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Marcel Mauss

(1872 -1950)
Etno-Sociologia francese, allievo
di E. Durkheim.
Nonostante non fece mai ricerca
sul campo fu un tenace
promotore e assertore della
ricerca etnografica.
Temi chiave di Mauss: magia, religione, totemismo, tecniche del corpo, il dono, la nozione di
persona.

Elaborò, sviluppando il pensiero di Durkheim, la nozione di “fatto sociale totale”: fatti


suscettibili di coinvolgere , nel loro accadere, la pluralità complessiva dei livelli sociali.
Esempio: il dono, specialmente quando esso coinvolge l’intera società

Nel Saggio sul dono (1923-24) analizzò vari tipi di scambio cerimoniale tra gruppi, tra cui il
kula descritto da B. Malinoswki e il potlach da F. Boas, interpretandoli appunto come fatti in
grado di coinvolgere l’intera società e i gruppi da cui era formata. Questi scambi cerimoniali
avevano profonde valenze politiche, economiche, estetiche, mitico- religiose, giuridiche. Di
qui il loro carattere di totalità integrata, in cui tutto era coinvolto.

Inoltre Mauss cercava di dimostrare che nonostante l’aspetto gratuito e liberale del dono,
questa istituzione ha delle regole : l’obbligo di donare, di ricevere, di ricambiare (rif. R.
Esposito: Communitas, dal latino: cum -munus : dono inteso come dovere)
Il corpo come fatto sociale totale

I gruppi umani pensano che le proprie concezioni del corpo,


l’uso che essi fanno del corpo siano parti dell’ordine naturale
e non convenzioni sociali.

La riflessione antropologica ha da tempo evidenziato invece


che le rappresentazioni e le pratiche relative ai corpi sono
culturali e sociali , simboliche e, in grande misura arbitrarie,
rispetto alla natura, ma coerenti con le altre rappresentazioni,
la cosmologia, le idee sulla natura,la religione, il sistema delle
relazioni sociali e dunque il sistema del potere.
“i modi in cui gli uomini, nelle diverse
società, si servono, uniformandosi alla
tradizione, del loro corpo” (Le tecniche del
corpo, 1936)
L’antropologia strutturale di Claude
Lévi -Strauss

(1908 -2008)
nno lo stesso oggetto: la comunicazione e lo scambio

io : una serie di segni elementari le cui diverse combinazioni cre


La struttura per Lévi- Strauss è una categoria dello spirito umano. Il
pensiero funziona grazie all’opposizione tra termini come alto/basso,
destra/sinistra, crudo/cotto, maschio/femmina, etc.. Opposizioni prive di
contenuto, “vuote”, che servono ad ordinare il mondo dell’esperienza
naturale e sociale, al fine di farne un oggetto del pensiero.

Dal punto di vista antropologico le «strutture» si identificano con il


quadro delle forme e delle categorie che governano, le azioni degli
individui, costituendo, nel loro insieme, ciò che lo studioso francese
chiama lo «spirito umano» e che identifica con l'Inconscio.
Le strutture elementari della
parentela 1949
Lévi-Strauss ha applicato la sua metodologia
strutturalista soprattutto a due ambiti di
ricerca: i legami di parentela e i miti.

Presenta una teoria della proibizione


dell’incesto, delle origini della cultura e
dello scambio matrimoniale;
proibizione dell’incesto e nell’esogamia (matrimonio con
individui esterni alla propria famiglia) le costanti universali che
segnano il passaggio dal puro stato di natura a una società
umana organizzata.

La proibizione dell’incesto è: “il passo fondamentale grazie al


quale, per il quale, e soprattutto nel quale, si compie il
passaggio dalla natura alla cultura. In un certo senso essa
appartiene alla natura, giacché costituisce una condizione
generale della cultura: di conseguenza non bisogna
meravigliarsi che essa ritenga dalla natura il suo carattere
formale, ossia l’universalità. Ma in un certo altro senso essa è
già la cultura che agisce e impone la propria regola in seno a
fenomeni che inizialmente non dipendono da lei”
la logica dei rapporti di parentela obbedisce al concetto di
«scambio»: necessità di assicurare la circolazione delle donne
all'interno della società, impedendo che ogni singolo clan
familiare si isoli in se stesso, chiudendosi ai rapporti di
collaborazione con gli altri. Su questa base, egli ha pure
tentato di risolvere il problema antropologico della proibizione
dell'incesto, mostrando come l'aspetto superficiale del tabù
vada integrato con un altro aspetto: con la rivendicazione
delle donne delle altre famiglie: «La proibizione dell'incesto
non è tanto una regola che vieta di sposare la madre, la
sorella o la figlia, quanto invece una regola che obbliga a dare
ad altri la madre, la sorella e la figlia. È la regola del dono per
eccellenza».
distinzione con valore di metafora fra società fredde e società calde in cui si esprime
il sentimento della perdita e della nostalgia:

• Società calda: Occidente - progresso - disequilibrio interno -

• Società fredda: società cd. “primitive” - Equilibrio interno - non alterano il rapporto
tra uomo e ambiente - società che cadono al di fuori dei processi di trasformazione
storica
Racconta la sua storia di antropologo e i suoi
viaggi in Brasile e Asia

L’aggettivo “tristi” del titolo propone un


punto di vista diverso su quei luoghi
considerati un paradiso terrestre, luoghi
d’evasione

distruzione attuata su questi luoghi


dall’Occidente

“rimorso dell’Occidente”

Tristi tropici 1955