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COMIXCOMUNITY PASQUALE SCIMECA BORIS KRALJ PAY KASANDER PAY PISCINA AL FEMMINILE I DISCHI DELLA VITA ROBERTO DAGOSTINO

ROEL VAN DUIJN MATTEO GUARNACCIA


MUSICA ARTI OZIO
SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO SABATO 3 NOVEMBRE 2012 ANNO 15 N. 43

IL SESSO DEL ROCK

IL NUOVO GIRL SOUND RIELABORA I LINGUAGGI DEL ROCK PER DEFINIRE LA FIGURA FEMMINILE

E GLI STEREOTIPI CON CUI VIENE RITRATTA DAI MEDIA. GUIDA AI BRANI PI ESPLICITI, DA AMANDA PALMER A PEACHES

DIRTTI DEGLI ANIMALI

di BEATRICE ANDREOSE

Dalluomo al centro delluniverso allumanit ridotta a batteria di polli

Un po di compassione. In una lettera inviata allamica Sonja Liebknecht, Rosa Luxemburg la chiede per un bufalo al giogo che vede mentre si trova nel carcere di Breslavia. Una lettera da cui prende l'avvio un canto polifonico sul tema della sofferenza a cui gli animali sono sottoposti dalla crudelt umana. Saevitia in bruta est tirociniun crudelitatis in homines, la crudelt verso gli animali insegna la crudelt verso gli uomini. Per Tommaso dAquino, che nel XIII secolo

riprende laffermazione di Ovidio, il rischio di diventare crudeli viene corso non solo dagli autori delle violenze ma anche da chi vi assiste. Pertanto, anche se luomo non ha alcun dovere diretto verso gli animali, ritenuti sempre al di fuori della sfera morale, deve per evitare spettacoli crudeli ai suoi simili. Secondo Kant l'uomo deve mostrare bont di cuore verso gli animali perch chi usa essere insensibile verso di essi altrettanto insensibile verso gli uomini. Questa la filosofia che oggi influenza la norma ma che, tuttavia, non evita spesso sofferenze o tortura nei

confronti degli animali. Il tema La tortura e gli animali stato al centro di un workshop veneziano organizzato tempo fa dal Centro studi sui diritti umani - Per i diritti del vivente, degli individui, delle comunit, dei popoli - di C Foscari, che si occupa dei diritti umani di prima e seconda generazione, ma anche dei diritti collettivi, di quelli frazionari (genere, gruppi, etc.) e degli altri, quindi anche di quelli animali. Il seminario ha riunito attorno allo stesso tavolo, in una splendida sala con sguardo sul Canal Grande e il ponte di Rialto, etologi, filosofi,

giuristi, antropologi per fare il punto sul quadro giuridico e filosofico in merito alla sofferenza e, quindi, al benessere animale. Chi rammenta le urla strazianti degli animali macellati raccolti dal video realizzato da Alberto Grifi sul tema del mattatoio? Ebbene, ad ispirare i numerosi relatori del convegno il sottotitolo preso a prestito da Isaac Singer Per gli animali sempre Treblinka, vi sono anche alcuni numeri sugli allevamenti intensivi che nella sola Europa interessano circa due miliardi di volatili e trecento milioni di mammiferi.

Tutto inizia da Aristotele, Cartesio qualche secolo dopo teorizza che il discrimen tra coscienza ed incoscienza il linguaggio, senza parola non esiste intelligenza n coscienza. Il paradigma realista-cartesiano considera lanimale interamente determinato dalla sua genetica e portatore di routines comportamentali. Lantropocentrismo pone al centro delluniverso luomo, tutti gli altri esseri viventi sono al suo servizio. La stessa etologia, lo studio delle SEGUE A PAGINA 16

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PAROLE E IMMAGINI

OMBRE LUSITANE

COVERSA ACABADA
possibile filmare la poesia? si direbbe di s e la prova sono i maestri del cinema portoghese. Nel caso della Conversazione interrotta di Joo Botelho ne possiamo esaminare i particolari. Si mette in scena l' epistolario fra Fernando Pessoa e lo scrittore Mario de S-Carneiro, un intenso scambio di lettere, che si sarebbe interrotto solo col suicidio di S-Carneiro nel 1916. Bothelho mette in scena la nascita dell' avanguardia letteraria portoghese nei caff, stanze d' albergo, music-hall, scorci e fondali. I dialoghi a distanza dei due protagonisti rendono palpabili le parola, il ritmo della lingua.

di GIANLUCA PULSONI

Lopera di Pessoa si dispiega dunque in unestrema orizzontalit. Il che non impedisce che vi siano, in tale vasta superficie, piani, livelli e profondit dalle complesse configurazioni spazio-temporali. Queste parole, scritte da uno dei migliori filosofi italiani contemporanei, Alfonso Cariolato, possono essere utili al lettore al fine di collocare, in modo non erroneo, il rapporto tra il lusitano e il cinema: un rapporto poco se non affatto conosciuto, in cui la settima arte pu essere appunto vista come un ulteriore piano o livello dellesteso campo dazione dello scrittore ma, allo stesso tempo, da intendersi come esperienza mai concretizzata fino in fondo, rimasta allo stadio di tentazione. A ricostruire e illuminare tale rapporto viene provvidenzialmente in aiuto un libro, edito in Portogallo dalla Babel, per la collana delledizione critica delle opere di Pessoa, diretta dallo studioso colombiano Jernimo Pizarro, fra i massimi specialisti mondiali dellautore. Il libro in questione si intitola Argumentos para filmes e raccoglie tutti i materiali pessoani relativi al cinema, dai soggetti che ha scritto, alle fonti da lui presumibilmente consultate; gli ispiratori, traduttori di alcune parti, essendoci materiali originariamente in inglese e curatori, sono la tedesca Claudia J. Fischer e largentino Patricio Ferrari: la prima, docente di traduzione letteraria e tedesco, nonoch ricercatrice in studi comparati, allUniversit di Lisbona; il secondo, ricercatore post-doc, co-direttore del progetto di digitalizzazione della biblioteca di Pessoa e autori di numerosissimi lavori, anche in diverse lingue, sia su Pessoa che su Alejandra Pizarnik. Con Ferrari, studioso eclettico e geniale dellopera del lusitano, soprattutto della parte poetica, si discusso del libro, per focalizzare lattenzione sulle probabili idee e possibili intenzioni dello scrittore in ambito cinematografico. Come nata lidea di questo libro? Il libro praticamente nasce dalla mia frequentazione delle carte pessoane, giorno dopo giorno, dallo spoglio alla biblioteca. Piano piano comincio a trovare e analizzare, nelle varie scatole, un documento sullargomento Pessoa e il cinema, poi un altro e un altro ancora. E cos inizio a ipotizzare dei legami fra tutti questi materiali. Non sapendo che Pessoa avesse scritto delle cose di cinema e cominciando a trovare documenti a sua firma al riguardo, inizio a matter progressivamente da parte le mie scoperte. E questi documenti vedo che crescono di numero, tanto che allinizio non avevo in mente subito un libro, ma semmai qualcosa di pi breve, un articolo, o pi effimero, come una conferenza. Ora, in Francia era gi uscito il libriccino di Patrick Quillier, Court-Mtrages, piccolo volume composto da quattro soggetti scritti per il cinema da Pessoa e, a quel tempo, avevo gi pi o meno trovato quasi tutto il materiale cinematografico pessoano, non solo tutti i soggetti da lui scritti, ma anche delle annotazioni. Vedo quindi che il libro di Quillier presenta solo una minima parte di quello che c nellarchivio e sicuramente, laver visto per la prima volta in forma di libro un lavoro sul rapporto Pessoa-cinema a partire da una frequentazione delle carte del poeta mha convinto, alla fine, a fare Argumentos. Ne ho sentito il dovere, per due ragioni: la prima, perch il lavoro francese era solo

PESSOA
una traduzione e diciamo che quel volume copriva pi o meno il cinquanta per cento del materiale che c sul cinema, perch per esempio l non ci sono tracce riferite alla biblioteca, n tutti i soggetti e n le annotazioni; la seconda, perch in Portogallo non era stato fatto. Mi sono quindi messo allopera. In quel momento mi ritrovavo gi alla fine dello spoglio, o quasi, ho allora localizzato tutti i documenti e tutti i soggetti, anche quelli gi tradotti in francese. E col resto del materiale trovato, specie le note, ho cominciato a dare forma al libro. In base alla ricerca che avete svolto, come si potrebbe definire linteresse di Pessoa per il cinema? Molto probabilmente come un interesse esclusivamente economico. Col cinema, ci che sembra evidenziarsi la sua intenzione di far soldi. Sappiamo che lui a conoscenza del posto vicino alla sua casa di Lisbona dove venivano realizzati molti film allepoca, gli studi della Portugalia Film nel libro ne riprodotta una pianta, un luogo che esiste ancora ma che oggi diventato sede, fra le altre cose, di una palestra e l intravede il potenziale di un possibile futuro da scrittore per il cinema, per produzioni nazionali o per vendere allestero le sue storie. Ovviamente, per vendere allestero, doveva sviluppare. E quello che lui comincia a sviluppare come soggetto soltanto uno, The Multiple Nobleman: sviluppare dico perch lunico dei suoi soggetti in cui ci sono dialoghi, scritti in protoghese, e credo che questo dimostri che si tratti di un progetto pensato per il mercato interno del Portogallo. Comunque penso che forse lui non avesse le idee chiare su dove voler lavorare, se a Lisbona oppure allestero. Certo poi, risulta comunque interessante vedere levoluzione nel tempo di questo interesse, e notare il fatto, per esempio, che sappiamo che aveva consultato un libro come The Cinematograph Exhibitors Diary: 1930, edito a Londra da S. Presbury & Co, contestualmente alla sua uscita, probabilmente per avere una cognizione pi esatta e professionale del mercato cinematografico, via Gran Bretagna. Ma ripeto, credo pensasse al cinema solo per denaro, nonostante alcune intenzioni di sviluppo teorico e intellettuale, come forse dimostrano le note che abbiamo

La tentazione irrinunciabile del cinema


Incontro con Patricio Ferrari che giorno dopo giorno, esaminando le carte, ha raccolto tutti i materiali, soggetti, scritti, annotazioni, che collegano Pessoa, lettore di gialli, al cinema

ritrovato e che sono inserite nel nostro libro, come questa: In so far as things are they cannot cease to be. Things pass in so far as they are not o passaggi tratti da sue opere, come Erostratus, dove lassociazione che propone tra stelle del cinema muto come Mary Pickford e Valentino con piloti dellepoca come Henry Segrave subisce linfluenza della visione critica sul cinema americano di un saggio di G. K. Chesterton del 1929, dal titolo On the Movies. Ci sarebbero poi da citare il sogno dellEcce Film, casa di produzione cinematografica che vagheggiava di fare, e lidea di un cinema come via di propaganda nel Portogallo coevo, ovvero il progetto Cosmopolis. Nella prefazione lo spieghiamo, come il cinema poteva avere un ruolo nel Gremio de Cultura Portugueza. Puoi dirci di pi su questi ultimi due riferimenti? possibile che abbia pensato lEcce Film per un pomeriggio e basta. Ha lasciato il logotipo come ha lasciato il logotipo di altre cose. Io non ho trovato questa sigla in

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REQUIEM
Alain Tanner nel suo film del 98 si ispira al romanzo di Antonio Tabucchi ambientato in una Lisbona dove aleggia lo spirito di Fernando Pessoa: il narratore sa di avere un appuntamento con lui, ma non sa quando n dove. La base del film unallucinazione e non si deve dimenticare latmosfera di Lisbona in Dans la ville blanche che il regista gir nell83: fa parte infatti anche quello della serie di incontri con i fantasmi del passato che rompono la consuetudine temporale. Una domenica di luglio, la pi calda dellanno, sulle orme del poeta, fantasmi e contemporanei intrecciano discorsi, regolano conti

O FILME DO DESASSOSSEGO
Il film dellinquietudine, il libro dellinquietudine: Joo Botelho dal Livro do Desassossego scritto da Bernardo Soares, uno dei molteplici eteronimi di Fernando Pessoa, realizza in pochi mesi nel 2010 il suo secondo film dallopera del poeta dopo Conversa acabada. un puzzle aperto, sono centinaia di frammenti raccontava Botelho - il Livro do Desassossego un testo fantastico, terribile, folle e ha per lo meno tre indicazioni di carattere cinematografico. Autobiografia impossibile di un personaggio che non esiste, diario scritto in una stanza dalbergo che il protagonista condivide con altri se stesso che non conosce, ambientato in una Lisbona contemporanea e astratta. I sogni diventano visibili, con un Un ruolo determinante affidato alla musica, con la convinzione del regista che la musicalit tipica della scrittura di Pessoa.

GERENZA
Il Manifesto direttore responsabile: Norma Rangeri vicedirettore: Angelo Mastrandrea Alias a cura di Roberto Silvestri Francesco Adinolfi (Ultrasuoni), Matteo Patrono (Ultrasport) con Massimo De Feo, Roberto Peciola, Silvana Silvestri redazione: via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info: ULTRAVISTA e ULTRASUONI fax 0668719573 tel. 0668719549 e 0668719545 email: redazione@ilmanifesto.it web: http://www.ilmanifesto.it impaginazione: ab&c - Roma tel. 0668308613 ricerca iconografica: il manifesto riceve i pacchi aperti e lidolo non viene trovato in nessuno di loro. Allora D, lamico, entra e dichiara daver tranquillamente consegnato lidolo tre giorni prima. C. spiega agli sconcertati e indignati ospiti: 1) che lui ha detto venti scatole, e lui e i suoi ospiti sono diciannove, 2) non sarebbe stato cos sciocco, tanto da offrire qualcosa di valore non superiore al valore dellidolo a chiunque lo tenesse se non fosse stato sicuro che nessuno lo avrebbe tenuto, sia perch il possessore avrebbe potuto chiedere lidolo stesso e sia perch non ha piacere di regalar soldi stupidamente. *Si propone qui, per la prima volta in italiano, la traduzione di un soggetto per il cinema di F. Pessoa, scritto originariamente in inglese, e contenuto nel libro Fernando Pessoa. Argumentos para film a cura di Patricio Ferrari e Claudia J. Fischer, edito da Babel, Lisbona 2011. La traduzione mia, si ringraziano Patricio Ferrari e leditore per aver permesso loperazione. Gianluca Pulsoni concessionaria di pubblicit: Poster Pubblicit s.r.l. sede legale: via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 e-mail: poster@poster-pr.it sede Milano viale Gran Sasso 2 20131 Milano tel. 02 4953339.2.3.4 fax 02 49533395 tariffe in euro delle inserzioni pubblicitarie: Pagina 30.450,00 (320 x 455) Mezza pagina 16.800,00 (319 x 198) Colonna 11.085,00 (104 x 452) Piede di pagina 7.058,00 (320 x 85) Quadrotto 2.578,00 (104 x 85) posizioni speciali: Finestra prima pagina 4.100,00 (65 x 88) IV copertina 46.437,00 (320 x 455) stampa: LITOSUD Srl via Carlo Pesenti 130, Roma LITOSUD Srl via Aldo Moro 4 20060 Pessano con Bornago (Mi) diffusione e contabilit, rivendite e abbonamenti: REDS Rete Europea distribuzione e servizi: viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130 abbonamento ad Alias: euro 70,00 annuale versamenti sul c/cn.708016 intestato a Il Manifesto via A. Bargoni, 8 00153 Roma specificando la causale

UN SOGGETTO INEDITO

Il gioco dei pacchi. Nota per un thriller o per un film


di FERNANDO PESSOA*

altre carte, quindi forse ci ha pensato voil un momento, un pomeriggio o in una settimana. Non credo di pi. Per quello che indicativo, e bello, che lui abbia associato lindirizzo a dove si trovava la Portugalia, dove come detto cera gi una piccola storia di vita cinematografica. Questo ci fa capire che Pessoa sapeva dove andare, qualora avesse voluto portare realmente avanti lattivit. Su Cosmopolis, e quindi la propaganda in Portogallo, penso conoscesse quanto era stato fatto con Sidnio Pais, i documentari dellepoca. Le notizie, le news, tutto ci che allora era la TV del tempo. Qui credo Pessoa intuisca un grande potenziale, ma non c per alcuna indicazione diretta per cui affermare che avesse pensato a progetti su qualche argomento. La scelta del genere thriller in molti dei soggetti cinematografici scritti da Pessoa quindi dovuta a motivi squisitamente economici? E di formazione, perch tutto questo esce ovviamente da un Pessoa non lettore di

sceneggiature, ma sicuramente lettore di gialli. chiarissimo. In generale, Pessoa legge e scrive e anche quando pensa a fare soldi: la materia esce dalle sue letture. Ora, non il mio campo ma posso dirti, so che verr, un articolo che potr aprire piste in proposito, da parte di specialisti non solo di cinema ma soprattutto di gialli, e che debbano esserlo specialmente di quelli in inglese, contemporanei e precendenti allo scrittore. Tornando al libro. Si pu quindi dire che questo vostro lavoro raccoglie tutta la documentazione pessoana inerente al cinema in modo pressoch definitivo? Io ho guardato lo spoglio una volta, dal primo foglio allultimo. Ti dico la verit, non ti posso assicurare al cento per cento che, facendo il secondo giro di spoglio, per altri lavori, non trover annotazioni marginali o riferimenti. Quello di cui sono quasi sicuro di non trovare un altro soggetto come gli altri raccolti nel libro. Una nota forse mi potrebbe essere scappata; un soggetto, invece, no.

un fatto conosciuto, dentro circoli diversamente interessati, che il Prof. A, che possiede un verde idolo dincalcolabile valore (incalcolabile in diverse accezioni) da consegnare a B, in Europa, affidi questidolo al ben noto milionario C, in partenza col suo yacht verso lEuropa. Nel suo yacht C ha un buon numero di ospiti, diciotto in tutto, e, mentre tutti non gli sono abbastanza chiaramente noti nellintimit, praticamente certo che uno se non di pi avranno molto probabilmente gli occhi puntati sullidolo. Poco dopo la partenza della nave da New York, C, alla fine della cena, dice davere una proposta molto importante e divertente da fare ai suoi ospiti. Afferma che la missione gli stata affidata e spera che i suoi ospiti si uniranno a lui nel seguirne levoluzione. Egli non sa realmente cosa aspettarsi o temere dalla sua ciurma. Cos ha avuto venti pacchi preparati (assolutamente simili e tutti sigillati ermeticamente), e in uno di loro contenuto lidolo. Propone di dare un pacco alla custodia di ognuno degli ospiti, loro li ridaranno indietro solo allapprodo dellimbarcazione in Inghilterra. Al pacco che conterr lidolo spetter un premio di centomila dollari (o in alternativa, la persona il cui pacco contiene lidolo potr chiedere a lui qualsiasi cosa). Dopo considerevole eccitazione ed esitazione, tutti gli ospiti danno Ritratto di Pessoa e statua che riproduce il poeta, copertina di Cinematograph Exhibitors Diary 1930, in alto labitazione del poeta, copertina di Argumentos para film

Il soggetto di questo mistery scritto in inglese, per la prima volta tradotto in italiano, contenuto nel libro a cura di Ferrari e Fischer
parere positivo e i pacchi vengono portati. Gli ospiti li prendono casualmente e ognuno ne conserva uno, C stesso che conserva lultimo lasciato. Seguono innumerevoli, complesse avventure durante il viaggio, inclusa la scoperta da parte di uno degli ospiti disonesti che se il pacco contenente lidolo viene trovato in possesso di qualcuno, e questi pu pretendere qualcosa, potr pretendere lidolo per i termini stessi dellofferta fatta da C. In realt, C non ha lidolo a bordo. Aveva deciso sia di garantire una consegna sicura sia di divertirsi, presumendo che fra i suoi ospiti ci fossero sicuro dei disonesti. Cos aveva consegnato lidolo a un amico, che molto semplicemente lo port in Europa su una barca che salp un giorno prima dello yacht; questo amico consegn puntualmente lidolo pochi giorni prima che lo yacht arrivasse a Southampton o Londra. La scena quando C, radunando i suoi ospiti,

In copertina: Amanda Palmer

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Foto di gruppo dei ComixComunity e i mattoni di Bonfa, Han Xu, Letizia Pedrazzi e Pierluigi Sangalli. Pagina a fianco in basso: Convitto Falcone di Pasquale Scimeca

di ELFI REITER
LUCCA

100 fumettisti per 100 mattoni uniniziativa promossa da ComixComunity, associazione culturale e artistica fondata con lo scopo senza lucro di valorizzare il fumetto e dare reciproca visibilit grazie alla rete, nel mondo reale e nel mondo virtuale, delle diverse realt fumettistiche in Italia. Con sede a Reggio Emilia, il terremoto si era fatto sentire alla fine di maggio ed per questo che lassociazione si data immediatamente da fare per raccogliere fondi per le persone colpite al Bonvi Park nel mese di giugno durante la prima manifestazione fumettista dedicata allinventore delle Sturmtruppen. Sotto lo slogan Don Camillo e Peppone per la ricostruzione. 100 fumettisti per 100 mattoni. Solidariet per oggi, domani e dopodomani furono raccolti subito oltre 2.000 euro, grazie alla vendita di 35 mattoni-fumetti e qualche tavola originale donata. Un mattone, con disegno originale di un fumettista, pittore o illustratore o di una fumettista, pittrice o illustratrice, quindi opera darte unica e irripetibile, viene venduto a 50 euro luno a prezzo unitario con tanto di autentica compilata in doppia copia, una per chi acquista e una per lautore. Sono a Lucca Comics, ospiti con uno stand del Cartoon Club nel Padiglione di Piazza Giglio. Abbiamo incontrato Cesare Buffagni (autore di intriganti trasposizioni a fumetto di alcune pices di Shakespeare, anche presidente di ComixComunity) e Massimo Bonfatti (autore di Cattivik e Leo Pulp), entrambi soci fondatori dellassociazione, a Novellara nellambito di Uguali_Diversi, il festival delle culture, dove avevano uno stand per vendere e (far) disegnare mattoni e caricature. Chi ha avuto la splendida idea? M.B. Claudio Sacchi, il nostro ex presidente, e Davide Barzi, giornalista e sceneggiatore di fumetti, autore di saggi importanti su figure mitiche del fumetto (Le regine del terrore, sulle sorelle Giussani, creatrici di Diabolik, ndr). Sua la trasposizione a fumetto della saga di Don Camillo e Peppone: di qui lidea dei mattoni sulla scia della pi profonda simbologia di ricostruzione insita nel far disegnare su mattoni anzich su carta. Come mai il riferimento a Don Camillo e Peppone? C.B. nato per associazione alla ricostruzione. I celeberrimi personaggi creati da Giovannino Guareschi, da un paio danni diventati protagonisti di una serie a fumetti, hanno passato due periodi in cui stato necessario ricostruire: il secondo dopoguerra, dove sebbene di opposti schieramenti era indispensabile rimanere uniti nel paese ridotto in macerie; e poi lalluvione che sconvolse la Bassa nel 1951. Anche in quel caso, con sudore, fatica e determinazione da parte di tutte le persone di buona volont, al di l del loro credo e colore politico, la terra tanto amata da Guareschi seppe reagire e rialzarsi. Per questo, oggi, il prete e il primo cittadino sono ancora in prima linea per affrontare questa nuova prova a cui lEmilia Romagna chiamata. Ci sono buoni rapporti con gli eredi di Guareschi, entrambi i figli, Alberto e Carlotta, hanno appoggiato lidea. Cos ha fatto la ReNoirs Comics, casa editrice che pubblica i fumetti. Labbiamo pensato come leitmotiv da indicare a chi decide di aderire, ma di fatto vuole essere solo dispirazione. Lasciamo completa libert a tutti e a tutte che vogliono contribuire con un disegno. Ci potete indicare alcuni

2012, affinch possano ricrearsi la casa perduta in parte o totalmente. 1.500 euro li abbiamo spesi per materiali destinati alle scuole nellambito di Adotta una scuola (si pu visitare il sito omonimo, ndr). Per seguire come spendiamo il denaro basta visitare il nostro sito http//mattoniproterremoto.jimdo.com

Un mattone, con disegno originale di un fumettista, pittore o illustratore, opera darte unica e irripetibile, viene venduto a 50 euro per aiutare gli alluvionati dellEmilia Romagna
Dylan Dog, Mario Gomboli, sceneggiatore e editore di Diabolik; Fabio Govoni, pittore di postar; lillustratrice cinese Xan Hu; Stefano Landini, disegnatore di Capitan America; Marilena Nardi, caricaturista e vignettista satirica; Pierluigi Sangalli, che ha creato il mitico Geppo (il buon diavolo) e Silver, autore di Lupo Alberto. La lista lunga. Quanti ne avete venduti fino a oggi (20 ottobre, ndr)? C.B. Abbiamo superato il centinaio nella vendita, altri 50 sono in giro per lItalia in fase di realizzazione. Speriamo che il numero cresca, il passaparola si sta innescando ora. Dove predete i mattoni e come li preparate? M.B. Un po li abbiamo comprati in cementifici, altri ce li hanno regalati alcuni muratori di cantieri. Poi, li puliamo e ci mettiamo una base di cemento bianco, alcuni li lasciamo grezzi. Dipende un po dalle richieste degli stessi fumettisti. I fondi raccolti dove vanno? C.B. Abbiamo deciso di seguire due strade, la prima per le necessit pi impellenti e la seconda per scadenze secondarie anche pi lunghe nel tempo per evitare il rischio che, passata londa emotiva, ci si dimentichi di chi ha bisogno dopo aver perduto tutto, o quasi. Com accaduto in alcune scuole, dove computer e altre attrezzature simili sono rimasti bloccati negli edifici inagibili. Mille euro li abbiamo gi versati al comitato Abitare in pace, di cui promotore e responsabile Tiziano Neri: aiuta famiglie di Cavezzo, un paesino distrutto nelle scosse del sisma del 20 e 29 maggio

Questo solo linizio M.B. Al Lucca Comics presenteremo liniziativa con il filosofo Giulio Giorello e Roberto Leoni, del museo del fumetto MuF, con la speranza di spargere la voce. Abbiamo bisogno di appoggiarci ad altre manifestazioni, anche non di fumetti. Si possono creare anche partnership con organizzazioni di eventi, enti e altre associazioni, seguendo il motto che nessuno si deve far bello con la solidariet degli altri, affinch ognuno contribuisca per s e per i terremotati. Qui sul tavolo vediamo anche fumetti al trancio M.B. Li inventammo io e Silver, lui star e io semplice assistente, per una Lucca Comics anni 80. Poi lho esportato in ComixComunity che da anni lo propone in fiere del fumetto ma anche sagre o eventi vari allo scopo di beneficenza o autofinanziamento. Si tratta di disegnare su pannelli che poi vanno tagliati e venduti, come le pizzette al trancio. A seconda delle situazioni, ogni autore disegna un suo trancio, oppure tutti insieme, compresi bambini di passaggio o grandi autori, si riempie lintero pannello con unaccozzaglia di disegni che si contaminano tra di loro, prima di ritagliarli a quadretti.

fumettisti che hanno gi inciso i loro segni sui mattoni? M.B. Giancarlo Alessandrini, disegnatore principale di Martin Mystre; Roberto Baldazzini, fumettista erotico, illustratore e pittore; Daniele Bernabei, che anche grafico caricaturista; Mirko Bovini, giovane disegnatore modenese di genere avventuroso e umoristico; Daniele Caluri, disegnatore di Don Zauker; Marco (Camme) Fantaman, del gruppo Krakatoa di Sassuolo, che a Lucca presentano la neonata rivista

Kazz8; Giorgio Casadei, musicista; Alfredo Castelli, genio del fumetto italiano e creatore di Martin Mystre, gli Aristocratici, Zio Boris, omino bufo e una miriade di altri personaggi; Massimo Cavezzali, specializzato in fumetti sui musicisti pop; Raoul Cestaio, uno dei migliori disegnatori di Tex; Clod, autore di Sturmtruppen, Nicoletta, Dado e Camilla; Paolo Cossi, friulano, che ha realizzato romanzi a fumetti molto belli, come Il grande male sul genocidio armeno; Giovanni Freghieri, disegnatore di

100 fumettisti per 100 mattoni

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LUCCA COMICS
Ecco il programma di oggi della fantastica kermesse (dalle ore 12.45) Lucca Cosplay: la pi attesa gara di cosplay in Italia (prima giornata, in collaborazione con associazione culturale Flash Gordon), Mele Verdi Story: Incontro con Mitzi Amoroso, Corrado Castellari, Melody, Stefania Bruno, Stefania Mantelli, Cristina Paiocchi e Claudia Cavaliere. Idol-Ambition Live Concert : Emanuela Pacotto in concerto, Power Francers Light Exhibition (a cura di Nintendo ), Dai Barbapap a Mademoiselle Anne: Le Mele Verdi in concerto. Starring: Le Mele Verdi; Special Guest: Mitzi Amoroso; Backing Band: La Mente di Tetsuya, Seven Nippon e il Coro Arcobaleno. Kimi Ni Todoke il J-Pop di May's: per la prima volta in Italia in concerto; Baking Band: La Mente di Tetsuya (a cura di E-Talent Bank). Domani la pi attesa gara di cosplay in Italia (seconda giornata, in collaborazione con ass. culturale Flash Gordon)

FOTOGRAFIA
YUGO-TEDESCHI INCONTRO CON BORIS KRALJ
Liconografia consumistica sempre uno spunto interessante per considerare la storia e le sue modifiche nel tempo. Ma quanto diffuso oggi questo comune sentire nella gente di Belgrado? Oltre a cogliere lattualit di una citt attraverso la fotografia, Kralj intervista gli abitanti sulla loro percezione di un persistente spirito pre ex-Jugoslavia. Ci che ne emerge un quadro composito tra chi vuole dimenticare, chi teme gli spettri del passato e chi ritrova la propria appartenenza in un paese scomparso solo nella propria intima autobiografia. Oltre a fare foto ho deciso di girare un video in cui chiedo a diverse persone, per le vie di Belgrado, se ancora per loro esiste uno spirito jugoslavo. Alcuni di loro mi hanno chiesto se fossi comunista. In realt no, la mia una nostalgia non politica ma culturale, anche se credo che nei paesi confinanti con la Jugoslavia ci fossero forme di comunismo ben pi rigide. Questa forte appartenenza culturale che sento per la vecchia Jugoslavia e che non avverto tra i tedeschi per la Germania, mi utile anche per provocare un dibattito vivace sul rispetto e la convivenza tra culture, portando anche curiosit verso il paese dei miei genitori. Questa stessa curiosit sta seducendo a piccoli passi gli attenti osservatori delle nuove terre da conquistare, artisticamente e socialmente. La citt bianca (traduzione di Belgrado dal serbo) New Belgrade e Alma: due foto di Boris Kralj

La nostalgia non solo moda. I miss Yu, reportage da un passato vitale


di NATASHA CECI
BERLINO

Come catturare il persistente spirito Jugo dei belgradesi. Chi vuol dimenticare, chi teme gli spettri del passato e chi crede che quel passato non mai morto...
sta vivendo un momento di effervescenza creativa e c gi chi osa paragonarla alle fucine alternative della Berlino di almeno ventanni fa. Kralj, artista tra i due mondi, conferma e spera che questo non solletichi troppo gli appetiti dei falchi della gentrificazione che, ad esempio, ha trasformato la capitale tedesca in questi anni. Nonostante gli inevitabili problemi economici e sociali, la Serbia di oggi cerca di riscattarsi dal suo passato e di avvicinarsi politicamente, non senza qualche allergia euroscettica, allEuropa facendo mea culpa di orrori ed errori, consegnando criminali di guerra, non senza le tinte fosche che gi il sociologo Aljoa Mimica, uno dei fondatori del Circolo di Belgrado (gruppo di intellettuali che si oppose negli anni novanta alla degenerazione della societ serba), considera ancora presenti nella societ. Disoccupazione, malasanit, abusi edilizi, la questione dei profughi dal Kosovo, Bosnia e Croazia, i rancori dei nazionalisti. Dietro lalba c ancora un po di tenebra, dunque. Accanto al progetto di My Belgrade, Kralj fotografa attori, modelle e artisti noti, diramando il suo lavoro su una sponda fashion che potrebbe stupire gli amanti del suo approccio a Belgrado. Lartificialit delle foto di moda, la costruzione intrinseca che ne regola il linguaggio, si contrappone alla autenticit delle foto su Belgrado, in modo ludico, e non negativo. Le origini biografiche di questo approccio si ritrovano nellattenzione della madre di Kralj per leleganza dellintera famiglia, seppur poveri, nelle loro uscite pubbliche domenicali. Ricordo sempre con tenerezza e ammirazione la cura che aveva mia madre nel vestirsi e che trasmetteva a noi. Eppure non eravamo certo agiati. Questa sua eleganza sempre stato uno spunto per i miei ritratti di attori e foto di moda, il fascino per lartificialit che non necessariamente falsit o inganno, almeno non nella fotografia. Mi piace giocare su questo doppio binario della autenticit/artificialit. A tal riguardo non sar un caso che Kralj stimi e annoveri tra le sue passioni il duo olandese Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin la cui produzione fotografica oscilla ambiguamente tra arte e moda. Inoltre i due fotografi sono stati tra i primi ad adoperare il computer per creare una foto composita dove posticce sono le immagini dello sfondo e delle modelle. Il prossimo lavoro fotografico di Kralj, a cui sta ancora lavorando, sar I miss Yu. Lo stesso titolo un gioco linguistico tra Jugoslavia, naturalmente, e una fantomatica miss di bellezza, ma la moda stavolta non centra. I ritratti saranno quelli di molte donne, come la madre, Gastarbeiter arrivate in Germania negli anni settanta. Mi concentr sul loro volto, su come reagisce e si emoziona, ad esempio, ascoltando linno e vecchie canzoni jugoslave. Sar un viaggio intimo anche attraverso lo sradicamento emotivo di chi emigra, in questo caso qui in Germania, e la malinconia sentita per il proprio paese di provenienza.

BELLA FILM FESTIVAL

Voglio raccontare il Cristo teenager Incontro con Scimeca


di MICHELE FUMAGALLO
BELLA (POTENZA)

stato Pasquale Scimeca il protagonista della IX edizione del Bella Basilicata Film Festival che si tiene nel paese lucano dove si trova il Centro Cinematografico Pietro Pintus dedicato al critico sardo scomparso anni fa, che qui ha donato parte del suo patrimonio librario e archivistico. In programma alcune produzioni recenti che affrontano il Mezzogiorno d'Italia da varie angolazioni, con l'aggiunta di alcuni corti e lungometraggi in parte inediti sul piano nazionale. Anche se va detto che, fatto salvo il rapporto cinema-studenti (gli spettatori sono soprattutto loro) sempre utile, il rischio pi grande in tutto questo che la ricerca e l'analisi del pensiero critico di Pintus rischi di restare sullo sfondo. Un problema che urgente affrontare, magari a partire dal prossimo volume di scritti del critico che amava Buuel: una raccolta dei suoi testi pubblicati dal 1955 al 1960 sulla Gazzetta del popolo di Torino. Il libro, sponsorizzato dal Centro studi lucano, dovrebbe essere l'occasione per riprendere un discorso, in chiave locale e nazionale, su Pintus, critico

arguto e intelligente, del cui anticonformismo si sente la mancanza soprattutto oggi. Pasquale Scimeca, l'autore di film come Placido e I Malavoglia, ha dialogato con studenti e magistrati dopo la proiezione del suo nuovo film breve, Convitto Falcone. Un dialogo interessante tra nuove e vecchie generazioni, con al centro il problema della delinquenza organizzata che ritorna sempre e rimanda ai nodi non sciolti della storia e della politica italiana. Ma Scimeca ha voluto farci partecipi (anche come lettore e collaboratore del manifesto) del suo prossimo film, sull'infanzia e la giovent di Ges Cristo, La Casarsa, che rimanda all'antica rappresentazione teatrale che avveniva durante i riti della settimana della morte e resurrezione del Nazareno. Sono intrigato dal fatto mi racconta - che la vita di Cristo fu fondamentalmente la vita di un ragazzo ebreo. Ma ho scelto la giovent perch penso sia determinante nella storia del Cristo. Per due motivi, uno teologico, l'altro storico. Il primo perch Dio, dopo aver voltato le spalle agli uomini nel vecchio testamento, decide di mandare suo figlio sulla terra per vedere come sono diventati. Il secondo perch soltanto diventando uomo, quindi con la cultura e i costumi degli uomini (Cristo parla in parabole cio nella tradizione tipica del racconto della realt contadina e popolare), pu capire la situazione. Ritorna il discorso su Pasolini (che Scimeca ama molto) ma per capovolgere l'approccio al Vangelo del regista friulano. Per capire il Cristo devi partire dalla sua educazione e cultura ebraica. Ecco perch penso, a differenza di Pasolini che si concentra del tutto sulla predicazione adulta di Cristo, che invece bisogna partire dalla sua formazione precedente, anche per capire la nostra societ del tutto scristianizzata. Riprese in Medio Oriente, con un cast di attori locali.

Il fotografo Boris Kralj vive nel quartiere berlinese di Schneberg, dove nata Marlene Dietrich e dove John Fitzgerald Kennedy si dichiar ein Berliner nel 1963. Di madre serba e padre croato, Kralj nato a Gppingen, nei pressi di Stoccarda, ed uno dei numerosi figli dei Gastarbeiter arrivati in Germania negli anni settanta. Kralj si definisce jugo-tedesco, prima di definirsi serbo o croato. Durante linfanzia per un pomeriggio a settimana frequenta la scuola jugoslava e apprende la storia locale delle sue radici, la loro geografia, le gesta di Tito, il cirillico. La maestra mi parlava del mio paese, ma io non ne sapevo nulla. In seguito ho iniziato ad andarci ogni estate con i miei genitori, per tutta la mia adolescenza. Quando dico che sono serbo la gente storce il naso, per tutto quello che successo politicamente e non negli ultimi anni, ma se dicessi che fossi croato, invece, tutti avrebbero una espressione serena, pensando alle coste e alle isole. Ma io mi sento culturalmente e profondamente jugoslavo. Mio nonno era partigiano, mio zio morto nella guerra dindipendenza croata, e mia madre si sempre definita jugoslava, prima che serba, detestando ogni forma di guerra. Boris torna in Jugoslavia, anni dopo, quando il paese cos chiamato, di fatto non esiste pi. Disorientamento politico e una crisi economica hanno scardinato definitivamente il vaso di Pandora delle rivendicazioni etniche o presunte tali. Lo scorso febbraio a Berlino Kralj presenta la sua personale fotografica su Belgrado: Yu & Me / My Belgrade, raccolta nellomonimo libro fotografico, ordinabile attraverso il suo sito (www.boriskralj.de e www.mybelgrade.de) oppure su Amazon, a circa 30 euro. Il progetto fotografico, iniziato dodici anni fa, si snoda in dieci anni di pendolarismo tra Berlino e Belgrado. Dieci anni in cui la citt serba si trasforma completamente. Al fotografo non interessa il ritratto oggettivo, moderno, di una citt ma un percorso personale ed emozionale nei ricordi di un paese che non c. Il vecchio, il non rimosso, della sua, e non solo, storia. Ogni foto un ricordo dinfanzia ed allo stesso tempo testimonianza sia della non completa rottamazione della storia in qualcosa di vintage e sia degli inevitabili cambiamenti. Non tutti gli edifici rappresentati o i loro dettagli, come il prefisso jugo, baluardo di una vecchia pubblicit, sono ancora presenti nelle stesse vie di Belgrado. Il repertorio urbano che emerge dagli scatti di Yu&Me liconografia di uno spirito non visibile in assoluto, ma ancora presente nelle persone. I vecchi edifici di Belgrado sono brutali e maestosi allo stesso tempo. Sempre attraenti nel loro nascondere bellissimi dettagli, osservati come uno skyline che attraversa la periferia della citt. Le immagini del maresciallo Tito si affastellano nei mercati delle pulci, come i turisti nel museo storico e una vecchia porta di un cinema

chiamato Balkan solo una porta che suggerisce molte storie. Ora questo vecchio portone sta diventando un cinema multisala, rincorso dallavanguardia. C una foto, scattata in inverno, con il logo dellacqua minerale slovena Radenska sulla cima di una torre. Perch questa foto? Ho alzato gli occhi e ho visto questo logo con i suoi tre cuori rossi. Ho ricordato subito la mia infanzia con i miei zii e cugini in Croazia, il sole il mare. Questi sono ricordi felici. Nello spot della tv commerciale il marchio era rappresentato da persone con i loro costumi tradizionali jugoslavi, volenti o nolenti questo per me un simbolo emotivo, e credo anche per altri. Ora in Serbia molto difficile trovare questacqua minerale, ma non in Slovenia, ad esempio.

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ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

LA GRANDE CRISI E IL SISTEMA CINEMA

PAY KASANDER PAY


di UFFICIO STAMPA K.V.K. ITALIA

Il libro lo ha scritto Jan Terlouw nel 1971. Un best seller da pi di cinquanta edizioni nel mondo, tradotto in diciassette lingue, (in Italia Come diventare re), letto da milioni di ragazzi conquistati dalle avventure del giovane Stach, determinato a diventare re per cambiare le sorti del suo regno (Katoren) vessato dalle ingiustizie. A tale scopo deve superare il cinismo dei suoi concittadini, cimentarsi in una serie di prove iniziatiche e sconfiggerre altrettanti mostri, fino a ritrovarsi uomo, innamorato e con il sigillo del re al dito. Un romanzo di formazione che sembr giusto per la trasposizione cinematografica al regista Ben Sombogaart (nomination all'Oscar per il film Twin Sisters), ai giovani attori Mingus Dagelet e Abbey Hoes, gi idoli dei teenagers olandesi, e al produttore Kees Kasander. Proprio lui, che da sempre lega la sua attivit al cinema di Peter Greenaway, ebbe l'idea di trasportare la vicenda dal visionario medioevo atemporale del romanzo ad un inquietante presente, trasformando i nemici del ragazzo in mostri contemporanei: i banchieri, le case farmaceutiche, le guerre di religione, l'inquinamento. Ad assicurare il senso del fiabesco del film, ci avrebbero pensato le locations prescelte: in Italia. Le strade della medioevale Glorenza (Sud Tirolo), la maestosa Rocca Albornoziana di Spoleto, a Caprarola, la torre e i sontuosi interni di Palazzo Farnese (gi set per Ritratto di signora e Il Padrino III) e il complesso di archeologia industriale di Papigno (La vita bella). Luoghi che hanno ospitato generosamente l'incredibile caravanserraglio della produzione olandese, animati da centinaia di facce locali, attori e comparse reclutate con uno scrupoloso casting sul campo. Una stima realistica ha quantificato in un milione di persone solo in Olanda, il pubblico in trepida attesa per l'uscita del film: ex ragazzi lettori del romanzo, adolescenti fans degli attori, bambini e famiglie pronte a riempire le sale olandesi (a partire dal 5 dicembre) e quelle del resto del mondo. Troppo bello per essere vero. Dietro al film si nasconde uno spaventoso disastro finanziario. Il produttore Kasander interrompe i versamenti concordati con regolari contratti, lasciando senza un soldo la societ italiana da lui scelta per produzione esecutiva, la Cornelius Cinema e di conseguenza i nostri lavoratori dello spettacolo. Ministri, banchieri, osti, poveracci, cocchieri, farmacisti, ufficiali, maestre, camerieri, vecchi e bambini, cavalli, galline e caprette, tutto il popolo di Katoren, nonch il re morto, hanno lavorato giorno e notte senza percepire alcun compenso. Tra tecnici, operatori, truccatori, fotografi e costumisti, solo pochi fortunati hanno avuto ci che gli spettava, altri un piccolo anticipo, la maggioranza niente. A chiarimento della vicenda, la societ di certificazione Rsm Italy Audit & Insurance ha appurato che la produzione olandese Kasander Film ha versato alla Cornelius Cinema la somma complessiva di euro 900.000 per le prime spese, su un budget concordato per contratto di euro 2.324.850. Accedendo alla pagina internet del produttore si pu leggere che il budget complessivo del film, di oltre 5 milioni di euro. Pi dell'ottanta per cento del film stato girato in Italia. Kasander pensava di liquidare i lavoratori locali solo con i primi 900.000 euro? E perch sul sito ufficiale del film (koningvankatorendefilm.nl) tra le immagini di olandesine festanti abbracciate ai protagonisti stato rimosso solo per l'Italia il trailer ufficiale (visibile peraltro su you

Lolandese volante, anzi sfuggente


Koning van Katoren stato girato sulla pelle degli italiani: il produttore Kees Kasander non ottemperando ai suoi obblighi contrattuali lascia centinaia di lavoratori senza compenso
tube) nel quale appaiono una gran quantit di attori e comparse italiane? E pensare che la Netherlands Film Fund, ha finanziato il film con il supporto del Ministero della Cultura olandese e che la societ assicurativa European Film Bonds di Copenhagen ha garantito il buon fine dell'operazione. Ma i soldi del Ministero non si sa dove siano finiti e l'assicurazione dichiara di non poter subentrare a salvataggio del film, perch il suo intervento previsto solo in caso di non rispetto del budget o irregolarit, mentre la Cornelius Cinema ha rispettato rigorosamente tempi, accordi e budget. Qualsiasi mediazione con Kasander e con la European Bond si rivelata fallimentare. I creditori si organizzano e creano il comitato Pay Kasander Pay che si mobilita con iniziative di vario tipo per indurre il produttore olandese a rispettare i contratti. Intanto, documenti alla mano, la Cornelius Cinema sta dando corso ad una serie di azioni legali non solo contro Kees Kasander, ma anche contro la European Film Bonds che avrebbe dovuto agire da garante. Come primo risultato si ottenuto il sequestro delle ultime due settimane di girato da parte del tribunale di Amsterdam. Leggendo il documento ufficiale del sequestro emesso dal giudice sembra di essere ancora sul set del Re di Katoren, perch inizia con un perentorio In Naam der Konigin!, In nome della Regina! Ma l'euforia dura poco. Come dichiara candidamente il regista Ben Sombogaart alla giornalista dell'olandese dell'Algemieen Dagblad, i quattro dischi rigidi sequestrati dalla Corte di Amsterdam, con sequenze indispensabili per il film, erano stati precedentemente e illegalmente duplicati: con quelle immagini di grande impatto montato anche il trailer. Kees Kasander nega genericamente ogni accusa circostanziata e va avanti: Vediamo il lato positivo - dichiara al De Telegraf - tutti ormai sanno che il film sta arrivando e non vi deluder. Il produttore non sembra essere nuovo a problemi di questo genere. Goltzius and the Pelican Company, l'ultimo film di Greenaway - Kasander, che verr presentato fuori concorso alla Festa del Cinema di Roma, incappato in una storia simile con i partners inglesi e croati. Anche questo progetto era finanziato dalla Netherlands Film Fund, dal Rotterdam Media Fund, e bondato (cio assicurato per la garanzia di buon fine) dalla stessa European Film Bonds. Quando la European Film Bonds ha dovuto prendere in considerazione se assicurare nuovamente lo stesso produttore per un nuovo film (quello appunto da girarsi in Italia), ha ritenuto di ignorare i problemi gi insorti ed ha acconsentito a procedere, salvo chiamarsi fuori quando sono scoppiati i guai. Ci pone delle serie questioni sulla reale capacit di valutazione e l'affidabilit di tali garanti per gli investitori. La responsabilit di questo notevole buco finanziario di cui hanno, fin ora, fatto le spese gli italiani, grava dunque pesantemente anche sulla European Film Bonds, l'assicurazione mancata. Ci chiediamo: possibile sfruttare un film senza il consenso di attori e comparse, avendo pagato solo in piccolissima parte organizzatori locali e maestranze che vi hanno lavorato? Giriamo la domanda al prestigioso distributore olandese Benelux Film Distributors, che sta pubblicizzando entusiasticamente il film, insieme ad un centinaio di altri siti, utilizzando fotografie di scena non autorizzate dagli autori (perch non pagate). Sarebbe interessante anche il parere dei coproduttori Belgie Mollywood, Guy van Baelen & Jan Vrints. Ma pi ancora ci piacerebbe conoscere in proposito il pensiero dell'anziano autore del romanzo Koning van Katoren, Jan Terlouw, gi Ministro per gli Affari Economici in Olanda, nonch segretario generale dell' Ecmt (European Conference of Ministers of Transport) a Parigi e membro del Senato Olandese degli Stati Generali. Le comparse, studenti, braccianti rumeni, soci della Croce Rossa e della Lega Ambiente, magrebini che fanno capo alla Caritas hanno passato notti insonni sotto la pioggia. Jan Terlouw troverebbe in questo film pieno di ingiustizia linfa nuova per il suo prossimo romanzo?

ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

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SBATTI BELLOCCHIO IN SESTA PAGINA


Sottotitolo Il cinema nei giornali della sinistra extraparlamentare 1968-1976 a cura di Steve Della Casa e Paolo Manera, introduzione di Marino Sinibaldi (Donzelli editore, euro 18). Il Bellocchio del titolo si riferisce al film Sbatti il mostro in prima pagina (1972) assai criticato da Lotta Continua per le immagini stereotipate del movimento, dei giornali e della polizia. Del resto su Lotta Continua si attaccano anche i Taviani, Bernardo Bertolucci di Novecento. Nel libro si riportano anche gli interventi da Vedo rosso, La vecchia talpa, Giornale dei lavoratori, Servire il popolo ed anche i primi rari articoli comparsi sul manifesto a firma Piero Arlorio e lettere dei lettori che chiedevano di intervenire un po di pi. Cosa che in seguito stata fatta e che ha contribuito a dare una significativa svolta alla lettura del cinema rispetto al resto della stampa italiana.

UN AFFARE MILIONARIO
In Olanda il libro Koning van Katoren un pezzo di storia nazionale e la prevista uscita del film sta trainando un indotto milionario. Sulla storia del ragazzo che vuole diventare re, l'editore Leminscaat butta sul mercato una nuova edizione del libro per ragazzi, il musical per famiglie in cartellone. Ora ecco arrivare in libreria il nuovo volume, corredato dalle fotografie di scena, con la versione cinematografica del romanzo venduto in 600.000 copie. Si pongono questioni scottanti: l'utilizzo delle fotografie a tale scopo non mai stato concesso dal fotografo di scena, che ha scoperto solo incidentalmente la pubblicazione del volume con immagini di sua esclusiva propriet.

AMICI ANIMALI COMPAGNI DI STRADA


Della vivisezione sugli animali non ne so molto oltre al fatto che mi fa orrore che sono contraria, totalmente contraria, che so che se ne pu fare a meno e che nella mia vita di cittadina nata e vissuta qui dove la natura stata completamente addomesticata ho sempre sentito gli animali come sfortunati e vessati compagni di strada e amici che potevo solo cercare di aiutare nel mio infinitesimamente piccolo modo. Da bambina sognavo di diventare veterinario, sono figlia unica di genitori divisi e complicati, mia madre mi affid fin da piccola alla sorveglianza di Doc un incrocio tra bracco e segugio che mi seguiva passo passo nei miei giri e sempre mi riportava a casa, puntuale e fedele, faccio parte di unera lontana in cui a Roma anche da bambini si poteva razzolare nei quartieri. Con lui ho condiviso tutto anche i salvataggi. Il mio migliore amico di quando avevo 11 anni era il figlio del veterinario del quartiere e insieme salvammo ed adottammo vari casi disperati, suo padre prestava le prime cure e io costringevo mia madre alladozione e Doc sopport amichevolmente larrivo del gatto Gimmi e del bellissimo lupo con la poliomelite Al, che trovai mentre arrancava sulle sole zampe anteriori rischiando di finire arrotato dalle macchine in un giorno di Pasqua dello scorso millennio. Quando mor gli erano accanto Doc e Gimmi a fargli coraggio. Poi negli anni ci sono state varie generazioni di gatti di cui al momento due sono miei conviventi Gattotoro e Shamkat. Per ognuno di loro ci sono racconti di mille avventure che hanno fatto addormentare figli e nipoti. Mi ricordo un bel libro uscito nel 1975 di Fulco Pratesi che si chiama Clandestini in citt che parla di tutti quegli animali selvatici che si sono rifugiati nellambiente urbano, chiss se c stato un aggiornamento, ora Roma piena di gabbiani che spadroneggiano sui cassonetti rendendo la vita dura alle rondini a cui rubano le uova, di stormi di storni, un tempo cerano le nutrie con i dentoni arancioni nel laghetto di villa Panfili, chiss dove le avranno deportate, adesso ci sono molti pappagalli tropicali, una ventina di anni fa mentre scendevo gi per la parte stretta di via delle Fornaci inchiodai per permettere lattraversamento ad una famiglia di galline, almeno tre volte mi successo di incrociare una volpe e sul grande cedro del libano sopra casa mia aveva nidificato un grande allocco. La quantit immensa di rifiuti che straborda dai nostri cassonetti inevitabilmente ha la sua notevole attrazione per chi ha fame uccello o mammifero (umano e non) che sia. Adesso la citt diventata unenorme metropoli che si estende per chilometri e chilometri di cemento e c ancora qualcuno, diciamo pure tutti, che si fa propaganda politica favorendo costruttori e palazzinari e di verde ce n sempre meno. Ma i topi, invece ci sopravivranno come razza perch sono pi forti e tanti, e dotati di grande intelligenza genetica e chiss cosaltro. Chiss come sar il mondo quando i topi saranno la razza dominante del pianeta terra come in un film di fantascienza tipo Pianeta delle scimmie, chiss se ci sar ancora il mondo o si sar sciolto nei propri ghiacci, affogato nelle onde anomale, autodistrutto con le bombe atomiche contrabbandate come sigarette e finite nelle mani di qualche dottor Stranamore, chiss? Chiss? chiss? Come nella canzone. Nel frattempo invito i miei compagni di genere a smetterla con le torture.

In pagina foto di scena e di backstage del film Koning van Katoren

BOND COMPANY

Garanzia di buon fine? Tra un salmone e l'altro


di COMITATO CREDITORI PAY KASANDER PAY

moderati arabi

< 195 196 197 >

Lesercito di Rabat ha blindato la citt di El Aaioun in occasione della visita di Christopher Ross, inviato speciale dellOnu per il Sahara Occidentale. Eppure la protesta sahrawi dilaga: via le truppe del re, referendum subito.

I finanziatori e le banche, prima di accordare un finanziamento ad una societ di produzione cinematografica, richiedono che il film sia garantito da una particolare compagnia assicurativa, una Bond Company (nulla a vedere con James Bond, ma bond in inglese significa garanzia). Questa assicurazione valuta tutti gli elementi del progetto per determinare i rischi dell'operazione e dopo un'attenta indagine, se decide di diventare garante, richiede il pagamento anticipato, prima che le riprese abbiano inizio, con una percentuale che va dal 3 al 10% del totale, secondo i rischi. Ma che cosa garantisce la Bond Company agli investitori? La cosa pi importante la garanzia di buon fine, cio la certezza di ricevere il prodotto compiuto, in quanto un film non finito non ha alcun valore. Il concetto di garanzia di buon fine si sviluppato negli anni '50 in Inghilterra, quando i produttori del dopoguerra in difficolt non riuscivano a provvedere al finanziamento del film per mancanza di garanzie personali. A quel tempo le uniche possibilit di finanziamento erano date dalle societ di distribuzione cinematografica, che per pagavano solo alla consegna. Ecco che il produttore inglese Robert Garret (famoso per aver decodificato il codice nazista Enigma) fonda la Film Finances le cui garanzie (bond) permettevano ai produttori di scontare in banca i contratti dei distributori che saldavano il conto solo alla consegna del film. Le Complition Bonds hanno un

enorme potere. Possono decidere di licenziare chiunque, anche il regista e lo stesso produttore, arrivando, con il take over, a prendere in carico l'intera produzione. Questo take over per un provvedimento rarissimo nell'intera storia del cinema. un'azione che viene comunque intrapresa di malavoglia perch equivarrebbe ad ammettere di non aver valutato correttamente i rischi dell'operazione. Uno dei pi recenti casi di take over stato quello del film Le Avventure del Barone di Munchausen (1988) di Terry Gilliam. Appena entrato negli Studi di Cinecitt, il film ha iniziato ad accumulare incredibili ritardi. La Film Finances, dopo una prima esitazione, subentrata nella produzione per poter consegnare il film agli investitori da loro garantiti e questo gli costato ben 23 milioni di dollari. La European Film Bonds, la Complition bond del film Koning van Katoren (To be King per i paesi fuori dall'Olanda). una piccola societ assicurativa che copre il mercato scandinavo e del Benelux con qualche puntata anche in Inghilterra e non ha difficolt a dichiarare che il loro ieratico metodo di lavoro scandinavo. Che vorr mai dire? Lavorare tra una battuta di pesca al salmone e l'altra? La societ ha sede a Copenaghen e ogni tanto riesce anche ad assicurare il buon fine di film di una certa importanza, come ad esempio Third Person di Paul Haggis della societ di produzione belga Corsan con Liam Neeson, Kim Basinger, Adrien Brody, attualmente in produzione a Cinecitt. Per Koning van Katoren qualcosa deve essere andato storto,

appaiono evidenti errori di valutazione del rischio. Certamente dalla loro roccaforte di Copenaghen non si aspettavano una rivolta delle societ di produzione esecutiva e di centinaia di creditori italiani. In questi casi lo scenario sempre lo stesso. Colui che deve pagare accusa quello che deve ricevere i soldi di averli fatti sparire. Ecco che allora la European Film Bonds commissiona una certificazione indipendente della societ italiana che ha gestito le riprese. Il verdetto pi che positivo, ma la European Film Bonds non vuole subentrare alla produzione di Kasander. Non lo hanno mai fatto e probabilmente non sanno neppure come si fa, certo che la societ italiana ha consegnato a Kees Kasander il film, con i complimenti del regista e del direttore della fotografia, rispettando tempi e budget. un bel rompicapo che la European Film Bonds non si mai impegnata a risolvere. Eppure il film risultava totalmente finanziato, le riprese italiane (pi dell80% del film) hanno rispettato tutti i parametri richiesti contrattualmente: i soldi sono finiti o sono spariti. Dove? Neppure a questa domanda la European Film Bonds sa rispondere. Noi, come Comitato di Creditori Pay Kasander Pay, abbiamo cercato di far suonare la sveglia. Ma nulla si mosso. Per loro, abituati alla vita tranquilla della Scandinavia, questo un bel rebus che cercano di risolvere alla loro maniera. Invece di indagare, capire, scoprire e agire preferiscono perdere tempo con gli avvocati, per trovare, nei meandri del contratto di garanzia, una via di uscita alla Ponzio Pilato. Ma i creditori italiani non ci stanno e richiamano la European Film Bonds per non aver valutato attentamente i rischi, ponendo le seguenti domande ancora in attesa di risposta: - E' vero che il produttore Kees Kasander ha avuto problemi simili su un film precedente, sempre da voi garantito? - Sono state fatte delle verifiche sulla capacit del produttore Kees Kasander di organizzare il cashflow con le banche? - Perch nessun rappresentante della European Film Bonds si fatto vedere durante le riprese in Italia? - Perch all'interno della European Film Bonds qualcuno era contrario ad assicurare il produttore olandese Kees Kasander? Aspettiamo con impazienza di incontrare il produttore olandese al Festival di Roma dove presenter un suo film. Nel frattempo stiamo dando corso ad azioni legali per concludere positivamente la vicenda, che altrimenti finirebbe inevitabilmente con il blocco del film. Presto la legge ci dir se protegge i furbi o i giusti!

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ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

TRANSCULTURALITA

SPORT
di PASQUALE COCCIA

In posa col burkini

Lo sport a Torino sveste le donne musulmane per portarle sulla via dell'integrazione e della liberazione del corpo. Il merito dell'Uisp, l'Unione italiana sport per tutti, che come prevede la denominazione si adopera nei fatti affinch sia data a tutti la possibilit di praticare lo sport. Quattro anni fa l'ente di promozione sportiva che ha radici di sinistra, recependo una richiesta delle donne musulmane di avere uno spazio proprio per fare sport, avanzata all'assessore all'Integrazione del comune di Torino, ha dato vita a Borgo Vittoria, un quartiere operaio dell'estrema periferia torinese, a un progetto di integrazione chiamato Piscina al femminile. Nel 2008 ricevemmo la richiesta da parte di un gruppo di donne musulmane di avere una piscina tutta per loro dove nuotare - dice Patrizia Alfano presidente dell'Uisp di Torino ci incontrammo per capire quali fossero le loro esigenze e in quali orari fossero pi libere in rapporto alle esigenze di lavoro e a quelle di famiglia, ma ci opponemmo all'idea che la piscina fosse aperta solo alle donne musulmane, per noi era importante che fosse riservata alle donne in generale, altrimenti il processo di integrazione veniva meno. Prima che iniziasse il corso di nuoto, i mariti vennero a controllare che non vi fossero vetrate verso l'esterno e alcuni finestrini abbiamo dovuto coprirli, hanno controllato nei minimi particolari. Per me che mi sono battuta per l'emancipazione della donna stato un vero shock. Si sono fidati, adesso si limitano ad accompagnarle e a venirle a prendere. L'occasione del corso di nuoto ha rappresentato un momento importante di integrazione, e per loro la possibilit di uscire dall'isolamento, da quegli sguardi che a Torino ti tengono distante, questa esperienza le ha rese pi libere - continua Alfano - le donne impegnate nel progetto Piscina al femminile sono 80 delle quali 60 musulmane. All'inizio di questa esperienza le donne musulmane erano felici, sprizzavano gioia, come delle bambine, tanto che spesso violavano le regole, come invadere le corsie riservate alle donne che nuotavano liberamente e abbiamo dovuto richiamarle a un maggior rispetto degli spazi. Non erano abituate al fatto che qualcuno si occupasse di loro, le insegnasse a nuotare, perch non avevano mai praticato lo sport e il movimento inteso come benessere fisico conclude la presidente dell'Uisp di Torino. I paesi di provenienza sono l'Egitto, l'Iran, la Tunisia, il Marocco e la Somalia. Alcune di loro sono casalinghe, altre badanti, soprattutto quelle somale, una buona met svolgono lavori di mediazione culturale, e molte di loro sono anche impegnate politicamente tra i No Tav in Val di Susa. Ogni domenica dalla 10 alle 12, alla piscina Massari quattro donne per l'organizzazione e tre istruttrici per i corsi di nuoto, opportunamente formate, sono impegnate nel progetto, che riserva i corsi di nuoto anche alle bambine musulmane dai 6 ai 12 anni. Le donne musulmane pagano solo l'iscrizione al corso, al resto delle spese pensa l'Uisp, che con la chiusura al pubblico perde introiti sicuri. Alle prime lezioni di nuoto alcune donne, soprattutto quelle pi anziane, si sono presentate con il burkini, che copriva tutto il corpo dalle caviglie ai polsi fino al capo, un costume con gonnellino in uso in Italia negli anni '40 del secolo scorso, altre indossavano un tutino che copre dalle ginocchia all'ombelico, a seconda della nazionalit di provenienza - dice Paola Voltolina, una delle istruttrici di nuoto si cambiano in spogliatoi separati, perch considerano il corpo delle donne occidentali impuro. Oggi alcune di loro si scoprono parti del corpo, non portano il velo sul capo, si sentono pi libere. Ai corsi di

TRANSIZIONE E VITA NUOVA


Una scienza nuova, una vita nuova. Ho iniziato sei anni fa la collaborazione con Alias, invitato da Roberto Silvestri, per entrare in dialogo con i giovani. Poco mi interessavano e meno mi interessano gli intellettuali di professione, amanti delle discipline e non delle scienze, delle tradizioni e non delle conoscenze - se non quelli fra loro che sono stati giovani e se ne ricordano ancora. Dialogare con esseri umani plastici e leggeri sul mondo grande e terribile, scosso da una crisi di civilt. Il principale autore di riferimento, diciamo pure il fratello maggiore dei miei fulmini e delle mie saette stato Antonio Gramsci, entrato giovane in carcere, a 35 anni, e morto undici anni dopo, ancora giovane, a 46. Perch il Gramsci dei Quaderni? Perch Gramsci e i suoi Quaderni, scritti tra il 1929 e il 1935, hanno illuminato la mia giovinezza, e sono qui, alle soglie della vecchiaia, a ringraziarlo ancora. Nel 1975 avevo 27 anni, e accanto a un altro giovane, Luis Razeto, esule dal Cile di Pinochet, ho riletto i Quaderni - che avevo gi letto nella Edizione Tematica sorvegliata da Togliatti pubblicata tra il 1948 e il 1951 nella Edizione Critica curata da Valentino Gerratana (1919-2000) e pubblicata proprio quellanno dalla casa editrice Einaudi. E ho scoperto, sempre sia beata la spietata filologia ben connessa alla buona filosofia, che Gramsci aveva intrapreso in carcere una profonda autocritica della sua precedente esperienza politica e teorica, segnata dal marxismo e dal comunismo, e aveva avviato la costruzione di una nuova scienza, la scienza della storia e della politica. Il primo elemento di questa scienza, come lui laveva impostata e come Luis ed io abbiamo sviluppato e continuato creativamente, era ed la teoria della crisi organica, cio lanalisi scientifica della natura storica e delle soluzioni possibili di questa crisi di civilt che oggi viviamo nella sua fase terminale e allora, negli anni Settanta del Secolo Breve, andava globalizzandosi, e ancora prima, negli anni Trenta, Gramsci coglieva nella sua fase iniziale. Cos, abbiamo scritto saggi, e comunicazioni a convegni gramsciani, su tutto questo, e due libri, il primo edito nel 1978 da De Donato, Sociologia e marxismo nella critica di Gramsci, e il secondo inedito, Politica e partiti nella critica di Gramsci, dei quali poi, negli anni Dieci del Duemila abbiamo elaborato lEdizione Critica e si trovano ora nei nostri siti. Ed ecco, la collaborazione con Alias, ha significato anche questo, per me: scrivere sempre pi decisamente per i giovani, allargando le ricerche avendo in mente come lettori, e lettori potenzialmente attivi grazie alle reti telematiche, non gli ossificati specialisti della sociologia e della politologia bens gli esseri umani in ebollizione, in formazione, in costruzione decisi a lasciare i porti pi protetti, a stivare le idee pi consolatorie, per navigare il futuro. Una scienza nuova per una vita nuova. E cos nato La Vita Nuova, il nuovo libro scritto con Luis, ancora a partire da Gramsci ma ancora pi creativo dei precedenti, che qui ti segnalo, nostro lettore, nostra lettrice: http://www.uvirtual.net/spuv/la-vita-nuova Facci sapere. www.pasqualemisuraca.com

TORINO INIZIATIVA UISP A BORGO VITTORIA

Come spogliarsi da tradizioni molto scomode


Lesperimento riuscito Piscina al femminile permette anche alle donne dellIslam pi ortodosso di fare sport e liberare il corpo
nuoto abbiamo fatto seguire anche momenti di incontro extra nei quali vediamo dei video, discutiamo e ci poniamo domande reciproche sulla condizione delle donne nei loro paesi e in Europa. Sono contente di rispondere alle nostre domande, capiscono che c' curiosit. Abbiamo imparato a rispettare le differenze tra le nostre culture. Le donne occidentali hanno il mito del corpo magro per piacere agli uomini, loro quello di essere un po' cicciotte, lo ritengono pi sexy. Il lavoro difficile, paziente, intelligente delle donne dell'Uisp di Torino per favorire il processo di integrazione, va ben oltre le corsie del nuoto della piscina Massari, le indicazioni tecniche delle istruttrici. Tra le donne della comunit musulmana a Torino e l'ente di promozione sportiva si ormai creato un clima di collaborazione stretto e di condivisione di occasioni che mescolano storie, culture e personalit diverse. Non solo confronti, film e dibattiti, ma anche feste. Ci invitano alle feste musulmane, almeno tre volte all'anno, vi sono cibi interetnici, balli e musica. Noi organizziamo ogni anno la festa dello sport delle donne musulmane, che quest'anno si terr il 4 novembre, alla quale partecipano circa 200 donne dai 6 ai 60 anni. Si svolge proprio a Borgo Vittoria, dove oltre alla piscina Massari vi un complesso sportivo polivalente con una palestra e il palaghiaccio. Per un'intera giornata duecento donne in festa possono praticare sport con l'aiuto delle nostre istruttrici. L'esperienza di Piscina al femminile - conclude Paola Voltolina- che si realizza a Torino unica in Italia, tanto che l'associazione nazionale delle donne musulmane ci ha chiesto di adoperarci perch in altre parti d'Italia si possano offrire queste opportunit. Che pensano dell'esperienza promossa dall'Uisp a Borgo Vittoria i maschi della comunit musulmana di Torino? Questo progetto di piscina femminile un esempio per tutti di lavoro preciso, curato, di successo al servizio della comunit musulmana e della societ in generale - dice Omar Jibril- tante donne vorrebbero fare piscina ma non hanno il coraggio di farsi vedere in costume dai maschi. Ringraziamo l'Uisp per questo lavoro e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

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I FILM
BALLATA DELL'ODIO E DELL'AMORE
DI LEX DE LA IGLESIA, CON ANTONIO DE LA TORRE, CARLOS ARECES. SPAGNA 2010

SINTONIE
di tornare alla sua professione. VENUTO AL MONDO
REGIA: SERGIO CASTELLITTO, CON PENLOPE CRUZ, PIETRO CASTELLITTO. ITALIA 2012

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON MARIUCCIA CIOTTA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, ARIANNA DI GENOVA, MARCO GIUSTI, CRISTINA PICCINO, ROBERTO SILVESTRI

IL FILM
LA NAVE DOLCE
DI DANIELE VICARI. DOCUMENTARIO. ITALIA 2012

1937. La Spagna nel mezzo della Guerra Civile. In un circo il Pagliaccio Tonto viene interrotto nel bel mezzo dello spettacolo e reclutato con la forza da un gruppo di miliziani. Viene condotto in battaglia contro un plotone di soldati franchisti, che massacra quasi da solo prima di esser fatto prigioniero. Da questa scena arriviamo al 1973, gli ultimi giorni del regime di Franco. Javier, il figlio del Pagliaccio Tonto, sogna di seguire le orme del padre, ma ha visto troppe tragedie nella sua vita e per questo deve rassegnarsi al ruolo di Pagliaccio Triste. Trova finalmente lavoro in un circo, dove costretto a subire le angherie di Sergio, il brutale Pagliaccio Tonto (interpretato da Santiago Segura) che lo umilia durante e fuori dallo spettacolo. Incontra per anche Natalia, la bellissima acrobata. Leone dargento al festival di Venezia del 2010 per la miglior regis e la miglior sceneggiatura. CODE NAME: GERONIMO
DI JOHN STOCKWELL, CAM GIGANDET, ANSON MOUNT. USA 2012

Una mattina, Gemma simbarca su un aereo, diretto a Sarajevo, trascinandosi dietro il figlio sedicenne Pietro. Ad attenderla allarrivo c Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi delle Olimpiadi invernali del 1984 condusse Gemma verso lincontro sentimentale della sua vita, il fotografo di pozzanghere Diego. VICINI DEL TERZO TIPO
DI AKIVA SCHAFFER, CON JONAH HILL, BEN STILLER. usa 2012

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casa del nonno che non c pi da una madre che non torner. Sopravvivere, divertirsi e difendersi da adultu farabutti, questo il programma delle loro vacanze, con un andamento da fiaba feroce, proprio di quelle che nascevano nelle corti nel cuore dellEuropa semplicemente ispirati a fatti di cronaca. (s.s.) IO E TE
DI BERNARDO BERTOLUCCI, CON JACOPO OLMO ANTINORI, TEA FALCO. ITALIA 2012

Nella periferia di una citt, un gruppo di genitori costituisce una ronda notturna per combattere un potere soprannaturale che intenzionato a distruggere il mondo. AMOUR
DI MICHAEL HANEKE, CON JEAN LOUIS TRINTIGNANT, ISABELLE HUPPERT. FRANCIA AUSTRIA 2012

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Sono passati 10 anni dagli attacchi dell11 settembre: da allora, lintellingence americano ha scatenato la pi grande caccia alluomo di tutti i tempi. Nel 2011 per, la CIA decide di selezionare ununit speciale di Navy Seals, per una missione segreta in Afghanistan, obiettivo: trovare e uccidere Osama Bin Laden. UN MILIONE DI GIORNI

DI EMANUELE GILIBERTI, CON PIERA DEGLI ESPOSTI, NINO FRASSICA. ITALIA 2012

Palma doro a Cannes, duetto d'amore e crimine tra musicologi ottuagenari e conservatori alla prova della morte. Un feroce ma classico film da camera, nobilitato dalle dodecafoniche performance di Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva, che a Cannes ha messo d'accordo tutti, critica, pubblico e la giuria guidata da chi (Nanni Moretti), nel 1997 aveva giurato perenne odio all'autore - troppo sadico, troppo cinico, troppo mitteleuropeo. (r.s.) ARGO
DI BEN AFFLECK, CON BRYAN CRANSTON, BEN AFFLECK. USA 2012

Il cineasta che esord nel 1962 con La commare secca si occupato questa volta di coreografare nel tempo gli arditi movimenti di sopravvivenza psicofisica di Lorenzo, quattordicenne mirmecologo d'oggi cui i coetanei mal s'adattano e che viene dunque bollato come sociopatico da curare nel cervello. Sono solo concettuali, ma non meno sensuali, questa volta, i caratteristici dolly danzanti che accarezzano la lotta di Lorenzo per entrare, con maggiori autodifese possibili, nell'et adulta, umana stavolta, non solo a geometria animale. Concentra il suo sesto film romano quasi tutto nello spazio claustrofobico, spazialmente ma mentalmente infinito, di una cantina, e nel duetto per cannibali tra Lorenzo e la sorella Olivia, quoziente di difficolt altissimo e demod, missione compiuta. (r.s.) OLTRE LE COLLINE

FELLINI, RICHTER E I SOSIA


RE COSE
Italia, 2012, 4; musica: Malika Ayane; regia: Federico Brugia; fonte: DeeJay Television

Il documentario un thriller denso di emozioni nella ricostruzione dell'avvenimento del 91 che anticip gli sbarchi sulle coste italiane, prima grande prova dei respingimenti di massa. Ci mostra ragazzi perlopi in costume da bagno, urlanti Viva l'Italia, spinti dall'idea di libert e di un paese conosciuto sugli schermi tv. Vicari intercala le immagini dell'epoca con le testimonianze di alcuni di loro e che ci raccontano come i ventimila viaggiarono stretti l'uno all'altro, cibandosi solo dello zucchero che trasportava la Vlora, partiti all'improvviso senza portare nulla con s. Una massa di corpi esultanti che si tuffano in mare per raggiungere la banchina, e che vengono accolti con stupore dai baresi. Primi soccorsi, acqua, molti si fingono malati per sfuggire alla calca e al sole che batte infernale, qualcuno ritrova amici e fratelli. E poi la deportazione nello stadio dove gruppi di violenti sequestrano il cibo lanciato sulla folla, impossibile distribuirlo diversamente, alcuni sfonderanno le porte e fuggiranno. Nel racconto di un sopravvissuto, c' un poliziotto che piange a sentire la storia del piccolo albanese in cerca di lavoro e di libert. Il sindaco di Bari contrario al trasferimento nello stadio, ma dal ministero arriva l'ordine di ricacciarli indietro. La dolce nave un poema per immagini e parole, fotogrammi di un reale che ci perseguita, soprattutto nell'incursione in scena dell'allora presidente della repubblica, Francesco Cossiga, che in un scena da film horror si scaglia contro il sindaco di Bari, il disumano e l'umano, e lo minaccia di ritorsioni perch ha accolto quei ragazzi, i nostri vicini, i fratelli dell'altra sponda. (m.c.)

DI CRISTIAN MUNGIU CON COSMINA STRATAN, CRISTINA FLUTUR, ROMANIA 2012

Mentre passeggia con la servetta Concettina, un duca siciliano racconta quattro storie di donne nel giorno pi significativo della loro esistenza: Franca Florio, di condizione privilegiata, si annoiasse e fosse infelice; la seconda ha come protagonista Costanza d'Altavilla, che partorisce il figlio Federico in piazza a Jesi per dimostrare lautenticit della sua maternit, poi una prostituta posa per il quadro Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio e infine una donna considerata una santa dai compaesani. THE ODD LIFE OF TIMOTHY GREEN
DI PETER HEDGES, con Joel Edgerton, Jennifer Garner. usa 2012

Fantasy su un ragazzino con poteri magici la cui personalit incide profondamente sulla gente della sua cittadina (produzione Walt Disney). Tutto ha inizio quando una giovane coppia nasconde in giardino una scatola con i loro desideri per la nascita di un bambino. Il loro sogno diventa realt quando bussa alla loro porta Timothy, un ragazzo che nasconde delle incredibile qualit. PARIS-MANHATTAN
DI SOPHIE LELLOUCHE, CON ALICE TAGLIONI, PATRICK BRUEL. FRANCIA 2012

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Alla sua terza regia Ben Affleck racconta un fatto inedito della crisi esplosa tra l'Iran gli Stati uniti nell'era Carter, venuto alla luce solo qualche anno fa, quando Bill Clinton ha autorizzato la declassificazione dei documenti Cia che lo riguardavano. Argo si muove tra la dimensione del thriller politico in stile I tre giorni del Condor (di Sydney Pollack, 1975) e una commedia dell'assurdo. Pi di tutto riflette quell'idea di spettacolo hollywoodiano politico/intelligente portata avanti dal suo produttore George Clooney in film come Three Kings (tuttora uno dei migliori film sugli americani in Iraq), Syriana e L'uomo che fissava le capre. (g.d.v.) LA COLLINA DEI PAPAVERI

Il fondamentalismo religioso non sola lucida strategia politica che si fa movimento identitario antisistemico di massa. anche una pericolosa follia, un automatico movimento introverso di chiusura culturale. Soprattutto nelle zone geografiche pi isolate, come la Romania, il paese latino strozzato da una cintura slavofona impenetrabile, in cui tre quarti della popolazione rurale costretta allemigrazione coatta, tra infanzia abbandonata, violenze e incestuose abitudini. Proprio qui, nel 2005, in un piccolo e sperduto monastero cristiano ortodosso della Moldavia, un'esorcismo fin tragicamente. Premiato a Cannes per il copione (di implacabile fluidit accademica) e per le interpretazioni ipnotiche di Cosmina Stratan e Cristina Flutur, questo saggio verde sporco sulla superstizione religiosa, in 150 minuti scodella tra laltro la lunga lista dei peccati ortodossi - 464 in tutto - che conducono irrimediabilmente all'Inferno. E che la Palma doro 2007 Mungiu, cerca di esorcizzare con altrettanti movimenti di macchina che dovrebbero condurre, inevitabilmente, in Paradiso. (r.s.) SKYFALL

Un video fatto in famiglia, e non solo nel senso dellambientazione, dal momento che il regista il marito stesso della Ayane, Federico Brugia. Un triangolo sentimentale tra la vocalist e altri due uomini, viene messo in scena con allegria visivo-cromatica nelle ampie stanze di un appartamento dalle pareti bianche e da vivaci quadri di arte contemporanea. Usando perlopi inquadrature fisse e stacchi sullasse, Federico Brugia fa compiere una serie di azioni quotidiane e bizzarre ai tre performer al ritmo molto ballabile di questa hit contenuta nellalbum Ricreazione. C anche una citazione dal cinema davanguardia: la colazione del famoso Vormittagsspuk (Ghost before breakfast) di Hans Richter, 1928, unopera darte degenerata secondo i nazisti che ne distrussero per sempre il sonoro. IN FOR THE KILL

IL FESTIVAL
PITIGLIANI KOLNOA FESTIVAL
ROMA, CASA DEL CINEMA, 3-7 NOVEMBRE

Uk, 2009, 415; musica: La Roux; regia: Kinga Bourza ;fonte: Youtube.com

La rasegna del cinema israeliano e di argomento ebraico giunta alla settima edizione diretta da Dan Muggia e Ariela Piattelli propone a ingresso gratuito titoli inediti e ospiti illustri. Accanto al programma di film e documentari organizza laboratori e avr come ospite donore il Dipartimento di Cinema e Televisione dellUniversit di Tel Aviv. Si inaugura con Footnote di Joseph Cedar, nominato agli Oscar 2011. Tra i documentari un omaggio a David Ofek, i ritratti Roman Polanski: a film memoir di Bouzereau, Woody Allen di Robert Weide, Stanley Kubrick di Jan Harlan. Nella sezione Sguardo sul nuovo cinema israeliano segnaliamo La sposa promessa (Fill the Void), opera prima di Rama Burshtein (lo distribuir Lucky Red), che sar presentato al festival dallattrice Hadas Yaron, Coppa Volpi a Venezia. Eran Kolirin presenter il suo The Exchange, Sharqiya, premiato al Festival di Gerusalemme 2012, Gods Neighbors di Meni Yaesh, Restoration, di Joseph Madmony, premiato al Sundance per la sceneggiatura, The Cutoff Man di Idan Hubel. Nella sezione Percorsi ebraici in programma anche Profughi a Cinecitt, di Marco Bertozzi, che racconta dei migliaia di rifugiati negli studios scampati ai campi di concentramento nel 44. (s.s.)

DI GORO MIYAZAKI. ANIMAZIONE. GIAPPONE 2011

Commedia romantica alla francese. Alice giovane, bella e farmacista. L'unico problema che ancora single, anche perch il suo pensiero fisso Woody Allen. E incontra proprio Victor che la corteggia, ma che non ha mai visto nessuno dei celebri film del regista. RED LIGHTS
DI RODRIGO CORTS, CON ROBERT DE NIRO, SIGOURNEY WEAVER. SPAGNA USA 2012

Unico evento: nei cinema il 6 novembre in oltre 100 sale. il secondo film di Goro Miyazaki dopo Il racconto di Terramare. A Yokohama nel 63 alla vigilia delle Olimpiadi, durante la disputa per la demolizione di una vecchia casa in legno della scuola, la sede dei club scolastici di filosofia e di astronomia, due esponenti degli studenti delle scuole superiori del Nuovo Giappone Umi e Shun si innamorano, ma quando per conoscersi meglio cominciano a raccontarsi reciprocamente le storie delle rispettive famiglie, scoprono di avere un segreto che li accomuna. UNESTATE DA GIGANTI

DI SAM MENDES, CON DANIEL CRAIG, JUDI DENCH, JAVIER BARDEM, USA 2012

La cantante Elly Jackson che insieme al co-autore e co-produttore Ben Langmaid forma il duo synthpop La Roux per tutto il video guida la sua auto sportiva nella notte. Fari, nebbia, rifrazioni luminose rosse e blu, panoramiche e carrellate, compongono questo viaggio senza meta mentre, di tanto in tanto, vediamo sagome maschili correre nella parte sottostante. Viaggio che si interrompe per qualche secondo, allorquando la guidatrice si trova di fronte al suo doppio. Latmosfera un po satanica ed enigmatica ricorda il Toby Damitt di Federico Fellini, lepisodio di Tre passi nel delirio girato nel 1968. Il clip, pur non basando su chiss quale trovata, si lascia guardare, ma soprattutto il connubio tra le immagini e le sonorit elettroniche a funzionare bene. KING AND QUEEN OF AMERICA

IL DOCUMENTARIO
PREMIO LIBERO BIZZARRI
SAN BENEDETTO DEL TRONTO 3-10 NOVEMBRE

DI BOULI LANNERS, CON ZACHARIE CHASSERIAUD, MARTIN NISSEN. BELGIO 2010

La psicologa Margaret Matheson e il suo assistente studiando le attivit paranormali, sono portati a indagare sulla figura di un medium molto famoso, rimasto rintanato per trentanni, fino a quando non decide

Non ci sono che i belgi per creare paura senza per questo entrare nel genere horror, semplicemente raccontando la vita quotidiana. I ragazzini quattordicenni di Lanners (attore di pi di cinquanta film da Toto le Hros ad Astrix) sono in vacanza nelle Ardenne, lasciati soli nella

Grazie alla sceneggiatura di Meal Purvis & Robert Wade con il supporto di John Logan, Sam Mendes si trovato tra le mani la migliore avventura di 007 da molto tempo a questa parte. Sicuramente il primo film della serie che rivaleggia con quelli di Sean Connery. Questo perch Daniel Craig ha la faccia sbattuta di uno che sembra indulgere un po troppo con lalcol, in compenso sfodera un fisico costruito con fatica quotidiana in palestra, poi, consapevole del fatto che il tempo sia passato e i tempi cambiati non pi cos spudoratamente sciupafemmine. Addirittura M, per tenerlo in servizio dopo che era stato dato per morto, deve fare in modo che siano falsificati i suoi test attitudinali, altrimenti non potrebbe fiondarsi nellazione per combattere il perfido Silva. Qui c il cinema, con le sue emozioni, i suoi sussulti, i suoi ricordi frullati in un paio dore che riconciliano con il filone dazione. (a.ca.)

Usa/Uk, 1989, 419; musica: Eurythmics ;regia: Sophie Muller; fonte: Youtube.com

Una riuscita satira del way of american life messo in scena dalla sofisticata Sophie Muller regista prediletta dagli Eurythmics -, che trasforma Annie Lennox e Dave Stewart di volta in volta in un giocatore di football e in una ragazza pon pon, nel presidente degli Stati Uniti dAmerica e nella first lady, in Hugh Hefner e in una coniglietta, in Elvis e Marilyn, in Minnie e Mickey Mouse, una coppia con il carrello della spesa, e cos via. Il tutto inframmezzato a immagini di repertorio, bizzarre e/o terrificanti, per demistificare meglio il mito del sogno americano. I due musicisti sono molto bravi ad impersonare questa galleria di personaggi e stereotipi e a giocare con lestetica glamour, prendendo in giro anche il proprio ruolo di popstar.

La natura complessa dell'Europa, migrazioni, una fisionomia continentale ancora in costruzione: la 19 edizione del premio del documentario Libero Bizzarri, dedicata alla poetica dei Confini Mobili, da un'idea di Gualtiero De Santi, direttore artistico insieme a Enzo Eusebi e Fabrizio Pesiri. Il premio alla carriera sar assegnato quest'anno al regista fiorentino Giuseppe Ferrara, autore di pi di cento documentari sulle vicende pi oscure della storia repubblicana, dal fenomeno mafioso all'omicidio di Giovanni Falcone, dal caso Moro alla P2, dalle Brigate Rosse al caso Ustica. Ferrara, al quale sar dedicata una retrospettiva, inoltre autore di saggi su Luchino Visconti e Francesco Rosi e attualmente docente di regia all'Universit di Perugia, sede di Terni. Il regista sar presidente di giuria della sezione principale del Premio Bizzarri. Tre sezioni in concorso, quattro fuori concorso, quattro retrospettive, un progetto sull'infanzia. Durante l'anno, un centinaio di documentari sono stati selezionati e sono proposti al pubblico oltre 50 documentari, 5 film, e 10 opere multimediali prodotte dalle scuole per la nona rassegna Mediaeducazione. (s.s.)

LA RIVISTA
FRIGIDAIRE
N.244, TRENTADUESIMO COMPLEANNO

MAGICO

in edicola il numero 244 del mensile Frigidaire, che a novembre festeggia il trentaduesimo compleanno. Nellinterno dopo leditoriale di Vincenzo Sparagna sul cammino della rivista dagli anni 80 ad oggi, il racconto inedito di Gore Vidal Erlinda e Mr Coffin, accompagnato da un ricordo dello scrittore americano di Antonio Scurati. Da segnalare il reportage Apocalypse Zombie di Paolo Pontoniere sulle singolari esercitazioni anti-zombie negli Usa, lintervista di Gianni Sartori a Maribi Ugarteburu della Izquierda Abertzale, la sinistra indipendentista basca e un incontro confidenziale con il cantautore Fausto Rossi di Sandro Prostor Koroval . Tre fumetti eccezionali: Welfare West di Ugo Delucchi, Arty Party di Massimo Giacn e unaltra avventura fantaspaziale di Klaus e Elmer The deep trip pop di Maurizio Ercole e Massimo Perissinotto. Un racconto di Gianluca Liguori, giovane fondatore del movimento scrittori precari, recensioni letterarie e musicali, le illustrazioni di Maila Navarra, Gianni Cossu, Andrejs Lavrinovics ed altri, le vignette di Giuliano, Ugo Delucchi, Giuseppe Del Buono, Giorgio Franzaroli e la tradizionale rubrica Schiuma, curata da Jacopo Giombolini dedicata questa volta al pittore perugino Simone Chiorri. Oggi si presenta la rivista a Lucca Comics nellAuditorium Fondazione Banca del Monte, Piazza San Martino 7, ore 13.

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ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

STORIE DA MADONNA ALLE BIKINI KILL, DA TORI AMOS A PEACHES

Libere tutte. Sesso, canzoni e videoclip


Il girl sound contemporaneo scopre nuovi linguaggi per definire nei pezzi la figura femminile e gli stereotipi con cui viene ritratta dai media. Ecco i nove brani pi espliciti
di JESSICA DAINESE

Nel 2011 due sociologhe dell'Universit di Buffalo hanno pubblicato lo studio Equal Opportunity Objectification? The Sexualization of Men and Women on the Cover of Rolling Stone (L'oggettivazione (applica i criteri di) pari opportunit? La sessualizzazione di uomini e donne sulla copertina di Rolling Stone). Analizzando le copertine della rivista statunitense dal 1967 al 2009, Erin Hatton e Mary Nell Trautner sono giunte a due conclusioni: 1) nel corso degli ultimi quarant'anni la cultura occidentale diventata sempre pi sessualizzata, quasi pornificata; 2) le donne sono di gran lunga pi oggettivate sessualmente rispetto agli uomini, e in modo pi evidente (spesso ipersessualizzate). Uno degli effetti negativi di questa (iper)sessualizzazione dell'immagine femminile (che ovviamente non si verifica soltanto nelle riviste di cultura pop, ma anche nei videoclip, sulle copertine dei dischi ecc.) l'idea limitata/limitante di femminilit che viene rappresentata in queste immagini, e quindi accolta come accettabile dalla cultura dominante. Non crediamo necessariamente che sia problematico per le donne essere ritratte come 'sexy', ha affermato la Hatton a questo proposito, crediamo invece sia un problema il fatto che quasi tutte le immagini rappresentino le donne non semplicemente come 'sexy', ma come passivi oggetti per il piacere sessuale di qualcun altro. Il mondo della musica pop e rock affollato di donne sexy, ma per lo pi rappresentano appunto una sessualit passiva, sottomessa. Un esempio chiaro il singolo di Britney Spears I'm a Slave 4 U (2001). Ma anche la pi recente I Kissed a Girl (2008) di Katy Perry ha fatto infuriare femministe pop quali Kathleen Hanna e Beth Ditto. Lungi dall'essere una proclamazione d'amore queer, I Kissed a Girl rappresenta piuttosto, come ha dichiarato la riot grrrl Kathleen Hanna, la fantasia finto lesbo porno di ogni maschio (...) disgustosa. Anche Beth Ditto dei Gossip ha trovato offensiva questa canzone che parla di una femmina etero che bacia altre donne per eccitare gli uomini (Attitude, 2009). Poi c' il caso di Rihanna. In S&M (da Loud, 2010) la cantante barbadiana intona versi che parlano di sesso, sadomasochismo e bondage. Rihanna ha confessato a Rolling Stone il suo interesse per queste pratiche: Mi piace prendere il comando, ma

amo essere sottomessa. Essere sottomessa in camera da letto molto divertente. Tutto bene, se non fosse che soltanto l'anno precedente Rihanna era stata vittima di violenza domestica. La foto del volto contuso della cantante fece il giro del mondo, e il suo partner di allora, Chris Brown, fu arrestato per aggressione e minacce. Quindi, sebbene Rihanna non sia l'autrice di S&M (e sebbene non ci sia relazione tra pratiche Bdsm consensuali e violenza domestica), versi come bastoni e pietre possono rompermi le ossa, ma catene e fruste mi eccitano, hanno un retrogusto piuttosto amaro. Le canzoni di cui andremo a parlare, invece, affrontano l'argomento sesso con un'attitudine ben diversa, ossia (pi o meno esplicitamente) femminista. Negli anni Ottanta c' stata,

all'interno del movimento femminista, una spaccatura tra atteggiamento sex-positive (favorevole al sesso) e opposizione (anche al vetriolo) alla pornografia. Una divisione spesso piuttosto aspra, tanto che qualcuno ha parlato di guerre del sesso femministe. Mentre secondo femministe anti-porno come Catharine MacKinnon e Andrea Dworkin la pornografia era la causa centrale dell'oppressione femminile, altre femministe (soprattutto quelle non accademiche, come la scrittrice Kathy Acker o Annie Sprinkle) consideravano il femminismo sex-positive (o pro-sesso o sex-radical) una risposta a quello che ritenevano essere il controllo patriarcale della sessualit. L'idea centrale del femminismo sex-positive che la libert sessuale una componente essenziale della libert femminile. Quindi, non solo queste femministe rifiutano qualsiasi tentativo di controllo sulle attivit sessuali tra adulti consenzienti (sia da parte del patriarcato, sia da parte delle femministe stesse), ma ritengono anche che, piuttosto che limitare la pornografia, sia necessario dare pi opzioni in quest'ambito. Una pratica sessuale particolarmente biasimata dalle femministe anti-porno il Bdsm (Bondage, Discipline, Sadism, Masochism), perch, secondo loro, consolida la misoginia. Secondo le femministe pro-sesso, invece, le attivit sadomaso consensuali sono apprezzate da molte donne; e poi, nel Bdsm, i ruoli non sono determinati dal genere, ma dalle preferenze personali, quindi non necessariamente le donne assumono ruoli di sottomissione. Per le femministe sex-positive, inoltre, la liberazione femminile non pu essere ottenuta senza promuovere anche l'accettazione dell'omosessualit e la bisessualit, e sostengono il diritto di tutti gli individui di determinare la propria identit di genere. La Terza Ondata Femminista, iniziata negli anni Novanta e tuttora in corso, caratterizzata dall'unione di diversi movimenti, dagli obiettivi spesso distinti: dalle Riot Grrrl alle femministe post-moderne, dalle femministe nere al femminismo pop la Sex and the City. Una prerogativa delle femministe della Terza Ondata trasformare il linguaggio usato per definire le donne e i modi (stereotipati) in cui sono ritratte dai media. Alcune, le riot grrrl, si riappropriano di termini considerati offensivi, come slut e bitch. Reclamandoli (spesso scrivendoli a pennarello o con il rossetto sui propri

corpi), li svuotano cos in parte della loro ostilit: bitch diventa una donna difficile; slut una donna con una libido. Come la Samantha di Sex and the City, che non si vergogna di ammettere che l'unico uso che ha per un uomo il sesso, e spesso mostrata (nella serie tv) nell'atto di masturbarsi: entrambe cose che solitamente non si crede siano di interesse per una donna. Come vedremo, le canzoni analizzate di seguito smentiscono quest'assurda supposizione. Madonna, Burning Up Icona assoluta del femminismo pop, Madonna ha messo a nudo il puritanesimo e vittimismo del femminismo americano. Ha mostrato alle ragazze come si pu essere del tutto femmine e sessuali, e al tempo stesso esercitare un controllo assoluto sulla propria vita. Tobi Vail, componente della band Bikini Kill e tra le fondatrici del movimento Riot Grrrl, grande fan di Madonna, ha dichiarato recentemente sul sito collapseboard.com che (il movimento) Riot Grrrl non sarebbe accaduto senza Madonna. Secondo Tobi Vail, la cantante ha trasformato la cultura pop in modo cos evidente che si pu parlare di un prima e dopo Madonna. Prima, afferma la Vail, le donne nel pop non avevano il controllo della propria immagine. Poi arrivata Madonna e tutto cambi.

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LA MORTE CORRE SUL ROCK. CINQUE TRAGEDIE


di ROBERTO PECIOLA Il 30 ottobre di nove anni fa, durante un concerto di Marilyn Manson (nella foto) al Freakers Ball di Kansas City, alcuni tafferugli scoppiati in seguito alla decisione di sospendere lo show dopo appena due brani per via del crollo delle transenne di fronte al palco, causarono ingenti danni, sette feriti e un arresto per tentato investimento di un poliziotto. Ma questo solo uno dei tanti episodi, e nemmeno il pi grave, che hanno visto il caos e, in molti casi, la morte, farla da padrone durante festival e concerti rock in giro per il mondo, alcuni passati tristemente alla storia, altri meno noti. Il primo in ordine di tempo datato 6 dicembre 1969, nel nord della California, ad Altamont durante il Free Concert, una sorta di Woodstock della costa ovest.

La sicurezza fu affidata agli Hells Angels, ripagati con casse di birra... una miscela esplosiva. Nel corso del live dei Rolling Stones scoppiarono degli scontri al termine dei quali si contarono 850 feriti e 4 morti. I Guns N Roses furono protagonisti, involontari, di due episodi di violenza, il primo nel 1988 al Monsters of Rock di Donington, Inghilterra, dove rimasero uccisi due spettatori schiacciati dalla folla; il secondo nel 92 allo stadio Olimpico di Montreal, dove la folla inferocita per la brevissima durata dei concerti in programma scaten una rivolta che prosegu nelle strade della citt canadese. Undici morti, schiacciati dalla folla per accaparrarsi i posti migliori, invece il risultato del concerto degli Who al Riverfront Coliseum di Cincinnati il 3 dicembre del 79. Infine, le vittime al festival danese Roskilde nel 2000: durante lo show dei Pearl Jam, il pubblico si accalca e spinge e le transenne cedono. Si contarono decine di feriti e ben nove vittime.

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maschilista scena hip hop. La loro prima hit fu Push It (1988). Parlava di ballo o di sesso? Il testo si presta per lo meno a una doppia interpretazione: Spingilo bene, spingilo molto bene, ah, spingilo. Nessun malinteso invece per quanto riguarda un altro loro singolo di enorme successo, Let's Talk About Sex (1991), in cui sono decisamente pi esplicite: Diciamo come , e come potrebbe essere/com'era, e naturalmente, come dovrebbe essere, e se pensate che l'argomento sia sporco, spegnete la radio. In una versione alternativa di questo brano, intitolata Let's Talk About Aids, il testo fu modificato per affrontare l'argomento della diffusione dell'Hiv. Non una malattia nera, bianca o gay (...) Si prende sessualmente o attraverso un ago infetto/Anale o orale, gente, spiegano le Salt'n'Pepa, e nel ritornello invitano a praticare il sesso sicuro. Nella loro hit del 1993 None of Your Business, infine, se la prendono con i due pesi e due misure per cui una donna a cui piace il sesso una zoccola, mentre un uomo a cui piace il sesso beh, semplicemente un uomo. Ma se voglio portami a casa un tipo stasera, dicono, non sono affari tuoi!. Peaches, Mommy Complex L'artista electroclash canadese Peaches ha praticamente costruito la sua carriera sui testi sconci. Il suo album di debutto The Teaches of Peaches (2000) si apre con il brano Fuck the Pain Away, e basta dare un'occhiata ai titoli per capire che il tema del disco fondamentalmente uno: scopare. Nei tre album seguenti (Fatherfucker, 2003; Impeach My Bush, 2006 e I Feel Cream, 2009), Peaches scandaglia molteplici pratiche sessuali: Sm (Fruste, frustini, bastoni, qualsiasi cosa, dai, baby, andiamo, I U She), sesso orale (Mangia un biscotto, un grande cazzo, ogni giorno, cosa?/Mangia un biscotto, una grande clitoride..., Stuff Me Up; Downtown), sesso anale e cinture falliche (Back it Up, Boys), mnage trois e voyeurismo (Two Guys (for Every Girl)), masturbazione (Rock the Shocker). E ce n' per tutti, uomini e donne (Non devo scegliere, mi piacciono le ragazze e mi piacciono i ragazzi, I U She). per in Mommy Complex (2009), pure relativamente pacato nel linguaggio, che esterna la sua perversione pi raccapricciante: soddisfare una fantasia mamma/infante. Va bene recitare il ruolo di una cougar (una panterona: una donna matura, benestante, in cerca di una preda giovane da dominare), ma i riferimenti a battesimo, lattazione, e tagli cesarei sono decisamente troppo. Bikini Kill, Sugar Le poster girl del femminismo punk degli anni Novanta hanno affrontato un'ampia gamma di temi legati alla sessualit. Hanno scritto crudi brani di denuncia sugli abusi sessuali e l'incesto (Suck My Left One, Daddy's Little Girl), ma anche inni alle radicali possibilit del piacere (I Like Fucking, 1995). Perch, anche se il mondo fottutamente pieno di violenza

Tori Amos, Icicle Si sa che che sesso e religione una combinazione esplosiva (chiedete a Madonna). Figlia di un pastore protestante, Tori Amos descrive in Icicle (da Under the Pink, 1994) la gioia e il batticuore che provava da bambina quando si masturbava nella sua stanza, mentre al piano inferiore suo padre e altri religiosi discutevano delle sacre scritture. In Icicle, Tori cerca il divino dentro di s: E quando la mia mano mi tocca/posso finalmente riposare la mia testa/e quando dicono prendete il suo corpo/ penso che prender invece il mio. L'artista inizi molto presto a mettere in discussione gli insegnamenti religiosi che le venivano impartiti dalla famiglia repressa. Non capiva, per esempio, che ci fosse di sbagliato nel trovare Ges... carino. E proprio alle immagini di Ges che il padre aveva appeso al piano inferiore, la Amos pensava mentre toccava il suo piccolo posto caldo. Dresden Dolls, First Orgasm Non altrettanto piacevole l'esperienza di Amanda Palmer in First Orgasm (da Yes, Virginia... dei Dresden Dolls, 2006). La protagonista si sveglia presto un gioved mattina come tanti, si fa un caff e si siede a controllare le sue email. Ma, annoiata, dopo un paio di parole si mette a guardare fuori dalla finestra, e inizia a masturbarsi. Il primo orgasmo del mattino freddo e fottutamente difficile, canta Amanda. L'autoerotismo come gesto automatico dettato dalla noia e dalla solitudine: A malapena mi accorgo che sto venendo. Meritano una citazione anche: Stutter (1993) delle Elastica che, secondo l'autrice Justine Frischman, affronta lo sporadico problema di impotenza del maschio ubriaco; Bang (2001) degli Yeah Yeah Yeahs, in cui Karen O' manifesta la propria insoddisfazione rispetto alla prestazione sessuale del proprio uomo (Come scopata, figliolo, fai schifo); Salvatore (da Divento viola, 2011), brano sull'autoerotismo femminile (Salvatore il vibratore, Un principe di metallo azzurro) delle Iotatla (due trentenni palermitane personalmente scoperte allo scorso Mei Supersound); e infine Drive (da Freedom, 2000) di Melissa Ferrick, uno dei brani pi hot mai scritti sull'amore tra due donne.

(carnale), i nostri corpi non devono essere una fonte di dolore. Nel singolo del 1993 New Radio (prodotto da Joan Jett) le Bikini Kill distruggono le fantasie maschili descrivendo in modo crudamente realistico l'immagine femminile: Le fessure tra i denti/le unghie sporche/ ragazzino non puoi uccidere ci che fottutamente reale. Sugar (da Pussy Whipped, 1993) per forse il loro brano pi esplicito (Sei cos fottutamente grande e duro/Hai un uccello enorme/spingilo pi in profondit ora). Racconta di una relazione in cui la donna simula tutte le fantasie del proprio uomo, ma sessualmente insoddisfatta: Sto quasi venendo (... ) E nella mia testa, sono in ginocchio/Perch non posso mai ottenere il mio zucchero?. Liz Phair, Flower Liz Phair debutta nel 1993 con l'album Exile in Guyville, osannato per i testi schietti, sessualmente espliciti. Come in Flower, che inizia con i versi: Ogni volta che vedo la tua faccia mi bagno tutta tra le gambe, continua con voglio fotterti come un cane e voglio essere la tua regina dei pompini, e si conclude con ti scoper finch il tuo cazzo non sar blu. Notevole anche il celebre verso da Chopsticks (da

Whip-Smart, 1994): Lui disse che gli piaceva farlo al contrario/Io dissi mi sta bene, in questo modo possiamo scopare e guardare la tv. Divertente per il tono impassibile con cui canta queste sconcezze. The Donnas, 40 Boys in 40 Nights The Donnas sono quattro fanciulle californiane che si sono prese la rivincita sulle band rock misogine, invertendo i ruoli: se spesso le rock star maschili usano le donne, le Donnas usano gli uomini. Non si vestono in modo seducente, sono sessualmente aggressive e, quando vogliono una preda-maschio, sono pronte a calpestare anche eventuali fidanzate, mandando a quel paese qualsiasi concetto di solidariet femminile (Get Rid of that Girl, Too Bad About Your Girl). Per le Donnas, i ragazzi non sono altro che dei pezzi di carne da mordere (Checkin' it Out), dopo averli fatti spogliare (Take it Off). Uno dei loro brani-simbolo 40 Boys in 40 Nights (2001), che parla dei rapporti occasionali on the road: Trascorro ogni notte in uno Stato diverso/trascorro ogni notte con un ragazzo diverso/Arrivo in citt e do un'occhiata intorno/E poi trovo un tipo che voglia darsi da fare.

Il brano Burning Up (1983), e in particolare il videoclip dello stesso, stato indicato da vari critici come il momento in cui Madonna ha iniziato a prendere il controllo di una sessualit maschile destabilizzata. Il video raffigura l'artista in posizioni di classica sottomissione femminile su una strada abbandonata, mentre canta versi come mi vuoi vedere in ginocchio? e si contorce dalla passione per il suo amante, che arriva in auto. Ma il finale del video mostra Madonna che se ne va, sorridente e sola, alla guida dell'auto: chiaro che sempre stata lei al comando. Racconta Tobi Vail: Da qualche parte ho una cassetta di un gruppo di riot grrrl che cantano sopra Burning Up di Madonna durante una mia trasmissione radiofonica nei primi anni Novanta (a proposito, se non avete sentito Kathleen Hanna cantare questa canzone, allora non avete sentito questa canzone). La discografia di Madonna costellata di brani che parlano di sesso, da Like a Virgin, all'inno allo spanking erotico Hanky Panky (1990), da Justify My Love (1990), uno dei suoi brani (e video) pi controversi, all'intero album Erotica (1992). Se nella title track Madonna veste il ruolo di dominatrice con tanto di frustino e, il brano pi esplicito dell'album forse Where Life Begins, che parla dei piaceri del sesso orale attraverso una serie di metafore culinarie.

Cyndi Lauper, She Bop Tratta dal suo album di debutto She's so Unusual (1983), She Bop di Cyndi Lauper probabilmente la canzone pi orecchiabile mai scritta sulla masturbazione femminile. La Lauper ha dichiarato che l'ispirazione le venuta dopo aver trovato una copia della rivista erotica gay Blueboy nello studio di registrazione (la canzone inizia con i versi: Li vedo ogni notte in blue jeans attillati/sulle pagine di una rivista Blueboy), e che era nuda quando ha registrato il brano. Anche se l'autrice voleva che i ragazzini pensassero che la canzone parlasse del ballo (e che capissero il vero significato solo da adulti), chiaro il senso di versi come voglio andare a sud, dicono che farei meglio a smettere, o diventer cieca e non riesco a smettere di armeggiare con la zona pericolosa. She Bop stata inclusa nel 1985 nella lista compilata dal Parents Music Resource Center Filthy Fifteen, ovvero i 15 brani che, avrebbero dovuto essere banditi perch parlavano di sesso, droga, violenza e/o... l'occulto! (nella stessa lista, anche Dress You Up di Madonna e Darling Nikki di Prince). Salt'n'Pepa, Let's Talk About Sex Prima di Nicki Minaj, prima di Lil' Kim, c'erano le Salt'n'Pepa, tra le prime a parlare schiettamente di sesso da un punto di vista femminile nella

In queste pagine: 1) Liz Phair; 2) Madonna in una foto tratta dal libro Sex; 3) Peaches; 4) SaltnPepa; 5) Un flyer femminista; 6) Amanda Palmer dei Dresden Dolls; 7) Tori Amos; 8) The Donnas; 9) Kathleen Hanna delle Bikini Kill

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ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

RITMI
INCONTRI DA HOUND DOG A BLUE MONDAY

I dischi che cambiano unesistenza. Linventore di Dagospia, critico musicale e dj, racconta il suo shock musicale. Anche questa settimana continua la pubblicazione dei vostri scritti
societ dello spettacolo di Guy Debord, un libro anti-ideologico. Il '68 fu un salto all'indietro rispetto a quanto scritto in quel testo, gli stessi slogan erano cos superati. Per me chi partito dal '68 non mai passato attraverso i fondamentali della musica: Elvis, Beatles, Rolling Stones, Zappa, Hendrix. Quello era un tragitto che arrivava dritto alla societ dello spettacolo, al situazionismo e con il '68 non fu cos. Rimasi totalmente spiazzato. Certo anche qui molto dipendeva dall'et. Va da s che eravamo tutti compagni ma del resto la sinistra non mai stata un monolite e al tempo c'erano pi sigle che militanti. Sussulti Lultimo ce l'ho avuto nell'83 con Blue Monday dei New Order. Quando faccio il dj i ragazzini che oggi ascoltano Skrillex impazziscono. L c' un suono che rispecchia l'elettricit del tempo. Ho apprezzato anche i Gossip ma nulla di sconvolgente e Antony and the Johnsons anche se un po' stucchevole. X Factor solo bubble gum music. Mio figlio che ha 17 anni e studia chitarra e pianoforte nemmeno sa cos' X Factor; i ragazzini di quell'et o ascoltano robe vecchie o vanno in club dove c' elettronica nuovissima. Lo shock per lui stato un concerto dei Red Hot Chili Peppers. da l che ha voluto una chitarra. Riascoltando i dischi con John Frusciante poi arrivato a Jimmy Page.

Quel cervello scoperchiato da Elvis. Parola di DAgostino


Mystery Train e That's Alright. Se confronti questultimo pezzo con l'originale di Big Boy Crudup del '46 capisci cos' il dopoguerra, c' uno scatto in quella voce, un'urgenza che si ritrova poi in Jerry Lee Lewis o in Little Richard; meno in Chuck Berry, il pap di Keith Richards, che un genio della scrittura ma non un genio vocale. Il mio svezzamento avviene con Elvis, con quella voce piena di sfumature black, tipiche del sud degli Stati Uniti: non c' Paul McCartney o Jagger che tengano. Penso che l'Elvis prima del militare ci abbia regalato solo gemme. Elvis aveva una voce che se ne fregava della musica che lo seguiva; prima arrivava lui e poi Scotty Moore, il chitarrista che lo accompagnava, da cui discende Jimmy Page. Il vero accompagnamento di Elvis era il bacino, lui non seguiva la musica ma il suo fallo. Era The Pelvis. Per questo quando sono arrivati i Beatles non mi hanno molto impressionato: il testosterone che conteneva la voce di Elvis non aveva eguali, quelli erano eunuchi al confronto. Il suono Una cosa su cui ho sempre insistito il suono, anche quando ho iniziato a scrivere di musica collaborando prima con il situazionista Angelo Quattrocchi e poi con Ciao 2001, Popster o Rockstar. Ad esempio quando ho formato il gruppo Tina & The Italians - con alcuni colleghi giornalisti e con la mia ex moglie Tina Semprini - mi interessava il gioco del mixaggio. Il suono. Io sono un patito di Phil Spector e il suo wall of sound per me un culto. Quando Spector vuole creare le sue sinfonie da tre minuti con le Ronettes quello che ha in mente dar vita a un suono. Allo stesso modo quando ascolto i pezzi Motown, ad esempio delle Supremes,

di FRANCESCO ADINOLFI

Roberto D'Agostino, 65 anni, collezionista seriale, vive a Roma nell'attico pi bello del mondo. Tre piani di irresistibile e vertiginoso accumulo ultrapop in cui convivono: due divani fallici comprati da un porno shop tedesco e pagati tantissimo, cristi di ogni genere e foggia (io sono credente), una croce lignea (opera d'arte di Alan Vega, Suicide), una quantit sterminata di action figure recenti e d'epoca, un flipper dei Rolling Stones che quando si accende parte Miss You, quei juke box da infarto (tra cui un Seeburg del '46), l'oggettistica di Mao (sono un collezionista del Grande Timoniere), 20mila vinili sistemati per terra e relativa sala d'ascolto (con mega poltrona davanti a un muro su cui troneggia un Wurlizer speaker depoca, tutto luci e liquido circolante a bollicine). E ancora chitarre (una di Jack White) e mille altre cose. Tra le chicche in arrivo, un orinatoio rosso fuoco (va in salotto come oggetto da collezione mica in bagno) che ritrae la tipica bocca dei Rolling Stones. D'Agostino noto per essere stato un critico musicale e per Quelli della notte; di sicuro verr ricordato per Dagospia ma l'unica cosa di cui mi intendo la musica. Benvenuti a Dag Vegas, dove qui dentro tutto un altarino. Lo svezzamento Il primo shock stato Elvis; Hound Dog mi ha scoperchiato il cervello. Ci metterei anche Jailhouse Rock,

mi domando come fosse possibile mixare batteria e basso in quella maniera cos granitica, massiccia. Penso che la creazione di un suono insieme alla voce quello che realmente fa la differenza. Creare un suono come creare uno stile letterario, un stile di abbigliamento. Lo stesso Keith Richards nella sua autobiografia racconta che in Some Girls abbiamo ritrovato un suono. Una cosa suonare, un'altra il suono. Quando recensivo mi irritava il fatto che nel nostro paese c' questa tendenza a parlare prevalentemente dei testi. Per questo non ho mai capito i nostri cantautori, o almeno all'epoca quando recensivo. Del resto Greil Marcus ha scritto un libro solo su Like a Rolling Stone, il pezzo di Dylan, perch quella canzone crea un suono. La voce di Dylan, anche sgradevole, diventa parte di un suono. Che mi importa di cosa parla un pezzo, mi interessa il suono, la parola il suono. Quando ascolto Peaches and Regalia di Frank Zappa, sull'album Hot Rats, l c' la creazione di un suono, c' Edgard Varse e mille altre influenze. Se senti un 78 giri di Elvis capisci come siano riusciti a testimoniare qualcosa su un pezzo di plastica. Noi abbiamo una critica musicale che non parla mai del suono che invece la cosa che riceviamo. E comunque non percepisco un suono nuovo, escono nuovi cantanti ma non c' un suono nuovo; lultimo forse Fatboy Slim che ha fatto tantissimo per cercare nuove strade. Frank Zappa Quando si arriva a Zappa e a Captain Beefheart allora vuol dire che il rock diventato adulto. Quando con Paolo Zaccagnini facemmo radio per la prima volta a Radio Blu mi ricordo che passammo tutta la discografia di Zappa: eravamo cresciuti. Cos come con Elvis torni indietro al blues, cos come con i Rolling Stones arrivi al suono elettrico di Chicago, con Zappa scopri Varse o John Cage. Il juke box di Zappa ci ha aperto ascolti e letture. Del resto prima o poi si tende a tornare alle radici di quello che ti ha eccitato. Ad esempio per capire il blues ho letto Alan Lomax dallinizio alla fine. Beat & 1968 Nel 1965 inizi Bandiera Gialla, l arrivavano dischi import che sembravano gioielli, cose che ti aprivano la mente. Ad esempio rimasi sconvolto dall'album Santana; non avevo mai sentito quel miscuglio di suoni latini e rock. Un anno prima, nel '64, il movimento beat a Roma era rappresentato da 100 ragazzi al massimo. Ci riunivamo nelle cantine e poi nel '65, con l'apertura del Piper, andavamo tutti l a ballare. Diventammo un fenomeno di costume. Quelli di Bandiera Gialla attingevano dal Piper per il pubblico, e noi da l ci spostavamo a via Asiago (dove si registrava il programma), con la circolare, il tram. Per quanto mi riguarda io ho ballato per due anni con i Collettoni di Rita Pavone e con lei ho fatto due film, Rita la zanzara e Non stuzzicate la zanzara. Sempre con i Collettoni ho partecipato allo show tv del sabato sera di Rocky Roberts, Stasera mi butto. Il mondo era quello del Piper. Tra i ballerini c'erano nomi noti come Renato Zero, al tempo ancora Fiacchini. Una sera io e Renato uscimmo dal Piper e ci accompagn in Cinquecento un nostro amico; all'incrocio con via Sicilia, a Roma, ci scontrammo con un'altra macchina e finimmo dritti nel negozio delle pompe funebri Zega. Fummo portati al Policlinico, io ricoverato al reparto maschile e Renato in quello femminile. Di quegli anni ricordo benissimo i viaggi a Londra; mi sembrava di essere su Marte; le scarpe, le t-shirt, niente di quella roba esisteva in Italia. Per molti di noi gli anni Sessanta sono finiti col '68, con l'ideologia. Ci fu una diaspora, chi andava in India, chi negli Usa, chi a Londra. Noi eravamo una cultura anarco-situazionista, il nostro libro di riferimento era La

In grande Roberto Dagostino dj; in piccolo Dago in pieni anni Settanta

BMS

NEVERMIND

HARVEST

Salta il Banco, a briglie sciolte sul prog

Questa cassetta contiene un fulmine

La chitarra dentro una zampa delefante

AVVISO AI LETTORI
QUAL IL PRIMO DISCO CHE TI HA CAMBIATO LA VITA E PERCH
Raccontaci in massimo 1250 caratteri (spazi inclusi) quellesperienza e le motivazioni che ti hanno indotto a scegliere quellartista o quel gruppo. Gli scritti vanno rmati e inviati via e-mail entro e non oltre il 15 novembre 2012 a ultra@ilmanifesto.it Ultrasuoni si riserva il diritto di pubblicare e di editare i testi a seconda delle esigenze redazionali. E adesso scrivi!

Da qui, messere, si domina la valle, ci che si vede, . Avevo 14 anni e mi chiedevo cosa ci trovassero di bello in Canzonissima i miei genitori. Non avevo ancora focalizzato perch, al Cantagiro, mi piacessero solo le canzoni di qualche gruppo di capelloni e mi erano rimaste in testa, dalle edizioni passate, pochi brani - come Un ragazzo di strada - o complessi, come le Orme o i Nomadi. Poi un giorno, in macchina di mio fratello, mi cade l'occhio su una musicassetta arancione (di solito erano beige) e la infilo nellautoradio: Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo, e sfrena il tuo volo dove pi ferve l'opera dell'uomo. Cavolo! Che sensazione... Chi sono? Leggo un nome strano. Ma che musica bella, scorre, ti prende e ti fa volare insieme ad Astolfo. Lo vedi. Tocchi le nuvole. Ti arriva dentro. Ti emoziona. Sogni. Ti lasci trasportare da suoni e parole fuori dal comune. Capisco, definitivamente, che in me non c' posto per le stucchevoli e piagnucolose storie d'amore dei cantanti italioti. Sempre gli stessi, poi. Cos come scopro che non c' pi posto per arrangiamenti tutti uguali, conformi. Si pu fare qualcosa di diverso, esplorare nuovi mondi, atterrare dove il rock richiama e si avvicina a strumenti (e temi) pi classici. Compio l'opera fino in fondo: mi faccio prestare la musicassetta e la porto a scuola per farla ascoltare ai miei compagni. A quanti altri pubescenti avr cambiato la vita il primo disco del Banco del Mutuo Soccorso? (Patrizio Cipollini, Roma)

Primo anno di universit, vedo i manifestini dei Nirvana al Castello di Roma. Vado o non vado? Alla fine non vado - saranno il solito gruppazzo stonato (Luca non me ne ha parlato, del resto), magari quella stessa sera strappo Fede al suo ragazzo Pochi giorni e Luca, il mio pusher musicale, appena in ritardo, mi schiaffa tra le mani la cassetta che mi ha copiato dal suo cd di Nevermind (1991) - dai retta, ascoltali. Colpo di fulmine (altro che Fede ). La cassetta in breve talmente consumata che Luca, me ne puoi fare un'altra copia, quella bruciata?. L'assolo lisergico di Smells Like Teen Spirit come la freccia che fa centro passando attraverso 12 asce. In pochi mesi tutto della mia vita cambia: il lavoro (a 500 chilometri da casa), altri ritmi, un po' di soldi; le uniche cose immutate: io alla chitarra che cerco gli accordi di Smells o Lithium, io che ogni sabato pogo al Palladium su Come as You Are o, nelle notti in pullman tra Roma e Andria, mi addormento con Polly - e poi Luca che per anni nel rifilarmi gruppi mi ha convinto dicendo sono una specie di Nirvana, anche se si trattava, giuro che vero, degli Uncle Tupelo. Poi, io di leva, la telefonata del commilitone Iannone - giuro, quello di Casa Pound - ah finalmente l'amico tuo s' ammazzato. (Alessio Cappelli, Roma)

Il solo pensare alla parola disco mi fa venire in mente la Terra. Sebbene sia un semplice pezzo di plastica rotondo, basta metterlo in contatto con una puntina e scopri una nuova prospettiva/un nuovo suono; cos come la terra con il sole e la luna. Intendo dire che lapparenza non quello che sembra, si inganna da sola. Essendo un ragazzo di 20 anni, durante una giornata qualunque di alti e bassi ecco che la mia vita prende una piega diversa ascoltando un artista che ha contribuito a espandere la leggenda del country e del folk: Neil Young con il mitico Harvest (1972). Harvest come raccolto, custodia di esperienze in giovent, vagabondaggio per campi aperti, fragore della libert, ricordi di famiglia. Sulla copertina vidi che imbracciava una Gretsch White Falcon con il suo classico stile camicia quadrettata e pantaloni a zampa delefante e un sorriso a met che avrebbe indotto chiunque in tentazione cercando di capire cosa stesse pensando in quel momento. Posso dirvi cosa immaginavo: Sento che in cuor mio posso cambiare il mondo, mi basta un pezzo di legno a sei corde. Ascoltai questa composizione di canzoni durante un inverno piovoso partendo dalla prima: Out on the Weekend, la storia di un viaggio e il pensiero costante di una donna. Come dargli torto? Anche lamore un viaggio, che non include nessun autostop sentimentale, come lautostrada, inizio e fine spesso con rancore. (...). (Jacopo Quinto)

ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

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ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA LUCIANO DEL SETTE GUIDO FESTINESE SIMONA FRASCA LUIGI ONORI ROBERTO PECIOLA

IN USCITA A NOVEMBRE
Aa. Vv. Le ragazze del rock (Spittle/ Goodfellas) Aa. Vv. Spirit of Talk Talk (Fierce Panda/ Goodfellas) Benjamin Biolay Vengeance (Nave/Self) Breathless Green to Blue (Tenorvossa/ Audioglobe) Cradle of Filth The Manticore and the Other Horrors (Peaceville/Audioglobe) Deerhoof Breakup Song (Atp/ Goodfellas) Egyptian Hip Hop Good Donts Sleep (R&S/Goodfellas) El Perro del Mar Pale Fire (Memphis Industries/Goodfellas) Fake Blood Cells (Different/Self) Fontanelle Vitamin F (Southern Lord/ Goodfellas) Gospeed You! Black Emperor 'Allelujah! Don't Bend! Ascend! (Constellation/Goodfellas) Tim Hecker & Daniel Lopatin Instrumental Tourist (Software/Coop Music) Kid 606 Lost in the Game (Tigerbeat 6/ Goodfellas) King of the Opera Nothing Outstanding (Trovarobato/Audioglobe) Lower Dens Twin Hand Movement (Ribbon-Domino/Self) Lu-Po Stendere la notte (Rai/Zimbalam) Mariama The Easy Way Out (Wagram/ Audioglobe) Melody's Echo Chamber s/t (Domino/ Self) Menahan Street Band The Crossing (Daptone/Goodfellas) Mimes of Wines Memories for the Unseen (Urtovox/Audioglobe) Naked Truth Ouroboros (RareNoise/ Goodfellas) Neurosis Honor Found in Decay (Neurot/ Goodfellas) Ninos du Brasil Muito N.D.B. (La Tempesta/Venus) Max Petrolio Humor pomata (Seahorse/Audioglobe) Race Horses Furniture (Stolen- Pias/Self) Red Lamb s/t (Mig Music/Audioglobe) Rio Mezzanino Love Is a Radio (Burriccu/ Audioglobe) Talibam! Puff Up the Volume (Critical Heights/Goodfellas) Tender Trap Ten Songs About Girls (Fortuna Pop!/Goodfellas) Chad Valley Young Hunger (Loose Lips/ Coop Music) The Very End Turn Off the World (Spv/ Audioglobe) Vitalic Rave Age (Pias/Self) Jah Wobble/Keith Levene Yin & Yang (Cherry Red/Goodfellas) Woods Bend Beyond (Woodsist/ Goodfellas)

BRASSTRONAUT MEAN SUN (Tin Angel/Goodfellas) Il nome della band lascia immaginare che i fiati, gli ottoni siano una costante della loro musica. In effetti uno dei due membri effettivi della formazione canadese un trombettista, ma non aspettatevi derive jazz o chiss cosa, almeno non in questo Mean Sun. Un disco che, a parte lapertura Bounce che fa il verso ai Sigur Rs, gioca su ottime intuizioni indie pop, sofisticate e intime, alle quali il suono della tromba regala un qualcosa di magico. (r.pe.) DANIELE CELONA FIORI E DEMONI (Neve Records) Celona rappresenta un bellesempio di come la musica indie italiana meriterebbe assai di pi in termini di visibilit e vendite. Voce, chitarra, basso e Rhodes, questo artista torinese di solida preparazione e fluida vena creativa, costruisce percorsi che hanno le loro coordinate in brani sempre sulla soglia di un rock capace di addolcirsi o inasprirsi, di aprire i suoi orizzonti, di volare alla ricerca di sonorit che conferiscano valori aggiunti. I testi, poi, sanno esprimere idee e pensieri fuor di facili giochi di parole. Celona bravo. Punto e basta. (l.d.s.) JASON LYTLE DEPT. OF DISAPPEARANCE (Anti/Self) Due buone notizie in un colpo solo: Jason Lytle uscito dal suo meritato torpore ecologista, nelle montagne del Montana, ed riuscito in un colpo a ritrovare quell'ispirazione, come hanno scritto in America, a met tra la grandeur e l'umilt che ha reso uniche le sue composizioni bislacche e memorabili, infittite di rumori curiosi e irresistibili ganci melodici. La seconda buona notizia che Lytle tornato a esibirsi anche con i suoi Grandaddy. In attesa di conferme, godiamoci questo bel disco, come al solito un ponte tirato tra i Pink Floyd, Neil Young e Wilco. (g.fe.) DON PULLEN THE COMPLETE REMASTERED RECORDING ON BLACK SAINT & SOUL NOTE (CamJazz) Sette album con al centro la spinta creativa e performativa del pianista afroamericano, che fu al fianco di Mingus. Si va dallesplosivo duo con S. Rivers del 1975 al quintetto con O. Dara, D. Harrison, F. Hopkins e B. Battle dell85. 10 anni in cui il produttore G. Bonandrini colse tutte le occasioni per incidere un pianista tra i pi originali, erede di C. Taylor, tra dissoluzione e deformazione del linguaggio sonoro. Due intensi dischi per piano-solo, il duo con D. Moye (trio con Jarman), il quartetto con C.Freeman. Album ispirati disponibili, rimasterizzati, in cofanetto. (l.o.)

JAZZ

RAP FRANCIA

INDIE ROCK

Javier Girotto, Hip hop, lo stile macchina del sax della banlieue
Passano gli anni, non passa e anzi si affina e si potenzia il talento notevolissimo di Javier Girotto, argentino d'Italia un tempo legato soprattutto alla sua creatura primigenia, Aires Tango. In Latin Mood (Schema Records) il gioco dei solisti a due, con la bravura smisurata di Fabrizio Bosso, spesso bisognosa di essere ancorata a progetti forti e definiti come questo. Un buon modo per far risaltare la strepitosa tecnica del musicista, senza perdere in emozione e comunicativa. Tanghi, milonghe e altri ritmi dellAmerica del Sud, riscaldati dalla vibrazione infinita di Girotto, ospitano volentieri la tromba fiammeggiante di Bosso. E alla fine ne guadagna la musica. Un duo vero e proprio di Girotto lo trovate in Passione (CamJazz), a documentare il notevole incontro tra il sassofonista di Cordoba e il pianista partenopeo Francesco Nastro, che compone qui anche quasi tutti i brani: gran disco. Dal vivo a Bolzano il disco della New Project Jazz Orchestra diretta da Roberto Spadoni con Javier Girotto solista al sax baritono per Abeat, Walkin' with Jeru: sulle tracce del grande Gerry Mulligan, e Girotto sa dove trovarle. (Guido Festinese) DAVE STEWART THE RINGMASTER GENERAL (Membran/Edel) Lontani gli anni magici intorno al mondo passati a spandere in coppia con Annie Lennox il verbo Eurythmics, Stewart da tempo produttore di fama e autore di progetti solisti, a dire il vero altalenanti. Il nuovo disco fa parte della categoria azzeccati e che automaticamente non fa gridare al miracolo. 11 tracce dal retrogusto Eighties. E con il piccolo aiuto (in I Got Love e Drowning in the Blues), di Joss Stone e Alison Krauss. (s.cr.) A garantire sul rapper novello M.A.S c' un collega concittadino di Trappes ben pi noto in Francia, La Fouine. Affetto da retinite pigmentosa, malattia genetica che porta alla cecit, M.A.S racconta sia la sua storia sia quella del suo ambiente di provenienza. Minute de silence (Banlieue Sale/Sony) rap emozionale i cui suoni di certo non ammiccano agli amanti del rap muscoloso. Atmosfere ben pi oscure e flow pi incisivo e originale per Nessbeal. Selection naturelle (Sony Music) racconta con toni duri e dignitosi il disagio dei marginali (sono nato colpevole, condannato prima di essere giudicato, il capitalismo in banlieue ci ha ucciso) e rende onore alle proprie origini senza evitare le critiche (ti ricordi quando eravamo fratelli (...) oggi ci facciamo la guerra). Joeystarr (Ntm) un pilastro del rap francese e dopo oltre ventanni di carriera, a quarantacinque anni suonati, il suo stile conserva tensione e asprezza. In Egomaniac (Sony Music) aggredisce lascoltatore con un flow ruvido e incalzante: rap hardcore contemporaneo, con qualche pausa soft ma mai sdolcinata. (Luca Gricinella) DAN STUART THE DELIVERANCE OF MARLOWE BILLINGS (Cadiz/Interbang) Lalbum dellex Green on Red intrigante gi dalla copertina. Come se Kim Ki Duk dai suoi mondi sconsolati avesse fatto unincursione nellindie rock e avesse portato nel suo universo di urbanizzazione disumanizzante suoni che danno unanima. Brevissimi sussurri tinti qui e l di barlumi toy music (Love so Rare) si alternano a suite per cuori solitari (Gonna Change). Per adulti pronti a soffrire. (s.fr.)

Ammaestratori psichedelici
Sar che con certe sonorit ci siamo cresciuti, fatto sta che sono dentro di noi ed impossibile estirparle. E quando le ascoltiamo, che siano depoca o appena sfornate, riescono sempre a colpirci. Se poi sono del livello che propongono gli australiani Tame Impala con il nuovo Lonerism (Modular/Audioglobe), beh, allora la cosa si fa ben pi che interessante. Un lavoro che raccoglie il meglio della lezione psych pop, con in testa i Beatles pi solari. Tra le migliori cose ascoltate nel 2012! La psichedelia dei Clinic, band di Liverpool con molti anni e sei album alle spalle, invece decisamente pi scura, in stretto contatto con unestetica post punk. Nel nuovo, ottimo, Free Reign (Domino/Self) sembra di assistere a una jam tra i Doors e i Joy Division. Atmosfere cupe, ovattate, e pochi fronzoli. Con la psichedelia hanno flirtato anche ...And You Will Know Us By the Trail of Dead, ma nel nuovo Lost Songs (Richter Scale-Superball/Emi) ce n poche tracce. A dispetto del titolo, qui tutto materiale nuovo. Roba che spacca. Pezzi diretti e dritti , che sfiorano il punk e si sdraiano sul post hardcore, e anche quando le cose si rilassano la tensione resta altissima. Gran disco! (Roberto Peciola) PATRICK WOLF SUNDARK AND RIVERLIGHT (Bloody Chamber/Goodfellas) Per autocelebrare la propria musica, solitamente o si pubblica un live o una raccolta dei brani migliori. Patrick Wolf ha scelto la seconda via, ma anzich riprenderli cos come in origine, ne ha risuonati 16 in una nuova veste che ne amplifica la base acustica, grazie a piano, archi, arpa, dulcimer e via dicendo. Il risultato gli d pienamente ragione e il doppio cd in questione ne valorizza la qualit compositiva. (r.pe.)

ROMBO DI FUNK
Smoove la metafora perfetta del suono in divenire. Il dj/produttore che mischia dischi in tutto il mondo, incide, remixa. Aspergendo qui e l soul, funk, bossa, disco e soprattutto big beat. Non solo: lo Smoove dance che ritocca Afrika Bambaataa non lo stesso che mette le mani su Brenda Boykin o su Nick Pride & The Pimptones. Cos come lo Smoove che lavora in proprio (due album) differisce in lungo e in largo dalla collaborazione dark pop & soul a nome Smoove & Turrell (due album). E qui sta il gioco. Ossia scardinare - attraverso un sano approccio diversificato - i recuperi avviati negli anni Novanta dalla Generazione Cocktail ricomponendoli con irresistibile contemporaneit. In First Class (Jalapeno JAL 141; 2012), album apprezzato anche da Fatoboty Slim, vengono raccolte alcune tra le rielaborazioni pi riuscite del produttore di Newscastle. Tra gli inediti spiccano il rutilante remix di It's My Funk (Afrika Bambaataa, King Kamonzi & Charlie Funk) e quello di Can't Get You Out of My Head, cover di Kylie Minogue qui rieseguita dai Third Degree (quelli della versione ultrasoul di Mercy). Altri artisti ritoccati sono New Mastersounds, Bahama Soul Club, Dynamo Productions ecc. Al debutto i londinesi Hannah Williams & The Tastemakers. Il loro album A Hill of Feathers (Record Kicks RKX 040; 2012) un omaggio downtempo al soul pi anni Settanta, con Hannah Williams che assomiglia a un incredibile alter ego maschile di James Brown (si senta Don't Tell Me) e che sfoggia urgenze vocali tanto vicine a Etta James o Betty Davis. Tra rimandi Stax, ritmica deep soul e cori. La produzione affidata a Diesler (Laura Vane & The Vipertones ecc.). Soul tormentato. Occhio a Cadillac Cuties and Hot Rod Heroes. 50 Hi-Octane Cuts from the Golden Age of the Automobile (Fantastic Voyage FVDD 147/Goodfellas; 2012), doppio cd sul rapporto auto/rock'n'roll. Il veicolo qui metafora di affrancamento dai vincoli parentali, socializzazione, solitudine (al tempo se non avevi quattro ruote sotto i piedi non esistevi). E allora: Pink Thunderbird (Gene Vincent & His Blue Caps), Wanted (A Solid Gold Cadillac) (The Aquatones), Cadillac Baby (Roy Brown) ecc. Macchine e motori un subgenere del rock'n'roll, al suo interno un altro sub-sub genere, quello automotivo (tra i preferiti di chi scrive) con pezzi che incorporano effetti sonori (clacson, stridori di freni ecc.). Questultimo latita: abbinare entrambi avrebbe nobilitato il disco. Resta, comunque, una buona introduzione al genere, con dentro pezzi meno noti e classici (anche Brand New Cadillac di Vince Taylor). Hells Angels 69- Angeli della violenza (Reel Time RTLP1010) la colonna sonora appena ristampata in vinile di un film del 1969 con Tom Stern e Jeremy Slate che vogliono rapinare il Caesar's Palace di Las Vegas. Tra veri Hells Angels, incursioni cantate e strumentali - beat, country, pop jazz e rombi di moto. Tony Bruno e Frank Avianca firmano i brani.

ON THE ROAD
Bloc Party
Una data nel nostro paese per la indie band londinese guidata dal vocalist Kele Orekeke. Milano GIOVEDI' 8 NOVEMBRE (ALCATRAZ)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Dry the River


Una data per la giovane indie folk rock band inglese. Bologna VENERDI' 9 NOVEMBRE (COVO)

3 NOVEMBRE (BRONSON) Torino DOMENICA 4 NOVEMBRE (ASTORIA) Roma LUNEDI' 5 NOVEMBRE (CIRCOLO DEGLI ARTISTI)

Il Teatro degli Orrori


La band di nuovo in tour per presentare Il mondo nuovo. Cortemaggiore (Pc) VENERDI'
9 NOVEMBRE (FILLMORE)

MonknRoll
Lultimo progetto del Francesco Bearzatti Tinissima Quartet approda al Roma Jazz Festival. In sintonia con il tema (Visual Jazz) il concerto prevede un live video di A. Vanni, foto di R. Polillo e progetto video di F. Chiacchio, V. Griscioli e Vanni. Roma SABATO 3 NOVEMBRE (AUDITORIUM
PARCO DELLA MUSICA)

The Maccabees
La indie pop band inglese presenta il nuovo album Given to the Wild, tra Coldplay e Arcade Fire. Firenze SABATO 3 NOVEMBRE (VIPER) Ciampino (Rm) DOMENICA
4 NOVEMBRE (ORION) Bologna LUNEDI' 5 NOVEMBRE (ESTRAGON)

Tim Burgess
Il leader dei Charlatans torna in veste di cantautore. Roma MERCOLEDI' 7 NOVEMBRE (CIRCOLO
DEGLI ARTISTI) Bologna GIOVEDI' 8 NOVEMBRE (LA SCUDERIA) Torino VENERDI' 9 NOVEMBRE (SPAZIO 211)

David Grubbs
Con Jim ORourke stato il cuore e lanima del sound chicagoano con i Gastr Del Sol. Bologna MERCOLEDI' 7 NOVEMBRE
(LA SCUDERIA)

Cesena (Fc) SABATO 10 NOVEMBRE (VIDIA)

Marlene Kuntz
Dal vivo la rock band piemontese. Bologna VENERDI' 9 NOVEMBRE
(LOCOMOTIV)

Jazz Loft
Il teatro Verdi di Pordenone continua ad ospitare unattenta selezione di jazz italiano e friulano. In scena il duo di Vitaliano Trevisan (voce recitante) ed Ettore Martini (sax tenore) nel recital Tristissimi giardini. Pordenone MERCOLEDI' 7 NOVEMBRE
(TEATRO VERDI)

Josephine Foster
Il folk rock estremo della cantautrice di Chicago in un concerto in occasione dell'uscita del nuovo lavoro, Blood Rushing. Milano GIOVEDI' 8 NOVEMBRE (TEATRO
DAL VERME)

Giardini di Mir
La post rock band reggiana con un lavoro dal titolo benaugurante, Good Luck. Perugia SABATO 3 NOVEMBRE (URBAN) Roma VENERDI' 9 NOVEMBRE
(CS BRANCALEONE-AUSGANG)

Band of Horses
La indie band di Seattle propone i brani del nuovo cd, Mirage Rock. Milano DOMENICA 4 NOVEMBRE (ALCATRAZ)

Filastine
Le contaminazioni sonore dell'artista californiano trapiantato da tempo a Barcellona. Poggio Berni (Rn) VENERDI'
9 NOVEMBRE (CIRCOLO DEI MALFATTORI)

Ultravox
Il ritorno nella line up con Midge Ure alla voce della band inglese, icona della musica pop elettronica anni Ottanta. Milano LUNEDI' 5 NOVEMBRE (ALCATRAZ)

Jagwa Music
Il post punk incontra la musica afro. Verona SABATO 10 NOVEMBRE (INTERZONA)

Modena SABATO 10 NOVEMBRE (VIBRA)

Petra Jean Phillipson


La melanconia della cantautrice inglese. Mantova SABATO 3 NOVEMBRE (FUZZY) Sermide (Mn) DOMENICA 4 NOVEMBRE
(CHINASKY)

Guitar Legends Festival


Due appuntamenti per la rassegna chitarristica, con Allan Holdsworth with Virgil Donati e il Ciro Manna Trio. Roma SABATO 3 E SABATO 10 NOVEMBRE
(CENTRALE MONTEMARTINI)

Casa del Jazz


Continuano gli incontri curati da G. Gatto sugli Jazz standards (ospite Enrico Pieranunzi). Il batterista Fabrizio Sferra presenta il suo nuovo album (Untitled 28) con Dan Kinzelman, Giovanni Guidi e Joe Rehmmer. Roma MERCOLEDI' 7 E GIOVEDI' 8 NOVEMBRE
(CASA DEL JAZZ)

Vinicius Canturia
Molte e di grande valore le collaborazioni del compositore brasiliano. Bologna MARTEDI' 6 NOVEMBRE
(LA SCUDERIA)

Chain & The Gang


Unica data per il nuovo progetto dell'ex Make Up, Ian Svenonius. Bologna SABATO 10 NOVEMBRE
(LOCOMOTIV)

Zun Zun Egui


Ritmiche tribali, pulsioni funk e melodie orientali per la band inglese. Brescia VENERDI' 9 NOVEMBRE (LIO) Padova SABATO 10 NOVEMBRE (LOOOP)

Subsonica
Ritorno alle origini per la band piemontese con due concerti nei centri sociali. Milano VENERDI' 9 NOVEMBRE
(CS LEONCAVALLO)

Ausgang
Il festival itinerante della capitale ha in cartellone Maria Antonietta, Eva Mon Amour, Il Triangolo, Honeybird & The Birdies, Iori's Eyes (stasera, Lanificio 159), Zen Circus (l'8, Black Out), Giardini di Mir (il 9, cs Brancaleone). Roma SABATO 3, GIOVEDI' 8 E VENERDI'
9 NOVEMBRE (VARIE SEDI)

The Gaslight Anthem


Ununica data italiana per la band del New Jersey, tra punk, soul e rock, rigorosamente made in Usa. Milano MARTEDI' 6 NOVEMBRE (ALCATRAZ)

Musicus Concentus/ Piano Hour


La rassegna fiorentina al suo quarto appuntamento e tocca ad Andrea Pellegrini e a Claudio Cojaniz affrontare gli 88 tasti. Firenze VENERDI' 9 NOVEMBRE (SALA VANNI)

Micah P. Hinson
Lindie pop american style del cantante/autore originario di Memphis. Madonna dell'Albero (Ra) SABATO

Marghera (Ve) SABATO 10 NOVEMBRE


(CS RIVOLTA)

(14)

ALIAS 3 NOVEMBRE 2012

THE FABULOUS SIXTIES

Bici bianche e uvetta contro stato e padroni


di CHIARA PAZZAGLIA

Che cosa sarebbe successo in Italia se nel 1965, in pieno boom economico, aspettando lo sbarco sulla Luna, mentre ogni giorno si sfornavano 600 automobili Fiat 500, mentre si ricopriva la penisola di strisce di cemento chiamate autostrade (alcune ancora oggi incomplete), la famiglia Agnelli all'apice del successo, mentre i Caroselli raccontavano come sarebbe stata la nostra nuova vita; cosa sarebbe successo se qualcuno avesse detto: La vita con una bicicletta molto ma molto pi sexy? Erano olandesi, era appunto il 1965, erano ragazzi tra i 18 e i 20 anni e ci credevano veramente. Avevano solo una bicicletta come arma e a cavallo di una bicicletta, loro, i Provo, i provocatori, hanno cambiato la storia dell'Olanda e ridefinito la cultura olandese, trasformandola in quello che oggi conosciamo: una societ fortemente attenta all'ecologia, aperta e tollerante. Sarebbe potuto succedere solo ad Amsterdam? Roel van Duijn era uno di quei ragazzini irriverenti, uno dei fondatori dei Provo; oggi un politico, scrittore e consulente sentimentale per cuori infranti. Pensa che quel tipo di cambiamento sia accaduto perch era il momento giusto o perch era il luogo giusto? Amsterdam era un buon posto anche se c'erano citt sicuramente migliori. Il 1965 era anche un buon momento ma c'era la guerra fredda con la paura dei comunisti, la paranoia e soprattutto la paura - questa volta fondata - della guerra. Quindi quando abbiamo cominciato con i Provo a fare happening e a proclamare Amsterdam un centro magico, non era perch il momento o il luogo anticipavano un successo. Anzi. All'inizio la repressione e l'odio contro di noi stato massiccio: la gente chiedeva di rinchiuderci in campi di concentramento, i giornali ci chiamavano ratti. stato solo perch abbiamo usato ironia e provocazione come armi che in qualche modo siamo riusciti e dopo ci siamo stupiti del nostro successo. Qual' stata secondo te l'azione pi potente dei Provo? Distribuire uvetta nelle strade, in un momento in cui gli happenings ad Amsterdam erano vietati. Abbiamo scelto l'uvetta perch in olandese si dice krent e viene da Corinto, il posto dove l'apostolo Paolo predicava l'amore come la pi alta funzione dell'uomo. Quando abbiamo dato l'uvetta ai passanti per strada la polizia ci ha arrestato immediatamente: erano sicuri che questo fosse un happening, non capivano che era amore puro! Mentre eravamo in prigione con l'accusa di fare happening la gente di Amsterdam rideva un sacco di questa sciocca azione della polizia. Alla fine hanno dovuto liberarci. Allora il consiglio comunale ha stabilito che gli happenings nella citt di Amsterdam

Intervista a Roel van Duijn, tra i fondatori dei Provo olandesi, rivoluzionari irriverenti che avevano reso quel Paese tra i pi vivibili dEuropa
dovevano essere tollerati e che la polizia non doveva pi intervenire! Contro cosa vi scontravate? Contro l'autoritarismo cieco. Contro il potere dello Stato e contro i padroni. Contro una cultura del consumo che non ha radici. Noi abbiamo lottato e messo in guardia contro un futuro da schiavi consumatori, gli uomini di domani. Oggi in cosa riconosce un'evoluzione del suo metodo per provocare il cambiamento? Oggi vedo, almeno in Olanda, pi democrazia rispetto agli anni '60, pi libert. Negli anni '60 sono stato arrestato e messo in prigione molte volte. Perch provocavo, anche se con i Provo non abbiamo mai praticato alcuna violenza. Noi eravamo anarchici senza essere violenti. Deploro vivamente l'uso della violenza, anche oggi per

esempio da parte degli anarchici in Grecia. Noi lanciavamo solo fumogeni colorati, per fare una satira della violenza. Oggi vedo che le persone, molto pi che in quegli anni, comprendono che la natura e l'ambiente sono in pericolo e che dobbiamo proteggerli cambiando il nostro stile di vita. Utilizzando le biciclette, come simbolo, e producendo cibo organico e meno carne. La gente capisce anche che l'energia nucleare e la bomba nucleare sono una minaccia per l'umanit e che dobbiamo combattere contro questi pericoli. Di cosa ti occupi oggi? Mi occupo di analizzare il lavoro dei servizi segreti. Oggi hanno pi potere che mai. Noi dovremmo controllarli. Questo ora il tema del mio lavoro politico, da quando ho scoperto che i servizi segreti olandesi mi stavano seguendo da circa trent'anni. Mi trattavano come un pericoloso violento, nonostante le mie reali azioni e parole. Ho scritto un'autobiografia basata sui circa 1500 dossier segreti scritti dalle spie su di me. Questi dossier li ho ottenuti dopo aver vinto un processo in tribunale, fatto proprio per ottenere tutti i documenti che mi riguardavano. La mia autobiografia si chiama Deepfreezefigure (Figura profondamente congelata) perch ho scoperto che i servizi segreti mi hanno messo nel 1967 in una lista di persone da congelare nel momento in cui si fosse scatenata una rivoluzione. (ch.pazzaglia@gmail.com)

LIBRI DREAMERS & DISSENTERS

...noi invece vestivamo come ci pareva


di MASSIMO DE FEO

Da qualche giorno arrivato nelle librerie Dreamers & Dissenters, sottotitolo Viaggio illustrato tra le mode degli anni Sessanta, creato a quattro mani e due teste da Matteo Guarnaccia e Giulia Pivetta, edito da Vololibero. In 144 pagine e 30 schede si rileggono gli anni 60 a partire dai vestiti dei protagonisti di quegli anni, ricordando o scoprendo particolari dimenticati. Le tute spaziali sovietiche sono arancioni come quelle dei lavoratori stradali, i cosmonauti sono infatti operai delle stelle. Nellabbigliamento dei vietcong non manca un salsicciotto da mettere a tracolla per trasportare il riso. Per il lancio del 45 giri Power to the People, John Lennon e Yoko Ono si fanno fotografare vestiti da Zengakuren, gli studenti in rivolta giapponesi. A

Londra pu succedere a chi indossa vecchie divise militari, di essere insultato per strada da reduci e di essere denunciato per uso improprio di materiale bellico. New Dandy, Motown, Surfisti, Provos, Rockers, Ragazze ye-ye, Fan dei Beatles, Carnaby Street, Capelloni, Hippie, Beat, Marines, Black Panthers, Feddayn, Skinheads, Conigliette di Playboy... Questo libro - spiega Matteo Guarnaccia - nasce da un lavoro che ho fatto con Giulia Pivetta, una ragazza di 28 anni. Fresca di laurea in Fashion Design, aveva una certa fascinazione rispetto agli anni '60 ma non si accontentava di quello che si trova in giro, non solo sugli anni '60 ma anche rispetto alla storia del costume in generale. Trovi sempre libri che mettono tante foto ma non spiegano mai granch, mancano sempre di riferimenti. Per

cui abbiamo deciso di fare questo libro come parte di un progetto a pi ampio respiro. Vogliamo affrontare la storia del costume senza limiti di tempo, pur concentrandoci soprattutto sul '900. L'idea di offrire a chiunque interessa un certo periodo, un certo decennio, tutte le possibilit per leggerlo trovando l'aggancio a lui pi congeniale, il cinema, la letteratura, la musica, i personaggi coinvolti o quant'altro ma partendo sempre dal punto di vista di come si sono espresse le diverse scene creative in quel decennio, gli anni 20, gli anni 30...Quando ci sono state rivoluzioni di costume molto forti che in qualche modo hanno poi contribuito a cambiare non solo il modo di vestire ma anche il modo di pensare, credo sia importante dare dei riferimenti. Nei 60 l'idea base stata quella di

ALIAS 3 NOVEMBRE 2012


moltissime cose e abbiamo cercato di mostrarlo anche al di l della ristretta ottica che vede solo quanto avvenuto nei paesi anglosassoni, per cui siamo andati dai Zengakuren giapponesi allo ye-ye francese, i vietcong, gli hippie, le guardie rosse... la nostra grande scommessa era uscire dagli schemi e inventarsi un copione nuovo. Questi diversi stili hanno poi interagito tra di loro... S, alcuni partono da un'idea di resistenza attiva, per cui certi abiti sono ovviamente oltraggiosi, hanno un aspetto militare, guerrigliero... altri sono invece totalmente creativi, persi nel mondo delle fiabe. Ma il dato comune questa capacit di superare ogni tipo di barriera, per cui uno poteva mettersi un abito militare e renderlo inoffensivo inserendo una toppa, un elememnto accessorio che stravolgeva il simbolismo classico associato all'indumento militare, viceversa se uno skinheads sceglieva una camicia sportiva pi o meno elegante, con il suo taglio di capelli e i tatuaggi la trasformava in qualcosa di molto offensivo e pericoloso. Verso la fine degli anni '60 c' stato il boom dell'eschimo e almeno in italia la riscoperta di massa dei pantaloni e delle giacche di velluto... S, esattamente, l'eschimo faceva parte dell'uniforme dell'esercito americano nella guerra di Corea. Gli abiti di velluto vestivano il vecchio signore di campagna o se no si rifacevano ai preraffaelliti, all'et Vittoriana. Tutti tessuti che in qualche modo rivendicavano un aspetto molto materico, chi si vestiva voleva veramente entrare a far parte di vestiti e accessori che non fossero semplicemente dei costumi di scena. I vestiti erano veramente parte integrante di una ricerca esistenziale o esperienziale. di quel periodo la famosa canzone di Donovan che dice I love my jeans, I love my shirt..., e Gianni Meccia cantava Il pullover... Pensare oggi a un musicista che dedica una canzone a un paio di pantaloni... sembrerebbe molto strano. Oggi magari qualcuno dedica una canzone a uno stilista, come successo. La cosa interessante che un capo di abbigliamento semplice, umile, come un golf o dei jeans, poteva diventare assolutamente parte integrante di una personalit. Persino le grandi rockstar alla fine erano loro che imponevano il loro simbolismo visivo, non come oggi che vanno da uno stilista e diventano testimonial di quello stilista. All'epoca lo stilista non esisteva, o se esisteva era veramente dietro le quinte. liberare il corpo, con le diverse declinazioni degli stili, dai Black Panthers alle hostess dgli aereoplani americani, due cose che sembrerebbero non aver nulla in comune ma che in realt condividono una stessa tensione, il corpo che si stava liberando, che cercava di uscire da un certo tipo di costrizione, anche per segnalare subito un'appartenenza sociale, di classe, politica... anche perch la novit sostanziale era il fatto che ognuno poteva costruirsi una identit. Mentre oggi come in altri periodi le identit si comprano, a quei tempi ognuno si costruiva la sua. Nel libro per ogni scena abbiamo messo tutte le informazioni possibili per entrare in quel contesto. Non c solo il disegno... si potrebbe dire un libro interattivo. Se uno vuole si va a vedere il film citato o il pezzo musicale, va a carcarsi gli scrittori, i libri collegati a quella scena, ci sono molti elementi che lo rendono un libro ampliabile, un carnet di viaggio molto veloce che offre, se uno ha voglia di approfondire, tutti i riferimenti per farlo. Il libro si apre con la Dolce Vita e si chiude con gli Skinheads...avete seguito un ordine in qualche modo cronologico? S, la Dolce Vita agli inizi dei '60 e nel 1969 arrivano gli Skinheads. Di solito quando uno pensa agli anni 60 li vede molto pi concentrati, pi compatti, come se fosse possibile darne un'unica definizione... si pensa subito ai pantaloni a zampa d'elefante, ai capelli lunghi, le minigonne...in realt i 60 sono stati Tu come ti vestivi in quegli anni? I jeans sono stati il punto di non ritorno, io vengo ancora da un'epoca in cui non si poteva andare a scuola indossando un paio di jeans, o le scarpe da ginnastica, e parliamo di Milano non di piccoli centri di provincia. Poi tutto ci che in qualche modo aveva a che fare con i primi viaggi in Oriente, per cui le camicie indiane, i gilet afghani, cose di questo genere hanno fatto parte integrante del mio guardaroba e anche la riscoperta della campagna, con le giacche a quadri, le camicie da boscaiolo alla Kerouac. Oggi uno pu comprarsi un'esperienza attraverso un vestito. Un impiegato che si compra una giacca di pelle pu immaginarsi di essere un selvaggio motociclista ma invece di andare sulla strada e di fare l'esperienza del byker, invece di sporcarsi le mani di grasso, entra in un negozio e si compra la giacca di pelle. Idem per chi vuole avere l'esperienza di avere un look da mod, basta che entri in un grande magazzino e si compri l'eschimo, ormai li rifanno nuovi, non sono pi i surplus militari di quegli anni, ormai l'industria dell'abbigliamento reinterpreta continuamente i pezzi del passato. La curiosit che c'era in quegli anni di accostare elementi diversi e creare un proprio look oggi non c pi, sono gli altri che ti dicono in che modo vestirti, c' molto pi conformismo oggi rispetto agli anni 60. I ragazzi allora cercavano i propri vestiti nei bazar dell'Oriente, nei negozi di surplus militare, e questo la dice lunga su come ci fosse una totale negazione di quello che veniva offerto dal mercato, che veniva tenuto lontano da chi si ribellava in quegli anni. Uno andava a cercarsi i jeans, i pantaloni di velluto, le camicie da operaio...era una specie di antimoda che alla lunga diventata moda, moda dominante per le strade. E si arriva ai jeans che escono dalla fabbrica gi rotti, coi buchi alle ginocchia... Le persone non hanno pi neanche l'intenzione di vivere un vestito, di consumarlo...l'ansia di consumare diventa tale che uno si compra direttamente i pantaloni come quelli che avevano i Ramones negli anni '60, gi colle ginocchia aperte, o magari perch hanno visto vecchie foto di beatnik coi pantaloni strappati. Tutto diventato replicabile ma a carissimo prezzo. Alla fine del libro ringraziate la stilista inglese Vivienne Westwood, che ruolo ha avuto? stato un personaggio che ha attraversato tutti quegli anni, ha partecipato a molte delle rivoluzioni legate allo Street Style, oltre a essere una persona che conosco personalmente e con cui ho fatto anche dei lavori. Per la presentazione di questo libro ci ha offerto il suo negozio qua a Milano. Sono stati molto gentili, hanno capito che un libro che in quelche modo celebra lo Street Style e Vivienne Westwood stata una delle

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Matteo Guarnaccia ci parla del suo nuovo libro, scritto con Giulia Pivetta. Un viaggio negli anni 60 a partire dai vestiti e dagli oggetti indossati dai protagonisti di quel decennio mai riconciliato

Alcuni capitoli tratti da Dreamers & Dissenters. Da sinistra: La Dolce Vita, Maggio francese, Hippies, Hostess

grandi apripista in questo senso. Il prossimo libro della serie? Potrebbe essere sugli anni Venti, per cui dal primo dopoguerra sino al '29, il crollo della Borsa di New York. Tutto il periodo della Lost Generation, i Roaring Twenties, tutto quello che ha a che fare col jazz e le avanguardie, le situazioni rivoluzionarie che si sono create nel dopoguerra in tutto l'Occidente, dai spartachisti tedeschi ai jazzisti della Harlem Renaissance, veramente un periodo molto, molto interessante.

10 DICEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE

DIRITTI DEGLI ANIMALI


SEGUE DALLA PRIMA condotte animali, una disciplina costruita sul presupposto di una netta demarcazione tra luomo e tutti i viventi che non sono luomo, dunque su una dicotomia forte tra umanit e animalit. Per lungo tempo si ritenuto che non esistesse nessun dovere morale (n tanto meno giuridico) nei confronti degli animali, considerati come res, cose, di cui gli uomini, signori del creato, potevano disporre come meglio credevano. Ci che soprattutto conta nascondere la violenza, renderla impensabile, invisibile, lontana dagli occhi del fanciullo che ne verrebbe diseducato - spiega il prof. Lauso Zagato giurista, docente di diritto internazionale alluniversit C Foscari e promotore del convegno - Non a caso la tradizione penalistica italiana, dal codice Zanardelli (ma anche prima la legge del granducato di Toscana) vietava le manifestazioni esteriori di crudelt. Il bene giuridico tutelato solo ed esclusivamente la sensibilit umana. Nel 1993 per qualcosa cambia. Si fa strada anche a livello legislativo, dopo essere stata a lungo dibattuta in ambito filosofico, l'idea che gli animali in quanto esseri senzienti e sensibili, vanno protetti dalla crudelt umana per loro stessi e non per scopi indiretti, educativi o simili. In campo etologico c chi, come Dominique Lestel che ha lavorato soprattutto nel campo della cosiddette scimmie parlanti, in linea con le attuali posizioni della biologia fortemente critiche nei confronti del determinismo genetico. Lestel considera la genetica soltanto un vincolo tra gli altri e sottolinea che lanimale innova e inventa. Allidea cartesiana dellanimale-macchina, che d risposte prevedibili e spiegabili meccanicisticamente, Lestel contrappone lidea dell animale-ermeneuta. Ovvero lanimale interpreta costantemente il mondo che lo circonda, gli altri esseri viventi e se stesso - ha ricordato la filosofa della scienza Maria Turchetto - Losservatore perci elabora le interpretazioni dellanimale osservato (di qui il bicostruttivismo) e accetta linterazione con esso anzich attribuirsi la posizione di chi al di sopra del mondo per osservarlo. Gli animali vengono per divisi: da una parte ci sono quelli destinati agli allevamenti intensivi, dallaltra quelli con comportamenti e caratteristiche simili alluomo, tra cui i grandi antropoidi (scimpanz, gorilla ed oranghi) ed i cetacei. I primi, ha spiegato lavv. Monica Gazzola, appartengono alla famiglia degli ominidi e sono tutelati anche dalla normativa U.E che nel 2010 con la direttiva n.63 ha vietato la sperimentazione scientifica su di essi. La Gazzola ha ricordato i pi recenti studi delle neuroscienze secondo cui lorigine neuronale della coscienza risulterebbe indipendente dal linguaggio. Gli scienziati-filosofi Humberto Maturana e Francisco Varela spiegano lesistenza di linguaggi (intesi come interazioni orientanti) anche in animali diversi dalluomo, in particolare tra primati e delfini. Alcuni scienziati propongono il riconoscimento del diritto alla vita dei cetacei. Recentemente, una corte distrettuale statunitense ha esaminato un ricorso contro il parco acquatico Sea world per violazione del 13 emendamento (divieto di schiavit e servit) presentato dall'associazione ambientalista PETA. Cinque orche del parco sono state nominate, per la prima volta, come ricorrenti. Il giudice ha respinto il ricorso, argomentando che il 13 emendamento non si applica alle non persons come le orche. Sul piano del diritto internazionale, il diritto alla vita dei cetacei non pu dirsi affermato, nonostante la prassi di alcuni Stati si muova verso lestensione della moratoria sulla caccia alle balene. Tuttavia, se la prassi si consolidasse,-ha affermato la giurista Sara De Vido i tre Stati cacciatori diventerebbero persistent objectors, senza ostacolare pertanto la formazione di una norma consuetudinaria che riconosce il diritto alla vita dei cetacei. Sul piano giuridico internazionale il benessere degli animali sta sempre pi assumendo una dimensione autonoma, come valore da tutelare per evitare sofferenze non necessarie. Elisa Baroncini, giurista dellUniversit di Bologna, ricorda come lorganizzazione mondiale del commercio ha, per la prima volta nella storia del sistema multilaterale, giustificato una misura Usa che vietava l'importazione di gamberetti senza tutelare adeguatamente le tartarughe marine che insieme ad essi nuotano. Nella recente causa sull'etichetta Dolphin-Safe (maggio 2012) infatti, l'Organo d'appello ha riconosciuto come interesse legittimo, da tutelare in base all'art. 2.2 dell'Accordo Tbt il diritto all'informazione dei consumatori sui metodi di pesca del tonno, che nell'Oceano pacifico orientale nuota insieme ai delfini, al fine di garantire il non utilizzo delle reti a strascico e del metodo di pesca a circuizione, che uccide, ferisce e stressa notevolmente i mammiferi marini, i quali, anche laddove sopravvivano alle battute di pesca, per lo shock cessano di riprodursi. La legislazione sul divieto di commercializzazione ed importazione dei prodotti derivati dalla foca, introdotta dall'U.E. nel 2009, rappresenta la prima causa instaurata dinanzi al meccanismo di risoluzione delle controversie dell'Omc che ha ad oggetto esclusivamente il benessere degli animali, nel nostro caso delle foche. Oggi nellU.E. lart. 13 del Trattato sul Funzionamento specifica che gli animali hanno un valore intrinseco che deve essere rispettato in quanto essi sono creature senzienti. Uno scenario incoraggiante ma non sufficiente poich la tortura persiste per gli animali ospiti negli allevamenti intensivi e per quelli da laboratorio. Per il filosofo Giuseppe Goisis, che parla di paradossi ed incoerenza umana, solo il potere crea il diritto e la legge. Pertanto gli animali sono condannati a crudelt, tortura e sterminio. Un principio di tutti i totalitarismi che tuttavia non preoccupa nessuno. Bisogna ritrovare la tenerezza, una istanza profonda di una umanit smarrita. Luomo deve riconciliarsi con la propria animalit e naturalit, dalla loro negazione deriva la sua intolleranza, il disagio, persino la vergogna di s. Oggi tortura significa soprattutto vivesezione. Come viene giustificata? George Devereux, ricordato dallantropologa Maria Luisa Ciminelli, parla della distanza tra osservatore ed osservato che trasforma esseri viventi in preparati come per gli animali mutilati a fini sperimentali che prevedono labolizione o eliminazione del fenomeno che si intende studiare. Ci serve a legittimare la negazione nevrotica del senso di colpa provato dopo aver inferto il dolore, il sadismo inconscio o latente, il culto nevrotico della posa scientifica, la formazione reattiva priva di insight contro le proprie pulsioni sadiche. Ma la tortura animale oggi soprattutto di genere. Secondo leco-femminista Annalisa Zabonati, redattrice della rivista femminista DEP, il patriarcato la matrice di tutte le oppressioni. La storica Bruna Bianchi, direttrice della stessa rivista, ha ricordato le campagne della giornalista irlandese Frances Power Cobbe contro la vivisezione e la violenza domestica (1863-1889). Tra le fondatrici della National Anti-Vivisection Society e del suo organo The Zoopholist. Autrice di numerosi opuscoli contro la tortura agli animali, a partire dal 1863 sosteneva che la medicina e la fisiologia avevano deviato dai loro fini per divenire una professione animata dalla competizione e dalla crudelt. Le sue campagne suscitarono aspre reazioni da parte delle associazioni mediche, da The Lancet e dallo stesso Darwin. In numerosi scritti affermava la stretta connessione tra limpegno femminista e quello contro la vivisezione. Dunque, si parla di animali ma il riferimento costante rimane agli uomini. Una integrazione di sguardo stata proposta dal filosofo Luigi Vero Tarca che a mo di provocazione ha concluso affermando Lantropocentrismo gi superato: gli uomini, intesi come singoli individui, non contano pi nulla. Sono ormai in bala di organizzazioni meta-umane tecnologicamente. Se pensiamo che oggi in alcune parti del nostro pianeta si pu andare alla festa di nozze della figlia ed essere uccisi, assieme ad altre 70 persone, da un drone! I soggetti che oggi fanno la storia non sono pi individui umani. Lhomo randagius sta a quello tecnologicus come i polli stanno a noi - ha spiegato - Anche per questo lo sguardo con il quale noi consideriamo la vita animale importante al fine di capire quello che potr essere il destino che i grandi organismi, i quali progettano e organizzano la vita sulla terra, riserveranno agli esseri umani. Lincredibile evoluzione tecnologica determina una trasformazione del potere che pone in maniera drammatica il problema degli animali umani nei confronti degli organismi che gestiscono un potere generale su tutte le forme di vita presenti sulla terra. Una conclusione nientaffatto rassicurante, inquietante, quasi profetica.

nco b i a viaggio a sei zampe


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