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Art Tatum

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Art Tatum (Toledo, 13 ottobre 1909 – Los Angeles, 5


Art Tatum
novembre 1956) è stato un pianista statunitense. Tatum, noto per
il suo virtuosismo e per la sua abilità e creatività come
improvvisatore, era considerato dai suoi contemporanei il
massimo pianista jazz vivente, al punto che, al suo entrare in un
locale, Fats Waller sul palco, interruppe la sua esibizione per
annunciare agli spettatori che "il Dio vivente del pianoforte" era
appena entrato nella sala. Al di là delle esagerazioni, si tratta
senz'altro di uno dei più grandi pianisti del XX secolo.

Indice
Biografia
Curiosità
Discografia
Note Art Tatum "the piano God himself". Foto
Bibliografia William P. Gottlieb, 1946 ca.
Altri progetti Nazionalità Stati Uniti
Collegamenti esterni Genere Jazz
stride piano

Biografia Strumento Pianoforte

Nacque a Toledo nell'Ohio nel 1909. Fin da bambino fu affetto da cataratta che lo rese parzialmente cieco da
ambedue gli occhi. Dopo una decina di dolorose operazioni avvenute durante l'infanzia e la prima
adolescenza, riuscì a riacquistare la vista di circa il 70%. Purtroppo, secondo il suo biografo James Lester,
all'età di 20 anni subì un'aggressione da un rapinatore all'uscita da un locale di Toledo e, durante la
colluttazione, venne ripetutamente percosso alla faccia, perse nuovamente la vista all'occhio sinistro e conservò
solo il 25% della visione nell'occhio destro[1]. Iniziò a suonare da giovane, seguì qualche corso al liceo di
Toledo, ma gran parte della sua istruzione fu da autodidatta; e ancor oggi risulta stupefacente come sia riuscito
a raggiungere da solo quei livelli di virtuosismo tecnico e musicale che lo hanno reso famoso. Quando nel
1932, si trasferì a New York per accompagnare la cantante Adelaide Hall, portò già con sé un bagaglio enorme
di esperienza professionale risalente alla metà degli anni venti; nel 1929 aveva tenuto un suo spettacolo alla
radio.

Debuttò quindi a New York come uno dei due pianisti che si alternano nell'accompagnamento di Adelaide
Hall: ed è nel 1932 che i suoi assoli (celeberrimo quello su Tiger Rag) rivelarono al pubblico il suo inarrivabile
talento. Grande ammiratore di Fats Waller e di Earl Hines, Tatum suonava stride, swing e boogie woogie a
velocità inaudite, applicando concezioni armoniche che anticipano di decenni lo sviluppo della musica jazz,
sull'evoluzione della quale avrebbero avuto una profonda influenza. Nei suoi primi anni a New York Charlie
Parker ebbe modo di ascoltare Tatum, e scelse deliberatamente di lavorare nelle cucine dei locali dove il
pianista si esibiva per ammirarne la tecnica e lo stile. I suoi estimatori non si limitavano al mondo del jazz: il
compositore e pianista russo Sergei Rachmaninov, dopo che l'ebbe sentito suonare, disse che si trattava del più
grande pianista vivente. Uguale ammirazione Tatum riscuoteva anche presso Vladimir Horowitz, suo grande
amico. Ma Tatum non si considerò mai un pianista classico, ancorché finì per inserire nel suo repertorio alcuni
brani classici riarrangiati nella sua caratteristica maniera. Celebre la sua reinterpretazione dell'Op. 101
Humoresque n. 7 e della "Élégie" di Jules Massenet.

Come improvvisatore, Tatum preferiva mantenere riconoscibile la melodia del brano che affrontava,
riarmonizzandolo, lavorando cioè sulla progressione degli accordi, mentre sul versante melodico decorava la
linea melodica con caratteristici abbellimenti e rapidissime scale (ascendenti e discendenti), talvolta criticate
come gratuite e poco jazzistiche. In ogni caso il critico e imprenditore musicale Leonard Feather lo definì come
"il più grande improvvisatore della storia del jazz, a prescindere dallo strumento". Seppure partito dalla
tradizione pianistica stride, dove risente dell'influenza di grandi musicisti come Fats Waller, James P. Johnson e
Willie The Lion Smith, Tatum se ne distacca decisamente, non tanto per il suo ferreo senso del ritmo scandito
dalla mano sinistra, ma soprattutto per l'improvvisazione multiforme e funambolica della sua mano destra,
capace di suonare a velocità impensabili e mantenendo sempre una diteggiatura nitida e granitica. Per questo
suo caratteristico e unico modo di arpeggiare, con un suono dal timbro luminoso e cristallino, a prescindere dal
tipo di pianoforte usato, Tatum riscuoteva (e ancora oggi riscuote) sconfinata ammirazione dagli altri colleghi
pianisti. Ad esempio, Oscar Peterson dichiarò pubblicamente che, da adolescente, dopo che un giorno suo
padre gli fece ascoltare "Tiger Rag", pianse amaramente tutta la notte. E restò così sconvolto da quella
registrazione che smise di suonare il piano per due mesi di seguito, tale era la frustrazione (e al tempo stesso
l'ammirazione) per il genio di Tatum: Peterson infatti era convinto che ci fossero due pianisti a suonare
contemporaneamente e non uno solo[2]. Anche Duke Ellington aveva grande amore per Tatum e, nella sua
autobiografia ("Music is my mistress" Da Capo Press NY, 1972), racconta: "...alcuni miei amici mi avevano
parlato di lui e di come fosse terrificante il suo modo di suonare, ma quando lo incontrai per la prima volta fui
assolutamente impreparato per ciò che avrei ascoltato di lì a poco..."[3].

Le prime registrazioni di Tatum risalgono al 1932, anno del trasferimento a New York; ma continuarono
ininterrotte sino alla sua morte. Incise per la Decca Records (1934-41), per la Capitol Records (1949, 1952) e
per le case discografiche gestite da Norman Granz (dapprima Clef, poi Verve ed infine Pablo) (1953-56). Per
Granz, Tatum registrò nel 1953 una lunga serie di brani ("The Tatum Solo Masterpieces "), vera maratona
solistica e parallelamente negli stessi anni incise con alcuni tra i migliori musicisti della "scuderia" granziana
riuniti in gruppi creati per l'occasione ("The Tatum Group Masterpieces"); tali gruppi comprendevano Roy
Eldridge, Buddy Rich, Jo Jones, Harry Edison, Ben Webster, Buddy DeFranco, Benny Carter e Lionel
Hampton. Particolarmente riuscita la seduta d'incisione in quartetto con Ben Webster al sassofono tenore. Per
diversi anni fu a capo di un trio, con Slam Stewart al contrabbasso e Tiny Grimes alla chitarra, formazione che
permetteva a Tatum una migliore penetrazione commerciale, e con il quale infatti ottenne grandi successi, Se le
registrazioni in trio mostrano un grande intesa tra i componenti, nonostante la tendenza di Tatum a prevaricare
e riempire tutti i vuoti, sono indubbiamente le registrazioni da solista che mettono in evidenza la sua
straordinaria capacità di esplorare tutti i registri della tastiera con eccezionale padronanza e velocità,
mantenendo sempre un innato senso del ritmo con grande calma e senza il minimo sforzo. Molti testimoni
inoltre affermano, alcune registrazioni lo confermano, che Tatum fosse ambidestro, cioè che potesse fare con la
mano sinistra tutto ciò che faceva con la destra.

Le diverse apparizioni di Tatum in programmi televisivi, specialmente nel Tonight Show di Steve Allen, dove
fu ospite per diversi episodi, non sono arrivate sino ad oggi poiché le registrazioni video vennero cestinate per
sgombrare gli archivi della società televisiva. Il sonoro di alcune delle puntate, registrate da appassionati
durante le trasmissioni, è invece fortunosamente disponibile e in parte è stato riversato su disco.

Nel novembre del 1956 Art Tatum morì a Los Angeles per un uremia dovuta a insufficienza renale, causata
dall'abuso di alcool.
Curiosità
In un sondaggio effettuato due anni dopo la sua morte tra quarantasei pianisti, trenta
indicarono Tatum come il loro pianista preferito.
In un periodo in cui erano popolari le sfide tra musicisti (cutting contests), la competitività di
Tatum (che al ritorno da una tournée fece circolare la voce che era tornato in città "to kick some
ass" cioè "a dare qualche calcio in culo") era leggendaria almeno quanto la sua abilità. Il
pianista Billy Taylor racconta ad esempio che una sera del 1950 al "Birdland" un famoso locale
di New York, il pianista Bud Powell, completamente ubriaco, sfidò Tatum dicendogli "...ti
insegno io come si suona a tempo e come si suona veloce...". Tatum, dopo grande risata,
rispose: "... non ora fratello, ma vieni qui domani sera, alla stessa ora: tutto quello che tu
suonerai con la mano destra io lo rifarò con la mia sinistra..". Secondo Taylor, Powell non si
presentò la sera dopo per la sfida, nonostante da sobrio si fosse esercitato durante tutta la
giornata seguente[4].
Nell'inverno del 1953 fu invitato dal produttore Norman Granz a realizzare il più grande
progetto discografico per piano solo della storia del jazz fino ad allora: registrare qualsiasi cosa
lui volesse e per quanto tempo ne fosse capace. Ne nacque una sessione di registrazione
ininterrotta della durata di 48 ore il 28 e il 29 dicembre 1953. Tatum realizzò, senza sbagliare
alcun assolo, suonando giorno e notte, 70 brani che saranno poi raccolti nella collana "Tatum
Solo Masterpieces" della Pablo Records. Alla fine del primo giorno però, Granz si accorse che
era finito il nastro per registrare, e, sfortunatamente, proprio nel bel mezzo dell'assolo. Quando
alcune ore dopo il tecnico del suono Rafael Valentin portò la nuova bobina, Tatum fu in grado
di ricostruire esattamente l'assolo dal punto in cui era stato interrotto mantenendo la stessa
tonalità, gli stessi accordi e lo stesso swing. A detta di Granz, la giunzione tra i due nastri fu
praticamente inavvertibile nella produzione finale, confezionando un brano che appare come
un "continuum" dalla bellezza stupefacente[5].
Un'esibizione extramusicale in cui Tatum amava indulgere quando pranzava in un drugstore
vicino alla Cinquantaduesima strada (nei cui locali suonava spesso) era stupire il resto della
clientela facendo rovesciare una manciata di monete sul bancone di marmo e identificando il
numero e il taglio delle monete dal loro suono.
Tatum era anche noto per le sue sregolatezze. A parte la sua fama di bevitore eccezionale, era
solito stare sveglio, suonando, per giorni e notti intere, dopo di che dormiva per periodi
equivalenti, svegliandosi però immediatamente se veniva anche solo sfiorato.
Interpellato su chi, tra i musicisti jazz potesse essere annoverato tra i "geni" del jazz, il cantante
nonché bandleader e compositore Billy Eckstine disse: Duke Ellington, Charlie Parker e Art
Tatum. Saputolo, il Duca dichiarò: "Il più grande cantante al mondo ha ragione, ma solo per gli
ultimi due".
Sul finire degli anni 40 , Vladimir Horowitz passava molto tempo a comporre un mucchio di
variazioni su "Tea for Two" da suonare come bis al termine dei suoi concerti, e un giorno le
suono' per Art Tatum per sapere cosa ne pensasse . Quando fu invitato a suonare la sua
versione, Tatum continuò ad andare avanti e avanti in versioni sempre diverse , fino a quando
Horowitz dovette fermarlo e chiedergli: "Scusami Art, ma quando ti è venuto in mente tutto
questo? " e Tatum rispose " Adesso !". (Oscar Peterson in una intervista pubblica con Andre'
Previn -1973)

Discografia
(1932-34) The Chronological, Classics #507
(1934-40) The Chronological, Classics #560 [1994]
(1940-44) The Chronological, Classics #800, 1995
(1944-00) The Chronological, Classics #825
(1945-47) The Chronological, Classics #982
(1949-00) The Chronological, Classics #1104
(1949-53) The Chronological, Classics #1114
(1935-56) Live Performances (10CD Box Set), Storyville
(1932) Piano Starts Here, Columbia, 1987
(1934-37) Classic Early Solos , Decca Records, 1991
(1934-44) Vol. 16 - Masterpieces, Jazz Archives Masterpieces, 1996
(1935-43) Standard Sessions (2 CD), Music & Arts, [1996-2002]
I Got Rhythm: Art Tatum, Vol. 3 (1935-44), Decca Records, 1993
Solos (1937) and Classic Piano, Forlane, 1996
(1938-46) Memories Of You (cofanetto di 3 CD), Black Lion, 1997 contiene i seguenti CD:
(1938-39) The V-Discs disco 1, Black Lion, 1992
(1940-46) Standards disco 2, Black Lion, 1992
(1940-46) Tea For Two disco 3, Black Lion, 1992
(1944-45) On The Sunny Side Topaz Jazz, 1997
(1949-52) The Complete Capitol Recordings (2CD), Blue Note, Capitol, [1997]
(1952) Piano Solo Private Sessions, New York; Musidisc, [1995]
(1953-56) Complete Pablo Solo Masterpieces (6CD Box Set), Pablo, [1991]
(1953-56) The Complete Pablo Group Masterpieces (6CD Box Set), Pablo, [1990]
(1950-55) 20th Century Piano Genius (2CD), Verve, [1996]
Art Tatum at His Piano, Vol. 1, GNP Crescendo, [1990]
Fine Art & Dandy, Drive Archive, 1994
Marvelous Art, Star Line Records, 1994
House Party, Star Line Records, 1994
Masters of Jazz, Vol. 8, Storyville, Danimarca, 1994
California Melodies, Memphis Archives, 1994
The Rococo Piano of Art Tatum Pearl Flapper, 1995
I Know That You Know, Jazz Club Records, 1995
The Art of Tatum, ASV Living Era, 1995
Trio Days, Le Jazz, 1995
Body & Soul, Jazz Hour, Paesi Bassi, 1996

Note
1. ^ (EN) James Lester, Too Marvelous for Words. The Life and Genius of Art Tatum, Oxford,
Oxford University, 1994, ISBN 0-19-509640-1.
2. ^ (EN) Oscar Peterson Interview with Andre Previn Part 2, su youtube. URL consultato il 1º maggio
2019.
3. ^ Duke Ellington, Music is my mistress, Da Capo, New York, 1972.
4. ^ Lester, pp. 174-175.
5. ^ Lester, p. 204.

Bibliografia
(EN) James Lester, Too Marvelous for Words: The Life and Genius of Art Tatum, Oxford
University, Oxford, 1994, ISBN 0-19-509640-1
(EN) Riccardo Scivales, The Right Hand According to Tatum, Ekay Music, 1998, ISBN 0-
943748-85-2
Andrea Saffirio, Il linguaggio armonico di Art Tatum, Roma, Aracne, 2019, ISBN 978-88-255-
2595-3.

Altri progetti
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Collegamenti esterni

Art Tatum, su sapere.it, De Agostini.


(EN) Art Tatum, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Opere di Art Tatum, su openMLOL, Horizons Unlimited srl.
Art Tatum, su Last.fm, CBS Interactive.
(EN) Spartiti o libretti di Art Tatum, su International Music Score Library Project, Project Petrucci
LLC.
(EN) Art Tatum, su AllMusic, All Media Network.
(EN) Art Tatum, su Discogs, Zink Media.
(EN) Art Tatum, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
(EN) Art Tatum, su Internet Movie Database, IMDb.com.
(EN) Art Tatum sul sito della Duke University, su duke.edu. URL consultato il 13 ottobre 2006 (archiviato
dall'url originale il 6 ottobre 2006).
(EN) video di Art Tatum in "Yesterdays", su youtube.com.
VIAF (EN ) 87694807 (https://viaf.org/viaf/87694807) · ISNI (EN ) 0000 0001 0922 3866
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53) · WorldCat Identities (EN ) lccn-n84005894 (https://www.worldcat.org/identities/lccn
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