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Alessandro Pinna III F

27/05/12

Riassunto: La guerra dei Trentanni e LItalia nel Seicento


Realizzato da Alessandro Pinna, classe III F

Sommario
La guerra dei trentanni ..................................................................................................................................... 1 I contrasti religiosi allinterno dellimpero .................................................................................................... 1 Linizio del conflitto ....................................................................................................................................... 2 Gustavo Adolfo di Svezia ............................................................................................................................... 2 La guerra tra Spagna e Olanda ...................................................................................................................... 3 Le difficolt della Spagna ............................................................................................................................... 3 La fase francese e la pace di Westfalia .......................................................................................................... 4 La Francia di Mazzarino ................................................................................................................................. 4 LItalia nel Seicento............................................................................................................................................ 4 La situazione politica italiana nel seicento .................................................................................................... 4 LItalia dal primato alla crisi ........................................................................................................................... 5 Leconomia italiana alla ricerca di nuovi equilibri ......................................................................................... 6

La guerra dei Trentanni


I contrasti religiosi allinterno dellimpero
Nel Seicento le potenze europee furono spesso in lotta per decenni; uno dei conflitti pi rilevanti fu la Guerra dei Trentanni (1618-1648), che coinvolse numerosi stati europei , soprattutto la Germania, per cui fu anche detta guerra tedesca. Linizio del conflitto probabilmente da attribuire al possesso di beni ecclesiastici: infatti nel 1555 la pace di Augusta sanc il diritto da parte dei principi di possedere le terre della chiesa di cui si erano impossessati prima del 1552; tuttavia se i principi ecclesiastici si fossero convertiti alla riforma, avrebbero dovuto rinunciare ai loro possedimenti, cos non accadde nella Germania settentrionale. Nel 1608 inizi un conflitto a Donauworth, citt stato protestante al confine con la Baviera in cui la pace di augusta aveva permesso la costruzione di un monastero cattolico: ai monaci fu negata la possibilit di organizzare una processione e si rivolsero quindi allimperatore Rodolfo II dAsburgo; questo ordin al duca cattolico Massimiliano di Baviera di punire i protestanti. Per contrastarlo nel 1608 fu fondata 1

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una lega degli stati protestanti , guidata dal principato del palatino; di conseguenza nacque una lega cattolica capeggiata da Massimiliano di Baviera e finanziata dal pontificato. Il successivo imperatore fu sostenitore della controriforma nelle sue terre ereditarie, ma inseguito estese la sua politica alla Boemia, in cui era estremamente diffuso il protestantesimo nonostante i sudditi sarebbero dovuti essere cattolici come il loro sovrano (cuius regio, eius religio).

Linizio del conflitto


Nel 1919 successe al controllo dellimpero Ferdinando II, il quale, fervente cattolico, decise di contrastare di nobili convertitisi al protestantesimo. In Boemia la religione prevalente era il calvinismo, nonostante non fosse previsto dalla pace di augusta, e limperatore inizi qui il suo progetto di creare unomogeneit religiosa in Germania, impose una censura sulle opere stampate e restrinse laccesso alle cariche pubbliche solo ai cattolici; perci i nobili si ribellarono a Ferdinando II: evento emblematico della rivolta fu la defenestrazione di Praga nel 1618, due delegati imperai furono infatti buttati da una finestra del palazzo reale; inoltre la corona fu poco dopo offerta ai principi europei nemici dellimperatore e fu accettata da Federico v del Palatinato, che divent capo della lega degli stati protestanti. Per contrastare la rivolta , limpero ebbe il sostegno finanziario del papa e quello militare spagnolo e grazie a un esercito di 25.000 uomini riconquist Praga nel 1620, nella battaglia della Montagna Bianca; furono giustiziati numerosi nobili protestanti e le loro terre rivendute; Albrecht Von Wallenstein acquist numerosi possedimenti, diventando governato di Praga. In seguito Il conflitto coinvolse tutti gli stati tedeschi, schieratisi a seconda della loro maggioranza religiosa e si schiero con i protestanti perfino il re di Danimarca; per contrastare il suo esercito Wallenstein arruol mercenari che venivano retribuiti a spese dei territori che lesercito attraversava, spesso saccheggiandole. Nel 1629 la Danimarca si ritir dal conflitto e Ferdinando II eman leditto di restituzione, rilettura filo-cattolica della pace di augusta che sanciva il bando dei calvinisti e il restauro della religione cattolica nelle regioni protestanti.

Gustavo Adolfo di Svezia


Anche i principi cattolici iniziarono a temere che il potere che si stava concentrando nelle mani di Ferdinando ii potesse minare la loro autonomia , per questo motivo nel 1630 Ferdinando fu obbligato a sciogliere il suo esercito. Lo stesso Wallenstein ora destituito spirava alla fondazione di un grande stato unitario che diventasse egemonia europea; il timore che potesse spingersi alla conquista del mar baltico port il protestante Gustavo Adolfo, imperatore di Svezia, ad intervenire contro limpero. Lesercito svedese era differente da quello cattolico: infatti larruolamento era obbligatorio ed erano presenti un maggior numero di soldati con armi da fuoco per ogni quadro. La potenza militare svedese fece inizialmente temere ai principi protestanti lingresso di Gustavo Adolfo, tuttavia in seguito al saccheggio di Magdeburgo da parte dei soldati imperiali, unalleanza con la Svezia era indispensabile. Lesercito cattolico fu quindi sconfitto a Breitenfeld e per fare fronte alla minaccia svedese fu nominato comandante supremo. Nello scontro a Lutzen, nel 1632, il comandante si ritir, tuttavia Gustavo Adolfo rimase ucciso in battaglia e fu sostituito dal cancelliere svedese Oxenstierna che chiese a principi tedeschi il sostegno finanziario per la chiesa . Wallenstein cerc di portare avanti la sua politica, negoziando la pace con la Svezia e i principi protestanti, ma fu accusato di tradimento e ucciso nel 1634; nello stesso anno lesercito svedese fu definitivamente sconfitto e principi protestanti firmarono la pace di Praga nel 1635 2

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La guerra tra Spagna e Olanda


In seguito alla rivolta dei paesi bassi nacque la repubblica delle provincie unite, contro le quali la spagna si scontr in guerra per circa trentanni con risultati disastrosi, finch nel 1609 ci fu un armistizio di dodici anni; allo scadere di questo la spagna torn in guerra nonostante fosse in svantaggio militare e conducesse contemporaneamente la guerra n Boemia, con la speranza di ottenere una pace meno disonorevole, ottenendo alcune vittorie; invece lolanda era determinata a procedere strenuamente il conflitto.

Le difficolt della Spagna


Fu il duca di Olivares a condurre lo scontro contro lOlanda, che ebbe come principale campo di battaglia lAtlantico: infatti le Regioni Unite avevano fondato la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, societ - finanziata da mercanti estremisti cattolici che si occupava di depredare i convogli di argento provenienti dallAmerica verso lEuropa e di conquistare terre nel nuovo mondo da cui fosse possibile importare canna da zucchero in Olanda; nel 1628 unintera flotta spagnola fu catturata da un corsaro dellOlanda, la quale ottenne unincredibile bottino di otto milioni di fiorini dargento, ai quali si aggiunsero oro e tessuti. Quindi la Spagna fu determinata ad intraprendere anchessa la guerra di corsa, riuscendo ad intercettare le navi norvegesi che trasportavano legname e il convoglio che trasportava merci di vario genere ad Anversa. La spese di guerra furono gravose per entrambi i contendenti, specialmente per il governo spagnolo, ricoperto di debiti al punto da raggiungere due volte la bancarotta; per fare fronte a questi debiti furono elargite massicce imposte senza consultare gli organismi amministrativi locali, portando al malcontento di tutti gli strati sociali: per questo motivo in Catalogna, in Portogallo e in particolare a Napoli ci furono delle rivolte cittadine; la ribellione di Napoli dur per ben nove mesi e riusc a contrattare una riduzione delle imposte; la rivolta del Portogallo invece non fu mai soppressa e questo torn ad essere uno stato indipendente.

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La fase francese e la pace di Westfalia


Dal 1624 alla guida della Francia ci fu il cardinale Richelieu, molto impegnato nel garantire gli interessi della monarchia francese. Egli temeva che una vittoria della Spagna e dellAustria nella guerra dei trentanni avrebbe minato lindipendenza della Francia, perci riteneva che fosse fondamentale prendere parte al conflitto schierandosi con lolanda e la Danimarca; il suo piano tuttavia non trov molti consensi a corte, perch ritenuto immorale schierarsi a fianco di stati protestanti. Nel frattempo in Francia si era scatenata una rivolta degli ugonotti e decise di sopprimerla prima di entrare in guerra, non potendo contrastarla mentre era alleato di due nazioni protestanti. Quindi assedi La Rochelle, principale roccaforte calvinista, e riusc ad espugnarla in seguito ad oltre 25.000 perdite nemiche; inoltre si dimostr politico, permettendo la libert di culto agli ugonotti sopravvissuti in cambio della loro fedelt. La Francia prese poi parte alla guerra dei trentanni nel 1635 ed ottenne una grande vittoria contro la spagna a Rocroi. Nelle citt tedesche di Osnabruck e Munster iniziarono delle trattative di pace per placare i conflitti in Europa, e nel 1648 ne risult la pace di Westfalia, che garantiva lindipendenza agli stati dellimpero, lasciando allimperatore solo i possedimenti dAustria, mentre il principio cuius regio, eius religio venne esteso anche alla fede calvinista; tuttavia non fu rispettato da molti principi che a causa del crollo demografico concessero la tolleranza religiosa per evitare emigrazioni. Il papato si oppose a questa tolleranza e proclamo invalidi i trattati della pace di Westfalia, ma fu invano, perch nessuno stato, lacerato dalla guerra, era ancora intenzionato di combattere per motivi religiosi, tanto che anche la spagna riconobbe lindipendenza delle Provincie Unite. Il conflitto tra Spagna e Francia invece termin solo nel 1659 con la pace dei Pirenei.

La Francia di Mazzarino
A Richelieu successe il cardinale italiano Giulio Mazzarino, che a causa dei costi della guerra dovette istituire delle gravose imposte, generando delle sommosse, proprio come avvenne in spagna. Le sommossa pi importante furono quelle dei nobili, detta Fronda, che minacciarono la monarchia francese riuscendo a cacciare il re e Mazzarino stesso;essi desideravano partecipare al potere politico che era nelle sole mani del sovrano, tuttavia le loro aspirazioni furono mandate in frantumi quanto nel 1653 il cardinale riusc a sconfiggere la Fronda e a partire da quel momento ci fu un incontrastato assolutismo regio, che si manifest nel modo pi totale nella monarchia del re Luigi XIV.

LItalia nel Seicento


La situazione politica italiana nel seicento
In seguito alla pace di Cateau-Cambresis perse molta della sua importanza,essendo perlopi dominata dalla Spagna; infatti Il regno di Napoli, la Sardegna e il ducato di Milano erano sotto il suo controllo, la Repubblica di Genova ne era alleata, i ducati di Parma, Piacenza, Modena e Mantova ne dipendevano, anche se non ufficialmente; persino lo Stato della Chiesa non ne era realmente indipendente: la corona spagnola contribuiva alla diffusione della controriforma e dellevangelizzazione nelle colonie spagnole del Nuovo Mondo, mentre pi potenti famiglie spagnole si assicuravano che ai vertici della chiesa ci fossero 4

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dei loro membri. Il ducato di Savoia si trovava in una condizione di semi-autonomia perch essendo collocato tra il Ducato di Milano (possedimento spagnolo) e la Francia, si alleava con luna o con laltra a seconda delle esigenze e riusc progressivamente ad espandersi con lannessione del marchesati di Salluzzo e del Monferrato. La Repubblica di Venezia era lunico stato ad essere realmente autonomo, nonostante non si trovasse in ottime condizione finanziarie a causa della concorrenza olandese nel commercio delle spezie e di quella turca per quanto riguarda il mercato mediterraneo e delloriente: il conflitto si era riacceso per il dominio di creta, che rappresentava una posizione economicamente favorevole per Venezia nellEgeo, tuttavia dopo decenni di resistenza, la Repubblica dovette cedere lisola ai turchi.

LItalia dal primato alla crisi


Il declino delleconomia in Italia non da imputare solamente al dominio spagnolo: infatti riguard tutto il mediterraneo e avvenne progressivamente in concomitanza con lo sviluppo di potenze marinare nordiche come lInghilterra e lOlanda. Le cause furono molteplici, la pi rilevante lepidemia di peste del 1630 che decim un terzo della popolazione e a causa del calo demografico fu gravemente compromessa la coltivazione delle campagne, che ebbe dei miglioramenti solo nel 1660-70, quando in Lombardia si impose un nuovo sistema di rotazione e in Toscana la coltivazione dei cereali venne sostituita dalla viticoltura, mentre in Piemonte tra i contadini divenne frequente la produzione della seta grezza, che veniva esportata in Francia e Inghilterra, a discapito della produzione del Sud Italia, dove per motivi geografici lesportazione aveva costi pi alti. Dal punto di vista del commercio e della finanza la situazione era anche peggiore: a cause della bancarotta della spagna molti banchieri genovesi fallirono; Venezia perse il primato del commercio delle spezie, superata da Anversa, e, come Firenze, ridusse drasticamente la sua produzione di lana.

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Leconomia italiana alla ricerca di nuovi equilibri


La crisi delleconomia italiana ebbe varie cause. Venezia e Genova non subirono la concorrenza inglese e olandese solo dal punto di vista della marina mercantile, ma anche nella produzione della seta e della lana:infatti la Guerra dei Trentanni le aveva private del mercato tedesco e si imposero sul mercato i tessuti prodotti di provenienza nordica, che seppur meno pregiati, erano molto pi economici; lunico campo in cui leconomia italiana non sub un declino fu la produzione di oggetti pregiati, come le sete a Firenze, gli strumenti musicali a Cremona o i le pelli lavorate a Pisa. I successi pi duraturi nellartigianato si ebbero grazie ad uno spostamento della produzione dalle citt alle campagne, dove la manodopera aveva un costo minore e le materie prime necessarie alla produzione erano direttamente accessibili; alcuni esempi ne furono il successo nelle montagne del bresciano dellindustria del ferro, che arm gli eserciti di Venezia, della spagna e dellimperatore; ebbero uno sviluppo anche la produzione di carta nella costa ligure e la torcitura della seta in tutto il Nord Italia. Lindustria nel Sud invece non riusc a rinnovarsi altrettanto, principalmente a causa della rivolta antispagnola e di unepidemia di peste che decim la popolazione: le terre rimasero incolte, ma i nobili napoletani in alcun modo fecero fronte a ci, preferendo investire in prestiti alla monarchia, che veniva investiti a Milano nellorganizzazione degli eserciti.