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BROCANI CALOGERO OZU FRANCESCA ALINOVI SELF MADE URBANISM ROME RAFFAELE JAFFE ROCK, I CARI ESTINTI IL DIZIONARIO

DEL SETTE BEYOND:TWO SOULS DAVID CAGE


SABATO 26 OTTOBRE 2013 ANNO 16 N.42

LESTASI DELLARTE

ORA O MAI PI, LA VITA COME UNA PERFORMANCE. LEFFERVESCENTE PERCORSO CRITICO E CREATIVO DI FRANCESCA ALINOVI VENNE INTERROTTO DA UN BRUTALE ASSASSINIO. TRENTANNI DOPO, IL MAMBO DI BOLOGNA RILANCIA LA SUA POETICA

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ALIAS 26 OTTOBRE 2013

FESTIVAL

Da qualche parte nel mondo

IL FESTIVAL
Detour nasce da un progetto di Marco Segato e della Fondazione March per larte contemporanea e la cultura. Consulente per la selezione dei titoli in concorso Tommaso Scarsi, mentre la sezione Viaggio in Italia si avvalsa del lavoro di Marco Bertozzi. In parallelo al festival si sono svolti tre workshop dedicati ai Carnet di viaggio con Stefano Faravelli, alla Scrittura di viaggio con Guido Bosticco, al Fotogiornalismo con Alessandro Gandolfi. Fondamentale per lo svolgimento della manifestazione il lavoro dei 40 volontari, accanto alle 12 persone dello staff. Seimila le presenze di spettatori in cinque giorni, cento la media alle proiezioni di mezzanotte.

Il viaggio senza fine del cinema


Le fughe, i sogni mai realizzati, lesilio, sulle rotte di Werner Herzog, Wes Anderson e gli altri. Un festival che fa viaggiare lo spettatore tra pirati, navigatori solitari, gesti di ribellione
di LUCIANO DEL SETTE
PADOVA

Lo scorso anno, prima edizione, erano arrivati in tanti a riempire la sala del cinema PortoAstra di Padova, forse attirati dal titolo e dallargomento: Detour, festival del cinema di viaggio. Ma, film dopo film, la sensazione che il festival non si occupasse di spedizioni avventurose, imprese mirabolanti e sponsorizzate, n tanto meno facesse il verso allintrepido Alberto Angela, si era trasformata per gli spettatori in certezza. Sullo schermo passavano, s, storie di viaggi. Ma in forma di migrazioni, esili forzati, fughe da guerre e dittature, sogni mai realizzati di varcare i propri confini, strade percorse a bordo di bus e auto improbabili. Dentro quei viaggi nascevano, crescevano, si spegnevano, sentimenti e paure, speranze e delusioni. A volte fino alle estreme conseguenze. Fuori dai titoli in concorso, tra le varie sezioni, ulteriore dimostrazione della distanza di Detour dai codici del banale, lOmaggio era dedicato al cinema magnificamente folle di Werner Herzog. La conferma che la scelta del direttore artistico Marco Segato e della Fondazione March, artefici del progetto, era stata giusta, poteva arrivare soltanto dalledizione numero due. Fedeli alla linea, Segato e i suoi collaboratori hanno messo in piedi un cartellone che dal 15 al 20 ottobre ha condotto il pubblico sulle rotte di Italia, Europa, Africa, Asia, Americhe. Documentario e fiction si sono alternati sia per quanto riguarda gli undici titoli in

DETOUR
concorso, che gli eventi paralleli: lOmaggio al regista americano Wes Anderson, quello dei Tenenbaum, Fantastic Mr. Fox e Il treno per Darjeeling, ma anche di Bottle Rocket e Rushmore, opere degli esordi da noi uscite solo in home video; Viaggio in Italia, che, partendo dal capolavoro di Roberto Rossellini, si messo in cammino dentro Il mio paese di Daniele Vicari, la Sicilia di Costanza Quatriglio e quella di Frank Zappa e Salvo Cuccia (ne scriviamo a parte in queste pagine); gli Eventi Speciali, con la barca a remi di Giacomo De Stefano lungo i fiumi da Londra a Istanbul e un autobus che porta a casa un gruppo di ragazzi del Bronx nellultimo giorno di scuola. Prima di fermare lattenzione su alcuni titoli che ben esemplificano lo spirito e lanima, si spera immortale, di Detour, viene da chiedere a Segato se la definizione di festival del cinema di viaggio non risulti un postretta e un pofuorviante: Ogni volta che qualcosa nasce, si porta poi dietro delle zavorre. Per Detour, in parte, la zavorra rappresentata proprio dalla parola viaggio. Perch quello che passa sullo schermo del PortoAstra esula dalluso comune di questa parola e abbraccia invece un concetto di mobilit, di spostamento. Certo (ride, ndr) non si poteva scrivere Detour, festival del cinema della mobilit. La gente avrebbe pensato a una rassegna dedicata ai mezzi pubblici. N si poteva usare il termine spaesamento, che pure calzerebbe alla perfezione. Dunque, il festival continua a dichiararsi di viaggio, facendo comprendere le proprie intenzioni attraverso le opere presentate. Spaesamenti, spostamenti, mobilit. Ma anche immobilit tragica e forzata; ma anche distanze interiori che si colmano o si dilatano, rapporti che si spezzano dopo una vita sempre troppo breve. I tre titoli vincitori scelti dalla giuria (lattrice Anita Caprioli, il montatore Paolo Cottignola, lo scrittore colombiano Efraim Medina Reyes e il filmaker Alessandro Rossetto), presidente il regista Giuseppe Piccioni, poggiano con solidit su queste fondamenta narrative. Il Premio per il miglior film andato a Kapringen (A Hijacking), del danese Tobias Lindholm, gi sceneggiatore de Il sospetto di Thomas Vinterberg, presentato a Cannes 2012, e autore del lungometraggio R (2010). Un passaggio della motivazione del premio recita Il film restituisce forti elementi di realt senza mai scadere nella finzione pi convenzionale. La storia parte dal sequestro nellOceano Indiano, ad opera di un gruppo di pirati somali, del cargo danese MV Rozen e dei sette uomini del suo equipaggio. A condurre le trattative per la loro liberazione, dalla sede della compagnia, lamministratore delegato. Sul cargo, i prigionieri lottano contro langoscia di non poter pi rivedere i propri cari. Ha dichiarato il regista: Quando le navi cargo danesi Danica White e Cec Future sono state sequestrate nel 2007 e nel 2008, ho scoperto una realt di cui non conoscevo lesistenza: una realt in cui le compagnie sono costrette a negoziare direttamente con i pirati... che guadagnano milioni di dollari, mentre gli uomini degli equipaggi sono tenuti in ostaggio per mesi senza poter in alcun modo influenzare il loro destino. Non potevo raccontare in un film la verit sui sequestri accaduti nellOceano Indiano, perch non credo esista una verit. Per potevo fare un film sui marinai e sulle loro famiglie, sui pirati e sui dirigenti delle compagnie di navigazione, perch loro esistono. Lindholm mai tesse un filo di retorica, mai eccede nel disegnare la brutalit dei carcerieri e il ruolo di vittime dei prigionieri; crea la giusta tensione senza spogliarla dei suoi contenuti umani e disumani, rifiutandosi di sacrificarla al copione dello spettacolo. Il viaggio per mare si ferma, si cristallizza nellattesa e nella paura. La nave diventa lisola su cui regnano sovrane la disperazione e la crudelt. Lesotismo delle terre lontane, in Kapringen, conosce un altro dei suoi definitivi e moderni tramonti.

DOCUMENTARIO SALVO CUCCIA

Summer 82, lestate di Frank Zappa


di L. D. S.
PADOVA

Salvo Cuccia porta lo stesso nome, ha la stessa et ( un cinquantino), nato nella stessa terra di Montalbano. Di mestiere, per, fa il regista, con una certa predilezione per i documentari che vanno a scavare non nei misteri, ma nella memoria. Il suo Dtour De Seta, 2005, stato presentato al Tribeca Film Festival da Martin Scorsese. Summer 82 when Zappa come to Sicily approdato questanno a Venezia e poi a Padova. In attesa che esca nelle sale italiane, va dato avviso ai cinquantini o pi

di preparare una buona scorta di fazzoletti. Perch, lungi dal puntare al lacrimevole e al commemorativo, il lavoro di Cuccia un omaggio intenso e profondo non solo al grande Frank, ma anche alla famiglia, alla band, agli amici, che hanno accompagnato il musicista nel corso della sua breve vita. Un omaggio esteso alla generosit della Sicilia e al padre del regista. Nel 1982, anno del tour europeo di Zappa, che comprende una serie di tappe italiane, Cuccia bersagliere nella base militare di Aviano. L viene a sapere che il 14 luglio, data del suo compleanno, Frank salir su un palco nello stadio della Favorita a Palermo. Compra il biglietto e si mette in viaggio con il padre, che per ragioni di lavoro si trova da quelle parti. I due non riusciranno ad arrivare in tempo. Una malattia porter con s il padre, pochi mesi dopo. Per trentanni, Salvo ha conservato il biglietto, insieme ai dischi di Zappa e alla memoria dei lunghissimi chilometri da Nord a Sud. Ricordi trasformati nella decisione di raccontare cosa signific quella notte di musica in una Palermo assediata dalla guerra di mafia, stracolma ed euforica per la festa di Santa Rosalia e la vittoria ai Mondiali di calcio; cosa signific quella notte di musica per Frank, la sua band, i suoi tecnici. I narratori principali scelti da Cuccia sono la famiglia (la moglie Gail, i figli Moon, Dweezil, Diva***; i parenti acquisiti, i nipoti) e Massimo Bassoli, lamico che per lungo tempo fu presenza costante al

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dal Guatemala a Los Angeles un duro percorso di sopravvivenza e crescita: La jaula de oro sar nelle nostre sale dal 7 novembre
arrivano, portati a spalle da una donna per chilometri e chilometri. I tetti dei treni merci sono i barconi in terraferma dei migranti verso gli Stati Uniti, terra negata ai moltissimi che soccombono a rapine, violenze, sequestri e al fucile delle guardie di frontiera. Questo racconta il duro e bellissimo La jaula de oro (La gabbia dorata), Messico/Spagna, regia di Diego Quemada-Diez, proiettato nella sezione Eventi Speciali. Il film la cronaca del calvario di tre ragazzi guatemaltechi, Sara, Juan e Samuel, aggrappati allillusione di poter raggiungere Los Angeles. In Messico incontrano un giovanissimo indio del Chapas, che non conosce una parola di spagnolo. La loro amicizia diventa tanto forte quanto vana nellinferno degli inganni, della mancanza di piet, delle armi puntate al petto. Lipotesi di un finale se non lieto almeno rivolto alla speranza, quasi invocato dallo spettatore, si spegne nella scelta del regista di raccontare soltanto la nudit dei fatti. I titoli in concorso comprendevano The forgotten Kingdom, regia del documentarista americano Andrew Mudge. In breve: lo sbandato Atang vive a Joannesburgh, campando di birra e di scarse risorse. La morte del padre lo riporta nel natio villaggio in Lesotho. Qui ritrova Dineo, amica dinfanzia divenuta donna splendida. Grazie a lei, Atang si riconcilia con la terra dorigine, impara di nuovo a confrontarsi con le tradizioni dei suoi antenati, torna a comprendere la bellezza della natura. Lo sguardo di Mudge sa mettere a fuoco un mondo a lui, per forza di distanze culturali, sconosciuto. Ma la mano gli scappa quando non resiste alla scelta di immagini ad effetto, a esagerare caratterizzazioni come quella del ragazzino che si unisce on the road ad Atang, a cercare i lucciconi della platea nella risoluzione dei drammi familiari. Sempre in concorso, lelvetico Hiver nomade (Inverno nomade), di Manuel Von Strler segue i pastori Carole e Pascal con il loro gregge di pecore, durante la transumanza. Seicento chilometri tra il gelo e la neve della Svizzera

In alto: locandina del festival, La jaula de oro, Mon Petit, foto grande: Ruta de la luna, a destra: Tanta agua, sotto, da sinistra: River, Poor Folk, Mob Home, Frank Zappa e una scena del film di Salvo Cuccia

GERENZA
Il manifesto direttore responsabile: Norma Rangeri a cura di Silvana Silvestri (ultravista) Francesco Adinolfi (ultrasuoni) in redazione Roberto Peciola redazione: via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info: ULTRAVISTA e ULTRASUONI fax 0668719573 tel. 0668719557 e 0668719339 redazione@ilmanifesto.it http://www.ilmanifesto.it impaginazione: il manifesto ricerca iconografica: il manifesto concessionaria di pubblicit: Poster Pubblicit s.r.l. sede legale: via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 poster@poster-pr.it sede Milano viale Gran Sasso 2 20131 Milano tel. 02 4953339.2.3.4 fax 02 49533395 tariffe in euro delle inserzioni pubblicitarie: Pagina 30.450,00 (320 x 455) Mezza pagina 16.800,00 (319 x 198) Colonna 11.085,00 (104 x 452) Piede di pagina 7.058,00 (320 x 85) Quadrotto 2.578,00 (104 x 85) posizioni speciali: Finestra prima pagina 4.100,00 (65 x 88) IV copertina 46.437,00 (320 x 455) stampa: LITOSUD Srl via Carlo Pesenti 130, Roma LITOSUD Srl via Aldo Moro 4 20060 Pessano con Bornago (Mi) diffusione e contabilit, rivendite e abbonamenti: REDS Rete Europea distribuzione e servizi: viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130

Piove a dirotto sullo stabilimento termale dove il divorziato Alberto ha deciso di portare i propri figli per una vacanza perfetta, che forse riuscir a mettere provvisoriamente in ombra i suoi sensi di colpa. Ma lacqua del cielo impedisce di godersi quella delle terme. E cos, Alberto, Federico e Lucia si ritrovano chiusi in una stanza, privi perfino di un televisore cui affidare il compito di mettere rimedio ai silenzi e alla crescita dellinsofferenza. Tanta Agua, firmato dalle uruguaiane Ana Guevara e Leticia Jorge, ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. I ritratti di Alberto, padre impacciato, e di Lucia, adolescente arrabbiata e inquieta che vede pioggia e parenti come finestre sbarrate di una cella, sono disegnati con sorridente delicatezza. La piccola e inzuppata odissea del tragitto verso le terme, il gruppo familiare attonito al cospetto del diluvio e del cartello che indica una meta (la piscina) irraggiungibile, ben rappresentano la fragilit di chi, non importa se da citt a citt o da Paese a Paese, deve arrendersi di fronte allimprevisto; divengono simboli efficaci di quello spaesamento che porta lo straniero/estraneo a domandarsi E adesso?. Ci si muove, invece ed eccome, nel

documentario di Pier Paolo Giarolo Libri e nuvole, Premio del Pubblico, vale a dire di quel giudice che ignora le analisi critiche e si affida alle emozioni. Realizzato tra i villaggi delle Ande peruviane, il documentario, 45 minuti, nato dalla lettura di un articolo di Ettore Mo, inviato del Corriere della Sera. Per tre settimane, la macchina da presa di Girolo ha seguito le vicende delle Biblioteche Rurali del Per, indispensabili fonti di conoscenza per adulti e i bambini quasi isolati nel cuore del cuore delle montagne, costretti a lunghissimi tragitti a piedi per andare a scuola. I libri, affermano pi volte i protagonisti, sono il germoglio della vita. Sono i libri che spingono a riunirsi nelle assemblee del villaggio, dove si decide se sia giusto che una famiglia compri un televisore mettendo a rischio i benefici effetti della lettura, e dove nasce la volont di lotta contro le multinazionali che inquinano lacqua con i rifiuti delle miniere. Sullo sfondo del racconto c la piccola Sonia, che ogni giorno fa la spola tra casa sua e la casa del bibliotecario, aspettando larrivo di nuovi libri. Non si stanca di sentirsi rispondere Domani, spero, e i libri finalmente

del Nord, un documento visivo che d prova della relativit del tempo nonostante facebook e gli smartphone. Altra prova, quella che, se lo desideri ad ogni costo, un viaggio riesci comunque a farlo, viene da Mon Petit, Spagna, documentario diretto da Marcel Barrena. Chi meglio potrebbe sostenere questa affermazione, se non Albert Casals? Ventenne paraplegico, con la sua compagna Anna e pochi euro in tasca arriver da Barcellona alla Nuova Zelanda: trentamila chilometri in duecento giorni, senza bagagli, provvisto soltanto di coraggio e spinto dal desiderio di non piegarsi al suo handicap. Speciale come la sezione che lha ospitato, River Water un work in progress diretto a quattro mani da Paolo Muran e Nicola Pittarello. La coppia di registi ha seguito la scia della barca a remi di Giacomo De Stefano, mentre, via fiume, percorreva i cinquemila chilometri che separano Londra da Istanbul. Se parlate a Giacomo di impresa, lui, dallalto del suo metro e 95 di altezza, lancer su di voi uno sguardo contrariato. De Stefano non ha sponsor, equipaggiamenti

speciali, finanziamenti istituzionali; la barca, sei metri, una normalissima barca. Il suo percorso dacqua una lunga riflessione rivolta a tutti sulla possibilit di vivere tornando a guardarsi intorno, adottando il ritmo della lentezza, rivolgendo alle persone e allambiente lattenzione che meritano, facendo di un momento di sosta un momento di pensieri. Chi avr trovato il messaggio in bottiglia lanciato da Giacomo nel Tamigi? Sognare di partire, e per realizzare il sogno comprare un mastodontico camper; portare a bordo abiti, viveri, attrezzature, una chitarra; aprire e studiare mappe, vedersi gi l. Julien e Simon sono pronti a lasciare il paesino della Francia che li imprigiona. Ma andare via si riveler utopia destinata a rimanere tale. Le radici familiari e le paure nascoste saranno avversari troppo forti. Mobile Home di Franois Pirot esplicita con sorridente amarezza il desiderio di fuga, labbandono dellordinario, il gesto di ribellione, che ciascuno di noi coltiva dentro di s. Inutilmente. Anche questo, oggi pi che mai, viaggio.

Il film sul Tour europeo del musicista che si esib alla Favorita di Palermo e and alla ricerca dei suoi parenti siciliani
fianco dellartista. La figura di Zappa viene disegnata attraverso le testimonianze di chi continua ad amarlo, e le immagini della sala prove allestita in casa, dei concerti in simbiosi con la chitarra e la folla, dei giochi con i figli, delle pause e degli scherzi durante i sound check. questo il musicista che il tour in Italia porta a Palermo; che, complice Bossoli, va a Partinico per cercare la casa paterna al numero 13 di via Zammat ed eventuali parenti sullelenco telefonico. Lo fa a met tra il serio e il faceto, mentre rimane disorientato dalla povert, dalla mancanza di strade asfaltate, dallimmobilit dei luoghi. Ma non rinuncia al sorriso, e prima di provare racconta alla band cosa ha visto, concludendo Per se la spassano!. La cronaca di quanto avvenne la sera del concerto passa attraverso le sequenze di un palco annegato nel buio dello stadio e troppo lontano dalle gradinate dove siedono ventimila ragazzi. La musica arriva svuotata della sua potenza, la protesta cresce. E quando

la polizia ritiene che sia diventata eccessiva, ci d dentro con manganelli e lacrimogeni. Frank spaventato non sa cosa fare. Gli appelli alla calma cadono nel vuoto, si perdono tra le urla. Il concerto viene interrotto dopo unora e sei minuti. Ma lo spirito positivo di Zappa riesce a portarsi a casa cose buone: lincontro con Tanino Liberatore, il creatore di Ranx Xerox, che realizzer la cover dellalbum del tour, The man from Utopia, dove compare anche uno striscione da stadio 3 a 1 Vaffanculo, risultato della finale mondiale Italia - Germania; la versione inglese di Tengo na minchia tanta, composta durante le prove da Massimo Bossoli Frank era incantato dal suono della parola minchia, ricorda Massimo ridendo; le registrazioni di voci e rumori raccolti nelle strade. Ma Salvo ha bisogno di qualcosa ancora per considerare compiuto il suo omaggio. Vuole che gli Zappa volino dallAmerica a Partinico, trentanni dopo. Cos avviene. E il documentario racconta, allora, il conferimento della cittadinanza onoraria, le musiche di Frank eseguite da unorchestra, via Zammat e laula di una scuola intitolate al musicista, Dweezil che suona in mezzo ai bambini, lincontro con i parenti, gli album di foto bianco e nero, il banchetto in onore degli ospiti. commozione bella, forte, non di circostanza. Il miglior complimento al lavoro di Cuccia lo avrebbe fatto Zappa. Una sola ed eloquente parola. Minchia. Con tanto di punto esclamativo.

In copertina, la critica e docente Francesca Alinovi. Foto di Valeria Medica

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DVD

DI MATTEO BOSCAROL

ORIENTE ESTREMO

OZU YASUJIRO IL FILM RITROVATO


Nel 1962 con Sanma no aji (Il gusto del sak) si chiudeva la carriera di uno dei pi grandi registi ed autori che siano mai apparsi sulle scene della settima arte, il film rappresenta infatti lultimo lavoro diretto dal grande maestro giapponese Ozu Yasujiro che sarebbe scomparso, ancora sessantenne, lanno seguente. Recentemente per negli archivi della televisione nazionale NHK stata ritrovata una copia di un film per la televisione sceneggiato dallo stesso Ozu nel 1963, lanno della sua morte quindi, e che per lungo tempo si credeva perduto. Si tratta di Seishun hokago (La giovinezza dopo scuola) diretto da Yosei Hatanaka, un dramma familiare che tocca tutti i temi che il grande regista ha saputo elevare ad arte nei suoi capolavori, da Viaggio a Tokyo, votato come miglior film della storia dai registi nella decennale classifica stilata dal British Film Institute nel 2012, fino a Tarda primavera, solo per citare due fra i pi conosciuti. Le vicende narrate in questo film per la televisione ricordano molto da vicino Tarda primavera, si svolgono infatti tra le due citt giapponesi pi importanti, Tokyo e Kyoto, e raccontano il rapporto fra una figlia che sembra non voler decidersi a sposarsi e la sua famiglia preoccupata per questa situazione, un tema insomma tipicamente oziano. Il film stato riproposto su un canale satellitare della NHK il 14 ed il 22 ottobre, cinquantanni dopo il suo concepimento e la sua prima messa in onda. Non si tratta certamente di unopera diretta da Ozu ed inoltre co-sceneggiato assieme a Ton Satomi, lo scrittore dal cui romanzo lo stesso regista trasse Tardo Autunno nel 1960, ma ci dice molto di come Ozu fosse molto aperto allinnovazione e disposto a provare nuove strade, per certi versi un modernista molto attratto dalla novit, apparentemente legato al passato ma con un occhio molto eccentrico e particolare rivolto al futuro dellespressione visiva. Nel 1963 la televisione non era ancora il centro del focolare domestico che sarebbe diventata da l a qualche anno, distruggendo di fatto il suo fratello maggiore, il cinema, sul finire degli anni sessanta, il piccolo schermo port al fallimento o al collasso pi di una casa di produzione cinematografica. Quindi per gli autori abituati a lavorare per il grande schermo la televisione era ancora un territorio spurio ed inesplorato, quasi minoritario, Ozu passato dal cinema muto a quello sonoro ed attraversato il periodo bellico, con questo film ritrovato sembrava voler espandere la sua poetica anche sul piccolo schermo e forse portare in un nuovo campo e verso nuove direzioni quell anti cinema, nella bella e ficcante definizione che gli ha dato un altro grande regista di una generazione sucessiva come Yoshida Kiju , che ne caratterizzava lo stile e che rende le sue opere ancora estremamente contemporanee e dal punto di vista cinematografico una fonte inesauribile di ispirazione.

Il lungo Necropolis e tre magnifici corti ora disponibili in un unico dvd per la Ripleys Home Video

Brocani, memorie dal sottosuolo


di GIANLUCA PULSONI

Lunica maniera per comprendere il cinema e la figura di Franco Brocani quella di vederne la natura essenzialmente antigenerazionale; sia rispetto al contesto cinematografico italiano dellepoca che di quello politico. Nonostante il suo percorso sembri tra i pi classici, nei risultati il suo cinema qualcosa di unico, irripetibile, irriducibile. Cos Giulio Bursi nel libretto delledizione dvd di quattro film di Franco Brocani, edita dalla Ripleys Home Video (prezzo di listino, 14,99 euro): il lungometraggio Necropolis (1970); i cortometraggi ormai sicuro il mio ritorno a Knossos (1967), Lo specchio a forma di gabbia (1970) e La maschera del Minotauro (1971). Si tratta di una operazione importante, prodotta da una societ come la Ripley di cui val la pena ricordare fra le altre lodevoli uscite dvd, alcuni film di Chris Marker e curata da un ricercatore di grande talento come Bursi di cui ricordo, fra le diverse azioni svolte, il multidisciplinare lavoro in corso sullopera di Aldo Tambellini (assieme a Pia Bolognesi), e lincredibile retrospettiva The Night and the Day svolta a Vienna nel 2011, dedicata al cinema sperimentale italiano dal 1905 al 2010 (co-curatela di Federico Rossin). Ora, parlare del cinema di Brocani (classe 1938) significherebbe iniziare un discorso lungo, non contenibile dentro lo spazio di un articolo di giornale: un discorso su un certo

modo di intendere e fare cinema testimoniato in Italia. Pu per essere comunque utile una sintesi in merito, e a questo punto si pu ancora far riferimento a quanto scrive Bursi, in uno degli interventi del libretto delledizione, in relazione ai cortometraggi di Brocani presenti nel dvd per la cronaca, titoli a loro tempo inclusi nella retrospettiva dal titolo Franco Brocani. 11 corti per la Corona, a cura dello stesso Bursi e Alessandro De Francesco, per il Lucca Film Festival del 2010: quindi fondamentale che questi film siano sopravvissuti e che si possano oggi mostrare: la loro visione rafforza non solo lidea (peraltro diffusa) che il cinema di Franco Brocani sia non immediatamente sovrapponibile a tutto quello che in Italia stato ufficialmente indipendente o underground (come sappiamo, egli non entr mai, per scelta e convinzione, nel giro della Cooperativa Cinema Indipendente, e parlandone con lui si pu capire quanto poco abbia pesato nel suo percorso quella parte di avanguardia romana e non). Il suo essere off fuori dalloff, lo rende non solo un elemento di cerniera tra diversi livelli di sperimentazione che cozzavano tra loro in quegli anni, ma anche e soprattutto uno dei pochi alieni del cinema italiano, come lo sono stati forse i soli Marco Ferreri e Pierfrancesco Bargellini. Cosa invece restituirebbe oggi la lezione di Brocani, attraverso i film raccolti in questa edizione? Suggeriamo: lefficacia di una

idea di cinema capace di sopravvivere ai tempi, quindi al di l della forma. Si presti per esempio attenzione alla libert espressiva dei suoi tre corti. Se si va oltre la concatenazione tra le loro strutture anti-narrative e la raffinata textura letteraria di citazioni e riferimenti presenti, oltre una configurazione dellimmagine audiovisiva debitrice di certa pop art, per prestiti figurativi e stilizzazioni espressive (Brocani: Questo processo allorigine della pop art: prendi una cosa che consolidata iconicamente o letterariamente e la riproponi in una chiave diversa), lavori come ormai sicuro il mio ritorno a Knossos, Lo specchio a forma di

gabbia e La maschera del Minotauro possono oggi presentarsi come documenti, prove, memorie di un fare cinema dove linvenzione non sembra subalterna a schematismi o generi, n tantomeno riducibile alla somma delle parti. Si pu per suggerire altro, e cio che questo cinema al di l delle poetiche e politiche dautore in gioco restituisca immagini di un certo modo di intendere il rapporto tra film e creativit sintomatico di una cultura visuale che ora giocoforza si ripresenterebbe come un qualcosa di altro, come frammento per una possibile storia delle mentalit dellepoca:

non tanto il come si era, ma quanto invece il come si vedeva. Si consideri allora Necropolis, sublimazione del lavoro dei corti. un film pressoch impossibile da raccontare, la cui descrizione del tempo a firma dello stesso Brocani recita in un passaggio: Tenendo conto dellideologia dei frammenti, Necropolis pu considerarsi luogo delleccesso, in senso morale: la citt della morte perch la citt della vita, e viceversa. Qui, la citt in questione Roma, rivisitata per citare ancora Bursi nel suo mito della citt eterna (citt del cinema culla della cultura europea), luogo mentale di un sovvertimento continuo del senso, dove i suoi incredibili attori-personaggi ritornano oggi ascoltabili alla maniera di memorie dostoevskiane provenienti da un altrove a noi prossimo: oltre lunderground di unarte, direttamente dal sottosuolo psichico della nostra vita sociale, come tracce occultate di un inconscio culturale con il quale ristabilire un legame che sembra andato spezzato. forse da questo punto di vista che si pu vedere Necropolis come davvero un film-culto.

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Due scene dal film Seconda primavera, foto in basso: Francesco Calogero

Si raccontano le quattro stagioni della vita, ma si allude anche alla seconda stagione della sua citt di fronte a una svolta
di ALBERTO CASTELLANO

SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO


Avevo gi scritto parlando del teatro delle Albe dellunicit della regione Emilia Romagna che ospita e sostiene la maggior parte dei gruppi teatrali di ricerca infatti ancora una volta, per la sesta edizione, va in scena a Mantica, nella sede storica del gruppo, linteressante festival pensato dalla Socetas Raffaello Sanzio, che in questa occasione riunisce i suoi fondatori: Romeo Castellucci (Leone doro alla carriera nellultima biennale teatro di Venezia), Claudia Castellucci, Chiara Guidi (Premio nuovi maestri Nico Garrone). Domani ultima e ricca giornata che comincia alle 17 al Teatro Comandini con la Prima Assoluta di Tifone liberamente tratto da Conrad, concerto-teatro per pianoforte e viola adattato e diretto da Chiara Guidi con le musiche originali di Fabrizio Ottaviucci che saranno entrambi in scena; a seguire alle 18.30 ci sar un incontro di critica su Il movimento volontario. Atletica e danza come esempi di opposizione e oltrepassamento della realt con la danzatrice Silvia Rampelli a partire da alcune frasi di Paul Valry tratte dal libro Degas Danse Dessin; alle 20.15 il breve film (15) di Alain Cavalier Lillusioniste da 24 portraits; alle 20.30, da non mancare, il rito sonoro Le giovani parole della bravissima Mariangela Gualtieri poeta e drammaturga (fondatrice insieme a Cesare Ronconi, che la guida anche in questa occasione, della compagnia della Valdoca). A chiudere lintensa giornata la performance di Kinkaleri Everyone gets lighter All! (alle 22) a cura di Massimo Conti con Marco Mazzoni: ... alfabeto gestuale che coinvolge il corpo nelle sue potenzialit coreografiche: dinamica, intensit, velocit, potenza.il pubblico pu guardare oppure partecipare sperimentando il codice e riscrivendo parole in movimento. La Socetas Raffaello Sanzio attualmente il gruppo pi significativo nellambito della ricerca teatrale italiana e dopo le polemiche sullultimo spettacolo di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel figlio di Dio che stato accusato di blasfemia da alcuni oltranzisti cattolici che peraltro non avevano visto lo spettacolo, potremo vedere il suo nuovo lavoro al teatro Argentina di Roma dal 30 ottobre al 3 novembre nellambito del Festival Romaeuropa in prima nazionale: The four season restaurant (titolo che si riferisce alla controversia occorsa a Mark Rothko, 1958, quando il pittore rifiut di consegnare le tele al lussuoso ristorante di Manhattan che gliele aveva commissionate) in cui il tema la negazione dellimmagine nella societ dellimmagine, pretesto usato da Castellucci per tornare sui temi pi caldi della sua ricerca: La sottrazione, che risucchia anche la luce nei vortici dei buchi neri, da negazione si trasforma in inizio: dove le immagini spariscono e la lingua di tutti i giorni non funziona, emerge un universo incarnato da presenze femminili e dalle rime che Hlderlin ha dedicato alla Morte di Empedocle, non a caso una tragedia incompiuta Il rifiuto e la solitudine dellartista, il suicidio del filosofo - Empedocle si toglie la vita gettandosi nellEtna -, lopera incompiuta: per Castellucci sono lo sfondo a un atto di cesura dal contratto sociale, dove si apre lo spazio per costruire drammaturgia, identificandone lessenza non nel contrasto tra i personaggi ma, come nella tragedia greca, nel confronto tra scena e pubblico. Da non perdere!

IN LAVORAZIONE IL RITORNO DEL REGISTA SUL SET

Messinese classe 1957, Francesco Calogero ha girato il suo primo lungometraggio di fiction a 30 anni e ora ha appena terminato le riprese del suo sesto film arrivato a 13 anni di distanza da Metronotte (2000). Sei opere in poco pi di 25 anni una media che in genere appartiene a quegli Autori/Maestri che inscrivono la loro poetica anche in gestazioni lunghe e tormentate o a tutti quei registi che sono costretti a prendersi lunghe pause per oggettiva difficolt produttive, scarsa visibilit, incapacit/impossibilit a fare un cinema di richiamo sia esso d'autore o popolare, artistico o di genere. Calogero non appartiene a nessuna di queste due categorie perch il tipico cineasta del quale il cinema (almeno quello italiano) ha 'bisogno', perch non se ne sta a girare i pollici nell'attesa che qualcosa accada, dividendosi tra set di fiction e documentari e cortometraggi, produzione e regie teatrali e liriche, didattica e formazione e festival che dirige (attualmente il Valdarno Cinema Fedic), trova sempre modo di comunicare e applicare la sua passione e il suo entusiasmo. E ora con Seconda primavera tornato a girare nella sua Messina nella quale era ambientato anche il suo film d'esordio La gentilezza del tocco (1987) che lo fece conoscere alla critica e in alcuni festival. Di cosa parla Seconda primavera? E' un film corale suddiviso in capitoli che seguono l'avvicendarsi delle stagioni. I quattro protagonisti sono abbinati appunto a una stagione: una ventenne primaverile, un trentenne estivo, una quarantenne autunnale, un cinquantenne invernale. Sono quattro storie raccontate da punti di vista diversi che coinvolgono tanti altri personaggi. Si parte dalla primavera per tornare alla primavera anzi alla seconda primavera che allude un po' profeticamente visto che questo film l'ho pensato alcuni anni fa alla seconda primavera della stessa citt di Messina che grazie alla recentissima svolta politica locale, sta conoscendo una nuova rinascita. Esordisci anche come produttore. Il film infatti prodotto dalla tua neonata societ Polittico. Ho deciso di mettere in piedi una mia casa di produzione, sono convinto che in questa fase storica del cinema italiano, i film indipendenti d'autore si possono solo autoprodurre. E per il nome della societ mi sono ispirato al polittico di San Gregorio di Antonello da Messina, uno dei nostri fiori all'occhiello artistici. Polittico in greco significa molte pieghe e il riferimento al dipinto composto da molti pezzi allude all'incompletezza del produttore indipendente ma l'ho scelto anche per l'assonanza con politico nel senso godardiano del fare politicamente cinema. Credo che oggi quando si parla di cinema a

La seconda primavera polittico messinese di Francesco Calogero

cineasta che gira un film di fiction con lunghe pause? Con serenit. In realt faccio i film che di solito mi piace andare a vedere. Il problema per un regista di farsi trovare pronto quando deve girare. Sokurov dice che un regista come un atleta, deve essere sempre allenato altrimenti si arrugginisce. Per Seconda primavera sei tornato a girare a Messina, la tua citt. E' anch'essa un luogo dell'anima? Non so se la si pu considerare un luogo dell'anima. Diciamo che una citt capace di sprigionare bellezze e suggestioni maggiori di quelle che pu immaginare chi la considera semplicemente la citt dello stretto. Poi per un cineasta un problema di sguardo, della sua capacit di penetrare in luoghi e atmosfere nascoste che vanno al di l del semplice sfondo. Messina sa essere affascinante e respingente, ha dei luoghi molto suggestivi come il porto, per il mio film mi servivano le atmosfere delle varie stagioni e il giardino principale diventa quasi il quinto protagonista. A proposito della rinascita messinese, pensi che questa esperienza politica si possa considerare un laboratorio indicativo anche a livello nazionale? L'attuale sindaco di Messina non espressione di qualche partito, stato in prima fila in varie battaglie tra cui quelle per i diritti civili e per il ponte sullo stretto, un personaggio stravagante e anticonformista, amico del Dalai Lama, che dopo molte resistenze si convinto a candidarsi riuscendo a stare fuori dai giochi dei partiti e rifiutando anche l'appoggio dei 5 Stelle per essere completamento libero di portare avanti il suo programma e sta gi concretamente realizzando cose nuove per Messina, una citt di 250 mila abitanti con la media di otto emigranti al giorno. un esperimento molto interessante ma non si pu considerare un modello, soprattutto perch sul piano nazionale entrano in gioco altre logiche.

autore che ho sempre amato ed stato citato gi in occasione di uno dei miei primi Super8 La caviglia di Amelia, titolo che richiama il rohmeriano Il ginocchio di Claire. Anche Antonioni un maestro di riferimento come Bertolucci e Rossellini. Come vivi la condizione di un

moderati arabi

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low budget si devono ottimizzare i costi gestendo con intelligenza risorse ed energie e puntare di pi su una dimensione autoctona. Ad esempio per Seconda primavera ho potuto contare sulla collaborazione della Sicilia Film Commission e di varie istituzioni messinesi, l'Universit di Messina con gli studenti del Dams che durante la lavorazione hanno dato un apporto importante in tutti i settori, la Provincia, il Comune, il Museo, il Teatro. E quasi tutti gli attori a parte i pi famosi Claudio Botosso e

Tiziana Lodato, sono messinesi. Grazie a tutto questo ho potuto girare in quattro settimane a settembre e ora comincia la fase della post-produzione. La critica ha spesso apprezzato il tuo stile asciutto, classico, sobrio e per La gentilezza del tocco, Nessuno (1992) e Cinque giorni di tempesta (1997) qualcuno ha citato Rohmer e Antonioni. Non posso che essere lusingato da questi paragoni, Rohmer un

Le ripetute violenze della polizia marocchina, avvenute durante il viaggio nel Sahara del funzionario dellOnu Christopher Ross, sono state regolarmente oscurate dalle Tv di Rabat e di Madrid (periodistas-es.com).

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LARTE DELLA PERFORMANCE

UN RITRATTO ATUTTO TONDO

Francesca Alinovi con i suoi artisti, le performance musicali e la copertina di East Village

FILMSTUDIO
Riapre dopo la pausa estiva lo storico cineclub romano di via degli Orti dAlibert 1/c (Trastevere) con un programma dedicato al cinema classico (ore 17 e ore 20): Citizen Kane (Quinto Potere) il film desordio del venticinquenne Orson Welles (1941) in versione originale con sottotitoli, ispirato alla vita del magnate delleditoria William R. Hearst. Alle ore 22.10 lo stile contemporaneo, lesperienza ritmica e visionaria di La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli (2012) con Vincent Gallo, Silvia Calderoni, Fabrizio Gifuni, Claudia Gerini, un film che ha girato pi di cinquanta festval internazionali. Fino al 29 ottobre, luned 28 chiuso per riposo settimanale.

Al Mambo di Bologna viene ricordata la figura di Francesca Alinovi, critica militante e animatrice cosmopolita degli anni Ottanta, la cui vita venne spezzata da un brutale assassinio

Lenfatismo una malattia molto creativa


di IVO BONACORSI

LEnfatismo arriv nellestate del 1983, sulle pagine della rivista Flash Art, con un testo teorico (il suo manifesto) di Francesca Alinovi, lintervista ad alcuni artisti del gruppo ed numero limitato di immagini. Larticolo venne pubblicato con una affettuosa e purtroppo macabra nota editoriale di introduzione (In luogo di un formale necrologio preferiamo pubblicare). Questo, tra gli ultimi ismi del XX secolo, si affacci da morto sulla scena del contemporaneo. Come tutti i morti viventi - dai vampiri fino agli zombies dei film di Romero apparve come una disordinata sfida allordine costituito. Divenne un bizzarro oggetto teorico in grado di chiudere un secolo che di manifesti era ingombro, dal Futurismo fino al Situazionismo. Nacque e mor con la sua autrice. Una meteora per descriverne la traiettoria, linevitabile caduta e listantaneo dissolvimento. Qualcosa di mai visto o la deludente prova di un piccolo orgasmatico collettivo di artisti di provincia? Un precocissimo trailer che illustr, involontariamente, nei giorni della melma che seguirono lomicidio di Francesca Alinovi, i tic del nuovo circo artistico-planetario, sviluppatosi sulle rovine del postmoderno. La militanza creativa Ci sono per certezze, fragili elementi reali e peculiari di un piccolo gioiello di sottocultura, che sopravvivono alle errate decodifiche dellaggettivo. Esiste la vera narrativa dellEnfatismo e, soprattutto, la sua tensione verso un futuro. Francesca Alinovi aveva a cuore questo progetto e occorre immaginarlo nella sue realizzazioni e non solo come sua ultima, febbrile attivit critica. Purtroppo, venne relegato dalla cronaca nera in un angolo recondito della storia dellarte italiana che rischi di offuscare la figura di Francesca Alinovi come critica militante. Cosa cera di cos inaccettabile, per il sistema italiano, in quel disegno che cercava di conciliare il dilemma di ogni bohme e illuminava quella zona di imperfezionie tra arte e vita? Va ancora stabilito quanto lEnfatismo operasse come laboratorio di cultura per Alinovi (io sono come i miei artisti), perch non fu un semplice divertissement. Da soli, a raccontare quella eredit, basterebbero gli sviluppi successivi della Galleria Neon come luogo centrale per la giovane arte italiana. Un esperimento di coltura in vitro che

CONVEGNO, VIDEO E DOCUMENTI IN MOSTRA

La lungimiranza di una studiosa doc


Francesca Alinovi viene ricordata al Mambo di Bologna con una manifestazione che prevede pi iniziative. Oggi, una giornata di studi (a cura di Claudio Marra e Gino Gianuizzi) indagher sulla sua attivit di critica militante, mentre la sala video della collezione permanente del Museo d'arte moderna viene dedicata alla presentazione di documenti, curata da Sabrina Samor, cos da restituire la complessa stratificazione degli interessi della studiosa e la sua lungimirante attenzione verso ogni fenomeno artistico emergente. Pubblicazioni, elaborati autografi, fotografie, corrispondenze e altre testimonianze, individuati e raccolti fra gli eredi, gli amici e gli archivi del Mambo ripercorreranno le diverse tappe del suo lavoro. Accanto alla selezione, un video di Veronico Santi che documenta testimonianze recenti di diverse personalit dell'arte, tuttora attive a New York, con le quali Francesca Alinovi intrattenne rapporti di lavoro e di amicizia. Fino al 17 novembre. Francesca fece nascere, investendo personalmente, nella produzione dei primi eventi. Quel futuro che apparve nel testo teorico dellEnfatismo come ipertrofico, egotista e gonfiato dellEnfarte, oggi sotto gli occhi di tutti, ma Alinovi arriv a nominarlo, a individuare, frontiere e contorni, prima di molti altri. Come quel Torno Subito che Maurizio Cattelan appese dieci anni dopo il big-bang, nella sua prima vera personale (proprio a Neon). Il Manifesto Enfatista preceduto da un testo operativo persino pi estremo e pi politico: il catalogo della mostra Ora! Se lo si compara con quello della galleria Neon nel 1983, con disegni autografi di Francesca Alinovi, tipografate da me e calligrafate per il testo di Claudio Bacillieri da Gino Giannuizzi, tutto sembra essere successo: Dimenticare e non vedere, per volere scomparire. Per non essere visti ed essere dimenticati. Per esserci solo in quellistante in cui lopera viene fatta e poi cancellarsi. Per decriptare il testo, occorre riferirsi al cinema sperimentale, al design, alla poesia , alla moda e al teatro: insomma, alla tanto studiata e amata performance. Non sono io che ho raccolto queste opere, comunque, sono loro che sono venute a precipitare addosso a me. Fu proprio una mostra collettiva, a definire il registro di quello scritto. Gli enfatisti e lenfatismo non esistono ancora, ma un gruppo di giovanissimi (anagraficamente attorno ai 20 anni) artisti, performer, fotografi e musicisti si raccoglie e organizza attorno a

Francesca Alinovi. Essere liberi da tutte le collocazioni spaziali possibili: parete, spazio, iperspazio. Quadro, installazione, performance. Sperimentazione e massificazione. Aperto e chiuso. Dentro e fuori. Qui e Ora, solo Ora. Ho appeso le opere di questi artisti nella mia stanza e sono uscita a passeggiare nella citt. Dentro la stanza La mostra si intitolava Ora! Sulla copertina, una foto scattata da Barbara Fenati in cui tre figure maschili mimano un tableau vivant, una posa tratta da NightHawks di Edward Hopper Lambiente scarno (le prima sede di Neon) quasi uno studio in cui si ricrea latmosfera urbana. Sullo specchio, nella foto, la scritta Ora! in tre lingue. Oltre a quella italiana appaiono quella francese (Maintenant), il tedesco (Nur), che significa adesso o solo ed forse un ibrido tra nun e Ur ora, linglese (Now). Le lingue del dadaismo storico e del suo viatico: Parigi, Berlino, New York. Fin qui, tutto nel solco della grande corrente sottoculturale della New e No-Wave. In cui Alinovi inserisce la sua Now!-wave: Ora! E una mostra che deve esserci ora o mai pi!, scrive nellintroduzione al catalogo e Maintenant fu pi esattamente il titolo della rivista autoprodotta da Arthur Cravan allinizio del XX secolo. Ecco dunque proto-enfatismo e proto-dadaimo. Arthur Cravan, molto caro a Picabia e Duchamp, morto

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A destra: foto di Stefano Montesi, sotto foto di Joel Sternfeld

Per la studiosa, la vita era una performance. Non sono io che ho raccolto queste opere, loro sono precipitare addosso a me
MOSTRA SELF MADE URBANISM ROME
Surrealista, che percorre tutto quel testo febbrile e convalescente che il manifesto enfatista. su questa storia elettiva che bisogna approcciare il testo crudo, che esordisce cos: LEnfatia come una malattia, lestasi del mettersi in mostra. La scelta di un disegno ubuesco larvale, di suo pugno, chiosa i contorni del manifesto ed evolve in una spirale che ricorda automatismo e psichedelia surrealisti. Dunque Jarry, Cravan, Artaud, Schwitters. Il manifesto scritto di getto ed venato del disagio esistenziale, generazionale ma soprattutto personale che Francesca stava vivendo, anche nella sua relazione con un artista del nostro gruppo, Francesco Ciancabilla, riconosciuto poi dalla giustizia italiana responsabile del suo omicidio. Street life La Settimana della performance fu senza dubbio il primo terreno di sperimentazione di ci che diventer lEnfatismo. La quasi totalit dei suoi artisti si formarono, allinterno di questa manifestazione internazionalmente nota (a partire dal 1977 port con s il meglio della scena artistica mondiale da Marina Abramovic a Laurie Anderson, da Peter Gordon a Luigi Ontani). Gli artisti dellEnfatismo, che delle primissime edizioni erano stati semplici spettatori, a partire dal 1980, grazie a Francesca Alinovi, si ritrovarono in cartellone. La scena si era ribaltata come in una favola. Ma per capire per quale ragione un gruppo di studenti che partecipava ai seminari teorici di Alinovi sul Dada e larte moderna si ritrova al centro di un suo disegno artistico e personale, occorre riferirsi allenergia di una citt. Pensare alla scena musicale di Bologna, alla sua incredibile street life che laccomunavano a unaltra capitale del contemporaneo, New York. Occorre il coraggio teorico di chiudere il cerchio e operare per vie tangenziali con gli altri eventi internazionali da lei organizzati. New York e la sua mostra Italian wave da Holly Solomon, lamicizia e i testi scritti per Luigi Ontani spesso in performance a The Kitchen e non ultimi, tutti i viaggi e la sua attivit di ricerca nei quartieri sensibili di NY cos come nelle universit americane. In quesi testi seminali Francesca parla della burocratizzazione dei no-profit space e la sua attenzione si rivolge sempre di pi verso la pubblicizzazione della nascente scena dellEast Village. Era un ibrido di culture (tra cui quella black) di cui si stava impregnando. C bisogno di luoghi dove sviluppare questa sensibilit, una volta tornati a casa e Neon di Gino Giannuizzi, e Valeria Medica (a cui assocerei Maurizio Vetrugno) con il loro spazio e lavoro fornirono quel supporto che fece somigliare i locali di via Solferino a un club di New York. Ecco allora riapparire pi definita se non la frontiera, il suo confine liquido. Il quartomondo enfatista era allo stato gassoso e si espandeva e consolidava di qua e di l dalloceano.

Roma a Berlino: gli strati informali di una metropoli


di NATASHA CECI
BERLINO

misteriosamente in Messico, precursore riconosciuto di ogni strategia dello scandalo e precocissimo nellarte di creare opere smaterializzate e irreperibili. La locandina del suo incontro di boxe con il professionista Jack Johnson figura sulla copertina del libro Dada-Antiarte e Post Arte, libro storico a cui Francesca aveva dedicato le sue ultime ricerche e che uc nel 1980. Ecco lintenso e meditato gioco di rimandi e simulazioni tra un percorso accademico e il tracciato del suo personale e originale approccio al contemporaneo. Mondi che venivano a completarsi, cultura alta, artisti cult, movimenti davanguardia si intrecciavano, in un orizzonte per larte che Francesca Alinovi delineava come in uno spartito aperto fatto di

incontri e felici coincidenze. Tante le procedure messe in atto da Alinovi, ma conviene restare ancora un momento su una poesia e un testo che lo chiudevano quel catalogo di David Rattray (graffiti kids). Rattray, oltre a essere un poeta conosciuto, uno dei migliori traduttori americani di Antonin Artaud. LArtaud che scriveva nel 47 un testo importante su Van Gogh e la sua follia, quello per interderci sullartista suicidato della societ. Dunque con Artaud, lautomatismo, lo sfiorare lidea di malattia (Lenfatia come una malattia) si riempie unaltra delle caselle nel gioco selettivo di Francesca, fatto di scelte personali e rimandi. Si tesse la trama di una couture ultima, molto preziosa per mettere a punto un linguaggio fatto di referenze nel solco Dada e

Fino al 3 novembre lo spazio nGbK di Berlino ospita la mostra Self Made Urbanism Rome. Informal Common Grounds of a Metropolitan Area. Un percorso storico e inevitabilmente frammentato attraverso la via Casilina, rimodellando i confini di uno spazio urbano su una inedita arte del contemporaneo, sulle orme di una citt auto-organizzata. Roma come simbolo archetipo di altre metropoli percorse da migrazioni, interne ed esterne, dove labusivismo non meramente un fatto legale, e dove lidea di bene comune, di spazio pubblico, a met strada tra le contraddizioni e le possibili chimere di nuovi modelli sostenibili. Lesposizione fa parte di un progetto di ricerca interdisciplinare e internazionale sullinformalit europea iniziato nel 2009 (www.SMUR.eu) e lintento iniziale era quello di produrre la mostra a Roma e poi di portarla in altre citt europee, dice Antonella Perin, co-fondatrice del Self-Made Urbanity project, molti elementi paralleli si possono tracciare anche in contesti diversi. Purtroppo a Roma non siamo riusciti a trovare un reale interesse per queste tematiche e per questo motivo abbiamo proposto la mostra a Berlino. La curiosit stata da subito molto alta: alcune delle problematiche storiche romane come la gentrificazione ha raggiunto livelli notevoli anche a Berlino, ma sembra che non ci siano concrete strategie per affrontarle, o ancora poche pratiche collettive. La ricerca si sviluppa lungo lidea di informalit e auto organizzazione non

solo di una citt costruita, ma anche di fenomeni sociali e pratiche politiche (e di costruzione) dal basso, in un serrato confronto tra fenomeni diversi nello spazio e nel tempo e che rimbalza da Roma ad altre citt europee. Tuttavia, per Susanna Perin, fondatrice del Self-Made Urbanity project per l'Italia e per Roma, concretamente, i fenomeni dell'informalit appartengono alla quotidianit e vengono connotati negativamente. Non si leggono i fenomeni dell'auto organizzazione come un pregio, uno sforzo collettivo e un'attivit politica partecipativa (dal basso!). L'informalit una realt che viene denigrata perch non corrisponde allideale della citt europea. Vorrei spingermi oltre e aggiungere che il tema sembra tab e vorrei anche aggiungere che nellambito

di Roma non abbiamo trovato una vera comprensione per il nostro approccio (artistico e di ricerca) e per la nostra pratica trans disciplinare, cio quella di fondare una mostra su due pilastri: quello della ricerca urbana, urbanistica, sociologica, etnologica e quello della ricerca nell'arte contemporanea. Questultima spiega anche la presenza di molti artisti non italiani nella nostra esposizione. Possiamo dire anche semplicemente che Berlino e concretamente la nGbK ci ha dato l'opportunit di produrre una mostra trans disciplinare con ben otto produzioni artistiche fatte appositamente per questa esposizione, comunque vorremmo portare la mostra a Roma ed entrare in discussione e in confronto con un contesto locale. Limmaginario dellesposizione si snoda attraverso i lotti, le borgate, le occupazioni, i conflitti sociali che definiscono i margini di un quartiere, attraverso lincontro di movimenti, e lo scontro con lanticolonialismo di ritorno. A marcare questo tracciato ci sono video, foto, piantine, installazioni. Dalla Pantanella dellinizio degli anni Novanta, ritratta da Stefano Montesi nel suo reportage Shish Mahal, passando per il Pigneto, il Mandrione, i bambini dellacquedotto nel film di Giuseppe Ferrara del 1959, il Casilino 700/900, Tor Bella Monaca, la Borghesiana. Lo sguardo scorre sui documenti darchivio del movimento operaio, il Parco di Centocelle e la sua Festa interculturale Roma, le foto di Joel Sternfeld per la campagna romana che evocano leterno gioco di Roma con le sue rovine, una citt matrigna dal seno sformato su cui non pu che posarsi, alla fine, la voce definitiva di Pasolini per le strade di Sabaudia e per le mura di Sanaa.

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LUDOTECA

Un sistema di controllo semplificato, un orizzonte videoludico differente, bravissimi attori protagonisti Willem Dafoe ed Ellen Page
di FRANCESCO MAZZETTA

Federico Ercole, intervistando Willem Dafoe, protagonista del nuovo gioco di David Cage/Quantic Dream Beyond: Two Souls (o Beyond: Due Anime), parla di questa opera, sul Manifesto del 15 ottobre scorso, come di un non-videogioco e di un non-film. La non appartenenza ad un medium in qualche modo codificato (pure se quello videoludico tutt'ora tumultuosamente in fieri) la cifra di quest'opera in cui David Cage fa compiere un passo avanti alla sua personale - e sicuramente affascinante - idea di Opera Multimediale Interattiva (per usare la definizione alternativa e dotta proposta da Marco Accordi Rickards). Le sue opere precedenti - Fahrenheit (2005) e Heavy Rain (2010) - erano funestate da un sistema d'interazione, il cosiddetto Quick Time Event in cui dovevamo muovere il pad, i joystick analogici, premere i pulsanti in corrette sequenze coordinate alle indicazioni presenti sullo schermo, solo in qualche misura riferite a quanto effettivamente accade nel gioco, trasformando i giochi stessi in una sorta di Guitar Hero narrativo. Ma non per questo chi scrive aveva inserito quell'anno Heavy Rain tra i perch no dell'annata: per quanto il gameplay fosse scollegato dal fluire della storia, non era il problema maggiore dell'opera, superato di gran lunga dal finale in una storia dal potente e coinvolgente pathos che individuava il colpevole di una

trama da giallo d'impianto tutto sommato classico in un personaggio che pure avevamo direttamente controllato e con esso contribuito a salvare vittime ed a svelare il mistero. L'effetto lo stesso della conclusione del famoso romanzo di Agatha Christie L'assassinio di Roger Ackroyd (pubblicato anche col titolo Dalle nove alle dieci) dove si scopre che l'assassino lo stesso io narrante che fino alla fine ci ha condotto nei meandri dell'indagine assieme all'ineffabile Hercule Poirot. Ma l'effetto spiazzamento ricercato dalla Christie e trovato in maniera scientifica e narrativamente accurata, mentre Cage ci lascia alla fine del suo Heavy Rain esclusivamente con domande senza risposta. Per questo innegabile che con Beyond: Two Souls Cage giochi meglio le sue carte. Intanto il sistema di controllo semplificato e per quanto le performance del giocatore influenzino lo svolgimento del gioco non gli pi richiesto di prodursi in acrobazie videoludiche in cui il minimo sbaglio pu portare alla morte di uno dei protagonisti. Poi la storia di Jodie - che Beyond ci propone di seguire dalla primissima infanzia alle soglie dell'et adulta - collegata ad un entit eterea di nome Aiden viene sconvolta in un intreccio che salta da un punto all'altro dell'arco temporale apparentemente in maniera causale: dalla vita nella famiglia adottiva, alla permanenza nel centro di ricerca dove il dottor Nathan Dawkins (impersonato da Dafoe) studia il suo legame con

Aiden e con la dimensione da cui proviene, all'ingaggio da parte della C.I.A. con missioni di spionaggio e di esecuzione di nemici politici, alla sua fuga ed alla sua vita di strada, fino al ritorno da Nathan e dalla C.I.A. per un'ultima missione che consenta di arginare l'invasione del nostro mondo da parte delle forze della dimensione alternativa. Fin dall'inizio ci accorgiamo che l'aver fatto interpretare a degli attori in carne ed ossa - di pi: a dei bravi attori - i personaggi del gioco non stato un vezzo per richiamare il pubblico cinematografico ma riesce veramente, in particolare per Jodie, interpretata da Ellen Page, a imprimere un profondo pathos al personaggio. Ellen Page riesce perfettamente a ricreare il disagio e le lacerazioni di bambina/ragazzina/adolescente che si confronta con persone che costantemente la considerano

qualcosa a met strada tra una strega ed una cavia da laboratorio. Senza questa intensa interpretazione non sarebbe stato credibile in un videogioco il livello in cui una Jodie in fuga dalla C.I.A. si ritrova a vivere in strada tra gli homeless, a mendicare un tozzo di pane, a rubare in un supermercato l'indispensabile per sopravvivere, a far nascere, in un casermone abbandonato la figlia di una donna ridottasi a vivere in strada per sfuggire al fidanzato che la picchiava una volta venuto a conoscenza della gravidanza. Ma quello che colpisce maggiormente in Beyond che fondamentalmente tutto il videogioco una riflessione sul gioco stesso. Tutti noi videogiocatori - siamo Aiden: l'entit soprannaturale (non a caso gestita in prima persona) che segue Jodie, la protagonista del videogioco, e la protegge

Beyond: Two Souls il non-videogioco

consentendole d'arrivare alla conclusione. Aiden collegato a Jodie da una sorta di cavo di luce come il cavo - materiale o immateriale nel caso del wireless che collega il pad con cui lo controlliamo alla consolle. Aiden a differenza degli altri personaggi - e specialmente di Jodie - non caratterizzato da un avatar ma anzi, nei disegni che ne fa Jodie bambina, una sorta di blob informe perch non un individuo solo ma l'insieme sfocato di tutti i videogiocatori che l'impersonano. Aiden arriva da una dimensione diversa che si teme possa invadere il mondo: il mondo dei videogiochi come li vede David Cage, avventure sempre pi proiettate a riscrivere in senso interattivo il medium cinematografico, invaso da alieni che portano terrore e scompiglio. Questi videogiocatori alieni sono i creatori di videogiochi indipendenti? i modder? i giocatori dei titoli massive multiplayer? (Tra l'altro occorre sottolineare en passant che Beyond pu essere giocato in modalit cooperativa da due giocatori). L'unico elemento certo che Beyond, ludicamente e metaludicamente, c'indirizza verso un'orizzonte videoludico diverso al trend odierno in cui a prevalere sembrano essere i casual game ed il multiplayer attraverso un'opera che riscrive il medium videoludico come se le avventure grafiche non fossero ormai un genere residuale ma al contrario si fossero attestate come genere guida di tutto il medium.

INTERVISTA

David Cage un autore che ama la personalit dei giochi indipendenti


di FEDERICO ERCOLE

destino delle grandi opere quello di dividere il pubblico e la critica, di essere amate o odiate poich, come lamante della poesia di Catullo, suscitano sentimenti controversi e inafferrabili che sfociano drammaticamente nella passione e nel rifiuto. Se si leggono le recensioni di Beyond sui siti specializzati si trovano voti che vanno dalla grave insufficienza alleccellenza. Una cosa certa, Beyond di David Cage va premiato per il coraggio con cui realizzato, per come sfugge ai luoghi comuni di un modo di pensare i videogiochi che va dal becero machismo ad unaccademica noia, per essere prima di tutto unesperienza nuova e emozionante. Abbiamo incontrato a Roma David Cage, lo scrittore e il regista di Beyond Due Anime. Come ti senti adesso che il lungo viaggio di Beyond finito, soddisfatto dei risulatati ottenuti? Mi sento sollevato perch durante gli anni che sono occorsi per sviluppare Beyond spesso ho avuto paura di non farcela. stata una vera sfida per noi. Abbiamo puntato cos in alto che talvolta temevamo

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QUANTIC DREAM PLAYSTATION 3

Attraversare i generi lungo i quindici anni della vita di Jodie


genere horror ma tutto il resto ha un registro completamente diverso. Ci che amo di Beyond proprio il fatto che ogni scena abbia il suo tono diverso e tutte insieme raccontino la vita di Jodie Holmes. Pensi che sia possibile fare ridere le persone con un videogioco? Abbiamo realizzato un corto intitolato The Dark Sorcerer e mi sono davvero divertito durante il suo sviluppo. Dopo questa esperienza sono convinto che possiamo creare una commedia, dipende solo dalla scrittura e dal linguaggio. E i giochi per bambini, realizzarne uno con la profondit di Beyond? Sono assolutamente convinto che si possano creare videogiochi per ogni persona e per ogni et. Si pu creare una storia damore, una soap-opera, un musical o un thriller e anche qualcosa per i bambini. Ci che conta volerlo realizzare, farlo, perch tutto pronto, dalla tecnologia alla teoria. La situazione dellindustria europea dei videogiochi? LEuropa sta soffrendo, adesso. Per quello che riguarda i videogiochi la situazione migliore in Francia ma molti studi che sviluppano videogame sono scomparsi o stanno lottando per la sopravvivenza. Poi c il problema dei tanti talenti che lasciano lEuropa e questo mi preoccupa molto. Ad esempio noi di Quantic Dream siamo costretti ad assumere molti americani o giapponesi e farli venire in Francia perch i francesi partono per il Canada o gli Stati Uniti. una situazione inquietante e frustrante e vorrei vedere lEuropa reagire, fare qualcosa perch, almeno nel mondo dei videogiochi, stiamo perdendo alcune delle nostre menti migliori. Ci sono cose di Beyond che ricordano LIncendiaria di Stephen King. S c una scena che un tributo a questo romanzo. Amo molto i primi romanzi di Stephen King. Quali sono i videogiochi che ama di pi? Ci sono molti giochi che ho apprezzato e sono soprattutto produzioni indipendenti. Tuttavia, e questo non assolutamente un gioco indie, apprezzo tantissimo la serie di Tekken. Sono un vero fan di Tekken. Continuo a giocarci, anche con i mie figli! Ma gioco e amo soprattutto opere indipendenti come Brothers, Gone Home, Unfinished Swan. Amo la creativit dei giochi indie. Penso siano il futuro.
di F.E.

di non riuscire ad arrivare alla fine e realizzare il nostro obiettivo. Sono impaziente di ascoltare i pareri delle persone che giocheranno a Beyond e sono orgoglioso di quello che siamo riusciti a realizzare. Ci non significa che ritenga perfetto il nostro gioco ma siamo riusciti a fare ci che ci eravamo proposti. Non sono solo fiero del lavoro della mia squadra ma anche di ci che Ellen Page e Willem Dafoe hanno fatto, perch la loro interpretazione meravigliosa e ha davvero contribuito a rendere Beyond ancora pi valido. In Heavy Rain cerano momenti e scene che ricordavano il cinema di Hitchcock, di Lang, di Preminger e di Fincher. C qualche regista che ti ha ispirato per Beyond? Penso che ci siano meno suggestioni dal cinema di altri registi in Beyond che in Heavy Rain o in Farenheit. unopera che considero pi personale e originale. Sono certo che la gente vi vedr tributi e riferimenti a quel film o a quel regista e va bene, perch qualche volta lo faccio intenzionalmente e qualche volta non ne sono neanche consapevole, ma ritengo che Beyond sia soprattutto unopera personale. Hai letto il racconto From Beyond di Lovecraft? Mi piacciono molto alcuni film horror degli anni settanta e ottanta e ho visto il film di Stuart Gordon ispirato a From Beyond. Ma non credo che ci sia nessun legame diretto con il videogioco. Mi ricordo un film che ho molto apprezzato intitolato Entity, di Sidney Furie, strano e spaventoso ma tratta di una storia che si presuppone sia davvero accaduta. Inoltre sono un appassionato dei film di John Carpenter, tuttavia Beyond non assolutamente un horror e la considero unopera ancorata alla realt. Ci sono solo due scene nel gioco che possono rimandare al

Beyond presenta situazioni e ambienti eterogenei per emulare la naturale diversit in quindici anni di vita del personaggio. Il gioco un viaggio emozionale e naturale intorno al mondo, cos scrive David Cage per commentare limmagine del sole che sta tramontando sui profili montuosi, sabbiosi e fordiani della Monument Valley, uno dei tanti scenari della sua opera. La continua variazione di generi e panorami trasforma la storia di Jodie in una riflessione sulla narrazione attraverso le immagini e sul rapporto dialettico che la visione di una storia intrattiene con la memoria di chi la sta vivendo. Attraverso la messa in scena dei ricordi della protagonista, rappresentati attraverso toni e colori dellimmaginario sempre cangianti, Cage ha inventato un sinfonismo ludico delle emozioni in cui non solo il racconto e lempatia con i personaggi giocati a stimolare i sentimenti del giocatore ma le suggestioni soggettive e lo shock emotivo causati dalla variazione dei registri della storia e dello scenario. Sebbene a qualcuno possa sembrare scarna e ripetitiva, forse perch gioca solo con le dita, la giocabilit di Beyond invece stratificata, sofisticata e metafisica perch ci fa giocare con gli occhi e con la memoria. proprio in questo contrappunto ludico tra corpo e cervello, tra senso e intelletto, tra ricordo e immaginazione, tra emozione e azione che Beyond (esclusiva per Playstation 3) rivela la sua unicit e la sua grandezza divenendo la cronaca interattiva di una vita che si fa cornice di quella di tutti e un genere nuovo, che deriva dalla somma di tanti. C il melodramma verista e insieme fantastico del segmento intitolato Homeless, in cui Jodie vive come senzatetto per le strade innevate di unalgida metropoli; la rilettura in chiave soprannaturale delle geografie western quando la ragazza in fuga viene ospitata da una famiglia di indiani Navajo; lhorror ultradimensionale con reminescenze lovecraftiane di creature dallaltrove che invadono la realt; la commedia domestica di una cena e della sua

preparazione; la tragedia intimista di un tentativo di stupro nello squallore macho di un bar; il fanta-thriller adolescenziale alla Stephen King; lazione avventurosa tra James Bond e Indiana Jones; la fantascienza dickiana che specula sullo spazio che non galattico ma interiore; la lotta alla sopravvivenza di un Rambo donna, esile e disperata, contro il sistema; la cronaca agonistica e sportiva di una corsa dallenamento e dei combattimenti in palestra. Si trascorre da un ricordo allaltro di Jodie come se si stesse passeggiando in un museo interattivo dei generi della letteratura, del cinema e del videogioco che hanno contribuito per secoli a raccontare lumanit che li ha concepiti. Beyond non solo lopera di David Cage ma di

Si passa da un ricordo allaltro come se si stesse passeggiando in un museo interattivo dei generi della letteratura, del cinema e del videogame

tutti coloro che lo giocano e soprattutto dei membri dei Quantic Dream che hanno contribuito alla sua realizzazione con il lavoro, la perizia tecnica e i propri sogni. Lo stesso Cage ha voluto ribadire limportanza fondamentale dei membri dei Quantic Dream facendoli salire pi di centocinquanta - sul palco del Grand Rex Theatre di Parigi, il cinema colossale e magnifico, nel suo titanico anacronismo, in cui si svolto il lancio di Beyond: in un mondo dove anche gli sviluppatori dei videogiochi stanno assumendo le pose e i peggiori vizi di protagonismo delle star pi egocentriche del cinema, dello sport e della musica stato un gesto bello e memorabile. Beyond non sarebbe ci che senza linterpretazione di Ellen Page e Willem Dafoe, attori che hanno lavorato con tutto il talento, la sensibilit e lintelligenza che ha contraddistinto le loro interpretazioni cinematografiche; essi sono strumenti, in maniera non diversa da come lo David Cage e tutti i Quantic Dream, strumenti al servizio di una grande storia che deve essere raccontata, o meglio che necessario raccontare. E se amiamo le belle storie, in qualsiasi forma siano narrate, necessario giocare a Beyond. Scrive David Cage: Con Beyond, il mio obiettivo stato indurre i giocatori a credere che Jodie Holmes esista, che loro la conoscano nel profondo, perch sanno che cosa ha passato... Sarei felice se, dopo avere finito il gioco e spento la console, in loro nascesse la sensazione di avere perduto qualcuno che conoscevano e amavano, qualcuno di cui avvertiranno la mancanza una volta concluso il gioco. vero, terminare Beyond rende subito nostalgici e tristi, come alla fine di una bella vacanza in terre lontane in cui si lascia un amore che non vedremo pi. Ma altri personaggi prenderanno il posto di Jodie nel cuore dei giocatori. Il vero vuoto, quello pi tragico e straziante, lo proveremo se il mondo dei videogame, assuefatto alle ragioni pi becere dellindustria e al cattivo gusto di pubblico e critica, perdesse un autore come Davide Cage per una meschina media numerica di Metacritic.

Immagini tratte da Beyond: Two Souls

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ALIAS 26 OTTOBRE 2013

CALCIO E STORIA

SPORT
La storia del presidente del Casale, squadra da lui fondata con gli studenti del suo liceo, futuri campioni
di PASQUALE COCCIA

TREKKING URBANOSi festeggia il 31 ottobre in 35 citt italiane il


decimo anniversario di Trekking Urbano. Durer per dieci giorni (dal 25 ottobre al 3 novembre) a Siena, citt capofila dove nata lidea della manifestazione. I percorsi uniscono lattivit allaria aperta, la scoperta dellarte e dei centri storici con percorsi a vario livello di difficolt accessibili a tutte le et. Ad Ascoli Piceno il percorso si concentrer sui due fiumi della citt, a Bologna per le piazze del centro storico, a Chieti attraverso le storie delle donne protagoniste della citt, a Lucca per riscoprire la storia della citt nellOttocento, si scender nelle viscere di Pistoia, Spoleto e Napoli. A Trento si viaggia nel futuro, al Museo scientifico (il programma dettagliato di ogni citt con le informazioni per partecipare si trovano su www.trekkingurbano.info.

CALCIO & CRESTE

Da Omar Sivori el cabezon, alle ardite trasgressioni, come la riga a destra


di FEDERICO CARTELLI

Lo scudetto conquistato cento anni fa, come presidente del Casale Monferrato, nel primo vero e proprio campionato di calcio, quello del 1913-14, che coinvolse tutte le squadre del nord Italia, Raffaele Jaffe se lo port fino ad Auschwitz, dove giunse il 2 di agosto del 1944 e fu fucilato dai nazisti. Cinque anni prima della conquista dello scudetto, nel 1909, aveva fondato il Football Club Casale, la squadra della citt dove insegnava. Fu proprio al termine di una passeggiata pomeridiana, che Raffaele Jaffe incontr alcuni suoi studenti dell'istituto tecnico Leardi, i quali si apprestavano a raggiungere Caresana, un comune vicino a Casale, per assistere a un incontro di calcio, e tale fu l'entusiasmo di quei ragazzi che il prof. Jaffe non esit ad accettare l'invito di unirsi a loro. Di ritorno da quella trasferta, Raffaele Jaffe organizz una riunione a scuola alla quale parteciparono anche gli studenti e il preside, al termine della quale fu sancita la fondazione del Football Club Casale e fu eletto presidente, mentre la carica di presidente onorario fu conferita a Gerolamo Occoferri, preside dell'istituto Leardi. Il professor Jaffe insegnava scienze e chimica, e con quei ragazzi fece tuttuno in nome della comune passione scoppiata per il calcio, tanto che due anni dopo la fondazione del Football Club Casale, Raffaele Jaffe fu nominato consigliere della Federazione italiana gioco calcio (Figc). Qualche tentativo di organizzare una squadra intorno al pallone si ebbe alcuni anni prima, nel 1905, quando a Casale Monferrato fu costituito il Robur Football, ma il tentativo naufrag a seguito dell'indifferenza totale manifestata da parte della popolazione della citt piemontese verso il calcio nascente casalese di inizio secolo, quando il football era agli albori e intriso di regole che non tutti capivano. Sulle ceneri del Robur, nacque il nuovo club fondato da Jaffe, che decise di tenere gli stessi colori sociali della squadra precedente. Nella squadra del presidente Jaffe si misero subito in evidenza ragazzi come Barbesino, Gallina, Rosa, Bertinetti, nomi che costituiranno l'ossatura dei futuri campioni del calcio italiano negli anni a venire. Quei ragazzi del Casale si allenavano su un campo di piccole dimensioni 46x90, ma ci non imped alla squadra nerostellata di conseguire risultati discreti. Il campionato 1912-13, consent al Casale di acquisire la consapevolezza della propria forza, infatti al termine di quell'annata calcistica, il 14 maggio 1913, sconfigge per 2 a 0

SHOAH RAFFAELE JAFFE

Il prof di scienze che port lo scudetto ad Auschwitz


dell11 gennaio 1914, che si disputa allArena Civica di Milano contro lAustria, e in quella successiva del 17 maggio contro la Svizzera, nel corso della quale sar Barbesino ad andare a rete, battendo il portiere elvetico. Cinque anni dopo la conquista dello scudetto, nel 1919, Raffaele Jaffe abbandon la dirigenza del Casale Monferrato e pass la mano ad altri, seguendo comunque le sorti della squadra monferrina. Nato ad Asti da Leone Jaffe e Debora Foa, due ebrei, Raffaele Jaffe in virt delle leggi razziali, fu arrestato il 16 febbraio del 1944, anche se a seguito del matrimonio contratto con una ragazza di religione cattolica, si convert e fu battezzato. Con l'avvio delle deportazioni nell'autunno del 1943, la persecuzione coinvolse tutti gli ebrei delle regioni occupate dai nazisti, senza eccezioni di sorta. Quella di Raffaele Jaffe fu una posizione controversa, tanto che rimase a lungo, circa cinque mesi, internato nel campo di prigionia di Fossoli, in attesa che la situazione si chiarisse. I tedeschi, per, il 2 agosto del 1944 lo deportarono ad Auschwitz- Birkenau, dove viene ucciso quattro giorni dopo il suo arrivo, mentre il mediano Barbesino, ardito delle milizie fasciste viene abbattuto nel cielo di Malta, alla guida di un aereo, durante la seconda guerra mondiale. Sotto la guida di Raffaele Jaffe, la squadra di calcio del Casale Monferrato vinse il suo primo e unico scudetto della sua storia.

il Reading, una squadra di calcio inglese costituita interamente da professionisti, grazie alle reti di Varese e Garasso. In quell'occasione al Casale Monferrato venne assegnata la Targa doro del secolo. Nel campionato 1913-14, grazie anche a un nuovo campo dalle dimensioni regolamentari, 65 metri per 105, il Casale Monferrato si inserisce nelle top ten delle squadre di calcio nazionale. Insieme al Genoa si classifica prima nel girone Ligure-Piemontese, lasciandosi alle spalle la Pro Vercelli, squadra antagonista per eccellenza. Al girone finale, quello che riguarda le squadre di calcio del nord Italia partecipano sei squadre, tra le quali i nerostellati primeggiano, prevalendo sul Genoa, sullInter e sulla Juventus, mentre nelle due partite che sanciranno i risultati finali il Casale Monferrato supera

abbondantemente la Lazio, infliggendole un sonoro 9 a 1, laureandosi campione d'Italia. La squadra campione schiera come portiere Gallina I, Maggiani e Scrivano terzini, Parodi, Barbesino e Rosa mediani, Caire, Mattea, Gallina II, Varese e Bertinotti attaccanti. I giocatori pi forti del Casale Monferrato, risultano essere il mediano Barbesino e gli attaccanti Mattea, Gallina II e Varese, che nel corso di quel campionato segnano con una certa continuit. Il trio del Casale Monferrato costituir l'attacco della Nazionale di calcio in occasione della partita

La squadra del Casale che nel 1913 vinse il campionato, sotto Raffaele Jaffe e la squadra dei suoi studenti fondata nel 1909. A sinistra le foto del trio in nazionale: Barbesino, Mattea, Varese

La scriminatura la riga sul capo che divide i capelli pettinati. La parola desueta, ma non per i vocabolari. Desueto, se mai, trovare qualcuno che pettina i capelli con la riga. Ammesso che i capelli vengano ancora pettinati. Lo strumento una volta principe delle sale da barba, il pettine, tende a fare da accessorio. I nuovi tagli quasi lo escludono. Serve a poco infatti per unacconciatura con la cresta. Lo sport, che anche spettacolo, oggi come ieri detta la moda dei capelli. I calciatori specialmente, quelli che vanno per la maggiore, rivaleggiano per la cresta: ce lha pi alta El Shaarawy del Milan o Hamsik del Napoli? Centimetro pi o centimetro meno, la cosa certa che entrambi gli attaccanti, sfoggiando i capelli irrigiditi verso lalto, si ritrovano il capo pieno di gel. Col rischio che il pallone stacchi qualche ciuffetto se tentano in area la testata di potenza. I barbieri dei giocatori si contendono la primogenitura, rivendicano linvenzione di quel tipo di taglio: c chi coltiva lidea di brevettarlo. Dimenticando che in principio, nel calcio, stato il talentoso David Bekham a rendere celebre la cresta Mohawk, ovvero il taglio alla moicana. Poi lex calciatore inglese andato oltre (la moda un comportamento contingente), ossia tornato al punto di partenza, con un comunissimo taglio uniforme. Da vero gentleman. I calciatori sono stati dei precursori nel modo di acconciare i capelli. Pensiamo allala Gigi Meroni del Genoa e del Torino, allaltro britannico George Best per pi di dieci anni fra i Red devils del Manchester United: le loro capigliature alla fratina o a caschetto, sullonda dei cantanti degli anni 60, hanno fatto epoca. Nel decennio precedente era stato Omar Sivori, antesignano di tutti i capelloni che verranno, a calcare con la zazzera i campi da gioco di serie A. Ma nel caso dellestrosa mezzala della Juventus soprannominata el cabezon (estrosa e bizzosa in campo, non nei comportamenti extra-sportivi) mancava la consapevolezza dimporre una moda con la chioma folta. Poi arrivata la testa rasata che, oltre a essere modaiola, unefficace trovata per mascherare la calvizie incipiente. Fra i primi calciatori a esibire la testa a palla di biliardo c il Gianluca Vialli in casacca bianconera di met anni 90. Nello stesso periodo gi imperversavano trecce e codini. Che, caduti successivamente in disgrazia, hanno lasciato campo libero a creste e ciocche. Ma il culmine delleccentricit - di ci che stiamo parlando - pare sia stato toccato ormai da un pezzo. Cera un tempo, qualche anno prima di quel fenomeno di costume che rappresent Meroni, nel quale per apparire con una capigliatura stravagante a tutti i costi bastava semplicemente la scriminatura, che di regola stava a sinistra. Invece, se col pettine (allora usatissimo, infilato nel taschino della giacca) si tracciava sul capo la riga a destra voil, il gioco era fatto: appena fuori di casa si veniva subito additati come esibizionisti. Che colpo!

ALIAS 26 OTTOBRE 2013

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I FILM
THE AUDIENCE
DI STEPHEN DALDRY, PETER MORGAN, CON HELEN MIRREN. UK 2013

SINTONIE
sopravvivere, Achille dovr affrontare prove pericolose, scortato ma anche intralciato da una femme fatale, da un turpe avvocato (Ennio Fantastichini) e da una scrupolosissima sbirra. Emilio Solfrizzi, in un cameo, il padre del pasticciere. (dal 31 ottobre) MISS VIOLENCE
DI ALEXANDROS AVRANAS, CON THEMIS PANOU, ELENI ROUSSINOU. GRECIA 2013

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, GIONA A. NAZZARO, CRISTINA PICCINO

IL FILM
LA VITA DI ADELE
DI ABDEL KECHICHE, CON LA SEYDOUX, ADLE EXARCHOPOULOS. FRANCIA 2013

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Helen Mirrern torna a impersonare Elisabetta II d'Inghilterra al National Theatre di Londra nella pice di Peter Morgan e per un unico spettacolo cinematografico. La sovrana concede una volta a settimana, da sessantanni, un incontro con il primo ministro per avere un rapporto sugli affari della nazione. Un momento assai riservato. (il 29 ottobre) UN CASTELLO IN ITALIA

States racconta una storia di confine molto meno superficiale di quello che appare, con un omaggio diretto da Don Siegel. (a.ca.) OH, BOY
DI JAN-OLE GERSTER, CONTOM SCHILLING FRIEDERIKE KEMPTER. GERMANIA 2013

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DI E CON VALERIA BRUNI TEDESCHI, CON LOUIS GARREL, FILIPPO TIMI. FRANCIA 2013

Tra Francia e Italia, la storia di una grande famiglia della borghesia industriale italiana, una famiglia che si sta decomponendo, un mondo che finisce. La regista ritrova la prima persona e ne la protagonista. (dal 31 ottobre) ENDER'S GAME

Nel giorno del suo undicesimo compleanno Angeliki cade dal balcone e muore sul selciato. Mentre la polizia e i servizi sociali cercano di capire le ragioni di questo apparente suicidio, la famiglia continua a vivere la sua normalit. (dal 31 ottobre) SOLE A CATINELLE

DI GENNARO NUNZIANTE, CON CHECCO ZALONE, AURORE ERGUY. ITALIA 2013

Esordio che ha vinto ben sei premi della German Academy, un attraversamento dei quartieri di Berlino con ironia mescolata a grazia malinconica da parte di Niko, universitario che ha preso una pausa di riflessione e intanto cerca di orizzontarsi nel mondo. I punti cardinali del regista li ritroviamo nelle immagini in bianco e nero, nella colonna jazz, nel protagonista flaneur. Il nuovo cinema tedesco con gli strumenti della nouvelle vague fa i conti con i luoghi comuni del presente. (s.s.) UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE

IL CORO DEGLI ALPINE


LANIMA VOLA
Italia, 2013, 413, musica: Elisa, regia: Latino Pellegrini, Mauro Simionato, fonte: Mtv

DI GAVIN HOOD, DI HARRISON FORD, BEN KINGSLEY. USA 2013

Una forza aliena ostile ha attaccato la Terra. I leggendari eroi resistenti della Flotta Internazionale riescono a fronteggiare lattacco e ad Harrison Ford , il colonnello Glaff dato il compito di trovare tra i giovani migliori il futuro leader in grado di sconfiggere definitivamente il nemico. Dal romanzo di fantascienza Il gioco di Ender (1985) di Orson Scott Card che ha infine realizzato il film con la sua casa di produzione, scrivendo anche la sceneggiatura. (dal 30 ottobre) BEFORE MIDNIGHT

Checco, venditore di aspirapolvere in piena crisi economica e familiare, non pu permettersi di regalare al figlio nemmeno un giorno al mare. Ma il destino le fa incontrare Zoe e la sua vita cambia in modo inaspettato. (dal 31 ottobre) ACT OF KILLING

Palma d'oro, definito a Cannes una bomba filmica, un romanzo di formazione, il racconto di un amore incollato alla sua protagonista Adele Exarchopoulos che Kechiche la segue, scruta, quasi possiede nelle zone pi segrete, intime, coi primi piani, un'ossessione che la risucchia, entra negli occhi, le mani, i capelli, nella bocca adolescente sempre aperta, sulla faccia paffuta della ragazzina. Accade tutto e non accade nulla, Emma e Adle parlano di filosofia, si guardano, passeggiano nel parco, si amano, fanno sesso. Adle concreta, famiglia piccolo borghese che mangia la pasta al rag davanti alla televisione accesa, nel futuro vede un lavoro, fare la maestra. Emma combatte per una mostra, per la sua libert d'artista, in famiglia mangiano ostriche e sulle pareti di casa della madre non ci sono poster ma quadri concettuali. E siccome in una coppia c' sempre chi soffre e chi si annoia, l'amore esclusivo di Adle finir nel tempo per stancare Emma, che cerca anche altre complicit e il sesso da s non le basta. Che ad amarsi siano due donne non cambia, i movimenti sono gli stessi, ci si innamora e ci si lascia, sole e tempesta, solitudine e rabbia. Adle ama Picasso ma il regista evidentemente no, non destruttura, al contrario ha bisogno di linearit. L'amore come lotta di classe: ma a patto che tutti rimangano al proprio posto. Kechiche l'ha scrutata, l'ha messa nuda la sua Adele, ma capace di amarla? (c.pi.)

DI E CON ROCCO PAPALEO, E CON RICCARDO SCAMARCIO E BARBARA BOBULOVA, ITALIA 2013

DI JOSHUA OPPENHEIMER, CON HAJI ANIF, SYAMSUL ARIFIN. NOR/GB/SVEZIA/FIN 2012

DI RICHARD LINKLATER, CON ETHAN HAWKE, JULIE DELPY. USA 2013

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Jesse e Celine, lo scrittore newyorkese e lattivista francese li vediamo in Grecia, sposati e con due bambine: sono passati quasi due decenni dal loro primo incontro su un treno per Vienna e nove anni dal secondo a Parigi. (dal 31 ottobre) BLANCANIEVES

DI PABLO BERGER, CON MACARENA GARCA, MARIBEL VERD. SPAGNA 2012

La tragedia vissuta dall'Indonesia in seguito al colpo di stato militare del 1965 nota, cos come sono conosciuti i colpevoli, i complici, le vittime. L'estrema destra e la fazione musulmana del paese, col benestare dell'Occidente hanno perpetrato un genocidio ai danni dei membri e dei simpatizzanti del partito comunista indonesiano filocinese, con una strategia che ricalca per molti versi quello dei nazisti, in seguito all'incendio del Reichstag. Con la differenza che i partiti che hanno concepito il genocidio sono ancora al governo e lo sterminio non viene condannato ma esaltato e trasformato in culto nazionale. Da alcuni anni il cinema asiatico non esita a dare un volto al boia. Qui gli autori del genocidio evocano i propri atti con bonomia spavalda, enfatizzano il crimine senza fine, in tutti i modi possibili. (e.r.) APACHE

Rocco Papaleo pensa e sogna una commedia, di solito ambientata nel meridione, che tratti con leggerezza e ironia argomenti anche importanti per il paese, come l'omosessualit, l'integrazione, il superamento delle diversit. Ma non c niente di gridato, niente di aggressivo, tutto scivola nella realt con una leggerezza invidiabile per questi anni cos pesanti e indigesti. Se il viaggio e la musica erano il collante del precedente film di Papaleo, qua la musica resta, perch Scamarcio suona il piano, ma dietro di lui c Rita Marcotulli, e la Bobulova canta, ma il viaggio non esiste pi. C solo il piacere di stare insieme, capirsi e lasciarsi scorrere la vita addosso. Lidea del prendere la vita con leggerezza seguendo i nostri desideri riempie i personaggi di una allegria contagiosa, che ci fa scordare le debolezze strutturali del racconto e della messa in scena. E Papaleo fa un ottimo lavoro sugli attori. (m.g.)

In abito bianco su fondo nero Elisa canta il suo brano. Sembrerebbe un clip di una semplicit disarmante. Ma dopo quasi un minuto e mezzo dallinizio, ecco la musicista-vocalist alzare le due braccia lasciando una sorta di scia. Leffetto di sdoppiamento corporeo continua, diventando coreografico e sempre pi spettacolare, in alcuni punti anche con specularizzazioni. Lanima vola un dichiarato omaggio al film Pas de deux (1967) di Norman McLaren, basato sul procedimento della slow motion animation messo a punto dallo stesso animatore scozzese-canadese; lunica differenza che l cerano due performer a disegnare una danza in cui il corpo traccia le varie fasi del moto, mentre qui c solo la Toffoli. Nel campo della sperimentazione, si sa, ormai poco si inventa e molto si replica, con le debite varianti, il risultato comunque funziona. HANDS

IL FESTIVAL
TRIESTE SCIENCE+FICTION
SALA TRIPCOVICH, TEATRO MIELA 30 OTTOBRE - 3 NOVEMBRE

Il festival di fantascienza di Trieste tredicesima edizione, manifestazione dedicata allesplorazione dei mondi del fantastico e alla sperimentazione, organizzato da Cappella Underground avr come ospite donore Gabriele Salvatores che ricever il premio alla carriera Urano dargento. Il regista incontrer il pubblico della kermesse e sar al centro di un programma speciale realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale. Salvatores attualmente impegnato a Trieste, sul set del suo nuovo lungometraggio The Invisible Boy (Il ragazzo invisibile), romanzo di formazione in chiave fantasy prodotto dalla Indigo Film. Due i concorsi internazionali: filmakers indipendenti e competizione europea. In selezione ufficiale ci sar Byzantium di Neil Jordan, The Colony di Jeff Renfroe (Canada), L'trange couleur des larmes de ton corps di Hlne Cattet e Bruno Forzani e Upstream Color di Shane Carruth. Al Magazzino delle Idee si terr una mostra per celebrare i 50 anni della prima edizione del festival di fantascienza nata nel 1963. Manifesto di Mario Alberti.

Australia, 2011, 330, musica: Alpine, regia: Luci Schroder, fonte: Youtube

IL QUINTO POTERE
DI BILL CONDON, CON BENEDICT CUMBERBATCH, DANIEL BRUHL. USA 2013

Rappresenta la nueva ola spagnola e rilegge parecchi miti andalusi, film muto e in bianco e nero, tratto dalla novella dei fratelli Grimm. Andalusia, anni venti: Carmen, figlia di un ex torero paralitico e di una cantante morta dandola alla luce, viene allevata dalla nonna (Angela Molina) danzatrice di flamenco. Ci sono poi la perfida matrigna (Marinel Verd, era nel Labirinto del fauno) che la vuole morte, dotata di mela avvelenata, e sette nanitos (sette toreri) che la proteggono. (dal 31 ottobre)

DI THIERRY DE PERETTI, CON FRANOIS-JOSEPH CULLIOLI, AZIZ EL HADACHI. FRANCIA 2013

CAPTAIN PHILLIPS ATTACCO IN MARE APERTO


DI PAUL GREENGRASS, CON TOM HANKS, CATHERINE KEENER. USA 2013

Chi non riuscito a vedere il notevole film corso che era stato presentato a Cannes alla Quinzaine, uscito nelle nostre sale ad agosto, pu recuperarlo oggi e domani a Roma (Kino, ore 22.30), il 15 e 16 novembre a Venezia alla Casa del cinema, il 4 dicembre al Rosebud di Reggio Emilia. Come in una riserva indiana vivono gli adolescenti di Porto Vecchio, separati e invisibili agli occhi dei turisti. Uno sguardo per la prima volta non romanzesco sullisola, ma con una sua poetica decisa. (s.s.)

Lhacker australiano non esercita negli Usa il fascino e la passione politica che incontra in Europa. Il film stato stroncato dalla critica e disertato dal pubblico, un esito incomprensibile: il film ha un soggetto di attualit, attori bravissimi e un regista di cassetta impegnata (due Twilight), una casa di produzione progressista, fatto in collaborazione con Occupy Wall Street. Strano quindi che sia uscito un oggetto cos blando, sonnolento e, suo malgrado cos reazionario. Parlatissimo, intrappolato nellossessione di dare ragione a tutti. La parabola di Wikileaks merita una riflessione molto migliore di questa. (g.d.v.) ZORAN - IL MIO NIPOTE SCEMO

Un college femminile? Probabilmente, anche se dallatmosfera piuttosto surreale, popolato da una ventina di fanciulle che, molto eroticamente, si leccano le mani o leccano i vetri delle finestre, si baciano allo specchio, si fanno la doccia o si buttano in piscina vestite, oppure con unascia aprono cocomeri che poi mangiano con avidit. Tutto al ralenti naturalmente, mentre i componenti della band di Melbourne compaiono in alcuni punti del clip allinterno di uno schermo Led. Come in Villages e in altri video degli Alpine, a farla da padrona la location e latmosfera che la permea, visionaria ma raffredata, qualcosa tra Pin-nic ad Hanging Rock e le asettiche modelle di Vanessa Beecroft. Tratto dallalbum desordio A is for Alpine.

IL CLASSICO
IL GATTOPARDO
DI LUCHINO VISCONTI, CON BURT LANCASTER, CLAUDIA CARDINALE, ALAIN DELON. ITALIA 1963

MAGRA
Brasile, 2008, 317, musica: Lenine, regia: autore ignoto, fonte: Youtube

La difesa del potere feudale al tempo del Risorgimento, la strategia della difesa dei privilegi: un film che pi dei trattati di storia ha dato qualche elemento in pi per rendere pi comprensibile la politica italiana al resto del mondo. Oltre ad essere una grandiosa lezione di cinema. In questa occasione restituisce al pubblico le scene tagliate delle rivolte contadine. La Cineteca di Bologna con il suo progetto Il Cinema Ritrovato riporta in 70 sale da luned 28 ottobre il capolavoro di Luchino Visconti nel restauro del laboratorio LImmagine Ritrovata realizzato assieme a Martin Scorsese. Il film sar accompagnato dal documentario I due Gattopardi di Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice, che torna a mostrare dopo 50 anni i minuti tagliati dal regista. Palma d'oro a Cannes (ex aequo con il giapponese Seppuku di Masaki Kobayashi) e tre Nastri d'argento (fotografia, scene, costumi). Dal romanzo (1958) del principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un film che obbligatorio vedere al cinema piuttosto che sul piccolo schermo. (s.s.)

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Il Capitano Richard Phillips, comandante della Mv Maersk Alabama, catturato dai pirati somali insieme con la sua nave nel 2009, si offre come ostaggio per proteggere i suoi uomini. Dallautobiografia di Richard Phillips. (dal 31 ottobre) IL PASTICCIERE

CANI SCIOLTI
DI BALTASAR KORMAKUR, CON DENZEL WASHINGTON, MARK WAHLBERG. USA 2013

DI MATTEO OLEOTTO, CON GIUSEPPE BATTISTON, ROK PRANIKAR. ITALIA 2013

DI LUIGI SARDIELLO, CON ANTONIO CATANIA, ROSARIA RUSSO. ITALIA 2013

Seguendo le orme paterne, Achille fa il pasticciere. Ma un giorno il caso lo strappa via da quella tranquilla routine e, suo malgrado, inizia un viaggio che cambier tutta la sua vita. Per

Due personaggi tosti rapinano una banca. Il motivo quello di incastrare un trafficante messicano con una doppia vita e una doppia famiglia. Anche i due rapinatori sono doppi, uno un agente antidroga, laltro agisce per conto dei servizi della marina, solo che ognuno di loro pensa di aver fatto squadra con con un delinquente comune. Da una graphic novel scritta da Steven Grant e illustrata da Mateus Santoluco, con Washington e Wahlberg irresistibile coppia comica. Il regista islandese risucchiato dagli

Paolo votato alla religione del bere, fa dellosmica, la tradizionale osteria friuolana, la sua residenza. Burbero e ancora innamorato della moglie che si sistemata con un tranquillo e affidabile individuo, continua a corteggiarla. La sorpresa che riceve in eredit dalla zia slovena, non la casa, ma un nipote che sembra un po scemo, ma si riveler un campione di freccette. Film realizzato tra Italia e Slovenia, con un tocco di leggerezza inusuale, vincitore alla Settimana della critica del premio Rarovideo del pubblico. (s.s.)

In un notturno e magico paesaggio notturno Leline suona la sua chitarra. Il polline si spande nellaria e tra le piante e i bellissimi fiori vediamo anche una donna dai capelli lunghi muoversi sinuosa. I lampi illuminano questo scenario sospeso, ricostruito in parte in teatro di posa, in parte con lausilio del computer. Breve ma suggestivo clip (caratterizzato da una superba fotografia) del cantautore brasiliano, in cui non succede praticamente nulla, ma la natura elettrica si mostra in tutta la sua spettacolare purezza.

SPERIMENTAZIONE
INVIDEO
MILANO, SPAZIO OBERDAN, SALA ALDA MERINI, 30 OTTOBRE - 4 NOVEMBRE

MAGICO

La 23a edizione di Invideo, mostra internazionale di video e cinema oltre diretto da Romano Fattorossi e Sandra Lischi dedicata ad Antonio Caronia e Paolo Rosa amici ed artisti scomparsi nel 2013. Ricco programma di incontri con gli autori, performance, anteprime e lectio magistralis per studenti universitari ed appassionati. Nella selezione internazionale trentacinque opere da quindici paesi. Riflessioni su temi di attualit quali la paradossale e crescente incomunicabilit nellepoca della connessione globale, lecologia e le questioni di genere. Inaugura Giacomo Verde con la performance Tv Crashing - distruzione di televisori che coinvolge attivamente gli spettatori - in omaggio al pioniere della video arte Nam June Paik a cui dedica una retrospettiva e un incontro con lo studioso Marco Maria Gazzano. Il Sipario americano con Jem Cohen, Bill Viola e Woody Vasulka. Tra gli ospiti il francese Michal Gaumnitz con Seuls contre Hitler, video-ritratto: Caterina Klusemann con la trilogia sulla famiglia, Michele Di Salle serie di artisti che si raccontano, video musicale con lo studioso Giacomo Ravesi. Focus sui lavori danimazione dellEnsad di Parigi. Ingresso libero.

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STORIE LE CANZONI TRIBUTO AI COMPAGNI DI BAND SCOMPARSI

Caro amico ti ho scritto


di ROBERTO PECIOLA

Si scritto e detto molto sulle morti eccellenti nel rock. Si parlato della maledizione del ventisettesimo anno che si portato con s alcuni dei nomi pi importanti, proprio all'apice del loro successo e della loro creativit, e si raccontato di dipartite, pi o meno tragiche, di altri. Mentre molte sono passate in secondo piano, anche se i personaggi in questione, spesso, non avevano nulla da invidiare in quanto a estro, ai pi celebrati miti. Per ricordare questi sfortunati signori e signore del pop, non sono mancate canzoni scritte all'uopo dai loro bandmate, ossia dai membri dei gruppi in cui militavano, brani che a voler essere un po' maligni, a volte sono sembrati pi che sentiti o doverosi solo un rapido veicolo per un successo annunciato. Ma altre volte sono stati un vero tributo e un amorevole ricordo di un amico e compagno di viaggio e di avventure che non c' pi e del quale la mancanza si fa sentire. In queste pagine proviamo a ricordare alcuni di questi artisti scomparsi prematuramente attraverso le canzoni a loro dedicate, senza seguire ordini, cronologici, di gusto personale o di fama. Come noto gli Who hanno perduto, negli anni, due dei quattro membri originali. Il primo ad andarsene fu Keith Moon, batterista grande tanto quanto folle e eccessivo in ogni suo aspetto. Dopo qualche anno, nel 2002, il bassista John Entwistle, noto per il suo amore per il vino rosso (e non solo), mor nella stanza di un albergo di Las Vegas stroncato, pare, da un'overdose di cocaina. A lui Roger Daltrey e Pete Townshend, i superstiti della prima formazione, due anni dopo dedicarono un brano dal titolo chiaramente allusivo alla sua passione enologica, Old Red Wine, canzone che si chiude con un refrain, let it breathe (fallo respirare), un invito esplicito a far prendere ossigeno al vino, in attesa di un ricongiungimento nell'aldil dove un giorno lo potranno di nuovo gustare insieme. La droga una delle cause di decesso maggiormente gettonate tra i musicisti. Un altro caduto tra le spire mortali della dipendenza fu Gram Parsons. Ex membro di Byrds prima e Flying Burrito Brothers poi, Parsons, il cui vero nome era Cecil Ingram Connor III, considerato ancora oggi uno dei pi influenti musicisti country rock. La morte, per abuso di droghe, lo prese nel 1973, in California, quando ormai da un paio d'anni aveva instaurato un rapporto professionale e affettivo con la cantautrice statunitense Emmylou Harris. Fu lei a ricordare e mettere in risalto la prematura scomparsa qualche tempo dopo (nel 1975) con la canzone Boulder to Birmingham: Camminerei senza sosta da Boulder a Birmingham, se pensassi di poter vedere di nuovo il suo viso. Jason Thirsk, bassista della punk

I lutti allinterno dei gruppi sollecitano pezzi non sempre riusciti. A volte sembrano un obbligo anzich un omaggio. Da Back on a Chain Gang a Ill Be Missing You di Puff Daddy

Farndon, ma poco dopo l'uscita del secondo lavoro gli ultimi due membri persero la vita. Il primo fu stroncato da un attacco di cuore dovuto a un'overdose da stupefacenti, appena due giorni dopo che Chrissie Hynde aveva dato il benservito all'amico e bassista Pete Farndon, il quale fu trovato qualche mese dopo in una vasca da bagno, annegato dopo aver assunto eroina. Ma se per la scomparsa di Farndon gli strascichi furono solo legali e di accuse reciproche tra la madre del band californiana Pennywise, nel 1997 scrisse un brano, Bro Hymn (Tribute), per ricordare la scomparsa di tre suoi amici morti in un incidente stradale, brano che appare sul loro disco d'esordio omonimo. Cinque anni pi tardi, all'apice del loro successo commerciale, Thirsk si suicid, e il gruppo registr una nuova versione del pezzo rivedendone in parte il testo: Jason Matthew Thirsk, this one's for you (Jason Matthew Thirsk, questa per te). Sempre a proposito di canzoni nate con un proposito e alle quali venne poi modificato il senso a causa della scomparsa di qualcuno non si pu non ricordare il successo dei Pretenders Back on a Chain Gang, uscito come singolo nel 1982 e poi apparso sul terzo album della band inglese, Learning to Crawl. I Pretenders registrarono tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta due album (comunente conosciuti come Pretenders I e II) con una formazione che vedeva, oltre alla leader e cantante/chitarrista Chrissie Hynde, il batterista Martin Chambers, il chitarrista James Honeyman-Scott e il bassista Pete

bassista e la cantante di origini americane, a Honeyman-Scott la stessa Hynde decise di dedicare il brano in questione, brano in origine composto per il suo ex compagno di vita - e padre di uno dei suoi figli -, il frontman dei Kinks Ray Davies. Non sono mai stati nella stessa band, ma il loro rapporto andava oltre quello strettamente professionale. Legato da una forte amicizia a Notorious B.I.G., Sean Combs, in arte conosciuto come Puff Daddy, P. Diddy ecc., quando, nel 1997, il mastodontico rapper fu ucciso a colpi di pistola, decise di trasformare un celeberrimo successo dei Police, Every Breath You Take, in un omaggio all'amico. Il brano, intitolato I'll Be Missing You e che vedeva anche la presenza vocale della vedova di Notorious, Faith Evans, fu a sua volta un grandissimo successo ed tutt'oggi uno dei singoli pi venduti di tutti i tempi. Quando la morte colp John Lennon, e molti anni dopo George Harrison, i Beatles erano ormai solo un ricordo, bellissimo a volte, altre molto, troppo, doloroso per i quattro ragazzi del Merseyside, e canzoni da dedicare ai vecchi compagni come band in s non erano pi possibili. Ma le carriere dei singoli sono andate avanti per anni e non ci volle molto perch prima Harrison e poi Paul McCartney omaggiassero il ricordo e la figura di Lennon dopo il suo omicidio davanti alla sua residenza al Central Park di New York. George Harrison fu il pi solerte, riadattando le liriche di un suo pezzo registrato nel novembre del 1980, pochi giorni prima del tragico evento. Il brano, All Those

amico di vecchia data di Harrison (nonostante qualche problema a causa di una donna...), Eric Clapton. Nel pezzo Starr cita titoli di canzoni scritte da Harrison come All Things Must Pass o Within You, Without You e canta, con la sua inconfondibile voce, una strofa che ne fotografa bene il sentire: La tua canzone continuer a suonare senza di te, e il mondo non ti dimenticher. Dai Beatles ai Rolling Stones il passo quasi obbligato. La morte del chitarrista Brian Jones annegato in una piscina la notte tra il 2 e il 3 luglio 1968, stroncato anch'egli dall'abuso di droghe e alcol - fu un vero shock per tutti gli appassionati di rock, e molti artisti del tempo gli dedicarono canzoni e poesie (Jimi Hendrix, Jim Morrison dei Doors - entrambi morti come Jones a 27 anni - e Pete Townshend). E le sue Pietre Rotolanti? Nulla fino al 1972, l'anno di Exile on Main Street, album in cui appare il brano Shine a Light, originariamente scritto da Mick Jagger quando Jones era ancora in vita e poi registrato, con le liriche riviste e corrette proprio in ricordo del chitarrista scomparso, tre anni dopo: Possa il signore far risplendere una luce su di te, e fare di ogni canzone la tua preferita.

Years Ago, non certo tra quelli che pi si ricordano, ma nel testo Harrison ribadisce l'importanza nella sua vita, professionale e non, dell'amico e bandmate. Niente di epocale anche la canzone che un paio di anni dopo scrisse McCartney - presente sull'album del 1982 Tug of War - intitolata Here Today. Ringo Starr non celebr Lennon ma volle invece ricordare a suo modo George Harrison, nel 2003, con la canzone Never Without You, dall'album Ringo Rama, alla registrazione della quale partecip un altro

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partecip alle registrazioni come backing vocalist, giacch troppo debilitato per potersi sedere dietro ai suoi tamburi, e in particolare lo si pu ascoltare cantare la frase to everyone, he gave his song to be sung (ha dato la sua canzone per essere cantata, da tutti). I Red Hot Chili Peppers sono noti, oltre che per il loro stile musicale, anche per essere un band sempre ai limiti dell'eccesso. E certamente il cantante Anthony Kiedis e il chitarrista John Frusciante hanno contribuito non poco a questa fama, con i loro problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti, in particolare di eroina. E fu proprio l'eroina a portarsi via il primo chitarrista della formazione californiana, Hillel Slovak, nel giugno del 1988, a soli 26 anni. A lui Kiedis e compagni hanno dedicato un paio di canzoni nel corso degli anni, ma qualcuno asserisce che i brani siano in realt tre, e che proprio il terzo - e ultimo in ordine di tempo - sia il vero tributo alla figura di Slovak. Per la cronaca i pezzi in questione sono, in rigoroso ordine cronologico, Knock Me Down, dall'album Mother's Milk del 1989, My Lovely Man da Blood Sugar Sex Magik (1991) e il discusso Dosed, da By the Way (2002). Uno dei pi ispirati artisti della scena punk anni Ottanta americana D. Boon, chitarrista e frontman dei Minutemen, mor nel 1985 a causa di un incidente stradale, lasciando in eredit liriche intense e poetiche. Il bassista di quella band era Mike Watt, che qualche anno pi tardi intraprese una buona carriera solista. Nel 1997 sul suo album Contemplating the Engine Room, Watt registra il brano The Boilerman, un'ode dedicata al suo amico fraterno Boon, del quale ricorda, nei versi iniziali, il momento del loro primo incontro, molti anni prima, quando erano ancora dei teenager, a San Diego, California: 'Member you meetin' me?/Jumped right out that tree/Had the carlin wired/Boy, how that spiel inspired (Ti ricordi quando mi incontrasti?/Saltai gi da quell'albero/Fu una scossa elettrica/Ragazzo, che storia). Artista cardine della scena di Seattle, nonch personaggio decisamente border line, Layne Staley, cantante degli Alice in Chains, ha contribuito non poco al successo di un genere, il grunge, portato in auge da band come Nirvana, Pearl Jam, Mudhoney ecc. ecc. Staley fu stroncato da un'overdose il 5 aprile 2002, anche se il corpo non fu rinvenuto fino a un paio di settimane pi tardi, quando la madre, non avendo notizie del figlio, decise di avvertire le autorit. Le condizioni critiche di Staley avevano avuto effetto sul lavoro della band gi dal 1996, anno in cui, anche se mai ufficialmente, gli Alice in Chains cessarono di essere un gruppo, almeno fino al 2005 quando il co-leader Jerry Cantrell riprese in mano la situazione assoldando un

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Altra dipartita celebre senza alcun dubbio quella avvenuta il 24 novembre 1991 in una casa del quartiere Kensington, a Londra, del cantante dei Queen, Freddie Mercury, ucciso dalle complicazioni dovute all'Aids. L'ultimo lavoro della band inglese fu Innuendo, vero e proprio canto del cigno, con Mercury ai suoi massimi nonostante gi gravemente debilitato dalla malattia. I tre Queen rimasti dapprima decisero di sciogliere il gruppo ma dopo qualche tempo si

ripresentarono al pubblico con un nuovo lavoro, Made in Heaven, che comprendeva brani registrati quando Mercury era ancora in vita, e che in copertina portava la dicitura Dedicated to the immortal spirit of Freddie Mercury, per chiudere di nuovo l'esperienza Queen subito dopo. Ma nel 1998, in occasione dell'uscita della raccolta Queen Rocks, pubblicarono No-One but You (Only the Good Die Young), brano dedicato tanto al loro frontman quanto alla principessa Diana, da poco scomparsa nel tragico incidente parigino. Per molti anni rimasto l'unico pezzo scritto dai Queen superstiti dopo la morte di Mercury; almeno fino alla discutibile reunion voluta da Brian May e Roger Taylor (ma non da John Deacon) con Paul Rodgers (ex Free e Bad Company) alla voce. Ci sono tributi poi che coinvolgono addirittura lo stesso artista a cui sono dedicati. il caso ad esempio di Eric Carr, batterista della rock band americana Kiss dal 1980, anno in cui Peter Criss lasci il gruppo, fino al 1991, anno della sua morte avvenuta per un tumore al cuore. God Gave Rock and Roll to You fu scritta dagli inglesi Argent ma Gene Simmons e Paul Stanley, bassista e chitarrista/cantante dei Kiss, la fecero loro, con il titolo God Gave Rock and Roll to You II, proprio come reazione alla malattia, e successivamente alla scomparsa, che aveva colpito il loro compagno. La cosa che rende singolare il brano come tribute song il fatto che lo stesso Carr (vero nome Paul Charles Caravello)

nuovo vocalist, William DuVall. per solo nel 2009, nel disco Black Gives Way to Blue, che gli Alice in Chains tributeranno un omaggio allo sfortunato cantante, con liriche che lo ricordano sparse un po' lungo l'intero lavoro e, in particolare, nella title track (che vede la presenza al pianoforte di Sir Elton John): Lay down, black gives way to blue/Lay down, I'll remember you (Riposa, il nero lascia spazio al blu/Riposa, ti ricorder). La frase You touch me in the darkness/I send you a sign (Tu mi tocchi nel buio/Io ti mando un segno) solo una parte del testo che Ian Gillan ha voluto dedicare, nel loro ultimo lavoro Now What!, al vecchio tastierista dei Deep Purple, Jon Lord, scomparso nel 2012 a causa di un tumore al pancreas. Lord aveva lasciato la band di Smoke on the Water gi da molti anni, ma questo non ha impedito al cantante di scrivere le parole di Above and Beyond in onore di uno dei pi grandi organisti della storia del rock. Da qualche tempo si sono riformati anche The Replacements, seminale band alt rock statunitense i cui membri, senza eccezioni, sono noti per le loro trasgressioni in fatto di alcol. Ma uno di loro, il chitarrista Bob

Stinson, raggiunse un livello tale di dipendenza (non solo dall'alcol) che fu cacciato dal gruppo nel 1986. Da l in poi per Stenson segu un'escalation che lo port alla morte nel 1995. Per commemorarne in qualche modo la figura, e chiss, forse anche per un sottile senso di colpa, il frontman dei Replacements, Paul Westerberg, ha scritto e inciso, undici anni dopo, la ballata Good Day, nella quale si lancia in quello che potremmo quasi definire un possibile dialogo da film western: Un buon giorno ogni giorno in cui sei vivo. Ricordate il famoso incipit di una altrettanto nota canzone di Lucio Dalla, Caro amico ti scrivo? Ebbene, una canzone in forma di lettera anche quella che Tommy Shaw, cantante e chitarrista degli Styx, una delle band pi eccessive e trasgressive apparse nel panorama rock americano negli anni Settanta, dedic nel 1997 al batterista John Panozzo, morto un anno prima per una malattia dovuta all'abuso di alcol. Dear John, questo il semplicissimo titolo del brano, un tributo a un amico di vecchia data, il cui testo, altrettanto semplice ma toccante e decisamente lontano dagli standard della band, recitava pi o meno cos: Giuro che ti ho visto oggi, in mezzo alla folla, e ti ho chiamato (...) Ripenso a tutti quegli ieri, il cielo mi aiuti, come mi manchi, amico mio. Probabilmente non molti ricorderanno Sandy Denny, ma sicuramente molti avranno ancora nella mente un nome, Fairport Convention. Denny fu, oltre che valida artista solista, la cantante della formazione inglese - tra le pi influenti in ambito folk rock - dal

1968 fino al loro scioglimento, un anno dopo, giusto il tempo di registrare un paio di seminali lavori. Prima del suo ingresso nella formazione capitanata da Simon Nicol, Sandy aveva militato in un'altra band folk britannica, gli Strawbs, e proprio il leader del gruppo, riformatosi anni pi tardi, Dave Cousins, nel 1991 dedic un brano alla vocalist morta nell'aprile 1978 per un'emorragia cerebrale, conseguenza di una caduta dalle scale avvenuta qualche settimana prima. Il testo della canzone Ringing Down the Years recita pi o meno cos: Ci siamo incontrati quando eri ancora una ragazza, nel 1968/Portavi un vestito bianco e un cappello/Fu la mia fortuna. Sandy Denny ricordata poi anche in un brano di Kate Bush, Blow Away (For Bill) da Never for ever del 1980, dedicato al direttore delle luci dei suoi spettacoli, in cui oltre alla vocalist, vengono menzionati altri musicisti scomparsi come Sid Vicious, Minnie Riperton, Keith Moon e Buddy Holly.

In queste pagine: a sinistra, al centro della pagina 14, i Kiss e Eric Carr; accanto al titolo Roger Taylor e Brian May dei Queen con Freddie Mercury; in basso Notorious B.I.G. e Puff Daddy; in grande i Beatles; in alto in pagina 15 i Pennywise e Jason Thirsk; a destra, sempre in alto, i Deep Purple e Jon Lord, appena sotto Brian Jones e Mick Jagger con Keith Richards; qui sotto, a sinistra Mike Watt (sopra) e D. Boon (sotto); Hillel Slovak (sopra) e i suoi ex comapgni dei Red Hot Chili Peppers (sotto)

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RITMI
PAGINE USCITO IL DIZIONARIO MANIACALE DEL SETTE

La regola del sette. Come un numero cambia la storia


di MERI LAO*

Il sette ha cominciato a cantarmi (incantarmi) nel 1978, durante un viaggio in Iraq, una prima di Avventure nel mondo in ventuno localit dellantica Mesopotamia. Il paese non era preparato per il turismo e noi, un gruppo eterogeneo di persone, adottammo il numero sette come motivo di conversazione e di gioco: lalbero di Adamo sulle rive dellEufrate (7 giorno della Creazione), le citt-stato dei sumeri che sparsero la cultura del settenario (7 pianeti, 7 strati di bitume a legare i mattoni), gli scavi a Babilonia per ritrovare una delle 7 meraviglie del mondo (giardini pensili di Semiramide), il minareto elicoidale di Samarra (7 giri di rampa), le ziggurat (sacri edifici a gradoni di 7 piani), le cupole celesti di Bagdad richiamanti le Mille e una notte (7 viaggi di Sinbad il marinaio, i film hollywoodiani) e, nelle nostre notti, la stella polare (una delle 7 stelle dellOrsa minore) e le altre 7 dellOrsa maggiore. Mai pi si sarebbero fatti viaggi in Iraq come quello. Schegge della sua geografia rimbalzeranno in ogni angolo della terra, i bollettini di guerra spargeranno tuttaltri numeri e irreversibili scenari di devastazione. Io, in questi trentacinque anni, ho continuato a raccogliere materiale sul sette, obbedendo a un impulso tassonomico, a memorie di lettrice compulsiva relative alla mia infanzia e adolescenza vissute a Buenos Aires e a Montevideo, in una contingenza sociale e culturale irripetibile, tra i dizionari e i libri antimilitaristici di mio padre (Jaccuse, Remarque, Zweig), e lesoterismo, che mi rimasto impresso a livello favolistico, la Bibbia studiata al liceo come letteratura ebraica, insieme alle avanguardie artistiche. In questo Dizionario maniacale del sette che racconto (conto) e dedico alla creatura che mi ha dischiuso il settimo cielo della nonnit, sono presenti tutti i miei temi: dalla musica allAmerica Latina, dalle battaglie civili al femminile scomodo e ironico: non per nulla il sette in copertina esibisce una coda di sirena. Ecco qualche esempio tra le 707 voci e le 360 foto a colori. Ammazzasette Appellativo dato a un personaggio immaginario che in un sol colpo aveva ammazzato sette mosche guadagnandosi la fama di poter uccidere con la stessa facilit sette nemici. Per estensione, bravaccio dallostentata brutalit.(...) Angeli nelle canzoni Sette angeli nelle canzoni. La tradizione musicale sarda tramanda una ninna-nanna che allude ai sette angeli. Il brano proveniente da Alghero cantato in un dialetto con forte influenza catalana: Al llit me calgui set angels trobi: tres aes peus y quatre al cap, la Verge Maria a mon costat. Sette angeli spagnoli (Seven Spanish Angels) sintitola una canzone di Ray Charles (1930-2004), pianista e cantante,

Unopera avvincente che rintraccia la presenza del 7 in tutti gli ambiti del sapere umano. Tra miti, sport, canzoni, film, fiabe

pioniere della musica soul, innovatore del rhythm & blues, gospel, blues, jazz e country, cieco dallet di sette anni per un glaucoma: There were seven Spanish angels, at the altar of the sun (...). And seven spanish angels, took another angel home. Sette Angeli del Seventh Angel (Settimo angelo), gruppo prog trash inglese diretto dal chitarrista e vocalist Ian Arkley. La canzone figura in una compilation del 2005: Heed the Warning (Bombworks): Seven angels got my number (...). (...) Capi contro Tebe Nella tragedia di Eschilo I sette contro Tebe, sette eroi difendono le sette porte di Tebe. Siamo alla terza generazione tebana, nella quale grava ancora la maledizione su Edipo che ha ucciso suo padre Laio e si unito a sua madre Giocasta (sebbene fosse alloscuro della loro identit), generando Eteocle, Polinice, Antigone e Ismene. Alla morte di Edipo, sul trono di Tebe assiso Eteocle, che si rifiuta di lasciare il potere alternativamente al fratello gemello Polinice, come convenuto. Con Polinice sono sette i mitici capi che accerchiano Tebe, ognuno davanti a ciascuna delle sette porte della citt. I fratelli si uccidono lun laltro: in scena i cadaveri di entrambi. A Polinice viene negata la sepoltura e dovrebbe restare fuori dalle frontiere tebane, in preda ai cani e ai rapaci; sua sorella Antigone si ribeller a tale sorte e sar condanata? Euripide, Stazio, Alfieri e Racine (La Thbade ou les frres ennemis) si sono ispirati a questi tragici personaggi. (...). Sette sono i campioni argivi allassalto, sette gli eroi tebani alla difesa, sette le porte di Tebe assegnate. (...) Colli di Roma Sette sono i colli di Roma, citt chiamata, per antonomasia, I sette colli. stato il re Numa Pompilio a istituire la cerimonia del Septimontium, che si celebrava l11

punti che vanno dalluno al sei; la somma dei punti sulle facce opposte fa sette: 1+6 = 2+5 = 3+4 = 7. (...) Feste bibliche Sette per sette settimane, sette per sette anni. I calcoli dei giorni di festa delle Settimane e del Giubileo sono basati sul quadrato di sette: Conterai sette settimane; da quando si metter la falce nella messe comincerai a contare sette settimane; poi celebrerai la festa delle Settimane in onore di Jahv (Deut. 16, 9). Conterai pure sette settimane di anni: sette volte sette anni; e queste settimane di anni ti faranno un periodo di quarantanove anni. Poi il decimo giorno del settimo mese farai squillare la tromba dellacclamazione; il giorno dellEspiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. E santificherete il cinquantesimo anno, e proclamerete la liberazione del paese per tutti i suoi abitanti. Sar per voi un giubileo; ognuno di voi torner nella sua propriet, e ognuno di voi torner nella sua famiglia (Lev. 25, 8-10). Il vocabolo Giubileo probabilmente deriva da yobel, corno di capro che annunciava linizio della celebrazione. (...) Meditazioni sul sadomasochismo politico Sette le Meditazioni sul sadomasochismo politico proposte dal Living Theatre, il gruppo di teatro sperimentale e davanguardia

dicembre presso i sepolcri degli Argivi, gli eroi che strapparono ai Siculi e ai Liguri alcuni colli della futura Roma. (vedi) Re di Roma. La prima descrizione risale allepoca di Costantino, agli inizi del secolo IV. 1. Aventino 2. Celio 3. Campidoglio 4. Esquilino 5. Palatino 6. Quirinale, il pi alto, associato al concetto latino di auctoritas 7. Viminale. Da Monte Mario, che gli antichi romani chiamavano Clivus Cinnae e Mons Gaudii, si pu ammirare lo spettacolo pi maestoso della citt eterna, come dice Marziale nel quarto dei suoi epigrammi: Hinc septem dominos videre montes/Et totam licet aestimare Romam. (vedi anche) I sette colli, 1948, rivista musicale di Alfredo Polacci, con Mario Riva e Riccardo Billi. Arrivederci Roma (The Seven Hills of Rome, Usa 1957), film diretto da Roy Rowland, con Mario Lanza, Renato Rascel, Marisa Allasio. (...) Dado Sette il risultato della somma di due facce opposte del dado. Cio, il dado ha sei facce, ciascuna delle quali reca un numero, indicato da

inteso come creazione di una collettivit, fondato nel 1947 da Julian Beck e Judith Malina. Gli autori spiegano che Seven Meditations on Political Sadomasochism (1971) unindagine sui propri legami con un sistema politico basato sulla dominazione: attaccamento morboso al denaro, alla propriet, agli oggetti; acquiescenza nei confronti del potere dello stato, della violenza, della guerra e della competizione; lamore come gioco di potere, possessione e controllo. il desiderio di un cambiamento rivoluzionario capace di rovesciare queste forme sadomasochiste in ogni campo. un rituale per accrescere la comunicazione, esorcizzare il male e sperimentare lestasi collettiva. Lo spettacolo utilizza diverse tecniche, dai riti delle trib Gnaua del Marocco e quelli dei monaci za-zen, alla macumba e al candombl del Brasile: corpi nudi richiamanti la pratica della tortura delle dittature latinoamericane, il tristemente famoso pau de arara (trespolo di pappagallo, nella foto), per un impegno politico di stampo pacifista e anarchico. (...) Settetti o settimini (opere) Bruno Maderna (1920-1973), Serenata per un satellite (1969), per sette strumenti, come prescrive lautore nella partitura: Violino, flauto (anche ottavino), oboe (anche oboe damore, anche musette), clarinetto (trasportando naturalmente la parte), marimba,

arpa, chitarra (o mandolino) tutti insieme o separati o a gruppi, improvvisando insomma, ma con le note scritte. Maderna dedica questa Serenata al fisico torinese Umberto Montalenti, direttore dello European Space Operation Centre con sede a Darmstadt, che il 1 ottobre 1969 aveva progettato il lancio, dallisola di Vandemberg nelloceano Pacifico, del satellite europeo Estro I per lo studio dei fenomeni connessi alle aurore boreali. Luigi Nono (1924-1990), No hay caminos, hay que caminar... dedicato a Andrei Tarkovski per sette gruppi strumentali (1987), lopera centrale di un trittico ispirato a un verso di Antonio Machado che Nono lesse sul muro di un chiostro di Toledo: Caminantes, no hay caminos, hay que caminar (Voi che camminate, non ci sono cammini, bisogna camminare), ossia la strada della ricerca perpetua, in un continuo scoprire e inventare. (...) 07/07/07 Terra in diretta Il 7 luglio del 2007 ha avuto luogo in otto citt diverse di cinque continenti un mega concerto denominato Live Earth (Terra in diretta), con lo scopo di sensibilizzare lopinione pubblica mondiale sul tema del surriscaldamento globale, che rischia di provocare eventi naturali sempre pi disastrosi. (...) *Un estratto dal Dizionario maniacale del sette (DigiSet, Roma, p 360, illustr. colori, euro 23) di Meri Lao. Si acquista on line (www.sirenalatina.com). Prezzo speciale (19 euro, inclusa spedizione) per i lettori del manifesto.

Sopra la copertina del libro; Bruno Maderna (a sinistra) e Luigi Nono; i sette colli; lo spettacolo del Living Theatre; Sette contro Tebe di Alfred J. Church; Ray Charles; Meri Lao; Nino Rota, Riccardo Bacchelli e Bruno Maderna. I dadi

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ULTRASUONATI DA GIAMPIERO CANE STEFANO CRIPPA JESSICA DAINESE LUCIANO DEL SETTE GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA

SILVIA BOLOGNESI ALMOND TREE (Fonterossa records) Lei, la leader del quintetto, la contrabbassista, ma anche autrice della maggior parte delle pagine. Gli strumentisti hanno tutti unimpostazione be-bop, ma evitano i manierismi del genere, con la simulazione dellimprovvisazione e gli assolo a turno. Larticolazione dinsieme per merito di arrangiamenti che compattano le parti distinguendo tra quella che primeggia e quelle che accompagnano. La musica il risultato di questa dedizione cameristica. (g.ca.)

FOLK ITALIA

Sancto Ianne, incroci e radici


Ancora una volta viene da pensare: quanta ricchezza contraddittoria e vitale, quante declinazioni possibili e cangianti si nascondono sotto il termine folk revival, o folk progressivo? Comunque pi di quante ne riusciamo a immaginare. E anche in porzioni di territorio limitate. In Campania, ad esempio. L i sanniti Sacto Ianne operano proponendo un incrocio calibrato e riuscito tra radici e canzone d'autore, con testi d'eccellenza: il risultato pienamente gustabile in Trase (Folkclub Ethnosuoni), sei anni dopo il magnifico M siente. Di incroci e piste convergenti notoriamente maestro anche Enzo Avitabile: chi ha amato Black Tarantella trova un corposo supplemento in Music Life (Cni), cofanetto che riporta la colonna sonora del bel film a lui dedicato da Jonathan Demme. Duetti strepitosi con gente come Eliades Ochoa, Toumani Diabate, Mario Brunello, Trilok Gurtu. La pulsazione atavica della tammorra e quella dei beat sintetici, il passato remoto e il futuro in piacevole agguato in Intraterrae (Marocco Music) di Pierpaolo Polcari, degli Almamegretta: che stile! (Guido Festinese)

DI MARCO/ARVANITAS/ MELLILO ONE NIGHT FOR 3 PIANOS (Crocus) Bologna, Sala Bolognini, 10 marzo 1989. Tre pianisti di scuola be bop-mainstream danno vita, ciascuno in solo, a uneccitante perfomance che ora vede la luce su cd: mentre il francese Arvanitas preferisce rileggere in swing cinque grandi standard, lamericano Melillo e il bolognese Di Marco si concentrano su proprie composizioni, e sfoggiano un piano style intenso. Poi i tre si uniscono per i bis in Glowing e Blaze in una divertente gara a rincorrersi. (g.mic.) THE JULIE RUIN RUN FAST (TJR/ Dischord) Guarita dalla malattia che l'ha tenuta lontana per anni, torna la riot grrrl par excellence Kathleen Hanna, che rispolvera il nome del suo progetto solista del 1997, Julie Ruin, per una nuova band che include anche Kathi Wilcox (gi nelle Bikini Kill). Le prime due tracce, Oh Come On e Ha Ha Ha, chiassose e impertinenti, confermano che Hanna non ha perso un'unghia della sua verve. la sua voce, ora tutta smorfie e ululati, ora zuccherina (in Just My Kind), che fa brillare questi brani. Una voce, e dei testi, che non mancano di suscitare emozioni. Musica pop per cuori punk. Ci sei mancata. (j.da.) KINGS OF LEON MECHANICAL BULL (Columbia/Sony) Dieci anni di attivit per la band di Caleb Followill e soci, celebrati con un disco giunto proprio quando la band sembrava sull'orlo dello scioglimento. Non siamo ai livelli di Only by the Night, ma le canzoni di Mechanical Bull suonano decisamente come i fan vogliono: un classic rock molto Usa senza cadere nelle tentazioni ruffiane di certe produzioni recenti. Supersoaker, il singolone, trascinante e decisamente da stadio, come si effettivamente trasformato nel tempo l'ex piccolo gruppo del Tennessee. (s.cr.)

FOLK POP

INDIE ROCK

FRANCIA

LATIN JAZZ

Sonniferi acustici
Tre uscite per One Little Indian (distr. Audioglobe). Se soffrite di insonnia e cercate qualcosa che vi aiuti a prender sonno e non volete affidarvi ad artifici chimici ecco ci che fa per voi! Lalbum che segna ufficialmente la reunion degli Scud Mountain Boys. Il disco, Do You Love the Sun, un disco che si rif alla tradizione folk country americana, quindi chitarre acustiche e lap steel in bella evidenza. E fin qui, nulla di male, se non fosse che non si percepisce un minimo di verve, idee compositive che latitano pesantemente e rilasciano un senso di noia tale da ritrovarti addormentato senza neanche volerlo. Su coordinate quasi simili, ma con un deciso salto di gusto, ritroviamo la cantautrice britannica Kathryn Williams con Crown Electric. Niente di cui ci ricorderemo da qui a qualche mese, ma c qualche spunto interessante. Sar perch viene dalla cool Islanda ma di sgeir si fa un gran parlare. Il cantautore scandinavo con In the Silence pubblica il suo primo album in inglese, remake del disco uscito in patria nella lingua madre lo scorso anno. E se le coordinate sono pi o meno le stesse, il risultato di altro livello. (Roberto Peciola) DAVIDE SOLFRINI MUDA (New Model Label) Muda, in giapponese, significa spreco, una bestemmia nella produzione industriale. E Solfrini, ex operaio, la muda la conosce bene. La risposta musicale al frastuono delle catene di montaggio una sequenza di brani che mettono al centro contraddizioni e sentimenti, regni di un benefico caos. Il respiro di note e parole, sottile e intimo, asseconda chitarre, percussioni e tastiere, in un esordio convincente. (l.d.s.)

Sulle strade Ritorno di Murderopolis a Marsiglia


Andiamo a percorrere strade polverose. Iniziamo da Anders Osborne e il suo Peace (Alligator). New Orleans la casa, gli Stati Uniti il mondo: coordinate geografiche che ben spiegano la sua miscela di Americana, cantautorato da strada alla Neil Young e una innata capacit nello scrivere canzoni. Una chitarra straziante e lirica come solo chi ha percorso un'infinit di miglia. Zero scontatezze, tanta classe. Citazione per Peace, Windows e Let It Go. Avanti con Sparrow & The Workshop: Murderopolis (Toad Records) passa dalle trasognate evanescenze californiane di Valley of Death a inquietudini degne di una New York notturna in Avalanche of Lust con consapevolezza e dimestichezza. Non capacit data a molti: bravi. Chiudiamo il capitolo supportando l'uscita dei The Thermals, trio condotto dal cantante e chitarrista Hutch Harris. Dieci i brani di Desperate Ground (Saddle Creek Record) che pescano in un post punk non troppo convincente. Rammenteremo solo un paio di brani come Born to Kill e The Sunset: troppo omogeneo il resto. (Gianluca Diana) BARRENCE WHITFIELD AND THE SAVAGES DIG THE SAVAGE SOUL (Bloodshot/Ird) Sano robusto rock'n'roll. Che diventa ancor pi ruffiano quando entra una sferzata di sporco blues. Barrence & soci ci sanno fare, e si confermano una macchina da guerra. Consigliato praticamente sempre: la mattina nel traffico (Hey Little Girl), post pranzo in ufficio (Sugar) e il sabato notte per danzare (The Corner Man). E non manca una sferzata al cuore (I'm Sad About It). (g.di.) Un tempo Marsiglia suonava in Europa quasi soltanto grazie ai Massilia Sound System. Da allora, ne passato dinchiostro sugli spartiti, disegnando una scena sempre pi ricca, refrattaria a omologarsi, pur senza rifiutare, anzi, di assorbire e trasformare le esperienze altrui. Le voci femminili costituiscono una presenza fondamentale. Lultimo lavoro del duo Belladonna 9ch, Le bal des loups garous (autoprodotto/Artifco) vede Agns Royon al sax e fiati vari pi voce, Michle Coudriou chitarre e accordeon pi voce, accavallare la guenguette electronique a klez e jazz melodico. Risultati trascinanti. Altro duo, altro regalo: le Isaya Dead or Alive in Ill Get You Back (Make me/Musicast), due gemelle che sfoderano timbriche quasi metalliche come le chitarre e le percussioni. Riferimenti stralunati al folk di frontiera americano anni Settanta, ma solo citazioni, per un disco che ipnotizza. Les Poulettes, ironiche pollastrelle, sfoderano Coup de lune (autoprodotto). Ed arma vincente, leggera, maneggiata con sapienza e freschezza di idee. Sorridete, ad esempio, ascoltando Putains dhormones. (Luciano Del Sette) JONATHAN WILSON FANFARE (Bella Union/Pias-Coop/Self) Dopo lottimo esordio, Gentle Spirit, lo si attendeva a una riprova. Le premesse ci dicevano di un album ambizioso che avrebbe dovuto superare il precedente. Allo scopo ha cooptato alcuni miti, da Crosby e Nash a Jackson Browne, e posto il fulcro in un piano Steinway. Gran dispendio orchestrale e attenzione agli arrangiamenti per un disco dal mood Seventies, che alterna momenti sublimi a cose dimenticabili. (r.pe.)

Cambiamenti per definizione


I jazzmen latinoamericani sono i pi esposti a cambiamenti, per quanto riguarda i contesti in cui suonano: quindi non esiste un latin jazz per definizione, ma forse tanti stili quanti i dischi di volta in volta realizzati da gruppi o solisti. In tal senso, per la portoricana Orquesta El Macabeo in Salsa bestial (Vampisoul) vale anzitutto un discorso di coerenza e rispetto verso le moderne tradizioni dei vivaci suoni caraibici che qui vengono intensificati con sostanziale divertimento ritmico. Gli argentini Natalio Mangalavite (pianoforte) e Martin Bruhn (percussioni), attivi in Italia e in Spagna, con Juego (Camilla) si divertono anchessi, ma in altro modo, ossia rielaborando vecchie canzoni criolle, esaltandone i profili melodici grazie ad arrangiamenti minimali. Chi invece sembra esente da richiami etnici il batterista messicano Antonio Sanchez: in New Life (Cam jazz) si conferma leader e musicista a tutto tondo (suoi gli otto brani in scaletta) con un sestetto postbop newyorkese, in cui le ascendenze latine restano forse simboleggiate dal forte imprinting ritmico nei temi e nelle improvvisazioni. (Guido Michelone) YELLOWJACKETS A RISE IN THE ROAD (Mack Avenue/Ird) Gli anni non passano invano per nessuno, chiaro: quindi anche le esplosioni vitalistiche di energia fusion degli Yellowjackets non possono essere quelle di sei lustri fa. Per questo nuovo disco, in cui compare Felix Pastorius al basso elettrico, figlio del compianto Jaco (il basso tra le mani quello del padre!), si fa ascoltare con piacere, merito anche delle comparsate dell'ottimo Ambrose Akinmusire alla tromba. (g.fe.)

ON THE ROAD
PiL-Public Image Ltd..
Il ritorno della storica band inglese capitanata da John Lydon. Bologna SABATO 26 OTTOBRE (ESTRAGON) Roma DOMENICA 27 OTTOBRE (ATLANTICO
LIVE)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Milano LUNEDI' 28 OTTOBRE (MAGAZZINI


GENERALI)

Torino VENERDI' 1 NOVEMBRE (SPAZIO 211)

(CIRCOSFORZA)

Montebelluna (Tv) MARTEDI' 29


OTTOBRE (ESSE MUSIC STORE)

Franc Cinelli
Un tour nei club per il bluesman italoinglese. Forl MERCOLEDI' 30 OTTOBRE (DEMODE') Trento VENERDI' 1 NOVEMBRE (BOOKIQUE) Br (Cn) SABATO 2 NOVEMBRE (CAFFE'
BOGLIONE)

Steve Gunn
Dal vivo il chitarrista sperimentale. Torino SABATO 26 OTTOBRE (BLAH BLAH) Bologna LUNEDI' 28 OTTOBRE (MODO
INFOSHOP)

australiana. Milano MARTEDI' 29 OTTOBRE (TUNNEL)

Joseph Arthur
Il cantautore di Akron, Ohio, scoperto da Peter Gabriel. Fontanellato (Pr) GIOVEDI' 31
OTTOBRE (TEATRO COMUNALE SAN VITALE)

Udine GIOVEDI' 31 OTTOBRE (TEATRO


PALAMOSTRE)

Circoloco Party, System Of Survival, Matthias Tanzmann e The Martinez Brothers (stasera) e molti altri nelle serate del 27 e dal 29 ottobre al 2 novembre. Torino DA SABATO 26 OTTOBRE (A SABATO 2
NOVEMBRE LINGOTTO FIERE)

Miles Kane
Dopo il tour estivo con gli Arctic Monkeys torna, per una sola data, il pop del cantante e musicista inglese. Milano SABATO 2 NOVEMBRE (MAGAZZINI
GENERALI)

Anathema
La band inglese, tra metal melodico e prog. Bologna LUNEDI' 28 OTTOBRE (ZONA
ROVERI)

Rimini MARTEDI' 29 OTTOBRE (NEON)

The Feeling of Love


Il trio psych blues garage francese. Firenze SABATO 26 OTTOBRE (TENDER)

The Irrepressibles
Unica data per il pop barocco della band-orchestra inglese. Bologna MERCOLEDI' 30 OTTOBRE (TEATRI DI
VITA)

Brescia VENERDI' 1 NOVEMBRE (LATTERIA


MOLLOY)

Black Belt!
Un Halloween Party a ritmo di blues organizzato da Mojo Station. Sul palco due nomi italiani, Dead Srhimp e Turchi. Roma GIOVEDI 31 OTTOBRE (INIT)

The Darkness
Torna la glamrock band inglese. Trezzo d'Adda (Mi) VENERDI' 1
NOVEMBRE (LIVE)

Moncalieri (To) MARTEDI' 29 OTTOBRE


(AUDIODROME)

Kim Gordon
La bassista e vocalist dei Sonic Youth torna in veste solista. Foligno (Pg) SABATO 26 OTTOBRE
(SERENDIPITY)

Holograms
Di nuovo in Italia la synth punk band svedese. Milano VENERDI' 1 NOVEMBRE (OHIBO') Padova SABATO 2 NOVEMBRE (BASTIONE
ALICORNO)

Karma to Burn
Lo stoner rock della formazione Usa. Torino MERCOLEDI' 30 OTTOBRE (UNITED)

Bob Dylan
Torna in Italia il vecchio menestrello di Duluth. Milano SABATO 2 NOVEMBRE (TEATRO DEGLI
ARCIMBOLDI)

Ciampino (Rm) SABATO 2 NOVEMBRE


(ORION)

Jazz & Wine of Peace


XVI edizione della rassegna friulana che unisce la musica jazz al buon vino, tra degustazioni e concerti. Il programma delle ultime due giornate di eventi: si comincia oggi alle ore 11 (Kulturni Dom di Nova Gorica in Slovenia) con The Fonda/Sevens Group, e poi Heiri Kanzig 4tet (ore 16, Tenuta di Angoris), Armando Battiston e Caludio Mazzer (ore 18.30, Az. Agricola Gradnik), Rim Berne Snakeoil (ore 21.30, Teatro Comunale), Luna e Un Quarto (ore 23.30, In taberna), Giampaolo Mrach/Giulio Scaramella Duo (ore 23.30, Jazz & Wine Le Bar);domani Klaus Gesing Solo (ore 11, Tenuta Villanova, Farra dIsonzo), Atomic (ore 16, Cantina R. KEber), Joshua Redman Quartet (ore 20, Teatro Comunale). Cormns (Go) SABATO 26 E DOMENICA
27 OTTOBRE (VARIE SEDI)

Continental
La nuova band dell'ex Dropkick Murphys Rick Barton, tra rock'n'roll, punk, folk e blues. In apertura il punk surf degli Yikes Country Club. Roma SABATO 26 OTTOBRE (TRAFFIC) Bologna DOMENICA 27 OTTOBRE
(FREAKOUT)

Mezzago (Mb) DOMENICA 27 OTTOBRE


(BLOOM)

Thirty Seconds to Mars


La emo rock band statunitense in concerto. Assago (Mi) SABATO 2 NOVEMBRE
(MEDIOLANUMFORUM)

Scott Matthew
Il cantautore australiano ha da poco publicato un album di cover, Unlearned, con brani di Raiohead, Rod Stewart, Bee Gees, Neil Young... Roma DOMENICA 27 OTTOBRE (ANGELO MAI) Bologna LUNEDI' 28 OTTOBRE (LOCOMOTIV)

Arcane Roots
Il trio inglese al debutto, tra Mars Volta, Tool e Rush. Mezzago (Mb) LUNEDI' 28 OTTOBRE
(BLOOM)

Charles Bradley
Due date per il sessantatreenne vocalist soul funk americano. Mezzago (Mb) VENERDI' 1 NOVEMBRE
(BLOOM)

Virginiana Miller
Il ritorno dal vivo della band livornese coincide con la pubblicazione del loro sesto album, Venga il regno. Bologna VENERDI' 1 NOVEMBRE
(LOCOMOTIV)

Milano LUNEDI' 28 OTTOBRE (LIGERA)

Roma SABATO 2 NOVEMBRE (ANGELO MAI)

Simon Phillips
L'ex batterista, tra gli altri, di Toto e The Who nel progetto Protocol II, con il chitarrista Andy Timmons. Roma SABATO 26 OTTOBRE (ATLANTICO LIVE) Prato DOMENICA 27 OTTOBRE (KELLER PLATZ)

A Place to Bury Strangers


Da New York, sulla scia di Jesus and Mary Chain. Verona SABATO 26 OTTOBRE (INTERZONA)

Chris Brokaw
Ritorna solista il leader dei Codeine. Vecchiano (Pi) SABATO 26 OTTOBRE
(REDROOM)

Adam Green
Un capostipite della nuova scena anti-folk newyorkese. Bologna GIOVEDI' 31 OTTOBRE (IL COVO) Parma VENERDI' 1 NOVEMBRE (PULP) Ancona SABATO 2 NOVEMBRE (DECIBEL)

Agliana (Pt) DOMENICA 27 OTTOBRE (IL


MODERNO)

Movement
Ottava edizione per il Torino Electronic Music Festival, con il meglio del panorama elettronico italiano e internazionale. Tra gli ospiti, per il

Pere Ubu
Da Cleveland, Ohio, lunderground degli anni Settanta.

Milano LUNEDI' 28 OTTOBRE (GATTO') Ravenna MARTEDI' 29 OTTOBRE (MOOG) Imola (Bo) MERCOLEDI' 30 OTTOBRE

Karnivool
Una data per il metal prog della band