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Corso di Scienze Applicate ai Beni Culturali AA 2013-2014

Docente Dr. Peana Massimiliano

Il Manoscritto di Voynich
Christian Speziga; Matricola n30048379; e-mail: christianspeziga@libero.it
RIASSUNTO
Il codice Voynich uno dei manoscritti pi affascinanti e misteriosi mai esistiti.
E un tomo scritto e illustrato a mano risalente al XV sec e consta di 102 fogli, per un
totale di 204 pagine, legati in pergamena di capretto. Non si conosce ancora lautore,
n lepoca esatta di origine.
E scritto in una lingua sconosciuta, che ad oggi nessuno studioso, ancora riuscito a
decifrare. Nelle sue illustrazioni acquerellate sono rappresentati simboli curiosi:
animali e piante sconosciute, ma plausibili alla luce delle attuali conoscenza
biologiche e geografiche, sfere celesti e donne nude, impegnate spesso in attivit
incomprensibili. La stessa origine geografica del codice controversa: si spazia
dallAmerica latina, alla Cina, al territorio dei tartari, per spostarsi in Europa e
addirittura in Italia. Forse acquistato per la prima volta dallimperatore Rodolfo II
dAsburgo, noto alchimista, da John Dee, mago ed esoterista inglese. Attualmente
conosciuto come manoscritto Voynich, dal nome dellantiquario bielorusso Wilfred
Voynich, che lo ritrov, nel 1912, nella biblioteca dei gesuiti di Villa Mandragone a
Frascati. Lo vendette successivamente ad un libraio americano, che tent invano di
rivenderlo a caro prezzo e lo don alla fine alla Beinecke Rare Book and Manuscript
Library delluniversit di Yale, negli Stati Uniti, cui attualmente appartiene.
E stato oggetto di attenzione da parte di numerosi glottologi, che con metodologie
talvolta rudimentali e improvvisate, talvolta tecnologicamente avanzate, si sono
invano cimentati nella decrittazione dello stesso. Solo gli esami chimici al
radiocarbonio, eseguiti nel 2009, hanno consentito di datare il manoscritto nel XV sec
ma il mistero legato al messaggio ancora impenetrabile e attende che qualcuno
prima o poi lo sveli.
INTRODUZIONE
ualunque codice inventato dallumano ingegno, pu essere risolto dallingegno di un
altro uomo.
Cos scriveva Edgar Allan Poe nel racconto lo scarabeo doro e in gran parte delle
situazioni, la sua riflessione corretta. Eppure esistono ancora oggi una serie di messaggi e testi
cifrati, di provenienze diverse, che da secoli attendono qualcuno in grado di svelarne il
significato. Presso la Beinecke Rare Book Manuscript Library dellUniversit di Yale, negli Stati
Uniti, conservato un volume di 204 pagine, scritto e illustrato a mano su pergamena di capretto
o vitellino: il manoscritto Voynich.
Il libro, datato con il radiocarbonio tra il 1404 e il 1438, un oggetto straordinario da
sfogliare, ma che si rivelato un tormento per gli studiosi. Nessuno infatti ancora riuscito a
capire in che lingua sia scritto e perch raffiguri una serie di piante e fiori mai visti prima, oltre ad
oscure rappresentazioni cosmologiche e astronomiche. Non a caso stato definito il libro pi
misterioso del mondo.
Nellarco dei secoli in tanti hanno cercato di decifrare il manoscritto: le ipotesi spaziano
dallattribuzione a Bacone, che lavrebbe scritto in una sorta di latino camuffato, alla
decodificazione dello stesso attraverso luso della lingua ucraina, con vocali rimosse, ad un misto
di lingue medievali, fino ad ipotizzare una lingua simile allesperanto o al cinese o lattribuzione ai
Catari.
Secondo studi recenti, nonostante alcuni ricercatori lo considerino un falso creato ad arte per
truffare qualche ricco collezionista o addirittura un sovrano, il manoscritto conterrebbe un
messaggio autentico che attende solo di essere decodificato.
Lipotesi della truffa stata a lungo confortata da elementi quali: la totale assenza di errori,
ripensamenti o cancellature nel testo, che in un manoscritto sono la norma; la ripetizione
continua di segni o intere parole, se di parole si pu parlare. Infatti in una lingua naturale non

Il Manoscritto di Voynich

capita di ripetere vocaboli e segni in maniera cos ravvicinata e con tale frequenza, come invece
succede nel manoscritto.
Solo nel 2009 lanalisi al carbonio 14 ha accertato che il manoscritto risale ad un periodo di
tempo compreso tra il 1404 e il 1438. Dunque non pu essere Kelley lautore, n Tepenece, n
Bacone, n Leonardo o lo stesso Voynich, tutti indicati da diverse teorie come possibili autori.
Struttura e descrizione
Il manoscritto di Voynich un libro enigmatico sotto diversi punti di vista.
Studiosi di tutto il mondo si interrogano da un secolo su quale sia la sua origine, su chi lo abbia
scritto e perch, ma soprattutto in che lingua: perfino i caratteri usati sono sconosciuti (Fig.1).

Figura 1. Esempio di scrittura Voynichese


Il manoscritto realizzato su morbida pergamena di capretto o di vitellino (codex velina) di
colore chiaro. Alcune pagine sono mancanti, ne rimangono circa 204. Il testo scritto da sinistra
a destra e non vi punteggiatura. Si compone di 170.000 glifi separati luno dallaltro da spazi
ristretti. Non ci sono parole con meno di due lettere e pi di dieci. Nellultima pagina ci sono
quattro linee di scrittura scritte in lettere latine piuttosto distorte, ad eccezione di due parole
nello script principale. Una serie di diagrammi nella sezione astronomica ha i nomi di dieci mesi:
da marzo a dicembre. Le decorazioni che lo adornano sono altrettanto enigmatiche, dato che
rappresentano piante e fiori ignoti, diagrammi zodiacali e schemi astrologici, corpi femminili
immersi in misteriose acque verdi (Fig. 2).

Figura 2. Esempi di decorazioni: piante ignote e donne immerse in una misteriosa vasca di acqua verde
Consta di 102 fogli, 204 pagine, scritte ed illustrate a mano, senza che sia presente una sola
correzione n sovrascrittura. Vi sono 5 fogli ripiegati a met, 3 fogli ripiegati tre volte, 1 foglio
piegato quattro volte ed un foglio con sei ripiegature. E di dimensioni piuttosto ridotte: 16 cm di
larghezza, 22 di altezza e 4 di spessore. Si calcolato che sono quasi 250.000 i caratteri che lo
compongono: le parole sono 4182, di queste 1284 sono presenti pi di una volta, 308 appaiono
da 8 volte in su, 184 da quindici volte in su, 23 da 100 volte in su.
Descritto come un testo magico o scientifico, quasi ogni pagina contiene disegni botanici,
figurativi disegnati in inchiostro con lavaggi vibranti in varie tonalit di verde, marrone, giallo, blu

Christian Speziga

e rosso. La rilegatura suggerisce che originariamente fossero 116 fogli (232 pagine) e che quindi
14 fogli (28 pagine) siano andati persi: mancano i fogli 12, 59-64, 92, 97-98, 109-110. Langolo
superiore destro di ogni recto pagina stato numerato da 1 a 116, probabilmente da uno dei
successivi proprietari del manoscritto. Dalle varie lacune di numerazione, sembra probabile che
in passato avesse almeno 272 pagine, alcune delle quali gi mancanti quando Voynich lo
acquist.
Sulla base dellanalisi moderna stato accertato linchiostro gallato-ferrico stato utilizzato
per il testo e per i contorni delle figure utilizzando una penna doca, mentre il colore stato
applicata a tali figure (in modo grossolano) solo in un secondo momento. Le immagini disegnate
hanno portato ad una suddivisione convenzionale dellopera in 5 sezioni:
Sezione Botanica (fogli 1-66) con 113 disegni di piante sconosciute;
Sezione Astronomica-astrologica, o zodiacale (fogli 67-73) con 25 diagrammi che
sembrano richiamare alcune stelle e segni zodiacali come il pesce (pesci), un toro (toro)
e un arciere (sagittario), donne nude che emergono da tubi o camini e figure di corte;
Sezione Biologica (Fogli 75-86) con numerose figure femminili nude, con addome
gonfiato immerse o guadare in fluidi e interagire con tubi comunicanti e capsule. Questa
sezione seguita da foglio rilegato 6 volte, raffigurante 9 medaglioni;
Sezione Farmacologica (fogli 87-102): con immagini di fiale e ampolle, piccole piante e
radici disegnate con barattoli o vasi di colore rosso, blu o verde, forse erbe medicinali;
Sezione Indice (fogli 103-116), con solo testo, probabilmente ricette e delle stelle a
margine simili ad un elenco puntato.
Antefatto
A conferire mistero a questo manoscritto non sono solo le immagini, bens la misteriosit del
suo ignoto autore e soprattutto il fatto che sia scritto in una lingua sconosciuta, in un linguaggio
cifrato, che nessuno ad oggi mai riuscito a penetrare.
Wilfred M. Voinych acquist il manoscritto da un monastero gesuita del nord Italia nel 1912;
era accompagnato da una lettera scritta nel 1666 da Johannes Marcus Marci, medico reale
dellImperatore Rodolfo II, orientalista e rettore dellUniversit di Praga. La lettera era indirizzata
al suo amico Gesuita Athanasius Kirker, noto per essere una mente geniale, un eccellente
crittografo, filosofo e storico. In questa lettera Marcus Marci dichiara che fu un certo dottor
Raphael a dirgli che il manoscritto era stato acquistato dallImperatore Rodolfo II, per la somma
di 600 ducati da John Dee e che si vociferava fosse stato scritto dal genio francescano Ruggero
Bacone. Il Dr. Raphael si riveler essere Sobiehrd - Mnishovski de Sebuzi e de Horstein, che aveva
svolto ruoli giuridici sotto Rodolfo II e i suoi successori. Egli venne a sapere dai successori
dellImperatore e da ambienti di corte che il manoscritto era appartenuto a Rodolfo II e da questi
elementi sono partite una serie di indagini grazie alle quali si provato a ricostruire,
sommariamente e per deduzioni, la storia di questo manoscritto.
Ipotesi sull origine geografica del manoscritto Voynich e tentativi di decodificazione
I ricercatori botanici e gli esperti di orticoltura dicono di aver fatto un passo avanti verso la
decifrazione del misterioso tomo codificato.
Si pensato a lungo che fosse originario dell'Europa, dato che stato recuperato dentro un
baule polveroso in un antico castello in Italia, tuttavia le illustrazioni stanno conducendo
l'autorit botanica a investigare invece sull'America Centrale e il Messico: Hugh ONeill
dellUniversit Cattolica ha individuato uno dei disegni botanici come un girasole americano.

Figura 3. Immagini di Girasole Americano portato


in Spagna da Cristoforo Colombo al suo rientro
dallAmerica

Il Manoscritto di Voynich

I girasoli sono nativi delle Americhe e non sarebbero stati conosciuti in Europa prima del
1500. Secondo il Digital journal.com, l' American Botanical Council ha pubblicato un'analisi
rivoluzionaria, confrontando le illustrazioni del manoscritto con quelle dei manoscritti messicani
post conquista: il dottor Tuker - botanico professore emerito e co-direttore del Claude E. Phillips
Harbariumat Delaware State University - e il signor Talbert, tecnico informatico in pensione,
hanno deciso di guardare prima le illustrazioni botaniche del manoscritto di Voynich e di
confrontarle con la distribuzione delle piante nel mondo, al momento della prima apparizione
registrata del manoscritto (ca 1576 - 1612). Le somiglianze tra una pianta illustrata nel
manoscritto e la pianta del sapone raffigurata nel codex Cruz - Badianus del Messico del 1552 considerato il primo testo medico scritto nel nuovo mondo - ha portato gli autori lungo un
sentiero che conduce all'identificazione di 37 piante, 6 animali e un minerale nel manoscritto
delle Americhe. Le illustrazioni di piante nel nuovo mondo, hanno ormai dato ai ricercatori e
crittografi un suggerimento nella decifrazione del codice.
Stephen Bax della University of Bedfordshire riuscito a mettere insieme un minimo di
alfabeto Voynich, abbinando alcuni dei simboli contenuti nel libro a dei suoni. Suggerendo cos
che le origini del linguaggio usato per il codice rimandano all'Asia Occidentale e non al Messico
come recentemente ipotizzato. Le analisi di Bax potrebbero essere la chiave di svolta per portare
alla luce quel che nasconde il manoscritto. Bax ha analizzato alcune parole rappresentanti dei
disegni, per via della loro collocazione e le ha quindi confrontate con i nomi corrispondenti allo
stesso disegno, ma in altre lingue.
Bax dichiara: "Il manoscritto ricco di illustrazioni di stelle e piante. Ho identificato alcune di
queste e associarne il nome, cercando analogie in manoscritti medioevali arabi e altre lingue a
tema botanico e riuscendo a decodificarne qualcuno con alcuni risultati entusiasmanti". Cos per
esempio, racconta il New Scientist, una parola vicino a una possibile rappresentazione di una
pianta di ginepro stata accostata alla parola "oror" scritta nell'alfabeto romano e quindi alla
pronuncia "a'r'a'r'" del nome arabo usato per il ginepro. Alcuni simboli usati in questa parola
sono quindi stati trovati anche in una rappresentazione di stelle nel libro, forse quella delle
pleiadi, nella costellazione del toro, identificando un potenziale termine corrispondente alla
parola tauris, un nome che torna simile in molte lingue del bacino del Mediterraneo di matrice
indoeuropea (latino tauris, francese taureau, persiano thaur). Procedendo in questo modo Bax
ha decodificato 14 simboli in tutto, riuscendo a leggere pochissime parole. Ancora pochi termini,
ma lo scienziato sperava di coinvolgere altri linguisti a lavorare sul suo metodo per mettere
insieme un alfabeto Voynich completo. Per ora, conclude il ricercatore, le similitudini con il
latino, il greco e l'arabo portano a credere che il manoscritto sia un trattato sulla natura
originario delle regioni caucasiche dell'Asia occidentale. Secondo lui il testo ha un preciso
significato con corrispondenze segno grafico/suono, pi o meno regolari, c inoltre un rapporto
tra le immagini e lo scritto, che dovrebbe contenere informazioni sulle piante e forse sui loro usi
farmaceutici. Suppone addirittura che lautore avrebbe preso in prestito alcuni segni grafici gi
esistenti in altre lingue della sua area geografica, altri ne avrebbe inventati per rendere i suoni di
una lingua tramandata solo per via orale.
Potrebbe essere stato un dialetto creato da un gruppo ristretto di persone che desiderava
codificare una lingua fino a quel momento solo parlata. Poi quella comunit sarebbe scomparsa,
spazzata via dalle guerre che dal XV sec. scossero i Balcani e il Medio Oriente, una cultura estinta,
europea o asiatica, che poco prima di morire aveva affidato le nozioni pi importanti ad un testo
scritto.
Cronistoria del manoscritto
Una prima attribuzione stata tentata dallo stesso Voynich, che sulla prima pagina del
volume aveva scoperto la firma, precedentemente cancellata, ma parzialmente visibile agli
ultravioletti di tal Jacobus de Tepenece, al secolo Jacobi Horciki, un medico e alchimista alla corte
di Rodolfo II dAsburgo, limperatore vissuto nel XVI sec.
Alcuni sostengono che la firma di Jacobus de Tepenece sul manoscritto sia stata apposta
proprio da Raphael Mnishowsky, per avvalorare la tesi che lautore fosse Ruggero Bacone. Lo
stesso William Newbold, professore di filosofia medievale allUniversit di Pennsylvania, pubblic
nel 1921 un articolo in cui proponeva un elaborato ed arbitrario procedimento con cui tradurre il

Christian Speziga

testo, scritto a suo parere in un latino camuffato proprio da Bacone. Secondo lui Bacone aveva
usato un cifrario bi-letterale, in cui ogni coppia di lettere del testo latino visibile, rappresentava
una sola lettera criptata: ad esempio la parola exitum, si legge ecsitum e nel sistema in
questione sarebbe ec cs it um. Ad ogni bi lettera corrisponderebbe una lettera cifrata.
Quindi le coppie di lettere, una volta criptate divenivano la stessa lettera, per cui ec (I) cs (L)si (L)
it (I) tu (U) um (S), cos la parola cifrata per scrivere exitum sarebbe illius. Da ogni lettera
dellalfabeto latino si costruisce quindi un ulteriore alfabeto in cui ogni lettera viene abbinata con
unaltra lettera (primo alfabeto aa; ab; ac.. secondo alfabeto ba; bb; bc) si ottengono cos 529
bilettere. Questa solo la base da cui Newbold fece poi derivare un insieme di aggiustamenti ed
elucubrazioni difficili da comprendere e accettare. Sostenne che allinterno delle lettere erano
contenuti altri simboli e lettere visibili solo se magnificati al microscopio, che costituivano il vero
testo criptato. In realt aveva scambiato delle grinze sulla pergamena, dovute allusura del tempo
e allo sbiadire dellinchiostro, per caratteri speciali. A tal proposito ricordiamo studi provocatori
del professor Robert Temple e citiamo un articolo di Emilio Spredicato apparso su liberal n. 9
del dicembre 2001 gennaio 2002 intitolato il telescopio lo invent Bacone 300 anni prima di
Galileo.
Alla morte dellImperatore nel 1612, pare che il manoscritto pass proprio nelle mani di
Jacobus Horcicky, che lo acquist a titolo oneroso.
Tra il 1622 e il 1635 c un buco di informazioni, non si conosce n lubicazione, n gli eventi
che riguardano il manoscritto, che poi ricompare nelle mani di un personaggio di cui si sa molto
poco: Georgius Barschius, un alchimista laureatosi allUniversit dei gesuiti nel 1603. Costui
scrisse due volte a Athanasius Kirker per chiedergli di decifrare il manoscritto. La prima lettera
non ottenne risposta, la seconda datata 27 aprile 1639, in questa lettera sembra si firmi
Georgius Baresch, che si ritiene sia il nome ceco di Barschius (latinizzato); sotto la firma appaiono
curiosi simboli. In questa seconda lettera esprime la sua teoria, cio che si trattasse di un
linguaggio cifrato, che riguardava larte medica, coinvolgendo teorie, arti e spezie orientali, che in
occidente non erano considerate. Kirker non rispose neanche stavolta. Nel 1662 Barschius mor,
lasciando il manoscritto a Marcus Marci, che ne rimane in possesso nel quinquennio 1662-1667.
Nel 1666, Marci scrisse ancora a Kirker una lettera chiedendogli di decifrare quel manoscritto,
inviato insieme alla lettera: prima di ricevere risposta questi mor, era il 1667. A partire da questa
data il manoscritto nelle mani di Kirker, che non far mai menzione del manoscritto e non lo
cataloga. Si presume che labbia relegato nel suo istituto (il collegio romano dellUniversit
gesuitica) senza decifrarlo.
Rimase presumibilmente nel collegio romano in mano ai gesuiti fino al 1773, anno in cui
lordine fu soppresso e i gesuiti abbandonarono il Collegio disperdendosi o rifugiandosi in Russia.
Quindi il manoscritto pu essere rimasto nel Collegio o forse stato portato in Russia.
Restaurato lordine dei Gesuiti, questi tornano nel collegio e il manoscritto probabilmente al suo
posto: vi rest fino al 1870.
Nel 1870 il governo italiano confisca il Collegio e la biblioteca destinandolo a liceo statale, ai
gesuiti venne concesso unicamente di conservare i beni privati, cos i libri pi importanti (tra cui il
manoscritto), vennero catalogati come beni privati del generale dei gesuiti P. Beckx S.J. Il
manoscritto per precauzione, venne portato a Villa Mondragone a Frascati, dove rimase fino al
1912, data in cui il padre Joseph Strickland mise in contatto i gesuiti e il libraio W. Voynich: 30
volumi della loro biblioteca andarono a Voynich. Mor nel 1930, non prima di aver tentato in tutti
i modi di decifrarlo e farlo decifrare. Rimase in mano alla vedova fino alla morte, quando questa
mor fu ereditato, nel 1960, dalla signora Nill amica di Voynich, la quale lo vendette ad un
antiquario di New York, tale H. P. Kraus, per 24 dollari. Questultimo prov a venderlo, ma
invano, quindi alla fine lo don nel 1969 allUniversit di Yale, dove oggi custodito nella teca dei
libri rari, catalogato col numero MS 408.
Nel 1944 Hugh ONeill, botanico presso lUniversit cattolica, ha individuato diverse piante
raffigurate nel manoscritto come nuove specie, in particolare una di semi di girasole americano e
un peperone rosso; questo significa che la datazione del manoscritto doveva essere collocata
dopo il 1493, quando Colombo ha portato quei semi in Europa. Lidentificazione tuttavia non
certa: il peperone rosso di colore verde e lidentificazione dei semi stata contestata.
Nel 1946 il professor Leonell C. Strong, medico oncologo dellUniversit di Yale e

Il Manoscritto di Voynich

appassionato di crittologia medievale, leggendo parti del manoscritto riprodotte nel libro di
Newbold, tent di applicare i sistemi di crittologia di Tritemio, Porta e Selenius: gli sembr di aver
risolto larcano, era sua convinzione che il testo fosse stato scritto in inglese medievale.
Nel 1946 il noto crittologo professor W. F. Friedman aveva costituito a Whshington il First
Voynich Manuscript Study Group, composto da 16 esperti tra cui paleografi, linguisti, filologi,
egittologi, matematici: per la prima volta si tent un approccio scientifico e analitico, servendosi
di un computer per calcolare le parole, la loro frequenza e struttura. Le conclusioni non furono
esaurienti.
Nel 1950 Friedman decide di coinvolgere nelle sue ricerche lamico John Hessell Tiltman,
ufficiale dellintelligence inglese; i due operarono indipendentemente, ma parallelamente,
cercando di trasporre i caratteri in segni convenzionali. I risultati non furono soddisfacenti, ma si
annotarono molte peculiarit del codice: la totale assenza di parole composte da una sola lettera
o da due, oppure la frequenza con cui comparivano parole che differivano tra loro di una sola
lettera.
Secondo Friedman alla base dello scritto cera una forma primitiva e sintetica di linguaggio
universale, costruito secondo criteri logici, qualcosa di simile allesperanto.
Nel 1975 il professo Robert Braumbaugh, docente di storia della filosofia medievale
allUniversit di Yale, not in diversi fogli del manoscritto una sorta di schema ricorrente: numeri
incolonnati e file di lettere. Alla fine disse che si potevano creare delle tabelle di conversione che
legavano in modo logico parole e numeri. Purtroppo non chiar mai il suo metodo, che consisteva
nel trasformare i simboli in cifre arabe e queste ultime in lettere dellalfabeto latino. Neanche lui
ottenne risultati apprezzabili, se non in qualche caso.
Nel 1978 il filologo dilettante Stojko credette di aver riconosciuto la lingua: afferm che si
trattasse di ucraino, con le vocali rimosse e le consonanti criptate. La traduzione per, pur
avendo in alcuni passi un apparente senso, non corrispondeva ai disegni. Non era attendibile il
suo ragionamento perch aveva introdotto consonanti e spaziature e vocali in modo arbitrario.
Nel 1987 il fisico Leo Levitov sostenne che il testo fosse stato redatto in una lingua
sconosciuta (un misto di fiammingo, inglese medievale, tedesco e francese antichi) usata nel XII
sec. dagli adoratori del culto di Iside. Attribu il testo a degli eretici Catari, per via di alcune
illustrazioni di immagini di donne immerse in vasche dacqua (Fig. 2): rituale dellenduro. Tutto
ci era in contraddizione con lopinione degli storici, secondo i quali nessun testo sarebbe
sopravvissuto allinquisizione catara. La traduzione stessa aveva poco senso.
Lo studio pi significativo resta quello compiuto nel 1976 da William Ralph Bennett, che ha
applicato la casistica alle lettere e alle parole del testo, mettendone in luce non solo la
ripetitivit, ma anche la semplicit lessicale e la bassissima entropia casualit del linguaggio: il
linguaggio del manoscritto, in definitiva, non solo si avvarrebbe di un vocabolario limitato, ma
anche di una basilarit linguistica e ripetitivit delle sillabe, riscontrabile tra le lingue moderne. Il
fatto che le medesime sillabe e perfino intere parole vengano ripetute con una frequenza tale da
rasentare il beffardo, attinente pi ad una concezione inconsciamente accomodante, che non
volutamente criptica.
Nel 1998 Ren Zandbergen e Gabriel Landini hanno ideato lo European Voynich Alphabet
(EVA), un sistema per trascrivere i vari grafemi (lettere) che compongono il testo del manoscritto
in caratteri romani. Con EVA ogni segno Voynich rappresentato da una lettera pi o meno
simile dellalfabeto latino. Ad esempio il simbolo Voynich viene assegnato al carattere latino P.
cos il manoscritto pu essere tradotto in un supporto informatico che consente una pronta
analisi statistica (frequenza delle singole lettere, rapporti di lettere tra loro ecc..). come effetto
collaterale, ci rende possibile discussioni su stringhe di testo via e-mail o sul web. E per
discutibile se due simboli differenti descrivano due diversi grafemi o se siano solo varianti dello
stesso grafema.
Gordon Rugg (linguista inglese, psicologo e docente universitario alla Keele University), insieme a
Joanne Hyde ha sviluppato un metodo di analisi denominato Verifier Approach, che nel 2004
applic al manoscritto. Il metodo permetteva di identificare gli errori nella documentazione, farli
emergere e suggerire nuovi percorsi di ricerca. Si serv della griglia di Cardano.
Si tratta di una griglia da sovrapporre al testo in modo tale che la sovrapposizione oscuri le parti
superflue del testo, lasciando visibile solo il messaggio da cogliere. Se per nel testo non ci fosse

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alcun messaggio il metodo sarebbe molto semplice (Fig. 4).

Figura 4. Griglia ideata da Girolamo Cardano nel 1550, usata dai servizi segreti in epoca elisabettiana
Lipotesi di Rugg appunto che non c alcun messaggio segreto codificato nel testo, quindi
questo ha suggerito che il manoscritto non sia altro che un miscuglio di lettere senza senso,
infatti alcune delle caratteristiche del testo del manoscritto, come ad esempio il modo in cui sono
state poste le parole separate, sono, secondo lui, in contrasto con la maggior parte dei metodi di
codifica del testo. Questo manoscritto contraddirebbe la maggior parte dei sistemi di codifica
conosciuti.
Nel 2005 Jorge Stolfi, studioso brasiliano presso lUniversit di Campinas, ha scoperto una
nuova struttura delle parole nel manoscritto. Suddividendo i caratteri nelle due categorie di:
Soft e Hard ha mostrato che la maggior parte delle parole possono essere raggruppate in tre
gruppi: prefissi, medie e suffissi. I prefissi e i suffissi consistono in caratteri soft, i medi in caratteri
hard.
Questi ultimi sono distribuiti nel testo secondo uno schema ben preciso. Tutto ci ricorda la
lingua cinese, le cui parole sono costituite da tre parti fonetiche: un prefisso (tono del vocabolo),
una componente centrale (consonante) e un suffisso (vocale). In sostanza la struttura del
voynichese sarebbe affine alla struttura fonetica cinese. Da questi elementi Stolfi deduce che
lautore possa essere Cinese. Questa ipotesi ha riscontrato scarso successo perch le illustrazioni
del manoscritto non hanno alcun influsso cinese o orientale, bens sono in chiaro stile
occidentale.
Nel 2006 viene pubblicato un libro interessante Curse of the Voynich, the Secret History of
the Worlds Most Misterious Manuscript e il suo autore Nicholas Pelling, uno studioso che
gestisce un blog sui misteri cifrati e probabilmente il pi completo sul caso Voynich. Escluse a
priori una datazione anteriore al 1500 e not che in alcune immagini risultava chiaro uno stile di
tratteggio parallelo inventato nel 1440 a Venezia, abbandonato definitivamente nel 1510. Non
tent di decifrare la scrittura, ma si concentr sulle caratteristiche fisiche del manoscritto e
sullambiente storico dove una simile opera possa essere stata prodotta. Osserv che i numeri
dei fogli, come i quire numbers (numeri ordinali in latino) siano probabilmente non corretti ed
aggiunti in un secondo momento, come i bi-fogli non siano stati posizionati nel verso giusto o in
altri casi affiancati a caso, come i colori delle raffigurazioni siano stati aggiunti in un secondo
momento. Questo approccio lo port a considerare lipotesi che il manoscritto abbia avuto
origine nella Milano degli Sforza e che possa essere attribuito allarchitetto italiano Antonio di
Pietro Averlino, detto Filarete. Sugger un ipotesi di lavoro e ricerca, che, se poste in essere,
potrebbero sciogliere diversi dubbi. Analizz dettagli delle immagini, in particolare il castello con
mura circolari al folio 86 v, e le paragono a citt tipicamente circondate da mura circolari, quali
Gerusalemme, Baghdad e Milano, sostenendo infine che questa immagine potesse rappresentare
il castello sforzesco di Milano.
Nel 2009 linformatico Richard Rogers afferm che il manoscritto non conteneva parole, bens
numeri, algebra simbolica. Sarebbe una sorta di antico foglio di calcolo, con un messaggio
segreto crittato nelle figure. La scoperta stata casuale: stava lavorando ad un algoritmo per il
Dipartimento di Stato Americano e per testare il suo programma ha usato una pagina del
manoscritto. Il computer ha cos fornito i dati contenuti nel manoscritto in codice macchina.
Rogers ritiene che i caratteri in Voyachese esprimano una sorta di messaggio simbolico, che lui

Il Manoscritto di Voynich

chiama proto sentential logic o sententional propositional calculus per crittare immagini
forme segrete che chiama rune o glifi runici. Tutto il manoscritto basato su una griglia 8x8,
contenente lettere nella parte alta e numeri in quella bassa. La prima pagina conterrebbe
istruzioni per leggere il manoscritto. Sarebbe giunto alla conclusione che il manoscritto fu redatto
in Italia da pi nomi: Martino Longhi, Onorio Longhi e Martino Longhi il Giovane.
Infine al Dr. Montemurro, fisico, teorico presso lUniversit di Manchester, che assieme ad un
collega, ha utilizzato un metodo statistico computerizzato per analizzare il testo; un approccio
che stato adottato anche su altre lingue. I due ricercatori si sono concentrati su alcuni modelli,
cercando di capire in che modo le parole sono state organizzate nel testo, cos da estrarne i
contenuti portanti. Ci sono prove sostanziali che le parole portanti tendono a presentarsi in
questo modo nelle lunghe campate di testo le parole lasciano una traccia statistica sul loro uso,
quando largomento cambia sono necessarie altre parole. Le reti semantiche ottenute mostrano
che le parole correlate tendono a condividere somiglianza di struttura, ci accade anche in una
certa misura nelle lingue a noi conosciute.
Tentativo scientifico di datazione del manoscritto in epoca contemporanea
Nel 2009 lUniversit di Yale autorizza la datazione al radiocarbonio del manoscritto.
Loperazione avviene tra il novembre e il dicembre 2009, in corrispondenza con un documentario
sul manoscritto diretto da Walter Koehler e girato dalla TV austriaca (mandato in onda il 10
dicembre 2009). Greg Hodgins ed il suo team della UA Department of Phisics in Arizona, hanno
prelevato quattro frammenti lunghi 6 millimetri e larghi 1 millimetro, da altrettante pagine del
manoscritto, in differenti sezioni dello stesso. I frammenti di quattro pagine sono stati sottoposti
allo spettrometro di massa con acceleratore e datati, con una probabilit del 95%, ad un periodo
compreso tra il 1404 e il 1438. Il dottor Greg Hodgkins, dellUniversit degli studi di antropologia
e fisica dipartimenti dellArizona, rileva che poich le 4 sezioni valutate hanno la stessa datazione,
improbabile che sia stato scritto in date differenti. Le analisi degli inchiostri effettuati
dallIstituto Mcrone di Chicago avevano in precedenza indicato che questo stato applicato
quando la pergamena era relativamente nuova. Purtroppo non stato possibile datare anche
linchiostro, essendo difficilissimo da prelevare, e comunque con quasi certa assenza di carbonio,
in quanto alcuni inchiostri sono di origine inorganica e non contengono carbonio. I pigmenti e
linchiostro usato per la scrittura e i disegni, sono stati analizzati dallIstituto McCrone. I risultati
dettagliati e definitivi non sono ancora noti al grande pubblico, ma sappiamo gi che sono
coerenti con la datazione al radiocarbonio. Inoltre sono state riscontrate variazioni minime nella
composizione di inchiostro in tutto il manoscritto, che fu interamente compilato con un
inchiostro ferro gallico, di uso piuttosto comune in tutto il mondo. I pigmenti si sono rivelati a
base di minerali terrestri di alta qualit ed anche questo non fa scalpore, essendo noti fin dal
medioevo. Il professor Gonzalo Rubio, dice che la datazione al carbonio dimostra che non un
falso ed esclude che lautore sia Ruggero Bacone. La ricchezza dei materiali utilizzati anchessa
compatibile col manoscritto stesso: buona qualit, non accessibile a chiunque, ma non tale da
potersi considerare eccelsa o per pochi ricchi. La datazione rafforza determinate ipotesi e ne
rende meno credibili altre ventilate fino ad oggi, tra le quali ce ne sono dozzine scarsamente
plausibili.
CONCLUSIONI
Dopo circa 600 anni dallorigine del manoscritto e dopo un secolo di indagini si brancola
ancora nel buio. E opportuno concentrarsi attualmente su ci che sembra essere
oggettivamente plausibile, fondato, verosimile. Si deve partire dai dati certi che si dispongono: gli
esami chimici, scientifici e al radiocarbonio del 2009. Gli ultimi dicono che la pergamena di
capretto su cui dipinto il testo risale ad un periodo compreso tra il 1404 e il 1438: da questa
data fino a quando questa pergamena diventata un manoscritto, sono passati verosimilmente
pochi anni. Cio compatibile con altre evidenze abbastanza qualificate come lesame sugli
inchiostri ed compatibile anche con le rappresentazioni dei disegni, lo stile e il tratto di
pittura e la raffigurazione di piante, animali, armi e strumenti. Il suo autore deve presumersi
fosse una persona di sufficiente ingegno e cultura, probabilmente benestante, ma non ricco,
verosimilmente con conoscenze alchemiche, mediche, astrologiche o botaniche.

Christian Speziga

La motivazione del manoscritto deve probabilmente essere ricercata in due ordini di motivi:
occultare un sapere o perpetrare una frode.
In futuro si potrebbe tornare ad esaminare scientificamente il manoscritto. La collaborazione
tra operatori e studiosi qualificati sar uno strumento essenziale nellavanzamento delle
conoscenze.
Data la fragilit del manoscritto e la responsabilit della biblioteca, questa, per preservare il
manoscritto integro per le generazioni future, ha limitato laccesso e ha fatto scansioni ad alta
risoluzione per la ricerca. Luniversit di Yale non sembra propensa a favorire laccesso al
manoscritto a chi non disponga di valide credenziali: gli studiosi che richiedono laccesso all
originale devono presentare una richiesta al curatore, Raymond Clemens. Le richieste devono
contenere una descrizione del progetto, spiegando perch laccesso alloriginale necessario e
devono dimostrare il contributo scientifico che il progetto di ricerca offrir. Ora un esame al
radiocarbonio degli inchiostri sarebbe di indubbio interesse, come pure la ricostruzione della
corretta impaginazione originaria. Tutto questo dovrebbe essere affiancato da indagini
darchivio, sulla ancora latente documentazione storica riguardante il manoscritto e i personaggi
coinvolti nelle sue vicende. Forse domani, o forse tra mille anni qualcuno scoprir qualcosa e per
caso e la matassa sar dipanata e forse, chiss, il contenuto sar deludente rispetto alle
aspettative.
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Christian Speziga