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DOLCE VITA GALLERY MARCELLO GEPPETTI KARPO GODINA PISANELLI RANCIRE SDRAN GOLUBOVIC PROG ROCK ITALIANO, IL LIBRO

TUTTI I CONCERTI LA GOCCIA DEL DILUVIO UNIVERSALE

PHIL STERN FOTOGRAFO UFFICIALE DI GUERRA DELLESERCITO ALLEATO TORNA IN SICILIA IN OCCASIONE DELLA MOSTRA A LUI DEDICATA, IL RACCONTO DELLO SBARCO ANGLOAMERICANO, LOPERAZIONE HUSKY DAL 10 LUGLIO ALL8 SETTEMBRE 1943

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ALIAS 20 LUGLIO 2013

LA MOSTRA DELLE FOTOGRAFIE DELLO SBARCO IN SICILIA

ALLA SCOPERTA DEI TESORI DEGLI ARCHIVI

Torna in Sicilia a novantatr anni il fotografo ufficiale di guerra che document lo sbarco in Sicilia. A da lui, celebre anche per le foto dei divi hollywoodiani, dedicata una mostra

STERN
di LUCIANO DEL SETTE
ACIREALE

Cosa rappresentano, nellesistenza di un uomo, sessanta giorni? Uno spicchio di tempo, se misurati con puro calcolo aritmetico. Infinitamente di pi se a quei giorni appartengono le date del 10 luglio e dell8 settembre 1943, e luomo che li ha vissuti porta il nome di Phil Stern. Dieci luglio 2013, settantanni dopo. In piazza del Duomo ad Acireale, Sicilia, capolavoro di barocco religioso e civile, una vecchia jeep militare made in USA guarda un pomiope per let Palazzo Costa Grimaldi, sede della Galleria del Credito Siciliano. Guarda le linee severe del palazzo e lo striscione che occupa parte della facciata. La scritta annuncia Phil Stern. Sicily 1943. Notabili e politici con famiglia al seguito, troupe con telecamere in spalla, fotografi, giornalisti, si accalcano davanti allingresso. Un minibus si ferma proprio l, una portiera scorre, un signore molto anziano scende. Per camminare si appoggia a un carrello, sul carrello una piccola bombola per lossigeno. Il signore si guarda intorno, gli occhi si accendono, lo sguardo mette a fuoco la folla, le labbra formulano un sorriso e forse abbozzano un good evening. Quel signore si chiama Phil Stern, novantatr primavere. tornato in Sicilia per la mostra a lui dedicata, che documenta la sua attivit di fotografo ufficiale di guerra durante lo sbarco angloamericano

sulle coste della Sicilia, lOperazione Husky iniziata nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943 e conclusa con larmistizio firmato da Pietro Badoglio il 4 settembre, ma ufficializzato dalla radio soltanto quattro giorni dopo. Settantanni da quei fatti e settanta scatti per commemorarli. La folla prima allingresso, adesso si accalca nei locali dove verr presentato levento. Phil siede a un estremo del lungo tavolo, ascolta i discorsi ufficiali, aspetta il suo turno per parlare. E quando arriva il momento, la voce ha un suono ancora limpido, le parole scorrono fluide fino allarrivederci venato dalla buffa inflessione americana. Incredibile vecchio, Phil. Protagonista di una vita che lo ha portato dai set cinematografici hollywoodiani ai fronti di guerra, per ritornare tra i divi della Citt del Cinema quando i cannoni e le bombe smisero di mietere vittime. Incredibile anche lautentico colpo di fortuna che ha permesso alla mostra di assumere un carattere senza dubbio unico. il curatore Ezio Costanzo a raccontarlo. Un paio di anni fa, durante le ricerche che erano seguite alla decisione di ricordare lanniversario, Costanzo rintraccia nei National Archives di Washington alcune foto dello sbarco in Sicilia. Sul retro portano la scritta Stern e il timbro del reparto Combat Camera americano. Il pensiero va subito allo Stern dei ritratti di Sophia Loren, Marilyn Monroe, John

Wayne, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, al fotografo ufficiale di John Kennedy. Successive indagini confermano che quello stesso Stern aveva vestito anche i panni del reporter di guerra. Il contatto con lui avviene un anno dopo, la risposta subito positiva. Phil accetta lidea della mostra, e durante la conversazione si ricorda di avere da qualche parte una serie di negativi mai stampati del lavoro svolto tra Licata, Gela, Comiso, Catania, Palermo. Sobbalzo inevitabile da parte di Costanzo, poi gli incontri a Los Angeles, dove il Maestro vive, le prime stampe, la scoperta di un patrimonio rimasto per decenni nelloscurit di un baule. Viene da chiedersi come sia stata possibile, da parte di Stern, una dimenticanza di questa portata. Risposta potrebbe arrivare ripercorrendo la vita di un uomo nato il 3 settembre 1919 nel Bronx da genitori ebrei russi emigrati. Un uomo che appena ventenne, dopo un apprendistato nella bottega di un fotografo, diviene free lance per riviste quali Friday, Colliers, Life, Look. Il mondo in cui lavora quello del grande schermo e del grande jazz. Qui mette in bianco nero i ritratti di tante celebrit, e si ritrova fianco a fianco con lOrson Welles regista di Citizen Kane. Nel 1941 si arruola volontario, partecipa alle campagne in Nord Africa, viene ferito in Tunisia. Il rimpatrio di breve durata. Phil vuole partecipare allo sbarco in Sicilia armato soltanto della sua

Operazione Husky, 1943

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Tutte le foto in queste pagine sono di Phil Stern

GERENZA
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A ci va aggiunto che qui luomo di successo arrivato da lontano continua ad essere circondato da unaura di ammirazione, ha qualcosa in pi, suscita rispetto. Proviamo a guardare la mostra con gli occhi di Carmelo Nicosia fotografo. Di Stern si dice che era sempre nel posto giusto al momento giusto. stato solo questo a costruirne la celebrit? La fotografia di Stern fatta di luce. Lui aveva capito fin dagli inizi che la luce, come per gli Impressionisti, il massimo dimensionamento di unimmagine. Non esiste, almeno per quello che ho visto nel preparare la mostra, una sua immagine in cui la luce sia sbagliata. Dietro lobbiettivo, Stern non si lascia mai prendere dallevento, controlla le ombre che ti dicono dove sei e in che situazione sei per decidere lo scatto. Con la Sicilia incontra la bellezza, ad esempio il barocco. Che fa suo e che interpreta attraverso una visione cinematografica. Lo stesso si pu dire delle immagini che ritraggono gli abitanti dei paesi, i carabinieri, i soldati americani. Stern aveva gi in mente il cinema, e infatti diverr un grandissimo fotografo di scena. Due piani, bianco delle pareti, le foto in grande formato appese con semplici puntine, come se fossero mappe militari dentro le stanze di un Comando militare. Ecco la mostra. Pensarla frutto di negativi che rischiavano loblio o il destino polveroso di un archivio, aggiunge una valenza diversa e pi forte al percorso. guerra la narrazione di Phil Stern. Si vedono i cannoni della contraerea puntati verso il cielo, la prua dei barconi carichi di ranger al largo delle coste siciliane, i carri armati nelle strade, i militari armati di fucili, le rovine delle case e degli edifici fascisti, la polvere che avvolge paesi sprofondati nel nulla della distruzione, la gente con le mani in alto non sai se in un gesto di resa o di saluto. guerra, che Stern scavalca per andare dietro le quinte delle campagne, delle vie sterrate e sulla soglia di case povere per nascita; punta lobbiettivo sulle facce di uomini e donne che hanno negli occhi mille interrogativi, sugli sguardi incantati dallaccadimento e dalla cesura improvvisa di una lontananza secolare dal resto dellItalia. Stern ritrae scene totalmente diverse da quelle dellarrivo degli Alleati nelle grandi citt come Milano e Roma, dove lesercito liberatore lanciava gomme da masticare e sigarette a una folla osannante. Nei campi e nelle vie di Gela e di Licata, i ranger sono quelli dellOperazione Husky, per nulla chirurgica e invece foriera di morte. Sorridono accettando un fiasco di vino, si distraggono insegnando baseball a un bambino, guardano con divertito disprezzo un ritratto di stampa: LITOSUD Srl Hitler, consumano la loro razione via Carlo Pesenti 130, di cibo da una scatoletta appoggiata su una pietra. Difficile, Roma LITOSUD Srl anzi impossibile, immaginare a via Aldo Moro 4 20060 cosa pensino, e forse proprio Pessano con Bornago (Mi) questo che Stern ha voluto fermare. Lincubo della guerra diffusione e contabilit, dentro una calma apparente. La rivendite e abbonamenti: stessa calma che sembrano REDS Rete Europea trasmettere gli uomini in fila per distribuzione e servizi: consegnare le armi, i carabinieri viale Bastioni con il pennacchio da favola di Michelangelo 5/a Pinocchio tra la calca di gente, il 00192 Roma carretto stracolmo lungo una strada bianca, le persone allineate tel. 0639745482 Fax. 0639762130 davanti alla scritta Vincere, la solitudine di un anziano che cammina curvo lungo la pensilina di una stazione ferroviaria, le ragazze vestite a festa che civettano con i militari probabilmente senza capire una soltanto delle loro parole. Quando Foto in copertina Stern si addentra tra la quinte di Phil Stern degli orrori quotidiani, lo fa senza ombra di compiacimento, ben lontano dalla tentazione di stupire con il sangue e lesibizione dello scempio umano. Le immagini sono forti, ma non suscitano repulsione. Due corpi di soldati, ridotti a misere cose, giacciono ai bordi di una strada. Eppure non viene da distogliere lo sguardo. Si resta l, molto pi del tempo che serve per guardare, quasi che limmagine assumesse i contorni di un monito. Il video per foto in dissolvenza di Nicosia e una lunga striscia di cento piccole e significative foto prestate dallImperial War Museum di Londra completano il corpo di una mostra, cui danno ulteriore linfa alcune frasi di Phil Stern disseminate sul bianco delle pareti. Una di esse riassume il senso della sua vita, non solo professionale Ho visto Marilyn nella sua casa e le navi esplodere sotto le bombe degli Stukas, gli occhi blu senza fine di Sinatra e i piedi di James Dean. Prima di morire, voglio rivedere la Sicilia. Desiderio esaudito, vecchio e incredibile Phil.

macchina fotografica. Il colonnello William Darby, creatore del corpo dei Ranger, accetta. Le immagini firmate da Stern diverranno protagoniste della rivista delle forze armate americane Stars and Stripes. Nuovamente ferito, il giovane reporter torna negli States, questa volta per sempre. Hollywood lo consacrer interprete ineguagliabile del carattere, delle inquietudini, delle fragilit nascosti dietro il fascino e la bellezza dei mostri sacri da lui incontrati e poi frequentati, primo fra tutti James Dean cui fu legato da autentica amicizia. Il matrimonio con Rose, nel 1945, porter quattro figli. Quei figli che, insieme a nuore e nipoti, lo hanno accompagnato durante il ritorno in Sicilia. Ed proprio di quel ritorno che occorre parlare prima di tutto, poich rappresenta una chiave indispensabile per accedere al significato e al valore della mostra. Carmelo Nicosia docente di fotografia allAccademia di Belle Arti di Catania; alle spalle Milano, Roma, Parigi fine anni 70, campi base professionali da cui era partito per raccontare un mondo in divenire e denso di fermenti. Nei dieci giorni della permanenza di Stern in Sicilia, Carmelo lo ha seguito raccontando per immagini in bianco e nero la cronaca di un viaggio fatto di ricordi, emozioni, luoghi mutati radicalmente ma rimasti impressi nel cuore, silenzi, sorrisi, lacrime sottili che non si possono n si vogliono fermare. A volte, nella vita, le cose avvengono per strane combinazioni. In questo caso, loccasione di una mostra ha coinciso con un desiderio che Phil coltivava da lungo tempo, magari in segreto, magari inconsciamente: rivedere quei luoghi dove era stato da ragazzo, dentro gli scenari di una guerra. Penso che per lui, questa occasione abbia rappresentato una sorta di chiusura del cerchio. Se nei contatti istituzionali ho visto una persona molto pragmatica, padrona di se stessa, nei giorni che abbiamo trascorso insieme ho visto la stessa persona piangere. Di commozione e di

LA MOSTRAjksdbh
Phil Stern. Sicily 1943 Galleria del Credito Siciliano, piazza Duomo 12, Acireale Fino all8 settembre, mercoled/domenica 18-21.30 Ingresso libero Informazioni 095/600208, creaval.it felicit per laccoglienza della gente. La gente sa chi Phil Stern, nonostante siano passati settantanni e lui non abbia mai fatto ritorno in Sicilia prima di oggi? Certo. A Licata, Gela, Comiso sanno chi , perch sanno cos stato lo sbarco: lidea della guerra in una Sicilia dove la lotta partigiana non ha avuto un ruolo protagonista. La guerra ha rappresentato un accadimento. Terribile e tragico, con migliaia di morti e cumuli di macerie, ma pur sempre un accadimento in grado di sconvolgere lordinariet di un luogo allora ancor pi lontano di adesso. La Sicilia era lontana anche dal fascismo, nonostante gli archi di trionfo, i ritratti di Mussolini e le scritte di regime sui muri? La Sicilia era lontana e basta. Il tuo ricordo pi forte del viaggio con Stern: In quei giorni ho scoperto il carattere di un pezzo della mia terra che non conoscevo. Potrei chiamarlo senso della pietas per un vecchio, ma forse non spiega fino in fondo la banda municipale di Licata che ha suonato in onore

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INTERVISTA A PHIL STERN

DAI FRONTI AFRICANI A HOLLYWOOD

Ogni fotografo ha un suo punto di vista, un suo senso etico quando affronta una guerra. Riguardo a quello che lAmerica fa fatto in Vietnam sono sempre stato contro e continuo ad essere addolorato

La Storia in piena luce


di L.D.S.

Due delle settanta foto della mostra ritraggono Phil Stern. Nella prima, bustina militare in testa e divisa stretta, il fotografo immortalato mentre dialoga con un collega siciliano, che nei tratti e nella figura allampanata ricorda Ciccio Ingrassia. In mezzo ai due, un monumentale apparecchio a soffietto. Nellaltra, Stern posa in stile foto ricordo dal fronte, alle spalle uno scorcio di paese. Il giovanotto di allora diventato il grande vecchio di oggi, ma la sua verve, il suo piglio deciso, sembrano non essersi per nulla esauriti con let. Alla richiesta di unintervista acconsente senza problemi, e quando ci presentiamo registratore in mano, esordisce con un divertito Hallo, paparazzo!. Saremo brevi, mister Phil. No problem. Pensa forse che io sia stanco?. Ma ci mancherebbe. In fondo, cosa vuoi che siano novantanni suonati. Quando lei sbarcato in Sicilia al seguito dellesercito americano, aveva gi unidea che avrebbe guidato il suo lavoro? Era gi

chiaro in lei che avrebbe raccontato soprattutto il rapporto tra i militari e la gente, la Sicilia dei paesi, la vita al di l della guerra? Innanzitutto devo dire che passato tanto tempo da quei giorni, e che quando li ricordo penso pi a un brutto sogno, a una cosa letta su un libro, a una trasmissione televisiva. Stento ancora a credere che tutto sia successo davvero. No, non avevo unidea precisa di come e di cosa avrei fotografato. Ma oggi, rivedendo quelle foto, mi viene comunque da pensare che forse ho fatto qualcosa di giusto se, a settantanni di distanza, musei, istituzioni, editori, riviste chiedono di poterle esporre e pubblicare. Tra i centosessantamila soldati cerano anche giovani italoamericani. La loro presenza serv a facilitare i rapporti con la popolazione? In un certo senso, se guardiamo allorigine, il fatto di essere un poamericani e un poitaliani aiut a vincere la paura e la diffidenza. Ma non va dimenticato che erano pochi i figli di emigrati in grado di parlare la lingua dei loro genitori. Quei pochi, per, sono stati preziosi e hanno svolto un ruolo importantissimo. Ventanni dopo il 1943 iniziava la guerra dellAmerica in Viet Nam. Da questa guerra e da quelle che continuano a sconvolgere tante parti del mondo, nata una nuova scuola di reporter. Molti di loro hanno fatto e fanno del sangue e dei morti uno spettacolo che vendono al miglior offerente. Qual la sua opinione in merito? Ogni fotografo ha un suo atteggiamento, un suo punto di vista, un suo senso etico, quando affronta

una guerra. E su questo non mi sento di esprimere giudizi, non voglio farlo. Invece, rispetto al Vietnam, posso dire che io sono sempre stato contro quello che lAmerica ha fatto l. E continuo ad essere assolutamente addolorato per quanto di terribile successo. Dai fronti del Nord Africa e della Sicilia agli studios di Hollywood. vero che si tratt di un ritorno alle sue origini di fotografo. Ma, dopo aver vissuto queste esperienze, com stato possibile un cambiamento cos radicale? Il passaggio dalle foto di guerra alle foto della societ civile lho vissuto benissimo, ne sono stato felice. Per lungo tempo, e ancora oggi, il mio desiderio stato uno solo: che la guerra cui ho partecipato, seppure senza armi, non fosse mai avvenuta. Purtroppo, su quegli eventi, non ho mai potuto avere alcuna possibilit di controllo. Solo il signore che sta lass ce li ha. Mister Stern, riesce a spiegarci che cos per lei una fotografia? Ogni fotografia sempre e prima di tutto un documento della vita

IL LIBRO

Una Guida del soldato per invadere la Sicilia


di S.S.

La casa editrice Sellerio pubblica quel manuale da guerra distribuito ad ogni soldato anglo americano come parte dellequipaggiamento in previsione dello sbarco: la Soldiers guide to Sicily, la Guida del soldato in Sicilia (10 euro). Un documento strabiliante, lanticipazione di quello che sar un lungo periodo di occupazione anche culturale: la civilizzazione contrapposta allarretratezza dei paesi sottosviluppati e arretrati, terra di conquista dove esportare una moderna way of life. Siamo sul punto di invadere il nemico e perci dobbiamo aspettarci un combattimento estremamente duro esordisce nella presentazione il

comandante in capo Eisenhower. La Guida prosegue con notizie geografiche e storiche sulla Sicilia, territorio, clima e popolazione, governo, industrie (un tempo zolfo, ora pomice, frutta, vino), sistema stradale. Per chiedersi poi allarmati: cosa mangiano? Che acqua putrida bevono? Per terminare con alcune parole e frasi utili da Buon giorno (Boo-on jawno) a Woman e there is: Don-nah chay. Andrea Camilleri che nel 43 aveva diciassette anni scrive una affascinante prefazione, dallandamento di racconto storico. A lui, ragazzino di Porto Empedocle non sfugge niente di quella marea militare che avanza, a volte anche testimone e attore di episodi. Sottolinea la valutazione colonialistica che gli alti comandi davano al loro compito. stupito dalla sequela di luoghi comuni della Guida che vano dallestrema gelosia delluomo siciliano - tanto per regolarsi -, lacqua inquinata, la mancanza di servizi igienici (forse questa informazione venne fornita da qualche figlio di emigrante partito agli inizi del novecento annota). Lo stato di igiene cos precaria che, scritto nella guida, ha reso ormai immuni dalle malattie i siciliani, rischia di far subire al contingente anglo americano pi perdite che in campo di battaglia. In quanto allacqua, poco male, sar subito sostituita in maniera pi piacevole con il vino, versato abbondantemente alle truppe che ben presto ubriache, non si accorgono dei prigionieri fatti fuggire dalle camionette. Camilleri ricorda bene di non aver visto mai quella Guida nello zaino di nessun soldato (forse qualche Penguin). Pi o meno tutti ne potevano fare a meno facilmente, poich per lo sbarco in Sicilia erano stati reclutati preferibilmente soldati italoamericani, scelti allo scopo di fraternizzare, se non fosse bastata la lunga campagna psicologica, i volantini lanciati sullisola. Molti di loro conoscevano il dialetto, oltre che gli usi e costumi tramandati dai nonni e genitori e trovarono anche il tempo di andare a trovare i parenti rimasti sullisola, nei lunghi mesi che seguirono lOperazione Husky.

Foto a sinistra di Carmelo Nicosia. In alto il giovane Stern in divisa

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Una Galleria dedicata al fotografo di cui si sta portando alla luce il milione di scatti non solo sui divi ma anche sulla societ e gli anni di piombo
di SILVANA SILVESTRI
ROMA

Si entra nella Dolce Vita Gallery, in via Palermo 41, e lesposizione ti accompagna lungo il fastoso mondo del cinema visto con lo sguardo di Marcello Geppetti, uno dei pi importanti fotografi italiani. Una parete interamente coperta da almeno duecento fotografie e limmersione nellepoca totale, con le location predilette, i night, le trattorie, via Veneto, le spyder. Su altre pareti alcune gigantografie enfatizzano il concetto di divismo, quasi a contrapporsi agli scatti di fronte che svelano qualcosa di misterioso, frammenti di umanit: Sofia Loren che bisbiglia a De Sica, la Bardot con la segretaria, Audrey Hepburn sulla porta del negozio di frutta e verdura con il fularino in testa, John Wayne in posa in tutta la sua stazza sul bordo della fontana dellEsedra tra i fotografi deliziati, con una di quelle giacche made in Italy che si faceva fare su misura dai nostri sarti, il principe de Curtis che ride di cuore mentre balla al night. Scomparso per un infarto nel 1998, proprio quando cominciavano ad arrivare le prime critiche lusinghiere dagli Usa, Geppetti ha il primato dello scatto pi pagato al mondo, il bacio tra Richard Burton e Liz Taylor ai tempi di Cleopatra, prima che la tragica foto di Lady Diana nel tunnel gli strappasse il primato. Ma Geppetti non stato solo uno dei fotografi di via Veneto, ha fotografato eventi epocali, da Tambroni agli anni di piombo, a cominciare dal cadavere di Wilma Montesi trovato sulla spiaggia di Castelporziano. La

sua prima foto fece epoca, la donna che si lancia dallHotel Ambasciatori in fiamme in una notte del 59, immagine ripresa ovunque e che ricevette la scomunica dellOsservatore romano. Dopo questo avvenimento Geppetti inizi a prendere posizione e iniziative che sfociarono nella fondazione dellAirf, lassociazione dei reporter fotografi, per far avere anche ai fotografi la qualifica di giornalisti e con quella anche il diritto di cronaca, altrimenti negata. Nella Dolce vita Gallery in esposizione solo una piccola parte del tesoro che ha lasciato Geppetti: Abbiamo gi fatto esposizioni della parte riguardanti la Dolce vita a Toronto, a Parigi,

Foto Marcello Geppetti (c) Marcello Geppetti Media Company. A sinistra, ritratto di Marcello Geppetti

Dolce vita con Marcello Geppetti

al Museo del cinema di Torino e questanno a Madrid, ci racconta Andrea Dezzi della Made in Tomorrow, societ che si occupa di valorizzare beni culturali, le fotografie di Geppetti erano conosciute soltanto in minima parte, circa un migliaio che riguardavano la dolce vita. Quando abbiamo preso in mano larchivio con la famiglia di Geppetti abbiamo creato la societ congiunta Marcello Geppetti Media Company e ci siamo accorti che i negativi erano oltre un milione e che non si trattava solo di dolce vita, ma di tutto quello che era successo a Roma, storia, cronaca, sport, politica, anni di piombo, contestazioni, c di tutto. La parte pi commerciabile comunque la dolce vita, perch il nostro un paese che appena si parla dei risvolti storici improvvisamente non ci sono pi soldi. Ci sono foto bellissime, c un campionamento della vita italiana che vorrei proporre con il nome di Status quo, la lettura di come in questo paese sono accadute alcune

cose per non fare cambiare niente: gli episodi di violenza, le manifestazioni, Lama alluniversit, luccisione di Giorgiana Masi. Le foto che si vedono in galleria mostrano i personaggi nella loro vita sorprendentemente quotidiana: C una foto dove si vede una diva che ridendo passa per via Veneto e inquadrati con la stessa importanza ecco due ragazzetti che si stanno dividendo una cicca gettata da uno di questi attori: il glamour e la vita normale. molto interessante vedere quello che succedeva in Italia in quel periodo con il governo Tambroni: la carica con i carabinieri a cavallo a Porta San Paolo guidata da dInzeo vincitore delle Olimpiadi e poi foto fantastiche della rivolta delle magliette a righe con Pertini a Genova, le stesse magliette americane che portavano i camalli e che indossavano anche Jacqueline e Brigitte Bardot. Il paese in fiamme, moriva un sacco di gente. Le foto le aveva ma non le pubblicava, certo non facevano uscire le pi cruente: gli idranti a San Paolo uscivano, ma dove c sangue no. Geppetti era di area socialista, ma come fotografo era neutrale, fotografava tutti, anche Almirante alluniversit. Anche quelle della dolce vita non le pubblicavano tutte, ci sono scatti mai visti: Gli scoop s, e in tutto il mondo, come il bacio Anita Ekberg che esce dalla villa minacciando i fotografi con arco e frecce - e lui ne aveva conservata una di quelle frecce - cera anche inflazione di paparazzi, lui ne piazzava cinque o sei in una settimana, ma ne aveva scattate almeno mille. Carla Gravina che fa un giro al Mandrione nel 59 e se togli lei il Mandrione come nell800. O la prima isola pedonale a Roma, con il vigile che non sa se far entrare a piazza di Spagna il carretto a tre ruote. Sono foto strepitose, quelle che chiamiamo

B Side della dolce vita. Le foto sono molto pi richieste allestero che in Italia dove non c una grande cultura della fotografia, infatti larchivio di Secchiaroli sta sparendo, Alinari non c pi. Noi siamo riusciti in due anni a comprare i macchinari, abbiamo scansionato 50 mila fotografie. Le vostre foto si possono comprare? C una prima categoria di foto in serie limitata di cui si possono fare solo sette copie e sono le pi famose (di quella della Bardot sul set di Godard ne sono rimaste solo due), poi quelle della serie non limitata e poi i poster su carta non fotografica. Il 90% delle foto le vendiamo in Francia dove avere una stampa di qualit in casa come avere un quadro, come anche negli Usa. Un albergo di Milano Marittima ci ha chiesto le foto dei musicisti per arredare la sala piano bar. C Ray Charles, Aretha Franklyn, i Rolling Stones, i Beatles, Morandi a 15 anni. Jimi Hendrix nel 67 che non lo conosceva nessuno, viene al Bracaccio ed pubblicizzato come chitarrista blues, con il pubblico in sala in giacca e cravatta che si trova di fronte Hendrix, i Procol Harum, lesordio al Piper di Patty Pravo, la prima foto sul palco che non sembra neanche lei, Hair al Sistina nel 68 con un cast italiano con Renato Zero, Teo Teocoli e la Bert nel balletto, e in una scena dovevano ballare nudi, figurarsi gli uomini nudi nel 68, e arriva la polizia. Nel 72 c la famosa foto della ragazza arrestata a Piazza di Spagna per un bacio (arrestano solo lei): dopo la contestazione comincia la repressione, per arrivare poi alla liberalizzazione sciocca degli anni 80 con le televisioni commerciali. Sarebbe bello poter raccontare tutto questo in libri dedicati ad anni cruciali: anche le edizioni storiche sono in crisi, in Italia c una concentrazioni di poteri con il meccanismo delle fondazioni, una razzia del bene comune feroce, per questo stiamo cercando uno stile che ci mantenga liberi, vendere al pubblico soprattutto straniero, e per questo abbiamo inventato questa Galleria, come luogo di incontri, per presentare altri momenti della vita del paese. venuto a trovarci in archivio il direttore del fotografico del Beaubourg perch era interessato alle foto dei paparazzi in quanto tecnica fotografica: mi dovete spiegare, ha detto, come facevano con quelle macchinette e con quei flash a fare quelle foto con quei contrasti, quella qualit, quella messa a fuoco, perch nessunaltra scuola fotografica al mondo stata capace di fare questo. Ci sono un paio di foto emblematiche: quelle di Doisneau sono foto preparate, queste sono foto rubate, dopo dodici scatti dovevi cambiare rullo e potevi perdere lattimo. Ha detto che voleva queste foto al Beaubourg come esempio di tecnica italiana, anzi prettamente romana come parte della scuola della fotografia. assurdo che in Italia non si sia potuto fare un discorso del genere, noi lanno scorso non siamo neanche riusciti a farci ricevere dal sindaco. Ci ha detto anche: come francese non sono tanto interessato alla storia italiana per mentre gli anglosassoni hanno una lunga tradizione di foto di guerra, i francesi una tradizione di queste foto alla Doisneau, fotografie di atmosfera, voi italiani avete avuto gli anni di piombo, una cosa unica in Europa, la guerra in casa e avete le foto di questa guerra in un paese occidentale, un reportage di guerra unico.

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ALIAS 20 LUGLIO 2013

GLI AUTORI, GLI EVENTI, DAL SUD AL NORD

FESTIVAL
CINEMA DEL REALE SPECCHIA 24-27 LUGLIO

Grande festa per sogni, musiche, citt


La manifestazione dedicata al documentario compie dieci anni e crea una sinergia con ospiti deccezione, proiezioni, incontri ed eventi
di S.S.

IL FUOCO DI LIPARI
Lipari. Tornando questa notte ho visto lo Stromboli sputare fuoco nel cielo nero, ha sbuffato forte e potente il vulcano...e meno male che lo fa, guai sarebbe se il suo umore non trovasse sfogo!!! allora s che gli abitanti temerari delle sue pendici si dovrebbero preoccupare spiegava il capitano Claudio a mio nipote Leo di 5 anni e mezzo ... e poi adesso dobbiamo aspettare circa altri diciassette minuti per vederlo di nuovo sputare , guarda, da l sotto dove c' quella luce che l'osservatorio, tira una linea fino all'avvallamento della montagna, vedi da l, lo vedrai uscire, il fuoco, e laggi quelle luci che scendono intermittenti sono lava che cade in mare, quella la sciara del fuoco Ma in 17 minuti non ci saremo allontanati troppo per vederlo? chiedo io Ma no, lo si vede da lontanissimo, lo chiamano il faro del Mediterraneo. Tornavamo da Lipari, nave lenta e posti ponte, rigorosamente (troppo cari i trasporti!), viaggio bellissimo nella terra dei vulcani, dove Elena Caronia, fotografa, videoartista e marinara, palermitana di nascita, romana d'adozione fin da bambina, liparota per scelta negli ultimi dieci anni, insieme a sua figlia Rosellina ci hanno ospitato per tre settimane! Grazie!!!! sempre un enorme privilegio poter conoscere i luoghi con chi li abita, con chi li agisce in tutti i sensi, quando l'agire diventa la capacit di costruire, tessere, inventare, inserirsi nel tessuto, cos ho scoperto una dimensione diversa da quella turistica, una comunit varia di liparoti: le attivit pi note e benemerite e anche ufficialmente patrocinate sono portate avanti dal Centro studi Eoliani (un mare di cinema) e (mostre convegni e incontri) dal Museo archeologico di Lipari (la Rassegna Eolie, donne e cultura), il premio Caterina Conti, la Mostra fotografica degli artisti Rigan e Mandarano; e stranieri residenti mescolati, che producono e diffondono arte e artigianato: c' il laboratorio di tessitura La pecora nera e i vestiti, bellissimi, di Florence Quellien, da 20 anni pi o meno liparota adottiva (ma ha un laboratorio anche a Roma a via Cimarra), molte le donne attive, quelle dell'associazione I-dee, fondata da un gruppo di donne residenti di diversa nazionalit, che organizza eventi, dai concerti per Organo (Antonello Neri), Chitarra classica (Pietro lo Cascio), tra gli altri, al primo bookcrossing di libero scambio libri per i ragazzi e non solo, a Caccia all'autore, poi ci sono le pittrici e scultrici Loredana Salzano, Aurora Varvaro, Gisella Ardizzone, Renata Conti, l'editrice Marcella di Benedetto (strombolibri), c' lo scrittore-medico Alessio Bratanica, il musicista Carmelo Travia (Cesare non deve morire); e c' Claudio, il capitano, che deve cambiare un pezzo di motore della sua barca a vela al porto di Napoli, non uscir nemmeno dal porto, ritorner indietro con la prossima nave, ha giusto il tempo di raccontarci di aver girato il mondo e fatto altri rischiosi mestieri sono dieci anni che sto fermo qui a Lipari, giusto il tempo di spiegare a Leo da dove uscir il fuoco dallo Stromboli, e tanti altri e tante altre cose, per mantenere viva questa bellissima isola, piena di ragazzi, ospitale, cosmopolita e vulcanica.

A Specchia (Lecce) dal 24 al 27 luglio, nella corte del Castello Risolo trasformata in arena si svolge il Cinema del reale, festival del documentario organizzato da Big Sur e Officina Visioni con la direzione artistica di Paolo Pisanelli. Il festival questanno compie dieci anni per loccasione si trasformer in una festa nello spirito dionisiaco salentino, con invitati deccezione. Titolo di questa edizione: Sogni, musiche, citt: Sono tre parole belle, dice Pisanelli, che rivelano alcune chiavi di lettura attraverso cui interpretare la societ contemporanea. I sogni perch, nel difficile momento storico in cui viviamo, ci permettono di evadere, volare alto ed approdare a mondi altri. Le musiche perch battono il tempo delle nostre vite e ci emozionano, sono fatte della stessa materia di cui sono fatti i sogni, possono essere leggere ma allo stesso tempo farsi portavoci di istanze, dissensi e desideri di interi popoli. E le citt, non solo quelle invisibili e ideali, perch ci riportano coi piedi per terra, evocano scenari di concretezza e la necessit dei propri abitanti da Taranto a Venezia, da Roma a Bologna, da Atene a Istanbul di riprenderle, di riconquistarne la dimensione umana e politica. Inaugura Cecilia Mangini, amica del festival da sempre, con un capolavoro riscoperto, Divino Amore (63), il santuario alle porte di Roma che espone al culto limmagine della Madonna, opera pionieristica per il rifiuto della presa diretta, del consueto commento fuori campo e con la musica davanguardia di Egisto Macchi. Un film che si pensava perduto, una prima visione assoluta. Del film si persero le tracce perch la bocciatura della commissione dei

Premi qualit ne compromise la distribuzione, forse a causa di quei fenomeni di culto che sfiorano la superstizione messi in luce in maniera forse pi accettabile dallaffabulazione di Fellini in Cabiria. In linea con la vocazione del festival che porta alla luce opere altrimenti sommerse ecco un altro nome poco conosciuto, Giuseppe Taffarel scomparso lo scorso anno, originale voce del dopoguerra partigiano in Veneto, con gli amici Emilio Vedova e Roberto Sonego, poi allievo dellAccademia dArte Drammatica e sceneggiatore, coprotagonista di Achtung! Banditi! di Lizzani allinizio degli anni Cinquanta, teorizzatore con Antonioni e De Seta del nuovo cinema documentario e autore di oltre trecento titoli (in programma Fazzoletti di terra e La croce). In programma La terra del rimorso, sul fenomeno del tarantismo, di Mingozzi, un altro regista che ha molto frequentato il Salento, Bologna di Giuseppe Bertolucci, realizzato in collaborazione con il fratello Bernardo, uno degli episodi sulle citt realizzato in occasione dei Mondiali di calcio di Italia 90. Della produzione italiana da segnalare Il giorno che verr di Simone Salvemini sullaltro polo avvelenato della Puglia oltre a Taranto, lemergenza Brindisi raccontata da quattro esponenti del movimento No carbone, God Save the Green di Alessandro Rossi e Michele Mellara, il ritorno al rapporto con la terra e i suoi prodotti, Terramatta di Costanza Quatriglio, Nastro dargento, un film come un romanzo da leggere e rileggere, Teorema Venezia di Andreas Pichler, un sogno che sembra svanire, Il libraio di Belfast di Alessandra Celesia vincitore del Festival dei Popoli. Musica una delle parole

chiave del festival che si svolge in terra di musica: in programma il vincitore dellOscar 2013 Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul, il caso di Sixto Rodriguez, scoperto in un bar di Detroit, autore di un primo disco che diventa la colonna sonora delle lotte anti-Apartheid in Sudafrica, quindi si ripropongono Fedele alla linea di Germano Maccioni, un ritratto di Giovanni Lindo Ferretti e Vive le rock di Alessandro Valenti. E la presentazione di un progetto che guarda verso oriente, verso la Grecia, Rebetika Crisi, con Andrea Segre e Vinicio Capossela, appunti di viaggio nella Grecia della crisi e musica rebetika, la musica popolare dei bassifondi a lungo rimasta sommersa e proibita tornata di moda (Rembetiko un film greco di Costas Ferris che fece scalpore al festival di Salonicco dell83, e che rievocava un periodo sommerso che dur fino agli anni 50). Saranno presenti tanti cineasti che hanno accompagnato il festival fin dalle prime edizioni, come Matteo Garrone con Reality, ospite della prima edizione, Daniele Vicari con Morto che parla, Pippo Mezzapesa che riprende le avventure di Pinuccio Lovero alle prese con le elezioni in Pinuccio Lovero - Yes I Can. Sar in programma anche Storie di Taranto di Paolo Pisanelli, con la partecipazione di Michele Riondino. E fra i seminari e incontri con Ghezzi e Cecilia Mangini, gli omaggi a Fuori Orario che ha acquisito larchivio di Clouzot di cui si mostrano le 12 ore di Rushes de lEnfer, le mostre degli artisti nel centro storico, gli sconfinamenti nei tesori architettonici di Specchia, le luminarie, le performances dallalto del Castello, con le esibizioni di Carolina Bubbico, i Dondestan con Donato Pisanello, Angelo Urso e Lamberto Probo, e ancora lattore-musicista Andrea Rivera e Go Dugong, tra tutto ci che tende a moltiplicare le dimensioni del Cinema del Reale, ricordiamo il film di Carlo Michele Scirinzi Natura morta in giallo, realizzato con i suoi allievi di Acquarica del Capo, presentato al Festival di Torino, il frusciare dei giunchi raccolti nelle zone palustri e la operosit delle mani che li intrecciano, forme e colori a sprazzi e a rosoni primigeni, lavoro portatore di silenzi lunghi tutta una stagione: miracolosamente lo stile di Schirinzi passa anche attraverso le riprese degli allievi. I cestini intrecciati per conservare le giuncate, i cesti da agganciare agli alberi per raccogliere i fichi e per trasportare luva, le borse e la quantit di altre suppellettili, un lavoro iniziato nellOttocento e che si sta perdendo del tutto, Schirinzi non lo racconta come documentazione del reale, ma come poesia del reale.

PREMIO AMIDEI

Sette giorni con Patrice Leconte, Tonino De Bernardi, Karpo Godina


di S.S.

Per ricordare uno dei grandi sceneggiatori italiani, torna la trentaduesima edizione del Premio Amidei a Gorizia (19-25 luglio) organizzato dal Comune di Gorizia e dallassociazione di cultura cinematografica Premio Amidei, coordinatore artistico Roy Menarini, nelle sedi del Palazzo del cinema e al Parco Villa Coroncini Cronberg. Sette giorni per sette sezioni tematiche: il premio internazionale alla migliore sceneggiatura tra questi film selezionati: Argo, Come un tuono, Il Sospetto, Il figlio dellaltra, La citt ideale, La migliore offerta, Miele, Viaggio da sola, il premio allopera dautore assegnata questanno a Patrice Leconte (il regista di Il marito della parrucchiera, Luomo del treno), il premio alla cultura cinematografica a Vieri Razzini, un premio a un esponente della cultura che grazie alla sua Teodora Film illumina lofferta delle sale e dellhome video. Lo spazio off passato presente: il cinema di Tonino De Bernardi, che dagli anni Sessanta ha seguito un suo percorso tanto autonomo quanto ricco e innovativo, una selezione di dieci film girati negli ultimi quarantanni. Quindi lomaggio ad

In alto la corte del Castello Risolo a Specchia, sotto una scena da Cervello gratinato di Karpo Godina

Alberto Sordi e gli eventi speciali del laboratorio Camera ottica, pi gli incontri e le tavole rotonde. Il laboratorio di restauro La Camera Ottica presenta tre film sperimentali di Karpo Godina realizati nel 65 con una cinepresa da 8 mm, in bianco e nero con suono magnetico separato: Pes, Divjad, A.P. Anno. Karpo Godina nella storia del cinema un innesto felice del glorioso cinema nero jugoslavo e underground, (un po come Tonino De Bernardi potrebbe essere linnesto tra mel e underground, si intenderanno a meraviglia). Sloveno di origine macedone, ha lavorato come direttore della fotografia con i registi del cinema nero, tra gli altri con Zelimir Zilnik, i pi giovani di una corrente che stava per essere censurata e di cui facevano parte anche Makaveiev e Pavlovic, tra gli altri numerosi autori in tutti gli stati dellex jugoslavia, caratteristica un umorismo amarissimo che rifletteva lo stato delle cose disastrato del dopoguerra. Allepoca Karpo Godina realizzava anche cortometraggi fuori dalle regole della pianificazione e dei generi e anche della durata prevista, personalissimi e senza le connotazioni drammatiche dei suoi colleghi pi grandi. Se gli altri facevano camminare i protagonisti nel fango, lui li faceva sguazzare felici come bambini che si divertono un mondo, niente amarezze e drappi luttuosi. Erano film come Mi manca Sonia Heni (72) dal nome di una famosa pattinatrice norvegese, dove convinse tutti i registi presenti al festival di Belgrado a girare per lui corti di tre minuti in una mansarda, camera fissa con lo stesso obiettivo e troviamo Forman, Tinto Brass, Paul Morissey, Wiseman e Makaveiev e Djordjevic che aveva firmato la satira su nazisti e partigiani. I suoi film (cera anche Cervello gratinato proibito per luso di Lsd oltre che di Coca Cola) riescono ancora a provocare lo spettatore fin dai tempi in cui, ci raccontava il regime lottava contro i miei film e tutta londa nera, la censura ha cominciato a bloccare tutti i film fatti nel 72, con una lista per impedire che facessero altri film. Anchio ero in quella lista, ma la lista era solo per i registi e poich ero anche direttore della fotografia ho continuato a lavorare.

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FILOSOFIA E TEORIA DEL CINEMA

RANCIRE
REGIONE TOSCANA

Le notti magiche dellarcheologia


di RICCARDO CHIARI
FIRENZE

Nellultimo libro di Jacques Rancire, lo scarto tra le discipline, i contesti e le culture


di ALESSANDRO CAPPABIANCA

La temeraria mossa del cavallo


(ripubblicato su Filmcritica n.627 luglio 2012), in cui Rancire attribuisce a Daney la consapevolezza che il cinema non fa distinzioni di classe, censo, cultura, accogliendo vite modeste che venivano timidamente a bussare alle porte di una felicit e di un sapere che non erano destinati loro. Nobilt degli ignobili e cio, indissolubilmente, sapere degli ingenui pi profondo di quello dei demistificatori. Peraltro, il gesto politico di chi scrive di cinema non sar pi tanto, oggi, quello di non respingere il sapere degli ingenui, quanto di far uscire la rappresentazione del mondo degli esclusi, degli ultimi, degli emarginati, dalle nicchie ghettizzanti in cui il cinema tende a rinchiuderli, con le migliori (o peggiori) intenzioni. Larte non esiste se non come una frontiera instabile, che per esistere deve essere continuamente attraversata: Il cinema anche un apparato ideologico che produce immagini che circolano nella societ e in cui essa riconosce il presente dei suoi tipi, il passato della sua leggenda o i futuri che immagina. ancora il concetto di unarte, e cio di una problematica linea di partizione che allinterno delle produzioni del savoir-faire di unindustria separa quelle che meritano di essere considerate come appartenenti al grande regno dellarte. Ma il cinema anche unutopia: la scrittura del movimento celebrata negli anni Venti come la grande sinfonia universale, la manifestazione esemplare di unenergia che anima insieme larte, il lavoro e la collettivit. Infine, il cinema con una vera e propria teoria del cinema. Le esemplificazioni, qui, spaziano da Hitchcock a Dziga Vertov, dalla Donna che visse due volte a Luomo con la macchina da presa, da Minnelli a Rossellini, da Bresson a Straub/Huillet a Pedro Costa. Personalmente, ritengo che il timido bussare degli ingenui alla porta del cinema, trovi ancora accoglienza, se cos si pu dire, dalle parti di Hitchcock, di Vertov, di Minnelli, perfino di Bresson, per non parlare di Rossellini. proprio per loro, proprio per gli ingenui e semplici, che Rossellini allestiva i suoi set storici e i suoi film filosofici, destinati alla fruizione televisiva. Certo anche se nel suo caso ci si imbatte subito in un problema non semplice, quello del rapporto tra concetti e corpo del filosofo: Come rappresentare il corpo del filosofo? A prima vista si possono distinguere tre grandi forme, che le sequenze finali del Cartesio ci presentano una dopo laltra. Vediamo innanzitutto Cartesio confrontarsi con i suoi avversari. Il principio dellincarnazione in questo caso molto semplice: lo scambio testuale tra le Obiezioni fatte da Gassendi, Hobbes, Arnauld o altri alle Meditazioni metafisiche e le Risposte di Cartesio trasformato in dibattito orale. I testi sono affidati a corpi che li enunciano. Da un lato sono puri corpi denunciazione che compongono una scena a immagine dei nostri seminari o delle nostre discussioni di tesi. Ma sono anche corpi istoriati, vestiti di nero con grandi colletti bianchi e ampi copricapi. Cartesio stesso assomiglia al ritratto di Frans Hals. Coloro che partecipano alla discussione compongono un quadro depoca in cui il testo di Cartesio e dei suoi avversari sembra incastrarsi un po come le facce che si infilano nei buchi delle scenografie posticce dei fotografi da fiera. La messa in corpo ha qui chiaramente una funzione illustrativa di rivestimento degli enunciati. Quanto a Straub/Huillet e a Pedro Costa, nessuno di loro si sognerebbe di riservare ad unlite la visione (e lascolto) dei propri film essi (i film) mi danno per limpressione di essere, si, pronti allaccoglienza, accessibili da porte aperte, alle quali per ben pochi osano avvicinarsi, malgrado gli inviti di Rancire e di altri . Perch? Forse perch agisce ancora qui, pi o meno consapevolmente, la diffidenza spettatoriale nei confronti duna proposta di mondo che sembra troppo lontana dai canoni narrativi consueti. La scrittura di Rancire si presenta come il tentativo problematico di mostrare la sostanziale affinit di ci che sembra del tutto estraneo. A me viene in mente, allora, un ulteriore senso del termine scarto in italiano, con riferimento allo scarto del cavallo di razza, o alla mossa del cavallo negli scacchi. Non si giunge da Hitchcock a Straub, attraverso Minnelli o Rossellini, se non attraverso la mossa del cavallo, lavvicinamento obliquo, il percorso sghembo. Del resto ogni gesto politico, per essere davvero efficace, deve imparare a rischiare di perdersi in una complessit di mosse sghembe, dove non hanno corso ingannevoli scorciatoie.

Scarti. Il cinema tra politica e letteratura di Jacques Rancire (ed. Pellegrini Cosenza, 2013), non certo un libro che si occupa di film/trash, e bisogna sottolineare il coraggio con il quale il traduttore italiano, Andrea Inzerillo, ha ritenuto di mantenere in italiano la polisemia del francese cart, senza preoccuparsi di eventuali fraintendimenti. Scarto, in questo caso, significa spazio tra: tra le discipline, tra i contesti, tra le culture. E andrebbe aggiunto, a mio parere, spazio tra i corpi, pensando a un altro libro di qualche anno fa, Tra-due. Limmaginazione cinematografica dellevento damore, sempre edito da Pellegrini, in cui Roberto De Gaetano pensava alla capacit dellamore di costituirsi come modulazione perenne di unintensit, germe del tra-molti della politica. Nella sua introduzione, Inzerillo nota giustamente come focalizzare lattenzione sugli scarti tra le discipline significa concentrarsi sulla creazione di uno spazio desistenza per lo spettatore virtuale e sui modi di procedere alla sua emancipazione. Emancipare lo spettatore significa infatti instaurare una concezione dissensuale del visibile, perch la prima questione politica sapere quali oggetti e quali soggetti sono tenuti in considerazione, in una modalit di fare cinema come spazio aperto non solo al nimporte quoi, ma anche al nimporte qui. A tale proposito, Inzerillo richiama un intervento in omaggio a Serge Daney

forse un concetto filosofico, una teoria del movimento stesso delle cose e del pensiero come appare nei due libri di Gilles Deleuze, che parlano a ogni pagina di film e delle loro procedure senza essere tuttavia n una teoria n una filosofia del cinema, bens una vera e propria metafisica. In quanto passione, neppure la cinefilia di Rancire ha a che fare

Sopra, una scena dal set del film Cartesio di Rossellini. Piccola, il ritratto del filosofo dipinto da Frans Hans, conservato al Louvre. In alto a destra parco archeologico in Toscana

Squadra che vince non si cambia. Le Notti dell'Archeologia edizione 2013 tengono fede a questo inossidabile detto sportivo. Confermano le serate di Archeologia narrante, con i pi interessanti documentari sulle ultime scoperte mondiali. E replicano anche gli appuntamenti dedicati ai piaceri della buona tavola, grazie al contributo di Vetrina Toscana che ripercorre alcuni momenti fondamentali dell'evoluzione dell'arte gastronomica, fino ad arrivare alle radici della nascita della cucina mediterranea. Sotto le stelle di luglio, il piatto forte del progetto della Regione Toscana restano peraltro gli oltre 250 eventi disseminati in 120 fra musei e aree archeologiche di novanta comuni di tutte le province. Un fuoco di fila di appuntamenti fra aperture straordinarie notturne, visite guidate, trekking, passeggiate al chiaro di luna e itinerari alla scoperta di nuovi siti, conferenze, incontri, proiezioni, performance teatrali, set musicali e presentazioni editoriali, mostre e laboratori didattici per grandi e piccini, giochi e osservazioni astronomiche, il tutto in collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni archeologici. Arrivata alla sua tredicesima edizione, la kermesse ideata per valorizzare e far conoscere sempre pi lenorme patrimonio archeologico della Toscana diventata un appuntamento fisso per decine di migliaia di turisti che nel mese di luglio scelgono di passare le vacanze nella regione. L'imponente cartellone sta riuscendo ancora una volta nell'impresa di conciliare l'aspetto didattico-scientifico con il lato ludico-paesaggistico dell'offerta. Fra le tante iniziative salutate con piacere (e con ottima affluenza) da vacanzieri e appassionati, citazione di merito per Ciak. Festival del cinema di archeologia, messo in cantiere con l'abituale perizia da Piero Pruneti di Archeologia Viva con il supporto della Fondazione toscana spettacolo. Nei giorni scorsi al castello di Piombino stato applauditissimo Folco Quilici, fondatore del documentarismo scientifico in Italia e protagonista della serata dedicata all'uomo e al mare. Mentre in piazza Duomo a Siena passato il meglio della produzione mondiale del genere, con ospiti d'onore i fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, scopritori della Citt d'oro dei faraoni nel deserto del Sudan, che hanno presentato un loro lavoro dedicato all'Etiopia. Alle aperture straordinarie notturne di musei e parchi archeologici, che sono allorigine del nome delle Notti dellArcheologia e che vengono animate da spettacoli e degustazioni grazie alla rete di Vetrina Toscana, si assommano anche le rievocazioni. Da segnalare in questo fine settimana Le antiche vie del commercio etrusco, che rievoca il viaggio di un carro leggero da trasporto in Maremma. Dopo la prima tappa di Vetulonia, oggi si riparte toccando il Parco regionale della Maremma, con passaggio da Grosseto e arrivo finale a Roselle. Sempre questa notte (inizio alle 21.15) appuntamento da non perdere a Baratti e Populonia, con la visita animata alla necropoli di San Cerbone. E saranno due protagoniste femminili, una etrusca e una romana, a raccontare del loro ruolo di donne nel rapporto con gli uomini, con la societ e con gli dei, ripercorrendo la storia dell'antica Populonia. In questa edizione delle Notti dell'Archeologia tirano le somme lassessore toscano alla cultura Cristina Scaletti e il sovrintendente regionale ai beni archeologici Andrea Pessina - abbiamo trovato il modo per unire, allinterno un programma di eccellenza, tutti gli aspetti che caratterizzano il patrimonio ereditato da questa terra. Tutte le iniziative che si succedono per l'intero mese di luglio si trovano, suddivise per provincia, sul sito della Regione Toscana (<http://www.regione.toscana.it/nottidellarch eologia>www.regione.toscana.it/nottidellarch eologia). E c' anche il numero verde 800.860.070, per avere ogni informazione utile sulle Notti dell'Archeologia e sulla logistica per poterle assaporare al meglio.

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ARCHEOLOGIA

Durante gli sbancamenti il professore trov un giacimento fossilifero: in una di quelle conchiglie venne rinvenuta una bollosit ripiena di acqua; per Monti non vi era dubbio: si trattava di una goccia del Diluvio. Comera giunto a questa conclusione?
di RAFFAELE K. SALINARI

Il portico di San Luca Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, lanima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicit, per dirmi: Com' bello!. Cos Stendhal, nel suo Viaggio in Italia, del lontano 1826, descrive la sublime bellezza del Portico di San Luca che conduce al Colle della Guardia, dove svetta il Santuario della Madonna. Tanta bellezza esiste ancora, ma forse lo sguardo avrebbe acquisito una luminosit mistica se egli avesse saputo quale preziosa reliquia del tempo era stata ritrovata nelle fondamenta di quei lunghi portici: una piccola conchiglia fossile che racchiudeva ancora una goccia dacqua del Diluvio Universale. Questa la sua storia. Negli anni Dieci del 700, durante la costruzione del famoso portico, lesimio Giuseppe Monti, professore di Storia naturale nellIstituto delle Scienze di Bologna, seguiva gli scavi con lo sguardo dello studioso. Le arcate, che mesmerizzavano lanima notturna di Stendhal, furono iniziate nel 1674 e terminato negli anni Venti del secolo successivo; misurano 3796 metri e constano di 666 volute; un numero sul quale varrebbe la pena riflettere considerando che, nellApocalisse di Giovanni (13, 1-2), viene individuato come il numero della Bestia che viene dal mare. Aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. (...)era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potest grande. Curiosa coincidenza cabalistica, dato che il suo ruolo apocalittico analogo a quello delle acque nel Giudizio Universale. Partendo dunque dallArco Bonaccorsi, presso la Porta Saragozza, gli archi conducono fino alla cima del Colle della Guardia; grazie ad essi si pu arrivare fino alla chiesa con qualsiasi condizione atmosferica. Durante gli sbancamenti il professore trov un deposito fossilifero in cui alcuni molluschi si erano silicizzati con calcedonio biancastro ed azzurrognolo. Il calcedonio un minerale di quarzo che pu prendere diverse colorazioni dando luogo a pietre come lagata, il crisopazio, la corniola, leliotropio; tutte variet di pietre dure ornamentali. In una di queste conchiglie, testacei, come venivano definite al tempo, sigillata al suo interno da uno strato di agata, venne rinvenuta una bollosit ripiena di acqua; per Monti non vi era dubbio: si trattava di una goccia del Diluvio Universale. Comera giunto a questa conclusione? Il Museo Diluviano Dalle cose minime di Dio le grandi, e dalle visibili le invisibili; questa citazione di SantAgostino segna laffascinate dissertazione con la quale lo studioso present questo raro fenomeno della natura. Siamo nella cornice accademica del Museum Diluvianum, il Museo Diluviano, fondato nel 1714 da Luigi

Ferdinando Marsigli, oggi Museo Capellini, per raccogliere proprio le rocce e i fossili proventi dalla catastrofe biblica. In quegli anni, infatti, imperava nel mondo scientifico la teoria diluvianista che faceva derivare tutti i fossili delle conchiglie e dei pesci dalla grande sommersione biblica. Nessun dubbio, quindi, che si trattasse proprio di una goccia originata da quellavvenimento epocale. La teoria partiva da Tertulliano e Basilio, Padri della Chiesa che, nel quarto secolo, avevano segnalato la presenza di conchiglie marine sui monti e di alcuni pesci fossili in Libano. Erano stati i due apologeti a reputare queste reliquie residui del Diluvio Universale. Da quel momento la teoria diluvianista aveva condizionato la Paleontologia e la Geologia sin verso la met del XIX secolo. Il dogma del Diluvio, e la conseguente teoria, dovuta allinterpretazione letterale dellevento - avvenuto circa nel 6000 a.C. secondo i calcoli biblici ebbero il loro apice scientifico dottrinale nel XVII secolo, quando anche scienziati illuminati come Stenone (1631-1687) e Scilla (1629-1700) dovettero piegarvisi per non incorrere nelle ire della Chiesa che, col processo a Galileo, nel 1633, ed ancor prima mandando al rogo Giordano Bruno a Campo dei Fiori, nel 1600, aveva

dimostrato di non tollerare un palese contrasto tra fede e scienza, considerando eretica ogni spiegazione che contraddicesse le Sacre Scritture. Per pi di 1500 anni, dunque, tutti i fenomeni geologici vennero spiegati col Diluvio Universale e tutti i fossili studiati come resti di questa catastrofe divina. La sommersione biblica, durata 40 giorni e 40 notti, aveva portato le acque ad una

altezza di 15 cubiti sopra la cima delle montagne, e cos si erano mantenute per cinque lunazioni quando, a causa dei venti impetuosi, erano progressivamente scese. Linondazione aveva sterminato tutte le forme di vita animali, tranne quelle protette nellArca: per questo i fossili vennero chiamati resti antidiluviani, nome che evocava come un monito il ricordo di quella terribile punizione. I vegetali, invece, se lerano cavata meglio, almeno a giudicare dal ramoscello di ulivo che la colomba aveva riportato a No. Contro queste affermazioni pseudo scientifiche si leva, potente ma inascoltata, la voce di Leonardo da Vinci che, in un suo testo scrive in proposito: Se tu dirai che li nichi (conchiglie) che per li confini dItalia, lontano dalli mari, in tanta altezza si veggano alli nostri tempi, sia stato a causa del Diluvio che l li lasci, io ti rispondo che, credendo tu che tal Diluvio superasse il pi alto monte di 7 cubiti, tali nichi dovevano restare sopra tali montagne, e non s poco sopra la base dei monti. Nella prima met del XVIII secolo le ulteriori scoperte paleontologiche e lavanzamento dei mezzi di osservazione scientifica misero sotto tensione la teoria diluvianista; si cominci a cercare di capire, ad esempio, da dove fosse venuta tutta quellacqua e dove poi fosse andata a finire. Tra le numerose ipotesi quella pi in voga affermava che fossero stati gli abissi marini sia a fornire le acque del Diluvio sia a smaltirle; altra ipotesi, che sottoponeva decisamente la scienza alla fede, era che, per volere divino, tutta laria si fosse trasmutata in acqua: in questo caso chiss quale miracolo aveva consentito a No ed ai suoi ospiti di respirare! Una ulteriore questione riguardava le piante: comerano sopravissute? Il famoso gesuita Atanasio Kircher, che aveva assemblato una delle pi impressionanti Wunderkammer dei tempi, esperto in tutto lo scibile umano, scrisse, ad esempio, un voluminoso libro sullArca elencando, oltre gli animali, anche i semi che presumibilmente No vi aveva caricato. Lapogeo della teoria diluvianista si ebbe con la pubblicazione del libro di Woodward (1665-1728) Storia Naturale della Terra, in cui supponeva che il Diluvio avesse letteralmente sciolto la crosta terrestre e che poi, una volta ritiratesi le acque, il materiale in sospensione avesse ricomposto i suoi vari strati. Lo svizzero Scheuchzer, inscritto allIstituto delle Scienze di Bologna - in cui la teoria diluvianista veniva propugnata con convinto sostegno - annunci addirittura il ritrovamento di un uomo fossile, testimone del Diluvio Universale:

il reperto fu anche raffigurato nelle Bibbie dellepoca. Scheuchzer descrisse il fossile credendo di vedervi il bacino e la colonna vertebrale di un uomo gigantesco; le sue dimensioni (circa 3 metri) facevano pensare ad uno dei famosi giganti dei tempi antichi di cui parla Genesi 6,4: Cerano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dellantichit, uomini famosi. Per questo lo battezz Homo diluvii testis (uomo testimone del diluvio); il reperto attualmente esposto presso il Museo Teylers ad Haarlem in Olanda. Solo quasi cento anni dopo si scoprir che si trattava in realt di una salamandra gigante. Nei decenni seguenti, con la scoperta dei grandi fossili, prima con Lamarck (1744-1829) che introdusse il concetto di mutazione delle specie, e poi definitivamente con levoluzionismo di Darwin, il diluvianesimo tramonta progressivamente sia negli ambienti scientifici, sia come dogma della chiesa, che passa ad una interpretazione tendenzialmente metaforica dellevento biblico. Altri Diluvi La simbologia dellAntico Testamento originariamente legata alla grande immagine archetipica dellacqua come inizio, dissoluzione e rigenerazione di tutte le cose. Nella prospettiva testamentaria le acque sono il simbolo potente dellalleanza tra lumanit e il Dio onnipotente e vendicativo: Jahve, che punisce i malvagi e salva gli eletti lavando i loro peccati col Diluvio, affinch il ciclo della vita possa ricominciare il suo corso. Le acque simboleggiano la somma universale delle virtualit; esse sono fons et origo, il serbatoio di tutte le possibilit di esistenza; esse precedono tutte le forme e fanno da supporto ad ogni creazione. Lesemplare di ogni ricreazione lisola, la quale scaturisce o permane in mezzo alle onde. Limmersione nelle acque simboleggia la regressione nel preformale, il reintegrare la modalit indifferenziata della preesistenza. Lemersione ripete il

gesto cosmogonico della manifestazione formale; limmersione equivale ad una dissoluzione delle forme. Cos Mircea Eliade sintetizza la forza archetipica del Diluvio nel suo Immagini e Simboli. In questa prospettiva lArca di No lisola in mezzo alle onde di cui parla lo studioso rumeno, il punto di salvaguardia della vita a riparo della grande sommersione. Arca, infatti, in latino, significa cassa o scrigno: qualcosa che preserva. E il Diluvio biblico, lo sappiamo, solo uno dei cataclismi acquatici descritti nella storia mitica dellumanit, cos come lArca solo una delle isole salvifiche. Nellantico Egitto, ad esempio, la

La goccia del Diluvio

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divinit che lega le acque alla rigenerazione vitale Osiride. Come ci narra Plutarco in Iside ed Pagina sinistra: il calco della conchiglia incisa con la data del Osiride, egli viene ucciso ritrovamento (foto P. Ferrieri), Homo diluvii testis (uomo testimone dallinvidioso fratello Seth con il del diluvio), Museo Teylers, Haarlem. Al centro stampa raffigurante la trucco di una bara preziosa fatta Loggia di San Luca appositamente per lui: appena A sinistra Giovanni Battista Cavalieri (Villa Lagarina, - Roma, 1601) Osiride vi si adagia il coperchio L'arca di No. Stampa a bulino viene chiuso e sigillato. La bara viene poi scagliata nella Bocca Tanitica che collega la laguna di Al Manzilah presso la citt sacra di Tanis, con il Mediterraneo; si tratta di una delle sette bocche in cui si divide il delta del Nilo. Questo atto simboleggia le annuali inondazioni del Nilo, un diluvio ben conosciuto dagli antichi egizi che, nel mito di corvo, colomba e rondine. Pi in Osiride, poi ricomposto dallamata sorella-amante Iside, vedono la bara generale, il ruolo della Grande sigillata come analogo simbolico dellArca biblica. Un luogo che, al tempo Acqua e della sommersione e della distruzione, preserva la singola vita attraverso una sorta di riemersione centrale in tutti i miti animazione sospesa, facendole cos attraversare le acque minacciose dalle cosmogonici sia in Oriente che in quali, in seguito, torner la Vita. Gli egiziani sostenevano che diluvi Occidente; quelli dellantica Grecia catastrofici si susseguissero ciclicamente ogni 120.000 e 360.000 anni e, fanno cominciare la Vita dalle esattamente come quello biblico, uccidessero ogni forma di esistenza e acque: nel mito pelasgico della spianassero le montagne. creazione, all'inizio Eurinome, dea Anche i cinesi tramandano tradizioni di inondazioni gigantesche, di tutte le Cose, emerge nuda dal provocate dal Fiume Giallo, mentre, negli scavi di Ninive nella seconda Caos e non trovando nulla di met dell800, furono rinvenute 24.000 tavolette a caratteri cuneiformi: la solido per posarvi i piedi divide il cosiddetta biblioteca di Re Assurbanipal, che narravano, tra le altre cose, mare dal cielo. Rimasta incinta del il Diluvio Universale nelle stesse modalit di quello biblico, Arca gran serpente Ofione che circonda compresa. Qui leletto si chiama Hasis-Adra, un umile abitante di un il Mondo con le acque delle sue villaggio sulle rive dellEufrate. Avvertito della catastrofe da Ea, il dio del spire, depone lUovo Universale, mare, costruisce la sua arca che navigher sulle acque per sette giorni e covato dal serpente oceanico sino sette notti prima di approdare al monte Nizir, lArarat mesopotamico. alla nascita del Mondo. Anche in questa storia, evidentemente lantecedente di quella biblica, Nel mito orfico della creazione, compaiono dei volatili nel ruolo di verificatori dellagibilit terracquea: invece, Dioniso rappresenta lunit totale del mondo disperso, variegato, particolarizzato, incostante, sul quale destinato ad estendere il suo potere. Per adempiere a questo compito, unico tra tutti gli dei greci, egli pure, come Osiride, viene fatto a pezzi, bollito in un calderone, mangiato dai Titani e poi ricomposto a partire dal suo cuore-fallo. Qui lArca il calderone, isola sacrificale come lo ogni altare. Dunque il ciclo dionisiaco appare come un riassunto della simbologia diluviana: la morte per sommersione, la conseguente dissoluzione della vita letteralmente fatta a pezzi e poi la ricomposizione delle membra sparse a partire dal cuore-fallo, affinch la Zo, il Principio vitale indifferenziato, dia un nuovo inizio alle sue bios, le vite caratterizzate. La goccia del Giudizio Universale E allora vediamo con quali parole Monti stesso present la meravigliosa scoperta e la spiegazione che ne diede: In qual luogo poi, e per quale ragione avvenne che noi scoprissimo questo raro fenomeno della natura ascoltate in breve. Quando molti anni fa cominciarono ad edificare un grande e bellissimo portico attraverso il quale si apre il passaggio per quelli che vogliono venerare la Vergine Madre di Dio le sue fondamenta parecchie volte presentavano a noi delle conchiglie, da cui capimmo che il monte abbondava di spoglie marine. Monti spiega a questo punto come lagata sia entrata allinterno delle conchiglie in forma fluida e le abbia, in questo modo, sigillate: Se qualcosa posso io stesso giudicare che la materia dellagata, quando entr nei testacei, era fluida, n in altro modo aveva potuto riempire gli anfratti pi stretti, nei quali, come vedete, si solidific nei pi sottili apici. Ecco ora Monti passare allesposizione del ritrovamento straordinario: Per tale e tanto grande singolarit si distinse, che non dubito che sia sufficiente ad attirare lattenzione di numerosi sapienti. Essendoci arrisa la fortuna avvenne che, nel monte di San Luca, ci capitasse tra le mani questo, nulla di simile al quale finora fu visto, n crediamo che nessuno trover forse in seguito. Talvolta, non so a chi, capit di imbattersi in cristalli, nei nostri monti, ed altrove, le cavit dei quali contenevano gocce dacqua, ma chi potrebbe credere che si dovesse trovare un fenomeno naturale di tal fatta nelle anguste volute di una conchiglia piena di agata? Tuttavia ci oggi esposto a voi. In conclusione Monti ribadisce lorigine diluviana della goccia e di tutti i fossili trovati sulla collina: Inoltre, perch non rimanga nessuna ragione di dubitare di questa cosa, c da aggiungere fra le altre osservazioni sui fossili che abbiamo esaminato che per nessuna altra ragione si possono spigare le mutazioni di luogo di qualsiasi di queste cose, se non si ricorre a quella fatale inondazione di tutto il mondo di cui ci informano le Sacre Scritture. A.M.D.G. (traduzione del prof. Carlo Sarti). Ad Maiorem Dei Gloriam, cos Giovanni Monti termina la sua trattazione sulla goccia diluviana. Il tempo, grande scultore delle cose naturali, si poi occupato di far evaporare quel tesoro, del quale resta ora solo un evocativo calco in gesso dellinterno della conchiglia con incisa la data del ritrovamento: ad 27 dicembre 1720, in cui ben si vede il vuoto occupato dalla goccia. La reliquia del Diluvio Universale, originariamente custodita presso il Museo Geologico e Paleontologico Giovanni Capellini in Bologna ora esposta al Museo Poggi.

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INTERVISTA A DANIELE BOLELLI

LO SPORT
INTERVISTA DANIELE BOLELLI

Daniele Bolelli in azione Le arti marziali alla fine non sono poi cos importanti. Dopo tutto, occupano solo qualche ora a settimana e nulla di pi. Ci che davvero importante il resto della nostra vita. importante il modo in cui ci rapportiamo agli altri, in cui ci guardiamo allo specchio, in cui affrontiamo la realt di ogni momento. Le arti marziali sono importanti semplicemente nella misura in cui ci aiutano a sviluppare quelle qualit che ci possono rendere persone migliori nella vita di tutti i giorni. Se la pratica marziale fine a se stessa, non che un hobby. Se invece, un mezzo per forgiare una personalit pi forte e bilanciata, allora s che sono interessanti. Come si vince la paura? Affrontandola, ma gradualmente. Affrontare paure troppo potenti senza preparazione pu essere controproducente, affrontare paure che ci turbino ma non al punto da paralizzarci ci rinforza. La prossima volta potremo affrontarne di pi grandi. E cos via. Lidea che possiamo controllare le cose aiuta a rilassarsi, non perch le paure non siano motivate, anzi, ci sono mille cose delle quali pi che legittimo avere paura, ma lavere paura non ci aiuta. Tutti invecchieremo, ci ammaleremo e moriremo. La paura esiste solo finch hai speranza di evitare un certo destino. La morte una garanzia per tutti noi, una volta che accetti la morte, tutte le altre paure sono poca cosa. Nel libro sostieni che nel mondo degli artisti marziali vi sono litigi e divisioni. Perch? Ogni volta che metti due esseri umani nella stessa stanza, ti trovi a dover avere a che fare con tre opinioni diverse. nella natura della nostra specie. Siamo litigiosi e pronti ad arrabbiarci riguardo alle pi minuscole differenze di opinioni. Le arti marziali sono un microcosmo come ogni altro campo a cui gli esseri umani si interessino, che si tratti di religione, di politica, di vinicultura o di arti marziali alla fine allinterno di ogni campo trovi sempre le diverse scuole di pensiero che litigano riguardo al loro modo di percepire le cose. Le divisioni di opinioni tra gli artisti marziali non sono minimamente differenti da quelle che si vedono in tutti gli altri campi. L'unione delle arti marziali fa la forza? Nel dedicarsi ad un unico stile di arti marziali, lindividuo si sacrifica sullaltare dellortodossia di uno stile. Prendere il meglio da stili diversi, invece, e creare il proprio mix personale un modo per rinforzare lindividualit. Ognuno dei diversi stili di arti marziali ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli. Studiarne pi duno un mezzo per non rimanere intrappolati dagli inevitabili limiti che caratterizzano ogni stile. La versatilit un talento essenziale nelle arti marziali, cos come in ogni altro campo della vita. Spade, bastoni, calci e pugni non sono un invito alla violenza? La violenza repressa la pi pericolosa. Fare finta di non avere istinti violenti vuol dire che sicuramente emergeranno in maniera distruttiva e perversa, magari non necessariamente sotto la forma di violenza fisica, ma come astio, cinismo, aggressivit verbale, negativit, scatti nervosi, mancanza di amore. Avere uno spazio rituale nel quale confrontarsi con laggressivit propria e altrui un modo catartico per esorcizzarla. Paradossalmente, molta gente che dedica una gran quantit di tempo ad allenarsi a combattere a volte la pi tranquilla e pacifica nella vita di tutti i giorni.

Affrontare le paure con cuore guerriero UN CAMPING e mix di arti marziali


DA PAURA
Lo slasher e il suo anniversario. Trentanni fa, allinizio degli anni 80, seguendo il consolidamento delle sinfonie di sangue rappresentate da Venerdi 13 e Halloween con i loro molteplici (e rapsodici) sequels ci si priv almeno in Italia, dove non ebbe cittadinanza di un testo-chiave, sincretico e quintessenziale, del cinema slasher, quel Madman (1982) di Joe Giannone (1946-2006, sua unica regia) di cui oggi si celebra il trentennale tra gli entusiasti fanatici grazie a una edizione dvd realizzata da Code Red. lultima notte della stagione in un campo estivo, e il capo del gruppo mette in guardia i campeggiatori con la leggenda di Madman Marz, un campagnolo che and fuori di testa riducendo in piccoli pezzi tutta la famiglia a colpi dascia. Mai pronunciare il suo nome nel bosco di notte: consiglio al quale puntualmente si contravviene, provocando altrettanto puntualmente il ritorno del selvatico sciagurato goloso di corpi da squartare. Per chi ancora non riuscisse a storicizzare lopera e il suo valore, lauto-referenziale ma lodevole celebrazione presenta negli extra del disco un documento che non ammette repliche: The Legend Still Lives: 30 Years of Madman. Il muro delle meraviglie. Il benemerito 1968 fu anche lanno di una piccola gemma di psycho-kitsch ad alta temperatura visionaria, Wonderwall (qui Onyricon), musicalmente avvolto in un connubio di rock e raga indiano curato nei minimi dettagli addirittura da George Harrison. Il molto svagato uomo di scienza Oscar Collins (lirlandese Jack MacGowran) non resiste alla tentazione di spiare attraverso un buco nel muro nellappartamento a fianco, domicilio di Penny Lane (Jane Birkin), una modella dalla magnetica bellezza di cui lo studioso immediatamente si invaghisce, attratto da unaltra vita fatta di glamour e ostentata apparenza, e sognando di strapparla via dalla cattiva influenza esercitata da un impresentabile fidanzato, magari come surrealmente mostrato a colpi di sigarette e lipstick giganti. Provate a frullare insieme Quando la moglie in vacanza, Benny Hill, Richard Lester e lespansione psichedelica: ecco il muro delle meraviglie. Ma come, dove ritrovarlo, se non su Amazon a un prezzo capestro? Meteora greca. Presentato al Festival di Berlino dello scorso anno e da pochi giorni distribuito in Francia, Meteora di Spiros Stathoulopoulos (madre colombiana e padre greco) evoca dallalta solitudine di un paesaggio mozzafiato la forza dei sentimenti di una relazione impossibile, quella di due religiosi ortodossi isolati dalla reciproca condizione fisica e spirituale. Urania vive in un convento di suore posto sulla sommit di una formazione rocciosa, Theodoros in un monastero dallaccesso altrettanto impegnativo. Tra i due il vuoto dello spazio e del cielo, ma anche un piccolo angolo di natura con un albero, dove ripararsi e far germogliare un desiderio innominabile per il dogma della fede. Diviso tra parentesi animate remote che richiamano le icone bizantine e una narrazione naturalistica, Meteora si attesta come non pi di una curiosit che provoca da subito la voglia sfrenata di rivedere Narciso nero e Andrej Rublev.
di PASQUALE COCCIA

Ognuno dei diversi stili di arti marziali ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli. Studiarne pi duno un mezzo per non rimanere intrappolati

Il pragmatismo delle arti marziali applicato alla vita quotidiana, l'importanza di vincere la paura, la necessit di prendere il meglio di ogni arte marziale per farne un mix, il cui fine farsi una propria arte marziale, di qui la necessit di praticarne diverse. Combattere contro un altro, non per caricarlo di botte, ma per scoprire i propri limiti. Nietzche, Ikkyu, Sojun, Thomas Paine, il tai chi chuan, Henry David Thoreau, Cavallo Pazzo, Eraclito, lo zen, Platone, il taoismo, certi guru delle arti marziali, che vedono solo se stessi e demonizzano tutte le altre discipline marziali, il monaco buddista, dirigenti di multinazionali, che si sottopongono a severe regole orientali per migliorare la managerialit, avulsi da ogni contesto. Sarebbe meglio per tutti un approccio pi filosofico alle arti marziali. quanto si legge nel libro Per un cuore guerriero. Le arti marziali, la filosofia e Bruce Lee (Add, euro 15). Ne parliamo con l'autore Daniele Bolelli, in Italia per presentare il suo libro. Antropologo, professore universitario negli Stati Uniti, docente di Storia degli indiani d'America, l'anno scorso ha

pubblicato Igod, istruzioni per l'uso di una religione fai da te (Add). Sul tema delle arti marziali Daniele Bolelli, appena finito il liceo, aveva scritto La tenera arte del guerriero. Ultimamente si dedica agli sport da combattimento, quando esce dalle aule universitarie americane scende nella gabbia per sfidare i suoi avversari. Perch hai scritto questo libro? Ho praticato arti marziali per oltre ventanni. Per un cuore guerriero la sintesi del mio approccio filosofico alla pratica marziale. Che cosa significa avere un cuore guerriero? Vuol dire che la vita picchia duro in

molti modi. Invecchiamento, malattia, morte, porte chiuse in faccia che schiacciano i nostri sogni, la solitudine, ci sono centinaia di modi in cui la vita pu far male. Un cuore guerriero vuol dire trovare un modo di affrontare la vita senza che questa ci trasformi in una vittima. Vuol dire avere un cuore sensibile, senza cui lesistenza ben poco interessante, un carattere guerriero che sappia proteggere tale cuore: laspetto guerriero ci che permette alla sensibilit di non trasformarsi in una debolezza. Scrivi che l'esistenza di ogni giorno il vero campo di battaglia. Che cosa vuol dire?

Perch nell'ultimo periodo hai scelto di combattere nella gabbia? Per natura sono un tipo molto tranquillo. Fin da bambino ero molto sensibile, passavo gran parte del tempo a leggere, e mi dilettavo in altri passatempi piu intellettuali. La mia personalit era squilibrata. Non conoscevo cosa volesse dire vivere in un corpo dotato di notevole forza fisica. Il conflitto, fisico e non, mi ha sempre spaventato, combattere per me un modo di affrontare i limiti del mio carattere e liberarmi delle mie paure. Che cosa si prova a passare dalle aule universitarie alla gabbia? Le doti intellettuali diventano sterili se non si accompagnano allazione, cos come lazione fine a se stessa se non si accompagna ad una mente curiosa e vivace. Nelle aule universitarie stavo cominciando ad accumulare troppa polvere. Avevo bisogno di scrollarla via. Sono pochissime le figure femminili che citi nel libro. Le arti marziali sono solo al maschile? Secoli di culture patriarcali hanno reso molto difficile alle donne mettersi in contatto con la forza. Il conflitto fisico stato un monopolio maschile in molti aree geografiche e in molte culture. Spero che questa tendenza cambi, proprio perch le arti marziali possono servire da antidoto contro loppressione a cui le donne sono state soggetto storicamente. Purtroppo ancora oggi, la maggior parte dei praticanti di arti marziali sono uomini, molte donne sono intimidite dallentrare in un ambiente che cos saturo di testosterone, e tante altre temono che la pratica marziale possa togliere loro femminilit. Nulla pi lontano dal vero, ma gli sterotipi sono difficili a morire. Arti marziali e sport da combattimento hanno inciso sulla tua scrittura? Mi hanno dato una sana dose di pragmatismo, che serve per equilibrare la mia natura idealista. Mi hanno aiutato ad unire le grandi visioni romantiche ad una dimensione terrena e concreta. Una cosa che amo degli sport da combattimento che rendono complicato mentire a se stessi visto che offrono risultati insindacabili. Questo mi ha influenzato rendendo il mio stile di scrittura pi bilanciato, come se qualcuno avesse mescolato in laboratorio il Dna del Dalai Lama con quello di Eminem. Leggere il Dalai Lama interessante, cos pure Eminem. Ma vuoi mettere leggere un mix di entrambi?

Trovare un modo di affrontare la vita senza che questa ci trasformi in una vittima, avere un cuore sensibile, senza il quale la vita ben poco interessante

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I FILM
ECO PLANET (3D)
DI KOMPIM KEMGUMNIRD THAILANDIA 2012

SINTONIE
nella sezione Orizzonti due anni fa. (c.pi.) THE LONE RANGERS
DI GORE GORE VERBINSKI, CON JOHNNY DEPP, ARMIE HAMMER. USA 2013

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON FILIPPO BRUNAMONTI, ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, GIONA A. NAZZARO, CRISTINA PICCINO

I VISIONARI
KILOWATT FESTIVAL
SANSEPOLCRO (AREZZO) 20-27 LUGLIO

divertente. (g.d.v.) SALVO


DI FABIO GRASSADONNA E ANTONIO PIAZZA, CON SALEH BAKRI, SARA SERRAIOCCO, ITALIA 2013

Il riscaldamento globale ha causato danni irreparabili al pianeta terra. I leader mondiali vogliono lanciare dei missili congelanti per raffreddarlo, ma non sanno che cos rischiano di distruggere lo strato dello ozono. Riusciranno Jorpe, Norva e Sam, tre speciali ragazzini, a trovare un piano per salvare il mondo, prima che sia troppo tardi? SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA
DI CHRISTELLE RAYNAL, CON ELSA ZYLBERSTEIN, FRANCK DUBOSC FRANCIA 2012

Commedia sugli scherzi del destino. Cosa succederebbe se lordine prestabilito delle cose cambiasse per un fortuita coincidenza? quello che succede ad un banchetto di nozze, dove due ragazzi fanno cadere per errore gli ordini dei posti a sedere. Le nuova disposizione ai tavoli creeranno nuove dinamiche sorprendenti. SOUND OF MY VOICE
DI ZAL BATMANGLIJ, CON CHRISTOPHER DENHAM, NICOLE VICIUS, USA 2011

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Peter e Lorna, una giovane coppia, vengono invischiati in una strana setta nei pressi della valle di San Fernando. Qui incontrano il loro leader, una donna di nome Maggie, che rimane sempre nella sua camera, mentre impartisce ordini ai suoi adepti. I due, decisi a smascherare la vera natura di Maggie, finiscono per essere loro stessi corrotti dal suo fascino. TITEUF IL FILM
DI ZEP. ANIMAZIONE. FRANCIA 2011

Johnny Depp riprende il personaggio svanito do Jack Sparrow e lo elabora nei panni di Tonto, personaggio assurto a icona culturale nel popolare sceneggiato The Lone Ranger prima in radio (1933) e poi in tv (1950). Questo omonimo blockbuster Disney, prodotto da Johnny Depp e Jerry Bruckheimer e firmato da Gore Verbinski gi regista de i Pirati dei Caraibi, ribalta la dinamica degli originali sceneggiati e serie tv elevando il comprimario Comanche a vero protagonista. Malgrado i tentativi di ironia e di scorrettezza politica, il registro dominante quello della farsa da multisala, ben lontano per dire da un anti-western come il sublime Dead Man di Jim Jarmusch. Il comanche sbadato di Depp, un po saggio e un po buffone, in questo senso potenzialmente un campo minato anche se lintenzione chiaramente una sorta di riabilitazione postmoderna in cui, dopo i western revisionisti pro-indiani degli anni 70 e dopo Balla Coi Lupi, idealmente lecito ormai fare degli indiani un paritario oggetto comico. (l.ce.) UNA NOTTE DA LEONI 3
DI TODD PHILLIPS CON BRADLEY COOPER, ZACH GALIFIANAKIS. USA 2013

Il film prende il titolo dal nome del protagonista, un killer di mafia con gli occhi di ghiaccio che non sbaglia un colpo: da solo sventa lagguato di una banda nemica, ma quando arriva dalla vittima per eliminarla accade qualcosa di imprevisto: in casa c anche la sorella cieca di lui, Rita. Non un film di mafia, piuttosto un film dentro la mafia o con la mafia, senza riferimenti cinefili o di citazione del genere. Non siamo nel Padrino o in Good Fellas, Grassadonia e Piazza provano a ricreare l'universo mafioso fuori da questi codici, affidandolo a una partitura sonora costruita sui rumori degli ambienti e alla performance pi che alle psicologie dei protagonisti, i cui corpi attraversano spazi fisici e emotivi interni e esterni. Premiato a Cannes con il Gran Prix de la Smaine de la Critique. (c.pi.) STOKER
DI PARK CHAN-WOOK, CON MIA WASIKOWSKA, NICOLE KIDMAN. USA GB 2013

MAGRITTE PASSEGGIA PER N.Y


FRAGMENT TWO
Uk, 2013, 433, musica: These New Puritans, regia: Daniel Askill, fonte: youtube

Il titolo della undicesima edizione di Kilowatt dedicato al teatro di innovazione, alla nuova danza contemporanea, alla scena musicale ed artistica Capitani coraggiosi. Il festival ha la caratteristica originale di affidare al pubblico stesso parte della programmazione artistica del Festival, sovvertendo i canonici criteri di organizzazione e dando vita ad un progetto culturale unico, un tentativo di direzione artistica dal basso. Per questa sua particolarit il festival ha ottenuto vari premi fra cui il prestigioso premio Ubu come migliore festival della categoria Progetti Speciali e questanno il Premio Nico Garrone oltre ad essere stato inserito tra i dieci case-study esaminati nelle pubblicazioni di economisti specializzati. Ricchissimo il calendario che comprender circa 25 spettacoli tra teatro, danza e musica, e circa 15 eventi collaterali tra incontri pubblici, letture, consegna del premio Kilowatt/Titivillus a un giovane curatore, workshop, attivit per bambini, concerti e dj set. Otto gli spettacoli prodotti o co-prodotti dal festival e altrettante le prime assolute di nuovi spettacoli. Il gruppo dei Visionari - una trentina di persone non addette ai lavori - vaglia le centinaia di proposte che ogni anno arrivano da compagnie emergenti, ne discute in incontri settimanali che si svolgono nellarco di tutto lannoe presenta una selezione di 9 spettacoli, attenta attivit di scouting da cui negli scorsi anni sono emersi gruppi come Muta Imago, Lucia Calamaro, Zaches Teatro, Gli Omini, Citt di Ebla, Marco DAgostin.

Da una serie di fumetti svizzeri creati da Philippe Chappuis in arte Zep. Il piccolo Titeuf non stato invitato al compleanno di Nadia, nonostante sia cos prodigo di attenzioni verso di lei. Ma ad ostacolare la strada della felicit e del divertimento di Titeuf sono ancora gli adulti che si dimostrano i classici guastafeste con i quali il protagonista di questa storia dovr fare i conti. WOLVERINE: LIMMORTALE
DI JAMES MANGOLD, CON HUGH JACKMAN, BRIAN TEE USA 2013

Lultimo capitolo della trilogia di Todd Phillips si apre con il vero protagonista degli Hangover, Ken Jeong (alias Mr. Leslie Chow), che trascina i tre personaggi principali in un delirante viaggio da Tijuana e Las Vegas. Manca laudacia innovativa di primi due episodi. (b.c.) PAIN & GAIN - MUSCOLI E DENARO
DI MICHAEL BAY, CON MARK WAHLBERG, DWAYNE JOHNSON, USA 2013

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India compie 18 anni. Ma il giorno felice funestato da un incidente in cui perde la vita l'amatissimo babbo. Arriva lo zio Charlie, India lo guarda con diffidenza ma anche con curiosit. Il regista contribuisce con una ricchezza visiva estranea, gioca e incide con immagini imprevedibili. Mamma Evie Nicole Kidman, svampita quanto basta per essere una sorta di oca giuliva che nulla comprende dell'orrore che si sta dipanando intorno a lei, Si pu godere appieno il disagio sottile che Park Chan-Wook sciorina nel suo racconto giocando solo su effetti semplici ma efficaci. (a.ca.) VIOLETA PARRA - WENT TO HEAVEN
DI ANDRS WOOD, CON FRANCISCA GAVILN, CHRISTIN QUEVEDO. CILE 2011

Una lenta panoramica virtuale di 360 che abbraccia, da sinistra a destra, un mutevole paesaggio immerso nelloscurit sul quale sono inseriti in compositing i musicisti inglesi. In unatmosfera totalmente rarefatta lo spettatore, come ipnotizzato, risucchiato allinterno di questa composizione che ben visualizza il mood sonoro dei These New Puritans, per i quali Askill ha diretto altri suggestivi music video. La fotografia di Carlos Varon. Il singolo tratto dallalbum Field of Reeds. ROSE ROUGE

LA NOTTE BIANCA
NOTTE BIANCA DEL CINEMA ITALIANO
EGNATIA (FASANO), PARCO ARCHEOLOGICO 20 LUGLIO 2013

Francia, 2001, 332, musica: St. Germain, regia: Franois Deygas e Olivier Kuntzel, fonte: youtube

Logan impegnato in una storia damore travagliata con una donna giapponese gi sposata. Wolverine dovr affrontare tutta la sua famiglia di samurai e scoprire il segreto che lo ha portato ad essere immortale. AMORE CARNE
DI E CON PIPPO DELBONO, CON IRNE JACOBS. ITALIA 2011

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Un film girato col telefonino e con una piccola telecamera: ma non questione di tecnologia, se non nel modo in cui Amore Carne ne modella le possibilit a un sentimento inquieto, e a una scommessa forse impossibile, che cogliere limprevisto, e limprevedibile, le epifanie della vita, belle o brutte che siano poco importa. E allora questa storia di pazzi, passioni e malattia, incontri unici e preziosi, istanti che lasciano un segno racconta una vita, quella del suo autore, e infinite altre, e il gesto libero, potente, che larte del vissuto, impastata allesistenza: amore, carne. Tutto comincia a Avignone, dove si ricorda Pina Bausch, di Delbono amica e maestra, poi la mamma, Tilda Swinton, Irne Jacobs, Marisa Berenson, donne speciali. Esce anche a Roma e Milano, dopo la prima avvenuta a Venezia

Michael Bay, fra i registi in attivit a Hollywood, , probabilmente, quello maggiormente frainteso se non addirittura detestato, regista di Armageddon e dei Transformers, esteta dellimmagine di massa, In attesa del quarto capitolo della saga dei Transformers, si concesso una folle commedia post-noir che sispira a un bizzarro e purtroppo autentico caso di cronaca nera di Miami, protagonisti una banda di culturisti pompati di steroidi e anabolizzanti. Niente di quanto gi affiorato nella filmografia del nostro pu preparare allorgia di fantasmagorica violenza pop annegata in cromatismi saturi e lividi che non teme la rampogna del politicamente corretto. Il film possiede unenergia arrogante quasi quanto quella del mondo cui chiede di osservarsi allo specchio. (g.a.n.) QUESTI SONO I 40
DI JUDD APATOW, CON PAUL RUDD, LESLIE MANN. USA 2012

Vincitore del gran premio della giuria al Sundance, supera il genere del film biografico per la qualit del racconto, non aiografico, con lidea pienamente sviluppata di mostrare una personalit decisa, forte e indipendente, di grande creativit, personaggio simbolico per pi di una generazione. Dallinfanzia con il padre professore ubriacono che le lasci in eredit una vecchia chitarra, al viaggio lungo tutto il paese per trovare gli autentici canti popolari, in Europa per far conoscere il Cile. Linterpretazione di Francisca Gavilan impresisonante per aderenza al personaggio (e interpreta lei stessa le canzoni). (s.s.) TO THE WONDER
DI TERRENCE MALICK, CON BEN AFFLECK, OLGA KURYLENKO, USA 2012

La macchina da presa si aggira in una Pigalle notturna e in bianconero, deserta e luminosa, costituita da architetture e insegne al neon, frutto di immagini create al computer, unico elemento colorato: il corpo rosso, immobile e metafisico di una spogliarellsta, la cui silhouette viene scomposta in tanti quadrati. Dalla ragazza si stacca una rosa (simbolo che evoca il nome del locale e anche il titolo del brano) disegnata digitalmente che vola per la citt. Raffinatissimo clip partorito dalla fantasia della premiata coppia Deygas-Kuntzel (animatori e creatori di formidabili titoli di testa, tra cui Catch me if you Can) per St. Germain, pseudonimo dietro il quale si cela il dj Ludovic Navarre. REN AND GEORGETTE MAGRITTE WITH THEIR DOG

Dal tramonto allalba maratona cinematografica nel Parco archeologico di Egnazia con due megaschermi, sette film di qualit, ospiti prestigiosi. la prima edizione del progetto Sedestfestival diretto da Michele Suma e a cura dellassociazione culturale Sguardi in collaborazione con Lo Scrittoio. La maratona si tiene dalle 21 alle 5 del mattino nello scenario suggestivo del Parco archeologico di Egnazia, citt sorta agli inizi del XV secolo a.C. e citata nelle opere di Plinio e Orazio. I film: Viva la libert, stato il figlio, La citt ideale, Il volto di unaltra, The Lithium Conspiracy, Una domenica notte, proiettati sullo Schermo Necropoli, nella zona interna del sito archeologico e lo Schermo Citt Romana, affacciato sul mare. Il pubblico potr incontrare Pappi Corsicato, Daniele Cipr e Davide Marengo e gli attori Massimo Foschi ed Ernesto Mahieux intervistati da Antonella Gaeta, presidente dellApulia Film Commission e dai giornalisti e critici cinematografici Aldo Fittante, Livio Costarella e Stefano Amadio, direttore di Cinemaitaliano.info, media partner della manifestazione.

IL REGISTA
EST FILM FESTIVAL
MONTEFIASCONE, 21 - 28 LUGLIO

Usa, 1984, 340, musica: Paul Simon, regia: Joan Logue, fonte: youtube

Un home movie da trentacinque milioni di dollari dal regista di 40 anni...vergine, Molto incinta e Funny people. Gli adolescenti sono cresciuti e nella vita di questa famiglia perfetta secondo i canoni cinema, si fa strada una meschinit avvilente. Bugie piccole e meno piccole, egoismi imbarazzanti, un moralismo piccino nei confronti dei genitori (genialmente interpretati da Albert Brooks e John Lightow). Apatow offre la sua (vera) famiglia, la sua (reale) agiata esistenza di creativo hollywoodiano. Un film duro (anzi, durissimo) ma che non sembra cos duro. Brutalmente onesto e

Come in un sortilegio sinestetico lo sguardo di Malick sinebria di una vertiginosa libert. In un montaggio associativo, absolutely free, come se si situasse alla fine di The Tree of Life per cogliere il momento in cui tutto ritorna alla vita. Radiografia della malattia mortale del mondo contemporaneo che ha disimparato a vedere e a sentire, osa pensare un cinema ingenuo, bambino, che parla ad altezza docchi con il mondo. Sfida con folle e olimpica lucidit il ridicolo nel tentativo di ricreare unesperienza filmica che vada di l dei limiti stessi del dispositivo di riproduzione. (g.a.n.)

Combinate insieme la musica di Paul Simon, la pittura di Magritte (soggetto della canzone) e la creativit di una videoartista come Joan Logue il risultato questo raffinato video, composto da finestre elettroniche di varie forme che si aprono e si chiudono mostrandoci naturalmente limmaginario del surrealista belga: cieli di nuvole, uomini con la bombetta, una tavolata di persone dentro un cassetto che si apre, lo stesso Simon nei panni del pittore che passeggia con la moglie e con il cane per le strade di New York. Limpaginazione videografica mostra forse un po la corda del tempo, ma Ren and Georgette rimane un lavoro di grande poesia visuale.

Film Festival annuncia lospite donore che inaugurer la 7a edizione, che si terr dal 21 al 28 luglio a Montefiascone, nel territorio della Tuscia viterbese, ricco di bellezze storiche e paesaggistiche. Sar il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore a salire sul palco di Piazzale Frigo, sabato 21 luglio, per ritirare lArco di Platino Premio Italiana Assicurazioni e incontrare il pubblico del Festival. Lincontro sar preceduto dalla proiezione del suo ultimo film La migliore offerta. Est Film Festival, prodotto dalla Societ Arcopublic e dellAssociazione Culturale Factotum, proporr anche per questa 7a edizione molte proiezioni a ingresso gratuito. Le tre sezioni competitive, Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, saranno affiancate da numerosi Eventi Extra, dagli Incontri Speciali con registi e attori del cinema italiano, dalla sezione Caff Corto con proposta di cortometraggi proiettati a ciclo continuo e dalla sezione notturna del DopoFestival, che manterr vivo lo spirito culturale del Festival sotto le stelle con proiezioni speciali, reading, spettacoli dal vivo e concerti fino a tarda notte. Info e luoghi: www.estfilmfestival.it

LISOLA
LAMPEDUSAINFESTIVAL
V EDIZIONE, 19-23 LUGLIO, LAMPEDUSA

MAGICO

Cinque giorni di cinema e documentari accompagnati da dibattiti, musica, mostre, spettacoli e incontri con gli autori sul tema delle migrazioni Migrare: Le ragioni di una scelta il tema del concorso giunto alla sua quinta edizione e organizzato dallassociazione culturale Askavusa di Lampedusa, con il patrocinio del comune di Lampedusa e Linosa. Oltre 80 I titoli presentati da artisti di varie nazionalit. Le opere finaliste, selezionate dal regista etiope Dagmawi Yimer e da Askavusa, saranno proiettate al pubblico dal 20 al 23 luglio e valutate da una giuria internazionale coordinata da Silvestro Montanaro e composta da Ubax Cristina Ali Farah, Mohamed Arafat, Emily Jacir e Filippo Pucillo. Durante il festival saranno proiettati alcuni film fuori concorso, come un omaggio a Silvestro Montanaro con la proiezione dei tre film documentari La mia famiglia; Vi ho tanto amato; Sankara e la rassegna Lampedusa dagli anni 40 ai nostri giorni, curata dall'Archivio storico di Lampedusa, sulla rappresentazione di Lampedusa attraverso documentari e servizi televisivi dagli anni '40 ai giorni nostri. Info e programma completo sul sito: www.lampedusainfestival.com

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LIBRI UN TESTO RACCONTA UN GENERE ANCORA ATTUALE

Progressive, la tempesta annunciata


di CLAUDIO ROCCHI*

1970-1977: questa storia certo fonda radici in terreni pregressi Chi ha fatto questa musica in quegli anni ascoltava le onde del beat americano e inglese, aveva scoperto il surf sulle onde delle diverse waves o invasions inglesi negli Usa, americane in Europa, entrambe nel mondo. C'erano stati, prima, i poeti a declamare le loro poesie nei diversi luna park della mente e ancora prima i jazzisti a sostenere quelle parole nei readings. Avevamo visto orrori al napalm, ascoltato radio pirata, favoleggiato di viaggi interni prima ancora di partire, di regioni lontane ancora prima di conoscerle. Secchi gettati, assetati, nei pozzi delle tradizioni pagane e celtiche, magiche e esoteriche. Un orecchio entusiasta, perch no, alla rivoluzione che a Sanremo, visto con i calzoni corti, facevano Modugno o Joe Sentieri. Tony Dallara o Antoine. Sandie Shaw e la dolce Franoise Hardy. Tutto prima, tutto un po' prima ma segni indelebili nelle giovani menti di chi nel 1963 aveva visto i Beatles a TV7 al London Palladium; lam scintillanti on stage, reggiseni e mutandine al vento in platea. Malori e flicks stupefatti a non capire, mentre sfilavano le ambulanze di svenimenti a raffica. E allora qui

Sette anni che hanno fatto la storia del rock nostrano. Forzando stili, limiti e creando nuovi linguaggi
da noi, quando ancora esistevano le case discografiche e le classifiche con vendite a cinque/sei zeri ogni settimana, c'erano il Cantagiro e i Rokes, l'Equipe 84 e i Corvi, i Nomadi, i Primitives e i Delfini, i Kings e i Profeti, i Camaleonti e il Clan, Ricky Cianco e i Satelliti, i Ribelli, Jeff Beck a svisare al Teatro Ariston con gli Yardbirds, Gene Clark pre-Byrds con i Minstrels di Barry McGuire. E Dylan, che per primo metteva tutto in sintesi gloriosa a scartare cartelli con Ginsberg per un proto video storico? E Donovan con i suoi colori soffusi? Quanti crediti deve il prog, come ogni linguaggio, a chi venuto prima? Poi cerano stati i Genesis; i concept-album dei Moody Blues, lan Anderson e il suo flauto in equilibrio su una gamba. Si potevano raccontare storie in musica lunghe e complesse, una scrittura varia e a sorpresa girando pagina e cambiando tempo molte volte, come una romanza, un'opera, un poema. Sfogliare gli anni cos, come propone a vista il robusto tomo che hai in mano, per chi c'era davvero aroma di macchina del tempo. Il presente della memoria il futuro di quel passato che vivo come i vent'anni di molti, artisti e ascoltatori, manager e impresari in una stagione fiorita di occasioni, di freschezza, di ingenuit e coraggio, stravaganza e stupore, sfrontatezza e rigore. Modi profumati di ideali hanno fatto le ossa all'anima impalpabile, perch se mai l'etereo avesse bisogno di struttura, sarebbe certo Musica. Progressiva, in avanti sulla

spinta chiara delle negazioni impraticabili, di costumi ed etiche sfiorite al sole di un'imminenza annunciata con grande preavviso: crescere. Cosi le riviste scandivano con le uscite il tempo. Super Sound, Ciao 2001, Ciao Amici prima, Giovani, Qui Giovani dopo. Alcune occhieggiavano Melody Maker, Billboard, il Rolling Stone originario. (...) Ogni etichetta aveva a contratto qualche band nella speranza del botto a sorpresa, imprevedibile e possibile. La mia Ariston Records, addirittura, da una soffiata al boss Alfredo Rossi, fece una label, Ariston Progressive, con l'immagine del Gigante Gentile, e c chi sostiene che il termine sia nato proprio l, in piazzetta Pattri a Milano; giusto dietro la Galleria del Corso, dove cospirava il sottobosco del mercato. E Franco Bnzi, autore di questo volume, certo cera; tanta precisione storica e tanto calibro nei commenti tradiscono frequentazione informata, attenta, appassionata. Unenciclopedia come quelle di una volta, illustrata alla maniera di quell'antico rivoluzionario Conoscere dei Fratelli Fabbri di memoria preinformatica , prewikipedica, pre di tutta questa vasta occasione digitale che ha ucciso il Vecchio Mercato cambiando le regole a beneficio di formule ancora non del tutto chiarite, ma certo stimolanti come il presente che viviamo; orfani di certezze che non siano le tracce indelebili che certa Musica, salvandoci la vita, ancora presenta attuali a orecchie e cuore elevati a sistema. Rock on, humans; hugs to you all. *dalla prefazione al volume di Franco Brizi Volo magico-Storia illustrata del rock progressive italiano (Arcana)

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Poster e immagini depoca con cui ripercorrere la storia del prog rock

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MADE IN ITALY

Sulle tracce della grande metamorfosi Fuori i nomi


di INNOCENZO RENI

Com' difficile stabilire i confini di un genere musicale. Se poi questa corrente musicale si autonominata, grazie anche al nostro Claudio Rocchi, musica progressiva, allora diventa praticamente impossibile non accettare con serenit di trovarci di fronte a confini sfumati. Musica progressiva dunque, naturalmente in evoluzione, formalmente inquieta, nata da istanze giovanili precise, dal desiderio di dare dignit artistica alla musica pop: una forma artistica vista sempre come disciplina minore, adatta per il ballo, per lo svago. Gi nella prima met degli anni Sessanta, con il folk revival e la prima ondata pischedelica che prendono piede negli Stati Uniti, la musica giovanile ha coniugato la funzione primaria del rock'n'roll, far ballare (e sballare), con quella di soddisfare la mente (e il termine pischedelia un manifesto programmatico in tal senso). I testi riflettono le nuove istanze sociali che contestazione giovanile e studentesca stanno facendo emergere in relazione ai grandi mutamenti della societ americana, ferita anche dall'impegno militare in Vietnam. In Europa si nel frattempo sviluppato un importante fenomeno psichedelico. Epicentro ancora una volta la Gran Bretagna, sulla scia del grande successo del beat e del blues revival una scena psichedelica altrettanto colorata e altrettanto chimica ma diversa nella tematica letteraria e in fondo anche nella struttura musicale. Se negli Stati Uniti sono imperanti le lunghe cavalcate permeate di rock blues e acido che caratterizzano gli show dei Grateful Dead. Quicksilver e compagnia, in Gran Bretagna ancora la forma canzone, forse solo un po' dilatata, a costituire il repertorio tipo dei paladini del genere come Pink Floyd e Tomorrow. Il 1967 l'anno del capolavoro dei Beatles, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, e sono gi chiari alcuni segnali di un tentativo di elevare ad Arte un grande album pop. Sin dalla lussuosa copertina, inedita per ricercatezza e tematica, ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, e che i quattro musicisti di Liverpool stessero evolvendo la propria proposta musicale si era gi visto nei due precedenti lavori: Rubber Soul e Revolver. Qui per il salto grandioso. Per la prima volta il termine (oggi abusato) di multimedialit si pu applicare a un 33 giri. I Beatles non sono soli in questa guerra di frontiera e non solo sul piano concettuale che si stanno aprendo grandi orizzonti: i Nice di Keith Emerson, non a caso uno degli eroi pi osannati e criticati del periodo d'oro del rock progressivo, esplorano strani connubi tra beat e pagine classiche del passato anche recente. I Procol Harum con A Whiter Shade of Pale spopolano nelle classifiche mondiali, coniugando pop e Bach. Non ancora puro progressive ma ci stiamo velocemente avvicinando,

complici anche le maggiori capacit tecniche di una nuova e preparata generazione di musicisti. Tra questi Robert Fripp che, dopo un poco ispirato tentativo in trio con i fratelli Giles, forma i King Crimson di cui diventa ben presto leader e tiranno. Ma proprio il primo album del complesso, in cui il talento degli altri musicisti (Greg Lake e Ian McDonald in testa) riesce a bilanciare l'esuberanza dispotica di Fripp. Risulta un capolavoro assoluto, un vero album capostipite. una delle cose su cui tutti gli storici e critici sono daccordo: In the Court of the Crimson King il disco che inaugura la stagione del progressive inglese (e di conseguenza europeo); ma anche il disco simbolo del genere, nella sua accezione pi varia. Verranno altri dischi fondamentali: quelli dei primi Genesis, degli Yes, dei protagonisti

Stelle di Mario Schifano o Chetro e Co. Ma anche di perle eccelse di pop psichedelico autarchico come 29 settembre e Nel cuore, nell'anima dellEquipe 84. Assistiamo quindi a episodi isolati in cui complessi, anche affermati o in via di affermazione, riescono nel miracoloso compito di traghettare la provinciale musica italiana verso lidi pi maturi, verso una musica pi colta e meno fisica, pi cerebrale e meno istintiva. Nell'autunno del 1968 escono due album che, pur se diversi fra loro, manifestano il desiderio di cambiamento: Stereoequipe dell'Equipe 84 e Senza orario, senza bandiera dei New Trolls. Entrambi i gruppi sono affermati, pi i primi dei secondi, ma mentre Stereoequipe una furba operazione della Ricordi che ricicla vecchio materiale in uno dei primi album stereofonici della discografia, lalbum dei New Trolls

nuova scena musicale, che ha gi all'attivo un album interessante (Per quelli come noi) e diversi singoli di discreto successo. Soprattutto i Pooh sembrano voler spostare il loro baricentro musicale verso qualcosa di pi complesso. In realt la direzione presa sar quella che porta alle parti alte delle classifiche di vendita, con brani privi di qualsiasi pretesa avanguardistica come Piccola Katy. Per, nel periodo di transizione che porter i Pooh a lasciare, con molta acredine, la Vedette, etichetta che li ha lanciati sul mercato discografico, nasce un secondo album che rimarr un episodio isolato nella loro produzione, Contrasto. un album mai interamente riconosciuto dal conplesso che, anzi, ne chieder il ritiro subito dopo la pubblicazione. Viene assemblato dai discografici Vedette senza la collaborazione dei musicisti e distribuito in un numero di copie veramente esiguo. Non contiene elementi stilisticamente progressivi, assolutamente, per ha quell'alone di mistero e quella introvabilit che propria di molte opere del successivo periodo progressive. Ma non ci sono solo i reduci del beat a spingere la musica italiana verso nuovi lidi. Nel 1969 vengono pubblicati alcuni dischi coraggiosi

e visionari, rimasti completamente sconosciuti o diventati oggetti di culto straordinario. Ci riferiamo al bellissimo happening di Guido Bolzoni, cantautore che ritroveremo anni dopo con il complesso dei Numi, e agli lp d'esordio di Orme (Ad gloriam) e Stormy Six (Le idee di oggi per la musica di domani). Le Orme saranno i primi e pi convinti sostenitori del pop di derivazione anglosassone e nel 1971 proporranno quello che molti considerano il primo album di vero pop italiano: Collage. Gli Stormy Six del primo album sono, invece, profondamente diversi da quelli dell'lp L'unit, del 1972, e da quelli impegnati ed eclettici del periodo tedesco e di album come L'apprendista e Un biglietto del tram. Sono schierati a quartetto e c anche Claudio Rocchi nell'insolita veste di bassista, il cantautore per caratterizza l'album anche con le sue composizioni visionarie. Ci sono altri esordi eccellenti nel 1969: la Formula 3 ad esempio che a settembre spopola con Questo folle sentimento, primo singolo di una cariera fortunata. Anche Il Balletto di Bronzo pubblica il suo primo disco in quel tramonto di decennio, si tratta di un 45 giri con Neve calda e Cominci per gioco.

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di Canterbury ma pochi rappresentano il genere progressive come l'esordio dei King Crimson. Il rock progressivo inglese, di volta in volta denominato rock sinfonico, rock barocco e in cento altri modi, domina certa scena musicale per un periodo piuttosto lungo, sulle ali dei successi discografici di gruppi come Genesis, Pink Floyd, King Crimson e Yes. E anche grazie a opere di culto straordinario come gli album di High Tide, Pink Faires e Cressida, solo per citarne alcuni. Se la Gran Bretagna la nazione principe della musica progressive, la Germania la nazione dove si sviluppa una corrente originale, votata in parte all'elettronica e capace di alcune prove discografiche di grande fascino Poi, nella seconda met dei Settanta, il declino lento, inesorabile, fino al colpo di grazia della rivoluzione punk. Rimane una discografia imponente, un catalogo enorme di dischi di grande successo e di opere minori ma di culto straordinario. Un'epoca irripetibile di freddo tecnicismo, di eccessi verbosi e affascinanti allo stesso tempo, di opere insostituibili e di prolissit inimmaginabili, copertine evocative assieme a poesie messe in musica, di concerti diventati veri e propri momenti di spettacolo multilivello puro. Tutto spazzato via dal pragmatismo punk, tutto indelebilmente impresso nella memoria di chi ha vissuto quella stagione. E in Italia? In Italia c' una variopinta scena beat e una breve stagione psichedelica. Psichedelia di provincia, mutuata dalle eccentricit dei Beatles e dalle cronache che giungono da Londra, ma capace di episodi sinceri come quelli che vedono protagonisti Le

invece di fondamentale importanza. In Senza orario, senza bandiera, infatti, ci sono i primi elementi di quella contaminazione che porter allo sviluppo del pop italiano dei primi Settanta. Si tratta di un concept album, dominato dal pensiero anarchico del poeta Riccardo Mannerini che con Fabrizio De Andr l'autore dei testi. La sua influenza su ci che venuto dopo non mai stata sottovalutata. Ma non solo la tematica a essere nuova in questo disco, c' anche il grande lavoro di Gian Piero Reverberi che con i suoi arrangiamenti contribuisce alla creazione di un ipotetico ponte tra le ingenue scopiazzature del beat italiano e le complesse partiture degli anni seguenti. Poi ci sono i Pooh, altro gruppo che si sta affermando sempre pi come una realt della

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RITMI
Qui accanto la copertina del libro Volo magico-Storia illustrata del rock progressive italiano

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Tornando alla Formula 3, il complesso incide perla neonata etichetta Numero Uno e tra i primi dischi pubblicati, oltre a quello di Radius e soci, ci sono quelli degli Alpha Centauri, della Verde Stagione, dell'Anonima Sound di Ivan Graziani e dei Computers, tutti dischi di transizione verso il suono nuovo che ormai alle porte. E poi ci sono i singoli dei New Trolls, di cui abbiamo gi detto, e per rimanere a Genova c' lesordio dei J. Plep con La scala/L'anima del mondo. Poco dopo il complesso si ripresenter con una nuova denominazione: Nuova Idea. Molti altri artisti che ritroveremo nel 1970 hanno pubblicato dischi anche nel 1969 come Le Macchie Rosse, i Myosotis, Gigi Pascal, i Flashmen, i G. Men e i Salis'n'Salis. I Giganti, oltre a proporre un singolo con un'interessante cover di Summertime, pubblicano anche un lp in cui lasciano intravedere il desiderio di cambiamento che li condurr, tempo dopo, a realizzare un concept tra i pi interessanti mai fatti in Italia. Anche gli Alusa Fallax, protagonisti nel 1974 di un bellissimo album, esordiscono nel 1969 con due singoli per la piccola etichetta West Side. A portare un po' di rock in Italia contribuiscono anche gli inglesi Sopworth Camel (poi semplicemente Camel) che propongono una bella versione di Fresh Garbage degli Spirit. Anche due solisti atipici come Jonathan (met del duo Jonathan L Michelle) e Gian Pieretti tentano la strada dellalbum per proporsi o riproporsi in nuova veste. Il primo con llp omonimo e il secondo con l'originale Il viaggio celeste di Gian Pieretti. Arrivano al traguardo dellalbum anche due gruppi storici del beat italiano, i Ribelli (nel 1968) e i Quelli (nel 1969). Non sono dischi straordinariamente innovativi ma mentano di essere segnalati perch contengono le prime prove rock di gente del calibro di Demetrio Stratos, Gianni Dall'Aglio, Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Alberto Radius, Flavio Premoli e Giorgio Piazza; tutti protagonisti dell'epoca d'oro del pop italiano. Prodromi di pop anche nell'album dei napoletani Showmen con due cavalli di razza come James Senese (poi Napoli Centrale) e Elio D'Anna (poi Osanna, Uno e Nova). Infine ci sono due artisti importanti, anzi fondamentali: Fabrizio De Andr e Lucio Battisti. Entrambi si stanno definitivamente affermando e mentre il primo pubblica uno dei suoi capolavori, l'innovativo Tutti morimmo a stento, con gli straordinari arrangiamenti di Gian Piero Reverberi (coautore delle musiche assieme al cantautore genovese), Battisti prende le misure al pop italiano con composizioni sempre pi ricche come Mi ritorni in mente e 7 e 40. In due anni, 1968

e 1969, la scena italiana muta pelle, diventa pi consapevole dei propri mezzi. La strada lunga, ci vorranno ancora due o tre anni affinch le grandi opere del pop italiano vedano la luce, ma i semi sono stati gettati. Una nuova generazione di musicisti sempre pi preparati si sta affacciando e anche molti giovani discografici e promoter sono pronti a dare le giuste occasioni a un numero consistente di solisti e complessi. (...) Individuare un disco che racchiuda in s i prodromi di un fenomeno che cos tanti consensi (anche e soprattutto postumi) raccoglie impresa sicuramente ardua. Abbiamo deciso di partire dal 1970 perch in questa alba di decennio che compaiono sul mercato i primi lavori che in qualche modo riconducono a un concetto di musica progressiva. Le Orme, i New Trolls, Il Balletto Di Bronzo e la Formula 3 sono tra i primi gruppi (poco prima li avremmo chiamati complessi) a proporre al pubblico opere un po diverse: rock ma non solo. Dopo una hit come Questo folle sentimento, ecco allora una cupa

i Timoria. E cos siamo tornati a utilizzare il termine, squisitamente inglese, di rock progressivo per nominare questo immenso calderone in cui la storiografia musicale italiana ha inserito improbabili accostamenti. E noi abbiamo deciso di sposare questa teoria della contaminazione pi estrema, che immagina il genere come qualcosa di radiale che partendo da un nucleo, abitato da fedeli proseliti come PFM, Banco, Orme, Metamorfosi eccetera, va a toccare via via anelli esterni in cui contaminare opere di artisti lontani anni luce dal verbo progressivo. Quindi ben vengano le avanguardie musicali di Franco Battiato o dei Dedalus o ancora dei Nadma, ma le pagine pi rock, e senz'altro importanti per la musica italiana, di artisti come Battisti o De Andr, cos come le incursioni progressive di complessi leggeri - come Pooh e Bottega dellArte non le abbiamo volute escludere (....). *Un estratto dallintroduzione a Volo Magico-Storia illustrata del rock progressive italiano (Arcana, pp. 600, euro 75), rilevante testo di Franco Brizi dedicato a un genere magmatico, frammentario e per questo tanto pi interessante. Unenciclopedia indispensabile, con recensioni anno per anno (1970-1977) e un apparato icononografico avvincente. Imperdibile. Si ringrazia la casa editrice e lautore dal cui archivio personale proviene il materiale riprodotto in queste pagine.

rielaborazione del Dies irae di biblica memoria ad opera della Formula 3, accanto a un pezzo proverbialmente pop come Neve calda, Il Balletto Di Bronzo ci propone una ricca suite a tema fantascientifico (Missione Sirio 2222) e cos via. Ma se arduo individuare i confini del genere progressivo inglese, praticamente impossibile delimitare lomologa corrente italiana. Gi il nome sembra essere una forzatura: la storica rivista Ciao 2001 lo aveva battezzato, in tempi non sospetti, pop italiano ma oggi noi siamo orfani di questa denominazione, ora che il termine pop ci fa venire in mente Laura Pausini e Tiziano Ferro piuttosto che gli Abiogenesi o

ON THE ROAD
Depeche Mode
La band inglese torna in Italia. Roma SABATO 20 LUGLIO (STADIO OLIMPICO)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Patti Smith
La sacerdotessa del rock made in Usa di nuovo in Italia accompagnata dalla sua band. Sesto San Giovanni (Mi) GIOVEDI'
25 LUGLIO (EX STABILIMENTI BREDA-CARROPONTE) Prato VENERDI' 26 LUGLIO (PIAZZA DUOMO) Venezia SABATO 27 LUGLIO (TEATRO VERDE)

Devendra Banhart
In Italia il musicista Usa, esponente principale della scena nu-folk. Lucca GIOVEDI' 25 LUGLIO (PIAZZA
NAPOLEONE-SUMMER FESTIVAL, CON NEIL YOUNG) Roma VENERDI' 26 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE-ROCK IN ROMA, CON NEIL YOUNG) Sesto San Giovanni (Mi) SABATO 27 LUGLIO (PARCO ARCHEOLOGICO INDUSTRIALE EX BREDA-CARROPONTE)

Gavorrano (Gr) MARTEDI' 23 LUGLIO


(TEATRO DELLE ROCCE)

Duke Garwood
Il bluesman londinese in Italia. Marina di Ravenna (Ra) VENERDI'
26 LUGLIO (HANA-BI)

City Sound
In programma: Davide Van De Sfroos, Earth Wind & Fire, Dj Tiesto, Santana. Milano SABATO 20, MARTEDI' 23, GIOVEDI' 25
E VENERDI' 26 LUGLIO (IPPODROMO DEL GALOPPO)

Sigur Rs
La band islandese, tra le pi interessanti realt della musica alternativa. Tarvisio (Ud) MARTEDI' 23 LUGLIO
(PIAZZA UNITA')

Kings of Convenience
Il duo pop acustico norvegese ha un grosso seguito nel nostro paese. Venezia MARTEDI' 23 LUGLIO (TEATRO
VERDE)

San Sepolcro (Ar) SABATO 27 LUGLIO


(GIARDINI DI PIERO)

Glenn Miller Orchestra


La formazione, ispirata a quella del celebre bandleader, diretta dal maestro Wil Salden e propone lo spettacolo In the Miller Mood per Venezia Jazz 2013 (Veneto Jazz). Venezia SABATO 27 LUGLIO (TEATRO
GOLDONI)

I Suoni delle Dolomiti


La rassegna trentina propone: trekking Dolomiti di pace con M. Brunello, L. Ranieri, D. Rossi, S. Gurtler, R. Bringolf, F. Berner (il 21, Altipiano di Folgaria, Forte Dosso delle Somme); Isabelle Faust (il 23 e 24, Baita Premessaria, Paneveggio, Val di Fiemme); Stefano Benni, Mario Brunello, Umberto Petrin in I mille cuori di Poe (il 25, Malga Costa, Val di Sella, Valsugana); Anja Lechner, Agns Vesterman, Garth Knox (il 26, Rifugio Bo, Val di Fassa). Dolomiti trentine DOMENICA 21
E DA MARTEDI' 23 A VENERDI' 26 LUGLIO

Ferrara VENERDI' 26 LUGLIO (PIAZZA


CASTELLO-FERRARA SOTTO LE STELLE)

Jonathan Wilson
Il bravo cantante, autore e chitarrista Usa ha la testa negli anni Settanta. Sesto San Giovanni (Mi) LUNEDI'
22 LUGLIO (PARCO ARCHEOLOGICO INDUSTRIALE EX BREDA-CARROPONTE)

Roma MERCOLEDI' 24 LUGLIO (LAGHETTO


DI VILLA ADA-ROMA INCONTRA IL MONDO) Bagnoli (Na) VENERDI' 26 LUGLIO (ARENILE RELOAD-NEAPOLIS FESTIVAL) Lecce SABATO 27 LUGLIO (PIAZZA LIBERTINI)

!!! (Chk Chk Chk)


Rock, funk e dance per la band di NYC. Segrate (Mi) MERCOLEDI' 24 LUGLIO
(MAGNOLIA)

Skunk Anansie
Skin, vocalist e leader della band inglese, riunita ai suoi vecchi sodali. Cividale del Friuli (Ud) DOMENICA
21 LUGLIO (PIAZZA DEL DUOMO) Cattolica (Rn) LUNEDI' 22 LUGLIO (ARENA DELLA REGINA) Grugliasco (To) MARTEDI' 23 LUGLIO (LE GRU-GRUVILLAGE)

Deep Purple
I re dellhard rock anni Settanta non mollano... Milano DOMENICA 21 LUGLIO (IPPODROMO
DEL GALOPPO-10 GIORNI SUONATI) Roma LUNEDI' 22 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE-ROCK IN ROMA) Majano (Ud) MERCOLEDI' 24 LUGLIO (AREA CONCERTI FESTIVAL)

Esben & The Witch


Il trio di Brighton, dalle sonorit dark wave anni Ottanta. Chiaverano (To) SABATO 20 LUGLIO
(SPONDE LAGO SIRIO-A NIGHT LIKE THIS FESTIVAL)

Bush
Torna la rock band inglese, nata sull'onda del grunge. Pinarella di Cervia (Ra) MARTEDI'
23 LUGLIO (ROCK PLANET)

Cody Chesnutt
Uno dei pi interessanti interpreti neosoul. Chianciano Terme (Si) GIOVEDI'
25 LUGLIO (PARCO FUCOLI)

Toy
il gruppo inglese flirta con la dark wave Eighties e la psichedelia Seventies. Segrate (Mi) MARTEDI' 23 LUGLIO
(MAGNOLIA) Bologna MERCOLEDI' 24 LUGLIO (BOLOGNETTI ROCKS)

Crosby Stills & Nash


Il trio icona degli anni Settanta. Piazzola sul Brenta (Pd) SABATO
20 LUGLIO (ANFITEATRO CAMERINI)

Funeral Suits
L'indie rock della band irlandese. Roma VENERDI' 26 LUGLIO (CIRCOLO ANDREA
DORIA)

Locorotondo (Ba) VENERDI'


26 LUGLIO (PIAZZA ALDO MORO)

Alan Parsons Live Project


Il project dell'ingegnere del suono di The Dark Side of the Moon in concerto. Villafranca (Vr) SABATO 20 LUGLIO
(CASTELLO SCALIGERO) Roma MARTEDI' 23 LUGLIO (FORO ITALICO)

Lee Scratch Perry


Una leggenda del reggae. Salerno GIOVEDI' 25 LUGLIO (FORTE
LA CARNAL)

GruVillage
La rassegna estiva torinese prevede concerti con Steve Hackett in Genesis Revisited, Skunk Anansie, Salmo + Ensi + Gemitaiz, George Benson. Grugliasco (To) DA LUNEDI' 22
A MERCOLEDI' 24 E VENERDI' 26 LUGLIO (LE GRU)

Neil Young & Crazy Horse


Una leggenda del rock accompagnato dalla sua band storica. Lucca GIOVEDI' 25 LUGLIO (PIAZZA
NAPOLEONE-SUMMER FESTIVAL, CON DEVENDRA BANHART) Roma VENERDI' 26 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE-ROCK IN ROMA, CON DEVENDRA BANHART)

Torre Annunziata (Na) SABATO


27 LUGLIO (LA CABINA 56)

Steve Hackett
Lo storico chitarrista della band che fu di Peter Gabriel torna in Italia per presentare i suoi Genesis Revisited. Verona DOMENICA 21 LUGLIO (TEATRO
ROMANO)

Rock in Roma
Il festival rock capitolino questa settimana propone gli attesi concerti di Deep Purple, Daniele Silvestri, Neil Young & Crazy Horse + Devendra Banhart. Roma LUNEDI' 22, GIOVEDI' 25 E VENERDI'
26 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE)

Roger Waters
Il vecchio bassista dei Pink Floyd di nuovo in tour nella Penisola con la sua versione di The Wall. Padova VENERDI' 26 LUGLIO (STADIO
EUGANEO)

Birdy Hunt
Date italiane per la band pop rock francese. Padova DOMENICA 21 LUGLIO (PARCO
DELLE MURA)

Hydrogen Festival
La rassegna propone Crosby Stills & Nash e Antonello Venditti. Piazzola sul Brenta (Pd) SABATO
20 E DOMENICA 21 LUGLIO (ANFITEATRO CAMERINI)

Grugliasco (To) LUNEDI' 22 LUGLIO


(LE GRU-GRUVILLAGE)

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ULTRASUONATI DA BRIAN MORDEN GUIDO FESTINESE MARIO GAMBA GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA MARCO RANALDI

AA. VV. PIOVANI CANTABILE (Sony Classical) Finalmente un tributo a Nicola Piovani uno fra i compositori pi interessanti della nostra scena. Questa raccolta, ideata dallo stesso compositore, vede una serie incredibile di interpreti da Francesco De Gregori a Tosca, da Fiorella Mannoia a Gianni Morandi. un bel lavoro, piacevole e interessante; naturalmente il tutto concertato e diretto dallo stesso Piovani. (m.ra.) DUKE ELLINGTON 4TET/6TET/7TET (Phoenix/Egea) Al titolo che indica quartetto, sestetto e settetto bisogna anche aggiungere, per chiarezza, Featuring Paul Gonsalves and Clark Terry, che sono i magnifici solisti principali qui impegnati, e la precisazione che i tre brani finali non sono per piccoli ensemble, ma orchestrali, aggiunti per completezza. Sta di fatto che queste session perlopi per piccoli gruppi incise dal Duca tra il '56 e il '58 svettano per luminosit, humour, compattezza: un esercizio di intelligente relax per Ellington l'infaticabile, per mettere a punto altri grandiosi arazzi. (g.fe.) STEFANO GERVASONI LEAST BEE (Stradivarius/Milano Dischi) Sottile, spiritato, incantato, mente libera/sapiente. Questo compositore ha pochi eguali nel mondo della musica colta doggi. Se si sentono echi lontani di uno Sciarrino nel lavoro del 2003 che, insieme ad altri quattro (Eyeing, 1999-2000, In nomine R, 2001, Godspell, 2002, Dal belvedere di non ritorno, 1993), d il titolo alla raccolta, non si interrompe la vena stupefacente di invenzione sonora e strutturale, di vivezza, di originalit e di spregiudicatezza. Dirige Sandro Gorli. (m.ga.) JULIA HLSMANN IN FULL VIEW (Ecm/Ducale) Al terzo album per l'etichetta bavarese, dopo i due in trio, la pianista tedesca guida un quartetto con Tom Arturs (tromba), Marc Muellbauer (contabbasso), Heinrich Kbberling (batteria), rendendo cos pi variate le atmosfere soffuse e nostalgiche, tendenti alla malinconia intellettuale che, come ben si sa, resta la cifra stilistica di un mainstream avanguardista che in questa scuderia, universalmente riconosciuta in quanto tale, non vuole uscire dalle proprie certezze, per giungere a offrire il solito raffinato prodotto senza infamia e senza lode. (g.mic.)

JAZZ

HIP HOP ITALIA

CONTEMPORANEA

JAZZ/2

Elettricit ai bordi del silenzio


Tre dischi diversi, tre modi per declinare l'elettricit in musica e il jazz, attingendo ad abbondanti dosi di fantasia creativa. L'elettricit del gruppo del trombettista Flavio Sigurt in SPL (CamJazz) data dal basso di Andrea Lombardini, l'Hammond di Ross Stanley, le percussioni screziate di elettronica del grande Michele Rabbia: eppure una musica che sa concedersi anche passaggi attoniti, ai bordi del silenzio. In un certo senso questo concetto antimuscolare pertinente anche agli altri due lavori. In Patchwork (Caligola) torna all'elettricit quel magnifico compositore che il sassofonista Claudio Fasoli, un tempo col glorioso Perigeo. Ma qui non c' traccia di nostalgia, solo intelligenza musicale in azione. Le stesse parole che useremmo per il sempre migliore Francesco Bearzatti di Monk'n'Roll (CamJazz): sedici brani del Monaco spalancati dal sassofonista (con Falzone alla tromba) a trovare incredibili innesti e parentele con il rock classico, anche quello pi duro. Uno spasso misteriosamente efficace, per chi non ha preconcetti. (Guido Festinese)

Le colpe pop di Clementino


Il cuore e la fame (Unlimited Struggle) di Egreen un disco con un'attitudine hip hop che il pubblico fuori dal giro faticher a digerire, perch spesso si traduce in spocchia e orgoglio. Il disco sembra voler preservare un certo spirito strettamente hip hop. Il rap anche (soprattutto?) questo e Nicholas Fantini (vero nome) lo fa presente con il suo stile secco e irruente. Pi drammatico il rap di Nto', che con Il coraggio impossibile (Stirpe Nova/No Music) riprende solo in parte le atmosfere del gruppo di cui faceva parte, i Co Sang. Il resto stemperato da accenti pop che comunque non stravolgono il calore cupo del disco. Rime in italiano e napoletano ma il flusso verbale scorre meglio con il dialetto. Stessa provenienza per Clementino che con Mea culpa (TempiDuri/Universal) apre al grande pubblico. Lo dicono in primis ospiti come Jovanotti o Negrita ma poi ci sono anche rapper come Ensi, Fibra e Marracash. Da qui si pu capire lambivalenza di un album che viaggia tra rap puro e stacchi e arrangiamenti pop. Clementino ha talento e lo dimostra il fatto che in media funziona meglio da solo. (Luca Gricinella) MONSIEUR VOLTAIRE 33 (Noja-White Bridge/Audioglobe) Monsieur Voltarie Marcello Rossi, musicista attivo da tempo nell'underground italico con varie formazioni, e 33 il suo esordio solista. Un lavoro per certi versi sorprendente, vista l'asfittica scena nostrana, anche se di italiano ha davvero poco. Le influenze vanno ricercate soprattutto nel cantaturato inglese tra Sessanta e Settanta (Nick Drake su tutti), ma non disdegna puntate psichedeliche e pop, a met tra Barrett e Lennon. (b.mo.)

Daniele Lombardi, Note di viaggio grafiche astrazioni dal mondo di Nina


Le partiture grafiche di Daniele Lombardi sono un grande piacere dello sguardo unito a quello dellascolto durante i concerti di sue musiche. Ma adesso abbiamo 4 cd e dobbiamo isolare laspetto sonoro. Il primo, Mazes (Neos/Codx), raccoglie 9 lavori per vari tipi di flauti (compreso il mostruoso iperbasso, impiegato in The Gardener's Labyrinth da Roberto Fabbriciani, che linterprete prestigioso di tutti i lavori), scritti tra il 1972 e il 2003. C qui la possibilit di osservare larco della ideazione del compositore, tra astrazioni cerebrali e capricciose melodizzazioni. Lombardi per un ottimo pianista. E in questa sola veste si esibisce in Cage Age (Atopos), opere di Cage (Suite for Toy Piano, In the Name of Holocaust, Two Pieces, A Room, Music for Piano 69-84, 433, Variations IV) e di Cowell (Dynamic Motion) deliziosamente, sapientemente, interpretate. Suona musiche sue, e quanto riuscite!, quelle conversative delle 5 Mitologie raccolte in un cd allegato al volume Forse (Nardini editore) di Angelo Foletto. Ancora lui alle prese con Costellazione seconda (Cramps), meraviglia di puntillismo. (Mario Gamba) NANAUE NANAUE (Primigenia/Gutenberg) Ascolti il primo brano, e sembra di precipitare in una landa incantata che sta tra The Lamb dei Genesis e il primo di Peter Gabriel. Con le chitarre floydiane di Gilmour. Terra incognita sinuosa e affascinante. Nanaue un duo di compositori e polistrumentisti attivi spesso in tutt'altri contesti: quando fanno art rock, rispettano alla lettera cosa dovrebbe essere questa musica: memoria di una stagione irripetibile e futuro assieme. (g.fe.) Dallomaggio a Nina Simone nasce Nina (Blue Serge), ideato da Laura Copiello, studi con Diana Torti e giro radicale de El Gallo Rojo. Alla centralit della Simone per lintreccio identit afroamericana/ femminismo/lotta per i diritti civili si richiama il saggio di Amiri Baraka Nina Returns (in Black Music, Shake ed.); Laura Copiello, con il pianista Claudio Conforto, d una pensosa, dolente e rarefatta lettura di brani originali della vocalist (Blacklash Blues) o di pezzi altrui da lei resi celebri. Ha connotati positivamente femministi Suono di donna (Incipit) di Ada Montellanico. Nel suo viaggio allinterno del mondo della composizione si dedica ad artiste quali A. Lincoln, C. Bley, M. Schneider, J. Mitchell, C. King, Bjrk, C. Consoli, A. DiFranco. Il progetto si inserisce in una ricerca, artistica e umana, fortemente identitaria e si avvale degli originali arrangiamenti di Giovanni Falzone per un giovane settetto. Londa dei miei improvvisati pensieri in musica quella che Marilena Paradisi crea insieme alla pianista Stefania Tallini in Come dirti (Silta): 16 brevi istantanee in cui parola e note si fondono improvvisando. (Luigi Onori) SAMARIS SAMARIS (One Little Indian/Self) La voce ricorda la loro illustre conterranea Bjrk, ma se si va oltre si scopre ancora una volta che l'Islanda terra musicalmente prolifica. I Samaris sono una band all'esordio, decisamente accattivante. L'elettronica, rarefatta e sognante, si sposa con melodie semplici, quasi fossero ninnananne, cantate nella loro lingua madre. Si in bilico su un precipizio, in quel limbo che divide il sogno dalla realt... ma il risveglio sar dolce. (r.pe.)

LO STILE DELLA DUCHESSA


Una delle prime chitarriste era una signora afro-americana, alta, imponente, con un casco di capelli neri, tacchi da brivido, un vestito in lam d'oro o un paio di pantaloni di pelle nera, attilatissimi. Si chiamava Norma-Jean Wofford, alias The Duchess, la Duchessa. Suonava una chitarra Gretsch appositamente modificata per lei dall'artista che sul palco le stava accanto: Bo Diddley. Questi stato un nome di riferimento del rock'n'roll, influente per il modo spigoloso e fortemente ritmico con cui si relazionava alla chitarra, per quelle sei corde dalle fogge inmprobabili (rettangolari, quadrate), per quei rimandi costanti all'Africa. Sar fonte di massima ispirazione per una sequela di nomi: dai Beatles ai Rolling Stones, da Elvis ai Velvet Underground, dai Cream agli odierni Strypes. Tra i suoi pezzi pi noti: Hey! Bo Diddley, Diddy Wah Diddy, Who Do You Love? , You Can't Judge a Book by the Cover e molti altri. Un'altra delle sue grandi peculiarit fu di accompagnarsi sul palco a grandi chitarriste. La Duchessa, cos soprannominata da Bo, fu la seconda chitarrista di Diddley. Aveva sostituito nel 1962 Peggy Jones, alias Lady Bo, chitarrista di Diddley dal 1957 al 1961. Lei se ne era andata per formare The Jewel (in seguito Lady Bo and The Family Jewel) e lavorare come turnista. Quando il pubblico si accorse che sul palco non c'era pi la ragazza, Diddley corse ai ripari e coopt Norma-Jean. Al tempo avere una chitarrista nella band era una cosa straordinaria. A malapena esistevano le coriste. La storia che Bo fece circolare che la Duchessa era una di famiglia, la sua sorellastra. Lo faceva per tenere a distanza il resto della band soprattutto quando erano in tour. Dal 1962 al 1966 la Duchessa - originaria di Pittsburgh - fece parte della band con regolare assunzione. Faceva i cori con le Bo-dettes e contemporaneamente suonava la ritmica. Sarebbe apparsa su molti album di Diddley registrati per la Checkers: Bo Diddley, Bo Diddley & Company, Hey! Good Lookin' ecc. Wofford fece parte del primo tour inglese di Diddley del '63 con Everly Brothers, Rolling Stones e Little Richard. Il pubblico impazziva per la Duchessa, per quei vestiti cos attillati. Quando un giornalista inglese le chiese come riuscisse a infilarcisi dentro, lei rispose: Uso un calzante. In The Story of Bo Diddley, il classico degli Animals del '64, Eric Burdon la descrive come la splendida sorella (di Bo). Wofford lascer la band di Diddley nel '66 per sposarsi e stabilirsi in Florida. Verr sostituita da altre chitarriste. Nel '93 suoner di nuovo con Bo in diverse occasioni; poi nel luglio 2004 si rivedranno in California - dove viveva per un concerto-saluto ai vecchi amici. Morir un anno dopo. Diddley nel 2008. Su youTube ci sono molti filmati della Duchessa. Di Diddley si recuperi la raccolta The Definitive Collection (Geffen /Chess 08786).

Luglio Suona Bene


Il festival del Parco della Musica ospita: Ambrogio Sparagna & O.P.I.; Wayne Shorter 4tet; Niccol Fabi; Ludovico Einaudi (il 24, Sala Santa Cecilia); Marcus Miller; Woodkid; Baustelle. Roma SABATO 20, DOMENICA 21, MARTEDI'
23, MERCOLEDI' 24, GIOVEDI' 25 E SABATO 27 LUGLIO (AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA)

Venice Sunsplash
Il reggae festival ha in cartellone i concerti di Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451 + Ska-J; Lion D & Livity Band + Jah Sun + Anima Caribe; Brusco + Skarra Mucci; Busy Signal + Sisyphos. Mestre (Ve) DA SABATO 20 A MARTEDI'
23 LUGLIO (PARCO DI SAN GIULIANO)

Porretta Soul
Il festival propone artisti in esclusiva europea come Bobby Rush, Latimore e Misty Collier. Porretta Terme (Bo) SABATO 20
E DOMENICA 21 LUGLIO (RUFUS THOMAS PARK)

One Love
Il festival reggae ospita, tra i tanti: Skardy, Fahrenheit 451; Aswad, Makako Jump; Ky-Mani Marley, Steel Pulse. Chioggia (Ve) DA GIOVEDI' 25 A SABATO
27 LUGLIO (ARENA ELEONORA DUSE)

Spiagge Soul
La kermesse ha in programma: Lisa Hunt; Mz. Dee; Gamma 3 & Kenn Bailey; Chiara Luppi; Vince Vallicelli & Sara Zaccarelli; Los Mighty Calacas; Bagamojo; Soul Project Band. Comuni della riviera ravennate DA SABATO 20 A SABATO
27 LUGLIO (VARIE SEDI)

Lucca Summer Festival


La rassegna presenta Renzo Arbore, Earth Wind & Fire, Neil Young & Crazy Horse + Devendra Banhart, Sigur Rs. Lucca DOMENICA 21, LUNEDI' 22, GIOVEDI' 25
E SABATO 27 LUGLIO (PIAZZA NAPOLEONE)

Voci per la Libert


Una canzone per Amnesty prevede Marta sui Tubi e Enzo Avitabile. Rosolina Mare (Ro) SABATO 20
E DOMENICA 21 LUGLIO (PIAZZALE EUROPA)

Emilia Romagna Festival


Il cartellone della rassegna itinerante emiliana offre performance gratuite o a prezzi calmierati. Questa settimana da segnalare il concerto del pianista Rostislav Krimer nella prima mondiale di Lux Aeterna. Mordano (Bo) SABATO 27 LUGLIO
(MONASTERO DI SAN FRANCESCO)

cartellone una formazione dei docenti del Conservatorio di Frosinone che si fonder con i docenti del Campus della Musica internazionale 2013, e poi Letizia Gambi, Trio Project di H. Uehara, Chyma Duo, Sarah-Jane Morris, Incognito, Dario Germani Trio. Atina (Fe) DA DOMENICA 21 A SABATO
27 LUGLIO

Verdi Remix
Cos intitolata la celebrazione creativa e informale per il bicentenario di Verdi, nata da unidea di Teresa Azzaro e affidata a Danilo Rea, Paolo Damiani e Martux_M; il recital si svolge nellambito de I Concerti del Parco. Roma MARTEDI' 23 LUGLIO (VILLA
CELIMONTANA)

Orientoccidente
La rassegna multietnica e itinerante toscana ha in cartellone: Cantierranti; Roy Paci & Corleone. San Giovanni Valdarno (Ar)
LUNEDI' 22 E VENERDI' 26 LUGLIO (VARIE SEDI)

Carroponte
L'ultima settimana ha in cartellone i live di Jonathan Wilson, Cisco, The Toasters, Devendra Banhart. Sesto San Giovanni (Mi) LUNEDI'
22, MERCOLEDI' 24, VENERDI' 26 E SABATO 27 LUGLIO (PARCO ARCHEOLOGICO INDUSTRIALE EX BREDA)

Neapolis Festival
Le due giornate di rassegna hanno come concerti principali quelli di Tricky + Fainting bt Numbers + Soviet Soviet e Kings of Convenience + Beatrice Antolini + Tensnake. Bagnoli (Na) GIOVEDI' 25 E VENERDI'
26 LUGLIO (ARENILE RELOAD)

RareNoise Night
All'interno del festival Gezmataz una serata con esponenti dell'etichetta indipendente: Mol Trio e i Berserk!. Genova LUNEDI' 22 LUGLIO (PIAZZA
DELLE FESTE PORTO ANTICO)

Fano Jazz by the Sea


La storica rassegna inizia con la Brecker Brothers Band Reunion e prosegue, con la formula del doppio concerto serale, proponendo Mario Romano 5tet, Michel Camilo piano solo, Matteo Giuliani 4tet, Trilok Gurtu BandSpellbound, Marco Pacassoni 4tet, il duo Michael Wollny/Eric Schaefer (in esclusiva italiana), Mondaino Young Orchestra, Fabrizio Bosso Enchantment Quartet, Unicam Jazz 4tet, Vana Gierig Group con ospite Paquito DRivera, Matteo Fraboni 5tet. Fano (Pu) DA LUNEDI' 22 A SABATO
27 LUGLIO (CORTE MALATESTIANA, CHIESA DI S. FRANCESCO)

Roma Incontra il Mondo


Sul palco: Apres la Classe; Will and The People + Mellow Mood + The Venkmans; Antonio Pascuzzo & Rossoantico; Elio e le Storie Tese; Kings of Convenience; Sud Sound System; Inti Illimani; Perturbazione. Roma DA SABATO 20 SABATO 27 LUGLIO
(LAGHETTO DI VILLA ADA)

Festival delle Colline


Per la rassegna toscana sono in programma: La parmigiana e la rivoluzione live con DonPasta, Raffaele Casarano e Marco Bardoscia (il 23, Ninfeo di Vaiano); Teho Teardo (il 24, Rocca di Carmignano); C'era una volta in Italia (il 25, cortile Museo Sofici di Poggio a Caiano). Provincia di Prato DA MARTEDI' 23
A GIOVEDI' 25 LUGLIO (VARIE SEDI)

Trasimeno Blues
Il programma del festival offre Area, Underdog, Alligator Nail; Scarecrow, Amibuz, Dead Shrimp, Joe Chiarello, Rosario Tedesco; Bagamojo; Terakaft, Veronica Sbergia; Vieux Farka Tour; P-Funking Band, Mike Sponza, Luca Giordano; Cyborgs, One Man 100% Bluez, Charles Walker. Comuni sul Trasimeno (Pg)
DA SABATO 20 A SABATO 27 LUGLIO (VARIE SEDI)

Fara Music Festival


La rassegna propone il trio Soor/ Vaigla/Ruben, Kadri Voorand, Dora Sisti 5tet, Claudio Leone 4tet, Fabio Giachino Trio, Greg Hutchinson/ Jonathan Kreisberg/Reuben Rogers e Kevin Hayes. Fara in Sabina (Rm) DA LUNEDI' 22
A SABATO 27 LUGLIO

Ausgang
La rassegna chiude con Vadoinmessico. Roma LUNEDI' 22 LUGLIO (PARCO
DEL TORRIONE PRENESTINO)

Atinajazz
Il festival entra nel vivo e ha in

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ALIAS 20 LUGLIO 2013

CINEMA
Nel suo ultimo lavoro, Circles, il regista mette in luce linutilit della vendetta e il valore del perdono. Racconto il paese che cambia
di NATASHA CECI

INCONTRI CANDIDATO ALLOSCAR NEL 2007 CON IL FILM THE TRAP

Serbia, il senso della colpa secondo Srdan Golubovic


quelle porno grottesche di Mladen Djordjevic con The Life and the Death of a Porno Gang (2009). La lunga strada della elaborazione del dopoguerra e del post Miloevic attraversa i film di Srdan Dragojevic (Pretty Village, Pretty Flame, Rane, e il recente Parada-La sfilata), di Duan Kovacevic (The Professional), di Jovan Todorovic (Beogradski Fantom) e Srdjan Karanovic (Besa). In queste opere se il conflitto bellico non direttamente rappresentato ci sono comunque i suoi fantasmi e le colpe dei padri come nelle tragedie greche. Sullo sfondo restano i cambiamenti di una societ divisa tra tradizione e futuro, patriarcato e le seduzioni dellUnione Europea come politica e metafora del nuovo. Nei film di Srdan Golubovic, uno dei pi acclamati e premiati registi serbi di oggi, le ombre degli anni Novanta braccano i personaggi in una spirale di colpa e vendetta come uno spirito evocato in nome della sopravvivenza. Sono pi interessato al tema della colpa che a quello di vendetta nello specifico, spiega il regista. Linfluenza del cinema americano nella sceneggiatura ha un ruolo importante. La vendetta anche un pretesto per inserire i personaggi in situazioni in cui sono costretti a lottare, senza via di scampo. La lotta per spesso irrazionale e confusa. la confusione del mio paese. Non chiara la situazione politica e credo ci sia la necessit di chiedersi veramente cosa sia successo in questi ultimi anni alla societ e ai singoli individui. Non ci possono essere cambiamenti senza vere spiegazioni, certamente questo uno spunto per il dramma nei film, ma anche molto legato alle storie che racconto. Facciamo un passo avanti e due indietro in una

Il cinema di Srdan Golubovic e la Serbia di oggi. Potrebbe esserci un debito non ancora piacevolmente saldato tra il glorioso filone della Jugoslav Black Wave e le forme della attuale nouvelle vague del cinema serbo. Oltre allironia mortale, nota fin dai tempi di Kusturica e della polveriera di Paskaljevic, e ai fatalismi nonsense, laderenza critica al presente e al potere non si mai affievolita, nemmeno nelle trame indigeste di A Serbian Film (2009) di Srdan Spasojevic o in

confusione irrazionale e la questione stessa del Kosovo il simbolo del carattere irrazionale della Serbia. Nel suo ultimo, intenso lavoro, Circles, prendendo spunto da una storia vera (quella del giovane di Trebinje, Srdan Radov Aleksic), Golubovic mette in luce linutilit della vendetta e il valore del perdono raccontando di un soldato serbo che perde la vita dopo aver difeso un musulmano dallattacco di altri tre soldati, eroismo che avr conseguenze sui personaggi anche quindici anni dopo come un sasso lanciato in una pozza dacqua che crea, appunto, infiniti cerchi concentrici. Il senso di colpa anche quello di unintera collettivit? La responsabilit di ogni decisione o azione sempre personale, prima di essere della collettivit e le colpe dei padri sono spesso degli alibi cos come la ricerca di un unico capro espiatorio per le disgrazie della storia. Con Circles ho voluto fare un film onesto, per la Serbia, non contro, come qualcuno, anche senza vedere il film, ha sostenuto. Certamente alcuni cambiamenti sono lenti ed pi importante che avvengano nelle persone prima di pensare al dibattito sull Unione Europea o meno. Con questo film ho affrontato anche un percorso personale difficile, ma ho voluto dare un forte respiro al perdono, alla speranza, di fronte a una classe politica in fuga dai problemi reali. luomo ordinario, il protagonista del cinema di Golubovic, un uomo non privo di qualit, ma messo alla prova dalla

Una scena dal film di Srdan Golubovic, Circles

storia e dallambiente in cui vive. The Trap (2007) un brillante esempio nel rappresentare il dramma, attuale, di una famiglia che non ha abbastanza denaro per curare il figlio (necessariamente) allestero. Il divario tra i nuovi ricchi e la classe media, il patriottismo come copertura di attivit criminali, sono i temi ricorrenti del film, nominato nella lista dei nove film in corsa per lOscar come miglior film straniero, cos come i bravissimi attori Miki Manojlovic, Vuk Kostic e Neboja Glogovac. Il passato che ritorna e inchioda i personaggi al muro in un esame di coscienza il filo rosso di Absolute 100 (2001) opera prima del regista serbo. In questo film il protagonista, un giovane campione di tiro a segno, cerca vendetta su chiunque abbia rovinato la vita di suo fratello, volontario di guerra e tornato dalla stessa tossicodipendente. Mentre giravamo questo film, racconta Golubovic, abbiamo interrotto le riprese poich la citt stava dimostrando contro Miloevic e volevamo essere presenti. Tra la folla cera un ragazzo che urlava: hai distrutto la mia vita! Ecco, io credo che non dobbiamo permettere a nessuno di distruggere la nostra vita. Gli unici che possono rovinarla siamo noi stessi. Questo intendo quando parlo di responsabilit individuale.