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Il

libro

S imon Snow il peggior prescelto di sempre. Questo ci che sostiene Baz, il suo
compagno di stanza. Baz potr anche essere un vampiro e un nemico, ma ha
probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far
funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere
mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un
mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano
lultimo anno. Allora perch Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?
Lautrice

Vive in Nebraska con il marito e i due figli. Eleanor & Park -


Per una volta nella vita, il libro che lha consacrata come
erede di John Green. Insieme a Fangirl, con cui questo romanzo
ha un legame molto particolare, e Carry on, sono da ormai tre
anni presenze fisse nella classifica bestseller del New York
Times.
Rainbow Rowell

CARRY ON
Traduzione di
Federica Merani
A Laddie e Rosey,
che possiate anche voi
combattere le vostre battaglie
e forgiare le vostre ali
LIBRO PRIMO
1

SIMON
Mi dirigo da solo verso la stazione degli autobus.
I miei documenti sono sempre un problema quando me ne vado. Per tutta
lestate non ci concesso neanche raggiungere a piedi il supermercato senza
accompagnatore e il permesso della Regina, mentre in autunno mi basta
firmare per lasciare la casa famiglia.
Frequenta una scuola speciale spiega una delle impiegate allaltra mentre
firmo per andarmene. seduta con la collega in un gabbiotto di plexiglass e le
restituisco i fogli attraverso una fessura nella parete. Una specie di
riformatorio sussurra.
Laltra donna non alza nemmeno lo sguardo.
cos ogni settembre, anche se non torno mai due volte nella stessa
struttura.
Il primo anno stato lArcimago in persona a prelevarmi per condurmi a
scuola, appena ho compiuto undici anni. Ma lanno dopo mi ha detto che
potevo benissimo farcela da solo a raggiungere Watford. Hai ucciso un
drago, Simon. Figuriamoci se non puoi affrontare una lunga camminata e un
paio di autobus.
Io mica volevo ucciderlo, quel drago. Non mi avrebbe fatto del male, non
credo. (A volte me lo sogno ancora. Il modo in cui il fuoco lha consumato
dallinterno, come una bruciatura di sigaretta su un foglio di carta.)
Arrivato alla stazione, mangio una barretta Aero alla menta in attesa del
mio primo autobus. Dopo quello me ne toccher un altro e, dopo ancora, un
treno.
Una volta salito sul treno, provo ad addormentarmi con la valigia sulle
ginocchia e i piedi sul sedile di fronte, ma qualche fila pi indietro c un
uomo che continua a fissarmi. Sento i suoi occhi strisciarmi su per il collo.
Potrebbe essere un pervertito. O un poliziotto.
O magari un cacciatore di taglie che sa quanto vale la mia testa
Cambio vagone e neanche ci riprovo ad addormentarmi. Pi mi avvicino a
Watford, pi divento irrequieto. Ogni anno mi verrebbe da saltar gi dal treno
e spararmi dritto fino a scuola con un incantesimo, anche se rischio di finire in
coma.
Potrei lanciare uno Sbrigati sul treno, ma si tratta di una formula rischiosa
anche in circostanze ottimali, e i miei primi incantesimi dellanno scolastico
sono sempre incerti. Durante lestate, quando nessuno guarda, dovrei
esercitarmi con piccoli incantesimi prevedibili. Come accendere le luci
notturne. O trasformare le mele in arance.
Sperimenta semplici formule come quelle per allacciarti stringhe e
bottoni mi ha suggerito la professoressa Possibelfa.
Ho solo un bottone le ho risposto io, e poi sono arrossito vedendola
abbassare lo sguardo sui miei jeans.
Allora usa la magia per le faccende domestiche ha replicato lei. Per
lavare i piatti o lucidare gli argenti.
E io non mi sono neanche preso la briga di spiegarle che destate mi
servono i pasti nei piatti di carta e mangio con le posate di plastica (forchetta e
cucchiaio, coltelli mai).
Come non mi sono neanche preso la briga di esercitarmi con la magia.
noioso. E inutile. E non certo di grande aiuto. Far pratica non mi rende
un mago migliore; mi fa solo esplodere
Nessuno sa perch la mia magia si manifesti cos. Perch scoppi come una
bomba, invece di fluire in me come un cavolo di ruscello o quel che , come
succede a chiunque altro.
Non saprei mi ha risposto Penelope quando le ho chiesto che effetto le
faccia il suo potere. un po come se dentro di me ci fosse un pozzo.
Talmente profondo che non ne vedo il fondo n riesco a immaginarlo. Solo
che anzich buttar gi i secchi per attingere alla magia che contiene, io la
risucchio e basta. E me la ritrovo a disposizione nella quantit necessaria e per
tutto il tempo in cui resto concentrata.
Penelope sempre molto concentrata. E molto potente, anche.
Agatha no. Non quanto lei, almeno. E poi non ama parlare della propria
magia.
Un Natale, per, lho tenuta alzata finch, stordita dalla stanchezza, mi ha
raccontato che per lei fare un incantesimo come flettere un muscolo. Una
specie di crois devant mi ha detto. Hai presente?
Io ho scosso la testa.
Era su una pelle di lupo di fronte al fuoco, acciambellata come un gattino.
Un passo di danza classica. come se mantenessi la posizione il pi a lungo
possibile.
Baz mi ha detto che per lui come accendere un fiammifero. O premere un
grilletto.
Non me lavrebbe mai rivelato intenzionalmente. successo al quinto anno,
mentre combattevamo la chimera nel bosco. Ci aveva messi allangolo e lui
non era abbastanza potente per affrontarla da solo. (Neanche lArcimago
abbastanza potente per affrontare una chimera da solo.)
Adesso, Snow! mi ha gridato. Adesso. Dalle sfogo, avanti
Non ci riesco ho cercato di spiegargli. Non funziona cos.
Certo che funziona cos, dannazione.
Non mica come premere un interruttore ho ribadito.
Tu provaci lo stesso.
Non ci riesco, cavoli. Brandivo la spada gi a quindici anni me la
cavavo piuttosto bene con la spada solo che la chimera non era corporea. (La
mia solita sfortuna, ovvio. Appena decidi di girare con la spada appresso, tutti
i tuoi nemici diventano impalpabili come la bruma, come il filo di una
ragnatela.)
Chiudi gli occhi e accendi un fiammifero mi ha detto Baz. Ci eravamo
nascosti dietro una roccia. Lui snocciolava incantesimi a raffica.
Che cosa?
Era cos che diceva mia madre. Immagina di accenderti un fiammifero in
petto e soffia sullesca.
Con Baz centra sempre il fuoco. Non riesco a credere che non mi abbia
ancora incenerito. O bruciato sul rogo. Al terzo anno mi spaventava con la
minaccia di un funerale vichingo. Lo sai che cos, Snow? Una pira in
fiamme lasciata alla deriva sul mare. Il tuo potremmo organizzarlo a
Blackpool, cos possono venire anche quei tamarri dei tuoi amici Normali.
Vai a cagare gli rispondevo io, e cercavo di ignorarlo.
Tamarri o no, non ne avevo neanche mai avuti di amici Normali.
Nel mondo Normale mi stanno tutti alla larga, se possono. Penelope dice
che avvertono il mio potere e istintivamente si tengono a distanza. Come i cani
che evitano di guardare negli occhi il padrone. (Mica sono il padrone di
nessuno, io, non questo che voglio dire.)
Con i maghi succede lopposto, invece. Loro adorano il profumo della
magia, e per farmi odiare ce la devo mettere tutta.
Tranne che con Baz. Lui immune. Immagino abbia sviluppato una
resistenza alla mia magia, dopo aver condiviso la stanza con me per sette anni.
La notte in cui abbiamo affrontato la chimera, ha continuato a urlarmi
addosso finch non sono esploso. Ci siamo svegliati un paio dore dopo nel
cratere annerito dallesplosione. Il masso dietro cui ci eravamo nascosti era
ridotto in cenere e la chimera si era vaporizzata. O era semplicemente sparita.
Baz era convinto che gli avessi bruciato le sopracciglia, ma a me sembrava
perfetto, non aveva un capello fuori posto.
Tipico.
2

SIMON
Destate cerco di non pensarci, a Watford.
Lestate dopo il mio primo anno l, non ho fatto che pensarci. Non ho fatto
che pensare alle persone che avevo conosciuto a scuola, a Penelope, ad
Agatha, allArcimago. Alle torri e al terreno intorno. Ai t. Ai pudding. Alla
magia. Al fatto che io stesso la incarnavo, quella magia.
Mi sono ammalato, a forza di pensare alla Scuola di arti magiche di
Watford a forza di sognarla a occhi aperti finch non diventata nientaltro
che quello, un sogno a occhi aperti. Lennesima fantasticheria con cui
ingannare il tempo. Come quando sognavo di diventare calciatore O che i
miei genitori, i miei veri genitori, sarebbero tornati a prendermi
Immaginavo che mio padre fosse un calciatore. E mia madre una specie di
modella. E che fossero stati costretti a darmi via perch erano troppo giovani
per un bambino e lui era allapice della carriera. Ma abbiamo sempre sentito
la tua mancanza, Simon mi avrebbero spiegato. Ti abbiamo cercato in lungo
e in largo. E mi avrebbero portato via, a vivere nella loro mega villa.
La mega villa di un calciatore La Scuola di arti magiche
Tutte cazzate, alla luce del giorno. (Soprattutto se ti svegli circondato da
altri sette scarti umani come te.)
Quella prima estate lavevo consumato, il ricordo di Watford, quando in
autunno sono spuntati i miei documenti e il biglietto dellautobus
accompagnati da una lettera dellArcimago in persona
Era vero. Era tutto vero.
Cos, lestate dopo, al termine del mio secondo anno a Watford, mi sono
imposto di non pensarci affatto, alla magia. Per mesi ho chiuso i ponti con
quel mondo. Non ne sentivo la mancanza e non lo desideravo. Ero deciso a far
s che il mondo degli arcimaghi mi si ripresentasse a settembre sotto forma di
regalo a sorpresa, se proprio cos doveva essere. (Ed quello che successo.
Ogni anno, fino a ora.)
Allinizio lArcimago mi diceva che forse un giorno mi avrebbe permesso
di passare lestate a Watford Magari addirittura in sua compagnia, ovunque
se ne stia per tutta lestate.
Ma poi ha deciso per il mio bene di farmi trascorrere parte dellanno con i
Normali. Perch resti in contatto con la lingua e non perda la mia lucidit:
Affinch le pene affilino la tua lama, Simon.
Ho pensato che intendesse la lama della mia spada, la Spada degli
arcimaghi. Poi ho capito che intendeva me.
Sono io la lama. La Spada dellArcimago. Ma non sono sicuro che queste
estati nelle case famiglia mi stiano davvero affilando Di sicuro mi rendono
pi smanioso. Avido di Watford come, che so, della vita stessa.
Baz e i suoi le Antiche Famiglie benestanti pensano che nessun altro sia
in grado di comprendere la magia quanto loro. Si credono gli unici a cui sia
lecito affidarla.
Ma nessuno ama la magia quanto me.
Nessun altro mago nessuno dei miei compagni di scuola, nessuno dei loro
genitori sa come sia vivere senza magia.
Solo io lo so.
E far di tutto per assicurarmi di poterci sempre tornare.
Io ci provo a non pensare a Watford mentre sono via, ma questestate stato
quasi impossibile.
Con tutto quello che era successo durante lanno, mai mi sarei aspettato che
lArcimago si accorgesse della fine dellanno scolastico. Chi mai
interromperebbe una guerra per mandare i ragazzini a casa per le vacanze
estive?
E poi io non sono pi un ragazzino. Per legge, a sedici anni la casa famiglia
me la sarei anche potuta risparmiare. Mi sarei potuto trovare un appartamento
da qualche parte. A Londra, magari. (Me lo potrei permettere. Ho una borsa
piena doro dei folletti un borsone, in realt che sparisce solo se provi a
darlo agli altri maghi.)
Invece lArcimago mi ha mandato in unaltra casa famiglia, come al solito.
Sono anni che mi sposta qua e l come la pallina nel gioco dei tre bicchieri.
Come se qui fossi al sicuro e il Tedio non potesse evocarmi come ha gi fatto
quando ero con Penelope alla fine dellultimo anno scolastico.
Pu evocarti? mi ha chiesto Penelope appena siamo riusciti a sfuggirgli.
Anche con lacqua del fossato a dividervi? impossibile, Simon. Non
esistono precedenti del genere.
La prossima volta che mi evoca come un cacchio di demone scoiattolo
glielo faccio presente! ho risposto io.
Penelope ha avuto la sfortuna di trovarsi a braccetto con me, quando il
Tedio mi ha catturato, cos stata presa anche lei. stato solo grazie alla sua
prontezza se ci siamo salvati entrambi.
Simon mi ha detto quel giorno quando siamo finalmente saliti sul treno
per Watford. Qui la situazione seria.
Per Siegfried e Roy, certo che seria, Penelope. Il Tedio ha il mio numero
di telefono. Non ce lho nemmeno io, il mio numero!
Possibile che sappiano ancora cos poco di lui? ha ribattuto lei, furiosa.
cos
Insidioso le ho fatto io. Non per niente lo chiamano il Tedio Insidioso,
no?
Smettila di scherzare, Simon. La situazione seria.
Lo so, Penny.
Appena tornati a Watford, lArcimago si assicurato che stessimo bene, ma
poi ci ha rimandati via.
Ci ha spediti a casa tutti e due. Una cosa assurda, davvero.
Per forza che ho passato tutta lestate a pensare a Watford. A tutto quello che
era successo e che poteva ancora succedere, alle cose rimaste in ballo mi si
fuso il cervello a furia di pensarci.
Mentre alle cose belle non mi sono concesso di pensarci affatto. Ecco cosa
fa impazzire davvero, la nostalgia delle cose belle. Ho una lista di tutte le cose
che mi mancano di pi, ma mi impedisco di passarla mentalmente in rassegna
finch non mi trovo a unora da Watford. Allora la scorro punto per punto.
Leffetto lo stesso di quando ci si immerge piano piano nellacqua fredda.
Per al contrario un immergersi graduale in qualcosa di piacevolissimo, in
modo che lo shock non ti sconvolga.
Avevo undici anni quando ho iniziato la mia lista di cose belle, e forse a
questo punto un paio di voci potrei anche cancellarle, ma pi difficile di
quanto si creda.
Comunque, trovandomi ormai a unora di distanza dalla scuola, tiro
mentalmente fuori la mia lista e premo la fronte contro il finestrino del treno.

Cose di Watford che mi mancano di pi:


1. Gli scones alle amarene
Prima di Watford non avevo mai assaggiato gli scones alle amarene. Solo
quelli alle uvette, ma in genere mangiavo quelli semplici, e sempre comprati al
negozio e lasciati troppo tempo nel forno.
A Watford, ci sono gli scones alle amarene ogni mattina a colazione, se li
vuoi. E anche al pomeriggio allora del t. Prendiamo il t in sala da pranzo al
termine delle lezioni, prima delle attivit facoltative, del calcio e dei compiti.
Io ci vado ogni giorno con Penelope e Agatha, ma sono lunico dei tre a
mangiare gli scones. Tra due ore si cena, Simon mi ripete sempre
contrariata Agatha, anche dopo tutti questi anni. Una volta Penelope ha provato
a fare il conto di quanti scones ho mangiato da quando abbiamo cominciato a
frequentare Watford, ma si stufata prima di arrivare al risultato.
Quando li vedo non riesco proprio a farmeli sfuggire. Sono soffici, leggeri
e leggermente salati. A volte me li sogno pure.

2. Penelope
Prima questo posto della lista era occupato dal roastbeef. Ma un paio di anni
fa ho deciso di limitarmi, altrimenti avrebbe finito per essere una lista di cibo
e a me sarebbero venuti i crampi allo stomaco dalla fame.
Forse Agatha dovrebbe trovarsi davanti a Penelope, visto che la mia
ragazza. Per stato grazie a Penelope che ho iniziato a compilare questa lista.
Abbiamo fatto amicizia la prima settimana di scuola, durante la lezione di
parole magiche.
Quando ci siamo conosciuti, mi ha fatto una strana impressione: una
ragazzina paffuta con la pelle olivastra e i capelli rossi rossi. Portava un paio
di occhiali a farfalla, di quelli che indosseresti a una festa in maschera se ti
vestissi da strega, e aveva un gigantesco anello viola sulla mano destra. Mentre
lei cercava di aiutarmi con il compito che ci avevano assegnato, io non
smettevo di fissarla.
Tu sei Simon Snow, lo so. La mamma me lha detto che ci saresti stato
anche tu. Dice che sei potentissimo, forse anche pi potente di me. Io sono
Penelope Bunce.
Non lavrei mai detto che una come te potesse chiamarsi Penelope ho
commentato. Stupidamente. (Il primo anno non facevo che sparare
stupidaggini.)
Lei ha storto il naso. E come dovrebbe chiamarsi una come me,
sentiamo?
Non lo so. Non ne avevo idea. Le altre ragazze simili a lei che avevo
conosciuto avevano nomi come Saanvi o Aditi, ma nessuna di loro aveva i
capelli rossi. Saanvi?
Una come me pu avere qualunque nome ha sentenziato lei.
Ah. Ma certo, scusami ho risposto io.
E pu farci quello che vuole con i suoi capelli. E sventolando la coda di
cavallo rossa, tornata a concentrarsi sul compito. maleducazione fissare,
sai? Anche gli amici.
Perch, siamo amici? le ho chiesto. Pi stupito che altro.
Ti sto aiutando con il compito, no?
Ed era vero. Mi aveva appena aiutato a ridurre un pallone da calcio alle
dimensioni di una biglia.
Pensavo mi aiutassi perch sono corto di cervello le ho fatto.
Siete tutti corti di cervello. Ti aiuto perch mi piaci.
Si poi scoperto che i capelli le erano diventati di quel colore per sbaglio,
mentre provava un nuovo incantesimo, ma li ha portati cos per tutto il primo
anno. Lanno dopo ha optato per lazzurro.
Penelope ha la mamma indiana e il pap inglese, ma in realt sono tutti e
due inglesi. Il ramo indiano della famiglia vive a Londra da anni. Mi ha
rivelato in seguito che i suoi genitori le avevano imposto di starmi alla larga.
La mamma ha detto che nessuno sapeva da dove venivi. E che potevi essere
pericoloso.
E tu perch non le hai dato retta? le ho chiesto.
Perch nessuno sapeva da dove venivi, Simon! E perch potevi essere
pericoloso!
Il tuo istinto di sopravvivenza fa acqua da tutte le parti, allora.
E poi perch mi hai fatto pena. Tenevi la bacchetta al contrario.
Non passa estate che non abbia nostalgia di Penny, anche quando mi
impongo di non averla. LArcimago vieta a chiunque di scrivermi o
telefonarmi durante le vacanze, ma lei trova sempre il modo di inviarmi
qualche messaggio. Una volta si impossessata del vecchio che gestisce il
negozio qui sotto, quello che dimentica di mettersi la dentiera, e mi ha parlato
attraverso di lui. stato bello avere sue notizie e tutto il resto, ma anche
talmente inquietante che lho pregata di non farlo pi, se non in caso di
emergenza.

3. Il campo da calcio
Non ho pi il tempo di giocare a calcio come prima. Non sono abbastanza
bravo da giocare nella squadra della scuola e poi, o sono sempre coinvolto in
complotti e tragedie varie, o sono in missione per lArcimago. (Difficile
segnare un gol sapendo che il maledetto Tedio pu evocarti quando gli pare e
piace.)
Per gioco lo stesso. E il campo perfetto, lerba una meraviglia.
lunica parte pianeggiante del terreno su cui sorge la scuola. Circondato da
splendidi alberi ombrosi sotto cui sedersi a guardare le partite
Figuriamoci se Baz non giocava nella squadra, invece. Lo stronzo.
E in campo esattamente come altrove. Forte. Elegante. Spietato, cazzo.

4. La divisa della scuola


Lho inserita nella lista a undici anni. Cercate di capirmi, ricevere la mia
prima divisa ha significato per me possedere per la prima volta indumenti
della mia taglia e indossare per la prima volta giacca e cravatta. Mi sono
sentito di colpo alto ed elegante. Finch in camera mia non si presentato Baz,
molto pi alto di me e pi elegante di chiunque altro.
A Watford il corso di studi dura otto anni. Gli studenti del primo e del
secondo anno vestono giacca a righe in due tonalit di viola e due di verde,
pantaloni grigi, maglione verde e cravatta rossa.
Fino al sesto anno c lobbligo di portare una paglietta; in realt si tratta di
un test per vedere se la formula magica del Fermo l abbastanza efficace da
farti restare in testa il cappello. (Finora sempre stata Penny a pronunciarla
per me. Se lavessi fatto io, avrei finito per dormirci con quel maledetto affare
in testa.)
Ogni autunno c una divisa nuova di zecca che mi aspetta in camera. La
trovo sul letto, pulita e stirata e, per quanto sia cambiato o cresciuto durante
lestate, sempre della taglia giusta.
Gli studenti pi grandi come me adesso portano una giacca verde
bordata di bianco e maglione rosso, se vogliono. Anche la cappa facoltativa.
Io non lho mai indossata, mi sentirei un coglione con quella addosso, mentre
Penny la adora. Dice che si sente Stivie Nicks.
A me piace la divisa. Mi piace sapere in anticipo cosa indosser il giorno
dopo. Chiss come mi vestir il prossimo anno, quando avr chiuso con
Watford
Ho pensato di unirmi ai Compari dellArcimago. Hanno anche loro una
divisa, un incrocio tra Robin Hood e un agente segreto. Ma lArcimago dice
che non la mia strada.
cos che mi parla. Non la tua strada, Simon. Il tuo destino altrove.
Vuole che mi distingua da tutti gli altri. Addestramento separato. Lezioni
speciali. Credo che non mi avrebbe neanche lasciato frequentare questa scuola,
se non fosse stato lui il preside e non lavesse ritenuta il luogo pi sicuro per
me.
Se chiedessi consiglio a lui su come vestirmi dopo Watford, come minimo
mi equipaggerebbe stile supereroe
Non chieder consiglio a nessuno su come vestirmi una volta fuori di qui.
Ho diciotto anni. Ci penser da solo a scegliermi gli indumenti.
Altrimenti mi far aiutare da Penny.

5. La mia stanza
Dovrei dire la nostra stanza, ma non il condividerla con Baz che mi
manca.
A Watford ti assegnano la stanza e il compagno il primo anno, e dopo non ti
sposti pi. Non capita mai che tu debba radunare la tua roba o tirare via i tuoi
poster dalle pareti.
Dividere la stanza con una persona che mi vuole morto, che cerca di
uccidermi dallet di undici anni, insomma, una cagata, giusto?
Ma nel fondere me e Baz insieme, il Crogiolo devessersi sentito in colpa
(non in senso letterale, non credo che il Crogiolo sia unentit senziente),
perch abbiamo ricevuto la stanza migliore di Watford.
Si trova nella Casa delle Maschere, ai confini del campus. una palazzina
di quattro piani e mezzo e la nostra stanza proprio in cima, in una specie di
torretta che si affaccia sul fossato. La torretta troppo piccola per ospitare pi
di una stanza, ma la nostra camera pi grande delle altre. E un tempo era
riservata al personale della scuola, perci ha il bagno privato.
Dividere il bagno con Baz non un problema perch come persona pi
che decorosa, in realt. Ci si chiude dentro tutta la mattina ma almeno pulito;
e non gli piace che tocchi la sua roba, per cui la tiene sempre da una parte.
Penelope dice che il nostro bagno profuma di cedro e bergamotto, e la cosa
deve dipendere da Baz, perch da me non dipende di sicuro.
Spiegherei volentieri a tutti come Penny riesca a entrare in camera nostra
le ragazze non sono ammesse nei dormitori maschili e viceversa ma ancora
non lho capito. Credo sia grazie al suo anello. Una volta glielho visto usare
per aprire una caverna, quindi tutto possibile.
6. LArcimago
Anche lArcimago lho inserito in questa lista allet di undici anni. E sono
state molte le occasioni in cui ho avuto la tentazione di depennarlo.
Come al sesto anno, quando mi ha praticamente ignorato. Ogni volta che
cercavo di parlargli mi rispondeva che si doveva occupare di una cosa
importante.
Me lo dice ancora, qualche volta. E lo capisco. il preside della scuola.
Anzi, di pi. il presidente della Congrega, perci a capo dellintero mondo
degli arcimaghi. E poi non mica mio padre. Non niente per me
Eppure il niente a cui io sia pi legato in assoluto.
stato lui il primo a venire nel mondo Normale a spiegarmi (o almeno a
cercare di spiegarmi) chi sono. Mi tiene ancora docchio, anche se a volte io
neanche me ne accorgo. E quando gli capita di avere del tempo da dedicarmi,
del tempo per fare un discorso serio con me, allora s che trovo il mio vero
equilibrio. Combatto meglio, con lui accanto. Penso meglio. Quando
presente, come se prendessi davvero per buono quello che mi ha sempre
detto: che sono il mago pi potente che il mondo degli arcimaghi abbia mai
conosciuto.
Che avere tutto questo potere una cosa positiva o, almeno, che un giorno
lo diventer. Che alla fine riuscir a far ordine nella mia vita e a risolvere pi
problemi di quelli che sto causando.
LArcimago anche lunica persona autorizzata a contattarmi durante
lestate.
E a giugno si ricorda sempre il mio compleanno.

7. La magia
Non necessariamente la mia magia. Quella me la porto sempre dietro e,
sinceramente, non mi mai di gran conforto.
Quello che mi manca, quando sono lontano da Watford, la sensazione di
essere circondato dalla magia. Una magia dambiente, disinvolta. Gente che fa
incantesimi nei corridoi o durante le lezioni. O che spedisce un piatto di
wurstel da un capo allaltro del tavolo come se ci fossero dei cavi che lo
trasportano.
Il mondo degli arcimaghi non un mondo a tutti gli effetti. Non abbiamo n
citt n quartieri. I maghi vivono da sempre a contatto con la normalit.
Secondo la madre di Penelope pi sicuro cos, ci impedisce di allontanarci
troppo dal resto del mondo. Le fate lo hanno fatto, sostiene. Si sono stancate di
avere a che fare con gli altri e, dopo essersi avventurate nei boschi per qualche
secolo, non hanno pi trovato la via del ritorno.
Lunico luogo in cui i maghi vivono insieme, a meno che non siano
imparentati, Watford. Esistono anche circoli, associazioni, riunioni annuali e
roba del genere. Ma Watford il solo posto in cui stiamo insieme tutto il
tempo. Ecco perch da un paio danni a questa parte si danno tutti un gran da
fare a mettersi insieme. Se non trovi a Watford il tuo futuro coniuge, rischi di
restare solo o, a trentadue anni, di partire con altri single come te per uno di
quei giri turistici della Gran Bretagna magica.
Non capisco di cosa si preoccupi Penny: dal quarto anno che sta con un
ragazzo americano. (Uno studente in scambio culturale che ha conosciuto a
Watford.) Micah gioca a baseball e ha un viso cos simmetrico che potresti
usarlo per evocare un demone. Quando Penelope a casa chattano via
computer e, quando a scuola, lui le scrive quasi ogni giorno.
S, ma lui americano mi spiega. Loro non hanno la nostra stessa idea
del matrimonio. Potrebbe lasciarmi per la prima Normale carina che incontra
a Yale. Mamma dice che la nostra magia destinata a finire cos: a disperdersi
attraverso sconsiderati matrimoni americani.
Penny cita le parole della madre almeno quanto io cito parole sue.
Sono tutte e due paranoiche, secondo me. Micah un tipo a posto. Sposer
Penelope e poi vorr portarla via con s. di questo che dovremmo
preoccuparci tutti quanti.
Comunque
La magia, dicevo. Ne sento la mancanza, quando sono via.
Quando sono solo, la magia qualcosa di privato. Il mio fardello, il mio
segreto.
Mentre a Watford si respira nellaria. ci che mi rende parte di un tutto,
non la cosa che mi separa dal resto del mondo.

8. Ebb e le capre
Ho cominciato ad aiutare Ebb la capraia durante il mio secondo anno a
Watford. E per un po, starmene con le capre stato di gran lunga il mio
passatempo preferito. (E Baz ci andava a nozze, naturalmente.) Ebb la
persona pi gentile di Watford. Pi giovane di tutti gli insegnanti. E
straordinariamente potente per una che ha deciso di dedicare la propria vita
alla cura delle capre.
E che centra il potere? mi diceva. Chi alto mica costretto a giocare a
pallacestino?
Vuoi dire pallacanestro? (Vivendo a Watford, Ebb un po fuori dal
mondo.)
Stessa zuppa. Io non sono un soldato. Non vedo perch dovrei
guadagnarmi da vivere combattendo solo perch so sferrare un pugno.
LArcimago dice che chiunque di noi abbia in s un minimo di magia un
soldato, che siamo tutti soldati. Pensarla alla vecchia maniera rischioso,
sostiene, perch un tempo i maghi se ne andavano in giro spensierati, pronti a
fare tutto quello che volevano, trattando la magia come un giocattolo o un
diritto, non come qualcosa da salvaguardare.
Ebb non utilizza il cane pastore con le capre. Lho vista far cambiare
direzione allintero gregge con un semplice cenno di mano. Aveva iniziato a
insegnarmi come richiamare le capre a una a una; come renderle consapevoli
di essersi allontanate troppo. Una primavera mi ha anche permesso di aiutarla
con i parti
Ormai non ho pi tanto tempo da trascorrere con Ebb. Ma lascio lei e le
capre nella mia lista di cose che mi mancano. Solo per concedermi un istante
per pensare a loro.

9. Il Bosco Ondeggiante.
Dovrei eliminarlo dalla lista. Fanculo il bosco ondeggiante.

10. Agatha
Forse dovrei depennare anche Agatha.
Ormai sono vicino a Watford. Arriver in stazione tra pochi minuti. La
scuola avr mandato qualcuno a prendermi
Di solito mi lasciavo Agatha per ultima. Stavo tutta lestate senza pensare a
lei e aspettavo di essere quasi a Watford prima di farmela tornare in mente. In
questo modo non passavo lestate a convincermi che fosse troppo bella per
essere vera.
Ma adesso Non lo so, forse Agatha davvero troppo bella per essere
vera, almeno per me.
Lo scorso anno scolastico, prima che io e Penny fossimo catturati dal
Tedio, lho vista con Baz nel Bosco Ondeggiante. Avevo gi avuto
limpressione che ci fosse qualcosa tra loro, ma mai mi sarei aspettato che
potesse tradirmi cos, che potesse arrivare a tanto.
Non ho avuto il tempo di parlarle, dopo averla vista con Baz: il mio
rapimento e la successiva fuga mi hanno tenuto troppo impegnato. Non ho
potuto parlarle nemmeno durante lestate, perch non mi permesso parlare
con nessuno. Ma adesso, non so non so pi che cosa rappresenti per me.
Non sono neanche sicuro di aver avuto nostalgia di lei.
3

SIMON
Quando arrivo alla stazione non trovo nessuno ad aspettarmi. Nessuno che io
conosca, insomma, solo un tassista annoiato che ha scritto Snow su un pezzo di
cartone.
Sono io gli dico. Lui sembra dubbioso. Non ho molto laria del riccone
che frequenta una scuola privata, specialmente se non indosso la divisa. Ho i
capelli troppo corti me li raso a zero alla fine di ogni anno scolastico un
paio di scarpe da ginnastica scadenti e unespressione non abbastanza annoiata.
Sono io ripeto. In tono un po aggressivo: Vuole vedere la mia carta
didentit?.
Lui sospira e abbassa il cartello. Ti avviso che se vuoi che ti lasci in mezzo
al nulla, amico, non protester di certo.
Salgo sul taxi e appoggio la borsa sul sedile posteriore accanto a me.
Lautista mette in moto e accende la radio. Chiudo gli occhi: mi viene la nausea
quando viaggio sul sedile posteriore di unauto, anche se una delle mie
giornate s. E oggi non una giornata s; sono nervoso e non ho mangiato
altro che una barretta di cioccolato e un sacchetto di patatine cipolla e
formaggio.
Siamo quasi arrivati.
Questa lultima volta che lo faccio. Di tornare a Watford in autunno.
Torner altre volte, certo, ma non cos, non come se stessi tornando a casa.
Alla radio trasmettono Candle in the Wind e il tassista comincia a cantare.
Candela al vento un incantesimo pericoloso. A scuola i ragazzi dicono
che lo si pu usare per aumentare, come dire, la propria resistenza. In quel
senso l, non so se mi spiego. Ma basta porre laccento sulla sillaba sbagliata e
si finisce per appiccare un fuoco impossibile da spegnere. Un vero incendio. Io
non mi azzarderei mai a provarlo, nemmeno se ne avessi necessit; i doppi
sensi non sono mai stati il mio forte.
Il taxi prende una buca e io vengo sbalzato in avanti e mi aggrappo al sedile
di fronte.
Legarsi, prego sbotta lautista.
Obbedisco e mi guardo intorno. Abbiamo gi lasciato la citt e viaggiamo
in aperta campagna. Deglutisco e distendo le spalle. Il tassista si rimette a
cantare, a voce ancora pi alta. Mi verrebbe da dirgli di legarsi lui la lingua,
adesso. Prendiamo unaltra buca e per poco non sbatto la testa contro il tetto.
Siamo su una strada sterrata. Di solito non si passa di qua per andare a
Watford.
Guardo il riflesso dellautista nello specchietto retrovisore. C qualcosa di
strano in lui: ha la pelle verde scura e le labbra rosse come carne fresca.
Ora lo fisso direttamente, l seduto davanti a me, ed un semplice tassista.
Denti storti, naso schiacciato. Intento a cantare Elton John.
Allora guardo di nuovo lo specchio: pelle verde, labbra rosse, bello come
un cantante pop. Un goblin.
Senza aspettare di vedere che intenzioni abbia, mi porto la mano al fianco e
mormoro lincantesimo della Spada degli arcimaghi. unarma invisibile, pi
che invisibile; non compare proprio finch non pronunci la formula magica.
Il goblin mi sente lanciare lincantesimo e i nostri sguardi si incrociano
dentro lo specchio. Ghigna e infila una mano nella giacca.
Se Baz fosse qui, come minimo mi snocciolerebbe una lista di tutti gli
incantesimi che mi sarebbero utili in questo momento. Ce ne sar di certo uno
in francese che farebbe proprio al caso mio. Ma appena mi compare in mano
la spada, stringo i denti e la sferzo contro il sedile anteriore, staccando di netto
la testa del goblin proprio mentre fa per girarsi. Poggiatesta e tutto. Voil.
Per un attimo il suo corpo continua a guidare, poi il volante comincia a
ruotare allimpazzata. Ringrazio la magia che non ci sia il separ a dividerci,
cos mi slaccio la cintura e mi fiondo sul sedile davanti (nel punto esatto in cui
prima cera la testa del goblin) per afferrare il volante. Ma il tipo deve tenere
ancora il piede sullacceleratore, perch stiamo gi uscendo fuori strada a tutta
birra.
Provo a riportare lauto in carreggiata. In realt non ho idea di come si
guidi, cos do uno strattone a sinistra e la fiancata del taxi sbatte contro una
recinzione di legno. Lairbag mi esplode in faccia e finisco a gambe allaria,
mentre la macchina continua a picchiare contro qualcosa, forse lo stesso
steccato di poco fa. Non avevo mai immaginato di morire cos
Il taxi si ferma prima che io riesca a escogitare il modo di salvarmi.
Sono mezzo disteso sul fondo dellauto e ho battuto la testa prima contro il
finestrino e poi contro il sedile. Quando finalmente racconter tutto a Penny,
salter la parte in cui mi sono slacciato la cintura di sicurezza.
Allungo il braccio sopra la testa e tiro la maniglia. La portiera si apre e
finisco di schiena sullerba. A quanto pare abbiamo sfondato la recinzione e
siamo finiti in un campo. La macchina ancora in moto. Mi alzo in piedi a
fatica, infilo il braccio dal finestrino del guidatore e spengo il motore.
uno spettacolo, l dentro. Sangue spalmato sullairbag, sul cadavere e su
di me.
Apro la giacca del goblin ma non trovo altro che un pacchetto di chewing-
gum e un taglierino. Dubito che ci sia lo zampino del Tedio, in tutto questo:
laria non fastidiosa come succede sempre in sua presenza. Prendo un bel
respiro per averne la certezza.
Si tratter di una delle solite spedizioni vendicative, allora. I goblin mi
danno la caccia da quando ho aiutato la Congrega a espellerli dallEssex. (Non
facevano che ingobbiarsi gli ubriachi nei bagni dei pub, e lArcimago temeva
lestinzione dei dialetti regionali.) Immagino che il goblin che riuscir a farmi
fuori diventer re.
Questo la corona non se la becca di certo. La mia spada conficcata nel
sedile accanto al suo, la stacco e me la faccio di nuovo scomparire nel fianco.
Poi mi ricordo della borsa e prendo anche quella. E, dopo essermi ripulito le
mani dal sangue sui pantaloni grigi della tuta, apro la borsa in cerca della mia
bacchetta. Non posso lasciare questo macello, tanto non credo valga la pena
salvare qualcosa a riprova di quel che successo.
Alzo la bacchetta sopra il taxi e sento la magia salirmi a fior di pelle. Un
po di collaborazione, forza sussurro. Via, via, macchia dannata, va via!
Ho visto Penelope utilizzare questincantesimo per liberarsi di roba
indicibile. Ma su di me non fa altro che pulirmi un po di sangue dai pantaloni.
Il che gi qualcosa.
La magia mi affluisce tutta nel braccio, addensandosi al punto che mi
tremano le dita. Andiamo dico, puntando la bacchetta. Dacci dentro!
E dalla punta della bacchetta e delle dita scaturisce una pioggia di scintille.
Che cazzo, ho detto andiamo Scuoto il polso e prendo di nuovo la
mira. Sullerba ai miei piedi noto la testa del goblin, tornata del suo vero
colore verde. I goblin sono belli, come i demoni. (Del resto, i demoni sono
quasi tutti piuttosto in forma.) Il tassista te lo sarai mangiato, immagino le
dico, ricacciandola con un calcio verso il taxi. Ho la sensazione che mi prenda
fuoco il braccio.
Svanisci nel nulla! grido.
Dal suolo sento unondata di calore affiorarmi alla punta delle dita e lauto
scompare. Cos come la testa, lo steccato e la strada stessa
Unora dopo, sudato e ancora coperto di sangue di goblin ormai secco e
della polverina che esce dagli airbag, intravedo finalmente ledificio della
scuola. (Era scomparso solo un tratto di quella strada sterrata che non poteva
neanche dirsi una vera strada. Mi bastato tornare sulla via principale e
seguirla fino alla scuola.)
Tutti i Normali pensano che Watford sia un collegio super esclusivo. E lo ,
infatti. La scuola e le zone circostanti sono avvolte da una patina incantata. Una
volta Ebb mi ha detto che, grazie ai nuovi incantesimi che noi studenti
lanciamo di continuo sulla scuola, si accumulano strati e strati di barriera
protettiva. Ai Normali tutta questa magia fa bruciare gli occhi.
Mi avvicino allimponente cancello di ferro battuto sulla cui sommit
scritto il nome della scuola e appoggio la mano sulle sbarre perch
avvertano il mio potere.
Una volta bastava quello. Il cancello si apriva per chiunque fosse un mago.
Su questo c persino uniscrizione: LA MAGIA CI SEPARA DAL MON DO; CHE
N IEN TE CI SEPARI GLI U N I DAGLI ALTRI.
un bel pensiero ha detto lArcimago quando si appellato alla
Congrega per rafforzare le difese per non mi sembra il caso di seguire le
disposizioni di sicurezza previste da un cancello che risale a seicento anni fa.
Non mi aspetto certo che chi entra in casa mia obbedisca a quanto ricamato a
punto croce sui cuscini.
Quel giorno cero anchio allassemblea della Congrega, con Agatha e
Penelope. (LArcimago ci aveva voluti l per mostrare a tutti che cosa stavano
mettendo a rischio. I ragazzi! Il futuro del nostro mondo!) Non ho ascoltato
lintera discussione, per. La mia mente continuava a distrarsi, intenta a
chiedersi dove abitasse davvero lArcimago e se mai mi avrebbe invitato a
fargli visita. Era gi difficile immaginarlo proprietario di una casa,
figuriamoci di una serie di cuscini ricamati. A Watford ha delle stanze tutte sue,
ma sta via per settimane intere. Quando ero pi piccolo e lui si assentava,
immaginavo che vivesse nei boschi, che si cibasse di noci e bacche e dormisse
nelle tane di tasso.
Le misure di sicurezza al cancello e lungo le mura esterne della scuola si
sono intensificate di anno in anno. Oggi di guardia uno dei Compari
dellArcimago, Premal, il fratello di Penelope. Devessere seccato per il
compito che gli stato assegnato. Gli altri membri della squadra saranno di
sicuro nellufficio dellArcimago a pianificare la nuova offensiva, mentre lui
quaggi a ricevere i ragazzi del primo anno. Mi si para davanti.
Tutto bene, Prem?
una domanda che dovrei fare io a te, semmai
Mi guardo la maglietta insanguinata. Goblin rispondo.
Premal annuisce e mi punta contro la bacchetta, mormorando un
incantesimo di pulizia. potente almeno quanto Penny. A lui basta sussurrarle,
le formule magiche.
Odio quando qualcuno opera incantesimi di pulizia su di me, mi sento un
bambino. Grazie replico comunque e faccio per proseguire.
Premal mi ferma con il braccio: Un attimo solo mi dice, puntandomi la
bacchetta sulla fronte. Oggi ci sono speciali misure di sicurezza. LArcimago
dice che il Tedio se ne va in giro con la tua faccia.
Ci resto secco ma cerco di non sottrarmi alla sua bacchetta. Pensavo fosse
un segreto.
Infatti. Un segreto che quelli come me devono conoscere per proteggerti.
Se fossi il Tedio, a questora ti avrei gi divorato commento.
Forse proprio questo che ha in mente lArcimago replica Premal. In
questo caso sapremmo con certezza che si trattava di lui. Abbassa la bacchetta.
Sei pulito. Puoi andare.
Penelope c?
Premal scrolla le spalle. Non sono mica il custode di mia sorella.
Per un attimo, ho limpressione che lo stia dicendo con enfasi, come se
fosse una formula magica, un incantesimo, ma poi distoglie lo sguardo e si
appoggia al cancello.
Non c nessuno sul Grande Prato. Devo essere uno dei primi studenti a
rientrare. Mi metto a correre, solo per il gusto di poterlo fare, e spavento uno
stormo di rondini nascoste nellerba. Si levano in volo tuttintorno a me,
garrendo, ma io non mi fermo. Supero il ponte levatoio, un altro muro e poi
un secondo e un terzo cancello.
Watford in piedi dal 1500. Ha le caratteristiche di una citt fortificata:
campi e boschi allesterno delle mura, edifici e cortili allinterno. La notte, il
ponte levatoio viene issato, e niente oltrepassa il fossato e i cancelli interni.
Non smetto di correre finch non raggiungo lultimo piano della Casa delle
Maschere, dove mi accascio contro la porta della mia stanza. Estraggo la
Spada degli arcimaghi, la uso per incidermi il pollice e lo premo sulla pietra.
C una formula da recitare per rientrare in camera dopo tutti questi mesi, ma
quello del sangue un metodo pi rapido e pi sicuro, senza Baz in giro a
fiutarlo. Mi ficco il pollice in bocca e apro la porta, trionfante.
La mia stanza. Nel giro di un paio di giorni sar di nuovo la nostra stanza,
ma per adesso ancora solo mia. Mi avvicino alle finestre e ne spalanco una.
Laria fresca ancora pi piacevole, ora che mi trovo allinterno. Sempre con
il pollice in bocca, apro laltra finestra e guardo la polvere che svolazza nel
vento e nel sole per poi ripiombare sul mio letto.
Mi lascio sprofondare nel vecchio materasso imbottito di piume e
preservato con gli incantesimi. Per Merlino. Per Merlino, Morgana e
Matusalemme, che bello essere di nuovo qui. sempre bellissimo trovarsi di
nuovo a Watford.
La prima volta che sono tornato in questa scuola, il secondo anno, sono
subito salito sul mio letto e ho pianto come un bambino. Stavo ancora
piangendo quando entrato Baz. Perch piagnucoli di gi? ha borbottato.
Cos mandi a monte il mio piano, quello di farti versare fiumi di lacrime.
Chiudo gli occhi e inspiro pi aria possibile.
Piume. Polvere. Lavanda. Acqua del fossato.
Lodore acre che, a detta di Baz, proviene dai licantropi marini. (Quando
attacca con i licantropi marini finita; delle volte si sporge dalla finestra e
sputa nel fossato solo per indispettirli.)
Se fosse gi qui, non sentirei altro che il profumo chic del suo sapone
Tiro un respiro profondo sforzandomi di cogliere il lieve aroma di cedro.
Sento bussare alla porta e balzo in piedi, mi porto la mano al fianco ed
evoco di nuovo la Spada degli arcimaghi. Oggi gi la terza volta, mi
converr lasciarla fuori belle pronta. La formula magica che uso per
chiamare la spada lunica che azzecco sempre, forse perch non come le
altre. Somiglia pi a un giuramento: In virt di giustizia e coraggio. In difesa
del debole. In spregio al potente. Per magia, bene e saggezza.
Non detto che la spada compaia ogni volta.
Anche se ce lho io, non appartiene a nessuno. Compare solo se si fida di te.
Appena sento lelsa materializzarsi nel pugno, sollevo larma allaltezza
della spalla proprio nellistante in cui Penelope spalanca la porta.
La riabbasso. Non dovresti riuscirci protesto.
Lei scrolla le spalle e si butta sul letto di Baz.
Mi strappa un sorriso. Non dovresti neanche riuscire a superare la porta
dingresso.
Penelope scrolla di nuovo le spalle e si aggiusta il cuscino sotto la testa.
Se Baz scopre che hai toccato il suo letto ti uccide la avviso.
Di che ci provi.
Mi basta ruotare appena il polso e la spada scompare.
Hai una faccia da far paura mi dice Penelope.
Sono incappato in un goblin mentre venivo qui.
Non possono limitarsi a votarlo, il loro prossimo re? La voce
tranquilla, ma capisco che mi sta osservando. Lultima volta che mi ha visto
ero un ammasso di stracci e formule magiche. Lultima volta che lho vista io,
ci stava crollando il mondo addosso
Eravamo appena sfuggiti al Tedio e, tornati di corsa a Watford, eravamo
piombati nella Cappella Bianca nel bel mezzo della cerimonia di fine anno: la
povera Elspeth stava per ricevere un premio per otto anni di frequenza
ininterrotta. Io sanguinavo ancora (da tutti i pori, non si sa perch). Penny
piangeva. Cera anche la sua famiglia cerano le famiglie di tutti e la madre
se l presa con lArcimago. Guardali: tutta colpa tua! A quel punto, il
fratello Premal si messo in mezzo e le ha risposto per le rime. Erano tutti
convinti che avessimo il Tedio alle calcagna, cos sono usciti dalla Cappella
brandendo ognuno la propria bacchetta. Il mio classico caos di fine anno alla
centesima potenza, sembrava la fine del mondo.
Dopodich, la madre di Penelope ha fatto scomparire tutta la famiglia,
Premal compreso. (Magari solo per farli riapparire nellauto, ma una certa
teatralit lha ottenuta lo stesso.)
Non parlavo con Penny da allora.
Sono tentato di abbracciarla per assicurarmi che sia ancora tutta intera, ma
lei odia queste scene almeno quanto sua madre le adora. Niente saluti, Simon
mi ha detto una volta. Altrimenti poi dovremo dirci addio, e io non sopporto
gli addii.
La mia divisa distesa sul letto e io comincio a metterla via, pezzo per
pezzo. Il nuovo paio di pantaloni grigi. La nuova cravatta a righe verdi e
viola Alle mie spalle Penelope sospira sonoramente. Torno verso il mio
letto e mi siedo di fronte a lei, evitando che il sorriso mi vada da un orecchio
allaltro. Lei ha il broncio.
Cosa pu averti gi fatto innervosire cos? le chiedo.
Trixie mi risponde sbuffando. Trixie la sua compagna di stanza. E
Penny si dice pronta a scambiarla con una decina di vampiri malefici e
cospiratori. Prontissima, anzi.
Che cosa ha fatto?
tornata.
Ti aspettavi qualcosaltro?
Si aggiusta il cuscino di Baz sotto la testa. Ogni anno torna a scuola pi
matta di prima. Dopo essersi mutata i capelli in un dente di leone, si messa a
piangere quando il vento glieli ha soffiati via.
Mi scappa da ridere. In difesa di Trixie, ti ricordo che per met pixie. E i
folletti come lei sono quasi tutti un po folli.
Oh, e vuoi che lei non lo sappia? Scommetto che ci marcia pure. Non
sopravvivr un altro anno in camera con lei. E non posso garantire di non
trasformarle la testa in un soffione per fargliela scomparire con un soffio.
Soffoco unaltra risata e mi sforzo di restare serio. cos bello rivederla.
il tuo ultimo anno. Ce la farai eccome.
Lo sguardo di Penny si incupisce. il nostro ultimo anno. Indovina che
farai la prossima estate
Che cosa?
Verrai con me.
Finalmente libero il mio sorriso. A caccia del Tedio?
Fanculo il Tedio risponde lei.
E scoppiamo a ridere tutti e due, ma pi una smorfia quella che ne esce,
perch il Tedio identico a me, a me allet di undici anni. (Se non lavesse
visto anche lei, mi sarei convinto di aver avuto le allucinazioni.)
Rabbrividisco.
Penny se ne accorge. Sei troppo magro mi dice.
la tuta.
Cambiati, allora. Lei lo ha gi fatto. Indossa la gonna a pieghe della
scuola e un maglione rosso. Dai, quasi ora del t insiste.
Sorrido di nuovo, salto su dal letto e agguanto un paio di jeans e una felpa
viola con la scritta WATFORD LACROSSE. (Agatha gioca a lacrosse.)
Quando passo davanti al letto di Baz per andare in bagno, Penny mi afferra
per il braccio. bello rivederti sussurra.
Io sorrido ancora. Penny mi fa venire male alle guance. Niente scene le
sussurro di rimando.
4

PENELOPE
Troppo magro. davvero troppo magro.
Anzi, peggio scavato.
Simon ha sempre una cera migliore dopo qualche mese che mangia il
roastbeef di Watford (e lo Yorkshire pudding, il t con troppo latte, le salsicce
belle grasse e gli scones). Ha le spalle grosse e il nasone e, quando dimagrisce
troppo, ha le guance incavate.
Sono abituata a vederlo cos magro ogni autunno. Ma stavolta, peggio.
Ha il viso rinsecchito. Gli occhi sono cerchiati di rosso e la pelle attorno
ruvida e tutta chiazzata. Anche le mani sono rosse e, quando stringe i pugni, le
nocche diventano bianche.
Pure il sorriso spaventoso. Troppo grande e rosso per il suo viso.
Non riesco a guardarlo negli occhi. Lo prendo per la manica quando mi si
avvicina, ma sono contenta che non si fermi. Se si fermasse, forse non lo
lascerei pi andare. Me lo terrei stretto stretto e con un incantesimo ci spedirei
tutti e due il pi lontano possibile da Watford. Potremmo tornare quando sar
tutto finito. Lasciare che lArcimago, i Pitch, il Tedio e tutti gli altri
combattano da soli la guerra che gli sta tanto a cuore.
Io e Simon potremmo prenderci un appartamento ad Anchorage, a Praga o
a Casablanca. Dove io possa leggere e scrivere. E lui dormire e mangiare. E l
aspetteremmo la fine dei nostri diciannove anni. E magari anche dei venti.
Lo farei volentieri. Lo porterei via con me, se non fossi convinta che sia
lunico a poter fare la differenza qui.
Se rapissi Simon e lo tenessi al sicuro
Dubito che esisterebbe ancora un mondo degli arcimaghi a cui fare ritorno.
5

SIMON
In pratica abbiamo la mensa tutta per noi.
Penelope si siede sul tavolo con i piedi su una sedia (perch le piace fingere
di fregarsene). Dallaltra parte del salone ci sono degli studenti pi piccoli, del
primo e del secondo anno, che prendono il t con i genitori. Mi accorgo che
giovani e adulti mi stanno osservando. Tra un paio di settimane i ragazzi si
saranno abituati a me, ma per i loro genitori questa lunica occasione di dare
una sbirciata.
Quasi tutti i maghi sanno chi sono. La maggior parte di loro sapeva della
mia venuta prima di me; esiste una profezia su di me pi di una, veramente
sullarrivo di un mago super potente che avrebbe aggiustato ogni cosa.

Qualcuno verr a finirci,


qualcun altro cader lo far.
Possa il potente dei potenti regnare,
e il suo potere ci salver.

Il Sommo Arcimago. Il Prescelto. Il Potente dei Potenti.


Mi suona ancora strana lidea che il tizio in questione sia io. Per non posso
neanche negarlo. Nessun altro possiede un potere simile al mio. Anche se non
riesco a controllarlo n a indirizzarlo, quel potere esiste.
Quando ho fatto la mia comparsa a Watford, la gente aveva gi smesso di
credere alle vecchie profezie. O forse temeva che il Sommo Arcimago fosse
gi arrivato e ripartito senza che nessuno se ne fosse accorto.
Mai si sarebbero aspettati che il Prescelto provenisse dal mondo Normale,
dalla realt ordinaria. Non mai esistito un arcimago nato da genitori
Normali.
Eppure per me devessere stato cos, perch i maghi non abbandonano i
propri figli. A detta di Penny, non esistono maghi orfani. La magia troppo
preziosa.
LArcimago non me le ha dette, queste cose, quando venuto a prendermi la
prima volta. Non sapevo di essere il primo Normale con poteri magici mai
esistito, n di essere il mago pi potente di cui si avesse notizia. N che un
sacco di altri maghi in particolare i suoi nemici erano convinti che fossi
solo una sua creazione, una specie di inganno politico. Un cavallo di Troia
undicenne con i jeans larghi e la testa rasata.
Al mio arrivo a Watford, le Antiche Famiglie volevano che mi presentassi a
tutti, che incontrassi i pezzi grossi perch potessero conoscermi di persona.
Farmi i raggi X, insomma. Ma lArcimago non ne ha voluto sapere. Secondo
lui i maghi sono un po tutti talmente presi dai loro meschini complotti e dalle
lotte di potere che perdono di vista il quadro generale. Non voglio vederti
diventare la pedina di nessuno, Simon.
Adesso sono contento che sia stato cos protettivo con me. Anche se sarebbe
stato bello conoscere altri maghi e sentirmi ancora pi parte di una comunit,
ho stretto le mie amicizie lo stesso; e i miei amici li ho conosciuti quando
eravamo tutti piccoli, e nessuno di loro era particolarmente interessato al
Grande Destino che mi attendeva. Anzi, quando si trattato di farmi degli
amici a Watford, la mia celebrit ha rappresentato pi un ostacolo che altro.
Tutti sanno che attorno a me le cose tendono a esplodere. (Anche se finora non
ancora esploso nessuno, e questo gi qualcosa.)
Ignoro gli sguardi provenienti dagli altri tavoli e aiuto Penelope a prendere
da mangiare e da bere.
Anche se frequentiamo un collegio esclusivo dotato di cattedrale privata e
fossato noi di Watford non siamo ragazzini viziati. Ci facciamo da soli le
pulizie e, a partire dal quarto anno, anche il bucato. Siamo autorizzati a
ricorrere alla magia per le faccende domestiche, ma io di solito non lo faccio.
Della cucina si occupano la cuoca Pritchard e un paio di suoi aiutanti, ma a
servire a tavola facciamo a turno. E nel weekend ognuno si serve da solo.
Penelope prende per entrambi un piatto di tramezzini al formaggio e una
montagna di scones appena sfornati, mentre io mi procuro met panetto di
burro. (Lo divido a fette grosse e ci riempio gli scones in modo che si sciolga
fuori ma resti freddo dentro.) Penny mi guarda con espressione leggermente
disgustata, ma anche come se avesse sentito la mia mancanza.
Raccontami come hai trascorso lestate le chiedo tra un boccone e laltro.
stata una bella estate, davvero bellissima.
Ah, s? Mi volano via delle briciole dalla bocca.
Sono stata a Chicago con pap. Ha fatto delle ricerche in un laboratorio, e
io e Micah gli abbiamo dato una mano. Appena pronuncia il nome del suo
ragazzo si sblocca. Lo spagnolo di Micah sorprendente. Mi ha insegnato
tante di quelle formule nuove. Vedrai che con un po pi di studio riuscir a
recitarle come se fossi madrelingua.
Come sta?
Penelope arrossisce e addenta il tramezzino per non dover rispondere
subito. solo un paio di mesi che non ci vediamo, eppure cambiata un sacco.
pi adulta.
A Watford le ragazze non sono obbligate a portare la gonna, ma a Penelope
e Agatha piace. Penny porta le gonne a pieghe che le arrivano al ginocchio, di
solito assieme ai calzettoni a rombi con i colori della scuola. Le scarpe sono
nere con la fibbia, come quelle di Alice nel paese delle meraviglie.
Mi sempre sembrata pi piccola della sua et rotondetta ovunque,
come una bambina, con le guance paffute, le gambotte e le fossette alle
ginocchia e la divisa la ringiovanisce ancora di pi. Per questestate
cambiata. Comincia a somigliare a una donna vestita da bambina.
Micah sta bene si decide a rispondere, passandosi i capelli scuri dietro le
orecchie. Non avevamo mai trascorso tanto tempo insieme da quando stato
qui.
Lentusiasmo non vi passato, allora?
Si mette a ridere. No. Anzi, stato tutto pi reale. Per la prima volta.
Non sapendo cosa dire, azzardo un sorriso.
Oh, chiudi quella boccaccia mi fa.
E io obbedisco.
E tu che mi racconti? mi domanda. Smaniava dalla voglia di
interrogarmi, non poteva pi aspettare, lo so. Si guarda intorno e si sporge
verso di me. Mi puoi dire che cosa successo?
Che cosa successo quando?
Questestate.
Mi stringo nelle spalle. Non successo niente.
Si appoggia allo schienale con un sospiro. Non colpa mia se sono andata
in America, Simon. Ho cercato di rimanere.
No. Intendo proprio che non ho niente da raccontare. Tu sei partita. Gli
altri anche. E io sono stato di nuovo in una casa famiglia. A Liverpool,
stavolta.
Vuoi dire che lArcimago ti ha mandato via lo stesso? Dopo tutto quello
che capitato? Penelope ha laria confusa, non posso biasimarla.
Ero appena scampato al rapimento e lArcimago mi ha mandato dritto a
fare i bagagli. Mi aspettavo che, una volta saputo da me e da Penny comerano
andate le cose, si mettesse subito a caccia del Tedio. Finalmente sapevamo
dovera il mostro e che aspetto aveva!
da quando sono qui che il Tedio attacca Watford. Invia le creature oscure.
Si nasconde ai nostri occhi. Lascia un seguito di zone morte nellatmosfera
magica che avvolge il nostro mondo. E finalmente avevamo una traccia.
Morivo dalla voglia di trovarlo. Di punirlo. Di finirla con questa storia una
volta per tutte, combattendo al fianco dellArcimago.
Penelope si schiarisce la voce. La mia espressione deve riflettere tutto il
mio smarrimento. Con Agatha ci hai parlato? mi domanda.
Agatha? Imburro un altro scone. I panini si sono raffreddati e il burro
non si scioglie pi. Penny alza la mano destra e il grosso anello viola che
porta al dito brilla alla luce del sole: A qualcuno piace caldo!.
uno spreco di magia. Penelope non fa che sprecare magia, con me. Il
burro si scioglie sullo scone ora fumante, e io passo il panino da una mano
allaltra. Lo sai che Agatha non ha il permesso di parlarmi, durante lestate.
Pensavo che magari stavolta avesse trovato il modo di farlo risponde lei.
Che avesse adottato misure speciali, almeno per darti una spiegazione.
Lo scone troppo bollente, cos ci rinuncio e lo lascio cadere sul piatto.
Non disobbedirebbe mai allArcimago o ai suoi genitori.
Penny si limita a fissarmi. Agatha anche sua amica, solo che lei molto
pi critica di me nei suoi confronti. Il mio compito non giudicarla, ma essere
semplicemente il suo ragazzo.
Penny sospira e distoglie lo sguardo, sferrando un calcio alla sedia. Tutto
qua, quindi? Niente di niente? Nessun progresso? Unestate come unaltra? E
adesso che facciamo, allora?
Di solito sono io quello che sferra calci a destra e a manca, ma tutta
lestate che prendo a calci le pareti (e chiunque mi guardi male). Mi stringo di
nuovo nelle spalle. Ricominciamo la scuola, tutto qua.
Penelope si rifiuta di tornare in camera sua.
Dice che anche la ragazza di Trixie tornata prima e che non hanno un
minimo di privacy. Ti ho detto che Trixie si fatta il buco alle orecchie,
questestate? Porta dei grossi campanelli rumorosissimi, proprio sulla parte
pi appuntita.
A volte penso che le diatribe di Penny su Trixie siano ai limiti dello
specismo. Glielo faccio presente.
Tu fai presto a parlare protesta, di nuovo spaparanzata sul letto di Baz.
Non abiti mica con un folletto.
Abito con un vampiro, per! ribadisco io.
Non confermato.
Stai dicendo che non credi che Baz sia un vampiro?
So che un vampiro ribatte lei. Ma non ne abbiamo ancora la conferma.
In fondo non labbiamo mai visto bere sangue.
Sono seduto sul davanzale e mi sporgo un po sul fossato reggendomi al
chiavistello della finestra spalancata. Le rispondo quasi con scherno.
Labbiamo visto coperto di sangue. E nelle Catacombe abbiamo trovato
mucchi e mucchi di ratti prosciugati e con i segni dei canini sul corpo Ti ho
detto che le guance gli si gonfiano quando ha gli incubi? Come se in bocca gli
spuntassero dei denti in pi?
Prove indiziarie replica Penny. E ancora non capisco che gusto ci provi
a spiare un vampiro che soffre di incubi notturni.
Vivo con lui! Devo mantenermi lucido.
Alza gli occhi al cielo. Baz non ti farebbe mai del male mentre siete in
camera.
Ha ragione. Non potrebbe mai. Un incantesimo protegge le camere dal
tradimento: lanatema del compagno di stanza. Se Baz in qualche maniera
provasse a ferirmi fisicamente mentre siamo in camera nostra, sarebbe
cacciato dalla scuola. Il padre di Agatha, il dottor Monamour, dice che quando
studiava lui successo a un ragazzo, una volta. Per aver preso a pugni il
compagno di stanza stato risucchiato dalla finestra ed atterrato al di l del
cancello della scuola, che per lui non si pi aperto.
Allinizio ricevi solo degli avvertimenti. Per i primi due anni, se tenti di
colpire o ferire il tuo compagno di stanza, le mani ti diventano dure e fredde
come il ghiaccio. Il primo anno, una volta ho lanciato un libro a Baz e la mia
mano ha impiegato tre giorni a scongelarsi.
Baz non ha mai violato lanatema. Nemmeno quando eravamo pi piccoli.
Chi pu sapere di cosa sia capace in sogno dico.
Tu, visto che lo tieni sempre docchio replica Penelope.
Vivo con una creatura oscura, ho tutto il diritto di essere paranoico!
Io scambierei il mio folletto per il tuo vampiro in qualunque momento.
Non esiste un anatema che impedisca a una persona di essere letalmente
irritante.
Io e Penny torniamo nel refettorio per prendere la cena patate dolci al
forno, wurstel e panini bianchi e portarcela in camera mia. Non riusciamo
mai a stare tanto insieme quando c Baz. Lui farebbe subito la spia.
una vera festa. Noi due soli, senza niente da fare. Senza nessuno da cui
nascondersi e contro cui combattere. Penelope dice che un giorno, quando ci
prenderemo un appartamento insieme, sar davvero cos Peccato che non
succeder mai. Lei se ne andr in America, appena la guerra sar finita. Forse
addirittura prima.
E io andr a vivere con Agatha.
Io e Agatha supereremo anche questo, qualunque cosa sia; ci riusciamo
sempre. Stiamo bene insieme. Finita la scuola probabile che ci sposeremo,
come hanno fatto i suoi genitori. So che lei vuole una casa in campagna Io
non posso permettermi niente del genere, ma lei i soldi ce li ha, e si trover un
lavoro che la soddisfi. Suo padre mi aiuter volentieri a trovare un impiego, se
glielo chieder.
bello pensare di vivere abbastanza a lungo da dover escogitare che cosa
fare nella vita.
Appena finisce di mangiare, Penelope si pulisce le mani strofinandole luna
contro laltra e dice: Allora.
ancora presto brontolo io.
ancora presto per cosa?
Per pensare a una strategia. Siamo appena arrivati. Devo ancora
sistemarmi.
Si guarda intorno. Coshai da sistemare, Simon? Avevi solo due paia di
pantaloni della tuta da tirar fuori dalla valigia.
Mi sto godendo la pace e il silenzio. Le prendo il piatto e finisco i suoi
wurstel.
La pace non c. C solo il silenzio. E mi rende nervosa. Ci serve un
piano.
Eccome se c pace. Baz non c, e guarda le dico abbracciando con la
forchetta tutta la stanza niente minaccia di attaccarci.
Parla quello che ha appena fatto secco un goblin. Simon, il semplice fatto
che siamo stati due mesi lontani da questa scuola non significa che ci sia stata
una tregua.
Brontolo di nuovo. Mi sembri lArcimago commento a bocca piena.
Non riesco ancora a credere che ti abbia ignorato per tutta lestate.
Sar troppo preso dalla guerra.
Penny sospira e intreccia le dita. Sta aspettando che mi decida a ragionare.
Ma penso che la far aspettare.
La guerra.
inutile parlarne. Presto ricomincer. E non si tratta nemmeno di una
guerra sola. Sono due o tre le guerre in corso: quella civile che si sta
preparando, quella con le creature oscure che da sempre ci minacciano e
quella con il Tedio. E tutte e tre finiranno per bussare alla mia porta, prima o
poi.
Allora insiste Penny. Ma devo avere unaria talmente depressa che ci
ripensa e dice: La guerra pu aspettare.
Mentre ripulisco il suo piatto, si accomoda sul letto di Baz e io non la
sgrido neanche. Mi distendo sul mio e la ascolto parlare di aeroplani, di
supermercati americani e della famiglia numerosa di Micah. Si addormenta
mentre mi racconta di una canzone che ha sentito, una canzone che un giorno
secondo lei diventer una formula magica, anche se non vedo che utilit possa
mai avere una frase come Call me maybe.
Penelope? Non risponde. Mi sporgo dal letto e le frusto le gambe con il
cuscino, tanto per capire quanto siano vicini i letti: Baz non avrebbe neanche
bisogno di scendere dal proprio per uccidermi. O viceversa, ovvio. Penny.
Che c? domanda lei, affondata nel cuscino di Baz.
Devi tornare in camera tua.
Non voglio.
Devi per forza. LArcimago ti sospende, se ti beccano qui.
Tanto meglio. Un po di tempo libero mi far comodo.
Scendo dal letto e mi metto in piedi sopra di lei. Ha i capelli sparpagliati
sulla federa e gli occhiali premuti sulla guancia. La gonna le si alzata a
scoprirle la cosce, lisce e piene.
Le do un pizzicotto e lei scatta a sedere.
Andiamo, ti accompagno le dico.
Penny raddrizza gli occhiali e si aggiusta la gonna. No. Non voglio
svelarti come supero le barriere di protezione.
Perch, un segreto che non vuoi condividere neanche con il tuo migliore
amico?
Perch mi diverte vedere come ti arrovelli per capire come ci riesca.
Apro la porta e sbircio gi per le scale. Non vedo e non sento nessuno.
Bene, buonanotte, allora.
Penny mi passa accanto ed esce. Buonanotte Simon, a domani.
Sorrido. Non riesco a trattenermi, bello essere di nuovo qui. A domani.
Ora che sono solo, mi infilo il pigiama; Baz se lo porta da casa, ma a me
piace quello della scuola. Quando sono nella casa famiglia, non uso mai il
pigiama. Mi fa sentire non lo so vulnerabile. Mi cambio e mi infilo a letto
con un sospiro.
Queste notti a Watford prima che arrivi Baz, sono le uniche della mia vita in
cui dormo davvero.
Quando mi sveglio non so che ore siano. La stanza buia tranne che per un
raggio di luna che attraversa il mio letto da parte a parte.
Ho limpressione di vedere una donna in piedi alla finestra, e l per l penso
si tratti di Penny. Poi la sagoma si sposta e mi sembra Baz.
A quel punto decido che sto sognando e mi rimetto a dormire.
6

LUCY
Ho tante di quelle cose da dirti.
Ma il tempo poco.
E la mia voce non ti arriva.
7

SIMON
Al sorgere del sole sento la porta aprirsi piano piano. Mi tiro le coperte fin
sopra la testa. Vattene dico, sicuro che Penny attaccher lo stesso a parlarmi
senza sosta. brava a farmi dimenticare di colpo quanta nostalgia abbia avuto
di lei durante lestate.
Invece sento qualcuno schiarirsi la voce.
Apro gli occhi e, sulla soglia, vedo lArcimago con unespressione
divertita dipinta sul volto; sulla superficie, almeno. Perch sotto se ne intravede
una pi cupa.
Signore. Balzo a sedere. Mi scusi.
Non ti scusare, Simon. Probabilmente non mi hai sentito bussare.
No Solo un istante ehm mi vesto subito.
Non importa replica, avvicinandosi alla finestra e tenendosi alla larga dal
letto di Baz: persino lui intimorito dai vampiri. Anche se non si definirebbe
mai intimorito. Si direbbe cauto o prudente, piuttosto.
Scusa se ieri non mi hai trovato qui ad accoglierti. Come andato il
viaggio?
Spingo via le coperte e mi siedo sul bordo del letto. Anche se ho ancora il
pigiama, almeno sono pi composto. Bene rispondo. Cio, pi o meno
non proprio benissimo, ecco. Il mio tassista era un goblin.
Un altro goblin? Dalla finestra si volta a guardarmi, con le mani
intrecciate dietro la schiena. Ostinati, eh? Era solo?
S, signore. Ha cercato di svignarsela con me al seguito.
LArcimago scuote il capo. Non pensano mai di venire in due. Che
incantesimo hai usato?
Ho usato la spada, signore. Mi mordo il labbro.
Bene.
E la formula Svanisci nel nulla per ripulire aggiungo.
LArcimago mi fissa sorpreso. Ottimo, Simon. Abbassa lo sguardo sul
mio pigiama e sui miei piedi nudi e poi mi scruta in viso. Com andata
lestate? Niente da segnalare? Niente di insolito?
Nel caso mi sarei messo in contatto con lei, signore. (Ho il permesso di
contattare solo lui in caso di necessit. Ho il suo numero di cellulare.
Altrimenti posso sempre inviargli un uccello viaggiatore.)
LArcimago annuisce. Bene. Mi guarda per qualche altro istante e poi si
gira di nuovo verso la finestra, come se non avesse bisogno di osservare altro
di me. E, per un attimo, con i folti capelli castani illuminati dal sole, ricorda
ancora pi del solito uno spadaccino.
in uniforme: calzamaglia di tela verde scura, stivaloni di cuoio, giubba
verde con fibbie e taschini, e spada che, avvolta in un fodero intessuto, gli
pende dalla cintura di cuoio lavorato. Al contrario della mia, la sua spada
perfettamente visibile.
La mamma di Penny, la professoressa Bunce, dice che certi arcimaghi
prima di lui portavano la cappa da cerimonia con il cappuccio. E che altri
presidi indossavano tunica e tocco. A detta sua, stato lArcimago a creare la
propria uniforme. Lei la chiama maschera.
La professoressa Bunce deve odiare lArcimago pi di chiunque non si
dichiari apertamente suo nemico. Il padre di Penelope si fa sentire solo quando
la moglie attacca la filippica su di lui; le mette la mano sul braccio e dice:
Via, Mitali. E lei risponde: Scusa, Simon, so che lArcimago il tuo
padre adottivo.
Invece non lo , non proprio, insomma. A me non si mai presentato in
quella veste. Come uno di famiglia. Mi ha sempre trattato come un alleato, fin
da piccolo. La primissima volta che mi ha portato a Watford, mi ha fatto
accomodare nel suo ufficio e mi ha raccontato tutto. Del Tedio Insidioso. Della
magia sottratta. Dei buchi nellatmosfera, simili a zone morte.
Stavo ancora cercando di farmi entrare in testa che la magia esisteva, e lui
mi raccontava che qualcosa la stava uccidendo divorando, consumando e
che solo io potevo evitarlo.
Sei troppo giovane per queste cose, Simon. Undici anni sono davvero pochi,
ma non giusto continuare a tenerti alloscuro. Il Tedio Insidioso la pi
grossa minaccia che il mondo degli arcimaghi abbia mai affrontato. potente e
dilagante. Resistergli come resistere al sonno una volta superata la soglia
dello sfinimento. Ma resistergli dobbiamo. Vogliamo proteggerti. E hai la mia
parola donore che io stesso lo far con la mia vita. Per sta a te, Simon, capire
quanto prima come meglio proteggere te stesso. Se lui la nostra pi grande
minaccia, tu sei la nostra pi grande speranza.
Ero troppo sbalordito per rispondere o per fargli domande. Troppo
giovane. Volevo solo rivedere il trucco che aveva appena fatto, quello della
mappa che si srotolava da sola.
Quel primo anno a Watford lho passato a ripetermi che stavo sognando. E
quello dopo a ripetermi che no, era tutto vero
Avevo gi subito lattacco degli orchi, distrutto un cromlech ed ero gi
cresciuto di tredici centimetri prima che mi venisse in mente di fare la
domanda pi importante: Perch io? Perch toccava proprio a me affrontare il
Tedio?
E a quella domanda nel corso degli anni lArcimago ha risposto in decine
di modi diversi.
Perch sono stato scelto. Perch sono stato profetizzato. Perch il Tedio non
mi dar pace.
Ma nessuna di queste una vera risposta. stata Penelope a darmi lunica
risposta che mi pare sensata
Perch tu sei in grado, Simon. E qualcuno deve farlo.
LArcimago sta guardando qualcosa fuori dalla finestra. Faccio per
invitarlo a sedersi, e poi cerco di ricordarmi se lho mai visto seduto.
Mi muovo appena e il letto cigola. Lui si gira, preoccupato.
Signore?
Simon.
Il Tedio: lo avete trovato? Che cosa mi sono perso?
LArcimago si sfrega il mento nellincavo tra pollice e indice e poi scuote
la testa da una parte allaltra. Niente. Nella ricerca non abbiamo fatto alcun
progresso, e ci sono state altre questioni che hanno richiesto la mia
attenzione.
Come possono esistere questioni pi importante del Tedio? sbotto io.
Pi importanti no precisa lui. Solo pi urgenti. Le Antiche Famiglie mi
stanno mettendo alla prova. Serra la mano destra a pugno. Met Galles ha
smesso di versare la decima. I Pitch hanno pagato tre membri della Congrega
perch disertino le assemblee, e adesso non abbiamo il quorum. E per tutta
lestate stato un susseguirsi di scaramucce da qui a Londra.
Scaramucce?
Agguati, zuffe. Prove, insomma. Sono tutte prove, Simon. Sai che le
Antiche Famiglie prenderebbero le redini alla mia minima distrazione.
Annullerebbero tutte le nostre conquiste.
Ritiene che sarebbero in grado di affrontare il Tedio senza di noi?
Sono cos poco lungimiranti che non se ne preoccupano risponde
fissandomi. Vogliono solo il potere, e lo vogliono adesso.
Be, vorr dire che io non mi preoccuper di loro. Se il Tedio ci sottrae la
magia, non avremo niente da contenderci. il Tedio che dovremmo
combattere.
E lo faremo, quando sar il momento. Quando sapremo come
sconfiggerlo. Ma fino ad allora, la mia priorit tenerti al sicuro. Simon
Incrocia le braccia. Mi sono consultato con gli altri membri della Congrega,
quelli di cui posso fidarmi. E abbiamo deciso che i nostri sforzi per
proteggerti hanno sortito leffetto contrario. Malgrado gli incantesimi e la
sorveglianza, a quanto pare il Tedio ha pi probabilit di arrivare a te proprio
quando sei qui, a Watford. A giugno ti ha fatto sparire senza innescare nessuno
dei nostri sistemi di difesa.
imbarazzante sentirgli dire certe cose. Ho limpressione di essere io
quello che ha fallito, non lui o gli incantesimi di protezione lanciati per
difendermi. Io dovrei essere lunico in grado di combattere il Tedio. Ma,
quando ho finalmente avuto loccasione di affrontarlo, non ho saputo far altro
che scappare. E credo che non sarei riuscito neanche in quello, senza laiuto di
Penelope.
LArcimago serra la mascella. Ha uno di quei menti che si appiattiscono al
centro, con una fossetta cos marcata che pare incisa col coltello. Mi fa
uninvidia Abbiamo deciso riprende scandendo le sillabe che saresti pi
al sicuro altrove, piuttosto che a Watford.
Non capisco bene dove voglia arrivare. Signore?
La Congrega ha predisposto per te un luogo sicuro. E un insegnante
privato. Adesso non posso scendere nei particolari, ma ti ci condurr io stesso.
Partiremo al pi presto, devo essere di ritorno prima del crepuscolo.
Vuole che lasci Watford?
LArcimago mi fissa con gli occhi stretti. Odia doversi ripetere. S. Non
avrai bisogno di portarti via granch. Stivali e mantello, e gli oggetti a cui
tieni di pi
Non posso lasciare Watford, signore. Le lezioni cominciano questa
settimana.
Mi guarda stupito. Simon. Non sei un bambino. Non hai pi niente da
imparare a Watford.
Forse ha ragione. Come studente sono una frana, questanno scolastico non
sarebbe certo decisivo per me, per Non posso lasciare Watford. il mio
ultimo anno.
LArcimago si sfrega la barba e riduce gli occhi a due fessure.
Non posso proprio ripeto. Mi affanno a cercare un motivo, ma non mi
viene altro che un semplice no. Non posso lasciare Watford. tutta lestate
che aspetto di venire qui. Tutta la vita, anzi. I casi sono sempre solo due per
me: o sono a Watford o desidero essere qui. Il prossimo anno le cose
cambieranno dovranno cambiare per forza ma ora ancora presto. No
dico. Non posso.
Simon replica lui in tono severo questo non un consiglio. La tua vita
a rischio e lintero mondo degli arcimaghi conta su di te.
Mi verrebbe da contraddirlo: Baz non conta affatto su di me. Nessuno dei
maghi che spalleggiano la casata dei Pitch mi crede il suo salvatore
Digrigno i denti con una forza tale che distinguo quasi la loro forma.
Scuoto la testa.
LArcimago mi guarda contrariato, come se fossi un bambino che si rifiuta
di ascoltare. Non ti sei mai reso conto, Simon, che il Tedio ti attacca solo
quando sei qui?
E lei se ne reso conto solo adesso? Deglutisco e troppo tardi aggiungo:
Signore.
Non capisco questo atteggiamento! esclama, alzando la voce. Prima
dora non avevi mai messo in discussione le mie decisioni.
Prima dora non mi aveva mai chiesto di lasciare Watford!
La sua espressione si indurisce. Siamo in guerra, Simon. C bisogno che
te lo ricordi?
No, signore.
E in guerra facciamo tutti dei sacrifici.
Ma siamo in guerra da sempre protesto. Lo siamo da quando sono qui.
Non possiamo smettere di vivere perch siamo in guerra.
Ah, no? Alla fine perde la pazienza e poggia di colpo la mano sullelsa.
Guardami, Simon. Ti risulta che mi sia mai concesso una vita normale, io?
Che abbia una moglie? Dei figli? Una casa in campagna con una poltrona
comoda e un cocker spaniel bello tondo che mi porti le pantofole? Quando
vado in vacanza, io? Quand che mi prendo una pausa? Quando mai faccio
altro che non sia prepararmi alla battaglia che ci attende? Non ci si sottrae alle
proprie responsabilit solo perch si stufi di averle.
La testa mi cade come se fosse stato lui a spingerla gi. Io non sono stufo
borbotto.
Parla pi forte.
Alzo la testa. Io non sono stufo, signore.
I nostri sguardi si incontrano.
Vestiti e prepara la tua roba
Sento ogni muscolo del corpo contrarsi. Ogni legamento serrarsi. No.
Non posso. Sono arrivato da poco. E lestate appena trascorsa stata la
peggiore di tutte. Ho resistito solo perch avevo la prospettiva di venire qui,
ma non ce la farei a resistere oltre. Non ne ho la forza. Ho esaurito le riserve e
lArcimago non mi dir mai dove vuole che vada e poi come far con
Penny? E con Agatha?
Scuoto la testa. Sento che allArcimago si mozza il respiro e, quando alzo
lo sguardo, vedo un muro di nebbia rossa a dividerci.
Cazzo. No.
Lui si allontana di un passo. Simon dice. Ha estratto la bacchetta. Calma
e sangue freddo!
Anchio armeggio in cerca della bacchetta e attacco a snocciolare
incantesimi. Mantieni il controllo! Stringi i denti! Tieni duro! Resisti! Ma
gli incantesimi richiedono magia e attingere alla mia magia in questo
momento significa farla affiorare in superficie: il rosso che ci circonda si
infittisce. Chiudo gli occhi e provo a scomparire. A non pensare a niente. Cado
allindietro sul letto e la bacchetta rimbalza sul pavimento.
Quando ritrovo la lucidit, lArcimago chino su di me con la mano
premuta sulla mia fronte. Qualcosa sta fumando, devono essere le mie
lenzuola. Mi dispiace mormoro. Non volevo
Lo so replica lui, con laria ancora spaventata. Mi scosta i capelli dalla
fronte e con le nocche mi sfiora la guancia.
Non mi porti via, la prego lo imploro.
Mi guarda negli occhi, fin nel profondo. Lo vedo riflettere e poi mitigare
lespressione. Parler con la Congrega. Forse abbiamo ancora tempo
Serra le labbra. Ha due finissimi baffetti, appena sopra il labbro superiore; Baz
e Agatha se ne prendono gioco tutti e due. Ma non soltanto la tua sicurezza
che ci preoccupa, Simon
ancora chino su di me. Ho limpressione che tra noi non ci sia altro da
respirare tranne il fumo.
Parler con la Congrega ripete. Poi mi stringe la spalla e si alza. Hai
bisogno dellinfermiera?
No, signore.
Chiamami se dovessero esserci dei cambiamenti. O se vedi qualcosa di
strano, se noti tracce del Tedio o qualcosa di anomalo.
Annuisco.
LArcimago esce a grandi passi dalla stanza, con il palmo sullelsa della
spada segno che sta meditando e chiude bene la porta alle proprie spalle.
Io mi giro prima su un fianco e poi sullaltro per assicurarmi che il letto
non stia davvero prendendo fuoco, e poi ripiombo nel sonno.
8

LUCY
E la nebbia cos fitta.
9

SIMON
Quando mi sveglio di nuovo trovo Penny seduta alla mia scrivania. Sta
leggendo un libro spesso quanto il suo braccio. gi passato mezzogiorno
dice. In casa famiglia sei diventato un pigrone; sto scrivendo una lettera al
Telegraph.
Non puoi entrare in camera mia cos, senza bussare replico rizzandomi a
sedere e stropicciandomi gli occhi. Anche se hai una chiave magica.
Non una chiave. E poi ho bussato. Dormi come un morto!
Quando le passo accanto per andare in bagno, mi annusa e chiude il libro.
Simon. Non sarai mica esploso, stanotte?
Quasi. una storia lunga.
Ti hanno attaccato?
No. Chiudo la porta del bagno e alzo la voce: Poi ti racconto. Penny
dar di matto quando sapr che lArcimago vuole mandarmi via da Watford.
Mi guardo allo specchio e medito se farmi la doccia o no. Da un lato ho i
capelli incollati alla testa e, in alto, una specie di cresta: sudo sempre
tantissimo quando perdo il controllo. Mi sento lurido. Mi esamino il mento
sperando di dovermi radere, invece niente; non ne ho mai bisogno. Mi farei
crescere i baffetti dellArcimago se potessi, e non mi importerebbe un tubo
delle prese in giro di Baz.
Mi levo il pezzo sopra del pigiama e tocco la croce doro che porto al
collo. un talismano che la famiglia di Agatha si trasmette da generazioni, una
difesa contro i vampiri. Era nera e ossidata quando il dottor Monamour me
lha data, ma io lho tutta ripulita. A volte la mordicchio. (Una cosa che non
dovrei fare, trattandosi di un reperto medievale.) Destate non avrei bisogno di
indossarla, ma quando ti abitui a portare una collana anti-vampiro, non ha
senso levarla.
Gli altri ragazzi della casa famiglia pensano sempre che io sia molto
religioso. (E che mi faccia un pacchetto di sigarette al giorno, perch puzzo
sempre un po di fumo.)
Mi guardo di nuovo allo specchio. Penny ha ragione. Sono troppo magro.
Mi spuntano le costole. E mi si vedono i muscoli non perch ho la tartaruga,
ma perch sono tre mesi che non mangio come si deve. E i nei che mi
punteggiano il corpo sembrano le macchie che vengono quando si
malnutriti, anche se io non lo sono.
Mi faccio una doccia! grido.
Sbrigati o saltiamo il pranzo! Mentre entro nella cabina sento Penelope
girare per la stanza, finch non riattacca a parlarmi da dietro la porta:
tornata Agatha.
Apro il rubinetto.
Simon, mi hai sentito? Agatha tornata!
Lho sentita benissimo.

Qual letichetta da seguire per parlare con la propria ragazza dopo tre
mesi, quando lultima volta che lhai vista era mano nella mano con la tua
nemesi? (Si tenevano per entrambe le mani, veramente. Luno di fronte
allaltra. Come se fossero sul punto di cantare una canzone.)
Lanno scorso il rapporto tra me e Agatha si era fatto instabile ancora prima
che la vedessi nel bosco con Baz. Lei era distante e silenziosa gi da un po e,
quando in marzo mi ero fatto male (qualcuno mi aveva manomesso la
bacchetta), si era limitata ad alzare gli occhi al cielo. Come se me la fossi
cercata.
Agatha lunica ragazza con cui sia mai uscito. Ormai stiamo insieme da
tre anni, da quando ne avevamo quindici. Anche se io le stavo dietro da molto
prima. Dal giorno in cui lavevo vista la prima volta, mentre attraversava il
Grande Prato con i lunghi capelli biondo platino che ondeggiavano al vento.
Ricordo di aver pensato che non avevo mai visto niente di pi bello. E che
nulla pu nuocerti quando hai una grazia e una bellezza simili. come essere
un leone o un unicorno. Nessuno pu toccarti perch non ti trovi nemmeno
sullo stesso piano degli altri.
Persino starle accanto ti fa sentire intoccabile. Ti esalta. come sedersi al
sole. Perci, figuratevi come sia uscire con lei: come andarsene in giro
costantemente immersi in quella luce.
Esiste una foto di noi insieme allultimo solstizio invernale. Lei in abito
bianco lungo, con i capelli intrecciati da sua madre ai rametti di vischio. E io
pure vestito di bianco. Mi sentivo pacchiano, e invece nella foto sono venuto
bene. In piedi accanto ad Agatha, con un completo prestatomi da suo padre, ho
proprio laria della persona che si suppone io sia.

Il refettorio mezzo pieno, oggi. Le lezioni cominciano domani. Sono tutti


seduti sui tavoli o in piedi, riuniti a gruppetti, intenti a raccontarsi come hanno
trascorso lestate.
Per pranzo ci sono i panini al prosciutto e formaggio. Penelope agguanta
un piatto di burro per me, e io le sorrido. Il burro me lo mangerei a
cucchiaiate, se si potesse. (Il primo anno lo facevo, in effetti, quando ero il
primo a scendere per colazione.)
Perlustro con gli occhi il salone in cerca di Agatha ma non la vedo. Non
devessere a pranzo. Non posso credere che si trovi in mensa e non sia seduta
al nostro tavolo, malgrado tutto.
Rhys e Gareth, i ragazzi che occupano la camera sotto la mia, sono gi l
invece, seduti in fondo in fondo.
Come va, Simon? dice Rhys. Gareth sta gridando qualcosa a qualcuno
che si trova dalla parte opposta della sala.
Come va, ragazzi?
Rhys saluta Penny con un cenno del capo. Penelope non ha mai considerato
quasi nessuno dei nostri compagni di classe, perci neanche loro la
considerano un granch. Io mi preoccuperei, se tutti mi ignorassero cos,
invece lei sembra apprezzare la mancanza di distrazioni. A volte, quando
attraverso il salone salutando la gente, mi tira per la manica per fami
accelerare il passo.
Hai troppi amici mi dice.
Non direi proprio. E poi non li chiamerei tutti amici.
La giornata fatta di quel tot di ore, Simon. Abbiamo tutti il tempo per due
o tre persone al massimo.
Gi i tuoi parenti pi stretti superano quel numero, Penny.
Lo so. dura.
Un giorno ho buttato gi un elenco di tutte le persone a cui tenevo davvero.
Quando sono arrivato al numero sette, Penelope mi ha consigliato di ridurre la
lista oppure di rinunciare subito a farmi nuovi amici. Secondo mia madre, le
persone pi importanti della nostra vita non devono mai essere pi di quelle
che riusciremmo a salvare da un rakshasa affamato.
Non so cosa sia le ho detto. Ma non me ne preoccupo, me la cavo bene
nei combattimenti.
A me piace avere gente intorno. Quella con cui ho pi confidenza, come
Penny, Agatha, lArcimago, Ebb la capraia, la professoressa Possibelfa e il
dottor Monamour. E gli amici come Rhys e Gareth. Se seguissi le regole di
Penny, non troverei mai persone a sufficienza per una partita di calcio.
Penny saluta i ragazzi senza grande entusiasmo e poi, sedendosi tra me e
loro, si volta verso di me per impedire ogni conversazione. Ho visto Agatha
con i suoi genitori poco fa, al Convento.
Il Convento il dormitorio per ragazze pi antico e pi grande della scuola,
un lungo edificio basso, dalla parte opposta del comprensorio scolastico. Ha
una sola porta dingresso e finestre piccolissime. (La scuola doveva essere
mega-paranoica quando nel Seicento ha cominciato ad accettare le ragazze.)
Hai visto chi? le chiedo.
Agatha.
Ah.
La vado a chiamare, se vuoi propone.
Da quando in qua mi fai da messaggera?
Ho pensato che magari non ti andasse di parlarle davanti a tutti, la prima
volta che vi rivedete spiega. Dopo quello che successo.
Scrollo le spalle. Non c problema. Tra me e Agatha tutto a posto.
Penny fa la faccia sorpresa e poi dubbiosa; dopodich scuote la testa e ci
rinuncia. Comunque dice, strappando un pezzetto di panino dopo pranzo ci
converr rintracciare lArcimago.
Perch?
Pensi di incantarmi facendo il finto tonto, oggi?
S?
Alza gli occhi al cielo. Dobbiamo trovare lArcimago per farci dire che
cos successo durante lestate. Che cosa ha scoperto del Tedio.
Non ha scoperto niente. Gli ho gi parlato.
Penny si blocca. Quando?
Stamattina venuto in camera mia.
E quando pensavi di dirmelo?
Scrollo le spalle e mi lecco via il burro dal pollice. Quando me ne avessi
data loccasione.
Penny alza di nuovo gli occhi al cielo. ( una cosa che fa di continuo.) E
non aveva niente da dirti?
Non sul Tedio. Ha detto che fisso il piatto e poi mi getto unocchiata
intorno che le Antiche Famiglie stanno causando dei problemi.
Lei annuisce. A detta di mia madre stanno cercando di organizzare un voto
di sfiducia nei suoi confronti.
Possono farlo?
Ci stanno provando. Ci sono stati continui duelli per tutta lestate. Sam,
lamico di Premal, si fatto invischiare da uno dei cugini Grimm al termine di
un matrimonio, per esempio, e adesso sotto processo.
Chi?
I Grimm.
Per cosa?
Incantesimi vietati. Parole proibite.
Secondo lArcimago dovrei andarmene le dico.
Cosa? E dove?
Secondo lui dovrei lasciare Watford.
Penny sgrana gli occhi. Per combattere il Tedio?
No rispondo, scuotendo la testa. Solo per levarmi di qui. convinto
che sarei pi al sicuro altrove. E che qui sareste tutti pi al sicuro se me ne
andassi.
Gli occhi si spalancano sempre pi. E dove dovresti andare, Simon?
Non lha detto. In un posto segreto.
Una specie di nascondiglio? mi chiede.
Forse.
E la scuola?
Secondo lui conta poco, ora come ora.
Penny commenta con una smorfia sprezzante. convinta che lArcimago
come minimo sottovaluti listruzione. In particolare le lettere classiche.
Quando ha abolito lindirizzo di linguistica, ha scritto una dura lettera al
Consiglio di facolt. E allora che cosa vuole che tu faccia?
Che me ne stia lontano. Al sicuro. Ad addestrarmi.
Incrocia le braccia. In montagna con i ninja. Come Batman, magari.
Rido, ma lei non fa altrettanto. Si sporge verso di me. Non puoi andartene
cos, Simon. LArcimago non pu schiaffarti in isolamento per tutta la vita.
Non ci vado, infatti. Gli ho detto di no.
Mi guarda stupita. Gli hai detto di no?
Io be, non posso lasciare Watford. il nostro ultimo anno, no?
Appunto e tu ti sei rifiutato?
Gli ho detto che non volevo! Non ci penso proprio a nascondermi e ad
aspettare che il Tedio mi trovi. Non mi sembra un gran piano.
E lArcimago che ha detto?
Non molto. Io ho dato fuori e ho iniziato a
Lo sapevo gi. La tua camera puzzava. Sei esploso davanti allArcimago?
No. Mi sono trattenuto.
Sul serio? Ha laria colpita. Bravo, Simon.
Mi sa che lho spaventato, per.
Mi sarei spaventata anchio.
Penny, io
Cosa?
Pensi che abbia ragione lui?
Ti ho appena detto di no.
No. Intendo sul fatto che sono un pericolo per Watford. Un pericolo
per Guardo il tavolo degli studenti del primo anno. Hanno saltato i
tramezzini e mangiano un ciotolone di budino. tutti quanti.
Penny ricomincia a spezzare il panino con le mani. Certo che no.
Penelope.
Lei sospira. Ti sei trattenuto, no? Stamani, dico. Quando mai hai fatto male
a qualcuno a parte te stesso?
Vuoi che ti faccia lelenco, Penny? Comincer dalle decapitazioni.
Comincer da ieri.
I combattimenti non contano.
Contano eccome.
Incrocia di nuovo le braccia. Contano diversamente.
E poi non intendo solo quello. Il fatto che sono un bersaglio, giusto? Il
Tedio mi attacca solo quando sono a Watford, e attacca Watford solo quando ci
sono io.
Non mica colpa tua.
E allora?
Be, non ci puoi fare niente.
S, invece. Posso andarmene.
No.
Argomento convincente, Pen. Spalmo il burro sul mio terzo panino al
prosciutto e formaggio. Mi tremano le mani.
No, Simon. Non puoi andartene. Non devi. Senti, se tu sei un bersaglio, io
sono la pi a rischio. Passo quasi tutto il tempo con te.
Lo so.
No, nel senso che, guardami: sto bene.
La fisso.
Sto benissimo, Simon. E sta bene anche Baz, nonostante sia costretto a
dividere la camera con te.
Stai glissando su tutte le volte in cui hai rischiato di morire per il solo
fatto di essere con me. Un paio di mesi fa il Tedio mi ha rapito e ha trascinato
via anche te.
E ringrazio Morgana che labbia fatto.
Mi fissa negli occhi, per cui non distolgo lo sguardo. A volte sono contento
che porti gli occhiali, ha uno sguardo cos intenso che avere un filtro fa
proprio comodo.
AllArcimago ho detto di no ripeto.
Bravo. Continua cos.
Nonnina! Il grido di una ragazzina interrompe la nostra conversazione e
io mi affretto a sussurrare lincantesimo per evocare la spada. Dallaltro lato
del salone, una ragazza del secondo o del terzo anno, sta correndo verso una
sagoma luminosa ferma sulla soglia.
Oh esclama Penelope, incantata.
La figura appare e scompare, come lologramma della principessa Leila.
Appena la ragazza la raggiunge ha le sembianze di una donna anziana in
tailleur pantalone bianco si inginocchia e la stringe. Si abbracciano strette
sotto larco della porta. E a quel punto la figura sparisce completamente. La
ragazza si alza, tremante, e alcune sue amiche corrono da lei e saltellano come
matte.
Che fico commenta Penelope. Poi si gira verso di me e vede la spada.
Per le spire di tutti i serpenti, Simon, mettila via.
La tengo alta di fronte a me. Che cosera?
Non lo sai?
No, parla.
Ha avuto una Visita, beata lei.
Come? Inguaino la spada. Che genere di visita?
Simon, il Velo si sta alzando. Questo lo sai di sicuro. Labbiamo studiato a
Storia della magia.
Faccio una smorfia e mi risiedo, indeciso se continuare a mangiare oppure
no.
E al Ventesimo Giro attacca lei sul finir dellanno, quando il giorno e
la notte siederanno in pace a tavola luno davanti allaltra, il Velo si alzer. E
quanti avranno luce da gettare potranno attraversarlo, ma senza indugiare
troppo. Salutateli con gioia e fiducia, perch le loro bocche, anche se morte,
diranno la verit.
Il tono quello di quando cita le parole di qualche antica scrittura. Non sei
di grande aiuto replico.
Il Velo si sta alzando ripete. Ogni ventanni, i morti possono parlare ai
vivi, se hanno qualcosa di davvero importante da dire.
Ah Ne ho sentito parlare, ma pensavo fosse una leggenda.
Dopo sette anni lecito aspettarsi che un commento del genere tu te lo
tenga per te.
E che ne so io, scusa! Non c mica un libro che aiuti a distinguere ci che
vero da ci che non lo . Della serie: Tutto quello che vera magia e tutto
quello che pura idiozia proprio come immaginavi.
Tu sei lunico mago che non sia cresciuto a contatto con la magia. Lunico
che leggerebbe mai un libro del genere.
Babbo Natale non esiste ma la Fatina dei denti s. Non c criterio in queste
cose.
Be, il Velo esiste eccome. quello che impedisce alle anime di vagare.
E adesso si sta sollevando, dici? Sono tentato di tirare fuori di nuovo la
spada.
Si avvicina lequinozio autunnale, quando il giorno e la notte hanno la
stessa durata. Il Velo si assottiglia e poi si alza, un po come la nebbia. E i
defunti tornano in Terra per dirci qualcosa.
Succede a tutti quanti?
Lo spero. Tornano solo se hanno qualcosa di importante da dire. Qualcosa
di vero. una specie di testimonianza, la loro.
La cosa ha un che di drammatico.
Mia madre mi ha raccontato che ventanni fa sua zia tornata per rivelare
lesistenza di un tesoro nascosto. Spera che torni anche stavolta per dirci
qualcosa di pi.
Che genere di tesoro?
Libri.
Cera da aspettarselo. Decido di finire il tramezzino. E pure luovo sodo
di Penny.
Ma altre volte si tratta di confessioni scandalose. I defunti tornano per
rivelare tradimenti. Omicidi. Secondo la teoria, hai pi probabilit di
attraversare il Velo se il tuo messaggio serve a rendere giustizia.
E come si fa a saperlo?
solo una teoria risponde Penny. Ma se la zia Beryl dovesse venire da
me, le far pi domande possibili, prima che riscompaia.
Guardo di nuovo dalla parte opposta del salone. Chiss che cosa ha detto la
nonna a quella ragazzina.
Penny si mette a ridere e impila i piatti. Magari la sua ricetta segreta delle
caramelle mou.
Quindi, questi visitatori non sono zombie? Informarsi su un
argomento del genere non guasta.
No, Simon. Sono innocui. A meno che non si abbia paura della verit.
10

LARCIMAGO
Dovrei costringerlo a partire. Potrei farlo.
Anche se non pi un bambino, a un ordine obbedirebbe lo stesso.
Ho promesso di prendermi cura di lui.
Come si mantiene una promessa del genere? Quella di prendersi cura di un
figlio, quando il figlio in questione il detentore del potere pi grande che tu
conosca
E in cosa consiste la cura del potere? Nellutilizzarlo? Nel conservarlo? Nel
tenerlo lontano dalle mani sbagliate?
Pensavo che a questora sarei stato pi utile per Simon. Che lavrei aiutato a
prendere pieno possesso del proprio potere. Ad assumerne il controllo.
Sono sicuro che esista un incantesimo apposta per lui Una formula
magica che lo fortifichi. Un rituale che renda pi gestibile il suo potere. Se
ancora non lho trovato, questo non significa che non ci sia. Che non esista!
Nel caso lo trovassi, per
Sar sufficiente stabilizzare il suo potere, se non riesco a stabilizzare lui?
Le profezie non lo dicono; non parlano di ragazzini ostinati.
Potrei nascondere Simon dal Tedio stesso.
Potrei nasconderlo da qualunque cosa che ancora non sia pronto ad
affrontare.
Potrei dovrei! Dovrei ordinargli di lasciare Watford, e lui obbedirebbe.
Mi darebbe ancora ascolto. Nel caso non lo facesse, per
Ti perderei del tutto, Simon Snow?
11

LUCY
Sentimi.

Era il primo della sua famiglia a Watford, il primo con potere sufficiente a
superare tutte le prove. Era venuto da solo fin dal Galles, in treno.
David.
Lo chiamavamo Davy. (In realt, alcuni di noi lo chiamavano
semplicemente stupido.)
E non aveva amici, credo che non ne avesse mai avuti. Credo che nemmeno
io fossi sua amica, allinizio.
Ero soltanto lunica che lo ascoltava.
Il mondo degli arcimaghi mi disse. Ma quale mondo, ti chiedo quale
mondo? Questa non una scuola: la scuola istruisce, eleva le persone, mi
capisci?
Io sto ricevendo unistruzione, infatti.
Dici? Aveva un tale luccichio in quegli occhi celesti. Cera sempre del
fuoco nel suo sguardo. Ricevi il potere. Ricevi la parola dordine segreta.
Perch lavevano tuo padre e tuo nonno prima di lui. Fai parte della cerchia.
Come te, Davy.
Solo perch, vista la mia potenza, non hanno potuto negarmi lingresso.
Appunto. Quindi fai anche tu parte della cerchia, adesso.
Una bella fortuna.
Non capisco se stai dicendo sul serio
Una fortuna per me e una sfortuna per chiunque altro. La funzione di
questo posto non quella di condividere il sapere. Ma quella di mantenerlo
nelle mani dei ricchi.
Intendi dei pi potenti.
Non c differenza ribatt lui sprezzante. Cera sempre dello sprezzo,
nelle sue parole. Negli occhi un luccichio, nella bocca parole sprezzanti.
Vuoi dire che non vorresti essere qui? gli chiesi.
Sapevi che in origine la Chiesa teneva le proprie funzioni in latino perch
non voleva trasmettere la parola di Dio alla Congregazione?
Ti riferisci alla Chiesa cristiana? Non so niente del Cristianesimo.
Perch siamo qui, Lucy? Quando sono cos tanti i respinti?
Perch noi siamo i pi potenti. E per noi importante imparare a gestire e
a impiegare la nostra magia.
davvero cos importante? Non sarebbe pi importante insegnare ai meno
potenti? Aiutarli a trarre il massimo da ci che hanno? Solo ai poeti si
dovrebbe insegnare a leggere?
Non capisco cosa vuoi. Sei qui, Davy. A Watford.
Sono qui. E magari se incontrer le persone giuste se mi inchiner ed
elemosiner davanti a ogni Pitch o a ogni Grimm che trover mi
insegneranno gli incantesimi pi difficili. Mi inviteranno a sedermi alla loro
tavola. E come loro potr passare la vita ad assicurarmi che nessuno mi porti
via la magia.
Non cos che impiegher la mia magia.
Per un attimo abbandon il tono sprezzante e mi fiss attentamente: E
allora che cosa vuoi fare, Lucy?.
Vedere il mondo.
Il mondo degli arcimaghi?
No, il mondo.

Ho tante di quelle cose da dirti.


Ma il tempo poco. Il Velo spesso.
E per parlare necessaria la magia, unanima ricolma di magia.
12

SIMON
Si d il caso che sia solo, quando vedo Agatha.
Sono disteso sul Prato, a pensare alla mia prima volta qui: lerba era cos
bella che immaginavo fosse vietato camminarci sopra.
Agatha porta i jeans e una camicia bianca trasparente e, mentre sale verso di
me oscurando lentamente il sole, per un attimo attorno ai suoi capelli biondi
compare quasi unaura. Malgrado sorrida, capisco che nervosa. Chiss se
stava cercando proprio me. Mi alzo a sedere e lei si accomoda per terra
accanto a me.
Ciao.
Ciao, Simon.
Com andata lestate?
Mi guarda, stupita della domanda idiota, ma anche sollevata allidea di poter
parlare del pi e del meno con me. Bene risponde. Tranquilla.
Hai viaggiato? domando.
Solo per le gare di equitazione.
Agatha fa salto ostacoli. A livello agonistico. Credo che un giorno voglia
rappresentare la Gran Bretagna in quella disciplina. O forse nellequitazione in
generale? Io non mintendo un fico secco di cavalli. Una volta ha cercato di
farmi salire su un cavallo, ma io non me la sono sentita.
Simon, uno che uccide draghi non pu aver paura di un cavallo.
Di ucciderlo non avrei paura, infatti. Ma tu mi stai chiedendo di
cavalcarlo.
E hai avuto fortuna? le domando.
Un po. Ma contata soprattutto la bravura.
S, certo, scusami.
Odio parlare di cavalli con Agatha. E non perch mi fanno paura. Sono una
delle tante cose che non capir mai. Tutte quelle stupidaggini da ricconi.
Regate veliche, gal e, che so, partite di polo. La mamma di Agatha porta
cappelli che paiono torte nuziali. troppo per me. Fatico gi abbastanza a
capire che cosa significhi essere un mago, figuriamoci se passer mai per uno
che lo per nascita.
Forse Agatha si troverebbe meglio con Baz, tutto sommato
Se non fosse malvagio.
Devo avere laria arrabbiata, perch si schiarisce la voce, imbarazzata.
Vuoi che me ne vada?
No rispondo. No. Sono felice di vederti.
Ma se non mi hai ancora guardata in faccia protesta lei.
Cos la guardo.
bellissima.
E io la desidero. Desidero che torni tutto a posto tra noi.
Senti, Simon. So che hai visto
La interrompo subito. Io non ho visto niente.
Be, io ho visto te, per ribatte lei. Poi la sua voce si inasprisce: E
Penelope, e.
La interrompo di nuovo. No, cio Sto sbagliando tutto. Vedere ti ho
vista. Nel Bosco. E ho visto anche lui. Ma non importa. So che tu non
insomma, so che tu non lo faresti mai, Agatha. E poi ormai acqua passata,
successo mesi fa.
Sgrana gli occhi, confusa. Agatha ha degli splendidi occhi nocciola. Quasi
dorati. E delle splendide ciglia lunghe. E attorno agli occhi la pelle brilla come
quella di una fata. (Anche se una fata non . Le fate in grado di parlare sono le
benvenute in questa scuola, se riescono a trovarla, per nessuna ha mai scelto
di frequentare Watford.)
Ma, Simon, non faremmo meglio a Insomma, non ci converr parlarne
comunque?
Io preferirei lasciare perdere. Non importante. E poi, Agatha, cos
bello rivederti. Faccio per prenderle la mano.
E lei me lo permette. Anche per me bello rivederti, Simon.
Sorrido.
E lei sembra quasi voler fare altrettanto.
13

AGATHA
bello rivederlo, sempre bello rivederlo.
sempre un tale sollievo.
A volte ci penso, a come sar quando non torner.
Un giorno Simon non torner.
Lo sappiamo tutti: credo che lo sappia anche lArcimago. (Lo sa anche
Penelope, ma non vuole crederci.)
semplicemente impossibile che sopravviva a questo. Troppe persone
lo vogliono morto. Troppi esseri ancora peggiori delle persone. Esseri oscuri.
Creature oscure. Qualunque sia la natura del Tedio. Vogliono tutti che Simon
sparisca, per cui non pu sopravvivere; lha scampata per un pelo gi troppe
volte.
Nessuno abbastanza forte.
Nessuno abbastanza fortunato.
Un giorno non torner, e io sar una delle prime persone a cui lo diranno.
Ci ho riflettuto perch so che qualunque sar la mia reazione, non baster.
Simon il prescelto. E ha scelto me. Ma il fatto che lo ami siamo cresciuti
insieme, ogni anno trascorre il Natale da me, normale che lo ami non basta.
Quello che sento non sufficiente; non sar sufficiente quando lo perder.
Se dovessi sentirmi come la volta in cui il nostro collie stato investito da
una macchina? Ho pianto, certo, ma solo perch sapevo di doverlo fare, non
perch non fossi riuscita a trattenermi
Prima pensavo che stessi frenando i miei sentimenti per Simon solo per
autodifesa. Per proteggermi dal dolore della sua perdita, dalla paura di perdere
tutto, perch, se perdessimo Simon, che speranza potremmo mai avere?
(Che speranza abbiamo? Simon non la soluzione ai nostri problemi,
solo una sospensione dellesecuzione.)
Ma non quello il motivo, non autodifesa la mia.
che non lo amo abbastanza.
Non lo amo nel modo giusto.
Forse non sono capace di quel genere di amore, forse una mia carenza.
In questo caso, non mi converrebbe restargli comunque accanto? Se l che
Simon mi vuole? Se questo che tutti si aspettano da me? Se lunico posto in
cui possa davvero rendermi utile in qualche modo?
14

SIMON
Trascorro circa unora con Agatha, ma non parliamo granch. Non le
racconto niente dellArcimago.
(E se Agatha la pensasse come lui? Se anche lei volesse che me ne andassi?
Se fosse lei a trovarsi in pericolo qui a Watford, io desidererei eccome che se
ne andasse. Che diamine, Agatha davvero in pericolo. E tutto per causa mia.)
Quando torno in camera, Penny gi l che mi aspetta, spaparanzata a
leggere un libro sul letto di Baz.
E cos tu e Agatha avete parlato? mi chiede.
Abbiamo parlato, s.
Ti ha dato delle spiegazioni? Su Baz?
Le ho chiesto di non farlo.
Penny posa il libro. Non vuoi sapere perch la tua ragazza si sbaciucchiava
il tuo nemico giurato?
Giurato non direi. Di giuramenti non ne ho mai fatti.
Baz s, ci scommetto.
E comunque non si stavano sbaciucchiando.
Penny scuote la testa. Se sorprendessi Micah mano nella mano con Baz, io
la vorrei, una spiegazione.
Be, ci credo.
Simon.
Penny. Ovvio che vorresti una spiegazione. tipico, da parte tua. A te piace
pretendere spiegazioni e poi dire a tutti che sono spiegazioni del cacchio.
Non vero.
vero s. A me invece non importa niente. acqua passata. Tra me e
Agatha va tutto bene.
Chiss se acqua passata anche per Baz.
Fanculo Baz, farebbe qualsiasi cosa per farmi incavolare.
E comincer appena si far vivo. Il che potrebbe succedere in qualunque
momento
Ormai sono gi arrivati quasi tutti. Nessuno vuole perdersi il picnic di
bentornato che si terr stasera sul Grande Prato. Fanno sempre le cose in
grande. Giochi. Fuochi dartificio. Magie spettacolari.
Forse Baz si perder il picnic; prima dora non mai capitato, ma lidea
non mi dispiace.
Sul Prato, io e Penny incontriamo Agatha. Non vedo Baz ma, con tutte le
persone che ci sono, riuscirebbe tranquillamente a evitarmi, se lo volesse. (Di
solito si assicura che lo veda, invece.)
I piccoli sono gi l che giocano e mangiano la torta, alcuni indossano la
divisa di Watford per la prima volta. Cappelli che scivolano via, cravatte storte.
Sono in corso canti e gare di ogni genere. Io mi commuovo un po, durante
linno della scuola; il verso quegli anni doro a Watford / quei magici anni
radiosi mi fa di nuovo pensare che per me si avvicina il termine. Ogni
singolo giorno di questanno per me non si ripeter pi.
Ultimo picnic di ritorno a scuola.
Ultimo primo giorno a Watford.
Mi abbuffo come un maiale senza che a Penny e ad Agatha importi un
granch, ma i tramezzini alluovo e crescione sono la fine del mondo. Come il
pollo arrosto, del resto. O il pasticcio di maiale. I tortini speziati con la glassa
al limone. E le brocche di latte e cordiale al lampone.
Mi aspetto che da un momento allaltro si faccia vivo Baz a rovinare tutto.
Continuo a guardarmi alle spalle. (Forse fa anche questo parte del suo piano:
rovinarmi la serata costringendomi a pensare di continuo a come la roviner.)
Secondo me anche Agatha angosciata allidea di rivederlo.
Quello che non temo un attacco del Tedio, invece. Allinizio del quarto
anno ha mandato le scimmie volanti ad attaccare il picnic; ma non ripete mai la
stessa cosa due volte. (Anche se potrebbe benissimo mandare qualcosaltro, al
posto delle scimmie volanti)
Dopo il tramonto, i piccoli tornano tutti in camera, mentre gli studenti del
settimo e dellottavo anno restano fuori sul Prato. Noi tre ci troviamo un
posticino, e Penny trasforma la giacca in una coperta verde che ci ospita tutti.
Uno spreco di magia, a detta di Agatha, visto che allinterno ci sono un sacco
di coperte. Ti si macchier tutta di erba protesta.
Tanto gi verde ribatte Penny.
una notte calda e le ragazze sono tutte e due molto brave in astronomia. Ci
sdraiamo di schiena e indichiamo le stelle. Potrei andare a prendere la mia
sfera di cristallo e predirvi il futuro dice Penelope, ma io e Agatha
brontoliamo allunisono.
Ti risparmio la fatica faccio io. Vedresti me immerso in un bagno di
sangue senza che tu riesca a capire a chi appartenga. E Agatha splendida come
sempre e avvolta in un cerchio di luce.
Penelope fa il muso, ma non per molto. una serata troppo bella per tenere
il broncio. Trovo la mano di Agatha sulla coperta, gliela stringo e lei ricambia
la stretta.
Una giornata e una serata davvero perfette. Magicamente perfette. Un vero
portento. (Un tempo non credevo nei portenti, non sono superstizioso. Ma poi
a lezione di scienze magiche abbiamo dedicato unintera unit didattica
allargomento, e Penny ha dichiarato che non credere nei portenti era come
non credere nel burro sul pane tostato.)
Dopo unoretta, qualcuno attraversa il Velo proprio l, sul Prato. la
sorella defunta di uno degli studenti: tornata per dirgli che lui non ha nessuna
colpa
Stavolta metto via la spada senza bisogno che sia Penelope a dirmi di farlo.
Incredibile. Due Visite in un solo giorno, e il Velo ha appena cominciato a
sollevarsi commenta.
Appena lo spettro se ne va, tutti iniziano ad abbracciarsi lun laltro. (Ho
limpressione che quelli del settimo anno si stiano passando del vino di
tarassaco e delle bottiglie di Bacardi Breezers. Ma non siamo noi, i capiclasse,
non un problema nostro.)
Qualcuno riattacca linno della scuola e noi ci uniamo al coro. Canta anche
Agatha, malgrado si vergogni della propria voce.
Che felicit.
Sono al colmo della felicit.
Sono di nuovo a casa.

Mi sveglio qualche ora dopo, convinto che sia tornato Baz.


Non lo vedo non vedo niente ma sento che c qualcuno in camera con
me.
Sar di nuovo lArcimago. O magari il Tedio! O quella cosa che ho creduto
di vedere alla finestra la notte scorsa e di cui mi ricordo solo adesso
Non mi mai capitato di essere attaccato in camera mia, sarebbe la prima
volta.
Balzo a sedere e accendo le luci senza muovere un dito. Con i piccoli
incantesimi a volte mi capita, quando sono sotto stress. Anche se non dovrebbe
succedermi. Secondo Penny potrebbe trattarsi di telepatia, saltare le parole per
arrivare dritti allo scopo.
Continuo a non vederci niente, per mi sembra di sentire un fruscio e una
specie di gemito. Le finestre sono aperte. Mi alzo e guardo fuori, poi le
chiudo. Controllo sotto i letti. Azzardo un Tana libera tutti! e poi un Fuori,
fuori, ovunque tu sia! che mi fa uscire tutti i vestiti dallarmadio. Li rimetter
a posto domani.
Torno a letto in preda ai brividi. Fa freddo. E ho tuttora limpressione di
non essere solo.
15

SIMON
Baz non in camera, quando mi sveglio.
Lo cerco in mensa a colazione, ma non nemmeno l.
Sento il suo nome durante lappello della prima ora, quella di greco con il
Minotauro. (Il professore fa Minos di cognome, ma noi lo chiamiamo il
Minotauro perch met uomo e met toro.)
Pronuncia il nome di Baz quattro volte. Tyrannus Pitch? Tyrannus Basilton
Grimm-Pitch?
Io e Agatha ci guardiamo prima intorno e poi lun laltra.
Baz dovrebbe frequentare anche scienze politiche con me. Penny a
costringermi a seguire scienze politiche. convinta che un giorno, quando
avr sconfitto il Tedio, finir per fare il leader.
Se sopravvivo al Tedio, a me piacerebbe trascorrere le mie giornate ad
aiutare Ebb con le capre, ma scienze politiche abbastanza interessante, per cui
la frequento ogni anno.
Anche Baz la segue. Forse perch si aspetta di poter reclamare il trono, un
giorno
Prima che lArcimago salisse al potere, era la famiglia di Baz a dirigere
tutto, qui. I maghi non hanno n re n regine, ma per noi i Pitch sono quel che
abbiamo di pi vicino a una famiglia reale, e forse prima o poi avrebbero
finito per incoronarsi da soli, se mai avessero previsto che qualcuno sfidasse
la loro autorit.
La madre di Baz era la preside di Watford prima dellArcimago, e questo
aveva fatto di lei la persona pi importante nel mondo della magia. (Vicino
allufficio dellArcimago c un corridoio con i ritratti dei precedenti presidi
della scuola: sembra lalbero genealogico dei Pitch.) stata proprio la sua
morte a cambiare tutto, a far salire lArcimago al potere.
Quando il Tedio ha ucciso la preside Pitch inviando i vampiri a Watford,
tutti hanno capito che il mondo degli arcimaghi doveva cambiare. Non
potevamo pi continuare cos, lasciare che il Tedio e le creature oscure ci
facessero fuori uno a uno.
Dovevamo organizzarci.
Dovevamo pensare a difenderci.
LArcimago stato eletto presidente della Congrega durante una sessione
demergenza, in cui gli stato anche assegnato lincarico di preside ad interim.
(In teoria, il suo titolo tuttora quello.) Ha iniziato subito le riforme. Se
abbiano avuto successo o meno, dipende dalla persona a cui lo si chiede
Il Tedio esiste ancora.
Ma tra le mura della scuola non pi morto nessuno da quando lArcimago
ha assunto il comando. Io stesso sono ancora vivo, perci direi che sta facendo
un buon lavoro.
Un paio danni fa, per il corso di scienze politiche abbiamo dovuto scrivere
un saggio sulla supremazia dellArcimago. Quello di Baz era praticamente
unistigazione alla rivolta. (E io ho pensato che ci volesse un bel fegato, a
pretendere le dimissioni del preside in un compito scolastico.)
Baz ha sempre fatto uno strano gioco: quello di esprimere apertamente la
politica della sua famiglia che essenzialmente fa capo al motto Abbasso
lArcimago! Pacificamente e legalmente! come se non avesse niente da
nascondere, mentre i suoi familiari gli muovono una vera e propria guerra
segreta e pericolosa.
Se domandi ai Pitch perch odino tanto lArcimago, quelli tirano fuori le
antiche usanze, il loro patrimonio magico e la libert intellettuale. Invece
lo sanno tutti che vogliono solo riprendersi il potere. Vogliono che Watford
torni comera prima: un luogo destinato esclusivamente ai pi ricchi e ai pi
potenti.
Quando ha assunto lincarico, lArcimago ha eliminato del tutto le rette
scolastiche e abolito i colloqui orali e le prove pratiche un tempo necessarie
per essere ammessi. In realt, chiunque sia in grado di infondere magia alle
parole ora pu frequentare Watford, indipendentemente dalla forza o dalla
abilit che possiede; anche se mezzo troll da parte di madre o pi sirena che
arcimago. E proprio per accogliere tutti, la scuola ha dovuto costruire unaltra
struttura residenziale, la Casa della Fratellanza.
Non si pu far troppo gli schizzinosi con la carne da cannone
lopinione di Baz sulle riforme.
Odia essere trattato come uno studente qualsiasi anzich come lerede
legittimo. Se sua madre fosse ancora la preside, probabilmente avrebbe una
stanza tutta per s e qualunque altro lusso desideri
Certe cose non dovrei neanche pensarle. terribile che sua madre sia
morta. Il fatto che io non abbia mai avuto dei genitori non implica certo che
non possa capire quanto sarebbe doloroso perdere uno dei due.
A lezione di scienze politiche Baz non si fa vedere, e io tengo docchio il
suo miglior amico, Niall. Niall non batte ciglio quando il professore
pronuncia il nome di Baz, per mi guarda come a dire che a lui non gliene
frega un cavolo se gli sto col fiato sul collo.
Lo blocco al termine della lezione. Lui dov?
Il tuo uccello? Non lho visto. Hai chiesto a Ebb?
(Sinceramente, non capisco perch chi accudisce le capre debba essere per
forza additato come un pervertito. I cowboy la fanno sempre franca, invece.)
Dov Baz? preciso.
Niall fa per sfuggirmi, ma io sono impossibile da evitare se voglio. Non
perch sono imponente, ma perch sono temerario. E chi mi guarda vede
anche tutte le vittime che ho ucciso finora.
Niall si ferma e si aggiusta la borsa sulla spalla. un ragazzino pallido e
allampanato, con due occhi castani che per incantamento fa apparire di un
azzurro smorto. Uno spreco di magia. Sghignazza: Che ti frega, Snow?.
il mio compagno di stanza.
Pensavo che ti saresti goduto la solitudine.
Infatti.
E allora?
Mi scanso per non sbarrargli pi la strada. Se sta tramando qualcosa, lo
scoprir gli dico. Come sempre.
Ricevuto.
Dico sul serio! gli grido dietro.
Prendo atto anche della tua sincerit!

A cena sono cos irrequieto che mentre mangio sbriciolo tutto lo Yorkshire
pudding nel piatto. (Roastbeef, salsa e Yorkshire pudding, ecco cosa ci
preparano per cena ogni anno il primo giorno di scuola. Non dimenticher
mai la mia prima cena a Watford: per poco non mi sono usciti gli occhi dalle
orbite quando la cuoca Pritchard ha portato fuori i vassoi di roastbeef. In quel
momento non me ne importava nulla se la magia fosse reale oppure no. Perch
non c niente di pi reale del roastbeef con lo Yorkshire pudding.)
Sar in vacanza da qualche parte commenta Penny.
E perch dovrebbe essere ancora in vacanza?
La sua famiglia viaggia molto suggerisce Agatha.
Ah, s? mi verrebbe da dire. di questo che parlate da soli nel bosco?
Della vostra comune passione per i viaggi? Strappo un pezzo di pane e
rovescio il latte. Penny fa una smorfia.
Non perderebbe mai i primi giorni di scuola insisto, tirando su il
bicchiere. Penny fa sparire il latte rovesciato con un incantesimo. Baz tiene
troppo alla scuola.
Nessuno mi contraddice. Baz sempre stato il primo della classe. Penny era
solita dargli del filo da torcere, ma essere il mio braccio destro ha finito per
influenzare i suoi voti. Non sono il tuo braccio destro le piace dire. Sono la
tua temibile compagna.
Forse ipotizza adesso la sua famiglia si decisa a smettere di fingere
che regni ancora la pace. E comunque lottavo anno non obbligatorio. Un
tempo erano in molti a interrompere gli studi al termine del settimo. Pu darsi
che i Pitch abbiano deciso di fare sul serio.
Di scendere in campo preciso.
Esatto.
Contro di me e lArcimago? O contro il Tedio?
Non lo so risponde Penny. Ho sempre pensato che si sarebbero limitati
ad assistere da spettatori alla distruzione reciproca dei due contendenti.
Grazie tante.
Sai che cosa voglio dire, Simon: le Antiche Famiglie non vogliono che il
Tedio trionfi. Ma non si dispiacerebbero se sconfiggesse lArcimago.
Approfitteranno della sua debolezza per attaccare.
O della mia.
Non fa differenza.
Agatha fissa quello che normalmente il tavolo di Baz. Niall e Dev, un altro
suo amico un cugino o roba del genere sono seduti luno accanto allaltro
e si parlano sottovoce.
Io non credo che Baz abbia lasciato la scuola commenta senza distogliere
lo sguardo.
E Penny, che le seduta di fronte, le si para davanti. Sai qualcosa? Che
cosa ti ha detto Baz?
Agatha abbassa gli occhi. Non mi ha detto nulla.
Qualcosa ti avr pur detto. Sei stata lultima a parlargli.
Penelope protesto a denti stretti, con la mascella serrata.
Non mi importa se voi due avete deciso di voltare pagina replica lei.
importante, Agatha. E tu lo conosci meglio di noi. Che cosa ti ha detto?
Lei non pu conoscerlo meglio di me protesto. Io ci vivo con lui.
Va bene, Simon. Allora dicci che cosa ha detto a te!
Niente che mi abbia fatto supporre che volesse lasciare la scuola e perdersi
un intero anno di torture da infliggermi!
Non avrebbe certo bisogno di trovarsi qui, per torturarti borbotta Agatha.
Questo suo commento mi fa incavolare, anche se pensavo giusto la stessa
cosa proprio ieri.
Io ho finito dico. Salgo in camera a godermi la solitudine.
Penny sospira. Calmati, Simon. Non prendertela con noi solo perch ti
senti confuso. Non ti abbiamo fatto niente. Poi guarda Agatha e piega la testa
da un lato. Be, io almeno non ho fatto niente
Si alza anche Agatha. Ho dei compiti da fare.
Raggiungiamo insieme luscita e, una volta fuori, lei si avvia verso il
Convento.
Agatha! le grido.
Per non prima che sia troppo lontana per sentirmi.

Ho la stanza tutta per me, ma non riesco neanche a godermela, perch il


letto vuoto di Baz ha unaria sinistra, ormai.
Evoco la Spada degli arcimaghi e mi esercito nella sua parte di stanza. Una
cosa che odia.
16

SIMON
Baz non a colazione, il mattino dopo. E nemmeno quello successivo.
Non neanche in classe.
La squadra di calcio comincia gli allenamenti e qualcuno prende il suo
posto.
Dopo una settimana, gli insegnanti cominciano a saltare il suo nome
durante lappello.
Seguo Niall e Dev per qualche giorno, ma a quanto pare non lo tengono
nascosto in un fienile
So che dovrei essere contento che Baz non ci sia quello che ho sempre
detto di volere, liberarmi di lui solo che i conti non mi tornano, ecco. La
gente non sparisce nel nulla cos.
Lui non lo farebbe mai.
Baz indelebile. il corrispettivo umano di una macchia dunto. (Quasi
del tutto umano, insomma.)
Tre mesi dopo linizio della scuola, mi ritrovo ancora a passeggiare a
bordo del campo da calcio in attesa di vederlo allenarsi con gli altri; ma lui
non c e io ripiego di scatto verso le colline alle spalle della scuola.
Mi sento chiamare a gran voce da Ebb ancora prima di scorgerla. Ehil,
Simon ciao!
seduta nellerba su in alto, con una capretta acciambellata in grembo.
Ebb trascorre la maggior parte della giornata sulle colline, quando il tempo
buono. A volte lascia che le capre scorrazzino nel parco della scuola, dice
che eliminano le erbacce e le piante predatrici. A Watford le piante predatrici ci
farebbero secchi, se potessero; sono magiche. Le capre, no, invece. Quando le
ho domandato se per loro non un male ingurgitare magia, lei mi ha risposto:
Sono capre, Simon. Mangiano di tutto.
Appena mi avvicino, mi accorgo che ha gli occhi rossi. Se li asciuga con la
manica del maglione. un vecchio maglione della scuola, di un rosso quasi
rosa e con un alone marrone attorno al collo e ai polsini. Se si trattasse di
chiunque altro mi preoccuperei. Ma Ebb una piagnucolona. A Penelope
danno sui nervi tutti quei pianti, mentre a me non dispiacciono. Ebb ha di bello
che non ti invita mai a star su con la vita o a pensare positivo. E la cosa molto
consolante.
Mi siedo accanto a lei sullerba e accarezzo la capretta sulla groppa.
Che ci fai quass mi chiede Ebb. Non dovresti essere allallenamento di
calcio?
Non faccio parte della squadra.
E da quando in qua ti lasci scoraggiare da una cosa del genere replica lei,
grattando le orecchie dellanimale.
Io
Ebb tira su con il naso.
Ti senti bene? le chiedo.
S, certo. Scuote la testa e i capelli le svolazzano sulle orecchie. Ha un
sudicio caschetto biondo, squadrato sulla fronte e appena sopra la mandibola.
per via della stagione mi spiega.
Lautunno?
Ricomincia la scuola e ripenso ai vecchi tempi, quando andavo a scuola
anchio. Indietro non si torna, Simon, mai pi Si passa di nuovo il naso sul
polsino e, subito dopo, strofina il polsino sul pelo della capretta.
Evito di rammentarle che in realt non ha mai lasciato Watford. Non certo
mia intenzione prenderla in giro: io ci metterei la firma, se potessi trascorrere
tutta la mia vita qui.
La scuola non ricominciata per tutti, sai? dico.
Lei si impensierisce. Abbiamo perso qualcuno?
Suo fratello morto quando erano piccoli. questa una delle ragioni della
sua malinconia, non si mai ripresa del tutto. Non vorrei che riattaccasse a
piangere
No mi affretto a precisare. Mi riferivo a Baz. Basil non tornato.
Ah. Il signorino Pitch. Vedrai che torner presto. Sua madre attribuiva
grande valore allistruzione.
quello che ho detto anchio!
Be, nessuno lo conosce meglio di te aggiunge.
Ho detto anche questo!
Ebb annuisce e accarezza la capretta. E pensare che un tempo vi sareste
azzannati a vicenda.
Ci azzanneremmo volentieri anche adesso, se per quello.
Mi guarda dubbiosa. Ha due occhietti di un azzurro intenso, che adesso le
risaltano ancora pi del solito con la faccia sporca che si ritrova.
Ebb insisto. Baz ha tentato di uccidermi.
Senza riuscirci, per commenta lei scrollando le spalle. E non di
recente.
Ha tentato di uccidermi per ben tre volte! A quanto ne so io, perch
potrebbero essere anche di pi! E non credo faccia differenza se non ci
riuscito.
Fa differenza s ribatte. E poi quanti anni aveva la prima volta, undici?
Dodici? Non conta granch, data let.
Per me conta eccome.
Ah, s?
Sbuffo. S, Ebb. Conta. Baz mi odiava gi prima di conoscermi.
Appunto commenta lei.
Appunto!
Sto solo dicendo che passato parecchio dallultima volta che ho dovuto
separarvi con un incantesimo.
Be, non ha senso sfidarsi di continuo. Non porta a niente ed pure
doloroso. Stiamo risparmiando le energie, immagino.
In vista di cosa? mi domanda.
Della fine.
La fine della scuola?
La fine di tutto. Il grande duello.
Vuoi dire che vi siete risparmiati e poi lui non pi tornato?
Esatto!
Be, io non perderei la speranza, fossi in te insiste Ebb. Secondo me
torner. Sua madre ha sempre dato un gran valore a una buona istruzione.
Sento la sua mancanza in questo periodo dellanno
Si asciuga gli occhi con la manica. Sospiro. A volte con Ebb preferibile
godersi il silenzio. E le capre.
Passano tre settimane. Poi quattro, cinque, sei.
E io smetto di cercare Baz nei luoghi in cui pi probabile che sia.
Ogni volta che sento dei passi per le scale, fuori dalla porta della nostra
stanza, so che si tratta di Penny. A volte le permetto persino di trascorrere la
notte da me e dormire nel letto di Baz; non mi pare che esista limmediato
pericolo che lui piombi in camera e le dia fuoco per questo. (Lanatema del
compagno di stanza non ti impedisce di far del male a chiunque altro si trovi in
camera tua.)
Tormento Niall un altro paio di volte, ma lui non sembra aver la minima
idea di dove sia lamico. Anzi, d quasi limpressione di aspettarla da me, una
risposta.
Sarei tentato di parlarne con lArcimago. Di parlargli di Baz, intendo. Solo
che preferisco evitare i contatti. Temo che sia ancora intenzionato a mandarmi
via.
Secondo Penny non ha senso evitarlo. Mica puoi uscire dal suo radar.
Forse questo che ho fatto, invece Ma anche questidea mi angoscia.
normale che lArcimago stia lontano da Watford, per in questo trimestre
non si quasi mai visto. E le poche volte che c, sempre circondato dai suoi
Compari.
Prima veniva sempre a trovarmi. Mi chiamava nel suo ufficio. Mi assegnava
dei compiti, mi chiedeva aiuto. A volte ho limpressione che il mio aiuto gli
sia utile davvero di me pu fidarsi pi che di chiunque altro ma altre temo
che invece mi stia solo mettendo alla prova. Per vedere di che pasta sono fatto.
Per tenermi in forma.
Un giorno sono seduto in classe e lo vedo dirigersi da solo verso la Torre
Piangente. Al termine della lezione, mi avvio anchio verso la Torre.
unalta costruzione di mattoni rossi, una delle pi antiche di Watford,
risale alla stessa epoca della Cappella, quasi. detta Torre Piangente perch
ogni estate ci crescono dentro dei rampicanti che poi scendono penzoloni dalla
cima, e perch negli anni la struttura ha iniziato a pendere in avanti, come se
fosse ingobbita dal dolore. A detta di Ebb non c da preoccuparsi che possa
precipitare, gli incantesimi resistono ancora.
La mensa al piano terra e lo occupa quasi interamente, mentre sopra ci
sono aule, sale riunioni e stanze dellevocazione; lufficio e la residenza
privata dellArcimago sono allultimo piano.
LArcimago va e viene a seconda delle necessit. Ha tutto il mondo della
magia da tener docchio almeno per quel che riguarda il Regno Unito e la
caccia al Tedio occupa gran parte del suo tempo.
Il Tedio non attacca solo me. Non quella la cosa peggiore che fa. (Se cos
fosse, a questora gli altri maghi mi avrebbero gi gettato in pasto a lui,
probabilmente.)
stato al momento della sua comparsa, quasi ventanni fa, che si sono
aperti i primi buchi nellatmosfera del nostro mondo. A quanto pare lui (o
dovrei dire esso?) in grado di risucchiarne la magia per usarla contro di
noi. Avvicinarsi a una di queste zone morte come entrare in una stanza
senzaria. Non ci trovi pi niente, non un solo briciolo di magia: mi prosciugo
persino io.
Gli altri maghi in genere non reggono. Sono talmente abituati alla magia e
alle sensazioni da essa procurate che senza impazziscono. Ecco da dove deriva
il nome del mostro. Uno dei primi maghi che si imbattuto nei buchi li ha
descritti come un tedio insidioso, unordinariet che ti si insinua nellanima.
Le zone morte restano tali. Appena ti allontani ritorni padrone della tua
magia, ma in quel punto la magia non torna pi.
C chi ha dovuto abbandonare la propria casa perch il Tedio ne aveva
estratto la magia dalle fondamenta.
Se mai dovesse raggiungere Watford, sarebbe un disastro.
Finora a darmi la caccia ha sempre inviato qualcun altro, o meglio,
qualcosaltro, qualche creatura oscura. Per il Tedio facile trovare degli
alleati. Tutte le creature oscure di questo mondo e dei mondi vicini sarebbero
felici di veder sconfitti gli arcimaghi. I vampiri, i licantropi, i demoni e le
banshee, i manticorpi, i goblin ce lhanno tutti con noi. Perch siamo in
grado di controllare la magia e loro no. E perch li teniamo a bada tutti quanti.
Se le creature oscure potessero fare quel che vogliono, il mondo Normale
finirebbe nel caos. Tratterebbero la popolazione come bestiame. Per noi maghi
importante che i Normali vivano una vita ordinaria, invece, senza che la
magia li influenzi pi di tanto. Le nostre formule magiche dipendono dalla
loro capacit di parlare liberamente. questo il motivo per cui le creature
oscure ci odiano tanto.
Quello che ancora non capisco, per, perch il Tedio abbia preso di mira
proprio me. Forse perch sono il mago pi potente di tutti. Perch rappresento
per lui la pi grande minaccia.
LArcimago mi ha raccontato di aver lui stesso seguito il mio potere come
un faro, quando si trattato di portarmi a Watford.
Forse cos che anche il Tedio mi trova.
Imbocco la scala a chiocciola che porta in cima alla Torre Piangente e
termina in un pianerottolo tondeggiante. Sul marmo del pavimento campeggia
lo stemma della scuola, tirato talmente a lucido da sembrare bagnato. Il soffitto
a cupola abbellito da un affresco raffigurante Merlino in persona, nellatto di
evocare la magia con le mani al cielo e la bocca spalancata. Somiglia al
presentatore di QI, il quiz televisivo.
Ci sono due porte. A sinistra lenorme arco che conduce nellufficio
dellArcimago. A destra quella pi piccola dietro cui si aprono le sue stanze
private.
Busso prima alla porta della Presidenza, ma nessuno risponde. Sono
indeciso se bussare ai suoi appartamenti, ma io e lArcimago non siamo
abbastanza in confidenza. Potrei lasciargli un biglietto, per.
Apro la porta dellufficio il sistema di protezione programmato per
accogliermi ed entro piano piano in modo da non disturbarlo nel caso fosse
l
Mi ritrovo al buio. Le tende sono tirate. Di solito le pareti sono rivestite di
libri, ma ora ne mancano diversi, tutti impilati attorno alla scrivania. Evito di
accendere la luce. Rimpiango di non essermi portato un foglio o roba del
genere, non mi va di frugare sulla scrivania dellArcimago. Non di quelle
che hanno Post-it o blocchetti su cui scrivere messaggi. Impugno una pesante
penna stilografica. Ci sono diversi fogli, liste di impegni, ne volto uno e
scrivo:

Signore, vorrei parlarle, quando ha un momento libero. Di tutto quanto. Del


mio compagno di stanza.

E poi aggiungo:
(T. Basilton Grimm-Pitch)

Solo che vorrei non averlo fatto, perch naturalmente lArcimago sa


benissimo chi il mio compagno di stanza, e ora un po come se lavessi
firmato, il messaggio. Cos lo firmo davvero e tanti saluti:

Simon

Simon dice una voce, e per lo spavento mi cade la penna di mano.


Sulla porta c la professoressa Possibelfa, che per non entra.
La professoressa Possibelfa linsegnante di parole magiche e la tutor di
noi studenti. la mia insegnante preferita. Non quel che si dice una persona
affettuosa, ma credo che ci tenga veramente a noi, e a volte sembra pi umana
dellArcimago. (Anche se del tutto umana non devessere, mi sa) pi facile
che sia lei ad accorgersi se stai male, se sei gi di corda o se non sai che pesci
prendere.
Professoressa Possibelfa esclamo. LArcimago non c.
Questo lo vedo Sei qui per una ragione particolare?
Pensavo di trovarlo qui. Volevo parlargli di alcune cose.
Stamani cera, ma adesso se n gi andato. La professoressa Possibelfa
alta e robusta, con una spessa treccia dargento che le pende sulla schiena. di
un garbo e di uneloquenza indicibili e, quando ti si rivolge direttamente, ha
una voce cos carezzevole Potresti parlarne con me mi dice.
Resta sulla porta, probabilmente non ha il permesso di varcarla.
Be si tratta di Baz. Basil. Non tornato a scuola.
Me ne sono accorta.
Lei sa se torner?
La professoressa abbassa lo sguardo e fissa la bacchetta, un bastone da
passeggio, muovendo limpugnatura in tondo. Non lo so.
Ha parlato con i suoi genitori? domando.
Mi guarda in faccia. Sono informazioni riservate.
Annuisco e do un calcetto alla scrivania dellArcimago ma, appena mi
rendo conto di quello che sto facendo, arretro di un passo e mi ficco le dita tra
i capelli.
La professoressa Possibelfa si schiarisce elegantemente la voce e, pur
trovandosi dalla parte opposta della stanza, mi trasmette un brivido lo stesso.
Quello che posso dirti che di norma la scuola contatta i genitori, se uno
studente non si ripresenta allinizio di un nuovo trimestre
Quindi avete parlato con i Pitch?
Lei riduce gli occhi scuri a due fessure. Che cosa speri di sapere, Simon?
Frustrato, riabbasso la mano. La verit. Baz scomparso? malato?
cominciata la guerra?
La verit attacca lei.
Prima o poi le sbatter, le ciglia. Lo fanno anche i maghi di sbattere le
ciglia, no?
La verit prosegue che non ho una risposta alle tue domande. I suoi
genitori sono stati contattati, certo. Erano al corrente che non fosse a scuola,
ma non hanno dato spiegazioni. Il signor Pitch ha raggiunto la maggiore et,
come te; in pratica un adulto, ormai. Se non frequenta questa scuola non
ricade sotto la mia responsabilit.
Mica pu ignorare il fatto che uno dei suoi studenti non ha fatto ritorno a
scuola, per! E se tramasse qualcosa?
Di questo dovr preoccuparsi la Congrega, non il tutor.
Se Baz sta organizzando una rivolta insisto dovremmo preoccuparcene
tutti.
Mi fissa. Ma io non desisto e resto impassibile. (La mia classica reazione
quando non so che altro fare.) (Perch se c una cosa che mi riesce bene)
La professoressa Possibelfa si decide ad abbassare le palpebre, ma non con
lintento di sbattere le ciglia pi una resa, la sua. Bene.
Punta di nuovo lo sguardo su di me. Simon, sai quanto tenga a te e quanto
sia sempre stata sincera. Per non ho proprio idea di dove sia Basilton. Forse
sta davvero tramando qualcosa di orribile; ma, per il bene suo e tuo, spero non
sia cos. So solo che quando ho parlato con suo padre mi parso poco
sorpreso e a disagio; malgrado fosse al corrente che il figlio non fosse qui,
non mi sembrato felice della cosa. In tutta sincerit, Simon, mi ha dato lidea
di un uomo disperato.
Sospiro e annuisco.
tutto quello che so. Appena avr altre notizie ti far sapere, se
possibile.
Accenno di nuovo un s con la testa.
Grazie, professoressa Possibelfa.
Fa per darmi un buffetto sul braccio mentre le passo accanto, ma io non mi
fermo e si crea una situazione imbarazzante. Sento la pesante porta di rovere
richiudersi alle nostre spalle.
Anzich andare a pranzo, opto per una passeggiata che si trasforma in una
corsa, finch non mi ritrovo a fare a pezzi un albero ai limiti del bosco.
E mi stupisco che la mia spada si materializzi, quando la chiamo.
17

SIMON
Smetto di cercare Baz nei luoghi in cui pi probabile che sia Ma non
smetto di cercarlo.
Mi addentro di notte nel Bosco Ondeggiante. E, vista la mia espressione,
Penny non prova nemmeno a seguirmi. Agatha sempre impegnata con i
compiti; devessersi messa sotto, questanno, il padre le avr promesso un
cavallo nuovo o chiss cosaltro.
Un tempo adoravo il bosco, lo trovavo rilassante. Solo un paio di notti
dopo capisco che in realt il mio non un vagare senza meta; sto battendo a
tappeto la foresta come abbiamo fatto lanno in cui scomparsa Elspeth,
quando tenendoci tutti per mano avanzavamo fianco a fianco e marcavamo le
porzioni di terreno via via che le percorrevamo. Adesso le marco
mentalmente, le porzioni di bosco che batto, lanciando incantesimi per farmi
luce e sfrondando i rami con la spada. Di questo passo finir per radere al
suolo lintera foresta.
Non trovo niente e spavento gli spiritelli. Spunta una driade per darmi
dellapocalisse ambulante.
Che cosa cerchi? mi chiede la ninfa, sospesa nellaria anche se le ho detto
che la cosa mi mette i brividi. Ha i capelli che ricordano il muschio ed
abbigliata come le ragazze dei manga, con ombrello e stivaletti vittoriani.
Baz rispondo. Il mio compagno di stanza.
Quello morto? Quello con gli occhi belli?
S. Quindi Baz davvero morto? Non ho mai pensato a lui in questi
termini. Insomma, un vampiro, vero. Aspetta, stai dicendo che morto?
Morto sul serio?
Tutti i mangiasangue sono morti.
E tu lhai mai visto mangiare il sangue?
Lei mi fissa. Ho la spada conficcata per terra ai miei piedi.
Che cosa cerchi, Prescelto? Ha la voce irritata, adesso. E lombrellino
verde posato sulla spalla.
Il mio compagno di stanza. Baz. Il mangiasangue.
Non qui mi fa.
Ne sei certa?
Pi certa di te.
Sospiro e affondo ancora di pi la spada nella terra. Be, io non ne sono
affatto certo.
Stai esaurendo la nostra benevolenza, mago.
Quante volte devo salvarlo, il Bosco, per conquistarmi la vostra
simpatia?
Che senso ha salvarlo se poi lo radi al suolo.
Sto cercando il mio compagno di stanza.
Il tuo nemico ribatte lei. Ha la pelle grigio-bruna, scabra e rugosa come
corteccia, e gli occhi lucidi come quei funghi che crescono nel sottobosco.
Che cosa Baz non importa, hai capito benissimo di chi sto parlando:
come fai a essere sicura che non sia qui?
La driade alza la testa come per ascoltare gli alberi alle proprie spalle. Ogni
suo movimento pare brezza che soffi tra i rami.
Non qui ripete. A meno che non si stia nascondendo.
Ovvio che si nasconde! Si nasconde da qualche parte, dannazione.
Se non riusciamo a vederlo noi, mago, non ci riuscirai neanche tu.
Prendo la spada e la rinfodero sul fianco. Se hai notizie, mi avverti, vero?
Probabilmente no.
Sei impossibile.
Sono improbabile.
importante preciso. Qui manca allappello una persona pericolosa.
Pericolosa non per me sibila lei. N per le mie sorelle. Noi non
sanguiniamo. Non siamo interessate ai giochetti di potere.
Forse hai dimenticato che quella dei Pitch la Casata del Fuoco. E
abbraccio con un gesto il bosco alle sue spalle, tutto materiale infiammabile.
La driade alza la testa di scatto e il sorriso le si spegne. Sposta lombrellino
sullaltra spalla. Affare fatto.
Affare fatto?
Se vediamo il tuo bel mangiasangue, gli diciamo che lo stai cercando.
Non mi sareste daiuto.
Lo diciamo a capeldoro, allora.
Capeldoro Sono io capeldoro?
La driade storce il naso e scuote la chioma muscosa. punteggiata di
corolle in fiore.
E allora chi ?
La tua capeldoro. La sua capeldoro. Il vostro stigma e pistillo.
Pische? Vuoi dire Agatha?
Sorella capeldoro.
Se vedete Baz, lo dite ad Agatha?
S. Lombrello comincia a roteare. La troviamo rasserenante.
Sospiro e sfrego il dorso della mano sulla fronte. Vi ho salvato almeno tre
volte. Voi e tutta la foresta. Questo lo sai, no?
Che cosa cerchi, Prescelto?
Niente. Alzo le braccia al cielo e giro i tacchi, rifilando un calcio al
primo virgulto che incontro. Niente!
Non capita mai nulla di buono nel Bosco Ondeggiante.
Perlustro la foresta. I campi. Batto a tappeto lintera scuola tra una lezione e
laltra, sbirciando negli edifici vuoti, aprendo porte chiuse da lungo tempo.
A volte linterno della scuola sembra grande quanto linsieme del parco
cintato e dei terreni circostanti. Ci sono stanze segrete. Corridoi segreti. Ali
completamente nascoste che si svelano solo se conosci lincantesimo giusto o
possiedi il giusto strumento magico.
Il Convento ha un piano in pi tra il secondo e il terzo. (Penny lo chiama
contenuto extra.) una specie di eco del piano superiore. Vi capitano le
stesse cose un giorno pi tardi.
C un fossato sotto il fossato. E una serie di cunicoli nelle colline. Ci sono
tre cancelli nascosti, e sono riuscito ad aprirne solo uno.
A volte ho limpressione di cercare da una vita la mappa o la chiave capace
di far s che Watford che lintero mondo degli arcimaghi abbia finalmente
un senso.
E invece non trovo altro che singoli tasselli del puzzle. Come se fossi in una
stanza buia e la poca luce presente mi permettesse di vedere un solo angolo
alla volta.
Ho trascorso quasi tutto il quinto anno a vagare per le Catacombe, sotto la
Cappella Bianca, in cerca di Baz. La Cappella si trova al centro di Watford ed
la costruzione pi antica. Nessuno sa se Watford sia nata come scuola o come
qualcosaltro. Unabbazia in cui praticare cerimoniali magici, magari. O una
colonia di arcimaghi, questa lipotesi che preferisco. Immaginate un po, una
citt fortificata in cui i maghi convivessero praticamente alla luce del sole. Una
comunit fondata sulla magia.
Le Catacombe sono situate al di sotto della Capella e si estendono ancora
oltre. Le vie daccesso saranno di sicuro molte, ma io ne conosco solo una.
Il quinto anno, dopo cena vedevo sempre Baz sgusciare di nascosto in
direzione della Cappella. Ero convinto tramasse qualcosa, pensavo a una
cospirazione. Cos lo seguivo fin l, varcavo dopo di lui lalto portale arcuato
perennemente aperto, passavo dietro laltare e dietro il sacrario e langolo
dei poeti e, imboccando una porticina segreta, scendevo nelle Catacombe.
Le Catacombe s che mettono i brividi. Agatha si sempre rifiutata di
venirci, mentre Penelope ci venuta solo allinizio, quando era ancora
convinta che Baz stesse architettando qualcosa.
Ha smesso dopo qualche mese. Quando ha smesso anche di accompagnarmi
alle partite di calcio di Baz. E di aspettarmi nel corridoio di fronte al loggiato
in cui Baz prende lezioni di violino.
Io invece non potevo certo smettere proprio quando gli indizi raccolti
cominciavano a collimare Il sangue che Baz aveva sui polsini. Il fatto che ci
vedesse al buio. (La notte tornava in camera e si metteva il pigiama senza
nemmeno accendere la luce.) Il cumulo di ratti morti che avevo trovato nei
sotterranei della Cappella, tutti avvizziti e consunti, come limoni spremuti.
Ero solo, quando finalmente lho affrontato. Gi nelle Catacombe, nel
Sepolcro dei Fanciulli. Le Tombeau des Enfants. Era seduto in un angolo, i
teschi impilati lungo le pareti tuttintorno.
Mi hai trovato mi ha detto.
Avevo gi sguainato la spada. Sapevo che ci sarei riuscito.
E adesso? Non si nemmeno alzato. Giusto una spolverata ai pantaloni
grigi e poi si appoggiato con la schiena alle ossa.
E adesso dimmi tu che stai architettando, avanti gli ho detto.
A quel punto si messo a ridere. Non faceva che ridere di me quellanno,
ma in quel caso la risata gli uscita pi fiacca del solito. Malgrado le torce che
tingevano darancio il grigio della tomba, aveva ancora la pelle dun bianco
cereo.
Mi sono piazzato meglio, con le gambe divaricate e le spalle ben dritte.
Sono morti durante una pestilenza mi ha detto.
Chi?
Vedendolo alzare una mano ho fatto un balzo allindietro. Baz ha inarcato
un sopracciglio e con un gesto solenne ha abbracciato tutta la stanza. Loro.
Les enfants mi ha spiegato, mentre una ciocca corvina gli ricadeva sulla
fronte.
per questo che sei qui? Per rintracciare il virus della peste?
Mi ha fissato. Aveva sedici anni, come me, eppure mi ha fatto sentire un
bambino di cinque. Mi fa sempre sentire un bambino, ho limpressione che
non sar mai alla sua altezza. come se lui fosse nato sapendo gi tutto sul
mondo degli arcimaghi. Del resto il suo mondo. Ce lha nel DN A .
S, Snow, sono qui per trovare il virus della peste. Cos lo metto in una
provetta fumante e ci infetto tutta Metropolis.
Ho stretto la spada in pugno. Baz aveva laria annoiata. Che ci fai
quaggi?
Me ne sto qui seduto mi ha risposto.
No. Poche storie. Dopo tutti questi mesi finalmente ti ho beccato e adesso
mi dici che cosa stai tramando, forza.
Gli studenti sono morti quasi tutti ha continuato.
Piantala. Smettila di distrarmi.
Quelli sani li hanno mandati tutti a casa. Il preside era il mio pro-prozio;
rimasto a soccorrere i malati e i moribondi. C anche il suo teschio quaggi
da qualche parte. Magari potresti aiutarmi a cercarlo, dicono che ho preso da
lui la mia fronte aristocratica.
Non ti ascolto neanche.
La magia non li ha aiutati ha proseguito lui.
Ho serrato la mascella.
Lincantesimo per scacciare la peste non era ancora stato inventato ha
continuato. Non esistevano parole che avessero abbastanza potere, parole che
avessero il potere giusto.
Mi sono fatto avanti. Che ci fai qui?
Lui si messo a canticchiare tra s: Ring around the rosie / a pocket full of
posies
Rispondimi, Baz.
Ashes, ashes
Ho conficcato la spada nel mucchio di ossa accanto a lui, provocando un
gran fracasso e un rotolio di teschi.
Lui ha sogghignato e, drizzando la schiena, ha bloccato i teschi con la
bacchetta: Come non detto!. E quelli hanno volteggiato nellaria e se ne
sono tornati a posto.
Un po di rispetto, Snow ha protestato, per poi subito riappoggiare la
schiena alla parete. Che cosa vuoi da me?
Voglio sapere che stai combinando.
Questo, sto combinando.
Te ne stai seduto in una cacchio di tomba con un cumulo di ossa.
Non sono semplici ossa. Sono studenti. E insegnanti. Chiunque muoia a
Watford sepolto quaggi.
E allora?
E allora? mi ha fatto eco lui.
Ho brontolato a denti stretti.
Senti, Snow mi ha detto poi alzandosi in piedi. pi alto di me da
sempre. Anche lestate in cui sono cresciuto di otto centimetri, il bastardo ne
ha guadagnati ben dieci, fortunato com. Mi hai seguito, mi hai cercato. E
adesso mi hai scovato. Non colpa mia se ancora non hai trovato quello che
cerchi.
Ora so che cosa sei ho ringhiato io.
Al che mi ha guardato dritto negli occhi. Il tuo compagno di stanza?
Ho scosso la testa e stretto lelsa della spada.
E lui mi si avvicinato. Dimmelo, allora mi ha intimato.
Ma io non ce lho fatta.
Dimmelo, Snow ha ripetuto avanzando ancora. Che cosa sono?
Con rabbia ho sollevato appena la spada. Un vampiro! ho gridato. Deve
aver avvertito limpeto del mio fiato sul viso.
E si messo a ridere. Sul serio? E secondo te io sarei un vampiro? Per
Aleister Crowley, e adesso che intendi farmi?
Si sfilato di tasca una fiaschetta e ha bevuto un sorso. Non mi ero reso
conto che stesse bevendo, cos ho abbassato leggermente la spada. Ma poi,
memore di dover stare in guardia, lho alzata di nuovo.
Conficcarmi un palo nel cuore? mi ha domandato, rincantucciandosi
nellangolino e posando il braccio su una pila di teschi. O decapitarmi,
magari? Quello funziona solo se tieni la testa separata dal corpo; ma anche in
quel caso riuscir comunque a camminare e il mio corpo non si fermer
finch non trover la testa Meglio optare per il fuoco, Snow, lunica
soluzione.
Avrei voluto segarlo in due. Seduta stante e una volta per tutte, cazzarola.
Invece continuavo a pensare a Penelope. Come sai che un vampiro,
Simon? Lo hai visto bere sangue? Ti ha minacciato? Ha cercato di renderti suo
schiavo?
Forse laveva fatto. Forse era quello il motivo per cui lo seguivo da sei
mesi. Adesso lavevo in pugno, per.
Fa qualcosa, Snow mi ha canzonato. Presto, prima che io vediamo
quali orrori potrei compiere su di te? Per gli altri, qui, troppo tardi ci sei
solo tu a cui fare del male, giusto? Ma di succhiarti il sangue non sono proprio
in vena. E se poi trasformassi per sbaglio anche te? Mi toccherebbe sorbirmi
quella tua faccia da angioletto per leternit. E detto questo ha scosso la testa e
ha preso un altro sorso dalla fiaschetta. Non credo che essere un non morto ti
gioverebbe, Snow. Ti guasterebbe il colorito e basta. Poi, dopo unaltra
risatina mesta, ha chiuso gli occhi come se fosse esausto.
E forse lo era. Io lo ero. Erano settimane che giocavamo al gatto e al topo
nelle Catacombe.
Ho abbassato la spada senza per rinfoderarla e mi sono ammorbidito un
po. Mica devo fare per forza qualcosa. Adesso so che cosa sei. Mi baster
aspettare di coglierti in fallo.
Con gli occhi ancora serrati, Baz ha fatto una smorfia. Dici sul serio,
Snow? questo il tuo piano? Aspettare che uccida qualcuno? Sei il peggior
Prescelto che sia mai stato scelto.
Vaffanculo gli ho detto. La mia tipica reazione quando non so pi cosa
rispondere. E ho cominciato ad allontanarmi. Sentivo il bisogno di discutere la
faccenda con Penelope, di riorganizzarmi.
Se avessi saputo che era cos facile liberarsi di te mi ha gridato dietro
Baz mi sarei fatto raggiungere da settimane!
Mi sono affrettato a riemergere in superficie, sperando che non riuscisse a
trasformarsi in un pipistrello e non volasse al mio inseguimento. (Secondo
Penny si trattava di un mito da sfatare. Ma chi poteva dirlo.)
Lo sentivo ancora cantare, anche se camminavo gi da dieci minuti. Ashes,
ashes we all fall down.
Da quella notte non sono pi tornato nelle Catacombe
Aspetto che siano tutti a letto e, nella speranza che dormano, scendo furtivo
fino alla Cappella Bianca.
Ci sono due busti a guardia della porta segreta: i pi famosi poeti arcimaghi
dellepoca moderna, Carrol e Seuss. Mi sono portato del filo di nylon e ne
lego un capo attorno al collo di Theodor. La porta non altro che un pannello
nel muro ed sempre chiusa, ma la chiave non c. Per aprirla serve solo un
sincero desiderio di entrare, tutto qua. Un desiderio che non ha quasi nessuno,
per.
Per me la porta si apre eccome, invece. E allistante si richiude alle mie
spalle. Laria diventa subito pi fredda. Accendo una delle torce sulla parete e
mi scelgo il primo percorso da seguire.
Una volta sceso nei cunicoli tortuosi delle Catacombe, ricorro a tutti gli
incantesimi rivelatori che conosco, a tutti gli incantesimi di ritrovamento.
(Fuori, fuori, ovunque tu sia! Si va in scena! Scooby-Doo, dove sei tu?)
Pronuncio il nome di Baz per esteso, in modo che sia ancora pi difficile
resistere allincantesimo.
Le parole magiche sono strane. A volte per far riapparire un oggetto
nascosto bisogna ricorrere alla lingua parlata allepoca in cui loggetto stato
riposto. Mentre altre volte capita che unespressione in uso da tempo smetta di
funzionare quando tutti si stufano di pronunciarla.
Io non sono mai stato bravo con le parole. In parte questo il motivo per
cui sono un mago incapace.
Le parole sono molto potenti ha detto la professoressa Possibelfa durante
la nostra prima lezione di parole magiche. Gli altri non stavano attenti, non
diceva niente che gi non sapessero. Mentre io mi sforzavo di imparare tutto a
memoria.
E tanto pi lo diventano ha proseguito lei quanto pi sono dette, lette e
scritte in coerenti combinazioni specifiche. Il segreto, quando si lancia un
incantesimo, attingere a quel potere. Non soltanto pronunciare le parole, ma
evocarne il significato.
E questo implica che bisogna avere un buon vocabolario per praticare la
magia. Che bisogna saper prendere le decisioni su due piedi. Avere il coraggio
di far sentire la propria voce. E saper scegliere la locuzione giusta.
E poi capire davvero quello che si sta dicendo e in quale modo le parole si
traducano in magia. Non ci si pu limitare ad agitare la bacchetta e a ripetere
quanto si appena sentito dire per strada da chicchessia; quello il modo
migliore per far secco qualcuno.
Sono tutte cose che a me non vengono naturali, ecco. Scegliere le parole.
Adoperare la lingua. Esprimermi. Non ricordo quando ho iniziato a parlare,
ma so che mi hanno mandato da certi specialisti. Pare che capiti spesso ai
bambini in affidamento o a quelli a cui i genitori non parlano mai: in pratica
non imparano i meccanismi del linguaggio.
Vedevo regolarmente uno psicologo e un logopedista. Dillo, Simon. Ero
cos stufo di sentirmelo ripetere. Era molto pi semplice prendere quello che
volevo, anzich chiederlo. O dare una botta a chi mi faceva male, anche se poi
quello me la restituiva.
Il mio primo mese a Watford quasi non parlavo, era facile, qui nessuno
chiude mai il becco.
La professoressa Possibelfa e un paio di altri docenti se ne sono accorti e
hanno iniziato a darmi lezioni private. Per insegnarmi a parlare a voce alta.
Delle volte assisteva anche lArcimago, l a sfregarsi la barba con gli occhi
fissi oltre la finestra. Dillo! immaginavo di gridargli. E poi lo immaginavo
ammettere che era stato uno sbaglio portarmi qui.
Con le parole non sono bravo neanche adesso, comunque, e con la bacchetta
sono una frana, per compenso con la memoria. E con la schiettezza; quella
aiuta parecchio, che ci crediate o no. Quando sono incerto, mi limito a fare
quello che mi ordina Penelope.
Avanzo guardingo nelle Catacombe, servendomi al meglio degli
incantesimi che mi riescono. Trovo passaggi nascosti luno dentro laltro. Un
forziere che russa sonoramente. Il ritratto di una ragazza con i capelli biondi e
le guance rigate di lacrime. Un me stesso pi giovane si sarebbe fermato per
conoscere la sua storia. Avrebbe trasformato quellesperienza in unavventura.
Continuo a cercare Baz.
O un indizio, almeno.
E ogni notte ritorno sui miei passi quando sono ormai allo stremo delle
forze.
18

LUCY
Sai che queste mura hanno mille anni?
Le attraversano spiriti che parlano lingue ormai incomprensibili a
chiunque. Ma poco importa. Tanto nessuno li sente.
Sono le stesse mura che percorrevo anchio. Come la Cappella. La Torre. Il
ponte levatoio.
I lupi sono una novit, invece. I pesci-mostro. Davy dove li avr trovati, mi
chiedo? A quale incantesimo sar ricorso per portarli qui? E che cosa pensa
che impediranno?
paranoico diceva sempre Mit. Crede che ce labbiano tutti con lui.
Qualcuno ce lha davvero con lui, secondo me protestavo io.
Solo perch un verme schifoso ribatteva lei.
Ci tiene troppo.
A se stesso? Confermo.
A tutto replicavo. Gli sta cos a cuore questa faccenda.
Lhai ascoltato troppo, Lucy.
Mi fa pena E poi se lo ascoltassi anche tu, ti accorgeresti che dice cose
sensate. Perch pixie e centauri di stirpe magica non possono frequentare
Watford? E perch mio fratello deve restare a casa? Solo perch non
abbastanza potente?
Tuo fratello un idiota. Ha in mente solo i Def Leppard.
Sai quanto ci sia rimasta male mia madre quando lhanno respinto. Mio
fratello possiede una bacchetta e non sa nemmeno come si usa. Per questa
storia i miei hanno rischiato il divorzio.
Lo so. Mitali aveva ammorbidito un po i toni. Mi dispiace. Solo che le
dimensioni della scuola sono quelle. Mica pu accogliere tutti.
Potremmo ingrandirla, dice Davy. O costruirne unaltra. Ti immagini?
Scuole sparse in tutto il Paese per chiunque abbia poteri magici.
Il pregio di Watford che la migliore, per. La miglior istruzione per i
migliori maghi del mondo.
quello il suo pregio? Allora Davy ha ragione. una scuola dlite.
Mit aveva sospirato.
Davy dice che ci stiamo indebolendo. Come societ, intende. E che le
creature oscure e selvagge ci spazzeranno via dalla faccia della Terra
permettendo di reclamare la nostra magia.
E ti dice anche che queste creature abitano sotto il tuo letto, per caso?
Sto parlando sul serio, sai?
Lo so. Ma preferirei non fosse cos aveva ribattuto lei, avvilita. Mi dici
che cosa si aspetta Davy da te? E da tutti noi?
A quel punto mi ero sporta verso di lei e le avevo sussurrato la mia
risposta: La rivoluzione.

Vago da anni.
Per trovare il modo di raggiungerti.
Le mura sono le stesse di sempre. Come la Cappella. E la Torre.
Le cravatte sono pi sottili. Le gonne, pi corte. Ma i colori sono gli
stessi
Adesso non posso fare a meno di sentirmi fiera di Davy; detto da me
sembrer strano, eppure non posso fare a meno di sentirmi fiera di lui.
Ci riuscito. Ha compiuto la rivoluzione che sperava.
Ha aperto le porte della scuola a chiunque abbia il dono della magia.
19

SIMON
Siamo quasi a Halloween quando finalmente parlo con lArcimago.
lui stesso a convocarmi. Durante lora di greco entra un pettirosso e mi
lascia un biglietto sul banco. LArcimago ha sempre un paio di uccellini che
gli svolazzano intorno. Pettirossi, per lo pi. Ma anche scriccioli e passerotti.
(Come Biancaneve.) Anzich usare il telefono preferisce la formula Un
uccellino mi ha detto.
Al termine della lezione, mi dirigo verso uno dei fabbricati annessi alla
scuola, situato a ridosso del muro di cinta. Una vecchia stalla ora adibita a
garage e caserma. Fuori ci sono i suoi Compari (Penny dice che gli uomini
dellArcimago le starebbero pi simpatici se ci fosse anche qualche donna, tra
loro). Sono tutti radunati attorno a un grosso camion verde che non ho mai
visto, una specie di camion militare telonato. Uno di loro trasporta una cassa di
metallo. Aspettano il loro turno per raggiungerlo e guardano le loro mani
trapassarlo.
Simon dice lArcimago uscendo dal capannone. Mi cinge le spalle con il
braccio e mi guida lontano dal camion. Eccoti qua.
Sarei venuto subito, signore, ma ero in classe. E il Minotauro ha detto che
luccello sarebbe stato pi grosso, se si fosse trattato di unemergenza.
Sugli uccelli pi grandi lincantesimo non ha effetto replica lui
contrariato.
Lo so, signore. Mi dispiace. Ma il professore non ha sentito ragioni.
Bene commenta, dandomi un colpetto sulla spalla. Non era
unemergenza. Volevo solo vederti. Sapere come stai. La professoressa mi ha
raccontato degli insetti che vi hanno attaccato dice che stato il Tedio.
Scilinguagnoli. Durante la lezione di parole magiche. Una miriade. Non ne
avevo mai visti cos tanti in vita mia.
Li definiamo insetti perch hanno le dimensioni di un calabrone, ma
ricordano pi gli uccelli. Uno basterebbe a uccidere un cane, una capra o un
grifone. Un paio, a far fuori un mago. Ti si infilano nelle orecchie e ronzano
cos forte che non riesci pi a pensare. Allinizio perdi la ragione, ma poi ti
entrano nel cervello e perdi tutto il resto.
Di solito non attaccano le persone. Invece la scorsa settimana sono entrati in
classe dalla finestra e mi sono ritrovato immerso in una vociante nube
arancione. Il peggio stato sentirsi prosciugare, risucchiare, come succede
sempre durante un attacco del Tedio.
I miei compagni di classe sono scappati tutti.
Ho avuto anchio la sensazione che fosse opera del Tedio, signore. Mi
chiedo solo perch abbia inviato gli scilinguagnoli. Non sono una grande
minaccia.
Per te non lo sono di certo. LArcimago si sfrega la barba. Forse ha
voluto solo ricordarci che esiste. Con cosa li hai colpiti?
Salto mortale.
Bravo, Simon.
Mi sa che ho ucciso anche dellaltro, per. Ebb ha trovato dei fagiani, nel
campo. E Rhys aveva un pappagallino
LArcimago guarda il pettirosso che gli svolazza sopra la spalla e mi
stringe il braccio. Hai fatto quello che dovevi. E nessuno si fatto male. Sei
stato in infermeria?
Sto bene, signore. Mi avvicino. Signore. Speravo cio ha fatto
progressi? Con il Tedio, intendo. Vedo i suoi Compari che vanno e vengono.
Mentre io non Potrei rendermi utile anchio. Io e Penelope potremmo
collaborare.
Mi leva la mano dalla spalla e se la posa sul fianco. Su quel fronte non ci
sono novit. Nessun passo avanti. Nessun attacco. Solo il costante allargarsi dei
buchi. A questo punto spererei quasi che il Tedio si rifacesse vivo. Al ricordo
del suo volto rabbrividisco, ma lArcimago prosegue. Perch questi ritardati
si ricordino con chi abbiamo a che fare.
Guardo il camion alle sue spalle. I suoi uomini hanno continuato a
trasportare casse per tutta la durata della nostra conversazione.
Ha ricevuto il mio biglietto, signore?
LArcimago riduce gli occhi a due fessure. Quello sul figlio dei Pitch che
manca allappello.
Il mio compagno di stanza, s. Non ancora rientrato.
Si strofina la barba con il guanto di pelle. Mi sa che fai bene a
preoccuparti. Le Antiche Famiglie serrano i ranghi, richiamano allovile i
rampolli, sprangano i cancelli. Preparano loffensiva contro di noi.
I rampolli?
Comincia a snocciolare i nomi: tutti ragazzi che conosco, anche se non
benissimo. Studenti del sesto, del settimo e dellottavo anno.
Le Famiglie dovranno pur rendersi conto che il Tedio ci sterminer tutti,
se non combattiamo insieme. pi potente che mai protesto io.
Far anche questo parte del loro piano replica lArcimago. Io non ci
provo neanche pi, a capirli. Tengono pi al proprio potere e alle proprie
ricchezze che al nostro mondo. A volte penso che sarebbero pronti a
sacrificare tutto, pur di vedermi cadere
Come posso rendermi utile, signore?
Essendo prudente, Simon. Mi posa di nuovo la mano sul braccio e si
volta a guardarmi. Tra qualche ora riparto. Ma, alla luce di questo nuovo
attacco, speravo di convincerti a darmi ascolto. Va via di qui, Simon. Lascia
che ti porti nel rifugio di cui ti ho parlato, il pi lontano possibile dal
pericolo.
Indietreggio di un passo. Ma erano solo scilinguagnoli, signore.
Questa volta.
No, signore. Glielho detto io sto bene qui. Sono perfettamente al
sicuro.
Non sarai mai al sicuro! esclama, ma con un impeto tale che le sue parole
suonano quasi come una minaccia. Sicurezza, stabilit tutta unillusione.
Un falso Dio, Simon. Un aggrapparsi a una zattera che affonda invece di
imparare a nuotare.
Allora tanto vale che me ne resti qui ribatto. A voce troppo alta. Uno dei
suoi uomini, Stephen, si volta a guardarmi. Cos sussurro: Se un luogo sicuro
non c, tanto vale che rimanga qui. Con i miei amici. O che combatta io
potrei aiutarla.
Intercetto il suo sguardo e lo vedo colmarsi di dispiacere e delusione. Lo
so bene, Simon. Ma ora come ora la situazione molto delicata
Non c bisogno che aggiunga altro. So che cosa intende.
Quel che gli occorre non certo una bomba pronta a esplodere. Le bombe
non si mandano in ricognizione e non si invitano alle riunioni strategiche. Si
aspetta di aver esaurito le alternative, prima di lanciarle. Annuisco.
E a quel punto gli volto le spalle e me ne torno sui miei passi.
Mi sento addosso gli occhi dei Compari. Hanno tutti un anno o due pi di
me. Non sopporto lidea che si sentano ancora pi grandi, che si credano tanto
importanti. Odio i pantaloni verde scuro che indossano e le stelline doro che
hanno sulle maniche.
Simon! grida lArcimago.
Sforzandomi di restare impassibile, mi giro a guardarlo.
Si ripara gli occhi dal sole con la mano e mi rivolge uno dei suoi rari
sorrisi. Un accenno. Il Tedio sar anche pi potente che mai, per sei anche tu
pi potente che mai. Ricordatelo.
Annuisco e lo guardo tornare verso il garage.
Sono in ritardo allappuntamento con Penelope.
20

PENELOPE
Studiamo su in collina anche se fa freddo perch a Simon non piace esercitarsi
sotto gli occhi di tutti. Ha il montgomery grigio e la sciarpa a righe della
scuola, quella verde tono su tono. Io invece mi sarei dovuta mettere i pantaloni,
perch il vento mi trapassa il collant.
quasi Samhain: il Velo sta per chiudersi e della zia Beryl non si vista
neanche lombra.
Cos ! esclama Simon, e punta la bacchetta in direzione di un piccolo
sasso posato sul troncone di un albero. Il sasso tremola e si riduce a un cumulo
di polvere. Non capisco se lincantesimo funziona o se sto solo distruggendo
le cose.
Agli studenti dellottavo anno richiesto di inventare un incantesimo entro
la fine della scuola, individuando nella lingua una nuova espressione divenuta
particolarmente efficace o una vecchia che sia stata trascurata, per poi trovare
il modo di sfruttarla.
Tra le formule magiche nuove, le migliori sono quelle concrete e
intramontabili. Le frasi fatte di solito non valgono una cicca; le persone si
stufano di usarle e presto le abbandonano. (E gli incantesimi fanno la stessa
fine, non fai in tempo a prenderci la mano che gi smettono di funzionare.) Le
canzoni sono rischiose per lo stesso motivo.
raro che uno studente di Watford riesca a coniare un incantesimo
duraturo. Eppure mia madre era ancora al settimo anno quando ha inventato
La signora non far marcia indietro, una formula magica utilissima in
combattimento, soprattutto per le donne. (Mi sa che si vergogna un po, per,
del fatto che un suo incantesimo sia materia dinsegnamento nei laboratori di
Offensiva tenuti dallArcimago.)
dallinizio della scuola che Simon prova una nuova espressione ogni
settimana. Ma non posso biasimarlo se non ci mette impegno. Sulla sua
bacchetta persino gli incantesimi pi collaudati fanno cilecca. E capita che, in
bocca sua, le metafore vengano brutalmente rese alla lettera. Come la volta in
cui, al sesto anno, ha tentato di curare la sbornia di Agatha ricorrendo alla
formula Chiodo scaccia chiodo e lei si sentita pungere dappertutto. Credo
che da allora non abbia pi puntato la bacchetta in direzione di nessuno. E che
Agatha non abbia pi bevuto.
Simon ripulisce il troncone dalla polvere di roccia e si siede, infilando in
tasca la bacchetta. Baz non il solo a mancare allappello.
In che senso? Indirizzo lanello verso le pedine degli scacchi che ho
sistemato a terra. La partita aperta!
Cade lalfiere.
Ci riprovo. La partita incominciata!
Non succede niente.
A qualcosa deve pur servire questespressione. una citazione da
Shakespeare e da Sherlock Holmes.
LArcimago mi ha detto che le Antiche Famiglie stanno ritirando i figli da
scuola dice Simon. Due ragazzi del settimo anno non sono rientrati, dopo le
vacanze. sparito anche Marcus, il cugino di Baz. E frequenta appena il sesto
anno.
Qual Marcus?
Bel fisico. Capelli striati di biondo. Centrocampista.
Alzo le spalle e mi chino a raccogliere le pedine. Sto prendendo anchio le
cose alla lettera, in questo momento, perch ho provato di tutto con questa
formula. Sento che potrebbe essere un buon incantesimo di base, un
catalizzatore Sono solo ragazzi quelli che non sono rientrati? domando.
Boh, non lo so. LArcimago non lha detto.
Quant sessista, quelluomo. Scuoto la testa. Marcus quello che
quando eravamo al secondo anno rimasto incastrato nel montavivande?
S.
E cos passato dallaltra parte, eh? Uh, sto tremando di paura.
Secondo lArcimago le Famiglie si stanno preparando a qualche
colpaccio.
E cosa vuole che facciamo?
Non vuole che facciamo niente risponde Simon.
Mi infilo le pedine in tasca. In che senso?
Be, vuole ancora che me ne vada
Devo aver aggrottato la fronte, perch Simon inarca le sopracciglia e dice:
Lo so, Penny. Non vado da nessuna parte, tranquilla. Se resto, per, vuole che
rimanga nellombra. Vuole che rimaniamo nellombra tutti e due. Dice che ci
pensano i suoi Compari e che una faccenda delicata.
Mmm. Mi siedo accanto a lui sul tronco. Devo ammetterlo, non mi
dispiace lidea di restare nellombra, di lasciare che per una volta sia
lArcimago a gestire la sua folle impresa senza di noi. Per non mi piace che
qualcuno mi ordini di restare nellombra. E la cosa non piace neanche a Simon.
Pensi che Baz sia con questi altri ragazzi? gli chiedo.
Ci sta, no?
Non rispondo. Odio con tutta me stessa parlare di Baz con Simon. come
parlare di t con il Cappellaio Matto. Non sopporto lidea di incoraggiarlo.
Stacca un pezzo di corteccia dal tronco con il tacco della scarpa.
Mi accosto perch ho freddo e lui sempre caldo. E perch mi piace
ricordargli che non lo temo.
Secondo me ci sta eccome insiste.
21

LArcimago
Libri. Oggetti magici. Gioielli stregati. Mobili stregati. Piedi di scimmia,
zampe di coniglio, nasi di gnomo Prendiamo tutto. Anche se so che non mi
servir a niente.
una mossa che ha pi di uno scopo. Serve a dimostrare alle Antiche
Famiglie che sono ancora io a mandare avanti la baracca, qui. A mandare
avanti questa scuola. Questo regno. E che nessuno di loro sarebbe capace di
farlo meglio.
Mi accusano di aver fallito perch il Tedio continua a tediarci, a sottrarci la
magia, a estirparla dal nostro mondo ma tra loro c qualcuno in grado di
rappresentare una minaccia?
Forse Natasha Grimm-Pitch sarebbe riuscita a metterlo a posto, il Tedio; ma
scomparsa da tempo, e nessuno dei suoi amici o parenti ha un briciolo del
suo talento.
Mando i miei uomini a portar via i tesori dei miei nemici, a saccheggiare le
loro biblioteche. Dimostro che, con la mia divisa indosso, persino un
ragazzino timido ha pi potere di loro in questo nuovo mondo. Dimostro
quanto valgano i loro nomi: niente. Eppure
Non trovo quello che cerco. Non trovo risposte valide: ancora non riesco a
sanarlo.
il Sommo Arcimago la nostra sola speranza, ormai. Solo che il Sommo
Arcimago fallato. Venato. Difettoso.
Simon Snow quellarcimago, lo so. Niente di simile a lui ha mai
calpestato questa Terra, prima dora.
Ma Simon Snow il mio Simon ancora non riesce a dominarlo, quel
potere. Ancora non riesce a controllarlo. il solo recipiente che per
dimensioni riesca a contenerlo, ma incrinato. compromesso.
Solo un ragazzo.
Deve pur esserci un sistema un incantesimo, un talismano, un simbolo
per aiutarlo. Siamo arcimaghi! Le uniche creature magiche in grado di
brandire e forgiare il potere. Da qualche parte nel nostro mondo, c la
soluzione per Simon. (Un rituale. Una ricetta. Una filastrocca.)
Non cos che funzionano le profezie
Non cos che si dipanano le storie
In modo incompleto.
Se in Simon c una incrinatura, allora esiste anche il modo di ripararla.
E io lo trover.
22

SIMON
Non passer lesame di greco, mi sa. E non capisco unacca di scienze
politiche.
Io e Agatha discutiamo se sia il caso o no che vada a casa sua per le
vacanze: non voglio lasciare Watford e ho come limpressione che lei in realt
non mi voglia a casa con s. Vuole per che io lo desideri. O qualcosa di
simile.
Smetto di portare la croce e la ripongo in una scatola sotto il mio letto
Mi sento il collo pi leggero ma la testa pesante. Dormire mi aiuterebbe,
solo che non ci riesco; e poi non ne sento un vero bisogno: in qualche modo
tiro avanti a pisolini e magia.
Continuo a dover cacciare via Penny dalla stanza perch non scopra come
trascorro la notte.
Ma il letto di Baz non lo usa nessuno protesta.
Nemmeno il tuo, se per quello replico io.
Quando io non ci sono, Trixie e Keris li uniscono, i letti. Ci sar polvere
di pixie dappertutto.
Questo non un problema mio, Penny.
I miei problemi sono anche i tuoi, Simon.
Perch?
Perch i tuoi problemi sono anche i miei!
Va in camera tua.
Ti prego, Simon.
Vai. Finisce che ti espellono.
Solo se mi beccano.
Vai, ho detto.
Quando Penny si decide a uscire, esco anchio.
Rinuncio a cercare Baz nelle Catacombe e inizio a perlustrare i bastioni.
Non mi aspetto certo di trovarlo quass, dove potrebbe mai nascondersi? Per
coltivo almeno la speranza di vederlo arrivare.
E poi adoro il vento. E le stelle. Destate non riesco mai a vederle: in
qualunque citt finisca, le luci sono sempre troppe.
C una garitta con una piccola nicchia, sulle mura, almeno ho una panca e
un tetto sulla testa. Osservo per tutta la notte i Compari dellArcimago che
vanno e vengono con il camion militare. Ogni tanto mi addormento.

Hai laria stanca mi dice Penny a colazione. (Uova fritte. Funghi fritti.
Fagioli in umido e sanguinacci.) E poi hai una foglia nei capelli aggiunge,
sporgendosi verso di me.
Mmm. Continuo a versarmi roba nel piatto. Avr tempo per una seconda
porzione, se mi sbrigo.
Penny fa per toccarmi di nuovo i capelli, ma poi guarda Agatha e ritrae la
mano. Agatha sempre stata gelosa di noi due, anche se le ho ripetuto mille
volte che non come pensa. (Minimamente, proprio.)
Invece ci ignora entrambi. Di nuovo. Come sempre. Da soli non ci siamo
pi visti, dopo la lite. E, sinceramente, per me stato un sollievo. Una persona
in meno che mi chieda se mi sento bene. Le poso la mano sulla gamba e la
stringo e, a quel punto, lei si volta e mi sorride solo con la parte inferiore del
viso.
Allora dice Penny. Stasera ci incontriamo in camera di Simon, dopo
cena.
Per far che? domando.
Per formulare una strategia! sussurra Penny.
Agatha si riscuote. Una strategia per cosa?
Per tutto risponde laltra. Per il Tedio. Per le Antiche Famiglie. Per
capire che combinano i Compari dellArcimago. Sono stufa di restare
nellombra voi non vi sentite esclusi?
No replica Agatha. Anzi, dovremmo ringraziare il cielo che possiamo
starcene un po in pace.
Penny sospira. Allinizio lho pensato anchio, ma adesso la mia paura
che ci stiano solo tenendo buoni. Volutamente, per di pi.
Agatha scuote la testa. E ti preoccupa lidea che qualcuno ci voglia
tranquilli e felici?
S! esclama Penelope infilzando laria con la forchetta.
Non sia mai commenta laltra.
Dovremmo anche noi far parte del piano insiste Penelope. Qualunque
sia. sempre stato cos, pure quando eravamo pi piccoli. Ora che siamo
adulti, invece, perch lArcimago ci mette da parte?
Credi che sia lui a volerci tenere buoni? chiede Agatha. O il Tedio? O
Baz, magari? Il tono sarcastico, ma Penny o non se ne accorge o finge di
non accorgersene.
S risponde, e pungola di nuovo laria con la forchetta come per
assicurarsi che sia morta. Tutte e tre le cose!
Aspetto che Agatha controbatta, invece si limita a scuotere la testa a
scuotere quei suoi capelli di seta e a versarsi delluovo sul pane.
Non sembra n tranquilla n felice. Ha la fronte increspata, gli occhi spenti
e non truccata.
Hai laria stanca le dico; mi sento in colpa per non averlo notato prima.
Per un attimo si appoggia a me, ma poi raddrizza subito il busto. Sto bene,
Simon.
Avete tutti e due laria stanca afferma Penny. Forse soffrite di sindrome
da stress post-traumatico. Forse non siete abituati a tutta questa pace e
tranquillit.
Stringo di nuovo la gamba di Agatha e poi mi alzo a prendere altre uova,
altri funghi e altro pane per tutti.
Ci tengono buoni sta dicendo Penny.
23

PENELOPE
Ho fatto il diavolo a quattro a portarli tutti e due quass, e Agatha si lamenta
ancora.
Penelope, questo un dormitorio maschile. Ci espelleranno.
Ormai il danno fatto rispondo, e mi siedo alla scrivania di Simon. Se
te ne vai adesso, hai le stesse probabilit di farti beccare che avrai pi tardi,
quindi tanto vale che resti.
Non ti vedr nessuno, tranquilla interviene Simon, e piomba a sedere sul
letto. Penny si intrufola sempre, in camera mia.
Agatha non gradisce la rivelazione. (La ignoro; se cos stupida da credere
che, dopo tutti questi anni, tra me e Simon ci sia del tenero, non intendo
sprecare il mio tempo a convincerla del contrario.) Si siede apposta lontano da
entrambi, anche se per farlo le tocca occupare il letto di Baz. Appena si rende
conto di quello che ha fatto, sembra volersi rialzare subito. Si guarda intorno
spaventata come se Baz in persona potesse uscire dal bagno da un momento
allaltro. Simon paranoico quanto lei. Che coppia, ragazzi.
Non ho ancora capito il motivo di questa riunione protesta poi.
per fare il punto di quello che sappiamo le spiego, e mi guardo intorno
in cerca di materiale utile allo scopo. Avere una lavagna semplificherebbe
molto le cose
Sollevo la mano e pronuncio un bel Mi sono spiegata?; dopodich
comincio a scrivere nellaria: Che cosa sappiamo.
Niente dice Agatha. La seduta tolta.
La ignoro. Per come la vedo io, ci sono tre cose di cui dobbiamo sempre
preoccuparci.
Scrivo: 1. Il Tedio
Che cosa sappiamo del Tedio?
Che assomiglia a me dice Simon per accontentarmi. Agatha non sembra
stupirsi dellinformazione, Simon deve averglielo raccontato. Che vuole
qualcosa da me continua. E che mi perseguita.
E sappiamo anche che ultimamente non si fatto sentire aggiungo. Da
giugno, nientaltro che gli scilinguagnoli.
Agatha incrocia le braccia. Per ancora l fuori che divora la magia,
giusto?
S confermo. Ma non con lo stesso impegno di prima. Questo weekend
ho visto mio padre e mi ha detto che i buchi si propagano molto pi lentamente
del solito. Aggiungo questo ai miei appunti nellaria.
Non sappiamo se la divora precisa Simon. Non sappiamo che cosa ci fa,
con la magia.
Limitiamoci alle informazioni che abbiamo dico, e scrivo: 2. La
guerra con le Antiche Famiglie
Io non la chiamerei una guerra interviene Agatha.
Per ci sono state delle scaramucce, giusto? replica Simon. E dei
duelli.
Lei sbuffa. Be, mica puoi piombare in casa di una persona e pretendere di
rovistare nella sua soffitta senza aspettarti un minimo di resistenza.
Io e Simon ci voltiamo di scatto a guardarla. Che vuoi dire? domando.
Mi riferisco ai blitz dellArcimago risponde Agatha. Ho sentito mia
madre parlarne con unamica del circolo. Fa irruzione nelle case in cerca di
prove di magia oscura.
Ha fatto irruzione anche nella vostra? domando.
Non si azzarderebbe mai. Mio padre fa parte della Congrega.
Prove di che genere? chiede Simon.
Oggetti che possano essere usati come arma risponde Agatha.
Che possano essere usati come arma le fa eco Simon.
Ai miei appunti aggiungo: Blitz, magia oscura, duelli.
Inoltre sappiamo che certe famiglie hanno preferito tener lontani da
Watford i loro rampolli aggiunge Simon.
Potrebbe essere solo una coincidenza, per ribatto io. Ragioniamo,
forse i ragazzi che mancano allappello hanno semplicemente iniziato
luniversit.
O forse si sono stufati di essere considerati i cattivi della situazione
commenta Agatha.
O forse conclude Simon sono andati a irrobustire le file di un esercito.
Ai miei appunti aggiungo: Alleati dei Pitch lasciano la scuola.
Simon sta cominciando ad agitarsi. E Baz?
Agatha passa la mano sul materasso.
Adesso ci arriviamo dico. Concentriamoci su quello che sappiamo.
Lui insiste. La professoressa Possibelfa convinta che sia sparito. Dice che
al telefono il padre le sembrato spaventato.
Sospiro e aggiungo una terza colonna: 3. Baz, ma sotto non abbiamo niente
da scriverci.
Non sono ancora convinta che si tratti di una guerra ribadisce Agatha.
solo politica, come nel mondo Normale. LArcimago ha il potere e le Antiche
Famiglie vogliono riprenderselo. Non faranno che lamentarsi, stringere
accordi e organizzare feste pur di
Non solo politica la interrompe Simon avvicinandosi a lei con lindice
alzato. questione di giusto o sbagliato.
Agatha alza gli occhi al cielo. Questo lo dice anche laltra parte, per.
Lo dice anche Baz? domanda lui.
Mi intrometto. Simon.
Non solo politica ripete. questione di giusto o sbagliato. Sono in
gioco le nostre vite. Se lavessero avuta vinta le Antiche Famiglie, io non sarei
nemmeno qui. Non mi avrebbero mai ammesso a Watford.
Non ci sarebbe stato niente di personale, Simon replica Agatha. solo
perch sei un Normale.
Come posso essere un Normale? ribatte lui alzando le mani. Sono il
mago pi potente di cui si abbia notizia.
Lo sai cosa intendo continua Agatha, ed sincera, secondo me. Di
studenti Normali non ce ne sono mai stati, a Watford.
Ha ragione, per mi chiedo chi le abbia messo in bocca queste parole.
Su di me esiste una profezia ribatte Simon sulla difensiva. E mi fa cos
pena che cerco di cambiare argomento.
In effetti stata una profezia ad annunciare la sua venuta. La venuta di
qualcuno, insomma. E lo ha fatto pi di una volta. Ha annunciato larrivo del
mago maschio o femmina che fosse pi potente mai sceso in Terra, inviato
proprio quando il mondo degli arcimaghi pi ne avrebbe avuto bisogno.
Ed arrivato Simon.
Proprio quando il Tedio stava divorando la nostra magia e lArcimago e le
Antiche Famiglie erano ai ferri corti arrivato, ha dato sfogo al proprio
potere e, come un temporale, ha illuminato a giorno lintero firmamento
magico. I maghi se lo ricordano quasi tutti doverano quel giorno. (Io no. Ma
avevo solo undici anni.) Mia madre stava tenendo una conferenza. Ha detto che
stato come toccare un filo elettrico scoperto e avvertire la scossa
dallinterno. Una magia dilaniante, bruciante, ustionante
Gli stessi effetti che produce anche adesso. A Simon non lho mai
confessato, ma la sua magia atroce. Trovarsi vicino a lui quando esplode
come prendere la scossa. Dopo hai i muscoli indolenziti e i capelli che
puzzano di bruciato.
Certi maghi sono sedotti dal suo potere, lo avvertono e desiderano
avvicinarglisi il pi possibile. Ma chiunque gli sia stato davvero vicino smette
presto di farsi sedurre.
Una volta esploso mentre proteggeva me e Agatha da un gruppo di
ferocassi simili ai tassi, ma pi feroci e Agatha ha sofferto di spasmi e di
tic per tutta la settimana seguente. Per non farlo sentire in colpa, ha detto a
Simon di avere linfluenza. Lei sopporta meno di me il suo potere; forse
perch ne ha meno di suo. O magari perch il potere suo e quello di Simon
sono incompatibili.
A volte capita, anche quando due persone si amano. C unantica leggenda,
una tragedia romantica, su due amanti impazziti proprio perch i loro poteri
erano incompatibili
Io non credo che Simon e Agatha siano innamorati.
Per non sta certo a me farlo presente. (E poi ci ho gi provato.)
Comunque, a detta della mamma quando lArcimago ha portato Simon a
Watford, stato come se avesse voluto mettere alla prova lintero mondo degli
arcimaghi. Ecco il salvatore di cui parlate da un millennio. Anche chi non ci
credeva non riuscito a dirlo. Il potere di Simon era innegabile, del resto.
Hanno provato a tenerlo fuori da Watford, per. LArcimago ha dovuto
nominarlo suo erede perch fosse ammesso a scuola e inserito nel Libro di
Magia. Sono ancora in molti a non accettare Simon, anche tra gli alleati
dellArcimago. I poteri magici non bastano a fare di una persona un
arcimago diceva sempre Baz.
Suona come una di quelle fesserie classiste, ma per certi versi tutto vero.
Gli unicorni hanno poteri magici. I vampiri pure. Draghi, beoti, licabondi
tutti hanno del potere. Ma per essere un mago devi saperlo controllare, il tuo
potere, devi conoscerne la lingua. E Simon Be. Simon.
Lo guardo alzarsi e andare alla finestra, aprirla e sedersi sul davanzale. La
bacchetta lo impiccia, cos la sfila dalla tasca posteriore dei pantaloni e la getta
sul letto.
Continuo la mia lista: 4. LArcimago
Allora, sappiamo che i Compari dellArcimago stanno facendo dei blitz
nelle case dico. E Simon, non hai detto di averli visti scaricare roba e
stivarla nel capannone? Potremmo andare a curiosare un po.
Lui mi ignora, lo sguardo fisso oltre la finestra.
Agatha dico. Che altro hai sentito a casa?
Non saprei mi risponde impensierita, e armeggia con la gonna. Mio
padre ha avuto un sacco di riunioni straordinarie con la Congrega. Mia madre
dice che ormai non si possono pi incontrare a casa nostra. I nostri vicini
Normali cominciano a sospettare, secondo lei.
Va bene, direi che possiamo passare alle domande e chiederci che cosa non
sappiamo.
Comincio una nuova colonna di appunti, ma Agatha si alza e fa per uscire.
Adesso devo proprio andare a studiare.
Cerco di fermarla: Aspetta, Agatha, ti scopriranno se te ne vai da sola!.
Ma lei sta gi chiudendo la porta.
Simon sospira e si passa le mani tra i capelli, formando creste di ricci color
bronzo. Vado a fare una passeggiata mi dice, e punta diretto alla porta
lasciando la bacchetta sul letto.
Una parte di me si augura che segua Agatha, ma mi sembra poco probabile.
Avvilita, mi siedo sul suo letto e guardo i miseri elenchi che abbiamo
prodotto. Prima di andarmene getto un Cambiare aria! e soffio le parole fuori
dalla finestra.
24

AGATHA
Non so che cosa spero.
Che mi veda qui sulle mura, con i capelli al vento e il vestito che mi
svolazza attorno al corpo
E poi cosa? Che questo per lui significhi qualcosa? Che scorgendomi
quass, ad aspettarlo sui bastioni, mi veda davvero per quella che sono e pensi:
Ecco la risposta che cercavo. E che poi mi sciolga i nastri e se li leghi
attorno al braccio o alla coscia. Dopodich? Per Morgana, e questo che cosa
mai potrebbe significare?
Qualcosa.
Qualcosa di diverso.
So che Basil, come dire pensa a me. O almeno che ci pensava. So che mi
guardava. Soprattutto quando ero con Simon.
So che non sopportava quello che c tra me e Simon. E che ce lo invidiava.
Che farebbe qualunque cosa per dividerci.
Ai balli della scuola era sempre l, pronto a mettersi in mezzo. Prima mi
allontanava da Simon e poi si prendeva gioco di me. Scomparendo,
andandosene.
A volte gli davo corda e forse dovrei ringraziare il cielo che non abbia
mai scoperto il mio bluff.
Perch magari non era un bluff. Magari sarei davvero fuggita con lui. Quel
giorno lho seguito nel Bosco, del resto; e non so ancora come mi sia venuto
in mente.
Voglio dire, io lo so bene chi Baz. So che cosa .
Non posso mollare Simon per mettermi con un vampiro conservatore: i
miei genitori finirebbero per ripudiarmi. E poi non ho idea di quello che
comporterebbe la cosa. Dovrei essere malvagia? Versare il veleno nei
bicchieri della gente? Lanciare incantesimi oscuri? Oppure semplicemente
sedermi a un altro tavolo accanto a un altro ragazzo E illuminare della mia
bellezza laltro lato della sala.
Loro dei miei capelli a far da contrasto al nero dei suoi. La carnagione di
entrambi candida come la neve.
Forse non sarei costretta a essere malvagia anche se Baz non si
aspetterebbe certo che fossi buona, sempre cos buona.
E magari avr vita eterna.
Percorro i bastioni in abito bianco e mantello lungo nel buio della notte. Il
tempo sta cambiando.
Magari mi vedr prima che io veda lui.
Magari mi vorr.
E allora anchio capir quello che voglio.
25

LUCY
Continuo a provarci.
Continuo a chiamare.
So che questa, casa tua.
26

SIMON
L per l, quando la vedo in piedi da sola sui bastioni, penso che sia un
fantasma. Una Visita.
pallida, avvolta in un fluttuante abito bianco, con i bianchi capelli che,
sciolti, le ondeggiano attorno alla testa Finora chi ha oltrepassato il Velo
apparso con indosso ci che portava al momento della morte, non con il
classico abbigliamento da spettro, per.
Non identifico la dama bianca sui bastioni come Agatha finch non sussulta
e non si volta a guardarmi. Deve avermi sentito evocare la spada. La rinfodero
subito appena mi accorgo che lei.
Oh. Ciao. Pensavo stessi studiando le dico.
Non sono pi arrabbiato con lei, ora che siamo fuori al fresco e ho avuto il
tempo di schiarirmi le idee.
Stavo studiando. Solo che poi mi venuta voglia di fare una passeggiata.
Anche a me. Sto mentendo di nuovo.
Giuro che non mia abitudine mentire e nascondere le cose ai miei amici.
solo che non posso confessare di essere uscito in cerca di Baz. Con Agatha,
per ovvie ragioni, non mi va mai di parlare di Baz, mentre Penelope non vuole
nemmeno sentirlo nominare. Alla fine del quinto anno, ha istituito la regola
che posso parlare di lui solo se rappresenta un chiaro pericolo imminente.
Non puoi lamentarti di lui ogni volta che ti d sui nervi, Simon. Sarebbe
una lamentela continua.
E perch non posso? Tu ti lamenti della tua compagna di stanza.
Non di continuo.
Ma quasi.
Facciamo cos: puoi parlarmi di Baz solo quando rappresenta un chiaro
pericolo imminente. E, anche in quel caso, per non pi del dieci per cento della
nostra conversazione.
Figurati se mi metto a fare i calcoli ogni volta che tiro fuori largomento
Baz!
Allora cerca di non lamentartene di continuo.
Penelope non sopporta neanche adesso che parli di lui; ma quellanno ci ho
visto giusto: Baz stava davvero tramando qualcosa. Anche al di l del fatto che,
essendo un vampiro, si imboscava di continuo.
Quella primavera ha cercato di rubarmi la voce. la cosa peggiore che si
possa fare a un mago, forse addirittura peggiore che ucciderlo, perch senza le
parole un mago non pu fare magie. (In genere cos, almeno.)
successo sul Prato: lo avevo visto attraversare di nascosto il ponte
levatoio al tramonto e gli ero andato dietro. Lo avevo seguito fino al cancello
principale, ma a quel punto lui si era fermato e, con le mani in tasca e la
massima nonchalance, si era voltato a guardarmi come se avesse saputo fin
dallinizio di avermi alle costole. Stavo per vedermela con lui quando Philippa
mi ha raggiunto di corsa e, con quella sua vocetta acuta, ha gridato: Ciao,
Simon!. Ma, appena ha pronunciato il mio nome, non pi riuscita a
trattenersi. Dalla sua bocca uscito uno strillo mostruoso, come se qualcuno le
avesse strappato una vita di parole da dentro.
Sapevo che era opera di Baz.
Qualcosa doveva aver fatto, ne ero certo. Glielho letto negli occhi quando
Philippa ammutolita.
Lhanno subito mandata a casa. LArcimago mi ha detto che la voce le
sarebbe tornata, che non si trattava di un danno permanente, ma a Watford non
si pi rivista.
Chiss se Baz si sente ancora in colpa. Se si mai sentito in colpa.
Adesso sparito anche lui.
Guardo di nuovo Agatha e mi accorgo che sta tremando. Mi slaccio il
montgomery grigio sfilando i bottoni di corno dalle asole. Tieni le dico, e
me lo levo di dosso.
No, sto bene replica lei.
Glielo porgo lo stesso.
No, non importa. No Simon. Tienilo pure.
Al che ci rinuncio. Solo che non mi sembra giusto rimettermelo, cos lo
piego e me lo poso sul braccio. Non so che altro dire.
Dallinizio dellanno scolastico, io e Agatha non abbiamo mai trascorso
tanto tempo da soli insieme. Dal nostro arrivo a Watford non lho nemmeno
mai baciata. Forse dovrei farlo adesso
Le prendo la mano, ma devo essermi mosso troppo in fretta perch lei ha
un sussulto. La sua mano si apre di scatto e qualcosa le cade a terra. Mi chino a
raccoglierlo prima che il vento lo spazzi via.
un fazzoletto.
Capisco che il fazzoletto di Baz prima ancora di vedere le sue iniziali
ricamate in un angolo, accanto allo stemma dei Pitch (fiamme, la luna, tre
falchi).
So che il suo perch non conosco nessun altro che porti in tasca fazzoletti
di stoffa. Il primo anno, quando mi ha fatto piangere per la prima volta, me ne
ha lanciato uno sul letto con un sorriso sarcastico.
Agatha fa per riprenderselo; ma io non lo mollo e glielo strappo di mano.
Che cos? le chiedo mostrandoglielo. (Sappiamo tutti e due che cos.)
Stai stai aspettando lui? Avete appuntamento qui? Sta venendo da te?
Ha gli occhi lucidi, sgranati. No. Certo che no.
Come puoi dire certo che no se sei quass a pensare a lui, stringendo il
suo fazzoletto tra le dita?
Agatha incrocia le braccia. Tu non lo sai a cosa sto pensando.
Hai ragione, Agatha, non lo so. Non lo so proprio. qui che vieni ogni
sera? Quando ci dici che devi studiare?
Simon
Rispondimi! Lo esclamo come fosse un ordine intriso di magia. Il che
impossibile perch non nemmeno una formula magica. Lincantesimo per
costringere qualcuno a confessare La verita, tutta la verit, nientaltro che
la verit, ma io non lho mai usato. un incantesimo di livello avanzato e il
suo impiego vincolato. Eppure leggo della costrizione sul viso di Agatha.
No dico, infondendo magia alla mia voce. Non sei obbligata!
E la costrizione diventa disgusto. Agatha indietreggia.
Non volevo farlo mi giustifico. Non volevo, Agatha. Per tu Levo le
braccia al cielo. Tu che ci fai qui?
E se stessi davvero aspettando Baz? replica lei perfida, come se volesse
scioccarmi. E ci riesce.
Che motivo avresti?
Si volta verso il muro di pietra. Non lo so, Simon.
Stai davvero aspettando lui?
I capelli le svolazzano sulle spalle, sferzati dal vento. No risponde. Non
lo sto aspettando. Non ho ragione di credere che stia arrivando.
Per vorresti che lo facesse.
Scrolla le spalle. Che ti prende, Agatha? Sto cercando di controllarmi.
Baz un mostro. Nel vero e proprio senso della parola.
Siamo tutti mostri.
Si riferisce a me.
Cerco di smorzare la rabbia incrociando le gambe. Mi hai tradito con Baz?
Stai con lui, adesso?
No.
Ma lo vorresti, giusto?
Lei sospira e si china sulle pietre ruvide. Non lo so.
Non vuoi dirmi nientaltro? Tipo Mi dispiace? Non ci tieni a sistemare
le cose tra noi?
Agatha mi guarda da sopra la spalla. Sistemare cosa, Simon, la nostra
relazione? Si gira di nuovo verso di me. In che cosa consiste la nostra
relazione? Nel mio essere disponibile quando ti serve qualcuno che ti
accompagni al ballo? O nel mio piangere di gioia ogni volta che ritorni dal
mondo dei morti? Perch per te questo lo farei lo stesso. Posso benissimo
continuare a farlo. Anche se non stiamo insieme.
Ha ancora le braccia conserte e il mento rosa e perfetto tutto tremolante,
proteso in avanti.
Sei la mia ragazza, Agatha le dico.
No. Penelope la tua ragazza.
Tu sei
Abbassa le braccia. Cosa, Simon, che cosa sono?
Intreccio le dita sulla testa e digrigno i denti. Sei il mio futuro!
Agatha ha il viso contorto, bagnato di lacrime, ma ancora incantevole. E
secondo te questo che voglio? chiede.
quello che voglio io.
Tu vuoi solo un lieto fine.
Per Merlino, Agatha, tu no?
No! Io no! Ora come ora io voglio solo appartenere a qualcuno, Simon,
non essere il suo lieto fine. Non ci tengo a essere il premio finale. La meritata
ricompensa se superi tutti gli ostacoli.
Cos stravolgi tutto quanto. La dipingi come una cosa brutta.
Scrolla di nuovo le spalle. Pu darsi.
Agatha Le porgo la mano. Quella che non stringe il fazzoletto di Baz.
Possiamo ancora sistemare tutto.
Forse, ma io non voglio farlo.
Non mi viene in mente altro da dire. Agatha non pu lasciarmi. Non pu
lasciarmi per lui. Oh, lui ci godrebbe ci godrebbe ad avere la meglio su di
me. Mannaggia, non nemmeno qui a godersi la vittoria.
Io ti amo, Agatha le dico, convinto che questo possa funzionare. una
frase magica gi di per s. Cos la ripeto: Io ti amo.
Lei chiude gli occhi per non guardarmi e si volta dallaltra parte. Anchio
ti amo, Simon. E credo sia per questo che lho tirata cos per le lunghe, con
te.
Non starai mica dicendo sul serio?
S, invece. Non discutere con me, ti prego.
Non puoi lasciarmi per lui.
Si volta a guardarmi unultima volta. Non ti sto lasciando per Baz, Simon.
Lui non c neanche. Non voglio pi stare insieme a te, tutto qui. Non voglio
incamminarmi con te lungo il viale del tramonto Per me non c niente di
lieto in questo.
Non contesto la sua decisione. E non rimango sui bastioni.
Avverto del prurito e del calore alle guance, e questo sempre un brutto
segno.
Imbocco le scale passandole accanto di corsa e scendo a una velocit tale
che manco i gradini e percorro la rampa a salti fino al pianerottolo successivo.
Da l in poi le volo, le scale. Come se cadessi senza cadere davvero. Non mi
mai capitata una cosa del genere, stranissima.
Mi ripropongo di dirlo a Penny e poi di non dirglielo, per corro
comunque verso il Convento perch non voglio tornare nella mia stanza vuota,
il ponte levatoio alzato e non saprei dove altro andare. Mi fermo sotto la sua
finestra e penso che potrei semplicemente telefonarle, se lArcimago non
avesse bandito i cellulari da Watford due anni fa.
Mi sento ancora caldo. Provo a scuotermi via dal corpo un po della mia
magia, ma qualche scintilla cade a terra e incendia le foglie secche ai miei
piedi. Le pesto un po per estinguere le fiamme.
Chiss se Agatha ancora sui bastioni, non riesco a credere che abbia detto
quello che ha detto. Per un attimo mi viene il dubbio che fosse posseduta. Ma i
suoi occhi non erano tutti neri. (Erano tutti neri? Troppo buio per dirlo.)
Non pu lasciarmi cos. Non pu lasciarmi.
Eravamo a posto. Stavamo bene insieme.
Eravamo il fine ultimo. (Se per me esiste un fine ultimo da raggiungere.)
(Bisogna pur fingere di avere un fine ultimo. Bisogna pur andare avanti come
se cos fosse, altrimenti non si va avanti per niente.)
I genitori di Agatha hanno simpatia per me. Forse mi vogliono addirittura
bene. Suo padre mi chiama figliolo. Non nel senso che mi considera suo
figlio, ma nel senso che mi rivolge frasi tipo Come va, figliolo? come se
fossi davvero il tipo di persona che potrebbe essere il figlio di qualcuno, ecco.
Mentre sua madre dice che sono bello. In realt non mi dice mai altro.
Guarda come sei bello, Simon.
A Baz che direbbe, invece? Guarda come sei bello, Basil. Non uccidere
mia figlia con quei tuoi orribili canini, ti prego.
Il padre di Agatha, il dottor Monamour, odia i Pitch. Dice che sono crudeli
ed elitari. Che hanno cercato di escludere suo nonno da Watford perch aveva
la lisca.
Allinferno, non ce la faccio. Non ce la faccio proprio.
Mi appoggio a un albero e, con le mani sulle cosce, abbandono la testa in
avanti e lascio che la magia fluisca in me. Mi guardo le gambe e ho
limpressione di non distinguerne pi i contorni. Di avere i bordi sfumati.
Devo sistemare le cose con Agatha. Le dir tutto quello che vuole sentirsi
dire.
Uccider Baz perch non rappresenti pi unalternativa a me.
La convincer, le far cambiare idea: come fa a dire che non esiste il lieto
fine? ci per cui mi sono tanto impegnato finora. Il lieto fine coincider per
me con linizio di tutto.
Devo assolutamente sistemare questa cosa.
Tutto bene, Simon? Rhys. Viene dalla biblioteca con la sua sedia a
rotelle.
Alzo lo sguardo. Tutto bene. Ciao. Non sto bene per niente. Ho la faccia
tutta rossa e mi sa che sto piangendo. Mi vedr anche lui con i contorni
sfumati? Mi passa accanto veloce.
Gli do un po di vantaggio e poi lo seguo fino al dormitorio.
Mi converr dormirci su
Prima mi accerter di essermi calmato di non dar fuoco al letto e poi ci
dormir su.
E domani sistemer tutto.
27

SIMON
Stavolta non sto ancora dormendo, quando sento i rumori.
Sono disteso sul letto che penso a Baz. Che cosa avr detto ad Agatha? Che
cosa le avr promesso?
Forse non ha dovuto dirle niente. Forse gli bastato essere se stesso. Pi
intelligente di me. Pi attraente. Pi ricco. Pi esperto di cavalli di me, cazzo
potrebbe accompagnarla alle gare e indossare sempre labito giusto e le scarpe
giuste. Lui s che saprebbe sempre quale cravatta indossare in ogni mese
dellanno.
Se non fosse un vampiro, Baz sarebbe perfetto.
Dannatamente perfetto. Mi volto a pancia in gi e affondo la faccia nel
cuscino.
A quel punto avverto uno scricchiolio e una ventata daria gelida. Mi gi
capitato di essere assalito da una sensazione simile. Non c nessuno, qui.
Nessuno alla finestra, nessuno alla porta. Il freddo mi si infila sotto alle
lenzuola, cos mi tiro le coperte fino al mento e mi giro a pancia in s
E vedo una donna ai piedi del letto.
La riconosco. la stessa che ho visto quella notte davanti alla finestra. E
capisco che si tratta di una Visita, ormai ne ho viste abbastanza. Ha anche lei
attraversato il Velo.
Tu non sei lui mi dice. Ha la voce triste e fredda, fredda nel vero senso
della parola, un gelo che subito mi penetra nelle ossa e da l si irrora fino
allepidermide.
Sono tentato di evocare la spada ma non lo faccio. Chi sei? domando.
Continuo a venire qui. questo il suo posto. qui che mi sento chiamare.
Per trovo solo te
alta e porta la toga, come quella degli avvocati o dei professori
universitari, e ha i capelli scuri raccolti in una folta crocchia. Anche se la sua
sagoma inconsistente, vedo che la toga rossa e che ha la pelle olivastra e
gli occhi grigi. La riconosco dal ritratto appeso nel corridoio davanti
allufficio dellArcimago
Natasha Pitch, lultima preside di Watford.
Lui dov? mi chiede. Dov mio figlio?
Non lo so rispondo.
Gli hai fatto del male?
No.
Ai defunti non puoi mentire.
Non lo farei mai.
Guarda il letto vuoto e in quel momento la sua tristezza cos potente che
farei qualsiasi cosa per riportarle suo figlio. (Farei qualsiasi cosa per riportare
qui Baz.)
Il Velo si sta chiudendo. Trascorreranno altri ventanni prima che possa
rivedere mio figlio. Si volta di nuovo verso di me e mi si avvicina. Sta
cominciando a svanire. Come tutti, del resto; Penelope dice che non possono
trattenersi molto, un paio di minuti al massimo.
Dovr accontentarmi di te.
Per fare cosa? cos fredda che non sopporto la sua vicinanza.
Protende le braccia e mi afferra per le spalle, le mani di ghiaccio e il fiato
come una gelida ventata che mi sferza il viso.
Di a mio figlio, mi sussurra con fervore digli che il mio assassino
calpesta questa Terra Nicodemus sa tutto. Di a Basilton di trovare Nico e di
darmi la pace. Hai capito?
S. Gli dico di trovare Nico
Nicodemus. Diglielo.
Certo. Glielo dir.
Il suo viso si intristisce. Figlio mio dice, gli occhi colmi di gelide
lacrime. Dagli questo. Si china su di me e mi stampa un bacio sulla tempia.
Nessuno mi hai mai baciato in quel punto. Nessuno mi ha mai baciato se non
sulla bocca.
Figlio mio ripete, in un sospiro che io colgo come un urlo perch
ormai sta svanendo.
Rimango a letto, dopo che se n andata, scosso dai brividi. Fa troppo
freddo. Farei meglio ad accendere un fuoco, ma non voglio aprire gli occhi.
Devo essermi addormentato, perch mi sveglio ancora per il freddo; nel
cuore della notte sono investito da una nuova ventata. Una nube di gelo che
aleggia sopra il mio letto e poi mi imbeve, mi tocca, mi culla.
Figlio mio, figlio mio sento.
Stavolta non c nessuna presenza, solo questo freddo diffuso. E la voce
pi acuta e sottile, un gemito trasportato dal vento.
Figlio mio, figlio mio. Il mio fiorellino. Io non ti avrei mai lasciato. Lui me
lo diceva che eravamo stelle.
Glielo dir mormoro. E poi lo grido: Glielo dir!.
Purch se ne vada.
Simon, Simon il mio fiorellino.
Chiudo gli occhi e tiro le coperte fino al mento. Ma il freddo sopra di me,
dentro di me. Glielo dir!
Se Baz mai torner, glielo dir.
28

SIMON
Il mattino dopo non vedo lora di lasciare la mia stanza. Esco di corsa, con la
cravatta penzoloni attorno al collo e il maglione sulla spalla.
Non intendo pi tornarci. Mai pi. L dentro non c posto per me, con tutti
quegli spettri. Che ci resti la madre di Baz, a far compagnia al suo letto vuoto.
Io sono stufo di fissarlo.
Devo raccontare tutto a Penny. Rimarr delusa che non abbia tempestato il
fantasma di domande. Mi dispiace che suo figlio non ci sia, signora Pitch, ma
dato che Baz non qui, potremmo approfittarne per favorire il progresso della
scienza magica
Penny ha gi portato al tavolo il t e il pane tostato, quando arrivo.
Agguanto un piatto di aringhe e uova strapazzate.
Dobbiamo parlare le dico, sedendomi di fronte a lei.
Bene. Pensavo di doverti cavar fuori le parole a suon di botte.
Sai gi tutto? Come lo sai?
Be, so che successo qualcosa. Agatha seduta da sola e neanche mi
guarda.
Agatha? alzo gli occhi. Agatha seduta da sola dalla parte opposta del
salone, intenta a mangiare cereali e a leggere un libro.
Allora? chiede Penny. Centra il fatto che dormo in camera con te?
Perch se vuoi le parlo io.
No rispondo. No ci siamo lasciati.
Penny fa per addentare la fetta di pane ma ci ripensa. Vi siete lasciati? E
perch?
Non lo so Mi sa che innamorata di Baz. A quel punto mi ricordo che
ho indosso gli stessi pantaloni di ieri. Infilo la mano in tasca e sento il suo
fazzoletto.
Ah, be mi dice. Questo posso anche capirlo. Voglio dire
Faccio tanto docchi. Puoi capire cosa? Ti pare plausibile che la mia
ragazza si innamori del mio nemico giurato? Che una persona buona come
Agatha si innamori di uno che lincarnazione del male?
Be, la vostra relazione ha visto tempi migliori, Simon. Davate tutti e due
limpressione di stare insieme tanto per fare.
E il tanto per fare include anche il tradirmi con Baz?
Ti ha tradito sul serio?
Non lo so.
Penny sospira. Come se fosse dispiaciuta per me. Certe volte di un
paternalismo insopportabile. Agatha non davvero innamorata di Baz. solo
in cerca di qualcosa di stimolante. romantico innamorarsi di un vampiro
morto.
Morto?
Sai cosa intendo. Scomparso. Scomparso sul serio.
Possibile che Baz sia morto? Sua madre non avrebbe dovuto saperlo, se
cos fosse? Non avrebbe dovuto vederlo, dietro il Velo? Forse la morte un
territorio sconfinato. (Ci sta che lo sia.) E forse lei lo ha cercato qui perch
ancora non lo ha visto dallaltra parte.
Punzecchio un paio di volte le uova e poi poso la forchetta. Finora non ho
mai preso in seria considerazione lidea che Baz possa essere morto. Che sia
nascosto da qualche parte, s intento ad architettare qualcosa. O magari che
sia stato rapito o ferito, ma non che sia morto.
Si era ripromesso di rendermi la vita una tortura.
Quando le porte della mensa si spalancano, come se fosse tutta opera mia,
come se fossi stato io a evocare la scena. Il salone percorso da una ventata di
aria fredda. Il cortile in piena luce e, allinizio, non vediamo altro che la
sagoma di una persona.
gi capitato tante di quelle volte dallinizio della scuola che nessuno si
spaventa pi, nemmeno i piccoli. Quando la figura si fa avanti, lo riconosco
allistante.
Alto. Capelli neri pettinati allindietro. Labbra che accennano un sorrisetto
di scherno Conosco quella faccia quanto la mia.
Baz.
Mi alzo cos di scatto che rovescio la sedia. Dallaltra parte della sala, una
tazza cade a terra e va in mille pezzi mi giro e vedo che si alzata anche
Agatha.
Eccolo che avanza verso di noi.
Baz.
LIBRO SECONDO
29

BAZ
uno sfoggio davvero inutile ricorrere a un Apriti Sesamo per spalancare la
porta, ma lo faccio lo stesso perch so che saranno tutti in mensa, per cui tanto
vale fare unentrata in grande stile.
Volevo che andasse proprio cos. Volevo essere lunico a diffondere la
notizia del mio ritorno.
Snow il primo a reagire, balza in piedi, rovescia tutto. Per me una fatica
non alzare gli occhi al cielo. Una fatica non fissarlo. magro e tirato. Mentre,
normalmente, a questora sarebbe gi impegnato a lottare con la bilancia.
Dev e Niall si comportano come se mi fossi presentato a colazione con un
ritardo di otto minuti, anzich di otto settimane. Dev rifila una gomitata a Niall
e quello mi scruta da capo a piedi, annoiato, e poi leva la teiera dal posto che
hanno lasciato vuoto per me. Bravi.
Mi dirigo verso il tavolo del buffet e mi preparo un piatto fingendo di non
essere in preda a un appetito vorace. (Sento che sar sempre affamato, dora in
poi.)
Snow ancora in piedi. Quellimpicciona della Bunce, il suo braccio
destro, gli strattona la manica per rimetterlo a sedere. Dovrebbe darle ascolto.
Un attimo, ma che succede? Che fine ha fatto la Monamour in questo bel
quadretto?
Esamino la sala senza girare la testa. Eccola l che mi fissa dallaltra parte
della stanza (guai in Paradiso?). Tutti mi fissano. Ma chiaro che la
Monamour si aspetta qualcosa di speciale da me, cos glielo concedo. Uno
sguardo lungo e gelido. Che ci faccia quel che le pare, sar cos comunque.
Mi siedo al tavolo e Dev mi versa una tazza di t.
Baz ridacchia.
Signori faccio io. Che cosa mi sono perso?
30

BAZ
Snow si alza unaltra volta quando entro nellaula di greco. Mi siedo al mio
posto senza girarmi a guardarlo. Ora basta, Snow, non sono mica la Regina.
Non risponde, probabilmente sta elaborando una delle sue sparate.
Le sfuriate di Snow non hanno pari. Ma! Io! Insomma! Uhm! Solo che! Ci
credo che non spiccica mai una formula magica a dovere.
Il Minotauro incrocia le braccia e sbuffa, quando mi vede. Signor Pitch
attacca. Vedo che ha deciso di unirsi a noi.
S, signore.
Dovremo discutere il programma di recupero.
Certo, signore. Anche se sospetto che mi trover comunque avanti rispetto
al resto della classe. Mia madre era solita insistere in un bel ripasso del greco
e del latino, durante lestate. Nominare mia madre con i vecchi insegnanti fa
sempre bene. Se la ricordano ancora tutti e li vedo subito chinare il capo.
Il Minotauro lavorava gi qui, quando lei era preside. Ma allepoca le
creature mostruose non erano ammesse nel corpo docente. Lo sfido a farmene
una colpa. Li sfido tutti.
Lo vedremo replica, riducendo a due fessure quei suoi occhi bovini.
la verit. Il greco non sar un problema per me, come non lo saranno
latino, parole magiche e dizione. Scienze politiche potrebbe essere una
scocciatura, invece, dipende da quanto sono andati avanti con il programma. E
lo stesso per storia e astrologia.
Lavorer sodo per riconquistarmi il primato, ma per ora non credo che
lallenatore Mac mi riprender nella squadra di calcio
Forse chiuderebbero tutti un occhio, se dicessi che sono stato rapito.
Solo che io non lo dir a nessuno.
Rapito. E niente meno che da quei beoti del cavolo.
I beoti sono simili ai troll ma pi ripugnanti, se possibile. Sono grossi e
stupidi e hanno sempre freddo. Vanno in giro avvolti in coperte e vestaglie, se
le hanno, mentre, se non le hanno, si coprono di foglie, fango e vecchi
giornali. In genere vivono sotto ai ponti. Perch amano vivere sotto ai ponti. E
il massimo che sanno fare darti una mazzata in testa e trascinarti nel loro
tugurio, se possono guadagnarci qualcosa.
A zia Fiona si sono rizzati i capelli, quando mi ha trovato nella tana dei
beoti. Mi ha rimproverato per tutto il tragitto fino a casa e poi da casa a
Watford. Sulla sua MG, una meraviglia datata 1967, mi ha fatto sedere sul
sedile posteriore. Davanti pu starci solo chi non si mai fatto rapire dai
beoti. Porca miseria, Baz. (Ama imprecare come i Normali perch si sente
punk.)
Per si capiva che era in parte disgustata da me, e in parte sollevata che
fossi ancora in vita.
Sei settimane sono rimasto bloccato sotto quel ponte dentro a una cassa da
morto, ma non credo che i beoti labbiano fatto per torturarmi. Devono averlo
ritenuto un trattamento pi che dignitoso per un vampiro. Per cos dire. Mi
portavano persino del sangue da bere (Anche se preferivo non chiedermi da
dove venisse). Di cibo non me ne portavano, invece. I pi non sanno che ai
vampiri servono tutti e due. I pi non sanno proprio un cacchio sui vampiri
Io per primo non ne so un cacchio di vampiri. Mica mi hanno consegnato il
manuale di istruzioni, quando sono stato morso.
I beoti mi hanno tenuto dentro a una cassa per sei settimane, dandomi pi o
meno ogni giorno del sangue da bere. (In un bicchierino di plastica con la
cannuccia pieghevole.) Anche se senza cibo posso resistere pi a lungo delle
persone Normali, quando arrivata Fiona ero ridotto maluccio.
Fortuna che mia zia una bella tosta. Dopo aver messo tutto a ferro e fuoco
per trovare la mia cassa, mi ha bombardato di formule curative. Quando c
la salute c tutto continuava a sussurrare. E Guarisci presto!
(Mi ha fatto venire in mente il giorno in cui sono stato trasformato, quando
lei e mio padre mi hanno sommerso di formule che hanno sanato s i segni e i
lividi del morso, ma che nulla hanno potuto sui cambiamenti che gi
ribollivano in me.)
Ero ancora debole quando Fiona mi ha aiutato a uscire dalla cassa.
Tutto bene?
Ho fame. Ho sete.
Lei ha sferrato un calcio a un beota morto sembrano pietre giganti, una
volta morti, cumuli di fango o materia grigia e mi ha chiesto: Questi puoi
berli?.
No ho risposto con una smorfia. Il sangue beota stagnante e paludoso,
decisamente non potabile. Il motivo per cui qualcuno me li ha aizzati contro,
forse.
Ti porto da McDonalds.
Portami a scuola.
La zia mi ha comprato tre Big Mac. Il primo lho fatto fuori in due bocconi
e mi tornato subito su. Cos ha dovuto accostare lauto perch potessi
rimettere sul ciglio della strada. Sei un rottame, Basil. Ti porto a casa.
settembre, portami a scuola.
ottobre, ti porto a casa a riposare.
Ottobre? Portami a scuola, Fiona. Subito. Mi sono asciugato la bocca con
la maglietta. Indossavo ancora il completo da tennis, i beoti mi avevano
beccato fuori dal circolo. Ero coperto di tutte le macchie possibili e
immaginabili, e in pi mi ero appena vomitato addosso.
Fiona ha scrollato la testa. La scuola non ha nessuna importanza, ormai,
ragazzo mio. Siamo in piena guerra.
Siamo sempre in piena guerra. Portami a Watford. Che io sia dannato se
Penelope Bunce finisce lultimo anno da prima della classe.
Baz, ormai tutto cambiato. Ti hanno rapito. E hanno chiesto un riscatto.
Per quello i beoti non mi hanno fatto fuori? Perch avete pagato il
riscatto? le ho chiesto, reggendomi allauto.
Col cavolo, i Pitch non hanno mai pagato riscatti, e non cominceremo
adesso.
Ma io sono lunico erede vivente!
Proprio quello che ha detto tuo padre. Lui voleva pagare. Ma io gli ho
fatto presente che, anche se mia sorella si era abbassata a sposare un Grimm,
non gli avrei permesso di prendersi una sola briciola in pi del nostro
orgoglio. Senza offesa, Basil. E mi ha passato un altro Big Mac. Riprova,
pi lentamente.
Gli ho dato un bel morso. Perch mi hanno rapito? ho chiesto attraverso
tre strati di pane e due hamburger di manzo.
Prima hanno detto che volevano i soldi. E poi che volevano le bacchette.
E che ci fanno i beoti con le bacchette magiche?
Loro niente! La vera domanda chi li ha assoldati? O meglio, chi li ha
persuasi? Non ho idea di come si convinca un beota a eseguire un ordine,
forse con una borsa dellacqua calda. Hanno continuato a telefonarci dal tuo
cellulare finch non si scaricato. Secondo tuo padre, prima ti hanno rapito e
poi hanno cercato di escogitare che cosa farci, con te. Mentre per me c lo
zampino dellArcimago. Non gli basta averci messo in ginocchio, vuole tutto
ci che ci ha resi potenti.
Credi che a farmi rapire sia stato lArcimago? Il preside della scuola?
Credo che lArcimago sia capace di tutto, tu no?
Lo pensavo anchio. Ma Fiona d sempre e comunque colpa allArcimago,
per cui difficile prenderla sul serio, anche quando ha appena assassinato
qualcuno per salvarti la vita.
E poi, in quel momento volevo solo sdraiarmi.
A proposito ha ripreso lei. Tieni. Ha pescato dalla sua borsa gigante la
mia bacchetta davorio lucido con limpugnatura di cuoio, e me lha infilata
nella tasca dei pantaloncini. Io lho subito impugnata. Di certo non tornerai
pi in quella scuola, dritto nelle grinfie di quel bastardo.
S, invece.
Basilton. Nome intero, tutte e tre le sillabe. Non scherzava.
A scuola non mi far nulla ho ribattuto non sotto gli occhi di tutti.
Baz, sii serio. Questo lennesimo attacco alla nostra famiglia, un attacco
diretto.
Io sono serio. E comunque valgo pi come spia che come soldato, cos
hanno sempre detto le Famiglie, almeno.
Dicevamo cos quando eri un bambino. Ora sei un uomo.
Sono uno studente. Cosa direbbe mia madre se sapesse che vuoi farmi
lasciare la scuola?
Fiona ha scosso la testa, esasperata. Eravamo fermi sul ciglio della strada. A
quel punto, ha aperto la portiera e mi ha fatto salire. Entra, bastardo
manipolatore.
Solo se mi riporti a Watford.
Ti porto prima a casa. Tuo padre e Daphne vogliono vederti.
E poi a Watford.
Mi ha tirato verso la macchina. E va bene. Sempre se ci terrai ancora.
Certo che ci tenevo ad andare a Watford
Anche dopo avere visto mio padre. Dopo essermi sorbito i pianti della
mia matrigna. Dopo avere dormito per dodici ore sotto un nuovo
bombardamento di incantesimi curativi.
A letto ci sono rimasto due settimane. Hanno provato tutti a convincermi a
restare pi a lungo. Si sono serviti persino di Vera, la mia vecchia bambinaia,
per stanare una traccia di rimorso in me. (Vera una Normale. Razionalizza le
nostre stranezze dicendosi che siamo dei mafiosi. Quando proprio non regge
pi, pap le restituisce linnocenza con un incantesimo.)
Ma dopo due settimane, mi sono alzato, ho fatto i bagagli e mi sono
piazzato sul sedile anteriore dellauto di Fiona.
La rubo, se serve! ho urlato in direzione della casa. O senn rubo un
autobus!
Proprio non esisteva che non tornassi a scuola. Quello era il mio ultimo
anno. Lultimo anno nella torre. Lultimo anno in campo. Lultimo anno che
avevo a disposizione per tormentare Snow prima che la nostra rivalit si
trasformasse in qualcosa di pi stabile e meno divertente.
Il mio ultimo anno a Watford, il luogo in cui avevo visto per lultima volta
mia madre
Ci tornavo eccome, dannazione.
Zia Fiona uscita di casa zompando a tutto spiano con gli anfibi neri Dr.
Martens (un clich) e mi ha aperto la portiera. Vai dietro mi ha intimato.
Davanti pu starci solo chi non si mai fatto rapire dai quei beoti del
cavolo.
Per tutta la lezione di greco mi sento gli occhi di Snow puntati letteralmente
addosso. talmente esagitato che la sua magia fuoriesce dappertutto.
A volte, quando in quelle condizioni, sono tentato di prenderlo da parte.
Un bel respiro, Snow. Lasciati andare. Almeno un pochino. Prima di scatenare
un altro incendio. Qualunque cosa ti preoccupi, questo non ti aiuter.
Per non lo faccio mai. Di prenderlo da parte. Di convincerlo a calmarsi.
Continuo a stuzzicarlo finch non esplode. la cosa che gli riesce meglio. Lui
non programma, lui non colpisce, lui esplode, e quando lo fa rade al suolo
tutto quello che incontra.
Anche lui un mezzo beota. In cambio di muffole e coperte, esplode in
qualunque direzione gli indichi lArcimago. Lho visto con i miei occhi. E pi
volte di chiunque altro tranne la Bunce
Il modo in cui comincia a sfocarsi ai bordi. Come un reattore. Con le
scintille che volteggiano e brillano nel suo alone. La luce che gli si riflette sui
capelli, e le pupille che si contraggono finch gli occhi non diventano di un
blu intenso. In genere impugna la spada, ed da l che parte la fiamma, gli
avvolge le mani e i polsi, lambisce la lama. a quel punto che lui impazzisce.
Appena tocca la spada gli si annebbia il cervello. Ed ecco che il potere gli
sgorga dal corpo a ondate. Ondate distruttive che anneriscono ogni cosa. un
potere che ha dimensioni inaccessibili a chiunque di noi. Un potere
inimmaginabile. Che da lui fuoriesce come se il suo corpo fosse un bicchiere
lasciato sotto una cascata.
Ho assistito alla scena da molto vicino, mentre ero al suo fianco. Se Snow
sa che ci sei, ti fa da scudo. Non so come ci riesca, e nemmeno perch lo
faccia. Per tipico di Snow, servirsi del poco controllo che ha per proteggere
gli altri.
Il Minotauro recita la sua tiritera. Coniuga verbi che so a menadito da
quando ho undici anni.
Mi sento gli occhi di Snow sulla nuca. Avverto lodore della sua magia. Sa
di affumicato. Lodore viscoso della legna verde di un fal. La gente seduta
attorno a noi ne viene instupidita e ubriacata. Vedo la Bunce che scuote la testa
per non farsi stordire e fulmina Snow con lo sguardo. Mentre lui fulmina me.
Mi volto quel tanto da fargli intravedere il mio sorriso.
31

SIMON
Appena finiscono le lezioni torno in camera, ma Baz non c. Nel suo armadio
ci sono i suoi vestiti. Il letto fatto. E sul ripiano del bagno sono ricomparsi
tubetti e flaconi vari.
Apro le finestre anche se fuori si gela: tutto il giorno che ribollo. A
colazione Penelope ha dovuto trattenermi con la forza. Volevo correre da Baz
per farmi dire che fine avesse fatto. Volevo volevo solo sapere se era
davvero lui, ecco. Be certo che lui.
Baz tornato.
Baz vivo. Vivo per i suoi standard, insomma.
Anche se lho visto in pessima forma, persino pi pallido del solito.
anche pi magro del solito e cammina in modo strano, strascicando i piedi.
Come se avesse pesi attorno alle gambe. Sarei tentato di andare a cercarlo,
metterlo al tappeto e fargli il terzo grado. Per sapere cosha che non va. Dove
stato finora
Aspetto in camera fino allora di cena, ma lui non torna. E in mensa mi
ignora.
Ignora pure Agatha. (Anche lei lo fissa quanto me, ma non certo per il
timore che sia tornato per ucciderla.) seduta da sola a un tavolo, e non
capisco se la cosa mi faccia rabbia o tristezza. Se Agatha stessa mi faccia
rabbia o tristezza. Non capisco nemmeno che cosa dovrei provare per lei. In
questo momento non riesco a ragionare.
Stasera potremmo studiare in biblioteca, che dici? mi chiede Penny,
ignorando il fatto che sto letteralmente fumando.
Prima o poi dovr pur parlargli replico io.
No che non devi. Quando mai parlate, voi due?
Dovr pure affrontarlo, no?
Lei mi si accosta, sporgendosi sul pasticcio di carne. proprio questo che
mi preoccupa, Simon. meglio se non ti scaldi troppo.
Sono freddissimo.
Tu non sai neanche cos la freddezza, Simon.
Cos mi offendi, Penny.
Perch dovrei? una delle ragioni per cui ti voglio bene.
Ho solo bisogno di sapere dov stato tutto questo tempo
Be, non te lo dir di certo.
Magari si lascer sfuggire qualcosa mentre si sforzer di non dirmelo.
Che cosa avr combinato? Sembra uscito da una di quelle prigioni del terrore
che ci sono in America.
Sar stato male.
Maledizione, non ci avevo pensato. In tutti i quadri che mi ero fatto, Baz era
nascosto da qualche parte, intento a tramare qualcosa. Chiss, magari tramava
ed era pure malato
Qualunque sia la verit, dice Penny attaccare briga con lui non aiuter.
Non quella la mia intenzione.
Fai sempre cos, Simon. Tutti gli anni. Appena lo vedi. Per una volta
potresti anche evitare. Sta succedendo qualcosa. Qualcosa di pi importante di
Baz. LArcimago praticamente scomparso, e Premal in missione segreta da
settimane, non risponde neanche pi agli sms della mamma.
preoccupata per lui?
Mia madre sempre preoccupata per Premal.
E tu sei preoccupata?
Penny abbassa lo sguardo. S.
Mi dispiace vuoi che proviamo a cercarlo?
Mi fissa di nuovo, impassibile. La mamma non vuole. Dice che dobbiamo
aspettare e stare in guardia. Credo che, in segreto, lei e pap si stiano
informando, per cui non vuole che attiriamo troppo lattenzione. Ecco perch
faresti meglio a non scaldarti troppo. Tieni gli occhi aperti e basta. Osserva.
Non rovesciare sedie e non uccidere nessuno.
Dici sempre cos sospiro. Ma poi, quando si tratta di noi o di loro, mi
lasceresti uccidere qualunque cosa.
Non vorrei mai che tu uccidessi, Simon.
A me sembra sempre di non avere altra scelta.
Lo so. Mi rivolge un sorriso triste. Almeno stasera non uccidere Baz.
Non ne ho nessuna intenzione.
Prima o poi mi toccher farlo, per, e lo sappiamo tutti e due.
Dopo cena, Penelope mi lascia tornare nella mia stanza senza nemmeno
azzardarsi a seguirmi: le toccher restare con Trixie e la sua ragazza, ora che
Baz tornato. Non giusto, i gay sono avvantaggiati! protesta.
Solo quando devono andare a trovare i propri compagni di stanza ribatto
io.
Penelope ha il buon senso di non mettersi a discutere.
Arrivo in cima alle scale in preda allansia. Ancora non ho deciso cosa dir
a Baz. Sento la voce di Penny che, nella mia testa, mi dice: Niente. Fai i
compiti e poi te ne vai a letto.
Magari fosse cos facile.
Dividere la stanza con la persona che odi di pi come dividerla con una
sirena. (Di quelle che stanno sulle auto della polizia, non di quelle che cercano
di bloccarti quando attraversi il canale della Manica.) Non puoi ignorarla, e
nemmeno abituartici. Non cesser mai di darti fastidio.
Sono sette anni che io e Baz ci ringhiamo e ci facciamo i versacci. (Io
ringhio e lui mi fa i versacci.) Restiamo tutti e due fuori dalla camera il pi
possibile, se sappiamo che laltro dentro, e quando proprio non possiamo
evitarci, ci sforziamo di non guardarci in faccia. Io non parlo mai n a lui
direttamente n in sua presenza, per evitare che riferisca qualcosa a quella
stronza di sua zia Fiona.
Evito sempre di dare della stronza a una donna, ma una volta sua zia Fiona
mi ha imprigionato i piedi nella terra con un incantesimo; lho sentita recitare
la formula Resta coi piedi per terra!
E in due occasioni lho beccata mentre cercava di intrufolarsi nellufficio
dellArcimago. la stanza di mia sorella. Qualche volta sento il bisogno di
entrarci, tutto l si giustificata.
Poteva darsi che dicesse la verit. O che invece stesse tentando di spodestare
lArcimago. Perch questo il problema con i Pitch e i loro alleati:
impossibile capire se tramano qualcosa o se invece si comportano
normalmente.
C stato un anno (il quinto) in cui ho creduto che, osservando il
comportamento di Baz, forse sarei riuscito a scoprire quali erano i loro piani.
E un altro (lultimo) in cui sono arrivato alla conclusione che era gi una
sofferenza viverci, con Baz, figuriamoci tenerlo pure sotto controllo.
Allinizio non ne avevo, di strategie da seguire o di conclusioni da trarre.
Ci limitavamo ad azzuffarci nei corridoi e a romperci il culo a vicenda due o
tre volte lanno. Non facevo che implorare lArcimago di darmi un altro
compagno di stanza, ma non cos che funziona. Il Crogiolo ci aveva fusi
indissolubilmente fin dal primo giorno.
cos per tutti gli studenti del primo anno. Il preside accende un fal nel
cortile, aiutato dagli studenti pi grandi, e i piccoli si dispongono a cerchio
tuttintorno. Poi piazza al centro del fuoco il Crogiolo un crogiolo vero e
proprio, forse loggetto pi antico di Watford e pronuncia la formula
magica; dopodich tutti aspettano che il ferro contenuto allinterno si fonda.
una sensazione stranissima sentire che dentro di te si sta compiendo una
magia. Allinizio temevo che su di me lincantesimo non avrebbe funzionato
perch non avevo il diritto di trovarmi l. Mentre tutti cominciavano a
spostarsi, attratti luno dallaltro, io non sentivo ancora niente, infatti. Ero
tentato di fingere, ma temevo di essere scoperto e cacciato via.
Poi ho sentito qualcosa, finalmente, una specie di amo nello stomaco.
Sono finito avanti e mi sono guardato intorno, e a quel punto ho visto Baz
dirigersi verso di me. Con una tale freddezza. Come se mi stesse venendo
incontro perch era lui a volerlo, non perch aveva una misteriosa calamita
nella pancia.
La magia non smette di operare finch i due nuovi compagni di stanza non
si stringono la mano, e io ho cercato subito di stringerla a Baz. Ma lui
rimasto immobile finch ha potuto. Non so come sia riuscito a resistere alla
forza di attrazione: io mi sentivo come se lintestino dovesse schizzarmi fuori
da un momento allaltro e avvolgersi a lui.
Snow mi ha detto.
S ho risposto io agitando la mano. Dai qua.
Lerede dellArcimago.
Ho annuito, anche se allepoca non sapevo ancora che cosa significasse.
LArcimago mi aveva nominato suo erede perch avessi un posto a Watford. E
quello anche il motivo per cui ho la sua spada. unarma storica, un tempo
conferita allerede dellArcimago quando ancora il titolo di arcimago era
trasmesso in eredit e non assegnato dalla Congrega.
LArcimago mi ha dato pure una bacchetta di osso e con il manico di
legno, era di suo padre perch avessi anchio il mio attrezzo del mestiere.
Oltre a contenere la magia nel proprio intimo, il mago deve anche possedere il
mezzo con cui estrarla da s: questo il requisito di base per essere ammessi a
Watford e per diventare maghi a tutti gli effetti. Ogni mago eredita dalla
propria famiglia un particolare oggetto da utilizzare a questo scopo. Baz ha
una bacchetta, come me; i Pitch usano tutti la bacchetta. Mentre Penny usa un
anello. E Gareth la fibbia della cintura. (Una cosa di una scomodit unica: per
lanciare un incantesimo gli tocca far scattare in avanti il bacino. Secondo lui
una mossa sconcia, ma per gli altri no.)
A detta di Penelope, colpa del fatto che la bacchetta mi arrivata di
straforo se i miei incantesimi fanno sempre schifo: non era destinata a me per
nascita. In pratica non sa che pesci prendere con me. Vivo da sette anni nel
mondo degli arcimaghi, e ancora metto sempre mano prima alla spada; per la
certezza che arriver quando la chiamo. Anche la bacchetta mi risponde, ma la
met delle volte poi si finge morta.
stato dopo un paio di mesi di convivenza con Baz che ho chiesto per la
prima volta allArcimago un nuovo compagno di stanza. Ma lui non ha voluto
sentire ragioni, anche se sapeva meglio di me chi era Baz e che i Pitch sono
dei serpenti e dei traditori.
Quella del compagno di stanza una tradizione sacra a Watford mi ha
detto. La voce era cortese, ma ferma. stato il Crogiolo a unirvi. Dovete
proteggervi a vicenda e imparare a conoscervi, come fratelli.
S, ma signore Ero seduto nellenorme poltrona di pelle del suo
ufficio, quella con i tre corni sulla sommit dello schienale. Il Crogiolo deve
essersi sbagliato. Il mio compagno di stanza un gran verme. Per quanto ne
so, potrebbe essere il male in persona. La scorsa settimana, qualcuno ha
bloccato il mio laptop con un incantesimo, e io so per certo che stato lui.
Mancava solo che facesse la risatina perfida.
LArcimago se ne rimasto seduto alla scrivania, intento ad accarezzarsi la
barba. Il Crogiolo vi ha fusi indissolubilmente, Simon. E adesso hai il
compito di proteggerlo.
Ha continuato a darmi la stessa risposta finch non ho smesso di
chiederglielo. Mi ha detto di no persino quando abbiamo avuto la prova che
Baz aveva tentato di darmi in pasto alla chimera.
Lo aveva confessato lui stesso, protestando poi che il solo fatto che avesse
fallito era gi una punizione sufficiente. E lArcimago si dichiarato
daccordo con lui!
Certe volte non lo capisco proprio
Solo da un paio danni ho realizzato che mi costringe a restare con Baz
unicamente per averlo sotto controllo. Il che significa, spero penso che
lArcimago si fida di me. Che mi crede allaltezza del compito.
Approfittando dellassenza di Baz, decido di farmi una doccia e di radermi.
Mi taglio solo due volte, quindi me la cavo meglio del solito. Quando esco dal
bagno, con indosso i pantaloni di flanella del pigiama e un asciugamano
intorno al collo, Baz accanto al proprio letto, intento a disfare la borsa di
scuola.
Alza la testa di scatto, il viso tutto contorto. Come se gliele avessi gi date
di santa ragione.
Che stai facendo? sibila tra i denti.
Ho fatto la doccia. Qual il problema?
Tu replica, gettando la borsa a terra. Sempre tu.
Ciao, Baz. Bentornato.
Distoglie lo sguardo. Dov la tua collana? Parla a voce bassa.
La mia cosa?
Non riesco a vedergli la faccia per intero, ma ho limpressione che stia
muovendo la mascella.
La tua croce.
Distinto mi porto una mano alla gola e sfioro i tagli sul mento. La mia
croce. Lho tolta da settimane.
Corro fino al letto e la tiro fuori, ma non la indosso. Giro intorno a Baz e
mi fermo accanto a lui, finch non costretto a guardarmi. Ha la mascella
serrata e la testa inclinata allindietro e da un lato, come se aspettasse che sia io
a fare la prima mossa. Impugno la croce con entrambe le mani. Voglio che ne
riconosca il significato, il valore. Poi la sollevo sopra la testa e me la sistemo
con cura attorno al collo. Tengo gli occhi incollati ai suoi, ma lui non
distoglie lo sguardo, anche se ha le narici spalancate.
Appena ho di nuovo la croce appesa al collo, abbassa le palpebre e
raddrizza le spalle.
Dove sei stato? gli chiedo.
Mi punta di nuovo gli occhi addosso. Non sono affari tuoi.
Sento affiorare il mio potere e cerco di ricacciarlo indietro. Stai di merda,
sai?
Ha una cera ancora peggiore, visto da vicino. Sembra che una patina grigia
gli rivesta tutto il corpo; persino gli occhi, che sono sempre grigi.
Ha gli occhi di quel grigio che si ottiene mescolando il blu scuro al verde
scuro. Un grigio oltremare. Oggi hanno il colore dellasfalto bagnato.
Risponde con una risata. Grazie, Snow. Mi pari ridotto maluccio anche tu,
per.
vero, ed colpa sua. Come facevo a mangiare e a dormire, sapendolo da
qualche parte a tramare contro di me? Ma adesso qui e, se non mi dice niente
di utile, vorr dire che lo strozzer per quello che mi ha fatto passare.
Oppure far i compiti.
Meglio se mi metto a fare i compiti.
Cos ci provo. Mi siedo alla scrivania, mentre lui si siede sul letto. E,
quando alla fine se ne va senza dire una parola, so che scender nelle
Catacombe a caccia di ratti. O andr nel Bosco a caccia di scoiattoli. So anche
che una volta ha ucciso e prosciugato un licantropo marino, ma non so perch;
il corpo affiorato ai margini del fossato. (Odio quelle creature almeno
quanto lui. Intelligenti non sono, non mi pare, per sono malvage lo stesso.)
Andato via lui, mi metto a letto ma non mi addormento. Baz ricomparso
solo da un giorno e gi sento il bisogno di sapere sempre dove si trova. Mi
sembra di essere tornato al quinto anno.
Quando finalmente rientra in camera, portando con s odore di polvere e
putrefazione, chiudo gli occhi.
E a quel punto mi ricordo di sua madre.
32

BAZ
Sono salito fino allufficio dellArcimago, stasera.
Solo perch cos zia Fiona la finisce di rompermi lanima.
Mi ha istruito per tutto il tragitto fino a Watford. Secondo lei lArcimago
far presto unaltra mossa. A suo avviso sta pensando a qualcosa di molto
preciso. A quanto pare, negli ultimi due mesi ha fatto visita, o meglio ha fatto
irruzione, in tutte le dimore delle Antiche Famiglie. Se ne va in giro con la sua
Range Rover, una Warwick verde del 1981, una delizia, e sorseggia il loro t
mentre i suoi allegri Compari setacciano le biblioteche con incantesimi di
ritrovamento.
LArcimago sostiene che tra noi qualcuno sta collaborando con il Tedio
mi ha spiegato Fiona e che non c nulla da nascondere se non abbiamo nulla
da nascondere.
Non ha avuto bisogno di rivelarmi, per, che a casa nostra c parecchio da
nascondere. Anche se non collaboriamo con il Tedio perch mai un mago
dovrebbe farlo? abbiamo la casa piena di libri banditi e oggetti oscuri.
Persino alcuni dei nostri ricettari sono stati messi al bando (sebbene siano
ormai passati secoli dacch i Pitch si cibavano di fate; non si trovano
nemmeno pi le fate; e non certo perch le abbiamo mangiate tutte).
Fiona non vive con noi. Ha un appartamento a Londra ed esce con i
Normali. Giornalisti e batteristi. Non sono una traditrice della razza direbbe.
Non ne sposerei mai uno. Penso che li frequenti perch non le sembrano
reali. Credo sia per via di mia madre.
Pap dice che per Fiona la mamma era il top. (A sentire mio padre con lei
toccavi il cielo con un dito. E pare che una volta a lui labbia fatto toccare
davvero il cielo con un dito.)
Fiona stava completando lapprendistato con un erborista a Pechino, quando
mia madre morta. tornata a casa per il funerale e non pi ripartita.
rimasta a vivere con mio padre finch lui non si risposato e poi si trasferita
a Londra. Ora si mantiene con la rendita di famiglia e la magia, e vive per
vendicare la sorella. Come vita non il massimo.
Fiona scaltra, e anche potente, ma in famiglia la fuoriclasse era la
mamma. Mia madre era destinata alla grandezza. (Lo dicono tutti.) Fiona
vendicativa, impaziente e a volte desidera solo sfogare la propria rabbia
contro il sistema, pur non sapendo dove indirizzarla esattamente n come
sfogarla.
Il suo piano per svelare il complotto dellArcimago farmi intrufolare nel
suo ufficio. Quella stanza la sua ossessione; era lufficio di mia madre, e lei
convinta di poterselo riprendere.
Intrufolarmi nel suo ufficio per fare cosa? le ho chiesto.
Per dare unocchiata.
E cosa credi che ci possa trovare?
Ma come faccio a saperlo? Avr pure lasciato una traccia da qualche parte.
Controlla il suo computer.
Ma se non c mai, come fa a usare il computer? ho ribattuto.
Probabilmente conserva tutto nel telefonino.
Allora rubagli il telefonino.
Fallo tu ribatto. Io devo fare i compiti.
Fiona dice che presto si incontrer con le Antiche Famiglie, un consorzio
composto da tutti quelli che con la rivoluzione sono rimasti a bocca asciutta.
(Anche mio padre frequenta quelle riunioni, ma con scarsa convinzione.
Preferisce discorrere di bestiame magico e semente darchivio. I Grimm sono
contadini. Mia madre doveva essere innamorata pazza, per sposarselo.)
Dopo la morte di mia madre, chi ha osato opporsi al golpe dellArcimago
stato subito espulso dalla Congrega. In dieci anni non pi capitato che un
membro delle Antiche Famiglie occupasse uno dei seggi, nonostante buona
parte delle riforme dellArcimago ci riguardi. Libri banditi, frasi ostracizzate,
regole su quando e dove incontrarci, tasse per finanziare qualunque iniziativa
dellArcimago, nella fattispecie per coprire le spese di ogni bastardo di fauno
e cugino centauro, e ogni patetica scusa perch un qualunque mago del regno
frequenti Watford. Nel mondo degli arcimaghi le tasse non erano mai esistite,
erano roba da Normali; noi avevamo i valori, piuttosto.
Le Antiche Famiglie non si possono biasimare se cercano una rivalsa a tutti
i costi.
Comunque, avevo promesso a Fiona che lavrei fatto. Che sarei entrato
nellufficio dellArcimago e che avrei dato unocchiata, anche se era inutile.
Porta via qualcosa mi aveva incalzato lei, aggrappata al volante.
Dal mio sedile vedevo solo una porzione del suo viso riflessa nello
specchietto retrovisore. Cosa, per esempio?
Qualcosa, non importa cosa aveva sbuffato.
Non sono mica un ladro.
Non un furto, quello lufficio di tua madre e quindi anche tuo. Prendi
qualcosa per me.
Va bene.
Finisco sempre per accontentarla. La sua nostalgia per mia madre tiene vivo
in me il suo ricordo.
Stasera, per, sono troppo stanco per esaudire le richieste di mia zia. E
troppo sulle spine. Non riesco a scacciare la sensazione di essere pedinato, a
scacciare lidea che chiunque abbia pagato i beoti per rapirmi ci prover
ancora.
Quando finisco la mia spedizione nelle Catacombe, ho limpressione di
trascinare il mio stesso cadavere su per i gradini della torre, fino in camera.
Trovo Snow gi addormentato.
In genere, io mi faccio la doccia al mattino e lui la sera. Dopo tanti anni
abbiamo una coreografia ben orchestrata. Ci spostiamo nella stanza senza
sfiorarci, n parlarci, n guardarci (almeno non quando uno dei due potrebbe
accorgersene). Ma stasera ho le ragnatele tra i capelli, e avevo una sete tale che
mi sono imbrattato tutte le unghie di sangue durante il pasto. Non mi succedeva
da quando avevo quattordici anni, da quando ho cominciato a fare esperienza.
In genere mi scolo un pony da polo fino allultima goccia senza neanche
macchiarmi le labbra.
Mi sposto in silenzio per la stanza.
Per quanto di solito mi diverta infastidire Snow, stasera desidero solo
lavarmi e dormire. Non avrei mai dovuto seguire tutte le lezioni della giornata.
Ho le gambe intorpidite e mi scoppia la testa. Forse sar un bene se
lallenatore Mac decider di non riprendermi in squadra, dato che non reggo
nemmeno otto ore seduto al banco. (Ci rimasto male quando mi sono
presentato allallenamento, mi parso diffidente. Mi ha detto che sono in
prova.)
Mi faccio una doccia veloce senza fare rumore e, quando mi infilo a letto,
ogni osso del mio corpo scricchiola di felicit.
Per Crowley, mi mancava il mio letto. Anche se polveroso e pieno di
bernoccoli e le penne doca mi pizzicano attraverso la stoffa. A casa ho una
stanza enorme, con mobili secolari a cui non posso appendere nulla e oggetti
che non posso spostare perch tutto tutelato dal National Trust. Ogni tot anni
viene un inviato del quotidiano locale e ci scrive un articolo. Ho un
mastodontico letto a baldacchino sulla cui cornice scolpita, se guardi bene, si
distinguono quarantadue gargolle. Un tempo cera uno sgabello vicino alla
testata, perch il letto era troppo alto per me. Il letto di Watford lo sento pi
mio di quanto laltro lo sia mai stato.
Mi volto dalla parte di Snow. Dorme, per cui posso fissarlo quanto voglio,
anche se so che la cosa non mi giova affatto.
Snow dorme rannicchiato, con le ginocchia al petto, i pugni chiusi, le spalle
ricurve, la testa incassata e unesplosione di riccioli sul cuscino. La pelle
bronzea illuminata dalla poca luce lunare che filtra nella stanza.
Non cera luce dai beoti. stata tutta uninterminabile notte di dolore,
rumore e sangue.
Io sono morto almeno per met, credo. Nel senso che, anche normalmente,
quando sono in perfetta salute, almeno per met non sono in vita. Quando ero
in quella cassa mi spingevo ancora oltre. Mi lasciavo scivolare via
Per restare sano di mente, per sopravvivere.
Ma quando sentivo che mi stavo allontanando troppo, mi aggrappavo
allunico punto fermo che ho
Occhi blu.
Riccioli color bronzo.
Al fatto che Simon Snow il mago pi potente tuttora in vita. Che nulla pu
ferirlo, nemmeno io.
Che Simon Snow in vita, appunto.
E che io sono perdutamente innamorato di lui.
33

BAZ
La parola chiave proprio quella: perduto.
diventato tutto chiarissimo appena ho capito che sarei stato io il pi
infelice, se mai fossi riuscito a fare fuori Snow. Me ne sono accorto al quinto
anno, quando lui mi stava alle costole come un cagnolino senza lasciarmi mai
libero di trovare un po di consolazione e darmi lopportunit di fare
chiarezza sui miei sentimenti o, se non altro, di provare a soffocarli a forza di
seghe. (La strada che alla fine ho scelto di percorrere quella stessa estate, ma
senza risultati).
Vorrei non averlo mai capito. Che lamavo.
solo un tormento, da allora.
Dividere la stanza con la persona che desideri pi di ogni altra al mondo
come dividere la stanza con un fal.
Lui non fa che ammaliarti. E tu non fai che avvicinarti troppo. Pur sapendo
che non un bene, che non esiste il bene, che non ne uscir mai nulla di buono.
Ma tu insisti finch
Be, finch non ti bruci.
Snow dice che sono ossessionato dal fuoco. Ribatterei volentieri che si
tratta di un inevitabile effetto collaterale dellessere infiammabili.
Voglio dire, alla fine, siamo tutti infiammabili, daccordo ma i vampiri
sono come stracci impregnati di benzina. Nel mio caso, lironia della sorte
che discendo da una lunga stirpe di maghi del fuoco, due lunghe stirpi per
lesattezza, i Grimm e i Pitch. Sono bravissimo con il fuoco. A patto che non
mi avvicini troppo. No
La vera ironia della sorte che Simon Snow odora di fumo.
Snow si sta lamentando perseguitato dagli incubi, entrambi lo siamo e
si volta di schiena, allungando per un attimo un braccio in aria per poi subito
posarlo sopra la testa. Quei ridicoli ricci che si ritrova gli ricadono sul
cuscino. Porta i capelli corti dietro e sui lati, ma sopra ha una zazzera di ricci
ribelli. Di un castano dorato. Malgrado il buio, ne vedo lo stesso il colore.
Conosco bene anche la sua pelle. Unaltra tonalit delloro, la pi chiara.
Snow non si abbronza, ma ha le spalle coperte di lentiggini e petto, schiena,
braccia e gambe cosparsi di nei. Tre nei sulla guancia destra, due sotto
lorecchio sinistro, uno sopra locchio sinistro.
Sapere tutto questo non mi fa bene.
Per non peggiora neanche le cose. Tanto, peggio di cos
Le finestre sono aperte. Snow dorme con le finestre aperte tutto lanno, a
meno che io non pianti una scenata a riguardo. Mi costa meno fatica dormire
con un paio di coperte in pi sul letto che lamentarmi. Ormai sono abituato al
loro peso.
Sono stanco e sazio. Sento il sangue che mi galleggia nello stomaco,
probabile che mi svegli per fare pip.
Snow si lamenta ancora e si volta di nuovo sul fianco.
Finalmente sono a casa.
E mi addormento.
34

BAZ
Snow se ne frega alla grande del fatto che sto dormendo.
Lo sa Chomsky perch adori presentarsi per primo a colazione. Sono le sei
del mattino ed gi l a far casino per la stanza. Le finestre sono ancora aperte
e il sole inonda la camera. La luce non mi dannosa, quello un altro mito da
sfatare, per non la sopporto, la trovo pungente, specie nelle prime ore del
mattino. Mi sa che Snow lo sospetta, perch non fa che aprire le tende.
Una volta litigavamo di pi per cose come questa, credo.
Finch quasi non lo ammazzavo, e di colpo bisticciare per le tende mi
sembrato ridicolo.
Snow vi dir che al terzo anno ho cercato di ucciderlo. Con la chimera. Ma
in realt quel giorno volevo solo spaventarlo, vederlo piangere e farsela nei
pantaloni. Invece lui esploso come una bomba H.
Dir anche che lanno successivo ho tentato di buttarlo gi dalle scale. A
dire il vero stavamo lottando in cima alle scale e io gli ho assestato un pugno
fortunato che lo ha fatto volare. Poi, quando zia Fiona mi ha chiesto se avevo
spinto davvero Simon Snow gi dalle scale, ho detto: S, cazzo!.
Per lanno seguente, il quinto, ho provato sul serio a farlo secco. Quella
primavera lo odiavo a livelli eccelsi. Non sopportavo la sua vista n tutto ci
che quella vista mi procurava.
Quando Fiona mi aveva detto di aver trovato un modo per togliere di
mezzo lerede dellArcimago ero stato pi che disposto ad aiutarla. Mi ha
dato un registratore, un aggeggio vecchio come il cucco con un nastro vero
dentro, e mi ha raccomandato di non proferire parola quando era acceso; me
lo ha fatto giurare sulla tomba di mia madre.
Non so che cosa mi aspettavo che succedesse mi sembrava di essere in un
film di spionaggio, appostato accanto al cancello, pronto a premere il tasto del
registratore che avevo in tasca non appena Snow avesse perso la pazienza.
Forse pensavo di incastrarlo o magari di ferirlo o di ucciderlo.
Forse ero convinto che nulla potesse ucciderlo.
Ed ecco che arrivata quella scema di Philippa Stainton, pronta ad
attraversare tutto il Prato di corsa per mettersi in ridicolo. (Quellanno non
voleva saperne di lasciare in pace Snow, anche se lui dimostrava di non essere
interessato.) Il registratore ha inghiottito la sua voce con un terribile squittio,
come quello di un topo risucchiato da un aspirapolvere. Lho spento appena ho
sentito la voce di Philippa ma ormai era troppo tardi.
Snow ha capito subito che ero stato io, ma non riuscito a provarlo. E
nemmeno gli altri. Non avevo sfiorato la bacchetta, non avevo pronunciato
neanche una parola.
Zia Fiona non se l presa pi di tanto per quellerrore. Philippa Stainton
non dei nostri, vero?
Ricordo di averle restituito il registratore pensando alla magia che doveva
avervi infuso. Chiedendomi dove mai avesse preso tutto quel potere.
Non essere triste, Basil mi aveva consolato riprendendosi laggeggio.
La prossima volta lo becchiamo.
Qualche giorno dopo, a lezione di parole magiche, la professoressa
Possibelfa ci aveva assicurato che Philippa si sarebbe ripresa. Per non pi
tornata a Watford.
Non dimenticher mai il suo viso mentre la sua voce si spegneva.
E neanche quello di Snow.
stata lultima volta che ho cercato di fargli del male. In modo permanente.
Gli lancio una maledizione ogni tanto, lo tormento. Continuo a meditare di
ucciderlo, e un giorno mi toccher pure provarci ma fino ad allora, che
senso ha?
Tanto perder.
E proprio quel giorno. Quando io e Snow dovremo lottare per davvero
luno contro laltro.
Magari sar anche immortale. ( possibile. Non saprei a chi chiederlo.) Ma
del tipo che si pu comunque falciare o incenerire.
Snow qualcosaltro.
Quando lui esplode, sembra pi un elemento che un mago. Non credo che la
nostra fazione riuscir mai a estinguerlo o a contenerlo, ma io so so con
certezza di dover fare la mia parte.
Siamo in guerra.
Il Tedio potr aver ucciso mia madre, ma lArcimago allontaner tutta la
mia famiglia dalla magia. Solo a mo di esempio per gli altri. Ci ha gi
sottratto lautorit. Prosciugato i forzieri. Infangato il nome. Stiamo solo
aspettando il giorno in cui sceglier la soluzione estrema
La minaccia nucleare: Snow. Con unarma come Snow a disposizione,
lArcimago onnipotente e potr costringerci a fare qualunque cosa anche
ad andarcene.
Non posso permettere che accada. Il mondo degli arcimaghi il mio
mondo, e devo fare la mia parte per difenderlo. Anche se so che perder.
Ora Snow in piedi davanti allarmadio in cerca di una camicia pulita.
Mentre allunga il braccio sopra la testa, guardo i muscoli delle spalle che si
tendono.
Non faccio che perdere, io.
Mi siedo e scanso le coperte. Snow sussulta e afferra una camicia.
Dimenticato della mia presenza? chiedo. Mi avvicino al mio armadio e
adagio pantaloni e camicia sul braccio. Non so perch Snow indugi tanto sugli
abiti come se dovesse prendere chiss quale decisione importante. Indossa
sempre la divisa della scuola, anche nel weekend.
Quando chiudo lanta dellarmadio, l che mi fissa. Sembra turbato. Non
so cosa ho fatto per sconvolgerlo, ma accenno comunque il solito ghigno
malefico giusto per rincarare la dose. Mi vesto in bagno. Io e Snow non ci
siamo mai cambiati luno in presenza dellaltro, uno degli eccessi della nostra
paranoia reciproca. E ringrazio le serpi per questo, la mia vita gi abbastanza
tormentata.
Quando sono vestito e pronto per tornare in camera, trovo Snow in piedi
accanto al letto, la camicia indosso, ma sbottonata, la cravatta che penzola dal
collo. I capelli hanno un aspetto fin peggiore di quando si svegliato, come se
non avesse fatto altro che passarci le mani in mezzo.
Mi fissa, immobile.
Che c Snow? Il gatto ti ha mangiato la lingua?
Sussulta. Il gatto ti ha mangiato la lingua un incantesimo crudele, e al
terzo anno lho usato ben due volte contro di lui.
Baz si schiarisce la gola. Io
Sono una vergogna per la magia?
Alza gli occhi al cielo. Io
Sputa il rospo, Snow. Sembra che tu stia cercando di lanciare un
incantesimo. cos? Semmai usa la bacchetta va, che meglio.
Si passa di nuovo la mano tra i capelli. Potresti?
I suoi occhi non hanno niente di particolare. Sono di forma e misura
standard, e un po gonfietti. Con ciglia corte e scure. Non hanno nemmeno un
colore particolare. Sono semplicemente blu, di un blu che non n navy n
fiordaliso. E nemmeno screziato di nocciola o di viola.
Mi guarda e sbatte le ciglia. Balbetta. Mi sento arrossire. (Per Crowley,
quanto sangue ho bevuto ieri sera? Sono capace di arrossire.)
No esclamo agguantando i libri. Non posso.
E in un lampo esco e scendo le scale.
Sento Snow che mi ringhia qualcosa dietro.
Quando scende per colazione ha la cravatta ancora penzoloni. La Bunce lo
guarda impensierita e ne strattona un capo. Snow posa lo scone e si pulisce la
mano sui pantaloni prima di annodarsela. Poi mi fissa, ma io ho gi distolto lo
sguardo.
35

SIMON
Penelope vuole che pranziamo sul Prato. Fuori si sta bene, dice, lerba
asciutta e fino a primavera potrebbe non ricapitarci pi loccasione di fare un
picnic.
Secondo me vuole solo tenermi lontano da Baz e Agatha: tutta la settimana
che vanno avanti con i loro giochetti. In mensa si fissano a turno lun laltra
per poi subito distogliere lo sguardo. Baz guarda sempre anche me, per
accertarsi che assista allo spettacolo.
Si stanno ancora chiedendo tutti dove sia stato. Le voci pi diffuse parlano
di unoscura cerimonia di iniziazione che lo ha segnato troppo perch potesse
presentarsi in pubblico e di Ibiza.
Stasera viene a prendermi mia madre per portarmi in citt annuncia
Penny. Siamo seduti con la schiena appoggiata a un enorme tasso ritorto, a
fissare il Prato da angolazioni lievemente differenti. Andiamo fuori a cena.
Vuoi venire?
Non importa, grazie.
Potremmo prenderci il ramen in quel ristorante che ti piace tanto. Paga mia
madre.
Scuoto la testa. Preferisco tener docchio Baz. Ancora non ho idea di dove
sia stato tutto questo tempo.
Penny sospira senza per controbattere. Fissa lerba secca di fronte a s.
Mi mancano le Visite. Erano cos magiche
Mi metto a ridere.
Hai capito cosa intendo, no? La zia Beryl tornata a trovare la mamma e
io me la sono persa.
E che ha detto?
La stessa cosa che ha detto lultima volta! Smettetela di cercare i miei
libri. L dentro non c niente per quelli come voi.
Un momento, tornata per dirvi di non cercare i suoi libri?
Era una studiosa come mamma e pap. convinta che nessuno sia
abbastanza intelligente da mettere le mani sul prodotto della sua ricerca.
Non riesco a credere che la tua parente sia tornata solo per insultarvi.
La mamma sostiene di aver sempre saputo che la zia Beryl se lo sarebbe
portato allinferno, quel suo caratteraccio.
Capita mai che i fantasmi compaiano nel posto sbagliato?
Penso pi a loro come anime
Come vuoi. Capita mai che le anime si perdano?
Non saprei replica Penny, voltandosi a guardarmi. Mi porge una fetta di
torta e io la prendo. So che, volendo, puoi confonderle. Nascondere il loro
obiettivo. Se temi che unanima possa tornare e rivelare il tuo segreto puoi
provare a nascondere la persona viva che potrebbe ricevere la Visita. Ci sono
stati anche degli omicidi. Se ti uccidessi, per esempio, tu non potresti ricevere
Visite e, quindi, non sentiresti n riveleresti il mio segreto.
Allora possibile che i Visitatori si confondano
S, di solito appaiono nel luogo in cui dovrebbe trovarsi la persona che
cercano. Come farebbe una persona reale. Madame Bellamy ha detto di aver
visto un paio di volte il marito in fondo alla classe, prima che oltrepassasse il
Velo sul serio.
Proprio come io ho visto la madre di Baz alla finestra
Mi converrebbe raccontarlo a Penny, quello che ho visto. Le racconto
sempre tutto quello che succede.
Andiamo mi dice alzandosi e ripulendosi dallerba secca. Altrimenti
facciamo tardi a lezione.
E con la mano sospesa sui tovaglioli e sulla pellicola trasparente, ruota il
polso. Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa! dice. E quelli
scompaiono.
Spreco di magia commento per abitudine mentre tiro su da terra le
cartelle.
Penny alza gli occhi al cielo. Sono cos stufa di sentirmelo dire. Non
dovremmo usarla, la magia? Per cosa la risparmiamo?
Per averla a disposizione quando ci serve.
So qual la risposta ufficiale, Simon grazie. In America sono convinti
che pi si usa la magia pi si diventa potenti, invece.
Proprio come la storia dei carburanti fossili.
Penny mi guarda stupita e si mette a ridere.
Non fare quella faccia stupita le dico. So tutto dei carburanti fossili.

Baz segue met dei miei corsi. Sono solo cinquanta i ragazzi iscritti al
nostro stesso anno; in passato ci capitato di seguire le stesse lezioni tutto il
giorno.
Di solito ci sediamo pi lontani possibile, ma oggi, nellora di dizione,
Madame Bellamy ci fa levare di mezzo tutti i banchi e lavorare a coppie. Baz
finisce proprio dietro di me.
Madame Bellamy non pi la stessa da quando ha ricevuto la Visita; come
se be, come se avesse visto un fantasma. Continua ad assegnarci esercizi
pratici mentre vaga per la stanza con laria smarrita.
Arrivati a questo punto, allottavo anno, abbiamo assimilato tutte le nozioni
di base: viva voce, accentazione delle consonanti, proiezione vocale. Ormai
curiamo solo le sfumature. Come potenziare una formula pronunciandola con
enfasi e trasporto, per esempio. O come rendere pi efficace un incantesimo
inserendo una piccola pausa di silenzio prima di una parola chiave.
Oggi Gareth il mio partner. Come la maggior parte delle volte. In dizione
una frana. Recita ancora le formule senza alcuna espressione, come se
leggesse dal gobbo. Funzionano, ma lincantesimo stenta a manifestarsi.
Quando fa levitare qualcosa, loggetto si alza a scatti; quando invece lo
trasforma in qualcosaltro, leffetto quello di una mediocre stop-motion.
Penelope dice che fa pena solo a guardarlo; e non solamente per quella sua
ridicola fibbia magica.
Secondo Baz, invece, Gareth tempo fa non sarebbe neanche stato ammesso
a Watford.
La dizione di Baz impeccabile. In quattro lingue, addirittura. (Anche se per
il francese, il greco e il latino sono costretto a credergli sulla parola.) Alle mie
spalle lo sento snocciolare incantesimi di raffreddamento e riscaldamento.
Avverto il cambio continuo di temperatura sulla nuca.
Calma, signor Pitch lo riprende Madame Bellamy. Niente sprechi di
magia.
Al che lo sento sparare formule a mitraglia e colgo dellirritazione nella
sua voce.
Certe volte inquietante che Baz e Penelope abbiano cos tanto in comune.
A lei lho fatto notare gi diverse volte. E poi tutte e due le vostre famiglie
odiano lArcimago ho aggiunto in unoccasione.
I miei non hanno niente da spartire con i Pitch! ha protestato lei. Quelli
sono dei razzisti, degli specisti. Come minimo Baz penser che nemmeno io
sia degna di Watford.
Vuoi dire che razzista anche lui? Non appartiene lui stesso a unaltra
razza? Dal ritratto, sua madre sembra unarabica o una spagnola.
Si dice araba, Simon. E poi apparteniamo tutti a razze diverse. E Baz la
persona pi bianca che abbia mai visto.
Solo perch un vampiro ho ribattuto io.
Maledizione, devo assolutamente dire a Baz di sua madre. Altrimenti devo
dirlo a Penny O allArcimago, magari. Se non stato il Tedio a uccidere la
madre di Baz, allora chi stato?
un segreto troppo grosso da custodire. Non riesco a contenerlo.
Quella sera, Penny sale di nascosto in camera mia, prima di uscire con la
madre. La sua audacia rasenta la stupidit anche se questa lunica
stupidaggine che commette. Sono tentato di sbatterle la porta in faccia.
Baz fa di sicuro la spia se ti becca nella torre le dico. Finisce che ti
sospendono sul serio.
Penny liquida le mie parole con un rapido gesto della mano. al campo di
calcio, a guardare basito la squadra che si allena senza di lui. Baz che guarda
basito!
Spinge la porta, ma io la blocco. Allora sar qualcun altro a fare la spia.
Macch. I ragazzi del nostro anno hanno tutti paura di me. Credono che
voglia trasformarli in ranocchi.
Esiste un incantesimo anche per quello?
S, ma prosciuga tutte le energie; e poi mi toccherebbe baciarli, per farli
tornare come prima.
Sospiro e lascio andare la porta, sbirciando gi per le scale mentre lei
sguscia dentro.
Sono qui per convincerti a venire con me mi dice.
Non funzioner.
E dai, Simon. Se ci sei tu la mamma mi risparmia un po di prediche.
Le far a me, per. Mi siedo sul letto. cosparso di libri e di vecchi
documenti presi in biblioteca.
Appunto. Mal comune mezzo gaudio Ehi, leggi La Cronaca magica?
mi chiede.
La Cronaca quanto di pi simile a un quotidiano esista nel mondo degli
arcimaghi. Registra nascite e morti, vincoli e decreti magici, come pure i
verbali delle assemblee della Congrega. Ne ho portati via di nascosto dalla
biblioteca dei fascicoli rilegati, tutti numeri dei primi anni Duemila. S
rispondo. Ho sentito dire che molto interessante.
Lhai sentito da me, e so che non mi stavi ascoltando. Quindi, perch lo
leggi?
Alzo lo sguardo. Hai mai sentito parlare di un mago di nome Nico o
Nicodemus?
Nella storia, intendi?
No. Non lo so forse. In generale. Che so, un politico o un ex membro
della Congrega, magari. O un professore.
appoggiata al mio letto. per un incarico che hai ricevuto
dallArcimago? Sei in missione?
No. No, non lho pi visto. Stavo riguarda Baz. Penny alza gli occhi al
cielo. Stavo pensando a sua madre, a una cosa che ho saputo, che forse aveva
un nemico.
I Pitch hanno sempre avuto pi nemici che amici.
Gi. Vabb, non credo sia importante.
Penny non sembra particolarmente interessata ma, poich le ho fatto una
domanda, cerca comunque di rispondermi. Un nemico di nome Nico A
quel punto le suona qualcosa nella tasca del cappotto. Sgrana gli occhi e fa per
prenderlo.
Sgrano gli occhi anchio. Hai un telefono?
Simon
I cellulari sono vietati a Watford, Penelope!
Incrocia le braccia. Non vedo perch lo siano.
Perch questa la regola. Sono un rischio per la sicurezza.
Lei aggrotta la fronte e tira fuori il telefono, un iPhone bianco nuovo di
zecca. I miei sono pi tranquilli se me lo porto dietro.
Come fa a funzionare qua dentro? le chiedo. Dovrebbero esserci degli
incantesimi che lo impediscono
Penelope controlla i messaggi. La mamma me lo ha truccato. arrivata,
mi aspetta al cancello Mi guarda. Ti prego, Simon, vieni anche tu.
Tua madre sarebbe una supercattiva spaventosa.
Penny sorride. Vieni a cena con noi, Simon.
Scuoto di nuovo la testa. No, voglio dare unocchiata a questa roba prima
che torni Baz.
Finalmente Penelope ci rinuncia e scende le scale della torre a tutta birra,
come se non gliene importasse un fico secco di essere vista. E io mi affaccio
alla finestra per vedere se riesco a individuare Baz nel campo da calcio.
36

PENELOPE
La mamma ha insistito che avessi il cellulare, dopo quello che successo con
il Tedio.
Per qualche settimana, questestate, ha continuato a dire che non potevo pi
tornare a Watford, e pap non ha nemmeno cercato di dissuaderla. Forse
perch si credeva responsabile. Si sentiva in colpa per non aver ancora trovato
il Tedio. Pap ha passato tutto il mese di giugno nel laboratorio, senza uscire
nemmeno per mangiare. La mamma gli preparava il suo biryani preferito e
gliene lasciava sempre un piatto fumante fuori dalla porta.
Quel pazzo! continuava a inveire lei. Mandare dei ragazzini a
combattere il Tedio!
Non ci ha mandati lArcimago mi affannavo a dirle. stato il Tedio a
prenderci! Ma questo non faceva che incattivirla ancora di pi. Mi aspettavo
che volesse sapere come ci era riuscito ( impossibile rapire qualcuno a quel
modo e trasportarlo cos lontano. Per la quantit di potere che richiede
Nemmeno Simon ne avrebbe a sufficienza.) Invece si rifiutata addirittura di
porsi il problema.
stato un vero sollievo per me il fatto che non conosca i particolari di tutti
gli altri pasticci in cui io e Simon ci siamo cacciati e da cui ci siamo tirati
fuori da soli, aggiungerei. Questo ci va riconosciuto.
Forse si sarebbe tranquillizzata prima, se non fosse stato per i miei incubi
Non ho gridato nel momento in cui successo: un attimo prima io e Simon
eravamo nel Bosco Ondeggiante a fissare a bocca aperta Baz e Agatha, io con
la mano serrata sul braccio di Simon. E un attimo dopo ci trovavamo in una
radura del Lancashire. Simon lha subito riconosciuta: da bambino aveva
abitato in una casa proprio l, vicino a Pendle Hill. C unenorme scultura
sonora che somiglia a un tornado, ma allinizio ho pensato che il rumore
provenisse dal Tedio.
Ho capito subito che ci trovavamo in una zona morta. Pap le studia, le zone
morte, per cui ne ho visitate a bizzeffe. Sono i buchi che hanno iniziato ad
aprirsi nellatmosfera magica alla comparsa del Tedio. Entrare in una zona
morta come perdere uno dei sensi. Come aprire la bocca e rendersi conto di
non riuscire a emettere alcun suono. I maghi, in genere, non lo reggono.
Sbarellano allistante. Mentre pap, che ha sempre ammesso di non aver mai
avuto un potere pari a quello degli altri maghi, non ha il loro stesso terrore di
perderlo.
Come dicevo, io e Simon ci ritroviamo in questa radura e io mi accorgo
subito che si tratta di una zona morta anche se in realt ben pi di quello.
molto peggio. L il vento fischia in modo strano ed tutto arido, tutto arido e
rovente.
Magari non una zona morta ho pensato magari una zona morente.
Lancashire ha mormorato Simon tra s.
E a quel punto comparso il Tedio.
Ho capito che si trattava del Tedio perch era lui la fonte di tutto. Un po
come quando capisci che il sole a illuminare ogni cosa. Tutto quel calore e
quellaridit avevano origine da lui. O a lui facevano capo per effetto del
risucchio.
Ma io e Simon non abbiamo n strillato n tentato la fuga, da tanto che
eravamo scioccati: il Tedio era l, davanti a noi, e somigliava in tutto e per
tutto a Simon. Il Simon di quando ci eravamo conosciuti. Lundicenne in jeans
sbiaditi e maglietta vecchia come il cucco. E giocherellava persino con la
pallina di gomma rossa che il primo anno Simon si portava dietro dappertutto.
Vedendosi lanciare la palla dal Tedio, Simon lha presa al volo e poi ha
iniziato a urlare: Basta! Basta! Fatti vedere, vigliacco fatti vedere!.
Laria era cos calda e arida che ci sentivamo quasi succhiar via la vita dal
corpo attraverso i pori della pelle.
Durante gli attacchi del Tedio lavevamo gi sperimentato tutti e due,
quellarido risucchio sabbioso. Sapevamo bene quali sensazioni procurasse, e
riconoscevamo il Tedio allistante. Per non lo avevamo mai visto prima.
(Chiss, magari quella era la prima volta in cui riusciva davvero a mostrarsi.)
Simon era sicuro che il Tedio portasse addosso la sua faccia solo per
schernirlo. E continuava a gridargli di mostrare il suo vero volto. Ma lui
rideva e basta. Come fanno i bambini piccoli quando attaccano a ridere e non
riescono pi a smettere. (Anche se non saprei dire perch lo penso n che
significato abbia la cosa, io non credo che il Tedio sia apparso in quelle
sembianze per fare un dispetto a Simon. Secondo me quella, la sua vera
forma. Assomiglia davvero a Simon.)
Il risucchio era insopportabile. Dai pori del mio braccio iniziavano gi a
spuntare goccioline di sangue e di liquido giallo. Simon continuava a gridare.
E il Tedio rideva.
Al che mi sono impadronita della palla e lho lanciata gi dalla collina. Il
Tedio ha smesso di ridere e le si fiondato dietro. Il risucchio cessato
appena ci ha voltato le spalle. E io sono caduta a terra.
Cos Simon mi ha preso e caricato in spalla (una cosa stupefacente,
considerato che peso pi o meno quanto lui). Avanzava sicuro come un Royal
Marine e, appena uscito dalla zona morta, mi ha spostato davanti a s e sulla
schiena gli sono spuntate due enormi ali ossute. Delle ali sui generis. Deformi
ed eccessivamente piumate, cariche di giunture
Non esiste un incantesimo che abbia quelleffetto. Non esistono formule
magiche che lo producano. Simon ha detto semplicemente: Vorrei saper
volare! e le parole sono diventate magiche.
(Questa parte non lho raccontata a nessuno. Noi maghi non siamo i geni
della lampada, non ci lasciamo dominare dai desideri. Se sapessero quello che
ha fatto Simon, lo brucerebbero sul rogo.)
Eravamo tutti e due doloranti, cos ho gettato incantesimi di guarigione su
entrambi. Ero convinta che il Tedio sarebbe tornato a riprenderci, non appena
avesse ritrovato la pallina. Ma doveva trattarsi di un trucco impossibile da
ripetere due volte in un giorno.
Simon volava pi veloce che poteva, con me l aggrappata, incollata a lui
per magia e sul punto di svenire. Ma presto devessersi reso conto che
eravamo ridotti troppo male ed atterrato nei pressi di una cittadina. Volevamo
prendere il treno, solo che lui non riusciva a far rientrare le ali. Perch quelle
non erano proprio ali. Erano un concentrato di ossa, piume, magia e forza di
volont.
Ecco in cosa consistevano i miei incubi: nellimmagine di me nascosta in un
fosso lungo una strada. Simon esausto e io sto piangendo. Cerco di
raccogliere le ali e rificcargliele nella schiena perch possiamo entrare in citt
e prendere un treno. Ma quelle mi si disfano in mano. Simon sta sanguinando.
Nellincubo non mi ricordo la formula
Mentre quel giorno me la sono ricordata eccome. una formula per
bambini impauriti, serve a far dimenticare gli scherzi pesanti e i voli pindarici.
Gli ho premuto la mano sulla schiena e ho mormorato: Sciocchezze!.
Le ali si sono disintegrate lasciandogli nugoli di polvere e grumi di sangue
sulle spalle.
Simon ha derubato un tizio alla stazione perch potessimo comprarci i
biglietti. Abbiamo dormito sul treno, appoggiati luno allaltra. E, una volta
tornati a Watford, proprio nel bel mezzo della cerimonia di fine anno, i miei
genitori, anche loro presenti, mi hanno portata subito a casa.
Per poco non mi facevano neanche tornare a scuola, questautunno. Hanno
tentato di convincermi a restare in America. Io e la mamma abbiamo litigato e
da allora non ci siamo pi parlate sul serio.
Ho detto loro che non potevo saltare il mio ultimo anno di scuola. Ma la
realt, lo sapevamo tutti, era che non accettavo lidea di veder tornare Simon a
Watford senza di me.
Li ho minacciati che a scuola ci sarei tornata anche a piedi. O volando,
magari.
E adesso mi obbligano a girare sempre con il cellulare in tasca.
37

AGATHA
Watford un luogo silenzioso se non esci con Simon Snow e hai passato tanti
di quegli anni con lui da non preoccuparti nemmeno di fare altre amicizie.
Io non ce lho, una compagna di stanza. Quella assegnatami dal Crogiolo,
Philippa, al quinto anno si ammalata e ha lasciato la scuola. A sentire Simon,
Baz le ha fatto qualcosa. Mentre, a detta di mio padre, stata colta da
unimprovvisa laringite da trauma vocale Una vera tragedia per un mago.
Una tragedia per chiunque, direi ho commentato io. Anche i Normali
parlano.
Philippa non mi manca un granch. Era invidiosa marcia del fatto che io
piacevo a Simon. Rideva dei miei incantesimi. E, per di pi, si dava lo smalto
senza mai aprire la finestra.
A casa ce li ho s, degli amici, dei veri amici, per non sono autorizzata a
raccontare loro di Watford. Anzi, sono proprio impossibilitata a farlo: pap mi
ha zittito con un incantesimo dopo che mi ha beccata a lamentarmi della
bacchetta con Minty, la mia amica del cuore.
Ma io le ho solo detto che era una rottura portarsela dappertutto! Mica le
ho detto che era magica! mi sono giustificata.
Per tutte le serpi, Agatha ha esclamato lui.
Mia madre era furibonda. Devi farlo, Welby.
Allora pap mi ha puntato contro la bacchetta dicendo: De scholibus non
est spifferandum!.
un incantesimo piuttosto serio. Solo i membri della Congrega hanno il
permesso di utilizzarlo. Per cui doveva essere un affare serio: perch se
racconti ai Normali che esiste la magia, poi bisogna rintracciarli tutti e
cancellare loro la memoria. E, quando questo non possibile, ti tocca
trasferirti.
Adesso Minty (ci siamo conosciute alle elementari e quello il suo vero
nome, non un amore?) convinta che io frequenti un collegio super
religioso in cui vietato luso di internet. Il che verissimo, per quel che mi
riguarda. La magia una religione.
Solo che non esiste la possibilit di essere non credenti o di praticarla solo
a Natale o a Pasqua. La tua vita intera deve ruotare attorno alla magia tutto il
tempo. Se sei nato con dei poteri magici, ti tocca conviverci per sempre, cos
come ti tocca convivere con gli altri maghi e con guerre che non finiscono
mai perch non si sa neanche quando siano cominciate.
Di questo non parlo con i miei genitori.
E nemmeno con Simon e Penny.
De sentimentibus non est spifferandum.

Baz attraversa da solo il cortile. Dal suo ritorno non abbiamo ancora
parlato.
In realt non abbiamo mai parlato veramente. Nemmeno quella volta nel
Bosco. Simon comparso e scomparso in un lampo senza darci il tempo di
arrivare al dunque.
(Quando reciti in una scena senza Simon, lui piomba l per ricordarti che
siamo tutti personaggi secondari della sua tragedia.)
Quel giorno, appena Simon e Penny sono spariti nel nulla, Baz mi ha
lasciato andare le mani. Che cazzo successo a Snow?
Quelle sono state le ultime parole che mi ha rivolto.
Per in mensa mi guarda ancora. E la cosa fa impazzire Simon. Stamani, si
scocciato talmente che ha sbattuto la forchetta sul piatto, cos ho guardato
Baz e lui mi ha strizzato locchio.
Mi affretto a raggiungerlo. La luce del tramonto dona al grigio della sua
pelle una colorazione pi calda. E a me incendia i capelli, ne sono sicura.
Basil dico con indifferenza, sorridendo come se il suo nome fosse un
segreto.
Volta appena la testa per guardarmi. Monamour. Ha la voce stanca.
Non ci siamo ancora parlati da quando sei tornato gli dico.
Perch, prima labbiamo mai fatto?
Decido di buttarmi. Non quanto avrei voluto.
Lui sospira. Per Crowley, Monamour, ci sar pure un altro modo per
attirare lattenzione dei tuoi genitori.
Come, scusa?
Lascia stare risponde lui, procedendo come se niente fosse.
Baz, pensavo pensavo avessi bisogno di qualcuno con cui parlare.
No, sto bene.
Ma
Si ferma e sospira, stropicciandosi gli occhi. Senti Agatha. Sappiamo
tutti e due che qualunque sia il problema tra te e Snow, presto lo risolverete e
tornerete al vostro destino doro. Non complicare le cose.
Ma noi non
Ha ripreso a camminare. Zoppica un po. Forse per questo che non gioca
a calcio. Continuo a seguirlo.
Forse io non cerco un destino doro insisto.
Se trovi il modo di aggirare il destino, avvisami. Cammina alla velocit
massima che gli consenta quella sua andatura zoppicante, al che decido di non
mettermi a correre per stargli dietro. Sarebbe uno spettacolo pietoso.
Forse cerco qualcosa di pi interessante! gli grido.
Io non sono pi interessante! strilla lui di rimando, senza nemmeno
voltare la testa. Sono solo la persona sbagliata per te. C una bella
differenza.
Mi mordo il labbro e mi sforzo di non incrociare le braccia come una
bambina di sei anni.
Come fa a sapere di essere la persona sbagliata per me?
Perch sono tutti cos convinti di sapere che cosa sia meglio per me?
38

BAZ
tutto il giorno che Snow mi fissa, lo fa da settimane ormai, e per me un
vero supplizio. Forse zia Fiona aveva ragione, sarei dovuto restare pi a lungo
a casa a riposarmi. Mi sento uno schifo.
Come se non riuscissi mai a saziarmi n a scaldarmi a dovere. E ieri sera,
nelle Catacombe, ho avuto una specie di attacco. buio pesto laggi e,
malgrado io veda anche al buio, ho creduto di essere ripiombato in quella
cacchio di cassa da morto dei beoti.
Non resistevo pi sottoterra. Ho acchiappato sei ratti, gli ho fracassato la
testa sul pavimento, li ho annodati insieme per la coda e me li sono portati su,
per succhiar loro il sangue nel cortile, sotto le stelle. Gi che cero, potevo
spedire un annuncio prestampato a tutta la scuola, per confessare la mia natura
di vampiro. Un vampiro che ha paura del buio, per lo spirito di Crowley.
Le carcasse dei topi le ho gettate ai licantropi marini. (Sono peggio dei ratti.
Me ne farei fuori uno al giorno, se il loro sapore non mi restasse in bocca per
settimane. Sanno di selvaggina e di pesce.)
Poi ho dormito nove ore di fila, solo che non sono state sufficienti. Dormo
in piedi dallora di pranzo, ma non posso certo salire in camera a fare un
riposino. Snow resterebbe tutto il tempo l a fissarmi dal suo letto.
Mi segue ovunque da quando sono tornato. dal quinto anno che non cos
tenace, ieri mi ha seguito persino al bagno, fingendo di doversi lavare le mani.
Non ho le forze per resistere.
Mi sembra di avere di nuovo quindici anni, sento che se mi si avvicinasse
troppo potrei cedere e baciarlo o morderlo. Lunico motivo per cui sono
riuscito a finire quellanno stata lincapacit di decidere quale delle due
opzioni mi avrebbe salvato dallinfelicit.
Probabilmente sarebbe stato lo stesso Snow a salvarmi, se avessi scelto una
delle due. Erano quelle le mie fantasie, al quinto anno: baci, sangue e Snow che
libera il mondo dalla mia presenza.
Oggi pomeriggio ho assistito agli allenamenti di calcio solo per avere una
scusa per sedermi, poi mi sono allontanato dalla squadra mentre tutti andavano
a cena.
La Monamour mi becca nel cortile e tenta di risucchiarmi nella sua
telenovela, ma non ho il tempo per sorbirmela. Ho sentito dalla professoressa
Possibelfa che lArcimago torna a Watford domani, e ancora non mi sono
intrufolato nel suo ufficio. (Probabilmente perch unidea imbecille). Ma se
ci entro e porto via qualcosa, Fiona per un po la smetter di rompermi
lanima.
Mi trascino verso la Torre Piangente, evito la scala a chiocciola e prendo
lascensore riservato al personale fino alla sommit. Passo davanti agli
appartamenti del preside. Quando era mia madre la preside, io camminavo
appena e vivevo qui con lei. Pap veniva il fine settimana, e destate tornavamo
tutti alla casa nellHampshire. La mamma mi faceva giocare nel suo ufficio,
mentre lavorava. Veniva a prendermi allasilo e io sparpagliavo i mattoncini
Lego sul tappeto.
Appena arrivo davanti alla presidenza, la porta si spalanca senza problemi,
lArcimago non si mai preso la briga di smantellare il sistema di protezione
creato da mia madre per farmi entrare. Ho accesso anche ai suoi appartamenti.
(Una volta ci sono entrato e mi sono ritrovato a vomitare nel suo gabinetto.)
Fiona vorrebbe che ispezionassi i suoi appartamenti ogni sera, ma le ho detto
che meglio risparmiarci quel trucco per quando ci sar pi utile. Per quando
potremo servircene davvero. E non solo per lasciare fumanti sacche di
escrementi sul suo letto.
E poi, Fiona, io non la faccio, la cacca in un sacchetto.
La faccio io, scemo, sar la mia cacca.
Mi si stringe lo stomaco quando entro nella stanza, quando vedo la
scrivania della mamma. buio, le tende sono chiuse, cos mi accendo un fuoco
sul palmo della mano e lo tengo davanti agli occhi.
La mia matrigna si terrorizza, quando lo faccio. Basilton, no! Sei
infiammabile.
Ma per me evocare il fuoco come respirare, non devo quasi ricorrere alla
magia e sento di averne il controllo completo. Riesco a farmelo strisciare tra
le dita come un serpente. Come Natasha dice sempre pap. Ha pi fuoco lui
di un demone.
(Per pap stato chiarissimo quando mi ha beccato a fumare sigarette
nella rimessa.)
La presidenza identica a quando ci venivo a giocare io. Mi sarei aspettato
che lArcimago si fosse sbarazzato di quanto apparteneva a mia madre per
appendere i poster di Che Guevara invece no.
C un velo di polvere sulla sua poltrona. La poltrona di mia madre. E ce
n un dito sulla tastiera del computer, non credo che lo usi mai. Non tipo da
starsene seduto a battere al computer, lArcimago. sempre l che si muove
furtivo o brandisce una spada, o fa qualcosa che giustifichi il suo costume da
Robin Hood.
Apro il primo cassetto con la bacchetta. Niente di interessante. Cancelleria
ingiallita, lalimentatore di un cellulare In questo cassetto la mamma ci
teneva il t, le barrette Aero alla menta e le gocce di chiodi di garofano. Mi
chino con la speranza di sentirne il profumo, riesco a cogliere odori che alle
altre persone sfuggono. (Odori che le altre persone non possono sentire.)
(Perch non sono una persona.)
Il cassetto profuma di legno e di cuoio. E la stanza profuma di cuoio, di
acciaio e di foresta, come lArcimago. Apro gli altri cassetti con la mano.
Niente trappole esplosive, niente oggetti personali. Non so nemmeno cosa
portare a Fiona, forse un libro.
Avvicino la fiamma alla libreria e mi viene la tentazione di soffiarci su, per
incendiare tutta la stanza. Ma poi mi accorgo che i libri sono tutti in disordine.
Palesemente in disordine. Impilati, anzich disposti sugli scaffali, alcuni
accatastati sul pavimento. Mi viene voglia di rimetterli a posto dividendoli per
argomento, come faceva la mamma. (Mi ha sempre permesso di toccare i suoi
libri. Potevo leggere qualunque libro, purch lo rimettessi a posto e
promettessi di fare domande se qualcosa mi confondeva o spaventava.)
Forse dovrei approfittare del fatto che i libri sono in disordine. Nessuno si
accorger che ne manca uno o pi di uno. Faccio per prendere un volume
che ha un drago goffrato sulla costola; dalla bocca spalancata esce una lingua
di fuoco che forma il titolo: Fiamme e vampate: larte della magia incendiaria.
Ma in quel momento vedo allargarsi un fascio di luce sullo scaffale che ho
di fronte, mi giro di scatto e lancio il libro per aria, con le pagine che
svolazzano. Da dentro vola via qualcosa, mentre il volumetto atterra sul
pavimento.
Sulla porta c Snow. Che ci fai qui? chiede, con la spada gi sguainata.
Ho visto quella spada in azione fin troppe volte, dovrei esserne atterrito e
invece la trovo rassicurante. Ci ho gi avuto a che fare, con questo, con Snow.
Devo essere veramente distrutto, perch gli dico la verit: Cerco uno dei
libri di mia madre.
Non dovresti essere qui replica lui, con tutte e due le mani sulla spada.
Tengo la luce pi alta e mi allontano dalla libreria. Non faccio male a
nessuno, voglio solo un libro.
Perch? chiede. Poi squadra il libro per terra e si lancia in avanti,
abbandonando la sua posizione per battermi in velocit. Mi appoggio agli
scaffali e incrocio le caviglie. Snow accovacciato sul libro. Penser che sia
un indizio in grado di mandare a monte la mia congiura. Si rialza e fissa con
aria triste il pezzetto di carta che stringe tra le dita. Tieni mormora, e me lo
porge. Mi dispiace.
Prendo il pezzo di carta, una fotografia, e lui mi fissa. Sono tentato di
infilarmela in tasca e guardarla dopo, ma la curiosit ha il sopravvento e la
sollevo
Sono io.
Gi nellasilo, credo. (A Watford cerano un asilo e una scuola riservati al
personale, l che i vampiri ci hanno attaccati.)
Sono un bambino, nella foto. Di tre o quattro anni, con una salopette corta
di colore grigio chiaro e un paio di stivaletti di pelle bianca. La cosa
scioccante la mia pelle: un oro rossastro deciso, che risalta sulla camicia dal
colletto bianco e sui calzettoni bianchi. Sorrido allobiettivo e qualcuno mi
stringe le dita. Riconosco lanello nuziale di mia madre, la sua mano grossa e
ruvida.
Poi mi ricordo di quella mano. Ferma sulla mia gamba quando voleva che
mi calmassi, stretta attorno alla bacchetta sospesa con precisione nellaria,
infilata nel cassetto per prendere una caramella e nellatto di lanciarla in bocca.
Hai le mani ruvide le dicevo quando mi accarezzava una guancia.
Sono mani che portano il fuoco rispondeva. Lanciano fiamme.
Le mani di mia madre che mi graffiano le guance. Che mi passano i capelli
dietro le orecchie. La mano di mia madre che si solleva e incendia lasilo
mentre un mostro dalla pelle di gesso mi affonda i denti nella gola.
Baz interviene Snow. Ha raccolto il libro e me lo sta porgendo.
Lo prendo.
Devo dirti una cosa continua.
Cosa? Da quando in qua io e Snow abbiamo cose da dirci?
Devo parlarti.
Alzo il mento. Parla, allora.
Non qui rinfodera la spada. Non dovremmo neanche starci, qui e poi
devo parlarti di cose private.
Per un istante meno di un istante, una frazione di secondo lo immagino
dirmi: La verit che sono disperatamente attratto da te. Poi immagino di
sputargli in faccia. E poi ancora di leccargli la guancia e baciarlo. (Perch
sono pazzo. Lo sanno tutti.)
Estinguo la fiamma che ho in mano con un Esprimi un desiderio!, infilo la
foto nel libro e il libro sotto il braccio. Per fortuna dico abbiamo la nostra
suite in cima alla torretta. abbastanza privata per te?
Annuisce imbarazzato e mi fa cenno di precederlo. Andiamo.
E io mi avvio.
39

SIMON
Avevo appena colto in flagrante il mio nemico nellufficio dellArcimago.
Avrei potuto farlo espellere. Finalmente.
Invece gli ho consegnato la cosa che intendeva rubare e poi gli ho chiesto
se potevamo stare un po da soli; e tutto per una foto di lui da bambino. Per
lespressione che aveva in quella foto Con quel sorriso di pura felicit
dipinto sul volto e i due pomelli rossi come mele. E per la faccia che ha fatto
quando lha vista.
Siamo tutti e due in imbarazzo mentre ci avviamo verso la nostra stanza:
non ci mai capitato di camminare luno in compagnia dellaltro, anche se
abbiamo quasi sempre la stessa meta. Per le scale ci teniamo a distanza e,
quando attraversiamo il cortile, il distacco tra di noi ancora pi marcato.
Vorrei solo poter sguainare di nuovo la spada.
Quando arriviamo in camera, Baz ha messo su un bel broncio. Una volta
dentro richiude la porta sbattendola, posa il libro sul letto e incrocia le braccia.
Allora, Snow. Siamo soli. Di quel che hai da dire, forza.
Mi metto anchio a braccia conserte. Daccordo, per tu siediti, ok?
E perch dovrei sedermi?
Perch cos mi fai agitare.
Bene commenta lui. Dovresti essere contento che non ti faccio
sanguinare.
Porco cazzo esclamo. Impreco come un Normale solo quando non so pi
che pesci prendere. Vuoi darti una calmata? importante.
Baz scuote la testa esasperato, per si siede comunque in fondo al letto e mi
fissa accigliato. Ha gli occhi cadenti di un cagnolino, sembra sempre che ti
sbircino da sotto le palpebre anche se sono spalancati. Mentre le labbra hanno
gli angoli perennemente rivolti allingi. Una faccia nata per tenere il muso, in
pratica.
Tiro fuori un quaderno dalla borsa dei libri. Il giorno successivo alla visita
della mamma di Baz, mi sono scritto tutto quanto con lidea di condividere le
informazioni con lArcimago.
Mi siedo sul letto, davanti a Baz, e controvoglia lui si sposta per sedersi
proprio di fronte a me.
Daccordo attacco. Senti. Non ho la minima voglia di raccontarti questa
cosa. Non so neanche se mi convenga farlo. Ma si tratta di tua madre, e non
credo che sia giusto tenertela nascosta.
Che centra mia madre? Si allunga in avanti e fa per prendermi il
quaderno.
Ma io lo tiro via giusto in tempo. Ora ti dico tutto, ok? Tu ascolta.
Baz riduce gli occhi a due fessure.
Sono completamente nel pallone. Quando tu non ceri il Velo si
sollevato.
Capisce tutto allistante, allarga le narici e per un attimo i suoi occhi
sembrano impazziti. di unintelligenza unica, cazzo, dubito che riuscir mai
ad avere la meglio su di lui.
Mia madre dice.
Ti stava cercando. Continuava a venire qui. Dove diavolo eri, se nemmeno
lei riusciva a trovarti?
Mia madre ha attraversato il Velo?
S. Ha detto di essere venuta nella nostra stanza perch il tuo posto qui.
Ed era piuttosto incavolata che non ci fossi. Ha voluto sapere se ti avevo fatto
del male.
Ti ha parlato?
Gi. Cio s. Mi passo le mani tra i capelli. venuta a cercarti
spaventandomi a morte e mi ha chiesto se ti avevo fatto del male. E poi ha detto
che il Velo si stava chiudendo Abbasso gli occhi sul quaderno.
Baz me lo strappa di mano e scorre avido la pagina, poi me lo schiaffa di
nuovo contro il petto. Scrivi da cane. Che ti ha detto?
Ha detto che mi trema la voce. Che il suo assassino calpesta questa
Terra. Che devi trovare Nicodemus e darle la pace.
Darle la pace?
Non so cosaltro dire. Il suo viso una maschera di sofferenza.
Ma ha ucciso i vampiri dice.
Lo so.
Intender il Tedio, secondo te?
Non lo so.
Ripetimi tutto daccapo.
Guardo di nuovo gli appunti. Il suo assassino calpesta questa Terra, ma
Nicodemus sa tutto. Devi trovare Nicodemus e darle la pace.
Chi Nicodemus? chiede Baz. Impetuoso e arrogante, proprio come sua
madre.
Non lha detto.
E poi? C dellaltro?
Be mi ha baciato. Distinto mi porto la mano alla fronte e la sfioro
con le dita. Mi ha detto che il bacio era per te, che dovevo dartelo da parte
sua.
Serra i pugni sui fianchi. E poi che ha fatto?
Poi se n andata rispondo. tornata una sola volta, quella stessa notte,
lultima prima che il Velo si richiudesse Baz ha laria di volermi strozzare
ma era diversa, pi triste, come se stesse piangendo. Guardo ancora gli
appunti. In quelloccasione non sono riuscito a vederla, per ha detto: Figlio
mio, il mio fiorellino. Lha ripetuto un paio di volte, mi pare. Dopodich mi
ha chiamato per nome e mi ha detto che non avrebbe mai voluto lasciarti. E ha
aggiunto: Lui me lo diceva che eravamo stelle.
Lui chi? Nicodemus?
Penso, non lo so.
Baz serra ancora di pi i pugni e la voce gli esce dal corpo come un
ruggito. Chi cazzo Nicodemus!
Non ne ho idea ripeto. Pensavo lo sapessi tu.
Scende dal letto e comincia a vagare per la stanza. Mia madre tornata.
tornata per vedere me. E invece sei stato tu a parlarle. Incredibile.
Insomma, tu doveri? Perch non riuscita a trovarti?
Non mi sentivo bene! Non sono affari tuoi!
Be, spero che il tuo viaggio segreto sia valso la pena! grido. Perch tua
madre venuta per te! venuta pi e pi volte mentre tu eri chiss dove ad
architettare la tua sporca ribellione!
Smette di camminare e punta verso di me, pronto a prendermi per il collo.
Ma io ho pi paura per lui che per me, anche se so che vuole uccidermi. Perch
se mi tocca verr cacciato via. Per lAnatema del compagno di stanza.
Balzo in piedi e lo afferro per i polsi. Sono freddi. Baz, tu non vuoi farmi
del male. Vero? Lui si divincola, ansimando per la rabbia. Tu non vuoi farmi
davvero del male ripeto, cercando di respingerlo. Non cos? Scusami.
Guardami, ti chiedo scusa, ok?
Con quei suoi occhi grigi mi mette finalmente a fuoco, arretra e ritrae le
braccia. Ci guardiamo intorno tutti e due, in attesa che lAnatema produca i
suoi effetti.
Sentiamo bussare alla porta e sobbalziamo entrambi.
Simon? la voce di Penny.
Baz inarca un sopracciglio e io lo sento distintamente commentare col
pensiero: Interessante. Lo spingo da parte e corro ad aprire. Penny, che ci
fai
Penelope in lacrime e mi si getta tra le braccia pronunciando di nuovo il
mio nome. Lentamente ricambio labbraccio e guardo Baz, in attesa che dia
lallarme.
Invece scuote la testa, come se lo spettacolo fosse troppo per lui. Vi lascio
soli dice, e infila la porta sgusciandoci accanto. Non sopporto lidea che
possa usare quello che ha visto contro Penelope o contro di me ma, ora
come ora, devo pensare a Penny che singhiozza con il viso affondato nella mia
camicia.
Ehi le dico, accarezzandole la schiena. Gli abbracci non sono il mio
forte, lei lo sa, ma in questo momento la cosa forse non le importa. Ehi, che
c che non va?
Si stacca e si asciuga il viso sulla manica. Ha ancora il cappotto indosso.
Mia madre Ha la faccia sconvolta. Se la asciuga di nuovo sulla manica.
Sta bene?
Non ha niente, stanno tutti bene. Per mi ha detto che ieri venuto
Premal. Parla troppo in fretta e sta ancora piangendo. venuto per conto
dellArcimago, con altri due suoi Compari e con lintento di perquisire casa
nostra.
Perch? Perch?
Li ha mandati lArcimago. Premal ha detto che si trattava di una
perquisizione di routine per scongiurare la presenza di oggetti proibiti, ma la
mamma ha risposto che le perquisizioni di routine non sono mai esistite e che
preferiva finire allinferno piuttosto che permettere allArcimago di trattarla
come una nemica dello Stato. A quel punto Premal ha ribattuto che non si
trattava di una richiesta. Al che, mamma ha detto che in quel caso potevano
tornare con un ordine della Congrega Penny trema tra le mie braccia e Prem
ha ribattuto che siamo in guerra e che lArcimago lArcimago e, dopotutto,
che cosa aveva la mamma da nascondere? Lei ha risposto che non era quello il
punto. Il punto erano i diritti civili, la libert e il fatto che non era giusto
ritrovarsi sulla soglia di casa il proprio figlio ventenne come fosse il Rolf di
Tutti insieme appassionatamente. Premal devessersi sentito umiliato per fare
cos lo strambo o meglio per fare cos lo stronzo, pi di quel che
normalmente perch ha concluso che sarebbe tornato e che la mamma
avrebbe fatto meglio a cambiare atteggiamento. E lei lo ha avvisato che
sarebbe potuto tornare nei panni di un nazista o di un fascista, se voleva, ma
non nei panni di suo figlio. Penny ha di nuovo la voce strozzata e si copre il
viso con le braccia rifilandomi una gomitata nel mento.
Ritraggo la testa e poso le mani sulle sue spalle. Ehi le dico. Qui si
semplicemente perso il controllo della situazione, niente di pi. Parleremo con
lArcimago.
Penny sussulta. Simon, no! Non puoi parlarne con lArcimago.
Pen. lArcimago. Non far mai del male alla tua famiglia. Sa che siete
buoni.
Lei scuote la testa. La mamma mi ha fatto promettere di non dirtelo,
Simon.
Niente segreti le dico, di colpo vulnerabile. Abbiamo stretto un patto.
Lo so! Per questo sono qui, ma tu non dire niente allArcimago. Mia
madre spaventata, e mia madre non si spaventa mai.
Perch non ha permesso che perquisissero la casa, allora?
Perch avrebbe dovuto?
Perch se lArcimago ha deciso cos avr i suoi motivi. Mica si diverte a
tormentare la gente. Non ne ha il tempo.
E se avessero trovato qualcosa?
In casa tua? Impossibile.
possibilissimo, invece. Conosci mia madre. Linformazione devessere
libera. Le cattive intenzioni non esistono. La nostra biblioteca grande
praticamente quanto quella di Watford e pi fornita. Se volessi trovarci
qualcosa di pericoloso, sono sicura che ci riusciresti.
Ma lArcimago non farebbe mai del male alla tua famiglia.
E a chi intende fare del male, allora?
A quanti vogliono fare del male a noi! rispondo. E quasi lo urlo. A
quanti vogliono fare del male a me!
Penny incrocia le braccia e mi guarda. Non piange quasi pi. LArcimago
non perfetto. E non ha sempre ragione.
Nessuno perfetto. Per dobbiamo fidarci di lui. Sta facendo del suo
meglio. Appena pronuncio queste parole, mi sento assalire dal senso di colpa.
Avrei dovuto raccontare del fantasma allArcimago. E a Penny. Avrei dovuto
raccontarlo a entrambi, prima di dirlo a Baz. Chiss, magari sto facendo dello
spionaggio a favore della parte sbagliata.
Ci devo riflettere dice lei. Non sta a me dirlo e nemmeno a te.
Giusto concordo.
Giusto. Ha ancora le lacrime agli occhi, ma scuote di nuovo la testa. Mi
converr andare. Non riesco a credere che Baz non sia ancora tornato con il
direttore del convitto. Penseranno che stia mentendo
Secondo me non far la spia.
Lei commenta con una risatina sarcastica. Eccome se la far. Ma a me non
importa niente. Ho ben altro a cui pensare.
Resta un po qui le dico. Se resta, avr il tempo di raccontarle della
madre di Baz.
No. Ne riparliamo domattina. Ci tenevo a dirtelo, tutto qua.
La tua famiglia al sicuro, non devi preoccuparti. Te lo prometto.
Vista la sua espressione dubbiosa, mi aspetto quasi che mi ricordi quanto
siano state vane le mie parole finora. Invece annuisce e mi dice: Ci vediamo a
colazione.
40

BAZ
Potrei guardarla penzolare dalla forca, per questo.
(Non pensavo fosse possibile superare le barriere di genere allingresso dei
dormitori. Figuriamoci se la Bunce non trovava il modo di farlo. Quella
diabolica fino allosso.)
Sai che me ne frega.
Scendo nelle Catacombe e mi metto a caccia senza pensarci pi.
La tomba di mamma qui. Odio lidea che mi stia osservando. Le anime
potranno vedere attraverso il Velo? Lo sa che sono diventato uno di loro? A
volte mi chiedo come sarebbe andata se fosse sopravvissuta.
Quel giorno sono stato lunico bambino dellasilo a essere trasformato. I
vampiri mi avrebbero rapito se mia madre non li avesse fermati. Mio padre
venuto a prendermi appena ha ricevuto la notizia. E dopo lui e Fiona hanno
fatto tutto quello che era in loro potere per curarmi, ma sapevano che ero
cambiato. Sapevano che prima o poi la brama di sangue si sarebbe manifestata.
Eppure
Hanno continuato a fingere che non fosse successo nulla. Per Crowley,
fortuna che non mi sono messo a divorare la gente appena raggiunta la
pubert. Pap non lo avrebbe mai ammesso, secondo me, neanche se mi avesse
beccato a prosciugare la cameriera. Basil, cambiati prima di venire a cena,
altrimenti sconvolgi la tua matrigna.
Anche se preferirebbe senzaltro beccarmi a svestirla, la cameriera (Gli
secca di pi il fatto che sono frocio del fatto che sono un non morto.)
Non riconosce mai che sono un vampiro eccezion fatta per la mia
infiammabilit ma so che non mi caccer mai per questo.
Mia madre invece?
Lei mi avrebbe ucciso.
Mi avrebbe affrontato per quel che sono, facendo la cosa giusta. Non
avrebbe mai ammesso un vampiro a Watford. E non lha fatto.
Mi fermo davanti alla sua tomba, di fronte alla lapide a parete che la
ricorda. stata la guida pi giovane che Watford abbia mai avuto e uno dei tre
presidi che sono morti in sua difesa. Le sue spoglie sono custodite qui, in un
posto donore, nelle fondamenta della scuola.
Mia madre tornata. tornata per me.
Che vuol dire che non mi ha trovato?
Forse i fantasmi non vedono attraverso le bare. Forse non mi ha visto
perch non sono davvero vivo. E io la vedr il giorno che Simon mi
sconfigger definitivamente?
Perch lui lo far, mi finir. Snow la far, la cosa giusta.
Resto gi nelle Catacombe finch non mi sfamo completamente, finch non
do sfogo a tutta la mia rabbia, finch non ne posso pi di fissare la fotografia
che mi ritrae. (Un bel fagottino di sangue paffutello.)
Finch non la smetto di piangere.
Con la trasformazione ti aspetteresti di perderla, la capacit di versare
lacrime. E invece io continuo a pisciare, a piangere, a espellere acqua in
generale. (Di preciso non so come funzioni essere un vampiro; la mia famiglia
non mi farebbe mai avvicinare a un medico magico, e daltra parte di
raffreddori non ne prendo e non ho bisogno di vaccini.)
I fiori che ho deposto davanti alla tomba di mia madre sono appassiti.
Invoco gli Acquazzoni di aprile! e loro rifioriscono. Ma lincantesimo
richiede pi magia di quanta possa permettermene adesso fiori e cibo
richiedono vita e mi tocca appoggiarmi alla parete. Ultimamente, quando
sono stanco non riesco a tenere dritta la testa. E ho qualcosa che non va alla
gamba sinistra, da quando mi hanno rapito i beoti: mi si addormenta. Pesto
forte il piede sul pavimento di pietra e il tallone riacquista un po di sensibilit.
Se mamma pu tornare indietro attraverso il Velo, significa che non ha
ancora compiuto tutto il percorso. Non qui e non pu vedermi, ma non
nemmeno nellaldil. La sua anima ferma a met strada. Come posso
aiutarla?
Scovando Nicodemus? lui che ha mandato i vampiri?
Mi hanno sempre raccontato che stato il Tedio a inviare i vampiri. Persino
Fiona lo pensa. il Tedio che manda sempre tutto a Watford
La mia gamba talmente intorpidita quando raggiungo la Torre, che per
salire le scale sono costretto a fare prima un passo in avanti con la destra e poi
a trascinarmi dietro la sinistra.
La Bunce se n andata. Snow a letto, con le finestre aperte. Si fatto la
doccia. Snow usa il sapone che ci fornisce la scuola, quando pulito profuma
di ospedale.
Non ho voglia di lavarmi il viso e di cambiarmi. Rimango in mutande e
maglietta e mi metto a letto. Stasera sono morto. E non in senso figurato.
Non faccio a tempo a trovare la posizione, a chiudere gli occhi e a impormi
di non piangere di nuovo, quando Snow si schiarisce la voce. sveglio, allora.
Piangere non pianger pi di sicuro.
Ti aiuter io dice, cos piano che solo un vampiro lo pu sentire.
A fare che?
A scoprire chi ha ucciso tua madre.
Perch?
Si gira dalla mia parte. Io ci vedo anche se buio. Lui no.
Perch ha attaccato Watford risponde scrollando le spalle.
Mi volto dallaltra parte.
Perch era tua madre continua. E lhanno uccisa davanti ai tuoi occhi. E
questo questo non si fa.
41

LUCY
Il Velo si sta chiudendo e ci trascina tutti indietro ma su di me non ha presa.
Di me non c rimasto abbastanza, mi sa. Pensa un po, non avere
sufficiente vitalit per essere morti del tutto. Per oltrepassarlo e poi tornare da
dove si venuti.
Preferisco restare qui.
Preferisco continuare a parlarti anche se non puoi sentirmi. Anche se non
riesco a vederti. (C stato un momento in cui mi parso di riuscirci; in cui mi
parso che mi sentissi.)
Resto. E mi lascio trasportare. Trapasso pavimenti che non mi sostengono.
Pareti che non mi fermano. Il mondo intero grigio e popolato di ombre.
E io racconto loro la mia storia.
LIBRO TERZO
42

SIMON
Baz gi quasi del tutto vestito quando mi sveglio.
in piedi davanti alle finestre le ha chiuse anche se fa gi fin troppo
caldo, qua dentro e si annoda la cravatta specchiandosi nel vetro.
Ha i capelli lunghi, per essere un maschio. Quando gioca a calcio, gli
scendono sugli occhi e sulle guance. Dopo la doccia se li liscia allindietro,
invece, e al mattino somiglia sempre a un gangster o al protagonista di un film
in bianco e nero sui vampiri, con quellattaccatura a V che si ritrova.
Chiss, magari nessuno pensa che sia un vampiro proprio perch il look
quello. Sarebbe scontato cascherebbe un po troppo a pennello. (Il suo naso
pare un pennello, lungo e sottile com. Comincia troppo in alto, una
protuberanza tra le sopracciglia, in pratica. A volte, quando lo guardo, sono
tentato di tirarglielo per abbassarlo di un centimetro. Unimpresa inutile,
chiaro.) (In fondo pure un po storto quella opera mia.)
Stamattina non so come stanno le cose tra noi. Nel senso che gli ho
promesso di aiutarlo a scoprire cos successo a sua madre e non so se
dobbiamo cominciare subito o se una promessa che mi perseguiter a
distanza di anni, quando ormai mi sar dimenticato di averla fatta.
Per siamo ancora nemici, giusto? Lui vuole ancora uccidermi?
Forse non tenter di uccidermi finch non lo avr aiutato con la storia di
sua madre il pensiero dovrebbe rincuorarmi.
Baz d unultima stretta al nodo della cravatta, poi si volta verso di me e
infila la giacca. Non la scampi.
Balzo a sedere sul letto. Come?
Non fingerai che quello di stanotte sia stato un sogno e che non dicevi sul
serio. Mi aiuterai a vendicare la morte di mia madre.
Nessuno ha parlato di vendicare. Tiro via le coperte e mi alzo,
scompigliandomi i capelli con entrambe le mani. (Mi si ammassano tutti,
quando dormo.) Ti ho detto che ti avrei aiutato a scoprire chi lha uccisa.
E questo significa che mi aiuterai a vendicarla, Snow. Perch appena sapr
chi stato, lo ammazzer.
Be, in quello non ti aiuter.
Lo stai gi facendo replica lui, con la borsa gi in spalla.
Come?
A cominciare da adesso insiste, indicando il pavimento. Cominciamo
subito. la nostra priorit. E si avvia alla porta.
Faccio per protestare. E come la?
Baz si ferma, sbuffa e si volta di nuovo a guardarmi.
Come la mettiamo con tutto il resto? chiedo.
Tutto il resto cosa? domanda. Le lezioni? Possiamo continuare a
frequentarle.
No brontolo io. Sai benissimo a cosa mi riferisco. Penso agli ultimi
sette anni della mia vita. A tutte le minacce vuote e a quelle andate a buon fine.
Vuoi che mi impegni in questa cosa con te, ma nel contempo non vedi lora
di spingermi gi dalle scale.
Va bene. Prometto di non spingerti pi gi dalle scale finch non
risolviamo questa cosa.
Dico sul serio, Baz. Non posso aiutarti, se tenti sempre di incastrarmi.
Mi rivolge un sorriso sprezzante. Credi che questa sia tutta una montatura,
quindi? Che abbia richiamato mia madre dal mondo dei morti per fotterti?
No.
Tregua, allora.
Tregua?
Sono sicuro che sai benissimo cosa significhi la parola tregua, Snow.
Nessuna ostilit finch non arriviamo in fondo a questa cosa.
Nessuna ostilit?
Baz alza gli occhi al cielo. Niente aggressioni.
Agguanto la bacchetta dal tavolo che divide i nostri letti e mi avvicino a lui,
impugnandola con la mano sinistra e porgendogli la destra. Giuralo gli
faccio. Con la magia.
Mi fissa a occhi stretti, il mento in tensione.
Daccordo dice, e mi scaccia la bacchetta con un colpo. Per non ti
permetter di avvicinarti a me con quella in mano. E, sfilata la propria
bacchetta dalla tasca interna della giacca, la frappone tra noi. Poi mi afferra la
mano gelido e distinto io mi ritraggo, ma lui serra la presa.
Tregua esclama, guardandomi negli occhi.
Tregua ripeto io, con molta meno convinzione.
Finch non scopriamo la verit aggiunge.
Annuisco.
E, dando un colpetto alle nostre mani unite, procede al giuramento: Un
inglese tiene sempre fede alla parola data!.
Sento la sua magia penetrarmi nella carne. Il potere altrui ha sempre
qualcosa di diverso dal proprio, come la saliva altrui ha sempre un sapore
diverso dalla propria. (Anche se posso dirlo solo di quella di Agatha.) La
magia di Baz brucia. Come una lozione riscaldante. Mi resta l, nei muscoli
della mano.
Abbiamo appena stretto un giuramento. Non lavevo mai fatto, prima dora.
Baz potrebbe ancora infrangerlo potrebbe ancora rivoltarmisi contro ma
per un paio di settimane si ritroverebbe senza voce e con la mano rattrappita.
Forse fa parte comunque del suo piano.
Fissiamo entrambi le mani giunte e io avverto ancora in me il suo potere.
Ne riparliamo al termine delle lezioni mi dice Baz. Qui in camera.
Sento che la sua stretta si allenta e tiro via la mano. Va bene.
Arrivo tardi a colazione, ma Penelope non mi ha messo da parte n aringhe
n fette di pane tostato.
Dice che non le va di parlare; e non va neanche a me, anche se avrei un
sacco di cose da raccontarle.
Agatha continua a non sedersi con noi. Stamani non la vedo nemmeno,
magari da qualche parte con Baz. Avrei dovuto aggiungere questo, al patto di
tregua: devi anche lasciare in pace la mia ragazza. Ex-ragazza, semmai. Vabb.
Hai pi risentito tua madre? chiedo a Penny.
No. Baz intende denunciarmi alla scuola?
No. LArcimago tornato, che tu sappia?
Non lho visto.
Lei mangia la met del solito e io il doppio, giusto per tenere la bocca
occupata. Parto in anticipo per la lezione di greco perch ho limpressione di
aver tradito la mia migliore amica, visto che non posso schierarmi dalla sua
parte contro lArcimago. Per quel che vale, non potrei mai neanche schierarmi
dalla parte di lui contro di lei, per.
Come arrivo in classe, trovo Baz gi seduto. Mi ignora. E continua a
ignorarmi per tutta la mattina. Lo vedo un paio di volte in corridoio, intento a
parlare sottovoce con Dev e Niall.
Quando lora di incontrarci di nuovo in camera, dico a Penny che salter
il t per studiare e attraverso di corsa il cortile diretto alla Casa delle
Maschere. Appena imbocco le scale mi viene il dubbio che questincontro
possa essere una trappola, ma solo paranoia, la mia. Baz non ha bisogno di
attirarmi in camera con linganno: ci torno ogni sera, in quella stanza.
Non come la volta in cui ha cercato di darmi in pasto alla chimera, quando
mi ha chiesto di incontrarci nel Bosco Ondeggiante dicendo che aveva delle
informazioni sui miei genitori e che era troppo rischioso rivelarmele tra le
mura della scuola. Sapevo che stava mentendo.
Ero deciso ad andare nel Bosco solo per scoprire che cosa stesse tramando
e ridurlo in polpette. Ma una parte di me sperava ancora che sapesse qualcosa
sui miei genitori perch, insomma, qualcuno deve pur sapere chi sono. Anche
se fosse stato intenzionato a usare le informazioni in suo possesso contro di
me, sarebbe sempre stato meglio di niente.
stato uno sballo, cazzo, quando la chimera ha notato Baz per primo e ha
inseguito lui invece di me. Se lo meritava che quel mostro lo attaccasse. Avrei
dovuto lasciarlo fare
Poi c stata la volta in cui, al sesto anno, mi ha scritto un biglietto con la
calligrafia di Agatha, nel quale mi chiedeva di aspettarla ai piedi del tasso
dopo il tramonto. Si gelava, l fuori, Agatha naturalmente non si era fatta viva
e io ero rimasto alladdiaccio finch non avevano calato il ponte levatoio il
mattino dopo. La formula riscaldante continuava a non sortire alcun effetto e i
diavoli della neve non facevano che lanciarmi castagne in testa. Ero tentato di
farli secchi, ma appartengono a una specie magica protetta. (Sono vittime del
riscaldamento globale.) In realt temevo la comparsa di qualcosa di peggio.
Che gusto ci provava Baz a torturarmi con i diavoli della neve? Sono semplici
palle di neve semi-senzienti e dotate di mani e sopracciglia. Non sono
nemmeno creature oscure. Invece non comparso nientaltro, per cui ho
concluso che o il perfido piano di Baz era andato a monte, oppure il suo
perfido piano consisteva nel farmi quasi morire assiderato la notte prima di un
esame importante.
Poi, lanno scorso, mi ha detto che la professoressa Possibelfa voleva
vedermi e, quando sono arrivato nel suo studio, ho scoperto che ci aveva
chiuso dentro una puzzola. La professoressa non ha avuto dubbi che fossi stato
io, malgrado abbia un debole per me.
Mi sono vendicato infilando la puzzola nellarmadio di Baz; anche se come
vendetta non stata un granch perch condividiamo la stanza, naturalmente.
Sono davanti alla porta, ormai. Ancora nel dubbio che possa trattarsi di una
trappola. Decido che non ha importanza, per, perch anche se avessi la
certezza che lo , entrerei lo stesso.
Appena apro la porta, vedo Baz che trascina sulle ruote una vecchia lavagna
da gesso.
E quella da dove viene? gli chiedo.
Da una classe.
Okay, ma qui come ci arrivata?
Volando.
No, dico sul serio.
Lui alza gli occhi al cielo. Via, pi veloce della luce! hai presente? Non mi
costato un grande sforzo.
E che ci facciamo?
Dobbiamo risolvere un mistero, Snow. Mi piace organizzare i pensieri.
cos che procedi di solito quando pianifichi la mia rovina?
S, uso i gessetti colorati. Smettila di lamentarti. Apre la cartella e tira
fuori delle mele e altre cose avvolte nella carta oleata. Mangia mi ordina,
lanciandomi uno degli incarti.
un panino alla pancetta. Ha anche un bricco pieno di t.
Cos tutta sta roba? domando.
La merenda, no? So che non carburi se non ti riempi la pancia.
Scarto il panino e mi decido a dargli un morso. Grazie.
Non ringraziarmi, mi fa uno strano effetto.
Fa sempre meno effetto di te che mi porti i panini alla pancetta.
Okay, prego, allora La Bunce quando arriva?
Perch dovrebbe venire anche lei?
Perch voi due fate tutto insieme, no? Quando hai detto che mi avresti
aiutato, ho contato sul fatto che portassi la tua met pi intelligente.
Penelope non sa niente di questa storia gli dico.
Non sa della Visita?
No.
E perch no? Ero convinto che le avessi raccontato tutto.
Ho pensato che per te fosse una cosa troppo personale.
E lo , infatti replica lui.
Appunto, ecco perch non glielho detto. Allora, da dove cominciamo?
Baz mette il broncio. Contavo sul fatto che fosse la Bunce a dirci da dove
cominciare.
Partiamo da quello che sappiamo dico. da l che parte sempre Penelope.
Giusto. Ha laria cos nervosa. Non fa che tamburellare il gesso sui
pantaloni sporcandoli tutti di bianco. N ICODEMU S, scrive sulla lavagna in nitide
lettere oblique.
Questo rientra in ci che non sappiamo gli dico. A meno che nel
frattempo non ti sia venuto in mente qualcosa.
Baz scuote la testa. No. Non lho mai sentito nominare. Ho fatto una rapida
ricerca in biblioteca allora di pranzo, ma non credo che trover mai niente ne
Il giardino dei versi.
Dalla biblioteca di Watford sono stati rimossi quasi tutti i libri magici.
LArcimago vuole che ci concentriamo sui libri Normali per restare in
contatto con la lingua.
Prima delle riforme dellArcimago, Watford si preoccupava talmente di
preservare le formule tradizionali da prediligere quelle alle formule pi
moderne ed efficaci. Incentivava persino le iniziative volte a diffondere tra i
Normali linteresse per la cultura e i libri vittoriani, in modo da infondere
nuova vita alle formule pi antiche.
La lingua si evolve sostiene lArcimago. E anche noi dobbiamo farlo.
Baz si volta verso la lavagna. I capelli ormai asciutti gli scendono in
morbidi boccoli sulle guance; se ne passa una ciocca dietro lorecchio e scrive
una data: 12 AGOSTO 2002.
Faccio per chiedergli che cosa sia successo quel giorno, poi capisco.
Eravate solo in cinque dico. Ti ricordi nulla?
Mi guarda e poi si volta di nuovo verso la lavagna. Solo sprazzi.
43

BAZ
Solo sprazzi. Non ricordo n come iniziavano le giornate n le scene di vita
normale.
Ricordo solo alcuni episodi dellanno: un viaggio allo zoo, il giorno in cui
mio padre si rasato i baffi e non lho riconosciuto. E in generale ricordo che
andavo allasilo.
Ricordo i biscotti Digestive che ci davano ogni giorno con il latte.
Laffresco del coniglio sul soffitto. La bambina che mi mordeva. Ricordo che
cerano i trenini e che mi piaceva quello verde. Che cerano dei beb e, se
qualcuno di loro piangeva, la maestra lasciava che stessi accanto alla culla e
dicessi: Va tutto bene, batuffolino, non ti preoccupare. Perch cos mi diceva
la mamma quando piangevo io.
Non credo fossimo in molti, in quellasilo. Solo i bambini della facolt.
Due aule. Io frequentavo ancora quella dei beb. Non ricordo di esserci andato
il dodici di agosto, ma ricordo quando i vampiri hanno sfondato la porta.
I vampiri noi vampiri, insomma, siamo fortissimi durante la caccia. E,
per unorda di noi, che ostacolo potr mai essere un portone di rovere
decorato con tassi e conigli in rilievo?
Non saprei quanti vampiri siano entrati nellasilo quel giorno. Parevano
decine ma impossibile, perch io sono stato lunico bambino a essere morso.
Ricordo che uno di loro, un uomo, mi ha tirato su afferrandomi per il dietro
della salopette, come si prendono i cuccioli per la collottola. Per un attimo, il
bavaglino mi si sollevato e mi ha mezzo soffocato.
Nel mio ricordo, alle loro spalle comparsa mia madre quasi allistante.
Lho sentita pronunciare a gran voce gli incantesimi ancora prima di vederla.
Ho visto il blu del suo fuoco ancora prima di vedere il suo viso.
Mia madre riusciva a evocare il fuoco anche sottovoce. Poteva bruciare per
ore senza stancarsi.
Ha riversato torrenti di fuoco sopra le teste dei piccoli, laria ne crepitava.
Ricordo gente che scappava da ogni parte. Uno dei vampiri che si
incendiava come un fuoco dartificio. Ricordo lespressione sul viso di mia
madre quando mi ha visto, quel suo lampo di disperazione nellattimo in cui
luomo che mi teneva mi ha affondato i denti nel collo.
E poi il dolore.
E nientaltro
Devo essere svenuto.
Al mio risveglio ero negli appartamenti di mia madre e pap e la
professoressa Possibelfa mi stavano lanciando un incantesimo di guarigione
dietro laltro.
Al mio risveglio, mia madre non cera pi.
44

SIMON
Baz scrive alla lavagna Vampiri e poi Inviati in missione dal Tedio e ancora
una vittima.
Non so come riesca a parlare di vampiri senza ammettere di essere uno di
loro. Fingendo che io non sia gi al corrente di tutto. Fingendo di non sapere
che io so.
Be, le vittime sono state pi di una preciso. Cerano anche i vampiri,
no? Tua madre li ha uccisi tutti? Quanti?
Impossibile dirlo. Baz incrocia le braccia. Non cerano resti. Si volta di
nuovo verso la lavagna. Non ci sono mai resti, in caso di una morte del
genere, solo ceneri.
Allora, il Tedio manda i vampiri a Watford e
La prima intrusione nella storia della scuola commenta.
E lultima aggiungo.
Gi, ora molto pi difficile entrare, vero? dice Baz. Questo dobbiamo
riconoscerglielo, allArcimago: la scuola a tenuta stagna. La nasconderebbe
dietro il Velo, se potesse.
Ci sono stati altri attacchi di vampiri, da allora?
Baz si stringe nelle spalle. Non credo che i vampiri abbiano labitudine di
attaccare i maghi. Mio padre dice che sono come gli orsi.
Sono.
In che senso? domando.
Be, cacciano i Normali per faticare meno e non attaccano i maghi se non
sono davvero affamati o affetti dalla rabbia. Troppo sforzo.
E che altro ti dice tuo padre sui vampiri?
Baz mi risponde in tono glaciale: raro che affrontiamo largomento.
Il fatto che drizzo le spalle e parlo scandendo bene le parole in
questa particolare situazione ci aiuterebbe sapere come si comportano.
Baz storce il labbro. Di sicuro bevono il sangue e si trasformano in
pipistrelli, Snow.
Intendevo mentalmente, va bene?
Certo, perch la mentalit a fare di te un mostro.
Vuoi il mio aiuto o no?
Lui sospira e scrive: Vampiri: Spunti di riflessione.
Mi ficco in bocca lultimo morso di panino. Sul serio i vampiri possono
trasformarsi in pipistrelli?
Perch non lo domandi a uno di loro? Procediamo: che altro sappiamo?
Scendo dal letto, mi pulisco le mani sui pantaloni e prendo dalla scrivania
uno dei fascicoli rilegati della Cronaca. Ho cercato in biblioteca larticolo
sullattacco Apro il fascicolo alla pagina giusta e glielo mostro. Il ritratto
ufficiale di sua madre occupa met pagina. C anche una foto dellasilo, tutto
bruciato e annerito, e il titolo recita:

VAMPIRI NELLASILO
Natasha Grimm-Pitch muore per difendere Watford dalle creature oscure.
I nostri figli sono davvero al sicuro?

Non ho mai visto questo servizio dice Baz, sfilandomi il fascicolo di


mano. Si accomoda sulla mia sedia e comincia a leggere a voce alta:
Lattacco ha avuto luogo a pochi giorni dallinizio dellanno scolastico.
Immaginate quale carneficina sarebbe stata se si fosse trattato di una tipica
giornata di scuola Stando al racconto della maestra Mary, direttrice
dellasilo, uno dei vampiri ha attaccato la preside Grimm-Pitch alle spalle,
affondandole i canini nel collo dopo averla vista decapitare il vampiro che
minacciava suo figlio. La preside sembrava la Furia in persona ha
dichiarato Mary. Pareva uscita da un film. Appena il mostro lha morsa, ha
lanciato un soffocato Tigre, tigre, divampante fulgore, e hanno preso fuoco
tutti e due
Baz smette di leggere. confuso. Non lo sapevo dice, pi rivolto al
fascicolo che a me. Non sapevo che fosse stata morsa.
Che cos Tigre, tigre? Mi fermo. Non mi fido a pronunciare a voce
alta nuove formule.
un incantesimo di sacrificio. Era popolare tra gli assassini e gli
amanti respinti.
Quindi tua madre si uccisa? Volontariamente?
Baz chiude gli occhi e abbandona la testa in avanti. Sento che dovrei fare
qualcosa per consolarlo, ma non c modo di farsi consolare dal proprio
peggior nemico. Anche se Che diavolo, io per non sono il suo peggior
nemico, giusto? Certo che no, maledizione.
Ancora fermo al suo fianco, gli rifilo un colpetto sulla spalla un colpetto
consolante e gli tolgo il fascicolo di mano. Continuo a leggere a voce alta dal
punto in cui si interrotto: Il figlio di cinque anni, Tyrannus Basilton,
rimasto scosso ma illeso. Il padre, Malcolm Grimm, lo ha portato con s nella
casa di famiglia dellHampshire, in attesa che si riprenda dallo shock. In
questo momento, la Congrega riunita in assemblea di emergenza per discutere
lattacco a Watford, la crescente minaccia delle creature oscure e la nomina di
un preside ad interim. C chi ha chiesto la chiusura della scuola finch non
cesseranno i conflitti con le creature oscure, e persino chi ha suggerito di
inserire i nostri figli in scuole Normali seguendo lesempio di americani e
scandinavi. Ci sono altri articoli su questo tema preciso. Sul destino di
Watford. Quelli che ho letto coprono un lasso di alcuni mesi. stato un
susseguirsi di assemblee, dibattiti, editoriali. Finch in febbraio non entrato
in carica lArcimago.
Baz fissa il vuoto alle mie spalle. Ha i capelli sugli occhi, le braccia
conserte e si stringe i gomiti. Provo di nuovo a consolarlo, stavolta
posandogli la mano sulla spalla. tutto ok dico.
Lui ride. Di una risata amara. Qui tutto fuorch ok.
Intendevo che ok che tu non sia ok. Intendevo che qualunque emozione tu
provi in questo momento normale.
Si alza e mi scaccia la mano. questo che ti dicono i tuoi amici ogni volta
che fai saltare in aria un pezzo di scuola? Perch una bugia, sai? Non c
niente di ok. N mai ci sar. Anzi, finora la cosa ha sempre segnato linizio di
una serie di altre brutte cose. Tu non sarai mai ok, vero, Simon?
Mi sento avvampare la schiena e le spalle, ma cerco di trattenermi e mi
allontano volutamente da lui. Qui io non centro niente.
Be, non direi risponde rabbioso Baz. Ma potrei anche sbagliarmi. Il
fatto che tu centri sempre, in un modo o nellaltro.
Poso il libro sulla scrivania e mi avvio alla porta. Dovevo aspettarmelo che
non avrebbe funzionato. Baz rimane uno stronzo anche quando ti fa una pena
del diavolo.

Pensavo stessi studiando mi dice Penelope.


La trovo nel salone della mensa, seduta a un tavolo cosparso di fogli e con
il laptop davanti. C anche una teiera, ma il t devessersi freddato.
Ci poso sopra la mano e dico: A qualcuno piace caldo!. Sento il liquido
ribollire e vedo aprirsi una sottilissima crepa sul coperchio. Stavo aiutando
Baz in una cosa spiego ma ora ho finito. Una volta per tutte.
Penny mi guarda versare il t dalla teiera incrinata e storce il naso. Le leggo
nel pensiero la frase La cosa mi puzza. E infatti alza la testa di scatto e,
sempre storcendo il naso, mi fa: Stavi aiutando Baz in una cosa?.
S. stato un errore. Mi siedo e butto gi un sorso di t, ma mi brucio la
lingua.
E perch stavi aiutando Baz?
una storia lunga.
Di tempo ne ho a bizzeffe, Simon.
A quel punto sentiamo il primo grido. Mi alzo e rovescio il tavolo,
rompendo definitivamente la teiera.
Il salone invaso da una frotta di studenti che arrivano correndo dal cortile.
Gridano tutti a squarciagola. Acchiappo al volo una ragazza del primo anno
che mi passa accanto, sollevandola quasi di peso per un braccio. Che cosa
c?
Un drago! strilla. Il Tedio ha mandato un drago!
Ho la spada in pugno e sto gi correndo verso la porta. So di avere Penny
alle spalle.
Trovo il cortile deserto, ma sulla fontana ci sono delle bruciature e una
striscia di terra strinata. Sento il Tedio nellaria, avverto il suo vuoto
risucchio, quella secchezza pruriginosa. una sensazione che a Watford
riconosciamo quasi tutti, ormai, come una sirena dallarme.
Attraverso di corsa il primo e il secondo cancello ma, sotto larco che
precede il ponte levatoio, sono investito da unondata di calore. Un muro di
fiato rovente. Mi riparo il viso con il braccio e sento Penny che da dietro mi
afferra per la camicia. Mi posa sulla spalla la mano con lanello. U cant
touch this!
Che roba ? le grido.
Un incantesimo di sbarramento. Funzioner solo se il drago conosce la
canzone.
E come vuoi che faccia un drago a conoscere quella canzone?
Sto facendo del mio meglio, Simon!
Non lo vedo nemmeno! grido. E tu?
Non lo vedo ma lo sento. Sento le ali che sbattono. Il Prato sommerso da
un fiume di fuoco e, appena alzo lo sguardo, scorgo la bestia scendere in
picchiata su di noi. Assomiglia a un rosso T-Rex, con gli occhi gialli di un
gatto e un paio di gommose ali rosse.
Da dietro la mia spalla, Penny continua a gettare incantesimi per atterrarlo.
Che cosa faremo quando sar sceso? le chiedo.
Cercheremo di non farci bombardare con il fuoco! mi grida.
Provo a ricordare lultima volta che ho affrontato un drago, ma a quel
tempo avevo undici anni e mi pare proprio di averlo fatto saltare per aria.
Avvicinati, che ti faccio esplodere penso, rivolto alla bestia.
Vedo il drago piroettare nellaria senza darci fuoco e, per un attimo, mi
illudo che lincantesimo di Penny stia funzionando. Poi individuo il suo
bersaglio: un gruppo di ragazzi del terzo anno accucciati ai piedi del tasso.
Con loro c la professoressa Possibelfa, la vedo lanciare incantesimi alla
bestia con il bastone da passeggio. Corro verso lalbero sfilandomi la
bacchetta dalla tasca posteriore dei pantaloni e, rivolto al drago, grido con
quanto fiato ho in gola: Attenzione, prego!. Infondo alla bacchetta tutto il
mio potere.
Il drago interrompe la picchiata per guardarmi e resta sospeso a mezzaria,
come se qualcuno lavesse messo in pausa. Poi tira indietro la testa e punta
nella mia direzione.
Oh, cavolo esclama Penelope. a circa un metro da me. Protende la
mano verso la scuola non verso il drago e grida: Circolare, qui non c
niente da vedere!.
Che stai facendo? le urlo, intento ad allontanare il drago dagli edifici.
Il tuo incantesimo di attenzione ha funzionato su chiunque! mi spiega.
Stanno uscendo tutti a guardare. Circolare, qui non c niente da vedere!
strilla di nuovo in direzione dei cancelli. Come non detto!
Mi guardo indietro e vedo dei ragazzi sul ponte e altri che corrono sui
bastioni. Il drago si sta tuffando di nuovo in picchiata, cos decido di corrergli
incontro. Sopra la mia testa si abbatte una striscia di fuoco che scanso
gettandomi a terra allultimo secondo e rotolando via, e la bestia sfiora con i
denti il terreno accanto a me. Poi si tira su, sbuffando per la frustrazione,
presumo, e si lancia verso di me schioccando le mascelle. Roteo la spada e la
colpisco al collo, ma la lama resta conficcata. Il drago si alza di nuovo e io
con lui, aggrappato alla spada, pronto a sfruttare il movimento per lanciarmi
cavalcioni sulla sua testa e serrare le ginocchia dietro la sua mandibola.
Cos va meglio. Ora posso tranquillamente strangolarlo.
Ma la bestia prova a disarcionarmi e, mentre cerco di tirarle via la spada
dalla carne per colpirla di nuovo, mi sento chiamare da Baz. Alzo lo sguardo e
lo vedo correre sui bastioni.
Se la sua voce riesce ad arrivare fino a me, deve averla modificata con un
incantesimo. (Magari con la formula Udite, udite! che a me non mai
riuscita.) Simon grida non farle del male!
Non farle del male. Col cavolo. E provo di nuovo a tirar via la spada.
Simon! grida ancora lui. Fermo! I draghi non sono creature oscure!
Arrivato alla fine del bastione, anzich bloccarsi, salta sul muro e si lancia in
corsa gi verso il fossato! Ma, invece di caderci dentro, lo supera con un balzo
e atterra dallaltra parte. la cosa pi bella che abbia mai visto.
Deve pensarlo anche il drago, perch smette di divincolarsi e segue con la
testa i movimenti di Baz.
Batte le ali con meno energia, adesso. E, quasi ciondolando nellaria, si
lancia verso di lui emettendo piccoli sbuffi di fuoco. Baz corre verso di noi e
poi si blocca a gambe divaricate, con la bacchetta in pugno.
Baz! grido. No! Sei infiammabile!
Come tutto, del resto! mi risponde.
Baz!
Ma lui gi punta la bacchetta contro la bestia per lanciarle un incantesimo:
Whisky ragnetto che sale la montagna la pioggia lo bagna e Whisky cade
gi, gi, gi!.
Il primo verso la classica formula usata per insetti, topi e roba del genere.
Ma Baz continua e prova a recitare lintera filastrocca. Neanche fosse Houdini
in persona.
Ma ecco esce il sole e Whisky si asciugato, risale la montagna e va
sempre pi su, su, su!
Nel nostro mondo non c nulla di pi potente delle filastrocche: le frasi che
tutti imparano da bambini e restano in testa per sempre. Un mago potente
riuscirebbe a respingere un esercito con la filastrocca di Humpty Dumpty.
Sulla montagna c una casetta con una streghetta che se lo vuol
mangiar, gnam, gnam!
Il drago non vola via, ma attratto da Baz. Atterra proprio davanti a lui e
piega la testa da un lato. Basterebbe un soffio di fuoco per cancellarlo dalla
faccia della terra.
Eppure lui non si muove.
Ma Whisky molto furbo. Riscende la montagna
Mi lascio scivolare dal collo della bestia e, nel cadere, estraggo la spada
dalla carne sfruttando il peso del mio corpo.
e va dalla sua mamma e non la lascia pi, pi, pi!
Mi chiedo perch nessuno lo stia aiutando; poi mi guardo intorno e vedo
che tutti gli studenti e gli insegnanti della scuola sono affacciati alla finestra o
fuori sui bastioni, a osservare con attenzione la scena come io ho ordinato
loro di fare. Persino Penny ha ceduto, ormai. O forse solo sbigottita quanto
me. Baz continua imperterrito, invece.
Whisky ragnetto che sale la montagna la pioggia lo bagna e Whisky cade
gi, gi, gi!
Il drago si guarda indietro, come se volesse mettersi in marcia. Poi pesta la
zampa a terra, frustrato, e spiega le ali. Baz alza ancora di pi la voce. Ha la
fronte imperlata di sudore, tutto lungo lattaccatura dei capelli, e la mano gli
trema.
Vorrei aiutarlo ma c il rischio che gli rovini lincantesimo. Potrei anche
assestare un colpo alla bestia mentre distratta, ma lui si raccomandato di
non ferirla. Mi sposto finch non gli sono alle spalle.
Il drago scuote la testa e fa di nuovo per girarsi. Sto cominciando a pensare
che voglia davvero andarsene. Che voglia davvero che lincantesimo funzioni.
Ma ecco esce il sole e Whisky si asciugato, risale la montagna e va
sempre pi su, su, su!
Ormai a Baz trema tutto il braccio.
Gli poso la mano sulla spalla per tenerglielo fermo. E a quel punto faccio
qualcosa che non ho mai fatto prima, qualcosa che non tenterei mai, se avessi
paura di far del male alla persona in questione.
Spingo.
Prendo un po della magia che cerca sempre di fuoriuscire da me e,
semplicemente, la infondo in Baz.
Il suo braccio si irrigidisce come una canna e la voce cresce di colpo, a
met frase: Ma Whisky molto furbo. Riscende la montagna.
Le ali del drago fremono e la bestia barcolla allindietro. Infondo dellaltro
potere a Baz, temendo che sia troppo, ma non lo vedo n crollare n piegarsi.
Sotto il mio palmo, la sua spalla ferma e dura come un sasso.
e va dalla sua mamma e non la lascia pi, pi, pi! tuona di nuovo. Le
ali del drago sbattono energicamente e la bestia si leva in aria di scatto, come
un aereo che decolla allindietro.
Smetto di spingere e chiudo gli occhi, lasciando che Baz attinga alla mia
magia secondo le sue esigenze. Non vorrei esagerare e farmelo esplodere in
mano come una granata. Quando riapro gli occhi, il drago un puntino rosso
nel cielo e dai bastioni risuona uno scroscio di applausi.
Come non detto! grida Baz, puntando la bacchetta verso la scuola. La
folla inizia subito a disperdersi. E lui si allontana dalla mia mano e si volta a
guardarmi.
Mi fissa come se fossi un mostro. (Una cosa che sapevamo gi tutti e due.)
Ha il sopracciglio destro talmente inarcato che pare si sia separato dallocchio.
Perch mi hai aiutato? gli chiedo.
La tregua mi risponde lui, ancora in allarme. Poi scuote la testa, proprio
come ha fatto il drago nel tentativo di sottrarsi al suo incantesimo. E
comunque non stavo aiutando te prosegue, sfregandosi la nuca. Aiutavo la
dragonessa. Lavresti uccisa.
Stava attaccando la scuola.
Non era sua intenzione. I draghi non attaccano se non sono minacciati. E
poi neanche ci vivono, in questa parte dellInghilterra.
Penelope mi investe come un treno merci. Mi afferra la mano e se la mette
sulla spalla. Fammi vedere mi dice. Apri il rubinetto, forza!
Ritraggo la mano. Come?
Lei se la riprende e la posa di nuovo sulla spalla. Ho visto tutto. Dove hai
imparato a farlo?
Piantala replico con una certa convinzione, guardando le persone che
abbiamo intorno e che ci stanno ascoltando. Il Prato pieno di ragazzi che
esaminano le strinature sul terreno con laria di chi scampato per un pelo alla
morte. Gli stavo solo offrendo un po di sostegno morale.
Ottimo lavoro, signori. Ci ritroviamo accanto la professoressa
Possibelfa, non lho neanche sentita arrivare. Non ho mai visto una
filastrocca tanto efficace e tanto ben recitata, signor Pitch n una situazione
che la richiedesse con tanta urgenza.
Baz china umilmente il capo. Un inchino perfetto. Con i capelli che gli
ricadono in avanti.
Signor Snow procede la professoressa rivolta a me immagino vorr
fornire un resoconto dellaccaduto allArcimago, non appena far ritorno. E
questa settimana lavoreremo sulla moderazione, durante le ore di dizione.
Chino la testa. S, professoressa.
Ma adesso come non detto ci dice, senza alcuna inflessione magica. Fate
conto che non vi abbia interrotto.
Penelope mi posa di nuovo la mano sulla spalla, ma io la scaccio.
Mi volto verso il castello e vedo Agatha, rimasta sola a fissarci dai bastioni.
45

SIMON
Hai ricevuto una Visita e non me lhai detto! Penelope in piedi davanti a
me con le mani sui fianchi. Lhai detto a lui? punta il dito verso Baz. E non
lo hai detto a me?
Si trattava di sua madre protesto.
S, per lui non cera nemmeno!
Stavo per dirtelo, Penny, ma poi il suo ritorno ha complicato le cose.
E comunque te lo stiamo dicendo adesso interviene lui.
Com che parli al plurale? Da quando siete diventati un noi, voi due?
Non siamo un noi! ribatto, quasi urlando.
Baz alza le braccia e si lascia cadere allindietro sul letto. Siete
insopportabili.
E da quando sei diventato una presa di corrente a cui gli altri maghi
possono semplicemente attaccare la spina?
Non lo so. Non ci avevo mai provato, prima.
Rifallo, allora mi dice, piombando a sedere sul letto accanto a me.
No, Penny, ho paura di farti male.
Mi posa la mano sulla spalla. Simon, immagina cosa potremmo fare
combinando il tuo potere ai miei incantesimi. Potremmo levare di mezzo il
Tedio prima di cena e poi occuparci della fame e della pace nel mondo.
Immagina che cosa far lArcimago quando scoprir di avere una centrale
nucleare in giardino, semmai mormora Baz.
Pensieroso, mi volto verso il muro, e la mano di Penny mi cade dalla spalla.
Devo ammettere che non mi va di raccontare allArcimago n a nessun altro
quello che ho fatto oggi. gi abbastanza grave che non riesca a controllare
il mio potere. Figuriamoci sentirselo strappare cos.
Penny appoggia la mano sopra la mia sul materasso. un incantesimo
particolare? mi chiede sottovoce.
No, io ho solo spinto.
Fammi vedere.
Baz si puntella sul gomito per assistere allo spettacolo. Guardo Penny negli
occhi.
Mi fido di te, Simon dice lei.
Potrei comunque farti del male.
Penny scrolla le spalle. Il dolore temporaneo.
Potrei comunque procurarti dei danni permanenti.
Lei scrolla di nuovo le spalle. Dai, Simon. Dobbiamo capire come
funziona.
Non che dobbiamo. Parte sempre tutto da te, sei tu che lo vuoi.
Mi stringe la mano. Simon.
Ormai si fissata, finch non acconsento non mi lascer pi in pace. Cerco
di ricordarmi la sensazione che ho avuto fuori, sul Prato. La sensazione di
aprirmi, di rilassarmi appena un po. Di lasciarmi andare
E spingo solo un pochino.
Per le spire di tutti i serpenti! esclama Penny, ritraendo la mano e
saltando gi dal letto. Alla faccia di un troll malformato, Simon.
Scuote la mano e ha le lacrime agli occhi. Oh, cazzo!
Mi alzo anchio. Scusa, Penny! Quanto mi dispiace, fammi vedere!
Baz si rimette sdraiato e ridacchia come un matto.
Penelope mi porge il braccio. rosso e pieno di chiazze. Mi dispiace
tantissimo ripeto, afferrandolo delicatamente per il polso. Vuoi che andiamo
in infermeria?
Non importa, mi sta passando. Il braccio le trema, per, e Baz si alza per
dare unocchiata.
stato come se ti avessi lanciato un incantesimo, secondo te? le
domando.
No rispondono tutti e due in coro.
stato pi come prendere la scossa spiega Penelope, e poi guarda Baz.
E per te?
Baz tira fuori la bacchetta. Non lo so. Ero concentrato sul drago.
Hai sentito dolore? gli chiede.
Sar che ci hai visto male, Bunce ribatte lui. Sar che Snow mi stava
davvero dando solo del sostegno morale.
Certo, come no. E magari sei anche il mago pi potente che si sia mai
visto da cinque generazioni.
Pu essere risponde lui, picchiettandole il braccio con la sua bacchetta
davorio. Guarisci presto!
E questo com stato? le chiedo.
Meglio replica lei di malavoglia, ritraendo il braccio. Poi guarda
accigliata Baz e aggiunge: Ora sono tutta un bollore.
Lui sorride e inarca di nuovo il sopracciglio.
Mi riferivo alla temperatura, Basil precisa Penny. La tua magia pare olio
bollente.
Baz fa spallucce e si volta verso la lavagna. Vizio di famiglia.
Come ho detto, ogni potere ha un proprio effetto. La magia di Penelope
densa e ti lascia un sapore di salvia in bocca. Non mi dispiace affatto.
Allora attacca lei, seguendo Baz alla lavagna. Hai ricevuto una Visita.
Una Visita in piena regola: quella di Natasha Grimm-Pitch in persona.
Baz la guarda da sopra la spalla. Sembri colpita, Bunce.
Lo sono, infatti. Tua madre era uneroina. lei che ha inventato
lincantesimo per la febbre gnomatica. E poi stata la preside pi giovane
nella storia di Watford.
Baz la guarda come se la vedesse per la prima volta.
Per non parlare del fatto che ha battuto tuo padre in ben tre duelli, prima
che lui si decidesse ad accettare la sua mano.
Ma una barbarie commento.
la tradizione spiega Baz.
stata una favola insiste Penny. Ho letto tutto nel dettaglio.
E dove? le domanda Baz.
Nella biblioteca di casa mia. Mio padre adora i riti matrimoniali. Adora
tutte le magie familiari, veramente. Quello tra lui e mia madre un legame a
cinque dimensioni.
Che meraviglia commenta Baz, e la cosa mi spaventa perch ho
limpressione che dica sul serio.
Io voglio fermare il tempo, quando chieder a Micah di sposarmi
continua lei.
Lamericano? Il tappo con gli occhiali spessi?
Non pi tanto basso, ormai.
Interessante. Baz si sfrega il mento. Mia madre ha fatto toccare il cielo
con un dito a mio padre.
Lei era una leggenda commenta radiosa Penelope.
Pensavo che i tuoi genitori odiassero i Pitch dico io.
Mi guardano tutti e due come se avessi infilato la mano nella zuppiera del
brodo.
Quella politica risponde Penelope. Qui stiamo parlando di magia.
Ovvio. Come ho fatto a pensare una cosa del genere replico.
Ovvio. Non hai pensato affatto ribatte Baz.
Insomma, adesso che succede? Che facciamo? chiedo io.
Penelope incrocia le braccia e fissa pensierosa la lavagna. Adesso
dichiara scopriamo chi ha ucciso Natasha Grimm-Pitch.
La leggenda aggiunge Baz.
E lei gli rivolge unocchiata affettuosa, di quelle che di solito riserva a me.
Perch possa finalmente riposare in pace.
46

BAZ
Penelope Bunce una maga notevole, non ho problemi a riconoscerlo.
Cio, non ho problemi a riconoscerlo perch ora come ora schierata dalla
mia parte.
Non mi stupisce che Snow la segua ovunque come un cagnolino ritardato
appeso a un guinzaglio corto corto. A occhio e croce ne sappiamo quanto
prima sulla morte di mia madre, ma la Bunce talmente acuta e sicura di s
che ogni minuto trascorso in sua compagnia sembra segnare un passo avanti.
E poi ha riparato la finestra, che ora non cigola pi.
evidente che continua a considerarmi repellente e disgustoso, ma del resto
Roma non fu fondata grazie allammirazione reciproca. molto ferrata in
storia della magia, casa sua devessere zeppa di libri proibiti, e met delle sue
opinioni la spedirebbero dritta nelle segrete se il suo nome fosse Pitch e non
Bunce.
(Nelle sue vene deve scorrere del sangue ordinario, sotto sotto; Bunce il
cognome meno magico del regno. E dovreste vedere suo padre, il professor
Bunce. Lincarnazione di un libro pieno di note a pi di pagina, una giacca fatta
di toppe. Ha tenuto una lezione speciale sul Tedio, lo scorso anno, e credo di
non essere riuscito a seguire fino in fondo una sua sola frase.)
Snow e la Bunce mi mandano di sotto a prendere la cena perch sono io
quello che se la intende con la cuoca Pritchard, una mia lontana cugina e
quando torno la Bunce ha in mano un gessetto verde con cui aggiunge nuovi
appunti ai miei appunti sulla lavagna, in una grafia minuta e illeggibile.

N ICODEMU S
CON TROLLARE IN BIBLIOTECA.
CHIEDERE A MAMMA? (RISCHI? )
CHIEDERE ALLARCIMAGO? N O.
CERCARE SU GOOGLE? S! (N ON MORDE, SIMON .)

Anche gli appunti sono scritti per Snow. Sono inseparabili, quei due. Paiono
due gemelli siamesi. Mmm Chiss se anche la Monamour sar presto dei
nostri.
Simon ha ragione sui vampiri dice la Bunce senza distogliere lo sguardo
dalla lavagna.
Rischio di rovesciare il vassoio con la cena, cos mi curvo leggermente per
raddrizzarlo. Cosa?
I vampiri ripete, voltandosi e posando le mani sui fianchi. Ha la gonna
impolverata di gesso.
Snow posa un libro e mi si avvicina per prendere la brocca di latte dal
vassoio. Se la porta alla bocca e io gli assesto un calcio nello stinco.
Lanatema! esclama.
Non voglio farti del male, cerco solo di proteggerti dai tuoi modi barbari.
La stanza non potr certo biasimarmi, stavolta, zoticone. Ci sono dei bicchieri
qui.
Posa il latte sul tavolinetto che sta tra i due letti e prende i bicchieri e il
tovagliolo pieno di tramezzini. La cuoca Pritchard ti ha dato tutta questa
roba? Apre linvolto che contiene i brownies.
Le piaccio, sai com rispondo.
Pensavo di essere io a piacerle replica lui. Lho salvata da una
luscengola!
Be, io le piaccio per quello che sono.
I vampiri interrompe Penelope. Mi state ascoltando?
Per abitudine le rivolgo il mio ghigno malefico. Tappati la bocca con un
panino, Bunce.
Come facciamo a capire chi li ha mandati e che cosa volevano insiste se
sui vampiri non sappiamo un accidente?
I vampiri vogliono il sangue commenta Snow ingozzandosi di roastbeef.
Ma quello possono procurarselo ovunque obietta lei. Senza alcuna
difficolt. In particolare a Soho dopo la mezzanotte. Prende un panino e si
siede a gambe incrociate sul letto di Snow. Potrei sbirciarle sotto la gonna, se
volessi basterebbe piegare appena la testa. Mentre per me non esiste luogo
pi complicato di Watford, dove un vampiro possa venire a cercarsi del
sangue in pieno giorno.
Non ha tutti i torti.
Chi glielha fatto fare, allora? chiede.
Be, il trimestre non era ancora cominciato dico, prendendo una mela
per cui non cera nessuno di guardia.
Ho capito, per stiamo parlando di Watford. E scuote la lunga chioma.
Anche allora cera unintera cinta di protezione a difesa dalle creature
oscure.
Non deve avere per forza un senso, questa cosa replica Snow. stato il
Tedio a mandare i vampiri. Come il drago di oggi. Nemmeno lui ci teneva a
trovarsi qui.
Non ero certo che Snow lo avesse capito, n che mi avesse creduto quando
glielo avevo detto. Pensavo che avrebbe ucciso quella femmina di drago a
sangue freddo, davanti a tutta la scuola.
Be, proprio a sangue freddo no, in effetti ci stava attaccando. Ma trucidare
un drago roba da magia oscura, troppo oscura persino per la mia famiglia.
Non si uccide un drago, a meno che non si stia cercando di aprirsi una porta
per linferno.
Ma se la preside Grimm-Pitch si riferiva al Tedio riprende la Bunce,
perch avrebbe dovuto gettare un simile fardello su Baz? Vuole che sia lui a
toglierlo di mezzo? E questo Nicodemus che centra?
Snow si acciglia. Dobbiamo smetterla di concepirlo come un attacco
isolato.
Ma lunico attacco di vampiri nella storia della scuola ribatto.
Gi, per in quel periodo succedeva di tutto e di pi continua lui. A detta
dellArcimago, le creature oscure ritenevano che ci stessimo indebolendo,
puntavano gi a sferrare una vera offensiva contro il regno.
Quando lha detto? chiede Penny.
scritto sulla Cronaca dice Snow. LArcimago aveva tenuto un discorso
alla Congrega, ancora prima dellinvasione di Watford. Simon manda gi
lultimo pezzo di panino e allunga il braccio attorno a Penny per prendere un
libro. Ha giacca e maglione per terra, e gli spunta un lembo bianco di camicia
dai pantaloni. Trova subito la pagina che cerca e ce la mostra. Resto in piedi,
non sono pronto a sedermi sul letto di Snow.
la prima pagina della Cronaca. Il discorso dellArcimago pubblicato in
versione integrale e su unenorme tabella sono indicate in grassetto le date e le
atrocit commesse, lelenco di tutti gli attacchi perpetrati sul genere magico
nellarco di cinquantanni. Il nostro impero in pericolo? si interroga il titolo.
Un momento la Bunce gli strappa il libro di mano, gli passa il panino
per farselo reggere e lui gli d un morso. Qui non dice niente del Tedio. Va
dritta allarticolo sulla morte di mia madre e lo scorre con il dito. Niente
Tedio, nemmeno qui.
Chiude il libro e batte lanello sulla copertina. Tutto al pettine e fuori il
Tedio! Il libro si apre e le pagine cominciano a sfogliarsi da sole, sempre pi
veloci man mano che si avvicina la fine, finch il volume non si richiude sulle
gambe della Bunce con un tonfo.
Mai citato sentenzia Penny.
Non ha senso dico io. Il Tedio esisteva. La prima zona morta
comparsa alla fine degli anni Novanta, nei pressi di Stonehenge. Labbiamo
studiato a storia della magia.
Lo so conferma lei. Mia madre era incinta di me quando successo. Lei
e pap sono pure andati a visitare il sito. La Bunce recupera da Snow quel che
rimasto del suo panino e lo addenta. Poi mi fissa, masticando con sospetto.
Come facevano a saperlo
Chi? chiedo. Cosa?
Come hanno fatto a capire che dietro a tutto cera lo zampino del Tedio
dice la Bunce, dietro gli attacchi delle creature oscure e le zone morte? Come
facevano a sapere che partiva tutto da lui, se ancora non conoscevano gli effetti
che produce? cos che ora lo identifichiamo noi. Dalla sensazione che
trasmette.
Hai percepito il Tedio? chiede Snow. Quel giorno, nellasilo?
Come dire, ero un tantino distratto replico io.
Cosa ti hanno detto? chiede la Bunce.
Cosa mi hanno detto chi?
La tua famiglia. Dopo la morte di tua madre.
Nulla. Cosa dovevano dirmi?
Ti hanno detto che erano stati i vampiri?
Non cera bisogno che me lo dicessero. Ero l.
Te lo ricordi? incalza lei. Hai visto i vampiri?
S. Poso la mela sul vassoio.
Snow si schiarisce la voce. Baz, quando hai saputo per la prima volta che
era stato il Tedio a mandare i vampiri?
Si staranno immaginando mio padre che mi fa accomodare su una poltrona
di pelle e mi dice: Basilton, c una cosa che devo dirti.
Non ha mai pronunciato niente di simile. Nella mia famiglia nessuno dice
mai niente a nessuno. Le cose si sanno e basta. Lo si impara con il tempo.
Nessuno ha dovuto dirmi che si pu parlare della mamma, ma che non si pu
parlare della sua morte. E nessuno ha dovuto dirmi che sono un vampiro.
Ricordo che mi hanno morso, sono cresciuto con gli stessi racconti
dellorrore che accompagnano linfanzia di ogni bambino e un giorno mi
sono svegliato con unirresistibile sete di sangue.
E nessuno ha dovuto dirmi di non succhiarlo alle persone.
Lho scoperto a scuola replico. Proprio come voi. Sembrano entrambi
sorpresi.
Che successo ai vampiri? chiede Snow. Non quelli che tua madre ha
ucciso, gli altri.
LArcimago li ha banditi quasi tutti dallInghilterra rispondo. Credo sia
stata lunica volta in cui la mia famiglia ha partecipato ai suoi blitz.
Mamma sostiene che la guerra scoppiata in seguito a quei blitz dice la
Bunce.
Quale guerra? chiede Snow.
Tutte. Si allunga sulla coscia di Snow per raggiungere i brownies.
Prendo il panino e la mela e mi avvio alla porta. Vado a prendere un po
daria.
Aspetto di raggiungere le Catacombe per abbuffarmi. Non mi piace
mangiare davanti alla gente.
47

SIMON
Penny di nuovo alla lavagna e prende appunti.
Parlare a pap durante le vacanze di Natale. ok aspettare cos tanto?
Meglio chiedere di mandare informazioni?
Perch tutte? domando.
Mmm?
Perch tutte le guerre? Perch sono cominciate tutte con i blitz ai
vampiri?
Perch da allora che iniziata la guerra con gli esseri oscuri mi
risponde. Pi ovvio di cos. Voglio dire, arcimaghi e vampiri non sono mai
andati daccordo: a noi i Normali servono vivi e a loro morti. Ma invadere
Watford stato un atto di guerra. Il primo vero attacco del Tedio, tra laltro.
E la guerra con le Antiche Famiglie?
Be, le riforme dellArcimago sono partite da l mi spiega.
Vorrei che ci fosse una sola guerra commento. E un solo nemico da
gestire.
Wow esclama Penny, staccandosi finalmente dalla lavagna. Come fai ora
che non hai pi Baz?
Veramente ce lho ancora.
Non come nemico, per.
Ci siamo solo imposti una tregua le dico.
La tregua della magia condivisa commenta lei.
Penny. Aggrotto la fronte e mi stendo sul letto. Sono sfinito.
La sento salire e mettersi accanto a me. Riprovaci, dai mi dice,
prendendomi la mano.
No.
Perch con Baz ci hai provato, allora?
Non vero. Volevo solo aiutarlo, ma non sapevo come. Cos gli ho posato
la mano sulla spalle e ho pensato di aiutarlo.
stato proprio uno sballo.
Secondo te se ne sono accorti tutti?
No Forse. Non lo so. Nemmeno io ne ho avuto la certezza ed ero la
pi vicina. Per lho visto drizzare la schiena, quando lhai toccato. E poi
lincantesimo ha iniziato a fare effetto. Figuriamoci se Baz abbastanza
potente da allontanare un drago con una filastrocca Mi stringe la mano.
Riprovaci, avanti.
Rispondo alla stretta. No, finisce che ti faccio male.
A Baz non hai fatto male.
Magari s, solo che lui non lo ammetterebbe mai.
O magari non gli hai fatto male perch gi morto.
Baz non morto.
Be, vivo non .
Secondo me secondo me s, invece. Ha il potere magico. E quello
vita.
Per il dente di Morgana, immagina di riuscire a farlo di nuovo. Immagina
di riuscire davvero a controllare il tuo potere, Simon.
Era Baz a controllare il mio potere.
stato come se per la prima volta fossi concentrato e riuscissi a
indirizzarlo. Hai usato lui come bacchetta magica.
Chiudo gli occhi. Guarda che io non lo stavo usando.
48

BAZ
Quando torno, la Bunce se n gi andata. Devessersi seduta sul mio letto,
sento il suo profumo. Sangue, cioccolata ed erbe aromatiche. Domani gliene
dico quattro.
Snow si fatto la doccia, la stanza umida, ma i fogli e il resto della cena
sono ancora sparsi sul tavolo e sul pavimento. come avere due compagni di
stanza casinisti.
La lavagna al suo posto, invece, fitta di scritte nella calligrafia minuta
della Bunce e accostata alla parete.
Mi tolgo la giacca, la pulisco con un incantesimo e laggancio dentro
larmadio. La cravatta infilata nella tasca. La tolgo e lappendo attorno alla
gruccia.
Ho mangiato il panino gi in cantina, innaffiandolo con qualche ratto.
Dovr riprendere a cacciare nel Bosco; i ratti cominciano a diminuire e sono
sempre pi rari nelle Catacombe, anche se cerco di non acchiappare le
femmine.
Cacciare nel Bosco una rottura. Devo farlo di giorno perch al tramonto
lArcimago alza il ponte levatoio, e io non posso Volare come una farfalla sul
fossato ogni notte come ho fatto oggi, non ho abbastanza magia.
Da dietro la spalla sbircio Snow nel suo letto, un cumulo informe avvolto
nella coperta.
Lui s che ha la magia.
Pu farci qualunque cosa.
Me la sento ancora dentro e sono passate ore da quando ha staccato la mano.
In passato mi aveva gi lanciato incantesimi, ma stavolta stato diverso.
stato come essere colpito da un fulmine benigno. Come se fossi stato strinato
fino allosso e fossi senza fondo
No, non proprio, pi che senza fondo senza centro. Come se il mio
interno si fosse ampliato. Come se potessi lanciare incantesimi di qualunque
tipo e mantenere qualunque promessa.
Allinizio sembrava che Snow mi stesse cedendo parte della sua magia. Che
me la stesse trasmettendo. Ma poi stato come se lavessi tutta l, a mia
disposizione. Come se, in quel momento, tutto ci che era suo fosse anche mio.
Basta. La devo smettere di pensare a quel che successo in questi termini.
Come se si fosse trattato di un regalo. Snow non si sarebbe mai concesso cos
a me, se non avessimo avuto un drago sulla testa Chiss se sarei in grado di
prenderglielo, il potere, se ci provassi; ma il pensiero mi d il voltastomaco.
Mi cambio in bagno, mi lavo i denti e quando esco trovo Snow non pi
disteso ma seduto.
Baz?
Cosa. Mi siedo sul mio letto, sopra le coperte.
Io puoi venire qui?
No.
Posso venire io, allora?
Incrocio braccia e gambe. No, non puoi.
Snow sbuffa, esasperato. Ben ti sta penso.
Vieni qui, per favore dice. Dai, devo provare una cosa.
Ti rendi conto di quello che stai dicendo?
Si alza. buio e, anche se c la luna, io lo vedo sempre meglio di quanto
lui veda me. Ha i pantaloni di flanella grigi del pigiama, quelli che ci passa la
scuola, e la croce doro al collo. In questa luce la sua pelle grigia come la
mia, e risplende come una perla.
Non puoi sederti sul mio letto lo riprendo mentre si siede. E nemmeno
la Bunce. Il materasso ora puzza di energia e di brownies.
Vieni dice porgendomi la mano.
Che vuoi da me, Snow?
Nulla. Ed sincero, bastardo che non altro. Dobbiamo riprovare.
Perch?
Per essere sicuri che non sia stata solo una coincidenza continua.
Certo che stata una coincidenza. Tu lottavi con il drago e io ti stavo
aiutando, pi coincidenza di cos.
Per Merlino, Baz, davvero non vuoi saperlo?
Sapere cosa? Se posso attingere a te come se tu fossi un generatore?
Non andata cos ribatte. Sono io che te lho permesso.
Me lo permetterai ancora?
No.
Allora che importa sapere se stata una coincidenza?
Snow resta seduto sul mio letto. E va bene. Pu darsi.
Pu darsi cosa?
Pu darsi che te lo permetta ancora dice. In una situazione come oggi, se
ci fossero vite a rischio e quella fosse una soluzione, unalternativa a lo sai,
allesplodere.
E se io te la ritorcessi contro?
La mia magia, intendi?
S replico. Se prendessi la tua magia, te la scagliassi contro e sistemassi
i conti tra noi una volta per tutte?
Ha la bocca semiaperta. Al buio la sua lingua nera e lucida. Come puoi
essere cos infame? mi chiede disgustato. Come pu anche solo sfiorarti un
pensiero del genere?
Veramente mi ha sfiorato quando stavo ancora pronunciando la filastrocca
contro il drago rivelo. A te non venuto in mente?
No.
per questo che ti batter concludo.
Siamo in tregua protesta Snow.
Almeno con il pensiero ragiono ancora in termini di antagonismo. E i
miei pensieri su di te sono sempre violenti.
Mi afferra la mano. Preferirei tirarla via ma non voglio fargli credere di
aver paura e, soprattutto, non voglio tirarla via. Maledetto Snow. Anche adesso
ho pensieri violenti su di lui.
Ora provo dice.
Okay.
Devi lanciare un incantesimo, secondo te?
Che ne so replico. Lesperimento tuo.
Non farlo allora ordina. Non subito. Per dimmi se ti faccio male.
La prima volta non ho sentito dolore borbotto.
Davvero?
No.
Coshai sentito allora?
Smetti di parlare di sensazioni lo interrompo scuotendogli la mano.
Deciditi una buona volta, o mi colpisci o mi carichi.
Snow si inumidisce il labbro inferiore e socchiude gli occhi. Aveva
questespressione anche oggi pomeriggio? Per Crowley.
Sento la sua magia.
Prima solo un formicolio nei polpastrelli, poi diventa una scarica elettrica
lungo il braccio. Cerco di non contorcermi.
Tutto bene? chiede sottovoce.
S, bene. Che fai?
Non lo so mormora. Mi sto aprendo? Credo
La scarica che avverto nel braccio si trasforma in un intenso martellio,
scintille elettriche che prendono fuoco. Il fastidio sparisce, ma aumenta la
sensazione di essere lambito dalle fiamme. Con questo so perfettamente come
comportarmi. fuoco.
E ora come va? chiede lui.
Splendidamente.
In che senso vuoi dire che saresti in grado di utilizzare il mio potere?
Rido, di una risata che se ne esce pi bonaria di quanto intendessi. Altro
che filastrocca, Snow. Ora come ora potrei pronunciare un sonetto.
Fa vedere dice.
Ho un potere cos immenso che come se ci vedessi anche senza aprire gli
occhi. Come se potessi trasformarmi in una supernova, se volessi, e dare vita a
una galassia tutta mia. questo che si prova a essere Simon Snow? La
sensazione di girare con linfinito nel taschino?
Stella, stellina scandisco.
Prima che pronunci il verso seguente, la stanza attorno a noi gi sparita e
le stelle sono cos vicine da farci credere di poterle sfiorare.
La notte si avvicina.
Simon mi afferra laltra mano e il petto mi si allarga. Per Merlino e
Morgana dice. Siamo nello Spazio?
Non lo so.
un incantesimo? chiede.
Non lo so.
Ci guardiamo attorno. Non siamo nello Spazio, non credo; respiro
perfettamente. E non ho la sensazione di perdermi nel vuoto, anche se sto
sfiorando listeria. Quanto potere. Quante stelle. Ho uno strano sapore di fumo
in bocca. Ti stai mica trattenendo? chiedo.
Non di proposito risponde Snow. Cos troppo?
No. Cos come se avessi chiuso il circuito dico io stringendogli laltra
mano. Per io mi sento ubriaco.
Ubriaco di potere magico? chiede lui.
Mi faccio una risatina. Cavolo, Snow. Basta parlare. imbarazzante.
Vuoi che smetta?
No. Voglio guardare le stelle.
Io smetto dice.
E cos fa. come il ritrarsi della marea, una marea fatta di eroina e di
fuoco, per.
Scrollo la testa senza lasciargli andare le mani.
Tutto bene? chiede.
S. E tu?
Anche.
E restiamo qui, seduti sul mio letto tenendoci le mani, io e Simon Snow.
Non riesco a guardarlo negli occhi, cos fisso la sua croce.
Tua madre dice. Quando tornata, ha detto quella cosa sulle stelle.
Lui me lo diceva che eravamo stelle.
Sar stato un caso commento.
Gi. Simon annuisce. Te la senti ancora addosso? Dentro di te, dico? Ti
rimasta un po della mia magia?
Un residuo, intendi?
Esatto.
Scrollo la testa. No. Solo una sensazione strana. Un formicolio. Ma niente
potere.
Puoi farlo anche tu?
In che senso?
Ci stiamo ancora toccando dice lui. Prova ad attingere.
Chiudo gli occhi e provo ad aprirmi, provo a diventare un vuoto o un buco
nero. Non succede nulla. Provo a tirare Snow, allora. A risucchiarlo con la mia
magia di nuovo niente.
Apro gli occhi. No. Io non riesco a estrarla. Non si mai sentito di un
mago che sottrae la magia a qualcun altro, ti immagini? Se esistesse un
incantesimo simile, ci distruggeremmo a vicenda.
Ci stiamo gi distruggendo a vicenda.
Io non riesco a estrarla ripeto.
Secondo te la mia magia ti ha fatto del male?
Penso di no.
Potremmo ripetere lesperimento, allora.
Labbiamo appena fatto, Snow.
Annuisce. Mi viene il dubbio che si sia dimenticato di avere ancora le mani
strette alle mie. Che si sia dimenticato che cosa significhi tenersi per mano. O
che si sia dimenticato del tutto chi sono. Ho di nuovo la tentazione di tirare via
le mani, ma a questo punto Snow potrebbe accendermi anche un fuoco sui
palmi e non le ritrarrei. E un po come se lavesse gi acceso.
Baz dice, e non un fatto senza precedenti che pronunci il mio nome,
per so che preferisce evitarlo. Questa cosa non ha senso. Se dobbiamo
collaborare, non puoi continuare a fingere che io non sappia.
Che tu non sappia cosa? chiedo tirando via le mani di colpo.
Che non sappia nulla di te. Di quello che sei.
Via dal mio letto, Snow.
Non cambier nulla
Ah no?
In realt semplificher le cose continua. Come facciamo a discutere di
quello che sappiamo sui vampiri se tu nemmeno ammetti di essere uno di
loro?
Via dal mio letto.
Snow si alza ma non molla. Io so tutto, Baz. Lo so dal quinto anno. Come
facciamo ad aiutarti se mantieni tutti questi segreti? Per esempio, perch hai
cominciato la scuola in ritardo, questanno? Cosa ti successo? E perch
zoppichi?
Non sono affari tuoi, Snow sibilo.
Daccordo, ma dicendo che volevi il mio aiuto li hai fatti diventare anche
affari miei.
Ti dir solo quello che considero rilevante.
Il nostro scopo dovrebbe essere quello di scoprire chi ha spedito dei
vampiri succhia-sangue a uccidere tua madre, e tu sei un vampiro succhia-
sangue. Non lo trovi abbastanza rilevante?
Parla come se non mi costasse niente confessarlo. Sbandierarlo cos. Ai
quattro venti. Come se gli altri maghi non fossero tutti l pronti a darmi alle
fiamme, se lo sapessero.
Come se avesse dimenticato che sono sette anni che lui stesso cerca di
smascherarmi.
Serro le mascelle.
Farei meglio ad andarmene. A tornarmene nelle Catacombe. Ma la magia di
Snow mi ha annientato. Non sono certo di riuscire a stare in piedi. Cos chiudo
gli occhi.
Per oggi ne ho abbastanza di te dico. Sono stato colpito due volte da un
fulmine nelle ultime dodici ore, perci direi che ne ho abbastanza.
49

SIMON
Agatha vuole parlarmi, al termine della lezione di parole magiche.
Con me non ha pi fiatato da quando ci siamo lasciati non mi guarda
quasi mai perci, appena la vedo avvicinarsi, distinto abbasso lo sguardo e
la aggiro. Le tocca agguantarmi per la manica per ottenere la mia attenzione,
una cosa imbarazzante per entrambi.
Simon, ti posso parlare?
agitatissima e si morde il labbro inferiore. Devo ammetterlo, l per l mi
viene il dubbio che senta la mia mancanza. Che voglia rimettersi con me.
Io accetterei, naturalmente. Non aspetterei neanche che fosse lei a chiederlo.
Per me pu benissimo tornare tutto come prima tra noi. Magari potrei anche
raccontarle di quello che sta succedendo con Baz; chiss che non possa
aiutarci.
Poi la immagino al chiuso della nostra stanza, cos vicina a Baz da
permettergli di sentire lodore del proprio sangue, e decido di non raccontarle
niente; non subito, almeno.
Per ho intenzione di riconquistarla.
stato un vero schifo il modo in cui ci siamo ignorati a vicenda. Sedendoci
lontani. Trattandoci come nemici quando non siamo mai stati altro che amici.
Riuscir a riconquistarla. Giusto in tempo per Natale.
Ho pensato molto al Natale, ultimamente. Lo trascorro sempre con i
Monamour. cos dal mio arrivo a Watford. Allinizio devessere stata pi una
motivazione filantropica quella di suo padre, il dottor Monamour. proprio il
genere di cosa che farebbe uno come lui: aprire le porte della propria casa agli
orfani in occasione del Natale. cos che io e Agatha abbiamo fatto amicizia.
Sono sicuro che non mi avrebbe mai rivolto la parola, se ogni anno non fosse
stata rinchiusa in casa propria con me per due settimane.
Non che Agatha si dia delle arie. O meglio Un po s. Secondo me ci
tiene a essere la pi bella di tutte, a vestirsi meglio e a essere pi fortunata
degli altri. E non posso certo biasimarla.
C il fatto, per, che non poi cos socievole. Soprattutto a scuola. Prima
di Watford aveva la passione della danza e ancora adesso molto presa dai
cavalli, ma credo che sia pi in confidenza con gli amici Normali che
frequenta destate, piuttosto che con i suoi compagni di scuola.
Agatha non come Penny. Non naturalmente portata a interessarsi della
politica del mondo magico. E non come me nel senso che non costretta a
farlo.
Secondo me la magia non le interessa pi di tanto, tutto qua. Lultima volta
che abbiamo parlato del futuro, progettava di diventare veterinaria.
Il dottor Monamour fissato con luguaglianza tra maghi e Normali, e per
lui non ha senso che gli arcimaghi si credano migliori dei Normali. (Capisco
dove vuole arrivare Monamour commenta sempre la madre di Penelope ma
noi sappiamo fare tutto quello che fanno i Normali e in pi abbiamo i poteri
magici. Come facciamo a non essere migliori?)
Il padre non ha mai imposto ad Agatha di intraprendere una carriera
magica. Forse potrebbe addirittura uscire con un Normale, se volesse. (Anche
se la madre si seccherebbe perch i Normali non sono ammessi al circolo.)
Insomma, io amo stare dai Monamour, a patto che non organizzino cene
eleganti e non mi trascinino a una gara di equitazione dietro laltra. A casa
loro tutto nuovissimo e di ottima qualit. Hanno un televisore che occupa
unintera parete, con altoparlanti giganteschi nascosti dietro quadri di cavalli, e
i divani sono tutti di pelle. La mamma di Agatha sempre fuori, mentre il
padre di solito alla clinica. (Pur essendo anche un medico Normale, cura in
prevalenza gli arcimaghi. specializzato in disturbi acuti aNormali.) Hanno
una specie di domestica, Helen, che cucina per Agatha e la accompagna in auto
dappertutto. Ma nessuno la tratta come una domestica. Helen si veste
normalmente, non in divisa, ed fissata con il Doctor Who.
Sono tutti buoni con me, Helen inclusa. La mamma di Agatha mi regala
sempre dei bei vestiti per Natale, e il padre mi parla del mio futuro come se
non fossi destinato a morire in una palla di fuoco.
I genitori di Agatha mi piacciono un sacco. E mi piace anche il Natale. Ma
da un po che penso a quanto sar strano sedersi a tavola con loro sapendo che
io e la loro figlia non stiamo pi insieme.
Io e Agatha ci tratteniamo nellaula di parole magiche dopo che tutti se ne
sono andati.
Lei si morde ancora il labbro.
Agatha attacco.
Volevo parlarti del Natale mi fa.
Si passa i capelli dietro le orecchie. Ha i capelli di un liscio perfetto, che si
dividono al centro e le incorniciano naturalmente il viso. (Secondo Penny si
fatta un incantesimo. Ma Agatha sostiene di no. Penny dice che degli
incantesimi di bellezza non c da vergognarsi.)
Pap ci tiene a farti sapere che naturalmente sei ancora il benvenuto a casa
nostra, per Natale mi dice.
Ah, bene replico io.
Ma sappiamo entrambi quanto la cosa sarebbe imbarazzante per tutti e
due prosegue. Imbarazzata al solo pronunciarle, quelle parole.
Giusto confermo. Perch sarebbe davvero imbarazzante.
Rovinerebbe il Natale continua.
Mi trattengo appena in tempo dal dire: Davvero? Lo pensi davvero,
Agatha? La casa grande e io star tutto il tempo nella sala tv.
Giusto confermo invece.
Cos gli ho detto che probabilmente lo trascorrerai con i Bunce.
Agatha lo sa benissimo che non posso starci, con i Bunce. Nel giro di due
giorni, la mamma di Penelope comincia a trattarmi come un alano che non
riesce a fare a meno di tirare gi la roba con la coda. La casa dei Bunce non
piccola, per piena di gente e invasa di cianfrusaglie. Libri, giornali,
giocattoli stoviglie. impossibile non sentirsi di troppo. Bisognerebbe essere
incorporei per non buttare gi niente.
Giusto rispondo. Ok.
Agatha abbassa lo sguardo. I miei genitori ti manderanno comunque dei
regali.
E io mander loro un biglietto di auguri.
Sarebbe gentile da parte tua, grazie. Si aggiusta la cartella sulla spalla e si
allontana di un passo; poi si ferma e si scosta i capelli dal viso. ( solo una
mossa, la sua; non ha mai i capelli sul viso.) Simon. stato incredibile il
modo in cui hai sconfitto quel drago. Gli hai risparmiato la vita.
Scrollo le spalle. Be, s, ma in realt stato Baz. Io gli avrei tagliato la
gola, se avessi trovato il sistema di farlo.
Mio padre dice che stato il Tedio a mandarlo.
Scrollo di nuovo le spalle.
Buon Natale, Simon conclude lei. E poi mi passa accanto ed esce
dallaula.
50

SIMON
Dovreste proprio farmi restare in camera vostra dice Penelope. Sarebbe
tutto pi semplice.
No rispondiamo in coro io e Baz.
Dove dormiresti, nella vasca da bagno? domando io.
La lavagna occupa ancora lo spazio libero ai piedi dei letti ed circondata
da pile di libri. Grazie a Baz e Penelope, non c volume utile alla nostra
ricerca che, dalla biblioteca di Watford, non sia arrivato nella nostra stanza, e
nessuno che non sia stato esaminato a dovere, ne sono sicuro.
Malgrado siano giorni che lavoriamo qui tutte le sere, non abbiamo altro
che un gran caos a dimostrarlo.
Dormire nella vasca non mi dispiacerebbe. Potrei sempre ammorbidirla
con un incantesimo ribatte Penelope.
No, gi un incubo dividere il bagno con Snow commenta Baz.
La tua stanza perfetta, Penny le dico, ignorando la battuta.
Simon, una stanza perfetta non ospiterebbe una come Trixie.
in camera con te? chiede Baz. La pixie?
S risponde lei.
Baz accenna un sorrisetto e torna subito serio. Immagina di essere una
pixie. So che disgustoso, ma tu immagina lo stesso di essere una pixie, di
avere una figlia e di chiamarla Trixie. Trixie la pixie.
A me piace commento io.
Ti piace Trixie? chiede Penelope.
Be, non affatto male rispondo con unalzata di spalle.
Ho appena mangiato, Snow protesta Baz.
Alzo gli occhi al cielo. Sicuramente considerer i folletti una specie
inferiore. Li riterr semi-senzienti, come gli gnomi e gli internet troll.
Un po come essere una fata e chiamarsi Renata insiste.
O essere un vampiro e chiamarsi Giampiro aggiungo io.
Giampiro non nemmeno un nome proprio, Snow. Sei una frana in questo
gioco.
In difesa di Trixie interviene Penelope, e si capisce quanto le secchi dire
una cosa del genere, i pixie mica se ne vanno in giro ripetendo che sono dei
pixie. Un umano pu chiamarsi Giuliano e un bambino Costantino senza che
nessuno batta ciglio.
La tua stanza sar piena di polvere di pixie, per, ci scommetto
commenta Baz rabbrividendo.
Smettila, se Penny attacca non la fermi pi gli dico. Buonanotte,
Penelope.
E va bene replica lei, balzando in piedi e prendendo il volume che stava
leggendo. un fascicolo rilegato della Cronaca; abbiamo preso labitudine di
leggere da capo a fondo i vari numeri della rivista in cerca di indizi. Stiamo
diventando degli esperti di eventi accaduti almeno un decennio fa.
tutto cos strano
Non solo lavorare con Baz, ma averlo accanto anche quando sono con
Penny.
Sebbene, fuori dalla stanza, si ostini a non parlarmi. Dice che vederlo
fraternizzare con il nemico confonderebbe i suoi tirapiedi. Li ha chiamati
proprio cos: i miei tirapiedi. Forse mi stava solo prendendo per i fondelli
Non riesco mai a capire se mi prende in giro oppure no. Ha una bocca
davvero crudele. Sembra che stia ghignando anche quando felice per
qualcosa. In realt non so se gli capiti mai di essere felice. come se i suoi
stati danimo fossero solo due: incavolato e sadisticamente divertito.
(E cospirante. uno stato danimo anche quello? Se s, sono tre.)
(E disgustato. Quattro.)
Comunque, io e Penelope ancora non gli diciamo proprio tutto. Non
parliamo mai dellArcimago, per esempio: finiamo subito per litigare se lo
facciamo. E poi Penny non vuole far sapere a Baz che la sua famiglia potrebbe
essere ai ferri corti con lArcimago. (Anche se probabilmente Baz
simpatizzerebbe.)
Continua a rammentarmi che Baz ancora mio nemico. Che quando la
tregua finir, potrebbe usare tutto quello che ha saputo contro di me. Eppure
secondo me non sono io quello che ha bisogno di essere messo in guardia. La
met del tempo che stiamo insieme, io me ne sto seduto sul letto a leggere,
mentre Penelope e Baz confrontano le loro top ten di incantesimi ottocenteschi
preferiti o discutono la valenza magica di Amleto rispetto a Macbeth.
Laltro giorno, lui lha accompagnata fino al Convento prima di scendere
nelle Catacombe. Quando tornato, mi ha riferito di non avere idea di come
Penelope riesca a entrare nella Casa delle Maschere. E il giorno dopo, lei mi
ha raccontato che Baz non aveva confessato affatto di essere diretto alle
Catacombe per succhiare il sangue dei roditori.
Vai dalla mia parte? gli chiede adesso, in piedi sulla porta.
No, resto in camera risponde lui.
Davvero strano, cacchio.
Ci vediamo a colazione, ragazzi dice Penny, chiudendosi la porta alle
spalle.
Se stasera Baz non va a caccia, sar meglio che mi faccia una doccia e vada
a dormire. Le nostre liti tendono a essere pi furiose, quando siamo soli.
Sto prendendo il pigiama, quando lui mi dice: Allora, che piani hai per la
prossima settimana? Per le vacanze?.
Sento che la mascella mi si irrigidisce. Forse vado a casa con Penny per un
paio di giorni e poi trascorro il resto delle vacanze qui.
Niente festeggiamenti attorno al focolare domestico dei Monamour?
Chiudo con violenza lanta dellarmadio. Io e Baz non abbiamo ancora mai
parlato di Agatha. Non so se i due si rivolgano la parola. O si incontrino.
Agatha non viene neanche pi a cena. Credo che mangi nella sua stanza.
No rispondo, passando accanto al suo letto.
Snow dice.
Che c?
Dovresti venire nellHampshire.
Mi blocco e lo guardo. Cosa? E perch?
Baz si schiarisce la voce e incrocia le braccia, alzando il mento per
sottolineare quanto mi guardi dallalto in basso. Perch hai promesso di
aiutarmi a trovare lassassino di mia madre.
Ti sto aiutando, infatti.
Be, mi saresti pi di aiuto l che qui. A casa la biblioteca troppo grande
perch io riesca a passarla in rassegna da solo. E poi l ho la macchina,
potremmo indagare sul serio. Qui non c nemmeno internet.
Mi stai proponendo di venire a casa con te.
S.
Per Natale.
S.
Con la tua famiglia.
Baz alza gli occhi al cielo. Be, tu mica ce lhai una famiglia, no?
Tu sei pazzo. E faccio di nuovo per andare in bagno.
Mi dici che pazzia sarebbe? mi chiede. A me il tuo aiuto farebbe
comodo, e qui tu non hai niente da fare. Un po di compagnia ti gioverebbe,
secondo me.
Mi fermo sulla porta e mi volto di nuovo. La tua famiglia mi odia.
S, e allora? Anchio ti odio.
Mi ucciderebbero, se potessero protesto.
Non ti uccideranno, sarai un ospite. E poi posso sempre lanciare
lincantesimo Fa come fossi a casa tua, se vuoi.
Non posso venire nellHampshire con te. Mi prendi in giro?
Abitiamo insieme da sette anni, Snow. Che problema c?
Tu sei pazzo! ripeto, e chiudo la porta.
Questo si bevuto il cervello.
Vuoi dire che tua madre non si fida di me? chiedo.
Stiamo camminando nel corridoio e Penelope provvede subito a zittirmi
con un gesto della mano. Certo che si fida di te. Si fida ciecamente di te. Sa
che sei schietto e sincero, ma anche che se dovessi sentire qualcosa che non
dovresti sentire, andresti subito a dirlo allArcimago.
Non vero!
Mi sa di s, Simon.
Penny!
Sss.
Penny riprovo, abbassando la voce. Non farei mai nulla che possa
mettere tua madre nei guai con lArcimago. N riesco a immaginare che sia
stata lei a fare qualcosa che possa metterla nei guai con lArcimago.
Ha di nuovo cacciato via i suoi uomini risponde Penny. Premal dice che
la prossima volta verr lArcimago in persona a casa nostra.
Allora sar meglio che ci sia anchio. Non le far mai del male in mia
presenza.
Penny si blocca di colpo. Simon. Credi davvero che lArcimago possa fare
del male a mia madre?
Mi blocco anchio. No, certo che no.
Lei mi si avvicina. La mamma ha presentato ricorso alla Congrega,
secondo lei si sistemer tutto. Ma sai bene che devo fare ricerche sulla tragedia
di Watford, mentre sono a casa, e lei non vorr saperne di lasciarti entrare
nella nostra biblioteca, con tutto quello che sta succedendo. Ti chiama il mini-
Arcimago.
Perch non le piaccio?
Tu le piaci, Simon replica lei, alzando gli occhi al cielo. lui che non le
piace.
A tua madre non sono simpatico, Penny.
Secondo lei attiri i guai, tutto l. Ed cos, Simon. Letteralmente, direi.
S, ma non ci posso fare niente.
Penelope ricomincia a camminare. Con me sfondi una porta aperta,
Simon.
Non che mi dispiaccia restare da solo a Watford, non pi di tanto,
insomma. Ma il giorno di Natale qui non c nessuno. Per mangiare mi
toccher scassinare la porta della cucina. Anche se forse potrei chiedere la
chiave alla cuoca Pritchard
Arrivati davanti allaula in cui ho la mia prossima lezione, sbatto
volutamente la spalla contro lo stipite. (Chi vi dice che urtare o sbattere contro
le cose non vi far sentire meglio non ci ha mai urtato o sbattuto abbastanza.)
cos che la chiamiamo, adesso? domando. La tragedia di Watford?
Penny fa mente locale e ripercorre la nostra conversazione. cos che la
chiamavano allepoca mi spiega. Che importa come la chiamiamo?
Niente. Per... stiamo facendo questo perch morta una persona. E si
tratta della mamma di Baz. La tragedia di Watford fa pensare a un evento
riferito a persone lontane che per noi non contano.
Dillo allArcimago, che resti qui per Natale continua Penny. Ci sta che
voglia trascorrerlo con te.
Mi viene da ridere.
Perch ridi?
Timmagini passare il Natale con lArcimago?
A cantare i canti natalizi ridacchia Penny.
A far esplodere i petardi.
A guardare il discorso della Regina in tv.
Ti immagini che regali? chiedo ridendo. Come minimo mi confeziona
una bella maledizione solo per vedere se riesco a spezzarla.
Oppure ti lascia bendato nellInferno del Bosco e ti dice di tornare a casa
con la cena.
Gi! Come al terzo anno.
Penny mi d un buffetto sul braccio e io filo via lungo il muro. Parlagli
mi ripete. Sar anche un pazzo scatenato, ma ci tiene a te.

Baz uno degli ultimi studenti a lasciare la scuola per le vacanze. Prepara
in tutta calma il baule di cuoio. Contiene quasi tutti i nostri appunti Non ha
ancora deciso se parlare di questa faccenda ai suoi genitori, ma ha intenzione
di scoprire tutto quello che pu. Qualcuno dovr pur sapere qualcosa di
questo Nicodemus.
Sono disteso sul letto, intento a convincermi che sar bello avere la stanza
tutta per me e a sforzarmi di non guardarlo. Mi schiarisco la voce. Stai
attento, va bene? Non sappiamo chi sia questo Nicodemus. Se un individuo
pericoloso, meglio non fargli capire che lo stiamo cercando.
Parler solo con le persone di cui mi fido replica lui.
S, ma il punto proprio questo, no? Non sappiamo di chi fidarci.
Di Penelope ti fidi?
S.
E di sua madre?
Almeno so che non cattiva.
Be, io mi fido della mia famiglia e non mimporta se tu ti fidi oppure no.
Ti ho solo detto di stare attento ripeto.
Piantala di farti vedere preoccupato per la mia salute, Snow. Mi metti a
disagio. Baz abbassa il coperchio del baule e chiude le serrature. Poi mi
guarda accigliato e prende qualche decisione. Conosco quellespressione. Poso
la mano sullelsa della spada.
Snow dice.
Che c?
Sento di doverti dire una cosa. Nellinteresse della nostra tregua.
Lo guardo, in attesa che continui.
Quel giorno che mi hai visto con la Monamour nel Bosco
Chiudo gli occhi. Questo come pu influire sulla nostra tregua?
Lui prosegue: Quel giorno che mi hai visto con la Monamour nel Bosco
be, non come pensi.
Riapro gli occhi. Non stavi cercando di soffiarmi la ragazza?
No.
Vai a cagare. dal giorno che Agatha ha scelto me invece di te che cerchi
di metterti in mezzo tra di noi.
Non ha mai scelto te invece di me.
Rassegnati, Baz.
Ha unaria sofferente, una novit. No. Quello che voglio dire che
non sono mai stato unalternativa per la Monamour.
Premo la nuca sul cuscino. Non avrei dovuto pensarlo ma, a quanto pare,
mi sbagliavo. Senti, adesso hai campo libero. Agatha non vuole pi saperne di
me.
Quel giorno nel Bosco, lei mi ha interrotto.
Lo ignoro.
Ha interrotto la mia cena. Mi ha visto. Le stavo chiedendo di non dirlo a
nessuno.
E avevi bisogno di tenerle le mani, per farlo?
Volevo solo farti incavolare. Perch sapevo che ci stavi guardando.
Be, ha funzionato ribatto.
Non mi stai ascoltando. Ora ha laria ancora pi sofferente. Non mi
sognerei mai di mettermi in mezzo tra te e Agatha. Ho sempre fatto tutto solo
perch ti incavolassi un po.
Stai dicendo che hai flirtato con Agatha solo per fare un dispetto a me?
S.
Non ti mai importato niente di lei?
No.
Digrigno i denti. E credi che la cosa mi interessi?
Be, ovvio. Adesso puoi fare pace con lei e trascorrere il Natale pi bello
del mondo.
Che testa di cazzo! esclamo, balzando in piedi e piombandogli addosso.
Lanatema! mi grida e, malgrado lo senta, per poco non gli mollo un
cazzotto lo stesso.
Mi fermo appena in tempo. E lei lo sa?
Baz si stringe nelle spalle.
Sei proprio una testa di cazzo ripeto.
Stavo solo flirtando, mica ho cercato di darla in pasto alla chimera.
S, ma tu le piaci. Forse anche pi di me.
Baz alza il mento e fa di nuovo spallucce. E perch non dovrei piacerle?
Vaffanculo, Baz, sul serio. Gli sono cos vicino che in pratica gli
sputacchio in faccia. Se ne andava in giro con quel tuo dannato fazzoletto,
mentre non ceri. dallanno scorso che se lo porta dietro.
Quale fazzoletto?
Apro il cassetto in cui ho infilato il fazzoletto, la bacchetta e un paio di altre
cose e glielo sventolo in faccia. Questo.
Baz me lo sfila di mano, ma io lo recupero subito perch non voglio che lo
abbia lui. Ora come ora non voglio che abbia un bel niente.
Senti mi dice. La smetto. Dora in avanti la lascio in pace. Io non provo
niente per lei.
Di male in peggio!
Allora non la smetto! mi dice, come se fosse lui quello che si dovrebbe
arrabbiare. Cos va meglio? Me la sposo, dannazione, e avremo i bambini pi
belli della storia della magia e li chiameremo tutti Simon, solo per il gusto di
darti sui nervi.
Vattene! Sul serio. Se mi tocca sorbirmi un minuto di pi la tua faccia, me
ne frego dellanatema. Che mi sbattano pure fuori a calci, almeno non dovr
pi avere a che fare con te, finalmente!
51

BAZ
Stavo cercando di fare un favore a Snow.
Un favore che va del tutto contro i miei interessi, totalmente.
Dovrei sposarla, quella Monamour, dannazione. Mio padre ne sarebbe
entusiasta. Sposarla e darle le chiavi di quel che vuole. E poi trovarmi un
migliaio di uomini tali e quali a quel maledetto di Simon Snow, e spezzare il
cuore di ognuno in modo diverso. La Monamour non sar potente, per uno
schianto. E ha un fondoschiena notevole; lei e la mia matrigna potrebbero
andare a cavallo insieme. E mio padre potrebbe finirla di torcersi le mani dalla
disperazione perch il nome Pitch finir morto e sepolto con me. (Anche se i
Pitch sono gi belli e finiti con me; sono quasi certo che i vampiri siano
sterili.) (Per Crowley, vi immaginate dei figli di vampiro? Che incubo.) (E
perch non lo passa zia Fiona il suo dannato cognome, poi? Se mia madre lha
passato a me, Fiona potr di certo popolare il mondo di qualche nuovo Pitch.)
Credo che se mi sposassi con una ragazza di buona famiglia, a mio padre
non importerebbe neanche pi del fatto che sono dellaltra sponda. O di chi
generer i suoi nipoti. E io un pensierino ce lo farei anche, se lidea di
tramandare il nome di mia madre cos non mi desse il voltastomaco.
Snow troverebbe di certo un modo del tutto inedito di odiarmi, se
conoscesse queste mie fredde riflessioni su amore, sesso e matrimonio. Sulla
sua Agatha la donna perfetta.
Ma tanto che importa se le mie intenzioni non sono mai buone? La mia
strada per linferno non lastricata di buone intenzioni, la mia strada e basta.
Avanti, Snow. Perdonala, la tua fidanzatina. Non vi intralcer pi.
Andatevene pure su in collina, maledetti voi, a contemplare il sole che vi
tramonta nei capelli, io ho finito di rompervi le scatole. Fine. Tregua.
Non mi aspettavo certo di ricucire il nostro rapporto, con tutta questa
collaborazione. N tantomeno di convincere o convertire Snow. Per credevo
che un minimo di progressi li stessimo facendo. Mi illudevo che, una volta
arrivati in fondo a questa storia, io e lui saremmo s rimasti ognuno dal
proprio lato della trincea, per senza sputarci in faccia. Mi illudevo che non
saremmo pi morti dalla voglia di venire alle mani.
So che io e Simon saremo nemici per sempre
Per mi sono illuso che potesse almeno passarci la voglia di esserlo, ecco.
52

SIMON
In assenza di Penny (e di Baz), trascorro molto tempo in giro per la scuola.
Decido di andare alla ricerca dellasilo
Secondo Baz lha inghiottito la Torre Piangente dopo la morte di sua
madre. Penny dice che a volte pu capitare, quando un mago particolarmente
legato a un edificio, soprattutto se ha lanciato un incantesimo di sangue tra le
sue mura. Quando viene versato il sangue di un mago, anche ledificio ne
risente e, attorno al luogo in cui si svolto il fatto, forma una specie di cisti.
Chiss che cosa succederebbe alla Casa delle Maschere se dovessi morire
io, con tutto il sangue che ci ho versato per farmi riconoscere sulla porta della
nostra stanza.
questo il motivo per cui a Penny non piacciono i giuramenti e gli
incantesimi di sangue. Quando si di parola, le parole bastano e avanzano.
La sto citando di nuovo. tutto il giorno che parlo con lei nella mia testa. E
a volte in questa conversazione immaginaria interviene anche Baz; di solito
per darmi del coglione anche se non la usa mai, quella parola, nemmeno
nella mia testa. Troppo volgare.
Sto gironzolando per la Torre Piangente, intento a parlare tra me e me e a
cacciare il naso in tutti i pertugi, quando fuori dalla finestra qualcosa attira la
mia attenzione. Vedo una fila di capre avanzare nella neve lungo il ponte
levatoio. A chiudere la fila una figura che mi sembra Ebb.
Ebb. Ebb
Ebb a Watford dallet di undici anni e ormai ne avr una trentina o una
quarantina. Doveva trovarsi qui, quando la preside Pitch morta. Non ha mai
lasciato Watford.
Le capre sono gi tornate nel capannone, quando esco. Busso perch non
voglio che Ebb si spaventi. Vive qua fuori assieme alle capre. So che strano,
ma sinceramente difficile immaginare che Ebb possa frequentare altre
persone. Altri membri del personale scolastico. Nel capannone pu fare ci
che vuole. Le capre non ci fanno caso.
Ciao, Ebb! grido, bussando di nuovo. Sono io, Simon.
Appena la porta si apre, vedo spuntare prima il muso di una delle capre e
poi lei. Simon! esclama, spalancando la porta e facendomi segno di entrare.
Che ci fai qui? Pensavo che ve ne foste andati tutti.
Sono passato solo per farti gli auguri di Natale rispondo, seguendola
allinterno. Dentro fa pi caldo, ma non molto. Ecco perch non c da stupirsi
di quello che ha addosso: un maglione di Watford tutto sbrindellato che porta
sopra un secondo maglione, sciarpona a righe e berretto di lana malconcio.
Per tutti i serpenti, Ebb, questo posto freddo quanto lanimo di una strega.
Non cos male, dai. Vieni, attizzo un po il fuoco.
Passiamo in mezzo alle capre e ci spostiamo in fondo al capannone, nellala
che per Ebb funge da salotto e in cui ha sistemato un tavolino, un tappeto e un
televisore; lunico di Watford, a quanto mi risulta. tutto disposto attorno a
una grossa stufa panciuta priva di canna fumaria e di qualunque collegamento
con la parete vicina.
questa la cosa pi bella di quando si fa visita a Ebb: lei non bada a sprechi
quando si tratta di magia. Met delle parole che le escono di bocca sono
formule magiche, eppure non lho mai vista n esausta n prosciugata del
potere.
La stufa stregata, ne sono sicuro. E probabilmente Ebb ricorre alla magia
persino per guardare le partite di calcio.
Perch non ci installa anche una doccia magica, gi che c? mi ha
chiesto Agatha lultima volta che venuta con me a trovarla, circa un anno fa.
Non so dove si lavi, in effetti. Ricorrer alla formula Puro come laria ogni
mattina.
(A tredici anni ho avuto la stessa idea, ma Penny mi ha spiegato che laria
non mai pulita, in realt, e che con quella formula rischi di eliminare solo lo
sporco che vedi.)
Ebb infila dei legnetti nella stufa e attizza il fuoco. Be, buon Natale anche
a te. Mi hai trovato per un pelo. Domani vado a casa.
Dalla tua famiglia?
Ebb dellEast London. Annuisce.
Hai bisogno di qualcuno che ti tenga docchio le capre?
No, le lascer libere di scorrazzare. E tu? Vai da Agatha?
No. Ho pensato di restare qui. Questo il mio ultimo anno, cerco di
assorbire il pi possibile di questa scuola.
Potrai sempre tornare, Simon, io lho fatto. Vuoi del caff? Temo di non
avere altro. No, aspetta ho dei biscottini da t. Facciamoli fuori prima che si
ammoscino.
Rovescio un secchio e mi siedo accanto al fuoco. Ebb rovista negli
armadietti che ha fissato con i chiodi alla parete di fondo. Ha anche degli
scaffali, pieni zeppi di polverosi animaletti di ceramica.
Quando frequentavo il secondo anno, per Natale le ho regalato una capretta
di porcellana; lavevo trovata quellestate a un mercatino dellusato. Le ha fatto
tante di quelle feste che per qualche anno le ho regalato solo cianfrusaglie.
Capre, pecorelle, asinelli. Mi vergogno di essere a mani vuote quando mi
passa una tazza sbeccata piena di caff e un mucchietto di biscotti.
Che cosa potrei farci, qui? Non credo che Watford abbia bisogno di due
caprai. Una delle capre pi piccole si avventurata fino a noi e mi sta
annusando il ginocchio. Le offro un biscotto sul palmo della mano e lei lo
prende.
Ebb sorride e si accomoda in poltrona. Ti troveremo qualcosa da fare.
Non cerano posti vacanti quando la professoressa Pitch mi ha fatto venire.
La madre di Baz dico io, grattando le orecchie della capra. Spingere Ebb
a parlare di questa faccenda potrebbe essere pi facile di quello che pensavo.
Stessa zuppa risponde lei. Oh, lei s che ne aveva di potere.
La conoscevi bene?
Ebb addenta un biscotto. Insomma, insegnava parole magiche quando
studiavo qui io dice, sbriciolandoselo addosso sulla sciarpa gi lurida. E poi
era anche preside. Diciamo che la conoscevo in quella veste. Di sicuro non
frequentavamo lo stesso giro di persone, come immaginerai Quando poi
mio fratello Nicky passato dallaltra parte, la mia famiglia non ne ha pi
avuti di giri di persone da frequentare.
Il fratello di Ebb morto quando lei studiava a Watford. Ne parla molto,
anche se ogni volta si agita tutta e si rattrista. questa una delle ragioni per cui
Penny non ha mai provato una gran simpatia per lei. di una malinconia
unica. A me paiono depresse anche le sue capre.
Eppure non mi sembra che le capre se la passino male. Ce ne sono alcune
che gironzolano attorno alla poltrona di Ebb, e la piccola mendicante mi si
accoccolata ai piedi.
Siccome avevo paura di lasciare Watford prosegue Ebb la professoressa
Pitch mi ha detto che non ero costretta. A ripensarci, deve aver temuto che
potessi essere una mina vagante. Ho sempre avuto pi potere che cervello. Ero
una polveriera io e Nicky lo eravamo tutti e due. La professoressa Pitch ha
fatto un servizio alla magia, quando mi ha accolto a Watford invitandomi a
non preoccuparmi di quello che sarebbe successo. Il potere non deve per forza
essere un fardello, mi ha detto. Se avverti troppo peso attorno al collo,
custodiscilo altrove. In un cassetto. Sotto il letto. Dagli sfogo, Ebeneza. Anche
se lo possiedi dalla nascita, non deve per forza essere il tuo destino. Tuttaltra
cosa rispetto a quello che mi diceva sempre mio padre Chiss se la
professoressa Pitch sarebbe stata cos comprensiva, se fossimo state
imparentate.
Sto ridacchiando e mi sforzo di non sputacchiarmi addosso i biscotti.
Emb? Guarda che era un discorso ispirato, il mio protesta lei.
Ti chiami Ebeneza?
un nome pi che rispettabile! Un nome tradizionale. Scoppia a ridere
con me e si ficca in bocca un intero biscotto annaffiandolo con un sorso di
caff.
Doveva essere una brava donna commento. La madre di Baz.
Oh, s. Cio, era feroce come un leone e ombrosa al punto da mettere a
disagio pi o meno chiunque come lo sono tutti i Pitch, del resto e ha
lottato con le unghie e con i denti per opporsi alle riforme. Ma amava Watford.
E amava la magia.
Ebb com morto tuo fratello? la prima volta che glielo domando.
Non ho mai voluto rattristarla pi di quanto non fosse gi abbattuta di suo.
Si china subito in avanti e guarda altrove. Be, di questo meglio non
parlarne. Non mi va di parlare di lui. Sono riusciti a seppellire il suo nome
anche se non abbiamo potuto seppellire il suo corpo, lhanno persino
cancellato dal Libro; per era il mio gemello. E non mi sembra giusto fingere
che non lo sia mai stato.
Non sapevo che fosse il tuo fratello gemello.
Gi. E il mio complice.
Deve mancarti molto.
Eccome se mi manca risponde lei tirando su con il naso. Non gli ho pi
parlato da quando ha fatto il gran salto checch ne dica la gente.
Be ci credo. morto.
So quello che dicono in giro.
Sinceramente, Ebb, a parte te non ho mai sentito nessun altro parlare di tuo
fratello.
Mi fissa per un istante irrigidendo la schiena. Poi ritorna in s e si volta
verso il fuoco, rilassando di nuovo il busto. Scusami, Simon. solo che
credevano tutti che lavrei seguito. Che non sarei stata capace di vivere senza
di lui. Nicky voleva che lo seguissi.
Voleva che ti suicidassi?
Voleva che entrassi con lui nel mondo Ebb si guarda intorno con ansia
e riduce la voce a un soffio. dei vampiri. Nicky ha detto che mi avrebbe
aspettato Che mi avrebbe aspettato per sempre.
Il biscotto mi si spezza in mano. I vampiri?
Davvero nessuno parla mai di lui? O di me?
No, Ebb. I vampiri? Il fratello di Ebb diventato un vampiro?
Ebb ha laria spaesata. Non lo nominano mai, nemmeno dopo tutto quello
che ha fatto Immagino sia questo che succede, quando ti cancellano dal
Libro. Io ero presente. La professoressa Pitch mi ha permesso di conservare le
parole.
Solleva la bacchetta e, anche se si tratta solo di Ebb, sussulto lo stesso dallo
spavento. La capra che dorme ai miei piedi fa un balzo e scappa via. Ma lei non
se ne accorge. Ha laria pi malinconica che mai e le guance sudice solcate di
limpide lacrime.
Agita la bacchetta sul fuoco e le parole si riversano sulle fiamme senza
prendere fuoco: Nicodemus Petty.
Per lo shock faccio per afferrarle. Nicodemus! Nicodemus passato dalla
parte dei vampiri!
Nicky mormora Ebb. Lunico mago che abbia mai scelto la morte con i
vampiri. Si asciuga gli occhi con la manica. Perdonami, Simon. Non dovrei
parlare di mio fratello ma in questo periodo dellanno non posso fare a
meno di pensare a lui. Siamo sotto Natale. E lui l tutto solo da qualche
parte.
Stai dicendo che ancora vivo?
Ho fatto la domanda sbagliata o forse ci ho messo troppa enfasi, perch Ebb
si asciuga un nuovo fiume di lacrime.
ancora l da qualche parte. Se fosse morto, lo saprei. Un tempo me lo
sentivo sempre quando mio fratello era nei guai.
Dove si trova? domando. Ma forse dal tono risulto troppo insistente,
troppo ansioso di sapere.
Ebb si gira di nuovo verso il fuoco. Te lho detto, non gli parlo dal giorno
in cui se n andato. Te lo giuro.
Ti credo, Ebb. Mi dispiace tantissimo. Sentirai sentirai molto la sua
mancanza.
come se mi mancasse una parte di me risponde lei. Infila la bacchetta
tra le fiamme e si riprende il nome lettera per lettera.
Era con loro, quel giorno? Con i vampiri che hanno ucciso la madre di
Baz?
Ebb alza il mento di colpo. No risponde, punta sul vivo. Lho chiesto io
stessa alla maestra Mary, prima che passasse a miglior vita. Mi ha giurato che
Nicky non era l, quel giorno. Non farebbe mai una cosa simile. Nicky non
voleva uccidere. Voleva solo vivere per sempre.
Tu eri qui, quando successo?
Il suo viso diventa di una tristezza inimmaginabile. Ero fuori con le capre.
Non ho potuto aiutarla.
Che ne stato dellasilo? Insisto, nel timore che da un minuto allaltro
pianger cos forte da non riuscire pi a rispondermi. Che fine ha fatto?
andato a nascondersi mi dice, tirando su energicamente con il naso.
Era blindato, per garantire protezione ai bambini, ma il sistema di sicurezza
non ha funzionato. E le barriere di protezione lo hanno nascosto. Lo hanno
fatto rientrare allinterno delle pareti e del pavimento. Una volta lho trovato
nei seminterrati. Poi nel cuore della Torre Piangente. E alla fine sparito.
Dovrei farle altre domande. Penny non si fermerebbe proprio adesso. Baz
tirerebbe fuori la bacchetta e pretenderebbe di sapere tutto. Io invece me ne
resto l seduto accanto a lei a fissare il fuoco. A volte la vedo asciugarsi gli
occhi con la sciarpa. Come per restituire lo sporco al proprio viso.
Mi dispiace le dico. Non volevo sollevare argomenti cos dolorosi.
Sono cos tante le cose che non so di Watford
In fondo che cosa sappiamo tutti noi di Watford? sospira Ebb. Nemmeno
le ninfe del Bosco si ricordano un tempo anteriore alla costruzione della
Cappella Bianca.
Mi dispiace ripeto.
Ebb mi si avvicina e mi passa il braccio attorno alle spalle. A volte lo fa.
Quando ero piccolo, era un gesto che mi piaceva. E le sedevo il pi vicino
possibile perch arrivasse meglio a me.
Figuriamoci! Non sei stato tu a sollevare largomento. Ci penso di
continuo. In un certo senso mi fa bene parlarne. Alleggerirmi il cuore almeno
per qualche istante.
Mi alzo e lei mi accompagna alla porta e mi saluta con un paio di colpetti
sulla schiena. Buon Natale, Simon mi dice, asciugandosi di nuovo le guance.
Chiamami pure, se ti senti solo. Fammi un fischio, ok? Lo sentir senzaltro.
Segatemi in due se Ebb non potente quanto lArcimago: davvero
sentirebbe un mio fischio?
Me la caver, vedrai. Grazie, Ebb. Buon Natale.
Mi apre la porta e io cerco di non mostrarmi ansioso di salutarla; ma
appena la richiude corro verso il dormitorio. Lascio impronte di neve lungo le
scale fino alla nostra torretta, e poi tiro fuori i soldi che tengo in fondo
allarmadio. Non sono molti, ma per raggiungere lHampshire dovrebbero
bastare.
Faccio lautostop per la stazione, ma nessuno mi fa salire. Pazienza.
Continuo a correre e, appena arrivo, compro il biglietto e un panino.
Una volta sul treno, quando ho lasciato Watford da unora e mi trovo a
unora da Winchester, realizzo che avrei potuto benissimo chiedere il cellulare
in prestito a qualcuno e avvisare con una telefonata.
53

BAZ
Mi piace studiare il violino in biblioteca. I miei fratelli e le mie sorelle non
hanno ancora il permesso di entrarci e c unintera parete di vetrate a piombo
che si affacciano sul giardino.
Mi piace studiare il violino, punto. Sono bravo. E poi esercitarmi distrae
quelle parti del mio cervello che mi ostacolano. Ragiono meglio, quando
suono.
Lo suonava anche mio nonno. Lanciava incantesimi con larco.
Quando sono tornato a scuola, ho dimenticato lo strumento qui non ero in
me e ora sono fuori esercizio. Sto studiando una canzone di Kishi Bashi che
la mia matrigna, Daphne, definisce inutilmente malinconica.
Basilton signorino Pitch.
Sfilo il violino da sotto il mento e mi volto. Sulla porta c Vera. Mi
dispiace interromperla. Ma un suo amico desidera vederla.
Non aspetto nessuno.
un suo compagno di scuola. Porta la divisa.
Poso il violino e mi aggiusto la camicia.
Potrebbe essere Niall. A volte viene a trovarmi. Anche se di solito mi avvisa
con un messaggio Non di solito, sempre. E non indosserebbe mai la divisa
della scuola. Nessuno lo farebbe, siamo in vacanza.
Accelero il passo e attraverso salotto e sala da pranzo quasi di corsa, con la
bacchetta in pugno. Daphne seduta al tavolo con il portatile davanti. Mi
guarda incuriosita, al che rallento.
Quando raggiungo lingresso, mi trovo davanti Simon Snow con
unespressione da cane abbandonato. O di uno che soffre di amnesia.
Indossa il cappotto di Watford e un paio di pesanti scarponi di cuoio, ed
coperto di neve e di fango. Vera deve avergli detto di restare sul tappeto,
perch ci sta proprio in mezzo.
Ha i capelli arruffati, il viso in fiamme e pare l l per esplodere senza che
nemmeno lo si provochi.
Mi fermo sotto larco davanti allingresso, infilo la bacchetta nella manica e
mi ficco le mani in tasca. Snow.
Alza la testa di scatto. Baz.
Sto cercando di immaginare che cosa tu sia venuto a fare Sei rotolato
gi da una collina particolarmente ripida per atterrare davanti alla mia porta?
Baz ripete. E aspetto che formuli la frase. Hai hai i jeans.
Piego la testa da un lato. S. Tu invece hai addosso met campagna.
Ho dovuto fare a piedi il tratto dalla strada a qui.
Ah s?
Il tassista aveva paura di percorrere il viale di casa tua. convinto che la
villa sia stregata.
Lo .
Deglutisce. Snow ha il collo pi lungo che abbia mai visto e deglutisce in
modo molto evidente. Con il mento che sporge e il pomo di Adamo che
simpiglia
Bene dico, inarcando visibilmente le sopracciglia. Sei stato gentile a
passare
Con un brontolio soffocato, Simon si fa avanti, esce dal tappeto e poi ci
ritorna. Sono venuto per parlarti.
Annuisco. Daccordo.

Daccordo ripeto, stavolta per metterlo pi a suo agio. In realt non
voglio che se ne vada per la frustrazione. (Non vorrei mai che Snow se ne
andasse.) Per non puoi entrare in casa cos. Come hai fatto a conciarti in
questo modo?
Te lho detto. Ho fatto a piedi il tratto dalla strada principale a qui.
Potevi lanciarti un incantesimo per restare pulito.
Mi guarda male. Snow non getta mai incantesimi su di s o sugli altri, se
pu farne a meno. Mi sfilo la bacchetta dal polsino e gliela punto addosso. Lui
sussulta ma non mi ordina di fermarmi. Cos pronuncio un Puri come laria!
sui suoi scarponi. Il fango si stacca e turbina via, e io apro il portone e spazzo
fuori tutto quanto con la bacchetta.
Mentre richiudo la porta, Snow si toglie il cappotto fradicio. Sotto ha i
pantaloni della scuola e il maglione rosso, ma i capelli e le gambe sono ancora
bagnati. Alzo di nuovo la bacchetta. Sono a posto mi interrompe.
Devi levarti gli scarponi. Grondano ancora.
Si china per slacciarseli e la lana bagnata dei pantaloni gli si tende fino
allimpossibile sulle cosce
Dopodich, mi ritrovo Simon Snow in piedi nellingresso di casa con i
piedi avvolti nei calzini rossi.
E tutto il sangue che ho in me mi affluisce alle orecchie e alle guance.
Vieni, Snow. Forza parliamo.
54

SIMON
Seguo Baz da un salone allaltro. Casa sua non un castello, non mi sembra,
per ci si avvicina.
Attraversiamo una sala da pranzo che pare uscita da Downton Abbey e ci
troviamo una donna seduta al tavolo, intenta a lavorare davanti a un portatile
dargento lucente.
Si schiarisce la voce e Baz si ferma per presentarmi. Madre, ricorderai
senzaltro il mio compagno di stanza, Simon Snow.
Deve avermi gi riconosciuto, ma ha lo stesso la faccia stupita, e questo mi
spinge a chiedermi come diavolo mi sia venuto in mente di venire qui. In
questa cazzo di casa Pitch maledetta. Una cosa a cui avrei dovuto pensare gi
sul treno o sul taxi, o magari mentre percorrevo gli otto e rotti chilometri
dalla strada principale al portone.
Solo che io non penso.
Snow dice Baz. Hai gi conosciuto la mia matrigna, Daphne Grimm.
un piacere rivederla, signora Grimm.
Ha ancora la faccia stupita. Anche per me, signor Snow. qui in veste
ufficiale?
Non capisco che cosa intenda; io non ho una veste ufficiale.
Baz sta scuotendo la testa per farle cambiare quellespressione che ha
dipinta in faccia. passato solo a trovarmi. Abbiamo una ricerca da svolgere
insieme una ricerca per la scuola. E non c bisogno che tu gli dia del lei,
puoi chiamarlo Simon.
Tu per non mi chiami mai Simon borbotto.
Andiamo di sopra in camera mia continua Baz, ignorandomi.
La donna si schiarisce di nuovo la voce. Vi far chiamare quando pronta
la cena.
Grazie risponde Baz, e si rimette in marcia, guidandomi su per una
scalinata cos maestosa che al suo interno ci sono persino delle statue: donne
nude che reggono cerchi luminosi. Non capisco se la luce sia elettrica o
magica, per fa comodo avere le scale con le luci incorporate se in casa tutto
il resto color legno scuro o rosso scuro, e le finestre sono cos distanti che il
centro delledificio sembra il fondo delloceano.
Mi sforzo di stargli dietro. Non riesco a credere che porti i jeans. Non mi
aspettavo certo che indossasse la divisa anche al di fuori della scuola, ma in
casa me lero sempre immaginato in giacca e panciotto, magari con una
sciarpa di seta appesa al collo. Intendiamoci, a vederli devono essere jeans
costosissimi. Scuri. E stretti dalla vita alle caviglie senza per risultare attillati.
Per un attimo mi viene il dubbio che mi stia tendendo qualche trappola. Non
sapeva del mio arrivo, ma le case come questa nascondono sempre qualche
trabocchetto, giusto? Come minimo, appena gli avr raccontato quello che so,
tirer una cordicella di nappa nera e mi mander dritto nelle segrete attraverso
una botola.
Arriviamo a un lungo corridoio, dove Baz apre unalta porta ad arco, la
porta di una camera da letto. La sua.
Sembra unaltra di quelle barzellette sui vampiri: le pareti sono rivestite di
pannelli di stoffa rossa e il letto gigantesco e ornato di gargolle. (Una fila
lunghissima di facce mostruose. Sul suo letto.)
Chiude la porta alle mie spalle e si siede sulla cassapanca ai piedi del letto.
Ci sono delle gargolle anche su quella.
Allora, Snow, che diavolo ci fai qui?
Sei stato tu a invitarmi rispondo. Che stupido. Sempre il solito stupido.
per questo che sei qui? Per Natale?
No, sono qui perch ho qualcosa da dirti per sei davvero stato tu a
invitarmi.
Scuote la testa come se fossi un idiota. Allora parla. Riguarda mia
madre?
Ho scoperto chi Nicodemus.
Adesso ho tutta la sua attenzione. Si alza di nuovo. E chi ?
Il fratello di Ebb.
Ebb la tua ragazza?
Ebb la capraia.
Ma non ha un fratello.
S, invece rispondo. Un fratello gemello. stato cancellato dal Libro
quando diventato un vampiro.
Baz si fa ancora pi pallido, se possibile.
Il fratello di Ebb stato trasformato in vampiro? E lhanno cancellato dal
Libro per quello?
No, si unito ai vampiri di proposito. Di sua spontanea volont.
Baz accenna il suo solito ghignetto malefico. Che cosa? Guarda che non
funziona cos, Snow.
Mi piazzo a un centimetro da lui. E come funziona Baz, sentiamo?
Non ti unisci a loro volontariamente, cazzo.
Questo Nicodemus lha fatto. E ha cercato di portarsi dietro anche Ebb.
Ebb. La capraia. Ha un fratello di nome Nicodemus di cui nessuno ha mai
sentito parlare, che
Te lho detto: non ne abbiamo mai sentito parlare perch lhanno
cancellato. per questo che Ebb vive a Watford. Tua madre le ha offerto un
lavoro perch non seguisse il fratello. Mi sa che sono tutti e due una specie di
supereroi, e avevano tutti paura che facessero combutta e diventassero dei
supervampiri.
Ebb conosceva mia madre?
S. stata tua madre a offrirle il lavoro.
Baz se ne sta l come se volesse prendere a pugni qualcosa Oppure
succhiargli via tutto il sangue.
Be, e adesso dov questo Nicodemus?
Ebb non lo sa. Non ha il permesso di parlargli. E nemmeno di parlare di
lui.
Baz accenna un altro sorriso malefico, e questo mi ricorda che lui
davvero un supervampiro, un supercattivo: Non lo sa, eh? Be, questo lo
vedremo.
Gli metto una mano sul petto. Non ho bisogno di fare un passo avanti per
arrivarci. No dico deciso. Ebb non sa dove sia Nicodemus. E noi non
gliene parleremo pi.
Lui deglutisce e si lecca il labbro inferiore. di un grigio rosato. Io le
parlo quanto mi pare, Snow.
Non se vuoi il mio aiuto. Gli tengo la mano sul petto perch sento che ha
ancora bisogno di essere trattenuto, ma non riesco a credere che mi permetta
di farlo.
A quel punto alza la mano e mi afferra il polso. (Come se mi avesse letto
nel pensiero.) ( anche questa una prerogativa dei vampiri?) Bene mi dice,
cacciandomi via il braccio. E allora come lo troviamo, questo Nicodemus?
Non ci ho ancora pensato. Appena ho lasciato Ebb sono venuto subito qui.
E Penelope che cosa ne pensa?
Non le ho ancora parlato.
Dov?
Non lo so te lho detto, non le ho ancora parlato. Sono venuto diretto
qui.
Baz ha laria confusa. Sei venuto diretto qui?
Preferivi che aspettassi la fine delle vacanze, per dirtelo?
Riduce gli occhi a due fessure e si lecca di nuovo le labbra. Mi poso le mani
sui fianchi, giusto per sapere che cosa farci. E tu? Hai fatto dei progressi?
gli domando.
Distoglie lo sguardo. No. Cio, ho letto un sacco di libri sui vampiri.
Mi freno dal commentare: Manuali di self-help?. E invece gli chiedo:
Che cosa hai scoperto?.
Che sono morti, malvagi e amano uccidere i bambini.
Ah. Cera scritto niente sulle patatine al sale e aceto? Baz le sgranocchia
sul letto quando pensa che io stia dormendo e poi getta le briciole nello spazio
tra i nostri letti.
Mi fulmina con gli occhi e si allontana, diretto alla scrivania. Dei vampiri
non sa niente nessuno commenta, giocherellando con una penna. Niente di
certo. Forse mi converrebbe parlare direttamente con loro.
Sentiamo bussare e la porta si spalanca.
Devi bussare! grida Baz alla bambina quando ancora non entrata. sua
sorella, credo. Troppo piccola per Watford. Assomiglia alla sua matrigna,
capelli scuri, bei tratti ma non come Baz e sua madre; loro hanno
lineamenti pi fieri e marcati.
Ho bussato gli risponde lei.
S, ma prima devi aspettare che io dica avanti.
La mamma ha detto che devi scendere per la cena.
Va bene risponde Baz.
Lei non si muove.
Veniamo subito. Vai.
La bimba alza gli occhi al cielo e lascia che la porta si richiuda. Baz
ricomincia a pensare e a giocherellare con la penna.
Bene, meglio se torno a scuola, adesso. Mandami un messaggio, se hai
altre novit. Puoi provare a telefonarmi, ma non credo che durante le vacanze
ci sia qualcuno che risponde al telefono.
Cosa? Mi guarda torvo.
Ho detto, mandami un messaggio se
Tu ora non te ne vai.
Ti ho detto tutto quello che so.
Snow, sei venuto con lultimo treno, poi hai camminato per unora. Non
mangi dal pranzo e hai i capelli ancora bagnati tu stasera non vai da nessuna
parte.
Ma non posso restare qui.
Nessuno ti ha ancora dato alle fiamme, no?
Baz, senti
Mi mette a tacere con un gesto. No.
55

BAZ
Snow era in crisi, a cena.
E io ne avrei anche goduto, se non fossi stato accecato dal desiderio che si
fermasse a dormire.
Tutto quello che aveva nel piatto sembrava confonderlo, e alternava
momenti in cui fissava il cibo con aria penosa ad altri in cui lo sbafava in un
lampo perch aveva chiaramente una fame da lupo.
Daphne si faceva in quattro per metterlo a suo agio, mentre i bambini si
limitavano a fissarlo. Anche loro hanno sentito parlare dellerede
dellArcimago.
Mio padre deve essere convinto che io stia tramando qualcosa. (E in effetti
sto tramando qualcosa, ma questa volta non allo scopo di mettere fuori uso
Snow.) Dopo cena mi ha preso da parte per domandarmi se volevo che
chiedesse aiuto alle Famiglie.
No ho risposto. No, ti prego. Snow qui solo per una ricerca
scolastica.
Ci mancato poco che non mi facesse locchiolino. Sono stato tentato di
dirglielo. Che mia madre tornata per me. Ma se poi mi chiede perch non
tornata per lui? E magari lo va a riferire alle Famiglie? Non capirebbero mai
perch io stia collaborando con Snow e la Bunce. Eppure, ora come ora, non
potrei avere alleati migliori di loro. Quando si mettono in testa una cosa sono
implacabili. Sono il massimo dellaffidabilit e non hanno alcun istinto di
sopravvivenza. Li ho visti pi volte respingere mostri e svelare complotti.
Snow sta ancora mangiando. Per gentilezza, Daphne continua a offrirgli una
seconda porzione di tutto, e lui continua ad accettare.
la prima volta che mi capita di sedermi davvero a tavola con Snow. Mi
concedo il lusso di osservarlo e di godermi lo spettacolo, almeno per qualche
istante. da quando iniziata questa storia che mi vizio. (Com che dicono,
quando sei sul Titanic meglio cominciare dal dessert?)
Leducazione di Snow a tavola atroce: come guardare un cane selvatico
che mangia. Un cane selvatico che ti slinguacceresti volentieri.
Dopo cena, andiamo in biblioteca e gli mostro quello che ho scoperto ieri
sui vampiri. Lui continua a starmi alla larga e io fingo di non accorgermene.
Forse ci converrebbe chiamare la Bunce e vedere che cosa ne pensa lei
domani glielo propongo.
Nella nostra biblioteca non c niente su Nicodemus. Ho gi cercato, ma ci
riprovo. Mi fermo sulla porta e lancio un Tutto al pettine e fuori Nicodemus
Petty! Ma dagli scaffali non esce neanche un libro.
Un paio di riferimenti alla famiglia Petty li troviamo, per, cos leggiamo
quelli. unantica famiglia dellEast End, una famiglia molto estesa che ogni
qualche generazione sforna una potenza come Ebb. Se non fosse arrivato
Snow, sarebbe stata lei la maga pi potente del nostro mondo e pensare che
spreca tutto quel potere per accudire le capre e piangersi addosso.
Secondo te ci sar qualcosa su di lui sulla Cronaca? domanda Snow.
Qualche articolo su quando Nicodemus passato dallaltra parte?
Non lo so rispondo. Non credo. Avranno di sicuro voluto tenere tutto
nascosto, e poi pare che non abbia fatto del male a nessuno.
Che senso ha diventare un vampiro se non hai intenzione di far del male a
nessuno? dice Snow.
Che senso ha diventare un vampiro, semmai? domando io.
Dimmelo tu.
Ingoio la mia rabbia, poi la ingoio di nuovo e continuo a sfogliare un libro.
Snow viene a sedersi davanti a me al tavolino, avvicinando una sedia
imbottita. No, dico sul serio. Perch Nicodemus lavr fatto?
Mi stai chiedendo di avanzare una teoria?
Fa di s con la testa.
Per diventare pi forte. Fisicamente rispondo.
Pi forte quanto? mi chiede.
Alzo le spalle. Dovresti chiederlo a lui. Io non saprei fare un confronto.
Perch non ricordo di essere mai stato Normale.
E poi?
Per migliorare per acuire i propri sensi.
Tipo, per vedere meglio?
Per vedere al buio rispondo. E poi per sentire meglio e affinare
lolfatto.
Per vivere in eterno, forse?
Scrollo la testa. Non credo. Non credo funzioni cos. Per possibile che
non si ammali pi, questo s.
Snow si fa pensieroso. Se fosse cos, perch non passiamo tutti dallaltra
parte, allora?
Perch significherebbe la morte rispondo.
Non direi proprio.
Dicono che lanima muoia, per.
Questa una cavolata belle buona.
E tu che ne sai, Snow?
Spirito di osservazione.
Osservazione, dici? Ma unanima mica si pu osservare.
Nel tempo, s. Io lo saprei se
Significa la morte perch poi ti tocca cibarti della vita per restare al
mondo.
Questo vale per tutti ribatte lui. Mangiare consiste in quello.
la morte perch continuo, rifiutandomi di alzare la voce. Perch
quando hai fame, non pensi ad altro che a divorare il prossimo.
Snow si appoggia allo schienale. Ha la bocca aperta perch nessuno gli ha
mai insegnato a chiuderla. Spinge avanti il labbro inferiore con la lingua. E io
penso a come sarebbe leccare il sangue da l.
la morte perch continuo, abbassando di nuovo gli occhi sul libro,
quando guardi gli altri, i viventi, ti sembrano lontanissimi. Ti sembrano
diversi. Un po come sono diversi gli uccelli. E li vedi pieni di qualcosa che tu
non hai. Una cosa che a loro puoi sottrarre, certo, ma che non sar mai tua.
Loro sono pieni e tu hai fame. Non sei vivo. Solo affamato.
Bisogna essere vivi per essere affamati, per commenta Snow. Bisogna
essere vivi per cambiare.
Forse dovresti scriverlo tu, un libro sui vampiri dico.
Ci penser. A quanto pare sono il maggior esperto mondiale.
Quando alzo lo sguardo, Snow mi sta fissando apertamente. Sento la croce
che porta al collo; interferisce con le mie ghiandole salivari, ma non mai
stata meno scoraggiante di adesso. Ora come ora potrei stenderlo senza
difficolt. (Baciarlo? Ucciderlo? Improvvisare?)
Dovresti chiederlo ai tuoi genitori mi dice.
Se sono vivo? Cazzo. Non volevo essere cos esplicito. Cos un po
come se lo avessi ammesso.
Snow chiude la bocca e deglutisce. l che lo morderei volentieri, proprio
sulla gola.
Intendevo che dovresti chiedere ai tuoi genitori se si ricordano di
Nicodemus. Magari sanno dove si trova.
Non ci penso neanche a chiedere ai miei genitori notizie sullunico mago
della storia che sia fuggito per unirsi ai vampiri. Sei un totale deficiente?
Oh, a questo non ci ho pensato.
Non ci hai pensato, eh? Ma tu guarda commento.

SIMON
Baz sale di nuovo al piano di sopra e io gli corro dietro. Dopo cena non
abbiamo pi visto nessuno. Questa casa cos grande che potrebbe inglobarsi
una folla di persone e sembrare vuota lo stesso.
Adesso ci troviamo in unaltra ala delledificio. In un altro lungo corridoio.
Baz si ferma davanti a una porta e comincia a lanciare incantesimi disarmanti.
Quant prevedibile la sua paranoia borbotta.
Che cosa stiamo facendo? gli chiedo.
Cerchiamo Nicodemus.
Pensi che possa abitare qua dentro?
No. Per
La porta si apre e ci ritroviamo in unaltra camera con unatmosfera gotica
da mettere i brividi. Questa per pare un museo dedicato al Gotico nei
secoli, perch oltre alle gargolle, ci sono poster di rockstar anni Ottanta e
Novanta, con leyeliner nero attorno gli occhi. E qualcuno ha scritto sul muro
Never Mind the Bollocks con la vernice gialla, rovinando lantica carta da
parati bianca e nera.
Di chi questa stanza? chiedo.
Baz accovacciato accanto a una libreria. Di mia zia Fiona.
Torno sulla soglia. E che ci facciamo qui?
Cerchiamo una cosa Un attimo dopo tira fuori un grosso album viola
pieno di ritagli, con la scritta dorata REMEMBER THE MAGIC impressa in
copertina. Aha! esclama. Sono sicuro che Fiona andava a scuola con Ebb.
Lho sentita parlare di lei. In tono denigratorio, ti assicuro. Il fratello non lha
mai nominato, per
Baz sfoglia le pagine. Mi rannicchio accanto a lui. Che cos?
Un album di ricordi mi spiega. Li distribuivano a scuola prima che
diventasse preside lArcimago. Allultimo ballo di fine anno. Contiene le foto
di classe di ogni anno e piccoli aneddoti Mi porge lalbum aperto a una
pagina zeppa di foto. Vorrei avere anchio qualcosa di simile non ho
fotografie di me o dei miei amici. Forse ne ha qualcuna Agatha.
Baz arrivato in fondo e osserva a occhi stretti una grossa foto di classe.
Sotto, qualcuno ha appiccicato con il nastro un paio di istantanee. Guarda
mi dice, indicando limmagine di una ragazza seduta con la schiena appoggiata
a un albero, il tasso. Ha una cesta di capelli scuri con una striatura bionda e
sorride con il naso arricciato e la lingua tra i denti. C un ragazzo
magrissimo seduto accanto a lei e ha il braccio posato sulle sue spalle. Ebb
esclamo. Perch ha gli stessi capelli biondi e lisci. Gli stessi zigomi scolpiti.
Ma non ho mai visto Ebb cos spavalda, e non ce la vedo con quel sorrisetto
stampato in faccia. Sotto la foto, qualcuno ha scritto Io e Nickels, e ha messo
un cuoricino sopra la i di Nickels.
Fiona! esclama Baz chiudendo lalbum di colpo.
Glielo prendo e lo riapro, sedendomi per terra appoggiato al letto. Per ogni
anno di scuola di Fiona, ci sono due o tre fogli con grandi foto di classe e
pagine vuote in cui inserire altre foto e certificati. Non difficile individuare
Fiona in ciascuna foto di classe la striatura bianca che ha tra i capelli
devessere naturale e poi trovare Ebb e Nicodemus, sempre vicini e identici
come due gocce dacqua, quasi, eppure cos diversi. Ebb sempre fedele a se
stessa, gentile e insicura in ogni fotografia. Nicodemus con laria di uno che
mediti qualche piano. Gi fin dal primo anno.
Trovo unaltra istantanea di Nicodemus e la zia di Baz, questa volta vestiti
allantica. Sapevi che Watford aveva una scuola di teatro? domando.
Watford aveva un sacco di cose, prima dellArcimago. Baz si riprende
lalbum e lo rimette sullo scaffale. Andiamo.
E dove?
Ora? A letto. Domani? A Londra.
Devo essere stanco, perch nessuna delle due frasi mi sembra avere un
senso.
Vieni, ti faccio vedere la tua camera.

Si scopre che la mia stanza la pi spaventosa di tutte.


C un drago dipinto sullarco attorno alla porta, ha il muso stregato che
risplende e ti segue nel buio.
E poi c qualcosa sotto il letto.
Non so esattamente cosa, ma tutto lamenti, schiocchi e tremiti che
scuotono i montanti del letto. Cos mi ritrovo davanti alla porta di Baz per
dirgli che me ne torno a Watford.
Cosa? Viene ad aprirmi mezzo addormentato. E rosso in viso, devessere
andato a caccia, dopo avermi accompagnato in camera. A meno che non
allevino degli animali apposta per lui, qui nella tenuta.
Me ne vado. Quella camera stregata.
La casa tutta stregata, te lho detto.
Io me ne vado.
E dai, Snow, puoi dormire sul mio divano. Gli spettri qui non ci vengono.
Perch?
Perch li spavento.
Spaventi me farfuglio io, e Baz mi tira in faccia uno dei suoi cuscini.
(Profuma di lui.)
Mentre mi sistemo sul divano, mi rendo conto che non dicevo sul serio.
Quando ho detto che mi spaventa.
Prima, s. Di solito lo pensavo davvero.
Ma non c niente di pi familiare di lui, in questa casa; e ascoltando il suo
respiro, mi addormento con pi facilit di quanto mi sia mai successo da
quando sono iniziate le vacanze natalizie.
56

FIONA
Daccordo, Natasha, lo so che non avrei dovuto dirgli niente. Tu non lavresti
fatto.
Piomba nel mio appartamento in cerca di guai. Quello li incarna, i guai, in
ogni singolo istante della sua vita, cacchio.
Dimmi di Nicodemus mi fa, come se sapesse gi tutto quello che deve
sapere.
consapevole di essere il mio preferito, questo il problema. Lo sarebbe
comunque, anche se ne avessi fatta unintera cucciolata, di figli come lui.
sfacciato quanto Mick Jagger, quello l. E veloce quanto un frustino.
Chi ti ha parlato di Nicodemus? gli chiedo.
Si siede a quel mio tavolino obbrobrioso e comincia a bere il mio t,
inzuppandoci dentro il mio ultimo biscotto di pasta frolla alla lavanda.
Nessuno risponde. Bugiardo. Ho appena saputo che come me.
Un moccioso intrigante?
Hai capito cosa intendo, Fiona.
Bel vestito, Basil; dove sei diretto?
A ballare.
tutto in ghingheri. Spencer Hart, se non erro. Neanche fosse venuto a
Londra per ritirare il BAFTA.
Mi siedo davanti a lui. Nicodemus non ha niente a che spartire con te gli
faccio.
Avresti dovuto dirmelo che non ero lunico.
Lui lha scelto. passato volutamente dallaltra parte.
Che importa se io lho scelto oppure no, Fiona? Il risultato non cambia.
Neanche per sogno gli dico. Nicodemus ha lasciato il nostro mondo. Lo
ha lasciato di proposito. Dicendo che voleva evolversi.
Voleva diventare pi che magico.
Sei gi abbastanza potente, Nicky.
Che cosa intendiamo con abbastanza, signorina Pitch?
La cravatta della scuola infilata nel taschino della giacca. Quel sorriso
freddo, crudele.
Ci ha tradito, Basil. Sento riaffiorare lantica rabbia, lantico lutto.
Ed stato cancellato dal Libro dice mio nipote.
Perch era un traditore spiego.
Perch era un vampiro replica Baz, e io non posso farci niente: quella
parola mi fa ancora rabbrividire.
Non avrei dovuto essere io, Natasha. A spiegare a questo ragazzo come
districarsi nella vita. Non sono adatta. Guardami. Trentasette anni, e sono qui
che mi rollo gli spinelli in vestaglia e mangio biscotti a colazione se mai
riesco ad alzarmi una vergogna. Tu che cosa gli diresti se fossi qui?
No Lascia stare. So che cosa gli diresti ma ti sbagli.
In questo sono stata pi brava di te. Sono stata abbastanza debole da dare a
tuo figlio unopportunit. E adesso guardalo: sar anche morto, ma almeno
non perduto. nero come la pece e sottile come una lama, ma trabocca del
tuo potere. un fal. Ti render orgogliosa, Tasha.
Il tuo nome non verr cancellato, Basil gli dico. questo che ti
preoccupa? Nessuno sa di te, ma se anche dovessero scoprirlo cosa che non
accadr capiranno che non rinunceremo mai a te. Le Famiglie sono
finalmente pronte a restituire pan per focaccia allArcimago. Il sogno sta
diventando realt.
Si lecca il labbro inferiore e guarda fuori dalla mia finestrella. Splende
ancora il sole e so che gli d fastidio, anche se non si lamenta. Sgancio la tenda
e la mia cucina piomba nelloscurit.
ancora vivo? mi domanda. Nicodemus?
Credo di s. Se cos si pu dire. Non mi arrivata notizia del contrario.
Perch, nel caso ti sarebbe arrivata?
C un pacchetto di sigarette sul tavolo. Me ne accendo una con la bacchetta
e tiro qualche boccata, scuotendo la cenere sul piattino. Lo sai che le Famiglie
sfruttano i miei agganci londinesi
Che vuoi dire, Fiona?
Qui parlo con gente a cui non vuole parlare nessun altro. Persone
indesiderate. Ogni tanto non mi dispiace sporcarmi un po le mani.
A quel punto, sorella mia, mi fissa inarcando uno dei tuoi sopraccigli.
Soffio via un po di fumo. Pfff. Non in quel senso, pervertito che non sei
altro.
Quindi Nicodemus non gradito commenta.
Non ci permesso parlare di lui. Cos recita la legge degli arcimaghi.
E tu taglieresti i ponti cos facilmente anche con me?
Oh, cazzo, Baz, lo sai che non lo farei mai. Che stai dicendo?
Non posso fare a meno di essere curioso. Mi si avvicina sporgendosi sul
tavolo. vivo? Caccia anche lui? invecchiato? Ha mai trasformato
qualcuno?
Nicodemus Petty non ha risposte da darti, ragazzo mio. Gli sto puntando
la sigaretta addosso, cos la spengo prima che finisca per dargli fuoco
accidentalmente. un gangster da due soldi un delinquente di terza
categoria in un film di Guy Ritchie. Era convinto di diventare il supermago per
eccellenza, e invece finito a lanciare dadi nel retrobottega di qualche bar per
vampiri a Covent Garden. Ha buttato al vento la propria vita e ferito tutte le
persone che lo amavano perci non hai niente da imparare da lui, Basil. Se
non come diventare un vampiro di merda.
Baz ha ancora il sopracciglio alzato. Mi finisce il t e poi dice: Bene. Ti sei
spiegata.
Meno male. Adesso va a casa a studiare.
Sono in vacanza.
Allora vai a casa e pensa a come togliere di mezzo lArcimago.
Te lho detto. Vado a ballare.
Gli guardo di nuovo il vestito e i mocassini neri lucenti. Basil. Hai
conosciuto qualche ragazzo?
Sorride, ma pieno di problemi. Avremmo dovuto buttarlo nel Tamigi
dentro a un sacco pieno di sassi. O lasciarlo fuori, in pasto alle fate.
Qualcosa del genere.
57

AGATHA
Sono seduta al bancone della cucina di Penelope e spalmo la glassa rosa su
unaltra donnina di pan di zenzero.
Perch le donnine di pan di zenzero devono per forza essere vestite di
rosa? domanda Penny.
Perch alle donnine di pan di zenzero dovrebbe venire il dubbio di non
doversi vestire di rosa? rispondo. A me piace il rosa.
Solo perch sei stata condizionata dalle Barbie e dai Lego distinti in base
al sesso.
Piantala, Penny. Io non ci ho mai giocato con i Lego.
Stare con Penny meglio del previsto. Quando mi ha bloccata in cortile
prima che partissimo per le vacanze, ho pensato che volesse farmi una scenata
perch avevo abbandonato Simon.
Ciao mi ha detto. Ho saputo che Simon non verr da te per Natale.
Perch non stiamo pi insieme, Penelope. Contenta?
Sono contenta in generale ha risposto. Ma non perch vi siete lasciati.
impossibile troncare una conversazione con Penny. Puoi trattarla male o
ignorarla quanto ti pare ma lei non si smuove.
Agatha, pensi davvero che voglia mettermi con Simon?
Penso che Penny voglia essere la persona pi importante nella vita di
Simon, quindi la risposta s o no? Non lo so, Penelope. Ma so che non
volevi che io stessi con lui.
Perch eravate in croce tutti e due!
Non erano affari tuoi!
Certo che lo erano! Siete miei amici.
Ho alzato gli occhi al cielo in modo che mi vedesse, ma lei ha continuato.
Non era di questo che volevo parlarti, per mi ha detto brusca. Ho
saputo che Simon non verr a casa tua, per Natale. E non pu venire neanche a
casa mia perch mia mamma ce lha a morte con lArcimago. Per ho pensato
che magari io e te potremmo vederci lo stesso, preparare i biscotti e
scambiarci i regali.
Lo facciamo sempre, ogni anno, tutti e tre insieme. Senza Simon?
S, come ti ho detto, mia mamma non ne vuole sapere di Simon.
Ma noi non ci vediamo mai senza Simon le ho fatto presente.
Solo perch sempre in mezzo ha risposto Penny. Il fatto che voi due
abbiate rotto non significa che io e te non siamo pi amiche.
Siamo amiche?
Diamine, lo spero bene ha detto Penny. Io ho solo tre amici. Se noi non
siamo amiche, il numero si riduce a due.
Che fate, ragazze? La mamma di Penny entra in cucina portandosi dietro
il laptop, come se non riuscisse a separarsene neanche per il tempo sufficiente
a prepararsi una tazza di t. Ha i capelli raccolti in uno scuro chignon
disordinato e indossa lo stesso cardigan e gli stessi leggings che aveva ieri
quando sono arrivata. Mia madre non uscirebbe neanche dalla camera conciata
cos.
La professoressa Bunce insegna Storia medievale in ununiversit Normale,
ma una storica della magia. Ha pubblicato un intero scaffale di libri sulla
magia, solo che non ci guadagna niente. Non sono abbastanza i maghi che
promuovono una carriera fondata sulle arti e le scienze magiche. Mio padre ha
fortuna come medico dei maghi perch uno dei pochi ad avere la giusta
preparazione e perch tutti hanno bisogno del dottore. Il pap di Penny
insegnava Linguistica in ununiversit del posto, ma ora lavora a tempo pieno
per la Congrega, si dedica alla ricerca del Tedio. Ha addirittura un proprio
staff di investigatori che lavora di sopra con lui nel laboratorio. Sono qui da
quasi due giorni e ancora non lho visto.
Esce solo per bere del t e mangiarsi un panino mi ha spiegato Penny
quando glielho chiesto. Penelope ha anche dei fratelli pi piccoli; li riconosco
perch li ho visti a scuola. In questo momento ce n uno accampato nel
salotto, intento a guardare tre mesi di puntate arretrate di EastEnders; e almeno
un altro di sopra attaccato a internet. Sono tutti spaventosamente autonomi.
Secondo me non seguono neanche degli orari precisi per i pasti. Si limitano a
entrare e uscire dalla cucina per rifornirsi di ciotole di cereali e tramezzini al
formaggio.
Stiamo facendo i biscotti di pan di zenzero risponde Penny alla madre.
Per Simon.
Dacci un taglio, Penelope le dice la mamma, piazzando il laptop sul
bancone per dare unocchiata ai nostri biscotti. Rivedrai Simon tra un paio di
settimane, sono sicura che ti riconoscer. Oh, Agatha, dimmelo sinceramente,
secondo te le donnine di pan di zenzero devono per forza essere vestite di
rosa?
A me piace il rosa replico.
una bella cosa che voi ragazze trascorriate un po di tempo insieme
commenta. Ed una bella cosa avere una vita che passi il test di Bechdel.
Perch casa nostra pullula solo di amiche tue brontola Penny.
Io non ho amiche risponde la madre. Ho solo colleghi e figli. Prende
una delle mie donnine di pan di zenzero e la addenta.
Guarda che io non evito le altre ragazze dice Penny. Evito le persone in
generale.
Io invece ne ho un sacco, di amiche. Magari potessimo frequentare la
stessa scuola. E per lennesima volta, mi pento di sprecare una giornata che
avrei potuto trascorrere con i miei veri amici, i miei amici Normali, solo per
essere carina con Penelope.
Vedrai che riuscirete a stare insieme il prossimo anno, alluniversit mi
dice sua madre. Che cosa studierai, Agatha?
Mi stringo nelle spalle. Non lo so ancora. Non sono obbligata a saperlo gi,
ho solo diciotto anni. Ma non sono destinata a niente di preciso. E i miei
genitori non si aspettano che io ambisca alla grandezza. La mamma di Penny,
invece, rester vagamente delusa se lei non curer il cancro o non trover le
fate.
La professoressa Bunce aggrotta la fronte. Mmm, vedrai che prima o poi
deciderai.
Il bollitore scatta e lei si versa il t. Volete anche voi una tazza di t appena
fatto? Penny le porge la propria tazza e sua madre prende la mia. Avevo
anchio delle amiche, alla vostra et; avevo unamica del cuore, Lucy
Scoppia a ridere, come se le fosse venuto in mente qualcosa. Eravamo
inseparabili.
Siete ancora amiche? domando.
Posa le tazze e mi guarda, come se finora avesse prestato alla nostra
conversazione solo met della sua attenzione. Io lo sarei, se si rifacesse viva.
partita per lAmerica qualche anno dopo la scuola. Ma ci eravamo gi perse
di vista quando avevamo lasciato Watford.
E perch? domanda Penny.
Non mi piaceva il suo ragazzo risponde la mamma.
Perch? dice Penny. Dio, i genitori di Penny si saranno sentiti rivolgere
quella domanda centinaia di volte, ormai.
Lo trovavo troppo dispotico.
stato per quello che partita per lAmerica?
Credo sia partita dopo che si sono lasciati. La professoressa Bunce
sembra meditare se aggiungere qualcosa oppure no. In realt Lucy
frequentava lArcimago.
LArcimago aveva una ragazza? chiede Penny.
Be, allepoca non lo chiamavamo ancora Arcimago replica la madre.
Per noi era Davy.
LArcimago aveva una ragazza ripete Penny, sgranando gli occhi. E
anche un nome. Mamma, non sapevo che andassi a scuola con lArcimago!
La professoressa Bunce beve un sorso di t e scrolla le spalle.
Comera? chiede Penny.
Lo stesso di adesso. Per pi giovane.
Era bello? domando.
Fa una smorfia. Non saprei secondo voi adesso un belluomo?
Uh, no risponde Penny, nello stesso istante in cui io dico: S.
Era belloccio, in effetti ammette la professoressa Bunce. E carismatico,
a suo modo. Lucy pendeva dalle sue labbra. Lo credeva un visionario.
Devi ammettere, mamma, che doveva essere davvero un visionario.
La professoressa fa unaltra smorfia. Doveva sempre essere tutto come
diceva lui, anche allora. Con Davy era tutto o bianco o nero, sempre. E se Lucy
non era daccordo Be, Lucy era sempre daccordo. Era innamorata persa.
Davy dice Penelope. Che strano.
E Lucy comera? domando.
La madre di Penny sorride. Un tipo brillante. Molto potente. A quella
parola le si illuminano gli occhi. E forte. Ricordo che giocava a rugby con i
ragazzi. Una volta ho dovuto metterle a posto la clavicola in campo, un incubo.
Era una ragazza di campagna, con le spallone e i capelli biondi, e aveva gli
occhi di un azzurro cos intenso
In cucina compare il padre di Penny.
Pap! esclama lei. Adesso possiamo parlare?
Il professor Bunce avanza tentoni verso il bollitore e lo accende. La
mamma lo spegne e lo mette sotto il rubinetto per aggiungere dellacqua,
mentre lui la bacia sulla fronte. Grazie, amore.
Pap insiste Penny.
S sta frugando nel frigo. un uomo piccoletto, pi basso della
moglie. Con i capelli color cenere e il nasone spugnoso. Ha in testa un paio di
occhiali demod, tondi e con la montatura di metallo. In casa di Penny portano
tutti occhiali demod.
Stando alle voci che corrono, non ha neanche la met del potere che ha la
moglie; mia madre dice che entrato a Watford solo perch suo padre
insegnava l. Ma quando si tratta di poteri magici, la mamma di Penny una
tale snob che difficile immaginarla sposata con una schiappa.
Pap, ti ricordi? Avevo bisogno di parlarti.
Si sta riempiendo le braccia di cibi impilati luno sullaltro: due yogurt,
unarancia, un pacchetto di nuvole di drago. Agguanta una donnina di pan di
zenzero e si accorge di me. Ah, ciao, Agatha.
Salve, professor Bunce.
Martin replica, andandosene di gi. Chiamami Martin.
Pap.
S, vieni su, Penny portami il t, ti dispiace?
Penelope aspetta che sia pronto il t, prende altri omini di pan di zenzero
li mangiano senza darmi il tempo di decorarli e lo segue al piano di sopra.
Perch si sono lasciati? chiedo alla professoressa Bunce dopo che Penny
e il padre hanno sgomberato il campo.
Fissa il computer, con la tazza di t dimenticata a mezzaria davanti alla
bocca. Mmm?
Lucy e Davy ripeto.
Ah, non lo so. Allepoca non ci sentivamo gi pi. Lucy avr capito che
era un idiota e si sar trovata costretta ad attraversare loceano per sfuggirgli.
Ti immagini avere lArcimago come ex? Quello dappertutto.
Lei come ha scoperto che se nera andata?
La professoressa ha laria triste. Me lha detto sua madre.
Chiss perch lArcimago non ha pi frequentato nessunaltra
E chi lo sa risponde lei, mutando espressione e fissando di nuovo il
computer. Magari ha delle fidanzate Normali.
O magari amava davvero Lucy e non lha mai dimenticata.
Pu essere commenta lei. Ma non mi sta ascoltando. Batte sui tasti per
qualche secondo e poi mi guarda. Mi hai appena ricordato una cosa a cui non
pensavo pi da anni. Aspetta qui. Esce dalla cucina e io immagino che non
ritorni pi. I Bunce lo fanno, a volte.
Invece ricompare con una fotografia in mano. Lha scattata Martin.
Ritrae tre studenti di Watford, due ragazze e un ragazzo, seduti sullerba
accanto al campo di calcio, mi pare. Le ragazze portano i pantaloni. (La
mamma dice che negli anni Novanta non la portava nessuno la gonna della
scuola.) Una di loro chiaramente la madre di Penelope. Con i capelli sciolti e
spettinati assomiglia molto a Penny. Stessa fronte ampia. Stesso sorrisetto.
(Vorrei che Penny fosse qui per prenderla un po in giro.) E il ragazzo
chiaramente lArcimago, diverso, con i capelli pi lunghi e sciolti e senza
quegli stupidi baffetti. (LArcimago ha i baffi pi brutti che abbia mai visto.)
Ma la ragazza al centro una sconosciuta per me.
carina.
Capelli biondi allaltezza delle spalle, riccioli folti. Guance rosa e occhi
talmente grandi e blu che ne distingui il colore anche dalla foto. Ha un bel
sorriso aperto, tiene per mano la mamma di Penelope e si appoggia al
ragazzo, che la cinge con il braccio.
LArcimago era proprio uno schianto. Pi bello di entrambe le ragazze. E
con una dolcezza in viso che non gli ho mai visto, un sorriso sghembo e lo
sguardo quasi timido.
Io e Lucy non litigavamo mai sul serio dice la professoressa Bunce. Ero
io a litigare, Lucy cercava sempre di cambiare argomento. E infatti non stata
una lite a porre fine alla nostra amicizia. Credo che Lucy abbia smesso di
parlarmi semplicemente perch si era stufata di dover sempre prendere le
difese di Davy con me. Davy era un tale fanatico, quando abbiamo finito la
scuola si era radicalizzato, era pronto ad attaccare il palazzo e a predisporre
la ghigliottina.
Mi accorgo che ormai la professoressa sta parlando pi a se stessa e alla
foto che a me.
E non stava zitto un attimo conclude, posando la foto sul bancone.
Ancora non capisco come facesse Lucy a sopportarlo.
Mi guarda e stringe gli occhi. Agatha, so di essere indiscreta ma niente
di quello che diciamo in questa cucina pu uscire da queste mura, intesi?
Ah, ma certo. Non si preoccupi, anche mia madre si lamenta
dellArcimago.
Davvero?
Non viene mai alle feste e, quando viene, si presenta in divisa e coperto di
fango e poi se ne va prestissimo. Le fa venire lemicrania.
La professoressa Bunce scoppia a ridere.
Sente squillare il cellulare e lo tira fuori dalla tasca. Pronto, sono Mitali.
Guarda di nuovo il computer e clicca sul touchpad. Un attimo che controllo.
Solleva il laptop, se lo piazza in equilibrio sullo stomaco, incastra il cellulare
tra lorecchio e la spalla ed esce dalla stanza.
Lascia la foto sul ripiano e, un attimo dopo, io la prendo.
Fisso di nuovo i tre ragazzi. Hanno unaria cos felice: difficile credere
che ormai non si parlino pi.
Guardo Lucy, il colore delle sue guance e lazzurrocielo dei suoi occhi, e
mi infilo in tasca la foto.
58

LUCY
Vorrei che lo avessi conosciuto quando era giovane.
Era bello, naturalmente. ancora bello. Ora lo in modo pi evidente per
tutti
Allepoca ero solo io a vederlo tale.
Mi faceva davvero pena; credo che sia proprio cos che cominciata.
Parlava sempre, e nessuno lo ascoltava mai. A me piaceva ascoltare. Mi
piacevano le sue idee aveva ragione su un sacco di cose. Ed cos ancora
adesso.
Come va la rivoluzione, Davy?
Non prendermi in giro, Lucy. Non mi piacciono le prese in giro.
Lo so. Ma a me s.
Era seduto da solo ai piedi del tasso, cos mi sedetti accanto a lui. Quando
avevamo cominciato a parlarci, ci incontravamo l perch nessuno ci vedesse
insieme, perch nessuno mi vedesse con quel suonato di Davy.
Ma ormai mi piaceva incontrarlo in quel posto perch era come essere sola
con lui.
Sei silenzioso, ultimamente gli feci presente.
Non c altro da dire. Non mi ascolta nessuno.
Io ti ascolto.
Ho presentato le mie lamentele alla Congrega e loro hanno riso di me.
Non possono aver riso di te, Davy
Mica necessario ridere a squarciagola per deridere una persona. Mi
hanno trattato come un bambino.
Be, tu sei un bambino. Lo siamo entrambi.
Mi guard dritto negli occhi. Gli occhi di Davy hanno qualcosa di speciale.
Sono quasi magici. Non riuscivo mai a distogliere lo sguardo.
No, Lucy. Non lo siamo.
Dopo quellincontro con la Congrega, Davy era sempre in biblioteca o in
mensa, chino su qualche volume di quattrocento anni prima su cui sgocciolare
la salsa dellarrosto.
A volte mi sedevo con lui, e capitava pure che mi rivolgesse la parola.
Lucy, sapevi che un tempo Watford aveva un proprio oracolo? Si trovava
nella cupola della Cappella, quella con la finestra che si affaccia sulle mura
della scuola. Gli oracoli lavoravano l. Erano importanti quanto i presidi.
Quando si interrotta la tradizione?
Nel 1914. stata una misura di austerit. Lidea era che da allora in poi gli
oracoli offrissero i propri servigi secondo necessit.
Io non ne conosco, di oracoli gli dissi.
Be, era loracolo di Watford che istruiva il proprio successore. Ormai
una professione scomparsa. La biblioteca ha ancora unala intera riservata alle
loro profezie
E da quando in qua ti interessano i tarocchi e le sfere di cristallo?
Non mi interessa vedere bambini che giocano con strumenti che non
comprendono, ma questo Gli brillavano gli occhi. Lo sapevi che la
carestia delle patate stata profetizzata?
No.
E anche lOlocausto.
Davvero? E quando?
Nel 1511. E sapevi che dalla fondazione di Watford ogni oracolo ha
sempre avuto la stessa identica visione?
Trenta secondi fa non sapevo neanche dellesistenza degli oracoli.
Riguarda la venuta di un grande Arcimago.
Come dice quella canzoncina per bambini dissi io. Qualcuno verr a
finirci / qualcun altro cader lo far. / Possa il potente dei potenti regnare / e il
suo potere ci salver.
S.
Ne parlava sempre mia nonna del Sommo Arcimago.
Ci sono decine di profezie spieg Davy. Tutte sulla stessa persona, il
Prescelto.
E come sai che si riferiscono tutte alla stessa persona? chiesi. Come sai
che questa persona uomo o donna che sia non sia venuta e non se ne sia gi
andata.
Credi che ci lasceremmo sfuggire la persona destinata a salvare il nostro
popolo? A riportare lordine nel nostro mondo?
Perch riportare lordine? Le profezie lo dicono?
Dicono che ci sar una minaccia, che diventeremo cupi e divisi e che la
magia stessa sar in pericolo, ma che arriver un arcimago dotato di un potere
incommensurabile e in grado di attingere la propria magia dal centro della
Terra. Cammina come un uomo comune, ma il suo potere non ha uguali. Uno
degli oracoli lo descrive come un recipiente, abbastanza grande e robusto da
contenere tutta la magia del mondo.
Davy si eccitava sempre di pi, mentre parlava. Aveva gli occhi lucenti e
per la fretta si mangiava le parole. Indic la pila di libri come se la loro stessa
presenza rendesse le profezie inconfutabili.
Lo guardai dubbiosa. Non penserai
Cosa? mi domand lui.
Insomma, non penserai mica
Cosa, Lucy? Non penser mica cosa?
Be di essere tu il Sommo Arcimago
Mi rise in faccia. Io? No. Non essere sciocca. Sono pi potente di
qualunque altro cretino qui presente, vero e si guard intorno ma il mio
potere non certo inimmaginabile.
Accennai una risata anchio. Giusto. Allora
Allora cosa?
Allora perch questa storia cos importante per te?
Perch il Sommo Arcimago sta arrivando, Lucy. E arriver proprio
quando ne avremo pi bisogno. Quando gli arcimaghi attenteranno ciascuno
alla gola dellaltro con mani artigliate quando la testa dellenorme bestia
avr smarrito la strada. E quel momento arriver presto. Quel momento
adesso. Faremmo meglio a preoccuparcene tutti! Faremmo meglio a
prepararci!
59

PENELOPE
A me piace il laboratorio di mio padre. In soffitta. Qui nessuno ha il permesso
di riordinare, nemmeno i suoi assistenti. un casino totale, ma pap sa
perfettamente dove sono le cose, per cui se sposti un libro da una pila allaltra
va in tilt.
Unintera parete occupata dalla cartina della Gran Bretagna: i buchi
nellatmosfera magica non si sono ancora propagati oltremare, per negli
anni si sono ingigantiti. Per tracciare il perimetro di ogni buco pap usa lo
spago e gli spilli, e poi impiega fili di diverso colore per mostrare quanto i
buchi si siano ingranditi. La data di ogni misurazione registrata da una
bandierina. Alcuni dei fori pi grandi si sono fusi, negli anni: nel Cheshire non
c rimasta quasi pi magia.
Gli assistenti di pap sono fuori per una missione di rilevamento. Ha appena
assunto una persona nuova, un antropologo magico, per studiare gli effetti dei
vuoti sulle creature magiche. Vorrebbe anche studiare gli effetti che i buchi
hanno sui Normali, ma non riesce a ottenere i fondi.
Mi avvicino alla cartina. Ci sono due fori a Londra: uno grosso a
Kensington e uno pi piccolo a Trafalgar Square. Preferisco non pensare a
quello che succederebbe se il Tedio attaccasse il quartiere di Hounslow, vicino
a casa nostra. Molte famiglie di maghi sono state costrette a trasferirsi, e a
volte questo le indebolisce. La tua magia si stabilisce nel luogo in cui vivi e ti
sostiene.
Mi siedo a uno degli alti tavoli della stanza. A pap piace lavorare in piedi,
perci tutti i tavoli sono alti. Ha gi davanti un volume aperto e sta copiando
dei numeri in un libro mastro. Usa anche il computer, ma aggiorna ancora i
registri a mano.
Sto facendo una ricerca per la scuola gli dico e stavo sfogliando alcune
vecchie copie della Cronaca
Mmm mmm.
Ho letto della Tragedia di Watford.
Pap alza lo sguardo. S?
Ti ricordi quando stata?
Certo. Torna a dedicarsi al libro mastro. Io e tua madre eravamo ancora
alluniversit. Tu eri appena una bambina
Pap e mamma si sono sposati subito dopo la scuola e hanno iniziato
immediatamente a sfornare figli, anche se la mamma desiderava fare carriera.
Pap dice che la mamma ha sempre voluto tutto e subito.
Devessere stato terribile commento.
S. Watford non era mai stata attaccata prima di allora, povera Natasha
Grimm-Pitch.
La conoscevi?
Non di persona. Era pi grande di noi. Sua sorella Fiona era un paio
danni dietro a me a scuola, ma io non conoscevo nemmeno lei. I Pitch se ne
stavano sempre e solo con i propri simili.
Quindi Natasha Grimm-Pitch non ti piaceva.
Non mi piaceva la sua politica. Riteneva che i maghi poco potenti
dovessero attaccare la bacchetta al chiodo.
I maghi poco potenti. Come lui.
Perch i vampiri hanno attaccato Watford? domando. Non lavevano
mai fatto, prima.
Li ha mandati il Tedio risponde mio padre.
Per questo non c scritto nei primi articoli apparsi sul giornale dopo
lattacco. Si parla solo dei vampiri gli dico, sporgendomi sul tavolo.
Mi fissa di nuovo con interesse. vero. Allinizio non lo sapevamo.
Pensavamo semplicemente che le creature oscure stessero approfittando della
nostra disorganizzazione. Erano altri tempi. Cerano meno controlli. Il mondo
degli arcimaghi era pi simile a un circolo. A unassociazione. Mancava un
sistema difensivo. A volte capitava persino che i licantropi marini attaccassero
Londra, ci pensi?
Quindi nessuno aveva idea che ci fosse il Tedio dietro lattacco a
Watford.
Per un po, no. Allinizio non sapevamo che il Tedio fosse unentit.
Che vuoi dire?
Be, quando i buchi hanno fatto la loro prima comparsa
Nel 1998.
Esatto risponde lui. a quellanno che risalgono i primi rilevamenti.
Diciassette anni fa. Pensavamo che si trattasse di un fenomeno naturale oppure
di una conseguenza dellinquinamento. Come i buchi dellozono. Mi ricordo
che stato il dottor Manning a coniare il termine. Ha visitato il buco del
Lancashire e lha descritto come un tedio insidioso, unordinariet che ti si
insinua nellanima. Pap sorride. Adora le frasi ben riuscite. Poco dopo ho
cominciato le mie ricerche.
E quando avete capito che il Tedio era un uomo?
Ancora non sappiamo se un uomo.
Hai capito che cosa intendo: quando vi siete resi conto che era un essere
con intenzioni ben precise? Che ci stava attaccando?
Non accaduto in un giorno particolare risponde. Per stato nel 2008
che tutto ha iniziato a cambiare. Personalmente credo che il potere del Tedio
sia aumentato proprio in quel periodo. Cercavamo dei buchetti simili a
bollicine nellatmosfera magica, e quelli sono cresciuti di colpo come funghi,
come le metastasi di un cancro. Pi o meno nello stesso periodo, il mondo
oscuro impazzito. Quando le creature oscure hanno cominciato a dare la
caccia a Simon, abbiamo finalmente capito che allorigine di quei buchi cera
della malvagit, cera un disegno; e che non si trattava di una calamit naturale.
E poi cera la sensazione che accompagnava sempre il tutto. I buchi, gli
attacchi trasmettono sempre una sensazione precisa. I suoi occhi si
concentrano su di me e le sue labbra si tendono.
Dopo che lanno scorso il Tedio ha rapito me e Simon, pap ha voluto tutti i
particolari. E io gli ho riferito pi o meno tutto quello che sapevo sul Tedio,
persino sul suo aspetto. convinto che abbia preso le sembianze di Simon per
prendersi gioco di lui.
Poggio i gomiti sul tavolo. Secondo te perch il Tedio odia tanto Simon?
Pap arriccia il naso. In realt odia la magia in generale. E Simon ne ha
davvero pi di chiunque altro, forse pi di qualunque altra cosa al mondo.
strano che non sia quello, il suo vero nome. Che il Tedio non se lo sia
scelto da solo, quel nome
Perch, secondo te una creatura oscura sceglierebbe mai di chiamarsi il
Tedio Insidioso?
Non me lo sono mai chiesto. Per me esiste da sempre e basta.
Pap sospira e si aggiusta gli occhiali. Mi si stringe il cuore al pensiero
che tu non abbia memoria di un mondo senza il Tedio. Che tu non veda la
necessit di reagire.
La vedo s, pap. Quellessere immondo mi ha rapita e cerca sempre di
uccidere il mio migliore amico.
Continua a fissarmi, impensierito. Sai, Penelope tra un paio di settimane
arriver una squadra di esperti dallAmerica. Credo di avere finalmente
attirato la loro attenzione, quando siamo stati l questestate.
Quando siamo andati a trovare Micah, pap si visto con quanti pi
scienziati magici ha potuto. Cera un geologo che sembrava molto interessato
alla sua ricerca.
Gli arcimaghi americani sono molto meno organizzati di noi. Sono sparsi
in tutto il paese e ognuno fa il suo. Per hanno pi soldi. Pap ha cercato di
convincere gli altri scienziati internazionali che il Tedio rappresenta una
minaccia per lintero mondo della magia, non solo per quello britannico.
Mi piacerebbe che venissi con noi durante qualcuno dei nostri
rilevamenti mi dice. Potresti conoscere il dottor Schelling; ha un laboratorio
tutto suo a Cleveland.
So che cosa ha in mente: cos che intende tenermi al sicuro dal Tedio.
Vuole nascondermi nellOhio.
Forse, se riesco a saltare qualche ora di lezione.
Ti scriver un messaggio.
Pu venire anche Simon?
Serra le labbra e si aggiusta di nuovo gli occhiali. A lui non credo di
potere inviare un messaggio risponde, e impugna la penna. Su coshai detto
che , la tua ricerca per la scuola?
Sulla Tragedia di Watford.
Fammi sapere se scopri qualcosa che possa gettare luce sul Tedio. Mi sono
sempre chiesto se in quelloccasione qualcuno abbia mai avvertito la sua
presenza.
Appena torna a concentrarsi sul proprio lavoro, balzo gi dalla sedia e
faccio per andarmene. Mi fermo sulla porta. Ah, pap, unultima cosa
conoscevi mica un mago di nome Nicodemus?
Lui alza lo sguardo e resta impassibile, per cui capisco che lo fa apposta a
non reagire. Non mi pare. Perch? mi chiede.
Non da lui mentirmi cos.
E non da me mentire a lui. un nome che ho letto sulla Cronaca, ma non
mi diceva niente.
Mmm. Non sar nessuno dimportante, allora commenta.
60

SIMON
Aspettiamo che sia mezzanotte passata, prima di andare in cerca di vampiri. La
zia di Baz non ha voluto dirgli esattamente quali posti bazzicano, ma lui
convinto di riuscire a trovarli, e dice che per mezzanotte dovrebbero aver
finito di cacciare
Io sbarello al pensiero di tutti quegli assassinii che si stanno compiendo
mentre aspettiamo.
Se davvero pieno di vampiri che cacciano i Normali ogni notte, perch
noi non interveniamo? La Congrega deve saperlo di sicuro, quello che
succede. Perch, se lo sa la zia di Baz, lo sa di certo anche la Congrega.
Stabilisco che, ora come ora, Baz non la persona giusta con cui affrontare
largomento.
Per ammazzare il tempo dopo essere stati da sua zia, andiamo in biblioteca,
quella grande, e poi nella sala lettura del British Museum, dove Baz ruba
cinque o sei libri.
Non puoi farlo protesto.
per motivi di ricerca.
tradimento.
Lo andrai a dire alla Regina?
Quando tutti i musei chiudono, passeggiamo un po al parco e poi troviamo
un posto in cui io possa mangiare dello spezzatino al curry mentre lui sfoglia i
volumi che ha rubato.
Ti converr mangiare qualcosa gli dico.
Mi guarda e inarca un sopracciglio.
Ah, non rompermi le scatole mi fa. Sfido che non ha mai avuto una
ragazza. Se uscissero insieme, prima la porterebbe in biblioteca e poi se ne
starebbe l seduto con quella sua aria strana, mentre lei cena da sola.
Dopo il curry e una doppia razione di samosa, lo osservo mentre legge
giuro che si succhia le zanne, quando pensa finch non chiude di colpo il
libro e balza in piedi.
Dai, Snow. Andiamo a cercare un vampiro.
Grazie rispondo, pulendomi la bocca con la manica ma ho gi superato
la dose consentita.
Si avvia verso la porta.
Ehi esclamo, e cerco di raggiungerlo. Per vedo che mi ignora e lo
afferro per il braccio.
Mi guarda male. Mica puoi prendere le persone per il braccio, quando
vuoi la loro attenzione.
Ti ho chiamato, sai?
E allora?
Stavo pensando che se facciamo questa cosa voglio che mi chiami per
nome gli dico. Non capisco perch sia tanto importante per me. Ma visto
che dobbiamo entrare nel covo di un vampiro insieme, mi sembra il caso di
mettere da parte certi atteggiamenti e comportarci davvero da alleati, tutto
qua.
Snow il tuo nome replica lui. Credo. Chi stato a darti un nome, a
proposito?
Distolgo lo sguardo. Era scritto sul mio braccio: SIMON SNOW . Lavr
scritto la persona che mi ha lasciato alla casa di accoglienza. Forse mia madre.
Devi chiamarmi Simon insisto. In passato a volte lhai fatto.
Apre la portiera della sua auto e sale, come se non mi avesse sentito. Invece
so che mi ha sentito benissimo.
Daccordo. Sali, Simon.
E io obbedisco.

Affidandoci al fiuto di Baz, impieghiamo quasi due ore a trovare il posto;


sembra di girare per Covent Garden con un segugio.
questo? gli chiedo. Sono qui?
Baz si aggiusta il colletto e i polsini della camicia. Siamo davanti al portone
di un vecchio palazzo pieno di appartamenti, accanto allo stipite una fila di
nomi e una buca dottone per le lettere. Stammi vicino mi sussurra, e bussa
con il dorso della mano.
Viene ad aprirci un omone che alla vista di Baz apre appena di pi la porta.
Un altro uomo, in piedi dietro un lungo bancone al centro della sala, guarda
dalla nostra parte e annuisce. Lusciere ci fa cenno con la testa di entrare.
Ci infiliamo in una lungo stanzone dal soffitto basso e privo di luci centrali.
Il bar corre proprio al centro, mentre ai lati le pareti sono fiancheggiate da una
serie di tavoli indipendenti, tutti provvisti di una coppia di divanetti e di un
lampadario giallo. Chi seduto dalla parte del corridoio si gira a guardarci. A
una donna vicino alla porta cade di mano il bicchiere, e luomo accanto a lei lo
prende al volo.
Non sembrano vampiri.
Possibile che siano tutti vampiri? Sembrano solo ricchi. E grigi. Per
non sono n bellissimi n magri n incavati, come si vedono nei film.
Baz che stanno fissando, non me. Devessere spaventato, o perlomeno
nervoso, ma non lo d a vedere. sempre cos: pi si sente minacciato meno si
agita. (Quando sono io a minacciarlo, la cosa mi manda in bestia. Mentre ora
non mi dispiace affatto.)
Devono essere tutti cos invidiosi di lui. Oltre a essere come loro, anche
magico. E poi sembra tagliato per quel ruolo, come se fosse nato per vestire i
panni di qualche re oscuro.
Baz si ferma al primo tavolo. Nicodemus dice, senza alcuna inflessione
interrogativa.
Un uomo dalla pelle e dai capelli grigi, con indosso un completo grigio
cangiante, incontra il suo sguardo e accenna con il capo al fondo della sala,
poi fissa me e sogghigna. Mi chiedo se a innervosirlo sia il mio odore o la
croce che porto al collo. O magari il fatto che sa chi sono. Lerede
dellArcimago. (LArcimago li uccide, i vampiri; non lo considera neanche
omicidio.) (Chiss perch questi non li avr ancora fatti secchi.)
Percorro il salone seguendo Baz e pentendomi di non aver indossato tutta la
roba chic che ha cercato di mettermi addosso prima che lasciassimo
lHampshire. Porto i pantaloni della scuola e uno dei suoi maglioni norvegesi,
ma il maglione lho preso solo perch mi ha detto che in divisa sembravo un
dodicenne.
Non faccio che pestargli i talloni, da tanto che cammina lento. come se
volesse dare il tempo a tutti di bearsi della sua vista. (Anche se forse sta
cercando di nascondere landatura zoppicante.) Pi ci addentriamo nel locale
pi il buio aumenta. Scruto tra i tavoli in cerca di Nicodemus, ma non sono
sicuro che lo riconoscerei, neanche se ci fosse abbastanza luce. Somiglier
ancora a una Ebb in versione maschile e cattiva?
Raggiungiamo la parete di fondo e, proprio mentre sto per rigirarmi, Baz
infila una porta che non avevo neanche visto. Lo seguo gi per una scala a
chiocciola con la ringhiera allentata. Quando arriviamo in fondo ho le
vertigini.
Siamo nel sotterraneo, mi pare. Somiglia a una caverna: molto pi ampio
della sala al piano di sopra, ma il soffitto ancora pi basso e nel pavimento
sono installate certe fioche luci azzurre che ricordano quelle di un cinema.
difficile dire quanti di loro ce ne siano, quaggi, perch non vedo bene, per
ho limpressione di trovarmi in una sala affollata. Si sente della musica
elettronica in sottofondo, ma cos bassa che sembra provenire da molto
lontano.
Baz fermo ai piedi delle scale con una mano nella tasca dei pantaloni, e
perlustra la stanza con gli occhi come se stesse cercando un amico.
I vampiri potrebbero attaccarci e farci a pezzi, se lo volessero. Siamo in
netta minoranza e non avremmo il tempo di lanciare alcun incantesimo
efficace. Io non ho nemmeno dietro la bacchetta, anche se loro non lo sanno.
(Lo sa Baz, per. Non riusciva a credere che lavessi lasciata a Watford.)
(Avevo fretta!)
Potrei affrontarne qualcuno con la spada, ma tutti non credo proprio.
Oppure potrei esplodere. E a quel punto chiss che succederebbe.
Baz comincia a camminare. Quaggi hanno tutti un abbigliamento meno
chic. Sono questi, i vampiri sfigati? Come fanno i vampiri a diventare sfigati?
Anche se siamo in un sotterraneo, tutto pulitissimo. Non so che cosa mi
aspettassi. Macchie di sangue? Cocktail al sangue? A occhio e croce stanno
bevendo quasi tutti del gin. Vedo delle bottiglie di Bombay Sapphire, sui tavoli.
Qualcuno incrocia il mio sguardo e lo sostiene, cos mi faccio affiorare la
magia sotto pelle, semplicemente immaginando di esserne inondato, e lui
distoglie lo sguardo.
Ci siamo addentrati talmente nella caverna che ho perso di vista luscita.
Baz tira una persona per la manica, un uomo quasi due volte pi grosso di lui.
Nicodemus gli dice, di nuovo senza alcuna inflessione interrogativa. Il tizio
accenna con la testa alle proprie spalle e Baz lo lascia andare.
Procediamo finch non raggiungiamo una fila di tavoli da biliardo.
Baz si ferma. Tira fuori un pacchetto di sigarette dalla tasca interna della
giacca e ne accende una con la bacchetta. Quanti sono in piedi attorno al tavolo
fanno un balzo allindietro. Lui aspira a fondo arroventando lestremit della
sigaretta e poi soffia il fumo sopra il tavolo.
Non sapevo che fumasse.
Nicodemus ripete, soffiando altro fumo.
A quel punto la vedo, quella versione pi snella e turbolenta di Ebb. Ha i
capelli biondi pettinati allindietro e indossa anche lui un completo, che per
ha unaria meno costosa e dei rammendi in rilievo sulla manica.
Sorride a Baz e lo squadra da capo a piedi. Per guarda un po... Chi sta
meglio di te?
Baz d un altro tiro alla sigaretta e poi incrocia languidamente lo sguardo
di Nicodemus. Il mio nome Tyrannus Basilton Pitch. E sono qui per parlarle
di mia madre.
Ma certo, signor Pitch replica Nicodemus quasi sussurrando. Come no.
Quando sorride di nuovo, mi accorgo che gli mancano dei denti, i canini.
Da uno degli spazi vuoti si intravede la lingua che spinge.
Gli uomini che erano attorno al tavolo con lui si sono allontanati, lasciando
noi tre da soli nel buio del locale.
Che cosa vuoi da me? chiede Nicodemus.
Voglio sapere chi ha ucciso mia madre.
Lo sai gi, chi stato. La lingua si infila nella fessura, torturando la
gengiva. Lo sanno tutti. E tutti sanno che cosa ha fatto tua madre a chi era l.
Baz si porta la sigaretta alla bocca, inspira, poi abbassa la mano e scuote la
cenere sul pavimento. Dimmi anche il resto continua. Dimmi chi il
responsabile.
Nicodemus scoppia a ridere. Senn? Che fai, mi mordi? Poi guarda la
sigaretta. O devo crederti il degno figlio di tua madre? Pronto a darci tutti
alle fiamme? Finora non ti sei ancora ucciso, signor Pitch. Non vorrai mica
scegliere proprio questo giorno per farlo?
Baz si guarda intorno. Come se facesse il calcolo di quanti vampiri
potrebbe portare con s.
Digli quello che sai o sar io a ucciderti ringhio.
Nicodemus fissa lo sguardo su di me, oltre la spalla di Baz, e il suo sorriso
si inacidisce. Ti credi cos invincibile mi dice. Con tutto il potere che hai
pensi che niente possa sconfiggerti.
Finora stato cos ribatto.
E lui ride di nuovo. La sua risata non ha nulla a che vedere con quella di
Ebb: Nicodemus ride come se niente avesse valore; Ebb ride come se tutto ne
avesse, invece.
E va bene. Almeno qualcosa ti dir, va. E posa la stecca sul tavolo. I
vampiri non possono entrare a Watford indisturbati. Senza invito non entriamo
da nessuna parte. Tranne che in casa nostra. Un paio di settimane prima
dellirruzione, qualcuno venuto da me per negoziare un affare. cos che
sbarco il lunario. Stringo accordi, presento la gente. Di lavoro ce n poco per
un vampiro che non pu mordere o per un mago senza bacchetta.
La lingua continua a infilarglisi nelle fessure tra i denti. La paga era
buona prosegue. Ma io ho detto di no. Mia sorella vive a Watford. Non
manderei mai la morte a bussarle alla porta, a meno che non sia lei a volerlo.
Rivolge di nuovo a Baz quel suo sorriso alla Jacko-Lantern. Mi viene il
dubbio che fossi anche tu parte del piano, signor Pitch. Difficile che i maghi lo
abbiano permesso Perch continuano a permetterlo, in fondo? Che cosa
sperano di farci con te?
Chi era? lo incalza Baz. Ho limpressione che non abbia mai neanche
battuto le ciglia da quando siamo qui. Chi venuto da te? Il Tedio?
Il Tedio? S, il babau, signor Pitch. Il mostro che vive sotto il tuo letto.
Era il Tedio? Rispondi insiste Baz.
Nicodemus scuote la testa senza smettere di sorridere. Era uno di voi
dice. Il suo nome non merita la mia vita. Magari mi ucciderai se non te lo
dico ma di sicuro morir se lo faccio.
Baz ferma il canino tra le labbra, sfila la bacchetta dalla manica e la
impugna. Potrei costringerti.
Questo sarebbe illegale replica Nicodemus. E ha ragione. Gli incantesimi
di costrizione sono proibiti.
E rischioso aggiunge. Di nuovo ha ragione.
Che farebbe la Congrega se lanciassi un incantesimo vietato, Tyrannus
Basilton? sogghigna poi. Credi che sarebbero indulgenti con uno come te?
Farei meglio a ucciderti allistante replica Baz, sul punto di scagliarsi su
di lui. Dubito che qualcuno mi fermerebbe. O sentirebbe la tua mancanza.
Gli poso la mano sulla spalla. Andiamo via.
Non ci ha detto ancora niente mi sibila lui.
Vi ho detto quel che basta ribatte Nicodemus.
Vieni via ordino di nuovo a Baz, tirandolo indietro.
Bravo, vai gli dice Nicodemus. Vai con il tuo amico. E vedrai che un
giorno tornerai.
Baz lancia la sigaretta sul tavolo da biliardo e Nicodemus si allontana con
un balzo, perdendo per la prima volta la padronanza di s. Poi agguanta il
bicchiere e ne versa il contenuto sul mozzicone. Baz si sta gi dirigendo deciso
verso la scala.
Tua sorella sente la tua mancanza dico rivolto a Nicodemus.
Poi mi giro verso Baz e mi affretto a raggiungerlo. Mi aspetta in cima alla
scala. (Potrei quasi sembrare il suo migliore amico. E forse proprio questo
che vuol far credere ai presenti.) Poi ritrova la sua freddezza e percorre di
volata il salone del piano di sopra fino alla porta.
Una volta fuori, la notte londinese cos luminosa che mi ferisce gli occhi.
Ritroviamo la macchina, la Jaguar di suo padre, e Baz la mette in moto
prima ancora che io abbia aperto la portiera del lato passeggero. Appena salgo
a bordo, esce di scatto dal parcheggio e parte a tavoletta, percorrendo a tutta
velocit la strada trafficata. Raggiunge un taxi e poi svolta di scatto nella
corsia accanto.
Ehi gli faccio.
Zitto, Snow.
Senti
Zitto! Lo esclama come fosse una formula magica ma, non avendo la
bacchetta in mano, non sortisce alcun effetto. Poi la impugna, dando
limpressione di volermi lanciare qualche maledizione, invece la punta verso
un autobus. Largo al re! Il bus cambia corsia ma davanti c unaltra
macchina. Baz punta la bacchetta e scaglia di nuovo lincantesimo. uno
stupido spreco di magia.
Finirai per cappottarti prima di uscire dal West End.
Mi ignora, punta la bacchetta di fronte a s e d gas. Al successivo
incantesimo, gli poso la mano sul bicipite per infondergli un po del mio
potere. Largo! esclama. Le auto davanti sterzano a sinistra e a destra.
come se lintera strada si aprisse al suo passaggio, non ho mai visto niente di
simile. Non ho mai sentito niente di simile.
A ogni semaforo rosso chiudo gli occhi e spero nel verde. Baz affonda il
piede sul pedale.
E voliamo.
La magia dura finch continuo a toccargli il braccio.
Mi sento pulito.
Mi sento come una corrente.
Non so che cosa provi Baz. Ha il volto di pietra, ma quando usciamo dalla
citt, dagli occhi prendono a scorrergli le lacrime. Non le asciuga n le scaccia
sbattendo le palpebre, per cui gli rigano le guance e gli penzolano dalla
mandibola.
Una volta in campagna, non ha pi bisogno del mio potere per sgombrarsi
la strada, cos lo lascio andare. Continua a svoltare in strade sempre pi
piccole finch non costeggiamo un bosco, con il ghiaino che sotto di noi
schizza e picchia sul fondo dellauto.
Baz accosta di colpo e frena, sbandando e finendo quasi in un fosso. Poi
scende dallauto come se avesse appena parcheggiato e si avvia verso gli
alberi.
Apro la portiera e faccio per seguirlo, poi torno indietro per spegnere il
motore e prendo le chiavi. Corro calcando le sue impronte nella neve, oltre la
fila di alberi, finch non perdo le sue tracce nelloscurit.
Baz! grido. Baz!
Continuo ad avanzare e per poco non inciampo in un ramo. A quel punto
inciampo davvero. Baz!
Vedo un bagliore davanti a me, nel folto degli alberi. Del fuoco.
Vaffanculo, Snow! lo sento gridare.
Corro verso il fuoco e la sua voce. Baz!
Unaltra fiammata colpisce un ramo e lo incendia, illuminando lui seduto
sotto lalbero con la testa tra le braccia.
Che stai facendo? domando. Spegnilo subito.
Non risponde. Sta tremando.
Va tutto bene, Baz. Ci faremo dire il nome da qualcun altro. Non finisce
qui. Faremo quello che ci ha chiesto tua madre.
Lui agita la bacchetta e, quasi ululando, sparge il fuoco tuttintorno a noi.
questo che mia madre vorrebbe per me, idiota.
Mi inginocchio davanti a lui. Ma di che diamine stai parlando?
Mi sorride malefico, scoprendo i denti tutti quanti. I suoi canini sono
aguzzi quanto quelli di un lupo. Mia madre morta per uccidere dei vampiri
dice. E quando stata morsa si uccisa. lultima cosa che ha fatto. Se avesse
saputo che cosa sono non mi avrebbe mai lasciato vivere.
Non vero. Lei ti amava. Ti ha chiamato il suo fiorellino.
Amava ci che ero! grida. Io non sono pi quel bambino. Sono uno di
loro, ormai.
Non vero.
Non da quando eravamo ragazzini che cerchi di provare che sono un
mostro? Per Crowley, adesso la tua prova ce lhai. Corri a dirlo allArcimago,
di a tutti che avevi ragione! Le fiamme gli danzano sul viso. Ne avverto il
calore sulla schiena. Sono un vampiro, Snow! Sei contento?
No che non lo sei replico, senza sapere perch io labbia detto n perch
tutta un tratto mi sia messo a piangere.
Baz sembra sorpreso. E irritato, anche. Come?
Non hai nemmeno mai morso nessuno insisto.
Vaffanculo, ho detto.
No!
Abbandona di nuovo la testa tra le braccia. Sul serio. Vai. Questincendio
non destinato a te.
Lo afferro e lo tiro per i polsi. Per forza, hai ragione. Hai sempre detto
che ti saresti assicurato di avere un pubblico, il giorno in cui mi avessi fatto
secco. Lo tiro di nuovo. Vieni via.
Baz non oppone resistenza, si abbandona in avanti e basta. Una nuvola di
scintille gli si posa accanto, ma io le spengo con un ringhio.
Gli sollevo il mento. Baz.
Vattene, Snow.
Non sei un mostro dico. Nella mia mano il suo viso freddo quanto
quello di un cadavere. Mi sono sbagliato. Per tutti questi anni. Sei un bullo.
Uno snob. E uno stronzo totale. Ma non sei uno di loro.
Lui fa per allontanare il viso, ma io lo tengo stretto. Quando apre gli occhi,
vedo due pozze di grigio, di nero e di sofferenza. Non riesco a sopportarlo.
Ringhio di nuovo. E il fuoco si ritrae.
questo ci che merito mi dice.
Scuoto la testa. Be, non quello che merito io, per.
Allora vattene.
Vedo il tremolio del fuoco riflesso nei suoi occhi, significa che lincendio
ci circonda.
No. Non ti ho mai girato le spalle. E non comincer certo adesso.
61

BAZ
Ecco fatto. Ora mi toccher allontanare questimbecille con un incantesimo.
Lultima cosa che far sar salvare la vita di Simon Snow, e tutta la mia
famiglia si vergogner di me.
Mi tiene la faccia, aspettandosi che io resti in vita solo perch me lha
ordinato lui: perch lui Simon Snow, dannazione, e gli basta una bella
ringhiata per ottenere tutto ci che vuole.
Tanto vale che lo baci, prima di farlo volare a gambe allaria.
(Riuscir ad allontanarlo da me senza rompergli qualche osso? Quale
incantesimo lo terr lontano perch non ripiombi qui finendo dritto dentro al
fuoco?)
Tanto vale che lo baci. proprio qui. Con le labbra aperte (respira sempre
con la bocca) e gli occhi vivi, vivi, vivi.
Sei cos vivo, Simon Snow.
Ce lhai tu, la mia parte di vita.
Scuote la testa, sta dicendo qualcosa, tanto vale che lo baci adesso.
Perch non ho mai baciato nessuno, prima dora. (Ho sempre avuto paura di
mordere.) E non ho mai desiderato di baciare nessun altro tranne lui. (Non lo
morder. Non gli far del male.)
Voglio solo baciarlo, poi me ne vado.
Simon dico.
E invece lui a baciare me.

SIMON
Vorrei solo che stesse zitto e la smettesse di parlare cos. Vorrei solo che si
alzasse e mi seguisse fuori da qui. Vorrei solo essere di nuovo a Watford, nella
nostra stanza, sicuro che lui l con me, che non sta facendo del male a
nessuno e che nessuno sta facendo del male a lui.

BAZ
Se un bel bacio? Non lo so.
La bocca di Snow caldissima. tutto caldissimo.
Mi spinge, cos lo spingo anchio.
Ho la sua croce che mi batte sulla lingua, sulla mascella. Il suo cuore che mi
pulsa nella gola. Ma la sua bocca mi uccide i pensieri.
Simon Snow.

SIMON
La bocca di Baz pi fredda di quella di Agatha.
Perch un ragazzo, penso, ma poi mi correggo: No, perch un
mostro.
Non un mostro. solo un infame.
Non un infame. solo un ragazzo.
Sto baciando un ragazzo.
Sto baciando Baz.
cos freddo, mentre il mondo cos caldo.

BAZ
Morir baciando Simon Snow.
Per Crowley, che vita fortunata!

SIMON
Se Baz pensa che lo lascer andare, si sbaglia. Mi piace averlo cos. Sotto
controllo. Non altrove a tramare, a complottare e a parlare con i vampiri.
Ti ho preso penso. Finalmente sei dove voglio io.

BAZ
Snow ha gi baciato altre volte.
Mi piace questa cosa che fa con il mento. Quando lo muove su e gi e poi
piega la testa e mi spinge ancora pi forte.
Non ci provo neanche, a imitarlo. Lo lascio fare e basta.
Morir baciando Simon Snow.
E Simon Snow morir baciando me.

SIMON
Baz mi afferra per le spalle e mi allontana di colpo.
Ci riesce solo perch non me lo aspetto.
Infila la mano nella manica ed estrae la bacchetta, poi la punta oltre la mia
spalla e grida: Esprimi un desiderio!. Il fuoco ci ha circondati, ormai,
avanza strisciando nellerba.
Lincantesimo colpisce nel segno e un albero si spegne per poi subito
riaccendersi. Baz prende fiato, ma a quel punto gli poso le mani sul petto e lo
lascio attingere da me tutto il potere che gli occorre. Esprimi un desiderio!
grida di nuovo, e la sua voce rimbomba come un tuono.
Lincendio si estingue allistante, pi come se fosse stato risucchiato che
spento con un soffio. Mi si stappano le orecchie e dagli alberi si levano
colonne di fumo.
Guardo Baz.
Tutto qua? Gli bastava solo che lo baciassi per rinunciare alle sue tendenze
suicide?
Lascia cadere la bacchetta e mi abbassa il collo del maglione (il suo
maglione). Con laltra mano mi apre il colletto della camicia facendo saltare il
bottone, mi afferra la croce ed esamina la catenina. Poi d un bello strattone
alla croce, mi strappa la collana dal collo e la getta via.
E a quel punto mi guarda come fa sempre quando sta per attaccare.
BAZ
Simon Snow morir ancora baciando me.
Per, non oggi.
62

SIMON
Mi ritrovo seduto per terra di fronte a Baz. A baciarlo. Mi ha appena afferrato
per le spalle e non mi molla pi.
Non so bene che cosa stiamo facendo, a dir la verit, ma niente brucia pi. E
ho limpressione che forse abbiamo risolto qualcosa. Anche se probabilmente
questo non altro che un problema in pi.
Per un attimo penso ad Agatha e mi sento un farabutto, ma poi mi ricordo
che non stiamo pi insieme, quindi non la sto tradendo. Dopodich mi chiedo
se quello che stiamo facendo significa che sono gay. Ma siccome siamo
nascosti tra gli alberi, dove nessuno pu vederci, stabilisco che un
interrogativo al quale non devo per forza trovare una risposta adesso. Ora non
devo fare altro che stringermi a Baz, ecco quello che davvero mi sento di fare.
Ho ancora le mani sul suo viso e sento che le sue guance non sono pi
fredde, non dove le sto toccando io. E se gli succhio le labbra la carne gli
diventa quasi rosa. Almeno per qualche istante.
Chiss da quant che voleva farlo.
Chiss da quant che volevo farlo anchio.
Distinto direi che io non lo volevo, che una possibilit che mi si
affacciata alla mente solo adesso. Ma se cos fosse, allora perch ho in testa
unintera lista di tutte le cose che avrei sempre voluto fargli. Tipo queste: gli
infilo la mano tra i capelli. Sono morbidi e mi scivolano tra le dita. Serro la
mano, li afferro e lui affonda il viso nel mio per poi subito allontanare la testa.
Scusami gli dico. (Sono senza fiato. imbarazzante.)
Baz mi lascia il maglione e scuote la testa, reggendosi la fronte. No.
che Dov la tua croce?
La cerco tastoni sul terreno accanto a noi. Appena la trovo, la tengo
sollevata tra il mio viso e il suo.
Rimettitela mi ordina.
Perch? Vuoi mordermi?
No? Finora ti ho mai morso?
No. Per non mi hai nemmeno mai baciato.
Sei stato tu a baciare me, Snow.
Scrollo le spalle. E allora? Mi vuoi mordere o no?
Lui si alza. No Per preferirei pensarci di meno. Ho bisogno di bere.
si guarda intorno, ma troppo buio per vederci qualcosa passato
troppo tempo. Mi fissa di nuovo e poi distoglie lo sguardo, imbarazzato.
Senti, io devo cacciare. Mi aspetti?
Vengo con te.
Per Crowley, neanche per sogno.
Balzo in piedi. Pu essere qualunque cosa?
Come?
Qualunque cosa contenga del sangue, giusto?
Come? ripete. Ah, s.
Gli prendo la mano. Evoca qualcosa. Esisteranno pure degli incantesimi di
caccia, no?
S che esistono risponde lui accigliandosi. Solo che funzionano solo a
distanza ravvicinata.
Gli stringo la mano.
Lui estrae la bacchetta e mi guarda come se fossi un idiota patentato.
Cerva! esclama, puntando la bacchetta tra gli alberi. Siamo avvolti dal
bagliore della mia magia.
E un attimo dopo, tra i rami anneriti avanza una cerbiatta.
Baz rabbrividisce. La devi smettere con questa roba.
Con cosa?
Con questi sfoggi di magia stile Dio sceso in Terra.
Perch? fico.
Altro che fico, inquietante.
Gli sorrido. Per me fico.
Non guardare mi dice, dirigendosi verso lanimale.
Continuo a sorridergli.
Lui si volta e mi ripete: Non guardare.

BAZ
Guido la cerva nel folto degli alberi, dove troppo buio perch Snow possa
vederci e, una volta sazio, getto il corpo in un burrone.
Non so da quantera che non bevevo cos tanto.
Al mio ritorno, trovo Snow seduto nel cerchio di cenere. Sapendo che non
pu vedermi, lo chiamo in modo che non si spaventi. Eccomi, Snow.
Prima mi hai chiamato Simon.
Capisco dal suo sguardo che finalmente mi ha individuato. Mi accendo una
fiammella sul palmo. (Non proprio sul palmo: appena sopra, sospesa.) No,
non vero.
S, invece.
Torniamo alla macchina dico. Chi abita qui intorno penser che
abbiamo compiuto qualche rituale di magia nera.
Magari davvero cos commenta lui, seguendomi.
silenzioso, quando arriviamo alla macchina. E lo sono anchio perch
non ho la minima idea di come comportarmi. Come si fa a riallacciare il
discorso dopo un: Devo smettere di baciarti per andare a bere un po di
sangue?
Sei un vampiro si decide a dirmi. (Ecco come si riallaccia il discorso.)
Non rispondo.
Lo sei veramente ripete.
Accendo il motore.
Voglio dire, lo sapevo, certo, lo so da anni. Per lo sei veramente Mi
sfiora la guancia. Ora sei pi caldo.
il sangue gli spiego.
Saresti pi pesante? Se ti sollevassi?
Immagino di s. Mi sono appena scolato un cervo. Lo guardo: ha ancora
laspetto di qualcosa che vorrei mangiarmi. Non ci provare.
Come funziona la cosa? mi chiede.
Che ne so Magia, magia di sangue. Virus, virus magici. Che ne so.
Ogni quanto devi bere?
Per sentirmi bene, ogni notte. Per non perdere il senno, ogni due o tre
notti.
Hai mai morso nessuno?
No. Non sono un assassino.
Devessere per forza fatale ogni volta? Il morso, dico? Non potresti bere
solo una parte del sangue di una persona e poi andartene?
Non riesco a credere che tu mi stia domandando una cosa del genere,
Snow. Proprio tu, che non riesci a lasciare neanche mezzo panino.
Quindi non lo sai.
Non ci ho mai provato. Io non sono cos. Mio padre mi ucciderebbe se
toccassi una persona. (Penso proprio che lo farebbe, se mordessi una
persona. E credo che sarebbe giusto, comunque.)
Ehi mi dice Snow, increspando la fronte non farlo.
Cosa?
Non pensare. Qualunque cosa tu stia pensando. Smettila.
Sospiro, in preda alla frustrazione. Possibile che la cosa non ti
preoccupi?
Cosa?
Che sono un vampiro.
Be, prima mi preoccupava. Quando temevo che di notte potessi
succhiarmi tutto il sangue o trasformarmi in uno zombie. Ma gli ultimi giorni
sono stati istruttivi, mi pare, no?
Quindi ora che sai per certo che sono un vampiro non ti angosci pi?
Ora che so che ti limiti a succhiare sangue agli animali domestici o alla
selvaggina autorizzata non mi preoccupo pi di tanto, diciamo. Non sono certo
un vegetariano convinto.
Ma ancora non credi che io sia morto.
Scuote la testa una sola volta, con decisione. No, non credo che tu sia
morto.
Imbocco il viale di casa. La luce del sole mi brucia gli dico.
Scrolla le spalle. Brucia anche me.
Sei un idiota, Snow.
Mi hai chiamato Simon, prima.
No, non vero.

SIMON
Non so perch sono cos felice. Non cambiato niente.
cambiato qualcosa?

Il fatto di baciarsi. Quello una novit. Il desiderio di baciarsi.


Il guardare Baz e pensare al modo in cui i capelli gli ricadono morbidi
sulla fronte
Be, no. A quello ci pensavo anche prima.
Baz un vampiro, e questa non una novit.
Ma a quanto pare il vampiro pi riluttante e meno succhia-sangue del
mondo, e questo un po una sorpresa.
E a quanto pare anche il pi bello. (Ora che ne ho visti diversi posso
dirlo.)
Ho voglia di baciare un ragazzo. Questo un bel cambiamento, solo che
non sono preparato a pensarci.
ancora. Ho voglia di baciarlo ancora.
Parcheggiamo in un vecchio fienile convertito in garage ed entriamo in
casa dalla porta della cucina. Silenziosamente. Per non svegliare nessuno. Hai
fame? mi chiede Baz.
S.
Rovista nel frigorifero. Il classico vampiro adolescente intento a farsi lo
spuntino di mezzanotte.
Mi schiaffa in mano una pirofila e poi agguanta un paio di forchette.
Latte? chiede. Coca?
Latte rispondo sorridendo. Non riesco a smettere di sorridere. Appoggia
il cartone sulla pirofila, prende un paio di tovaglioli di stoffa dal cassetto e si
avvia verso la propria camera. Fatico a stargli dietro.
Mi piacerebbe sapere che cosa pensava

BAZ
Non lo so che cosa pensavo.

SIMON
Quando arriviamo nella sua stanza, Baz accende una lampada (che fa poca luce
perch ha il paralume rosso scuro) e si siede per terra ai piedi del letto, anche
se la camera piena di posti comodi dove sedersi.
Appena mi sistemo accanto a lui, mi prende la pirofila di mano e lancia un
rapido Fuochino!. Poi toglie il coperchio. pasticcio di carne.
Hai davvero bisogno di mangiare o ti piace e basta? gli chiedo.
Ne ho bisogno risponde, e tira su una forchettata evitando il mio sguardo.
Per non quanto le altre persone, ecco.
Come sai che non sei immortale?
Basta domande mi fa. E mi passa una forchetta.
Finiamo tutto mangiando direttamente dalla pirofila che Baz tiene sulle
gambe. Mastica con la mano davanti alla bocca. Mi sforzo di ricordare se lho
mai visto mangiare, prima dora Finisco il latte. Lui non ne vuole.
Baz mette la teglia fuori dalla porta e accende il camino con la bacchetta.
Mi avvicino a lui e mi siedo al suo fianco. Sei un piromane commento.
Lui si stringe nelle spalle e fissa le fiamme.
Mica avrai in mente di dar fuoco alla casa, vero?
No, Snow. Niente pulsioni di morte, per ora. Magari le avessi, sarebbe
tutto pi facile.
Smettila di parlare cos, ti prego.
Per un attimo non dice pi niente. Poi si gira di scatto a guardarmi. per
questo che mi hai baciato? Per evitare che mi suicidassi?
Scuoto la testa. Non esattamente. Cio, ovvio che volevo impedirti di
ucciderti.
Allora perch lhai fatto? insiste.
Perch ti ho baciato?
S.
Perch mi andava rispondo con unalzata di spalle.
E quant che volevi farlo?
Mi stringo di nuovo nelle spalle e questo lo fa incavolare. Infila un altro
ciocco nel camino.
Tu desideravi che lo facessi? gli chiedo.
No. Perch avrei dovuto desiderarlo? Perch avrebbe mai dovuto anche
solo sfiorarmi il pensiero? Ehi, sai che cosa sistemerebbe una volta per tutte
questincubo dei vampiri, di mia madre, della guerra e del declino della
magia? Sbaciucchiarmi quellidiota del mio compagno di stanza. Quello che
prima o poi finir per rovinarmi la vita. Che ideona.
Non c pi bisogno che continui a fare lo stronzo, sai? Siamo dalla stessa
parte, ormai gli dico.
Per il momento replica lui. Tu mi aiuterai a scoprire chi ha ucciso mia
madre, io uccider il responsabile e a quel punto tu ti assicurerai che mi
rinchiudano in una torre per quello che ho fatto. Hai gi vinto, Snow: appena
dirai allArcimago che sono un vampiro, lui mi strapper i denti e mi toglier
la bacchetta. Finir a Covent Garden a leccare i piedi a Nicodemus. E questo se
sar fortunato.
Crede davvero che farei una cosa del genere? Adesso? Quei vampiri
pendevano dalle tue labbra gli dico. Ti avrebbero incoronato seduta stante.
Mi stai consigliando di passare dalla loro parte?
No, sto solo dicendo che oggi sei stato straordinario.
Non mi ascolti proprio, eh?
S che ti ascolto. solo che ti sbagli. Niente torner pi come prima, dopo
quello che successo. Come potrebbe?
Perch adesso siamo amici, vuoi dire?
Perch siamo pi che amici.
Baz prende un attizzatoio e smuove i ciocchi. Un bacio e pensi che il
mondo si sia capovolto?
Due baci gli dico. E lo afferro per la nuca.

BAZ
Non ho idea di che ore siano.
Il buio della stanza ha cambiato colore, come se il sole ci stesse sbirciando.
Siamo distesi a pancia ins accanto al fuoco o, meglio, accanto a quel che ne
rimasto, e ci teniamo per mano.
Snow sospira e mi stringe la mano e, sentendomi gridare, aggrotta la fronte
e solleva la mano tra di noi: ho una bruciatura a forma di croce sul palmo, me
la sono procurata ieri notte, quando gli ho strappato la collana di dosso.
(Adesso la croce dallaltra parte della stanza. Ha pensato lui a togliersela,
stavolta.)
Si porta la mia mano alla bocca e la bacia sul palmo.
Non pensavo che fossi gay commento a bassa voce.
Lui scrolla le spalle. Met delle sue frasi sono alzate di spalle.
Che significa? mormoro.
Non lo so risponde lui, chiudendo gli occhi. Non ho mai riflettuto
granch su quello che sono. Ne ho parecchie di cose in ballo.
Questa sua uscita mi fa ridere. Di una puerile risatina con lo sbuffo. E Snow
ride con me. Un sacco di cose in ballo, eh? ripeto.
E tu sei gay? mi domanda, fissandomi mentre sta ancora ridendo.
S. Fino al midollo.
Quindi sei abituato a fare cose del genere?
Alzo gli occhi al cielo. No.
E allora come fai a sapere che sei gay?
Lo so e basta. Tu come fai a non saperlo?
Boh mi risponde. Intreccia le dita alle mie e mi tiene la mano senza
stringerla. Cerco di non pensare.
Al fatto che sei gay?
A tutto. Mi faccio una lista delle cose a cui non devo pensare.
Perch?
Perch, siccome una sofferenza pensare alle cose che non puoi avere e a
cui non puoi rimediare, meglio non pensarci.
Gli accarezzo il dorso della mano con il pollice. Sono anchio nella tua
lista?
Ride di nuovo e scuote la testa, sfiorandomi i capelli con i suoi. Come no.
Ha la voce assonnata. Cercare di non pensare a te come sforzarsi di non
pensare a un elefante che ti schiacci il torace.
Penso a Snow che pensa a me.
E sorrido. Non capisco se si tratti o no di un complimento
Nemmeno io replica lui.
Quindi tu non pensi commento.
Tanto inutile.
Mi puntello sul gomito e lo guardo dallalto. Non ti capisco. Sei il mago
pi potente che esista, che sia mai esistito, forse. Puoi avere tutto quello che
vuoi. Come pu essere inutile pensare a una cosa del genere?
Snow si alza su entrambi i gomiti e ciondola con la testa dalla mia parte.
Che cosa cambia? Alla fine faccio comunque quello che devo fare. Quando il
Tedio viene da me, lo affronto. Quando manda i draghi, li uccido. Quando tu
mi inganni e mi mandi in pasto alla chimera, esplodo. Visto che non posso
scegliere n programmare niente, prendo quello che viene. Tanto, il giorno in
cui arriver qualcosa di imprevisto e di troppo potente per me, io lo affronter
comunque. E combatter fino allo sfinimento; a che servirebbe pensarci in
anticipo?
Si rimette sdraiato. Allungo la mano e gli scosto i riccioli dalla fronte. Lui
chiude gli occhi.
Ho sempre pensato che mi avresti ucciso, prima o poi gli dico.
Anchio. Ma ho cercato di non pensarci.
Mi avvolgo i suoi capelli alle dita. Sono pi folti dei miei, pi ricci, di un
oro che risplende alla luce del fuoco. Sulla guancia ha un neo che voglio
baciargli da quando ho dodici anni. Lo faccio adesso.
Sapessi da quanto tempo dico.
Mmm? Apre un occhio.
Sapessi da quanto tempo volevo fare questa cosa. Da quando ti ho
conosciuto, quasi
Snow chiude di nuovo gli occhi e sorride suo malgrado.
Sorrido anchio, ma solo perch non mi sta guardando. Credevo sarei
morto dal desiderio di farlo.
63

AGATHA
Penelope mi sveglia togliendomi le coperte. Io me le ritiro su.
Svegliati, Agatha. Dobbiamo andare.
Vado pi tardi. Sto dormendo.
No, dobbiamo andare. Adesso. Vieni.
Sono distesa in fondo al suo letto. Abbiamo dormito cos e lei non ha fatto
altro che darmi calci nella schiena.
Vattene, Penelope.
Lo farei. Ma ho bisogno che mi accompagni tu in macchina.
Apro gli occhi. Che ti accompagni dove?
Non posso dirtelo. Non ancora. Ma lo far.
Da qualche parte a Londra?
No.
Penny, la vigilia di Natale. Devo andare a casa.
Lo so! gi vestita. Ha i capelli raccolti in unenorme coda di cavallo
tutta crespa, che probabilmente sarebbe di gran lunga pi bella e ondulata, se
usasse qualche prodotto. Qualunque cosa. Della crema per le mani. Della
schiuma da barba. Certo che puoi andare a casa, Agatha. Ma prima ho
bisogno che mi porti in campagna.
Perch?
una sorpresa mi dice.
No.
Unavventura?
Io me ne vado a casa.
Penny sospira. Dobbiamo andare ad aiutare Simon.
Chiudo gli occhi e mi volto sullaltro fianco.
Agatha? E dai un s o un no? Se un no, posso prendere la tua
Volvo?
64

BAZ
Mi sveglio almeno unora prima di Snow.
dura non fissarlo mentre dorme.
Lho gi fatto, fin troppo, ma stato quando pensavo che non avrei mai
ottenuto niente di pi. stato quando spiare Snow mi sembrava il premio di
consolazione di una vita.
Ancora non ho capito cosa ci stia capitando. Ci siamo baciati, ieri sera. E
pure stamani. A lungo. Significa che succeder anche oggi? Lui non
nemmeno sicuro di essere gay. (Il che da stupidi. Ma Snow uno stupido. Per
cui.)
sdraiato sul mio divano e io sono seduto in fondo, accanto alle sue
gambe. Si gira dalla parte dei cuscini e ci affonda il viso dentro. Guarda che
non sei autorizzato a guardarmi mentre dormo solo perch limoniamo mi fa.
Solo perch abbiamo limonato lo correggo. E non ti stavo guardando;
cercavo di capire come fare a svegliarti senza che mi puntassi la spada
addosso.
Sono sveglio dice, tirandosi uno dei cuscini sulla testa.
Sbrigati, allora. Sta arrivando la Bunce.
Lui alza il cuscino. Cosa? Perch?
Le ho detto che abbiamo nuove informazioni, e lei pure ne ha. Abbiamo
indetto una riunione.
Balza a sedere. Vuoi dire che sta venendo qui?
S.
Nella tua magione gotica?
Non gotica, vittoriana.
Snow si arruffa i capelli. Cos, una trappola? Ci stai attirando tutti qui per
ucciderci? La sua diffidenza sincera.
E come avrei fatto ad adescare te, sentiamo? Sei tu che sei arrivato in
autostop fino al portone di casa mia.
Dopo che tu mi hai invitato scatta lui.
Ok, mi hai scoperto. Sono un essere malvagio. Mi alzo. Ti aspetto in
biblioteca dopo che ti sei lavato. Cerco di non dargli limpressione che me la
stia svignando, cos aspetto di essere uscito dalla stanza e poi scendo le scale a
tutta velocit.
Che cosa mi aspettavo? Che aprisse gli occhi e, al vedermi l, mi
schioccasse uno dei suoi baci esperti salutandomi con un Buongiorno,
tesoro?.
Simon Snow non mi chiamer mai tesoro.
Anche se ha appena ammesso che abbiamo limonato
Non ci sono lavagne e gessetti, in casa, ma in cucina la mia matrigna ha una
lavagna bianca gigantesca su cui appunta gli orari delle lezioni e delle attivit
sportive dei miei fratelli. La fotografo col cellulare, poi cancello tutto e la
stacco dalla parete.
La mia sorellina di sette anni mi coglie sul fatto. Lo dico alla mamma
minaccia.
Provaci e tappo tutti i camini, cos Babbo Natale non riesce a entrare.
I camini sono troppi obietta.
Non per me ribatto. Sono disposto a sprecarci del tempo.
Entrer dalla porta, allora.
Non essere sciocca, Mordelia. Babbo Natale non usa mai la porta. E se
anche lo far, gli dir che ha sbagliato casa. Con qualche attenta manovra
riesco a far passare la lavagna dalla porta della cucina.
Lo dico alla mamma! mi urla alle spalle.
Ho appena sistemato la lavagna in biblioteca e sto tracciando due colonne:
QU ELLO CHE GI SAPPIAMO e QU ELLO CHE AN CORA N ON SAPPIAMO; quando
Snow entra nella stanza. Lo ignoro.
Non penso che ci tradirai dice.
Mi lascio sfuggire quello che temo suoni come un aaarrrgh.
Simon si scompiglia i ricci con la mano. Solo che insomma le cose
sono ancora poco chiare tra noi, non trovi?
Continuo a ignorarlo.
Voglio dire tu non hai ancora detto che per te le cose sono cambiate.
Mentre io lho detto, che non ho pi intenzione di ucciderti.
No, non lhai detto preciso.
Lavr lasciato intendere, allora.
No.
E va bene. Si schiarisce la voce. Baz. Io non ho pi intenzione di
ucciderti. Non combatter mai contro di te, chiaro?
Bene dico io allontanandomi di un passo dalla lavagna e contemplando le
colonne che ho appena tracciato. Almeno sar tutto pi semplice.
Tutto cosa?
Per Crowley, che ne so. Qualunque cosa le Famiglie abbiano in serbo per
me. Probabilmente sar a me che chiederanno di avvelenare il tuo succo di
mirtillo, visto che adesso ti fidi di me. Quello che posso prometterti, Snow,
che pianger sul tuo cadavere.
Oppure no dice lui.
Va bene, quando arriver il fatidico giorno pianger in segreto.
No insiste. Dico sul serio. Oppure no.
Lo guardo da sopra la spalla. Cosa stai cercando di dirmi?
Che non siamo obbligati a scontrarci di continuo.
Ti rendi conto che il tuo mentore ha battuto al tappeto casa mia due volte,
questo mese?
S cio, no, non me ne sono reso conto ma il punto che non sono
stato io a fare irruzione in casa tua. E se mi dice avvicinandosi e se io ti
aiutassi a scoprire chi ha ucciso tua madre e tu mi aiutassi a sconfiggere il
Tedio e ci dimenticassimo tutto il resto?
Il resto ripeto, girandomi. Come a dire: sottovalutiamo una decade di
corruzione e di abusi di potere.
Ti riferisci allArcimago?
S.
Ci resta male. Vorrei che non parlassi di lui.
Come posso non parlare dellArcimago quando sto parlando allerede
dellArcimago?
Pensi a me in questi termini?
Perch, tu non pensi a te stesso in questi termini? Ah, giusto. Dimenticavo:
tu non pensi proprio.
Simon brontola tra s e si passa le dita tra i capelli. Oh, porco cane.
Proprio non ci riesci a evitare i colpi bassi, eh? Pensi mai: Forse in questo
momento meglio se mi risparmio le cattiverie?.
Sto cercando di essere efficiente.
Si appoggia allo scaffale su cui ho sistemato la lavagna. La tua pura
perfidia.
Senti chi parla, Snow. Tu miri sempre al colpo di grazia, invece.
In combattimento. Ora non stiamo combattendo.
Siamo sempre in lotta, io e te commento, tornando alla lavagna.
Mi ci piazzo davanti e lui mi si mette accanto, rivolto verso il centro della
stanza. Senza guardarmi mi si accosta e con il braccio urta il mio e mi rovina
la parola che sto scrivendo: Oppure no mi dice.
Cancello la parola e ricomincio. Sto lavorando alla lista di QU ELLO CHE
AN CORA N ON SAPPIAMO. Sono tentato di scrivere: tutte le cose che contano e
poi se Simon Snow davvero gay. E ancora: se vivr per sempre.
Io ti aiuto a scoprire chi ha ucciso tua madre ripete, come se stesse
elaborando un piano. E tu mi aiuti a fermare il Tedio. Affare fatto, s?
Dopodich ci preoccuperemo del resto.
cos che ottieni quello che vuoi. Ripetendolo finch non si avvera?
Non cos che lanci i tuoi incantesimi?
Esasperato, abbasso la mano che impugna il gesso e mi giro verso di lui.
Simon
A-ah! grida, drizzandosi tutto e puntandomi lindice addosso. Mi spaventa
a morte. Lho visto uccidere un cane con meno sforzo. (Ha detto che era un
licantropo, quando per me era solo sovreccitato.) Lhai fatto di nuovo!
Ho fatto cosa? chiedo, scacciandomi la sua mano dalla faccia.
Lui mi punta addosso laltra. Mi hai chiamato Simon.
Che cosa preferiresti: Prescelto?
Veramente preferisco Simon. Mi piace.
Deglutisco per limbarazzo, e lui deve accorgersi che sono nervoso perch
mi fissa il collo. Simon ripeto deglutendo di nuovo ti stai comportando da
idiota.
Perch preferisco questo allidea di scontrarmi con te?
Non c nessun questo! protesto.
Ma se hai dormito tra le mie braccia! ribatte lui.
Mica tutto il tempo.
Simon abbassa la mano e io gliela prendo. Perch sono un debole. Perch
sono una continua delusione per me stesso. Perch ce lho qui davanti a me con
la sua pelle bronzea, i suoi nei e il suo alito mattutino.
Simon.
Mi stringe la mano.
Non che io non preferisca questo. solo che sospiro. Non riesco
neanche a immaginarlo. La mia famiglia rifiuta tutto quello che lArcimago
rappresenta.
Lo so replica lui con trasporto. Ma a mio avviso i problemi sono altri.
Se scopriamo chi ha ucciso tua madre e poi andiamo a caccia del Tedio
insieme, forse possiamo dimostrare a tutti che ci conviene di gran lunga
restare uniti, almeno
Almeno il mondo degli arcimaghi comprender i benefici della
collaborazione, e tutti insieme canteremo una canzone su quanto sia bello
cooperare.
Pensavo solo che magari potremmo smetterla di maledirci a vicenda e di
rinchiuderci nelle torri lun laltro, tutto qua.
Gi, che senso ha.
Mi tira a s per il braccio e io cado un po avanti. Ammesso che non stia
svenendo, non posso certo dire che non mi abbasserei a tanto. (Di sicuro devo
abbassarmi per guardare in faccia Snow. sempre stato pi basso di me. Di
quasi dieci centimetri.)
Come fai a essere cos? sussurro. Come fai a fidarti di me, nonostante
tutto?
Non sono sicuro di fidarmi davvero di te mormora lui. E con laltra
mano mi accarezza lo stomaco. Tanto che me lo sento sprofondare. (Lo
stomaco, intendo.) Per Scrolla ancora le spalle.
E mentre continua ad accarezzarmi, chiudo gli occhi perch una bella
sensazione. (Bellissima, anzi.) E poi perch vorrei che mi baciasse ancora.
Ieri notte mi ha baciato fino a farmi bruciare la bocca. Mi ha baciato cos a
lungo che ho temuto di trasformarlo, con tutta la saliva che ho perso. A un
certo punto si messo a carponi sopra di me e mi ha costretto ad allungarmi
tutto, per arrivare alla sua bocca. E io lho fatto. Lo rifarei anche adesso.
Supererei ogni limite per lui.
Io lo amo.
E lui preferisce questo agli scontri.
65

SIMON
Se Penelope fosse qui, le direi che si sbaglia su di me. Pensa che io risolva
tutto con la spada. Invece posso anche risolvere le cose con la bocca, a quanto
pare: perch finora ogni volta che mi avvicino a Baz, lui ammutolisce e chiude
gli occhi.
Se Penelope fosse qui, adesso mi costringerebbe a spiegarmi meglio.
Meno male che non ancora arrivata.
Ho appena infilato le dita tra i bottoni della camicia di Baz, la sua pelle a
temperatura ambiente.
Poi qualcuno si schiarisce la voce. Baz si raddrizza di colpo, allontanando
cos la bocca dalla mia. E io mi scanso a una velocit tale che mi viene il
dubbio di avere usato il teletrasporto.
Sulla porta c la sua domestica o tata o quel che . Indossa un vestito nero e
un grembiule bianco. Signorino Pitch dice, evidentemente la pagano per
fingere di non notare niente, perch non batte ciglio. Che sar mai un bacio tra
due ragazzi quando, come minimo, avr interrotto interrogatori e sacrifici
animali. Ha visite. Due signorine.
Grazie, Vera risponde Baz senza nemmeno accennare a scusarsi. Falle
pure entrare. Si aggiusta la camicia e si liscia i capelli.
Ragazze? pi di una?
Agatha, benvenuta dice lui da sopra la mia spalla. Ciao, Bunce.
Mi volto di scatto. Ci sono Penelope e Agatha sulla porta della biblioteca,
non devono nemmeno aver aspettato il ritorno della cameriera. Penny punta
gi gli occhi avidi sugli scaffali pieni di libri. Mentre Agatha fissa me.
Che ci fate qui? dico.
stato Baz a chiamarci risponde Penny. Entra nella stanza e mi porge un
piatto di biscotti allo zenzero avvolti nella pellicola trasparente.
E tu che ci fai, invece? mi chiede Agatha.
Agatha era a casa mia spiega Penny. E visto che aveva la macchina
Vieni, Monamour. Baz la invita a entrare. Posso offrirvi qualcosa da
bere?
Io prendo un t risponde Penny.
Benissimo replica lui e, passando accanto ad Agatha, esce dalla stanza.
Si pu sapere che succede? chiede lei. Penelope non ha voluto dirmelo.
Che ci fai qui, Simon?
Fulmino Penelope con lo sguardo.
Solleva la pellicola dal piatto e prende un biscotto. Non sapevo quanto ero
autorizzata a rivelarle! E poi dubito che mi avrebbe accompagnato, se le avessi
detto dove eravamo dirette. Voi due dovete chiarirvi, Simon. Se sei riuscito a
far pace con Baz, puoi riuscire a far pace anche con Agatha.
La nostra una pace temporanea interviene Baz, gi di ritorno con il t e
un piatto di frutta. Devessere ricorso alla magia.
Lo verso io, grazie dice Penny.
Pace temporanea? chiede Agatha. Penny le porge una tazza di t. Siete
tutti posseduti, per caso? E lei gliela restituisce. Io questo non lo bevo.
Baz mi guarda. Sta a te decidere, Snow. Ti fidi di lei?
Agatha furiosa. Se lui si fida di me?
Certo che mi fido rispondo. E fino a un certo punto vero. Mi fido del
fatto che non malvagia. Non mi fiderei a lasciarla sola con Baz anche se
forse dovrei ripensarci, alla luce delle recenti informazioni che ho raccolto.
Agatha, sai
Stiamo cercando di scoprire chi ha ucciso la madre di Baz interviene
Penelope.
stato il Tedio, no? dice Agatha.
Penny solleva la tazza e gesticola con quella in mano. Non a quanto
sostiene lei.
Agatha ha la faccia confusa. E un tantino incavolata.
Guardo Baz. Dovrebbe essere lui a rivelare ci che vuole di questa parte,
invece di nuovo alla lavagna, intento a compilare la colonna di QU ELLO CHE
SAPPIAMO: SPETTRI, VISITE, VAMPIRI. Penny sussulta quando aggiunge la voce
N ICODEMU S alla lista.
Mi siedo al posto di Penelope accanto ad Agatha sul divano.
Quando iniziata questa storia? mi chiede lei.
Quando il Velo si assottigliato rispondo. Natasha Grimm-Pitch lo ha
attraversato per cercare Baz, e invece ha trovato me. Vuole che suo figlio
scovi il suo assassino. Cos quando Baz tornato mi sono offerto di aiutarlo.
Agatha ha le sopracciglia quasi unite al centro e il naso arricciato. E
perch?
Perch mi sembrata la cosa giusta da fare.
Ah, s?
Scrollo le spalle. S. In fondo si trattato di un attacco a Watford. Di un
omicidio.
E lArcimago che ha detto?
Niente. In realt. Abbasso lo sguardo e mi gratto la nuca. Secondo Penny
e Baz meglio non dirgli niente.
Secondo Penny e Baz?
Si tratta della mamma di Baz protesto. Per cui mi sento di dover
rispettare i suoi desideri in merito.
Ma Baz ti odia!
Annuisco. Lo so. Abbiamo fatto una specie di tregua, ecco.
Simon, ma ti senti? Una tregua?
Siete entrati in un bar di vampiri! grida Penny dallaltro lato della stanza.
Baz deve averla aggiornata. Che bella coppia di imbecilli che siete! Cos,
avete scattato pure qualche foto?
I vampiri non si vedono, in fotografia faccio io.
Ti confondi con gli specchi, cretino replica Baz.
Non puoi guardarti allo specchio? gli domando.
Baz mi ignora e continua a raccontare di Nicodemus a Penelope.
Ma Agatha li sta fissando. Baz una creatura oscura. malvagio.
Pensavo che non ci avessi mai creduto veramente le dico.
Eccome se ci ho creduto. Ci hai detto che era un vampiro, Simon. Un
momento Si volta a guardarlo e poi fissa di nuovo me. Non ha appena
ammesso di esserlo?
Mi tiro i capelli sulla nuca. Devo avere unespressione idiota. Mi sa che
non cos semplice
Ti riferisci al fatto che Baz un vampiro?
No, su questo non ci piove. Pi semplice di cos. Per non dirlo a nessuno,
Agatha.
Ma se lhai gi detto a tutti, Simon! dal terzo anno che lo sbandieri ai
quattro venti.
S, ma non mi ha mai creduto nessuno.
Io s.
Uno di voi? Ripete Penelope a voce alta. Che cosa intendeva
Nicodemus? Che stato un arcimago a far entrare i vampiri a Watford? O che
stato uno di voi Pitch, un tuo familiare
Non pu essere stato uno dei miei familiari protesta Baz. Non esiste.
I tuoi parenti sono famosi per essere dei traditori ribatte Penny. Nel
Settecento c stato un periodo in cui non potevano neanche firmare i
contratti.
S, ma non ci tradiamo mai a vicenda.
Baz continua a raccontare a Penny di Nicodemus. E di Ebb. stato Simon a
svelare il tutto. Senza aprire un solo libro.
Tipico commenta lei.
Baz non le racconta che Nicodemus lo ha deriso e minacciato. E non le dice
un granch di Fiona. Non le racconta della freddezza che ha mantenuto nel bar
e di come invece ha perso la testa appena siamo usciti. Non gli racconta che
lho baciato per salvargli la vita e che poi lho baciato perch mi andava. (Mi
rendo conto solo adesso che forse avrei potuto salvargli la vita in qualche
altro modo)
E cos stai qui? mi chiede Agatha.
No, sono venuto solo per dire a Baz di Nicodemus, e poi non sapevo pi
come tornare.
E chi sarebbe questo Nicodemus?
La persona che sa chi il traditore risponde Penny, e poi si rivolge a me.
Non riesco a credere che ve ne siate andati sapendo che lui aveva tutte le
risposte che cerchiamo! Se vi avesse detto chi ha provato ad assoldarlo, ora
saremmo a posto.
Mica potevamo costringerlo. E men che meno farglielo confessare a suon
di botte: eravamo circondati dai vampiri.
Penelope incrocia le braccia. Immagino.
Risparmiaci le prediche, Bunce commenta Baz.
E tu coshai scoperto, Penny? le chiedo.
Non molto, in confronto. Si appoggia a uno degli scaffali e incrocia le
caviglie. Ho parlato con mio padre del Tedio. Mi ha confermato che nessuno
ha attribuito a lui la tragedia di Watford se non molti anni dopo. Allinizio
hanno tutti pensato che si fosse trattato di un semplice attacco di vampiri. Ehi,
Agatha, sei riuscita a raccapezzarti, adesso? Forse potremmo parlarne ai tuoi,
pu darsi che tuo padre si ricordi qualcosa
Ancora non ci capisco un granch risponde lei.
Be, mettiti al passo, allora insiste Penny. tutto scritto sulla lavagna.
Devo ammettere che bello riaverti con noi.
Non detto che ci resti borbotta Agatha. Ma la sento solo io.
Finora stato davvero bello. Collaborare con Baz anzich scontrarmi con
lui.
Era per questo che lo cercavi? Quella sera sui bastioni, intendo. Per via
della Visita?
Pi o meno
Penny e Baz continuano ad aggiungere voci alla lista. Si stanno litigando il
pennarello. Io sento di dover restare qui seduto con Agatha per rispondere alle
sue domande, ma lei non parla pi. E non vuole saperne di berlo, quel t.
Penny interroga Baz finch non scopre dellalbum di Fiona, e poi insiste
per vederlo. A quel punto Penny e Agatha passano unora a spulciare le
fotografie.
La matrigna di Penny ci porta dei panini. Quando entra, Baz e Penny si
mettono davanti alla lavagna per coprirla: Baz con unespressione impassibile,
Penny con la faccia di una che nasconde un terribile segreto. Cerco di
convincerli che stupido lasciare gli appunti in bella mostra e che ci
converrebbe cancellarla, la lavagna, ma nessuno dei due riesce a farne a meno.
Dopodich torna il padre di Baz dal lavoro. Malgrado sia ancora confuso
dalla mia presenza, si mostra felice di conoscere Penny e Agatha, anche se so
che non va daccordo con i loro genitori. Forse lo fa solo per educazione. Baz
continua ad alzare gli occhi al cielo.
A fine pomeriggio, abbiamo fatto merenda ma non abbiamo fatto progressi.
Persino Penny ha abbandonato la lavagna, ormai.
Sono ancora sul divano accanto ad Agatha. Baz seduto su una poltrona
imbottita di fronte a noi. Mi sa che io e Agatha non la smettiamo di fissarlo,
ma lui non ci guarda quasi mai. Penelope si siede sul bracciolo della sua
poltrona. Vedo che Baz contrae le narici, ma non si sposta. Se in tutto questo
tempo non ha mai azzannato nessuno, non vedo perch io debba preoccuparmi.
Dobbiamo tornare da Nicodemus dice Penny. quello che ci ha chiesto
la preside Grimm-Pitch, del resto.
Non possiamo obbligarlo protesto. E lui non vuole dirci niente.
Magari non siete stati abbastanza carini con lui replica lei, ammiccando
con le sopracciglia.
Ottima idea, Penelope commenta Baz. Faremo in modo che sia tu a
sedurlo.
No faccio io.
Veramente pensavo ad Agatha dice Penny.
Fate conto che io non ci sia replica lei. Quando sarete processati davanti
alla Congrega, ricordatevi che io oggi non cero.
Non abbiamo infranto nessuna legge obietto.
Cosa vuoi che conti ribatte lei.
Ben detto conferma Baz. Sapete, ho sempre pensato che un giorno sarei
stato ingiustamente processato di fronte alla Congrega, ma non avrei mai
immaginato di trovarmi in cos piacevole compagnia.
Qui nessuno sedurr vampiri dico io.
Baz mi lancia unocchiataccia.
A meno che non riusciamo a convincere tua zia continuo.
No.
Non capisco come tu possa pensare di indurre questo vampiro a
confessare un omicidio protesta Agatha categorica quando non riesci
nemmeno a convincere Baz a dirti dov stato per due mesi.
stato malato risponde Penny. Poi si rivolge a Baz: Non cos? Hai
detto che sei stato male. Laria patita lavevi, infatti.
Non stato malato insiste Agatha. Dev ha detto che era scomparso.
Baz arriccia il labbro. Dev ti ha detto cos?
Visto? tutto vero. I tuoi parenti sono dei traditori commenta Penny.
Baz ha ancora quel suo ghigno malefico. Dev le ha detto cos solo perch
innamorato cotto di lei.
Visto? Lo dicevo che potevamo sfruttarla per sedurre la gente insiste
Penelope.
Hai detto che sei stato malato dico rivolto a Baz.
Lui mi fissa, mi fulmina con gli occhi e poi distoglie lo sguardo. Sono
stato male, infatti risponde, accavallando una gamba sullaltra e lisciandosi i
pantaloni scuri. Per sono anche scomparso.
E dove sei stato? domando.
Incrocia di nuovo il mio sguardo, tuttora fulminandomi con gli occhi. Non
vedo che importanza possa avere
Qui tutto importante interviene Penny.
Io Si schiarisce la voce e abbassa lo sguardo. Sono stato rapito.
Rapito? scatto io.
S, rapito ripete, e poi si schiarisce di nuovo la voce. Dai beoti.
I beoti? chiede Penny. Per sbaglio, immagino. Cos, ti hanno scambiato
per una borsa dellacqua calda?
Mi hanno infilato un sacchetto in testa mentre uscivo dal circolo,
veramente.
Ti hanno rapito mentre eri al circolo? chiede Agatha stupita.
E perch non lhai detto a nessuno, scusa? gli chiedo.
Be, ci ho provato. Ma evidentemente non mi sentiva nessuno urlare da
dentro la cassa da morto.
Mi cade il panino che avevo ancora in mano. I beoti ti hanno tenuto in una
bara per due mesi?
Sei settimane mormora lui. Ma credo fossero convinti di farmi un
favore, a lasciarmi dentro una cassa da morto
Perch non ce lo hai detto, Basil? chiede Penny dandogli una spinta sulla
spalla.
Perch non ve lho detto? Adesso Baz fulmina lei. Pensaci: chi
pagherebbe mai i beoti per rapire lerede della casata dei Pitch? Chi ce lha a
morte con la mia famiglia, ora come ora? Chi ha fatto irruzione in casa mia
ben due volte in un mese chi ha imprigionato mio cugino in una torre?
Non lArcimago dico io.
Certo, e chi senn! Baz ha tutte e due le mani in tasca, il busto chino sulle
gambe accavallate e i gomiti in fuori. Ha pensato di poter terrorizzare i miei
genitori per indurli a partecipare alla sua ultima campagna. Impazzir a
vedermi a scuola, a sapere che sono riuscito a sfuggirgli! Perch non te lho
detto, mi chiedi? Ciao Simon, il tuo maestro Jedi mi d la caccia, la tregua
ancora valida?
Come hai fatto a scappare? domando.
stata Fiona a trovarmi. Quella non ha paura di niente.
Ecco perch eri cos magro. E pallido. E perch zoppichi ancora. Ti hanno
fatto del male?
Baz si appoggia allo schienale, e si fissa le ginocchia. Non di proposito,
non credo. Mi hanno fatto qualcosa alla gamba quando mi hanno catturato, e
ancora non guarita.
Dovresti farti visitare da mio padre dice Agatha.
Perch, adesso cura anche i vampiri?
Avevano chiesto un riscatto? domanda Penny.
S. I miei non hanno pagato, per. I Pitch non negoziano gli ostaggi.
Se mai dovessero rapirmi al circolo interviene Agatha dite ai miei di
pagarlo, il riscatto.
Mia zia mi ha trovato con un incantesimo di ritrovamento truccato. Ha
setacciato quasi tutta Londra.
Lavrei aiutata volentieri. Con il mio aiuto non ci sarebbero volute sei
settimane gli dico.
Non avresti mai aiutato la mia famiglia replica Baz in tono sprezzante.
Invece s! Non sapere doveri mi faceva diventare matto. Ti immaginavo
spuntare allimprovviso da ogni dove.
Non stato lArcimago dice Penny. Pensierosa.
Ecco perch non ve lho detto insiste Baz. Sapevo che non mi avreste
mai creduto. Siete cos convinti che lArcimago sia un eroe
No lo interrompe Penny. Non stato lArcimago, Baz: stato
lassassino di tua madre!
Avevo capito che erano stati i beoti commenta Agatha.
stata la stessa persona che ha mandato i vampiri a caccia di tua madre!
dice Penny balzando in piedi. Dato che il Velo si stava alzando, avr creduto
possibile che tua madre tornasse per raccontarti tutto. stata una Visita in
piena regola, la sua: un segreto pericoloso, un crimine contro la giustizia. Il
traditore temeva che Natasha Pitch potesse tornare e sapeva che, nel caso,
sarebbe venuta da te. Cos ti ha nascosto. Succede da sempre! In Scozia c una
famiglia che ogni ventanni ha perso un suo componente, perch lassassino
continuava a uccidere la persona che con pi probabilit avrebbe vendicato le
morti precedenti. Nessuno era interessato al tuo riscatto, Baz: volevano solo
tenerti nascosto finch le Visite non fossero finite.
Baz la fissa e si lecca le labbra Dici che lArcimago non centra, allora?
domanda.
stato lassassino ribadisce Penny, con un po troppa soddisfazione,
per, considerato che quellassassino ancora a piede libero.
Se cos dice Agatha dobbiamo raccontare tutto allArcimago.
Immediatamente.
66

PENELOPE
E va bene. Pu darsi che sia stato un errore portarmi dietro Agatha.
Per durava da troppo tempo questa tensione tra lei e Simon. Non volevo
che arrivassero alla fine dellanno senza essersi chiariti. E poi ero convinta
che un bel mistero potesse distrarla da be, da tutto il resto. Mi sarei dovuta
ricordare che Agatha non li apprezza, i misteri. E che la spiona peggiore del
mondo.
Dobbiamo assolutamente dirlo allArcimago ci fa, incrociando prima le
braccia e poi le gambe. Lo sapete benissimo.
Sta facendo di tutto per non guardare nessuno dei due ragazzi Avrei
anche dovuto pensare alle dinamiche del loro triangolo amoroso, prima di
trascinarla a casa di Baz. Ma una storia talmente stupida che non mi si pu
biasimare se lho cancellata dalla testa.
Agatha le dico qui stiamo facendo dei progressi, non vedi?
Volti a cosa? mi chiede. A infiltrarci tra i beoti?
Potremmo almeno interrogarli propone Simon. Sanno parlare?
A malapena risponde Baz. E poi che cosa gli chiediamo. Avete perso
qualcosa?
Domandiamo chi li ha assoldati per rapirti replico io.
Non credo che saranno disposti a collaborare dice Baz. Mia zia ne ha
uccisi diversi.
Simon ha la faccia orripilata. Tua zia ha ucciso dei beoti?
stata legittima difesa!
Perch, lhanno attaccata?
Legittima difesa nei miei confronti, intendevo precisa Baz. Non starai
mica prendendo le loro parti? Mi hanno tenuto in ostaggio per sei settimane.
Tua zia avrebbe dovuto chiedere aiuto!
Se ci fossi stato tu, Snow, adesso i beoti sarebbero tutti morti.
Pu darsi risponde Simon indispettito. Ma non ci sarebbero volute sei
settimane.
Allora interrogheremo i beoti superstiti dico io.
Neanche per sogno interviene Agatha. Lo diremo allArcimago e
lasceremo che se ne occupi lui, in fondo compito suo. Stiamo parlando di
rapimento! E di omicidio!
Stammi bene a sentire, Monamour dice Baz. DallArcimago non ci
andiamo. Su questo siamo gi tutti daccordo.
Be, io no. Io non sono stata consultata. Agatha ha laria furiosa e
nauseata, e sinceramente penso anchio che avrebbe dovuto essere a casa gi
da un paio dore.
Simon le posa la mano sulla spalla. Baz, Agatha ha ragione. A questo
punto le cose sono cambiate. Ora sappiamo chi Nicodemus e abbiamo
collegato luccisione di tua madre al tuo rapimento
No. DallArcimago non ci andiamo insisto.
Simon si stupisce. E dai, Penny. Perch no?
Perch Baz ha ragione, Simon. Ora come ora, lArcimago non della
disposizione giusta per aiutare la famiglia Pitch. E ha ragione anche sul fatto
che avevamo gi deciso di non coinvolgerlo.
Agatha sbuffa.
So che il tuo parere non labbiamo neanche chiesto, Agatha. Ma in fondo
non sei obbligata a partecipare.
Sbuffa di nuovo.
Nel senso che non sei obbligata a partecipare a questa storia dora in poi.
Mi dispiace averti trascinata fin qui.
Devo andare a casa. la vigilia di Natale.
Guardo lorologio. Cavolo. La mamma dar fuori di matto. Dobbiamo
andare. Ci ritroviamo il ventisei dicembre, daccordo?
I ragazzi annuiscono, fissando tutti e due il pavimento.
Non abbiamo granch da portar via. Baz va a prenderci i cappotti. un
peccato non aver potuto visitare la casa o fare ricerche in biblioteca. Sono
andata in bagno un paio di volte, ma qui in fondo al corridoio e ha laria di
essere unappendice moderna aggiunta in un secondo momento. ( fornito di
water giapponese con tanto di musica rilassante e seduta riscaldata.)
Agatha si infila un morbido berretto bianco con sciarpa abbinata. Dai,
Simon, non ce lavevi, il cappotto?
Simon ancora seduto su uno dei divani, intento a pensare a qualcosa.
Magari a come uccidere i beoti. Alza lo sguardo. Cosa?
Vieni dice Agatha. Dobbiamo andare.
Andare dove?
Siamo venute a prenderti spiega lei.
Lui ha ancora laria confusa. Per riportarmi a Watford?
Agatha aggrotta la fronte. (Prima o poi le si former una brutta ruga in quel
punto e io ne rider.) Dai vieni ripete. la vigilia di Natale. I miei
genitori saranno contenti di vederti.
Simon sorride come se gli avessero appena consegnato un regalo enorme.
Baz in piedi dietro di lui, tutto immusonito. (Che irritanti le dinamiche del
loro triangolo amoroso.) Mi sa che Simon ha ragione; certe volte i canini di
Baz si intravedono davvero sotto le guance.
Baz si schiarisce la voce e Simon lo guarda in tralice da sopra la spalla.
Io attacca poi. Be, veramente, mi sa che mi conviene lavorare a
questa faccenda dei beoti.
Santa Morgana, possibile che si sia davvero reso conto che tornare insieme
ad Agatha sarebbe una pessima idea?
Simon. Lei lo fissa con severit, ma non capisco bene dove voglia
arrivare. Credo che nemmeno Agatha desideri rimettersi con lui. Forse solo
stanca, stanca di tutto quel loro ignorarsi a vicenda.
Si sentir una stronza a lasciarlo a casa dei Pitch la vigilia di Natale. Io mi
sento una stronza, in effetti. Qui si respira unatmosfera della serie: Uccidiamo
una vergine e scriviamo un bellalbum alla maniera dei Led Zeppelin. (Anche
se la biblioteca un bijoux e la matrigna di Baz mi sembra molto gentile.) (Mi
chiedo se Simon sia ancora vergine) (No di sicuro.) (O forse s?)
Per pensavo dice lui.
Andiamo, dai insiste Agatha. Se non vieni, chi mangia tutti gli avanzi e
si assicura che guardiamo Doctor Who?
Simon si volta verso Baz, che ha ancora un diavolo per capello. Chiss se
c una clausola su Agatha, nel loro patto di tregua. Magari zona
dinterdizione al volo.
Per non giusto: per Simon Agatha non solo lex ragazza che non fatta
per lui, anche una delle sue poche amiche. E tale rester, persino una volta
che la tregua sar finita.
Vieni, Simon mi intrometto. Ci ritroviamo dopo Natale.
Va bene Si volta a guardarmi. Va bene. Prendo la giacca.
67

BAZ
Tengo il violino tra le mani senza suonarlo, quando mio padre rientra nella
biblioteca.
Gli arcimaghetti se ne sono andati commenta.
Annuisco e lui va a sedersi sul lungo divano imbottito di crine di cavallo,
dove Simon ha passato buona parte del pomeriggio. Si cambiato per la cena.
La domenica e i giorni di festa ci vestiamo eleganti, per andare a cena, e lui
stasera ha un completo nero con una punta di rosso brillante. I capelli gli sono
diventati bianchi quando morta la mamma, ma sono come i miei, folti,
appena mossi e con lattaccatura a V accentuata. bello sapere che non
diventer completamente calvo.
Dicono tutti che somiglio a mia madre discendiamo dal ramo egizio della
famiglia Pitch ma io imito volutamente i comportamenti di pap: quel suo
impedirti sempre di capire ci che prova. Mi sono allenato a lungo davanti allo
specchio. (Certo che posso guardarmi allo specchio; Simon Snow un
cretino.)
Al momento, sto fingendo che non mi importi niente del fatto che Snow se
n andato. Fingo addirittura di non essermi nemmeno accorto della sua
partenza.
Non capisco perch mi sia stupito di vederlo andare via, quando nelle
ultime ventiquattr ore non ho fatto che ricordargli che non siamo amici,
malgrado i baci. Non dovrei essere cos sorpreso e sgomento che se ne sia
andato con le due persone che gli sono davvero amiche Con lunica persona
che desidera da sempre, perlomeno da quando lo conosco io.
Pap si schiarisce la voce e accavalla pigramente le gambe. Sei in
difficolt, Basilton?
Nessuno mi chiama mai Tyrannus. Mia madre ha insistito per quel nome
perch un nome di famiglia, ma mio padre lo detesta.
No.
Si tratta forse di uno dei folli piani di tua zia? Parla in tono annoiato.
Tende la stoffa dei pantaloni per spianare una grinza.
No rispondo senza scompormi. una ricerca per la scuola, veramente.
Per una volta ho pensato di fare il gentile e vedere che succede.
Mi guarda stupito. In biblioteca c un silenzio tale che sento il ticchettio del
suo orologio.
Perch sarebbe un pessimo momento per agire autonomamente riprende
lui. Le Famiglie hanno un piano tutto loro.
previsto un ruolo per me?
Non ancora. Vorrei che prima tu finissi la scuola e ti riprendessi. Ne ho
discusso con tua madre secondo lei faresti meglio a parlare con qualcuno
della tua situazione.
Chiama Daphne mia madre. La cosa non mi infastidisce.
Un dottore?
Un esperto, diciamo.
Uno psicologo? chiedo, in tono decisamente non annoiato. Mi
ricompongo e mi schiarisco la voce. Pap continuo pi calmo non riesco a
capire esattamente quale aspetto della mia situazione potrei discutere con un
terapeuta Normale.
Tua madre dice che sei gi abituato a parlare della tua condizione con una
certa destrezza. Potresti evitare di scendere nei particolari.
Sto bene replico.
Tua madre
Ci penser.
Si alza. Con eleganza. Si aggiusta i polsini. La cena sar presto in tavola
conclude. Vai a cambiarti.
Va bene, pap.
Daphne mi ha comprato un completo grigio per le vacanze, ma a scuola mi
sorbisco il grigio tutti i giorni e sono gi abbastanza grigio di mio. Cos mi
metto un completo verde scuro che mi sono comprato da solo. Di un nero
verdastro, con una punta di argento. Sto facendo il nodo a una cravatta rosso
sangue quando Mordelia fa irruzione nella stanza.
Bussa le dico guardandola dallo specchio.
Il tuo
Torna fuori e poi bussa. Finch non lo fai, ti ignoro.
Lei borbotta ed esce sbattendosi la porta alle spalle; poi la prende
sonoramente a pugni. Sarei disperato se fosse una Pitch. E da come si
comporta sembra anche non avere un grammo di Grimm; il sangue della mia
matrigna acquoso come una brodaglia.
Avanti dico.
Mordelia apre la porta e si affaccia. Il tuo amico tornato.
Mi volto. Cosa?
Il Prescelto.
Simon?
Annuisce. La spingo da parte ed esco, borbottando: Non chiamarlo cos.
Poi scendo di corsa le scale. Se tornato devessere successo qualcosa. Forse
gli hanno teso unimboscata in strada Rallento quando arrivo in sala da
pranzo.
Simon in piedi nellatrio, coperto di neve e di terra. Di nuovo.
Mi infilo le mani in tasca. Dj vu, Snow.
Si passa la mano tra i capelli, sporcandoseli di fango. Dalla strada a casa
tua il percorso continua a essere accidentato.
E tu continui a non ricordare un semplice incantesimo meteorologico.
Dove sono le ragazze?
Quasi a Londra ormai.
Perch non sei con loro?
Scrolla le spalle.
Scendo gli ultimi gradini che mi separano dallingresso e tiro fuori la
bacchetta.
Lui mi blocca con un gesto. Preferirei farmi una doccia e cambiarmi, se
non ti spiace.
Perch sei tornato, allora? chiedo sottovoce, nel caso Mordelia ci stia
spiando.
Se non sono il benvenuto, posso sempre andarmene.
Non quello che ti ho chiesto.
Pensavo che ti avrebbe fatto piacere.
Mi avvicino di un passo e assumo un tono minaccioso. Per quale motivo?
Per rotolarci e baciarci e giocare ai fidanzatini felici?
Scrolla la testa, come se fosse ai limiti dellesasperazione, poi alza gli
occhi al cielo con teatralit. Esatto Penso di s. S, proprio per quello. Ti
va?
Incrocio le braccia. Togliti le scarpe. Ti trovo qualcosa da metterti. Se non
ti sbrighi facciamo tardi a cena.
In abito grigio Simon toglie semplicemente il fiato.

SIMON
Sono tornato per la paura di quello che sarebbe accaduto se non lavessi fatto.
Baz potr anche fingere che tra noi non sia mai successo nulla. Farmi
credere di essermi sognato tutto, quasi fossi un maniaco e uno stupido a
pensare che lui provi qualcosa per me.
Ed cos che mi sono sentito in macchina con Penny e Agatha.
Agatha era fuori di s. Il che non succede quasi mai. (Tranne quando
rimaniamo bloccati da qualche parte, quando ci rapiscono o restiamo incastrati
in fondo a un pozzo che si sta rapidamente riempiendo dacqua.) Ma proprio
non ci sopportava pi. Nessuno dei due.
Come ti venuto in mente? mi ha chiesto. Quelli sono i Pitch. Lui un
vampiro.
La cosa per non ti ha impedito di spassartela con lui nel Bosco
Ondeggiante le ha fatto notare Penny.
successo una volta sola. Ed stata una cotta adolescenziale.
Ah, s? lho incalzata io.
Speravo solo in un bacio, mica cospiravo contro lArcimago!
Ah, s? Non riuscivo proprio a capire di chi dei due fossi geloso, in quel
momento. Di entrambi, probabilmente.
Non stiamo cospirando contro lArcimago! si difesa Penny.
Cospiriamo indipendentemente da lui.
Per come la vedo io ha ripreso Agatha voi non avete la minima idea di
quello che state facendo.
Mi venuto il dubbio che avesse ragione. Andava tutto a rovescio:
collaboravamo con Baz e tenevamo alloscuro lArcimago. Cosavrebbe detto
Agatha se avesse saputo dei baci?
Non sei neanche gay, Simon. Ecco cosavrebbe detto.
Mi sono stropicciato gli occhi.
La profezia non dice che Simon deve dare ascolto allArcimago Penny
aveva ripreso la parola. Dice che qui per salvare il mondo degli arcimaghi.
Il che include la mamma di Baz Poi mi ha lanciato unocchiata. Simon,
stai bene?
Mi fa male la testa. Emicrania.
Tu non sei neanche gay e lui non neanche vivo avrebbe detto.
Provo a ridurtela? si offerta Penny allungandosi tra i sedili.
La testa?
No lemicrania.
Merlino, no. Passer.
Tu non sei neanche gay e lui non neanche vivo e questa non nemmeno
la parte peggiore di questidea cosa dir lArcimago?
Risolvere omicidi non di vostra competenza ha ripreso Agatha. Mica
siete la polizia.
Questa s che unidea interessante ha ribattuto Penny. Un corpo di
polizia magico. Ci vorrebbe anche un sistema di previdenza sociale. E un
ministero della salute.
La polizia ce labbiamo: i Compari dellArcimago ha continuato Agatha.
Loro sono pi una specie di esercito privato.
Stai parlando di tuo fratello! ha urlato Agatha agitandosi sul sedile.
Lo so bene! ha urlato Penny di rimando. Abbiamo un bisogno disperato
di riforme!
Ma lArcimago il grande riformista!
Chiunque pu affermare di esserlo. E poi, Agatha, so benissimo che tu
consideri lArcimago un intruso fissato con le tasse che in pi ce lha a morte
con laristocrazia. Ti ho sentita, mentre lo dicevi.
quello che pensa mia madre ha detto Agatha. pur sempre
lArcimago.
Basta sono sbottato. Accosta.
Penny mi ha guardato. Stai bene? Ti viene da vomitare?
No. Devo solo uscire. Per favore.
Agatha ha sterzato di colpo e si fermata sul ciglio della strada, sollevando
una nuvola di polvere e ghiaino. Poi si voltata a guardarmi. Qual il
problema, Simon?
Devo tornare indietro.
Perch?
Ho posato la mano sulla maniglia. Ho dimenticato una cosa.
Pu senzaltro attendere.
No.
Ti accompagno allora.
No.
Simon mi ha chiesto Penny seria che succede?
Ho aperto la portiera. Devo tornare a controllare che Baz stia bene.
Baz sta benissimo ha insistito Agatha mentre scendevo.
Non sta bene per niente! Abbiamo appena scoperto che rimasto chiuso in
una bara per sei settimane.
Si sono infilate entrambe nello spazio tra i due sedili anteriori, girate dalla
mia parte per strillarmi addosso.
Penny: Ma ora sta bene!.
Agatha: Torna in macchina!.
Ho poggiato la mano sulla portiera e mi sono chinato per guardarle. Non
deve restare solo in questo momento.
Ma non solo! hanno esclamato allunisono.
Devo tenerlo docchio ho replicato rialzandomi.
Ti riaccompagniamo noi.
No, no. Farete tardi alla cena della vigilia. Andate. Ho chiuso la portiera,
mi sono girato e mi sono messo a correre.
Non pensavo che i ricchi cenassero davvero cos. A una lunga tavola
coperta da una tovaglia rossa e dorata. Con spessi tovaglioli fermati da una
stella di Natale e vassoi dai pesanti coperchi dargento.
Non mi sorprenderebbe scoprire che in realt i ricchi non vivono cos ma
che sono solo i Pitch a farlo, tanto per mettersi in mostra. Se questa la vigilia
di Natale, cosa avranno in serbo per domani?
Scusa il ritardo, madre dice Baz sfilando una sedia.
Che bella sorpresa, signor Snow dice suo padre. Sorride, di un sorriso
che mi fa pentire di essere tornato.
Grazie signore, spero di non disturbare.
Anche la matrigna di Baz sorride. No che non disturbi. Non capisco se lo
pensa davvero o se vuole solo essere gentile.
Lho invitato io spiega Baz al padre. Non ha molti altri posti dove
passare il Natale. Non mi chiaro se voglia essere scortese nei miei confronti
o solo salvare le apparenze. Non riesco a leggere i loro volti, persino il beb
sembra annoiato e basta.
Pensavo di trovare tutta la famiglia riunita per le feste, un misto di Grimm e
Pitch, invece ci sono solo i genitori e i fratelli di Baz. La bambina pi grande,
Mordelia, le due piccole, forse gemelle non so quanti anni abbiano, sono
grandi abbastanza per stare sedute al tavolo e rosicchiare cosce di tacchino e
un piccolo (o una piccola) che, su un seggiolone di lusso tutto intarsiato, sbatte
il sonaglino sul vassoio.
Somigliano tutti alla matrigna di Baz: capelli scuri, non neri come quelli di
Baz, guanciotte paffute e quella bocca alla Billie Piper che non si chiude del
tutto sui denti davanti. Non hanno laria abbastanza pericolosa per essere
fratelli di Baz, o figli di suo padre. Penny dice che i Grimm sono meno
politicizzati e meno spaventosi dei Pitch, ma il pap di Baz sembra una vipera
in abito gessato; persino i suoi capelli color neve incutono timore.
Un po di ripieno? chiede Baz, passandomi il vassoio. I domestici devono
avere la giornata libera. (Ne ho contati almeno quattro, da quando sono qui:
Vera, due donne delle pulizie, e un uomo che lavora allesterno e sgombera i
vialetti dalla neve.)
Mi servo una bella porzione di ripieno alle castagne e noto che il piatto di
Baz praticamente vuoto. Vassoi e salsiere fanno due volte il giro e lui li passa
a me, forse soffre di un qualche disturbo alimentare.
Io mangio per tutti e due. Il cibo addirittura migliore che a Watford.

Hai mai creduto a Babbo Natale? chiede Baz. Mi sta preparando il letto
sul divano. La sua matrigna ha portato coperte e cuscini dopo che le ha
spiegato che non volevo dormire nella stanza degli ospiti. Ha paura dei
fantasmi le ha detto.
Le sorelline sono scoppiate a ridere. Non vedevano lora di andare a letto
perch potesse arrivare Babbo Natale. Hai detto a Babbo Natale che eri qui?
mi ha chiesto Mordelia. Perch possa portarti i regali?
No ho risposto. Avrei dovuto farlo.
Non mi pare spiego ora a Baz. A volte alla casa famiglia chiedevano a
qualcuno di vestirsi da Babbo Natale e distribuire regali schifosi, ma non
ricordo di averci mai creduto. E tu?
Ci credevo risponde Baz. Ma poi lanno dopo che la mamma morta
non venuto Mi tira un cuscino e si avvicina a unalta cassettiera di legno.
E io ho pensato che fosse perch ero stato cattivo. Ora so che mio padre
doveva essere talmente depresso da aver dimenticato il Natale. Pi tardi si
presentata Fiona con un gigantesco Paddington di peluche.
Lorso?
Che problemi hai con lorso Paddington? Tieni. Mi passa uno dei suoi
pigiami, poi si siede ai piedi del letto a baldacchino e si appoggia a una delle
colonnine. E cos sei tornato.
Mi siedo accanto a lui. Gi.
Ha ancora addosso labito verde scuro. Si lisciato i capelli allindietro,
per andare a cena, ma io preferirei che non lo facesse. Sono pi belli quando
gli ricadono sul viso.
Domani potremmo andare a parlare con i beoti propone.
Il giorno di Natale? I beoti lo festeggiano?
Non lo so piega la testa da un lato. Non li ho conosciuti cos bene.
Stando ai libri, il massimo che fanno mangiare e cercare di stare al caldo.
Che cosa mangiano? chiedo.
Calcinacci, pare forse li masticano e basta.
Secondo te ha ragione Penny? stato lassassino di tua madre ad assoldare
i beoti?
Baz scrolla le spalle. Ci sta Bunce ci azzecca quasi sempre.
Sei sicuro di farcela a tornare l?
Abbassa lo sguardo. Preferisco tornare dai beoti che da Nicodemus, e
sono le uniche due piste che abbiamo.
Se solo conoscessimo il movente replico. Perch mai qualcuno
avrebbe voluto far del male a tua madre?
Magari non volevano fargliene obietta. Se il bersaglio fosse stato lasilo
e non mia madre? Non cera modo di sapere che sarebbe arrivata proprio lei.
Forse i vampiri puntavano ai bambini, forse volevano trasformarci tutti. Si
sfrega la mano sulla coscia. Ha le gambe pi lunghe delle mie, ecco perch
pi alto.
Come fidanzato non sono un granch dico.
La mano si ferma sulla gamba dei pantaloni e li tende. Baz raddrizza la
schiena. Capisco, Snow. Fidati. Non sto pensando alla nostra prossima
vacanza e non racconter a nessuno di noi, sia chiaro.
No lo interrompo voltandomi verso di lui. Non questo che
intendevo Sono sempre stato un pessimo fidanzato. Per questo Agatha mi ha
mollato. Mi sforzavo di andare incontro ai suoi desideri ma non ci azzeccavo
mai, e non le ho mai dato la precedenza su tutto il resto. In tre anni credo di
non averne mai fatta una giusta.
Perch stavate assieme, allora?
Fosse stato per me, io non avrei mai rotto con lei. Non era mica colpa
sua.
Ricomincia a lisciarsi i pantaloni. Mi piace tutto di Baz vestito cos.
Dico solo riprendo, voltandomi appena, che non mi viene da
comportarmi come se fossi il tuo fidanzato. E non credo che tu lo voglia, del
resto.
Ah dice. Ho capito.
E poi so benissimo che secondo te per noi non c storia, come per Romeo
e Giulietta .
Infatti conferma, sempre a occhi bassi.
E non penso di essere gay continuo. Cio, magari lo sono anche,
almeno in parte, la parte che al momento richiede pi attenzione
A nessuno interessa se sei gay commenta lui gelido.
Sono seduto di traverso ora, vedo il suo profilo. Ha gli occhi stretti e la
bocca una riga diritta.
Insomma E mi va via la voce. Sono una frana in queste situazioni. Mi
piace guardarti.
Mi getta unocchiata veloce e abbassa le sopracciglia, ma non si gira.
Mi piace questa cosa continuo. Questa cosa che stiamo facendo.
Mi ignora.
Mi piaci tu dico. E non mimporta se io non ti piaccio, ci sono abituato.
Non saprei come comportarmi se fosse altrimenti. Per tu mi piaci, Baz. Mi
piace questa cosa. Mi piace aiutarti. Sapere che stai bene. Quando in autunno
non sei tornato a scuola, quando non ceri ho creduto di impazzire.
Pensavi che stessi complottando contro di te.
S rispondo. Per mi mancavi.
Scrolla la testa. Tu non sei normale
Lo so. Ma questa cosa la voglio comunque, se me la permetti.
Baz si volta finalmente a guardarmi. Che intendi per questa cosa, Snow?
Questo insisto. Voglio essere il tuo ragazzo. Il tuo pessimo ragazzo.
Solleva un sopracciglio e mi fissa, come se il tempo per capire cosa c che
non va in me non bastasse mai.
Bussano piano alla porta.
Lui si alza, si aggiusta la giacca e va ad aprire. Si china per prendere un
vassoio e lo porta a letto. Contiene una brocca di latte e un piatto ricolmo di
avanzi.
Chi lo manda? chiedo.
La mia matrigna.
Come mai non hai mangiato a cena?
Non mi piace mangiare davanti agli altri.
E perch?
Perch fai tante domande?
anoressia?
No, Snow, non anoressia, lo sai cosa significa, almeno? Siede
allestremit pi lontana del letto, prende il tovagliolo dal vassoio e lo apre.
Quando mangio mi escono le zanne confessa. Si vedono.
Striscio sul letto per sedermi accanto a lui. Laltra sera non me ne sono
accorto, quando mi hai mangiato davanti.
Be, non sei un grande osservatore, tu.
O forse si notano meno di quel che pensi.
Baz mi guarda, ha le guance pi piene del solito. Sorride e glieli vedo, i
lunghi canini bianchi che si fanno strada tra le labbra.
Che figata sussurro e guardo meglio. Mi respinge appena. Apri un po
la bocca. Fammi vedere.
Sospira e ritira le labbra. Ha delle zanne enormi. E affilate, anche. Da dove
vengono? E dove vanno a finire quando non le usi?
Non lo so. Parla come se portasse lapparecchio.
Posso toccarle?
No. Sono affilate. E tossiche.
Incredibile. C una parte del tuo corpo che cresce quando ti serve. Sei
come un mutante.
Sono un vampiro dice Baz. Senti quante baggianate spari?
Appoggio la schiena al muro. Gi.
prevedibilmente scocciato, ma sorride anche. Tra le zanne.
Gli passo il piatto: tacchino, ripieno, pancetta, salsa. Lo prende.
Hai ancora fame, Snow?
Qualcosa mi andrebbe ancora.
Allora dai. Mi passa la forchetta e tiene il cucchiaio per s. Il tacchino
cos tenero che il cucchiaio perfetto. Ne prende un boccone enorme e vedo le
zanne in tutta la loro lunghezza. Che figata ripeto.
Baz scrolla la testa. Sei un idiota borbotta a bocca piena e fissa il piatto.
Ma puoi mangiare questo. Se ti va.
Eccome se mi va.
68

AGATHA
Ci vogliono tre ore di macchina per tornare a Londra. Penelope pronuncia la
formula Il tempo vola! ma, siccome nessuna di noi due si sta divertendo,
lincantesimo non funziona.
Ho una mezza idea di passare da Watford per spiattellare tutto
allArcimago, ma i miei mi aspettano da un secolo e, a dirla tutta, non mi
esalta lidea di parlare da sola con lArcimago. Non esattamente un tipo
abbordabile. Si veste come Peter Pan e porta sempre la spada con s. Quando
dico sempre, intendo sempre. Una volta si presentato alla porta di casa nostra
nel cuore della notte con un orecchio in mano. Pap glielha dovuto ricucire.
Conosco lArcimago da molto prima della scuola; lui e pap fanno da
sempre parte della Congrega. Per mi sa che lArcimago non sa neanche il
mio nome. Non glielho mai sentito pronunciare. Diciamo che non mi parla
mai.
Secondo Penny sessista, ma la realt che non parla quasi mai con
nessuno a Watford. Nemmeno con Simon. Non capisco proprio perch voglia
fare il preside, un minimo di simpatia per i ragazzi la prover?
Forse Lucy lo ha piantato per quello. O forse diventato un tale baccal
perch lei lo ha piantato, e poi non si pi ripreso.
Ho ancora la foto nella borsetta. Spero che la mamma di Penny non si
accorga che lho rubata. E spero proprio che non lo dica ai miei.
A quattordici anni rubavo nei negozi, e i miei genitori mi hanno messo in
punizione per unestate intera quando hanno scoperto le mie scorte intatte di
eyeliner e smalto per unghie.
Te li avremmo comprati noi, i trucchi aveva detto mio padre.
Non hai usato la magia? aveva domandato mia madre. Li hai presi e
basta? E poi aveva aggiunto Oh, Agatha, lo smalto viola? cos banale.
Penny lascia che la ignori per una ventina di minuti prima di sbottare.
Pensavo che ci tenessi a partecipare anche tu, Agatha!
Bugiarda.
Ti dico che cos! Ho capito che Simon ti mancava. Che eri triste. Davvero
avresti preferito essere esclusa e ignorata per il resto dellanno?
No!
E allora cosa vuoi Agatha?
Voglio che siamo amiche dico io ma non compagne darmi. Non
voglio saperne di riunioni segrete! Voglio solo che passiamo del tempo
insieme! Per fare i biscotti e guardare la tv. Come fanno le amiche normali!
Dovremmo guardare la tv mentre Simon lotta contro il Tedio Insidioso e
Baz viene rapito dai beoti?
No! mi agito, stritolando il volante. Nellipotetico quadro che immagino
io non accade niente del genere!
Per quello che sta succedendo.
Be s, allora preferisco starmene a casa. Tanto non posso fare nulla per
aiutare. Quando mai siamo state di aiuto, Penelope? Di aiuto per davvero,
insomma. Siamo solo testimoni. E ostaggi. E in futuro rientreremo tra le
perdite, probabilmente. Se fossimo in un film, a una di noi toccherebbe morire
sotto gli occhi di Simon. Ecco a cosa serviamo.
Parla per te! mi grida lei.
Va bene! urlo io.
Ma nessuna delle due dice pi una parola per il resto del viaggio.

Quando lascio Penny davanti a casa sua, ancora cos incavolata che sbatte
la portiera. Sono in megaritardo, ma i miei sono tutti presi dai preparativi per
il party e neanche si accorgono di me, quando entro.
Organizzano un party itinerante ogni Natale. Comincia in una casa, poi si
sposta in quella dopo e poi in quella dopo ancora finch non sono tutti
talmente sbronzi da dover ricorrere alla magia per farsi riportare a casa dalle
proprie auto. Io e Simon in genere dobbiamo limitarci ad accogliere gli ospiti
quando arrivano; poi ci chiudiamo nel salotto, guardiamo la televisione e
spazzoliamo gli antipasti finch non ci addormentiamo davanti al camino.
Tranne una volta, quattro anni fa, quando siamo sgusciati fuori la notte della
vigilia per scovare a Soho certi licantropi marini che avevano rubato una
chiave o forse una gemma, non mi ricordo, cavolo. Non ho mai patito tanto
freddo in vita mia! Davanti a Liberty per poco non ci lasciavamo le penne.
Quando ormai era finito tutto, Penny ci ha obbligati a restare in giro a
raccogliere peli di licantropo per realizzare quei grotteschi talismani
premestruali. Il mio lho dato al gatto. Ah, la pietra lunare! Ecco cosa. I
licantropi marini avevano rubato la pietra lunare. Quante ne abbiamo
combinate. Ringrazio la magia che fossimo rientrati prima dei miei.
(Mi converr raccontarlo alla mamma, quello che so? Sul piano di Simon?)
(No. Simon se la caver. Simon se la cava sempre. E Penny ci godr a vantarsi
delle loro avventure con i beoti. Forse adesso Baz il loro terzo incomodo.
Divertiti con il vampiro, Simon! Sei riuscito a renderti la vita ancora pi
stupida e pericolosa, complimenti!)
Visto che non devi intrattenere Simon, potresti anche venire con noi,
stasera dice mia madre. Lei e Helen, la governante, stanno allestendo per la
serata. Casa nostra la prima del circuito, questanno.
Mamma.
Niente lamentele, Agatha dice il pap, pescando una chela di granchio da
un vassoio. al telefono con un paziente. No, no, ti ascolto Balthazar, ma mi
sembra tutto normale. No, non intendo quel Normale, intendo normale in
generale.
Sospiro e seguo la mamma in cucina. Ma non sono vestita.
E allora preparati.
Mamma, sono distrutta.
Infila la testa nel frigorifero. Ritroverai le forze. Simon viene domani,
allora?
Mi spazientisco. Non credo
Le ho gi detto che Simon passer le vacanze a Watford, ma per qualche
motivo si messa in testa che far comunque tappa qui il giorno di Natale. Per
tradizione, immagino.
Forse dovrei sentirmi in colpa per avere annullato il suo invito, ma ho la
coscienza a posto: stasera ci ho provato, a rimediare.
La mamma estrae dal frigo una lucida gelatina a strati. Penso sia un bene
che passi le vacanze con lArcimago commenta. A quanto mi risulta,
lArcimago trascorre sempre il Natale da solo a Watford. Una volta mi ha
detto che le festivit sono troppo propizie, per sprecarle nei festeggiamenti.
E che vuol dire? chiedo.
Chi lo sa risponde lei, porgendo la gelatina a Helen. Spero che Simon
non finisca col digiunare al chiaro di luna. Domani ci toccher rimpinzarlo di
dolciumi.
Propizie ripeto. Perch lArcimago cos strambo?
Sss! Agatha, non essere sovversiva.
Non lo sono, faccio per dire, sempre stato cos?
Non lo so davvero. Di certo non abbiamo frequentato gli stessi giri, non
me lo ricordo nemmeno, a scuola.
Faccio per prendere un gamberetto, ma Helen porta via il vassoio. E i
Bunce te li ricordi, invece? chiedo alla mamma. Dai tempi della scuola?
S, Martin e Mitali erano un paio danni indietro rispetto a me mi spiega.
Tira fuori un altro dolce, una zuppa inglese di proporzioni smisurate. Ma non
hanno un figlio addirittura pi grande di te? Hanno iniziato a sfornare
marmocchi prestissimo, come tipico dei Bunce. Quando studiavo a Watford
ce nera una figliata intera, di Bunce, ma nessuno era abbastanza potente da
avere davvero il diritto di trovarsi l. Succede cos nelle famiglie grandi. La
magia si annacqua.
Mia madre ha lossessione del potere, di chi ce lha e chi no. Lei non ce
lha. Non tanto, almeno. Accusa sua madre di avere sposato un uomo non
allaltezza: Mio padre non riusciva neanche ad accendere un fiammifero
durante un acquazzone.
Io sono passabile, in termini magici. Non sono Simon. N Baz. N
Penelope. Ma a lezione me la cavo.
So che il motivo per cui i miei genitori non hanno avuto altri figli: non
volevano che la mia magia si diluisse. Anche se il pap dice che la dispersione
della magia tra fratelli solo una vecchia credenza. So anche che i miei
sperano che sposer qualcuno pi potente di me per rimettere la famiglia in
pista.
Prima di iniziare a frequentare Simon, avevo un ragazzo segreto Normale,
Sacha. Se mia madre lo avesse saputo mi avrebbe rinchiuso in una torre. (E
probabilmente si sarebbe disfatta del mio cavallo). Chiss che star facendo
adesso Sacha.
Quindi non conoscevi i loro amici? chiedo. La professoressa Bunce ha
citato una certa Lucy, ci ha mostrato una foto
Lucy Day?
Non lo so
Lucy McKenna?
Era la migliore amica della professoressa Bunce preciso. Bionda,
capelli fino alla vita. Un look nouveau boho.
Tesoro dice la mamma aiutando Helen a sollevare la zuppa inglese negli
anni Novanta erano tutte cos.
Somigliava a Baby Spice insisto. Ma con le spalle ampie.
Ah, Lucy Salisbury. Per i sortilegi dellinferno, non ci ripensavo da anni.
La mamma si ferma davanti al frigorifero e posa le mani sui fianchi.
La conoscevi? le chiedo.
Sapevo di lei, altroch. Era cinque o sei anni pi giovane di me, ma la sua
famiglia frequentava il circolo. Conosci anche tu Lady Salisbury. Gioca a
Peppa con me. Ci sar anche lei, stasera.
Conosco Lady Salisbury. Avr allincirca let di mia nonna, ma frequenta
la combriccola della mamma. Racconta barzellette sconce e insiste con tutti di
prendere unaltra fetta di torta.
Secondo te mi parler di sua figlia?
Oh, magia cara, Agatha, no. Non sono cose da chiedere. Sanno tutti che sua
figlia stata uno scandalo. E suo figlio un incapace!
Che genere di scandalo?
Un paio danni dopo essere uscita da Watford, Lucy scapp di casa. Era
lorgoglio e la gioia dei Salisbury, ma fugg con un uomo. Un Normale, pare.
Forse addirittura un americano. Ruth, Lady Salisbury, fin per confessare tutto
a Natalie Braine durante una serata di beneficenza, un torneo di bocce per
balbuzienti. Temeva ci fosse di mezzo un bambino. Un figlio illegittimo.
lultima volta che ne ha parlato. E nessuno ha pi visto Lucy nel nostro reame
dai tempi della scuola.
scomparsa?
Peggio riprende la mamma. scappata. Ha voltato le spalle alla magia.
Ti rendi conto?
S rispondo, e poi mi correggo. Cio, no.
Mia madre scuote via dalle mani briciole inesistenti. Ora cambiati, tesoro,
gli ospiti arriveranno a momenti.
Faccio per uscire dalla cucina quando mi appioppa una pila di tovaglioli
ricamati a mano da consegnare a Helen mentre passo dalla sala da pranzo.
Glieli porgo senza dire una parola, assorta nei miei pensieri
Io conoscevo Lucy Salisbury mi dice. Andavamo a scuola assieme.
tipico di Helen aspettare di non avere vicina la mamma per parlarmi. Mia
madre preferisce mantenere una certa formalit, ma Helen mi tratta da sempre
come se fossi sua parente. (Non una parente stretta, pi come una nipote;
secondo me preferisce Simon.)
Lucy aveva qualche anno di pi. Tutte le ragazze del mio anno
impazzirono, quando ci arriv la notizia che era scappata. Ci sembr una cosa
cos romantica! E spaventosa, anche!
Davvero era scappata?
Cos si diceva. Aveva conosciuto un uomo e si era trasferita in California.
In California!
Pensavo spesso a lei ricorda Helen la immaginavo distesa sulla sabbia
con quei suoi lunghi capelli biondi.
Mi distendo sul letto senza cambiarmi e tiro fuori la foto rubata, tenendola
alta davanti al viso.
Lucy Salisbury ha voltato le spalle alla magia.
Usciva con il mago pi forte che esista, luomo destinato a conquistare il
mondo e lei scappata.
La professoressa Bunce ha detto che anche Lucy era una maga potente.
Sarebbe potuta diventare la First Lady della magia. O governare al fianco
dellArcimago. E invece uscita di scena.
E questo bambino cera davvero? Lha portato via con s?
Forse lo sta crescendo nel mondo Normale. Forse questo il vero regalo
che Lucy Salisbury ha fatto a se stessa e a suo figlio: non dover sopportare
questa palla di vita. Non dover avere lArcimago come padre n vivere in un
mondo in guerra per la sua eredit.
Suo figlio lha scampata.
E Simon rimasto intrappolato al posto suo.
69

LUCY
Ero felice.
Lo amavo.
E lui tendeva sempre pi alla bont che alla cattiveria.
Ed cos ancora adesso, credo. A riprova del fatto che ognuno di noi le
racchiude entrambe.
Stavamo insieme, quando lasciammo Watford. Davy possedeva una casetta
di campagna che aveva ereditato dalla nonna, e io andai a vivere l con lui.
Mentii ai miei genitori, a loro Davy non era mai piaciuto.
In quel periodo passava quasi tutto il tempo a leggere, e a scrivere missive e
trattati da inviare agli eruditi. Non aveva mai voglia di vedere gli amici o di
uscire. Ricordo che una volta andammo a Londra per cenare con Mitali e
Martin e conoscere il loro piccolino; indossavo una gonna lunga e scampanata
e mi ero intrecciata i fiori ai capelli con un incantesimo. Ero cos felice di
vederli. Di vedere Mitali.
Allinizio and tutto bene. Bevevamo vino rosso e io ero accoccolata su una
grossa sedia papasan. Poi Davy si mise a discutere con Mitali della Congrega,
allepoca lei stava cercando di ottenere un seggio.
Non riuscirai a cambiare niente le disse. Niente cambier mai.
So come la pensi, ho letto i tuoi scritti.
Ah, davvero? Questo lo aveva ringalluzzito. Si sporse sulla sedia
dondolando il bicchiere tra le ginocchia. Allora saprai anche che lunica
risposta la rivoluzione.
So che le cose non potranno che migliorare se i buoni si batteranno per
quello che conta veramente.
E credi che alla Congrega importi qualcosa dei buoni e di quello che
conta? Credi che Natasha Grimm-Pitch ci tenga al tuo idealismo?
No rispose Mitali. Ma se entrer nella Congrega il mio voto conter
quanto il suo.
Davy scoppi a ridere. I nomi dei membri della Congrega sono gli stessi
da duecento anni. Sono cambiate solo le facce. Tanto vale che ce lo incidano, il
nome Pitch sulla poltrona del preside a Watford. Lunica cosa a cui tengono
veramente, tutti loro, proteggere il proprio potere.
Mitali non si lasci intimidire. Con quei suoi jeans larghi, la sua giacca di
velluto color vinaccia e quella sua cesta di riccioli neri lunghi fino alle scapole
era lei il ritratto della vera radicale. Proteggono il potere di tutti noi, per.
Lintero mondo degli arcimaghi.
Dici? obiett Davy. Allora, chiedi a Natasha Grimm-Pitch del tasso di
suicidi tra i maghi di rango inferiore. Domanda ai membri della tua Congrega
che cosa stanno facendo per combattere il morbo dei folletti e ogni altra
patologia magica che non colpisca i loro figli.
E una rivoluzione come aiuterebbe i pixie? domand indignata Mitali.
Che aiuto darebbe a noi tutti gettare al vento il sapere istituzionale e secoli di
tradizione?
Daremo vita a tradizioni migliori! grid Davy. Non doveva essersi
accorto di aver alzato cos la voce.
Scriveremo nuove regole con il sangue?
Se sar necessario, s! S, Mitali la cosa ti spaventa?
Ce ne andammo poco dopo. Dissi di avere il mal di testa.
Davy era ancora arrossato per il vino ma non volle farmi guidare. Non si
accorse nemmeno del Mantenere la rotta che gli lanciai dal sedile del
passeggero.
Dopo quel giorno non tornammo pi a Londra.
Uscivamo di casa raramente. Non avevamo il telefono e nemmeno la tv.
Comprai dei polli dal fattore in fondo alla strada e con un incantesimo imposi
loro di non allontanarsi. Scrivevo lunghe lettere a mia madre inventandomi
tutto di sana pianta. Davy trascorreva quasi tutte le giornate dentro casa in
compagnia dei suoi libri.
Li chiamavo i suoi libri, ma li aveva sottratti tutti alla biblioteca di Watford.
A volte ci tornava e ne prendeva altri, se gli occorrevano. Era talmente potente
che riusciva a rendersi quasi invisibile. Certe volte se ne andava per qualche
giorno di seguito per incontrare altri attivisti magici come lui. Ma tornava
sempre pi scoraggiato di quando era partito.
Alla fine ci rinunci, alla sua rivoluzione. Nessuno leggeva i suoi scritti.
Rinunci a tutto eccetto che al Sommo Arcimago. Doveva essere il sommo
studioso del Sommo Arcimago nella storia della magia. Conosceva a memoria
tutte le profezie. Le scriveva sulle pareti in pietra di casa nostra e ne isolava le
singole frasi.
Quando gli portavo i pasti, chiedeva la mia opinione. Che cosa pensavo di
quella determinata metafora. Se avevo mai preso in esame quella particolare
interpretazione. Ricordo una mattina in cui lo interruppi per portargli le uova e
la pappa davena. Per Crowley, mangiavamo tanta di quellavena la davo
pure ai polli. Il cibo con la magia si pu moltiplicare, si pu estrarre dai
cuscini e dalle candele. Si possono attirare gli uccelli dal cielo e i cervi dai
campi. Ma a volte non c niente. A volte non cera proprio niente.
Lucy mi disse. Aveva gli occhi illuminati dallinterno. Era stato alzato
tutta la notte.
Buongiorno, Davy. Mangia qualcosa.
Lucy, credo di aver trovato la soluzione. Mi cinse i fianchi con il braccio
e mi avvicin alla sua sedia quanto lho amato in quel momento. E se gli
oracoli avessero avuto sempre le stesse visioni perch in realt non si trattava
di vere profezie? Se fossero istruzioni, piuttosto? Se avessero la funzione di
guidarci al cambiamento anzich di prevederlo, Lucy? Siamo qui che
aspettiamo di essere salvati, quando le profezie ci dicono come salvare noi
stessi!
E in che modo, sentiamo?
Con il Sommo Arcimago.

Se ne and di nuovo e torn con altri libri.


A volte tornava con giare dolio e sangue che non era rosso. Non ho idea di
quando dormisse, di sicuro non dormiva con me.
Io facevo lunghe passeggiate nei campi. Ero tentata di scrivere a Mitali, ma
sapevo che sarebbe volata subito da me a cavallo di una scopa, se le avessi
detto la verit, e non ero pronta ad andarmene. Non ho mai desiderato lasciare
Davy.
Lui ha tante colpe e io voglio che tu ce labbia e con lui. Ma non ho mai
chiesto di andarmene. Non gli ho mai chiesto di lasciarmi libera. Pensavo
pensavo che qualunque cosa ci riservasse il futuro sarebbe stata migliore, se
fossi rimasta con lui. Ero convinta che lo aiutasse sentirsi legato a me. Come
un aquilone alla sua corda. Pensavo che, finch fossi rimasta, non si sarebbe
mai lasciato trascinare via del tutto.
Mi uccise tutti e due i polli.
Una sera si infil a letto con addosso lodore del fango e della plastica
bruciata e mi sollev i capelli per baciarmi la nuca. Lucy.
Mi girai verso di lui per guardarlo in faccia. Stava sorridendo. Sembrava
ringiovanito, come se qualcuno gli avesse ripulito il viso dallastio con un
panno tiepido.
Ho la soluzione mi disse, baciandomi prima le guance e poi la fronte. Il
Sommo Arcimago, Lucy. Possiamo farlo arrivare noi.
Risi, felice di vederlo felice. Ero cos contenta di avere la sua attenzione. E
come, Davy?
Cos.
Scrollai la testa. Non capivo.
Mi fece distendere sulla schiena e prese a baciarmi sul collo. Noi due
insieme. Saremo noi a metterlo al mondo.
E continu a baciarmi il collo fin sotto la camicia da notte.
Parli di un bambino, Davy?
Lui drizz la testa e sorrise. Chi meglio di noi? disse. Per crescere il
nostro salvatore?
LIBRO QUARTO
70

NICODEMUS
Non mi parler. Finora non lo ha mai fatto. contro le regole.
Non era cos attenta alle regole quando eravamo ragazzini. Noi ce le
facevamo da soli, le regole. Scatenati comeravamo, chi ci fermava, a noi due?
Non mi scorder mai la volta che Ebeneza tir gi il ponte levatoio con un
incantesimo perch tutti e tre ce ne andassimo in citt a prenderci una sbronza.
La faccia della preside quando ha beccato la sorella che rientrava di soppiatto
ubriaca fradicia! (Fiona proprio non lo reggeva, il sidro.) Era imbufalita, la
Pitch: l in piedi in mezzo al Prato in camicia da notte e incinta di nove mesi.
A Ebb tolsero verga e bacchetta per una settimana, visto che era stata lei a
farci uscire. Ma la sera dopo abbass di nuovo il ponte con la mia, di
bacchetta. (Gli attrezzi del mestiere potevamo scambiarceli quanto ci pareva.)
Cazzo se aveva fegato, quella.
Figuriamoci se non ci beccavano di nuovo, per.
Il punto non era farla franca. Il punto era che eravamo giovani, liberi e
pieni di magia. Che voleva fare, la Pitch? Buttare fuori sua sorella e i due
maghi pi potenti di Watford?
Ebeneza non lavrebbero mai buttata fuori dalla scuola: avevano troppa
paura che diventasse una ribelle. Troppa paura che capisse di poterci fare di
pi, con la magia, che attaccare i banchi al soffitto o attirare a Watford tutti i
randagi della contea stile pifferaio magico.
Io lho capito, quello che poteva farci. Quello che anchio potevo farci.
Raggiungo la nostra strada, taglio dal vicolo e minfilo nel giardino dietro
casa. Il cancello cigola. Sono in anticipo di qualche minuto Ebb sar ancora
dentro. Arrivo fino al salice e mi siedo sulla panchina di mamma.
Quanto vorrei avere una sigaretta. Ho smesso di fumare quando ho fatto il
gran salto, quasi ventanni fa. Ma quellidiota di un Pitch mi ha soffiato in
faccia il fumo e adesso mi tornata la voglia.
Io e Fi ce le rollavamo da soli con le cartine alla menta, le sigarette.
Ebeneza non voleva saperne, invece. Diceva che il tabacco le insozzava la
magia. Fiona la canzonava. Tua sorella vuole restare pura diceva. Come
unatleta. Come Lady D. La prendevamo sempre per i fondelli, perch era
vergine. Come minimo lo sar ancora adesso, cacchio. (Toccare le altre
ragazze conter?)
Sento aprirsi la porta sul retro e alzo lo sguardo. Ma non Ebb. qualcuno
che non riconosco, uscito a farsi una fumata. Chiudo gli occhi e annuso. A
qualcosa serve, avere il naso di un vampiro.
Ebb uscir a momenti, scender in giardino e si appogger al cancello. Ma
non parler con me. questo il patto. questa la regola.
Parler e basta.
Racconter al vento come sta. Aggiorner la luna natalizia sulla vita di tutta
la famiglia. A volte fa qualche magia ma non per me. Solo per il gusto di
farlo. Qualunque creatura vivente ci sia nei paraggi corre subito a salutarla,
anche in pieno inverno. Lo scorso anno, dal vicolo arrivato un cervo che,
bello tranquillo, le ha posato la testa tra le mani. Lho sgozzato e prosciugato
appena rientrata in casa. Secondo me Ebb se lo aspettava che lavrei fatto,
magari era il suo regalo. Il suo tentativo di preservare la mia, di purezza.
Almeno per un giorno.
Fatto sta che mi toccato trascinare la carcassa per pi di un chilometro per
trovare un bidone abbastanza grande.
Ebb uscir a momenti. Parler e io la ascolter. Io non fiater, invece, mi sa
che preferisce cos. Dopo somiglierebbe troppo a una conversazione vera.
Rischieremmo troppo di infrangere le regole.
E poi che cosa le direi? Non ho da raccontarle niente che voglia sentire.
Niente che non le faccia rivoltare lo stomaco. Tutto quello che Ebeneza vuole
sapere che sono ancora qui. Anche se sono quello che sono.
Mia sorella parla per lo pi di Watford. Della scuola. Delle capre. Dei
ragazzi. Della driade che sogna da quando frequentava il sesto anno. Non parla
mai dellArcimago. La politica non le mai interessata. Immagino che gli stia
alla larga Anche se mi ha raccontato della litigata storica che hanno fatto la
volta in cui uno dei suoi licantropi marini le ha sbranato una capra.
Non li ho mai visti, i licantropi marini, ne ho solo sentito parlare da Ebb. A
quanto ne so, sono gli unici animali che non sopporta. Dice che provano
sempre a saltare sul ponte. E che il ponte traballa, quando i ragazzi o le capre
lo attraversano. Una volta uno dei licantropi ce lha fatta: si trascinato per il
Prato ringhiando a pi non posso finch non intervenuta lei che, con un
incantesimo, lo ha ributtato nellacqua. Adesso li addormento con una magia,
appena calano il ponte mi ha detto. Se ne stanno gi, sul fondo del fossato.
Chiunque fosse la persona che uscita a fumare ormai ha finito e rientra in
casa sbattendo la porta.
Se prima ero io in anticipo, ora Ebeneza in ritardo. In ritardo marcio.
Dentro casa c silenzio. I bambini saranno a letto. Ebb dice che i nostri
fratelli e la nostra sorella minore hanno tutti messo su famiglia. Prima del
gran salto non avevo mai pensato ad avere dei figli. Adesso ci penso, invece.
Io e Fi. Un paio di marmocchi. Ai suoi veniva un colpo se si accasava con me.
Lo immaginavo che non si sarebbe messa con nessuno Ora so dove sta Fi.
Le nostre strade si incontrerebbero se lo volessi. Ma secondo me neanche lei
vuole ascoltarlo, quello che ho da dire.
Ebb in ritardo.
Magari si dimenticata.
Non da lei dimenticarsi. Non lo ha mai fatto, in tutti questi anni.
Mica posso chiamarla. Non so nemmeno se ha il cellulare.
Mi alzo e faccio due passi sotto lalbero. Di solito Ebb mi fa una magia
perch nessuno mi veda.
Che ansia. Mi avvicino alla casa. Se c qualcuno ancora alzato dovrei
sentirlo. tutto buio. Una delle finestre della cucina rotta ma non sento odore
di cibo. Ebb dice che aiuta la mamma a cucinare, ormai. C il prosciutto
arrosto, di solito. E il pudding al pane e burro. Ebb me ne porta sempre un
piatto.
Salgo i gradini sul retro e sbircio dal vetro della porta: la cucina vuota,
non sento nulla. Ruoto la maniglia aspettandomi che non giri, invece lo fa e la
porta si apre. Avanzo con cautela, ho paura di non riuscire a entrare. Invece la
casa mi accoglie, e per un attimo mi faccio pena, l fermo nella cucina della
mamma.
Avverto lodore della bambina ancora prima di vederla
Mi spia da dietro lo stipite. Sei tu, zietta?
Zietta? ripeto. Ho laria di una zietta, secondo te?
Pensavo fossi mia zia Ebb. Le somigli.
una biondina in camicia da notte scozzese rossa. Devessere la figlia di
mia sorella Lavinia. Vinnie doveva avere pi o meno la sua et, quando lho
vista lultima volta.
Sono di famiglia le spiego. Sono venuto per parlare con Ebb, me la
chiami? Non si arrabbia, tranquilla. Con lei almeno non si arrabbia di sicuro.
Zia Ebb non c risponde la bimbetta. andata via con lArcimago. La
nonna sta ancora piangendo. Non possiamo nemmeno festeggiare il Natale.
Con lArcimago?
In persona. Hanno detto tutti cos. La mamma dice che zia Ebb stata
arrestata.
Arrestata! Per cosa?
Non lo so. Avr infranto qualche regola.
La fisso e lei fissa me. Poi mi volto verso la porta.
Dove vai? mi fa.
A cercare tua zia.
71

SIMON
Mi sveglio affamato.
Ma solo quando sono vigile del tutto mi accorgo di non essere io ad avere
fame.
Laria secca e pruriginosa. Mi tira la pelle, come se tanti aghi mi
bucassero.
Balzo a sedere e scrollo la testa. La sensazione non mi abbandona. Faccio
un respiro profondo e adesso me la sento anche nei polmoni. Come sabbia.
Come vetro tritato.
Il Tedio.
Guardo il letto di Baz: lenzuola e coperte sono scostate da un lato e lui non
c. A fatica mi alzo ed esco dalla stanza per poi fermarmi nel corridoio buio
sangue. Baz sussurro.
Nessuna risposta.
Guidato da quel fastidio che mi sento addosso, percorro il corridoio e
scendo le scale fino al portone. Il cielo notturno e la neve risplendono talmente
che un po della loro luce filtra nellatrio. Apro il portone e corro fuori nella
neve.
Allesterno il fastidio pi forte. ancora peggiore. Quasi mi trovassi in
una delle zone morte del Tedio. Ma quando faccio appello alla mia magia, la
sento ancora l. L sottopelle, che mi formicola nella punta delle dita e mi si
addensa in bocca. Provo a respingerla.
E, guidato dal fastidio, avanzo ancora. (Dovrei tornare in casa. Mettermi le
scarpe.) Mi ritrovo a correre verso il bosco privato che avvolge come un
sipario un lato della casa dei Pitch.
Ho indosso il pigiama a strisce rosse e oro di Baz, zuppo fino alle cosce.
La fame aumenta passo dopo passo. Mi risucchia. Sento la mia magia
zampillare dai pori e scorrermi sulla pelle. Il ramo di un albero mi sfiora e
prende fuoco.
Continuo a spingermi avanti.
Non so dove mi sto dirigendo, non sono mai stato in questa foresta prima
dora. E non c spazio tra gli alberi. Niente sentieri, niente radure.
Quando lo sento ridere, mi fermo cos di colpo che la magia trabocca e mi
cola lungo il corpo.
Eccolo. Appoggiato a un albero.
Lui. Il Tedio Insidioso.
Io.
Ciao mi dice lanciando in aria la palla. Poi la riacchiappa, mi scruta un
istante e se la ficca nella tasca dei jeans.
Sai parlare dico.
Ora s, ora posso fare qualunque cosa. Guarda lalbero e allunga il
braccio verso uno dei rami pi sottili: la sua mano lo attraversa. Fa una
smorfia e ci riprova. Ma stavolta riesce ad afferrare il ramoscello e lo spezza.
A quel punto mi guarda e sorride, come se dovessi essere fiero di lui.
Perch hai la mia faccia? gli grido. Resta questa la domanda pi
importante.
Perch la mia faccia questa risponde lui ridendo. Non dovrei
somigliarti, forse?
No, tu non sei me.
Hai ragione. Aggrotta la fronte. Guardati. Sei diverso ogni volta che ti
vedo. Mentre io sono sempre lo stesso. Tiene ancora il ramoscello tra le
mani. Lo rompe in due, lo lascia cadere e mi si avvicina. Tu puoi fare un
sacco di cose che io non posso fare.
Indietreggio. In un groviglio di rami. Perch sei qui? Che cosa vuoi da
me?
Nulla risponde. Assolutamente nulla di nulla. Che cosa vuole lui da te,
semmai? Ecco cosa dovresti chiederti.
Sento un lamento. Qualcosa si muove tra gli alberi Vorrei tanto poterci
vedere meglio e, non appena lo desidero, la mia magia si illumina e mi metto a
brillare. Il Tedio ride di nuovo.
Mi sento chiamare: Simon?. Mi pare la voce di Baz ma ha qualcosa di
strano. Sembra affannata o sofferente.
Baz? Stai bene?
No, no Simon!
Poi lo vedo, a circa sei metri di distanza da me, appoggiato a un albero. Il
Tedio ci osserva dallalto, adesso, seduto su uno dei rami pi bassi. Baz ha la
testa ciondoloni.
Gli corro incontro. Baz!
E appena alza il viso, anche quello ha qualcosa di strano. contorto. Ha gli
occhi dilatati e neri neri e la bocca piena di lame bianche, le labbra si sono
ritratte per fare spazio.
Dovrei tornare indietro e invece mi infilo tra gli alberi per raggiungerlo.
Baz che si allontana da me. C qualcosa che non va mi dice. Ho fame.
Tu hai sempre fame, Baz.
No, stavolta diverso. Scuote la testa e le spalle, come un animale. Ti ho
incontrato nel bosco, poco fa. Ma eri giovane, come la prima volta che ti ho
visto. Strascica le parole. Come se faticasse a pronunciarle, con tutti quei
denti. Per un istante ho pensato che fossi morto. Che fosse una Visita.
Non ero io. Mi avvicino di un passo. Quello che hai visto era il Tedio.
Mi hai toccato. Mi sono chinato e tu mi hai posato la mano sul viso.
Non ero io ripeto.
E mi hai infuso qualcosa dentro. Come sai fare tu, Simon. Barcollando,
indietreggia e mi resta a un passo di distanza. Solo che stavolta non era
magia, era un vuoto. Mi hai inondato di vuoto e tutto il resto sparito per
fargli spazio.
Baz, smettila. Lascia che ti aiuti.
Lui continua a scuotere la testa. Per un attimo mi ricorda il drago rosso,
quando ondeggiava il capo avanti e indietro.
Con le creature facile spiega il Tedio. in piedi dietro a Baz, ora.
Allunga un braccio e gli preme la mano sulla colonna vertebrale ingobbita.
Mi basta prendere quel che ho e trasferirlo in loro.
Baz si lamenta e si distende fino a inarcare la schiena.
Che cosa? Trasferire cosa?
Il Tedio si stringe nelle spalle. Nulla. Do loro un po del mio nulla.
Baz alza il viso e mi guarda, tutto pupille e zanne. Fa un passo verso di me.
Scappa, Simon. Ho fame.
Do loro un po del mio nulla, ripete il Tedio finch non sono attratti dal
tutto per eccellenza: te! E, a quel punto, tu mi dai dellaltro nulla. un gioco
fantastico.
Baz continua ad avvicinarsi. E io non mi muovo.
Scappa, Simon! Ho fame!
Fame di che, Baz?
Fame di te! urla. Di magia, di sangue, di magia, di tutto Di te. Di
magia.
Scuote la testa cos rapidamente che i contorni sfumano.
C un albero, in mezzo a noi. Baz lo sradica dal terreno e lo scaglia via.
Che figata commenta il Tedio. Non ho mai provato con uno di questi.
Baz mi piomba addosso come un grifone dacciaio. Lo stringo tra le
braccia e mi rotolo per terra con lui. molto pi forte di me, ma io sono
magia pura, adesso, e sono imbattibile. Lottiamo a terra. Gli afferro la testa e
tengo lontane le sue zanne.
Ho una fame disperata piagnucola. E tu sei cos pieno.
Al mio potere puoi attingere quando vuoi gli dico, cercando di incontrare
il suo sguardo. Puoi averlo quando vuoi, lo sai.
Gli spingo via il mento e gli tiro i capelli per tenerlo a distanza, ma nel
farlo lascio scorrere via la mia magia. La lascio fluire in lui da ogni mio poro.
Baz singhiozza e di colpo smette di lottare. come versare acqua in un pozzo
vuoto.
Scorre, scorre.
Senza fermarsi.
Finch il corpo di Baz si affloscia contro il mio.
Wow si stupisce il Tedio. addirittura meglio della lotta. vicino.
Alzo lo sguardo e lo vedo in piedi proprio sopra di noi, solido come roccia al
chiaro di luna. Quando hai imparato a farlo? come se avessi aperto un
rubinetto.
Gli hai preso la magia? grido al Tedio.
Gli ho preso la magia? ripete lui, come se la domanda fosse divertente.
No. Non prendo nulla io. Io sono ci che resta quando tu hai finito. Ha un
sorriso sghembo, come il gatto che ha mangiato il canarino; unespressione
che non ho mai visto sul mio viso.
Simon! grida Baz sotto di me. Guardo in basso, sta brillando anche lui.
Le zanne sono sparite, ma ancora sofferente. Mi strizza i tricipiti. Basta!
Lo lascio andare e rotolo via. Ma la magia continua a sgorgare attraverso di
me. Proprio come da un rubinetto aperto, appunto. Mi concentro per chiuderlo.
E quando mi sembra che non defluisca pi, quando smetto di brillare, mi
inginocchio. Baz?
Sono qui dice.
Mi sposto verso la sua voce. Stai bene?
Penso di s. sdraiato a terra. Mi sento solo un po bruciato.
Stai andando a fuoco?
No. No. Bruciato dentro.
Mi guardo intorno, ma del Tedio non c traccia. Non lo avverto pi. E
neanche lo sento risucchiarmi il respiro.
Se n andato? chiede Baz.
Pare di s. Stramazzo accanto a lui.
Stai bene? mi chiede.
S.
Poi mi cerca tastoni e, quando mi trova, mi cinge collo e spalle con il
braccio e mi attira debolmente a s. Mi avvicino e ricado con la testa sul suo
petto.
Stai bene? chiede di nuovo.
S. E tu?
Credo di s. Baz tossisce e io gli premo il viso contro il petto.
Cosera? mi domanda.
Il Tedio.
Simon, sei tu il Tedio Insidioso?
No.
Ne sei sicuro?

BAZ
Mi sento bruciato. Incenerito.
Quel ragazzino era Simon, ne sono sicuro mi ha svuotato. Mi ha privato
della mia magia spremendola fino a farla uscire o a ridurla in niente
Dopodich, Simon mi ha riempito di nuovo con il suo fuoco.
Mi sento come se mi fosse rinata una fenice nelle viscere.
Simon nasconde il viso nel mio petto e io lo stringo pi forte a me.
Era Simon, ne sono sicuro. Come la prima volta che lho visto. Con quei
jeans schifosi addosso e la maglietta lurida. La pelle arrossata, lo sguardo
famelico. Quando stasera lho visto uscire dai pini mi venuta voglia di
tirargli un calcio negli stinchi: era Simon, non c dubbio.
Il Simon cresciuto, invece, qui che trema tutto, cos lo stringo ancora di
pi. Mi sento le braccia cave, ma Simon solido.
Simon Snow il Tedio.
Oppure il Tedio Simon Snow.
SIMON
Gli ho preso la magia? No. Io non prendo nulla. Io sono ci che resta quando
tu hai finito.
Sono sdraiato su Baz, stretto tra le sue braccia, e cerco di scacciare dalla
mente il viso del Tedio. (Di scacciare il mio viso dalla mente del Tedio.)
Do loro un po del mio nulla E, a quel punto, tu mi dai dellaltro nulla.
Mi siedo e mi stropiccio gli occhi. Hai bisogno di cacciare ancora?
No risponde Baz. Stavo giusto finendo, quando mi ha trovato.
Mi alzo lentamente e gli porgo la mano. Ti ha detto qualcosa prima di
attaccarti?
Baz la afferra e si rimette in piedi. E non la molla pi. Ha detto: Fai
proprio al caso mio.
Chiudo gli occhi e abbasso la testa. Ti ha usato. Ti ha usato contro di me.
Lo fanno tutti dice lui a mezza voce. Lo sento passarmi lentamente il
braccio attorno alla vita.
E mi abbandono a lui. Mi dispiace.

BAZ
Se Simon Snow il Tedio allora lui il cattivo della situazione. un
supercattivo.
Posso essere innamorato di un supercattivo?

SIMON
Baz trema, credo che stia piangendo sarebbe normale dopo quanto
successo. Apro gli occhi e alzo il mento.
Non sta piangendo, ride.
Ride cos forte da cadermi addosso.
Che hai? chiedo. Ridi per lo shock?
Tu sei il Tedio.
No replico, cercando di respingerlo per le spalle.
Sono morto, non cieco, Snow. Tu sei il Tedio.
Non ero io! Che c da ridere?
Baz non la smette e mi guarda con scherno. Rido perch sei il Prescelto
mi spiega, quasi senza fiato. E allo stesso tempo la pi grande minaccia per la
magia. Sei cattivo!
Baz. Te lo giuro. Non ero io.
Il Tedio ha la tua faccia. Parla come te. Lancia in aria quellinfernale palla
rossa, come facevi tu. Mi abbraccia ancora pi forte.
Se fossi io, il Tedio Insidioso, lo saprei, non credi?
Su di te non c da fare molto affidamento, Simon. Sei di una scemenza
unica. Ma anche di una bellezza criminale, questo te lho mai detto?
No.
Si china come se volesse mordermi e invece mi bacia.
meraviglioso. Come ogni volta.
Mi ritraggo. Non sono il Tedio, ti ho detto! Per mi spieghi perch
credere che lo sia ti fa desiderare di baciarmi?
Tutto mi fa desiderare di baciarti. Non lhai ancora capito? Crowley,
quanto sei tonto. Mi bacia ancora. E scoppia in unaltra risata.
Io non sono il Tedio ripeto appena posso. Altrimenti lo saprei.
Tu sei un caso perso, Simon Snow, ecco cosa sei. Un disastro che pi
disastro di cos non si pu, cazzo.
Fa per baciarmi, ma io mi ritraggo: E la cosa ti piace?.
Da morire.
Perch?
Perch siamo una coppia perfetta, io e te.

Usciamo dal bosco. Baz conosce la strada.


davvero una riserva di cervi destinati a lui. Ma la cosa non mi fa venire la
pelle doca, evidentemente riesco ad abituarmi a tutto.
Come lui, del resto.
Quella cosa non sono io insisto.
Forse sei tu nel passato. Magari viaggi nel tempo.
Ma poi non dovrei ricordarmelo? Se fossi io da bambino?
Non so come funzionano i viaggi nel tempo. Non magia.
Non zoppichi pi noto.
Baz guarda in basso e scuote la gamba. Mi passato tutto risponde. Per
Crowley, Snow, mi hai guarito. Chiss se sono ancora un vampiro?
Lo guardo perplesso e lui si mette a ridere. Abbassa la cresta, ragazzo dei
miracoli, certo che sono ancora un vampiro. E tu profumi ancora di pancetta e
brioche alla cannella.
Come faccio a profumare di pancetta e di brioche alla cannella insieme?
Profumi di cose che mangerei volentieri. Baz si ferma e alza un braccio.
Aspetta. Lo senti?
Mi fermo anchio. debole, ma sempre l. Quella sensazione di
secchezza. Quel graffio in gola.
Il Tedio dice Baz. tornato?
Sentiamo delle urla, qualcuno sta chiamando Baz.
Porto la mano al fianco e provo a evocare la spada. Ma la spada non
compare. Il mio potere svanito. Baz ha la bacchetta infilata nel pigiama
(ovviamente). La impugna e tenta un incantesimo. Non succede nulla. Riprova.
una zona morta sussurro. Una delle zone morte del Tedio.
Basilton! La matrigna di Baz ci viene incontro urlando. in camicia da
notte e ha i capelli sciolti.
Malcolm, qui!
Il Tedio Baz mi guarda, pallido come non lho mai visto, il viso di
gesso, latteo al chiaro di luna.
Snow. Corri.
Cosa?
Vattene mi ordina. Sei stato tu.
72

SIMON
A Londra a piedi potrei arrivarci.
Se avessi le scarpe.
E se non ci fosse tutta questa neve
Quando Baz mi ha detto di scappare, quando mi ha accusato di aver creato
io la zona morta, avrei voluto ribattere. Ma i suoi genitori correvano verso di
noi in preda al panico e non capivo cosa stesse succedendo. Il buco si era
ingoiato tutta la casa? Lintera tenuta?
Mi sono girato per tornare nel bosco e lho visto in fiamme. Ero stato io.
Con il mio potere. E non potevo rimediare, ora che non ne avevo pi.
Vai! ha ripetuto Baz, e cos ho fatto. Sono fuggito.
Ho raggiunto il viale e, con i piedi intirizziti dal freddo, lho percorso tutto
senza fermarmi. Fino alla strada. Lontano da lui.
Sto correndo anche adesso. La magia mi torna di colpo tutta assieme,
scagliandomi a terra tremante. Sono ancora senza bacchetta. Senza cellulare
Potrei fare lautostop ma chi mai mi darebbe un passaggio? Chi mai
viaggerebbe nelle deserte campagne dellHampshire nel cuore della notte? E la
vigilia di Natale, per giunta? (Babbo Natale non esiste ma la Fatina dei denti
s.)
In ginocchio nella neve sul ciglio della strada, penso: Posso farcela. Lho
gi fatto prima. Devo solo desiderarlo. Devo solo sentirne la necessit.
Penso a scappare, a raggiungere Penny, penso a farmi colmare dalla mia
magia, a farmela schizzare dalle spalle. E, a quel punto, le sento che lacerano il
pigiama di Baz
Due enormi ali ossute. Niente piume, stavolta, devo aver pensato al drago.
Sono ali rosse e coriacee, con degli spuntoni grigi alle giunture. Si dispiegano
non appena penso a loro e mi tirano via dalla neve.
Mi strappo i resti del pigiama di flanella e non penso a come volare. Penso
solo a dove voglio andare. Su. Via. E succede. Fa pi freddo, qua in alto, allora
immagino il caldo e la pelle sfrigola di calore.
Sono sopra la casa di Baz, la scorgo in lontananza. Lincendio che ho
appiccato brucia ancora; vedo il fumo che si innalza dalla foresta e provo ad
avvicinarmi, ma non ci riesco. Sono fatto di magia e laggi di magia non ce
n pi.
Volteggio nel cielo.
Penso a spegnere lincendio. Le nuvole sono cariche di pioggia gelida, cos
penso a spingerle verso il bosco e loro vanno.
Poi penso a Baz che mi ordina di andarmene, e io che obbedisco.
E poi smetto di pensare.
73

PENELOPE
stata Priya, la mia sorellina pi piccola, ad aprire la porta. Stava aspettando
alzata Babbo Natale. E se la stava cavando benone, tra laltro: ha resistito fino
alle quattro di mattina, credo pi di pap e mamma.
Quando ha sentito bussare ha pensato che fosse Babbo Natale in persona.
Siccome non abbiamo il caminetto, deve aver creduto che gli toccasse entrare
dal portone. Cos lha aperto e, vedendo piombare dentro Simon, ha cacciato
un urlo.
Ci credo, poveraccia. Pareva Satana. Enormi ali rosse e nere. Coda rossa
con freccia nera sulla punta. Grazie a chiss quale incantesimo emanava una
luce gialla e arancione; era coperto di neve e di sporcizia e indossava i
pantaloni del pigiama pi sudicio e chic che avessi mai visto.
Sentendo lurlo di Priya, pap e mamma si sono precipitati gi per le scale.
Anche la mamma si messa a gridare, al che pap le ha urlato contro e ha
dovuto impedirle di scagliare maledizioni: era convinta che Simon fosse
posseduto o vittima di qualche sortilegio o indiavolato. A quel punto sono
scesa anchio con il resto della famiglia (eccetto Premal, che non venuto a
casa nemmeno per Natale) e, appena ho visto Simon, sono corsa da lui. Non mi
passato nemmeno per la testa di aver paura di lui.
Questo ha fatto tornare in s i miei genitori. La mamma ha attaccato a
lanciare incantesimi di riscaldamento e pap si procurato una bacinella di
acqua calda e un panno per ripulirlo. Abbiamo finito per metterlo sotto la
doccia. Faticava a reggersi in piedi, tantera sfinito. Non riuscito neanche a
dirci da dove veniva. A casa di Baz doveva esserci arrivato, ma non volevo far
sapere ai miei che lavevamo lasciato in aperta campagna la vigilia di Natale.
Quando li ho aiutati a fargli la doccia, non importato a nessuno che lo
vedessi nudo. Poi gli abbiamo messo i pantaloni di una tuta della mamma, e lei
ha cercato di infilargli la coda dentro uno dei gambali.
Io ho insistito con la formula Sciocchezze! finch la mamma non mi ha
messo a tacere.
Non funziona, Penny.
Lultima volta ha funzionato, per.
Forse non un incantesimo ha detto pap. Forse si trasformato.
O magari si evoluto intervenuta Priya dalla porta del bagno. Come
un Pokmon.
Vai a letto, Priya ha detto pap.
Aspetto Babbo Natale!
Vai a letto! ha urlato la mamma.
Continuava a lanciare incantesimi anche lei. Come non detto! e Torna
allinizio!.
Attenta, Mitali lha bloccata pap. Cos finirai per trasformarlo in un
neonato.
Ma le formule di mamma non sortivano effetti su Simon. Ha provato a
recitarle anche in hindi. (Lei non lo parla, lhindi. Lo parlava la mia bisnonna,
per.) Non ne funzionava una.
Lo hanno messo a dormire nel mio letto e pap ha proposto di avvisare
lArcimago, ma secondo la mamma conveniva aspettare di conoscere il volere
di Simon.
(Sembrava cosciente, per non diceva una parola e si ostinava a non
guardarti negli occhi.)
I miei hanno continuato a discutere anche dopo essere usciti dalla mia
stanza e avere chiuso la porta. Vai a letto, Priya! ha gridato pap.
Mi sono distesa accanto a Simon e gli ho posato la mano con lanello sulle
ali.
Sciocchezze! ho sussurrato.
Sciocchezze!
74

SIMON
La mattina di Natale mi sveglio nel letto di Penelope.
Lei seduta al mio fianco e mi fissa.
Che c? le chiedo.
Sia ringraziata la magia! Temevo che non avresti pi parlato.
Perch?
Perch ieri sera non spiccicavi parola. Per le serpi del cielo, Simon, che ti
successo?
Io sono disteso a pancia ingi. Provo a girarmi sulla schiena, ma non
ci riesco. Devo avere ancora le ali addosso. Mi basta pensarle perch si
dispieghino e travolgano Penny sbattendola a terra.
Simon!
Scusami! le dico mentre cerco di ritrarle. Scusa tanto.
Penny afferra il bordo di unala e lo sfrega tra indice e pollice. Sono
permanenti?
Non lo so dico. Lintenzione non era quella.
Ieri ti abbiamo cosparso di incantesimi, ma non ne ha funzionato neanche
uno.
Noi chi?
Io e i miei genitori. Ricordi come sei arrivato qui, almeno?
Grossomodo ricordo di avere volato. Non riconoscevo Londra,
dallalto. Cos mi sono dovuto avvicinare al London Eye e poi abbassare a
mezzaria sulle strade per trovare casa tua. Ci ero venuto solo in
metropolitana, qui.
Chiss se ti ha visto qualcuno.
Non lo so, ho provato a pensare di essere invisibile
Come?
Chiudo gli occhi e penso alle ali. Penso che adesso non mi servono pi.
Sento la magia sgorgare a fiotti. (Ultimamente la magia mi inonda sempre. Mi
risale in gola a zampilli.) Penso che non voglio volare e poi penso a ritrarre le
ali fino a farle scomparire nella schiena.
Quando riapro gli occhi Penny mi sta fissando, e la mano che prima
reggeva lala ora vuota. Ha la faccia spaventata. E ora coshai fatto?
Mi sono liberato delle ali.
E la coda?
Allungo la mano e sento una coda coriacea, dello spessore di una fune.
Cacchio. Penso intensamente di disfarmene e quella si riavvolge di colpo
ma, nel ritrarsi, mi sega la pelle del palmo.
Perch poi avevi una coda, si pu sapere? chiede Penny.
Non lo so rispondo alzandomi a sedere. Devo aver pensato a quel
drago.
Simon Penny scuote la testa. Cos successo ieri sera?
Il Tedio le spiego. Mi ha attaccato a casa di Baz. Ha cercato di usare Baz
contro di me.
Ha creato il buco pi gigantesco di tutta la Gran Bretagna!
Cosa?!
Mio padre ha ricevuto la telefonata proprio stamani. LHampshire
andato. Tutto quanto.
Cosa?!
In questo momento pap e la sua squadra sono l, ma i Pitch si rifiutano di
farli entrare nella loro propriet. Parlano di atto di guerra.
Da parte del Tedio?
No, dellArcimago. Dicono che sia lui a controllare il Tedio, se non
addirittura che sia lui il Tedio, proprio. Le Antiche Famiglie hanno convocato
un Consiglio di guerra chiss dove. La mamma dice che lArcimago ti sta
cercando, ma che non gli dir dove ti trovi neanche morta. A meno che non sia
tu a volerlo, chiaro. Vuoi che glielo dica?
Non lo so penso di s Perch mai i Pitch accusano lArcimago di
questa storia?
Penny si morde il labbro e abbassa lo sguardo. Credo sia per colpa tua,
Simon. Dicono che eri dai Pitch la vigilia di Natale, e che ti sei cimentato in
oscuri rituali per distruggere la loro magia.
Combattevo il Tedio! O perlomeno ci provavo. Il Tedio ha fatto qualcosa a
Baz lo ha aizzato contro di me, come fa con le creature oscure.
Hai lottato contro Baz?
No! Gli ho passato la mia magia perch sconfiggesse il Tedio. stato un
incantesimo. Il Tedio era l Penny, di nuovo con le mie sembianze, e stavolta
mi ha anche parlato. Con la mia voce. Era l che ci guardava. E poi poi
sparito. E se avesse sottratto la magia alla casa di Baz per ripicca? Proprio
perch lho battuto?
Penny non smette di mordicchiarsi il labbro. Continuo a non capire perch
avevi la coda
Io io dovevo uscire da l. Mi passo le mani tra i capelli, cerco di
ricordare con chiarezza come andata. Quando Baz tornato in s, siamo
usciti dalla foresta e finiti nel mezzo di una zona morta. I suoi genitori erano
in preda al panico e Baz mi ha ordinato di andarmene. Cos lho fatto. Non
avevo altro modo per arrivare fin qui.
Hai volato, quindi.
Esatto.
pi preoccupata di quanto non labbia mai vista, rapimenti esclusi. Quale
incantesimo hai usato, Simon?
andata come laltra volta, Penny. Non ho usato nessun incantesimo. Io
ho fatto semplicemente quello che era necessario.
Lei si fissa le mani intrecciate sulle gambe.
Penny?
S? risponde senza alzare lo sguardo.
Che devo fare?
Sospira. Non lo so, Simon. Forse Agatha ha ragione. Finalmente incrocia
il mio sguardo. Forse giunta lora di parlare con lArcimago.
Penny decide che prima ci conviene pranzare. Un pranzo a tarda ora, per.
Sono stato a letto buona parte della giornata.
I suoi sono usciti e nel frigo c solo del tacchino crudo. Penny non si fida a
cucinarlo con un incantesimo, cos mangiamo cereali, pane tostato e dolcetti
natalizi.
Entra la sua sorellina. colpa tua se Babbo Natale non venuto mi
accusa. Lo hai fatto scappare.
Babbo Natale verr, Priya la tranquillizza Penny. Sono cinque fratelli:
Premal, Penny, Pacey, Priya e Pip. (Penny dice che la madre dovrebbe essere
condannata per crudelt verso i minori, e suo padre per negligenza.)
Babbo Natale una balla strilla Pacey dal soggiorno. E Dio pure.
Non conosco bene Pacey. Frequenta il quinto anno a Watford, ma lui e
Penny non vanno daccordo. Penny e i suoi fratelli litigano in continuazione.
Non credo siano in grado di comunicare in altro modo.
Sto ancora malissimo: mi sento tutto intirizzito e fradicio, anche se mi
trovo perfettamente allasciutto nei vestiti di Pacey. (Mi sono svegliato
sfoggiando il pezzo di sotto di una tuta da donna.) E se prima non me la
sentivo, quella strana coda di drago, ora che non c pi mi fa un po male. I
cereali Weetabix continuano a tornarmi su e io mi sforzo di deglutire per
ricacciarli nello stomaco. Cerco di non preoccuparmi e di non pensare a
quello che devo fare. Penny ha ragione, andremo dallArcimago. Ce lo dir
lui.
Quando sento bussare alla porta, penso che sia arrivato. Priya fa per aprire,
ma Penny la ferma. Mi alzo e, per sicurezza, evoco la spada.
Baz.
In piedi sulla soglia, ancora con indosso quellabito nero-verdastro e un
leggero odore di fumo. Con una mano in tasca e gli occhi stretti, saluta
alzando il mento. Fammi entrare, Bunce. Non c tempo per le galanterie.
Non credi che debba invitarti io ad accomodarti?
Le rivolge il solito sorriso malefico e lei gli fa cenno di entrare. Vieni.
Baz le passa accanto e si d unocchiata attorno. Dov lufficio di tuo
padre?
Mio padre non c. a casa tua. E poi chi ti dice che ti far entrare nel suo
ufficio? Che sei venuto a fare qui?
Sono qui dice Baz guardandomi, o meglio squadrandomi dallalto in
basso perch abbiamo un accordo.
Penelope si mette tra noi. Se fai anche un solo passo verso Simon, anche il
minimo gesto in casa mia, massacrer la tua famiglia, Basilton. Li uccider
talmente che non riusciranno nemmeno a trovare il Velo. Simon non centra
nulla con quello che successo.
Lui la fissa ancora con tanto di ghigno malefico. qui che ti sbagli.
Portami nellufficio di tuo padre. Ci sono delle mappe? Immagino di s.
Lo fissiamo tutti e due. Io, perch non posso farne a meno; Penny, perch
sconvolta.
Tregua! esclama lui. Dai, siamo ancora in tregua. Muoviti!
Annuisco. Forza, Penny. Portaci di sopra.
Lei sospira e allarga le braccia. Okay. Ma non potete toccare nulla, lass,
nessuno dei due.
La seguiamo per le scale. Baz mi sfiora con la spalla e il gomito. Tutto
bene, Snow? sussurra.
S. E tu?
Bene.
Il tuo potere? mormoro.
C ancora.
Mi accarezza la schiena appena appena, tanto che per un attimo dubito che
lo stia facendo di proposito.
Un ultimo gradino e siamo in mansarda, dove lavora il pap di Penny. Non
sono mai stato quass. La stanza tutta una mappa. Mappe sui muri, invase da
spaghi e puntine. Mappe distese su tavoli alti, tenute ferme da tazze vuote.
Unintera parete costituita da una lavagna, fitta di numeri e frammenti di
frasi.
Fantastico dice Baz. Tale padre, tale figlia, Bunce.
Si aggira per la stanza finch non trova quel che cerca. Ecco qui dice.
Gi registrato. Lo raggiungo alle spalle. una mappa del Sud-Est, con uno
spago rosso che delimita lHampshire. La bandiera sulla puntina dice: VIGILIA
DI N ATALE 2015 .
Ieri sera il Tedio ha attaccato Simon, e si formato il buco p vasto che
sia mai comparso in Gran Bretagna. Ci guarda. Quand che il drago ha
attaccato Watford? Che giorno era?
Mi stringo nelle spalle.
stato dopo lesame di parole magiche dice Penny. A met novembre.
Bene Baz si sposta nella stanza e legge le bandierine. Si ferma davanti
a una cartina della Scozia. Ecco dice. Quindici novembre. Isola di Skye.
Stai dicendo che il Tedio collegato ai buchi? chiede Penny. Perch
questo lo sapevamo gi.
Ora ci arrivo, Bunce Quando sono comparsi i primi buchi?
Dobbiamo per forza procedere con il metodo socratico?
Baz la fissa accigliato.
Penny sospira. Non lo sa nessuno. Abbiamo iniziato a documentarli
attorno al 1998, ma allepoca ce nerano gi parecchi di piccole dimensioni
disseminati in tutto il paese
Baz annuisce e subito la interrompe. E tu quando sei nato, Simon? Dovrei
saperlo, ma non ricordo di averti mai visto festeggiare il compleanno.
Mi stringo di nuovo nelle spalle e mi schiarisco la voce. Non lo so. Cio,
nessuno lo sa. Hanno tirato a indovinare, quando mi hanno trovato.
Ma i diciottanni li avrai compiuti, ormai. Diciamo diciannove?
Nei miei documenti hanno scritto 1997.
Baz annuisce. Bene, 1997, poco prima della scoperta dei buchi. E quando ti
sei accorto di essere un mago?
Penny attenta, adesso. Io e lei non ne abbiamo mai parlato. Non amo
parlarne.
Non me ne sono accorto da solo dico. Me lha detto lArcimago.
Baz mi inchioda al muro con lo sguardo. E lArcimago come faceva a
saperlo? Come ti ha scovato?
Mi schiarisco la voce. Sono esploso. Entrambi sanno che significa. Ma io
allepoca non lo sapevo, non a undici anni. Mi sono svegliato nel cuore della
notte per un incubo terribile. Ero andato a letto affamato e nel sogno avevo lo
stomaco in fiamme. Mi sono svegliato ansimante sprigionando magia da tutti i
pori. Unesplosione, proprio. La casa famiglia stata incenerita e i suoi
occupanti si sono svegliati tutti qualche strada pi in l. Illesi, ma pur sempre a
qualche isolato di distanza. (Una volta in un documentario sui tornado in
America, hanno fatto vedere dei mobili che, sollevati di peso, erano riatterrati
tutti interi a chilometri di distanza. Ecco, una cosa del genere.)
Hai rischiarato latmosfera magica come un albero di Natale commenta
Baz.
Come un bombardamento a tappeto lo corregge Penny. Mia madre ha
letteralmente vomitato, quando successo.
Quando? chiede Baz. Quando successo?
Ad agosto rispondo io. Lo sa benissimo anche lui. Lanno in cui
abbiamo iniziato la scuola.
Agosto 2008 precisa Baz. Passeggia per la stanza. Qui dice indicando
una zona morta sulla cartina. E qui. Ne indica unaltra.
Io e Penny fissiamo la mappa.
Lei fa un passo avanti. Indica un cerchio segnato con il filo. E a
Newcastle prosegue sottovoce. E un gruppetto di piccoli buchi sulla costa.
I buchi cambiarono forma, quellanno. Mio padre parla di metastasi.
Ma ma io non sono stato in nessuno di quei posti! farfuglio. Non sono
mai stato in una zona morta prima di ieri sera!
Baz mi guarda. Non credo che tu debba trovarti l, perch succeda in quel
punto.
Simon chiede Penny, quand che sei esploso addosso alla chimera?
Al quinto anno risponde Baz. Primavera 2013.
Ecco indica Penny. Eccone uno bello grosso proprio l.
State dicendo che io sono il Tedio? Mi allontano. Perch io non sono il
Tedio.
Baz incrocia il mio sguardo. Lo so. So benissimo che non lo sei. Per,
Simon, ascoltami. Il Tedio ci ha detto che ci ha detto che lui non prende la
magia, che lui ci che resta quando tu hai finito.
Ma non so nemmeno cosa voglia dire, Baz! Mi sa che rischio di
esplodere anche adesso. Mi formicolano i polpastrelli.
Significa che non il Tedio a prendere la magia, Simon sei tu.
Penny resta senza fiato. Simon. La prima volta che sei esploso, avevi
undici anni
Esatto continua Baz. Probabilmente indossavi una T-shirt orripilante e
jeans di quinta mano e stavi facendo rimbalzare quella maledetta palla.
Si scambiano uno sguardo. Simon esploso riprende Penny e ha
risucchiato tanta di quella magia
Baz annuisce, partecipe.
Da creare un buco nellatmosfera magica! esclama Penny.
Un buco a forma di Simon conferma Baz.
Mi porto le mani alla testa, non possibile. Mi state dicendo che ho creato
un mio gemello malvagio?
Un tuo sosia, diciamo specifica Baz.
Una tua eco continua Penny sbigottita.
Baz prova a spiegarsi meglio. come se in un colpo solo tu avessi
strappato una quantit tale di magia, da aver lasciato la tua impronta
Limpronta del tuo essere.
Ma dico io.
Ma Penny non convinta. Perch latmosfera magica non ha
semplicemente accolto Simon come accade con qualunque mago potente? un
sistema equilibrato.
Come la Terra, del resto spiega Baz solo che se radi al suolo una
foresta, lecosistema non si riprende pi.
Non ha senso! esclamo. Anche se avessi creato un buco a forma di me
nellatmosfera, come ha fatto a prendere vita? E perch diventato un
mostro?
davvero vivo? chiede Penny.
Ed davvero un mostro? si domanda Baz.
Stiamo parlando del Tedio Insidioso! urlo.
Stiamo parlando di un buco dice Baz flemmatico. Pensaci. Che cosa
vogliono i buchi?
Essere riempiti? suggerisco. Non riesco a seguirli.
Per Crowley, no dice lui. Vogliono crescere. Tutte le cose vogliono
crescere. Se tu fossi un buco, vorresti solo diventare pi grande.
Giusto, Baz! Penny gli getta le braccia al collo. Sei un genio!
Lui se la scuote di dosso dopo un istante. Attenta. Oltre che un genio sono
anche un vampiro.
Mi accascio contro la parete e faccio cadere a terra alcune puntine.
Continuo a non capire.
Simon, dice Penny tu sei troppo potente. Usi troppa magia tutta assieme.
Latmosfera magica non la regge e, quando tu esplodi, lei collassa.
In teoria aggiunge Baz.
In teoria ripete lei.
Ma dico. Devono pur esserci altri ma. Perch il Tedio insiste nel
cercare di uccidermi? Perch mi aizza contro tutte le creature oscure del
Regno Unito?
Non cerca di ucciderti mi corregge Baz. Cerca di farti esplodere.
Per indurti a usare pi magia conclude Penny.
Baz indica le mappe alle proprie spalle. In modo da creare un buco pi
grande.
Li fisso.
E loro fissano me.
Talmente compiaciuti di se stessi ed euforici che neanche sembrano
consapevoli di avere di fronte la pi grossa minaccia che il mondo magico
abbia mai conosciuto.
Dobbiamo riferirlo allArcimago dico.
Baz si deprime. Manco morto.
75

BAZ
Se fosse cos riprende Snow se fosse vero almeno in minima parte, non
possiamo tenerlo segreto. Dobbiamo andare dallArcimago.
Me laspettavo.
Mi aspettavo che sarebbe stata questa la sua soluzione.
Sapevo fin dallinizio che Simon sarebbe corso dallArcimago, appena il
gioco si fosse fatto serio.
Col cacchio rispondo io. Dobbiamo andare dai beoti.
I beoti replica lui incredulo. Mi hai appena rivelato che sto devastando il
mondo degli arcimaghi e tu vuoi andare a caccia di beoti?
Abbiamo un patto gli ricordo. Cerco di assumere un tono pressante, pi
che disperato.
Snow mi guarda storto, come se mi stessi riferendo al fatto che ci siamo
messi insieme. Come se questo contasse ancora qualcosa, in questo momento.
Sbuffo risentito. Non quel patto, idiota. Hai promesso di aiutarmi a trovare
lassassino di mia madre.
Certo che ti aiuter a trovare lassassino di tua madre ribatte Snow per
dopo che avremo escogitato il modo di mettere fine a tutto questo.
Abbandona la testa allindietro. Forse. O meglio, se sar ancora vivo, se
lArcimago non decide che lunica soluzione mettere fine a me.
Simon lo ammonisce Bunce.
Dovr mettersi in fila dico io quando la mia famiglia scoprir quello
che sta succedendo, quando lo scoprir lintero mondo degli arcimaghi. Le
Antiche Famiglie gi sospettano che tu e lArcimago stiate complottando per
sottrarre loro la magia. La persona che ti toglier di mezzo ricever una
corona.
Baz interviene Penny.
E immagino che tu ti creda quella persona riprende Snow, con una punta
di provocazione negli occhi.
Abbiamo stabilito una tregua dico alzando la voce. Ormai siamo nella
merda e se non risolviamo lomicidio di mia madre ora, non lo faremo pi.
Me lhai promesso, Simon. Io te lho promesso.
Ci sono cose ben pi importanti di cui preoccuparsi, ora! mi urla Snow.
Nulla pi importante di mia madre!
76

BAZ
Ricordo dove vivono i beoti solo perch Fiona, mentre mi trascinava verso la
sua auto, ha pronunciato questa frase: Cavoli, che casino, e proprio sotto il
Ponte di Blackfriars questa citt finita dritta allinferno.
Non ci vuole molto a raggiungere Blackfriars da Hounslow. Natale e in
giro non c unanima. Parcheggio lauto e mi faccio strada nella neve fino a
una delle estremit del ponte.
Sento salire il panico. Non sarei dovuto venire da solo, ma chiunque avessi
cercato di coinvolgere mi avrebbe ricordato la questione pi impellente, ossia
il fatto che la mia famiglia si trova magicamente in mezzo alla strada. Oggi
nemmeno Fiona mi avrebbe dato ascolto.
Simon e Penny stanno di nuovo cercando di salvare il mondo. O di
distruggerlo. Forse tutte due le cose insieme. Non importa. Tanto ho sempre
saputo che posto occupo nellottica di Simon: sono in coda al resto del mondo.
Molte, moltissime posizioni pi in basso dellArcimago.
Ok. Non c problema.
Ho paura, ma comprensibile. Provate voi a tornare nel luogo in cui vi
hanno rinchiuso in una bara fino a farvi dimenticare cosa sia la luce.
Rispetto allultima volta sono avvantaggiato, per. Sono cosciente, tanto per
cominciare. Ho la bacchetta magica. E non ho ancora perso la testa.
Lingresso del covo dei beoti facile da individuare, in pratica uno spazio
tra i piloni. Discendo lasciandomi scivolare sul fango e per il fetore mi si
rivolta lo stomaco. Una poltiglia di carta e putredine. Sono nel posto giusto.
troppo buio quaggi, persino per me, cos accendo una fiammella sul
palmo della mano per illuminare il cerchio di nulla che mi circonda. Lascio
che la fiammella cresca e vedo dellaltro nulla. Mi trovo in uno spiazzo pieno
di detriti. Pezzi di marciapiede. Grosse pietre. Non c niente di familiare, ero
privo di sensi quando mi hanno portato qui e ben poco presente quando me ne
sono andato. Non so nemmeno che aspetto abbiano i beoti.
Mi schiarisco la voce. Nulla.
Riprovo. Mi chiamo Basilton Pitch urlo. Sono qui per chiedervi una
cosa.
Uno degli ammassi di roccia pi grossi comincia a tremare. Punto fuoco e
bacchetta in quella direzione.
Lammasso si apre come un Transformer, e diventa una roccia ancora pi
grande che indossa qualcosa di simile a un enorme maglione grigiastro. Tu
tuona con una voce da lavori in corso.
un rombo familiare. Ho limpressione che le pareti si richiudano su di me
e sento in bocca il sapore del sangue rappreso. (Il sangue si addensa quando
rappreso, coagula.)
Tu dice lammasso. Hai ucciso alcuni di noi.
Be, voi mi avete rapito rispondo. Ricordi?
Non ucciso. Gli ammassi si sono moltiplicati, tutto un macina e sgretola
attorno a me. Non capisco da dove vengano, ma in giro ci sono meno macerie,
adesso. Provo a individuare i loro volti: sono tutti di un grigio giallognolo su
sfondo grigio giallognolo. Sembrano cumuli di calcestruzzo ancora fresco.
Ci siete andati vicini, per. Ma non questo il motivo per cui sono qui.
Voglio parlarvi.
Mi circondano. Mi sembra di essere in un monumento megalitico.
Noi non piace parlare brontola uno di loro. Forse di nuovo quello con il
maglione. O forse quello accanto a me, con una coperta elettrica addosso e la
spina che gli struscia per terra.
Troppo freddo per parlare grugnisce un altro. Tempo di dormire.
Giusto, ho dimenticato. I beoti vanno in letargo. Devo averli risvegliati. Vi
lascer dormire dico. Ma prima ditemi solo una cosa
Borbottano tra loro.
Chi vi ha mandato a prendermi?
I beoti non rispondono. Sento che si stanno avvicinando, eppure non li vedo
muoversi.
Chi vi ha ordinato di rapirmi? urlo. Ho la bacchetta pronta, il braccio
ripiegato dietro la spalla. Forse dovrei gi lanciare incantesimi, a questo
punto, ma ucciderli non fornir la risposta alla mia domanda. E se poi mi
attaccano? Lo stanno gi facendo?
Di colpo mi sento stritolare tra pareti di pietra. Si avvicinano e,
tormentandomi il braccio sinistro, circondano il fuoco che ho in mano il
fuoco.
Se mi schiacciate strillo il fuoco si spegner!
Lo scricchiolio si interrompe; sono immobili. Si ricompattano in lastre
sformate attorno a me, attorno alla mia mano. Quanto credono che possa
resistere fermo in questa posizione? (E perch non se ne vanno a vivere ai
tropici?)
Ditemi intimo. Chi vi ha ordinato di rapirmi?
Noi non dire risponde uno con una voce che ha il suono dei sassi
frantumati.
Perch no?
La parete alle mie spalle vacilla e si avvicina. Detto noi di non dire.
Rizzo le spalle. E io vi ordino il contrario.
Tenuto caldi dice lammasso pi grande.
Non sembri al caldo.
Tenuto caldi per un po risponde.
Detto noi di non dire borbotta un altro.
Noi non piace parlare.
Lascio che il fuoco nella mia mano si spenga e li sento battere i denti a pi
non posso.
Ancora fuoco dicono. Ancorrra fuoco.
Vi dar altro fuoco se rispondete alla mia domanda!
Vibrano. Non so se per rabbia, impazienza o chiss cosaltro. Chi vi ha
mandato? Chi vi ha pagato per rapirmi?
Scaldato noi.
Chi?
Uno di voi.
Magici.
Chi di noi? Un uomo? Che aspetto aveva?
Come uomo. Delicato.
Caldo.
Macchia umida sul marciapiede.
Verde.
Verde? ripeto.
Il beota pi grande si distende e poi si richiude in un cumulo di sassi di
fronte a me facendo allontanare gli altri. Tuo lapide!
Uno di voi.
Caldo.
Prendete ragazzo vampiro macina la pietra grande tenetelo al buio,
dategli sangue.
Tenetelo finch freddo viene e resta.
Fuoco. Calore. Hai promesso.
Si avvicinano di nuovo. Hai promesso.
Mi riaccendo il fuoco in mano ma, invece di allontanarsi, loro mi si
accostano e mi schiacciano. Non riesco pi neanche a vedermi il polso.
State indietro! urlo. Il braccio sinistro sta per essere risucchiato via dalla
spalla e quello che impugna la bacchetta pressato contro lorecchio.
Indietro!
Lancia un Carta vince sasso urla una voce. Non un beota, ma un uomo!
Cosa?!
Carta vince sasso, avanti.
Urlo: Carta vince sasso!.
Ed esplode il caos. Qualcuno salta in testa ai beoti e li colpisce con fogli di
giornale. Provano a spostarsi ma, come lui li percuote, si paralizzano.
Immobili. Attorno a me la pressione cala.
Alzo lo sguardo e, in piedi sul beota pi grande, c Nicodemus intento a
riprendere fiato.
Che diavolo ci fai qui? chiedo a bocca aperta.
Lui sogghigna. Ti salvo dai beoti.
Li hai appena addormentati con il Guardian?
S. Perch non lhai fatto tu?
Nicodemus indossa una semplice giacchettina di lana su una maglietta
bianca, un paio di jeans neri con una catenella da portafoglio che gli sbuca
dalla tasca e dei Doctor Martens con la punta dacciaio che andavano secoli fa.
Adesso capisco cosa ci ha visto quella ridicola di mia zia.
Mi prende per il polso e punta la mia bacchetta contro la parete di roccia
che mi intrappola laltro braccio. Prenditi una pausa, spezza con Kit-Kat
dice.
Cosa?
Ripeti.
Perch?
Mi strizza il polso.
Prenditi una pausa, spezza con Kit-Kat! grido, e la roccia si sbriciola
attorno al mio braccio. Strano che abbia funzionato commento, liberando la
mano.
I beoti non si svegliano, nemmeno quando li demolisco.
Smetti di lamentarti dice Nicodemus andiamo via. I giornali non li
tratterranno per sempre.
Mi porge il braccio, e io lo prendo anche se puzza di sidro e sangue
rancido. Mi tira su finch non mi ritrovo anchio in testa ai beoti.
Saltiamo dalluno allaltro e poi torniamo a terra. Da questa parte dice
Nicodemus, accendendo una grossa torcia elettrica.
Lo seguo lungo il sentiero fangoso fin fuori, alla luce del giorno. Non
appena riemergiamo, lo allontano.
Bada. Ti ho appena salvato la vita!
Hai appena rovinato i miei piani. Stavano per rivelarmi chi mi ha rapito!
Te lavevano gi detto ringhia. stato lArcimago!
LArcimago. Luomo verde. La lapide. LArcimago?
Nicodemus arriccia il labbro e gli vedo i canini mancanti. stato
lArcimago a farti rapire riprende. Lui si avvicina e io mi allontano. Ed lui
che ha fatto entrare i vampiri a Watford.
Cosa? Inciampo nella neve ma riesco a non cadere.
Hanno stretto un patto spiega Nicodemus, a pochi centimetri dal mio viso.
Loro avrebbero attaccato Watford facendo prendere a tutti un bello spavento e
in cambio lui li avrebbe lasciati vivere a Londra in santa pace. Voleva
accordarsi con me ma, siccome io non ho accettato, si trovato qualcun altro.
LArcimago ha mandato i vampiri a uccidere la mamma?
Ho provato ad avvisarla, ma a me non ha creduto neanche quando ho
giurato su Merlino. Nicodemus scrolla le spalle. Per quel che vale, non
credo che lArcimago intendesse far morire tua mamma, ma nemmeno credo
gli sia dispiaciuto. Alla fine gli ha facilitato le cose, non credi?
Faccio un altro passo indietro. Perch me lo dici solo adesso? Perch non
lhai detto prima? E poi perch sei qui? Mi hai seguito? Mi guardo intorno in
cerca di altri vampiri. una trappola?
Non potevo dirtelo. Mi avrebbe ucciso! Ma ora non importa pi. Ha
arrestato mia sorella. Il tuo Arcimago adesso ha Ebeneza. E mi serve il tuo
aiuto per liberarla.
stato lArcimago. sempre stato lui il colpevole.
Insomma, lavevo sempre sospettato, ma non ci avevo mai creduto
veramente. Come ha potuto? lArcimago. Come ha potuto?
Mi esce un rumore alla Snow, un ringhio che mi sale dallo stomaco e mi fa
spuntare le zanne. A quel punto mi volto e corro verso lauto.
Nicodemus mi segue e mi trattiene per un braccio. Aspetta! Vengo
anchio!
Neanche per sogno.
Te lho detto, ha preso mia sorella!
Che mimporta?
Ti aiuter a combatterlo.
Non voglio il tuo aiuto, mostro.
Peggio per te mi strattona. Perch lo avrai comunque!
Veniamo interrotti da un grido disperato: un cane a spasso con un Normale,
un Cavalier King Charles spaniel strabico, mostra un sincero interesse per me
e Nicodemus e abbaia senza sosta.
Andiamo, Della. Il Normale tira il guinzaglio, ma il cane quasi si
strangola per farci le feste. Bau, bau, bau.
Giurerei che sta dicendo: Baz! Baz! Baz!.
Lascio perdere Nicodemus e guardo meglio lo spaniel. Stai chiamando
me?
Baz! abbia il cane. Sia ringraziata la magia! Sono io, Penelope!
Bunce? La voce sembra la sua, in effetti. Anche se ha un che di canino e
strillante. Chi ti ha trasformato in un cane?
Sono un cane? guaisce. Lincantesimo non aveva mai funzionato cos,
prima dora. Baz, devi venire a prendermi! Il Normale si china per
agguantare la cagnolina come se io rappresentassi una minaccia.
E lo sono. Lafferro e la alzo allaltezza del mio viso.
Che fai? mi accusa il Normale. Nicodemus sibila e il tizio molla il
guinzaglio.
Bunce, di che parli?
Baz, non possiamo lasciare che Simon affronti da solo lArcimago, ho un
pessimo presentimento. Devi venire a prendermi!
Simon. Solo con lArcimago. Lassassino di mia madre.
Arrivo subito. Mi infilo il cane sotto il braccio e guardo il Normale.
Prendo in prestito il suo cane.
Ma non pu
Impugno la bacchetta. Circolare, qui non c niente da vedere! Il
Normale guarda prima noi, poi le sue mani ed estrae una sigaretta dalla tasca.
Corro verso lauto.
Nicodemus mi sta alle calcagna. Vengo con te!
Continuo a correre. Mi trattiene di nuovo per il braccio, cos mi volto e
accendo un fuoco proprio sul palmo di quella mano. Lui fa un salto indietro.
Lo spaniel Bunce gli abbaia contro.
Devo salvare mia sorella dice. Potrei esserti daiuto. Sai che non posso
entrare da solo.
Alzo il mento. Potresti essermi di aiuto, ok. E se quanto dici vero, di
certo saresti daiuto a Ebb. Ma preferirei farmi spedire due volte allinferno,
anzich fare entrare un vampiro a Watford. Anche se castrato.
77

AGATHA
Oh, sia ringraziata la magia dice la mamma. in piedi sulla porta, in
camicia da notte.
Sollevo la testa dal guanciale. Cosa? Mi sono addormentata ancora
vestita, sopra le coperte. Non so che ora sia.
Ha appena chiamato Mitali Bunce. Simon e Penelope sono scappati chiss
dove, pensavo fossi insieme a loro.
No scappati?
Spera che siano scappati e che non li abbiano presi. La voce le viene
meno. Dopo quello che successo stanotte.
Perch, che successo?
C stato un altro attacco. Quel terribile Tedio ha attaccato i Pitch. Ha
divorato ogni cosa. Che disgrazia. Era la pi grande tenuta di magia.
Ma Simon.
Cosa, cara? Ti ha detto qualcosa?

Sono andati dai beoti. Ci scommetto. il minimo che c da aspettarsi da


loro. Che scappino per sfidare una banda di orchi senza consultarsi con i
genitori n chiedere aiuto
Sono tentata di raccontare tutto alla mamma. Che stanotte Simon era dai
Pitch. Che lui, Penny e Basilton Grimm-Pitch stanno tramando assieme.
Ma la mamma mi chiederebbe perch non lho detto prima. E poi mi
ordinerebbe di tenere la bocca chiusa. Che a farsi coinvolgere non uscirebbe
nulla di buono, adesso, con il mondo degli arcimaghi sullorlo, se non
addirittura sul sentiero di guerra.
Pap a una riunione di emergenza della Congrega, dice la mamma. E
lArcimago chiuso a chiave nella torre, che comunica con le stelle o roba del
genere.
Il fatto che io non sia con Simon e Penny la rincuora, ma, strano a dirsi, la
preoccupa anche. Agatha, tutto okay, voglio dire, nessun problema con
Simon?
A parte il fatto che sia sparito?
Sai cosa intendo, tesoro. Tra voi. Tra voi due.
Tutto ok la rassicuro.
Non ci penso neanche a raccontarle che ci siamo lasciati. Non so nemmeno
se Simon vivo; finch non sar costretta, non glielo dir che mi sono
bruciata le prospettive future.
Mi procuro qualche avanzo del party, una Coca Light e dei crostini ai
carciofi ammosciati e me ne torno in camera. Ieri sera mi sono addormentata
prima ancora che il party iniziasse e nessuno mi ha svegliata. Devono aver
pensato che mi servisse un po di riposo.
Addento il pane. Ho le mani legate in questa faccenda. Completamente. Non
so nemmeno dove possa essersi cacciato Simon. A caccia di beoti non
granch, come indizio. Che altro so Che potrebbe essere con Baz? Che lui e
Baz sono diventati amici? Non un indizio neanche questo.
Stento ancora a credere che siano amici.
Da parte di Simon la cosa non mi sorprende; fa amicizia con chiunque sia
ben disposto. Chiunque non si ponga il problema di diventare amico di una
palla demolitrice umana. Ma Baz invece?
E se fosse una trappola? Se Baz volesse attirare Simon dai beoti? Come ha
fatto con me nel Bosco quella notte
Oddio. Non che mi abbia proprio attirata. Sono stata io a seguirlo. Per.
Per
Baz un vampiro.
Baz malvagio.
Baz un Pitch.
Il cellulare sul comodino (a casa posso averne uno). Decido di mandare
un messaggio a Penny.
TU A MADRE TI CERCA. SON O TU TTI PREOCCU PATI.
Poi: STATE LOTTAN DO CON TRO I BEOTI? SERVE AIU TO? POSSO TROVARLO.
Poi: SIETE CON BAZ? POTREBBE ESSERE U N A TRAPPOLA. PU DARSI CHE
VOGLIA FAR DEL MALE A SIMON .
E poi: POTEVATE ALMEN O LASCIARE U N MESSAGGIO. MI PARE IL MIN IMO.
Lancio il telefono sul letto e apro la Coca Light. Ho nascosto la foto di Lucy
e Davy sotto il cuscino. La prendo.
Cosa farebbe laudace, lardita Lucy Salisbury in una situazione disperata
come questa?
Da brava persona ragionevole, se la squaglierebbe in California.
Lascerebbe fare agli eroi.
Se Baz sta cospirando contro Simon, non vedo come potrei rendermi
utile
Per non posso neanche starmene qui seduta con le mani in mano,
maledizione! (Maledetto lui.)
(Maledetti loro.) Anche quando non sono coinvolta nel loro stupido
dramma, mi ritrovo invischiata lo stesso e mi tocca comunque recitare la
mia parte
E a questo punto in genere grido sempre aiuto.
Mia madre al telefono quando esco di nascosto da casa. Prendo la Volvo.
78

BAZ
Ci ho messo un po a capire che Bunce si era solo impossessata del cane e che
non era intrappolata nel suo corpo. Era una cosa che non avevo neanche mai
sentito. Sono sicuro che non legale. La vera Bunce, che come maga fa paura
sul serio, mi aspetta nascosta dietro una siepe di Hounslow. Sto andando a
prenderla.
Non sarei stata costretta a fare una cosa del genere se non fossi stato cos
reticente sul tuo numero di cellulare! abbaia dal sedile posteriore.

PENELOPE
Sono nascosta nel giardino della casa accanto alla nostra. Nella mia non posso
entrarci perch, se c la mamma, so per certo che non mi far pi uscire. E
invece io devo assolutamente andarmene, non posso permettere che Simon
affronti lArcimago da solo. Potrebbe essere gi a Watford. Come minimo gli
sar bastato pensare al teletrasporto per arrivarci.
Ho proprio cannato tutto con Simon.
Dopo che Baz se n andato incavolato nero, mi era sembrato disposto a
portarmi con s. Ma poi ho cercato di dissuaderlo, di farlo ragionare.
Forse Baz ha ragione ho detto.
Camminava su e gi per la mia stanza con la spada in pugno e si fermato
per lanciarmi unocchiata sprezzante. Sul serio, Penny? Vuoi dire sui beoti?
No, non sui beoti insomma, pensaci, Simon, che cosa succeder quando
tutti scopriranno di te?
Non me ne importa niente degli altri! ha ringhiato lui.
Gli ho fatto abbassare la voce. I miei fratellini erano ancora di sotto.
DellArcimago ti importa, per. Che cosa succeder quando scoprir che stai
rubando la magia? gli ho detto.
Non la sto rubando! ha sussurrato lui.
Quando scoprir quello che ci fai, allora ho mormorato di rimando.
Che cosa succeder, eh?
Non lo so! Lo decider lui che cosa succeder. A quel punto forse avrei
dovuto smetterla. Invece mi sono piazzata l di fronte, gli ho preso la mano e
lui mi ha lasciato fare. Simon gli ho detto. Forse ci converrebbe
semplicemente andarcene.
Mi ha guardato perplesso e ha stretto laltra mano sulla spada. quello che
dico anchio, Penny. Dobbiamo andare.
No. Mi sono avvicinata e gli ho stretto ancora di pi la mano. Voglio
dire che questa potrebbe essere la nostra unica occasione di andarcene.
Mi ha guardato come se fossi pazza.
Ma io ho insistito: Tutti ti hanno gi collegato al Tedio, ormai. Quando
anche le persone che sono affezionate a te capiranno quello che sta succedendo
veramente che sei una minaccia per tutti, per lintero mondo della magia.
Quando tutti lo scopriranno, Simon Questa potrebbe essere davvero la
nostra ultima occasione di andarcene per sempre. Potremmo andarcene e
basta
Ha scosso la testa. Andarcene dove, Penny?
Ovunque sia necessario ho risposto io. Altrove.

SIMON
Altrove. Non c un altrove. Gli unici mondi esistenti sono il nostro e il mondo
Normale. E secondo Penelope sarebbe questa la sola via duscita per me:
voltare le spalle alla magia?
Non credo proprio che sia possibile. Io la incarno, la magia. E fuggire non
mi impedir certo di continuare a fare quello che sto facendo, qualunque cosa
sia.
Devo sistemare tutto le ho detto. compito mio.
Non penso che ci riuscirai mi ha risposto.
Le ho lasciato andare la mano. Devo farlo. per questo che sono qui.
O forse non per questo che sono qui. Magari sono qui soltanto per
rovinare tutto, invece
Questo per non cambia quello che sento di dover fare.
PENELOPE
Vado a parlare con lArcimago mi ha detto.
No, Simon, ti prego lho implorato.
Ma lui non mi ascoltava gi pi. Aveva le ali rosso scuro che gli si
dipanavano dalle spalle e la coda a punta di freccia che gli strisciava lungo la
gamba. Mi ha guardato con la mascella serrata e poi ha preso il volo.
stato allora che ho chiamato Baz.
Eccolo che accosta a bordo di unauto sportiva. Quando esco dal mio
nascondiglio dietro i cespugli si gi allungato per aprirmi la portiera. C un
cagnolino strabico, sul sedile posteriore. Spezzo il mio incantesimo di
possessione e lui guaisce.
79

LUCY
Rientrammo a Watford di nascosto in occasione dellequinozio dautunno.
Il bambino nascer durante il solstizio disse Davy, issandomi dal foro nel
pavimento dellantica stanza degli oracoli, sul tetto della Cappella Bianca.
O la bambina dissi io.
Gi, hai ragione replic lui ridendo.
Mi arrampicai ed entrai nella stanza. Come facevano gli oracoli a salire
fin quass?
Una volta cera una scala mi spieg lui.
Era una stanza rotonda, con finestre ad arco colorate e un soffitto a cupola
istoriato da un affresco: uomini e donne mano nella mano a formare un anello,
che contemplavano in alto uno sfondo di stelle in lamina doro e di nere scritte
barocche. Distinguevo solo alcune parole: Nel grembo del tempo. Shakespeare.
Come hai trovato questo posto?
Davy scroll le spalle. Esplorando.
Conosceva Watford pi di chiunque altro. Nel tempo che noi tutti avevamo
trascorso a studiare e ad amoreggiare, lui aveva battuto ogni centimetro della
scuola.
Lo guardai tracciare sul pavimento un disegno con il sale, lolio e del
sangue blu scuro. (Non una stella a cinque punte, qualcosaltro.) E mi avvolsi
spalle e gambe nello scialle. Non ci eravamo portati dietro niente. N coperte
n cuscini. Nemmeno delle stuoie.
Davy aveva una serie di appunti che consultava di continuo.
Sicuro che sia tutto a posto? gli chiesi per la ventesima volta quella
settimana. Era pi accondiscendente con me, da quando avevo accettato la cosa.
Perch lavevo accettata eccome.
Mi dicevo che
Mi dicevo che Davy avrebbe potuto farlo anche senza di me. Che avrebbe
trovato il modo.
Mi dicevo che finch fossi stata al suo fianco, lavrei trattenuto dallo
spingersi troppo oltre.
E mi dicevo che Davy voleva un bambino. In fondo era di quello che
parlavamo, di un bambino. Mi stava chiedendo di essere la madre di suo figlio.
Di cambiare la nostra vita.
E io questo lo volevo eccome.
S, sono sicuro mi rispose. Ho confrontato i rituali e le formule su tre
diverse fonti; i tre resoconti si compensano a vicenda e le divergenze sono
minime.
Possibile che non ci abbia mai provato nessun altro? gli domandai.
Oh, ci avranno provato s mi rispose lui raggiante. Ma noi ancora no.
Lhai detto tu stessa, nessuno ha studiato questi rituali quanto me. E poi nessuno
di questi studiosi aveva accesso agli appunti dellaltro.
Certe formule le aveva condivise con me. Beowulf. La Bibbia. Mi avvolsi
ancora meglio nello scialle. Quindi non ci sono rischi
Qualche rischio c sempre. la creazione. la vita.
un bambino precisai.
Lui si alz e, saltellando per non pestare il disegno sul pavimento, si
accovacci di fronte a me: Il nostro bambino, Lucy, il mago pi potente che il
mondo degli arcimaghi abbia mai conosciuto.
La stanza era illuminata da sette candele.
E Davy recit ogni formula sette volte.
Perch sempre sette? mi chiesi, distesa a pancia ins sul freddo pavimento
di legno.
Rimpiansi che non ci fossimo portati un po di musica. Cerano i canti che
provenivano da fuori, per: quelli degli studenti riuniti attorno al fal
dellequinozio, sul Grande Prato.
Quella notte si stava rivelando ancora pi solenne del previsto. Era stato
uno spasso intrufolarsi a Watford e trovare la stanza segreta. Ma adesso Davy
era concentrato e silenzioso.
Mi chiedevo come avremmo fatto a capire se il rituale aveva funzionato
Come avremmo fatto a capire se il nostro bambino era davvero larcimago
pi potente del mondo? Avrebbe avuto qualcosa di diverso? Gli occhi pi
lucenti, forse?
Davy disse che non ci saremmo potuti parlare, durante il rituale, cos mi
limitai a guardarlo negli occhi. Era felice, eccitato. Perch stava finalmente
agendo, pensai e non solo sbraitando verso il cielo.
Mi sforzai di non parlare. Restai distesa immobile. E poi lo capii oh, lo
capii nel momento stesso in cui accadde, che la magia e la fortuna erano dalla
nostra parte.
Mi sentii tirare dallinterno, come se nelle profondit del mio grembo fosse
collassata una stella. Attorno a me divent tutto bianco e la mia magia si
concentr tutta in un granello al centro del bacino.
Quando mi torn la vista, davanti agli occhi non mi apparve altro che il
viso dorato di Davy sospeso sopra il mio e felice come non lo era mai stato da
quando lo avevo conosciuto.
80

AGATHA
Quando arrivo a Watford trovo i cancelli aperti e le due strisce lasciate da
unauto nella neve. Bene, significa che lArcimago c. Seguo le impronte e
parcheggio la Volvo nel cortile principale, proprio accanto alla Jeep
dellArcimago. Non rischio guai, unemergenza.
Non sono brava a gestire le emergenze. Non vedo lora di trovare
lArcimago e passargli la patata bollente. Gli dir quello che so e poi mi terr
il pi possibile alla larga dai casini.
Quasi quasi me ne vado a casa di Minty. Cos ci guardiamo Mean Girls. La
sua mamma ci prepara due Virgin Mojito. E ci diamo lo smalto gel; Minty ha
pure il fornetto. A lei la magia non interessa.
Non legge nemmeno i romanzi fantasy. Non riesco proprio a farmeli
piacere mi dice. tutto talmente finto.
(Una volta ho provato a fare la manicure con Penelope, ma lei si messa a
escogitare il modo di farla con la magia.)
Corro nella neve fino alla Torre Piangente e salgo fino allufficio
dellArcimago. Saranno mille gradini, giuro. Gli ascensori ci sono, solo che
io non conosco le formule magiche.
Mi preoccupa lidea di dover bussare alla porta dellArcimago, ma la trovo
spalancata e la stanza un macello. Sembra sia passata Penelope: ci sono libri
dappertutto, impilati e lasciati aperti. Alcune pagine sono state strappate e
appiccicate a una parete con lo scotch. (Non con lo scotch, con un
incantesimo.) (E questo proprio il genere di cosa che non sopporto.
Insomma, usa lo scotch, no? Che centra inventarsi una formula per appendere
al muro la carta? Esiste gi lo scotch.) Comunque lArcimago non c. Potrei
anche lasciargli un biglietto, ma non lo troverebbe mai in questo casino. E se
poi non tornasse in tempo? Dovrebbe proprio avere una segretaria, con tutte le
responsabilit che ha. Per ripicca chiudo uno dei libri e mi appoggio allo
stipite di una finestra, per decidere il prossimo passo.
Ed allora che vedo le luci nella Cappella Bianca.

SIMON
Non so neanche come ci arrivo, a Watford.
Non so neanche se sto ancora volando davvero o se invece sto
semplicemente pensando di trovarmi l.
Chiss se questo quello che sto facendo, la magia che sto impiegando
sufficiente ad aprire un altro buco o se invece si limita ad allargarne uno gi
esistente.
Chiss che su di me non si sbaglino tutti quanti, invece.

AGATHA
A me non piace la Cappella Bianca. Ogni volta che ci riuniamo qui, non riesco
pi a togliermi lodore dellincenso dei capelli.
Oggi odora pi di fumo che di incenso. Fumo e magia usata. Come una
classe dopo un esame.
Adesso trovo lArcimago, gli dico quello che so e me ne vado.
(Mi sa che la casa di Minty non abbastanza lontana da questo disastro.
Quasi quasi me ne vado alluniversit in Scozia. Magari nella stessa in cui Kate
ha conosciuto William.)
Lingresso principale della Cappella deserto. Avanzo seguendo il fumo,
una mossa idiota in pieno stile Simon, lo so, per anche il modo migliore
per trovare lArcimago.
Proseguo e, aprendo diverse porte, mi addentro nelledificio. C sempre
pi fumo. E sempre pi buio. E mi sembra di sentire la voce dellArcimago
che canta. Forse sto per interrompere qualche rito importante. Magari sta
cercando Simon.
Signore? chiamo. Non so come altro chiamarlo: non ho mai sentito
nessuno rivolgersi allArcimago chiamandolo Arcimago, appunto.
Sento uno schianto, come di legno che sbatte contro altro legno. Non
capisco da dove sia venuto, non vedo niente. Tasto qua e l in cerca di un
interruttore. Alcuni degli edifici pi antichi di Watford non ce li hanno, gli
interruttori, le luci si accendono impiegando la magia. Ma ho lasciato la
bacchetta in macchina, sul sedile del passeggero; non mi entrava nella tasca del
cappotto.
Sento un altro schianto. Mi blocco e tendo lorecchio.
Distinguo un rumore metallico. Poi delle grida. E infine dei passi che si
avvicinano di corsa. Sento ansimare. E qualcuno mi sbatte contro, mi spinge
da parte e corre via. E subito dopo qualcun altro mi afferra e mi inchioda con
la schiena al muro. Ti avevo detto di non scappare! mi ringhia.
Non vero. Non me lha detto.
Mi stringe talmente le braccia che temo mi si rompano da un momento
allaltro. Sia la luce! esclama.
E la luce si accende.
Mi ritrovo a fissare gli occhi dellArcimago. Quando si accorge che sono
io, mi butta da parte.
Dov andata? mi chiede.
Chi, signore?
Comincia ad agitare la bacchetta. Fuori, fuori, ovunque tu sia! Digrigna
i denti. Lo sai che non ho tempo per questo. Lora vicina! Squarcia laria
con la bacchetta. Please! (Zac.) Please! (Zac.) Please! (Zac.) Let me,
let me, let me!
Esattamente non so che cosabbia in mente, ma lincantesimo finisce per
attirare me, cos cado in avanti.
Ancora tu mi dice lArcimago notandomi. Ha la giubba aperta e sta
sudando copiosamente. Ha il petto tutto segnato di blu. Che ci fai qui,
ragazza?
Sono venuto per raccontarle di Simon, signore.
Simon! esclama fuori di s. Dov? Alza la mano. Aspetta Ha
laria di volersene andare, di tendere lorecchio. Mi allontano di un passo ma
lui mi afferra per il braccio. Dov Simon?
Non lo so, signore rispondo. Per venivo a dirle che era con Basilton
Pitch, la notte scorsa. Mi hanno parlato di certi beoti da cui volevano andare,
ma temo che sia una trappola! Deve aiutarlo!
Le parole mi escono senza difficolt. In macchina lho provato pi volte, il
mio discorso.
LArcimago brontola qualcosa e, con la testa tra le mani, misura a grandi
passi la stanza buia apparendo e scomparendo alla mia vista. Attorno a me
risplende ancora la luce evocata dal suo incantesimo di poco fa. Mi avvicino
alla porta.
Pure i beoti, adesso. Vampiri. Bambini. Non ho tempo per questo!
Ringhia per la frustrazione, ma in sottofondo sento il tonfo di qualcosa di
pesante tipo una libreria che cade a terra. Forse si distratto. Faccio per
fuggire e invece eccolo di nuovo qui che mi afferra. Mi accontenter di te
mi dice. Per ora mi accontenter di te.
Mi cedono le gambe e mi sento trascinare via.
Non hai molto da offrire, ma me lo prendo lo stesso aggiunge lui.

BAZ
La Bunce si mangia le unghie. Continua a lanciare incantesimi alla macchina
ma, primo, sto gi guidando alla velocit massima e, secondo, le sue parole
non avrebbero effetto comunque, nervose e affrettate come sono.
Teme che lArcimago possa uccidere Simon, una volta scoperto che lui il
responsabile del Tedio.
Mentre io temo capisca che il mio scopo primario uccidere lArcimago.

PENELOPE
Non mi fido di Baz.
Ho chiesto il suo aiuto solo perch ha la macchina.
Cio, mi piacerebbe un sacco fidarmi di lui in gambissima come mago e
di ottima compagnia ma non ci riesco.
Mi fido solo di quattro persone: i miei genitori, Micah e Simon. Non ne ho
di fiducia davanzo da riporre su chicchessia e, se ne avessi, non la riporrei
certo su Tyrannus Basilton Grimm-Pitch. cinico, manipolatore e crudele fino
allosso. Pensa solo a ottenere quello che vuole e a proteggere la propria
famiglia.
E c qualcosa nel modo in cui guarda Simon
Non credo proprio che abbia messo da parte gli ultimi sette anni di ostilit.
Lo guarda con una vena di follia negli occhi. Se avesse loccasione di
pugnalarlo alle spalle, forse non se la lascerebbe scappare.
Devo assolutamente tenere Simon lontano dallArcimago.
E poi portarlo lontano da qui.
AGATHA
Dovrei aver paura. E invece sono terrorizzata.
Per penso anche: Certo, cazzarola. Certo che morir cos! Perch qualcuno
cerca Simon e invece trova me. Verr assassinata da un maniaco assetato di
potere che neanche sa il mio nome.
Non faccio resistenza. A che servirebbe? Piuttosto, mi abbandono. E mi
metto a piangere. Il solo fatto di sapere che sarei morta cos non implica che
sia pronta a farlo. Mi pento di non essere stata pi gentile con la mamma,
stamattina. E di non essermi messa qualcosaltro, invece dei leggings e degli
Ugg. Ho sempre immaginato che il mio cadavere avrebbe fatto pi figura,
ecco.
LArcimago mi fa salire con s in unaltra stanza che sul soffitto ha una
botola aperta da cui filtra la luce. Si punta addosso la bacchetta e lancia un
Via, pi veloce della luce! un incantesimo che sulle persone non si
dovrebbe usare perch si rischia di far schizzare loro i polmoni dalle spalle.
Ma su di lui funziona, e insieme fluttuiamo nellaria in direzione della botola.
Poi un altro incantesimo Tutti gi per terra! ci fa ricadere al suolo.
Cade a terra anche la donna che ha recitato la formula, sento il tonfo.
No, Davy esclama. Lasciala andare.
E ho limpressione che si tratti di Lucy. Venuta per salvarmi.

SIMON
Atterro sul Grande Prato al tramonto e attraverso il ponte levatoio. Vedo la
Jeep dellArcimago e la Volvo del dottor Monamour e mi domando se siano
tutti qui o se siano altrove, impegnati in uno scontro. Uno scontro fisico,
intendo. Spade sguainate, bacchette in pugno. Non saprei neanche dove
cercarlo, un eventuale campo di battaglia, se non a Watford.
Mi sto dirigendo verso lufficio dellArcimago quando vedo la luce sul
tetto della Cappella.
in una torretta che non avevo mai visto illuminata. Non mi ero mai
neanche reso conto che avesse delle vetrate colorate, sembra una corona, un
ammasso stellare.
Mentre guardo, le finestre risplendono di una luce accecante.
AGATHA
LArcimago balza su carponi e lancia incantesimi a raffica. Please, please,
please! Let me, let me, let me!
Non c furia allinferno pari a donna derisa! grida la donna. E dalla sua
bacchetta esce una lingua di fuoco che lo colpisce al petto. Non ho mai visto
fare niente di simile, nemmeno da Simon. La luce del fuoco le illumina
finalmente il viso: Ebb. La capraia.
Scappa, Agatha! mi dice.
Ma lArcimago mi caduto addosso. Non posso! singhiozzo.
Lui alza la bacchetta e fa per lanciarle un altro incantesimo, ma io gli
colpisco la mano pi forte che posso. La bacchetta gli vola via e lui si stacca da
me e striscia sul pavimento per recuperarla.
Mettiti in salvo! mi grida Ebb e io obbedisco. Balzo in piedi e scappo
dalla stanza come sospinta da una corrente a getto.
Corro attraverso il fumo e il buio finch non esco di nuovo alla luce e,
nella neve, continuo a correre.
81

EBB
Avrebbe ucciso quella ragazza.
Dovevo tornare indietro per forza, non avevo altra scelta.

LARCIMAGO
Non c tempo.
Ci sta divorando.
E oggi il gran giorno: oggi il giorno in cui la mia magia potrebbe
funzionare. Le festivit sono propizie, il solstizio ancora nellaria.
Oggi il gran giorno.
giunta lora.
Se solo Simon fosse qui
Ero convinto che ce lavessimo fatta a caro prezzo, certo per ero
convinto che ci fossimo riusciti, Lucy. Che avessimo messo al mondo il
Sommo Arcimago.
Perch lui il Sommo Arcimago.
Lho tenuto nascosto tra i Normali perch nessuno sapesse. Perch nessuno
facesse domande. Lho tenuto nascosto finch non stato pronto. Finch non
mi ha chiamato, proprio come la profezia diceva che avrebbe fatto!
Non sapevo che era difettoso.
Non ho visto che il recipiente era incrinato.
Forse era un potere troppo immenso perch un bambino potesse contenerlo,
stato questo il mio errore. Se adesso fosse qui, potrei rimediare.
Ormai ho messo a punto diversi incantesimi. (Ero andato troppo indietro
nel tempo, con la mia ricerca; avrei dovuto capire che un potere nuovo deve
provenire da salmi moderni.) Ma ora ho la mia occasione, potrei liberarlo.
Solo che Simon non qui.
E io non posso aspettarlo.
Il Tedio non aspetter.
I Pitch stanno arrivando
Mi dovr accontentare di questa donna. la stella pi brillante del regno,
dopo Simon.
Il nostro Simon.
Posso prendere il suo potere.
Solo che mi tocca prima ucciderla.

EBB
Suppongo di non aver mai avuto le possibilit che pensavo di avere.

LARCIMAGO
Ebb un concentrato di forza bruta e stereotipi anni Novanta.
Lho vista operare incantesimi da maestra sulle capre e sulla scuola. Ma con
la spada una vera cannonata, in battaglia. Non c da stupirsi che Simon la
segua come un bambino smarrito.
In passato ho pensato spesso di licenziarla che se ne fa Watford di una
capraia? ma potente e protegge la scuola quando non ci sono.
Oggi non la sacrificherei, se il destino del nostro mondo non fosse appeso
a un filo.

EBB
Sono fuori esercizio.
Non sono mai stata in esercizio con incantesimi del genere, a dir la verit.
Conosco dieci formule per tramutare lacqua in whisky e posso richiamare
le capre allovile con una semplice frase fatta. Ma non ho mai capito il senso di
tutto questo.
Anche quando io e Nico bisticciavamo, di solito lo tranquillizzavo con un
Dont worry, be happy o con un Ninna nanna, bel bambin.
La mia unica possibilit adesso vincere Davy.
Scaglio la formula A gambe allaria! e subito dopo un Toccare il
fondo!, due incantesimi che ho imparato durante le risse nei bar. LArcimago
fa una cosa che non ho mai visto prima: anzich restare vittima degli
incantesimi esegue gli ordini.
Sembra un pazzo. Ha la camicia strappata sul davanti ed tutto imbrattato.
Chiss quale rituale di magia nera avr in mente; ancora non mi ha detto che
cosa vuole da me. Stiamo girando in tondo fissandoci negli occhi come due
lupi.
Non sei allaltezza, Ebb mi dice, e poi grida: Ogni resistenza vana!.
Assorbo lincantesimo. A volte ci riesco, lo lascio estinguere nella mia
magia. Fare le acrobazie! mi affretto a gridargli per tutta risposta appena
posso.
LArcimago si piega allindietro come se fosse fatto di gomma, poi torna
su e sospira.

LARCIMAGO
Questultimo non me laspettavo; mi rimbomba la testa. Mi dispiace, Ebb. Ma
non ho tempo per questo. Mi serve il tuo potere: il mondo degli arcimaghi ne
ha bisogno.
Non sono una combattente mi risponde.
Lo so. Ma io s. Mi avvicino. Fa questo sacrificio per il tuo popolo.
Che cosa vuoi da me, Davy? Ha paura. E me ne dispiace. Una ciocca di
capelli biondi le copre un occhio.
Il tuo potere. Mi serve il tuo potere.
Te lo do volentieri. Io non lo voglio.
Non funziona cos le spiego. Devo essere io a togliertelo.
Serra la mascella e piazza la sua verga da pastore tra di noi. Gran
paciugo! strilla, e in un attimo la stanza a soqquadro.
Le assi del pavimento si sfogliano e ci vorticano attorno come la pellicola
di una bobina. Le finestre antiche vanno in frantumi. un incantesimo infantile.
Un capriccio. Utile a scompigliare i giochi da tavola e a spargere le biglie. Il
potere di questa donna
Sprecato.
Avanzo nel caos e le affondo la spada nel petto.

EBB
Decido che lArcimago deve avere ragione, anche se parla come un pazzo.
Decido che per il nostro bene. Che c una ragione dietro tutto questo.
Spero che qualcuno si ricordi di riportare allovile le mie caprette.
82

SIMON
Mentre raggiungo la porta della Cappella Bianca, tutte le finestre esplodono.
Sembra che il mondo sia giunto alla fine e sia fatto di vetro. Spero di non
essere arrivato troppo tardi
Per impedire quello che c da impedire.
Per aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto.
Entro di corsa nella Cappella, dietro il pulpito. Poi penso allArcimago e mi
ritrovo sul retro delledificio, in una stanza con una botola nel soffitto. Sbatto
appena le ali le ho ancora e aggrappandomi al bordo dellapertura mi isso
al piano superiore.
una stanza rotonda, ormai in rovina, e lArcimago inginocchiato al
centro, con gli occhi chiusi e le spalle che si alzano e si abbassano. C
qualcuno disteso per terra sotto di lui e, per un istante, ho il sospetto che si
tratti di Baz. Ma Baz andato dai beoti, lo so.
Chiunque sia la persona a terra, significa che la guerra cominciata.
Mi schiarisco la voce e porto la mano al fianco. La spada compare senza
nemmeno il bisogno che pronunci la formula. Sembra che il mondo intero stia
reagendo a me. Ormai non devo neanche pi pensare. Non pi necessario che
pensi.
LArcimago ha le mani posate sul petto della persona a terra. Sono avvolti
da unaura di pura magia e lui sta cantando. Non ci metto niente a riconoscere
la canzone
Easy come, easy go. Little high, little low.
Mi faccio avanti in silenzio, non voglio interromperlo a met di un
incantesimo. Specialmente se sta cercando di resuscitare una persona.
Carry on, carry on canta lArcimago.
Avanzo di un altro passo in silenzio e, quando vedo che la persona sotto di
lui Ebb, mi sfugge un grido, non ci posso fare niente.
LArcimago si volta, le labbra che ancora mormorano i versi dei Queen.
Simon! esclama, e per la sorpresa stacca le mani dal corpo.
Non si interrompa! gli dico, inginocchiandomi. La aiuti.
Simon ripete lui.
Dal petto di Ebb sgorga del sangue.
La aiuti! ripeto. Sta morendo!
Non posso mi spiega. Per ora che sei qui posso sempre aiutare te,
Simon.
Fa per toccarmi con le mani bagnate del sangue di Ebb. E capisco di
doverglielo dire adesso. Balzo in piedi e mi ritraggo.
LArcimago impugna la spada anche quella insanguinata e si alza in
piedi pure lui. Ha una ferita proprio sopra lorecchio e il sangue che gli cola
sul collo e sulla spalla.
ferito, signore. Io posso aiutarla.
Scuote la testa e fissa qualcosa alle mie spalle. Devessere spaventato dalle
mie ali ma, ora come ora, non sono sicuro di riuscire a ritrarle.
Sto bene, Simon mi dice.
Troppo tardi, ho gi pensato di curarlo e la ferita comincia a rimarginarsi
dallesterno finch non gli si richiude del tutto.
Si porta la mano alla testa e strabuzza gli occhi. Simon.
Mi trema il mento, cos stringo lelsa della spada finch il tremolio non
cessa. Mi sforzo di pensare a far guarire Ebb non devo aver smesso di
pensarci dal momento in cui lho vista ma lei ancora l distesa, sanguinante.
LArcimago mi si avvicina come farebbe con un animale. Sei arrivato
giusto in tempo sussurra. Alza la mano e mi accarezza la faccia. Mi sento
colare il sangue sulla guancia. Ti devo delle scuse mi dice. Mi sbagliavo su
un sacco di cose.
Lo guardo negli occhi. Siamo della stessa altezza. No, signore.
Non sul tuo potere. Sei davvero larcimago pi potente che sia mai esistito,
Simon. Sei un miracolo. Mi avvolge il viso nel palmo bagnato. Per non
sei il Prescelto.
Non sono il Prescelto.
Certo che non lo sono.
Non sono il Prescelto.
Sia ringraziata la magia. la prima cosa sensata che sento oggi. Ma non fa
differenza Devo dirglielo lo stesso.
Deglutisco. Signore, devo dirle una cosa. Baz e Penelope
Non contano pi niente! Nessuno di loro conta pi, ormai. I Pitch e la loro
guerra. Come se la magia non fosse sullorlo del precipizio! Come se il
Grande Divoratore non avesse segnato la nostra porta!
Signore
Pensavo di poterti salvare mormora. cos vicino. Mi tiene la faccia
come fossi un bimbo piccolo. O un cagnolino. Pensavo di riuscire a tenere
fede alla promessa di prendermi cura di te. Pensavo di trovare la formula
giusta, la rima mancante. Pensavo di riuscire a sanarti Ma il recipiente non
eri tu. E annuisce tra s. Ho ancora limpressione che stia fissando qualcosa
alle mie spalle. qui che mi sbagliavo prosegue. Mi sbagliavo riguardo a
te.
Fisso Ebb e poi di nuovo lArcimago. Il Tedio dico.
Il suo viso si contorce. Non sarai mai abbastanza forte per affrontarlo! Il
tuo potere non sar mai sufficiente, Simon, non colpa tua.
S, invece! Scuoto la testa, ma lui mi tiene saldamente per la mandibola.
Signore, credo che il mio potere sia legato al Tedio. Credo che la sua
esistenza dipenda da me!
Sciocchezze! Uno schizzo della sua saliva mi colpisce la bocca. Il Tedio
stato predetto: La minaccia pi grande che abbia mai colpito il mondo degli
arcimaghi. Proprio come stato predetto il Sommo Arcimago.
Ma secondo Baz
Non ascolterai mica quello sbarbatello! Mi lascia andare la faccia e,
arretrando, alza le mani al cielo e agita la spada rossa di sangue. Tale e quale
a sua madre. Ti risulta che qualcuno pensi che Watford fosse migliore, sotto la
sua direzione? Queste mura erano vuote! Solo i maghi pi ricchi e pi potenti
imparavano a parlare. Natasha Grimm-Pitch era troppo affezionata al proprio
potere e alla propria ricchezza, troppo affezionata al passato, per permettere
che Watford cambiasse.
LArcimago misura la stanza a grandi passi e parla rivolto al pavimento.
Non lho mai visto cos, si muove troppo, parla troppo.
Dovrei piangere la sua morte? chiede, a voce troppo alta. Quando ha
significato che una generazione di bambini magici ha imparato a usare il
proprio potere? Dovrei dispiacermene? Non me ne dispiaccio affatto! Qual il
bene supremo?
Ripiomba su di me e, afferratomi alla base del collo, cerca il mio sguardo e
lo sostiene. Non me ne dispiaccio!
Poi si avvicina ancora e mi sfiora i capelli con i suoi. Se potessi tornare
indietro non cambierei niente. Niente di niente. Tranne te Non posso sanarti,
Simon. Scuote la testa, digrignando i denti. Non posso sanarti ma posso
liberarti. E compiere la profezia.
Non so che cosa dire. Cos annuisco.
Mi ero sempre considerato un ciarlatano, un vero sollievo sentirlo
finalmente ammettere dallArcimago. E sapere che ha un piano. Ora voglio
solo che mi dica che cosa devo fare.
Dammi il tuo potere, Simon.
Arretro di un passo per lo stupore, credo ma lui mi tiene per il collo. Mi
preme la mano destra sul cuore. Posso prenderlo da solo. Finalmente ho
trovato il sistema per farlo, ma ho saputo che tu ci sei arrivato prima di me.
Adesso puoi trasmettermelo liberamente, giusto? Come hai fatto con quel
moccioso di un Pitch. Mi sento tutti i suoi polpastrelli sulla pelle. Non
costringermi a prenderlo con la forza, Simon
Guardo di nuovo Ebb. Il sangue le si sta raccogliendo in una pozza attorno
al braccio e alla spalla. Le ha appena raggiunto la punta dei capelli.
Pensaci mormora lArcimago. Io ho il controllo che tu non avrai mai.
La saggezza Lesperienza Con il tuo potere posso annientare il Tedio.
Posso mettere fine a queste liti una volta per tutte posso finalmente portare a
termine quanto ho iniziato.
E cosa esattamente?
Le mie riforme! sibila. E abbandona la testa in avanti, come se fosse
stanco. Pensavo che sarebbe bastato privarli del potere. Per cambiare le
regole. Invece questi sono come gli scarafaggi, appena spegni la luce ti
strisciano addosso. A causa del Tedio non posso concentrarmi sui miei
nemici. Inclina la testa a destra. E a causa di tutti questi bisticci non posso
concentrarmi sul Tedio. Inclina la testa a sinistra. Non avrebbe mai dovuto
finire cos. Guarda di nuovo me. Dovevi essere tu la risposta.
Io non sono il Sommo Arcimago gli dico.
Tu sei solo un bambino replica lui, deluso.
Chiudo gli occhi.
LArcimago mi stringe il collo. Dammelo.
Potrebbe farle del male, signore.
Mi afferra per le mani. Ora, Simon.
Apro gli occhi e fisso le nostre mani intrecciate. Potrei trasmetterglielo, in
effetti. Tutto quanto. Potrei cederlo a lui e, a quel punto, sarebbe lui il
responsabile. Sarebbe lArcimago a prosciugare il mondo della magia o a
escogitare un modo per non farlo
Gli stringo una mano e gli infondo un po del mio potere. Un pugno.
LArcimago mi serra le dita e il suo corpo comincia a fremere, ma lui non
mi molla. Simon! Gli si illuminano gli occhi. Nel senso letterale del termine.
Mi sa che funziona!
Certo che funziona dice la mia voce. Ma non sono stato io a parlare c
il Tedio in piedi accanto a noi. Sopra il corpo di Ebb.
LArcimago si immobilizza e resta a bocca aperta. Dimenticavo: lui non ha
mai visto il Tedio. Simon mi dice. Sei tu.
il Tedio rispondo.
Sei tu il giorno in cui ti ho trovato. Ha gli occhi spalancati, lo sguardo
intenerito. Il mio bambino
Io non sono lui dice il Tedio. Io non sono il bambino di nessuno.
Tu sei la mia ombra gli dico. Ormai non ho pi paura di lui.
Direi piuttosto un foro duscita mi corregge. Un impianto di scarico. Ho
avuto un sacco di tempo per rifletterci.
Il Tedio Insidioso sussurra lArcimago.
un nome di merda commenta il Tedio, lanciando in aria la pallina.
stata unidea tua?
LArcimago si volta verso di me e mi afferra entrambi i polsi. Ora, Simon,
dammelo. Il Tedio proprio qui.
Quando ti sono spuntate le ali? chiede il Tedio. Io non avr mai un paio
di ali. E nemmeno una spada. Non avr mai neanche una palla come si deve
mi piacerebbe un pallone da calcio.
Con gli occhi fissi sul Tedio, lArcimago mi tira di nuovo per i polsi. Ora,
Simon! Almeno la finiamo con questa storia una volta per tutte!
Fallo dice il Tedio. Ha ragione. Finisci tutto. Tutta la magia. Tutta
quanta.
Il Tedio mi lancia la palla e io spingo da parte lArcimago e la acchiappo.
Simon! esclama lui.
Mi infilo la pallina di gomma nel taschino della giacca non ricordo
quando ho pensato a questabito grigio e guardo il Tedio. lunico modo.
Afferro il bambino per le spalle.
Lui ride. Che vuoi fare, picchiarmi? Esplodermi in faccia? Mi sa che non
funzioner.
No gli dico. La finisco una volta per tutte. Mi dispiace.
Ti dispiace?
Mi dispiace che tutte le cose belle siano successe dopo che ti ho lasciato.
Il Tedio sembra confuso. Chiudo gli occhi e poi immagino di aprire tutte le
porte di spalancare tutte le finestre, di aprire tutti i rubinetti e di riversare in
lui tutta la mia magia.
Lui non batte ciglio e non si ritrae. E quando riapro gli occhi, mi sta ancora
guardando, ma con aria meno confusa, adesso.
Posa le mani sulle mie e mi fa segno di s con la testa, un gesto
impercettibile. Ha la mascella serrata e lo sguardo inflessibile. Sembra un
teppistello anche adesso.
Gli rispondo con un cenno di assenso.
E poi gli trasmetto tutto quanto. Lascio defluire tutta la mia magia.
LArcimago cerca di dividerci, mi urla contro, impreca, ma io sono
radicato al centro della Terra e le mani dellArcimago passano attraverso il
Tedio. Il ragazzo sta scomparendo, ho sempre pi difficolt a tenerlo per le
spalle.
Non credo di fargli male. Al Tedio, intendo. Sembra solo stanco.
un buco. quel che resta quando io ho finito.
E a volte i buchi vogliono crescere e allargarsi, ma Baz aveva torto a
volte i buchi vogliono semplicemente essere riempiti.
Gli cedo tutto e poi lo sento attirarmi a s. Prima ero io a versarla, la
magia, mentre adesso me la sento risucchiare dal corpo. Va a colmare un
vuoto.
Non riesco pi a stringerlo per le spalle, le mie mani gli passano attraverso,
per la magia continua a defluire in lui.
Cado in ginocchio e il flusso accelera.
Mi formicolano le dita. Sento odore di bruciato. Sulla mia pelle tutto uno
sprizzare scintille.
Non sto esplodendo penso. Mi sto spegnendo.
83

BAZ
Mi pare impossibile che non siamo arrivati tardi.
E in pi, oltre a questa sensazione di fallimento totale, ho cos sete che mi
scolerei un cavallo.
Potrei scolarmi quel fastidiosissimo spaniel e porre fine alle sue sofferenze.
O magari porre fine a quelle della Bunce.
Giunti sulla cima di una collina, vediamo la scuola davanti a noi. Mi
preparo a varcare a tutta velocit i cancelli spalancati, ma la Jaguar si pianta
nella neve. Io e la Bunce scendiamo e attraversiamo di corsa il Grande Prato.
Ci spaventiamo alla vista della Monamour che ci corre incontro come un
coniglio impaurito.

PENELOPE
Agatha piange, ansima e corre che pare Jessica Ennis, malgrado tutta la neve
che c. un vero peccato che Watford non abbia una squadra di atletica.
Non si ferma, quando ci vede, mi agguanta la mano e cerca di trascinarmi
via con s. Scappa mi dice. Scappa, Penny: lArcimago!
LArcimago cosa? Le afferro laltra mano e lei continua a correre sul
posto attorno a me, facendomi girare in tondo.
malvagio! esclama. Accidenti se lo !
Baz cerca di bloccarla per la spalla. Simon qui?
Agatha si allontana da lui, saltella allindietro e poi torna di nuovo verso di
noi. appena arrivato risponde. Ma lArcimago malvagio. Sta
combattendo con la capraia.
Ebb? chiedo.
E ha cercato di farmi del male. Voleva farmi qualcosa, prendermi
qualcosa. Vuole Simon.
Andiamo! grida Baz.
Vieni con noi le dico. Vieni ad aiutarci.
Non posso risponde, scuotendo la testa. Non ce la faccio.
E scappa via.

BAZ
La Monamour corre in una direzione e la Bunce nellaltra.
Dalla scuola arrivano dei rumori, qualcosa di smile a un tuono artificiale, a
un uragano su un tetto di lamiera.
Seguo la Bunce sul ponte levatoio. E appena raggiungiamo il cortile,
capiamo subito dov Simon. Tutte le finestre della Cappella Bianca sono
andate in frantumi. Ne esce del fumo, e le stesse pareti tremolano come calore
allorizzonte. Laria intrisa della magia di Simon. Di quellodore di legna
verde.
La Bunce barcolla e tossisce. Le afferro il braccio e mi appoggio a lei per
sorreggerla. Mi sorprenderei se riuscisse a pronunciare una delle sue frasi
fatte, in un momento come questo. Tutto bene, Bunce?
Simon mormora.
Lo so. Ce la fai?
Annuisce e si stacca da me scuotendo risoluta la coda di cavallo.
Il miasma aumenta, pi ci avviciniamo alla Cappella. Allinterno c un
buio innaturale, come se a mancare non fosse solo la luce. Mi sembra di
avvertire la presenza del Tedio, il graffio, il risucchio tipici di lui, ma in mano
sento ancora lenergia della mia bacchetta.
Qualcosa mi attraversa il corpo come unonda nellaria, nella magia che
ci avvolge e la Bunce inciampa di nuovo. La afferro.
Non siamo obbligati a proseguire le dico.
S, invece. Dobbiamo replica lei.
Annuisco. Stavolta non la lascio, per. Procediamo insieme verso il punto
peggiore, verso il retro delledificio, attraverso una serie di porte e corridoi.
Mi si rivolta lo stomaco.
Non c pi aria, solo Simon.
La Bunce apre unaltra porta e, distinto, tutti e due ci proteggiamo gli occhi
con le braccia. Linterno sfavilla come fuoco.
Lass! grida.
Mi sforzo di guardare nella direzione che mi sta indicando. La luce
intermittente, scema nel buio, ma poi ritorna. Sembra provenire da unapertura
nel soffitto, ad almeno sei metri di altezza.
La Bunce alza la mano con lintenzione di gettare un incantesimo, ma poi si
afferra lo stomaco.
La cingo con il braccio sinistro e punto la bacchetta verso la botola. Sulle
leggere ali dellamore! un incantesimo antico e difficile, che funziona solo
se ti intendi di Shakespeare e se sei innamorato cotto.
Fluttuo nellaria con lei fino allapertura e neanche ci provo a schermarci,
tanto non c niente che tenga.
Saliamo in una stanza in cui regnano un frastuono e un riverbero
impossibili da descrivere, ci inginocchiamo sui vetri rotti e cerchiamo di non
separarci. La Bunce vomita.
Negli istanti in cui la luce non ci acceca o non sparisce del tutto, vedo
Simon al centro della stanza: regge il Tedio per le spalle come se volesse
dirgli qualcosa di molto importante.
Ha di nuovo quelle ali rosse, spiegate al massimo.
C anche lArcimago che, inutilmente, prova ad afferrarlo: non c niente
che smuova Snow quando cos, con le spalle chine in avanti e la mandibola in
tensione.
La Bunce carponi e cerca di sollevare la testa. Che sta facendo? chiede
rauca, e vomita di nuovo.
Non lo so rispondo.
Dobbiamo provare a fermarlo, secondo te?
Credi che ci riusciremmo?
La luce sta diminuendo dintensit. E cos pure il buio.
Il Tedio non si vede quasi pi, ma Simon serra ancora la presa su qualcosa.
Anche il rumore sta cambiando, si sta facendo pi acuto, muta da ruggito in
gemito.
Quando il frastuono cessa, le orecchie mi si stappano e Simon si accascia al
suolo, illuminato solo dal chiaro di luna che filtra dalle finestre rotte.
Cade e non si rialza pi.

PENELOPE
Per un attimo, si sente solo il lamento di Baz.
Poi lArcimago si getta sul corpo svigorito di Simon.
Che cosa hai fatto? Lo scrolla e gli percuote le ali. Dalla a me!
Simon alza un braccio e lo spinge via, e quel segno di vita sufficiente a
scatenare Baz. Si sposta a velocit tale che i miei occhi non riescono a
inquadrarlo se non quando, agguantato lArcimago per il petto, si prepara ad
affondargli le zanne nel collo.
No! mormora Simon, e tenta di alzarsi aggrappandosi alle gambe di
entrambi.
LArcimago dirige la punta argentata della sua bacchetta verso Baz, ma
Simon la afferra e se la posa sul cuore. No ripete, rivolto a Baz o forse
allArcimago. Basta!
I tre si girano e vacillano. LArcimago coperto di sangue e la bocca di Baz
piena di denti.
Dalla a me, adesso! grida lArcimago a Simon. Intende la bacchetta?
Non ne ho pi! strilla lui, servendosi della bacchetta per tenersi su. Non
ne ho pi neanche un briciolo!
LArcimago gli spinge la bacchetta contro il petto. Dammela, ho detto!
Baz lo afferra per i capelli e lo tira indietro.
Basta! urla Simon. Non ne ho pi! finita!
Nessuno lo ascolta.
Sollevo la mano con lanello e parlo, con la voce pi chiara e potente che
abbia mai avuto, lasciando che la magia mi affiori dalla cavit dello stomaco:
Simon dice!.
Le successive parole di Simon risuonano dense di magia: Basta, la smetta
di farmi male!.
LArcimago si stacca di colpo e si accascia tra le braccia di Baz.
Confuso, lui indietreggia e lo lascia cadere a terra. Poi tende le braccia
verso Simon, che per in ginocchio accanto allArcimago e lo scuote per il
petto.
Mi sa mi sa che morto, Penny! Mi sa che lho ucciso. Oddio
singhiozza. Oh, Merlino. Penny!
Anche se sto ancora tremando, attraverso carponi la stanza e li raggiungo.
Va tutto bene, Simon.
No che non va bene, lArcimago morto. Perch morto?
Non so perch sia morto.
Non capisco cosa stia succedendo.
Forse era il solo modo per smetterla di farti male suggerisco.
Ma io non volevo ucciderlo! piange Simon, tenendolo su e cingendogli la
schiena con le braccia.
In realt, stata la Bunce a ucciderlo precisa Baz, ma lo dice con
tenerezza e ha le lacrime agli occhi.
morto ripete Simon. LArcimago morto.
84

LUCY
Non avevo idea che ci fosse qualcosa di strano; non ero mai stata incinta prima
di allora. E nessuna donna era mai stata incinta di te, Simon.
I libri parlavano di uno sfarfallio e di lievi contrazioni. Di palpiti. Ma io
sentivo molto di pi.
Ti sentivo vibrare dentro di me. Vivace e dinamico. Ero tutta un bollore, dal
ventre alla punta delle dita.
Davy non mi lasciava mai sola. Mi preparava i pasti. Lanciava benedizioni
su entrambi noi. Penserai che la gentilezza facesse parte del rituale. Mai io
sono convinta che tenesse a me. E che tenesse a te
Sono sicura che ci volesse entrambi al suo fianco nel brillante avvenire che
stava costruendo. Un mondo degli arcimaghi tutto nuovo.
Le donne incinte sono sempre stanche. Non riescono a tenere niente nello
stomaco. Si sentono deboli e stordite. Un giorno uscii di casa per dare da
mangiare ai nuovi polli che avevamo, quando mi resi conto di non riuscire pi
a tornare a casa. Non avevo abbastanza energie per compiere un solo passo in
pi. Mi inginocchiai e, piano piano, mi lasciai scivolare avanti, per
proteggerti. Poi sentii che le mie energie si spegnevano.
Davy era in casa che dormicchiava. Quando si svegli mi trov l, rossa e
assetata. Mi port in casa chiedendosi che cosa potesse essere successo e
perch non avessi chiesto aiuto ricorrendo alla magia. Ma il mio potere si era
affievolito: erano settimane che non lanciavo incantesimi. Quando di recente ci
avevo provato, era stato come bussare su una scatola vuota. Tutto quello che
cera prima, ora non cera pi.
In gravidanza capita a tutte di avere il potere che fa cilecca.
Mi sentii meglio il mattino dopo.
E peggio quello successivo.
La tensione che avvertivo nel ventre era aumentata, era come se dentro
avessi una manovella che non smetteva di avvitare e avvitare. Sentivo di non
poter restare in casa, ma non riuscivo ad arrivare alla porta.
Il bambino ha bisogno di aria dicevo a Davy, e lui non protestava.
Mi portava fuori nel campo e si sdraiava nellerba con me. Avevo bisogno
di sentire la terra sotto di me, laria, il sole.
Ora va meglio gli dicevo, con la manovella che continuava a girare.
Quando ero sola ti parlavo.
Ti raccontavo della tua famiglia. Dei tuoi nonni. Della nostra casetta di
campagna. Di Watford, dove io e tuo padre ci eravamo conosciuti. Ti scelsi il
nome.
Simon annunciai a Davy. Ormai sapevamo che eri un maschio.
Va bene mi rispose. Perch?
un bel nome, un nome saggio.
il nome di un salvatore?
Se questo bambino davvero il Sommo Arcimago, qualunque nome
sceglieremo non diventer automaticamente il nome di un salvatore?
Giusta osservazione. Simon, allora.
Simon Snow.
Che roba Snow?
Il suo secondo nome. Simon Snow.
E perch proprio Snow?
Perch mi piace. E perch dovrebbero averlo tutti un secondo nome che
sia un po ridicolo.
Il tuo qual ?
Winifred.
Ridemmo finch non ne potei pi.

In gravidanza capita a tutte di essere stanche. Di star male e di sentirsi


strane.
Come ti senti? mi chiedeva Davy.
Bene rispondevo.
E il nostro giovanotto?
Ha fame.
A Davy non ho mai rivelato la verit; che cosa avrebbe potuto fare per
aiutarmi? Che cosa avrebbe fatto se gli avessi detto: Mi sento come un
corridoio vuoto, Davy. Come una galleria del vento. Come se dentro di me ci
fosse qualcosa, qualcosa che non mangia solo me, ma tutto quanto. Per
mangia non il termine giusto. Consuma, succhia, divora. Quanto impiega
una stella a collassare? Quanti trilioni di anni?.
Forse non dovrei dirtele, tutte queste cose. Non era per dirti questo che sono
tornata.
Non voglio che tu ti senta responsabile.
Sei il figlio che avremmo avuto comunque, Simon. Eri nostro, in tutto e per
tutto. E non hai alcuna colpa. Siamo stati noi a crearti cos potente, stato un
po come appiccare un incendio nel cuore della foresta. Siamo stati noi a
crearti cos affamato.
Alla fine, non desideravo altro che vederti.
E poi pensavo che magari, una volta che ti avessi messo al mondo, mi sarei
riappropriata almeno in parte di me stessa. Avrei dovuto chiedere a Davy di
cercare aiuto, quando inizi il travaglio. Per non potevamo rischiare che
qualcuno scoprisse quello che avevamo fatto.
Nascesti durante il solstizio. E fu un parto cos facile che avrei giurato fosse
perch non volevi causarmi altro dolore. Tuo padre ti mostr a me e copr di
baci il viso di entrambi. Era il mago pi potente del mondo, prima di te, e gett
su di noi tutti gli incantesimi di difesa che conosceva.
Ti ho visto.
Ti ho tenuto in braccio.
Ti ho voluto.
per dirti questo che sono tornata. Ti ho amato gi prima di conoscerti e ti
ho amato ancora di pi appena ti ho avuto tra le braccia. E mai avrei voluto
lasciarti cos presto.
Io non ti avrei mai lasciato.
Simon, Simon.
Il mio fiorellino.
85

PENELOPE
Restiamo l seduti, insieme, non so per quanto. Tutti e tre ormai annichiliti dal
dolore, dallo sfinimento e dal sollievo.
Poi Simon si toglie la giacca che attorno alle ali si strappa e la stende
sul torace dellArcimago. Si rimette a piangere e Baz lo attira a s e lo
abbraccia. E lui lo lascia fare.
tutto a posto gli dice Baz. tutto a posto, adesso. Con un braccio gli
cinge la schiena e con laltro gli scosta i capelli dal viso. Ce lhai fatta, hai
visto? mormora. Hai sconfitto il Tedio. Hai risolto la situazione, brutta
merda di eroe che non sei altro, brutto incubo ambulante.
Gli ho ceduto tutto il mio potere, Baz. Non ho pi un briciolo di magia.
A che serve la magia? Ti trasformer in un vampiro e ti far vivere con
me per sempre.
Simon sta singhiozzando.
Baz continua a parlare. Pensaci, Simon. Forza sovrumana. Vista a raggi
X.
Simon alza la testa. Tu non ce lhai, la vista a raggi X.
Baz inarca un sopracciglio. Ha i capelli sul viso e le mani insanguinate.
Lho ucciso dice Simon.
Andr tutto bene, vedrai. Baz lo cinge con entrambe le braccia. tutto a
posto, amore mio.
Adesso quadra tutto.
EPILOGO
PENELOPE
Ho inviato un uccellino alla mamma. Ce nerano un sacco: erano entrati dalle
finestre rotte e svolazzavano attorno al cadavere dellArcimago.
Eravamo tutti e tre distrutti, io, Simon e Baz. Da tanto ero sfinita, mi sono
addormentata l, tra due cadaveri.
Simon ha cercato di aiutare Ebb, ma era fredda. Ormai se nera andata. Non
ne ha gettati di incantesimi su di lei, nemmeno per coprirla, e l per l ho
pensato che fosse esausto come lo eravamo io e Baz, e che per la prima volta
in vita sua avesse esaurito la magia. Lho capito solo dopo che il suo potere se
nera andato per sempre.
Oltre a essere esausto, Baz era anche assetato. Tutto quel sangue di Ebb,
immagino lo stava facendo impazzire. Alla fine ha cominciato a nutrirsi
degli uccelli. Uno spettacolo inquietante, certo, ma neanche paragonabile a
tutto quello che era appena successo, per cui n io n Simon abbiamo cercato
di fermarlo.
La mamma comparsa tempo dopo, e niente meno che con Premal, che
laveva aiutata a cercarmi. Siccome a quel punto ci eravamo addormentati, lei
e Premal hanno creduto che fossimo morti tutti. Quando mi sono rizzata a
sedere, mamma era pallida quanto uno dei Visitatori. Doveva proprio aver
temuto il peggio per me.
Premal ha pianto, quando ha visto lArcimago.
La mamma lo ha guardato una sola volta, invece, ha gettato un incantesimo
sul cadavere in modo da preservarlo in vista delle indagini e poi non lha pi
degnato di uno sguardo.
Ha chiamato pap, il dottor Monamour e qualche altro membro della
Congrega e poi ha condotto me, Simon e Baz in camera loro, nella torretta
della Casa delle Maschere. ( merito della mamma se posso entrarci
liberamente: ha annullato lincantesimo di protezione allepoca in cui ci
alloggiava pap, e adesso tutte le Bunce possono accedervi.) Premal ci ha
portato il t e i biscotti allavena e poi ci siamo riaddormentati tutti e tre.
Quando mi sono svegliata, ho raccontato alla mamma di Agatha. Temevo
fosse ancora l fuori, nella neve.
Baz invece ha telefonato ai suoi.
Mentre Simon non ha detto una parola. Si scolato il t fino allultima
goccia, aggrappato tutto il tempo al braccio di Baz.
Non ho idea di come sar tramandata ai posteri la nostra storia. Che cosa
diranno di noi, che stato Simon a uccidere lArcimago o che sono stata io?
Spero che a Baz sia riconosciuto il merito di aver messo fine alla guerra.
Al suo ritorno a casa, le Antiche Famiglie erano ancora ansiose di
combatterla, anche se lArcimago era gi morto. Simon aveva perso ogni
potere e, malgrado ancora non lo sapesse nessuno, anche il Tedio era
scomparso.
Mamma temeva che i Grimm e i Pitch ne approfittassero per riprendere il
comando. Invece Baz tornato a casa, la Congrega si riunita, ci sono state
nuove elezioni e la guerra non scoppiata.
Adesso mamma la preside. La Congrega lha nominata ufficialmente.
Ha cercato di convincermi a tornare a Watford, a prendere il diploma. E se
Simon avesse accettato di tornare, forse mi sarei sforzata. Ma la scuola
custodiva troppi ricordi brutti per me. Ogni volta che provo ad attraversare il
ponte levatoio, mi viene la nausea. Non so come faccia Baz.
Agatha dice che non ci torner mai pi. Neanche morta ripete sempre.
quella la fine che avrei fatto se fossi rimasta l.
BAZ
Oggi ci sar la cerimonia daddio e ricever il mio diploma. Sono il primo
della classe perch dopo che la Bunce si ritirata non ho pi avuto rivali,
perci dovr tenere un discorso.
Ho chiesto a Simon di non venire. deprimente essere circondati dai
maghi, quando non sai nemmeno pi cos la magia. Non volevo che venisse a
Watford e pensasse a tutto quello che non pi. Al fatto che non pi lerede
dellArcimago. Che non pi nemmeno un arcimago.
Per il resto rimasto quello di sempre, per: coraggioso, sincero e bello da
impazzire (anche con quella cazzo di coda). Per non credo che ci tenga a
sentirselo dire.
E, sinceramente, mi riesce difficile parlargli in questi termini.
A volte abbiamo difficolt a dialogare, ultimamente. Non posso
fargliene una colpa. Con Simon Snow la vita non ha mantenuto un granch le
sue promesse. Certe volte sono tentato di mettermi a bisticciare con lui solo
per ristabilire il suo equilibrio.
Insomma. Non credo che gli avrebbe fatto piacere essere presente.
Mia madre tenne un discorso, in occasione della sua cerimonia daddio.
custodito negli archivi della scuola. Lho trovato e oggi ne legger alcuni
passi. Parla della magia, del dono della magia. E della responsabilit che ne
deriva. E parla di Watford. Del perch mia madre lamasse tanto. Contiene una
lista di tutte le cose di cui avrebbe sentito la mancanza. Come gli scones alle
amarene, le lezioni di dizione o il trifoglio del Grande Prato.
Non posso dire di aver amato Watford quanto la amava mia madre.
Per me sempre stato il luogo che le avevano strappato. Il luogo in cui
lavevano strappata a me. Era come andare a scuola in territorio occupato.
Per sapevo che sarei tornato per terminare gli studi, anche senza Penny e
Simon. Non ci pensavo nemmeno a diventare il primo Pitch della storia che si
fosse ritirato da Watford.
I discorsi si tengono nella Cappella Bianca. Le vetrate piombate sono state
riparate.
La zia Fiona seduta in prima fila. Caccia un urletto dincitamento, quando
mi presentano, e mio padre fa una smorfia.
Non lho mai vista tanto allegra quanto in questultimo periodo. Dopo la
morte dellArcimago, era cos disorientata. Secondo me avrebbe voluto
ucciderlo di nuovo. (E poi di nuovo ancora.) Quando la Congrega lha
nominata cacciatrice di vampiri c stata una svolta. Adesso fa parte di una task
force segreta e, per met del tempo, lavora in incognito a Praga. Appena
finisco la scuola, mi trasferisco nel suo appartamento. I miei genitori volevano
che andassi con loro a Oxford abitano l in una casa di caccia ma io non
sarei mai riuscito a stare cos lontano da Simon. Mio padre non ancora
pronto a riconoscere che ho un fidanzato, e per me sarebbe troppo faticoso
vivere in un posto in cui devo fingere di non essere un vampiro e di non essere
irrimediabilmente dellaltra sponda.
Quando arrivo alla fine del mio discorso, Fiona sta piangendo e si soffia
rumorosamente il naso nel fazzoletto. Mio padre non piange, ma al termine
della cerimonia troppo commosso per riuscire a pronunciare una frase di
senso compiuto. Si limita a darmi pacche sulla schiena e a dirmi bravo.
Andiamo, Basil dice Fiona. Ti riporto a Chelsea e ti faccio prendere una
bella sbronza. Solo roba di prima qualit.
Non posso. Stasera c il ballo del diploma. Ho promesso alla preside che
sarei rimasto.
Non vuoi perderti loccasione di metterti in ghingheri, eh?
Gi.
Va bene. Ti faccio sbronzare domani, allora. Torno a prenderti allora del
t. Attento ai beoti.
Ha preso a salutarmi cos, ultimamente. Non lo sopporto.
Al ballo manca ancora qualche ora, cos mi faccio una passeggiatina sulle
colline di l dalle mura, raccolgo un mazzolino di fiori gialli e di iris e,
riattraversando il ponte, torno nella Cappella ormai deserta.
Scendo nelle Catacombe senza neanche preoccuparmi di accendere una
torcia. Sono anni che non mi perdo l sotto. Non ho fretta, cos mi fermo per
scolarmi tutti i ratti che trovo. Quando me ne andr, questa scuola ne sar
infestata.
La tomba di mia madre si trova allinterno del Sepolcro dei Fanciulli. un
portale di pietra posto in un cunicolo dalle pareti tappezzate di teschi, ed
segnalata da una lapide di bronzo.
Mi avrebbero sepolto qui con lei, se fossi morto quel giorno. Morto come
si deve, intendo.
Mi siedo accanto alla porta non ha n maniglia n serratura, una
semplice lastra di pietra incuneata nella parete e poso i fiori.
Certe parole ti suoneranno familiari dico, riferendomi al mio discorso.
Per ci ho aggiunto qualcosa di mio.
Dietro langolo c un ratto che mi spia, ma decido di ignorarlo.
Quando termino il discorso, appoggio la testa alla pietra. So che non puoi
sentirmi dico dopo un paio di minuti. So che non sei qui Sei tornata e io
mi sono perso la tua Visita. E poi ho fatto quello che mi hai chiesto, per cui
probabilmente non tornerai pi.
Chiudo gli occhi.
Per ci tenevo solo a dirti che intendo andare avanti. Cos come sono.
Per quanto mi sforzi, non riesco a pensare a nessuna circostanza in cui tu
accetteresti in cui mi permetteresti di continuare a vivere come sono
adesso. Ma credo che al mio posto, faresti lo stesso. A quanto pare, tu non ti sei
mai data per vinta. Mai.
Butto fuori tutta laria di colpo e mi alzo.
Poi mi giro verso la porta e chino la testa. Abbasso la voce, per non farmi
sentire dalle altre ossa: So che in genere vengo quaggi per dirti che mi
dispiace. Ma oggi sono qui per dirti che me la caver. Non permettermi di
essere una delle cose che ti impediscono di trovare la pace, madre. Ti prometto
che me la caver.
Aspetto qualche istante, giusto giusto per essere sicuro. Poi esco dalle
Catacombe e mi spolvero i pantaloni.
un ballo particolarmente triste. I pochi amici che mi sono rimasti qui a
Watford sono venuti tutti in compagnia di una ragazza oppure mi evitano. Dev
e Niall non hanno ancora del tutto perdonato la mia amicizia con Simon. Dev
mi accusa di aver rovinato loro tutta linfanzia con i miei complotti contro di
lui.
Ah, e che altro avresti voluto farci con la tua infanzia? gli ho chiesto.
Neanche si degnato di rispondermi.
Finisco accanto alla zuppiera del punch, a parlare con la preside Bunce dei
prefissi latini. un argomento interessante, ma non credo fosse necessario
mettersi la cravatta nera per affrontarlo.
Credo che alla professoressa Bunce dispiaccia che Penelope non sia qui.
Sono tentato di consolarla dicendole che probabilmente sua figlia avrebbe
saltato il ballo anche se fosse rimasta a scuola, ma la preside ha gi raggiunto
laltro lato del cortile per controllare la posta elettronica.
Speravo ci fossero i tramezzini borbotta qualcuno.
Lo ignoro perch non sono a Watford per fare amicizia o conversazione,
soprattutto ora che sto per andarmene.
O almeno la torta.
Mi volto e vedo Simon Snow in piedi dallaltro lato del tavolo. in giacca e
cravatta e ha i capelli lisciati a dovere da un lato. Strano che sia riuscito ad
avvicinarsi a me senza che me ne accorgessi, ma ultimamente ha un profumo
diverso, ricorda qualcosa di dolce e di marrone. Non odora pi di fuoco verde
e di zolfo.
Com la festa? mi chiede.
Funerea. Come sei arrivato qui?
Volando.
Resto a bocca aperta e lui scoppia a ridere.
No, mi ha accompagnato Penny in macchina. Mi ha lasciato al cancello.
E le tue ali?
Sono ancora l. Sono solo invisibili. Qualcuno gi inciampato nella mia
coda.
Te lavevo detto di infilartela nei pantaloni.
S, ma poi i pantaloni mi stanno male.
Rido.
Non ridere di me mi dice.
Se non rido di te quando rido, allora?
Snow alza gli occhi al cielo e poi getta unocchiata nervosa in direzione
della Cappella Bianca.
Non sei costretto a restare gli dico.
S, invece si affretta a rispondere lui. Poi si schiarisce la voce. Non
voglio che tu te ne vada senza di me.
Simon Snow non sa ballare.
E la coda non aiuta certo. Ne afferro la punta con la sinistra, me la avvolgo
attorno al polso e la tengo ferma l, in fondo alla sua schiena.
Non siamo obbligati a farlo gli avevo detto mentre uscivamo in terrazza,
dove il pavimento di pietra fungeva da pista da ballo. Non necessario che lo
sappiano tutti.
Che sappiano cosa? mi aveva chiesto lui sotto voce. Che sono pazzo di
te?
Gli premo sulla schiena la mano sinistra che ancora regge la sua coda, e
con la destra gli prendo la mano. Lui solleva la mano sinistra e poi la
riabbassa, come se non sapesse che cosa farci.
Posamela sulla spalla gli dico. E lui obbedisce. Lo guardo sorpreso: La
Monamour non ti ha insegnato a ballare?.
Ci ha provato risponde. Ha detto che faccio piet.
Parole sante rispondo.
Almeno la canzone non fa piet. Nick Cave. Into My Arms. Una delle
preferite di Fiona. cos lenta che non serve neanche che ci muoviamo pi di
tanto.
Snow indossa un completo costoso. Gilet e pantaloni neri, cravatta nera e
giacca di velluto blu notte con i risvolti neri. Devessere del dottor Monamour.
Gli sta troppo attillata sulle spalle, ma non capisco dove siano nascoste le ali.
Questaria precisina devessere frutto di un incantesimo.
Tengo la schiena ben dritta. Ci guardano tutti
Tutti quelli che ballano. E tutti quelli intenti a bere il punch in cortile.
Lallenatore Mac, il Minotauro e la professoressa Possibelfa, tutti con il
bicchiere a mezzaria davanti alle labbra.
Capiranno tutto. La voce girer di bocca in bocca.
Quale voce? Simon distante anni luce. sempre cos, ultimamente.
Capiranno che siamo gay.
Dovr dire addio alle mie prospettive di lavoro replica lui impassibile. I
miei come la prenderanno?
Mi chiedo che razza di battuta sia.
Simon mi fissa e sbuffa, esasperato. Baz, si d il caso che tu sia lunica
cosa che ho da perdere. Perci, se non d fastidio a te che ci comportiamo da
gay in pubblico, a me non importa niente.
Stiamo solo ballando. Non mica roba da gay, ballare.
Ballare da gay anche se non sono due uomini a farlo ribatte lui.
Lo guardo perplesso. Hai anche la Bunce.
Con cui ballare, intendi?
No, hai anche la Bunce da perdere.
Ci resta male.
Lo attiro a me. No, intendevo che non hai solo me da perdere. Hai anche la
Bunce.
Lei andr a vivere in America.
Forse replico. O forse no. E comunque non nellimmediato futuro. E poi
parliamo di Amefrica non di amnesia. Sar sempre tua amica, no? La Bunce
ha solo due amici e mezzo, non credo che rinuncer a te.
Snow fa per dire qualcosa, poi scuote la testa una sola volta e abbassa lo
sguardo. Un paio di boccoli gli ricadono sulla fronte.
Cosa? gli chiedo, stringendogli la mano. Ormai le conosco bene, le sue
mani. Frequentare Simon Snow non certo lorgia di carezze erotiche che
avevo sempre immaginato finora non abbiamo fatto altro che starcene seduti
in silenzio con lo sguardo perso nel vuoto per ci teniamo per mano quasi
tutto il tempo. Snow come un bambino che ha paura di perdersi al mercato.
Risponde alla mia stretta ma non alza la testa.
Decido di non insistere. Lui qui. Contro ogni previsione. E balla tutto
incravattato. E questo gi qualcosa.
Proprio mentre sto per appoggiare la testa sulla sua, lui la alza di colpo e
per poco non mi colpisce il naso. Ritraggo il busto. Per Crowley, Snow!
tutto rosso. Il fatto che Mi strizza la spalla.
Il fatto cosa?
Non siete costretti a farlo.
A fare cosa?
Stringe gli occhi e digrigna i denti. I suoi capelli riflettono le ghirlande di
luci che adornano il cortile. Insomma voi non
Dillo, Simon.
Tu e Penny non siete costretti a farlo. Io non sono Io non sono come voi.
Non lo sono mai stato Io sono un imbroglio.
Non vero.
Baz, io non sono un arcimago.
Perch hai perso il potere. Lo hai sacrificato.
La coda mi sfugge di mano. Simon tende a dimenarla quando agitato.
Non credo che il potere sia mai stato veramente mio continua. Non so come
lArcimago abbia fatto, ma tu e Penny avevate ragione fin dallinizio: i maghi
non abbandonano i propri figli. Io sono un Normale.
Snow.
Ero una frana con la magia perch non avrei dovuto averla! Stasera i
cancelli non si aprivano neanche, per me. toccato a Penny farmi entrare.
Una coppia ci si avvicina, chiaramente interessata a quello che stiamo
dicendo: Keris e la sua maledetta pixie. Le allontano con uno dei miei sorrisi
malefici.
Snow mi sta stritolando la mano e la spalla. Lo lascio fare, anche se sono
molto pi forte di lui. Simon. Smettila. Dici un sacco di stupidaggini.
Ah, s? Tu e Penny tenete alla magia pi di chiunque altro nel mondo degli
arcimaghi. Ecco che cosa avete visto in me, il potere, ma adesso non ne ho pi.
Non mi mai appartenuto.
S, invece! ribatto. Eri larcimago pi potente che abbia mai calpestato
questa Terra. Era tutto vero.
Ero una sottospecie di arcimago, quante volte me lhai detto?
Lo dicevo perch ero invidioso!
Be, ora non hai niente da invidiarmi!
Lo lascio andare. Perch mi stai dicendo queste cose?
Simon serra i pugni e si piega su se stesso, come un toro. Perch sono
stufo di aspettare!
Aspettare cosa?
Che tutti la smettiate di dispiacervi per me!
Io non smetter mai di dispiacermi per te! Ed vero. Ha perso il suo
potere. E questo non smetter mai di spezzarmi il cuore.
Ma io non voglio neanche questo! sibila lui tra i denti. Non ho pi niente
in comune con te.
Ti sbagli gli dico. Gli prendo la mano e lo cingo di nuovo con il braccio.
Il Crogiolo ci ha fusi indissolubilmente.
Il Crogiolo?
Avevo undici anni e avevo perso mia madre e la mia anima, e il Crogiolo
mi ha dato te.
Ci ha uniti come compagni di stanza, tutto l.
Scuoto la testa. Siamo sempre stati qualcosa di pi.
Eravamo nemici.
Tu eri il centro del mio universo gli dico. Girava tutto intorno a te.
Per via di quello che ero, Baz. Per via del mio potere.
No. Sono quasi frustrato quanto lui. S. Cio, per Crowley, Snow s, in
parte anche per quello. Guardarti era come guardare dritto dentro il sole.
Non torner mai quello che ero, Baz.
No. E sia ringraziata la magia per questo. Mi sfogo con un sospiro. Per
come eri prima Simon Snow, non c stato un solo giorno in cui abbia
creduto che saremmo sopravvissuti.
Sopravvissuti a cosa?
Alla vita. Tu eri il sole, Simon, e prima o poi io ti sarei finito addosso. Mi
svegliavo ogni mattina e pensavo: Finir tutto in fiamme.
E infatti vi ho incendiato la foresta
Ma quella non stata la fine.
Baz. Il viso gli si contrae per il dispiacere, non pi per la rabbia. Non
posso pi stare al passo con te. Sono un Normale.
Tu hai una coda, Simon.
Sai benissimo che cosa intendo.
Senti. Porto le mani al centro tra di noi e gli do un buffetto sul mento.
Guardami. Non vorrei dovertelo ripetere ogni volta. Sono cose che
normalmente restano inespresse in una sorta di silenzio poetico Mi fissa
negli occhi. Tu sei ancora Simon Snow. Sei ancora leroe di questa storia
Questa non una storia!
Tutto una storia. E tu sei un eroe. Hai sacrificato tutto per me.
Gli leggo in faccia limbarazzo, la vergogna. Non che io labbia fatto
espressamente per te
Daccordo. Per me e per il resto del mondo magico.
Stavo solo rimediando ai miei casini, Baz. Senti, nessuno ti darebbe
delleroe per aver ripulito il tuo vomito.
Il tuo stato un atto coraggioso. Coraggioso, altruista e intelligente. Ecco
che cosa sei, Simon. E di certo non mi verrai mai a noia.
Mi fissa ancora negli occhi. Inchiodandomi con lo sguardo come ha fatto
con quel drago, con il mento in alto, immobile. Io non sono il Prescelto
insiste.
Ricambio il suo sguardo e sogghigno. Il mio braccio lo cinge in vita come
una fascia di acciaio. Be, io ti scelgo lo stesso, Simon Snow.
Resta impassibile, non d alcun segno di cedimento. Per un attimo temo che
stia per mollarmi uno schiaffo o picchiare quella sua testa dura come granito
contro la mia. Invece preme il viso contro il mio e mi bacia. una sfida anche
questa, no?
Mi ritraggo. Gli lascio la mano per afferrargli la nuca. E a quel punto lui
affonda il viso nel mio, e io reagisco. Non cedo di un millimetro. ( una scena
piuttosto violenta, francamente, e potrebbe finir male se dovesse tagliarsi le
labbra con i miei denti.)
Quando ci separiamo, senza fiato. Premo la fronte contro la sua e sento la
tensione abbandonargli schiena e collo.
Puoi cambiare idea mi dice.
Non lo far rispondo, scrollando la testa a contatto con la sua fronte.
Io sar sempre inferiore a te mi sussurra.
Lo so: un sogno diventato realt.
Si lascia sfuggire una breve risata patetica. Per, puoi sempre cambiare
idea.
Questo vale per tutti e due. Ma io non lo far.
Dovevo immaginare che sarebbe stato cos ballare con Simon Snow. Una
lotta sul posto. Una resa reciproca.
Mi cinge il collo con entrambe le mani e si abbandona tra le mie braccia. O
si dimenticato che ci guardano tutti o non gli importa. Baz? mi fa.
S?
Sei ancora amico della cuoca Pritchard?
Penso di s.
Perch, sai in realt speravo davvero che ci fossero i tramezzini.
AGATHA
C il sole tutti i giorni in California.
Ho un appartamento che divido con altre due ragazze che studiano con me.
Ha una piccola veranda dove mi siedo con Lucy quando torno dalle lezioni, e
ce lo godiamo tutto. Il sole.
Lucy la mia Cavalier King Charles spaniel. Lho trovata nella neve davanti
a Watford. L per l ho pensato che fosse morta, ma non ho voluto fermarmi a
verificare. Lho presa in braccio e ho continuato a correre.
So che Penny non mi perdoner mai per essere scappata, quel giorno, ma
proprio non ce lho fatta a tornare indietro. Non sono mai stata cos sicura di
come dovessi fare a restare in vita.
Dovevo scappare.
In realt, il punto pi lontano in assoluto da Watford si trova a est della
Nuova Zelanda, al centro dellOceano Pacifico. Ma la California mi d lidea
di essere ancora pi lontana.
Ho lasciato tutti i miei vecchi vestiti a casa.
Ora porto solo prendisole e sandali con il cinturino che si allaccia attorno
alla caviglia.
Ho lasciato a casa anche la bacchetta; a mia madre verrebbe un colpo se lo
sapesse. Continua a chiedermi se ho conosciuto qualche mago. La California
molto popolare nellambiente magico. A Palm Springs c persino un circolo.
A me non importa, per. Io abito a San Diego. Ho amici che lavorano nei
ristoranti o negli uffici dei centri commerciali, ed esco con ragazzi che
portano il berretto scuro anche quando fa caldo. Le sere dei giorni feriali
studio, mentre il fine settimana andiamo in spiaggia. Spendo i soldi che mi
passano i miei genitori in rette universitarie e tacos.
tutto cos Normale.
Lunica maga con cui parlo ancora, a parte i miei genitori e Helen,
Penelope. Mi manda messaggi al cellulare. Ho provato a non risponderle, ma
con lei non attacca.
Mi tiene informata su Simon. Mi ha raccontato dei processi e l per l ho
temuto di dover tornare per testimoniare, ma la Congrega mi ha permesso di
farlo per iscritto. stato in quelloccasione che per la prima volta ho parlato a
qualcuno di quello che successo. Di quello che ho visto. E di Ebb.
Non la conoscevo un granch. Era amica di Simon. Lavevo sempre
considerata una squilibrata perch viveva in quella baracca e passava i suoi
giorni in compagnia delle capre. Ora per so qualcosa di pi su di lei.
Era una maga potente, ma non faceva quello che fanno gli altri maghi
potenti. Non voleva responsabilit. Non voleva controllare nessuno. E non
voleva combattere. Voleva solo vivere a Watford e accudire le capre. Solo che
non glielhanno permesso.
Non c stato verso che la lasciassero in pace. morta in una guerra con cui
lei non aveva niente a che fare. Non c modo di tenersi alla larga dal mondo
degli arcimaghi. Il no, grazie non ammesso. Non so perch sia tornata a
salvarmi la vita. Non ci eravamo quasi mai parlate.
Penny dice che dovrei onorare la sua memoria collaborando
nelledificazione di un mondo degli arcimaghi migliore
Invece penso proprio che la onorer infischiandomene alla grande, proprio
come ha cercato di fare lei. stata lei a dirmi di scappare.
Ho ancora la fotografia dellArcimago e di Lucy. Lho infilata nello
specchio di camera mia. E a volte penso a lei, mentre mi vesto.
Lei ci riuscita a scappare.
Chiss se ancora qui, in California. Se si fatta una famiglia. Potrebbe
capitarmi di incontrarla al supermercato. (Nel caso non glielo dir di certo che
ho dato il suo nome alla mia cagnolina.) Penso che un giorno invier la foto a
Simon.
Non sono ancora pronta a parlare con lui, e non sono sicura che lui sia
pronto a ricevere per posta una foto dellArcimago
Per credo che Simon sia lunica persona che labbia mai amato veramente.
So che lha ucciso, ma forse stata la persona che pi ha sofferto la sua
perdita.
SIMON
Anche se qui sono lunico a non avere poteri magici, nessuno mi aiuta a
trasportare gli scatoloni per quattro rampe di scale.
Tu dico rivolto a Baz mentre poso uno scatolone sul divano. Con la
forza sovrumana che ti ritrovi faresti la met dei miei viaggi.
S, per Leva il coperchietto al bicchiere di Starbucks per leccare la
panna montata. Per poi i tuoi vicini Normali comincerebbero a farsi
domande, e sono gi incuriositi dal bel giovanotto che vaga giorno e notte
davanti alla tua porta.
Ma se non sanno neanche che ci stiamo trasferendo. Sono tutti al lavoro.
Be, se le faranno non appena ci vedranno, allora. Siamo fighi, misteriosi
e pi affascinanti di quanto ci si aspetti da qualunque altra coppia. Poi mi
guarda e allontana il bicchiere dalla bocca. A proposito, Snow, vieni qui ti
si vede unala.
Pensavo che le ali mi sarebbero sparite o cadute, almeno, dopo che ho
ceduto al Tedio il mio potere. Ma Penny sostiene che io sia ricorso alla magia
per crearle, e il fatto che io labbia ceduta non implica che tutti i frutti del mio
potere debbano per forza annullarsi.
Ho ancora la coda, anche. E Baz non la smette di prendermi in giro per
questo: Non nemmeno una vera coda di drago, ti sei fatto una coda da
diavolo dei fumetti.
Sono sicuro che si pu togliere ribatto. Potrei parlare con il dottor
Monamour.
Non prendiamo decisioni affrettate.
Ogni mattina Penny ricorre alla formula Questi non sono gli androidi che
stai cercando, per evitare che i Normali notino i miei attributi di drago, ma
lincantesimo non dura mai tutta la giornata. Ho paura che prima o poi mi
spuntino fuori in classe durante una lezione.
E tu di che lavori in uno show mi ha suggerito Baz.
Uno show di che tipo?
E che ne so; quello che mi consigliava sempre di dire la zia se mai
qualcuno avesse notato i miei canini.
Sono seduto di fronte a lui sul tavolino da fumo, che ho portato su da solo,
tra parentesi. Baz mi porge il bicchiere e io assaggio. Che cos?
Pumpkin mocha breve. Lho inventato io.
Sembra di bere una barretta di cioccolato. Pensavo che avremmo bevuto
del t.
La Bunce non ti aveva comprato un bollitore? Bisogna che cominci a
gestirti le tue cose da solo, Simon. Autosufficienza, su. Mi punta la bacchetta
sopra la spalla e la batte sullala: Circolare! Qui non c niente da vedere!.
Oh, Baz, dai. Lo sai che la odio quella formula. Adesso non faranno che
venirmi addosso tutti fino a stasera.
Bisogna prendere quello che passa il convento: io non la conosco la
formula della Bunce sui robot.
Esce Penny dalla sua camera. Simon, hai visto la mia sfera di cristallo?
Dovrei averla vista?
in uno scatolone con la scritta FRAGILE: SFERA DI CRISTALLO. Ah, ciao,
Baz. Che ci fai qui?
Mi vedrai di continuo, Bunce. Vagher giorno e notte davanti alla vostra
porta.
Sei venuto a darci una mano con il trasloco?
Rimette il coperchietto al bicchiere. Mmm. No.
Io e Baz abbiamo parlato di prendere un appartamento insieme, una volta
che fosse uscito da Watford. Ci tornato per finire lanno scolastico, ma io
non ho potuto. Cio, magari avrei anche potuto, malgrado fossi agli arresti
domiciliari; la mamma di Penelope me lo avrebbe permesso.
Ci sono tornato solo una volta, per il ballo del diploma di Baz a primavera.
Forse un giorno ci torner di nuovo. Quando il ricordo di quanto accaduto
sar ancora pi lontano nel tempo. Mi piacerebbe visitare la tomba di Ebb, nel
folto del Bosco.
Nemmeno Agatha pi tornata a Watford. I suoi genitori non glielo
avrebbero mai permesso. Adesso va a scuola in California. Penny dice che ha
una cagnolina. Non le ho pi parlato. Per un po non ho pi parlato con
nessuno tranne Baz e Penelope.
Le indagini sulla morte dellArcimago sono durate tre mesi. Alla fine sono
stato assolto. Come Penny, del resto. Lei non aveva idea di quello che avrei
detto dopo che ha lanciato lincantesimo; e io non avevo idea che le mie parole
avrebbero ucciso lArcimago.
Ero convinto che senza di lui il mondo degli arcimaghi sarebbe andato a
rotoli. Invece sono passati sette mesi e ancora la guerra non c stata. E non
credo ci sar.
LArcimago non stato rimpiazzato. La Congrega ha stabilito che il mondo
degli arcimaghi non necessita di un solo leader, non adesso, almeno. Il dottor
Monamour ha suggerito che fossi io a concorrere per la carica di arcimago, al
che ho cercato di non ridere come un pazzo.
Secondo me lo sono, per un pazzo.
Insomma, devo esserlo.
Mi sono affidato a una persona, una persona con cui parlarne: una
psicologa magica di Chicago. In tutto ne esistono tre al mondo. Le sedute si
svolgono via Skype. Vorrei che le parlasse anche Baz, ma finora cambia
argomento ogni volta che glielo accenno.
La sua famiglia si trasferita in una delle loro altre case su al nord. La
magia non pi tornata nellHampshire. E nemmeno nelle altre zone morte;
ma da Natale di buchi nuovi non ne sono ancora comparsi. (Quel giorno se ne
erano aperti a decine. Mi sento in colpa, per questo, a quelli devo aver
contribuito per forza.) Il padre di Penny continua a chiamarmi per assicurarmi
che non ci siano peggioramenti. Lho anche seguito in un paio di rilevamenti.
Al contrario degli altri maghi, io non ho grandi problemi a visitare le zone
morte: non ho magia da perdere. O meglio di problemi ne ho eccome,
invece. Per per altre ragioni.
A detta del padre di Penny, prima o poi la magia torner anche nelle zone
morte. Mi ha mostrato degli studi sulle piante che sono ricresciute a Chernobyl
e sul condor della California. Quando gli ho detto che intendevo iscrivermi
alluniversit, mi ha consigliato di studiare ecologia restaurativa. Potrebbe
essere molto curativo, Simon.
Non lo so. Penso che comincer con i corsi di base e poi vedr che cosa mi
convince di pi.
Baz comincer la London School of Economics tra un paio di settimane. I
suoi genitori hanno studiato tutti e due a Oxford, ma Baz ha detto che
preferirebbe farsi conficcare un palo nel cuore anzich lasciare Londra.
Credi che con te funzionerebbe? gli ho chiesto.
Che cosa?
Il palo, intendo.
Credo che un palo conficcato nel cuore ucciderebbe chiunque, Snow.
A volte capita che mi chiami Simon, di quando in quando, ma solo nei
momenti di intimit. (Capitano ancora anche quelli. Devo senzaltro essere
gay; ma la mia terapista dice che questo non rientra neanche tra le prime
cinque cose che devo affrontare in questo momento.)
Stavo dicendo che io e Baz labbiamo contemplata, lidea di prendere un
appartamento insieme. Ma poi abbiamo deciso che dopo aver condiviso la
camera per sette anni, ci avrebbe fatto bene cambiare compagno di stanza. E
poi tanto che io e Penny parliamo di andare ad abitare insieme.
Non avrei mai pensato che sarebbe successo, per. Non avrei mai pensato
che ci fosse una strada capace di condurmi fin qui, in un appartamento al
quarto piano con ben due camere da letto, un bollitore e un vampiro dagli
occhi grigi seduto sul divano e intento a smanettare sul telefono nuovo.
Non avrei mai pensato che ci fosse una strada che tutti e due avremmo
potuto percorrere da vivi fino in fondo.
Vista in questi termini, non stata poi questa gran tragedia rinunciare alla
magia in cambio della vita di Baz. E della mia.
A volte sogno di avere ancora il potere. Sogno di esplodere e poi mi
sveglio ansimante, senza sapere se sia tutto vero oppure no. Il fumo non c
mai, per. Il mio fiato non brucia. La mia pelle non brilla. E io non mi sento
come se una stella si stesse tramutando in supernova nel mio petto.
C solo sudore, panico e il cuore che mi batte allimpazzata; ma la mia
dottoressa di Chicago dice che tutto normale per uno come me.
Un supercattivo caduto? le domando.
E lei sorride con un certo distacco professionale. La vittima di un trauma,
piuttosto.
Io non mi sento la vittima di un trauma, per. Mi sento come una casa dopo
un incendio. E a volte come una persona che morta ma rimasta allinterno
del proprio corpo. Altre volte mi sento come se qualcuno che non sono io
fosse morto e avesse sacrificato tutto perch io potessi vivere una vita
normale.
Con un paio di ali.
E una coda.
E vampiri.
E maghi.
E tra le braccia un ragazzo invece di una ragazza.
E un lieto fine anche se non quello che avrei sognato o sperato per me
stesso.
Una chance.
Che ore sono? chiede Penny. troppo presto per il t? Ci sono dei
biscotti in uno di quegli scatoloni. Potrei tirarli fuori con un incantesimo.
Baz alza lo sguardo dal cellulare. Adesso il Prescelto ci preparer del t
come fanno i Normali. Si chiama terapia occupazionale.
Io lo so gi fare il t. E vorrei che la smettessi di chiamarmi cos.
Guarda che eri davvero il Prescelto insiste Penny. Eri stato scelto per
porre fine al mondo degli arcimaghi. Il fatto che tu non ci sia riuscito non
implica che non fossi stato scelto.
Quella profezia tutta una baggianata. Qualcuno verr a finirci / qualcun
altro cader lo far. Sono io il responsabile della mia stessa caduta, dunque?
No replica Baz. Quello sono io. Ovvio.
E come avresti fatto a provocare la mia caduta, sentiamo? Il Tedio lho
fermato da solo.
Baz fissa il cellulare, annoiato. Sei caduto ai miei piedi, no?
Penny si spazientisce e Baz si mette a ridere, sforzandosi di non aprire la
bocca.
Basta con questi amoreggiamenti brontola Penny, abbandonandosi su una
poltrona imbottita che ci hanno regalato i suoi genitori. (E che ho portato su da
solo.) Quelli che ho visto finora mi bastano e mavanzano per una vita intera.
Ho fame, Simon. Trova la scatola dei biscotti.
Baz sorride, poi si allunga verso di me e mi bacia sul collo. (Ho un neo
proprio l e lui ne fa sempre un bersaglio.)
Forza, allora mi dice. Vai avanti, Simon.
RINGRAZIAMENTI

Joy DeLyria e io non ci siamo mai incontrate di persona n abbiamo mai


parlato per telefono, e a volte siamo state mesi senza nemmeno sentirci via e-
mail. Ma ogni volta che mi sono sentita persa e a corto di idee, mi arrivava una
sua e-mail in cui mi chiedeva: Come sta Simon?.
E, ogni volta, il suo aiuto stato provvidenziale. Grazie, Joy, per aver tifato
con tanta passione per questi personaggi e per essere stata cos prodiga di
buoni consigli.
Un grazie anche a Leigh Bardugo e David Levithan per la loro amicizia e il
loro parere di lettori. (Anche se uno di voi stato cos duro da farmi
piangere.)
(E mi riferisco a Leigh.)
Ringrazio poi Susie Day per aver ascoltato fino allultima battuta di dialogo
e per averne discusso con me. E Keris Stainton per aver risposto alle
innumerevoli domande sulla vita in Gran Bretagna. Sar malgrado la loro
infinita pazienza se questi personaggi avranno per voi un che di troppo
americano, per non dire di peggio.
Grazie a mio marito Kai per il suo amore e il suo incoraggiamento, e per
essere stato una fonte inesauribile di frasi fatte.
A Christopher Schelling, che ha insistito per un pi alto numero di vittime.
A Sara Goodman per avermi offerto tanto sostegno e tanta libert come
scrittrice.
E a tutto il meraviglioso staff della St Martins Press, che continua a
sorprendermi per la sua creativit e il suo entusiasmo.
Infine, ringrazio Nicola Barr, Rachel Petty e lintero team della Macmillan
Childrens Books per la calorosa accoglienza ricevuta nel Regno Unito e per
gli splendidi libri realizzati.
NOTA DELLAUTRICE

Se avete letto il mio libro precedente, Fangirl, sapete che Simon Snow nato
come personaggio letterario in quel romanzo.
Il protagonista di una storia nella storia. Una sorta di miscela e di erede di
centinaia di altri Prescelti della tradizione letteraria.
In Fangirl, Simon leroe di una serie di romanzi per ragazzi scritti da
Gemma T. Leslie e loggetto di una mole di fanfiction prodotta dalla
protagonista, Cath.
Quando ho finito di scrivere quel romanzo, sono riuscita a staccarmi da
Cath, dal suo ragazzo, Levi, e dal loro mondo. Ho sentito di aver concluso la
loro storia ma non sono riuscita a separarmi da Simon.
Avevo scritto parecchio su di lui attraverso le voci di Cath e di Gemma, ma
continuavo a chiedermi che cosa ne avrei fatto se fosse stato il protagonista di
un mio romanzo.
In mano mia che cosa ne sarebbe stato di Simon Snow?
Che cosa ne sarebbe stato di Baz? E di Agatha? E di Penny?
Con tutte le storie di maghi Prescelti che avevo letto e amato, sarei stata
capace di scrivere la mia storia?
Perch Carry On proprio questo. Il mio tentativo di dar voce a un
personaggio che non riuscivo a togliermi dalla testa. Di sviluppare questo
genere di personaggio e questo genere di percorso narrativo. stato il mio
modo di donare a Simon e Baz, che in Fangirl erano solo un abbozzo, la storia
che ero convinta meritassero.
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Carry on
di Rainbow Rowell
Titolo originale dellopera: Carry On
2015 by Rainbow Rowell. All rights reserved.
Published by arrangement with St. Martins Press, 175 Fifth Avenue, New York, N.Y. 10010.

2017 - EDIZIONI PIEMME S.p.A., Milano


Ebook ISBN 9788858517819

COPERTINA || ART DIRECTOR: FERNANDO AMBROSI | GRAPHIC DESIGN: MADDI


OLDANI | ILLUSTRAZIONI: OTTAVIA BRUNO
LAUTRICE || AUGUSTEN BURROUGHS

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