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TD CO11 La Tradizione come fonte della teologia sistematica

2o Semester 2010-2011 Lunedi (III-IV)


p. William Henn OFM Cap.
Descrizione: Insieme alle divine Scritture, la chiesa ha sempre considerato la sacra
tradizione "come la regola suprema della propria fede" (Vedi Dei verbum 21). Il corso
approfondir la metodologia per utilizzare la tradizione (in quanto distinta dalla filosofia,
dalle sacre Scritture e dal magistero) nel l'elaborazione della teologia dogmatica.
Prendendo come punto di partenza l'affermazione di Y. Congar che i monumenti della
tradizione sono gli scritti dei padri e dei dottori della chiesa, la celebrazione della liturgia
e la vita e la spiritualit dei santi, si cercer di studiare come tali fonti possono offrire un
sostanziale contributo all'attuale ricerca teologica.
Programma del Corso:
I. Introduzione - l'importanza del tema
II. "Tradizione" - la concezione cristiana; la Tradizione come rivelazione ed i
"monumenti" della Tradizione (Padri, Liturgia, Dottori, Santi)
III. Il contributo della letteratura patristica alla teologia
IV. Il contributo della liturgia alla teologia
V. Il pensiero dei dottori come risorse per la teologia
VI. La vita di santit come fonte per la teologia
VII. La questione criteriologica - il discernimento della Tradizione nelle
tradizioni
VIII. Conclusione

Capitolo I: Introduzione
A. L'importanza dell'argomento per capire Vaticano II
[4 motivazioni: 1) presentare un immagine nuovo della chiesa; 2) rinnovare la
chiesa; 3) ricercare l'unit delle comunit cristiane; 4) il rapporto chiesamondo]
1. Vaticano II rappresenta un ritorno alle fonti
2. Due Esempi: L'ecclesiologia di comunione
Testo di Ignazio di Antiochia
La Teologia della rivelazione
Gerarchia delle verit - contenuto, non autorit
B. L'importanza dell'argomento per il Movimento Ecumenico
1. Ut Unum Sint 3 - un'segno dei tempi
2. "Scrittura, Tradizione, Tradizioni" Montreal, 1963
Henn/Tradizione/

C. La Novit dell'argomento
Le fonti principali per la teologia sistematica come Fides quaerens
intellectum: la fede (la parola di Dio nella scrittura e la tradizione, interpretata
dal magistero) e la ragione (la filosofia)

1. Teologia e filosofia -- Storia: i padri sul rapporto fede-ragione; altri


Dei Filius, 1869-1870
Fides et ratio, 1998
2. Teologia e Scrittura -- Storia: i padri, altri sviluppi
Divino afflante Spiritu, 1943
Pont. Com. Bib., L'interpretazione della Bibbia, 1993
3. Teologia e Magistero -- Storia: un po' diverso. Dopo 1500, la
sorveglianza.
Pio XII, Humanae generis 1950
CDF, Mysterium ecclesiae 1973
CTI, L'interpretazione del dogma 1989
4. Teologia e Tradizione - una domanda nuova. Due aspetti:
1) Interpretazione
2) Normativit
I "Monumenti" della tradizione: Padri, Liturgia, Dottori, Santi
I capitoli del corso seguono questo schema:
Introduzione; Tradizione; Padri; Liturgia; Dottori; Santi; Normativit;
Conclusione

Capitolo II. La Concezione Cristiana della Teologia


Bibliografia (dalle pagine distribuite all'inizio del corso): Betti; Congar, La tradizione e
le tradizioni, cap 1; Fisichella; Geiselmann; Lengsfeld; Pottmeyer (1990);
Waldenfels; Wiederkehr.
I. Un Fenomeno della Cultura umana
A. Tradizione -> autointelligenza
-> autorealizzazione
Henn/Tradizione/

B. Tradizione "Cristiana"

II. Tradizione nel Nuovo Testamento (trasmettere 119x)


A. Ges (Mt 28,18-20: quello che vi ho trasmesso) interpreta la legge e i
profeti (Mt 5,17-48: ma io vi dico; 15,1-20: che cosa rende unuomo impuro).
B. Ges distingue tra le tradizioni degli uomini e la parola di Dio (Mc 7,113).
C. Il cuore dell'evento Cristo: essere consegnato nelle mani degli uomini - Mc
9,31; 10,33: Per la salvezza degli uomini; Il rapporto religioso di comuione con Dio
reso possibile da Cristo.
D. La trasmissione dell'evento Cristo dagli Apostoli (Gal 1,15-17).
E. Paolo: l'ultima cena (1 Cor 11,23) e il mistero pasquale (1 Cor 15,1-7); la
professione di fede Rm 1,1-4; 4,24-25; 10,9; Inni della comunit Fil 2,5-11.
F. Il crescente allontanamento temporale dalle origine Lc 1,1-4; 1 Tm 1,18;
4,11; 2 Tm 1,13-14; 2,2; 2 Pt 3,2.
III. Tradizione nelle Storia - specialmente Trento e Vaticano II
A. Apostolicit della tradizione
Ireneo; Tertulliano (consanguinitas doctrinae)
Clemente di Roma e Ignazio di Antiochia
B. "Regula fidei" e Concili
Cattolicit della tradizione
universitas, antiquitas, consensio: Vincenzo di Lerin, Commonitorium
2,3
C. Legittimazione materiale o formale della tradizione
D. Il Concilio di Trento
De libris sacris et de traditionibus 8 aprile 1546
1. Puritas evangelii
2. fons omnis et salutaris veritatis et morum disciplinae
3. Spiritu Sancto Dictante
4. Traditiones ipsas tum ad fidem tum ad mores pertinentes
5. in libris scriptis et sine scripto traditionibus
non: partim ... partim
E. Sviluppi ulteriori
F. Vaticano II - Dei verbum cap. II
Henn/Tradizione/

1950 - la proclamazione del dogma dell'Assunzione


J. Ratzinger, "Commento" in H. Vorgrimler, ed., Das zweite Vaticanische
Konzil, II, Freiburg: Herder, 1967, 515-528.
IV. Il Concetto Teologico della Tradizione
A. Soggetto: primordiale la Parola di Dio
Ministeriale la Chiesa
B. Contenuto costitutivo: lautocomunicazione di Dio Rm 4,25; 8,32; Ef
5,2.25; Gal 2,20.
C. Forma costitutiva: la testimonianza degli apostoli e delle loro comunit 1
Cor 11,23; 15,3.
D. Rapporto tra contenuto e forma: comunione
Dei verbum 8: Cos la chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto,
perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ci che essa , tutto ci che essa
crede.
Unitatis redintegratio 2: Ges Cristo, per mezzo della fedele predicazione del
vangelo, dellamministrazione dei sacramenti e del governo esercitato nellamore da
parte degli apostoli e dei loro successori, cio i vescovi con a capo il successore di
Pietro, sotto lazione dello Spirito santo, vuole che il suo popolo cresca e che la sua
comunione sia perfezionata nellunit; cio nella confessione di una sola fede, nella
celebrazione comune del culto divino e nella fraterna concordia della famiglia di
Dio.
Atti 2,42: Essi ascoltavano con assiduit linsegnamento degli apostoli, vivevano
insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme.
Il popolo profetico (Lumen gentium 12), sacerdotale (LG 10-11) e regale (LG 13).
Alcune distinzioni:
1) Tradizione attiva trasmissione; tradizione passiva recezione.
2) Tradizione qua (trasmissio, evento, processo); tradizione quae (traditum,
deposito, patrimonio).
3) Tradizione reale (vita, culto, esempio, istituzione); tradizione verbale
(predicazione, catechesi, dottrina, scritti).
4) Tradizione in successione cronologica:
Tradizione risalente a Ges Cristo;
Tradizione e tradizioni risalenti agli apostoli ed al periodo apostolico
(tradizione apostolica);
Tradizione post-apostolica ed ecclesiale.
Henn/Tradizione/

Vedi anche lespressione sintetica sulla tradizione in Catechismo della Chiesa


cattolica, ## 74-79.

Capitolo III: Il contributo della letteratura patristica alla teologia


Bib: AA.VV., I Padri...; Bergamelli; Congar, "Teologia storica"; Dal Covolo - Triacca;
Hamman; Henn; Ratzinger.
I. I Patri Come Testimoni Privilegiati della Tradizione
A. "Patristica," "Patrologia" e "Letteratura antica cristiana"
Cong. per l'educazione cattolica, "Lo Studio dei Padri della chiesa," Il Regno:
Documenti 1990, 257-266.
B. I Padri - chi sono?
1. Ortodossia, Antichit, Santit, Approvazione ecclesiale
2. Utilizzo dell'appellativo "Padre"
a) Nuovo Testamento
b) Vescovi - pastori
c) Coloro che hanno definito la fede nei concili ["i 318 padri" di Nicea]
d) Dottori eminenti [Cirillo di Alessandria, Efeso, 431
e) I papi
f) Iniziatori della vita monastica
3. Come il Medioevo ha visto i padri
C. Valore privilegiato e momento storico dei padri
1. Un contributo umano-condizionato
2. Non al detrimento di Altri periodi nella storia della chiesa
3. Tuttavia, una posizione privilegiata
4. La "paternit" dei padri
5. La "freschezza," l'aspetto giovanile dei padri
II. Il Metodo nello studio dei Padri
Alcuni dei pi importanti raccolti di testi:
Migne, Patrologia latina e Patrologia greca;
CSEL = Corpus scriptorum ecclesiasticorum latinorum;
Corpus scriptorum christianorum orientalium;
GCS = Die griechischen christlichen Schriftsteller;
SC = Sources chrtiennes;
CCL = Corpus Christianorum. Series Latina

Henn/Tradizione/

G. Bosio - E. dal Covolo - M. Maritano, Introduzione ai Padri della


Chiesa, 4 voll., Torino: SEI, 1990-1995. Con bibliografia sulle pp. xiii-xxxi.
A. Di Berardino, ed., Dizionario Patristico e di Antichit Cristiane, 3
voll., Casale Monferrato: Marietti, 1983-1988.
L. Padovese, Introduzione alla teologia patristica, Casale Monferrato:
Piemme, 1992.
A. Il problema di strumentalizzazione
Alcuni accenni storici
B. Principi metodologici [vedi ISP = Istruz. s. Stud. dei Padri]
1. La prima fase informativa
2. Il metodo storico-critico
3. Il criterio "teologico" - la necessit della fede
4. La libert da pregiudizi
a) l'archeologismo
b) l'attualizzazione arbitraria
5. Il rapporto patristica-dogmatica
III. Alcuni Esempii
A. "Nessuna salvezza fuori della chiesa" (J. Ratzinger, Il nuovo popolo di Dio,
Brescia 1971, 365-389)
1. Le radici della formula nel pensiero tardo-giudaico
No; 1 Pet 3,20-21
2. La comparazione della dottrina patristic nel III secolo
a) Origene, In Jesu Nave III,5
b) Cipriano, De Unitate 6
c) Ulteriori sviluppi
3. Altre Considerazioni per l'interpretazione coretta
a) Agostino: "ecclesia ab Abel"
b) L'immagine del mondo propria dell'antichit
[Firenze, 1442; scoperto del nuovo mondo: 1500;
F. Sullivan; battesimo in voto]
c) Lettura nel contesto di tutta la storia della dottrina:
ANALOGIA FIDEI
[DH 2429 vs Quesnell; 1949 Feeney]
4. Significato per oggi
Henn/Tradizione/

a) l'aspetto soggettivo: carit + fede


b) l'aspetto oggettivo
B. Sant'Agostino sulla fede e sull'unit di fede
(W. Henn, One Faith, Mahwah NJ 1995, 174-191)
1. L'interesse di Agostino (354-430) nella fede e nell'unit della chiesa
386 conversione; 387 battesimo
da 93 opere (cos nelle Retractationes):
Utilit del credere 391
La fede e il simbolo 393
Agone cristiano 397
[Le confessioni 397-400]
La fede nelle cose che non si vedono 399
La fede e le opere 413
Manuale sulla fede, speranza e carit 421
Retractationes 427 (93 "opere" in 232 "libri"; 19 contro i
Donatisti)
2. Il cammino personale/esistenziale di Agostino
l'opposizione tra fede e ragione (UC I,2; Conf VI,5)
3. La soluzione: la distinzione tra credere e opinare
4. Il primato dell'autorit - cronologicamente
Il primato della ragione materialmente
(sulla scia di Clemente di Alessandria ed Origene - la
valutazione della gnosis)
5. Altre considerazioni:
a) fede e simbolo - FS I,1
(fides
b) fede e giustificazione - FS I,1
qua)
c) fede e opere - FO

(fides quae)
(Pelagio e grazia)

6. Unit di Fede
a) Un Unit dottrinale
De agone christiano (2 Tm 4,7-8)
Argomenti sulla base di scrittura e ragione
b) Unit di Fede ed Autorit
i. Autorit della scrittura
De Doctrina Christiana
ii. Autorit della tradizione
Epist 36,22
Henn/Tradizione/

iii. Autorit della chiesa


1) Cont. Epist. Fundamentum (vs. Manes)
2) Epist CV (catedra della dottrina)
3) Cont. Epist. Parmeniani III,24
("Securus iudicat orbis terrarum")
4) Sermo CXXXI ("causa finita est")

Capitolo IV. Il contributo della liturgia alla teologia


Bib: Grillo, Hamman, Triacca, Vagaggini, Vorgrimler e:
AA.VV., Cristologia e liturgia, Bologna 1980.
AA.VV., Teologia e liturgia, Bologna 1974.
Balthasar, H. Urs v., Teo-logica. Vol. I: Verit del Mondo, Milano 1989.
Casel, O., Il mistero del culto cristiano, Roma 1985.
Marsili, S., "Liturgia e teologia," Rivista liturgica 59, 1972, 455-473.
Marsili, S., "Teologia liturgica," Nuovo Dizionario di Liturgia, 1988, 15081525.
Triacca, A.M., Liturgia Locus theologicus o Theologia Locus liturgicus? in
AA.VV., Paschale Mysterium, Roma 1986, 193-233.
Riviste: Ephemerides liturgicae
Questions liturgiques/Studies in Liturgy
Rivista liturgica

I. La Liturgia come Espressione della Tradizione


Y. Congar, La Tradizione e le tradizioni II, 215-235 e 353-366.
La Liturgia come "luogo teologico" privilegiato
A. Lo Stile della liturgia
1. Celebra per intero il mistero Cristiano
2. Il potere di conservazione della liturgia
3. La richezza - al di sopra della nostra conoscenza o comprensione
di quello che celebriamo
B. Il Contenuto: il Rapporto religioso della nuova alleanza stabilita in Cristo
1. Liturgia e Scrittura
2. Liturgia e Chiesa
II. Il Metodo dello Studio della liturgia
A. Cipriano Vagaggini, Il Senso teologico della Liturgia 19582.
Henn/Tradizione/

1. Approccio Contenutistico - Quattro regole per determinare l'autorit


dottrinale della liturgia
a) l'autorit
b) gradi di autorit
c) sviluppo dottrinale
d) studio delle questione singole
2. Lex Orandi Lex Credendi [Indiculus de gratia Dei in DH 238-249]
"... ut legem credendi lex statuat supplicandi" [in DH 246]
3. La conoscenza di connaturalit
B. Ulteriori considerazioni
1. Alois Stenzel - La problematica della liturgia come locus
theologicus. cfr. Mysterium Salutis II, 145-165.
2. L'esperienza dell'alleanza come la finalit della liturgia [la gerarchia
delle verit]
per esempio: la prece eucaristica (II) come espressione del centro
della fede.
III. Alcuni Esempi
A. La teologia del battesimo emergente dalla liturgia battesimale della chiesa
antica
J. Ratzinger, "Baptism and the Formulation of the Content of Faith
Liturgy and the Development of Tradition, in Id., Principles of Catholic
Theology, San Francisco: Ignatius, 1987, 101-112 [orig. Theologische
Prinzipienlehre, 1982, Parte I, Capitolo 2, Sezione I,B].
B. La Visione della Chiesa di Lutero
J. Wicks, "Heiliger Geist - Kirche - Heiligung. Einsichten aus Luthers
Glaubenunterricht," Catholica 45, 1991, 79-101.
C. Le Dottrine Mariane
Pio XII, Munificentissimus Deus, 1950
H. Graef, Mary. A History of Doctrine and Devotion, London: Sheed &
Ward, 1987.
W. Henn, "Interpreting Marian Doctrine," Gregorianum 70, 1989, 413437.
D. Vescovi come successori degli apostoli secondo la liturgia di ordinazione in
Ippolito, La tradizione apostolica (215)
Henn/Tradizione/

F.A. Sullivan, Noi Crediamo la Chiesa, Casale Monferrato, 1990; e,


pi recentemente, From Apostles to Bishops: The Development of the
Episcopacy in the Early Church, New York/Mahwah 2001.
[Clemente, Cor 44,1-4; Ireneo, Ad Haer III,3-4; Tertulliano, De Praes Haer 2021 e 32; Ippolito, La Tradizione apostolica (215)]
IV. Conclusione
A. Due approchi alla liturgia come fonte di teologia: 1) lex orandi lex credendi
come fonte testuale autorevole e 2) come espressione dell'auto-coscienza della
Chiesa.
B. Negli esempi che abbiamo esaminato, la liturgia viene utilizzata meno
come fonte testuale che come azione di culto; come tale si cerca l'autocoscienza
della Chiesa in preghiera; la chiesa essendo l'unico soggetto adeguato per la
ricezione della parola, la sua auto-coscienza costituisce inoltre una via di accesso
alla rivelazione.
C. Tutti gli esempi esaminati utilizzano la liturgia come fonte per affirmazioni
teologiche o dottrinali soltanto nel contesto di altre testimonianze - scrittura, padri,
teologi, sensus fidei/fidelium, santi, ecc.
D. Un elemento decisivo nel discernere la portata della liturgia il consenso sia tra le diverse liturgie, sia con le altre fonti utilizzate.
E. La liturgia come fonte teologica esibisce in modo spiccato l'inculturazione
della fede; in questo senso inoltre una testimonianza alla diversit legittima
nell'espressione della fede.
[E. Lanne, Les differences compatibles avec lunit dans la tradition de
lglise ancienne, Istina (1961-1962) 227-253.]

Capitolo V: Il pensiero dei dottori come risorsa per la teologia


Bibliografia: Congar, "Teologia storica"; Latourelle; Wicks
Congar, Y., La foi et la thologie 1962
Congar, Y., A History of Theology 1968 (= "Thologie" in Dict. de Thologie
Catholique XV, 341-501)
I. I "Dottori della Chiesa"
A. Molti Dottori - e la scelta di S. Tommaso
1298 Bonifazio VIII -> 1997: 33 "dottori"
Henn/Tradizione/ 10

Molti sono "padri":


Agostino (354-430)
Ambrogio (340-397)
Girolamo (342-420)
Gregorio Magno (540-604)

Atanasio (297-373)
Basilio (329-379)
Gregorio Nazianzeno (329-389)
Giovanni Crisostomo (347-407)

1568 Tommaso d'Aquino (1225-1274)


1588 Bonaventura di Bagnioreggio (1206-1274)
1720 Anselmo (1033-1109)
1722 Isidoro di Siviglia (560-636)
1729 Pietro Crisologo (406-450)
1754 Leone magno (400-461)
1828 Pietro Damiano (1007-1072)
1830 Bernardo di Chiaravalle (1090-1153)
1851 Ilario di Poitiers (315-368)
1871 Alfonso de Liguori (1696-1787)
1877 Francesco de Sales (1567-1622)
1882 Cirillo dAlessandria (376-444)
1882 Cirillo di Gerusalemme (315-386)
1890 Giovanni Damasceno (676-749)
1899 Beda il Venerabile (673-735)
1920 Efrem Siro (306-373)
1925 Pietro Canisio (1521-1597)
1926 Giovanni della Croce (1542-1591)
1931 Roberto Bellarmino (1542-1621)
1932 Alberto magno (1206-1280)
1946 Antonio di Padua/Lisboa (1195-1231)
1959 Lorenzo da Brindisi (1559-1619)
1970 Caterina di Siena (1347-1380)
1970 Teresa d'Avila (1515-1582)
1997 Teresa di Lisieux (1873-1897)
B. I Dottori/Teologi come autorit per la teologia
1. Sulla Storia del concetto di teologi
Melchior Cano (+1560), De locis theologicis
2. Compito dei teologi nella mediazione della Rivelazione

II. Il metodo per l'uso degli scritti dei Dottori/Teologi


Studer, B., "I teologi," in Mysterium Salutis 2, 138-144.
Henn/Tradizione/ 11

A. Autorit dogmatica - Consenso


B. Interpretazione storico-critica
C. M.-D. Chenu, Le Saulchoir. Una scuola di teologia 1937
"il dato rivelato" - A. Gardeil, La donn rvl et la thologie 1910

III. Un Esempio - S. Tommaso


A. Il suo contesto - lo sviluppo della "teologia" dall'epoca dei padri a quella
scolastica
Bibliografia:
AA.VV., Seminarium 29, 1977, 581-1007
Chenu, M.-D., Introduction l'tude de S. Thomas 1950
Chenu, M.-D., La teologia come scienza nel XIII secolo 1985
Gilbert, P., Introduzione alla teologia medievale 1993
Riviste:
Bulletin de thol. ancienne et mdivale
Bulletin thomiste -> Rassegna di lett. tomista [bib]
Doctor communis
Revue thomiste
Studi medievali
B. L'uso del simbolo da parte di S. Tommaso nel Compendium Theologiae
vedi: Ghislain Lafont, "Simbolo degli Apostoli e metodo teologico: il
`Compendium Theologiae' di San Tommaso," La Scuola Cattolica 102, 1974,
557-568.
Libro I: Fede
cap 1: Fede, Speranza, Carit
De Divinitate Trinitatis
cap 2:
De Humanitate Christi
cap 3-184: De Divinitate
cap 185-245: De Humanitate
cap 246: l'ordine degli articoli
Libro II: Speranza - il Padre Nostro

cap 1-10

Libro III: Carit - i commandamenti; sp. i due del NT. [mai scritto]
1. Il Genere letterario del Compendium
2. I Commentari del Credo
Henn/Tradizione/ 12

a. Gli scolastici
de Divinitate:
de unitate essentiae
de tribus personis
de effectibus

1 articolo
3 articoli
3 articoli
Quindi, 7 articoli

de Humanitate:
Ancora, 7 articoli
b. S. Tommaso
i. De articulis fidei et ecclesiae sacramentis
ii. Commentario alla Prima Decretale
iii. Compendium theologiae
3. Caratteristiche proprie
a. la preferenza accordata alla esposizione speculativa
b. la divisione speculativa e l'idea della conoscenza religiosa
c. l'opzione di teologia trinitaria
4. Le particolarit del Compendium
a. secondo il Credo
Unit di Dio
Trinit di reciprocit delle persone
Effetti di Dio
Creazione
68-99
Grazia
100-147
Resurrezione
148-162
Vita Eterna
163-184
b. differenza tra
De articulis
e
Prima Decretale

3-36
37-67
68-184

Compendium

3 tentativi:
i. Trinitario e storico storia
ii. La ragione della fede - epistemologia
iii. L'analogia della fede - metafisica
IV. Conclusione

Henn/Tradizione/ 13

Capitolo VI: La vita dei santi come fonte per la teologia


Bibliografia: Congar (1964 e 1965), Thompson, Vorgrimler, Danielou [Sentire
Ecclesiam]
I. La Vita dei Santi come locus theologicus
A. La Santit - Espressione della Tradizione, con l'enfasi sull'esperienza
B. "Teologia Spirituale" e le altre specializzazioni theologiche

II. Accenno sulla metodologia per l'uso dei santi


Bibliografia:
Bibliographia Internationalis Spiritualitatis, pubblicata dal Istituto Teresianum
(1966->).
Dictionnaire de spiritualit asctique et mystique (DSAM) Paris (1932->).
Dizionario enciclopedico di spiritualit (DES), Roma, 1990
AA.VV., La spiritualit come teologia, a cura di Ch. A. Bernard, Brescia,
1993.
Bernard, Ch. A., Introduzione alla teologia spirituale, Casale Monferrato,
1994.
III. Un Esempio - Il "Cantico delle creature' di S. Francesco d'Assisi
L. Lehmann, "Der Sonnengesang," in Id., Tiefe und Weite. Der
universale Grundzug in den Gebeten des Franziskus von Assisi,
Werl/Westfalen, Dietrich Coelde Verlag, 1984, 279-324.
L. Lehmann, Francesco Maestro di Preghiera, Roma 1993, 325-359.
F. Bajetto, "Un trentennio di studi sul cantico di frate Sole," L'Italia
francescana 49, 1974, 5-62.

Henn/Tradizione/ 14

A. Il Testo - la sua forma letteraria: "Lauda"


I (1-4) 1. Altissimo, Onnipotente, buon Signore,
2. tue so le laude, la gloria e lonore et onne benedizione
3. A te solo, Altissimo, se confano
4. e nullo omo digno te mentovare.
II (5-9) 5. Laudato si, mi Signore, cum tucte le tue creature,
6. specialmente MESSER LO FRATE SOLE,
7. lo qual iorno, e ellumini noi per loi.
8. Ed ello bello e radiante cun grande splendore:
9. de te, Altissimo, porta significazione.
III (10-11) 10. Laudato si, mi Signore, per SORA LUNA e le STELLE:
11. in cielo lhai formate clarite e preziose e belle.
IV (12-14) 12. Laudato si, mi Signore, per FRATE VENTO,
13. e per Aere e Nubilo e Sereno e onne tempo
14. per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
V (15-16) 15. Laudato si, mi Signore, per SOR ACQUA,
16. la quale molto utile e umile e preziosa e casta.
VI (17-19) 17. Laudato si, mi Signore, per FRATE FUOCO,
18. per lo quale ennelllumini la nocte:
19. ed ello bello e iocundo e robustoso e forte.
VII (20-22) 20. Laudato si, mi Signore, per SORA NOSTRA MADRE TERRA,
21. la quale ne sostenta e governa,
22. e produce diversi fructi con coloriti flori ed erba.
VIII (23-26) 23. Laudato si, mi Signore, per QUELLI CHE PERDONANO per lo tuo
amore
24. e sostengono infirmitate e tribulazione.
25. Beati quelli che l sosterrano in pace,
26. ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
IX (27-31) 27. Laudato si, mi Signore, per SORA NOSTRA MORTE CORPORALE,
28. da la quale nullo omo vivente po scampare.
29. Guai a quelli che morrano ne le peccata mortali!
30. Beati quelli che trovar ne le tue sanctissime voluntati,
31. ca la morte seconda no li farr male.
X (32-33) 32. Laudate e benedicete mi Signore,
33. et rengratiate e serviateli cun grande humilitate.

Henn/Tradizione/ 15

B. Contesto della composizione - la sofferenza/malattia


C. Struttura e Contenuto
I
II e III
IV, V, VI, VII
VIII e IX
X

= Introduzione
= Il cielo: sole - luna - stelle
= La terra: vento - acqua - fuoco terra
= L'uomo: sostengono in pace morte
= Conclusione

1. Versi iniziali e finali (I e X)


2. Ritornello: Laudato si, mi Signore (II-IX)
3. Variazioni sul tema (II-IX: sole, luna ...)
4. Dal Macrocosmo al Microcosmo, dall'alto al basso
Macrocosmo
Elementi
Stagioni
Vento
Primavera
Acqua
Inverno
Fuoco
Estate
Terra
Autunno

Microcosmo
Temperamenti
Sanguigno
Flemmatico
Collerico
Melanconico

D. Tematiche del Cantico


1. Il Cosmo come una grande famiglia
2. Cambiamento di colori e toni, chiari e scuri
3. Riconciliato con ogni cosa
4. Giubilo Pasquale nel Venerdi santo
5. Mistica incentrata su Cristo
6. Una predica di perenne attualit
Centro di Gravit [un cantico delle creature contemporaneo?]
Per cantarti, O Ges mio Signore, mi piacerebbe avere occhi daquila, cuore di
bambino e una lingua brunita dal silenzio!
Tocca il mio cuore, Signore Ges Cristo; toccalo e vedrai come si svegliano i sogni
sepolti nelle radici umane fin dal principio del mondo.
Tutte le nostre voci si affollano alle tue porte.
Tutte le nostre onde muoiono sulle tue spiagge.
Tutti i nostri venti dormono sui tuoi orizzonti.
I desideri pi reconditi, senza saperlo, ti reclamano e ti invocano.
Gli aneliti pi profondi ti cercano impazientemente.
Sei notte stellata, musica di diamanti, vetta delluniverso, fuoro di pietra focacia.
Dove tu posi il tuo piede piagato, l il pianeta arde di sangue e di oro.
Henn/Tradizione/ 16

Cammini sulle correnti sonore e sulle cime coperte di neve.


Sospiri fra i boschi secolari.
Sorridi in mezzo al mirto e alla ginestra.
Respiri fra le alghe, i funghi e i licheni.
Nella grande vastit delluniverso minerale e vegetale ti sento nascere, crescere,
vivere, ridere, parlare.
Sei il polso del mondo, o mio Signore Ges Cristo.
Sei Colui che, da sempre viene dalle pi lontane galassie, dal centro igneo della
terra, dal fondo del tempo; vieni da sempre, da milioni e milioni di anni-luce.
Sulla tua fronte splende il destino del mondo, nel tuo cuore si concentra il fuoco dei
secoli.
Con il cuore abbagliato da tanta meraviglia, mi chini per dirti: Tu sarai il re dei miei
territori.
Per Te sar il fuoco del mio sangue. Tu sarai il mio cammino e la mia luce, la causa
della mia gioia, la ragione del mio esistere ed il senso della mia vita, la mia bussola
e il mio orizzonte, il mio ideale, la mia pienezza, la mia consumazione. Al di fuori di
Te, niente c per me.
Per te sar il mio ultimo canto. Gloria e onore per sempre a Te, Re dei Secoli!
Ignacio Larraaga, OFM Cap., Incontro. Manuale di preghiera, Padova 1990,
9-10 [Orig: Encuentro. Manual de Oracin, 1984].

Capitolo VII: La Questione Criteriologica - Il Discernimento della


Tradizione nelle Tradizioni
Bibliografia: Congar, La Tradizione e le tradizioni; Dulles; Kasper; O'Collins;
Pottmeyer, "Normen, Kriterien und Strukturen der berlieferung."
I. Tradizione come Compito di Discernere la Parola di Dio
II. Tappe della Criteriologia della Tradizione
A. Paolo
1. L'apostolo - Testimone della Rivelazione
2. La predicazione apostolica come interpretazione della parola di Dio
B. Periodo post-apostolico
1. La salvaguardia della Tradizione apostolica
2. La regola di Fede
C. L'epoca dei Padri
Vincenzo di Lerino, Commonitorium (431)
Universitas
Antiquitas
donatismo
arianesimo

Consensio Patrum
nestorianesimo
Henn/Tradizione/ 17

D. Melchior Cano, De locis theologicis (c. 1550)


1. Loci della tradizione - "principi" della conoscenza teologica
1 Sacra Scrittura
2 Tradizioni orali di Cristo e degli apostoli
3 Chiesa cattolica
4 Concili
5 Chiesa romana
6 Padri
7 Teologi
8 Ragione umana
9 Filosofia
10 Storia
[Il primato della parola di Dio (## 1 e 2)]
2. Chiesa - soggetto attivo (# 3)
3. I portatori (## 4, 5, 6, 7)
E. Vaticano II e la criteriologia
1. Conseguenze dei concetti di rivelazione, tradizione e chiesa
2. Scrittura e Tradizione
III. Sistematica della Criteriologia della Tradizione
A. H.-J. Pottmeyer, "Normen, Kriterien und Strukturen der berlieferung," in W.
Kern, H.J. Pottmeyer u. M. Seckler (Hg.), Handbuch der Fundamentaltheologie 4,
Freiburg 1988, 124-152 (= "Norme, Criteri e Strutture della tradizione," in AA.VV.
Corso di teologia fondamentale 4, Brescia 1990, 137-172.)
1. Contenuto e Forma fondamentale della Tradizione
2. I Luoghi
Chiesa
Passiva - Attiva
Interscambio
3. Criteriologia
Norma Suprema
Norma Normata
antiquitas
Criteri di Appartenza
universitas
formalitas
Criteri di Importanza Salvifica
B. A. Dulles, "Tradition as a Theological Source," in Id., The Craft of Theology: From
Symbol to System, New York 1992, 69-85.
1. 10 Tesi sulla visione cattolica
2. # 8. La tradizione divina sussicita una variet di tradizioni umane, le quali
servono come mezzi attraverso le quali la tradizione divina viene mediata e
communicata ai gruppi particolari in varii tempi e luoghi.
Henn/Tradizione/ 18

# 9. Le tradizioni umane, mentre sono necessarie in quanto rendono concreta


e tangibile la tradizione divina, devono essere continuamente scruttate, per quanto
riguardo alla loro saldezza e alla loro pertinenza/attinenza. correzione e
aggiornamento
# 10. Il magistero ecclesiastico, utilizzando la Scrittura e la tradizione, il
giudice autorevole della conformit con la parola di Dio delle dottrine e delle pratiche
particolari, comprese le tradizioni umane.
C. G. O'Collins, "Criteri per l'interpretazione delle tradizioni," in Latourelle R. O'Collins, G. (a cura di), Problemi e prospettivi di teologia fondamentale, Brescia
1982, 397-411; e Idem, "Trovare la tradizione all'interno delle tradizioni," Teologia
fondamentale Brescia: Queriniana, 1982, 260-280.
8 criteri:
1. Il magistero
2. Universalit, antiquit, consenso (Vincenzo di Lerino)
3. Il "Sensus fidelium"
4. La continuit - lo stesso come criteri 2 e 3.
5. Il Simbolo
6. l'apostolocit (legato con criteri 1, 4 e 7)
7. Le scritture
8. Cristo crocifisso e risorto

D. Y. Congar, La Tradizione e le tradizioni, Saggio teologico, "Scrittura e


Tradizione," 267-321.
8 Tesi
# 6: Il consenso unanime dei Padri e quello della Chiesa designa con
certezza un "luogo" dell'azione di Dio.
E. W. Kasper, "Tradizione come principio di conoscenza teologica," in Id., Teologia
e chiesa, Brescia: Queriniana 1989, 74-103.
1. Tre criteri di discernimento
2. Tre prospettive ermeneutiche
IV. Sintesi (W. Henn, The Normativity of Tradition, in Festschrift Jared Wicks,
Roma 2004, 25 pagine.
A. La tradizione cristiana e le tradizione meramente umane
B. Due diverse finalit nel ricorso alla tradizione: 1) la ricerca per nuove
espressioni legittime della dottrina, della vita e del culto della Chiesa; 2) la
ricerca per quello che si evidenzia come obbligatorio per la dottrina, la vita ed
il culto della Chiesa.
C. Criteri per il discernimento sia dellautenticit sia della normativit di una
tradizione specifica il consenso e il ruolo del minstero ordinato.
Henn/Tradizione/ 19

Capitolo VIII: Conclusione


I. Ricapitolazione del corso
A. L'importanza del tema (cap. 1)
B. La Concezione della Tradizione (cap. 2)
C. Il Metodo per l'utilizzazione della Tradizione (cap. 3-6)
D. La criteriologia per valutare la Tradizione (cap. 7)
II. Uno sguardo verso il futuro
A. La tradizione e il catechismo "del Vaticano II"
B. La tradizione e l'ecumenismo
C. La novit dell'argomento sull'ermeneutica della tradizione
1. Pontificia Commissione Biblica, L'Interpretazione della Bibbia nella
Chiesa (1993) III.D.2. "Esegesi e teologia dogmatica" e III.D.4. "Punti
di vista diversi e necessaria interazione"
i. Errori da evitare: dualismo e fondamentalismo.
ii. Un "ermeneutica della Tradizione" deve essere individuata dalla teologia
dogmatica o fondamentale in modo analogo con la distinzione tra l'ermeneutica
biblica e la teologia dogmatica o fondamentale.
iii. L'ermeneutica della Tradizione critica e arricchisce la teologia dogmatica o
fondamentale.
2. Commissione Teologica Internazionale, L'Interpretazione del dogma
(1989) C.II.2 "L'unica Tradizione e la pluralit delle tradizioni"
Quattro Criteri per discernere la Tradizione divina dalle
tradizioni umane:
i. Ges Cristo stesso come criterio del discernimento
ii. L'apostolicit - la fedelt alle origini
iii. La cattolicit - la ricezione dell'intera comunit
iv. Lex orandi/lex credenti - la verifica liturgica

Henn/Tradizione/ 20

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