Sei sulla pagina 1di 23

PIERLUIGI CASALINO

cover "Vitaldo Conte

L' UOMO FUTURISTA E IL SOGNO FUTURISTA Futurist Editions


programma: Nota sull'autore 1. L'eredita' del futurismo (20 2 2009) 2. Se il futuro ha un futuro 3. Sanremo futurista 4. Il secolo del futurismo 5. Valentine de Saint-point: la superdonna futurista 6. Luragano futurista 7. Rhomboide:la musica futurista 8. Futurismo:non solo dragoni e chimere 9. Apollinaire a colori 10. Averroe' e l'immaginazione al potere protofuturisa 11. IL futurismo a Parigi 12. Lavanguardia russa nella collezione Costakis 13. Icaro primo futurista? 14. William Blake nei tempi postfuturisti 15. La linguistica cosmica di Pavel Florenskij 16. L'arte della luce dopo l'elettricita' futurista 17. Arthasastra - unopera futurista 18. Jules Verne genio futurista 19. Speranze in blu: tra Balla, Quenau e Calvino 20. L'ombra fluorescente

pre-post futurista 21. Edgard Allan Poe e la poetica cosmica 22. La politica futurista 23. La guerra-festa futurista come archetipo 24. Arte oggi: dopo Boccioni, Duchamp e Cattelan 25. Elettriche postpoesie : tra Corrado Govoni e Vula 26. Il futurismo di Emilio Salgari 27. L'automobile da corsa - Montecarlo e il suo rally 28. Manager d'arte? da Marinetti a Aime' Maght 29. Il significato del futurismo *nota di Roberto Guerra

Nota sull'autore: CASALINO PIERLUIGI, nato a Laigueglia (SV) il 29.06.1949, ha viaggiato in Europa e nel Mondo Arabo, ha scritto di affari internazionali, ha trattato argomenti diversi dalla critica musicale a quella letteraria, artistica, filosofica e storica. Saggista e commentatore, creativo e poeta, studioso dellimmagine e della rappresentazione della realt. Ha scritto su LEuropa, su Il Letimbro e su altre riviste. Affronta temi vari su in poche righe e sul Blog di Ennepilibri, su Asino rossoe su Riviera 24. Su Imperia News Magazine cura la rubrica Conoscere lIslam. Unantologia di tali note sar pubblicato su Il chiaro di luna. Ha pubblicato IL TEMPO E LA MEMORIA (TIME AND MEMORY), che descrive le vicende del padre Casalino Michele, sottufficiale dei Carabinieri, durante la Seconda Guerra Mondiale. Sulla figura del padre e sulle sue narrazioni e confidenze Casalino Pierluigi ha dedicato numerosi interventi. Si occupato del Futurismo durante le celebrazioni del centenario della pubblicazione del Manifesto di Marinetti, oltre che del messaggio del pittore inglese William Blake. Si interessato anche di enogastronomia (lantica ricetta del ligusticum, il condimento di zucca e altri su in poche righe). Ha recensito libri di autori locali e nazionali, come Il potere e chi lo detiene del Professor DAmbrosio, ma anche larte di musicisti e di poeti. Particolarmente interessanti gli articoli su Seneca e gli intellettuali e il potere, lelogio del silenzio, i gi citati lantica ricetta del Ligusticum, il condimento di zucca e simili, illustrando il mitico e fantastico imperiese la maschera di ferro, dal mito al logos, Apuleio e limmagine del mondo ed altri ancora sullautore latino, su Rutilio Namaziano, su Franz Kafka, su Shakespeare, su Dante Alighieri e su Dante Alighieri e lIslam e altri ancora, pubblicati da in poche righe (rintracciabili negli archivi di in poche righe quelli relativi al periodo che va dallottobre 2007 al dicembre 2008). http://casalinopierluigi.bloog.it/ 1. L'EREDITA' DEL FUTURISMO (20 2 2009) Il 20 febbraio 1909, con lapparizione sul quotidiano francese Le Figaro del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, nasceva il Futurismo. Avanguardia dalla vocazione totale e rivoluzionaria, il Futurismo si affacciava nel panorama culturale e artistico dEuropa con la sua prorompente carica esplosiva e trasgressiva, al punto da investire ambienti anche diversi e opposti con il medesimo slancio vitalistico. Percepito come unestetica del movimento e del dinamismo fino a quando le dittature tra le due guerre, compresa quella staliniana, imposero il silenzio alla fantasia. Lidea modernista, tormentata e creativa, affascin con la sua capacit di interpretare il progresso come la levatrice della storia, cui non estranea una ricerca ossessiva e violenta della rottura con il passato e il presente. Sensibili al

fascino futurista, nel segno di una volutt scandalistica e anticonformista furono numerosi personaggi del tempo. Da Lenin a Gramsci, che ne coglievano la spinta antiborghese, allo stesso sfortunato vate incompreso della rivoluzione sovietica Majakovsky, alla modella Valentine de Saint-Point, che fu amante di Martinetti e proclam un Manifesto futurista della lussuria, nel nome della libert della donna, se non addirittura di un vampirismo femminile dissacrante e dominatore. Fenomeno, che a torto fu definito solo italiano, il Futurismo cavalc londa dellinnovazione militante a ogni costo, nella prospettiva cosmopolita e iconoclasta di coinvolgere energie e intelletti di ispirazioni lontane tra loro. Lidolatria della giovinezza senza limiti, la sensuale e insofferente ribellione a un mondo ritenuto al tramonto, da rigenerare e da inventare, furono le parole dordine di una filosofia sfrenata e provocatoria del mutamento e della velocit. In tale atmosfera si afferma la fede nella religione delle macchine, la sola in grado di aprire un capitolo nuovo della storia dellumanit. Quello della civilt del futuro. Linfluenza delle idee futuriste e moderniste si allung in ogni settore sociale, conquistando spazi finora inesplorati, come quelli della moda, della nascente pubblicit e della tecnica, ma anche rivisitando le dimensioni tradizionali dellespressione. Musica, teatro, poesia e arte ne furono contagiate, rilanciandone gli aspetti stupefacenti, quasi un riecheggiare certi pirotecnici esercizi manieristici di altre epoche. Il quadro si ampli, fino a comprendere, con intento antipassatista, le tradizioni gastronomiche e le sperimentazioni cromatiche degli spazi nellarredamento e nella visione urbanistica. Il Futurismo fu anche allorigine di simbolismi e di sincretismi, come quello di Ren Gunon, che approfond la portata universale dellesoterismo dantesco. Il lascito del futurismo e dei suoi profeti, da Marinetti a Balla, a Boccioni, a Serafini e ai numerosi epigoni nel tempo non si esaurito. Un momento di particolare rilancio del movimento futurista, con le sue articolate versioni si ebbe nei favolosi anni sessanta, tra rivolta fiorita e intuizioni asimmetriche, tra fiducia nellavvenire e avanguardia di stili. Un messaggio coraggioso e critico, troppo presto vittima del suo appesantirsi su se stesso. *20.02.2009 2. SE IL FUTURO HA UN FUTURO Il Futurismo ha lasciato una traccia. Non solo nello slancio verso un avvenire senza confini e senza limiti intellettuali e creativi. Ma anche rinnovando una riflessione su un futuro non devastante, ma in grado dare forma, suono e dinamismo allanima del progresso. Il futuro ha, dunque, un futuro? La domanda ha del paradossale, ma nasconde una grande verit. E una domanda da futuristi o da nuovi futuristi, non da futuristi pentiti, ma pi consapevoli. Da sempre il futuro si fonda sul passato. Il passato costruisce il futuro. Una mappa creata da intuizioni, previsioni, progetti, disegni e racconti. Spesso si tratta di occasioni mancate. Ma pi frequenti sono i tentativi riusciti di formulare unipotesi realizzabile. In altri termini il futuro esiste nel modo in cui lo si racconta. Il futuro aurorale, non ha un prima, n un poi.

Esiste quindi un rapporto tra il futuro e il suo immaginarlo. Come si investiga su una questione cos apparentemente astratta, sfuggente e suggestiva? La risposta altrettanto intrigante e incerta. Il futuro legato allidea di cambiamento. O per lo meno era cos fino a ieri. Anche oggi il futuro, si fa per dire, cambiato. Esiste ancora il futuro, allora? In ogni caso ne resta il bisogno. Senza futuro non si vive, perch solo con il presente si esaurirebbe lesperienza delluomo, nella misura in cui questa abbia un avvenire. E talvolta sembra che le cose stiano proprio in questi termini. La generale crisi del nostro mondo, dallambiente alleconomia, dalle relazioni internazionali alla scienza, alla tecnologia, pone uninesauribile serie di domande. Lidea di progresso, faustiana concezione che ha mostrato i suoi drammatici limiti, si appannata. Nemmeno la fantasia pu anticipare e proporre una seria descrizione del futuro. Oggi pi di ieri, il futuro incerto, al punto da decretarne la fine. Prospettiva questultima di straordinario significato, nel momento in cui al futuro sembra sostituirsi un certo cattivo passato. Il racconto del futuro non prescinde, pertanto, da una rilettura della storia delluomo e da una riconsiderazione delle sue aspirazioni profonde. Lalienazione delluomo non porta al nuovo, ma ripiega la coscienza su stessa, non la apre alla speranza. Un tempo si parlava di ottimismo dellintelligenza, per confortare il cammino della civilt. Il senso della vicenda millenaria delluomo va smarrendosi in una sorta di oscura visione di impotenza. Il futuro non sar, quindi, ci che accadr, ma la conseguenza del nostro immaginare. E soltanto se immaginare sar una condizione di libert. E senza la libert del pensiero, inutile anche immaginare il futuro. Anche per tale ragione il futuro rischia di esaurirsi. E con esso i nostri sogni. Per tale ragione c bisogno ancora di futurismo. *30.01.2009 3. SANREMO FUTURISTA Allapice degli Anni Sessanta, Sanremo e il suo Festival ebbero loccasione di esprimere qualcosa di nuovo, interpretando la propria vocazione artistica e creativa. Sensibile al fascino futurista di quellepoca irripetibile, Sanremo cerc di esaltare estetica e giovinezza nella sua inconfondibile cornice di fiori, di colori e di suoni. Unesperienza di livello assoluto, nazionale ed internazionale. Volutt scandalistiche e anticonformiste, ma anche fantasie e ansie romantiche, che rivisitarono le vie tradizionali della moda, dellespressione e del costume sociale, sotto la pioggia di polvere di stelle della fine degli Anni Cinquanta. Si celebrava lavventura dellitaliano nel mondo, di cui si torna solo oggi a gustarne la memoria, con la riscoperta del motivo di Meraviglioso. Una sfida provocatoria, audace, troppo presto venuta meno, a causa dellappesantirsi su se stessa. Tutto sembr scivolare in un calderone di fanatismi ideologici e canori di cartapesta e grotteschi. Le ragioni del messaggio inventivo di quei giorni si smarrirono. Lo slancio della proposta futurista della citt dei fiori perse smalto, arretrando in un mix di innovazione conservatrice e di caricatura estetica. La fosca querelle intorno al caso Tenco sanc linizio di una lunga e argentea parabola discendente di Sanremo, nonostante i ripetuti tentativi di farne risorgere fasti. Non per questo il mito tramont, se pur tra ripetute e stanche recite bizantine

di attori e di scenografi improvvisati, non sempre allaltezza del compito. Riappropriarsi dellantico sogno, della sua portata universale, rilanciandone lo spirito un po provato, riassaporandone latmosfera. Una difficile sfida? Forse no. Una scommessa per Sanremo e per lItalia. Bisogna crederci. Gi da questo 2009, che ripropone, dopo un secolo, leredit del Movimento di Marinetti. Grazie al contributo della moderna civilt delle immagini. *11.03.2009 4. IL SECOLO DEL FUTURISMO Si sono aperte dallinizio dellanno le manifestazioni per celebrare ilcentenario del Futurismo, lavanguardia italiana madre di tutte le avanguardie. Cuore e motore del modernismo, tra la gioia di vivere, la trasgressione e lannuncio audace della civilt del delle macchine, stato il principio animatore di tutte le rivoluzioni di segno diverso e spesso contrastante. Emblematico e tragico in proposito il dipinto di Balla del 1916 sulla Grande Guerra. Tra le mostre pi importanti in Italia quella di Rovereto, delle Scuderie del Quirinale e di Palazzo Reale a Milano. Questultima citt fu il centro di irradiazione del movimento, che in ventanni di propaganda influenz moda, linguaggio, poesia, arte plastica, musica, teatro, architettura e nella corsa per la velocit concep la smaterializzazione dellopera darte che doveva racchiudere luniverso. La ricerca forsennata e il trionfo del movimento, con le sue luci e le sue ombre. *13.03.2009

5. VALENTINE de SANT-POINT: LA SUPERDONNA FUTURISTA Valentine de Saint-Point (1875-1953) fu personaggio originalissimo. Provocatrice, avanguardista e femminista, ma anche il suo contrario, Valentine sfuggiva a ogni definizione, in costante confronto con esperienze diverse e burrascose, che finivano per lasciarla insoddisfatta. Nipote del poeta Lamartine, Valentine si sforzava di apparire un angelo decaduto. Bella e seducente, pass da un matrimonio precoce e traumatizzante con uno squilibrato ad altra unione, non meno desolante, con una persona giudicata troppo normale: linsignificante uomo politico Charles Dumont. Dietro limmagine aggressiva da virago trasgressiva e insaziabile, tuttavia, si celava una grande bont danimo. Non interessata al successo, avida di sensazioni forti e dissacranti, Valentine godeva nel concedersi o nel negarsi, incendiando gli animi, posando anche come modella, per un pittore, probabilmente suo amante. Maliarda, amante della vita audace e dissipata, in cerca di sentimenti tenebrosi e perversi, appassionata di aviazione e di scherma, non amava gli uomini e non era amata dalle donne. Lincontro con Marinetti, il fondatore del Futurismo, nel 1909, cambi la sua vita. Divenne amante e allieva del vate modernista, convertendosi lei stessa alla religione del movimento e dello slancio vitalistico.

La relazione tra i due fu travolgente e comunque difficile e tormentata. Inneggiando al Futurismo, Valentine lanci nel 1912 il Manifesto della donna futurista e lanno dopo lancor pi scandaloso manifesto della lussuria. Ebbra di sensualit e di idee forti, carnali, odiava la massa e prediligeva le lites. La spregiudicata ondata futurista avrebbe, secondo Valentine, aperto la via dellemancipazione femminile. E lerotismo ne sarebbe stata la condizione essenziale di evoluzione. In questo quadro, la donna avrebbe ritrovato la propria natura istintiva e dominatrice. Il contrasto con la misoginia di Martinetti, tuttavia, esplose con tutta la sua evidenza, quando Valentine con un clamoroso voltafaccia si un alle manifestazioni delle suffraggette inglesi. Convinta, al pari di Nietzsche, che il mondo non si divida tra uomini e donne, ma tra forti e deboli, si allontan dal Futurismo, senza per rinnegarne il carattere e limpostazione rivoluzionaria. Cre, poi, un nuovo tipo di danza, la Mtachorie, ispirandola a concetti astratti, decisamente moderni. Linfluenza futurista non venne meno anche in quel caso, riconducendone lesperienza a unautentica pantomima, simbolo e richiamo della musica. Nel solco del Futurismo, Valentine sognava il sincretismo delle arti e dellintelligenza. Ritiratasi in Corsica, lavor al progetto di un centro internazionale di cultura, segnato dalla sua stessa eccentricit e del suo stile di vita. Si trasfer in Egitto, dove abbracci lIslam. Entr a far parte del circolo esoterico di Gunon, assumendo un nome della tradizione musulmana: Nour el Dine. Nome che conserver fino alla morte, avvenuta nelloblio generale e nella solitudine. *13.03.2009

6. LURAGANO FUTURISTA Fu un autentico uragano, che travolse ogni settore della societ dellepoca. Tutto pass al filtro della ventata futurista, avviata con la pubblicazione, nel 1909, su Il Figaro di Parigi del Manifesto di Marinetti. Si trattava di un documento poliedrico e trasgressivo, che inneggiava a un nuovo modo di vivere e di creare, di vedere il mondo e di cambiarlo. I primi programmi futuristi videro la luce nellabitazione del fondatore, in via Senato, 2, a Milano. Levento fin per lasciare un segno profondo tra le correnti artistiche e di pensiero dei primi decenni del Novecento e rappresent certamente uno dei fenomeni culturali pi importanti del XX secolo. Da unatmosfera di idee ancora confuse e caotiche si sprigion una fiammata, che ancora oggi resiste alle mode, Il Futurismo. Si trattava della rappresentazione e dellimitazione delle movenze e dello spirito della corsa sfrenata della macchina, attraverso parole, voci e manifestazioni taglienti come lame. Un travolgente, audace e distruttivo avanzare, nel nome della libert, verso le terre sconosciute e affascinanti della modernit. Gli esponenti del futurismo interpretavano, con smisurata passione, nelle espressioni del loro linguaggio, la civilt delle macchine, promuovendone lesplosione dirompente. La rivoluzione futurista tagliava il cordone ombelicale del vecchio mondo, nella prospettiva struggente e determinata di cambiarlo. Al romanticismo sentimentale del chiaro di luna, passatista e assonnato, gli eccitati vati futuristi preferivano la luce elettrica e il moto forsennato dei suoni e delle immagini della societ del

tempo. Un mix faustiano e fanatico di idolatria del progresso in cui tuffarsi senza indugio. Il 2009 sar cadenzato da una lunga serie di appuntamenti dedicati al movimento futurista. In Italia e allestero fioriranno numerose le iniziative, volte a ricordare, approfondire e rivisitarne il lascito. Il filo conduttore dellavanguardia verr individuato nelle esperienze di artisti francesi, tedeschi, russi, recuperando il senso comune delle loro opere. Fotografie, cataloghi depoca, riviste e scritti, esempi significativi di parolibere, sperimentazioni letterarie, dipinti disegni, creazioni di nature scomposte e inquietanti, nel segno della rottura con lantico. Da Parigi a Londra, da Milano a Roma, a Rovereto grande risalto sar dato al rapporto tra velocit e dinamismo, nella ricerca di uno scenario di ampio respiro. Concetti che si diffusero in ambito internazionale, trasformando il lessico dellarte in una concezione moderna dellumanit e della scienza. *25.03.2009

7. RHOMBOIDE Chi ricorda gli Intonarumori? Era il momento ebbro dellorgia di rumori e di vibrazioni della prima ora modernista. In prima mondiale al Kaaitheater di Bruxelles arrivato, nel mese di febbraio, Rhomboide, una produzione multimediale del gruppo milanese Uovo, che rielabora la dissacrante estetica futurista della musica e del teatro. Suoni, colori, odori vengono trasformati e trasfigurati, creando flussi di immagini digitali e di musica elettronica. Un recupero dellautentico spirito futurista. Come nel pi grande sogno dellavventura modernista di quel movimento di rottura in cui il teatro vorr e sapr esaltare i suoi spettatori. Lassociazione milanese rilancia in terra fiamminga il messaggio originario di Marinetti e dei suoi epigoni nellanno che se ne celebrano le gesta irripetibili. *25.03.2009 8. FUTURISMO:NON SOLO DRAGONI E CHIMERE Conoscete il club inesauribile dei cacciatori dello strano? Il futurismo mai morto appartiene a tale club esclusivo e magico. Questo magnifico album dello straordinario e dellimmaginario popone da sempre alla nostra curiosit i quaderni delle spedizioni della mente. Una ricerca del fantastico e dellignoto nei percorsi dellastrazione e dellillusione, regno invisibile, indefinibile, certamente irrinunciabile. Risultati evocativi e poetici di grande effetto, un itinerario verso nuovi incontri, oltre la dimensione del reale. La ricerca dellirreale, che non poi tale, ma che costituisce in fondo la radice autentica del reale. Sogni e rappresentazioni del virtuale e dellimmaginato si trasformano nella base concreta delle nostre convinzioni. Protagora gi prefigurava in tempi lontani i sentieri della coscienza. Luomo diceva lantico sofista la

misura di tutte le cose, di quelle che sono, in quanto sono, ma anche di quelle che non sono, in quanto ancora non sono. Ecco la ragion dessere del nostro fantasticare e, perch no, del nostro creare. Non forse la realt una proiezione del possibile? Serpenti di mare, dragoni, chimere, fenici, liocorni e altre mitiche figure delleterna favola dei labirinti del pensiero si ritrovano tra gli spicchi del frutto dellintelligenza. Disegni e fotografie di un mondo che ci auguriamo resti ancora lunica speranza per sopravvivere al piatto conformismo di un senso comune senza senso. Il significato autentico del futurismo quello della ricerca dellavvenire, del suo costruirlo, del suo prefigurarlo, del suo inventarlo. Il futuro nella sua dinamica, inesauribile sete di spazi senza fine, anticipo di civilt ancora lontane da noi nel tempo. Lhomo novus del futurismo e sar protagonista di quellepoca. *27.03.2009

9. APOLLINAIRE A COLORI E lestate del 1914. Guillaulme Apollinaire, influenzato dal futurismo e dal cubismo, lancia una sottoscrizione per far circolare, in numero limitato, un insieme di ideogrammi lirici e colorati dal titolo Anchio sono un pittore. Questa originale pubblicazione nel dicembre dello stesso anno inaugura le attivit editoriali delle Soires de Paris, rivista di cui il poeta assumer la direzione qualche mese pi tardi. La guerra impedisce la realizzazione del progetto, ma finisce per assicurare ad esso altre e pi ampie prospettive. Al termine di quel terribile conflitto, il successo sancito dalla celebre raccolta di poesie della pace e della guerra Calligrammes, che vede la luce nellaprile del 1918, qualche mese prima della morte dello stesso Apollinaire, il 9 novembre. A 90 anni dalla scomparsa del poeta, Claude Debon, uno dei migliori interpreti dellarte di Apollinaire, ne ripropone il messaggio audace e moderno, rivisitando la sua volont di rappresentare la realt in ogni modo. Si pu essere poeti dice Apollinaire nel 1917 in ogni campo. Visi, bestiari e paesaggi scorrono senza fine. Ferito alla testa da un obice nel marzo del 1916, viene ricoverato in un ospedale di Parigi. In quel luogo di dolori si dedica a lavori di acquerello e di pastello. La grande forza del desiderio definisce questa sua vena creativa. Ritratti o autoritratti si susseguono in una ricerca estetica estrema e modernista, tra colori e cromatismi inesauribili. Debon li riproduce, riprendendo forme e immagini di un universo variegato e aperto. Minuscoli ideogrammi di rango apparentemente inferiore allopera maggiore. Nel piccolo carnet de tir, che il cannoniere Apollinaire compone nel 1915, lamore si associa con la guerra, in una deridente protezione contro il rumore della mitraglia. Masse rosse e inquietanti accompagnano i versi. Apollinaire uomo di desideri, di tutti i desideri. Non tappatevi le orecchie, non ne vale la pena ripete il poeta in un delirio di sensazioni e di impressioni, che continua a tradurre in disegni e colori fino allultimo istante di vita. *07.04.2009

10. AVERROE' E L'IMMAGINAZIONE AL POTERE PROTOFUTURISTA LImmaginazione alla radice della conoscenza. La scoperta non di oggi, ma risale allalba delluomo. Chi pensa immagina e conosce. Chi pensa, dunque? Prima ancora che la filosofia apprendesse le ragioni dellIo, cio che lIo il soggetto di ogni pensiero, Averro (lIbn Rushd degli Arabi), pensatore arabo andaluso del XII secolo, aveva risolto, a suo modo, questo enigma antico ed affascinante. Una soluzione che fa testo. Non vi sono, secondo il filosofo, tante menti quanti sono le singole persone umane, ma una sola e unica mente per tutti gli uomini che sono vissuti, che vivono e che vivranno. Ogni uomo, quindi, si congiunge con questa mente, la cui natura in potenza, attraverso i propri fantasmi, ci che riesce ad immaginare. E a conoscere. Questa mente non che il luogo principe in cui tutte le immaginazioni umane diventano finalmente trasparenti, comprensibili, attingibili. Laverroismo che non ha mai smesso di esercitare il suo straordinario fascino, da S.Tommaso dAquino a Dante, a numerosi altri tra storici e filosofi, ma anche di suscitare condanne aspre, forse le pi violente dellinterminabile vicenda del pensiero umano, assume un rilievo senza pari. Averro ha elaborato la prima grande filosofia dellimmaginazione che la modernit abbia prodotto. Una finestra aperta sulla reale conoscenza. * 15.4.2009

11. IL FUTURISMO A PARIGI Il Futurismo un movimento artistico fondato nel 1909 dal poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), che pubblica il suo primo manifesto il 20 febbraio di quellanno sul quotidiano francese Le Figaro. Riunendo essenzialmente autori italiani, il Futurismo si vota allesaltazione della modernit, invocando una rivoluzione totale. Nel segno della rottura con ogni forma del passato, il Futurismo tende a ricreare, se non a reinventare poesia, pittura, scultura, architettura, tipografia, danza, musica, cinema e persino moda. Dal 1909 al 1914 i suoi proclami, i suoi scritti, le sue serate affollate da protagonista e le sue esibizioni accrescono la reputazione di agitatore e di polemista appassionato di Marinetti. La sua fama si diffonde in Francia, in Russia, in Germania, in Gran Bretagna. Nel 1918 lartista si ripiega sullItalia, lasciandosi coinvolgere dal fascismo, nel nome del culto della vitalit e della velocit, di unitalianit nuova e moderna. Per tutte queste ragioni, Marinetti rappresenta uno dei momenti fondamentali della storia dellarte del XX secolo. Un contributo di rilievo al ricordo della figura di uomo e di artista di Marinetti, in occasione del centenario di pubblicazione di quel celebre manifesto, stata la mostra dedicata da Centro Pompidou di Parigi, tenutasi nellistituzione parigina fino al 26 gennaio 2009. Levento ha reso omaggio a un fenomeno culturale, che, avendo visto la luce proprio in Francia, ancora da quelle parti scarsamente conosciuto. Per un incomprensibile atteggiamento, peraltro, la lodevole ambizione degli organizzatori dellevento di illustrare il movimento futurista si scontra con le poche opere presentate al pubblico e alla critica nella circostanza. Le tele di Boccioni, di Carr, di Severini e di Balla proposte al centro Pompidou non mancavano certo di

suggestione futurista. Si trattato tuttavia della minima parte di un ricco filone culturale, che, per vocazione, vuole essere unidea totale. La visita a una galleria di circa 200 pitture in una scenografia straordinaria non ha colto a pieno lo spirito del futurismo. Altro limite della mostra stato quello dato dal criterio stesso dellorganizzazione. Un metodo che si rif a un testo degli anni Sessanta, che appare largamente superato. Diverso stato, invece, limpatto sulla pubblica opinione di analoga manifestazione svoltasi nellestate del 2008 alla National Gallery di Londra, volta a sottolineare le influenze del simbolismo divisionista sul Futurismo e sul suo percorso di arte politica e sociale nellItalia della fine del XIX secolo. Come stato rappresentato anche da qualche osservatore transalpino, lesposizione parigina ha riaperto il dibattito mai spento sulle radici cubiste e francesi di parte rilevante del movimento futurista. La corrente futurista trova, in realt, pi la sua ragion dessere dalle esperienze di un Segantini, di un Morbelli, o di un Pellizza di Volpedo, che non nei successivi lavori di Gleizes o di Gris. Che il Futurismo abbia subito il fascino dellarte cubista, a partire dal 1912, un dato di fatto, ma il movimento di Marinetti nasce e si sviluppa indipendentemente da ci. Il gesto futurista non conosce, daltronde, padrini culturali ed esprime una concezione assolutamente originale. Il soffermarsi eccessivamente sulla fortuna futurista in Germania, in Russia, in Francia o altrove, quasi dimenticando la culla italiana, apparso fuorviante. E non adeguato testimone del ruolo dellambiente parigino nella nascita del Futurismo. Pur tra le sue ombre, la mostra di Parigi riuscita tuttavia a recuperare in qualche modo il significato autentico di una travolgente stagione di illusioni moderniste, ma anche di speranze nel riscatto civile e morale delluomo. *23.04.2009

12. LAVANGUARDIA RUSSA NELLA COLLEZIONE COSTAKIS

Fino al 2 marzo il Museo Maillon di Parigi ha ospitato la pi vasta collezione di opere dellAvanguardia Russa. Sono state presentate, nelloccasione, circa 200 tele, risalenti ai primi tre decenni del XX secolo: influenze simboliste, cubo-futuriste, suprematiste, costruttiviste, ritorno alla figurazione e realismo socialista si alternano e si sono intrecciate, secondo un disegno originale. La raccolta, nel suo complesso, ha compreso 1300 capolavori di una stagione irripetibile dellarte russa. Acquistata a Mosca negli anni 1950 e 1960 da un collezionista dilettante, ex autista dellAmbasciata di Grecia nella capitale russa, tali opere costituiscono un patrimonio unico nel suo genere, per lelevato numero di pittori proibiti, che annovera. Oggi tale incomparabile tesoro rispettivamente di propriet della Galleria Tretyakov di Mosca, a seguito di un accordo intercorso tra lo Stato russo e il collezionista, quando questultimo lasci Mosca per la Grecia, nel 1977, e del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Salonicco.

Si tratta di esperienze articolate, che rivelano le mode non solo dellarte, ma anche culturali della Russia dellepoca. Malevich, Tatlin e Rodchenko sono alcuni dei protagonisti di quel periodo. Artisti che hanno risentito del vento futurista e del suo rivoluzionario messaggio. *04.05.2009

13. ICARO PRIMO FUTURISTA? Il senso del limite non sempre concepito come un ostacolo a osare oltre la linea dellorizzonte visibile e invisibile delluomo. Il significato profondo del mito di Icaro dunque questo. Il volo delleroe non si identifica soltanto nel tentativo di levarsi da terra e di iniziare cos lavventura delluomo nel cielo e, pi recentemente, nel cosmo, con le sonde spaziali e le astronavi pilotate. Il gesto di Icaro un atto di fede nel futuro. Icaro il primo futurista, il protagonista di unepoca irripetibile, dinamica e irrefrenabile, che esprime la volont di travalicare le colonne dErcole della conoscenza e dellesperienza. Icaro supera i confini della mente e dello spirito, aldil dellignoto. Lo slancio creativo dellanimo umano non si smarrisce di fronte al nuovo che avanza. Si tratta di una spinta naturale e spontanea del cuore e della volont. Nulla nella millenaria vicenda della civilt avvenuto, senza audacia e amore del sapere. Lardimento apre vie nuove, verso mondi sconosciuti, inesplorati. Il volo simbolo del viaggio, della speranza contro ogni speranza. Icaro vola con ali futuriste, nel segno del progresso, che incendia le tenebre. Lardimento insito nellanimo delluomo, nasce dalla coscienza, si coniuga con la ragione, genera lansia insopprimibile che tenda alla consapevole meta della felicit. Lignoto non pi un limite invalicabile. *15.05.2009 14. WILLIAM BLAKE NEI TEMPI POSTFUTURISTI

Secondo la tradizione il fantasma del fratello Robert, morto di tubercolosi nel 1787, a suggerire a William Blake (1757-1827) il miglior modo per praticare limpres sione dellacqua forte in rilievo. William Blake una vera leggenda. Poeta, pittore, incisore, considerato uno dei pi grandi artisti britannici. Fin dalle scuole primarie i piccoli inglesi imparano la sua ode Tyger o cantano il suo inno Jerusalem. A William Blake, Genio visionario del romanticismo inglese sta ta dedicata la mostra allestita da Le Petit Palais di Parigi fino al 28 giugno 2009, la prima in Francia dal 1947. Nelloccasione sono state riunite quasi 150 opere tra dise gni, scanalature, libri, acquarelli e alte composizioni. Sono stati esposti lavori prestati dai principali musei inglesi e provenienti da colle zioni private francesi e americane. Momento di particolare suggestione per pubblico e critica, levento ha ripercorso lesperienza di un artista, la cui fama stata soprat tutto legata alla riproduzione dei versi del Paradiso Perduto di John Milton.

Le altre fonti di Blake si sono ritrovate puntualmente nella mostra, dai profili gotici di Westmister ai racconti Geoffrey Chaucer, ai quadri allucinati di Fussli. La risco perta di William Blake abbastanza tarda. Dopo il lungo oblio seguito alla sua morte nel 1827, la pubblicazione di una monografia di Alexander Gilchrist nel 1863 getta nuova luce sullopera di Blake, riproponendone il messaggio rivoluzionario. Blake oggi popolare persino tra pop stars come Patti Smith e Jim Morrison. Alcuni dei motivi di Blake sono, del resto, tatuati sulla schiena di Francis Dolarhyde, il kil ler psicopatico, protagonista del libro Dragone rosso di Thomas Harris, autore de Il silenzio degli agnelli. Ammiratori, questi ultimi, certamente imbarazzanti per il genio inglese. *O4.06.2009

15. LA LINGUISTICA COSMICA DI PAVEL FLORENSKIJ La magia della parola.... Pavel A. Florenskij (1882-1937) compie gli studi a Mosca con il matematico Bugaev. Nella capitale russa conosce il poeta A. Bely, grazie alla cui amicizia si avvicina al movimento simbolista e si apre alla dimensione mistica della parola. Florenskij si rivolge poi agli studi teologici e si trasferisce nei pressi del Monastero della Trinit di San Sergio a Sergiev Posad, dove prosegue il suo iti nerario formativo. In tale localit rimane fino al momento dellarresto e del successivo internamento nei gulag. Tenta di coniugare la visione cristiana ortodossa con il pensiero moder no, scoprendo la profondit e la sacralit del linguaggio. Il valore magico della paro la diventa la tesi fondamentale della concezione di Florenskij. Il riflesso del verbo divino si estende dunque alla parola, attraverso un processo che porta alla venerazione del nome. Intorno a questo concetto divampa in seno alla Chiesa Ortodossa una violenta polemica, che suscita la condanna dei monaci del Monte Athos. La riflessione di Florenskij sulla venerazione del nome svela il legame decisivo della parola con la realt e dischiude le prospettive del pensiero verso nuovi orizzonti, quelli del realismo ontologico, cavallo di battaglia della filo sofia di Florenskij. Secondo lAutore luomo non possiede da se la parola, ma la riceve in dono. Come i talenti del Vangelo, luomo deve lavorare la parola, farla maturare e maturare con essa. Dallo sforzo messo in atto emerge proprio quella magia della parola, che ca ratterizza il senso autentico della comunicazione delluomo. La modernit di questa interpretazione di Florenskij si concilia con la ricerca del si gnificato dellessere e del divenire. Una ricerca che porta nel cuore del mistero della dimensione del tempo. In quellaquarta dimensione che proprio Florenskij ricono sce, con anticipo sulla filosofia della scienza contemporanea, come aspetto costitu tivo della realt nel suo complesso. Un momento di raccordo tra il passato e il futu ro, attraverso la comprensione del presente. *14.09.2009

16. L'ARTE DELLA LUCE DOPO L'ELETTRICITA' FUTURISTA

La luce, come ci insegna Caravaggio, ha sempre qualcosa di sacro e di misterioso. Euno spettacolo fantastico quello del fascio di luce, che si allarga pian piano, fino ad esprimersi in volute impalpabili, quasi sfuggenti. Ecco, dunque, questa teoria di pulviscolo brillante, che si confonde nel buio fino a manifestarsi con dimensioni coniche nellombra. In questo tentativo di cogliere la luce nel suo immergersi e disperdersi nel buio, Anthony McCall definisce e descrive il potere unico ed assoluto di essa. Un elemento plastico, pluridimensionale, che seduce e rimette in gioco le regole visive e creative. La scorsa primavera allHangar della Bicocca a Milano, McCall ha conquistato la scena. Alle illusorie opere plastiche dellartista inglese, diventato americano, si concessa unoccasione senza pari. Le precedenti mostre sono impallidite rispetto allevento meneghino. Una scansione di luce nel tempo, alla ricerca meticolosa del chiaroscuro, volta a smaterializzare la materia, fino a farla sparire nel nulla. Un gioco di misure e di altezze che si auto-annulla e annulla laltro da se. Questo stato il messaggio dellevento. Uneredit del passato cinematografico di questartista singolare, della sua esperienza di grafico, ora riscoperti dalla critica, dopo il successo delle Serpentine di Londra. McCall non abbandona la realt, non cede mai al virtuale. Ogni segmento della sua rappresentazione solido, corporeo, se pur orientato verso piramidi di nebbia. In tale quadro lautore apre il suo dialogo con il pubblico, facendo piovere su esso piogge di luce. *28.08.2009

17. ARTHASASTRA - UNOPERA FUTURISTA Ai tempi del confronto strategico tra USA e URSS si diceva che se Henry Kissinger avesse letto Il Principe di Machiavelli, nulla avrebbe potuto contro linossidabile Ministro degli Esteri sovietico Andrei Gromiko, se questultimo avesse letto a sua volta lArthasastra di Kautilya. Lopera del politologo indiano del III secolo a.C., descrive, infatti, in termini spregiudicati la sintassi del potere da proporre come modello di governo ai regni ind del periodo successivo allepoca indogreca, caratterizzata dalla presenza di Alessandro il Grande e dei suoi eredi nel subcontinente indiano. La lettura sconcerta per la straordinaria analisi dei meccanismi del controllo sociale e della capacit del sovrano di dominare ogni settore della societ civile, fin nel profondo delle coscienze. Si tratta di un classico esempio di dispotismo politico, secondo la definizione di Wittfoeghel. Lo stesso sistema di potere di Megastene, il pi celebre dei diadochi(eredi) del condottiero macedone e monarca del regno ellenistico-ind di Taxila, che si ispira alla tradizionale visione di vertice della dinastia degli Achemenidi persiani, impallidisce di fronte alle sofisticate arti della politica del sovrano idealizzato da Kautilya. Inoltre la stessa scienza economica viene concepita come conoscenza dei fenomeni per creare ricchezza e distribuirla per gestire le masse e impedire sollevazioni popolari.

Spie, saltimbanchi, prostitute, eunuchi, osti, servi, faccendieri, mercanti, mercenari, generali, cancellieri e sacerdoti concorrono nei loro diversi ruoli alla conservazione spietata del potere del re, che, nello spirito di una machtpolitik ante litteram, si estende anche fuori dei confini dello Stato. Tutto in sostanza deve essere prevedibile. Gli autori politici indiani antichi per quanto sottili nellelaborare la teoria del dominio, non arrivano a tanto. Ma laspetto forse pi interessante del testo di Kautilya, (cio la scienza del potere o arthasastra, che fa il paio con la scienza del corpo o kama sutra) quello dellillustrazione di geniali strumenti avveniristici utilizzati da strani personaggi che, diversamente dagli uomini daffari e dai tecnocratici, sono esperti nel guidare mezzi aerei. Il tema, del resto, tipico della letteratura vedica. Lesistenza nella antica civilt indiana di macchine volanti, dotate di tecnologia spaziale superiore, chiamate Vimana, sembra confermata dalle recenti scoperte archeologiche. I Saubikhas o piloti, che conducono gli aeroplani, che sono in cielo, secondo lesperto Kautilya, una classe speciale, che pu disporre, nel generale quadro dei rapporti di forza, di aree portuali. Anzi per definire tale categoria, Kautilya usa spesso un altro termine, quello di Akasa Yodhinah, la cui tradizione letteralmente (dal sanscrito) persone addestrate al combattimento aereo. Accanto alla tecnologia aerea nota anche quella relativa a altri carri aerei di qualsiasi forma, consacrati dagli editti dello stesso imperatore Asoka. Il Vimana Shastra fa riferimento in dettaglio anche altre macchine volanti. Non tutti i testi sono arrivati a noi, ma una cosa certa: gli antichi indiani erano in possesso, almeno di notizie, delle tecniche di navigazione dalto bordo (oceaniche) di notevole duttilit e soprattutto di conoscenze di missilistica, astronautiche e di altre strumentazioni di volo, da suscitare grande impressione e sorpresa. Ci sono state tramandati, inoltre, racconti di battaglie, che evocano gli attuali scenari, con il ricorso a missili antimissili e antiaerei. La realt supera di gran lunga la fantascienza. Anche il poema epico indiano Mahabharata riprende luoghi e frequenti nella restante letteratura vedica. Il Ramayana narra, poi, di un volo compiuto da dignitari indiani oltre lOceano fino alle terre, che si ritiene localizzate nellodierno Per. Nel Rig Veda vengono illustrati veicoli detti Ratha, che, alimentati da tre tipi di combustibili diversi, sfrecciano versi i corpi celesti lontani dal pianeta, come la Luna, il Sole e altri remoti. Kautilya, infine, ci fa conoscere un livello inimmaginabile di progresso delle scienze naturali e della loro applicazione allagricoltura, sempre finalizzata alla nella determinata ricerca dellassolutismo politico. Matematica e numeri indiani giunsero a noi tramite gli arabi, come la geologia, lastronomia, la chimica, la medicina, la letteratura, larte e altre discipline, che sono alla base della nostra civilt. LArthasastra dunque unopera futurista che ci viene incontro dal passato. *14.10.2009 18. JULES VERNE GENIO FUTURISTA Jules Verne scrisse 80 romanzi o lunghi racconti, pubblic molte opere di

volgarizzazione, non ultima linteressante Cristoforo Colombo, oltre a una quindicina di pices teatrali, frutto di una straordinaria e felice capacit creativa. La sua celebrit si rif soprattutto alle pubblicazioni del 1863-1865, che ne decretarono il trionfo presso i lettori: Viaggio al Centro della Terra, Cinque Settimane in Pallone, Dalla Terra alla Luna. Una vena che lo colloca al centro della cultura del XX secolo e lo fa apprezzare per le novit che insegu con il coraggio dellottimismo. In un secolo, che vanta nomi come Balzac, Dickens, Dumas padre, Tolstoi, Dostoevskij, Manzoni, Poe, Flaubert, Stendhal, Eliot, Zola e altri ancora, Verne assume un ruolo apparentemente marginale, quasi solo un prodigioso artigiano in materia di fictions, come un incantatore dal fascino inesauribile e, in una certa misura, come un veggente o un visionario, capace di immaginare pi di un secolo in anticipo alcune delle grandi scoperte della scienza del XX secolo. Su Jules Verne sono state scritte pagine importanti e, in qualche modo, rivelatrici dei sogni di uno spirito che visse aldil dei confini del suo tempo. Del resto latmosfera effervescente di fiducia nellavvenire della scienza e della tecnica che segnano lopera di Verne collocano lo scrittore francese tra coloro che con lintuizione del genio seppero cogliere i segni della civilt delle macchine e delle conquiste del futuro dellumanit. In altri termini le ansie di ricerca e lamore per le curiosit fanno di lui, a giusta ragione, uno dei padri del futurismo. Colse il senso del cammino dellumanit, anche nelle pieghe profonde dellinconscio e dellirrazionale, verso gli ampi orizzonti del progresso. Coltiv nello stesso tempo il sogno dellinevitabile realizzazione di una societ evoluta, grazie allimpulso delle conquiste scientifiche. Lo scrivere, dunque, venne percepito dallo scrittore francese come una missione illuminante. Verne fu certamente il vate di un mondo nuovo, proiettato verso il XX secolo e oltre. Esploratore instancabile del futuro e anticipatore della fantascienza, lautore previde anche i rischi e i limiti spaventosi della cattiva scienza, frutto dellidolatria del potere. Le innumerevoli e successive rivisitazioni dei suoi libri confermano ancora oggi lattualit della produzione di Verne, la cui fertilit resta un monumento alla fede nel futuro. *23.01.2010 19. SPERANZE IN BLU: TRA BALLA,QUENAU E CALVINO Storie inventate, ma ricche di speranze in blu. Italo Calvino stato il traduttore deccezione di Les fleurs bleues (I fiori blu, 1967) di Raymond Queneu e chiese di rettamente allautore il significato del titolo. Lo scrittore francese si limit a spiegare il senso in lingua francese di tale espressione: fiore blu un appellativo simpatico ed affettuoso, nei confronti di persone romantiche e idealiste. Nellopera Queneu rappresent i sogni e le speranze in contrasto con la crudezza del mondo reale. Del resto il blu trov ampio spazio anche nello stesso Italo Calvi no. Una palla grigia, chiamata Terra, il pianeta di un personaggio de Le Cosmico miche (1965) dello scrittore di Sanremo. Le giornate del ragazzo sono monotone: difficile distinguere luoghi, persone e cose, e tutti sembrano attendere un evento straordinario. Arriva lora fatidica: un

fluido sale dal terreno e la luce diventa accecante. Il ragazzo riesce ad aprire gli oc chi e ovviamente il cielo e lacqua si presentano di colore blu! E nata cos latmosfera: da quel momento in poi la Terra si chiamer pianeta azzur ro. Magia e speranza in blu che il nostro pianeta ci trasmette quando veniamo al mondo. *14.09.2010

20. L'OMBRA FLUORESCENTE PRE-POST FUTURISTA Senza lombra, gli artisti dovrebbero inventarsi qualcosa di simile per dare fascino, mistero e poesia alle loro opere. Daltra parte in un mondo senza sole neppure le ombre esisterebbero. Non ci sarebbero, dunque, contorni sfuggenti e sensuali, n distanze tra gli oggetti e neppure segmenti e forme di storie. Tutto rientrerebbe nella linea dei fumetti ligne claire. Resteremmo orfani dei soffici sfumati di Leonardo o dei selvaggi chiaroscuri di Caravaggio. Lapproccio visivo dei pittori e degli autori figurativi sarebbe privo del gioco delle ombre, con lintrecciarsi delle tenebre con la luce. Le ombre sono imprescindibili elementi narrativi. Colori e tinte degli universi visibili e invisibili sopravvivono immersi in fasce di ombre. Dallantichit, se pur con tentativi isolati, lirruzione dellombra nelle opere darte si andata intensificando. Alcune civilt artistiche hanno cominciato tardi a vestire di ombra i loro lavori. Ecos che abbiamo potuto ereditare modelli simili ai moderni immaginari fluorescenti del Tintin di Herg. Tra le esperienze pi significative di tale rappresentazione del mondo si distingue la fotografia, dove la potenza delle tenebre diventa simbolo politico privilegiato dalla straordinaria valenza. Impensabile , infatti, cancellare lombra incisa nella scena immortalata dalla sapienza di chi la ritrae. Si tratta di una perfezione dallinsostituibile magia. *24.04.2010 21. EDGARD ALLAN POE E LA POETICA COSMICA

E.A. Poe, felice narratore americano di storie gotiche, piene di mistero e di orrore, ingegnoso creatore di logiche trame scientifico-poliziesche, tratt con eguale abilit i due generi che tenne separati come appartenenti luno al dominio della fantasia, laltro a quello della ragione. Ma nel 1848, a 40 anni, quasi verso la fine della sua travagliata e breve esistenza, scrisse EUREKA, un saggio di cosmogonia, che sposa invenzione e riflessione in modo appassionato. Lintento era di offrire una costruzione capace di spiegare lori gine delluniverso, la funzione divina, lo scopo finale della vita, di rispondere a tutte le domande e fare dono allumanit delle risposte.

Speculazione lucida e estro creativo, cultura e ingenuit percorrono un testo per meato di ansia del vero, che talvolta sfiora lalta poesia, talvolta, incredibilmente, in dica possibili soluzioni scientifiche che solo pi di un secolo dopo verranno propo ste e vagliate alla scienza, inclusa la ricerca della conoscenza dellinconscio. *23.12.2010 22. LA POLITICA FUTURISTA Il futurismo politico prese le mosse con la Grande Guerra. Il movimento in quei giorni sconvolgenti adott alla politica lo spirito futurista, fino a poco prima rivolto quasi esclusivamente allarte e alle sue diverse categorie creative e avveniristiche. In tre anni di guerra s avuto tanti di quegli eroismi da riempir cento volumi Aboliamo la storia tuonava Ugo Tommei. LItalia doveva diventare il laboratorio della rivoluzione della novit allinsegna della velocit e dellestetica della reazione al vecchio. Il ribollire delle manifestazioni futuriste era cominciato, a dire il vero, gi nel 1910. Dimostrazioni antiaustriache si erano svolte a Milano nel contesto dellansia esaltata ed esaltante di rinnovamento del costume civile e culturale. Ondate di passioni confuse, ma rivoluzionarie sconcertarono i ben penanti. Il Prefetto di Milano ironizzava, nei suoi rapporti al Governo, sulle iniziative di adolescenti. Che senso dare, dunque, a tali espressioni di nemici delle arti, dei musei, delle accademie, degli istituti di cultura, della musica classica, di tutto ci che essi considerano (troppo) convenzionale? .Essi, senza essere rivoluzionari o repubblicani, amano il rumore e il disordine, odiano la tranquillit e la pace, che chiamano indegne delluomo. Eppure sentivano vagamente la necessit di svecchiare, di modernizzare, di cambiare, forse oltre le intenzioni, un Paese ritenuto fermo e incapace di guardare avanti con fiducia e coraggio. Anche il futurismo ebbe le sue ombre. Ma grazie alla sua travolgente e incontrollata invenzione, contribu alla spinta verso la modernit. I successi dellaviazione, larma azzurra, in fondo, si spieganoancora oggi con il desiderio di ebbrezza e di trionfo della macchina. Volare era una delle massime futuriste, in anticipo sulle trasvolate atlantiche e poi quelle spaziali del secondo dopoguerra. Balbo e i trasvolatori italiani (Celeste metallico aeroplano), il dipinto di Giacomo Balla del 1931 racchiude in se tutto il messaggio rinnovatore e grandioso della Fenice futurista. *12.10.2010 23. LA GUERRA-FESTA FUTURISTA COME ARCHETIPO La Lisistrata insieme alle Tesmoforiazuse, rappresentate per la prima volta nellAtene del 411 a.C., oltre ad esprimere tutto lestro comico di Aristofane, riflette, nella sua esuberante invenzione fantastica, latmosfera politica e sociale dellepoca. I sentimenti prevalenti ad Atene, logorata dallestenuante maratona della guerra del Peloponneso con la rivale Sparta, sono un mix di corruzione, demagogia, conflitti di valori e nostalgia del tempo di pace.

In realt la Lisistrata rivela straordinaria presa di coscienza della condizione femminile, non solo in chiave letteraria e culturale. Gli attacchi allarte del misogino Euripide, in un susseguirsi di indecenza, solennit, bizzarria, brutalit, tenerezza, riferimenti politici e leggerezza, in vista della proclamazione dello sciopero sessuale delle donne ateniesi per riottenere la pace, si svolgono in un crescendo di gesti intesi a riaffermare la volont di emancipazione femminile. Determinante la figura centrale dellopera, Lisistrata, impegnata nella ricerca di una pace autentica, non limitata alla semplice assenza di guerra, premessa di una pi meditata rivisitazione degli stessi rapporti tra i sessi. Questa la lezione del dramma comico e satiresco di Aristofane, il cui epilogo apre linesauribile dibattito sulla pace e sulla guerra, ancora in corso. *04.01.2010

24. ARTE OGGI: DOPO BOCCIONI, DUCHAMP E CATTELAN

Il mondo e i suoi mondi, spicchi di universo, separati e legati, intrecciati in interse zioni variegate, al confine di limiti senza limite, estrose realt tra il fare e il disfare, spazi brillanti, colorate immagini, addirittura festose, vocazioni prometeiche, molte plicit di esperienze senza fine, sogni di onnipotenza, impreviste concordanze di in tenzioni, aldil di ogni premeditazione. Tutto o quasi tutto nellimbuto geometrico di infinite singolarit che si perdono e si inseguono, si ritrovano in un universale disordine. Ecco: oggetti, detriti, derive di memoria, figure sfuggenti, ma anche riconoscibili, al linterno di un percorso rarefatto, privo di senso, dove prevale lansia dello smarrir si, del cancellarsi, un istinto abrasivo, fatto di allusioni, si simboli indefinibili e, pro prio per questo, intuibili, metafore indistinte e fonte di continua suggestione. Ogni ripetizione dissacrante vana in tale ottica. Regna qui lazzeramento del signi ficato delloggetto, come evoca le pissoir di Duchamp, ma anche quello del conte sto, rendendo inutile la ricerca di un qualche significato. Oltre ogni innovazione da vanguardia si assiste al trionfo della creativit, libera e aerea. Alla ricerca di un irrimediabile disordine pari a quello che ci circonda, senza possi bilit di rimedio, autentico, seducente progetto di fuga. *10.01.2011 25. ELETTRICHE POSTPOESIE : TRA CORRADO GOVONI E VULA Ci sono vite di cui crediamo di sapere tutto. E ci sono vite di cui non sappiamo nulla o poco. Ci sono le immagini salvate dalloblio che riprendono migliaia di vite anoni me. Immagini che vale la pena salvare. Claudio Ughetti, pi noto come Vula, gio vane e gi affermato poeta intemelio, svela le icone preziose della sua arte, la poe sia, attraverso inediti ritratti di sensazioni ed emozioni provate nel tempo.

Fotografie in versi, dimenticate in archivi sconosciuti, che emergono ora in una nuova raccolta dal titolo suggestivo, Pennellate e Agguati, pubblicato allo spirare del 2010 dalle Edizioni Vitale della citt di frontiera. Gocce di poesia che lautore ci propone con la sua consueta capacit di decifrare e descrivere le profondit del cuore. Disinvolto nellutilizzo della parola e, proprio per questo, efficace, fresco e leggero, il poeta giunge al suo terzo incontro con i lettori e la critica con un canovaccio di frammenti ricchi dellabituale eleganza di stile e di sensibilit. La poesia per Vula prima di tutto suono, che testo e richiama lattenzione su una coreografia articolata, a tratti compiaciuta, encomiabile nella ricerca di una costante irruenza caravaggesca, ricca di una pulsione di vita irresistibilmente attratta dal di sincanto e dal mistero al tempo stesso, pervasa da un languore malinconico e pen soso, sciolto in un andirivieni di luci cangianti. La presente raccolta ha ancora un appuntamento. La prossima si annuncia come unautentica sorpresa di significati e di riscoperte di unintimit ancora inespressa. *11.01.2011

26. IL FUTURISMO DI EMILIO SALGARI Il Futurismo ovvero una visione dinamica della storia e della civilt. Come tale si pone ancor oggi il messaggio di Marinetti, che ritrova sempre di pi con il trascorrere del tempo il suo spirito e la sua interpretazione pi autentica. E tutto ci attraverso la sua capacit di rileggere e di far rileggere gli eventi contemporanei e futuri nellottica di unottimistica visione della conoscenza e della scoperta del nuovo. Uno sforzo ancora incompiuto (e, per certi versi, ancora incompreso) di aprire orizzonti pi ampi allinnato desiderio di avventura, di progresso e di conquista delluomo. Ma anche un tentativo di emancipare le coscienze e le intelligenze, al fine di sottrarle alle quotidiane disperazioni dellesistere. Grazie alla scienza e al suo potere di redenzione, e grazie, soprattutto, al genio dellimmaginazione di straordinari profeti dellavvenire. Tra questi anticipatori della nuova umanit si distingue Emilio Salgari, figura originale e ancora in gran parte inesplorata del panorama letterario italiano, e di cui ricorre questanno il centenario della scomparsa. Avvicinato a Jules Verne, per la fertilit delle sue intuizioni fantastiche e fantascientifiche, Salgari assegn con largo anticipo ai protagonisti dei suoi romanzi un ruolo gi segnato dalla sensibilit globale maturata dopo i due conflitti mondiali del XX secolo. Una concezione moderna che rivela un Salgari, non solo ispirato dalle suggestioni della modernit, ma anche animato contemporaneamente da un eroismo romantico, vitalistico e trasgressivo. Definire, tuttavia, Salgari uno scrittore dellesotico sarebbe non fargli giustizia, precipitandolo in facili e fin troppo abusati stereotipi interpretativi della sua opera. Lesotismo di Salgari ci propone, invece, recuperandola come protagonista, la centralit geopolitica di quei mondi che appartenevano, allepoca, alluniverso dei

Grandi Imperia Coloniali. E di cui annuncia la dissoluzione. Emilio Salgari inoltre pervaso da ansie futuriste e avveniristiche. Tracce significative, se pur parziali, di tale atteggiamento, forse inconsapevole, si individuano in un romanzo come Le meraviglie del duemila (1903) di non stretta imitazione verniana, ma ricco di spunti preveggenti sul crescente affermarsi (ma anche dei rischi e dei limiti) delle tecnologie del progresso e delle macchine, in particolare volanti, in una prospettiva di massa che coniuga la soluzione dei problemi pratici con ladozione di scelte socioeconomiche di grande respiro. *13.01.2011 27. L'AUTOMOBILE DA CORSA - MONTECARLO E IL SUO RALLY Fascino e mito dello sport a quattro ruote, una delle leggende, anzi, insieme a Sanremo, la leggenda per eccellenza del Rally. Questo il Montecarlo, memoria ed immagine della straordinaria epopea della Riviera dei Fiori e della Costa Azzurra, che ha segnato e creato la favola unica ed irripetibile di questo angolo di mondo. Il Montecarlo riaccende i suoi elettrizzanti motori, rinnova la sfida tra i suoi grandi protagonisti, tra i bolidi e i piloti di una delle pi entusiasmanti corse su strada. Percorsi e magie dal sapore antico nella sempre nuova, avveniristica scenografia di uno spettacolo che continua ad attrarre schiere di appassionati e di addetti ai lavori. Se pur sganciati dalle competizioni iridate, ma inseriti in circuiti non meno prestigiosi, come quelli dellIrc 2011, il Montecarlo e il Sanremo, comprese le loro rispettive e gloriose versioni storiche, conservano tutto il loro splendore originario, per la suggestive cornici di pubblico e di ambienti in cui si svolgono. Se non pi considerata uno status symbol nella Vecchia Europa, lautomobile rappresenta ancora nei Paesi emergenti un sogno da inseguire. Linteresse intorno ai rally, tuttavia, non viene meno, nonostante laffermarsi di altre formule, dalla Gran Turismo alla Formula Uno. Latmosfera dei rally, del resto, forse pi del globale richiamo delle gesta della classe regina dei motori, riesce a pieno a far vivere e a trasmettere tutto il suo fantastico e inesauribileappeal. *19.01.2011

28. MANAGER D'ARTE? DA MARINETTI A AIME' MAGHT

Aim Maeght (1906-1981) fu una figura chiave della scena artistica del secolo scor so. Incisore, litografo, mercante darte, editore, produttore di film e direttore di due celebri e innovative fondazioni che portano il suo nome, aperte a Parigi e a Saint Paul de Vence, alle porte di Nizza. Maeght frequent artisti come Matisse, Kandinskj, Lger, Braque, Chagall, Adami, Bonnard, Rebeyrolle, Mir, Calder e Giacometti, re cependone e trasmettendone il messaggio creativo. In particolare tra i colori e i profumi della Costa Azzurra, a Saint Paul de Vence, dove era solito trascorrere molti dei suoi giorni, Maeght innalz un autentico tempio dedi cato alla creazione e alla suggestione artistica. Per chi avesse la possibilit, come chi scrive, di trascorrere un po del suo tempo, nella vicina Regione francese delle

Alpi Marittime, non mancherebbe di provare sensazioni davvero irripetibili di fronte a un tale monumento dellarte del XX secolo. Un punto di riferimento che esercita il suo fascino. La fondazione Marguerite e Aim Maeght di Saint Paul de Vence ha finito per raccogliere e quindi per continuare a proporre il meglio di ci che ferveva in quel periodo. Maeght, infatti, contribu a stimolare e a dar vita a una nuova stagione di maestri an che affermati, incoraggiandoli a utilizzare linguaggi diversi e, contemporaneamente, fu attento osservatore delle generazioni pi giovani ed emergenti. Di particolare in teresse per il pubblico e per la critica stata in proposito la mostra dedicata alluo mo di cultura transalpino dalla citt di Ferrara nel corso del 2010. Levento, dal titolo Da Bracque a Kandinskj a Chagall. Aim Maeght e i suoi artisti, stato il primo in Italia e ha ripercorso gli itinerari di Maeght, attraverso i momenti salienti che hanno segnato la vita del maestro. A cura di Toms e Boye Llorens, la mostra stata anche loccasione per studiare un aspetto rilevante e poco conosciuto: il rapporto tra i mercati darte e i galleristi. Mar guerite e Aim Maeght furono, al riguardo, i pi importanti galleristi del secondo do poguerra. La rassegna oltre cento opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, vo lumi delle Edizioni Maeght stata divisa in sezioni tematiche. Il tema della prima stato dedicato allamicizia e alla stima che legavano Aim alla moglie Marguerite, donna di grande sensibilit, oltre che allo straordinario rapporto che univa i due consorti al mondo degli artisti. A testimonianza di ci, sono stati esposti i ritratti di Marguerite, realizzati da Matisse e da Giacometti. Unaltra sezione della mostra stata dedicata allesposizione Le Surralisme en 1947, organizzata da Andr Breton e da Marcel Duchamp. Sono sta ti proposti alla riflessione, nella circostanza, il catalogo e la tela Superstizione e Serpente di Mir, motivi arcaizzanti dipinti su una lunga striscia di tessuto. Fu in quelloccasione che Aim Maeght avvi la sua collaborazione con Giacometti, autore dei magnifici bronzi riuniti appunto nella quarta sezione della manifestazione estense. *03.02.2011 29. IL SIGNIFICATO DEL FUTURISMO Negli anni successivi alla pubblicazione del Manifesto di Marinetti nel 1909, altri manifesti futuristi vennero pubblicati, creando un grande movimento avanguardista da Londra a San Pietroburgo, che andava estendendo il suo messaggio originale dallarte ad altri aspetti della societ, della vita individuale e collettiva. Insieme ai manifesti, alle mostre darte e alla circolazione di opuscoli, riviste e libri inneggianti al nuovo stile, esplodeva il culto della modernit. Una fede che fece irruzione nellepoca in cui gi la modernit stava trionfando con lesaltazione del ruolo delle macchine e della velocit, della scienza e delle nuove frontiere della conoscenza. Unatmosfera che verr resa ancor pi effervescente dagli eventi della Prima Guerra

Mondiale, con la sua carica indistinta di morte e di rinnovati slanci ideali. Il mito della rivoluzione in seguito apr la stagione del Novecento e anche dei suoi demoni. Non a caso Giovanni Papini cos tuonava in termini esplosivi e trasgressivi: Tutta la vita del nostro tempo unorganizzazione di massacri necessaricarne da cannone, carne da macchina!. Luomo nuovo vagheggiato dal Futurismo era una creatura in perpetuo conflitto con se stessa, se pur animata dallistinto di dominio, oltre che volta alla ricerca di nuovi orizzonti darte e di scienza. Tuttavia, ad unanalisi meno superficiale, la corrente futurista fu meno ingenua e rozza di quanto pensi. La volont di conoscere e di crescere non fu del tutto disgiunta dal valorizzare in modo diverso il patrimonio delle precedenti conquiste dellumanit. Anzi, il messaggio futurista puntava proprio a rileggere la profonda eredit del passato, alla luce dei tempi nuovi. Tutto questo, in definitiva, fu il Futurismo: questo il vero significato di quella stagione e dei suoi protagonisti. *03.02.2011 *nota di Roberto Guerra Il Futurismo magico di Pierluigi Casalino L'Uomo Futurista e il Sogno del Futuro il nuovo saggio di Pierlugi Casalino, scrit tore eclettico ligure, dedicato alla pi importante avanguardia italiana. Brevi e bril lanti pennellate in libert e a zig zag, sui diversi temi esplorati da Marinetti e compa gni, riletti alla luce del centenario del 2009. Schizzi rapidi, molto scorrevoli e di par ticolare persuasione letteraria, fortemente comunicativi e con una peculiare atten zione psicologica che disvela il profondo e non solo dirompente neoumanesimo tecnologico, tutt'oggi pertinente ed attuale del movimento futurista. In tal solco, Casalino amplifica ed espande le nuove revisioni in atto dal secondo novecento sul futurismo, appunto evidenziandone- sulla scia degli stessi De Maria, Benedetto, Grisi, Pinottini e altri. A volte si parlava (e parla) di certo realismo magi co. Nel saggio in questione pertinente forse discorrere anche di futurismo magi co. Nell'eco di un bestseller stesso quale Il Mattino dei Maghi di Pauwels e Bergier, depurato di certo neo-occultismo, riassaporato nel suo quid letterario e futuribile, Casalino rilancia infatti anche certo futuro anteriore o trasversale in certa protoa vanguardia letteraria (Poe e Blake, lo stesso Verne e a sopresa forse Salgari...), oppure semi-leggendarie moderne quali Pavlev Florenskij. Ma persino paleofuturibile anche come mito o archetipo, a parte ..Icaro e il volo, da Averroe o Kautilya , evocanti suggestioni arabo mediterranee, segnalando peral tro insospettabili influssi arabo-mediterranei del futurismo, peraltro recentemente anche esplorati da taluni ricercatori, in controluce attendibilissimi, in quanto se il Futurismo essenzialmente italiano, pur battezzato infatti in Francia con il rivolu zionario Manifesto lanciato da Marinetti su Le Figaro di Parigi, il fondatore stesso nacque (e visse la sua infanzia) ad Alessandria d'Egitto... Infine Casalino sottolinea certe scansioni contemporanee, estetiche e laterali, da Marinetti, Boccioni, Balla e Govoni a figure celebri del novecento stesso o contem poranee, note o finanche emergenti, piacevolmente alieno da obsoleti principi di

precauzione critico-accademiche...