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Speciale interviews

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SABATO 12 AGOSTO 2017  ANNO20 N.32  INSERTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO

TRA CINEMA E TEATRO,


TRA TEATRO E CIRCO,
TRA SCENA E FUORI
SCENA. E C’È UN’ITALIA
MUSICALE CHE PARLA
INGLESE. ENRICO
GABRIELLI, IN TOUR
CON LA REGINA DEL ROCK
BRITANNICO PJ HARVEY
E MIRKO GUERRINI,
SASSOFONISTA EMIGRATO

artisti
IN AUSTRALIA, E C’È L’ITALIA
RACCONTATA
DA CHI RESTA

sul FILO
sabato 12 agosto 2017
15
Vivo questo momento come
SGUARDO
SULL’ITALIA la naturale prosecuzione
DI OGGI di una carriera iniziata
relativamente tardi, a 32 anni

Unaricetta
GUIDO MARIANI canto, ma che non finisse nel ci- Diego e io, dedicata alla pittrice
nismo. È per questo che nel bra- messicana Frida Kahlo e al suo
«Te ne sei accorto sì, che no Il costume da torero, nato co- tempestato rapporto con Diego
parti per scalare le monta- me una filastrocca, emerge il bi- Rivera, scritta con il cantautore
gne e poi ti fermi al primo risto- sogno di conservare un elemen- siciliano Antonio Di Martino.
rante», il provocatorio incipit di to infantile». «Era un pezzo che avevo solo ab-

contro
A casa tutto bene, l’ultimo album Anche musicalmente le dodi- bozzato, poi Antonio (che ha
di Dario Brunori, in arte Brunori ci canzoni della raccolta segna- pubblicato un disco dedicato al-
Sas, sembra l’epitaffio di una ge- no un passo in avanti: «Volevo la cantautrice Chavela Vargas,
nerazioneapatica,chehadelega- sfruttare le risorse e l’attitudine amica e amante della Kahlo,
to ai post sui social network le ri- personale dei musicisti con cui ndr), mi ha raccontato del viag-
voluzioni e si è fatta sconfiggere ho la fortuna di lavorare da tem- gio in Messico in preparazione

lapaura
dallapauraedall’indecisionepri- po.Iohounmodo discriveretra- al suo album e così gli ho chiesto
ma ancora di combattere. «La dizionale, all’italiana, ma volevo di scrivere la canzone con me.
mia generazione ha perso» can- che ogni brano avesse un vestito Conil suoaiuto, datalasua espe-
tavaGaber,lagenerazionecanta- non scontato, una visione più rienza, mi sentivo più credibile
ta da Brunori sembrerebbe non originale, senza “farla strana” a nelraccontarequestastoria. Alla
essere neppure scesa in campo. tutti i costi. Avendo più tempo, fine l’ho inserita a metà del di-
Arrivato alla soglia dei qua- ho lavorato con ognuno dei mu- sco, a segnare il passaggio tra un
rant’anni e diventato cantauto- sicisti singolarmente affinché primo e un secondo tempo e per

BRUNORI SAS » «A CASA TUTTO BENE»


re un po’ per caso, l’artista cala- ognuno esprimesse qualcosa di avereancheunbranochevoluta-
breseconfessadi essersi messo a personale, di istintivo. È stato un mente uscisse dal contesto. Mi
fare le cose sul serio: «Mi sono modo per dare e ricevere stimo- piaceva poi l’idea di un pezzo
detto.Aquesto puntoè iltuome-
stiere. Fallo bene». Ne è uscita
È L’ALBUM DELLA CONSACRAZIONE li. Poi è stato svolto comunque
un lavoro corale, un processo
emozionante da poter cantare
con un po’ di pathos».
una raccolta che lo ha portato a lungo e da cui abbiamo screma- A disco pubblicato però Bru-
una consacrazione, dopo tre al- to molto. In questo ha avuto un nori temeva, a torto, una certa
bum che già lo avevano reso un ti come«padroni a casa nostra» e ruolo fondamentale il produtto- freddezza da parte del pubblico:
BIOGRAFIA
puntodiriferimentoper lamusi- simili. «Sono un casalingo - spie- re Takedo Gohara che ha un ap- «Con il classico pessimismo di
caitaliana,anchepressoungran- ga Brunori -. Un amante proccio poetico al suo lavoro. noi meridionali mi aspettavo
de pubblico che forse si era di-
menticato dell’esistenza di un
UNA VITA «NON» SPECIALE dell’ideadicasaanchecomeluo-
go in cui tengo a isolarmi e rin-
Una volta mi disse: “Io faccio lo
stesso lavoro di mio padre. Lui
che, avendo appesantito i toni, il
disco avrebbe fatto più fatica a
cantautorato contemporaneo chiudermi. Ma ho notato che è eraunpittoreelavoravacoicolo- farsi conoscere. È accaduto il
capace di reggere il confronto «La mia non è una vita speciale. unconcettochevieneusatosem- ri io uso i suoni”. È proprio così, contrarioehatrovatospazi,inra-
con quello dei maestri. Qualcu- E molto spesso me la devo pre più in un’accezione diversa. lavora come se avesse una tavo- dioeintelevisionechelamiamu-
no si sarebbe montato la testa. inventare». La vita «non Questa parola ritorna spesso in lozza, i suoni sono colori che as- sica non aveva mai avuto». Di
Non Dario Brunori. «Non ho la speciale» di Dario Brunori, (i tutte le forme di espressione sembla in modo inaspettato». In fronte a questo successo è inevi-
percezione di qualcosa che mi versi sono del brano «Nanà»), umana che fanno anche parte un disco comunque incentrato tabile ritornare col ricordo agli
stia travolgendo - racconta -. So- inizia a Guardia Piemontese in delle mie paure, che mi danno il su riflessioni personali e sociali esordi improbabili di un dottore
no arrivato a questo punto col provincia di Cosenza nel 1977. segnale di un imbarbarimento e sorprende vedere una canzone, ineconomiachesembravadesti-
tempo, passo dopo passo, lavo- Gli studi universitari lo portano mi fanno chiedere “Dove stiamo nato a una carriera nel piccolo
rando per anni con le stesse per- a Siena dove si laurea in andando?”.Capisco però che c’è L’artista commercio edilizio nella ditta di
sone. Vivo questo momento co- Economia. In Toscana forma i Blume con cui produce un album. Il un’umanità spaventata. La pau- famiglia.«Avevo-ricordaBruno-
me una naturale prosecuzione dovere chiama e torna in Calabria per seguire la piccola ditta di ra è un tema di fondo, un deno- sarà questa ri - sempre seguito la passione
di una carriera iniziata relativa-
mente tardi, a 32 anni. Poi ho
famiglia. Ritorna prepotente la vocazione artistica e nascono nuove
canzoni pubblicate, proprio con il nome dell’azienda di casa,
minatore comune fra me e quel-
lo che io vedo come altro da me.
sera a Bari, musicale in modo abbastanza
privato. La vedevo al massimo
sempre assecondato quello che nell’album «Vol. 1» nel 2009. Seguono «Vol. 2-Poveri Cristi» e «Vol. Nelle canzoni c’è il tentativo di il 22 a Brescia come qualcosa al servizio di al-
mi accadeva. Più che da artista 3-Il cammino di Santiago in taxi». «A casa tutto bene» (Piccica raccontareciò che mi spaventa e tri, dietro le quinte. Poi per caso,
ho sempre vissuto da artigiano, Dischi) viene accolto trionfalmente da critica e pubblico. È una di comprendere quello che il 31 a Prato quando la mia vita aveva preso
attrezzato e pronto per quello
che stava per succedere».
consacrazione suggellata da una Targa Tenco e da un tour da tutto
esaurito. Questa sera a Bari, Il 22 sarà a Brescia alla Festa di Radio
dell’altro mi abita». «Il disco è
quindiancheunaraccoltadiper-
e il primo una sua direzione, sono nate le
canzoni del mio primo album.
A casa tutto bene è un disco Onda d’Urto, il 31 a Prato, l’1 settembre a Modena. In autunno sonaggi che mi popolano che si settembre Era un periodo difficile perché
con un filo conduttore, «ma non debutterà sulla Rai con un programma televisivo tutto suo. (g.ma.) incontrano e si scontrano in me, era morto mio padre. Tornai in
un concept» ci tiene a precisare l’espressione di un condominio a Modena CalabriadallaToscana,doveave-
l’autore.C’èildialogoconsestes- nonmacchiette:l’emigranteche indeciso (Don Abbondio). Per interiore.Avevolanecessitàdifa- vo studiato, per occuparmi della
so di un artista maturo si chiede viaggia in low cost (Lamezia Mi- questoildiscodiventainevitabil- re un album più adulto, più con- ditta di famiglia. Nella mia vita
ilsensodellasuamissione(Lave- lano), il fascista social (L’uomo mente generazionale, anche se sapevole, più meditato, volevo era cambiato tutto. E lo shock
rità, Canzone contro la paura), nero), lo stalker femminicida forse non voleva esserlo. La casa che nella scaletta delle canzoni per la scomparsa di mio padre
ma ci sono anche i personaggi (Colpo di pistola), il patetico vi- del titolo è la dimora, ma anche si distinguesse un percorso che Brunori Sas (foto mi ha portato a scrivere brani
dell’Italia di oggi. Sono storie, veur (Sabato bestiale), il pavido la roccaforte dei ragli intolleran- parte da un forte senso di disin- di Guido Mariani) chemetabolizzasseroquestodo-
lore. Non avendo nessun biso-
gnoné esigenzauscironocanzo-
ni spontanee che videro la luce
poiché Matteo Zanobini, il mio
ex compagno di viaggio nei Blu-
me, una band di cui avevo fatto
parte, aveva cominciato a occu-
parsi di un’etichetta. Gli feci
ascoltare i brani chitarra e voce e
mi chiese: “Perché non faccia-
mo un disco?”. Ho seguito il suo
stimolo.Daquelmomentohoaf-
frontato tutto un po’ per gioco,
maancheconunpo’d’ansiaper-
ché alcune volte, come quando
vinsi il Premio Ciampi, mi senti-
vo inadatto al ruolo e avevo la
sensazione che dovessi meritar-
mi quei riconoscimenti. Non so
quale sia stato il momento in cui
ho capito che sarebbe diventato
il mio mestiere, ma via via che le
cose andavano ho fatto in modo
di poterle assecondare».
Ci sarà stato il caso nella sua
carriera, ma c’è stata anche tan-
ta consapevolezza e capacità di
osservare con ironia, disincanto
e partecipazione l’Italia di oggi.
Le circostanze di questi mesi
hanno fatto sì che la sua Canzo-
ne contro la paura sia diventata
uninnoanchealdi làdelleinten-
zioni. A casa tutto bene si chiude
con i versi «Chissà com'è invece
il mondo visto da te». La ricetta
contro la paura di Dario Brunori
è forse solo un invito a guardare
il mondo con gli occhi degli altri.