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PARIGI DI CARTAPESTA PIERO SPILA JIGA MELIK MOHAMED ABLA 66THA2ND VIDEOGAMES CINESI ROCK DI VELLUTO JEAN-JACQUES LEMTRE

GIAMAICA SCHIAVI DEL SESSO


PALCOSCENICO

Il virtuosismo del gesto che sconfigge la parola


di ALESSANDRO CAPPABIANCA

UN GRANDE OMAGGIO AL GENIO DEL TEATRO ITALIANO DEL NOVECENTO PARTE DAL SUD, DALLUNIVERSIT DI CALABRIA COINVOLGENDO FINO AD OTTOBRE GLI ATENEI DI SALERNO, MESSINA, NAPOLI, ROMA

MASCHERE

E PUGNALI

Credo che lenorme successo popolare del teatro di Eduardo De Filippo (in vita e oltre) si basasse essenzialmente sulla concomitanza di due fattori: il preteso realismo della recitazione, in cui gli spettatori avevano limpressione di ritrovare sulla scena le vicende e i gesti quotidiani della loro vita, e una patina di pirandellismo, adatto a far balenare comunque davanti agli occhi degli spettatori stessi la prospettiva dun orizzonte culturale pi ampio. Forse allora bisognerebbe dar ragione a Carmelo Bene, quando, ridimensionando tacitamente i testi (i copioni) scritti dallEduardo/autore, ne identificava lefficacia teatrale proprio nelle operazioni che lEduardo/attore poneva in atto contro i suoi stessi testi, ossia nella sua capacit di complicarsi la vita in scena: Eduardo, dunque, autore in quanto attore, ma di quella razza speciale di attori che non si lascia mai condurre passivamente dal (suo) testo ma, pur senza arrivare a stravolgerlo, anzi, rispettando in apparenza tutte le convenzioni della messa in scena, ne dilata le connessure e ne amplifica i vuoti, fino ad attingere il pi astratto virtuosismo gestuale. Qui torna utile ricorrere alle Note sul gesto di Agamben (pubblicate sul n.1 di Trafic. Bench Didi-Huberman abbia cercato di contestare in qualche modo la radicalit apocalittica della tesi enunciata da Agamben, concernente linvenzione del cinema come disperato tentativo di ritrovare/conservare i gesti perduti da parte della borghesia occidentale (perdita che andrebbe fatta risalire almeno a fine ottocento), trovo essenziale la seguente notazione sul gesto: il gesto , nella sua essenza, sempre gesto di non raccapezzarsi nel linguaggio, sempre gag nel significato proprio del termine, che indica innanzitutto qualcosa che si mette in bocca per impedire la parola e poi limprovvisazione dellattore per sopperire a un vuoto di memoria o una impossibilit di parlare. evidente che qui si fa riferimento prima di tutto (anche se non necessariamente) al gesto muto, accompagnato al massimo da parole inintelleggibili, ansiti, gemiti, grugniti, borborigmi E vengono in mente i tanti risvegli (soprattutto teatrali, ma anche cinematografici) di Eduardo: risvegli propedeutici allazione vera e propria, allavvio degli scambi di battute, al testo propriamente detto. Come ha scritto Antonella Ottai, sono i momenti in cui ai vuoti di parola corrisponde un pieno del corpo, in quanto fonte di emissione sonora, prima che intervenga larticolazione verbale. Qui, insomma, Eduardo recita il

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ALIAS 1 FEBBRAIO 2014

CONVEGNI, TEATRO, CINEMA, TELEVISIONE

I GIORNI E LE NOTTI

LABORATORIO SPETTACOLO Dolore sotto chiave (atto unico di Eduardo De Filippo) regia di Francesco Saponaro con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi al Campus di Arcavacata (maggio 2014). Terreno comune di approfondimento il testo, comprese le ascendenze nella letteratura del 900 italiano (anzituto Pirandello). Dolore sotto chiave che debutt cinquantanni fa al teatro San Ferdinando, nasce come radiodramma e proprio su questa suggestione vocale proceder il laboratorio di formazione e produzione scenica. Dal 23 al 25 maggio al Campus, nellanno della tourne di Le voci di dentro prodotto da Teatri Uniti con Toni e Peppe Servillo previsto un omaggio a Toni Servillo con una giornata di studi e il suo rapporto con la tradizione attoriale, lidea di maschera e la drammaturgia di scena con una rassegna di film e il recital Toni Servillo legge Napoli

30 ANNI DOPO

EDUARDO
SEGUE DALLA PRIMA
corsivo (ossia le didascalie). Non si trattava certo di vuoti di memoria. Ma perch questo non raccapezzarsi nel linguaggio, in Eduardo, si concentrava sui momenti del risveglio o, in alternativa, delladdormentarsi? Evidentemente per il loro carattere di soglia, di passaggio da uno stato allaltro, che sospende la piena ri-acquisizione (o la perdita) della coscienza e del logos. Non si tratta solo di un gesto, inoltre, ma di una serie concatenata di gesti, tic e falsi automatismi corporei, sulla cui esecuzione, con arte raffinata, Eduardo finge di non poter esercitare alcun controllo, approfittandone in realt per tirarla alle lunghe. Gi Carmelo Bene aveva notato come il gesto di soffiarsi il naso, per Eduardo, poteva benissimo durare mezzora. Di fronte a questo archivio vivente di gesti popolari, il pubblico non pu che applaudire, ritrovando per un attimo ci che ha perduto, ossia lillusione di una persistenza: ma occorre rendersi conto che il virtuosismo di una simile gestualit risulta potenziato nella misura in cui eseguito, in un certo senso, non da un semplice interprete, ma da una personificata quintessenza teatrale, che potremmo anche chiamare col semplice nome di maschera. Bench si sappia che Eduardo, come del resto Peppino e

I destini delluomo e quelli della storia


Larte di Eduardo non una tra le altre. qualcosa di pi, larte capace nel suo essere diurna e notturna allo stesso tempo di riprendere la linea scettica del dramma borghese (tramite Pirandello) per calarla nella tradizione delle maschere popolari italiane; di promuovere la lingua bassa del dialetto a lingua alta del pensiero; di dare corpo e voce sulla scena e sullo schermo ad un romanzo teatrale dove i destini delluomo incrociano quelli della storia; di attraversare momenti e movimenti storici (secondo dopoguerra e neorealismo) declinandone la drammaticit in forme fantasmatiche e grottesche; di pensare e costruire una commedia, anche cinematografica, dove il colore rosa dei giovani e del futuro schiacciato da quello nero dei vecchi; di restituire impietosamente le forme dellistituzione cardine della famiglia; in definitiva, di riconsegnarci lapprodo ultimo, novecentesco, di un sentimento scettico e cinico del mondo, di una condizione esistenziale segnata dalla solitudine come ritiro dalla vita, anche se A vita, secondo me, significa tutto. E dicendo tutto, voglio dicere tutto (Mia famiglia). Larte di Eduardo non unarte tra le altre, qualcosa di pi. una delle immagini in rilievo che nel Novecento ha raccontato la ricerca impossibile, ma irrinunciabile, dellumanit dellumano, che la grande arte non ha smesso e non smetter mai di compiere, e ha radicato questa ricerca nello spazio-tempo di una nazione, lItalia, e a partire da una citt, Napoli, che sui confini permeabili, e a volte indiscernibili, dellumano e del non-umano, della vita e della morte, ha edificato impareggiabili monumenti estetici. Questo cogliere i destini dellumano, radicandoli nella carne viva di un Paese, nella determinatezza e singolarit di un mondo, uno dei contrassegni di unarte epocale e universale (lincontro finale con Shakespeare non casuale). per questo, perch la sua arte ci riguarda da vicino, da molto vicino, che questanno, nel trentennale della morte, ne vogliamo parlare, cercando di coglierne lenorme potenza dirraggiamento, affinch il ricordo sia la forma viva per comprendere il presente ed aprire il futuro. Prefazione di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti al catalogo di I Giorni e le Notti: lArte di Eduardo)

Un archivio vivente di gesti popolari


Bench si sappia che facesse di tutto per scrollarsi di dosso il marchio partenopeo di Pulcinella, glorioso ma sentito come limitante, c poco da fare: egli era una maschera...
Titina, facesse di tutto per scrollarsi di dosso il marchio partenopeo di Pulcinella, glorioso ma sentito come limitante bench non portasse una maschera, altro che in rare occasioni c poco da fare: egli era una maschera, il suo volto stesso lo era, e nulla pi sorprendente di assistere alla progressiva ri-animazione, quasi un accesso prodigioso alla vita organica, duna maschera fino a quel momento inanimata. Ecco dunque la centralit del risveglio in Eduardo, le sue infinite variazioni su questo tema. Si prenda una delle registrazioni televisive di Natale in casa Cupiello. Al ciabattare affaccendato della moglie che faticosamente si muove nella camera, tra i letti, il com e lingombrante sagoma del Presepe in costruzione, ai suoi ripetuti richiami (Lucari, scetete. Songhe e nove), rispondono dapprima solo gemiti soffocati, provenienti da sotto le coperte. Poi emerge qualcosa, un drappo nero avvolto, contro il gelo, attorno al viso e non facile districarsi dal drappo, liberarsi dal suo inviluppo quasi soffocante. Sbadigli. Brividi di freddo. Gli occhiali. La solita domanda: Fa freddo fuori?. Concetta, per quanto stizzita da questo rituale che evidentemente si ripete ogni mattina, gli porta il caff, che per una schifezza. Eduardo si alza tremando, si stira, vacilla, starnutisce, sbadiglia come se il suo corpo non solo non volesse saperne di tornare alla realt quotidiana, ai doveri e oneri della vita cosciente, ma intendesse anche ritardare il momento in cui si avvier il meccanismo inesorabile, in qualche modo previsto e prevedibile, della commedia: una serie di starnuti, di brividi, di sbadigli, costituisce qui il complesso delle variazioni che servono a mettere in crisi, sia pure temporaneamente, il testo, inteso come ripetizione, replica vera e propria, da eseguire tutte le sere in modo identico. Questa messa in crisi del testo raggiunge peraltro, nel terzo atto della stessa pice, le vette del pi straordinario virtuosismo, quando Luca Cupiello costretto a letto dallictus, ed Eduardo mima la perdita della gestualit (il braccio sinistro gli ricade inerte) e delle parole stesse (che la bocca semi-paralizzata non riesce pi ad articolare con chiarezza). Ma Eduardo, propriamente parlando, sembra che si svegli anche quando va a dormire. Mi riferisco ora a una sequenza cinematografica, quella che apre Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli. Dopo una carrellata circolare, prima in un senso poi in un altro, lungo le stanze del vecchio palazzo nobiliare fatiscente, gi avvolte nelloscurit, la macchina da presa inquadra una porta che si apre. Sullo sfondo, si intravvede Eduardo, nei panni del principe di Roviano, proprietario del palazzo, sprofondato in una poltrona. Sembra che dorma, ma uno stacco sul piano ravvicinato ce lo mostra mentre la sua testa crolla in avanti, come se stesse per assopirsi. In

realt si sta svegliando accenna appena un educato sbadiglio (dopotutto un principe), si deterge la fronte con un fazzoletto ripiegato, guarda lorologio e deve constatare che si fatto tardi, perch si alza, s, dalla poltrona, ma per andare a dormire. Dopo aver constatato lennesima rottura nel pavimento, e averla nascosto alla meglio con un tappeto, spegne la luce in camera da letto, si toglie la giacca da camera, e allora vediamo che, sotto, porta gi il pigiama. Va a

IL PROGRAMMA

Grande progetto in 5 atti da febbraio a ottobre


Parte dal sud, da Cosenza, il grande progetto I giorni e le notti: lArte di Eduardo a cura di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti, in occasione del trentennale della morte di Eduardo De Filippo. stato ideato e coordinato dallUniversit di Calabria e toccher altre citt e sedi universitarie a partire dal 3 febbraio per proseguire per tutto il 2014 (a Roma la manifestazione arriver in aprile e proseguir in altre sedi fino ad ottobre). Si tratta di un grandioso evento che dar la parola a tanti studiosi e artisti per cercare di fermare quellinafferrabile apparizione sulla terra che la voce e il gesto, lumanit e il carisma di un attore unico. Ma non ci saranno solo interventi, si potr assistere a proiezioni di classici o rarit ritrovate e restaurate (con il coinvolgimento del Centro sperimentale, Cineteca Nazionale e la collaborazione della

Al centro Napoli milionaria, a sinistra una rara foto di Eduardo nel dopoguerra, a destra Le voci di dentro con Toni Servillo e con Eduardo

Ripleys Film), presentazione di libri e spettacoli teatrali. Sono state coinvolte in un caso raro di lavoro di rete con luniversit di Calabria, lUniversit di Salerno, lUniversit Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Sapienza di Roma, lUniversit degli Studi di Messina/Centro Interdipartimentale di Studi sulle Arti Performative e centri culturali come la Fondazione Salerno contemporanea, Universi teatrali dellUniversit di Messina e la Fondazione Eduardo De Filippo Atto Primo. Si apre alluniversit di Calabria (3-7 febbraio) dal titolo Eduardo e le forme (il tragicomico, il melodramma, il variet, il romanzo, la tradizione, lavanguardia) con reading e sequenze a cura di Bruno Roberti e Carlo Farinelli e la proiezione di In campagna caduta una stella, film del 39, il 4 febbraio Ti conosco mascherina (44) da Scarpetta dove linterprete femminile Lida Baarov, attrice ceca che era stata lamante di Goebbels, condannata a morte (pena commutata poi in detenzione) e Questi fantasmi (54). Il 5 febbraio la giornata dedicata al convegno Eduardo e le forme (Teatro Auditorium del Campus Arcavacata) con studiosi e

referenti istituzionali e interventi di Marino Niola, Anna Barsotti, Stefano De Matteis, Lorenzo Mango e Roberto De Gaetano. In questa giornata si presenta anche Monologo (1949-1951, 10) di e con Eduardo De Filippo copia ritrovata e restaurata dalla Cineteca Nazionale e Tutto per mio fratello (1911, 17) da una commedia di Eduardo Scarpetta con Vincenzo Scarpetta copia restaurata dalla Cineteca Nazionale e a seguire Il gallo nel pollaio (1916, 30) di Enrico Guazzoni, con Vincenzo Scarpetta copia restaurata dalla Cineteca Nazionale in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo alla presenza di Mariolina Scarpetta, musiche originali Vincenzo Scarpetta, voce Lello Giulivo, pianoforte Gennaro Franco e Sogno di una notte di mezza sbornia (59) di Eduardo De Filippo. Il 6 febbraio durante lincontro Eduardo con... Orio Caldiron parler di Eduardo nel confronto con De Sica, Carlo Fanelli nel confronto con Scarpetta, Dario Tomasello con Pirandello, Daniele Dottorini con Pasolini, Paola Quarenghi con Viviani, Bruno Roberti con Fellini. Quindi la proiezione di Napoli milionaria (50) e Ragazze da marito

I GIORNI E LE NOTTI: LARTE DI EDUARDO

ALIAS 1 FEBBRAIO 2014

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ANTICIPAZIONE

Le voci di dentro: Toni Servillo interprete autore e teorico


di BRUNO ROBERTI*

Commedia scettica e grottesco nero


Nel nostro cinema quel registro espressivo fagocita attraverso le maschere ogni tipo di intreccio
ma caratterizzata dalla struttura del mythos, dellintreccio, il cui sviluppo deve essere inclusivo: la realt che la commedia di intreccio, e non di maschere, mette in gioco ha effetti di integrazione ed inclusione (della nuova unit sociale, se si tratta di giovani per esempio). La commedia scettica eduardiana si fonda invece su un profondo elemento tragico che lesclusione e ancora pi decisamente lautoesclusione del soggetto dalla propria comunit di riferimento (che in Eduardo la famiglia). Questa autoesclusione fino alla follia o alla morte pu essere effetto di una fissazione comico-tragica (il Presebbio di Natale in Casa Cupiello o la scatola de La grande magia), che permette al soggetto di proteggersi dalla realt, mantenendosi in uno stato ideale e illusorio, che si ha paura di infrangere per dover poi accettare il dolore che ne conseguirebbe. Ma le illusioni non sono solo quelle che emergono esplicitamente nelle figure di maghi, illusionisti ed attori che attraversano larte di Eduardo (da Sik Sik a Larte della commedia), sono in primo luogo le illusioni sociali che animano vita coniugale e vita familiare allinizio e che poi inesorabilmente si frantumano nel mezzo. Esattamente in quel mezzo, dove le commedie ci collocano, in un disincanto amaro e rancoroso che segna la vita delle famiglie eduardiane e che fa dire allAmalia di Napoli milionaria, seduta su una sedia, mani nei capelli, davanti a una situazione devastata: ch ssucciesso ch ssucciesso; sgomenta per quello che accaduto senza che fino in fondo se ne rendesse conto. E dunque c sempre un passaggio temporale pi o meno esplicito in molte commedie eduardiane (e che le avvicina ad una forma romanzesca, secondo la formula di romanzo teatrale di cui ha parlato la Barsotti), e che nellultimo suo testo, Gli esami non finiscono mai, assume evidente esplicitezza nel racconto del destino di una vita, quella di Guglielmo Speranza, raccontata dalla giovinezza allet adulta alla vecchiaia alla morte. Questo sentimento prende forma da un lato nel ritirarsi del soggetto dal mondo attraverso la rinuncia al linguaggio; dallaltro nella fantasmizzazione del reale stesso. La rinuncia al linguaggio che passa per il mutismo e la follia (da Natale in Casa Cupiello a La grande magia a Le voci di dentro a Gli esami non finiscono mai) il segno pi radicale di un ritiro dal mondo; mondo che in Eduardo sempre rappresentato dalla famiglia. Il problema del linguaggio (come era chiaro a Wittgenstein e poi a Cavell) non tanto nellincomprensione e nellopacit che il suo uso comporta, quanto nella possibilit di sottrarvisi, di restare nel silenzio. E dunque il problema del linguaggio non epistemologico, perch proprio nella pretesa veritativa di adesione al mondo che si annida il germe scettico (pensate alla pretesa del protagonista folle di Ditegli sempre di s che vuole che le parole siano appropriate, giuste). Il problema del linguaggio etico, cio il linguaggio si usa per un atto di fiducia e per un desiderio di farci comprendere e di esprimerci; e quando questa fiducia manca, quando il mondo si fa impermeabile, lo scetticismo invade le forme di vita e la parola si ritira, diventa farfugliamento (Natale in Casa Cupiello), gioco pirotecnico (Le voci di dentro), mutismo (Mia famiglia) mera gestualit (Gli esami non finiscono mai). *Dalla relazione Commedia scettica al convengo I giorni e le notti: lArte di Eduardo, Universit della Calabria, 5-6 febbraio 2014.

GERENZA
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*Estratto dalla conversazione con Toni Servillo, contenuta in Fata Morgana, n. 22, dedicato a Maschera in uscita a febbraio Una delle tue caratteristiche mi pare essere questa sorta di doppio registro vocale, che poi diventa linguistico, si fa immediatamente lingua di spettacolo. Tu trascorri spesso da una sorta di canto (e in ci c anche il rapporto profondo che tu hai con la musica, con il melodramma, con il cantare e penso anche ad alcune tirate drammaturgiche di Eduardo) a, invece, un sussurrato meditativo (...) Questo registro duplice tu lo conduci e lo divarchi su un dispiegamento vocale, sdoppiandolo. Ci ha a che fare, a mio parere, con la voce della maschera, con la voce del daimon che ci abita, e che abita massimamente un attore. Che poi sono le voci di dentro, anche quelle eduardiane che tu hai messo in scena (...) Credo queste di cui parli siano possibilit che offre la maschera, la voce come maschera, di trascendersi nel momento in cui ti esprimi sul palcoscenico. Io credo che questo sia molto importante, io parlo soprattutto del teatro, perch l mi sento autore, al cinema diverso. Questa necessit di trascendersi a volte si esprime non attraverso la maschera fisica, quella che attiene o che viene indossata sul volto, ma attraverso ci che con la voce si sostituisce alla maschera. E quindi alternando dinamiche diverse, oppure facendo di testi proprio una sorta di melopa, che mette insieme significato e significante. In modo che nel fatto teatrale ci sia sempre una turbativa legata allevento. Levento va turbato. Levento convenzionale va sottoposto a un perturbamento. E un modo per farlo proprio questo trascendere se stessi, la propria identit, attraverso una maschera, o attraverso una maschera vocale, che crea un avvenimento nellavvenimento. (...)C una linea teatrale precisa intorno alla quale lavori da anni. Forse si pu partire da un tuo Pirandello, Luomo dal fiore in bocca e il tuo corpo a corpo con le poesie di Eduardo in E... Non un caso che questa drammaturgia lavora su un nesso vitale, la scrittura sul e per il palcoscenico (...) La condizione dellattore-creatore, anche se io non mi considero uno di questi ma lavoro come tu dicevi sulle drammaturgie soprattutto di questi uomini di scena o che sono stati molto vicini al palcoscenico dove il contenuto e lespressione sono in una zona fisica di grande prossimit, credo che abbia a che fare con quella necessit e condizione che hanno gli attori di mantenere costantemente una energia pre-espressiva, che corrisponderebbe a quella dellatleta quando si prepara prima di una gara, oppure a uno scrittore che prende appunti, o un regista di cinema che filma delle cose che gli torneranno utili. Lattore mantiene dentro di s, alimentandola soprattutto con limmaginazione, una acutezza di osservazione e una condizione pre-espressiva. Sono concetti intorno ai quali io giro da molto tempo. Questa condizione mantiene nei confronti dellesistenza una sorta di rinuncia ad altre ipotesi del vivere. In modo che tutto sia poi incanalato in questa costante confusione tra la persona e il personaggio.

di ROBERTO DE GAETANO*

letto, dunque, dopo essersi svegliato e quando si sar addormentato, con laiuto di un romanzo giallo che ha gi letto infinite volte ( Sangue sul cuscino di Spillane, ed Eduardo non manca di indirizzare unocchiata sospettosa sul cuscino dove sta per poggiare la testa), comincer la ronda dei fantasmi, che prendono possesso del palazzo ormai avvolto nella pi completa oscurit.Sia che mimi (in realt, amplifichi) il risveglio del proletario Luca

Cupiello, quello del principe Annibale di Roviano o uno dei tanti suoi altri personaggi, attraverso una sorta di sospensione o di rallentamento, che Eduardo si prende il tempo necessario perch il gesto si dispieghi e il gesto (o la serie di piccoli gesti) si amplifica accompagnato da un sommesso borbottio che quasi un silenzio, provocato da quellideale bavaglio che va anche sotto il nome di gag: silenzioso ed eloquente. Comunque magistrale. Atto quarto alluniversit di Messina e al Palacongressi di Taormina dal 15 al 16 settembre: Eduardo, i linguaggi, le scritture, la sua vocazione allattraversamento di linguaggi e scritture eterogenee (anche nella misura delle diverse traiettorie artistiche: dal teatro al cinema, dalla letteratura alla televisione). Dalla produzione poetica allamicizia con Tot, dallo scambio con la Morante alla contraddittoria maestria nei confronti di Carmelo Bene sino ad un parallelismo con Beckett. Un focus specifico sar dedicato a Shakespeare, oggetto del suo ultimo discorso pubblico tenuto proprio a Taormina, il 15 settembre 1984. Atto quinto Antropologia di Eduardo alluniversit suor Orsola Benincasa di Napoli, il 30 e 31 ottobre, in concomitanza con il trentennale della scomparsa (31 Ottobre 1984), studio sullo stretto rapporto di retaggio, critica, assimilazione e metamorfosi, tra il mondo poetico di Eduardo e le figure antropologiche, i rituali appartenenti a quelluniverso complesso che Napoli e il Sud in generale.

(52) di Eduardo. Il 7 Cappello a tre punte (34) di Mario Camerini, Non ti pago! (42) di Carlo Ludovico Bragaglia e Sabato, domenica e luned (2004) di Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Anna Boaniuto (produzione Teatri Uniti). Atto secondo Eduardo con gli attori, forme della messinscena avr luogo dal 24 al 26 fwebbraio, dal 27 al 28 marzo e il 15 maggio alluniversit di Salerno per studiare il confronto con Carlo Cecchi, Leo De Berardinis, Pasolini, Strehler e il Piccolo di Milano, la fortuna del suo teatro in Inghilterra (celebre la collaborazione con Laurence Olivier e Peggy Ashcroft) o in Francia e in Russia o la controversa avventura americana. Atto terzo a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia/Cineteca Nazionale/Cinema Trevi: si terr dal 1 al 5 aprile dal titolo: Eduardo in teatro, cinema, televisione, video scoprir anche le lezioni tenute alla Sapienza e conservate dallAteneo, percorso commentato da Ferruccio Marotti collaboratore di Eduardo nel corso di quelle lezioni. previsto anche un forum di registi e attori, una rassegna di film che saranno programmati alla Sala Trevi.

Per Northrop Frye la commedia racconta il passaggio dallillusione alla realt. E se la realt qualcosa, sicuramente non questo, cio un dato statico. Le realt dunque un divenire. Questo passaggio dallillusione alla realt non univoco n semplice, e pu assumere forme diverse. Molto spesso ci a cui si accede unaltra illusione, e dunque la commedia racconta il passaggio da una illusione ad unaltra (commedia romantica). Altre volte, pi rare soprattutto nella nostra tradizione, questa realt a cui la commedia accede implica e comporta una trasformazione del soggetto, attraverso un processo di comprensione e di verifica (mediato dal dialogo), e allora avremo un passaggio effettivo ad un piano di realt, allemergere del mondo (queste sono le commedie del riconoscimento, quelle che Stanley Cavell chiama, con riferimento alla coniugalit come forma centrale del racconto commedico, commedie del ri-matrimonio). Ma c un altra forma, dominante nella nostra tradizione, per cui una volta dissoltasi lillusione non restano che le macerie di unesistenza e lo scetticismo profondo che lattraversa e la segna. Larte di Eduardo, la forma della sua commedia, se elude di fatto la commedia romantica, tocca solo tangenzialmente, come vedremo, la commedia del riconoscimento (in Sabato, domenica e luned), si sviluppa quasi totalmente, a partire dal secondo dopoguerra in poi, in una forma di commedia scettica. E questo un contrassegno di profonda originalit dellarte eduardiana, perch lo scetticismo, che un connotato di identificazione molto forte della nostra tradizione culturale, estetica, politica, civile (come aveva ben intuito Giacomo Leopardi nel suo Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani), si sviluppato per esempio nel nostro cinema in un registro espressivo ben preciso, cio il grottesco, il grottesco nero, che arrivato a fagocitare attraverso le maschere ogni tipo di intreccio (pensiamo ad un film come I mostri di Risi). Eduardo ha compiuto un passo in unaltra direzione, ha incorporato lo scetticismo nellelaborazione dellintreccio, della storia, ha calato il tragico in un basso mimetico non melodrammatico (se non raramente) n grottesco (se non in alcuni momenti) ma propriamente commedico, costruendo quella che chiamerei una vera e propria commedia scettica, che nel teatro ha avuto i suoi massimi sviluppi, ma che stata presente, in forme originali, anche nel cinema (pensiamo a Marito e moglie e a Ragazze da marito). La commedia non solo definita dallordinariet del mondo che mette in scena (come gi Aristotele ci aveva detto),

In copertina: unimmagine giovanile di Eduardo

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ALIAS 1 FEBBRAIO 2014

1914, ANNIVERSARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Parigi 2 brucia? La citt di cartapesta


di TOMMASO BASEVI

Una Ville Lumire posticcia creata dal nulla a nord della capitale, una Parigi 2 con specchi e luci accese per trarre in inganno i piloti della Luftwaffe: l'idea non venne a un palazzinaro ante litteram con buoni agganci nel mondo della politica ma allo Stato maggiore dell'esercito francese preoccupato dalla sempre maggiore efficacia dei bombardamenti notturni sferrati dagli aerei tedeschi nel corso della Prima guerra mondiale. Il progetto

GUY DEBORD
Mi limiter a poche semplici parole per annunciare che, nonostante quel che si dica, Parigi non esiste pi

di creare un clone di Parigi a grandezza naturale, mai divenuto davvero operativo perch nel frattempo le parti in conflitto firmarono l'armistizio, fu affidato a Fernand Jacopozzi un ingegnere esperto in impianti elettrici che, dopo il meritorio contributo fornito alla causa, negli anni Venti ricever l'incarico di illuminare anche i monumenti simbolo della citt vera: i grandi magazzini come La Samaritaine, Le Grand Bazar de l'Hotel de Ville, i boulevards, i passages assurti a paradigma della Parigi capitale del XIX secolo e naturalmente la Tour Eiffel. Jacopozzi passer alla storia come il mago delle luci, quelle luci capaci di far fuggire i banditi ed attirare i clienti che, a partire dal Secondo Impero, avevano rappresentato uno dei miti della Modernit. Ma torniamo agli albori della citt fantasma: all'inizio della guerra i raid dei dirigibili Zeppelin erano ancora uno spettacolo incruento che attirava le masse incuriosite sulle alture di Montmartre per la gioia dei rivenditori di cannocchiali e sedie a sdraio. Una pacchia o quasi che per dur poco. Gli stupefacenti progressi tecnologici nel volgere di pochi mesi trasformarono quelle che fino ad allora erano state incursioni per lo pi propagandistiche e dissuasive in una angosciante minaccia simbolizzata dalle sagome dei bombardieri Gotha capaci di scaricare sui centri abitati bombe da una tonnellata. Per correre ai ripari, bisognava inventarsi un sotterfugio capace di indurre in errore il nemico. Vennero attentamente studiate le mappe e per erigere la falsa Parigi fu scelta una zona quasi disabitata a nord della capitale dove la Senna replicava il tipico corso ad S che compie attraversando la citt. L'idea di costruire una ville

fantme pu sembrare aberrante ma non certo privo di senso scrive Xavier Boissel in Paris est un leurre, la veritable histoire du faux Paris, il libro edito da Inculte che ha riportato alla luce questa utopia bellica morta sul nascere i bombardamenti diurni erano troppo rischiosi. I raid tedeschi venivano quindi sferrati di notte e, visto che i radar ancora non esistevano, i piloti erano costretti a orientarsi seguendo il tracciato dei binari ferroviari reperibili grazie alla luce emessa dalle locomotive a vapore o i riflessi delle vetrate delle stazioni come quella dell'Est. La copia a grandezza naturale di questo snodo ferroviario sar uno dei pochi edifici del piano a vedere effettivamente la luce. Oggi, l'area in cui doveva ergersi la citt replicante che tanto sarebbe piaciuta a un Philip K. Dick, una costellazione di prefabbricati, zone commerciali recintate, terrenni incolti. Una no man's land disorganica che l'autore del libro, filosofo di professione, percorre provando a leggerne in controluce segnali, tracce, indizi. Le sue

Il governo francese nel 1918 pianific la costruzione di una finta Parigi che potesse trarre in inganno i piloti tedeschi a quei tempi sprovvisti di radar. Si riusc a simulare la linea ferroviaria di nord ovest, verso Maisons-Laffitte. Poi la guerra fin
promenades psicogeografiche disegnano una strana cartografia intima e stimolano rveries intellettuali e sensoriali che si richiamano a quelle sperimentate da Walter Benjamin nel corso delle sue derive urbane. Boissel dalle sue escursioni ai margini della metropoli fa ritorno a mani vuote (della Parigi replicante oggi non resta pi nulla) ma con il convincimento che questi luoghi costituiscano il punto di osservazione privilegiato per nterpretare i fenomeni da una prospettiva inedita, per cogliere i nessi storici e psicologici che legano il passato al nostro presente. L'edificazione della citt fantasma, al di l del suo carattere di puro aneddoto, si delinea allora come matrice delle trasformazioni dell'odierna metropoli museificata in cui la frontiera tra il reale e la sua rappresentazione stata definitivamente abolita e sono i simulacri stessi a fondare la realt. Nel mondo realmente rovesciato il vero un momento del falso affermava, capovolgendo la celebre formula hegeliana, il situazionista Guy Debord. Se il ricorso alla creazione di falsi obiettivi ed artifici non ha nulla di sorprendente ed parte integrante delle strategie belliche dalla notte dei tempi. Se Troia venne espugnata con l'inganno grazie a un cavallo di legno e durante la II guerra mondiale l'illusionista britannico Jasper Maskelyne e la sua troupe di ingegneri e artigiani al servizio della Royal Army riuscirono nel capolavoro di dissimulare il porto di Alessandria d'Egitto e il canale di Suez edificando falsi silos e un dispositivo di specchi deformanti, anche vero che simulazioni e universi fake mai come oggi dominano la scena non solo nel

mondo dell'arte ma anche in quello dell'informazione, della politica, della pianificazione urbana. Oggi non c' nessun bisogno di costruire una finta Parigi assicura Boissel - perch la capitale divenuta essa stessa un simulacro. I nostri centri storici, svuotati delle loro popolazione originaria, trasformati in vetrine, ammirati dai visitatori seduti a bordo di autobus turistici a due piani; le facciate dei palazzi storici ricoperte da pannelli pubblicitari giganti e tirate a lucido come le quinte di un teatro, sanciscono il trionfo di quella societ dello spettacolo preconizzata a cavallo del secolo scorso e di cui la replica di Parigi in scala 1:1 fu una sorta di laboratorio. Trasformata in citt ologramma, in Dysneyland luminosa, la Parigi che gener i Miserabili e la Rivoluzione, che ospit legioni di scrittori da tutto il mondo e fece da detonatore al '68 oggi un innanzitutto un brand che si autopromuove sancendo il trionfo postumo di Fernand Jacopozzi e della vera Ville Lumire: quella di cartapesta.

I PITTORI
I francesi furono pionieri del camuffamento militare. Nel 1915 lesercito francese aveva creato una sezione speciale Camouglage facendo appello ad artisti tra i quali figurava tra i primi anche Fernand Lger, raggruppati in una sezione speciale detta dei camoufleurs, al comando di un ufficiale, Lucien-Victor Guirand de Scevola. Per la colorazione di veicoli, strutture, navi e aerei vennero ingaggiati dei pittori come Dunoyer o Villon che avevano dissimulato sotto a grandi tele colorate delle postazioni strategiche.

LA TEORIA
La psicologia della Gestalt da un punto di vista teorico e le correnti artistiche, il post-impressionismo, il fauvismo, il cubismo, il vorticismo e l'impressionismo influenzarono lo sviluppo del camuffamento, affrontando problemi di percezione e questioni sui contorni spezzati, sull'astrazione e sulla teoria dei colori

BAUDRILLARD
Il filosofo Jean Baudrillard durante la prima Guerra del Golfo aveva affermato provocatoriamente che la guerra non aveva luogo perch sussunta ed assorbita dal suo doppio, dalla sua simulazione sugli schermi e i monitors. Scrisse a proposito della citt simulata: perlomeno sorprendente che la costruzione della falsa Parigi nel 1917-1918 abbia originato l'illuminazione fantasmagorica della Parigi vera come se la copia fosse la sperimentazione che prelude alla ferie futura, l'ombra che precede il modello.

Al centro: la simulazione della linea ferroviaria e lilluminazione della citt doppia

ALIAS 1 FEBBRAIO 2014 IL LIBRO


Esce a met febbraio abcinema di Piero Spila (ed. Falsopiano 19 euro), sottotitolo corpi, luoghi e scene madri del cinema italiano, un testo di cui anticipiamo alcuni brani per centellinare il gusto della scoperta, dell incontro con autori e attori, con personaggi famosi o poco conosciuti, posizionati in ordine alfabetico come per far ordine, da Abatantuono a Zavattini, da Faccini e Piperno a Enzo Ungari, dalla Magnani a Nicolini a Piscicelli e perfino Togliatti a confronto con Rossellini. Il libro comprende articoli pubblicati su altre riviste o scritti per loccasione e in pi con Post-it di aggiornamento e ricordi dei numerosi incontri che Spila, dalle pagine di Cinema & Film allimpegno nel Sindacato critici cinematografici ha messo insieme dal 68 in poi con il suo sguardo cristallino. Questa segnalazione fatta anche per rispondere a chi pensa che facciamo troppi riferimenti ai film, alle storie e ai personaggi del passato occupando spazi che andrebbero dedicati invece alla militanza. Gli smemorati, privi di curiosit, non in grado di esercitare il senso critico, rischiano di non capire quello che vedono ma neanche cosa succede loro intorno.

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JIGA MELIK E IL PAVONE


Ciao Ale cosa fai? vuoi venire a pranzo fuori? ciao Giga non posso perch non vieni tu qui da noi? va bene ah, scusa, Giga, gi che vieni potresti portarci un pollo? Magari con le patatine?.Ecco questo accadeva molto spesso alla fine degli anni settanta e Jika (familiarmente Giga) Melik alias Alessandro Schwed generosamente accettava di venire a sfamarci, il numero dei commensali era sempre cospicuo, e pagava cos il pegno di far parte di quel gruppo di amici del Male che rispetto a noi teatranti venivano considerati ricchi solo perch, visto lenorme successo di quel settimanale, riuscivano a darsi uno stipendio mentre noi della Gaia scienza, noto gruppo davanguardia teatrale, mai riuscimmo in tale prosaica impresa. Ieri, dopo vari decenni in cui ci siamo dispersi, Schwed abita in quel di Montalcino con moglie e figlio, squillato il mio telefono e, annullando ogni distanza spazio-temporale, Alessandro mi ha chiamato per invitarmi alla presentazione del suo nuovo libro La via del Pavone (alla disperata ricerca di un pennuto a Roma) ed. Mondadori, luned 3 alle ore 17.30 nella Sala Crociera della Biblioteca di Archeologia e Storia dellArte, a via del Collegio Romano 27. Interverranno Giulio Bena, Filippo La Porta, Angelo Pasquini, legge Simona Marchini. Giga Melik, un tipo di uomo-orso polare, perennemente accompagnato dalla fedele Vaniglia, grande spinone spettinato albino che era in totale simbiosi col suo padrone, giunse a Roma da quel di Firenze insieme a tutto il gruppo dei toscani, migliore amico del principe Donato Sannini, impagabile autore e attore di memorabili spettacoli allAlberichino tra cui Chi ha paura di Giga Melik, insieme a lui coofondatore del Partito Socialista Aristocratico; poi un bel giorno del 77, spinto probabilmente dagli effluvi di formaggio, entr in un caseificio dove alcuni cospiranti si accingevano a dar vita alla storica geniale rivista il Male, di cui divenne una penna insieme a Pasquini, inventore dei falsi, LoSardo, Mario Canale, Vincino direttore, Paz, Tamburini, Liberatore, Scozzari e tutti gli altri, la nostra allegria era pi potente di qualsiasi avversit, pi delle Br, pi del clima mortifero che si respirava negli anni di piombo, pi del conformismo dellinformazione ufficiale dice Giga. Ahhh che nostalgia per quel senso di vera, feroce, irriverente ironia surreal-dadaista e sfida totale che quel giornale ha espresso, che sfrenata ubriacatura di libert, Tognazzi il grande vecchio, Lo Stato si estinto, Sospesi i Mondiali... Comunque sia, allarrivo del revisionismo totale Giga emigr di nuovo, cittadino dellumanit si autodefinisce, lui figlio di un ebreo ungherese in fuga e di una mamma italiana, e dal suo rifugio a Montalcino ha continuato a lavorare ha pubblicato Non mi parte il romanzo saranno le candele(opera dada surreal-ironica) nel 1999, Lo zio coso nel 2005 di cui Fabrizia Ramondino scrive: Non so come sia possibile scrivere un romanzo straordinario in cui convivono il Pinocchio di Collodi, il Candido di Voltaire, il Come risolvere la questione della fame in Irlanda di Swift e i racconti dei fratelli Singer. riuscito ad Alessandro Schwed nel romanzo Lo zio Coso. Poi nel 2008 esce La scomparsa di Israele, romanzo surreal kafkiano in cui si immagina un controesodo della esasperata popolazione israeliana, sotto gli occhi perplessi degli arabi, inseguiti dalla terra dIsraele che si stacca dalla terraferma; nel 2010 il romanzo molto allegro Mio figlio mi ha aggiunto su Facebook, e adesso questo nuovo La via del pavone in cui i protagonisti sono: l'architetto fiorentino Giulio Campenn (ed il suo disadattamento), un figlio ventenne, nato da una vecchia relazione, e appena ritrovato, un gigantesco centurione amante degli animali e naturalmente il meraviglioso pennuto del titolo (peraltro di propriet della burbera suocera del protagonista) fuggito dal suo attico.

ANTICIPAZIONE ABCINEMA DI PIERO SPILA

Un certo modo di scrivere di cinema e di film


In alto la copertina di abcinema, sotto Bertolucci, Gianni Amico (al centro), Renato Nicolini (sotto)

Personaggi, incontri e scenari, tappe di un percorso che inizia con la morte salutare di un cinema equivoco e reazionario

RACCONTI MARZIANI
Il cellulare Ziip Il cliente da Lei chiamato non al momento raggiungibile. Provi a richiamare pi tardi.

Ha serrato il cellulare. Noi marziani serriamo mai il cellulare. Lei una di noi, una di me. Per noi una di me e una di noi una sola cosa. Siamo pochi noi e me sulla Terra, ci incontriamo difatti ogni tanti anni ogni tanti giorni, che una sola cosa. Ci riconosciamo dalle arcate ambigue della bocca e dai movimenti repentini del collo. Pensiamo il medesimo pensiero si arcua la bocca ruota il collo ci parliamo ci guardiamo ci muoviamo repentini. Pensare e fare uno, due uno. Sempre. Ci serriamo mai. Noi marziani siamo distinti dai lunatici solo da questo, che non abbiamo unaltra faccia, una faccia nascosta, una faccia in ombra, lombra e la luce sono per noi una sola cosa, come per Leonardo da Vinci, uno di me che dice proprio questo quando dice luce senzombra. Mi viene in mente il dubbio, Lei non una di noi? Mi viene in mente la certezza, Lei una di me! Noi marziani abbiamo in mente sempre il dubbio e la certezza, siamo distinti dai terricoli solo da questo, che loro sono o dubbiosi o certi. Noi questo e quello, come scrive Lorenzo da Ponte e scrive Amad Mozart, due e uno. No, s, il suo cellulare deve essere serrato e aperto. Ziip Il cliente da Lei chiamato non al momento raggiungibile. Provi a richiamare pi tardi.

di PIERO SPILA

Tropici un film prodotto dalla televisione e questo purtroppo ha molto limitato la sua circolazione: solo qualche festival (Pesaro, recentemente Torino). Una sorte ingrata per un capolavoro che assomiglia un po a quella del suo autore, conosciuto dal pubblico ma non troppo, verso cui i dizionari del cinema italiano non sono mai stati generosi; viceversa Gianni Amico adeguatamente ricordato nel Dicionario de cineastas brasileiros e Godard gli dedica il capitolo sul cinema italiano della sua Histoire(s) du cinma. Cineasta a tutto tondo (produttore, organizzatore, sceneggiatore, regista), fine intellettuale, grande conoscitore di musica jazz, agitatore di idee e contaminazioni culturali, Amico era selettivo e tranchant nei suoi giudizi sul cinema (amava solo Rossellinim, la Nouvelle Vague e di questa soprattutto Godard e la Varda e naturalmente il cinema brasiliano) (...) Le parole forse pi belle per questo autore sapiente e generoso, e dal cognome cos vero e fraterno, le ha scritte Adriano Apr, ricordando che Gianni era un vero e prezioso Amico, non quello delle confidenze e delle confesisoni, ma lamico a cui si racconta con fiducia lessenziale. Togliatti e Rossellini ...Sono i primi anni Sessanta, Rossellini ha appena girato Viva lItalia che non ha soddisfatto n la critica n il pubblico, ma ferito soprattutto da quanto ha scritto Tommaso Chiaretti su lUnit: un film che poco pi che nulla, un film di scadente livello formale, tecnico, ideologico, narrativo e formale. Rossellini rimprovera la critica

cinematografica di sinistra di non aver capito a suo tempo neppure il neorealismo...favorendo cos la crisi del movimento e la nascita di un cinema basato su incomunicabilit, sesso e solitudine. Togliatti risponde dando ragione di fatto a

visceralmente legati al destino e alle patologie delluomo contemporaneo, sembra riportarci proprio davanti a quello specchio. O meglio, nella scelta espressiva compiuta da Ferreri proporre una fiaba per adulti in cui tutto consentito, grazie a una serie di maschere grottesche e rituali rovesciati - sembra ogni volta riapparire quellantica ossessione: lo schermo come specchio pi o meno deformante (...) Renato Nicolini Un ricordo personale. Nel 1976 mi capit di far unintervista filmata a Nicolini, appena nominato assessore della cultura

FRANCESCO NUTI

Il cinema anche follia a dismisura


Rossellini. Anche lui spesso non si trova daccordo con quanto scrivono i critici, ma nel contempo avanza delle critiche a Viva lItalia, che non deve essergli piaciuto molto. Per non questo il punto - aggiunge perch il problema vero che sta avanzando un livello odiosamente mercantile delle attivit culturali e contro questo fenomeno tutti devono opporsi con decisione. Marco Ferreri In fondo al labirinto di Cnosso, sullultima parete, a svelare il segreto pi terribile del Minotauro, cera uno specchio. Spesso il cinema di Marco Ferreri. cos provocatoriamente eccessivo ed estremo, cos brutalmente diretto e moralistico, cos lunare come atmosfera e uso del raconto e cos fisiologico nella scelta di temi sempre Ernesto Nesi, nel suo libro Storia della mia gente (Bompiani, premio Strega 2011) dedica una bella pagina a Francesco Nuti (non ho conosciuto nessuno a cui garbasse la vita come a lui, scrive), e con la sua auto a un certo punto passa davanti alla casa della sua mamma, dove da anni Francesco vive immobilizzato in un letto, e confessa di non avere ancora trovato il coraggio di andare a trovarlo. Da giovane, Nesi ha fatto anche lassistente alla regia in un film di Nuti, che una volta gli chiese un modo per imbiancare piazza Santa Croce, come se ci fosse nevicato. In quattro e quattrotto, Nesi fece arrivare tre camion di salgemma e con quelli riuscirono a riempire Santa Croce di neve. Francesco, felicissimo, non credeva ai suoi occhi ed quello il pi bel ricordo che resta dellamico. Perch il cinema anche follia a dismisura

del Comune di Roma nella giunta Petroselli e praticamente ancora sconosciuto al grande pubblico. Il filmato serviva per essere proiettato allinterno di un festival dellUnit e io mi preparai con molta cura. Lappuntamento era nella sede dellassessorato a piazza Campitelli, un luogo istituzionale e anche loperatore aveva sentito il dovere di presentarsi per loccasione in giacca e cravatta. Grande meraviglia quando ci trovammo di fronte Nicolini, con i suoi capelli ricci a cascata sul collo, jeans sdruciti e camicione indiano. Doveva farsi la barba, lunga di qualche giorno per correre poi a un altro impegno e ricordo che tutta lintervista si svolse nel suo bagno privato mentre davanti allo specchio si radeva e rispondeva alle domande. Lintervista riusc comunque divertentissima. Sul cinema ci trovammo daccordo su tutto, perch Nicolini era uno spettatore onnivoro e intelligente, amava il cinema americano, i musical e anche certe commedie italiane, non proprio di prima qualit. Da architetto, per disse di trovare interessanti certe caserme mazzoniane che si trovano dalle parti di piazza Mazzini e straordinariamente bello ledificio dellAutoparco della polizia allinizio di via Trionfale, tutte costruzioni di epoca fascista che noi giovani comunisti della zona consideravamo orrende. Quando feci vedere il filmato in sezione ci fu un grande gelo, ma non per la sua visione politico culturale, certo molto avanzata, ma per labbigliamento. Non nel costume di partito mi disse costernato un compagno molto autorevole. E lintervista non venne mai utilizzata.

La deriva Tanti giorni fa tante notti fa la Terra emergente dalle acque era una cosa intera (che i geologi terricoli di prima chiamarono Pangea), amministrata in due parti distinte dallImpero del Bene e dallImpero del Male. A seguito di una lunga e corta lotta pacifica (che gli storici terricoli di poi chiamarono Guerra Fredda) prevalse finalmente e provvisoriamente lImpero del Bene. I vincitori non devastarono militarmente i territori sottomessi, preferendo favorire la deriva morale dei vinti. I capi delle regioni e degli stati, dei governi e delle opposizioni, dei partiti e dei sindacati dellImpero del Male si ridussero allamministrazione del potere secondo le regole dei vincitori. E i sudditi vinti, avviliti dalla vilt dei capi vinti, si ridussero tristemente e allegramente in schiavit dei vincitori, i terricoli coltivando i loro campi, costruendo le loro citt, lavando le loro macchine, le terricole pulendo le loro case, assistendo i loro vecchi, vendendosi nelle loro strade. Finch, perdurando insostenibilmente labiezione dellintera progenie terricola, il cuore della Terra si spezz ed ebbe inizio la deriva materiale dei continenti, che dura tuttora.

www.pasqualemisuraca.com

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REPORTAGE

EGITTO
La nuova Costituzione egiziana
di VINCENZO MATTEI
IL CAIRO

Intervista a uno dei costituenti, il pittore Mohamed Abla, sul punto di vista della gente, i diritti delle donne,le rappresentanze, sguardo dartista che immagina il paese del futuro

dal Ministero degli Interni a Il Cairo. Chi sono i membri della nuova Assemblea Costituente? Lattuale reggenza dei militari ha interpellato le universit, i sindacati dei lavoratori e degli artisti, i partiti, il consiglio nazionale delle donne, la chiesa copta e lAzhar (il maggiore centro islamico del Medio Oriente) per selezionare una lista tra i loro membri Ma quale la sua conoscenza effettiva nel redigere una nuova Costituzione? Non la conoscenza della Costituzione nel senso letterale del termine che fa la differenza e non necessario essere un avvocato o un giudice per svolgere questattivit, ci sono esperti che raccolgono i nostri suggerimenti e li riversano in un testo costituzionale usando la giusta terminologia. Non stiamo inventando qualcosa dal nulla, gli articoli sono gli stessi usati in altre costituzioni nel mondo, perch le costituzioni sono testi che viaggiano da un paese allaltro e dal un periodo storico allaltro. Abbiamo scelto gli articoli che pensavamo si adattassero meglio allattuale situazione egiziana. LEgitto ha una lunga esperienza costituzionale che gi dal 1923 e dalla quale partiamo.

Lo studio del pittore Mohamed Abla al centro de Il Cairo, sempre ricoperto di uno strato di polvere, come tutta la citt del resto. Alcuni suoi quadri sono appesi sulle pareti scartavetrate dal tempo, delle riviste giacciono accanto ad un divano consunto, la radio scricchiola impulsi di corrente, sembra uninstallazione contemporanea che rievoca unepoca lontana. Dallaltra stanza la Tv snocciola i dati del referendum sulla nuova costituzione egiziana: il 98,6% ha votato a favore; ma laffluenza stata del solo 38%, niente a che vedere con la partecipazione schiacciante che i militari desideravano per consacrare il proprio ruolo nel paese. La voce fioca di Abla, che contrasta con la sua stazza robusta, mi invita a fare colazione con lui, mastica i felafel davanti alla Tv intento a seguire i commenti della presentatrice. Offre del t che, secondo la cultura araba, impossibile rifiutare. Le pareti sono adornate con alcuni suoi quadri, il pavimento una guerra di colori a olio. Mohamed Abla uno dei maggiori pittori egiziani riconosciuti a livello nazionale, sono pi di trentanni che cavalca la scena artistica egiziana e i palcoscenici delle biennali internazionali. stato

scelto dal Sindacato delle Belle Arti per essere membro della Costituente egiziana, rappresentativa, almeno secondo il desiderio dei militari, di tutti gli strati sociali. I membri dellAssemblea Costituente hanno lavorato per dieci ore al giorno incontrandosi nel parlamento. La nuova Costituzione ha quasi 250 articoli che mostrano alcune novit come la possibilit di impeachment contro il Presidente della Repubblica, o la garazia del salario minimo per i dipendenti pubblici e privati a seconda dellandamento dalla produzione nazionale. La rappresentanza parlamentare per i contadini e i lavoratori dellindustria stata eliminata (era in vigore dal 1960) e viene rimessa ai sindacati di categoria. Questa potrebbe essere unoccasione per le Unions per ristrutturasi e affrontare al meglio le sfide della globalizzazione dopo anni passati nellombra e soffocati dal regime. Abla abbassa il volume

della Tv, non della sua arte che si parler oggi. Che tipo di Costituzione avete redatto? Abbiamo scritto nuovi articoli che garantiscono le libert individuali e collettive, per una piena attuazione dei diritti dei cittadini. Verranno date maggiori possibilit per listruzione, per la sanit e per la cultura. (Gli art. 18, 19, 21 e 23 stabiliscono che lo Stato deve allocare 3% del PIL alla sanit, 4% all'educazione e 2% all'universit e l'1% alla ricerca, per ancora non si sa dove reperire i fondi per finanziarli ndr). Il testo costituzionale (art. 165 e 167) pone lEgitto sulla strada per realizzare la democrazia nel paese attraverso la decentralizzazione, la nomina di sindaci e di consigli regionali attraverso libere elezioni. Nel vecchio sistema invece tutta le figure dei poteri territoriali venivano direttamente nominate

Lei un pittore, quale ruolo svolge nellAssemblea Costituente? Come persona ho gli stessi problemi quotidiani di tutti gli altri cittadini. Condividiamo gli stessi bisogni alla salute, alleducazione, alla sicurezza personale, al lavoro Nei primi due mesi dei lavori costituenti, abbiamo ascoltato le richieste della gente comune, per capire quali fossero le sue necessit e cosa si attendesse dal nuovo assetto istituzionale. E come artista? Anche per redigere una Costituzione c bisogno di individui, come gli artisti, che possono immaginare cosa dovr essere lEgitto tra 50 o pi anni. Per questo c bisogno di persone come me nellAssemblea Costituente. Come stata la reazione della gente quando lavete incontrata? Aveva grandi aspettative con la sensazione che qualcosa accadr nel breve termine. Molti assumevano un approccio positivo, altri pensavano che la Costituzione avrebbe risolto tutti i problemi del paese. Quale sar il ruolo delle donne egiziane nel futuro visto che nella Costituente rappresentata solo al 10%? Quale stato il loro apporto e approccio ai lavori costituenti? Quali sono i soggetti che hanno discusso e voluto inserire nella nuova Costituzione? Ovviamente hanno cercato di inserire quanti pi diritti possibili per le donne per ottenere una reale uguaglianza con gli uomini. stato difficile perch cerano molti membri conservatori tra di noi, e non solo religiosi. Abbiamo lottato nellAssemblea, ma personalmente

non sono totalmente soddisfatto perch non abbastanza quello che abbiamo fatto per le donne. Le egiziane hanno sempre combattuto per i loro diritti, gi al principio del secolo passato. Dovranno combattere ancora a lungo, ma sono sicuro che nel futuro otterranno pi diritti e riconoscimenti, come sono sicuro che luguaglianza verr, un problema generazionale. Quali sono le norme fondamentali trascritte nella Costituzione per garantire i diritti delle donne? Abbiamo inserito una norma che garantisca la percentuale minima di rappresentanza per le donne in parlamento (art. 11 comma 2), credo che alla fine si sia raggiunto un buon compromesso. Verranno date pi opportunit ai giovani e alle donne nel partecipare al processo democratico. (La nuova Costituzione stabilisce la parit dei diritti tra uomini e donne (art. 11 comma 1), la quota rosa in parlamento e la possibilit per le donne di assumere cariche governative, ma rimette allo Stato la sua piena attuazione. Inoltre protegge la donna da ogni tipo di discriminazione e di violenza (comma 3), anche se la Costituzione rimane a dir poco ambigua quando specifica che autorizza/delega (empower nel testo inglese) l'uomo per bilanciare i doveri familiari e lavorativi della donna. ndr) I Fratelli Musulmani e Morsi non volevano un presidente della repubblica donna o cristiano, cosa prevede la nuova Costituzione? I nuovi articoli prevedono che non ci sar nessuna distinzione, ogni cittadino avr pari opportunit senza distinzioni di sesso e di

Abbiamo scritto nuovi articoli che garantiscono le libert individuali e collettive, per una piena attuazione dei diritti, con maggiori possibilit per listruzione, per la sanit e per la cultura

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di intervenire nei meccanismi istituzionali e nelloperato del governo. Solo lAlta Corte Costituzionale e la Cassazione avranno voce in capitolo sulle leggi dello Stato (Preambolo della Costituzione). Quando avremo un nuovo presidente? Penso che a luglio prossimo avremo sia un nuovo presidente che un nuovo parlamento Inshallah. Quale sar il nuovo Egitto forse si vedr sulle tele di Mohamed Abla, anche perch ora lart. 71 proibisce ogni forma di censura artistica e giornalistica, e questa stata indubbiamente una grande vittoria, ma non una garanzia, per tutti gli artisti egiziani. Purtroppo il ruolo dei militari rimane chiave nellarchitettura istituzionale con una posizione molto privilegiata (lart. 204 specifica che l'esercito pu avere propriet private come distributori di benzina, alberghi, aree ricreative ... e persino teatri). Le morti del 25 gennaio 2014, e il massacro dei FM ad Rabaa al Adawaya ad agosto 2013 hanno mostrato chiaramente dove lesercito disposto ad arrivare pur di proteggere il proprio status. Una nuova dittatura si prefigura allorizzonte, svecchiata rispetto a quella di tre anni fa, ma ancora debole, altrimenti non si assisterebbe a tutto questo spargimento di sangue. Se, dopo la Libia e la Siria, anche l'Egitto dovesse piombare nell'anarchia (o in una guerra civile) renderebbe il Medio Oriente e parte del nord Africa un vero e proprio campo di battaglia. Una cosa certa, non sar una nuova Costituzione, n elezioni presidenziali o parlamentari, che salveranno lEgitto da un periodo che ricorda molto da vicino la Strategia della Tensione degli anni 70 in Italia, in cui schegge impazzite di cellule terroristiche islamiche e servizi segreti deviati seminano la paura e il terrore. La collusione tra i tre poteri dello Stato e la mancanza di commissioni dinchiesta indipendenti e imparziali rende il terreno ancora pi idoneo a questo scenario polarizzato e portato allestremo. La fine della polarizzazione con il reintegro dei FM, potrebbe essere una soluzione che al momento, e allorizzonte, appare quanto mai un'utopia. Una domanda nasce spontanea: cosa rimarr dello spirito di Tahrir e quale eredit lascer ai posteri?

venuto il momento che cambi direzione rispetto agli ultimi due anni. Sotto quale aspetto? Non c bisogno di usare la violenza, si dovrebbe portare avanti la protesta in un modo pi democratico. Ci sono le giuste sedi per richiedere il riconoscimento dei propri diritti, perch ora c la consapevolezza di avere dei diritti, questo stato ed il grande merito della rivoluzione egiziana. Ora possono votare, organizzarsi in partiti e in movimenti politici, non si ottiene nulla rimanendo solo in strada senza una strategia. venuto il momento di essere partecipativi alla vita politica di questo paese. (Lart. 74 contempla le modalit per poter formare nuovi partiti politici, ma proibisce chiaramente che lo sfondo religioso pena la messa al bando. Nel futuro sicuramente ci sar da chiarire dove si collocher il partito salafita di El Nour che ha partecipato ai lavori costituenti. ndr)

religione, ma nel breve sar difficile per una donna essere eletta. Come pittore, ha tempo per dipingere? User questa esperienza per i suoi quadri? Butto gi sketch e scatto foto. Sono sicuro che da questa esperienza estrapoler una mostra. La nuova Costituzione attuer le richieste della rivoluzione? Una parte sar completamente dedicata alla giustizia sociale e storica, perch prima di costruire una democrazia bisogna fare i conti con il passato. Bisogna giudicare i crimini commessi negli ultimi due anni e mezzo, per rispetto di tutte quelle persone che sono morte per la rivoluzione e per i loro familiari, perch hanno tutto il diritto di ricevere giustizia per il loro dolore. ( vero che il testo costituzionale criminalizza la tortura senza limitazioni, art. 52, per dallaltro lato permette ancora i processi militari contro i civili (art. 204) nei casi di assalto a personale e sedi dellesercito che, presidiando le citt egiziane in questo momento di transizione, molto facile che accada. Il problema sorge se accuse fittizie possono essere create ad hoc solo per eliminare politicamente e fisicamente un oppositore scomodo. ndr) La rivoluzione si fermata con lavvento al potere dei militari il 3 luglio scorso? Sta ancora andando avanti perch le richieste della rivoluzione non sono state ancora realizzate. Finch i giovani non otterranno il riconoscimento dei loro diritti fondamentali, e finch non vedranno una reale speranza di cambiamento, la rivoluzione proseguir, anche se credo sia

Pensa che la polizia debba essere riformata? S, deve essere ripensato il modo con cui i poliziotti vengono addestrati. Anche questo punto viene discusso nella nuova Costituzione: come devono trattare i cittadini, i loro diritti, come affrontare le manifestazioni. I generali saranno costretti ad accettare questa riforma perch altrimenti ci saranno altre proteste e il paese si trover paralizzato di nuovo. (La nuova Costituzione fa palesemente riferimento alla Convenzione dei Diritti dellUomo, art. 93, che anche Heba Morayef, direttrice di Human Right Watch, ha salutato come un segno di una possibile svolta - fonte Al Ahram ma non sembra sufficiente. ndr) Quale sar limportanza della Sharia nella nuova Costituzione? Larticolo 2 che afferma che lEgitto uno Stato musulmano viene mantenuto, lunico punto in comune con la Costituzione approvata dai Fm, ma nessuna istituzione religiosa avr il potere

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Una scena del film Paradise Love e, in piccolo, unillustrazione di Tropical Toxic

LA FORESTA DEI FALLI


Il percorso che, dalla Capitale Kingston, districandosi tra fiumi limacciosi e colline irte di tornanti, arriva nei pressi di Ocho Rios, confluisce in una ripida discesa, piena di curve pericolose, che attraversa da parte a parte la foresta pluviale della Fern Gully, seconda solo allAmazzonia riguardo a variet di felci presenti, circa 570. Enormi alberi, tra i quali il Blue Mahoe, formano un tunnel dove il sole non riesce a penetrare, e lumidit permanente rende il fondo stradale eternamente viscido. Nel 1907 un terremoto distrusse uno degli otto fiumi, dai quali deriva il nome spagnolo della cittadina; in seguito il letto dello stesso fu lastricato, dando origine alla strada attuale. Incantati e un po spaventati dal cupo paesaggio, i visitatori rimangono attoniti davanti allo spettacolo che li attende alla fine della discesa; una serie di statue di legno, di tutte le dimensioni, che rappresentano rasta con enormi falli in erezione; ce ne sono alcune alte due metri, con lappendice di oltre un metro, cos come quelli formato mignon, indicati come fermacarte da scrivania. Gli artigiani li esibiscono a fianco delle altre mercanzie, e i turisti si spintonano per farsi una foto ricordo accanto. Questo sfoggio di virilit lignea continuo oggetto di critiche, ma costituisce per le compagnie di escursioni la condicio sine qua non. Altrimenti la Fern Gully verrebbe depennata dalla lista delle attrazioni turistiche, a causa delle condizioni della strada, sempre piena di buche a causa delle infiltrazioni dacqua. Le statue pi grandi, sono sovente oggetto di richiesta da parte dei set pornografici negli States. Alla faccia della botanica. (f. b.)

Rent-A-Dread, schiavi del sesso


di FLAVIO BACCHETTA
KINGSTON

A Negril, di sicuro Big Bamboo King lui, Ragga, uno dei gigol storici, infaticabile amatore "a ore" della Giamaica. La sua specialit, le nonnine come le chiama lui, anziane statunitensi e canadesi, che considerano Negril o Montego Bay, lultima spiaggia dove ritrovare emozioni e fremiti perduti nel tempo. E Ragga non si fa di certo pregare; come da lui annunciato, che le sue clienti abbiano i suoi anni moltiplicati per tre non un problema, anzi un vantaggio per sfoltire la concorrenza. Lunico Viagra di cui ha bisogno, il fruscio dei dollari Usa o canadesi. Il termine gigol in Giamaica sconosciuto; Rent-A-Dread la parola magica, cosi come lo Rent-A-Car se ti vuoi muovere autonomamente affittando unautomobile. Sono circa 80 mila, secondo le stime divulgate, le donne bianche provenienti dallEuropa, Germania soprattutto, e dal Nord America, che tornano periodicamente in Giamaica a trovare i loro beniamini, con regali importanti, quali gioielli e orologi di marca. Chi sceglie un solo partner, che poi sovente invitato a trascorrere una vacanza allestero, chi invece si dedica alla promiscuit totale. Da parte loro, i prestatori dopera si dividono in due categorie: quelli come Ragga considerano solo il business, e scelgono le pi attempate perch pagano meglio; ma ci sono anche i "romantici", che cercano invece la sponsorizzazione definitiva, accarezzando la possibilit di uscire finalmente dagli angusti confini locali, e

Dai figli dei fiori in cerca di ganja alle donne bianche sedotte dal mito del big black bamboo. Per il turismo sessuale femminile in Giamaica (e la prostituzione maschile) la crisi non esiste. Complici disagio sociale e retaggio schiavistico
farsi un viaggetto remunerato, o meglio ancora, un matrimonio che li metta al sicuro per i tempi che verranno. Oltre ai soldi, un altro fattore cruciale, ai fini della loro scelta di vita, lo status symbol della carnagione chiara, da esibire al proprio fianco nei bar e nei club; brutte o belle, grasse o magre, giovani o vecchie, limportante che siano donne bianche: nellimmaginario di chi ancora soffre di retaggi schiavisti, in un Paese dove molte donne e anche uomini usano creme sbiancanti per schiarire la pelle, sono le uniche che possano offrir loro una chance di riscatto.

La prostituzione maschile quaggi, ha conosciuto il suo boom assoluto negli anni Ottanta. Quando da noi cera la lira e il dollaro giamaicano era "pesante", 15 Ja$ il cambio con un dollaro Usa, mentre ora per 1 Usd ci vogliono 105 Ja$. Il potere dacquisto assai cambiato da allora, quando con 50 Ja$ compravi un box food con pollo e riso, mentre oggi ce ne vogliono 400 per la stessa ordinazione. Negril prima era la spiaggia degli hippie; dagli anni 60 ai primi 70, i "figli dei fiori" affollarono il lungomare, complice anche la facilit di reperire a prezzi stracciati marijuana, qui chiamata con la parola indiana ganja. La repressione della polizia locale, da sempre avversa ai rasta e al consumo di erba, provoc numerosi arresti ed espulsioni. In tal modo, complice laumento dei prezzi degli alloggi, questo tipo di trend cess bruscamente. Negril in Giamaica, Boca Chica nella Repubblica Dominicana, Fortaleza in Brasile, Pattaya in Thailandia, e Cancun in Messico, sono le localit balneari che ricavano dalla prostituzione le maggiori fonti di guadagno, anche considerando lindotto, il consumo di alcolici nei bar e le attivit della vita notturna. Giamaica e Messico si contendono il primato della prostituzione maschile nel continente americano. Un nuovo primato che gi vede i due Paesi in lizza per gli omicidi giudiziari e i crimini dodio, omofobia in testa. Niente di nuovo sotto il sole In fondo, durante i gloriosi anni Settanta, galli e pappagalli razzolavano e svolazzano alla grande nelle piazze e sulle spiagge italiane, il big bamboo nostrano era rinomato worldwide, prima dellavvento dei paradisi lontani.

JAM

obsessi

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SCHERMI

Paradisi damore per signore Il cinema rovescia labitudine


Li chiamano beach boys, o big bamboo, i ragazzi a pagamento fulcro del pacchetto vacanze, meglio se low cost, per le donne occidentali che scelgono una vacanza senza uomini. Lidea infatti trovarlo a destinazione. Giamaica, Kenya, Cuba dicono le statistiche sono le mete predilette . Il turismo sessuale nellimmaginario una figura ben radicata ma (quasi) sempre luomo a dominare nel quadro. Avventurieri, militari, colonizzatori, viaggiatori fanno nei secoli dellaltro loggetto sessuale per antonomasia in virt proprio della sua alterit. La trama complessa, e purtroppo sempre attuale - pensiamo ai fotogrammi novecenteschi ritrovati negli archivi da Angela Ricchi Lucchi e Yervant Gianikian nel loro Tourisme Vandale. Il contrario per (o era) quasi un tab. Eppure esiste. Michael Seyfert in Rent a Rasta (Affitta un rasta) ci dice che ogni anno pi di ottantamila donne oltre i 40 anni volano in Giamaica alla ricerca del big bamboo. E, su Youtube e forum online, sono gli stessi ragazzi a vantarsi del successo e della propria superiorit rispetto al maschio bianco. Molte donne per al termine turismo sessuale preferiscono quello di romance tourist. Una storia damore? il personaggio che racconta Laurent Cantet in Verso sud - protagonista una sempre magnifica Charlotte Rampling - che con due amiche tutte americane viaggia negli anni Settanta a Haiti, alla ricerca del jinetero, il gigol dei Caraibi. Sentimenti contrastanti si inseguono davanti al mare blu, nel sesso a pagamento specchio di rapporti coloniali, di classe, di potere. Paradise Love di Ulrich Seidl rovescia ancora una volta la prospettiva, cosa che rende il suo film cos poco digeribile (ma la retorica sentimentale non appartiene al regista austriaco). NellEuropa della crisi la donna protagonista, Teresa, col corpo invecchiato male, e le sue amiche, sono sole e nemmeno troppo benestanti, almeno nellAustria cattolica che le ha messe ai margini. Nel resort in Kenya per divengono ricche, segni di unopulenza la cui stabilit continua a poggiare sullo sfruttamento. Teresa si innamora del suo ragazzo, senza neppure pensare che anche lui possa avere unaltra vita, proprio come lei. Ma la verit in questa relazione impossibile, al di fuori della logica del commercio. Di cui qui, entrambe le parti, sono ingranaggi consapevoli. c.pi. Una scena dal film Rent A Rasta. Sotto e in basso ancora due fotogrammi tratti da Paradise Love

PAP NON C, CI PENSA LA BABYMOTHER


vanto comune presso gli adulti facoltosi, avere diverse babymothers sparse lungo lisola. Le babymothers sono ragazze-madri spesso giovanissime, provenienti per lo pi alle aree rurali o appartenenti al sottoproletariato urbano. Dopo il sesso a rotazione sono gratificate con denaro, cibarie e pannolini per il beb. Le gravidanze indesiderate qui sono continue, e le giovani mamme, non ancora pronte per questo ruolo, sovente affidano il pargolo alle nonne, per avere il tempo di cercare un lavoro che integri gli aiuti saltuari dellInseminator di turno. Nonne e mamme, con prevalenza delle prime, tirano su i bambini. Perm questo Daddy not around (pap non nei paraggi) un noto detto popolare. La situazione migliora nelle classi abbienti, dove per non raro che il capo famiglia sia, in incognito, anche il babyfather di una delle fanciulle dei Piani Bassi. Seguendo il buon esempio dei tempi antichi, quando i masters inglesi delle piantagioni, insieme ai propri rampolli, ingravidavano a 360 le ragazze carine che lavoravano per loro, in casa o sui campi, prima e dopo labolizione della schiavit. f. b.

Shabba Ranks e (sopra) Beenie Man, divi giamaicani della dancehall. Al centro, una delle statuette in vendita nelle bancarelle della Fern Gully

CANZONI LO SPEAKER RADIOFONICO DIVENTA PSICOLOGO

Nevrosi machiste a ritmo di reggae


KINGSTON

ion

La musica nei Caraibi sempre stata la colonna sonora di esibizioni di virilit sovrumane e maratone sessuali non stop. In Giamaica, durante gli anni del roots reggae, quello di Bob Marley, Peter Tosh e via cantando, questa tendenza stata progressivamente abbandonata, per puntare invece sullimpegno sociale. Con il raggamuffin e lattuale dancehall, lossessione machista tornata a martellare, dalla mattina alla notte, via radio o nei club, dai sound system lungo le strade o a bordo di bus e taxi. Artisti di calibro internazionale come Beenie Man e Shabba Ranks mantengono un distacco autoironico e sarcastico nei confronti della materia, che vista solo come forma di intrattenimento sociale. Nel suo successo del 1993, Twice my age, Shabba prende in giro con una satira feroce il Sugar Daddy, la figura tipica maschile delluomo daffari di mezzet, che usa il suo potere economico per mantenere una schiera di giovani amanti che hanno la met dei suoi anni. In realt lui che viene usato dalle sue partner, che lo sfruttano per farsi pagare conti e bollette. Il passaggio pi mirato quello che dice: Fino a che la portata della tua tasca sapr soddisfare le sue esigenze, lei dir sempre che il suo uomo pieno di energia nei lombi. Satira finissima, che mette in ridicolo le ambizioni machiste del business man. Beenie Man in Dude del 2004, recita: Se vuoi una ripassatina, chiamami, se vuoi che ti aggiusto per bene il punto G, telefonami. Odo fanciulle che piangono invocandomi, oh, Beenie... Lartista la butta sul comico, accompagna le sue liriche con sberleffi e mosse da marionetta, provocando risate a crepapelle in platea. Oggi non pi cos, la dancehall

diventata una cosa maledettamente seria, sia nelle liriche omofobe, cos come quelle a sfondo sessuale, che dipingono lartista come una sorta di superman al quale tutti i maschi debbano ispirarsi, quasi latto sessuale fosse diventato un dovere che bisogna compiere in pieno, e non pi un piacere, magari associato con la riproduzione. E molti uomini ci cascano, cercando di adeguare la loro esistenza ai ritmi imposti dallambiente circostante, andando incontro a conflitti emotivi e crisi di autostima. Le radio locali, Irie Fm, Fame, ospitano le confessioni anonime e le richieste disperate di aiuto da parte dei disperati fallocentrici, che interrogano ansiosi i conduttori sulla bont delle loro prestazioni, e se le caratteristiche dei loro apparati rientrino, o no, nei canoni della misura minima richiesta Le voci ricorrenti narrano che la media del maschio giamaicano sia intorno ai 9 inches, oltre 22 cm. Rumors o realt? Fatto sta che di dubbi debbano essercene parecchi, calcolando il successo di questo telefono amico, con i poveri speaker costretti a improvvisarsi psicologi. f. b.

I TESTI SACRI E I REATI ABOMINEVOLI


Quando si discute di machismo e omofobia in Giamaica, la Bibbia frequentemente citata; lungo il suo percorso, ricorre limmagine dei Grandi Patriarchi, che intrattengono varie relazioni e alzano il gomito pi che volentieri. E riguardo la persecuzione degli omossessuali, questi condividono con le adultere la pena prevista dai Testi Sacri, Bibbia e Corano; lapidazione per reati abominevoli. Si fa finta di dimenticare che, sebbene quaggi le Chiese protestanti sbandierino The Book a ogni pie sospinto, la Bibbia il simbolo per eccellenza della colonizzazione sociale e culturale che i Caraibi anglofoni sono stati costretti a subire ad opera dallImpero britannico. Cos come in America Latina linterpretazione strumentale del Vangelo servita alla Chiesa Cattolica per affermare con la forza il potere centrale di stati teocratici come Spagna e Portogallo, distruggendo idiomi e tradizioni religiose degli indios. f. b.

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PANTANI ERA UN DIO IN LIBRERIA

SPORT
INTERVISTA IL MARCHIO DELLE EDIZIONI 66TH A2ND

Da Fitzgerald a DeLillo la letteratura sportiva non di serie B


di PASQUALE COCCIA

Una carriera redditizia, quella di due giovani avvocati che lasciano lItalia, formatasi negli studi di avvocati di Londra e di New York. Si specializzano sui diritti dautore e il copyrigth, ma soprattutto si appassionano ai libri e fondano una casa editrice, che pubblica una interessante e ragionata collana di romanzi di sport di autori anglosassoni. Una collana che attraverso lo sport presenta le contraddizioni del nostro tempo, dallintegrazione alla discriminazione razziale, dalla corruzione del mondo sportivo marcio e privo di valori ai figli della classe operaia, che attraverso lo sport cercano il riscatto sociale. Storie ben raccontate che nel panorama editoriale del Bar Sport Italia, dedito unicamente alle biografie dei calciatori famosi, rappresentano una vera boccata dossigeno per tutti coloro che amano lo sport. Una scommessa rischiosa, che premia una piccola e consolidata casa editrice la 66tha2nd. Isabella Ferretti, che insieme al marito Tomaso Cenci ha fondato la casa editrice, spiega anche perch gli scrittori italiani affermati, al contrario di quelli anglosassoni, non si cimentano con il tema dello sport nei loro romanzi. Intanto anticipiamo alcuni titoli in uscita nel 2014 da Pantani era un Dio nel decimo anniversario della morte del Pirata a Suite 2000. L'ultima notte di Ayrton Senna dedicato al campione di Formula 1, fino a Un giorno triste cos felice biografia romanzata del calciatore brasiliano Socrates, autore di una gestione politico sportiva del Corinthias. Come nasce la casa editrice? Sul finire degli anni Novanta io e Tomaso Cenci siamo andati a lavorare a Londra in uno studio legale, che si occupava di copyright e diritti dautore, poi

Storie e leggende sportive, la sfida della casa editrice fondata da Isabella Ferretti insieme al marito Tomaso Cenci
ci siamo trasferiti a New York. Il mondo culturale londinese e newyorchese, cos diverso dal nostro, hanno profondamente segnato la nostra vita. Nel 2004, quando siamo tornati in Italia, abbiamo deciso di abbandonare la nostra professione perch avevamo capito che la nostra vita era tra i libri e abbiamo deciso di buttarci a capo fitto in questa avventura fondando nel 2008 la casa editrice 66thand2nd, il nome della strada dove vivevamo a New York. Quali sono state le vostre prime pubblicazioni? Abbiamo iniziato con la collana Attese, volevamo una produzione attesiana, il primo libro stato Shoeless Joe di Patrick Kinsella, che parla di baseball cui seguito Hurricane di James Hirsch, che narra di un pugile sospettato di aver ammazzato tre bianchi nel New Jesey, scelte che hanno come comune denominatore la lotta al razzismo. Questo libro per noi ha rappresentato una pietra miliare, abbiamo scelto di favorire la pubblicazione di una letteratura di integrazione, quella anglosassone. Una scelta rischiosa, che sta dando i suoi frutti. Perch privilegiate autori stranieri? In Inghilterra e negli Usa gli scrittori hanno una diversa cultura sportiva, tutti hanno praticato sport, vivono la sfida narrativa come una sfida personale, sono molto attenti alla descrizione dei particolari, perch hanno vissuto in prima persona lesperienza sportiva. Inoltre, quando incontrano il pubblico sono sempre disponibili, dopo le presentazioni chiacchierano con chiunque, rispondono a ogni sorta di domanda. In Italia abbiamo chiesto ad alcuni scrittori affermati di cimentarsi con il romanzo sportivo, ma lo considerano un genere letterario di serie B, non accettano di sporcarsi le mani. Gli scrittori italiani conosciuti, si sentirebbero retrocessi se accettassero di trattare il tema dello sport nei loro romanzi. Negli scritti di DeLillo la complessit dello sport molto evidente, in Italia vorremmo uno come lui, ma non vi sar mai un Don DeLillo del romanzo sportivo. Questanno pubblicheremo i racconti di Fitzgerald dedicati a vari sport. Sono racconti a capitoli, ognuno dedicato a uno sport, dai quali emerge con chiarezza lidea fitzgeraldiana dello sport come vita, lo sport inteso come amalgama della vita. I giovani scrittori dovrebbero essere meno schizzinosi? Ci mandano manoscritti che vertono solo sul calcio, le cui tematiche sono molto spesso volgari, nessuno si cimenta in tentativi narrativi che riguardano altri sport come il nuoto, la ginnastica artistica, la pallavolo. Per alcuni lo sport un modo facile per essere pubblicati.

Pantani attraversano la storia del Novecento, seppur da angolazioni diverse, sono entrambi dei personaggi epici. In tempi di crisi e di ignoranza dilagante, vale la pena fare gli editori e investire nei romanzi di sport? Tutto questo ci costa sacrifici, soprattutto sul piano economico. Quando abbiamo avuto lidea della casa editrice e deciso di rinunciare alla nostra sicura e remunerata carriera di avvocati, mandando allaria i master che avevamo fatto, ci hanno detto di tutto, che eravamo folli e incoscienti. La scelta di pubblicare certi autori avviene in maniera ponderata, non possiamo permetterci di sbagliare. Gli scrittori di romanzi di sport che pubblichiamo non sempre sono conosciuti in Italia, questo rappresenta un rischio non da poco rispetto alle grandi case editrici, che possono anche permettersi di sbagliare. Lintuito e il coraggio ci premiano, come nel caso di Salvatore Scibona, il suo agente ha cercato di vendere alle grandi case editrici italiane i diritti del romanzo La fine ma tutti hanno rifiutato, noi invece li abbiamo comprati, subito dopo Scibona stato inserito dal New Yorker nellelenco dei primi venti scrittori under 40, e tutti i nostri principali editori si sono precipitati a chiedere se i diritti fossero ancora liberi. In questo caso siamo stati coraggiosi e lungimiranti. Per fortuna io e mio marito Tomaso Cenci, siamo complementari, lui la parte emotiva della casa editrice, io quella organizzativa. Inoltre, tutti gli autori stranieri e italiani con i quali abbiamo avuto contatti per la pubblicazione dei loro libri di sport, si sono dimostrati fino in fondo dei veri sportivi in tutti i sensi, hanno sempre collaborato fino all'ultimo, manifestando un sorprendente spirito di squadra. Noi crediamo nella forza dei libri, ma anche cos che si vince.

In pagina, dalle copertine di La strada del coraggio, Gino Bartali eroe silenzioso e Pantani era un Dio (disegni Guido Scarabottolo). A destra Schoeless Joe, Ayrton Senna, Simoncelli

Perch avete deciso di dare vita a una collana sportiva? La letteratura sportiva consente di raggiungere un pubblico diverso per et e formazione e consente di affrontare temi che altri generi di libri difficilmente riuscirebbero a sollecitare. Heartland di Antony Cartwright, pubblicato nel 2013, narra di un match tra una squadra locale inglese e una di musulmani, che diventa occasione di scontro allinterno di una societ smarrita di fronte alla pace sociale. Il libro di Emanuele Tonon I circuiti celesti da noi pubblicato recentemente su Simoncelli, riguarda il problema della sicurezza. Sono temi che la letteratura sportiva ti consente di affrontare con facilit. Siete stati dei precursori in questo ambito? Non spetta a noi dirlo, grazie al nostro vissuto nella cultura anglosassone sin dallesordio di 66tha2nd non mai mancata lattenzione allo sport, un ambito che pu fungere da stimolo per la letteratura. Certo gli autori anglosassoni trattano lo sport con grande attenzione, curano tutti i particolari, spesso,

come nel caso di Antony Cartwright, sono nati e vissuti nei posti che descrivono, suo nonno era uno che faceva il pugile, e Cartwright mi ha detto che si vendeva gli incontri di boxe per dare da mangiare ai figli e mandare avanti la famiglia. Chi sono i vostri lettori? Lo zoccolo duro rappresentato dagli appassionati di sport e sono persone avanti nellet, per un libro come La partita perfetta di Michael Shaara, alle fiere del libro ci viene chiesto esclusivamente dagli adolescenti. Il libro La strada del coraggio, scritto dai fratelli Mc Connon, sulla vita di Gino Bartali e il suo aiuto dato agli ebrei durante le leggi razziali, stato letto maggiormente da lettori anziani, ma ha finito per interessare anche un pubblico di lettori tra i 30 e i 50 anni, come se fosse un romanzo cult. stato un testo divulgativo, che ha svelato un lato nascosto di Bartali. La prossima settimana uscir un libro di Marco Pastonesi su Pantani, parla del campione vissuto e raccontato dalla gente comune. Bartali e

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I FILM
ALL IS LOST
DI J.C. CHANDOR, CON ROBERT REDFORD. USA 2013

SINTONIE
sar sua. Dal romanzo di Stephan Zweig Viaggio nel passato. WHICH WAY IS IN THE FRONT LINE FROM HERE? THE LIFE AND TIME OF TIM HETHERINGTON
DI SEBASTIAN JUNGER. DOCUMENTARIO. USA 2013

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, GIONA A. NAZZARO, CRISTINA PICCINO

IL FILM
THE WOLF OF WALL STREET
DI MARTIN SCORSESE, CON LEONARDO DICAPRIO, MATTHEW MCCONAUGHEY. USA 2013

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Durante una navigazione in solitaria nell'Oceano Indiano, un uomo scopre al risveglio che lo scafo dello yacht fuori uso per una collisione. Solo contro gli elementi, senza radio e senza strumenti di navigazione, tutto potrebbe essere perduto. A PROPOSITO DI DAVIS

DI ETHAN COEN E JOEL COEN, CON CAREY MULLIGAN, JUSTIN TIMBERLAKE. USA 2013

La vita di un giovane cantante folk nella scena musicale del Greenwich Village del 1961. Llewyn Davis sopravvive solo grazie all'aiuto di qualche amico o sconosciuto, finch un giorno approda al Chicago Club per unaudizione di fronte a Bud Grossman, allusione al manager di Bob Dylan e Janis Joplin, ma in realt ci si riferisce al produttore Mitch Miller ( interpretato da F. Murray Abraham) HANSEL & GRETEL E LA STREGA DELLA FORESTA NERA

Tim Hetherington stato uno dei fotografi di guerra pi importanti di tutti i tempi, ucciso in Libia nel 2011. Questo film, realizzato dall'amico e collega Junger (giornalista e cineasta, premiato per il suo film Restrepo del 2010 sulla guerra in Afghanistan, girato con Hetherington), ci racconta del fotografo attraverso i materiali d'archivio e i ricordi di chi lo ha conosciuto. LA FEBBRE DELL'ORO

Anni di piombo). 1960, New York, dove Arendt vivr fino alla morte, nel 1975. Il periodo che Von Trotta mette in scena quando la filosofa accetta la proposta del New Yorker di coprire per loro con una serie di articoli il processo in Israele al nazista Adolf Eichmann. Arendt a differenza di altri vuole capire cosa accaduto, le ragioni e le modalit. E anche altro, perch ad esempio, il suo maestro Heidegger si era messo dalla parte dei nazisti. (c.pi.) LA MIA CLASSE
DI DANIELE GAGLIANONE, CON VALERIO MASTANDREA, BASSIROU BALDE. ITALIA 2013

CLIMA PI ADATTO PER CANNA FUMARIA


MOUNTAINS OF VALAIS
Svizzera, 2013, 540, musica: Roberto Cacciapaglia, regia: Christian Mulhauser, fonte: Youtube

DI CHARLES S. CHAPLIN, CON MACK SWAIN, TOM MURRAY. USA 1925

DI DUANE JOURNEY, CON MOLLY C. QUINN, MICHAEL WELCH

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La foresta nera qui una particolare qualit di marijuana che la vecchia signora promette a due ragazzi. In realt li attira per uno scopo segreto e agghiacciante. Siamo dalle parti di Twilight (stessi produttori). La strega Lara Flynn Boyle (Twin Peaks) PANDEMIA

Un regalo rivedere in sala uno dei grandi classici del cinema muto, il film per cui Chaplin stesso avrebbe voluto essere ricordato. Ambientato ai tempi dei cercatori doro nel Klondike, raggiunge una capanna abitata da un evaso, e a loro si aggiunge anche Big Jim (in italiano Giacomone) affrontando tutti i rischi delle tormente di freddo e della fame. Una versione del 42 aggiunge la traccia sonora e la voce di Chaplin che commenta fuori campo, mentre il finale stato tagliato. DALLAS BUYERS CLUB

Opera civile, politica e felicemente sbilenca, irrisolta, eppure audace, coraggiosa, spudorata nella propria voglia di sbattere la testa contro il muro di tutto quanto la societ civile nasconde sotto il tappetto della falsa coscienza, delle buone maniere, dell'impegno di facciata. Film d'urgenza rara. Valerio Mastandrea un maestro che insegna l'italiano a una classe di studenti extra-comunitari rendendosi conto della propria lotta vana. Gli studenti s'aggrappano a lui come a uno dei pochi barlumi di umanit di un paese che, invece non ne vuol sapere niente di loro. Gaglianone non si fa illusioni, e mostra, letteralmente, le contraddizioni di chi interviene con il cinema nel reale. Film potente, scabro, severo e dolente. (g.a.n.) SANGUE

Che Martin Scorsese potesse nuovamente ascendere al cielo dell'assoluto cinematografico, se per una volta c' concessa l'iperbole, sembrava ormai una faccenda da ascrivere al novero dell'improbabile. Dopo Gangs of New York, Scorsese si sottoposto a una penitenza autoinflitta in funzione dell'ottenimento di una rispettabilit hollywoodiana per la quale ha sacrificato hybris e visionariet. Se si esclude parzialmente The Aviator, c' ben poco che valga davvero la pena di salvare nell'intervallo che da Gangs s'estende sino a Hugo Cabret. Scorsese ruggisce con tutto l'orgoglio di cui capace un uomo che vanta fra i suoi capolavori titoli come Toro scatenato e L'ultima tentazione di Cristo. Un film che sembra riallacciarsi direttamente a Casin e condurne a compimento il surreale cubismo formale, probabilmente la punta pi avanzata del modernismo hollywoodiano. Nel portare sullo schermo l'autobiografia di Jordan Belfort, broker senza scrupoli, al cui confronto Gordon Gekko un idealista frankcapriano, Scorsese come inebriato dalla rinnovata fiducia nel suo furore creativo. La collaborazione con DiCaprio gira a pieno regime. I due si spalleggiano a vicenda: l'uno asseconda i voli dell'altro. Leonardo Di Caprio balla con la macchina da presa come Gene Kelly con Cyd Charisse. La sovrumana potenza visionaria di Scorsese risuona in ogni sdtacco di montaggio, in ogni movimento di macchina. (g.a.n.)

DI E CON PIPPO DELBONO, MARGERITA DELBONO, GIOVANNI SENZANI. ITALIA 2013

DI JEAN-MARC VALLE, CON MATTHEW MCCONAUGHEY, GRIFFIN DUNNE. USA 2013

DI LUCIO FIORENTINO, CON MARCO FOSCHI, ALICE PALAZZI. ITALIA 2013

Film del disatsro ambientato nel Cilento. Arno torna a casa, in una piccola comunit dove tutti vagano sospesi in una lunga attesa ed in cui tutto sembra abbandonato. Deve essere successo qualcosa di enorme, terribile, unepidemia arrivata con la pioggia. Arno decide di ripartire con Lidia, fuggita dalle case. Nel cast Hanna Schygulla, Tommaso Ragno. ROBOCOP

DI JOS PADILHA, CON JOEL KINNAMAN, GARY OLDMAN. USA 2014

Nel 2028 la multinazionale OmniCorp al centro della tecnologia dei robot e dal fronte militare decidono di allargarsi al mondo esterno, individuando in Alex Murphy (Joel Kinnaman), buon padre e buon poliziotto ferito gravemente in servizio la possibilit di mandare sul campo un poliziotto parte-uomo e parte-robot poliziotto. SMETTO QUANDO VOGLIO

Ron Woodroof il pi implausibile crociato della guerra contro l'Aids che si possa immaginare. E, portando sullo schermo la fantastica storia vera di questo elettricista di Dallas diventato imprenditore del traffico di medicine illegali contro l'Aids per salvarsi la pelle, Matthew McConaughey non ha intenzione di dargli delle scusanti: il suo Ron un redneck orrendo, litigioso, misogino, omofobo. Dallas Buyers Club ha il suo fascino nell'immediatezza del racconto, che il regista francocanadese rende con orecchio sensibile alle cadenze dolci e crudeli del Texas, un occhio paziente e una mise-en-scene generosamente disadorna. anche un film sorprendentemente divertente. (g.d.v.) 2 GIORNI A NEW YORK

Mentre allArgentina va in scena Orchidee ultimo spettacolo teatrale del regista esce anche questo film che con lo spettacolo teatrale ha non pochi punti di contatto, uno dei pi audaci realizzati da un cineasta italiano degli ultimi anni: senzaltro nuova la sua ossessione per le forme in grado di scompaginare lesistnte. Filma ad altezza di occhi, si sogna e progetta come estensione del suo dispositivo leggerissimo e fluido Cercarlo nei tamburini di Roma, Milano, Napoli, Bologna. (g.a.n.)

un videoclip di Roberto Cacciapaglia realizzato da Christian Mulhauser o uno dei vari cortometraggi del fotografo e videomaker svizzero che ha utilizzato la musica del compositore milanese? Diciamo entrambe le cose e del resto di questo tipo di collaborazioni ce ne sono a migliaia. Mozzafiato per la bellezza delle montagne riproposte con la classica tecnica del time lapse congiunta a quella del reverse e con un massiccio uso del computer, Mountains of Valais ha solo il difetto di essere cos perfetto nella resa visiva da sfiorare ripetutamente il kitsch (come del resto altri lavori di Mulhauser). Anche la musica di Cacciapaglia che ha da tempo abbandonato la ricerca rigorosa per riposizionarsi in unarea pi easy listening non aiuta. Alla fine del clip al posto del cast c lelenco di tutte le cime protagoniste (con relative altezze, intorno ai 4500 metri circa). DESOLATO
Italia, 2013-2014, 435, musica: Enzo Jannacci, Paolo Jannacci, J Ax, regia: Fabio Tartaglia, Paolo Jannacci, fonte: MTV

LATINOAMERICA
NUOVISSIMO ALMAS LEJANAS/ALMAS DE DISTANCIA
VORNO (LUCCA) TENUTA DELLO SCOMPIGLIO 1 FEBBRAIO - 6 APRILE

Una rassegna di cinema dal titolo Nuovissimo a cura di Jos Gatti e Suzy Cap e una di videoarte Almas lejanas/Almas de distancia a cura di Fabrizio Pizzuto e Angel Moya Garcia dedicate alluniverso del latinoamerica si tengono nella Tenuta dello Scompiglio, il progetto culturale ideato e diretto da Cecilia Bertoni. 16 film provenienti da dieci paesi diversi, tra cui i bellissimi Violeta se fu a los cielos di Andrs Wood, su Violeta Parra, El abrazo partido di Daniel Burman (Argentina), La jaula de oro di Diego Quemada Diez, No di Pablo Larrain. Si inaugura con il premiatissimo O som ao redor esordio di Kleber Mendona Filho (Brasile), il record di incassi 7 cajas(foto) di Maneglia e Schmbori (Paraguay). La rassegna di Videoarte dal gioved alla domenica offre uno sguardo inedito attraverso minipersonali dedicate agli artisti pi rappresentativi, a partire da Beloved di Cesar Meneghetti (Brasile) oggi e domani dalle ore 14. Il 6-9 febbraio Videoakt Bienal internacional de Videoarte di Barcelona sezione latinoamericana. info: www.delloscompiglio.org

I SEGRETI DI OSAGE COUNTY


DI JOHN WELLS. CON MERYLL STREEP, JULIA ROBERTS. USA 2013

DI E CON JULIE DELPY, CON CHRIS ROCK, ALBERT DELPY. FRANCIA 2011

DI SYDNEY SIBILIA, CON EDOARDO LEO, VALERIA SOLARINO. ITALIA 2014 0Pietro

Zinni un genio, ma arrivano i tagli all'universit e viene licenziato. La sua idea mettere insieme una banda criminale reclutando i migliori tra i suoi ex colleghi costrett a fare lavori del tutto occasionali. E cos i soldi arrivano. Nel cast anche Valerio Aprea, Neri Marcor. UNA PROMESSA
DI PATRICE LECONTE, CON ALAN RICKMAN, REBECCA HALL. FRANCIA 2013

Julie Delpy, figlia di attori della scena francese sperimentale degli anni Sessanta, oggi vive a Los Angeles, candisata allOscar per la migliore sceneggiatura (Before the Sunset - Prima del tramonto). Lei e Jess (Ethan Hawke) si incontrano su un treno per Vienna, una lunga notte sulle traiettorie di un desiderio sospeso. Negli anni Celine e Jess si ritroveranno in occasioni diverse, ormai cresciuti. Commedia nevrotica e molto metropolitana alla Woody Allen, ma al tempo stesso lautrice guarda in altre direzioni, prima di tutte il divario tra Europa e America motivo ricorrente di questo suo diario. (c.pi.)

Scritto da Tracy Letts, una figura importante della scena statunitense, drammaturgo, attore, ha ricevuto il Premio Pulitzer per questo dramma nel 2008. Per questo film le interpreti femminili sono candidate allOscar: il che qui si traduce in una recitazione debordante, in cui ogni dettaglio narrativo appare come un inevitabile stereotipo. La Streep tocca ogni corda di donna odiosa, la figlia, Roberts, il suo specchio. Tutto il film si piega di fronte a questa Recitazione. (c.pi.) THE UNKNOWN KNOWN

Una carrellata di comici e musicisti che danno voce al brano firmato da Jannacci prima della sua scomparsa: da Bisio a Jovanotti, da Ligabue a Ale&Franz, passando naturalmente per i rapper milanesi, Desolato non ha certo una struttura originalissima, ma la struttura classica di un music video di hip hop, con il lip synch assunto un po da tutti. Ma sono lo spirito e il sentimento quello che contano, la voglia di rendere un ultimo omaggio a uno dei grandi della canzone italiana. VIDRAR VEL TIL LOFTARASA
Islanda, 2001, 7, musica: Sigur Ros, regia: Celebrator, fonte: Youtube

LA PIATTAFORMA WEB
WWW.PIAZZADELLEARTI.IT
ARTISTI E ASPIRANTI MECENATI

DI ERROL MORRIS. DOCUMENTARIO. USA 2013

Germania, 1912. Un giovane laureato di umili origini, diventa il segretario privato di un uomo anziano, proprietario di una fabbrica di acciaio. Ma quando sar inviato in Messico dal padrone per controllare lestrazione di ferro emerger il sentimento fino ad allora tenuto nascosto da parte della moglie dellanziano possidente. Quando lui torner, gli promette, tra due anni, lei

HANNA HARENDT
DI MARGARETHE VON TROTTA, CON BARBARA SUKOWA, AXEL MILBERG. GERMANIA LUSSEMBURGO FRANCIA 2012

Un altro personaggio femminile nella galleria della von Trotta, personaggi femminili di intelligenza rivoluzionaria e disturbante (Rosa Luxemburg, Hildegard von Bingen, o le sorelle di

Il confronto con l'ex-segretario della Difesa americano Rumsfeld, il fabbricante primario del teorema della guerra in Iraq si gioca sul filo (tagliente) della parola, e dei suoi significati; un piano duplice, che non solo quello di verit e menzogna, punta invece alla tattiche del potere. Riflessione sull'America, la sua politica culturale, sviluppata nelle logiche del potere, con al centro uno dei suoi protagonisti pi terribilmente influenti. Non c' nulla che glorifichi Rumsfeld, o che gli fornisca un minimo appiglio di calore nella messinscena gelida e essenziale di Morris. (c.pi.)

Anni 50. Un padre autoritario getta in aria con violenza due bambole di pezza che sono il passatempo preferito di suo figlio. Osservata la scena, un altro ragazzino recupera le due bambole e le riconsegna allamico. I due si ritrovano compagni di squadra durante una partita di calcio e dopo aver segnato un gol esprimono la loro gioia abbracciandosi e baciandosi sulla bocca, sotto gli occhi attoniti del genitore e della folla. Il riconoscimento della propria omosessualit diventa atto di protesta contro lintolleranza della societ. Un bellissimo video narrativo che, come altri lavori dei Sigur Ros vede protagonisti dei bambini girato al ralenti per marcare ancor pi le atmosfere ipnotiche che le sonorit della band islandese trasmettono allascoltatore. Da segnalare la scelta del duo registico (dietro la sigla Celebrator si celano Stephan Arni e Siggi Kinski) di telecinemare la pellicola originale lasciando ai bordi la classica cornice del formato 16mm, senza tagliare neppure una porzione di immagine: da veri puristi del cinema.

A due settimane dalla nascita, la piattaforma web www.piazzadellearti.it raggiunge quota 550 Artisti iscritti con oltre 3500 opere caricate che attendono il coraggio e la generosit dei mecenati (anche senza grandi capitali) per mettersi in mostra. Si tratta di una scommessa, un progetto che rompe gli schemi e che porta l'arte in luoghi nuovi e inusuali come negozi, alberghi, cinema, uffici, centri commerciali, supermercati, fabbriche, ristoranti, palestre, ospedali, mobilifici, etc. Insomma, ovunque ci sia uno spazio che possa mettere in mostra delle opere. Attraverso il sito e la consultazione delle opere (fotografie, dipinti, sculture, disegni, fumetti, collezioni) ci si potr mettere in contatto con gli artisti e creare nei propri spazi mostre collettive o personali. Sono gi parecchie le risposte di attivit che mettono locali a disposizione: agriturismi, bar, mobilifici, profumerie e altri negozi in centri commerciali, ristoranti, pizzerie, zone industriali, hall delle sale cinematografiche, radio, cascine, studi creativi. Nella foto: Angela Bilotta, Viceversa. Per mettersi in contatto: info@piazzadelle arti.it

LA GALLERIA
LA DOLCE VITA GALLERY
MARCELLO GEPPETTI ROMA, VIA PALERMO 41

MAGICO

La Dolce Vita Gallery, presenta nei suoi locali la vasta esposizione delle fotografie di Marcello Geppetti, uno dei pi grandi fotografi del Novecento, scomparso nel 98. Qui in visione il suo vastissimo archivio (con la possibilit di acquistarne copie), da cui esplode ancora oggi vivissima la stagione romana della Hollywood sul Tevere (suo il famoso scatto del bacio tra Liz Taylor e Richard Burton) ma anche i fatti di cronaca e la testimonianza dei movimenti politici degli anni settanta. Esposte in varie gallerie del mondo, le sue foto saranno esposte in due importanti mostre che si terranno questanno a Londra allEstorick Collection (dal 30 aprile al 29 giugno) dedicata agli annni della Dolce Vita e al Centre Pompidou di Metz (Paparazzi! Photographers, stars and artists dal 26 febbraio al 9 giugno). Per festeggiare questi due eventi La Dolce Vita organizza due esposizioni a Roma marted 4 febbraio a The Impact HUB, in viale dello scalo san Lorenzo 67 dalle 19 alle 22 dal titolo Alla scoperta della grande bellezza) e gioved 6 febbraio con la e-Versione dei fatti. LItalia dei tavolini e dei salotti, del terrore e della speranza nelle foto di Marcello Geppetti. (euro 12).

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ALIAS 1 FEBBRAIO 2014

Unarte antica raccontata anche da Marco Polo. Poi il boom in Messico e Usa negli anni 60, il flirt coi narcos, e oggi il revival pop

STORIE DIPINTI CHE RITRAGGONO ICONE MUSICALI, UOMINI POLITICI, MADONNE, VITA QUOTIDIANA

Rockstar sul velluto Lultima tentazione


improvvisamente onnipresente, negli abiti, negli arredi, anche sui sedili delle macchine. La moda dettava nuove regole: colori, trasgressioni, eccessi. E tutto quello che era sempre stato considerato di cattivo gusto divenne legittimo. I quadri in velluto nero vissero una stagione di gloria. Dalle case di provincia arrivarono nei bar, nei rock club, nelle camerette dei teenager, nelle case della west-coast. Conquistarono i motel e i budget hotel di mezza america. Ma il loro universo visivo si era allargato e al folklore contadino e alla religione si era affiancato il rock. Elvis Presley, gi presente in alcuni quadri messicani fin dagli anni 50, divenne protagonista assoluto: giovane e sorridente con il giubbotto di pelle nera o tutto lustrini, come appariva nei suoi anni a Las Vegas. Dopo la morte il suo ritratto assunse connotazioni devozionali, la star veniva rappresentata come una divinit o in compagnia di Ges Cristo. Nacque la leggenda dei Velvet Elvis o Velvies, icone pagane per il culto dellindiscusso re del rock. I ritratti divennero un modo per ricordare i miti della cultura pop: Hendrix, Marilyn, John Wayne. Ma arrivarono anche un carosello di immagini colorate, divertenti, sdolcinate, sexy, demoniache, lisergiche o semplicemente di cattivo gusto. Lorigine di quasi tutti questi dipinti rimaneva Ciudad Juarez dove Harden formava e istruiva decine di disoccupati senza esperienza, metteva loro davanti una tela di velluto nero e in mano un pennello. I risultati spesso erano modesti, ma lobiettivo veniva sempre raggiunto. Le ordinazioni arrivavano a migliaia. I velvet paintings divennero in Messico per molti loccasione per sbarcare il lunario e negli States larte per chi non poteva permettersi, o non capiva, la vera arte. Prendevo 10 aspiranti artisti - ha spiegato Harden in unintervista -. Li mettevo alla prova per capire quale fosse il loro miglior soggetto. C chi faceva bene gli alberi, chi le montagne. Facevo fare a uno lo sfondo con due colori. Il quadro passava poi a un altro che disegnava il soggetto in cui era pi preparato e cos via. Nessuno doveva cambiare mai pennello e colori. Era una catena di montaggio come quelle di Henry Ford. Anche in questa produzione a ritmo continuo qualche nome di artista riusc ad emergere. Il pi celebre fu quello di Chuy Moran che guidava uno degli studi di Harden e che insegn alla moglie e alle sue sorelle a dipingere per riuscire a mantenere il ritmo delle ordinazioni. Si narra che Moran, di cui si ricordano soprattutto paesaggi naf con cascate e foreste, fu incaricato di evadere un colossale ordine di 20mila dipinti proveniente da una catena americana di bazar five-and-dimes. Il tutto doveva essere completato in una settimana. Lartista mise al lavoro parenti, amici, collaboratori e non dorm per tre giorni di seguito. Ma rispett la scadenza. Il boom coinvolse anche alte citt. Se

di GUIDO MARIANI

Da Ges a Elvis, dal diavolo ai narcos. Dallhorror al romantico, dalla fede al kitsch. I dipinti su velluto sono una forma darte misconosciuta e disprezzata, una controcultura nata anticamente in Oriente, radicatasi in Messico e diffusasi come una passione quasi clandestina. Una pop art di terza classe, creata e amata dai ceti sociali pi bassi, diventata una moda negli anni 70 e oggi riemersa come un universo espressivo popolaresco, unico e singolare, affascinante e caratteristico. Un fenomeno folkloristico snobbato dalla cultura, ma amato dalla gente. Lo scorso 11 dicembre a Los Angeles, nel quartiere di Chinatown, ha aperto Velveteria il primo, e forse unico, museo al mondo dedicato ai dipinti su velluto nero. un ex ristorante cinese abbandonato, riadattato e riarredato da una coppia di collezionisti incalliti, Carl Baldwin e Caren Anderson. Nella loro vita hanno raccolto pi di 3mila dipinti e ne espongono 420, testimoniando tutta la ricchezza espressiva di questa forma artistica. Vi sono madonne, paesaggi, ma unintera stanza dedicata a rappresentazioni di Elvis Presley. Unaltra ala raccoglie i ritratti di celebrit e idoli deceduti. I pezzi pregiati sono i quadri in velluto di seta giapponese del primo 900 e le scene religiose popolaresche degli anni 20 e 30. Una sezione raccoglie le conigliette di Playboy dipinte in Vietnam per i soldati Usa. Non possono mancare gli animali: cani, gatti e, curiosamente, parecchi unicorni. E in una stanza segreta visitabile solo a richiesta, sono custodite le opere pi sfacciatamente kitsch, tra cui, a quanto pare, il ritratto di un celebre anchorman gay della Cnn in tanga. Sacro, profano e pacchiano con colori e immagini vivide. Su sfondo nero.

Russia. I conquistadores spagnoli importarono questa forma darte nel Nuovo Mondo, dove divenne parte dellartigianato locale, passando dagli abiti ai quadri. Nel 900 un pittore acquist una certa fama per i suoi dipinti in velluto. Si chiamava Edgar Leeteg e inizi la sua carriera dipingendo insegne in California. Nel 1930, colpito duramente dalla grande depressione, fece i bagagli e si trasfer nelle isole del Pacifico, prima a Honolulu, poi a Tahiti. Squattrinato, alcolizzato, rissoso, decise di campare vendendo dipinti per pochi soldi, spesso sufficienti per un pasto e un

drink. Le sue tele erano in velluto solo perch aveva potuto acquistare doccasione uno stock invenduto di una fabbrica di tessuti. Paesaggi, fiori, quadri religiosi, scene di vita del Pacifico, ma soprattutto ragazze delle isole seminude. Leeteg produceva a pieno ritmo, spesso copiando senza ritegno, e la sua vicenda venne spesso paragonata a quella di Gauguin. Sforn tre quadri al mese per circa ventanni, dipinse pi di 1.700 ritratti femminili, si guadagn un seguito e un mercato di cultori che gli permisero una vita agiata e senza freni. Mor nel 1953 in un incidente causato da un

sbronza colossale che si era procurato dopo aver scoperto di aver contratto una malattia venerea. Alla sua morte le sue opere erano quotate fino a 20mila dollari al pezzo. Col tempo venne dimenticato, i prezzi precipitarono e le sue tele di velluto finirono in mercatini e soffitte. mania Proprio mentre la pittura su velluto stava per fare un grande exploit divenne, in realt, un piccolo fenomeno di culto negli anni 60 e 70; e questo grazie, soprattutto, ai gusti di un viaggiatore americano. Era il 1964 e Doyle Harden, un giovane commerciante proveniente dalla Georgia, arriv a Ciudad Jurez, al confine Messico-Usa. Scopr che i negozi di souvenir e artigianato locale erano pieni di questi curiosi dipinti di paesaggi e di villaggi su velluto nero. Lo sfondo esaltava i colori e le immagini, anche se non sempre ben disegnate, erano vivide, accattivanti. Ne compr sette per pochi pesos e se li port a casa e li espose nei suoi negozi di alimentari. Poche settimane dopo li aveva gi venduti tutti e si era ripagato le spese di viaggio. Da quel momento cap che a nord del confine quellarte modesta e poco conosciuta poteva essere una miniera doro. Rinunci a vendere alimentari e inizi a organizzare una rete di vendita di opere che esauriva regolarmente le forniture. Il passo successivo fu trasferirsi alla frontiera e dare il via a una vera e propria industria. Nacque la Chico Arts che sfornava dipinti a ripetizione e arruolava centinaia di aspiranti pittori messicani che producevano in serie immagini capaci di guadagnarsi uno spazio sopra al camino delle famiglie della provincia Usa. I pueblos messicani avevano lasciato spazio a immagini pi a stelle e strisce, ma i colori intensi e sgargianti e il linguaggio artistico semplice e popolaresco rimanevano. Arrivarono gli anni 70 e il velluto divenne

Ciudad Juarez era Firenze, Tijuana divenne Roma, la citt al confine pi trafficato del mondo, la capitale della frontiera dove i negozi di souvenir di Avenida Revolucion riempivano le loro vetrine e i loro scaffali di dipinti. La moda si diffuse anche in Canada, e il mercato veniva sostenuto da immigrati, spesso pakistani, che acquistavano le opere in massa per pochi soldi per rivenderle per strada con piccoli profitti. Da l alla coca Il boom si esaur negli anni 80. Lultimo acuto del mercato arriv grazie a Scientology che per un certo periodo pens di autofinanziarsi vendendo agli angoli delle strade di mezza America ritratti e quadretti in velluto nero. Ma era la fine di unepoca. Lindustria di Harden diminu dimensioni e produzione, fino a chiudere gli stabilimenti di Ciudad Jurez e trasferirsi a El Paso, Texas, dopo uno scontro con il fisco messicano. Molti pittori formatisi nelle sue catene di montaggio divennero artisti veri, altri finirono per lavorare come decoratori nellindustria della pelletteria. I pi vennero reclutati dalle fabbriche di Ciudad Juarez diventata nel frattempo un polo dellindustria meccanica con manodopera a basso costo. I dipinti su velluto rimasero sui caminetti e sui muri dei motel a prendere polvere. Nel settembre 1989 alcuni messicani che vivevano tra la California e Las Vegas spendendo troppi soldi e dicendo di commerciare in dipinti di velluto insospettirono la polizia statunitense. Troppo lusso per un prodotto che non funzionava pi. La Dea entr nei loro magazzini e invece dei quadri scopr 20 tonnellate di cocaina. Al dettaglio aveva un valore complessivo di circa 6 miliardi di dollari. Uno dei pi imponenti sequestri di droga di sempre. Era finito un business e ne era cominciato un altro.

Il Gauguin americano Le origini della pittura su velluto sembrerebbero risalire allantico Oriente. Marco Polo nel XIII secolo descrisse alcune rappresentazioni religiose di divinit induiste. I dipinti su velluto riapparirono poi nella tradizione religiosa cristiana in particolare in

ALIAS 1 FEBBRAIO 2014 I PALAZZI SUONANO, TRA ROCK, BYRNE E SPETTRI


di FRANCESCO ADINOLFI Sonorizzare un ambiente una pratica comune, un po meno quella di trasformare lambiente stesso in un enorme strumento sonoro. Considerando che un suono non abbandona mai il luogo chiuso in cui si propagato, non raggiunge, cio, mai il suo grado zero ma diviene parte della tonalit naturale dellambiente, la sfida tanto pi allettante. David Byrne tra quelli che estraggono il suono, non lo aggiungono. Prima in un edificio abbandonato di Manhattan (foto) e poi alla Roundhouse di Londra, tempio del rock, lartista ha applicato su travi, colonne, muri e altro, una sequela di motori elettrici, molle ecc. Nelle tubature ha

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convogliato flussi daria creando un enorme flauto, altrove ha trasformato travi e colonne in enormi xilofoni. Tutto collegato tramite appositi cavi a una tastiera che azionata va a percuotere le diverse parti della casa o ad attivare determinati meccanismi. E la casa suona, e, soprattutto, ogni edificio ha il suo suono. Le installazioni sono pubbliche e i visitatori hanno diretto accesso alla tastiera. Considerando che un disco dei Talking Heads si intitolava More Songs About Buildings and Food e che uno dei loro pezzi pi noti si chiama Burning down the House, si capisce da dove vengono le ossessioni di Byrne. Gli esperimenti di trasformazione degli ambienti in stumenti sonori sono tanti. A Montreal, Canada, un silos dismesso pu trasformarsi in una casa degi spettri. Si registra la propria voce e viene propagata tra ruggini e travi (qui: http://www.silophone.net). Foto e immagini delle installazioni di Byrne, qui: http://www.darkroastedblend.com/2010/05/architectural-structures-as-musical.html

A sinistra Elvis, sotto una madonna, al centro linterno del Velveteria, a destra Tupac Shakur, Bob Marley, Elvis e Cristo e accanto Kurt Cobain

paga della criminalit fino a che non gli venne chiesto di partecipare al sequestro di Enrique Camarena, un agente americano della Dea che si era infiltrato nel cartello di Rafael Caro Quinterno, capo dei capi dei narcos di Sinaloa. Camarena venne torturato e ucciso (la sua storia compare, romanzata, in Il potere del Cane di Don Winslow). Tejeda venne arrestato insieme ai boss e condannato a 40 anni di carcere. Una parabola personale che riassume il percorso della stessa pittura su velluto: dal successo commerciale al sottobosco dei narcos. Si pu vivere il carcere anche in una dimensione positiva - ha detto Javier in unintervista -. Faccio parte di una scuola di arte figurativa e studio pittura ormai da ventanni. Cos si pu sopportare una pena come la mia. La cosa pi importante lavorare. Trenta dollari A parte il transitorio e dimenticato successo di Edgar Leeteg e le mostre di Javier Tejeda Jaramillo, la pittura su velluto sempre stata ritenuta una forma di basso artigianato. entrata a stento nelle gallerie ed stata rifiutata dalle accademie. I dipinti in velluto si comprano oggi su eBay a 30 dollari. Gli stessi quadri di Leeteg, una volta merce preziosa, si trovano on line per meno di 200 dollari. La gente trova di cattivo gusto addirittura chiamarla arte disse Doyle Harden -. E non ho neppure incontrato nessuno che ammettesse di avere dei quadri del genere in casa. Ma io ho venduto pi di 100 milioni di dollari in opere in velluto e per me rimane una meravigliosa forma darte. Come lui la pensano Carl Baldwin e Caren Anderson fondatori di Velveteria. Il museo in realt la seconda vita di uno spazio espositivo che avevano aperto qualche anno fa a Portland, ma che avevano chiuso nel 2010. La nuova sede losangelina realizza per loro il progetto di una vita. Iniziammo a collezionare opere nel 1999 - spiega Carl Baldwin ad Alias -. Eravamo in Arizona e acquistammo un dipinto di donna con una capigliatura afro in blu. Fu il nostro primo passo. Ci siamo cos chiesti che fine avessero fatto tutti quei quadri che negli anni 60 e 70 si vendevano agli angoli delle strade e che ero abituato a vedere negli Head Shops (negozi di accessori per il consumo di cannabis). Iniziammo cos a cercarli e a comprarli nelle botteghe dellusato. Ben presto ne avevamo gi 50. Organizzammo una festa dove un gruppo di persone solitamente noiose si animarono vedendo i quadri.

Lestetica dei trafficanti Ma la storia di questa arte non finita. Negli ultimi anni, negli Stati Uniti, i black velvet paintings si sono trasformati in residui nostalgici degli anni 70, piccoli trofei del kitsch, oggetti di culto per collezionisti innamorati del trash, ma hanno anche creato una loro nicchia, unarte da working class che celebra divi spesso defunti. Elvis o meglio Velvis, regner sempre, ma oggi nei ritratti ci sono il rapper Tupac Shakur, Bob Marley, Michael Jackson, Kurt Cobain. E poi i personaggi dei film, dagli eroi di Star Wars a quelli di Star Trek, fino allonnipresente Scarface. Dal gangster interpretato da Al Pacino si passa ai veri criminali. A sud della frontera la narco cultura e luniverso estetico dei boss della mala messicana ha imbracciato un certo folklore grossolano come affermazione di successo e di potere. Ha scritto Leobardo Sarabia, saggista e autore di Zona de turbulencia (2006): Pantaloni da cowboy, camicie imitazione Versace, cappelli texani, cinture decorate. il delirio dei nuovi ricchi, il cattivo gusto come cifra delleccesso. Nelle camicie ci sono cromatismi inesprimibili, la Vergine di Guadalupe compete con enormi foglie di cannabis dal colore verde fulgido. La fibbia diventa uno scudo araldico, gli stivali sono di pelle di coccodrillo o di struzzo (con punte metalliche opzionali). Al petto ci sono grosse catene doro con simboli religiosi. Nei giovani narcos c' un impulso decorativo, il desiderio di status e della ostentazione della ricchezza. E cos alle pareti delle loro case o dei loro covi riappaiono i quadri in velluto, i cuadros en terciopelo, questa volta con soggetti attuali che rimandano agli idoli dei narcos e ai loro riferimenti. La fanno da padrone le leggende Azteche come quella tragica degli amanti Popocatpetl e Iztacchuatl e le figure del pantheon religioso della criminalit: le madonne, la Santa Muerte e il santo protettore dei narcotrafficanti Jesus Malverde,

uninvenzione del folklore malavitoso messicano. In Messico non c per pi nessuna industria di questa arte nata povera e tornata povera. Oggi molte di queste opere arrivano da India e Cina e anche se la firma spagnola la produzione globalizzata. Sono rimasti solo alcuni pittori tradizionali e poco altro. Uno di questi si chiama Javier Tejeda Jaramillo e negli ultimi anni ha esposto in alcune gallerie messicane, negli Stati Uniti e ha avuto anche una personale allestita in Nuova Zelanda. Il laboratorio di Javier, 60 anni, si trova al Reclusorio Norte, un carcere di

citt del Messico costruito per ospitare 4mila detenuti e che oggi ne ospita pi di 13mila. la sua casa da ormai ventanni da quando fu arrestato su ordine della Dea statunitense. In giovent Tejeda era un pittore di quadri di velluto, non aveva nessuna formazione artistica, ma era arrivato nei momenti pi fiorenti a produrre anche 200 copie dello stesso quadro. Le sue opere venivano vendute poi al dettaglio per 12 dollari. La crisi del mercato lo convinse a cambiare lavoro e a entrare nella polizia locale di Tijuana. Come spesso accade agli agenti messicani, si mise a libro

Dapprima la gente se ne prendeva gioco poi iniziavano ad apprezzarli. Questa arte non intimidisce - prosegue Carl -. accessibile, non richiede preparazione culturale e la gente libera di dire quello che pensa. Chi entra nel nostro museo bombardato con cos tante immagini e colori, travolto e rimane sopraffatto. Ma come tanta arte popolare alla fine anche i dipinti in velluto nero racchiudono storie di tutti i giorni: Ci raccontano del nonno che ne aveva

uno in soffitta e che hanno trovato dopo la sua morte. Oppure di famiglie che hanno litigato per un quadro. Molti hanno un vero affetto per queste opere. Le donne amano gli Unicorni che magari avevano nelle loro stanze da piccole. Ci sono diavoli tentatori. Rockstar che dopo la morte vengono subito immortalate sul velluto. Eroi politici e rivoluzionari come Martin Luther King o Malcolm X. I capolavori della raccolta, assicurano a Velveteria, sono un ritratto di Edgar Leeteg della moglie Jacqueline fatto a Tahiti, le opere della pittrice Cecelia Rodriguez, unartista oggi 95enne che ha dipinto di tutto, dalle immagini di Cristo alle isole hawaiane, e quelle di in pittore di Nogales, in Arizona, Daniel Guerriero. I miei quadri preferiti sono per le ragazze polinesiane nude sulle spiagge tropicali Il paradiso di ogni uomo. A chi non piacerebbe passare la vita a fare lamore con le ragazze delle isole?. Alla fine anche questarte minore in grado di regalare sogni. entrata da noi una giovane coppia del Texas - racconta Carl -, poco dopo sentiamo un urlo il ragazzo le aveva chiesto di sposarlo proprio qui. La gente si sente libera di fare quello che vuole di fronte a questi quadri. Sono convinto che prima o poi avranno una figlia. E la chiameranno Velvet.

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RITMI
INTERVISTA IN SCENA A PARIGI CON LOCCHIO DEL LUPO DI PENNAC

LENNON A 8MM
di FRANCESCO ADINOLFI La data emblematica: 9 ottobre 1971. In quel giorno John Lennon compiva 31 anni. Per loccasione fu cooptato Jonas Mekas, cameraman di di fiducia di Andy Warhol e tra i maggiori esoponenti del cinema underground Usa, che riprese levento e non solo. Lennon compare strumenti musicali si trovi poi a scrivere un'opera basata esclusivamente sulla voce umana? S, ho scritto Babel Orchestra che un'opera per voci sole. Ha debuttato a Montreal nel 2012. Babel Orchestra in oltre 1800 lingue e dialetti del mondo, raccolte dagli anni Novanta in poi. Secondo me un approdo normale, quando hai 2800 strumenti e ripeti uno spettacolo del Tthre du Soleil per cinquecento, seicento volte, il tempo dello strumento diventa legato al personaggio, cosicch se nello spettacolo seguente torno ad usare lo stesso strumento l'attore pu trovarsi spiazzato. Gli attori devono prima dimenticare quel suono specifico, il contesto in cui stato usato, e io devo ricominciare quasi da zero. Prendiamo per esempio la viola da gamba: l'ho talmente suonata in tutte le posizioni e attraversando ogni genere musicale che non mi resta che andarci a letto! Per cui mi sono detto: rimpiazzer l'orchestra sinfonica con con un'orchestra fatta dalle lingue parlate nel mondo. Mi sono messo a registrare, pensando di essere il milionesimo ad avere avuto questa idea, e invece sono stato il primo, il primo precisiamo a registrare una persona per la bellezza e la musicalit della sua voce, senza correzioni elettroniche ex post, quando invece un etnomusicologo registra tenendo conto del contesto in cui risuonano le voci. Mi sono trovato ad usare modi teatrali per avere voci parlate uniche, sorprendenti, con emozioni: ad esempio chiedevo a

con Yoko, Allen Ginsberg, Ringo Starr e Phil Spector. C anche Warhol nei due filmini riaffiorati in rete. E c anche Miles Davis che gioca a basket con un Lennon molto impacciato. Tra una torta con sopra unenorme chitarra, una jam session di chitarre acustiche e una visita a casa di Allen Klein (responsabile delle finanze dei Beatles dopo la morte di Brian Epstein) va in scena uno spicchio di vita di

Lennon, da molti considerato il rompiglioni del gruppo, lalgido, lo scostante e che in realt ci ha sempre messo la faccia, anche in queste immagini (dice in video, tutto self edited, montato da me). Due filmini divisi in due parti di cui lultima dedicata anche al One to One, il concerto del 72 che diverr il postumo Live in New York City. Nella pellicola si vedono anche gli artisti

Le costruzioni di Lemtre
di GUIDO FESTINESE

Da mezzo secolo, il Thtre du Soleil di Ariane Mnouchkine porta avanti una ricerca di teatro popolare che mette in conto ed al fondo dell'agire una parola passata di moda, in questi tempi di rottamazione semantica: utopia. Il non- luogo cui tendere , per la fondatrice, il possibile non ancora realizzato. Un laboratorio, nel senso letterale del termine, che nel caso del Soleil non prevede mai lavoro a tavolino e poi prove tecniche, ma mesi interi in cui il lavoro con gli attori sull'improvvisazione e l'ascolto, occhi nervi ed orecchie pronti ad accogliere ogni stimolo. Il cuore musicale del Thtre du Soleil da almeno un trentennio Jean-Jacques Lemtre: figura carismatica dalla personalit dirompente, musicista, compositore, didatta, costruttore e collezionista di strumenti musicali di ogni epoca. Ha lavorato per il cinema, per il teatro, per la televisione, per il circo, per la danza, ha tenuto centinaia di laboratori aperti per formare nuove leve. A gennaio era al Funaro Centro Culturale di Pistoia, sede di workshop professionali, per il laboratorio Il corpo musicale, e in residenza creativa per curare le musiche de L'occhio del lupo di Daniel Pennac. Spettacolo che ha avuto poi un succoso anticipo a Pistoia, al Manzoni, mentre ora, e sino al 23 febbraio, in scena alla Maison de Mettalos a Parigi. Lemtre ha accettato di rispondere, al Funaro, a diverse domande. Come e quando ha iniziato a collezionare strumenti musicali? Trova similitudini tra la sua collezione e quella del musicista sperimentatore Stephan Micus? Sono un polistrumentista, e dunque ho cominciato ad imparare la musica suonando diversi strumenti. Ho cominciato presto a suonare con altri musicisti, per mantenermi, e ogni volta che mi chiedevano se sapevo suonare un certo strumento rispondevo di s. Poi mi ingegnavo e imparavo davvero. Ho sempre avuto l'abitudine di avere moltissimi strumenti con me. In questo momento a teatro ne ho 2800, nel mondo ne esistono, riconosciuti, 46mila... quindi sono un minimalista! Stephan Micus? un musicista che fa world music nel senso europeo. Io faccio Musica da Teatro, sono uno tzigano, e suono con un orecchio orientale, non occidentale. Quali sono a suo giudizio i suoi strumenti pi particolari e meno conosciuti? Quelli autocostruiti, 700 su 2800. Mai brevettati, unici al mondo. Un pezzo solo, chez moi. Non ho mai insegnato a nessuno a suonarli, ad alcuni ho dato un nome, ad altri no, perch magari nello spettacolo successivo si trasformeranno in altri strumenti. Nella musica per il teatro ogni strumento importante, perch legato al qui e ora di una scena, di un momento, di un personaggio.

Recentemente i paleontologi hanno scoperto che probabilmente anche l'uomo di Neanderthal cantava piccole melodie, e suonava una sorta di flauto d'osso. L'espressione musicale precede quella verbale? L'uomo ha parlato, cantato, battuto sul proprio corpo, prima di costruire strumenti musicali. Il flauto pi antico che s' trovato ha 35mila anni, fatto con un osso di condor. Poi seguono uno fatto con un osso di mammuth, e uno di osso di cigno. Innumerevoli i fischietti, con diversi buchi, per eseguire probabilmente piccole melodie. Se pensiamo che la musica possa essere l'equivalente dei disegni rupestri delle caverne, doveva essere qualcosa di impressionante. Ovviamente non sono sopravvissuti tutta una serie di strumenti fatti con materiali pi facilmente degradabili. Conosco

un gruppo svizzero-tedesco che cerca di ricreare la musica arcaica: sconvolgente. In molte culture musicali la voce in tutte le sue possibilit espressive, anche le pi estreme usata come strumento per raggiungere la trance o l'estasi. Lei ha approfondito anche questi aspetti? Penso che la trance venga dal corpo, e che dal corpo venga fuori la voce, non il contrario. La vera trance in atto quando il tuo corpo si fa prendere da una musica, da una poesia, e viene fuori la voce. Pratica anche il canto armonico o difonico, quello di Demetrio Stratos? S. Non trova curioso e un po' paradossale che uno specialista di

una signora di raccontarmi una storia che sia una risposta al fatto che, nel palazzo di fronte, un'altra donna ha appena detto di lei che una cuoca terribile! Lei ha scritto centinaia di colonne sonore. Trova che il limite imposto dallo spettacolo specifico sia una sfida che rende meno libera la musica, o magari proprio il contrario? In primis la musica che scrivo per il teatro musica per il teatro. Il che significa che musica a partire da ci che vedo e sento. Non compongo a tavolino, sono in teatro dal primo all'ultimo giorno delle prove e considero l'evoluzione successiva di ogni personaggio. Precisando che nel nostro teatro tutti gli attori provano tutti i personaggi. Non c' un solo attore che entri in scena senza musica: ad esempio il personaggio del re sar costruito a partire da tutti gli uomini e tutte le donne che hanno provato a impersonare il re, ci sar inevitabilmente del maschile e del femminile. E anche questo nutre la ma musica. Alla fine cerco di inventare un tema su uno specifico personaggio nato e nutrito da tutte le persone che hanno recitato, sudato e pianto facendolo. Quindi la risposta : fare musica per lo spettacolo un'enorme ricchezza.

Quali sono, a suo giudizio, le lingue pi musicali del pianeta, o tutte lo sono? Fortunatamente la lingua passa attraverso la bocca delle persone, dunque non il suono specifico della lingua, ma quello della persone, e a me la gente interessa perch la lingua fa parte di un tutto. Quando osservi le persone parlare, ne hai sensazioni uditive, naturalmente, ma anche visive, fisiche insomma, e in quel momento la gente che parla e le persone sono tutte belle. Non ho detto che la lingua di Hitler sia bella... ma io amo il tedesco, non dico che non mi piace l'italiano perch lo parlava Mussolini: sono le persone che mi interessano, la bellezza delle persone sufficiente. La bellezza della lingua riuscire ad ascoltare la lingua parlata come musica. Che molto difficile.

Appena passato in Italia, il compositore e didatta francese, da circa trentanni il cuore musicale del Thtre du Soleil

Nella immagine grande il compositore, polistrumentista e direttore dorchestra Jean-Jacques Lemtre; in alto Lemtre in teatro

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presenti quella sera: gli Elephants Memory (gruppo che accompagnava John e Yoko live e in studio), Roberta Flack e Stevie Wonder che canta, suona le tastiere e la batteria. I filmini apparivano in He Stands in the Desert Counting the Seconds of His Life (1969/1985), collage di materiali di Mekas girati negli anni. Qui gli 8mm: http://www.youtube.com/watch?v=iWooLK qed3M FRANCESCO ARONI VIGONE TRIO ORE BLU (SplascH) Lui, lAroni Vigone, suona il sax alto ed in compagnia di Enrico Fazio, basso, e Fiorenzo Sordini, batteria. Qualche goccia di tango si fa sentire in una musica che scivola gradevolmente, accennando talvolta a un possibile sgarbo che non ha mai luogo definitivamente. Sax e basso saccontentano a tratti di non andare a braccetto, ma sono zuffe che finiscono ancor prima diniziare. E linsieme appare migliore dei solisti. (g.ca.) AUT IN VERTIGO IN BILICO (www.autinvertigo.it) Esistono da quasi dieci anni gli Aut in Vertigo, dieci anni di gavetta dura e concerti, e cambi d'organico. In bilico il primo cd a pieno minutaggio: una specie di concept album sulla vacua crudezza metropolitana, vista con gli occhi di chi non ha rinunciato a pensare e guardarsi attorno. Un suono grosso e guizzante in parte debitore dell'hard rock anni Settanta, in parte ancorato al decennio successivo: con l'impronta dei Liftiba pi rumorosi ancora (troppo) presente. Peccato veniale. (g.fe.) SHARON JONES & THE DAP-KINGS GIVE THE PEOPLE WHAT THEY WANT (Daptone Records) Sensualissimo soul celebrante il ritorno alla vita di Sharon Jones dopo la malattia che le ha bloccato carriera e progetti. Nata 56 anni fa ad Augusta, Georgia, proprio l dove crebbe James Brown, ha trascorso la maggior parte del suo tempo a cantare sfiorando il successo fino al 2002. Lanima pi gospel emerge dalla prima traccia Retreat!, vero e proprio anthem inneggiante la sua personale battaglia, lalbum prosegue con unimmersione nel Detroit sound e si avvia alle battute finali con il pi concitato discooriented People Dont Get what They Deserve. (s.fr.) MOGWAI RAVE TAPES (Rock Action/Self) Ottavo album per la band scozzese, che, insieme ai Sigur Rs (anche se su basi decisamente diverse) ha rappresentato e rappresenta ancora il meglio in fatto di post rock in Europa. Dopo un paio di dischi in cui i suoni si erano fatti pi saturi e quasi hard, sono tornati a una modalit pi soft, e da loro non ci si aspetta rivoluzioni, e infatti in questo Rave Tapes non fanno altro che fare quello che gli riesce meglio, ossia i Mogwai. E visto che ci sono sempre piaciuti... (r.pe.)

ULTRASUONATI DA GIAMPIERO CANE VIOLA DE SOTO GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE SIMONA FRASCA GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA

IN USCITA A FEBBRAIO
Adrenaline Mob Men of Honour (Century Media/Universal) Don Airey Keyed up (Mascot/ Provogue) Barzin To Live Alone in that Long Summer (Monotreme) Bigelf Into the Maelstorm (Inside Out/ Universal) Bombay Bicycle Club So Long (Caroline/Universal) Bruce Bouillet The Order of Control (Mascot/Provogue) Brace/Choir Turning on Your Double (Tapete) Breton War Room Stories (Believe/ Audioglobe) Butcher Babies Goliath (Century Media/Universal) Champs Down Like Gold (Pias/Self) Cheatahs s/t (Wichita/Self) Death Vessel Island Intervals (Sub Pop/Audioglobe) Dena Flash (K7!/Audioglobe) The Fauns Lights (Invada/Goodfellas) Neil Finn Dizzy Heights (Kobalt/ Self) Robben Ford A Day in Nashville (Mascot/Provogue) Gardens & Villa Dunes (Secretly Canadian/Goodfellas) H.E.A.T. Tearing Down the Walls (Earmusic/Edel) The Jezables The Brink (Pias/Self) Rebecca Karijord Music for Film and Theatre (Control Freak Kitten/ Goodfellas) Laibach Spectre (Mute/Self) Seth Lakeman Word of Mouth (Cooking Vinyl/Self) Let's Wrestle s/t (Fortuna Pop!/ Goodfellas) Lo-Fang Blue Film (4Ad/Self) Macbeth Neo Gothic Propaganda (Dragonheart/Audioglobe) Mark McGuire Along the Way (Dead Oceans/Goodfellas) Maximo Park Too Much Information (Daylighting/Pias-Coop/Self) Ministry of Wolves Music from Republik der Wolfe (Mute/Self) Marissa Nadler July (Bella Union/ Pias-Coop/Self) Nashville Pussy Up the Dosage (Spv/ Audioglobe) Angel Olsen Burn Your Fire for no Witness (Jagjaguwar/Goodfellas) Anette Olzon Shine (Earmusic/ Edel) Tara Jane O'Neil Where Shine New Lights (Kranky/Goodfellas) Nina Persson Animal Heart (Lojinx/ Goodfellas) Poemms s/t (Planet Mu/Goodfellas) Quilt Held in Splendor (Mexican Summer/Goodfellas) Roseluxx Resti di una cena (Goodfellas) Matt Schofield Far as I Can See (Mascot/Provogue) Secret Colours Peach (Autoproduzione) Senser To the Capsule (Imprint Music/ Goodfellas) Stumbleine feat. Violet Skies Chasing Honeybees (Monotreme) Sun Kill Moon Benji (Caldoverde) Sunn O))) & Ulver Terrestrials (Southern Lord/Goodfellas) Tacocat Nvm (Hardly Art/ Audioglobe) Temples Sun Structures (Heavenly/ Self) Tinariwen Emmaar (Pop Noire/ Coop/Self) Tying Tiffany Drop (Zerokilled-Trisol/ Audioglobe) Adrian Vanderberg Moonkings (Mascot/Provogue) Suzanne Vega Tales from the Realm of the Queen of Pentacles (Cooking Vinyl/Self) Whitered Hand New Gods (Fortuna Pop!/Goodfellas) Lucinda Williams s/t 25th Anniversary Edition (Thirtytigers/ Goodfellas) Within Temptation Hydra (Bmg Rights/Self) Xiu Xiu Angel Guts: The Red Classroom (Bella Union/Pias-Coop/ Self)

INDIE ITALIA

INDIE POP

JAZZ

Malinconia blues, Lamicizia Le avventure invocando Jah dei mendicanti dei Dugong
Tre novit nel panorama indie italiano. Painless lesordio di The Sleeping Tree, nuova leva de La Tempesta International e progetto solista di Giulio Frausin, gi bassista dei Mellow Mood. Il cantautore realizza 12 brani acustici per un lavoro malinconico che si apre e si conclude invocando Jah, passando attraverso la Finlandia incontaminata e sfornando titoli in stile Southern America senza toccarne le radici blues e old time. La seconda opera composta da Carmelo Amenta e prodotta da Altipiani Factory. Lalbum, Cuori e parole in piccole botti di legno, narra e canta di libert umana oltre qualsiasi forma di autoritarismo e preconcetto, passaggi bluesy e alt rock sotto sfumature noir e alcoliche, sepolcrali e urbane. La terza proposta, Margaret Lee presenta Giacomo Marighelli, prodotta da La Cantina Appena Sotto la Vita e segna il ritorno di Giacomo Marighelli con il progetto Margaret Lee. Una sorta di omaggio ad Alejandro Jodorowsky con testi nichilisti e catartici, recitati e urlati, a comporre un reading audace che ricorda Allen Ginsberg, accompagnati da un sound sempre convinto. (Viola De Soto) MONTAUK MONTAUK (Autoprodotto) Una sintesi della produzione alternativa e indipendente degli ultimi 10 anni. Questo Montauk, un disco di impatto che senza omaggiare apertamente n essere derivativo, coglie gli aspetti migliori della proposta alternativa italiana e ne offre un sunto al pubblico. Da Massimo Volume a Il Teatro degli Orrori, da Offlaga Disco Pax a Fine Before You Came ecc., c un po di tutto, insomma, e ripreso con stile. (v.d.s.) Joe Pernice (Pernice Brothers) e Norman Blake (Teenage Funclub) sono amici di lunga data, amicizia che li ha portati a cercare anche una collaborazione artisticamente. Tutto ci ha dato vita a un progetto chiamato The New Mendicants e a un album, Into the Lime (One Little Indian/Audioglobe). Indie pop rock perlopi con basi acustiche, che prende spunto dalle sonorit Sixties. Agli Eighties si ispira invece The Go Find che pubblica il nuovo Brand New Love (Morr Music). Fedele alla linea dell'etichetta per cui incide, il musicista belga Dieter Sermeus rilascia un disco di puro synth pop che si apre con quello che probabilmente alla fine risulter il brano migliore del lotto, Jungle Heart, ma che per l'intero corso resta su un crinale pi che sufficiente. Ritorniamo al pop con basi acustiche e ci trasferiamo in Australia, patria di Dave Hosking e della band che a lui fa capo, Boy & Bear. Secondo lavoro per loro, Harlequin Dream (Nettwerk/ Self) che ci riporta, specie per il tono della voce di Hosking, agli Other Lives, ma pi in generale a un certo indie folk che va dai Fleet Foxes fino ai Mumford & Sons. (Roberto Peciola) ARCHIE SHEPP ATTICA BLUES ORCHESTRA I HEAR THE SOUND (Harmonia Mundi) Registrata la prima volta nel 1972 e proposta dal vivo nel 1978, torna ora live lopera jazz che il tenorista free dedica alle vittime della rivolta nel carcere statunitense di Attica. Rabbia, dolore, indignazione, urlo si sublimano attraverso il blues, il gospel, il soul e ovviamente il bebop e la new thing, tra citazioni da Ellington e Cal Massey o con brani originali espliciti. (g.mic.) Miscommunications (Zone di musica) opera prima dei Dugong: giovane quartetto con la chitarra scofieldiana di Michele Caiati, il sax tenore in scia coltraniana di Nicol Fricci, una ritmica pertinente assicurata da Andrea Di Biase e Riccardo Chiaberta. Confidiamo in ulteriori avventure. L'avevamo lasciato a un bel cd (e libro) dedicato al ripasso delle musiche dei Gentle Giant, tra le pi colte e navigate dell'intero panorama prog rock anni Settanta, adesso si torna al jazz, ma l'ensemble diretto dal compositore e sassofonista Antonio Apuzzo decisamente particolare. Nel nuovo D'un dolcissimo incanto al bel godere (Tweedle Music) si ascoltano 6 brani per 7e esecutori e 11 strumenti: mettendo assieme temperature ornettiane, richiami a Vivaldi e Bach, e momenti che richiamano i timbri chiacagoani della ricerca. Senza dimenticare i Gentle Giant, comunque. Gran bel disco. Non certo alle prime armi il pianista Roberto Tarenzi, stimato da tanti grandi musicisti: si comprende, ascoltando l'eccellente Other Digressions (Abeat), con molti ospiti: anche un fremente Rosario Giuliani. (Guido Festinese) LOBI TRAORE' BAMAKO NIGHTS-LIVE AT BAR BOZO 1995 (Glitterbeat Records) Un disco live e per giunta postumo, potrebbe sembrare un'idea poco sincera. E invece in questa circostanza molto di pi. Un documento sonoro per scoprire l'altro Lobi Traor, che non ti aspetti. Completamente in elettrico in un bar della capitale maliana. Presa diretta meravigliosa di un talento gi all'epoca maturo. Traor d punti a decine di colleghi. Emozionante. (g.di.)

IL TEMPO DEL RICORDO


Come si pu dimenticare un periodo incredibile come quello legato alla fine della guerra e alla grande forza di cambiamenti che seguono gli anni Cinquanta e Sessanta? C per fortuna tanta memoria scritta e proprio in questo periodo figure e storie ci aiutano. Ma partiamo da chi quegli anni li ha cantati con tanta passione e sforzo storico, Enzo Jannacci, partito via come vissuto, senza trambusti e rumori vari, nellinconsolabile dimensione del tempo che rimane di chi lo ricorda. Due volumi a lui dedicati: quello di Guido Andrea che ora esce con La vera storia di Enzo Jannacci (Barbera, 215 pag., euro 14,90) in una affettuosa e competente rimessa in discussione di un grande artista come stato Jannacci. Andrea ben lo conosceva e oggi il suo personale scrivere ricco di tanti rimandi, testimonianze e amorevole narrazione. Il volumetto di Sergio DAlesio per Aereostella (104 pag., euro 12) Il poeta con le scarpe da tennis un piccolo omaggio scritto accuratamente e che ci tiene stretti alla memoria di Enzo Jannacci, una piccola traccia che serve fortemente.

MA IN QUEGLI ANNI cera anche un personaggio come Federico Ceratti, raccontato dalla scrittrice Carla Cerati mamma di un poeta e musicista morto troppo presto. In Leredit, idee e canzoni di un sessantottino (Marsilio, 144 pag., euro 14) c tanta storia, tanta musica, tanta rabbia: la vita che ci rimane nella memoria di chi ha fatto in quellItalia che cantava con il pugno sinistro chiuso come ha fatto lo stesso Ceratti. Unaltra vita troncata troppo presto quella di Albert Ayler, sassofonista strepitoso che nel giro di pochi anni seppe modificare la strada del jazz contemporaneo nellAmerica degli anni Sessanta. La sua storia ora tradotta in Italia e scritta da Peter Niklas Wilson che pubblica per Ets Albert Ayler lo spirito e la rivolta (264 pag., euro 26).

ON THE ROAD
Breathless
Il ritorno della storica band della 4Ad, guidata dal vocalist Dominic Appleton. Torino VENERDI' 7 FEBBRAIO (BLAH BLAH)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it

Jeffrey Lewis
L'anti folk dell'artista statunitense. Con lui Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti (non a Torino). Torino MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO (BLAH BLAH) Firenze GIOVEDI' 6 FEBBRAIO (TENDER) Ferrara VENERDI' 7 FEBBRAIO (ZUNI) Carpi (Mo) SABATO 8 FEBBRAIO
(MATTATOIO)

Ausgang
La rassegna propone una serie di concerti dedicati alla scena indie italiana e internazionale itineranti tra varie location romane. Questa settimana Diaframma e Fine Before You Came. Roma SABATO 1 E SABATO 8 FEBBRAIO
(BLACKOUT)

Casa del Jazz


Sul palcoscenico le Intuizioni Jazz a cura di Paolo Damiani con il quartetto Ludovica Manzo Scraps e il duo John De Leo/Fabrizio Puglisi. Francesco Mandica ed Enrico Pieranunzi ridanno vita ad Invenzione a due voci mentre Vincenzo Martorella affronta temi e problemi del jazz italiano di oggi Da Rava a DAndrea. Roma DOMENICA 2 E DA GIOVEDI' 6
A SABATO 8 FEBBRAIO (CASA DEL JAZZ)

Happy Jawbone Family Band


La stravagante band indie rock statunitense. La Spezia MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO
(BTOMIC)

INFINE DUE VOCI quella di Carla Cucchiarelli che racconta la follia creativa di Luigi Di Sarro artista, medico (uno dei primi agopuntori) e naturalmente musicista, morto anchegli troppo presto. In Quella notte a Roma (Iacobelli, 160 pag., euro 14,50) la Cucchiarelli brava a restituirci una forte memoria. La seconda voce narra in prima persona la sua spettacolare vita, ossia il mitico e inossidabile George Martin che in Lestate di Sgt. Pepper (La Lepre edizioni, 252 pag., euro 14,90) svela la sua vita di cesellatore dei sogni dei Beatles e non solo, in unautobiografia che un romanzo.

Groove Armada
La Club Culture nel live set del duo londinese. Sant'Antimo (Na) VENERDI'
7 FEBBRAIO (JOIA)

Chorde
L'edizione 2014 del festival si chiude con la performance del duo Teho Teardo/Blixa Bargeld per presentare lalbum Still Smiling. Roma SABATO 1 FEBBRAIO (CHIESA
EVANGELICA METODISTA)

Faenza (Ra) GIOVEDI' 6 FEBBRAIO


(CLANDESTINO) Bologna VENERDI' 7 FEBBRAIO (FREAKOUT) Padova SABATO 8 FEBBRAIO (MAME)

Verona Winter Jazz Festival


La manifestazione propone la vocalist francoamericana Ccile McLorin Salvant e il recital Bix Factor con i Sousaphonix di Mauro Ottolini. Verona LUNEDI' 3 E VENERDI' 7 FEBBRAIO
(TEATRO RISTORI, TEATRO CAMPLOY)

The Soft Moon


Il progetto post punk di Luis Vasquez. Bologna SABATO 1 FEBBRAIO (COVO)

Marlene Kuntz
Torna dal vivo la rock band piemontese, con il notevole Nella tua luce. Taneto di Gattatico (Re)
VENERDI' 7 FEBBRAIO (FUORI ORARIO) Perugia SABATO 8 FEBBRAIO (AFTERLIFE)

20 ma Una
La Festa musicale delle regioni italiane, un concerto evento dedicato alla musica popolare del nostro paese con artisti provenienti da ogni regione, tra cui Lucilla Galeazzi, Michele Avolio, Raffaello Simeoni, Elena Ledda e Mauro Palmas. Roma DOMENICA 2 FEBBRAIO (MUSEO
NAZIONALE DELLE ARTI E TRADIZIONI POPOLARI, ORE 16.30)

Dorian Wood
Da Los Angeles, un cantaautore sulle orme di Scott Walker eNick Cave. Faenza (Ra) DOMENICA 2 FEBBRAIO
(CLANDESTINO) Perugia LUNEDI' 2 FEBBRAIO (LOOP) Padova MARTEDI' 3 FEBBRAIO (MAME)

Jazz al Maxxi
Su iniziativa del conservatorio romano Maria Pia De Vito porta il Vocal Ensemble S. Cecilia al museo Maxxi. Il recital si intitola Vocal Geographies. Roma SABATO 8 FEBBRAIO (MAXXI)

Virginiana Miller
Il ritorno dal vivo della band livornese coincide con la pubblicazione del loro sesto album, Venga il regno. Pescara VENERDI' 7 FEBBRAIO (TIPOGRAFIA)

Demented Are Go
In Italia la band psychobilly gallese. Seregno (Mb) SABATO 1 FEBBRAIO
(HONKY TONKY)

Boxerin Club
La giovane e promettente indie rock band capitolina. Pesaro MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO (DALLA CIRA) Urbino (Pu) GIOVEDI' 6 FEBBRAIO (UBIK) Monte Urano (Fm) SABATO
8 FEBBRAIO (CAFFE' LA PIAZZA)

Metastasio Jazz
La XIX edizione si apre con la conferenza di Stefano Zenni su I colori del jazz da camera che sar la tematica della rassegna (tre concerti e due conferenze). Prato DOMENICA 2 FEBBRAIO (RIDOTTO
DEL TEATRO METASTASIO, ORE 11)

Atelier musicale
La rassegna milanese presenta il trio del pianista Stefano Battaglia (con S. Maiore e R. Dani) nel repertorio dellalbum Ecm Songways. Introduce il musicologo Maurizio Franco. Milano SABATO 8 FEBBRAIO (AUDITORIUM
G. DI VITTORIO, ORE 17,30)

The Vibrators
Torna in concerto una delle primissime punk band inglesi. Pisa SABATO 1 FEBBRAIO (NEWROZ)

ALIAS 1 FEBBRAIO 2014

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VIDEOGAMES

YUX JI
di SIMONE PIERANNI

CONSOLE DOPO 14 ANNI DI DIVIETO VIA LIBERA PER PLAYSTATION E XBOX

Si narra che alcuni cinesi abbiano fatto richiesta di entrare nell'Esercito solo per poter giocare a Glorious Mission, creato dalla societ Giant Interactive Group (Gig) e sviluppato in collaborazione con il Comando dellArea Militare di Nanjing dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese. Quando si cominci a parlare del gioco, sul sito ufficiale si diceva che si tratta di uno sparatutto in prima persona e i giocatori possono prendere parte a missioni individuali o di gruppo. Il gioco, che dispone della armi dell'esercito cinese e di scenari di battaglia realistici, stato completato in 32 mesi. All'epoca era riservato ai soldati, anche se un anonimo ufficiale dell'esercito ammise che il gioco potrebbe presto essere disponibile per gli appassionati di cose militari; e infatti diventato pubblico e qualcuno ha potuto dunque sfogare la propria voglia di guerra contro i giapponesi, potendo utilizzare anche armamentari atomici: nulla lasciato al caso. E Glorious Mission ha da poco rilasciato un update, ovvero un nuovo ambiente di gioco, che raffigura le le isole Diaoyu (Senkaku in giapponese), gli isolotti disabitati e contesi tra Pechino e Tokyo. Come recita il claim in cinese: Entra nel gioco e combatti al fianco delle forze armate cinesi: utilizza le loro armi per dire ai giapponesi di restituirci i territori che hanno rubato!. La Cina ha oltre 336 milioni di giocatori online (dato che ha cominciato ad essere registrato dal 2012). Il profilo tipico di un giocatore cinese, ha scritto il Global Times, quotidiano in inglese del Partito Comunista quello di un giovane di sesso maschile, di et compresa tra i 18 e i 30 anni. Target perfetto, aggiungono, per i giochi rossi, ovvero quelli patriottici, che non dovrebbero corrompere lo spirito cinese, ma anzi investirlo di un sano, si fa per dire, nazionalismo. La Cina per anche un mercato, che non esente da spinte commerciali che arrivano dall'Occidente: dato il grande numero dei giocatori potenziali, le aziende che producono le console per giocare, sono riuscite nel loro intento, ovvero aprire il mercato cinese, che dal 2000 vietava le piattaforme straniere per giocare. Dopo quattordici anni quindi anche in Cina, Playstation, Xbox e affini potranno essere acquistate, anche se solo a Shanghai, nella zona di libero scambio. Si tratta della fine di due para-

Giochi di guerra rossi antigiapponesi sul pianeta Cina


dossi: innanzitutto il fatto che le console sono prodotte quasi tutte in Cina, ma non potevano essere vendute ai cinesi, in secondo luogo si porta alla luce un mercato che fino a questo momento era prevalentemente in nero, perch i cinesi che potevano permetterselo, le console le compravano eccome. A Hong Kong. La fine del divieto alle console Nel 2012 l'azienda cinese Lenovo aveva provato ad approfittare del divieto di vendita delle console di gioco straniere, producendone una propria. Si chiamava Ebox ed era stata prodotta da Edoo, sussidiaria del gigante della tecnologia. Il prodotto era stato messo sul mercato a 600 eu-

ro, ma non mai decollato. All'epoca non furono poche le recensioni entusiastiche dell'idea Lenovo: In Cina questo prodotto il primo del suo genere, una console di gioco venduta attraverso i canali ufficiali, aveva detto Sun Mengzi, analista di gioco Analysys International al Financial Times. difficile dire quanto successo avr, aveva detto all'epoca, ma almeno servir a testare il mercato. Il prodotto Lenovo era dotato di telecamere motion-sensing ed era venduto con annessi giochi di fitness, kung fu e altri games per la famiglia. La politica nazionale vieta la vendita di console di gioco, la nostra potremmo definirla come una macchina sportiva, aveva spiegato Jack Luo, amministratore delegato di Eedoo. Noi non la definiamo una console di gioco, aveva aggiunto, non ci sono giochi di combattimento crudeli e sanguinari, comuni invece in una console di gioco normale. All'epoca un sondaggio su su Sina Weibo, il Twitter nazionale, sosteneva che solo il 6 percento degli intervistati aveva intenzione di comprare la console Lenovo. Su questo i cinesi sono poco patriottici: sanno bene che l'innovazione in termini di giochi e tecnologia, arriva dall'occidente. E infatti una societ di ricerche di mercato (la Niko Partners) ha prodotto un report secondo il quale un milione di console sarebbero vendute illegalmente ogni anno in Cina, con un picco di 1,7 milioni quando la PlayStation 3, Nintendo Wii e Xbox 360 rilasciarono i loro nuovi modelli. E ora a Shanghai via libera, anche se molti analisti fanno notare come il Consiglio di Stato cinese abbia specificato che la sospensione del divieto temporanea e che le console saranno soggette all'esame dei contenuti da parte dei servizi culturali del Partito. Si calcola che l'apertura ai brand occidentali, potrebbe dare vita ad un mercato promettente come hanno sostenuto gli analisti di Sony. Un piatto decisamente ricco se si considera che il divieto ha consentito l'esaltazione dei giochi on line, che nel 2012 hanno prodotto un giro d'affari di circa 14 miliardi di euro. Red games L'ultima crociata contro la corruzione spirituale occidentale era stata lanciata da Hu Jintao, l'ex presidente cinese. Il governo diretto allora da Wen Jiabao, diede il via alla cosiddetta riforma culturale, nella quale si invitata tutta la produzione culturale locale a ribadire concetti cinesi, senza farsi corrompere dai valori occidentali. Il divieto alle console, per, ha finito per creare il fenomeno di un mercato gigantesco, quello dei giochi on line. Alla fine degli anni 90, ha scritto il Telegraph, quando i giochi single-player stavano per perdere il loro seguito e vennero sfidati dai videogiochi online, lo sviluppatore di giochi cinese Xishanju aveva gi compreso che ci sarebbe stato un mercato per i giochi rossi a causa di un diffuso sentimento anti-giapponese. Sentimento che permea la produzione dell'intrattenimento made in China: basti pensare che secondo una ricerca, sui set delle fiction nazionali cinesi, ambientati quasi tutte durante la guerra di liberazione dal Giappone, sarebbero state uccise un milione

Un mercato di oltre 336 milioni di giocatori online e aperto da questanno (ma solo a Shanghai) alle piattaforme straniere
di comparse che rappresentavano giapponesi. Nel 1997 la societ Xishanju rilasci un gioco intitolato War Resistance: Landmine Warfare (divenuto anche uno script cinematografico); si tratta di un gioco ambientato nel 1942 nella provincia del Zhejiang, nel quale il giocatore assume il ruolo di un membro dellottava armata della Cina per tentare di strappare Pingyang al controllo dei soldati giapponesi. Nel 2003 fu poi il turno dello studio Acso di Shanghai rilasciare un videogioco intitolato War Resistance: Blood War in Shanghai, nel quale i giocatori possono sparare ai soldati giapponesi su tutta la strada che va dal Bund all'ambasciata giapponese durante la guerra anti-giapponese. Secondo quanto rilasciato da Tang Yongjian, responsabile delle pubbliche relazioni di Perfect World, uno sviluppatore di giochi online, all'inizio della loro epopea, i giochi rossi non erano in grado di competere sul mercato per lungo tempo. Senza la sponsorizzazione da parte del governo, molti di questi giochi non potrebbero competere con altri giochi popolari. D'altronde alcuni di questi giochi rossi non costituiscono proprio l'ideale per i giocatori cinesi. Sempre nel 2003, ad esempio, la Shanghai Shengda ha dato vita ad un on line game intitolato Imparare da Lei Feng, esempio supremo in Cina dello stakanovismo nazionale, icona dell'altruismo e della modestia. Il gioco stato sponsorizzato dalla Lega della Giovent Comunista di Shanghai e come si legge sulla scheda - invece di armi o denaro, i giocatori sono dotati di citazioni di Mao Zedong. Quando i giocatori completano le loro missioni, che includono aiutare le persone a comprare i biglietti del treno e accompagnare le persone alle loro case durante i temporali, sono accolti dal presidente Mao in piazza Tiananmen. Per i giovani cinesi di oggi, tutto questo per decisamente meno intrigante che fare la guerra a colpi di bombe e bombardieri ai giapponesi, magari utilizzando una console occidentale.

Nella foto in alto una schermata del gioco on line Glorious Mission, che ha come protagonisti i soldati dellesercito cinese, impegnati contro Stati uniti e Giappone