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JODOROWSKY JAMES FRANCO SOFIA COPPOLA BERTOLUCCI DICAPRIO CAMPION LAV DIAZ PENNE ROCK LA STRAGE DEI KOMBO

KOLOMBIA JASON COLLINS OCCUPY SPORT JOSEFA IDEM

CANNES

FOLLIES

POLANSKI VON MASOCH, UNA BAMBOLA PER MENGELE, IL KAMASUTRA DELLA MACCHINA DA PRESA, PIZZI E PIUME DI VALENTINO LIBERACE LA TRILOGIA TEXANA DI MINERVINI, COME DIFFICILE FARE UN FILM SECONDO TOBACK

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ALIAS 11 MAGGIO 2013

Le sorprese: Alejandro Jodorowsky, il maestro delle immagini Lav Diaz


in pagina: Alejandro Jodorowsky e i suoi tarocchi, in basso: Anselmo Duarte e Leonora Amar in Veneno. In alto: Paul Newman e Joanne Woodward nel manifesto di Cannes 2013
di SILVANA SILVESTRI

film

IL FESTIVAL 66

Il sistema francese e il resto del mondo Un circuito chiuso ad alto rischio


C.Pi.

La coppia Paul Newman-Joanne Woodward licona della prossima edizione del Festival di Cannes (15-26 maggio), anche se Hollywood continua a disertare la Croisette, e questanno pi del solito (mancano persino eventi tipo lanteprima di Kung Fu Panda). Lunico vero film di studio Il Grande Gatsby, mentre Nebraska di Payne Paramount ma con distributore indipendente fuori dagli Usa, e i Coen sono prodotti con capitali francesi. Sismografo di umori, emozioni, economie, la bolla della Croisette lo spazio in cui gli immaginari si mettono alla prova, rivelando pensiero, strategie produttive, e anche il proprio fuoricampo, quello che non c e che per ne costituisce lenergia propulsiva forse di maggiore deflagrazione. Che festival sar questo numero 66? Il dato pi evidente la straripante presenza francese in tutte le sezioni. Non solo i sei titoli in gara - Bruni Tedeschi, Ozon, Kechiche, Deslpechin, de Pallires, Polanski - ma anche nel Certain regard, tra gli esordi della Semaine de la critique e le scoperte della Quinzaine des Realisateurs. Al di l delle produzioni nazionali, la Francia appare nel festival come un sistema, riferimento obbligato per buona parte della produzione mondiale pensiamo al nuovo film del regista iraniano Asghar Farhadi, in concorso con Le Pass girato in francese. Si dice che la fortuna, e la tenitura di Thierry Frmaux, il direttore artistico, siano in buona parte dovute alle relazioni privilegiate con alcune societ chiave di produzione/distribuzione francesi, e per la stessa cosa potrebbe applicarsi alle altre sezioni, in cui la maggior parte dei film rivelano una presenza francese. Questo sistema, se da una parte costituisce uno strumento di potere per la cinematografia nazionale, rischia dallaltra di condizionare gli orientamenti della macchina festivaliera, che finisce cos per ripetere s stessa, e gli autori nella sua orbita. Frmeaux per i venti titoli in corsa per la Palma, che sar assegnata dalla giuria presieduta da Steven Spielberg, sembra aver voluto ci che pu essere il meglio del cinema mondiale nelle sue declinazioni pi consolidate, e allinterno di una politica autoriale senza rischi, accantonando anche le polemiche dello scorso anno sulla mancata presenza di cineaste (ce ne una, Valeria Bruni Tedeschi), mentre il documentario, e quelle moving images di crossover che attraversano da anni gli immaginari, sono esclusi ovunque. Nella selezione ufficiale la ricerca delegata al Certain Regard - pensiamo a Lav Diaz, a James Franco ma anche al bellesordio di Valeria Golino, Miele, a Minervini ecc - pure se poi alcuni di questi sono registi gi stati collaudati (e amati) nel complesso festivaliero globale. Certo il festival ha poi il suo controcampo in un mercato vivo, cosa che manca alla Mostra di Venezia, che ne scuote laspetto ufficiale. Sar per questo che almeno un giorno tutti vogliono esserci?

Ha vinto lo scorso anno la Quinzaine des Ralisateurs il film cileno No di Pablo Larrain ed ora candidato agli Oscar: la selezione di Cannes guarda con occhio particolare al continente latino, non solo, ma con i suoi aiuti allo sviluppo dei film alleva da tempo una promettente generazione di cineasti che gi si sono affermati, come ad esempio gli argentini Lucrecia Martel e Pablo Trapero (peraltro scoperto alla Settimana della critica a Venezia). Ma il nome che spicca questanno non quello di un giovane cineasta, ma di un decano, Alejandro Jodorovsky che racconta la sua infanzia in La danza de la realidad in uno dei luoghi pi magici del pianeta, il deserto di Atacama con le sue lagune di sale e i suoi colori violenti. Tocopilla si chiamava il villaggio dove i suoi genitori ebrei ucraini immigrarono e l nacque. Suo padre lavorava nel circo prima di diventare commerciante e gi si possono sommare parecchi elementi di straordinaria eccentricit, che stanno certamente allorigine della sua creazione, la psicomagia, il metodo per curare con linconscio, la magia, la letteratura, e alla base dei suoi film che sembrano psichedelici ma che riflettono in pieno paesaggio e personaggi del luogo, (El Topo, La montagna sacra o il pi recente Santa Sangre). Nel film ricorrono scene da provincia cilena degli anni quaranta, ma anche successivamente si sarebbero potuti incontrare i circhi de malamuerte (qui il pi dignitoso circo Piripipi), los bomberos, i pompieri completi di autopompa, lintero villaggio in gramaglie, i cinemini dal nome Cine Ideal dipinti a colori pastello. Inoltre Frank Pavich presenta Jodorowskys Dune, che documenta la vicenda che ci raccont, la preparazione del suo Dune negli anni 70, tratto dal famoso romanzo di fantascienza per cui aveva gi avuto laccordo per le scenografie di Salvador Dal. di unaltra generazione, ma il suo film coglie luoghi altrettanto misteriosi del Cile Sebastian Silva, il regista di La nana, classe 79, che viene dalla capitale Santiago: a Cannes con Magic Magic un horror psicologico di produzione statunitense con attori internazionali ed effetti speciali. Una ragazza (Juno Temple) va a trovare lamica (Emily Browning) in vacanza nel misterioso e lussureggiante sud del Cile e l perder il senso della realt, aiutata in questo da Michael Cera (il giovane attore canadese di Juno). Esordisce nel lungometraggio la documentarista Marcela Said (classe 72) con El verano de los peces voladores. Studi di cinema a New York e a Parigi la regista di I love Pinochet, che ha ricevuto una quantit di premi, ed anche stato acquistato dalla televisione nazionale cilena che non lo ha mai programmato. Opus Dei stato record di vendite dvd in Cile. In El Mocito faceva il ritratto di un aiutante degli agenti della Dina, il centro di sterminio e di repressione della dittatura. Anche il suo film ambientato al sud, a Temuco, dove ladolescente Manena passa le vacanze con la sua famiglia, mentre il padre deciso a sterminare le carpe della laguna del suo latifondo con gli epslosivi e lei lunica a percepire il conflitto che sta per nascere tra i mapuche della zona. Altra zona che appartiene ai ricordi letterari Los dueos (I padroni) di Agustn Toscano ed Ezequiel Radusky (entrambi classe 1981). Tucumn Tucumn, sussurrava nel suo delirio il piccolo Marco/Cesare Barbetti di Dagli Appennini alle Ande (di Flavio Calzavara, 1943) in viaggio da Genova in Argentina alla ricerca della mamma. Viene da Tucumn Los dueos, selezionato dalla Semaine de la critique, il primo film tucumano a Cannes in

una sezione competitiva, prodotta dallUniversit Nazionale di Tucumn. I padroni sono i proprietari della casa dove vivono per tutto lanno i guardiani, finch non arrivano i proprietari (protagonista Rosario Blfari, famosa protagonista di Silvia Prieto), film sulla lotta di classe, un tema che va trattato con cura, dicono i registi, soprattutto in questo momento. Gi famosa regista e scrittrice unaltra argentina, Lucia Puenzo, (figlia del regista Luis Puenzo) che da un suo romanzo ha tratto Wokolda selezionato al Certain Regard: nel 1951 Josef Mengele il medico degli esperimenti nazisti sulla razza arriva in Argentina come tanti altri nazisti in incognito e si trova a vivere a San Carlos de Bariloche in Patagonia accanto a una famiglia di cui non manca di notare per alcune particolarit la giovane figlia Lilith

che porta con s la bambola Wokolda e che non sospetta minimamente a cosa si riferiscono le sue attenzioni. Con Heli il cineasta messicano Amat Escalasnte sar in competizione per la Palma doro con Polanski, i fratelli Cohen, Soderbergh. stato invitato a Cannes gi altre volte fin dal suo esordio Sangre. E un altro film messicano La Jaula de oro (la gabbia doro) di Diego Quemada Dez stato selezionato al Certain Regard, segno di grande vitalit di questa cinematografia.

Danza della realt latinoamericana

CANNES2

di MATTEO BOSCAROL

LAsia estremo orientale sar ben rappresentata nel concorso ufficiale del festival di Cannes di questanno, proveranno ad aggiudicarsi infatti la Palma dOro due lavori provenienti dal Giappone ed uno dalla Cina, paese questultimo che vedr anche un suo film presentato nella sezione Un Certain Regard, quasi a (ri)stabilire un equilibrio, almeno artistico, che sembra mancare del tutto a livello geopolitico in questo periodo, con entrambi i governi impegnati in proclami e politiche fondati sul pi becero nazionalismo. A questi si aggiungeranno due opere targate Filippine (Un Certain Regard) il cui movimento cinematografico ormai una realt pi che affermata a livello internazionale proprio grazie alla vetrina offerta dai festival pi prestigiosi. Se per i film giapponesi si tratta in fondo di continuare a scegliere e credere alla bont artistica di nomi che in riviera sono spesso passati negli ultimi anni, Takashi Miike e Hirokazu Koreeda, per le opere cinesi si tratta di un lieto ritorno e di una novit assoluta, e per il filippino Lav Diaz, uno dei cineasti contemporanei pi importanti e originali a nostro modo di vedere, della prima volta a Cannes. Koreeda uno degli autori giapponesi pi conosciuti, il suo

Serrata caccia alluomo, fino a Tokyo


Nobody Knows nel 2004 si port a casa il premio come miglior interpretazione maschile proprio qui in Francia, mentre il delizioso Still Walking (2008) ci racconta, con un esplicito omaggio al cinema di Yasujiro Ozu, le relazioni familiari e il loro mutare col passare del tempo. Il penultimo lungometraggio, I Wish (2011) con protagonisti due bambini, ci conferma come il regista giapponese sia un maestro a catturare la spontaneit dei piccoli attori, qualit che probabilmente gli deriva dal suo passato di documentarista. Va ricordato inoltre che dellanno scorso la realizzazione di una serie tv incentrata sul rapporto di un anziano padre ormai morente con suo figlio e la famiglia, lavoro che ha sorpreso in positivo per i tocchi surreali e comici che Koreeda ha saputo inserire in quello che oramai riconosciamo come il suo stile. Il lavoro presentato qui a Cannes, Like Father, Like Son sembra continuare su questa linea, Kota un uomo e un padre realizzato, tutto sembra andare per il verso giusto quando un giorno gli arriva una telefonata dallospedale che gli cambier la vita. Quello che lui e sua moglie considerano il loro figlio infatti non veramente tale a causa di un errore, di uno scambio di culle fatto sei anni prima subito dopo la nascita del bambino. Questa scoperta getter in crisi Kota e la moglie che si interrogheranno sul loro ruolo di genitori. Sar interessante vedere come Masaharu Fukuyama, famosissimo cantante e attore, qui nel ruolo del padre, sapr interpretare un uomo in profoda crisi, lui che in Giappone limmagine della persona vincente. Di tuttaltro genere laltro film in concorso, Shield of Straw di Takashi Miike, un action movie e grande produzione quasi di stampo hollywoodiano con il regista nipponico che partecipa a Cannes per il terzo

anno consecutivo. Dopo aver presentato il primo film in 3D in competizione nel 2011, Hara-Kiri: Death of a Samurai, e lanno scorso la deliziosa parodia musical For Loves Sake, Miike dimostra ancora cos la sua inesauribile versatilit e la sua passione per il lavoro di regista, che siano le sperimentazioni di inizio carriera per il mercato home video, lultraviolenza di Ichi The Killer, linsostenibile tensione di Audition o le grandi produzioni jidai geki come lo splendido 13 Assassins, il regista di Osaka riesce sempre a sorprendere, regista unico e autore senza i vezzi negativi dellautorialit. La storia di Shield of Straw, tratta da un romanzo di successo, segue le vicende delluccisione della nipote di Ninagawa, un potente uomo politico che mette una taglia di un miliardo di yen su chiunque uccida il presunto sospetto, Kunihide Kiyomaru. Il film si svolge spazialmente nei 1200 chilometri tra Fukuoka, dove il ragazzo si consegna alla polizia per paura della sua vita, e Tokyo dove 5 agenti di polizia cercheranno di riportarlo parando gli attacchi della gente, affamata dalla montagna di soldi promessa dallanziano politico. Grandi distanze sono anche quelle che copre lultimo film di Jia Zhangke A Touch of Sin che infatti segue gli intrecci di quattro storie in zone diametralmente diverse della moderna Cina, dalla megalopoli Guangzhou alla provincia pi rurale di Shanxi. Il regista, comunemente associato ai registi cinesi di sesta generazione, nel 2006 vinse il Leone dOro a Venezia con Still Life, dove raccontava limpatto per un piccolo villaggio dalla costruzione della cosiddetta Diga delle Tre Gole sul Fiume Azzurro, lo Yangtze e continuava la sua indagine delle trasformazioni sociali della modernit cinese nel 2008 con 24 City, in competizione a Cannes. Novit assoluta invece per Flora Lau con Bends (Un Certain Regard), storia dellamicizia fra una ricca casalinga e il suo autista in una Hong Kong che sempre pi deve fare i conti e Un chatau en Italie di Bruni Tedeschi, A Touch of Sin di Jia Zhangke, a sinistra La Vnus la fourrure di Polanski, a destra Jimmy P. di Arnaud Desplechin, in alto a destra Nebraska di Alexander Payne

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Tutto il programma del festival allindirizzo www.festival-cannes.fr

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rapportarsi al resto della Cina. Il film infatti rappresenta il debutto dietro la macchina da presa con un lungometraggio per la giovane autrice, laureata alla London Film School, che si avvale per di una grande ed esperto direttore della fotografia come Christopher Doyle, ricordiamolo almeno per il capolavoro In the Mood for Love. Nella stessa sezione vedremo anche il filippino Adolfo Alix Jr presentare il suo Death March, la storia del trasferimento forzato di 76.000 prigionieri di guerra, sia americani che filippini, da parte dellesercito imperiale giapponese nel 1942. La sorpresa pi bella per vedere (finalmente) quel grande artista delle immagini che Lav Diaz approdare a Cannes (Un Certain Regard) con North, The End of History, speriamo che il regista filippino riesca ad affascinare con il suo cinema lento ed avvolgente anche il pubblico francese, dopo quello veneziano che molto gli ha dato a livello di popolarit e prestigio festivalieri.

GERENZA
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NEW ENTRY Des Pallires, Michael Kohlhaas

Mitologie sognate nel quotidiano


di CRISTINA PICCINO

Il nome inedito in corsa per la 66a Palma doro quello di Arnaud des Pallires, almeno per il grande pubblico internazionale visto che il cinquantenne regista francese da tempo tra i coup de coeur della critica di tendenza doltralpe. Cresciuto cinematograficamente alla Femis, la scuola di cinema che orienta la produzione dautore in Francia, e discepolo di Gilles Deleuze - nell88, quando ancora studente invita il filosofo e filma la sua conferenza in Gilles Deleuze: Quest-ce que lacte de Cration ? - de Pallires gira diversi cortometraggi, tra cui La Mmoire dun Ange (1989) e Les Choses rouges (1993), e arriva al lungometraggio con Drancy Avenir, una investigazione che

segue le tracce della persecuzione contro gli ebrei a Parigi e nella periferia metropolitana. Lo spazio della memoria sembra essere uno dei riferimenti privilegiati della sua ricerca, memoria intima, personale, e memoria dellimmaginario, un viaggio che spesso rimbalza spesso tra pi sponde con gli occhi europei affascinati da mitologie pop e da orizzonti inafferabili. Lungo questi bordi le sue immagini si mettono alla prova, sperimentano a ogni passaggio lo scarto dei generi, documentario e finzione, che si fondono in una specie di io collettivo e insieme assolutamente personale. LAmerica di Disneyland mon vieux pays natal (2000) scoperta tra le istallazioni a tema di Euro Disney, in cui il regista a fa di un lavoro su

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commissione una sorta di ballata piena di dolce malinconia. Nel vagabondaggio di una giornata a Marne-la-Valle, in mezzo alla folla che oscilla tra Topolino e Paperino, e i bambini che ridono o gridano di spavento, des Pallires ritrova la nostalgia di uninfanzia che non esiste pi, quel sentimento dellinnocenza perduta - o forse mai esistita - in cui si consuma la vertigine dellet adulta. Poussieres dAmerique (2001) un made in Usa fatto di archivi che mescolano film familiari, pubblicit filmati istituzionali in cui appare lAmerica del capitalismo, delle conquiste spaziali ma anche della grandezza di produzione dimmaginario dove il quotidiano si trasforma in mitologia. Michael Kohlhaas, il film in concorso al festival, per dichiarazione del regista un lavoro completamente diverso da tutto quanto ha fatto finora. Il punto di partenza lomonimo racconto che Heinrich von Kleist scrisse nel 1811 (allo scrittore tedesco si ispirato anche Eric Rohmer per il sublime La Marchesa von O), nella scia del trauma per la fine del Sacro Romano impero tedesco sconfitto da Napoleone. La storia del mercante di cavalli la cui vita viene distrutta da una condanna ingiusta, anche tra i romanzi prediletti da Kafka, che in Il Processo ricreer lo stesso clima di angoscia, col protagonista condannato per una colpa che ignora. Von Kleist si ispira a un fatto realmente accaduto, Hans Kohlhaase, un mercante di cavalli che il 1 ottobre del 1539, mentre si reca alla fiera di Lipsia, al passaggio della dogana nel territorio dello Junker von Zaschnitz non ha un lasciapassare di cui non ha mai sentito parlare n disposto a pagare un dazio che giudica arbitrario. Per questa ragione viene prima privato di due dei suoi cavalli, e poi accusato di averli rubati. Al primo sopruso, infatti, quello dello Junker ribattezzato von Tronka, segue la reazione rabbiosa di Michael dopo che a Lipsia stabilir che il lasciapassare richiesto non esiste affatto, ma soprattutto quando, al suo ritorno

scoprir che i suoi due bellissimi cavalli sono stati messi al tiro e quasi ridotti in punto di morte, e che il suo fedele servo stato picchiato. Gli ulteriori tentativi di Michael di ottenere ascolto producono altre vessazioni, fino alluccisione dellamata moglie Lisbeth. Allora Kohlhaas si trasforma in un brigante, raccoglie un gruppo di uomini, assalta il castello del suo persecutore e uccide tutti i presenti. Dopo aver messo a fuoco la citt di Lipsia, Kohlhaas ha un incontro con Martin Lutero, che gli concede un lasciapassare fino a Dresda, dove potr ripresentare la sua istanza al tribunale ... Il conflitto tra innocenza e colpa, e tra legge e giustizia, suddito e autorit, individuo e Stato vengono ripercorsi nelle pagine di von Kleist che al tempo stesso racconta il passaggio tra due mondi, da una parte il Medioevo e dallaltra lo stato assoluto moderno. Des Pallires sposta lambientazione in Francia, a Cvennes, in Galizia, regione che nel sedicesimo secolo era divisa tra cattolici e protestanti, per mantenere il legame con linizio del protestantesimo che un altro dei riferimenti kleistiani. In realt lidea di fare un film da questo libro risale a molti anni fa, alla prima lettura quando il regista aveva venticique anni. Un colpo di fulmine: Allora per ero troppo giovane, non ne sarei stato capace. Avevo in mente dei riferimento come Aguirre di Herzog o I sette samurai di Kurosawa. Invecchiando, ho raggiunto la conoscenza necessaria dice des Pallires che per il ruolo di Kohlhaas ha voluto Mads Mikkelsen (Valhalla Rising di Winding Refn, Il sospetto di Tomas Vinterberg). Ma non solo questo che lo ha spinto a tornare al suo vecchio amore. Dice des Pallires: Come possibile che un uomo rispettato, marito e padre amorevole diventi un fanatico ossesionato da una unica idea? Linterrogativo che pone la storia di Kohlhaas contiene molti dei conflitti politici del nostro tempo. Non vedo per questa figura come quella di un rivoluzionario. Direi piuttosto che la sua una vendetta personale.

In copertina: Les demoiselles de Rochefort di Jacques Dmy (1967) con Franoise Dorleac e Catherine Deneuve

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Da Jarmush ai Coen, Coppola e Soderbergh, gli Usa alla Croisette


JAMES FRANCO

film
di GIULIA DAGNOLO VALLAN

MIGUEL GOMES Il regista


portoghese autore del celebratissimo Tabou, il presidente della giuria dei critici istituita qualche anno fa dalla Semaine de la Critique. Sono molto fiero di poter partecipare a questo premio, e anche se ho appena finito di girare un cortometraggio, e sto lavorando al mio prossimo lungo, non sono riuscito a resistere allinvito. Sono un regista, e nel ruolo di presidente di una giuria composta da critici di tutto il mondo, sar molto democratico e aperto. La cosa che cerco in un film la capacit del suo autore di proiettarvi il proprio universo e la propria sensibilit. sar questo aspetto che privileger guardando gli esordi che compongono la selezione. Nel Certain regard c anche Rithy Pahn, il regista cambogiano che vive in Francia da molti anni, presenta Limage manquante, un nuovo capitolo nella ricostruzione della memoria del suo paese, a partire dal genocidio compiuto dal regime di Pol Pot. Pahn ha di recente pubblicato unautobiografia in cui ripercorre quei giorni, la fuga e la prigionia insieme alla sua famiglia, la perdita dolorosa delle persone amate, e insieme delle speranze di cambiamento del paese. MacDougal Street (titolo che viene dal soprannome di Ronk), Inside Llewyn Davis una nuova collaborazione tra i Coen e il produttore Scott Rudin, ma anche lui stato in gran parte finanziato in Europa. Oscar Isaac, Carey Mulligan, John Goodman, Garret Hedlund sono nel cast, con Timberlake e Isaacs che collaborano alle musiche insieme a T Bone Burnett, gi autore per i Coen della bellissima colonna sonora depoca di OBrother Where Are Thou? (Cannes 2000). Tra i titoli Usa che sembrano pi interessanti e controcorrente lultimo film di Soderbergh, Behind the Candelabra, una produzione HBO (nessuno dei produttori di cinema voleva toccarlo, troppo os e politically incorrect nellera dei matrimoni gay) e un omaggio alla fiammeggiante storia damore tra Liberace (Michael Douglas, da premiare gi in fotografia) e il suo autista Scott Thorson (Matt Damon). Insieme a The Great Gatsby, lunico film da studio (in Usa Paramount) della selezione americana, Nebraska un ritorno di Alexander Payne nei luoghi di Election e About Schmidt e nel Midwest in cui cresciuto (il regista di origine greca nato a Omaha). La storia quella del viaggio di un padre e u figlio (Bruce Dern e lex di Saturday Night Live Will Forte) dal Montana al Nebraska. Considerato il lavoro di dettaglio che Payne fa sugli attori, questo film (inizialmente pensato per Gene Hackman), potrebbe portare al sottovalutato, ex cormaniano, Dern un riconoscimento che si merita da tempo. Ha una lunga storia con Cannes (The Yards, We Own The Night, Two Lovers) anche lultimo autore Usa in concorso, James Grey, sceneggiatore/regista di The Immigrant, in cui Marion Cotillard sedotta e fatta prostituire da Joaquin Phoenix. Con Jeremy Renner nella parte del mago. Bad girls in Hollywood per Sofia Coppola che apre Un Certain Regard con The Bling Ring, ispirato alla storia vera di un gruppo di svaligiatrici di case di trash celebrities come Paris Hilton, Lindsay Lohan e Megan Fox. Sempre in un Un Certain Regard, debuttano invece al festival James Franco (As I Lay Dying) Ryan Coogler, con Fruitvale Station, vincitore di Sundance 2013. Per la prima volta al festival (e una delle uniche scelte fuori sistema del programma Usa, qui per con un sales agent francese) anche il marchigiano trapiantato a Houston Roberto Minervini, con Stop the Pounding Hart, terzo capitolo della sua trilogia texana, dopo The Passage e Low Tide. Robert Redford fuori concorso, solo in mezzo al mare, in All Is Lost, di J.C. Chandor (Margin Call).

Linesauribile immaginario del creatore di sogni


di G.D.V.

Tra linfinito numero di progetti artistici cha hai intrapreso quello che, pi di tutti ha fatto alzare gli occhi al cielo?, chiede Zach Galifianakis a James Franco. Il set quello di Wack Wednesday, il finto talk show comico per il sito internet Funny or Die: la satira implicita. Ma la domanda (a cui Franco reagisce con un assoluto silenzio) pi che legittima. Attore, regista, sceneggiatore, produttore, videoartista, poeta, saggista, musicista, insegnante universitario, star di soap opera, documentarista, presentatore degli Oscar, twittermaniaco e promotore di un sito tv che porta il suo nome.Franco una fabbrica dimmaginario (culturale) apparentemente inarrestabile, ed altrettanto onnivora. Lattore degli hit primaverili Oz The Great and the Powerful e Spring Breakers (di cui anche produttore) sar a Cannes con un film da regista (il 21esimo, secondo Internet Movie Database, ma ci sono parecchi corti), ladattamento di As I Lay Dying, uno dei pi famosi, e dei pi difficili, romanzi di William Faulkner, di cui Franco firma la sceneggiatura e in cui interpreta Darl, il secondo dei fratelli Bundren, principale narratore della storia. Non il primo viaggio nella letteratura americana del plurilaureato ex James Dean: il suo Broken Tower (bianco e nero, poverissimo e non poco confuso) era una biografia di Hart Crane. Child of God, attualmente in postproduzione, un adattamento dallomonimo romanzo di Cormac McCarthy. Bukowski, che sta girando, ripercorre infanzia e giovent dellautore di Taccuino di un vecchio porco, The Garden of Last Days, in preproduzione, basato sul libro di Andre Dubus II. E Franco non si ferma ai testi letterari: Rebel Without a Cause (Rebel, uninstallazione del 2011), Cruising (Interior. Leather Bar, in prima mondiale a Sundance 2013) e My Own Private Idaho (My Own Private River, uninstallazione e un film del 2012) sono film sui cui materiali, ha riffato liberamente, talvolta in modo molto interessante (specialmente nel caso di Van Sant). Il suo Sal era invece un omaggio biografico a Sal Mineo. Le frontiere non fermano James Franco attore, che ha film annunciati con Wim Wenders e Werner Herzog, e sicuramente non sono una barriera budget o generi: This Is the End diretto da Seth Rogen, una delle commedie demenziali pi attese dellestate, Homefront (previsto entro fine anno), di Gary Fleder, un film dazione durissimo, da una sceneggiatura di Sylvester Stallone, in cui Franco interpreta la nemesi di Jason Statham. Lincredibile, ossessivo, horror vacui del trentacinquenne di Palo Alto (che tra laltro il titolo di un film indipendente che ha appena finite di produrre e interpretare per la nipote di Francis Coppola, Gia) gli ha procurato non poco ridicolo e

Come trovare i soldi per un quasi-remake di Ultimo tango a Parigi? I protagonisti di questavventura (involontariamente) picaresca, condotta porta dopo porta, yacht dopo yacht, avanti e indietro lungo la Croisette, sono il regista James Toback e lattore Alec Baldwin. Il film Seduced and Abandoned e sar presentato (in una proiezione speciale fuori concorso) al festival di Cannes, durante il quale stato girato lanno scorso. Lespediente narrativo di Toback farebbe immaginare una commedia sarcastico/crudele. E di crudelt nel film ce n abbastanza, con Baldwin (una delle star televisive pi pagate del momento, dopo il successo di 30 Rock) che si presta stoicamente allesperimento e al giudizio impietoso dei potenziali finanziatori del film: non solo lui non Marlon Brando, ma gli dicono i money men- per un progetto come quello, oggi non c proprio pi posto. Forse lo potrei produrre mettendoti vicino una coppia di giovani star, e facendo scendere il budget a uno/due milioni di dollari, concede magnanimo Avi Lerner, stando al gioco e dimostrando, unico tra gli altri, un po di senso dellumorismo.. Fortunatamente Toback troppo raffinato, e soprattutto troppo un insider, per perdere tempo ed energia a fare un film sarcastico, sugli orrori dellindustria cinematografica e la morte del cinema dautore. Seduced and Abandoned, con il suo titolo che ammicca a Germi, un racconto pi sfumato di cos. Bertolucci, Scorsese e Polanski (che questanno ha un film in concorso al festival, Venus in Fur) emergono poco a poco come co-protagonisti e parlano di fare cinema con lentusiasmo e la passione di quando erano mattatori assoluti del tappeto rosso locale. Solo che, si legge tra le righe dei loro sorrisi (privi dellacidit di tanti autori pi giovani), oggi lavorare diventato molto pi difficile. Nel mondo della produzione indipendente ridotto in gran parte anche lui a una grossa, spaventata, burocrazia (cosa che si vede benissimo nel film di Toback), diventato molto pi difficile oggi anche fare un grosso festival che spiazzi, sorprenda, o cambi il modo di vedere il cinema. In questo senso, a partire dalla serata dapertura (The Great Gatsby di Luhrman) che quasi un remake di quella fortunatissima del 2001 (il film era Moulin Rouge), anche la selezione Usa alla Croisette questanno, quasi un documentario su Cannes. Jim Jarmush, i fratelli Coen, Steven Soderbergh, Alexander Payne, Sofia Coppola e James Grey sono gi stati tutti in concorso al festival. Jarmush torna (chiaramente per il rotto della cuffia, annunciato allultimo momento e programmato in uno slot punitivo a chiusura del festival) con Only Lovers Left Alive, una storia a tre di vampiri (Tom Hiddleston musicista, Tilda Swinton lamante, Mia Wasikowska la cugina intenibile) che, girato in tre continenti diversi (nelle citt Detroit, Tangeri e Amburgo) e prodotto con capitali tedeschi, sulla carta ha un po il sapore di un tardo Wenders. Ambientato nella scena musicale del Village newyorkese degli anni sessanta, e liberamente ispirato dal libro di Dave Van Ronk The Mayor of

Cos ti finanzio il film. Il gioco degli indipendenti


qualche clamoroso scivolone (la cerimonia degli Oscar rimane uno degli esempi migliori). Ma, cocciutamente, con il tempo, Franco (che lavora con un gruppo ristretto di amici/collaboratori e, come provano le borse sotto gli occhi non ha replicanti) sembra essere stato capace di trasformare la sua tuttologia in unipotesi di performance art totale in cui anche quando le cose non vengono bene o rimangono in superficie, le curiosit e lintelligenza ci sono. E si sentono.

Nelle pag 4 e 5 la celebre coppia Dean Martin e Jerry Lewis, a pag 5 in alto: All is Lost, lultimo imperatore, Grand Central

CANN

LIBERACE

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Un alieno molto camp


Wladziu Valentino Liberace (1919 1987) nato nel Wisconsin, padre italiano e madre polacca, non stato un uomo di cui facile dare definizioni. Di professione era un pianista e un vocalist, uno showman indubbiamente dotato del senso dello spettacolo. Una specie di entertainer con la mania delle Ziegfield Follies fuori tempo massimo e dal gusto decisamente camp, meglio evidenziato dal suo (deliberato e consapevole?) uso del kitsch nell'abbigliamento e negli atteggiamenti. In Italia non una figura molto conosciuta, forse i cinefili se lo ricordano perch interpretava un venditore di bare neIl caro estinto di Tony Richardson, e pochi sanno che i suoi show hanno affascinato gli americani per quasi 40 anni, anche quando approd nei teatri degli hotel di Las Vegas, come tutte le glorie invecchiate dello spettacolo americano. Molti scopriranno una parte della sua vita e delle sue stravaganze con Behind the Candelabra, il film che Steven Soderbergh porta a Cannes, e il pericolo che il suo personaggio appaia proprio quello che lui ha sempre negato di essere: un artista molto legato al guadagno, omosessuale in the closet che denunciava chi lo diceva (nel 1959 il Daily Mirror gli pag una fortuna per averlo definito maschile, femminile e neutro e dal sapore di frutta, fruit un sinonimo dispregiato di gay). Forse, Liberace era anche cos. Anzi, molte biografie sostengono che fosse proprio cos. Lo sostiene anche Scott Thorson, suo fidanzato per sei anni, dalla cui autobiografia stata tratta la sceneggiatura del film di Soderbergh (per nascondere la loro relazione, Thorson lavorava come suo valletto, finita la storia lo denunci per sexual harrassment, poi si accontent di un accordo monetario). Ma la vita di personaggi cos complessi andrebbe analizzata con altri parametri. Da un punto di vista di stile, per esempio, un peccato che la moda non se ne sia mai occupata. Certo, quella del suo tempo non avrebbe potuto elevarlo a icona di stile, ma oggi gli si potrebbe riconoscere almeno la qualifica di anticipatore di tendenze. Forse inconsapevolmente, con il suo abbigliamento Liberace credeva di ridare al maschio delluomo il ruolo che il maschio degli animali ha in natura: gli abiti come le piume del pappagallo, come la ruota del pavone, come la criniera del leone. Liberace indossava camicie di seta stampata o con enormi ruches di pizzo, giacche ricamate di oro zecchino e con applicazioni di pietre preziose, smoking con bottoni di diamanti; portava un anello enorme a ogni dito con diamanti incastonati; arrivava sul palco con unauto bianca e ne scendeva trascinandosi il peso di una pelliccia di sessanta chili, portava mantelli di cincilla anche fuori scena e non sopportava un pianoforte a coda se sopra non fossero stati sistemati grandi candelabri doro. Insomma, un perfetto stile camp flamboyant che in anni successivi avrebbe goduto di maggiori fortune e di minore riprovevolezza. Come anticipatore di tendenze, quindi, non c male. La sua concentrazione ossessiva sullestetica lhanno adottata i metrosexual degli Anni 90; pellicce, anelli doro e orecchini di diamanti sono diventati i distintivi dei rapper african-americans e del loro stile ghetto fabulous (Puff Daddy e anche Usher e Kanye West); giacche con ricami doro si notano su parecchie passerelle e per le strade (Dolce&Gabbana in primis), e le camicie con le ruches di Sangallo si vedranno anche di giorno addosso agli uomini nel prossimo inverno (Prada). Certo, tutto molto pi raffinato e senza ombra di camp. Come si addice agli uomini di oggi liberati ma che non fanno spettacolo. michele ciavarella

di LUCA CELADA
NEW YORK

Ricordo che la prima volta ebbi limpressione di esser finito ne La Dolce Vita ed ogni volta che ci torno ancora un po cos; lintera citt si trasforma in un gigantesco red carpet. Leonardo Di Caprio parla del festival vissuto la prima volta poco pi che ventenne, come interprete del Titanic che lavrebbe catapultato nella alla super-celebrit che allepoca rischi di inghiottirlo. Lanno prima, ancora teenager emergente, aveva girato Romeo+Juliet, uno degli adattamenti pi azzeccati e originali della commedia shakespiriana, per un regista australiano ancora quasi sconosicuto fuori dai festival e dai circuiti dessai. La prossima settimana Di Caprio e Baz Luhrmann saranno nuovamente assieme sulla Croisette per presentare un altro film che rivisita un classico letterario: stavolta il Grande Gatsby, il romanzo di F. Scott Fitzgerald sul misterioso magnate di Long Island (un uomo enigma, in parte affine al Kane di Orson Welles) e la sua fatale ossessione per Daisy, lamante proibita per cui inventa un mondo di rutilante eccesso. Questo Gatsby il quarto adattamento cinematografico del romanzo-capolavoro di Fitzgerald dopo quello del 1974 di Jack Clayton con Robert Redford (sceneggiata da Francis Ford Coppola), la versione di Elliot Nugent con Alan Ladd nel 1949 e quella perduta girata da Herbert Brenon nel 1926 per Adolph Zukor e Jesse Lassky (a sua volta basata sulla versione teatrale diretta su Broadway quello stesso anno da George Cukor). Tutte - anche un telefilm del 2000 versioni piuttosto prosaiche di una storia la cui forza evocativa sta, pi che nella trama, nellinvenzione letteraria e nelle atmosfere rese dallautore. Quella di Luhrmann una versione che lo stesso Di Caprio definisce ad alto rischio, per la spregiudicatezza stilistica per cui noto il regista ma, aggiunge lattore, un film di cui vado fiero e credo che Cannes sia il luogo ideale per presentarlo ad un pubblico mondiale. Al di l dellaccoglienza critica che potr avere, come scelta per lapertura ineccepibile, per il glamour che porter alla prima (con Di Caprio recitano Tobey McGuire, Carey Mulligan, Joel Edgerton e Isla Fisher) e per lobbligatorio quoziente polemico verosimilmente rappresentato dalladattamento di un capolavoro letterario in 3D con abbondanza di effetti digitali. Anche se la reputazione di Luhrmann come regista innovatore si un po appannata dopo il mega feuilleton di Australia, artisticamente, il regista di Ballroom Dancing in qualche modo ha comunque il fisique du rle delliconoclasta e, secondo Di Caprio, anche unaffinit naturale con il soggetto. Credo che Baz sia un po Gatsby. Non ho mai incontrato nessuno capace di manifestare la propria esistenza secondo i propri sogni, come fa Baz Luhrmann. Possiede un entusiasmo contagioso per la vita e larte ed impossibile, quando ci

lavori, non essere completamente coinvolti in questo suo mondo. Nella fattispecie, le megafeste di Gatsby con tutto leccesso mondano dellepoca proibizionista e della New York anni 20 sono rese da Luhrmann nello stile pop-barocco gi applicato alla Parigi Belle poque di Moulin Rouge: i questo caso, un remix di roaring twenties infuso di hip hop com nelle corde ibridanti del regista che spiega: Fitzgerald era un modernista, il suo romanzo venato di jazz. Oggi viviamo in unera hip hop e quindi avevo lidea di mescolare jazz e hip hop, soprattutto quando Di Caprio mi ha presentato Jay-Z (autore delle musiche, ndr). Volevo ricreare la sensazione che si

era avuta leggendo il libro nel 1925 quando il jazz, la colonna sonora del romanzo, era non una musica depoca, ma il furore contemporaneo. Malgrado questo e lidentificazione pi esplicita del personaggio narrante Nick Carraway con lo stesso Fitzgerald, Luhrmann rivendica una fedelt al testo del libro maggiore che nei precedenti adattamenti. Lo abbiamo letto e riletto non so quante volte, conferma Di Caprio, lo abbiamo discusso in gruppo per cercare di arrivare allessenza, allintento originale di Fitzgerald. Abbiamo consultato i massimi esperti ciritici e anche letto il suo Trimalchio: ci stato di grande

aiuto. Trimalchio era il titolo originale dellopera che dalla Francia (il libro fu terminato nel 1924 a San Raphael, proprio nei pressi di Cannes) Fitzgerald aveva inizialmente spedito a Scribners, il suo editore di New York. Il romanzo era stato impaginato, ma dopo aver riguardato le bozze, Fitzgerald aveva riscritto intere parti del lavoro rispedendo alla casa editirice la versione definitiva col nuovo titolo di Great Gatsby. Quel primo titolo provvisorio era una citazione di Trimalcione, il personaggio del Satyricon, lex schiavo che nel racconto di Petronio Arbitro offre lopulenta e dissoluta cena a nobili commensali, meno ricchi di lui, ma

Gatsby, Amleto americano

Luhrmann e Di Caprio parlano del celebre personaggio tratto dal romanzo cinematografico di F. Scott Fitzgerald

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che tuttavia lo deridono per il suo rango sociale inferiore. Pur avendone in seguito cambiato il titolo, anche nel romanzo definitivo Fitzgerald conserva la metafora e la voce narrante si riferisce al protagonista, appunto, come a un Trimalcione, per sottolineare limpossibilit di Gatsby di comprare, assieme alla villa, ai ricevimenti e al lusso sfrenato, il posto che vorrebbe nella high society di Long Island. Sullo sfondo del misterioso tycoon che alle sue leggendarie feste invita governatori e stelle del cinema, c limpietosa demarcazione sociale che alla radice dellossessione del protagonista, miliardario venuto dal nulla e destinato a rimanere eterno escluso. Lo straordinario dono della speranza che Fitzgerald conferisce a Gatsby si tinge cos di amara ironia e il personaggio diventa simulacro ribaltato dellottimismo americano e della solare mitologia nazionale del self-made man. Fitzgerald, come lamico e altro contemporaneo precursore modernista Nathanael West (Il Giorno della Locusta) anche acuto osservatore e cronista della disperazione che si nasconde dietro al materialismo e alla violenza idiomatica dellesperienza americana. Gatsby luomo che inizialmente appare come maestro manipolatore che finisce per rivelarsi il vero illuso protagonista di un amore impossibile e di un sogno altrettanto vano di assimilazione sociale, improbabile come il boom che allorizzonte avviluppa i grattacieli scintillanti di New York in una sbornia destinata a postumi dolorosi. Appare inizialmente come un personaggio assolutamente amorale, afferma Luhrmann, un affarista che ha fatto i soldi con manipolazioni illecite del mercato, o chiss quali oscuri e misteriosi affari. Poi invece emerge che si tratta di un personaggio che ha un singolo obbiettivo; lui , in un certo senso, ipermorale. Secondo me ci che rende Gatsby lequivalente americano di un Amleto, un paradosso che pu essere interpretato e adattato con infinite sfumature a diverse epoche, un vero classico. Naturale, dunque, che il ruolo abbia attratto Di Caprio: lo considera parte di un trittico sul lato oscuro del mito americano assieme al proto-capitalista schiavista Candie da poco visto in Django e a Jordan Belfort, banacarottiere amorale degli anni 90 che interpreter nel prossimo Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. Credo che Gatsby si rivolga ancora a tutti noi. un romanzo universale il cui sfondo anticipa il grande crollo di Wall Street negli anni 30, spiega lattore. Lo prefigura attraverso il grande eccesso degli anni 20. Parla di un periodo in cui lAmerica stava diventando una superpotenza attraverso una sorta di anomalia aristocratica che era lalta societ di Long Island. E accanto a loro, c la valle delle ceneri che devono attraversare per andare a New York, il luogo dove abita la classe operaia che rende possibile il lusso sfrenato. profetico: parla del crollo inevitabile gi qualche anno prima che avvenisse, e quindi di quel ciclo che si ripete da 80 anni, in America e nel mondo. Continuamo a progredire senza alcuna comprensione del prezzo da pagare. Fitzgerald ha perfettamente colto lingenuit e arroganza del progresso umano. Quanto a Luhrmann, forse in previsione di una accoglienza non uniformemente positiva al suo film, mette le mani avanti. Verso la fine della sua vita Fitzgerald girava per le librerie comprando copie del suo stesso romanzo per alzare le quote di vendita del libro che era stato rapidamente dimenticato. Ora, per linteresse suscitato dal film, il Grande Gatsby tornato al primo posto nelle classifice Amazon. Nelle ultime settimane ha venduto pi copie di tutte quelle vendute durante la vita del suo autore. E per me questo pu gi bastare.

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Jane Campion, la regista neozelandese torna in Croisette


di CECILIA ERMINI

Jane Campion senza ombra di dubbio la figlia di Cannes. Scoperta dalla Croisette nel 1986 con Peel, primo premio nel concorso cortometraggi, e osannata nel 1993 con la Palma doro per Lezioni di piano, anche se in compropriet con Addio mia concubina di Chen Kaige, la regista neozelandese torna questanno nella triplice veste di presidente di giuria del concorso cortometraggi, presidente della Cinfondation e vincitrice della Carrozza doro, il premio assegnato dai registi della Socit des Ralisateurs de Films (Srf) che vanta illustri predecessori come Clint Eastwood, David Cronenberg e Jafar Panahi. Ma lanno magico della Campion gi cominciato da un po, grazie allo straordinario successo ottenuto dalla miniserie in sei puntate Top of the Lake, prodotta dal Sundance Channel, da un paio di settimane si conclusa la messa in onda americana mentre in Italia al momento non c ancora una distribuzione televisiva, e passata prima sul sobrio red carpet di Salt Lake City per poi migrare sotto zero allultima Berlinale. Scritta con il vecchio complice Gerard Lee, collaboratore della regista allepoca di Sweetie, primo lungometraggio del 1989, e co-diretto insieme al giovane Garth Davis, Top of Lake stata concepita prima dellultimo, splendido film della regista, in concorso guarda caso a Cannes nel 2009, Bright Star, con la precisa volont di ambientare una crime story al femminile nei cunicoli delle primitive comunit neozelandesi, circondate da paradisiaci scenari d'inquietante potenza. Jane Campion dunque si immerge nuovamente, dopo vent'anni da Lezioni di piano, nella natura brumosa della sua Nuova Zelanda ma le nere e gotiche spiagge, dove un pianoforte in una cassa giaceva al fianco di Holly Hunter e della piccola Anna Paquin, hanno lasciato il posto ai pericoli di un lago leggendario e uterino, venerato e temuto, pare che sul fondo dello specchio d'acqua riposi il cuore di un demone, dai Maori superstiti e civilizzati. La vicenda confinata negli immensi paesaggi dellimmaginaria Laketop, violenta e patriarcale cittadella, dominata da maschi prevaricatori e minacciose montagne e costruita nei pressi dell'oscuro bacino. Qui ritorna dopo lustri di assenza, per accudire una madre oramai condannata dal cancro, la giovane poliziotta Robin Griffin, Elizabeth Moss gi Peggy Olson in Mad Men, ma ben presto le forzate cure amorevoli nei confronti della genitrice, lasceranno il

posto a unindagine complessa e spaventosa. Robin si imbatte nel caso della piccola Tui Mitcham, dodicenne meticcia figlia del boss locale, un ferino Peter Mullan, incinta di cinque mesi e con nessuna intenzione di rivelare lautore di tale crimine contro linfanzia. Nel frattempo una carovana di pittoresche donne, in fuga da anni di casalingo predominio maschile, si trasferisce, con un pesantissimo fardello di ferite psicologiche e non, in cerca di utopie matriarcali a Paradise, lembo fatato di terra vergine di propriet del Mitcham. A capo della spedizione una santona amorevole, sciamanica e scorbutica, Holly Hunter dalla chioma grigia e fluente che lo spettatore attento non pu non associare a Jane Campion, che regala perle di cruda saggezza alle smarrite adoratrici. La piccola Tui per molto presto sparir dal violento ambiente familiare per nascondersi nella foresta, aiutata da un combattivo drappello di amici, decisa a difendere con le unghie la creatura che porta in grembo, mentre Robin sar costretta a fare di nuovo i conti con una tragedia adolescenziale, molto simile al dramma della giovane Mitcham, che sconvolger il suo gi precario equilibrio, umano e professionale. Superficialmente paragonato ai brumosi misteri di Twin Peaks, oramai sufficiente uno specchio d'acqua e una donna scomparsa per rievocare David Lynch, Top of the Lake il romanzo cinematografico sognato per anni dalla Campion, in grado finalmente di trovare un respiro fluviale, circa sei ore la durata totale della miniserie divisa in sei o sette puntate a seconda del canale di trasmissione, alla sua riconoscibilissima poetica, influenzata costantemente da nomi tutelari del calibro di Henry James e

SOCIT DES RALISATEURS

Lassemblea dei cineasti il 18 e il 21 maggio


Due importanti appuntamenti nellambito del festival per la Socit des ralisateurs de films, associazione che riunisce circa 200 registi e che festeggia questanno 45 anni di attivit. Il suo scopo da sempre quello di difendere le libert artistiche, morali professionali ed economiche del cinema. Per loccasione ha organizzato il Meeting dei Filmmakers che si terr in due diverse sessioni: il 18 maggio alle 14.30 in un incontro dal titolo Come fare film da indipendenti oggi?. Il 21 maggio - stesso orario - si discuter sul tema Fare cinema oggi in Europa: quali scenari.

delle sorelle Brnte. Top of the Lake unallegoria: bambine innocenti e donne ferite nellanimo contro la cattiveria maschile, ha dichiarato la regista alla stampa presente alla Berlinale, rimarcando ancora una volta il piano di studi che accompagna il suo cinema fin dai primissimi cortometraggi, quando studentessa di antropologia alluniversit, si abbandonava, ancora incerta, al corteggiamento della macchina da presa. Da sempre interessata al conflitto che sinstaura fra uomo e donna in situazioni estreme, Jane Campion prosegue la sua indagine sulle conseguenze dello scontro fisico e mentale fra i sessi, mescolando aspirazioni primitive a desideri di civilt, retaggio degli studi antropologici, senza mai perdere di vista le istanze primarie delle sue protagoniste. Le eroine della Campion infatti di norma sono creature single, o mal accoppiate, dalle pulsione ambivalenti: scisse fra desiderio e aspirazione, ragione e sentimento, sono sempre il motore narrativo primario dei film, racchiuse al centro del loro personalissimo microcosmo, ambiente fragile minacciato nella sua integrit da fattori esterni, quasi sempre da uomini. Robin Griffin dunque non altro che una figlia moderna della Ada McGrath di Lezioni di piano e di Isabel Archer di Ritratto di signora, donne di inesplosa sensualit in attesa di una corporea e definitiva liberazione, possibilmente con la complicit di Madre Natura. Il corpo femminile dunque il vero protagonista di Top of the Lake, non solo perch il mistero del whoddunit sul quale poggia l'intera vicenda si cela nel ventre della piccola Tui, ma anche per l'apertura panica e pagana del corpo, unico veicolo possibile per la conoscenza di se stessi, di Robin, impegnata in dannunziani accoppiamenti nei boschi con l'antico amore di giovent Johnno Mitcham, unico esemplare di positiva mascolinit. Ma il corpo soprattutto uno spazio interiore da frammentare ed esplorare nella migliore tradizione del cinema femminile contemporaneo, da Claire Denis a Marina de Van e non a caso, come in tutto il cinema della Campion, anche gli amplessi e le triviali funzioni quotidiane del corpo vengono mostrati senza pudori o riverenze. Esemplare una delle taglienti massime pronunciate dalla guru GJ, nulla pu superare l'incredibile intelligenza del corpo e ogni personaggio della narrazione sembra obbedire a questa sorta di condivisibile filosofia di vita. Niente Twin Peaks, ma nemmeno i procedurali polizieschi di gran moda oggi riescono ad avvicinarsi per stile e profondit: le indagini di Robin travalicano la ricerca della piccola e di chi ha compiuto il crimine, diventando pian piano uninchiesta introspettiva, come per la Meg Ryan del sottovalutato In the Cut,

film
dove l'oscuro passato e il confuso presente, di Robin e di Laketop, si disvela in tutta la sua drammaticit. Dirigere un film vuol dire essere uno specchio, ha dichiarato la regista, ma nel caso di Top of the Lake significa guardarsi soprattutto allo specchio, ripensando alle eroine del passato e a tutto il suo cinema: non un caso che, nelle ultime sequenze della miniserie, la guru GJ, trascinando il suo piccolo trolley lontano dalle terre di

Laketop, osservi con amoroso distacco il suo bestiario femminile, allontanandosi dalle false utopie di Paradise. Il cinema contemporaneo molto conservatore mentre oggi la televisione osa di pi, dice Campion. E mentre GJ ricomincia il suo peregrinare, non poi cos difficile confonderla con il nuovo viaggio di Jane Campion, verso Cannes, verso il traguardo dei sessantanni e chiss incontro a quali nuove sfide cinematografiche.

Lo scontro dei sessi tra scenari brumosi e corpi primitivi

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FILMCRITICA 634

a cura di LORENZO ESPOSITO GIONA A. NAZZARO E BRUNO ROBERTI

Numero speciale sito rinnovato


Il consistente numero 634 di Filmcritica si apre con Limmagine virtuale del direttore Edoardo Bruno, quindi la conversazione con Bertolucci, In margine a Io e te (di Alessandro Cappabianca), Cukor o della regia (di Edoardo Bruno), Ripensamenti, Il grande e potente Oz (di Andrea Pastor), Il cinema di Don DeLillo (di Alessandro Cappabianca), Cinema cubano: Hello Hemingway (1990) di Fernando Prez (di Francesco Salina), Sulla fotografia (di Alessandro Cappabianca), Persistenza dello sguardo (di Edoardo Bruno), Fra limite e illimite. Ancora su Rossellini-Spielberg (di Giovanni Festa), Film di tendenza (di Bruno Roberti), Lo spettatore critico (di Alessandro Cappabianca, Sergio Arecco). Entro maggio il sito di Filmcritica sar rinnovato e si potranno acquistare (prezzo politico) i numeri arretrati degli ultimi dieci anni.

(pubblichiamo in parte, come anticipazione, lintervista sul numero di Filmcritica n. 634 che uscir in occasione del festival di Cannes. Sulla Croisette, per Cannes Classic, proiezione di Lultimo imperatore) Partiamo da ci che manca, o che mancato, o che forse solo stato. La questione del 3D e poi del digitale. Averci rinunciato stata solo una scelta economica, oppure, per usare dei termini rosselliniani, di economia del segno? Non ho mai detto che stata una ragione economica. Mi sono reso conto, andando a fare dei provini a Cinecitt con un perfetto equipment 3D, quindi con due macchine da presa che devono sempre interagire fra loro per giungere allimmagine unica, che per cambiare posizione alla macchina avrei dovuto aspettare ogni volta due o tre ore, e per cambiare obiettivo unora e mezza o due. Ebbene, quando la mattina arrivo sul set, trovata la prima inquadratura, da quella viene la seconda, dalla seconda viene la terza, cio io sono uno che tende a girare il pi possibile basandosi su una specie di partenogenesi delle inquadrature che si generano una dallaltra. Dunque proprio il contrario di una questione economica. Io faccio fatica anche quando un direttore della fotografia mi fa aspettare una o due ore, per me diventa un incubo e mi viene subito voglia di licenziarlo e farne venire uno pi veloce. Invece come se io rincorressi le mie inquadrature, e il 3D, come fatto adesso, non me lo permetteva. Allora mi sono detto: lasciamo che questo sistema si alleggerisca e, nel frattempo, visto che il 3D ti permette questa superdefinizione, proviamo con il digitale. Anche qui ho fatto dei provini, che ho proiettato proprio qui a casa mia. Ecco, col digitale la definizione diventava ossessiva, e avevo come la sensazione che se avessi girato cos, con quel tipo di fuoco su tutto, avrei come cancellato quello che cera di impressionistico nella pellicola, o comunque nel sistema analogico. Il cinema sempre stato impressionistico, le sfocature facevano parte della sua natura, col digitale era come cancellare tutto Monet, tutto Renoir Insomma, ecco perch ho rinunciato anche al digitale. Voi avete visto Sedia elettrica, il documentario sulla lavorazione di Io e te? L si parla di questa trafila. Si, lo abbiamo visto, ma te lo chiedevamo per un altro motivo. Rivedendo, durante lultima Berlinale, Delitto perfetto di Hitchcock in 3D, cio cos come era stato originariamente

Bertolucci, assenza e desiderio


pensato e girato Io lo vidi in 3D Di quando era esattamente? Del 1954. Si, lo vidi allepoca. Dunque, bench Hitchcock nella famosa conversazione con Truffaut, ne parli come di unesperienza fallimentare, e fallimentare proprio per quanto riguarda il concetto di rilievo, a rivederlo oggi non si pu non pensare a Io e te Ah si? Prima di tutto un film tutto chiuso in una stanza vero. ...Hitchcock fa una cosa semplicissima: mette in primo piano, anzi in rilievo, gli oggetti Mi ricordo un telefono ...In Io e te il modo in cui tu metti in questione il set, non in 3D, ma fa capire perch volevi inizialmente che lo fosse, e cio c un movimento interno, non lontano dalla partenogenesi delle inquadrature che ci spiegavi, per cui ogni singola inquadratura non solo diversa dalla precedente, ma proprio ne viene trasformata, mutata. Leffetto quello della lanterna magica Mi fa piacere sentirlo. Nel 1954, quando ho visto Delitto perfetto avevo tredici anni, andavo al cinema da solo, al cinema Vascello I due film si richiamano talmente che, scherzando ma non troppo, poich i personaggi

di Delitto perfetto sono tre, si pu dire Io e tre Questo mi piace molto, come tutti i calembour. Tu pensi che le immagini possano generare, che possano letteralmente figliare? Una volta hai parlato di kamasutra della macchina da presaIn Io e te ci sono proprio degli esercizi erotici con la macchina da presa, che avvengono in una situazione di apparente totale claustrofobia e costrizione. Non solo nella cantina, per esempio con i movimenti che fai nel cortile del palazzo sembra di rivedere Shanghai Gesture di Sternberg. Insomma c proprio una capacit totalmente fisica dellimmagine, continuamente come se ti mettessi e mettessi limmagine a testa in gi, Lorenzo legge a testa in gi, Olivia dorme a testa in gi, il sogno del tip tap sulla parete di vetro a testa in su. Proprio perch prima si parlava di Hitchcock e del 3D, diciamo che allora il 3D veniva usato in modo un pochino clamoroso, e anche pacchiano, per cui ti arrivavano addosso delle frecce, delle sassate, qualunque cosa ti potesse essere scagliata contro. Poi invece vai a vedere Delitto perfetto, cio nelloriginale Dial M for Murder, dove il 3D viene usato come una specie discrizione, non nella maniera un po banale di tutti i film di fantascienza o nei b-movie. Cerano anche western come Hondo di John Farrow. Non lho visto. Mi ricordo quello con i formiconi giganti Them! di Gordon Douglas, che pure del 54. Era bello perch in tutti questi i film, soprattutto quelli americani a basso costo, cera un momento in cui i protagonisti uscivano nella notte e guardavano il cielo, sentendo che cera una speranza, sembrava proprio che dicessero: ecco, ce la possiamo fare. Questo da un lato. Per quanto riguarda il testa in gi, vero, c forse nel film, forse perch girato quasi tutto in cantina, il desiderio di perforare con lo sguardo i piani e arrivare a vedere la madre cosa fa in casa da sola, se cerca Lorenzo, se lui le manca e cos via, ma tutto questo, ora ne sono sicuro, viene, soprattutto il sogno in cui lui vede da sotto i piedi della madre e dellanalista (che forse il padre ma non si sa), tutto questo viene da un film di Hitchcock, The Lodger, dove a un certo punto loro, che hanno affitatto lappartamento a questo strano personaggio scuro, coperto da un mantello, che entra e esce in modo che chiunque lo scambierebbe per un assassino, sentono i suoi passi e li vedono dal sotto in su, vedono proprio le suole di questuomo che cammina, credo che Hitchcock abbia usato una lastra di vetro. Insomma questo per riprendere il discorso di quella che la tessitura delle citazioni, delle copiature, delle citazioni inconsce, delle copiature inconsce. Nel cinema si ruba, come in tutto. Mi viene in mente il mio pap che ha scritto uno dei suoi ultimi libri che si chiama Ho rubato due versi a Baudelaire Io credo che nel cinema sia proprio fatale che si rifacciano cose gi fatte

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Foto grande: Limpero dei sensi e Buster Keaton in una foto di scena. Foto piccole in alto: The Bling Ring di Sofia Coppola, Salt Lake di Jane Campion, My Sweet Pepperland by Hiner Saleem, Wakolda di Lucia Puenzo, As I Lay Dying di James Franco

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I DIRITTI DEGLI ATLETI

Il cestista Jason Collins durante due incontri Nba, la tennista Martina Navratilova, il pugile portoricano Orlando Cruz. A destra, in basso, il calciatore Justin Fashanu

Jason Collins. fa coming out, un vaso di Pandora si svuota, ma non del tutto. La difficolt di dichiarare lomosessualit nello spogliatoio
di NICOLA SELLITTI

Un cestista Nba che si confessa gay. Primo caso in assoluto nello sport professionistico americano. Con una lettera - copertina sul numero di Sport Illustrated, sacra scrittura dello sport a stelle e strisce. Un vaso di Pandora che si svuota, ma non del tutto. Sono passati alcuni giorni dallintervista di Jason Collins, 34enne centro ex Boston Celtics, ora ai Washington Wizards, che ha deciso di rendere pubblica la sua omosessualit. Un racconto lucido e toccante. La scoperta dellomosessualit a Los Angeles, la confessione alla zia magistrato di San Francisco, il rapporto con le donne, il basket come terapia. E la maratona di Boston,

detonatore per la liberazione. Collins, costretto ad alzare la mano perch nessuno aveva avuto il coraggio, prima di lui. E lAmerica, dopo la rincorsa - forse scontata - allendorsement al coraggioso di turno, orgoglio di un Paese che crede di accogliere e tutelare le diversit, ora sinterroga. Lo sport professionistico, le quattro leghe principali, Mlb, Nba, Nfl, Nhl, microcosmo plastico della composizione sociale del Paese, pronto per accogliere, vivere lomosessualit negli spogliatoi lontano dalla luce rossa delle telecamere e sui divani di casa? Se lo chiesto anche Collins, nella lettera, micropolaroid di un atleta che sa giocare duro, che ha vissuto lomosessualit come autocensura, esercizio di

autocontrollo. Uno strumento filtro tra s e gli altri, per evitare il pregiudizio. Per lui, la telefonata di un orgoglioso presidente Obama. E il tweet immediato dellex capo della Casa Bianca Bill Clinton (sua figlia Chelsea aveva studiato con Collins a Stanford University). Assieme al sostegno di Kobe Bryant, Lebron James, Shaquille ONeal. E altri pezzi grossi (o ex) della Lega. Credo che il Paese sia pronto per avere un giocatore di basket omosessuale, ha spiegato Collins dopo il coming out. Pi in generale, sulla stampa americana Jason Collins stato paragonato da molti a Jackie Robinson, il primo atleta di colore a giocare nel baseball pro. Evidenziando il ruolo degli sportivi, limpatto sociale e politico dei loro

comportamenti, specie se educativi. Solo che la tolleranza verso gli omosessuali, come Collins, implicherebbe una vera rivoluzione copernicana che riscriverebbe molte leggi non scritte del cosmo Nba. Che Collins conosce bene. il suo mondo da 12 anni. Lui non un attore principale ma un caratterista. Uno di quelli che gioca pochi minuti a sera. Che usa il fisico per fare falli, anche duri. Per intimidire, come ha ammesso nella lettera a SI. Un pesce nellacqua della Nba, lega con campioni come pochi ma cinica, verticale, a tinte machiste, con alto tasso di testosterone dentro e fuori al parquet. Che ha impiegato molti anni, per esempio, ad accettare i cestisti stranieri, specie gli europei.

Universo a predominanza afroamericana. Con atleti che provengono da realt complicate, violente. E che, finiti nelle prime file dopo un contatto sotto i tabelloni, sono aiutati a rialzarsi solo dai compagni di squadra. Mai degli avversari, sarebbe un segno di debolezza, come dice la legge dello spogliatoio. Una Lega darwiniana, vince chi si adatta meglio alle consuetudini. In cui si mischiano episodi di omofobia (addirittura Kobe Bryant multato per 100 mila dollari due anni fa per aver detto frocio a un arbitro durante una partita tra i suoi Los Angeles Lakers e i San Antonio Spurs). Anche perch molti cestisti arrivano da realt collegiali in cui le matricole sono costrette a vagare per il campus con lo

Orgoglio gay nellNba Essere diversi da chi

ALIAS 11 MAGGIO 2013 PERFORMING GENDER


Si chiama Performing Gender per inaugurare, attraverso larte e la cultura, una riflessione sulle differenze di genere e di orientamento sessuale. Il progetto coinvolge 16 giovani coreografi di 4 Paesi europei in un percorso biennale di ricerca, formazione e spettacoli sul tema della sessualit e dei ruoli di genere. Il progetto ideato e promosso dal Comitato provinciale Arcigay Il Cassero/Gender Bender Festival (Italia) in partnership con Dutch Dance Festival (Paesi Bassi), Paso a 2 Plataforma Coreogrfica (Spagna) e Domino/Queer Zagreb

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Festival (Croazia) stato selezionato dallUnione europea sul Culture Programme 2007-2013 Strand 1.2.1, Cooperation projects e sar fra quelli che riceveranno un sostegno economico pari al 50% dei costi complessivi dellintero progetto (che ammontano a 400 mila euro). Performing Gender uno dei 12 vincitori italiani, risulta al 6 posto tra i 114 selezionati sui circa 500 arrivati da tutta Europa ed lunico selezionato in Emilia. I partner di Performing Gender hanno, pianificato di far visita ad altri Paesi (Turchia, Cipro, Finlandia, Gran Bretagna) in occasione di festival o piattaforme di danza, per condividere i contenuti del progetto e promuoverne la visibilit.

zainetto di Hello Kitty sulle spalle. A subire riti iniziatori, discriminatori. E se per Collins era prevedibile la pioggia di tweet degli imbecilli di turno, tra insulti, minacce di morte, incitamento allomicidio, ecco lattacco del talk show man Rush Limbaugh, (tutti i giorni, week end escluso, tiene una trasmissione di tre ore su Abc radio con un audience di un centinaio di milioni di persone, un terzo degli americani), che ha duramente criticato Obama per il sostegno allatleta. Non un caso isolato. Spia del

disagio che Collins dovr affrontare. E chi verr dopo di lui a vivere liberamente la sua sessualit. Prima dellouting di Collins, il cambiamento era gi nellaria nello sport Usa da qualche mese, prima con liniziativa della Nhl per lottare contro lomofobia, poi con la confessione di Brittney Griner, la fuoriclasse del basket femminile che pochi mesi fa aveva addirittura rischiato di passare alla lega maschile grazie alle sue doti agonistiche. E dire che Mark Cuban, enigmatico proprietario dei Dallas Mavericks, anche

stavolta ci ha preso, avendo pronosticato qualche anno fa che presto un giocatore Nba avrebbe fatto coming out, rivelando la sua omosessualit. Senza contare che pochi giorni prima dellouting di Jason Collins era la volta di Brendon Ayanbadeio, 36enne dei Baltimore Ravens (Nfl) che al quotidiano Baltimore Sun rivelava che quattro suoi colleghi stessero riflettendo sullopportunit di rendere nota in pubblico la propria omosessualit. Succeder prima di quanto si pensi diceva Ayanbadeio, favorevole in passato

alle unioni gay. Stiamo parlando con un gruppo di giocatori che stanno valutando la situazione. Stiamo parlando con 4 giocatori, almeno. Stanno provando a organizzarsi per fare coming out tutti insieme, nella stessa giornata. La manovra collettiva sarebbe un grosso colpo e toglierebbe la pressione dai singoli. Sarebbe una giornata storica. E la Nfl probabilmente anche pi dura della Nba. E chiaro che ci sarebbero delle ripercussioni, ma sarebbe meglio se potessero condividere tutto questo. E il tema dellomosessualit nel football stato uno degli argomenti che hanno caratterizzato la vigilia dellultimo SuperBowl. Chris Culliver, il cornerback dei San Francisco 49ers incappato in una serie di infelici dichiarazioni quando stato chiamato a rispondere sulleventuale presenza di giocatori gay nello spogliatoio. Dopo lo scivolone, Culliver si scusato e, su indicazione della sua franchigia, ha collaborato con un Gay Support Center. Mai tolleranza preventiva, sempre pentimento nei titoli di coda.

DISCRIMINAZIONI

Navratilova, Thomas, quei nomi da black list


Jason Collins, ultimo della black list. Prima di lui, lex cestista inglese, con un passato nella Nba, John Amaechi. Le tenniste Martina Navratilova, Amelie Mauresmo, Billie Jean King. Lex giocatore professionista di football americano, Esera Tuaolo, lex rugbista gallese, Gareth Thomas, lex giocatore, oggi manager Nba, Rick Welts, lex pugile Emile Griffith, il tuffatore Matthew Mitcham, lex ciclista scozzese, campione del mondo su pista, Graeme Obree, la campionessa mondiale svedese specializzata nel salto in alto Kajsa Margareta Bergqvist, lex sciatrice alpina Anja Paerson. Pi recentemente il pugile portoricano Orlando Cruz. E qualche anno fa anche lex calciatore Justin Fashanu, suicida negli anni 90. Esempi che nel mondo dello sport lomosessualit esposta ai quattro venti non conviene. Pi donne che uomini: nellimmaginario collettivo, la donna omosessuale figura pi debole, fragile, rispetto alluomo. Tra discriminazioni, di colleghi, tifosi, inni al machismo, alla virilit. Con danni anche economici (Sports Illustrated, in un sondaggio rivelava che il 65% del campione selezionato sarebbe stato meno propenso ad acquistare un marchio sostenuto da un atleta gay).

PER UN PAESE PI MATURO


Ieri pomeriggio, al primo spettacolo in una sala purtroppo semivuota spero solo per via dell'orario, ho visto Miele prima regia di Valeria Golino un bel film coraggioso e sorprendentemente poco italiano pur essendo recitato, scritto e diretto da italiani e scrivo questo perch effettivamente questo film non rispetta nessuna delle limitanti e coercitive regole del nostro misero panorama culturale. Cominciando dal tema affrontato che la morte, o meglio la libert di scegliere di porre fine volontariamente alla vita quando le condizioni in cui la si vive diventano insopportabili, malattie altamente invalidanti e dolorose che la rendono un'interminabile agonia, depressione acuta e indomabile che offusca e annulla ogni plausibile motivazione a volerla vivere o, e questo il nocciolo e lo snodo del racconto, desiderio stoico, filosoficamente parlando, di chiudere il proprio percorso che si percepisce come concluso. Non voglio svelare tutta la trama ma ho molto apprezzato l'assenza di pregiudizio nell'affrontare l'argomento con tutte le sue problematiche. Ha avuto intuito Valeria Golino a scegliere questa storia, il film liberamente tratto da un romanzo di Covacich, che l'aveva pubblicato una prima volta sotto pseudonimo e che la regista ha sceneggiato insieme a Valia Santella e Francesca Marciano, e le auguro sinceramente di venir ripagata da meritato successo non solo perch il film ben girato e ottimamente recitato da Jasmine Trinca e Carlo Cecchi insieme agli altri attori tutti bravi e giusti nei loro ruoli, n perch nonostante il soggetto sia cos delicato non cede mai alla tentazione melodrammatica , pietistica o sentimentale che poteva trasformarlo in una cartolina macabra, ma soprattutto perch questo film mi fa sperare che ci sia una parte del paese che diversa, pi matura e raziocinante, pi laica e civile di quel che l'immarcescibile e apparentemente immutabile potere costituito politico e religioso ci mostra e ci propina rendendoci la vita, a voler usare un tiepido eufemismo, molto faticosa. C' da sperare di poter uscire apertamente dall'ipocrisia che ci governa, c' da illudersi di poter cambiare qualcosa? non so, magari uscire dalla contraddizione di uno stato laico che ne contiene uno teocratico che di fatto impone le proprie leggi e non rispetta quelle della costituzione del paese ospitante, che teoricamente ci mette tutti sullo stesso piano senza distinzioni di sesso o fede , a partire dalla crociata dei crocefissi appesi in ogni dove per finire con la cervellotica esenzione (che i prelati si autoapplicano basta avere qualche altarino qua e l per l'appunto) dell'iniqua tassa imu. Di codesto balzello si parla in continuazione eppure misteriosamente la chiesa, che di questi tempi non mi pare proprio risenta di crisi economica assalita com' da pellegrini di ogni razza e paese e che se pagasse il dovuto forse risanerebbe le casse comunali, non fa cenno di voler assolvere all'impegno n il governo la sollecita a farlo. Si pu sperare che venga eletto, magari sindaco, visto che col governo andata come andata, meglio non commentare, qualcuno che sia veramente laico e che riporti in questa citt un po di cultura, un po di respiro internazionale com'era tanti decenni fa, e che non si occupi soltanto di genuflettersi e prendere ordini oltretevere, che ridia dignit alle istituzioni pubbliche invece di massacrarle a favore dei privati (che poi da noi sono sempre sinonimo di cattolici). Si pu sperare? a volte basta farsi sorprendere da una voce diversa, guardare le cose da un'altra angolazione.

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ALIAS 11 MAGGIO 2013

INIZIATIVE

SPORT
Occupy sport. A Vicenza si incontrano per tre giorni le associazioni sportive contro razzismo e discriminazione

Una rovesciata per cambiare


di PASQUALE COCCIA

Occupy sport anche in Italia, sulla scia del movimento Occupy Wall Street, che nato negli Stati Uniti due anni fa ha messo in discussione le politiche speculative economiche su scala mondiale, facendo pagare alle fasce sociali pi deboli la crisi. Palestre popolari e polisportive non ne possono pi dei cavilli burocratici e delle norme che imbrigliano e impediscono ai figli dei migranti di fare sport a livello agonistico, perch non sono di sangue italiano (ius sanguinis, recita la legge sulla cittadinanza italiana del 1991/92). Non ne possono pi di un potere dello sport rinchiuso nel Palazzo e tutto proteso all'autoconservazione e all'autorappresentazione. Non ne possono pi di un Coni pigliatutto, che prende dalla finanziaria 470 milioni all'anno, met dei quali servono a mantenere se stesso. Non ne possono pi dei giochi di potere del vertice dello sport italiano, che ignora le societ sportive di base e pensa solo al numero di medaglie da conquistare. Perci, palestre popolari, polisportive, atleti e studiosi dello sport si daranno appuntamento a Vicenza per una tre giorni di tornei, dibattiti, film, mostre e presentazioni di libri, tutto all'insegna dello sport antirazzista e solidale. Nella citt veneta, il 17-18 e 19 maggio, Sport alla Rovescia

(www.sportallarovescia.it) vuole davvero capovolgere la piramide dello sport e portare al vertice lo sport per tutti, secondo la definizione del Cio, quello che in Italia maggioranza perch conta 12 milioni di persone, ma ignorato dal Coni-pigliatutto, che tra le federazioni sportive e le associazioni non va oltre i 5 milioni di iscritti. La tre giorni vicentina, promossa in collaborazione con l'assessorato allo Sport del comune di Vicenza e l'Uisp, va sotto il nome di Gioco anch'io: spiega Max

Gallob uno degli organizzatori della manifestazione . Una condizione che ha spinto Sport alla Rovescia a promuovere una raccolta di firme (la petizione pu essere sottoscritta on line info@sportallarovescia.it) da presentare alla Federcalcio e alle altre federazioni sportive, altrimenti, avvertono, daranno vita a Occupy Sport affermano gli organizzatori. Le realt associative impegnate sul fronte dello sport che aderiscono a Sport alla Rovescia, e che saranno protagoniste a Vicenza la settimana prossima, sono la Polisportiva Assata Shakur di Ancona, la Palestra Popolare TPO, HicSuntLeones football antirazzista di Bologna, la Polisportiva San Precario di Padova, la Polisportiva Ackapawa di Jesi, la Palestra Popolare Rivolta di Marghera, La Paz! Antirazzista di Parma, la Polisportiva Indipendiente di Vicenza, Autside socialfootball di Rimini e Equipo Popular di Napoli, alle quali si assoceranno altre palestre popolari e realt sportive che fanno riferimento ai vari centri sociali presenti in tutta Italia. Si comincia venerdi 17 maggio al Cs Bocciodromo con l'ex campione Andrea Zorzi, colonna portante della nazionale italiana di pallavolo fino al 1996 e pi volte campione mondiale, oggi commentatore televisivo, che presenter il progetto Terre di Sport, poi seguir il dibattito tra il presidente della Federcalcio veneta Giuseppe Ruzza e l'avvocato Saccon, impegnato al fianco delle polisportive dei centri sociali nella battaglia per l'abolizione delle norme che impediscono ai migranti di far parte di squadre e partecipare ai

che occupandosi di tutto poi si finisce per occuparsi di nulla. Dietro l'angolo ci sono viceministri e sottosegretari all'insegna della spartizione del potere. Quello assegnato a Josefa Idem un ministero dello Sport senza portafoglio, dunque, privo di risorse economiche, indispensabili per agire a favore di nuove politiche sportive, perci abbiamo notevoli perplessit che con il suo mandato possa incidere su quello che il Cio (Comitato olimpico internazionale) definisce lo sport per tutti. Ci permettiamo di segnalare al In pagina alcune scene di sport di base, il ministro dello Sport alcune priorit. logo di Occupy Sport e, a destra, Josefa Innanzitutto il diritto dei migranti e Idem in attivit sportiva e in un ritratto dei loro figli nati in Italia a praticare lo sport a qualsiasi livello, da quello amatoriale all'agonistico, oggi NOMINE JOSEFA IDEM negato perch non sono cittadini italiani, mantenendo di fatto un assunto fascista basato sulla purezza della razza, ribadito dall'articolo 2 della legge costitutiva del Coni del 1942 e abolito solo nel 1999, ma evidentemente i residui permangono. L'Italia il primo Paese in Europa per abbandono dell'attivit sportiva in et adolescenziale e l'associazionismo sportivo presente sul territorio sembra inerme di fronte a tale fenomeno. necessario garantire un sostegno finanziario alle associazioni, e in tempi di crisi promuovere politiche di alleggerimento della spesa per di P.C. quelle famiglie che consentono ai Josefa Idem il nuovo loro figli di praticare sport ministro dello Sport del governo organizzato. L'Italia ha il pi alto Letta. passata in pochi mesi dalle tasso di bambini in et scolare in vogate delle olimpiadi di Londra sovrappeso d'Europa, si tratta allo scranno pi alto di molto spesso di bambini destinati Montecitorio. un bene che Josefa a diventare obesi da adulti e a Idem sia ministro dello sport di contarre malattie dell'apparato questo Paese, perch un'atleta che cardio-circolatorio, oltre che il ha vissuto i problemi del mondo diabete mellito, che graveranno sportivo, inoltre una donna e a un sul sistema sanitario nazionale. ambiente improntato a lungo al Sono bambini che appartengono machismo mussoliniano non pu alle fasce sociali pi deboli, che far bene. stata, all'inizio dello lasciati per molte ore al giorno scorso decennio, assessore allo davanti alla Tv a consumare cibi sport del comune di Ravenna, poco salutari e spesso in assenza esperienza che le ha consentito di dei genitori, impegnati in lavori capire meglio i problemi dello sport senza orari fissi, come le pulizie o di base. Ma tutto questo non l'assistenza domiciliare. Vita sufficiente. Il suo un ministero che sedentaria e cattiva alimentazione stato compattato con quello delle Pari Opportunit, il imbrigliano questi bambini. Pi in generale i che non sarebbe male, visto che lo sport terreno fertile bambini italiani, in Europa, risultano essere quelli per ribadire il diritto all'uguaglianza, ma l'idea di che giocano di meno all'aperto. Su queste priorit a concentrare due ministeri in uno la dice lunga sul fatto Josefa Idem auguriamo buon lavoro. consentendo a svariati milioni di persone, donne, bambini, anziani adolescenti di praticare l'attivit sportiva a prezzi davvero popolari e presso impianti sportivi gestiti spesso tra mille difficolt. A concludere l'assessore allo sport del comune di Vicenza Umberto Nicolai e il professor Borgogni dell'universit di Cassino.

campionati agonistici, perch non sono cittadini italiani, e con loro ci sar Daniela Conti, dirigente nazionale dell'Uisp e presidente della squadra Liberi Nantes di Roma (www.liberinantes.org ), organizzazione che tra mille difficolt consente ai rifugiati politici, sia donne che uomini, in attesa di permesso di soggiorno di giocare a calcio o praticare altre attivit sportive. Tra tornei ed esibizioni degli atleti delle palestre popolari, sabato 18 maggio si discute della riforma dello sport tra giornalisti, dirigenti sportivi e assessori allo sport, in particolare interverranno Renzo Ulivieri, presidente dell'associazione allenatori e candidato alle recenti politiche nelle liste di Sel, il neoeletto presidente dell'Uisp Vincenzo Manco, che esporr il punto di vista dell'associazionismo sportivo rappresentato dagli enti di promozione, un'altra fetta consistente di sport sociale ignorata sul piano legislativo dal parlamento e sul piano economico esclusa dai contributi pubblici, costretta ad accontentarsi delle briciole dispensate dal Coni, pur

Un cambiamento atletico e salutare al ministero

ALIAS 11 MAGGIO 2013

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I FILM
A LADY IN PARIS
DI ILMAR RAAG, CON JEANNE MOREAU, LAINE MAGI. FRANCIA 2013

SINTONIE
C' molto realismo e per chi ha il cuore debole sar dura parare la botta. anche un progetto schizofrenico: nella prima parte ci affezioniamo a dei comuni ragazzi, nella seconda entriamo in una specie di zona allucinogena. (fi.bru.) CONFESSIONS IL MINISTRO
DI PIERRE SCHOELLER, CON OLIVIER GOURMET, MICHEL BLANC. FRANCIA 2011

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON FILIPPO BRUNAMONTI, ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, CRISTINA PICCINO, GIONA A. NAZZARO

IL FILM
BELLAS MARIPOSAS
DI SALVATORE MEREU; CON SARA PODDA, MAYA MULAS, MICAELA RAMAZZOTTI. ITALIA 2012

Frida, una signora estone che vive a Parigi assistita da Anna una giovane arrivata dall'Estonia per prendersi cura di lei, ma Frida fa di tutto per renderle la vita difficile. AMERIQUA
DI GIOVANNI CONSONNI, MARCO BELLONE, CON BOBBY KENNEDY III, GIANCARLO GIANNINI. ITALIA 2013

0 0 0 0 7

DI TETSUYA NAKASHIMA, CON CON TAKAKO MATSU, YUK NISHII, GIAPPONE 2010

Charlie Edwards neolaureato in pausa di riflessione messo alle strette dalla famiglia e con gli ultimi soldi ricevuti compra un biglietto aereo per l'Italia, derubato al suo arrivo e incontra Lele chiamato il re di Bologna che lo inizia ai piaceri della citt. IL GRANDE GARSBY (3D)
DI BAZ LUHRMANN, CON LEONARDO DICAPRIO, CAREY MULLIGAN. USA 2013

Una nuova versione dal romanzo di F. Scott Fitzgerald (la quarta). Sulla costa settentrionale di Long Island arriva il ricco James Gatsby che diventa ben presto famoso per le sue feste. Il suo ritorno legato al grande amore che ha perduto, Daisy, che ora sposata. Il ruolo fu a suo tempo rifiuytato da Marlon Brando, e Robert Redford ne fece una celebre interpretazione. POST TENEBRAS LUX
DI CARLOS REYGADAS, CON ADOLFO JIMENEZ CASTRO, NATHALIA ACEVEDO. MESSICO 2013

Nakashima, noto soprattutto per il coloratissimo Kamikaze Girls, film simbolo del genere kawaii (carino, colori pastello), considerato un maestro del genere. Confessions rappresenta un drammatico cambiamento di rotta, annegato in unatmosfera opprimente e cupamente monocromatica. Rispetto alle deflagrazioni visive dei suoi film precedenti, si muove allinterno di uno spettro cromatico teso esclusivamente fra il nero pi minaccioso e il grigio pi asfissiante. Come in una variante da incubo del classico schema Rashomon, Confessions mette in scena la vendetta di uninsegnante ai danni della sua scolaresca convinta che fra i suoi studenti si celino gli assassini di sua figlia, una bambina di quattro anni. Il mondo surreale di Kamikaze Girls si spalanca su un abisso di malessere inquietante che il finale solo in parte riscatta. Si celebra con ogni evidenza la fine del modello produttivistico tardo-liberista. (g.a.n.) EFFETTI COLLATERALI
DI STEVEN SODERBERGH, CON JUDE LAW, CHANNING TATUM. USA 2013

La scommessa del regista e sceneggiatore francese portarci dentro ai rituali del potere. E al di l degli schieramenti, destra o sinistra, e visto che il film del 2011 abbastanza facile leggervi il riferimento alla Francia dellex presidente Nicolas Sarkozy. Schoeller fotografa lucidamente lambiguit attuale della democrazia, e soprattutto quella frattura che nel caso italiano, ma non solo, sta diventando sempre pi grande tra noi, i cittadini, e loro, gli uomini politici. Prodotto dai fratelli Dardenne loccasione per interrogarsi su un diverso senso di cinema politico. (c.pi.) MI RIFACCIO VIVO

BOWIE IN SAJO FRANCESCANO


AXIS
UK, 2013, 350, musica: Pet Shop Boys, regia: autore ignoto fonte: Youtube

La bella farfalla, la bambina dei quartieri poveri di Cagliari riempie lo schermo con una energia di cinema nuovo, con lo stile deciso di Mereu che dei brani di realismo, dei frammenti di documentario, dei volti presi dalla strada compie metamorfosi spettacolari. Li annoda come fiocchi, li stringe al collo dello spettatore. Mereu offre assaggi di cinema classico giusto per accennare alcuni accordi e poi suonare la sua musica. Hey mambo come la Mangano nella risaia, come se il filo conduttore portasse direttamente a Giuseppe De Santis, ma nellangusta stanza da bagno, sguardo al neorealismo nella casa dove si affollano i figli, ma dove le battute sono amare, Glory glory alleluia strimpellata al piano, a fare da colonna alla procace vicina nella vasca riempita di schiuma, come in un film di Hollywood, ma nellassoluta degradazione. Il look in camera di Cate la protagonista, inventivo stravolgimento della voce fuori campo costante degli ultimi anni al cinema pi che una confessione, una spavalda presenza davanti allo schermo. Ma il racconto diventa superbamente flaneur, sfida il destino, sorprende. Lelemento stregato della storia (dal romanzo di Sergio Atzeni, ed. Sellerio), mediato dalla lingua sarda, dallironia della protagonista - la preadolescenza delle bambine let della stregoneria - si concretizza infine in una vera strega che arriva e predice a tutti il futuro immediato e risolve conflitti e problemi irrisolvibili, salva la vita e fa tornare il sorriso. (s.s.)

DI SERGIO RUBINI, CON NERI MARCOR, LILLO, EMILIO SOLFRIZZI. ITALIA 2013

Minnelli? Blake Edwards? Capra? In questo un po' pasticciato, ma carinissimo film l'ispirazione viene applicata al cinema fantastico dello stesso Rubini, che ci aveva dato un piccolo gioiello come L'anima gemella, dove gi cerano scambi di personalit e di corpi, trova la sua chiave di messa in scena grazie a gran parte dei nostri migliori attori brillanti, che il regista riesce a dirigere alla perfezione. Cos, anche se il copione ha qualche pecca, la commedia gradevole (m.gi.) NO I GIORNI DELLARCOBALENO

Juan ha lasciato Citt del Messico per andare a vivere in campagna con la famiglia, ma il nuovo tipo di vita risulta assai difficile, la violenza della citt ha preso anche qui forme diverse e forse pi pericolose. BENUR - UN GLADIATORE IN AFFITTO
DI MASSIMO ANDREI, CON NICOLA PISTOIA, PAOLO TRIESTINO. ITALIA 2012

Le caratteristiche che hanno fatto apprezzare Andrei nel suo film desordio Mater Natura alla Settimana della critica di Venezia, qui ci sono tutte, la propensione al pop fiammeggiante, landamento musicale importante, la tenerezza, il melodramma. Qui si passa gagliardamente dallambientazione napoletana a quella romana, dove, dalla pice teatrale di Gianni Clementi, Sergio, che era uno dei primi cinque stuntman di Cinecitt ora si arrangia facendo il gladiatore al Colosseo, insieme a Milan (un nome adatto ai giochi di parole). Commedia dal cuore amaro. (s.s.) BEKET
DI DAVIDE MANULI, CON FABRIZIO GIFUNI, JEROME DURANTEAU. ITALIA xxxx

Lelemento oscuro che lintreccio promette si perde nella commistione consueta di generi, il genere psichiatrico innestato sulla detective story, pi il film di denuncia contro le case farmaceutiche genere tenuto ben sotto controllo per non far perdere proventi e nella necessit di confezionare un prodotto rassicurante. Infatti, tranquilli non di devastanti effetti collaterali a causa di medicinali si tratta (non siamo nei pressi di Michael Moore), ma come sempre di quellinafferrabile mostro senza volto che la finanza (condita di misoginia). (s.s.) HANSEL E GRETEL CACCIATORI DI STREGHE
DI TOMMY WIRKOLA, CON JEREMY RENNER, GEMMA ATERTON. GERMANIA USA 2013

DI PABLO LARRAIN, CON GAEL GARCIA BERNAL, ALFREDO CASTRO. CILE 2012

Nella rilettura di "Aspettando Godot" di Beckett: Freak e Jaj stanchi di aspettare Godot, decidono di andarlo a cercare percorrendo una terra di nessuno popolata di personaggi deliranti e situazioni paradossali. LA CASA
DI FEDE ALVAREZ, CON JANE LEVY, SHILOH FERNANDEZ. USA 2013

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Stravagante, forse non totalmente riuscito, ma molto divertente Hansel e Gretel cacciatori di streghe del regista norvegese Tommy Virkola, ricca coproduzione tedesco-americana (50 milioni di dollari, ne ha gi incassati 55 in America). una vera incursione del cinema europeo nel territorio horror fiabesco in 3D della nuova Hollywood, che non ha finora prodotto grossi risultati e ci ha ammorbato con inutili Biancaneve e nani non sempre di prima scelta. (m.gi.) KIKI CONSEGNE A DOMICILIO
DI HAYAO MIYAZAKI, ANIMAZIONE. GIAPPONE 1989

Larrain Chiude la sua trilogia con la fine della dittatura in questo film dedicato al plebiscito che senza colpo ferire, con la sola forza dellironia (una risata vi seppellir) costrinse i militari ad andarsene. Si chiedeva al popolo se votare S o No a Pinochet e la campagna per il No sembrava persa perch era evidente che intimidazioni e brogli avrebbero avuto la meglio. Nei 15 minuti concessi in tv a notte fonda passa per la prima volta il pensiero dellopposizione: tutta la lotta clandestina dei cineasti, anche di quelli che durante la dittatura lavoravano in pubblicit oltre che nella controinformazione emerge nel film con forza liberatoria e uno stile trascinante. (s.s.) LE STREGHE DI SALEM

I Pet Shop Boys ritornano con lalbum Electric nuovamente sulla scena musicale e parlando di videoclip ritornano allo stile anni 90 di Howard Greenhalgh, quando il regista rivestiva di animazioni al computer 3-D la loro musica. Stavolta il gioco di astrazioni digitali anche pi hard, cos come lo il brano technopop Axis perlopi strumentale; i due ragazzi del negozio di animali, Tennant e Lowe, neppure li vediamo, sono sosituiti dalle sagome di due performer che assumono di tanto in tanto le sembianze di diabolici caproni trafitti da un reticolo di raggi luminosi, imprigionati dentro una coloratissima struttura speculare. Leffetto, percettivamente, non niente male, e non fa rimpiangere il visual ironico e pop di quasi 25 anni fa. THE NEXT DAY

IL FILM
STA PER PIOVERE
DI HAIDER RASHID, CON LORENZO BAGLIONI, MOHAMED HANIFI. ITALIA 2013

Usa/UK, 2013, 554, musica: David Bowie, regia: Floria Sigismondi, fonte: Vevo

DI ROB ZOMBIE, CON SHERI MOON ZOMBIE, BRUCE DAVISON. USA 2013

I White Zombie diventano unicona del metal alternativo e poco dopo Zombie molla la band e firma La casa dei 100 corpi, il suo esordio. A fronte della riuscita assoluta di Le streghe di Salem si capisce come abbia faticosamente e con umilt tratto tutte le lezioni necessarie dai suoi film successivi fino a questo horror adulto e colto che sar nelle sale dal 24 aprile. (g.a.n.) VIAGGIO SOLA
DI MARIA SOLE TOGNAZZI, CON MARGHERITA BUY, STEFANO ACCORSI. ITALIA 2013

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Secondo singolo dellomonimo album e secondo video firmato da Sigismondi. Gi censurato su youtube e sicuramente votato ad una difficile esistenza, The Next Day ci mostra preti lascivi e violenti, cardinali diabolici e pornosuore martirizzate con tante di stimmate, tutti avventori di un pub dove Bowie in sajo francescano si esibisce con la band. Il talento visionario della regista italo-canadese stavolta pi contenuto, ma comunque il clip rimane surreale (la Santa Lucia con i bulbi sul piatto dargento) e totalmente blasfemo. In tempi di riforma come quelli di papa Francesco leretico Duca Bianco picchia duro visualizzando la Chiesa come unaccolita di peccatori senza limiti. Guest star Marion Cotillard e Gary Oldman. BLUE TIP

Pacato il racconto, straziante largomento. Tra questi due poli si sviluppa il punto di vista del regista che dirige deciso il film alla sua tesi: perch un ragazzo nato in Italia deve trovarsi nellassurda situazione di vedersi negato il permesso di soggiorno? Il motivo raccontato nel film che il capofamiglia, il padre di origine algerina da trentanni in Italia, operaio in una piccola industria di Firenze perde il lavoro a causa della crisi dopo il suicidio del padrone dopo undici mesi di cassa integrazione. Perde cos anche il permesso di soggiorno e arriva lordine di espulsione entro quindici giorni. Si dibatte, come ormai radio e televisione fanno incessantemente, ma senza alzare i toni. E si continua ad andare avanti cercando di districarsi tra avvocati, giudici, burocrazia, leggi, politici e perfino trasmissioni televisive dove raccontare la storia. Il protagonista Said, il figlio maggiore, nato in Italia, studente di ingegneria, fidanzato con una ragazza italiana, tifoso della nazionale e per cui lAlgeria un luogo esotico, in pubblico racconter con il suo accento fiorentino come i permessi di soggiorno siano catene dolorose, e come tutti gli altri simili a lui, siano uniti in un profondo dolore perpetrato da azioni razziste e ingiuste. (s.s.)

FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO


ROMA, CINEMA FARNESE PERSOL, 9-15 MAGGIO

Usa, 2011, 315, musica: The Cars, regia: Eron Ocasek, fonte: Vevo

Sembra quasi privo di elaborazione o progettazione, remake dello stracult di Sam Raimi, diretto dall'uruguaiano Fede Alvarez. Compatto, veloce, sprezzante. Alvarez divora tutto, nella calma impassibile del (solito) chalet scricchiolante e dei boschi dove il male in agguato. Ritorna anche l'impervio Necronomicon, rilegato in pelle umana e scritto col sangue di una vergine. Alvarez elegge Mia a scream queen, dissennata,assonnata, nevrotica. Un'anti-Ash dei nostri giorni, drogata e con un fratello come angelo custode.

Capolavoro di Hayao Miyazaki uscito dallo Studio Ghibli nel lontano 1989 (ora nelle sale italiane, distribuisce Lucky Red), la magnifica metafora dei turbamenti di un corpo - e una mente - in rapido cambiamento. un romanzo di formazione tutto al femminile dove la crisi, la perdita di potere e la riconquista della fiducia in se stessi sono le temibili prove da superare. Nessun effetto speciale sostiene Kiki nella sua impresa, se si esclude quel prodigioso volo che affasciner uno dei pochi esemplari maschili del film, Tonbo, il simpatico ragazzino che sogna di costruire macchine per attraversare il cielo e che costituir loccasione del riscatto. (a.d.g.)

Irene, viaggiatrice di professione per verificare le stelle degli hotel di lusso, la sua non una solitudine depressa o deprimente, al contrario appare come una specie di sottile resistenza nel rovesciamento, anche meno evidente, del luogo comune femminile. Il terreno rischioso, ma la regista riesce con affettuosa complicit a tradurre le impercettibili sfumature del sentimento in una narrazione cinematografica. La suspence altrove, nel corpo corpo tra una sceneggiatura che potrebbe rimanere chiusa e il talento della regista che ne spiazza continuamente gli esiti producendo sorprese e grandi piaceri. (c.pi.)

Ritorna dopo 25 anni di silenzio con lalbum Move Like This e per il video di Blue Tip la band capitanata da Ric Ocasek si affida al figlio Eron. The cars (che vantano un videoclip diretto addirittura da Andy Warhol negli anni 80) appaiono sotto forma di sagome incrostate sui muri di palazzi e inseriti nella skyline della Grande Mela, come fossero videoproiettate o trasferite con vernice spray da uno street artist. Non male questo gioco grafico che, tra laltro come tante volte accade , si ricollega alla stessa copertina dellalbum dal titolo omonimo.

il Festival del cinema spagnolo sesta edizione, fondato e diretto da Iris Martn-Peralta e Federico Sartori. Film di apertura Blancanieves di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya. La Nueva Ola presenta le produzioni spagnole pi recenti, tra cui Grupo 7, di Alberto Rodrguez (stasera alle 20.30), De tu ventana a la ma, opera prima di Paula Ortiz. Tra gli ospiti, il regista Xavi Puebla, con A puerta fra , interpretato da Mara Valverde e Nick Nolte. Lomaggio al cinema italo-spagnolo dedicato (luned 13 ore 20.30) - al 50 anniversario del film El verdugo (La ballata del boia), di Luis Garca Berlanga, Premio FIPRESCI a Venezia 1963, sceneggiato da Rafael Azcona ed Ennio Flaiano, interpretato da Nino Manfredi. Novit assoluta di questa edizione, la sezione La Nueva Ola Latinoamericana - L'immagine assente, con il regista colombiano Ciro Guerra presente al film di chiusura , Los viajes del viento, gli argentini El studiante, di Santiago Mitre e lanteprima di Infancia clandestina di Banjamn vila in uscita a giugno. La sezione latinoamericana completata da altri titoli quali il cult-movie ecuadoregno Ratas, ratones, rateros (Roditori) di Sebastin Cordero e il messicano El violn di Francisco Vargas. (s.s.)

FULVIO WETZL
CINETECA DI BOLOGNA, CINEMA LUMIRE SALA OFFICINA/MASTROIANNI (PIAZZETTA P.P.PASOLINI VIA AZZO GARDINO,65), 15 MAGGIO

MAGICO

Dopo la personale di Fulvio Wetzl che si tenuta a Napoli l8-9 maggio, la Cineteca di Bologna con la rassegna 4 film per conoscere un autore dopo aver gi presentato uno dei suoi film pi emblematici Prima la musica poi le parole, che rappresenta al meglio il sofisticato lavoro del regista sui materiali del cinema e la sua poetica. Esordisce con Rorret (Berlino 88) con Lou Castel, Quattro figli unici a Venezia 92, del 98 Prima la musica poi le parole, nel 2000 entra nella onlus Cinema nel presente con cui realizza 13 documentari autoprodotti di impegno sociale (mercoled 15 ore 18: Fame di diritti, lettere dalla Palestina). Gira anche Non voltarmi le spalle (2006), sulle difficolt dintegrazione e la sensibilit dei sordi, e Mineurs - minatori, minori (2007), con Franco Nero, un film sullemigrazione italiana nelle miniere del Belgio. Dal 2010 prepara Stella e Strisce-Star and Stripes, film sullartista Giuseppe-Joseph Stella, nato nel sud Italia e diventato negli Stati Uniti il pi importante pittore futurista americano, oltre a fondare con Marcel Duchamp e Man Ray il Dadaismo newyorkese. In anteprima Prima la trama poi il fondo diretto con Laura Bagnoli con Renata Pfeiffer, ottantaduenne artista milanese di origine austriaca ancora in attivit (mercoled 15, ore 20.15). (s.s.)

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ALIAS 11 MAGGIO 2013

di GUIDO MICHELONE

Bench il pubblico ne viva soprattutto la dimensione prettamente musicale, addirittura ipersonica o rumorista, il rock possiede da sempre una componente letteraria assai marcata che dai testi cantati si riversa sulle complesse action performative o nelle intere operazioni discografiche. Anche la sociologia pi ferrea - quella che sostiene la netta prevalenza teatrale/spaziale/musicale nella fruizione quasi corporea dell'evento concertistico (subliminato dall'ascolto riprodotto o liquido) - ammette la naturale propensione del rock a usare le parole non solo in senso fisico (oralit intonata), ma a cantarle per narrare, spiegare, affabulare. Ci spiega la vocazione di molte insospettabili star - in apparenza tutte sex&drugs&rockandroll - a raccontare andando oltre la musica e la canzone per approdare alla letteratura strictu senso, poesia o romanzo. Fermo restando che per tutti i maestri buoni o cattivi della popular music (non solo rock) l'industria dello spettacolo pretende da loro la classica autobiografia a fine carriera o sul pi bello, affiancando un giornalista o un romanziere che sappia redigere per benino le memorie talvolta confuse o sgrammaticate degli stessi divi, per diversi rocker, invece, la scrittura creativa un imperativo kantiano o una necessit fisiologica, tanto estrema e genuina quanto indifferibile e trascinante, come mostrano i seguenti libri (poesie o romanzi) scelti fra tutti quelli con traduzione italiana. Non ci sono regole precise o sistemi chiusi in tutto questo: si pu solo constatare che per alcuni l'esordio avviene prima con il libro e poi con i dischi, o che per altri carta e penna sostituiscono progressivamente microfoni e chitarre. Si pu anche constatare come alcuni rocker siano scrittura in nuce', ancora inesplosi, ma calati a fondo nella letteratura, tanto da citarla espressamente nelle loro song: ad esempio John Cale musica due liriche del poeta gallese Dylan Thomas (che a sua volta ispira il giovane Robert Zimmerman al punto da copiargli il nome). Il folksinger inglese Peter Bellamy licenzia due grandi dischi Oak Ash and Thorn (1970) e Merlin's Island Of Gramarye (1972) ispirandosi a Rudyard Kipling. Del resto altri tre cantautori britannici (per scozzesi) non nascondono mai i loro

amori letterari, a partire dal poeta Robert Burns: Eddi Reader lo omaggia direttamente con il cd Sings the Songs of Robert Burns (2003; Dick Gaughan musica la struggente Aly Bain and Friends per l'lp Handful of Earth (1980); l'antesignano Donovan guarda spesso alle nursery rhymes o ai poemi medievali dei bardi ossianici, cos come i gruppi folk rock e prog rock dell'intera Gran Bretagna nutrono rispetto e ammirazione per l'antica letteratura inglese e con essi il concept-album (non-plus-ultra della letteratura applicata alla

musica ) sar la prassi quotidiana. Anche i Blue Aeroplanes di Bristol, attivi fin dal 1981 fanno spesso riferimento alle liriche di W. H. Auden e Sylvia Plath: del resto il leader vocalist Gerard Langley esordisce come poeta negli anni universitari. A spulciare fra i testi del macrocosmo rock forse Shakespeare, Beaudelaire, Rimbaud, Dickens, Villon, Majakovksij, Ginsberg, Kerouac, Burroughs sono gli autori pi frequentati, anche se - escludendo gli scrittori viventi che talvolta collaborano con i musicisti alle canzoni - spetta a Poe l'unico tributo letteral-discografico con il doppio cd Closed on Account of Rabies. Poems And Tales Of Edgar Allan Poe (1997), ideato e prodotto dal geniale Hal Willner, con la partecipazione, tra

IN PAGINA DA TARANTULA ALLE STRATEGIE OBLIQUE

Penne alla chitarra Storie di rocker tra romanzi e poesie


gli altri, di Marianne Faithfull, Iggy Pop, Gavin Friday, Jeff Buckley, Debby Harry e Diamanda Galas; quest'ultima gi negli anni Ottanta compone una musica sperimentale (spesso a sfondo rock) con abbondanza di agganci poetici, tra Bibbia, medioevo, romantici e maudits. La storia del rockman che si fa scrittore recente, ma c' un importante antecedente: Woody Guthrie, nell'immediato dopoguerra, quando ancora un temuto country singer protestatario, il primo a parlare di se stesso, evitando i clich dell'autobiografia, ma inventando un romanzo dove le rocambolesche avventure sono fatti veri. Negli anni 60 la sperimentazione che nutre il rock coevo alimenta pure le ricerche letterarie in testi divenuti mitici come i loro stessi autori. Dagli anni 90 a oggi prevale invece il gusto In grande lopera di Brian rigoroso per il costrutto naturalista, Eno, Strategie Oblique. salvo le dovute eccezioni che, Si tratta di un mazzo come in musica, fanno dire, con di carte contenute Mick Jagger e Keith Richard: It's in una scatola nera only rock and roll but I like it!.

WOODY GUTHRIE
Questa terra la mia terra (Bound for Glory) 1943 Il sottotitolo italiano Romanzo autobiografico di un intellettuale ribelle spiega cosa succede a un giovane che ben presto abbandona la citt natale di Okemah, in Oklahoma, a seguito di tragedie familiari che lo segnano per la vita: crac finanziario paterno, sorella deceduta in un banale incidente domestico ecc. Il ragazzo intraprende il lungo viaggio attraverso gli Usa, facendo qualsiasi lavoro o adattandosi a suonare folk in strada. Reportage dall'America della grande crisi, il libro puntualizza con lucidit, gli aspetti degradanti della povert sociale tra sordide periferie o vagoni merci carichi di disperati, ma l'America dalla faccia sporca non perde orgoglio e dignit, nella voglia di ribellarsi contro un sistema senza scrupoli. Da Marcos y Marcos.

Negli anni 60 gli esperimenti rock alimentano la letteratura. Negli anni 90 trionfa lintento naturalista

JOHN LENNON
John Lennon Vivendo Cantando (In His Own Write), 1964 Pubblicato all'inizio della beatlesmania (Longanesi e Arcana), con disegni dello stesso Lennon, il librino, fra critiche entusiasmanti, ha un successo incredibile al di l delle pi rosee speranze editoriali. Si tratta di una serie di racconti talvolta brevi, dai toni comici e surreali tra humour britannico e nonsense avanguardista. Ci sono di mezzo l'Alice di Lewis Carroll e i limericks di Edward Lear, non senza qualche occhiataccia all'Ulisse di James Joyce. Il positivo riscontro fa s che Lennon ripeta il colpo gi nel 1965 con un secondo volume, A Spaniard In The Works, che riprende gli spunti felicissimi dell'esordio. E alcuni elementi di quest'approccio alla scrittura in prosa - rimasti estranei ai testi delle canzoni emergeranno poi nel canzoniere beatlesiano della fase psichedelica a cominciare da Strawberry Fields Forever, A Day in the Life, I Am the Walrus. Da Arcana

ALIAS 11 MAGGIO 2013 CANZONI, LA PAROLA LOVE SPARITA


di FRANCESCO ADINOLFI Non cambiano solo i suoni ma anche le parole nei titoli delle canzoni. Negli ultimi anni, ad esempio, il termine love andato lentamente sparendo rispetto a quanto avveniva nel 1980. Da notare che negli ultimi 120 anni la parola love risultata la pi ricorrente nei titoli insieme a pronomi personali come you o I e allonniprensente articolo determinativo the. Lo rivelava tempo fa unindagine del Whitburn Project basandosi sui brani delle classifiche della rivista Billboard. Adesso si cambia. Il linguista Tyler Schnoebelen e i suoi colleghi della

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Idibon, azienda di San Francisco specializzata in comunicazione, hanno rilevato che il punto pi basso per la parola love stato il periodo dal 2003 al 2007, ossia anni in cui ha sempre pi prevalso la parola hate, odio. Nel database dellazienda compaiono solo 30 canzoni con hate nel titolo e undici sono presenti nel suddetto periodo. La Idibon ha fatto unulteriore, illuminante scoperta: la permanenza in classifica dei pezzi con love nel titolo di gran lunga minore rispetto a quelle che scelgono di non adottare il termine: le prime restano in vetta 9,4 settimane, le seconde 11.4. Insomma, lamore ti porta in classifica ma non ti ci fa restare. Occhio alla tabella, quadriennale, presentata dalla Idibon, qui: http://theweek.com/article/index/243403/pop-song-titles-are-losing-the-love

JIM MORRISON
Jim Morrison: The Lords. Notes on Vision 1969 Questo librino di poesie come i successivi The New Creatures (1969) e An American Prayer (1970) vengono stampati privatamente con tiratura limitata di 100 copie (500 per il terzo) dalla Western Lithographers di Los Angeles. Poi, dopo la morte, sul cantante dei Doors come poeta si assiste al diluvio: centinaia di pubblicazioni (anche in Italia) su inediti (o presunti tali) e su manoscritti (di dubbia provenienza).Tuttavia l'autore/performer del Re Lucertola - pi simbolismo francese che beat generation - declamata in pubblico assieme al gruppo, resta ancor oggi il miglior esempio di rock poetry. Da Kaos edizioni

NICK CAVE
E l'asina vide l'angelo (And the Ass Saw the Angel), 1989 Il musicista e sceneggiatore australiano - dopo la raccolta di poesie e racconti King Ink (1988) seguita da King Ink II (1997) pubblica un romanzo crudo e brutale, dagli accenti gotici: al centro la vicenda di Euchrid Eucrow, giovane americano che vive in uno stato del sud, in una valle abitata da predicatori e profeti, dominata dall'ignoranza; e la quotidianit del protagonista muta di colpo quando il popolo dei timorati di dio dichiara che una trovatella prescelta dal Signore. Il successivo romanzo - La morte di Bunny Munro (2009) - tratta invece dell'ultimo viaggio di un commesso viaggiatore alla ricerca di un'anima. Il venditore di prodotti di bellezza alle solitarie casalinghe della South Coast inglese alla deriva dopo il suicidio della moglie e in corsa per mantenere una presa sulla realt. Bunny si mette quindi sulla strada con il figlio Bunny Junior in una peregrinazione sempre pi bizzarra e frenetica fino alla resa dei conti. Incandescente e moderno racconto morale, il libro anche un ritratto dei rapporti tra padri e figli. Da Arcana

SUZANNE VEGA
The Passionate Eye (Solitude Standing), 1999 Qui sono raccolte pagine di diario scritte on the road, novelle autobiografiche, poesie che diventeranno canzoni, testi pensati per song che non hanno ancora visto la luce: un viaggio dietro le quinte nell'universo creativo di una tra le pi raffinate cantautrici newyorchesi. Sorprende, oltre il lirismo, il talento narrativo con il quale descrive o ricorda luoghi, persone, incontri, casi surreali, o la duttilit nel plasmare personaggi femminili al contempo fragili e complessi; affascina una sensibilit poetica da cui nascono, con apparente semplicit racconti o versi delicati, algidi, sognanti, talvolta ricchi di calore, vitalit, passione. Da Minimum Fax

ED SANDERS
Racconti di gloria beatnik (Tales Of Beatnik Glory), 1975 Il leader e cantante dei Fugs da sempre poeta e agitatore culturale: lavorando sul genere biografia in modo complementare tra fiction, saggio, memoria, licenzia un testo cult, divenuto ormai un classico della letteratura beat: un romanzo autobiografico sui primi Sixties, dove il personaggio Sam Thomas proprio l'alter ego del futuro leader della newyorchese rock band tra cabaret e politica, tratteggiando surrealisticamente la Grande Mela alternativa dei primi anni Sessanta, fra reading poetici, jazzmen balordi, sesso sfrenato. Da ShaKe

YOKO ONO
Grapefruit, 1964 La scultrice giapponese, dal 1980 vedova Lennon, prima di conoscere il beatle (e diventare rock woman) una giovane esponente del gruppo radicale Fluxus e con esso cerca di esplorare l'arte concettuale tra happening e performance. E un esempio di arte concettuale anche questo Pompelmo che comprende istruzioni dadaiste in stile Zen da completare nella mente dei lettori, come Nascondino: nasconditi finch tutti si dimenticano di te. Nasconditi finch tutti muoiono. Ci sono versi assurdi o divertenti, ma colti e profondi nella direzione degli haiku millenari; insomma, Il miglior libro che abbia mai bruciato, dichiara all'epoca Lennon. Da Mondadori

JIM CARROLL
Jim entra nel campo di basket (Basketball Diaries), 1978 L'esistenza on the road di un ragazzo straordinariamente intelligente, campioncino di pallacanestro con il talento per la scrittura: tra i 12 e i 15 anni tiene infatti un diario che diventa una sorta di manifesto per la sopravvivenza nella giungla urbana newyorchese, fra precoce ossessionante uso di stupefacenti, successi scolastici e sportivi, amici e famigliari osservati attraverso con l'insofferenza e la ribellione tipiche di un'intera generazione. l'opera di un enfant prodige: vero caso letterario negli Stati Uniti degli anni Settanta, con l'autore quale vocalist e leader rock (The Jim Carroll Band) soltanto nel 1980 per Catholic Boy, disco da ritenuto all'altezza della migliore di Patti Smith. Da Minimum Fax

KURT COBAIN
Diari (Journals), 2002 Durante la breve e tormentata esistenza, il cantante e leader dei Nirvana riempie quaderni e bloc notes di poesie, schizzi, bozze, appunti, annotando progetti, riflessioni su fama e notoriet, i pensieri sulla musica e sul sottobosco di produttori, discografici, aficionados. Appena dopo il suicidio, vengono ritrovati circa venti quaderni (compilati tra il 1990 e il 1994) che, rimasti chiusi in cassaforte fino al 2002, vengono pubblicati in un volume illustrato anche dalle foto dei disegni e delle pagine pi significative. Bench a tratti deliranti, questi diari regalano l'opportunit per capire a fondo lo sguardo di un artista poliedrico, interrogativo, sofferente. Da Mondadori

BOB DYLAN
Tarantula, 1971 Se vero, come scrive Allen Ginsberg che la poesia fece il suo ingresso nei jukebox grazie a Bob Dylan, altrettanto giusto attribuirgli la paternit (condivisa dallo stesso Lennon) di primo artista rock a tutto tondo, dalla pittura alla narrativa. Tarantula ha una gestione lunga e complessa, perch Bob vuole resistere alle pressioni degli editori che sfruttano il momento positivo di Like a Rolling Stone e Blonde on Blonde, carpendogli gli appunti buttati gi nel convulso biennio '65-'66. Ma il testo dato alle stampe solo nel 1971, quando Dylan sembra fuggire da alcune influenze artistico-letterarie che celebrano tanto il suo folk rock quanto un libro di culto, fra scrittura automatica, flusso di coscienza, beat generation, psichedelia. Da Feltrinelli

JULIAN COPE
Krautrocksampler, 1996 Bench rientri nella saggistica, questo bel libro sulla kosmische music tedesca fa dell'ex leader dei Teardrop Explodes un autentico professionista della scrittura, attivit alla quale si dedica quasi a tempo pieno, tenendo un blog di cultura, redigendo poi nel 2007 il fondamentale Japrocksampler, sull'evolversi del pop nipponico tra il 1951 e il 1978. Attualmente Cope d alle stampe testi storici notevoli come The Modern Antiquarian e The Megalithic European, entrambi sui monumenti preistorici, non ancora tradotti in Italia a differenza dei primi due. Da Fazi

PATTI SMITH
Patti Smith: Poesie (Seventh Heaven), 1972 autrice di libri di poesie gi prima dello strepitoso esordio discografico (Horses, 1975); il debutto letterario risale a tre anni prima con questo libriccino figlio dell'underground newyorchese: brevi liriche su eros e droga nell'alienante contesto urbano. Ma il suo capolavoro forse Complete (1998) raccolta di testi (song, riflessioni, diari) con note autobiografiche, dove sembra voler esprimere la propria arte in riuscito mix di immagini e lettere. una ricerca del s che non concede spazi a parole inutili, a frasi lunghe, a discorsi complicati: prevalgono appunti, bozzetti e fotografie per le canzoni ormai elevate a poesie. Da segnalare tra gli altri quindici libri da lei pubblicati nel corso di 40 anni Babel (1978), Early Work: 1970-1979 (1994), The Coral Sea (1996), Auguries of Innocence (2005), Just Kids (2010), tradotti anche in italiano. Da Newton Compton

PETE TOWNSHEND
Fish & Chips e altri racconti (Horse's Neck), 1985 Il protagonista si chiama Pete, ma prose e versi, a comporre una bislacca raccolta, superano le pure o semplici testimonianze autobiografiche. La mente degli Who - a cui si deve per primo la drammaturgia del teatro rock con Tommy e Quadrophenia - si abbandona al piacere della scrittura, narrando vicende di donne e amici oppure incontri, luoghi vissuti o sfiorati mediante il calore e il ritmo pacato da ballad acustica. Ogni racconto - spiega Pete - tratta di un aspetto della mia lotta per scoprire che cosa sia veramente la bellezza. Da Minimum Fax

AUTORI VARI
The Haiku Year, 1998 Ecco un'antologia delicata e impalpabile di nuovi haiku scritti da una serie di musicisti. Tra i tanti Michael Stipe, Grant Lee Phillips, Douglas Martin, Tom Gilroy, Anna Grace, Rick Roth, Jim McKay e introdotti da Steve Earle. Il libro ancora inedito in Italia, come molti altri testi di rockstar e musicisti vari, dalle due raccolte di poesie e racconti Earthed Nineveh/The Ephemeron di Steve Kilbey (leader degli australiani Church) ai romanzi autobiografici Bookstore, Jrnls80s e Road Movies di Lee Ranaldo (chitarrista di Sonic Youth) fino a Empty Places (1991) di Laurie Anderson.

LEONARD COHEN

Leonard Cohen: Belli e perdenti (Beautiful Losers) 1966 Poeta e romanziere che prima cantautore e musicista, il quasi ottantenne montralese riesce a eccellere in ogni trovata artistica in una vicenda professionale lunga oltre mezzo secolo. Difficile per orientarsi tra le decine di raccolte di versi - Flowers For Hitler (1964) e L'energia degli schiavi (1972), tra le raccolte pi rappresentative mentre nella narrativa Cohen si ferma a due romanzi: il primo Il gioco favorito (The Favorite Game, 1963); il secondo Belli e perdenti composto tra il 1964 e il 1965 sull'isola greca di Idra, digiunando e facendo uso di anfetamine per concentrarsi meglio sul testo - narra la storia della santa Mohawk Kateri Tekakwitha, intrecciata alla vicenda di un triangolo amoroso tra un folklorista (canadese senza nome), sua moglie Edith (nativa americana morta suicida) e il suo migliore amico F, (parlamentare, a capo di un movimento separatista), che finir in manicomio. Da Rizzoli

LOU REED

BRIAN ENO
Strategie oblique (Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas), 1975 Si tratta di un mazzo di carte da 7x9 centimetri che sono contenute in una scatola nera, a mo' di scrigno, che il polistrumentista transfuga dai Roxy Music crea assieme a Peter Schmidt; tra libro d'artista e conceptual art, ogni carta propone un aforisma che intende aiutare l'artista, in particolare il musicista, a spezzare i blocchi mentali e a incoraggiare il cosiddetto pensiero laterale. Da Gammalibri

The Raven, 2003 Si tratta dei testi dell'omonimo album che sconfina in qualcosa di diverso dalla sequenza di tracce musicali per sfociare, con lo spirito dark che contraddistingue l'ex Velvet Underground, nella rilettura in chiave postmoderna di racconti e poesie di Edgar Allan Poe (con la collaborazione di altri grandi nomi della musica e del cinema: David Bowie, Willem Dafoe, Laurie Anderson, Steve Buscemi, Ornette Coleman). Sulla scia di POEtry, musical progettato nel 2002 con Robert Wilson, il maestro del gotico del XIX secolo viene quindi riscritto da Reed che non esita a manipolare e ad arrangiare le parole di Poe, saltando, elidendo e aggiungendo pezzi propri, cos da lasciarsi alle spalle gli eventuali anacronismi a favore dell'intenso stupore dell'hic et nunc. Da Einaudi

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RITMI
Il gruppo si esibiva nel nord del Messico, zona di guerra tra cartelli dei narcos che assoldano anche i musicisti per autocelebrarsi. La band, non legata alle cosche, ha scelto il locale sbagliato
Non si sa come il superstite, la cui identit stata tenuta segreta dalle Si chiamavano Kombo Kolombia e suonavano un misto di due generi musicali, autorit, sia riuscito a sopravvivere al il vallenato e la cumbia. Li avevano soprannominati i poderosi. Sapevano far massacro. Forse scappato, forse ballare e divertire la gente. Si esibivano nelle feste di paese e nei locali della stato lasciato in vita per poter provincia messicana. Sono stati eliminati, uno per uno, da un commando raccontare cosa accaduto, ma armato della pi sanguinosa organizzazione criminale del pianeta. Solo in un qualcuno allinizio sospetta che abbia paese come il Messico dove dallinizio dellanno si contano gi pi di 4mila agito da talpa o abbia tradito i omicidi, la storia del Kombo Kolombia pu essere considerata come una compagni. In Messico nella guerra tra tragedia simile a tante altre e dimenticata in fretta. Solo in un paese come il cartelli dei narcos, la musica gioca un Messico i musicisti sono ormai ritenuti come inevitabili effetti collaterali di un ruolo importante. conflitto tra cartelli rivali in cui i morti sono pi di quelli di una guerra civile. I membri delle cosche amano le Il vallenato e la cumbia sono stili musicali che hanno origine nella regione canzoni e adorano essere protagonisti caraibica colombiana, ma sono ormai amati in tutto il continente Usa. I Kombo delle ballate di un genere che ha Kolombia nascono nel 2010 con lambizione di diventare un punto di preso il nome di Narcocorrido (Alias riferimento per questo genere molto richiesto nei locali da ballo e nelle feste del nord del Messico. Si esibiscono a volte con otto, a volte con tredici elementi sotto la guida del cantante Carlos Alberto Aguirre, 37 anni, fisico imponente e sorriso contagioso. Lo scorso 24 gennaio il gruppo viene invitato a esibirsi a una festa privata nel locale La Carreta in un paese chiamato Hidalgo, nello stato del Nuevo Leon, a circa 40 chilometri da Monterrey. un piccolo locale angusto, ma simile a tanti altri della zona. Alla fine del concerto una squadra di persone armate entra nel locale e preleva, armi in pugno, tutti i componenti del gruppo e i loro assistenti. Vengono bendati, caricati su un furgone e su alcuni fuoristrada e trascinati via. Sembrano scomparire nel nulla. I parenti li chiamano ai telefoni cellulari, ma nessuno risponde. Nessuno chiede un riscatto. Due giorni dopo si presenta alle autorit un musicista del gruppo. stato trovato da un contadino, scalzo e ferito. Luomo racconta come sono andate a finire le cose. I musicisti sono stati trasportati lungo strade sterrate in un ranch abbandonato chiamato Estacas, nel comune di Mina a 90 chilometri da Monterrey lungo lautostrada Monclova. Sono stati allineati e colpiti ripetutamente al volto e al corpo. Sono stati STORIE TRUCIDATI DOPO AVER SUONATO IN UN sommariamente interrogati ed stato loro chiesto se appartenevano a qualche cartello criminale. I rapitori volevano sapere i loro rapporti con la criminalit locale. Poi, uno dopo laltro, sono stati uccisi. Unesecuzione di massa. I loro corpi sono stati poi abbandonati in un pozzo. Luned 28 gennaio la polizia si reca nel luogo indicato dal testimone e trova ammassati uno sullaltro 17 cadaveri. Presentano ferite darma da fuoco, segni di tortura. Molti di loro indossano ancora una maglietta rossa con la scritta Il poderoso Kombo Kolombia. Vengono uno a uno riconosciuti. Tredici musicisti e quattro uomini del loro staff tecnico.
di GUIDO MARIANI

LA CAPITALE ROCK
di R. PE. Dopo la chiusura in bellezza delledizione 2012 con il concerto dei Radiohead, gli organizzatori del festival Postepay Rock in Roma hanno annunciato la line up definitiva (ma alla quale potrebbero ancora aggiungersi altri nomi) delledizione 2013, che - a leggere gli artisti che vi participeranno - sembra

essere in assoluto la pi prestigiosa di sempre. Il festival, che si dipana nellarco di due mesi esatti e che si svolger come al solito allinterno dellippodromo delle Capannelle, prende il via con una preview allOrion di Ciampino il 29 maggio con latteso ritorno dei My Bloody Valentine, e proseguir poi a giugno con i concerti dei Green Day + All Time Low (il 5), The Killers + Stereophonics (l11), Toto (il 21),

Korn + Bullet for My Valentine + Love&Death (il 25), e a luglio con Iggy & The Stooges (per la prima volta a Roma, il 4), Max Gazz + Il Cile (il 5), Rammstein + Dj Joe Letz (il 9), Arctic Monkeys + The Vaccines + Miles Kane (il 10), Bruce Springsteen and E Street Band (nella foto, l11), Mark Knopfler (il 13), The Smashing Pumpkins (unica data italiana) + Mark Lanegan Band (il 14), Atoms for

si gi occupato di questo fenomeno nellarticolo Narcocorrido: canta e muori del 27 giugno 2009). Lo spensierato ritmo delle polke latino-americane celebra avventure di sicari, spacciatori e boss sanguinari. la prosecuzione del mito di Pancho Villa, soltanto che qui la lotta politica diventata scontro senza piet per il controllo del mercato della cocaina. Gli interpreti musicali della scena del Narcocorrido frequentano il mondo criminale, spesso ne sono organici. Suonano a party organizzati da boss o sicari (le narco-fiestas), talvolta vengono pagati per scrivere su commissione ballate celebrative per i cartelli. Guadagnano bene, sono eroi locali. In alcuni stati del Messico i ragazzi imparano prima le parole dei corridos che quelle dellinno nazionale, ha detto un interprete di questo genere. Ma il mondo del crimine non perdona e molti di loro diventano bersagli di un conflitto che non conosce limiti. La mattanza di

LOCALE DI NUEVO LEON

Canta e muori. La tragica fine dei Kombo Kolombia

artisti musicali negli ultimi anni andata intensificandosi. Secondo lo scrittore Edmundo Prez, autore del libro Que me entierren con narcocorridos (Possano seppellirmi con i narcocorridos) pi di 50 musicisti di questo genere musicale sono stati vittima negli ultimi anni delle rappresaglie dei narcos. Lanno scorso Rodolfo Gomez Valenzuela, leader di un gruppo che portava addirittura il nome di una fazione, i Cartel del Sinaloa, stato ucciso a casa sua. Cinque membri di una formazione chiamata La Quinta Banda sono stati massacrati sul palco mentre suonavano in un locale a Chihuahua, una delle loro ballate pi famose era intitolata El corrido de la linea e celebrava le gesta eroiche del Cartello di Juarez. Il cantante dei Los Ciclones del Arroyo stato rapito e gambizzato per essersi rifiutato di cantare una canzone che gli era stata richiesta. Ma questo laspetto forse pi terrorizzante della strage dei Kombo Kolombia, lorchestra di vallenato non faceva parte del mondo del Narcocorrido e non era affiliata con il mondo criminale. Le loro canzoni erano brani popolari da ballo, senza riferimenti alle faide armate. Il tastierista Heider Cullar, 24 anni, era lunico del gruppo di nazionalit colombiana. Non ha mai ricevuto minacce, non ha mai avuto timore per le sue esibizioni, ha detto suo padre dopo la strage. La madre del percussionista Ricardo Verduzco Senz, 27 anni, ha assicurato alla stampa messicana: Mio figlio non mai stato coinvolto in nessuna attivit criminale. Era una persona sana. La madre della seconda voce del Kombo, Sal Reynoso Senz, 30 anni, ha per dichiarato che il figlio sembrava preoccupato e stava pensando di abbandonare la musica. Le indagini hanno rivelato che la formazione si esibiva in una zona di guerra, dove ogni locale, ogni festa, ogni serata controllata da qualche boss o da qualcuno in affari con un cartello. Lo stato del Nuevo Leon al centro di una faida spietata tra il Cartello del Golfo e i loro rivali i Los Zetas. I Los Zetas hanno scalato la gerarchia criminale messicana con azioni spietate e tecniche di guerriglia. Il gruppo stato fondato nel 1999 da alcuni militari appartenenti ai corpi speciali delle forze armate messicane che decisero di mettersi al servizio dei ricchi e potenti boss della cocaina. Scelsero di diventare il braccio armato del Cartello del Golfo. Arricchitisi e diventati potentissimi, i capi dellorganizzazione hanno deciso per che era arrivato il momento di mettersi in proprio e nel febbraio 2010 hanno dichiarato guerra ai loro vecchi datori di lavoro del Cartello del Golfo. Da quel momento sono In grande i Kombo Kolombia; sopra diventati la pi spietata macchina gli spartiti del gruppo, il locale La Carreta criminale del mondo, compiendo in cui si erano esibiti, la ricerca e il recupero stragi senza precedenti come il dei corpi, il presunto mandante, massacro di pi di 200 abitanti del un momento dei funerali villaggio di San Fernando nel 2011. Le indagini successive allassassinio dei membri del Kombo Kolombia hanno chiarito gli assurdi contorni della vicenda e chiamato in causa questa sanguinosa faida. Alcune settimane dopo la strage, la polizia dello stato del Nuevo Leon arresta un fiancheggiatore dei Los Zetas, Orlando Eruviel Garza Luna. Il suo compito quello di sorvegliare i luoghi dei crimini e le basi da cui partono le azioni. Sotto torchio parla e rivela i particolari della strage. Ha visto i criminali che torturavano e uccidevano con un colpo di grazia i componenti del gruppo. Lunica colpa del Kombo Kolombia era stata quella di essersi esibiti in locali che appartenevano al Cartello del Golfo ed aver, a quanto pare, ringraziato gli organizzatori dei concerti che erano affiliati o collaboratori del clan. Il pentito ha pagato con la vita il suo racconto ed stato ucciso in carcere lo scorso 10 aprile. Ma ora gli investigatori hanno in mano un nome, lideatore della strage dei musicisti sarebbe Jos Isidro Cruz Villarreal detto El Pichilo, il capo degli Zetas nellarea di Monterrey. Villareal latitante dal febbraio 2012, quando scapp da un carcere del Nuovo Leon con altri 29 detenuti, non prima per di aver scatenato una rivolta e aver ucciso pi di 40 reclusi vicini al Cartello del Golfo. I 17 membri del Kombo Kolombia sono stati ammazzati per una vendetta trasversale, per aver cantato davanti a un pubblico di nemici. In una zona di guerra dove la violenza legge, far divertire le persone pu essere una colpa e cantare davanti alle persone sbagliate un errore fatale.

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Peace + Owiny Sigoma Band (il 16), Ska-P (il 18), Deep Purple (il 22), Daniele Silvestri (il 25), Neil Young & Crazy Horse + Devendra Banhart (il 26), Sigur Rs (il 28) e Blur (il 29). Tra le iniziative collaterali da segnalare poi il Postepay Rock in Roma Factory, una competition per band emergenti che dar la possibilit di esibirsi in uno spazio apposito allinterno della rassegna. Per informazioni: postepayrockinroma.com. ELECTRIC SARAJEVO MADRIGALS (Autoprod.) Sarajevo fu uno dei teatri dove andarono in scena gli innumerevoli orrori che, tra il 1991 e il 1995, dissolsero nel sangue lex Jugoslavia. Gli Electric Sarajevo erano allora adolescenti inorriditi e spaventati dalle immagini tv delle stragi e delle pulizie etniche. Musicisti oggi, hanno voluto dedicare un album a quegli anni feroci. Madrigals si muove tra atmosfere scure, dominate da elettronica suggeritrice e suggestiva e da echi post rock. Afferma il gruppo: il rifugio antibomba lamore. Utopia, ma pu far bene crederci con la buona musica (l.d.s.)

ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA JESSICA DAINESE LUCIANO DEL SETTE VIOLA DE SOTO SIMONA FRASCA GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA

DI GUIDO FESTINESE

JAZZ

Il talento obliquo di Claudio Pacini


Claudio Pacini, chitarrista e compositore, uno di quei talenti nascosti che in Italia abbondano, nei piccoli studi che producono grande musica. Lui attivo presso il Maccaja di Pivio e Aldo De Scalzi, e (anche) l ha affinato un talento mercuriale e magnificamente ondivago, messo a fuoco in quest'opera d'esordio, Lettere (Creuza). un disco che sembra, in epitome, una potente colonna sonora: temi che non si dimenticano, ospiti di valore dal jazz e dalle musiche senza etichette. Coordinate che inquadrano anche Alisachni (Working Bee), del chitarrista e compositore Marocchi, attorniato da eccellenti compagni. Alisachni, il sale che resta sugli scogli, metafora per indicare il residuo culturale tutto sostanza lasciato a decantare, dopo aver transitato nel mare che culla le sorti umane. La musica, quindi, come fonte di connessioni: dal tango obliquo al blues, dagli echi balcanici a quelli morriconiani e della stagione jazz rock. La variet, l'inventiva, il dono strumentale sulle corde (chitarra classica, battente, flamenca) anche in Errando (Rara) del compositore Giovanni Seneca: al quinto disco, una sonora riconferma. (Guido Festinese)

THE KNIFE SHAKING THE HABITUAL (Rabid/Coop Music) Di che pasta fatto il nuovo lavoro del duo svedese lo si intuisce gi dall'apertura, A Tooth for an Eye, dove l'elettronica si fonde al tribalismo, ma ancor pi nelle seguenti Full of Fire e A Cherry on Top. Brani lunghissimi, stranianti, acidi, che poco hanno di elettropop e molto di sperimentazione. A volte sembra di aver a che fare con i Dead Can Dance che duettano con i Suicide e la Bjrk pi folle. L'album fa onore al titolo e smuove tutto ci che siamo abituati a pensare di un certo genere. E pi lo ascolti pi scopri finezze e ne apprezzi il valore! (r.pe.) LYRES A PROMISE IS A PROMISE (Munster/Goodfellas) Boston negli Ottanta un gran posto. Band seminali come Dmz, The Real Kids e Lyres danno il senso di come si suonasse nella citt culla di un punk rock britannizzato con energiche dosi psych garage. Lalbum la terza ristampa dal catalogo della Ace of Hearts, anno 1988. Il terzo lp in studio dei Lyres. un bel mix di cose varie, brani originali, live (Touch), cover (Jagged Time Lapse di Marc Bolan, The Witch dei Sonics). Laggiunta qui di tre bonus a rimarcare lattitudine freak beat della leggendaria garage band. (s.fr.) LUIGI MARTINALE ARIETIS AETAS (Albre Jazz) Quarto album con unetichetta giapponese per il pianista torinese, che in perfetta solitudine negli studios di Bricherasio, praticamente sotto casa, registra un album notevole lasciando, dopo i primi due brani a firma propria (la title track e The Absynth) che siano ben otto standard a parlare, mentre si congeda con un bonus track (Aka Tombo) della tradizione nipponica. E dunque attraverso Strayhorn, Carmichael, Jobim, Van Heusen, Martinale recupera le qualit di improvvisatore che, proprio nel sottolineare talune celebri melodie, riesce a liberare un pathos viscerale, dolente, cantabile. (g.mic.)

PSICHEDELIA

CANTAUTORI

ALTERNATIVE

Il sesto senso dei Black Angels


L'apoteosi dello psych rock! Siete disposti a lasciarvi trasportare a fine anni Sessanta? E allora non vi serve altro che affidarvi alla musica dei Black Angels, e, nello specifico, alla loro ultima fatica, Indigo Meadow (Blue Horizon). Non che nei precedenti capitoli della loro carriera il gruppo texano non abbia gi dato prova concreta della loro predilezione per certi suoni saturi e onirici (specie in Directions to See a Ghost), ma in questo nuovo lavoro lo ribadiscono con forza, certamente maggiore rispetto al precedente, splendido peraltro, Phosphene Dreams. Qui la lezione Jefferson (Love Me Forever) si scontra a ripetizione con riff hard rock che avrebbero potuto creare Tony Iommi e Ozzy Osbourne (Evil Things, Don't Play with Guns). Per non parlare dei tributi pagati ai Floyd barrettiani (The Day, War on Holiday), e via dicendo. Fatto sta che Indigo Meadow un gran disco! Per rimanere in tema, dalla California ecco i Feeding People, formazione guidata dalla giovanissima vocalist Jessie Jones e dal chitarrista e autore Louis Filliger. Island Universe (Innovative Leisure/Goodfellas) un album che ha nel rock psichedelico la matrice principale, con una discreta attitudine post punk. (Roberto Peciola) NORTICANTA TRA L'INCUDINE E L'AURORA BOREALE (Seahorse Recordings/Audioglobe) Le canzoni, in italiano, spaziano dal rock con lontani sfondi psichedelici alle ballate rock, sperimentando le pi disparate sonorit. I testi sono terreni instabili, in perenne disequilibrio tra le tensioni dellessere umano e i suoi desideri di rivalsa ed emancipazione. Il disco assume i toni dellaurora boreale e come essa nasce nel freddo ma trae e sprigiona calore dai suoi colori, dalla sua essenza. (v.d.s.)

Massimo Schiavon, Dalla Svizzera concetti a colori con Ventura


Alla seconda prova, il cantautore ligure Massimo Schiavon conferma buone doti di scrittura, sapendo anche gestire il flusso di canzoni in una sorta di concept: avviene in Piccolo blu (Incipit/ Egea), dodici brani legati dal tema del colore. Ospite il grande chitarrista Armando Corsi, e un regalo finale in coda: I passi di una donna, una delle ultime canzoni di Enzo Jannacci. Un talento fresco e ironico, con disincanto, e al contempo una non temuta fragilit, quello di Carolina Bubbico, in origine one girl band, e ora alla prima uscita ufficiale dopo aver maturato anche esperienze da attrice e autrice di colonne sonore. La musica in Controvento (Workin' Label/Goodfellas) un funk jazz cantautorale aggraziato e ammiccante, occasionalmente intessuto di dream pop, non particolarmente originale, ma sempre in equilibrio. al terzo lavoro invece il pescarese Giuliano Clerico. In La diva del cinemino (Zimbalam) dieci brani, con testi spesso sorprendenti, e note in bilico fra smooth jazz, country rock e rock classico, e storicizzate esperienze cantautorali anni Settanta: senza sterile filologia. (Guido Festinese) ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO L'ISOLA DI LEGNO (Parco della Musica/Egea) Per festeggiare i dieci anni di attivit, l'orchestra nata nel quartiere multietnico per eccellenza capitolino, l'Esquilino, si regala una raccolta registrata in presa diretta all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Orchestrato con perizia da Leandro Piccioni, un concentrato di (belle) canzoni dove si respira creativit e voglia di suonare, declinata in tutte le lingue del mondo. (s.cr.) Strade gi percorse che brillano di luce propria. Solo a tratti illuminante quella dei Survival che esordiscono con un disco omonimo per Thrill Jockey. Il trio composto da navigati musicisti si muove tra sonorit heavy rock e alternative metal. Tanto volume da sfondo a un cantato corale continuo, quasi ipnotico. Che per riesce ad essere evocativo quanto l'arrangiamento musicale proposto solo in Freedom 3 e Triumph of the Good. Andr meglio la prossima. Brillano invece in maniera convincente e decisa i Ventura, con il loro Ultima Necat per Africantape. Il trio svizzero che arriva da Losanna, cammina in territori che rimembrano le Spore dei nostrani Marlene, aneliti God Machine e storie soniche. Il tutto in versione 2.1. Bravi davvero: segnaliamo Little Wolf e Intrudeer. Luminescente quasi ad essere suggestivo il quartetto inglese Wolf People che pubblica il secondo disco Fain (Jagjaguwar/Goodfellas). Centro pieno. Sprazzi di Canterbury si inframezzano tra stoner e Groundhogs. La voce di J. Sharp, esaltata da una band validissima, vola con tratti leggiadri. Tra le perle di questo disco scegliamo Hesperus e All Returns. (Gianluca Diana) ROKIA TRAOR BEAUTIFUL AFRICA (Ponderosa Music & Art) Rokia Traor afferma di usare strumenti tradizionali africani ma di scrivere canzoni moderne, e l'ascolto di Beautiful Africa (prodotto da John Parish), lo conferma. Uno stile contemporaneo e personale tra la musica maliana e il rock blues Usa. Nel disco troviamo brani rockeggianti (la title-track) e ballate lievi (Sarama), testi autobiografici, ma anche sulla crisi politica e umanitaria che sta vivendo il suo paese. Emozionante. (j.da.)

UNA VOCE PER SEMPRE


Molto probabilmente un dio benigno dei watt ha concesso a uno dei pi grandi rocker di tutti i tempi uno spicchio di immortalit terrena: la voce. Chi ascolti oggi la voce di Neil Young, pi vicino alla settima decade che alla sesta e si ricordi solo dei tempi di Harvest e altre dolci melopee californiane con l'olezzo della cannabis a condire il tutto rimarr piuttosto sconvolto: Neil Young ha esattamente la stessa voce dei suo vent'anni gloriosi. E dire che ne fatte di tutte i colori per perderla e ridurla a uno scheletro, come quella, diciamo, di un Bob Dylan. Senonch fa uno strano effetto immaginare la cadenza lievemente nasale del parlato e cantato del Nostro mentre pestellava sui tasti per scrivere Waging Heavy Peace, la sua autobiografia che da noi esce con tutt'altro, assai pi banale titolo, Il sogno di un Hippy (Feltrinelli). Lo hanno tradotto (splendidamente) Marco Grompi e Davide Sapienza, due che non si lasciano infinocchiare dalle trappole dello slang. un libro torrenziale, caotico, ostico e accessibile al contempo. Una miniera di informazioni sparse in una montagna di faccende che lasciano perplessi. Si apprender per che il nostro rocker non beve e non fuma pi erba, che ha una mania compulsiva per i trenini, le auto d'epoca americane lunghe come la noia, che epilettico ed ha avuto un aneurisma, che mentre le sue giornate le passa come un gentil signore di campagna, tra una pausa e l'altra degli incendi rock sui palchi cerca un sistema per conciliare il gelo del digitale compresso con il calore sinuoso del vecchio analogico. Nel mezzo tante belle storie di musica su un periodo irripetibile, e di cui lui tutt'altro che svaporata coda.

IL PERIODO lo stesso di Janis Joplin, che se n' andata imbottita d'alcol e di chimica cattiva nell'ottobre del 1970. All'inquieta e intemperante signora Sepolta viva nel blues, come recita l'efficace sottotitolo dedica un libro, il terzo in Italia, (Imprimatur Editore) la romana Clara Baldi, grande appassionata della vocalist texana che sembrava la versione rock di Aretha Franklin. Bel testo, Janis Joplin: asciutto, essenziale, pieno di informazioni, e con pochi errori da correggere (il Minstrel non un genere dei primi del Novecento, precedente). Una vita bruciata e bruciante, quella della Joplin, grande solitudine da esorcizzare - e gli amanti si sono chiamati, anche, Leonard Cohen, Jimi Hendrix, Jim Morrison) e troppi parassiti profittatori intorno, anche e soprattutto negli anni del sogno freak. Un'esistenza che sembra un calvario acido, riscattata da quanto nessun abisso temporale potr sporcare: la sua musica intrisa di Kozmic Blues.

ON THE ROAD
Esben & The Witch
Il trio di Brighton, dalle sonorit dark wave anni Ottanta, torna in Italia. Marina di Ravenna (Ra) SABATO
11 MAGGIO (HANA-BI)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Danko Jones
La formazione canadese si rif ai suoni dellhard rock. San Alberto di Zero Branco (Tv) SABATO 11 MAGGIO (MAXIMUM FESTIVAL)

Omar Sosa
Il pianista e compositore, di origine cubana, in tour in Italia per presentare il suo ultimo lavoro, Eggun. The Afri-Lectric Experience. Con Sosa suonano Joo Kraus (tromba), Leandro Saint-Hill (sax, flauto), Childo Thomas (basso elettrico) e Marque Gilmore (batteria). Roma LUNEDI' 13 MAGGIO (AUDITORIUM
PARCO DELLA MUSICA)

Roma SABATO 11 MAGGIO (LANIFICIO 159)

Vicenza Jazz New Conversations


Entra nel vivo la progettuale rassegna che si intitola West Coast and the Spanish Tinge. Il cartellone prevede il New Gary Burton Quartet; i Rusconi; Enrico Pieranunzi Trio; We Three; il duo Gianluca Petrella/Giovanni Guidi; Pharoah Sanders Quartet; Abraham Burton Quartet; lOrchestra del Teatro Olimpico diretta da Pedro Javier Gonzlez e con E. Pieranunzi ospite; Giuseppe Acquaviva; Jim Black & AlasNoAxis; il duo Al Di Meola/Gonzalo Rubalcaba; Istanbul Session; Mike Stern & Bill Evans Band; Ernst Reijseger; Enrico Rava Quintetto; Balanescu Quartet. Vicenza DA DOMENICA 12 A SABATO
18 MAGGIO (TEATRO OLIMPICO; JAZZ CAF TRIVELLATO; BAR BORSA)

Low
Unica data, gi sold out, per quella che forse la pi lenta delle slowcore band. Bologna SABATO 11 MAGGIO (TEATRO
ANTONIANO)

Little Annie & Baby Dee


L'incontro musicale tra le due icone del mondo dell'arte alternativa. Catania DOMENICA 12 MAGGIO (PICCOLO
TEATRO EFESTIADE)

Musica; il collettivo Franco Ferguson organizza un Improring con i colleghi di Mediterraneo Radicale al Forte Fanfulla; gli Ibrido Hot Six di Antonio Apuzzo sono ospiti di Jazz Standards curato da Gerlando Gatto alla Casa del Jazz; O-Jan (Alessandra Bossa e Ludovica Manzo) si incontrano con Michele Rabbia per lIceberg Festival. Roma MERCOLEDI' 15 E GIOVEDI' 16 MAGGIO
(VARIE SEDI)

Pordenone MARTEDI' 14 MAGGIO (TEATRO


GIUSEPPE VERDI)

Swim Deep
Una giovane band indie pop rock inglese. Con loro anche The 1975. Torino SABATO 11 MAGGIO (ASTORIA) Roma DOMENICA 12 MAGGIO (BLACKOUT)

Marky Ramone
Lex batterista dei Ramones dal vivo con il suo gruppo. Cisano Bergamasco (Bg) VENERDI'
17 MAGGIO (AREA FESTE)

Casalmaggiore (Cr) MERCOLEDI'


15 MAGGIO (TEATRO COMUNALE)

Crossroads
Per Correggio Jazz si esibiscono gli Area International Popular Group (Patrizio Fariselli, Paolo Tofani, Ares Tavolazzi, Walter Paoli); Francesco Ponticelli Quartet (Dan Kinzelman, Enrico Zanisi, F. Ponticelli, Enrico Morello) e il trio del pianista Zanisi con Joe Rehmer e Alessandro Paternesi. Correggio (Re) DA GIOVEDI' 16 A SABATO
18 MAGGIO (TEATRO ASIOLI)

Afterhours
La rock band milanese torna ad esibirsi nella dimensione dei club. Colle Val d'Elsa (Si) SABATO
11 MAGGIO (SONAR)

Pulp
Una data per la band brit pop. Vimercate (Mb) SABATO 18 MAGGIO
(ACROPOLIS)

Uriah Heep
Il ritorno di una della band storiche dellhard rock britannico anni Settanta. Trezzo d'Adda (Mi) SABATO
11 MAGGIO (LIVE) Padova DOMENICA 12 MAGGIO (GRAN TEATRO GEOX)

Sacri Cuori
Il post rock catartico del progetto di Antonio Gramentieri. Padova VENERDI' 17 MAGGIO (MACELLO)

Two Gallants
Il duo di San Francisco ripercorre la strada degli storyteller americani. Legnano (Mi) VENERDI' 17 MAGGIO
(CIRCOLONE)

Ravenna Jazz
Il festival si conclude con lesibizione del tenorsassofonista Joshua Redman (sar al Blue Note di Milano il 13) insieme ad Aaron Goldberg (piano), Reuben Rogers (contrabbasso) e Gregory Hutchinson (batteria). Ravenna DOMENICA 12 MAGGIO (TEATRO
ALIGHIERI)

Dan Deacon
L'artista statunitense propone un'elettronica sperimentale sull'orlo della follia... Milano DOMENICA 12 MAGGIO (LA SALUMERIA
DELLA MUSICA)

Teardo&Bargeld
Il musicista friulano Teho Teardo e l'artista tedesco Blixa Bargeld insieme per presentare l'album di canzoni Still Smiling. Bologna SABATO 11 MAGGIO (SENZA FILTRO)

Triennale Bflat Festival


La Triennale di Milano e lassociazione culturale Fried Bananas organizzano una rassegna in tre serate con doppi concerti. Partecipano Alberto Tafuri Trio, Monday Orchestra con Mauro Negri, Manitou Experience Trio (Furlan, Ricci, Cattaneo), la Monday Orchestra con ospite Michael Blake e Franco Ambrosetti, Antonio Fara Trio. Milano DA SABATO 11 A LUNEDI' 13 MAGGIO
(TEATRO DELLARTE)

lafur Arnalds
Un nome ormai affermato della prolifica scena musicale islandese e di quella neoclassica internazionale. Ravenna GIOVEDI' 16 MAGGIO (ALMAGIA') Roma VENERDI' 17 MAGGIO (CHIESA
METODISTA EVANGELICA) Padova SABATO 18 MAGGIO (MACELLO)

Roma Folk Festival


La prima edizione della rassegna ospita Riccardo Sinigallia, Discoverland (Roberto Angelini e Pier Cortese), Filippo Gatti, Leo Pari, Mammoth e altri.

Roma LUNEDI' 13 MAGGIO (CIRCOLO


DEGLI ARTISTI)

Roma a tutto jazz


Nella capitale interessanti concerti in luoghi variegati: il Majara Trio con Eleonora Bordonaro al Parco della

Madonna dell'Albero (Ra)


MARTEDI' 14 MAGGIO (BRONSON)

(16)

ALIAS 11 MAGGIO 2013

INTERVISTA AL GRAFICO E ARTISTA CHE HA ATTRAVERSATO IL 900

CARMI
Galleria del Deposito, inaugurazione della mostra di Miroslav Sutej, febbraio 1964 (foto Ugo Mulas); Eugenio Carmi e Kiky Vices Vinci alla Mostra Latte Litografate, 1964 (by Publifoto), Genova; La Galleria del deposito, Boccadasse (foto Ugo Mulas)
di NICOLA BERTASI

Cinquantanni fa nasceva a Genova la Galleria del Deposito: una storia legata alle avanguardie artistiche degli anni sessanta, dove si sono incrociate le diverse esperienze di pittori, fotografi, grafici ed editori uniti da una certa idea democratica della fruizione delle opere darte. La galleria vide la luce il 13 settembre del 1963 a Boccadasse, un piccolo borgo di pescatori dentro la citt con le reti da riparare accantonate vicino alle barche. Non esistevano ancora i turisti alla ricerca del buon gelato o dello scorcio pittoresco da fotografare con il cellulare; il borgo viveva del mare e con il mare. Cerano gabbiani, mamme che inseguivano bambini capricciosi, biancheria stesa alle finestre e affitti poco cari. Non sembra proprio questa la migliore posizione dove aprire una galleria darte, cos lontano dai vialoni borghesi. E invece non sarebbe potuta nascere che l, lontano dal centro. Eugenio Carmi e sua moglie Kiky Vices Vinci, insieme a un gruppo di amici riunito in cooperativa - cerano Bruno Alfieri, Kurt Blum, Flavio Costantini, Germano Facetti, Carlo Fedeli, Emanuele Luzzati, Achille Perilli - decisero di riprendere in mano un vecchio magazzino utilizzato come deposito di carbone e creare una galleria. La prima mostra inaugur il 23 settembre del 1963 con il titolo Sedici quadri blu. Vi sono esposte opere di Chagall, Capogrossi, Max Bill, Dorazio, Fontana, Sam Francis, Vasarely. Fu questa la partenza. Dal 1963 al 1968 vengono allestite 38 rassegne e chiunque fosse vicino alle avanguardie artistiche e fosse passato da Genova, sicuramente avrebbe fatto un salto a Boccadasse. Eugenio Carmi, oggi 93enne, ne parla volentieri; conserva di quegli anni un po magici il ricordo di unesperienza straordinaria. Carmi, come funzionava la galleria del Deposito? La nostra attivit era frenetica: la galleria ogni mese inaugurava una mostra personale e inoltre produceva opere multiple e serigrafie, in genere di artisti amici italiani e stranieri convinti, come noi, dellimportanza della nostra iniziativa. Tutti aderirono alla richiesta di fornire un originale senza ricevere un compenso e in

cambio noi ci impegnavamo a vendere a basso prezzo le opere multiple ricavate dal loro originale, rispettando la regola fondamentale di una cooperativa: reinvestire in nuove opere, non incassare i guadagni. Gli artisti li conoscevo quasi tutti ed stata proprio questa amicizia e vicinanza a offrirci lopportunit di averli

facilmente alla Galleria del Deposito. E il quartiere di Boccadasse come rispondeva alle vostre iniziative ? Boccadasse un vecchio borgo alla periferia di Genova e, come nei piccoli paesi, tutti si conoscono. Noi conoscevamo tutti gli abitanti. Ricordella Lanterna. Cera il boom economico e lItalsider di Gian Lupo Osti svolgeva un ruolo trainante, coinvolgendo artisti nellidea di reinvestire soldi nella cultura. Cera il porto affacciato sul Mediterraneo, la punta di quel triangolo industriale che faceva immaginare un futuro di crescita infinita, quasi come se gli anni sessanta fossero soltanto una premessa a un futuro dove tutto sarebbe andato meglio. Carmi, come sta larte oggi? Il mondo cambiato. Oggi tutto questo un ricordo, finito il tempo della speranza, arrivata la tecnologia a trasformare la nostra vita, con aspetti positivi ma anche negativi, soprattutto per il grande abbandono del nostro rapporto con la natura. Oggi i bambini escono dal grembo della madre col telefonino in mano, nascono gi invasi di tecnologia. Anche larte in crisi, ha perso lidentit che lha accompagnata nei millenni, non ci consente di riconoscere lidentit dellautore. Non so bene cosa dire, ma credo che questo rispecchi la grande crisi del mondo che non , come tutti credono economica. una crisi di valori spirituali, solo fra venti o trentanni potremo giudicare cosa sia accaduto. In particolare, la situazione politica Si terr oggi a Genova lincontro Lesperienza del Deposito nella sala della Polisportiva Vignocchi, via Aurora 2 , Genova Boccadasse, alle 16. Intervengono Germano Beringheli, Eugenio Carmi, Gillo Dorfles, Carlo Fedeli, Gianluca Martinelli, Paolo Minetti, Sandro Ricaldone italiana fra le peggiori, soprattutto perch chi ci ha governato negli ultimi ventanni non conosce la bellezza e perci non conosce lItalia. Troppi italiani non hanno ancora capito che la bellezza e la cultura rendono molto pi del petrolio. * I Multipli del deposito saranno in mostra nella sede storica del Deposito (piazza Nettuno 3R, Genova Boccadasse). Le fotografie relative alla galleria saranno esposte nella sala della Pro Loco di Boccadasse, in via Aurora 8R. Si potranno vedere da oggi fino al 19 maggio (orari venerd, sabato, domenica ore 17,00-22,00).

Boccadasse, larte tra le reti dei pescatori


do con nostalgia gli amici pescatori, in particolare Nanni. Lui la sera, prima di uscire in mare per la pesca, ruotava il dito indice umido e sentiva la direzione del vento. Se era buono, usciva con la sua barca e al mattino seguente sua moglie veniva a venderci il pesce appena pescato. Cose di altri tempi. Genova attraversava un periodo di grande effervescenza culturale. Nascevano le canzoni di De Andr, tra i vicoli del centro storico mentre teatri come lo Stabile e la Borsa di Arlecchino proponevano una programmazione di alto profilo. La Superba si distingueva anche per la sua attivit editoriale: la rivista Marcatr, poi riferimento critico della neoavanguardia italiana, stata creata proprio sotto lo sguardo vigile

BIOGRAFIA

La geniale cartellonistica e lacciaio cibernetico


Eugenio Carmi nasce a Genova il 17 febbraio 1920. Adolescente, emigra in Svizzera dopo la promulgazio ne delle leggi razziali, dove studia chimica. Rientrato a Genova dopo la guerra, si sposa con Kiky Vices Vinci. Nel 47 allievo di Casorati a Torino, poi torna a Genova. Carmi gi orientato verso una dimensione astratta, diversa da quella concreta e pragmatica della grande industria siderurgica in cui, nel 1956, chiamato da Gianlupo Osti, manager lungimirante. L, nella Cornigliano/Italsider, Carmi si rivela brillante art director e consulente di immagine. Memorabile la sua cartellonistica antinfortunistica Nel 63, con la moglie Kiky e 7 amici, fonda il Gruppo Cooperativo di Boccadasse e apre la Galleria del Deposito, coinvolgendo Max Bill, Capogrossi, Alviani, Dorazio, Baj, Csar, Restany e Gillo Dorfles. Negli anni 70 a Milano, lavora per la Rai, illustra le fiabe di Eco e si moltiplicano le sue personali e collettive fino agli anni Novanta. Sperimentantore instancabile, lavora soprattutto con acciaio e ferro e dar luogo a macchine cibernetiche interattive (influenzate da luce, calore, rumori).

La situazione politica? fra le peggiori, chi ci ha governato negli ultimi ventanni non conosce la bellezza e perci non ha nessuna idea dellItalia