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Appunti di STORIA ECONOMICA DEL MONDO

Autori: Profman Aissela Gilipa Patata

Appunti di Storia Economica

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CAPITOLO I INTRODUZIONE: STORIA ECONOMICA E SVILUPPO


Lo sviluppo economico ineguale ha provocato rivoluzioni e colpi di stato; governi totalitari e dittature militari hanno spogliato intere nazioni della libert politica e molti individui della libert individuale e persino della vita. Gli Stati Uniti ed altre nazioni ricche hanno speso miliardi di dollari in tentativi intenzionati a soccorrere i vicini meno fortunati. Non c' un consenso generale sugli specifici metodi responsabili dei redditi pi elevati delle nazioni ricche. Gli studiosi e gli scienziati non hanno ancora prodotto una teoria dello sviluppo economico che sia utile sul piano operativo e generalmente applicabile. Le statistiche del reddito pro-capite sono una rozza misurazione del livello di sviluppo economico. I termini crescita, sviluppo e progresso sono spesso usati come sinonimi ma questo non corretto. La crescita economica definita come un aumento sostenuto del volume totale di beni e servizi prodotti da una societ. La crescita del prodotto totale pu verificarsi sia in conseguenza dellimpiego di maggiori quantit dei fattori della produzione, sia perch quantit equivalenti dei fattori di produzione sono impiegate con maggiore efficienza. Lo sviluppo economico significa crescita economica accompagnata da un sostanziale cambiamento strutturale e organizzativo delleconomia. La regressione economica avviene durante o in seguito ad un prolungato periodo di declino economico. Leconomia classica ha sviluppato la classificazione tripartita dei fattori di produzione": terra, lavoro e capitale. I mutamenti tecnologici e delle istituzioni sociali costituiscono i fattori pi dinamici del cambiamento dellintera economia. Negli ultimi secoli linnovazione tecnologica stata il fattore pi dinamico di mutamento economico e di sviluppo. Il mutamento tecnologico non per sempre stato cos rapido. La tecnologia dellet della pietra dur per centinaia di migliaia danni senza grossi cambiamenti. Una delle funzioni sociali svolte dalle istituzioni di rappresentare un elemento di continuit e di stabilit, senza il quale la societ si disintegrerebbe; ma nello svolgimento di questa funzione esse possono anche rappresentare una barriera allo sviluppo economico ostacolando il lavoro umano, impedendo lo sfruttamento razionale delle risorse o contrastando linnovazione e la
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diffusione della tecnologia. Esempi storici d'innovazioni istituzionali sono i mercati organizzati,. la moneta battuta, i brevetti, le assicurazioni e le varie forme d'impresa. Gli intellettuali marxisti ritengono di aver trovato la chiave non solo del processo di sviluppo economico ma anche dellevoluzione dellumanit. Secondo loro il modo di produzione lelemento cardine; tutto il resto non che sovrastruttura. Lelemento dinamico fornito dalla lotta tra le classi sociali per il controllo dei mezzi di produzione. La produzione il processo mediante il quale i fattori di produzione sono messi in relazione per produrre i beni e i servizi desiderati dalle popolazioni umane. La produzione pu essere misurata in unit fisiche, o in termini di valore, ossia monetari. La produttivit il rapporto tra il risultato utile di un processo di produzione e i fattori di produzione in esso impiegati. Per misurare la produttivit totale dei fattori di produzione necessario ricorrere a misure di valore. Inoltre, determinate combinazioni di fattori di produzione sono in grado di accrescere la produttivit. Importante il concetto di capitale umano. Il capitale umano deriva dallinvestimento in conoscenze e abilit o capacit. Linvestimento pu assumere la forma di uneducazione o di un addestramento formale. Un aumento dei fattori tradizionali di produzione spiega solo in parte laumento della produzione nelle economie avanzate. Gli aumenti della produttivit sono stati particolarmente considerevoli nellultimo secolo. E opportuno considerare la cosiddetta legge dei rendimenti decrescenti, che dovrebbe essere definita come la legge dellutilit marginale decrescente. Un singolo lavoratore, con limpiego di una data tecnologia, semplice o complessa, in grado di ottenere un certo raccolto. Laggiunta di un secondo lavoratore permette una semplice divisione del lavoro, che fa pi che raddoppiare la produzione. Un terzo lavoratore pu accrescere ancora di pi la produzione. In altre parole, pi lavoratori sono aggiunti e pi cresce, fino ad un certo punto, il prodotto marginale. Alla fine per, laggiunta di nuovi lavoratori fa si che essi si ostacolino a vicenda, che calpestino il raccolto, e cos via, e il prodotto marginale decresce. Nel 1798 Thomas Malthus pubblic il famoso Saggio sul principio della popolazione. In esso partiva dal presupposto che la passione tra i sessi avrebbe portato ad una crescita demografica in progressione geometrica, ma che le disponibilit di cibo sarebbero cresciute in progressione aritmetica. Malthus non previde la serie dinnovazioni tecnologiche e istituzionali che hanno accresciuto la produttivit e che hanno ripetutamente ritardato il funzionamento della legge dei rendimenti decrescenti. La struttura economica implicita nelle relazioni tra i vari settori delleconomia, in particolare i tre settori principali noti col nome di primario, secondario e terziario. Il settore primario comprende quelle attivit i cui prodotti sono ottenuti direttamente dalla natura: agricoltura, pesca. Il settore secondario comprende le attivit che trasformano o lavorano i prodotti naturali. Il terziario comprende un ampio spettro di servizi, che vanno da quelli domestici e personali a quelli commerciali e finanziari, professionali e pubblici. Lagricoltura stata la principale occupazione della grande maggioranza della razza umana ma ci tuttora valido per i paesi a basso reddito. La ragione di questo fenomeno che la produttivit era cos bassa che per sopravvivere
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era necessario dedicarsi alla produzione di generi alimentari. Alcune centinaia di anni fa la produttivit agricola cominci a crescere, cominci cos il processo di industrializzazione, che si protrasse dalla fine del Medioevo fino alla met del XX secolo. Nel frattempo man mano che la forza lavoro impiegata in agricoltura diminuiva, aumentava, anche se non proporzionalmente, quella nel settore secondario. La crescita della forza lavoro impiegata nel settore secondario stata accompagnata dalla crescita del reddito prodotto da quel settore. Dal 1950 in poi le economie pi avanzate hanno conosciuto un ulteriore cambiamento strutturale, il passaggio da settore secondario a quello terziario. Sul versante dellofferta, laccresciuta produttivit rese possibile produrre le stesse quantit di prodotti con meno lavoro. Sul versante della domanda entr in gioco un aspetto peculiare del comportamento umano, definito dalla legge di Engel. La legge di Engel afferma che man mano che cresce il reddito di un consumatore, diminuisce la percentuale di reddito destinata allacquisto di cibo. Man mano che cresce il reddito, cresce la domanda per ogni genere di merce, ma ad un ritmo inferiore a quello del reddito, mentre la domanda di servizi e di tempo libero si sostituisce in parte a quella dei beni concreti. I prezzi dei beni e dei servizi sono determinati dallinterazione tra domanda e offerta. Il termine logistica indica lorganizzazione dei rifornimenti per un grosso gruppo di persone. Ma la logistica anche una formula matematica, la curva logistica che ne deriva ha la forma di una S allungata ed talvolta chiamata curva a S. La curva ha due fasi: una prima fase di crescita accelerata seguita da una seconda di decelerazione. E stato anche osservato che le curve logistiche possono anche descrivere molti fenomeni sociali come la crescita delle popolazioni umane. Ciascuna fase daccelerazione della crescita demografica in Europa stata accompagnata dalla crescita economica. Nel XI, XII e XIII secolo la civilt europea si espanse tra la Loira e il Reno nelle isole britanniche, nella penisola iberica, in Sicilia e nellItalia meridionale, nellEuropa centrale e orientale. Alla fine del XV secolo e nel XVI lesplorazione marittima, le scoperte e le conquiste portarono gli Europei in Africa e nellOceano indiano. Nel XIX secolo, attraverso lemigrazione, la conquista e lannessione, gli Europei instaurarono la loro egemonia politica ed economica sul mondo intero. Un certo numero di paesi dovette affrontare locali crisi di sussistenza, la pi drammatica delle quali fu la carestia irlandese degli anni quaranta del XIX secolo. Secondo Adam Smith la condizione del lavoratore era migliore in una societ progressista, cupa in una societ stagnante e miserabile in una in decadenza. Le fasi finali di tutte le logistiche, e gli intervalli di stagnazione o depressione che seguirono, testimoniarono la propagazione di tensioni sociali, inquietudini e disordini, e lo scoppio di guerre eccezionalmente feroci e distruttive. Forse le guerre non furono che avvenimenti fortuiti che posero termine a periodi di crescita gi avviati al tramonto.

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CAPITOLO V LA SECONDA LOGISTICA EUROPEA


Verso la met del Quattrocento, la popolazione europea ricominci ad aumentare. All'inizio del Seicento, per, questa rigorosa crescita incontr i soliti ostacoli delle carestie, delle epidemie e delle guerre. Questi estremi temporali delimitano la seconda logistica europea. Il periodo di crescita demografica corrispose quasi esattamente allepoca delle grandi esplorazioni e delle scoperte marittime che portarono all'individuazione di rotte interamente marittime tra lEuropa e lAsia, alla conquista e alla colonizzazione dellemisfero occidentale da parte degli europei. Nel XV secolo le citt dellItalia settentrionale godevano ancora di quella leadership negli affari economici che avevano esercitato per tutto il Medioevo. Una serie di guerre che videro linvasione e loccupazione dellItalia da parte di eserciti stranieri port ad un ulteriore sconvolgimento del commercio. Il declino dellItalia non fu per immediato n drastico, giacch gli italiani avevano riserve di capitale, di talento imprenditoriale e distituzioni economiche sofisticate tali da bastare per diverse generazioni. Verso la met del Seicento, lItalia si trovava ormai alla retroguardia delleconomia europea, condizione dalla quale non doveva risollevarsi pienamente fino al XX secolo. La Spagna e il Portogallo godettero di una gloria effimera come principali potenze economiche europee. Lisbona si sostitu a Venezia nel ruolo di grande emporio del commercio delle spezie, e gli Asburgo spagnoli, finanziati in parte dalloro e dallargento del loro impero americano, divennero i sovrani pi potenti dEuropa. La ricchezza delle Indie e delle Americhe non fu per adeguatamente distribuita all'interno dei due paesi. Pur conservando i rispettivi sterminati imperi marittimi fino al XIX e al XX secolo, entrambi i paesi erano in piena decadenza, economicamente, politicamente e militarmente, gi alla met del XVII secolo. LEuropa centrale, orientale e settentrionale non partecip alla prosperit commerciale del XVI secolo. La Germania meridionale e la Svizzera, che avevano raggiunto una certa preminenza commerciale nel XV secolo, conservarono per un certo periodo la loro prosperit. Tutta lEuropa centrale cadde preda ben presto di guerre religiose e dinastiche che sottrassero energie allattivit economica. La regione che realizz i maggiori guadagni
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dai mutamenti economici associati alle grandi scoperte fu quella attorno al Mare del Nord e alla Manica: i Paesi Bassi, lInghilterra e la Francia settentrionale. Per tutto il XVI secolo, la Francia fu coinvolta in guerre dinastiche e religiose, civili e internazionali, e per la maggior parte di esso il suo Governo segu politiche avverse al commercio e allagricoltura. La Francia perci ebbe meno a guadagnare rispetto allOlanda e allInghilterra. LInghilterra stava appena emergendo dalla condizione di area arretrata e produttrice di materie prime a quella di paese pi o meno manifatturiero. La guerra delle Due Rose decim le schiere della grande nobilt ma lasci indenni le classi medie urbane e quella contadina. Il declino della grande nobilt accrebbe limportanza della piccola nobilt, la gentry. La nuova dinastia Tudor, che sal al trono nel 1485, dipendeva fortemente dal sostegno della piccola nobilt e ad essa concedeva in cambio i propri lavori. Le Fiandre, la regione pi economicamente avanzata dellEuropa settentrionale, si riprese lentamente dalla grande depressione del tardo Medioevo. Anversa si afferm fino a divenire nella prima met del XVI secolo il porto e il mercato pi importante d'Europa. In seguito ad alleanze dinastiche tutte le diciassette province de Paesi Bassi caddero nelle mani della corona spagnola allinizio del XVI secolo. Nel 1568 i Paesi Bassi si ribellarono al dominio spagnolo. La Spagna sed la ribellione nelle province meridionali, ma le sette province settentrionali conquistarono lindipendenza col nome di Province Unite, o Repubblica olandese. Amsterdam divenne la grande metropoli commerciale e finanziaria del XVII secolo. Le innovazioni tecnologiche nelle arti della navigazione e delle costruzioni furono un elemento fondamentale del successo delle esplorazioni e delle scoperte. L'introduzione della polvere da sparo e la sua applicazione da parte degli europei delle armi da fuoco, fu importante per le conquiste europee oltremare. Alla met del Quattrocento la popolazione europea ammontava complessivamente a circa 45-50 milioni dindividui. A met del XVII secolo la popolazione era vicina ai 100 milioni. Cosa determin questa crescita, la susseguente stagnazione e diminuzione? Possibile che si sia verificato un leggero miglioramento climatico. Salari reali pi elevati, conseguenza di un rapporto pi favorevole tra terra e popolazione risultante dal precedente declino demografico, possono aver incoraggiato matrimoni pi precoci e conseguentemente un tasso di natalit pi elevato. La crescita demografica del XVI secolo non fu per niente uniforme. In alcune regioni i poderi furono frammentati man mano che aumentava il numero degli individui che cercava di guadagnarsi da vivere con la terra. In altre la popolazione in eccesso lasci la campagna, volontariamente. In alcuni casi un aumento della popolazione urbana pu essere considerato un segno favorevole di sviluppo economico; ci non era per il caso del XVI secolo. A quellepoca le citt fungevano principalmente da centri commerciali e amministrativi piuttosto che industriali. Molte attivit manifatturiere, come quelle tessili e metallurgiche, accadevano nelle campagne. I mestieri praticati nelle citt erano di solito organizzati in corporazioni, con clausole di lunghi periodi dapprendistato ed altre restrizioni alleccesso. Gli immigrati provenienti dalle campagne possedevano raramente le abilit o le attitudini necessarie per le occupazioni urbane. Nelle citt essi formavano un Lumpenproletariat, un gruppo di lavoratori occasionali e non qualificati, spesso privi doccupazione, che
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arrotondavano i loro magri guadagni con elemosine o piccoli furti. Le loro condizioni di vita in ambienti affollati, sporchi e poveri mettevano in pericolo lintera comunit rendendola pi esposta alle epidemie. La situazione dei poveri delle citt e delle campagne fu aggravata da una prolungata diminuzione dei salari reali. Poich la popolazione cresceva pi rapidamente della produzione agricola, il prezzo dei prodotti alimentari crebbe pi velocemente dei salari monetari. Alla fine del XVI secolo e nella prima met del XVII una serie di cattivi raccolti, nuovi focolai di peste bubbonica e altre epidemie, e unaumentata incidenza e ferocia della guerra (la Guerra dei Trentanni) arrestarono lespansione della popolazione. Alla fine del Medioevo notevoli progressi tecnologici furono realizzati nella progettazione delle navi, nella loro costruzione e negli strumenti di navigazione. Navi a tre, quattro o cinque alberi, capaci di navigare di traverso al vento. Nel governo della nave al remo si sostitu il timone. Gli sviluppi della cartografia misero a disposizione carte geografiche e marine molto perfezionate. Gli Italiani erano per tradizionalisti in quanto a progettazione delle navi, e il ruolo guida fu ben presto assunto da coloro che navigavano in mare aperto, vale a dire dai fiamminghi, dagli olandesi e dai portoghesi. Enrico, figlio minore del re del Portogallo, si dedic all'incoraggiamento delle esplorazioni della costa africana con lobiettivo finale di raggiungere lOceano Indiano. Fond nel suo castello una sorta distituto di studi avanzati nel quale fece venire astronomi, geografi, cartografi e navigatori dogni nazionalit. Dopo la morte di Enrico, lattivit desplorazione rallent per mancanza del sostegno regio ma il re Giovanni II riprese le esplorazioni ad un ritmo accelerato. I suoi navigatori si spinsero quasi fino allestrema punta meridionale dellAfrica. Bartholomeu Dias avanz lungo la costa, doppiando il Capo di Buona Speranza, Pedro de Covilhao, invece, attraversato il Mediterraneo e giunto via terra nel Mar Rosso, esplor la parte occidentale dellOceano Indiano. La strada era tracciata per il successivo e pi grande viaggio desplorazione, quello che consenti a Vasco da Gama di raggiungere Calcutta circumnavigando lAfrica. Malattie, ammutinamenti, tempeste incontrati nella spedizione portarono alla perdita di due delle quattro navi di da Gama e di quasi due terzi del suo equipaggio. Il carico di spezie col quale egli fece ritorno compens per di gran lunga tutti i costi del viaggio. Vedendo lentit dei profitti, i portoghesi non persero tempo a mettere a frutto il vantaggio di cui godevano. Nel 1513 una delle loro navi attracc a Canton nella Cina meridionale, e a met del secolo avevano intrecciato relazioni commerciali e diplomatiche col Giappone. Nel 1483 un genovese chiese al re di finanziare una spedizione attraverso lAtlantico per raggiungere lOriente viaggiando verso ovest. Il genovese era Cristoforo Colombo e dopo la bocciatura della sua proposta non si diede per vinto e si rivolse ai sovrani spagnoli, i quali erano impegnati in una guerra e non avevano soldi da investire in un progetto cosi poco realizzabile. Colombo cerc invano di interessare il re di Francia e dInghilterra. Solo nel 1492 i sovrani acconsentirono di patrocinare la spedizione. Colombo salp il 3 agosto 1492 e il 12 ottobre avvist le isole note in seguito come Indie occidentali. Egli credette davvero di aver raggiunto le Indie, infatti Colombo chiam indiani i suoi abitanti. Dopo alcune settimane di esplorazioni tra le isole fece ritorno in Spagna per comunicare la lieta novella.
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Colombo effettu quattro viaggi nei mari occidentali, e credette di avere scoperto una via diretta per lAsia. Subito dopo il ritorno della prima spedizione Ferdinando e Isabella, sovrani spagnoli, si rivolsero al Papa perch stabilisse una linea di demarcazione che confermasse i diritti spagnoli sulle terre appena scoperte. Giovanni Caboto, un marinaio italiano che viveva in Inghilterra and alla scoperta di Terranova e della Nuova Scozia. L'anno dopo con il fratello Sebastiano esplor la costa settentrionale del Nord America; poich essi non portarono spezie o metalli preziosi i loro finanziatori persero ogni interesse. Mercanti francesi mandarono negli anni venti un altro italiano, Verrazzano, alla scoperta di un passaggio ad occidente per le Indie. Dieci anni dopo il francese Jacques Cartier effettu il primo di tre viaggi che lo portarono alla scoperta e allesplorazione del fiume San Lorenzo. Cartier rivendic alla Francia la regione nota in seguito come Canada. Allinizio degli anni venti, navigatori spagnoli e daltre nazionalit avevano esplorato lintera costa orientale delle due Americhe. Divenne sempre pi evidente non solo che Colombo non aveva scoperto le Indie, ma anche che non esisteva un passaggio agevole attraverso la parte centrale del nuovo continente. Ferdinando Magellano convinse il re di Spagna a lasciargli guidare una spedizione di cinque navi alle Isole delle Spezie passando per il Mare del Sud oltre listmo di Panama. Magellano non intendeva circumnavigare il globo: credeva di trovare l'Asia a pochi giorni di navigazione al di l di Panama. Il suo problema maggiore era di trovare un passaggio attraverso o attorno al Sud America. Ci riusc, e il tempestoso e infido stretto da lui scoperto porta ancora oggi il suo nome. Alla fine uno dei luogotenenti di Magellano guid lunica nave rimasta con il suo equipaggio attraverso lOceano Indiano fino in Spagna, dopo tre anni di viaggio; questi uomini divennero i primi ad aver portato a termine unintera circumnavigazione del globo. Prima del XVI secolo, Spagna e Portogallo erano rimaste ai margini della civilt europea; in seguito la loro potenza e il loro prestigio declin rapidamente fino a farle piombare all'inizio del XIX secolo, in uno stato di sonnolenza. Nel XVI secolo, invece, i loro domini erano sterminati e la loro ricchezza e la loro potenza non avevano eguali al mondo. I portoghesi erano oramai i padroni dellOceano indiano, Vasco da Gama torn in India con il compito di interrompere il commercio arabo con il Mar Rosso e lEgitto, dal quale i veneziani ricavavano le spezie che distribuivano in Europa. I portoghesi non riuscirono a mantenere a lungo un monopolio effettivo nel commercio delle spezie. Alla fine limpero spagnolo si rivel anche pi redditizio di quello portoghese. Nel XVI secolo gli spagnoli avevano il controllo effettivo dellemisfero. Gli spagnoli, a differenza dei portoghesi, intrapresero fin dallinizio unopera di colonizzazione e di insediamento nelle regioni da loro conquistate. Gli spagnoli introdussero prodotti naturali precedentemente sconosciuti nellemisfero occidentale, quali il grano ed altri cereali, zucchero di canna, caff, molti tipi comuni di verdura e frutta, animali tra i quali cavalli, bovini, pecore, asini. Dal punto di vista economico lespansione determin un grande aumento delle merci scambiate. Nel XVI secolo le spezie orientali e i metalli preziosi occidentali rappresentavano una percentuale schiacciante delle importazioni dal mondo coloniale. Altre merci fecero la loro apparizione nei flussi commerciali: queste
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aumentarono gradualmente di volume e finirono per mettere in ombra le originali esportazioni coloniali in Europa. Il caff e il cacao americano, il t asiatico divennero le pi comuni bevande europee, il cotone e lo zucchero non erano mai stati prodotti su larga scala. Lafflusso di oro e soprattutto argento dalle colonie spagnole accrebbe considerevolmente le scorte europee di metalli adatti alla monetizzazione. Il Governo spagnolo cerc di vietare lesportazione di metalli preziosi in lingotti, ma ci si rivel impossibile. Lo stesso si rivel comunque il principale trasgressore, con le grandi quantit di metalli preziosi inviate in Italia, in Germania e nei Paesi Bassi a pagamento dei debiti e per finanziare le sue interminabili guerre. I metalli preziosi si distribuirono per tutta lEuropa, il risultato pi ovvio e immediato fu uno spettacolare e prolungato aumento dei prezzi. Alla fine del XVI secolo i prezzi erano, in generale, circa tre o quattro volte pi elevati che al suo inizio. Il prezzo dei generi alimentari crebbe pi di quello di gran parte degli altri prodotti. Lincremento demografico fu un fattore forse anche pi importante per la lievitazione dei prezzi. Le conseguenze attribuite alla rivoluzione dei prezzi variano dallimpoverimento della classe contadina e della nobilt alla nascita del capitalismo. La crescita demografica, pur non provocando laumento assoluto dei prezzi, svolse probabilmente un ruolo determinante nel ritardo dei salari, in quanto lagricoltura e lindustria si rivelarono incapaci di assorbire la forza lavoro eccedente. Per lEuropa lagricoltura continuava ad essere di gran lunga la principale attivit economica. Il lavoro manuale era il fattore pi importante di produzione. Il terreno, le sementa e lumidit erano naturalmente essenziali ma il lavoro umano era per lingrediente pi importante di tutti. Nella periferia settentrionale e occidentale dEuropa predominava unagricoltura di sussistenza. Le campagne erano scarsamente popolate, soprattutto quelle pi a nord. Erano ancora applicate tecniche primitive di taglio e incendio della vegetazione spontanea. Nelle aree montuose era particolarmente importante lallevamento del bestiame. Le colture principali erano segale, orzo e avena; lino e canapa erano coltivati per la fibra. Labbondanza relativa di terra faceva s che i poderi fossero fluidi, e che la maggior parte della terra appartenesse a clan di capi tribali o lords. Lorganizzazione sociale era gerarchica ma senza schiavit o legami servili. NellEuropa di oltre lElba e a nord del Danubio, invece, la schiavit o servit personale era laspetto distintivo delle relazioni sociali. La condizione dei contadini fu gradualmente ridotta ad una situazione non molto lontana dalla schiavit. La tecnologia agricola era relativamente primitiva. Nei territori adiacenti al Mar Baltico la produzione finalizzata allesportazione verso i mercati dellEuropa occidentale fu uno stimolo potente alla specializzazione in coltivazioni cerealicole ed altre colture commerciali. LItalia possedeva lagricoltura pi diversificata dEuropa. La produzione agricola italiana non riusc a mantenere il passo della crescita demografica; i terreni erano esauriti dalle coltivazioni e dai pascoli. La Spagna offriva quasi la stessa variet dellItalia, lagricoltura spagnola ricevette una cospicua eredit dai predecessori musulmani. Una delle maggiori difficolt dellagricoltura spagnola derivava dalla rivalit tra contadini e proprietari di greggi. La lana merino spagnola era molto richiesta nei Paesi Bassi, i pastori
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seguivano la pratica della transumanza, vale a dire il movimento delle greggi tra i pascoli estivi in montagna e quelli invernali in pianura. Il sistema spagnolo era tuttavia insolito sia per la lunghezza dei tragitti che per la sua organizzazione. Il termine tedesco di Grundherrschaft talvolta usato per descrivere il sistema di possesso fondiario, motivo per cui laristocrazia terriera si era trasformata in una classe di meri proprietari terrieri. Le piccole tenute e i fittavoli indipendenti erano pi numerosi nei pressi delle citt. dove il loro prodotto era vitale per il rifornimento della popolazione urbana. Laltro grande tipo di possesso fondiario era quello mezzadrile, in questo sistema il proprietario della terra provvedeva totalmente o in parte al bestiame e alle attrezzature, partecipava al rischio e alle scelte e si appropriava di una parte del raccolto, di solito la met. Larea agricola pi progredita dEuropa erano i Paesi Bassi, e soprattutto la parte pi settentrionale concentrata attorno alla provincia dOlanda. Nel corso del XVI e XVII secolo lagricoltura olandese sub una straordinaria trasformazione che le fa meritare il titolo di prima economia agricola moderna. La modernizzazione dellagricoltura fu strettamente legata allaffermazione ugualmente straordinaria della superiorit commerciale olandese. La chiave del successo della trasformazione dellagricoltura olandese fu la specializzazione, resa possibile dalla domanda sostenuta delle prospere citt olandesi in rapida espansione. Invece di cercare di produrre il maggior numero possibile di merci necessarie al proprio consumo, come faceva la maggior parte dei contadini europei, gli agricoltori olandesi cercarono di produrre quanto pi possibile per il mercato, acquistando ugualmente sul mercato molti beni di consumo nonch beni capitale e beni intermedi. Gli agricoltori olandesi non si specializzarono esclusivamente nella produzione casearia e nell'allevamento del bestiame. Molti si dedicarono allorticoltura, alcuni coltivavano orzo, lino, canapa; persino i fiori divennero oggetto di sfruttamento commerciale specializzato. La redditivit dellagricoltura olandese e attestata dagli sforzi continui e ininterrotti di creare nuova terra strappandola al mare, prosciugando laghi e acquitrini e mettendo a coltivazione le torbiere una volta estratta e utilizzata la torba. Questattivit, iniziata nel Medioevo, conobbe un enorme sviluppo nel XVI e XVII secolo, ed ebbe carattere particolarmente febbrile nei periodi di prezzi agricoli in rialzo. Lopera di arginamento e di prosciugamento richiedeva un grosso consumo di capitale. I mercanti urbani ed altri investitori si organizzarono in societ di bonifica con lobiettivo di vendere o affittare la terra agli agricoltori attivi. La maggior parte delle innovazioni introdotte nel 500 e nel 600 implic dei miglioramenti relativamente minori di tecniche gi esistenti. Nel 1589 William Lee invent una semplice macchina per maglieria: mentre un abile magliaio a mano poteva arrivare ad intrecciare fino a cento maglie al minuto, la macchina era in grado di ottenerne una media di mille. Altre innovazioni dellepoca, negli strumenti di navigazione, nelle armi da fuoco, nellartiglieria, nellorologeria ebbero unimportanza economica secondaria pur essendo enormemente importanti dal punto di vista politico e sociale. Lorientamento verso il mercato delleconomia europea, pi spiccato nellindustria che non nellagricoltura, incoraggiava gli imprenditori che erano cos in grado di ridurre i costi di produzione e di reagire prontamente alle variazioni della domanda. Esistevano per anche formidabili ostacoli allinnovazione. Uno dei pi diffusi era
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lopposizione delle autorit che temevano la disoccupazione, derivante dalle innovazioni che riducevano la quantit di lavoro necessario. A Lee fu rifiutato il brevetto per la sua macchina e fu costretto a rifugiarsi in Francia dove fond una fabbrica sotto la protezione di Enrico V; la fabbrica fall dopo la morte del suo benefattore, ma la macchina per maglieria continu a diffondersi. Linsufficienza delle fonti energetiche e dei materiali da costruzione erano gli ostacoli naturali che si frapponevano ad una maggiore produttivit industriale. Le attivit tessili, prese nel loro complesso rimasero quelle con il maggior numero di addetti nel settore industriale, seguite da vicino dalle attivit di costruzione. Lorganizzazione delle industrie tessili non mut apprezzabilmente rispetto al tardo Medioevo. La figura caratteristica dellindustriale era quella del mercante-manifatturiere che acquistava la materia prima, la distribuiva a filatori, tessitori ed altri artigiani che lavoravano a domicilio e metteva sul mercato il prodotto finale. Sebbene lindustria delle costruzioni nel suo complesso non facesse registrare innovazioni tecniche significative, un singolo settore specializzato di questa industria sub una profonda trasformazione in un paese: fu questo il caso delle costruzioni navali nei Paesi Bassi olandesi. Linnovazione pi significativa fu il flauto, un tipo di nave mercantile introdotta alla fine del XVI secolo equivalente sotto certi aspetti alle moderne navi cisterna, era progettato espressamente per carichi voluminosi e di scarso valore come legname e cereali. Le industrie metallurgiche stavano acquistando unimportanza strategica primaria a causa del peso crescente delle armi da fuoco e dellartiglieria nelle azioni belliche. Le industrie metallurgiche acquistavano rilevanza alla luce della successiva et industriale. Tra esse quella del ferro era la pi importante. Levoluzione dellalto forno fu accompagnata da una serie di innovazioni. La Svezia, favorita da un minerale ferroso di alta qualit e dallabbondanza di legname ed acqua, possedeva una modesta industria del ferro gi nel Medioevo. Nelle industrie metallurgiche i progressi, consistenti soprattutto in un incremento della produzione conseguito attraverso lutilizzazione di tecniche tradizionali e lapplicazione di tali tecniche a nuove fonti di approvvigionamento, furono meno cospicui. La natura non aveva particolarmente dotato lEuropa di metalli preziosi; relativamente abbondanti erano invece i metalli pi utili. Il legname era molto richiesto per le costruzioni comprese quelle navali, per la metallurgia e soprattutto per il riscaldamento domestico. La scarsit di legname nelle aree pi sviluppate dEuropa fu una delle maggiori cause dellintegrazione della Norvegia e della Svezia nelleconomia dellEuropa occidentale. Anche il ferro e altri metalli furono usati al posto del legno, ma laumento della domanda di questi ultimi non fece che accentuare la penuria di legname. Oltre che in Germania e nei Paesi Bassi il carbone era stato estratto anche in Inghilterra durante il Medioevo. La domanda di carbone era per continuamente alimentata da altre industrie. Le scoperte oltre mare, introducendo nuove materie prime, stimolarono direttamente la nascita di nuove industrie; le pi importanti furono la raffinazione dello zucchero e la lavorazione del tabacco, ma molte altre manifatture sorsero per soddisfare nuovi gusti. Nel Medioevo lItalia era stata il principale produttore se non lunico, di manufatti di lusso. La crescita di industrie simili in altri paesi, i cui prodotti spesso erano di qualit inferiore ma costavano
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meno, spiega in parte il declino relativo dellItalia. Molti lavoratori dellindustria soprattutto di quella tessile, si dedicavano part-time allagricoltura. Di tutti i settori dell'economia europea, il commercio fu senza dubbio il pi dinamico nel periodo compreso tra il XV e il XVII secolo. Il XVI secolo era descritto come let della rivoluzione commerciale. I mutamenti pi interessanti e pi significativi per la storia dello sviluppo economico furono quelli che si verificarono nel commercio di lunga distanza. Nel commercio coloniale gli Olandesi mostrarono aggressivit. La guerra dindipendenza interruppe i traffici con la Spagna, ma essi non cessarono di commerciare con lImpero portoghese attraverso Lisbona. Gli olandesi cominciarono immediatamente a costruire navi capaci di affrontare il viaggio verso lOceano Indiano con circumnavigazione dellAfrica. Gli Olandesi, che non furono i soli a trarre vantaggio dalla debolezza del Portogallo, concentrarono la loro attenzione sulle favolose Isole delle Spezie dellIndonesia, e verso la met del XVII secolo avevano affermato la loro autorit. Gli Inglesi, dopo infruttuosi tentativi di mettere piede in Indonesia, fondarono delle basi commerciali fortificate nel continente indiano. Le altre potenze marittime approfittarono della debolezza del Portogallo e della rigidit della Spagna anche per invadere e creare mercati nellemisfero occidentale. Gli Olandesi tentarono di conquistare le colonie portoghesi in Brasile, ma dopo due decenni di combattimenti intermittenti furono definitivamente respinti dagli stessi coloni portoghesi. Il commercio marittimo era di gran lunga la componente pi importante per gli scambi internazionali; non era per trascurabile il commercio interno. Gli scambi di merci voluminose furono resi possibili in primo luogo dai miglioramenti nella progettazione e nella costruzione delle navi. Una branca molto particolare del commercio era quella che trattava gli esseri umani: il traffico degli schiavi. Questo traffico fu dapprima dominato dai Portoghesi, poi di volta in volta dagli Olandesi, dai Francesi e dagli Inglesi. Una volta caricati tanti africani incatenati e ammanettati quanti la nave ne poteva portare, il capitano cedeva il suo carico umano in cambio di zucchero o tabacco. I governi europei non presero alcuna misura concreta per proibirlo fino al XIX secolo. La maggiore dinastia commerciale del 500 fu la famiglia Fugger: il primo di cui si abbia notizia fu un tessitore. Alla fine del XV secolo erano attivi come finanziatori degli imperatori del Sacro Romano Impero. I Fugger dominarono la scena nel XVI secolo, la forma di organizzazione prediletta era la societ di persone, solitamente formalizzata con contratti scritti che specificavano i diritti e gli obblighi di ciascun socio. Non esisteva un capitale societario; ciascun mercante commerciava per conto proprio ma esisteva un quartier generale ed un magazzino comuni e si osservavano le stesse regole, il commercio della lana mantenne la sua importanza. Nella seconda met del XVI secolo nacquero in Inghilterra diverse altre compagnie detentrici di privilegi commerciali monopolistici: la Compagnia della Moscovia, Orientale, delle Indie orientali. Alcune di queste compagnie adottarono la forma di societ regolamentate, altre divennero societ per azioni; mettevano in un fondo comune i contributi dei membri sottoponendoli ad unamministrazione comune. Il regime dei traffici coloniali differiva sensibilmente da quello del commercio interno europeo. Il commercio delle spezie dellImpero portoghese era monopolio della Corona. I
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mercanti portoghesi erano parte attiva del commercio regionale. Il Portogallo produceva poche merci appetite dai mercati orientali, i carichi diretti verso oriente consistevano soprattutto di oro e argento accompagnati da armi da fuoco e munizioni. Il commercio tra la Spagna e le sue colonie non era diverso. Come nel caso del Portogallo, il favoloso Impero spagnolo fu di ben poca utilit per lo sviluppo delleconomia spagnola, ebbe anzi su di essa un effetto ritardante.

CAPITOLO VI NAZIONALISMO ECONOMICO E IMPERIALISMO


Le politiche economiche degli stati-nazione nel periodo della seconda logistica europea avevano un duplice obiettivo: costruire la potenza economica per rafforzare lo Stato ed avvalersi della potenza dello stesso per favorire la crescita economica ed arricchire la nazione: profitto e potere dovrebbero andare di pari passo. Prima di tutto gli Stati miravano ad assicurarsi delle entrate, e questa necessit li spingeva frequentemente a porre in atto politiche dannose alle attivit produttive. In epoca medievale le municipalit avevano goduto di estesi poteri di controllo e regolamentazione delleconomia. Esse riscuotevano dazi e tariffe sulle merci. Le corporazioni locali di mercanti e artigiani fissavano i salari e i prezzi e disciplinavano le condizioni di lavoro. Le politiche di nazionalismo economico rappresentarono il trasferimento di queste funzioni da un livello locale ad uno nazionale, in cui il governo centrale tentava di unificare lo Stato sia dal punto di vista economico che politico. I governanti europei si facevano concorrenza con lo scopo di rendere i loro Stati autosufficienti in caso di guerra. Il nazionalismo economico aggrav le divergenze religiose e le rivalit dinastiche che occupavano i governanti europei.

Mercantilismo: un termine equivoco

Adam Smith classific le politiche economiche della sua epoca sotto ununica rubrica, il sistema mercantile. Pur condannando queste politiche tent di offrirne un quadro sistemico con lobiettivo di evidenziarne lassurdit. Dichiar che tali politiche erano invenzioni di mercanti. Proprio come i mercanti si arricchiscono nella misura in cui le loro entrate sono superiori alle spese, cos anche le nazioni si sarebbero arricchite a seconda di quanto le vendite a paesi esteri avessero superato gli acquisti allestero, incassando la differenza, o bilancia commerciale. Per questo motivo incoraggiavano politiche che stimolavano le esportazioni e penalizzavano le importazioni per ottenere una bilancia commerciale favorevole per la nazione nel suo complesso. Per oltre un secolo il termine sistema mercantile mantenne una connotazione negativa. Nellultima parte del XIX secolo alcuni storici fra cui Schmoller ne rovesciarono la concezione. Per loro, nazionalisti e patrioti, il Merkantilismus era una politica di costruzione dello Stato portata avanti da saggi e benevoli. Nelle parole dello Schmoller il mercantilismo una costruzione dello Stato che si accompagna alledificazione delleconomia nazionale. Nei manuali si trovano definizioni del mercantilismo come teoria o sistema di politica
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economica caratteristico dellEuropa occidentale e delle loro dipendenze doltremare dal 500 circa fino a forse il 1800. Comunque non ci fu un consenso generale n in campo teorico n in quello politico. Nonostante le somiglianze, ogni paese ebbe una propria politica economica. I propugnatori del nazionalismo in economia sostenevano invariabilmente che le loro politiche avevano lobiettivo di rafforzare lo Stato. La natura dello stato variava dalla monarchia assoluta di Luigi XIV alla repubblica borghese. In nessun stato tutti gli abitanti partecipavano al processo di governo. Poich il nazionalismo dei primi stati-nazione aveva un fondamento di classe, e non popolare, la chiave delle differenze nazionali nel campo della politica economica dovrebbe essere ricercata nella differente composizione e negli interessi divergenti delle classi dominanti. In Francia e nelle altre monarchie assolute niente si situava al di sopra dei desideri del sovrano. Pochi monarchi mostravano interesse per le questioni economiche. Lamministrazione era affidata a ministri e funzionari minori che spesso non conoscevano bene i problemi della tecnologia industriale e delliniziativa commerciale, e rispecchiavano i valori dei loro padroni. In questioni importanti i sovrani spesso sacrificavano per ignoranza o indifferenza sia il benessere economico dei loro sudditi che le fondamenta economiche del proprio potere. Il Governo spagnolo spese pi di quanto gli consentissero le entrate. Persino la Francia di Luigi XIV non fu in grado di sopportare la continua emorragia di ricchezza sacrificata al perseguimento delle ambizioni territoriali del re e al mantenimento della sua corte. Alla sua morte il paese si trovava sullorlo della bancarotta. Le Province Unite governate da e a beneficio dei ricchi mercanti che controllavano le citt principali, seguirono una politica economica pi accorta: stabilendo il libero scambio allinterno del paese.

Gli elementi comuni

Nel Medioevo gran parte dei signori feudali e soprattutto i monarchi possedevano dei forzieri di guerra: enormi scrigni corazzati in cui venivano accumulate monete e verghe di metalli preziosi per finanziare guerre previste o inattese. Ci determin una forma di politica economica nota come bullionismo, vale a dire il tentativo di accumulare allinterno del paese tutto loro e largento possibile, proibendone lesportazione mediante decreti che comminavano la pena di morte ai trasgressori. I tentativi della Spagna di amministrare con parsimonia il tesoro del Nuovo Mondo furono lesempio pi cospicuo di questa politica. Poich erano pochi i paesi europei che possedevano miniere doro e dargento, lacquisizione di colonie in cui esistessero miniere di metalli preziosi fu uno degli obiettivi principali dellesplorazione e della colonizzazione. Il modello da imitare fu il caso fortunato della Spagna. Fu in questo quadro che i mercanti riuscirono ad influenzare i Consigli di Stato ed ad escogitare le argomentazioni a sostegno di una bilancia commerciale favorevole. Secondo la teoria un paese doveva solo vendere, senza acquistare nulla dallestero. In pratica ci era impossibile e si pose la questione: cosa si doveva esportare e cosa importare? A causa dellalta incidenza di raccolti insufficienti e di carestie periodiche, i Governi cercarono di garantirsi abbondanti riserve interne di grano. Allo stesso tempo incoraggiarono le manifatture. Per incoraggiare la produzione nazionale, le
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manifatture estere furono tagliate fuori o obbligate a pagare alte tariffe protezionistiche. Le manifatture nazionali furono altres incoraggiate attraverso la concessione di monopoli. Se le materie prime non erano disponibili sul mercato interno, potevano essere importate senza il pagamento di tasse sullimportazione. Le leggi suntuarie (relative ai consumi) tentarono di limitare il consumo di merci estere e di favorire quello di prodotti nazionali. Le grandi flotte mercantili consentivano di ottenere denaro dagli stranieri attraverso la fornitura di servizi di trasporto e incoraggiavano le esportazioni nazionali assicurando un mezzo di trasporto conveniente. Quasi tutti i paesi avevano delle leggi sulla navigazione che avevano lobiettivo di riservare a navi nazionali le importazioni e le esportazioni, e di favorire la marina mercantile. I teorici sottolineavano limportanza dei possedimenti coloniali come fattori della ricchezza e della potenza nazionale. Anche se le colonie non possedevano miniere doro e dargento, esse potevano produrre beni non disponibili nella madrepatria.

La Spagna e lAmerica spagnola

Nel XVI secolo la Spagna era linvidia e il flagello delle teste coronate dEuropa. Il suo re Carlo I eredit non solo il regno di Spagna (in realt i regni distinti di Aragona e di Castiglia) ma anche i domini asburgici in Europa centrale, i Paesi Bassi e la Franca Contea. Il regno di Aragona gli porto la Sardegna, la Sicilia e tutta lItalia a sud di Roma. Nel 1519 Carlo divenne imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Carlo V. Sebbene le risorse agricole spagnole non fossero le migliori, la Spagna aveva ereditato lelaborato sistema moresco di orticoltura della Valencia e dellAndalusia, mentre la lana delle pecore merino era molto apprezzata in tutta lEuropa. Essa possedeva inoltre alcune fiorenti industrie (in particolare quella del panno e del ferro). I possedimenti di Carlo nei Paesi Bassi vantavano lagricoltura pi avanzata dEuropa. I domini asburgici nellEuropa centrale assicuravano importanti giacimenti di minerale, loro e largento dellImpero nel Nuovo Mondo cominciarono ad affluire in Spagna in quantit enormi a partire dagli anni trenta. Ma leconomia spagnola non riusc a progredire, gran parte della responsabilit deve essere attribuita alle esorbitanti ambizioni dei suoi sovrani e alla miopia e alla perversit delle loro politiche economiche. Carlo V riteneva sua missione riunificare lEuropa cristiana. A questo scopo combatt i turchi nel Mediterraneo e in Ungheria, lott contro i principi protestanti ribelli in Germania e fece guerra ai Valois di Francia. Incapace di ottenere un successo duraturo su ciascuno di questi fronti abdic nel 1556 al trono di Spagna. Aveva sperato di trasmettere i suoi possedimenti intatti al figlio Filippo, ma il fratello Ferdinando riusc ad ottenere i territori asburgici in Europa centrale e il titolo dImperatore del Sacro Romano Impero dopo la morte di Carlo nel 1558, Filippo II continu gran parte delle crociate paterne, aggiungendo anche lInghilterra. Nel 1588 ci fu la sconfitta definitiva. Per finanziare le guerre e i notevoli consumi Carlo e Filippo si affidarono alle tasse. Il popolo spagnolo era nel XVI secolo quello soggetto alla tassazione pi pesante. I grandi proprietari terrieri, quasi tutti di sangue nobile erano esentati dalle imposte dirette, il carico tributario ricadeva su artigiani, commercianti e contadini. La corona trov uninaspettata fonte di entrate con la
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scoperta delloro e dell'argento nell'impero americano. Le entrate raramente pareggiavano le enormi spese del governo. Ci costringeva i sovrani a ricorrere ad una terza fonte di finanziamento, il prestito. Il prestito non era una novit per la Spagna. Ma sotto Carlo e Filippo il ricorso al prestito pubblico divenne una pratica regolare. Carlo gi nei primi anni del suo regno aveva preso a prestito somme enormi dai Fugger e da altri banchieri tedeschi e italiani per comprare i voti degli elettori che lo avevano proclamato Sacro Romano Imperatore. Gli interessi su questi debiti crebbero progressivamente. I prestatori, banchieri fiamminghi e spagnoli oltre che tedeschi e italiani, si assicurarono contratti in cui venivano offerti a garanzia dei prestiti, taluni specifici introiti tributari o quote di future spedizioni di argento americano. Nel 1557 l'onere era divenuto cosi pesante e il governo rifiut di riconoscere una parte sostanziale dei propri debiti, avvenimento definito bancarotta nazionale. I governi, a differenza delle imprese commerciali, non vengono posti in liquidazione in caso di bancarotta. I debiti a breve termine vennero invece tramutati in obbligazioni a lungo termine, furono ridotti il capitale e il tasso d'interesse, e il ciclo ricominci. In otto occasioni gli Asburgo spagnoli dichiararono bancarotta. L'assenza di una sistematica politica economica illustrata dalla storia di due delle maggiori attivit economiche spagnole, la produzione cerealicola e la manifattura del panno. La produzione dei cereali prosper nella prima met del XVI secolo sia per l'incremento demografico che per il moderato aumento dei prezzi. Con laccelerazione dellaumento dei prezzi, il Governo rispose alle lamentele dei consumatori imponendo nel 1539 dei prezzi massimi sui cereali. Il risultato fu che, con l'aumentare dei costi, la terra arabile fu impiegata a fini diversi dalla coltivazione dei cereali, e la penuria di questi ultimi si aggrav. Per porvi rimedio il Governo consent l'importazione esente da dazi di cereali esteri, ci per scoraggi ulteriormente i produttori cerealicoli. Molte terre smisero del tutto di essere coltivate. La situazione era pi o meno identica nell'industria del panno. Lespansione della domanda fece aumentare i costi e i prezzi. L'offerta non era in grado di reggere il ritmo di crescita della domanda. Nel 1548 furono aboliti i dazi sul panno estero e fu proibita l'esportazione del prodotto nazionale. Ci fu una grave crisi. Con una politica economica illuminata Carlo V avrebbe potuto assicurare una durevole prosperit al suo vasto impero. Ogni regione, consapevole delle proprie tradizioni e dei propri privilegi, avrebbe opposto resistenza ad una iniziativa in tal senso. Il monarca era troppo dipendente dalle entrate doganali per abolire le tariffe e i dazi interni sul commercio tra le varie regioni dell'impero. Anche dopo l'unione delle corone di Castiglia e di Aragona ciascuna manteneva le proprie barriere tariffarie contro laltra e persino un diverso sistema monetario. I mercanti e gli industriali dei Paesi Bassi dovettero la loro capillare penetrazione nei mercati spagnoli alla loro superiore capacit concorrenziale piuttosto che a qualche speciale privilegio. I sovrani spagnoli riuscirono a danneggiare il benessere dei loro sudditi e ad indebolire le fondamenta economiche del loro stesso potere. Nei primissimi anni del loro regno Ferdinando e Isabella ottennero dal Papa l'autorizzare a fondare lInquisizione. Le conseguenze iniziali dellInquisizione furono i casi di apostasia tra i conversos - gli ebrei convertitisi al cristianesimo di fatto o solo nominalmente - sebbene gli ebrei praticanti fossero
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ancora ufficialmente tolleranti. Molti ebrei e conversos figuravano tra i pi ricchi e colti cittadini spagnoli. Il clima di terrore determinato dallInquisizione spinse molti conversos ed ebrei ad emigrare, portando via con se le proprie ricchezze. I monarchi seguirono una politica analoga nei confronti dei mori musulmani. Nel 1502 decretarono la conversione o lespulsione di tutti i mori; poich questi ultimi erano in maggioranza umili lavoratori agricoli furono costretti a diventare nominalmente cristiani: i moriscos. Nel 1609 un altro Governo spagnolo ordin lespulsione dei moriscos. Le politiche della Spagna nei confronti del suo impero americano furono altrettanto autodistruttive. Non appena cominci a diffondersi una certa consapevolezza della portata delle scoperte nel Nuovo Mondo il Governo impose una politica di monopolio. Nel 1501 fu proibito agli stranieri di stabilirsi nelle nuove colonie o di commerciare con esse. Nel 1503 fu creata a Siviglia la Casa de Contratacin con un monopolio commerciale. Tutte le navi mercantili erano tenute a viaggiare con i convogli armati riuscendo, cos, a proteggere le spedizioni di metalli preziosi. Le politiche monopolistiche si rilevarono talmente ingestibili che il Governo fu costretto a fare marcia indietro. Nel 1524 si permise ai mercanti stranieri di commerciare con lAmerica senza per stabilirvisi. Ci risult una tale manna per i mercanti italiani e tedeschi tanto che nel 1538 il Governo abrog questa politica restaurando il monopolio dei castigliani. Tra il 1529 e il 1573 fu permesso alle navi di altri dieci porti oltre Siviglia di commerciare con lAmerica, ma con l'obbligo di registrare i loro carichi a Siviglia e di scaricare in questa citt le merci trasportate al ritorno. A causa della lievitazioni dei costi questa autorizzazione ebbe scarsi risultati, la politica del monopolio e delle limitazioni incoraggiava invece levasione e il contrabbando. La politica generale era di riservare il mercato dei prodotti di manifattura delle colonie ai produttori della metropoli. Lintrinseca assurdit di questa politica coloniale nel trattamento riservato allunico possedimento spagnolo nel Pacifico, larcipelago delle Filippine. Sebbene ricadessero nell'orbita portoghese le Filippine divennero possedimento spagnolo in virt della scoperta di Magellano. I Filippini ed altri asiatici commerciavano tra loro e con le vicine regioni asiatiche, Cina compresa. Il solo tipo di commercio con lEuropa permesso era indiretto, attraverso il Messico e la stessa Spagna. Ogni anno ununica nave, il galeone di Manila, partiva da Acapulco. L'intero viaggio richiedeva due anni. La nave caricava spezie, sete cinesi porcellane ed altri prodotti di lusso orientali. Ovviamente poche potevano essere le merci che riuscivano a sopportare un tale costo.

Il Portogallo

Una delle imprese pi notevoli dellet dellespansione europea fu quella del Portogallo, stato piccolo che riusc ad assicurarsi il dominio su un vasto impero marittimo in Asia, Africa e America. Allinizio del XVI secolo leconomia era prevalentemente di sussistenza, le esportazioni erano di prodotti primari e le importazioni comprendevano il grano e prodotti industriali quali il panno e gli articoli di ferramenta. I fattori che condussero il Portogallo ad ottenere una posizione di predominio furono: la fortuna, allepoca in cui il Portogallo si affacci nellOceano Indiano le realt
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politiche in quellarea erano eccezionalmente deboli e divise; le conoscenze accumulate nella progettazione delle navi, nelle tecniche di navigazione e in tutte le arti relative; lo zelo, il coraggio e la capacit degli uomini che si avventurarono nei mari. Nellebbrezza delle scoperte e dei successi asiatici i Portoghesi prestarono scarsa attenzione ai loro possedimenti africani e americani. Il commercio delle spezie prometteva rapidi profitti. Dopo il 1530 per la Corona portoghese fu allarmata dalla presenza di predoni francesi sulle coste del Brasile e decise di favorire linsediamento di coloni portoghesi nellentroterra. Le prime colonie non prosperarono, la popolazione indigena non rappresentava un mercato per la produzione portoghese n unaffidabile forza lavoro. Il Brasile non divenne parte integrante delleconomia imperiale fino agli anni settanta, con lintroduzione della canna da zucchero e di tecniche di coltivazione che prevedevano limpiego di schiavi africani. Subito dopo il Portogallo pass alla Corona spagnola. Il monopolio legale della Corona portoghese nel commercio delle spezie attir a questa ultima gli appellativi derisori di re droghieri ma la realt celata era abbastanza differente da quella che si potrebbe sospettare. Il Portogallo non si assicur mai un controllo effettivo delle fonti di approvvigionamento delle spezie. Alla fine del XVI secolo esse sostenevano un volume di scambi mai visto. Due erano le ragioni principali : i Portoghesi erano semplicemente troppo sparpagliati; la Corona era costretta ad affidarsi, per amministrare il proprio monopolio, a ufficiali regi o ad imprenditori che ne appaltavano una parte; gli ufficiali regi non erano ben pagati e spesso arrotondavano i loro stipendi accettando doni da contrabbandieri o commettendo in prima persona commerci illeciti. Il commercio delle spezie fu la pi famosa ma solo una delle molte branche del commercio che i monarchi portoghesi cercarono di monopolizzare per ragioni fiscali. La Corona portoghese monopolizzava quello con lAfrica le cui esportazioni pi preziose erano loro, gli schiavi e lavorio. Con la scoperta dellAmerica la domanda di schiavi crebbe enormemente. Nel XVIII secolo ci fu la scoperta di oro e diamanti in Brasile. La Corona cerc di monopolizzarne il commercio, ma le navi da guerra inglesi erano veicoli frequenti di questo commercio di contrabbando. Le tentazioni monopolistiche della Corona non si limitarono ai prodotti esotici dellIndia e dellAfrica, ma si estesero a prodotti nazionali di prima necessit e quello che la Corona non riusciva a monopolizzare veniva tassato. Allinizio del XVIII secolo quasi il 40% del valore delle merci spedite legalmente da Lisbona al Brasile era rappresentato da dazi doganali e altre tasse. La ragione prima di monopolio e tasse era quella di assicurare nuove entrate alla Corona; ma levasione era agevole e diffusa. Quanto pi era forte limposizione fiscale tanto maggiore era lincentivo ad evaderla. Anche i Portoghesi cominciarono a chiedere prestiti ad alti tassi di interesse ad italiani e fiamminghi, oppure ai sudditi del re, i nuovi cristiani (questo termine era eufemisticamente applicato ai cittadini portoghesi di origine ebraica). Alcuni di essi si erano realmente convertiti al cristianesimo, ma molti avevano segretamente conservato la loro fede. Re Emanuele aveva nel 1497 obbligato alla conversione gli ebrei a imitazione e su istanza dei monarchi spagnoli, ma per vari decenni non fu
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preso alcun provvedimento repressivo. In realt cristiani vecchi e nuovi continuavano a vivere insieme in armonia e ad unirsi in matrimonio. Ma alla fine anche il Portogallo ottenne la sua Inquisizione: i cittadini erano addirittura istigati a denunciarsi a vicenda.

LEuropa centrale, orientale e settentrionale

Tutta lEuropa centrale, dallItalia settentrionale al Baltico, era nominalmente unita sotto il Sacro Romano Impero. Il territorio era organizzato in centinaia di principati indipendenti o quasi, da possedimento laici ed ecclesiastici di dimensioni variabili, a quello del singolo cavaliere imperiale, alle terre asburgiche dellAustria, della Boemia e dellUngheria. Con la riforma protestante lautorit dellImperatore ebbe subito una drastica limitazione. La lotta tra il particolarismo locale e le tendenze centralizzatrici dei pi potenti monarchi e principi costituisce gran parte della storia europea della prima et moderna. In Germania i propugnatori del nazionalismo economico sostenevano una serie di principi. Gli scrittori che appartengono a questa scuola sono di solito chiamati cameralisti dalla parola latina camera che nelluso tedesco dellepoca indicava le casse o il tesoro dello stato territoriale. Questi scrittori erano funzionari statali, cio funzionari dei principi territoriali che lottavano per conseguire unautonomia sia politica che economica. Nella loro preoccupazione per il rafforzamento dello stato territoriale, essi invocavano misure che, oltre a riempire le casse dello Stato, avrebbero ridotto la sua dipendenza da altri Stati e lo avrebbero reso pi autosufficiente in caso di guerra: limitazioni al commercio con lestero, incentivazione delle manifatture nazionali, bonifica dei terreni paludosi, offerta di lavoro per i poveri oziosi. Nel XVIII secolo in diverse universit tedesche furono fondate cattedre speciali destinate a preparare i futuri funzionari statali. Il caso pi spettacolare di successo di una politica di centralizzazione senza dubbio quello dellascesa della Prussia degli Hohenzollern. E stato questo successo a spingere alcuni storici a ribaltare la condanna prevalente delle politiche del nazionalismo economico. Questa dinastia arriv al potere nellelettorato del Brandeburgo, nel XV secolo. Gli Hohenzollern estesero i propri domini per via ereditaria. Notevole fu lacquisizione della Prussia orientale nel 1618. La guerra dei Trentanni caus grandi devastazioni ma a partire da Federico Guglielmo (il Grande Elettore) una serie di abili regnanti trasform il Brandeburgo-Prussia in una delle pi grandi nazioni europee. Tra i mezzi impiegati figurano gli strumenti consueti della cosiddetta politica mercantilistica, quali dazi protettivi, concessioni di monopoli e sussidi allindustria, incentivi a imprenditori stranieri e lavoratori specializzati a stabilirsi nei territori meno popolati. Fattore importante fu la gestione delle risorse dello Stato: attraverso la centralizzazione dellamministrazione, il requisito della responsabilit personale imposto al corpo di funzionari statali professionisti da loro creato, lattenta riscossione delle imposte e la parsimonia sul lato della spesa, essi crearono una macchina statale efficientissima. La loro unica stravaganza fu lesercito che arriv ad assorbire pi della meta del bilancio statale. I Re prussiani sfruttarono il loro esercito non solo da un punto di vista militare e politico ma anche economico.
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Essi erano in grado di ottenere sussidi dagli alleati ed evitavano di prendere denaro in prestito. Nonostante lo Stato fosse efficiente leconomia del paese era solo moderatamente prospera secondo il metro dellepoca. Allascesa della Prussia si contrappose la scomparsa del regno di Polonia. La caduta della Polonia ebbe cause militari e politiche, quali la debolezza dellautorit regia elettiva ed il liberum veto, in virt del quale ogni singolo membro del sejm, parlamento, poteva annullare gli atti dellintera sessione. Ma la povert e larretratezza delleconomia furono fattori determinanti. Giuridicamente la popolazione era composta per circa tre quarti da servi, legati alla terra e con nessun diritto. La nobilt polacca era abbastanza numerosa, ma nella grande maggioranza era anchessa povera e virtualmente senza terra. La maggior parte della terra era controllata da non pi di una ventina di famiglie. Nel XVI e XVII secolo la Polonia esport in Occidente grandi quantit di cereali, ma con laumento della produzione agricola in Occidente la domanda di grano si contrasse e il paese ritorn ad una agricoltura di sussistenza. Sebbene lassenza di uneffettiva autorit centrale rendesse impossibile per la Polonia una coerente politica economica, alcune regioni che ne facevano parte lavevano: esempio lo stato di Curlandia ma non ebbe lunga vita e scomparve insieme alla Polonia. Nel XVI e XVII secolo la Russia si svilupp sia dal punto di vista economico che politico. Priva di sbocchi sul mare, intratteneva pochissimi scambi commerciali di lunga distanza. La grande maggioranza della popolazione si dedicava ad una agricoltura di sussistenza, condizionata dalle istituzioni servili. Nel frattempo nonostante le numerose rivolte lautorit dello Zar si andava rafforzando. Nel 1696 quando Pietro I (il Grande) divenne unico sovrano, il suo potere allinterno dello Stato era senza rivali. Pietro intraprese un politica di occidentalizzazione: concesse sussidi e privilegi ad artigiani e imprenditori occidentali disposti a stabilirsi in Russia per esercitarvi una professione o un commercio; costru la citt di San Pietroburgo, la sua finestra sulloccidente; si assicur cos un porto e cominci a costruire una flotta per estendere i propri domini; costitu un pi efficiente sistema tributario per raccogliere pi denaro possibile. Quando le industrie del paese si dimostrarono incapaci di soddisfare le sue richieste di articoli militari, Pietro fond arsenali, cantieri navali e fonderie che disponevano di tecnici occidentali il cui compito era di addestrare una forza lavoro indigena, ma il tentativo ebbe scarso successo. Dopo la morte di Pietro la maggior parte delle industrie da lui fondate scomparvero, la flotta cadde in rovina e persino il suo sistema tributario assicur rendite inadeguate a mantenere lesercito e la burocrazia. Tra i suoi successori Caterina (anchessa detta la Grande) fu responsabile di due innovazioni nella finanza statale: laccensione di prestiti allestero e leccessiva emissione di moneta cartacea a corso fiduciario. Nel XVI e XVII secolo la Svezia svolse un ruolo di grande potenza politica. Il suo successo dipese dallabbondanza di risorse naturali (rame e ferro) e dallefficienza amministrativa del suo governo. I Sovrani svedesi abolirono i dazi doganali e le tariffe interne che ostacolavano il commercio negli altri paesi, standardizzarono pesi e misure, istituirono un sistema di tassazione uniforme e presero dei provvedimenti che favorirono la crescita del commercio e dellindustria. Nel XVIII secolo la Svezia
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divenne il principale fornitore di ferro sul mercato europeo. LItalia stata esclusa da questa rassegna delle politiche nel periodo del nazionalismo economico perch sub le rivalit delle grandi potenze. Ripetutamente invase le sue citt-stato e i suoi piccoli principati ebbero scarse opportunit di intraprendere o porre in atto politiche indipendenti. Fece eccezione la repubblica di Venezia che riusc a conservare sia lindipendenza politica che una certa prosperit economica fino alla conquista francese del 1797. Venezia svilupp unimportante industria della lana, della vetreria, della carta e della stampa. Il Governo (oligarchia) tent di scongiurare la decadenza commerciale ma con scarso successo.

Il colbertismo in Francia
Lesempio archetipo del nazionalismo economico fu la Francia di Luigi XIV. Luigi ne costitu il simbolo e il potere, ma la responsabilit del disegno politico fu del suo primo ministro Jean-Baptiste Colbert. La sua influenza fu tale che stato coniato il termine colbertisme (sinonimo di mercantilismo). Colbert cerc di sistematizzare e razionalizzare lapparato dei controlli statali sulleconomia, ereditato dai suoi predecessori, ma non riusc mai ad ottenere un vero successo. La ragione del suo fallimento fu lincapacit di attingere dalleconomia denaro sufficiente a finanziare le guerre e il lusso smodato della corte di Luigi. Allepoca della guerra dei Centanni le imposte straordinarie (imposte in caso di emergenza) erano divenute voci permanenti delle entrate reali. Alla fine del XVI secolo il Re si era accaparrato il potere di elevare i tassi dimposta e di istituire nuove tasse per decreto, senza il consenso di alcuna assemblea rappresentativa. Alla fine del XVI secolo le entrate tributarie erano aumentate di sette volte rispetto allinizio del secolo. Ma neanche questa manna fiscale riusc a coprire le spese delle campagne italiane. Per raccogliere denaro i Re furono costretti a ricorrere ad altri espedienti come laccensione di prestiti e la vendita degli uffici. I Re francesi avevano preso denaro a prestito nel Medioevo ma fu solo a partire dal regno di Francesco I che i debiti della corona entrarono a far parte del sistema fiscale. Il debito crebbe progressivamente. La Corona si procurava nuove entrate anche attraverso la vendita degli uffici (giudiziari, fiscali e amministrativi). La vendita degli uffici divenne una pratica normale. Questa politica raggiunse il suo obiettivo immediato ma a lungo andare il suo effetto fu deleterio: infatti cre una moltitudine di nuovi uffici privi di funzioni o le cui funzioni erano dannose per le masse. La Corona, per la riscossione delle imposte istitu la figura degli esattori che si impegnavano a pagare allo Stato una somma forfetaria in cambio del privilegio di riscuotere certe specifiche tasse, quali le aides (imposte sul consumo che colpivano diverse merci) e la gabelle (originariamente imposta sul consumo del sale che divenne un tributo fisso) e soprattutto molti dazi e pedaggi. Fu il fallimento del sistema fiscale come produttore di entrate a portare allassemblea degli Stati Generali del 1789, linizio della fine dellantico regime. Oltre che a riformare il sistema tributario Colbert cerc di migliorare lefficienza e la produttivit delleconomia francese. Furono emanati numerosi decreti e ingiunzioni che avevano per oggetto le caratteristiche tecniche dei manufatti e la condotta dei mercanti. Incoraggiarono la proliferazione delle corporazioni e concessero sussidi
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alle manifactures royales. Per conseguire una bilancia commerciale favorevole crearono un sistema di proibizioni e di alti dazi protettivi. I Re francesi inaugurarono i loro tentativi di centralizzazione del potere sulla nazione e del controllo delleconomia nel periodo successivo alla guerra dei Centanni. Uno dei risultati delle guerre italiane fu di stimolare tra gli aristocratici la domanda di beni di consumo di lusso che Re ed ufficiali avevano conosciuto in quel paese. Luomo che dovrebbe essere considerato il fondatore della tradizione francese delltatisme (statalismo) negli affari economici fu il duca di Sully, primo ministro di Enrico IV. Sully considerato un energico amministratore tuttavia il suo ambiguo legato simboleggiato dai due provvedimenti (solitamente attribuiti ad Enrico) presi nel 1598. Da un lato con leditto di Nantes Enrico concedeva ai protestanti una tolleranza limitata, dallaltro ridusse dautorit sia il capitale che il tasso dinteresse su tutti i maggiori debiti della Corona (regia dichiarazione di bancarotta parziale). Sully accrebbe le entrate derivanti dai monopoli reali sulla produzione di salnitro, polvere da sparo, munizioni e sale. Richelieu e Mazzarino (successori di Sully) non avevano interesse per gli affari finanziari, ma avevano come obiettivo principale laffermazione della Francia nellarena internazionale, essi lasciarono che le finanze statali scivolassero nelle deplorevoli condizioni risalenti a prima di Sully. Uno dei principali obiettivi di Sully era di rendere la Francia autosufficiente dal punto di vista economico e di creare un impero sui mari. Per disciplinare lindustria eman istruzioni dettagliate che abbracciavano ogni fase della manifattura di centinaia di prodotti. Colbert, di salda fede cattolica, appoggiava la limitata tolleranza agli Ugonotti dalleditto di Nantes. Dopo la sua morte il suo debole successore si sottopose alla determinazione di Luigi di sradicare leresia protestante che culmin nella revoca delleditto nel 1685. Ci gett la Francia in una grave crisi economica dalla quale non doveva emergere fino alla fine della Guerra di Secessione spagnola.

La prodigiosa ascesa dei Paesi Bassi

La struttura del Governo della Repubblica Olandese era del tutto diversa da quella delle monarchie assolute dellEuropa continentale ed inoltre leconomia olandese dipendeva dal commercio internazionale molto pi di quelle dei pi grandi vicini. LUnione di Ultrecht del 1579, il patto tra le sette province settentrionali che divennero poi i Paesi Bassi Uniti o Repubblica olandese, fu pi una sorta di alleanza difensiva contro la Spagna che listituzione di uno stato-nazione. Tutte le decisioni dovevano essere raggiunte per accordo unanime, e ciascuna provincia disponeva di un voto; in mancanza di accordo i delegati facevano ritorno nei rispettivi stati provinciali per consultazioni e istruzioni. Gli Stati provinciali erano dominati dalle maggiori citt. Queste erano governate da Consigli cittadini autorinnovanti composti da un numero di membri che erano i veri signori della Repubblica olandese. Originariamente i membri di questa oligarchia venivano selezionati tra le pi facoltose famiglie cittadine. I membri di questo gruppo di Governo, noti come i reggenti cominciarono a provenire da una classe di rentiers composta da proprietari terrieri e possessori di titoli di stato; i reggenti discendevano solitamente da famiglie mercantili o si legavano ad esse per via di matrimonio. Alla base della superiorit
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commerciale olandese erano i cosiddetti commerci madre, i traffici che collegavano i porti olandesi con quelli del mare del Nord, del Baltico, del Golfo di Biscaglia e del Mediterraneo. La pesca delle aringhe occupava un posto eccezionale nelleconomia olandese. Lagricoltura olandese era la pi produttiva dEuropa e si concentrava sulle produzioni di maggior valore, come burro, formaggio, e colture industriali. I Paesi Bassi mancavano di risorse naturali come carbone e minerali, ma importavano materie prime e prodotti semilavorati, come i tessuti grezzi di lana inglesi, per riesportarli in forma finita, importante era anche lindustria delle costruzioni navali. I Paesi Bassi settentrionali, in special modo lOlanda e la Zelanda, beneficiarono in alto grado della libera immigrazione delle altre regioni europee. La facilit con cui Amsterdam raggiunse la sua posizione di principale centro commerciale europeo fu in parte una conseguenza dellafflusso di mercanti e finanzieri dalla decaduta Anversa che portarono con s il know-how capitalistico e i capitali liquidi. Queste migrazioni furono nello stesso tempo un simbolo e un contributo alla politica di tolleranza religiosa dei Paesi Bassi. Loligarchia mercantile riusc a conservare sia la libert religiosa che economica per i cattolici, gli ebrei e i protestanti. Linteresse olandese per la libert era effettivo, in particolare per quanto riguardava la libert dei mari. La lotta olandese per la libert era un po pi equivoca nelle questioni di politica commerciale e industriale: le citt seguivano politiche di libero scambio, non vi erano dazi che ostacolassero le esportazioni e le importazioni di materie prime e prodotti. Tariffe e tasse sui generi di prima necessit erano finalizzate allottenimento di entrate, non alla protezione delle industrie nazionali. Il commercio dei metalli preziosi era del tutto libero. Amsterdam, con la sua banca, la borsa e la favorevole bilancia dei pagamenti divenne in breve tempo lemporio mondiale delloro e dellargento. La libert era la norma anche nellindustria. Pur non del tutto assenti, le corporazioni non erano n diffuse n potenti come negli altri paesi. La pi notevole eccezione allassenza di regole nel commercio e nellindustria olandesi era il Collegio della pesca sanzionato dal Governo che disciplinava la pesca delle aringhe. Il Collegio licenziava vascelli per il controllo della quantit ed imponeva inoltre rigidi controlli di qualit. Questa politica restrittiva diede generosi risultati finch gli Olandesi riuscirono a conservare il quasi monopolio sul mercato europeo. L dove gli olandesi prendevano pi nettamente le distanze dalla loro regola generale di libert era nei confronti dellimpero coloniale. Gli Stati generali olandesi delegarono il controllo del commercio ma anche i poteri del governo a societ per azioni di propriet privata, la Compagnia delle Indie orientali per lOceano Indiano e lIndonesia e la Compagnia delle Indie occidentali per la costa occidentale dellAfrica e dellAmerica settentrionale e meridionale. Le compagnie scoprirono ben presto che per avere successo dovevano stabilire un controllo territoriale. Nella misura in cui lottennero si trasformarono in stati nello stato, conseguenza inevitabile fu il monopolio commerciale sia nei confronti dei connazionali che della concorrenza straniera.

Il colbertismo parlamentare in Gran Bretagna


Le strategie economiche dellInghilterra e, dopo lunione tra il Parlamento scozzese e
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quello inglese nel 1707, della Gran Bretagna erano diverse sia da quelle Olandesi che delle monarchie assolute del continente. Mentre le caratteristiche generali delle politiche economiche delle altre nazioni europee rimasero pi o meno le stesse dallinizio del XVI secolo alla fine del XVIII secolo, quelle inglesi e britanniche attraversarono una graduale evoluzione corrispondente allevoluzione del governo costituzionale. Enrico VIII fu per lInghilterra un monarca assoluto. Ma mentre nella maggior parte dei paesi del continente lassolutismo monarchico crebbe nel corso del XVI e XVII secolo, in Inghilterra nel 1688 si ebbe una monarchia costituzionale sotto controllo parlamentare. Unaltra differenza tra lInghilterra e il continente getta luce sulla natura della politica economica. In Spagna e in Francia le necessit fiscali della Corona resero impossibile al Governo di perseguire una politica razionale di sviluppo economico. In Inghilterra le richieste della Corona la posero ripetutamente in conflitto con il Parlamento, fino alla vittoria finale di questultimo. Il Parlamento inglese non aveva mai rinunciato alla sua prerogativa di approvare nuove tasse. Il tentativo di Carlo V dopo il 1630 di governare senza il Parlamento e di riscuotere le tasse senza autorizzazione parlamentare fu uno dei fattori scatenanti dellinsurrezione armata. Dopo linsediamento di Guglielmo e Maria nel 1689 come monarchi costituzionali il Parlamento assunse il controllo diretto delle finanze del Governo e istitu formalmente un debito nazionale distinto da quelle personali del Governo. La cosiddetta gloriosa rivoluzione del 1688-89 rappresenta una svolta importante non solo nella storia politica e costituzionale ma anche in quella economica. Nel campo della sola finanza pubblica, lultimo decennio del 600 vide listituzione di un debito consolidato, la creazione della Banca dInghilterra, la sostituzione della moneta nazionale con moneta di nuovo conio e laffermazione di un mercato organizzato per i titoli pubblici e privati. Il successo del nuovo sistema finanziario non fu immediato, nei primi anni fu sconvolto dalla bolla del Mare del Sud. Uno storico defin colbertismo parlamentare la politica economica inglese del periodo compreso tra la grossa rivoluzione e la rivoluzione americana. Come il termine mercantilismo anche questa definizione imprecisa perch ignora il ruolo notevole avuto dal Parlamento prima del 1688 nelle scelte di politica economica, fuorviante in quanto fa supporre che il Parlamento aspirasse a conseguire un grado di intervento nelleconomia analogo a quello di Colbert. Essa ha comunque il merito di indicare che, in Inghilterra, le scelte di politica economica non erano prerogativa di un monarca assoluto ma rispondevano agli interessi eterogenei di quei gruppi che erano effettivamente rappresentati in Parlamento. E impossibile illustrare dettagliatamente tutti i modi in cui il parlamento influenz leconomia. Esamineremo alcuni tipici e importanti atti legislativi. Lo statuto dei mestieri del 1563 stato spesso additato come esempio archetipo di legge mercantilista, attentamente soppesata ed espressione di un piano di ampio respiro per lintera economia. In realt esso non fu niente del genere, fu una reazione ad una situazione temporanea. La sua maggiore preoccupazione era la stabilit sociale. Le clausole pi importanti imponevano a tutte le persone abili di dedicarsi ad un lavoro produttivo. Stabiliva la norma dei sette anni di apprendistato per tutte le arti e mestieri compresa lagricoltura e specificava gli strati sociali da cui gli apprendisti dovevano essere scelti. Essa avrebbe impedito lo
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sviluppo economico. Ma lapplicazione domandata ai giudici di pace (funzionari regi non pagati) era approssimativa e di regola inesistente. Altro progetto importante quello di Cokayne. Nel Medioevo la merce pi esportata dallInghilterra era stata la lana grezza e il mercato principale per questi tessuti erano i Paesi Bassi. Nel 1614 sir William Cokayne, mercante, assessore della City di Londra e confidente del re Giacomo I, persuase questultimo a revocare il monopolio dei Merchant Adventures, proib lesportazione di tessuti finiti ad una nuova societ di cui Cokayne era lesponente di maggiore spicco. Il motivo era che i processi di rifinitura erano la fase pi redditizia della manifattura del panno; riservandoli allInghilterra il progetto avrebbe accresciuto il reddito nazionale e colpito gli Olandesi. Questi ultimi risposero proibendo limportazione di lane colorate dallInghilterra. Nel 1617 il Governo ripristin il monopolio dei Merchant Adventures ma la crisi commerciale non si arrest. Nel 1624 su pressione della Camera dei Comuni, il Governo liberalizz il commercio del panno. Altro atto importante furono i Navigation Acts. Le leggi sulla navigazione, il cui scopo generale era di riservare il commercio internazionale di un paese alla marina mercantile di questultimo, non furono unesclusiva dellInghilterra o del XVII secolo. Quasi tutti i paesi avevano proprie leggi in questo campo. La prima era stata promulgata in Inghilterra nel 1381, tali leggi erano inefficaci per due ragioni, mancavano di adeguati meccanismi di applicazione e le marine mercantili non erano allaltezza della concorrenza. Gli Olandesi si sentirono sufficientemente colpiti da dichiarare guerra. Sebbene la legge sulla navigazione non fosse lunica causa di questa dichiarazione di guerra, la sua abrogazione fu uno degli obiettivi perseguiti dagli Olandesi senza successo, nelle trattative che posero termine ad una guerra ormai in una situazione di stallo. Nel 1660 il Parlamento rinnov e diede maggior forza alla legge e divenne una pietra angolare del sistema coloniale inglese. La legge cercava anche di proteggere lindustria delle costruzioni navali imponendo che le navi fossero costruite in Inghilterra, ma in questa clausola si rivel di difficile applicazione. Persino alle navi britanniche era richiesto di importare le merci direttamente dal paese dorigine, in questo modo la legge mirava a indebolire la posizione commerciale di Amsterdam e a colpire il trasporto merci olandese. Il commercio costiero era riservato esclusivamente a navi inglesi. Il commercio con le colonie britanniche doveva inoltre avvenire su naviglio britannico. In pratica questa clausola riservava il mercato coloniale ai mercanti e agli industriali inglesi. Le leggi sulla navigazione non furono di facile applicazione soprattutto nelle colonie ma favorirono la crescita della marina mercantile inglese e del commercio marittimo. Ebbero anche un effetto: la perdita di una larga parte del vecchio Impero britannico. Superate le difficolt iniziali dei primi decenni del Seicento, le colonie inglesi del Nord America erano cresciute prodigiosamente. La crescita del reddito e della ricchezza fu ancora pi impressionante della crescita demografica, man mano che le colonie si specializzarono secondo criteri di vantaggio relativo e cominciarono a commerciare intensamente tra di loro, con la madrepatria e illegalmente con lImpero spagnolo. Sebbene le leggi sulla navigazione disciplinassero il commercio coloniale la loro applicazione non fu particolarmente rigorosa fino a dopo la guerra dei Sette Anni.
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Nella seconda met del XVII secolo la Compagnia delle Indie orientali cominci ad importare dallIndia un tessuto poco costoso, leggero e dai vivaci colori detto calic che divenne ben presto popolare. Nel 1701 gli industriali lanieri persuasero il Parlamento ad approvare il primo Calico Act, che proibiva limportazione dei tessuti di cotone stampato: nacque una nuova industria. Quella della lana si sent minacciata, e nel 1721 il Parlamento approv una seconda legge sul calic che proibiva lostentazione e luso dei tessuti di cotone stampato. Ci a sua volta stimol unindustria cotoniera nazionale basata sullimportazione di cotone grezzo. Alla fine del secolo la manifattura del cotone aveva preso il posto della lana come prima industria britannica. In gran Bretagna la crescita del potere parlamentare a spese della monarchia port con s maggior ordine nelle finanze pubbliche, un sistema impositivo pi razionale ed una pi snella burocrazia statale. Lideale era ancora quello di uneconomia regolata e il Parlamento segu una rigorosa politica di nazionalismo economico. Internamente pur desiderando controllare leconomia il Parlamento mancava in generale della possibilit di farlo. Gli imprenditori inglesi godevano di una misura di libert e di opportunit virtualmente unica al mondo.

CAPITOLO VII LALBA DELLINDUSTRIA MODERNA


Allinizio del 700 diverse regioni europee avevano sviluppato discrete concentrazioni di industria rurale. Per descrivere tale processo di espansione e di trasformazione occasionale di queste industrie stato inventato il termine di protoindustrializzazione. Le caratteristiche essenziali di uneconomia protoindustriale sono una forza lavoro dispersa, rurale, organizzata da imprenditori urbani che la riforniscono di materia prima e smerciano il prodotto in mercati lontani. La protoindustrializzazione fa riferimento in primo luogo alle industrie dei beni di prima necessit, in particolare tessili. Nel cap. VI si parlato di manifactures royales francesi (situate in grandi strutture simili a fabbriche dove maestri artigiani lavoravano sotto la supervisione di un sovrintendente o di un imprenditore). Analoghe protofabbriche furono organizzate da nobili proprietari terrieri (industria del carbone, ferriere, fabbriche di piombo, rame e vetro) ma, sebbene imponenti furono eclissate nel XVIII secolo dalla nascita di nuove forme di attivit industriale.

Caratteristiche dellindustria moderna

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Una delle differenze pi ovvie tra la societ preindustriale e la moderna societ industriale il forte ridimensionamento in questultima del ruolo relativo dellagricoltura. Alla diminuzione della sua importanza corrisponde una crescita enorme della produttivit dellagricoltura moderna. Una differenza lelevata percentuale di forza lavoro impiegata nel settore terziario, o dei servizi in epoche recenti. Nel periodo della vera e propria industrializzazione la caratteristica saliente della trasformazione strutturale delleconomia fu lascesa del settore secondario (industria estrattive, manifatturiera e delle costruzioni) riscontrabile sia sulla base della forza lavoro impiegata che dei livelli di produzione. La Gran Bretagna definita la prima nazione industriale. Il termine rivoluzione industriale stato usato per indicare gli ultimi decenni del Settecento e i primi dellOttocento: tale espressione imprecisa, il suo uso distoglie lattenzione dalle evoluzioni contemporanee ma differenti dei paesi dellEuropa continentale. La nostra attenzione rivolta allinizio del processo di industrializzazione nella Gran Bretagna del XVIII secolo. Nel corso di questa trasformazione emersero alcune caratteristiche che distinguono in modo netto lindustria moderna da quella premoderna. Esse sono: luso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica; lintroduzione di nuove fonti di energia inanimata (combustibili fossili); impiego diffuso di materiali che normalmente non si trovano in natura. I miglioramenti pi significativi dal punto di vista tecnologico furono quelli che videro lutilizzazione di macchine e di energia meccanica. Ma gli sviluppi pi importanti furono la sostituzione della legna e del carbone di legna col carbon fossile come combustibile e lintroduzione della macchina a vapore nellindustria mineraria, manifatturiera e dei trasporti.

Rivoluzione industriale: un termine equivovo


Questo termine stato usato per oltre un secolo per indicare quel periodo della storia britannica che vide lintroduzione delle macchine e del sistema di fabbrica nel processo di produzione. Le prime descrizioni del fenomeno misero in evidenza le grandi invenzioni e la natura drammatica dei mutamenti. Il cambiamento fu quasi violento, in pochi anni furono perfezionate le invenzioni di Watt, Arkwright e Boulton. Per la maggior parte della sua storia lespressione rivoluzione industriale ha posseduto una connotazione negativa. Alcuni studiosi, consapevoli che nelle descrizioni tradizionali la rapidit dei mutamenti era stata esagerata, proposero un periodo pi lungo per la rivoluzione, come ad esempio quello compreso tra il 1750 e il 1850. Ma la datazione tradizionale ricevette limprimatur di Thomas Ashton, il pi famoso storico delleconomia britannica del XVIII secolo. Lo storico considerava i risultati di questo periodo un traguardo piuttosto che una catastrofe, e sottolineava il fatto che i cambiamenti di questo periodo non furono solo industriali, ma anche sociali e intellettuali.

Requisiti e fattori concomitanti dellindustrializzazione

Gi nel Medioevo singoli individui avevano cominciato a considerare la possibilit pratica di imbrigliare le forze della natura. Le scoperte scientifiche realizzate in seguito da Copernico, Galileo e Newton rafforzarono queste idee. Alcuni studiosi
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considerarono lapplicazione della scienza allindustria il carattere distintivo dellindustria moderna. Per quanto affascinante, questa idea ha il suo punto debole nella fragilit del corpus della conoscenza scientifica. Lespressione metodo sperimentale pu risultare troppo formale e specifica per definire tale processo, una pi appropriata per tentativi. Tuttavia una propensione a sperimentare e innovare si diffuse in tutti gli strati della societ. LInghilterra fu una delle prime nazioni ad accrescere la propria produttivit agricola, grazie alla sperimentazione per tentativi di nuove colture e nuove rotazioni. La pi importante innovazione agricola fu lo sviluppo della cosiddetta agricoltura convertibile, che prevedeva lalternanza di campi coltivati e pascoli temporanei in luogo di arativi e pascoli permanenti. Essa aveva il duplice vantaggio di ripristinare la fertilit del suolo con rotazioni pi efficaci e di permettere lallevamento di una quantit ingente di bestiame. Una condizione per il miglioramento delle rotazioni e lallevamento selettivo fu la recinzione e il consolidamento dei campi. Il nuovo paesaggio agricolo consisteva in fattorie compatte, consolidate e recintate. La crescente produttivit agricola inglese permetteva a questultima di sostentare una popolazione sempre maggiore secondo standard nutritivi via via pi elevati. Per circa un secolo essa produsse un surplus per lesportazione, prima che il tasso di crescita demografica superasse quello di crescita della produttivit. Lorientamento dellagricoltura verso il mercato fu un aspetto di un processo generale di commercializzazione dellintera nazione. Gi nel XVI secolo Londra aveva cominciato a svolgere la funzione di polo di crescita delleconomia inglese. I suoi vantaggi erano sia geografici che politici. La commercializzazione interag con la nascente organizzazione finanziaria della nazione. Le origini del sistema bancario britannico sono oscure, ma sappiamo che negli anni successivi alla Restaurazione del 1660 diversi grandi orefici londinesi cominciarono a svolgere le funzioni di banchieri. Rilasciavano ricevute di deposito che circolavano come banconote, e concedevano prestiti a imprenditori degni di credito. La fondazione della Banca dInghilterra nel 1694 costrinse i banchieri privati a rinunciare allemissione di banconote, ma essi continuarono accettando ordini di pagamento e scontando cambiali. La Banca dInghilterra non istitu filiali, e le sue banconote non circolavano fuori Londra. Il valore delle monete doro era troppo elevato perch queste potessero essere utilizzate, mentre le monete dargento o di rame erano insufficienti. Questa situazione di penuria di moneta spicciola incoraggi liniziativa privata con listituzione di banche di provincia. Leuforia della gloriosa rivoluzione port alla creazione di numerose societ per azioni e culmin con il boom finanziario speculativo noto come bolla del Mare del Sud. Lepisodio prese il nome dalla Compagnia del Mare del Sud, istituita per decreto nel 1711 con il monopolio ufficiale dei traffici con limpero spagnolo. Ma la vera ragione della sua creazione era quella di raccogliere denaro per conto del Governo per finanziare la prosecuzione del conflitto. La bolla scoppi nel 1720 quando il Parlamento approv il Bubble Act. La legge proibiva la costituzione di societ per azioni senza lespressa autorizzazione del Parlamento. LInghilterra fece il suo ingresso nella sua rivoluzione industriale con uno sbarramento legale contro la forma azionaria dellorganizzazione capitalistica, condannando gran parte delle sue imprese alla propriet individuale o alla condizione
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giuridica di societ di persone. Il Bubble Act fu infine abrogato nel 1825. Unaltra importante conseguenza della Gloriosa Rivoluzione fu di porre la finanza pubblica del Regno sotto lo stretto controllo del Parlamento, il che ridusse il peso del debito pubblico e rese disponibili i capitali per linvestimento privato. Sebbene il sistema tributario fosse molto regressivo la Gran Bretagna dovette buona parte della sua precoce prosperit e la sua posizione di capofila nellindustria moderna alla sua natura insulare che non solo le assicurava una protezione contro gli sconvolgimenti, ma era anche un mezzo di trasporto a buon mercato. Canali e fiumi navigabili furono migliorati, le iniziative di canalizzazione furono organizzate sotto forma di societ private a scopo di lucro (riscossione di pedaggi). Anche le strade, tradizionalmente curate dalle parrocchie, furono oggetto di miglioramenti da parte di societ che curavano la loro manutenzione e anche in questo caso gli utenti erano tenuti a pagare un pedaggio.

Tecnologia industriale e innovazione


Gli storici impressionati dalla natura rivoluzionaria del mutamento industriale sottolineano la rapida meccanizzazione e la crescita dellindustria cotoniera negli ultimi due decenni del XVIII secolo. Quasi un secolo prima altre due innovazioni ebbero un impatto fondamentale sullindustrializzazione: il procedimento di fusione del metallo ferroso con il carbon coke e linvenzione della macchina a vapore atmosferica. Numerosi erano stati i tentativi di sostituire il carbon fossile al carbone di legna negli altiforni. Nel 1709 Darby riscald il carbone in un contenitore chiuso per eliminarne le impurit in forma di gas e dal processo ottenne come residuo il coke che poi utilizz come combustibile nellaltoforno per produrre ghisa grezza. Nonostante la grande scoperta fatta da Darby, linnovazione si diffuse solo lentamente. La continua ricerca per pressare il carbone di legna dopo il 1750, accompagnata da innovazioni come il procedimento di puddellaggio e laminazione di Cort, liber definitivamente la produzione del ferro dalla dipendenza dal carbone di legna. I proprietari delle ferriere ottennero delle economie di scala concentrando tutte queste operazioni in un unico luogo. Sia la produzione di ferro che la percentuale di esso ottenuta con limpiego di combustibile crebbero in maniera spettacolare. La Gran Bretagna divenne un grande esportatore di ferro e di prodotti ferrosi. Il vapore fu utilizzato per la prima volta nellindustria mineraria ed espandendosi la domanda di carbon fossile e metalli si intensificarono gli sforzi per estrarli da miniere sempre pi profonde. Nel 1698 Savery ottenne il brevetto per una pompa a vapore che chiam lamico del minatore. Lapparecchio aveva diversi difetti (tendenza ad esplodere!) allora Newcomen, un mercante di ferramenta e calderaio, costru la sua prime pompa a vapore atmosferica in una miniera di carbone. Il maggior difetto della sua macchina era il suo elevato consumo di combustibile in rapporto al lavoro prodotto. Negli anni sessanta Watt cominci a fare esperimenti sullapparecchio. Nel 1769 brevett un condensatore separato, che eliminava la necessit di ricorrere al riscaldamento e raffreddamento alternato del cilindro (fulcro della macchina di Newwcomen). Molti problemi tecnici ritardarono la sua utilizzazione pratica. Nel frattempo Watt form una societ con Boulton e
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insieme a questo fabbricante di articoli di ferramenta costru macchine impiegate per pompare via lacqua dalle miniere. Watt realizz moli altri miglioramenti, quali un regolatore della velocit del motore e uno strumento che trasformava il movimento alternativo del pistone in moto rotatorio. Questultimo offr alla macchina a vapore una serie di nuove possibilit applicative, come la macinatura del grano e la filatura del cotone. La manifattura dei tessuti di cotone era per la Gran Bretagna unindustria nuova e quindi non era molto soggetta ad una legislazione repressiva. Nellarco di pochi anni furono inventati diversi apparecchi per la filatura meccanica. Il primo di essi fu la jenny o giannetta (ruota per filare con una batteria di fusi) di James Hargreaves. Poi fu la volta del filatoio idraulico che condusse direttamente al sistema di fabbrica sul modello dellindustria della seta. Poi vi fu la mula di Samuel Crompton che favor la costruzione di enormi fabbriche in citt dove il carbon fossile era a buon mercato. Tutte queste innovazioni necessitavano di una forza lavoro composta da bambini e donne (poco costosi e pi arrendevoli). Le innovazioni tecniche furono accompagnate da un rapido incremento della domanda di cotone. Poich la Gran Bretagna non aveva cotone proprio, lo importava dallIndia, dal Levante, dalle Isole caraibiche britanniche e dagli Stati americani del Sud. Grazie a tutte queste innovazioni nel campo della filatura e della tessitura vi fu una grossa caduta dei costi di produzione, un aumento della produzione e delle esportazioni. Le innovazioni concernenti lindustria cotoniera, quella siderurgica e lintroduzione della forza a vapore costituiscono il nocciolo della cosiddetta rivoluzione industriale britannica. Non furono per solo queste le industrie trasformate. Adam Smith scriveva nella Ricchezza delle nazioni dei grandi aumenti di produttivit realizzati in una fabbrica di spilli semplicemente attraverso la specializzazione e la divisione del lavoro. La fabbrica degli spilli di Smith pu essere considerata un simbolo delle molte industrie impegnate nella produzione di beni di consumo (esempio: industria delle stoviglie). Un significativo processo di espansione ebbe luogo anche nellindustria chimica. Alcuni miglioramenti furono una conseguenza dei progressi della chimica (Lavoisier): furono studiati lacido solforico, gli alcali (in particolare la soda caustica e la potassa). Nel 1791 Leblanc scopr un processo di produzione degli alcali che faceva uso di cloruro di sodio, il sale comune. Questa soda artificiale aveva molti impieghi. Lindustria del carbone rimase per lo pi unindustria ad alta intensit di lavoro. Alle miniere del carbone va la responsabilit delle prime ferrovie. La locomotiva a vapore fu il prodotto di un processo evolutivo che ebbe diversi stadi preparatori. La sua principale antenata fu la macchina a vapore. A Richard Trevithick va il merito della costruzione della prima locomotiva perfezionata infine da Stephenson.

Varianti regionali
E importante prendere atto delle varianti regionali della industrializzazione inglese, nonch dellandamento eterogeneo che il cambiamento economico assunse nelle varie componenti del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Allinterno dellInghilterra il Lanchashire divenne sinonimo di cotone, la Cornovaglia rimase la fonte primaria dello stagno e del rame, il Sud rimase agricolo. Il Galles era una sorta
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di parente povero in quanto per questa regione la fama e la fortuna passava attraverso lInghilterra e la Scozia. La Scozia, a differenza del Galles, conserv la sua indipendenza dallInghilterra fino allunione volontaria dei parlamentari nel 1707. A met del XVIII secolo la Scozia era un paese povero e arretrato, ma ebbe un passaggio allindustria anche pi veloce di quello dellInghilterra. Lingresso della Scozia nellImpero britannico le diede accesso non solo ai mercati inglesi, ma anche a quelli delle colonie inglesi nel Nord America e altrove, il che senza dubbio contribu allaccelerazione del ritmo della vita economica. LIrlanda, in contrasto purtroppo con la Scozia, non riusciva quasi ad industrializzarsi. Gli Inglesi trattavano lIrlanda come una provincia conquistata. Quando la carestia di patate la colp, a met degli anni quaranta, la morte per fame e lemigrazione privarono lIrlanda in meno di un decennio di un quarto della sua popolazione.

Aspetti sociali della prima industrializzazione

La Gran Bretagna fu una delle componenti della terza logistica europea. Che la crescita demografica non fosse esclusivamente legata al processo dindustrializzazione documentato dal fatto che si tratt di un fenomeno generale europeo. Daltra parte sarebbe scorretto affermare che non ci fu alcuna relazione. Lindustrializzazione fu quanto meno un elemento propizio alla crescita continua della popolazione. Non possibile offrire una spiegazione adeguata dei meccanismi della crescita che si verific nel XVIII secolo. E possibile che la crescita del tasso di natalit sia dipesa da un decremento del tasso di mortalit dovuto a diversi fattori, quali i progressi dellagricoltura, che portarono ad una maggiore abbondanza nonch ad una maggiore variet di cibi, migliorando lalimentazione. Inoltre laccresciuta produzione di carbon fossile signific abitazioni meglio riscaldate. La popolazione totale risent anche degli effetti dellimmigrazione e dellemigrazione. Per tutto il XVIII secolo le migliori opportunit economiche offerte dallInghilterra e dalla Scozia vi attirarono irlandesi di ambo i sessi. Lemigrazione interna alter la distribuzione geografica della popolazione. Questo fenomeno produsse due mutamenti: aumento della densit nel nord-ovest a scapito del sud-est e crescita dellurbanizzazione. Nel 1800 Londra era la maggiore citt della Gran Bretagna e probabilmente la pi grande dEuropa. La crescita delle citt non ebbe solo aspetti positivi. Non mancavano le abitazioni cadenti, le infrastrutture sanitarie erano inesistenti (causa, questa, di colera e malattie epidemiche) e ci si liberava dei rifiuti gettandoli nelle strade. Tali condizioni erano frutto in parte della crescita estremamente rapida, dellinadeguatezza dellapparato amministrativo, della mancanza di esperienza delle autorit locali e della assenza di pianificazione. La rapida espansione delle citt ancora pi sorprendente se si tiene conto del fatto che essa dipese interamente dallimmigrazione dalle campagne. A causa delle spaventose condizioni sanitarie la mortalit superava la natalit (mortalit infantile) e il tasso di incremento naturale era in realt negativo. Un vecchio libro di testo affermava che i lavoratori erano spinti verso le fabbriche dalla lusinga di salari elevati. Niente potrebbe essere pi falso: la presenza femminile e infantile sia nellagricoltura che nellindustria domestica era un fenomeno di lunga tradizione, che il sistema fabbrica
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non fece che adottare. Lultimo mezzo secolo ha assistito ad un dibattito erudito sulla questione di come mut il livello di vita delle classi lavoratrici britanniche tra la seconda met del XVIII secolo e la prima met del XIX secolo. Nessun accordo stato mai raggiunto. Nel complesso sembra probabile che si sia verificato un graduale miglioramento del livello di vita delle classi lavoratrici. La maggior parte dei lavoratori, inclusi quelli peggio pagati, videro migliorare in qualche modo la propria situazione, ma la disuguaglianza della distribuzione del reddito e della ricchezza, gi grande nelleconomia preindustriale, divenne ancora pi accentuata nelle prime fasi della industrializzazione.

CAPITOLO VIII LO SVILUPPO ECONOMICO NELLOTTOCENTO: FATTORI DETERMINANTI


Il XIX secolo vide il trionfo definitivo dellindustrialismo come sistema di vita in Europa, in particolare nellEuropa occidentale.

Popolazione

Nel XIX secolo la crescita demografica europea acceler, lEuropa aveva raggiunto un totale di 400 milioni di abitanti. La popolazione continu ad aumentare nel XX secolo, ma il tasso di crescita europeo conobbe una leggera diminuzione, mentre quello del resto del mondo aument. E pertanto evidente che non esiste una chiara correlazione tra industrializzazione e crescita demografica, e che non bisogna andare alla ricerca daltri fattori causali. Prima dei miglioramenti dei trasporti, uno dei maggiori limiti alla crescita demografica era quello posto dalle risorse agricole del
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continente. La produzione agricola crebbe enormemente. Questo fenomeno fu particolarmente importante nel caso della Russia. La produttivit agricola aument per effetto dellintroduzione di nuove tecniche pi scientifiche. Una migliore conoscenza della chimica del suolo ed un uso pi intenso dei fertilizzanti, fece salire la resa dei terreni comuni e rese possibile la coltivazione di quelli poco fertili. La diminuzione del prezzo del ferro favor luso di attrezzi e strumenti migliori e pi efficienti. Il basso prezzo dei trasporti facilit i movimenti migratori della popolazione. Cospicua fu anche lemigrazione interna europea. La Francia attir gli Italiani, gli Spagnoli, gli Svizzeri e i Belgi, mentre lInghilterra ricevette immigrati da tutta Europa. Talvolta gli emigranti cercavano di sfuggire alle persecuzioni o alloppressione politica, ma nella maggior parte dei casi la loro decisione era frutto delle pressioni economiche interne al loro paese e delle speranze di una vita migliore allestero. Un numero relativamente elevato dItaliani e Tedeschi emigr in quelli che divennero i paesi economicamente pi progrediti del Sud America. Il mutamento pi fondamentale fu la crescita della popolazione urbana. LItalia aveva assistito allo spopolamento delle maggiori citt allinizio dellera moderna. Lurbanizzazione, come lindustrializzazione, procedette ad un ritmo spedito nel corso del XIX secolo. Anche in questo la nazione guida fu la Gran Bretagna. La popolazione dei paesi industriali non solo viveva nelle citt, ma preferiva quelle pi grandi. Molte sono le ragioni sociali e culturali che fanno s che gli individui aspirino a vivere in citt. La principale limitazione alla crescita delle citt stata di natura economica: limpossibilit di fornire grandi masse urbane di quanto indispensabile per vivere. Con i miglioramenti tecnologici dellindustria non solo queste limitazioni erano state allentate, ma in alcuni casi considerazioni di carattere economico richiedevano la crescita delle citt. Lintroduzione del vapore, la transizione dal carbone di legna al coke cambiarono la situazione.

Risorse
LEuropa industriale non benefici di un magico aumento della quantit o qualit delle risorse naturali. Accadde piuttosto che risorse precedentemente sconosciute o di scarso valore acquisirono unimportanza enorme. Questo fu in particolare il caso del carbon fossile, e le regioni europee provviste di ricchi giacimenti di carbone divennero nel XIX secolo i siti primari dellindustria pesante. Le regioni prive di riserve indigene di carbone dovettero importarlo. Nella seconda met dellOttocento, con lintroduzione dellenergia idroelettrica, le regioni abbondantemente provviste dacqua, ottennero da questa fonte un nuovo vantaggio relativo. LEuropa era nel complesso relativamente ben provvista di risorse minerarie convenzionali, quali il ferro, altri metalli, sale e zolfo. Il risultato fu una caccia sistematica a fonti denergia ancora sconosciute, una ricerca scientifica e tecnologica dei migliori metodi di sfruttamento. In alcuni casi, con lesaurirsi delle risorse domestiche, la ricerca di nuove fonti dapprovvigionamento si estese oltreoceano. Nel corso del XIX secolo la ricerca di materie prime, spinse sempre pi le nazioni europee ad estendere il controllo politico sulle regioni africane e asiatiche scarsamente organizzate o prive di
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un governo forte.

Sviluppo e diffusione della tecnologia


Simon Kuznets defin il periodo in cui viviamo come lepoca economica moderna. A suo parere, unepoca economica determinata dalle applicazioni e ramificazioni di uninnovazione epocale. Egli vedeva, linnovazione epocale della prima et moderna europea nello sviluppo delle tecniche di navigazione e di altre a queste correlate, che resero possibile la scoperta dellAmerica. Lepoca economica attuale ebbe inizio nella seconda met del XVIII secolo. Il periodo della storia della tecnologia che va dallinizio del Settecento a circa il 1860 o 1870 piuttosto lera dellartigiano-inventore. Dopo di allora, per, le teorie scientifiche divennero sempre pi fondamentali per i processi produttivi. La superiorit industriale conquistata dalla Gran Bretagna nel primo quarto del XIX secolo dipese dai progressi tecnologici verificatesi in due industrie fondamentali, lindustria cotoniera e quella del ferro. In alcuni casi, le scoperte scientifiche portarono alla creazione ex novo dindustrie precedentemente inesistenti. Molte innovazioni furono opera dindustriali continentali e americani, desiderosi di eguagliare o superare lefficienza tecnica dei concorrenti britannici.

Motori primi e produzione di energia


Nonostante i fondamentali contributi resi da Watt allevoluzione della tecnologia del vapore, le sue macchine avevano parecchie limitazioni come motori primi dellindustria. Erano pesanti, ingombranti e soggetti a frequenti rotture. Lavoravano a pressioni relativamente basse e ci limitava la loro efficacia. I successivi cinquantanni videro molti importanti sviluppi nella tecnologia della macchina a vapore. Il progresso tecnologico tocc anche il maggior rivale della macchina a vapore, la ruota idraulica. Mentre Watt stava sperimentando e mettendo a punto la macchina a vapore, altri ingegneri e inventori rivolsero la loro attenzione al perfezionamento della ruota idraulica. Furono introdotte forme nuove e pi efficienti e, in conseguenza della discesa del prezzo del ferro, divennero comuni le grandi ruote realizzate completamente in metallo. Verso la fine del secolo, grazie alle ricerche di Benjamin Franklin in America e degli italiani Luigi Galvani e Alessandro Volta, furono sviluppate numerosissime applicazioni pratiche dellelettricit. Il perfezionamento della lampadina elettrica rese obsoleta lilluminazione con lampade ad arco e diede inizio al boom dellindustria elettrica. Per diversi decenni lelettricit ed altri due materiali dilluminazione da poco perfezionati, il gas di carbone e il cherosene, si contesero aspramente il campo. Lo stesso anno in cui Edison brevettava la sua lampadina elettrica, il tedesco von Siemens invent il tram elettrico. Lelettricit pu inoltre essere usata per produrre calore, e per questo cominci ad essere impiegata nella fusione dei metalli, in particolare lalluminio, scoperto poco tempo prima. Il petrolio unaltra delle grandi fonti denergia che si afferm nella seconda met del XIX secolo. Il petrolio liquido e il suo sottoprodotto, il gas naturale, furono usati soprattutto per lilluminazione. Il petrolio greggio consiste di diversi elementi o frazioni, tra queste il cherosene. Le frazioni pi leggere e volatili,
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nafta e benzina, furono considerate a lungo sostanze pericolose.

Acciaio a buon mercato


Lunica grande innovazione tecnica nel settore siderurgico nella prima met del XIX secolo fu laltoforno ad aria calda: questo otteneva una combustione pi completa, diminuiva il consumo di combustibile ed accelerava il processo di fusione. Le innovazioni pi spettacolari nellindustria siderurgica riguardarono la fabbricazione dellacciaio. Lespansione dellindustria dellacciaio ebbe un profondo impatto sulle altre industrie, sia quelle fornitrici di materie prime, sia quelle che facevano uso dellacciaio. Le rotaie dacciaio duravano pi a lungo ed erano pi sicure di quelle di ferro. Le lastre dacciaio per le costruzioni navali consentivano di ottenere navi pi grandi, leggere e veloci e potevano essere usate anche per corazzare le navi da guerra. Lacciaio rimpiazz ben presto il ferro e il legno negli utensili, nei giocattoli ed in centinaia daltri prodotti, dalle macchine a vapore alle forcine.

Trasporti e comunicazioni
Prima delle ferrovie, le inadeguate infrastrutture di trasporto avevano costituito uno dei maggiori ostacoli dellindustrializzazione sia dellEuropa continentale che degli Stati Uniti. La Gran Bretagna possedeva sia le conoscenze tecniche che i capitali necessari per la loro costruzione. Molte delle linee ferroviarie furono costruite con materiali di poco prezzo, e secondo criteri molto variegati. Il Belgio fu allavanguardia tra le nazioni europee che per prime si dedicarono alla progettazione e alla costruzione di ferrovie. Il Governo belga decise di costruire una rete ferroviaria completa a spese dello stato per facilitare lesportazione delle manifatture belghe. La Francia e la Germania furono i soli altri paesi del continente a realizzare dei progressi significativi nelle costruzioni ferroviarie prima della met del secolo. La Francia aveva predisposto un piano ferroviario globale incentrato su Parigi. Negli altri paesi i progressi furono minimi. La prima ferrovia dellImpero asburgico, dove per la forza motrice era fornita dai cavalli, fu costruita negli anni venti. I Paesi Bassi videro un turbine diniziative a cavallo tra gli anni trenta e quaranta, per effetto delle quali le maggiori citt furono tutte collegate tra loro; i risultati finanziari furono per scarsi, e le ferrovie caddero in disgrazia. Nella penisola italiana alcune brevi ferrovie erano state costruite nel corso negli anni trenta e quaranta, tuttavia, esse registrarono scarsi progressi fino allavvento negli anni cinquanta dello statista Camillo Benso di Cavour nel regno di Sardegna. Svizzera e Spagna avevano inaugurato brevi linee ferroviarie negli anni quaranta. La seconda met del XIX secolo fu sia in Europa che altrove let delloro delle costruzioni ferroviarie. Gli ingegneri britannici, forti del loro vantaggio desperienza e del numero delle loro fonderie e officine meccaniche, costruirono alcune delle prime ferrovie del continente; in seguito furono responsabili della maggior parte delle costruzioni realizzate in India, America Latina e Africa meridionale. I continui miglioramenti nella progettazione di locomotive portarono alle enormi macchine del tardo Ottocento e primo Novecento, epoca in cui la trazione elettrica e i motori diesel avevano cominciato ad insidiare il primato delle locomotive a vapore. Il battello a vapore, sebbene fosse stato inventato prima della
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locomotiva, svolse un ruolo meno vitale di questultima nellespansione del commercio e dellindustria. Nella prima met del secolo i piroscafi contribuirono in particolar modo allo sviluppo del commercio interno. Fino alla guerra civile americana le navi a vapore oceaniche trasportarono principalmente posta, passeggeri e carichi costosi e leggeri. Forse per nessuna singola invenzione del XIX secolo pu essere paragonata a quella quattrocentesca della stampa per i suoi effetti sul mondo delle comunicazioni. La macchina per la fabbricazione della carta e la macchina da stampa cilindrica, usata per la prima volta dal Times di Londra ridussero notevolmente il costo di libri e giornali. Queste innovazioni misero la carta stampata alla portata delle masse e contribuirono alla loro progressiva alfabetizzazione. Linvenzione della litografia e gli sviluppi della fotografia resero possibile la riproduzione economica e lampia diffusione delle immagini visive. La Gran Bretagna introdusse il servizio postale. Ancora pi significativa fu linvenzione del telegrafo elettrico da parte dellamericano Samuel Morse. Il telefono, brevettato da Graham Bell rese ancora pi personale la comunicazione su lunghe distanze. Linventore e imprenditore italiano Guglielmo Marconi, invent il telegrafo senza fili. Nel campo delle comunicazioni daffari linvenzione della macchina per scrivere e daltre macchine rudimentali aiut limpiegato indaffarato a tenere il ritmo e contribuire al flusso crescente dinformazioni che le operazioni su scala mondiale rendevano necessarie. La macchina per scrivere contribu inoltre allingresso della donna nella forza lavoro impiegatizia.

Lapplicazione della scienza


Il progresso scientifico divenne sempre pi essenziale per il progresso tecnologico, si ebbe una crescente interazione tra scienziati, ingegneri e imprenditori. Lo sviluppo tecnologico richiedeva sempre pi la cooperazione di numerosi specialisti delle scienze e della meccanica. La scienza chimica si rivel particolarmente prolifica nel far nascere nuovi prodotti e procedimenti. La chimica svolse un ruolo vitale anche nella metallurgia, molti nuovi metalli furono scoperti, tra cui zinco, allumino, nichel, magnesio e cromo. Oltre a scoprire nuovi metalli, scienziati e industriali trovarono il modo di impiegarli ed escogitarono metodi di produzione economici. Uno degli usi pi frequenti era la preparazione delle leghe, miscele di due o pi metalli; esempi di leghe naturali sono lottone e il bronzo. Lacciaio in realt una lega di ferro e piccole quantit di carbonio e talvolta altri metalli. La chimica venne inoltre in soccorso di vecchie e affermate industrie quali quelle della produzione, lavorazione e conservazione degli alimenti. Lagricoltura scientifica si svilupp perci in parallelo con lindustria scientifica.

Il contesto istituzionale

Lo scenario istituzionale in cui si svolse lattivit economica nellEuropa del XIX secolo, assicurava ampie opportunit alliniziativa individuale, lasciava libert di scelta in campo occupazionale si fondava sulla propriet privata; tuttavia la loro combinazione e lesplicito riconoscimento loro accordato fecero s che essi contribuissero in modo notevolissimo al processo di sviluppo economico.
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Fondamenti giuridici

Una delle istituzioni cardine della Gran Bretagna era il sistema giuridico noto come diritto comune. Le caratteristiche distintive del diritto comune erano la sua natura evolutiva, il suo affidarsi alle consuetudini; il diritto comune divenne il fondamento del sistema giuridico statunitense e dei paesi dellImpero britannico. La rivoluzione francese istitu un sistema giuridico pi razionale che fu alla fine incorporato nei Codici napoleonici. Il manifesto del nuovo ordine pu essere considerato la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. Il primo articolo proclamava che gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei loro diritti, diritti che sono la libert, la propriet, la sicurezza. La Dichiarazione elencava anche le garanzie necessarie per tutelare questi diritti: uniformit delle leggi, libert di parola e di stampa. Le assemblee rivoluzionarie oltre ad abolire il regime feudale e ad instaurare la propriet privata della terra, si sbarazzarono dei dazi doganali e delle tariffe interne, abolirono le corporazioni di mestiere e lintero apparato statale di controllo dellindustria, proibirono i monopoli. I Francesi naturalmente esportarono le loro riforme rivoluzionarie nei paesi conquistati nel corso delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche. Il Belgio, gran parte dellItalia, e per breve tempo lOlanda furono tutti incorporati nellImpero francese. Il regno di Napoli e lintera Spagna, tutti posti sotto la protezione francese, accettarono la maggior parte della legislazione rivoluzionaria. Le moderne istituzioni francesi ricevettero la loro impronta definitiva da Napoleone. La sintesi napoleonica raggiunse forse il suo culmine nella grandopera di codificazione del diritto intrapresa durante la rivoluzione ma completata sotto lImpero. Il fondamentale Code civil, promulgato nel 1804, era scritto da giuristi e avvocati della classe media, esso rifletteva evidentemente le preoccupazioni e gli interessi delle classi proprietarie. Il Code civil fu adottato per intero o posto a fondamento dei codici nazionali in tutta lEuropa e anche oltre. Un altro dei codici napoleonici di particolare importanza per lo sviluppo economico fu il Code de commerce, promulgato nel 1807, esso fu la prima normativa di carattere generale che avesse mai regolato le forme dimpresa. Laccresciuta dimensione dellimpresa determinata dalle nuove tecnologie richiedeva nuove forme legali che facilitassero laccumulazione di capitale e la ripartizione dei rischi dinvestimento. Il Code de commerce distingueva tre tipi principali dorganizzazione commerciale: la societ semplice, i cui soci sono individualmente e solidalmente responsabili dei debiti della ditta; le societ di persone, in cui il socio o i soci accomandatari assumono una responsabilit illimitata per gli affari della societ, mentre il socio o i soci accomandanti rischiano esclusivamente il capitale sottoscritto; le societ a responsabilit limitata nel senso americano, nella quale tutti i soci sono responsabili nei limiti delle quote conferite.

Pensiero economico e politica economica


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Lepoca delle guerre napoleoniche assistette a quello che sotto vari aspetti fu lapogeo

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del nazionalismo e dellimperialismo economico. Nel 1776 Adam Smith pubblic la ricchezza delle nazioni quella che doveva diventare una dichiarazione dindipendenza economica dellindividuo. La maggiore preoccupazione di Smith nel suo libro per quella di dimostrare che labolizione di restrizioni vessatorie e irragionevoli allimpresa privata favorirebbe la concorrenza economica e ci, a sua volta, porterebbe al massimo grado la ricchezza delle nazioni. Il libro di Smith godette di una popolarit insolita. Molto dopo la sua morte, e dopo che vari altri scrittori come Malthus e Ricardo, le idee di Smith cominciarono ad essere messe in pratica nella legislazione. Ci si verific in primo luogo nel Regno Unito, il maggior risultato conseguito fu labrogazione delle leggi sul grano, che inaugur in Gran Bretagna un lungo periodo di libero scambio. Oltre al libero scambio, i principi del liberalismo economico sollecitavano una limitazione del ruolo del governo nelleconomia. Secondo Smith e il suo sistema di libert naturale, il governo aveva solo tre funzioni da svolgere: proteggere la societ dalla violenza; proteggere per quanto possibile ogni membro della societ dallingiustizia od oppressione; creare e mantenere certe opere pubbliche e certe istituzioni pubbliche. Nello stesso periodo in cui si smantellava il vecchio sistema di regolamenti e di privilegi speciali, il Parlamento emanava una serie di nuovi provvedimenti legislativi riguardanti il benessere pubblico, e in particolare dei soggetti meno in grado di difendersi. Il sistema americano vedeva nel Governo unagenzia col compito di assistere gli individui e le imprese private nellaccelerare lo sviluppo delle risorse materiali della nazione.

Struttura e conflitti di classe

Dal punto di vista sociale, lEuropa dellancien rgime era organizzata in tre ordini: la nobilt, il clero e tutti gli altri. In cima alla piramide sociale si trovava la classe dominante dei proprietari terrieri, che comprendeva anche non nobili oltre agli strati pi alti del clero. Il fondamento economico del loro potere politico e della loro condizione sociale era la propriet della terra, che permetteva loro di vivere nobilmente senza lavorare. Sul gradino successivo della scala sociale si trovava lo strato superiore della classe media, o alta borghesia, composto da grandi mercanti, alti funzionari statali e professionisti come avvocati e notai, il principale fondamento della loro posizione erano le loro particolari conoscenze e abilit. Ad un livello ancora pi basso della scala sociale era situata una classe media di rango inferiore, o piccola borghesia, comprendente artigiani, commercianti al dettaglio ed altri dediti ad attivit di prestazioni di servizi. Sul fondo erano i contadini, i lavoratori delle industrie domestiche e i braccianti, tra le cui file erano molto numerosi i poveri e gli indigenti. Allinizio del secolo il gruppo di gran lungo pi numeroso era quello dei contadini. La loro partecipazione ai movimenti sociali dampia portata fu generalmente sporadica. Negli anni immediatamente successivi a Waterloo, laristocrazia terriera continu a godere di prestigio sociale e potere politico, nonostante gli effetti della rivoluzione francese. Allinizio dellOttocento i lavoratori
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urbani costituivano ancora una sparuta minoranza della popolazione, ma con il diffondersi del sistema industriale cominciarono a conquistare la superiorit numerica. Karl Marx profetizz, a met del XIX secolo, che la polarizzazione da lui osservata e le societ industriali avanzate nellepoca sarebbe continuata fino a che solo due classi sarebbero rimaste, la classe dominante dei capitalisti e il proletariato industriale. Anzich produrre due classi reciprocamente antagoniste, la diffusione dellindustrializzazione ha visto lenorme sviluppo di una classe media impiegatizia, artigianale e dimprenditori indipendenti. Le rivoluzioni vittoriose, furono opera di piccoli nuclei di rivoluzionari militanti di professione che approfittarono della debolezza di societ debilitate da eventi bellici. Le forme pi usuali di solidariet e autodifesa operaia furono i sindacati di mestiere e successivamente i partiti politici delle classi lavoratrici. Latteggiamento della maggior parte dei paesi occidentali nei confronti dei sindacati ha attraversato almeno tre fasi. La prima fase, quella della pura e semplice proibizione o repressione. Nella seconda fase, contrassegnata dalla Gran Bretagna dallabrogazione delle leggi sullassociazione, i Governi concessero ai sindacati una tolleranza limitata, autorizzandone la costituzione ma perseguendoli solitamente in caso di azioni aperte con scioperi. Una terza fase vide il riconoscimento ad operai e operaie del pieno diritto di organizzarsi e dedicarsi ad attivit collettive. In Gran Bretagna, nel corso degli anni trenta il movimento sindacale fu coinvolto in un pi ampio movimento politico detto cartismo il cui scopo era di ottenere il diritto di voto ed altri diritti politici per coloro che ne erano privi. Sconfitto sul piano politico il movimento sindacale vide la costituzione dellassociazione unitaria dei lavoratori meccanici, prototipo di un cosiddetto nuovo modello di sindacato. Laspetto distintivo di questo nuovo tipo di sindacato era che raccoglieva esclusivamente gli operai specializzati sulla base del mestiere da loro svolto; esso rappresentava laristocrazia del mondo del lavoro. Questi nuovi sindacati si ponevano lobiettivo limitato di migliorare i salari e le condizioni lavorative. Rifuggivano dalle attivit politiche raramente ricorrevano allo sciopero, se non in casi disperati. Sul continente i sindacati fecero registrare dei progressi pi lenti. Fin dallinizio i sindacati francesi furono strettamente collegati al socialismo ed altre simili ideologie politiche. Questi riuscirono a creare una Confederazione generale del lavoro, nazionale e apolitica, anchessa per non comprendente tutti i sindacati attivi e frequentemente esposta a grosse difficolt. Il movimento sindacale tedesco nacque negli anni sessanta e come quello francese, fin dallinizio fu associato a partiti politici e campagne politiche; fu pi centralizzato e coevo. Si divideva in tre tronconi principali: i liberali, che attiravano soprattutto gli operai specializzati, i sindacati socialisti o liberi con un numero discritti molto maggiore; i sindacati cattolici o cristiani, nati con la benedizione del Papa in contrapposizione ai sindacati socialisti-atei. Nei paesi economicamente arretrati dellEuropa meridionale, nellorganizzazione delle classi lavoratrici prevalse il modello francese. Ferocemente repressi dai datori di lavoro e dallo Stato, i loro risultati furono per lo pi scarsi. I sindacati dei Paesi Bassi, della Svizzera seguirono il modello tedesco. In Russia e negli altri paesi dellEuropa orientale i sindacati rimasero illegali fino a dopo la prima guerra mondiale. I primi tentativi di costituire organizzazioni sindacali di massa negli
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USA ebbero scarsi risultati per lopposizione del Governo e dei datori di lavoro e per la difficolt di ottenere la cooperazione tra lavoratori di capacit, doccupazioni, religioni e origini etniche differenti.

Istruzione e alfabetizzazione
Un altro aspetto dello sviluppo economico ed ottocentesco meno considerato ma non meno importante della crescita delle citt, fu il progresso dellistruzione e la diminuzione dellanalfabetismo. Se a met del XIX secolo la Svezia era un paese povero, nella seconda met del secolo essa ebbe uno dei pi elevati ritmi di crescita di tutta lEuropa. Il basso livello iniziale danalfabetismo attribuibile a fattori religiosi, culturali e politici precedenti lavvento dellindustrializzazione. Prima del XIX secolo le istituzioni educative pubbliche erano praticamente inesistenti. Coloro che se lo potevano permettere ingaggiavano tutori privati per i propri figli. Istituzioni religiose e di carit, e talvolta scuole private a pagamento, provvedevano allistruzione elementare di una fetta della popolazione, soprattutto nelle citt. Nessuno parlava dalfabetizzazione universale; molte personalit autorevoli anzi si opponevano a che si insegnasse alle masse lavoratrici a leggere e a scrivere perch ci era incompatibile con la loro posizione sociale. Listruzione tecnica era fornita quasi esclusivamente attraverso il sistema dellapprendistato. La rivoluzione francese aveva introdotto il principio dellistruzione pubblica gratuita, che per nella Francia stessa era rimasto inapplicato. In diversi stati tedeschi, furono istituiti dei sistemi educativi pubblici, che per non divennero obbligatori o universali prima della seconda met del secolo. La Gran Bretagna fece progressi molto lenti nel campo dellistruzione pubblica. LEuropa meridionale e quella orientale erano in condizioni anche peggiori. La rivoluzione francese fu allorigine daltre innovazioni educative di particolare importanza per lepoca industriale. Fu questo il caso delle scuole specializzate nelle materie scientifiche e nellingegneria. Di livello universitario, ma situate al di fuori del sistema, queste istituzioni non solo fornivano unistruzione avanzata ma erano impegnate anche nella ricerca. Furono largamente imitate in tutta Europa, ad eccezione che in Gran Bretagna.

Relazioni internazionali

Al congresso di Vienna del 1814-15 gli uomini che avevano sconfitto Napoleone tentarono di riportare in vita lancien regime sia sul piano politico che sociale ed economico ma i loro sforzi, si rivelarono vani. Con le rivoluzioni del 1830 e del 1848 in Europa continentale il crollo definitivo dellancien regime divenne evidente dappertutto tranne che in Russia e nellImpero ottomano. Il XIX secolo non assistette a conflitti generali e devastanti paragonabili alle guerre napoleoniche. Le guerre relativamente brevi e limitate che pure si verificarono ebbero talvolta importanti conseguenze politiche, con implicazioni per la politica economica, ma non rappresentarono un serio ostacolo allaccumulazione di capitale o al processo di cambiamento tecnologico. Verso la fine del secolo, le tensioni politiche si fecero pi acute e tracimarono nella rinascita dellimperialismo europeo. Questa ripresa dellimperialismo provoc un grande allargamento del sistema di mercato mondiale,
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con lEuropa al suo centro.

CAPITOLO NONO MODELLI DI CRESCITA: I PRIMI PAESI INDUSTRIALI


La Gran Bretagna

La Gran Bretagna fu la prima nazione industriale e alla fine delle guerre napoleoniche
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era di gran lunga il maggiore paese industriale del mondo, si affermava anche come principale potenza commerciale mondiale. La Gran Bretagna conserv il predominio nellindustria e nel commercio per quasi tutto il XIX secolo. Dopo il 1870, nonostante continuassero ad aumentare sia il prodotto nazionale sia gli scambi commerciali, essa perse gradualmente la posizione di guida a vantaggio daltre nazioni che si stavano velocemente industrializzando. Alla vigilia della prima guerra mondiale la Gran Bretagna era ancora il paese pi forte dal punto di vista commerciale ma controllava solo circa un sesto del commercio complessivo, ed era tallonata dalla Germania e dagli Stati Uniti. Tessili, carbone, ferro e costruzioni meccaniche, le basi delliniziale prosperit britannica, conservarono la loro importanza. Nellindustria siderurgica la Gran Bretagna produceva oltre met della ghisa grezza mondiale. Nel 1890 per gli Stati Uniti avevano conquistato la prima posizione, e nei primi anni del Novecento la Gran Bretagna fu superata anche dalla Germania. Nellindustria del carbone, invece, la Gran Bretagna mantenne la sua posizione di capofila in Europa, e produceva un surplus destinato allesportazione. Lindustria tessile aveva bisogno di costruttori e riparatori di macchine, quella siderurgica ne aveva di propri. Un altro potente stimolo fu rappresentato dallevoluzione dellindustria delle costruzioni navali, dalla navigazione a vela alla propulsione a vapore e dal legno al ferro. Il ferro cominci a sostituire su larga scala il legno nella costruzione sia delle navi a vapore sia di quelle a vela. Nonostante questi risultati impressionanti, non devono essere sopravvalutati il ritmo e la misura dellindustrializzazione britannica. Lagricoltura, ad esempio, era ancora il settore che impiegava il maggior numero dunit lavorative, seguita al secondo posto dai servizi domestici. I fabbri erano pi numerosi degli operai dellindustria siderurgica primaria. La Gran Bretagna raggiunse lapice della supremazia industriale tra il 1850 e il 1870, questultima non poteva conservare indefinitamente la propria posizione di predominio, man mano che altre nazioni meno sviluppate ma ricche di risorse cominciavano ad industrializzarsi. In questo senso, il declino relativo della Gran Bretagna era inevitabile. Inoltre, considerate le immense risorse e la rapida crescita demografica degli Stati Uniti e della Russia, non pu sorprendere che questi due paesi finissero per superare la piccola nazione insulare in termini di prodotto complessivo. Lindustria cotoniera, ad esempio, era stata dipendente dalle importazioni di cotone grezzo, ma ci non aveva certo impedito alla Gran Bretagna di divenire il principale produttore mondiale di tessuti di cotone. I giacimenti nazionali di metalli non ferrosi (rame, piombo e stagno) si esaurirono gradualmente o non furono pi in grado di competere con i prezzi pi bassi degli stessi materiali importati dallestero. Unaltra possibile causa del declino relativo della Gran Bretagna fu il fallimento della strategia imprenditoriale. Gli imprenditori del tardo periodo vittoriano non esibirono lo stesso dinamismo dei loro predecessori. La Gran Bretagna fu lultimo grande paese occidentale ad adottare listruzione elementare pubblica per tutti. Le poche grandi Universit inglesi dedicavano scarsa attenzione alleducazione scientifica e meccanica. Il contrasto con la situazione del XVII secolo impressionante e ironico: mentre a quellepoca la societ britannica era considerata pi fluida e aperta di quelle dellancien rgime del continente, un secolo dopo questa percezione si era capovolta. Di tutti i maggiori
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paesi, la Gran Bretagna era quello maggiormente dipendente dalle importazioni e dalle esportazioni per il proprio benessere. La Gran Bretagna dipendeva dalleconomia internazionale per la propria sopravvivenza in misura molto maggiore di paesi anche pi piccoli. Possedeva la flotta mercantile di gran lunga pi imponente e aveva investito allestero pi di ogni altro paese. Fin dallinizio del 19 secolo nonostante limportanza delle industrie che producevano per le esportazioni, la Gran Bretagna aveva una bilancia commerciale sfavorevole o negativa. Nella seconda parte del secolo il ruolo centrale di Londra nel sistema bancario e assicurativo internazionale gonfi questi ricavi invisibili. Nonostante tutte le vicissitudini, il reddito reale pro-capite dei cittadini britannici aument, la distribuzione del reddito divenne leggermente pi uniforme, la percentuale di popolazione costretta a vivere in condizioni dassoluta povert diminu nettamente, e il cittadino medio godeva di un tenore di vita che non aveva eguali in Europa.

Gli Stati Uniti


Lesempio pi spettacolare che rapida crescita economica nazionale nellOttocento offerto dagli Stati Uniti. LAmerica fu generalmente riconosciuta come il crogiolo dellEuropa. Il numero annuo di immigranti crebbe rapidamente. Reddito e ricchezza crebbero ancora pi rapidamente della popolazione. Fin dallepoca coloniale la scarsit di manodopera in rapporto alla terra e alle altre risorse avevano comportato salari pi elevati ed un pi alto tenore di vita rispetto allEuropa. Fu questo fatto, unito alle correlate possibilit di realizzazione dellindividuo e alle libert religiose e politiche godute dai cittadini americani, ad attirare gli immigranti europei. E probabile che il reddito medio pro capite sia per lo meno raddoppiato nel periodo compreso tra ladozione della Costituzione e lo scoppio della guerra civile. Labbondanza di terra e la dovizia di risorse naturali contribuiscono a spiegare come mai gli Stati Uniti vantassero redditi pro capite pi alti dellEuropa. La continua scarsit e lalto costo della manodopera rendevano particolarmente proficuo limpiego di macchine che permettevano di risparmiare manodopera, in agricoltura come nellindustria. In agricoltura, le migliori tecniche europee assicuravano quantit per acro sensibilmente pi alte che degli Stati Uniti, ma gli agricoltori americani, avvalendosi di macchine relativamente poco costose erano in grado di ottenere rese molto pi elevate per unit di lavoro. Limmensa vastit degli Stati Uniti, con la loro variet di climi e risorse, permetteva una specializzazione regionale ancora pi spinta di quello attuabile nei singoli paesi europei. Nel 1789, lo stesso anno in cui entr in vigore la Costituzione, arriv dallInghilterra Samuel Slater, che lanno seguente fond la prima fabbrica americana. Alexander Hamilton, che fu il primo segretario al Tesoro, era del parere che si dovesse favorire le manifatture con tariffe protettive ed altri provvedimenti. Thomas Jefferson, primo segretario di Stato e terzo presidente, preferiva incoraggiare lagricoltura. Lindustria del cotone del New England, dopo aver superato drammatici alti e bassi si afferm negli anni venti. Un altro dei vantaggi della vastit del territorio statunitense era il suo potenziale come mercato interno, anche se la realizzazione di questo potenziale richiedeva una vasta rete di trasporti.
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Allinizio del XIX secolo la rada popolazione era disseminata lungo la costa atlantica; le comunicazioni erano assicurate dalla navigazione costiera, lunico accesso praticabile alle regioni dellinterno era rappresentato dai fiumi, dove si presentava per lostacolo di rapide e cascate. Per porre rimedio gli Stati e le municipalit intrapresero un grande programma di miglioramenti interni, espressione con la quale sintendeva in primo luogo la costruzione di strade a pedaggio e canali. Nel 1830 erano state costruite oltre 11000 miglia di strade a pedaggio. Una delle cause principali del fallimento economico dei canali fu la comparsa sulla scena di un nuovo concorrente, la ferrovia. Lera delle ferrovie inizi negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna quasi contemporaneamente, anche se per molti anni gli USA dipesero fortemente dalla tecnologia, dalle attrezzature e dai capitali britannici. I promotori americani colsero al volo lopportunit offerta da questo nuovo mezzo di trasporto. Nel 1840 la rete ferroviaria ultimata superava non solo quella britannica ma quella di tutto il continente europeo. Come in gran Bretagna, le ferrovie furono importanti in America per i loro collegamenti ascendenti con altre industrie, in particolare quella siderurgica e dellacciaio. Prima della guerra civile lindustria siderurgica era per lo pi frammentata, caratterizzata da impianti di piccole dimensioni, e legata alla tecnologia del carbone di legna. Dopo la guerra, con la generale adozione del coke per la fusione del ferro e lintroduzione del forno a suola per la fabbricazione dellacciaio, lindustria siderurgica divenne in breve tempo la maggiore industria americana. La popolazione urbana non eguagli quella delle campagne fino a dopo la prima guerra mondiale , lindustria siderurgica conserv una base rurale fino a dopo la guerra civile, solo con lavvento delle centrali elettriche cominci il declino dellindustria a base rurale.

Il Belgio
La prima regione dellEuropa continentale ad adottare pienamente il modello industriale britannico fu quella che nel 1830 assunse il nome di Regno del Belgio. Il Belgio vantava una lunga tradizione industriale; le Fiandre erano state nel Medioevo un centro importante della produzione del panno, Bruges e Anversa furono le prime citt del nord ad assimilare le tecniche commerciali e finanziare italiane nel basso medioevo. Pur avendo dovuto sopportare le conseguenze del dominio spagnolo e di altre disgrazie dopo la rivolta olandese, nel corso del XVIII secolo leconomia della regione si risollev. Innanzitutto nelle Fiandre nacque unimportante industria rurale manuale del lino. In secondo luogo, le risorse naturali belghe erano molto simili a quelle britanniche, infatti il Belgio possedeva giacimenti carboniferi facilmente accessibili e fu in grado di produrre pi carbone di qualunque altro paese del continente, inoltre esso possedeva giacimenti di minerale ferroso e non mancava di piombo e zinco. In terzo luogo la regione che sarebbe divenuta il Belgio ricevette importanti infusioni di tecnologia, iniziativa imprenditoriale e capitali stranieri, e godette di una posizione di favore in certi mercati esteri in particolare quelli francesi. Il processo inizi sotto lancien regime ed acceler nel periodo della dominazione francese. Le miniere di carbone erano le maggiori utilizzatrici di macchine a vapore. Durante la dominazione francese si svilupp un traffico di notevole importanza sia per lindustria belga del carbone che per lindustria francese
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in generale. La rete di canali ed altre vie dacqua che collegava la Francia ai bacini carboniferi belgi, la cui costruzione era stata intrapresa sotto lancien regime ma era proseguita con i governi successivi, facilit enormemente questo traffico. I capitalisti francesi giudicavano il carbone belga un investimento promettente. I grandi boom industriali degli anni trenta e quaranta e persino negli anni settanta, quando la produzione di carbone ebbe unimpennata, videro lapertura di nuove miniere in Belgio con capitali francesi. William Cockerill, un abile meccanico apr la sua officina per la fabbricazione di macchine filatrici. Lindustria cotoniera crebbe invece intorno a Gand. Gli incerti della guerra e ancor pi la pace che segu esposero lindustria a violente fluttuazioni che causarono il fallimento di molti imprenditori, lindustria stessa per sopravvisse e crebbe. I telai meccanici per la tessitura comparvero negli anni trenta, e alla fine di quel decennio lintroduzione della filatura meccanizzata del lino, sempre a Gand, segn la condanna dellindustria rurale del lino. La ditta di Cockerill cominci a produrre macchine a vapore accanto al macchinario tessile; a questo scopo furono assunti parecchi operai specializzati inglesi. I Cockerill annunciarono gi nel 1820 il progetto di costruire altiforni a carbon fossile, e nel 1823 ottennero a tal fine una sovvenzione dal Governo olandese. Alla vigilia della rivoluzione belga la ditta Cockerill era indiscutibilmente la maggior impresa industriale dei Paesi Bassi, e probabilmente del continente, dava lavoro a quasi 2000 operai. La rivoluzione belga provoc una depressione economica derivante dallincertezza sul carattere e il futuro del nuovo Stato. La depressione si esaur in pochi anni, e intorno al 1835 si assistette ad un vigoroso boom industriale sulla base di due fattori: da una parte la decisione del Governo di costruire unestesa rete ferroviaria a spese dello Stato e dallaltra unimportante innovazione istituzionale nel campo delle banche e della finanza. Nel 1822 Re Guglielmo I aveva autorizzato listituzione di una banca azionaria, egli laveva dotata di propriet statali per un valore di 20.000.000 di fiorini e aveva investito una parte consistente delle proprie ricchezze nellacquisto di sue azioni. Dopo la rivoluzione, per, con un nuovo Governatore nominato dalle nuove autorit statali, si stimol un boom di investimenti senza precedenti sul continente. Nel 1835 un gruppo rivale di banchieri ottenne lautorizzazione a fondare unaltra banca a capitale azionario, la nuova banca non perse tempo a emularla come banca di investimento. Nel 1840 il Belgio era il paese pi industrializzato del continente e, in termini pro capite molto vicino alla Gran Bretagna. Per tutto il secolo la sua prosperit continu a fondarsi sulle industrie che ne avevano determinato la crescita: carbone, ferro, acciaio, metalli non ferrosi, industria meccanica e tessili. Un partner particolarmente importante era la Francia.

La Francia
Sebbene il modello di industrializzazione francese differisse da quello britannico e di altri paesi, il risultato fu non meno efficiente: possibile che il modello francese sia stato pi tipico di quello britannico. E opportuno considerare i fattori determinanti della crescita economica. Laspetto pi notevole del XIX secolo, nel caso della Francia, fu il modesto tasso di crescita demografica. Un secondo aspetto la
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questione delle risorse. Lindustrializzazione della Gran Bretagna, del Belgio e successivamente degli Stati Uniti e della Germania dipese in larga misura dalle abbondanti riserve di carbone. La Francia, pur non essendone totalmente priva, ne era molto meno ricca; inoltre, le caratteristiche dei suoi giacimenti rendevano pi costoso il loro sfruttamento. Questi fatti ebbero importanti ripercussioni su altre industrie legate a quella del carbone, come ad esempio quella del ferro e dellacciaio. In campo tecnologico la Francia non fu certo inerte. Scienziati, inventori e innovatori francesi fecero da pionieri in diverse industrie, come quella dellenergia idraulica, dellacciaio, dellalluminio, dellautomobile e, nel XX secolo, dellaviazione. La crescita economica moderna cominci in Francia nel XVIII secolo. Nellintero secolo i tassi di crescita sia del prodotto totale che di quello pro capite furono approssimativamente uguali in Francia e in Gran Bretagna, o forse persino leggermente maggiori in Francia. Il secolo si chiuse per per la Gran Bretagna con linizio della rivoluzione industriale, mentre la Francia fu colpita dagli spasimi di un grande sconvolgimento politico, la rivoluzione francese. Dopo una depressione postbellica piuttosto severa, che colp tutta lEuropa occidentale continentale e tocc persino la Gran Bretagna, leconomia francese riprese a crescere a tassi ancor pi elevati. La lenta crescita demografica francese spiega in grande misura la crescita apparentemente lenta delleconomia nel suo complesso. La produzione industriale, il punto principale della crescita economica moderna in Francia come nella maggior parte delle altre nazioni industrializzate, crebbe ancor pi rapidamente del prodotto totale. I miglioramenti dei trasporti e delle comunicazioni - includendo la costruzione di una vasta rete di canali, lintroduzione della navigazione a vapore, le prime ferrovie e il telegrafo elettrico - facilitarono la crescita del commercio interno ed estero. Inoltre la Francia benefici in questo periodo di una discreta eccedenza di esportazioni nel commercio dei prodotti agricoli, dalla quale ricav le risorse che le permisero di operare ingenti investimenti allestero. Le crisi politiche ed economiche causarono uninterruzione del ritmo dello sviluppo economico. La crisi della finanza pubblica e privata paralizz le costruzioni ferroviarie e altre opere pubbliche. Con il colpo di stato del 1851 la crescita economica francese riprese il vecchio corso ad un ritmo accelerato. La guerra del 1870-71 fu un disastro sia dal punto di vista militare che di quello economico, ma leconomia francese si riprese in una maniera che sbalord il mondo. Cominci allora un nuovo boom che dur fino al 1881. Le costruzioni ferroviarie rappresentarono un efficace stimolo per il resto delleconomia. La depressione che ebbe inizio nel 1882 dur pi a lungo e cost probabilmente alla Francia pi di tutte le precedenti depressioni del XIX secolo. Molti fattori intervennero a complicarla e protrarla nel tempo: le disastrose epidemie che provocarono gravissimi danni allindustria del vino e a quella della seta per quasi due decenni; le ingenti perdite di investimenti esteri per colpa di governi inadempienti o del fallimento di imprese ferroviarie, laspra guerra commerciale con lItalia. La prosperit torn finalmente, poco prima della fine del secolo, laffermarsi di nuove industrie come quella dellelettricit, dellalluminio, del nichel e delle automobili. La belle poque, come i francesi chiamano gli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, fu quindi un periodo di prosperit materiale e fioritura culturale.
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Tra tutte le grandi nazioni industriali, la Francia era quella con il pi basso ritmo di urbanizzazione. La causa principale di questo fenomeno fu la lenta crescita demografica complessiva, ma non bisogna trascurare la percentuale di forza lavoro impiegata nellagricoltura e la dimensione dellimpresa industriale. Per quanto riguarda la dimensione e la struttura dellimpresa, la Francia era famosa per la ridotta dimensione delle sue aziende. Queste aziende si concentravano nei settori estrattivo, metallurgico e tessile - vale a dire nelle stesse industrie prevalenti negli altri paesi - imprese di grandi dimensioni e ad alta intensit di capitale. Tra le aziende di dimensioni ridotte, quelle con meno di dieci operai, si concentravano le tradizionali industrie artigianali, quali quella alimentare, dellabbigliamento e della lavorazione del legno, mentre quelle con oltre 100 operai appartenevano di regola al settore industriale moderno: industrie chimiche, del vetro, della carta e della gomma. Non devono sfuggire due ulteriori caratteristiche della dimensione relativamente ridotta delle imprese francesi: lalto valore aggiunto (articoli di lusso) e la dispersione geografica. La Francia possedeva industrie molto diversificate, disseminate in cittadine, villaggi e persino in aperta campagna. Questa dispersione era determinata in parte dalla natura delle fonti energetiche a disposizione. La Francia era, tra tutti i paesi della prima ondata industriale, quello meno ricco di carbone. Le caratteristiche dellacqua come fonte di energia ponevano per forti limitazioni al suo impiego. I siti migliori erano generalmente molto distanti dai centri abitati. Lenergia idraulica, perci, nonostante tutta la sua importanza per lindustrializzazione francese, contribu ad imporre un certo modello: aziende di piccole dimensioni, dispersione geografica e limitata urbanizzazione.

La Germania
Fra tutti i paesi della prima ondata di industrializzazione la Germania fu lultima a mettersi in moto. Povero e arretrato, nella prima met del XIX secolo, lo Stato politicamente diviso era anche prevalentemente rurale e agricolo. Lo stato precario dei trasporti e delle comunicazioni ostacolava lo sviluppo economico. Per alla vigilia della prima guerra mondiale, lImpero tedesco unificato era la pi potente nazione industriale europea. Possedeva le industrie pi grandi e moderne nei settori del ferro e dellacciaio e derivati, dellenergia elettrica, dei macchinari e dei prodotti chimici. La Germania era allavanguardia nella produzione di vetro, strumenti ottici, metalli non ferrosi, tessili ed altri prodotti di manifattura. Possedeva inoltre una delle reti ferroviarie pi dense, ed aveva un grado elevato di urbanizzazione. La storia economica tedesca dellOttocento pu essere suddivisa in 3 periodi abbastanza distinti e quasi simmetrici. Il primo registr la graduale consapevolezza dei cambiamenti economici che si stavano verificando in Gran Bretagna, Francia e Belgio. Nel secondo, assunsero consistenza le vere e proprie fondamenta materiali dellindustria moderna, del commercio e della finanza. Finalmente, la Germania raggiunse in poco tempo quella posizione di supremazia industriale nellEuropa occidentale continentale che continua ad occupare ancora oggi. Un vivace afflusso di capitali, tecnologie e iniziative estere contrassegn il secondo periodo. In quello finale, il quadro fu dominato dallespansione dellindustria tedesca nei mercati esteri.
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La riva sinistra del Reno, unita politicamente ed economicamente alla Francia sotto Napoleone, aveva adottato il sistema legale e le istituzioni economiche francesi. Persino la Prussia adott, in forma modificata, molte istituzioni legali ed economiche francesi. Editti successivi abolirono le corporazioni e abrogarono altre restrizioni alle attivit commerciali e formarono il sistema fiscale e snellirono lamministrazione centrale. Altre riforme diedero alla Germania il primo sistema educativo moderno. Una delle pi importanti riforme economiche attuate dai funzionari prussiani fu quella che condusse alla formazione dellunione doganale o tariffaria. Fu decisa lapplicazione della tariffa unica. Di conseguenza la rete ferroviaria tedesca crebbe molto pi rapidamente di quella francese. Le costruzioni ferroviarie obbligarono inoltre gli Stati a riunirsi per accordarsi su itinerari, prezzi ed altre questioni tecniche. Fino agli anni quaranta la produzione tedesca di carbone fu pi bassa di quella francese e persino di quella del Belgio. La chiave della rapida industrializzazione tedesca fu la crescita vertiginosa dellindustria del carbone. La produzione commerciale cominci nella valle della Rhur. Negli anni trenta dellOttocento furono scoperti i giacimenti nascosti a nord della valle della Rhur. Il loro sfruttamento, sebbene estremamente redditizio, richiedeva capitali pi ingenti, tecniche pi sofisticate. Le aziende tedesche adottarono rapidamente la strategia dellintegrazione verticale acquistando miniere di carbone e ferro, impianti per la produzione di coke, altiforni, e fonderie e laminatoi, officine meccaniche. Gli investitori tedeschi, aiutati e incoraggiati dalle banche, cominciarono a ricomprare le azioni di aziende tedesche in mani straniere, e persino ad investire allestero. I settori pi dinamici dellindustria tedesca erano quelli che producevano beni capitale o prodotti intermedi ad uso industriale. La produzione di carbone, ferro e acciaio era notevole. Ancora pi importanti erano due industrie relativamente nuove, quella chimica e quella elettrica. Non ostacolati dal peso di attrezzature impianti obsoleti, gli imprenditori chimici poterono avvalersi della tecnologia pi aggiornata in una industria in rapida evoluzione. Lindustria elettrica registr una crescita ancora pi rapida di quella chimica. Allinizio del XX secolo i motori elettrici stavano facendo concorrenza e rimpiazzando i motori a vapore. Una caratteristica notevole delle industrie chimiche ed elettriche, nonch di quelle del carbone, del ferro e dellacciaio, era limponente dimensione delle aziende. Unaltra importante caratteristica della struttura industriale tedesca era la prevalenza dei cartelli. Un cartello un accordo o contratto tra aziende nominalmente indipendenti nel quale si determinano i prezzi, si limita la produzione, si suddividono i mercati. Tali contratti o accordi, contrari alle norme del diritto consuetudinario britannico, erano in Germania perfettamente legali ed anzi applicabili per legge. I cartelli furono in grado di mantenere sul mercato interno dei prezzi artificialmente elevati e di esportare in maniera virtualmente illimitata nei mercati esteri, persino a prezzi inferiori al costo medio di produzione.

CAPITOLO X MODELLI DI CRESCITA: RITARDATARI E ASSENTI


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Prima del 1850 esistevano singoli nuclei di industrie moderne, ma non si pu dire che vi fosse in processo di industrializzazione. Tale processo si mise in moto solo nella seconda met del secolo. La prima ondata di industrializzazione fu legata al carbone, ci emerge dalle cifre relative al consumo pro capite. Ovviamente laumento del consumo non fu una causa, bens una conseguenza del successo del processo di industrializzazione.

La Svizzera

Sebbene la Svizzera avesse gi acquisito, nella prima met del secolo, diverse importanti risorse, la sua struttura economica era ancora preindustriale. La forza lavoro era impiegata soprattutto in attivit agricole. La grande maggioranza degli addetti dellindustria lavoravano in casa o in piccole officine non meccanizzate. La Svizzera non disponeva di una struttura istituzionale adeguata allo sviluppo economico. Fu solo dopo il 1850 che si arriv allunione doganale, ad uneffettiva unione monetaria, ad un sistema postale centralizzato e ad uno standard uniforme di pesi e misure. La Svizzera povera di risorse naturali ad eccezione dellenergia fornita dallacqua e del legname, ed priva di carbone. Nonostante tutti questi svantaggi, gli Svizzeri riuscirono a raggiungere allinizio del XX secolo un livello di vita molto elevato e un notevole incremento della popolazione. A causa della scarsit di terra arabile, gli Svizzeri avevano praticato da tempo la combinazione di industria domestica, agricoltura e produzione casearia. In questi dipendeva dai mercati internazionali. Il successo svizzero sui mercati internazionali fu dovuto ad uninsolita combinazione di tecnologie avanzate e industrie ad alta intensit di lavoro. Il risultato di questa combinazione furono prodotti di alta qualit, di valore elevato e con un alto valore aggiunto. Alta intensit di lavoro significava soprattutto alta intensit di lavoro specializzato. Esisteva una forza lavoro abile e disposta a lavorare a salari bassi. A ci si aggiunse il famoso Istituto svizzero di tecnologia, fondato nel 1851. La Svizzera possedeva unimportante industria tessile cotoniera che era basata su lavorazioni artigianali e sul lavoro a tempo parziale. La combinazione di tecnologie usate era alquanto insolita: la filatura era meccanizzata (energia idraulica) e si avvaleva del lavoro di donne e bambini, mentre la tessitura era manuale. Anche lindustria della seta contribu alla crescita economica svizzera, attraverso un processo di ammodernamento tecnologico. Tra le industrie che presero il posto del tessile nelle esportazioni figuravano sia settori tradizionali che industrie che erano esse stesse un risultato del processo di industrializzazione. Alla vigila della Prima Guerra Mondiale esse erano lindustria meccanica, la fabbricazione di prodotti metallici specializzati, di cibi e bevande, di orologi, di prodotti chimici e farmaceutici. La Svizzera, priva di carbone evit saggiamente di sviluppare unindustria siderurgica di grandi dimensioni, affidandosi allimportazione di materie prime dallestero, essa svilupp unimportante industria di trasformazione dei metalli. Lindustria casearia si trasform da unattivit artigianale ad un processo di fabbrica. Svilupp la produzione di latte condensato (su brevetto americano) e diede origine alla produzione di cioccolato e quella di alimenti per bambini. Laltra industria tradizionale, quella della manifattura di orologi fu caratterizzata da altissima
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specializzazione, da una minima divisione del lavoro e anche se furono inventate delle macchine, lassemblaggio finale rimase manuale. Infine lindustria chimica si svilupp in risposta al processo stesso di industrializzazione, ma si specializz in prodotti esotici e di prezzo elevato, ed inoltre in specialit farmaceutiche. Le ferrovie, infine, non rappresentarono un buon investimento per la Svizzera che saggiamente le lasci ai capitalisti stranieri (in particolare francesi).

I Paesi Bassi e la Scandinavia

Pu apparire incongruo accomunare Paesi Bassi e Stati scandinavi in questa discussione dei processi di industrializzazione. Le caratteristiche comuni dei paesi scandinavi non sono economiche ma culturali. In quanto a struttura economica, i Paesi Bassi hanno pi in comune con la Danimarca di quanto i due paesi non abbiano con la Norvegia o con la Svezia. Tutti questi paesi avevano popolazioni modeste. Nel corso del secolo i rispettivi tassi dincremento demografico furono moderati. Passando a considerare il capitale umano come una caratteristica della popolazione, si pu affermare che tutti e quattro i paesi fossero estremamente ben provvisti. Questo fatto ebbe un valore inestimabile nellaiutare le economie nazionali a trovare le loro nicchie nelle correnti delleconomia internazionale. Sul piano delle risorse il fatto pi significativo che tutti e quattro i paesi erano privi di carbone. E questa la ragione principale per cui essi non svilupparono unapprezzabile industria pesante. In quanto alle altre risorse naturali, la Svezia era la nazione pi fortunata a causa dei suoi ricchi giacimenti di ferro, fosforoso o meno, le vaste distese di foreste da legname e lenergia idraulica. Anche la Norvegia possedeva molto legname, alcuni giacimenti di metalli ed un enorme potenziale di energia idraulica. Lenergia idraulica fu un fattore significativo per lo sviluppo della Svezia e della Norvegia. Danimarca e Paesi Bassi erano quasi altrettanto privi di energia idraulica, avevano a disposizione un ammontare non trascurabile di energia eolica. La posizione geografica fu un elemento importante per tutti e quattro i paesi: tutti avevano un accesso diretto al mare. Ci ebbe notevoli implicazioni per una importante risorsa naturale internazionale, il pesce, oltre che per la disponibilit di trasporti a buon mercato, per la marina mercantile e per lindustria delle costruzioni navali. Ogni paese trasse vantaggi a modo suo. Gli Olandesi, con la loro lunga tradizione di pesca e spedizioni mercantili, incontrarono molte difficolt nello sviluppare buoni porti adatti alle imbarcazioni a vapore; ebbero successo ad Amsterdam e a Rotterdam. Anche la Danimarca vantava una rispettabile storia commerciale, in particolare per quanto riguardava il traffico attraverso Oresund. Nel 1857, in cambio del versamento di 63 milioni di corone da parte di altre nazioni commerciali, la Danimarca abol i diritti di passaggio nello stretto e prese altre decisioni politiche in senso liberoscambista. Ci consent una crescita considerevole del traffico nello stretto e nel porto di Copenhagen. Nella prima met del secolo la Norvegia divenne uno dei maggiori fornitori di pesce e legname sul mercato europeo e vantava la seconda marina mercantile dopo quella britannica. La Svezia benefici della generale abrogazione delle restrizioni sul commercio internazionale e delle ridotte tariffe di trasporto per le esportazione di legname, ferro e avena. Le istituzioni politiche dei quattro paesi non
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ostacolarono lindustrializzazione o la crescita economica. E ci fu una progressiva democratizzazione di tutti i paesi. Seguirono una politica commerciale liberale e in Danimarca e in Svezia le riforme agrarie portarono alla abolizione del servaggio e ad un generale orientamento al mercato. Il fattore chiave del successo di questi paesi fu la loro capacit di adattarsi alla divisione internazionale del lavoro determinata dai paesi gi industrializzati, e di controllare nei mercati internazionali aree di specializzazione per le quali erano particolarmente adatti. Ci signific una grande dipendenza dal commercio internazionale. In questi paesi si parlato di industrializzazione inversa cio del fenomeno per cui un paese gi esportatore di materie prime comincia a sottoporle a lavorazione e le esporta sotto forma di semilavorati e prodotti finiti. Come esempio pu bastare quello del legname svedese e norvegese che ha dato luogo alle industrie della carta, e ancora lindustria siderurgica con la produzione dei cuscinetti a sfera (specialit svedese). Nei due decenni precedenti la Prima Guerra Mondiale, i tassi di crescita che gi erano soddisfacenti subirono una accelerazione, dovuti a tre motivi in particolare: il primo fu il contesto di prosperit generale, caratterizzato da prezzi in crescita e da una domanda sostenuta, in secondo luogo tale periodo fu contrassegnato in Scandinavia da massicce importazioni di capitali. Infine il periodo in questione coincise con la rapida affermazione dellindustria elettrica. Lelettricit fu fondamentale per le economie di tutti i paesi, che svilupparono industrie per la fabbricazione di metalli e macchinari.

LImpero austro-ungarico
LAustria-Ungheria ha la reputazione di essere stato nel XIX secolo uno Stato arretrato. Questo marchio fu in parte conseguenza del fatto che alcune porzioni dellimpero erano effettivamente arretrate, e in parte dellerronea associazione tra risultato economico e fallimento politico (lo smembramento dellImpero dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale). Inoltre bisogna dire che lImpero asburgico, con le province occidentali (Boemia, Moravia e Austria) era caratterizzato in misura anche maggiore della Francia o della Germania da diversit regionali. Nelle province occidentali, poi, i primi segni di una crescita economica moderna potevano essere osservati gi nella seconda met del XVIII secolo. Altri fattori importanti sono la topografia che rendeva difficili e costosi sia i trasporti interni che internazionali, e la scarsit delle risorse naturali. Gli esordi settecenteschi furono con le industrie tessili, siderurgiche, del vetro e della carta. Poi si svilupparono quelle del lino e della lana. La tecnologia impiegata fu dapprima quella tradizionale con la lavorazione a domicilio. La crescita economica dellAustria ha avuto molti ostacoli, tra cui le istituzioni sociali avverse alla crescita e la scarsit delle risorse. Tra gli ostacoli dovuti alluomo e non alla natura ricordiamo il servaggio. Con la sua abolizione i contadini ottennero la libera propriet della terra, e alle tasse pagate fino a quel momento ai signori feudali si sostituirono quelle dovute allo Stato. Vi fu un miglioramento della produttivit agricola come conseguenza di questo provvedimento. Labolizione della frontiera doganale tra la met austriaca e quella ungherese dellImpero nel 1850 stata vista da alcuni come un progresso e da altri come una perpetuazione dello status coloniale
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della met orientale. Un altro ostacolo fu la politica commerciale estera della monarchia che rimase rigidamente protezionistica per tutto il secolo. Le tariffe elevate limitavano non solo le importazioni ma anche le esportazioni, in quanto le industrie protette, caratterizzate da costi di produzione elevati, non erano in grado di competere nei mercati mondiali. La posizione geografica e la topografia dellImpero contribuivano alla sua posizione modesta nel commercio internazionale, e lunione doganale interna che abbracciava aree sia agricole che industriali controbilanciava laccesso limitato ai mercati esteri e alle fonti di approvvigionamento. La politica commerciale deve essere considerata una delle cause della situazione economica mediocre dellImpero. Una delle ragioni della lenta crescita e dellineguale diffusione dellindustria moderna furono i livelli di istruzione e di analfabetismo, caratteristiche fondamentali del capitale umano. Nonostante gli ostacoli naturali e istituzionali, industrializzazione e crescita economica caratterizzarono la realt austriaca per tutto lOttocento e quella ungherese nella seconda met del secolo. I trasporti giocarono un ruolo cruciale nello sviluppi economico dellImpero. Poich gran parte del paese era montagnoso, il trasporto terrestre era costoso e quello per via dacqua inesistente nelle regioni montane. LAustria-Ungheria disponeva di pochi canali. Le prime ferrovie furono localizzate nellAustria propriamente detta e nella Boemia. Furono utilizzate per il trasporto del grano e della farina. LImpero possedeva anche industrie pesanti (industria siderurgica alimentare dal carbone di legna) che per scomparvero gradualmente con lavvento della fusione del minerale ferroso mediante carbon coke.

LEuropa meridionale e orientale


Caratteristiche comuni di questi paesi furono: linsufficiente grado di industrializzazione fino al 1914, con conseguenti bassi livelli di reddito pro capite ed unelevata incidenza di povert, i livelli bassi di capitale umano, lassenza di una riforma agraria significativa che incidesse sulla produttivit ed infine il fatto che tutti furono soggetti a regimi autocratici, autoritari, corrotti e inefficienti.

La penisola iberica
Sia Spagna che Portogallo emersero dalle guerre napoleoniche con sistemi economici primitivi e con regimi politici reazionari. Entrambi i paesi erano afflitti da una finanza pubblica in condizioni deplorevoli. Durante le guerre civili entrambe le parti in lotta contrassero prestiti allestero per finanziare lo sforzo militare. I disavanzi cronici delle finanze statali condussero a manipolazioni del sistema bancario, ad uninflazione monetaria e allindebitamento sui mercati esteri, ma il credito di cui il Governo godeva era talmente basso che i prestiti erano concessi solo a condizioni estremamente onerose. La bassa produttivit dellagricoltura rimase una debolezza fondamentale di entrambe le economie. Leconomia spagnola stata definita come uneconomia dualistica, con un ampio settore agricolo di sussistenza da un lato e un piccolo settore agricolo commerciale interagente con un settore urbano industriale, commerciale e dei servizi di dimensioni ancora pi ridotte. La Spagna tent una riforma agraria che si rivel un fallimento. Il Governo confisc le terre della Chiesa, delle municipalit e degli aristocratici che si erano schierati nel partito
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opposto durante le guerre civili, con lintenzione di rivenderle ai contadini, le esigenze delle finanze pubbliche erano per tali che il Governo fin col venderle allasta al miglior offerente. Il risultato fu che la maggior parte della terra fin nelle mani dei gi ricchi aristocratici e borghesi. La Spagna possedeva diversi giacimenti di carbone, ma non di elevata qualit e localizzati in modo infelice. Ciononostante si svilupp unindustria siderurgica lungo la costa settentrionale del paese. Nessuna riforma agraria fu tentata invece in Portogallo. Nel frattempo lincremento demografico determin lestensione delle coltivazioni di cereali e di tutti i mezzi primari di sussistenza. Questo deprimente quadro generale aveva i suoi punti luminosi. Unindustria cotoniera moderna si svilupp dopo il 1790 in Catalogna, a Barcellona. In Andalusia e nella provincia di Oporto del Portogallo esistevano industrie vinicole. Nel frattempo una nuova fonte di valuta estera, costituita da minerali e metalli, era venuta a rimpiazzare gli utili perduti con la produzione vinicola. Nel 1900 le esportazioni di minerali e metalli costituivano circa un terzo delle esportazioni totali. I capitali esteri predominavano anche in altri settori moderni delleconomia, quali le attivit bancarie e le ferrovie. Fino al 1850 gli sviluppi in entrambe queste aree erano stati trascurabili; il sistema bancario era dominato dalla Banca di Spagna. Cerano pochi km di ferrovie e negli anni cinquanta si decise di accordare uno speciale incoraggiamento ai capitali stranieri che intendessero avviare banche e ferrovie. Ma la maggior parte di esse fece bancarotta. Costruite con capitali esteri le ferrovie portoghesi non sfuggirono alla frode, alla corruzione e alla bancarotta.

LItalia

Divisa e dominata da potenze straniere, lItalia aveva perso da lungo tempo la sua supremazia negli affari economici. Il Congresso di Vienna restaur lo sconcertante mosaico di principati nominalmente indipendenti, tutti per, compresi lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie, sotto il controllo dellimpero asburgico. LAustria incorpor la Lombardia e Venezia. Il Regno di Sardegna era indipendente, languiva nelle acque stagnanti del feudalesimo, i proprietari terrieri non avevano interesse a migliorare i possedimenti e la popolazione era completamente analfabeta e viveva in maniera primitiva. Il Regno dei Savoia apparteneva culturalmente e economicamente alla Francia. Genova aveva resistito per secoli come repubblica indipendente fino allavvento di Napoleone. Il Piemonte era una continuazione geografica della pianura padana: possedeva alcuni setifici e sotto la guida di diversi intraprendenti proprietari terrieri la sua agricoltura divenne la pi avanzata e prospera della penisola. I differenziali economici regionali, importanti in quasi tutti i paesi erano in Italia particolarmente marcati. Fu nel Nord, economicamente pi progredito, che inizi il movimento di unificazione. Dopo le rivoluzioni fallite nel Regno di Sardegna venne alla ribalta un personaggio eccezionale, Camillo Benso di Cavour, proprietario terriero e imprenditore agricolo progressista che aveva anche promosso una ferrovia, un giornale e una banca, e che nel 1850 divenne Ministro della Marina, del Commercio e dellAgricoltura del piccolo Stato da poco divenuto monarchia costituzionale. Nel 1852 divenne primo ministro. Egli sottoline che lordine
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finanziario e il progresso economico erano le due condizioni indispensabili affinch il Piemonte potesse assumere la guida della penisola italiana. Per conseguire questi risultati egli riteneva necessaria lassistenza economica degli altri paesi, e perci anche la presenza di capitale straniero. Negozi trattati commerciali con tutti i pi importanti paesi commerciali e industriali dEuropa. Le esportazioni crebbero cos come le importazioni. Lunificazione allevi la frammentazione del mercato. Ma senza lo sviluppo dei trasporti anche questo risultato sarebbe stato illusorio. Gli sforzi di Cavour lo condussero alla morte prematura tre mesi dopo la proclamazione del Reno ma i suoi successori non furono in grado di continuare in maniera adeguata il suo lavoro: lItalia aveva comunque iniziato il suo cammino verso lindustrializzazione.

LEuropa sudorientale
I cinque piccoli paesi che occupavano langolo sudorientale del continente europeo (Albania, Bulgaria, Grecia, Romania e Serbia) erano i pi poveri dEuropa a occidente della Russia. Tutti avevano conquistato lindipendenza dallImpero Ottomano dopo il 1815 e leredit del dominio ottomano si faceva sentire pesantemente sulle loro economie. Allinizio del XX secolo erano tutti paesi rurali e agrari. La tecnologia era primitiva, la produttivit e il reddito erano bassi. Nonostante la loro povert, lalta natalit combinata con una mortalit in declino provoc unesplosione demografica. Laumento della pressione demografica port alla crescita della terra coltivabile, all fame di terra, allemigrazione verso aree urbane e i paesi pi sviluppati delloccidente e ad un certa emigrazione verso i paesi doltremare. Le risorse naturali erano insufficienti ad alleggerire la pressione demografica. Esistevano alcuni piccoli giacimenti sparpagliati di carbone, insufficienti per a rendere uno qualsiasi di questi paesi indipendente dalle importazioni, nonostante una domanda interna molto ridotta. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale esistevano anche alcuni piccoli giacimenti di metalli non ferrosi, il cui sfruttamento era per appena iniziato, con capitale straniero. In accordo con il loro carattere agrario, il commercio estero consisteva in esportazioni di prodotti agricoli e importazioni di manufatti (beni di consumo). In contrasto con la lenta diffusione della tecnologia agricola e industriale, la tecnologia istituzionale delle banche e dellindebitamento estero si diffuse con rapidit. Le banche a capitale azionario e le altre istituzioni finanziarie conobbero un rapido sviluppo, ma senza forti legami con la finanza industriale. I prestiti esteri furono destinati alla costruzione delle ferrovie, in genere per conto dello Stato. In ciascuno dei paesi si svilupp dopo il 1895 un modesto settore industriale .

La Russia imperiale

Allinizio del XX secolo lImpero russo era considerato una grande potenza. Lestensione del suo territorio e della sua popolazione giustificavano tale reputazione. Anche in termini economici complessivi la Russia occupava una posizione ragguardevole. Possedeva grandi industrie tessili (cotone e lino) e industrie pesanti. La Russia era un paese ancora prevalentemente agricolo, ma la produttivit era
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ostacolata da una tecnologia primitiva e dalla scarsit di capitali (servaggio legalizzato). Gli inizi dellindustrializzazione russa sono stati fatti risalire al regno di Pietro il Grande. Le prime imprese industriali erano iniziative isolate legate ai bisogni dello Stato russo. La maggior parte di questi operai era nominalmente di condizione servile. In luogo delle prestazioni dopera tradizionali essi erano tenuti al versamento ai loro padroni di somme in contanti che detraevano dai salari monetari percepiti (servi imprenditori). La guerra di Crimea rivel la cruda realt dellarretratezza dellindustria e dellagricoltura. Ci furono riforme (emancipazione dei servi del 1861). Il Governo incoraggi un programma di costruzioni ferroviarie sulla base di capitali e tecnologie dimportazione, e riorganizz il sistema bancario. Inoltre incoraggi lindustrializzazione in vari modi: contrasse debiti allestero, impose dazi sulle importazioni di prodotti di ferro e acciaio, ma allo stesso tempo agevol lintroduzione delle attrezzature pi moderne per la manifattura del ferro e dellacciaio e per le costruzioni meccaniche. Al boom dellindustria russa degli anni novanta succedette la crisi di primi anni del XX secolo, che a sua volta fu seguita dallesito disastroso della guerra russo-giapponese (1904-05)e dalla rivoluzione (1905-06). Questultima gener riforme tra cui quella agraria di Stolypin. Ma la debolezza della Russia si acutizz durante la Prima Guerra Mondiale contribuendo alla sua sconfitta.

Il Giappone
Nella prima met del secolo il Giappone mantenne la sua politica di isolamento dalle influenze straniere. Dallinizio del Seicento il Governo Tokugawa aveva proibito il commercio con lestero e aveva vietato ai Giapponesi di viaggiare allestero. La societ era strutturata in rigide classi sociali o caste . Nonostante queste limitazioni lorganizzazione era notevolmente sofisticata. Il livello di analfabetismo era basso. Nel 1853-54 il commodoro Matthew Perry, ammiraglio della flotta statunitense, entr con le sue navi nella baia di Tokyo e minacciando di bombardare la citt costrinse lo shogun Tokugawa ad allacciare relazioni diplomatiche e commerciali con gli Stati Uniti. Una clausola chiave di questi trattati ineguali impediva al Governo giapponese di imporre tariffe superiori al 5% ad valorem. Gli stranieri inoltre ottennero diritti di extraterritorialit. Ci port a rivolte xenofobe per riportare lImperatore ad una posizione centrale nel Governo. Ci fu la restaurazione Meiji (governo illuminato). Non appena conquistato il potere il nuovo governo mut il tono del movimento xenofobo. Invece di tentare unespulsione degli stranieri, il Giappone cooper con loro ma tenendoli a rispettosa distanza. Il vecchio sistema feudale fu abolito e sostituito da unamministrazione burocratica. Uno dei problemi da affrontare fu quello finanziario. Il nuovo Governo meiji eredit una quantit di moneta cartacea inconvertibile, che nei primi anni di transizione fu costretto ad accrescere. Nel 1873 decret una tassa sulla terra. Essa ebbe un effetto doppiamente benefico: da un lato assicur al Governo unentrata fissa, dallaltro garant che la terra sarebbe stata usata al meglio. Il Governo intraprese la creazione di un nuovo sistema bancario avendo come modello quello degli Stati Uniti. Secondo questo sistema le banche potevano essere fondate usando titoli governativi a garanzia dellemissione di
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banconote, obbligatoriamente convertibili in moneta metallica. Nel 1881 ricostru la struttura bancaria. Una nuova banca centrale, la Banca del Giappone, ottenne il monopolio dellemissione dei banconote, mentre le banche nazionali persero i loro diritti di emissione e furono trasformate in normali banche commerciali di depositi sul modello inglese. Sin dallepoca della restaurazione Meiji il Governo aveva intenzione di introdurre nel paese praticamente lintera gamma di industrie occidentali. Ma era questa unimpresa che poteva essere realizzata solo nel lungo termine. Nel frattempo occorreva trovare le risorse necessarie per pagare le importazioni. Il Giappone disponeva inoltre di limitate risorse naturali. Tuttavia fu il settore agrario a dover sopportare il peso di assicurare con le esportazioni le entrate necessarie a finanziare le importazioni. Le due tradizionali industrie tessili giapponesi erano basate sulle materie prime nazionali (la seta e il cotone). Subito dopo lapertura degli scambi lindustria cotoniera fu completamente spazzata via dai prodotti meccanizzati provenienti dallOccidente. Lindustria della seta sopravvisse e si svilupp anche un commercio degli stessi. Laltra grande fonte di esportazioni agricole era il t, ma il suo peso relativo diminu comunque gradatamente con la crescita della popolazione e del reddito nazionale. Lo stesso si verific ed in misura ancora pi accentuata con il riso. Il Governo incoraggi anche limpresa privata infatti non appena le miniere e le fabbriche cominciarono a funzionare in maniera soddisfacente il Governo le vendette. Lindustria cotoniera fece registrare i progressi pi rapidi mentre le industrie pesanti ebbero uno sviluppo pi lento. La Prima Guerra Mondiale accrebbe naturalmente in misura notevole la domanda dei prodotti di queste industrie e apr nuovi mercati. Il disavanzo della bilancia commerciale negli ultimi anni prima della guerra era stato ingente, ma laccresciuta domanda del periodo bellico permise ai produttori giapponesi di penetrare rapidamente nei mercati esteri. La transizione economica ebbe anche conseguenze politiche. Nel 1894-95 il Giappone sconfisse la Cina e la Russia sia in mare che in terra affermando cos la propria influenza.

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CAPITOLO XI LA CRESCIA DELLECONOMIA MONDIALE


Limportanza del commercio di lunga distanza crebbe enormemente nel corso del XIX secolo. Per tutto il secolo lEuropa controll almeno il 60% del totale sia delle importazioni che delle esportazioni. Il periodo di massima crescita si ebbe tra linizio degli anni quaranta del 1872 e il 1873. Allinizio del secolo erano due i principali ostacoli uno naturale, laltro artificiale che rallentavano il flusso del commercio internazionale. Lincidenza di entrambi declin significativamente col passare degli anni. Lostacolo naturale (alto costo dei trasporti, in particolare quelli terrestri) si arrese alla ferrovia e ai miglioramenti della navigazione. Allo stesso modo furono annullati gli ostacoli artificiali (le tariffe sulle importazioni e le esportazioni), anche se alla fine del secolo si verific un ritorno al protezionismo che determin lintroduzione in molti paesi di pi alte tariffe sulle importazioni.

La Gran Bretagna adotta il libero scambio


Argomentazioni intellettuali a favore del libero scambio a livello internazionale erano state avanzate anche prima della pubblicazione del trattato di Adam Smith La ricchezza delle nazioni. Nel XVIII secolo il contrabbando era unattivit redditizia. Il Governo britannico aveva cominciato a modificare il proprio atteggiamento protezionistico nel tardo Settecento, ma lo scoppio della rivoluzione francese e le guerre napoleoniche ne differirono gli sforzi. Il blocco britannico ed il Sistema continentale rappresentarono delle forme estreme di interferenza nel commercio internazionale. La perorazione di Smith a favore del libero scambio internazionale fu una conseguenza della sua analisi dei vantaggi derivanti dalla specializzazione e dalla divisione del lavoro tra le nazioni oltre che tra gli individui. Essa si basava sulle differenze tra i costi assoluti di produzione, come ad esempio tra i costi di produzione del vino in Scozia e in Francia. David Ricardo nei suoi Principi delleconomia politica suppose erroneamente che il Portogallo avesse rispetto allInghilterra un vantaggio assoluto nella produzione sia delle stoffe che del vino, ma che il costo relativo di questultimo fosse inferiore. Egli dimostr che sarebbe stato vantaggioso per il Portogallo specializzarsi nella produzione vinicola ed acquistare stoffe dallInghilterra. Questo era il principio del vantaggio relativo il fondamento della moderna teoria del commercio internazionale. Sia largomentazione di Smith a favore del libero scambio che quella di Ricardo si fondavano su ragioni puramente logiche. Per avere effetti pratici in politica esse dovevano riuscire a convincere gruppi consistenti di individui influenti che il libero scambio avrebbe loro portato dei vantaggi. Uno di questi gruppi era quello dei mercanti coinvolti nei traffici internazionali; inoltre conquistarono posizioni di preminenza nel partito tory al Governo, uomini il cui obiettivo era modernizzare le procedure arcaiche di Governo. Uno di questi fu Robert Peel che cre una forza di polizia metropolitana, i cui
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membri furono chiamati bobbies o peelers. Un altro dei cosiddetti tory liberals fu William Huskisson che ridusse il dedalo di restrizioni e tasse. La riforma parlamentare del 1832 estese il diritto di voto alla classe media urbana, in gran parte favorevole al libero scambio. Fulcro e simbolo del sistema protezionistico del Regno Unito erano le cosiddette Corn Laws, le leggi sul grano che imponevano tariffe sullimportazione. Dopo vari tentativi di abrogarle o modificarle Richard Cobden diede vita nel 1839 alla Anti-Corn Law League e intraprese una vigorosa campagna di mobilitazione dellopinione pubblica. Nel 1841 il Governo whig allora in carica propose una riduzione delle tariffe sia sul grano che sullo zucchero, di fronte alla bocciatura dei provvedimenti proposti, il Governo indisse nuove elezioni generali. In precedenza le leggi sul grano e il protezionismo in genere non avevano figurato tra le questioni di partito, in quanto i proprietari terrieri rappresentavano la maggioranza sia tra i tories che tra i whigs. In questa campagna elettorale questi ultimi proposero un ridimensionamento delle leggi sul grano, mentre i tories si batterono per il mantenimento dello status quo. La vittoria arrise ai tories ma il nuovo primo ministro, sir Robert Peel aveva gi deciso unampia revisione del sistema fiscale. Nel 1845 lIrlanda fu colpita dalla disastrosa carestia di patate, che ridusse alla fame gran parte della popolazione irlandese. Allora Peel present un progetto di legge per labrogazione delle leggi sul grano che fu approvato nel 1846. I whigs noti in seguito come liberali divennero il partito del libero scambio e delle manifatture, mentre i tories noti anche col nome di conservatori, rimasero il partito degli interessi fondiari e in seguito dellimperialismo. Con il consolidamento dei nuovi schieramenti politici negli anni cinquanta e sessanta e con Gladstone come cancelliere dello Scacchiere si afferm unintransigente politica liberoscambista. Dopo il 1860 rimasero solo pochi dazi sulle importazioni, applicati esclusivamente per motivi di bilancio su prodotti non britannici (brandy, vino tabacco).

Let del libero scambio

Il secondo grande stadio nel movimento verso il libero scambio fu un importante trattato commerciale, il trattato anglofrancese o Cobden-Chevalier del 1860. La Francia aveva seguito tradizionalmente una politica protezionistica che consisteva nel divieto di importare tessuti di cotone e di lana. Il Governo di Napoleone III desiderava seguire una politica di amicizia nei confronti della Gran Bretagna. Sebbene in Francia avesse tradizionalmente prevalso una politica protezionistica, una forte corrente di pensiero sosteneva il liberalismo economico. Uno dei capi di questa scuola era leconomista Michel Chevalier che convinse lImperatore dei vantaggi di un trattato commerciale con la Gran Bretagna. Unaltra circostanza politica rese pi allettante la scelta del trattato. Secondo la Costituzione del 1851 lapprovazione di ogni legge che riguardasse la nazione spettava al Parlamento bicamerale, mentre il sovrano deteneva il diritto esclusivo di negoziare trattati con potenze straniere. Napoleone aveva cercato negli anni cinquanta di ridurre la forte impronta protezionistica ma non era riuscito a portare a compimento una riforma complessiva della politica tariffaria. In Gran Bretagna si riteneva dopo la scelta del libero scambio che i vantaggi di una politica liberoscambista sarebbero stati cos evidenti che le altre
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nazioni lavrebbero adottata. Di conseguenza il trattato fu firmato nel gennaio del 1860. Il trattato impegnava la Gran Bretagna a cancellare tutti i dazi sullimportazione di merci francesi ad eccezione del vino e del brandy, in quanto prodotti di lusso per i consumatori britannici, per cui la Gran Bretagna manteneva su di essi dazi ridotti a fini esclusivamente fiscali. La Gran Bretagna manteneva su di essi dazi ridotti a fini esclusivamente fiscali. Inoltre la Gran Bretagna salvaguard la posizione di preferenza del Portogallo nel mercato britannico. La Francia da parte sua revoc la sua proibizione dellimportazione di prodotti tessili britannici e ridusse i dazi. Un aspetto importante di questo trattato fu la clausola della nazione pi favorita, vale a dire che se una delle due parti avesse negoziato un accordo con un paese terzo, la controparte nel trattato avrebbe beneficiato automaticamente di qualsiasi tariffa pi bassa eventualmente accordata a questultimo. Entrambi i contraenti del trattato anglofrancese avrebbero beneficiato del trattamento accordato alla nazione pi favorita. La Francia a differenza della Gran Bretagna stipul numerosi trattati con altri paesi. Le conseguenze di questa rete di trattati commerciali furono considerevoli. Il commercio internazionale crebbe. Gran parte dellaumento dipese dal commercio intereuropeo, ma vi contribuirono anche paesi di altri continenti. Unaltra conseguenza dei trattati fu la riorganizzazione dellindustria imposta dalla maggiore concorrenza, i trattati favorirono lefficienza tecnica e aumentarono la produttivit.

La Grande Depressione e il ritorno al protezionismo

Unaltra conseguenza dellintegrazione delleconomia internazionale provocata da un commercio pi libero fu la sincronizzazione della dinamica dei prezzi al di l delle frontiere nazionali. Le fluttuazioni dei prezzi cominciarono ad essere pi spesso legate allo stato del commercio (alle oscillazioni della domanda), divennero di natura ciclica e furono trasmesse di paese in paese attraverso i canali commerciali. La statistica ha distinto diverse variet di cicli economici: cicli delle scorte di breve durata (2-3 anni), relativamente miti, oscillazioni di pi ampio respiro (9-10 anni), concluse frequentemente da crisi finanziarie seguite da recessioni e tendenze secolari di lunga durata (20-40 anni). Causa delle fluttuazioni sono le complesse interazioni di fattori monetari e reali. Fluttuazioni della produzione accompagnavano le fluttuazioni dei prezzi anche se le cadute della produzione erano di breve durata. In quasi tutti gli Stati europei i prezzi raggiunsero il culmine allinizio del secolo. Le cause furono sia reali (la penuria determinata dalla guerra) che monetarie (le esigenze della finanza di guerra). Dopo di allora la tendenza secolare fu al ribasso fino alla met del secolo. Le cause furono nuovamente sia reali (innovazioni tecniche, miglioramenti nellefficienza) che monetarie (pagamento delle riparazioni di guerra da parte di Governi). Nel 1873 un panico finanziario colp Vienna e New York per poi propagarsi nella maggior parte dei paesi industrializzati. La susseguente caduta dei prezzi divenne nota in Gran Bretagna come Grande Depressione. La depressione fu attribuita a torto dai grandi industriali allaccresciuta concorrenza internazionale frutto dei trattati commerciali, e avanzarono nuove richieste di protezione. Prima del 1870 essi non erano stati disturbati dalla concorrenza dei paesi doltremare, in quanto
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i costi del trasporto via mare avevano rappresentato una protezione sufficiente. Negli anni settanta le spettacolari riduzioni dei costi di trasporto dovute alla costruzione di nuove ferrovie combinate con le riduzioni dei costi di trasporto oceanici per effetto dei miglioramenti apportati alla navigazione a vapore, incoraggiarono la messa a coltura di vasti tratti di praterie vergini. Per la prima volta gli agricoltori europei si trovavano a fronteggiare una dura concorrenza sui propri mercati. La situazione dellagricoltura tedesca era molto critica. La Germania era divisa allepoca essenzialmente in un occidente in via di industrializzazione ed un oriente agricolo. Gli Junker della Prussia orientale si erano dedicati da tempo allesportazione di grano in Europa occidentale. Era questa la maggiore eccezione all regola per la quale fino agli anni settanta del XIX secolo i costi di trasporto rendevano non conveniente trasportare il grano su lunghe distanze. I Junker erano favorevoli al libero scambio nella loro veste di esportatori. Chiesero protezione non appena cominciarono a subire le conseguenze della caduta dei prezzi del grano. La popolazione tedesca stava crescendo rapidamente e con lindustrializzazione anche le citt stavano espandendosi velocemente. Gli Junker volevano conservare lesclusiva del grande e crescente mercato. Otto van Bismark, creatore e cancelliere del nuovo impero tedesco colse questa opportunit. Gli industriali della Germania occidentale da tempo reclamavano una protezione tariffaria, ora che anche gli Junker prussiani si erano schierati al loro fianco, Bismark decise di accedere alla richiesta e diede la sua approvazione ad una legge tariffaria del 1879 che introdusse il protezionismo sia per lindustria che lagricoltura. Gli interessi protezionistici francesi ripresero forza sul piano politico. Nel 1881 essi riuscirono ad ottenere una nuova legge tariffaria che reintroduceva esplicitamente il principio del protezionismo. I sostenitori del libero scambio conservarono per un notevole peso politico, e nel 1881 nuovi trattati commerciali ribadirono i principi fondamentali del trattato Cobben-Chevalier. Vi fu una maggioranza favorevole al protezionismo che riusc a far approvare nel 1892 la famigerata tariffa Mline. Questa tariffa stata dipinta come estremamente protezionistica, un protezionismo raffinato: essa conteneva elementi condivisi da partigiani del libero scambio. Una guerra tariffaria con lItalia arrec gravi danni al commercio francese, e ancora maggiori a quello italiano. LItalia aveva seguito lesempio tedesco nel ritorno al protezionismo, aveva deciso di discriminare in particolare le importazioni francesi. La mossa fu poco saggia, in quanto la Francia rappresentava per lItalia il maggiore mercato estero. Il commercio tra i due paesi vicini croll. Molti altri paesi seguirono lesempio della Francia e della Germania innalzando i propri dazi come lAustria-Ungheria, la Francia, la Russia e gli Stati Uniti. In questo generale ritorno al protezionismo resistettero alcune sacche di libero scambio e di queste la pi notevole fu la Gran Bretagna. Sorsero dei movimenti politici che si battevano per un commercio giusto e una preferenza imperiale, tuttavia essi non riuscirono a mietere alcun successo fino alla Prima Guerra Mondiale. Il successo dei commercianti tedeschi sui mercati esteri ispir alcuni provvedimenti di rappresaglia, tra cui il Merchandise Marks Act che imponeva di apporre sui prodotti esteri unetichetta made in Germany in modo da dissuadere i consumatori britannici dallacquistare un prodotto, ma in realt accadde esattamente
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il contrario. I Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca conservarono una posizione liberoscambista. Quindi leconomia mondiale allinizio del XX secolo era la pi integrata e interdipendente di quanto fosse mai stata in precedenza o di quanto lo sarebbe stata fino a molto dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il regime aureo internazionale


Secondo alcuni lalto grado di integrazione raggiunto dalleconomia mondiale nella seconda met del XIX secolo dipese criticamente da unadesione generale al regime aureo internazionale. Secondo altri questa integrazione fu prima di tutto una conseguenza del ruolo centrale della Gran Bretagna nelleconomia mondiale. Nel corso della storia diverse merci (terra, bestiame, frumento) hanno svolto la funzione di standard monetario, ma la maggiore preminenza sempre stata detenuta dalloro e dallargento. La funzione di uno standard monetario di definire lunit di conto di un sistema monetario, lunit in cui tutte le altre forme di monetarie sono convertibili. Ad esempio nellInghilterra medievale la lira sterlina era definita come una libbra di argento puro. Tecnicamente lInghilterra conserv il regime argenteo fino alle guerre franco-napoleoniche, sebbene nel 600 e nel 700 le monete doro, le famose ghinee (prendevano il nome dalla Guinea, regione africana da cui proveniva loro) avessero rimpiazzato quelle dargento nelluso comune. Durante le guerre la Banca dInghilterra sospese il pagamento per cui il paese non aveva pi alcuno standard monetario. Aveva una cartamoneta inconvertibile ovvero un corso forzoso. Dopo le guerre il Governo decise di ritornare ad uno standard metallico, ma scelse loro. Lunit di conto (standard di valore) fu la sovrana o sterlina doro, definita come 113,0016 grani di oro fino (puro). Secondo le disposizioni della legge dovevano essere osservate tre condizioni: la zecca reale era obbligata a comprare e vendere quantit illimitate di oro a prezzo fisso; la Banca dInghilterra era tenuta a convertire a richiesta le sue passivit monetarie in oro; nessuna restrizione poteva essere imposta sullimportazione e sullesportazione di oro. Ci significava che loro serviva da base ultima o riserva dellintera provvista monetaria della nazione. Il movimento di entrata e uscita delloro dal paese (in funzione della bilancia dei pagamenti) determinava fluttuazioni nella riserva totale di moneta, che a sua vota causava delle oscillazioni nella dinamica dei prezzi. Per un breve periodo la Francia cerc di creare unalternativa al regime aureo internazionale nella forma dellUnione Monetaria Latina. Sebbene in Francia vigesse nominalmente un regime bimetallico (oro e argento insieme) la scoperta delloro in California e in Australia caus un aumento del livello generale dei prezzi e una diminuzione del prezzo relativo delloro rispetto allargento. La Francia pass ad uno standard argenteo e convinse il Belgio, la Svizzera e lItalia a seguirla nel 1865. Lobiettivo era quello di mantenere stabili i prezzi. Successivamente aderirono allunione la Spagna, la Serbia e la Romania. Pochi anni dopo con la scoperta di nuovi giacimenti di argento, i prezzi relativi delloro e dellargento si modificarono in senso inverso, e le nazioni facenti parte dellunione monetaria latina si trovarono sommerse dallafflusso
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di argento a buon mercato. Esse limitarono i loro acquisti di argento per poi eliminarli del tutto, ritornando ad un regime aureo puro. La prima nazione ad adottare ufficialmente il regime aureo dopo la Gran Bretagna fu il nuovo Impero tedesco. Il Governo adott una nuova unit di conto, il marco aureo, e istitu la Reichsbank come banca centrale e unica agenzia di emissione. Prima della Guerra Civile negli Stati Uniti vigeva tecnicamente un regime bimetallico. Durante la guerra sia il Nord che il Sud emisero moneta inconvertibile. La Russia aveva adottato nominalmente il regime argenteo per tutto il XIX secolo, ma in realt aveva fatto ricorso a ingenti emissioni di cartamoneta inconvertibile. Nellultimo decennio del secolo il conte Witte (ministro delle finanze) decise che il paese doveva adottare il regime aureo, cosa che avvenne nel 1897. Quello stesso anno il Giappone, che aveva estorto all Cina unenorme indennit dopo la guerra del 1895, us il ricavato per creare una riserva aurea nella Banca del Giappone e per adottare il regime aureo.

Movimenti migratori e investimenti internazionali


Lemigrazione avvenne anche entro i confini europei, ma la sua dimensione pi significativa fu quella transoceanica. La seconda met del XIX secolo e linizio del XX secolo registrarono una massiccia emigrazione dallItalia e dallEuropa orientale. Questo immenso fenomeno migratorio ebbe effetti benefici: allegger le pressioni demografiche nei paesi di provenienza degli emigranti, allentando la tendenza al ribasso dei salari reali, e forn ai paesi ricchi di risorse ma poveri di manodopera un afflusso di lavoratori volenterosi a salari pi elevati di quelli che avrebbero potuto ottenere nei loro paesi di origine. Attraverso legami umani e culturali si favor lintegrazione delleconomia internazionale. Lesportazione di capitali rafforz ulteriormente lintegrazione delleconomia internazionale. Le risorse disponibili per essere investite allestero derivarono dal sensazionale aumento di ricchezza e del reddito provocato dallapplicazione delle nuove tecnologie. Ma linvestimento estero richiede risorse speciali generate dal commercio e dai pagamenti esteri. Esistono due principali categorie di fondi: quelli derivanti da una bilancia commerciale favorevole e quelli frutto di esportazioni invisibili (i servizi di spedizione, le rimesse degli emigrati e gli interessi ). Queste fonti possono operare in svariate combinazioni a seconda delle circostanze. La principale motivazione dellinvestimento estero laspettativa da parte dellinvestitore di un saggio di profitto pi elevato che in patria. I meccanismi dellinvestimento estero consistono in una serie di strumenti istituzionali per il trasferimento di fondi da un paese all'altro: mercati dei cambi, delle azioni e dei titoli. La Gran Bretagna fu di gran lunga in testa negli investimenti esteri fino al 1914. A questultima data gli investimenti esteri britannici ammontavano al 43% del totale mondiale. Questa situazione si era prodotta nonostante che per la maggior parte del secolo la Gran Bretagna avesse avuto una bilancia commerciale sfavorevole ossia avesse importato merci per un valore superiore alle esportazioni. Per la Gran Bretagna gli investimenti esteri furono resi possibili quasi esclusivamente dalle esportazioni invisibili. La Francia figurava al secondo posto in quanto a investimenti, ma linizio dellOttocento la vide indebitarsi con lestero, soprattutto con Gran Bretagna e Olanda, per saldare le pesanti riparazioni imposte
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dagli alleati dopo la sconfitta da Napoleone. Nella prima met del secolo gli investimenti francesi si volsero principalmente verso i vicini pi prossimi, cio allacquisto di obbligazioni dei governi sia rivoluzionari che reazionari di Spagna, Portogallo e dei diversi stati italiani, in Svizzera, Austria e negli Stati tedeschi. Tra il 1851 e il 1880 gli investitori francesi si assunsero lonere di costruire la rete ferroviaria di gran parte dellEuropa meridionale e orientale. Dopo lalleanza francorussa i Francesi investirono somme enormi nellacquisto di titoli russi pubblici e privati. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, oltre un quarto di investimenti esteri francesi era concentrato in Russia. A differenza dei Britannici, i Francesi destinarono meno del 10% dei loro investimenti alle colonie. Il contributo francese allo sviluppo economico dellEuropa fu considerevole. La Germania si trasform nel corso del secolo da debitore netto a creditore netto. Allinizio dellOttocento gli stati tedeschi avevano pochi debiti con lestero e ancor meno crediti. Nei decenni centrali del secolo le province occidentali beneficiarono dellafflusso di capitali francesi, belgi e britannici, vi fu un boom di eccedenze delle importazioni che fornirono i fondi con i quali la Germania fu in grado di ripagare i capitali esteri e di accumulare investimenti. Il governo tedesco cerc di avvalersi dellinvestimento estero privato come di unarma in politica estera. I paesi industrializzati minori dellEuropa occidentale - Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, le cui economie nel corso del secolo avevano beneficiato di investimenti esteri - erano divenuti alla fine del secolo creditori netti come la Germania. Fra i paesi beneficiari di investimenti esteri gli Stati Uniti erano di gran lunga il maggiore. I capitali esteri contribuirono alla costruzione di ferrovie, allo sfruttamento delle risorse minerarie e al finanziamento dei ranches degli allevatori. Dopo la Guerra Civile, gli investitori americani cominciarono ad acquistare obbligazioni estere e le societ private americane cominciarono ad investire direttamente allestero in una serie di operazioni industriali, commerciali ed agricole. In Europa il paese che benefici dei maggiori investimenti esteri fu la Russia. La rete ferroviaria russa fu costruita soprattutto con capitale estero, cos come furono finanziati anche lesercito e la flotta. La maggior parte dei paesi europei contrasse prestiti nel corso del XIX secolo. Le risorse derivanti dagli investimenti privati e dai prestiti governativi furono spesso impiegate con prodigalit e talora in maniera corrotta. Come nel caso degli investimenti in patria, anche un investimento estero, per contribuire allo sviluppo economico, deve generare un flusso di reddito sufficiente a pagare un tasso positivo di remunerazione del capitale e col tempo a rimborsare linvestimento originario. In contrasto con i miseri risultati prodotti da molti investimenti nellEuropa meridionale e orientale gran parte degli investimenti effettuati nei paesi scandinavi ripag il capitale originario e rese un contributo positivo allo sviluppo delle rispettive economie. Gli investimenti in Danimarca, Svezia e Norvegia furono i maggiori del tempo. Anche lAustralia, la Nuova Zelanda e il Canada beneficiarono di ingenti investimenti esteri. La maggior parte dei fondi furono investiti in titoli pubblici (governativi) e confluirono nel finanziamento di beni capitale di utilit sociale (ferrovie, installazioni portuali, servizi pubblici) anche se in Australia e in Canada somme considerevoli furono investite in attivat estrattive. Considerata la bassa densit della popolazione e
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lampia disponibilit di terre in tutti e tre i paesi, non sorprendente che essi si specializzassero nella produzione di merci che richiedevano in proporzione poco lavoro per unit di terra, vale a dire della lana, in Australia e Nuova Zelanda e del frumento in Canada. Questi prodotti trovarono ampi sbocchi sui mercati europei, in particolare in Gran Bretagna. Svilupparono industrie di servizi e in qualche modo le manifatture, ma rimasero dipendenti dallEuropa per la maggior parte dei beni di consumo industriali e soprattutto dei beni capitale. Gli investimenti effettuati in America Latina e in Asia, bench considerevoli in cifra assoluta, furono molto inferiori se rapportati alla popolazione dei paesi destinatari in confronto a quelli nei paesi appena menzionati. In queste aree mancava unanaloga consistente quantit di capitale umano da mettere allopera e le strutture istituzionali delle loro economie non erano propizie allo sviluppo economico. Il risultato principale degli investimenti esteri fu lo sviluppo di fonti di materie prime per le industrie europee, senza una trasformazione della struttura interna delleconomia. Un esame pi dettagliato degli investimenti britannici in America Latina consentir di comprendere meglio il significato degli investimenti esteri per i paesi meno sviluppati e per leconomia mondiale nel suo complesso. Gli investimenti totali della Gran Bretagna crebbero a circa 1200 milioni nel 1913. A questa data lArgentina era il paese destinatario delle somme di gran lunga pi consistenti, seguita dal Brasile, dal Messico, Cile, Uruguay, Cuba, Colombia. La maggior parte di questi fondi fu utilizzata nella costruzione di ferrovie e di altre infrastrutture. Anche la maggior parte degli investimenti esteri diretti nelle ferrovie, nei servizi pubblici, nelle istituzioni finanziarie, in iniziative commerciali e trov impiego industriali. La produzione di beni per il consumo interno e per lesportazione fu lasciata ai proprietari terrieri, ai contadini. I paesi latinoamericani scambiavano i loro prodotti primari con i manufatti europei ed americani e la maggior parte di loro cominci a dipendere da poche beni di prima necessit: frumento, carne in Argentina, caff e gomma in Brasile. Nitrati e rame in Cile.

La rinascita dellimperialismo occidentale

Gli sterminati continenti dellAsia e dellAfrica parteciparono solo marginalmente allespansione commerciale del XIX secolo, fino a quando non vi furono costretti dalla potenza militare delloccidente.

Africa

La colonia del Capo, allestremit meridionale dellAfrica, era stata fondata dagli olandesi alla met del XVII secolo come stazione di vettovagliamento per gli uomini della Compagnia delle Indie orientali. La Gran Bretagna la conquist, le politiche britanniche (in particolare labolizione della schiavit), irritarono i boeri o afrikaaner, discendenti dei coloni olandesi. Cominciarono nel 1835 la loro lunga marcia verso il Nord, dando vita a nuovi insediamenti, ma i conflitti continuarono per tutto il secolo. Oltre a combattere tra loro, entrambi i gruppi vennero spesso in urto con le trib africane che furono sterminate e ridotte in schiavit. Dapprima sia gli insediamenti boeri che quelli britannici ebbero carattere agrario, nel 1886 nel
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Transvaal fu scoperto loro. Questi avvenimenti contribuirono allascesa al potere di Rhodes, una delle personalit pi influenti della storia africana, egli giunse in Africa nel 1870 e fece fortuna nelle miniere di diamanti. Rhodes divenne un ardente patrocinatore dellespansione imperialistica. Nel 1880 entr nel corpo legislativo della colonia del Capo e divenne in seguito primo ministro della colonia. Una delle sue maggiori ambizioni era la costruzione di una ferrovia dal Capo al Cairo tutta su territorio britannico. Il Presidente della Repubblica sudafricana Kruger rifiut, Rhodes allora organizz un complotto che fall e fu costretto a dare le dimissioni. Nellottobre del 1899 ebbe inizio la guerra sudafricana o angloboera. I Britannici subirono dapprima diversi rovesci, poi invasero sia il Transvaal che lo Stato libero dellOrange. Subito dopo il Governo britannico pass da una politica di repressione ad una di conciliazione. Nel 1910 lUnione sudafricana divenne un dominio dellImpero britannico. Prima del 1880 il solo possedimento europeo in Africa, se si escludevano il Sud Africa britannico era lAlgeria francese. Carlo V intraprese nel 1830 la conquista dellAlgeria, e in seguito i Francesi vi aggiunsero le conquiste fatte sulla costa occidentale dellAfrica. Alla fine del secolo avevano conquistato un territorio che battezzarono Africa occidentale francese. Nel 1912 completarono il loro impero nordafricano aggiungendovi un protettorato sulla maggior parte del Marocco. Nel frattempo importanti avvenimenti avevano luogo allestremit orientale dellAfrica islamica. Lapertura del canale di Suez nel 1869 da parte di una societ francese rivoluzion il commercio mondiale e mise in pericolo la linea di comunicazione vitale della Gran Bretagna con lIndia. Lobiettivo della politica estera britannica (assumere il controllo del canale) fu favorito dalle difficolt finanziarie del kediv (re) dEgitto. Le ristrettezze finanziarie egiziane permisero verso la fine del 1875 a Benjamin Disraeli, primo ministro britannico, di acquistare per conto del governo del suo paese le azioni del kediv nella compagnia del canale. Il risentimento egiziano per la dominazione straniera sfoci in vaste ribellioni, e per ristabilire lordine i britannici bombardarono Alessandria e inviarono un corpo di spedizione. Il liberale Gladstone assicur gli Egiziani che loccupazione sarebbe stata temporanea, i Britannici ereditarono dal Governo del kediv la conquista incompleta del Sudan. Perseguendo questo obiettivo i Britannici si trovarono faccia a faccia con i Francesi che si stavano espandendo verso oriente. Le truppe rivali si fronteggiarono a Fashoda ma precipitosi negoziati scongiurarono un conflitto vero e proprio. All fine i Francesi si ritirarono. Uno ad uno gli Stati della costa nordafricana nominalmente vassalli del sultano turco erano stati strappati a questultimo. Rimaneva solo Tripoli. Nel 1911 lItalia prese a pretesto un contrasto con la Turchia che termin con lannessione di Tripoli allItalia. LAfrica centrale fu lultima area del continente nero ad aprirsi alla penetrazione occidentale, la scoperta dei diamanti in Sud Africa stimol le esplorazioni nella speranza di scoperte analoghe in Africa centrale. Limprovvisa corsa ai territori suscit delle frizioni che avrebbero potuto condurre alla guerra. Per scongiurare questa possibilit Bismark e Jules Ferry (primo ministro francese) convocarono a Berlino nel 1884 una conferenza internazionale sugli affari africani. Le risoluzioni prese furono: abolizione del commercio degli schiavi e della schiavit, il riconoscimento dello stato libero del Congo con a capo
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Leopoldo del Belgio e la regola secondo cui un paese doveva effettivamente occupare un territorio perch le sue pretese su di esso fossero riconosciute. Alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale solo lEtiopia e la Liberia conservavano la loro indipendenza.

Asia

La decadenza interna aveva seriamente indebolito la dinastia Manci, che aveva governato la Cina dalla met del XVII secolo. Ci diede agli europei opportunit di guadagnare con la forza laccesso allImpero. Il t e le sete cinesi avevano un ampio mercato in Europa ma un vero cambiamento vi fu quando scoprirono che i Cinesi avevano una spiccata predilezione per loppio. Il Governo cinese ne proib limportazione, ma il commercio prosper per mezzo dei contrabbandieri e di doganieri corrotti. Cominci cos la Guerra dellOppio (1839-42) che termin con limposizione della trattato di Nanchino. La Cina dovette consegnare agli Inglesi lisola di Hong Kong, accettare di aprire altri cinque porti al commercio sotto supervisione consolare, fissare un dazio uniforme del 5% sulle importazioni e pagare unindennit. Il commercio delloppio prosegu. La facilit con cui i Britannici ebbero la meglio sui Cinesi incoraggi altri paesi a richiedere trattati ugualmente favorevoli. Le concessioni agli stranieri suscitarono nuovi episodi di violenze e illegalit xenofobe, che a loro volta portarono a ulteriori rappresaglie da parte degli stranieri e a ulteriori concessioni. Le continue umiliazioni portarono ad un ultimo scoppio di violenza xenofoba nota come rivolta dei Boxer (1900-01); boxer era lappellativo popolare dato ai membri della societ segreta dei pugni di giustizia e di concordia il cui obiettivo era di cacciare tutti gli stranieri dalla Cina. Sollevatisi in diverse parti del paese essi attaccarono i Cinesi che si erano convertiti al cristianesimo. I primi tentativi Britannici di occupare Pechino furono respinti ma alla fine limpero cinese decadde. Nel XIX secolo la Corea era un regno semiautonomo nominalmente sotto il dominio cinese, anche se i Giapponesi da lungo tempo avevano avanzato delle rivendicazioni. Guerra tra Cina e Giappone conclusasi con lannessione della Corea al Giappone nel 1910. LIndocina una vasta penisola dellAsia sudorientale la cui cultura una miscela di civilt classica indiana e cinese. I Britannici assunsero il controllo della Birmania e degli Stati malesi, ma alla fine i Francesi occuparono tutta la regione. La Tailandia ebbe la fortuna di rimanere uno Stato indipendente, dovette la sua indipendenza ad una successione di re abili e alla sua posizione di cuscinetto tra le sfere dinfluenza francese e britannica.

Spiegazioni dellimperialismo

Le cause dellimperialismo furono molte e complesse, non esiste ununica teoria. Una delle spiegazioni pi popolari dellimperialismo moderno parla di necessit economica. Si parla di imperialismo economico dato che: la concorrenza nel mondo capitalistico si intensifica, determinando la costituzione di grandi imprese e leliminazione delle piccole; il capitale si accumula sempre pi velocemente nelle grandi imprese, e poich il potere dacquisto delle masse insufficiente ad acquistare tutti i prodotti della
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grande industria, il saggio di profitto diminuisce; man mano che il capitale si accumula e la produzione delle industrie capitalistiche rimane invenduta, i capitalisti ricorrono allimperialismo per ottenere il controllo politico su aree nelle quali possono investire i capitali e vendere i prodotti in eccedenza. E questa nelle linee essenziali la teoria marxista dellimperialismo, o pi precisamente la teoria leninista in quanto Marx non previde il rapido sviluppo dellimperialismo. Lenin pubblic la sua teoria nel 1915 ne Limperialismo fase suprema del capitalismo. Lenin attinse in misura notevole da Hobson, critico liberale britannico, che a sua volta aveva adottato molte delle argomentazioni dei sostenitori dellimperialismo. Uno di questi fu il capitano Mahan il cui motto era il commercio segue la bandiera. Ferry fu il principale responsabile delle maggiori conquiste francesi. I sostenitori dellimperialismo affermavano che le colonie oltre ad offrire nuovi mercati e a costituire uno sbocco alle eccedenze di capitali, avrebbero assicurato nuove fonti di materie prime e assorbito la popolazione in rapida crescita delle nazioni industriali. Che le colonie potessero servire da sbocco per leccesso di popolazione era un argomento erroneo. Le colonie erano situate infatti soprattutto in posti con climi oppressivi per gli Europei. E vero che in qualche caso le colonie assicuravano nuove fonti di materie prime, ma laccesso a queste ultime non richiedeva un controllo politico. Altrettanto fallace era la giustificazione delle colonie come mercati per i prodotti manifatturieri in eccesso. Le colonie infatti non erano necessarie a questo scopo ne furono usate in tal senso dopo la conquista, le colonie avevano popolazioni troppo sparse e troppo povere per fungere da grossi mercati, inoltre il controllo politico non era necessario. La spiegazione pi importante dellimperialismo come fenomeno economico forse quella che accenna allinvestimento di capitali in eccesso, almeno secondo la teoria marxista. Una grossa responsabilit va attribuita ad un mero opportunismo politico, combinato con un crescente e aggressivo nazionalismo. La politica di potenza e lopportunit militare svolsero un ruolo altrettanto importante. Il clima intellettuale del tardo XIX secolo, con forti coloriture di darwinismo sociale, era propizio allespansione europea e ci fa capire come limperialismo debba essere visto anche come fenomeno psicologico e culturale oltre che politico ed economico.

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CAPITOLO XII SETTORI STRATEGICI


Agricoltura
Uno dei pi profondi mutamenti strutturali delleconomia verificatosi nel XIX secolo fu la diminuzione del peso relativo del settore agricolo, ci non vuol dire che lagricoltura cess dessere importante, anzi vero il contrario. Un incremento della produttivit agricola pu contribuire allo sviluppo economico complessivo in 5 modi potenziali: 1. Il settore agricolo pu sostentare uneccedenza di popolazione in grado di dedicarsi ad occupazioni non agricole; 2. Il settore agricolo pu fornire commestibili e materie prime sufficienti a sostentare la popolazione non agricola; 3. La popolazione agricola pu rappresentare un mercato per la produzione delle industrie manifatturiere e dei servizi; 4. Attraverso investimenti volontari o limposizione fiscale, il settore agricolo pu fornire capitali da investire al di fuori dellagricoltura; 5. Attraverso le esportazioni di prodotti agricoli, il settore agricolo pu far affluire la valuta estera indispensabile agli altri settori per acquistare le quantit necessarie di beni capitale o di materie prime non disponibili in patria. Allinizio dellOttocento lagricoltura britannica era gi la pi produttiva dEuropa. La popolazione agricola offriva da tempo uneccedenza che poteva essere utilizzata per attivit non agricole. Analogamente, lagricoltura britannica soddisfaceva gran parte della domanda nazionale di derrate alimentari e dalcune materie prime, come la lana, lorzo e il luppolo per lindustria della birra. Nella prima met del XVIII secolo essa aveva prodotto persino un surplus di cereali per lesportazione. Il periodo tra la met degli anni quaranta e la met dei settanta fu anzi la grande et dellagricoltura: lagricoltura britannica raggiunse, contemporaneamente allindustria, il suo massimo relativo. I miglioramenti tecnici fecero aumentare la produttivit in misura addirittura superiore allintroduzione della coltura a rotazione e delle tecniche a lei associate. La ricchezza prodotta dalla terra contribu in modo considerevole alla creazione di capitale sociale: canali e strade a pedaggio nel Settecento, ferrovie nellOttocento. Nel complesso lagricoltura britannica svolse un ruolo di primo piano nellaffermazione
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dellindustria britannica. Il ruolo dellagricoltura sul continente fu diverso da quello che essa ebbe in Gran Bretagna e vari da regione a regione. La riforma agraria fu spesso un presupposto di miglioramenti sostanziali della produttivit. Il movimento delle recinzioni in Inghilterra pu essere considerato un tipo di riforma agraria. Una riforma fondiaria di tipo differente fu quella della rivoluzione francese, che abol lancien rgime e conferm ai piccoli proprietari indipendenti il possesso delle loro piccole fattorie. Riforme simili a quella francese furono imposte in alcuni territori occupati dai francesi, come il Belgio e la riva sinistra del Reno. Le riforme prussiane dellanno 1870 obbligarono i servi a cedere gran parte della terra da essi precedentemente coltivata ai vecchi padroni. La Svezia e la Danimarca abolirono il servaggio nelle seconda met del XVIII secolo. Nella monarchia asburgica Giuseppe II tent negli anni ottanta del XVIII secolo di alleviare il fardello che gravava sulla classe contadina, con risultati deludenti: la piena emancipazione dovette attendere la rivoluzione del 1848. In Spagna e in Italia, i tiepidi tentativi di riforma agraria entrarono in collisione con le necessit finanziarie dei Governi. Gli Stati balcanici, che avevano ereditato il loro assetto fondiario dal periodo di dominazione turca, non fecero seri tentativi di cambiarlo. La piccola propriet contadina caratterizzava la Serbia e la Bulgaria. In Grecia e in Romania pur non mancando una classe di piccoli proprietari contadini, esistevano anche grandi propriet coltivate da fittavoli. La Russia imperiale si distinse per la realizzazione di due tipi molto differenti di riforma agraria. Lemancipazione dei servi, decretata con riluttanza nel 1861 in seguito alla sconfitta nella guerra di Crimea, non mut alla base la struttura dellagricoltura russa. Gli ex servi pur essendo stati liberati dai loro padroni, appartenevano ora alla comune contadina, il mir; per lasciarla erano tenuti a munirsi di uno speciale passaporto, ma anche in caso di partenza essi erano tenuti al pagamento della loro quota dimposta e di rate di riscatto. In tale circostanze non pu sorprendere il fatto che la produttivit rimanesse bassa e che si moltiplicassero le agitazioni contadine. Sullonda della rivoluzione del 1905-06, il Governo abol i residui pagamenti di riscatto e approv la cosiddetta riforma Stolypin (dal nome del ministro che laveva ideata), che favoriva la propriet privata della terra e il consolidamento delle strisce in appezzamenti compatti. Questa fece s che la produttivit dellagricoltura russa cominciasse a crescere; il paese fu per ben presto travolto dalla guerra e dalla rivoluzione. I risultati conseguiti nella rivoluzione francese sono altrettanto contraddittori e paradossali di quelli dellindustria francese. Patria classica della piccola propriet contadina, frequentemente accusata di essere orientata alla sussistenza e tecnicamente arretrata, nondimeno la Francia possedeva anche molte aziende agricole moderne. Nel 1882, periodo in cui il morcellement (il frazionamento delle propriet) era al culmine. Queste prospere aziende agricole producevano uneccedenza commerciabile sufficiente a sostentare la crescente popolazione urbana. Inoltre, nonostante il leggendario attaccamento del contadino francese al suolo, oltre 5 milioni di persone abbandonarono lagricoltura per altri impieghi. Sembra che una parte dei risparmi accumulati in agricoltura trovasse sbocco in investimenti industriali, o nella realizzazione dinfrastrutture. Infine, lindustria vinicola era una delle voci principali
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delle esportazioni. In Belgio, nei Paesi Bassi e in Svizzera lagricoltura era da tempo orientata al mercato. La produttivit di questi tre paesi era ai livelli pi alti dEuropa. Una gran variet caratterizzava la condizione dellagricoltura nei vari stati tedeschi. A sud-ovest erano numerosi i piccoli proprietari contadini sul genere francese. Lemancipazione dei Servi in Prussia in seguito alleditto del 1807 non caus grandi cambiamenti. Con la crescita graduale della popolazione e il rapido aumento della domanda di lavoro e la popolazione fu ridistribuita da oriente ad occidente. La forza lavoro agricola continu a crescere. Lagricoltura contribu in misura considerevole allo sviluppo economico sia della Danimarca che della Svezia, ma non della Norvegia. In tutti questi paesi il settore primario assicur sia la quasi totalit dellapprovvigionamento alimentare che laccresciuta disponibilit di manodopera per altri settori. Il settore primario rappresent inoltre un mercato per lindustria nazionale e contribu, per lo meno in Svezia, dove le ferrovie furono costruite dallo Stato, allaccumulazione di capitali attraverso limposizione fiscale. Il modo pi spettacolare in cui i settori primari dei paesi scandinavi contribuirono allo sviluppo economico nazionale fu comunque attraverso le esportazioni. Ridottosi il commercio davena, la Svezia cominci ad esportare carne e latticini. Il legname era una voce importante anche per le esportazioni norvegesi superato per dallindustria della pesca. La Finlandia, sottoposta allo zar di Russia come granducato, viene talvolta accomunata ai paesi scandinavi. A differenza di questi ultimi, per, essa non registr alcun mutamento strutturale significativo nel corso del XIX secolo. Rimase un paese prevalentemente agricolo, con unagricoltura poco produttiva e bassi redditi medi. La voce pi importante nelle sue esportazioni era il legname. La monarchia asburgica era contrassegnata, come la Germania, da varianti regionali. La popolazione contadina rappresentava un mercato consistente, se non dinamico, per i tessili ed altri beni di consumo. La met ungherese dellImpero esportava prodotti agricoli, in particolare frumento e farina. Il fallimento dellImpero nel suo complesso nello sviluppo desportazioni agricole consistenti pu essere attribuito essenzialmente a due fattori: le difficolt di trasporto e il fatto che il mercato interno assorbiva gran parte della produzione. La Spagna, il Portogallo e lItalia non beneficiarono nel XIX secolo di una vera e propria riforma agraria. La popolazione non poteva rappresentare, in tali condizioni, un ricco mercato per lindustria, n rifornirla di capitali. I piccoli paesi dellEuropa sud-orientale rimasero impantanati, in misura ancora maggiore rispetto a quelli del Mediterraneo, in una agricoltura arretrata e improduttiva, che non apriva mercati allindustria n assicurava uneccedenza di generi alimentari, materie prime o lavoro per i mercati urbani. Anche la Russia imperiale rimaneva, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, a gran prevalenza rurale e agraria. Lagricoltura svolgeva in Russia un ruolo piuttosto differente. Pur nella sua arretratezza, lagricoltura russa era in grado di sostentare il popolo russo e di fornire uneccedenza esportabile, fatto che si rivel dimportanza determinante per la spinta allindustrializzazione. La Russia stava seguendo una traiettoria di sviluppo economico simile a quella percorsa dalle nazioni dellEuropa occidentale e dagli Stati Uniti. Lagricoltura svolse un ruolo dinamico nel processo d industrializzazione statunitense e nellascesa degli Stati Uniti; forniva in abbondanza non solo i
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commestibili e le materie prime necessari alla popolazione non agricola, ma anche la maggior parte delle esportazioni statunitensi. Le colonie meridionali mandavano in Europa tabacco, riso e indaco. Il New England e le colonie centrali scambiavano pesce, farina ed altri generi commestibili. Nella prima met del XIX secolo il cotone divenne il re delle esportazioni. Dopo la Guerra Civile, con lapertura per mezzo delle ferrovie delle regioni occidentali oltre il Mississippi e il crollo dei noli di trasporto transoceanici, mais e frumento divennero le voci pi importanti delle esportazioni. Lagricoltura americana fu orientata al mercato fin dallinizio; nonostante esistessero casi di produzione domestica, gli agricoltori americani si rivolsero ben presto ad artigiani rurali e piccole industrie per gli utensili e gli altri manufatti. Prima della fine del secolo varie ditte di vendite per corrispondenza quali la Sears Roebuck e la Montgomery Ward scoprirono i vantaggi derivanti dalla fornitura alla popolazione rurale di beni di consumo standardizzati e prodotti in grandi quantit. Il rapido incremento naturale della popolazione rurale, forn anche la forza lavoro necessaria per gli impieghi non agricoli. Questa fonte di manodopera fu integrata soprattutto a partire dagli anni ottanta, da emigranti provenienti dallEuropa. Anche il settore agricolo delleconomia americana contribu in maniera molto positiva alla trasformazione industriale degli Stati Uniti. Negli Stati Uniti non si verific alcuna riforma agraria di stile europeo; leconomia agricola benefici tuttavia della straordinaria opera di stimolo rappresentata dal trasferimento del demanio pubblico. Dopo la guerra rivoluzionaria, il Governo federale ottenne la propriet di gran parte delle regioni al di l degli Appalachi e lacquisto della Louisiana. Forse in nessun altro paese lagricoltura svolse un ruolo cos vitale nel processo di industrializzazione quanto in Giappone. Lagricoltura giapponese a dispetto della scarsit di terra arabile, fu in grado di sostentare la popolazione per gran parte del periodo prebellico e di fornire la maggior parte delle esportazioni giapponesi. Attraverso la tassa sulla terra del 1873, lagricoltura finanzi la maggior parte delle spese governative e di conseguenza una parte dellaccumulazione di capitali. Nonostante la loro povert i contadini giapponesi rappresentavano il mercato pi ampio per lindustria nel loro paese.

Banche e finanza

Il processo di industrializzazione del XIX secolo fu accompagnato da una proliferazione di banche ed altre istituzioni finanziarie necessarie ad assicurare i servizi finanziari richiesti da un meccanismo economico considerevolmente cresciuto e sempre pi complesso. Tra le possibili forme di interazione tra settore finanziario ed altri settori delleconomia che richiedono i servizi, si possono isolare 3 casi fondamentali: quello in cui il settore finanziario svolge un ruolo positivo, propizio alla crescita; quello in cui esso fondamentalmente neutrale o meramente permissivo; quello in cui un sistema finanziario inadeguato limita od ostacola lo sviluppo industriale e commerciale. Allinizio del XIX secolo la Banca dInghilterra era ancora in possesso del suo monopolio nel settore delle banche a capitale azionario. Dopo una crisi
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particolarmente grave, il Parlamento emend la legge per permettere ad altre banche di adottare la forma di societ per azioni purch non emettessero cartamoneta; pochi anni dopo il Parlamento approv il Bank Act del 1844, che modell la struttura del sistema bancario britannico fino alla Prima Guerra Mondiale e oltre. In base alla legge sulle banche del 1844 la Banca dInghilterra cedeva il suo monopolio come banca a capitale azionario in cambio del monopolio dellemissione di cartamoneta, divenne per sempre di pi la banca delle banche, e alla fine del secolo aveva assunto tutte le funzioni di una banca centrale. Accanto alla Banca dInghilterra, il sistema bancario britannico prevedeva una serie di banche commerciali a capitale azionario che accettavano depositi dal pubblico e prestavano denaro a imprese commerciali, generalmente a breve termine. Il numero di queste banche crebbe rapidamente, sia a Londra che nellintero paese. Altra caratteristica del sistema bancario britannico era lesistenza a Londra di banche di affari private. Con la loro attivit di basso profilo, queste imprese private si dedicavano soprattutto a finanziare gli scambi internazionali e al commercio di valuta. Questistituzione era specializzata quasi esclusivamente in investimenti esteri, e lasciava alle borse principali la funzione di raccogliere capitali per le imprese nazionali. La Gran Bretagna possedeva molte altre istituzioni finanziarie: casse di risparmio, societ di finanziamento per lacquisto o la costruzione di abitazioni, societ di mutuo soccorso e cos via. Il sistema bancario francese era dominato, come quello inglese, da un istituto di ispirazione politica i cui affari si svolgevano soprattutto col Governo, vale a dire la Banca di Francia. Creata da Napoleone nel 1800, essa acquist ben presto il monopolio dellemissione di cartamoneta ed altri speciali privilegi. Per un breve periodo sotto Napoleone, essa ebbe un certo numero di filiali in citt di provincia, essa divenne la Banca di Parigi. Fino al 1848 la Francia non possedette altre banche a capitale azionario e niente che equivalesse alle banche di provincia inglesi. Il suo sistema bancario era in effetti meno sviluppato del necessario, in quanto i notai principali che svolgevano alcune funzioni di intermediazione non potevano supplire alla carenza di banche. Diversi imprenditori diedero vita a Parigi negli anni 30 e 40 a banche in commandite. La Francia aveva comunque, nella prima met del XIX secolo, unaltra importante istituzione finanziaria, la haute banque parisienne, banche daffari simili a quelle londinesi, tra cui spiccava la De Rothschild frres, fondata da James de Rothschild, figlio di un ebreo di corte tedesco del XVIII secolo. Aveva fondato in epoca napoleonica filiali della banca di famiglia, oltre che a Londra e a Parigi, anche a Francoforte, Vienna e Napoli. Come a Londra, la principale attivit di queste banche private erano il finanziamento degli scambi internazionali e il commercio di valuta e lingotti, ma dopo le guerre napoleoniche cominciarono a sottoscrivere prestiti governativi ed altre obbligazioni, quali i titoli delle societ costruttrici di canali e ferrovie. Dopo il colpo di stato del 1851 e la proclamazione del Secondo impero lanno seguente, Napoleone III cerc di ridurre la dipendenza del governo dai Rothschild e dagli altri esponenti della haute banque con la creazione di nuovi istituti finanziari. Trov volenterosi collaboratori nelle persone dei fratelli Emile e Isaac Pereire, con la benedizione dellImperatore essi fondarono nel 1852 la Socit gnrale de crdit fondier, un istituto di credito fondiario, e la Socit gnrale de crdit mobilier, una
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banca dinvestimento specializzata nel finanziamento di costruzioni ferroviarie. In seguito il Governo autorizz la costituzione di altre banche a capitale azionario. Il sistema bancario francese della prima met del XIX secolo non riusc a realizzare tutto il suo potenziale di stimolo dello sviluppo economico; nella seconda met del secolo il suo carattere fu un po pi intraprendente ma senza eguagliare quello belga o quello tedesco. Laspetto distintivo del sistema finanziario tedesco, fu la banca universale o mista per azioni, impegnata sia in attivit di credito commerciale a breve termine che in investimenti a lungo termine o in attivit bancarie di promozione. Chiamate Kreditbanken: esse ripresero ed estesero le iniziative promotrici dei banchieri privati. Il primo esempio consapevole del nuovo tipo di banca fu la Bank fur Handel. I suoi promotori avevano progettato di stabilirsi in quella citt ma avevano ricevuto il rifiuto del Governo. In seguito avevano provato nellimportante centro finanziario di Francoforte, ma erano stati respinti anche dal Senato della citt libera, dominato da potenti banchieri privati locali. Il Governo del Granducato si rivel + disposto a cooperare. La nuova banca segu il modello del Crdit mobilier. Di fronte al rifiuto del Governo prussiano di autorizzare statuti di societ per azioni per le banche, alcuni ambiziosi promotori ricorsero alla societ simile alla francese socit en commadite, che non richiedeva lautorizzazione da parte del Governo. Ne nacquero parecchie nel corso degli anni 50 e 60. La legge e leuforia indotta dalla vittoria prussiana sulla Francia nel 1870 port alla fondazione di oltre 100 nuove Kreditbanken. La depressione che segu ne elimin la maggior parte, le pi deboli e quelle pi orientate alla speculazione; poi un processo di concentrazione e fusione, simile a quello che si verific in Gran Bretagna, port una decina di banche ognuna con una rete di filiali ed affiliate. Le pi famose furono le banche-D, ciascuna con un capitale superiore ai 100 milioni di marchi e con sede a Berlino. Esse non solo provvidero alle necessit dellindustria tedesca, ma facilitarono lallargamento del commercio estero tedesco fornendo credito agli esportatori e ai commercianti stranieri. La struttura finanziaria tedesca fu completata da unaltra importante innovazione istituzionale, la Reichsbank. Anchessa fu in parte una conseguenza della vittoria prussiana sulla Francia e dellenorme indennit che questa frutt ed era una semplice trasformazione della Banca di Stato prussiana, godeva del monopolio dellemissione di cartamoneta e agiva come banca centrale. Lo sviluppo del sistema bancario tedesco nella seconda met dellOttocento fu una delle pi straordinarie concomitanze del rapido processo di industrializzazione, furono molteplici gli elementi che contribuirono allaffermazione dellindustria tedesca, e quello stesso successo contribu a sua volta al successo e alla prosperit del sistema bancario. Allinizio del XX secolo il sistema bancario tedesco era probabilmente il pi potente al mondo. Negli Stati Uniti il sistema bancario ebbe nel XIX secolo una evoluzione variegata. Nei primi anni della repubblica il conflitto tra hamiltoniani, che propugnavano un ruolo forte del governo federale, e i jeffersoniani, che preferivano lasciare le scelte politiche ai singoli Stati, si riflesse in modo evidente nella storia del sistema bancario. Ebbero dapprima la meglio gli hamiltoniani, che strapparono al Congresso lo statuto
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della prima banca degli Stati Uniti; alla scadenza della statuto, per i sostenitori dei diritti degli Stati e delle banche statali, gi numerosi e sospettosi di istituti di maggiori dimensioni, ne impedirono il rinnovo. Una seconda Banca degli Stati Uniti dovette sopportare la stessa sorte. Alcuni stati ammettevano una libera attivit bancaria, altri gestivano banche di propriet statale, altri ancora cercarono di proibire del tutto le banche. Durante la Guerra Civile il Congresso istitu il National Banking System, che permetteva lesistenza di banche federali a fianco delle banche statali. La concorrenza era sleale, in quanto il Congresso aveva imposto una tassa discriminatoria sullemissione di banconote da parte delle banche statali, cosa che costrinse molte di esse a trasformarsi in banche nazionali. Sia il sistema bancario statale che quello federale subivano le conseguenze negative delleccessivo rigore delle leggi e dei regolamenti. Listituzione di filiali era generalmente proibita. Le banche non potevano occuparsi di finanza internazionale, ci significava che lingente volume di importazioni ed esportazioni del paese era finanziato dallEuropa e dal numero relativamente modesto di banche daffari private, che non erano ostacolate dalle restrizioni che colpivano le banche a capitale azionario. Alcuni ritenevano inoltre che lassenza di una banca centrale esponesse maggiormente il paese al panico finanziario e alle depressioni che si verificavano con periodicit. Per porre rimedio a questo problema, nel 1913 il Congresso istitu il Federal Reserve System che allegger le banche nazionali del compito di emettere banconote e diede loro la libert di occuparsi di finanza internazionale.

Il ruolo dello Stato


Il mito del laissez-faire significa che lo Stato oltre a promulgare e a far rispettare le leggi penali, si astiene da ogni interferenza nelleconomia, secondo il concetto marxista il Governo agisce da comitato esecutivo della classe dominante, la borghesia. La funzione fondamentale del Governo nella sfera economica la determinazione del contesto legale delliniziativa economica. La tipologia dintervento dello Stato nelleconomia comprende le attivit di promozione non immediatamente produttive. Esse includono i dazi, le esenzioni fiscali, i rimborsi e i sussidi, nonch i provvedimenti di apertura di uffici turistici e di immigrazione, non tutte le attivit che ricadono in questa categoria sono necessariamente favorevoli alla crescita. Simili sono le funzioni di regolamentazione, che vanno dai provvedimenti volti a proteggere la salute e la sicurezza di specifici gruppi di lavoratori al controllo dettagliato dei prezzi, dei salari, della produzione. Lo scopo di queste norme pu essere quello di favorire la crescita, ma pi spesso lobiettivo non in rapporto con la crescita, e lintenzione di eliminare le ingiustizie e lo sfruttamento, in questultimo caso leffetto pu essere quello di ritardare la crescita. Lo Stato si pu impegnare in attivit direttamente produttive, che possono andare da iniziative benevoli come la fornitura di servizi educativi allassunzione totale da parte dello stato della propriet e del controllo di tutte le risorse produttive. La Gran Bretagna considerata la patria del laissez-faire, o del minimo intervento dello Stato nelleconomia. Il peso del settore pubblico nel Regno Unito era probabilmente rappresentativo dellintera Europa. La maggioranza delle persone d per scontato che una delle funzioni dello stato sia
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quello di consegnare la posta. Prima del XIX secolo il servizio postale privato era coesistito con un servizio pubblico incompetente e inefficiente. Il servizio postale moderno ebbe inizio nel 1840, quando il direttore generale delle poste del Regno Unito introdusse il servizio postale prepagato con la tariffa unica di un penny. In pochi anni sistemi simili furono adottati dalla maggioranza delle nazioni occidentali. Gran parte dei paesi continentali segu lesempio britannico, mentre negli Stati Uniti sia il telegrafo che il telefono furono lasciati alliniziativa privata. Un esempio del tutto insolito di impresa privata fu la Compagnia delle Indie orientali. Fondata nel XVII secolo come societ esclusivamente commerciale, allinizio dellOttocento era divenuta padrona dellIndia, uno stato nello stato. Dopo la rivolta dei sepoys del 1857, lopinione pubblica divenne consapevole di questanomalia e pretese lo scioglimento della Compagnia. In nessun settore la Gran Bretagna era in maggior ritardo rispetto agli altri paesi occidentali che nel pubblico sostegno allistruzione. La Scozia, invece, possedeva quattro antiche Universit aperte a tutti i richiedenti diplomati. I paesi del continente avevano per la maggior parte una lunga tradizione di paternalismo statale o tatisme. In diversi di essi lo Stato era proprietario di foreste, miniere e persino di imprese industriali, i francesi avevano le loro manufactures royales che fabbricavano porcellana, cristalli, tappezzerie. Nel XVIII secolo i Governi incoraggiarono i tentativi di appropriarsi della tecnologia britannica con lo spionaggio o con altri mezzi. Un esempio ancora pi vistoso quello offerto dallindustria estrattiva della Ruhr. In Prussia, come in Francia e in diversi altri paesi, lattivit estrattiva, persino nelle miniere private, doveva essere svolta sotto la supervisione di ingegneri del Regio Corpo delle miniere. Questa modalit era definita principio di direzione e si dimostr sufficiente nella Ruhr fin quando lattivit estrattiva rimase confinata ai giacimenti relativamente superficiali della valle della Ruhr. Le nuove miniere richiedevano capitali maggiori per i pozzi pi profondi, le pompe a vapore e altre attrezzature estrattive. Le societ minerarie, amministrate in qualche caso da imprenditori francesi, belgi e britannici, intrapresero una lunga logorante battaglia con le autorit prussiane, che ebbe finalmente termine nel 1865 con lintroduzione del principio di ispezione in base al quale gli ingegneri statali si limitavano ad ispezionare le miniere per motivi di sicurezza. Il rapido sviluppo della tecnologia dei trasporti comport il coinvolgimento di tutti i governi. I britannici, fedeli alla loro tradizione di minima ingerenza, fecero il meno possibile, lasciando la promozione, la costruzione e la maggior parte dei dettagli gestionali alliniziativa privata. Negli altri paesi i Governi mostrarono un interesse molto maggiore per le ferrovie. Negli anni 30 del XIX secolo lo Stato belga intraprese la costruzione e la conduzione per proprio conto di una rete ferroviaria di base. Dopo il suo completamento, esso permise a societ private di costruire delle diramazioni. La politica ferroviaria dellImpero austro-ungarico oscill, come quella russa, da una tendenza iniziale favorevole alla propriet e alla gestione statali si pass ad una preferenza per le societ private. Se lOttocento sembra un secolo in cui lo Stato fu meno invadente che nei secoli precedenti, ci non significa che esso non svolse alcun ruolo.
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CAPITOLO XIII PANORAMA DELLECONOMIA MONDIALE NEL VENTESIMO SECOLO


Leconomia del XX secolo, assunse dimensioni enormi e senza precedenti, influenti in maniera particolare sulla dinamica della popolazione.

Popolazione
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si assistette ad una crescita demografica, pi lenta in Europa e pi dinamica nel resto del mondo. Tale fenomeno fu in parte da attribuire alla diminuzione del tasso di mortalit. Una delle conseguenze della diminuzione del tasso di mortalit, da attribuirsi al rapido incremento della durata media della vita. La speranza di vita cresce laddove vi sono redditi medi elevati, la popolazione meglio nutrita, e gode di una migliore assistenza medica di quella appartenente a paesi con redditi sensibilmente inferiori. Secondo Foegel, nel XX secolo, stata importante la stretta correlazione tra la diminuita mortalit infantile, il maggior input di lavoro e la crescita del prodotto procapite. Nel corso del XX secolo continu quel processo di urbanizzazione del XIX secolo dellEuropa. Al contrario nei paesi del terzo mondo, la produttivit ed i redditi furono alquanto bassi, e la disoccupazione dilagava su pi fronti. La repentina crescita ha sottoposto paesi come quelli dellAmerica Latina, dellAsia e dellAfrica, a pressioni non tollerabili. La crescita delle citt stata in primo luogo determinata dallemigrazione interna, come la popolazione in pi delle zone rurali e delle citt di provincia che inseguiva le pi ampie opportunit delle citt. Si associa a questi fattori, lemigrazione internazionale, motivata ancor di pi nel XX secolo per loppressione politica in conseguenza di guerre e rivoluzioni. Nel XIX
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secolo lEuropa dopo aver visto il suo spopolamento, vide uninversione di tendenza nel XX secolo. Poich essa divenne lasilo per rifugiati politici ed una terra di opportunit per le masse impoverite dellEuropa mediterranea, del Nord Africa e di parte del Medio Oriente. Il fenomeno dellimmigrazione in Europa, inizi nel 1914, sui postumi della rivoluzione russa, che vide molti sudditi dello Zar recarsi in Francia anzich rimanere sotto il regime sovietico. Il fenomeno aument a dismisura dopo la Seconda Guerra Mondiale e con la ridefinizione dei confini orientali. Limmigrazione in Germania provoc inizialmente un periodo difficile, ma con limprovvisa crescita economica, risult una benedizione per la mancanza di manodopera. Una diversa corrente migratoria fu quella degli ebrei europei, ed in seguito del resto del mondo: durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa delle atrocit dellolocausto, gli ebrei cercarono rifugio presso i britannici che prima si opposero e poi, dopo la proclamazione del 1948 dello Stato di Israele, permisero lentrata nel paese a milioni di ebrei.

Risorse
La crescita demografica del XX secolo provoc una pressione sulle risorse mondiali. Nonostante ci leconomia mondiale rispose bene ai bisogni. Tale positivit fu anche da attribuirsi allintegrazione nelleconomia tra scienza e tecnologia dalla quale scaturirono nuovi modi per incrementare i raccolti, linvenzione di nuove tecniche per accrescere le disponibilit di minerali, nuovi impieghi per le risorse esistenti. Uno dei fattori di sviluppo si ebbe grazie al cambiamento delle fonti di energia primaria. Infatti nel XX secolo si ebbe la sostituzione del carbone col petrolio ed il gas naturale. E cos il petrolio inizi ad acquisire un grande significato geopolitico. Infatti i suoi giacimenti erano disseminati nel mondo. LEuropa nonostante la sua abbondanza di carbone, possedeva riserve di petrolio inferiore rispetto a qualsiasi massa continentale. Lestrazione di petrolio negli USA era gi una pratica avviata ma solo dopo il 1950 questo Stato divenne un importatore di questo materiale. La maggiore produzione di petrolio oggi concentrata nel Medio Oriente, nei paesi circostanti il Golfo Persico ed in Russia.

Tecnologia

Il mutamento tecnologico ottocentesco continu nel XX secolo, assumendo un ritmo incalzante ed influenzando la vita anche di chi della tecnologia ne era del tutto ignaro. In realt, le scoperte tecnologiche, permisero alluomo di adattare lambiente alle loro esigenze. Un esempio di sviluppo tecnologico si pu vedere nel campo dei trasporti, dove ci fu il passaggio dalla locomotiva a vapore e lo sviluppo delle automobili fino alla costruzione di razzi. La tecnologia diede il suo contributo anche alle comunicazioni con il telegrafo che fu sostituito poi in seguito dal telefono; il presidente Hoover nel 1931 fece la prima telefonata transoceanica. Nel corso del XX secolo si avuta la scoperta di nuovi materiali, tra cui le materie plastiche ricavate dal petrolio e da altri idrocarburi, che hanno sostituito il legno, la
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ceramica e la carta in migliaia di impieghi, che vanno dai recipienti a basso peso, ai trapani ad alta velocit.. La possibilit della scienza e della tecnologia di crescere rapidamente dipende da un gran numero di sviluppi accessori alcuni dei quali derivanti dal progresso della scienza stessa. Si evince da ci limportanza della ricerca scientifica e dei modi in cui viene finanziata. Infatti la ricerca scientifica fu finanziata in gran parte solo dai Governi poich essa non dava prospettive di guadagno immediate. Altra peculiarit del progresso scientifico e tecnico la presenza di una adeguata forza lavoro istruita o brainpower. Da qui limportanza dellistruzione, ulteriore elemento, oltre al reddito, di distinzione tra il popolo. Il XX secolo era lepoca in cui non bastava pi saper leggere scrivere e quindi avere un buon grado di istruzione ma era importante la specializzazione universitaria. Da qui il proliferare di istituti di studi avanzati e di ricerca finanziati da organismi privati e dal settore pubblico. Nel XX secolo di notevole interesse furono inoltre le nuove fonti di energia (petrolio e gas naturale) e la loro applicazione allautomobile e allaeroplano. Nel 1913 Ford introdusse il principio della produzione di massa delle automobili, facendo di essa il simbolo dello sviluppo economico del XX secolo. Infatti, come nellOttocento lo sviluppo della locomotiva port i suoi effetti indirettamente sulle altre industrie - produttrici di rotaie, binari ecc. - cos nel XX secolo lindustria automobilistica port effetti benefici sia sulloccupazione sia ad altri settori come quello del cemento per la costruzione di strade. Il Giappone vide la sua fortuna nel mercato dellesportazione di automobili. Altro settore in crescita era lindustria di aeroplani che nel 1913 port i fratelli Wright al primo volo su una spiaggia del North Carolina. I primi utilizzi furono in campo militare ma successivamente gli aerei furono utilizzati per il trasporto di posta ed ancora dopo di passeggeri. Ma lapplicazione pi sensazionale della scienza si avuta nel volo umano nello spazio che inizi nel 1957, culminando il 20 luglio 1969 quando Neil Amstrong ed Edwin Aldrin calcarono per la prima volta il suolo lunare.

Istituzioni
Alla fine del XX secolo, la struttura istituzionale delleconomia mondiale, era molto differente da quella di inizio secolo poich influenzata dai mutamenti demografici, tecnologici e dallimpiego diverso delle risorse. Le principali innovazioni si ebbero nelle relazioni internazionali, nelle istituzioni nazionali e allinterno dei singoli paesi: quali il ruolo dello Stato e dellistruzione, la natura e la dimensione dellimpresa.

Relazioni Internazionali
Fino al 1914 leconomia mondiale era nelle mani dellEuropa e degli USA i quali erano responsabili di oltre la met della produzione e del commercio internazionale. La radice di questa struttura fu alterata dalla Prima Guerra Mondiale e dalle concomitanti rivoluzioni russe del 1917. Infatti le principali conseguenze di tali fatti portarono alla scomparsa della Russia zarista ed alla contestuale formazione dellUnione Sovietica con una forma di organizzazione economica, la scomparsa
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dellImpero asburgico nellEuropa centro orientale e la seguente formazione di Stati nazionali nuovi ed ampliati con economie depauperate ed in competizione. Inoltre la Germania perse parte consistente del proprio territorio e della propria popolazione. LEuropa vide quindi diminuire la sua quota del commercio e della produzione mondiale, a vantaggio di USA, dei dominions britannici e del Giappone. Gli anni venti e trenta videro in Italia, in Germania ed in diversi altri paesi laffermazione di dittature fasciste. Il Giappone estese un piccolo impero probellico e si trasform in una rilevante potenza economica. Ci fu frutto della sua partecipazione alla Prima Guerra Mondiale e del loro desiderio di strappare alla Germania i possedimenti nel Pacifico e le concessioni in Cina. Questo inizi nel 1931 con loccupazione della Manciuria. La Seconda Guerra Mondiale port la perdita dellegemonia politica ed economica dellEuropa, con la conseguente divisione dei paesi democratici dellEuropa occidentale legati politicamente ed economicamente agli USA, e quelli dellEuropa orientale dominata dai Sovietici. In definitiva si assistito ad un processo di decolonizzazione e creazione di nuovi Stati, combinato con tentativi di modernizzazione e di conseguimento di uno sviluppo economico sostenuto, messo in atto anche da paesi del Terzo Mondo (ad es. lAmerica Latina), introducendo un elemento nuovo nelle relazioni economiche internazionali. Da qui numerose nuove organizzazioni internazionali sono state istituite per facilitare un dialogo costruttivo e per scongiurare aperte ostilit. Alcune di queste risalgono al XIX secolo: quali la Croce Rossa internazionale del 1864, lUnione postale Universale nel 1874; ma il XX secolo che ha visto la formazione di tutta una serie di organizzazioni, talvolta anche superflue, ma che hanno influenzato in maniera incisiva, landamento delleconomia mondiale. Tra queste la Societ delle Nazioni, scaturente dal trattato di Versailles nel 1919 ad opera di Woodrow Wilson, con lo scopo del mantenimento della pace mondiale, che a causa della mancata ratifica da parte degli USA decadde. Ad essa successe lOrganizzazione delle Nazioni Unite con una storia leggermente pi fortunata e con scopi economici affini. Da essa nacquero poi lOrganizzazione Europea per la cooperazione economica e lUnione Europea.

Il ruolo del potere pubblico

Il potere pubblico nelleconomia crebbe enormemente nel corso del XX secolo. Tale fatto affonda le sue origini nel XVII secolo dove i monarchi assoluti tentarono di piegare leconomia ai propri voleri senza per buoni risultati. Nel XIX secolo invece i Governi limitarono la loro partecipazione alleconomia, fino la XX secolo quando, in parte per necessit finanziarie legate alla Seconda Guerra Mondiale, lo Stato ha avuto un ruolo preponderante nelleconomia. Le attivit direttamente produttive furono intraprese da o per conto dello Stato ed i trasferimenti, ossia la redistribuzione del reddito, per mezzo dellimposizione fiscale. Infatti nel XX secolo le aziende statali divennero molto comuni. Gi il tedesco Bismarck nel XIX secolo aveva introdotto lassicurazione dei lavoratori ed un sistema pensionistico per i disabili, e da qui limitazione di altri paesi e la formazione di stati assistenziali.
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Forme dimpresa

Agli inizi del XX secolo, solo le grandi imprese avevano la struttura di S.p.A., mentre le attivit di piccole dimensione assumevano carattere familiare. Ma la tendenza di lungo termina, favoriva la forma di S.p.A., soprattutto con la formazione delle holding companies la cui attivt era correlata al possedimento di altre imprese. Luso di forme organizzative fu poi utilizzato per fini fiscali, anche da liberi professionisti come medici ed avvocati. La sperimentazione di tali organizzazioni ebbe inizio nel XIX secolo negli USA, ma poi trovarono spazio nel XX secolo in Europa. Ci permetteva alle imprese di competere con un altro sviluppo tipicamente americano, cio le multinazionali.

Organizzazioni sindacali

Nel XX secolo le organizzazioni dei lavoratori detenevano un potere considerevole nel mercato del lavoro soprattutto in GRAN BRETAGNA ed in Germania. A cavallo delle due guerre mondiali, si assistette ad un aumento delle iscrizione alle organizzazioni sindacali, con una conseguenza positiva sullo sviluppo di questultimi. Sia negli USA che in Europa ci fu una crescita delle iscrizioni, con la differenza per che in Europa le organizzazioni sindacali ebbero una identificazione politica. Ad esempio in Gran Bretagna il sindacato sostenne il partito laburista fino al 1945, fino a quando cio alcune aziende non furono messe sotto il controllo socialista per la vittoria politica di Winston Churchill, durante la cui politica ci fu lintroduzione di una corrente conservatrice e la successiva nascita del partito socialdemocratico. In Germania questultimo fu preminente fino allavvento del nazismo che abol sia i partiti politici che i sindacati. La disciplina del lavoro fu mantenuta attraverso il Fondo Del Lavoro, guidato da membri nazisti. In Italia e in Unione Sovietica, si ebbero sviluppi analoghi con la differenza che in Unione Sovietica questi erano utilizzati per inculcare la disciplina lavorativa e di partito.

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CAPITOLO XIV DISINTEGRAZIONE DELLECONOMIA INTERNAZIONALE


Conseguenze economiche della Prima Guerra Mondiale

Prima di divenire nota come guerra mondiale e in seguito come Prima Guerra Mondiale la guerra del 1914-18 fu nota come Grande Guerra. La sua distruttivit concentrata super quella di qualunque altro avvenimento della storia fino alle massicce incursioni aeree e alle bombe atomiche della Seconda Guerra Mondiale. Gran parte dei danni furono subiti dalla Francia settentrionale, dal Belgio, da una piccola area nellItalia nord orientale e dai campi di battaglia dellEuropa orientale. Non compresa la mancata produzione dalla carenza di manodopera e di materie prime per lindustria, dalleccessivo deprezzamento ed esaurimento degli impianti e delle attrezzature industriali prive di adeguata manutenzione. Ancora pi nocive per leconomia furono linterruzione e la disorganizzazione delle normali relazioni economiche i cui effetti non cessarono con la fine delle ostilit ma continuarono, ad esempio con la riscossione di pedaggi nel periodo tra le due guerre. Nonostante alcune restrizioni il grosso dellattivit economica sia nazionale che internazionale era regolata dal libero mercato. Durante la guerra i Governi imposero controlli diretti sui prezzi, sulla produzione e sulla distribuzione della forza lavoro: questi stimolarono taluni settori delleconomia limitandone degli altri. Un problema ancora pi serio deriv dallo sconvolgimento del commercio estero e dalle forme di guerra
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economica cui fecero ricorso i paesi in guerra, in particolare Gran Bretagna e Germania. Prima della guerra Gran Bretagna, Germania, Francia e Stati Uniti, allavanguardia tra i paesi industriali e commerciali, erano anche i migliori clienti e fornitori reciproci. Gli scambi commerciali tra la Germania e gli altri naturalmente si interruppero subito, mentre gli Stati Uniti, si sforzarono di mantenere relazioni normali. La Gran Bretagna, forte del suo dominio dei mari, impose immediatamente un blocco dei porti tedeschi. La flotta britannica non si limitava a sbarrare i mari alle navi tedesche, ma perseguitava il naviglio neutrale confiscandone il carico. Ci provoc degli attriti con gli Stati Uniti, che furono per controbilanciati dai provvedimenti presi dai tedeschi. Incapaci di attaccare frontalmente la flotta britannica i Tedeschi fecero ricorso ai sommergibili nel tentativo di arrestare lafflusso in Gran Bretagna di rifornimenti dallestero. I sommergibili evitavano il pi possibile la flotta britannica. Laffondamento nel 1915 del transatlantico britannico Lusitania, provoc una vibrata protesta da parte statunitense. Per qualche tempo lalto comando tedesco moder la propria politica, ma nel gennaio del 1917 diede il via ad una guerra sottomarina illimitata. Questo fu uno dei motivi principali dellentrata dellAmerica in guerra. La perdita dei mercati esteri rivel effetti ancora pi durevoli nel tempo. La Germania era completamente tagliata fuori dai mercati doltremare. Persino la Gran Bretagna, forte del suo controllo dei mari e di una grande flotta mercantile, fu costretta a dirottare risorse dagli impieghi normali alla produzione bellica. Molti paesi doltreoceano decisero di fabbricare in proprio o acquistare da paesi extraeuropei le merci che in precedenza avevano acquistato in Europa. Gli Stati Uniti e il Giappone conquistarono mercati considerati riserva esclusiva delle manifatture europee; i primi inoltre aumentarono le esportazioni verso gli Alleati e i paesi europei neutrali. La guerra sconvolse anche lequilibrio dellagricoltura mondiale, determinando un notevole aumento della domanda di generi alimentari e materie prime in unepoca in cui alcune regioni non producevano o erano tagliate fuori dai mercati. Gli agricoltori americani aumentarono la superficie coltivata a frumento acquistando nuove terre a prezzi gonfiati dallinflazione bellica, quando i prezzi cominciarono a scendere molti si trovarono nellimpossibilit di estinguere le ipoteche e fallirono. Oltre a perdere i mercati esteri, i paesi belligeranti europei subirono unulteriore emorragia di entrate nel settore delle spedizioni marittime e dei servizi. Loffensiva sottomarina tedesca caus pesanti perdite alla flotta mercantile britannica, mentre gli Stati Uniti, in virt di un programma bellico di costruzioni navali finanziato dal Governo, si affermarono per la prima volta dalla guerra civile americana come un temibile concorrente. Unaltra grave perdita causata dalla guerra fu quella dei profitti derivanti dagli investimenti allestero. Prima della guerra la Gran Bretagna, la Francia e la Germania erano i pi importanti investitori. La Gran Bretagna e la Francia furono costretti a cedere parte dei loro investimenti esteri per finanziare lacquisto urgente di materiale bellico. Gli investimenti tedeschi nei paesi belligeranti furono confiscati durante la guerra, e successivamente liquidati a titolo di riparazione. Gli Stati Uniti, da paese debitore netto si trasformarono in creditore netto in conseguenza del rapido aumento delleccedenza delle esportazioni e degli ingenti prestiti concessi agli Alleati. Le pressioni finanziarie della guerra
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costrinsero tutti i paesi coinvolti, ad eccezione degli Stati Uniti, ad abbandonare il gold standard. Tutti i paesi in guerra dovettero far ricorso a ingenti prestiti e allemissione di cartamoneta per finanziare le operazioni belliche. Ci determin una lievitazione dei prezzi anche se non tutti nella stessa proporzione. La grande disparit nei prezzi, rese pi difficile la ripresa del commercio internazionale ed ebbe anche gravi ripercussioni sul piano sociale e politico.

Conseguenze economiche della pace

La pace di Parigi invece di tentare di risolvere i gravi problemi economici causati dalla guerra fin in realt per inasprirli. I pacificatori non volevano che accadesse questo: lerrore fu che semplicemente non tennero conto delle realt economiche. Dai trattati di pace emersero due grandi categorie di difficolt economiche: la crescita del nazionalismo economico e i problemi monetari e finanziari. I singoli trattati presero il nome dei sobborghi di Parigi in cui vennero firmati. Il pi importante fu il trattato di Versailles con la Germania. Questa dovette cedere la marina da guerra, grosse quantit di armi e munizioni, la maggior parte della flotta mercantile, dovette inoltre accettare limitazioni alle proprie forze armate. Keynes, consigliere economico della delegazione britannica alla conferenza della pace, rimase talmente amareggiato da presentare le dimissioni dallincarico per dedicarsi alla stesura di un libro di grande successo commerciale, Le conseguenze economiche della pace, in cui prevedeva conseguenze disastrose non solo per la Germania ma per tutta lEuropa. Lo smembramento dellImpero austro-ungarico nelle ultime settimane di guerra provoc la nascita di due nuovi stati, lAustria e lUngheria, entrambi con una superficie ridotta di quella delle vecchie regioni. Altri due nuovi stati-nazione furono la Cecoslovacchia e la Polonia. Lex-Impero austro-ungarico aveva adempiuto ad una preziosa funzione economica permettendo lesistenza di una larga area di libero scambio nel bacino del Danubio; i nuovi Stati erano gelosi luno dellaltro e timorosi del dominio delle grandi potenze. Essi perci affermarono il proprio carattere nazionale nella sfera economica ponendosi lobiettivo dellautosufficienza. Durante la guerra civile la Russia scomparve di punto in bianco dalleconomia internazionale. In occidente, paesi che precedentemente avevano dipeso in misura notevole dal commercio internazionale introdussero una variet di restrizioni, che compresero non solo tariffe protezionistiche ma anche misure pi drastiche quali divieti di importazione. Contemporaneamente essi cercarono di stimolare le esportazioni per mezzo di sussidi. La Gran Bretagna durante la guerra aveva imposto nuovi dazi come strumento della finanza di guerra e per risparmiare spazio sulle navi. I dazi anche dopo la guerra rimasero dapprima su base temporanea, poi come politica protezionistica ufficiale. Gli Stati Uniti, che gi prima della guerra avevano dazi relativamente elevati, li portarono alla fine delle ostilit a livelli mai visti. Il Fordney McCumber Tariff Act del 1922 introdusse i dazi pi elevati della storia tariffaria statunitense. Le conseguenze nefaste di questo neomercantilismo non si limitarono allapplicazione immediata delle leggi in questione. Ogni nuova misura restrittiva provocava la ritorsione di altre nazioni i cui interessi venivano pregiudicati. I disordini monetari e finanziari provocati dalla guerra e aggravati dai trattati di pace
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condussero col tempo ad un completo collasso delleconomia internazionale. Al cuore di questi disordini era il problema delle riparazioni, ma il nodo delle riparazioni era in realt un problema complesso che coinvolgeva i debiti di guerra e lintero meccanismo della finanza internazionale. La Gran Bretagna era stata fino al 1917 la maggiore finanziatrice dello sforzo bellico alleato. Tra gli alleati europei i prestiti erano solamente nominali: infatti si aspettavano di poterli cancellarli alla fine della guerra. La Francia e la Gran Bretagna pretesero che la Germania pagasse non solo i danni arrecati ai civili ma anche il costo sopportato dai Governi alleati per la prosecuzione della guerra. I Francesi volevano che gli Stati Uniti cancellassero i debiti di guerra ma nello stesso tempo insistevano sulle riparazioni. Lloyd George, il primo ministro britannico sugger di cancellare sia le riparazioni che i debiti di guerra, ma gli Americani rifiutarono di ammettere un qualsiasi rapporto tra le due cose. La possibilit della Germania di pagare le riparazioni dipendeva in definitiva dalla sua capacit di esportare pi di quanto importava, in modo da riuscire ad ottenere la valuta estera o loro necessari per effettuare pagamenti. Le restrizioni economiche imposte dagli Alleati, insieme con la debolezza interna della repubblica di Weimar, resero tuttavia impossibile per il Governo tedesco ricavare un surplus sufficiente per i pagamenti annuali. Nel gennaio del 1923 truppe francesi e belghe occuparono la Ruhr, assunsero il controllo delle miniere di carbone e delle ferrovie e tentarono di obbligare i proprietari e i lavoratori delle miniere a consegnare loro e il carbone. I Tedeschi risposero con la resistenza passiva. Il Governo stamp quantit enormi di cartamoneta per indennizzare gli operai e i datori di lavoro della Ruhr. Il marco valeva letteralmente meno della carta su cui era stampato. A quel punto le autorit monetarie tedesche ritirarono il marco dalla circolazione sostituendolo con una nuova unit monetarie, la Rentenmark. Tutti gli Stati succeduti alla monarchia asburgica, la Bulgaria, la Grecia e la Polonia soffrirono allo stesso modo di uninflazione galoppante. Come Keynes aveva predetto leconomia internazionale si trov di fronte ad una grave crisi. Una commissione internazionale convocata in tutta fretta sotto la presidenza di Dawes, banchiere e finanziere americano, raccomand una graduale diminuzione dei pagamenti annuali. Il cosiddetto Prestito Dawes, i cui fondi furono raccolti in gran parte negli Stati Uniti, permise alla Germania di riprendere il pagamento delle riparazioni e di tornare al gold standard del 1924. A questo prestito fece seguito un secondo afflusso di capitali americani in Germania sotto forma di prestiti privati alle municipalit e alle grandi societ tedesche, che presero a prestito negli Stati Uniti somme notevoli da impiegare nella modernizzazione tecnica e nella razionalizzazione. In questo modo la Germania ottenne anche la valuta estera necessaria per pagare le riparazioni. Anche nella Gran Bretagna del dopoguerra i problemi economici assunsero dimensioni inquietanti. Con la guerra la Gran Bretagna perse mercati e investimenti esteri, buona parte della marina mercantile, ed altre fonti estere di reddito. Tuttavia essa dipendeva come non mai dalle importazioni di prodotti alimentari di materie prime. I provvedimenti presi dal Governo per affrontare i problemi economici furono timidi, prosaici e inefficaci. Lunica soluzione per la disoccupazione fu il sussidio, un sistema di pagamento assistenziali del tutto inadeguato a sostentare le famiglie dei disoccupati. La Gran
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Bretagna aveva abbandonato nel 1914 il gold standard. Esistevano forti pressioni per un rapido ritorno al gold standard per scongiurare un ulteriore erosione, iniziata durante la guerra. Le maggiori questioni irrisolte rispondevano alle domande: in quanto tempo ci si poteva tornare e a quale valore per la lira sterlina. La risposta alla prima questione dipendeva dalla quantit di riserve auree accumulate dalla banca dInghilterra. Tornare al gold standard alla parit di anteguerra avrebbe significato porre lindustria britannica in situazione di svantaggio rispetto agli Stati Uniti e agli altri paesi che mantenevano la parit col dollaro o adottavano un tasso di cambio persino inferiore. Dallaltra parte i Britannici avevano sempre manifestato un forte desiderio di rispettare le tradizioni, specialmente in questioni importanti come quelle finanziarie. Il cancelliere Wiston Churchill, decise il ritorno della Gran Bretagna al gold standard alla parit di anteguerra. Lindustria del carbone fu una di quelle maggiormente colpite dalla perdita dei mercati esteri e dalla lievitazione dei costi. I minatori di carbone tra i lavoratori britannici furono i pi radicali: gi nei primi anni dopo la fine della guerra avevano organizzato diversi grandi scioperi. Di fronte alla prospettiva di un taglio dei salari in conseguenza del ritorno al gold standard, il primo maggio del 1926 i minatori scesero in sciopero e persuasero molti altri sindacati ad unirsi a loro in quello che avrebbe dovuto essere uno sciopero generale. Nonostante i problemi britannici, alla fine degli anni 20 la maggior parte dellEuropa prosper. I pi urgenti e immediati problemi post-bellici erano stati risolti; e con listituzione della Societ delle nazioni sembrava che fosse albeggiata una nuova era nelle relazioni internazionali.

La Grande Contrazione (1929-1933)

A differenza dellEuropa gli Stati Uniti uscirono dalla guerra pi forti che mai. Essi erano passati da paese debitore netto a creditore netto, avevano strappato ai produttori europei nuovi mercati sia in patria che allestero e godevano di una bilancia commerciale estremamente favorevole. I critici sociali che insistevano nel denunciare le vergognose condizioni degli slums urbani e rurali, o che facevano notare che la nuova prosperit era distribuita in modo estremamente ineguale tra le classi medie urbane. Durante il boom speculativo del grande mercato degli acquisti allo scoperto numerosi individui con redditi modesti furono tentati dallacquisto di titoli a credito. Il 24 ottobre del 1920 il gioved nero unondata di vendite per panico nel mercato azionario fece crollare i prezzi dei titoli e cancell milioni di dollari che esistevano solo sulla carta. Una seconda ondata di vendite si ebbe il 29 ottobre, il marted nero. Gli Americani che avevano investito in Europa bloccarono ogni ulteriore investimento e vendettero quanto possedevano per riportare in patria i capitali. I mercati finanziari si stabilizzarono, ma i prezzi delle merci erano bassi e continuavano a scendere. Il crollo del mercato azionario non fu la causa della depressione ma fu un chiaro segnale che la depressione era in atto. La Creditanstalt austriaca di Vienna, una delle banche pi grandi e importanti dellEuropa centrale, sospese i pagamenti. Nonostante il Governo austriaco congelasse i patrimoni bancari e proibisse il ritiro dei fondi, il panico si diffuse. Diversi paesi duramente colpiti dalla diminuzione dei prezzi dei prodotti primari avevano gi abbandonato il gold
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standard. Le decisioni di sospendere il gold standard e di imporre i dazi e contingenti erano state prese dai Governi nazionali senza consultazioni o accordi internazionali. Nonostante gli Europei fossero daccordo sul porre fine alle riparazioni, e con esse ai debiti di guerra, laccordo non fu mai ratificato. Le riparazioni e i debiti di guerra perci caddero semplicemente nel dimenticatoio; tocc a Hitler nel 1933 porre fine alla schiavit degli interessi. Lultimo grande tentativo di dar vita ad una cooperazione internazionale che ponesse alla crisi economica fu la Conferenza monetaria mondiale del 1933. Il ruolo degli Stati Uniti in tale conferenza era ritenuto essenziale. Roosevelt assunse la carica nel momento peggiore della depressione; uno dei suoi primi atti ufficiali fu quello di disporre una chiusura delle banche di otto giorni per permettere al sistema bancario di riorganizzarsi. Essi compresero tra le altre labbandono da parte degli Stati Uniti del gold standard, cosa che nemmeno la Prima Guerra Mondiale era stata in grado di imporre. Roosevelt rilasci una dichiarazione secondo la quale la prima responsabilit del Governo americano era di riportare il paese alla prosperit e che egli non avrebbe potuto sottoscrivere accordi internazionali che potessero interferire con questo compito. Cosa provoc la depressione? Uninterpretazione eclettica quella che non vede responsabile un singolo fattore bens una sfortunata concatenazione di eventi e circostanze, sia monetari che extramonetari, che concorsero a determinare la depressione: il crollo del gold standard e lo sconvolgimento dei commerci. Prima della guerra la Gran Bretagna, il paese guida a livello mondiale nel commercio, nella finanza e nellindustria, aveva svolto un ruolo determinante nel dare stabilit alleconomia mondiale. La sua politica di libero scambio significava che le merci provenienti da ogni angolo del mondo potevano sempre trovare un mercato. Dopo la guerra la Gran Bretagna non fu pi in grado di svolgere questa funzione di guida. Meritevoli di nota sono anche le conseguenze della depressione nel lungo periodo. Alcune di esse furono la crescita dellintervento statale nelleconomia, un graduale mutamento di atteggiamenti verso la politica economica. La depressione contribu inoltre, per le sofferenze e linquietudine che provoc, allaffermazione di movimenti politici estremistici sia di destra che di sinistra, in particolare in Germania.

Tentativi diversi di ricostruzione

Quando Roosevelt entr in carica come trentaduesimo presidente degli Stati Uniti, la nazione era in preda alla peggiore crisi dallepoca della Guerra Civile. Lindustria era praticamente ferma, mentre il sistema bancario era sullorlo del collasso totale. E la crisi non era solo economica. Nei suoi discorsi elettorali Roosevelt aveva invocato un New Deal per lAmerica. Nei quattro anni del suo primo mandato il numero di leggi approvate super in effetti quello di qualsiasi precedente amministrazione. Si tratt soprattutto di leggi di risanamento economico e di riforma sociale nei settori agricolo, bancario, monetario, del mercato dei titoli, del lavoro, della sicurezza sociale, sanitario, abitativo, dei trasporti, delle comunicazioni, delle risorse naturali. La legge forse pi caratteristica dellintero periodo fu il National Industrial Recovery Act. Esso istitu una National recovery administration (Nra) con il compito di sovrintendere alla stesura di norme di concorrenza leale per ogni industria da parte
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dei rappresentanti delle industrie stesse. LNra aveva inoltre sorprendenti affinit con il sistema fascista di organizzazione industriale in Italia. Era essenzialmente un sistema di pianificazione economica privata con supervisione governativa per salvaguardare linteresse pubblico e garantire il diritto del mondo del lavoro di organizzarsi e contrattare collettivamente. Nel 1935 lNra fu dichiarata incostituzionale dalla Corte suprema. Gli Stati Uniti tornarono in guerra. Nessuna nazione dellOccidente aveva sofferto per la guerra pi della Francia. Gran parte dei combattimenti sul fronte occidentale aveva avuto luogo nella sua regione pi ricca. Non sorprende, perci, la pretesa della Francia che la Germania pagasse per la guerra. Il Governo francese intraprese immediatamente un esteso programma di ricostruzione materiale delle aree danneggiate dalla guerra, che ebbe incidentalmente leffetto di stimolare leconomia a nuovi record produttivi. La depressione moltiplic la protesta sociale e produsse una nuova infornata di organizzazioni estremistiche. Nel 1936 tre partiti politici di sinistra, comunisti, socialisti e radicali si coalizzarono nel fronte popolare e vinsero le elezioni di quellanno, dando vita ad un Governo guidato dal venerabile esponente socialista Lon Blum. Il Governo del fronte popolare nazionalizz la Banca di Francia e le ferrovie ed eman una serie di provvedimenti di riforma in materia di lavoro. I paesi pi piccoli dellEuropa occidentale, fortemente dipendenti dal commercio internazionale, subirono tutti le conseguenze della depressione ma non tutti allo stesso modo. Negli anni venti, quando la Gran Bretagna e la Francia tornarono al gold standard, molti paesi minori adottarono il sistema della libera convertibilit con le monete a parit aurea. Dopo labbandono del gold standard da parte della Gran Bretagna molti paesi che con essa avevano intensi scambi commerciali abbandonarono la parit aurea e allinearono le loro valute alla lira sterlina. Nacque cos il blocco della sterlina. Esso comprendeva gran parte dei paesi del Commonwealth. Con laccordo monetario tripartito del 1936 i Governi britannico, francese e statunitense si impegnarono a stabilizzare i tassi di cambio tra le rispettive monete per evitare svalutazioni a fini concorrenziali e per contribuire in altro modo ad una restaurazione delleconomia internazionale. NellEuropa centrale ed orientale, come pure in Spagna, gli sviluppi politici, laffermazione delle dittature fasciste, oscurarono i fenomeni prettamente economici. Benito Mussolini si affrett a consolidare il suo potere ricorrendo a metodi polizieschi. Mussolini si avvalse del filosofo Giovanni Gentile per una razionalizzazione del fascismo. Il fascismo glorificava luso della forza, vedeva nella guerra la pi nobile delle attivit umane, denunciava il liberalismo, la democrazia, il socialismo e lindividualismo guardava con disprezzo al benessere materiale e considerava le disuguaglianze umane non solo inevitabili ma desiderabili. Il fascismo aveva bisogno di una forma distintiva di organizzazione economica. Mussolini invent lo stato corporativo, una delle innovazioni pi pubblicizzate e meno riuscite del regime. In linea di principio, lo stato corporativo era lantitesi sia del capitalismo che del socialismo. Tutte le industrie del paese furono organizzate in dodici corporazioni che erano grosso modo lequivalente di associazioni del settore. Vi erano rappresentanti dei lavoratori, dei proprietari e dello Stato. Tutti i sindacati precedentemente esistenti furono soppressi. Le corporazioni agirono principalmente
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da associazioni capitalistiche di settore il cui scopo era di accrescere il reddito degli uomini daffari e degli amministratori di partito a spese dei lavoratori e dei consumatori. LItalia soffr durante la depressione. La Germania nazista fu il primo grande paese industriale a conseguire un completo risanamento. Nel processo la Germania realizz il primo sistema autostradale moderno e rafforz ed estese enormemente le proprie industrie, cosa che le assicur un vantaggio decisivo nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale. Abolirono le contrattazioni collettive tra lavoratori e proprietari sostituendole con comitati di amministratori del lavoro con pieni poteri in materia di determinazione di salari, orari e condizioni di lavoro. Gli industriali furono persuasi a cooperare con il nuovo regime industriale. I nazisti non ricorsero ad una massiccia nazionalizzazione delleconomia per raggiungere i loro fini si affidarono alla coercizione e ai controlli. Uno dei principali obiettivi economici dei nazisti era rendere autosufficiente leconomia tedesca nelleventualit di una guerra. La Germania aveva adottato controlli sui cambi per evitare la fuga di capitali. Furono siglati inoltre diversi accordi commerciali con paesi dellEuropa orientale e dei Balcani che prevedevano il baratto tra manufatti tedeschi e prodotti alimentari e materie prime, evitando in tal modo il ricorso alloro o a valute estere di cui cera scarsa disponibilit. Le merci spedite dalla Germania furono molto poche. La Spagna, sfuggita al coinvolgimento nella Prima Guerra Mondiale, evit molti dei problemi e dei dilemmi che assillavano gli altri paesi europei. Nel 1936 il generale Francisco Franco diede inizio ad una sanguinosa e distruttiva guerra civile che termin con il rovesciamento della repubblica nel 1939 e listituzione di un regime autarchico simile sotto qualche aspetto a quelli dellItalia fascista e della Germania nazista, ma senza la tecnologia avanzata di questultima.

Le rivoluzioni russe e lUnione Sovietica

La Russia imperiale entr nella Prima Guerra Mondiale prevedendo una rapida vittoria sulle Potenze Centrali. Tale illusione fu ben presto infranta. Allinizio del 1917 leconomia era nel caos. Allinizio di marzo scoppiarono a Pietrogrado (San Pietroburgo) scioperi e sommosse, alcuni soldati si unirono ai dimostranti cui diedero delle armi, mentre i lavoratori delle ferrovie impedirono larrivo di altre truppe per ristabilire lordine. Un comitato della Duma (il Parlamento) decise di formare un governo provvisorio. Il Governo provvisorio era una eterogenea raccolta di aristocratici, intellettuali e parlamentari; in esso era presente un solo socialista. Il nuovo regime proclam immediatamente la libert di parola, di stampa e di religione, annunci che avrebbe realizzato riforme sociali e ridistribuito la terra. Esso tent inoltre di continuare la guerra con la Germania, e ci determin la sua rovina. Lenin, leader della fazione bolscevica dei partiti socialisti russi, fece ritorno a Pietrogrado nellaprile del 1917. Certo non poteva immaginare che sarebbe divenuto capo del Governo!. Lenin afferm rapidamente la propria autorit sul soviet di Pietrogrado e cominci una campagna inesorabile contro il governo provvisorio. Una folla che si definiva di Guardie rosse occup il Palazzo dinverno, sede del Governo. Il giorno seguente Lenin formava un nuovo governo, chiamato Consiglio dei commissari del popolo. Nel tentativo di sopravvivere e mantenere il potere i bolscevichi, che ora si
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chiamavano comunisti introdussero una drastica politica che fu detta comunismo di guerra. Esso comprendeva la nazionalizzazione delleconomia urbana, la confisca e la distribuzione della terra ai contadini ed un nuovo sistema giuridico. La sua caratteristica saliente fu per lintroduzione nel Governo di un partito unico, la dittatura del proletariato, di cui Leni era la voce. I socialisti rivoluzionari riesumarono la loro tradizionale politica di attentati e nellagosto del 1918 riuscirono a ferire Lenin. I comunisti instaurarono subito dopo un deliberato regno del terrore, assassinando gli oppositori politici e mantenendo nel frattempo il controllo del governo centrale, spostato a Mosca. Subito dopo la rivoluzione dottobre il Governo rispose positivamente alla richiesta finlandese dindipendenza. Il 30 dicembre del 1920 nasceva lUnione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss). Essa comprendeva la Repubblica socialista federativa sovietica russa (Rsfsr), che abbracciava gran parte della Russia europea pi la Siberia, e le repubbliche dellUcraina, della Russia Bianca. In seguito vennero aggiunte a questa facciata altre repubbliche dellAsia centrale e di altre zone. Nel marzo del 1921, al momento della firma del trattato di Riga che segn la pace con la Polonia, i comunisti non erano pi minacciati. Leconomia era per nel caos. La politica del comunismo di guerra era stata sufficiente a sconfiggere il nemico, ma non poteva servire da fondamento per leconomia nel lungo termine. Di fronte alla prospettiva della paralisi economica e alleventualit di una grande rivolta contadina, Lenin capovolse radicalmente gli indirizzi precedenti con la cosiddetta Nuova politica economica (Nep). Ai contadini fu permesso di vendere le eccedenze ai liberi prezzi di mercato. Le piccole industrie furono privatizzate ed autorizzate a produrre per il mercato; imprenditori stranieri affittarono impianti esistenti ed ottennero speciali concessioni per lintroduzione di nuove industrie. La Nep prevedeva un vigoroso programma di elettrificazione, la fondazione di scuole tecniche per ingegneri e dirigenti dindustria e la creazione di unorganizzazione pi sistematica per i settori delleconomia controllati dallo Stato. Nel frattempo grossi mutamenti stavano avvenendo nella direzione del partito comunista. Nel maggio del 1922 Lenin sub il primo di una serie di attacchi di paralisi dai quali non si riprese, si astenne dal designare il suo successore. In un testamento politico sottoline sia le virt che i difetti di tutti i suoi possibili successori e dei suoi pi stretti collaboratori. Due tra i maggiori contendenti erano Stalin e Trockij. Trockij era oratore di talento, Stalin era un fedele seguace di Lenin. Divergenze sia in materia politica interna che esterna separavano i due. Il programma staliniano di socialismo in un solo paese implicava un massiccio rafforzamento dellindustria russa per rendere il paese autosufficiente e potente. Nel 1929 lanci il primo programma quinquennale definito la seconda rivoluzione bolscevica. I sindacati furono usati per mantenere la disciplina nei luoghi di lavoro e impedire scioperi. In un compromesso con i contadini il Governo permise loro di formare fattorie cooperative dove la terra era coltivata in comune. Lo Stato forniva consigli e macchinari. Gli obiettivi dei primo piano quinquennale furono raggiunti solo dopo quattro anni e tre mesi. Nel 1933 il Governo inaugur il secondo piano quinquennale in cui i beni di consumo dovevano essere privilegiati. Nonostante i grandi incrementi della produzione industriale, il paese rimase prevalentemente agrario e lagricoltura
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era il settore pi debole. Un elemento notevole del secondo piano quinquennale fu la grande purga del 1936-37. Migliaia di individui da umili operai ad alti dirigenti del partito e dellesercito, furono sottoposti a processo sotto laccusa di avere commesso crimini che andavano dal sabotaggio allo spionaggio e al tradimento. Il terzo piano quinquennale, varato nel 1938, fu interrotto dallinvasione tedesca del 1941, e lUnione Sovietica ripiomb in qualcosa che somigliava al comunismo di guerra.

Aspetti economici della Seconda Guerra Mondiale

La Seconda Guerra Mondiale fu di gran lunga la pi massiccia e distruttiva delle guerre. Per taluni aspetti essa non rappresent che unestensione ed unintensificazione di caratteristiche che si erano gi manifestate nella Prima, quali il crescente ricorso alla scienza come fondamento della tecnologia militare, lo straordinario grado di pianificazione delleconomia e della societ e luso raffinato e sofisticato della propaganda sia allinterno che allestero. La guerra aerea, componente accidentale della Prima Guerra Mondiale, divenne nella seconda un elemento determinante, e molto pi importanti divennero le operazioni navali. La tecnologia a base scientifica fu responsabile di molte nuove armi speciali, sia offensive che difensive: dal radar alle bombe volanti, dallaereo a reazione alle bombe atomiche. Le capacit economiche e soprattutto industriali dei belligeranti acquisirono una nuova importanza. Larma segreta finale dei vincitori fu lenorme capacit produttiva delleconomia americana. I costi pecuniari della guerra sono stati stimati superiori ai mille miliardi di dollari per le spese militari dirette, ed una stima per difetto. Essa non prende in considerazione il valore dei danni alle cose, n comprende gli interessi sul debito nazionale indotto dalla guerra, il valore delle vite perdute o mutilate, sia tra i civili che tra i militari. Milioni di altri individui furono feriti, rimasero senza casa o morirono di fame causa di malattie legate allalimentazione. Per la Russia si calcolano oltre 15 milioni di morti, la Cina ebbe oltre 2 milioni di caduti tra i soldati, pi di centomila giapponesi morirono per effetto diretto delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. I danni alle cose furono molto pi ingenti che nella Prima Guerra Mondiale, a causa soprattutto dei bombardamenti aerei. Fra i bersagli preferiti furono le infrastrutture di trasporto, ferrovie, porti e bacini. Alla fine della guerra in Europa le prospettive economiche erano deprimenti. Oltre i danni alle cose e alla perdita di vite umane, milioni di persone erano state sradicate e separate dalle loro case e dalle loro famiglie. La struttura istituzionale delleconomia aveva subito gravi danni, la ricostruzione non sarebbe stata agevole.

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CAPITOLO XV LA RICOSTRUZIONE DELLECONOMIA MONDIALE


La ricostruzione delleconomia mondiale

Alla fine del conflitto lEuropa giaceva prostrata e quasi paralizzata. Tutti i paesi belligeranti, ad eccezione della Gran Bretagna e dellUnione Sovietica, erano stati sconfitti militarmente e occupati dal nemico. Vincitori e vinti erano accomunati dalla loro povert. Le necessit pi urgenti erano gli aiuti di emergenza e la ricostruzione. Gli aiuti, provenienti in gran parte dallAmerica, vennero attraverso due canali principali. Durante lavanzata degli eserciti alleati attraverso lEuropa occidentale, nellinverno e nella primavera del 1944-45, vennero distribuiti razioni di emergenza e medicinali alle provate popolazioni civili, sia dei paesi nemici che di quelli liberati. Altro canale di soccorsi fu lUnited Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA). Dopo il 1947 lopera dellUnrra fu proseguita dallOrganizzazione internazionale per i rifugiati, lorganizzazione mondiale per la sanit ed altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite. A differenza dellEuropa, gli Stati Uniti uscirono
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dalla guerra pi forti che mai. Lo stesso accadde per il Canada, gli altri paesi della Commonwealth e lAmerica Latina. Le loro industrie e la loro agricoltura trassero vantaggio dalla forte domanda bellica. Molti economisti temevano che alla guerra sarebbe seguita una grave depressione, ma dopo labolizione del razionamento la domanda fino allora repressa di beni resi scarsi dalla guerra determin uninflazione postbellica che nel 1948 aveva portato al raddoppio dei prezzi.

Pianificazione delleconomia postbellica

Uno dei compiti pi urgenti che attendevano i popoli europei era il ripristino della normalit nella giustizia, nellordine pubblico e nellamministrazione statale. Molti dei paesi che erano stati vittime dellaggressione nazista avevano formato governi in esilio a Londra durante la guerra. Tali governi rientrarono in patria sulla scia degli eserciti alleati riprendendo subito le loro normali funzioni. Sul continente un ruolo consistente nella politica postbellica fu assunto dai dirigenti delle opposizioni clandestine alla Germania nazista, ed il cameratismo di quei movimenti, nei quali socialisti e comunisti avevano ricoperto un ruolo di prima grandezza, fu un fattore determinante nello scongiurare lantagonismo di classe prebellico e nel portare figure nuove in posizioni di potere. La ricostruzione prevedeva un ruolo dello Stato nella vita economica e sociale molto pi ampio che non nel periodo prebellico. Vi fu una diffusa domanda da parte dellopinione pubblica di riforme politiche, sociali ed economiche. Nella sfera economica la risposta a questa domanda assunse la forma della nazionalizzazione di settori chiave delleconomia quali i trasporti, la produzione di energia e segmenti del sistema bancario. Negli stessi Stati Uniti lEmployment Act istituiva il comitato dei consiglieri economici del presidente. A livello internazionale la pianificazione del dopoguerra era cominciata durante il conflitto stesso. Gi nel 1941 Roosevelt e Churchill avevano firmato la Carta Atlantica che impegnava i rispettivi paesi nel tentativo di ripristinare un sistema mondiale di scambi multilaterali in luogo del bilateralismo degli anni trenta. Ma era solo una dichiarazione dintenti. Successivamente nel 1944 al Fondo monetario internazionale (FMI) veniva attribuita la responsabilit di gestire il sistema di tassi di cambio tra le varie monete mondiali ed inoltre di finanziare eventuali squilibri a breve termine nei pagamenti tra i vari paesi. La Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, nota anche come Banca Mondiale, doveva concedere prestiti a lungo termine per la ricostruzione delle economie devastate dalla guerra. Ma per anni la loro efficacia rimase limitata. I partecipanti alla conferenza di Bretton Woods avevano previsto inoltre la creazione di unorganizzazione internazionale per il commercio, lInternational Trade Organization (ITO), che avrebbe dovuto formulare le regole di scambi equi fra le nazioni. Ulteriori conferenze furono organizzate a questo fine, ma il meglio che si pot ottenere fu un molto pi limitato accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT) firmato a Ginevra nel 1947. I firmatari si impegnavano ad estendere reciprocamente la clausola della nazione pi favorita, a cercare di ridurre le tariffe, a non ricorrere a restrizioni quantitative e a consultarsi prima di ogni importante cambiamento di politica.
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Il Piano Marshall e i miracoli economici


Verso la met o la fine del 1947 buona parte dei paesi dellEuropa occidentale, ad eccezione della Germania, era tornata ai livelli prebellici di produzione industriale. Nel caos monetario e finanziario degli anni trenta praticamente tutti i paesi europei e molti altri extraeuropei avevano adottato controllo sui cambi. Questi controlli vennero protratti per tutta la durata della guerra. Dopo il conflitto penurie di ogni tipo sembrarono imporre una continuazione di tali controlli. Il denaro concesso dagli Stati Uniti sotto forma di aiuti e sovvenzioni per il risanamento contribu ad alleviare questa penuria di dollari, ma nella primavera del 1947 era sempre pi evidente che limmediato risanamento postbellico correva seriamente il pericolo di fallire. Inoltre la crescente guerra fredda tra gli Stati Uniti e lUrss e il ruolo dei partiti comunisti nella vita politica di diversi paesi delloccidente europeo (Francia e Italia) davano alle autorit americane motivo di preoccupazione sulla stabilit politica in Europa occidentale. Il 5 giugno del 1947 il generale Marshall, nominato segretario di Stato dal presidente americano Truman, pronunci un discorso in cui annunciava che se i paesi europei avessero presentato una richiesta di assistenza congiunta e coerente il Governo statunitense avrebbe risposto in modo soddisfacente: fu cos che nacque il cosiddetto piano Marshall. Il 12 luglio 1947 si incontrarono a Parigi rappresentanti di sedici nazioni dellEuropa occidentale, autodefinitisi Commissione di Cooperazione Economica Europea (CCEE). I paesi erano: Svezia, Svizzera, Austria, Portogallo, Grecia e Turchia. N la Finlandia e la Cecoslovacchia avevano mostrato interesse a parteciparvi, ma erano state richiamate allordine dallUnione Sovietica. N questa n gli altri paesi dellEuropa orientale erano rappresentati. La Spagna franchista non fu invitata e la Germania, ancora sottoposta ad occupazione militare, non aveva un Governo da inviare. Dopo la deliberazione del Congresso la Ccee si trasform nellOrganizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE) responsabile, insieme con lECA (Economic Cooperation Administration), della distribuzione degli aiuti americani; i paesi membri dellOece erano inoltre tenuti a raccogliere fondi supplementari nelle rispettive valute da distribuire con il consenso dellEca. Nel complesso lERP (European Recovery Program) aveva distribuito allinizio del 1952 circa 13miliardi di dollari di aiuti economici sotto forma di prestiti e sovvenzioni statunitensi allEuropa. Vi furono diverse importazioni di generi commestibili, beni capitali, materie prime e combustibili. La Germania in un primo momento occup una posizione anomala nellErp. Dopo la sua sconfitta nel maggio del 1945 i capi di Stato di Stati Uniti, Regno Unito e Urss si incontrarono a Potsdam per decidere del destino della Germania: il risultato finale fu la divisione della Germania in due stati distinti, la Repubblica Federale Tedesca (Germania Occidentale) e la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Orientale), anche Berlino fu divisa in quattro settori, poi ridotti a due: Berlino est, capitale del Rdt, e Berlino Ovest, appartenete alla Rft. La suprema autorit nominale era il Consiglio Alleato di controllo. La conferenza di Potsdam aveva previsto lo smantellamento dellindustria degli armamenti e delle altre industrie pesanti tedesche, il pagamento di riparazioni ai vincitori, rigorose limitazioni alla capacit produttiva tedesca e un vigoroso programma di denazificazione, che prevedeva processi ai capi nazisti come
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criminali di guerra. Nei fatti solo lultimo obiettivo fu realizzato come originariamente inteso. Dopo un breve tentativo le potenze occidentali compresero che leconomia tedesca doveva essere lasciata integra non solo per sostentare il popolo tedesco ma anche per contribuire alla ripresa economica dellEuropa occidentale. Capovolsero perci la loro politica e invece di limitare la produzione tedesca, presero misure atte a incoraggiarla. Per stimolare la ripresa economica nel 1948 le potenze occidentali attuarono una riforma della moneta tedesca, rimpiazzando lo svalutato e disprezzato Reichsmark nazista con il Deutschemark ad un rapporto di 1 nuovo contro 10 vecchi marchi (la riforma fu facilitata dal fatto che la popolazione aveva praticamente abbandonato la vecchia moneta ed era tornata ad un sistema di baratto. Ci fu noto come wirtschaftswunder (miracolo economico) e la Germania occidentale cominci la sua sensazionale rinascita economica. LUnione Sovietica replic sbarrando tutti gli accessi stradali e ferroviari che collegavano le zone occidentali a Berlino Ovest. Ma gli Alleati occidentali risposero con un imponente ponte aereo di rifornimenti strategici. Nel frattempo la Germania veniva integrata nello Erp. Il piano Marshall si concluse nel 1952 con un successo superiore alle attese. Unaltra nuova istituzione fu lUnione Europea dei Pagamenti (UEP). Uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo del commercio nellimmediato dopoguerra era la scarsit di valuta estera, dollari in particolare, e la conseguenza necessit di un conguaglio bilaterale degli scambi. Finalmente i paesi dellOece, forti di una sovvenzione di 500milioni di dollari da parte degli Stati Uniti, inaugurarono lUep che permise un libero commercio multilaterale allinterno dellOece: si tenevano accurate registrazioni di tutti gli scambi fra paesi europei e alla fine di ogni mese si tiravano le somme e si operavano le compensazioni. I debiti dei paesi con un saldo passivo erano segnati su un conto centrale, e se il loro disavanzo era cospicuo una parte di esso doveva essere pagata in oro o in dollari; ai paesi creditori erano riconosciuti dei crediti sul medesimo conto. I risultati furono spettacolari, il commercio mondiale crebbe ad un tasso medio annuo dell8%. Nel 1961 lOece si trasform nellOrganizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) alla quale aderirono gli Stati Uniti e il Canada (e in seguito il Giappone e lAustralia): unorganizzazione di paesi industriali avanzati per coordinare gli aiuti ai paesi sottosviluppati. Lespressione miracolo economico venne applicata per la prima volta al ragguardevole balzo in avanti compiuto dalla Germania Occidentale dopo la riforma valutaria del 1948. Quando gli alti tassi di crescita continuarono per tutti gli anni 50 e 60 essa venne usata per denotare lintero periodo. Gli aiuti americani svolsero un ruolo determinante nellinnescare la ripresa economica. Negli anni della depressione e della guerra si era costituita una riserva di innovazioni tecnologiche che attendeva, per essere messa a frutto, solo il capitale e il lavoro qualificato. La modernizzazione tecnologica accompagn e contribu al cosiddetto miracolo economico. Altri fattori furono latteggiamento e il ruolo della pubblica amministrazione, che partecip alla vita economica sia direttamente che indirettamente: furono nazionalizzate alcune industrie di base, redatti programmi economici e assicurata unampia gamma di servizi sociali. A livello internazionale buona parte del merito per la bont dei risultati economici va al grado relativamente
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elevato di collaborazione intergovernativa. Tale collaborazione non fu sempre spontanea e alcuni progetti fallirono per scarsa cooperazione. Molto credito va dato infine alla ricchezza del capitale umano europeo. I bassi livelli di analfabetismo e labbondanza di istituzioni scolastiche specializzate, dai giardini dinfanzia alle Technische Hochschulen, dalle universit agli istituti di ricerca, assicuravano il personale qualificato e il brainpower necessari per applicare efficacemente la nuova tecnologia. Nel primo rigoglio di successo del Piano Marshall molti osservatori dedussero erroneamente che sarebbe bastato da solo a provocare lo sviluppo furono intrapresi grandiosi progetti, quali lalleanza per il progresso tra gli Stati Uniti e i paesi dellAmerica Latina, destinati a spegnersi nel fallimento e nella delusione.

La formazione del blocco sovietico

LUnione Sovietica sub i danni pi ingenti di qualsiasi altro paese coinvolto nella guerra. Nonostante le sofferenze del popolo russo, lUnione Sovietica si afferm come una delle due superpotenze del dopoguerra. Questo ruolo le fu consentito dallimmensit del suo territorio e della sua popolazione. Per risanare leconomia devastata il Governo var nel 1946 il quarto piano quinquennale. Fu sostituito il Consiglio dei commissari del popolo con un Consiglio dei ministri in cui lo stesso Stalin assunse la posizione di presidente o primo ministro. Dopo la morte di Stalin il leader supremo divenne Kruscev. Al XX congresso del partito, Kruscev pronunci un discorso in cui denunciava Stalin come un tiranno spietato e dichiarava che il dispotismo staliniano era unaberrazione di una politica essenzialmente corretta e afferm che la nuova direzione collettiva era tornata agli autentici principi leninisti. Il discorso di Kruscev trapel al pubblico provocando fermenti tra i popoli dei paesi comunisti. Il Governo intraprese una campagna ufficiale di destalinizzazione che vide la rimozione delle spoglie dellex leader dalla celebre tomba di Lenin sulla Piazza Rossa di Mosca. Ma la natura essenziale del sistema economico sovietico non mut. Nel 1955 il Governo annunci il completamento di un piano quinquennale. Lindustria pesante continu ad accrescere la produzione ma rimase lontana dal tipo statunitense, mentre quella dei beni di consumo continu a procedere a rilento. Lagricoltura rimase in una situazione di crisi. Nel 1954 Kruscev diede lavvio ad un progetto di terre vergini che prevedeva la messa a coltura di grandi distese di terre aride nellAsia sovietica. Lanci una campagna per aumentare la produzione di mais, unaltra per la produzione di latte, burro e carne. Ma nessuno di questi programmi si avvicin agli obiettivi dichiarati. La vita sovietica continu ad essere caratterizzata dalla carenza di generi alimentari. Gli Alleati riuscirono a stipulare trattati con i paesi satelliti della Germania e ad accordarsi sul trattamento delle vittime dellaggressione nazista in Europa orientale. I termini generali della sistemazione dellEst europeo erano stati delineati nella conferenza di Yata. Essi prevedevano un ruolo maggiore dellUnione Sovietica. Nel 1947 vennero firmati i trattati con la Romania, lUngheria la Bulgaria e la Finlandia. La reintegrazione della Cecoslovacchia e dellAlbania era un fatto scontato. Dato che questi paesi non erano mai stati in guerra con gli Alleati, la maniera in cui furono liberati fece per s che cadessero nella sfera dinfluenza sovietica. La Cecoslovacchia ebbe come Presidente del Governo Edward Benes che
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sperava di fare della Cecoslovacchia un ponte fra la Russia e loccidente, fino alla presa di potere da parte dei comunisti nel febbraio del 1948. Durante la guerra Churchill e Stalin si erano accordati su unequa spartizione delle sfere dinfluenza in Jugoslavia dopo la guerra. I partigiani jugoslavi, guidati dal maresciallo Tito, liberarono per il paese, si fecero le elezioni nel novembre 1945 e fu proclamata una repubblica popolare federale. Tito govern il paese in modo non diverso da quello di Stalin, rifiut tuttavia di accettare le imposizioni dellUnione Sovietica e nel 1948 ruppe pubblicamente con questultima e con gli altri satelliti comunisti. La determinazione dei confini postbellici della Polonia e della sua forma di governo rappresent uno dei problemi pi spinosi del processo di pacificazione. Nelle ultime fasi della guerra erano esistiti due governi provvisori polacchi, uno a Londra e uno nella parte della Polonia occupata dai russi. Su insistenza dei Sovietici si fusero formando un governo provvisorio di unit nazionale, la coalizione resse fino al 1947 ma poi la Polonia fu spostata 300 miglia pi a ovest. I termini dellaccordo prevedevano solo che la Polonia dovesse avere unamministrazione temporanea della regione a est della linea Oder-Niesse. Ma vi fu immediatamente lespulsione di milioni di tedeschi residenti nella regione per accogliere vari milioni di polacchi. Nei trattati di pace con i satelliti tedeschi dellEst europeo la Romania, la Bulgaria e lUngheria, furono incluse clausole territoriali che seguivano un consolidato modello storico. La Romania riottenne dallUngheria la Transilvania ma dovette restituire allUnione Sovietica la Bessarabia e la Bucovina settentrionale e alla Bulgaria la Dobrugia. LUngheria sub le perdite maggiori, in quanto dovette cedere una piccola area alla Cecoslovacchia. Tutti e tre i paesi sconfitti furono obbligati al pagamento delle riparazioni. I trattati di pace non affrontarono in alcun modo il problema della scomparsa dei paesi baltici della Lettonia, della Lituania e dellEstonia. Gi appartenuti allImpero zarista del 1917, furono invasi nel 1941 e rioccupati in seguito dallarmata rossa nel 1944-45. Infine furono annessi senza clamore dallUnione Sovietica come repubbliche autonome. Nel gennaio del 1949 lUnione Sovietica cre il Consiglio di aiuto economico reciproco (COMECON) nel tentativo di dare maggiore coesione alle economie dei suoi satelliti dellEst europeo. Vi entrarono a far parte lAlbania, la Bulgaria, la Romania, lUngheria, la Cecoslovacchia, la Polonia e la Germania Orientale. LUrss se ne serv per accrescere la dipendenza economica dei paesi satelliti. Alla morte di Stalin nel 1953 il blocco sovietico in Europa aveva un aspetto monolitico. Ciascuno dei paesi satelliti era pi o meno una riproduzione in miniatura dellUnione Sovietica, ma dietro la facciata dellunit si nascondevano tendenze disgregatrici. Presto questi paesi furono percorsi da una ventata di irrequietezza, che assunse una tale gravit da costringere le autorit sovietiche che ancora li occupavano a reprimerli con la forza delle armi. Nel 1956 in Ungheria divenne primo ministro Nagy, un nazionalcomunista che promise ampie riforme e libere elezioni. Egli annunci che lUngheria si sarebbe ritirata dal Patto di Varsavia e chiese alle nazioni Unite di garantire la neutralit perpetua dellUngheria sulla stessa base di quella austriaca. Questo era troppo per lUnione Sovietica che inflisse allUngheria distruzioni paragonabili a quelle della Seconda Guerra Mondiale. Anche dopo che i russi ebbero riportato la situazione sotto controllo molti continuarono la
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lotta sulle colline con azioni di guerriglia. La rivolta ungherese mostr chiaramente che persino una Russia destalinizzata non era preparata a rinunciare al suo impero comunista. Il movimento per un socialismo autenticamente democratico ebbe il massimo sviluppo in Cecoslovacchia. Nel gennaio del 1968 il partito comunista ceco guidato da Dubcek avvi un programma di riforme che prevedeva tra laltro un maggiore ricorso al libero mercato, lallentamento della censura di stampa e una buona misura di libert personale. In un primo momento i governanti del Cremlino cercarono di persuadere i dirigenti cechi a ritornare a politiche comuniste ortodosse, ma senza successo. Alla fine, nellagosto del 1968, lesercito e laviazione sovietici invasero la Cecoslovacchia e proclamarono la legge marziale. Ancora una volta, come nel 1953 in Germania orientale e nel 1956 in Ungheria i fatti dimostrarono che limpero comunista russo poteva essere mantenuto integro solo con la forza. La Repubblica Popolare cinese, pur non appartenendo al blocco sovietico, fu per breve tempo alleata dellUnione Sovietica. La Seconda Guerra Mondiale aveva inflitto sofferenze tremende ad un paese gi povero. Nel corso del conflitto i comunisti cinesi avevano collaborato con il leader nazionalista Chiang Kai-shek nella resistenza ai giapponesi. Alla fine del conflitto si rivoltarono contro Chiang e nel 1949 lo cacciarono dal continente a Taiwan insieme ai suoi seguaci. Il primo ottobre 1949 i comunisti guidati da Mao Tse Tung e Chun enlai proclamarono formalmente la repubblica popolare cinese con capitale Pechino. I comunisti estesero rapidamente il loro dominio allintero paese: consolidato il controllo politico il nuovo Governo intraprese la modernizzazione delleconomia e la ristrutturazione della societ. Dopo una prima fase in cui fu tollerata la propriet privata sia in agricoltura che in maniera limitata nel commercio e nellindustria, nel 1953 il Governo cominci a incoraggiare la collettivizzazione dellagricoltura e intraprese una generale nazionalizzazione dellindustria. Ma il programma si tradusse in un fallimento. Nel 1961 il Governo ridimension i propri obiettivi, in quelli principali della dirigenza comunista cinese: dare una nuova struttura alla societ e riformare i processi di pensiero, il comportamento e la cultura. La vestigia della struttura di classe feudale e borghese furono eliminate con i semplici espedienti delle espropriazioni e delle esecuzioni. Nel 1966 Mao var una grande rivoluzione culturale contrassegnata da tre anni di terrorismo e violenze, durante i quali molti intellettuali furono costretti a lavorare come contadini e operai comuni. Fin dallinizio lUnione Sovietica aveva accordato alla Repubblica Popolare cinese assistenza economica, tecnica e militare ma i cinesi rifiutarono di conformarsi alle direttive sovietiche. Dopo una serie di scontri di confine, le due superpotenze del mondo comunista arrivarono sullorlo di un conflitto aperto. La Cina consegu nel 1964 il suo maggiore trionfo tecnologico con lesplosione di una bomba atomica. Per compensare lostilit sovietica i cinesi intrapresero un processo di riavvicinamento alloccidente che culmin nel 1971 con il ritiro da parte statunitense delle obiezioni allammissione della Repubblica Popolare cinese nelle Nazioni unite. Dopo la morte di Mao nel 1976 i contatti con loccidente si intensificarono, il Governo guidato da Teng Hsiao-ping permise una limitata reintroduzione del libero mercato e della libera impresa. LUnione Sovietica possedeva in Asia altri tre satelliti o stati vassalli. La Repubblica Popolare mongola fu
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il primo stato comunista dopo lUrss. Divenne membro del Comecon nel 1962. Nel 1978 il primo segretario del partito comunista annunci che il paese era stato trasformato da agricolo-industriale a industriale-agrario. Dopo la sconfitta del Giappone truppe americane e sovietiche occuparono congiuntamente la Corea. La Repubblica Popolare Democratica di Corea, o Corea del Nord, possedeva uneconomia di tipo sovietico che in confronto con la maggior parte dei paesi dellest asiatico appare estesamente industrializzata. Nonostante i danni subiti durante la guerra di Corea, la sua industria fu rapidamente ricostruita con laiuto sovietico e cinese. La Repubblica Socialista del Vietnam lerede della Repubblica Democratica del Vietnam fondata nel 1945 da Ho Chi Minh. Terminato il conflitto, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il paese fu diviso in un Vietnam del nord comunista e un Vietnam del sud anticomunista. Nella tragica guerra civile che segu negli anni sessanta e settanta il Sud rimase sconfitto nonostante i massicci aiuti militari ed economici degli Stati Uniti. Leconomia era tradizionalmente agraria, lindustrializzazione stata incoraggiata dal Governo, che possiede e dirige praticamente tutte le imprese. Il solo Stato socialista dichiaratamente alleato dellUnione Sovietica nellemisfero occidentale era la repubblica di Cuba. Fidel Castro, il leader rivoluzionario che rovesci lautoritario dittatore Fulgencio Batista il 1 gennaio del 1959, in un primo momento non si proclam marxista, ma la politica anticastrista degli Stati Uniti, culminata nel 1961 con lappoggio alla disastrosa invasione della Baia dei Porci, lo gett tra le braccia dellUnione Sovietica. Tagliata fuori dai suoi mercati tradizionali ma pur sempre dipendente dal suo tradizionale prodotto desportazione, lo zucchero, Cuba ricevette la maggior parte dei manufatti dal blocco sovietico. Nel 1972 divenne membro del Comecon.

Economia della decolonizzazione

La Seconda Guerra Mondiale inflisse un colpo mortale allimperialismo europeo. Le Filippine, le Indie orientali olandesi, lIndocina francese, la Birmania e la Malaysia britanniche caddero sotto il dominio giapponese. Altrove in Asia e in Africa la sconfitta della Francia del Belgio e dellItalia e la preoccupazione dei Britannici per lo sforzo bellico lasciarono le dipendenze coloniali in balia di se stesse. Alcune di esse proclamarono lindipendenza, altre videro la nascita di partiti indipendentisti che si battevano contro il dominio coloniale. Nellimmediato dopoguerra le potenze imperiali ripresero il controllo della maggior parte delle ex colonie ma la debolezza causata dalla guerra e la forza crescente dei movimenti indipendentisti condussero ad un graduale abbandono dei poteri imperiali. Lindipendenza concessa dalla Gran Bretagna al subcontinente indiano determin la nascita non di uno ma di sue stati: lIndia e il Pakistan, il primo di religione ind e il secondo musulmano. Lanno dopo fu la volta dellisola di Ceylon (nello Sri Lanka). Il Pakistan era diviso in due parti: il Pakistan Occidentale, di lingua urdu, sul fiume Indo e il Pakistan Orientale di lingua bengalese, dallaltra parte del fiume Gange. I pakistani dominarono gli orientali fino alla rivolta che culmin con la fondazione del Bangladesh. Questi paesi sono tutti poveri, hanno poche risorse naturali, alti livelli di analfabetismo e governi instabili con disordini razziali e religiosi. Altri paesi che ottennero lindipendenza furono: la
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Birmania, lIndonesia, il Laos, la Cambogia, Singapore, Borneo, la Malaysia e le Filippine. Tutti questi paesi hanno caratteristiche comuni, quali il clima, la topografia, sono rurali e agrari, alti livelli di analfabetismo e di crescita demografica. Seppure nominalmente repubbliche, le forze della democrazia sono deboli e molti di essi hanno dovuto sottostare a lunghi periodi di dittatura. Anche le colonie africane, dopo anni di rivolte ottennero lindipendenza. Tutti i paesi nordafricani sono prevalentemente agrari con unagricoltura di tipo mediterraneo ma possiedono anche importanti risorse minerarie. In particolare, il petrolio e il gas naturale scoperti in Algeria poco dopo lindipendenza hanno dato a questo paese sia mezzi per sviluppare lindustria che quelli per svolgere un certo ruolo nella politica mondiale. Allinizio degli anni cinquanta molti osservatori ritenevano che lindipendenza delle popolazioni nere dellAfrica subsahariana avrebbe richiesto un periodo di una o pi generazioni; in realt nel volgere di un decennio dai vecchi Imperi, britannico, francese e belga erano nati pi di venti nuovi stati. Questo sorprendente sviluppo fu dovuto solo in parte alla forza dei movimenti indipendentisti indigeni. Altrettanto importanti furono le difficolt interne delle potenze imperiali, che le resero meno disponibili a sopportare gli alti costi (economici, politici e morali) della conservazione del dominio su popoli stranieri contro la loro volont. Una volta iniziato il processo di emancipazione questo continu come una reazione a catena. Alla met degli anni 60 tutte le ex potenze coloniali europee avevano concesso lindipendenza a quasi tutte le loro dipendenze asiatiche e africane. Ma i nuovi Stati erano poveri perch le potenze europee avevano solo sfruttato le colonie senza prepararle ad un autogoverno responsabile, quindi alcune amministrazioni dei nuovi stati fu afflitta dalle piaghe dellinefficienza e della corruzione.

Le origini della Comunit Europea


Il sogno di unEuropa unita antico quanto lEuropa stessa. Il concerto europeo che si svilupp dal Congresso di Vienna del 1815 fu un tentativo di coordinare la politica ai livelli pi alti di governo. La Societ delle Nazioni fu un concerto dei vincitori europei della Prima Guerra Mondiale. Quasi riuscito fu il tentativo di Hitler di creare una Festung Europa dominata dai nazisti. Tutti questi tentativi fallirono per lincapacit di sedicenti unificatori di conservare il monopolio del potere di coercizione e la riluttanza dei soggetti a sottomettersi volontariamente alla loro unit. Lidea del nazionalismo si insedi cos profondamente nel pensiero europeo che la sovranit divenne quasi sinonimo di nazionalit. Fino alla Seconda Guerra Mondiale le nazioni moderne si opposero con sollecitudine ad ogni tentativo di usurpare o in qualunque modo limitare la loro sovranit. La distinzione tra organizzazioni internazionali o sopranazionali questa: le organizzazioni internazionali dipendono dalla cooperazione volontaria dei loro membri e non possiedono un reale potere di coercizione, le organizzazioni sopranazionali dipendono dalla cooperazione volontaria dei loro membri e non possiedono un reale potere di coercizione e inoltre richiedono che i loro membri cedano almeno una parte della loro sovranit e possono costringerli a uniformarsi alle proprie disposizioni. Sia la Societ delle
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Nazioni che le Nazioni Unite sono esempi di organizzazioni internazionali. In Europa lOece e la maggior parte delle organizzazioni postbelliche degli Stati sono state internazionali. Le proposte dei vari tipi di organizzazioni sopranazionali europee scaturiscono da due motivazioni distinte, politiche ed economiche. Il motivo politico radicato nella convinzione che solo attraverso unorganizzazione sopranazionale la minaccia di una guerra tra le potenze europee pu essere permanentemente estirpata. il motivo economico si fonda sulla tesi che i mercati pi ampi promuoveranno la specializzazione e la concorrenza, e di conseguenza una produttivit pi elevata ed un pi alto tenore di vita. I due motivi si fondono nella considerazione che la forza economica la base della potenza politica e militare e che uneconomia europea pienamente integrata renderebbe le guerre intraeuropee meno probabili. Lunione doganale del Benelux, che permise il libero movimento delle merci tra Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo e una tariffa esterna comune, deriv dalla consapevolezza che le economie dei singoli Stati erano troppo piccole da permettere loro di godere in pieno dei benefici della produzione di massa. La ratifica formale del trattato venne nel 1947. LOece richiedeva solo cooperazione, non una piena integrazione. Nel 1950 il ministro degli esteri francese Shuman propose lintegrazione delle industrie del carbone e dellacciaio della Francia e della Germania Occidentale, le motivazioni erano sia politiche che economiche. Il carbone e lacciaio erano il cuore dellindustria tedesca sotto sorveglianza e controllo. Ansiosa di essere ammessa nel nuovo concerto europeo, la Germania Occidentale rispose con alacrit, come del resto fecero i paesi del Benelux e lItalia. La Gran Bretagna rispose con pi cautela e non vi partecip. Il trattato istitutivo della Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio (CECA) fu siglato nel 1951, esso prevedeva leliminazione delle tariffe e dei contingenti in materia di scambi intracomunitari di minerale ferroso, carbone, coke e acciaio, una tariffa esterna comune sulle importazioni da altri paesi e controlli sulla produzione e selle vendite. Per sovrintendere a queste operazioni furono creati diversi organismi di carattere sopranazionale. In seguito fu costituita la Comunit di Difesa Europea. Sviluppi quali la Corea, listituzione della Nato nel 1949 e la rapida ripresa economica della Germania avevano dimostrato limportanza di includere i contingenti tedeschi in una forza militare dellEuropa occidentale. Ma cera ancora molta ostilit nei confronti dei Tedeschi. Nel 1957 furono siglati altri due trattati che istituivano la Comunit Europea dellEnergia Atomica (EURATOM) per lo sviluppo di usi pacifici e lenergia atomica e la Comunit Economica Europea (CEE) o Mercato Comune che prevedeva la graduale eliminazione dei dazi sullimportazione e delle limitazioni quantitative su tutti gli scambi tra i paesi membri e lintroduzione di una tariffa estera comune. Una delle clausole pi importanti del trattato fu che esso non poteva essere denunciato unilateralmente e che le decisioni sarebbero state prese da una maggioranza qualificata piuttosto che allunanimit. Sia il trattato del mercato comune che quello dellEuratom istituirono commissioni per sovrintendere al proprio funzionamento. La Gran Bretagna, i paesi scandinavi, la Svizzera, lAustria e il Portogallo crearono lAssociazione Europea di Libero Scambio (EFTA), ma era un unione molto pi debole del mercato comune e prevedeva leliminazione delle tariffe sui prodotti industriali tra i paesi firmatari. Alla fine anche questi paesi entrarono a
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far parte dellorganizzazione insieme alla Grecia, alla Spagna e al Portogallo. Nacque il parlamento europeo che prima aveva solo potere consultivo e in seguito ebbe anche un limitato controllo sul bilancio. Nel 1979 i membri del Parlamento furono eletti direttamente dal popolo e presero posto nellassemblea come raggruppamenti di partiti piuttosto che secondo la nazionalit. Un problema persistente fu il Sistema Monetario Europeo (SME) che prevedeva la sostituzione delle varie valute nazionali con una singola unit di conto, lECU. Inoltre furono stipulati diversi trattati con i Paesi del Terzo Mondo che permettevano lingresso libero dei loro prodotti nella comunit.

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