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Archeologia della morte, Laneri

Legenda abbreviazioni: ca: circa


//: parallelamente, contestualmente, ugualmente x: per
=/: diversamente, differenza, al contrario +: più
prob: probabilmente a.: archeologia
rapp: rappresentazione arc.: archeologico
ttv: tuttavia det.: determinato/a/i/e
sptt: sopratutto mill: millennio
attr: attraverso

1. Diversi approcci di studio.

Inizio del ‘900 scuola sociologica francese, Durkheim, Mauss eventi rituali analizzati come fatti sociali, parte di
un più complesso sistema di regole che definiscono le modalità di aggregazione di un gruppo.
Hertz studio delle pratiche “concernenti la morte” in relazione a: 1) corpo dell’individuo; 2) la sua anima; 3)
comunità dei vivi accento su: 1)sviluppo temporale dei riti funebri; 2) impatto sulla trasformazione sociale della
comunità dei vivi.
Van Gennep classificazione dei riti di passaggio, che segnano la trasformazione sociale dell’individuo in relazione
alla comunità di appartenenza fasi temporali seguenti apporto individuo-comunità: 1) separazione; 2) liminalità,
soglia; 3)riaggregazione. (approccio considerato troppo schematico)
 risultato di queste riflessioni= il concetto di morte è un divenire continuo che si protrae nel tempo (sviluppo
temporale dei riti// fase di liminalità) per rendere meno traumatica la perdita la morte fisica viene “vendicata”
dalla “morte culturale”, che è scandita per fasi; con la fase “post mortem” il defunto diviene composto da un
contenitore, il sepolcro (urna, fossa ecc.) che racchiude il corpo che a suo volta contiene l’anima o spirito, perno
della venerazione.
Malinowski religiosità = commistione fra parte mentale (costruzione dei miti degli antenati) e parte
sensoriale/corporea (riti). Il mito che sta alla base del rituale funerario risponde alla necessità di dare un senso alla
morte.
 funzione sociale del rito funerario, parte di un complesso sistema sociale di adattamento alla natura (Radcliff-
Brown/Evans-Pritchard) = i rituali funerari intesi in un’ottica di consolidamento dei legami sociali esistenti: legami di
solidarietà tra i membri del gruppo e manifestazione dell’autorità politica. Distinzione fra cerimonie funebri e culto
degli antenati, che risponde alla costruzione della memoria collettiva e sociale e alla costituzione di un rituale di
commemorazione.
Filone “psicoanalitico” pratiche rituali come strumenti per superare la crisi emozionale del trauma post-mortem
De Martino =creazione di simbolismo che richiamano la dicotomia nascita/morte dei cicli agricoli (tematiche
connesse alla fertilità, rinascita, rigenerazione, crescita) vittoria culturale degli esseri umani sulla natura;
importanza della commistione dei mezzi di comunicazione per dare forza al rituale.
Dall’archeologia funeraria alla New Archaeology primo interesse per l’interazione fra localizzazione della tomba,
organizzazione dei sistemi di discendenza/parentela e accesso alle risorse naturali. Primo studio di Childe (1945) il
dato funerario dà informazioni non solo sul livello di organizzazione sociale delle società antiche ma anche sulle
relazioni sociali che intercorrevano fra i membri della comunità dei vivi (es. la grandiosità delle tombe delle elites è
emblema dell’ideologia del potere).
new a. o a. processuale Binford= importanza dell’analisi scientifica (teoria del medio raggio), per mettere in
relazione la staticità del dato arc. Alla dinamicità dei comportamenti delle società antiche scopo= individuare
generalizzazioni transculturali per ricostruire l’organizzazione sociale di det. Società attr un processo ipotetico-
deduttivo (partendo da modelli interpretativi precostituiti). In particolare sono messe in relazione la variabilità del
contesto funerario e delle modalità di inumazione con la complessità sociale, tecnologica ed economica della
società Saxe= griglia preconfezionata in cui inserire i comportamenti funerari delle società.
Archeologia interpretativa e contestuale restituire importanza alla dimensione culturale, simbolica, storica e
ideologica. (Leach; filone italiano dell’antropologia del mondo antico; archeologia post-processuale);  attenzione al
contesto geografico e culturale; interpretazione degli elementi simbolici che danno significato alle pratiche funerarie.
A. contestuale cultura materiale= testo (etnoarcheologia dei simboli)  individuazione del valore ideologico
attribuibile ai simboli rintracciabili sia nella cultura materiale sia nella gestione del corpo del defunto; rituale
funerario come espressione della dialettica di potere fra classi egemoni e gruppi subalterni; impatto sociale della
pratica su chi vi prende parte; rapporto fra contesto funerario e ambito insediamentale. Comprensione dei valori
attribuiti dalle società antiche alle pratiche rituali. Es. Hodder studio sulla similitudine fra strutture funerarie e
strutture abitative (nelle tombe megalitiche del Neolitico nordeuopeo), superamento della morte biologica con
simbologia che richiama l’ambito domestico.
Trattamento del corpo del defunto come mezzo di comunicazione culturale e sociale.

2. Il corpo.

Importanza della comprensione delle modalità di gestione del cadavere per comprendere gli orientamenti religiosi di
una det. società.
-purificazione bagno rituale
-trattamento del corpo che ha lo scopo principale di sottrare allo sguardo la decomposizione 1)mummificazione;
2)cremazione; 3)sepoltura.
-posizione e orientamento
-determinazione di aspetti fisici (antropologia fisica, paleopatologia)
 correlazioni fra modalità di trattamento del corpo (tanato-metamorfosi) e implicazioni culturali.  il processo ha
lo scopo di garantire che l’anima del defunto non divenga uno spirito antagonista; timore mentale del corpo e dello
spirito.
Successivamente deposizione: -sepoltura formale in un sepolcreto (momento della riaggregazione nell’ottica della
morte vista come rito di passaggio): 1) deposizione primaria (articolazioni scheletriche riconoscibili); 2)deposizione
secondaria (articolazioni sconnesse).
-sepoltura individuale
-sepoltura collettiva
passaggio da sepoltura collettiva a sepoltura individuale cambiamento nelle modalità di aggregazione sociale della
comunità; sepoltura collettiva= comunità e lignaggio familiare/ sepoltura individuale= segnala la differenza di rango
fra i membri della società (es. contesto egeo fra II mill e I mill.).
importanza della determinazione del lasso di tempo intercorso fra la morte di un individue e la sua deposizione
valenza socioeconomica e culturale.
deposizione secondaria volontà di dare maggiore importanza al ruolo della collettività nel lungo rito di passaggio
che porta il defunto ad assumere un nuovo ruolo (es. antenato sacro).
-Inumazione (sepoltura) nascondere la decomposizione e dirigere l’anima del defunto verso l’aldilà: abluzione,
vestizione con abiti dedicati, posizionamento del cadavere (informazioni sulla visione del mondo degli inferi),
posizione del corpo, presenza o meno di isolanti dal terreno.
-Mummificazione  volontà di rendere il defunto visibile ed indistruttibile per l’eternità; può essere naturale (es.
bog bodies, uomo di Similaun) o artificiale (mummie egizie); conservazione dei tessuti e loro fissaggio sulla struttura
ossea; presenza o meno di decorazioni corporee, importanti per la dimensione magico-religiosa delle comunità
antiche.
-Cremazione incenerito in fosse o pire, i resti ossei e la cenere recuperati e raccolti in urne poi conservati o dispersi
nell’ambiente; pratica altamente simbolica che coinvolge gli appartenenti al gruppo del defunto. 1)cremazione
primaria o diretta, cioè nel luogo dove i resti verranno lasciati (es. fosse da cremazione in alcuni palazzi della
Mesopotamia, I mill.); 2) secondaria o indiretta, i resti sono poi raccolti e spostati (popolazioni italiche ed europee
preclassiche, raccolta in “urne biconiche” e seppellimento delle stesse con corredo; tofet fenicio-punici).
Fra II e I millennio ac la cremazione segna una cesura epocale drammatica, con la precedente cultura micenea
caratterizzata da tombe a tholos e a fossa. In ambito greco la differenza fra uso dell’inumazione e della cremazione
segna differenze orizzontali (età) e verticali (rango sociale) nel modo di raccogliere le ceneri.
-Mutilazione lo smembramento del corpo è un evento drammatico, viene spesso rappresentato in relazione ai
nemici, delle cui parti del corpo ci si appropria per sfregio. I resti delle vittime di sacrificio sono esclusi da una
sepoltura formale (importante ricercare segni di violenza o mutilazione). Mutilazione “positiva” reliquie cristiane.
-Assenza del corpo sono una parte dei membri di una comunità riceve una deposizione formale. Caso dei morti in
guerra la comunità può decidere di erigere una tomba vuota (cenotafio), concepito come un luogo di culto;
tumulazione sul campo di battaglia (es. fossa di Talheim). Caso di defunti seppelliti senza rituali precisi (es.
appartenenti a classi sociali subalterne).

3. La tomba, il corredo e le offerte funebri

Sepolcro principale ricettacolo della memoria collettiva; nascosto o reso volutamente visibile; segregato in luoghi
deputati lontano dalla comunità dei vivi (necropoli), nel centro abitato (deposizione funeraria intra muros), in
strutture religiose, in abitazioni private o edifici palatini (deposizione funeraria residenziale). Il posizionamento dei
sepolcreti può dare informazioni sull’accesso alle risorse primarie o sulla necessità di rafforzare linee familiari e
lignaggi, inoltre indica una intenzione da parte di hi detiene il potere (es. allontanare i morti dalla comunità per
motivi igienici).
-Necropoli segno dell’avvenuta distinzione delle attività produttive da quelle legate alla memoria dei defunti;
costruzione necropoli= imprescindibile per la gestione della società da parte di chi detiene il potere. Spesso la
necropoli è orientata e costruita nel rispetto delle leggi cosmologiche e religiose della data società.
La variabilità nella disposizione spaziale delle tombe in una necropoli può indicare differenze di rango sociale, di
genere, età, similitudini di vincoli di parentela e discendenza familiare necessario unire i dati della variabilità
spaziale con quelli relativi ai resti umani (necessarie indagini statistiche multivariate).
//luoghi di raccoglimento di popolazioni nomadiche, spesso costruiti in luoghi considerati sacri naturali (tombe a
tumulo, dolmen, tombe a torretta).
-Luoghi di memoria collettiva includere i defunti all’interno del centro abitato per necessità di riorganizzare
socialmente ed economicamente la società e le singole famiglie in momenti di indebolimento del potere centrale
bisogno di recuperare il culto di antenati sacri; costruzione di sepolcri monumentali= grande impatto emotivo e
grande potere ideologico. // deposizione funeraria residenziale spazio della memoria del gruppo familiare =
rafforzare le linee di discendenza. Cambiamenti nel modo di inumare i defunti= cambiamenti nell’organizzazione
produttiva ed economica (es. Mesopotamia II mill = deposizione residenziale//arricchimento di famiglie di
mercanti). //deposizione sotto il pavimento di infanti= volontà di mantenerli all’interno della cerchia familiare.
tipologia di deposizione funeraria: 1) deposizioni sotterranee; 2) sepolcri ricavati o in forte connessione con il
paesaggio naturale (volontà di inglobare i defunti all’interno delle risorse naturali e renderne visibile la memoria sul
territorio); 3) tombe con struttura architettonica (aumento della complessità sociale a partire dal Vicino Oriente).
1: -tombe a fossa, es tombe a fossa del II mill micenee, tumuli definiti, segnalate da stele.
-tombe a pozzetto, dove venivano poste urne
-tomba a ricettacolo, con vestiboli in cui veniva posto il corredo
-tomba a cista, vano delimitato da mattoni o laterizi
-tombe ipogee, struttura complessa, una o più camere ( tomba a forno); ingresso attraverso un “dromos”; es.
tomba di Sety I nella Valle dei Re (II mill.)
-catacombe
2: -prime sepolture in grotta, connesse alla possibilità di accesso a risorse rocciose
-necropoli rupestri, ipogei intagliati nella roccia il cui ingresso è visibile < tomba a grotticella artificiale (area
mediterranea) = decorazioni a bassorilievo, ingresso a pilastri; tombe rupestri attorno a Gerusalemme; Licia =
facciata simile ad un templio.
-tumuli funerari megalitici, inglobati ma fortemente visibili nel paesaggio segnalazione della presenza umana=
trasformazioni socioeconomiche tra V e il II mill. Nell’Europa settentrionale, avvento della produzione agricola,
attività pastorali e nascita di gruppi di potere che intendono legittimare lo sfruttamento delle risorse naturali < legare
la memoria collettiva ai luoghi di produzione; fenomeno poligenetico.
-tumuli allungati, tombe a corridoio (incontro fra paesaggio e architettura); segnalate da una portella litica segnalata
da una stele.
3: - tombe a camera (sia in contesti urbani sia in necropoli extraurbane (elites mesopotamiche III mill.) es. Necropoli
Reale di Ur; < tombe a dado etrusche.
-tombe a casa, es. necropoli tardo-imperiali romane
-mausoleo
-tomba a tholos, es. tomba di Atreo a Micene, tomba di Filippo II

Contenitori funerari: sarcofago, bara, urna cineraria, recipiente metallico, ossuario, contenitore di ceramica. <
sarcofago antropoide (ambito levantino< fenicio < punico). Urne e ossuari forme che richiamano abitazioni,
animali sacri, figure antropomorfe (es. canopi cinerari antropomorfi di Chiusi).
Corredi funerari: oggetti accanto al defunto, ornamenti, offerte funebri. Segno di una sepoltura intenzionale del
corpo. Importante per definire le differenze sociali, l’organizzazione, le credenze religiose di una comunità.
-oggetti di proprietà acquisiti nel corso della vita e che indicano lo status all’interno della comunità
-genere
-età
-oggetti dall’alto valore simbolico (es. placca in bronzo nella tradizione greca e romana).
-offerte di cibo e liquidi sptt post morte (es. a Micene presso i dromoi delle tombe a tholos feste in occasione
della chiusura della tomba
Gli oggetti possono essere stati parte del rito funerario.

Metodi statistici multivariati possibilità di isolare gli attributi dei diversi tipi di manufatti e effettuare associazioni
tra le diverse tipologie di attributi: -analisi fattoriali (numero di variabili in un campione funerario = differenze);
-analisi dei gruppi (scoprire logiche associate alla distribuzione dei manufatti appartenenti al corredo funerario
scoperto in un ambio campione di tombe = similarità); usati per mettere in rapporto la variabilità del contesto
funerario e la variabilità sociale. Rapporto tra posizionamento delle strutture funerarie sul territorio e la loro
funzione nella creazione della mappa cognitiva dei membri di una società (Geographic Information System)
ricostruzione di paesaggi dotati di una forte valenza ideologica.

4. La morte e la comunità dei vivi

Approccio post-processuale rapporto tra ideologia e cultura materiale.


ideologia  /= dalla visione marxiana, è frutto di una dialettica fra dominanti e dominati< l’ideologia può avere
effetti positivi nella creazione delle regole sociali della comunità. Compito dell’archeologo= definire quanto
l’ideologia abbia influito nella creazione della cultura materiale e come tali informazioni si possono estrapolare dal
contesto archeologico. Necessario raccordare il contesto e la rete di associazioni degli elementi che costituiscono il
messaggio comunicato. Rito funebre= contesto in cui maggiormente è espressa l’ideologia attraverso valori simbolici.
la new archaeology ha posto l’attenzione sull’individuazione delle differenze sociali verticali (di rango), riscontrabili
tramite l’esame del materiale ritrovato nei corredi; necessario comprendere se si tratti di un rango ereditario (per es.
presenza di bambini nelle tombe familiari o con corredo di alto rango) o conquistato personalmente.
corredo importante anche per evidenziare differenze orizzontali (genere ed età): es. tombe anglo-sassoni V-VII s d.C.
L’ideologia serve anche a costruire una dialettica tra i diversi gruppi sociali, etnici e religiosi che convivono in un
contesto abitativo  status = non solo una differenziazione economica ma che comprende aspetti politici, familiari e
religiosi.
-Tombe dei sovrani il leader rende esplicito il suo desiderio di continuità costruendo una tomba imponente e
pianificando le cerimonie funebri; struttura architettonica posta in risalto nel paesaggio costruzione della memoria
sociale; rituale funerario presentato come uno spettacolo teatrale (“performance”). Le tombe monumentali si
distinguono per l’aspetto cognitivo e percettivo. I possessori della tomba sono investiti di una supremazia ideologica
che li trasforma in tramite ideale tra la vita e la morte e  tra il mondo terreno e il mondo divino  tomba =
rappresentanza del potere terreno attraverso l’avallo divino. Dare il messaggio di avere il controllo sulla vita
nell’aldilà.
-Eroi coloro che affrontano la morte in maniera valorosa, sono presenti nell’immaginario collettivo e danno forza a
tutta la comunità. Sovrano eroico presente nella tradizione del vicino oriente= sovrano-guerriero-leader politico
emblema dell’organizzazione socioeconomica (es. rappresentazione grafica del sovrano-guerriero stendardo di Ur,
III mill). Elemento distintivo= armi. La tomba dell’eroe è fondamentale nella società greca, che a partire dal VIII s (in
concomitanza con l’inizio dello sviluppo delle poleis) vedrà i sepolcreti degli eroi come luoghi di venerazione per la
comunità (heroon).
alto numero di armi può indicare una società che tiene molto in conto i soldati morti in battaglia o che ha una
forte presenza di elites guerriere (es. corredi nei kurgan sciti); fra XVI-XII s nel vicino oriente scompaiono le armi dai
corredi dei guerrieri può indicare che i sovrani hanno più controllo sulle milizie.
memorializzazione delle figure fondanti radicare il senso di appartenenza al gruppo.
-Culto degli antenati i defunti da venerare sono “selezionati” e, per esempio, deposti in uno spazio differente (es.
deposizione residenziale o in heroon). Per divenire antenato sacro il defunto in vita deve aver avuto un ruolo
fondamentale nel gruppo di appartenenza; larari della tradizione romana (es. lararium della casa del Menandro a
Pompei). Necessario per l’archeologo individuare gli elementi che ricostruiscano pratiche religiose che prevedono un
culto costante dei defunti all’interno di un gruppo di familiari o clan il culto degli antenati serve a dare forza ai vivi.
Uso dei resti umani memoria non solo legata ad un ricordo ideale ma incentrata su elementi materiali, i resti del
corpo per il processo di rimembranza e commemorazione; es. il culto del cranio nelle società neolitiche del Vicino
Oriente = esigenza dei nascenti gruppi familiari di costruirsi una propria identità nell’ambito di una società in
trasformazione, per esempio gruppi nomadi che iniziano lentamente a sedentarizzarsi; presso i maya i resti dei
defunti venivano inseriti nelle fondamenta collegamento cosmologico casa-antenati sacri-mondo divino; la
frammentarietà dello scheletro umano consente la suddivisione dei resti fra i vari membri della comunità al fine di
creare una rete di connessione di memoria fra vivi e defunto; es. venerazione delle reliquie dei santi.

5. Eros-Thanatos; morte e rinascita.

Idea della continuità della vita dopo la morte presente in tutte le società speranza ai vivi in un sequenza
ininterrotta dell’asse vita-morte-rinascita; idea ancora più forte nelle società antiche dove è forte il legame fra vita
umana e natura la rinascita umana è associata alla ciclicità dell’agricoltura (stagioni es. Demetra, figura di
Plutone, liturgia della Pasqua) o delle fasi lunari (nativi americani); il tema della rinascita è spesso richiamato da
simbolismo sessuale o forme falliche. In alcune società (es Merina del Madagascar) le feste commemorative sono
occasioni per stringere rapporti che porteranno a matrimoni e quindi alla nascita di nuove generazioni; rinascita
anche attraverso la reinvenzione dei rapporti umani attraverso la rimembranza dei defunti in banchetti rituali o
simposi (atto simbolico che segna la vittoria della fertilità sulla morte; importanza del simbolismo del pane e del
vino); i primi rituali di questo genere sono ravvisabili nel Vicino Oriente sacrificio di animali sacri o di esseri
umani funzione rigeneratrice. // importanza della stele o della pietra tombale per ricollegare visivamente la
memoria collettiva della comunità alla storia e alla vita del defunto // performance del rito funebre (es. tradizione
del corteo funebre romano con maschere)
Pietra tombale può essere anche di grandi dimensioni (menhir o dolmen); decorazione a false porte nell’Egitto del
III mill.; dall’Egitto l’uso della stele si è spostato in ambito vicino orientale, dove la ritroviamo anche in ambienti
privati fuori da strutture funerarie (es. stele di Sam’al) e si diffonderà esponenzialmente con il passaggio in Occidente
attraverso i fenici e poi i punici.
Legame fra morte (rituali funerari) e processo di fermentazione di bevande alcoliche
Sacrificio costume funerario che accomuna le élite di potere emergenti nelle società statali arcaiche: es. resti di
numerose vittime nella Necropoli Reale di Ur.
L’uso del sacrificio umano sembra essere associato con l’emergere di nuove élite di potere, che hanno l’esigenza di
creare una frattura profonda con la tradizione (es. emergere della cultura di Cahokia, America precolombiana, 300
sepolture di donne associate a quella di un alto dignitario; sacrifici per la costruzione di una delle piramidi della Via
dei Morti degli aztechi. Il sacrificio prevede di solito l’immolazione di un infante o adolescente, qualcuno che non ha
ancora raggiunto una maturazione sociale (es. resti scarnificati di bambini a Cnosso, II mill).
Iconografia funeraria la prima testimonianza di iconografia funebre sono i sepolcri egizi e gli arredi dei corredi
della Necropoli di Ur (qui, x es., scena del banchetto reale, riscontrabile poi anche in ambito greco-romano e etrusco.
Altre tematiche tipiche: scene mitologiche (es. sarcofagi di tarda età imperiale), lamentazioni funebri,
rappresentazioni dell’esposizione del cadavere sul letto funebre o sulla pira (ambito greco ed etrusco), scene di
caccia (es. fregio della tomba di Filippo II), di guerra (stendardo di Ur), giochi funebri, raffigurazione del defunto (es.
sarcofago antropoide in Egitto.
Testi associazione fra testo scritto e narrazione mitica della morte che si riscontra in quasi tutte le società antiche
(es. le epopee mitiche sumere); soprattutto nella tematica del tentativo di conquista dell’immortalità da parte di
sovrani/eroi, o viaggi negli inferi di divinità. In generale la struttura dell’aldilà è simile nelle diverse culture antiche:
divinità che sovrintende agli inferi accompagnato da una sposa/sposo; confine che separa i due mondi; aldilà come
luogo desertico; presenza di un fiume/lago; traghettatore; assenza di cibo o acqua (da cui forse l’usanza di offrire
libagioni).