Sei sulla pagina 1di 21

lOMoARcPSD|10723342

Matthew Engelke, 2018 , Pensare come un antropologo,

Antropologia culturale (Università degli Studi di Catania)

StuDocu is not sponsored or endorsed by any college or university


Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)
lOMoARcPSD|10723342

Antropologia sociale
(Prof A.Lutri)
Facoltà di Scienze e lingue per la comunicazione
anno 2018/2019

 Introduzione:
 Antropologia

- Spiega come e perché la cultura sia fondamentale per la nostra formazione di esseri umani.
Non siamo automi, non siamo governati da una forte natura umana, FACCIAMO DELLE SCELTE.  le nostre
scelte sono spesso vincolate dall’AMBIENTE, Dalle TRADIZIONI CULTURALI, dalle correnti maggiori della
POLITICA e della SOCIETÀ.
- 160 anni.
- METODO: Importanza del LAVORO SUL CAMPO OSSERVAZIONE PARTECIPE = quasi un’immersione
totale: bisogna valutare come pensano, agiscono e vivono le persone che stiamo studiando.
Non bisogna però trasformarsi nell’oggetto di studio perché non ci sarebbe distanza critica.
- MODALITÀ: PRINCIPIO DEL RELATIVISMO CULTURALE = consapevolezza critica del fatto che i nostri termini
di analisi, comprensione e giudizio non sono universali e non possono essere dati per scontati.  è
un’impostazione, uno stile.
Aiuta gli antropologi a proteggersi dal pericolo di presumere che il loro senso comune o persino delle
conoscenze approfondite siano realtà ovvie o universalmente applicabili.
- La disciplina dell’antropologia offre un modo profondamente utile di riflettere sul mondo moderno.

 CAP.1
 Cultura

- ESEMPIO: il cibo è un costrutto culturale


- É un modo di vedere le cose, di pensare. É un modo per dare un senso a sé stessi in quanto persone, agli
altri con cui si interagisce, e al mondo in cui si abita.
- É ciò che riempie la nostra testa mentre elaboriamo il pensiero in un particolare modo.
- É una cosa in se, se non una cosa sola, un insieme di cose: possiede un aspetto materiale che prende corpo e
vita.
- Mangiare il grillo vomitarlo = il corpo in sé è culturale o acculturato e nella cultura di quella persona non
si mangiano i grulli.
- Abituati a pensarla come a un punto di vista, o come se si concretizzasse nelle cose, o fosse addirittura
legata a reazioni viscerali che ci inducono a pensare alla forza della natura.
- Approccio antropologia alla cultura: come una percezione.
- Linguaggio e cultura intimamente legato: la lingua è la rappresentazione esteriore del genio dei popoli.
- Boas: La cultura doveva essere osservata in situ: cultura e luogo erano due facce della stessa medaglia 
importanza del lavoro sul campo.

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

- Valore primario della percezione, della visione  Kulturbrille: occhiali culturali che tutti indossiamo,
attraverso queste lenti diamo al mondo un senso e un ordine.
La cultura in quanto occhiale per orientarsi (mediante il proprio corpo e le esperienze vissute ed
immaginate) intorno a sé stessi e al mondo.
 La percezione ha a che fare con l’ordinamento del mondo in base a un certo insieme di termini ben
localizzati.
 La cultura in quanto tale è costituita da:
a) ARTEFATTI IDEALI  idee, credenze, valori;
b) ARTEFATTI MATERIALI  gli oggetti e le tecnologie;
- Cultura mediterranea/islamica ecc... si riferiscono ad una serie variegata di culture più specifiche, legate
dal fatto di possedere occhiali culturali simili, ossia lenti con il medesimo potere diottrico.
- Geertz: cultura come un testo che gli antropologi leggono guardando sopra le spalle dei nativi.  la
percezione riveste un’importanza perché ciò che facciamo con questi testi è interpretarli: APPROCCIO
SEMIOTICO= l’antropologia è una scienza interpretativa in cerca di significato.
- Se si voleva capire cosa significava una cultura, se si voleva capire che cosa in essa rivestiva importanza,
gravida di significanti bisognava concentrarsi sul PARTICOLARE e non sul generale.
- La cultura è da sempre legata alle cose: CULTURA MATERIALE.  gli esseri umani utilizzano la cultura
materiale e altre cose per dare un senso complessivo ed espressione a ciò che essi sono.
Oggettivazione della cultura esempio: negli anni ’70 forte attaccamento a una cultura particolare
Québécois, che sfociò nella promozione dell’idea di un patrimonio nazionale a cui appartenevano una lunga
lista di bene culturali di PROPRIETÁ DEL POPOLO ed ESPRESSIONE DELLA SUA IDENTITÁ (edifici, animali,
sedie)
Non sentiamo che una sedia vecchia esprime le patrimoine nazionale a meno di non essere dei
nativi del luogo con un punto di vista ben preciso.
 L’ARCHEOLOGIA sottolinea la centralità della cultura materiale nello sviluppo della storia umana 
Deetz:” si tratta dello studio delle PICCOLE COSE DIMENTICATE.

Le cose rivestono un’importanza da non sottovalutare e rappresentano una risorsa preziosa per
riscoprire il nostro passato.
 Non solo la cultura materiale è un veicolo di significati, come per gli abitanti del Québécois; ma la
cultura stessa (capacità di essere un “nativo” e avere in primo luogo un proprio punto di vista ) risulta
impossibile senza questa INFRASTRUTTURA MATERIALE: sono le cose che contribuiscono a creare le
condizioni in cui si rende possibile il significato. Quelle cose sono parte del complesso di creazione
semantica.
 Nella prima teoria antropologica basata sulla cultura materiale esiste un altro filo conduttore:
l’EVOLUZIONISMO SOCIALE  primo importante approccio metodologico dell’antropologia ispirato a
Darwin.

La cultura, quanto la biologia, era da intendersi come soggetta a LEGGI PRECISE E CLASSIFICABILE in
base ad un SISTEMA UNIVERSALMENTE APPLICABILE.
 Morgan, Spencer, Tylor sostennero l’equivalenza tra organismo naturale e organismo sociale.

Spencer: Il suo lavoro sull’evoluzione della società è pieno di analogie con il mondo della biologia.
Tylor: Usò il concetto di EVOLUZIONE per descrivere le “FASI DELLA CULTURA”: tappe che potevano
essere classificate e conosciute secondo MISURE MATERIALI:

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

a) STATO SELVAGGIO Denominazione di qualcosa facilmente individuabile


b) BARBARIE attraverso un semplice CALCOLO MATERIALE
c) CIVILTÁ

 Errore in questa teoria: l’evoluzione assume una CONNOTAZIONE TELEOLOGICA: ha un preciso disegno
e finalità, con una pesante dose di sapere morale.
 Si rifecero ad un uso del concetto di cultura, di Arnold:” Definizione della cultura da teatro dell’opera, e
trova un riflesso nei giudizi delle persone ritenute colte o più colte”

Tylor:” quel tutto che include conoscenza, credenze, arte, legge, morale, usanze e ogni altra abilità e
abitudine acquisite dall’uomo come membro di una società”
 Terzo filo conduttore della teoria culturologica: siamo creature della natura (gli stimoli biologici) o
dell’educazione(come siamo cresciuti, le condizioni in cui viviamo o i valori dominanti nella nostra
società?

a) White: sottolineava il primato della cultura, infatti il fattore biologico è irrilevante per i vari
problemi d’interpretazione culturale.
b) Benedict: attacco totale al determinismo biologico  colloca tutte le culture nella medesima
cornice, al fine di sgombrare il campo da ogni visione noi/loro.
Quindi, irrilevanza del comportamento trasmesso per VIA BIOLOGICA, e la funzione fondamentale
del PROCESSO DI TRASMISSIONE DEL PATRIMONIO TRADIZIONALE ATTRAVERSO LA CULTURA.

Bersaglio: RAZZISMO  insieme a Boas, nella prima metà del XX secolo, attuarono sulla scena
americana due grandi cambiamenti: uno di carattere paradigmatico all’interno del mondo
accademico e uno a livello giuridico, riguardante la categoria di razza.
c) Lévi-Strauss (padre dell’antropologia strutturalista): atteggiamento paradossale nei confronti della
cultura  provava, da un lato, un forte interesse per la cultura. Dall’altro, il dettaglio e il
particolarismo culturale di Boas e dei suoi allievi , non forniva altro che dati per porre in evidenza il
suo autentico interesse, ossia la STRUTTURA UNIVERSALE DELLA MENTE.

Per lui la giusta unità d’analisi non era il punto di vista dell’indigeno, ma LO SCHEMA MENTALE
DELL’INDIGENO, che era costante e universale.
L’obiettivo primario di questa tradizione culturologica era quindi la SCOPERTA DELL’ARCHITETTURA
MENTALE CHE UNIVA TRA DI LORO I POPOLI  il compito dell’antropologia non è quindi
concentrarsi sul materiale di cui sono fatte le cose, ma sul modo in cui sono create.
d) Luhrmann: porta questa attenzione rivolta alla mente a un nuovo livello, incorporando una serie di
esperimenti su come la pratica della PREGHIERA influenzi l’esperienza di Dio di questi cristiani.

ASSORBIMENTO: la capacità di vedere ciò che la mente immagina come più reale del mondo che si
conosce è la capacità che costituisce il nucleo dell’esperienza di Dio.
 È la mente, piuttosto che il corpo, ad interessare i sostenitori più naturalistici della teoria della cultura:
ANTROPOLOGIA COGNITIVA  in generale, l’approccio alla conoscenza e alla cultura si trova a lottare
con le modalità in cui i meccanismi della mente plasmano espressioni, valori e concetti culturali.
Essa resta comunque vicino all’antropologia, nonostante il fatto che essi vogliono far vedere la storia
della cultura in un più stretto rapporto con la storia naturale, poiché restano diligentemente
3

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

consapevoli del valore a lungo termine dei dati qualitativi e impegnati nello studio protratto nel tempo
di un particolare popolo in un luogo particolare.
- LIMITI DELLA CULTURA:
1) CULTURA E LUOGO: il legame con il luogo è un elemento fondamentale della conoscenza
antropologica, infatti avere un punto di vista significa avere un PROPRIO LUOGO, una propria
collocazione. E, come dicevano Malinowski e Boas, per capire una cultura si doveva essere in quel
preciso luogo che ospitava.
Problema: non è sempre facile capire dove FINISCE QUEL LUOGO e ne inizia un altro.
Le culture stabiliscono tra loro ALMENO UN CONTATTO: prendono in prestito l’una dall’altra, si
infiltrano tra di essa, in tal modo che bisogna domandarsi se si può parlare di cultura tout court.

La CULTURA NON È LEGATA AD UN LUOGO  ASSENZA DI VINCOLI CON UN DETERMINATO LUOGO

2) CULTURA E TEMPO: Le culture CAMBIANO, anche se molti antropologi non hanno saputo prenderne
atto (Turner e la tribù Ndembu).

LA CULTURA NON È FISSA NEL TEMPO  ASSENZA DI SPECIFICITÁ TEMPORALE

3) COERENZA CULTURALE: la frammentazione del colonialismo e della globalizzazione lasciano intendere


che la cultura, vista come associazione di idee ed espressione di propri punti di vista, rappresenti un
tutto PERFETTAMENTE ORDINATO. Infatti, negli anni 50 gli antropologi offrivano a volte
GENERALIZZAZIONI INDISCRIMINATE di ciò che le persone appartenenti ad una data cultura
credevano, sentivano o pensavano.
Talvolta, ciò che essi scrivevano era in completo disaccordo con ciò che stava accadendo.

Infatti era un’idea sbagliata quella di interrogare delle persone sulla loro cultura poiché esse avrebbero
potuto inventarselo o dire la prima cosa che gli passasse per la testa. E tutto ciò poteva portare ad
un’esposizione eccessivamente limpida e ordinata, e perciò pessima.  ACCURATEZZA E PRECISIONE
NON ECCESSIVE

 Queste tre caratteristiche si legano all’ESSENZIALISMO: la fede nell’essenza reale e autentica delle
cose, in proprietà invariabili e fisse che definiscono appunto l’essenza di una determinata entità.
Auspica/esige l’immobilità delle cose, evocando stereotipi e perfino espliciti pregiudizi  ESEMPIO:
apartheid = i nazionalisti puntavano alla segregazione totale; le culture africane andavano conservate
intatte.
- Negli anni 80 si rinnega il concetto di cultura a causa della sua possibile interpretazione essenzialista:
 Focoult: interesse per il POTERE e la SOGGETTIVITÁ. Analisi del DISCORSO come strategia per
inquadrare intuitivamente un dato.
 Bourdieu: HABITUS  siamo plasmati dal mondo in cui viviamo, ma non siamo sempre legati a
consuetudini ed abitudini.
 Il concetto di cultura scomparve in Gran Bretagna con Malinowski in ambito antropologico, ma
riapparve negli STUDI CULTURALI: si domandavano come alcuni fattori (razza, classe, genere, sessualità
e gioventù) plasmassero la società contemporanea occidentale.
 Radcliffe-Brown: termine chiave della sua analisi e l’oggetto di primario interesse la SOCIETÁ.

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

Da allora i britannici si concentrarono di più, anziché sulla teorizzazione culturale, sulle STRUTTURE
SOCIALI o ISTITUZIONI SOCIALI  RAPPORTI DI PARENTELA, STRUTTURE E RUOLI DELLA POLITICA,
PRATICHE RELIGIOSE. (ANTROPOLOGIA SOCIALE)

Flirth: società e cultura sono concetti i cui elementi significativi si compenetrano a vicenda.

 CAP.2
 Civiltà

- Nel pensiero antropologico, cultura e civiltà erano strettamente legate, per Tylor erano sinonimi.
- L’idea di trapiantare l’evoluzione nella sfera sociale richiedeva un nuovo corredo di termini, organizzato
attorno a un concetto di civiltà.
- Carattere COMPARATIVO: essa acquista davvero un senso se si hanno altre condizioni di vita e punti di
vista a cui contrapporla.
- BARBARIE: deriva da barbaros, un termine dispregiativo usato per descrivere la lingua di popoli che
sembravano parlare una sorta di balbettio incomprensibile e non sviluppato.
SELVATICHEZZA: deriva da sylva, e sta ad indicare coloro i quali conducevano una vita simile a quella degli
animali.
Questi termini plasmarono il primo approccio evolutivo agli studi sociali: l’antropologo si preoccupava di
differenziare l’uomo tra selvaggio, barbaro e civilizzato.

 Morgan: usava un’impostazione dettagliata al momento di determinare in quale delle SETTE FASI si
collocava una società.
Infatti, la vita selvaggia e la barbarie possedevano ognuna delle fasi INFERIORI, MEDIANE e SUPERIORI;
mentre la civiltà era UNIFORME:
a) Selvaggio mediano: uso del fuoco;
b) Selvaggio superiore: introduzione delle tecnologie come arco e frecce;
c) Barbarie superiore: capacità di fondere il ferro;
d) Civiltà: alfabeto fonetico e uso della scrittura;
 Tylor: principio dell’UNITÁ PSICHICA DELL’UMANITÁ 1 sia T. che Morgan erano sostenitori che le
capacità mentali del selvaggio fossero le stesse del gentiluomo civilizzato; l’umanità era costruita da
un’UNICA RAZZA, e al centro di essa, vi era UNA SOLA MENTE. (EVOLUZIONISMO SOCIALE)
ASTORICISMO  critica di Boas: si ignorano, attraverso l’affermazione dell’esistenza di leggi che
governano lo sviluppo sociale e culturale dell’umanità che spesso i tratti culturali e i modelli di
socialità sono presi in prestito e adattati.
Le leggi dell’evoluzione avevano generato un approccio deduttivo, dal generale al particolare, che per
B. era cattiva scienza poiché l’antropologia deve essere un campo d’indagine induttiva ( dal particolare
al generale)
 L’evoluzionismo sociale era una filosofia morale mascherata da scienza: promulgare l’unità psichica
dell’umanità significava sfidare UNA LOGICA DEL RAZZISMO e della DISCRIMINAZIONE RAZZIALE (i

1
l'idea di Tylor, come si è visto, è quella di una storia dell'umanità evolutiva, concepita come una successione di stadi
culturali che procedono dal semplice al complesso, sulla linea di un progresso costante. Questo processo è unilineare
e universale, nel senso che la cultura è una sola, unica per tutta l'umanità, e le differenze tra le culture non sono che
stadi diversi della sua evoluzione. Tutta l'umanità è quindi destinata a percorrere lo stesso cammino e a passare per
le stesse tappe.
5

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

popoli bianchi e quelli non-bianche hanno capacità mentali qualitativamente diverse)  gli africani
erano mentalmente in grado di realizzare qualsiasi cosa che potesse sembrare civiltà.

L’E.S finì però per promulgare e legittimare un’altra logica del razzismo: esso infatti si basava su
differenze qualitative e non quantitative, ed era imperniato sulla temporalità  gli altri sono quello
che noi siamo stati in precedenza, come dei bambini che un giorno cresceranno, ma hanno ancora
davanti un lungo percorso.
Questo tipo di paternalismo era congeniale agli scopi dell’I MPERIALISMO e alla sua MISSION
CIVILISATRICE: come disse il primo ministro francese Ferry proclamando il diritto e il dovere della
Francia di diffondere gli ideali della civiltà nel loro più alto significato.

Coniugi Comaroff: ricostruirono la lunga discussione dei missionari con il loro gregge di futuri fedeli. La
loro MISSIONE CIVILIZZATRICE non si fermava solo all’evangelizzazione in sé, ma essere civilizzati
significava anche essere civili, e quindi concretizzare una società educata e attenersi ai suoi costumi. 
GRAMMATICA DELLA CIVILTÁ= COLONIZZAZIONE DELLA COSCIENZA, si riferivano al fatto che i sudditi
dell’impero sottoposti all’opera di evangelizzazione erano chiamati, volenti o nolenti, a prendere parte
a una lunga conversazione in cui dovevano accettare come termini di discussioni quelli stabiliti dagli
europei e dagli americani.
Racconto Livingstone di un vivace scambio di vedute con un uomo, detto “mago della pioggia”, avuto
con un uomo di etnia Tswana: Il primo cercava di convincere il secondo, attraverso scienza, ragione e
teologia, dell’inutilità della sua opera. Il secondo non demorde, e si dimostra tutt’altro che un primitivo
infantile e passivo.
Infine, la conversazione viene a svolgersi nei termini posti da L., in cui sono scienza, ragione e religione
e teologia a modellare i parametri di ciò che è grammaticale o sgrammatico  la civiltà vince.

Per i coniugi C. il racconto è rappresentativo di UNO SCONTRO TRA CULTURE, dove nessuno vince, ma
ogni scambio di vedute, o scontro, è sempre a DOPPIO SENSO, o a SENSO MULTIPLO.
ESEMPIO: africanizzazione del pensiero occidentale.

 Il dato etnografico chiarisce che la grammatica della civiltà ebbe un effetto forte e fu spesso dannoso
per le dinamiche coloniali e post-coloniali e sull’immaginario culturale.

1) Il colonizzato sarà tanto più bianco quanto più avrà rigettato la sua nerezza, la sua “foresta”  si E
f
allontanerà tanto maggiormente dalla foresta che gli è propria, quanto più avrà fatto suoi i valori f
culturali della metropoli.2 (Fanon) e
t
2) Gli Ese Ejja non si giudicavano un popolo civilizzato, ma ancora selvaggio rispetto ad altra gente t
civilizzata. Essi però cercavano di IMITARLI: nel cibo, nei vestiti, nei giochi, anche se erano delle o

alterazioni culturali. f
o
La differenza notevole stava per esempio nel gioco del calcio: vincere o battere un altro, per loro,
r
significava innescare un conflitto, e quindi fanno il possibile per evitare qualsiasi scontro. e
s
t
a

2
“la civiltà bianca, la cultura europea, hanno provocato nel Nero una deviazione esistenziale. Il Nero evoluto, schiavo
del mito negro, spontaneo, cosmico, in un dato momento sente che la sua razza non lo comprende più. Oppure che
egli non comprende più la sua razza
6

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

PROSPETTIVISMO: gli Ese Ejja vogliono diventare dei dejja civilizzati, ma nelle loro CONDIZIONI e
attraverso un’IMITAZIONE SELETTIVA , escludendo cioè quel genere di comportamento che
contraddice alla loro etica.
 Questi studi indicano che questo linguaggio che contrappone stato selvaggio e civiltà è sopravvissuto
fino a noi, e ciò si può notare dall’utilizzo di termini come che definiscono “gli Altri” come arretrati, o
indietro con i tempi, e non termini più scomodi.  Questi giri di frase esprimono la logica
dell’evoluzionismo sociale tanto quanto l’auto-denigrazione degli E.E.
 L’Altro, come nemico, sarà sempre visto come barbaro o selvaggio sotto certi aspetti, e ciò è chiaro se
si pensa alla cosiddetta “Guerra Globale al Terrore” che, dopo gli eventi dell’11 settembre, fece
ricomparire la retorica della civiltà: politici ed esperti facevano appello al popolo civilizzato affinché si
opponesse agli attacchi dei barbari terroristi.
Assume particolare rilievo in questo contesto l’interpretazione del concetto di CIVILTÁ ad opera di
Huntington: secondo lui, all’ordine mondiale della guerra fredda si sarebbe sostituito UNO SCONTRO DI
CIVILTÁ.
Egli definisce quest’ultima come:” il più vasto raggruppamento di uomini e il più ampio livello di identità
culturale che l’uomo possa raggiungere dopo quello che distingue gli esseri umani dalle altre specie.” 
interpretazione simile a quella di Tylor dove la civiltà, e la narrazione morale dietro di essa, sono ciò che
più conta.

Non parla quindi di selvaggi o barbari, poiché la civiltà è il MINIMO COMUNE DENOMINATORE
DELL’UMANITÁ.
- Le varie culture differiscono l’una dall’altra per ELEMENTI OGGETTIVI COMUNI (lingua, storia, cultura,
religione, costumi e istituzioni) e per il PROGETTO SOGGETTIVO DI AUTOIDENTIFICAZIONE DEI POPOLI.
Tali realtà, pur non essendo predestinate allo scontro, sono una fonte di pericolo, e uno dei più grandi
pericoli era uno scontro fra Occidente e Islam.

La Guerra globale del Terrore non fu mai posta in questi termini, ma è comunque una dimostrazione
pratica di quanto l’evoluzionismo sociale continui ad esercitare un certo fascino.
Ciò apparve evidente quando le azioni militari (soprattutto in Afghanistan) vennero legate a una missione
civilizzatrice: gli attori chiavi della GGT si accostarono all’Altro come ad un fossile vivente bloccato nel
passato.
Se ripensiamo alle guerre combattute con minor successo in passato dagli americani in quelle terre,
possiamo notare come sia stato sopravvalutato il potere di una potente civiltà che avrà la meglio sempre
contro un nemico o una società meno sviluppata .

Fabian chiama tale fenomeno la NEGAZIONE DELLA CONTEMPORANEITÁ, ossia negare che stiamo vivendo
nella stessa epoca di qualcun altro  è una critica al modo in cui gli antropologi spesso trattavano il loro
oggetto di studio: si riferiva al trattamento dell’Altro come un tipo di antichi campione fossili sopravvissuti
in altri paradigmi teorici. E all’antropologia come ad una MACCHINA DEL TEMPO: quando essa lascia gli
studi universitari, è nel TEMPO PRESENTE; quando inizia a lavorare sul campo, è nel TEMPO PASSATO.

 La Negazione della contemporaneità risulta essere ancora un PREGIUDIZIO ANTROPOLOGICO.


Infatti, un lavoro svolto in Africa, Mongolia o Sud America, ha maggiore prestigio rispetto ad uno svolto
in Europa. Questo perché l’antropologia è ancora in parte sotto l’influenza dell’idea che per capire
veramente la condizione umana abbiamo bisogno di ELIMINARE tutti i simboli esteriori della CIVILTÁ e
della MODERNITÁ.
7

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

 Dopo la seconda Guerra Mondiale alcuni antropologi vennero coinvolti nell’elaborazione di una TEORIA
DELLA MODERNIZZAZIONE: un tentativo su basi socio-scientifiche di capire in che modo le ex colonie
avrebbero potuto e dovuto modernizzarsi (quindi come massimizzare il potenziale di progresso e
integrazione nel sistema mondiale).
La modernizzazione di vecchia scuola3 non ha dato i risultati sperati, anche perché, nonostante
l’impegno, essa ignorava completamento ogni questione di ordine culturale.
 Si sosteneva che si voleva “cambiare delle vite ancora intrappolate nel XIV secolo.”
Ma, esse sono davvero ferme lì?
In realtà trascorrono la loro intera esistenza in un mondo appartenente al XXI secolo, modellato da
un’infinità di dinamiche economiche e politiche, coloniali e post-coloniali.

In quest’immagine “dell’adesso”, ovvero di ciò che rappresenta le conquiste della civiltà, si scambia una
parte per il tutto; si rifiuta di riconoscere che l’adesso è costituito da molto di più di ciò che un euro-
americano immagina come modernità.
L’Iraq è il LUOGO DI NASCITA DELLA CIVILTÁ: culla della storia, contrassegnata in primo luogo dallo
sviluppo della scrittura e degli insediamenti urbani nel IV millennio A.C.

In archeologia la civiltà sottintende l’URBANIZZAZIONE e non - necessariamente e soltanto - maniere


più educate e valori alti.
- Definizione di civiltà per Wengrow:”Che cos’è a creare la civiltà?”. Dà una risposta composta da più parti:
1) Una civiltà NON è definita dai SUOI CONFINI;
2) Una civiltà è tale in virtù della qualità e profondità dei SUOI RAPPORTI CON L’ESTERO;

Le civiltà siano a tal punto SIMILI A OGGETTI da avere la propensione a SCHIANTARSI e SCONTRARSI
(idea uguale a Huntington)
 Egli vuole inoltre prestare l’attenzione, come l’archeologia, alle PICCOLE COSE DIMENTICATE. Se ciò lo
applichiamo al Vicino Oriente dell’antichità, possiamo vedere come esso rafforzi e approfondisca la
considerazione del carattere peculiare delle visioni del mondo egizia e mesopotamica.
Quindi apprezzare il profondo attaccamento delle società umane ai CONCETTI che sono ALLA BASE
DELLA LORO VITA.
 Ciò solleva una questione: se quanto è successo negli ultimi 6000 e più anni di storia umana non è
un’evoluzione allora cos’è?

CAMBIAMENTO. In alcuni casi si vorrà chiamare sviluppo o complessificazione, ma definire tale


cambiamento come evoluzione sociale significa distorcere un meccanismo della cultura.

 CAP.3
 Valori:

- Gli antropologi hanno spesso usato i VALORI per spiegare i tipi o i generi delle culture studiate. (ESEMPIO:
futures di Londra)

3
Collaborare con la nuova élite post-coloniale e con le nuove istituzioni e i benefici si sarebbero promulgati anche ai
contadini.
8

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

- Tendiamo a pensare ai valori come a elementi DURATURI, FISSI, ed EVIDENTI, ma attraverso studi empirici,
essi risultano in realtà CREATIVI e FLESSIBILI.
- I valori non sono stati l’obiettivo esplicito di una ricerca, ma ci sono alcune eccezioni:
1) ONORE e VERGOGNA: corpus di opere sui popoli e sulle culture del Mediterraneo che gli vedono come
elementi costitutivi dell’identità regionale.

a) Uomini e donne erano preoccupati di promuovere e proteggere il loro onore4. In molti casi i problemi
sono innescati da minacce subite o trasgressioni compiute dalle donne, in particolare sorelle o figlie.

 Le dinamiche e le relazioni sociali presentavano dunque elementi in comune, e molti di questi rapporti
paradossali sembravano innescare problematiche di onore e vergogna.  ciò dava vita ad
un’IMMAGINE STEREOTIPATA.
 POTERE, STATUS SOCIALE, SESSO, sono preoccupazioni legata all’onore.
 Secondo Peristiany, nonostante l’enormità e la diversità dell’area del Mediterraneo, esiste un filo
conduttore tra tutti, poiché ovunque si andasse onore e vergogna sono presenti nei pensieri della
gente, quindi ELEMENTI COSTITUTIVI DEL MODO DI PENSARE MEDITERRANEO.
 Pitt-Rivers traccia un parallelismo tra l’atteggiamento degli ARISTOCRATICI e quello dei GANGSTER: per
entrambi l’onore è fondamentale e si considerano al di sopra e al di fuori della legge. Essi sono quindi
incompatibili con i modelli di giustizia e diritti imposti dallo Stato, che dovrebbero sostenere il mondo
moderno.
Il potere relativo allo STATO è stato spesso considerato un fattore chiave della forza acquisita da una
cultura dell’onore: più forte è lo Stato (e quindi più forte è il sistema di un’autorità politica centrale
organizzata attorno a un apparato impersonale e a un modello di giustizia) minore è l’importanza
acquisita dall’onore come valore fondamentale.  motivo per cui ciò si è sviluppato nel
Mediterraneo.
 L’autorità risiedeva proprio nell’UNITÁ FAMIGLIARE. Le ESIBIZIONI DI POTERE avvenivano nelle singole
persone e attraverso di esse. Tali manifestazioni di forza e status sociale avvenivano spesso sotto forma
di ATTI SPAVALDI e, a volte, di CRUDE AFFERMAZIONI DI POTERE.
 Egli, inoltre, sottolinea il potente legame esistente tra l’ONORE e il CORPO FISICO: è tale legame a fare
della violenza un MEZZO così importante di riparazione o vendetta per il disonorato.
 Rituali connessi al conferimento e al riconoscimento dell’onore: per riverire lo stato onorevole di
qualcuno, è uso tradizionale levarsi il cappello o chinare leggermente il capo.
 Coprirsi la testa, sia per gli uomini che per le donne, è un modo di proteggere e comunicare
l’onorabilità della propria persona e condizione sociale.
 Nella città di Sierra de Càdiz l’onore funziona da COLLANTE SOCIALE; vista la mancanza di un impianto
giuridico solido e formale, esso consente le TRANSAZIONI ECONOMICHE E SOCIALI senza intoppi, pur
presentando dei limiti: si deve agire onorevolmente nei rapporti con gli altri, specie con quelli con cui si
hanno legami stretti. Però, quando si parla di autorità/Stato, essi non si fanno alcun problema ad
imbrogliarlo poiché non è presente quel tipi di legami personali richiesti dal codice d’onore.

4
Onore personale, della famiglia, o di gruppo.
9

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

 Spesso, a causa di questi valori, assumevano atteggiamenti e norme contraddittorie:


1. Il modo in cui un valore può portare a richieste paradossali, o finire per travalicare nel suo esatto
contrario.
ESEMPIO: l’uomo nel villaggio che deve essere sempre su di giri, per mostrare la sua virilità, ma al
tempo stesso puritano in quanto uomo di famiglia.  ciò è possibile attraverso il carattere
polivalente dell’onore.
2. Le culture dell’onore tollerano spesso alti livelli di vanteria  è un modo di affermare e difendere
la propria reputazione.
ESEMPIO: Se si superano tali limiti, la linea tra onore e vergogna diventa veramente sottile e a volte
cancellata del tutto.

RISULTATI: i valori che più contano risultano STABILI e al tempo stesso sono FLESSIBILI perché
spesso si spostano o cambiano a seconda di ciò che si muove nell’aria: sono come delle
BANDERUOLE.

- Schneider non era d’accordo con la flessibilità dei valori attorno ai quali organizziamo la nostra vita. A
differenza di altri pionieri degli studi su questi temi, lei si era concentrata sul perché della continuità
dell’importanza dei valori in tutta l’area mediterranea, e la risposta era l’ECOLOGIA.
Infatti, le culture dell’onore tendono a svilupparsi tra i PASTORI, ma solo tra quelli che vivevano in luoghi e
tempi in cui risultava ASSENTE o relativamente DEBOLE UN’AUTORITÁ POLITICA CENTRALE.
 La vita del pastore è dura, ed:
a) Incoraggia un’ORGANIZZAZIONE SOCIALE ALTAMENTE FLESSIBILE: l’unità di base è il NUCLEO
FAMIGLIARE, che può espandersi o contrarsi in base alle risorse disponibili.

Pensare in termini di famiglia è un’ASSICURAZIONE SOCIALE: si è obbligati a condividere ciò che si


ha solo con coloro che vivono sotto lo stesso tetto, gli altri rapporti invece sono una cosa a parte.
b) Un’esistenza transumante e nomade richiede una facile mobilità del gruppo, ed anche una buona
dose di AUTONOMIA POLITICA ed ECONOMICA: gli adulti rispondono unicamente a se stessi,
oppure devono sottomettersi sollecitamente all’autorità di altri.

Forte enfasi sulla FAMIGLIA NUCLEARE, anche se per molti aspetti tale attenzione alla famiglia
maschera solo forme di IPER-INDIVIDUALISMO.
 Queste dinamiche sono presenti in varie regioni del mondo. Nel Mediterraneo, però, sono prevalenti
un certo tipo COMUNITÁ AGRICOLE su entrambe le sponde del mare.
 In termini di struttura parentale e organizzazione politica, queste comunità agricole erano organizzate
come i pastori, ma a differenza di questi ultimi, essi avevano tramutato la loro vita in perenne
movimento in un’esistenza più sedentaria in fattori e villaggi.
 Problema: difficile fare i contadini quando nel proprio animo si è rimasti pastori. Facendo cozzare
queste comunità, e tenendo in considerazione un forte impegno ideologico nei confronti del nucleo
famigliare, si otterrà un mondo di relazioni sociali molto complicato e conflittuale.

Queste comunità però NON VANNO IN PEZZI, possiedono codici d’onore e vergogna molto forti che
sono in grado di regolare tensioni e i rischi di scisma e dissoluzione.
- Herzfeld sosteneva che nell’area del Mediterraneo non esistesse nulla che possa definirsi una cultura
dell’onore e della vergogna, a meno che non si prende l’onore come un termine quasi VUOTO DI

10

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

SIGNIFICATO.  a differenza di Pitt-Rivers, che aveva visto nell’ambiguità e fluidità dell’onore e della
vergogna una virtù, egli vedeva un VIZIO di GENERALIZZAZIONE.
- Per sostenere la sua tesi attinse al suo lavoro sul campo in due comunità della Grecia molto diverse,
dove in entrambe la FILOTIMIA (AMORE PER L’ONORE) rivestiva un’importanza determinante.

PEFKI: GLENDI:

- Cittadini sobri e rispettosi della legge; - Avevano fatto della loro virtù le azioni
- La filotimia era plasmata illegali e mostravano un generale
dall’obbedienza ai diktat dello Stato e disprezzo per l’autorità;
dall’interesse per la comunità nel suo - L’egoismos era un prerequisito
complesso. fondamentale della filotimia  la
- La filotimia non aveva nulla a che fare persona non aveva valore sociale a
con l’egoismos: mantenevano un meno che non esprimesse un’opinione
comportamento decorso e orientato al molto alta di se stessa.
bene della comunità  era questo a
definire la loro cultura dell’onore e
della vergogna.

A prima vista non sembra che esse esprimano questi due valori.

11

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

- Nelle ricerche precedenti si pensava che fosse l’UOMO a detenere e accumulare l’onore; le donne
sembravano in grado solo di potare vergogna a se stesse e alle proprie famiglie.

Abu-Laghod invece dimostrò quanto l’onore fosse un elemento centrale anche per le DONNE, ed era
espresso attraverso l’IDIOMA DEL PUDORE, che venne studiato dalla studiosa attraverso l’analisi delle
tradizioni locali della poesia.
- L’approccio alla cultura dell’onore si perse alla fine degli anni 80 a causa di STEREOTIPI
PROBLEMATICHE che esso generava e a causa dell’idea che L’ABITUDINE A GENERALIZZARE
apparteneva a studi di cattiva qualità.
- Nonostante ciò, le ricerche sull’onore avvertirono nuovi stimoli: ANTROPOLOGIA DELL’OSPITALITÁ 
un altro valore importante nel Mediterraneo, collegato a problematiche più serie legate all’onore e alla
vergogna.

Shyrock , nel suo lavoro in Giordania, notò come la POLITICA DOMESTICA definiva la sensibilità morale
della gente con cui entrava in contatto:
a) FORTE POLITICA FAMIGLIARE: le relazioni sociali e politiche vengono inquadrate in termini di
famiglia;
b) Il linguaggio figurato appartiene ad un idioma correlato alla CONSANGUINEITÁ: il RE risulta la
FIGURA PATERNA.

Questo fenomeno si combina con un insieme particolare di problematiche legate all’onore  gli ideali
dell’onore ricreano continuamente una cultura politica in cui famiglie, tribù e stati-nazione sono
garanti dello stesso tipo di ragionamento morale.

DISAGIO INTELLETTUALE: incapacità di valutarne correttamente la logica, la forza, e la pertinenza come


qualunque altra cosa che non rispetti gli standard euro-americani.

- La terza ragione per cui è sparita l’idea dell’onore è che NESSUNO HA MAI TEORIZZATO I VALORI IN SE:
a) Pitt-Rivers: i valori avevano un ruolo nel MANTENIMENTO DELLA CULTURA  in area
mediterranea onore e vergogna erano valvole di sfogo della pressione accumulata, che non poteva
essere rilasciata o gestita diversamente.
b) Schneider: i valori sono un INDICE DI TUTTI I VARI FATTORI ECOLOGICI, ECONOMICI e POLITICI che
influenzano in corso della vita di un gruppo sociale.

Dagli studi etnografici sull’onore e sulla vergogna otteniamo una sensazione consistente e ricca di
sfumature della NATURA FISSA e insieme FLESSIBILE DEI VALORI che contribuiscono a modellare la
via sociale.

- Tentativo più sistematico di teorizzare i valori: Dumont e lo studio sulle caste in India.

- Il SISTEMA DELLE CASTE era innanzitutto un sistema di IDEE e VALORI.


- Secondo alcune lingue germaniche e romanze “CASTA” significava in origine: razza, gruppo esclusivo,
tribù o propriamente qualcosa di non mescolato.
- Nelle lingue indiane invece tipo o specie.

12

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

- Esistono migliaia di caste, non sempre rigidamente fisse, ma tutti sano che non è possibile spostarsi da
una casta all’altra.
- Sono solitamente legate ad un’OCCUPAZIONE o a un’ABILITÁ TRADIZIONALI.
- Le caste inferiori, tra cui i DALIT (sprezzantemente definite gli intoccabili), svolgevano i lavori meno
salubri.
- Ai vertici della gerarchia c’erano i BRAMINI, ossia i sacerdoti e maestri indispensabili in molti dei rituali
necessari a preservare la coerenza e la purezza sovrastante il sistema caste.
- La realtà delle caste è concreta nell’ORGANIZZAZIONE E INTERAZIONE DELLA COMUNITÁ5.
- Negli ultimi secoli ci sono stati un buon numero di fattori sociali, storici e culturali che hanno
RICONFIGURATO e a volte SFIDATO IL SISTEMA DELLE CASTE:
1. Missionari Cristiani il messaggio evangelico offriva nuove forme di AUTOVALORIZZAZIONE baste
sull’INDIVIDUALISMO.
2. Progetti di riforme sociali e politiche  personalità come Gandhi.
3. Costituzione indiana  nutrita serie di misure governative volte ad aiutare le caste inferiori.
4. Istruzione scolastica di tipo occidentale, insieme con urbanizzazione e la globalizzazione  hanno
influenzato le distinzioni di casta.
ESEMPIO: contadini classe dominante di un villaggio dell’India meridionale grazie
all’istruzione e all’ottenimento di impieghi governativi, sottraendo così il vantaggio economico
a coloro che stavano ai vertici.
- Le caste appartengono ad una REALTÁ POST-COLONIALE  è una dimensione ben visibile della VITA
QUOTIDIANA dell’India rurale e fa parte dell’IDENTITÁ SOCIALE e PERSONALE di ognuno in un senso
molto concreto.
- L’interesse di Dumont si rivolgeva alle caste in quanto INSIEME DI VALORI, e i valori sono soprattutto
un atteggiamento della mente, un’ideologia e delle idee. Questi valori hanno una VALENZA SOCIALE (la
società è presente nella mente di ogni uomo), e qualsiasi apparente modifica si possa presentare nel
sistema delle caste, essa risulterebbe un CAMBIAMENTO NELLA SOCIETÁ, non della società
La GERARCHIA è uno dei valori di questo sistema, così come lo era la PUREZZA, ed egli pone il suo
interesse al livello della vita di tutti i giorni.
La prima non dovrebbe essere confusa con la stratificazione sociale: a livello strutturale ogni sistema di
valori è gerarchico. A livello teorico, invece, la gerarchia non è che il principio in base al quale agli
elementi di un tutto viene assegnato un POSTO IN RAPPORTO A QUEL TUTTO.
- Nella sua trattazione dei valori occidentali, egli smontò alcune delle tesi circa l’importanza e
l’apparente autosufficienza di quello che egli reputava il valore culturale cardine dell’Occidente:
l’INDIVIDUALISMO.

 Fa parte di una GERARCHIA: livello più alto nella gerarchia delle idee Occidentale;
 In Occidente la LIBERTÁ è un prerequisito essenziale per l’individualità: motivo per cui è ingiusto il
sistema delle caste, dato che non consente scelte libere o mobilità sociale, VANIFICANDO così
l’AUTOREALIZZAZIONE DELL’INDIVIDUO.
PARADOSSI DELLA LIBERTÁ:
a) Dobbiamo essere liberi  non è una scelta molto libera;
b) Siamo davvero tutti uguali siamo tutti individui, pronti a esprimere la nostra individualità
spesso in modo uniforme e probabilmente solo sulla base della cooperazione e del rispetto da
parte di tutti gli altri individui che godono della medesima libertà.

5
Vivere nelle stesso quartiere, bere dal medesimo pozzo, riunirsi negli stessi spazi pubblici.
13

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

Natura fluida del significato che possono assumere i valori in luoghi e momenti particolari6:
Tesi secondo cui tutte le società possiedono dei VALORI DOMINANTI che avvolgono quelli
minori e inferiori  GERARCHIA DEI VALORI;
- Egli afferma (tornando alle caste in India) che il suo valore fondamentale è l’OLISMO: ciò che conta non
è mai una singola parte, ma il TUTTO. Esso è composto da PARTI COMPLEMENTARI, espressione di
unità e armonia e chiamate a lavorare tutte assieme per realizzare il bene supremo: l’olismo stesso.
Coerente sistema simbolico con proprie regole che esprime un certo ordine del cosmo.

- Si riferisce spesso al sistema di valori in termini di livelli: in determinati contesti le relazioni sociali si
possono INVERTIRE o MODIFICARE.
A livello religioso: i bramini sono la rappresentazione più completa e più pura dell’umanità, una
parte del tutto che però rappresenta meglio il tutto stesso, almeno a livello religioso.
A livello politico: i bramini sono sottoposti al potere del re.
Quindi, in un contesto politico, si ha una disconnessione tra status(che possiedono i bramini) e
potere (che possiedono i re).
Nonostante ciò, i bramini saranno sempre considerati superiori in virtù della loro purezza spirituale.
 il valore della PUREZZA avvolge i valori della forza politica o del successo economico.
- Buona parte del suo interesse si rivolse anche alle differenze tra il mondo OCCIDENTALE e quello NON-
OCCIDENTALE: la differenza, a suo avviso, risiedeva nell’ESSERE MODERNI o NON-MODERNI.
Il percorso dell’individualismo occidentale emerge dalla storia europea soprattutto attraverso le sue
CORRENTI RELIGIOSE (cristiane) ed ECONOMICHE(capitaliste).
- Vi sono studi antropologici che fanno buon uso delle idee teoriche di Dumont:

Studio sugli Urapmin: gruppo di 390 individui della Papua Nuova Guinea che sembravano non avere
molti contatti diretti con gli estranei, e quindi non avevano avvertito il pieno impatto dell’ATTIVITÁ
MISSIONARIA. Ciò nonostante un gruppetto di uomini avevano ricevuto un’istruzione nella scuola
missionaria regionale, e al ritorno, la loro opera d’evangelizzazione indusse la comunità a una
conversione di massa.
Robbins: intendeva studiare le tradizioni locali della segretezza rituale, ma si trovò invece davanti
persone rinate a nuova fede, cristiani devoti per i quali molti dei rituali non avevano più valore.
Si trattava di una forma di cristianesimo molto carismatica, dove il peccato e la salvezza incombevano
sull’uomo in modo inquietante: per essere buoni cristiani dovevano rinunciare ai loro modi pagani, e
vivere nel lecito.
Questa enfasi richiedeva un nuovo modello di personalità, perché la SALVEZZA DOVEVA ESSERE
PERSONALE, quindi accettata sinceramente dall’individuo nel profondo del suo cuore. 
l’INDIVIDUALISMO era un VALORE DOMINANTE.
Ciò si poneva in disaccordo con l’idea pre-cristiana di socialità, in cui essere un individuo non aveva
alcun senso.

Il valore tradizionalmente dominante non è né l’individualismo, né l’olismo, bensì il RELAZIONALISMO:


intendendo dire con questo che ciò che apprezzano maggiormente è STABILIRE RELAZIONI CON ALTRE
PERSONE. Esse rendono felice la vita.
Come ogni valore, anche il relazionismo conosce momenti difficili:

6
Studi sull’onore e la vergogna di Pitt Rivers e Herzfeld
14

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

più sono i rapporti che una persona stabilisce, più si mettono in pericolo quelli esistenti  affinché
ogni relazione sia significativa ha bisogno d’IMPEGNO e ATTENZIONI.
Esiste una quantità ben determinata di scambi di opinioni o di consigli per il giardinaggio in cui una
persona può impegnarsi con dei nuovi conoscenti prima che i vecchi si sentano trascurati  tensione
tra:
A) COMPORTAMENTO INTENZIONALE: il desiderio di creare nuove relazioni;
B) COMPORTAMENTO LECITO: il riconoscimento che le relazioni esistenti necessitano di regolari
attenzioni e cure

Il DESIDERIO INTENZIONALE e LEICITÁ di un comportamento sono pertanto dei valori avvolti


all’interno del valore fondamentale del RELAZIONISMO.

- Il cristianesimo aveva lasciato poco spazio al desiderio intenzionale, richiedendo invece nuovi tipi di
liceità: un comportamento intenzionale nelle questioni del villaggio può spesso portare a tensioni,
rabbia e gelosia, elementi non cristiani.  ciò che sotto il vecchio sistema rappresentava pertanto un
fatto accettabile della vita era divenuto incondizionatamente peccaminoso e quindi tormentoso.
- In certi ambiti della vita (produzione del cibo, consanguineità, unioni matrimoniali ecc…) il relazionismo
dominava incontrastato dal sistema assiologico cristiano. Per cui, gli Urapmin dovevano vivere in una
CULTURA BILATERALE.
- Ciò che ci fa capire lo studio sugli Urapmin è la centralità della LOTTA TRA I VALORI nel comportamento
di noi esseri umani.  i valori sottolineano l’importanza degli esseri umani come animali attenti alla
costruzione di significato.
I valori non sono solo centrali per l’organizzazione della vita, ma anche per il modo in cui ne valutiamo
la QUALITÁ.  certi valori si adattano più di altri a determinare forme di organizzazione sociale.
Ma essi non possono essere ridotti alla loro utilità o funzione sociale, ma a volte, gli esseri umani
sostengono certi valori anche quando generano SOFFERENZA MORALE.

 CAP.4
 Valore

- Ferguson stava conducendo ricerche sul campo a Mashai durante una siccità, dove gli animali morirono di
fame, ma gli abitanti non avevano voluto vendere il bestiame per recuperare qualcosa perché esso era la
COSA PIÚ IMPORTANTE.  MISTICA DEL BESTIAME: essa ha più a che fare sia con il modo in cui il
bestiame influisce sui rapporti sociali e famigliari e sia con il bestiame in sé.
 I bovini sono importanti per una serie di motivi:
1. La proprietà del bestiame a casa fungeva da RICORDO DELL’AUTORITÁ degli uomini;
2. Il bestiame era fondamentale per la CREAZIONE E IL MANTENIMENTO DI UNA SERIE DI RELAZIONI
SOCIALI (ESEMPIO: ricchezza della sposa);

Un uomo con il bestiame poteva PRESTARE LE SUE BESTIE AD ALTRI MEMBRI DELLA COMUNITÁ;
3. Il bestiame rappresentava una sorta di FONDO PENSIONISTICO, migliore di qualsiasi altro
disponibile;

15

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

4. Le norme parentali stabilivano che erano gli UOMINI AD AVERE L’ULTIMA PAROLA IN MERITO
ALL’USO E AL DESTIINO DEGLI ANIMALI, anche se esso facesse parte della ricchezza complessiva
della famiglia;

 RISULTATI:
1) La mistica del bestiame favorisce soprattutto gli interessi degli UOMINI.
2) Intende sconfessare l’idea che i contadini africani si comportino in modo IRRAZIONALE e
ANTIECONOMICO.

Non nasce da un’antica tradizione, ma è parte integrante del più vasto mondo a cui i Basotho
partecipano: il moderno mondo dell’ECONOMIA DEL LAVORO SALARIATO, organizzata attorno a
MERCI SCAMBIATE A LIVELLO GLOBALE.
 Ciò che la mistica ci consente di apprezzare è la stretta connessione tra i VALORI7 e il VALORE8: il tema
dello SCAMBIO, che offre il punto di partenza per poter analizzare dal punto di vista antropologico il
tema del valore.
 La mistica del bestiame ci fa ricordare che certe cose NON possono essere RIDOTTE A MERCI DA
COMPRARE E VENDERE: i VALORI PLASMANO il VALORE.
Questa teoria, riscontrabile nel non voler vendere il bestiame da parte dei Basotho, è rafforzata da
tendenze contemporanee opposte: l’idea che tutto ha un prezzo o che è inevitabile che tutto venga
mercificato.
 Il REGNO DELLE COSE SPECIALI (amore, bestiame ecc…) ci permettono di mettere alla prova le regole
che governano consuetudini importanti come il baratto e, insieme, la creazione stessa delle relazioni
sociali.

La ricchezza sociale fornita dal bestiame è molto più preziosa della ricchezza economica che una
vendita potrebbe produrre.
- Un caso di APPARENTE OSTENTAZIONE è il nucleo del lavoro svolto da Malinowski nelle isole Trobriand:
ANELLO DEL KULA: scambio di collane di conchiglie rosse e braccialetti di conchiglie bianche nelle isole che
si estendono per centinaia di chilometri al largo della costa orientale di Papua Nuova Guinea

 Il Kula è una FORMA DI SCAMBIO, il cui obiettivo principale è di scambiare articoli che non hanno
utilità pratica, ed essendo anche di qualità scadente dal punto di vista ornamentale, essi non vengono
neanche indossati.
 Essi circolano lungo l’Anello in DIREZIONI OPPOSTE: le collane (soulava) si muovono in senso orario,
mentre i braccialetti (mwali) in senso antiorario.
 Per i popoli che partecipano, però, essi possiedono tuttavia un valore tale che gli uomini intraprendono
traversate lunghe e pericolose per scambiare alcuni di quei gioielli con altri.
Ciò anche perché le collane e i bracciali più ricercati hanno storie molto particolari e suscitano
associazioni di idee/nomi ben precisi, tanto che ognuno di quegli ornamenti risulta un INESAURIBILE
VEICOLO DI IMPORTANTI ASSOCIAZIONI SENTIMENTALI.

7
Vedi da pag.8
8
In senso economico
16

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

 Questo scambio è avvolto in un’atmosfera CERIMONIALE e FORMALE, con la regola, tra l’altro, che esso
non deve avvenire contemporaneamente: quindi l’oggetto non viene scambiato, ma DONATO.
Questo particolare dono è rimarcato dal fatto che un ricevente non metterà mai in aperta discussione
l’equivalenza di valore di ciò che ottiene in cambio.
 A effettuare lo scambio è sempre un lui: infatti solo gli UOMINI partecipano al Kula.
 Si parla di qualcosa che detiene parecchio VALORE SENTIMENTALE, ma nessun VALORE D’USO/DI
SCAMBIO. Eppure, il carattere così elaborato della cerimonia dell’Anello pone la questione del valore:
comporta parecchi elementi direttamente collegati alle dinamiche generali della SOCIALIZZAZIONE.
 Conclusioni:
1. Lo scambio del kula era effettuato per SE STESSO, per SODDISFARE UN DESIDERIO PROFONDO DI
POSSESSO;
2. Affermava con una sottile aria di misticismo che POSSEDERE è DONARE;
3. Vista l’inutilità degli oggetti, tale scambio ciclico stabilisce importanti LEGAMI SOCIALI tra uomini di
isole e comunità diverse;
4. Gli oggetti ACCRESCONO LA REPUTAZIONE DEI PROPRIETARI;

- Ciò innescò una serie di dibattiti sulla NATURA DELLE RELAZIONI SOCIALI: gli esseri umani sanno davvero
essere altruisti, o in realtà tutto ciò che fanno è per un puro interesse personale?
 Questa domanda acquista particolare rilevanza nel mondo contemporaneo, in cui il mercato regna
sovrano  Friedman: “nessun pasto è gratis.”
I principi del libero mercato, da lui enunciati, e sostenuti da un forte INTERESSE PERSONALE, colgono le
idee relative agli scambi commerciali diffuse  l’interesse personale è ciò che muove il mondo, e
bisognerebbe essere onesti e accettarlo, dato che, l’interesse personale e l’ALTRUISMO, sono in realtà
la stessa cosa.
 L’interesse personale sta alla base della teoria umana secondo la quale il nostro desiderio di AVERE DI
PIÚ NON HA LIMITI.
In questo punto si inserisce l’argomento di Sahlins dell’ORIGINARIA SOCIETÁ OPULENTA: IL
DESIDERIO DI POSSESSO (degli indigeni di Trobriand – Malinowski) deve essere intesa come
un’ELABORAZIONE CULTURALE.9
 Mauss, nel suo saggio The Gift10, diceva che il punto non è come le persone calcolino realmente i
processi di scambio e le relazioni sociali che essi creano. Ma, bisognava concentrarsi su quei generi
esotici e donchisciotteschi di ECONOMIE DEL DONO.
 La tesi centrale: NESSUN REGALO è GRATIS  non lo è mai e in nessun luogo, ci aspettiamo sempre un
qualche RITORNO, anzi è obbligatorio.

Nella vita esiste un’ASPETTATIVA NON SCRITTA, e spesso INESPRESSA a parole, di ESSERE RICAMBIATI.
è anche possibile ESSERE SINCERI  possiamo dare senza aspettarci o desiderare qualcosa in
cambio.
 Non si tratta di regali materiali, ma di COSE REGALATE che SOTTOINTENDONO UN RAPPORTO
PERSONALE.

9
Rientra nel tentativo di fare dei bisogni e dell’avidità individuale la base della socialità
10
Il più importante contributo per la comprensione della reciprocità e dello scambio
17

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

Ciò che Mauss vuole estrarre dalla categoria del dono è un modello di ECONOMIA e SOCIETÁ basato sul
CHIARO RICONOSCIMENTO DI LEGAMI che generano un impegno: lo scambio dovrebbe sempre
riguardare la solidarietà, il legame tra esseri umani.

 Termine fondamentale per la sua analisi: HAU=SPIRITO DEL DONO.  L’analisi di questo termine ha
comprovato il fattore della solidarietà e del legame.

Questo termine coglie perfettamente la misura in cui i Maori vedono in qualsiasi oggetto donato
QUALCOSA DELLA PERSONA CHE DONA: regalare qualcosa a qualcuno significa regalare qualcosa di se
stessi.  motivo per cui ci sentiamo obbligati a ricambiare il dono: un dono desideroso di essere
restituito al suo donatore/proprietario.
Questa logica è evidente nell’Anello del kula: gli oggetti scambiati sono strettamente associati ai loro
proprietari e ne contengono una specie di BIOGRAFIA, e queste biografie ne sottolineano il VALORE
SENTIMENTALE dello scambio.
 Questa logica non è totalmente separata dalla storia dei legami tra persone e cose in Occidente: le cose
speciali della nostra vita portano in sé e con sé una parte di noi, per questo non vogliamo venderle.
Ciò, se assimilato al fornaio che fa il pane, ci sembra strano, ma in quel caso stiamo pagando un
sovrapprezzo perché stiamo acquistano l’abilità e l’esperienza di qualcuno.  particolarità dei marchi
di qualità.

Non è diverso da ciò che intendeva Mauss per lo hau maori.


Il principio è collegato all’ALIENAZIONE DEL LAVORO di Marx: i lavoratori nelle fabbriche rinunciano al
legame con i beni che producono  viene a perdersi qualcosa di prezioso allorchè i frutti della nostra
fatica sono monetizzati.
 Il saggio contiene un’aperta critica del MECCANISMO CRUDELE E SENZA CUORE del moderno SISTEMA
CAPITALISTA- e dei sistemi che lo sostengono, attraverso i quali l’autore identifica la SEPARAZIONE TRA
LE PERSONE E LE COSE.

CONCLUSIONI (di ordine morale):


1. Non tutto è ESCLUSIVAMENTE CLASSIFICABILE in termini di ACQUISTO e VENDITA;
2. Le cose hanno ancora un VALORE SENTIMENTALE oltre ad un VALORE VENALE 11.
- Osservazioni circa il DENARO:
 Può ALTERARE radicalmente le RELAZIONI SOCIALI  i soldi sono PRIVI DI SPIRITO/HAU;
 Permette innumerevoli transazioni veloci ed efficienti, ma la banconota NON CONSERVA NULLA DELLE
PERSONE che l’hanno POSSEDUTA

IMPERSONALITÁ
 Importanza del denaro rispetto a come esso riesce a STRUTTURARE GLI SCAMBI E LE RELAZIONI
SOCIALI: ha un VALORE NOMINALE, esso è universalmente applicabile, e può contrassegnare un prezzo,
in termini monetari, di qualcosa.  Ogni cosa è in teoria COMMENSURABILE.

UNIVERSALITÁ

11
Esso può significare qualcosa come acquistabile o comprabile
18

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

È proprio “l’in teoria” che riveste importanza rispetto a come il denaro contribuisca a strutturare regimi
di valore.
 Il denaro, attraverso le sue caratteristiche, minaccia di cancellare ciò che è distintivo di un particolare
stile di vita imponendo ovunque le proprie condizioni.
 Hart: studia il VALORE SIMBOLICO e le sue ASSOCIAZIONI CULTURALI  esso prende in esame la
MONETA, che ha:
1. Una TESTA (recto): di solito reca il volto di qualcuno (effigie), ed è simbolo del valore della moneta e
contrassegna l’autorità che l’ha emessa12. .
2. Una CROCE (verso): dove si trova il suo VALORE NOMINALE.

Il recto ha sempre meno importanza: è facile ormai dimenticare il lato delle cose connesso alle
relazioni sociali.
Ciò su cui cade la nostra attenzione è il numero, più o meno grande.
Sulpiano simbolico quelle personalità non sono solo rappresentanti della grandezza di una nazione,
ma monete e banconote possiedono un dato valore unicamente perché tutti confidano che la
Banca di quella nazione promette di pagare a vista il suo portatore.

Il denaro è indice dei RAPPORTI UMANI COSTRUITI SULLA FIDUCIA.

 Altre forme del moderno commercio di beni cercano di eliminare la persona13 questi cambiamenti
rispondono alla logica del detto:” Gli affari non sono personali”, cioè che per avere successo negli affari
bisogna avere quel genere di gelida determinazione e sangue freddo descritti da Mauss.
Hart ha esplorato questo punto attingendo alle pellicole gangster hollywoodiane  IL DILEMMA DEL
KILLER14.

Dice questa frase perché la cultura in cui viviamo ci impone che ci debba essere una LINEA DI
SEPARAZIONE tra il PERSONALE e l’IMPERSONALE  ad un certo livello la questione riguarda la
PRIORITÁ relativa da accordare alla VITA e agli IDEALI.
Nella pratica sono difficili da separare. La nostra lingua e la nostra cultura racchiudono la storia mai
interrotta di questo tentativo di separare la vita sociale in due sfere distinte. Il denaro AGGRAVE la
questione della SEPARAZIONE per tutti.
 I DEBITI a volte possono avere una VALENZA SOCIALE POSITIVA: nello Zimbawe la ricchezza della
sposa/LOBOLA non veniva mai pagato per INTERO: una famiglia poteva anche fissare il prezzo, ma non
si aspettava che venisse interamente pagato, ne lo avrebbe voluto.
Se lo fosse stato, esso veniva interpretato come simbolo di OSTILITÁ o di DISPREZZO.
Perché mai tagliare dei legami che vincolano? Vorrebbe dire rescindere i rapporti sociali.
 Jeske: Sfida ai viri tipi di mistica del bestiame, poiché il suo particolare valore viene eclissato dall’ascesa
di una cultura dei beni materiali e della monetizzazione della vita.

12
Marchio dello Stato a cui essa appartiene e quindi dell’arena sociale in cui ha avuto il suo corso originale.
13
Caso degli scambi dei futures alla borsa di Chicago e Londra.
14
Il sicario davanti la vittima co la pistola in mano dice:” Niente di personale, amico, sono solo affari.”
19

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)


lOMoARcPSD|10723342

Le AUTOMOBILI cominciano a creare una loro mistica particolare  sono il VERO SEGNO DEL
SUCCESSO, non basato sui legami reciproci che creano i bovini, ma piuttosto su un RISULTATO
INDIVIDUALE e ATOMIZZATO.
Viene segnalata la resilienza del bestiame in alcuni ambiti: le automobili non rivestono un’importanza
di primo piano negli eventi esistenziali più significativi tipo il matrimonio  l’automobile non era
appropriato come ricchezza della sposa: le macchine sono BENI LEGATI AL DENARO, non a processi
sociali riconosciuti a cui partecipano le famiglie e la comunità.
 Si assiste anche ad un calo dei matrimoni dovuto alla misura in cui l’economia del mercato ha
riconfigurato la forma delle usanze tradizionali: con l’abolizione del regime di apartheid, dato che non è
emersa nessuna classe sociale coloro i quali hanno dato la scala del successo lo hanno fatto
accumulando debiti considerevoli.  anche la ricchezza della sposa ha risentito di queste dinamiche

James: le famiglie spesso insistevano che la ricchezza della sposa venga pagata come parte di un
ACCORDO MATRIMONIALE, il che per gli uomini significava contrarre PRESTITI per onorare l’impegno.
 tale pratica finisce per confondere ulteriormente le acque tra cultura dei beni materiali e usanze. Ai
debiti virtuosi del bestiame, si vanno sostituendo i cattivi debiti del denaro contante.
Dalla moderna ricchezza della sposa emergono considerevoli limiti finanziari e legami morali a lungo
termine che il debito non può che confermare.
 Questo concetto di DEBITO VIRTUOSO e di CREDITO INESIGIBILE assume particolare rilevanza nella
ricerca antropologica sul valore.

Graeber: il DEBITO si è rivelato particolarmente utile per illustrare il NESSO tra i NOSTRI AFFARI
ECONOMICI e la VITA MORALE  il fatto di considerare ogni SCAMBIO in termini di reciprocità equivale
ad avere una visione IMPOVERITA delle RELAZIONI SOCIALI UMANE.
Ciò accade quando la reciprocità è totale e conclusiva: infatti, uno scambio così completo e conclusivo
non è né garantito né desiderato.
Esistono innumerevoli tipi di scambio in cui ciò che desideriamo è il DEBITO: cioè creare o incoraggiare
una relazione e una connessione sociale.

Scambio è infatti la parola sbagliata per indicare ciò che sta accadendo, perché tendiamo a pensare allo
scambio unicamente come a un rapporto di equivalenza, in cui ogni cosa è controbilanciata.
Questo spiega perché o debiti legati alla ricchezza della sposa non sono mai comletamente riscattati e
perché spesso vengono tradotti in bestiame e non in denaro contante: i contanti risolvono il debito
senza alcuna ambiguità, sono troppo precisi ed impersonali.
 Quanto sopra spiega anche perché lo scambio del kula avvenga in quel modo: il loro VALORE
INDIVIDUALE non viene mai messo apertamente in discussione; e i due momenti dello scambio non
devono avvenire contemporaneamente.

20

Downloaded by Psyco Angel (psycoangeloff@gmail.com)

Potrebbero piacerti anche