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TUONO PETTINATO & FRANCESCA RICCIONI ALAN TURING CHIARA CARRER CARMELO BENE SLOVENI IL ROCK IN TRIBUNALE PINK

FLOYD, UN LIBRO IN EGITTO GLI ULTRAS HANNO FERMATO IL CALCIO


MUSICA ARTI OZIO
SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO SABATO 24 NOVEMBRE 2012 ANNO 15 N. 46

INIZIATO IERI IL 30 TORINO FILM FESTIVAL CON LOPERA PRIMA DI DUSTIN HOFFMAN. NEL SUO ULTIMO ANNO IL DIRETTORE RIPRENDE LA FORMULA ORIGINARIA, PIU APERTA AI CINEASTI GIOVANI ED ESORDIENTI

LALBANIA, AMELIO SALUTA TORINO

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ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

FESTIVAL DEL CINEMA

L ALTRO GIANNI DI TORINO

TUTTO JOSEPH LOSEY


Andrea Forzano, Victor Hanbury e Joseph Walton furono gli alias di Joseph Losey, il cineasta comunista del Wisconsin, costretto da MacCarthy a rifugiarsi (con Ogden Stewart e Cy Endfield) a Londra. A Joseph Losey, amico di Brecht e doppio di Welles, dedicata la bella retrospettiva integrale (alla presenza della vedova e del figlio) che comprende i thriller (Lalibi dellultima ora, Linchiesta dellispettore Morgan, Giungla di cemento), i film fantascienza obliqua (Hallucination), i mlo spiazzanti (Eva) e i duetti con Harold Pinter (Il servo, Lincidente e Messaggero damore). Pi gli spot e i doc Usa.

Torino ritorna alle origini. Ai pi giovani


Internazionale.doc e Italiana.doc, assieme a Torino XXX (dove c il Mishima di Wakamatsu), le sezioni pi interessanti del festival che, iniziato ieri, ritorna a esplorare il nuovo
di ROBERTO SILVESTRI

TORINO 2012
LondonThe Modern Babylon (nominato per l'European Film Awards), viaggio nel tempo e nel cuore della sua citt: attraverso musicisti, scrittori e artisti, pericolosi rivoluzionari e radiali comuni, laffresco di una citt che gioca con le sue tante identit. Home sweet home di Enrica Colusso (Francia/Italia), dopo The Golden Temple, racconta il massiccio piano di dequalificazione urbana che trapianta il cuore di Londra... Joo Pedro Rodrigues e Ben Russell si guardano allo specchio attraverso i loro corti, e siamo in pieno horror: A ultima vez que vi Macao di Joo Rui Guerra da Mata e Joo Pedro Rodrigues e Manha de Santo Antonio, sugli zombie innamorati che vagano per Lisbona durante la festa di SantAntonio (che portoghese, non padovano) del 13 giugno. O Ponce de Leon di Jim Drain e Ben Russell, sul navigatore del 1500 in Florida, alla ricerca della fonte delleterna giovinezza. Fulvio Baglivi, in Materiali da distruzione ricomincia da Nostra signora dei turchi dimostrazione di come il lavoro di Bene debba rivivicare il cinema italiano e Franco Maresco assieme a Tatti Sanguineti racconta la storia della Sicilia (e dell'Italia) attraverso Cinico Tv e Belluscone. I miei consigli per vanno a I dont speak very good, I dance better di Maged El Mahedy (Egitto/Italia) eretico racconto della rivoluzione attraverso un emergenza sanitaria tenuta segreta (lepatite C) e la forza di musica (Mahmud Reda e Farida Fahmy) che esorcizzana in stile derviscio il tummore islamista. E Parallax Sounds di Augusto Contento (Francia/Germania/Finlandia/Italia) in viaggio nella metropoli pluristratificata, Chicago, con il post rock, tra Ken Vandermark e Dave Grubbs, jazz e il grunge erranti....

Le sovrimpressioni continuano. Filmmakers di Milano quasi su Torino, un po come i Popoli su Roma... Un peccato anche perch Torino, che ha inaugurato ieri sera ledizione 30, tra velenose reazioni alla rinuncia di Loach che, a ragione, non ritirer un premio peraltro giustamente conferitogli (ma con che faccia lo potrebbe accettare lui, sempre al fianco delle lotte operaie e nei servizi?), negli ultimi anni si caratterizzata per una attenzione straordinaria e un occhio lucido sul panorama documentaristico, proprio o improprio. Certo, io darei unocchiata, Wakamatsu a parte, nelle sezioni parallele, anche a Amleto 2 di Felice Cappa e a Dimmi che destino avr di Peter Marcias, doppia proposta distributiva italiana di Arcopinto e della rediviva Pablo, poi ad Anna Karenina del britannico Joe Wright, perch Tolstoj Tolstoj, a Gangster: Rules of the time di Jong-Bin Yoon (Sud Corea), da Seul arrivano sempre cose interessanti, a Come stelle fugaci di Anna Di Francisca (Italia) e al film della sorella di Ralph Fiennes, Sophie, che dopo un bel Puskin adesso propone The perverts guide to ideology. E torniamo ai due concorsi doc, straniero e italiano pi sezione di confine Documenti, dove c il veterano dello sperimentalismo Ken Jacobs con la sua indagine in 3d su Occupy Wall Street... il pre-elezioni russe del film collettivo della Scuola di Teatro e Cinema Documentario di Marina Razbezhkina e Mikhail Ugarov; la ribellione siriana vista dal libanese Rabih Mrou e dall'italiano Antonio Martino; la crisi greca nei 12 corti scelti da Vassily Bourikas; il G8 di Genova... Altri soggetti daffezione: Fellini, Pasolini, la Corsica dove si muore di traffico, Fukushima due anni dopo, le miniere sarde chiuse che non devono morire (Giuseppe Casu), la parola che ci seduce e ci intrappola, il rapporto tra Chicago e alcune tendenze musicali, la gentrification, la rivoluzione egiziana, la migrazione, il passaggio all'et adulta, la morte e l'elaborazione del lutto.... E prima di tutto segnaliamo il nuovo film di Julien Temple,

IL RESTAURO

di CARLO MONTANARO

Un cofanetto dedicato a Francesco Pasinetti con tutti gli inediti

IL TIFF ANNO 30. LARGO AI GIOVANI, RETROSPETTIVA JOSEPH LOSEY

Wakamatsu, Sion Sono, Kotchef, Sally Potter, Hoffman...


Per il XXX compleanno, disturbato dallingombrante slittamento di Roma, il Tiff (fino all 1 dicembre), diretto per lultimo anno da Gianni Amelio ha un programma ricco e denso, concentrato soprattutto sui nuovi talenti (specialmente nella sezione documentati a cura di Davide Oberto). Un ritorno, che apprezziamo, allo spirito del Tonino Film Festival... A parte gli esordi, che scopriremo, attesissimi i classici sempre verdi (anche la retrospettiva Losey) o i nuovi lavori di alcuni veterani: Sally Potter (Ginger & Rosa), e Dustin Hoffman (lesordio Quartet, nella sezione Festa mobile), Fernando Arrabal, Luigi Faccini, Daniele Segre, Ted Kotchef, Roberto Rossellini, lomaggio a Francesco Pasinetti (Festa mobile Classic), Sion Sono, con il film bocciato a Venezia, e Rob Zombie (The lord of Salem, sezione Rapporto confidenziale), Julian Temle (doc). in Torino XXX lo strepitoso e imperdibile Mishima di Koji Wakamatsu e, sempre da Cannes After the battle di Yousry Nasrallah (Egitto) e Holy Motors di Leo Carax, Casa dolce casa di Tonino De Bernardi (vedi a fianco), No di Pablo Larrain (Cile) e il primo Garrone. In concorso 16 film, tre dei quali extra occidentali, ma uno solo mongolo, The first aggregate di Emyr ap Richard and Darhad Erdenibulag, e tre italiani, lopera seconda di Gipi,

Smettere di fumare, Noi non siamo come James Bond tra docu-verit e finzione mitologica di Mario Balsamo e Sun Re di Giovanni Columbu. Inoltre Breaking Horizon di Pola Beck (Germania), Arthur Newman di Dante Arola (Usa), Made in Ash di Iveta Grafova (Repubblica Ceca), Call girl di Mikael Marcimain (Svezia, Irlanda, Norvegia, Finlandia), I.D. di Kamal K. M. (India), The liability di Craig Viveiros (Uk), Una noche di Lucy Mulloy (Cuba/Usa/Uk), Pavilion di Tim Sutton (Usa), Present tense di Belmin Sylemez (Turchia), Shell di Scott Graham (Uk), Sun dont shine di Amy Seimetz (Usa) e Terrados di Demian Sabini (Spagna).

Allappello ne mancano ancora tre, probabilmente perduti per sempre. Ma pare quasi impossibile se si pensa che la sua casa romana stata, gradualmente e senza particolari precauzioni, smontata e quella veneziana andata a fuoco negli anni 70. parte dei film, poi, erano produzioni indipendenti rimaste acefale alla sua morte prematura. Altri tempi, qualcuno sarebbe legittimato a dire, se oggi esistesse un luogo certo cui conferire memorie (scritti, foto, libri, memorabilia), certo soprattutto sul piano della conservazione, della catalogazione e della successiva accessibilit. Mentre al solito si pu raccogliere solo quello che stato seminato. Ed per questo che appare abbastanza straordinario aver ritrovato 19 opere (un lungo e 18 cortometraggi) facenti capo allattivit cinematografica di Francesco Pasinetti, nato a Venezia nel 1911 e morto improvvisamente a Roma nel 1949. Opere che, su indicazione del Comitato Regionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Francesco Pasinetti presieduto da Carlo Montanaro, sono state ricercate e ripristinate in digitale da Luce Cinecitt che, tramite il suo Archivio storico, ha curato linsieme delle operazioni con la collaborazione della Cineteca Italiana di Milano e della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di cinematografia di Roma. Negli ultimi anni alcuni recuperi erano stati gi effettuati e, in particolare, il primo restauro digitale che la Cineteca Nazionale, un corto firmato da allievi ma dallimprinting totalmente pasinettiano, Torcello. Lo stesso Luce, poi, nel 2002, aveva stampato un libro prezioso

che rendeva accessibile la tesi di laurea del ventiduenne Pasinetti: la prima tesi (1933) che riusciva a collocare il cinema nellambito della cultura e dellarte. Un testo chiosato e collocato nel tempo e nella cultura dellepoca da saggi di Fabrizio Borin, Marco Borghi, Michele Gottardi, Carlo Montanaro, Leopoldo Pietrangnoli, del fratello Pier Maria (nel frattempo scomparso) e dello stesso Reberschak. Grazie al progetto del comitato Regionale in una nuova edizione sempre curata da Maurizio Reberschak, anche quel libro La scoperta del cinema stato aggiornato e rieditato costituendo, insieme ai 3 Dvd con 19 film e 5 extra, un cofanetto che verr presentato nellambito del Torino Film Festival nella mattinata di mercoled 28 novembre. Nelloccasione si potranno vedere i pi recenti restauri, tre cortometraggi non pi visti dallepoca della loro distribuzione. E che sfatano lesclusiva veneziana dellopera di Pasinetti che invece, come fotografo e regista, ha girato anche altrove ed ha approfondito altri argomenti. Come nel caso specifico, il dolore visto dagli occhi degli addetti ad un grande ospedale (Citt bianca, 1942), il lavoro con la documentazione della costruzione di un impianto idroelettrico del Friuli (Lumiei, 1948) e la divulgazione, in un film curioso nel quale Pasinetti accreditato come montatore, mentre in realt sar stato, come al solito, molto vicino ai due registi suoi allievi (cesare Ardolino e Gian Luigi Polidoro, Latte per la citt, 1949). In chiusura Il canale degli Angeli, lunico lungometraggio di Pasinetti del 1934. Un film per tanti versi ancora acerbo, ma costruito in una Venezia cos veridica da risultare una delle opere che aprono la strada al neorealismo.

ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

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LUOMO DOPPIO
di Cosimo Terlizzi (Italia/Svizzera, 2012, DCP, 63), sezione Italia.doc. Distruggi il tuo ego la frase scritta sul muro dellappartamento di unamica, morta in tragiche circostanze. Queste parole spingono il regista a riflettere su se stesso e registrare le sue riflessioni come in un diario audiovisivo fatto di vita di coppia, voyeurismo, spostamenti geografici compulsivi, tradimenti multimediali e letture. Cosimo Terlizzi, artista, performer, fotografo, cineasta, utilizza spesso nei suoi la messa in scena della vita come arte. Di origine pugliese, con vocazione internazionale , unaltra caratteristica delle sue opere (Folder). Il festival di Pesaro questanno gli ha dedicato una personale. (in una foto di Damien Modolo)

4 BTIMENTS, FACE LA MER


di Philippe Rouy (Francia, 2012, Blu-Ray, 47) Nel giugno 2011, come prova di trasparenza, Tepco installa una livecam sul sito della centrale di Fukushima, che rivela la portata del disastro: una finestra sul paesaggio spettrale di un futuro apocalittico, popolato di creature uscite dall'immaginario di Honda Ishiro. Queste immagini si possono trovare su internet. Ma il gesto inaspettato di un operatore, rivolto alla camera, ci ricorda dove siamo e quali sono le nostre responsabilit. La materia del film fatta di quattro costruzioni di fronte al mare: catastrofe a distanza, gli effetti di veleni invisibili. E la camera si rivela come testimone di un paesaggio morto. Trasformate da Philippe Rouy.

ALBANIA ANIJA, LA NAVE

come essere adolescenti, dice. I ragazzini che parlano nel tuo film dimostrano una grande maturit, una durezza che fa impressione. Nel caso dei ragazzini, dei bambini, sono stati semplicemente travolti dalla folla. Per quelli di dodici, tredici anni era come un gioco, non erano nemmeno coscienti, non a caso uno di loro poi torna indietro. Non era una cosa pensata n che potesse affrontare. Altri invece hanno seguito la stessa folla, come la ragazza che ha trovato una famiglia qua, hanno costruito una vita diversa perch hanno sfruttato le condizioni che permettevano di studiare o lavorare. La tua personale esperienza? Io a differenza dei ragazzini ero un po pi maturo. Non che ci avessi pensato, ma ho colto loccasione, mi sentivo pi sicuro vedendo la folla, da solo non lo avrei fatto. Due anni prima ci aveva provato da solo uno dei miei pi cari amici a passare a nuoto dal lago di Scutari verso la Jugoslavia. Lo hanno preso e messo in prigione. Nella folla ho visto anche lui. Sono arrivato nel marzo 91 a Brindisi. A Otranto arrivato il primo esodo ma non c stata lemergenza e l si trovavano tutti i giornalisti mentre le grandi navi arrivavano a Brindisi. Io ricordo la solidariet. stata laccoglienza dei brindisini a far decidere il governo ad accogliere gli albanesi arrivati con quellesodo di marzo: noi tutti abbiamo avuto il permesso di soggiorno. Poi quattro mesi dopo con la Vlora le direttive sono cambiate e da l cambiato totalmente il senso dellaccoglienza. Avevi ben chiaro anche latmosfera del paese, tu infatti dici: come giovent avevamo perso ogni scopo. Eravamo delle ombre con una lontana origine umana Tutto quello che io presento come oppressione un mio ricordo diretto. Non a caso parliamo della fine degli anni 80. Giovent che ha perso ogni scopo come oggi lItalia? Forse per mancanza di speranza? ma no, diverso, l eravamo totalmente chiusi, un paese che parla solo con se stesso e gente che si parla tra di loro e vede il mondo esterno solo attraverso la televisione. Non credo che esperienze come quelle dellAlbania o come quelle della Germania dellest possano essere paragonabili, almeno per quanto riguarda la mancanza di libert. Le tue esperienze cinematografiche erano gi cominciate in Albania? No, io ero appena laureato in lingue

Roland Sejko e i dieci anni che sconvolsero Albania e Italia


di SILVANA SILVESTRI

A sinistra: Il canale degli Angeli di Francesco Pasinetti a destra: una scena da Anjia di Ronald Sejko quando sono arrivato qua. In Albania cera un altro percorso, prima facevi gli studi, poi lavoravi. Non potevi lavorare prima: lo stato, la famiglia ti manteneva durante gli studi, dopo gli studi ti indirizzavano loro dove potevi lavorare e se eri fortunato potevi anche finire in uno studio cinematografico. Non cerano scelte. Ma non cerano studi che portavano verso il cinema? Si, ma erano blindati, controllati totalmente. Le origini della cinematografia albanese sono molto strane perch inizia negli anni 50 e manda i suoi quadri a studiare nelle scuole dellest. Questo primo gruppo di cineasti albanesi diventer il nocciolo duro continuer per anni a fare cinema, Anagnosti, Piro Milkani.

NUMERO 1 PRESENTE

GERENZA
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Al Festival di Torino. Poi scriver 2 - Passato


di TONINO DE BERNARDI *

Un mondo misterioso era lAlbania al momento dei primi sbarchi. Chi non fosse abituato alla sua presenza come vago profilo di montagne dallaltra parte dellAdriatico nei giorni in cui spira un vento particolare, non sapeva neanche della sua esistenza, nonostante i suoi legami con lItalia al tempo del fascismo: si potevano forse immaginare le costruzioni ufficiali del ventennio, ma per lo pi si sapeva che tutte le coste erano disseminate di bunker contro il nemico. Lisolamento pi completo regnava spezzato solo da Radio Tirana che si captava dalle coste di fronte, oppure da qualche rara pellicola che ci si ostinava a far arrivare, dove i conflitti tra citt e campagna ricalcavano pianificazioni di altre cinematografie allest, o dove le lotte partigiane costituivano un genere consolidato. E per la prima volta vedevamo italiani come mai si erano visti al cinema: frati beoni, commercianti fatui contrapposti al fiero popolo del paese delle aquile. LItalia vista dallAlbania, il sogno dei confini illimitati, il coraggio e la paura, lesilio e la rinascita: anche questo Anjia (la nave) di Roland Sejko, un documentario che ci mette faccia a faccia, a pi di venti anni di distanza con il pi importante evento accaduto nel nostro paese. Si susseguono ai preziosi materiali albanesi che imprimono flash indimenticabili della vita sotto Enver Hoxha (gli slogan umani, le parate, i condannati a morte per aver, tra laltro, ascoltato musica italiana, ed anche i giochi dei bambini e le conquiste del socialismo con il piccone in una mano e il fucile nellaltra, elettrificazione completa a parte). E gli sbarchi sulle coste della Puglia, lassalto per arrampicarsi sulle cime per far parte del grande viaggio, una certa pazzia sostenuta da spirito di avventura. Si ascoltano anche le

Dagli archivi del cinema e della televisione albanese, dallIstituto Luce, il film di un regista che sal su una nave chiamata Legend
testimonianze di chi ormai si stabilito da tempo, ha un lavoro ed ha acquisito anche un lieve accento brindisino o veneto: la fioraia che ha fatto anche la domestica, la badante, limpiegato con famiglia, la bambina che fu adottata, chi aveva lintera famiglia perseguitata e qui possiede unApe 50 eh ha comprato una casa cantoniera, il ragazzino che scapp anche lui su una nave per poi tornarsene in Albania qualche mese dopo (non farlo mai pi comment suo padre). E il pilota di Mig che piuttosto che sparare sulla folla con una semplice virata di cloche atterra a Galatina. Non era solo la Vlora, cera anche lApollonia, lAppia, la Cefalonian. Anche il regista Roland Sejko fuggito su una nave, la Legend, nel 91, si stabilito in Italia, ha gi realizzato Albania il paese di fronte, lavora dal 95 allArchivio Storico dellIstituto Luce che ha prodotto il suo film ed stato fondatore e direttore di Bota Shqiptare, lunico periodico in albanese pubblicato in Italia, dedicato ai cinquecentomila di albanesi che vivono qui. Avevo 23 anni quando sono arrivato in Italia. Avere ventanni in Albania in quellepoca era un po

Monologo Vita/cinema, Cinema/vita e Lou Castel che adesso qui a Torino al festival ( stato invitato!! e lo potete vedere se ci sarete al festival ma solo alla prima proiezione) in questo mio Casa dolce casa ma lui anche gi nel mio Medee Miracle (2007 ma uscito in sala a Paris solo a inizio 2011 e mai in Italia ma Fuori Orario) lui il maire (sindaco) di Ricordo di aver visto film Pantin che si oppone a Medea ambientati allepoca del fascismo, Huppert gridando furioso in salone piuttosto pesanti contro gli italiani municipio (scena non prevista con Anche questi erano degli anni 50. Nel l'urlo di lui e lei rimane glaciale), lui mio film precedente parlo di questo Lou il padre potente della nuova aspetto, si vede come venivano derisi moglie di Jason Tommaso Ragno e in e rappresentati gli italiani nel cinema altra scena di Medee Miracle strattona albanese, erano tutte caricature. Nel anche Isabelle Huppert-Medea la mio film c un pezzo di prima moglie ripudiata e lei la nuova documentario dove sono moglie in abito bianco in cima alla rappresentati come imbecilli che gradinata della chiesa di Pantin guarda vanno in guerra cantando e i tra le braccia di Tommaso-Jason il partigiani li falciano tutti. una padre che lui Lou che cerca di rappresentazione molto schematica strappare le 2 bimbe a Medea Huppert che faceva parte della propaganda. (una bimba Teresa la mia nipotina Certo ci sono registi che hanno che adesso cresciuta e la seconda la esagerato. Io ho fatto una lunga figlia di Maria de Medeiros che anche ricerca su come sono stati appare in Medee Miracle) e l'altra rappresentati gli italiani nel nostro cinema ed molto interessante. Dopo (altra rispetto a Medea) Rossella Dassu che sar poi nel seguito di Casa la caduta del regime nel 91 gli studi e cio nel N.2 (forse) Hotel de sono stati abbandonati, e questo lUniverse o nel n.3 ancora senza titolo abbandono lo ha subito lintera ma devo precisare che prima Rossella industria albanese. C stato il crollo l'avevamo gi messa in questo Casa di un paese. dolce (si dice che stata tagliata ma io non dico cos e per questo ci sar la E come si potevano trovare i trilogia), noi siamo io e Alberto materiali darchivio? (Momo) che il grande montatore di Gli studi, i teatri di posa, erano Casa ma anche il compagno di Giuli abbastanza buoni, si producevano mia figlia e padre di Teresa figlia di anche 14 film allanno, un numero Medea, in tutto i bimbi sono 3, e sono enorme per un paese di tre milioni di abitanti. Ma gli archivi, tutto larchivio i 3 bimbi di Casa (ma io ho anche altri 2 nipoti che si son visti nel film del cinema albanese si salvato. Con dell'anno scorso e in Iolanda tra lIstituto Luce nel 2005 abbiamo fatto bimba e corsara di quest'anno ci sono un accordo con lArchivio di Albania tutti 5 e sono bimbi corsari) e qui si per renderlo pubblico anche in Italia vedono una volta sola nella scena del e abbiamo creato una banca dati di caminetto col fuoco con Adib del 200 ore dei documentari albanesi Marocco che diventata gi da tanto online. parisienne... E devo allora dire che come qui in Casa dolce c, nel film Si tende a vedere il tuo film come Medee miracle c' anche Giulietta De complementare rispetto a La Nave Bernardi mia figlia (nella vita la dolce di Vicari mamma dei 3 bimbi Momo), Marta, Credo siano due film molto diversi, il la nutrice dalla tragedia greca ma l film di Daniele si concentra nella Pantin di oggi muta e incarna sullepisodio di Bari, il mio cerca di anche il coro greco ma muta e con raccontare da dove queste persone ci si arguisce che oggi il coro della arrivavano, cosa lasciavano alle spalle tragedia muto, ma questo non le e dove si trovano oggi. Io ho scelto di impedisce di amare totalmente le raccontare personaggi molto normali, bimbe di Medea e la stessa Medea, lei anche se non hanno avuto successo. Oggi sembra che tutti gli albanesi o gli vive nella loro casa, Medea l'ha portata con s dal loro paese sul mar Nero... e stranieri se non hanno successo non lei Medea-Isabelle H ora canta Crazy sono normali. Love la canzone di Marianne Faithfull e Nick Cave e il violinista del mio film (lui ora anche coi dirty three oltre che con Nick) proprio il violinista di Nick Cave Warren Ellis a cui a Paris nella mia casa (prestatami da Richard per tanti mesi) io ho fatto i fagioli quando l'ho invitato a pranzo la prima volta... e Rosanna che invece in Casa dolce casa stata nella vita a 19 anni la fidanzata di Nick Cave quando lui viveva l anni fa...e Lou Castel, se devo proprio ancora aggiungere qualche precisazione forse per chiarire se possibile, Lou gi nel mio Appassionate di fine secolo1999 il magnaccia di Anna e cio Bonaiuto e le dice bacialo come baciavi me portandole il cliente ( l'agnello di dio Marco che nella vita marito di Galatea Ranzi e sono anche loro con 3 figli e anche loro proprio 2 femmine e un maschio) trattalo bene! le dice ma lou Castel prima ancora nel n.1 (Fiori del destino) dei miei Sorrisi asmatici dall'1 al 3 ma Huppert non gi tornata in questo mio Casa, ma c' Joana Preis che lei stima come attrice e per Isabelle verr il giorno di Gros Plan io spero se ancora vivo come Oliveira l'immenso... Joana l'ho incontrata e l'ho sempre seguita... e insomma ho intrecciato il film di ora col mio passato di cinema che sempre presente non essendo a dir il vero mai stato consumato io confesso da troppa distribuzione e visione... e anche un pizzico di futuro ma totalmente la vita vorrei in mio cinema come sempre fin dall'inizio et ora e sempre. Novembre 2012 *Casa dolce casa verr proiettato nella sezione Torino XXX del 30 festival del cinema di Torino

In copertina: un fotogramma di Anija (la nave) di Roland Sejko

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ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

GRAPHIC NOVEL
di VIRGINIA TONFONI

Affrontare la storia della vita di uno dei matematici pi importanti del XX secolo, padre ante litteram dellinformatica che si tolse la vita come Biancaneve, mordendo una mela avvelenata, e soprattutto, farlo con una graphic novel, pu sembrare unimpresa bizzarra e un po ardita. Il libro firmato da Tuono Pettinato, illustratore pisano gi autore di lavori su Darwin e Galileo, e da Francesca Riccioni, livornese laureata in Fisica, con un Master in Comunicazione della scienza, un segno chiaro di come una biografia come quella di Turing, che si snoda tra

la genialit delle sue idee, leccentricit delle sue manie e passioni, e la sua solitudine esistenziale possa, invece, essere raccontata attraverso una storia illustrata. Nato centanni fa in Inghilterra e figlio dellimpero, Alan un ragazzino riservato che manifesta sin da tenera et unattrazione prepotente verso le meraviglie naturali e un vivo interesse per la chimica: troppo spesso viene trovato nel laboratorio mentre sperimenta strane pozioni, e si vede costretto ad abbandonare un paio di scuole. Ha circa ventanni quando, borsista a Cambridge, matura lidea di assegnare a una macchina il

La graphic novel e la storia. Enigma. La strana storia di Alan Turing di Tuono Pettinato e Francesca Riccioni Rizzoli Lizard, 2012

Luomo, la mela, e lenigma a fumetti

compito di risolvere algoritmi attraverso una serie distruzioni tradotte in regole meccaniche. Con questo sistema Turing, non solo il primo a introdurre il concetto di macchina automatica applicato al calcolo, ma dimostra anche linfondatezza dellassioma di decidibilit teorizzato dal razionalista tedesco Hilbert, mettendo definitivamente in crisi la speranza razionalistica di poter risolvere qualsiasi problema con il calcolo, e in fondo, lidea di completezza e coerenza che fino a quel momento aveva dominato nella rappresentazione matematica del mondo. Dopo aver declinato linvito di John Von Neumann a prendere parte al progetto Manhattan, dal quale nacque la bomba atomica, Turing, che sta investigando sul linguaggio adeguato per trasmettere istruzioni alle macchine, convocato dallesercito inglese con il fine di decrittare il codice Enigma, ideato dallesercito nazi per inviare messaggi ai propri sottomarini. La sua creazione si chiama Colossus, ed la macchina che decreter la sconfitta di Hitler. Nella Londra del secondo dopoguerra Alan Turing tenta di vivere in modo pi disteso la sua omosessualit, ma lInghilterra non cambiata e continua a essere un paese tradizionalista: lo scienziato, recatosi al commissariato di polizia per denunciare il furto dei suoi appunti, condannato per il reato di omosessualit ed costretto a un trattamento ormonale devastante che lo spinger al suicidio. Una storia tormentata e intensa, come accennavamo, ma piena di spunti che gli autori hanno saputo fondere con la materia narrativa, spesso troppo inquietante. Un dato aneddotico della vita dello studioso, come la passione per un film animato di Disney, Biancaneve, che vide appena uscito, nel 1938, nelle sale inglesi, diventa cos unimportante soluzione stilistica, quasi un leitmotiv grafico: Adolf Hitler ritratto come la regina Grimilde, i colleghi dello spionaggio inglese diventano i sette nani e per la cura ormonale obbligatoria, Turing finisce dentro al pentolone della strega. Creativit scientifica che rilancia quella grafica dunque, nelle pagine di Enigma, dove la fantasia contamina la realt anche nella scelta dei colori; una quadricromia anomala, composta da verde acqua, viola, rosso e nero, ricorda i colori del vestito della strega, ma anche il rosso della mela, del sangue e della guerra. Lapparato visivo fiabesco - spiega Tuono Pettinato, durante la presentazione del libro al Lucca Comics - si prestava benissimo per il nostro intento di presentare la storia di un genio matematico, ovvero di parlare di scienza in un fumetto, perch ci permetteva di aggiungere humour nero e un pizzico di gusto dellassurdo alla storia. Si tratta di una riuscita sovrapposizione di registri che risponde anche alla volont esplicita degli autori di comunicare la scienza senza cadere in un tradizionale discorso didattico, obiettivo del tutto in linea con il crescente interesse per la scienza da parte delle arti figurative. Sullo stesso punto insisteva anche Francesca Riccioni negli incontri di Comics and Science celebrati durante la kermesse lucchese e organizzati da Andrea Plazzi, matematico e traduttore di fumetti e da Roberto Natalini (matematico e critico letterario).

Alla presenza di Gianluigi Filippelli (fisico ed esperto di Disney) e di Luigi F. Bona (direttore dello Spazio fumetto del museo Wow di Milano), la sceneggiatrice dichiarava: Il mondo della scienza ricco di storie umane e offre spunti dindagine psicologici e giornalistici che non hanno nulla da invidiare alla letteratura di massa. Traslare la scienza su un piano letterario la libera della sua impenetrabilit; il tradizionale aspetto didattico e specialistico veicolato dalla narrazione e viene percepito come un evento collaterale, un erudito cammeo che entra in relazione con il fruitore in maniera indiretta, senza che siano necessarie particolari nozioni scientifiche. In questo modo, al pubblico possibile recepire il contenuto scientifico su vari livelli: dalla consapevolezza dello stakeholder alla sorpresa dellincuriosito beginner, chiunque pu leggere la scienza sotto una luce nuova. Gli autori compiono quindi scelte formali che alleggeriscono la vicenda umana di per s piuttosto triste dello scienziato, ma che in nessun momento tolgono spessore e dignit al romanzo. In effetti, nel libro si toccano quelli che furono i principali interessi scientifici e gli ambiti di ricerca del matematico inglese: lo studio sui numeri computabili che porta alla progettazione della macchina di

ALIAS 24 NOVEMBRE 2012 QUEERING ROMA


La Festa del cinema lesbico gay bisex transgender e queer della Capitale si svolge dal 23 al 25 novembre alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, una prestigiosa sede per un festival nato nel 2007 come piccola rassegna su iniziativa dellassociazione Armilla e poi diventato festival con il sostegno della provincia e in collaborazione con il Torino Glbt Film Festival Da Sodoma a Hollywood. Film provenienti da tutto il mondo, aperitivi letterari, un evento d'arte (la collettiva fotografica Gender Utopia a cura di Francesco Paolo Del Re con Baldoni, Benassi, Calvelli, Coletta, Foddai, Aloha Oe, Pajewski, Potenza, Sabbagh, Serino) e un brunch domenicale tra ciak e rainbow. Tra le altre iniziative da visitare la mostra al secondo piano della Casa del Cinema dedicata allo storico cineclub Locchio lorecchio la bocca con i programmi e le suggestioni che hanno contribuito alla svolta culturale degli anni 70.

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BRASILE

Lo scienziato Alan Turing raccontato, nelle novel graphic Colossus e in Enigma, da Tuono Pettinato, illustratore pisano, e da Francesca Riccioni, livornese laureata in Fisica

Turing e in seguito al concetto dintelligenza artificiale, la sfida contro la macchina cifrante nazista e la ricerca sullorigine dei pattern biologici. Argomenti che il lettore medio rischierebbe di non cogliere a pieno se non fossero trasmessi con un linguaggio visivo accessibile, grazie alla geniale sintesi del tratto di Tuono Pettinato e ai molti riferimenti presenti nel nostro immaginario collettivo. Per quanto riguarda i codici, per esempio, Enigma e Colossus vengono personificati come i robot dei manga, dove il dispositivo cifrante di Turing ricorda - come specifica lillustratore - limmagine della prima copertina di I, robot di Asimov e il gioco dellimitazione in voga nellInghilterra degli anni 50, che ispira al matematico il suo lavoro sui pattern biologici, reso sulla pagina con degli efficacissimi esempi tratti dal mondo animale. Ogni concetto matematico o scientifico ha quindi un suo controcanto grafico familiare ai lettori, ma anche una sua vertente umana nellesplorazione della vita emotiva di Turing: lo studio dellintelligenza artificiale scaturisce forse dal problema dellidentit, ed probabile che il gioco dellimitazione, pratica frequente nei salotti inglesi, lo incuriosisca per lo stesso motivo. La soluzione narrativa della doppia voce, quella in prima persona, dello stesso Turing e una di terza persona che si occupa di tessere i quadri storici e ambientali sui quali si svolge la vicenda, appare la pi appropriata per un romanzo illustrato che vuole fondere la vicenda umana e la storia dei processi creativi del troppo spesso sottovalutato genio inglese. Rimangono, insieme alla mela al cianuro con la quale Alan Turing pose fine alla sua vita, le insolute e pi torbide ipotesi di uneliminazione studiata da parte di chi reputava che lo scienziato sapesse davvero troppo e la sottile insinuazione da parte degli autori sulla noncuranza con cui la storia del pensiero bandisce i personaggi pi scomodi, che fa di questo fumetto, un lavoro solido e coerente, oltre che stilisticamente eccellente. Nel centenario della nascita dello scrittore, Enigma un libro che insieme alle due maggiori biografie, quella di Andrew Hodges Alan Turing. Storia di un enigma (Bollati e Boringhieri, giugno 2012), rilanciata questanno per loccasione e quella di David Leavitt Luomo che sapeva troppo (Codice edizioni, 2008), si merita a pieno titolo un posto nello scaffale dedicato ad Alan Turing.

XXXVI MOSTRA INTERNACIONAL DE CINEMA DE SAO PAULO

Prima il pubblico poi i critici. Loznitsa trionfa. Ricordando Leon il grande


di DONALD RANVAUD
SAN PAOLO

Il 36 festival di Sao Paulo (19 ottobre-1 novembre) ha proposto come in chiusura la versione restaurata (anche grazie alla Cineteca di Bologna) del Nosferatu (1922) di F.W. Murnau . Lo ha fatto con laccompagnamento dello coro e dellorchestra sinfonica della Petrobras (lequivalente della nostra Eni) diretti dal maestro tedesco Pierre Oser. Nonostante fosse annunciata una forte chuva de verao e un freddo inusitato per quella che ormai lestate (verao, appunto), ben 18 mila persone si sono presentate a colmare fino allinverosimile la sezione del Parco di Ibirapuera dedicata all'evento, attrezzati con ombrelli, coperte, seggiolini, panini, birra, gazzosa e limonata. Roba da stadio, ancora piu sorprendente dato che il Corinthians giocava in casa una partita fundamentale per la classifica del campionato (poi vinto un paio di settimane dopo dal Fluminense). Lo score magnifico di Oser (gi compositore di partiture per Aurora di Murnau, 1927; Destino di Fritz Lang, 1921, e Michael di Carl Dreyer, 1924, nonch graduate emerito della Jazz School di Munich) faceva venire la pelle doca nonostante la protezione termica contro le avversit atmosferiche. E alla fine una standing ovation degna dei Rolling Stones... veramente difficile descrivere a parole le sensazioni che un vecchio cinephile pu provare in queste circostanze e la gratitudine per la valorosa e incomparabile direttrice del festival, Renata de Almeida, infinita, sopratutto considerando perdita del marito e ex direttore del festival, Leon Cakoff, scomparso lanno scorso a una sola settimana dallavvio della 35esima edizione e con i mille problemi che ha dovuto risolvere da quel momento.Il companero Leon fond la manifestazione e, durante la dittatura militare and addirittura in prigione per avere disobbedito, pressoch sempre, alla censura e invitando registi internazionali senza peli sulla lingua. Un eroe della cinephilia piu oltranzista, con un carattere forte che non scendeva mai a compromessi anche con gli amici pi cari. Per una ventina danni ha avuto la fortuna di poter contare su Renata, infaticabile compagna di lotta e madre dei suoi due figli, Jonas e Thiago. Verrebbe spontaneo il paragone con Jean-Marie Straub e

Una gigantesca platea per Nosferatu di Murnau. Sotto Leon Cakoff, direttore e fondatore del festival, scomparso nel 2011

Danile Huillet, indispensabili luno per laltro fino allultimo e ostinatissimi. Renata, da sola, riuscita a mantenere gli alti livelli della manifestazione e fortunatamente non d segni di demordere. Invisible World, una affascinante compilation di corti dedicati al concetto dellinvisibilit, diretto proprio da Leon Cakoff (anche attore per de Oliveira e Egoyan) e Renata de Almerida (con opere di Egoyan, de Oliveira, Wenders, Angelopoulos, Maria de Medeiros, Mario Bechis e Gian Vittorio Baldi), dopo lanteprima mondiale qui stato presentato a Roma. Sono stati proiettati quasi 400 film in 12 sezioni. Ma loriginalit del festival consiste nel coivolgere attivamente gli spettatori. Si fanno vedere infatti tutti i film al publico pagante, nei primi dieci giorni, con schede di voto per decidere chi entrer in finale. E si affida poi, nella seconda parte del festival, alle varie giurie, la decisione sui premi (anche in soldi) in base alla preselezione del pubblico. In questo

modo non c mai una grande discrepanza tra critici e pubblico nelle valutazioni estetiche e la gente viene coinvolta in maniera diretta. Questa formula incoraggia molto anche la vendita dei biglietti che sono parte integrante del budget del festival, che ha dedicato gli omaggi a Chris Marker e Raul Ruiz e le retrospettive ad Andrei Tarkovski, Minoru Shibuya e Sergei Loznitsa, un regista bielorusso di nascita (Baranovitchi, 1964) ma, cresciuti a Kiev, ucraino a tutti gli effetti. Lomaggio a Loznitsa e al suo cinema di pura poesia etnografica una di quelle scoperte o riscoperte che spesso vengono riprese da altri festival internazionali prestigisoi, come la Sao Paulo's Boca do Lixo sul cinema-bis brasiliano anni 60-80, che Rotterdam ha riproposto lanno scorso - hanno acceso animate discussioni con il folto publico (e sono molti gli studenti universitari e delle scuole di cinema) dellintera megalopoli, variegato e avido di cinema escluso dalle logiche commerciali . In Landscape e Life, autumn le canzoni popolari cantate dai contadini, spesso centenari, scandiscono il passare delle stagioni richiamando a volte i canti di preparazione alla battaglia degli indiani Blackfeet del nord America e altre volte quelli delle contadine di Novecento. Dostoyevskiano nell indole, il regista ha anche demonstrato grande ironia e compassione nella sua visione del mondo e del mezzo cinematografico. Ma, tra tutti, Revue, di 82 minuti del 2008, basato interamente sui newsreels, stile Luce, degli anni cinquanta e sessanta, quello che pi rende lidea della grande variet di etnie dellUnione sovietica, accumunate solo dal miraggio di un sistema che fece della propaganda larma piu importante. I sogni e le aspirazioni di questa gente, manipolata alla perfezione nel montaggio, danno una impressione aggiacciante, con il senso di poi, di ci che stato il post-stalinismo kruscioviano e brezneviano.Pi vicino a casa ma imperniato sullo stesso principio il bellissimo film sul consenso al fascismo di Marco Bechis, Il sorriso del capo, anche questo intermanente basato sui materiali Luce, che con una voice off personale di memorie del padre del regista riesce a creare una specie di mondo parallelo che ci fa ringraziare e tenere stretto Internet, perlomeno come antidoto alle versioni ufficiali della storia. In una vivace master class Bechis ha poi postulato un concetto, sviluppato anche da Zizek, e dal nostro cineasta in esilio americano Massimo Mazzucco: non pi necessario filmare immagini nuove per fare film importanti, basta accedere agli archivi della Torre di Babele e rivedere, da altre angolazioni, le bugie che si accavallano fin dalla creazione dellimmagine in movimento. Trionfatore del festival La bella addormentata di Marco Bellocchio, migliore film straniero per critica e pubblico (Colegas premiato come miglior film brasiliano). Opera prima Filling the void di Rama Bursthein (Israele). Miglior documentario We came home di Ariana Delawari, lartista afghana scoperta da Byrne.

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CONVERSAZIONI INTORNO ALLARTE

CHIARA CARRER
Un dialogo serrato che apre alla filosofia e a temi esistenziali e femministi con lillustratrice e scrittrice nata a Venezia
di MARIA GROSSO

A sinistra, La bambina e il lupo e sotto, Barbabl

femminile, ribaltando altre versioni pi tradizionali ([IL LUPO] le corse dietro a perdifiato./ Ma la raggiunse solo/ quando lei stava entrando in casa. / E gli sbatt la porta sul muso). E Barbabl? (2007) Una volta incamminata per questo sentiero, arrivata Barbabl che viceversa ha rappresentato una mia scelta molto definita: sono io che ho proposto alleditore di illustrarla. Anche perch la struttura delle due fiabe in fondo la stessa, cambia soltanto let della protagonista: nella prima si tratta di una bambina che crescendo prede consapevolezza del proprio essere femminile, nella seconda sebbene nel passato si andasse spose appena ragazzine di una donna a tutti gli effetti. In pi i due tracciati si sono ulteriormente avvicinati attraverso lopera di astrazione dalle condizioni storico-temporali cui solitamente sottopongo i testi: mi piace enfatizzarne la dimensione universale. Sfrondata di questi aspetti la struttura portante di Barbabl diventa il rapporto uomo donna, la dinamica della relazione di coppia. Di recente sarebbe nata poi Vassilissa (lalbo uscito lo scorso anno in Francia per La joie de lire), un antico desiderio per lei, una fiaba amatissima da entrambe, il percorso verso lautonomia di una ragazza cui la madre, prima di morire, lascia una preziosissima bambola. Lavorando su Vassilissa il mio riferimento stato Donne che corrono coi lupi. Trovo che la lettura che Pinkola Ests fa di questa fiaba sia molto potente, ancor pi di quella di Marie Louise Von Franz. Non dico che sono partita da quelle letture prima ancora che dalla narrazione, ma certo sono state essenziali per me, molto arricchenti. Quando lavoro con una fiaba, sono sempre in cerca di quella la versione che possa smuovere in me emozioni profonde. In Vassilissa ero attratta dalla bellezza della figura di questa ragazza, dal modo in cui affronta lignoto, che pu adombrare il male, ma anche semplicemente lavventura. Sentivo assonanze con La bambina e il lupo. Anche l la bambina si pone innanzi allignoto e lo risolve a suo favore, autonomamente. Vassilissa non indaga la violenza sulle donne, se non indirettamente attraverso una ricerca sullidentit, sulla capacit di stare con s. Quella dellautonomia anche la mia ricerca costante e la cosa pi difficile in assoluto. In quelle note si parla di solitudine. Credo che in fondo siamo soli sempre, anche quando abbiamo a fianco la madre e il padre e siamo allinterno della famiglia. Siamo profondamente soli con le nostre emozioni e alla ricerca di conferme. I litigi, i capricci sono continui tentativi di essere autonomi, accompagnati dal sotterraneo terrore di esserlo veramente, dalla paura che le persone pi amate ci si rivoltino contro. Lautonomia davvero limpresa pi ardua. Per questo storie come Vassilissa incarnano un processo catartico, una utopia, un momento di respiro, una speranza costante. Non a caso Rodari ha smosso tanto le coscienze e le menti, dando a tutti lidea di poter davvero costruire una societ senza competitivit e con amore. A questo punto sarei stata curiosa circa le scelte artistiche che lhanno condotta a realizzare questi tre albi, per esempio relativamente ai colori... Le prime due sono nate una dopo laltra e inevitabilmente si sono influenzate a vicenda. Per entrambe ho lavorato molto con il collage a tinte piatte, partendo dallidea del tagliare come atto equivalente alla violenza fortemente insita nelle due storie, da cui lidea manuale di incidere graffiare e scarnificare. Non sono una virtuosa della tecnica: ma piuttosto una persona molto curiosa

Era lestate appena scorsa: fuori nubi calde e dentro lo spazio nitido dellAtelier di via Panisperna, Roma, uno dei luoghi dove Chiara Carrer passa pomeriggi a creare albi illustrati, a progettare, a disegnare. Tratti ormai inconfondibili: anime di carta, grafite e collage, profondit e gioco, dolore e levit Un registratore, un notes per gli appunti, una caraffa di vetro per lacqua, due bicchieri: sul tavolo bianco del nostro incontro, nientaltro. Ceravamo conosciute anni prima durante un suo workshop per la creazione di una copertina, sulla scia del suo La bambina e il lupo, originale rivisitazione femminista da una versione poco nota di Cappuccetto rosso. Ne avrebbe raccontato a lungo durante la nostra conversazione. Poi di recente ceravamo riviste a Bologna, nei giorni della Fiera, esponeva tazze e teiera illustrate, magicamente allestite in un negozio di abiti per linfanzia Negli anni avevo conservato limmagine creata ispirandomi alla sua guida: collage e aghi da lupo per esplorare le tante possibili vie di una delle fiabe pi necessarie alle bambine e alle donne di tutti i tempi Intuivo che di loro, dunque anche di noi, avremmo per lo pi voluto parlare: Amo le storie in cui ci sia una figura femminile con quella qualit che io vorrei che tutte le donne avessero, a cominciare dallinfanzia. Credo nella nostra potenza creatrice, per questo amo i colori delle terre. Allora le avrei ricordato le parole insolite e belle scritte per lei da Aleksandra Jovicevic in occasione della mostra Voce interna (2011): I disegni di Chiara Carrer sono per bambini che hanno pi che ventanni il momento in cui si rimane soli Nelle sue illustrazioni si parla di una donna giovane partita per un viaggio, o semplicemente incamminata su una strada con lespressione triste lincertezza e la minaccia della solitudine sono rappresentate attraverso tutte le possibili sfumature di nero e grigio intrecciate con la pioggia e il freddo (non immaginavo tutte queste sfumature di nero cio di solitudine). Sarebbero state come note di accompagnamento durante la nostra conversazione: I miei libri sono per tutti coloro che vogliono vederci qualcosa. Soltanto nel nostro paese sono considerati libri solo per bambini. Certo, non sono libri per qualsiasi bambino, ma non c neanche un libro per adulti che sia per qualsiasi adulto. Sono per quegli adulti che sanno ancora farsi attraversare dalle emozioni, che provano curiosit a guardare i libri illustrati per quei bambini che non passano tutto il loro tempo nella solitudine dei giochi elettronici, che sanno ancora essere ricettivi e fare associazioni di idee. Alcuni li definiscono inquietanti, altri concettuali. Io li concepisco come una esperienza di materialit e sperimentazione: la storia non tutto, puoi anche non coglierla e cercare di capire come sono fatti,

Oltre Barbabl, con le fiabe non si scherza


provare a rifarli. Allora le avrei parlato del mio percepire, nel suo lavoro degli ultimi anni, un desiderio specifico di indagare lanima adulta di donna, grazie anche a un modo personale e coraggioso di rapportarsi al mondo incantato delle fiabe e loro vulgate di impronta maschile. Saremmo giunte cos innanzi a uno dei bandoli, a quelle pagine dove tanto cominciato, alla Bambina e il lupo (2005). Prima di quel momento non avevo mai voluto illustrare una fiaba. Mi sembravano testi talmente abusati e sovraccarichi di interpretazioni, che mi chiedevo che senso potesse avere aggiungerne altre. Con La bambina e il lupo, invece, ho veramente cominciato a visualizzare la possibilit di poter realizzare qualcosa di nuovo pur in questo universo cos frequentato. Il libro nato da una richiesta. Ho acconsentito perch finalmente, dopo tanti protagonisti maschi, potevo avere come guida della storia una bambina! Dovendo poi scegliere tra la miriade di variazioni di Cappuccetto rosso, quella di Paul Delarue mi sembrata la pi giusta proprio perch dava centralit assoluta alla figura

Qui sopra, la copertina di La bambina e il lupo; a destra, pag 7, una scena allinterno del libro, Vassilissa e Barbabl

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che porta a deteriorare sempre di pi le condizioni generali dei lavoratori a partire dal cedimento, dal mancato no di uno/a di loro. Questo il punto debole di tutta la catena. Perch chiaro che chi ha lavorato dieci / venti anni a un certo punto sa benissimo quali sono per lui le regole e quali le decisioni da prendere, per sa anche che le ha sempre pagate e scontate di persona. Insegno alluniversit, e faccio presente ai miei studenti che fondamentale leggere attentamente i contratti, li metto in guardia dal non accettare qualsiasi condizione, raccomando loro di richiedere i diritti dautore e la restituzione delle tavole originali, tutte clausole che io mi sono costruita negli anni e che ho sempre richiesto agli editori con cui ho lavorato. C Fremok, la casa editrice belga con la quale possibile concepire contaminazioni tra illustrazione e graphic novel, andando oltre steccati e creazioni standard... Cos giungiamo alla libert totale che sperimenta nelle installazioni e il cerchio ritorna a Voce interna. Con le tavole della mostra ho voluto creare qualcosa che andasse completamente oltre il concetto tradizionale di storia. Chi venuto a vederla era molto attratto e in tanti volevano sapere quando sarebbe stato pubblicato il libro. Cerano uomini che volevano essere rassicurati sul fatto che avevano compreso quello che volevo dire. Ho risposto: guardate che proprio questo che voglio che accada. Ognuno deve vedere quello che vuole vedere, quello che pu prendere, perch non c una narrazione precisa, ma solo spunti e riflessioni intorno a qualcosa da cui tutti siamo passati. Non c nessuno di noi che non abbia avuto un dolore amoroso, un abbandono una perdita un tradimento anche solamente un travisare completamente la realt delle cose per cui mettici del tuo! Io ho messo tutta lanima, ci ho messo tutta messa e capisco dallo sguardo che tu stai rivolgendo a questa cosa che lo capisci, per tu vuoi che io ti porti per mano. Io non ti porto per mano da nessuna parte. Non lo faccio mai. Nemmeno con i bambini. Infine i nidi, singoli, a coppia, a rami. Nellalbo di Logos che porta il suo nome sono come visioni da un mondo dove possibile immaginare la fragilit, la dolcezza e il mistero del s e degli altri, senza paura di dirlo. I nidi in natura sono qualcosa di meraviglioso, una forma di casa. E la casa per me importantissima: il primo luogo dellidentit, uno spazio che pu essere costruito amorevolmente con se stessi. Immagino tantissime tipologie di nido e vorrei che fosse fatto di tante materie diverse. Le donne creano nidi, nel senso che hanno unattenzione differente verso i piccoli spazi e i piccoli mondi. A volte il nido ci imprigiona, ma racchiude anche il coraggio, lavventura di difendersi, i confini inviolabili. Losservazione della natura ci regala la cura minuta con cui gli uccelli approntano il loro nido, quasi a dirci la necessit di lavorare con amore sui piccoli dettagli. Un nido ricerca delle relazioni nello spazio: questi bicchieri, questa bottiglia, a seconda di come li disponiamo, sono gi un nido: qui tra noi. maria_grosso_dcl@yahoo.it

LUTTO COLORATO E GENIUS LOCI


Genius loci: entit naturale e soprannaturale legata a un luogo e oggetto di culto nella religione romana. Cos dice wikipedia, ma ci saranno certo definizioni pi approfondite, comunque sia nello strano periodo della vita che sto attraversando, che chiamerei lutto colorato, mi capita di ragionare sulla potenza dei luoghi , sulla memoria degli spazi, nella casa che stata di mia madre per esempio penso spesso a quel film Questi fantasmi di Pietrangeli, in cui i fantasmi abitanti decidono di bloccare la vendita del palazzo in cui vivono facendo scoprire al funzionario delle belle arti un affresco del Caravaggio, in realt dipinto in poco tempo dal fantasma pittore Caparra interpretato in modo sublime da Gasmann, che metter sotto protezione lintero ledificio. Anche in quella casa c un affresco allingresso che mia madre fece dipingere quando entr, a cui sono molto affezionata e non vorrei perdere, in cui ci siamo tutti noi della famiglia gatto azer il grigio compreso, immersi in uno sfondo teatral-metafisico ( bizzarro lo so) fatto dal giovane pittore Ferdinando Fedele, uno degli ultimi scoperti dalla sua storica galleria Trifalco, ricostruendo la storia della quale si pu fare il tracciato geografico politico cronologico della migrazione degli artisti rifugiati. Dal 1970 al 1996 mia madre Giannina Angioletti ha dato ospitalit a tutti quegli artisti validi in fuga dalle dittature e dai golpe del secolo scorso: dalla Grecia dei colonnelli ai Cileni di Pinochet, a palestinesi, libanesi, rumeni e coreani, per non dire dei tantissimi giovani italiani. Ecco, adesso per pura casualit arrivato, condotto dal suo fiuto per il genius loci, a vivere l un pittore cosmopolita, Dieter, ha tre figlie di tre nazionalit diverse ed era amico di mio padre, io non lo conoscevo per puro caso lho incontrato, so che si trover a suo agio, lo so, e non avr paura dei fantasmi e lascer intatto il nostro affresco. Un altro caso di genius loci il ritorno oggi pomeriggio di Paola Febbraro 9/11/1956 22/ 5/2008 nella sua terra natale Marsciano (pg) in Umbria dove le sar dedicata un aula della grande biblioteca comunale L. Salvatorelli e dove oggi pomeriggio verr presentato dalla stessa curatrice Annamaria Farabbi il libro Stellezze di Paola Febbraro in cui sono presenti alcune poesie inedite, un breve racconto in prosa e quattro lettere e una poesia indirizzate dallautrice alla stessa Farabbi: fonda/come collo di tartaruga dall'acqua fonda come tartaruga prima marina poi di terra/ l'animale che in questo momento mi sembra/il pi innocente grande animale della fatica/la fatica sarebbe essere contemporaneamente in due o pi punti di vista diversi/mettiamo la solita stella/ fonda deriva da affonda le fondamenta/le fondamenta affondano in terra trapanano il suolo ci mettono sopra qualcosa di nuovo/io in questo periodo la cosa che sento pi forte la fatica che faccio.../scusatemi se mi interrompo/fonda un colore una tinta fonda/mio nome bifronte materia severa di una parte di me fonda quel suono gong della sera/fonda solo adesso che la scrivo mi tiene compagnia/forse la scrivo solo perch l'ho sentita mia amica fonda:/unamica. A Marsciano nata Paola sua madre Giovanna e suo padre Giorgio che erano cugini di secondo grado e suo fratello Stefano che scelse di andarsene dal mondo il giorno 8.8.88 a cui Paola dedic la bellissima lettera a fratello Stefano. A Marsciano tra i boschi dentro la terra dellumbria sono le radici di Paola poeta giusto che rinasca da l per farsi conoscere.

delle donne, che riesce a salvarsi non condanna laltro, ma lo trasforma, cio riesce a trovare quellaspetto maschile luminoso grazie al quale i due possono amarsi. Prima o poi la realizzer. Tornando al progetto darte di Vassilissa... Ho scelto di utilizzare solo la matita, quindi solo il bianco e nero. Il colore un rosso perch desideravo assolutamente rendere la forza tenebrosa che c nel racconto. E poi non volevo distrazioni, qualcosa che rendesse la visione pi facile. Cos ho affidato tutto alla grafite che per me ha infinite valenze ed portatrice di sensibilit assoluta: questo perch i suoi neri e i suoi grigi li ottieni solo con un quantit di gesti e di segni che si accumulano. Dovrebbero far sentire allaltro tutta la trama che hai costruito, fargli percepire quello che vuoi raccontare. Come la tessitura sottilissima e meravigliosa per la quale lei diventa diversa agli occhi delluomo che ama. Dunque la tecnica giusta in questo caso era rappresentata dalla texture, dai segni che si intrecciano, anche se ho usato altre tecniche che sono alla base del segno, come il frottage, il calco, la trasparenza: volevo essere lieve, leggera. Queste alcune delle parole di Chiara Carrer, una delle voci pi autorevoli dellillustrazione internazionale, artista italiana, veneziana dorigine, gi da tanti anni attiva nel contesto europeo (oltre cento i libri pubblicati per non dire delle mostre nel mondo, e dei premi, mentre di recente uscito per Logos un suo autoritratto quasi soltanto per immagini. Eppure persino a professionalit esperte e realizzate come la sua, talvolta il lavoro culturale in questo paese suona troppo complicato e di resistenza... In certi casi anche chi ha fatto una lunga strada deve fare le stesse trafile dei principianti perch il lavoro sottostimato. E si comprende che non si sta facendo un vero discorso culturale Al momento le regole sono talmente insostenibili che arrivi ad accettare di non lavorare. Al di l

del mancato rispetto dei diritti economici, un paese che non riconosce n il talento n la qualit. cos che siamo qui adesso a riflettere intorno alla possibilit di creare una coscienza profonda e forte della categoria. Se sia possibile o meno credere che oltre lindividualismo, la competitivit, la giungla della deregulation, dalla solidariet delle forze possano nascere benefici per tutti, un senso altro di cultura agita. Lo so, da noi c lassociazione illustratori, lassociazione scrittori, e ci sono alcuni tentativi di raggrupparsi e farsi conoscere allestero, tante volont, per alla fine ognuno promuove se stesso e gi in questo meccanismo non c quella collettivit di cui tu parli. Daltro canto, spesso la controparte, ossia leditore, non riconosce la categoria, questa entit comune, cos ci si ritrova ad affrontare le situazioni e a scegliere da soli. A questo punto necessaria una consapevolezza di s che ben altro che semplice apparire, ci vuole la sostanza. Ma prova a dirlo a chi inizia ed in cerca della sua prima visibilit Allora mettiamo a fuoco il ricatto

moderati arabi

< 198 199 200 >

che, sperimentando, cerca di rinvenire nella tecnica lo stesso contenuto di ci che sta raccontando. Quei testi per me avevano bisogno dellazione fisica che espressa dalle forbici; allo stesso tempo volevo rappresentare figure e luoghi geometrici astratti, che mettessero in scena quella atemporalit di cui parlavo prima. Gli spazi devono incutere emozione: la paura o la gioia, o lenfasi sullazione che sta accadendo. I colori che ho scelto sono prettamente simbolici: dal rosso al bianco al nero, a rimandare al sangue e alla morte e ovviamente il

blu perch non c illustratore che non abbia usato il blu per Barbabl Per sicuramente anche un colore che rimanda alla mente. Anche perch in Donne che corrono coi lupi Barbabl rappresentato come il predatore naturale della psiche femminile, quindi ha anche la valenza di colui che plagia, del sabotatore della mente di una donna; ma c un oltre, il blu come espressione di congiunzione spirituale. S, ci sono versioni di Barbabl in cui la parte femminile - grazie allultima

Le citt del Sahara restano assediate dalle forze di occupazione di Rabat ed ogni protesta proibita. Intanto le mine antiuomo, nascoste nel deserto dallinvasione del 1975, continuano a fare vittime tra i civili sahrawi.

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SOPRUSI

TRIESTE
FRIULI VENEZIA GIULIA AGGIUNGERE UNA PAROLA

FRANCESCA REGGIANI
Si intitola Punti di svista il nuovo spettacolo che terr Francesca Reggiani il 30 novembre a Roma, Auditorium Parco della musica, Sala Petrassi. Firmato da Valter Lupo e Francesca Reggiani per la regia di Valter Lupo, con lausilio di video che ritraggono lattrice nelel vesti di alcuni personaggi dellItalia di oggi. Il suo schietto umorismo con punte affilatissime una garanzia di divertimento, uno specchio non deformato sulla vita di coppia e sulla societ, dove la vita reale lascia sempre pi spazio al reality. soprattutto una sfida da one woman show, in grado di tenere il palco da sola per tutto il tempo dello spettacolo, un tempo appannaggio dei soli attori. http://www.auditorium.com/eventi/5416645

Perch vogliono tagliare la cultura slovena in Italia


di MARA GUERRINI
TRIESTE

Sedi culturali slovene a Trieste. La prima pagina e la sede del Primorski Dnevnik

Situazione difficile, ma in via di risoluzione, quella che sta vivendo la comunit slovena in Italia in questi ultimi giorni, a causa dei tagli voluti dal nuovo governo con la Spending Review rispetto ai finanziamenti previsti dalla legge n. 40 del 2001 per la tutela delle minoranze linguistiche. Tali tagli, che si sommano a quanti erano stati decisi alla fine della scorsa legislatura dall'ultimo decreto legge Tremonti, consistono in totale in circa 2.116 milioni di euro da sottrarsi alla somma annualmente stanziata di circa 8,8 milioni di euro. La cifra, che dal 2001 rimasta sostanzialmente invariata, garantisce l'esistenza delle organizzazioni primarie e minori della minoranza slovena come il quotidiano in lingua slovena Primorski Dnevnik, la Biblioteca Nazionale slovena e il Teatro Stabile sloveno con sede a Trieste, le scuole di musica, le scuole di lingue, i doposcuola, i Kulturni Dom (Centri di cultura) e tutte quelle realt associazionistiche e non che operano a livello culturale e artistico nel Friuli Venezia Giulia e che sopravvivono quasi esclusivamente grazie ai fondi pubblici. Le problematiche sono molte, dai ritardi nell'erogazione dei fondi, a tutt'oggi non ancora corrisposti per l'anno 2012 e anticipati dalle singole associazioni, alla possibilit che molti servizi vengano notevolmente ridotti o che addirittura vengano chiuse organizzazioni che si possono considerare storiche, con l'aggravante di pregiudicare molti posti di lavoro. Da una stima non ufficiale sarebbero circa duecento i lavoratori fissi impiegati nel settore all'interno del Friuli Venezia Giulia (nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine) e circa altri duecento i collaboratori con contratti diversi. La situazione particolarmente drammatica per quanto riguarda il quotidiano Primorski Dnevnik, l'unico in lingua slovena in Italia e principale riferimento per l'informazione della minoranza linguistica, che subisce anche i tagli all'editoria. Incide pesantemente l'effetto retroattivo della manovra varata alla fine del 2011, che and a toccare quanto fu speso, quindi anticipato, dal giornale nel 2010. Esso si trova di fatto in stato di crisi e costretto quindi a contratti di solidariet quando possibile (quindi alla riduzione forzosa degli stipendi con l'obbligo per il personale di rinunciare a sette giorni lavorativi al mese), ci che implica anche una minor disponibilit di risorse umane, oltre al danno economico per le singole famiglie. Vengono inoltre ridotte il numero delle pagine dell'edizione cartacea e adottate altre misure simili per fronteggiare l'emergenza, un'emergenza che a detta del direttore del giornale Duan Udovic, non si potr governare ancora a lungo in questa maniera.

I finanziamenti sono sempre arrivati regolarmente per vent'anni e ci hanno permesso di costruire un giornale non di certo ricco, ma sicuramente dignitoso. Siamo il giornale di una minoranza e per tanto non riusciamo a sostenere da soli le enormi spese legate alla sua gestione. Stiamo ancora aspettando i contributi del 2010 e del 2011, di cui non conosciamo gli importi esatti, ma sappiamo che sono drasticamente diminuiti e non c' certezza quindi sul nostro futuro. Le banche ci stanno anticipando il denaro che ci serve ma difficilmente questa situazione potr durare all'infinito. Potrebbe essere una questione di pochi mesi. Il problema del credito tocca anche altre organizzazioni slovene, che operano a loro volta in ambito culturale, oppure artistico ed economico. Se fino al 2011 era la regione che regolarmente anticipava i soldi che lo stato doveva versare alle amministrazioni, certa di tale fatto, dalla fine dell'anno scorso ci non

avviene pi, non potendosi permettere di andare in disavanzo su importi che poi non vengono interamente corrisposti perch ridimensionati in un secondo momento come nel caso della legge Tremonti. Questi sono considerati elementi di ulteriore gravit, perch di fatto obbligano a richiedere crediti bancari, con conseguenti ulteriori spese a carico del richiedente. Attualmente in parlamento c' il gruppo del Pd che ha proposto un emendamento affinch venga ripristinata la somma originariamente stabilita per la tutela della comunit linguistica slovena dalla legge n.38 del 2001, dichiara il consigliere regionale e presidente del gruppo La Sinistra L'Arcobaleno Igor Kocijancic. questa una delle strade che abbiamo percorso con maggior ottimismo e da cui ci aspettiamo dei risultati concreti e significativi, ma non certo l'unica. L'emendamento infatti, che in attesa di approvazione, segue un comunicato ufficiale dell'Skgz (Unione Culturale

Con la Spending Review del governo Monti richiano di chiudere il quotidiano in lingua slovena Primorski Dnevnik, la Biblioteca e il Teatro Stabile sloveno di Trieste, scuole di musica, doposcuola...

Economica Slovena che racchiude al suo interno quasi met delle organizzazioni e associazioni slovene che operano sul territorio nazionale, l'altra met rappresentata dalla Sso, Confederazione delle Organizzazioni Slovene) del 10 ottobre 2012 dove viene denunciata la grave situazione che vive la comunit e dove di fatto i tagli in questione vengono tacciati come inaccettabili. Pur riconoscendo la difficile situazione economica che sta vivendo l'Italia in questo momento, viene dichiarata la sostanziale necessit di ripristinare i fondi che spettano di diritto alla comunit nel rispetto delle leggi di tutela, in un momento in cui i rapporti istituzionali tra Italia e Slovenia sono invece molto positivi. Non certo visto come un atto politico infatti - afferma Kocijancic - piuttosto come una sforbiciata lineare, indiscriminata, che non valuta caso per caso laddove necessario. Attraverso un contributo come il nostro che poco impegnativo per uno stato, sostanzialmente lo stesso contributo di sempre, possono venir salvate organizzazioni e posti di lavoro e arginare un focolaio di crisi. Vuol dire anche salvaguardare i rapporti bilaterali con la Repubblica Slovena, scrive il sindaco di Trieste Roberto Cosolini in una lettera diretta al premier Mario Monti. Dal canto suo la Slovenia, anch'essa in

condizioni disagiate, ha scelto di mantenere a oggi i suoi impegni economici nei confronti delle istituzioni d'oltre confine, nonostante le difficolt. Una eventuale chiusura definitiva delle maggiori istituzioni culturali, sociali e scientifiche della minoranza slovena in Italia, non desiderabile afferma ancora il sindaco che promette di far seguire ulteriori lettere ed iniziative, tra cui un documento rivolto al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo. Tale chiusura impoverirebbe cos tutta la realt della regione Friuli Venezia Giulia, togliendo alla minoranza stessa ogni possibile ruolo di mediazione culturale e valorizzazione del plurilinguismo. Le istituzioni culturali della comunit slovena in Italia sottolineano infatti quanto i privilegi fiscali di cui la Regione Fvg gode attraverso l'attribuzione dello statuto speciale, siano relazionati alla presenza di minoranze linguistiche sul territorio e per questa ragione dovrebbe impegnarsi in maniera molto pi decisa e attiva per la risoluzione di questi problemi. Restano ancora due nodi storici da affrontare, la questione nazionale e quella nazionalista. Ci sono dei grandi equivoci alimentati dal nazionalismo italiano rispetto alla minoranza slovena - afferma Igor Kocijancic la comunit slovena una comunit autoctona, dalla storia plurisecolare di appartenenza all'impero asburgico. Il fascismo ha poi acuito queste divisioni nel dopo guerra. Il rischio di una annessione probabilmente c' stato negli anni dal dopoguerra fino a met degli anni '50, quando qualcuno pensava di scrivere un'altra storia. Ma nessuno ora pensa n di annettersi, n di riconoscersi in uno stato diverso, proprio. Per saperlo con certezza bisognerebbe fare un referendum o una inchiesta, ma non credo sia necessario. Forse uno sloveno in Italia pu non avere lo stesso fervore patriottico di un italiano, ma si riconosce perfettamente nelle istituzioni dello stato italiano. C' per la richiesta, la revindicazione di un riconoscimento tangibile della nostra peculiarit, il cosiddetto bilinguismo visivo, ovvero l'attenzione alla cartellonistica e alla toponomastica nelle due lingue italiana e slovena, come succede nel vicino Friuli o come succede a Bilbao, dove sui temi della visibilit della lingua c' molta pi attenzione. A Bilbao addirittura l'euskera al primo posto nella cartellonistica, quando la lingua parlata dalla maggior parte della popolazione comunque lo spagnolo. A Trieste il bilinguismo visivo non applicato del tutto, anzi, ci sono delle gravi mancanze in questo senso, perch nel nostro territorio c' ancora una certa difficolt a far convivere armoniosamente queste due identit e c' sempre il timore da parte del nazionalismo italiano di lasciare troppo spazio cos a quello sloveno, quando le esigenze della comunit non vanno al di l della semplice richiesta di applicazione di quanto stato deciso dalla legge di tutela numero 40 nel lontano 2001 e che qui non mai stata ancora del tutto attuata, al contrario di altre regioni italiane e della vicina Slovenia.

ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

(9)

I FILM
L'AMORE IMPERFETTO
DI FRANCESCA MUCI, CON ANNA FOGLIETTA, BRUNO WOLKOWITCH. ITALIA 2012

SINTONIE
MELINA - CON RABBIA E CON SAPERE
DI DEMETRIO CASILE, CON GIOVANNA CACCIOLA, ANTONIO FAA. ITALIA 2012

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON MARIUCCIA CIOTTA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, ARIANNA DI GENOVA, MARCO GIUSTI, CRISTINA PICCINO, ROBERTO SILVESTRI

IL FILM
DI NUOVO IN GIOCO
DI ROBERT LORENZ, CON CLINT EASTWOOD, JUSTIN TIMBERLAKE. USA 2012

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Dopo una grande delusione damore, Elena incontra per caso due persone da cui si lascia sedurre: Ettore, un uomo maturo e affascinante e Adriana, una diciottenne travolgente e senza freni inibitori. LE 5 LEGGENDE

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ARGO

PETER RAMSEY, WILLIAM JOYCE. ANIMAZIONE. USA 2012

Melina una sedicenne che sogna di diventare una scrittrice di successo, malgrado le avversit del mondo in cui vive. Parallelamente alla sua vicenda, si intrecciano le sfide del giovane cinefilo Giuseppe e del piccolo Ciccio, che si allena nella speranza di poter un giorno partecipare alle Olimpiadi. CI VEDIAMO A CASA

Questa animazione della Dreamworks ha per protagonista il famoso Uomo nero (negli Usa Boogeyman), il re delle tenebre, spauracchio dei bambini che non vogliono addormentarsi. Contro la sua minaccia di far cadere il mondo nelle tenebre si coalizzano Babbo Natale, Jack Frost, il Conglietto di Pasqua, Sandman e la Fata del dentino. COSIMO E NICOLE

DI MAURIZIO PONZI, CON AMBRA ANGIOLINI, NICOLAS VAPORIDIS. ITALIA 2012

per il cinema da Genovesi e Fabio De Luigi. Il cast in gran parte lo stesso del primo film, ma al posto di Monica Guerritore come Clara, la madre di lei, troviamo Anna Bonaiuto. Arrivano Diego Abatantuono, capo e amico di Catania, sua figlia Laura Chiatti, ricca e svalvolata, il cameriere pugliese Dino Abbrescia, una comparsata di Ale e Franz come becchini e perfino il pugliese Tot Onnis come barista valdostano. Magari non scoppiettante e innovativo come il primo film, MA il regista mantiene la stessa giusta eleganza nelle inquadrature e lo stesso garbo nella messa in scena. Un film civile e gradevole. (m.gi.) OLTRE LE COLLINE
DI CRISTIAN MUNGIU CON COSMINA STRATAN, CRISTINA FLUTUR, ROMANIA 2012

LIQUIDO BLUE
BLUE
Usa, 2012, 550, musica: R.E.M., regia: James Franco, fonte: Comingsoon.it

DI FRANCESCO AMATO, CON RICCARDO SCAMARCIO, CLARA PONSOT. ITALIA 2012

Tre giovani coppie, tre brevi racconti che si intrecciano sullo sfondo di una stessa citt. Dalla periferia, al circolo del tennis, alla caserma: al centro c sempre la casa come bisogno sociale primario, ma spesso allorigine di comportamenti inattesi. Con Antonello Fassari, Primo Reggiani e la partecipazione di Giuliana De Sio.

Lamore al tempo del G8: Cosimo italiano, Nicole francese. Si conoscono a Genova e non si lasciano pi, lEuropa la loro casa, la musica la loro grande passione. Finch un drammatico incidente rischia di incrinare lamore della coppia. E SE VIVESSIMO TUTTI INSIEME?

DI BEN AFFLECK, CON BRYAN CRANSTON, BEN AFFLECK. USA 2012

DI STPHANE ROBELIN, CON JANE FONDA, DANIEL BRHL. FRANCIA 2012 0Cinque amici

di lunga data, due coppie e un single decidono di andare a vivere insieme quando, alla soglia dei settantanni si profila allorizzonte lo spettro della casa di riposo. Rinasce cos lidea della comune gi sperimentata in giovent. Il giovane etnologo Dirk che si unisce al gruppo nasce dalla necessit di un interprete tedesco per via della coproduzione. UNA FAMIGLIA PERFETTA
DI PAOLO GENOVESE, CON SERGIO CASTELLITTO, CLAUDIA GERINI. ITALIA 2012

Alla sua terza regia Ben Affleck racconta un fatto inedito della crisi esplosa tra l'Iran gli Stati uniti nell'era Carter, venuto alla luce solo qualche anno fa, quando Bill Clinton ha autorizzato la declassificazione dei documenti Cia che lo riguardavano. Argo si muove tra la dimensione del thriller politico in stile I tre giorni del Condor (di Sydney Pollack, 1975) e una commedia dell'assurdo. Pi di tutto riflette quell'idea di spettacolo hollywoodiano politico/intelligente portata avanti dal suo produttore George Clooney in film come Three Kings (tuttora uno dei migliori film sugli americani in Iraq), Syriana e L'uomo che fissava le capre. (g.d.v.) E LA CHIAMANO ESTATE

Il fondamentalismo religioso non sola lucida strategia politica che si fa movimento identitario antisistemico di massa. anche una pericolosa follia, un automatico movimento introverso di chiusura culturale. Soprattutto nelle zone geografiche pi isolate, come la Romania, il paese latino strozzato da una cintura slavofona impenetrabile, in cui tre quarti della popolazione rurale costretta allemigrazione coatta, tra infanzia abbandonata, violenze e incestuose abitudini. Proprio qui, nel 2005, in un piccolo e sperduto monastero cristiano ortodosso della Moldavia, un'esorcismo fin tragicamente. Questo saggio verde sporco sulla superstizione religiosa, in 150 minuti scodella tra laltro la lunga lista dei peccati ortodossi - 464 in tutto - che conducono irrimediabilmente all'Inferno. E che la Palma doro 2007 Mungiu (premio a Cannes 2012 anche alle due attrici), cerca di esorcizzare con altrettanti movimenti di macchina che dovrebbero condurre, inevitabilmente, in Paradiso. (r.s.)

Con l'avanzare dell'et, un anziano scopritore di talenti del baseball perde la capacit di riconoscere le nuove promesse. Insieme alla figlia, si mette in viaggio per lvisionare un giovane futuro campione. L'universo di Gran Torino e quello di Moneyball si incontrano in Trouble with the Curve, che, come quasi tutti i film di cui lui solo attore, anche un film di Clint. Dietro alla macchina da presa di questa parabola sul baseball all'interno della quale si nascondono temi profondamente eastwoodiani, Robert Lorenz, produttore di Eastwood a partire da Mystic River, che qui esordisce alla regia. La prima, spiazzante, immagine che si vede sullo schermo quella di un cavallo nero, al galoppo nella notte. Cut e ci si sveglia, gi turbati, nell'appartamento di Gus Lobel (Eastwood), leggendario scout degli Atlanta Braves. Nel breve tragitto dal letto al bagno, Gus si schianta contro un paio di sedie e un tavolino da poco. Imprecando. Come gi in Gran Torino, il dialogo tra Eastwood e la realt - fisica ed esistenziale - della vecchiaia, messo in scena subito, qui quasi a mo' di commedia. Il viaggio di Gus nella provincia del baseball parte come al solito (motel scalcinato, pasti solitari ad alto tasso di colesterolo in un diner, battute con la cameriera che scaldano la serata e la birra con i colleghi di sempre per finirla, nel bar fumoso con biliardo). il rituale di sempre e - in questo viaggio particolare - il preludio di un tramonto. Ma in esso esplode un imprevisto, quando Mickey (Amy Adams), la figlia di Gus appare sulla scena. (g.d.v.)

Una visione di Los Angeles e di Hollywood molto expanded quella creata dallattore-regista James Franco per il clip di Blue, brano che vede la partecipazione di Patti Smith incluso nellultimo album dei R.E.M: forse linsegna The end ripresa allincontrario, che apre e chiude il video, allude proprio allo scioglimento della band. Ma Blue un lavoro liquido, dove super 8 e digitale si mescolano e costituiscono una texture di dissolvenze incrociate plurime in stile sperimentale. Autoreferenzialmente in alcuni momenti appare lo stesso Franco mentre filma con la cinepresa a passo ridotto la metropoli da un elicottero. Infine un tocco di eros: il fotografo Terry Richardson mette in posa Lindsay Lohan, un ulteriore frammento di un viaggio psichedelico e underground nella mecca del cinema, vista dagli occhi di uno che la conosce bene. CANGNAM STYLE

LA FOTOGRAFIA
LIMBROGLIO ETNICO
TETHYS GALLERY, 24 NOVEMBRE - 6 DICEMBRE

Corea del Sud, 2012, 415, musica: Psy, regia: Dan Fisher, fonte: MTV

RED LIGHTS
DI PAOLO FRANCHI, CON ISABELLA FERRARI, JEAN-MARC BARR. ITALIA 2012 DI RODRIGO CORTS, CON ROBERT DE NIRO E SIGOURNEY WEAVER, USA 2012

Leone ha 50 anni, un uomo potente, ricco e misterioso. Chi saranno quegli strani componenti della sua famiglia? Tutto si svela la notte di Natale. ITAKER

DI TONI TRUPIA, CON FILIPPO TIMI, FRANCESCO SCIANNA. ITALIA 2012 0Itaker il racconto

di un viaggio dallItalia alla Germania, nel 1962. Pietro, un bambino di 9 anni orfano di madre, parte per ritrovare il padre emigratoviaggia con Benito, un giovane uomo dal passato oscuro. Nel corso del viaggio incontrano il mondo delle fabbriche, dei magliari, del contrabbando. Itaker italianacci uno dei tanti appellativi degli emigrati italiani in Germania. LAWLESS
DI JOHN HILLCOAT, CON TOM HARDY, GARY OLDMAN. USA 2012

Un uomo e una donna si amano ma non si toccano. Lui nemmeno la sfiora, eppure il suo grande amore. Per fare sesso per corre dalle prostitute, tra gli scambisti. Forse, anche se involontariamente, un cult: il modello sembra essere soprattutto Antonioni per il flusso di emozioni che per Franchi non riesce a controllare, o piuttosto lesplorazione di un maschile irrisolto che terrorizzato dalla sua omosessualit senza trovare un punto di equilibrio e di pacificazione. (c.pi.) UNESTATE DA GIGANTI

DI BOULI LANNERS, CON ZACHARIE CHASSERIAUD, MARTIN NISSEN. BELGIO 2010

Matheson e il giovane collega, il dottor Buckley sono una specie di pronto intervento per smascherare il paranormale. Quando sbuca Silver la star assoluta del paranormale ci si sente gi schierati. Silver cieco, compie prodigi e nessuno mai riuscito a smascherarlo. Rodrigo Corts spagnolo, ma sa perfettamente come costruire trame e suspence, lo aveva fatto con il claustrofobico esordio Buried, sepolto. Figurarsi quando pu utilizzare signori attori come Sigourney Weaver, e Robert De Niro nei panni di Silver, centellinato come si conviene a una superstar. Le Red Lights del titolo sono quelle del semaforo che invita a fermarsi. (a.ca.)

la prima volta che un rapper del cosiddetto k-pop si affaccia sulla scena europea (Psy candidato agli European Mtv Award di questanno) e del resto la vastissima produzione del pop coreano resta a noi ignota. Nel videoclip di questa hit il simpatico musicista che anche attore per il cinema e la tv si produce in una serie di sketch coreografici in varie location di Seul (ma sono perlopi interni). Domina naturalmente il registro demenziale in linea con lo spirito di Psy. Il regista, Dan Fisher, firma anche la fotografia. LIGHT MY FIRE

In occasione del Florence Balkan Express Oxfam Italia organizza una mostra fotografica a 17 anni dalla fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, il pi lungo assedio della storia moderna (5 aprile 1992 - 26 febbraio 1996). Espongono fotografi che hanno seguito i dieci anni di conflitto tra cui Mario Boccia che cos scrive: Ho deciso di chiamare la mostra limbroglio etnico anche se, con il cuore, lavrei chiamata la linea dei lamponi ponendo laccento sulla sua parte a colori (parafrasando il titolo del bel libro di Paolo Rumiz: La linea dei mirtilli). Fotografie del passato e del presente, sullesperienza che considero da Nobel per la Pace della Cooperativa Insieme di Bratunac, che produce confetture di lamponi e piccoli frutti. Ho scelto queste foto per raccontare il punto di vista di persone che si sentono parte di una stessa comunit e che hanno resistito alle divisioni etniche. Uomini e donne che vivono o che sono morte l, incontrate dal 1991 a oggi. Con loro condivido lidea che in un paese moderno il diritto di cittadinanza abbia origine in un patto sociale tra persone libere che prescinda dalle tradizioni culturali e religiose, come dal colore della pelle. Questa mostra racconta di Bosnia-Erzegovina ma costruita pensando allEuropa che vorrei.

IL TEATRO
PANTANI
RAVENNA, TEATRO RASI DAL 27 NOVEMBRE AL 2 DICEMBRE (RIPOSO IL 29 NOVEMBRE)

UK, 2008, 345, musica: Will Young, regia: Baillie Walsh, fonte: Youtube

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I fratelli Bondurant della contea di Franklin in Virginia vivono durante lepoca del proibizionismo e sono considerati personaggi leggendari, quasi immortali. I tre fratelli iniziano a distillare clandestinamente alcolici senza mai immischiarsi con i gangster della citt, attirano per lattenzione di Charlie Rakes, rappresentante della legge corrotto e feroce HENDRIX 70

Non ci sono che i belgi per creare paura senza per questo entrare nel genere horror, semplicemente raccontando la vita quotidiana. I ragazzini quattordicenni di Lanners (attore di pi di cinquanta film da Toto le Hros ad Astrix) sono in vacanza nelle Ardenne, lasciati soli nella casa del nonno che non c pi da una madre che non torner. Sopravvivere, divertirsi e difendersi da adultu farabutti, questo il programma delle loro vacanze, con un andamento da fiaba feroce, proprio di quelle che nascevano nelle corti nel cuore dellEuropa semplicemente ispirati a fatti di cronaca. (s.s.) IL PEGGIOR NATALE DELLA MIA VITA
DI ALESSANDRO GENOVESE, CON ANNA BONAIUTO, DIEGO ABATANTUONO, ITALIA 2012

IL SOSPETTO
DI THOMAS VINTERBERG, CON MADS MIKKELSEN, ALEXANDRA RAPAPORT. DAN. 2012

LIVE AT WOODSTOCK

Soltanto per un giorno al cinema, il 27 novembre, in occasione del 70 anniversario dalla nascita di Jim Hendrix e per la prima volta al cinema la ripresa dell'esibizione del leggendario chitarrista a Woodstock.

La guerra dei film di Natale cominciata. Sequel del riuscito La peggior settimana della mia vita (dieci milioni di incasso) tratto da una fortunata sitcom Televisiva inglese, The Worst Week Of My Life di Mark Bussell e Justin Sbresni, adattata e sceneggiata

L'ex Dogma Thomas Vinterberg, la promessa danese di Festen torna sul luogo del delitto, l'abuso sessuale in famiglia. Il film segue l'andamento di quelle serie educative centrate sulle disfunzioni sociali, disturbanti come un popcorn andato di traverso. In un villaggio tra boschi e colline, un giovane maestro di asilo, Lucas (Mads Mikkelsen) ingiustamente accusato di molestie sessuali da un angioletto vendicatore, una bambina che si sente respinta. La comunit machista, tutti grandi, grossi e cacciatori si schiera contro l'amico, le donne aizzano al linciaggio, Lucas braccato. Gli ammazzano il cane, lo scacciano dal supermercato e dalla chiesa, senza prove. Vinterberg denuncia il pericolo del sentire comune, il contagio dei buoni, capaci dei peggiori crimini. E fa bene. Ma non c' una scintilla in questo telefilm inesorabilmente didascalico che inanella frasi e immagini stra-fatte. (m.c.)

Girando questo clip in un 16mm bianconero, con sgranature, sovresposizioni e coda fine rullo al termine, il regista inglese ci restituisce il sapore di immagini tra il semi-amatoriale e la nouvelle vague anni 60 - epoca in cui questa hit fu incisa -; protagonista soprattutto una bella mora alle prese con due ragazzi, tra cui lo stesso Will Young (in una breve sequenza c unallusione al triangolo amoroso mediante una chiara citazione di Jules et Jim). Vediamo poi un susseguirsi di party con bagni in piscina, feste, bagordi, insomma tutto quello che possa ricordare il clima della swinging London. Interessante la chiusa con il musicista che continua a cantare il brano a cappella, quando la musica gi terminata.

Il debutto del nuovo spettacolo di Marco Martinelli dopo Rumore di acque, trasfigurazione dei barconi alla deriva nel Mediterraneo, Pantani, dedicato allo sfortunato campione romagnolo, trovato senza vita il 4 febbraio 2004 in un residence di Rimini, un crollo iniziato dopo le accuse infondate di doping a Madonna di Campiglio. Attorno alle figure di Tonina e Paolo, i genitori di Marco, che ancora oggi stanno chiedendo giustizia per la memoria infangata del figlio, Martinelli mette in scena una veglia funebre e onirica, affollata di personaggi, che come un rito antico ripercorre le imprese luminose dell'eroe. I genitori di Marco, figure archetipiche di una Romagna anarchica e carnale, sono sospese come l'Antigone di Sofocle davanti al cadavere insepolto: cercano verit, e non avranno pace finch non l'avranno ottenuta. La tourne prosegue a Fenza (15 gennaio), Lastra a Signa (17), Siena (19), Napoli (22-27), Ferrara (31-3 febbraio). Sar allElfo Puccini di Milano a maggio. Il debutto internazionale si tiene dal 9 al 13 dicembre al Thtre Le Mange, Mons (Belgio)

LA MOSTRA
DURHAM, TAYOU, MANETAS
MACRO, ROMA, DAL 28

MAGICO

Streets of Rome and other stories la prima mostra personale in un museo pubblico italiano dedicata a Jimmie Durham. La mostra riunisce i lavori pi importanti che lartista ha ideato in citt dove ha vissuto dal 2007 al 2012 - e per la citt, e una grande opera concepita ad hoc, che testimonia la volont di Durham di lavorare con materiali reperiti in diverse zone dItalia, come il marmo di Carrara e diversi tipi di legnami. Laltra mostra che inaugurer lo stesso giorno quella del camerunense Pascale Marthine Tayou, Secret Garden, una installazione sualla magia dei luoghi e il fascino della luce e delle forme architettoniche, legando i propri lavori allaltezza e alla singolare estensione della Sala Enel. Ritratto di una citt. Arte a Roma 1960 - 2001 la terza rassegna prevista, un percorso che racconta con parole e immagini 40 anni di storia dellarte a Roma. I visitatori potranno concludere il ricco tour con il progetto speciale di Miltos Manetas, After BlackBerry Paintings: con un pennello simula di dipingere la realt che lo circonda filmando lazione con un blackberry. Saranno proiettati per la prima volta i filmati realizzati dallartista durante la performance tenutasi al Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia a Roma (a. di ge.)

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ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

Alcune foto segnaletiche: sopra Sid Vicious, a sinistra Frank Sinatra, sotto David Bowie, Bob Dylan che visita Rubin Hurricane Carter, Buju Banton, James Brown. Al centro Jim Morrison confluita nelle loro composizioni in modo tragico o il pi delle volte ironico e dissacratorio. Tra sberleffi, brani di impegno e denunce autentiche c un intero repertorio di processi, piccoli crimini impuniti e grandi crimini celebrati per una carrellata degna di unintera serie di Law & Order. Perch la giustizia , o dovrebbe essere, cieca, ma sa ascoltare bene.
di GUIDO MARIANI

Ho combattuto la legge e la legge ha vinto, cantavano i Clash celebrando ironicamente la ribellione e annunciandone le amare conseguenze. Era la filosofia del punk, ma il loro inno era in realt una canzone vecchia quanto la musica rock ed era una cover di un brano datato 1959, scritto da Sonny Curtis dei Crickets e reso famoso dai Bobby Fuller Four. Due anni prima Elvis aveva fatto ballare il mondo dal penitenziario con Jailhouse Rock. Delitti e castighi, tribunali, giudici, giurie, avvocati, galere, macchine della polizia, bracci della morte. Sin dallalba dellera pop gli artisti hanno flirtato con il crimine e le sue conseguenze, a volte attraverso le melodie di una canzone impegnata o trasgressiva a volte vivendo lesperienza di persona. Non si contano gli artisti che hanno trascorso anche una sola notte dietro le sbarre, unesperienza spesso

Johnny Cash Folsom Prison Blues Luomo in nero del country i tribunali e le prigioni le ha conosciute da vicino, fu arrestato sette volte per possesso di sostanze stupefacenti e medicinali proibiti. Non fu mai per condannato a lunghe pene detentive, ma coltiv limmagine del fuorilegge. Unimmagine che nel corso degli anni stata redenta da una conversione religiosa costellata comunque da diverse ricadute in varie dipendenze. Da Cocaine Blues a I Got Stripes, da The Long Black Veil a Starkville City Jail fino a Hung My Head, Cash ha sempre avuto un debole per la vita di criminali, tossicodipendenti, imputati e detenuti. Si anche impegnato molto per i carcerati, esibendosi spesso nelle prigioni e realizzando due storici dischi live nei massimi penitenziari Usa (Johnny Cash at Folsom Prison, album del 1968 e Johnny Cash at San Quentin del 1969). Uno dei suoi brani pi celebri e pi belli proprio Folsom Prison Blues, scritto nel 1955 prima che Cash iniziasse a frequentare di persona il mondo carcerario. la storia di un detenuto bloccato nella prigione di Folsom, dove il tempo non passa mai. Chiss se riuscir a uscire di prigione: Quando ero un bambino mia madre mi diceva. Figlio, rimani sempre un bravo ragazzo, non giocare con le pistole. Ma ho sparato a un uomo a Reno, solo per vederlo morire. Sam Cooke Chain Gang Le chain gang erano note, soprattutto nel sud degli Stati Uniti, come quelle file di prigionieri (soprattutto neri) che lavoravano lungo le strate incatenati luno allaltro alla caviglia. Spesso scandivano il loro lavoro con work

Quindici canzoni ambientate nei tribunali o negli istituti di pena. Tra delitti e castighi, giudici impietosi, reclusi innocenti e menti efferate

Hurricane Carter nel 1966 venne accusato di triplice omicidio. La sua vicenda divent un caso e Dylan, che aveva abbandonato da tempo le canzoni di protesta, decise di ritornare il cantore dei diritti negati scrivendo, con Jacques Levy, questa torrenziale canzone che fu pubblicata nel novembre del 1975 e inclusa nellalbum Desire. Le circostanze del delitto vengono ricostruite, vengono citati i testimoni e i loro inattendibili resoconti, vengono elencate le prove a discolpa. Una cavalcata musicale appassionante, ma anche unorazione degna di un moderno Cicerone. Questa la storia di Hurricane. Luomo che le autorit volevano accusare, per qualcosa che non ha fatto. Lhanno messo in cella, ma poteva diventare il campione del mondo. Dylan fu costretto dalla Columbia a incidere anche una seconda versione del brano perch la casa discografica temeva ripercussioni legali poich il testo nominava i personaggi chiave del caso. Il caso di Urgano Carter divenne ancora pi celebre, ma un nuovo processo non port a nulla. Solo anni dopo una corte dappello riconoscer la scarsa credibilit delle accuse. Carter uscir dal carcere solo nel novembre 1985. Leonard Cohen A Singer Must Die In questo brano del 1974 (tratto dallalbum New Skin for the Old Ceremony) il cantautore porta davanti alla corte non un criminale comune, ma un cantante. Sulle note di un walzer cupo, mette in scena una sorta di processo allarte. Limputato pu facilmente essere identificato in Cohen stesso che si dichiara colpevole del potere seduttivo, ma subdolamente traditore, delle canzoni. Chieder la vostra piet che voi rifiuterete con piacere Il giudice non ha scelta. Il cantante deve morire per le bugie della sua voce. Nelle canzoni di Cohen anche gli errori giudiziari sanno essere romantici. Pink Floyd The Trial Nella rock opera del 1979 The Wall questo il brano pi teatrale e sopra le righe, ma anche il culmine della narrazione. Il protagonista della vicenda, Pink, viene trascinato davanti a una surreale corte di mostri con laccusa di essere stato colto in flagrante mostrando sentimenti di natura pressoch umana. Un brano che sa unire William S. Burroughs, Orwell e Kafka, tra spaventose visioni surreali e atmosfere oppressive, in cui Roger Waters si confronta con i suoi demoni e le sue manie. La canzone si conclude con la sentenza di vostro onore il Verme: Non ho mai visto nessuno pi meritevole della massima pena della legge. La corte ordina cos di esporre limputato ai suoi simili abbattendo il muro e inizia il coro: Tear down the wall!.

songs ritmate con il tintinnio delle loro catene. Sam Cooke nella migliore tradizione della black music trasforma una tragedia in un piccolo capolavoro musicale. La canzone, pubblicata nel 1960, fu uno dei suoi pi grandi successi e si narra che venne ispirata da un incontro tra il tour bus del cantante e unautentica chain gang. Cooke decise di fermarsi e di dare ai detenuti alcune stecche di sigarette. Cooke mor 4 anni dopo ucciso dalla titolare di un motel di Los Angeles che dichiar di aver reagito a un tentativo di stupro e fu prosciolta per legittima difesa. Bob Dylan Hurricane Potremmo definirla una delle arringhe difensive pi famose della storia. Il pugile nero Robin

STORIE MI PIACE RUBARE. SEMPLICE. QUANDO VOGLIO QUALCOSA NON MI VA DI PAGARLA

Vostro onore, solo rocknroll

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ACCENTO AMERICANO. OGGI LA NORMA DEL POP


di FRANCESCO ADINOLFI Non solo Carmen Consoli, Piero Pel o i tanti rapper nostrani che per ragioni di metrica allinglese strizzano o allungano vocali e consonanti. Anche gli artisti di madrelingua inglese o anglo-americana guardano a New York o a Londra. Emblematica e esilarante fu l'ondata neo punk Usa anni Novanta di Green Day, Offspring e Nofx: pura clonazione linguistica di Clash e dintorni. Oggi succede quasi lo stesso. Un'indagine della rivista online Slate evidenzia, infatti, come sempre pi i musicisti britannici sfoggino voci molto americane. Un esempio arriva da Adele che in Skyfall, il nuovo singolo, oltre al tipico accento londinese privilegia un accento quasi americano. Non sorprende: questo il suono

vocalico che ci si aspetta da un mercato globale dominato dal pop e dal rock Usa. Gli stessi artisti britannici anni Sessanta (da Cliff Richard ai Beatles ai Rolling Stones) costruirono le loro carriere imitando il gergo afro-americano dei bluesman urbani, quello di rocker come Chuck Berry e quello di altri dialetti Usa. Il risultato comport l'adozione di un suono vocalico tipicamente Usa e il trionfo del rotacismo: il passaggio di un suono consonantico a r e conseguente, caratteristico arrotamento allamericana. Da notare - e questo emblematico - che proprio il non-rotacismo tipico dei dialetti britannici che tendono a troncare la r alla fine di una sillaba (ever diventa, ad esempio, evah). Di contro c' una canzone dei Beatles, Till there Was You in cui Paul McCartney pronuncia sawr la parola saw. Sempre sui Beatles, il linguista Peter Trudgill rilev come il rotacismo del gruppo si fosse affievolito durante gli anni Sessanta privilegiando sempre pi un suono vocalico trans-atlantico capace di incorporare aspetti dialettali britannici e statunitensi. Oggi solo i secondi fanno la differenza.

Jackson Browne Lawyers in Love Il singolo Lawyers in Love, datato 1983, tratto dallomonimo album, uno dei pi grandi successi del cantautore californiano. Segna una svolta nellopera di Browne da composizioni pi intimiste allimpegno sociale. Pi che aule di tribunale questo sarcastico inno ci porta nel cuore dellera Reagan. Il presidente-attore aveva rilanciato limmagine dellAmerica puntando su uneconomia che arricchiva i ricchi e impoveriva i poveri e rilanciava lo spauracchio della guerra fredda per consolidare lo spirito patriottico. Gli avvocati in amore per lartista sono un simbolo della superficialit ideologica e della disuguaglianza sociale degli anni 80. Sono gli squali arricchitisi con il reaganismo, che festeggiano inebetiti dalla tv il trionfo degli slogan Usa e aspettano che una Unione Sovietica liberata dai comunisti diventi il loro luogo di villeggiatura. Bruce Springsteen Johnny 99 Nebraska senza dubbio uno degli album pi cupi e sofferti del Boss. una raccolta di canzoni che narrano di vite ai margini, di tribunali, di poliziotti, di crimini seriali e di piccoli delinquenti. La title track si ispira a un caso di cronaca degli anni 50, gli undici omicidi commessi da Charles Starkweather a Lincoln in Nebraska. Highway Patrolman la storia (diventata anche un film diretto da Sean Penn) di un poliziotto alle prese Sopra Johnny Cash a Folsom, qui Bruce Springsteen, sotto 50Cent, a destra Prince, Steven Tyler, Jimi Hendrix, Marilyn Manson

con un fratello balordo. La celebre Johnny 99 (a tuttoggi un classico delle esibizioni live di Springsteen) non ispirata a un caso giudiziario reale, ma una vicenda fin troppo comune di disperazione e crimine. Il protagonista un operaio del New Jersey rimasto senza lavoro che, ubriaco, uccide il commesso di un negozio. Springsteen ci porta nellaula di tribunale dove laccusato si trova davanti il giudice John Brown detto Il crudele (Mean) e laccusa chiede 99 anni di carcere, da cui il nomignolo del titolo. Limputato non tenta neppure di difendersi e, di fronte a una fidanzata e a una madre disperate, spiega cosa lo ha spinto ad uccidere e chiede di essere condannato a morte. N.W.A. Fuck tha Police Narrato come una deposizione in un fittizio tribunale per la causa N.W.A. contro il dipartimento di polizia, linno rap del gruppo di Compton fu una bomba che esplose nel mondo musicale Usa. Era il 1988, i cinque membri del gruppo - tra cui il deceduto (di aids) Eazy E, il produttore Dr. Dre e Ice Cube, oggi una star hollywoodiana - avevano tutti precedenti penali e cantavano senza mezzi termini il loro odio nei confronti delle forze dellordine in una smaccata apologia di ogni possibile reato; lanciavano per anche una caustica denuncia dei pregiudizi della polizia nei confronti dei ragazzi dei ghetti neri che allepoca erano zone di guerra. Quando avr finito sar un bagno di sangue. Di sbirri. Che muoiono a L.A., rappava Ice Cube. LF.B.I. denunci pubblicamente il disco, ma lalbum da cui era tratta la canzone fin per vendere tre milioni di copie. Era latto di nascita del gangsta rap, una musica di strada in cui i ladri (neri) erano gli eroi e le guardie (bianche) i nemici. Lhip-hop da allora non fu pi lo stesso. Metallica And Justice for All Nel 1988 i Metallica decisero di intraprendere una svolta impegnata producendo un monumentale disco metal dai contenuti politici e sociali. In copertina campeggia una statua della giustizia legata e con i piatti della bilancia pieni di soldi. Il titolo dellalbum sono le ultime parole del pledge of allegiance, il giuramento di fedelt alla bandiera degli Stati Uniti. La title track un lungo e implacabile assalto sonoro (Nelle aule di giustizia parlano i soldi. I lupi del potere sono alla tua porta, senti stanno arrivando. () La giustizia persa, stuprata, andata). La band ha dichiarato che ldea viene dal legal thriller E giustizia per tutti di Norman Jewison, film del 1979 con un Al Pacino. Janes Addiction Been Caught Stealing La musica popolare Usa visse negli anni 90 il grande trionfo del rock alternativo. Tra i protagonisti i losangelini Janes Addiction il cui pi grande successo, tratto dallalbum del 1990 Ritual de lo Habitual, fu questo scanzonato inno al furto con destrezza: Mi hanno beccato a rubare la prima volta quando avevo 5 anni. Mi piace rubare. semplice. Quando voglio qualcosa non mi va di pagarla. La canzone fu lanciata con un esilarante video in cui il cantante Perry Farrel cantava con una calzamaglia in testa e in cui un personaggio si traveste da donna incinta per saccheggiare un supermercato e nascondere i prodotti nel pancione. Il video - in heavy rotation su Mtv - cre non poche preoccupazioni ai negozi di mezza America. Mojo Nixon Destroy All Lawyers C una pestilenza sul pianeta e proviene dalla facolt di legge. Chiunque odi avvocati e aule di tribunali farebbe bene a rispolverarsi

avvocati sembrano sinceri. Ma temo che i miei giorni siano contati. Signore, portami fuori da qui. (). Sar davvero innocente o si dimenticato di quello che ha commesso? Nate con un gusto noir, le canzoni di Outside sono poi finite nelle colonne sonore di thriller come Lost Highway di David Lynch e Seven di David Fincher. Steve Earle Ellis Unit One Cantautore dalla vita avventurosa e tormentata scandita da tossicodipendenze, arresti e ben sette matrimoni, Earle ha sempre avuto un occhio di riguardo per la vita dei detenuti, impegnandosi anche per labolizione della pena di morte. In questo brano, composto per la colonna sonora del film Dead Man Walking del 1995, ci porta allinterno dellUnit 1, il braccio della morte del carcere di Huntsville in Texas. Racconta la vita di un secondino e del suo rapporto con i condannati alliniezione letale. Li ho visti combattere come leoni, li ho visti andare come agnellini, li ho tenuti in piedi quando non si reggevano. Alla fine a trionfare non la giustizia, ma solo lorrore della morte. questo strampalato rocknroll del 1990 opera di Mojo Nixon, bizzarro cantautore rockabilly-punk Usa. Nessuno ha mai messo in musica un atto di accusa pi ironicamente furibondo sulla classe forense: Sterilizziamoli tutti cos non si moltiplicano. Il posto per loro il fondo del mare. S, sono peggio del diavolo. Distruggiamo tutti gli avvocati!. Nessuna sorpresa se lautore, che non ha nessun legame di parentela con lex-presidente degli Stati Uniti coinvolto nel Watergate, si poi dato alla politica come militante del partito Libertario, una sorta di accozzaglia di anarchici di destra antisistema. David Bowie I Have Not Been to Oxford Town Nel 1995 il Duca Bianco decise di tornare a lavorare con Brian Eno, il suo vecchio partner della fortunata trilogia berlinese. Ne usc un concept album ambizioso ed elaborato anche se forse non del tutto riuscito e fortunato. La trama del disco, per la verit non facilmente decifrabile, un unavventura antiutopica in cui si innesta una surreale crime story su un omicidio di una ragazzina chiamata Grace Blue. Nel brano I Have Not Been to Oxford Town, il protagonista della vicenda rinchiuso in carcere per un crimine che dichiara di non aver commesso perch non mai stato sul luogo del delitto. La canzone descrive la vita carceraria del recluso: I preti della prigione sono comprensivi. I miei The Killers Jenny Was a Friend of Mine Tratto dal disco di esordio della band di Las Vegas, datato 2004, questo brano un noir apparentemente irrisolto. Il testo la deposizione di un uomo che viene arrestato per lomicidio di una ragazza. Di fronte alla polizia d la sua versione dei fatti e dichiara: Non avevo motivo per questo crimine. Jenny era una mia amica. () Conosco i miei diritti, sono stato qui tutto il giorno ed ora che mi lasciate andare. () Vi giuro ho detto la verit! Innocente o colpevole? La canzone non lo rileva, ma fa supporre che non tutto quadri nel racconto della voce narrante. la versione live del pezzo a svelare larcano. In alcune esibizioni, il leader della band, Brandon Flower infatti ha storpiato intenzionalmente il testo trasformando held her close (la tenevo vicina) in held her throat (le tenevo la gola) e cambiando il testo con frasi del tipo non poteva urlare quando le stringevo la gola o scalciava e urlava quando le stringevo la gola. La canzone fa parte di una trilogia di brani dei Killers che descrivono vari pezzi del puzzle dellomicidio di questa ragazza. Le altre sono Midnight Show e Leave the Bourbon on the Shelf. Flowers ha dichiarato di essere stato ispirato da una canzone di Morrisey. Buju Banton Innocent Lartista giamaicano della scena dancehall reggae sta attualmente scontando una condanna a dieci anni in un penitenziario della Florida per traffico di stupefacenti e detenzione di armi. Arrestato nel 2009 e processato lanno dopo, ha avuto modo di rendere pubblica la sua versione dei fatti nella canzone Innocent tratta dallalbum Before the Dawn, disco realizzato quando era detenuto in una prigione di Tampa, lavorando via telefono e riassemblando in parte materiale precedentemente inciso. Canta Banton: Ricordatevi, ve lo dico, sono stato arrestato per errore. Sapete che sono innocente!. La versione dei suoi avvocati, ma anche di alcune inchieste giornalistiche, sostiene che Banton sarebbe stato coinvolto suo malgrado in unoperazione di traffico di droga. I suoi precedenti, tra cui alcune aggressioni a sfondo omofobo (nel 1988 scrisse pure la canzone Boom Bye Bye in cui invitava a uccidere i gay), non hanno contribuito per alla sua credibilit e nonostante questa appassionata e musicalmente avvincente dichiarazione la giuria non ha concesso sconti. Lalbum Before the Dawn ha vinto il Grammy come miglior disco reggae dellanno.

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RITMI
PAGINE UN NUOVO VOLUME SUL GRUPPO FONDATO DA SYD BARRETT

Collezionisti di sogni. Viaggio psichedelico ai confini dei Pink Floyd


di MICHELE FUMAGALLO

I Pink Floyd naturalmente non hanno bisogno di presentazioni: la loro storia scritta nella musica degli ultimi cinquantanni (il gruppo nacque nel 1965 e inizi l'attivit vera e propria nell'underground londinese l'anno dopo), la loro influenza nella musica successiva un dato acquisito, un merito che si riconosce ai maestri, soprattutto a quelli che dell'invenzione musicale e sonora rapportata al proprio tempo (parliamo di gruppi formatisi nei vitali e mitici Anni Sessanta) hanno fatto una cifra stilistica e artistica. Anche la pubblicistica sul gruppo non scherza, con testi che hanno sviscerato la storia della band inglese e che fanno parte da tempo del bagaglio dei fan e degli studiosi. Ci che invece davvero mancava nel panorama dell'investigazione su Syd Barrett, Roger Waters, Nick Mason, Rick Wright e Dave Gilmour (venuto nel

68 a sostituire Barrett ormai ammalato), l'intreccio tra le informazioni provenienti dal collezionismo discografico e quello video, tra i documenti cartacei e le chicche della memoria, tra i testi bibliografici e quelli fotografici

patrimonio spesso di un underground di appassionati gelosi custodi delle proprie cose. Merito perci dei Lunatics (un gruppo italiano floydiano che pi appassionato non si pu e che racchiude i nomi di Nino Gatti, Stefano Girolami, Danilo Steffanina, Stefano Tarquini, Riccardo Verani) aver reso pane comune la loro passione per la band e ora cominciare ad offrirla agli altri con questo volume edito da Giunti (Pink Floyd - Storie e segreti, 258 pagine, euro 22). E del resto sono loro stessi a presentare cos il libro: Nel nostro immaginario un po' come allestire una mostra del club e portarvela direttamente in poltrona, sviscerando quegli argomenti che per limiti tecnici abbiamo sempre e solo potuto abbozzare nei salotti floydiani. L'intento non la mera esibizione n la condivisione ristretta alla cricca dei pi incalliti. Ci piace invece l'idea di lasciare che gli oggetti (che hanno un'anima),

Il disco che ti ha cambiato la vita, tornano anche questa settimana i vostri scritti. Un libro svela retroscena e curiosit sulla band inglese
In piccolo la copertina del libro Pink Floyd-Storie e segreti. In grande unimmagine live della band inglese

possano raccontarsi a tutti, testimoniando la meravigliosa vicenda dei Pink Floyd. Cos ci immergiamo in questo loro viaggio del tutto personale (nel senso di ricco di emozioni) nel mondo della band inglese ma soprattutto di ci che ha girato attorno ad essa nei concerti che hanno donato al mondo successi memorabili e nei risvolti sociali (e, appunto, segreti) dei dischi e delle copertine, della genesi delle musiche e dei poster psichedelici dei primi anni di carriera. E si parte proprio dalle testimonianze sul mitico Ufo Club londinese, locale underground (resistette soltanto nove mesi a cavallo tra il 1966 e l'anno successivo) e palestra non solo dei Pink Floyd. Uno di quei luoghi che hanno fatto la storia diffusa del rinnovamento degli anni Sessanta, quando, come racconta in una testimonianza il regista Corrado Iannelli, Londra sembrava un villaggio, ci conoscevamo tutti e ogni forma d'arte sembrava

ATOM HEART MOTHER

TOMMY

SELLING ENGLAND...

AQUALUNG

MELLON COLLIE AND...

Stregati da una mucca, Prodotti supefacenti. Le epiche battaglie sui banchi di scuola In fabbrica con gli Who di Peter Gabriel & co.

Leggende prog per menestrelli blues

Gli Smashing Pumpkins preferiscono il natale

convergere verso nuove frontiere. Quelle stesse che i Pink Floyd percorsero con capacit di invenzione e rinnovamento negli anni: dal successo di Atom Heart Mother a Meddle, dall'esplosione di The Dark Side of the Moon alla consacrazione definitiva di Wish You Were Here, Animals, The Wall. Ma poi sono tante le notizie e informazioni a partire dall'analisi dettagliata di Ummagumma, l'album doppio che prosegue l'indagine e i rapporti tra musica e sogni psichedelici, per continuare col pasticcio del tour italiano del 1971 quando il concerto dei Pink Floyd venne spostato all'ultimo minuto da Milano e Bologna (le due tappe annunciate) a Brescia per motivi di ordine pubblico; dai mitici errori di cantanti che volevano appuntarsi al petto un elogio dei Pink mai avvenuto (il caso di Rita Pavone) ai curiosi incidenti sul palco dei concerti; dal viaggio nel mondo dei 33 giri dei Floyd (immenso, ma limitato perch se avessimo preso in considerazione tutti i formati possibili, dal 45 giri al maxi lp, dal cd allo Stereo 8 e cos via, il numero di stampe e relative rarit avrebbe assunto proporzioni da incubo sottolineano gli autori) al rapporto intrigante ma tempestoso (il regista scelse solo tre brani degli otto forniti dalla band inglese) con Michelangelo Antonioni per Zabriskie Point. Insomma un volume che si legge tutto d'un fiato, non solo con il piacere di scoprire tanti tasselli mancanti del panorama floydiano ma con il desiderio di riprendere ad ascoltare la loro musica da un'angolatura diversa.

ON THE ROAD
Alt-J
Unorchestra tirata per le orecchie, che poi plana in una dolce melodia condotta da una chitarra hawaiana, introduce uno strano long playing che si sviluppa per la prima facciata senza canzoni n ritmi orecchiabili. La copertina presenta una mucca in posa su un prato, e tre sue sorelle affiancate grazie ad un fotomontaggio sullaltro. Notizie dei musicisti e dei brani si avranno solo allinterno di quella che rester una delle copertine simbolo nella storia del pop. Cos si present a me e a migliaia di quindicenni il quinto long playing dei Pink Floyd, band gi mitica, ma che con questo disco si apr al grande pubblico. Non fu facile per molti di noi digerire all'inizio questa musica non orecchiabile, ma lentamente il tarlo dell'incertezza si insinu in noi: e se invece fosse quella la musica liberatoria, con dolci melodie mai facili, con voci sussurrate che diventavano eteree, e ci permettevano di sognare un altro mondo? Il crescendo verso la fine della Madre dal Cuore Atomico, le voci degne di un sabba, i fiati straziati, il tutto ascoltato al buio, nella mia cameretta, mentre consumavo la merenda di mamma facendo finta di fare i compiti: chi pi felice, chi pi alternativo? (Marcello Pesarini) La musica degli Who. Tutta quanta, senza escludere nessun brano. L'ho incontrata tardi, quando gi lavoravo, durante un mattino presto per un primo turno. Stavo ascoltando una conduzione musicale di Radiopop. Erano le note della canzone finale dell'opera rock Tommy, l'esplosiva ..see me, feel me, tanto per capirsi. Rimasi inesorabilmente catturato dal crescendo strumentale/vocale di quel pezzo. E cosi scoprii la loro produzione attraverso lavori come il gi citato Tommy, Quadrophenia, Who's Next, la raccolta The Kids are Allright... Album spiazzanti che suonavano/parlavano diversi; contenevano una tensione introspettiva palpabile, con uno spessore quasi fisico. Vi trovavi la volont di scavare nelle cose, alla ricerca di risposte senza condizionamenti emotivi. Esponevano le loro idee senza stravolgere le proprie identit. Non a caso Michelangelo Antonioni, il cineasta che in quei tempi pi si era interrogato sulle dinamiche della comunicazione interpersonale, aveva pensato agli Who per la colonna sonora del film Zabriskie Point; poi contatt i Pink Floyd. E che dire della loro esibizione al mini festival Rock'nRoll Circus organizzato nel 1968 dai Rolling Stones? Suonarono la geniale A Quick One While He's Away, un brano formato da 5 pezzi musicali diversi collegati tra loro... stupefacente !!! (Antonino Foti, Milano) 1987. Le pressioni del mercato discografico mi spingono alla ricerca di No Jacket Required di Phil Collins. nello storico Nannucci di Bologna m'imbatto in un brano, More Fool Me (con la voce dello stesso Collins) semplice e simpatica ballata contenuta nel meraviglioso album dei Genesis Selling England by the Pound. Quando ancora esistevano i negozi di dischi mi soffermai a leggere le traduzioni interne allalbum curate da Armando Gallo. I testi descrivono guerrieri a cavallo, regine ed epiche battaglie per raccontare che si sta (s)vendendo l'inghilterra alla libbra!. 1974. La musica del gruppo al culmine della creativit e accompagna in maniera impeccabile le metafore dell'ispiratissimo leader Peter Gabriel. Il rock complesso come un'opera classica che dal jazz trae suggestioni senza mai scadere nel virtuosismo sterile che porter al declino del genere. L'indole a non smettere mai di essere adolescente, la volont di non omologarsi e la sensibilit musicale fanno il resto... siamo ancora incendiari, scarseggia il combustibile! (Stefano Ungarelli, Bologna) Quando il caso e la curiosit aprono la passione. Estate 1971. A 16 anni ben poco conoscevo del panorama musicale internazionale: qualche brano dei Beatles o dei Rolling Stones, il resto erano le canzoni commerciali dellepoca. Nel corso della mia vacanza in montagna di quellanno, dei ragazzi in albergo avevano con s quattro lp con strane copertine che mi incuriosirono parecchio. Ascoltando su un giradischi a disposizione, questi quattro album mi colpirono in modo notevolissimo per loriginalit e la bellezza di molti dei brani contenuti. Jethro Tull, Pink Floyd, King Crimson, Elp erano i nuovi suoni per le mie orecchie. Lapripista della mia passione fu Aqualung dei Jethro Tull, incredibile incrocio tra folk blues e rock che mi fece letteralmente impazzire. E poi quella copertina indimenticabile, affascinante, un po inquietante. A vacanze concluse, subito lacquistai e quasi lo consumai, ascolto dopo ascolto. Fu un inizio travolgente per la conoscenza e lapprofondimento di quelle musiche che, ritengo, irripetibili oggi sia per gli stimoli socio-culturali dellepoca, sia per le capacit di quegli splendidi musicisti contornati da unaura quasi di leggenda non essendoci, nei media dallora, nessuna occasione di vederli o ascoltarli. (Federico Nardi, Mestre, Ve) un pomeriggio qualunque dell'ottobre del 1995. Sono al terzo anno di liceo e come sempre sto studiando a casa della nonna, con il televisore acceso su Mtv. Ascolto musica da tre anni, ho tutta la discografia dei Queen, conosco The Wall a memoria, e so gi che a natale mi far regalare One Hot Minute dei Red Hot Chili Peppers. Sullo schermo compare un tizio con una maglia nera, una stella argentata e la scritta Zero sul petto che attacca a cantare The world is a vampire. la svolta, mentre un giro di basso e batteria accompagna la strofa (la bassista, in vestito argentato e capelli blu, probabilmente ha un ruolo fondamentale nell'attirare la mia attenzione...) un'umanit prigioniera di una cava cerca di uscire, alla ricerca della libert, mentre il tizio canta Despite all my rage I am still just a rat in a cage. Inutile dire che a natale arriva anche Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, e che sar l'album pi ascoltato di quelle feste. Nonch degli anni a venire. 2 dischi, 28 brani, un libretto con immagini che richiamano il cinema di Melis, la narrazione della vita dall'alba alla luce delle stelle. Un compendio della musica rock, con inserti di classica ed elettronica, marcette di beatlesiana memoria e furori punk. E la ragazza con i riccioli biondi che sbuca da una stella in copertina, chiss che non mi abbia spinto a studiare astronomia... (Cristiano De Boni) La giovane alt pop band inglese, rivelazione del 2012, presenta il celebrato album d'esordio, An Awesome Wave. Madonna dell'Albero (Ra)
MERCOLEDI' 28 NOVEMBRE (BRONSON) Roma GIOVEDI' 29 NOVEMBRE (CIRCOLO DEGLI ARTISTI) Milano VENERDI' 30 NOVEMBRE (MAGAZZINI GENERALI)

Mark Lanegan
Torna il grande artista statunitense, una delle voci pi profonde del rock, per presentare il nuovo album, Blues Funeral. Ciampino (Rm) GIOVEDI' 29 NOVEMBRE
(ORION)

Firenze VENERDI' 30 NOVEMBRE (VIPER)

Toy
L'esordiente gruppo inglese filrta con le sonorit dark wave anni Ottanta e la psichedelia anni Settanta. Torino VENERDI' 30 NOVEMBRE (SPAZIO 211) Milano SABATO 1 DICEMBRE (TRIENNALE)

The Black Keys


Il duo blues-rock di Akron in concerto. Ad aprire gli inglesi The Maccabees. Torino SABATO 1 DICEMBRE (PALAOLIMPICO)

Cody Chesnutt
Il menestrello del soul. Roma LUNEDI 26 NOVEMBRE (LE MURA)

Geoff Farina
Lex leader dei Karate in versione solista.

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ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA LUCIANO DEL SETTE VIOLA DE SOTO GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE ROBERTO PECIOLA MARCO RANALDI

ELETTRONICA

AA. VV. TO ROME WITH LOVE (Sony) Il parecchio brutto film italo-berlusconiano di Woody Allen compensato da una discreta colonna sonora, che un eufemismo. Che dire quando un mostro sacro della musica sceglie un tenore della serie Bocelli and c. quale Fabio Armiliato che rompe o irrompe nel mondo melodico italiano pop esaudendo il desiderio estetico con limmancabile Nessun dorma di pucciniana memoria (nel senso di demenza)? Se litalietta simil berlusconiano narrata dal sincopato Woody era uno stridente errore dautore, la scelta delle musiche una beffa di quelle divertenti. (m.ra.) LUTHER DICKINSON HAMBONE'S MEDITATIONS (Songs of the South Records) Oltre l'America di ieri di John Fahey e Leo Kottke, quella di oggi. Che ha il nome e la chitarra di Luther Dickinson. Un'artista che vive una fase di creativit e consapevolezza strepitosa. Sette brani strumentali, con il blues delle Hills sul fondo come ispirazione e riferimento e poi tanto altro. Blind Lemon and the Hook Man devozione totale, Death Comes on Wings of Crepe cofirmata da J. Mathus da brividi, le due versioni di Old Gospel Medley sono incommensurabile infinit. Immaginifiche Hambone's Meditations, sospese tra cielo e terra. (g.di.) PASQUALE INNARELLA QUARTET UOMINI DI TERRA (Terre Sommerse) Si apre con una dedica a Giuseppe Di Vittorio questo palpitante nuovo disco di Pasquale Innarella, il sassofonista campano citato anche da Iain Chambers nel suo nuovo saggio sulle musiche del Mediterraneo. Il musicista irpino alla piena maturit: con un fraseggio incalzante che spesso deflagra nell'urlo coltraniano, e la capacit di costruire memorabili archi melodici assieme. Non a caso spesso assieme a Tchicai, Matthew Shipp, William Parker. Registrazione dal vivo a Roma con Lo Cascio, Sallusti e Altamura, eccellenti compagni di palco. (g.fe.) MADNESS OUI OUI SI SI JA JA DA DA (Cooking Vynil/Edel) Tre anni fa erano riapparsi e avevamo salutato con enfasi il ritorno della loro lucida follia. Ed eccoli di nuovo, freschi e divertenti ancora una volta, dopo pi di tre decadi, a dettare la linea di un sound sempre meno ska e sempre pi pop, nel senso pi gustoso e inglese del termine. Le loro sono canzoni semplici, fatte di canoni e clich precisi, che non volano pindaricamente, ma colpiscono dove devono, e il piacere assicurato. Semplicemente grandi! (r.pe.)

DI GUIDO FESTINESE

BLACK MUSIC

MISCELLANEA

JAZZ

Gentrification minimalista
Una piacevole conferma arriva dai tedeschi Kreidler, che dopo lalbum dello scorso anno, Tank, ci riprovano con un lavoro certamente meno dedito alle soluzioni ritmiche che ne facevano una sorta di dance-ambient particolarmente interessante, puntando maggiormente su ricordi di krautrock e elettronica kraftwerkiana. A dire il vero parlare di piacevole conferma per un gruppo che gira da quasi ventanni e che con il nuovo Den (Bureau B) ha ormai undici album allattivo, pu sembrare quantomeno strano, se non addirittura un azzardo, ma i Kreidler per noi sono ancora un mondo tutto da scoprire. Sulle stesse coordinate, geografiche e, in parte, musicali, lultimo prodotto discografico di Schneider Tm. Il titolo dellalbum Construction Sounds, ed stato ispirato allartista elettronico dai rumori per la (ri)costruzione di un quartiere popolare e operaio di Berlino, il Prenzlauer Berg, vittima di una gentrification che lo ha portato a essere mta della nuova borghesia. E quei suoni dei lavori che fervevano e che lo hanno accompagnato per i sette anni passati in quel quartiere sono ora diventati musica. Minimalismo edilizio. (Roberto Peciola)

Memorie white Franoise Hardy, Le trame tribali con Bettye LaVette semplice eleganza del Dio Sole
In comune questi tre album hanno il fatto che da un lato appartengono a una black music che sfocia nella jazz song via via intrisa di blues, swing, rnb, soul; dallaltro vengono editi da label europee che forniscono anche un supporto creativo ai singoli leader. Nel caso di Soul Classics (Musicus) di Maceo Parker, per decenni il saxman di James Brown, c la WDR Big Band di Colonia a interagire con i possenti riff al canto e allalto nei sempreverdi Isaac Hayes, Aretha Franklyn, Marvin Gaye, ecc. In Special (Plus Loin Music) di LaVelle, energica vocalist, c un gruppo di jazzmen francesi diretti dal batterista Sangoma Everett che firma buona parte del repertorio, accanto a classici di John Coltrane, Thelonious Monk, Duke Ellington. Infine con Thankful n Thoughtful (Anti) Bettye LaVette, altra profonda e volitiva cantante, dai toni rochi e dolenti, rilegge in chiave jazz-blues il repertorio dei folksinger bianchi (Bob Dylan, Tom Waits, Neil Young) coinvolgendo lEuropa con due pezzi dellinglese Ewan MacColl e dei fratelli Reverberi. (Guido Michelone) LUC ORIENT LA VIE A GRANDE VITESSE (Lademoto Records/Zimbalam) Otto brani pensati, maturati e confezionati con cura, pieni di groove e d'amosfera che incontrano il rock e il soul fondendoli insieme. Sono stati una delle band pi interessanti della corrente new wave italiana negli anni Ottanta, ora tornano con un nuovo lavoro tra rock contemporaneo, elettronica, folk e uno strato di psichedelica in sottofondo. Loro stessi hanno definito le loro canzoni musica per teste danzanti. (v.d.s.) Il nuovo cd di Franoise Hardy L'amour fou (Virgin/Emi France), cinquant'anni dopo l'uscita del suo primo album, ripropone il suo stile elegante e malinconico, con testi raffinati. Otto dei quali sono scritti dalla cantante, mentre Si vous n'avez rien me dire... una poesia di Victor Hugo. Tutte le canzoni sono accompagnate dal pianoforte e da un'orchestra d'archi. Suoni semplici e godibilissimi. Anche Claudio Simonetti ha scelto gli archi per esprimere lo spirito rumeno del vampiro nelle musiche per Dracula 3D di Dario Argento (Self/Deep Red). C' soprattutto il violino solista della bravissima Gabrielle Lester. Un violino che si coniuga benissimo con il theremin dei film horror del tempo passato. Da notare la canzone rock gotico dei titoli di coda, Kiss Me Dracula, interpretato dai Simonetti Project, del quale in un dvd allegato al cd viene proposto anche il videoclip e il backstage. Il Notturno Concertante torna con l'album Canzoni allo specchio (Radici Records Music), dove accanto al rock progressive campeggiano echi di world music e di folk. Si ritrovano la cura per le belle melodie e le eleganti atmosfere acustiche dei lavori precedenti. Imperdibile. (Gabrielle Lucantonio) POST FAKES FROM ANOTHER PLACE (La voce del gregge/New Model Label) Dalla ricca vena aurifera dellindie torinese sono usciti una decina di anni fa i Post. Il primo disco, Nulla da decidere, sgranava i suoi brani in italiano. Linglese lingua madre del secondo lavoro. Siamo nellarea del buon rock riletto e adattato ai tempi. Le dichiarazioni damore (non cieco) sono per Nine Inch Nails, Rem, U2, Cure, Radiohead e altri mostri sacri. Ma, si diceva, un amore che sa vedere e pulsare con il proprio cuore. (l.d.s.) Cinque album originali pi un 45 giri sono racchiusi in due soli cd editi dalla Solar Records (distribuita da Egea Music), consentendo di riascoltare facilmente un periodo cruciale nelliter artistico di Sun Ra & His Arkestra, allepoca di Angels and Demons at Play (abbinato a Sound Sun Pleasure e We Travel the Space Ways) e di The Nubians of Plutonia (assieme alla raccolta di singoli Bad and Beautiful), fra il 1956 e il 1961, fra arcano (Egitto dei faraoni) e science-fiction (astronomia ed esplorazioni spaziali). Una musica, in controtendenza su tutto: memore delle proprie origini rhythmnblues, il Dio Sole rilegge la forma-canzone (sia pur strumentale, tranne una 'Round Midnight con la voce di Hattie Randolph) espansa verso suoni etnici in anticipo con quanto svolto da free, fusion o world music. Percussionismo quasi tribale, trame exotica, accompagnamento futuristico alle tastiere (del leader) e un tris di grandi plurisassofonisti (Pat Patrick, John Gilmore, Marshall Allen) completano un discorso sonoro in perenne movimento. (Guido Michelone) PEPPE SERVILLO/SOLIS STRING QUARTET SPASSIUNATAMENTE (Self) Congelata, al momento, l'avventura con gli Avion Travel, Servillo si dedica ora alla grande tradizione partenopea. Con lui il Solis String Quartet condivide un progetto di recupero di brani noti (Dicintecello vuje, Scetate) e di perle di minor impatto sulla memoria ma di maestosa bellezza. E il risultato, complici una interpretazione e una dizione perfette di Servillo, coniuga forma e emozione in maniera mirabile. (s.cr.)

VERSO LA SARDEGNA
Forse bisognerebbe spiegarlo a tante debilitate stelline del pop nostrano cosa significa aver la testa dura e sempre al lavoro, e, parafrasando Ignacio Taibo II su Che Guevara, senza perdere la tenerezza. Forse passerebbero tanti mal di testa d'artista. La testa dura e dolce e sempre al lavoro quella di Paolo Fresu, mirabile trombettista contemporaneo. Lo scorso anno il piccolo grande uomo del jazz nostrano s' fatto un regalo molto, molto faticoso: per festeggiare il suo mezzo secolo di vita, la maggior parte della quale vissuta con la musica e uno strumento tra le mani, s' inventato un viaggio nella sua Sardegna scandito in cinquanta tappe. Ma non cinquanta tappe comode e cadenzate con i tempi di recupero: un giorno dopo l'altro, a perdifiato. Senza day off nel mezzo. E per di pi con la sfida assoluta di suonare cinquanta diversi concerti tutti con musicisti (e attori, scrittori, danzatori) diversi: duecento in totale. Dalle piazze alle centrali eoliche, dalle case di riposo alle carceri. Dalle spiagge ai teatri. Il risultato (sonoro) s' ascoltato anche in una bella raccolta di cd (con dvd) usciti in edicola. Ma qui, nella lentezza della parola scelta, si apprezza invece la squisita maturit dell'uomo, un osservatore sempre partecipe e empatico della realt, e in particolare di quel continente a s che la Sardegna. Tant' che In Sardegna/ Un viaggio musicale (Feltrinelli) lo potete leggere anche come una guida preziosa a un'altra isola, fuori dalle rotte turistiche e dall'arroganza sterile dei vip.

UN VIAGGIO anche quello che hanno fatto assieme l'etnografa Terz Marosi, grande studiosa del folk revival italiano e l'eclettico musicista cremonese Fabio Turchetti. Fisico, perch Note al margine (Effigie Edizioni) frutto di lunghe interviste realizzate a Budapest, la citt dell'etnografa che ha convinto Turchetti ad andare l per riflettere a mente fredda sul senso della sua musica. Mentale, perch Fabio Turchetti ripercorre qui con saggezza e grande umilt il senso di una carriera divisa senza troppe ubbie tra note d'autore, progetti sulla musica barocca e sulle note zingare, avvicinamenti alle pizziche del Sud d'Italia, sintassi jazzistica e attitudine world. Generi e situazioni disparati, affrontati con lo studio e con l'istinto, sempre. Fino a ritrovarsi a insegnare i rudimenti della chitarra, da volontario, nel cuore dell'Amazzonia, ad Abaetetuba, un'esperienza di vita prima che di musica che Turchetti ripercorre con grande commozione.

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Viterbo SABATO 24 NOVEMBRE (ALL'IMPROVVISO) Latina DOMENICA 25 NOVEMBRE (SOTTOSCALA 9) Umbertide (Pg) LUNEDI' 26 NOVEMBRE (CINEMA METROPOLIS) Roma MARTEDI' 27 NOVEMBRE (INIT) S. Benedetto del Tronto (Ap)
MERCOLEDI' 28 NOVEMBRE (VINILES) Padova GIOVEDI' 29 NOVEMBRE (LA MELA DI NEWTON)

Gossip
Unica data per il trio garage soul. Milano MARTEDI' 27 NOVEMBRE (ALCATRAZ)

innovative. Sullo stesso palco anche il Devin Townsend Project. Milano DOMENICA 25 NOVEMBRE (MAGAZZINI
GENERALI)

Simonne Jones
La polistrumentista, californiana. Ravenna SABATO 24 NOVEMBRE (MOOG) Ferrara DOMENICA 25 NOVEMBRE (ZUNI)

Seether
Una data per la alt rock band sudafricana. Trezzo d'Adda (Mi) GIOVEDI'
29 NOVEMBRE (LIVE)

Nomeansno
Il trio, rappresenta una delle migliori espressioni alt rock da quasi trentanni. Colle Val d'Elsa (Si) VENERDI'
30 NOVEMBRE (SONAR)

Il Teatro degli Orrori


La band di nuovo in tour per presentare Il mondo nuovo. Perugia SABATO 24 NOVEMBRE (URBAN) Bologna VENERDI' 30 NOVEMBRE
(ESTRAGON)

Minerbio e Ferrara) lAndrea Dess Trio, il duo Matteo Belli/Luca Matteuzzi, Joe Pisto, Omer Avital & His Band of the East, Bill Mays Trio e John McLaughlin con il quartetto 4th Dimension (il chitarrrista sar il giorno prima a Il Volo del Jazz di Sacile, Pn). Bologna e Ferrara SABATO 24
E DOMENICA 25 NOVEMBRE (VARIE SEDI)

Hugo Race
Nuovo progetto per il musicista australiano, con i Fatalists. Salerno SABATO 24 NOVEMBRE (MUMBLE
RUMBLE)

Reptile Youth
La band danese mescola psichedelia, post punk, elettronica e dance. Firenze GIOVEDI' 29 NOVEMBRE (TENDER)

Shelley Short
La zuccherosa melanconia dell'artista di Portland, Oregon. Roma SABATO 24 NOVEMBRE (FUSOLAB) Mantova DOMENICA 25 NOVEMBRE
(VIRGILIO)

Ciampino (Rm) SABATO 1 DICEMBRE


(ORION)

Avanguardie in Veneto
La rassegna ospita il gruppo Bonebridge del violoncellista Erik Friedlander (con Doug Wamble, Trevor Dunn e Michael Sarin). A Mestre il quartetto di Paolo Botti (con Dimitri Grechi Espinoza, Tito Mangialajo Rantzer e Filippo Monico) accoglie la vocalist Betty Gilmore nel recital Slight Imperfection. Venezia SABATO 24 NOVEMBRE (TEATRO
FONDAMENTA NUOVE)

Bologna MARTEDI' 27 NOVEMBRE (CHETS) Bergamo GIOVEDI' 29 NOVEMBRE (DRUSO


CIRCUS)

Giardini di Mir
La post rock band reggiana con un lavoro dal titolo benaugurante, Good Luck. Conegliano Veneto (Tv) VENERDI'
30 NOVEMBRE (APARTAMENTO HOFFMAN)

Tim Hecker
Il musicista canadese in un concerto per organo e elettronica. Roma VENERDI' 30 NOVEMBRE (CHIESA
EVANGELICA METODISTA)

Brescia VENERDI' 30 NOVEMBRE (LIO BAR)

Milano LUNEDI' 26 NOVEMBRE (GATTO')

Deerhoof
Il loro indie rock influenzato da gente come Sonic Youth e Unwound. Bologna LUNEDI' 26 NOVEMBRE
(LOCOMOTIV)

Greg Lake
In tour il chitarrista e cantante inglese, ex King Crimson e Elp. Piacenza MERCOLEDI' 28 NOVEMBRE
(TEATRO MUNICIPALE) Roma SABATO 1 DICEMBRE (TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA)

Offlaga Disco Pax


Prosegue il Gioco di societ del trio reggiano. Mantova VENERDI' 30 NOVEMBRE (TOM)

Kindness
Il progetto di Adam Bainbridge, tra pop elettronico e r'n'b. Torino GIOVEDI' 29 NOVEMBRE (XANAX)

Mestre (Ve) DOMENICA 25 NOVEMBRE


(AUDITORIUM CENTRO CULTURALE CANDIANI)

Jethro Tull's Ian Anderson


Il leader della storica band britannica in tour per celebrare i 40 anni di Thick as a Brick. Padova VENERDI' 30 NOVEMBRE (GRAN
TEATRO GEOX) Trieste SABATO 1 DICEMBRE (PALASPORT CHIARBOLA)

Swans
Reunion per la cult band di Michael Gira. Bologna VENERDI' 30 NOVEMBRE
(LOCOMOTIV)

Mothlite
Il prog pop dell'inglese Daniel O'Sullivan. Valeggio sul Mincio (Vr) SABATO
24 NOVEMBRE (VILLA ZAMBONI)

Irene Grandi/Stefano Bollani


La vocalist e il pianista chiudono il Roma Jazz Festival e si esibiscono anche nel capoluogo siciliano. Roma DOMENICA 25 NOVEMBRE (AUDITORIUM
PARCO DELLA MUSICA)

Aperitivo in Concerto
Third World Love, significativo gruppo della scena musicale israeliana, riunisce artisti che godono di notoriet internazionale: Avishai Cohen, Yonatan Avishai, Omer Avital e Daniel Friedman; in prima assoluta a Milano, il gruppo si allarga e comprende il sassofonista Greg Tardy, il tastierista Jason Lindner e il chitarrista Nadav Remez. Milano DOMENICA 25 NOVEMBRE (TEATRO
MANZONI, ORE 11)

Torino DOMENICA 25 NOVEMBRE (BLAH


BLAH)

Stiff Little Fingers


Una band mito del punk inglese. Bologna SABATO 1 DICEMBRE (LABORATORIO
CRASH)

Palermo LUNEDI' 26 NOVEMBRE (POLITEAMA


GARIBALDI)

Fear Factory
Nuovo tour per una delle metal band pi

Neville Staple
A tutto ska con il leader degli Specials. Firenze SABATO 1 DICEMBRE (FLOG)

Festival Jazz Bologna


Chiude i battenti ospitando (tra Bologna,

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ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

EGITTO. INCONTRO CON UN GIORNALISTA, ULTRAS E MILITANTE RIVOLUZIONARIO


di VINCENZO MATTEI
IL CAIRO

Il 1 febbraio 2012 una data che per gli egiziani rappresenta un trauma di portata nazionale, un lutto che rimarr a lungo nella storia dellEgitto moderno. Era passata una settimana dai festeggiamenti del 1 anniversario della rivoluzione del 25 gennaio, quando iniziarono a scorrere delle immagini in tv che lasciavano sgomenti. Una vera lotta combattuta sugli spalti dello stadio di Port Said: sassi, bottiglie, petardi e molotov, caccia all'uomo, accoltellamenti dei supporter locali (El Masry) contro quelli del team cairota El Ahly. Linvasione di campo dei cairoti fu una conseguenza isterica e spontanea per scappare alla violenza della tifoseria locale. Come era possibile che nessuno intervenisse per fermare la battaglia? Dove erano le forze di sicurezza? Pi di mille i feriti, 74 i morti, la maggior parte per accoltellamenti ed emorragie interne, o gettati nel vuoto dagli spalti dello stadio, o schiacciati e morti per asfissia perch la polizia non apr i cancelli che potevano permettere la fuga degli ultras. La stessa squadra del El Ahly rimase intrappolata negli spogliatoi fino a quando un corpo speciale dellesercito intervenne con elicotteri; secondo il suo allenatore portoghese, Manuel Jos, il massacro fu orchestrato ad hoc dalle alte sfere governative. Una delle accuse mosse dagli Ultras Ahlawy (del El Ahly) che quanto accadde a Port Said fu un vero e proprio complotto studiato a tavolino dai servizi segreti egiziani come vendetta contro gli ultras per aver appoggiato la rivoluzione: gli ultras ebbero un ruolo fondamentale nel giorno della Battaglia dei Cammelli il 3-4 febbraio 2011, furono gli unici ad affrontare e a cacciare da Tahrir gli scagnozzi del regime. La tifoseria accusa gli agenti che erano presenti nello stadio di non essersi frapposti fra le tifoserie in campo per evitare che la tragedia avesse luogo. Molti testimoni oculari dichiarano che un gran numero di persone furono fatte entrare senza biglietto dagli uomini della sicurezza dello stadio, veri e propri criminali armati fino ai denti. Sono 70 gli imputati sotto processo presso il tribunale penale de Il Cairo, tra cui 9 ufficiali di polizia. Il campionato egiziano fermo da febbraio scorso, interrotto inizialmente per volont delle autorit centrali e poi da quella degli ultras. Una delle richieste di quest'ultimi per riprendere losvolgimento delle partite che i responsabili a livello istituzionale siano processati, che gli indiziati siano mandati a giudizio, altrimenti l'inizio della stagione sar bloccata sine die con l'occupazione degli stadi, vietandone l'accesso a chiunque. I media, la Federazione di Calcio Egiziana (Fgce), i giornalisti, le squadre e alcune tifoserie vorrebbero la ripresa del campionato. Per gli Ahlawy la richiesta subordinata al business e non certo alla pace e alla tranquillit sociale come vorrebbero far intendere le parti in causa. Gli ultras rossi (il colore del El Ahly e dei suoi tifosi) nutrono un personale risentimento verso i due giornalisti sportivi Shubar e Medhat Shalaby, colpevoli asecondo loro di essere pro-Mubarak e di averli etichettati come teppisti e drogati durante le trasmissioni radiofoniche nazionali. I fatti di Port Said sono solo il culmine di provocazioni e destabilizzazioni create appositamente dai foulul, come vengono chiamati gli appartenenti al vecchio regime, che con lappoggio delle istituzioni corrotte e degli apparati segreti di stato sono riusciti a portare scompiglio e insicurezza nel Paese. Nei mesi successivi la caduta di Mubarak, si assistito alla riorganizzazione delle forze reazionarie per fermare la spinta

I militari egiziani in fuori gioco


Campionato di calcio sospeso da un anno in Egitto, dagli ultras, in attesa del processo per la strage (di stato) del 1 febbraio 2012 nello stadio di Port Said al Cairo. Incontro con Amr Guevara

rivoluzionaria di piazza Tahrir. Ci sono stati scontri tra le forze di sicurezza e di polizia militare con i cittadini a partire dal massacro dei copti (ott. '11), passando per via Mohamed Mahmud (MM) e via Qasr el Aini (rispettivamente nov e dic '11). Gli unici capaci di tener testa ai poliziotti erano gli ultras, allenati negli scontri corpo a corpo e meglio organizzati di altri gruppi rivoluzionari. La risposta delle autorit stata quella di erigere barriere di cemento armato nelle strade della capitale egiziana per evitare che i manifestanti arrivassero ai palazzi del potere come il Ministero degli Interni (MdI). Questo la dice lunga sulla voglia di comunicare delle autorit militari. Dopo Port Said una vera e propria orda di tifosi rossi conflu da tutte le regioni dell'Egitto per scagliarsi contro il MdI, aprendosi un varco con la forza delle sole mani tra le barriere innalzate dai militari. La battaglia al centro de Il Cairo fu cruenta, e molti analisti-giornalisti pensarono di essere sullorlo di una guerra civile con lavvento di un regime ancora pi autoritario e repressivo di quello di Mubarak. Gli ultras possiedono una grande forza organizzativa. Prenotano treni per portare i fans alle trasferte del El

Ahly, si organizzano allo stadio con un nocciolo duro, scandiscono i cori della curva, stabiliscono le strategie di attacco e di difesa contro i celerini e le truppe antisommossa. La loro rete capillare e trasversale, ben diffusa dentro il territorio, da nord a sud del Paese, tra ricchi e poveri... esiste un corporativismo e un cameratismo profondo permeato da una forte solidariet. Parzialmente e idealmente sono uno dei gruppi pi numerosi e meglio organizzati che porta avanti le richieste della rivoluzione, anche se non loro volont essere politicizzati. Odiano la politica e le corporation speculative del business. Tengono duro sulle loro posizioni, bloccando un settore (quello del calcio) che porta ingenti quantit di soldi ai club, ai dirigenti, alla pubblicit e ai

In basso il giornalista e militante Amr Guevara e una strada de Il Cairo con la scritta lotta per i tuoi diritti

ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

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LE VOCI DI PIAZZA TAHRIR


Vincenzo Mattei la nostra voce in Egitto, Tunisia e ovunque si siano espresse le primavere arabe, portando su Alias e sul manifesto lesperienza di scrittori, artisti, bloggers: Mattei ora presenta in diverse citt il suo libro Le voci di piazza Tahrir (Poiesis, collana I lapislazzuli, 15 euro) con la prefazione di Marc Innaro, dove raccoglie queste testimonianze, resoconto entusiasmante in prima persona dei primi giorni della rivoluzione egiziana. Tra le altre significativa lintervista a Mohamed El Morsi non ancora diventato presidente, la situazione in bilico della postrivoluzione, gli incontri e le valutazioni politiche con i ragazzi di piazza, i Fratelli Musulmani relativi

vincitori, i militari prima schierati con i movimenti, poi destabilzzatori. Si racconta la delusione e lamarezza, ma anche la speranza. Le presentazioni del libro dopo La citt del libro a Campi Salentina il 29 novembre avr luogo a Cerveteri - Sala Ruspoli, piazza Santa Maria Maggiore ore 17.30, il 3 dicembre Universit di Caserta, presso la facolt di Scienze Politiche, il 4 dicembre Universit l'Orientale di Napoli, il 5 dicembre a Napoli, Maschio Angioino ore 18, antisala Baroni, l8 dicembre a Roma, Fiera del libro Pi libri pi liberi (Palazzo dei Congressi dell'Eur), sala Ametista ore 18, il 13 dicembre a Milano, Casa della Cultura ore 21, il 14 a Milano, Arci Corvetto http://vincenzomattei.com/mio-libro-sulla-rivoluzione-egiziana-le-voci-di-piaz za-tahrir/

media. Forse la loro lotta impari, come quella dei precari, disoccupati, giovani, metalmeccanici, sindacalisti... che sono scesi in tutte le piazze dEuropa il 14 novembre per far capire che la gente non vuole assoggettarsi ai dettami di una troika che impone politiche economiche pi vicine a un Ancin Regime che allo spirito dei padri fondatori e costituenti dellEuropa democratica di met secolo scorso. Gli stessi corrotti poteri neoliberisti hanno portato sullorlo del baratro l'Egitto, un paese fatto di sudditi e mai di cittadini, dove la polizia e le istituzioni negli ultimi 30 anni non sono mai stati al servizio del popolo. Amr Guevara un giornalista, portavoce del Movimento giovanile Giustizia e Libert, co-blogger del giornale Ribelle Impenetrabile, speaker radio, membro del partito Alleanza Popolare Socialista e ultras del El Ahly. Durante i primi giorni della rivoluzione di gennaio 2011 stato colpito da 6 colpi da arma da fuoco, ha ancora una pallottola all'altezza del femore che non stato possibile rimuovere. Perch gli ultras dellAhly pensano che i responsabili degli eventi di Port Said siano il MdI e lo Ssaf (Supreme Coulcil of Armed

Forces)? Siamo convinti al 100% che stato un piano ordito dallo Scaf e dai criminali del MdI che hanno ordinato ai teppisti di invadere il Canale di Suez e il Sinai, per poi deviarli a Port Said. stata una vendetta contro gli ultras per il ruolo che hanno avuto nella rivoluzione fin dallinizio. Mi riferisco agli Ultras Ahlawi e ai White Knights della squadra del Zamalek. Siamo sempre stati in prima linea contro il governo militare dello Scaf, per questo accaduto il massacro di Port Said. Ci sono relazioni tra gli ultras delle diverse squadre? Ovviamente quando scendevamo in piazza durante la rivoluzione eravamo tutti insieme, ma prima di Port Said esistevano solo gemellaggi tra tifoserie; dopo sono nati stretti legami e relazioni, lo scambio di comunicazioni diventato intenso e continuo. Gli ultras hanno una strategia comune? Ci siamo messi daccordo affinch il campionato non abbia inizio fino a quando i giudici non si pronunceranno sugli avvenimenti di Port Said. Siamo una forza unitaria e compatta, rimaniamo sulle nostre posizioni, su questo non si transige. Ovviamente alcuni tifosi vorrebbero che il campionato riprendesse, per tornare allo stadio, ma dall'inizio gli Ahlawi e i Zamalkawi si sono rifiutati categoricamente fino a quando i

responsabili delle morti di Port Said non saranno giudicati in un regolare processo. Quali probabilit ci sono che gli ultras ottengano giustizia dalla sentenza del tribunale? Siamo in attesa della decisione della Corte. Ci sono degli indiziati alla sbarra, dovremmo attendere che il processo segua il suo corso, ascolteremo la sentenza finale e poi vedremo. Come stato possibile un numero cos elevato di vittime? I teppisti e criminali si sono mischiati ai tifosi, chi ha fatto in modo che ci accadesse stata la polizia, con il tacito appoggio del MdI e dello Scaf. Il piano era quello di mettere a tacere gli Ultras Ahlawi. Nella partita della settimana precedente era accaduta la stessa cosa, ma in quelloccasione la polizia si frapposta tra le due tifoserie. Sono convinto che da questa situazione ne usciamo rafforzati. Ma la Fgec, i media, i giornalisti e alcuni tifosi vorrebbero che il campionato iniziasse di nuovo... Il problema che non ci sono le condizioni di sicurezza generali. Quello che accaduto a Port Said la prossima volta pu capitare ai supporter del Zamalek o di Ismailiyya. Perch gli ultras sono contro i media?

I media ci hanno descritto come criminali e teppisti, guardano solamente ai soldi e non alle persone che sono morte dentro lo stadio. Non possibile rimuovere quei giornalisti che ci hanno denigrato, perch lavorano per emittenti private, ma quello che abbiamo fatto come Ultras spegnere la tv o cambiare canale. Quale la posizione del MdI e dellattuale governo? Il MdI non vuole rapporti con gli ultras. Il governo, come il parlamento e il presidente pensano ai propri affari. Gli Ultras non hanno molta fiducia in Morsi, che cosa ha fatto nei suoi primi 100 giorni da quando stato insediato? Niente! Pensi che gli ultras stiano portando avanti le richieste e i valori della prima fase della rivoluzione? Noi siamo stati in piazza fino dal primo allultimo giorno dei 18 passati a Tahrir prima che Mubarak si dimettesse. Siamo stati gli unici che si sono scontrati con il MdI e i suoi scagnozzi anche prima della rivoluzione. Non vogliamo abbandonare il campo dopo tutto il sangue versato dai martiri della rivoluzione. Siamo diventati pi concentrati e pi coscienti dopo Port Said, perch i giovani morti nello stadio erano nostri amici. Ora siamo gli unici che difendono la rivoluzione, i fotografi, i giornalisti...

siamo quelli che scendono ancora in piazza a prescindere dalle manifestazioni ufficiali. Manifesteremo il 19 in Via MM per lanniversario degli scontri dello scorso novembre. Non ti sembra incredibile che non ci siano ancora dei responsabili per quei fatti? Ci sono video e foto che testimoniano i crimini commessi dalla polizia militare, a oggi solo il cecchino degli occhi, Mahmoud Sobhi el Shirawi, sotto processo. Chi al comando del MdI non cambiato, sono le stesse persone che cerano sotto il regime di Mubarak. Il presidente Morsi non ha voluto segnare una linea di discontinuit con il passato, confermando molti ministri del precedente governo Ganzuri. Quale la struttura degli ultras? Chi il gruppo dirigente? Siamo molto uniti e organizzati, ci muoviamo insieme e ci aiutiamo a vicenda, ci capiamo benissimo e siamo diffusi nel territorio. Siamo come gli ultras negli altri paesi nel mondo, come in Italia, Brasile... e numericamente aumentiamo ogni giorno. Quanti iscritti contate? Non abbiamo una tessera, ma la cifra si aggira tra i 500 mila e un milione. Ci sono diversi capi che dirigono le diverse tifoserie e settori nello stadio, ma non esiste un apparato dirigente. Per il 99% gli

ultras in Egitto assomigliano agli ultras italiani: nei cori, nellintonazione, nel ritmo, nelle parole. (Nella conversazione generale Amr mi dice che in Italia tifa per il Milan. Parlando di vittime menziono Gabriele Sandri e il poliziotto colpevole di omicidio volontario che dovr scontare 6 anni di galera). In Egitto nessun poliziotto va in prigione, perch qui chi governa e manda avanti il Paese la polizia. Il vecchio regime voleva la gente povera e analfabeta per poterla controllare, se in Egitto fossimo tutti ricchi e acculturati la polizia non avrebbe gioco facile. Per questo gli ultras sono contro la dittatura e la combattiamo a modo nostro. Ma come possibile che siate riusciti a far cadere la dittatura di Mubarak e a dare il paese in mano ai Fm? Non siamo stati noi. Lo Scaf ha cercato in ogni modo di opporsi alla rivoluzione, hanno trovato nei Fm quella forza politica diffusa nel territorio che per ascolta le loro parole, non quelle della piazza. Noi egiziani abbiamo imparato una lezione con la rivoluzione. Siamo stati 60 anni senza votare, gli ultimi 30 Mubarak falsificava le elezioni, quindi non abbiamo esperienza. I Fm questa volta hanno ammaliato gli elettori, ma le prossime elezioni non otterranno lo stesso risultato. Possono gli ultras insegnare qualcosa agli attivisti e ai politici laici su come organizzarsi come forza unitaria? Sono un attivista politico dal 2004, siamo politici solo a livello individuale. Posso dire che dagli ultras abbiamo appreso lorganizzazione, la strategia, il coraggio di affrontare gli agenti antisommossa, il non avere mai paura in strada, il senso di giustizia e la forza di non arrendersi davanti alle difficolt... e che la libert purtroppo ha un prezzo che spesso si paga con il sangue. Sono appena tornato ieri da una conferenza delle associazioni politiche giovanili ad Assuan che ha coinvolto ragazzi di tutte le regioni dEgitto. Ho partecipato come portavoce del movimento giovanile Giustizia e libert. stata una conferenza incentrata sui media, impostata sullo scambio di esperienze e di tecniche di apprendimento. Il prossimo anno la vogliamo allargare a molti paesi stranieri, per confrontarci, in modo da capire che cosa stato lesperimento della rivoluzione egiziana, come i giovani egiziani vivono, quali sono i loro sogni, le loro proposte. Chiedono pane, equit sociale, istruzione, sviluppo sostenibile... per estirpare lingiustizia. Siamo collegati con gli Indignados di Madrid, con Occupy Wall Street, con i greci e i tunisini, esiste gi un network, ma gli ultras non sono membri di alcuna associazione o formazione politica. Andiamo alle adunate allo stadio per tifare la nostra squadra e scendiamo in piazza per la rivoluzione, nientaltro. Che previsioni ci sono sulla durata del processo di Port Said? Non si sa, i giudici potrebbero impiegarci mesi, forse anni, devono seguire liter giudiziario, ma una cosa certa: non ci sar campionato finch le persone morte a Port Said non troveranno giustizia, anche se dovessero passare 20 anni! Luned 19 novembre gli ultras, insieme a tutti gli attivisti e i giovani della rivoluzione torneranno in via Mohamed Mahmud, per ricordare le 43 vittime dello scorso anno. I graffitisti gi sono allopera, Ammar Abu Bakr ha iniziato a srotolare il suo giornale sul muro, ricordano le vittime di Masbiro, di via MM, di via Qasr el Aini, di Port Said e dellAbbassia causate dalla violenza spropositata della polizia militare e dei suoi scagnozzi.

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ALIAS 24 NOVEMBRE 2012

LIBRO+DVD

LUSSI
di GIANCARLO MANCINI

Nella stanza le donne vanno e vengono/ Parlando di Michelangelo. Carmelo Bene ricord di aver letto questo verso di T.S. Eliot contenuto in Prufrock ancora ragazzo in un bordello di via Mario d Fiori, un anno prima che la legge Merlin chiudesse i bordelli. E solo, come solo si ritirava volontariamente in quel luogo per leggere Shakespeare e Racine, Bene si trova in scena in mezzo ad uno stuolo di donne che continuamente si vestono e si svestono nel Riccardo III la cui versione televisiva viene per la prima volta pubblicata in dvd (Eye division, euro 19,90, con una introduzione di Maurizio Grande e il documentario Bravo Bene di Marco Giusti, Paolo Luciani e Francesca Tadini). Lo spettacolo aveva debuttato al teatro Bonci di Cesena il 22 dicembre 1977 e pochi mesi dopo leditore Feltrinelli fece uscire assieme alla scrittura di scena Riccardo III. Ovvero la nottataccia di un uomo da guerra, un memorabile saggio di Gilles Deleuze intitolato Un manifesto di meno. Sovrapposizioni si intitolava quel libro e a sovrapporsi con la voce ai personaggi Bene aveva iniziato giusto qualche mese prima, per necessit e non per volont, a causa di unotite che costrinse Franco Branciaroli ad abbandonare le repliche di Romeo e Giulietta. la svolta di tutto il mio teatro. Dopo Natale - ricorda Bene- un Romeo e Giulietta completamente trasfigurato quello che presento al pubblico in una tourne trionfale. la mia prima avocazione-frantumazione in tutti i ruoli. Da allora in poi il play-back

Riccardo III, in versione televisiva, pubblicato in dvd (Eye division) con una introduzione di Maurizio Grande e il documentario Bravo Bene di Giusti, Paolo Luciani e Tadini
Carmelo Bene in Riccardo III, versione televisiva del 1995 dello spettacolo che esord nel 1977

Sovrapporre Bene a Bene


diventer lespediente tecnologico-teologico del mio situare la voce al di l del soggetto. Della vicenda delluomo politico, del re che attraverso reiterati omicidi arriva al trono dInghilterra poco anzi nulla importa a Bene; il duca di Gloucester, futuro sovrano e assassino, si perde in alterchi con lo specchio, gorgheggia sulla propria deformit, soprattutto si sdilinquisce in effusioni verso le donne, le vedove dei suoi rivali assassinati, la madre, Buckingham (una giovanissima Laura Morante). Luniverso di Riccardo III secondo Carmelo Bene somiglia molto al bordello nel quale il giovane di Campi Salentina andava a studiare e con ritrosia solo una volta si decise a salire le scale ed entrare nella stanza di una professionista. Qui per si amputa ogni possibilit di dare compimento ad un desiderio, il gesto fratto, riflesso nel montaggio spezzato della versione televisiva. Le farneticazioni di Riccardo restano tali, tutti quelli che dovevano morire sono gi morti c solo da conquistarsi lo spazio per proclamare la propria deformit. Ecco allora laffannosa ricerca delle

protesi, un braccio di gesso, poi uno di lattice, indossate e dismesse finch non si trovi quella giusta che renda deforme anche la mano buona. Bisogna che lo spettatore- scrive Deleuze- non solo capisca, ma senta anche e veda il fine che gi perseguivano, senza saperlo, il balbettare e lincespicare iniziali: lIdea divenuta visibile, sensibile, la politica divenuta erotica. A tal punto non devono pi esserci due continuit che si intersecano lun laltra, ma un unico e solo continuum in cui le parole e i gesti fungono da variabili in trasformazione Riccardo moltiplica ad ogni deformazione la propria possibilit, presagisce di poter essere un altro, questa moltiplicazione della possibilit anche alla base dellavocazione a s di tutti i personaggi. In scena ci sono solo Riccardo e le donne, la Duchessa, Elisabetta, Anna, Margerita, Madame Shore. Tranne qualche

brano della Duchessa (Lydia Mancinelli) tutte le battute femminili sono registrate, si ascoltano in playback come riflessioni, sussulti interiori, pensieri infecondati. Solo re Riccardo parla, solo a lui spetta il vaniloquio a voce alta. Il sopruso drammaturgico, gesto maschile, si sovrappone al femmineo che zittisce, svia, invoca Dio, impreca contro i malsani spunti del mostruoso nuovo sovrano. Il perch in un certo senso spiegato nella Nota generale sul femminile che apre la scrittura di scena pubblicata in Sovrapposizioni. Ogni qualvolta si sentiranno gemere voci di neonati, di tra le quinte, le signore impegnate in scena son tentate duscire e talvolta se ne vanno davvero - in quanto madri apprensive Toccher perci a Riccardo deformarsi, per cos, da civetta, divertire quei piccini davvero inopportuni, se non vorr restare da solo a recitare. Queste parole, recepite per cos dire frontalmente, assieme al mutismo delle attrici, suscitarono durante le repliche un vespaio di polemiche tra i gruppi femministi e Bene. Ma come invece era stato leggendo tra le donne e sognando le donne che egli si imbatt nei versi Eliot da cui prendeva il via tutto Riccardo III, cos anche il finale, contrappuntato dal delirio del re ormai sconfitto che ripete i celebri versi sul regno per un cavallo e una voce femminile che soavemente lo brandisce, ancora leggendo dei versi di Eliot: Dunque cos, te ne vai, parti per lestero? E quando pensi di ritornare? Ma una domanda inutile: difficilmente sai quando ritorni troverai molte cose da imparare.

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