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Terlizzi, 1-2-3 Marzo 2019

VADEMECUM
DEL

DISCERNIMENTO
SPIRITUALE

Il discernimento alla scuola dello Spirito


Corso pratico per imparare a fare la scelta giusta
IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE

Il vademecum proposto riguarda il discernimento spirituale (e non quello degli spiriti,


morale, vocazionale o altro, anche se li comprende tutti).
Di cosa si tratta? Utilizziamo per la definizione i contributi di don Fabio Rosini e di
Papa Francesco:

 STRALCI TRATTI DALL’ARTE DI RICOMINCIARE DI DON FABIO ROSINI

“Per discernimento intendiamo quella dinamica che guida interiormente


colui che vive al cospetto del Signore, come il Signore Gesù sta al cospetto
del Padre”

“È l’orientamento profondo dell’essere”

“Non è una scelta singola, sussiste in tutte le scelte. È la pasta della vita
nuova che il Signore Gesù ha inaugurato nella carne umana”

“Ogni giornata dobbiamo capire a cosa ci chiama Dio. Capire la vocazione


della vecchiaia, della maturità, la vocazione del lavoro, dell’amicizia. E si
tratta di non stare in una progettualità sterile, in utopie piccole e grandi, ma
nella realtà, nell’obbedienza alla vita.
Ossia?
Assecondare la vita per come Dio l’ha stabilita. Bisogna entrare nelle
venature della vita, saperla assecondare per come è. Ci è consegnata la vita
benedetta. Questo è comando di Dio. La sua volontà è: obbedienza a
questa benedizione. È vitale rinvenire, accogliere e assecondare la
benedizione di Dio nella nostra esistenza”

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“Lo stadio ultimo del discernimento di primo livello è generare vita. Il
parametro estremo di tutto questo percorso è la vita altrui. Ogni cosa è un
cammino dalla solitudine alla relazione. Ogni cosa che farai, per
ricominciare, ha un termine che valuta tutto: controllare se ti porta a
generare la vita”

 STRALCI DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA GAUDETE EXULTATE SULLA


ET
CHIAMATA ALLA SANTITÀ NEL MONDO CONTEMPORANEO DI PAPA FRANCESCO:

167. Al giorno d’oggi l’attitudine al discernimento è diventata


particolarmente necessaria. Infatti la vita attuale offre enormi possibilità di
azione e di distrazione e il mondo le presenta come se fossero tutte valide e
buone. Tutti, ma specialmente i giovani, sono esposti a uno zapping costante
(…) Senza la sapienza del discernimento possiamo trasformarci facilmente
in burattini alla mercé delle tendenze del momento.

168. Questo risulta particolarmente importante quando compare una novità


nella propria vita, e dunque bisogna discernere se sia il vino nuovo che
viene da Dio o una novità ingannatrice dello spirito del mondo o dello
spirito del diavolo. In altre occasioni succede il contrario, perché le forze
del male ci inducono a non cambiare, a lasciare le cose come stanno, a
scegliere l’immobilismo e la rigidità, e allora impediamo che agisca il soffio
dello Spirito. Siamo liberi, con la libertà di Gesù, ma Egli ci chiama a
esaminare quello che c’è dentro di noi – desideri, angustie, timori, attese –
e quello che accade fuori di noi – i “segni dei tempi” – per riconoscere le
vie della libertà piena: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1 Ts
5,21).

169. Il discernimento è necessario non solo in momenti straordinari, o


quando bisogna risolvere problemi gravi, oppure quando si deve prendere
una decisione cruciale. È uno strumento di lotta per seguire meglio il
Signore. Ci serve sempre (…) Si tratta di non avere limiti per la grandezza,
per il meglio e il più bello, ma nello stesso tempo di concentrarsi sul piccolo,
sull’impegno di oggi. Pertanto chiedo a tutti i cristiani di non tralasciare di
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fare ogni giorno, in dialogo con il Signore che ci ama, un sincero esame di
coscienza.

170. (…) È in gioco il senso della mia vita davanti al Padre che mi conosce
e mi ama, quello vero, per il quale io possa dare la mia esistenza, e che
nessuno conosce meglio di Lui. Il discernimento, insomma, conduce alla
fonte stessa della vita che non muore, cioè «che conoscano te, l’unico vero
Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3). Non richiede
capacità speciali né è riservato ai più intelligenti e istruiti, e il Padre si
manifesta con piacere agli umili (cfr. Mt 11,25).

171. Anche se il Signore ci parla in modi assai diversi durante il nostro


lavoro, attraverso gli altri e in ogni momento, non è possibile prescindere
dal silenzio della preghiera prolungata per percepire meglio quel
linguaggio.

174. Una condizione essenziale per il progresso nel discernimento è


educarsi alla pazienza di Dio e ai suoi tempi, che non sono mai i nostri (…)
Non si fa discernimento per scoprire cos’altro possiamo ricavare da questa
vita, ma per riconoscere come possiamo compiere meglio la missione che
ci è stata affidata nel Battesimo, e ciò implica essere disposti a rinunce fino
a dare tutto.

175. Quando scrutiamo davanti a Dio le strade della vita, non ci sono spazi
che restino esclusi. In tutti gli aspetti dell’esistenza possiamo continuare a
crescere e offrire a Dio qualcosa di più, perfino in quelli nei quali
sperimentiamo le difficoltà più forti. Ma occorre chiedere allo Spirito Santo
che ci liberi e che scacci quella paura che ci porta a vietargli l’ingresso in
alcuni aspetti della nostra vita.

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LE TRE “DOTAZIONI DI BORDO”
facoltà del discernimento

- Memoria:
o Analisi storica (raccolta dati della mia storia);
o Esperienza (il discernimento parte dalla vita concreta,
dal mio vissuto che si intreccia con la vita degli altri);
o Ascolto (di ciò che avviene intorno a me e dentro di me);

- Intelletto (momento del discernimento spirituale


propriamente detto):
o Analizza i dati raccolti;
o Ordina, separa, distingue, esamina, giudica tutto
attentamente;
o Ipotizza le soluzioni possibili, le analizza e le valuta;
o Si lascia illuminare dalla fede e dal Vangelo;

- Volontà/Decisione (scelta della volontà di Dio):


o Entrano in gioco:
 La mia volontà;
 La mia libertà;
 Lo Spirito Santo

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Le 6 “Luci di Discernimento”
(da: Exameron, i 6 giorni della creazione)

1- La luce delle evidenze

Nella nostra vita ci sono cose che non hanno bisogno di discernimento, che
si pongono davanti a noi come auto-evidenti, sono prima del discernimento:

1) IL CORPO (es: quando vai a dormire? A che ora ti alzi? Sei in salute?
Come stai mangiando?);

2) LO SPAZIO (fai spazio alla tua vita e “sposta” le cose che non sono
“vita”);

3) IL TEMPO (quando e quanto fai cosa?);

4) I DOVERI DEL PROPRIO STATO (padre/madre; moglie/marito; studente;


consacrato);

Consiglio utile: fare un elenco delle proprie prime evidenze. Ammetterle fa tanto bene.

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2- La luce delle priorità

Nella nostra vita ci sono cose veramente importanti, e cose che vengono
dopo; una gerarchia relativa alle cose da fare, da scegliere, da decidere: sono
le priorità;

Priorità:
o Sono luci, punti fermi, doni nella nostra vita;
o Come le evidenze, sono legate ai doveri di stato;
o Si oppongono alle emergenze:
 Le priorità sono prima dei fatti (mi appartengono, sono il
“mio”, sono a priori): non si decidono, ma si riconoscono,
si accolgono, si ammettono;
 Le emergenze piombano addosso durante i fatti;
 Se le priorità sono punti fermi limpidi e chiari, le
emergenze sono dittatoriali, disordinanti, ansiose;

L’obbedienza alle priorità è intessuta di atti ordinari che nascono da sani


punti fermi e scandiscono il tempo giusto, implicano delle negazioni,
eliminano le perdite di tempo e lasciano così lo spazio a ciò che veramente
serve.

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3- La luce dei limiti

Se non ho dei “limiti”, dei “confini”: non ho un’identità. Sono condizione


necessaria per vivere: accettare o rifiutare un limite orienta
drammaticamente la nostra attività, la nostra intelligenza, i nostri
sentimenti.

Due tipi di limiti:


a- Limiti CHE ABBIAMO: vanno accolti e valorizzati;
b- Limiti CHE DOBBIAMO ESSERE NOI A DARCI: il compito degli argini
non è limitare il mare ma proteggere la terra perché possa
germogliare. Mettere gli argini è un “atto creativo”, non repressivo;

Alcune virtù implicate:

a- Prudenza (intesa come capacità di selezionare quello che concorre


al nostro vero bene);
b- Timore di Dio (“paura costruttiva”, dono dello Spirito Santo, ci dà
il senso dei nostri pericoli e il ricordo umile della nostra
debolezza);
c- Sobrietà (intesa come vigilanza: dissemina la propria vita di
piccoli, dolorosi “no” con l’aiuto dello Spirito Santo);
d- Astinenza (insegna a stare lontani dalla “zona” che c’è prima degli
errori, a smetterla di girare dalle parti del peccato);

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Strumenti che ci presenta il Signore Gesù:

a- Digiuno (come risposta alla schiavitù degli appetiti);


b- Preghiera (come risposta all’ossessione dei progetti);
c- Povertà/Elemosina (come risposta alla trappola dei possessi);

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4- La luce delle ispirazioni

Ispirazioni: pensieri che ricostruiscono.

Dal latino “in spirare”, ossia spirare dentro. Qualcosa che sorge nel
cuore, parte più profonda dell’uomo dove lo Spirito Santo agisce.

Suggestioni: pensieri che distruggono;

Dal latino “sub gerere”, ossia stare sotto la gestione di un altro. Una
sorta di pericolosa “manipolazione”.

Caratteristiche essenziali:

ISPIRAZIONE SUGGESTIONE
Viene dallo Spirito Santo Viene dal “padre della menzogna”

La sua logica è basata su una paura, spesso


La sua logica è l’amore:
falsa, in forza della quale costringe, devia,
propone e non impone
obbliga

Si afferma ciò che si pensa in maniera


Si comunica con tranquillità
aggressiva, tesa, impaurita, ansiosa

Alla richiesta di giustifica: la risposta è Alla richiesta di giustifica: la risposta è


semplice, lineare, chiara, tranquilla complicata, tortuosa, cervellotica

Luce che illumina Fissazione

Resiste nel tempo Tende a sgretolarsi, a perdere forza e


(ha in sé un briciolo di eternità) divenire ingiustificabile
Sotto suggestione si teme il confronto con
Mossi da ispirazione altri e se smascherati: atteggiamento
non si ha paura di confrontarsi arrogante, aggressivo,
tendente a tacere l’altro

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Consiglio pratico: verifica dei pensieri. Come? interrogandoli (tecnica che
da se stessa ha la sua efficacia):

A) Domande primarie più attente ai “movimenti” del pensiero che non al


contenuto:
a. Dove nasce? Che mezzi sceglie? Dove mi porta?
B) Si può quindi guardare al contenuto:
a. Questo pensiero mi porta fuori dall’amore? (se sì, è un inganno,
una suggestione);
b. Riesco a confrontarmi con una guida o con una persona che mi
sa criticare? (se no, è un brutto segno);
c. Porta alla comunione o divide? (se divide viene dal divisore, è
suggestione);
d. In rapporto alle altre “luci di discernimento”: rispetta le mie
prime evidenze? È secondo le mie priorità? Per caso mi fa
rifiutare un mio limite?

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5- La luce della continuità della Grazia

La vita è “secondo la specie”: ha una forma da rispettare, una piega da


valorizzare e non misconoscere.

Nella mia vita ci sono state delle grazie: cose belle, luci, ispirazioni, buone
svolte, benedizioni. Queste benedizioni sono legate alla fecondità: da una
benedizione si produce vita!

Tracciare le grazie della propria vita, la “mappatura del bene” per trovare la
costante:

La costante delle proprie grazie è la specie della propria vita

Legge fondamentale del discernimento: c’è un modo che Dio ha per


salvarmi che ha la sua coerenza.

“Come Dio salva proprio me?”

Nel discernimento, per mettere i miei passi su luoghi sicuri, ho bisogno di


osservare la continuità, la ripetitività della Grazia nella mia vita.

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6- La luce delle umiliazioni

Occasioni utili per imparare la Volontà di Dio.

Distinguiamo 2 tipi:

A- Quelle che ci meritiamo: in cui la realtà ci “sbatte in faccia” la verità.


a. Ridimensionamenti (dolore di scoprire di esserci sopravvalutati,
profondo ma benedetto perché apre le porte a un cambiamento);
b. Fine del delirio di innocenza (scoperta di un peccato: fa male,
ma è anche la grazia dell’inizio della guarigione da quel
peccato);

Possiamo rifiutarle in due modi:

a. Ignorandole (continuiamo nel nostro delirio e diamo la colpa


ad altri);
b. Impuntandoci in modo infantile (“allora non gioco più”);

B- Quelle che non ci meritiamo: le più preziose, ma anche le più rare:


a. Se qualcuno mi sta facendo del male, Qualcun Altro saprà
servirsene: noi siamo impotenti e Dio può operare liberamente.

È Importante fare memoria delle sante umiliazioni: ricordare tutte le volte


che la vita ci ha rimesso a posto.

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IO PER CHI SONO?

Se voglio che il mio discernimento diventi fecondo, se voglio che il mio


discernimento trasformi la mia vita, la vera domanda da pormi non è “chi
sono?” bensì:
Per chi sono?

- Restando al “chi sono” rimango piegato su me stesso;


- Se riesco a farmi inchiodare dalla domanda “per chi sono?” allora il
mio discernimento diventa fecondo:

Il “per chi sono” è la domanda che rende feconda la mia vita, il punto di
arrivo di ogni discernimento.

La mia vita è infatti veramente feconda quando:


a) Qualcuno esiste a causa mia.
b) Qualcuno cresce a causa mia.
c) Qualcuno è felice a causa mia.

Questo aiuterà a distinguere le priorità dalle urgenze, a smettere di rifiutare


i limiti e farsi ingabbiare da false urgenze mascherate da priorità.

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GLI OSTACOLI A DECIDERE

Quattro ostacoli principali:

2) Perfezionismo (di colui che pretende di prendere una decisione


assolutamente giusta e infallibile);
3) L’idea di tenermi aperte tutte le porte (di chi non comprende che ad
ogni scelta corrisponde una rinuncia);
4) La paura (di quello che dicono o pensano gli altri; di andare
controcorrente; di vincolarsi per sempre; della vicinanza dell’altro);
5) La mancanza della figura paterna (può generare insicurezza nel
prendere una decisione).

AIUTI PER PRENDERE DECISIONI

Atteggiamenti utili per il discernimento:

1) Disponibilità a perdere congedandomi dall’idea di prendere una


decisione assolutamente giusta;
2) Rimanere fedeli a se stessi e non dipendere dalla reazione degli altri;
3) La fiducia e l’ascolto della mia interiorità;

Strategie concrete per il discernimento:

1) Preghiera;
2) Spostare temporalmente la propria decisione immaginando il futuro;
3) Fidarsi dei sogni o delle immagini interiori;

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DIVERSI GENERI DI DECISIONE

1) Decisioni di vita (scelte decisive che non vanno prese ad istinto, ma


hanno bisogno di tempo vista la loro importanza);
2) Decisioni nella relazione (problemi: vivere con un partner/superiore
indeciso o con un partner/superiore che decide tutto);
3) Decisione nella quotidianità (decisioni di ogni giorno, talvolta prese
automaticamente, rituali);
4) Decisioni per la vita (quelle prese dando una certa impronta piuttosto
che un’altra alla propria vita);
5) Decisioni di lavoro o comuni (quelle che prendiamo a seconda del tipo
di lavoro che svolgiamo, i cui valori saranno legati alla professione
che svolgo);
6) Decisioni di coscienza (quelle che prendo dinanzi al mio “giudice
interiore”. Non deve essere però relativismo);

DECISIONE E RESPONSABILITÀ

In ogni decisione mi assumo la responsabilità delle conseguenze che ne


derivano: non c’è decisione senza responsabilità.

Molti hanno difficoltà a decidersi perché rifiutano la responsabilità delle


proprie azioni.

Tuttavia la responsabilità ha un limite: non siamo responsabili delle reazioni


degli altri. Le nostre decisioni hanno effetti su chi ci circonda.

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COME FARE A NON TORNARE INDIETRO?
Nutrimento e Discernimento

Per non tornare indietro bisogna nutrire la vita bella: dobbiamo mangiare
il buono e il nutriente per diventare saggi.

La strada per restare nella bellezza è nutrirsi di bellezza

ossia di cose belle, di cose che ci hanno fatto bene.

Se ci nutriamo regolarmente di cose belle, di atti belli il brutto non avrà più
niente di interessante per noi.

Mettiamoci appresso alle persone sagge, a quelle umili, a quelle che sanno
amare per restare nella bellezza: questo renderà il nostro discernimento più
semplice!

Consiglio: fare l’elenco delle cose che mi hanno fatto bene, tenerlo a
portata di mano, per allungarlo e usarlo!

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BIBLIOGRAFIA
MAGISTERO

FRANCESCO, Amoris Laetitia. Esortazione apostolica sull’amore nella famiglia, Edizioni

San Paolo, Cinisello Balsamo 2016.

FRANCESCO, Evangelii Gaudium. Esortazione apostolica, Edizioni San Paolo, Cinisiello

Balsamo 2013.

FRANCESCO, Gaudete et exultate. Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel

mondo contemporaneo, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2018.

SINODO DEI VESCOVI, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Instrumentum

Laboris, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2018.

ALTRE FONTI

A. LOUF, Discernimento: scegliere la vita, Edizioni Qiqajon, Magnano (BI) 2017.

A. GRÜN, Fare la scelta giusta, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2012.

F. ROSINI, L’arte di ricominciare. I sei giorni della creazione e l’inizio del discernimento,

Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2018 (gran parte dei testi indicati in questo

vademecum appartengono a questo libro).

G. COSTA, Il discernimento, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2018.

M. COSTA, Direzione spirituale e discernimento, Edizioni ADP, Roma 1998.

T. BECK-G. D. CROCE, Il discernimento. Dono dello Spirito, EDB, Bologna 1986.