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La scultura del ‘200

L’eredità di Benedetto Antelami


La scultura dell’area padana sviluppa particolarmente i caratteri di Benedetto Antelami (XII).
-La lunetta della chiesa di Sant’Andrea a Vercelli, esempio: Il Martirio di Sant’Andrea (1227),
vicino ad Antelami nell’arcaica forza scultorea del rilievo.
-Al Duomo di Fidenza: le statue del Davide e di Ezechiele, occupano saldamente lo spazio nelle
nicchie dove sono inserite e richiamano Antelami nei dettagli come la definizione delle pieghe
sottili delle vesti o il geometrico fluire delle barbe.
-Portico della cattedrale di Lucca, addossato, Gruppo di San Martino e il Povero: (1233 ca),
una delle prime statue equestri dell’antichità, meravigliosa per eleganza e contenuta emozione.
Legame con la tradizione del Marc Aurelio del campidoglio romano, ma modello robusto e
squadrato di tipo romanico.
-Ciclo dei Mesi; realtà quotidiana raccontata

Nicola De Apulia, Nicola Pisano: norme classiche e sensibilità gotica,


1250-1280
La diffusione della cultura figurativa federiciana e il suo irradiamento, si deve al trasferimento dal
Sud in Toscana di Nicola “de Apulia”, detto Pisano. L’artista approda nei centri con una formazione
culturale orientata ai modelli del nuovo classicismo.
- Attivo tra 1250-1280
-Architetto e scultore, lavorò all’interno del Duomo di Siena, realizzò capitelli con teste e figure di
animali per mensole sotto la cupola.
-Rappresenta nella scultura ciò che Giotto rappresenta per la pittura: la svolta naturalistica e
drammatica che coinvolge emotivamente lo spettatore.
-Svolse attività soprattutto a Pisa, dove si trova Il Pergamo del Battistero. A Pisa assimila il
linguaggio gotico e approfondire la conoscenza dell’antico, grazie allo studio dei sarcofagi romani
in Camposanto.

- Il Pergamo del Battistero di Pisa, 1260


- (Il cantiere di Pisa iniziato in periodo romanico (fine XI sec) viene riaperto su impulso dell’arcivescovo
Filippo Visconti in quanto si erano concluse le ostilità con Roma e si potevano concludere i lavori iniziati in
epoca romanica) Nicola interviene nel Battistero: archetti inquadrati da le cuspidi gotiche (seconda fascia
dopo quella di Diotisalvi). Il cantiere pisano viene concluso dal figlio Giovanni che completa il battistero
con l’ordine di bifore sormontate da ghimberghe e da Giovanni di Simone (spesso confuso dal Vasari con
G. Pisano) che nel 1278 realizza il Camposanto concepito come un chiostro rettangolare ad arcate a tutto
sesto.
- Il Pulpito nel Battistero di Pisa (1260) è un’opera capitale; dal pulpito il predicatore parla ai
fedeli. Sul pulpito è inciso: "Nell'anno 1260 Nicola Pisano scolpì questa opera insigne, sia degnamente
lodata la mano tanto dotta".

- Di forma esagonale, cassa esagonale (ed è già una novità), vasca con 6 lati scolpiti divisi da fasci
di colonne in porfido rosso; è costituito da 5 scene:
1.Natività: Madonna assomiglia ad una matrona romana, posizione sdraiata su un triclinio si rifà ai
modelli classici. Sugli sfondi edifici classici. La classicità di Nicola però non è immobile e algida ma
vivace e movimentata, egli recupera la classicità ma in modo moderno.
2.Presentazione al tempio: Sarcofago di Ippolito e Fedra del II sec a confronto con l'Adorazione dei
Magi del Pulpito del Battistero di Pisa del 1260, modello di Fedra per la Vergine
Crocifissione: Le espressioni dolenti o dubbiose dei volti sono una nuova introduzione, come
anche lo svenimento di Maria; il Cristo è rappresentato morto e il fedele viene coinvolto dalla
rappresentazione e spinto a meditare sul tema della passione.
3.Adorazione dei Magi, Giudizio Universale: Formelle con forte risalto plastico, misurate nei gesti
(aveva sfondo in pasta vitrea colorata e figure trovate colorate, ma perde la cromia) Nel Giudizio la
classicità compassata lascia il posto all’inquietudine gotica. Gli esempi sono quelli presenti nei
sarcofagi del Camposanto di Pisa.
-Colonne con capitelli, archi trilobi e nei pennacchi degli archi ci sono profeti, e evangelisti;

-le statue sulle colonne rappresentano le 4 Virtù, Battista e Arcangelo Michele. È sorretto da colonne con
leni stilofori di trad. romanica e colonna centrale con 3 telamoni. La Fortezza sul capitello viene
rappresentata come un Ercole, chiaro rifacimento alla tradizione greco-romana.

-Classicità: Nei pannelli si nota il ritorno alla classicità, le figure assomigliano alle statue romane di III – IV
sec, ancora compassate nell’espressione. Panneggio classico, diverso ma simile.

-L’impianto gotico del pulpito si unisce al motivo romanico dei leoni stilofori e alla classicità delle
sculture a tutto tondo. Il classicismo convive con l’inquietudine gotica dei panneggi, delle criniere
dei cavalli o delle barbe dei Magi.

-Duomo di Lucca, Deposizione Cristo dalla croce, 1260, Lunetta della Chiesa di San
Martino
Nel portale della Chiesa di San Martino realizza sempre intorno al 1260 la lunetta con la
Deposizione. In questo naturalismo e classicismo, le due tendenze dell’arte meridionale,
vengono sintetizzate per dare senso drammatico all’azione, completamente diverso dalla
Deposizione di Antelami nel duomo di Parma (1178).
-Nicola si adegua subito alla nuova concezione del Cristo morto elaborata dai francescani che
ricercavano un’arte religiosa non solo didattica ma commovente. Il primo a registrare la novità
iconografica con il passaggio dal Cristo triumphants alto medievale al Cristo patiens del Dio fatto
uomo che muore sulla croce è il pisano Giunta Pisano (Croce – 1250 Chiesa di San Domenico
Bologna). Alla visione ancora bizantina di Giunta Pisano, Nicola contrappone un’immagine più
vera e toccante.

SIENA 1265-69
Durante il regno di Federico II, Siena fu a lui fedelissima e divenne centro del partito ghibellino in Toscana.
Siena entrò nuovamente in guerra con i Fiorentini; l’avvento sul trono di Napoli degli Angioini mise però
fine al predominio ghibellino in Toscana e nel 1269 l’esercito senese fu disfatto a Colle di Valdelsa dai guelfi
fiorentini e francesi. -Il duomo, di evidente matrice romanico-pisana, iniziato a metà del XII sec, ha pianta
a croce latina con tre navate del tipo cistercense; l’interno ha la tipica bicromia bianca e verde di gusto
toscano, già incontrato nel Duomo di Pisa. Le fasi costruttive essenziali di Nicola Pisano si situano tra
1259-64 (cupola su crociera esagonale con arcatelle) e 1296 con la fase di Giovanni che decora la parte
inferiore della facciata, con i portali strombati alla francese.

-Pulpito di Siena, 1265-69


- Il Pulpito è simile a quello di Pisa ma a pianta ottagonale (si aggiunge la scena della Strage degli
Innocenti e il Giudizio è suddiviso in due scene).
- I riquadri separati da figure scolpite (anziché colonnine) creano un continuum nella storia.
- Il ciclo iconografico è lo stesso ma il tono è più drammatico soprattutto per l’inserimento della
Strage degli Innocenti e per il Giudizio rappresentato su due formelle.
-Le figure in una sorta di Horror Vaqui occupano tutto lo spazio. Le composizioni sono più
affollate, le scene più animate e concitate.

-Gotico: Lo spirito gotico si vede nella caratterizzazione dei personaggi, nell’agitazione,


movimento. In questo pulpito sono stati riconosciuti aiuti: specialmente nella Strage degli
Innocenti si è voluto riconoscere la mano del figlio Giovanni. Forse vi partecipa anche Arnolfo.
(grazie ai contratti, di intervento di più maestri).
-Più drammatica e dinamica, moltiplicano i piani di costruzione, forza espressiva dei volti, ritmo
incalzante dei gesti, concitato narrare, commozione e sentimenti dei personaggi, stati d’animo
individuali
-Croce (Y) = espediente gotico d’oltralpe
-Colonna centrale con Personificazioni delle sette arti liberali e della filosofia

PERUGIA
-FONTANA MAGGIORE, 1275-1278
Anche a Perugia Nicola Pisano è stato aiutato dal figlio Giovanni nella più antica fontana pubblica italiana,
secondo un programma allegorico in cui si mischiano temi religiosi e simbologie politiche.

-Composta da due vasche poligonali sovrapposte, quella superiore sospesa su colonne e ornata da
statue, la seconda decorata a rilievi:
1.Vasca inferiore, cicli figurativi della vasca rappresentano la storia dell'umanità attraverso i
progenitori Adamo ed Eva, Sansone e Davide come rappresentante del popolo ebraico, fino ai fondatori di
Roma, Romolo e Remo (allusioni alle origini romane di Perugia). A questi personaggi fa seguito il ciclo con
le rappresentazioni dei Mesi affiancati dai rispettivi segni zodiacali, le Arti liberali, Lavori e le Favole di
Esopo.

2. Le statue superiori raffigurano santi, personificazioni (di Roma, Chiusi, Perugia) ma anche personaggi
politici dell’epoca in quanto la fontana rappresenta anche il manifesto politico della città. L'iscrizione
latina ricorda i nomi di tutti i partecipanti all'impresa (Bevignate che diresse i lavori, Nicola e Giovanni
scultori, Buoninsegna che si occupò del sistema idraulico), nonché la data di compimento dell'opera: il
1278.

-Nicola Progetta una nuova tipologia: l’Arca di San Domenico a Bologna (1264-67)
l monumento sepolcrale realizzato per Domenico di Guzmán. L'aspetto attuale è il frutto di diversi
interventi effettuati tra il XIII e il XVIII secolo.
-A lui si deve l’impostazione dell’opera, arca si discosta dalle comuni tombe a muro per creare
struttura architettonica libera e a sè stante, con sarcofago retto da figure colonna.
- È una delle più importanti opere d'arte della città anche per testimonianze lasciate da Nicola
Pisano, fra' Guglielmo e Arnolfo di Cambio, Niccolò dell'Arca, Michelangelo e Alfonso Lombardi.
- Il sarcofago di Nicola Pisano e allievi: 4 lati del sarcofago parallelepipedo sono decorati dai sei
pannelli scolpiti ad altorilievo da Nicola Pisano e allievi. Questi rappresentano le Storie della vita
e miracoli di san Domenico, intervallate da sei statuette. ( Cronologicamente la storia di san Domenico
parte dal pannello di destra posto sul lato lungo del sarcofago rivolto verso l'entrata e si procede poi verso
sinistra in senso orario)

-figure scolpite che presentano caratteristiche più goticheggianti, con forme nervose e lineamenti più
marcati, ma soprattutto per il fatto che dal 1265 Nicola era contemporaneamente impegnato a Siena per
l'importante commissione del pergamo del Duomo, gli studiosi sono concordi nel vedere un'ampia
partecipazione della bottega (Arnolfo)

Giovanni Pisano: l’accentuazione della sensibilità gotica, 1248 -1314


Pisa: A Pisa completa il battistero (1152-1390) con l’ordine di bifore sormontate da cuspidi.
Siena: (evidente influenza del gotico francese) Siena (1280-1290) progetta la parte inferiore
della facciata del Duomo (1285 - 1296) con la decorazione dei portali strombati. La facciata non
viene completata perché Giovanni abbandona il cantiere e le statue che egli realizza, Profeti e
Sibille sono ora al Museo dell’Opera per motivi conservativi.

Per il Duomo di Siena: Mosè e Simeone, Sibilla e Filosofo, - Miriam; L’originalità sta nella
mimica del corpo e nel risalto conferito al sentimento. Le statue si muovono liberamente,
completamente svincolate dall’architettura (Arnolfo invece collegava emotivamente architettura
e scultura). La statua di Miriam, sorella di Mosè, mostra l’inarcamento delle figure gotiche, pose
innaturali per creare forte impatto ed inquietudine. Tensione e espressività accese, modulazione
energica dei volumi e sapiente uso del trapano. Giovanni Pisano non taglia i ponti con l’insegnamento
paterno ma insieme ad Arnolfo di Cambio partecipa alla fase successiva della cultura gotica
accentuando la drammaticità o rendendo la scultura più formale ed elegante, secondo i modelli
francesi.

Data l’intensità visionaria possono essere paragonati ai modelli francesi del gotico che Giovanni
avrebbe conosciuto; ancora più evidente sarà il riferimento di questi modelli nella:

-La Madonna con Bambino, 1305 ca, marmo, Padova, Cappella Scrovegni
La Madonna con Bambino è un soggetto che viene molto sviluppato da Giovanni; egli indaga il
rapporto intenso tra Madre e il Figlio attraverso un incontro di sguardi che rende molto intensa
la rappresentazione.
-La Madonna con Bambino nell’Oratorio degli Scrovegni è (1305-6) una Madonna ormai
completamente gotica. La flessuosità e l’eleganza gotiche sono riscontrabili nella flessione del
corpo che si sbilancia all’indietro per il peso del bambino che tiene in braccio (hanchement, posa
sinuosa e panneggio).
-L’incrocio degli sguardi intensifica il rapporto affettuoso tra madre e figlio.
- hanchement, ricorda la Madonna con Bambino di Fontenay (1300 ca)

- Pulpito di Sant’Andrea a Pistoia, 1301


- La differenza con il padre Nicola si nota soprattutto nel Pulpito di San Andrea a Pistoia 1301.
-Esagonale come quello di Pisa ma i rilievi sono separati da grandi figure come a Siena. C’è una
fortissima carica emotiva, i leoni stilofori sono veementi, una delle colonne è retta da un
telamone che rappresenta Atlante. Una delle Sibille addossate al di sopra di un capitello (novità
iconografica) reagisce quasi con spavento alla rivelazione dell’angelo.
-Colonne si assottigliano, architettura ha movimento, dinamismo della strage degli innocenti, dramma
scena nei volti, slancio struttura

-Archi trilobi a sesto acuto= slancia verso l’alto la struttura

-Nella zona mediana sono le sibille dell'antichità pagana. Sui pennacchi degli archi i re ed i
profeti dell'antico testamento.
-I rilievi narrano la natività, l'adorazione dei Magi, la strage degli innocenti, la crocifissione ed il
giudizio universale.
-Le statue colonna rappresentano santo Stefano, Sant'Andrea, il tetramorfo con l'aquila e gli
apostoli Pietro, Paolo, Giovanni e angeli del Giudizio.
-Si perde un po’ del classicismo paterno perché ora le figure sono in generale più sbozzate, ma
nel vortice di personaggi emergono i volti piangenti della Strage degli innocenti. Mai la scultura
medievale era stata così drammatica.

- Pulpito nel Duomo di Pisa, 1301-10


Il secondo Pulpito nel Duomo di Pisa 1301-10 sostituisce quello romanico di Guglielmo portato a
Cagliari. Dopo essere stato smontato a seguito di un incendio nel 1500 venne ricostruito nel XX sec anche
se alcuni pezzi sono mancanti perché utilizzati altrove.

-Questo pulpito ha una forma più circolare, gli archi trilobati sono sostituiti da volute e al posto
delle colonne ha delle statue-cariatidi.
-Tra antico e Gotico: Al centro il gruppo di statue con le 3 Virtù Teologali con basamento a
bassorilievo con le Arti Liberali. La statua di Cristo è retta dai 4 Evangelisti. L’Ecclesia è retta dalle
le 4 virtù Cardinali dove spicca la Temperanza rappresentata nuda come la Venere Pudica. Ma
esse sono anche lette come le 4 età della vita e i 4 fiumi del Paradiso.
- Le scene del Pulpito rimangono invariate, dinamismo con effetti chiaroscurali intensi. Scioltezza
narrativa maggiore, moltiplicarsi di dettagli e episodi all’interno della sessa scena.
- Nell'iscrizione che corre al di sotto delle lastre lo scultore sottolinea in modo particolare
l'autografia del proprio lavoro.

- Cenotafio di Margherita di Lussemburgo, 1312-1313 (ultime opere)


Con lo stesso intento Giovanni concepisce il Cenotafio di Margherita di Lussemburgo, la moglie
imperatore Arrigo VII. Per la prima volta vengono rappresentate le Virtù in un cenotafio.
-Iconografia dell’elevatio animae, assunzione dell’anima al cielo dopo la morte.
-Monumento sepolcrale, probabilmente tomba a parete, con sarcofago sorretto da virtù cardinali
(come modello arche funerarie di Nicola Pisano)
-Frammento con 2 figure acefale di angeli e giovane imperatrice

Arnolfo di Cambio: l’elaborazione della norma classica, 1240-1310


Arnolfo di Cambio fu allievo di Nicola Pisano nel Duomo di Siena (1265-67), architetto, scultore e
maestro di una grande bottega.
Lascia la bottega di Nicola per trasferirsi a Roma dove entra al servizio di Carlo I d’Angiò, il
monarca insediato nel regno meridionale che era stato degli Svevi dalla Chiesa di Roma (come suo
alleato).
-Scultura come summa dei tre aspetti: Gotico-Classico-Realismo
-All’inizio sulla scia di Nicola dà alle sue sculture una tensione dinamica classica (Fontana gli
Assetati), in un secondo tempo assume ritmi più pacati, solenni, semplici ed essenziali.
-Collabora con Nicola e la sua bottega nel Pulpito del Duomo di Siena (quello ottagonale) dove la
sua mano è stata vista nel pannello con la Fuga in Egitto, in quanto il volto della Vergine è simile ad
opere certamente attribuite ad Arnolfo.

-L’Arca di San Domenico a Bologna (1264-67): è un’opera dove lavora ancora insieme alla
bottega di Nicola e Giovanni Pisano, contemporaneamente al cantiere di Siena (1259-1264).

PERUGIA
-FONTANA DEGLI ASSETATI 1277-81, La fontana Minore di Perugia
La prima committenza di Carlo d’Angiò è quella per la fontana minore di Perugia (la prima era
quella di Nicola Pisano), nel periodo in cui era senatore a Roma. Nel 1308 la fontana venne
smontata ma sappiamo che era simile all’altra nella forma poligonale, su due livelli. Il catino era
sormontato da un grifo e da un leone in bronzo che ora sono nella facciata del Palazzo di Perugia.
Parti della fontana sono conservate nella Galleria Nazionale dell’Umbria: i due Scribi, la Vecchia
Assetata, la Brocchifera, il Paralitico. Figure patetiche che provocano un sentimento di ansia.
- Nelle statue degli Assetati si vede ancora lo stile iniziale di Arnolfo: le figure sembrano
spasmodicamente tese nella torsione del busto e della testa ad appiattirsi contro la superficie,
come vi fossero schiacciate. Prende lo spunto dalle statue antiche (statua del Tevere in
Campidoglio o di Villa Adriana) ma poi lo rielabora secondo il gusto gotico moderno.

ORVIETO
-SEPOLCRO del CARDINALE DE BRAYE, 1282
-monumento sepolcrale del cardinale De Braye in San Domenico ad Orvieto (1282 Duomo di
Orvieto) mostra un ritmo che sale verso l’alto, a simboleggiare l’ascesa del defunto.
-in origine il culmine del monumento era un’arcata cuspidata con pinnacoli sorretta da colonnine
tortili. Sotto l’arcata sono le nicchie con timpano a cuspide, che contengono gruppi statuari.
-Le pose dei gruppi danno una ulteriore spinta verso l’alto, Alla base del monumento c’è il corpo
disteso del defunto
-Arnolfo predilige componimenti più essenziali con poche ma grandi statue collocate nei punti
nodali della composizione secondo la tradizione gotica parigina.
- Monumento sepolcrale del cardinale de Braye: cardinale raffigurato come defunto e vivente nell'aldilà

- La Madonna ha una solennità che la assimila ad una Demetra romana.

-Rapporto con l’antico: Lo studio del gruppo con la Vergine ed il bambino. La vergine è una statua
romana rilavorata del II d.C. raffigurante una divinità pagana. Arnolfo istaura un rapporto utilitaristico con
l'antico. A lui interessa la credibilità della rappresentazione. L’antico è solo un veicolo attraverso il quale
recuperare la rappresentazione del reale.

-Il piede sinistro è rappresentato sollevato cosi da sembrare dal basso che la vergine sollevi il
ginocchio. Arnolfo realizza in marmo quelle deformazioni chel'occhio umano percepisce sotto
forma di movimento. (scatto della vergine dà movimento)
-Luci ed ombre sono modulate dalle membrature architettoniche.
-San Marco e San Domenico, raffigurati
-Colonne tortili, come Santa Cecilia Trastevere (dipinte)
-Inoltre arricchisce le sue opere di mosaici policromi (secondo la tradizione romana dei maestri
Cosmati)

-Statua di Carlo d'Angiò, 1277


-Una particolarità di Arnolfo: è tra i primi scultori ad utilizzare calchi dei volti per rendere
l’immagine realistica (il volto del cardinale de Braye è proprio il suo ritratto).
-La statua di Carlo I (Musei Capitolini), ritratto in vita, ha il vero volto del sovrano; la motivazione
è che queste opere dovevano far parte di complessi monumentali pubblici con intenti di
celebrazione politica, come anche la Statua di Bonifacio VIII (1300 - Museo del Duomo a Firenze)
destinata alla facciata di Santa Maria del Fiore.
-Confronto: Carlo d'Angiò e Torso acefalo di Federico II, caratteristica dello scopo celebrativo già
visto nella scultura federiciana (il re rappresentato togato come un imperatore classico).
- La scultura nei vari restauri ha perso la sua originale policromia ed è andato perduto il
baldacchino all’interno del quale era stata concepita la statua.
- Resta un frammento di accolito (chi accompagna fedelmente una persona importante), tipica
figura delle composizioni arnolfiane

Con i cibori eseguiti per San Paolo Fuori le Mura (1285) e Santa Cecilia (1293) si ha la fase di
passaggio dell’artista dalla influenza gotico-radiale francese ad uno stile più maturo e
classicheggiante:

-San Paolo Fuori le Mura, 1285, Roma


- Il ciborio è una struttura architettonica che segnala l’altare, consta di 4 colonne più una
copertura. (Prima i cibori medievali erano posti su 4 colonne, architravati con tetto a capanna, tipo quello
di San Clemente (1099-1118) e di San Lorenzo Fuori le Mura (1148))

-Arnolfo rivoluziona il ciborio classico: aggiunge le arcate trilobe (l’arco trilobo si trova per la
prima volta nel Battistero di Pisa, nel pulpito di Nicola Pisano), il frontone triangolare e guglie. Gli
angeli alati che sostengono il ciborio sono il richiamo inscindibile alle Vittorie alate di epoca
classica.
-Alla sommità si eleva un tempietto a pianta quadrata coronato da un'alta piramide. Timpani
Gattonati. Rosone nel timpano.
-Arnolfo riprende l’esempio del doppio Ciborio nella Sainte Chappelle (1270): Gotico Francese=
le quattro colonne di porfido sostengono archi trilobati oltre i quali si elevano quattro timpani
fiancheggiati da pinnacoli aguzzi, il tutto sormontato da una torre svettante.
- Forte è il movimento ascensionale in cui ogni facciata separata dall’altra
-Figure dei profeti nei peducci degli archi come Nicola Pisano
-Ciborio per una delle basiliche più importanti di Roma

- Santa Cecilia in Trastevere, 1293


Verticalità e frontalità scompaiono nel Ciborio di Santa Cecilia per effetto dell’allargamento e
ribassamento degli archi trilobati e dei timpani.
-Il ciborio rientra nel progetto generale di rifacimento della chiesa nel XIII: Nel IX sec Pasquale I la
ristruttura realizzando l’attuale mosaico. Il progetto della ristrutturazione di XIII sec viene affidato
ad Arnolfo che realizza anche il ciborio. Arnolfo prende a modello il proprio ciborio di San Paolo e
lo modifica.
-Le colonne qui sono più alte, ma l’effetto è meno slanciato: allarga la base e allarga l’arco
trilobato, spezzando lo slancio verso l’alto (un po’ come fa anche nell’architettura nella Basilica di
Santa Croce a Firenze). Sviluppato orizzontalmente. Coronato da cuspide.
- Le statue negli angoli hanno un rapporto con la struttura: criterio di visibilità; figure sembrano
creare una rottura in rapporto all’architettura di riferimento perché non possono essere
ammirate se non girandovi intorno.
-Marmorari romani per uso mosaici e tarsie
-Classicismo: Figura di San Tiburzio a cavallo come il Marco Aurelio del Campidoglio

-Monumento funebre a Riccardo Annibaldi, 1289 (o 1276?), San Giovanni in


Laterano
-Rifacimenti Borrominiani, ora chiostro della chiesa di San Giovanni in Laterano a Roma,
smembrato
-Una delle prime opere sicuramente eseguite da Arnolfo. Alcuni anni dopo aver terminato il
Ciborio di San Paolo, Arnolfo viene incaricato di realizzare la tomba di Riccardo Annibaldi, notaio
apostolico.
-Rimangono: la figura di Riccardo Annibaldi giacente, due frammenti della lastra con il corteo
funebre dei chierici, alcuni frammenti di decorazione architettonica e l'epigrafe con il nome del
defunto.
-La statua giacente di Riccardo Annibaldi ha la testa leggermente girata a sinistra e appoggiata su
due guanciali, rivolta verso l'osservatore. Probabile l'intervento del maestro soprattutto sul viso
del defunto.
-Uno dei pezzi più belli e integri del complesso scultoreo è la Processione dei chierici, rappresentati
alcuni fedeli che si accingono alla messa. In atteggiamenti contenuti e solenni, le espressioni e i
gesti sono forti e decisi, ma composti, senza enfasi.
-In uno spazio ben definito le figure spiccano isolate, evidenziate dalla loro forte massa plastica
sul fondo a mosaico. Sono scolpite con forme ampie, un modellato sintetico intervallato da tagli
netti e profondi e con superfici finemente lavorate
-Per il mosaico del fondo Arnolfo si avvale dell'intervento dei Cosmati, una maestranza di artisti
molto attiva nella Roma del '200.

- Il Presepe di Santa Maria Maggiore, 1291


- presepe ha perso la sua contestualizzazione perché oggi risulta musealizzato e molte delle figure
sono andate perdute nei vari rifacimenti subiti dalla chiesa.
-Sono gli anni del pontificato di Niccolò IV (1288-92), papa francescano che aveva grande
devozione per il Presepe.
-Sulla destra, all'esterno erano i due magi a colloquio, raffigurati in posizione frontale, sbalzati ad
alto rilievo su una lastra rettangolare dipinta a girali. Sulla sinistra fuori la cappella era collocato
san Giuseppe con le mani poggiate sul bastone e la testa leggermente protesa in avanti. Sull'orlo
della nicchia, il terzo Re Mago, inginocchiato, scolpito solo su tre lati. Bambino e la Vergine,
scolpiti a tutto tondo o ad altorilievo probabilmente in posizione distesa.
-La sintesi di Arnolfo sta nel fatto che non si preoccupa delle parti non a vista.

-Statua San Pietro, San Pietro in cattedra, bronzo, 1300 ca


La statua di San Pietro in cattedra è una scultura bronzea collocata all'interno della basilica di San
Pietro in Vaticano.
-Fu realizzata molto probabilmente da Arnolfo di Cambio nel Duecento, anche se per molto tempo
è stata considerata come una statua risalente al V secolo. (forse antica rilavorata o proprio
arnolfiana)
-La statua raffigura san Pietro in posizione seduta, con una mano benedicente e l'altra con le
chiavi del Regno di Dio. La tradizione vuole che sia atto devoto toccare il piede destro della statua
del primo degli apostoli e primo papa, oggi visibilmente rovinato dall'usura dei pellegrini.
-linearismo di marca gotica, dotare i nervi sul collo
-era colorata (rosso e blu, ora assenti)
FIRENZE, forme realistiche non più idealizzate
-La cupola Arnolfiana, 1293/1296 (Cupola di Santa Maria del Fiore)
(Capo mastro dei lavori) I lavori iniziali furono affidati all'architetto Arnolfo di Cambio per poi
essere interrotti e ripresi numerose volte nel corso dei decenni (da Giotto, Francesco Talenti e
Giovanni di Lapo Ghini).
-Chiesa eretta sul sito di Santa Reparata (chiesa paleocristiana)
-La facciata di Santa Maria del Fiore fu uno degli elementi più tormentati nella storia della
costruzione della cattedrale fiorentina. Avviata al tempo di Arnolfo di Cambio e decorata, fino al
Quattrocento, da importanti lavori scultorei, venne demolita nel 1587. L'opera è oggi un
importante esempio di stile neogotico in Italia.
-1300 Arnolfo viene esentato dal consiglio nel pagamento delle tasse (doc).

-Bonifacio VIII, marmo, 1300 ca, Firenze, Museo dell’opera del Duomo
Dopo Celestino V (ignavi dell’inferno dantesco) che lascia il soglio papale, viene eletto Papa
Bonifacio VIII. Egli commissiona da vivo una sua scultura. Pontificato dal 1296 al 1304.
-La statua di Bonifacio VIII è una scultura marmorea di Arnolfo di Cambio e aiuti, databile alla fine
del XIII secolo, proveniente dall'antica facciata di Santa Maria del Fiore.
-Statua che rivela le doti di abile ritrattista che è Arnolfo
-La figura del pontefice, seduto e benedicente. Evidente è la semplificazione dei volumi verso
masse geometriche, in modo da esaltare il volume statuario e l'aura di mistica sacralità, oltre
che la compostezza del pontefice. La struttura è piramidale, culminante con l'appuntita mitria
indossata dal papa. Le mani, danneggiate, sono una a riposo, l'altra nell'atto di benedire.

-Sacello/ monumento funebre a Bonifacio VIII


-sorta di sarcofago con giacente la statua del defunto
-realismo, tratti somatici del papa
-dalla Biblioteca Apostolica
Evoluzione scultura nel ‘300
L’eredità di Giovanni Pisano: Tino di Camaino e Giovanni di Balduccio
Il lascito duecentesco, arriva intatto all’inizio del 300. L’impronta fondamentale di Giovanni Pisano
e Artisti ne ripropongono lo stile.

Tino di Camaino
Si formò nel cantiere del Duomo Di Siena. Influenza di G. Pisano fu forte nella fase iniziale della sua
carriera.

-Arrigo VII, dal Monumento ad Arrigo VII, 1312-15, Pisa, Camposanto


Facente parte del complesso scultoreo del mausoleo eretto per l’imperatore nel duomo di Pisa.
-Robusta massa scultorea, pieghe oblique (gotico francese), aspetto saldo e greve.
-linguaggio pacato e controllato

-Mausoleo Cardinale Riccardo Petroni, Siena, Duomo, 1318


Tra le opere più interessanti del ‘300.
-struttura grandiosamente articolata: 4 cariatidi reggono sarcofago, ornato di bassorilievi, statue
apostoli, figura del giacente, sormontato da baldacchino con cortine sollevate da due assistenti.
Sommità tabernacolo con 3 Arcate, con la Madonna tra i santi Pietro e Paolo.
-Lontano da G. Pisano. Recupera tipologia di Arnolfo di Cambio della Tomba del Cardinale de
Braye

-Mausoleo Caterina d’Austria, Napoli, Chiesa San Lorenzo Maggiore, 1323-24


-Prima moglie di Carlo d’Angiò.
-Stile pienamente Gotico, archi polilobati, cuspidi, pinnacoli
-fig. Caterina= sottile e compatta (ancora più sinuose le raff. Di Speranza e Carità)

Un inizio non diverso da Tino ebbe Giovanni di Balduccio:

Giovanni di Balduccio
Opera più importante:
-Arca di San Pietro Martire, 1335-39, Milano, Sant’Eustorgio
-Sullo zoccolo poggiano le virtù come statue cariatidi che sostengono l’arca
-pareti laterali scolpite con rilievi
-arca sormontata da tabernacolo gotico con madonna con bambino
-Impianto Monumentale, scenografico
-stile sculture sobrio plasticismo, “cortese”, finezza dell’intaglio
-diffuse messaggio della scultura pisano-senese

Lorenzo Maitani e l’affinità con la pittura senese


Sovraintende al programma della facciata del Duomo di Orvieto:

-Duomo di Orvieto: rilievi di Storie della Genesi e Giudizio Finale


opera originale, evidenti rapporti con pittura di Pietro Lorenzetti per l’immediatezza narrativa dei
suoi rilievi, figure rilevate sullo sfondo, eleganti nel disegno, modulazioni plastiche energica

Andrea Pisano: l’influsso di Gitto


-Formelle storie di San Giovanni Battista, prima porta Bronzea del Battistero
fiorentino (1330-36)
-La Porta sud del battistero di Firenze, in bronzo con dorature. Questa fu disegnata da Andrea
Pisano e fusa da Leonardo d'Avanzo con l'aiuto dei rispettivi collaboratori, tra il 1329 e il 1336.
L'opera è firmata in alto
-La porta è suddivisa in ventotto formelle, gusto più tipicamente gotico la tipologia dei portali
romanici a formelle rettangolari.
-Le formelle sono separate da bordi dentellati e una cornice con rosette alternate a piccole
piramidi (che simulano chiodi nelle porte lignee) e teste leonine agli angoli, secondo un motivo
che aggiornava gli spartiti di Bonanno Pisano.
-In essa si nasconde un messaggio teologico molto complesso che si può legare alle scene del
Battista in vita (battente di destra per chi esce) e in morte (battente di sinistra).
-Stilisticamente le formelle dimostrano la conoscenza di più influssi: dalle recenti conquiste di
Giotto al gotico francese, fino all'arte classica. L'artista realizzò figure singole o gruppi in forte
aggetto, con uno stile sobrio e raffinato, memore del gusto di Nicola e Giovanni Pisano.
-Ogni composizione rappresenta un'opera a sé stante, in cui da un fondo liscio si staccano i
personaggi. Non è ancora curato il rapporto tra figure e spazio, però l'artista riuscì a trovare un
nuovo equilibrio tra il gusto gotico per la linea e il plasticismo degli scultori toscani.
-La cornice esterna, di Vittore Ghiberti su disegno del padre, mostra fogliami, animaletti e figure
umane composte con grazie su probabile disegno del padre, Lorenzo Ghiberti.

La scultura Campionese
Giovanni e Bonino da Campione