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IL MAV DI ERCOLANO I FILM MAI FATTI SUL TERRORISMO I DISCHI ROVINA-CARRIERE MISSISSIPPI BLUES OSSRVATORIO CONTRO IL RAZZISMO

CONVERSAZIONE NON INTERROTTA CON ROSSANA ROSSANDA, ROBERTO SILVESTRI, MARIUCCIA CIOTTA, ORA INCALZANTE, ORA DISTESA. IMPERTINENTE, FILOSOFICA, SPALANCA TUTTE LE ZONE DOMBRA DELLA STORIA. E NON PUOI FARE A MENO DI INTERVENIRE

IL LIBRO

di SILVANA SILVESTRI

Una discussione su cento anni di cinema, di storia e politica

Le pagine di Visioni del manifesto, una lettura del tutto inedita dei film iniziata alla fine degli anni 70 restano ormai nella storia della critica cinematografica italiana, formalizzata dai tanti riconoscimenti ricevuti, polemiche e feroci discussioni, schiere di adepti e fedeli lettori. E motivo di dissensi soprattutto da parte di chi si trovava sprovvisto di elementi teorici di estetica. Oggi questo lungo percorso rivive e produce ancora vivissimi fermenti nel Film del secolo (ed. Bompiani), la conversazione tra

Rossana Rossanda, Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta che si misurano in un incontro teorico sul terreno politico culturale, sulla scansione dei decenni, dialogo generazionale, incontro tra immaginari. Mentre si assisteva alleclissi della critica sulla stampa quotidiana nazionale una lunga parabola discendente su queste pagine sono rimasti gli spazi liberi, non legati alle case di produzione per motivi padronali, n al mercato, ma derivazione diretta dallattivit indipendente dei cineclub, della direzione di festival, dellesplorazione individuale di territori

sconosciuti al pubblico per motivi di censura di mercato. Voi spuntate quando la cenura finita osserva Rossanda, ma non sospetta che proprio allora iniziava un periodo alquanto scottante e non solo in Italia e questo stato forse lelemento pi interessante di tutto il lavoro di critica sul manifesto, far emergere il sommerso, linvisibile. Abbiamo chiesto ad alcuni critici nostri collaboratori di soffermarsi a riflettere sulle pagine del libro e lo fanno nella

nostra apertura di Alias. Hanno tutti risposto subito con interesse, dimostrando che si tratta di un testo vitale capace di rimettere in moto un meccanismo di discussione, un libro che non si riesce solo a leggere a accantonare, ricco di spunti polemici. Come ad esempio il fatto che in Italia non siano stati realizzati film sul terrorismo, come dice Rossanda: Non penso a una censura dello Stato, penso che ai nostri registi non interessasse affatto e non

volessero avere rogne. Per intervenire nella discussione pubblichiamo in anteprima una parte del saggio di Luca Peretti contenuto nel libro Immagini di piombo, cinema, storia e terrorismi in Europa, in uscita da postmediabooks, dove si scoprono e si analizzano in maniera sorprendente i vari risvolti di una censura feroce che bloccarono tutti i tentativi di riflessione su unepoca che oggi appare stranamente come non rappresentata.

ALLINTERNO "GARAGE", IL SUPPLEMENTO AUTO E MOTORI

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ALIAS 11 GENNAIO 2014

LA DISCUSSIONE

IL CINEMA SE NON CAMBIA IL MONDO PU CAMBIARE LO SGUARDO

Match tra politica (di sinistra) e cultura


di GIULIA DAGNOLO VALLAN

When movies mattered, quando i film contavano qualcosa, il titolo di un bella collezione di saggi del critico americano Dave Kehr, potrebbe essere adatto anche a Il film del secolo, il libro/conversazione sul cinema tra Rossana Rossanda, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri. Non perch questo lungo, densissimo, dialogo, in cui si intrecciano la storia di unarte, quella della politica e le biografie di chi parla, rifletta (come fa Kehr) una qualche nostalgia per una golden era del cinema che non c pi; ma perch, leggendolo, si sente fortissima lidea condivisa che il cinema ricopra un ruolo vitale, attivo, determinante. Chi ama il cinema non potr non riconoscere innanzitutto latto di fede che sta a monte di questa conversazione, registrata a Parigi durante una fitta serie di incontri avvenuti tra il 2011 e il 2012. E anche in quello sta lemozione della lettura. Troppo spesso, oggi, sfogliare le rassegne stampa quotidiane, incontrare un film attraverso delle pseudointerviste

Io vengo da prima della guerra quando il fascismo vietava tutto


Roberto Silvestri nella sua postfazione, intitolata Fuori Campo, Rossanda stata complice, forse inconsapevole, ma amata. Il teatro del loro dialogo, in cui lemulsione della pellicola (il digitale non allorizzonte) si sovrappone, si scolla e si scontra con la materia della Storia (lAmerica di Roosevelt, la rivoluzione sovietica, il dibattito sulla cultura allinterno del partito comunista italiano, gli anni di piombo, Castro e Rosa Luxemburg, Antonioni e Pasolini. e appare in carne ed ossa persino Orson Welles, forse

discorso sul passato che (indirettamente) illumina la pochezza della riflessione sulla cultura (cinema in particolare) nella sinistra italiana di oggi. La sua mancanza di vivacit, di ambizioni. Voi spuntate quando la cultura mondiale , s, divisa, ma tutto accessibile. Io vengo da prima della guerra. Quando il fascismo vietava tutto e cercavo di vedere lEuropa da tutte le fessure possibili , premette Rossanda allinizio di un percorso a tre che passa dagli ambienti intellettuali del secondo dopoguerra italiano al rapporto tra avanguardie e rivoluzione nellUnione Sovietica (il capitolo Dalla Russia con amore, uno dei piu fitti e sentiti) e, occasionalmente, torna alla redazione di Via Tomacelli 146, dove quel rapporto era fonte di dibattito costante. Prevedibilmente, uno dei maggiori terreni di scontro Hollywood. Ma non si tratta di un battibeccare scontato. Rossanda (che, ammette, avrebbe volute essere Ava Gardner, non Marilyn, come avrei fatto la politica?) ha visto moltisssimo, anche del cinema americano classico e se,

spesso, preferisce gli autori europei e la letteratura ai fermenti di rivolta, alle idiosincrasie, che si nascondo tra le griglie dei film di genere prodotti dagli Studios, sempre curiosa, interessata, capace di cogliere per esempio la gigantesca verit sentimentale che calibra limmenso ridicolo dellultima scena di Morocco, quando Dietrich abbandona tutto, incluse le scarpe, per seguire Gary Cooper nelle sabbie del deserto. E Star Wars? Su quello.non saranno daccordo mai.

Foto grande: La signora di Shanghai di Orson Welles con Rita Hayworth. Pag 2: Katharine Hepburn in La falena dargento (33) di Dorothy Arzner. Pag. 3: Star Wars, Buster Keaton e Mdchen in Uniform 831) di Leontine Sagan

fatte a registi o attori famosi, nelle quali gli interpellati non possono parlare del film (perch non interessa ai capi redattori) e nemmeno di politica (perch non glielo permettono i loro uffici stampa) e quindi elencano banalit sui bambini o sulle diete. Il passo successivo una recensione (ormai sono brevissime) in cui il film viene usato per confermare uno status quo (che si tratti di un sistema di valori, del box office o della corsa allOscar), non per quanto obliquo sia il suo punto di vista sul mondo e soprattutto non per il margine di scarto, il suo potere di sovvertire la percezione della realt che lo/ci circonda. Se Rossanda stata la prima a scrivere di cinema, sulle pagine de il manifesto quando era ancora tutto politico - la recensione di Sussurri e grida, (pubblicata l8 novembre del 1973) inclusa in questo volume insieme a quella di Reds e a un bellissimo pezzo sulle dee della Hollywood classica, Stanwyck, Garbo, Dietrich .. Ciotta e Silvestri hanno inventato quelle che sarebbero diventate le pagine visioni di questo giornale, proprio in nome della vocazione intrinseca del cinema al dissenso dai poteri, dalla realt, dallordine, dalla matericit quel partito preso, quella convinzione, che ha permesso alle nostre pagine di spettacolo di essere sempre non solo diverse, ma anche pi avventurose, aperte, di quelle degli altri giornali in Italia. Di questo percorso, scrive

XX CENTURY
un po ubriaco, che urta Rossanda in una calle di Venezia) descritto nella prefazione come una scenografia ideale. T e pasticcini colorati, il Louvre quasi di fronte (come vicinissima la sala Action Christine, un tempio della cinefelia parigina che la cinefile Rosssanda frequenta regolarmente), laria e la luce che entrano da un giardino fiorito. A volte, per, leggendo, uno immagina anche un ring ovviamente nello spirito screwball di Ben Hecht e Charles MacArthur riletti da Hawks in La signora del venerd (1940). Rossanda ufficialmente lintervistata. Ma, spesso, lei a incalzare di domande i suoi due interlcutori. Si parte con un flashback verso i primi film che hanno colpito la memoria per Rossanda la cupa avventura Africana di W.S. Van Dyke, Trader Horn (1931), per Ciotta i cartoon e i documentari di Disney, mentre per Silvestri La famiglia Sullivan di Lloyd Bacon. Ma un palleggio preliminare, di riscaldamento, per affrontare un dei temi fondamentali che attraversano il libro e su cui non sempre c totale armoia di punti di vista - e cio quello del rapporto tra politica (di sinistra) e cultura. Il film del secolo per sua ammissione una conversazione ambientata prima dellinizio del terzo millennio. Eppure i punti chiave, le questioni irrisolte, gli obiettivi che solleva sviscerando i nodi di questo rapporto non potrebbero essere pi attuali. un

FUORI CAMPO

Una spettacolare moviola della memoria


di RINALDO CENSI

Qual il primo film che ti ha impressionato?. Il libro inizia cos, con una domanda bruciante, come in un gioco di societ, di quelli che andavano di moda tra la seconda met dell'Ottocento e il nuovo secolo (Fabrice Touttavoult cio Jean-Claude Lebensztejn ne ha fatto un resoconto preciso in un saggio intitolato Confessions. Marx, Engels, Proust, Mallarm, Czanne, Belin, 1988). Qual il colore preferito di Marx? E quello di Czanne? Una sorta di gioco della verit, frivolo e insieme implacabile, a volte crudele. Qualcosa che fa emergere, espone, la sfera intima, personale. Dunque: Qual il primo film che ti ha impressionato? Rossana Rossanda ricorda Trader Horn un film sui trafficanti davorio. Lavr visto nel 1934 o 1935, cerano dei morti appiccicati sugli alberi, li ho sognati di notte. C un terrore che appartiene allinfanzia, il grande buio di quel che non si sa, e nel quale potremmo cadere. Insomma, che cosa ricordiamo dei film che abbiamo visto, che ci hanno ri-guardato? Ben venga dunque questo lungo dialogo tra Rossana Rossanda, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, dal titolo cos preciso: Il film del secolo. Come se la memoria si fosse depositata non tanto su una tavoletta di cera, ma su qualcosa di infrasottile,

lo strato dell'emulsione di una striscia di pellicola, e noi potessimo muoverci avanti e indietro, grazie a una moviola: e ci fossero permessi degli arresti sull'immagine, arresti d'immagine, senza paura che la pellicola possa bruciare (come in un incubo freudiano: Padre, non vedi che brucio?). Avanti e a ritroso lungo il film del secolo, isolando dettagli, focalizzando il ricordo, oppure plasmandolo, modificandolo, alterandolo inconsciamente. Il cinema, il ruolo cruciale che ha giocato nel XX secolo, non solo legato a questioni estetiche, sociologiche, formali. Piuttosto, il cinema ha reso possibile una mutazione della memoria, legata alle condizioni di proiezione. Come se lo stesso spettatore non cessasse di ripensarla, aggiustandone la struttura, lavorando ininterrottamente attraverso una sorta di secondo montaggio (una proiezione differita del film). E il film in questo caso (la pellicola sottile e fragile) proprio quello del secolo scorso. Ci che mi domando leggendo questo magnifico scambio di vedute, riflessioni, polemiche, sorrisi mal trattenuti, amorevoli lavate di capo (Quanto a voi, mi sono arrabbiata quando avete attaccato i manifesti di Guerre stellari o Limpero colpisce ancora o Reds sulla parete davanti alla mia scrivania), appunto questo: il modo in cui la memoria vi lavora, il modo in cui gli argomenti vengono affrontati, i salti, gli spostamenti e le connessioni, il montaggio (il '900 come secolo del montaggio, diceva Ernst Bloch) sono legati a una modificazione strutturale, antropologica, resa possibile dalle condizioni di proiezione, in grado di lavorare la nostra biografia? Nell'arco di qualche decennio il cinema ha cio reso possibile una mutazione storica della specie, modificandone il pensiero, rielaborando cio l'atto stesso della memoria? il cinema insomma ad aver accentuato questa specie di correzione del processo di simbolizzazione e di pensiero? Qualcosa come un granello che

finisce per rendere labile qualsiasi archiviazione. Osservando le immagini di sale cinematografiche ormai simili a rovine (The Canyons), quelle vuote eppure spettrali, colme di elettricit (il bagliore schermico), fotografate da Hiroshi Sugimoto, e i check-in dei multiplex, viene da pensare che Il film del secolo, giunga proprio in tempo per fare i conti con questa invenzione senza futuro, questa impressionante proiezione di luce che ci stata destinata. Ed ecco come lavora. Pagina 33. Ricorda Rossanda: Mi rimasta in mente unoperaia sindacalista sulla cinquantina; mentre la accompagnavo alla fermata del tram, si interruppe per mostrarmi su Gente o Bolero lo strascico di Soraya alle nozze metri e metri di spuma ondosa. Ma perch leggi questa roba? le chiesi. Per togliermi dalla testa come vivo, mi rispose ridendo. Una decina di anni fa, nel Veneto, una giovane di una fabbrica metalmeccanica minore mi spiegava: Prima devi studiare la macchina con cui hai a che fare, perch pu essere pericolosa, ma quando la conosci devi lavorare pensando a qualsiasi altra cosa, senn diventi matta. E mi precisava: Per conoscere la macchina ci metti al massimo una settimana. Improvvisamente, non so perch, mi ritrovo a pensare a un film di John Gianvito. Stati Uniti. Un incessante ripresa di lapidi o monumenti alla memoria di anonimi lavoratori uccisi durante manifestazioni. Tombe di vecchi capi indiani. Oppure targhe in memoria di donne che si sono spese per i propri diritti. Targhe e monumenti ormai dissolti in un panorama urbano che spesso li inghiotte, rendendoli quasi invisibili tra lunghi camion che solcano le highways. Non so se il cinema abbia formato culturalmente la societ. Credo che abbia modificato il nostro modo di pensare: una donna alla catena di montaggio e un film dolente, costellato di targhe commemorative. Il film si intitola Profit Motive and the Whispering Wind. Mi piacerebbe mostrarglielo.

ALIAS 11 GENNAIO 2014


GERENZA
di ALESSANDRO CAPPABIANCA

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CONTAMINAZIONI I FATTI E LA VISIONE

INCONTRO/SCONTRO

Una inedita conversazione a tre che diventa un diario storico


di GIANLUCA PULSONI

Perch la memoria degli altri venga cos a rafforzare e a completare la nostra, bisogna anche, abbiamo detto, che i ricordi appartenenti a questi gruppi non siano senza relazione con gli avvenimenti che costituiscono il nostro passato. Questa citazione apparentemente semplice, particolarmente meditata, tratta da uno dei capolavori del grande sociologo francese Maurice Halbwachs, studioso troppo poco ricordato per il suo innovativo e proficuo lavoro sulla memoria sociale sembra poter essere spendibile come una sorta di chiave di lettura (una delle tante possibili) per comprendere e apprezzare meglio loperazione de Il film del secolo bellissimo libro-conversazione a tre fra Rossana Rossanda, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, confronto/scontro di sguardi e biografie diversi tra memorie allopera e la storia del grande schermo nel suo specchiarsi con la realt e nel prendere parte ai grandi conflitti. Ora, come anticipato, dopo la lettura, il richiamo al pensiero di Halbwachs potrebbe essere una delle diverse possibilit attraverso cui presentare il volume, e magari giustamente, si pu aggiungere nemmeno la prima che possa venire in mente. Scorrendo le pagine, leggendo lindice non si pu difatti non notare come alcuni titoli dei capitoli restituiscano gi di per s

un certo tono saggistico-teorico proprio del libro, nonostante sia appunto solo una conversazione: penso per esempio al capitolo sei, La parola e il visibile; oppure al sedici, Divinit globali; oppure allultimo, Contro Cleopatra. Allo stesso modo, altri titoli di altri capitoli rimandano senza dubbio e pi marcatamente alla storia del cinema e attraverso una certa contiguit alla storia tout court: per il primo caso, basti pensare a titoli come quelli del capitolo nove, Il gusto del sake (lo stesso di un grande film di uno dei cineasti pi importanti di sempre, Ozu Yasujiro), o del capitolo tredici, Incantati da Buster Keaton, travolti da Orson Welles; per il secondo caso invece si pu far riferimento al capitolo due, Dalla Russia con amore, oppure al dodici, Fotogrammi di piombo. E tuttavia, nonostante le molte possibili suddivisioni che si possono fare o soltanto ipotizzare (in un gioco non infinito ma certamente duraturo), qualora si volesse tentare di individuare una unit di misura riscontrabile in tutte le parti del volume, un rinvio al tema della memoria sembrerebbe giocoforza un passaggio obbligato. Allinizio dellintroduzione, Rossana Rossanda scrive: Quarantanni di lavoro a pochi metri luna dagli altri due fanno pi che unamicizia. Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri si annidarono fin dagli inizi in uno stanzino del manifesto: un bel ragazzo biondo e una brunissima dal viso bianco un poco orientale, curvi sulle prime schede darchivio del giornale, che allora non si occupava di cinema n in genere di cultura. Rossanda (fondatrice del giornale e firma storica), assieme a Silvestri e Ciotta (firme storiche), nel contesto del libro formerebbero ancora Halbwachs a dare preziose indicazioni al riguardo quello che si potrebbe chiamare come un vero e proprio quadro sociale attraverso cui la loro conversazione legittimerebbe in senso non arbitrario e non opinionistico in sostanza lipotesi di parlare della manifestazione di una certa memoria collettiva, in quanto non sinonimo di passato ma modo di

Il film del secolo: una lunga conversazione a tre (R. Rossanda, M. Ciotta, R. Silvestri) su un secolo di cinema, con particolari riferimenti alle vicissitudini politiche e culturali degli eretici del manifesto. Quanto a me, da ogni film, da ogni libro che parli di film, da ogni film che parli (o no) di libri, ormai non posso fare a meno di ricercare sfumature, precisazioni, approfondimenti, sul cinema in quanto universo dei fantasmi. Qui allora ci si pu chiedere: la storia, la politica, hanno a che fare coi fantasmi? Sono mai possibili prove di rivoluzione, senza tenerne conto in qualche modo? In che senso Il film del secolo ci parla (mi parla) di fantasmi? In molti sensi. Prima di tutto, sono i fantasmi dellinfanzia, ricordi a stento conservati del primo impatto col cinema, avvenuto da bambini, non senza inquietudini e terrori. Rossanda ricorda scene paurose di Trader Horn, film del 31 sui trafficanti davorio in Africa ( il grande buio di quel che non si sa, e nel quale potremmo cadere); Mariuccia Ciotta evoca gli spaventi infantili provocati dalle creature pi terrificanti (la strega) del pur amatissimo Walt Disney. Fantasmi come creature nascoste nellombra, dunque, in agguato nelle tenebre, nel grande buio di ci che non si conosce ancora, proprio come il piccolo Victor Erice, dopo aver visto Lartiglio scarlatto (una delle avventure filmiche di Sherlock Holmes/Basil Rathbone, in cui linfallibile detective smascherava un postino omicida), per anni ebbe paura dei postini, e non poteva sentire senza un brivido il suono del fischietto col quale, un tempo, annunciavano il loro arrivo nei piccoli paesi della Spagna. Primi terrori, primi innamoramenti. La ragazza Rossanda, che abitava a Venezia con la famiglia, sognava di incontrare Gary Cooper al Lido durante il Festival, o Robert Taylor oppure, in mancanza, Fosco Giachetti: senza mai averne loccasione. Invece pi tardi, al Cineguf di Ca Foscari, ebbe modo di farsi impressionare dai mostri dellespressionismo tedesco, in primo luogo dal Nosferatu di Murnau gi, quello stesso Nosferatu che, pi o meno negli stessi anni, inquietava Virginia Woolf, intenta a decifrare sullo schermo la presenza di misteriose macchie oscure. Fantasmi come spettri, anche, del tipo che incontra il povero vasaio di Mizoguchi, nei Racconti della luna pallida dAgosto. E fantasmi nel senso di corpi di uomini e donne,

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Quando i fantasmi dello schermo invadono la realt

attori e attrici, divi e divine, star, corpi gloriosi (Greta Garbo, Ava Gardner), che non ci sono pi, dei quali restano solo le immagini in movimento, di insostenibile bellezza, testimonianze lancinanti del lavoro della morte. Ancora: fantasmi di noi spettatori partecipi e coinvolti, che non ci limitiamo a vedere, ma entriamo nelle inquadrature col nostro secondo corpo, il nostro corpo/fantasma operazione molto pi difficile da compiere con qualunque altra pratica dellimmaginario, inclusa la letteratura, le cui ragioni Rossanda in particolare non manca mai di tener presenti. Eppure man mano che la conversazione va avanti, ci si accorge che la posta in gioco riguarda proprio linvasione, libridazione, la contaminazione della Storia (e della politica), da parte dei fantasmi del cinema, tanto invadenti, cos screanzati, da non fermarsi davanti a niente. Di fronte a questa contaminazione (le ragioni della favola, si potrebbe anche dire), Ciotta e Silvestri si trovano a loro agio, non hanno problemi Rossanda resiste, distingue, protesta, si agita, vorrebbe precisare (non mi tornano i tempi). Cosa sono, in effetti, i fantasmi del film per un politico? in grado un politico (in questo caso, un politico/donna) di accoglierli davvero nel suo universo? O deve ( suo compito)

relazione fra pi soggetti, nel tempo e nel medesimo spazio socio-culturale. In merito, sempre dalla sua introduzione, val la pena citare ancora la Rossanda, sul cinema come argomento di tale modo: Se definiamo inconscio collettivo alcune pulsioni selvagge, le passioni in senso spinoziano patite, dobbiamo riconoscere che il cinema vi gioca a fondo, impattando su di noi per il peggio e, pi raramente, per il meglio.

Nessuna comunicazione altrettanto potente sulle viscere, nessuna altrettanto suggestiva quindi anche strumento politico, direttamente o indirettamente, in modo esplicito o insinuante. Cosa che induce a riflettere su quel che definiamo spontaneo o popolare. A questo punto per, occorre precisare qualcosa in merito al senso della conversazione a tre del volume. Forse, nella storia umana, non c mai stata una sorta di arte del conversare di per s stessa, ma certamente conversare da sempre un atto di conoscenza, una filosofia e anzi almeno storicamente parlando la filosofia. Cos si pu dire che Il film del secolo si presenti ai lettori (vecchi e nuovi, senza distinzioni) come un discorso, un sapere allopera, unazione che non indugia sul come eravamo e che non indulge al rischio classico, per molti libri del genere di chiuse poetiche del ricordo. Piuttosto limpressione persistente che la trama fra le tre voci in dialogo renda la rammemorazione di un certo passato condiviso a partire da una sua accezione spaziale come un territorio dove le riflessioni condotte da ogni voce sono come ricognizioni verso zone dimenticate. Oppure ignote. Ma in fondo, quanto detto, non mette in luce nientaltro che i meccanismi di una memoria storica al lavoro, dove le scoperte proprie dellinvenzione critica sono sempre per cos dire proiezioni del futuro.

prendere atto di fatti e circostanze reali, distinguere, escludere suggestioni e metafore? Ma per questa esclusione, la politica non rischia di soffocare? La stessa avventura della Rossanda, il suo coraggio, la limpidezza delle sue posizioni politiche, e magari perfino le sue sconfitte, non sono forse state possibili anche per loscura consapevolezza (s, un ossimoro) che il reale hant, infestato dai fantasmi? Che la fame, la paura, la morte, la rivoluzione (le cose concrete), non sono mai (troppo) semplici? Che una rivoluzione senza pi immaginario, o con un immaginario scadente, ridotto a cerimonie imbalsamate, ripetizione di slogan, bandiere sventolanti in meste coreografie, gi sintomo di una rivoluzione tradita? I fatti, i fatti. I fatti non si lasciano leggere dagli analfabeti dellimmaginario. vero che nessun grande film cambia il mondo, ma pu cambiare lo sguardo, e solo se cambia lo sguardo sul mondo, ci si accorge dei simulacri, delle creazioni mitologiche, delle false sembianze, dei fantasmi mascherati, degli orribili o splendidi inganni, che si incontrano a ogni passo, e potrebbe venir voglia di provare a esorcizzarli. Questo libro, tutto sommato, somiglia appunto a un esorcismo, eseguito con fiducia o con un po di (salutare) diffidenza: a venirne fuori non tanto una storia del cinema, sia pure per lampi e scorci rapidi, quanto la storia dei rapporti (diversi) col cinema di tre speciali esploratori delluniverso dei fantasmi. Sono anche, questi tre, due donne e un uomo, il che non senza importanza, perfino per un approccio politico. Rossana chiede se le figure di dark ladies e femmine folli, nel cinema americano, siano mai sfuggite a una fine tragica, e se dunque possano essere considerate indizi duna reale emancipazione dellimmaginario femminile dagli stereotipi maschili dominanti. Chiaramente, ne dubita. Mariuccia cita le maschiette scatenate degli anni venti e in particolare It, un film/commedia con Clara Bow. Magari si sarebbe potuto tornare sullo scandaloso Ragazze in uniforme, film tedesco tutto al femminile, citato allinizio da Rossanda, ricordando che la regista Leontine Sagan aveva approntato due finali alternativi. In uno, la collegiale innamorata della sua insegnante tenta il suicidio, ma viene salvata allultimo momento, in una sorta di lieto fine; nellaltro, il suicidio ha effettivamente luogo. Bene pare che per luscita in America i distributori avessero scelto il secondo finale, a conferma del fatto che, con tutta la simpatia per la giovane protagonista, una passione cos fuori norma, di tipo chiaramente lesbico, non poteva non avere un esito tragico. Resta il fatto che lemancipazione legata ai temi del gender sia cos strettamente connessa, in questo film, a una polemica anti-prussiana e libertaria. Che sia proprio Ragazze in uniforme da considerare, sotto questo aspetto, il film del secolo?

Nella foto in copertina Rossana Rossanda, la stessa immagine utilizzata per la copertina del libro Il film del secolo, ed. Bombiani

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ALIAS 11 GENNAIO 2014

AI LIMITI DEL POTERE DI HOLLYWOOD

LA CRITICA CULTURA POPOLARE

Oltre la gabbia dellideologia dominante


di BENEDETTO VECCHI

Il dialogo tra Mariuccia Ciotta, Rossana Rossanda e Roberto Silvestri una piccola miniera di analisi, riflessioni sull'estetica cinematografica, ma anche, e soprattuto, una controstoria dell'Italia repubblicana a partire dalle immagini che nel Novecento sono passate sul grande schermo. Certo, alimenta un riflesso da classifica, cercando di confrontare la propria classifica dei film pi amati con quelle dei partecipanti a questa incalzante vivisezione sul modo di produzione cinematografico, dove il linguaggio e l'estetica sono parte integrante della merce film. Cos scopri che alcune suggestioni e griglie di lettura della cinematografia degli ultimi quarant'anni ha portato a valorizzare, anzi amare pellicole come quelle del ciclo di Guerre stellari, la prime tre puntate della saga di Alien, le due di Terminator, Blade Runner e, per citare un film che occupa alcune pagine di questo libro, Avatar di James Cameron. D'altronde, stilare classifiche sui film pi amati un ricorrente gioco di societ, che fa emergere tessere di quel mosaico spesso indecifrabile che sono le soggettivit. I tre autori di questo volume due intervistatori (Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri) e un'intervistata (Rossana Rossanda), che si trasforma con leggerezza e efficacia spesso in intervistatrice, incalzando i suoi interlocutori non conducono tuttavia un gioco di societ. Discutono di una materia incandescente per il pensiero critico: il ruolo della cultura popolare, i suoi legami con quella dominante. Rossana Rossanda non nasconde la sua convinzione che spesso il cinema un'arma di propaganda delle classi dominanti e che il grande schermo, al pari della televisione, ma in forme diverse, contribuisca a definire l'ideologia dominante. Ciotta e Silvestri non negano tale possibilit, ma sostengono con convinzione che la cultura popolare pu essere, anzi spesso stata una forma di resistenza al potere costituito che ha avuto riflessi sul grande schermo. E fin qui una discussione che chi scrive ha visto dipanarsi per anni nelle stanze di questo giornale, vedendo Rossanda, Ciotta e Silvestri impegnati, assieme a molti altri componenti del collettivo, in un serrato dialogo che si sempre trasformato in felici momenti politico-giornalistici (un sentimento persistente nella lettura del volume: che tale discussione non avvenga pi nel giornale). C' per un passaggio molto importante in questo libro, che ne costituisce una possibile chiave di lettura. Riguarda la fine dell'egemonia del cinema americano (con la conseguente emersione di altre cinematografie) e l'ingresso di una nuova generazioni di cineasti che sconvolge gli equilibri di potere a Hollywood. Sulla fine dell'egemonia americana sul grande schermo c' poco da dire. Da anni India, Hong Kong,

Corea del Sud sono poli importanti nella produzione cinematografica. Lo stesso, anche se in scala minore, si pu dire del cinema prodotto in Africa. Una crescita di importanza che ha costretto le major americane a importare registi, attori e sceneggiatori da fuori. Una circolazione di cervelli che non costituisce certo una novit per Hollywwod, che ha spesso usato tale immissione di materia grigia per innovare prodotti e processi produttivi. Quel che invece non era contemplato dalle major la diminuita capacit del cinema americano di produrre film che abbiano la capacit di diventare prodotti globali. Una capacit, invece, che Roberto Silvestri vede incarnata da una nuova generazione di cineasti che sono diventati nel corso del tempo figure centrali dello star system cinematografico. George Lucas, Steven Spielberg, James Cameron, Steven Soderbergh, Francis Ford Coppola e tanti altri si formano nel clima ribelle degli anni anni Sessanta statunitensi. Il loro sguardo verso gli Stati Uniti fortemente influenzato da quello spirito del tempo. Un'attitudine non conformista che si riflette nei loro film, sia nelle scelta dei temi che dei generi cinematografici. Sono cio cineasti che attingono a piene mani nell'immaginario collettivo e lo rimodellano in forma cinematografica. In questo, usano le sottoculture e le controculture come materiale da plasmare per produrre merci che abbiano, queste s, una diffusione globale. Favoriscono, negli anni, una ambivalente provincializzazione degli Stati Uniti. L'american way of life si tinge di altri colori e annette stelle altre alla bandiera a stelle e strisce dell'immaginario hollywoodiano. Sta in questo movimento il loro difficile, se non conflittuale rapporto con le major, in crisi di creativit e di bilancio. E se tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del Novecento il giro di valzer di fallimenti e fusioni vede presenti i giapponesi, al punto che sono molti gli analisti che considerano un inevitabile destino l'acquisizione di molte major da parte delle imprese made in Japan, sono un ventennio che prepara una vera e propria rivoluzione del modo di produzione holliwoodiano. Decentramento produttivo, cacciatori di tendenze, impresa a rete: espressioni che

indicano proprio tale rivoluzione manageriale che vede la nuova leva di cineasti i veri protagonisti. Lucas d vita a una societ produttrice che si specializza in effetti speciali, utilizzando massicciamente le tecnologie digitali, diventando fornitrice di servizi a tutta hollywood e all'industria dei videogiochi; Spielberg fonda una sua societ e fa lucrosi affari anche con Steve Jobs con Pixar; Cameron diventa un produttore cinematografico che sforna software brevettato e che diventa una macchina di profitti. Inutile dire della convergenza con l'industria dei videogiochi prima e con la rete poi. Nel libro pochi sono i riferimenti a Peter Jackson, regista che meriterebbe un discorso a parte, per la sua capacit di spostare il centro di produzione fuori dagli Stati Uniti e, al tempo stesso, di essere uno dei pilastri della nuova capacit produttiva globale di Hollywood. Su un altro versante importante anche Quentin Tarantino, che pesca nelle sottoculture dei migranti messicani o nell'immaginario made in Japan per sformare film globali. Quella dei nuovi cineasti una indubbia capacit di occupare un vuoto di potere, riempiendolo di idee, progetti, assetti produttivi. Lo fanno attingendo a una bacino di idee, modi d'essere, stili di vita,

sottoculture, frullandole e ricomponendo il tutto al fine di mettere prima su celluloide poi su dispositivi digitali un immaginario che sia compatibile con gli assetti di potere del capitale. Certo, ci sono anche alcuni aspetti che sfuggono al controllo, ma sta in questo controllo a intensit variabile uno

degli indici della potenza culturale che riescono ad esprimere. La provincializzazione degli Stati Uniti cos compiuta. L'esito un settore produttivo, quello cinematografico americano, che globale: nella diffusione, nell'uso spregiudicato di materia grigia non americana e nella

capacit di far convergere il grande schermo con il piccolo schermo delle consolle dei videogiochi e della Rete. Certo, questa materia del nuovo millennio. Per il film del Novecento, il rinvio alle pagine di questo godibile libro firmato da Mariuccia Ciotta, Rossana Rossanda e Roberto Silvestri.

FERMO IMMAGINE

Tra finzione e realt, al cinema con un libro che insegna a pensare


di ELFI REITER

Opera aperta e non conciliante come un film mai finito, dove il flashback diventa il presente
da adottare nelle scuole per imparare a comparare le storie narrate nei film e la storia narrata e non narrata - sulle pagine dei libri di testo, per imparare a creare connessioni tra finzione e realt, tra eventi storici e la loro riflessione, elaborazione o previsione nelle arti, la filosofia e levoluzione tecnologica. Un libro che insegna ci che generalmente non si insegna: pensare. Prendo a caso Ultimo tango di Bertolucci: non amato da Rossanda perch visto alcuni anni dopo, quando ormai la ferocia della censura aveva gi colpito quello che fu il film da bruciare perch irrompeva in una societ bigotta in fase di pseudo-apertura morale, mentre per Ciotta, visto nel 75, anno della sua breve uscita nelle sale italiane, fu uno shock rivelatore riguardo lidea sessantottina di tutto impegno politico e niente sentimenti, e per Silvestri aveva tentato di raffigurare simbolicamente le diverse culture, europea e americana, nonch di fondere godardianamente cinema dautore e cinema da eroe americano. Se Bertolucci anni dopo aveva fatto da testimonial in una campagna abbonamenti, si scopre da Rossanda che Simone Signoret e Yves Montand, entrambi vicini al Pcf fino allinvasione di Praga, nel 1969 avevano contribuito con ben quattro milioni di lire per iniziare lavventura giornalistica del manifesto. Pi avanti racconta le assemblee durante il maggio parigino, dove non si dava la parola agli artisti arrivati, cio borghesi, e Sartre rinunci a intervenire, mentre tanti altri vennero incoraggiati nel nome di un tutti a esprimere la propria opinione, ai sensi di una comunit che - secondo Rossanda - nel cinema europeo non fu mai raggiunta. Per tantissimi anni Rossanda,
Ciotta e Silvestri hanno condiviso la stessa redazione, lo stesso giornale, su pagine diverse, e ho sentito spesso dire che il cinema era considerato non adatto a parlare di politica: questo libro chiarisce non pochi malintesi, individuali e generali, cinematograficamente e politicamente parlando.

E la materia del nuovo millennio sar la capacit di far convergere il grande schermo con quello piccolo dei videogiochi e della Rete

Entrando nella biblioteca civica di Merano mi ha sorriso il volto di Rossana Rossanda in copertina del libro-intervista con Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri. Erano i primi di dicembre, era appena uscito, e gi esposto bene in vista sugli scaffali nella hall di entrata con i volumi pi importanti da segnalare. Fu immediata la mia decisione: lo prendo in prestito, subito. Per divorarlo, in una piacevole quasi ininterrotta lettura. Il libro un dialogo tra la giornalista politica - per cui la politica non tutto, come lei stessa sottolinea pi volte - e i due critici cinematografici, per i quali il cinema politico nel senso di arte di cambiare il mondo ossia immaginario collettivo. Suddiviso in 18 capitoli, dalle dissolvenze incrociate al cinema che fa scuola, passando per avanguardie, fotogrammi di piombo, Buster Keaton, divinit globali, miti giapponesi e omologazione del mercato, seguono tre articoli scritti dalla stessa Rossanda sul manifesto, qui raccolti sotto la voce Al cinema con Rossana (il primo dedicato a Sussurri e grida di Bergman che fu anche la prima recensione in assoluto apparsa nel 1973 sul foglio allora tutto politico, e che si apre con una interessante carrellata sulle ipotetiche percezioni da parte della critica - dicasi comunista - nei diversi periodi dal secondo dopoguerra in poi, prima di cantarne luso emotivo, violento, delle sontuose immagini per scoprire per contrasto linsopportabilit delle situazioni limite e limpatto con lirrazionalit della malattia e della morte, aspetti che il movimento operaio rivoluzionario aveva messo tra parentesi; il secondo dell82 parla di Reds di Warren Beatty, a proposito del quale si discute animatamente sulle pagine precedenti e il terzo del 90 alle femmes fatales che si vogliono immortali sullo schermo, tema a cui

dedicato anche un intero capitolo), e infine due brevi postfazioni firmate da Ciotta e Silvestri per arrivare a 345 pagine totali. Sotto quali altri titoli, se non rispettivamente Fermo immagine e Fuori campo, i due potevano raccontare il divenire di questo viaggio lungo i cento anni del lungometraggio sotto forma di opera aperta e non conciliante come un film mai finito, dove il flashback diventa il presente e aiuta a ricomporre fili spezzati, anche personali, dei militanti dellimpossibile (Ciotta)? Questo dialogo a tre mi risucchia dentro lintrigante analisi dove il cinema riflette la storia e la storia il cinema, facendo riferimenti reciproci per reindagare certi passaggi storico-politici, singoli eventi, date (im)memorabili, ma anche movimenti culturali e/o personaggi, come ad esempio Pasolini e Fellini, per rimanere nellambito italiano, o la posizione di Eisenstein durante il regime di Stalin, o ancora la Cina di Mao, Cuba e Hollywood. Il punto di vista di Rossanda non sempre coincide con i due critici che per oltre trentanni hanno scritto indisciplinatamente di cinema e politica culturale sulle pagine del giornale e del supplemento Alias, anzi, il suo sorge da un occhio critico-politico di attenta testimone attiva del suo tempo, qual era ed tuttora. Del nostro tempo. Il suo vissuto. Mentre Ciotta e Silvestri snocciolano titoli di film che hanno avuto ognuno un proprio ruolo specifico, si parla di unarte composta dal e nel tempo, che informa e mette in forma, riflettendoli, passato e presente (ormai passato) e crea nuove visioni e interpretazioni ogni volta che vede la luce di un proiettore. Un libro

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ARCHEOLOGIA

ERCOLANO
ANIMAL HOUSE
RACCONTI ANIMALI (1) Il coniglio selvatico Non mi ricordo nemmeno come ci sono finito, su questa strada della Sardegna. Non riesco a correre, tutto qui. Le gambe sono lunghe, ma la forza dov? Ombre scendono dallautomobile che s fermata, si avvicinano, si piegano, ondeggiano. malato dicono. E sono gi condannato. Mi stuzzicano con una verghetta, mi spingono sul ciglio. Poi di notte sognano. Mi sono vestito da Bianconiglio e ridono. Ma nudo sono un coniglio selvatico. Zoppico dire niente. Il pelo stoppaccioso. Sono condannato. Lultimo desiderio? Un paio di gambe nuove?

A pag. 4: in alto Antonin Artaud in La passion de Jeanne dArc di Dreyer, in basso Greta Garbo con Melvyn Douglas in Ninotchka. A pag. 5 immagini dal Museo Archeologico di Ercolano

Un giro virtuale al MAV nelle realt di Pompei, Ercolano, Baia, Stabia e Capri prima della storica eruzione del Vesuvio

Vivi la diretta del 79 d.c.


di ALBERTO CASTELLANO
ERCOLANO

IL MUSEO
A pochi passi dagli scavi archeologici dellantica Herculaneum sorge il MAV, un centro di cultura e di tecnologia applicata ai Beni Culturali e alla comunicazione, tra i pi allavanguardia in Italia. Nel 2003, il Comune di Ercolano e la Provincia di Napoli hanno sottoscritto un protocollo dintesa per la riqualificazione dell'ex edificio scolastico Iaccarino di Ercolano, destinandolo a sede del Museo Archeologico Virtuale, composto da scenografie e istallazioni in realt virtuale e hanno costituito la Fondazione C.i.v.e.s, alla quale poi ha aderito anche la Regione Campania, per la gestione del Museo, inaugurato l8 luglio 2008 e diretto da Ciro Cacciola. Con la consulenza di ingegneri e archeologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il MAV ha prodotto un film in i3D/multiD di 15' che riproduce lo straordinario evento dell'eruzione su uno schermo di 26 metri di lunghezza grazie a un sistema di proiezione 3D immersivo fino a 240 gradi e la tecnologia 3D stereoscopica.

La cornacchia sorda

che sono sorda, dalla nascita. Ho aperto gli occhi e non ho sentito quello che si dicevano gli altri, sorridendo con la bocca e le orecchie. Non sento gli altri, ma io mi sento: so quello che dico a me: penso. Cosa gli altri pensino di me non lo so, lo sospetto: a chi manca qualcosa dessenziale cresce sempre dentro questansia sospesa che fa male sotto lo sterno. Sono i bambini che mi fanno soffrire, gli altri nemmeno mi guardano, i cacciatori nemmeno mi sparano. Quando mi capitano vicino, i bambini, guardandomi camminano dondolando, come fossero zoppi. Ma io non sono zoppa, che ho la testa grossa e le zampe piccole. E se poi non volo via e li osservo di profilo, ecco che uno o due di loro aprono e chiudono aritmicamente la boccuccia, come imitando un pesce fuor dacqua o irridendo un balbuziente. Io non so se balbetto, dal momento che sono sorda, come dicevo, per di sicuro, come i sordi, ripeto a voce alta quello che penso. Temo che non sia piacevole.

Il MAV (Museo Archeologico Virtuale) un progetto/esperimento/struttura/es perienza molto particolare, forse unico a livello mondiale. Non solo e non tanto per la reinvenzione virtuale dell'archeologia che pure si imposta per la suggestiva applicazione delle pi moderne tecnologie e la seducente creativit delle soluzioni espositive e per la nuova modalit di fruizione culturale del patrimonio archeologico, quanto per la (post)moderna collocazione del Museo non lontano dagli scavi di Ercolano, la significante contiguit con le reali rovine ercolanesi e pompeiane, l'interessante integrazione per il turista/viaggiatore dal punto di vista della conoscenza/percezione della Storia. La visita sui generis del Museo si configura come un viaggio multisensoriale per conoscere e scoprire nel dettaglio le realt storiche di Ercolano e Pompei prima dell'eruzione vesuviana del 79 d.c., la struttura che nasce nel cuore di Ercolano trasporta il visitatore in un contesto virtuale ricostruito fedelmente. Si viene risucchiati in un tourbillon di intelligenze connettive che smaterializzano corpi, scoprono nomi e volti degli antichi Ercolanesi, mostrano gioielli in forma olografica, restituiscono i frammenti e i pensieri di filosofi e poeti, amplificano voci e grida del mercato, di soluzioni interattive, con una settantina di installazioni multimediali che anche attraverso ricostruzioni animate restituiscono vita e splendore alle principali aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Baia, Stabia e Capri, per concludersi nella sala di proiezione creata nella grande galleria per la visione in 3D della ricostruzione virtuale dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.c. Con tanto di occhialini il visitatore prima di lasciare il Museo, nell'ultimo tratto del percorso fa un tuffo tridimensionale nel passato e nella Storia rivivendo fisicamente

l'evento straordinario che ha cambiato la storia e il volto di Ercolano e Pompei tra fiumi di lava e una pioggia di lapilli incandescenti che sembrano irrompere sullo spettatore con i prodigi di un'installazione dotata di una piattaforma vibrante che simula i terremoti che si verificarono contemporaneamente alleruzione. Insomma un'affascinante full immersion sinestetica che proietta il visitatore in un'insolita dimensione spazio-temporale che per al tempo stesso paradossalmente solleva qualche perplessit di tipo estetico-teorico, suggerisce qualche interrogativo sulla integrazione della visione/percezione, stimola qualche riflessione circa l'insostituibilit del flusso invisibile delle immagini che si tramandano dal passato. Intanto c' da dire che le sempre pi sofisticate e onnipotenti tecnologie digitali dalle quali siamo accerchiati ormai ci costringono quotidianamente a una percezione multisensoriale nella quale spazio reale e spazio virtuale si confondono espandendo e amplificando gli stessi stimoli emozionali. E allora ci si pu chiedere se e fino a che punto il museo virtuale rispetto agli scavi reali di Ercolano complementare o sostitutivo, o meglio se e cosa spinge il turista/viaggiatore/visitatore ad immergersi in visioni

supplementari. Non scontato che chi vede i ruderi originali sia stimolato a ripercorrerli nella dimensione digitale e viceversa chi resta abbagliato dal trip visivo del MAV abbia poi voglia di perlustrare i resti archeologici ercolanesi e pompeiani. Anzi viene il dubbio che pu scattare qualcosa di inspiegabile e indescrivibile sul piano emotivo/sensoriale, nel senso che qualcuno magari non vuole rovinare la condizione mentale e lo stato d'animo creati da una delle due visite con un'altra. Sono sensazioni epidermiche, intuizioni suggestive, che per trovano un conforto teorico nelle interessanti analisi e illuminanti riflessioni di studiosi di ieri e di oggi, storici dell'arte che sconfinano nella filosofia, nell'antropologia, nella storia delle religioni come il tedesco Aby Warburg, il francese Georges Didi-Huberman, gli americani Alexander Nagel e Christopher Wood che hanno tutti a che fare in qualche modo con la cosiddetta scuola iconologica. I concetti fondamentali intorno ai quali ruotano le sofisticate riletture della storia dell'arte tradizionale sono la temporalit plurale dell'opera d'arte e il medioevo moderno. In sostanza Warburg, nel tentare di spiegare la peculiare portata della Grecia e della Roma antica sull'immaginazione europea, ha parlato di vita postuma o sopravvivenza dell'antico. Per lui

un dipinto o una rappresentazione di corte costituivano un denso archivio di energie culturali, che rendeva concrete e trasmetteva esperienze traumatiche e primordiali. Credeva che certi stimoli arcaici s'imprimessero direttamente nella materia e nel gesto, dando alla raffigurazione il potere d'interrompere un tempo presente, storico. Per Didi-Huberman, che riprende la lezione di Warburg, oggi lo storico dell'arte pu interrogare le

immagini disancorandole dal tempo assoluto della loro nascita. Le immagini che ci giungono dalla tradizione artistica scrive lo studioso francese diventano leggibili proprio grazie allo scontro con un presente che le apre e mostra al loro interno sopravvivenze, fossili di stati precedenti, presenze che contraddicono l'idea della storia come filo che si srotola e la configurano piuttosto come assemblaggio di tempi e modelli visivi eterogenei. Per Nagel e Wood infine, autori di un fondamentale saggio che prende in esame l'arte del XV e XVI secolo, Nessun dispositivo genera pi efficacemente l'effetto di un raddoppio o di una flessione del tempo quanto l'opera d'arte, uno strano tipo di evento la cui relazione con il tempo plurale. L'opera d'arte viene realizzata o progettata in un certo momento da un individuo, ma si allontana anche da quel momento, puntando forse a una remota origine ancestrale o a un'origine fuori dal tempo, divina. Al tempo stesso si rivolge a tutti i suoi futuri destinatari che la attiveranno e riattiveranno come evento dotato di senso. L'opera d'arte un messaggio in cui mittente e destinatario sono in continuo movimento. Tutto ci naturalmente pu essere riferito al patrimonio figurativo e non solo di Ercolano e Pompei, alla sua potenzialit visiva, alla temporalit delle immagini che va oltre il contesto storico-culturale nel quale sono nate. Ma il MAV arrivato per attivare un confronto non richiesto, per prolungare quelle riflessioni in un'altra dimensione, per sperimentare il modello digitale/virtuale nell'eterno dialogo tra antico e (post)moderno.

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SPORT
LA TRAGEDIA DEGLI ULTIMI
Resitere! Mi sono arrivati , anche questanno e non la prima volta, auguri di capodanno con questo incitamento. Ho risposto: resistere certo! Anche scrivere questa rubrica una forma di resistenza, almeno del cervello, ad autocostringersi a non ritirarsi in letargo in attesa di tempi migliori. Ma quanti sono? Chi sono? E cosa fanno, quelli che davvero resistono? Penso al caso dei teatri e della cultura in generale, al tragico labirinto delle sovvenzioni e dei bandi statali e comunali, ai giorni di border, e ai premi qualit, e alle partite Iva e la disoccupazione che fino allo scorso anno non spettava ad attori o artisti secondo una vecchia legge fascista (lhanno cambiata) che dice che chi possiede unarte non va considerato un lavoratore normale cio dipendente-esecutore (non ideatore-autore) e se non si dipende-esegue va da s che non si nel mondo del lavoro, ma in quello etereo dellarte che di se stessa si pu nutrire e nulla ha a pretendere dal prosaico mondo materiale, cos devono aver pensato i legislatori della complicata materia, e se larte e la cultura in generale si trovano a morire letteralmente di fame cosa importa? Non forse didee e dastrazioni che si debbono nutrire? Eppur si muove! Quasi clandestinamente c chi resiste, c chi fa, c chi ancora tenta di andare in scena, spettacoli di cui si viene a sapere per misteriosi passaparola e che se si riescono a vedere sembra di far parte di una societ segreta o di un gruppo di congiurati. Cos, casualmente, il giorno dellultima rappresentazione, ho visto Rimetti a noi i nostri debiti di Mario Prosperi, regista e attore nella parte di Anastasio, per anni ha gestito il teatro Politecnico, e dopo estenuanti burocratiche vicissitudini per farlo riconoscere come tale e impedire che subisse un cambio di destinazione duso, s visto dar lo sfratto dai proprietari inviperiti che dal 2008 lo tengono chiuso aspettandone il crollo e la distruzione quindi il permesso di ricostruire, magari, un supermercato; che con Rossella Or, diva dellavanguardia, cominci col teatro immagine di Perlini in Pirandello chi? collabor con Leo de Berardinis, Simone Carella, Simon Forti, Joan Jonas, Antonello Neri, Alvin Curran, Victor Cavallo, Alberto Grifi, molte le performance da lei stessa ideate, protagonista di Estate romana di Matteo Garrone, negli ultimi anni si concentrata sul lavoro sulla voce spesso negli spettacoli di Prosperi, e Paola Pace nel ruolo della zingara brava ed energica quasi agli antipodi fisico-caratteriali di Rossella, Roberto Zorzut nella parte del poliziotto e la giovane musicista Iris Walther raccontano questa tragedia degli ultimi: coloro che perdono lavoro, casa e famiglia e che oberati dai debiti scelgono di divenire invisibili, cambiando identit, confondendosi tra i nomadi, scegliendo il nomadismo come unica condizione di vita possibile un doppio sogno di disfatta sociale, scambi didentit e ruoli, riflessioni, pensieri, sguardi sullumanit. Un altro resistente Giancarlo Cauteruccio con Panza Crianza Ricordanza tre poemetti che affrontano le tematiche della solitudine e marginalit delluomo contemporaneo, filtrate attraverso la sua condizione fisica di obeso, in qualche modo, diverso sar ancora per oggi (h. 21) e domani (h.17) aI teatro Argot; e sempre a Roma, al Teatro Ambra alla Garbatella, il 14 alle 21 Rosalia Porcaro in Una donna sola di Franca Rame e Dario Fo regia di E.M. Lamanna
di PASQUALE COCCIA

IINTERVISTA DIRETTORE DELLOSSERVATORIO SUL RAZZISMO NEL CALCIO

Negli ultimi mesi del 2013 numerose curve squadre di serie A sono state chiuse, per luso da parte degli ultr di frasi razziste o discriminanti sul piano territoriale rivolti a tifosi o giocatori di una determinata area geografica. A campionato appena ripreso, abbiamo chiesto a Mauro Valeri, che dirige lOsservatorio sul razzismo e lantirazzismo nel calcio (Orac), se queste misure hanno sortito qualche effetto, se c spazio per una cultura antirazzista negli stadi o la partita persa, e che cosa succede negli stadi europei dove giocano squadre di grande prestigio. Mauro Valeri, che insegna Sociologia delle relazioni etniche allUniversit La Sapienza di Roma, ha pubblicato Black italians. Atleti neri in maglia azzurra (Edup, 2005), Che razza di tifo. Dieci anni di razzismo nel calcio italiano (Donzelli 2010), Stare ai giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni (Odradek 2012). Perch negli stadi italiani si arrivati a questo livello di intolleranza? Il grande errore della sinistra stato di sottovalutare il terreno dello sport, lo ha sempre inteso come oppio dei popoli una componente che c ed condivisibile, ma sotto laspetto dei messaggi antirazzisti lo sport e il calcio in particolare sono stati sottovalutati, hanno rappresentato un terreno di investimento politico dei nazi-ultr e dei boss delle curve, ai quali stato lasciato campo libero, perci hanno stabilito loro il terreno di confine del razzismo, manipolando i termini e attenuando i significati. A Roma, nel quartiere San Lorenzo, c un club di tifosi della Lazio costituito da aderenti a Forza Nuova, che espone alle finestre bandiere con evidenti simboli fascisti, ma nessuno si scandalizza. La sinistra non ha mai stabilito una linea di demarcazione su questo terreno,

Curve pericolose. Se la discriminazione diventa oggettiva


non ha mai tentato di individuare quali termini negli stadi sono espressione di razzismo. rimasta prigioniera dei vecchi schemi, secondo cui lazione e le parole razziste sono da considerarsi tali solo se espresse da gruppi di tifosi fascisti, ma nel corso del tempo sono state fatte proprie anche da tifoserie di sinistra. In tutta Europa, invece, la discriminazione avviene sul fatto, chiunque sia il protagonista, viene valutata lazione non se il gruppo di tifosi o il singolo di destra o di sinistra, esiste la responsabilit soggettiva. Che cosa ha prodotto questo vuoto? Lassenza della sinistra sullidentificazione delle parole e dei gesti razzisti ha lasciato libert alla destra, che ha spostato pi in l il discrimine dei termini, sono passate tesi, fatte proprie dalla gran parte della stampa sportiva, secondo cui i buu o i versi della scimmia rivolti ai giocatori di colore rientravano nel diritto di libert di pensiero dei tifosi o al massimo venivano considerati espressione di maleducazione, mai di razzismo. Non si definito con chiarezza quali espressioni o parole rientravano negli sfott tra i tifosi e quali erano espressioni di evidente razzismo. La sinistra deve avere pi coraggio e proporre un codice di identificazione antirazzista, in questi anni le parole razziste e i gesti sono stati deumanizzati ed stato permesso di tutto. Recentemente ho incontrato un gruppo di ragazzi che frequentano la curva della Lazio, abbiamo parlato di razzismo e di quello che pu essere offensivo per i calciatori di colore, mi hanno detto che i buu allo stadio non li faranno pi, ma semplicemente perch la societ rischia la chiusura della curva o unammenda salata. Negli altri paesi europei vivono gli stessi problemi? Allestero sono direttamente le squadre di calcio a farsi promotrici di campagne antirazziste. Giocatori e tifosi del Liverpool insieme si sono incontrati e hanno individuato ci che pu essere razzista e va denunciato. Il Borussia Dortmund ha recentemente identificato ed espulso un tifoso che pronunciava frasi omofobe contro i calciatori avversari, a segnalarlo agli steward stato il suo vicino di posto. Il West Ham, che notoriamente ha una tifoseria antisemita, ha individuato sei tifosi abbonati che durante una partita avevano pronunciato frasi razziste nei confronti dei giocatori avversari, identificati dagli steward sono stati espulsi dai loro club e le loro tessere sono state tracciate, non potranno pi mettere piede allo stadio. In quegli stessi giorni anche alcuni ultr della Lazio venivano accusati di frasi razziste, ma il presidente Lotito disse che si trattava semplicemente di ragazzi maleducati. Perch le squadre italiane non seguono il modello europeo? In Italia la chiusura delle curve non ha sortito risultati, tutto molto aleatorio, le societ non si impegnano in prima persona con gli allenatori e i giocatori schierati in un una campagna antirazzista, come avviene allestero dal Manchester United al Liverpool fino al Barcellona. Negli stadi italiani, pur essendoci il biglietto numerato, non sempre possibile identificare il tifoso, perch spesso su quella sedia c unaltra persona arrivata prima, il titolare del posto si sistema l vicino per non fare questioni. La tendenza delle istituzioni calcistiche quella di sminuire laccaduto, sminuire la discriminazione territoriale, che alla base della decisione dei giudici sportivi di chiudere le curve, significa sminuire la discriminazione razziale. La chiusura delle curve avrebbe dovuto frantumare le tifoserie, invece le ha rese pi compatte, ha accentuato il campanilismo e questo porta a un aumento del business, dallabbonamento allo

stadio a quello alla tv della squadra di calcio. Mio figlio un tifoso della Roma e va allo stadio, quando parliamo mi dice che assolutamente necessario che la squadra abbia lo stadio di propriet, ma che gli importa se la Roma ha lo stadio di propriet o no, non un suo problema, eppure passano messaggi di questo genere che tendono a compattare i tifosi e ad alimentare il business. La chiusura delle curve in Italia deve avvenire per responsabilit soggettiva, ma le societ non vogliono, perch non vogliono individuare i tifosi responsabili, in Inghilterra non chiudono mai le curve, il club non ritenuto responsabile. La Juve ha mandato i bambini in curva al posto degli ultr. Quella di mandare i bambini nelle curve, interdette ai tifosi colpevoli di discriminazione territoriale, come ha fatto la Juventus, rappresenta una trovata che non risolve il problema. Lo stadio viene vissuto come il luogo dove sfogarsi, quei bambini riflettono la cultura sportiva dei loro genitori, se allo stadio sentono gli adulti dire arbitro di merda o negro di merda anche i bambini utilizzeranno quel linguaggio, come avvenuto allo Juventus Stadium. I media possono svolgere un ruolo importante per una cultura sportiva dei tifosi? In Italia manca uno spazio culturale nello sport e in particolare nel calcio, dove fare unapprofondita riflessione antirazzista. A Sky, che detiene i diritti televisivi del campionato di calcio italiano e dei principali eventi calcistici come i mondiali, i telecronisti che un tempo facevano il commento della partita con tono distaccato, sono stati sostituiti dai commentatori tifosi, che durante la telecronaca fanno un tifo acceso e di parte. Tutto questo deleterio. Dalla discriminazione razziale a quella dei gay in Russia. Che succeder alle prossime olimpiadi invernali di Sochi? Allestero numerosi atleti hanno preso posizione sulla mancanza dei diritti dei gay in Russia con dichiarazioni esplicite, in Italia nessuno si espresso, n gli atleti che parteciperanno a Sochi n i dirigenti delle federazioni sportive. C il silenzio assoluto, il problema non esiste. Che succeder se un atleta a seguito di una medaglia doro abbraccer o bacer il suo compagno di vita? Potr farlo o rischia la galera, secondo la legge sui gay approvata dalla Duma? Ai mondiali di atletica tenutisi a Mosca ad agosto, una donna che gareggiava si era dipinta le unghie color arcobaleno, su sollecito delle autorit russe i dirigenti della federazione internazionale sono intervenuti e le hanno detto che non poteva, lei ha tinto le unghie di rosso, dietro quel gesto non vi era alcun significato politico.

Mauro Valeri parla delle misure intraprese per eliminare il problema dellintolleranza. Gli esempi degli altri paesi europei

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I FILM
ANITA B.
DI ROBERTO FAENZA, CON ELINE POWELL, ROBERT SHEEHAN. ITALIA 2014

SINTONIE
affamati del Distretto 12 stanno per cominciare gli Starving Games (questo infatti il tirolo originale, chiss perch cambiato in Angry Games, per non parlare del sottotitolo) e tutti i genitori sono invitati a portare i loro figli in piazza, dove la sorte decider chi dovr prendere parte alla mortale competizione. 2 GIORNI A NEW YORK
DI E CON JULIE DELPY, CON CHRIS ROCK, ALBERT DELPY. FRANCIA 2011

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, GIONA A. NAZZARO, CRISTINA PICCINO

IL FILM
SANGUE
DI E CON PIPPO DELBONO, CON MARGHERITA DELBONO, GIOVANNI SENZANI, ANNA FENZI. ITALIA, SVIZZERA 2013

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Dal romanzo di Edith Bruck Quanta stella c' nel cielo. Anita ha sedici anni quando esce da Auschwitz e va incontro a un nuovo mondo piena di entusiasmo. Presto si trover al centro di una burrascosa storia damore. Nel cast anche Moni Ovadia e Jane Alexander. C'ERA UNA VOLTA A NEW YORK

DI JAMES GRAY, CON JOAQUIN PHOENIX, MARION COTILLARD. USA 2013

Ewa Cybulski e sua sorella lasciano la natia Polonia (siamo nel 1921) verso New York. Quando raggiungono Ellis Island i medici scoprono che Magda malata e le due donne vengono separate. Ewa si ritrova nelle pericolose strade di Manhattan, preda di Bruno, che la protegge e la spinge a prostituirsi. Poi compare allorizzonte Orlando, cugino di Bruno e illusionista. THE COUNSELOR - IL PROCURATORE

DI RIDLEY SCOTT, CON MICHAEL FASSBENDER, BRAD PITT. USA 2013

Un avvocato di successo (Fassbender) con la vita improvvisamente andata a pezzi, cerca di rifarsi entrando nel traffico di droga facendo di tutto per salvare le apparenze, a dispetto di un colpo di 20 milioni di dollari. Basato su una sceneggiatura di Cormac McCarthy, anche produttore del film. Nel cast Javier Bardem, Cameron Diaz, Penlope Cruz, John Leguizamo, Bruno Ganz. LA MIA CLASSE

Julie Delpy, figlia di attori della scena francese sperimentale degli anni Sessanta, oggi vive a Los Angeles ma da Hollywood si sente distante, eppure ha avuto una candidatura allOscar per la migliore sceneggiatura (Before the Sunset Prima del tramonto). Lei e Jess (Ethan Hawke) si incontrano su un treno per Vienna, una lunga notte sulle traiettorie di un desiderio sospeso. Negli anni celine e Jess si ritroveranno in occasioni diverse, ormai cresciuti. Il paragone con Woody Allen il primo che viene in mente per il tono da commedia nevrotica e molto metropolitana Il personaggio della Delpy pieno di idiosincrasie verso il mondo circostante, ruvido e molto poco politicamente corretta. Ma al tempo stesso lautrice guarda in altre direzioni, prima di tutte il divario tra Europa e America motivo ricorrente di questo suo diario che oscilla tra i due mondi con una libert permessa proprio dal sentimento di reciproca distanza. (c.pi.) IL GRANDE MATCH

classici: Il Gattopardo, La febbre delloro, Il delitto perfetto, La grande illusione, Roma citt aperta, e ancora Hiroshima mon amour, Les Enfants du Paradis. Ed ora ecco il film che in Italia dovette aspettare quasi dieci anni per essere visto nelle sale (usc solo nel dopoguerra, nel 46), proibito in molti paesi europei per la presa in giro della Russia sovietica (in Finlandia il film usc nell88). Greta Garbo che volle fortemente Lubitsch come regista, interpreta Nina, un commissario inviato dal governo per controllare tre agenti che si sono fatti corrompere dalle mollezze delloccidente. E finir anche lei per sorridere. (s.s.) SAPORE DI TE
DI CARLO VANZINA, CON MARTINA STELLA, GIORGIO PASOTTI. ITALIA 2013

THUNDERSTRUCK CULT AUSTRALIANO


IF YOU GOT IT
Usa, 2013, 350, musica: Chris Malinchak, regia: Alex Southam, fonte: Youtube

DI PETER SEGAL, CON SYLVESTER STALLONE, ROBERT DE NIRO. USA 2013

Ritornano gli anni 80, anzi le estati a Forte dei Marmi, la Capannina, gli onorevoli socialisti e tornano i Vanzina e il loro vecchio glorioso sapore di mare girato nell83 ma ambientato venti anni prima. Le cose non possono funzionare come trentanni fa, ma il film possiede miracolosamente una certa freschezza, soprattutto nella prima parte, nel tratteggiare i caratteri delle ragazze. Non c mai volgarit non tanto di battuta quanto di messa in scena. I Vanzina si divertono a costruire amori, tradimenti e storie, rispettosi dei film dei padri nobili della commedia, ma anche dei vari Muccino e Moccia dei quali riprendono parte del cast. Ovvio che su titti trionfi il personaggio a loro pi vicino, il romanista di Maurizio Mattioli. (m.gi.) I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY

Barcellona. Un ragazzo sale su un bus e vede se stesso amoreggiare con una bella ragazza; dopo aver seguito i due scopre che vivono sopra al suo appartamento. Sar testimone della loro rottura definitiva e si ritrover a prendere il posto del suo clone e il gioco pu ricominciare. Classico videoclip basato sul meccanismo del doppelganger e su una struttura circolare, If You Got It sulle note dance del dj americano Malinchak molto ben orchestrato e, in teoria, potrebbe essere letto come un flash-forward che offre al protagonista unaltra chance (ricordate Seven Days di Craig David in cui lui pu ripetere il corteggiamento varie volte rimediando ai suoi errori?) o, pi semplicemente, come la prova che i due amanti sono destinati nonostante tutto a re-innamorarsi allinfinito. STORY OF MY LIFE
Uk, 2013, 356, musica: One Direction, regia: Ben Winston, fonte: MTV

Esce oggi a Roma e sar quindi a Milano, Napoli e Bologna Sangue di Pippo Delbono, un film che incrocia la tematica delle br: Sul mio film Sangue, dice Delbono, hanno scritto persone che non lo avevano nemmeno mai visto. Contestandolo a priori. Perch c' Senzani ex leader delle Brigate Rosse, mai pentito, per loro un assassino e basta uscita fuori la mediocrit del nostro paese, che ha paura di vedere quella storia e preferisce non conoscerla o raccontarsela solo per quello che gli torna comodo. Il paese della menzogna. Ma questo non un film sulle brigate rosse, un film dove oltre a mia madre c' un ex brigatista. un film che guarda la morte per parlare della vita. E credo che parlare della morte, della verit della morte, come parlare degli anni di piombo, nel nostro paese un grande tab.... Nel film il regista e il brigatista restano improvvisamente soli, dopo la morte della madre di Delbono e la morte, avvenuta qualche giorno dopo, della moglie di Senzani che, contraria alla lotta armata, decise di sostenerlo nei 23 anni di prigionia. Dall11 al 22 al Nuovo cinema Aquila (con una rassegna dei film del regista e vari incontri col pubblico), a Milano dal 13 per un mese al cinema Beltrade, e per la prima sar presente Delbono con Luca Mosso e Oliviero Ponte Di Pino. Quindi da fine gennaio alla Cineteca di Bologna e dal 22 gennaio al Teatro Nuovo di Napoli.

LA FCARA
DONPASTA ALLA FCARA
NOVOLI (LECCE), 16-17-18 GENNAIO

DI DANIELE GAGLIANONE, CON VALERIO MASTANDREA, BASSIROU BALLDE. ITALIA 2013

Valerio Mastandrea impersona un maestro che d lezioni di italiano a una classe di extracomunitari provenienti da paesi diversi (Guinea, Bangladesh, Per, Turchia, Ucraina...) che mettono in scena se stessi e che vogliono imparare litaliano per avere il permesso di soggiorno. A un certo punto il regista d lo stopo ma lintera troupe entra in campo: la verit entra nella finzione. NEBRASKA

DI ALEXANDER PAYNE, CON BRUCE DERN, WILL FORTE. USA 2012

Woody, un anziano del Montana, scappa pi volte di casa nel tentativo di raggiungere il Nebraska dove convinto di ricevere un ricco premio della lotteria. Preoccupati dal suo stato mentale, i familiari discutono se metterlo o meno in una casa di cura, fino a quando, uno dei due figli decide di accompagnare il padre in questo folle viaggio. Segnalato come Film della Critica dal Sncci (sindacato critici cinematografici italiani) LO SGUARDO DI SATANA CARRIE

Stallone ha sempre dialogato con il tempo che passa e le mutazioni che questo scorrere imponevano al suo corpo. Autentico corpo in perenne mutazione, una macchina mitopoietica che racconta sostanzialmente una sola storia (e non un difetto): la storia dellascesa e della caduta, della lealt e dellonore, della colpa e della pena. Il grande match, che sulla carta ha tutta laria di un film di Robert Aldrich (come non pensare alla malinconia di California Dolls?) o di Walter Hill, in assenza di un regista degno di questo nome, poggia tutto sulle spalle di Stallone e dei magnifici attori che lo affiancano nellimpresa. Primo un geniale Robert De Niro, qui alla sua migliore prova attoriale da molti anni a questa parte, e da un Alan Arkin sornione e cialtrone che accoglie su di s i ruoli che furono di Burgess Meredith e Burt Young in Rocky. (g.a.n.) LA MAFIA UCCIDE SOLO DESTATE

DI E CON BEN STILLER, CON KRISTEN WING, ADAM SCOTT. USA 2013

Ben stiller (interprete e regista) attualizza ai giorni nostri uno dei classici dellumorismo Usa, The Secret life of Walter Mitty, in cui un grigio signore del New Jersey si immagina protagonista di imprese eroiche. Pubblicato per la prima volta nel 39 sul settimanale New Yorker, il breve testo di James Thurber era diventato un musical con Danny Kaye. Il marchio autoriale di questo remake iperpatinato pi che di Ben Stiller dello sceneggiatore Steven Conrad (La ricerca della felicit). Il surrealismo e la satira sociale della premessa cedono il posto a una lettura pi banale. Diventa ben presto una commedia romantica newyorkese. Stiller in genere un attore e un autore ben pi interessante di cos. (g.d.v.) THE UNKNOWN KNOWN

Solitamente sono banali e non degni di attenzione i videoclip di questa ennesima boyband anglosassone di successo creata a tavolino per sedurre teenager, ma fa eccezione questo Story of My Life in cui come spesso accade nei music video degli ultimi anni lidea quella di mettere a confronto immagini fisse e in movimento. Winston ci riesce con una certa originalit, pur mantenendo uno stile convenzionale. I cinque componenti del gruppo cantano la loro vita rimettendosi in scena con i propri familiari (la sorella, la mamma, il fratello, i nonni) a partire da una vecchia foto reale (in cui sono bambini) che prende vita nel presente (con loro adulti), nel luogo esatto in cui stata scattata. Il playback eseguito in uno spazio circolare dove, come in uninstallazione artistica, migliaia di foto sono appese ai fili, frammenti di cinque esistenze mescolate tra loro. THUNDERSTRUCK
Australia/Uk, 1991, 456, musica: AC/DC, regia: David Mallet, fonte: Sky Arte

A Novoli di Lecce, il 16 gennaio, si rinnova la tradizione popolare che ogni anno si celebra attorno ad un fal di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro, realizzata con 80 mila fascine di tralci di vite, il fuoco pi grande del Mediterraneo. Partecipa allevento anche DonPasta con il suo Food Sound System Corner, insieme alla lunga lista degli artisti e degli ospiti che interverranno. Al dj, economista, enogastronomo che gira il mondo con le sue performance, la Fondazione Fcara ha chiesto di creare un suo stand gastronomico proprio a Novoli. La sua ricerca, che si basa sullunione simbolica del cibo e della musica, proporr una riflessione sui codici sociali primordiali del rapporto uomo/terra in Salento, codici che costruivano il nesso tra campagna, lavoro e divinit. Tra gli altri protagonisti, artisti e musicisti: Hidetoshi Nagasawa, Letizia Battaglia, Peppe Avallone, Alpha Blondy, Omar Souleyman, Tinariwen, Muchachito Bombo Infierno, Bandadriatica, Bombino, BoomDaBash, Dubioza kolektiv, Motel Connection. Mentre il fuoco brucia ininterrottamente, anche per pi giorni, intorno alla Fcara si balla e si degustano specialit tipiche ai ritmi di musiche internazionali.

LARTISTA
BOZZETTO & CO.
MIC MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA VIALE FULVIO TESTI 121, MILANO 12 - 31 GENNAIO

DI E CON PIF, CON CRISTIANA CAPOTONDI. ITALIA 2013

DI KIMBERLY PEIRCE, CON CHLOE MORETZ, JULIANNE MOORE. USA 2013

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Remake del film di Brian De Palma del 73 tratto dal romanzo di Stephen King. Carrie, ragazzina timida con madre molto religiosa scatena il terrore dopo il ballo di fine anno. ANGRY GAMES - LA RAGAZZA CON L'UCCELLO DI FUOCO

Nome darte di Pierfrancesco Diliberto Pif autore di questa riuscitissima opera prima: affronta il problema di come crescere a Palermo dominata dalla presenza della mafia, nellItalia malata degli anni 90 e lo fa con risultati davvero interessanti. La mafia in un film italiano pu anche far ridere, pi difficile con la mafia storicizzata, inquadrata nel suo tempo. Il film trova la sua strada migliore nellunire la scrittura comica del quotidiano, dei mafiosi e dei palermitani alla scrittura della storia criminale della citt. Interprete principale il miracoloso Alex Bisogni (m.gi.) NINOTCHKA

DI ERROL MORRIS. DOCUMENTARIO. USA 2013

Il confronto con l'ex-segretario della Difesa americano, Donald Rumsfeld, il fabbricante primario del teorema della guerra in Iraq si gioca sul filo (tagliente) della parola, e dei suoi significati; un piano duplice, che non solo quello di verit e menzogna, e punta invece alla tattiche del potere. Rumsfeld ha responsabilit precise,enormi, migliaia di morti in Afghanistan e in Iraq ci dice in buona sostanza Morris, ma senza di lui la guerra assai probabilmente ci sarebbe stata lo stesso. The Unknown Known, in
concorso a Venezia, diviene una riflessione sull'America, la sua politica culturale, sviluppata nelle logiche del potere, e con al centro uno dei suoi protagonisti pi terribilmente influenti. Non c' nulla che glorifichi Rumsfeld, o che gli fornisca un minimo appiglio di calore nella messinscena gelida e essenziale di Morris. (c.pi.)

DI AARON SELTZER E JASON FRIEDBERG, CON CODY CHRISTIAN, MAIARA WALSH. USA 2013

DI ERNST LUBITSCH, CON GRETA GARBO, MELVYN DOUGLAS. USA 1939

Parodia che fa riferimento a The Hunger Games, The Avengers, Sherlock Holmes, e la saga di Harry Potter. Per i cittadini

Secondo la nuova apprezzatissima iniziativa di Il cinema ritrovato escono in sala i capolavori del passato, i grandi

A differenza dei music video genere heavy metal, tutti piuttosto stereotipati, quelli della rock band australiana complice un veterano come Mallet sono sempre degni di interesse. La stessa esibizione (finto) live davanti al pubblico, diventa qualcosa di visivamente elettrizzante. Un dolly che, vertiginosamente, accarezza i fans affacciati dalle balconate di questa immensa arena; una lastra di plexiglass che ci mostra dal basso il chitarrista Angus Young (idea adottata anche durante i concerti), una piccola camera montata direttamente sulla chitarra in modo da creare una soggettiva dello strumento (tecnica ampiamente copiata), sono tutti procedimenti che rendono Thunderstruck molto coinvolgente e amplificano, attraverso le immagini, linconfondibile forza sonora degli AC/DC.

Presso il MIC, Fondazione Cineteca Italiana presenta Bozzetto & co., un ciclo di proiezioni dedicato a Bruno Bozzetto, animatore, fumettista, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, a cui il Walt Disney Family Museum di San Francisco ha recentemente dedicato la grande mostra Bruno Bozzetto: Animation, Maestro!. Si parte domenica 12 gennaio alle ore 17 con un incontro con Bruno Bozzetto (ad ingresso libero), che racconter al pubblico il suo lavoro nel mondo dell'animazione, dagli esordi fino a oggi, e mostrer in esclusiva alcuni lavori inediti realizzati negli ultimi anni e alcuni film d'animazione ancora in fase di sviluppo. A seguire verr proiettata in anteprima la versione final cut di Allegro non troppo, originale risposta al film Fantasia di Walt Disney. La retrospettiva comprende West and soda (65) e Vip mio fratello superuomo (68). Ampio spazio sar dedicato al Signor Rossi, simbolo dell'italiano medio e domenica 26 si terr un laboratorio per bambini con lanteprima della serie tv di Topo Tip. (ingresso: adulto pi bambino 6 euro)

SLEEP CONCERT
HYPNOMACHIA NOCTURNAL EMISSION
BOLOGNA, RAUM, VIA CA' SELVATICA 4/D 11, 24 ,30 GENNAIO E 6 FEBBRAIO

MAGICO

Ripartono l'11 gennaio 2014 le attivit invernali di raum, lo spazio di xing a bologna, con la sesta edizione di hypnomachia - nocturnal emission, commissionata a Simone Bertuzzi che svilupper dalla notte allalba un flusso di ascolto derivato dal bacino di ricerca di palm wine, il blog dei movimenti di suoni e immaginari nel mondo post-globale (portarsi coperta o sacco a pelo: uno sleep-concert). Il 24, in occasione di art city bologna 2014, si presenta la nuova produzione mixed media di zapruderfilmmakersgroup, speak in tongues: un'indagine sul linguaggio al di l della comprensione letterale, messa in scena a raum in forma di ambiente performativo in cui il pubblico potr muoversi tra molteplici apparati. il 30 riparte la collaborazione con sant'andrea degli amplificatori con 'multiple', un solo che scavalca i confini tra noise, composizione contemporanea, improvvisazione e musica elettronica del compositore e sassofonista svizzero antoine chessex. il 6 febbraio si presenta 'rita', performance della coreografa e performer Sara Manente: progetto evolutivo condiviso con gli altri artisti del collettivo internazionale Cabra, un'occasione per affacciarsi sulla nuova scena performativa sperimentale belga.

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ALIAS 11 GENNAIO 2014

ROLLING STONES

STORIE GLI ALBUM CHE HANNO QUASI ROVINATO UNA CARRIERA

Dopo luscita di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band il rock non era pi quello di prima. Lopera dei Beatles, uscita nel giugno del 1967, aveva alzato lasticella. I dischi rock erano diventati album, la creativit non aveva pi confini, le vecchie canzoni di tre minuti sembravano ormai destinate a diventare modernariato. Fu un terremoto culturale sotto le cui macerie rischiarono di finire nientemeno che i Rolling Stones. Jagger, Richards e soci provarono maldestramente a rispondere al colpo dei Fab Four di GUIDO MARIANI lavorando su un album che oggi ricordato come il loro pi Solo uno scrittore mediocre sempre al suo meglio disse una volta lautore britannico Somerset Maugham. Vale clamoroso passo falso. Their anche per gli artisti rock. Molte grandi star hanno rischiato la reputazione e il loro futuro per album sbagliati o che Satanic Majesties Request usc non sono stati capiti e accettati. A tradirli stata la voglia di strafare, la stanchezza, la sensazione ingannevole di nel dicembre del 1967 e cercava dover stare al passo con i tempi. In alcuni casi stata larroganza di chi pensa di essere invincibile. In ogni sbaglio di cavalcare londa della c sempre una lezione e molti musicisti si sono risollevati e il loro ritorno stato pi spettacolare della loro psichedelia e delle caduta. Altri hanno pagato a caro prezzo le proprie defaillance artistiche. Ma anche negli errori apparentemente sperimentazioni sonore. Le pi clamorosi ci pu essere il lampo del genio. canzoni dellalbum erano nate da un lavoro in studio frammentario e disorganizzato, i Glimmer Twins stavano affrontando una serie di vicissitudini legali dovute a un loro arresto per detenzione di droga. Non fu incaricato nessun produttore, le session di incisione furono anarchiche e spesso popolate di ospiti variopinti. Ogni giorno nello studio era una lotteria capire chi sarebbe venuto e a fare cosa disse Bill Wyman. Il disco fu un modesto successo commerciale e un completo fallimento artistico. Rischi di mandare in bancarotta la credibilit artistica della band che venne additata come un gruppo di imitatori. C un sacco di spazzatura su Satanic Majesties. Troppe droghe, nessun produttore a dirci Adesso basta ha confessato Jagger. Un ammasso di dellelettronica di massa. schifezze ha chiosato Richards. Il disco non ha neppure subito la Pubblic Cyberpunk disco a classica rivalutazione che il tempo regala a molti sbagli artistici. tema che voleva essere il Blade Dodici mesi dopo gli Stones pubblicarono il classico Beggars Runner del rock, una (nelle Banquet. Si dimenticarono le mode, i Beatles e dimostrarono di non intenzioni) avveniristica opera in dover vivere nellombra cui il rock doveva preparasi al di nessuno: Sympathy for the Devil, Street Fighting Man, Stray Cat terzo millennio. Fu un Blues. C altro da aggiungere? catastrofico flop: suoni elettronici da modernariato, effetti sonori da videogiochi e BILLY IDOL canzoni banali o inascoltabili. La raccolta conteneva inoltre la peggior cover mai concepita di Il pi letale concept album della Heroin dei Velvet Underground storia. Billy Idol era una vera (con innesti di Gloria di Patti icona del pop rock anni Ottanta. Smith). A quellepoca i fan del disco della consacrazione, Rebel Aveva un background da punk pop si erano innamorati del rap Yell: milioni di copie vendute e autentico. Era appartenuto alla e dellr&b, quelli del rock si copertine di tutte le riviste per scena inglese agli inizi della erano dati al grunge. Cyberpunk teenager. Pass sulla cresta rivoluzione, aveva frequentato venne dileggiato e segn la fine Siouxsie Sioux, era stato parte del dellonda lintero decennio. Nel della carriera di Idol che per 1993 Idol cap che i tempi Bromley Contingent (i primi fan stavano cambiando, ma sbagli i dodici anni non incise musica. dei Sex Pistol) e aveva militato ritornato nel 2005 con un calcoli. Pens che fosse giunta nei Generation X. Consumatasi album passato inosservato. Nel lora di dare una svolta la prima fiammata di quella 2006 ha pubblicato Happy avveniristica alla musica e ondata, furbescamente, NEIL YOUNG Holidays, un disco di canzoni cavalcare lincombente comprese che ripulendo il punk natalizie. dalle sue violenze e rivendendolo rivoluzione di internet e alla neonata generazione di Mtv Un artista prolifico e fuori dagli schemi come Neil Young di passi si poteva diventare delle star. TERENCE TRENT D'ARBY quello che fece. Allalba degli falsi ne ha collezionati parecchi. anni Ottanta si trasfer in pianta Ma alla fine la sua bilancia Credendosi il nuovo messia del stabile negli Usa e si diede a una pender sempre dalla parte della Quando uno svarione artistico soul, si mise al lavoro su un nuovo carriera solista debuttando con grande musica. Per molti artisti capita a un grande nome, il album, scrivendo canzoni, un singolo dei Generation X emersi negli anni Sessanta, gli passato glorioso lo tiene a galla. suonando quasi tutti gli strumenti Dancing with Myself, riadattato Ottanta furono un periodo Quando capita a un giovane, la e curando di persona gli in versione dance e radiofonica. difficile. Il rocker canadese, caduta pu essere senza ritorno. arrangiamenti. Nel 1989 torn Approd a un album solista nel aveva perso il grande appeal e Era il 1987, il 25enne Terence sulle scene con un disco 1982 e inizi a farsi notare come pens che fosse venuto il Trent D'Arby esord con lalbum sciaguratamente intitolato lartista che riusciva a vendere (o momento di sperimentare con Introducing the Hardline Neither Fish nor Flesh (n carne svendere) il punk nellera dei sintetizzatori, elettronica, According to. Fu un disco da 12 n pesce). Fu un triste presagio. videoclip. Lanno dopo usc il sonorit nuove e marchingegni milioni di copie vendute, che lo Stroncato dai critici, trascurato come il synclavier e il vocoder. consacr come star dalle radio e dal pubblico, il Nel dicembre 1982 diede alle internazionale. Un lavoro di nuovo lavoro fu la pietra stampe Trans. Le canzoni erano state prima incise con i fidati amici straordinaria classe, una tombale della carriera di DArby dei Crazy Horse, ma allinsaputa di tutti, Young aveva rimosso molte collezione di hit che scomod che da allora ha inciso poco e parti suonate dalla band e utilizzato per ledizione finale i suoni paragoni che si riveleranno male e dal 2000 ha cambiato rielaborati elettronicamente. Il disco fu un fallimento spettacolare. macigni sul suo futuro: Stevie anche nome. Oggi si chiama Lanno seguente la casa discografica, la Geffen, intent addirittura Wonder, Sam Cooke, James Sananda Francesco Maitreya, una causa per danni a Young, reo di avere inciso di proposito un Browne, Prince, Brian Wilson. Il ha sposato unattrice italiana, disco tanto brutto da non essere vendibile. La vera sorpresa viene suo talento era proporzionale alla vive a Milano e pubblica per dal riascoltare oggi quel disco. Neil si ispirava ai tedeschi sua presunzione. Durante un musica senza una casa Kraftwerk e sembrava guardare oltre. Computer Age, Sample and concerto disturbato da un discografica. I suoi figli si Hold, Mr. Soul e Transformer Man sono brani che riascoltati temporale disse: Mi dispiace per chiamano Francesco Mingus e sembrano uscire dalla discografia dei Daft Punk e di tanti artisti alla la pioggia, ma adesso chiedo a Federico Elvis. Solo per questo moda, ritenuti oggi allavanguardia. Neil aveva visto lungo e nessuno mio padre di farla smettere. Il merita di tornare a essere una star. se ne era accorto. ragazzo si era montato la testa.

Flop pop, dischi per fiaschi

BRUCE SPRINGSTEEN
Ebbene s, anche se dopo 40 anni di rock riempie ancora gli stadi di tutto il mondo, pure il Boss nella sua carriera inciampato. La sua caduta non stata rovinosa come per altri, ma c stata. Non fu la cupa solitudine di Nebraska con le sue storie disperate a mettere in crisi la sua fama. Anzi, quel disco inciso in solitaria nel 1982 fu, in confronto alle attese, un sorprendente successo commerciale e fu un trionfo artistico che rafforz lo status di autore di Springsteen. La buccia di banana della carriera di Bruce fu laccoppiata Lucky Town e Human Touch. Pubblicati lo stesso giorno nel marzo del 1992, gli album erano il frutto di un lavoro in studio senza i fedeli pretoriani della E Street Band. Lassenza dei compagni di strada port Springsteen a cercare

nuovi percorsi sonori. Human Touch un album molto influenzato dal soul e dalla musica nera con testi romantici e sentimentali, un piglio ottimista e presenze eccellenti come Randy Jackson, Jeff Porcaro, Sam Moore, Bobby Hatfield e Bobby King. Lucky Town un disco pi ruvido con

ALIAS 11 GENNAIO 2014


Goering che nel 1936 sentenzi: Le armi ci renderanno potenti, il burro ci render solo grassi. Mangiamo metallo allora!. Dadaista antinazista, il tedesco Helmut Herzfield anglicizz il nome in aperto contrasto con lo spirito antibritannico che nel 1917 serpeggiava in Germania. Con lavvento di Hitler, sfuggir ai nazisti migrando a piedi in Cecoslovacchia. Heartfield uno dei nomi presenti allinterno di Germany-Dada. An Alphabet of German Dadaism, splendido documentario del 68, di recente affiorato in rete, in cui si ripercorre la storia del movimento artistico di Hugo Ball e Emmy Hennings fondatori del Cabaret Voltain a Zurigo nel 1916. Ma anche di Marcel Janco e Tristan Tzara in Romania o di Walter Serner in Austria. I dadaisti erano punk senza il rock. Utilizzavano le arti come lotta per creare una nuova etica. Si vede qui: http://youtu.be/RHBw6VwY3Io

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DADA, DA HEARTFIELD A SIOUXSIE SIOUX


di FRANCESCO ADINOLFI Nel 1978, The Scream, debutto di Siouxsie and The Banshees includeva Metal Postcard (Mittageisen) (foto), pezzo/45 giri dedicato a John Heartfield, tra i maggiori rappresentanti del dadaismo. Nel 79 quel brano verr re-inciso in tedesco. Interessante il fatto che fosse stato intitolato con eisen (ferro) al posto di essen (mangiare), quindi non il pranzo di mezzogiorno ma di ferro. Lomaggio (anche in copertina) era al collage fotografico del 1935 di Heartfield Hurrah, die Butter Ist Alle!, evviva il burro finito, tagliente riferimento alla frase del gerarca nazista

U2
Superati i 35 anni i membri degli U2 si accorsero di essere sufficientemente vecchi per credersi davvero giovani. Con una decisione che oggi appare tanto curiosa quanto inspiegabile, decisero di reinventarsi come popstar usa-e-getta producendo un disco di dance e elettronica. Con Pop, pubblicato nel marzo 1997, il quartetto scelse di darsi alla futilit un po per sfida un po per il gusto della provocazione. Buone forse le intenzioni, pessimo lesito. Bono e soci gi con Achtnung Baby si erano rivelati istrionici e trasformisti, ma non erano esattamente David Bowie e il cambiamento camaleontico e la scelta di affondare il loro rock in arrangiamenti elettronici sembrava forzata se non fuori luogo. Particolarmente imbarazzante fu il singolo Discoteque con un video in cui The Edge scimmiottava tristemente Tony Manero. Il gruppo che a ventanni cantava della guerra in Irlanda e del sacrificio di Martin Luther King alle soglie della maturit scopriva come nuovi profeti i Village People. A peggiorare le cose il disco arrivava dopo il debole Zooropa e lo sperimentale e trascurabile Original Soundtracks 1 (dato alle stampe, per prudenza, con il nome The Passenger). Una striscia negativa che mise in difficolt la loro carriera e la loro reputazione. Ma gli U2 sapevano fare ancora il loro mestiere il tour seguente fu un successo. Tornarono su disco solo tre anni dopo con All That You Can't Leave Behind. I lustrini e le luci strobo erano scomparse. Disse Bono Ci ricandidiamo per il lavoro. Quale? Quello di miglior rock band del pianeta. Ladolescenza ritardata della band era finita. un suono pi scarno e anche alcune canzoni impegnate. Invece di fare un album doppio come The River, Springsteen e la sua casa discografica optarono per la pubblicazione di due dischi separati in contemporanea sullesempio (altro errore) di Use Your Illusion dei Guns N Roses. I fan rimasero delusi. Le canzoni belle non mancavano, ma mancava la forza della E Street Band e Springsteen sembrava per la prima volta poco convinto e senza carisma. Non aiut il fatto che in quei mesi il mondo musicale stava assistendo allesplosione del grunge e del rock alternativo. La nuova patria del rock americano era diventata Seattle e il New Jersey sembrava acqua passata. I due dischi vendettero molto meno di quanto previsto, il tour successivo, sempre senza i fratelli della E Street Band, lasci per la prima volta qualche spettatore insoddisfatto. Il Boss ironizz sul supposto insuccesso dei dischi, li vedo scivolare via dalle classifiche! disse a Rolling Stone, ma and avanti per la sua strada. Nel 1995 pubblic The Ghost of Tom Joad in cui non inseguiva le mode, ma si ispirava a John Steinbeck. La E Street Band fu richiamata in servizio nel 1999 e torn ad essere uno dei migliori live show nel mondo del rock. Uno dei momenti pi belli di quel tour era la versione corale di If I Should Fall Behind cantata da tutti i membri del gruppo. Un brano, tratto da Lucky Town, che sembrava non aver lasciato il segno e ritornava in vita grazie ai vecchi amici.

Scelte artistiche e produzioni sbagliate. Tensioni interne ai gruppi. Folli cambi di direzione. Se Jagger e soci imitano i Beatles

GARTH BROOKS
La sua fama non ha mai varcato neppure di un centimetro il confine degli Stati Uniti, ma leroe del country pop Garth Brooks uno degli artisti pi di successo nella storia della musica, avendo venduto nella sua carriera quasi 70 milioni di dischi. Nel 1999 dopo una serie di album di country tradizionale andati a ruba, Brooks cerc di dare una scossa alla sua carriera dorata e reinventarsi come rocker alternativo, vestendo i panni dellalter ego Chris Gaines. Era una sorta di Ziggy Stardust per gli stati della corn-belt, ma i fan del country, non certo amanti delle novit, non capirono n apprezzarono. Lalbum usc con il titolo Greatest Hits, ma ben presto venne ribattezzato Garth Brooks in... The Life of Chris Gaines, il vero nome dellartista era diventato indispensabile per evitare il disastro. Chris Gaines, che nellidea della star doveva diventare il personaggio anche di un film, ritorn velocemente nelloblio da cui era venuto. Garth Brooks non si mai pi tolto il cappello da cowboy.

LOU REED
Il grande e compianto Lou Reed non si mai fatto sfuggire una sfida. Dalla Factory di Andy Warhol al glam rock, Lou non aveva certo paura di cambiare e di seguire le mode o di rifiutarle. Nel 1975 prov a rovinarsi la carriera con il feedback lancinante di Metal Machine Music, ma alla fine la sua provocazione venne recepita come tale da molti e da alcuni giudicata addirittura geniale (vedi Alias del 23 luglio 2011). La sua credibilit venne in realt messa alla prova nel periodo di suo maggior successo commerciale. Negli anni Ottanta Reed, ripulitosi da alcol e droghe, inanell una serie di album piacevoli, ma privi della sua poetica e della sua arte. La svolta gli apr le porte degli spot pubblicitari a cui cedette la propria musica e lo fece conoscere a un pubblico nuovo, mettendolo in sintonia con gli adolescenti che vivevano incollati a Mtv. Legendary Hearts del 1983 e New Sensations del 1984 presentavano un rocker che sembrava aver dimenticato i tormenti della Wild Side e inseguiva un pubblico pi giovane e disimpegnato, una svolta riassunta perfettamente dal singolo pop-dance My Red Joystic. Nel 1986 questo percorso tocc il fondo con lalbum Mistrial, che anche dai fan pi convinti ritenuto il suo disco meno rappresentativo e quello con cui rischi di giocarsi definitivamente la faccia. Anche riascoltato oggi il lavoro appare come una mediocre divagazione nello spento rock radiofonico anni Ottanta con arrangiamenti datati e testi innocui. Reed si cimentava persino, con esiti non esaltanti, come rapper nel singolo Original Wrapper. Dove era finito il poeta maledetto di Heroin? Se lo chiesero in molti. Un giornale musicale inglese sentenzi la fine del mito: ormai un vampiro senza denti sul viale del tramonto. Come spesso accade agli spocchiosi recensori inglesi, la previsione fu tragicamente sbagliata. Tre anni dopo Lou torn a cantare le storie ai margini della societ e pubblic il capolavoro New York.

CHRIS CORNELL
Quando un rocker puro si d al pop elettronico non mai un buon segno. Ma a volte va anche peggio. il caso di Chris Cornell eroe del grunge e leader dei Soundgarden e degli Audioslave che nel 2009 cerc di rilanciare una carriera solista zoppicante mettendosi al servizio del produttore Timbaland, specializzato in hip hop e musica dance. Lesito della loro collaborazione fu Scream in cui Cornell sembrava inseguire Michael Jackson. Nellalbum non funziona nulla. Cornell sembrava fare un lavoro che non gli apparteneva e le canzoni erano, quando non fastidiose, noiosissime. Il disco fu atteso con un misto di apprensione e curiosit. Debutt nella top ten degli album pi venduti negli Stati Uniti. Ma dopo che la gente inizi ad ascoltarlo nessuno ci invest pi un dollaro. La seconda settimana lalbum precipit di 55 posti in classifica. Una caduta cos rovinosa non si vedeva da anni. Trent Reznor dei Nine Inch Nails, uno che di sperimentazioni elettroniche se ne intende, descrisse il lavoro con una sola parola: Imbarazzante. Cornell ha messo prontamente da parte le ambizioni da solista e ha riformato i Soundgarden. Non tutti i mali vengono per nuocere.

Sopra Garth Brooks (a destra), Chris Cornell, e qui sotto gli U2. A destra i Rolling Stones, in grande un soundcheck rock, sotto Terence Trent DArby e Lou Reed

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RITMI
di GIANLUCA DIANA

IL VOLO DEI LED ZEP


di FRANCESCO ADINOLFI Negli anni Settanta i Led Zeppelin (foto) sono stati al cuore delliconografia rock. Grazie anche alle esagerazioni che li hanno contraddistinti. Tra queste spicca The Starship, un Boeing 720, un tempo appartenuto alla United Airlines. Di

propriet di Ward Sylvester e del cantante pop Bobby Sherman, veniva affittato alle band in tour negli Usa. I due avevano speso 250 mila dollari per modificarlo e lo affittavano per 2500 dollari lora. Assistiti da due hostess, i gruppi - e in particolare i Led Zeppelin - potevano contare, su un caminetto, una stanza da letto, tappeti, monitori video giganti ecc. Al confronto con The Starship

impallidiva anche lAir Force One di Richard Nixon. Al tempo la logistica della band prevedeva il pernottamento in grandi citt (New York, Los Angeles, Chicago, Dallas) e lutilizzo dellaereo durante il giorno per spostamenti vari (esibizioni in citt pi piccole). Si racconta che il batterista John Bonham - gravato da eccessi alcolici e non solo - avesse addirittura tentato di aprire il

STILI UNA NUOVA GENERAZIONE DI ARTISTI IN ARRIVO DALLE HILLS

I hear the Hills callin' out my name (sento le Hills chiamare il mio nome), questo uno dei versi cardine di Hear the Hills brano principe di Keys to the Kingdom, lavoro del 2011 dei North Mississippi Allstars. In una frase semplice e immediata si trova riassunta la magia dell'area geografica che include le Colline del Nord Mississippi, carica di storie ebbre di luce e di buio, di canzoni meravigliose che hanno influenzato e continuano a farlo tanto il rock che la dance in varie forme da circa ventanni a questa parte. Jon Spencer Blues Explosion, Iggy Pop, Black Keys e Daft Punk. Bastano questi quattro nomi per indicare chi in modo pi o meno sincero e devoto sia andato a pescare ispirazioni, groove e idee da quelle parti. Ne raccontammo qualcosa gi nell'ottobre del 2007 (Alias N475) e proprio da l, ripartiamo. Narrando quanto le vicende di donne e uomini che l vivono siano strettamente legate al proprio territorio. E di come questa appartenenza si tramuti in musica. Non romanticismo spicciolo, di bassa lega: piuttosto un dato concreto. Che si ravvisa nei suoni circolari e ipnotici che cos tanto rammentano il paesaggio collinare di cui parliamo. Per averne prova basterebbe semplicemente guidare lungo la Highway 7 che dal nord dello stato scivola verso sud, incrociando posti come Holly Springs, Oxford, Water Valley. E magari abbandonarla per qualche miglio per entrare nella vecchia carretera locale, la suggestiva Old Mississippi 7. E se ieri a percorrerla c'era gente come Mississippi Fred McDowell e Ranie Burnette, o Junior Kimbrough, Otha Turner e The Role Burnside, oggi tocca ad altri. Tirano le fila di una scena musicale a dir poco effervescente, i North Mississippi Allstars dei fratelli Luther e Cody Dickinson. I quali prendendo ad esempio le capacit dell'illustre genitore Jim, scomparso nellagosto del 2009, hanno lentamente ma con perizia costruito qualcosa di rilevante. Il nome della band fa da traino alla loro label, la Songs of the South Records, che negli ultimi anni ha dato alle stampe diversi dischi. Tra questi il lavoro solista di Luther Hambone's Meditations, e il collettivo The Wandering con dentro quattro giovani musiciste di grandissimo valore, tra cui la oramai mainstream Valerie June.

Mississippi blues. Anche le Colline hanno le orecchie

Una scena in movimento che include dai fratelli Luther e Cody Dickinson a Cedric Burnside e che continua a influenzare rock, pop e dance
Ultima fatica in ordine cronologico il loro meraviglioso World Boogie Is Coming: Ne siamo orgogliosi. un progetto complesso, con dentro tante canzoni che abbiamo registrato allo Zebra Ranch, nello studio che fu di nostro padre a Coldwater, Mississippi. un progetto multimediale che incorpora numerosi videoclip. Volevamo realizzare un documento che facesse conoscere per intero la musica e gli aspetti culturali della nostra terra, per presentarlo al mondo. In un riuscito taglia e cuci, tradizione autentica nel blues, gli Nma hanno realizzato alla perfezione il loro intento facendosi coaudivare da altri: Kenny Brown, Alvin Youngblood Hart e DuWayne Burnside ci hanno dato una mano. Altrettanto hanno fatto amici musicisti appartenenti a quella nuova generazione di cui facciamo parte. Mi riferisco a Lightnin' Malcolm, Sharde Turner e Garry Burnside. Non soltanto Nma ad animare la scena: molteplici sono i protagonisti in attivit. Recente e riuscitissima uscita per il redivivo David Kimbrough Jr. che assieme al suo nephew David Gray alla batteria ha da poco tirato fuori Oh Baby Please, unautoproduzione a dir poco fantastica. David ha forse dismesso per sempre quei panni del bad boy che lo hanno tenuto nelle sabbie per anni: nuova famiglia con prole annessa e chiara intenzione di andare avanti con la sua musica. Percezione totale che si evince dal disco dove il cantante e chitarrista espande ulteriormente i confini dell'Hill-Country blues. Prossima invece la nuova pubblicazione del bravo Eric Deaton, il quale sta lavorando in studio a quello che sar il seguito dello scintillante Smile at Trouble del 2009. L'ex ragazzo che a soli 18 anni abbandon il North Carolina per vivere nel selvaggio Mississippi, affascinato dalle Colline, non il solo a giungere da quello stato. Simile anche la storia del ventiquattrenne cantante, chitarrista e produttore Reed Turchi: Sono nato ad Asheville, North Carolina, dove vivo ancora oggi. Ho iniziato da ragazzo a viaggiare nel North Mississippi, complici anche i racconti di Bill (William) Ferris . Lo incontrai al primo anno di universit alla Chapel Hill, dove insegnava nel Southern Studies Department. Per me stato non un solo un docente, ma un mentore. Incoraggiandomi nelle decisioni e aprendomi strade, che poi hanno portato tra le tante cose, alla nascita della Devil Down Records. Ossia una delle pi interessanti e agguerrite label di settore, che sta mietendo in pochi anni di attivit riconoscimenti da critica e pubblico, complici uscite a nome di Kenny Brown (Can't Stay Long), Little Joe Ayers (Backatchya), gli stessi North Mississippi Allstar (Live at the Hills) e uno strepitoso inedito di McDowell (Come and Found

You Gone). Un catalogo quello dell'etichetta, dove spicca tra l'altro anche Goldfoil del nostrano Adriano Viterbini. Il ricercatore sul campo e docente universitario Ferris, ha supportato Turchi anche nell'avvio della carriera discografica: l'egregio esordio di Road Ends in Water nel 2012 fa ben sperare per il nuovo lavoro atteso per l'aprile prossimo. Storie invece purtroppo concluse quelle di due musicisti scomparsi nel 2011 e 2012 e tra loro legati: Cody Burnside e John-Alex Mason avevano condiviso palchi e sale di registrazione. Tanto il primo con il suo rap, quanto il secondo con una visione afrocentrica, stavano modulando e forse rinnovando l'Hill-Country. Esempio perfetto ne Jook Joint Thunderclap, epitaffio discografico a firma di Mason pubblicato nel 2011, dove il rap di Cody emergeva in tutta la sua bellezza. Indiscutibile comunque che la new generation evocata da Luther Dickinson, stia esplodendo. Lo dimostra anche la crescita del bianco Lightnin' Malcolm che terminato il sodalizio con Cedric Burnside (da avere nelle vostre discografie 2 Man Wrecking Crew del 2008), ha ripreso il proprio percorso incidendo Renegade (2011) e Rough Out There (2013): lavori in cui progressivamente appare sempre meno derivativo e maggiormente personale. E a proposito di Cedric, proprio al batterista, cantante e chitarrista nipote di R.L. va giustamente riconosciuto l'altro titolo di capofila dell'intero movimento. Lo comprovano i due dischi The Way I Am (2011) e Hear Me

Al centro il Cedric Burnside Project (C. Burnside a sx, Trenton Ayers a dx); accanto al titolo Reed Turchi (foto di Martina Monopoli); in basso a sinistra Luther Dickinson dei North Mississippi Allstars

when I Say (2013), con i quali ha miscelato tradizione, contemporaneit e innovazione. Come ci racconta egli stesso: Il primo un mix di Hill-Country rap e Hill-Country blues. Il secondo sviluppa temi di Mississippi Hill-Country blues con sapori New Orleans. una citt dove suoniamo molto, il nostro manager vive l e ci affascina l'atmosfera che si respira. A condividere questa nuova avventura troviamo il chitarrista Trenton Ayers, figlio del citato Little Joe: Trenton ed io facciamo parte di questa nuova generazione. Come noi ci sono dentro i miei zii, Duwayne e Garry, Sharde Turner, Luther e Cody e altri ancora. Cerchiamo di fare del nostro meglio. Brucia una fiamma vivida e intensa nelle Hills che copre defezioni e distrazioni. Se infatti la stella luminescente di Jimbo Mathus si temporaneamente rivolta verso l'altro grande suo amore, l'Americana sound, con un disco all'anno dal 2010, no problem. un figliol prodigo e torner. Come Richard Johnston, il migliore fra tutti gli one-man band, al momento perso in se stesso. E nell'attesa che altri elementi delle dinastie Burnside e Kimbrough abbiano la forza di uscir fuori, la collettivit delle Hills ha comunque una strada da percorrere. Soprattutto quando riunisce se stessa, come ad esempio nell'annuale North Mississippi Hill Country Picnic Festival. Ci si arriva proprio percorrendo la malconcia Old Mississippi 7, lambendo il ranch di Kenny Brown. Questo festival, che con quella del giugno 2014 giunge alla sua nona edizione, molto di pi di una semplice rassegna. per l'appunto un picnic-party, dove una comunit parla, racconta e suona di se stessa. Griot mississippiani con cognomi come Dickinson e Burnside officiano la cerimonia. Ma questa un'altra storia, che racconteremo la prossima volta.

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portellone di accesso motivato da un impellente bisogno fisico. Successe sembra - mentre laereo era in volo sopra Kansas City. Sembra anche che lo stesso artista lo avesse pilotato nella tratta Los Angeles-New York. Del resto la stessa Joni Mitchell sentenziava in Amelia (dedicata alla grande aviatrice Amelia Earheart): Ho passato lintera vita a volare tra le nuvole e l in alto il ghiaccio. RYAN AMON ELYSIUM (Varese Sarabande) Pellicola ad alta tensione nel senso letterale poich il protagonista si trova a vivere la sua avventura nei cieli. Cos Ryan Amon non pu che attingere ai suoni perturbati di una storia dai muscoli facili e dalle calibrature nervose. Certamente nel tema portante Heaven and Earth e in Elysium facile scorgere la buona vena creativa dellautore. Si consiglia lascolto durante un volo su Ryanair! (m.ra.) FEX BENT BRAAM LUCEBERT (Braam Records) Il Lucebert del titolo era Lubertus Jacobus Swaanswijk (1924-1994), pittore e poeta del gruppo Cobra, avanguardia olandese anni '50-'60: amante del jazz, lo inseriva nelle proprie opere letterarie alle quali, a sua volta, si ispira il settetto di Amsterdam del pianista Michiel Braam; quest'ultimo insomma ne mette in musica otto liriche, seguendo unispirazione quasi free, mentre gli altri otto brani sono riarrangiamenti di icone dal bebop e oltre, spesso trattati con ironico filologismo, da Mingus a Gillespie, da Monk a Dameron, da Miles a George Russell. (g.mic.) DANIELE BRAVI DEL VERO E DEL FALSO (Stradivarius/Milano Dischi) Sette lavori, scritti tra il 2002 e il 2011. Bravi si avvale qui di solisti ottimi come la vocalista Donatienne Michel-Dansac, la pianista Anna DErrico, la clarinettista Roberta Gottardi, il flautista Matteo Cesari. E del Quartetto Arditti. E del direttore Marco Angius. C in Bravi unindagine spregiudicata sulle potenzialit dei suoni. Ma la composizione musicale anche come si dispongono i suoni, come agiscono. Nelle opere di Bravi agiscono in un mirabile procedere assorto con scatti di sorprendente cantabilit. (m.ga.) DENNIS CHAMBERS GROOVE AND MORE (Soul Trade/Ird) Un disco nuovo che potrebbe essere tranquillamente retrodatato a una trentina d'anni fa: quando scalpitavano e ruggivano i giovani leoni della fusion. Qui riuniti, attorno al batterista simbolo del genere, Dennis Chambers: da Jeff Berlin a Scott Henderson e Stanley Jordan. C' anche, ospite, il veterano organista Brian Auger, che arriva da pi lontano, nel tempo, dalla Swingin' London: a regalare le note pi calde e ispirate di questo lavoro che molto guster agli appassionati. (g.fe.)

ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE MARIO GAMBA GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA MARCO RANALDI

IN USCITA A GENNAIO
Angra Angels City (20th Anniversary Live) (EarMusic/Edel) Big Ups Eighteen Hours of Static (Tough Love/Goodfellas) Black Flag What the... (Sst/Goodfellas) Blank Realm Grassed Inn (Fire/ Goodfellas) Blitz Kids The Good Youth (Red Bull/ Self) Boy George This Is what I Do (Kobalt/ Self) Caliban Ghost Empire (Century Media/ Universal) Circuit des Yeux Overdue (Ba Da Bing/Goodfellas) Cocoanut Groove How to Build a Maze (Fortuna Pop/Goodfellas) Alice Cooper The Eyes of Alice Cooper + Dirty Diamonds 2cd (Armoury/Edel) Cymbals The Age of Fracture (Tough Love/Goodfellas) Days of Funk (Snoop Dogg & Dam-Funk) 7 Days of Funk (Stones Throw/Goodfellas) Dum Dum Girls Too True (Sub Pop/ Audioglobe) Farglow Meteors Remotes (DiNotte Records/Believe) The Fat White Family Champagne Holocaust (TrashMouth/Goodfellas) Frigidaire Tango The Cock (Spittle/ Goodfellas) Gem Club In Roses (Hardly Art/ Audioglobe) Gletscher Devout (Autoproduzione) Goat Ballroom Ritual (Rocket Recordings/Goodfellas) Peter Green Splinter Group Time Traders + Reaching the Cold 100 2cd (Armoury/Edel) Heart Jupiters Darling + Red Velvet Car 2cd (Armoury/Edel) Hospitality Trouble (Fire/Goodfellas) I Break Horses Chiaroscuro (Bella Union/Pias-Coop/Self) Iced Earth Plagues of Babylon (Century Media/Universal) Ital Tek Control (Planet Mu/ Goodfellas) Jethro Tull Living in the Past + Nothing Is Easy: Live at the Iow 1970 2cd (Armoury/Edel) Sharon Jones & The Dap-Kings Give the People what They Want (Daptone/Goodfellas) Damien Jurado Brothers and Sisters of the Eternal Son (Secretly Canadian/ Goodfellas) Rosie Lowe Right Thing ep (37 Adventures/Self) Stephen Malkmus & The Jigs Wig Out at Jagbags (Domino/Self) James Vincent McMorrow Post Tropical (Believe/Audioglobe) Mogwai Rave Tapes (Rock Action/ Self) Mt. Royal s/t (Bella Union/Pias-Coop/ Self) Ted Nugent Motor City Mayhem + Sweden Rocks 2cd (Armoury/Edel) Pampers s/t (In the Red/Goodfellas) Patterns Walking Lines (Melodic/ Goodfellas) Peggy Sue Choir of Echoes (Wichita/ Pias-Coop/Self) Plantman Closer to the Snow (Arlen/ Goodfellas) Quilt Held in Splendor (Mexican Summer/Goodfellas) The Rifles None the Wiser (Cooking Vinyl/Self) Secret Chiefs 3 Book of Souls: Folio A (Web of Mimicry/Goodfellas) Daniele Sepe Viaggi fuori dai paraggi-Anologia 1989-2013 (Daniele Sepe/Goodfellas) Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra Fuck Off Get Free We Pour Light on Everything (Constellation/ Goodfellas) Skindred Kill the Power (Cooking Vinyl/Self) Snowbird Moon (Bella Union/ Pias-Coop/Self) Lisa Stansfield Seven (EarMusic/Edel) Three Lakes War Tales (Upupa Produzioni) Transatlantic Kaleidoscope (Century Media/Universal) Tuppi Greatest Hits (Goodfellas) Warpaint New Album (Rough Trade/ Self) Young Knives Sick Octave (Gadzook Recordings/Goodfellas) Zuffanti La quarta vittima (Ams/Btf)

BLUES

ELETTRONICA

BLUES ITALIA

La seduzione delle corde


Accarezza e seduce la voce nera di Eric Bibb in Jericho Road (Dixiefrog), nuovo brillante lavoro per uno dei migliori bluesman contemporanei. Qui la riuscita del progetto, al solito in bilico tra canoniche dodici battute e aperture a tutto campo a altre latitudini folk (i fiati, ad esempio sono svedesi), si deve anche alla collaborazione speciale di Glen Scott, uno a suo agio sia nel maneggiare i pi diversi strumenti, sia nel produrre e impostare il suono. Che qui notevole e nitido. Chiusura africana con la voce e la kora di Solo Cissokho. Chi invece prosegue pervicacemente nello scandaglio di una miscela sonora blues sapida e ipercalorica, con tutti gli umori di New Orleans dentro, gli echi gospelizzanti, il rhythm and blues appena sotto pelle nei falsetti da vertigine sono i grandi Holmes Brothers. Di nuovo nei negozi con un ottimo Brotherhood (Alligator). Un buon assaggio delle medesime miscele dalla Penisola? Cercatevi in rete Snake Oil Limited, mini cd con quattro standard blues da paura: con la voce belushiana di Dario Gaggero nel quartetto. (Guido Festinese) SON OF DAVE BLUES AT THE SOUTH GRAND (Sod) Quinto disco per il canadese di casa a Londra. Che allarga gli orizzonti e implementa una band vera e propria all'interno del suo originale percorso di one-man band con l'amata armonica al centro del suo mondo. Il produttore che fu di Amy Winehouse, guest come Martina Topley Bird ed ex di Rem e Beck e altri ancora. Il tutto piegato al suo originale sound che incorpora blues ortodossi con esteriorit funk e soul. Istrionico e divertitente. (g.di.)

Calde fusioni ambientali


Elettronica e ambient music si fondono e si rincorrono in tre album di recente uscita per la Aagoo Records. Il primo a nome Connect_Icut, musicista e producer canadese che pubblica l'ottimo Crows & Kittiwakes Wheel & Come Again. Avvolgenti e calde atmosfere lasciano a tratti spazio a inquietanti e cupi momenti. Ricerca sonora pregevole. Il secondo, Incognita, un lavoro che vede insieme i fratelli messicani Israel e Diego Martinez (quest'ultimo noto come Lumen Lab) e il giapponese KK Null. Angoscianti soundscape e field recording che accompagnarebbero alla perfezione mostre di arte contemporanea nei Tank della Tate Modern. Interessante. Il terzo, e per noi pi ostico, invece quello della artista Usa Blevin Blectum, Emblem Album. Siamo dalle parti di una techno music post industriale, che per non ci convince, tutto troppo portato all'estremo. Decisamente pi accessibile Trance44 (Black Candy/Audioglobe/ Warner Chappel), quarto lavoro dei livornesi Appaloosa, soprattutto grazie a basso e batteria che fanno da sfondo alle sonorit ipnotiche e pscihedeliche dei sintetizzatori. (Roberto Peciola) VIKTORIA TOLSTOY/ JACOB KARLZON A MOMENT OF NOW (Act/Egea) La nipotina (lo davvero) del grande Lev si ripropone per l'occasione accompagnata al pianoforte da Jacob Karlzon per un repertorio variamente eclettico, capace di affrontare Cole Porter (I Concentrate on You), Gabriel Faur (Northern Star) planando (!) su Alanis Morrisette (Hand in My Pocket), senza colpo ferire. Eppure, gli abbinamenti cautamente jazzati funzionano. (s.cr.)

Old school verso il futuro


Dischi arrivati sul finale dell'anno appena trascorso ma di cui vale la pena parlare. Iniziamo da Adriano Viterbini & Enzo Pietropaoli, in Futuro primitivo (Parco della Musica Records): dieci brani in buona parte di altri in cui lo strano binomio si cimenta in un sottile equilibrio tra blues e jazz. Sono in forma e non falliscono l'appuntamento, firmando un disco piacevole e stimolante per chi si approccia ai due artisti: ottima Canzone per chiamarti. In due sono anche Reverend & The Lady con Chapter Two (Autoprodotto), al secolo noti come Mauro Ferrarese e Alessandra Cecala. Interpreti di sedici brani di blues old school. Lasciano presagire uno sviluppo interessante, ma intanto un plauso per la produzione attuale. Finale con Johnny Sansone di Once It Gets Started (ShortStack Records): prodotto e suonato da Anders Osborne - si sente e anche assai - il nuovo lavoro del cantante di New Orleans si ascolta con facilit. Niente di nuovo sotto il sole, certo, ma alcune chicche come Back to You con Henry Gray al piano e la rutilante 9th Ward Landlord. (Gianluca Diana) WHITE DENIM CORSICANA LEMONADE (Downtown/ Coop/Self) Il quartetto texano pubblica questo quarto lavoro che ha un inizio quasi folgorante. Tre brani che riportano la mente indietro nel tempo, a un rock Usa, sanguigno e complesso anni Settanta, un mix che va dalla West Coast al southern rock, tocca la psichedelia e la follia zappiana. Purtroppo per da l in poi, a parte qualche rara eccezione, si cade in un sound scontatissimo. (r.pe.)

IL LEGNO PERFETTO
Anche le chitarre, i bassi, i violini e una teoria di altri strumenti musicali pone una questione di sostenibilit ambientale, culturale, sociale. In sostanza: da dove vengono i legni utilizzati? Nel 1996 la Gibson, uno dei marchi di chitarre pi rinomati, stata la prima azienda a produrre strumenti con legno certificato dalla Forest Stewardship Council, la nota organizzazione no profit. La stessa Gibson punta ad utilizzare nei prossimi mesi l'80 per cento di legno eco. Altri marchi si sono uniti, tra questi, Fender, Yamaha, Taylor, Martin, Guild, Walden tutti consorziati nella Music Wood Coalition, un progetto di Greenpeace. La coalizione si propone di tutelare foreste e in particolare alberi essenziali nella produzione degli strumenti musicali. Tra questi abete rosso, acero, mogano, ebano, palissandro, ovverosia i cosiddetti legni di risonanza o legni armonici. Fondamentale in tal senso il bosco di Latemar in Trentino Alto Adige caratterizzato dallabete rosso maschio, molto raro. La fibra ondulata e negli strumenti musicali produce toni e vibrazioni pi durature. Da notare che a un legno di risonanza di elevata qualit si richiede uno spessore degli anelli inferiore a 2 mm, legno primaverile poco esteso e assenza di rami. Va da s che quando si parla di legno sostenibile si intende un legno che non determini impatti di natura ambientale, sociale e economica. E dunque: che i proprietari/gestori forestali detengano il diritto legale di effettuare le utilizzazioni forestali; che tutte le operazioni di taglio, raccolta, processo e commercio siano eseguite secondo norme regionali, nazionali e internazionali; che la gestione e luso dei soprassuoli forestali consentano di mantenere le foreste sane e capaci di soddisfare le necessit delle generazioni future; che il legname sia tagliato, lavorato e commercializzato nel pieno rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro e delle popolazioni native. Al momento la Music Wood Coalition punta a bloccare la massiccia deforestazione in Alaska, in particolare Greenpeace in trattative con la Sealaska Timber Corporation per certificare - via Fsc - i 76mila ettari privati di foreste da cui proviene l'abete Sitka, fondamentale nella costruzione della cassa armonica delle chitarre ( vibrante, chiaro e cristallino, ottimamente bilanciato, con una buona brillantezza sui medi). E intanto sempre pi si prende in considerazione - nonostante i fautori dei legni tradizionali - la possibilit di impiego sempre pi consistente di materiali alternativi (alluminio e fibra di carbonio). Ideale per immergersi in queste righe eco-sonore, il nuovo disco di Sharon Jones & The Dap Kings: Give the People what They Want (Daptone DAP 032 EU/Goodfellas). Reduce da un tumore al pancreas, la cantante infila un disco avvincente di soul funk. Splendido il video di Stranger to My Happiness.

ON THE ROAD
Bombino
Il desert blues del chitarrista tuareg Omara Bombino Moctar. Segrate (Mi) GIOVEDI' 16 GENNAIO
(MAGNOLIA)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it

Virginiana Miller
Il ritorno dal vivo della band livornese coincide con la pubblicazione del loro sesto album, Venga il regno. Prato SABATO 11 GENNAIO (CAPANNO
BLACK OUT)

Boxerin Club
Due date ravvicinate per la giovane e promettente indie rock band capitolina. Palestrina (Rm) VENERDI'
17 GENNAIO (MENTE LOCALE) Roma SABATO 18 GENNAIO (CIRCOLO DEGLI ARTISTI)

Alexanderplatz
La cave romana ospita il cantautore Piji, lOrchestra Pirone, il trio di Pietro Lussu, Radio Trio, il supergruppo con Maurizio Giammarco-Riccardo del Fra-Battista Lena-Dario Deidda e la partecipazione di Francesca Archibugi. Roma DA SABATO 11
A GIOVEDI' 16 GENNAIO (ALEXANDERPLATZ)

Novoli (Le) VENERDI' 17 GENNAIO


(FESTIVAL FCARA) Firenze SABATO 18 GENNAIO (FLOG)

Grosseto SABATO 18 GENNAIO (TEATRO


DEGLI INDUSTRI)

Vincent Peirani & Ulf Wakenius


Il duo fisarmonica e chitarra per la prima volta in Italia. Roma VENERDI' 17 GENNAIO
(AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA) Avellino SABATO 18 GENNAIO (SENZATEMPO)

Sacri Cuori
Il post rock catartico del progetto di Antonio Gramentieri. Madonna dellAlbero (Ra)
SABATO 11 GENNAIO (BRONSON)

Gaia Mattiuzzi
La vocalist, impostasi nellarea dellimprovvisazione radicale, di scena a Trieste. Trieste MARTEDI' 14 GENNAIO (CIRCOLO
DEL JAZZ THELONIOUS C/O KNULP)

Jazz in Puglia
Torna ad esibirsi dal vivo il pianista Piero Bassini nellorganico da lui prediletto del trio (a San Severo), mentre nel capoluogo di regione di scena il duo composto dal pianista Danilo Rea e dal trombettista Flavio Boltro. S. Severo (Fg) VENERDI' 17 GENNAIO
(CAFF TRA LE PIEGHE SPAZIO OFF)

Linea 77
Il crossover della band piemontese di nuovo in tour. Segrate (Mi) SABATO 11 GENNAIO
(MAGNOLIA)

Atelier Musicale
La rassegna, organizzata da Musica Oggi, propone la Artchipel Orchestra ed il duo del contrabbassista Miroslav Vitous con il chitarrista Maurizio Brunod. Milano SABATO 11 E SABATO
18 GENNAIO (AUDITORIUM G. DI VITTORIO, ORE 17,30)

Wayne Escoffery
Il quartetto del sassofonista e compositore - nato a Londra, a New York dal 2000 - in concerto in alcuni club italiani. Ascoli Piceno VENERDI' 17 GENNAIO
(C. LOUNGE)

...A Toys Orchestra


Indie rock, post punk e ballate pop per il gruppo campano. Perugia SABATO 11 GENNAIO (URBAN)

Bari SABATO 18 GENNAIO (TEATRO


FORMA)

Fcara Festival
La rassegna salentina propone un concerto multiplo nella prima delle due serate e uno singolo nella seconda. Ad alternarsi sul palco il 16 saranno Dubioza Kolektiv, BandAdriatica, Alpha Blondy, Omar Souleyman, Motel Connection e la band tuareg Tinariwen; la chiusura del festival invece affidata al desert blues di Bombino. Novoli (Le) GIOVEDI' 16 E VENERDI'
17 GENNAIO

Ferrara SABATO 18 GENNAIO (JAZZ CLUB


FERRARA)

David Rodigan
Probabilmente il sound system per eccellenza del reggae contemporaneo. Torino SABATO 11 GENNAIO (LAPSUS)

99 Posse
La formazione hip hop partenopea di nuovo in tour. Palermo SABATO 11 GENNAIO (TEATRO
POLITEAMA OCCUPATO)

Parco della Musica


Il nutrito cartellone della struttura capitolina prevede il duo Marilena Paradisi/Ivan Macera, Mauro Ottolini con i suoi Sousaphonix, il duo composto dal percussionista Michele Rabbia e dal chitarrista Eivind Aarset. Roma SABATO 11, MERCOLEDI' 15
E SABATO 18 GENNAIO (AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA)

Leeroy Thornhill
Il dj set dellex Prodigy. Roma SABATO 11 GENNAIO (RISING LOVE)

Perturbazione
Indie rock e canzone dautore nel sound della band di Rivoli. Roma SABATO 18 GENNAIO (BLACKOUT)

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ALIAS 11 GENNAIO 2014

IN USCITA

ANTICIPAZIONE
di LUCA PERETTI

La cinematografia sugli anni di piombo composta da un corpus di film che sono stati studiati e discussi. Un rapporto, quello tra cinema e violenza politica, che stato in Italia complicato, difficoltoso, foriero di disagio. Oltre a un certo numero di film finiti, c un sommerso di progetti, sceneggiature, soggetti, di film mai realizzati, che invece non sono stati per ora quasi per niente studiati e analizzati. Si tratta probabilmente di un ingente numero di potenziali film. (...) Alibi imperfetto (titolo alternativo: Indagare bello) un soggetto scritto nel 1977 da Ugo Pirro, sceneggiatore anche di Ogro (Gillo Pontecorvo, 1979), uno dei film sugli anni di piombo che ha avuto pi difficolt in fase di realizzazione. Il soggetto fu dato in lettura al produttore Clementelli, al produttore Cecchi Gori, al regista Mario Monicelli che lo propose al produttore Luigi De Laurentiis, il quale dopo un primo interessamento abbandon il progetto. Dopo di che, constate le difficolt, ho preferito non fare altrettanti tentativi nella convinzione che sarebbero stati del tutto inutili (...) Il terrorismo stato per lunghi anni un tema tab del cinema, il solo proporlo rischiava di procurare unaccusa di convivenza ideale se non organizzativa con le Brigate Rosse (Pirro 1984). Il testo lungo cinquantasei pagine, presentandosi come una sorta di romanzo breve, e lazione si svolge nel centro di Roma. Racconta di un investigatore privato, Armando Falchi, incaricato dal professore di sociologia dellUniversit di Roma Eugenio Sales di indagare su di lui. Linvestigatore, un ex poliziotto che insieme al suo assistente Giacomino alle prese con storie di corna, cani scomparsi e affini, accetta la sfida di indagare su un individuo ed essere pagato dal medesimo. Nella stessa giornata il soggetto diviso nellunit temporale di cinque giornate lonorevole Contini viene rapito e vengono uccisi due poliziotti che erano con lui. Ben presto Falchi comincia a sospettare che il professore sia coinvolto in questazione. Sales ha quindi assunto Falchi per capire quanto sia vulnerabile e contemporaneamente crearsi un alibi: linvestigatore, per quanto pieno di sospetti, non riesce infatti ad avere prove certe, e quindi tutti i posti visitati, le cose fatte, diventano potenziali alibi. L'unica prova che riesce a fornire, la macchina da scrivere con cui il gruppo avrebbe scritto un comunicato, non regge la verifica della scientifica. I terroristi non si dichiarano prigionieri politici, e Falchi si trasforma cos contemporaneamente in testimone di accusa (perch li ha denunciati) e di difesa, perch ha seguito Sales e pu fornirne un alibi. In diversi dialoghi viene esplicitato quello che pensa Falchi del terrorismo, specie da un punto di vista operativo-militare. Ad esempio si rimanda al clima di caccia alle streghe nei confronti dei militanti dellestrema sinistra quando il detective parla con un cameriere e gli dice di non dire dove e come i terroristi potrebbero nascondere lonorevole perch questo gi un motivo per essere sospettati (...) La sceneggiatura, per quanto ricostruisca una situazione potenzialmente realistica (e il rapimento Moro lo dimostra), non fa nomi, non racconta di personaggi realmente esistiti e non sembra in definitiva unopera particolarmente scomoda.

UN SAGGIO COMPROMESSI E DIFFICOLT

I film mai fatti sul terrorismo


Eftimios che sta morendo mentre capiamo che Achille, nell'Iliade, era entrato in guerra solo per non essere dimenticato, come un giovane terrorista che compie i suoi atti per narcisismo, dirigendo quasi a caso la morte, come nel caso della carceriera di Rebibbia. Tema cardine del film, seppur espresso in maniera metaforica, la messa in scena del dubbio che attanagli alcuni militanti dellepoca, cio se unirsi o meno alla lotta armata... A quanto racconta lautore la sceneggiatura fu mandata a Nanni Moretti e mi rispose Angelo Barbagallo (fino al 2007 socio di Nanni Moretti nella casa di produzione Sacher Film). Mi disse che cerano Achille e Ettore, cera la mitologia e quindi non gli interessava, gli faceva decidere di non occuparsene. Poi lho presentata chiedendo il finanziamento allIstituto Luce perch aveva preso in distribuzione il mio film precedente, Angelus Novus (anche se mi ave-

Luce senzombra una sceneggiatura di 152 pagine portata a compimento da Pasquale Misuraca nel 1988, da soggetto originale di Eftimios e Pasquale Misuraca. Uno dei protagonisti porta proprio il nome di Eftimios, abita in campagna a nord di Roma, mentre il Giovane Infelice (il nome di un altro personaggio, ispirato ad un testo di Pasolini) va in chiesa dove una statua di Santa Teresa gli dice che tempo di agire. Per Pasquale Misuraca Luce senzombra da intendersi come una rappresentazione di una crisi che dura secondo Gramsci dagli inizi del Novecento. il racconto di come allinterno di questa crisi ci siano due modi di viverla. Ci sono dei giovani che per disperazione uccidono e ci sono

Ugo Pirro: Il terrorismo stato per lunghi anni un tema tab del cinema, il solo proporlo rischiava di procurare unaccusa di convivenza ideale se non organizzativa con le Brigate Rosse

dei giovani che costruiscono un mondo nuovo. Il Giovane Infelice infatti con due compari (Klara e Carlo) rapisce una guardiana di Rebibbia con funzioni minori si occupa dei pacchi, ma neppure di controllarne il contenuto, solo di farli. I giovani non hanno particolari accuse da fare e, quando lei spiega che lavora in carcere a causa di qualche malanno di salute, il Giovane Infelice risponde che pure mia nonna ha cinquantacinque anni, pi o meno sta nelle stesse condizioni tue, eppure non andata a lavorare in carcere, a costo di farsi il culo!. Sembra un rapimento piuttosto estemporaneo, senza troppe motivazioni politiche, ma che si conclude con un omicidio. La vicenda raccontata ispirata a quella di Germana Stefanini, rapita e uccisa a Roma da un commando delle Brigate Rosse-sezione potere proletario armato il 28 gennaio del 1983. Linterrogatorio riportato nella sceneggiatura riprende fedelmente quello pubblicato dallEspresso il 29 maggio dello stesso anno (la sceneggiatura infatti una rielaborazione basata su una spietata descrizione della realt) e tratto dalle bobine trovate dopo l'arresto del gruppo. La sceneggiatura finisce con

ni, scontri con la polizia, concerti, perquisizioni e tutto il cot di quegli anni. Il binomio politica/militanza e amore/sesso il fil rouge del film, come lo stesso Zangardi ha specificato in un dialogo con chi scrive. La sceneggiatura si apre con una fuga di Mria, Tata e Lupo verso la Svizzera, inseguiti dalla polizia e con un carico di soldi che verrano per gettati dal finestrino. la stessa scena alla fine della sceneggiatura, quindi il film intero sarebbe stato girato in una sorta di lungo flashback. I tre stanno di fatto entrando in clandestinit: la protagonista si chiede: era meglio quella libert da fuggiaschi e da clandestini verso cui ci stavamo dirigendo?. Il resto del film parla del prima, di cosa facevano prima i terroristi (o in questo caso persone che stanno entrando in clandestinit e teorizzano la violenza politica), tema effettivamente raro nel cinema italiano. C una forte volont di raccontare quanto fosse variegato il movimento e di quanto oltre alla politica fossero anche interessati al divertimento. Per raggruppare soldi per aiutare un compagno cileno il gruppo organizza una rapina di finanziamento con conseguenze tragiche: la morte di uno dei militanti e la fuga con cui si apre e chiude il film. Vale la pena sottolineare per che la rapina non sembra un episodio, quanto un primo atto verso un uso pi diffuso della violenza. Questo film avrebbe rappresentato il pre-terrorismo e soprattutto tracciato una linea tra movimento e chi ha poi compiuto atti violenti. Nonostante questo, il film fu bocciato dalla Commissione per la cinematografia del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, e secondo Zangardi si tratt pi di una bocciatura politica che sulla qualit della sceneggiatura o della storia (ritenuta buona dalla stessa Commissione)...Due anni dopo questesperienza Zangardi tent di fare un film tratto dal libro Nellanno della tigre - storia di Adriana Faranda di Silvana Mazzocchi, ma anche questo progetto non and in porto e si scontr con veti e difficolt da parte dei potenziali finanziatori. Il Permesso una sceneggiatura di Giuseppe De Santis (che avrebbe dovuto dirigerlo) e Franco Reggiani va chiesto di censurarlo e io non lho che racconta la storia di un gruppo fatto). Dopo diversi mesi, un anno di dieci detenute per reati connessi forse, non avevo avuto nessun tipo di al terrorismo che beneficiano, grazie risposta. Poi credo di non aver pi in- alla legge Gozzini, di un permesso sistito perch non cera nessuno che temporaneo per assistere ad uno volesse produrlo... Secondo Misura- spettacolo teatrale. Lispirazione ca non vi sono problemi specifici nep- tratta da un evento reale, ma nella pure per quanto riguarda largomen- sceneggiatura non si citano i veri noto, la messa in scena del terrorismo: mi... Nella premessa al soggetto gli Non credo che il tema abbia influen- autori spiegano il senso del loro zato in qualche modo. Questi stessi film: Il soggetto investe il grande e temi quando li trattano altri vanno sempre attuale dibattito sui temi delbene, il problema chi ha la licenza la giustizia, della pena, dei diritti di trattare questi temi. I Maselli, i Bel- umani. Esso pone interrogazioni inlocchio, gli Agosti, i Ferrara, ci sono quietanti e dolorose, prima tra tutte tutta una serie di professionisti di sini- quella tragica dei parenti delle vittistra che possono trattare questi temi. me del terrorismo (...) Nella scena cardine del film le deNon tanto il tema, ma il chi lo tratta, come lo tratta. Io non credo che ci tenute costruiscono le maschere per sia pi una censura ideologica riguar- lo spettacolo che andr in scena neldo al contenuto, la censura pi pro- le ore del permesso. Il regista dice loro che devono rappresentare da dofonda perch riguarda la forma. Rosso di Mria una sceneggiatu- ve venite, chi eravate, come siete arrira scritta da di Anna Rita Ciccone, vate sin qui, in carcere.... uno straRiccardo Tavani, Paolo Lapponi, To- tagemma per ripercorrere il backnino Zangardi nel 1998 liberamente ground delle detenute. Alcune di tratta dal romanzo di Teresa Zoni Za- queste storie sono direttamente ispinetti dallomonimo titolo (Zoni Za- rate a quelle raccontate in Rivista di netti 1997). Vi si racconta la storia di storia contemporanea, 1988 / 2, dediuna giovane militante, Mria, e del cato alle testimonianze e analisi di collettivo dove milita. Ambientata un ciclo di seminari svoltosi presso il nella zona dei laghi in Lombardia carcere Le Nuove con un gruppo di pi che soltanto una storia sul terro- ex terroriste, alcune delle quali prenrismo una sorta di narrazione del- deranno parte al permesso. C' chi leducazione sentimentale e politica ricorda il nonno socialista, chi la ridi un gruppo di militanti. Siamo nel volta nel collegio religioso, il periodo 1974-75, in un collettivo come molti internazionalista, una storia doloroaltri spuntano adesso molotov e sa di aborto, un passato da psicoloqualche pistola, ci sono occupazio- ga che ha a che fare con la psicologia repressiva, una che ha vissuto in una comune. Una scena che sarebbe stata molto importante, perch il tema delle origini del terrorismo le foto di Roberto Herlitzka e Maya praticamente assente nel cinema itaSansa sono tratte dal film Buongiorno liano (...) notte di Marco Bellocchio

IMMAGINI DI PIOMBO
Immagini di piombo, Cinema, storia e terrorismi in Europa a cura di Luca Peretti e Vanessa Roghi (postmedia books 2014, euro 16.90) racconta la complicata relazione tra cinema e terrorismo in Italia discussa da diversi punti di vista, con altri interventi sul contesto basco, tedesco e irlandese e sul pi recente terrorismo islamico in Olanda. Oltre al saggio che pubblichiamo in piccola parte del curatore Luca Peretti (Yale University), che ha indagato attraverso le sceneggiature e i racconti dei registi le sorti dei film mai bloccati dalla censura e alle volte gi in via di realizzazione, composto da saggi di Roberto Silvestri, Paolo Varvaro Alan OLeary Vito Zagarrio Gino Nocera, Cinzia Venturoli Guido Vitiello, Christian Uva, Susanna Pellis, Maria Pilar Roderguez e Rob Stone, Maria Grazia Zizolfi, Maricla Tagliaferri e Paolo Fantini e unintervista a Gianfranco Pannone. interessante notare che in Italia la bibliografia su cinema e terrorismo piuttosto scarsa, proprio perch si pensa che ben pochi sono stati i film e i documentari sullargomento. Il libro comprende anche il saggio di Pierre Sorlin dal titolo: Terrorismo, ci che il cinema insegna dallattacco paradigmatico e indiscutibile: Limmagine in movimento nacque durante lultima fase degli attentati anarchici contro capi di stato e politici che, dopo aver agitato la fine dellOttocento in Europa e in America, si concluse con la morte di Umberto I.