Sei sulla pagina 1di 16

DONNE SUD MAFIA CORDIO RICCI/FORTE MARTONE LORENZA MAZZETTI ALICE MILLIAT GRANJON

CAMEI IN ROCK GIORGIO LI CALZI, INTERVISTA RAFFAELE K. SALINARI LO SPECCHIO SCURO


SABATO 8 MARZO 2014 ANNO 17 N.10

A MOSCA NON RIUSC PI A FOTOGRAFARE, ANZI RIFIUT DI FARLO, VIVEVA UNA VITA COMPLETAMENTE NUOVA. GETT LA CAMERA NEL FIUME. EJZENSTEJN DISSE DI LEI CHE SACRIFIC LARTE PER LA POLITICA. I DOCUMENTI INEDITI DEI SUOI INCARICHI

(2)

ALIAS 8 MARZO 2014

UNA BIOGRAFIA FUORI SCHEMA

SONO UNA FOTOGRAFA E NIENTE DI PI

REPORTAGE IN MOVIMENTO Trentaquattro migranti. Dodici fotografi. Sessantotto foto. Storie diverse di donne e uomini che raccontano cosa porterebbero con s di Roma. Rhome - Sguardi e memorie migranti la mostra ospitata presso Palazzo Braschi a Roma (fino al 30 marzo). Il progetto - che ha portato alla presentazione di questa esposizione curata da Claudia Pecoraro d voce ai nuovi cittadini di Roma Capitale: i migranti provenienti dal mondo intero, che oggi fanno parte del tessuto strutturale della citt. I 34 partecipanti appartengono sia alle 14 comunit straniere pi numerose sia ad altri paesi e rappresentano 27 nazionalit: africani, americani, asiatici, europei. Qual un luogo di Roma che non dimenticherai mai e che porterai con te anche se dovessi andare a vivere altrove?. intorno a questa domanda che ruota tutta la rassegna.

TINA MODOTT
Attrice per il cinema, reporter di fama internazionale, scrittrice di pamphlet, agitatrice politica e quindi agente segreto nei servizi dellUnione Sovietica. Sono molti i misteri che avvolgono lultima parte della sua vita

Dal Messico a Hollywood, fino a Mosca


di GIANCARLO BOCCHI

Delle molte vite di Tina Modotti, operaia nelle filande, attrice a Hollywood, musa di artisti e fotografi come Diego Rivera ed Edward Weston, fotografa di fama internazionale, scrittrice di pamphlet, agitatrice politica, si sa molto. Ma c unultima vita, per molti aspetti ancora sconosciuta e gravida di segreti, che tuttora avvolta nelle nebbie della Storia. Ebbe inizio nellottobre del 1930 in Unione Sovietica, quando la Modotti dopo lespulsione per motivi politici dal Messico giunse a Mosca dopo un breve e infelice soggiorno a Berlino. Anche se Tina mascherava i suoi sentimenti citando spesso una frase di Nietzche - Ci che non mi uccide mi d forza - nell'animo era turbata e smarrita. Lanno prima il suo compagno, il rivoluzionario cubano Antonio Mella, era morto tra le sue braccia in una strada di Mexico City vittima di un agguato politico dai contorni rimasti oscuri. Giunta a Mosca, l'affascinante fotografa dai capelli corvini e dagli occhi di carbone, elegante, con le calze di seta e profumata con costose essenze francesi, scopr che il suo amico e accompagnatore nel viaggio sul piroscafo Edam dal Messico in Europa, l'agente stalinista Vittorio Vidali, uomo dai mille volti, il 2 ottobre si era sposato usando il nome di copertura di Jorge Contreras con Paulina Hafkina, una giovanissima russa, che aspettava un figlio da lui. A Mosca Tina era alla ricerca di una nuova vita e di nuovi interessi. Era conosciuta come unartista della fotografia, ma non era daccordo se le parole arte e artistico vengono applicate al mio lavoro Mi considero una fotografa e niente di pi. Invece di fotografare la complessa realt della prima nazione del comunismo, Tina inizi a lavorare per il Mopr

(Soccorso rosso internazionale). In un documento autografo del 23 novembre 1930 dichiar che Jorge Contreras (alias Vittorio Vidali) gli aveva consegnato i documenti dei Dipartimenti latino-americano, italiano, portoghese e spagnolo in ordine e aggiornati. Insieme all'ambizioso e spietato, Tina scrisse anche diverse lettere e

risolse alcuni problemi delle sezioni canadesi, statunitensi, irlandesi del Soccorso rosso. A Mosca Tina per non riusc a fotografare. Perch non fu pi capace di ritrovare nelle immagini quella originale sintesi tra forma e ideologia per quale era famosa? La luce slavata e tetra di Mosca, le difficolt nel trovare i materiali

Al centro una sua celebre foto, qui sopra certificato di matrimonio n.2799 del 2.10.1930 fra Jorge Contreras (Vittorio Vidali) con Alkina Polina. La risposta segretissima della Ogpu (Polizia segreta sovietica) ad Elena Stassova di Mopr per autorizzare Tina Modotti allaccesso a documenti coperti da segreto. Due foto di Majakowskij attribuite a Tina Modotti, scattate nel 26 nel giardino dellAmbasciata sovietica a Mexico City. Prima pagina dellautobiografia di presentazione al Comintern scritta da lei stessa. A destra foto con Vidali scattata da Angelo Masutti a cui Tina regal la sua Leika e lettera di Edward Weston

fotografici per la sua Granflex e nell'ottenere i permessi per gli scatti non sono motivi sufficienti a giustificare una crisi artistica cos profonda. Vivo una vita completamente nuova, tanto che mi sento diversa scrisse a Edward Weston, il grande fotografo americano suo confidente che laveva avviata alla fotografia. Fino a qualche mese prima Tina aveva pensato che le immagini potessero produrre un cambiamento del mondo. Da quando era partita dal Messico con Vidali questo convincimento era stato rimpiazzato dall'idea dell'azione diretta, dell'agire come una vera rivoluzionaria. LUfficio speciale della Ogpu (la polizia segreta sovietica antesignana dellNkvd) il 12 marzo 1931 ricevette una richiesta da Elena Stassova, presidente di Soccorso Rosso, dove si chiedeva di autorizzare Tina a prendere visione e occuparsi di documenti segreti. La Quinta sezione speciale dellOgpu rispose il 24 aprile 1931, autorizzando la Modotti a svolgere quel lavoro segreto. Da tempo le sezioni segrete di Soccorso rosso e del Comintern (la sezione supersegreta denominata Oss) agivano allestero in stretta collaborazione e in supporto con i Servizi segreti sovietici, lOgpu (che diventer poi Nkvd) e il Gru dellArmata Rossa. Anche se Tina era riuscita a vendere l'ingombrante Granflex e a sostituirla con una modernissima (e introvabile in Urss) Leica mod. 1932 con esposimetro incorporato; anche se poteva diventare la fotografa ufficiale di qualche importante istituzione dello Stato sovietico, rifiut ripetutamente le offerte di scattare foto. In quei mesi aveva anche chiarito il rapporto con Vidali. In passato non si era preoccupata di avere avventure multiple, ma giunta a Mosca pensava solo ai suoi doveri e

alla sua integrit di rivoluzionaria. Per questo scrisse in una autobiografia per presentarsi al Comintern: Il nome di mio marito Vittorio Vidali (Jorge Contrera). di origine italiana. membro del Partito Comunista ed da anni rivoluzionario professionista. La sua autobiografia un documento interessante. Tralasciando il fatto che Vidali avesse sposato qualche tempo prima una giovane russa, nel documento compaio significative omissioni sul passato lavoro di

attrice nel cinema di Hollywood o sulla sua storia d'amore con il rivoluzionario Antonio Mella, amico di Andreu Nin, e in odore di trotskismo. Ma questa inconsueta autobiografia dattiloscritta offre anche un interessante spaccato psicologico di Tina. Quando avevo nove anni mio padre emigr negli Stati Uniti in cerca di lavoro. Per lunghi intervalli di molti mesi non ricevemmo da lui nessuna notizia n sped soldi a casa per mancanza di lavoro. Ci significa che

ALIAS 8 MARZO 2014

(3)

IL GRUPPO IRWIN La Galleria Civica di Modena ospita nella Palazzina dei Giardini Dreams and Conflicts, una mostra dedicata al gruppo sloveno IRWIN. Curata da Julia Draganovic' e Claudia Lffelholz di LaRete Art Projects, la rassegna vuole essere la prima tappa di un progetto espositivo che continuer il suo tour fino al 2015. La storia del collettivo artistico sloveno nasce nel 1983 dal sodalizio di giovani artisti provenienti dai movimenti del punk e del graffitismo di Lubiana: Duan Mandic, Miran Mohar, Andrej Savski, Roman Uranjek e Borut Vogelnik che si uniscono e fondano il gruppo Rrose Irwin Slavy, in onore dello pseudonimo femminile di Marcel Duchamp. La mostra alla Galleria Civica metter il focus sulle strategie di collaborazione del gruppo, sia allinterno dello stesso collettivo che permette linguaggi molto diversi a ogni singolo membro sia alle collaborazioni

con altri che includono il progetto pluriennale NSK, ma anche cooperazioni con artisti come Marina Abramovic', Andres Serrano o Joseph Beuys. Nellambito della mostra, stato aperto anche il Consolato di NSK State in Time, dove sar possibile richiedere il passaporto che d diritto di aggiungere alla propria cittadinanza quella della nazione utopica, fondata nel 1992. Come in altri uffici-passaporti itineranti aperti in passato tra cui il primo a Mosca nel 92 e quello al Moma di New York nel 2012 viene offerta lopportunit di riflettere insieme sulla possibilit di un nuovo stato. Nel percorso ci saranno anche fotografie, installazioni e video, risultato di oltre trentanni di pratiche collaborative che IRWIN ha esercitato insieme ad alcuni degli artisti e pensatori pi significativi del nostro tempo, ma anche con i cittadini.

LAMICA FRIDA KAHLO

GERENZA
Il manifesto direttore responsabile: Norma Rangeri a cura di Silvana Silvestri (ultravista) Francesco Adinolfi (ultrasuoni) con Roberto Peciola redazione: via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info: ULTRAVISTA e ULTRASUONI fax 0668719573 tel. 0668719557 e 0668719339 redazione@ilmanifesto.it http://www.ilmanifesto.it impaginazione: il manifesto ricerca iconografica: il manifesto concessionaria di pubblicit: Poster Pubblicit s.r.l. sede legale: via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 poster@poster-pr.it sede Milano viale Gran Sasso 2 20131 Milano tel. 02 4953339.2.3.4 fax 02 49533395 tariffe in euro delle inserzioni pubblicitarie: Pagina 30.450,00 (320 x 455) Mezza pagina 16.800,00 (319 x 198) Colonna 11.085,00 (104 x 452) Piede di pagina 7.058,00 (320 x 85) Quadrotto 2.578,00 (104 x 85) posizioni speciali: Finestra prima pagina 4.100,00 (65 x 88) IV copertina 46.437,00 (320 x 455) stampa: LITOSUD Srl via Carlo Pesenti 130, Roma LITOSUD Srl via Aldo Moro 4 20060 Pessano con Bornago (Mi) diffusione e contabilit, rivendite e abbonamenti: REDS Rete Europea distribuzione e servizi: viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130

Un rapporto intenso, lamore passionale e gli scatti. Una mostra alle Scuderie sullartista messicana
Frida Kahlo fu amica, amante e rivale della fotografa Tina Modotti. Fu un rapporto importante il loro e la pittrice, insieme a Diego Rivera (venne incoraggiata ad una relazione con lui proprio da Modotti), venne pi volte ritratta. Alle Scuderie del Quirinale di Roma, il 20 marzo aprir una mostra sullartista messicana (1907-1954). Anche Genova presenter - in un progetto congiunto e integrato - un percorso espositivo a lei dedicato. La rassegna romana indagher il suo rapporto con movimenti come il Modernismo messicano e il Surrealismo internazionale, mentre quella genovese, Frida Kahlo e Diego Rivera, a Palazzo Ducale (dal 20 settembre al 15 febbraio 2015), proseguir il racconto analizzando l'universo privato di Frida. Frida stata unicona indiscussa della cultura messicana novecentesca, una venerata anticipatrice del movimento femminista, ma anche un marchio di culto del merchandising universale e un seducente soggetto del cinema hollywoodiano. Si offerta alla cultura contemporanea attraverso un inestricabile legame arte-vita tra i pi affascinanti nella storia del XX secolo. Eppure i suoi dipinti, oltre la vicenda biografica segnata dal terribile incidente in cui fu coinvolta allet di 17 anni, riflettono anche le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono.

dovevamo vivere praticamente di carit. Allet di 13 anni cominciai a lavorare e da quel momento in poi mi sono sempre guadagnata da vivere lavorando. Nell'autobiografia del 1932 Tina si sentiva ancora una fotografa. Considero la fotografia la mia professione perch quella in cui ho lavorato pi tempo e conosco tutte le fasi di questo lavoro. C' per una nota conclusiva che fa pensare ad altre aspirazioni: Conosco le seguenti lingue: italiano, spagnolo, inglese, nelle quali so scrivere e leggere. Inoltre conosco il tedesco e il francese, ma non correttamente e senza saperle scrivere. Vittorio Vidali pensava da tempo che Tina fosse la persona ideale per il lavoro segreto. Con il suo viso dolce e pulito, la sua eleganza naturale, la sua bella presenza poteva superare ogni confine. E per un agente segreto la fotografia era sempre pi un lusso. Questa

rivoluzionaria italiana, artista straordinaria con la sua macchina fotografica, and in Urss per fotografare la gente e i monumenti. Ma venne rapita dal ritmo incontenibile del socialismo in pieno fermento e gett la macchina fotografica nel fiume di Mosca, promettendo di consacrare la propria vita al pi umile lavoro del Partito comunista scrisse nel 1974 Pablo Neruda, amico della Modotti. In realt Tina, prima di entrare definitivamente nella nuova vita delle ombre, degli specchi, dei misteri e dei segreti non gett la macchina fotografica nel fiume di Mosca. Il 13 giugno 1932 nella stanza che occupava nello squallido e polveroso Hotel Soyuznaya, dopo aver sistemato obiettivo ed esposizione della sua Leica, la porse ad Angelo Masutti un ragazzo sedicenne che aiutava Vidali a Soccorso Rosso dicendogli: Prendila... e fammi una foto. Il giovane scatt con la Leica una prima foto in controluce e un'altra con Tina semigirata verso la finestra. E poi una terza di Tina con Vidali dallaria stranamente protettiva. Angelo Masutti fece per restituirle la macchina fotografica, ma Tina lo ferm dicendogli: Tienila. Era ormai convinta che Il partito avesse sempre ragione. E come disse il regista Sergej Eisenstein, aveva sacrificato l'arte per la politica. Tina inizi a svolgere missioni segrete in Spagna, Francia, Germania, portando soldi, documenti, ordini, direttive. L'affascinante ed elegante signora bela y hermosa arrivata dal Messico qualche anno prima piena di forza, era diventata una donna silenziosa, triste, spesso depressa. Allo scoppio della Guerra civile spagnola i fotografi Robert Capa, David Seymour e Gerda Taro la incitarono a tornare a fotografare. Ma Tina prefer il lavoro con le

autoambulanze e negli ospedali con il nome di battaglia di Vera Martini e successivamente con lo pseudonimo di Maria torn al lavoro segreto sempre pi triste e spenta. Non si sa se partecip ai complotti, alle trappole che portarono alle uccisioni degli oppositori di Stalin, degli anarchici e dei comunisti antistalinisti di Andreu Nin del Poum, delle quali fu accusato pi volte il marito Vittorio Vidali. Al momento della sconfitta delle forze repubblicane di Spagna era una donna esausta, sofferente, sconfitta. Era invecchiata precocemente. Torn in Messico e visse ancora qualche anno sempre pi stanca, sempre pi triste, dilaniata dagli incubi del passato. Mor all'alba del 6 gennaio. Sola, su un taxi nelle vie di Mexico city, dopo una lite con Vidali. Era stata definitivamente fagocitata dalle persone per le quali aveva abbandonato la sua arte.

In copertina: foto di Tina Modotti scattata da Edward Weston

(4)

ALIAS 8 MARZO 2014

Donne sud mafia scrigno prezioso


di MARIA GROSSO

LE AUTRICI
Le autrici di Donne sud mafia hanno firmato insieme diversi cortometraggi e lungometraggi, tra i quali Giusto la vita (2005), Sara in rete (2006), Carpe diem e Silenzi e bugie (2007) vincitore del Sottodiciotto film festival di Torino e della Targa CIAS (Centro Italiano Audiovisivi), Correva lanno (2008). Pina Mandolfo anche autrice del soggetto e cosceneggiatrice di Viola di Mare di Donatella Maiorca, presentato al Festival del Cinema di Roma (2009) e vincitore nello stesso anno del NICE Festival di New York, San Francisco e Mosca e del Premio Capri. (m.g.) legame tra donne, mito e Sicilia, nonch sui favolosi racconti che le sono stati tramandati unitamente alla preziosissima tecnica per pulire il pesce A un Sud non solo delle donne, ma nelle donne, fa riferimento Emma Baeri, femminista e storica, come a una attitudine geograficamente trasversale che implica capacit relazionale di accettazione della diversit e processi di disvelamento di figure a lungo rimaste storicamente in ombra. Per questo, dallintimo della sua casa-monile catanese, istoriata di libri, quadri e locandine cinematografiche, ricorda con gioia ci che la campanella della ricreazione del femminismo ha rappresentato e continua a rappresentare mentre fa breccia nel discorso la forza deflagrante di Franca Viola che os mettere in discussione il secolare concetto di onore

Quelli di Donne, sud, mafia li ho sentiti come segnali affidati al mare, pietruzze lanciate nellacqua a disegnare traiettorie di riflessione, movimenti, correnti, turbinii. Cos, date anche le mie radici siciliane, mi sono chiesta che cosa questo lavoro produrr e cosa voglia davvero comunicare. Il sottotitolo del documentario realizzato da Maria Grazia Lo Cicero e Pina Mandolfo recita Videolettera dalla Sicilia e vedendolo appare chiaro chi sono le autrici di questa missiva per immagini e voci: donne siciliane che, dialogando con le registe, cercano lampi di comprensione di se stesse e del luogo delle loro origini. Possibile distinguere gli uni dagli altri? Possibile prescindere dalla Sicilia? Nec tecum nec sine tecum vivere possum ricordava Sciascia a proposito dellisola dove era nato e su cui si era interrogato tutta la vita, alludendo a quella lacerante ambivalenza tra desiderio di vicinanza e voglia di allontanamento, a quel dilemma tra il restare e landar via, che avvolge come un vischio soave e pernicioso gli abitanti di quella terra. Ecco: innanzi a questa scissione atavica, a questa logorante dissintonia, il film prova a sperimentare altre vie. E, pur non volendo n potendo cancellarla, la priva di centralit, lasciandola testimone muta a latere, fuoricampo dolente, provando invece a dar spazio a un punto di vista per cos dire, post. Qui e ora, infatti, nellappena trascorso 2013, in cui il film stato girato, lesperienza individuale e collettiva di queste donne, la loro maturit umana e professionale le ha condotte non solo alla decisione piena di restare, ma alla consapevolezza che possibile trarre beneficio da questa scelta e agire se stesse e la Sicilia come un tuttuno gravido di risorse. Donne, sud, mafia muove da qui. In questa direzione, dalle conversazioni, affiorano due linee di ricerca tra loro profondamente intersecate: luna, relativa alla scrittura come cruciale strumento della messa a fuoco e della rappresentazione di s, laltra, quella della partecipazione politica come enorme chance di rottura di costrizioni e stereotipi atavici, di oscure connivenze e complicit, come concreta possibilit di rigenerazione del tessuto storico-sociale. Sulla prima riflette tra le altre la scrittrice Maria Attanasio: per lei narrazione e luogo sono strutturalmente compenetrati come impasto di storia e memoria, come eco ineludibile delle generazioni di donne che lhanno preceduta. Oscuramente ha risonanza il passato delle

nostre madri, delle nostre nonne. I loro silenzi, le loro parole, quasi geneticamente si traducono in consapevolezza , dice, mentre la camera si bea della vista dalla sua terrazza, Caltagirone dallalto e il bianco striato delle nuvole che si specchia in quello della neve che lastrica le strade. Un precipitato antico delle origini che, evidenzia Attanasio, laccomuna a tante scrittri

ci siciliane: pensiamo a Maria Messina, a Goliarda Sapienza (citata in apertura del doc), o a Silvana La Spina, Elvira Seminara, Silvana Grasso o ancora a Marilena Monti - tra le presenze del film - che si sofferma sul

e relativo ridurre le donne a puro oggetto di possesso. Se il sud non pi solo deprivata fissit geografica da destino, ma dimensione dinamica stratificata e complessa, allo stesso modo possono riposizionarsi i concetti di periferia e centro. E cos che Caltagirone incarna per Attanasio un osservatorio privilegiato per comprendere il mondo e le sue tante derive di voci e di suoni. Se fosse andata a Milano dove peraltro si proietta con la narrazione, immaginando Nordia, la citt del suo ultimo romanzo si sarebbe sentita sommersa. Riaffiora cos per un attimo il dissidio sciasciano di cui si diceva, mentre fiotti di lava si impossessano dellimmagine, in uno dei link pi intriganti del montaggio sommergere e essere sommerse. Questo nucleo di energia stato pi volte interpretato come matriarcato continua la scrittrice - ma lei lo vede anche come espressione di forza immane, come potenziale in ebollizione. Lo stesso che ha animato tante sue conterranee che hanno avuto il coraggio di forare lordine costituito: come Concetta La Ferla, protofemminista e comunista, cui ha dedicato un suo scritto, come Grazia Giurato, coraggiosa ex consigliera comunale a Catania, o come Marinella Fiume, autrice ed ex prima cittadina di Fiumefreddo, che intesse il filo del doc sia rievocando il clima post-Tangentopoli delle prime elezioni a designazione diretta del sindaco, che portarono 22 donne alla guida di altrettanti comuni, sia rivelando le minacce subite e il suo aver rifiutato la scorta. Dalle sue parole riemerge anche la storia di Rita Spart, donna di Randazzo che conosce piccolissima la morte del padre e dei fratelli, leclissi totale dellelemento familiare maschile per mano della mafia. Fiume la immagina come Antigone siciliana che non solo denuncia gli assassini dei suoi, ma anche, dopo ventanni, lo Stato, accusandolo di aver mancato nelle indagini. E ancora si scorge il volto e si ascolta la voce di Michela Buscemi, testimone di giustizia dopo luccisione di due dei suoi fratelli: racconta della sua partecipazione al maxi processo dell84, le intimidazioni ricevute e il suo lasciare solo dopo aver spiegato in aula il perch. Oggi fa parte di Libera e continua ad agire, come lAssociazione Antimafia Rita Atria, nata nel 94 in memoria di quella ragazza che a soli 17 anni seppe dire il suo No, divenendo collaboratrice di giustizia e mettendosi contro la sua stessa madre, una ragazza che tutta la sua speranza aveva fondato in Paolo Borsellino e che dopo la morte di lui, non vide motivi per restare in questo mondo. E ancora Piera Aiello, cognata di Rita, che per ribellarsi ha dovuto privarsi del suo stesso nome e della sua terra, o Carmela Iaculano (I miei figli devono capire che cosa il bene e che cosa il male: io lho imparato quando ho iniziato a collaborare). Sono loro le guide in una lotta che vede centrale listruzione e il nutrire le generazioni che verranno con il latte della legalit. Andate dai ragazzi che vivono nella mafia e dite loro che c un altro mondo, era questo in desiderio di Rita Atria. Solo le donne parlano contro lordine del destino, ha scritto Maria Pia Daniele ne Il mio giudice, testo teatrale a lei dedicato. E il documentario si apre alle manifestazioni delle madri (quelle che gi lo sono e quelle che vorrebbero diventarlo partorendo figli sani), contro il Muos e contro lannientamento del loro

ALIAS 8 MARZO 2014 LA SCENA DELLE DONNE 2014 La nona edizione di La scena delle donne a cura della Compagnia dio Arti & Mestieri e dellassociazione InScena di Pordenone si tiene fino al 28 marzo, un festival in Friuli Venezia Giulia, curato dalla direttrice artistica Bruna Braidotti, dedicato alla creativit femminile in teatro e non solo per creare un nuovo immaginario collettivo che comprenda anche la visione delle donne. Si tratat di proposte drammaturgiche che percorre tutto il territorio in compagnia di Laura De Marchi, Grazia Scuccimarra, Irene Serini con la riflessione su Moana Pozzi, Bruna Braidotti. Ci saranno anche la mostra Femminile reale a Pordenone cura di Marisa Ulcigrai e la musica di compositrici con il concerto Die frauen der Musik a cura di Luisa Sello. l8 marzo cena conviviale al Cervo di via delle Grazie con letture e intrattenimenti da parte delle attrici della Compagnia per raccontarsi e raccontare a tavola il mondo femminile. Al teatro Vendramini a Pordenone luned 10 marzo Come diventare italiani in 40 minuti, produzione Spaesati regia di Sabrina Morena, autrice del testo lindiana Lalia Waida, interprete largentina Marcela Serli.

(5)

INTERVISTA

in pagina: Demetra dello scultore Girolamo Ciulla

Affiorano due linee di ricerca: la scrittura come cruciale strumento della messa a fuoco e la rappresentazione di s. Laltra, quella della partecipazione politica
territorio a causa dellarroganza criminale degli interessi Usa. Quale modo migliore per combattere quel senso di morte sempre presente nellanima dei siciliani, per infrangere quelle catene spesse e arrugginite, su cui la camera si sofferma a lungo, indugiando in prossimit del mare? Quindi le donne del Comitato antimafia 22 luglio non pi isole nellisola - che la scorsa estate innanzi al Tribunale di Palermo hanno espresso tutto il loro esserci a fianco del pm Nino Di Matteo e della sua osteggiata battaglia per la verit e per una Sicilia altra Donne, sud, mafia, dunque. Un titolo un po elenco, un po scaletta mediatica, che adombra un lavoro che uno scrigno di ipertesti con cui confrontarsi e da dilatare ad libitum . E le destinatarie, i destinatari di questa lettera? Sono le stesse mittenti, sono le altre donne dei Sud, dei Nord del pianeta, il mondo? Comunque sia. Dirsi pu essere un modo per restare, per non pascersi nel lamento che atrofizza, per aggirare le mille disfunzioni, i terribili difetti dei siciliani, per trasformare quel famoso orgoglio, quellegotismo di rimando che sempre Sciascia riconduceva alle violenze subite e a una conseguente debolezza Sicilia chiangi, canta Rosa Balistreri nel doc - in coscienza della propria specificit di donne siciliane. Creatrici di s e del futuro. Allora quel trenino del finale, che viaggia sulle note potenti di Giuni Russo, potr continuare ancora i suoi giri interni, forse cercando, nei suoi tempi biblici e surreali, chiavi interiori imprevedibili. E insieme puntando altrove, verso il mare. maria_grosso_dcl@yahoo.it
di NATASHA CECI

La psichiatra Maria Rosaria Bianchi su manicomi criminali e farmaci


di N.C.

Maria Rosaria Bianchi una psichiatra che ha lavorato nellOpg di Aversa ed autrice del libro Un consapevole impossibile amore (Nulla Die Edizioni, 2014) in cui raccoglie con la semplicit e leleganza di un diario, non solo professionale, la sua esperienza dentro quello che lei stessa definisce come un problema che investe noi tutti: quello dellintreccio tra Diritto e Psichiatria. possibile superare lidea stessa di internamento? Ho il timore che se si continua a pensare solo ad avere nuovi edifici per chiudere i vecchi, il problema non si risolver mai. Ci si trasferir negli edifici nuovi con il pensiero vecchio e subito diventeranno vecchi pure i palazzi nuovi. Deve cambiare il pensiero sulla malattia mentale che non incurabile e non propria di tutti gli esseri umani. Purtroppo il pensiero della malattia mentale come incurabile, innata, ha creato i manicomi criminali e se rimarr in auge non li far chiudere mai. Il problema dunque nella cultura. Si inizi a parlare di prevenzione e cura in psichiatria e le cose potrebbero davvero cambiare. Solo dopo questo chiarimento fondamentale possiamo parlare di edifici e pure qui naturalmente non si capisce perch i pazienti psichiatrici non debbano avere a disposizione contesti dignitosi, in osservanza delle regole della legge 626 sulla sicurezza. Inoltre quando parliamo della libert della persona, di cosa, di chi stiamo parlando? Non si pu essere liberi di ammazzare, violentare, stuprare. Come psichiatra ho sempre avvertito sullo stesso piano limportanza della cura del paziente e della tutela della societ. E bisogna stare attenti a questi argomenti, altrimenti vuol dire che il malato non viene riconosciuto come tale e va a finire in carcere perch deve scontare una pena. Ma questa la soluzione? Quanto poi ad altre tipologie di pazienti degli Opg, si tratta spesso di persone che per et o altro non hanno pi legami affettivi sul territorio e non sono in grado di badare a se stessi. Abbandonarli sarebbe grave e incivile. Cos non si libera nessuno. Una delle critiche che si rivolgono a queste istituti sono la forte somministrazione di farmaci, a volte non necessaria e anche la carenza di personale sanitario competente, cosa ne pensa da medico? Per me la psichiatria imprescindibile dalla psicoterapia che ne rappresenta il suo nucleo fondamentale. Dunque lavoro come psichiatra-psicoterapeuta e pure alla Staccata di Aversa facevo i gruppi di psicoterapia. Per i farmaci non sono il demonio. il loro uso sconsiderato e inadeguato che non condivido. Non possibile usare il farmaco per togliersi di torno il paziente. Bisognerebbe investire molto sulla formazione di personale altamente qualificato che sappia rispondere alle complesse realt dei pazienti psichiatrici gravi. Penso poi che si debba agire sulla cultura, per creare le condizioni di fare prevenzione e cura della malattia mentale. Far cadere il pensiero che non c nulla da fare o che si debba fare da soli. Non c vergogna nellandarsi a curare. La vera soluzione per il superamento degli Opg questa.

INTERVISTA GLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI IN ITALIA

Il documentario Lo Stato della follia di Francesco Cordio, selezionato per la cinquina dei David di Donatello, un viaggio necessario e sofferto nella realt degli Opg, gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, nate in seguito ai sopralluoghi realizzati in queste stesse strutture dal regista per conto della Commissione di inchiesta sullefficacia e lefficienza del Servizio Sanitario Nazionale presieduta da Ignazio Marino nel 2010. La stessa commissione present un emendamento che prevedeva la chiusura di queste strutture entro il Marzo 2013, sostituendoli con strutture sanitarie. Ma il percorso lungo e tortuoso: in seguito lattuazione del decreto legge viene prorogata allAprile 2014. La Conferenza delle Regioni, tuttavia, ha chiesto unulteriore rinvio al 2017, poich non sarebbero ancora pronte le Rems (Residenze per l Esecuzione delle Misure di Sicurezza), quelli che vengono chiamati mini Opg, residenze su base regionale, in cui eseguire le misure di sicurezza detentive. Attualmente le norme che consentono la reclusione negli istituti, sei sul territorio nazionale per un totale di circa 1500 persone e non coinvolti nella riforma della psichiatria avviata con la Legge Basaglia, risalgono al Codice Penale emanato nel 1930 dal regime fascista. Due sono i requisiti perch il giudice disponga una misura di sicurezza detentiva in sostituzione o in aggiunta alla pena: la commissione di un reato e la pericolosit sociale. Chi viene reputato socialmente pericoloso, cio si ritiene probabile che commetta nuovamente reati, sottoposto ad una misura di sicurezza calibrata in base al grado di pericolosit. Le durate delle misure di sicurezza sono di due, cinque o dieci anni. Prorogabili teoricamente allinfinito. su questo assunto che Cordio muove i suoi passi nel girone infernale dei corridoi degli Opg, presenti ad Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Montelupo Fiorentino, Napoli, Reggio Emilia, Castiglione delle Stiviere, documentando il degrado umano e materiale, lincuria sanitaria, la sovra medicazione con psicofarmaci e le storie di chi vive da anni l dentro letteralmente e paradossalmente dimenticato. Una delle eccezioni il caso dellOpg di Castiglione delle Stiviere (Mantova) lunico in cui sono presenti anche donne e gestito da personale sanitario. Nel percorso dantesco del regista e dello spettatore il ruolo metaforico di guida affidato allattore Luigi Rigoni che racconta la sua vita ad Aversa come detenuto.

Follia, una discesa verso linferno mai raccontata prima


Il documentario di Francesco Cordio selezionato ai David di Donatello. Interpretato dallattore Luigi Rigoni che narra nel teatro ottocentesco di Todi la sua vita ad Aversa come detenuto
meno nuovi invii in Opg. fondamentale poi che chi non pi pericoloso venga dimesso e possa fare ritorno nel territorio dorigine. Per il futuro giusto che le strutture dei sei attuali Ospedali vengano convertite ad altre destinazioni (come si fece con i manicomi). Perch lo Stato cos impotente volutamente o meno e cosa manca alla societ civile nel suo rapporto con questa realt spesso sconosciuta o ritenuta inevitabile? La risposta non facile, lo Stato, con il lavoro della Commissione d'inchiesta, ha dimostrato di avere ancora una coscienza, ma purtroppo non tutti i mezzi per agire. Cos nonostante le migliori intenzioni tutto va avanti con grande lentezza. Alla societ civile invece credo manchi la conoscenza dell'argomento. una questione che riguarda tutti, ignorarla potrebbe significare un giorno sbatterci la faccia all'improvviso. Tuttavia, sono un filmaker, non ho risposte n soluzioni. Faccio politica con le immagini, mi sono imbattuto in questa storia e non potevo non raccontarla. Mi sono limitato a raccontare, a mio modo, e a denunciare. Ma sta ad altri risolvere l'orrore di Stato. Il documentario sar in proiezione a Roma dal 23 al 26 Marzo presso il Nuovo Cinema Aquila e il 29 presso il Teatro delle Scuderie Villino Corsini, a Perugia il 15, 16 e il 20 al Cinematografo SantAngelo, a Caserta il 21 al Cinema Duel, a Palermo il 28 al Cinematocasa e il 31 al Beltrade di Milano.

Cordio lei ha scelto un attore che ha realmente vissuto in un Opg come filo rosso del suo racconto, come vi entrato in contatto e perch lo ha scelto? Ho conosciuto Luigi Rigoni attraverso sua moglie che un giorno mi contatt per raccontarmi la sua storia. Mi convinsi subito che solo Luigi poteva essere il giusto narratore di quellinferno. E ho deciso di fargli raccontare la sua storia in uno splendido teatro della fine dellOttocento, quello di Todi. Per lui credo sia stato importante farlo in quel luogo, non aveva mai raccontato a nessuno per filo e per segno quello che aveva vissuto e dopo quella narrazione, non lha pi raccontato a nessuno. Un esperienza direi catartica. Che storie avrebbe voluto approfondire avendone avuto il tempo e le possibilit pratiche? Sono tante le storie che avrei voluto approfondire e raccontare. In particolare di una ho proprio il rammarico di non averlo fatto.

Quella di un ragazzo che ho incrociato per pochi minuti nellOpg di Reggio Emilia e che con grande lucidit mi disse luomo un animale che pu provare ad abituarsi, qua viene messo a dura prova. Lui la prova non lha superata e poche settimane dopo si tolto la vita, a pochi giorni dallinvio in comunit. Il film dedicato idealmente a lui e a tutti quelli che non ce lhanno fatta. Qual secondo lei un destino possibile e sensato, senza retorica, per queste strutture e queste persone, considerando che molto probabilmente ci sar una ulteriore proroga alla chiusura degli OPG? La proroga stata richiesta dalla Conferenza Stato-Regioni e quindi sar sicuramente accordata, ma sarebbe giusto che parte dei milioni di euro previsti per le nuove strutture vengano intanto investiti in percorsi alternativi nei servizi territoriali e nel capitale umano. Si eviterebbero quanto

(6)

ALIAS 8 MARZO 2014

TEATRO
Scena dallo spettacolo Troyas Discount

In scena al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano. Nei nostri spettacoli non c nulla di predeterminato

di FABIO FRANCIONE

INTERVISTA STEFANO RICCI, CO-AUTORE DI TROIAS DISCOUNT

Non si guida n si guidati, una volta saliti, sulla giostra teatrale di Ricci/Forte. Ci si pu solo scapicollare sul suo meraviglioso e coloratissimo calcio in culo alla ricerca di quei vuoti quotidiani e di quelle mancanze esistenziali, che sembrano sospendere e mettere tra parentesi la vita. Ad ogni modo, e pu sembrare un paradosso, ma non lo , nelle produzioni di Ricci/Forte aleggia una leggerezza mozartiana pur rappresa dalla densit di materiali sonori, scenografici, fisici che s'accumulano nella loro apparente, disordinata, organizzazione drammaturgica. Quando, al contrario, tutte le loro pice hanno un meccanismo di funzionamento in evoluzione e di estrema precisione, recintate in una terra di nessuno, astorica e atemporale. Senza scomodare facili sociologie del non-luogo, la loro geografia dettata dai materiali sbozzati dall'esercizio di improvvisazione, prima origine degli spettacoli. La presa diretta, in prova e poi in scena, di Troia's Discount, otto anni dopo il folgorante debutto, la sostanziale verifica di come, in un ritorno alla primogenitura del loro percorso intellettuale, i blocchi creativi delle loro messe in scena

Sulla giostra a rotta di collo. La leggerezza classica di Ricci/Forte


vivano in dimensioni gi spostate nel futuro dei prossimi progetti: una produzione cinematografica, una video-performance con Masbedo, e immediatamente dopo l'estate Darling al Romaeuropa Festival montato sui temi dell'Orestea di Eschilo. Infatti, e non a caso, le riscritture classiche in bilico tra latinit, rinascimento e teatro elisabettiano (Ovidio con MetamorpHotel, Marlowe con Wunderkammer Soap, Virgilio con Troia's Discount, Ariosto con 100% furioso, Aristofane con Ploutos, William Shakespeare con Troilo vs Cressida) e i baluginii contemporanei (Dennis Cooper con Macadamia Nut Brittle, Harold Pinter con Pinter's Anatomy, Palahniuk di Imitationofdeath, la denuncia civile di Still Life) sembrano convivere nella discontinuit spaziale della loro struttura. Ci accade, a maggior ragione, nell'ouverture del loro lavoro, Troia's Discount, che spande nella sua scomposizione cubista i miasmi della nostra confusa contemporaneit, in particolar modo quella sovraccaricata dai media e dagli organi di informazioni, codici a chiave della cifra stilistica e concettuale di Ricci/Forte. Insomma, sprazzi contigui alla realt spaccano il mito, di per s gi crudele - qui l'incendio della citt teucrina, la fuga di Enea, che nella foga, con in braccio padre e figlio, dimentica la moglie Creusa (matrice - ombra di Lavinia e Didone, le altre due donne abbandonate dall'eroe), e la meglio giovent di Eurialo e Niso profuga e destinata ad essere sopraffatta dai rifiuti di un centro commerciale - in un tragitto liquido tortuoso e scosceso, dalle curve imprevedibili che mischiano frammenti pop, agli ismi ottonovecenteschi bruciati in derive locali che attendono solo di essere gestite (i sorpassatissimi anni zero hanno insegnato che l'universale anche nei dialetti, non solo verbali). L'alto e il basso si fondono nella fisicit pansessuale dei corpi degli attori. La loro performance spesso li

mette bocconi sulla scena fino all'epilogo tellurico finale in cui il frastuono del presente, che richiama spesso l'incomunicabilit televisiva e il suo dialogo muto, esplode nel buio pi pesto. Un piccolo bistrot, affacciato su Piazzetta Cuccia, picchiettato dalla pioggia del sabato che precede la ripresa di Troia's Discount al Piccolo Teatro Studio Melato, la scena, tra una pausa e l'altra delle prove, della conversazione con Stefano Ricci. Gianni Forte, invece, a Parigi, da dove governa i loro progetti in giro per l'Europa e il mondo. Dunque, per l'appunto quella di Ricci/Forte una drammaturgia enigmistica, sottile come la fredda lama che s'insinua al termine dell'esistenza (letterariamente, dunque teatralmente, di finzione, raccontabile quindi ancor pi irraccontabile) a sferzare ci che resta degli individui? Non c' nulla di determinato nella direzione che scegliamo di dare al testo. Quando decidiamo di fare un testo partiamo dall'improvvisazione, dagli attori, e nella loro visionariet cerchiamo di imbastire lo spettacolo.

Niente predeterminato. Ci vale per tutti gli spettacoli successivi a Troia's Discount. Il nostro primo lavoro aveva gi un testo scritto e ordinato. Eravamo preparati al debutto. Ecco: una giustezza, n di distanza n di senso, che per si congegna a orologeria in un plot che disgrega il suo raffinato piano letterario in un saliscendi labirintico, pur girando la chiave nelle biografie degli attori, alcuni dei quali come Anna Gualdo e Giuseppe Sartori da tempo militano nella vostra crew: S, lavoro molto sulla loro biografia. Ci si contamina a vicenda. Si costruisce tutto dopo una settimana di prove. Ci deve essere e si deve conquistare fiducia e generosit. Da parte di tutti. La fiducia poi deve essere totale per questo mi circondo di persone con cui si pu instaurare un cortocircuito di fiducia totale. Non desidero avere a che fare con burattini spaesati, questo non per me interessante. M'interessa, invece, avere persone a cui poter dire 'raccontami di te'. E nell'approcciarvi all'attore si riscontra un'appropriazione fisica sia degli spazi sia del testo: La nostra la lenta costruzione di un percorso in cui si sviluppano, attraverso l'improvvisazione, quei materiali emotivi che andranno a suggerire il testo e la scrittura drammaturgica. Insieme a Gianni allestiamo questo percorso spesso indirizzato anche dalle performance degli attori che poi diventano i personaggi degli spettacoli. Lavoriamo in prova. Non abbiamo nessun testo scritto. Sulle improvvisazioni lanciate durante la giornata si intravedono quelle architetture testuali che daranno vita al testo e alla sua messa in scena. Tali materiali paiono squadernare la scena per ricomporla tra ripetitivi riti quotidiani e pulsioni spesso clandestine dell'animo umano: Lavoriamo sulle differenze. Ad un livello pi profondo cerchiamo di parlare di politica, di lavoro, di erotismo, di ideali di civilt, di giustizia, di etica. Cerchiamo di esplorare il valore della differenza nelle possibilit umane del performer. un tirare la fune e restare in equilibrio. Ogni spettacolo un fatto fisico ed emotivo. Nella compagnia si creano diverse dinamiche. Ci si trova a dover gestire anche cinque spettacoli contemporaneamente e tutto ci pu anche fiaccarti. Tornando al metodo di lavoro e all'aver assistito ad una delle prove si intravvede una tua dolcezza nel porgere le indicazioni di scena agli attori: Ho un rapporto intenso con gli attori, psicologico ed emotivo, di estrema attenzione all'aspetto sia emotivo sia del gesto, del corpo. Anche se quando la creazione nuova, e Troia's Discount non lo , so essere anche violento. Ma, comunque, ci sono molti modi diversi per gridare. Questo lavorare sulla differenza vi fa sterzare verso la denuncia consumistica di un mondo ormai alla merc degli oggetti, gi fatto detonare da Michelangelo Antonioni, soltanto che i resti e brandelli di quella lontana esplosione sembrano aver superato la barriera del tempo, sopravvivendo a se stessi: un'immagine potente. Quindi, non possiamo non domandarci il perch non si agisca su una vita alternativa a quella che ci si pone di fronte? E sappiamo di cosa stiamo parlando. Chiunque l'ha provata nell'assuefazione quotidiana alla ripetizione dei comportamenti. La risposta che diamo in ogni momento degli spettacoli deve essere capita dal pubblico. Vi siete trasferiti a Parigi, com' oggi vivere l? Ad un certo punto abbiamo deciso di trasferirci a Parigi. Da l molto facile spostarsi e raggiungere le citt che ospitano i nostri spettacoli. Poi, noi siamo molto curiosi. la curiosit che ci spinge continuamente a rinnovarci. E Parigi accende in noi quelle scintille che ci stimolano a vivere. Roma da questo punto di vista come morta.

locandina dello spettacolo Troyas discount

ALIAS 8 MARZO 2014

(7)

LE PAGINE Mario Martone,


sguardi in viaggio
BIOGRAFIA

Qui accanto: Lorenza Mazzetti, in basso Lorenza Mazzetti, Daniele Paris, John Fletcher, Lindsay Anderson durante la lavorazione di Together (Stirling UniversityAnderson Collection)

Nel Diario londinese di Lorenza Mazzetti esplode il Free Cinema


di SILVANA SILVESTRI

di ALESSANDRO CAPPABIANCA

Concentrarsi sul passato per capire il presente e cambiarlo sembra questo lovvio presupposto di una messa in scena teatrale come le Operette morali leopardiane o dun film come Noi credevamo, quale emerge dal volume Mario Martone. La scena e lo schermo, a cura di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti (editore Donzelli Roma, 2013)*. Sembra abbastanza, eppure non tutto qui. De Gaetano coglie nel segno, mi pare, tra gli Autoscatti martoniani e i quattordici interventi critici (Sguardi e Letture), quando sottolinea, a proposito di Noi credevamo: il punto non che tutto finito, il problema che tutto da cominciare. Si tratta cio di riaprire il tempo, in unaccezione che credo vada assunta nel suo senso pi radicale. Che significa riaprire il tempo? Se linterrogazione sul passato mi porta a modificare il concetto di presente (e a progettare di conseguenza un futuro diverso), ci vuol dire anche che alla luce differente proiettata sul presente corrisponder un passato visto sotto unangolazione diversa: il presente, cambiando, cambia il passato, nel senso che mette in luce le possibilit inespresse che pure, in maniera virtuale, conteneva. Allora diventa davvero fondamentale la direttrice Leopardi-Gramsci-Pasolini, individuata da De Gaetano come triade a partire dalla quale possibile rielaborare i concetti filosofici, artistici e politici, indispensabili al proseguimento e al disperato/sperato compimento,

Ho sempre cercato di evitare che la comunit si fissasse. Il gruppo una grande risorsa, ma pu anche rischiare di diventare una grande prigione
duna genealogia italiana. Senza dimenticare Goffredo Parise, del quale non a caso Martone ha portato sullo schermo Lodore del sangue. Mario Martone ha avuto e ha il coraggio di compiere questa traversata, rivolgendo al passato uno sguardo che lo resuscita e lo vivifica. AllAngelo di Klee si presenta forse una seconda chance, le sue ali potrebbero tornare a battere. Benjamin forse non morto (invano) a Portbou, cos come i garibaldini non sono caduti (invano) sullAspromonte, inseguendo il sogno repubblicano. E non a caso il teatro di Martone sempre teatro in metamorfosi (Rino Mele), aperto a suggestioni percettive inedite teatro in (falso) movimento, che gi implica il cinema e il cinema ingloba il teatro, perfino il melodramma: ne ingloba i frammenti, li rielabora in qualcosa che si avvicina al concetto

di opera darte totale (Massimo Fusillo). Ma perch falso movimento? Era questo il nome del gruppo teatrale fondato da Martone, che a un certo punto, diventando Teatri Riuniti, era arrivato a comprendere attori come Carlo Cecchi e Toni Servillo, attrici come Anna Bonaiuto e Iaia Forte (per nominarne solo alcuni). Ma perch falso? insisto. Perch riallacciarsi al titolo del film di Wenders? Forse perch, come scopre Wilhelm Meister, partire in viaggio per esplorare la propria anima si rivela alla lunga impresa illusoria, e limpressione di movimento si risolve in stasi. O meglio: il movimento, come nel cinema, si basa sulla stasi, lo percepiamo solo se non percepiamo gli intervalli tra un fotogramma e laltro. Abbaglio dello sguardo. Noi credevamo, per esempio, non un film in costume semmai un film di fantasmi, di vite sacrificate sulle ceneri di troppe illusioni tradite. Cos, credo che neppure Il giovane favoloso, il film in lavorazione su Leopardi, sar un film in costume. Il passato parla di noi, e pu dirci cose molto importanti, cominciando, tra laltro, a mettere i puntini sulle i di questo noi, la cui genericit troppo facilmente si presta alla retorica del consumo celebrativo. Noi senza dubbio una dolce parola, e Martone ha sempre ricercato la comunit, il lavoro di gruppo. Tuttavia ha scritto una volta (sul n.18 della rivista Fata Morgana): Ho sempre cercato di evitare che la comunit si fissasse, si bloccasse. Il gruppo una grande risorsa, ma pu anche rischiare di

diventare una grande prigione. In questo simile alla famiglia, ovvero un qualcosa che ti d origini, radici, rapporti profondi, ma da cui poi, a un certo punto, bisogna smarcarsi per crescere. Non a caso il suo sguardo in viaggio parte da Napoli (citt-avatar, la definisce Bruno Roberti) per affrontare le radici oscure della questione italiana. Napoli, allora, pu anche somigliare ad Alphaville, pu essere ugualmente (e diversamente) criptica e misteriosa. la citt notturna di Viviani, della Morante, della Morte di un matematico napoletano. La Napoli di Ranieri, lamico di Leopardi. la Napoli non nominata della Serata a Colono, lo scenario tramite il quale, attraverso Elsa Morante, Martone in fondo si riallaccia a Pasolini. Edipo accecato muore vaneggiando, tra il mormorio degli altri pazzi ricoverati alla Neurodeliri, ma il grido di sua figlia Antigone, lAntigone ignorante, innocente e un po ritardata della Morante, il grido eterno e inestinguibile della piet e della rabbia ossia, del fondamento originario dogni rivolta. *Mario Martone, la scena e lo schermo a cura di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti (Donzelli, euro 19) sar presentato mercoled 12 marzo alla Feltrinelli, Galleria Alberto Sordi (piaza Colonna 31/35) Mercoled 12 Marzo - ore 18,00. Antonio Gnoli ne discute con Mario Martone e i curatori

Un elfo, un folletto, una magia: questa Lorenza Mazzetti, ancora oggi come ai tempi del Free Cinema inglese. Se ci si accosta alla sua storia se ne resta frastornati, come se si potessero ascoltare le mille e una notte. Eppure su di lei a un certo punto cal il silenzio e loscurit di un processo creativo, lei stessa si immerse in questa oscurit da rielaborare a lungo per riemergere poi nuovamente emergere con forza in questi ultimi anni. Non che sia stata mai ferma, lo dimostra in Puppet Theatre che ha continuato a dirigere. Sellerio ha appena pubblicato il suo romanzo Diario londinese che sar presentato gioved 13 marzo alla Casa del cinema di Roma (ore 18.30). Dedicammo un numero speciale di Alias a Lorenza Mazzetti lo scorso anno, per farne conoscere il posto centrale che le spetta nella storia del cinema e nelle pagine di questo libro ritroviamo amplificate e rese fantasmagoriche i racconti che ci faceva, a volte saltando i particolari pi dolorosi, come abituata a strappare solo il succo della vita. Ci raccontava con sprazzi vividi dei tempi della swinging London e noi ci concentravamo pi sulle storie di cinema, per focalizzare il suo ruolo centrale nella nascita del Free cinema che infatti fond con un vero e proprio manifesto insieme a Lindsay Anderson e Karel Reisz (a cui si aggiunse poi Tony Richardson). Quando arriv a Londra appena diciottenne aveva gi vissuto esperienze devastanti, trucidata la zia adottiva e le due cuginette dai nazisti, suicida per dolore lo zio Robert Einstein, cugino del celebre Albert che talvolta andava a trovarli nella villa in Toscana. Poi improvvisamente priva di quel sostegno economico a cui era abituata e che il tutore aveva perso in una speculazione sbagliata e a lungo separata dalla gemella Baby, sostegno

spirituale della sua vita. Nel libro i suoi racconti esplodono di mille particolari sconvolgenti, il dolore che non si placa e riemerge nel sonno, la solitudine. Ma quasi inscindibile anche lindomabile forza a dispetto di tutto emerge da queste pagine e fa restare senza fiato per come Lorenza Mazzetti riusc a reinventare la sua vita a partire dal suo talento nel disegno (e nel libro ci sono alcune sue tavole, ritratti dei suoi storici collaboratori oltre che le fantastiche fotografie di quegli anni), dalle frequentazioni di alta cultura che aveva accumulato nei suoi primi anni di vita, dallansia di vivere a dispetto della incomprensibile tragedia che aveva colpito la sua famiglia. infatti una sensazione di energia e allegria e speranza creativa che ti prende leggendo queste pagine. E anche di orgoglio, poich lei rappresenta una delle grandi registe emblematiche in un periodo in cui le donne restavano nelel retrovie del cinema. La sensazione oscura di smog e nebbia, di musica jazz, riempie di atmosfere e personaggi il suo esordio K dedicato alle Metamorfosi di Kafka, realizzato grazie a unassoluta libert di pensiero e azione, proprio come ci hanno insegnato i pi celebri ladri di cinema, semplicemente prendendo la cinepresa, portando tutto a far sviluppare a cura del Bfi presso cui si era imposta come studentessa, montando il film nella sua stanza. Free cinema, libro, personale, libero dal chiuso degli studi e dalla prigione delle convenzioni, utilizzando frazioni anomale di immagini e sonoro, una tendenza inarrestabile che sar anche quella adotatta dalla giovane generazione delle nouvelle vagues europee degli anni sessanta. In Toghether fa planare nella zona portuale due sordomuti perseguitati da unorda di ragazzini schiamazzanti che loro non possono sentire, il sotto proletariato messo in scena come mai prima, ma soprattutto la messa in scena della sensazione di estraneit totale e solitudine. Per conoscere almeno alcuni film chiave del Free Cinema alla Casa del Cinema dopo la presentazione dle libro di Lorenza Mazzetti con Irene Bignardi, Giacomo Martini coordinati da Antonio Gnoli ci sar la proiezione di K (del 53) e Togheter (del 56), venerd 14 Sabato sera domenica mattina di Karel Reisz (60), Sapore di miele di Tony Richardson (61) interpretato da Rita Tushingham che divenne con Julie Christie il volto di tutta la corrente. Domenica 16 If... (68) di Lindsay Anderson, Palma doro a Cannes 69, manifesto di una generazione di studenti non solo inglesi.

Nella foto: Mario Martone

(8)

ALIAS 8 MARZO 2014

Nellantichit fu Aristotele a descrivere la possibilit di proiettare limmagine del sole in un luogo buio attraverso un piccolo foro
di RAFFAELE K. SALINARI

Nella chiesa di S. Luigi dei Francesi, a Roma, c una tomba che reca questo epitaffio: Rappresent in modo meraviglioso i raggi del sole allalba e al tramonto. quello per Claude Gelle, detto Lorrain (Chamagne 1600 - Roma 1682), pittore francese di nascita ma italiano di adozione che, con Nicolas Poussin, considerato il maestro del genere pittoresco. I suoi dipinti e la sua tecnica divennero esemplificativi di quella peculiare tipologia di immagini pittoriche cos definita da Edmund Burk nel suo A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful (1756) dove i soggetti, spesso ruderi e rovine, scene mitologiche grecizzanti, o episodi edificanti della prima cristianit, sono inseriti allinterno di paesaggi in cui la natura si come reimpossessata dello spazio che un tempo fu umano o divino trasmettendo cos, secondo Burk, un senso di bellezza ideale e immaginaria che non percepita dal senso organico della vista, ma dallintelletto e dalla fantasia. I resti di antiche architetture - la torre diroccata, larco gotico, le vestigia dei castelli, i vecchi porti fluviali in disarmo - evocano allora qualcosa di invisibile, quasi trascendentale, che spesso si identifica con una luminosit lontana, incerta, allusiva: unaura mistica. Dispositivo da Gran Tour Questa capacit di rappresentare meravigliosamente i raggi del sole allalba e al tramonto, come poi reciter il suo epitaffio, era in realt sostenuta da uno strumento ottico che possiamo considerare come un dispositivo di realt virtuale: lo specchio nero. Si trattava di uno specchio scuro e convesso detto proprio specchio Claude, che veniva usato per guardare limmagine riflessa di un paesaggio trasmutandola cos nel pittoresco. Nella sua Guide to the Lakes (1778), Thomas West ne spiega il funzionamento: La persona che lo utilizza deve sempre voltare le spalle a ci che vuole osservare, tenendo lo specchio leggermente alla sua sinistra o destra, con il volto schermato dal sole. Questo dispositivo era molto utilizzato nei tour della Gran Bretagna: in aree come la valle del fiume Wye, che segna il confine tra Galles ed Inghilterra, ci sono ancora oggi delle stazioni di visualizzazione cio luoghi dai quali osservare il panorama attraverso specchi neri appositamente collocati in corrispondenza dei luoghi pi pittoreschi. Uno di questi, ad esempio, si trova nel giardino dellHotel Tintern Abbey e riflette le rovine dellabbazia di Tintern nel Monmouthshire (Galles). Allistallazione la Bbc ha dedicato una pagina web che ne trasmette le immagini in tempo reale. Come funziona uno specchio nero? La prospettiva, distorta dalla

CAMERA OSCURA COME LA LUCE CATTURA I PAESAGGI E I VOLTI

Lo specchio scuro e la stella polare


superficie convessa, se da una parte altera la saturazione del colore comprimendo i valori tonali con una perdita di dettaglio, in particolare nelle ombre, dallaltra consente un effetto di unificazione complessiva della forma e della linea. Lo specchio Claude era quindi utile a gestire la dimensione di un grande scenario naturale (panorama), rendendolo pi facilmente riproducibile e disegnabile, ma anche a cogliere quelle sfumature di luminosit che Lorrain seppe poi tradurre nei suoi dipinti. Alcuni specchi del Settecento sono ancora esposti in vari musei tra cui quello di Palazzo Poggi a Bologna; anche chi scrive ne ha elaborato uno sfruttando lottica di una lavagna luminosa e apponendo una pittura a spruzzo nera sulla parte concava. Ma lo specchio nero era solo levoluzione di una tecnica ben

precedente, che consentiva di captare limmagine scaturita da una sorgente di luce proiettata in un luogo oscurato; uno strumento che permise ad alcuni pittori del Rinascimento di dipingere in modo particolarmente realistico, quasi fotografico, le loro tele: la camera oscura. Scatole ottiche La camera oscura (o camera ottica), un dispositivo composto da una scatola in cui stato praticato un foro stenopeico (dal greco stenos, stretto, e opaios, foro); in pratica un semplice foro posizionato al centro di un lato della scatola che funziona come obiettivo. Limmagine captata dal foro, o meglio la luce emanata dallimmagine, la riproduce, capovolta, allinterno della scatola, o camera (da cui la parola camera che ancora oggi in inglese indica la macchina fotografica). Fu Keplero ad usare per primo il termine camera obscura nel 1604 nella sua opera Ad Vitellionem Paralipomena, dove sono esposte le basi dellottica seicentesca. Il fenomeno essenziale, cio la luce che passando attraverso il foro proietta le immagini, era gi noto in Cina: questo dispositivo viene menzionato, con il poetico nome di luogo di raccolta o stanza del tesoro sotto chiave, dal saggio e filosofo Mo-Ti nel V secolo a.C.. Egli scrisse di unimmagine capovolta formata dai raggi del sole passanti attraverso il foro di una stanza buia. Nellantichit occidentale fu Aristotele a descrivere la possibilit di proiettare

ALIAS 8 MARZO 2014


A centro: San Petronio a Bologna, sotto: Bacco e Maria Maddalena di Caravaggio, a sinistra: Claude Lorrain: Port de la mer avec la Villa Mdicis (1638, Uffizi). In alto a destra: camera oscura che il sole in eclissi parziale proiettava sul terreno attraverso i fori di un setaccio e le aperture tra il fogliame di un platano, era tanto pi nitida quanto minore il foro attraverso cui si formava. Ma il dotto scienziato arabo (secondo alcuni persiano) Abu Ali al-Hasan ibn al-Hasan ibn al-Haytham (Basra 956 - Il Cairo 1038), latinizzato in Alhacen/Alhazen, il primo, nel suo trattato di ottica (tradotto in latino e in ebraico gi nellXI secolo), a dare una descrizione esauriente della camera oscura. Lesperimento da lui ideato molto semplice: mise in fila tre candele davanti ad una parete e colloc nel mezzo uno schermo con un piccolo foro, cos limmagine delle candele veniva proiettata rovesciata e invertita. Anche lui, come Aristotele, speriment la camera oscura per osservare uneclissi parziale di sole. La prima descrizione sistematica della camera oscura si deve per a Leonardo da Vinci che ne parl, chiamandola oculus artificialis, nel Codice Atlantico, ipotizzando anche la necessit di una lente posizionata nel foro stenopeico per raddrizzare limmagine. Leonardo, oltre che scienziato, pittore, fu anche il primo a suggerirne in modo esplicito luso per scopi artistici. Non sappiamo se lo abbia fatto lui stesso, ma come spesso nelle sue intuizioni, plausibile supporre una sperimentazione effettiva. A questo proposito le sue indicazioni sono molto chiare: Dico che se una faccia duno edifizio o altra piazza o campagna che sia illuminata dal sole avr al suo opposto unabitazione, e in quella faccia (dellabitazione) che non vede il sole sia fatto uno spiraculo retondo, che tutte le alluminate cose manderanno la loro similitudine per detto spiraculo e appariranno dentro allabitazione nella contraria faccia, la quale vol essere bianca, e saranno l appunto e sottosopra, e se per molti lochi di detta faccia facessi simili busi, simile effetto sarebbe per ciascuno. Girolamo Cardano (1550) ad applicare al foro una prima lente convessa, proprio come suggerito da Leonardo, mentre il raddrizzamento dellimmagine sopra-sotto sar raggiunto da Giovan Battista Della Porta con luso di una lente biconvessa; il ribaltamento destra-sinistra viene infine ottenuto con una seconda lente biconvessa da Keplero mezzo secolo dopo. Il Bacco mancino in questi anni, per molti versi eccitanti per le sperimentazioni ottiche, ma anche rischiosi per via del fatto che la Chiesa riteneva le lenti come devianti la giusta traiettoria della luce verso locchio - e dunque foriere di immagini governate dal Maligno - che si innesta lipotetico uso della camera oscura da parte di Michelangelo Merisi, detto il

(9)

limmagine del sole in un luogo buio attraverso un piccolo foro; nei Problmata (libro XV, 6) afferma: I raggi del sole che passano per unapertura quadrata formano comunque unimmagine circolare la cui grandezza aumenta con laumentare della distanza dal foro. Aristotele osserv inoltre che limmagine a forma di mezzaluna

Caravaggio (1571-1610). Lo scienziato che ispir a Caravaggio luso della camera oscura fu probabilmente Giovan Battista Della Porta che, nel suo Magiae Naturalis del 1589, scrive un capitolo titolato: Come alcuno che non sappia depingere, possa disegnare leffigie dun huomo daltra cosa. Purch sappia solamente assomigliare i colori. Qui il Della Porta insegna un espediente ottico-meccanico che consente di riprodurre fedelmente una figura mediante luso di uno specchio concavo e di una lente biconvessa. Secondo Roberta Lapucci, specialista in restauro allUniversit di Firenze, che ha approfondito la relazione tra la pittura di Caravaggio e luso della camera oscura: Il Maestro, quando proiettava dal modello vivente, probabilmente schizzava velocemente le linee guida delle sue composizioni mediante abbozzi o incisioni direttamente sulla tela, oppure mediante tracciati (disegni?) di figure che poi sembra avere in qualche modo riutilizzato per successive proiezioni in altri dipinti, talvolta eseguiti anche a distanza di diversi anni. In questultimo caso poteva per avvalersi anche solo di specchi piani, proiettando non pi dal modello vivente ma dal tracciato. Diversi esempi ci portano a ipotizzare che egli utilizzasse un procedimento di tal genere, perch talvolta queste sagome ricompaiono intere o parziali, diritte o ribaltate destra-sinistra. Tra gli esempi: la posa del Ritratto del Wignacourt, attualmente al Museo del Louvre, la stessa del carceriere nella Decollazione del Battista oggi alla Valletta (Malta) nella cattedrale di San Giovanni. Ancora, il grafico utilizzato per lAngelo del Riposo della fuga in Egitto, ora a Roma nella Galleria Doria Pamphilj, riappare nel soldato - visibile solo nelle radiografie eseguite negli anni Cinquanta del secolo scorso del Martirio di San Matteo nella chiesa, guarda caso, di San Luigi dei Francesi. opinione della studiosa che la prima opera del Maestro in cui evidente luso di lenti e specchi sia il Bacco conservato agli Uffizi. Per quale motivo? Prima di tutto per il fatto che il Bacco mancino: tiene il bicchiere con la mano sinistra. Non vi sono precedenti in tal senso. chiaro che limmagine frutto di una copia da una proiezione. Se ribaltiamo limmagine a destra la figura rappresentata appare assai pi naturale e a suo agio. Lipotesi di una vera e propria camera oscura impiantata nello studio romano di Caravaggio si evince dallinventario del 1605 della sua abitazione di vicolo San Biagio in cui vengono citati uno specchio a scudo e undici pezzi di vetro (probabilmente delle lenti). Tale inventario fu redatto in occasione del processo intentato allartista da Prudenzia Bruni, sua

La padrona di casa di Caravaggio gli intent causa per aver praticato un bel buco nel soffitto, la sua camera oscura
padrona di casa, che aveva citato il Maestro in tribunale per un risarcimento di ottanta scudi, comprensivo di debiti a danno del suffitto mio di detta casa che esso ha rotto praticandovi un foro. Nel celebre dipinto Santa Maria e Santa Maddalena del 1598 si vede chiaramente, riflesso nello specchio convesso scuro, il foro in oggetto, che risulta di forma quadrata, proprio come descritto nei Problmata da Aristotele. La meridiana Ma la camera oscura serve anche per misurare il tempo sacro e profano trasformando lapparente movimento circolare del sole in un moto lineare che oscilla tra i due solstizi del Cancro e del Capricorno. Se si entra nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma, o nella Basilica di San Petronio a Bologna o nel Duomo di Firenze, di Palermo o in quello di Milano, possibile osservare, in ognuna di queste grandi chiese, una cosiddetta meridiana a camera oscura; tutte concepite in origine verso la fine del Cinquecento, vennero poi ulteriormente perfezionate nei secoli successivi sino al XVIII. Si tratta di apparati che utilizzano la semioscurit del

luogo di culto, ma anche la sua vastit ed orientamento, per misurare sia il mezzogiorno vero cio la posizione che il sole al mezzod solare assume nella sua corsa est ovest dividendo cos in due la durata del giorno - sia le grandi scansioni astronomiche come gli equinozi ed i solstizi; basti pensare alla festivit pasquale: la regola stabilita nel 325 dal Concilio di Nicea ne sancisce la caduta la domenica successiva alla prima luna piena dopo lequinozio di primavera. Prima dellavvento degli orologi il calcolo del mezzogiorno era dunque fondamentale per scandire le parti della giornata e della notte; non solo quelle dedicate alle varie funzioni religiose, inclusa la variabile Pasqua, ma anche alle attivit secolari che a queste erano collegate. Le grandi meridiane a camera oscura sfruttano lo stesso principio dellomonimo strumento ottico: allinterno della camera, qui intesa come spazio della chiesa, viene tracciata una linea di orientamento Nord Sud che riprende quella di un meridiano terrestre. I meridiani, com noto, sono linee immaginarie che collegano i due poli, e sono tanti quanti i luoghi che attraversano. Il raggio solare entra nella camera oscura attraverso una piccola apertura praticata sul soffitto, come in casa di Caravaggio, detta foro gnomonico, la cui perpendicolare disegna il cateto minore di un triangolo rettangolo in cui il cateto maggiore il tracciato della linea meridiana e lipotenusa, variabile, il raggio inclinato formato dalla luce solare

nelle varie stagioni: il mezzogiorno vero esattamente il momento in cui il raggio del sole proiettato attraverso il foro gnomonico forma unellisse il cui asse si sovrappone alla linea meridiana. In queste grandi chiese, ma in realt in molte altre minori, le meridiane a camera oscura sono opere darte raffinatissime nelle quali, al lato della linea meridiana, possibile vedere splendidi marmi policromi raffiguranti i segni zodiacali che corrispondono alle varie stagioni dellanno, ed in alcuni casi, come in quella concepita dal Cassini a Bologna, una serie di declinazioni che consentono complessi calcoli astronomici. Il nostro tempo oramai standardizzato, cio viviamo secondo fusi orari, ragione per cui tranne che sui meridiani di riferimento, nel nostro caso Greenwich, il sole non transita realmente al mezzogiorno standard ma pochi minuti dopo o prima, a seconda si sia ad Est o ad Ovest di questo. In concreto, chi volesse osservare lellissi solare che si sovrappone al centro della linea meridiana deve attendere, a seconda le stagioni, dai dieci ai venti minuti dopo le dodici da orologio, le tredici in ora legale, per osservare il suggestivo fenomeno. Ovviamente, data linclinazione dei raggi solari nelle varie parti dellanno, lellissi luminoso apparir pi ovale nelle stagioni invernali, sino allestensione massima in occasione del solstizio di inverno, il 23 dicembre, e via via come un disco in quelle primaverili ed estive, sino a palesarsi come un cerchio quasi perfetto al mezzogiorno del 21 giugno, solstizio di estate. La meridiana di Santa Maria degli Angeli a Roma, forse la pi bella anche se non la pi precisa - che resta quella di Bologna - a causa dei restauri di tipo estetico ma non funzionale operati dal Vanvitelli nel 1750, era addirittura dotata di uno gnomone boreale, ora in disuso, che consentiva di misurare la data della Pasqua attraverso losservazione della stella polare; una buona ragione per entrare in piena notte in chiesa e farsi ispirare dalla pallida luce dellellissi astrale a ritrovare la propria stella personale, lAstrum in Homine di cui parlava il grande astronomo Giordano Bruno.

(10)

ALIAS 8 MARZO 2014

I GIOCHI OLIMPICI DEVONO ESSERE RISERVATI AGLI UOMINI, DE COUBERTIN

SPORT POPOLARE

SPORT
IN CAMPO PIONIERE DI INIZIO NOVECENTO

Olimpiadi delle donne la battaglia vincente UN MASSAGGIO dellatleta Alice Milliat


CULTURALE
Achille Bonito Oliva un uomo veloce, anzi di pi, scattante e sorprendente cos come la sua nuova e bella trasmissione Fuori quadro (12 puntate tematiche sullarte contemporanea in onda tutte le domeniche alle 13.25 su Rai 3) di cui mi parla con ritmo supersonico, quasi inintelligibile, per telefono: voglio massaggiare il muscolo della sensibilit collettiva con una trasmissione di formazione e non di informazione che attraverser tutti i linguaggi del contemporaneo, dalle arti visive alla performance, dallarchitettura al cinema, al video, alla musica. Larte puntata sul mondo come diceva Picasso. Ogni settimana, Bonito Oliva, ideatore e conduttore della trasmissione, scritta con Cecilia Casorati, Paola Marino e Alessandro Buccini regia di Domenico De Orsi, sviluppa un tema, analizzandolo attraverso indagini e riflessioni storiche e critiche, immagini inedite per la tv generalista, interviste con personalit italiane e straniere: artisti, direttori di museo, critici, collezionisti, musicisti, registi. Le puntate, della durata di 30 min. ognuna, presentano inserti di video arte e focus su opere di arte contemporanea rappresentative del tema. Ciascuno degli appuntamenti comprende: il critico che spiega, lartista che crea, il museo che storicizza, il collezionista che tesaurizza, il gallerista che espone, i media che celebrano, il pubblico che contempla. Dopo In totale, Siamo tutti nervosi e Larte serve andati in onda nelle prime tre puntate, domani largomento sar: Arte pubblica: come struttura interagente con lo spazio della citt, inciampo felice per lo sguardo dei passanti, con esempi significativi di arte pubblica degli ultimi 40 e alcune incursioni nel passato, ospiti: Massimiliano Fuksas, Cesare Pietroiusti, Fausto Delle Chiaie; poi verranno: Le Trib dellarte un fenomeno caratteristico degli anni 70, nate nelle grandi citt dominate dallanonimato e dalla standardizzazione sociale (ospiti: Jimmie Durham, Miltos Manetas, Clemens von Wedemeyer); I depositi del bello, levoluzione del museo nella contemporaneit: da spazio della celebrazione eterna a contenitore temporaneo e lavanderia dellarte, capace di assorbire e dissolvere scandali e sovversioni (ospiti: Jannis Kounellis, Vicente Todoli, Guido Guerzoni); Il bello del quotidiano arte come modus vivendi, modalit alternativa di agire e di pensare il mondo (Futurismo), capacit di trasformare i luoghi del quotidiano (Metropolitana di Napoli), (ospiti: Alesssandro Mendini, Oliviero Toscani, Arturo Scharwz); Red Carpet artisti e archistar che assumono ruoli da protagonisti mediatici mutuando questo atteggiamento dai divi Hollywoodiani e dai musicisti pop (con Luigi Ontani, Francesco Vezzoli, Toni Thorimbert); Pericolo sullincertezza che contraddistingue il nostro tempo e le opere di alcuni artisti contemporanei (ospiti: Kendell Geers, Betty Bee, Andrea Segr) Previsioni del tempo, il tempo come memoria, come misura, come accelerazione, ma soprattutto come forza capace di trasformare la materia e di animare le forme (ospiti: Franco Vaccari, Gillo Dorfles); Amore mio illustrer i frammenti del discorso amoroso contemporaneo (ospiti: Francesco Clemente, Gianni Piacentino); Il collezionista sul collezionismo come status symbol, come positiva ossessione, e, spesso, lavoro imprenditoriale (con Maurizio Morra Greco, Emilio Mazzoli, Mariolina Bassetti).

I primi Jeux Olympiques Fminins furono organizzati a Parigi nel 1922. Vi assistettero ventimila spettatori, uno schiaffo per il barone de Coubertin
di PASQUALE COCCIA

Una sfida ai toni sprezzanti con i quali il barone Pierre de Coubertin trattava lo sport femminile, che a suo dire poteva essere praticato, ma fuori dalle olimpiadi. La partita si giocata in casa e a rispondere per le rime al padre dell'olimpismo moderno fu la bretone Alice Milliat, che a un barone allibito mostr nel corso del tempo i suoi muscoli. Se oggi le donne corrono su una pista di atletica, lo devono alla coraggiosa lotta intrapresa da Alice Milliat. Mentre la bretone vogava sulla Senna, iscritta alla societ sportiva Fmina Sport di Parigi, fondata nel 1911, che insieme ad altre societ sportive femminili parigine costituir la Fedration des socits feminines sportives de France (Fsfs), della quale diventer presidente, il barone de Coubertin metteva in chiaro e per iscritto sulla Rvue Olympiques la questione della partecipazione delle donne alle olimpiadi gi nel 1912, anno dell'edizione olimpica di Stoccolma: Riteniamo che i giochi olimpici debbano essere riservati agli uomini...forse che domani ci saranno delle corritrici o delle giocatrici di football? Magda Julin vinse loro di pattinaggio durante la gravidanza nel 1920, Anversa; la schermitrice Sybil Marston, Anversa, 1920; Anversa Women Best final Olanda, 1920; Parigi, 1900, la tennista britannica Irishman John Boland prima medaglia doro femminile ai Giochi

Questi sport praticati dalle donne costituirebbero uno spettacolo raccomandabile davanti alle folle che un'olimpiade riesce a riunire? Riteniamo che non si possa pretendere una simile cosa.... Non bastavano simili parole, il barone de Coubertin ha voluto sgomberare il campo da qualsiasi illusione e sempre sulla rivista olimpica, organo ufficiale del Cio, il francese ritiene l'attivit sportiva femminile: Non pratica, non interessante, inestetica, scorretta, tale sar secondo noi questa mezza Olimpiade femminile. Non questa la nostra concezione dei Giochi olimpici nei quali riteniamo che si cerchi l'esaltazione di questa formula: l'esaltazione solenne e periodica dell'atletica leggera maschile, che ha come base l'internazionalismo, l'onest come mezzo, l'arte come ambito e l'applauso femminile come ricompensa. Per il barone de Coubertin non esisteva altro mondo olimpico che quello maschile e lo aveva esplicitato nel numero del 12 luglio del 1912

della rivista ufficiale del movimento internazionale olimpico Rvue Olympique, perch le cose fossero chiare. Un affronto per la bretone Milliat, alla guida delle societ sportive femminili francesi, che sotto la sua spinta avevano deciso di federarsi e costituire la Fsfs. Sostenuta da un vasto movimento sportivo femminile europeo, la francese Milliat, chiese che le donne fossero ammesse a gareggiare nell'atletica leggera, ma l'opposizione di de Coubertin fu ferma, sostenuto com'era da James Sullivan rappresentante del comitato olimpico degli Stati Uniti, e per questo fu accusato di misoginia. Alice Milliat, attiva nel movimento femminista internazionale e sostenuta dalle associazioni sportive femminili del nord Europa, in risposta a de Coubertin organizz a Parigi nel 1922 le prime olimpiadi femminili, che andarono sotto il nome di Jeux Olympiques Fminins, alle quali presero parte le donne sportive della Francia, della Cecoslovacchia, dell'Inghilterra, dell' Italia e degli Stati Uniti. Ai Jeux Olympiques Fminins di Parigi assistettero 20 mila spettatori, uno schiaffo per il Barone, soprattutto per la partecipazione alle gare di donne delle classi sociali meno abbienti. Sull'onda dell'entusiasmo e del consenso ricevuto, Alice Milliat lavor fin da subito all'organizzazione della seconda edizione, che si svolse nel 1926 a Goteborg in omaggio alle societ sportive femminili svedesi, la spina dorsale dei Giochi olimpici femminili, perch nell'area dei paesi scandinavi e anglosassoni lo sport femminile ebbe un riconoscimento precoce rispetto ad altre parti d'Europa. I Jeux Olympiques Fminins, furono riproposti per la terza volta a Praga nel 1930 e a Londra nel 1934, tutti con una cadenza quadriennale. Era evidente la provocazione di un'olimpiade al femminile anche nella cadenza temporale, in risposta a quelle maschili volute dal barone francese. Alice Miliatt non dovette attendere l'edizione inglese per sentire la voce di de Coubertin, venuto a pi miti consigli dopo i Giochi olimpici femminili di Goteborg. Il barone francese temeva che il movimento diretto da Milliat potesse consolidarsi e rappresentare una vera e propria minaccia alternativa alle olimpiadi, perci mand avanti lo svedese Sigfrid Edstrom, presidente della Federazione internazionale di atletica leggera (Iaaf), che propose a Milliat di eliminare il termine olimpici che seguiva alla parola Giochi, in cambio della partecipazione delle donne alle gare di atletica leggera alle olimpiadi che si svolsero ad Amsterdam nel 1928. L'atletica leggera femminile entrava per la prima volta nel programma olimpico, anche se con un numero limitato di gare previste, ma la vittoria fu soprattutto politica. Per il fondatore delle olimpiadi moderne Pierre de Coubertin, che gi dalla prima edizione di Atene del 1896 volle mantenere l'antico rito greco, che impediva alle donne di partecipare e assistere ai giochi olimpici, fu un vero capitombolo. Per Alice Milliat il primo passo di una battaglia politica portata avanti con grande coraggio in nome dell'emancipazione della donna: Un essere sano fisicamente e moralmente senza timore delle responsabilit e pronta a far valere i propri diritti, in tutti i campi, senza perdere la grazia e il fascino dichiar soddisfatta la presidente della Fedration des socits femines sportives. Milliat mor nel 1957.

Le sartine correvano per le strade di Parigi, in Italia tutte in bici e in tandem


di P.C.

Furono le donne dei ceti meno abbienti a buttarsi per prima nella mischia dello sport e non come si ritiene da pi parti, che le prime donne a cimentarsi nelle gare furono esponenti dell'aristocrazia. A Parigi, durante il periodo della Belle poque, furono le sartine ad animare la corsa indetta dal giornale Le monde sportif, gara che si snodava lungo un percorso che dalle Tuileries procedeva per l'Avnue Arme fino all'Avnue de Nuilly, a Nanterre. Correvano per necessit le sartine francesi, le midinettes, cos chiamate perch consumavano un solo pasto al giorno, quello di mezzogiorno, e la fame le costringeva a correre per i ricchi premi messi in palio da Le monde sportif, giornale che si occupava di moda e sartoria di alta qualit, ambiente nel quale quelle lavoratrici impegnate nelle corse lavoravano in condizioni massacranti in cambio di pochi spiccioli. Tale era il loro stato di povert che cercavano di arrotondare con le corse, attirandosi non poche critiche dalla stessa stampa francese che accusava le sartine di farsi corrompere dai premi in denaro (si veda l'interessante saggio di A.Teja, Sport al femminile in Storia degli sport in Italia). In Italia furono Roma e Milano i centri di maggiore propulsione per lo sport femminile prima della Grande Guerra. In Lombardia il ciclismo permise alle donne di avvicinarsi allo sport, infatti a Varese gi nel 1886 si registrarono le prime corse su pista con tandem misti, mentre sempre nello stesso anno 4 donne insieme agli uomini parteciparono a una passeggiata in bicicletta da Milano a Monza, numero che passa a 20 qualche anno dopo, secondo le cronache del tempo, nel corso di una passeggiata da Milano a Locate Trivulzo. La partecipazione alle gare ciclistiche diventa sempre pi frequente da parte delle donne di bassa estrazione sociale, come Maria Forzani, che vinse la Milano-Varese nell'agosto del 1896, percorrendo la distanza di 60 km in circa tre ore, che per l'impresa realizzata conquist le prime pagine dei giornali. A Roma le cronache sportive riferiscono di iniziative sportive al femminile, come le passeggiate in bicicletta promosse dalla Societ Ginnastica Roma, che muovevano da Porta San Giovanni fino a Frascati. Il percorso di 36 chilometri si concludeva senza strapazzo presso la Trattoria del Sole cui seguiva la festa da ballo al Circolo liberale Tuscolano come riferiscono i dettagli delle cronache. Tra il 1886 e il 1921, vi furono una serie di competizioni sportive che videro la partecipazione femminile dal ciclismo all'ascensione del Monte Rosa, dalla scherma al canottaggio, dallo sci all'equitazione, fino ai tuffi. Lo sport rappresent in quegli anni occasione di riscatto sociale per le donne appartenenti ai ceti popolari e in generale per le donne di tutte le classi sociali. Nei primi venti anni del Novecento con un abbigliamento pi libero, indossato per rendere i movimenti pi agevoli, lo sport rappresent per le donne un'occasione importante di liberazione del corpo.

ALIAS 8 MARZO 2014

(11)

I FILM
LEI
DI SPIKE JONZE, CON JOAQUIN PHOENIX, SCARLETT JOHANSSON. USA 2013

SINTONIE
mentre la giornata va avanti, capisce che i cambiamenti non arriveranno in modo cos semplice. 47 RONIN (3D)
DI CARL RINSCH, CON KEANU REEVES, HIROYUKI SANADA. USA 2013

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, GIONA A. NAZZARO, CRISTINA PICCINO

IL FILM
REGISTE, DIALOGANDO SU UNA LAMETTA
DI DIANA DELL'ERBA, CON MARIA DE MEDEIROS, EUGENIO ALLEGRI, TONI PANDOLFO, MARCO SABATINO, GIAN MARIA VILLANI.ITALIA 2014

0 0
IDA

Theodore lavora come scrivano per gli altri, un lavoro antico che in questo film, ambientato a Los Angeles in un futuro prossimo svolto con sofisticati mezzi informatici. Ma Theodore si innamora della voce del sistema... GHOST IN THE SHELL

0 0 6

DI MAMORU OSHII. ANIMAZIONE. GIAPPONE 1995

Squadra mobile con corazza offensiva la traduzione letterale di questo multimedia franchise in cui convergono numerosi manga, videogame e romanzi ambientati in Giappone, dai toni cyberpunk. Da questo insieme sono stati tratti vari film, serie televisive e special. Questo film di Mamoru Oshii tratto dai fumetti di Masamune Shirow, ambientato a Tokio nel 2029 quando i cyborhg si sono imposti perch mantengono ancora lessenza dellanima umana.

Dallantico racconto giapponese. Keanu Reeves il protagonista nella parte di Kai, un emarginato che si unisce ad Oishi (Hiroyuki Sanada), il leader dei 47 Ronin. Insieme cercano la vendetta sul tiranno Signore che ha ucciso il loro Maestro SUPERCONDRIACO - RIDERE FA BENE ALLA SALUTE

essere pronunciata. La visione umanista di Amelio dimostra anche qui la sua forza e delicatezza. Si confidano con Amelio signori che tratteggiano la loro vita come fosse un film, alternando i siparietti che la tv degli anni sessanta esprimeva, le riviste, i film. Da Torino alla Sicilia, a Napoli, a Roma, per terminare con celebrit che esibiscono il loro stile (la grazia di Paolo Poli, la genuinit di Ninetto Davoli, lironia perfetta di John Francis Lane) e sullo sfondo Pasolini, bersaglio prediletto di unomofobia martellante e Sandro Penna e Mario Mieli (non solo dobbiamo battere, ma anche combattere). (s.s.) IL SUPERSTITE
DI PAUL WRIGHT, CON GEORGE MACKAY, KATE DICKIE. GB 2013

LA MAGIA DELLA BATTERIA


CANT REMEMBER TO FORGET YOU
Usa, 2014, 326, musica: Shakira con Rihanna, regia: Joseph Kahn, fonte: MTV

DI DANY BOON, CON DANY BOON, KAD MERAD. BELGIO FRANCIA 2014

Romain Faubert, quarantenne ipocondriaco non ancora sposato e non ha figli. Il suo unico, vero amico il dottor Dimitri Zvenka, suo medico curante, che decide per guarirlo di trovargli la donna della sua vita. Dallattore e regista di Gi al nord.

Elvira Notari a fare da filo conduttore del film con la sua straordinaria vicenda di pioniera del cinema di inizio secolo, registra, produttrice, distributrice con la Dora Film. Interpretata da Maria de Medeiros nella poetica ricostruzione depoca con una dolcezza che evoca lontananza e nello stesso tempo indica quanta strada stata percorsa. Passeranno parecchi anni prima che le donne scelgano la stessa strada. Ne danno testimonianza le tante cineaste della nuova generazione intervistate su scopi e metodi dallancora pi giovane Diana DellErba qui al suo esodio (produce Louis Nero): oltre alle veterane Lina Wertmller e Cecilia Mangini che iniziarono il mestiere del cinema quando era un affare per soli uomini, parlano Francesca Archibugi, Francesca Comencini, Wilma Labate, Donatella Maiorca, Roberta Torre, Maria Sole Tognazzi, Susanna Nicchiarelli, Antonietta De Lillo, Cinzia Th Torrini, Giada Colagrande, Anne Riitta Ciccone, Ilaria Borrelli, Anna Negri, Nina di Majo, Elisa Mereghetti, Alina Marazzi, Paola Randi, Donatella Baglivo, Stefania Bonatelli. Il film esce al Filmstudio di Roma (via degli Orti dAlibert), lo storico cineclub dove per la prima volta si tolsero dagli scaffali della Cineteca i film di Elvira Notari nel 76 per il primo festival di cinema delle donne Kinomata organizzato da Annabella Miscuglio e Rony Daopoulo. (s.s.)

LA BELLA E LA BESTIA
DI CHRISTOPHE GANS, CON VINCENT CASSEL, LA SEYDOUX. FRANCIA 2013

DI PAWEL PAWLIKOWSKI, CON AGATA KULESZA, AGATA TRZEBUCHOWSKA POLONIA, 2013.

0 0 0 0 0 0

Anna, una giovane orfana sta per farsi suora, ma viene a sapere di avere ancora una parente in vita, la sorella della madre. Scopre anche di essere ebrea e di chiamarsi Ida. Le due donne intraprenderanno un lungo percorso interiore. MALDAMORE

DI ANGELO LONGONI, CON LUCA ZINGARETTI, AMBRA ANGIOLINI. ITALIA 2014

Commedia che gioca sul tradimento in cui restano impigliate due coppie di quarantenni che non riescono ad affrontare le difficolt della convivenza. Nel cast anche Alessio Boni, Luisa Ranieri, Claudia Gerini. MR. PEABODY AND SHERMAN (3D)

Gans probabilmente il nome pi interessante del cinema transalpino degli ultimi decenni. Ci non toglie che La bella e la bestia progetto nel quale ha riversato generosamente tutte le sue energie non convinca del tutto. Gans fatica chiaramente a gestire lequilibrio tra la fiaba rispetto alle immersioni nel fantastico barocco nel quale il melodramma si manifesta a tratti con grande convinzione. Se il modello (Cocteau) inarrivabile, il film in ogni caso privo della follia caratteristica del cinema che Gans ha realizzato finora. (g.a.n.)

Esordio presentato alla Semaine de la critique a Cannes 2013, autentico tour de force formale, il film gioca con grande spregiudicatezza lindeterminazione dei piani del racconto secondo la lezione del documentario di creazione degli ultimi anni. Realizzato sulle coste dello Aberdeenshire un racconto di mare che richiama Conrad e Melville. Dopo aver perso il fratello in mare, Aaron deve subire il disprezzo della comunit di pescatori. Il film si offre come la somma algebrica fra Ken Loach, Philip Ridley e The Whicker Man, macroriferimenti che non esauriscono il suo talento che al netto dei limiti di unopera prima affascinante e imperfetta vanta evidenti margini di miglioramento. Con unultima inquadratura sorprendente, viatico di un cinema ancora tutto da fare. (g.a.n.) TANGO LIBRE

Perlopi in posizione orizzontale le due popstar in questo video. O si strusciano su letti o contro pareti di cornici e stucchi. Lo sguardo in macchina ammiccante mentre si fumano un sigaro (fallico). Laccenno vagamente lesbico dobbligo, non eccessivamente volgare ma piuttosto banale. Nellultima parte Shakira suona chitarra e batteria immersa nellacqua. Roba trita e ritrita. Ma a parte il glamour delle immagini che sfiora il pacchiano lidea dov? UNA STORIA SEMPLICE
Italia, 2013, 430, musica: Negramaro, regia: Tiziano Russo, fonte: MTV

LA MOSTRA
TRAME DI CINEMA DANILO DONATI E LA SARTORIA FARANI
CODROIPO, PASSARIANO (UDINE) VILLA MANIN, 9 MARZO 22 GIUGNO

CHOC
DI JHONNY HENDRIX HINESTROZA, CON KARENT HINESTROZA, ESTEBAN COPETE. COLOMBIA 2011

DI FRDRIK FONTEYNE, CON FRANOIS DAMIENS, ANNE PAULICEVICH. BELGIO 2012

DI ROB MINKOFF. ANIMAZIONE. USA 2014

Mr. Peabody un maniaco del lavoro, inventore, scienziato, premio Nobel, buongustaio, ed anche un cane. Intraprende un viaggio nel tempo con una macchina di sua invenzione in compagnia di un ragazzo, sempre che non interferisca con il presente. NEED FOR SPEED

DI SCOTT WAUGH, CON AARON PAUL, DAKOTA JOHNSON. USA 2014

Il pilota Tobey (Aaron Paul) accusato di un crimine che non ha commesso esce di prigione determinato a chiudere i conti con l'uomo responsabile della sua ingiusta detenzione. POLITICAMENTE SCORRETTO - HUNTER S. THOMPSON'S GONZO

Poggia lintera struttura narrativa sulla protagonista, Choc, una guerriera che attraversa ogni giorno un mondo di miseria e di violenza. Ha due figli e un marito ubriacone. Il suo nome deriva dalla regione in cui vive insieme agli altri afrocolombiani maltrattati, emarginati dal razzismo. Il regista che da l proviene, li racconta nel suo film desordio presentato alla Berlinale, persone che sembrano non avere accesso allimmaginario e lo fa con una storia che dichiara una ricerca controllata tra documentario e finzione. (c.pi.) 12 ANNI SCHIAVO

DI STEVE MCQUEEN, CON CHIWETEL EJIOFOR, MICHAEL FASSBENDER, BRAD PITT. USA 2013

La fortuna del tango nei paesi nordici d a Frdrick Fonteyne, il regista belga di La donna di Gilles, Une liaison pornographique, modo di orchestrare il suo umorismo sulle aspettative di movimentare una vita piatta e metodica. Come quella di Jean-Christophe (Franois Damiens, celebre comico belga), che si iscrive a una scuola di tango e con sorpresa scopre (lui una guardia carceraria) che la sua partner di danza viene a trovare in parlatorio due pericolosi assassini con cui si intrattiene alternativamente. Lincognita Chico Frumboli (lautetico linventore del tango nuevo) che si presta a insegnare il tango ai carcerati e mostra al pubblico il significato pi profondo e disperato della danza. (s.s.)

I sei volti dei componenti della band pugliese (Giuliano, Ermanno, Emanuele, Andrea, Danilo e Andrea Pupillo) filmati singolarmente o in gruppo, collegati ad elementi come il fuoco o lacqua, oppure investiti da getti di vernice, il tutto in slow motion (a 1000 fotogrammi al secondo). In alcuni punti leffetto ricorda certe installazioni di Bill Viola. Ideato dai Negramaro e girato da Tiziano Russo, il video di Una storia semplice
che d anche il titolo alla loro prima omonima raccolta di hit con cui segnano i primi dieci anni di musica insieme ripercorre simbolicamente la storia della band. Non originalissimo ma funziona.

Oltre cento costumi di scena di Danilo Donati (Suzzara 1926 - Roma 2001), vincitore di due premi Oscar, sono esposti nella mostra Trame di Cinema a cura di Luigi Piccolo direttore della Sartoria teatrale Farani. In diciotto stanze della dimora del doge Manin sono esposti oltre cento costumi restaurati e conservati nella sartoria Farani di Roma. Si tratta di un grande viaggio nella storia del cinema attraverso i costumi dei film di Fellini, Zeffirelli, Pier Paolo Pasolini, Franco Citti, Lattuada, Roberto Faenza: dal Casanova, a Medea (nella foto) alla Bisbetica domata. Alla giacchetta di Tot in Uccellacci Uccellini. Il percorso espositivo sar arricchito da un ampio materiale iconografico comprendente gli ingrandimenti fotografici degli scatti realizzati sui set, dalla proiezione di celebri sequenze di film, delle voci originali dei registi sul set, le musiche e interviste filmate con i protagonisti e con lo stesso Danilo Donati, provenienti dal fondo conservato dagli eredi di Donati, dallArchivio Cinemazero Images, del Fondo P.P.Pasolini di Bologna, dalla Fondazione Fellini di Rimini e delle Teche Rai.

IL FESTIVAL
SGUARDI ALTROVE
MILANO, TRIENNALE, SPAZIO OBERDAN, CINEMA BELTRADE 1-23 MARZO

HARDEST BUTTON TO BUTTON


Uk, 2003, 3'30, musica: The White Stripes, regia: Michel Gondry, fonte: Youtube

DI ALEX GIBNEY. DOCUMENTARIO. USA 2008

La biografia di una mitica figura Americana, l'inventore di un giornalismo sfacciato, irriverente e cocainomane, ribattezzato gonzo in omaggio a un riff anarchico di James Booker. Dopo il suo suicidio la rivista Rolling Stone, dove aveva esordito, gli dedic un intero numero. La voce narrante nella versione originale di Johnny Depp. PROSSIMA FERMATA FRUITVALE STATION

Solomon Northup, magnifico violinista african american nato libero nello stato di New York, amato e rispettato da tutti, rapito da due mercanti di uomini senza scrupoli, spogliato dei suoi documenti e venduto come schiavo. Siamo nel 1841, la sconfitta del sud schiavista ancora lontana. Solomon rimarr dodici anni nelle piantagioni di cotone tornando libero con l'aiuto di un bianco (Brad Pitt). Lidentit postcoloniale elemento centrale nell'opera di Steve McQueen. (c.pi.) FELICE CHI DIVERSO

TIR
DI ALBERTO FASULO, CON BRANKO ZAVRSAN, LUCKA POCKJIA. ITALIA 2013

DI GIANNI AMELIO. DOCUMENTARIO. ITALIA 2014

DI RYAN COOGLER, CON MICHAEL B. JORDAN, MELONIE DIAZ. USA 2013

La storia vera di Oscar, un ragazzo della Bay Area che un giorno decide di essere un uomo migliore. Tutto inizia bene, ma

Una struggente storia dItalia rivissuta da parte di personaggi che oggi sfiorano la vecchiaia, una giovinezza resuscitata dalle foto sparse, spesso passata in epoca fascista, dove la parola omosessuale non poteva neanche

Vincitore del festival di Roma (distribuisce Tucker). Protagonista Branko (lattore Branko Zavrsan di No Mans Land che per questo ruolo ha effettivamente preso la patente adeguata) che ha lasciato il suo lavoro di insegnante in Croazia per fare il camionista. Il suo compagno di camion Maki che quel lavoro non lo sopporta pi e un giorno se ne va. Per girare il film Fasulo ha lavorato per pi di quattro anni, ha trasformato gli ostacoli in allenamento. Tir si colloca sul bordo della distinzione tra realt e finzione rimescolando nellinquadratura i confini di entrambe. La verit in quella macchina da presa che rimane sempre nellabitacolo del camion, road movie dentro un mondo da ricostruire. (c.pi.)

Sar perch Gondry stato il batterista della band francese Oui Oui, sar perch la ritmica del brano dei White Strips particolarmente significativa, ma la protagonista del video proprio la batteria, scomposta nei suoi vari pezzi (grancassa, timpano) che - per effetto della classica tecnica di animazione chiamata stop-motion si moltiplica serialmente in giro per Londra. Ad ogni colpo di tamburo corrisponde uno sdoppiamento delloggetto e uno spostamento dei due musicisti (Jack e Meg White). Attraverso questo escamotage il mago francese del videoclip vuole materializzare la presenza della musica, darle letteralmente peso, mostrare allo spettatore lo spazio (non solo sonoro, ma anche visivo) che essa occupa nel nostro immaginario. Per ottenere tutto questo Gondry ricorre a metodi tradizionali trasportando sul set decine di batterie di colore rosso e di amplificatori (altro elemento che viene moltiplicato), ottenendo un risultato come al solito sorprendente e aggiungendo un tocco di surrealt nella routine di tutti i giorni.

La ventunesima edizione del Festival Sguardi Altrove la rassegna dedicata al cinema e ai linguaggi artistici al femminile. Organizzato dallAssociazione Sguardi Altrove Donne in Arti Visive con la direzione artistica di Patrizia Rappazzo, il festival si svolge secondo due diverse aree tematiche: Tasselli Darte - Oltre Il Cinema (mostra collettiva di fotografia e pittura, installazioni, workshop) in corso dall'1 al 23 marzo presso La Triennale di Milano; e Il Cinema (lungometraggi, corti, e documentari) in programma questanno dal 13 al 22 marzo allo Spazio Oberdan e al Cinema Beltrade che si apre con il film di Cecilia Mangini e Mariangela Barbanente In viaggio con Cecilia. Il festival che ha come sottotitolo Larte al tempo della crisi, dedicata a Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, lItalia con Alessandro Ruzzier, Nunzio Battaglia, Fulvia Mendini, Piero Pozzi, la Grecia con Miltos Manetas, pittore, teorico e artista multimediale, lartista Jos Barrias dal Portogallo, il pittore Jos Molina dalla Spagna. Chiude la mostra linstallazione Soldi dArtista, a cura di Melina Scalise, che indaga sul valore del denaro ai nostri giorni.

LA RIVISTA
IL NUOVO MALE n.18
MENSILE DI SATIRA E IDEE DIRETTO DA VINCENZO SPARAGNA

MAGICO

in edicola fino alla fine di marzo Il Nuovo Male n.18 che contiene in omaggio il n.247 di Frigidaire. Coordinato e impaginato da Maila Navarra, il numero si apre con leditoriale di Tersite (alias Sparagna) sulla formazione del governo Renzi, la Rassegna dei Mali pi diffusi, curata da Cleono Zanzara, Il Malinteso di Marino Ramingo, I primi tagli del nuovo governo a cura del dott. Mariano Rafisco, e un ampio spazio dedicato allurgenza di legalizzare la cannabis. La storia a fumetti di Marco Pinna e Carlo Gubitosa vede Beppe Grillo, Vendola e loperaio Nicola in un autogrill messicano alle prese con leconomia politico-mafiosa del narcotraffico. Il reportage di Teodonio Diodato (Graziano Graziani) sulle religioni pi curiose del mondo (tutte vere) questa volta dedicato al Googolismo (la Chiesa di Google), setta fondata on line nel 2005. Le storie a fumetti di Giorgio Franzaroli: Casa dolce casa sulle fregature delle agenzie immobiliari, Il fedelissimo sui trasformismi degli elettori democratici, e Filologia sulle parolacce dei deputati grillini. Continua pure il viaggio nel west delleroico pistolero napoletano Mario Veramente inventato da Guido Giacomo Gattai. info: www.frigolandia.eu

(12)

ALIAS 8 MARZO 2014

Rockstar che intrecciano le carriere di insospettabili colleghi o di artisti minori. Micro apparizioni, fulmini sonori, che spesso nobilitano un disco e in tanti altri casi lo affondano
STORIE DUETTI IMPROBABILI, CURIOSI SODALIZI ESTEMPORANEI E PURI DIVERTISSEMENT

Camei pop, una volta per sempre


di GUIDO MARIANI

In gergo cinematografico il cameo una breve apparizione che spicca per qualche motivo dagli altri ruoli minori nel cast di un film. Anche nella musica ogni tanto gli artisti di fama si concedono dei camei, delle comparsate improvvise in canzoni di loro colleghi. In alcuni casi questi sodalizi estemporanei sono particolarmente curiosi perch mettono insieme star di prima grandezza con nomi assai meno famosi o giovani artisti emergenti. Da parte delle star si tratta di bagni d'umilt o favori ad amici meno fortunati, in alcuni casi sono puri divertissement e vengono anche nascosti dai credit. E cos la star riprova il piacere di essere ogni tanto un musicista di seconda fila, un corista, un turnista, cos come faceva Alfred Hitckock nei suoi film, dove amava comparire improvvisamente per pochi secondi in inquadrature del tutto trascurabili, nel ruolo impassibile del gentleman di passaggio.

BRUCE SPRINGSTEEN

Float Away (Marah)


Forse nessuna rockstar come Bruce Springsteen ha inanellato tante apparizioni in canzoni di artisti molto meno celebri di lui. La lista di collaborazioni del Boss una discografia molto ampia che comprende Lou Reed (con cui collabor in Street Hassle), Roy Orbison, John Fogerty o Jackson Browne. Ma Springsteen si trovato soprattutto al fianco di nomi poco conosciuti o quasi dimenticati come John Prine, Stewart Francke, Gary Us Bonds, Joe Grushecky, Link Wray, Lisa Lowell, John Luraschi, Jesse Malin, Alejandro Escovedo, solo per citarne alcuni. Tra le comparsate pi insolite quella nel brano Faster and Louder del gruppo punk newyorkese dei Dictators, datata 1978, e Eye Catcher un disco del 1989, ormai introvabile, di una formazione chiamata Epidemics in cui militava il violinista indiano Shankar e in cui Bruce suona l'armonica. Dopo tanti anni un dato per quasi una certezza statistica: il Boss non ha mai portato fortuna agli artisti emergenti con cui ha collaborato su disco. emblematico il caso dei promettenti Marah di Philadelphia che nel 2002 realizzarono l'album Float Away with the Friday Night Gods con tante ambizioni e l'impressione che fossero pronti per un successo internazionale per cui avevano all'apparenza tutte le carte in regola. Bruce accett per loro il ruolo di chitarrista e background vocalist nel singolo Float away. Ma al di l dei meriti della band, della qualit del disco e al prestigio del Boss, l'album non piacque alla critica e venne snobbato dal pubblico. I Marah hanno arricchito le schiere di rocker di seconda fila che possono vantarsi di aver avuto Springsteen in studio con loro.

MICHAEL MCDONALD

Run Like the Wind (Cristopher Cross)


Una canzone uscita all'alba degli anni '80 e destinata a diventare uno degli inni pop rock pi amati del decennio. Run like the Wind di Cristopher Cross fu il primo singolo di un album fortunatissimo che vendette negli Usa pi di cinque milioni di copie. Cross era un artista al suo debutto, fino ad allora del tutto sconosciuto al pubblico. Originario del Texas, si era fatto le ossa in una cover band chiamata Flash. Si trov sotto contratto con la Warner e lavor a un disco d'esordio incidendo negli studi di Los Angeles, ai tempi affollatissimi di superstar. Un po' per la prossimit, un po' per le conoscenze di Michael Omartian, produttore dell'album, e un po' per la capacit di Cross di farsi amici, il disco fin per ospitare star come Don Henley degli Eagles, Larry Carlton, chitarrista noto per i suoi lavori con gli Steely Dan, e J. D. Souther, autore di tanti successi di country rock. Per il singolo Ride like the Wind, destinato a scalare le classifiche di mezzo mondo, il backing vocals fu offerto da una delle voci pi riconoscibili del soft rock Usa, quella di Michael McDonald leader dei popolarissimi Doobie Brothers. Ha ricordato Cross: Era il 1980, il punk e la disco sembravano avere esaurito la loro spinta e noi uscimmo con un disco pop al momento giusto. Michael McDonald venne ad ascoltare quello che stavamo facendo nello studio con i suoi due Golden retriever che scorrazzavano dappertutto. Ascolt la canzone e disse 'Mi piace davvero. Se vuoi che canti anche io fammi sapere'. Gli piazzammo subito il microfono in mano. Sono davvero convinto che la sua voce abbia aiutato la canzone ad essere amata dalle radio. Cos come la presenza di Don Henely mi diede grande credibilit. L'anno dopo Cristopher Cross vinse cinque Grammy Awards, tra cui quello di album dell'anno battendo The Wall dei Pink Floyd.

STING

How Much Longer (Re-Flex)

Dopo aver concluso l'esperienza con i Police, Sting intraprese negli anni '80 una fortunatissima carriera solista, ma decise anche di concedersi numerose apparizioni accanto a grandi artisti. inconfondibile la sua voce in Money for Nothing dei Dire Straits canzone che interpret anche sul palco dello storico Live Aid. Nel 1985 comparve come backing vocalist in un album di Miles Davis You're Under Arrest, dove parla in francese nel pezzo iniziale. Fu poi accanto ad alcuni membri dei Duran Duran nel loro progetto parallelo Arcadia per il singolo The Promise e con Phil Collins in due brani del disco bestseller No Jacket Required. A quell'epoca appartiene anche un duetto orami dimenticato con un gruppo britannico, altrettanto dimenticato, chiamato Re-Flex. La formazione aveva avuto un buon successo nel 1983 con un singolo a met strada tra la new wave e il pop elettronico chiamato The Politics of Dancing. Unendo ritmi dance anni '80 a impegno politico, nel 1985 tornarono sulle scene con un nuovo singolo intitolato How Much Longer in cui compariva alla fine la voce di Sting. La band era cos poco nota che in molti credettero che si trattasse di una grossolana imitazione della star. Nonostante i membri del gruppo spiegassero che in realt quello era proprio Sting, il brano non ebbe fortuna e collezion solo un poco prestigioso 59 posto nella classifica tedesca. Alla Emi, che aveva sotto contratto la band, non piacquero i toni troppo politici del gruppo in un'epoca in cui il dance-pop era votato al disimpegno e decise di non pubblicare il singolo negli Usa e di mettere in un cassetto un album gi inciso. La carriera dei Re-Flex ebbe le ore contate.

ALIAS 8 MARZO 2014

(13)

In queste pagine alcuni protagonisti di duetti e camei. Al centro di pagina 12 Cristopher Cross, a destra i Marah. Qui accanto, a sinistra Elton John (con la maschera) e Neil Sedaka, a destra i Fireman (Martin Glover e Paul McCartney); sotto Phil Collins e Frida; in basso, a sinistra Michael Jackson e Eddie Murphy, a destra Tom Petty

M. GLOVER & P. MCCARTNEY PHIL COLLINS

The Fireman
Pi che un duetto una vera e propria collaborazione musicale a tutto tondo, tanto inaspettata quanto clandestina. Il progetto The Fireman riunisce due artisti, entrambi bassisti, ma dalla fama, si potrebbe dire, un po' asimmetrica. Da una parte Paul McCartney e dall'altra Martin Youth Glover membro storico dei Killing Joke e produttore. Uno ha scritto Yesterday e ha venduto nella sua carriera secondo una stima 670 milioni di dischi (s, pi di mezzo miliardo), l'altro ha scritto The Wait reincisa dai Metallica e ha prodotto un disco dei Verve che ebbe un certo successo. Pur non giocando nella stessa serie, i due hanno trovato una certa sintonia e hanno lavorato insieme a tre album Strawberries Oceans Ships Forest nel 1993, Rushes nel 1998 e Electric Arguments nel 2008, rimanendo in incognito fino al loro terzo disco. Il progetto segreto venne svelato anche perch nel singolo tratto dall'ultimo album Sing the Changes, l'inconfondibile voce del vecchio Macca non poteva certo venire ignorata. Il resto di questa inusitata partnership musicale carbonara segue i binari di una sperimentazione elettronica curiosa anche se a tratti un po' snervante. Nulla di cos tragico da poter compromettere l'immensa carriera di Paul, ma neppure nulla che possa elevare Glover al di sopra dello status di artista di culto. Non escluso che prossimamente esca altra musica firmata dai due. Penso che sia bello che grazie ai Fireman - ha detto Glover Paul sia riuscito a guadagnare un certo riconoscimento per la sua ricerca in tema di avanguardia musicale, che era una grande parte del lavoro creativo dei Beatles.

I Know There's Something Going on (Frida)


Narra la leggenda che la svedese Anni-Frid Lyngstad in arte Frida, dopo il divorzio con Benny Andersson avvenuto nel 1981, si sia consolata ascoltando ossessivamente In the Air Tonight di Phil Collins. La rottura della coppia ha un certo peso nella storia del pop perch pose fine a uno dei gruppi pi popolari del decennio precedente, gli Abba di cui Benny e Frida erano i due quarti. Frida tent anche di riprendersi dedicandosi alla carriera solista e dandosi a un genere pi decisamente rock. Reclut proprio Phil Collins con cui lavor all'album Something's Going on. Collins compariva anche come corista e batterista nel singolo omonimo. Nonostante la fama planetaria degli Abba, la credibilit di Frida sulla scena rock internazionale era pari a zero. La presenza del grande Phil (che dopo i Genesis si apprestava a diventare anche una superstar come solista) serv. Something's Going on fu un buon successo e garant a Frida di reinventare la propria carriera e di superare la delusione artistico-amorosa.

ELTON JOHN

MICHAEL STIPE

Bad Blood (Neil Sedaka)


Se per alcuni artisti i duetti sono stati dei trampolini di lancio, per altri sono stati una scialuppa di salvataggio. Il cantante newyorkese Neil Sedaka fu una macchina da hit tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60. I suoi pezzi erano canzoncine melodiche che incassavano con armonie che offrivano il lato pi facile e zuccheroso del rock'n'roll. Fu una delle prime grandi star musicali Usa a sfondare in Italia, tanto che nel 1961 inizi a incidere canzoni in italiano, introducendo nel nostro paese una forma ingentilita di rock con 45 giri come Esagerata, Un giorno inutile e Tu non lo sai che erano traduzioni dei suoi dischi statunitensi. Ma con la rivoluzione rock dei Sixties e con la concorrenza di pesi massimi come Beatles, Stones e affini divent nel giro di poche lune un relitto del passato. Sedaka, classe 1939, prima ancora di compiere trent'anni era un cantante da revival e protagonista di un'epoca ormai sorpassata. Per lui l'oblio dur fino alla met degli anni '70 quando ritorn sulle scene con il singolo Bad Blood che fu trascinato grazie alla presenza come seconda voce di un Elton John allora al picco della sua popolarit. La presenza dell'artista inglese, anche se uncredited, non pass certo inosservata e fece la fortuna della canzone che divenne il singolo pi venduto nella carriera di Sedaka anche se musicalmente era molto diverso rispetto agli sdolcinati rock che sfornava anni prima. Il brano lanci l'album The Hungry Years, pubblicato proprio sull'etichetta di Elton, la Rocket Records, e rimase per tre settimane al numero uno della classifica americana dove verr soppiantato proprio da un singolo Island Girl di Elton, ai tempi un vero re Mida del mercato discografico.

Lo que hay es lo que ves (Miguel Bos)


L'ex frontman degli ormai disciolti Rem ha una vera e propria carriera parallela come guest star di musicisti indipendenti, gran parte dei quali artisti di culto o semplicemente non affermati. comparso accanto a Billy Bragg, Patti Smith, Placebo, ma anche insieme a promettenti (e spesso sfortunati) autori come Golden Palominos, Grant Lee Buffalo, Vic Chesnutt, Sid Straw, Kristin Hersh, Rain Phoenix. Ha inciso alcune canzoni con Matthew Sweet sotto il nome Community Trolls, e quasi un intero album con il gruppo di dance elettronica inglese Utah Saints. Ma la sua collaborazione forse pi curiosa quella risalente al 2007 quando comparve nell'album di Miguel Bos Papito , duettando nel brano Lo que hay es lo que ves . L'unica cosa che sembrerebbe accomunare i due il fatto che entrambi nella loro carriera hanno inciso una canzone dedicata a Superman. Per l'italo-spagnolo l'album Papito , realizzato con diverse star del pop, stato un ritorno in grande alla musica, dopo anni dedicati al cinema e alla (cattiva) televisione. Ha riconquistato il mercato europeo e latino-americano vincendo 4 Latin Grammy. Per Stipe stato un tentativo, rivedibile, di cimentarsi con la lingua spagnola.

MICHAEL JACKSON TOM PETTY

Whatzupwitu (Eddie Murphy)


forse un bene che ci si dimentichi del fatto che l'attore comico Eddie Murphy cerc disperatamente di diventare anche una star della musica. L'inizio di questa seconda carriera fu per lui molto promettente, il singolo Party all the Time, pubblicato nel maggio del 1985, nasceva da una collaborazione con Rick "Superfreak" James e arriv al secondo posto della classifica Usa dei singoli. Ma l'entusiasmo per il Murphy cantante si spense subito. L'album dello stesso anno, How Could It Be non gener altri singoli. Nel 1989 un secondo lavoro So Happy, nonostante la produzione di Nile Rodgers, venne bellamente ignorato. Eddie ci riprov ancora nel 1993 questa volta reclutando per un duetto nientemeno che il re del pop Michael Jackson. I due si divisero il campo nel brano Whatzupwitu che, edito come singolo, fu un indiscutibile flop. Il video della canzone ebbe per un certo seguito, ma per le ragioni sbagliate. Nel 1999 venne votato da un referendum di Mtv come uno dei videoclip pi brutti di tutti i tempi. Forse solo per caso, ma dopo quella collaborazione entrambi gli artisti entrarono in una fase calante della loro carriera. Quello sciagurato singolo, il cui titolo tradotto cosa ti sta succedendo?, custodiva un oscuro presagio.

Girls (Dwight Twilley)


Tom Petty uno che non si scorda degli amici. A met degli anni '70 con i suoi Heartbreakers sigl un contratto con la piccola etichetta Shelter Records, una label con pochi artisti e che avrebbe avuto vita breve. Petty aveva come compagno di scuderia ai tempi Dwight Twilley che con la sua band riusc ad avere una timida hit (I'm on Fire) nel 1975. Negli anni seguenti Petty divenne una celebrit, mentre la carriera di Twilley si aren. Nel 1984 Tom decise di dare una spinta al vecchio amico e partecip alle incisioni dell'album solista di Dwight, Jungle, cantando con lui nel singolo Girls. Con l'aiuto dell'amico pi celebre, Twilley entr sia nella classifica dei singoli che degli album, rilanciandosi nel mondo della musica. La lealt di Petty nei confronti dei vecchi amici dimostrata anche dalla sua reunion con i Mudcrutch, gruppo con cui aveva iniziato a suonare nel 1970 ma che aveva abbandonato insieme a Mike Campbell e Benmont Tench per fondare gli Heartbrakers. Nel 2007 contatt due vecchi membri di quella band ormai dimenticata e realizz con loro un intero album a nome Mudcrutch finito nella top ten Usa. Come se un giocatore della nazionale tornasse in campo con gli amici dell'oratorio.

(14)

ALIAS 8 MARZO 2014

RITMI
INTERVISTA GIORGIO LI CALZI, DAL JAZZ A SAR PERCH TI AMO

IL RITMO DEI BAMBOO


di ROBERTO PECIOLA Fare musica con strumenti non convenzionali non una novit, lo hanno sperimentato in molti nel corso dei secoli. Non per questo il progetto che portano avanti questi cinque ragazzi romani meno efficace e apprezzabile, anzi! What's

in the Cube (edito da Bomba Dischi e distribuito da Audioglobe) un disco sui generis, anche perch non un disco vero e proprio ma un dvd che riprende i Bamboo in un live set approntato in una casa della campagna romana, la cui struttura ha dato poi il titolo al progetto. Sette brani in cui si cimentano con grande intelligenza, fantasia e capacit, con una serie di oggetti di

uso comune (il phon, l'aspirapolvere, lo spazzolino elettrico, il frullatore) e altri che hanno un utilizzo operaio, come seghe circolari, bidoni, chiavi inglesi, e tutta un'altra serie di oggetti che vanno dai tubi in pvc alla carta vetrata, da un righello alle bacinelle d'acqua fino allo stesso corpo umano. Non solo ritmo per, infatti i sette brani compresi nel dvd (il cui

Italiani, biografia di una nazione


vero catalizzatore del progetto Italiani: Perch sia io sia Johnson siamo molto lenti, specie messi assieme, e in cinque anni su un progetto analogo, dopo il Premio Ciampi, avevamo messo assieme appena cinque pezzi. Lavorare con lentezza, davvero. Italiani accosta il trash alla pi nobile canzone d'autore. O no? Certamente preferisco la musica di Fiorenzo Carpi rispetto a quella di Toto Cutugno. Ma l'approccio ai pezzi popolari o a quelli impegnati stato identico: rimaneggiarli come pezzi seri, o da decontestualizzare. Alla fine i[l risultato trash non . Sto parlando di un brano come Sar perch ti amo dei Ricchi e Poveri, o de L'italiano: proprio come i jazzisti americani prendevano banalissimi pezzi dalle commedie musicali facendoli diventare standard. Ma una modalit che non certo capita a priori. C' anche un certo senso di malinconia nel disco, quasi un farsi vivi in punta di piedi... Personalmente ho sempre preferito gli accordi minori. Certo, non mi sento un italiano vero: continuo a fare solo la musica che mi piace, sono fermo da decenni all'underground, non ho associazioni che mi rappresentino. Ovvio che in generale mi senta addosso un mood malinconico, per divertirmi allora preferisco suonare con mia figlia: violino lei, pianoforte io. Hai voglia di tornare alla pura musica? Lavorare sulla canzone o no non fa differenza. La voce mi sempre piaciuta, quando ho lavorato con Hayley Alker per Eyes Wide Open su Organum credo di aver fatto qualcosa di buono, anche se non ha avuto successo commerciale. Ora abbiamo pronto un pezzo nuovo, bellissimo credo, che spero di condividere presto. Non sui social. Cosa rimasto fuori da Italiani? L'ufficio in riva al mare di Lauzi, molto amato da Johnson. Io avrei voluto fare qualcosa di Paolo Conte, uno dei pochi italiani che apprezzo davvero. Quali trombettisti senti pi vicini, nella scena contemporanea? Sicuramente Jon Hassell, citato e copiato in modo superficiale, specie dai nordici. La sua grandezza di unire suono, fraseggio e sperimentazione in un unico contesto. E poi Rava, suono e fraseggio anche in questo caso restano unici. Qualche anno fa mi ha stregato Ghosts di Peter Evans, che crea musica continuamente mutante, creando direzioni che non sempre vengono fuori nel free. E dopo Italiani? Un disco con il cantautore genovese Max Manfredi, un progetto live con Alexander Balanescu, una nuova e un po' ambiziosa edizione del festival che contribuisco a curare, il ChamoiSic Festival, in vera controtendenza con la desolazione culturale di questi tempi. A sinistra Giorgio Li Calzi; qui sopra Calzone, J. Righeira e Li Calzi (foto A. Albert). Sotto: il pianista Franois-Frdric Guy, il chitarrista Marc Ducret (foto M. Kytoharju), Marc Monnet (foto Olivier Roller), lensemble Europa Galante

PRINTEMPS DES ARTS

Montecarlo, il festival che fa primavera


di LIBERO FARN

Il trombettista piemontese racconta il suo ultimo progetto discografico, un album che riprende brani storici della canzone nostrana. Accanto a lui Johnson Righeira e Gian Luigi Carlone
di GUIDO FESTINESE

Italiani. Autobiografia d'Italia per canzoni, canzonette, canzonacce, elettronica assortita, sprazzi siderali di tromba in salsa davisiana, sassofoni. Con Giorgio Li Calzi, tromba ed elettronica, Johnson Righeira, voce, Gian Luigi Carlone della Banda Osiris, voce, sassofono, flauti. Prima stazione con Lavorare con lentezza, del leggendario Enzo Del Re, approdo al Canto degli italioti. Transitando per L'italiano, proprio quello di Cutugno, Tintarella di luna, A Milano non crescono i fiori, Sar perch ti amo e via citando. E citando si finirebbe per fare l'elenco di tutto il disco, perch ogni tassello, qui, parte essenziale dello splendido, un po' attonito affresco complessivo. In tredici pale che sono altrettanti frammenti di una possibile autobiografia della nazione, dalle speranze colorate targate anni Sessanta al grigio plumbeo dell'oggi travestito da arcobaleno. Giorgio Li Calzi un nome che i lettori de il manifesto ben ricordano, qualche suo titolo era uscito proprio nella gloriosa sigla che andava a scandagliare con curiosit bulimica nei pi ampi recinti indie italiani, dal jazz alla canzone d'autore. La sigla dei Dischi del manifesto. Poi i tempi sono cambiati, non c' stata pi una lira per fare i dischetti, e

comunque Giorgio Li Calzi, rintanato nella sua Torino che nell'ultimo ventennio ha continuato ad offrire fior di talenti alla scena indipendente del jazz di ricerca, del rock e altro, ha continuato a lavorare. Infischiandosene, come sempre, del fatto che la sua musica non fosse canonicamente jazz: come sarebbe portato a pensare chiunque, ben sdraiato sui propri luoghi comuni, lo veda con una tromba in mano. Invece Li Calzi, ad esempio, fa parte anche di PiemonteGroove, progetto della Regione per valorizzare le eccellenze nel campo della dance elettronica. E ha trovato modo di collaborare con esoterici cantanti armonici mongoli, con vocalist africani, con quartetti d'archi e jazzisti puri e duri. Sino a lambire anche le sponde del pi elegante e sensuale trip hop nel precedente Organum, del 2011, un disco che avrebbe meritato pi fortuna. Italiani, se proprio dobbiamo trovare un precedente, ha radici e archeologia della curiosit in una strepitosa collaborazione con Stefano Righi in arte Johnson Righeira per una versione de Il lavoro: che vinse l'edizione del 1999 del Premio Ciampi. La conoscenza risaliva a prima, al 1980 degli ascolti di Kraftwerk, Suicide, Daf. Di qualche anno fa anche l'incontro con Gian Luigi Carlone della Banda Osiris,

Probabilmente il Principato di Monaco Montecarlo non rientra fra i centri europei della cultura e dello spettacolo pi gettonati, non possiede il rilievo di Barcellona o Basilea, senza parlare di capitali come Parigi o Berlino. Tuttavia fra le sue manifestazioni di maggiore spicco si distingue il Festival Printemps des Arts, che, giunto alla trentesima edizione, si qualifica come un evento di grande interesse internazionale per la struttura del suo calendario, per lo stimolante intreccio fra vari generi musicali, per la peculiarit di alcune produzioni originali e la levatura degli interpreti invitati, fra i quali non mancano protagonisti di casa nostra. Dal 14 marzo al 13 aprile il festival si articola in cinque cicli nei fine settimana (programma completo su www.printempsdesarts.mc), puntando i riflettori soprattutto su due compositori: Franz Joseph Haydn e Alexandr Skrjabin. Il focus su questultimo, anticipando di un anno lanniversario della sua morte, prevede fra laltro lOrchestre Phiharmonique de Monte-Carlo, diretta da Michail Jurowski, e il pianista Franois-Frdric Guy impegnati nella reinterpretazione del poco eseguito e controverso Prometeo o Poema del fuoco, mentre altre pagine (fra di esse la riuscita sintesi concettuale e artistica del Poema divino Op. 43, del 1905) saranno riproposte dallOrchestra Sinfonica della Rai, condotta da Alexander Vedernikov e affiancata dalliperpianismo di Alexei Volodin. Nei vari concerti lopera visionaria di Skrjabin sar accostata a quella di altri maestri del Novecento: Ligeti, Bartk, Debussy, Ravel, Messiaen... Fra le varie proposte di musica sinfonica e da camera di Haydn il caso di sottolineare la messa in scena della deliziosa opera per marionette Philemon und Baucis (1773) da parte della Compagnia Marionettistica Carlo

Colla e Figli e dellensemble Europa Galante sotto la guida di Fabio Biondi. A questo prezioso recupero si potrebbe collegare idealmente, compiendo un balzo di oltre due secoli, la verve di Bibilolo, performance per clown e musica elettronica di Marc Monnet, che fra laltro il direttore artistico del festival. Daltra parte la musica contemporanea di casa al Printemps des Arts 2014, costituendo uno dei fili conduttori della programmazione: basti citare per esempio La bocca, i piedi, il suono, anomalo lavoro di Salvatore Sciarrino per 104 sassofoni. Inoltre lo sguardo del festival si estende anche a espressioni delle culture extra europee: nel terzo weekend viene dedicata una giornata al Giappone, penetrando nellautenticit delle antiche tradizioni della danza Butoh e della cerimonia del t, senza trascurare le esperienze di autori giapponesi e linfluenza esercitata dallestremo Oriente su compositori francesi di fine Ottocento. Nel quinto weekend invece la giornata marocchina documenta quella tradizione nelle declinazioni andalusa, berbera e africana, tentando di evitare facili foklorismi. I vari appuntamenti saranno ospitati non solo nei teatri e auditorium pi importanti del Principato, ma anche in spazi del tutto anomali e recuperati per loccasione, come il Parking des Pcheurs, il Museo Oceanografico, il Life Club, fino a coinvolgere emergenze storiche sul territorio francese: lEglise Saint Michel a La Turbie, le Chteau des Terrasses a Cap dAil. E per celebrare il trentesimo anno di vita viene fra laltro pubblicato un libro illustrato, edito da Actes Sud, che racconta la storia del festival.

ALIAS 8 MARZO 2014

(15)

packaging esso stesso componibile a piacere) hanno una struttura anche armonica e melodica di tutto rispetto, passando da una sorta di electropop al dub fino ad arrivare alla techno o alla ambient. Sicuramente i Bamboo risultano una novit e una piacevole anomalia in un panorama, come quello italiano, troppo spesso tendente allo scimmiottamento. BREAKAWAY BREAKAWAY (Bbe) Per gli amanti della funk disco, imperdibile ristampa che contiene i due (unici) dischi della band americana: Breakaway e Straight on the Top. Con tutti i clich del genere, bassi pulsanti, cassa in 4/4 ma un suono vintage che mantiene un fascino inalterato nel tempo. Ne esiste anche una versione in vinile. (s.cr.) MOS CHIAVONI/LUCIANO BIONDINI/ANDREA PICCIONI ROSSO (Autoprod.) Il sax soprano, e tutto l'insieme dei clarinetti per l'umbro Chiavoni, la fisarmonica scintillante di Biondini, i tamburelli di Piccioni: ensemble timbricamente pi vicino a certo folk che al jazz. Si viaggia tra Italia, America e Mitteleuropa dei tempi dispari con dieci meditate tappe, tutte di composizione. Chi ha amato certi duetti Trovesi/Coscia, trova qui lo step ulteriore: con un gusto per il dialogo a tre che sortisce sciolta comunicativa. (g.fe.) EMPIRICAL TIME SONGS, POEMS AND A LADY (Maracash) Disco di esordio e di impegno non lieve quello della giovane band padovana, che mostra di aver gi trovato buona complicit artistica. Il suo rock prog richiama Pink Floyd, Elp, Pfm. New Trolls. Fonti ispiratrici ma senza fare il copia e incolla. Parola degli Empirical. Vorremmo accendere nuovamente i riflettori su un genere tanto affascinante quanto sottostimato rispetto al suo reale valore. La nostra vuole essere una riscoperta del linguaggio prog originale, quello degli albori, rivoltandolo in modo da essere apprezzabile anche ai giorni nostri. Avanti cos, per maturare occorre il giusto tempo. (l.d.s.) GARCIA PAULINHO BEAUTIFUL LOVE (Jazzmin Records) A sentire questo vocalist/ chitarrista brasiliano che viene prodotto negli Stati uniti, si pu facilmente intuire come la bossanova, dal punto di vista armonico e melodico, peschi abbondantemente dal jazz e dal songbook nordamericano. Paulinho dopo liniziale omaggio a Jobim (Eu sei que vou te amar) propone soprattutto standard anche jazz, da Bluesette (Toots Thielmans) a If You Could See Me Now (Tadd Dameron), con uno stile appunto bossanovista che dunque sadatta alla perfezione, anche grazie alle doti dellinterprete, dai ritmi allo scat, in un generale mood cameristico afroamericano. (g.mic.)

ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA JESSICA DAINESE LUCIANO DEL SETTE GUIDO FESTINESE GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA

DI GUIDO MICHELONE

INDIE ITALIA

CANTAUTORI

TRIBUTI

INDIE ITALIA/2

Le due parti del dub


Tre novit discografiche allinterno del panorama indie italiano: i Raster con The Dub Club, Ipercussonici con Carapace, i Gonzalo con Labors. La reggae dub band umbra dei Raster si presenta con un disco in due parti (la b side contiene le versioni strumentali e riarrangiate del lato A). Nella sperimentazione dub ben visibile la mano di Vlastur, icona del dub internazionale, che ha affiancato la band nella produzione del disco. Anche i siciliani Ipercussonici amano giocare con la musica, e soprattutto spaziare fra i generi. Il loro album Carapace risente chiaramente della cultura e delle tradizioni siciliane, con un cantato molto tradizionale e delle velature folk; ma nell'album troviamo anche molto funk anni Novanta e un'attitudine post rock... Un pop folk minimale e molto americano invece quello proposto dai Gonzalo. Il trio pordenonese, prodotto da Seahorse Recordings, nel proprio disco Labors propone storie di amori finiti e infiniti, di chi deve fare i conti con un passato difficile da dimenticare e di chi si augura ogni giorno di guardare a un futuro migliore. (Viola De Soto)

Omeopatia anti-tristezza
Si usa dire, a volte, che un brano in un disco vale l'acquisto del tutto: in epoca di facili download cambiano i termini, ma non la sostanza. Where the Wild Oceans End di Andrea Schroeder (Glitterhouse), secondo disco dell'affascinante ex modella tedesca convertita al cantautorato, il brano da brividi lo mette al quarto posto: una Heroes di Bowie (qui ovviamente Helden) che contiene tutta la malinconia dell'Occidente. Il resto, con lievi ceselli elettrici, sta in bilico tra Patti Smith e Nico, e si apprezza come omeopatico rimedio alla tristezza. Torna a tinte anche pastellate e sognanti, invece, il redivivo David Crosby. Chioma imbiancata, baffoni morbidi, voce pressoch intatta a far volare armonici che si incastrano tra le pieghe di nuove melodie spesso memorabili. Ospiti, in questo Croz (Blue Castle Records) Mark Knopfler e Wynton Marsalis. Inglese, francese e italiano per le belle, umbratili canzoni di Piers Faccini, sulla scia dei tintinnii autunnali di Nick Drake di quattro decenni fa. In Between Dogs and Wolves (Beating Drum) dieci acquerelli di intatta eleganza. (Guido Festinese) TEMPLES SUN STRUCTURES (Heavenly/Self) Prima o poi, forse, tutto questo psych revival ci verr a noia, ma intanto ce lo godiamo alla grande. Per i lettori attenti nota la nostra predilezione per quelle sonorit che ci riportano ai Sixties, ai Beatles post India, al beat inglese, al glam e anche a quel sano brit pop dei Nineties. E intorno a queste coordinate nasce il progetto di questa giovanissima band della provincia inglese che molti hanno gi

Approcci da camera
Mai come oggi il jazz italiano si spende in tributi alla storia musicale afroamericana, a partire da The Golden Circle nome del gruppo con Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Enzo Pietropaoli, Marcello Di Leonardo e titolo di un ellep del 1965 di Ornette Coleman: il nuovo disco (Millesuoni) invece pi che al remake punta a omaggiare la musica pi cantabile del padre del free, smussando dunque le sonorit originarie a favore di una versione quasi mainstream. Un altro grande sassofonista, Stan Getz, al centro di Paolo Recchia in Three for Getz (Albore) che riprende nove brani del tenorista, protagonista del cool e della bossa, con un sound di proposito sfasato nellepoca e nello stile: il leader si circonda dei soli Enrico Bracco e Nicola Borrelli, senza batteria, con un esito freddo e rarefatto in senso cameristico. E da camera anche lapproccio in The Irving Berlin Songbook (Velut Luna) di Paolo Birro e Alfredo Ferrario: 14 capolavori del grande compositore vengono trasformati in uno swing vivace e virtuosistico per piano e clarinetto, puntando a unintelligente riconoscibilit delle melodie. (Guido Michelone) ribattezzato come la risposta d'Oltremanica ai Tame Impala. Similitudini ce ne sono a iosa, ma qui, rispetto alla formazione australiana, c' una maggiore spensieratezza e freschezza, che li porta a realizzare un grandissimo disco di canzoni che ti entrano nelle orecchie e nel cuore. (r.pe.) TYING TIFFANY DROP (Trisol) Pur mantenendo il mood oscuro, nel nuovo album Tiffany

Il senso afro dei Boxerin Club


Una gustosa sorpresa nel panorama italico arriva da The Talking Bugs, quattro ragazzi emiliani che esordiscono con un album, Viewofanonsense (Lobster Art Collective/Audioglobe), che racchiude molte anime, tutte virate verso una sorta di alt folk. Chitarre classiche e contrabbasso si uniscono a sequencer e percussioni dando vita a un sound che dai Kings of Convenience arriva ai Notwist, con uno spiccato senso melodico pop e molto british. Milano-Londra andata e ritorno per Barbara Cavaleri, cantante e autrice che pubblica il nuovo lavoro, So Rare (Total Wipes/Promorama), grazie a un'opera di crowdfunding. Il disco, registrato quasi in solitaria, gradevole pur risentendo di inevitabili influenze. Aloha Krakatoa (Bomba Dischi/ Audioglobe) l'esordio di una band romana, i Boxerin Club. Giovani ma con una buona esperienza sul palco e un bel seguito di aficionados. I riferimenti sono da ricercarsi nelle pulsioni afro di gente come Vampire Weekend o, in alcuni passaggi, Paul Simon. Non il genere che preferiamo, ma i ragazzi lo fanno con gusto e sembrano divertirsi un mondo, e non poco. (Roberto Peciola) mette da parte il post-punk degli anni Ottanta e si tuffa nella scena elettronica degli anni Novanta. Sentimenti di melancolia e solitudine (ma anche un senso di pace) legano le dieci tracce di Drop: One Place ispira immagini di passeggiate invernali sulla spiaggia; Deep Blue River potrebbe venire dalle cuffie di una ragazza che sonnecchia in un treno che corre nella notte piovosa. Ma trovano posto anche brani pi pop come le trascinanti A Lone Boy e One Second. (j.da.)

ICONOGRAFIE POPOLARI
Tre personaggi, Dylan, Springsteen, Warhol, che segnano, in modi assai diversi ma per molti aspetti complementari e simpatetici, limmaginario rock e che in tre libri vengono rappresentati in altrettante soluzioni mediatiche, ovvero sul come usare il mezzo stampa per comunicare la popular music e le culture giovanili. Tutti sono libri illustrati e tutti mostrano le potenzialit della fotografia (e della riproduzione fotografica di altre immagini, dalle memorabilia alle pitture) nellevidenziare la presenza quasi fisica o corporea dellAmerica contemporanea che dal dopoguerra a oggi, accanto allingombrante presenza imperialista, sa creare i propri anticorpi (il rock il maggiore?) sino a farne icone alternative funzionanti sullintero pianeta globalizzato. Cos linglese Brian Southhall in Treasures of Bob Dylan (Salani) racconta la storia del menestrello di Duluth servendosi di un testo agile e soprattutto di una componente iconografica variegatissima: la scritta in copertina e sul retro Unofficial and Unanhhorized sta a connotare latteggiamento di trasparenza e obiettivit dello scrittore nei confronti dellopera del folksinger, negativamente criticata laddove ravvisi momenti di scarso impegno artistico o qualche caduta di tono.

Il newyorkese Eric Meola lautore della celebre foto di Born to Run, album che per il Boss nel 1974 segna la definitiva consacrazione a rockstar: da allora per un lustro i legami tra i due si stringono anche sul piano dellamicizia al punto che la settantina di scatti, raccolti in Streets of Fire. Bruce Springsteen. Fotografie e testi. 1977-1979 (Salani), rimane inedita sino allanno scorso: primi piani o campi lunghi in bianco e nero dove il rocker si diverte a incarnare via via miti e archetipi del duro, della frontiera, del ribelle, del paesaggio, del solitario, delle automobili, del motociclista. Stranamente n Dylan n Springsteen figurano tra i divi ritratti da Warhol, al quale lo studioso partenopeo Achille Bonito Oliva dedica Andy Warhol. The American Dream (Silvana) curando non solo un semplice catalogo per lomonima mostra a Porto Cervo, ma imbastendo soprattutto un repertorio visuale suddiviso fra temi specifici, di cui quello musicale centralissimo, dalla genesi dei Velvet Underground, alla copertine di album per Monk, Count Basie, i Rolling Stones, gli Smiths, Aretha Franklin, John Lennon, per citare solo alcune fra le stelle del jazz, del rnb, della new wave che restano espressionisticamente immortalate e caricaturate dal maestro indiscusso della pop art.

ON THE ROAD
Midlake
Orfani dell'ex leader Tim Smith sbarcano in Italia, per una sola data, per presentare l'ultimo album, Antiphon, tra reminiscenze prog, alt folk, psichedelia e pop. Milano SABATO 8 MARZO (TUNNEL)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Milano GIOVEDI' 13 MARZO (MAGAZZINI


GENERALI)

Tom Odell
Il romanticismo del giovane cantautore britannico. Milano DOMENICA 9 MARZO (MAGAZZINI
GENERALI)

movimento new asian underground. Bologna VENERDI' 14 MARZO


(LABORATORIO CRASH)

Ciampino (Rm) SABATO 15 MARZO


(ORION)

serie di concerti dedicati alla scena inidipendente italiana e internazionale itineranti tra varie location romane. Questa settimana tocca a Il Muro del Canto. Roma VENERDI' 14 MARZO (BLACKOUT)

Cloud Control
Dopo aver accompagnato i Local Natives come spalla, torna la indie pop band australiana per un'unica data. Torino SABATO 15 MARZO (SPAZIO 211)

Afterhours
La band di Manuel Agnelli torna con un tour in cui riproporranno il loro disco del 1997, Hai paura del buio? Mantova VENERDI' 14 MARZO (PALABAM) Rimini SABATO 15 MARZO (VELVET)

Crossroads
La storica rassegna itinerante Jazz e altro in Emilia Romagna ha in cartellone: Maria Pia De Vito & Ares Tavolazzi (oggi, Sala del Carmine di Massa Lombarda, Ra); Sarah-Jane Morris & Antonio Farcione (domani, Teatro Comunale/La Baracca dei Talenti di Gambettola, Fc); Dimitri Sillato Luminal, Simone Massaron Solo e Rollerball (il 14, Sala del Carmine di Massa Lombarda, Ra); Collettivo El Gallo Rojo (il 15, Sala del Carmine di Massa Lombarda, Ra). COMUNI DELL'EMILIA ROMAGNA SABATO 8, DOMENICA 9,
VENERDI' 14 E SABATO 15 MARZO (VARIE SEDI)

Lorelle Meets the Obsolete


La psichedelia in salsa messicana. Mantova DOMENICA 9 MARZO (VIRGILIO)

You Me at Six
L'alt rock rinfrescante della giovane band inglese. Unica data. Assago (Mi) SABATO 15 MARZO (LIVE
FORUM)

Don Airey
Il tastierista che ha rimpiazzato Jon Lord nei Deep Purple. Brescia VENERDI' 14 MARZO (COLONY) Torino SABATO 15 MARZO (PEOCIO)

Marlene Kuntz
Torna dal vivo la rock band di Cuneo. Colle Val d'Elsa (Si) SABATO
8 MARZO (SONAR) Cagliari SABATO 15 MARZO (FABRIK)

Joe Bonamassa
Il talentuosissimo chitarrista una delle grandi realt del blues elettrico. Milano SABATO 8 MARZO (TEATRO
DEGLI ARCIMBOLDI) Roma LUNEDI' 10 MARZO (ATLANTICO LIVE)

The Original Wailers


la mitica band che accompagn il re del reggae, Bob Marley. Torino SABATO 8 MARZO (HIROSHIMA
MON AMOUR) Perugia DOMENICA 9 MARZO (URBAN)

Virginiana Miller
Il ritorno dal vivo della band livornese. Udine SABATO 15 MARZO (TEATRO
PALAMOSTRE)

Matt Elliott
Dai trascorsi elettronici con i Third Eye Foundation, l'inglese Matt Elliott passato al folk contemporaneo. Carpi (Mo) DOMENICA 9 MARZO
(MATTATOIO)

Tuck & Patti


Il duo tra il chitarrista e la cantante da anni porta in giro una riuscita formula spettacolare ed interpretativa. Milano VENERDI' 14 E SABATO 15 MARZO
(BLUE NOTE)

Umberto Maria Giardini


Lasciato il moniker Moltheni, il musicista, cantante e autore marchigiano in versione live. Bologna VENERDI' 14 MARZO
(LOCOMOTIV)

Dolomiti Ski Jazz


Il festival ha in programma un'intensa settimana di eventi in varie localit sciistiche delle Dolomiti. Si parte oggi al Palazzo dei Congressi di Cavalese con Quintorigo Experience; domani due appuntamenti con progetti di Helga Plankensteiner, alle 14 al Rifugio Fuciade (Passo San Pellegrino) Ravensch e alle 21 al Club Le Grenz di Moena, Plankton; il 10 alla Sala Polivalente di Castello di Fiemme il

Cigalini-Tessarollo-Dalla Porta-Roche quartetto; l'11 l'Alfredo Ferrario Quartet con Patrizia Laquidara, alle ore 12 al Ciamp de le Strie di Bellamonte e alle 21.30 all'Hotel Bellavista di Cavalese; il 12 alle 12 al Rifugio Zischgalm di Pampeago la Shamanes Band, alle 21 al Teatro Comunale di Tesero il Logan Richardson Quartet; il 13 alle 12 allo Chalet Valbona di Alpe Lusia (Moena) Charlie and The Cats, alle 21 jam session al Bar B'Art di Predazzo; il 14 alle 12 al Rifugio Passo Feudo di Predazzo il Dunavsko Trio, alle 18.30 a Il Vicoletto di Cavalese Aleksey Asenov, alle 21 al Teatro Navalge di Moena Mirabassi-Taufic-Renzetti in La musica di Jobim e dintorni; infine, a chiusura del festival, il 15 alle 12 al Rifugio Doss dei Laresi di Alpe Cermis (Cavalese) i Gamma 3, e alle 21 alla Sala Comunale di Predazzo il Winfried Gruber Quartet. Comuni delle Dolomiti
DA SABATO 8 A SABATO 15 MARZO (VARIE SEDI)

Como Classica
Un viaggio alla scoperta degli strumenti della musica classica. Ad aprire linteressante rassegna il progetto Stradivari e la grande liuteria, con il solista austriaco Patrick Vida in un concerto dedicato all'evoluzione della liuteria. Como DOMENICA 9 MARZO (AUDITORIUM
COLLEGIO GALLIO, ORE 18)

Segrate (Mi) SABATO 15 MARZO


(MAGNOLIA)

Daughtry
L'alt rock della band statunitense.

Asian Dub Foundation


Tra gli esponenti principali del

Ausgang
La rassegna capitolina propone una

(16)

ALIAS 8 MARZO 2014

GRANJON
di THOMAS MARTINELLI

Omaggio al regista di animazione e illustratore francese e ai suoi animali e uomini che giocano a scambiarsi i ruoli fra orchi e lupi
coniglio bianco (come Alice di Carroll) addentrandosi nella fitta vegetazione blu scuro finch non simbattono a sorpresa nel grande lupo bianco. Sembra pi un fantasma, un pupazzo di pezza proveniente dallal di l, degno del festoso ma spiazzante immaginario animato di Tim Burton. Lattimo dellincontro sospeso, incerto fra gioco e tragedia, fra finzione e realt. Non c stata soluzione di continuit nel passaggio dai dintorni di casa allingresso nella fitta vegetazione, cos come c assoluta contiguit fra realt e fantasia. (...) La foresta tenebrosa dunque il luogo della fantasia e del gioco, labitato luminoso posto deputato alla realt e al lavoro. Il primo la vera dimensione dellinfanzia, mentre il secondo quella dei grandi. Il cortocircuito fra paura e serenit solo nello sguardo degli (spettatori) adulti. Nellultimo cortometraggio La grosse bte troviamo una sintesi di tematiche dei due film fin qui trattati. Lo scorcio di paese con cui si apre ricorda quello di Le loup blanc, il reame si riaggancia a LHiver de Lon. La grossa bestia del titolo racchiude in s paure e finzioni legate sia al lupo che allorco. In tutto il regno si racconta che una grossa bestia viene a mangiarvi narra una bassa voce maschile fuori campo accompagnata dalle note meditative e sospese di un pianoforte, al momento in cui non te laspetti. La molla della paura e dellinsicurezza tesa ed i volti inespressivi, ma segnati da lieve preoccupazione (o da preoccupata leggerezza?), della gente confermano. Latmosfera dominante di attesa angosciata, ma non del tutto perch il pragmatismo popolare rimuove la paura. Un signore fornisce una soluzione semplice, con soddisfazione generale: basta che tutti pensino continuamente alla bestia per non farsi pi divorare. Si tratta quindi di vivere nella paura per prevenire che si attui il pericolo. E anche se il pericolo tutto da dimostrare che esista veramente, in questa situazione di pacato grigiore si applica lo scambio iniquo fra strategia della paura e falso senso di sicurezza. Il problema casomai per questo metodo strampalato, eppure ahim cos reale, e che ci si abitua ai provvedimenti e alla fine non ci si pensa pi. Ogni scena di possibilit quindi si conclude con un sipario che si chiude a bocca cucita (come quella del lupo bianco) a tutto schermo, per ricordare che lalternativa quella di essere mangiati dalla grossa bestia.

Regista danimazione e illustratore francese, Pierre-Luc Granjon artista che si esprime con diverse tecniche e modalit espressive quali disegno, grafica, scultura, scenografia, decoupage. Dal suo primo corto Petite escapade del 2001 al pi recente La grosse bte dellanno scorso ha allattivo una filmografia che scava con leggerezza, ma non superficialit, nei territori della sensibilit e dellimmaginario infantile. la sua una fabulistica pedagogica non pedante che diverte i piccoli e fornisce un piacevole codice daccesso in pi agli adulti. A Granjon il Bergamo Film Meeting dedica questanno la personale completa, una mostra della sua arte (disegni, fondali, sculture, fotografie) e il catalogo monografico, di cui riportiamo un estratto. Un aspetto che affascina e intriga nelle favole di Granjon senzaltro il rapporto stretto fra la dimensione umana e quella animale. Non si tratta solo dellantropomorfizzazione delle bestie che, a gradi diversificati percorre tutta la storia dellimmaginario collettivo da Esopo a Disney, bens la simbiosi fra nature diverse. Animale e uomo diventano tuttuno, vuoi perch questultimo vive circondato da fiere mai feroci, vuoi perch i corpi e le menti delluno e dellaltro si alternano, scambiano, fondono. Lessere umano nella dimensione fiabesca di Granjon vive in ambienti nei boschi, attorno al lago- in cui la natura selvaggia ha grande importanza. Altrettanto si dica per la sfera animale, soprattutto quando a contatto con il fattore umano, che ragiona, sente, parla alla stregua delle persone con cui si rapporta. Losmosi fra le due essenze si manifesta ad esempio in LHiver de Lon gi nella figura del narratore Boniface, novelliere medievale il cui cappuccio rivolto verso il pubblico lo fa apparire lupo. Il racconto cos si tinge di note al contempo rassicuranti e inquietanti, stilizzate e ruspanti, pensate e sentite emotivamente. La verit e la finzione convivono alternandosi: il narratore assicura sulla veridicit di quanto va raccontando, ma voltandosi ostenta la maschera canina, il travestimento in/naturale che intimidisce lascolto razionale del suo uditorio giocando sugli istintivi timori irrazionali. Come bambini che si spaventano delle mani dei genitori che illustrano gestualmente coccodrilli e leoni che animano le storie orali, cos i bifolchi in ascolto attorno al conteur dhistoires tacitano i propri dubbi alla vista del lupo alter-ego. Si passa dallautunno allinverno nel piccolo regno medievale del buon re smemo-

rato Balthasar e della sua semplice figlia acqua e sapone, umanamente umile abbastanza da mescolarsi al suo popolo, seminascosta dal suo mantello con cappuccio verde. in questa veste che la dolce principessa Mlie Pain d'pice incontra casualmente Lon, ragazzo-orsetto venditore dei frutti della terra sua e dei suoi genitori adottivi, ed subito amore a prima vista. A minacciare la tranquillit del villaggio ci sono lincombente inverno e lorco famelico della montagna che, nonostante i soldati in armatura, rapisce la principessina. Nel frattempo la serenit di Lon viene turbata da moti interiori, stimolati dalle osservazioni di un rude riccio che gli evidenzia la sua di-

versit dalla coppia di apicoltori che lhanno adottato. Non sono i tuoi genitori loro. Sono umani mentre tu sei un orso, dice lispido animaletto senza peli sulla lingua, e questo basta a scatenare una crisi didentit del giovane Lon che perci si mette in viaggio. La sua strada sincrocia con quella dellaffabulatore bifronte Boniface, trasportato dallelefante fifone Hannibal, che lo convince ad accompagnarlo nella dimora dellorco di cui in realt servitore. Con laiuto dei suoi nuovi amici animali, destreggiandosi fra la furbesca falsit di Boniface e la mostruosa brutalit dellorco, Lon infine salva la principessa. Si arriva cos al fatidico lieto fine di questo primo episodio stagionale di quattro, in cui compresa la ricomposizione identitaria e familiare di Lon. (...) Lanno precedente Granjon aveva diretto Le Loup blanc in cui con ancora pi evidenza fa convivere e confrontare la sfera animale con quella umana. Decisamente meno tenero e consolatorio di LHiver de Lon, il cortometraggio del 2006 mette in scena una innocente ma inquietante alleanza fra lupi e bambini, in contrasto con il rude pragmatismo dei genitori. Anche in questo film campagna e bosco sono gli habitat del racconto, ma la casa in cui vivono Arthur, Lo e i loro genitori, seppur inserita in un villaggio, si percepisce come isolata, tanto circon-

BERGAMO FILM MEETING 2014


Pubblichiamo un estratto dalla presentazione del catalogo del Bergamo Film Meeting (8-16 marzo) dedicato alla personale su Pierre-Luc Granjon che sar presente al festival. Il programma di questanno concentra gran parte delle sue sezioni sulle presenze femminili nel cinema, come quella intitolata Ma pap ti manda sola dedicata alla screwball degli anni 60 e Europa femminile singolare con omaggi a Antonietta De Lillo, Solveig Anspach e Jessica Hausner. Una ampia retrospettiva dedicata a Dirk Bogarde, linterprete prediletto di Joseph Losey e poi di Visconti, Resnais e Fassbinder. Tra le anteprime del festival che propone anche il concorso riservato ai giovani autori internazionali, La luna sopra Torino di Davide Ferrario, The imposter di Bart Layton che sar presente a Bergamo, The Devil's knot-Fino a prova contraria di Atom Egoyan data da un silenzio inanimato. In effetti tutto, dal paesaggio ai lineamenti dei personaggi, volto ad una scarna essenzialit con tratti irregolari che appaiono dissonanti con larmonia acquisita lanno seguente. I disegni a matita sono pi abbozzati e crudi, seppur di alta efficacia emotiva e cromatica, e la colorazione specie nel bosco - fitta e graffiata. Lestetica brut rimandata anche dai cavallini a manico di scopa, le cui teste appaiono fatte di tela di iuta con bottoni per occhi e fessure cucite come bocca, di effetto naf orripilante. Stesso aspetto hanno i grandi lupi bianchi della foresta. Laffinit fra gli strumenti di gioco (i cavallini) dei piccoli Arthur e Lo e le creature della loro fantasia (i lupi bianchi) evidente. Lapparente ossimoro fra sfera ludica e quella tenebrosa si manifesta anche con le loro infantili esclamazioni espresse nel bosco pi tenebroso. Innocenza e potenziale incubo vanno a braccetto, ma i due stabiliscono un buon rapporto con entrambi. Cos, armati di spade di legno, corrono dietro a un

Un ritratto di Pierre-Luc Granjon; sotto, laffiche di LHiver de Lon

Il bestiario umano