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ARTE E ARCHITETTURA GRECA & ROMANA 1 PROF. BORDIGON e.

mail: 36 Ore di Lezione, 2 CFU Mercoled 9-12

19/10/2011 (3 lezione) Origini del tempio greco: Tipologia che si stacca dal basileus miceneo. Attestazioni (10 sec A.C.) LEFKANDI Secondo gli archeologi, i primi costruttori di templi avevano in mente quelle tipologie di edifici. CASI STUDIO [#] Santuario di APOLLO PORTATORE DI ALLORO si vede un naos lungo e stretto con terminazione absidale e una fila di sostegni in mezzeria. Questa configurazione si sviluppa con un naos (cella) a terminazione rettilinea. # SANTUARIO DI THERMOS DEDICATO AD APOLLO: il tempio costituito da unala di sostegni puntiformi (colonne=pron in greco). La copertura sostenuta in mezzeria da una fila di colonne in asse. In alcuni casi viene sostenuta da brevi setti murari (es. Tempio/Santuario di Era). DIFFERENZA TRA TEMPIO E SANTUARIO: la differenza dovuta al fatto che il santuario unarea sacra che pu contenere diversi templi. I santuari pi famosi erano quelli di Delfi e Olimpia. I santuari rappresentavano una sora di zona franca in cui i greci mettevano da parte conflitti e attriti per venerare gli dei. I greci mettevano da parte i conflitti anche in occasione dei Giochi Panellenici (es. Giochi Di Olimpia), creati da Eracle. Nel corso della gara (gono) venivano dimenticati i conflitti tra le poleis. # SANTUARIO DI DELFI: era legato alla pratica della divinazione oracolare (il famoso Oracolo Di Delfi). La divinazione rappresentava una delle pratiche corali di Apollo. Alloracolo i greci chiedevano per lo pi responsi di tipo politico. A Olimpia si trova lEraion (Tempio Di Eracle):il tempio ha una configurazione a cappelle laterali. Ala cella centrale sono affiancati due vani (pronaos e opistodomo). La configurazione dei sostegni si definisce come stilos (colonna) formata da diverse parti forse gi presenti nei tempi in legno. Il cuscino (disco schiacciato) sopra il fusto e la tavola di raccordo tra colonna e architrave erano forse gi presenti nel tempio ligneo. Sono detti echino e abaco (tavoletta). Il fregio suggerisce un origine lignea; nel tempio in pietra infatti il fregio suddiviso in pi parti mimeticamente che riprendono il modello ligneo. Le lastre della travatura si ritrovano nel tempio in pietra. I Triglifi sono tre incisioni per lo scorrimento dellacqua (quando era in legno, lincisione proteggeva la tesa della trave). I vuoti tra trave e trave erano tamponati con lastre pria fittili e poi in pietra dette metope (in mezzo al vuoto). Anche le traversine di raccordo che univano le lastre con le travi si trovano riprodotte anche nel tempio in pietra. I cavitti di raccordo sono detti guttae. Le traverse erano dette rebulee. La fascia di raccordo detta tenia. Gli elementi cunei formi di sostegno sono detti muturi. Al di sopra del fregio si trovava il geison, una sorta di gronda per lo scolo delle acque. Al geison sovrapposta la sima un ulteriore ripiegamento [?] delle tegole del tetto. Geison e sima formano la cornice del tempio. La base delle colonne chiamata stilobate. VITRUVIO descrive tutti questi elementi (termini indicati in greco e in latino) usando un linguaggio tecnico. Il suo obbiettivo di cercare di mettere in ordine le informazioni a lui precedenti. Le colonne si configurano con un fusto scanalato (16-20) scanalature. Ci sono linee di divisione orizzontali dette ipotrachelio. Il cuscino rigonfio lechino. La trabeazione (epistilio, sopra le colonne) formata da architrave e fregio (il termine deriva da un etimologa tarda; il termine in greco per fregio in realt zooforus che significa figure vive). Sopra la trabeazione c la cornice formata da geison e sima. La traslazione di [] mima la copertura delle travi. La successione di triglifi e metope ha nel tempio in pietra una continuit anche sul fronte (lalternanza di pieno e vuoto non ha ragion dessere). La litizzazione (passaggio dal tempio in legno a quello in pietra) comporta una successione di triglifi e metope non pi funzionale ma decorativa. Questa successione viene usata anche nei fronti, comportando per un problema definito CONFLITTO ANGOLARE. Il conflitto angolare ha a che vedere con il passaggio di materiale e una diversa logica costruttiva alla quale costruttori cercano di porre rimedio. Nel tempio ligneo i triglifi corrispondevano con le colonne sottostanti (erano in asse). Corrispondevano al diametro dellimoscafo [?] delle colonne lignee. Anche allaltezza dellultima colonna dangolo si vede una perfetta assialit/corrispondenza. Lampiezza dei triglifi corrisponde al diametro della colonna.

Con la variazione del materiale si ha un sovradimensionamento del diametro dei fusti delle colonne. Il fregio tende a voler ricordare le originali travi lignee allingrossamento delle colonne non corrisponde quello dei triglifi. Mettere una metopa sullangolo non ha sensodeve esserci il pieno della trave. La necessit di mantenere il pieno angolare, in rapporto allingrossamento dei fusiti litici e non pi lignei fa si che manchi lassialit tra triglifi e colonne sottostanti si viene a creare il conflitto angolare disassamento dellangolo. I costruttori greci avevano soluzioni diverse per risolvere questo disassamento. Vitruvio illustra una soluzione poco usata inserire una semi-metopa angolare. Questa soluzione contrasta con la logica del pieno angolare. Le altre 2 soluzioni per risolvere il conflitto angolare sono..> prolungare la metopa accanto al triglifo dangolo variazione nel ritiro del fregio [ male] soluzione che si trova in alcuni casi. La soluzoine pi frequente ridurre lo spazio tra le due colonne (quella ad angolo e lultima colonna angolare). In alcuni casi (es. Partenone) la diminuzione dello spazio tra le colonne viene spalmata anche allo spazio tra 2 e 3 colonna (risulta meno evidente) le colonne risultano pi fine agli angoli (es. ATENE AD ENGINA) la motivazione storica passaggio dl tempio in legno a quello in pietra. Nel momento del passaggio tra legno e pietra c una ricerca di proporzionamento tra le parti, che porta inizialmente a tempi poderosi e massicci. Inizialmente le colonne riproducono i rapporti tra i pilastri in legno (D= circa 1/6 h). Nei tempi delle colonie si configurano rapporti pi massicci (D= circa h ). Anche gli intra colonne sono pi densi (tempio di Siracusa poco spazio tra gli abachi). Differente rapporto tra altezza della peristasi e quella della trabeazione (trabeazione= 1/2 colonne). I templi della prima met del 6 secolo somo caratterizzati dallimponenza del materiale (faceva intendere la possanza del tempio). Nel tempio di Siracusa ad esempio si hanno colone monolitiche. La necessit di stupire con la grandezza lascia spazio alla fine del 6 sec A.C. ad una ricerca che va nella direzione di conferire agli elementi dei rapporti proporzionali progressivi e calibrati per cui tra fine del 6 sec e 5 sec non si trovano colonne snelle e alte, ne la ricerca dellimponenza caratterizzante il 6 secolo. # TEMPIO DI ZEUS: in questo tempio la trabeazione ha unaltezza di 1/3 di quella delle colonne. Questo equilibrio di misure studiato in maniera preventiva [?] ed applicato alla costruzione con una precisa scelta matematica/procedurale. Nella realizzazione dei templi spesso si usa un modulo (numero) basato su un confronto proporzionale; su quel numero si basa ciascun elemento costruttivo. Per trovare le misure si moltiplica o divide per il modulo (sia basa spesso sul rapporto tra Lunghezza grande e lunghezza piccola dello stilobate). Si passa da dimensioni basate sulla struttura a dimensioni basate sulla geometria. Si ha collocazioni e misure collegate alla peristro rispetto al naos. I costruttori dei tempi dorici mettono in atto una serie di deformazioni costruttive che vanno a correggere in maniera molto sottile le distorsioni che lo sguardo percepisce rispetto ad un tempio realizzato in modo astratto (senza tener conto della deformazione oculare). Locchio coglie le linee rette orizzontali come concave mentre incombenti [?] quelle verticali (spostate verso losservatore). Questi fattori deformano la vista che locchio ha del templio. I costruttori greci adottano strategie per contrastare queste deformazioni. Per contrastare la concavit, lo stilobate viene incurvato verso lalto o riproducendo a rovescio la curvatura di una curva da esterno a esterno dello stilobate. VITRUVIO Slamicci Impares [?] uso di travetti di legno di altezza decrescente dal centro agli estremi sulla base dei quali fare la curvatura. Sono deformazioni non significative (al massimo qualche cm). Per correggere lincombenza delle linee verticali, le colonne vengono fatte deviare dalla verticale tagliando le facce del primo e del terzo blocco (rocchio) alla colonna.
Non sempre questi stratagemmi vengono usati (sono infatti delle finezze). Entasi (tempio ligneo e poi in pietra) da un lato tende a mimare la compressione delle colonne con un rigonfiamento. Il rigonfiamento contrasta leffetto di assottigliamento dovuto alla luce. Queste deformazioni conferiscono vita allarchitettura il tutto risulta pi animato Policleto importante scultore del polipletico studia il proporzionamento delle figure, la simmetria e il rapporto tra le parti e tra le parti e il tutto simboleggiato dal doriforo si possono notare confronti proporzionali tra le varie parti del corpo che si ripropongono in modo modulare.

Questa ricerca di modulo e proporzionalit condivisa da architetti e artisti allo stesso modo del doriforo si avverte una ricerca della vitalit che caratterizza in un certo senso il tempio.