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I - imprenditore chi esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi (art.

. 2082 c.c.). Il codice civile distingue diversi tipi di imprenditori in base a tre criteri: loggetto, che distingue limprenditore agricolo dallimprenditore commerciale, la dimensione, con il quale si individua il piccolo imprenditore e, di riflesso, limprenditore medio-grande, e la natura, che determina la tripartizione tra impresa individuale, impresa in forma di societ e impresa pubblica. Tutti gli imprenditori sono assoggettati allo statuto generale dellimprenditore (azienda, segni distintivi, concorrenza, consorzi). Chi imprenditore non piccolo poi assoggettato ulteriormente allo statuto tipico dellimprenditore commerciale (iscrizione nel registro delle imprese, scritture contabili, rappresentanza commerciale, fallimento). Fondamentale perch si possa parlare di impresa la produzione o lo scambio di beni e servizi. Irrilevante invece sia la natura dei beni scambiati o prodotti, sia che lattivit produttiva costituisca anche godimento di beni inesistenti . Non pu per considerarsi impresa lattivit di mero godimento: il proprietario che cede solo in locazione un immobile non imprenditore in quanto non produce nuove utilit economiche, a differenza del proprietario che adibisce ad albergo un suo immobile, in quanto accompagna la prestazione locativa allerogazione di servizi collaterali come la pulizia locale, il cambio biancheria, ecc.. infine opinione prevalente che la qualit di imprenditore vada riconosciuta anche quando lattivit produttiva svolta illecita (contraria a norme imperative, allordine pubblico o al buon costume). Inconcepibile lattivit di impresa senza limpiego coordinato di fattori produttivi: capitale e lavoro proprio e/o altrui. Allinterrogativo posto con riferimento al considerare o meno imprenditori i prestatori dopera manuale (elettricisti, idraulici, ecc.) stato risposto, bench il punto non sia pacifico, che questi non posso essere considerati tali in quanto manchi un minimo di <<etero organizzazione>> nel loro lavoro. Questi dati confermano di conseguenza che un minimo di lavoro altrui o di capitale (etero organizzazione) quindi sempre necessario perch si possa parlare di impresa. Per aversi impresa essenziale che lattivit produttiva sia condotta con metodo economico: copertura dei costi con i ricavi. Non quindi essenziale che lintento dellimprenditore sia quello di conseguire un guadagno o un profitto personale, nonostante sia incontestabile che normalmente limprenditore privato abbia come scopo quello di lucro. Lultimo dei requisiti richiesti il carattere professionale dellattivit. E per professionalit si intende lesercizio abituale e non occasionale di una data attivit produttiva. Non richiesto che quella di impresa sia lattivit unica o principale ed possibile parlare di impresa anche nel caso di <<unico affare>>, se questo comporta il compimento di operazioni molteplici e lutilizzo di un apparato produttivo complesso. Infine, nonostante il punto sia controverso, anche chi costruisce un singolo edificio per destinarlo a uso personale pu essere considerato imprenditore, in quanto lattivit produttiva pu considerarsi svolta con metodo economico anche quando i costi sono coperti da un risparmio di spesa o da un incremento del patrimonio del produttore. Imprenditore pu essere qualificato quindi anche chi produce beni o servizi destinati ad uso o consumo personale (c.d. impresa per conto proprio) Per libera scelta del legislatore i liberi professionisti (avvocati, dottori commercialisti, ecc.) non sono mai imprenditori in quanto tali e le disposizioni in tema di imprese si applicano alle professioni intellettuali solo se lesercizio della professione costituisce elemento di una attivit organizzata in forma di impresa (es: medico che gestisce una clinica privata nella quale opera). 1

II - imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse (art. 2135 c.c.). Riguardo alle attivit agricole essenziali, levoluzione tecnologica dellagricoltura aveva portato per in dottrina a un contrasto di opinioni tra chi sosteneva che impresa agricola fosse ogni impresa che produce ogni specie di vegetali o animali e quindi fondata sullo sviluppo di un ciclo biologico e chi riteneva, allopposto, che doveva essere dato rilievo al modo di produzione tipico dellagricoltore e quindi non poteva essere qualificato imprenditore agricolo chi produceva vegetali o animali in modo del tutto svincolato dal fondo agricolo e dallo sfruttamento della terra. Con la recente riforma il legislatore ha optato per lo sviluppo del ciclo biologico! La seconda categoria di attivit agricole costituita dalle attivit agricole per connessione. Si intendono connesse quella attivit commerciali aventi ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dallesercizio dellattivit agricola essenziale. Pertanto sono tre le condizioni da rispettare: connessione soggettiva, il soggetto che le esercita gi imprenditore agricolo in quanto svolge unattivit agricola essenziale, connessione oggettiva tra le due attivit e la prevalenza, per rilievo economico, dellattivit essenziale su quella connessa. Il piccolo imprenditore sottoposto allo statuto generale dellimprenditore. invece esonerato, anche se esercita attivit commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili e dallassoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali. Liscrizione nel registro delle imprese non ha funzione di pubblicit legale. Fino a qualche anno vi erano due diverse nozioni di piccoli imprenditore, una dettata dal codice civile e una dalla legge fallimentare. Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia (art. 2083 c.c.). Per aversi piccolo imprenditore il codice civile individuava il criterio della prevalenza sul lavoro altrui e sul capitale come carattere distintivo, intendendola come una prevalenza qualitativo-funzionale: lapporto dellimprenditore e dei suoi familiari devono caratterizzare i prodotti. La legge fallimentare invece, nel ribadire che non falliscono, individuava i piccoli imprenditori esclusivamente in base a parametri monetari (in base al reddito di ricchezza mobile o al capitale investito) e quindi con criterio palesemente non coincidente con quello fissato dal codice civile. Le due norme comportavano il paradosso di dover riconoscere e negare allo stesso soggetto la qualit di piccolo imprenditore e agli stessi effetti (paradosso venuto meno in seguito alla soppressione dellimposta di ricchezza mobile e alla dichiarata incostituzionalit del parametro fissato dalla legge fallimentare sul capitale investito). Nel 2006 stata riformata la legge fallimentare, la quale non definisce pi chi piccolo imprenditore, ma semplicemente individua alcuni parametri dimensionali dellimpresa, al di sotto dei quali limprenditore non fallisce. Questo comporta un migliore coordinamento con la disciplina codicistica: secondo lopinione prevalente, chi pu essere dichiarato fallito si determina esclusivamente in base ai parametri della nuova legge fallimentare, mentre la definizione del codice civile rileva ai fini dellapplicazione della restante parte dello statuto dellimprenditore commerciale. I nuovi criteri dimensionali della legge fallimentare stabiliscono che non soggetto a fallimento chi si dimostri in possesso dei seguenti requisiti: 1aver avuto nei tre anni antecedenti la data di deposito dellistanza di fallimento un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro; 2 aver realizzato nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dellistanza di fallimento ricavi lordi non superiori a duecentomila euro; 3avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, non superiore a cinquecentomila euro. Basta superarne uno per essere esposti al fallimento. A differenza che in passato, inoltre, anche le societ commerciali possono essere esonerate dal fallimento, se rispettano tali limiti. 2

Limprenditore artigiano rientra tra i piccoli imprenditori. La legge n. 860 del 1956 affermava per che limpresa che rispondeva ai requisiti dalla stessa fissata era da considerarsi artigiana a tutti gli effetti di legge e quindi anche a quelli codicistici e fallimentari. Per la legge n. 860, il dato caratterizzante limpresa artigiana risiedeva nella natura artistica o usuale dei beni o servizi prodotti e non pi nella prevalenza del lavoro familiare nel processo produttivo. Perci, limpresa doveva ritenersi artigiana e sottratta al fallimento anche quando, per gli ingenti investimenti di capitali e la manodopera impiegata, non era pi rispettato il criterio della prevalenza. Questo privilegio stato abolito con la legge quadro del 1985, la quale, nel definire limpresa artigiana (basandosi sulloggetto dellimpresa, che pu essere costituito da qualsiasi attivit di prestazioni di beni o di servizi, e sul ruolo dellartigiano, richiedendosi che esso svolga in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo) non afferma pi che definita a tutti gli effetti di legge, anzi, scopo dichiarato della legge quello di fissare i principi direttivi da osservare dalle regioni per le provvidenze a favore dellartigianato. Non basta quindi la qualifica artigiana in base alla legge quadro per essere esonerati ne dallo statuto dellimprenditore commerciale (criterio della prevalenza), ne dal fallimento (limiti dimensionali). impresa familiare limpresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dellimprenditore (famiglia nucleare). Funzione dellistituto quello di predisporre una tutela minima del lavoro familiare nellimpresa quando non sia configurabile un diverso rapporto giuridico. La tutela legislativa riconosce ai membri della famiglia nucleare che lavorino in modo continuato nellimpresa familiare diritti patrimoniali: diritto al mantenimento, diritto di partecipazione agli utili dellimpresa in proporzione al lavoro prestato, diritto sui beni acquistati con gli utili e sugli incrementi di valore dellazienda e diritto di prelazione sullazienda in caso di divisione ereditaria, e diritti amministrativi: le decisioni in merito alla gestione straordinaria dellimpresa e su decisioni di particolare importanza sono prese a maggioranza. infine previsto che il diritto di partecipazione trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il consenso unanime dei familiari gi partecipanti. inoltre liquidabile in denaro qualora cessi la prestazione di lavoro ed in caso di alienazione dellazienda. Limpresa pubblica lattivit di imprese svolta dallo Stato o da altri enti pubblici. Sono tre le possibili forme di intervento dei pubblici poteri nelleconomia: costituzione o partecipazione in societ (generalmente per azioni); la creazioni di enti pubblici economici (enti di diritto pubblico il cui compito esclusivo o principale lattivit di impresa), i quali sono sottoposti ad entrambi gli istituti degli imprenditori con la sola eccezione di essere soggetti a liquidazione coatta amministrativa; e attraverso le imprese-organo (strutture organizzative prive di distinta soggettivit in cui lattivit di impresa secondaria ed accessoria), le quali sono sottoposte agli statuti degli imprenditori ma restano esonerati sia dalliscrizione nel registro delle imprese sia dalle procedure concorsuali. Sono imprese sociali le imprese gestite senza scopo di lucro in settori di utilit sociale (tassativamente indicati nel d. lgs. 155/2006). Proprio per lassenza dello scopo di lucro sul patrimonio dellimpresa grava un vincolo di indisponibilit in quanto n durante lesercizio dellimpresa, n allo scioglimento possibile distribuire fondi. Per limpresa sociale previsto che ci si possa organizzare in qualsiasi forma di organizzazione privata. previsto, inoltre, un privilegio per le imprese sociali secondo il quale possibile limitare la responsabilit dei partecipanti anche quando la forma giuridica impiegata prevedrebbe invece la responsabilit illimitata di questi: se limpresa sociale dotato di un patrimonio (netto) di almeno ventimila euro, dal momento delliscrizione risponde delle obbligazioni assunte soltanto lorganizzazione con il suo patrimonio, qualora per il patrimonio diminuisca in conseguenza di perdite di oltre un terzo al di sotto del limite delle obbligazioni assunte rispondono illimitatamente e personalmente i soggetti agenti. In caso di insolvenza limpresa sociale soggetta a liquidazione coatta amministrativa. 3

III - Esercizio diretto dellattivit dimpresa: gli effetti degli atti giuridici ricadono sul soggetto il cui nome stato validamente speso nel traffico giuridico (principio della spendita del nome). Si ricava dalla disciplina del mandato secondo cui, nel caso di mandato con rappresentanza, tutti gli atti posti in essere dal mandatario si producono direttamente nella sfera giuridica del mandante. Di conseguenza quando gli atti dimpresa sono compiuti tramite rappresentante, imprenditore diventa il rappresentato. Esercizio indiretto dellattivit dimpresa: fenomeno che da luogo a una dissociazione fra il soggetto cui formalmente imputabile la qualit di imprenditore e il reale interessato (imprenditore indiretto). Espediente, a cui si pu ricorrere per aggirare un divieto di legge o per non esporre al rischio dimpresa tutto il proprio patrimonio personale, che comporta il pericolo per i creditori di non vedere soddisfatte le proprie obbligazioni in caso di dissesto. Parte della dottrina riteneva di poter neutralizzare tali pericoli sostenendo che chi esercita il potere di direzione di unimpresa se ne assume il rischio, acquisisce la qualit di imprenditore e risponde, solidalmente con il prestanome, delle obbligazioni (teoria dellimprenditore occulto). Teoria ritenuta per infondata in quanto contrastante sia con il principio della spendita del nome, sia dai principi che regolano le societ di capitali (liceit dellesercizio dellattivit di impresa in regime di responsabilit limitata attraverso una societ di capitali rispettando le regole di organizzazione per la stessa dettate). La tecnica prevalentemente seguita in giurisprudenza invece quella di considerare i comportamenti del socio che tratta la societ come cosa propria, con disprezzo delle regole, come unautonoma attivit di impresa (impresa fiancheggiatrice) rispondendo pertanto delle obbligazioni da lui contratte. Inizio dellimpresa: la qualit di imprenditore si acquista con leffettivo inizio dellesercizio dellattivit di impresa, la stessa iscrizione nel registro delle imprese non condizione n necessaria n sufficiente. Fine dellimpresa: la nuova legge fallimentare dispone che gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese (condizione quindi necessaria, ma non sufficiente, affinch limprenditore benefici del termine annuale), salva la facolt per il creditore o il p.m. di dimostrare che lattivit dimpresa sia effettivamente cessata in un altro momento. Capacit e impresa: la capacit allesercizio dellattivit dimpresa si acquista con la piena capacit dagire (18 anni). Si perde in seguito a interdizione o inabilitazione. Il minore che con raggiri ha occultato la sua minore et non diventa in nessun caso imprenditore. Riguardo lattivit agricola trovano applicazione le norme di diritto comune. Una specifica disciplina invece prevista per lattivit commerciale: in nessun caso consentito linizio di una nuova impresa commerciale in nome e nellinteresse del minore. Identica regola dettata per linterdetto e linabilitato. pertanto consentita solo la continuazione dellesercizio di un impresa commerciale preesistente, quando ci sia utile allincapace, e purch sia autorizzata dal tribunale. Intervenuta lautorizzazione, chi ha la rappresentanza legale del minore e dellinterdetto pu compiere tutti gli atti (ordinari e straordinari) che rientrano nellesercizio dellimpresa. richiesta una specifica autorizzazione solo per quegli atti che non sono in rapporto di mezzo a fine per la gestione dellimpresa. Linabilitato invece, intervenuta lautorizzazione, potr esercitare personalmente limpresa, sia pure con lassistenza del curatore e con il suo consenso per gli atti estranei allattivit dimpresa. Diversamente che per gli altri incapaci il minore emancipato pu essere autorizzato dal tribunale ad iniziare unattivit dimpresa. Con lautorizzazione acquista la piena capacit dagire. Il beneficiario dellamministrazione di sostegno conserva invece capacit dagire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o lautorizzazione dellamministratore di sostegno. IV - Il registro delle imprese lo strumento di pubblicit legale delle imprese commerciali non piccole e delle societ commerciali previsto dal codice civile del 1942. Per anni listituto rimasto inapplicato 4

(sostituito da un regime transitorio) per la mancanza del regolamento di attuazione e solo nel 1997 diventa finalmente operante, non solo come strumento di pubblicit legale delle imprese commerciali ma anche come strumento di informazione per tutte le altre imprese. Il registro delle imprese istituito in ciascuna provincia presso la camera di commercio. articolato in una sezione ordinaria, dove sono iscritti gli imprenditori (non agricoli) per i quali liscrizione produce gli effetti di pubblicit legale previsti dal codice civile, e in tre sezioni speciali, nella prima sono iscritti gli imprenditori che secondo il codice ne erano esonerati e per i quali liscrizione aveva originariamente solo funzione di pubblicit notizia, la seconda destinata alla pubblicit notizia delle societ tra professionisti e la terza alla pubblicit dei legami di gruppo. Non consentita liscrizione di atti non previsti dalla legge. Le iscrizioni devono essere fatte nel registro delle imprese delle provincia in cui limpresa ha sede, su domanda dellinteressato o anche dufficio qualora siano obbligatorie. Prima di procedere lufficio del registro deve controllare che la documentazione formalmente regolare (regolarit formale), nonch lesistenza e la veridicit dellatto (regolarit sostanziale). Non pu rilevare invece eventuali cause di nullit o annullabilit. Liscrizione nella sezione ordinaria ha funzione di pubblicit legale, di regola ha efficacia dichiarativa: i fatti e gli atti iscritti sono opponibili a chiunque dal momento della loro registrazione, che, una volta eseguita, impedisci ai terzi di eccepire lignoranza del fatto o dellatto iscritto (parziale temperamento si ha nelle societ di capitali: lopponibilit diventa piena solo dopo quindici giorni). Limprenditore che ha omesso la registrazione non tuttavia senza difesa e pu comunque provare che i terzi, nonostante lomessa registrazione avevano avuto comunque conoscenza effettiva dellatto. In alcuni casi, tassativamente previsti, liscrizione ha invece efficacia costitutiva: diventa presupposto perch latto sia produttivo di effetti, sia fra le parti che per i terzi (costitutiva totale: prima della registrazione la societ non esiste giuridicamente), o solo nei confronti dei terzi (costitutiva parziale: lomissione impedisce il decorso del termine entro il quale i creditori possono opporsi e perci la riduzione del capitale per loro improduttiva di effetti). In altri casi, infine, liscrizione pu avere efficacia normativa: presupposto per la piena applicazione di un determinato regime giuridico (s.n.c. prive di iscrizione si considerano irregolari e per i loro soci viene adottato un regime patrimoniale pi gravoso). Liscrizione nella sezione speciale, di regola, ha funzione di pubblicit notizia. Recentemente per anche per gli imprenditori agricoli (anche piccoli) e per le societ semplici ha efficacia di pubblicit legale. Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazioni, in termini quantitativi e monetari, dei singoli atti di impresa, della situazione del patrimonio dellimprenditore e del risultato economico dellattivit svolta. Tutti gli imprenditori che esercitano attivit commerciali, tranne i piccoli imprenditori, sono obbligati alla loro tenuta, e cos anche tutte le societ commerciali, esclusa quella semplice. Limprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalla dimensione dellimpresa. In ogni caso devono poi essere tenuti il libro giornale, registro cronologicoanalitico dove sono indicate giorno per giorno le operazioni relative allesercizio dellimpresa, e libro degli inventari, registro periodico-sistematico redatto allinizio dellimpresa e successivamente ogni anno che contiene lindicazione e la valutazione delle attivit e delle passivit dellimprenditore. Tutte le scritture contabili devono essere tenute secondo le norme di ordinata contabilit (senza spazi bianchi, interlinee, abrasioni e in modo che le parole cancellate siano leggibili). Linosservanza di tali regole le rende irregolari e giuridicamente irrilevanti: limprenditore non pu utilizzarle come mezzo di prova a suo favore. I terzi invece possono sempre usarle, anche se irregolarmente tenute, come mezzo processuale di prova contro limprenditore che le tiene. Il terzo non pu per scinderne il contenuto, e limprenditore potr dimostrare con qualsiasi mezzo che le sue scritture non corrispondono a verit. Le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni, e, se regolari, possono essere utilizzate come mezzo di prova dallimprenditore solo contro un altro imprenditore e in una controversia relativa a rapporti dimpresa. 5

La rappresentanza commerciale regolata da norme speciali in cui figure tipiche di ausiliari interni, per la posizione loro assegnata nellimpresa, sono automaticamente investiti di un potere di rappresentanza commisurato ex lege al tipo di mansioni che la qualifica comporta. institore colui che preposto dal titolare allesercizio dellimpresa o di una sede secondaria o di un ramo particolare della stessa. Ha un potere di gestione generale che comporta, innanzitutto, congiuntamente con limprenditore, ladempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili (e in caso di fallimento dellimprenditore troveranno applicazione anche nei suoi confronti le sanzioni penali a carico del fallito, fermo restando che fallisce solo limprenditore). Linstitore ha un altrettanto ampio generale potere di rappresentanza: rappresentanza sostanziale, infatti pu compiere in nome dellimprenditore tutti gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa e rappresentanza processuale, sia attiva che passiva. Limprenditore pu modificare tali poteri, ma le limitazioni saranno opponibili ai terzi solo se iscritte nel registro delle imprese, salvo la prova che i terzi effettivamente le conoscevano. Linstitore personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente. solidalmente obbligato anche limprenditore quando gli atti compiuti dallinstitore siano pertinenti allesercizio dellimpresa. I procuratori sono coloro che, in base a un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per limprenditore gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa, pur non essendo preposti ad esso. Il loro potere di rappresentanza circoscritto ad un determinato settore operativo. Inoltre il procuratore non ha ne la rappresentanza processuale n obblighi di iscrizione nel registro delle imprese o di tenuta delle scritture contabili. Limprenditore non risponde di nessun atto compiuto dal procuratore senza spendita del nome dellimprenditore stesso. I commessi sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi. Possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono incaricati. Non prevista liscrizione per lampliamento dei loro poteri che saranno opponibili ai terzi solo se portati alla loro conoscenza. V - Lazienda il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa (art. 2555 c.c.). un complesso caratterizzato da unit funzionale per il coordinamento fra i diversi elementi che la costituiscono. Tale complesso unitario acquisisce di regola un valore di scambio maggiore (avviamento) della somma dei valori dei singoli beni che in un dato momento lo costituiscono. La disciplina del trasferimento di azienda applicabile anche quando limprenditore trasferisca un ramo particolare della stessa, purch dotato di organicit operativa. Manca unautonoma e unitaria legge di circolazione dellazienda e quindi i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della propriet o la concessione in godimento di dellazienda sono validi solo se stipulati con losservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono lazienda o per la particolare natura del contratto. Per le imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicit legale poi previsto che gli atti di disposizione dellazienda devono essere provati per iscritto. Per le imprese soggette a registrazione i relativi contratti devono essere iscritti nel registro delle imprese (con atto pubblico o scrittura privata) entro trenta giorni. La vendita dellazienda produce ex lege, oltre agli effetti dedotti in contrato, effetti ulteriori: divieto di concorrenza dellalienante: chi aliena unazienda commerciale deve astenersi, per un periodo massimo di cinque anni, dalliniziare una nuova attivit di impresa che possa sviare lazienda ceduta (se lazienda agricola il divieto opera solo per le attivit ad essa connesse). Il divieto pu essere escluso o ampliato, purch non sia impedita ogni attivit professionale allalienante. poi previsto che, se non pattuito diversamente, lacquirente subentra nei contratti stipulati per lesercizio dellazienda stessa, a meno che non abbiano carattere personale (per il cui trasferimento sarebbe necessario unespressa pattuizione contrattuale fra alienante e acquirente, oltre che il consenso del contraente ceduto). Al terzo contraente riconosciuto il diritto di recedere dal contratto solo se sussiste giusta causa entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, salvo in questo caso la responsabilit dellalienante (deroga ai principi di diritto comune in 6

cui la cessione del contratto non pu avvenire senza il consenso del contraente ceduto). Limitata la deroga in caso di cessione dei crediti relativi allazienda, che ha effetto nei confronti dei terzi nel momento in cui il trasferimento dellazienda viene iscritto nel registro delle imprese (nel diritto comune ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi labbia accettata o gli sia stata notifica). Questa disciplina vale solo per le imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicit legale. Riguardo ai debiti mantenuto fermo il principio di diritto comune secondo cui non ammesso il mutamento del debitore senza il consenso del creditore. In deroga al diritto comune per previsto che, per le sole aziende commerciali, nel trasferimento dellazienda risponde dei debiti nei confronti dei creditori che non hanno acconsentito alla cessione anche lacquirente dellazienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori (nel diritto comune, invece, ciascuno risponde solo delle obbligazioni da lui assunte). Per i debiti di lavoro, invece, lacquirente (in questo caso anche di unazienda non commerciale) risponde anche per i debiti che non risultano dai libri contabili obbligatori, anche se non ne era a conoscenza al momento del trasferimento. Lazienda pu formare oggetto di un diritto reale o personale di godimento. Pu essere costituita in usufrutto: lusufruttuario deve esercitare lazienda sotto la ditta che la contraddistingue, non pu modificarne la destinazione e deve conservare lefficienza della stessa. La violazioni di tali obblighi o la cessione arbitraria della gestione dellazienda determinano la cessazione dellusufrutto per abuso dellusufruttuario. previsto che venga redatto un inventario allinizio e alla fine dellusufrutto e che la differenza venga regolata in denaro. Si applicano allusufrutto la disciplina dei crediti aziendali, della successione dei contratti e il divieto di concorrenza, ma non quella dei debiti aziendali per i quali risponde il nudo proprietario. Lazienda pu anche essere concessa in affitto, la cui disciplina ricalca quella dellusufrutto, esclusi i crediti aziendali. VI - I tre principali segni distintivi dellimprenditore sono la ditta, il marchio e linsegna. La ditta il nome commerciale dellimprenditore: lo individua come soggetto di diritto nellesercizio dellattivit dimpresa. Pu essere liberamente scelta dallimprenditore incontrando solamente due limiti: quello della verit, rispettato semplicemente inserendo almeno il cognome o la sigla dellimprenditore e quello della novit, nel caso in cui infatti sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore, in modo tale da creare confusione per loggetto o il luogo dellimpresa, va integrata o modificata con indicazione idonee a differenziarla (per le imprese commerciali obbligato lobbligo di differenzazione grava su chi ha iscritto per secondo la proprio ditta nel registro delle imprese). La ditta trasferibile solo insieme allazienda. Se il trasferimento avviene per atto fra vivi necessario il consenso espresso dellalienante, se acquistata per successione per causa di more si trasmette invece al successore, salvo patto contrario. Il marchio il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dellimpresa. Ha funzione di differenziazione dei proprio prodotti rispetto a quelli dei concorrenti. Su uno stesso prodotto possono coesistere pi marchi, ma il rivenditore non pu mai sopprimere il marchio del produttore. Limprenditore pu utilizzare un solo marchio per tutti i suoi prodotti (marchio generale: Fiat) o servizi di pi marchi per differenziarli (marchi speciali: Fiat-Brava, Fiat-Punto). Il marchio pu essere costituito da solo parole (marchio denominativo), da solo figure (marchio figurativo) o essere costituito dalla forma particolare, arbitraria e capricciosa del prodotto (marchio di forma). Un tipo particolare di marchio infine il marchio collettivo: si distingue dai marchi dimpresa in quanto titolare un soggetto che lo concede in uso a produttori e commercianti con la funzione di garantire lorigine, la natura o la qualit di determinati prodotti o servizi. Il marchio deve rispondere a determinati requisiti di validit: liceit, non deve contenere segni contrari alla legge, allordine pubblico o al buon costume; verit, non deve contenere segni idonei ad ingannare il pubblico; originalit, deve consentire lindividuazione dei prodotti contrassegnati fra tutti i prodotti dello 7

stesso genere immessi sul mercato (non vanno quindi bene le denominazione generiche: la parola scarpa per u marchio di calzature); novit (va bene la parola treno per un marchio di calzature). Il difetto dei requisiti esposti comporta la nullit del marchio. Il marchio pu essere registrato presso lUfficio italiano brevetti e marchi istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. Il marchio registrato attribuisce al titolare del marchio il diritto alluso esclusivo dello stesso su tutto il territorio nazionale. il diritto di esclusiva (che ricorre dalla presentazione della domanda allUfficio brevetti) copre non solo i prodotti identici, ma anche quelli affini qualora possa determinarsi confusione per il pubblico. Non copre invece prodotti del tutto diversi, per i quali pu essere registrato anche lo stesso marchio, a meno non si tratti di un marchio registrato che gode nello Stato di rinomanza (marchio celebre): in quel caso il titolare pu vietare ai terzi luso del proprio marchio anche per prodotti non affini, quando tale uso consente di trarne indebitamente vantaggio dalla rinomanza dello stesso. La registrazione nazionale dura dieci anni ed rinnovabile illimitatamente. Costituisce causa di decadenza del marchio la sua volgarizzazione (il marchio divenuto nel commercio denominazione generica di quel dato prodotto). A difesa del marchio pu esser promossa lazione di contraffazione, volta ad ottenere linibitoria alla continuazione degli atti lesivi del proprio diritto e la rimozione degli effetti degli stessi. Anche il marchio non registrato garantisce una minime tutela: chi ne ha fatto uso ha, infatti, la facolt di continuare ad usarne, nonostante la registrazione altrui, nei limiti in cui anteriormente se n avvalso. Il marchio pu essere trasferito sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo (c.d. licenza di marchio), senza che sia necessario il contemporaneo trasferimento dellazienda. Nel caso di trasferimento temporaneo consentita la licenza non esclusiva: il marchio viene contemporaneamente utilizzato dal titolare originario e da uno o pi concessionari, con la condizione che il licenziatario si obblighi ad utilizzare il marchio per prodotti con caratteristiche uguali a quelle dei corrispondenti prodotti messi in commercio dal concedente o dagli altri. Dal trasferimento del marchio non deve derivare inganno. Linsegna contraddistingue i locali dellimpresa. Non pu essere uguale o simile a quella gi utilizzata da un altro imprenditore concorrente, con conseguente obbligo di differenziazione. VII - Il diritto dautore si costituisce in seguito alla creazione (e non necessariamente alla divulgazione) di unopera dellingegno: idee creative nel campo culturale: letterarie, musicali, teatrali, ecc.. Lunica condizione richiesta che lopera abbia carattere creativo. Grazie al diritto dautore il titolare dellopera acquisisce sia diritti morali, che consistono nel rivendicare la paternit dellopera, decidere se pubblicarla o meno (diritto di inedito), opporsi a modificazione, ecc., e che sono diritti irrinunciabili e inalienabili, sia diritti patrimoniali, che consentono lutilizzazione economica esclusiva dellopera o di singole parti (es: Topolino, Pantera Rosa), e che si estinguono, in linea di principio, in settantanni. Il diritto di utilizzazione economica dellopera dellingegno liberamente trasferibile, sia fra vivi che per causa di morte. I contratti specificatamente previsti sono il contratto di edizione, con il quale lautore concede in via esclusiva lesercizio del diritto di pubblicare per la stampa lopera ad un editore, il quale si obbliga a mettere in commercio lopera e a corrispondere allautore il compenso pattuito, e il contratto di rappresentazione, con il quale lautore cede, di regola non in esclusiva, il solo diritto di rappresentare in pubblico lopera. Il diritto dautore protetto da sanzioni civili, amministrative pecuniarie e penali. Le invenzioni industriali* sono idee creative nel campo della tecnica che consistono nella soluzione originale di un problema suscettibile di pratica applicazione nel settore della produzione di beni e servizi. Il modo di acquisto del diritto di utilizzazione economica la concessione del corrispondente brevetto da parte dellUfficio italiano brevetti e marchi. Possono formare oggetto di brevetto le invenzioni di prodotto, 8

di procedimento o invenzioni derivate. Non sono considerate invenzioni, invece, ci che gi esiste in natura e luomo si limita a percepire (es: la scoperta dellatomo) o una nuova teoria (es: postulato di Euclide). Perch si possa parlare di invenzioni industriali devono essere soddisfatti quattro requisiti: liceit, novit, nuova linvenzione che non compresa nello stato della tecnica, attivit invettiva, ossia per una persona esperta nel ramo non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica, e applicabilit industriale. Linventore ha diritto di essere riconosciuto autore dellinvenzione, e tale diritto morale si acquista per il solo fatto dellinvenzione. Per acquisire il diritto di utilizzazione economia necessario il conseguimento del brevetto, invenzione brevettata, concesso dallUfficio brevetti sulla base di una domanda corredata dalla descrizione dellinvenzione. Il brevetto per invenzioni industriali dura ventanni, non rinnovabile e conferisce al suo titolare la facolt di attuare linvenzione e trarne profitto nel territorio dello Stato. Tale diritto di esclusiva si pu perdere prima della scadenza in seguito a nullit o decadenza del brevetto. Il brevetto liberamente trasferibile indipendentemente dal trasferimento dellazienda e pu essere concesso in licenza duso, con o senza esclusiva. Linvenzione brevettata tutelata con sanzioni penali e civili e a suo difesa il titolare pu esercitare lazione di contraffazione. Anche linvenzione non brevettata gode di una minima tutela: chiunque ha fatto uso dellinvenzione nella proprio azienda, nei dodici mesi anteriori al deposito dellaltrui domanda di brevetto, pu continuare a sfruttarla nei limiti del preuso. I modelli industriali sono creazioni intellettuali applicate allindustria di minore rilievo rispetto alle invenzioni industriali. Tra questi vi sono i modelli di utilit: nuovi trovati destinati a conferire particolare funzionalit a macchine, strumenti, utensili o oggetti duso (es: particolare forma di attacco per gli sci). La loro tutela si fonda sulla brevettazione, che rispetto alle invenzioni industriali dura per solo dieci anni. I disegni e modelli sono invece nuove idee destinati a migliorare laspetto dei prodotti industriali. La relativa tutela avviene mediante registrazione (di cinque anni, rinnovabile fino a un massimo di venticinque) subordinata ai requisiti di novit e carattere individuale. VIII - Il sistema italiano per lungo tempo si contraddistinto per la mancanza di una normativa antimonopolistica. Questa lacuna era stata parzialmente colmata a met degli anni cinquanta dalla diretta applicabilit nel nostro ordinamento della disciplina antitrust dettata dalla CE. Tale normativa disciplinava per solo le pratiche che potevano pregiudicare il mercato comune europeo, non quello che incidevano esclusivamente sul mercato italiano. Il vuoto stato finalmente colmato con la legge 10-10-1990, n. 287. Lantitrust il complesso delle norme giuridiche che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati economici. Principio cardine che la libert di iniziativa economica non pu tradursi in atti e comportamenti che pregiudicano in modo rilevante e durevole la struttura concorrenziale del mercato. La legge 287/1990 ha istituito un apposito organo pubblico indipendente, lAutorit garante della concorrenza e del mercato, che vigila sul rispetto della normativa antimonopolistica, adotta i provvedimenti necessari e irroga le sanzioni amministrative e pecuniari previste dalla legge. Tre sono i fenomeni rilevanti per la disciplina antimonopolistica nazionale e comunitaria: le intese restrittive della concorrenza, labuso di posizione dominante e le concentrazioni. Le intese sono comportamenti concordati tra imprese volte a limitare la propria libert di azione sul mercato. Non tutte sono vietate, ma solo quelle che abbiano per oggetto o effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza. Sono quindi lecite le intere minori. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto e chiunque pu agire in giudizio per farne accertare la nullit. Il divieto di intese non ha carattere assoluto, infatti lAutorit garante pu concedere esenzioni temporanee in caso di intese che migliorino le condizioni di offerta del mercato e comportino benefici per i consumatori. Il secondo fenomeno labuso di posizione dominante: ad un impresa in posizione dominante (il fatto di trovarcisi quindi lecito) vietato di imporre prezzi o altre 9

condizioni contrattuali ingiustificatamente gravosi; impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato; applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti. Il divieto di abuso di posizione dominante non ammette eccezioni. oggi vietato dallordinamento nazionale anche labuso di dipendenza economica nel quale si trova unimpresa cliente o fornitrice rispetto a una o pi imprese anche in posizione non dominante sul mercato. Terzo ed ultimo fenomeno costituito dalle concentrazioni tra imprese. Si ha concentrazione quando: 1due o pi imprese si fondono in ununica impresa (concentrazione giuridica); 2due o pi imprese, pur restando giuridicamente distinte, diventano ununica unit economica (concentrazione economica); 3e quando due o pi imprese dipendenti costituiscono unimpresa societaria comune. Non sono di per se vietate, diventano per illecite quando diano luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale del mercato. perci prevista, per le concentrazioni che superano determinate soglie di fatturato, una comunicazione preventiva allAutorit garante (in Italia) o alla Commissione Ce (in Europa), le quali possono certamente vietarle o autorizzarle prescrivendo misure necessarie ad impedire che provochino effetti discorsivi per la concorrenza. Sono previste pesanti sanzioni pecuniarie se la concentrazione vietata viene ugualmente eseguita. Limitazioni della concorrenza: possono essere legali: linteresse generale pu legittimare la radicale soppressione della libert di concorrenza attraverso la costituzione per legge di monopoli pubblici, in settori predeterminati dalla stessa Costituzione. Chi opera in regime di monopolio ha per lobbligo di contrattare con chiunque richieda la prestazione e di rispettare la parit di trattamento fra i richiedenti; o convenzionali (art. 2596 c.c.): il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto e non pu precludere al soggetto che si vincola ogni attivit professionale. Pu essere stipulato per massimo cinque anni. Quando ricade nel divieto di intese anticoncorrenziali o di abuso di posizione dominante sono vietati. La concorrenza sleale disciplinata dallart. 2598 c.c., che individua i comportamenti che la determinano. atto di concorrenza sleale ogni atto idoneo a creare confusione con i prodotti o con lattivit di un concorrente. Il legislatore ne individua espressamente due: luso di nomi o segni distintivi che creano confusione con quelli usati da un altro imprenditore concorrente, e limitazione servile dei prodotti altrui. La seconda categoria comprende gli atti di denigrazione e gli atti di appropriazione di pregi altrui; non costituisce concorrenza sleale, invece, la pubblicit comparativa quando fondata su dati veri ed oggettivamente verificabili, non ingenera confusione e non comporta discredito o denigrazione del concorrente. Infine atto di concorrenza sleale ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare laltrui azienda. Gli atti di concorrenza sleale sono repressi e sanzionati anche se compiuti senza dolo o colpa, e anche se non hanno ancora arrecato un danno ai concorrenti ( sufficiente il danno potenziale). Tanto basta per linibitoria alla loro continuazione e la rimozione degli effetti prodotti. In caso di dolo o colpa il danneggiato ha anche diritto al risarcimento del danno. Legittimati ad agire contro gli atti di concorrenza sleale sono solo gli imprenditori concorrenti e le loro associazioni di categoria, non invece i consumatori, nonostante recentemente sia stato introdotta una disciplina contro tutte le pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori che prevede un controllo amministrativo da parte dellAutorit garante, la quale, su richiesta o dufficio, pu inibire tali atti. IX - Con il contratto di consorzio pi imprenditori istituiscono unorganizzazione comune per la disciplina e lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese . Un consorzio pu essere costituito al fine di disciplinare, limitandola, la reciproca concorrenza tra imprenditori che svolgono la stessa attivit (consorzi anticoncorrenziali) o al fine di coordinare lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (consorzi di coordinamento). La rilevante distinzione del codice civile tra consorzi con (sola) attivit interna, il cui compito si esaurisce nel regolare i reciproci rapporti e controllare che quanto convenuto

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venga rispettato, e consorzi con (anche) attivit esterna, in cui le parti prevedono listituzione di un ufficio comune destinato a svolgere attivit con i terzi nellinteresse delle imprese consorziate. Il contratto di consorzio pu essere stipulato solo fra imprenditori e deve essere stipulato per iscritto a pena di nullit. Essenziale la determinazione delloggetto del consorzio e degli obblighi assunti dai consorziati. un contratto di durata e nel silenzio valido per dieci anni ( controverso se tale regola vale anche per quelli anticoncorrenziali in deroga allart. 2596 c.c.). Le condizioni per lammissione devono essere predeterminate nel contratto, il quale pu sciogliersi limitatamente ad un consorziato per volont di questi (recesso) o per decisione degli altri consorziati (esclusione). Le cause di recesso ed esclusione devono essere indicate nel contratto e vanno tenute distinte dalle cause di scioglimento dellintero consorzio: decorso del tempo stabilito, conseguimento o impossibilit delloggetto, volont unanime dei consorziati, deliberazione dei consorziati se sussiste giusta causa e altre cause previste nel contratto. Lorganizzazione comune prevede la presenza di unassemblea, composta da tutti i consorziati, che delibera a maggioranza a meno che non si tratti di una delibera che modifichi il contratto (in quel caso unanimit) e le cui delibere possono essere impugnate dai consorziati assenti o dissenzienti, se non prese in conformit della legge o del contratto, entro trenta giorni davanti allautorit giudiziaria, e di un organo direttivo, la cui funzione tipica , nei consorzi ad attivit interna, quella di controllare lattivit dei consorziati. Per i consorzi ad attivit esterna previsto un regime di pubblicit legale (deposito entro trenta giorni), e lufficio direttivo deve indicare le persone cui attribuita la presidenza, la direzione e la rappresentanza del consorzio. Per gli stessi poi espressamente prevista la formazione di un fondo consortile: fondo patrimoniale autonomo destinato a garantire il soddisfacimento dei soli creditori del consorzio. Sono distinte le obbligazioni assunte in nome del consorzio dai suoi rappresentanti, per le quali risponde esclusivamente il consorzio con il fondo consortile, e le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati, per le quali rispondono solidalmente il consorzio e i singoli consorziati. Netta la differenza tra consorzi ad attivit interna e societ, in quanto ai primi manca lesercizio in comune di unattivit economica da parte dei consorziati. Meno evidente quella tra societ e consorzi ad attivit esterna e va ricercata nello scopo perseguito: scopo consortile quello di produrre beni o servizi necessari alle imprese consorziate e destinati, di regola, ad essere assorbiti dalle stesse senza il conseguimento di utili da parte del consorzio, cio ottenere un vantaggio patrimoniale diretto sotto forma di minori costi o di maggiori ricavi conseguiti (completamente diverso dalle societ con scopo lucrativo, simile alle societ con scopo mutualistico nelle quali si tende a procurare un vantaggio patrimoniale diretto sotto forma di un risparmio di spesa o di un maggior guadagno, ma nello scopo consortile il vantaggio <<mutualistico>> specifico e tipico: riduzione dei costi di produzione o aumento dei ricavi delle rispettive imprese). Con la riforma del 1997 stato consentito anche alle societ di perseguire lo scopo consortile. Funzione identica a quella dei consorzi di coordinamento con attivit esterna pu essere realizzata in campo transnazionale con la costituzione di un Gruppo Europeo di interesse economico (Geie): istituto giuridico predisposto dallUE per favorire la cooperazione tra imprese appartenenti a diversi Stati membri. Non necessario che si tratti solo di imprenditori e pu essere costituito anche da liberi professionisti. Il contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullit e con liscrizione il gruppo acquista la capacit di essere titolare di diritti e obbligazioni, ma non la personalit giuridica. Sono previsti due organi: lassemblea, che pu adottare qualsiasi decisione (per le pi importanti richiesta lunanimit), e un organo amministrativo, al quale spetta esclusivamente la rappresentanza del gruppo. Il Geie deve tenere le scritture contabili previste per gli imprenditori (anche se non esercita attivit commerciale). Diversamente dalla disciplina italiana, per le obbligazioni di qualsiasi tipo rispondono solidalmente ed illimitatamente sia il 11

gruppo che i membri, anche se la responsabilit di questultimi sussidiaria. Salvo patto contrario, opponibile solo se pubblicato, i nuovi membri rispondono anche delle obbligazioni anteriori al loro ingresso. I membri che cessano di far parte del consorzio continuano a rispondere delle obbligazioni anteriori. X - Le societ sono organizzazioni di persone e di mezzi create dallautonomia privata per lesercizio in comune di unattivit produttiva. Societ semplice, societ in nome collettivo e societ in accomandita semplice sono definite societ di persone. Societ per azioni, societ in accomandita semplice e societ a responsabilit limitata sono definite societ di capitali. Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune di unattivit economica allo scopo di dividerne gli utili (art. 2247 c.c.). I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di societ si obbligano. La loro funzione quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale. essenziale che tutti i soci si obblighino ad eseguire un apporto a titolo di conferimento. Il patrimonio sociale il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla societ, accertato periodicamente attraverso il bilancio e costituisce la garanzia principale dei creditori della societ. La differenza positiva tra attivit e passivit si definisce patrimonio netto. Il capitale sociale nominale una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dallatto costitutivo della societ. Rimane immutato nel corso della vita della societ a meno che, con modifica dellatto costitutivo, non se ne decide laumento o la riduzione. Loggetto sociale , invece, la specifica attivit economica (produttiva: attivit dimpresa) che i soci si propongono di svolgere, deve essere predeterminata nellatto costitutivo e pu essere cambiata solo con una modificazione dello stesso. Come visto in precedenza lattivit dei professionisti attivit economica, ma non legislativamente considerata attivit dimpresa. Per lunghi anni si discusso in giurisprudenza sullammissibilit di costituire una societ di professionisti, in quanto la definizione di societ parla di attivit economica e non di attivit di impresa. Fino ad oggi per prevalsa una soluzione negativa, soprattutto in quanto il carattere personale della prestazione mal si concilia con lesercizio della professione da parte di un ente impersonale quale una societ. In seguito a diverse sollecitazioni sulla materia per si affidato ad un regolamento governativo il compito di fissare la disciplina delle societ di professionisti. Tale regolamento non stato ancora emanato, ma sulla materia ci sono stati interventi parziali. Nel 2001 stata ammessa la costituzione di societ tra avvocati, che ha per oggetto lesercizio in comune dellattivit di rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio svolta dai proprio soci. regolata dalle norme della societ in nome collettivo , iscritta in un sezione speciale del registro delle imprese e, in quanto non svolge attivit commerciale, non soggetta al fallimento. Tutti i soci devono essere avvocati e non possono partecipare ad altra societ davvocati. In rispetto della personalit della prestazione e della diretta responsabilit del professionista nei confronti del cliente, lamministrazione non pu essere affidata a terzi e il cliente ha diritto di chiedere che lincarico sia affidato ad un socio da lui scelto. In mancanza la societ che comunica al cliente il socio incaricato, prima dellinizio dellesecuzione del mandato. Fermo restando la disciplina delle societ in nome collettivo per le obbligazioni sociali non derivanti dallattivit professionale, solo il socio incaricato responsabile personalmente e illimitatamente per lattivit per lattivit professionale svolta. Con essi risponde la societ con il proprio patrimonio. Qualora la societ ometta di comunicare il socio incaricato prima dellesecuzione del mandato sono responsabili personalmente e illimitatamente tutti i soci. Nel 2006 stata inoltre consentita la societ di servizi professionali interdisciplinari da parte di una societ di persone oppure di associazione tra i professionisti (es: medesima societ offre congiuntamente ai clienti consulenza legale e attivit fiscale. Ultimo elemento caratterizzante le societ lo scopo. Una societ pu perseguire uno scopo lucrativo: lattivit dimpresa viene svolta per conseguire utili (lucro oggettivo), destinati ad essere successivamente divisi fra i soci (lucro soggettivo). Altra possibilit lo scopo mutualistico: fornire direttamente ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni pi vantaggiose di quelle che si 12

otterrebbero dal mercato. lo scopo istituzionale delle societ cooperative e consiste nel procurare ai soci un vantaggio patrimoniale diretto, che potr consistere in un risparmio di spesa o in una maggiore remunerazione del lavoro prestato dai socie alla cooperativa. Per completare il quadro va ricordato lo scopo consortile, sopra citato. La societ semplice utilizzabile solo per lesercizio di attivit non commerciale. Tutte le altre societ lucrative possono esercitare sia attivit commerciale, sia attivit non commerciale. Solo le societ di capitali e le societ cooperative hanno personalit giuridica: sono soggetti di diritto formalmente distinti dalle persone dei soci e godono di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Come conseguenza prevista per le societ di capitali legislativamente e inderogabilmente (salvo che per la s.r.l.) unorganizzazione di tipo corporativo, in cui il funzionamento degli organi sociali dominato dal principio maggioritario. Il socio non ha alcun potere diretto di amministrazione e controllo, ma solo il diritto di concorrere con il voto in assemblea alla nomina dei membri dellorgano amministrativo e/o di controllo. La partecipazione sociale , di regola, trasferibile. Nelle societ di persone (prive di personalit giuridica), invece, non prevista unorganizzazione di tipo corporativo: ogni socio a responsabilit illimitata ha il potere di amministrare la societ ed richiesto il consenso di tutti soci per le modifiche dellatto costitutivo. Il consenso degli altri soci necessario anche per il trasferimento della partecipazione sociale. Anche se il legislatore gli nega la personalit giuridica, il loro patrimonio autonomo, in quanto i creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della societ per soddisfarsi (con una parziale deroga nella societ semplice), ne i creditori della societ possono aggredire direttamente quello personale dei soci illimitatamente responsabili. Chi costituisce una societ pu liberamente scegliere tra tutti i tipi di societ previsti, esclusa la societ semplice nel caso in cui lattivit commerciale. La scelta non tuttavia essenziale: in mancanza se lattivit non commerciale si applica la disciplina delle societ semplice, se lattivit commerciale quella della societ in nome collettivo; sono questi i regimi residuali dellattivit societaria. Scelto un tipo di societ le parti possono, con apposite clausole contrattuali, disegnare un assetto organizzativo parzialmente diverso da quello della disciplina legale. Tali clausole, definite atipiche, devono risultare dallatto costitutivo e non possono contrastare con la disciplina del tipo di societ prescelto. infatti vietata la creazione di una societ del tutto inconsueta e stravagante, che non corrisponde ai modelli legali. XI - La societ semplice un tipo di societ che pu esercitare solo attivit non commerciale. La societ in nome collettivo pu essere utilizzata sia per lesercizio di attivit commerciale, sia per lesercizio di attivit non commerciale; tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e non ammesso patto contrario. Il contratto di societ semplice non soggetto a forme speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (necessaria, per esempio, la forma scritta a pena di nullit per il conferimento di beni immobili, nullit che varr solo nei confronti della partecipazione del socio conferente e non sulla societ, a meno che la partecipazione del socio non sia essenziale) e, diversamente da quanto previsto dal codice del 1942, prevista la sua iscrizione, con effetto di pubblicit legale, nel registro delle imprese. Per le societ in nome collettivo, invece, liscrizione del contratto condizione di regolarit della societ: in mancanza si avr una societ in nome collettivo irregolare dove i rapporti fra societ e terzi saranno regolati sotto alcuni aspetti dalla disciplina (per i soci meno favorevoli) della societ semplice. Solo ai fini della registrazione e della regolarit, perci, latto costitutivo della societ in nome collettivo deve essere redatto per atto scritto o scrittura privata autenticata. Per la costituzione di una societ di persone non necessario latto scritto e il contratto si pu perfezionare anche per fatti concludenti: si parla di societ di fatto, che esposta comunque al fallimento qualora esercita attivit commerciale, fallimento che sar determinato automaticamente anche per i soci della societ, sia noti che occulti (la cui esistenza viene scoperta successivamente). Dalla societ con soci occulti va tenuto distinto il fenomeno della societ occulta: costituita con lespressa volont dei soci di non rivelarne lesistenza allesterno. Scopo delle parti 13

quello di limitare la responsabilit nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore, con la conseguenza che soci e societ non risponderanno delle obbligazioni e non saranno esposti al fallimento. Questi obiettivi, di per s leciti e conseguibili con gli strumenti previsti dallordinamento, con la societ occulta vogliono essere perseguiti segretamente e pertanto al di fuori di ogni regola e controllo. La nuova legge fallimentare dispone che, qualora dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale risulti che limpresa riferibile a una societ di cui il fallito socio illimitatamente responsabile, si applica agli altri soci illimitatamente responsabili la regola del fallimento del socio occulto. Nel caso di societ occulta lattivit non svolta in nome della societ e gli atti dimpresa non sarebbero ad essa formalmente imputabili, quindi il suo fallimento va considerato norma eccezionale. Con la costituzione della societ il socio si obbliga ad effettuare i conferimenti determinati nel contratto sociale; quando non sono determinati si presume che i soci sono obbligati a conferire in parti uguali quanto necessario per il conseguimento delloggetto sociale. Nessuna limitazione posta per quanto riguarda le entit conferibili; per conferimenti di beni in propriet, garanzie e rischi sono regolati dalle norme sulla vendita; per i conferimenti di beni in godimento il rischio resta a carico del socio, che potr essere escluso qualora la cosa perisca o il godimento diventi impossibile per causa non imputabile agli amministratori; per il conferimento di crediti il socio risponde dellinsolvenza del debitore ceduto. infine costituibile come conferimento la propria attivit lavorativa a favore della societ (socio dopera). I conferimenti dei soci formano il patrimonio sociale iniziale, del quale i soci non possono servirsi per fini estranei a quello della societ, e la violazione del divieto espone al risarcimento dei danni e allesclusione della societ. Il divieto derogabile col consenso di tutti i soci. Nella societ semplice assente una disciplina del capitale sociale, dettata invece per la s.n.c. nella quale previsto che latto costitutivo debba indicare non solo i conferimenti, ma anche il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione (rimessa alla libert delle parti). poi vietata sia la ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti (utili fittizi), sia il rimborso o la liberazione di conferimenti dovuti, a meno che ci sia una riduzione del capitale sociale, la quale, se disposta, d ai creditori sociali il diritto di opporsi. Nonostante lopposizione il tribunale pu disporre la riduzione previa idonea garanzia della societ. Tutti i soci partecipano agli utili e alle perdite. massima lautonomia privata, con il solo divieto di patto leonino: esclusione di uno o pi soci da ogni partecipazione agli utili o alle perdite. Nel caso il contratto nulla disponga trovano applicazione i criteri legali: le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti; se il valore dei conferimenti non stato determinato si presumono uguali; se determinata solo la parte di ciascuno nei guadagni si presume uguale la partecipazione alle perdite, e viceversa. Infine la parte spettante al socio dopera, se non determinata, fissata dal giudice secondo equit. Nella societ semplice il socio ha diritto agli utili dal momento in cui approvato il rendiconto, nella s.n.c. invece si ha un vero e proprio bilancio. Solo allatto dello scioglimento i liquidatori possono chiedere ai soci illimitatamente responsabili le somme necessarie per il pagamento dei debiti sociali, in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite. Nella societ semplice la responsabilit personale di tutti i soci per le obbligazioni pu esser esclusa o limitata per i soci non investiti del potere di rappresentanza, in un apposito patto sociale opponibile ai terzi solo se portato loro a conoscenza. Nella s.n.c. invece principio inderogabile, e leventuale patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi. Chi entra a far parte di una societ risponde per le obbligazioni anteriori. Lex socio continua ad essere responsabile per le obbligazioni anteriori allo scioglimento del rapporto, che deve esser portato a conoscenza dei terzi altrimenti non opponibile. I soci sono responsabili in solido fra loro, ma in via sussidiaria rispetto alla societ in quanto godono del beneficio di preventiva 14

escussione del patrimonio sociale: nella societ semplice e nella s.n.c. irregolare il creditore pu rivolgersi direttamente al singolo socio al quale spetter invocare la preventiva escussione indicando i beni sui quali il creditore pu soddisfarsi (escussione eccezionale); nella s.n.c. regolare, invece, i creditori non possono pretendere il pagamento dei singoli soci se non dopo lescussione del patrimonio sociale (escussione automatica). Il creditore personale del socio non pu aggredire direttamente il patrimonio sociale; pu per far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio suo debitore e compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione. Nella societ semplice e nella s.n.c. irregolare, ma non nella s.n.c. regolare (a meno che la durata della societ non sia prorogata), pu chiedere la liquidazione della quota del debitore provando che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti. Lamministrazione della societ lattivit di gestione dellimpresa. Ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ, salvo che latto costitutivo la riservi solo ad alcuni soci. Se il contratto nulla dispone, trova applicazione lamministrazione disgiuntiva: ciascun socio amministratore pu intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nelloggetto sociale, salvo il diritto di opposizione riconosciuto agli altri soci amministratori. Sullopposizione decide la maggioranza dei soci (amministratori e non) determinata secondo la parte negli utili. Lamministrazione congiuntiva invece deve essere espressamente convenuta nellatto costitutivo e prevede il consenso di tutti i soci amministratori (o la maggioranza, se stabilito) per il compimento delle operazioni sociali; i singoli amministratori possono per agire individualmente quando vi sia urgenza. Fra i poteri degli amministratori vi la rappresentanza: potere di agire nei confronti dei terzi in nome della societ. In mancanza di diversa disposizione spetta a ciascun socio amministratore disgiuntamente o congiuntamente a seconda dellamministrazione. Nelle s.n.c. le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili senza liscrizione nel registro delle imprese; nelle s.n.c. irregolari se non si provi che i terzi ne erano a conoscenza. Nelle societ semplici invece sono sempre opponibili. I soci amministratori possono essere nominati nellatto costitutivo (revocabili solo con modifica e solo per giusta causa) o per atto separato (revocabili anche senza motivo, salvo il risarcimento danni). Lamministratore investito per legge di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale, ordinari e straordinari. Non possono compiere solo gli atti che comportano una modificazione del contratto sociale; devono tenere le scritture contabili, redigere il bilancio e provvedere agli adempimenti pubblicitari. Dei numerosi obblighi sono solidalmente responsabili verso la societ; tale responsabilit non si estende a coloro che dimostrino di essere esenti da colpa. Ai soci non amministratori sono riconosciuti ampi poteri di informazione e controllo. Nella s.n.c. incombe su tutti i soci (amministratori e non) il divieto di concorrenza: non possono esercitare per conto proprio o altrui unattivit concorrente con quella della societ e non possono partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra societ concorrente. La violazione comporta il risarcimento dei danni e legittima lesclusione. Il divieto pu essere rimosso. Se non convenuto diversamente, le modificazioni dellatto costitutivo avvengono con il consenso di tutti i soci, necessario anche per il trasferimento della quota sociale sia tra vivi che a causa di morte. Latto costitutivo pu per prevedere la libera trasferibilit tra vivi e/o la continuazione con gli eredi del socio defunto. Le modificazioni sono soggette a pubblicit legale. Lo scioglimento del singolo rapporto sociale in nessun caso determina lo scioglimento della societ; se viene meno la pluralit dei soci per, questa deve esser ricostituita entro sei mesi. Il singolo socio pu cessare per morte: i soci devono liquidare entro sei mesi la quota agli eredi, a meno che non decidano lo scioglimento anticipato della societ (gli eredi partecipano alla liquidazione) o la continuazione con gli eredi del defunto ( necessario il loro consenso); per recesso: se la societ a tempo indeterminato ogni socio pu recedere liberamente dando un preavviso di tre mesi, se a tempo determinato ammesso solo se sussiste giusta causa; o per esclusione: di diritto se il socio dichiarato fallito o il suo creditore particolare ha ottenuto la liquidazione della quota; facoltativa in caso di gravi inadempienze degli obblighi derivanti da legge o contratto sociale, interdizione, 15

inabilitazione o condanna che comporti interdizione dai pubblici uffici e nei casi di sopravvenuta impossibilit di conferimento per causa non imputabile al socio. Lesclusione deliberata a maggioranza dei soci calcolata per teste, non computandosi il socio da escludere, il quale entro trenta giorni pu opporsi davanti al tribunale. In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente ad un solo socio, questi, entro sei mesi, ha diritto soltanto a una somma di denaro che rappresenti il valore della quota. Le cause di scioglimento della societ sono: 1decorso del termine; 2conseguimento o sopravvenuta impossibilit delloggetto sociale; 3la volont di tutti i soci; 4il venir meno della pluralit dei soci non ricostituita entro sei mesi; 5altre cause previste dal contratto. Verificatasi una delle cause la societ entra automaticamente in stato di liquidazione (nelle s.n.c. tale stato deve essere indicato negli atti e nella corrispondenza). Lulteriore attivit degli amministratori deve limitarsi al compimento degli affari urgenti. La liquidazione inizia con la nomina di uno o pi liquidatori, che richiede il consenso di tutti i soci e in caso di disaccordo la nomina da parte del tribunale. I liquidatori, revocabili per giusta causa, prendono il posto degli amministratori, e con loro redigono il bilancio di apertura della liquidazione per fissare le eventuali responsabilit. I liquidatori possono compiere tutti gli atti necessari per la liquidazione. Non possono n intraprendere nuove operazioni, e se violano tale divieto rispondono personalmente e solidamente per gli affari intrapresi nei confronti dei terzi; n ripartire fra i soci i beni sociali finch i creditori sociali non siano stati pagati o le somme necessarie accantonate. Estinti tutti i debiti inizia la ripartizione dellattivo patrimoniale residuo convertito in denaro, se non stata convenuta la ripartizione dei beni in natura. Nessuna regola prevista per la societ semplice. Nella s.n.c. invece i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione e il piano di riparto. Con lapprovazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci e la liquidazione ha termine e i creditori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese, che pu anche essere disposto dufficio. Con la cancellazione la societ si estingue, quandanche non tutti i creditori sociali siano stati soddisfatti. I creditori insoddisfatti possono agire sia nei confronti dei soci,che restano personalmente e illimitatamente obbligati per le obbligazioni sociali insoddisfatte; sia nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento imputabile loro colpa o dolo. I creditori della s.n.c. possono inoltre chiedere il fallimento della societ entro un anno dalla cancellazione. XII - La societ in accomandita semplice si differenzia per la presenza di due categorie di soci: i soci accomandatari, che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti, che rispondono limitatamente alla quota conferita. Lamministrazione della societ compete esclusivamente agli accomandatari. Latto costitutivo deve indicare quali siano gli accomandanti e quali gli accomandatari e la ragione sociale deve essere formata col nome di almeno uno degli accomandatari. Non pu essere inserito il nome di un socio accomandante: in caso di violazione del divieto laccomandante che consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale risponde solidamente e illimitatamente con gli accomandatari per tutte le obbligazioni sociali, senza per diventare amministratore. Gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, n trattare o concludere affari in nome della societ (divieto di immistione), se non in forza di procura speciale per singoli affari. Laccomandante che viola il divieto di immistione risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali (e in caso di fallimento della societ ancheegli sar dichiarato fallito al pari degli accomandatari) ed esposto allesclusione dalla societ. Per la nomina e la revoca degli amministratori necessario il consenso di tutti i soci accomandatari e lapprovazione di tanti soci accomandanti che rappresentano la maggioranza del capitale da essi sottoscritto. In quanto esclusi dallamministrazione, gli accomandanti non sono tenuti a restituire gli utili fittizi eventualmente riscossi, purch in buona fede e risultanti da un bilancio regolarmente approvato. Il trasferimento per atto fra vivi della quota degli accomandatari pu avvenire solo con il consenso di tutti i soci (accomandanti e accomandatari), la quota degli accomandanti invece liberamente trasferibile per causa di morte, per atto fra vivi necessario invece il consenso della 16

maggioranza del capitale sociale. Oltre alle cause di scioglimento previste per la s.n.c., la societ in accomandita semplice si scioglie quando rimangono solo soci accomandatari o accomandanti se nellarco di sei mesi non sia stato sostituito il socio che venuto meno. Se sono venuti meno gli accomandatari, gli accomandanti devono nominare un amministratore provvisorio, i cui poteri per legge sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione. Cancellata la societ dal registro delle imprese, i creditori insoddisfatti potranno far valere i loro crediti nei confronti degli accomandanti solo nei limiti di quanto da essi ricevuto a titolo di quota di liquidazione. accomandita semplice irregolare la societ che non ha iscritto latto costitutivo, e nella stessa i soci accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali (neppure il rilascio di una procura speciale per singoli affari li esonera). XIII - La societ per azioni una societ di capitali nella quale la partecipazione sociale rappresentata da azioni e per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio. dotata di personalit giuridica, per legge trattata come soggetto di diritto distinto dalle persone dei soci e gode perci di una piena e perfetta autonomia patrimoniale, per le obbligazioni sociali vi una responsabilit limitata dei soci che trova un contrappeso nellorganizzazione di tipo corporativo. Ultimo dato caratterizzante sono le azioni: partecipazioni-tipo omogenee e standardizzate di uguale valore e che conferiscono uguali diritti. Le azioni non solo sono liberamente trasferibili, ma soprattutto circolano attraverso documenti assoggettato alla disciplina dei titoli di credito. cos favorito il pronto smobilizzo del capitale investito e il ricambio delle persone dei soci. La costituzione della s.p.a. si articola in due fai essenziali: la stipulazione dellatto costitutivo e la sua iscrizione nel registro delle imprese. Latto costitutivo pu essere stipulato immediatamente dai soci fondatori che contestualmente provvedono allintegrale sottoscrizione del capitale sociale iniziale (costituzione simultanea) , o al termine di un complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma predisposto dai soci promotori (costituzione per pubblica sottoscrizione). Pu essere stipulato per contratto o per atto unilaterale, ma deve sempre essere redatto per atto pubblico a pena di nullit. Deve indicare: 1la generalit dei soci e il numero delle azioni a ciascuno di essi assegnate; 2la denominazione sociale,che non pu essere uguale o simile a quella gi adottata da altra societ concorrente, quando ci possa creare confusione; 3il comune dove ha sede la societ; 4loggetto sociale; 5lammontare del capitale sottoscritto e versato; 6numero, valore nominale e caratteristiche delle azioni; 7la valutazione di beni in natura e crediti; 8le norme di ripartizione degli utili; 9il sistema di amministrazione adottato e quali amministratori hanno la rappresentanza della societ; 10il numero dei sindaci; 11la nomina dei primi amministratori e sindaci; 12la durata della societ. Lomissione di uno di tali requisiti legittima il notaio a rifiutarne la stipulazione. Sovente si preferisce redigere insieme allatto costitutivo lo statuto (che comunque si considera parte integrante dellatto costitutivo e di conseguenza deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit), inserendo in questultimo le regole di funzionamento della societ. La s.p.a. deve costituirsi con un capitale non inferiore a centoventimila euro, il quale deve essere sottoscritto per intero con versamento del venticinque per cento dei conferimenti in denaro o, nel caso di costituzione per atto unilaterale, dellintero ammontare. I conferimenti devono essere versati prima della stipula dellatto costitutivo e restano vincolati verso la banca fino al completamento del procedimento di costituzione; possono infatti essere consegnati solo agli amministratori che provino lavvenuta iscrizione della societ nel registro delle imprese e se entro novanta giorni la societ non iscritta, latto costitutivo perde efficacia e i sottoscrittori hanno diritto di rientrare in possesso delle somme versate. Con liscrizione nel registro delle imprese la s.p.a. acquista la personalit giuridica. il notaio che ha ricevuto latto costitutivo che deve depositarlo, entro venti giorni, presso lufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede della societ. Se il notaio non provvede lobbligo incombe sugli amministratori; nellinerzia di entrambi ogni socio pu provvedervi a spese della societ. stato soppresso il giudizio di omologazione da parte del tribunale competente, che 17

rimane per facoltativo nel caso di modifiche dellatto costitutivo. al notaio che spetta il controllo delladempimento delle condizioni stabilite dalla legge per la costituzione, mentre lufficio del registro verifica solo la regolarit formale della documentazione. Per le operazioni compiute prima delliscrizione in nome della costituenda societ sono responsabili illimitatamente e solidalmente verso i terzi i soggetti agenti. Inoltre, solidalmente con loro, sono responsabili lunico socio fondatore, o, in caso di pi soci fondatori, quelli che hanno deciso, autorizzato o consentito il compimento delle operazioni. Perfezionatasi la costituzione, la societ resta automaticamente vincolata solo per le operazioni necessarie per la costituzione, ma pu decidere di accollarsi le altre. Laccollo non fa venir meno la responsabilit verso i terzi dei soggetti agenti. Prima delliscrizione vietata lemissione di azioni ed esse non possono formare oggetto di offerta al pubblico. Prima della registrazione c solo un contratto di societ, annullabile nei casi previsti dalla disciplina del contratto. Intervenuta liscrizione, invece, la nullit della s.p.a. dichiarabile solo in tre casi: 1mancata stipulazione dellatto costitutivo con atto pubblico; 2illiceit delloggetto sociale; 3 mancanza nellatto costitutivo di ogni indicazione riguardante denominazione, conferimenti, ammontare del capitale sociale o oggetto sociale. Mentre la nullit di un contratto ha effetto retroattivo, quella della s.p.a. non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della societ dopo liscrizione nel registro delle imprese; conseguentemente i soci non sono liberati dallobbligo di conferimento fino alla soddisfazione dei creditori. Quindi, la nullit opera come semplice causa di scioglimento. Infine, mentre la nullit del contratto insanabile, quella della societ iscritta non pu essere dichiarata quando la causa stata eliminata e di tale eliminazione ne sia stata data pubblicit con iscrizione nel registro delle imprese. Chiunque pu farla valere ed imprescrittibile. Oggi consentita la costituzione di una s.p.a. unipersonale: con atto unilaterale di un unico socio fondatore, che risponde in solido con i soggetti agenti per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione. Lunico socio tenuto a versare integralmente , al momento della sottoscrizione, i conferimenti in denaro. La s.p.a. unipersonale deve indicare negli atti e nella corrispondenza che ha un unico socio, e i suoi dati anagrafici vanno iscritti nel registro delle imprese. Anche nella s.p.a. unipersonale per le obbligazioni sociali risponde la societ con il proprio patrimonio, salvo due eccezioni nelle quali lunico socio incorre in responsabilit illimitata: quando non sia osservata la disciplina di liberazione integrale dei conferimenti; e fino a quando non attuata la specifica pubblicit dettata. Infine, i rapporti fra societ e unico socio sono opponibili ai creditori della societ solo se risultano dal libro della adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento. La s.p.a. pu costituire uno o pi patrimoni destinati in via esclusiva a uno specifico affare, sia pure nei limiti del dieci per cento del proprio patrimonio netto. La costituzione di un patrimonio destinato avviene con apposita deliberazione dellorgano amministrativo a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Diventa produttiva di effetti dopo sessanta giorni dalliscrizione, entro cui i creditori sociali anteriori possono opporsi. Decorso tale termine si ha la separazione patrimoniale: i creditori della societ non possono far valere i loro diritti sul patrimonio destinato, e viceversa. Resta salva la responsabilit illimitata della societ per le obbligazioni derivanti da fatto illecito. Gli atti compiuti in relazione dello specifico affare devono menzionare il vincolo di destinazione, altrimenti risponde la societ. Realizzato o divenuto impossibile laffare gli amministratori redigono un rendiconto finale; se permangono creditori insoddisfatti entro novanta giorni possono chiedere la liquidazione del patrimonio destinato. Altro tipo la stipulazione con terzi di un contratto di finanziamento destinato a uno specifico affare: il patrimonio destinato formato dai proventi dellaffare, che saranno destinati al rimborso del finanziamento. Solo il patrimonio separato risponde delle obbligazioni nei confronti del finanziatore, salvo la societ non presti garanzia. I conferimenti devono essere effettuati in denaro, se latto costitutivo non stabilisce diversamente. disposto lobbligo di versarne il venticinque per cento presso una banca per garantire la costituzione della 18

societ. Costituita la societ, in ogni momento gli amministratori possono chiedere i conferimenti ancora dovuti. In caso di trasferimento di azioni non liberate lobbligo di versamento grava sia sullacquirente che sullalienante, ma su questultimo solo sussidiariamente e solo per tre anni dalliscrizione del trasferimento nel libro dei soci. Il socio in mora nei versamenti non pu esercitare il diritto di voto. Inoltre la societ pu vendere coattivamente le sue azioni: tenuta innanzitutto ad offrirle agli altri soci, in proporzione della loro partecipazione e per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti; in mancanza di offerte pu far vendere le azione a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato; se la vendita coattiva non ha esito, gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio, trattenendo i conferimenti gi versati e salvo il risarcimento di maggiori danni; le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della societ, che pu rimetterle in circolazione entro lesercizio; svanita anche questa possibilit vanno annullate, e il capitale sociale ridotto. Sono possibili conferimenti diversi dal denaro, escluse le prestazioni di opere e servizi. Le azioni corrispondenti a conferimenti di beni in natura e i di crediti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione. Chi conferisce tali beni deve presentare una relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale. Entro centottanta giorni dalla costituzione, gli amministratori devono controllare tale valutazione e, se sussistono fondati motivi, operano una revisione della stima, durante la quale le azioni corrispondenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la sede della societ. Se dalla revisione risulta che il valore di beni o crediti conferiti sia inferiore di oltre un quinto rispetto a quello per cui avvenne il conferimento, la societ deve ridurre il capitale sociale e annullare le azioni, salvo la possibilit per il socio di versare la differenza in denaro o recedere dalla societ. Oltre lobbligo di conferimenti lo statuto pu prevedere lobbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie, non consistenti in denaro, determinandone contenuto, durata, modalit e compenso. Le azioni con prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori; tali obblighi possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci. XIV - Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella societ per azioni. La singola azione indivisibile, e qualora pi soggetti diventino titolari di ununica azione devono nominare un rappresentante comune. Le azioni sono tutte di uguale valore ed consentito emetterle sia con valore nominale (la parte del capitale da ciascuna rappresentata espressa in cifra monetaria), che va specificato nello statuto ed insensibile, come il capitale sociale, alle vicende patrimoniali della societ ed modificabile solo con una modifica dellatto costitutivo, sia senza valore nominale (la parte del capitale espressa in percentuale del numero complessivo delle azioni emesse). Non consentito emetterle contemporaneamente con e senza valore nominale. In nessun caso il valore di emissione (valore complessivo dei conferimenti) pu essere inferiore allammontare globale del capitale sociale. invece possibile emettere azioni per somma superiore al valore nominale (emissione con sovrapprezzo), anzi obbligatoria quando venga escluso o limitato il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni di nuova emissione ed il valore reale (si ottiene dividendo il patrimonio netto della societ per il numero di azioni, e quindi sensibile alle vicende patrimoniali della societ) delle azioni sia superiore a quello nominale. Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti; si tratta di un uguaglianza non soggettiva in quanto la posizione di potere nella societ di chi titolare di una sola azione diversa da quella di chi ne possiede mille. Chi ha pi conferito e pi rischia ha pi potere e pu imporre, nel rispetto della legalit, la propria volont alla minoranza, questo il principio cardine delle societ di capitali. inoltre unuguaglianza relativa in quanto possibile creare categorie speciali di azioni fornite di diritti diversi, con lo statuto o con successiva modificazione dello stesso. Le deliberazioni dellassemblea generale che pregiudicano i diritti di una di esse devono essere approvate anche dallassemblea speciale della categoria interessata. Nella loro creazione la societ gode di ampia autonomia, anche se posto il divieto di emettere azioni a voto plurimo. possibile lemissione di azioni senza voto, a voto limitato e a voto condizionato, ma non possono superare complessivamente la 19

met del capitale sociale. Specifica considerazione meritano le azioni di risparmio: sono azioni speciali del tutto prive del diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie (di esse non si tiene quindi conto per i quorum costitutivi e deliberativi), ma sono necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale, determinati nellatto costitutivo. Possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie sono quotate, e , a differenza delle altre azioni, anche al portatore. Non possono superare, in concorso con le azioni a voto limitato, la met del capitale sociale. La loro disciplina prevede unorganizzazione di gruppo che si articola nellassemblea, che delibera sugli oggetti di interessi comune e in particolare sulle deliberazioni dellassemblea della societ che pregiudichino i diritti degli azionisti di risparmio, e nel rappresentante comune, nominato dallassemblea di categoria, che esegue le delibere dellassemblea e tutela gli interessi comuni degli azionisti, e al quale riconosciuto il diritto di intervento nellassemblea della societ (vietato per gli azionisti di risparmio) e di impugnarne le deliberazioni. Il codice consente anche lassegnazione di azioni a favore dei prestatori di lavoro: lassemblea straordinaria delibera lassegnazione di utili, che sono imputati al capitale e, per limporto corrispondente, la societ emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro. Sempre con delibera assembleare straordinaria, la societ pu assegnare ai propri dipendenti o a quelli di societ controllate strumenti finanziari partecipativi che, a differenza delle azioni, non sono parti del capitale sociale pur incrementando il patrimonio della societ. Non possono essere forniti di diritto di voto nellassemblea generale degli azionisti. A loro pu essere per riservato il voto su specifiche materie. La circolazione delle azioni, quando sono rappresentate da titoli azionari, avviene secondo le regola proprie dei titoli di credito. prevista la nominativit obbligatoria, escluse le azioni di risparmio e le azioni emesse dalle Sicav. Qualora lo statuto escluda lemissione dei titoli azionari, la qualit di socio provata dalliscrizione nel libro dei soci e il trasferimento resta assoggettato alla disciplina della cessione del contratto. Nelle societ quotate le azioni non possono pi essere rappresentata da titoli, sostituiti da un sistema di gestione accentrata dematerializzata. Sulle azioni possono essere posti dei vincoli: pegno, usufrutto, sequestro. Salvo diversamente previsto il diritto di voto spetta al creditore pignoratizio o allusufruttuario; nel caso di sequestro al custode. Gli altri diritti amministrativi spettano disgiuntamente anche al socio. Il diritto di opzione spetta al socio, e solo ad esso sono attribuite le nuove azioni sottoscritte. In caso di aumento gratuito di capitale, i vincoli si estendono alle azioni di nuova emissione. Il versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate in caso di pegno spetta al socio, e in mancanza il creditore pignoratizio pu far vendere le azioni e soddisfarsi sul ricavato; in caso di usufrutto spetta allusufruttuario, salvo il diritto alla restituzione di tale somma al termine dellusufrutto. possibile mettere dei limiti alla circolazione delle azioni (che in via di principio sono liberamente trasferibili), in aggiunta ai limiti legali che prevedono per le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro la non alienabilit prima del controllo della valutazione, e la non trasferibilit delle azioni con prestazioni accessorie senza il consenso degli amministratori. Tali limiti possono derivare da dei sindacati di blocco: patti parasociali che hanno lo scopo di evitare lingresso di terzi non graditi, ma vincolano solo le parti contraenti e non comportano invalidit sulla vendita delle azioni, esponendo solo linadempiente al risarcimento danni; o da limiti statutari: accordi previsti nellatto costitutivo che invece vincolano tutti i soci e sono opponibili ai terzi. I pi diffusi sono le clausole di prelazione: il socio deve offrire le azioni preventivamente agli altri soci altrimenti il trasferimento inefficacie; e le clausole di gradimento: il trasferimento subordinato al possesso di determinati requisiti per i nuovi soci, o al consenso di un organo sociale (in tal caso dette di mero gradimento, dove il rifiuto degli organi sociali comporta un obbligo di acquisto a carico della societ o il diritto di recesso dellalienante). Lo statuto pu anche vietare del tutto la circolazione delle azioni per massimo cinque anni. Le clausole limitative possono essere inserite o rimosse con delibera dellassemblea straordinaria ma, di regola, riconosciuto diritto di recesso ai soci che non hanno concorso allapprovazione. 20

In nessun caso possibile da parte della societ la sottoscrizione di azioni proprie (incremento del capitale sociale senza incremento del capitale reale). In caso di violazione le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti agenti che materialmente hanno violato il divieto. Lacquisto di azioni proprie da parte della societ (riduzione del capitale reale senza riduzione del capitale nominale) invece consentita rispettando quattro condizioni: 1le somme impiegate non possono eccedere lammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato; 2le azioni da acquistare devono essere interamente liberate; 3lacquisto deve essere autorizzato dallassemblea ordinaria; 4il valore nominale delle azioni da acquistare non pu eccedere la decima parte del capitale sociale, tenuto conto anche delle azioni possedute da societ controllare. Le azioni acquistate in violazione di tali condizioni devono essere alienate entro un anno, e in mancanza andranno annullate, con corrispondente riduzione del capitale sociale. Il diritto di voto (e gli atri amministrativi) sono sospesi, tuttavia le azioni proprie sono computate nei quorum costitutivi e deliberativi, il diritto agli utili e il diritto di opzione spettano proporzionalmente alle altre azioni. Infine gli amministratori non posso disporre delle azioni proprie senza la preventiva autorizzazione dellassemblea. Le partecipazioni reciproche fra societ di capitali danno luogo a pericoli simili: vietato alle societ la costituzione o laumento del capitale mediante la sottoscrizione reciproca di azioni. Inoltre in nessun caso la societ controllata pu sottoscrivere azioni o quote della societ controllante, in caso di violazione rispondono i soggetti agenti in solido con gli amministratori che non dimostrino di essere esenti da colpa. Lacquisto reciproco di azioni possibile senza alcun limite tra due societ quando non incorre un rapporto di controllo e nessuna delle due quotata in borsa. Se invece realizzato tra controllata e controllante, lacquisto da parte della societ controllata soggetto alla disciplina di acquisto di azioni proprie. Infine, per le societ quotate in borsa tra le quali non esiste un rapporto di controllo sono previsti limiti quantitativi: se entrambe le societ sono quotate, lincrocio non pu superare il due per cento del capitale con diritto di voto (elevabile al cinque per cento con accordo delle societ interessate); se una delle due non quotata, la societ quotata pu acquistare fino al dieci per cento della non quotata, fermo restando per questultima il limite del due per cento. La societ che ecceda tali limiti non pu esercitare il diritto di voto per le azioni eccedenti, deve alienarle entro un anno e in caso di mancata alienazione la sospensione del voto si estende allintera partecipazione. Le delibere adottate con voto determinante di tali azioni sono annullabili. XV - Le partecipazioni rilevanti nelle societ comportano degli obblighi di comunicazione alla societ partecipata e alla Consob per tutti coloro che partecipano in una societ con azioni quotate in misura superiore al due per cento del capitale di questa; e per coloro che partecipano in societ con azioni non quotate o in societ a responsabilit limitata in misura superiore al dieci per cento del capitale di queste. Per il calcolo delle percentuali si tiene conto solo delle azioni e delle quote che attribuiscono il diritto di voto. La Consob pu determinarli anche per strumenti finanziari. Per la violazione di tali obblighi sono previste sanzioni pecuniarie; solo per la partecipazioni in societ con azioni quotate prevista lulteriore sanzione della sospensione del voto inerente alle azioni o agli strumenti finanziari per i quali la comunicazione stata omessa. Per lacquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate previsto il lancio di unofferta pubblica di acquisto (opa), per legge obbligatorio in due casi: lopa successiva totalitaria e lopa residuale. Lopa successiva totalitaria deve esser promossa da chiunque in seguito ad acquisti a titolo oneroso venga a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione superiore al trenta per cento delle azioni che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza, e lazione deve avere ad oggetto lacquisto della totalit delle azioni ancora in circolazione, con prezzo minimo fissato dalla legge. Chi intende acquisire il controllo di una societ quotata pu tuttavia sottrarsi allobbligo dellopa totalitaria (su autorizzazione della Consob) lanciando unopa preventiva che lo porti a detenere una partecipazione 21

superiore al sessanta per cento, la quale potr essere totale, volta a conseguire tutte le azioni con libera fissazione del prezzo; o parziale, che deve avere per oggetto almeno il sessanta per cento delle stesse azioni. Lopa residuale prevista invece quando qualcuno venga a detenere pi del novanta per cento delle azioni con diritto di voto, che dovr lanciarla al prezzo fissato dalla Consob, se entro centoventi giorni non ripristina un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Obbligo dovuto anche per chi venga a detenere pi del novanta per cento di una categoria speciale di azioni che attribuiscano diritto di voto, ma in tal caso lopa rivolta solo ai possessori di tali azioni. infine previsto il diritto allacquisto coattivo delle azioni residue, ad un prezzo fissato da un esperto designato dal tribunale, per chi venga a detenere in seguito ad unopa totalitaria pi del novantotto per cento delle azioni con diritto di voto. Le violazione dellobbligo di promuovere unopa comporta la sospensione del diritto di voto dellintera partecipazione e lobbligo di alienare le azioni eccedenti il trenta e il novanta per cento entro dodici mesi. Lopa una proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni ed ogni clausola contraria nulla. Chi lancia unopa deve darne preventiva comunicazione alla Consob con il documento di offerta, che deve essere trasmesso anche alla societ bersaglio, obbligata a diffonderlo con un comunicato. Si apre cos la fase di adesioni allofferta. Gli amministratori della societ bersaglio devono astenersi dal compiere atti o operazioni che possano contrastare con gli obiettivi delofferta (es: lancio di unopa concorrente), ma tale divieto pu essere rimosso con delibera dellassemblea, appositamente convocata, con una maggioranza del trenta per cento del capitale sociale in ogni convocazione. Alla scadenza del termine lofferta diventa irrevocabile se stato raggiunto il quantitativo minimo specificato nel documento dofferta, se le adesioni superano invece il quantitativo richiesto, il documento di offerta deve specificare se si proceder ad una riduzione proporzionale o se lofferta si riserva la facolt di acquistare ugualmente tutti i titoli. Il gruppo di societ unaggregazione di imprese societarie formalmente autonome e indipendenti, ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria. sotto controllo la societ che si trova, direttamente o indirettamente, sotto linfluenza dominante di altra societ (controllante). Il controllo pu essere di diritto, societ in cui unaltra dispone della maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea ordinaria; di fatto, societ in cui unaltra dispone dei voto sufficienti per esercitare uninfluenza dominante nellassemblea ordinaria; e contrattuale, societ sotto linfluenza dominante di altre in virt di particolari vincoli contrattuali. Ai fini del solo controllo azionario (di diritto o di fatto) si computano anche i voti spettanti a societ controllate, a societ fiduciarie e a persona interposta, con esclusione per dei voti spettanti per conto dei terzi, quali i voti per delega (se A controlla B che a sua volta controlla C, A controlla indirettamente C). Si considerano invece societ collegate le societ sulle quali unaltra societ esercita uninfluenza notevole, ma non dominante. Lesistenza di un rapporto di controllo non sufficiente per affermare che si in presenza di un gruppo di societ, infatti in base allattuale disciplina si presume salvo prova contraria che lattivit di direzione e coordinamento di societ esercitato dalle societ tenute alla redazione del bilancio consolidato, nonch da quelle che comunque le controllano. La societ capogruppo direttamente responsabile nei confronti dei soci e dei creditori delle societ controllate per i danni al valore della partecipazione sociale o della cagionata integrit del patrimonio della societ subti a causa della violazione dei principi di corretta gestione nellattivit di direzione e coordinamento. Rispondono in solido con la capogruppo sia coloro che abbiano preso parte al fatto lesivo (es: amministratori della capogruppo), sia coloro che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio (es: altra societ del gruppo), nei limiti del vantaggio conseguito. I soci possono esperire lazione di risarcimento danni nei confronti della capogruppo solo nel caso in cui non sono stati soddisfatti dalla societ controllata. poi previsti che sia data pubblicit dellattivit di direzione e coordinamento nel registro delle imprese, e inoltre la societ controllata deve indicare la proprio soggezione alla direzione altrui negli atti e nella corrispondenza. Gli amministratori delle societ controllate che omettono di provvedere alliscrizione o allindicazione, o le mantengono quando la 22

soggezione cessata, sono responsabili dei danni che i soci o i terzi hanno subito per la mancata conoscenza di tali fatti. In sede di redazione del bilancio gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione i rapporti con chi esercita la direzione e il coordinamento e con le altre societ che vi sono soggette, nonch linfluenza di questi sullandamento sociale. Le societ soggette ad attivit di direzione e coordinamento devono analiticamente motivare le decisioni quando queste sono influenzate da tale attivit di direzione, e indicare le ragioni e gli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione. Infine riconosciuto il diritto di recesso ai soci di una societ soggetta ad attivit di direzione e coordinamento quando: 1la capogruppo ha deliberato una trasformazione che implica il mutamento del suo scopo sociale; 2 loggetto sociale venga mutato in modo tale da alterare le condizione economiche e patrimoniali della societ controllata; 3quando il socio abbia ottenuto una sentenza di condanna esecutiva in seguito allazione di responsabilit nei confronti della capogruppo; 4quando in una societ non quotata linizio o la cessazione dellattivit di direzione e coordinamento alteri le condizioni di rischio dellinvestimento. XVI - La s.p.a. si caratterizza per la necessaria presenza di tre distinti organi: lassemblea dei soci, lorgano amministrativo e lorgano di controllo interno. Lassemblea lorgano composto dalle persone dei soci. La sua funzione quella di formare la volont della societ nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dallatto costitutivo. organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario. Tutti i soci sono vincolati dalla volont espressa dallassemblea. Si distingue in ordinaria: approva il bilancio; nomina e revoca amministratori, sindaci, soggetto del controllo contabile; delibera sulla responsabilit di amministratori e sindaci e sugli altri oggetti che la legge gli attribuisce; e straordinaria: delibera sulle modificazioni dello statuto; sulla nomina, sostituzione e poteri dei liquidatori; e su ogni altra materia che la legge gli attribuisce. Lassemblea unica e generale se la societ ha emesso solo azioni ordinarie, gli si affiancano le assemblee speciali quando sono emesse diversi categorie di azioni o strumenti finanziari con diritti amministrativi. La convocazione di regola decisa dallorgano amministrativo. Gli amministratori devono convocare lassemblea almeno una volta lanno entro centoventi giorni (aumentabile fino a centottanta in caso di societ tenuta alla redazione del bilancio consolidato o per particolari esigenze) dalla chiusura dellesercizio per consentire lapprovazione del bilancio. Devono inoltre convocarla senza ritardo qualora ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale sociale. Nelle societ quotate i soci che rappresentino un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere lintegrazione dellordine del giorno. N la convocazione n lintegrazione su richiesta della minoranza sono pero ammesse quando si tratti di argomenti sui quali lassemblea deve deliberare su proposta degli amministratori. La convocazione disposta dal collegio sindacale quando la convocazione obbligatoria e gli amministratori non vi hanno provveduto e, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, qualora nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere. Lassemblea convocata nel comune in cui ha sede la societ mediante avviso da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica (o altro quotidiano indicato nello statuto), almeno quindici giorni prima di quello fissato per ladunanza (trenta per le societ quotate). Nelle societ che non fanno ricorso al capitale di rischio pu essere consentita la convocazione mediante avviso comunicato ai soci almeno otto giorni prima. Pur in assenza di convocazione lassemblea regolarmente costituita quando rappresentato lintero capitale sociale e partecipa allassemblea la maggioranza degli amministratori e dei sindaci: assemblea totalitaria, che pu deliberare su qualsiasi argomento; ciascuno degli intervenuti pu per opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritiene sufficientemente informato. riconosciuto il diritto di chiedere il rinvio delladunanza, per massimo cinque giorni, ai soci che rappresentano un terzo del capitale

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sociale rappresentato in assemblea, dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli argomenti in discussione. possibile un solo rinvio per lo stesso oggetto.
Quorum costitutivi e deliberativi: lassemblea ordinaria in prima convocazione costituita con la met del capitale sociale e delibera con la maggioranza assoluta delle azioni che hanno preso parte alla votazione; in seconda convocazione non richiesto un quorum costitutivo e la deliberazione avviene con la maggioranza delle azioni presenti; lassemblea straordinaria per le societ che non ricorrono al capitale di rischio in prima convocazione non prevede un quorum costitutivo, ma delibera col voto favorevole di pi della met del capitale sociale; in seconda convocazione regolarmente costituita con un terzo del capitale sociale e delibera a maggioranza dei due terzi dei presenti; per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale rischio in prima convocazione il quorum costitutivo la met del capitale sociale e si delibera col voto favorevole di almeno due terzi dei presenti, in seconda convocazione cambia solo il quorum costitutivo che diventa pi di un terzo. Sempre, quando si delibera sullesclusione del diritto di opzione richiesta lapprovazione di almeno la met del capitale sociale. Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste, non sono modificabili in seconda convocazione lapprovazione del bilancio e la nomina e revoca delle cariche sociali.

Possono intervenire in assemblea i soggetti con diritto di voto e il socio (senza diritto di voto) che ha dato le proprie azioni in pegno o in usufrutto. consentita la rappresentanza in assemblea: la delega deve indicare il nome del rappresentante, deve essere conferita per iscritto ed sempre revocabile. Nelle societ che fanno ricorso al capitale di rischio conferibile solo per singole assemblee. Non pu essere per conferita ai membri degli organi amministrativi o di controllo, a dipendenti della societ, societ controllate e membri degli organi amministrativi o di controllo di queste. Non pu inoltre essere conferita a pi di venti soci (se societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio cinquanta, cento o duecento a seconda che il capitale della societ non superi i cinque, i venticinque milioni di euro o questultimi). Nel 1998 sono introdotti, per le sole societ con azioni quotate, due strumenti per i quali non operano le limitazioni esposte, volti al rilascio di deleghe in modo consapevole: la sollecitazione, richiesta di conferimento di deleghe di voto, attraverso un intermediario professionale, rivolto a tutti gli azionisti da parte di uno o pi committenti con almeno lun per cento delle azioni con voto, che richiedono ladesione a specifiche proposte di voto; e la raccolta di deleghe, richiesta di conferimento di deleghe effettuata da associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati. In ogni caso la delega liberamente revocabile fino al giorno precedente lassemblea. Versa in conflitto di interessi il socio che in una determinata delibera ha un interesse personale contrastante con quello della societ. annullabile la delibera votata dal socio in conflitto di interessi qualora il suo voto sia stato determinante (prova di resistenza) e la delibera possa danneggiare la societ (danno potenziale). espressamente vietato ai soci amministratori di votare nelle delibere riguardanti la loro responsabilit e, nel sistema dualistico, ai soci consiglieri di gestione di votare nelle delibere riguardanti nomi, revoca e responsabilit dei consiglieri di sorveglianza. I sindacati di voto sono patti parasociali con cui alcuni soci simpegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare in assemblea; sono produttivi di effetti solo tra le parti e non nei confronti della societ. Non possono avere durata superiore ai cinque anni ma sono rinnovabili. Nessuna forma prevista quelli riguardanti le societ che non ricorrono al mercato del capitale di rischio. Invece nelle societ che ricorrono al mercato del capitale di rischio devono esser comunicati alla societ e dichiarati in apertura di assemblea; la dichiarazione devessere trascritta nel verbale, che va depositato presso lufficio del registro delle imprese. In caso di omissione le azioni cui il patto si riferisce sono sospese e la delibera annullabile qualora adottata con voto determinante di tali azioni; nelle societ quotate vanno comunicati alla Consob, pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese. In caso di omissione sono nulli, il diritto di voto sospeso e la delibera annullabile. Riguardo linvalidit delle deliberazioni assembleari, nel codice del 1942 la nullit era prevista solo per le delibere aventi oggetto impossibile o illecito, mentre i vizi di procedimento davano vita sempre e solo allannullabilit. Giurisprudenza e dottrina avevano per introdotto nella prassi una terza categoria: quella 24

delle delibere inesistenti, ossia quelle delibere che presentavano vizi di procedimento talmente gravi da precludere la possibilit stessa di qualificare latto come delibera assembleare. In sostanza, la nullit era estesa ad alcune delibere che presentavano solo vizi di procedimento. La riforma del 2003 ha risolto il problema delle delibere inesistenti riconducendo nelle categorie della nullit e dellannullabilit tutti i vizi possibili. Sono annullabili (art. 2377 c.c.) tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto, si specifica che possono dar vita solo ad annullabilit: 1la partecipazione allassemblea di persone non legittimate, ma solo se determinante per la regolare costituzione; 2linvalidit o lerrato conteggio di singoli voti, ma solo se determinante per la deliberazione; 3lincompletezza o inesattezza del verbale, ma solo se quando impediscono laccertamento del contenuto. Limpugnativa pu essere proposta solo da soci assenti, dissenzienti o astenuti (rappresentati luno per mille nelle societ a capitale di rischio e il cinque per cento nelle altre), gli amministratori, il collegio sindacale e il rappresentante comune degli azionisti di risparmio, entro novanta giorni dalla deliberazione o dalliscrizione. I soci impugnanti devono essere in possesso del prescritto numero di azioni. I soci non legittimati a proporre lannullabilit possono tuttavia chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla non conformit della legge alla delibera o allatto costitutivo. Lannullamento ha effetto per tutti i soci e obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti conseguenti. Lannullamento non pu aver luogo se la delibera sostituita con unaltra presa in conformit della legge. In qualsiasi caso sono salvi gli effetti acquistati in buona fede dai terzi. La delibera nulla (art. 2379 c.c.) solo in tre casi tassativamente indicati dalla legge: 1mancata convocazione dellassemblea, si precisa che la convocazione non si considera mancante nel caso di irregolarit dellavviso, se questo proviene da un componente dellorgano amministrativo o di controllo ed idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data dellassemblea; 2mancanza del verbale, si precisa che il verbale non si considera mancante se contiene data e oggetto ed sottoscritto dal presidente dellassemblea o del c.d.a. e dal notaio, e che la nullit per mancanza del verbale sanata con effetto retroattivo mediante verbalizzazione eseguita prima dellassemblea successiva, salvi i diritti acquistati dai terzi in buona fede; 3oggetto impossibile o illecito. Pu esser fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu esser rilevata dufficio dal giudice. Le delibere che modificano loggetto sociale prevedendo attivit impossibili o illecite sono sempre impugnabili, mentre le altre hanno un termine di decadenza di tre anni, esclusi alcuni casi speciali: decadenza in centottanta giorni in caso di aumento del capitali sociale, riduzione reale ed emissione di obbligazioni; novanta giorni per lapprovazione del bilancio parzialmente eseguita; non sono impugnabili le delibere di approvazione del bilancio dopo quella del bilancio successivo. Anche la dichiarazione di nullit non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede, e non pu essere dichiarata se la delibera sostituita con altra presa in conformit della legge. XVII - La riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amministrazione e controllo: il sistema tradizionale, basato sulla presenza dellorgano amministrativo e del collegio sindacale; il sistema dualistico, che prevede un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione; e il sistema monistico, nel quale c un consiglio di amministrazione con allinterno un comitato per il controllo sulla gestione. Gli amministratori, nel sistema tradizionale, sono lorgano cui affidata in via esclusiva la gestione dellimpresa sociale. Possono essere soci o non soci. La s.p.a. pu avere sia un amministratori unico, sia un consiglio di amministrazione. La nomina pu essere di massimo tre esercizi, ma se latto costitutivo non dispone diversamente sono rieleggibili. I primi amministratori sono nominati nellatto costitutivo, i successivi dallassemblea ordinaria. Non possono essere nominati linterdetto, linabilitato, il fallito o chi stato condannato a una pena che comporta linterdizione dai pubblici uffici o lincapacit ad esercitare uffici direttivi. Sono cause di cessazione prima della scadenza del termini: la revoca da parte dellassemblea, che pu essere anche senza giusta causa, salvo il risarcimento danni; le dimissioni; la decadenza ove 25

sopraggiunga una causa di ineleggibilit; e la morte. In caso di scadenza del termine, gli amministratori rimangono in carica con pienezza di poteri fino allaccettazione della nomina dei nuovi amministratori (prorogatio). Se nel corso dellesercizio vengono a mancare uno o pi amministratori, gli altri provvedono a sostituirli con delibera approvata dal collegio sindacale, purch la maggioranza sia sempre di nomina assembleare (cooptazione); gli amministratori cos nominati restano in carica fino alla successiva assemblea, che pu confermarli. Se viene meno la maggioranza di nomina assembleare non si da luogo alla cooptazione, ma i superstiti devono convocare lassemblea perch provveda a sostituire i mancanti; i nuovi nominati scadono con quelli in carica allatto di nomina. Se infine vengono a cessare tutti gli amministratori, il collegio sindacale deve convocare con urgenza lassemblea per la ricostituzione dellorgano, e nel frattempo pu compiere gli atti ordinari. Gli amministratori sono soggetti al divieto di concorrenza e nel caso di inosservanza si espongono alla revoca per giusta causa e al risarcimento danni. Nel consiglio di amministrazione lattivit esercitata collegialmente, con decisione adottate in apposite riunioni alle quali assistono i sindaci. Per la validit delle deliberazioni necessaria la presenza delle maggioranza degli amministratori in carica e lapprovazione della maggioranza assoluta dei presenti. Non ammesso il voto per rappresentanza. Possono essere impugnate tutte le delibere del c.d.a. che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Limpugnativa pu essere proposta dagli amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale (ma non dai soci) entro novanta giorni dalla deliberazione. Inoltre, quando la delibera leda direttamente un diritto soggettivo del socio questi avr diritto di agire giudizialmente per annullarla; lannullamento non pregiudica i diritto acquistati dai terzi in buona fede. Lamministratore che ha un interesse non necessariamente in conflitto con quelli della societ deve darne notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale precisandone natura, termini, origine e portata; se si tratta di amministratore delegato deve astenersi dalloperazione investendo della stessa lorgano collegiale; il consiglio di amministrazione deve indicare le ragioni e la convenienza per la societ delloperazione. Se lassemblea ha un amministratore unico, questi deve darne notizia al collegio sindacale e anche alla prima assemblea utile. La delibera, qualora possa recare danno alla societ, impugnabile non solo nel caso di voto determinante dellinteressato, ma anche quando siano stati violati gli obblighi di trasparenza, astensione e motivazione indicati. Limpugnazione pu essere proposta entro novanta giorni dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o dissenzienti; nonch dagli stessi amministratori favorevoli se non sono stati adempiuti gli obblighi di informazione. Se latto costitutivo lo consente il c.d.a. pu delegare le proprie attribuzione ad un comitato esecutivo o a uno o pi amministratori delegati. Non sono delegabili: 1la redazione del bilancio; 2la facolt di aumentare il capitale sociale o di emettere obbligazioni convertibili per delega; 3gli adempimenti degli amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale; 4la redazione del progetto di fusione o scissione. Almeno ogni sei mesi gli organi delegati devono riferire sul generale andamento della gestione al c.d.a., il quale pu sempre impartire direttive e avocare a se operazioni rientranti nella delega. Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della societ; in presenza di un c.d.a. gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere indicati nello statuto o nella deliberazione di nomina, soggetta a pubblicit legale. Due sono i principi cardine: 1intervenuta liscrizione dellatto di nomina, la mancanza del potere rappresentativo dovuta allinvalidit di tale atto non opponibile ai terzi; 2le limitazioni al potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi hanno agito intenzionalmente a danno della societ. Restano opponibili i limiti legali del potere di rappresentanza. Gli amministratori sono responsabili verso la societ e sono tenuti al risarcimento dei danni dalla stessa subiti quando non adempiono i doveri ad essi con la diligenza richiesta. Se sono pi di uno, sono 26

responsabili solidalmente. Nel caso la responsabilit sia da attribuire ad organi con funzioni delegate, gli altri amministratori sono in ogni caso solidalmente responsabili qualora non abbiano fatto quanto potevano per impedire il fatto; risponderanno per solo per culpa in vigilando. Sono esonerati dalla responsabilit quelli che, immuni da colpa, abbiano fatto annotare senza ritardo il proprio dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del c.d.a. e del proprio dissenso ne abbiano data notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale. Lesercizio dellazione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberata dallassemblea ordinaria, oppure dal collegio sindacale a maggioranza di due terzi, entro cinque anni dalla cessione dalla carica; in caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa lazione spetta al curatore. S votata con voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale, lamministratore revocato di diritto. La societ pu decidere di rinunciare allazione o transigerla con espressa deliberazione dellassemblea, ma necessario che non vi sia il voto contrario di un quinto o pi del capitale sociale. Lazione di responsabilit pu essere promossa anche dai soci che rappresentino un quinto del capitale sociale (nelle quotate un quarantesimo), ma comunque diretta a reintegrare il patrimonio sociale. Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali per linosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dellintegrit del patrimonio sociale; lazione pu essere promossa solo quando il patrimonio risulti insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. Quanto corrisposto spetter direttamente ai creditori. Sono infine responsabili verso i singoli soci o i terzi coloro che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori, entro cinque anni dallatto. Il collegio sindacale lorgano di controllo interno. Nelle societ non quotate si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, e di due membri supplenti. Nelle quotate il numero massimo pu essere liberamente determinato. I primi sindaci sono nominati nellatto costitutivo, successivamente li nomina lassemblea ordinaria. Nelle societ quotate almeno un membro effettivo deve essere eletto dalla minoranza. Nelle societ non quotata almeno un sindaco e un supplente devono essere iscritto nel registro dei revisori contabili. Oltre alle cause di ineleggibilit previste per gli amministratori non possono essere nominati sindaci: il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori, gli amministratori di societ dello stesso gruppo; e coloro che sono legati alla societ o a societ dello stesso gruppo da rapporti patrimoniali che ne compromettano lindipendenza. I sindaci restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili. Possono essere revocati solo se sussiste giusta causa. Inoltre la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale, e fino a quel momento improduttiva di effetti e il sindaco sgradito resta in carica. Sono cause di decadenza il sopraggiungere di una causa di ineleggibilit o di sospensione dal registro dei revisori, nonch il caso in cui un sindaco, senza giustificato motivo, non assista alle assemblee o diserti, durante un esercizio, due riunioni del c.d.a., del comitato esecutivo o del collegio sindacale. In caso di morte, rinuncia o decadenza subentrano automaticamente i supplenti in ordine di et, fino alla successiva assemblea che provvede alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per integrare il collegio. Funzione primaria del collegio sindacale il controllo sullamministrazione. Oggi non svolge pi il controllo contabile, a meno che non si tratti di societ che non fanno appello al capitale di rischio e non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato, in quel caso pu prevederlo, ma tutto il collegio deve essere costituito da revisori contabili iscritti nellapposito registro. Nei suoi confronti gli amministratori hanno numerosi obblighi di informazione. I sindaci hanno il potere-dovere di procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo, nonch di chiedere notizie sullandamento delle operazioni sociali. Il collegio sindacale pu, previa comunicazione al presidente del c.d.a., convocare lassemblea qualora nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere. Questo potere esercitabili anche da solo due sindaci. Nelle quotate un solo sindaco pu convocare il c.d.a. o il comitato esecutivo. Il presidente del collegio nominato dallassemblea. Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni, regolarmente costituito con 27

la maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza dei presenti. Ogni socio pu denunziare al collegio fatti che ritiene censurabili, e il collegio deve tenerne conto nella relazione annuale allassemblea. Nel caso in cui per la denuncia provenga da tanti soci che rappresentano almeno il cinque per cento del capitale sociale (due per cento per le societ che ricorrono al capitale di rischio), il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti censurabili e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte allassemblea. I sindaci devono compiere i propri doveri con diligenza, sono responsabili della verit delle loro attestazioni e sono tenuti al segreto dufficio. Hanno responsabilit esclusiva, solidalmente fra loro, qualora il danno sia loro imputabile. Sono invece responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti e le omissioni di questultimi, qualora il danno non si sarebbe provocato se avessero vigilato diligentemente. Il controllo contabile esercitabile sulle societ non quotate da un revisore dei conti persona fisica o da una societ di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili (solo questultima se fanno ricorso al mercato del capitale di rischio). Il soggetto nominato per la prima volta nellatto costitutivo, successivamente dallassemblea, sentito il collegio sindacale. Non possono essere incaricati i sindaci e coloro che si trovano nelle cause di ineleggibilit dei sindaci. Lincarico dura tre esercizi ed rinnovabile. Pu essere revocato solo per giusta causa, sentito il parere del collegio sindacale. La deliberazione deve essere approvata dal tribunale. La revisione contabile esercitata sulle societ con azioni quotate, nonch su societ controllate o che controllano societ quotate, da una societ di revisione iscritta nellalbo speciale tenuto dalla Consob. Lincarico conferito con deliberazione dellassemblea ordinaria in occasione dellapprovazione del bilancio, su proposta motivata dellorgano di controllo. In mancanza conferito dufficio dalla Consob. Lincarico ha la durata di nove esercizi, e non pu essere nuovamente conferito se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione. Lassemblea ordinaria pu revocare lincarico solo se ricorre una giusta causa e su proposta dellorgano di controllo. La revoca va trasmessa alla Consob che entro venti giorni pu vietarne lesecuzione; fino a quel momento inefficacie. Funzioni dei revisori dei conti sono il controllo della regolare tenuta della contabilit e lespressione di un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato(1con rilievi, 2senza rilievi, 3negativo, 4 impossibile esprimerlo). Il soggetto incaricato del controllo deve adempiere ai suoi compiti con diligenza, responsabile delle sue attestazioni ed tenuto al segreto su fatti e attestazioni di chi ha la conoscenza per ragioni del suo ufficio. Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza. Il consiglio di sorveglianza svolge sia le funzioni dei sindaci, sia alcune proprie dellassemblea: nomina e revoca i componenti de consiglio di gestione; approva il bilancio (tuttavia lo statuto pu prevedere che lassemblea approvi il bilancio in caso di mancata approvazione del consiglio di sorveglianza o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei consiglieri di gestione o dei consiglieri di sorveglianza). I componenti possono essere soci o non soci e il loro numero, non inferiore a tre, fissato nello statuto. I primi sono nominati nellatto costitutivo, gli altri dallassemblea ordinaria. Non possono essere eletti coloro che sono legati alla societ da rapporti patrimoniali che ne compromettano lindipendenza. Restano in carica tre esercizi e sono rieleggibili. A differenza di sindaci nel sistema tradizionale, sono revocabili anche se non ricorre giusta causa, salvo il diritto al risarcimento; tuttavia necessario che la delibera sia approvata con il voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. lassemblea che sostituisce i consiglieri di sorveglianza che vengono a mancare. I componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con diligenza, e sono solidalmente responsabili con i consiglieri di gestione per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato con diligenza. Il consiglio di gestione svolge le funzioni degli amministratori. I primi consiglieri di gestioni sono nominati nellatto costitutivo, i successivi dal consiglio di sorveglianza. Devono essere almeno due. Non opera la cooptazione, quindi sempre il consiglio di sorveglianza che provvede alla sostituzione. Lazione di responsabilit contro i 28

consiglieri di gestione, oltre che dalla societ e dai soci, pu essere promossa dal consiglio di sorveglianza, che delibera a maggioranza dei componenti e comporta la revoca dufficio se approvata dai due terzi. Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale. Lamministrazione ed il controllo sono esercitati dal c.d.a. e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno. Lunica differenza per il consiglio di amministrazione rispetto al sistema tradizionale che almeno un terzo dei suoi componenti deve avere i requisiti di indipendenza dei sindaci, e fra questi saranno scelti i componenti del comitato per il controllo sulla gestione, che non pu essere inferiore a tre. Il comitato di gestione svolge funzioni analoghe al collegio sindacale, ma, nonostante i suoi componenti debbano assistere alle adunanze del c.d.a., non prevista la decadenza automatica in caso di assenza ripetute e ingiustificate. Deve riunirsi ogni novanta giorni, regolarmente costituito a maggioranza dei consiglieri di gestioni e delibera a maggioranza dei presenti. Il controllo giudiziario sulla gestione delle s.p.a. una forma di intervento dellautorit giudiziaria. Il procedimento pu essere attuato se vi il fondato sospetto che gli amministratori in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarit nella gestione che possano arrecare danno alla societ, o a una o pi controllate. Liniziativa pu essere promossa: 1dai soci che rappresentano almeno il decimo del capitale sociale (cinque per cento nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio); 2dal collegio sindacale o il corrispondente organo di controllo nei sistemi alternativi, 3dal pubblico ministero o 4 dalla Consob (3 e 4 solo per se le societ fanno ricorso al capitale di rischio). Il tribunale non pu procedere dufficio. Una prima fase, di carattere istruttorio, diretta ad accertare lesistenza di dette irregolarit e ad individuare i provvedimenti necessari. Il tribunale deve sentire in camera di consiglio sindaci e amministratori, e pu fare eseguire lispezione della societ; questa pu per evitarla e ottenere una sospensione del procedimento per un periodo determinato se lassemblea sostituisce amministratori e sindaci con soggetti professionali che si attivino per accertare le violazioni ed eliminarle. Il tribunale pu disporre gli opportuni provvedimenti cautelari per evitare altre irregolarit e nel frattempo convocare lassemblea per le deliberazioni conseguenti. Lassemblea pu decidere se adottare o meno tali deliberazioni. Nei casi pi gravi per il tribunale pu revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario, il quale investito per legge del potere di proporre lazione di responsabilit nei confronti di sindaci e amministratori, senza la preventiva deliberazione dellassemblea. Lamministratore giudiziario ha la rappresentanza della societ ma non pu compiere atti straordinari senza lautorizzazione del presidente del tribunale; prima della scadenza del suo incarico pu convocare lassemblea per la nomina dei nuovi amministratori o sindaci o, in alternativa, proporre allassemblea la messa in liquidazione della societ o addirittura una procedura concorsuale. La Consob la Commissione nazionale per la societ e la borsa. organo di controllo dellintero mercato mobiliare e stabilisce per tutte le societ quotate gli obblighi di informazione nei confronti del pubblico. XVIII - Il bilancio di esercizio il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria della societ alla fine di ciascun esercizio, nonch il risultato economico dellesercizio stesso. La s.p.a. deve redigerlo annualmente. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e il risultato economico. Le valutazioni delle voci deve esser fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione dellattivit. Il bilancio si articola in tre parte: stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Le singole voci devono rispettare il tassativo ordine fissato dalla legge, e per ognuna va indicato limporto dellesercizio precedente. Lo stato patrimoniale rappresenta in modo sintetico la composizione qualitativa e quantitativa del patrimonio della societ e la sua situazione finanziaria ed diviso in quattro grandi categorie allATTIVO: A crediti verso i soci 29

per versamenti ancora dovuti; B immobilizzazioni, che si distinguono in immateriali (es: avviamento), materiali (es: terreni) e finanziarie (partecipazioni azionarie e crediti destinati a permanere stabilmente nel patrimonio della societ); C attivo circolante, tra cui le rimanenze, crediti che non costituiscono immobilizzazione, disponibilit liquidi, ecc.; 4 ratei e risconti (attivi); e cinque al PASSIVO: A patrimonio netto, composto dal capitale sociale e dalle riserve aumentato degli utili e diminuito dalle perdite; B fondi per rischi e onori, destinati a perdite certe e probabili; C trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato; debiti; D ratei e risconti (passivi). In calce vanno iscritti i conti dordine (es:titoli di terzi depositati presso la societ), che hanno funzione di informare su impegni futuri che non incidono attualmente sul patrimonio sociale. Il conto economico espone il risultato economico dellesercizio (utile o perdita) attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti, nonch dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nellesercizio. Deve essere redatto in forma espositiva scalare e si articola in cinque sezioni: <<A valore della produzione>>, indica i ricavi di competenza dellesercizio dellattivit e le variazioni delle relative rimanenze d magazzino; al quale si sottraggono i <<B costi della produzione>> ottenendo cos il risultato lordo della gestione ordinaria delle societ; nella terza sezione vanno iscritti i <<C proventi ed oneri finanziari>>, quali i proventi derivanti da partecipazioni in altre societ, gli utili e le perdite su scambi, ecc.; le <<D rettifiche di valore di attivit finanziarie>>; <<E i proventi ed oneri straordinari>>. La somma algebrica dei risultati cos ottenuti costituisce il risultato globale di esercizio, che va indicato prima al lordo e poi al netto delle imposte sul reddito. Si ottiene cos lutile o la perdita che va riportato nello stato patrimoniale. La nota integrativa illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico, in particolare vengono elencate le partecipazioni in societ collegate e controllate. La relazione sulla gestione, invece, un allegato esterno al bilancio, che assolve una funzione di resoconto sulla gestione della societ e delle sue prospettive. I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio allaltro se non in casi eccezionali e con lobbligo degli amministratori di motivare la deroga nella nota integrativa. Le immobilizzazioni sono iscritte in bilancio al costo storico (costo di acquisto o di produzione), il loro valore deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla possibilit di utilizzazione del bene, attraverso la riduzione del valore iscritto nellattivo dello stato patrimoniale; se tuttavia tale valore risulta durevolmente minore del costo storico regolarmente ammortizzato, dovr esser iscritta per tale minore valore. Per le immobilizzazioni finanziare costituite da partecipazioni in imprese controllate e collegate pu essere usato il metodo del patrimonio netto: si iscrive in bilancio un importo pari alla corrispondente quota del patrimonio netto della societ partecipata risultante dallultimo bilancio della stessa. Lavviamento pu essere iscritto nellattivo solo se acquistato a titolo oneroso e nei limiti del costo sostenuto. I crediti devono essere sempre valutati secondo il valore di prudente realizzo. I cespiti dellattivo diversi dai crediti devono essere iscritti al costo di acquisto o, se minore, al valore di realizzo desumibile dallandamento del mercato, che non pu essere per mantenuto nei successivi esercizi se sono venuti meno i motivi. Tali criteri possono essere derogati in casi eccezionali (es: in un terreno si scopre un giacimento di metano); gli eventuali utili risultanti dalla deroga vanno iscritti in unapposita riserva non distribuibile fin quando il maggio valore iscritto non sia stato realizzato. Lassemblea ordinaria deve esser convocata almeno una volta lanno, entro centoventi giorni dalla chiusura dellesercizio, per lapprovazione del bilancio. Sono gli amministratori che redigono il progetto di bilancio,e tale funzione non delegabile. Almeno trenta giorni prima dellassemblea, il progetto di bilancio con la relazione degli amministratori deve essere comunicato al collegio sindacale, che riferisce allassemblea sui risultati dellesercizio sociale. Il progetto di bilancio e i relativi allegati (relazioni degli amministratori, relazione dei sindaci e relazione del soggetto incaricato del controllo contabile) devono restare depositati in copia nella sede della societ durante i quindici giorni che precedono lassemblea; i soci possono prenderne visione. Lassemblea pu approvarlo o respingerlo. Per la distribuzione degli utili (che non 30

obbligatoria) necessaria unulteriore deliberazione. Non possono essere ripartiti utili se negli esercizi precedenti si verificata una perdita, finch il capitale sociale non sia stato reintegrato o ridotto. Degli utili netti annuali devessere poi dedotta la riserva legale: il cinque per cento degli stessi fino a quando la riserva non abbia raggiunto il venti per cento del capitale sociale; e la riserva statutaria, con la differenza che la sua costituzione decisa dallo statuto. Sono infine riserve facoltative quelle discrezionalmente disposte dallassemblea che approva il bilancio; di queste la stessa assemblea pu disporne per distribuire gli utili negli esercizi successivi. La societ non pu pagare dividendi sulle azioni se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato. La delibera che consente la distribuzione di utili fittizi nulla per illiceit delloggetto sociale; gli azionisti non sono tuttavia obbligati a restituire quanto ricevuto se: erano in buona fede al momento della riscossione, i dividendi sono stati distribuiti in base a un bilancio regolarmente approvato da cui risultano utili netti corrispondenti. Il bilancio consolidato un bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio e in esso rappresentata la situazione patrimoniale ed economica del gruppo; non assoggettato ad approvazione dellassemblea e costituisce perci atto degli amministratori. XIX - Le modificazioni dello statuto rientrano nella competenza dellassemblea straordinaria. Il notaio che verbalizza lassemblea verifica le condizioni di legge e, entro trenta giorni, ne richiede liscrizione; lufficio del registro delle imprese, a sua volta, controlla la regolarit formale della documentazione. Se il notaio ritiene non adempiute regolarmente le condizioni stabilite dalla legge ne da comunicazione tempestiva agli amministratori, che nei trenta giorni successivi possono convocare lassemblea per gli opportuni provvedimenti, oppure ricorrere al tribunale. In caso di inerzia degli amministratori la delibera definitivamente inefficace. La deliberazione non produce effetti se non dopo liscrizione. Il diritto di recesso pu essere esercitato dai soci assenti, dissenzienti o astenuti. Le cause inderogabili, che non possono essere soppresse dallo statuto, riguardano le delibere che hanno per oggetto: 1la modifica delloggetto sociale, purch consista in un cambiamento significativo dellattivit della societ; 2la trasformazione della societ; 3 il trasferimento della sede sociale allestero; 4la revoca dello stato di liquidazione; 5leliminazione di una causa di recesso derogabile o statutaria; 6la modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso; le modificazione dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazione. Le cause derogabili, che lo statuto pu escludere, hanno per oggetto: 1la proroga della durata della societ; 2lintroduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni. Possono essere previste ulteriori cause statutarie nelle societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio. Infine, tutti i soci possono recedere liberamene da una societ a tempo indeterminato non quotata con un preavviso di centottanta giorni, allungabile dallo statuto fino a un anno. Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata alla societ entro quindici giorni dalliscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima. Le azioni per le quali chiesto il recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede della societ; questa pu sottrarsi al rimborso se entro novanta giorni (successivi al recesso) revoca la delibera che lo legittima o se i soci deliberano lo scioglimento della societ. Nelle societ non quotate il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del revisore contabile, tenuto conto del patrimonio della societ. Nelle societ quotate invece determinato facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dellassemblea. Le azioni del socio che recede devono essere innanzitutto offerte in opzione agli altri soci; le restanti possono essere collocate sul mercato; in caso di mancato collocamento vengono rimborsate mediante acquisto della societ, rispettando il limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili; in assenza di utili e riserve disponibili lassemblea straordinaria deve deliberare la riduzione del capitale sociale o lo scioglimento della societ. 31

Laumento reale del capitale sociale d luogo allemissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali, cui per legge riconosciuto il diritto di opzione, o da terzi. Condizione necessaria che le azioni precedenti siano interamente liberate; in caso i violazione di tale limite, gli obblighi assunti con la sottoscrizione delle azioni restano salvi ma gli amministratori sono responsabili in solido per i danni a soci o terzi. Competente allaumento , in via di principio, lassemblea straordinaria. Lo statuto o una successiva modifica possono per attribuire agli amministratori la facolt di aumentare, in una o pi volte, il capitale sociale. specificato che deve essere predeterminato lammontare massimo entro cui gli amministratori possono aumentare il capitale, e la delega pu essere concessa per un periodo non superiore ai cinque anni. Gli amministratori possono deliberare anche in merito allesclusione del diritto di opzione dei soci, ma lo statuto deve determinare i criteri cui devono attenersi. Qualora al termine fissato dalla deliberazione per la sottoscrizione questa sia soltanto parziale, il capitale aumentato di importo pari alle sottoscrizioni raccolte solo se la deliberazione di aumento lo aveva espressamente previsto, in mancanza ne societ ne i sottoscrittori sono vincolati e questultimi hanno diritto alla restituzione delle somme gi versate. Il diritto di opzione il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dellaumento del capitale sociale a pagamento. Ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla societ, ed attribuito a ciascun azionista in proporzione del numero delle azioni gi possedute. Per esercitarlo la societ deve concedere agli azionisti un termine non inferiore a trenta giorni, che decorre dalliscrizione dellofferta di opzione nel registro delle imprese. Qualora ci fossero delle azioni inoptate: se non sono quotate coloro che hanno esercitato il diritto di opzione hanno diritto di prelazione nella loro sottoscrizione, purch ne facciano richiesta allatto dellesercizio del diritto di opzione; se sono quotate i diritti di opzione residui devono essere offerti nel mercato regolamentato dagli amministratori, per conto della societ, per almeno cinque riunioni ed il ricavato della vendita va a beneficio del patrimonio sociale. Solo se gli azionisti non si avvalgono per lintero del diritto di prelazione o i diritti offerti nel mercato regolamentato restano invenduti, le azioni di nuova emissione potranno essere liberamente collocate. Il diritto di opzione escluso quando: 1le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura ( obbligatoria lemissione in sovraprezzo qualora la societ abbia accumulato utili); 2nelle societ con azioni quotate lo statuto pu escluderlo nei limiti del dieci per cento del capitale sociale, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ci sia confermato in apposita relazione della societ incaricata della revisione contabile; 3pu essere escluso o limitato con la delibera di aumento di capitale quando linteresse della societ lo esige, la delibera deve per essere aumentato da tanti soci che rappresentino almeno la met del capitale sociale (sovraprezzo); 4infine pu essere escluso quando le azioni offerte in sottoscrizione ai dipendenti della societ o di societ controllanti o controllate nei limiti di un quarto, qualora il quarto sia superato necessaria lapprovazione della met del capitale sociale. Laumento nominale del capitale sociale posto in essere dallassemblea straordinaria imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio. Pu essere attuato mediante laumento del valore nominale delle azioni in circolazione, o mediante lemissione di nuove azioni che vengono assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione. La riduzione reale del capitale sociale pu aver luogo sia mediante la liberazione dei soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuti, sia mediante il rimborso del capitale ai soci. Il capitale sociale non pu essere ridotto al di sotto del limite legale di centoventimila euro; e va rispettato il limite legale di emissione delle obbligazioni. Lavviso di convocazione deve indicare le ragioni della riduzione. La delibera pu essere eseguita solo dopo novanta giorni dalliscrizione nel registro delle imprese, entro cui i creditori sociali anteriori possono fare opposizione alla delibera di riduzione, sospendendone lesecuzione fino allesito del giudizio sulla stessa (il tribunale pu disporre che lesecuzione abbia ugualmente luogo previa garanzia 32

societaria). Le modalit di riduzione devono assicurare la parit di trattamento degli azionisti. possibile anche lestrazione a sorte di un certo numero di azioni dietro il rimborso del solo valore nominale delle azioni e il rilascio per gli azionisti rimborsati di azioni di godimento, le quali partecipano alla ripartizione degli utili solo dopo che sia corrisposto alle altre azioni un dividendo pari allinteresse legale sul valore nominale e alla ripartizione del saldo attivo solo dopo che alle altre sia stato rimborsato il valore nominale. La riduzione del capitale sociale per perdite (nominale) consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale nominale allattuale minor valore del capitale reale. Non obbligatoria fino a quando la perdita non sia superiore ad un terzo. Se il terzo invece stato superato ma il minimo legale non stato intaccato, gli amministratori (e in caso di inerzia il collegio sindacale) devono convocare senza indugio lassemblea straordinaria e sottoporle una situazione patrimoniale aggiornata della societ, con le osservazioni del collegio sindacale; lassemblea prende gli opportuni provvedimenti e pu decidere ancora di non ridurre il capitale sociale, ma se entro lesercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, lassemblea ordinaria che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. Se invece superando il terzo il capitale scende al di sotto del minimo legale, lassemblea, convocata dagli amministratori, deve necessariamente deliberare la riduzione del capitale e il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale o la trasformazione della societ. Se una di tali decisioni non viene adottata, la societ si scioglie ed entra in stato di liquidazione. XX - Le obbligazioni sono titoli di credito (nominativi o al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di ununitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. Lobbligazione attribuisce la qualit di creditore della societ, che diversamente dallazionista ha diritto ad una remunerazione periodica fissa (interessi), normalmente svincolata dai risultati economici della societ finanziata. Ha inoltre diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita. In base allattuale disciplina, la s.p.a. pu emettere obbligazioni, nominative o al portatore, per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale sottoscritto, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato (in passato non potevano essere emesse per somma eccedente il capitale versato ed esistente risultante dallultimo bilancio approvato). I sindaci attestano il rispetto di tale limite. La societ pu tuttavia emettere obbligazioni per ammontare superiore a tale limite quando: 1quelle emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionale soggetti a vigilanza prudenziale (es: banche), i quali a loro volta, se trasferiscono le obbligazioni sottoscritte rispondono della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali; 2le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di propriet della societ, sino a due terzi del valore di questi; 3la societ autorizzata dallautorit governativa. La societ che ha emesso obbligazioni non pu ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire riserve se i limiti delle obbligazioni non sono rispettati. invece consentita la riduzione per perdite, ma la societ non potr distribuire utili fin quando il limite non sia ripristinato. Se non disposto diversamente da legge o statuto, lemissione di obbligazioni deliberata dagli amministratori. La delibera produce effetti solo dopo la sua iscrizione. Tra i vari tipi vi sono le obbligazioni convertibili in azione, le quali attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa societ, in base ad un prefissato rapporto di cambio, utilizzando come conferimento le somme gi versate al momento dellacquisto delle obbligazioni. lassemblea straordinaria ad esser competente a deliberare obbligazioni convertibili, che vanno offerte in opzione agli azionisti e ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente emesse. Condizioni necessarie sono poi lintegrale versamento del capitale sociale precedentemente sottoscritto e lemissione di obbligazioni convertibili per somma per lo meno pari al loro valore nominale. Come per gli aumenti di capitale, tale facolt pu essere delegata agli amministratori. La stessa assemblea che delibera lemissione deve determinare il rapporto di cambio, il periodo e la modalit di conversione; e contestualmente deliberare laumento di capitale sociale 33

(che sar sottoscritto via via che gli obbligazionisti eserciteranno il diritto di conversione) corrispondentemente al valore nominale delle azioni da convertire. Durante la pendenza del periodo di conversione: 1il diritto di opzione spetta anche a tali obbligazionisti; 2il rapporto di cambio automaticamente modificato in caso di aumento di capitale o di riduzione dello stesso per perdite; 3fin quando i termini di conversione non sono fissati, la societ non pu ridurre volontariamente il capitale sociale, fondere o scindere la societ, n modificare disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione degli utili, a meno che non conceda agli obbligazionisti la facolt di conversione anticipata. Per gli obbligazionisti prevista unorganizzazione di gruppo articolata in due organi: lassemblea, convocata dagli amministratori sociale, dal rappresentante comune, o da tanti azionisti che rappresentino almeno un ventesimo dei titoli emessi, che delibera sulle modificazioni delle condizioni del prestito, con voto favorevole di almeno la met dei titoli emessi; e il rappresentante comune, nominato dallassemblea, che tutela gli interessi comuni degli azionisti nei confronti della societ. XXI - Lo scioglimento della societ per azioni si verifica in seguito ad una delle seguenti cause: 1il decorso del termine di durata; 2il conseguimento o limpossibilit di conseguirlo delloggetto sociale; 3limpossibilit di funzionamento o la continuata inattivit dellassemblea; 4la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale; 5la delibera straordinaria di scioglimento della societ in seguito al recesso di uno o pi soci ovvero allimpossibilit di provvedere al rimborso delle relative azioni senza ridurre il capitale sociale o allopposizione dei creditori alla riduzione; 6la deliberazione dellassemblea di scioglimento anticipato; 7 altre cause. Verificatasene una, gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento e iscrivere nel registro delle imprese la relativa dichiarazione o la delibera assembleare che lo dispone; in caso di ritardo o omissione gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla societ, dai creditori sociali e dai terzi. Alla denominazione della societ va aggiunta lindicazione che si tratta di societ in liquidazione. Il verificarsi di una delle cause non comporta lestinzione della societ ma linizio della liquidazione: gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori e, per il semplice verificarsi di una causa di scioglimento, conservano il potere di gestione ai soli fini della conservazione dellintegrit e del valore del patrimonio sociale; se violano tale limitazione sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni alla societ, i creditori sociali o i terzi. La societ pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale esercizio con delibera dellassemblea straordinaria (ma nelle quotate richiesta la maggioranza di almeno un terzo); la revoca ha effetto dopo sessanta giorni dalliscrizione, entro cui i creditori sociali possono proporre opposizione. I liquidatori sono nominati dallassemblea straordinaria, con delibera che ne fissa anche numero e poteri; in caso di inerzia provvede il tribunale. Possono essere revocati dallassemblea straordinaria; se sussiste giusta causa, sono revocabili anche dal tribunale su istanza dei soci, dei sindaci o del pubblico ministero. Con liscrizione della nomina dei liquidatori, gli amministratori cessano dalla carica e devono consegnare loro i libri sociali. I liquidatori devono adempiere ai loro doveri con diligenza e la loro responsabilit disciplinata dalle norme sugli amministratori. Possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione, salva diversa disposizione. Non possono ripartire fra i soci i beni della societ finch non siano pagati tutti i creditori noti; verso cui i liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti. Se i fondi risultano insufficienti possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti. I liquidatori devono redigere ogni anno il bilancio (bilancio annuale) e sottoporlo allapprovazione dellassemblea; completata la liquidazione del patrimonio con la conversione in denaro dellattivo, devono redigere il bilancio finale di liquidazione, indicando la parte spettante a ciascun socio nella divisione. Il bilancio finale di liquidazione deve esser approvato dai singoli soci e non dallassemblea. Approvato il bilancio finale, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese; prevista dufficio dalla legge quando per tre anni consecutivi non viene adottato il bilancio annuale di liquidazione. I creditori sociali rimasti insoddisfatti 34

potranno far valere i loro diritti: nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale; e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento dipeso da loro colpa. XXII - La societ in accomandita per azioni si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: i soci accomandatari e i soci accomandanti. Le quote sono rappresentate da azioni. Il socio accomandatario che cessa dallufficio di amministratore non risponde per le obbligazioni sociali posteriori alliscrizione della cessazione dallufficio, diventa quindi accomandante. Latto costitutivo deve indicare i soci accomandatari, che rispondono illimitatamente e solidalmente verso i terzi, ma godono del beneficio descussione automatico. Gli accomandatari, in quanto amministratori, non possono votare nelle delibere di nomina e revoca dei sindaci n in quelle concernenti lazione di responsabilit nei loro confronti; nelle modifiche dellatto costitutivo per necessario il voto di tutti gli accomandatari. Gli accomandatari possono essere revocati, anche se non ricorre giusta causa, con delibera dellassemblea straordinaria. Se tutti gli amministratori cessano, la societ si scioglie a meno che non vengono sostituiti entro centottanta giorni, durante i quali il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio (con poteri di gestione ordinaria). XXIII La societ a responsabilit limitata una societ di capitali nella quale per le obbligazioni risponde solo il patrimonio sociale, e le partecipazioni non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico. Il capitale sociale minimo richiesto di diecimila euro. Come nelle societ di persone, possono essere conferiti tutti gli elementi dellattivo suscettibili di valutazione economica. Inoltre, il versamento del venticinque per cento dei conferimenti in denaro (dellintero se unipersonale) pu essere sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria. Per la valutazione non necessario un esperto designato dal tribunale, ma sufficiente che si tratti di un esperto iscritto nel registro dei revisori contabili. Resta ferma la regola che il socio moroso non pu partecipare alle decisioni dei soci e la possibilit per la societ di vendere coattivamente le sue quote: la societ pu venderle agli altri soci in proporzione; in mancanza di offerte si procede alla vendita allincanto solo se lo statuto lo consente; se la vendita non pu aver luogo gli amministratori escludono il socio moroso, trattenendo la somma, e riducono direttamente il capitale sociale, in quanto la s.r.l. non pu mai farsi acquirente delle proprie quote. Le s.r.l. non possono emettere obbligazioni, ma gli consentita lemissione di titoli di debito, ed lo statuto a stabilire se tale competenza spetti a soci o amministratori. I titoli di debito non possono avere taglio minimo inferiore a cinquantamila euro, e possono essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale che, in caso di successiva alienazione, rispondono della solvenza della societ a meno che gli acquirenti non siano investitori professionali o soci della societ emittente. Il capitale della societ diviso in parti in base al numero dei soci (criterio personale) e ciascun socio diventa titolate di ununica partecipazione, corrispondente alla frazione di capitale sottoscritta; i diritti sociali spettano proporzionalmente alla quota. Latto costitutivo pu prevedere lattribuzione a singoli soci (ma non a categorie di quote) di particolari diritti, amministrativi o patrimoniali, modificabili solo col consenso di tutti i soci. Latto costitutivo pu limitare ma anche escludere il trasferimento delle quote, o subordinarlo al gradimento di organi sociali, soci o terzi. In tali casi per il socio pu recedere dalla societ; ma pu essere previsto che il recesso non possa essere esercitato prima di un certo termine (non maggiore di due anni) dalla costituzione della societ. Se la societ a tempo indeterminato il socio pu recedere con un preavviso di centottanta giorni, che latto costitutivo pu allungare ad un anno. La quota del socio recedente deve essere prima offerta in opzione agli altri soci, o a un terzo concordemente individuato dai soci stessi; in mancanza di acquirenti si procede al rimborso attingendo alle riserve disponibili o, in mancanza, tramite riduzione reale del capitale; qualora questa non fosse possibile la societ si scioglie. 35

Come nella societ di persone, latto costitutivo pu prevedere cause di esclusione del socio per giusta causa. Il trasferimento della quota valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso; produce per effetti verso la societ solo quando iscritto nel libro dei soci. I trasferimenti per atto fra vivi devono risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio, che entro trenta giorni deve depositarla per liscrizione; su richiesta poi dellalienante o dellacquirente deve essere annotato nel libro dei soci. In nessun caso la s.r.l. pu acquistare proprie quote. La quota pu formare oggetto di espropriazione da parte dei creditori personali del socio; qualora la partecipazione non sia liberamente trasferibile, per, la vendita priva di effetto se la societ presenti entro dieci giorni un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. Lassemblea dei soci degrada ad organo solo eventuale: latto costitutivo pu infatti prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso per iscritto, adottate con volo favorevole di almeno la met del capitale sociale. Il metodo assembleare tuttavia necessario per: 1le modifiche dellatto costitutivo, 2le decisioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti dei soci; 3la riduzione per perdite obbligatoria. Decide lassemblea inoltre anche quando ne sia fatta richiesta da uno o pi amministratori o dai soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. Diversamente dalla s.p.a., si prevede che i soci decidono su qualsiasi argomento sottoposto dagli amministratori alla loro approvazione o da tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale. Il modo di convocazione dellassemblea rimessa allatto costitutivo, possono intervenire tutti i soci iscritti nel libro dei soci (anche se liscrizione avvenuta il giorno stesso); il voto dei soci vale in misura proporzionale alla propria quota. Lassemblea regolarmente costituita con
tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale e delibera a maggioranza del capitale intervenuto; per le modifiche dellatto costitutivo, delloggetto sociale o dei diritti sociali richiesta lapprovazione di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale. Le decisioni non prese in conformit della legge o dellatto costitutivo possono essere

impugnate dai soci anche individualmente (a differenza che nella s.p.a.), nonch da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro novanta giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci; identica disciplina per le decisioni adottate con voto determinante in conflitto dinteressi. Il tribunale pu assegnare un termine, non superiore a centottanta giorni, per ladozione di una nuova decisione che elimini la causa dinvalidit. Le decisioni aventi oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro tre anni. In mancanza di diversa disposizione statutaria, lamministrazione affidata a uno o pi soci, nominati con decisione dei soci, che restano in carica a tempo indeterminato. Quando affidata a pi persone, latto costitutivo pu prevedere che gli amministratori non operino come c.d.a., bens disgiuntamente o congiuntamente come nelle societ di persone. Non si pu per prescindere dal metodo collegiale per: 1la redazione del progetto di bilancio; 2di fusione e scissione; 3laumento di capitale per delega. Possono essere impugnate le decisioni del c.d.a. approvate con voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi, quando cagionino un danno alla societ, entro novanta giorni dagli altri amministratori, dal collegio sindacale e dal revisore; nulla invece disposto sulla comunicazione degli interessi degli amministratori. La disciplina in tema di azione di responsabilit degli amministratori simile a quella della s.p.a., con la differenza che anche il singolo socio pu promuoverla; e inoltre responsabili con gli amministratori sono anche i soci che hanno intenzionalmente deciso il compimento di alcuni atti dannosi. Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale, obbligatoria solo se il capitale non inferiore a quello minimo stabilito per le s.p.a. (centoventimila euro), o se ricorrono le condizione stabilite per la relazione del bilancio in forma abbreviata; nelle societ in cui manca alcuni poteri di controllo propri del controllo sono riconosciuti direttamente ai soci che non amministrano la societ. 36

Infine, la disciplina dellaumento reale del capitale sociale mediante nuovi conferimento ricalca quella della s.p.a., tuttavia il diritto di opzione pu essere escluso solo se previsto nellatto costitutivo, e in tal caso i soci che non hanno consentito alla decisione possono recedere dalla societ; non inoltre consentito il quando laumento del capitale sociale reso necessario da una riduzione dello stesso per perdite. XXIII - Le societ cooperative sono societ a capitale variabile che si caratterizzano per lo scopo mutualistico: fornire beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dellorganizzazione a condizione pi vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Scopo che deve essere prevalentemente, ma non per forza esclusivamente mutualistico; se latto costitutivo lo prevede le cooperative possono svolgere attivit con terzi finalizzata alla produzione di utili; per incompatibile con lo scopo mutualistico lintegrale distribuzione ai soci degli utili prodotti. Importante distinzione quella tra le societ cooperative a mutualit prevalente e altre societ cooperative, che non godono delle agevolazioni di carattere tributario. Le societ coop. a mutualit prevalente si caratterizzano per la presenza di clausole statutarie che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci, e per la circostanza che la loro attivit deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci (coop. di consumo), ovvero deve utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (coop. di lavoro) o beni e servizi dagli stessi apportati (coop. di produzione e lavoro); tali condizioni di prevalenza vanno indicate nella nota integrativa. Perdono la qualifica di coop. a mutualit prevalente le societ che per due esercizi non rispettino tali condizioni. La disciplina delle societ coop. era in passato modellata su quella delle s.p.a., ma oggi si consente alle piccole coop. la disciplina delle s.r.l. (obbligatoria per le coop. con meno di nove soci). Necessario per la costituzione che i soci siano almeno nove, sono tuttavia sufficienti tre persone fisiche se la societ adotta le norme della s.r.l.; se il numero scende al di sotto del minimo e entro un anno non reintegrato, la societ si scioglie. Non possono essere soci quanti esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa. Latto costitutivo deve stabilire regole per lo svolgimento dellattivit con i soci che rispettino il principio della parit di trattamento, tale attivit possa anche essere disciplinata da appositi regolamenti predisposti dagli amministratori ed approvati dallassemblea straordinaria. Con liscrizione dellatto costitutivo la societ coop. acquista personalit giuridica. La disciplina per i conferimenti uguale a quella delle s.p.a., a meno che venga adottata quella delle s.r.l.; il socio moroso pu essere escluso dalla societ, se cessa di farne parte risponde verso la stessa per un anno dal giorno in cui il recesso, lesclusione o la cessione della quota si verificata, e se entro quellanno si manifesta linsolvenza della societ tenuta a restituire quanto ricevuto per la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni. Il creditore particolare del socio non pu agire sulla quota o le azioni dello stesso, ne fare opposizione in caso di proroga della societ. Nella societ coop. la partecipazione pu essere rappresentata da quote o da azioni, a seconda della disciplina scelta, ma nessun socio persona fisica pu avere una quota superiore a centomila euro (elevabile al due per cento del capitale sociale nelle coop. con pi di cinquecento soci). Le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute, con effetto verso la societ, senza lautorizzazione degli amministratori, il cui provvedimento deve essere comunicato al socio entro sessanta giorno dalla richiesta; il silenzio vale assenso. Il provvedimento che nega lautorizzazione devesser motivato e il socio pu fare opposizione al tribunale. Latto costitutivo pu vietare del tutto la trasferibilit di quote e azioni, salvo il diritto del socio di recedere dalla societ con preavviso di novanta giorni e purch siano trascorsi due anni dal suo ingresso in societ. Latto costitutivo pu autorizzare gli amministratori ad acquistare o rimborsare quote o azioni solo nei limiti degli utili e delle riserve e solo quando il rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento sia superiore ad un quarto. Latto costitutivo pu autorizzare gli amministratori allacquisto da parte della societ di proprie azioni, purch questo sia fatto nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili e che inoltre il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della societ sia superiore ad un quarto. 37

Oggi prevista la figura dei soci sovventori: soggetti sprovvisti dei requisiti richiesti per partecipare allattivit mutualistica e il cui ruolo esclusivamente quello di apportare il capitale di rischio necessario. I conferimenti dei soci sovventori sono rappresentati da azioni o quote nominative liberamente trasferibili, salvo lo statuto non disponga diversamente. Latto costitutivo pu inoltre prevedere in loro favore particolari condizioni per la ripartizione degli utili (ma non pu essere maggiorata in misura superiore al due per cento rispetto agli altri soci) e la liquidazione; pu inoltre attribuire a ciascuno di loro pi voti, ma non oltre ai cinque, e inoltre i voti attribuiti ai soci sovventori non possono mai superare un terzo dei voti di tutti i soci. La maggioranza degli amministratori deve essere costituita da soci cooperatori. Altra soluzione per incentivare il capitale di rischio sono le azioni a partecipazione cooperativa: particolari azioni prive del diritto di voto ma privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Anche alle societ coop. consentita lemissione di obbligazioni e di strumenti finanziari. Nellassemblea, ogni socio persona fisica ha diritto ad un solo voto (una testa-un voto), qualunque sia il valore della quota o delle azioni possedute; ai soci persone giuridiche possono esser attribuiti fino a cinque voti. Hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni. Il socio pu farsi rappresentare in assemblea solo da altro socio; ciascun socio non pu rappresentarne pi di dieci. I quorum solo determinati liberamente nellatto costitutivo. Nelle coop. con ampia compagine sociale e territorialmente articolate, latto costitutivo pu prevedere il meccanismo delle assemblee separate (obbligatorie quando le societ hanno pi di tremila soci e svolgono lattivit in pi province): le assemblee separate deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dellassemblea generale ed eleggono dei soci-delegati che parteciperanno a questultima; lassemblea generale delibera definitivamente sulle materie allordine del giorno. La nomina degli amministratori riprende il sistema tradizionale, ma latto costitutivo pu prevedere diversamente, purch la maggioranza resti di nomina assembleare. Il collegio sindacale obbligatorio negli stessi casi delle s.r.l., e quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari non partecipativi. prassi consolidata la previsione negli statuti di un altro organo: il collegio dei probiviri: cui affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra cosi e societ, riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica. Le societ coop. sono sottoposte al controllo del Ministero dello sviluppo economico; che in caso di irregolare funzionamento della societ pu revocare, sempre previa diffida, amministratori e sindaci e affidare la gestione ad un commissario governativo, determinandone poteri e durata; pu inoltre disporre lo scioglimento della societ se non la ritiene in grado di raggiungere il suo scopo o se per due anni non ha depositato il bilancio o non ha compiuto atti di gestione. La formazione del bilancio assoggettata alla disciplina delle s.p.a., le coop. di maggiore dimensione e quelle che emettono obbligazioni devono sottoporlo a revisione obbligatoria. Cambia la riserva legale: il trenta per cento degli utili, e senza limiti di ammontare. Per tutte le coop. vietato distribuire dividendi se il rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento societario non superiore a un quarto. Per le coop. a mutualit prevalente sono previsti altri limiti nella distribuzione degli utili (es: divieto di distribuire riserve tra i soci cooperatori; obbligo di devolvere, in caso di scioglimento, lintero patrimonio ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione), mentre per la altre sufficiente che latto costitutivo fissi la percentuale massima dei dividendi ripartibili fra i soci cooperatori. Dagli utili vanno tenuti distinti i ristorni (ai quali non si applicano le limitazione per gli utili): rimborsi ai soci di parte del prezzo pagato per beni o servizi acquistati dalla coop. a prezzo di mercato, ovvero integrazione della retribuzione corrisposto per le prestazioni del socio. Le societ coop. sono a capitale variabile: la variazione del numero e delle persone dei soci non comporta modificazione dellatto costitutivo. Lammissione di nuovi soci deliberata dagli amministratori, su domanda dellinteressato. Il nuovo socio deve versare, oltre limporto delle azioni o delle quote sottoscritte, anche il sovrapprezzo eventualmente determinato dallassemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli amministratori. Qualora la domanda non sia accolta dagli amministratori, linteressato pu chiedere che sullistanza si pronunci lassemblea. Il recesso ammesso 38

per legge quando latto costitutivo vieta la cessione delle quote o delle azioni, e nei casi previsti per la s.p.a. (o per la s.r.l.). Lesclusione pu essere disposta dalla societ: 1in caso di mancato pagamento delle quote o delle azioni; 2nei casi previsti per la societ di persone; 3per gravi inadempienze del socio degli obblighi sociali o derivanti dal rapporto mutualistico; 4per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla societ. Lesclusione deve essere deliberata dagli amministratori o, se lo prevede latto costitutivo, dallassemblea va comunicata al socio, che pu proporre opposizione al tribunale. In caso di morte del socio, il rapporto sociale si scioglie, salvo latto costitutivo non disponga la continuazione con gli eredi. La liquidazione della quota avviene secondo criteri stabiliti nellatto costitutivo. Valgono per le coop. le cause di scioglimento previsti per le s.p.a., con la sola differenza che solo la perdita totale del capitale sociale ne causa. Sono poi cause specifiche: la riduzione dei soci al di sotto del minimo, se non reintegrato entro un anno; e la liquidazione coatta amministrativa disposta dallautorit governativa. Il residuo attivo della liquidazione nelle coop. a mutualit prevalente deve essere devoluto a fondi mutualistici. Le mutue assicuratrici sono societ coop. nelle quali non si pu acquistare la qualit di socio, se non assicurandosi presso la societ; i soci sono obbligati verso la societ al pagamento di contributi, che costituiscono nel contempo conferimento e premio di assicurazione. XXV - La trasformazione omogenea il passaggio da un tipo ad altro tipo di societ, che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica, conserva diritti e obblighi e prosegue in tutti i rapporti. possibile la trasformazione di societ di persone in societ di capitali, e viceversa. espressamente vietata la trasformazione di una societ coop. prevalente in una societ lucrativa, anche se deliberata allunanimit. La trasformazione omogenea devessere deliberata secondo le modalit previste per le modificazioni dellatto costitutivo; al fine di favorire la trasformazione di societ di persone in societ di capitali, se latto costitutivo non dispone diversamente, richiesto il consenso solo della maggioranza dei soci. I soci che non hanno concorso alla delibera hanno diritto di recesso. La delibera di trasformazione deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto previsti per latto costitutivo del tipo di societ prescelto; la delibera di trasformazione in societ di capitali, al pari dellatto costitutivo, soggetta al controllo di legittimit del notaio che ha redatto il verbale e ad iscrizione nel registro delle imprese; completati tali adempimenti linvalidit della trasformazione non pu pi essere pronunciata. Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilit illimitata richiesto il consenso di tutti i soci che assumono tale responsabilit, che opera anche per le obbligazioni anteriori alla trasformazione. Se invece la responsabilit illimitata viene meno i soci non sono liberati dalla responsabilit per le obbligazioni anteriori alliscrizione della delibera; per previsto che il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione di tutti i soci a responsabilit illimitata, e tale consenso si presume se ai singoli creditori stata comunicata per raccomandata la delibera di trasformazione ed essi non hanno negato espressamente la loro adesione entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione. La trasformazione eterogenea non disciplinata per quanto riguarda la societ di persone; una societ di capitali pu invece trasformarsi in consorzi, societ consortili, coop., comunioni d azienda, associazioni non riconosciute (associazioni riconosciute no) e fondazioni ed richiesto il voto favorevole dei due terzi gli aventi diritto al voto oltre il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. anche prevista la trasformazione eterogenea in societ di capitali. Diversamente dalle omogenee, le trasformazioni eterogenee hanno effetto solo dopo che siano decorsi sessanta giorni dallultimo adempimento pubblicitario richiesto, entro cui i creditori possono opporsi. La fusione lunificazione di due o pi societ in una sola. La fusione in senso stretto realizzata con la costituzione di una nuova societ che prende il posto di tutte quelle che si fondono; la fusione per incorporazione mediante lassorbimento in una societ preesistente di una o pi altre societ. La societ incorporante o che risulta dalla fusione assume diritti e obblighi delle societ partecipanti, proseguendo in tutti i loro rapporti anteriori. Pu aver luogo sia tra societ dello stesso tipo (omogenea) che fra societ o 39

enti di tipo diverso (eterogenea). La fusione tra societ eterogenee comporta la trasformazione di una o pi delle societ che si fondono. Non consentita alle societ che si trovano in stato di liquidazione e abbiano gi iniziato la distribuzione dellattivo. Prima fase la redazione di un progetto di fusione, redatto dagli amministratori delle diverse partecipanti, nel quale sono fissate, sulla base di trattative, le modalit delloperazione (tipo di societ, atto costitutivo, rapporto di cambio di azioni o quote). Il progetto di fusione soggetto a iscrizione nel registro delle imprese. Accanto vanno redatti altri tre documenti (per ciascuna partecipante): una relazione degli amministratori delle societ partecipanti sulla situazione patrimoniale aggiornata della propria societ; una relazione degli amministratori la quale illustri e giustifichi il progetto di fusione; una relazione degli esperti sulla congruit del rapporto di cambio. Progetto e documenti devono restare depositati in copia in ciascuna delle societ partecipanti durante i trenta giorni che precedono lassemblea e fino alla delibera. La delibera di fusione decisa dalle societ che vi partecipano mediante lapprovazione del progetto, rispettando le norme dettate per le modificazione dellatto costitutivo. Nelle societ di persone richiesta la maggioranza dei soci. In caso di fusione eterogenea i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di recesso, riconosciuto invece solo per le s.r.l. in caso di fusione omogenea. La fusione pu essere attuata solo dopo sessanta giorni dalliscrizione nel registro delle imprese dellultima delibera delle societ che vi partecipano, entro tale termine i creditori possono opporsi al tribunale, sospendendo lattuazione della fusione. Se nella fusione partecipano soci con responsabilit illimitata, resta ferma la loro responsabilit per le obbligazioni anteriori, a meno che non vengano liberati col consenso dei creditori. Il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dellatto di fusione, redatto per atto pubblico. Eseguita liscrizione linvalidit dellatto non pu pi essere pronunciata. Con la scissione il patrimonio di una societ scomposto e assegnato in tutto o in parte ad altre societ, con contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o quote delle societ beneficiarie. Beneficiari possono essere societ di nuova costituzione (scissione in senso stretto) e o una o pi societ preesistenti (per incorporazione). Non consentita la scissione di societ in liquidazione. Gli amministratori delle societ partecipanti alla scissione (anche le beneficiarie) devono redigere un unitario progetto di scissione, soggetto alla stessa pubblicit di quello di fusione. Con la scissione totale la societ trasferente si estingue, le attivit di incerta attribuzione sono ripartite tra le beneficiarie in proporzione della quota di patrimonio netto loro trasferita, le passivit dubbie invece sono ripartite in solido fra loro. Nella scissione parziale invece le attivit restano in testa alla trasferente, delle passivit rispondono in solido sia queste sia le beneficiarie. I soci che non approvano la scissione hanno il diritto di fare acquistare le proprie partecipazioni dai soggetti indicati nel progetto di scissione per un corrispettivo determinato secondo le norme in tema di recesso. Le altre fasi sono identiche alla fusione. La scissione diventa efficace dalla data in cui lultima iscrizione dellatto di scissione stata eseguita. XXVI - La societ europea una societ per azioni, dotata di personalit giuridica, in cui ciascun socio risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto. La sua costituzione consentita quando: 1si fondono s.p.a. soggette alla legge di Stati membri differenti (per fusione); 2due o pi s.p.a., o s.r.l., che presentino un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi ,promuovono la costituzione di una societ europea holding al fine di sottoporsi a direzione unitaria (SE holding); 3due o pi enti (anche non societ) che presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi costituiscono una societ europea controllata in comune (SE affiliata); 4 costituita una societ europea affiliata da parte di unaltra societ europea; 5una s.p.a. che controlli da almeno due anni una societ soggetta alla legge di altro Stato comunitario si trasformi (trasformazione in SE). Il procedimento di costituzione regolato dalla legge dello Stato della sede in tema di s.p.a., con conclusione di iscrizione in un registro (in Italia, registro delle imprese). La disciplina dellassemblea riprende quella delle s.p.a. delle Stato della sede, ma il regolamento precisa che gli organi di direzione e vigilanza (sistema dualistico) o lorgano di 40

amministrazione (sistema monistico) possono disporre la convocazione in qualsiasi momento. Hanno potere di convocazione o di integrazione dellordine del giorno anche gli azionisti che rappresentino il dieci per cento del capitale sociale. Le deliberazioni a maggioranza semplice dei voti, ma per le modificazioni dello statuto sono richiesti i due terzi; tali quorum si applicano solo le la legge dello Stato della sede non ne preveda di maggiori. Non possibile organizzare lamministrazione della SE secondo il sistema tradizionale. Si pu organizzare o con sistema dualistico, che prevede un organo di vigilanza che ha funzione di controllo e un organo di direzione che gestisce la societ sotto la propria responsabilit; o con sistema monistico, che prevede un solo organo di amministrazione, che gestisce la societ. I componenti degli organi dei sistemi dualistici e monistici restano in carica per il periodo stabilito dallo statuto, che non pu essere superiore ai sei anni, e sono rieleggibili. Non possono essere nominati i soggetti che la legge dello Stato della sede considera non eleggibili come componenti del corrispondente organo di una societ per azioni. Se non diversamente disposto, gli organi sono regolarmente costituiti con la met dei loro componenti e deliberano a maggioranza dei presenti. La SE si caratterizza per la necessaria presenza di forme di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione, le cui modalit sono rimesse ad accordi fra i rappresentanti dei dipendenti e gli organi competenti delle societ partecipanti alla costituzione. Tale procedura di negoziazione avviata quando viene stabilito il progetto di convocazione, e a tal fine viene istituita unapposita delegazione speciale di negoziazione composta dai rappresentanti dei lavoratori. Qualora non si raggiunga un accordo prevista una specifica disposizione cui fare riferimento, applicabile solo se gli organi competente dichiarino di accettarla, fermo restando che, se rifiutano, la SE non pu essere iscritta. La disposizione di riferimento prevede la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori che ha diritto al essere informato e consultato almeno una volta lanno in merito allevoluzione dellattivit e delle prospettive della societ. Se erano invece gi presenti forme di partecipazione dei dipendenti alla gestione, queste vanno conservate nella SE. La societ cooperativa europea una societ cooperativa, dotata di personalit giuridica, in cui i soci rispondono limitatamente o illimitatamente. Se lo statuto nulla prevede, la responsabilit limitata. caratterizzata dallo scopo mutualistico. Devono partecipare alla costituzione almeno cinque soci; per ulteriormente richiesto che i soci fondatori presentino un legame con almeno due ordinamenti nazionali diversi. Il capitale sottoscritto non pu essere inferiore a trentamila euro. In Italia latto costitutivo va redatto per atto pubblico, con iscrizione presso il registro delle imprese. Le partecipazioni dei soci sono rappresentate da quote obbligatoriamente nominative; ammessa la creazioni di quote speciali dotate di diritti diversi, ma previsto che nella medesima categoria le quote abbiano tutte lo stesso valore nominale ed attribuiscano gli stessi diritti. Lingresso di nuovi soci pu avvenire mediante trasferimento delle quote o con sottoscrizione di quote di nuova emissione. Laumento di capitale non comporta modificazione dellatto costitutivo in quanto il capitale delle societ coop. variabile. Lacquisto della qualit di socio coop. soggetto ad approvazione dellorgano amministrativo; in caso di rifiuto, la decisione pu essere impugnata davanti allassemblea. consentita la presenza di soci sovventori, su la cui ammissione delibera direttamente lassemblea. La qualit di socio si perde per morte, recesso o esclusione. Il diritto di recedere spetta al socio che ha votato contro una modifica statutaria che: 1impone ai soci di effettuare nuovi conferimenti o altre prestazioni a favore della societ, o aggrava gli obblighi esistenti; 2prolunga il termine di preavviso di recesso ad oltre cinque anni; 3trasferisce la sede sociale allestero. Il recesso va dichiarato entro due mesi dalla delibera contestata. Il socio pu essere escluso con delibera dellorgano amministrativo quando sia gravemente inadempiente ai propri obblighi o compia atti in contrasto con linteresse della societ. In caso di recesso, morte o esclusione il socio ha diritto esclusivamente al rimborso del valore nominale della quota, a meno che il capitale non si riduca al di sotto del minimo legale, altrimenti il pagamento resta sospeso. La societ coop. europea pu essere organizzata secondo il sistema dualistico 41

oppure monistico, con disciplina identica a quella della SE. Nell assembla a ciascun socio attribuito un solo voto, qualunque sia il numero delle quote che detiene. Lassemblea deve riunirsi almeno una volta lanno, entro sei mesi dalla chiusura dellesercizio per lapprovazione del bilancio. Le coop. europee con sede in Italia devono rispettare i vincoli alla distribuzione degli utili. Sono possibili i ristorni ai propri soci in proporzione degli scambi mutualistici realizzati con ciascuno. XXVII - La vendita il contratto che ha per oggetto il trasferimento della propriet di una cosa o di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo. un contratto consensuale con effetti reali. In alcuni casi gli effetti reali della vendita si producono in un momento successivo (effetti reali differiti), come nel caso di vendita di cose generiche, di cose future o di cosa altrui. Le obbligazioni del venditore sono: 1la consegna della cosa al compratore; 2fare acquistare la propriet al compratore, se lacquisto non ha effetto immediato; 3garantire il compratore dallevizione e dai vizi della cosa. La vendita su documenti riguarda merci gi consegnate ad un vettore per il trasporto o depositate in magazzini generali, per le quali viene rilasciato dal vettore o dal magazzino un titolo di credito rappresentativo; ne consegue che la vendita di tali merci pu essere effettuata mediante trasferimento del relativo titolo, dato che il possesso dello stesso consente al compratore di rientrare in possesso della merce. Si ha evizione quando il compratore perde la propriet della cosa acquistate o subisce una limitazione nel libero godimento della stessa, a seguito dellazione giudiziaria di un terzo che vanta diritti sulla cosa. Se levizione totale, il venditore dovr rimborsare al compratore il prezzo pagato e le spese sostenute anche se immune da colpa, e sar tenuto al risarcimento del danno se il fatto che ha prodotto levizione a lui imputabile. Se levizione parziale, il compratore ha diritto solo a una riduzione del prezzo, oltre al risarcimento danni. La garanzia di evizione pu essere esclusa dalle parti. Il venditore deve sempre garantire la cosa dai vizi occulti (anche dai facilmente riconoscibili se aveva dichiarato che la cosa era immune da vizi). La garanzia per vizi pu essere limitata o esclusa, ma il relativo patto improduttivo di effetti se il venditore ha in mala fede taciuto i vizi della cosa. In presenza di vizi coperti da garanzia il venditore pu chiedere la risoluzione del contratto (azione redibitoria), o la semplice riduzione del prezzo (azione redibitoria). Il venditore inoltre obbligato al risarcimento danni se non prova di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa. Il compratore decade dalla garanzia se non denuncia i vizi entro otto giorno dalla scoperta e lazione in ogni caso si prescrive in un anno dalla consegna. Va distinto dai vizi i occulti il caso di mancanza di qualit promesse o essenziali per luso cui la cosa destinata: il compratore ha diritto ad ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, con decadenza e prescrizione uguale ai vizi occulti; in caso invece di consegna di una cosa completamente diversa (aliud pro alio) lazione di risoluzione per inadempimento non soggetta n a decadenza n a prescrizione. Diversa ancora la <<garanzia di buon funzionamento>>, che invece deve essere espressamente pattuita. Nelle vendite commerciali sono diffuse clausole particolari volte ad assicurare la presenza nella cosa venduta di specifiche qualit in modo da evitare successive controversie: vendita con riserva di gradimento, che si perfezione solo dopo che il compratore ha esaminato la merce ed ha comunicato al venditore che di suo gradimento; vendita a prova, in cui il contratto sottoposto alla condizione sospensiva che la merce abbia le qualit pattuite (contratto gi perfetto, ma che produce i suoi effetti al verificarsi della condizione). Obbligazione principale del compratore quella di pagare il prezzo convenuto. In caso di mancata determinazione del prezzo il contratto nullo a meno che non si tratti di cose che il venditore vende abitualmente e in tal caso si presume che le parti abbiano voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore, o si tratti di cose che hanno un prezzo di borsa o di listino. Con la clausola di riserva di propriet il compratore diventa titolare della cosa acquistata solo col pagamento dellultima rata del prezzo, fermo restando che il venditore non ne pu disporre; rischi di perimento della cosa sono a carico del compratore fin dalla consegna; il mancato pagamento di una sola rata, che non superi lottava parte del prezzo, non d luogo a 42

risoluzione del contratto. Risolto il contratto, il venditore ha diritto alla restituzione della cosa, se rimane di sua propriet. Fino al pagamento dellultima rata il compratore non pu vendere la cosa, ne questa potr essere aggredita dai suoi creditori. XXVIII - Il contratto estimatorio il contratto con il quale una parte consegna una o pi cose mobili allaltra e questa si obbliga a pagarne il prezzo entro un termine stabilito, salvo che restituisca le cose. La somministrazione il contratto con il quale una parte si obbliga, verso il corrispettivo di un prezzo, ad eseguire a favore dellaltra parte prestazioni periodiche o continuative di cose. Se le parti omettono di specificare lentit della prestazione, questa si intende corrispondente al normale fabbisogno del somministrato al tempo della conclusione del contratto. Linadempimento di una delle parti relativo a singole prestazioni non legittima la risoluzione del contratto, possibile solo se linadempimento ha notevole importanza ed tale da menomare la fiducia nellesattezza dei successivi inadempimenti. In deroga al diritto comune, stabilito che se linadempimento del somministrato di lieve entit, il somministrante non pu sospendere lesecuzione del contratto senza congruo preavviso. Con il patto di preferenza, il somministrato si obbliga a preferire, a parit di condizione, il somministrante qualora intenda stipulate un successivo contratto. possibile inoltre apporre la clausola di esclusiva a favore di una o entrambe le parti. I contratti di distribuzione sono contratti nei quali, a differenza della vendita o della somministrazione, consentito ai produttori di coordinare e indirizzare lattivit dei rivenditori, limitandone la libert decisionale in cambio di una posizione di privilegio, di regola costituita dallesclusiva di rivendita in una certa zona. Nonostante le modalit di rivendita possono essere variamente articolate, nella pratica sono due le figure contrattuali standardizzata: la concessione di vendita e il contratto di affiliazione commerciale. Nella concessione di vendita, fermo restando che lorganizzazione dei singoli punti spetta ai concessionari, ai rivenditori imposta: 1unefficiente organizzazione di vendita; 2lacquisto di quantitativi minimi di merce a scadenze determinate e la detenzione di un minimo di scorte e pezzi di ricambio; 3la pratica di prezzi e condizioni di vendita prestabiliti dal produttore; 4la fornitura di assistenza tecnica alla clientela dopo la vendita; 5controlli periodici da parte del concedente. Gli si applica per analogia la disciplina della somministrazione. Laffiliazione commerciale (franchising) il contratto, stipulato fra soggetti giuridicamente ed economicamente distinti, con cui laffiliante concede verso corrispettivo allaffiliato la disponibilit di un insieme di diritti di propriet industriale o intellettuale (marchi, insegne, diritti di autore, brevetti, assistenza tecnica, ecc.,) e inserisce lo stesso in un sistema costituito da una pluralit di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati prodotti o servizi. Si caratterizza rispetto alla concessione di vendita in quanto: 1pu essere utilizzata in ogni settore di attivit economica (e non solo nella vendita di beni); 2laffiliato sempre tenuto ad utilizzare i segni distintivi dellaffiliante; 3laffiliato tenuto ad utilizzare la formula commerciale (pubblicit, condizioni di vendita, ecc.) creata dallaffiliante. A tutela dellaffiliato, laffiliante deve avere gi sperimentato la propria formula commerciale sul mercato. Laffiliante tenuto a mantenere la massima riservatezza in ordine al contenuto dellattivit oggetto dellaffiliazione commerciale. Il contratto di franchising deve essere stipulato per iscritto a pena di nullit. XXIX - Lappalto il contratto con il quale una parte (lappaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di unopera o di un servizio, verso corrispettivo in denaro. Obbligazione dellappaltatore quella di compiere lopera o il servizio commessogli. Salvo diversa pattuizione lui stesso a dover fornire la materia; se fornita dal committente, lappaltatore deve denunziarne prontamente i difetti se vuole essere esonerato da responsabilit per vizi e difformit dellopera dovuti al materiale. Lappaltatore non pu apportare variazione alle modalit di esecuzione pattuite senza lautorizzazione scritta del committente, a meno che non si tratti di modifiche necessarie. Il 43

committente ha il diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e verificare a proprie spese lo stato degli stessi e. se dai controlli risulta che lappaltatore non sta rispettando le modalit di esecuzione, il committente pu fissare un congruo termine entro il quale lappaltatore deve rispettare tali condizioni, decorso il quale il contratto automaticamente risolto. Completata lopera, il committente ha diritto di verificare lopera compiuta; questo collaudo anche un onere per il committente perch se non lo compie entro breve termine lopera sintende accettata. Con laccettazione dellopera: 1i rischi di perimento o deterioramento passano al committente; 2lappaltatore ha diritto al pagamento del prezzo; 3lappaltatore liberato dalla garanzia per difformit e vizi riconoscibili purch non li abbia taciuti in malafede. Il committente deve denunziare vizi e difformit, a pena di decadenza, entro sessanta giorni; lazione si prescrive in due anni. Il committente pu richiedere la risoluzione del contratto solo se difformit o vizi sono tali da renderla del tutto inidonea alla sua destinazione, in caso contrario pu chiedere a sua scelta leliminazione dei vizi a spese dellappaltatore o una riduzione proporzionale del prezzo. Se lappalto ha per oggetto la costruzione di edifici o altri immobili di lunga durata, si aggiunge la garanzia di dieci anni di durata dellopera da parte dellappaltatore. Obbligazione del committente quella di pagare un corrispettivo in denaro; se non stato stabilito dalle parti determinato dal giudice. Se lesecuzione diventa impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti, il contratto si scioglie; il committente per tenuto a pagare la parte dellopera gi compiuta, in proporzione allintero prezzo pattuito, ma solo nei limiti in cui essa gli utile. Solo al committente consentito il recesso, possibile anche senza giusta causa, ma dovr tenere indenne lappaltatore non solo delle spese sostenute e dei mancati guadagni. La morte dellappaltatore non scioglie il contratto, a meno che non sia stato stipulato intuitu personae. Il subappalto un contratto di appalto stipulato fra lappaltatore e un terzo, avente ad oggetto lesecuzione della stessa opera o servizio dal primo assunti verso il committente. possibile solo se dal committente autorizzato. La subfornitura il contratto con il quale le grandi imprese industriali affidano ad altre imprese alcune fasi della lavorazione dei propri prodotti attraverso la stipulazione di contratti di regola inquadrabili nello schema dellappalto. Nel contratto devono essere specificati i beni o servizi richiesti dal committente, il prezzo pattuito e i termini e le modalit di consegna. Il subfornitore responsabile del funzionamento e della qualit della parte o dellassemblaggio da lui prodotti; non invece responsabile per i difetti di materiale o attrezzi fornitigli dal committente, purch li abbia tempestivamente segnalati. nulla ogni pattuizione contraria. XXX - Col contratto di trasporto una parte (il vettore) si obbliga, verso corrispettivo, a trasportare persone o cose da un luogo ad un altro. La disciplina diversa a seconda delloggetto del trasporto. Quella trasporto di persone riguarda esclusivamente la responsabilit del vettore: la conclusione del contratto non soggetta a particolari condizioni ed di regola accompagnata dal rilascio di un biglietto di viaggio (che un semplice documento di legittimazione): il vettore si obbliga a non solo a trasportare lavente diritto, ma anche a farlo arrivare indenne nel luogo di arrivo e ad evitare perdite o avarie alle cose che il viaggiatore porta con se. Il vettore, responsabili quindi per ritardi o sinistri, potr liberarsi provando di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. Sono nulle le clausole che limitano la responsabilit del vettore per i sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore. Il trasporto di cose contratto consensuale fra mittente e vettore, colui al quale la merce va consegnata nel luogo di arrivo pu essere lo stesso mittente o un terzo. Il mittente tenuto a fornire al vettore tutte le indicazioni necessarie per lindividuazione della cosa da trasportare e per lesecuzione del trasporto; di regola contenuta in un apposito documento: la lettera di vettura, rilasciata dal mittente al vettore. Su richiesta del mittente il vettore tenuto a rilasciare un duplicato della lettera di vettura o una ricevuta di carico, che provano il ricevimento della merce; tali documenti, se rilasciati con la clausola allordine, diventano titoli di credito rappresentativi della merce: il possessore legittimo potr esercitare perci tutti i diritti derivanti dal contratto di trasporto o trasferirle 44

mediante girata del titolo, avendo inoltre diritto alla restituzione della merde dietro la riconsegna del titolo. Obbligo del mittente sar quello di pagare il trasporto, a meno che con apposita clausola tale obbligo non sia stato posto a carico del destinatario. Il vettore risponde per la mancata esecuzione del trasporto o per il ritardo, per sottrarsi al risarcimento danni dovr dimostrare che ladempimento dovuto a causa a lui non imputabile. Il vettore inoltre responsabile per la perdita o lavaria delle cose consegnategli, dal momento che le riceve a quello in cui le riconsegna, e pu esonerarsi da tale responsabilit solo per le seguenti cause a lui non imputabili: caso fortuito, natura o vizi delle cose trasportate o del loro imballaggio, fatto del mittente o del destinatario; per tutte le altre cause equivoche o ignote il rischio resta a suo carico. Il trasporto tra pi vettori pu avere diverse forme giuridiche: 1 il sub trasporto, caso in cui il vettore non potendo provvedere direttamente si avvale di altri vettori con i quali stipula altrettanti contratti di trasporto, rimanendo per unico responsabile nei confronti del proprio mittente, e acquistando diritto di rivalsa verso i sub vettori; 2 il trasporto con rispedizione, caso in cui il vettore si obbliga ad eseguire il percorso solo per una parte e a stipulare contratti con altri vettori in nome proprio ma per conto del mittente, rimanendo responsabile solo per il proprio percorso;3 e il trasporto cumulativo, in cui pi vettori si obbligano con un solo contratto ad eseguire il trasporto fino al luogo di destinazione ciascuno per un tratto di percorso, e nel caso di trasporto di persone ciascuno responsabile solo per il proprio percorso, mentre nel trasporto di cose sono responsabili tutti in solido a meno che uno non dimostri che il fatto non avvenuto nella propria tratta. XXXI - Il deposito nei magazzini generali un deposito regolare: il magazzino assume lobbligo di custodire le cose ricevute e di restituirle in natura. Pu anche avvenire <<alla rinfusa>>: cio immagazzinando negli stessi locali partite omogenee di merci (carbone, grano, ecc.) consegnate da diversi depositanti, e il depositario sar tenuto a restituire la stessa quantit di merce ricevuta prelevandola dalla formata. La responsabilit dei magazzini generali aggravata rispetto a quella del comune depositario, infatti sono responsabili a meno che non provino la perdita, il calo o lavaria della merce derivanti da caso fortuito, dalla natura delle merci, o da vizi delle stesse; perci i danni derivanti da cause ignote sono a suo carico. A richiesta del depositante, i magazzini generali devono rilasciare una fede di deposito cui unita una nota di pegno. La fede di deposito un titolo di credito allordine rappresentativo della merce depositata: perci trasferibile mediante girata e attribuisce al possessore il diritto della riconsegna della merce. La nota di pegno ha solo la funzione di attestare che sulla merce depositata non sussiste diritto di pegno; se staccata dalla fede di deposito attesta un finanziamento garantito da pegno sulle merci depositate, e diventa un autonomo titolo di credito allordine. Il possessore della sola fede di deposito pu perci ritirare la merce solo depositando presso i magazzini la somma dovuta al creditore pignoratizio. XXXII - Il mandato il contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o pi atti giuridici per conto dellaltra parte (mandante). con rappresentanza quando il mandatario legittimato ad agire non solo per conto ma anche in nome del mandante: tutti gli effetti degli atti posti in essere dal mandatario in nome del mandante si producono in capo questultimo. senza rappresentanza quando il mandatario agisce per conto del mandante ma in nome proprio: il mandatario acquista diritti e assume obblighi nei confronti dei terzi; tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario, pu esercitare i diritti di credito derivanti dallesecuzione del mandato purch non pregiudichi i diritti spettanti al mandatario. Quando il mandato ha per oggetto cose mobili, il mandante pu rivendicare quelle acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio: il mandatario obbligato a ritrasferire al mandante le cose acquistate. I beni e i diritti destinati ad essere acquistati dal mandante non possono essere aggrediti dai creditori del mandatario purch risulti, in modo legalmente certo, che il mandato o lacquisto siano anteriori al pignoramento. Il mandato pu essere gratuito. Il mandatario deve eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia; deve rispettare i limiti nel mandato fissati, e in caso contrario latto 45

resta a suo carico, salvo che il mandante non lo approvi successivamente. Salvo patto contrario, il mandatario non risponde verso il mandante delle obbligazioni assunte dai terzi nei suoi confronti, a meno che, al momento della conclusione del contratto col terzo, non conosceva linsolvenza di questo. Il mandante pu in ogni momento revocare lincarico conferito, dando un congruo preavviso se il mandato a tempo indeterminato. Il mandatario pu sempre rinunciare al mandato conferitogli, ma deve risarcire i danni al mandante se non sussiste giusta causa. Il mandato si estingue in caso di morte, interdizione o inabilitazione del mandante o del mandatario; non si estingue per quando ha per oggetto atti pertinenti allesercizio dellattivit dimpresa e questa continuata, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi, n quando per la morte o la sopravvenuta incapacit del mandante quando stato conferito anche nellinteresse del mandatario o di un terzo. Si estingue anche per fallimento del mandatario, qualora fallisca il mandante invece lesecuzione sospesa fino alla decisione del curatore. La commissione un mandato senza rappresentanza che ha per oggetto lacquisto o la vendita di beni per conto del committente ed in nome del commissionario. Si riferisce quindi solo ad affari di compravendita. Al commissionario spetta una provvigione. Con lo star del credere il commissionario si rende responsabile nei confronti del committente per lesecuzione dellaffare e quindi per ladempimento del terzo; ma in tal caso la provvigione maggiorata. A differenza che nel mandato, la commissione si scioglie di diritto in caso di fallimento tanto del committente quanto del commissionario. La spedizione un contratto di mandato con il quale lo spedizioniere si obbliga a concludere, in nome proprio o per conto del mandante, un contratto di trasporto, nonch a compiere le operazioni accessoria. XXXIII - Con il contratto di agenzia una parte (lagente) assume, stabilmente e verso retribuzione, lincarico di promuovere contratti in un zona determinata. Lagente assume il nome di rappresentante di commercio quando, oltre a promuoverli, ha anche il potere di concludere direttamente i contratti in nome e per conto del proponente. Lagente di commercio opera avvalendosi di una propria autonoma organizzazione e a proprio rischio; per questo, anche se legato al preponente da un rapporto stabile,si differenza dagli ausiliari subordinati dellimprenditore. Il contratto di agenzia pu essere concluso anche verbalmente o per fatti concludenti; deve essere per provato per iscritto. Comporta un diritto di esclusiva reciproca per la zona prefissata. Nello svolgimento della propria attivit professionale lagente deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealt e buona fede. Di regola promuove solamente i contratti, ma il preponente pu conferirgli la rappresentanza per la conclusione degli stessi. Lagente ha diritto ad un compenso, normalmente costituito da una percentuale sullimporto degli affari (provvigione); diritto che per sorge solo con la conclusione del contratto fra terzo e preponente, e che diventa esigibile solo dal momento in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la propria prestazione. Lagente ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi direttamente dal preponente con terzi che lagente aveva precedentemente acquisito come clienti o appartenenti alla zona. oggi impossibile prevedere nel contratto di agenzia la clausola dello star del credere; possibile solo se concordata di volta in volta per singoli affari, e accompagnato da un apposito corrispettivo per lagente con il limite che la garanzia assunta non devessere di ammontare pi elevato della provvigione che per quellaffare lagente avrebbe diritto di percepire. Il contratto dagenzia pu essere a tempo determinato o indeterminato, quando determinato si trasforma in indeterminato se continua ad essere eseguito dalle parti dopo la scadenza del termine. Quando indeterminato, ciascuna delle parti pu recedere dandone preavviso. Allatto dello scioglimento del rapporto, il preponente deve corrispondere allagente unindennit di fine rapporto, ma solo nel caso in cui il preponente continui a ricevere sostanziali vantaggi dalla relazione di affari con la clientela procurategli dallagente. Lindennit non dovuta quando il rapporto si sciolga per causa imputabile allagente o quando, di accordo col preponente, questi ceda a terzi il contratto di agenzia. Il patto con cui si limita la 46

concorrenza da parte dellagente dopo lo scioglimento deve farsi per iscritto; la sua durata non pu superare due anni e deve riguardare la stessa zona, clientela e genere di beni e servizi. La mediazione il contratto nel quale un soggetto (mediatore) mette in relazione due o pi parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza. Si differenzia da commissionari e agenti per la posizione di indipendenza rispetto alle parti a favore delle quali esplica lattivit intermediaria: nel caso di incarico conferitogli pu in ogni momento disinteressarsi dellaffare. Il diritto del mediatore alla provvigione matura con la conclusione del contratto; diversamente dallagente, il mediatore non corre perci il rischio del buon fine dellaffare e ha diritto alla provvigione anche se le parti non danno esecuzione al contratto concluso; necessario per che il contratto sia stato concluso per effetto del suo intervento. Di regola la provvigione dovuta da ciascuna delle parti e, in mancanza di accordo, lammontare e la misura in cui ciascuna parte deve contribuire sono determinate dalla Camera di commercio. Non ha diritto alla provvigione il mediatore non iscritto negli appositi ruoli. Il mediatore responsabile verso le parti se omette di far conoscere loro le circostanze a lui note, relative alla valutazione ed alla sicurezza dellaffare, che possono influire sulla conclusione dello stesso; risponde inoltre dellautenticit della sottoscrizione delle scritture e dellultima girata dei titoli emessi per suo tramite. di regola estraneo allesecuzione del contratto, ma diventa della stessa responsabile quando tace ad un contraente il nome dellaltro. XXXIV - Le imprese bancarie sono imprese commerciali la cui attivit tipica, anche se non esclusiva, consiste nella raccolta del risparmio fra il pubblico (operazioni passive) e nellesercizio del credito (operazioni attive). I contratti bancari devono essere redatti per iscritto; un esemplare del contratto deve essere consegnato al cliente in modo da assicurargli la conoscenza e la prova delle condizioni che regolano il rapporto; linosservanza della forma scritta comporta la nullit del contratto, che pu esser per fatta valere solo dal cliente. Nei contratti d durata pu essere pattuita la facolt della banca di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, oggi per solo a condizione che la modifica sia sorretta da un giustificato motivo. Le variazione unilaterali sfavorevoli verso i clienti sono inefficaci se non sono state dagli sessi specificatamente approvate. Infine, nei contratti di durata il cliente ha sempre la facolt di recedere dal contratto senza penalit e senza spese di chiusura. Il deposito bancario la principale operazione passiva delle banche. Costituisce un tipo particolare di deposito irregolare, che si caratterizza per il necessario intervento di una banca in veste di depositario. Con questo contratto la banca acquista infatti la propriet della somma ricevuta in deposito e si obbliga a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine convenuto (deposito vincolato) ovvero alla scadenza del depositante (deposito libero), con o senza preavviso. I tassi di interesse e le altre condizioni economiche devono risultare dal contratto. Oltre che in conto corrente, i depositi bancari si distinguono in semplici e a risparmio. I depositi semplici non possono essere alimentati da successivi versamenti e non prevedono la possibilit di prelevamenti parziali prima della scadenza; fra questo tipo rientrano i depositi rappresentati da buoni fruttiferi e certificati di deposito. I depositi a risparmio danno invece al depositante la facolt di effettuare successivi versamenti e prelevamenti parziali, che possono per essere effettuati solo in contanti e, salvo patto contrario, solo presso la sede dov stato costituito il rapporto. Il libretto di deposito ha per legge valore probatorio: le annotazione sopra poste, firmate dallimpiegato della banca che appare addetto al servizio, fanno piena prova; nullo ogni patto contrario. I libretti di deposito a risparmio possono essere nominativi, nominativi pagabili al portatore, al portatore. Lapertura di credito il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dellaltra parte una somma di denaro, per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato. Il cliente pu utilizzare la 47

somma messagli a disposizione dalla banca in una o pi volte, pu inoltre ripristinare la disponibilit con successivi versamenti. Lapertura pu essere allo scoperto o assistita da garanzie a favore della banca. Lanticipazione bancaria una tipica operazione di finanziamento garantita da pegno. La garanzia costituita esclusivamente da titoli o merci il cui valore facilmente accertabile, e lammontare del credito dalla banca concesso proporzionale al loro valore. In deroga al principio dellindivisibilit del pegno, il beneficiario dellanticipazione, anche prima della scadenza, pu ritirare parte dei titoli o delle merci in proporzione delle somme rimborsate dalla banca, purch il credito residuo risulti sufficientemente garantito. La banca, a sua volta, ha diritto di ottenere un supplemento di garanzia se il valore delle cose in pegno diminuisce di un decimo, in alternativa pu vendere i titoli. Lanticipazione pu essere propria, quando merci e titoli sono costituiti in pegno regolare (la banca non pu disporre delle cose ricevute e deve restituire gli stessi titoli e la stessa merce) o impropria, quando i titoli sono costituti in pegno irregolare. Lo sconto il contratto con il quale la banca (scontante) anticipa al cliente (scontatario) limporto di un credito verso terzi non ancora scaduto, decurtato dellinteresse. Il cliente a sua volta cede alla banca il credito stesso, salvo buon fine; lo scontato resta quindi obbligato se non paga il debitore ceduto. Il conto corrente bancario prevede lapertura della banca di un conto intestato al cliente nel quale vengono annotati mediante scritture contabili tutti i versamenti e i prelievi, e la somma algebrica degli stessi determina il credito di cui il cliente pu disporre. Si innesta unattivit gestoria della banca per conto del cliente (c.d. servizio di cassa) nella quale la stessa deve utilizzare la diligenza del mandatario. prevista limmediata disponibilit delle somme risultanti a credito del cliente, ad eccezione di quelle derivanti da operazioni che comportano una successiva attivit di incasso da parte della banca (es: versamenti di assegni bancari), per le quali limporto accredito con riserva di verifica e salvo buon fine, e il correntista non ne pu disporre prima che la banca ne abbia conseguito lincasso. Si distingue tra saldo contabile, determinato dalle annotazioni in conto delle diverse operazioni; saldo disponibile, che indica lammontare giornaliero del credito di cui il cliente pu disporre; e saldo per valute, che rileva solo per il conteggio degli interessi. Sia il tasso di interessi a favore del cliente che quello a favore della banca vanno indicati nel contratto. infine stato eliminato il fenomeno dellanatocismo(calcolo degli interessi sugli interessi) a favore esclusivo delle banche. Il conto corrente, di regola a tempo indeterminato, comporta il diritto per il cliente di essere informato periodicamente sullo svolgimento del rapporto con lestratto conto, ed entro sessanta giorni dal suo ricevimento pu proporre opposizione, altrimenti si considera approvato. Lapprovazione non pregiudica la possibilit per il correntista di impugnare lestratto conto per errori di scritturazione, di calcolo, omissioni o duplicazioni nel termine decennale di prescrizione. Il conto corrente pu essere intestato a pi persone, con facolt di operare congiuntamente o disgiuntamente. Un soggetto pu avere presso la stessa banca pi conti, che restano distinti e autonomi tra loro, ma nel caso un conto presenti un saldo attivo e laltro un passivo, questi si compensano reciprocamente. Quando il conto corrente a tempo indeterminato, come di regola accade, ciascuna delle parti pu recedere dando un preavviso, di regola fissato in un giorno. Il conto corrente si scioglie anche per fallimento del correntista. stato posto il problema relativo al far rientrare o meno nella categoria dei debiti liquidi ed esigibile sottoposti a revocatoria fallimentare le rimesse effettuate sul conto corrente bancario passivo; dopo vari interventi legislativi stato stabilito che le banche, per le rimesse effettuate nel periodo sospetto (sei mesi antecedenti il fallimento), sono tenute a restituire al fallimento solo una somma pari alla differenza fra il massimo saldo negativo raggiunto nel periodo in cui opera la revocatoria e quello registrato alla data di apertura del fallimento (c.d. regola del massimo scoperto).

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La fideiussione omnibus una garanzia che assicura alla banca ladempimento di qualsiasi obbligazione, anche futura, assunta dal cliente garantito. La sua funzione assicurare alla banca il recupero del credito concesso al cliente. tuttavia invalida la fideiussione omnibus che per obbligazioni future non stabilisce limporto massimo garantito. Il fideiussore tenuto a pagare immediatamente alla banca, a semplice richiesta scritta, quanto dovutole. Ispirato alla medesima finalit il pegno omnibus, in base al quale i beni costituiti a garanzia di un determinato rapporto possono essere utilizzati dalla banca per tutti i crediti, presenti e futuri, vantati dalla stessa nei confronti del cliente. Le garanzie bancarie autonome rappresentano invece il fenomeno dellintervento di una banca come garante. Si caratterizzano per lobbligo di pagamento <<a prima richiesta>> da parte della banca, senza che il beneficiario sia tenuto a provare linadempimento della controparte, e lautonomia della garanzia (che la differenzia dalla fideiussione), in quanto la banca obbligata anche se lobbligazione del debitore principale non venuta ad esistenza divenuta impossibile. In caso di comportamento doloso del beneficiario (es: garanzia azionata nonostante lavvenuto pagamento del debitore principale), la banca escussa pu ottenere la sospensione della garanzia invocando lexceptio doli. I servizi di custodia delle banche si dividono in due figure: il deposito titoli in amministrazione la banca, dove questa, oltre allobbligo di custodire i titoli ricevuti (deposito regolare), assume lincarico di provvedere allesercizio di tutti i diritti inerenti ai titoli stessi; e il servizio di cassette di sicurezza, che la banca mette a disposizione del cliente, munendola di doppia chiave (una per se stessa e una per il cliente) necessarie entrambe per lapertura della stessa; il contenuto resta per ignoto alla banca, che per risponde dellidoneit e la custodia dei locali e per lintegrit della cassetta, a meno che non fornisca la prova positiva che levento dannoso era imprevedibile ed inevitabile con la diligenza professionale. XXXV Il leasing un contratto che intercorre fra unimpresa finanziaria (la societ di leasing) e chi ha bisogno di beni strumentali per la propria impresa. La forma pi diffusa il leasing finanziario: si conclude nellambito di unoperazione trilaterale alle quali partecipano la societ di leasing (concedente), limpresa interessata allutilizzo del bene (utilizzatore) ed unimpresa che produce o distribuisce il bene stesso (fornitore). Limpresa di leasing acquista dal fornitore il bene desiderato dallutilizzatore e lo cede in godimento a questi stipulando un contratto (di leasing): il godimento concesso per un periodo di tempo determinato; come corrispettivo lutilizzatore deve corrispondere un canone periodico; allutilizzatore riconosciuta la facolt di acquistare la propriet del bene alla scadenza del contratto pagando un prezzo determinato. Con apposite clausole, tutti i rischi connessi al godimento del bene sono posti a carico dellutilizzatore (differenza con locazione con patto di futuro acquisto della propriet). previsto che limpresa di leasing ha diritto di chiedere la risoluzione del contratto anche in caso di mancato pagamento di un solo canone, e ha diritto di trattenere integralmente i canoni riscossi, quale ne sia lammontare, salvo il risarcimento dei maggiori danni (differenza dalla vendita con riserva di propriet); solitamente predeterminati nellammontare dei canoni residui e nel prezzo di opzione. La Corte di Cassazione ha per introdotto una distinzione tra leasing tradizionale o di godimento (beni strumentali di impresa, che si consumano di regola parallelamente alla durata del contratto, alla cui scadenza il bene avr un valore economico minimo) e leasing impuro o traslativo (beni di consumo durevoli) sostenendo che solo per i primi applica il trattenimento dei canoni riscossi e del risarcimento danni, mentre per i secondi lutilizzatore dovr corrispondere solo un equo compenso, in quanto il bene non ha perso di valore. In caso di fallimento dellutilizzatore il contratto rimane sospeso fino alla decisione del curatone; se questo subentra il concedente diventa creditore della massa, se opta per lo scioglimento il concedente ha diritto al restituzione del bene e pu trattenere i canoni riscossi non soggetti a revocatoria fallimentare. Nel leasing operativo i beni sono concessi direttamente dal produttore, che si obbliga anche a fornire una serie di 49

servizi collaterali (es: assistenza). Nel leasing di ritorno (lease-back) un imprenditore vende i propri beni ad una societ di leasing che ne paga il prezzo; questultima stipula col venditore un contratto di leasing avente ad oggetto gli stessi beni, questi restano perci nella disponibilit del venditore, che pagher i canoni di leasing e potr riacquistarli alla scadenza esercitando la relativa opzione. Il factoring un contratto con il quale limprenditore cedente (fornitore) cede in massa al factor tutti i propri crediti presenti e futuri derivanti dai contratti stipulati nellesercizio dellimpresa o anche solo quelli derivanti da determinati operazioni; il factor a sua volta si obbliga a gestire, contabilizzare e riscuotere i crediti cedutigli. Nellaccorso deve essere specificato il (futuro) debitore ceduto e la cessione pu avere per oggetto solo crediti che sorgeranno da contratti da stipulare in un periodo non superiore a ventiquattro mesi. La cessione avviene di regola pro solvendo: il cedente garantisce la solvenza del debitore ceduto; il cessionario pu tuttavia rinunciare alla garanzia della solvenza (pro soluto) assicurando il pagamento del credito anche in caso di inadempimento del debitore. La cartolarizzazione dei crediti unoperazione volta a facilitare lo smobilizzo di masse di crediti mediante lincorporazione in titoli di credito di massa destinati ad essere sottoscritti da investitori professionali; lemittente i titoli risponde del pagamento degli stessi non con tutto il suo patrimonio, ma esclusivamente con il flusso finanziario (interessi, rimborsi) derivanti dai crediti che sono a base delloperazione di cartolarizzazione, sugli investitori viene a gravare il rischio dellinsolvenza dei debitori originari. Le carte di credito sono documento che consentono al titolare di acquistare beni o servizi senza pagamento immediato del prezzo. Vanno distinti le carte bilaterali, rilasciate dalle stesse imprese fornitrici di beni e servizi (es: grandi magazzini) che consentono di effettuare acquisti in tutti i punti vendita dellemittente con differimento del pagamento, e le carte trilaterali (es: Visa), in cui lemittente paga ai fornitori quanto loro dovuto dai titolari della carta e a scadenza periodiche si fa poi rimborsare da questultime quanto pagato dai primi per loro conto, e per il servizio percepisce un compenso sia dai fornitori sia dagli acquirenti. Il meccanismo delle carte trilaterali reso possibile dalla stipulazione preventiva dellemittente con i fornitori (convenzione di abbonamento) e con gli utilizzatori della carta (convenzione di rilascio). La moneta elettronica un valore monetario rappresentato da un credito nei confronti dellemittente, memorizzato su un dispositivo elettronico ed accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi dallemittente stesso. Avviene dietro versamento da parte del richiedente dellimporto corrispondente, ed utilizzabile presso gli esercizi commerciali convenzionati. Il titolare ha diritto di ottenere il rimborso delle somme non utilizzate, secondo le modalit previste dal contratto. XXXVI - I servizi di investimento comprendono una serie di attivit che hanno per oggetto valori mobiliari ed altri strumenti finanziari: compravendita degli stessi, collocazione sul mercato di nuove emissioni, gestione di patrimoni mobiliari, raccolta di ordine di acquisto e vendita. Lesercizio nei confronti del pubblico dei servizi di investimento riservato alle Sim, alle banche e alle imprese di investimento estere. Le societ di intermediazione mobiliare (Sim) devono essere costitute esclusivamente nella forma di s.p.a., devono avere un capitale versato non inferiore a quello determinato in via generale dalla Banca dItalia e devono essere preventivamente autorizzate dalla Consob, sentita la Banca dItalia, allesercizio di uno o pi servizi dinvestimento. Gli intermediari devono comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nellinteresse dei clienti e per lintegrit del mercato. Tutti i contratti relativi ai servizi di investimento devono essere redatti in forma scritta a pena di nullit, che pu esser fatta valere solo dal cliente. Lattuale disciplina fissa per tutti i servizi di investimento il principio che gli strumenti finanziari ed il denaro dei singoli clienti costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dellintermediario e degli altri clienti. E ancora, come regola generale, nellofferta al pubblico fuori sede le Sim devono avvalersi 50

esclusivamente dellopera di promotori finanziari. La gestione di portafogli unoperazione con la quale il cliente affida allintermediario una determinata somma di denaro perch la investa in strumenti finanziari secondo criteri concordati; essi sono gestiti attraverso successive operazioni di investimento e disinvestimento tese ad incrementare il valore patrimoniale mobiliare. Il cliente pu sempre impartire istruzioni vincolanti sulle operazioni e pu recedere dal contratto in ogni momento; nullo ogni patto contrario. Il patrimonio conferito dal cliente costituisce patrimonio separato da quello dellimpresa. Gli organismi di investimento collettivo sono organismi che investono in strumenti finanziari o in altre attivit di raccolta fra il pubblico dei risparmiatori operando secondo criteri di gestione fondati sul principio della ripartizione dei rischi. Nel nostro ordinamento sono previste due forme giuridiche: fondi comuni di investimento e societ di investimento a capitale variabile (Sicav). Nei fondi comuni di investimento gli investitori (partecipanti al fondo) non diventano soci della societ di gestione che provvede allinvestimento collettivo; le somme versate e la attivit in cui le stesse sono investite costituiscono patrimonio autonomo (il fondo comune) diverso da quello della societ di gestione, e in cambio di queste gli investitori ricevono quote di partecipazione al fondo (tutte di uguale valore e che attribuiscono uguali diritti), e non azioni della societ di gestione. Nei fondi aperti gli investitori possono sottoscrivere in ogni momento le quote del fondo, il cui ammontare non quindi predeterminato; nel contempo i partecipanti in ogni momento possono ottenere il rimborso della propria quota. Nei fondi chiusi invece, lammontare del fondo predeterminato, devessere raccolto mediante una o pi emissioni di quote che devono essere sottoscritte entro diciotto mesi, e il diritto al rimborso pu avvenire solo a scadenze predeterminate; i fondi chiusi non possono avere durata superiore ai trentanni. Liniziativa per listituzione dei fondi comuni riservata alle societ di gestione del risparmio (Sgr): costituite in forma di s.p.a. e soggette alla preventiva autorizzazione alla svolgimento dellattivit da parte della Banca dItalia sentita la Consob, e soggette alla vigilanza di entrambe. Per ogni fondo istituito la Sgr deve predisporre un apposito regolamento soggetto allapprovazione della Banca dItalia, al pari delle modificazioni dello stesso. Le somme versate dai partecipanti, i titoli, le altre attivit con le stesse acquistate costituiscono il patrimonio del fondo comune; ciascun fondo comune di investimento costituisce patrimonio autonomo. La Sgr (e solo essa) per legge investita del potere di decidere tutti gli atti di amministrazione e di disposizione del patrimonio del fondo, senza possibilit di ingerenza da parte degli investitori; deve operare con diligenza, trasparenza e correttezza nellinteresse dei partecipanti del fondo; infine soggetta a limitazioni e divieti fissati dalla Banca dItalia al fine di assicurare il contenimento ed il frazionamento del rischio. Ciascun partecipante, nei limiti del proprio interesse, pu ottenere il risarcimento dei danni arrecati al fondo comune per mala gestio. infine necessaria la presenza di una banca depositaria, alla quale deve essere affidata la custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilit liquide del fondo; la stessa tenuta ad accertare che le operazioni disposte dalla Sgr siano conformi alla legge e al regolamento e, in caso di violazione, pu rifiutarsi di eseguire le operazioni che riceve. La contabilit della Sgr soggetta a recisione contabile obbligatoria. Anche la banca depositaria responsabili nei confronti della Sgr e dei partecipanti per ogni pregiudizio ad essi recato in conseguenza dellinadempimento dei propri obblighi. I fondi pensione costituiscono forme di previdenza collettiva di natura privata per lerogazione ai lavoratori e ai liberi professionisti di trattamenti pensionistici integrativi di quelli corrisposti dal sistema obbligatorio pubblico; il loro patrimonio investito in valori mobiliari o altre attivit finanziarie rispettando il criterio di ripartizione dei rischi. Il fondo pu procedere direttamente solo alla sottoscrizione o allacquisto di partecipazioni in societ immobiliari e di quote di fondi comuni di investimento chiusi; la gestione degli altri investimenti devessere affidata ad intermediari specializzati (Sim, banche autorizzate, Sgr). Le societ di investimento a capitale variabile (Sicav) sono s.p.a. nei quali linvestimento da parte dei risparmiatori avviene attraverso la sottoscrizione delle azioni emesse da tale societ; gli investitori diventano perci azionisti della Sicav e le somme da loro 51

versate entrano a far parte del patrimonio sociale (non si costituisce quindi patrimonio separato). Inoltre, essendo le Sicav a capitale variabile possibile in ogni momento lingresso e luscita dei soci senza che le corrispondenti variazioni di capitale comportino una modifica dellatto costitutivo; lemissione, al pari del rimborso, deve avvenire con la periodicit indicata nello statuto. La costituzione delle Sicav devessere preventivamente autorizzata dalla Banca dItalia, sentita la Consob, e inoltre richiesto per legge un capitale iniziale non inferiore a quello stabilito dalla Banca dItalia (ad oggi, un milione di euro). Il capitale sociale deve essere interamente versato al momento della sottoscrizione, non sono ammessi conferimenti in natura; non inoltre consentita la costituzione per pubblica sottoscrizione. Ogni modifica dello statuto deve essere preventivamente approvata dalla Banca dItalia. Anche per le Sicav necessaria una banca depositaria. Le azioni possono essere nominative o al portatore a scelta del sottoscrittore; mentre per per le azioni nominative ogni azione attribuisce un voto, le azioni al portatore attribuiscono un solo voto per ogni socio, indipendentemente dal numero delle azioni; possibile convertire in qualsiasi momento azioni da una categoria allaltro, cambiando cos il proprio peso in assemblea. Lo statuto pu prevedere pi comparti dinvestimento, per ognuno dei quali emessa una categoria di azioni, e ciascun comparto costituisce patrimonio autonomo, distinto a tutti gli effetti da quello degli altri comparti. Nelle Sicav sono soppressi i quorum costitutivi dellassemblea ordinaria e di quella straordinaria in seconda convocazione. Costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari ogni comunicazione rivolta a persone, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, che presenti sufficienti informazioni sulle condizioni dellofferta e i prodotti finanziari offerti cos da mettere un investitore in grado di decidere di acquistare o di sottoscrivere tali prodotti finanziari. Coloro che intendono effettuarla devono prima pubblicare un prospetto informativo, dopo che questo sia stato approvato dalla Consob. Il prospetto informativo deve contenere tutte le informazioni necessarie, e la legge riconosce allinvestitore il risarcimento del danno per aver fatto ragionevole affidamento sulla veridicit e completezza delle stesse entro due anni da quando ha scoperto la falsit o le omissioni del prospetto. Coloro contro i quali lazione proposto possono esonerarsi solo fornendo la non facile prova daver adottato ogni diligenza allo scopo di assicurare che le informazioni fossero conformi ai fatti e non presentassero emissioni in tal senso. La Consob definisce le modalit di svolgimento dellofferta al fine di assicurare la parit di trattamento tra i destinatari. La disciplina dellofferta al pubblico di prodotti finanziari non trova applicazione quando lofferta rivolta ai soli investitori qualificati (banche, Sgr, Sim, Sicav, ecc.), o a un numero di soggetti non superiore a quello indicato dalla Consob (oggi, 100), o lammontare complessivo non superi quello fissato dalla Consob (oggi, 2.500.000 euro). XXXVII Il mercato mobiliare risponde al duplice scopo di agevolare la conclusione e lesecuzione dei relativi contratti di compravendita e del formarsi di prezzi ufficiali significativi degli strumenti finanziati scambiati. Il pi antico e importante in Italia la borsa valori. I contratti di borsa sono contratti standardizzati che (di regola) hanno per oggetto il trasferimento della propriet di un determinato quantitativo di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni) individuati solo nel genere (es: 1000 azioni Fiat), la cui esecuzione differita ad una scadenza predeterminata. La negoziazioni in borsa riservata per legge a determinate categorie di intermediari professionali; chi intende acquistare o vendere titoli quotati in borsa tenuto perci a conferire ad uno di questi apposito incarico scritto di acquisto o di vendita (c.d. ordine di borsa). I contratti di borsa di distinguono in contratti a contanti e a termine. Per i contratti a contanti prevista lesecuzione entro un termine massimo che decorre dalla conclusione di ciascun contratto: termine attualmente fissati in tre giorni dal regolamento di borsa; la loro liquidazione per compensazione avviene con cadenza giornaliera. Nei contratti a termine la liquidazione era unica per tutti i contratti conclusi in un determinato periodo (mese di borsa) e avveniva con cadenza mensile in un giorno fissato dal calendario di borsa, con la 52

consegna dei titoli ed il pagamento del prezzo del giorno in cui il contratto era stato concluso. A partire dal 1996, i tradizionali contratti a termine legati alla liquidazione mensile hanno cessato di esistere. Oggi per le operazioni puramente speculative esiste un nuovo mercato a termine in cui due sono le forme previste: i futures, contratti a termine con i quali le parti si obbligano a scambiarsi alla scadenza un certo quantitativo di determinate attivit finanziare a un prezzo prestabilito; e le opzioni, contratti in cui una delle parti, dietro pagamento di un corrispettivo, acquisisce la facolt di acquistare o di vendere un certo quantitativo di determinate attivit finanziare ad un prezzo prestabilito, entro un termine concordato o alla scadenza. Il riporto un contratto con il quale una parte (il riportato) trasferisce in propriet allaltra parte (riportatore) titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo; nel contempo il riportatore si obbliga a trasferire, ad una determinata scadenza, la propriet di altrettanti titoli della stessa specie, verso rimborso di un prezzo che pu essere aumentato o diminuito nella misura convenuta. un contratto reale. XXXVIII - Col contratto di assicurazione lassicuratore si obbliga, verso pagamento di un premio, a rivalere lassicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni), oppure a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (assicurazione sulla vita umana). Attualmente, lattivit assicurativa pu essere esercitato solo da s.p.a., societ coop. per azione e societ di mutua assicurazione; linizio dellattivit subordinato alla preventiva autorizzazione dellIstituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap). Il contratto di assicurazione stipulato con unimpresa non autorizzata nullo, ma la nullit pu esser fatta valere solo dallassicurato. Le societ che svolgono tale attivit non possono esercitarne di diverse (escluso anche lesercizio cumulativo dellassicurazione danni e dellassicurazione vita). Per salvaguardare il rischio di insolvenza poi prescritta la costituzione di riserve tecniche per far fronte ad eventuali impegni futuri. Il rischio ed il premio sono gli elementi essenziali di. Il contratto nullo se il rischio non sia mai esistito o abbia cessato di esistere prima della conclusione del contratto. In caso di dichiarazioni inesatte o di reticenze in seguito a dolo o colpa grave dellassicurato, lassicuratore pu chiedere lannullamento del contratto; se lo richiede entro tre mesi dalla scoperta non deve nessun indennizzo, se dopo avr solo una riduzione proporzionale dellindennizzo. Il premio il corrispettivo dovuto dallassicuratore, devessere pagato anticipatamente, in unica soluzione o in rate periodiche; se non pagato alle scadenze convenute lassicurazione resta sospesa, e il contratto si risolve di diritto se, nel termine di sei mesi, lassicuratore non agisce per la riscossione. Il contraente pu agire in veste di rappresentante dellassicurato, in questo caso sono previste per due deroghe rispetto alla disciplina generale della rappresentanza quando il contratto stipulato da un rappresentante senza poteri: linteressato pu ratificare anche dopo il verificarsi del sinistro, cos fruendo ugualmente della copertura assicurativa; il rappresentante senza poteri tenuto personalmente a pagare i premi e ad osservare gli altri obblighi derivanti dal contratto fin quando linteressato non abbia ratificato e rifiutato la ratifica. Il contratto di assicurazione un contratto consensuale, ma devessere provato per iscritto; lassicuratore perci obbligato a rilasciare al contraente la polizza di assicurazione o altro documento da lui sottoscritto. La polizza di assicurazione pu essere nominativa e in tal caso ha solo funzione probatoria, pu per essere allordine o al portatore, e in tal caso si consente anche il trasferimento del credito verso lassicuratore, ma con gli effetti propri della cessione; si tratta perci di titoli impropri. Nellassicurazione contro i danni lassicuratore si obbliga a rivalere lassicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro. dominata dal principio indennitario: lindennizzo dovuto dallassicuratore non pu superare il danno sofferto dallassicurato. Ed il danno risarcibile di regola costituito solo dalla perdita subita (danno emergente), non anche dal mancato guadagno (lucro cessante). Ancora, lindennizzo non pu superare il valore che le cose perite o danneggiate hanno al tempo del sinistro. In caso di assicurazione contratta per somma superiore al valore della cosa, se vi stato dolo da parte dellassicurato il contratto annullabile; se non vi stato dolo lassicuratore dovr 53

risarcire il danno del minor valore assicurabile e il contraente avr diritto di ottenere per il futuro una proporzionale riduzione del premio. Lipotesi di assicurazione parziale si ha invece nel caso in cui la cosa sia assicurata per somma minore del proprio valore reale (es: VR: 200 VA: 100), lassicuratore risponde dei danni solo in maniera proporzionale alla parte assicurata (es: Danno 100 Assicurazione: 50). Lassicurato ha lobbligo di informare lassicurazione del sinistro entro tre giorni e fare quanto possibile per il salvataggio delle cose assicurate, se non adempie a questi obblighi perde il diritto allindennit. Anche in caso di pluralit di assicurazioni sullo stesso bene, quanto ricevuto come risarcimento non deve superare il valore reale del bene. Lassicurazione della responsabilit civile un tipo particolare di assicurazione contro i danni; con essa lassicuratore si obbliga, nei limiti previsti dal contratto (c.d. massimale) a tenere indenne lassicurato di quanto questi dovr pagare a terzi a titolo d risarcimento danni a causa di eventi che comportano una responsabilit civile dellassicurato stesso, esclusa solo la responsabilit dovuta a fatti dolosi. Lassicuratore ha solo la facolt di pagare direttamente al danneggiato ed obbligato al pagamento diretto solo se lassicurato lo richiede. Il danneggiato non pu agire direttamente contro lassicuratore ne chiamarlo in causa, facolt che spetta solo allassicurato. Nellassicurazione per automobili (che obbligatoria per legge) per il terzo danneggiato pu agire direttamente verso lassicuratore nei limiti massimali della polizza; tale azione non preclude quella contro lassicurato. Nellassicurazione sulla via lassicuratore si obbliga a pagare al beneficiario un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana. svincolata dal principio indennitario, e il capitale o la rendita possono essere liberamente determinati dalle parti e sono in ogni caso dovuti dallassicuratore al verificarsi dellevento previsto. Lindennit dovuta dallassicuratore commisurata solo allammontare dei premi pagati e devesser corrisposta per lintero qualora leventi si verifichi. Lassicurazione sulla vita pu esser stipulata non solo sulla propria, ma anche su quella di un terzo; esclusa per la possibilit di assicurare la morte di un terzo, senza il consenso scritto di questo. Lassociazione in partecipazione il contratto con il quale una parte (lassociante) attribuisce allaltra (lassociato) una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o pi affari, verso il corrispettivo di un determinato apporto. Lapporto dellassociato entra a far parte del patrimonio dellassociante (non c quindi separazione patrimoniale); i terzi acquistano diritti e assumono obblighi soltanto verso lassociante, al quale spetta esclusivamente la gestione dellimpresa. Lassociato ha diritto alla partecipazione agli utili (spettante al capitale apportato se non diversamente pattuito) e partecipa alle perdite nella stessa misura, ma nei limiti del valore del suo apporto. Lassociato ha inoltre diritto a ricevere il rendiconto dellaffare compiuto o del rendimento annuale se laffare si protrae per pi di un anno. Salvo patto contrario, lassociante non pu attribuire partecipazione per la stessa impresa o per lo stesso affare ad altre persone senza il consenso dei precedenti associati. XL - I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono diritto a una determinata prestazione. La loro funzione quella di rendere pi semplice, rapida e sicura la circolazione dei diritti di credito, neutralizzando i rischi e gli inconveniente che al riguardo presenta la disciplina della cessione del credito, attraverso una finzione giuridica che consiste nel ritenere che oggetto di circolazione sia il documento (cosa mobile, per le quali vale il principio possesso di buona fede vale titolo) anzich il diritto in esso menzionato. Quattro sono i principi cardine della disciplina generale dei titoli di credito: autonomia del diritto, chi acquista in buona fede il possesso del titolo non soggetto a rivendicazione, anche in caso di acquisto a non domino (ad esempio, da un ladro); letteralit, chi acquista un titolo di credito acquista il diritto il cui contenuto determinato esclusivamente dal tenore letterale del documento; legittimazione, chi ha conseguito il possesso materiale del titolo di credito, senzaltro legittimato allesercizio del diritto cartolare in esso contenuto; i vincoli (pegno, sequestro, pignoramento, ecc.) non hanno effetto se non risultano dal titolo. 54

La creazione e il rilascio di un titolo di credito trovano giustificazione in un preesistente rapporto fra emittente e primo prenditore (c.d. rapporto fondamentale o causale) ed in un accordo fra gli stessi con cui si conviene di fissare nel titolo la prestazione dovuta in base a tale rapporto. La dichiarazione risultante dal titolo di credito costituisce il rapporto cartolare ed il diritto dalla stessa riconosciuto al prenditore del titolo il diritto cartolare destinato a circolare. Sono titoli astratti quelli che possono essere emessi in base ad un qualsiasi rapporto fondamentale e che non contengono nessuna menzione del rapporto che in concreto ha dato luogo alla loro emissione (es: la cambiale); il contenuto del diritto cartolare determinato esclusivamente dalla lettera del titolo (letteralit completa). Sono invece titoli causali quelli che possono essere emessi solo in base ad un determinato tipo di rapporto fondamentale, predeterminato per legge (es: le azioni); il contenuto del diritto cartolare determinato non solo dalla lettera del titolo, ma anche dalla disciplina legale del rapporto obbligatorio tipico richiamato nel documento. Ulteriore precisazione va fatta per i titoli rappresentativi di merce, che si caratterizzano per il fatto che lobbligazione cartolare ha per oggetto la riconsegna di cose determinate e analiticamente descritte nel documento; essi attribuiscono al possessore: 1il diritto alla riconsegna delle merci specificate, 2il possesso delle medesime; 3il potere di disporne mediante trasferimento del titolo. Ci si chiesti in dottrina se il vettore o il depositario potevano opporre al terzo portatore, che chiede la riconsegna, le eccezioni ex recepto (ossia che la merce non gli era stata consegnata e o difforme da quella indicata nel titolo), e se nel caso di risposta positiva doveva ritenersi che per tali titoli non operasse il principio dellautonomia del diritto cartolare; nonostante molti ritengono che tali rischi ricadano sullemittente del titolo, stato chiarito che in caso di soluzione affermativa lopponibilit non contrasta con il principio dautonomia, in quanto conseguenza della natura di cosa determinata della prestazione promessa, che ne rende oggettivamente impossibile ladempimento se non vi stata effettuata consegna. Si ha circolazione regolare quando il titolo viene trasferito dallattuale proprietario in forza di un valido negozio di trasmissione, irregolare quando non sorretta da un valido negozio di trasferimento. Chi ha perso il possesso contro la sua volont pu per esercitare azione di rivendicazione nei confronti dellattuale possessore, e se si tratta di titoli allordine o nominativi pu avvalersi della procedura di ammortamento; tutto questo finch il titolo non venga in possesso di un terzo in buona fede, la cui posizione inattaccabile. I titoli di credito si distinguono in titoli al portatore, allordine e nominativi. I titoli al portatore circolano mediante la semplice consegna del titolo; il possesso legittimato allesercizio del diritto in base alla sola presentazione al debitore. I titoli allordine sono intestati a una persona determinata e circolano mediante consegna del titolo accompagnati dalla girata; il possessore del titolo si legittima in base a una serie continua di girate. La girata la dichiarazione scritta sul titolo e sottoscritta, con la quale lattuale possessore (girante) ordina al debitore cartolare di adempiere nei confronti di altro soggetto (giratario). Effetto della girata quello di mutare la legittimazione allesercizio del diritto cartolare. Si ha girata piena quando contiene il nome del giratario; al contrario si ha girata in bianco: chi riceve un titolo girato in bianco pu riempire la girata col proprio nome o quello di un altro, girare di nuovo il titolo in pieno o in bianco, consegnare manualmente il titolo senza riempire la girata. La girata non pu essere sottoposta a condizioni e qualsiasi condizione apposta si considera non scritta. In caso di una serie di girate necessario che il nome di ogni girante corrisponda a quello del giratario della girata precedente, il debitore tenuto a controllare solo la regolarit formale della girata. Di regola non ha funzione di garanzia. Il giratario pu trasferire ulteriormente il titolo, salvo in due casi: la girata per procura, in cui il giratario assume la veste di 55

rappresentante per lincasso del girante, non acquista quindi alcun diritto autonomo (a lui sono opponibili tutte e soltanto le eccezioni opponibili al girante) e non pu girare il titolo se non per procura; e la girata in garanzia (o a titolo di pegno), che attribuisce al giratario un diritto di pegno sul titolo, a garanzia di un credito che egli vanta sul girante, il quale per a differenza della girata per procura acquista un diritto autonomo, ma che, come in quel caso, non pu girarlo se non per procura. I titoli nominativi sono intestati ad una persona determinata e si caratterizzano per il fatto che lintestazione deve risultare non solo dal titolo, ma anche da un apposito registro tenuto dallemittente: doppia intestazione; il possessore legittimato allesercizio dei relativi diritti per effetto dellintestazione a suo favore sul titolo e nel registro dellemittente. La doppia intestazione pu avvenire per transfert o per trasferimento mediante girata. Il trasfert prevede il cambiamento contestuale delle due intestazioni a cura e sotto la responsabilit dellemittente. Pu essere richiesto: 1dallalienante, che deve esibire il titolo e provare la propria identit e la propria capacit di disporre (mediante certificazione di un notaio o un agente di cambio); 2o dallacquirente, che deve esibire il titolo e dimostrare il suo acquisto (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o un agente di cambio). Nel trasferimento mediante girata lannotazione sul titolo (girata) fatta dallalienante, quella nel registro dallemittente (e si rende necessaria solo quando lacquirente voglia esercitare i relativi diritti). La girata di un titolo nominativo devessere datata, non pu essere in bianco e devessere sottoscritta anche dal giratario se il titolo non interamente liberato; essa attribuisce al possessore solo la legittimazione ad ottenere la legittimazione, cio lannotazione del trasferimento nel registro dellemittente attraverso chi consegue la legittimazione allesercizio dei diritti inerenti al titolo. La legge prevede che il debitore cartolare possa opporre al possessore del titolo le eccezioni cartolari, divise in reali e personali. Va innanzitutto detto che il debitore, che senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del possessore, liberato anche se questo non titolare del diritto. Le eccezioni reali sono opponibili a qualunque possessore del titolo, e ad esse danno luogo: 1le eccezioni di forma; 2le eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo; 3la falsit della firma; 4il difetto di capacit o di rappresentanza al momento dellemissione del titolo; 5la mancanza delle condizioni necessarie per lesercizio dellazione. Le eccezioni personali sono invece opponibili solo ad un determinato portatore. Sono tutte le eccezioni diverse da quelle reali, ed in particolare: 1le eccezioni derivanti dal rapporto fondamentale, opponibili solo al primo prenditore; 2le eccezioni fondate sul altri rapporti personali, opponibili solo a colui che stato parte del relativo rapporto; 3leccezione di difetto di titolarit del diritto cartolare. Leccezione del difetto di titolarit per opponibile nei confronti di tutti i successivi possessori in malafede o colpa grave, che cio conoscevano il difetto di titolarit di un precedente possessore. Per quanto riguarda le eccezioni fondate su rapporti personali esse possono essere opposto anche ai successivi possessori nel caso lattuale possessore agisca intenzionalmente a danno del debitore (exceptio doli). Lammortamento il procedimento diretto ad ottenere la dichiarazione giudiziale che il titolo originario non pi strumento di legittimazione; chi lottiene pu infatti esigere il pagamento su presentazione del relativo decreto e, se il titolo non scaduto, pu ottenere un duplicato del titolo perduto. previsto per i titoli allordine e nominativi. La procedura ammessa solo in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo, e inizia con la denunzia al debitore e il contestuale ricorso al tribunale del luogo in cui il titolo pagabile. Il presidente del tribunale, dopo gli opportuni accertamenti, pronuncia con decreto lammortamento; il decreto devessere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e va notificato al debitore, a cura del ricorrente; senza la notifica il debitore liberato se paga al detentore del titolo. Il debitore non pu per pagare neppure allammortante prima che siano decorsi trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, termine entro cui il terzo detentore pu proporre opposizione, sulla quale decide il 56

tribunale stesso. Lammortamento non ammesso per i titoli al portatore, per i quali il possessore per ha diritto a diritto ad un duplicato qualora ne provi la distruzione, e il diritto alla restituzione qualora dimostri lo smarrimento o la sottrazione. Diversi dai titoli di credito sono i documenti di legittimazione (es: biglietto di viaggio), i quali servono solo ad identificare lavente diritto alla prestazione; legittimano solo il possessore come titolare originario del diritto e non svolgono alcun ruolo ai fini della circolazione dello stesso. I titoli impropri consentono invece il trasferimento del diritto senza losservanza delle forme proprie della cessione (notifica al debitore), ma con gli effetti di questultima; non attribuiscono quindi un diritto letterale ed autonomo. Oggi, per rendere pi sicuro il mercato dei titoli i massa riducendo il movimento materiale dei titoli stato previsto un sistema di gestione accentrata: lattivit di gestione accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli di emittenti private esercitata da apposite s.p.a. a statuto speciale, che operano sotto la vigilanza della Consob. La gestione non dematerializzata si fonda sulla custodia accentrata dei titoli presso le societ di gestione: i titoli sono ammessi sulla base di un contratto di deposito in amministrazione stipulato dai titolari con gli intermediari ammessi al sistema (Sim, banche, Sgr) e che attribuisce allintermediario la facolt di procedere al subdeposito presso la societ di gestione; la circolazione di tali titoli si fonder quindi sulle scritture contabili posto in essere da tale societ, le quali producono gli effetti propri del trasferimento secondo la disciplina della circolazione dei titoli di credito; lesercizio del diritto cartolare si svincola dallesibizione dei titoli ed attribuita al rilascio di apposito certificazioni attestanti la partecipazione al sistema. Con la gestione dematerializzata, invece, il documento cartaceo eliminato, sostituito da sistemi elettronici di scritturazione; lemissione e la circolazione degli strumenti finanziari dematerializzati avviene esclusivamente attraverso il sistema di gestione accentrata, con registrazioni contabili elettroniche che producono effetti equivalenti a quelli della disciplina dei titoli di credito. XLI - La cambiale un titolo di credito la cui funzione tipica, anche se non esclusiva, quella di differire il pagamento di una somma di denaro. Esistono due tipi di cambiale: la cambiale tratta, in cui una persona (traente) ordina ad unaltra persona (trattario) di pagare una somma di danaro al portatore del titolo; ed il vaglia cambiario, in cui lemittente promette il pagamento assumendo la veste di obbligato cambiario principale e il prenditore quella di beneficiario della promessa. La cambiale un titolo di credito allordine, necessita di alcuni requisiti formali senza la quale non vale come cambiale. Sono requisiti essenziali: 1la denominazione di cambiale, 2lordine incondizionato (nella tratta) o la promessa incondizionata (nel vaglia) di pagare una somma di denaro; 3lindicazione nella tratta di chi destinato a pagare, nonch luogo e data di nascita; 4il nome del primo prenditore; 5la data di emissione; 6la sottoscrizione del traente o dellemittente. Sono requisiti naturali: 1lindicazione della scadenza, se omessa la cambiale pagabile a vista;2 lindicazione del luogo di emissione, in mancanza si considera sottoscritta nel luogo indicato accanto al nome del traente o dellemittente, in mancanza nulla; 3lindicazione del luogo pagamento, in mancanza si considera il luogo indicato accanto al nome del trattario (nella tratta) o in quello di emissione del titolo (nel vaglia). Non costituisce requisito di validit il pagamento del bollo. Non necessario che i requisiti essenziali siano presenti allatto di emissione, eccezion fatta per la sottoscrizione del traente, dellemittente, e la denominazione di cambiale; necessario che sia completa nel momento in cui ne chiesto il pagamento. La cambiale in bianco la cambiale che circola sprovvista di uno o pi requisiti essenziali. Di regola accompagnata da un accordo di riempimento fra emittente e primo prenditore, con il quale si fissano le modalit di successivo riempimento; leccezione di abusivo adempimento per eccezione personale, di conseguenza sar opponibile solo a primo prenditore, mentre non sar opponibile al terzo possessore a meno che questi non abbia acquistato la cambiale in mala fede, ovvero abbia commesso grave colpa acquistandola; in difetto di tale prova, il debitore dovr pagarla, salvo poi il 57

risarcimento danni allautore dellabusivo riempimento. Il portatore decade dal diritto di riempire la cambiale in bianco dopo tre anni dallemissione, ma il riempimento tardivo non opponibile al portatore di buona fede al quale il titolo sia pervenuto gi completo. Riguardo alla capacit cambiaria (lassunzione di obbligazione cambiaria costituisce atto eccedente lordinaria amministrazione), il rappresentante del minore o dellinterdetto pu assumere obbligazioni cambiarie in loro nome solo previa autorizzazione del giudice, salvo che sia stato autorizzato alla continuazione dellesercizio dellimpresa commerciale. Per linabilitato o il minore emancipato non autorizzato allimpresa commerciale, previsto che la loro firma sia accompagnata da quella del curatore con la clausola per assistenza, in mancanza il curatore obbligato personalmente. La rappresentanza cambiaria possibile facendo risultare dal titolo la qualit di rappresentante utilizzando la formula per procura; in deroga al diritto comune, il rappresentante cambiario senza poteri (falsus procurator) o che ha ecceduto i poteri conferitigli per legge obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio, ossia tenuto al pagamento in luogo del preteso rappresentante, il quale pu eccepire il difetto di rappresentanza anche al terzo possesso di buona fede trattandosi di eccezione reale. Il falsus procurator che ha pagato ha gli stessi diritti che avrebbe avuto il preteso rappresentato. Le obbligazioni cambiarie sono rette da alcuni principi peculiari: innanzitutto linvalidit della singola operazione non incide sulla validit delle altre; inoltre tutti gli obbligati cambiari sono obbligati in solido nei confronti del portatore del titolo alla scadenza. Nei confronti del portatore, per, gli obbligati sono divisi in obbligati diretti (lemittente, laccettante e i loro avallanti) e obbligati di regresso (il traente, il girante, i loro avallanti e laccettante per intervento); uno solo di essi deve sopportare il peso definitivo del debito cambiario, gli altri sono per legge garanti di grado successivo del pagamento (nella tratta accettata obbligato 1accettante 2 traente 3 primo girante 4 secondo girante, ecc.; nel vaglia 1emittente 2primo girante, ecc.); lavallante assume un grado immediatamente successivo a quello dellobbligato per cui lavallo stato dato. La gradazione delle obbligazioni cambiare comporta che, se paga lobbligato di primo grado, tutti gli altri sono liberati sia nei confronti del portatore che nei rapporti interni; se il pagamento effettuato da un obbligato di grado intermedio, nei rapporti interni sono liberati solo gli obbligati successivi, dato che il solvens ha azione cambiaria per il recupero dellintera somma pagata nei confronti degli obbligati di grado anteriore. Laccettazione della cambiale la dichiarazione con la quale il trattario si obbliga a pagare la cambiale alla scadenza. La presentazione per laccettazione costituisce una facolt del portatore, salvo nella cambiale a certo tempo vista o quando prescritta dal traente o da un girante. Con laccettazione il trattario diventa obbligato principale e diretto. Devessere scritta sulla cambiale con le clausole accetto o visto seguita dalla sottoscrizione del trattario, anche se vale come accettazione la semplice sottoscrizione del trattario sulla faccia anteriore della cambiale. Devessere incondizionata; pu per essere limitata ad una parte della somma e in tal caso il portatore potr agire anticipatamente contro gli obbligati di regresso per la parte residua. Il rifiuto dellaccettazione espone gli obbligati di regresso al pagamento prima della scadenza; per evitare questa conseguenza possibile laccettazione per intervento, fatta da un terzo, che non diventa obbligato principale ed obbligato successivamente a colui per il quale interviene (nel silenzio, interviene per il traente). Lavallo una dichiarazione cambiaria con la quale il soggetto (avallante) garantisce il pagamento della cambiale per tutta o parte della somma. Deve risultare dal titolo o dal foglio di allungamento; espresso con le parole per avallo seguite dalla sottoscrizione, ma vale come avallo la semplice sottoscrizione sulla faccia anteriore della cambiale, purch non si tratti della firma del traente, del trattario o dellemittente. Se 58

non indicato per chi si garantisce, lavallo si intende dato per il traente nella tratta e per lemittente nel vaglia. Lavallante obbligato in solido con gli altri obbligati cambiari nei confronti del portatore, diventa obbligato di grado successivo rispetto allavallato nei rapporti interni. In caso di coavallo, i coavallanti sono obbligati di pari grado tra loro. Lavallo (a differenza della fideiussione) unobbligazione autonoma: valido ancorch lobbligazione garantita sia nulla, a meno che non sia nulla per il vizio di forma. La circolazione mediante trasferimento della cambiale pu essere esclusa apponendo sul titolo la clausola non allordine (cambiale non allordine); in tal caso la cambiale trasferibile solo con gli effetti della cessione ordinaria: lacquirente esposto a tutte le eccezioni opponibili ai precedenti portatori. Nella cambiale la girata ha funzione di garanzia, distaccandosi cos dalla disciplina generale. Legittimato a chiedere il pagamento della cambiale chi giustifica il suo diritto con una serie continua di girate, anche se lultima in bianco. Chi paga alla scadenza tenuto a controllare solo la regolarit formale della cambiale e la continuit delle girate; non invece lautenticit della firma dei giranti. Nella cambiale <<a giorno fisso>> e <<a certo tempo data o vista>> la presentazione devessere effettuata nel giorno della scadenza o in uno dei due giorni feriali successivi, la cambiale <<a vista>> devesser presentata entro un anno dalla data di emissione. Lomessa presentazione comporta la perdita dellazione cambiaria nei confronti degli obbligati di regresso. Il portatore non tenuto a ricevere il pagamento prima della scadenza, n pu rifiutare un pagamento parziale, e in tal modo sono tutelati gli obbligati di regresso che restano responsabili solo per il residuo. Come per laccettazione, possibile il pagamento per intervento: colui che paga pu essere un terzo o un altro obbligato cambiariamente, escluso laccettante; il pagamento per intervento non pu essere parziale e deve esser effettuato al pi tardi nel giorno successivo allultimo giorno consentito per elevare il protesto, e ha la funzione di liberare gli obbligati di grado successivo a quello per il quale stato effettuato, mentre chi ha pagato acquista i diritti cambiari verso costui e gli obbligati di grado anteriore. Il portatore che rifiuta il pagamento per intervento perde il regresso contro coloro che sarebbero stati liberati. In caso di rifiuto di pagamento, il portatore pu dar vita alle azioni cambiarie contro qualunque obbligato cambiario. A seconda che agisca contro obbligati diretti o di regresso proporr la relativa azione. Lazione diretta non soggetta a particolari formalit ne a decadenza e si prescrive in tre anni. Lazione di regresso pu essere esercitata alla scadenza; possibile esercitarla prima della scadenza se: 1laccettazione stata rifiutata in tutto o in parte; 2in caso di fallimento del trattario (o del traente in una cambiale non accettabile) o dellemittente, di cessazione di pagamento da parte degli stessi o di esecuzione infruttuosa sui loro beni. per legge subordinata alla levata del protesto, elevabile nei due giorni feriali successivi alla scadenza; in mancanza, il portatore decade delle azioni di regresso. Se il portatore dispensato dal protesto (senza protesto) deve comunque dare avviso del mancato pagamento al traente, ai giranti e ai loro avallanti entro quattro giorni; in mancanza non decade dal regresso ma dovr risarcire gli eventuali danni arrecati. Lobbligato cambiario che ha pagato pu effettuare lazione di ulteriore regresso contro ciascuno degli obbligati anteriore chiedendo a ciascuno il rimborso totale. Nei confronti degli obbligati di pari grado non si ha azione cambiaria, si pu solo agire in forza della disciplina di diritto comune delle azioni solidali (le parti di ciascun debitore si presumono uguali). Lazione di regresso si prescrive entro un anno dal protesto, quella di ulteriore regresso entro sei mesi dal giorno del pagamento. Il protesto latto autentico necessario per la conservazione delle azioni di regresso, con esso si constata la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale da parte del designato a pagare in via principale. Sono abilitati alla levata i notai, gli ufficiali giudiziari e, in mancanza, i segretari comunali; i quali possono avvalersi di <<presentatori>> per incassare limporto o constatare il mancato pagamento. Il 59

protesto pu esser annotato sulla cambiale o esser fatto con atto separato, ma in tal caso deve contenere la trascrizione del titolo e se ne deve far menzione sulla cambiale; ha valore di atto pubblico. Nel processo cambiario, la cambiale originariamente in regola col bollo vale come titolo esecutivo. Oltre alla distinzione tra le eccezioni reali e le eccezioni personali, tipiche della cambiale lulteriore distinzione tra le eccezioni oggettive, che possono essere opposte da tutti gli obbligati cambiari; e le eccezioni soggettive, che possono essere opposte solo da un determinato obbligato. Oltre alle azioni cambiarie sono previste due azioni extracambiarie: lazione causale, utilizzabile nei confronti del debitore se lemissione della cambiale trovava fondamento in un preesiste rapporto di debito fra chi da e chi riceve il titolo (che non si estinto a meno che non si dimostro che la cambiale ha prodotto novazione del rapporto), per la quale necessaria la levata del protesto e lofferta al debitore della restituzione della cambiale; e lazione di arricchimento, contro accettante, traente o girante per la somma di cui si siano arricchiti ingiustamente possibile qualora il portatore abbia perdute tutte le azioni cambiare e non abbia azione causale, la quale si prescrive entro un anno della perdita dellazione cambiaria. Le cambiali finanziarie sono titoli di credito allordine emessi in serie, con struttura del pagher cambiario, che contengono una promossa incondizionata di pagamento da parte dellemittente. La loro funzione quella di fornire alle imprese uno strumento per raccogliere direttamente fra il pubblico capitale di credito a breve termine. Devono avere un taglio minimo non inferiore a 50.000 euro e la loro scadenza non pu essere inferiore a tre mesi e superiore a dodici dalla data di emissione. Possono essere girata esclusivamente con la clausola senza garanzia. XLII - Lassegno bancario un titolo di credito che contiene lordine incondizionato diretto ad una banca di pagare a vista una somma determinata allordine di una determinata persona o al portatore. Ha la stessa struttura della cambiale tratta, con la sola differenza che trattario pu essere solo una banca, e che il rapporto di provvista tra traente e banca pu essere costituito esclusivamente da fondi disponibili esistenti presso la banca. La mancanza di fondi disponibili o dellesistenza di una convenzione che attribuisce al traente il diritto di disporre di questi mediante assegni bancari (requisiti di regolarit) non comporta linvalidit del titolo, ma espone solamente a sanzioni amministrative pecuniarie. Espongono invece ad invalidit del titolo la mancanza dei requisiti di validit: 1denominazione di assegno bancario; 2lordine incondizionato di pagare una somma determinata; 3lindicazione della banca trattaria; 4lindicazione del luogo del pagamento, che in mancanza quello scritto accanto al trattario; 5la data e il luogo di emissione; la sottoscrizione del traente. Lassegno bancario non pu essere accettato; ogni menzione di accettazione si ha per non scritta. Il visto, scritto sullassegno e firmato dalla banca trattaria, non comporta un obbligo di pagamento, ma ha leffetto di accertare lesistenza di fondi ed impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione. Pi diffuso il benefondi, che consiste nella conferma, per lo pi telefonica, dellesistenza attuale dei fondi da parte della banca trattaria, su richiesta della banca cui il titolo girato per lincasso; se informativo non comporta alcuna obbligazione extracartolare di pagamento della banca trattaria, a differenza del benefondi con blocco. Lassegno bancario normalmente un titolo allordine, ma pu essere emesso anche al portatore. Anche il girante risponde del pagamento come obbligato di regresso, sola differenza con la cambiale che la girata al trattario vale come quietanza ed estingue il titolo. Anche lassegno pu essere garantito mediante avallo. Lassegno bancario sempre pagabile a vista, e ogni contraria disposizione si ha per non scritta. Devessere presentato per il pagamento entro otto giorni dallemissione se pagabile nello stesso comune in cui stato emesso, quindici giorni se pagabili in un altro comune. Lomessa presentazione nei termini comporta la perdita dellazione di regresso contro i giranti e i loro avallanti, non per verso il traente: la banca perci 60

libera di pagare anche dopo la scadenza, salvo che abbia ricevuto lordine dal traente di non pagare. Nellassegno allordine, la banca tenuta ad accertare la regolarit formale delle firme, e inoltre che la firma del traente corrisponda a quella dallo stesso depositata al momento dellapertura del conto corrente (c.d. specimen). In caso di mancato pagamento della banca, il portatore pu agire in regresso contro il traente, i giranti ed i loro avallanti. Per agire contro i giranti e i loro avallanti sono necessari la presentazione del titolo nei termini previsti e il protesto. Non sono invece necessari per lazione verso il traente; la presentazione tardiva comporta come unica conseguenza che, se dopo la scadenza la disponibilit venuta meno per fatto del trattario,, il portatore perde i diritti verso il traente per la somma che venuta a mancare. Lazione azione di regresso e quella di ulteriore regresso si prescrivono in sei mesi. Lassegno sbarrato un assegno cui vengono poste due rette parallele sulla faccia anteriore: pu essere generale, e in quel caso pu essere pagato solo ad un banchiere o a un cliente del trattario; o speciale, e va pagato solo al banchiere designato fra le sbarre. La banca che non osserva tali disposizioni tenuta al risarcimento dei danni, nei limiti dellimporto dellassegno, nei confronti della persona che ha subito lo smarrimento o la sottrazione del titolo. Lassegno non trasferibile pu essere pagato solo allimprenditore prenditore, la girata apposta nonostante il divieto si ha per non scritta; lunico mezzo per non incassarlo personalmente girarlo per lincasso ad una banca, che a sua volta non pu ulteriormente girarlo. La banca che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dalloriginario prenditore risponde del pagamento. Discostandosi dalla disciplina generale, la procedura di ammortamento prevista anche per gli assegni al portatore. XLIII - Lassegno circolare un titolo di credito allordine che contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma di danaro. La sua emissione viene dietro versamento da parte del richiedente dellimporto corrispondente. Non pu masi essere emesso al portatore. Si differenzia dallassegno bancario in quanto ha la struttura del vaglia cambiario. Lemissione di assegni circolari consentita solo alle banche specificamente autorizzate dalla Banca dItalia. Non requisito di validit lindicazione del luogo di pagamento, in quanto pagabile presso tutti i recapiti della banca emittente. Va presentato entro trenta giorni dallemissione, pena la decadenza dalle azioni di regresso. Nell assegno circolare, la girata allemittente estingue il titolo. XLIV La sistemazione del dissesto dellimprenditore agricolo e dellimprenditore commerciale non piccolo affidata agli strumenti di diritto comune. Per il dissesto dellimprenditore commerciale non piccolo sono state invece previste speciali procedure, diversamente articolate, denominate procedure concorsuali. Le singole procedure concorsuali sono tutte generali, perch coinvolgono tutto il patrimonio dellimprenditore, e tutte collettive, in quanto coinvolgono tutti i creditori dellimprenditore alla data in cui il dissesto accertato, e mirano ad assicurarne la parit trattamento. Con la riforma del diritto fallimentare del 2006 stata soppressa lamministrazione controllata. Il fallimento il prototipo delle procedure concorsuali, a cui sono soggetti gli imprenditori commerciali insolventi a meno che non ricorrano i presupposti per le altre procedure. una procedure giudiziaria che mire a liquidare il patrimonio dellimprenditore, opportunamente reintegrato, e a ripartirne il ricavato fra i creditori. Con la riforma stato inserito il nuovo concordato preventivo, che non presuppone pi necessariamente linsolvenza dellimprenditore, bens solo una situazione di crisi dellimpresa; n pi richiesto il possesso dei requisiti di meritevolezza da parte dellimprenditore che lo propone per evitare il fallimento. Laccordo pu inoltre perseguire la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori attraverso qualsiasi forma. In base allattuale disciplina, il concordato preventivo pu quindi perseguire, a seconda delle circostanze, vuoi la liquidazione di tutto il patrimonio, vuoi il ritorno in bonis del debitore e la prosecuzione dellattivit dimpresa da parte dello stesso, cos sostituendo la funzione della soppressa amministrazione controllata. Si 61

prevede altres che gli atti compiuti in esecuzione del contratto preventivo non sono soggetti a revocatoria. La liquidazione coatta amministrativa invece una procedura che trova applicazione nei confronti dei determinate categorie di imprese che svolgono attivit di particolare rilievo economico e sociale e perci sono sottoposte a vigilanza governativa. Si differenzia dal fallimento in quanto una procedura amministrativa (e non giudiziaria), inoltre pu essere disposta dallautorit di vigilanza anche per cause diverse dallinsolvenza. Dal 1979 stata inserita una nuova procedura concorsuale: lamministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi, che ha la funzione di conciliare il soddisfacimento dei creditori dellimprenditore insolventi con la conservazione dei posti di lavoro. Riformata nel 1999, oggi una procedura mista (giudiziaria e amministrativa), articolata in due fasi: la prima si apre con la dichiarazione di insolvenza da parte dellautorit giudiziaria, che solo in un secondo momento ammette limprenditore alla procedura, dopo aver accertato che ricorrono concrete prospettive di riequilibrio economico; la seconda si svolge sotto lautorit amministrativa, a cui devoluta la gestione della procedura, che si caratterizza per lautomatica continuazione dellesercizio dellimpresa insolvente. Per le imprese di rilevanti dimensioni poi prevista unulteriore disciplina dellamministrazione straordinaria. XLV - Il fallimento il prototipo delle procedura concorsuali. Presupposti per la dichiarazione di fallimento sono: 1la qualit di imprenditore commerciale; 2lo stato di insolvenza dello stesso; 3il superamento di almeno uno dei limiti dimensionali fissati dalla legge fallimentare; 4la presenza di inadempimenti complessivamente superiori allimporto fissato dalla legge. Limprenditore versa in stato di insolvenza quando non pi in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. Lo stato dinsolvenza si differenza dallinadempimento: si pu essere insolventi senza essere inadempienti (es: debitore paga tutti i suoi debiti con mezzi anormali di pagamento), o viceversa (es: debitore ha i mezzi patrimoniali necessari, ma non paga perch non ritiene di doverlo fare). Non insolvente limprenditore che non paga per cause che comportano una temporanea difficolt di adempimento. Riguardo allentit degli inadempimenti, non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se lammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dellistruttoria fallimentare inferiore a trentamila euro. Il fallimento non pu essere dichiarato se trascorso pi di un anno dalla cancellazione dellimprenditore dal registro delle imprese, fatta salva la possibilit per i creditori o per il p.m. di dimostrare che lattivit dimpressa effettivamente cessata in un momento diverso. La dichiarazione di fallimento pu esser fatta: 1su ricorso di uno o pi creditori, e non necessario che il credito vantato riguardi lattivit dimpresa del debitore; 2su richiesta del debitore, facolt che diventa per obbligo, penalmente sanzionato, quando linerzia provochi laggravamento del dissesto; 3su ricorso del pubblico ministero, che ha il dovere di chiedere il fallimento sia quando linsolvenza risulti da fatti che configurino reati fallimentari, sia quando risulti da dichiarazione proveniente da un giudice che labbia rilevata nel corso di un procedimento civile. Competente per la dichiarazione il tribunale del luogo dove limprenditore ha la sede principale dellimpresa; non rilevante il trasferimento della sede intervenuto nellanno precedente la domanda (si evita cos la scelta di un tribunale gradito). Nel caso il tribunale adito venga dichiarato incompetente, la procedura trasferita dufficio ad un tribunale competente ma tutti gli atti precedentemente compiuti restano validi, salva la necessit di rinominare curatore e giudice delegato. Il procedimento per dichiarare il fallimento, istruttoria prefallimentare, si svolge in camera di consiglio dove vengono sentiti debitore e creditore, nonch il p.m. se ha assunto lui liniziativa. Il tribunale pu rigettare la domanda con decreto motivato; contro tale provvedimento debitore, creditore e p.m. posso proporre reclamo alla corte dappello, che se accoglie il ricorso non pu pronunziare direttamente la dichiarazione di fallimento ma deve rimettere dufficio gli atti al tribunale. Il fallimento dichiarato con sentenza, notificata dufficio al debitore, nonch comunicata per estratto al p.m., al curatore e al creditore richiedente il 62

fallimento; altres resa pubblica mediante iscrizione nel registro delle imprese. Contro la dichiarazione di fallimento possono proporre reclamo presso la corte dappello il fallito e qualsiasi interessato entro trenta giorni, che decorrono per il fallito dalla notifica ricevuta, e per gli altri dalliscrizione nel registro delle imprese. Limpugnazione non sospende gli effetti della dichiarazione di fallimento. Contro la sentenza che decide il reclamo si pu ricorrere entro trenta giorni in Cassazione. Con la sentenza che accoglie il reclamo il fallimento revocato, ma restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi fallimentari. Gli organi del fallimento sono quattro. Il tribunale fallimentare investito dellintera procedura fallimentare; nomina il giudice delegato e il curatore, ne sorveglia loperato e pu sostituirli; decide le controversie che non sono di competenza del giudice delegato, nonch i reclami contro i provvedimenti del giudice delegato stesso. Ha inoltre la vis actractiva: competente a decidere su tutte le competenze che derivano dal fallimento. Ogni suo provvedimento adottato con decreto, e contro gli stessi si pu proporre reclamo alla corte dappello. Il giudice delegato vigila sulle operazioni del fallimento e controlla la regolarit della procedura, in particolare: 1nomina e revoca i componenti del comitato dei creditori e nel caso di inerzia o impossibilit di funzionamento di tale organo li sostituisce; 2forma lo stato passivo e lo rende esecutivo con proprio decreto; 3autorizza il curatore a stare in giudizio; 4decide sui reclami contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori. Anche il giudice delegato emette i provvedimenti con decreto motivato, impugnabili con reclamo al tribunale. Il curatore lorgano preposto allamministrazione del patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura nellambito delle funzioni ad esso attribuite. Per gli atti che eccedono lordinaria amministrazione necessita dellautorizzazione del comitato dei creditori. Entro sessanta giorni dalla dichiarazione di fallimento deve presentare al giudice delegato una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto e sugli atti che intende impugnare. Conclusa ladunanza per lesame dello stato passivo, i creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi possono chiederne la sostituzione, indicando al tribunale motivi e un nuovo nominativo; il tribunale decide se accettare o no tale richiesta (art. 37 bis). Il curatore pu essere revocato in ogni tempo dal tribunale anche dufficio. Il comitato dei creditori vigila sulloperato del curatore; ne autorizza gli atti, tra cui quelli di straordinaria amministrazione o il subentro nei rapporti contrattuali pendenti; ed esprime pareri. composto da tre o cinque membri scelti fra i creditori in modo da rappresentare in maniera equilibrata quantit e qualit dei crediti. nominato dal giudice delegato entro trenta giorni dalla dichiarazione di fallimento. Al termine delladunanza per lesame dello stato passivo i creditori che rappresentano la maggioranza possono effettuare nuove designazioni, su cui decide il tribunale (art. 37 bis). Il comitato dei creditori pu presentare istanza al tribunale per la revoca del curatore, nonch esercitare lazione di responsabilit contro il curatore revocato. Contro gli atti del curatore o del comitato dei creditori, il fallito o chiunque interessato pu proporre reclamo solo in caso di <<violazioni di legge>> al giudice delegato entro otto giorni; entro altri otto si pu ricorrere al tribunale contro il decreto del giudice delegato. Gli effetti per il fallito possono essere patrimoniali, personali e penali. Riguardo i patrimoniali, con la dichiarazione il fallito subisce lo spossessamento: perde lamministrazione e la disponibilit (ma non la propriet) dei suoi beni, che passano al curatore, eccezion fatta per i beni e i diritti di natura strettamente personale; gli assegni a carattere alimentare, stipendi, pensioni, e ci che guadagna nei limiti del mantenimento suo e della sua famiglia; le cose che non possono essere pignorate per disposizione legislativa (es: vestiti). Lo spossessamento si estende ai beni che pervengono al fallito durante il fallimento; dai quali vanno dedotte le passivit incontrate per lacquisto e la conservazione degli stessi, da soddisfare in prededuzione. Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, pu decidere di non acquistare i beni sopravvenuti qualora il loro valore sia inferiore a quello delle passivit da sostenere per acquisto e conservazione. Del pari, previa autorizzazione del comitato dei creditori pu decidere di non acquisire o rinunciare a liquidare un bene del fallito, qualora tale attivit risulti manifestamente antieconomica 63

(derelizione). Gli atti posti in essere dal fallito sono inefficaci rispetto alla massa dei creditori se hanno per oggetto beni ricompresi nello spossessamento, e potranno essere fatti valere solo dopo la chiusura del fallimento. Riguardo gli effetti personali, sono limitati il segreto epistolare, ossia il fallito persona fisica ha lobbligo di consegnare al curatore la posta riguardante i rapporti del fallimento, mentre la posta del fallito persona fisica questa viene consegnata direttamente al curatore; e la liberta di movimento, dato che il fallito deve comunicare al curatore ogni cambiamento di residenza o domicilio e presentarsi ogni quale volta chiamato per fornire informazioni o chiarimenti. Infine sono prodotti effetti penali, e tra i reati principali vanno menzionate: la bancarotta fraudolenta (fatti caratterizzati dal dolo dellimprenditore), la bancarotta semplice (fatti commessi solo con colpa) e il ricorso abusivo al credito. La condanna per tali reati comporta, come pena accessoria, il divieto di esercitare unimpresa commerciale per dieci, due e tre anni. Il fallimento produce poi effetti per i creditori: innanzitutto dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva pu essere pu essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento; fatta eccezione: 1per i creditori garantiti da pegno o assistiti da privilegio speciale su mobili con diritto di ritenzione, i quali possono essere autorizzati dal giudice delegato alla vendita del bene, una volta ammessi al passivo; 2per le banche su immobili ipotecati a garanzia di operazioni di credito fondiario, alle opere pubbliche o agrarie. Il fallimento apre il concorso dei creditori sul patrimonio del fallito, ma per partecipare alla ripartizione dellattivo ogni creditore deve far accertare il suo credito, diventando cos creditore concorrente. Tra i concorrenti, i creditori si dividono in chirografari, soddisfatti tutti nella stessa misura percentuale, e privilegiati (cio garantiti da pegno, ipoteca o privilegio), che hanno diritto di prelazione sul ricavato dei beni oggetto della garanzia e, se in tal modo non sono soddisfatti integralmente, concorrono alla pari con i chirografari per il residuo. Vanno poi distinti i creditori della massa, da soddisfare in prededuzione (prima dei concorrenti, per lintero), i quali sono cos qualificati da una specifica disposizione di legge, o da obbligazioni sorte in occasione delle procedure fallimentari. Lapertura del concorso fissa lintera situazione patrimoniale del fallito al momento della dichiarazione di fallimento: tutti i debiti pecuniari del fallito si considerano scaduti e il corso degli interessi sospeso fino alla chiusura del fallimento, ad eccezione per dei crediti privilegiati e di quelli prededucibili. Infine, i creditori hanno diritto di compensare con i loro debiti verso il fallito i crediti che vantano verso lo stesso, anche se non scaduti prima della dichiarazione di fallimento; la compensazione non ha per luogo se tale credito stato acquistato per atto fra vivi dopo la dichiarazione di fallimento o nellanno anteriore. In caso di fallimento, con lazione revocatoria ordinaria, comunque esercitabile dal curatore nellinteresse di tutti, concorre la specifica disciplina della revocatoria fallimentare**, il cui principio che tutti gli atti posti in essere dallimprenditore in stato di insolvenza si presumono pregiudizievoli per i creditori perch idonei quanto meno ad alterare la par condicio creditorum. Il curatore quindi dispensato dallonere di provare leventus damni e il consilium fraudis. Presupposti sono: 1lo stato di insolvenza dellimprenditore; 2 la conoscenza dellinsolvenza da parte del terzo. Qualora un atto venga revocato resta valido, ma inefficace nei confronti della massa dei creditori: il terzo che ha subito la revocatoria dovr restituire al fallimento quanto in precedenza ricevuto dal fallito o lequivalente in danaro se la restituzione in natura impossibile, nel contempo sar ammesso al passivo per il suo credito. previsto dalla disciplina che le revocatorie esercitate dal curatore debbano essere promosso a pena di decadenza entro tre anni dalla dichiarazione di fallimento e comunque non oltre cinque anni dal compimento dellatto. Vi una categoria di atti che sono senzaltro privi di effetti nei confronti dei creditori per il solo fatto della sopravvenuta dichiarazione di fallimento e per i quali il curatore non ha bisogno di agire in giudizio (revocatoria di diritto): 1 gli atti a titolo gratuito compiuti nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento; 2i pagamenti di debiti che scadono nel giorno della dichiarazione o successivamente, anchessi se compiuti nei due anni anteriori. Tutti gli altri atti sono revocabili in seguito ad azione giudiziaria promossa dal curatore 64

fallimentare (revocatoria giudiziale)e si distinguono in due categorie: atti anormali per i quali la conoscenza dello stato di insolvenza si presume e spetter al terzo provare la sua ignoranza, che sono: 1gli atti a titolo oneroso, compiuti nellanno anteriore, caratterizzati da una notevole sproporzione fra la prestazione a carico del fallito e quella a carico della controparte; 2i pagamenti dei debiti pecuniari, scaduti ed esigibili, effettuati con mezzi anormali di pagamento, sempre se compiuti nellanno anteriore; 3i pegni, le anticresi e le ipoteche volontarie costituite, sempre nellanno anteriore, per debiti preesistenti non scaduti; 4le garanzie indicate al punto precedente pi le ipoteche giudiziarie per debiti preesistenti ma scaduti, posti in essere nei sei mesi anteriori alla dichiarazione; e gli atti normali per i quali il curatore a dover provare che il terzo conosceva lo stato di insolvenza, che sono, purch compiuti nei sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento: 1i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili effettuati con mezzi normali; 2gli atti costitutivi di diritti di prelazione per debito sorti contestualmente; 3ogni altri titolo oneroso. Sono infine atti non revocabili i pagamenti di beni e servizi effettuati nellesercizio dellattivit dimpresa nei termini duso; i pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro a dipendenti e a collaboratori anche non subordinati del fallito; le vendite a giusto prezzo dimmobili ad uso abitativo, destinati a costituire labitazione principale dellacquirente o di suoi parenti e affini. Non sono infine revocabili i pagamenti e le garanzie poste in essere in esecuzione di un piano di risanamento finanziario dellimpresa, del concordato preventivo o dellaccordo di ristrutturazione dei debiti. Quando i relativi atti di disposizione sono posti in essere fra coniugi, il limite temporale eliminato e sono sempre revocabili tutti gli atti di disposizione fra coniugi a partire dal momento in cui il fallito aveva iniziato lesercizio di unimpresa commerciale; inoltre la conoscenza dello stato di insolvenza del coniuge si presume anche per gli atti normali. Gli effetti del fallimento sui contratti in corso di esecuzione variano a seconda del tipo di contratto. Si sciolgono di diritto: 1i contratti di borsa a termine su merci o titoli; 2lassociazione in partecipazione, in caso di fallimento dellassociante; 3i contratti di conto corrente ordinario e bancario, commissione, e mandato in caso di fallimento del mandatario; rimangono in vita (e quindi il curatore subentra nel contratto): 1il contratto di locazione de immobili; 2laffitto di azienda; 3lassicurazione danni, in caso di fallimento dellassicurato; 4il contratto di edizione; 5il contratto di factoring, in caso di fallimento del cedente; restano sospesi: 1la vendita a termine o a rate o con riserva di propriet, nel caso fallisca il compratore; 2i contratti ad esecuzione continuata o periodica; 3il preliminare di vendita di immobili (compromesso); 4il leasing finanziario, in caso di fallimento delutilizzatore; 5il mandato in caso di fallimento del mandante; e sar il creditore, con lautorizzazione del comitato dei creditori, a decidere se sciogliere il contratto o continuarlo, e in questo secondo caso le relative obbligazioni vanno adempiuti in prededuzione; il contraente in bonis potr far stabilire dal giudice un termine, non superiore a sessanta giorni, decorso il quale il contratto si scioglie se il curatore non ne ha disposto la continuazione. Con la sentenza dichiarativa del fallimento, il tribunale pu disporre lesercizio provvisorio dellimpresa, anche limitatamente ad alcuni rami di essa, se dallinterruzione pu derivare un danno grave, purch non arrechi pregiudizio ai creditori. Successivamente il comitato dei creditori, una volta formatosi, deve pronunziarsi sullopportunit di continuare o di riprendere, in tutto o in parte, lesercizio dellimpresa, fissandone anche la durata; e in caso di parere favore sar il giudice delegato, su proposta del curatore, a disporre la continuazione o la ripresa dellattivit. Durante lesercizio provvisorio, tutti i contratti pendenti proseguono a meno che il curatore non intenda sospenderne lesecuzione o scioglierli; inoltre le obbligazioni assunte dal curatore costituiscono debiti della massa da soddisfare in prededuzione. La conservazione del complesso aziendale pu essere realizzata anche attraverso il non facile affitto dellazienda: in tal caso lattivit dimpresa imputabile allaffittuario, che la gestisce personalmente ed assume in proprio le relative obbligazioni, mentre dovr corrispondere al fallimento il canone pattuito. Laffitto dellazienda autorizzato dal giudice delegato, su proposta del curatore previa parere favorevole 65

del comitato dei creditori, quando appaia utile al fine della proficua vendita dellazienda o di parte di essa; il contratto deve prevedere il diritto del curatore di recedere, corrispondendo allaffittuario un giusto indennizzo. Alla fine dellaffitto il complesso aziendale viene retrocesso al fallimento (che non assume nessuna responsabilit per i debiti sorti durante laffitto). La procedura di accertamento del passivo si apre con la domanda di ammissione dei creditori, a tal fine sollecitati dal curatore con apposito avviso (anche i titolari di crediti prededucibili hanno lonere di presentare la domanda di insinuazione al passivo, salvo che la loro pretesa non sia contestata); tale domanda si presenta con ricorso da depositare presso la cancelleria del tribunale almeno trenta giorni prima della data dell udienza per lesame dello stato passivo fissata dalla sentenza di fallimento. Analoga domanda va presentata per la restituzione o rivendicazione di beni di propriet di terzi che sono stati appresi alla massa fallimentare. Sulla base delle domande di ammissione, il curatore predispone un progetto di stato passivo, nel quale deve indicare i crediti ammessi, i crediti non ammessi e i crediti ammessi con riserva. Il progetto di stato passivo va depositato in cancelleria almeno quindi giorni prima delludienza di esame; creditori e fallito possono presentare osservazioni scritti o documenti integrativi. Si apre poi la fase dellesame dello stato passivo, che coinvolge il curatore e tutti i creditori che desiderano parteciparvi: il giudice delegato, cui spetta ogni decisione, esamina le posizioni dei singoli creditori e forma lo stato passivo definitivo, lo dichiara esecutivo con proprio decreto e lo deposita in cancelleria. Il decreto di esecutivit non preclude la possibilit di presentare nuove domande di ammissione (domande tardive): si considerano tardive le domande presentate oltre il termine di trenta giorni prima delludienza di verificazione, queste per possono essere presentate solamente entro dodici mesi dal deposito del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, dopodich il creditore tardivo ammesso solo se prova che il ritardo dipeso da causa a lui non imputabile, e sempre che lattivo non sia stato integralmente ripartito. Rispetto ai crediti ammessi tardivamente, se il ritardo della domanda imputabile al creditore, questi ha diritto di partecipare solo alle ripartizioni dellattivo successive allammissione, salvi i diritti di prelazione; in caso contrario il creditore ammesso a prelevare sullattivo ancora non ripartito anche la parte che gli sarebbe spettata nelle ripartizioni precedenti. Contro il decreto che rende esecutivo lo stato passivo pu essere proposta opposizione, impugnazione o revocazione: con lopposizione il creditore contesta che la propria domanda sia stata accolta in parte o respinta ( posta nei confronti del curatore); con limpugnazione il creditore o il curatore contestano che la domanda di un creditore o di altro concorrente sia accolta ( posta nei confronti del creditore concorrente); con la revocazione il curatore o il creditore, decorsi i termini per lopposizione o limpugnazione, possono chiedere che laccoglimento o il rigetto di una domanda vengano revocati se si scopre che essi sono stati determinati da falsit, dolo, errore essenziale di fatto o dalla mancata conoscenza di documenti decisivi che non sono stati prodotti tempestivamente per causa non imputabile ( posta nei confronti del creditore concorrente nel caso di domanda accolta, del curato nel caso di respinta). Opposizioni, impugnazioni e revocazioni devono essere proposte con ricorso al tribunale fallimentare entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito dello stato passivo, ovvero dalla scoperta del fatto su cui si fonda la domanda di revocazione; il tribunale decide in camera di consiglio, e contro il decreto le parti possono ricorrere direttamente in Cassazione (non pi in appello) entro trenta giorni. La liquidazione dellattivo rivolta a convertire i beni del fallito per soddisfare i creditori; il curatore entro sessanta giorni dalla redazione dellinventario predispone un programma di liquidazione, ove si pianifica la realizzazione dellattivo, e lo sottopone allapprovazione dei creditori. Il programma di liquidazione approvato comunicato al giudice delegato che autorizza lesecuzione degli atti ad esso conformi. Conseguita lapprovazione il curatore pu pertanto procedere senzaltro alla liquidazione dei beni; prima invece pu compiere atti di liquidazione solo quando dal ritardo pu derivare un pregiudizio allinteresse del creditori, e previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il comitato dei creditori. Per evitare la 66

disgregazione del complesso aziendale, una specifica disciplina prevista per la vendita dellazienda: la vendita dei singoli beni infatti disposta solo quando risulta prevedibile che la vendita dellintera azienda, dei suoi rami, ovvero di beni o rapporti giuridici individuabili in blocco, non consenta un maggiore soddisfacimento dei creditori. Per favorire la vendita dellazienda si prevede inoltre che: in deroga allart. 2560, lacquirente non risponde delle obbligazioni pregresse; in deroga allart 2112, solo una parte dei lavoratori si trasferisca alle dipendenze dellacquirente; i crediti ceduti insieme allazienda conservano tutti i privilegi e le garanzie, con il relativo grado. Le somme che si rendono via via disponibili sono ripartite fra i creditori: innanzitutto si deve provvedere al pagamento dei creditori prededucibili (sono escluse le somme ricavate dalla liquidazione di beni oggetti di pegno o ipoteca per la parte destinata ai crediti garantiti), poi dei creditori privilegiati e infine dei creditori chirografari. Quando le somme non sono sufficienti, il pagamento avviene proporzionalmente (sempre rispettando lordine della soddisfazione dei creditori). Le somme che spettano ai creditori sono assegnate loro con periodiche ripartizioni parziali (che non possono superare lottanta per cento delle somme disponibili), cui segue una ripartizione finale. La cessazione del fallimento avviene per: 1mancata presentazione di domande di ammissione allo stato passivo; 2pagamento integrale dei creditori ammessi al passivo e di tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione; 3ripartizione integrale dellattivo; 4impossibilit di continuare utilmente la procedura per insufficienza dellattivo. La chiusura del fallimento dichiarata con decreto motivato del tribunale, su istanza del curatore, del fallito o di ufficio; il decreto impugnabile sia dinanzi alla corte dappello che alla Cassazione. Con la chiusura del fallimento decadono gli organi fallimentari, ma, di regola, il debitore rimane obbligato verso i creditori concorsuali non interamente soddisfatti, i quali possono proporre azioni esecutive individuali verso lex fallito. In caso di fallimento chiuso per ripartizione integrale o insufficiente possibile la riapertura del fallimento quando non sono trascorsi cinque anni dal decreto di chiusura e nel patrimonio del fallito si rinvengono nuove attivit; pu essere richiesta dal debitore o da qualsiasi creditore e al fallimento non concorrono solo i vecchi creditori, ma anche quelli nuovi. In due casi il fallito liberato: quando il fallimento si chiude per concordato, o quando il debitore ottiene lesdebitazione. Lesdebitazione un beneficio concesso al fallito persona fisica (non dunque alle societ) con cui sono dichiarati inesigibili nei confronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente. Presupposti per il debitore per lesdebitazione sono: 1il soddisfacimento almeno parziale dei creditori concorsuali; 2laver cooperato con gli organi della procedura; 3non aver beneficiato nei dieci anni precedenti di altra esdebitazione; 4non aver distratto lattivo, o esposto debiti inesistenti, o comunque aver reso difficoltosa la ricostruzione del patrimonio; 5non esser stato condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro leconomia pubblica, lindustria ed il commercio, ed altri delitti compiuti in connessione con lesercizio dellattivit dimpresa. Se non disposta col decreto di chiusura, il debitore pu presentare domanda con ricorso al tribunale entro lanno successivo; contro il decreto che la nega possibile presentare reclamo alla corte dappello. Lesdebitazione opera di regola su tutti i debiti anteriori allapertura del fallimento, anche per quelli per cui non era stata presentata domanda; rispetto ai creditori che non hanno partecipato al fallimento, per, leffetto liberatorio si produce solo per leccedenza rispetto alla percentuale attribuita al fallimento ai creditori concorrenti. Infine non opera su determinati categoria di debiti come gli obblighi mantenimento, alimentari, derivanti da responsabilit extracontrattuale. Il concordato fallimentare un istituto che consente allimprenditore fallito di chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o altra forma di ristrutturazione dei debiti. La proposta di concordato pu essere presentata: 1da uno o pi creditori o da un terzo, in qualsiasi momento; 2dal fallito, ma non prima che sia trascorso un anno dalla dichiarazione di fallimento e non dopo due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. Il contenuto della proposta pu essere 67

variamente articolato, ed possibile proporre la suddivisione dei creditori in classi, purch non si alteri lordine delle cause legittime di prelazione. Rispetto al passato, non pi obbligatorio che i creditori privilegiati siano soddisfatti per lintero, ma prevista la possibilit di una loro soddisfazione parziale, purch in misura non inferiore a quanto gli stessi potrebbero conseguire, in ragione della loro collocazione preferenziale, sul ricavato di liquidazione. La proposta di concordato soggetta al preventivo esame del giudice delegato, tenuto a richiedere il parere vincolante del comitato dei creditori e quello non vincolante del curatore; espletati tali adempimento, il giudice delegato ordina la comunicazione della proposta ai creditori e fissa il termine (non inferiore a venti giorni e non superiore a trenta) entro il quale gli stessi devono far pervenire nella cancelleria del tribunale la loro dichiarazione di dissenso (non si ha quindi unadunanza); i creditori che tacciono si ritengono consenzienti. Hanno diritto di voto i creditori chirografari ammessi al passivo, anche se con riserva; se la votazione ha avuto luogo prima che sia stato reso esecutivo lo stato passivo, hanno diritto al voto i chirografari che risultano dallelenco provvisorio approvato dal giudice delegato. Non possono invece votare i creditori privilegiati, se ad essi si offre lintero pagamento, a meno che non rinuncino al privilegio. I creditori privilegiati per cui prevista la soddisfazione parziale, invece, sono equiparati ai creditori chirografari per la parte residua del debito. Per lapprovazione richiesta il consenso dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Se il concordato approvato, su istanza del proponente si apre il giudizio di omologazione del quale investito il tribunale fallimentare, che procede ad un controllo solo di legalit, non di merito. Il concordato obbligatorio per tutti i creditori anteriori al fallimento, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo (ai quali dovuta la percentuale concordataria, ma non si estendono a loro favore le garanzie date nel concordato da terzi). Il concordato eseguito dal fallito, sotto la sorveglianza del giudice delegato, del curatore e del comitato dei creditori. Gli effetti del concordato possono cessare per risoluzione o per annullamento. La risoluzione si fonda sullinadempimento del concordato; pronunciata dal tribunale quando non vengono costituite le garanzie promesse o quando il proponente non adempie regolarmente agli obblighi derivanti dal concordato. Lannullamento disposto dal tribunale quando si scopre che il passivo era stato dolosamente esagerato o che una parte rilevante dellattivo era stata sottratta o dissimulata. Annullato o risolto il concordato, si riapre automaticamente il fallimento. Al fallimento delle societ in via di principio applicabile la disciplina fin qui esposta, seppure con alcuni adattamenti. opinione pacifica che, per la richiesta di fallimento ad opera del debitore sono legittimati gli amministratori. Inoltre espressamente stabilito che la proposta e le condizioni di concordato fallimentare devono essere approvate nelle societ di persone dai soci che rappresentano la maggioranza del capitale, nelle societ di capitali e nelle coop. dagli amministratori con decisione verbalizzata da notaio e dallo stesso iscritta nel registro delle imprese dopo averne notificato la legittimit. Poi, per i soci a responsabilit limitata, il fallimento della societ comporta come unica conseguenza che il giudice pu ingiungere loro di eseguire i conferimenti ancora dovuti; i soci a responsabilit illimitata, invece, falliscono insieme alla societ (non falliscono lunico socio di s.r.l. e lunico azionista, anche quando ricorre una responsabilit illimitata degli stessi per le obbligazioni sociali). I soci illimitatamente responsabili falliscono anche se hanno cessato di far parte della societ; ma il fallimento pu essere dichiarato solo se non trascorso pi di un anno da quando sono state realizzate le formalit per rendere noti i fatti ai terzi; necessario inoltre che lo stato di insolvenza della societ attenga, in tutto o in parte, a debiti esistenti alla data della cessazione della responsabilit illimitata. Nel caso di contestuale fallimento di societ e soci, le procedure, seppur distinte e autonome sono comunque coordinate: viene nominato un solo giudice delegato e un solo curatore per i diversi fallimenti, ma possono essere nominati distinti comitati dei creditori; vengono formate distinte masse passive, ma la domanda di ammissione allo stato passivo della societ vale anche come domanda di ammissione al passivo del fallimento personale dei soci. il concordato fallimentare della societ ha, salvo 68

patto contrario, efficacia anche per i soci e fa chiudere anche i loro fallimenti; nel caso in cui sia il singolo socio a concludere un concordato fallimentare,questo fa cessare solo il suo fallimento. Qualora un patrimonio destinato non consenta di soddisfare integralmente le relative obbligazioni, non prevista alcuna procedura concorsuale a tutela dei creditori separatisti; la legge prevede infatti solamente che i creditori insoddisfatti possano chiedere la liquidazione del patrimonio destinato. Nellipotesi inversa viene invece dichiarato il fallimento, e la gestione del patrimonio destinato compete al curatore; i creditori del patrimonio destinato non possono perci insinuarsi al passivo del fallimento se non nei limiti in cui la societ ha prestato garanzia. XLVI - Con il concordato preventivo, limprenditore che si trovi in stato di difficolt economica e che supera uno dei limiti dimensionali della legge fallimentare pu evitare che la crisi sfoci in fallimento. Presupposto oggettivo lo stato di crisi economica dellimprenditore. Per lo stato di crisi si intende sia una difficolt temporanea e reversibile che non consente allimprenditore di soddisfare regolarmente i creditori, sia lo stato di insolvenza che giustificherebbe la dichiarazione di fallimento. Il concordato preventivo, al pari di quello fallimentare, libera definitivamente limprenditore per la parte eccedente la percentuale concordataria; offre per allimprenditore insolvente lulteriore vantaggio di evitare le gravi conseguenza patrimoniali, personali e penali del fallimento. Altro presupposto il superamento di almeno uno dei limiti dimensionali della legge fallimentare. Non necessario soddisfare per intero i creditori privilegiati, sufficiente che siano soddisfatti in misura non inferiore a quanto gli stessi potrebbero conseguire, in ragione della loro collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione; a tal fine il valore di mercato sul bene o diritto su cui hanno la prelazione devessere stimato da un esperto, designato dal tribunale, iscritto nel registro dei revisori. In merito al contenuto della proposta, il concordato pu perseguire le ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma. La procedura di concordato preventivo inizia con la domanda di ammissione del debitore, presentata con ricorso al tribunale competente per la dichiarazione di fallimento. Ricevuta la domanda il tribunale svolge un controllo preliminare volto ad accertare se ricorrono i presupposti richiesti dalla legge per lammissione alla procedura; se laccertamento ha esito negativo, il tribunale dichiara inammissibile il concordato, inoltre, su istanza dei creditori o del p.m., verifica lesistenza dei presupposti per dichiarare il fallimento. Se invece ritiene ammissibile la proposta, il tribunale, con decreto non soggetto ad appello, dichiara aperta la procedura di concordato preventivo; e con lo stesso provvedimento designa gli organi della procedura: il giudice delegato, cui devoluta la direzione della procedura, e un commissario giudiziale, che svolge essenzialmente funzioni di vigilanza e di controllo. A differenza che nel fallimento, il debitore conserva lamministrazione dei suoi beni e continua lesercizio dellimpresa, sia pure sotto la vigilanza del commissaria giudiziale. per necessaria lautorizzazione scritta del giudice delegato per gli atti che eccedono lordinaria amministrazione, i quali, se compiuti senza autorizzazione, sono inefficaci nei confronti dei creditori anteriori al concordato ed espongono alla revoca dellammissione al concordato. Riguardo agli effetti per i creditori, questi non possono, a pena di nullit, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali sul patrimonio del debitore fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato diventa definitivo. Non trova invece applicazione la disciplina della revocatoria fallimentare e, inoltre, il concordato preventivo non incide sui rapporti contrattuali in corso. Nel concordato preventivo manca il preventivo accertamento giudiziale dello stato passivo: il commissario giudiziale provvede a convocare i creditori sulla base dellelenco nominativo presentato dal debitore apportando di sua iniziativa, con la scorta delle scorta delle scritture contabili, le necessarie rettifiche; nel contempo redige linventario del patrimonio ed una relazione particolareggiata sulla cause del dissesto, sulla condotta del debitore e sulla proposta di concordato. Diversamente dal concordato fallimentare, lapprovazione del concordato preventivo avviene in apposita adunanza dei creditori, presieduta dal giudice delegato, alla quale possono 69

intervenire anche i creditori non convocati ed ottenere lammissione al voto provando il loro crediti. richiesta la maggioranza dei crediti; se la proposta respinta, il tribunale dichiara dufficio inammissibile la proposta di concordato e inoltre, su istanza dei creditori, del p.m., o accertando i relativi presupposti, dichiara il fallimento con sentendo separata. Se la le maggioranze sono invece raggiunte, si apre il giudizio di omologazione: il tribunale controlla la regolarit della procedura e lesito della votazione. Qualora i giudizi del controllo siano positivi, il tribunale omologa con decreto il concordato; altrimenti lo respinge. Contro il decreto che omologa o respinge il concordato possibile il reclamo alla corte dappello. Al parti del concordato fallimentare, il concordato preventivo omologato obbligatorio per tutti i creditori anteriori allapertura della procedura. Il concordato viene eseguito sotto la sorveglianza del commissario giudiziale, secondo le modalit stabilite nel decreto di omologazione; pu essere risolto o annullato negli stessi casi previsti per il concordato fallimentare, su ricorso di ciascun creditore. Gli atti legalmente compiuti in esecuzione del concordato non sono soggetti a revocatoria. inoltre prevalente in dottrina lopinione che coloro che siano diventati creditori dellimprenditore durante la procedura di concordato, per atti inerenti lesercizio dellimpresa, nel caso di successivo fallimento devono essere considerati creditori della massa. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono un ulteriore strumento alternativo al fallimento per la soluzione delle crisi dimpresa: sono accordi stipulati fra limprenditore ed una maggioranza qualificata di creditori i quali, una volta pubblicati nel registro delle imprese e ottenuta lomologazione del tribunale, consentono di porre gli atti compiuti in esecuzione degli stessi al riparo dallazione revocatoria fallimentare, qualora la crisi non sia superata e sopraggiunga il fallimento. Il loro contenuto liberamente stabilito, purch sia idoneo ad assicurare il regolare pagamento dei creditori che non vi aderiscono. Allaccordo devono aderire i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento dei crediti. Laccordo pubblicato nel registro delle imprese e diventa efficace (seppur precariamente in attesa di omologazione); entro trenta giorni entro i quali i creditori o qualunque interessato possono proporre opposizione. Trascorso questo termine, il tribunale procede allomologazione, reclamabile in appello. Si distinguono dal concordato preventivo perch non vengono stipulati nellambito di una procedura giudiziale (il tribunale interviene dopo la stipulazione) e perch vincolano solo i creditori che vi aderiscono. Si differenziano dai piani di risanamento (che pure esentano da revocatoria) in quanto questi si perfezionano semplicemente attraverso la loro redazione prima degli atti che si vogliono esentare da revocatoria e con lattestazione di un esperto riguardo la loro ragionevolezza, e di conseguenza presentano una grave incertezza e il giudice pu convincersi sulla loro malafede e non riconosca lesenzione dalla revocatoria; gli accordi di ristrutturazione, invece, proprio perch soggetti al controllo giudiziale preventivo, conferiscono certezza riguardo ai loro effetti. XLVII - La liquidazione coatta amministrativa una procedura concorsuale a carattere amministrativo cui sono assoggettate determinate categorie di imprese: imprese bancarie, imprese di assicurazione, societ cooperative, Sim, Sgr, Sicav. Pu essere disposta non solo quando vi lo stato di insolvenza, ma anche per gravi irregolarit di gestione o per violazione di norme di legge o regolamentari. Di regola, le imprese soggette a liquidazione coatta sono sottratte al fallimento; in alcuni casi, come per le societ coop., la legge ammette invece entrambe le procedure e risolve il possibile conflitto fra le stesse secondo il criterio della prevenzione: la dichiarazione di una procedura preclude laltra. La liquidazione coatta amministrativa disposta con decreto dellautorit governativa che ha la vigilanza sullimpresa, che nomina anche gli organi della procedura: il commissario liquidatore, che svolge lattivit di liquidazione secondo le direttive impartite dallautorit di vigilanza; e il comitato di sorveglianza, composto da tre o cinque membri, con funzioni consultive e di controllo. Se limpresa si trovi in stato di insolvenza per il tribunale del luogo dove ha sede limpresa,su richiesta di uno o pi creditori o dellautorit di vigilanza, a dichiarare (preventivamente o successivamente) tale stato. Col provvedimento di liquidazione coatta amministrativa 70

trovano applicazione le norme sul patrimonio in tema di fallimento (lo spossessamento) e se limpresa una societ restano sospese le funzioni degli organi sociali. Solo se stato accertato lo stato di insolvenza trovano applicazione le norme relative agli atti pregiudizievoli ai creditori (quindi la revocatoria) e le sanzioni penali disposte per il fallimento. La liquidazione coatta non si estende in nessun caso ai soci illimitatamente responsabile della stessa. Per la formazione dello stato passivo non necessaria una domanda dei creditori, infatti formato dufficio dal commissario liquidatore sulle base delle scritture contabili e delle eventuali osservazioni dei creditori; manca inoltre una fase di verificazione dello stato passivo, sempre il commissario liquidatore che entro novanta giorni dal provvedimento di liquidazione lo forma e lo deposita nella cancelleria del tribunale, dandone notizia a coloro la cui pretesa non sia stata in tutto o in parte riconosciuta. Col deposito lo stato passivo diventa esecutivo, ma i creditori possono proporre opposizioni o impugnazioni, regolate come per il fallimento. Alla liquidazione dellattivo vi provvede il commissario, che pu procedere in piena libert, tranne per le vendite di immobili o la vendita in blocco di mobili per cui sono necessari lautorizzazione dellautorit di vigilanza e il parere del comitato di sorveglianza. Nelle ripartizioni dellattivo sono invece facoltative le ripartizioni parziali; prima dellultimo riparto il commissario liquidatore deve sottoporre allautorit amministrativa di vigilanza il bilancio finale di liquidazione con il conto della gestione ed il piano di riparto fra i creditori; lautorit ne autorizza il deposito presso la cancelleria del tribunale, ed entro venti giorni i creditori possono contestarlo; sulle contestazioni decide il tribunale in camera di consiglio. In mancanza di contestazione, bilancio finale e piano di riparto sintendono approvati; il commissario deve provvedere alla ripartizione finale e alla cancellazione della societ. La liquidazione coatta pu esser chiusa anche mediante concordato, che si differenzia da quello fallimentare per il particolare fatto che non richiesta lapprovazione dei creditori, venendo infatti approvato direttamente dal tribunale. XLVIII - Lamministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi la procedura concorsuale con finalit conservative del patrimonio produttivo, mediante prosecuzione, riattivazione o riconversione dellattivit imprenditoriali. Si caratterizza per essere una procedura nel contempo giudiziaria e amministrativa, articolata in due fasi: la dichiarazione dello stato di insolvenza da parte dellautorit giudiziaria; la successiva ed eventuale apertura della procedura di amministrazione vera e propria devoluta allautorit amministrativa (Ministero dello sviluppo economico). Lamministrazione straordinaria riservata alle imprese commerciali, anche individuali, soggette a fallimento che: 1hanno un numero di dipendenti non inferiore a duecento; 2hanno debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi tanto del totale dellattivo dello stato patrimoniale che dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dellultimo esercizio; 3sono in stato di insolvenza; 4presentano concrete prospettive di recupero dellequilibrio economico. Nella prima fase il tribunale del luogo dove limpresa ha sede principale (su iniziativa del debitore, dei creditori, del p.m., o dufficio) si limita ad accertare lo stato di insolvenza e, nel caso corrispondano i primi due requisiti sopra indicati, deve astenersi dal dichiarare fallimento ed invece emettere una sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza; questa entro tre giorni va dichiarata al Ministro dello sviluppo economico. Con la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza il tribunale nomina un giudice delegato, nonch uno o tre commissari giudiziali; d inoltre avvio al procedimento per la formazione dello stato passivo (con regole proprie del fallimento). Gli effetti dellinsolvenza coincidono con quelli dellammissione al concordato preventivo: limprenditore insolvente conserva lamministrazione dei suo beni e lesercizio dellimpresa, seppur sotto la vigilanza del commissario giudiziale; il tribunale pu tuttavia affidare la gestione dellimpresa al commissario giudiziale e in quel caso limprenditore perde anche lamministrazione e la disponibilit dei suoi beni. Nel contempo i creditori non possono iniziare o proseguire azioni individuali. infine espressamente pattuito che i crediti sorti per la continuazione dellimpresa vanno soddisfatti in prededuzione. Se dichiarata insolvente una societ con soci a 71

responsabilit illimitata, gli effetti della dichiarazione di insolvenza si estendono anche ai soci illimitatamente irresponsabili, compresi quelli receduti, esclusi o defunti. Nella seconda fase il tribunale deve accertarsi che ricorrano concrete prospettive di recupero dellequilibrio economico delle attivit imprenditoriali. Se ritiene che tali prospettive di recupero non sussistano, dichiara il fallimento, altrimenti aperta lamministrazione. La gestione della procedura si svolge ad opera di uno o tre commissari straordinari nominati dal Ministero dello sviluppo economico e sottoposti alla vigilanza dello stesso, che gestiscono limpresa e amministrano i beni dellimprenditore insolvente. Il Ministero nomina anche un comitato di sorveglianza composto da tre o cinque membri, che esprime pareri sugli atti del commissario nei casi previsti dalla legge o quando il Ministero lo ritenga opportuno. Con lattuale disciplina, la continuazione dellesercizio dellimpresa automatica; inoltre, entro sessanta giorni dallapertura della procedura il commissario straordinario deve predisporre e presentare al Ministero dello sviluppo economico un programma per il recupero dellequilibrio economico optando per uno dei seguenti indirizzi: cessione dei complessi aziendali, sulla base di un programma di prosecuzione dellesercizio dellimpresa di durata non superiore a un anno (programma di cessione di complessi aziendali); ristrutturazione economica e finanziaria dellimpresa, sulla base si un programma di risanamento non superiore a due anni (programma di ristrutturazione). Lesecuzione del programma autorizzato dal Ministero dello sviluppo economico, sentito il comitato di sorveglianza, entro trenta giorni dalla presentazione. Gli effetti dellammissione allamministrazione straordinaria sono gli stessi di quelli che conseguono alla liquidazione coatta, sia pure con qualche differenza: la pi importante delle quali che le azioni revocatorie possono essere promosse dal commissario straordinario solo se stata autorizzata lesecuzione di un programma di cessione dei complessi aziendali; non invece quando stato autorizzato un programma di ristrutturazione. Riguardo ai contratti, tutti continuano ad avere esecuzione fino a quando il commissario straordinario non decide se subentrarvi o scioglierli; i crediti derivanti dalla prosecuzione dei contratti in corso vanno soddisfatti in prededuzione. Lamministrazione straordinaria termina per conversione in fallimento o con la chiusura della procedura. La conversione in fallimento pu esser disposta nel corse della procedura quando risulta che la stessa non pu essere utilmente proseguita. inoltre disposta alla scadenza del programma di cessione o ristrutturazione quando, rispettivamente, la cessione non avvenuta in tutto o in parte, oppure limprenditore non abbia recuperato la capacit di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. La chiusura della procedura avviene per: 1la mancata presentazione di domande di ammissione al passivo; 2il recupero da parte dellimprenditore della capacit di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni; 3 cessione dei complessi aziendali quando tutti i crediti ammessi sono soddisfatti o quando compiuta la ripartizione finale dellattivo. In questultimo caso il tribunale pu ordinare la riapertura (se sussistono condizioni analoghe a quelle per la riapertura del fallimento); la sentenza di riapertura non comporta la ripresa dellamministrazione straordinaria, bens la sua conversione in fallimento. La cessione dellamministrazione straordinaria pu infine aversi per concordato, con disciplina analoga a quella del concordato della liquidazione amministrativa. infine previsto che qualora sia sottoposta ad amministrazione controllata unimpresa facente parte di un gruppo, alla stessa sono sottoposte le altre imprese che si trovano in stato di insolvenza quandanche non ricorrano i requisiti dellamministrazione straordinaria, purch presentino prospettive di recupero. Si avr uniformit delle procedure ed identit degli organi, ma per ciascuna impresa fa predisposto un programma, rispettando lautonomia patrimoniale. Per gli atti posti in essere con le altre imprese del gruppo per prevista una revocatoria aggravata, col termine fissato dalla legge fallimentare in un anno portato a cinque, e quello di sei mesi portato a tre anni. Lamministrazione straordinaria speciale delle imprese di rilevanti dimensioni ha introdotte regole speciali volte a consentire spedito avvio dellamministrazione straordinaria, finalizzate a privilegiare lattuazione di un programma di ristrutturazione, invece della cessione di complessi aziendali. Presupposti, 72

oltre allo stato di insolvenza, sono per limpresa limpiego da almeno un anno non meno di cinquecento dipendenti; e debiti per non meno di trecento milioni di euro. Inoltre le regole sono applicabili solo se si intende perseguire un programma di ristrutturazione. In presenza di tali requisiti, lamministrazione viene disposta direttamente dal Ministro dello sviluppo economico sulla base della semplice richiesta dellimpresa in crisi. Col decreto di apertura, il debitore viene immediatamente spossessato e la gestione dellimpresa viene assunta dal commissario straordinario. Contestualmente alla domanda dammissione limpresa deve presentare ricorso al tribunale per laccertamento dello stato di insolvenza, che pertanto avviene ad amministrazione straordinaria gi aperta; qualora questa non venga dichiarata cessano gli effetti del decreto ministeriale di ammissione, sia pure senza travolgere gli atti legalmente compiuti fino a quel momento. Con la sentenza che dichiara linsolvenza si producono gli effetti proprio dellamministrazione straordinaria, con una vistosa eccezione tuttavia: il commissario straordinario pu infatti proporre le azioni revocatorie anche nel caso di autorizzazione allesecuzione del programma di ristrutturazione, purch tali azioni si traducano in un vantaggio per i creditori. Entro centottanta giorni dalla nomina il commissario deve presentare al Ministro il programma di ristrutturazione; qualora non venga autorizzato entro altri sessanta giorni pu presentarne uno di cessione dei complessi aziendali; altrimenti la procedura si converte in fallimento. Solo il commissario straordinario legittimato a proporre il concordato; la presentazione della proposta impone unaccelerazione alla fase di accertamento del passivo: si interrompe la normale procedura di accertamento dei singoli credito, gli elenchi dei creditori ammessi, non ammessi o ammessi con riserva vengono dunque disposti dal giudice delegato con la collaborazione del commissario straordinario, sono depositati nella cancelleria del tribunale e dichiarati esecutivi con decreto del giudice delegato stesso. Contro lo stato passivo reso esecutivo possono essere proposte opposizioni e impugnazioni. Il concordato deve ottenere lapprovazione dei creditori che rappresentano almeno la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ottenuta lapprovazione, il concordato viene infine approvato anche dal tribunale con sentenza.

*Invenzioni di dipendenti: quando linvenzione industriale fatta nellesecuzione o nelladempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro o di un impiego, in cui linvettiva prevista come oggetto del contratto o del rapporto e a tale scopo retribuita, i diritti derivanti dallinvenzione stessa appartengono al datore di lavoro, salvo il diritto spettante al lavoratore di esserne riconosciuto autore. Se non prevista e stabilita una retribuzione in compenso dellattivit invettiva e linvenzione fatta nellesecuzione o nelladempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro, i diritti derivanti dallinvenzione appartengono al datore di lavoro, ma allinventore, salvo sempre il diritto di esserne riconosciuto autore, spetta, qualora il datore di lavoro consegua il brevetto, un equo premio. **Revocatoria della cambiale: in deroga a quanto disposto dallart. 67 della legge fallimentare riguardante la revocatoria fallimentare (prevede la revoca del pagamento dei debiti liquidi ed esigibili, compiuto nei sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento, effettuato con mezzi normali, qualora laltra parte conosceva lo stato di insolvenza del debitore), non pu essere revocato il pagamento di una cambiale se il possessore di questa doveva accettarlo per non perdere lazione cambiaria di regresso. In tal caso, lultimo obbligato in via di regresso, in confronto del quale il curatore provi che conosceva lo stato di insolvenza del principale obbligato quando ha tratto o girato la cambiale, deve versare la somma riscossa al curatore.

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