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I TRE GRANDI ORDINI

RCHITETTONICI
DELLA GRECIA ANTICA

ALUNNO
I TEMPLI GRECI

Breve introduzione con gli elementi fondamentali dei templi greci e analisi e differenze
tra gli ordini architettonici
I TEMPLI GRECI

L’insieme di regole geometriche per realizzare edifici eleganti e proporzionali dalla Grecia si
diffuse in tutto il mondo
Le città greche vengono abbellite da edifici che esprimono la potenza della polis, ma anche i
valori su cui si fonda la comunità.
La costruzione più importante è il tempio , che ospita al suo interno la statua della divinità
che protegge la polis.
Il tempio rappresentava per i Greci la costruzione più perfetta e armoniosa.

Per raggiungere questa perfezione gli architetti si servivano di regole geometriche e


matematiche con cui legare ogni dettaglio dell’edificio.
I TEMPLI GRECI

Era la sede della divinità, i Greci credevano in molti dei che vivevano sul monte Olimpo. Il
tempio racconta le più antiche tipologie costruite, cercando di mantenere l’armonia delle
forme
Il tempio nasce nel periodo geometrico tra l’80 e il 70 secolo a.C.
Nel periodo arcaico, per la costruzione dei templi, si usavano pietra e marmo

Il tempio assume le caratteristiche principali della casa greca .


TEMPLI GRECI: CARATTERISTISCHE
PRINCIPALI
La pianta del tempio assume forma rettangolare o circolare. Poggia
su una base di pietra (serie di 3 gradini) con la funzione di sopraelevare l’edificio, separando
simbolicamente la residenza degli dei dal livello del terreno. I gradini
prendono il nome di CREPIDOMA.
Il terzo gradino è detto STILOBATE ed è la base di appoggio delle colonne

L’elemento sacro è il NAOS, che in greco significa «cella» che segue la forma del tempio.
Ospita la statua della divinità che dedica.
Nel tempio aveva accesso il sacerdote, mentre il popolo nel Temenos: lo spazio sacro riservato
al culto di un dio o alla costruzione di un santuario.
Il tempio può avere due spazi porticati che fungono da filtro tra spazio interno e spazio esterno.
PRONAO= è posto davanti alla cella (sulla parte est),spazio porticato anteriore
OPISTODOMO= è posto dietro la cella (sulla parte ovest),spazio porticato inferiore
GLI ORDINI ARCHITETTONICI:
DORICO, IONICO, CORINZIO
Per poter realizzare e costruire i templi, i Greci introdussero
l
’ORDINE ARCHITETTONICO.
L’ordine architettonico consiste in un sistema di regole
geometriche e matematiche mediante il quale le dimensioni e
le proporzioni di ogni elemento rispetto alle parti
dell’edificio sono costanti.

L’ordine architettonico serve per armonizzare l’edificio,


deve renderlo bello, non soltanto funzionale.
Tre sono gli ordini architettonici
impiegati dai Greci: il dorico, lo ionico e il corinzio
Dorico
C
Ionico Corinzio

Il termine «ordine», dal latino ordo, è comunque di origine


più recente, in quanto Vitruvio ricorreva ai termini genus (genere),
ratio (regola) e mos (norma) e Leon Battista Alberti, il primo grande
trattatista del Rinascimento, a opus (opera).
L’ORDINE DORICO

L’ordine dorico (il più antico


fra i tre ordini), si sviluppa nel
corso nel VII secolo a.C. nel
Peloponneso, diffondendosi
poi nel corso del VI secolo
a.C. in Magna Grecia.
L’ORDINE DORICO

Con questo ordine son stati


costruiti tutti i templi superstiti
della Magna Grecia e alcuni
degli edifici più importanti della
Grecia stessa, tra i quali il
Partenone nell’Acropoli di Atene
e il Tempio di Zeus ad Olimpia.
L’ORDINE
DORICO
Numerosi sono gli accorgimenti visivi utilizzati
nell’ordine dorico dagli architetti greci, che
volevano rendere la visione dei loro templi più
armoniosa e perfetta.

In primo luogo le colonne sono rastremate, ovvero


il diametro si riduce man mano che dalla base si
risale verso la cima, cioè fino al collarino…
L’ORDINE DORICO

…il fusto non è liscio, ma


scanalato, in quanto tutta la sua
superficie è percorsa
verticalmente da scanalature
realizzate scolpendo i rocchi dopo
averli sagomati e sovrapposti.
L’ORDINE DORICO

La rastremazione non è perfetta infatti


a circa un terzo del fusto è presente un
lieve rigonfiamento che prende il nome
di entasi, che impedisce alla colonna di
sembrare innaturalmente sottile.
Le colonne inoltre non sono mai
perfettamente verticali, ma presentano
una leggera inclinazione verso
l’interno, o verso le diagonali della
base del tempio.
L’ORDINE DORICO

Un ultimo accorgimento è quello che


riguarda lo stilobate, che a volte, è
leggermente convesso al fine di
correggere l’aberrazione prospettica e
farlo sembrare perfettamente
orizzontale.
Tuttavia, alcuni architetti pensano che
si tratti di un accorgimento tecnico
per favorire il deflusso dell’acqua.
L’ORDINE DORICO

Il capitello è composto da due


elementi sovrapposti chiamati
ECHÌNO e ÀBACO.
L’abaco ha la forma di un
parallelepipedo molto basso.
L’echino invece ha la forma di un
catino circolare dal profilo convesso.
L’ORDINE DORICO

L’ insieme degli elementi


strutturali e decorativi che
si appoggiano sui capitelli
prendono il nome generico
di TRABEAZIONE.
L’ORDINE IONICO

Quasi contemporaneamente
all’ordine dorico o, al massimo,
con un ritardo di pochi decenni,
si sviluppa in Grecia anche
l’ordine ionico, il secondo dei
grandi ordini architettonici
L’ORDINE IONICO

L’origine dell’ordine ionico è orientale, in particolare si associa alla popolazione


degli Ioni(da cui il nome “ionico”).Gli Ioni erano gli abitanti della Grecia , in modo
particolare del Peloponneso, i quali migrarono verso le isole Egee verso le coste
dell’Asia Minore Meridionale; qui fondarono nuove città e questi abitanti
prenderanno appunto il nome di Ioni.
Quindi l’ordine ionico nasce e viene utilizzato fondamentalmente nelle isole e sulle
coste dell’Asia Minore Meridionale. Successivamente l’ordine si diffuse abbastanza
rapidamente e venne molto utilizzato nella regione dell’Attica.
L’ORDINE
IONICO

Nell’ordine ionico la colonna si


compone di tre elementi:
la base
il fusto
il capitello
Il fusto non poggia più direttamente
sullo stilobate ma, appunto, sulla base.
L’ORDINE IONICO

Ciò conferisce a tutta la colonna un


senso di maggiore slanciatezza e
grazia.
Tale base può assumere, in relazione al
periodo e al luogo di costruzione,
forme anche molto diverse. Quella più
nota e diffusa, soprattutto in epoca
classica, è comunque la cosiddetta
base attica (dalla regione ove per
prima è stata impiegata).
L’ORDINE IONICO
Essa si compone di tre elementi sovrapposti a pianta
circolare e precisamente di un toro inferiore, di una
scozia(o trochilo) e di un toro superiore.

Il toro è una modanatura architettonica convessa a profilo


semicircolare e può essere:
Liscio o Decorato

Il nome deriva dal latino torus che significa «cordone


attorcigliato»

La scozia, invece, è una modanatura concava a forma di


canale. L’origine della parola è, in questo caso, greca.
Skotìa, infatti, significa «tenebra», «oscurità» e ciò fa
riferimento al fatto che, essendo incavata, la scozia risulta
essere quasi sempre in ombra. Essa può essere chiamata
anche trochilo.
L’ORDINE IONICO

Nella base attica la scozia è posta fra


i due tori e serve a raccordare quello
inferiore con il superiore, che può
anche essere decorato, sul quale si
imposta il fusto della colonna
attraverso un raccordo concavo
chiamato apòfige terminante in basso
con un listello, chiamato cintura.
L’ORDINE IONICO

Il fusto ionico non ha entasi ed


è solcato da almeno 24
scanalature che si succedono
con spigoli smussati. Un simile
artificio contribuisce ad
accentuare il senso di grazia
dell’ordine ionico.
L’ORDINE IONICO
L’elemento che caratterizza l’ordine ionico è
comunque il capitello, che spesso è dipinto. Esso
è composto da un piccolo echino convesso
decorato da òvoli e dardi, da due morbide volùte
(dal latino vòlvere , girare, in quanto la loro forma
fa pensare a un moto rotatorio) e da un
sovrastante abaco.

L’abaco ha pianta quadrata e presenta uno


spessore limitato. Il suo profilo è di tipo
curvilineo, spesso decorato anch’esso con ovoli e
dardi, in modo da raccordarsi più dolcemente con
la sovrastante trabeazione.
L’ORDINE IONICO

L’architrave dell’ordine ionico è tripartito


orizzontalmente, in modo che le tre fasce che lo
compongono risultino lievemente aggettanti
l’una sull’altra.
L’ORDINE IONICO

Il fregio è continuo. Esso percorre dunque senza


interruzione l’intero perimetro dell’edifico e, mentre nei
primi templi ionici è costituito da una serie di lastre lisce,
in seguito viene impreziosito mediante bassorilievi.

Sopra il fregio, infine, corre il geison (cornice) che è


simile a quello dorico.
L’ORDINE CORINZIO

È l’ultimo dei tre grandi


ordini architettonici, nasce
tra il V e il IV secolo a.C.
(periodo classico), però
raggiunge la sua diffusione
solo nel periodo ellenistico
tra il 323 a.C. e il 31 a.C.
L’ORDINE CORINZIO

Il termine “corinzio” deriva dal luogo di nascita, l’importante città di Corinto


situata nel Peloponneso. La leggenda narra che lo scultore greco Callimaco si
sia ispirato casualmente da un cesto trovano vicino a una tomba di una
fanciulla .Questo cesto era stato lasciato da un familiare. Il cesto era stato
chiuso in alto da una pietra quadrata e al di sotto era cresciuta una pianta
mediterranea di acànto (aventi grande foglie frastagliate).Queste foglie di
acanto avevano avvolto tutto il cesto facendo sembrare una sorta di
decorazione scultorea. Ecco come nasce l’idea, l’ispirazione di Callimaco per
realizzare un ulteriore ordine.
L’ORDINE CORINZIO

La base della colonna corinzia


riprende quella ionico-attica, ma
a volte può essere ulteriormente
rialzata mediante l’adozione di
un plinto, soluzione talvolta già
presente in alcune basi dello
stesso ordine ionico.
L’ORDINE CORINZIO

Il fusto è percorso
verticalmente da una serie di
24 scanalature a spigolo
smussato.
L’ORDINE CORINZIO

L’elemento che caratterizza questo


ordine è il capitello.
L’ORDINE CORINZIO
Il capitello corinzio ha una forma tronco-conica rovesciata che assume un
nome specifico ,si chiama càlato (in greco kàlathos). Attorno a questa
forma volumetrica si associano delle foglie molto stilizzate di acanto.
Le foglie di acanto
si dispongono su due altezze:
-la base formata dalla prima corona, mentre
-la base superiore è formato da una seconda
corona. Tra le foglie si dispongono
alcuni steli, i quali steli si concludono con 16 volute(spirali).8 steli sono
disposti a coppie e si trovano in corrispondenza dei 4 spigoli. Questi si
chiamano caulicoli. Abbiamo altri 8 steli, anche questi disposti a coppie,
però visto che si trovano in posizione frontale, assumono un'altra
denominazione, si chiamano elici. In totale abbiamo 16 steli che si
relazionano in base alle foglie di acanto. In particolare, in posizione
frontale tra le elici, si innalza uno stelo che si apre in un grande fiore con la
corona aperta verso l’esterno. Questo fiore si chiama occhio o goccia
perché appartiene all’elemento sovrastante oppure detto fiorone e si pone in
posizione centrale su questo abaco che è arcuato (ha una concavità verso
l’interno).
DIFFERENZE TRA I TRE
GRANDI ORDINI
ARCHITETTONICI

LE DIFFERENZE SI TROVANO SOPRATTUTO TRA L’ORDINE DORICO E IONICO; POICHÈ IL CORINZIO NON VIENE
CONSIDERATO COME UN VERO E PROPRIO ORDINE.
C Lo stesso Marco Vitruvio Pollione, famoso ed importante trattatista romano, nel «De architectura» comincia a
riportare le differenze sostanziali tra l’ordine dorico e l’ordine ionico.
Egli affermava che la colonna dorica è paragonabile
alla massiccia potenza del corpo maschile; invece la colonna ionica è paragonabile alla raffinatezza, all’
eleganza e alla bellezza del corpo femminile. Questa è una delle principali differenze che le dà lo scrittore
latino.
La seconda differenza consiste nel fatto che: nella colonna dorica l’altezza del fusto è pari a 4 o al massimo 6
volte il diametro di base del fusto della colonna. Invece nell’
ordine ionico prendiamo questo modulo pari al diametro di base e lo moltiplichiamo per 8 o per 10 volte al
massimo e otteniamo l’ordine ionico, così anche come l’ordine corinzio. La colonna ionica è molto più
slanciata, più alta perché viene moltiplicata un numero di volte maggiore rispetto all’ordine dorico, il quale è
più tozzo, nettamente più basso. Anche il diametro delle colonne doriche è maggiore; invece più snello, più
elegante nell’ordine ionico.

La terza differenza importante è che: l’ordine dorico non ha la base su cui poggia il fusto, invece la colonna
ionica possiede una base. La base è l’elemento di appoggio del fusto che permette di dare alla colonna un
maggiore slancio verticale. La base più conosciuta si indica con il termine di base attica chiamata così perché si
diffuse maggiormente in questa regione della Grecia. La base attica prevede tre elementi a piante
circolari: il primo, quello che poggia direttamente sullo stilobate, è detto toro inferiore: è una decorazione
convessa e assume una forma di un cuscinetto schiacciato. Al toro inferiore si associa un altro elemento
concavo e si dice scozia o trochilo.
C
L’ultimo elemento esattamente uguale a quello iniziale, tant’è che assume la denominazione
di toro; in questo caso non è più inferiore, ma è quello superiore. È quello a cui si associa la
base del fusto; ed è sempre una decorazione convessa (curva della parte conclusiva esterna)
e conclude la base attica. Quindi la base è formata da toro inferiore, trochilo e toro
superiore.
Un’altra differenza: l’ordine dorico ha l’entasi (lieve rigonfiamento al terzo dell’altezza);
l’ordine ionico non possiede entasi. Se l’ordine dorico ha 20 scalanature con spigolo vivo
(taglio perfettamente lineare); il fusto ionico ha 24 scalanature e gli spigoli sono arrotondati.

Altro elemento distintivo nell’ordine dorico e ionico è ovviamente il capitello. Se


nell’ordine dorico il capitello è formato da un echino e da un abaco; nell’ordine ionico il
capitello si compone di tre parti decorative: il primo è l’echino schiacciato, il quale è
decorato con degli ovuli(elementi a forma di ellisse).Poi abbiamo una doppia voluta con
una forma a spirale(sono due spirali che ruotano caratterizzante il capitello ionico). Come
parte conclusiva del capitello ionico, abbiamo un sottilissimo abaco decorato con degli
ovuli.
C

Anche la trabeazione in parte ha delle differenze rispetto all’ordine dorico: se nell’architrave nell’ordine
dorico abbiamo un unico architrave liscio che perimetra tutto l’edificio, nell’ordine ionico invece
l’architrave è divisa in tre parti (chiamato tripartito) e le tre fasce a partire dall’alto verso il basso sono
gradualmente aggettanti rispetto a quelli inferiori. Quindi la parte superiore è aggettante rispetto quella
inferiore.
La prima fascia dell’architrave è più sporgente rispetto alla seconda che è più arretrata rispetto
all’ultima che è ancora più arretrata rispetto alla seconda e alla prima. Quella sporgente è quella che si
colloca superiormente.

Un altro elemento importante è il fregio ionico che si differenzia da quello dorico.


Il dorico ha il fregio ed è intervallato dalle metope e dai triglifi.
Qui invece il fregio può essere o liscio(senza alcuna decorazione) oppure moto spesso è
decorato con dei rilievi che percorrono perimetralmente tutto l’edificio (si dice infatti che il fregio ionico
ha un fregio continuo).Tutto il resto(la cornice, la copertura del tempio, antefisse, acroteri…) è
esattamente uguale all’ordine dorico.
C

Il terzo ordine non viene considerato un vero e proprio ordine


architettonico in quanto l’ordine corinzio è esattamente uguale a quello
ionico tranne che solo l’unico elemento: il capitello.

Il capitello differenzia l’ordine ionico da quello corinzio ;tutto il


resto è uguale. Tranne un altro elemento che caratterizza l’ordine corinzio,
in quanto l’ordine corinzio, per dargli un ulteriore slancio verticalmente,
viene associato oltre alla base attica(ionica),viene associato ad un plinto, un
elemento di forma parallelepipeda che permette un ulteriore maggiorazione
dell’altezza della colonna.
C

Il terzo ordine architettonico non è un vero e proprio ordine, in quanto solo i


primi due sono ordini architettonici. Il terzo(il corinzio), il
composito(romano) e l’ordine tuscanico (romano), altri non sono che una
stretta derivazione dei primi due
GRAZIE
PER
L’ATTENZIONE

ALUNNO
CLASSE