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LA CULTURA IN ITALIA

FRA TARDO ANTICO


E ALTO MEDIOEVO

Atti del Convegno tenuto a Roma,


Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal 12 al 16 Novembre 1979

VOLUME

JI

HERDER EDITRICE E LIBRERIA


ROMA 1981

GIAN GUIDO BELLONI

MONETE DI TIPOLOGIA ROMANA CONIATE DAr BARBARI


NEI SECOLI III - VIII

L'attenzione e rivolta anzitutto alle monete dei Barbari specialmente


della Gallia e della Britannia, perche ' imitazioni ' di monete romane ufficiali in Italia non risultano. La re1azione e divisa in due part, adottandosi
la caduta dell'impero romano d'Occidente come limite sul quale si profilano
non tanto una fine, pur marcata dal radica1e mutamento politico, quanto
una distinzione e un inizio piu netti. Infatti, se la continuita della cultura
barbarica - e dalle monete risulta molto bene - e quanto di meno opinabile vi sia, rimane cbe in Italia i primi Barbari che emettono monete
sono i Got seguiti dai Longobardi .
1. Monete anteriori alZa caduta dell'Impero.
(N. B. Tralme in un caso, si tratta sempre di monete in AE. Se non
e specificato diversamente, si parla di monete barbariche. Il nome dell'autore deg1i studi e ripetuto entro parentesi quando se ne riprende il testo
dopo la citazione di altri autori) .
Salvo rare eccezioni, le monete barbariche risultano considerate solo
se e in quanto rinvenute in ripostigli (tesori) o, in un paio di casi, in
strato archeologico . I ripostigli, si badi, non sono quasi mai composti di
sole monete barbariche, ma anche, in rapporti variabilissimi, di monete ufficiali. Si as sume, (invero, un po' troppo dogmaticamente), che da es si si
possono ricavare dati preziosi per le cronologie, la circolazione, i luoghi
di fabbricazione, la distinzione di zecche, ecc. In quasi ogni singo10 studio
questi probleIni si affacciano tutti, ma, in concreto, ci si liInita, pur con
spesso notevole rigore di metodo, alla fase tecnica della ricerca ponendosi
la classificazione come obiettivo precipuo, mentre ciascuno dei problemi
indicati non e argomento centrale di qualche indagine organica di ampia
e comp1essa portata. Per evitare la continua citazione degli stessi studi, e
percio seguito l'ordine crono10gico di essi, deviandone tuttavia quando
opportuno, e ricorrendo ai rimandi quando necessario . Una ricerca di Ph .
V. Hill
rappresenta come la falsariga degli studi successivi. Dedicata

el

(1) Ph. Hill, Barbarous radiales. I mitalions 01 T hird-Century Roman Coins in


NNM, No. 112, The American Numismatic Society, 1949 (con quattro tavole ).
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ai 'radiati ' (Tetrici, Claudio il Gotico, Vittorino, Postumo, ecc.), e pIeceduta da una disamina sl.l11e monete dal III al IV-V secolo. Si distinguono
tre ' grdi ' di fattura a seeonda della deereseente somiglianza alle monete
uffieiali. Talora si giunge all'astrazione completa. Di norma le scritte sono
alterate, talora anche fino alla pseudoepigrafia totale. In Inghilterra si dstinguono due sellole d'arte: al Nord domina la figura' lineare " al Sud
quella 'plastica '. Scuole d'arte erano gia state indicate da M. Blanchet
in Gallia, mentre saranno negate da J. B. Giard e). (Hill) ritiene che la
produzione di monete barbariehe sia dovuta alla searsita di quelle uffieiali.
Ma se si ribattevano, come appare, per es., da un articolo di J. W. Pearce (4),
monete ufficiali con coni barbarici, la scarsta - a me sembra - non deve
essere stata cosi grave e, penserei, in qualche tempo e zona pub esserci stata
anche una questione di mentalita per ragioni sulle quali qui non mi intrattengo. Del resto C. E. King (5) os serva che la searsita non e provata per il
periodo 330-340 nonostante la ehiusura della zeeea di Londra nel 325.
Pub avere incrementato la produzione l'orgoglio nazionale, che risalterebbe
nelle monete con il tipo della FEL (ix) TEMP (orum) REP (aratio) con il
legionario che configge con la lancia un cavaliere caduto: la sua barbara
virilita (Hill) pub avere suggestionato la mentalita barbarica, mentre H.
Mattingly (6), nell'ampia diffusione di questo soggetto vede null'altro che
il fatto che era quello delle ultime monete in Britannia. Caratteristica (Hill)
e la commistione dei tipi: per es., una divinita o una personificazione si
scambiano gli attributi (V. nota 11). La classificazione e condotta secondo
i tipi dei rovesci (nell'ambito dei singoli imperatori), distinguendo figure
maschili, femminili, animali, strumenti sacrificali, eec. e cosi anche quando
si proceded per zecchc regionali e persin per officine (v. note 11, 14, 23).
Si ritiene che le imitazioni siano assai prossime cronologicamente alle monete originali ma che possano continuare anche dopo, e, per es ., lo scavo
di Verulamium dimostra che i 'minimi' esistevano gia prima della fine
del !II secolo . Fra le monete del IV secolo studiate dallo stesso Hill e),
le costantiniane cesserebbero solo attorno al 500. Talune (GLORIA
EXERCITUS) faranno da moJello a monete merovnge e (URBS ROMA)
a sceatte anglo-sassoni. Altri tipi : Roma, Costantinopolis, due Victoriae.
Vi sono monete in argento derivate da alcune di Teodosio. Le monete in
me tallo prezioso, secondo C. H . V. Sutherland (8), provengono dal Cont-

(2) M. Blanchet, Numismatique galloromaine. Les trsors de Pezou et de Toncy


et le monnayage provincial sous Tetricus, Rev. Num. 1940 pp. 69-101 , tavv. nI-IV.
(3) vedi nota 37.
(4) J.W. Pearce, Barbarous overstrikes lound in Fourtb-Century Hoards, Num.
Chron. 1939, pp. 265-283, tav. XV.
(5) C.E. King, Tbe Woodeaton (Oxlordsbire) board and tbe problem 01 constantinian imitation, A.D. 330-340, Num. Chron. 1978, pp. 38-65, tavv. 12-16.
(6) H . Mattingly, Num. Chron. 1933, pp. 182-202; in particolare p. 20l.
(7) Ph. Hill, Barbarous imitations 01 Fourtb-Century Roman Coins, Num.
Cnron. 1950, pp. 233270, tavv. XIII-XIV.
(8) C.H.V. Sutherland, Coinage and Currency in Roma Britaill, p. 92.

MONETE DI TIPOLOGIA ROMANA CONIATE DAI BARBARI NEI SECOLI nI-VIlI

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tinente. Ancora lo Hill el studia 120 ' radia ti ' da Vittorino a Costanzo,

molti dei quali da can dentc, ndizo di fabbrcazione nella zona stessa
deIl'occultamento, come si affermera poi con insistenza.
1 tipi sano Mars, figura virile con tridente (Nettuno ? ? t Sol, Aequitas,
Fides, Fortuna, Hilaritas, Pax, Salus, Spes, Victoria, Virtus, Centauro,
strumenti sacrificali, ecc. A . Robertson eO) in un ripostiglio di 1286 monete
ufficiali, nota inoltre 49 imitazioni, 19 dai coni imparentati, delle quali 17
di Postumo. Si pone il problema se si tratti di una produzione secondaria
(by-product) di una zecca regolare in Gallia. Ma nel ripostiglo sono rare
le monete ufficiali di conio identico, e pertanto non si tratta di ' importazione in massa ' e anche le monete di Pos tumo sono state fabbricate in
Gallia. (Ma, chiedo, si possono escludere trafficanti specializzati o, all'occasione, impegnati nel rifornimento di monete ?). Tipi : da notare, Antilope, Laetita, figura con le braccia alzate, Providentia. Monete del III secolo di un ripostigIio, esaminato da, J. Gricourt (11), pongono il problema
di distinguere le monete romane ' mal riuscite ' dalle ' copie' , meglio eseguite' delle officine provinciali ' a demi officielles '. Talune non sono ne
falsi ne imitazioni provinciali, ma testimonianza della 'indelicatesse ' dei
monetario L'autore fa poi una distinzione pratica tra 'atelie!s Iocaux' e
, rgionaux " alle quali seconde attribuisce monete di Claudio il Gotico
con la Pax con lo scettro verticale assente nei ricehi ripostigli di Bavai (12)
e di La Vineuse (13). Notevoli le figure di Felicitas con il t1'idente in luogo
del caduceo e Salus con l'ancora. In un ripostiglio Iondinese, R. Merrifield (14), ritiene di un h'1teresse particolare i ' radiati ' della fine I!I inizi
IV secoIo, estremamente barbari nelle scritte, ma dai ritratti assai belli_
(Problema che ritengo sia da approfondire tentando di scoprire le ragioni
e le condizioni nene e per le quali il fatto si e verificato. Il ' barbarismo'
delle scritte fu volnto perche la distinzione dalle monete ufficiali era stata
intenzionalmente calcolata ?) . Forse aLondra funzionava una zecca ' non
ufficiale " e l'a. formula l'ipotesi che le barbariche venissero fabbricate nei
centri cosmopolitici della Britannia Romana (il che non concorda con la
normale equazione: coni identici = luogo di fabbricazione e di occultamento uguali o prossimi). Tipi: Salus o Pax (?), Fortuna o P1'ovidentia,
Spes, Virtus, Victoria. Pubblicando un ripostiglio, H. Loguet ( 5 ) premette
(9) Ph. Hill, A Hoard 01 Barbarous Rildiates Num. Chron. 1951, pp. 91-108,
tav. XIII-XIV.
(10) A. Robert50n, Aroman coins hoard Irom Mildenhall, Sullolk, Num. Chron. "
1954, pp. 40-52, tav. V.
(11) J. Gricourt, Le trsor du JII siecle de Bus - la - Msiere Rev. BeIge de
Num. 1954, pp. 31-66, tavv. I1-I1I.
(12) Idem, Le trsor de Bavai, Gallia " 1954.
( 13) P . Le Gentilhomme, La Tl'Ouvaille de La Vineuse ... , Rev. Num. 1942,
p. 23 ss.
(14) R. Merrifeld, The Limes Streets (1952) hoard 01 barbarous radiates, Num.
Chron. 1955, pp. 113-124, tav. XI.
(15) H. Longuet et A. Banderet, La trouvaille de Bischoftsheim pres de Strasbourg,
Rev. Num. 1955, pp. 153-200 (+ i1 catalogo), tavv. VI-VIII. (N.B. Banderet tratta
probIemi dell'analis metallografica).

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una serrata critica alla facilita con la quale taluni studiosi fissano cronologie
troppo rigide, riscontrano identita di coni che non esistono, insistono sulla

vicinanza dei luoghi di ritrovamento (quanto dire di occultamento) a quelli


di fabbricazione, asseriscono l'esistenza di zecche ufficiali, per es. di Colonia e di Treviri, in periodi nei quali sono supponibili, ma per nuIla dimostrate. (Non si puo che condividere questo richiamo ad una condotta severamente critica). Nel ripostiglio le imitazioni sono di Traiano Decio, Claudia
Gotico, Gallieno, Tetrico. Tipi : fra gli altri, Aequitas, Consecratio
(ara), Fides Militum . Iuppiter, Cervo. Monete ufficiali e barbariche rinvenute in strato archeologico, afferma J. Lallemand ('6), consentono conclusioni per la storia della zona e la circolazione locale. Si tratta di ' radiati '
di Postumo, Vittorino, Tetrici , Alletto, e, del IV secolo, il tipo della FEL.
TEMP. REP. Altri tipi: Genius, Libertas, ecc.; fra le costantiniane:
Gloria Exercituum, Urbs Roma, Constantinopolis, due Victoriae, ecc. L'attenzione sulla ' enigmatica ' monetazione di Carausio (intendi II) e richiamata da J. P. C. Kent (17) introducendo il dubbio che questo imperatore
non sia mai esistito e che si tratti di monete inventate, come avviene in
altre epoche e paesi. Interessante, comunque, che il tipo sia queIlo cOSl
frequente della FEL. TEMP. REP. , che secondo C. H. V. Sutherland ('8)
cade nel decennio 350-360. (Kent) tenta una datazione piu precisa: 354358. In un ripostiglio di sesterzi di Postumo P. Bastien ('9) osserva che
non vi sono imitazioni vere e proprie. Anche i tipi sono quelli delle zecche
regolari. (Osservero che la pertinenza giuridica di determinate monete al
numerario ufficiale non implica affatto che non possa trattarsi di monete
barbariche nelle varie sfutnature, barbarizzanti, con note barbariche ecc.,
dal punto di vista estetico. Da parte mia, penso che le numerose monete
di stile nettamente barbarico di Postumo siano di zecche ufficiali quando
sono di buona grafa e di es atto contenuto linguistico, perche mi sembra
che cio voglia essere crisma di uflicialita). Ancora nella monetazione di
Postumo, M . Thirion ea) nota due gruppi ben determinati: monete ufficiali e imitazioni. Respinge la vecchia teoria di Elmer di una sola zecca
ufficiale che emette monete molto diverse per diametro e peso ma di
buono stile, mentre tutte le altre sono 'falsi d'epoca ' . P. H. Webb (21)

16) ]. Lallemand, Monnaes antques trouves dans la Sambre (Namur, abord du


pont de Sambre ), Rev. Belge de Num. 1956, pp. 56-65, tavv. IX-X.
(17) J.P.C Kent, Carausus JI - Fact or Fcton?, Num. Chron. 1957, pp. 76873, tav. VIII.
(1 8) E opportuno richiamare l'attenzione sul fatto che in Num. Chron. del
1945, CH.V. Sutherland da una bibliografia completa e la lista delle monete di questa
classe. (Si tratta di un lavoro ottimo).
(19) P . Bastien, Trouvalle de sesterces de Postume a Corbeny (Asne ), Rev.
Num. 1961, pp. 7589, tavv. VI-X.
(20) M. Thirion, Les trsors de sesterces d'Elverdnge et de Werken - Les imitations des bronzes de Postume et la circulation du bronze au JII siecle Rev. Belge de
Num. 1960, pp. 81-98, tavv. V-VIII.
(21 ) RIC V /2, p. 334.

MONETE DI TIPOLOGIA ROMANA CONlATE DAl BARBA Rl NEl SECOLI nI-Vl!I

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ritiene che le monete di uno stile ' primitif' siano anch'esse di zecca ufficiale ma secondaria, mentre per Thirion la definizione piu esatta sarebbe
proprio quella di ' imitazioni '_ Un grande numero di imitazioni di ' antonnani " 1259 contro 1248 monete ufficiali, in un ripostiglio, pubblicato
da P_ Bastien e H _ Huvelin (22), degli imperatori tra il 260 e il 274, con
l'eccezione di Valeriana e Galiieno_ Fra i tipi: Laetitia, Spes, Invictus,
Hercules Deusomensis, Pax in tre varianti d'attributi _ Sempre in un ripostiglio, ]. R Giard (23), mette in evidenza che ad attirare l'attenzione sono
le imitazioni dei Tetrici, particolarmente importanti perche di uno stile
che non si riscontra altrove, per cui la loro area di circolazione deve essere
stata molto ristretta e cio sarebbe confermato dai numerosi coni identicL
1 tipi sono affidati alla fa!ltasia e lo stile e sommamente rozzo tranne in
nove esemplari di Tetrico. (Ma aliora e ' stile diverso' o non e nemmeno
uno stile, ma semplicemente un modo senza attitudine veruna ?). Le monete sano classificate per officine, ma ben 981 esemplari appaiono non inseribili in nessuna di esse. Fra i tipi: Hilaritas, Mars, Virtus, Pax, Salus .
Sedici monete di Pos tumo rinvenute sciolte in strato archeologico danno
occasione a P . Bastien 4 ) di ribadire che le monete di imitazione circolavano insieme con quelle ufficiali: di talune pero il carattere ufficiale
non e sicuro. In un tesoro J. B. Giard eS) nota monete che definisce di
zecca 'locale' e os serva come goda di grande favore il tipo di Gallieno
con il Pegaso. Le imitazion sano chiamate anche contraffazioni (termine
che andrebbe riservato alle monete che pretendono di passare per legittime,
e, aderenti o no ai requisiti delia moneta ufficiale, sono di natura chiaramente fraudolenta). Fra i tipi: Hilaritas, Saeculi Felicitas, Victoria con i1
ramo d'ulivo in luogo della palma. Delie 1194 monete di Tetrico almeno
381 non rientrano nelie categorie generalmente imitate. Talun esemplari
sono degli stessi di coni di altri rinvenuti a Clamecy e a La Vineuse. (Il
che sembra mettere dubbi, gia prospettabili per altre ragion, sulla equazione: identita di conio = vicinanza dei luoghi di fabbricazione e occultamento). Forse non da un ripostiglio ma certo da uno strato archeologico
provengono delle monete di Postumo, Claudia il Gotico, Tetrico, Costantino, Decenzio e Graziano. Limitandosi alie imitazioni, l'a. propende per
le zecche secondarie. Fra i tipi: imperatore in abiti militari, imp. che solleva una donna inginocchiata, Mars, Pax, Victoria, due Victoriae. Un caso
singolare e quello di una sola barbarica di Postumo, ]. B. Giard (26), rinve-

(22) P. Bastien et H. Huvelin, Trsor d' antoniniani a la Butte de Warlencourt


(De Valrien a Aurlien), Rev. Belge de Num. 1960, pp. 199-242, tav. IX-X.
(23) lB. Giard, Le trsor de Clamecy, Rev. Num. 1961, pp. 163-177, tavv ..
XIII-XV.
(24) P. Bastien, La trouvaille de Guiscard (Monnaies de bronze de Postume),
Rev. Num. 1962, pp. 232-236, tav. IX.
(25) ].B. Giard, Le trsor de Saint - Mesmin (Aube), Rev. Num. 1962, pp ..
226-231, tav. VIII.
(26) ].B. Giard, Le trsor de Chatenay - sur - Seine, Rev. Num. 1963, pp_
153-158.

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nuta insieme con monete ufficiali. Una monografia di P. Bastien (Z7) sul!e
monete di Magnezio mette a punto vari argomenti. Le imitazioni abbon-

dano in Gallia e in Britannia, raramente sano' frappes ' (o ' rinvenute ' ? ?)
al di la del Reno (cfr. le imitazioni, pero costantiniane, rinvenute a Colonia, M. R. Alfoeldi eS ). 1 tipi di Magnezo sono vari e esistono zecche regionali. Gli incisori sono di valore diverso e pertanto i ' gradi di degenerazione ' non indicano di per s tempi sueeessivi. Difficile distinguere tra le
monete ufficiali e le imitazioni piu belle, n le imitazoni possono essere
classificate sistematicamente perche non si conoscono i luoghi di fabbricazione, l 'organizzazione delle zecche, la cronologia delle emissioni. (Come
si vede e stato compiuto un grande passo avanti nel criterio metodologico l.
Di lettura ardua e persin pesante, ma condotto con una metodologia espertissima e una conoscenza eccezionale delle monete, e uno studio di G. D.
Lewis e H . Mattingly (29) su un ripostiglio composto di soli radiati barbaricio Fra i tipi: Romae aeternae, strumenti sacrificali. Opposto e il caso
di un altro ripostiglio, studiato da P. Bastien e F. Vas selle ea), nel quale,
su 1866 monete solo 4 sono imitazioni di Massimiano e Costanzo. Una
forte sproporzione e anche in un ripostiglio, pubblieato da J. B. Giard el),
nel quale sono poche le imitazioni su ben 3791 pezzi da Settimio Severo
a Postumo. Rapporto che appare sostanzialmente lo stesso in due altri
ripostigli, editi dallo stesso J. B. Giard (32) : in uno, 71 imitazioni su 1050
antoniniani da Gordiano III a Vittorino; nell'altro, 40 su 1759 ancora degli stessi imperatorio Fra i tipi: Gallieno a ca vallo, Juno, Serapis, Diana,
personificazione del Reno, Mel'curio, Minerva. Quanto a rapporto numerico
tra monete uffieiali e imitazioni, notevole che vi sia il caso, riscontrato da
P. Bastien H. Huvelin (33), di una sola irnitazione dei folles costantiniani.
In un ripostiglio, edito da H. Mattinglye4 ), e notevole una moneta fusa
anzich coniata in quanto rieorda uno stampo per falsi (antichi) di Withchurch, il quale dimostra che quella tecnica era in uso almeno dal 270.
Talune monete sono falsi (antichi), altri ' copie " fra le quali corrette nello
stile e nella grafia aleune di Aureliano e di Quintillo. Sorprendentemente

(27) P. Bastien, Le monnayage de Magnence (350-353), Wetteren 1964. (Le imitazioni alle pp. 109-112, tavv. XVI-XVIII).
(28) M.R. Alfoeldi, Die Mnzen aus einer Brunnenverlllung in KOln, Kiilner
Jabrbucb fr Vor- und Frbgescbicbte , 5. Band, 1960-1961, pp. 80-84, tav. 18.
(29) G.D. Lewis and H. Mattingly, A board 01 barbarous radiates from Mill Road,
Wortbi12g, Num. Chron. 1964, pp. 189-199, tavv. XVI-XVIII.
(30) P. Bastien et F. Vasselle, Le trsor monetaire de Domqueur (Somme). Etude
sur les emissions de brome de Treve, Lyon et Londres de la reforme de Diocletien a
309. Wetteren 1965.
(31) J.B. Giard, Le trsor d'Etaples, Rev. Num. 1965 (edito nell966), pp. 206224, tavv. XVIII-XIX.
(32) Idero, Malincorne et Bonneuil- sur - Marne. Deux trsors monetaires du temps
de Victorin, Rev. Num. 1966, pp. 145-180, tavv. XIV-XIX.
(33) P. Bastien et H. Huvelin, Trouvailles de folles de la priode constantinienne
(307-317), Wetteren 1969.
34) H. Mattingly, Tbe Paternoster Row board of barbarous radiates , Num.
Chron. 1967, pp. 61-69, tavv. VI-VII.

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MONETE DI TIPOLOGrA ROMANA CONIATE DAI BARBAR! NEI SECOLI IIr-vIiI

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belli alcuni ritratti di Postumo. Vi sano anche monete di Gallieno, Claudio


iI Gotico ecc. Un rovescio di Quintillo reca una figura femminile incerta
con le mar alzate. Si notano figure maschili con attributi indetermi11ati
che eseguono misterios e danze. Inoltre p. es., Saeculo frugifero, Iovi Victori.
Molte identita di conio sono in un ripostiglo, e F. Dumas (35) nota che rivelana rapporti di mane te (circolazione ?) del III secolo con altre zone. Fra
i tipi: Hilal'itas, Laetitia, Salus. Ancora su Postumoe uno studio monografico di P. Bastien 6 ), mentre J. B. Giard 7 ) fa una lmpida messa a
punto sugli studi sulla monetazione in Gallia della fine del III secolo. Cita,
fra l'altro, una moneta detta la 'Trinit', del Cabinet des Mdailles di
Parigi, una sacerdotessa con un coltello, il dio gallico con il martello. Nega
la possibili di distinguere delle scuole d 'arte. lmitazioni da Augusto a
Probo sano in un ripostiglio., stucliato da R. Weiller (38) . Fra i tipi:
I uppiter, fig ura fe mminile, Aequitas o Maneta. Eccezionale per il luogo
di ritrovamento appare un ripostiglio della Turchia, pubblicato da H . G.
Pflaum e P. Bastien 9 ), con imitazioni di Claudia il Gotico e di Aureliano,
come pure quello di Flavia Salva, reso noto da G. Dembski (40), con monete costantiniane. Da notare il tipo con la corona con VOTA X e quello con
il Barbara salto un vessiUo. Importantissimo a motivo delle bellissime tavale che potranno consentire studi sull'arte barbarica e il testo di J.
Lallemand e M . Thirion (41), nel quale sono illustrate 1782 imitazioni 10cali di Vittorino e dei Tetrici, Postumo ecc. Fra i tipi: Ubertas e Concordia. Molto elevato e giudicato da L. Chaurand (42) lo stile di talune monete
di un ripostiglio (da Postumo ai Tetrici) per l'incisione fine e la diversita rispetto ai tipi ' informi ' casi frequenti .

2. Monete gotiche e longobarde.


Dopo illibro di F. F. Kraus (43), risalente al 1928,. non e uscita nessuna monografia sulle monete gotiche, ma un efficace, seppur succinto,

(35) F. Dumas, Tro uvaille de Forges-Les-Bains (III siecle), Rev. Num. 1967,

pp. 61-69, tavv. VI-VII.

(36) P. Bastien, Le monnayage de Postume, Wetteren 1967.


(37) ].B. Giard, La monnaie locale en Gaule a la fin du III siecle, "eflet de la
vie conomique, Journal des Savants Janvier - Avril 1969.
(38) R. Weiller, A hoard 01 radiate imitations Irom the Tetelbierg (G. D. Luxembourg), Num. Chron. 1969, pp. 165-176, tavv. VII-VIII.
(39) H.G. Pflaum et P. Bastien, La trouvaille de (anakkale (Turquie) - Deniers
et antoniniani mis de 261 a 284, Wetteren 1969.
(40) G. Dembski, Ein romiscber Miinzschatzlund aus Flavia Solva (Steiermark),
Num. Zeitschr. 1975, pp. 743, tavv. 2-22.
(41) J. Lallemand et M. Thirion, Le trsor de Saint- Mard l. tude sur le monllayage de Victorin et des Tetricus, Wetteren 1970.
(42) 1. Chaurand, Le trsor de Lavilledieu ( Ardche), Rev. Num. 1973, pp.
300-318, tav. XXVIII.
(43) F.F. Kraus, Die Mnzen Odovacars und des Ostgotenreiches in Italien,
Halle 1928.

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quadro complessivo e tracciato da W. Hahn (44), peraltro nell'ambito della monetazione bizantina, che del resto rappresenta l'effettivo supporto di
quella degli Ostrogoti in Italia (ma anche, per es ., ad Arelate) . Dopo i
problemi di metrologia e del sistema monetale, ad ogni re e riservato uno
schizzo. Come
noto, gli Ostrogoti hanno emes so anche monete d 'oro
che recano i nomi dell'imperatore di Bisanzio, e Teodorico solo per un
breve tempo appone il monogramma, malta in piccolo, del proprio nome
alla fine dclla scritta del rovescio dei solidi d'oro. La maneta d'argento e
di rame e ' piu gotica " os serva l'a ., perche spcsso sul rovescio e fatto risaltare in grande il monogramma del re ostrogoto . (Come si vede e considerato l'aspetto storico e politico, ometterido quello della cultura figurativa. Del resto lo stile bizantino domina questa monetazione, n sembri
strano, persin piu compattarnente che nell'impero bizantino stesso). Quanto.
ai tipi, Teodato mette la propria effige sulle monete romane (N. B.: in
uno stile che direi piu romano che bizantino e del tutto insensibile a influssi barbarici), mentre Baduila, alla fine del suo regno, lo apporra sulle monete d'argento . Fra i tipi, taluni si ricollegano all'antica Roma nelle monete
di rame, nominalmente emesse dal Senato Romano, come la Lupa con i
Gemelli, l'Aquila, le due Aquile e albero di fico, busto di Roma e busto
di Costantinopoli, Leone. Altri tipi sono gli stessi delle monete bizantine:
Victoria con corona; con globo crucifero; davanti ad una grande croce; monogramma di Cristo; imperatore in armatura con la scritta FLOREAS
SEMPER. Fra le altre scritte: FELIX RAVENNA, FELIX TICINUM.
Sulla monetazione dei 10ngobardi un 'ingente produzione 1etteraria e
quella di E. Bernareggi (45) che tratta tutti i possibili problemi (economa,
sistema monetale, fasi di produzione, zecche) . Egli stesso ha riassunto
recentemente i frutti delle sue ricerche nell'amplissimo artico10 succitato,.
minuziosamente corredato da una bibliografia vastissima, e ad es so si rimanda quindi direttamente. I tipi sono, nella moneta d'oro, quello bizantino della Victoria e, sul diritto, l'effige dell'imperatore di Bisanzio pero
tanto dominata dallo stile barbarico da essere irriconoscibile e deducibile
dalle - di solito poche - lettere non pseudoepigrafiche del diritto. Cuniperto invece, anzitutto mettera il proprio busto in taluni casi di un'esecuzione raffinata, sulle monete con il proprio nome perfettamente leggibile e,
su! rovescio, introdurra la figura di San Michele. Molte, specialrnente della
Tuscia, sono invece le monete di uno sti1e barbarico fortemente geometrizzante, con scritte totalmente pseudoepigrafiche. Con sole iniziali di
nomi sono le pochissime monete d'argento . 1 problemi degli stili e della
pseudoepigrafia, sono trattati anche da G. G. Belloni (46), che inoltre, cerca

(44) W . Rahn, Moneta Imperii Byzantini, Band 1. Von Anastasius 1 bis ]ustinianus
1 (491-565) Wien 1973: per gli Ostrogoti, pp. 77-91, tavv. 36-4l.
(45) E. Bernareggi, Struttura economica e monetazione del regno longobardo in
Numismatica e Antichita classiche, Quaderni Ticinesi , Lugano 1976, pp. 331-376.
(46) G .G. Belloni, Monete e preziosi in eta longobarda. (Relazione tenuta al Convegno sui Longobardi nel novembre 1978 a Milano. In corso di stampa presso il Centro'

1taliano di Studi sulI'Alto Medioevo di Spoleto) (con 11 tavole).

MONETE D! TIPOLOG IA ROMANA CON!ATE DA! BARBAR! NEI SECOL! !II-VI!!

875

rapporti stilistici na talune monete e le oreficerie tipicamente longobarde


0, genericamente parlando, germaniche. Egli conoca inoltre la moneta nell'ambito, oltre che delle necessita e oppartunita economiche, anche in quello della mentalita dei Barbad, e, ovvio dei Longobardi in particolare, di
fronte all 'oro , alla moneta, alle pietre preziose, mentalita che risalta anche
nelIa produzione poetica di origine germanica meridionale.
Un catalogo delle monete gotiche, longobarde e van dale delle collezioni del Medagliere di Milano e stato pubblicato recentemente da E. Arslan (47).
Un'ampia trattazione delIa maneta altomedioevale, in Italia e in Europa fondamentalmente dal punto di vista economico e della circolazione
e quella del Congresso spoletino del 1960 (moneta e scambi nelI'Alto
Medioevo) del Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo.

Considerazioni.
1 oroblemi dei caratteri e delle fasi della cultura dal Tardo Antico
all'Alto'Medioevo comporterebbero per le monete la considerazione attenta
anche dei prodomi nella cui genesi si precostituisce la sostanza che rimarra
inalterata pur nelle evoluzioni come nei periodi di rallentamento e di stasi
successivi. Per ovvi motivi pratici si e partiti dal III secolo, quando, del
resto, la produzione delle monete barbariche si intensifica fino a divenire
pressoche sistematica, e forse lo e senz'altro. Ma non si tratta piu e solo
di prodromi, perche questi risalgono all'eta della Repubblica. Ci siamo fermati immediatamente prima di Carlo Magno perche la reintroduzione del
denario d'argento, se rappresenta un raccordo particolarmente rilevante
con l'antichita, d'altra parte e concomitante con l'adozione della tipologia
aniconica. Le monete barbariche anteriori alla caduta dell'impero sono
d'importanza tassativamente esortante al loro studio anche per l'aspetto
formale, spesso decisamente caratterizzato, talora ricco di originalita. Lo
denotano moltissimi casi, e i molti altri invece indifendibilmente orrendi,
a mio modo di vedere, segnalano l'insufficienza numerica di buoni incisori,
nient'affatto dimostrano la trascuranza nei riguardi dell'aspetto esteriore
delle monete . Nei casi migliori anzi, le figure especialmente proprio i
segni pseudoepigrafici sono di una fantasia autonoma al punto da essere
piu articolati e complessi, e quindi volutamente diversi, di quelli delle
monete romane . Tuttavia questo argomento, ossia lo stile e l'arte da studiare per i loro intrinesci significati espressivi e qualitativi, e trascurato
dalla letteratura. Infatti se le osservazioni in proposito sono frequenti, lo
sono in una valutazione puramente strumentale ai fini, come si era gia accennato nella relazione sulla letteratura, della classificazione. Ta.llt'e che

(47) E . Arslan, Monete degli Ostrogoti, Longobardi e Vandali . (Catalogo del


Gabinetto Numismatico d Milano), Milano 1979.

876
il terrnine stesso di

GrAN GUIDO BELLONr

ln itazione

non

quasi mai appropria to, se appe na

si va in la dell'uso convenzionale di indicazione immediata : senza sottolizzare troppo sulle parole, ma temendo l'equivoco cui una terminologia troppo sommaria e approssimativa puo assuefare, mi sembra che si debba osservare che, semmai, i soggetti sano adottati e non imitati, meglio ancora,
sono, dalla interpretazione formale barbarica, considerati schemi di rifetmento. Un altro argomento non affrontato dalla letteratura, n si puo dire
che la sola constatazione del dato documentaro n s e per s lo esaurisca,
e quello che, quando non prevalga l'astrattismo integrale, il rapporto Roman e Barbari non e, da questi secondi, rifiuto della romanta, n, secondo il termine moderno, e di integrazione, ma piuttosto di ntersecazione,
ossia di variamente prevalente indipendenza barbarica che non dissolve
completamente l'esperienza romana. Questo fatto rappresenta la fondamentale tendenza, CoS! chiaramente visibile n mohe loro monete del nI
secolo e di dopo, tendenza che distingue i Barbari, fra i quali certo prevalenti quelli della Gallia e della Britannia insulare, del periodo imperiale
romano da quelli dei tempi ellenistici. Questi, nelle monete, sconvolsero
i tipi di quelle greche, affermando un'indipendenza culturale che, nella
prospettiva storico-politica, alla fn fne mostra che non si erano resi conto
~ e, al momento, non importa se piu per ragione di tempi o piu della
volonta - che non si intraprendeva la via della civilta negando totalmente
quell'esempio. Quanto alla prospettate zecche secondarie, si ha l'impressione di una definizione quanto mai emprica che annota l'aspetto esteriore
del fatto, perche, determnatasi la loro necessita, mi sembra che facciano
per lo meno intravvedere, quando addirittura non denotno, che l'autorita
romana per farle funzionare doveva ricorrere a ncisori e a mano d'opera
locali, e sicuramente anche di formazione e mentalita non completamente,
forse non moho, romanizzati. Infatti questi ncisori e questa mano d~opera
dovevano essere ammessi con le loro maniere d'espressione formale, ed e
qundi gia un convivere di culture diverse. Quanto dire di un ncontrodi
uomini e di popol. In Italia iI fenomeno delle monete barbariche durante
il periodo imperiale non si e verificato, e l'accusa rivolta da uno studioso
straniero agli Italiani, come anche a studiosi di altri Paesi, di trascurare
queste monete che vi sarebbero - afferma - nei loro sottosuoli (o medaglieri ?), almeno per l'Italia non ha fondamento. (Non se ne possono
escludere a priori per circolazione sporadica). A parte certamente i soliti
falsari, se n Italia vi fossero state zecche locali, o non ufficiali che dir
si voglia, avrebbero semmai lavorato secondo le inclinazioni dell'arte detta
da taluni plebea, o anche provnciale se vogliamo, ma di un ndirizzo non
ntimamente obliterante la tradizione romana. Certo non avrebbero potuto
lavorare secondo lo stile dei Barbari : non esistevano n le premesse culturali, n quelle di ordine politico. E argomento a parte quello delle variamente affioranti note stilistiche simili a quelle barbariche che si insnuano
in monete romane molto tarde . Ma e problema delicato, e che va, o meglio
andra, studiato e ponderato attentamente: forse sono analogie scaturenti
da altre cause nel quadro, si intende, dell'esaurirsi del classicismo . Da non

.~
.>rol'
'1~.' ~'
I

I
,

MONETE DI TIPOLOGIA ROMANA CONIATE DAI BARBARI NEI SECOLI lu-vIiI

877

dimenticare che forme d'arte paragonabl si riscontrano anche in oriente,


in sculture, mosaici , argenterie.

Per quanto riguarda le monete gotiche e longobarde non rsulta, per


esempio, uno studio rivolto al fenomeno degli stili locali dall'intonazione
che potremmo, provvisoriamente, chiamare d'arte periferica, cosi palesi in
talune zecche certamen te ufficiali come Cizico e che, nelle monete in AE,
si affacciano nelia zecca della stessa Constantinopoli. Ma, qui, puo essere
difficile, e molto soggettivo forse, distinguere tra ' barbarismo' e artigianato di livello mediocre. La scarsita di cultura, il popolarismo nell'esprimersi, possono introdurre elementi e modi simili a quelli della 'barbarie'
(qui nel senso di non romanita) anche in ambienti di civilta molto evolute,
nelle, diciamo cosl, periferie dialettali.
Dagli studi, condotti quasi sempre con grande scrupolo e rilevante
preparazione, e auspicabile ne scaturiscano altri che si rivolgano alle monete anche come fatto di cultura artstica e paleografica, nelle monete ben
presente, anche se all'origine della loro produzione non potrebbero esservi
se non le esigenze suggerite e imposte dalle necessita concrete. Ma anche
le esigenze che superano il dato obiettivamente utile e imprescindibile, e
percio quanto mai significativo e importante, le esigenze quindi interessate
solo intellettualmente e spiritualmente non sono da declinare, n, pur
senza alcun bisogno di concedere molto alle divagazioni estetizzanti, sono
da considerare manifeste per se stesse nei loro valori. Anche la cultura
artstica significa una sublimazione che, pur se raggiunta individualmente,
deriva da premesse che sono diffuse in un tempo e in un ambiente e alle
quali essa reca i chiarimenti che le sano propri.
Universita di Genova

BIBLIOGRAFIA
N.B. La pubblicazione Bericht der romisch-germanischen Kommission des Deutschell
Archiiologischer Instituts, Berln, dal 1970 rivolge puntualmente ogni anno l'attenzione anche alle monete, ai ritrovamenti monetari e a studi numismatici. Inoltre,
due volte all'anno, informa della letteratura numismatica (riguardante pero tutti
i tempi e civiltli) la Numismatic Literatur edita dalla The American Numismatic
Society, New York. COSI anche i Bonner Jahrb cher e le principali riviste scientifiche.
Purtroppo talora le notizie e gli studi compaiono in riviste e bollettini non molto,
o per nulla, diffusi. Una rieca bibliografia fino al 1972/73 e alla voce Barbarische
Nachahmungen nel Reallexicon der germanischen AJtertumskunde, Band 2, Lieferung 1,
Berlin/New York 1973.

I
LETIZIA PANI ERMINI

2 (cat. n. 140)

1 (cat. n. 145)

3 (cat. n. 133)

5 (cat. n. 152)

FIG. 8 - Fermagli di tipo c.d. bizantino (foto dell'a.).

4 (cat. n. 192)

PHILIPPE PERGOLA

VANDALES ET LOMBARDS EN CORSE :


SOURCES HISTORIQUES ET ARCHOLOGIQUES

Les quelques mises au point prsentes ici n'ont pas la prtention


d'puiser un sujet qui ne peut etre enferm clans le cadre restreint d'une
communication. Les conclusions auxquelles je suis parvenu seront documentes de fa,,;on analytique dans le cadre de diffrents travaux personnels ,
en cours de publication, sur l'histoire et les monuments de la Corse,
depuis I'antiquit tardive jusqu'a la fin du haut moyen age.

Les sources historiques relatives a ces deux priodes sont d'une


pauvret extreme; l'archologie en est encore a ses balbutiements et, de
plus, certaines donnes n'ont pas encore t analyses de fac;on exhaustive.
Aussi bien la prsence vandale que celle des Lombards ont t vues
jusqu'ici refItes par le miroir dformant des sources officielles 'occidentales', romaines essentiellement, et done a partir du tmoignage des
, civiliss ' par opposition aux 'barbares '. Un examen attentif des monuments infirme cependant ces lieux communs, et si Rome, en guerre ouverte
avec les 'barbares', eut a essuyer plusieurs dfaites sur son propre
terrain, il ne semble pas qu'il en ait t de meme al! niveau de l'occupation
ele la Corse pOur laquelle la premiere srie d 'invasions dsastreuses (qui a
entrain l'abandon systmatique de sites occups souvent depuis l'poque
rpublicaine romaine) n'a lieu qu'au moment des raids sarrasins dans la
Tyrrhnienne .
En ce qui concerne l'aspect religieux du probleme, on constate qu'il
n'existe aucun tmoignage digne de foi (relatif a des martyrs locaux) des
perscutions du me ou du IVe siecIe . Les premiers tmoignages directs
reIatifs a la situation du christianisme en Corse sont constitus par les
lettres de Grgoire le Grand dont il sera question plus loin.
Alors que l'existence de martyrs sardes semble vraisemblable ('), les
lgendes hagiographiques concernant les martyrs vnrs en Corse ne lais-

( 1) P . Meloni, La 5ardegna romana, Sassari 1975, pp. 355-375.

PHILIPPE PERGOLA

sent alleun dOLlte sur l'orgne africanc de ces relques ("). e 'est le cas de
S. Ghjulia (Julie), la seule a figurer dans le Martyrologe Hyronimien e).

Le culte de S. Ghjulia, assez rpandu en Corse, ne concerne pas cependant


les centres babitts les plus importants, mais des tablissements ctiers
mineurs (4); s'agit-il d'un premier dbarquement de rfugis africains portcms de reliques, durant la premiere perscution vandale, autour de 439 ?
L'analyse des monuments palochrtiens de la Corse, a partir de l'tude
compara ti ve. en particulier des mosarques de pavement du complexe de
Mariana. amene a mettre l'accent sur l'importance pour la christianisation
ele la Corse de la ' vague' de perscution vandale du regne de Thrasamund
(493-523 l, l'une des moins violentes, durant laquelle le monarque se
limita a exiler les veques catholiques dans les iles, en leur permettant
d'emrnener des reliques avec eux e). Cest a cene 'vague' d'exils que
je propose d'attribuer la construction de la plupart des cathdrales et
des clifices de cuIte palochrtiens fouills jusqu'ici en Corse: a Mariana (basilique et baptistere, ainsi que l'glise cmtriale de S. Perteu),
a Sagona (S. Appianu) et a Bonifaziu (S. Amanza). Il existe au moins
trois types de martyrs vnrs a cette poque: les reliques de martyrs
connus en Afrique et ramens par les veques exils (6), celles relatives
a des saints jusqu'alors inconnus (S . Amanza par exemple) et celle"
que je propose d'attribuer a des veques morts en exil en Corse et
aussitot vnrs: en particulier, S. Appianu de Sagona et S. Fiurenzu
(vnr dans 18. catbtdrale de Nebbiu, sur la cote occidentale, au nord) e);

(2) S. Laurina d 'Aleda, dont le nom est vidernment driv de celui de la capitale
romaine de la Corse n'est certainement qu'une invention d'poque mdivale (cf. a ce
suiet J. Jehasse, Un l1lytbe palo-cbrtien: les thermes romains de S. Laurina, Rev.
d'Et. Corses 1, 1961 , pp. 40-46), et de meme, S. Devota, (cf. l'excellente analyse de
F. Lanzoni, Le dioces; d'Italia, dalle origini al principio del VII sec., Studi e Testi.
35, Rome 1923, pp. 6~3-644).
(3) H . Qucntin, H. Delehaye, AA. SS., Novembris, n, pars posterior, p. 267.
Delehaye, dans la p,emie,e dition (1912) de ses Origines du culte des martyrs (pp.
356-357) .dmet (influenc par le Hyronimien) que S. Ghjulia soit reIlement une
martyre corse, meme si sa p,ssio semble dpourvue de toute valeur ; dans la seconde dition (de 1933), a la p. 313, il accepte la these de F. Lanzoni, Le diocesi d'Italia,
cit. (ed. 1927), pp. 683-686, selon laquelle la Julie vnre en Corse n'est autre qe
la martyre africaine homonyme, de Carthage, perscute durant le regne de Dece.
(4) En particulier sur la cote occidentalc du Capi Corsu, a Nonza, OU aucune
recherche archologicue n'a encore t entreprise, et a Prupria, dan s la partie sud de
la cote occidentale, OU ont t dcouvertes des structures d'poque palochrtienne;
d. J. Cesar, Le site de S. Giulia de Tavaria, Archeologia Corsa , 1,1976, pp. 218-2.56.
(5) Je rejoins volontiers en cela, comme dan s le cadre d'autres aspects de l'poque
vandale en Corse, les conclusions de A. Boscolo, La Sardegna bizantina e alto-giudicale,
Sassari 1978, pp. 20-22; dans l'histoire des deux iles , les ralits socio-conomiques
et culturelles ont probabiement t rarement aussi proches que durant cette priode.
(6) La passio la plus loquente est celle des SS. Par/bei el Parthenopei et Paragorii
et Restitutae, les deux derniers en particulier tant vnrs hors de Corse, en Italie
et en Occitanie (s. Paragorius).
(7) Le meme cas a t document archologiquement, il y a peu, pour l'veque
africain Quodvultdeus, mort en exil , Naples: d. U.M. Fasola, Le catacombe di S.
Ge.nna/'o a Capodimonle, Rome 1975, pp. 153-160.

VANDALES ET LOMBARDS EN CORSE: SOURCES HISTORIQUES ET ARCHOLOGIQUES

a partir
passiones.

on peut le dduire

intgrs

a ces

915

de l 'examen d'lments d 'poque lombarde

Le complexe palochrtien le plus important, jusqu'ici fouill en Corse,


est celui de la cit romaine de Mariana, a l'embouchure du Golu; les
fouilles qui ont t conduites de 1959 1965, sans tenir compte de la
stratigraphie pourtant vidente qui caractrise ce site, attendent encore
une tude exhaustive (8). L'analyse des structures et surtout des mosalques
de pavement de la basilique et du baptistere m'a amen a proposer une
nouvelle datation du complexe, a la fin du ve siecle, ou mieux, au dbut
du VI e. Mme Moracchin Mazel le date de la fin du IVe siecle, essentiellement a partir de considrations historiques aujourd'hui infirmes (9).
Les difices de culte fouills jusqu'ici en Corse (Mariana, Sagona,
Bonifaziu) appartiennent tous vraisemblablement a la priode qui va de
l'arrive des exils nord-africains sous le regne de Thrasamund jusqu'a
l'poque de la ' reconquete ' byzantine de 533 (10).
Cette installation en Corse, a caractere dfinitif, de rfugis africains
(il est difficile de savoir s'il ne s'agit que d 'veques) se manifeste au niveau
des constructions dont ils se firent les promoteurs : aussi bien les cathdrales que les baptisteres et les glises consacres a leurs martyrs. Elle se
manifeste galement par la rdaction de nouvelles lgendes hagiographiques
lies a ces reliques qu'ils avaient emport avec eux: c'est ainsi que sont
, corsiss' des martyrs perscuts deux siecles plus tot en Afrique: nous
avons vu le cas de Ghjulia; c'est aussi celui de Perteu, Restituta, etc .. .
D'autre part, commence galement, on l'a vu, la vnration des premiers
veques morts en exil en Corse: Appianu et Fiurenzu en particulier.
Il n'est pas impossble que l'poque vandale ait t pour la Corse
une priode de lgere reprse conomique lie a une tentative de repeuplement des cotes (en particulier de la cote occidentale). Les tmoignages
de cette poque n'ont t fouills qu'incidemment, mais la construction
d'difices de culte, ou bien, comme a Mariana, la restauraton des structures
d'poque impriale semblent le suggrer; l'importation de produits africains
est galement documente: en particulier cramique 'sigille claire D'
(classification Lamboglia) et amphores destines au transport de l'huile,
du vin ou du bl.

* * *
Les sources littraires deviennent plus loquentes, momentanment,
siecle, avec les neuf lettres que Grgoire le Grand consacre

a la fin du VI

(8) Mme G. Moracchini-Mazel, auteur de ces fouilles, a publi ses conclusions


dans Les monuments palochrtiens de la Corse, Paris 1967, pp. 7-78.
(9) Je renvoie a ce sujet, meme pour la bibliograple la plus rcente, a A. Boscolo,
La Sardegna bizantina, cit., passim.
(10) Ten reprends l'tude, en documentant ces affirmations, dans le cadre d'un
ouvrage , caractere gnral sur les Origines de la Corse chrtienne, , paraltre.
63

916

PHILIPPE PERGOLA

a la Corse C' ). Le pape terlte de repre ndre en main une situation qui semble
souvent assez dsespre, en s'adressant tour a tour a ses defensores, aux
fonctionnaires byzantins, a l'piscopat, au clerg, aux notables. Il s'intresse
non seulement aux questions religieuses, mais aussi

a la

situation politique

et conomique gnrale, ainsi qu'a la tutelle du patrimoine foncier de


l'Eglise de Rome en Corseo Il ne cache pas sa grande inquitude de voir
tomber l'ile sous la coupe de la nefandissima Langobardorum gens qui
semble cependant avoir mieux a offrir que l'administration byzantine
corrompue qui exploite de fa~on honte une population misrable. En ce
qui concerne l'vanglisation de la Corse, la situation ne semble guere
encourageante: les vechs de la cote se trouvent plusieurs fois vacants
en l'espace de quelques annes, et le pape n'en est parfois inform
qu'accidentellement, alors qu'a l'intrieur de l'ile, on adore encore la pierre
et le feu. La derniere lettre du pape, en 601, semble etre une ntervention
in extremis: les lections piscopales posent de graves problemes; les
injustices fiscales, la corruption et l'nertie des fonctionnaires byzantns
et des reprsentant pontificaux n 'ont fait que s'aggraver. Malgr l'absence
de sources littraires durant tout le VII" siecle et la premiere moiti du
VIII", on peut se risquer a affirmer que la Corse ne tarda guere a passer
sous le controle direct des Lombards. Cette nouvelle domination aida
peut..etre l'ile a merger a nouveau conomiquement, mais tout reste a
dmontrer a ce propos: les dcouvertes archologiques sont plus limites
encore que pour l'poque vandale et il n'existe pour le moment que de
faibles ndices: quelques monnaies, mais surtout la seconde phase monumentale du complexe (basilique et baptistere) de Mariana, auque! sont
lies des sculptures architecturales de cette poque, qui appartiennent a
la koine culturelle mditerranenne ' prcarolingienne ' (12) .

* ")': *
Apres la chute l'empire lombard, les carolingiens perdent le controle
d'une partie des territoires conquis et en particulier celui de la Corse
dont les cotes sont dvastes par les Sarrasns: c'est a cette poque
seulement qu'a lieu d'une part, le repli des populations a l'ntrieur des
terres, et, d'autre part, l'exil vers le continent italien, pour Rome en
particulier ea).
(11) M.G.H., Gregorii I Papae Registrum Epistolarum, 1, 50; 1, 76; 1, 77 ; 1,
79; V, 38; VI, 22; VII, 3; VIII, 1; XI, 58.
(12) L'tude comparative que j'en ai ralis, en cours de publication (d. note 10),
confirme cette interprtation, en contraste avec la datation de ces sculptures au
IV" s., propose de fa\,on gratuite par G. Moracchini-Mazel, Les monuments, cit.,
pp. 58-61, figg. 70-74.
(13) Le monastere Corsarum de la va Appia, probablement fond par Lon In
(Liber Pontificalis, oo. Duchesne, Pars 1892, p. 24) et surtout sous Lon IV, l'accueil
de nombreuses familles d'exils corses, installs a Porto (Liber Pontificalis, ed. Duchesne
Pars, 1892, pp. 125-127).

VANDALES ET LOMBARDS EN CORSE: SOURCES HISTORIQUES ET ARCHOLOGIQUES

917

La Corse figure dans la liste des possessions de l'Btat pontifical, dan s


le cadre de la Donatio Constantini, mais les Sarrasins semblent y res ter
maltres de la stuation jusqu'a la moiti du IXe siede. Ce n'est cependant
qu'a la fin du XI siecle, lorsque Grgoire VII confe a Pise le controle
poli tique et conomique de la Corse ainsi que sa rorganisation religieuse,
que l'ile donne l'mpression d'entrer dans l'orbite de 1" Occident'; en
effet, les puissances qui s'y sont succdes n'ont su y pratiquer qu'une
poli tique conomique et culturelle de type colonialiste.
C

Istituto Pontificio di Archeologia Cristiana

Addendum
Depuis la rdaction de cette co=urucation, la poursuite de mes recherches sur
la Corse m'a amen a exposer diffrentes considrations nouvelles sur les monuments
et les problemes historiques lis a ces deux priodes. A ce propos, je renvoie d 'une
part a la monographie, toujours en prparation (cite supra a la note 11) et d'autre
part, aux travaux sous presse que j'ai rdigs a l'occasion de deu.'e congres rcents:
Observations sur la chronologie des mosazques de la basilique et du baptistere de
Mariana (Corsiea), dans Aetes du I1Ie Colloque International sur la Mosazque Aneienne (Ravenne - septembre 1980); Considrations nouvelles sur les mosaiques et
les seulptures du complexe palochrtien de Mariana (Corsiea), dans Actes du X,
Congres International d'Arehologie Chrtienne (Thessalonique - septembre/ oetobre
1980).

INDICE

1088

SOMMARIO

PARTE VI
SPIRITUALITA. E CULTURA RELIGIOSA

Il monachesimo in Italia dalle origini alta regala


di San Benedetto .
Pago

S.

PRICOCO,

C.

LEONARDI,

V.

GROS SI,

643

Tradizione liturgica ed omiletica nel tardo antico.

661

o.s.b., Tradizione litwgica nell'alto medioevo

713

Tradizione esegetica e teologica nel basso impero

701

713

731

745

R. GRGOIRE

C.

CURTI,

G. CREMASCOLI,

Tradizione esegetica e teologica nell'alto

medioevo .

J.

GRIBOMONT

o.s .b ., La transmission des textes bibliques en

Italie .
G .C. GARFAGNINI,
O. LIMONE,

AM.

621

L'agiografia latina dal tardantico all'alto medioevo

La cosmologia altomedievale .

Agiografia latina nell'Italia meridionale .

ORSELLI, Il santo patrono cittadino fra tardo antico e


alto medioevo

755

771

La cultura artistica in Italia nella tarda antichita

787

La cultura artistica in Italia nell'alto medioevo. Stato e prospettive delle ricerche .

817

837

Monete di tipologia romana coniate dai barbari nei secoli III-VIII .

867

Antichita paleocristiane e altomedievali in Puglia alta luce dei recenti ritrovamenti (1974-79) .

879

887

893

PARTE

VII

ARCHEOLOGIA E STORIA DELL' ARTE

P.

TESTINI,

A.M.
M.

ROMANINI,

ROTILI,

La cultura artistica nella Longobardia minore

G.G. BET LONI,

C.
1

CARLETTI,

KISZELY,

R.M.

On the true lace 01 the Longobards in Italy

KLOOS,

Die Irhmittelalterliche lateinische Epigraphik

1089

INDICE SOMMARIO

L.

PANI ERMINI,

Antichita cristiana e alto medio evo in Sar-

degna attraverso le piu recenti scoperte archeologiche . Pago

903

Vandales et Lombards en Corse: sources histariques et archalogiques .

913

Citta e insediamenti territoriali nell'alto medioevo in Italia

919

933

947

Ph . PERGOLA,

J.

RASPI SERRA,

Marc.

ROTILI, La civilta dei Longobardi negli insediamenti


protoitalimzi .

M.

SALVATORE,

Antichita altomedievali in Basilicata .

CONCLUSIONI

967

977

983

1 Castra Peregrinorum e il mitreo dei


Castra (Scavi 1969-1975)

987

J. RUYSSCHAERT, La bibliotheque vaticane, document d'histoire

993

1003

Conclusione di ETTORE PARATORE


Conclusione

di

RAOUL MANSELLI

Conclusione di DAG NORBERG

APPENDICE
E . LISSI CARONNA,

INDICE
INDICE DEI NOMI E DI ALCUNE COSE NOTEVOLI

INDICE

SOMMARIO

La storiografia altomedievale: linee di emer, della critica contemporanea o

ANI,

Pago

123

La svoltiJ.. dionisiana nella canonistica

149

Il diritto in Italia nell)alto medioevo

165

183

20 1

217

>~

225

Toponomastica Ira tardo antico e alto medioevo

241

1 prestiti linguistici di origine germanica Ira tardo


e alto medioevo

261

285

Aspetti linguistici dell)insediamento longoin 1tala meridionale

305

:0) La situazione linguistica nell)estrema Italia me'Zle ed in Sicilia

311

323

333

357

373

Il diriuo canonico Ira tardo antico e alto me-

O;:K,
o

.RA,

PARTE III
LINGUISTICA

La situazione linguistica nell'Italia tardoantica

LI)

cco

SICARDI)

'olingia
TE)

Problemi di passaggio dal latino all)italiano

AMONE)
J

La situaziol1e linguistica neZZ'Italia

Antroponimia Ira tardo antico e alto me-

R)

)) Conligurazione e sviluppo del greco letterario

LEONI)

PARTE IV
FILO LOGIA E LESSICOGRAFIA
TI)

Problemi di ecdotica tardoantica

H)

Problemi di ecdotica alto-medievale

Metre et rhytme entre le bas-empire et le haut


age

G)

~O)
!

Gralia del tardo latino nell)elaborazione eletdei testi

1087

INDICE SOMMARIO

La tradizione lessicografica latina fra tardo antico


e alto medioevo
Pago

F.

BERTINI,

G.

MORELLI,

L.

FroCCHI,

La metrcologa nel basso impero.

397

411

423

segna degli studi compiuti negli ultimi ven ti anni ed elencazione dei precedenti a partire dall'inizio del secolo)

433

Problemi di stemmatica in edizioni critiche.

443

Problemi filologici nell'epitome di Paolo Diacono


del de verborum significationibus di Sesto Pompeo Festo

467

Problemi di grafia del latino fra tardo antico e


alto medioevo

475

493
513

Scrittura, alfabetismo e produzione libraria nel


tardo antico .

523

Scrittura, alfabetismo e produzione libraria nell' alto medioevo .

539

La scuola nel tardo antico .

L'cole dans le haut moyen age

553
561

Progetto di analisi della tradizione indiretta m


Macrobio .

1. MAZZINI, Il latino medico in Italia nei secoli V e VI (Ras-

E.

MENEsTo,

A.

MOSCADI,

G.

POLARA,

PARTE V
LETTERE LffiRI E SCUOLA

A.

DI BERARDINO,

E.

FOLLIERI,

G.

CAVALLO,

A.

Poesia e innografia nel tardo antico

Poesia e innografia nell'Italia bizantina .

PETRUCCI,

M. PAVAN,

P.

RICH,

A.

GUILLOU,

La cultura neU'Italia bizanna dal VI all'VIII

secolo .

571
587

Venanzio Fortunato: stato degli studi e proposte


di ricerca

605

Zur Sprache der mittelalterlichen


griechischen Urkunden aus Sditalien und Sizilien .

611

J.

IRIGOIN,

L.

NAVARRA,

La culture byzantine dans l'Italie mridionale .

V. VON FALKENHAUSEN,