon-
taneo ma non avventato. Riesci a
capire la diferenza? Se non ne sei
sicuro, leggi le parole dello psico-
logo Abraham Maslow: La spon-
taneit (gli impulsi che vengono
dalla parte migliore di noi) spesso
si confonde con limpulsivit (gli
impulsi che vengono dalla nostra
parte malata) e a quel punto non
vediamo pi la diferenza. Cerca
di seguire i suggerimenti che ven-
gono dal tuo genio interiore, Pe-
sci, non le pulsioni distorte che ar-
rivano dal tuo maniaco interiore.
SCORPIONE

Secondo il motore di ricerca Technorati, su internet esi-
stono pi di cento milioni di blog. Questo farebbe pen-
sare che lautoespressione stia andando forte in tutto il
mondo. Invece no: il 94 per cento dei blog non viene aggiornato
da almeno quattro mesi. In sintonia con gli indicatori astrali del
momento, Scorpione, mi aspetto che tu faccia qualcosa per risol-
vere questo problema. La prossima settimana aggiorna il tuo
blog. Se non ce lhai ancora, considera la possibilit di aprirne
uno. Ma non fermarti l. Usa tutti i metodi che riesci a immagina-
re per dimostrare al mondo chi sei. Esprimiti con chiarezza e rive-
la tutto quello che puoi.
COMPITI PER TUTTI
Immagina che grazie ai progressi della scienza e
alla buona sorte sarai ancora vivo nel 2090.
Come sar la tua vita?
ARIETE
Nel romanzo di Marcel
Proust Alla ricerca del tem-
po perduto, uno dei personaggi fa
unosservazione volgare sulle
strane cose che a volte attraggono
gli esseri umani. Chiunque si in-
namori del sedere di un cane lo
scambier per una rosa. mio
dovere farti notare che succede
anche il contrario: ci sono persone
che ignorano o disprezzano cose
meravigliose convinte che siano
senza valore. La prossima setti-
mana, Ariete, ti consiglio di evita-
re entrambi questi errori.
TORO

Il poeta Paul luard fanta-
sticava e scriveva continua-
mente della sua donna ideale, ma
non la trov mai. Perci si accon-
tent di essere innamorato
dellamore. Penso che la sua deci-
sione sia stata saggia e che molti
di noi dovrebbero imitarlo. inu-
tile aspettare, sperando dincon-
trare la donna o luomo dei nostri
sogni, perch nessuno o nessuna
sar mai allaltezza del nostro ide-
ale. E anche se esistesse lamante
perfetto, probabilmente non lo ri-
conosceremmo, perch sarebbe
diverso da come labbiamo imma-
ginato. Detto questo, Toro, sono
lieto di informarti che nei prossi-
mi due mesi farai bene a coltivare
il tuo rapporto con una bellezza
imperfetta, che per perfetta
per te.
GEMELLI
Quando ci rivolgiamo a un
medico omeopatico, il suo
primo compito quello di stabilire
qual il nostro tipo costituzionale,
cio il rimedio fondamentale per
mantenere in funzione e in equili-
bro il nostro sistema. Un tempo il
mio era aurum, loro, ma a causa
delle trasformazioni che ha subto
la mia energia, ultimamente il
mio dottore ha deciso che per me
meglio il lac lupinum, latte di lu-
pa. Dopo aver studiato i tuoi pre-
sagi astrali, penso che anche tu
avresti bisogno di un aggiusta-
mento simile nel regime che ti
mantiene in salute. Sembra che le
necessit del tuo corpo si stiano
evolvendo. Considera la possibili-
t di modiicare la tua dieta, il tipo
di movimento che fai, quanto dor-
mi e quanto amore dai.
CANCRO
La libert lignoto, scris-
se il ilosofo John C. Lilly.
Se pensi che ci sia ovunque qual-
cosa di ignoto, nel tuo corpo, nel
tuo rapporto con gli altri, nelle
istituzioni politiche, nelluniverso,
allora godi della massima libert.
Penso che questo sia il concetto
pi importante sul quale dovresti
meditare, Cancerino. Stai per
evocare la magia che ti permette-
r di godere di tutto quello che c
di ignoto nelle cose e nelle perso-
ne che ami. E questo raforzer
enormemente il tuo istinto di li-
bert.
LEONE
Lestate scorsa ho creato il
mio primo giardino. Non
stato facile. Il terreno dietro casa
era duro e argilloso e riuscivo a
malapena a smuoverlo con la zap-
pa. Per fortuna, il commesso del
vivaio mi ha consigliato di usare il
gesso. Non dovevo fare altro che
spargere la polvere bianca su quel
suolo impenetrabile e bagnarlo
114 Internazionale 871 | 5 novembre 2010
Lultima
Elezioni in Tanzania. Proprio nessuna notizia interessante:
niente proteste di massa n violenze n morti.
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Vedi, non meglio che essere felici?.
non se ne pu pi di Berlusconi: sono anni che ci fotte. Senza mai invitarci nella sua villa!.
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american Pshyco.
lultima scelta del polpo Paul: inferno o paradiso?
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Le regole Starbucks
1 lespresso lascia a desiderare, ma nessuno fa il caramel dolce crme Frappuccino come loro.
2 non farti abbagliare dalle poltrone di pelle: Starbucks una catena di fast food. 3 Ma in asia
unncora di salvezza. 4 Il caf in edizione limitata il capolinea della civilt. 5 E comunque pi
buono se lo bevi con un amico e non con un laptop. regole@internazionale.it