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APPUNTI DI STORIA DELL’ARTE PROF.

SSA CINZIA MONDINI

ARTE GRECA
L'arte greca fiorisce per circa otto secoli dal X-IX secolo a. C. alla conquista dei Romani
nel I secolo a. C.
Comprende un complesso di manifestazioni artistiche prodotte dalle popolazioni
delle singole città greche, organizzate in stati indipendenti sul modello della Polis.
La periodizzazione e le fasi dello sviluppo degli stili sono conosciute e ordinate in base
alle scoperte archeologiche, perciò sono soggette a continui aggiustamenti e
precisazioni.

Dal punto di vista geografico, l'arte greca conosce il suo primo sviluppo nel
Peloponneso, nell'Attica, nelle isole egee e poi si espande con la colonizzazione nei
territori dell'asia Minore e dell'Italia Meridionale.
Nel suo insieme la civiltà greca si manifesta con una produzione artistica ricchissima
e raggiunge livelli di qualità eccezionali, assumendo un ruolo di modello di riferimento
per gran parte delle civiltà e per tutte le maggiori correnti artistiche occidentali.

L'arte greca riflette una cultura sostanzialmente unitaria, in cui si riconosce però
anche un ricco ventaglio di espressioni diverse relative a conoscenze, stili, tecniche e
gusti locali.
La Grecia antica era divisa in tanti piccoli stati in continua rivalità e spesso in conflitto
tra loro, secondo la situazione che viene ben descritta da Omero.
Nonostante la divisione politica i popoli greci trovano potenti elementi di coesione
che finiscono per fondere insieme tante componenti in un'unica grande civiltà.
Questi elementi sono:
- la religione, anche se declinata dei differenti culti,
- la lingua comune, variata nei dialetti locali,
- l'arte, secondo un'estetica condivisa ma sviluppata nei diversi aspetti locali.

Caratteri generali dell'arte greca.


Temi fondamentali dell'arte e della cultura greca sono l'Uomo e la Natura. La natura
viene indagata in tutti i suoi aspetti, alla ricerca delle sue leggi essenziali. Nell'arte le
forme naturali sono viste come perfette e vengono tradotte con la geometria,
applicando i suoi principi: la simmetria, la proporzione. L'uomo viene concepito come
la più perfetta tra le forme della natura e forme umane vengono attribuite agli dei
dell'Olimpo greco. Nell'arte come anche nella filosofia greca la figura dell'uomo è
centrale e viene rappresentato secondo un canone, cioè un sistema ideale e razionale
di rapporti proporzionali che diventa misura di ogni cosa. Dal canone, applicato a tutti
i campi della produzione artistica, deriva un'estetica basata sull'armonia e
sull'equilibrio.
Accanto a questo aspetto, l'osservazione e lo studio della natura porta alla mimési,
intesa come somiglianza visiva della forma artistica alla forma della natura. Il risultato
di questa ricerca espressiva è una forma ideale dove la bellezza esteriore corrisponde
ad una bellezza interiore.

In breve:
- Penisola ellenica e colonie. Tra il VII e il I sec. a.C.
- Polis e democrazia.
- Cultura occidentale: filosofia, geometria, letteratura e poesia epica (mitologia), arte
e architettura.
- Valore dell’uomo in quanto essere raziocinante e importanza della cura del corpo
umano (sport)
- Bellezza ideale: imitare la realtà e rappresentare la figura umana studiando le
proporzioni che danno armonia
PERIODIZZAZIONE
PERIODO ARCAICO (VII-V SEC. a.C.)
Il più antico. Fase ancora imperfetta della cultura artistica greca.

Scultura: statue dai volumi semplificati, quasi geometrici, studio anatomico non
perfetto, tratti rigidi, fissità, sorriso stereotipato. (Kouros: giovani atleti, e Kore:
fanciulle).

Polimede di Argo. Kleobi e Maestro di Rampin, Hera di Samo


Bitone. 580 a.C. Marmo. Museo Kore con peplo, 540-30 a.C.
archeologico, Delfi.

Architettura: ordine dorico: maestoso, semplice, severo. Proporzioni massicce.


Colonna robusta senza base, capitello a tronco di cono schiacciato.

Il Partenone, Atene
PERIODO CLASSICO (V-IV SEC. a.C.)
Momento culminante dell’arte greca. Si raggiunge la perfezione, che è considerata
armonia ed equilibrio tra le parti.

Scultura: le statue hanno atteggiamenti e sembianze naturali. Figura umana studiata


nei particolari anatomici, idealizzata nei tratti, nell’espressione, nei movimenti.
Equilibrio e proporzioni. (es. Discobolo, ritratto nel momento di massima tensione ed
equilibrio, mentre sta per lanciare il disco)
Policleto, Doriforo (copia romana da un bronzo del 455 a.C.)
Mirone, Discobolo (copia da originale greco in bronzo del 450 a.C. circa)

Bronzi di Riace (V sec. a.C)


Prassitele, Afrodite
cnidia (copia da un originale del 360 a.C. circa)

Architettura: ordine ionico: snello ed elegante, riconoscibile dal capitello a volute e


dalla colonna slanciata e provvista di base.

Tempio Atena Nike, Atene


PERIODO ELLENISTICO (IV-I SEC. a.C.)
Conquista macedone. Crisi dei valori. Incertezza e dramma.

Scultura: esagerazione del movimento ed espressività dei volti. Effetti spettacolari.

Nike di Samotracia, 200 a.C. (Museo del Louvre).

Epigono. Galata morente. Copia romana Agesandro, Atanodoro, Polidoro da Rodi. Laocoonte. I
in marmo da originale in bronzo del 230-220 a. C. ca. sec. a. C. Marmo. h 242 cm. Museo Pio-Clementino
Roma, Musei Capitolini. Roma, Vaticano.

Architettura: ordine corinzio: slanciato verso l’alto, monumentale e fastoso,


riconoscibile dal capitello a foglie di acanto.

Tempio di Zeus Olimpio, Atene


PERIODI ARTE GRECA - schema

Kleobi e Bitone. Doriforo Laocoonte


ORDINI ARCHITETTONICI GRECI

L'ordine architettonico è un insieme di regole che permettono di costruire edifici i cui


elementi si rapportano tra loro secondo precise proporzioni.
Si basa su rapporti proporzionali: si basa su un sistema di regole (canoni) che stabilisce
i rapporti proporzionali tra ogni singola parte del tempio greco con ogni altra singola
parte del tempio. Questi rapporti proporzionali si basano sul modulo (è dato dal
diametro della colonna preso al punto più basso della colonna). Gli ordini
architettonici, liberi (con colonne o pilastri) o addossati ad una parete (con
semicolonne o lesene), sono costituiti da elementi di sostegno verticali (colonna) e da
un elemento orizzontale (trabeazione).
A sua volta la colonna si compone di diversi elementi: (capitello, fusto, base), e così
anche la trabeazione (cornice, fregio, architrave).
IL TEMPIO GRECO
L'edificio vero e proprio era per i Greci la casa del dio, collocata nella cella (naos).
Questa ospitava la statua della divinità, e il sacerdote era l'unico ad averne accesso,
mentre il culto si svolgeva su un altare situato davanti al tempio ed all'interno
del recinto sacro in cui erano situati il tempio ed altri edifici ad esso connessi.

Sulla superficie superiore (stilobate) di una piattaforma, sopraelevata rispetto al


terreno circostante, per mezzo di pochi gradini (crepidoma), si elevava la struttura del
tempio, caratterizzata dalle colonne.
Nella cella (naos) era generalmente situata la statua della divinità. Lo spazio antistante
l'ingresso alla cella prende il nome di pronao, mentre il corrispondente spazio sul
retro della cella prende il nome di opistodomo.
I colonnati erano edificati utilizzando il sistema trilitico, cioè "a tre pietre": due
sostegni verticali ed un elemento orizzontale, che copre lo spazio tra i due. Da questo
vengono elaborati i diversi ordini architettonici, caratterizzati da precisi rapporti
proporzionali tra i diversi elementi che lo compongono. La colonna, costituita
da capitello, fusto ed eventualmente base, è sormontata da una trabeazione,
composta a sua volta da architrave, fregio e cornice. Sui lati corti, facciata e retro, gli
spioventi del tetto determinano la presenza di un frontone.
La sola precisione matematica applicata agli elementi architettonici non bastò ai
Greci, che tenevano in grande considerazione la perfezione visiva del tempio, per cui
essi applicarono una serie di impercettibili correzioni ottiche affinché anche la visuale
e non solo l'architettura in sé risultasse perfetta.
I templi greci, come le statue che accoglievano, appaiono ai nostri occhi
monocromatici ovvero dell'unico colore della materia con cui venivano innalzati. In
origine, invece, templi e statue erano riccamente colorati.