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ANCORA SULL’OBELISCO ADRIANEO DEL PINCIO

PIERLUIGI ROMEO

a conclusione degli scavi condotti a partire dal pietti dell’obelisco oggi al Pincio, una collocazione che a
L 2001 nell’area della Grande Esedra di Villa
Adriana ha confermato quanto affermato da chi
nostro parere è da escludere, oltre che per gli argomenti
da noi addotti in precedenti studi, anche per gli ele-
sosteneva l’inconsistenza dell’identificazione menti nuovi emersi dalle ricerche sul monolite e di
dell’area con il sepolcro di Antinoo (chiamato cui si tratterà preliminarmente in questa sede.
dall’autore dello scavo Antinoeion), che pure era Come altrove ipotizzato, l’obelisco doveva appar-
data per certa dagli autori dello scavo. tenere probabilmente ad una coppia: nuovi elementi
Nessuna traccia è stata infatti rinvenuta del- sembrano confermare questa teoria.
la camera funeraria dove sarebbe stato deposto Ovviamente si tratta di ipotesi che andranno ap-
il corpo del favorito di Adriano, morto annega- profondite e che qui vengono anticipate sia pure con
to nel Nilo durante il soggiorno egiziano del- tutte le cautele del caso.
l’imperatore. Se, infatti, le fasi conclusive degli scavi del ninfeo
Si è, invece, con ogni probabilità di fronte della Grande Esedra hanno mostrato la totale assenza
ad un ninfeo monumentale, simile al Canopo, della supposta camera funeraria e della base dell’obe-
seppure meno imponente, con due tempietti lisco, l’analisi di un frammento di obelisco in granito
(poco più che edicole) forse dedicati ad Iside e rosso di Assuan ora ai Musei Capitolini ed il riesame
Serapide, se davvero gli elementi egittizzanti diretto dei testi dell’obelisco del Pincio ci permettono
rinvenuti nell’area fossero collocati in origine di addurre nuovi elementi.
presso la Grande Esedra e non, come non è da Nella collezione egizia del Campidoglio è conser-
escludere, provenienti dalla spoliazione di altre vato un frammento di obelisco in granito rosso (cat.
zone e qui abbandonati in epoca post antica. 3) misurante m 0,33x0,22x0,231.
Ne emerge un quadro del tutto differente Il pezzo presenta parte di
da quello che, con eccessivo ottimismo, era sta- due lati di un obelisco con
to prospettato come certo iscrizioni geroglifiche, inqua-
negli scritti degli autori del- drate da linee parallele verti-
lo scavo, e che porta ad cali come tipico degli obeli-
escludere definitivamente schi d’età romana; due lati
una sepoltura di Antinoo non sono conservati.
od anche la presenza di un Il frammento riporta su
suo luogo di culto nell’area una faccia l’iscrizione:
della Grande Esedra. ...Wsir a[...]...,
Nel corso di tutte le ovvero:
campagne di scavo condot- ...Osiride A[...] ...;
te a partire dal 2001 non è si tratta dell’unica parte leggi-
mai emerso un singolo ele- bile.
mento riconducibile, anche I segni sull’altra facciata
indirettamente, al giovane sono troppo frammentari per
bitino, e tantomeno alla sua essere letti. Appare pertanto
sepoltura in loco. piuttosto ragionevole ritenere
Ciò coincide con quan- che l’iscrizione vada integrata
to sostenuto dalle fonti an- come Wsir a[ntynw], Osiride
tiche (compreso il medesi- A[ntinoo].
mo obelisco variano) circa Nel frammento il nome
una spoltura egiziana di Wsir appare seguito dal gero-
Antinoo: ancora nel IV se- glifico b (a), l’inizio del no-
colo Epifanio di Costanza me Antinoo.
ne menziona la tomba ad In nessun obelisco di Ro-
Antinoe. ma attualmente noto, tranne
Dagli ultimi scavi nep- quello del Pincio, esiste una
pure sono emersi elementi associazione tra Wsir e termi-
nuovi riguardo alla pretesa ni inizianti con a, né del resto
collocazione tra i due tem- OBELISCO DI ADRIANO AL PINCIO (ROMA) gli appellativi che usualmen-

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te seguono il nome del dio iniziano con a; si tratta sicura- tenendo però conto che non è assolutamente possibile ten-
mente dell’inizio di un nome proprio: ciò è assolutamen- tare alcuna ipotesi sul contenuto del testo. Sull’ipotesi del-
te inusuale su un obelisco, essendo documentato per il so- l’appartenenza dell’obelisco pinciano ad una coppia chi
lo Antinoo. scrive aveva già avanzato tali ipotesi5 ricordando come tut-
La stessa presenza del nome Osiride è inconsueta nei to ciò che era noto degli obelischi la rendesse estrema-
testi di un obelisco, in quanto il dio aveva una valenza fu- mente plausibile; la probabile identificazione del fram-
neraria piuttosto che solare; del resto nel frammento ca- mento capitolino con il gemello conferma ulteriormente
pitolino si tratta chiaramente del nome di un defunto pre- l’infondatezza delle tesi avanzate da chi pretendeva una
ceduto da Wsir. provenienza dell’obelisco aureliano dal preteso Antinoeion
Si deve escludere il nome di un imperatore o di un’ im- di Villa Adriana, dove non esiste lo spazio per una coppia
peratrice, in quanto non scritto in un cartiglio, come sa- di obelischi.
rebbe stato ovvio; e anche va escluso possa trattarsi di un È interessante ricordare come Serena Ensoli Vittozzi
privato, vista la provenienza egiziana del granito rosso, ec- abbia collegato all’obelisco del Pincio la rappresentazione
cessivamente dispendiosa da procurarsi, per di più da cave sul grande cratere a campana in granito nero anch’esso nel-
di proprietà imperiale. la collezione capitolina6 sul quale sono scolpite varie fi-
Oltre al materiale, anche lo stile e la grafia dei caratte- gure in stile egittizzante, alcune delle quali sicuramente
ri geroglifici ed il fatto che l’iscrizione sia delimitata da due sono statue, e due obelischi, uno posto di fronte ad una
linee parallele incise datano il pezzo alla media età impe- divinità con la corona doppia (Atum) e ad un airone – il
riale, e presentano una corrispondenza perfetta con l’obe- becco dritto esclude che sia un ibis – ossia l’uccello Bnnw,
lisco del Pincio. sacro al dio (dai greci identificato con la fe-
Il pezzo venne rinvenuto inglobato nice), l’altro davanti al falco sacro a Ra
nelle mura Aureliane2, nella zona tra Horakhty e ad Iside Sothis.
Porta Maggiore e l’anfiteatro Castrense, Si tratta delle due forme del sole, al
non lontano dunque dall’area del Circo tramonto ed al mattino e quindi all’occi-
di Elagabalo, luogo dove agli inizi del dente ed all’oriente.
XV secolo era stato dissotterrato l’obe- Se si trattasse della raffigurazione
lisco attualmente visibile al Pincio3. dell’obelisco del Pincio sarebbe la con-
Particolarmente importante appare ferma che questo fosse, come sempre,
la menzione di Osiride, come accenna- parte di una coppia7.
to piuttosto inusuale negli obelischi (e Ensoli Vittozzi interpretò la coppia
che, in quelli romani compare solo nei di obelischi come eretti presso la tom-
testi di quello del Pincio) in quanto le- ba od il cenotafio di Antinoo8; se così
gata all’ambito funerario. fosse, l’ipotesi della Grande Esedra co-
Nel caso dell’obelisco aureliano in- me luogo di sepoltura o di culto del
fatti il nome del dio compare a causa giovane bitino sarebbe anche in que-
dell’identificazione tra Osiride ed il sto caso da rigettare, perché manca
defunto, ciò che costituisce un unicum assolutamente lo spazio per due obe-
nei testi dei monoliti d’età imperiale. lischi.
Va sottolineato come il blocco ca- La presenza di pini marittimi nel-
pitolino non sia un frammento pro- la decorazione del cratere conferma
veniente dal monolite del Pincio, il che la scena è ambientata in Italia,
quale non presenta fratture nelle co- forse nella stessa Villa Adriana; va
lonne di testo in corrispondenza del però detto che sul cratere Antinoo
nome di Antinoo, ma costituiva sicu- non appare rappresentato.
ramente parte di un secondo obeli- Potrebbe dunque essere la rap-
sco. presentazione di un Serapeo, come
La posizione del nome di A[nti- sembra indicare la rappresentazio-
noo] (se l’integrazione proposta qui ne di una statua di Serapide assiso,
è corretta) porta ad ipotizzare che si barbato, e con la doppia corona9,
possa trattare forse di un frammen- davanti al quale un personaggio in-
to proveniente dalla parte superiore ginocchiato reca offerte. Specular-
del tronco dell’obelisco, speculare al mente a Serapide, sul lato opposto,
testo del lato del monolite oggi al è rappresentata Iside - Sothis, iden-
Pincio, convenzionalmente indicato tificata da una piccola figura cani-
come I4, in cui si parla della dedica na posta sopra la testa (Sirio era la
di un tempio al favorito dell’impe- stella del cane)10. Mancano poi di-
ratore dopo la morte per annega- LATO I. MENZIONE DELLA DEDICA DEL vinità funerarie quali Osiride o
mento nel Nilo. TEMPIO AD ANTINOO. SI NOTI LA FRATTURA Anubi.
DEL TESTO IN CORRISPONDENZA DEL NOME
Ciò per la posizione del nome, ROMA E LA MENZIONE DI dSrt Tuttavia il testo dell’obelisco del

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ROMA, VIA OZIERI. ISCRIZIONE COMMEMORATIVA DEL RITROVAMENTO DELL’OBELISCO DEL PINCIO

Pincio e numerosi documenti11, ultimo dei quali la testi- tre infiorescenze di palma; in realtà non si tratta del trilit-
monianza di Epifanio nel IV secolo d.C. sono concordi tero st (4) ma di iy (111), una ben nota variante di iw, es-
nell’indicare come Antinoo sia stato sepolto in Egitto: in sere15: esaminando il testo, sotto le tre infiorescenze di
tal caso se realmente i due obelischi rappresentati sul cra- canna non compare la barretta (il terreno), ma il segno d
tere sono quelli dedicati al giovane bitino è allora da ve- (f), che forse per problemi di prospettiva venne confu-
dere nei rilievi la rappresentazione di un tempio romano so con la base dei tre segni sovrastanti, alterando la lettura
da cui i due monoliti provengono; e il fatto che sia il di questa parte dell’iscrizione. Le fotografie allegate per-
frammento capitolino che l’obelisco del Pincio siano sta- mettono al contrario una lettura esatta.
ti rinvenuti in luoghi vicini tra loro porta a ritenere che Ciò dimostra come l’esame diretto rimanga fondamen-
dovessero sorgere presso la zona di Porta Maggiore, un’a- tale per una corretta interpretazione del testo antico16.
rea dove erano diffusi culti orientali, come prova il mi- La trascrizione del passo è la seguente:
treo di Piazza Dante, forse da ricondurre alla presenza (...) antyniw nty m htp m iAt tn nty m- Xnw nty iy dSr[t] n nb
degli Equites Singulares Augusti, ai quali Antinoo appare wAs[...] [manca la parte inferiore per la frattura del
legato dalla nota raffigurazione della caccia al leone ora fusto]... [...]h rwma (...)
sull’arco di Costantino12. (...) Antinoo che si rallegra in questo santuario posto al-
Va però detto che il testo dell’obelisco del Pincio fa ri- l’interno di dSr[t]17 del signore di wAs[t?] [...]h ...di
ferimento esclusivamente all’Egitto, e più precisamente Roma (...)
alla zona di Ermopoli, che sorgeva sulla riva occidentale Oltre questa riga il testo presenta un’interruzione do-
del Nilo, quasi di fronte ad Antinoe13. vuta alla frattura.
Si deve sottolineare come sino ad oggi, anche da chi Che non si tratti di una tomba è piuttosto chiaro: iAt (o)
scrive, le traduzioni siano state condotte sulla vecchia tra- indica un tempio: così nei testi si incontrano iAt Sbk (il tem-
scrizione effettuata nel XIX secolo da Orazio Marucchi14, pio di Sobek) nel Delta, iAt PtH (il tempio di Ptah) nel
e ripresa da autori quali E.A. Wallis Budge. Un esame di- Fayyum, iAt rwy, iAt MaAt (il tempio di Ma’at ad Edfu), il
retto del testo, compiuto da chi scrive sulla base di foto- distretto di iAt Nkhbt (lett. Il Santuario di Nekhebt) nel no-
grafie, ha permesso di emendare tali inesattezze. mo diospolitano, solo per citare qualche nome tra le deci-
Nel celebre e discusso passo relativo all’istituzione di ne possibili18. Fondamentale per la comprensione del testo
un tempio in onore di Antinoo (tempio che alcuni hanno è poi la presenza dell’indicazione geografica
preteso di interpretare come tomba!) uno dei termini più fQx
discussi era quello variamente tradotto come campo, villa, OQ
o persino giardino: ciò sulla base della trascrizione st di dSr[t], seguita dal determinativo di località (e non da quel-

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lo di edificio come sarebbe stato se ci si fosse riferiti alla ferimento ad un tempio, con ogni probabilità l’Αδριανειον
villa tiburtina19). di Antinoe, nel cui nome era presente il nome Roma: i ter-
La menzione di dSr[t] fa parte di un esplicito riferi- mini nb wAs potrebbero far riferimento all’imperatore: per
mento all’identificazione tra il defunto Antinoo ed Osiri- Adriano divinizzato è attestato l’epiteto corrispondente di
de, che nel capitolo CXLIII della redazione saitica del Li- ευεργετικωτατος κυριος25.
bro dei Morti è chiamato Wsir nb dSr[t]20, Osiride signore Una seconda possibilità è che si faccia riferimento ad
di dSr[t]. Amon Ra, titolare del tempio di età ramesside che sorge-
Piuttosto che come una città il toponimo dSr[t] è tut- va nel sito di Nefrusy, dove sorse poi Antinoe: in tal caso
tavia da intendere come il deserto orientale, quello ai cui bisognerebbe integrare con nb wAs[t] Signore di Tebe26: il
margini venne fondata Antinoe21, ossia, traducendo let- tempio di Ramesse II eretto presso quella che divenne An-
teralmente, la terra rossa, contrapposta alla terra nera, ov- tinoe era dedicato al culto delle divinità di Eliopoli ed Her-
vero la parte fertile. mopolis Magna, gli stessi dei rappresentati sull’obelisco27;
È ben noto come i templi funerari ed i sepolcri sorges- è legittimo ritenere che si trattasse delle divinità poliadi di
sero nel deserto, così come oltre la terra fertile era stata Nefrusy, e che tali siano rimaste anche dopo la fondazio-
costruita la maggior parte di Antinoe, che si ergeva in un ne di Antinoe il che spiega la loro presenza sull’obelisco
luogo ove la fascia coltivabile è limitata a pochi metri. ora al Pincio. Tuttavia resterebbe oscura, anche per la la-
La lettura dSr[t] è assolutamente certa, e ci pare possa cuna e la possibile perdita di caratteri geroglifici, la men-
contribuire a risolvere il dubbio sulla collocazione del san- zione di Roma.
tuario di Antinoo in Egitto, nella città a lui dedicata22. La traduzione proposta da Iversen di un tempio della
Le argomentazioni favorevoli alla sepoltura tiburtina di Tykhe Romana28, per quanto dubbia, ci sembra un’ipote-
Antinoo sono da ritenersi del tutto infondate, almeno sulla si possibile, anche se, alla luce della menzione di dSr[t] ci
base dei testi dell’obelisco superstite, anche perché appare sembra che tale tempio non sia eventualmente da collo-
assai improbabile che in età romana qualcuno abbia pen- care a Roma, come pensava lo studioso danese, ma ad An-
sato di associare il deserto alla villa imperiale di Tivoli. tinoe29.
Quanto alla menzione di Roma (...h23 rwma) è segui- Ancora un’osservazione può essere utile: nella rappre-
ta da ben due determinativi: quello di città (Q) e quello di sentazione della cuspide rimane la figura di Onhuris nel-
santuario (o) lo stesso segno che, come trilittero iAt, è l’atto di offrire all’imperatore (non ad Antinoo!) il segno
usato per indicare il santuario di Antinoo24. · sd, tradotto convenzionalmente con giubileo.
Più che alla città di Roma, il testo sembra quindi far ri- Con questa cerimonia, risalente almeno all’Antico Re-

ROMA. MUSEI CAPITOLINI - CRATERE A CAMPANA, RILIEVI B E A

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gno, nel corso di taluni riti compiuti presso le Case del to II 37), come dimostra l’incipit sulla morte di Antinoo,
Nord e del Sud, due templi raffiguranti il Basso e l’Alto lato I e lato IV.
Egitto (rappresentati nel geroglifico), il vigore e la forza Il lato III inizia con Antinoo che riceve l’ordine divino
giovanili. Hornung sottolinea come la scena della cuspide di andare nell’aldilà38, e viene imbalsamato dai sacerdoti,
vada ricollegata con l’emissione di monete in cui Adriano entrando nella Sala Ma’aty al seguito di Osiride.
viene definito Hadrianus ren[atus]30 la cui coniazione de- Antinoo viene adorato nel nomo di Ermopoli, e Toth,
ve essere posta in relazione con il viaggio in Egitto e la par- Signore delle parole del dio (nb nTr mdwt) ringiovanisce il
tecipazione alle cerimonie della festa sed31. suo ka, e gli vengono dedicati altari ed un lago sacro; egli,
Grimm, sulla base di Marucchi e delle vecchie inter- come ax ikr può entrare ed uscire a propria volontà dall’al-
pretazioni delle statue adrianee di faraone come “Antinoo dilà, e gli dei guardiani delle Porte gli aprono i chiavistelli.
Osiride”, non riesce a spiegarsi perché il favorito bitino- Il testo prosegue sul lato I con la descrizione del suo
contrariamente a tutte le tradizioni egiziane - venga rap- santuario nel deserto orientale, forse presso il tempio di
presentato sull’obelisco al posto dell’imperatore, o come Amon (il signore di Tebe [?], nb w3s[t?]) con sacerdo-
faraone nella statuaria, e collega ciò alle cerimonie giubilari ti sia egizi che greco-alessandrini; gli viene poi intitola-
ed all’appellativo di renatus, legato al compimento di tali ta una città abitata da greci (seguendo il modello delle
riti di ringiovanimento: tuttavia ancora una volta, la festa πολιτευµατα tolemaiche).
sed è esclusivamente regale (e si compie per il sovrano vi- Il tempio è decorato in stile egiziano e greco.
vente!) e l’appellativo renatus è attestato dalla documen- Infine, sul IV lato, è ricordata l’istituzione dei giochi in
tazione antica esclusivamente per Adriano32. onore del giovane (noti dai testi come Μεγαλα Αντινοεια)
Ciò ci conferma nella nostra proposta di vedere in ta- che hanno luogo nel nomo ermopolitano nell’anniversa-
lune statue (se non in tutte) Adriano sbarbato secondo la rio della morte di Antinoo.
tradizione egiziana33, ed identificato con  . r wr, Horus il In tale occasione coloro che lavorano sul Nilo, dove il
Grande: va detto come talune statue raffigurino certamen- giovane è morto, dopo aver gareggiato, offrono ad Antinoo
te Antinoo, ma senza ureo sul nemes: ciò ha riscontro in corone di fiori (le corone di giustificazione, ben note in età
una statua di Antonio, oggi al museo del Cairo34. greco-romane, eco delle Antisterie ateniesi) Antinoo ga-
Si tratta però di statue che, contrariamente a quanto rantisce ai suoi fedeli la guarigione dalle malattie, compa-
spesso affermato, non presentano alcun riferimento ad Osi- rendo in sogno a chi dorme nel suo santuario (incubatio).
ride, come notò anche Grimm, ma sono rappresentazioni Si è qui omessa la traduzione del lato II, ovvero l’iscri-
di Antinoo (se di lui davvero si tratta) vivo, eseguite prima zione dedicatoria in onore di Adriano e di Vibia Sabina,
della morte del favorito dell’imperatore. che non ha rapporti con il culto di Antinoo.
Per tornare alla festa sed può esser degno di nota come
sul pilastro dorsale della statua assisa frammentaria di Ra- Lato III.
messe II rinvenuta nell’area della cd. Grande Esedra com-
L’Hsy Antinoo, giusto di voce. Era un bel fanciullo, festoso
paia l’epiteto Signore delle feste Sed come suo padre [Ptah]
nel volto (sbh Hr), forte di animo, valoroso come un leone.
Ta[tenen]35, che forse può aver contribuito alla scelta del-
Avendo ricevuto il comando del dio di andare, gli sono
la statua per la collocazione (probabile ma non certa) in
stati praticati tutti i riti dei sacerdoti hm di Osiride e tutte le
un’area dove incidentalmente sorgevano due tempietti af-
operazioni misteriose del suo libro, tutto il paese ne venne a
frontati, in un ambito sicuramente legato all’Egitto e che
conoscenza e tutti ne parlarono con ardore39 come mai era
richiama fortemente l’esedra-ninfeo campense36.
avvenuto sino ad oggi.
I suoi altari, il suo lago sacro, le preghiere per lui gli dan-
no il soffio di vita. Nel cuore di tutta la gente di Hermopolis vi
Appendice fu adorazione per lui.
Il Signore delle parole del dio40 ringiovanisce il suo k3.
Traduzione dell’obelisco del Pincio. La gente lo ama, lo adora e lo loda, il suo posto è nella
Sala Ma’aty con gli aHw ikr che sono al seguito di Osiride; il
Nota. suo ka è libero di entrare e di uscire secondo la sua volontà, e
Forniamo qui la traduzione completa dei tre lati del- i Custodi delle Porte della terra del Silenzio41 aprono i loro
l’obelisco che fanno riferimento ad Antinoo. chiavistelli e spalancano le loro porte per milioni di anni.
Malgrado la frammentarietà del passo qui emendato,
la menzione del deserto orientale dSr[t] si inserisce – ben Lato I.
più coerentemente delle vecchie traduzioni basate sulla L’sy giusto di voce, Antinoo, che si rallegra in questo san-
trascrizione errata – nel quadro esclusivamente egizio dei tuario posto all’interno del deserto orientale (...) del signore
testi dell’obelisco, che collocano tutta la vicenda della mor- di Tebe[?](wAs[t?]) [...]h di Roma.
te, della sepoltura e del culto di Antinoo nell’area di Er- Gli è stato eretto un tempio e gli viene tributato culto come
mopoli. La sequenza di lettura dei testi è la seguente: la- ad un dio da parte dei sacerdoti hm e dei sacerdoti w3b del-
to II, con l’iscrizione dedicatoria di Adriano e di Sabina l’Alto e del Basso Egitto e di quelli che sono ad Alessandria.
Augusta, lato III (speculare alla dedica dei sovrani sul la- Gli è stata intitolata una città, abitata dai greci; gli dei e

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le dee dei santuari d’Egitto sono andati lì e sono stati donati sono in questo luogo, i giovani rematori, i più forti di tutto il
loro campi e terreno fertile. nomo, tutta la gente che conosce la devozione a Thot43, por-
C’è un tempio di questo dio, l’sy Osiride Antinoo, giu- tano in dono corone e offerte di ogni cosa dolce e pura sui suoi
sto di voce, costruito con pietra bianca decorato con sfingi sta- altari, e gli bruciano incenso, i seguaci di Thot lo lodano (An-
tue ed ornamenti senza numero nello stile antico e nello stile tinoo) per la sua potenza perche tutti quelli che si recano al
dei greci. Tutti gli dei gli concedono il soffio di vita, e la salu- suo tempio da ogni parte di tutta la terra, sono ascoltati nel-
te, per l’eternità. le loro preghiere, ha guarito i malati apparendo nel sogno
(snb-f mrw m whm ii-n-f m rswt) e le cose (da lui compiute)
Lato IV. hanno avuto successo tra gli uomini con il suo volere, perché
L’sy Antinoo, giusto di voce; si celebra una festa in que- è di origine divina ed è un dio dalla nascita (Hr nti mt nTr pw
sto giorno42 nel suo tempio, che porta il suo nome; i forti che wdn-f Hr msxnt).

1) S. BOSTICCO, Cataloghi dei Musei Ca- ponendo la possibile esistenza in origine di un peion di Luxor: Α∆ΡΙΑΝΟΣ ΖΕΥΣ ΕΛΙΟΣ
pitolini, III, Monumenti egizi ed egittizzanti, secondo obelisco con la rappresentazione di ΜΕΓΑΣ ΣΑΡΑΠΙΣ: JEA XL (1954), p. 126,
Roma 1952, 3. - Frammento di obelisco, p. 25. Atum sulla cuspide (ROMEO 2005, p. 6). 1) Iside può venire collegata con Sabina, co-
I numeri di catalogo qui utilizzati sono quelli L’obelisco del Pincio era collocato sicura- me in una moneta coniata nel 134-138 dalla
dati dal Bosticco. mente sul lato orientale di un tempio, il ge- zecca di Roma per l’arrivo ad Alessandria del-
mello su quello occidentale, se l’edificio fos- la coppia imperiale: sul verso (iscr. ADV
2) BOSTICCO 1952, p. 25.
se stato orientato su un asse nord-sud, o, più AVG ALEXANDRIAE) la coppia Serapide-
3) Il Mari, a sostegno della sua ipotesi sulla probabilmente sui lati meridionale e setten- Iside accoglie Adriano e Sabina. Serapide
collocazione del monolito a Villa Adriana, so- trionale rispettivamente se il tempio avesse stringe la mano all’imperatore, mentre Iside
stiene che l’obelisco – che a suo dire non sa- presentato il tradizionale orientamento su un agita il sistro e Sabina stringe un oggetto, pro-
rebbe monolitico, ma composto da lastre (sic!) asse est-ovest. Sull’orientamento degli obeli- babilmente una situla, elemento costante del
– sarebbe stato rinvenuto nell’area della Gran- schi, riconoscibile dalla direzione delle iscri- culto isiaco ed attributo di molte divinità fem-
de Esedra da ignoti e quindi portato a Roma zioni e dalle divinità raffigurate sul pyrami- minili egizie. Le due coppie sono chiaramente
agli inizi del 1500. In realtà è noto come l’o- dion, R. ENGELBACH, The Direction of the speculari e poste sullo stesso piano di impor-
belisco venne ritrovato negli anni venti del Inscription on Obelisks, ASAE 29 (1929), pp. tanza (S. BAKHOUM, Les thèmes égyptisants
XVI secolo nella vigna appartenente a Giro- 25-30, L. HABACHI, The Obelisks of Egypt. de l’atelier de Rome d’Auguste à Caracalla, in
lamo Milanese fuori Porta Maggiore, la cui Skyskrapers of the Past, New York 1977 (tr. it. L’Egitto e l’Italia, cit., pp. 208-209 (fig. e num.
proprietà passò in seguito ai fratelli Marcello a cura di S. BOSTICCO, Roma 1978), pp. 5), 214. Da notare come sul recto Adriano sia
e Curzio Saccocci che lo riportarono alla luce 18-19; ROMEO 2005 loc. cit. Nel caso del- rappresentato senza barba. Si veda su Sabina
nel 1570. Ci si potrebbe chiedere chi agli ini- l’obelisco di Adriano la sequenza di lettura è: e Iside: PIERLUIGI ROMEO, Signora delle
zi del 1500 fosse in grado di trasportare un lato II, lato III, lato I, lato IV. Due Terre. Sabina e l’Egitto, in B. ADEMBRI,
obelisco da Tivoli a Roma salvo abbandonar- M. NICOLAI (curr.), Vibia Sabina da Augu-
lo fuori porta Maggiore, dopo aver vagabon- 8) ENSOLI VITTOZZI, 1992, pp. 47- 50; sta a Diva, Milano 2007.
dato nella campagna romana, e dopo averlo per Bosticco invece le figurazioni non hanno un
seppellito (poiché come ricorda la lapide com- significato particolare ma riproducono semplice- 11) P. Oxy. XVII 2131,5 (207 d.C. ca):
memorativa posta dai fratelli Saccocci, oggi vi- mente scene di ‘genere’ egittizzante come altre di ..εκ τευκους συνκολλεσιµον Βιβλειδον επι−
sibile in via Ozieri, venne ritrovato sottoter- età romana nelle quali i simboli e gli atteggia- δοτεντον Σουβαστιανο Ακυλα το λαµπο(τα−
ra), senza che di ciò rimanessero tracce nelle menti dei modelli egizi sono spesso deformati το) εγεµονι προτετεντον εν Αντινοον πολ(ει)
cronache in documenti d’archivio. (Bosticco 1952, p. 26). εν το Αντινοειω.

4) Il lato principale dell’obelisco era quel- 9) Erik Hornung sottlinea come Serapide 12) Sulla raffigurazione di Antinoo come
lo oggi indicato come IV, sul quale compare di tanto in tanto sia mostrato anche con una te- hastiliarius, cfr. ROMEO 2005, pp. 11- 12.
l’iscrizione dedicatoria ad Adriano ed a Sabi- sta di Zeus con corona egizia il che indica che Sui culti praticati dagli Equites Singulares,
na, che riveste qui un importanza notevole, egli riunisce in sé entrambi gli dei, Zeus ed Osi- M.P. SPIEDEL, Riding for Caesar. The Roman
tanto da essere l’unica sovrana ad avere nun ride (E. HORNUNG, Des esoterische Ägypten. Emperors’ Horse Guards. London 1994, pp.
prenome racchiuso in un cartiglio, e non solo Das geheime Wissen des Ägypter und sein Ein- 139- 151.
il nome (uniche eccezioni furono regine qua- fluß auf das Abendmal, München 1999 [tr.it. 13) Si veda il testo in appendice al presen-
li Nitocris della VI dinastia ed Hatshepsut del- Torino 2006, p. 100]). te articolo.
la XVIII, che però utilizzarono un protocollo
10) Ancora Hornung: [Iside] come Iside 14) Non è forse inutile, visto quanto segue,
reale maschile). Si veda P. ROMEO, L’obeli-
Sothis porta l’inondazione del Nilo a cavallo di inquadrare un istante la figura del Marucchi,
sco di Adriano al Pincio ed il presunto Anti-
un cane e quindi la fertilità per l’Egitto e per tut- poiché sul suo lavoro sugli obelischi romani
noeion di Villa Adriana, AANSA 6 (2005) pp.
to il mondo romano (HORNUNG 1999, loc. del 1896, e sulle sue trascrizioni, si basano
6 segg.
cit.). Sull’importanza di Iside-Sothis in età molti studi successivi, sino ad oggi. Marucchi
5) ROMEO 2005. adrianea, si veda S. ENSOLI, L’Iseo e Serapeo era di formazione un archeologo cristiano, al-
del Campo Marzio con Domiziano, Adriano e i lievo di G.B. de Rossi; così lo descrive P. Per-
6) Cat. 6: BOSTICCO 1952, pp. 25- 26;
Severi, in N. BONACASA, M.C. NARO, gola: tanto prolisso e longevo quanto scientifica-
S. ENSOLI VITTOZZI, Musei Capitolini. La
E.C. PORTALE, A. TULLIO (curr.), L’Egit- mente poco attendibile... L’enorme quantità dei
collezione egizia, Milano 1992, pp. 47- 50.
to in Italia dall’Antichità al Medioevo. Atti del suoi scritti merita una qualche considerazione
7) Anche chi scrive ha avanzato questa III Congresso Internazionale Italo-Egiziano, Ro- solo quando riprende idee e teorie – edite ed ine-
ipotesi, sulla base della rappresentazione di ma 1988, pp. 407- 438. Se Adriano appare le- dite – del de Rossi (P. PERGOLA, Le Cata-
Ra Horakhty sul pyramidion in corrisponden- gato alla figura di Serapide (con cui è identi- combe romane. Storia e topografia, Roma 2002,
za del lato con l’iscrizione dedicatoria, pro- ficato in un’iscrizione datata al 126 dal Sera- pp. 42- 43). Ci si immagini quando pretese di

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occuparsi di un campo estraneo ai suoi studi presenta tagliato nella parte superiore a causa 28) HABACHI 1977 (trad. it. Roma 1978,
come l’egittologia. della frattura seguita all’abbattimento dell’o- p. 115).
belisco; venne copiato ed integrato come A
15) E.A. WALLIS BUDGE, An Egyptian 29) Sul culto di Sors-Fortuna in Egitto in
(G1,! avvoltoio capovaccaio) da Marucchi e
Hieroglyphic Dictionary, London 1920, I, p. 30 età imperiale, v. P. ROMEO, Documenti rela-
da allora sempre accettato; è invece da legge-
col a; A.H. GARDINER, Egyptian Grammar, tivi ai culti castrensi in Egitto (I-III secolo) AAN-
re come G37 (E, passer domesticus aegyptia-
Oxford 1956, § 468, 6. SA 4 (2003), pp. 64- 65.
cus) come si evince dall’esame diretto: le zam-
16) Va precisato che tranne l’erronea in- pe non presentano le “calze” di penne del Neo- 30) HORNUNG 1999, p. 108. Si con-
terpretazione di iy il rimanente testo è sostan- fron pernocterus, ma sono quelle di un passe- fronti con il demo di Αδριανιος Ζηνειος ad
zialmente corretto. raceo. Anche la coda è completamente diver- Antinoe, documentato in un contratto d’affit-
sa. Pertanto è da considerarsi errata la lettura to risalente al 232 d.C. (P. Flor. III 383, 37):
17. Lett. Il quale (nty) è nell’interno, che si hA, nei pressi. Va anche emendata la lettura h3 cfr. RONCHI 1974 s.v.
trova in dSr[t]. Nel testo è usata una forma ab- rwma che del resto poneva la questione del
breviata per m- Xnw, nty iy rafforza il signifi- prefisso hA davanti al nome di Roma, assente 31) HORNUNG 1999, p. 108. Lo studio-
cato della frase precedente. dalle altre menzioni della città nei testi egizi, so svizzero identifica erroneamente Onhuris
e senza alcun significato in egiziano. Dall’esa- con Antinoo, sulla base dello studio di G.
18) “Tomba” in egiziano è is, maha, mraha, GRIMM Antinous renatus et felix? In J. MI-
mr (piramide, tomba monumentale): GAR- me diretto del testo, h è l’ultima lettera di una
parola seguita dal determinativo, il cui inizio NAS, J. ZEIDLER (curr.) Aspekte spätägypti-
DINER 1956, p. 627 col. a. sche Kultur, Festschrift Erich Winter, Mainz
è andato perso a causa dalla frattura del mo-
19) Stranamente, chi ha avanzato talune nolite, e che non è possibile identificare con 1994, pp. 103-112. Di Adriano e la festa sd,
ipotesi sulla sepoltura di Antinoo basandosi sicurezza. Va notato come nella trascrizione e in particolare del ruolo rivestito nelle ceri-
sull’obelisco, non sembra prestare attenzione del Marucchi non venga segnalata la frattura monie da Sabina, mi sono occupato nel mio
ai determinativi usati dal lapicida, essenziali e le lacune dei segni siano state integrate non studio su Sabina e l’Egitto, pubblicato nel ca-
per una corretta interpretazione: si pensi che sempre esattamente, ciò che ancora una volta talogo della mostra tiburtina dedicata all’im-
il nome di Antinoo non è seguito dal deter- ha condizionato le successive interpretazioni peratrice nell’estate 2007 (Adembri 2007).
minativo di divinità (A 40) ma da quello in- del testo geroglifico. 32) HORNUNG, loc. cit.; anche l’egittolo-
dicante una revered person (A 52), a conferma go svizzero annota perplesso che le statue rap-
del fatto che Antinoo non fosse considerato 24) La presenza del determinativo N 30
conferma che il testo parli, a proposito di An- presenterebbero Antinoo – che non era impe-
un vero dio (nTr) ma un defunto eroicizzato ratore – come un faraone (ibid) senza riuscire
(Hsy) come del resto afferma il testo dell’obe- tinoo, di un edificio sacro e non di semplice
tomba. a spiegarsi questa incongruenza.
lisco: cfr. ROMEO 2005 p. 14 n. 30, e id.,
L’Egitto al tempo dei Romani, in B. ADEMBRI 25) Per un repertorio di fonti e testi relati- 33) P. ROMEO, Considerazioni sui reperti
(cur.), Suggestioni egizie a Villa Adriana, Mila- vi al culto di Adriano ed all’Αδριανειον si ve- egizi ed egittizzanti recentemente rinvenuti a Vil-
no 2006, pp. 28 segg. La presunta menzione da G. RONCHI, Lexicon Theonymon rerum- la Adriana, AANSA 5 (2004), pp. 126-127 e
della villa Adriana non è seguita dal determi- que sacrarum et divinarum ab Aegytum perti- n. 16. Va ricordato come già Mario Attilio Le-
nativo di casa o palazzo (O 1, O 11) come sa- nentium quae in papiris ostracis titulis graecis vi ammoniva che non bisogna vedere un Anti-
rebbe stato logico se l’interpretazione data fos- latinisque in Aegypto repertis laudantur, I, Mi- noo in ogni figura maschile giovane e piuttosto
se stata corretta, ma da quello di città (O 4) lano 1974, pp. 61 segg., sub voces. triste (M.A. LEVI, Adriano, Milano 1994, p.
(i numeri e le lettere fanno riferimento alla Si- 126).
gn List in appendice alla grammatica di A.H. 26) A Nefrusy sorgeva un grande tempio
probabilmente eretto da Ramesse II (1290- 34) A.K. BOWMAN, Egypt after the Pha-
GARDINER, Egyptian Grammar, Oxford raos, London 1986 (tr. it. Milano 1988, p.
1956). 1224 a.C.) dedicato ad Amon Ra, Thot Si-
gnore di Khemenw (Hermopolis), Onhuris e 39).
20) Cap. CXLII, sez. III, 6. Ra Horakhty. Si tratta delle quattro divinità 35) ROMEO 2004, p. 124.
raffigurate sul pyramidion dell’obelisco di An-
21) BUDGE 1920, II, p. 1062 col. b tra- 36) ENSOLI 1998, passim.
tinoo. Il tempio è forse opera di Ramesse II,
duce dSrt come the eastern desert and Arabia.
ma potrebbe anche essere precedente ed es- 37) Si ricordi come la disposizione dei te-
Si ricordi come Erodoto sostenesse che il Nilo
ser stato ampliato da tale faraone, che vi ap- sti sulle facciate degli obelischi segua schemi
separava l’Asia dalla Libia: la riva orientale del
pose i propri cartigli. Gli scavi condotti in ma- ben precisi: ENGELBACH 1929, pp. 25-30.
fiume apparteneva all’Arabia, mentre quella
niera discutibile da Albert J. Gayet non han-
occidentale era parte della Libia (Her. His. II, 38) Si tratta di un concetto tipicamente er-
no fornito dati certi in merito, anche perché
15-17). mopolitano, come del resto a tale ambiente fa
Ramesse II era solito attribuirsi la fondazione
22) L’Antinoeion è da riconoscere proba- di un edificio anche se lo aveva solo ampliato costante riferimento tutto il testo dell’obeli-
bilmente nell’edificio monumentale in ordine o restaurato; del resto Gayet non era un egit- sco: Toth dà ad Antinoo un ordine, od un de-
corinzio che gli studiosi francesi al seguito del- tologo ed i suoi interessi erano indirizzati ver- creto divino, di partenza per l’Aldilà, con il
la spedizione del gen. Desaix del 1798-9 de- so i ritratti funerari (F. CIMMINO, Ramesse quale il defunto veniva raccomandato agli dei
nominarono erroneamente bains per la pre- II il Grande, Milano 1984, p.199, sugli scavi dell’oltretomba perché venisse accolto favo-
senza di un grande bacino lustrale e di quello francesi ad Antinoe, cfr. M.H.R. [M.H. Rut- revolmente: J. QUAEGEBEUR, Lettres de
che era probabilmente il lago sacro del tem- schowskaya], Antinoe, Un siécle des fouilles Thot et décrets divins, in Essays Herma van
pio, di cui fa menzione l’obelisco del Pincio: I françaises en Egypte 1880-1980, Paris - Le Cai- Voss, Kampen 1988, pp. 105-126.
suoi altari, il suo lago sacro, le preghiere per lui re 1980, pp. 302-303). Il tempio ramesside ri- 39) Seguo qui l’interpretazione di EDDA
gli danno il soffio di vita (lato III). Dell’edificio vestì ad Antinoe un importanza tale che la BRESCIANI, Letteratura e poesia dell’Antico
attualmente non rimane più nulla, poiché il pianta ippodamea venne modificata per per- Egitto, 2a ed, Torino 1997, p. 661, n. 82.
sito di Sheik Iba’da- Antinoe fu utilizzato co- mettere un accesso monumentale al tempio:
me cava durante il XIX secolo; come docu- P. PENSABENE, Le vie colonnate nell’impian- 40) Toth.
mentazione restano alcune tavole della De- to delle città egiziane di età imperiale, in L’E-
41) Gli dei che custodiscono l’accesso al-
scription de l’Egypte, publié par les ordres de Sa gitto in Italia, cit., 1995, p. 352; ROMEO
l’Aldilà, ed il cui nome il defunto deve cono-
Majesté l’Empereur Napoleon le Grand, Paris, 2006, p. 26.
scere per poter entrare nella Duat.
dal 1809, vol. IV, pll 53-54. Le sole tavole
27) Sulle divinità adorate nel tempio di Ra-
della Description sono state ripubblicate in 42) Evidentemente l’anniversario della sua
messe II a Sheik el Iba’da - Antinoe, cfr. J.
volume unico nel 1994: Description de l’Egyp- morte.
BAINES, J. MALEK, Atlas of Ancient Egypt,
te, Köln 1994.
Oxford 1980 (tr. it. a cura di A. ROCCATI, 43) Lett. Coloro che conoscono la superiorità
23) Il segno (un uccello privo di testa) si Novara 1985, p. 128). di Toth: nty rH hry- rd hwty.

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