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C'ERA UNA VOLTA NEW ORLEANS


Fino alla metà degli anni '50 non c'era libro sulla musica negro-americana in cui non si affermasse
che il jazz era nato a New Orleans. Vi si erano mescolati tutti gli ingredienti che erano i presupposti
di quella musica ibrida e pittoresca. I grandi pionieri fecero i primi passi partendo da Buddy Bolden,
capostipite dei solisti jazz (tromba). Di lì erano partiti i primi maestri del jazz alla conquista di
Chicago, New York e del mondo. Da New Orleans era venuto anche Louis Armstrong.
New Orleans è veramente stata la culla del jazz?
Qualcuno nel tempo ha sottoposto questa affermazione, interpellando alcuni jazzmen formati nel
Nord-Est.
Leonard Feather nel suo ''The book of jazz'' riferisce delle testimonianze di musicisti che
contestavano la primogenitura del jazz a New Orleans.
Un musicista bianco, Ralph Berton, nel recensire il libro di Feather per ''The jazz review'' confermò
che a Chicago il jazz esisteva già ed era piuttosto fiorente prima della fine della Prima Guerra
Mondiale (inizio 1918). Altre testimonianze confermano la tesi tradizionale in maniera significativa.
James P. Johnson raccolse l'eredità dei pianisti di ragtime e fu con Willie Smith, fra i primi
esponenti di stride piano, lo stile jazzistico pianistico di Harlem. Johnson fu cauto in un'intervista:
disse che non c'era nessuna orchestra di jazz di quelle attive a News Orleans, ma il ragtime era
suonato ovunque, nei bar, nei cabarets e nei bordelli.
W.C. Handy: le orchestre e i pianisti di New York suonavano parecchi dei vecchi motti di New
Orleans.
Altra testimonianza di Garvin Bushell (sassofonista negro): il jazz di New York era più vicino al
ragtime e meno al blues. Non c'era nessun musicista dell'est che sapesse suonare davvero del blues.
Butter Baley, illustre clarinettista negro, ha detto: ''noi suonavamo a Memphis nello stesso periodo
in cui suonavamo a Storyville, a New Orleans. La differenza era che le orchestre di New Orleans
improvvisavano di più. Noi suonavamo leggendo le partiture. Nel 1917 cominciammo ad
improvvisare e dopo un viaggio a New Orleans il mio adattamento allo stile (New Orleans) più
facile, ed utile quando mi trasferii a Chicago''.
La mancanza di documenti discografici ci impedisce di verificare come stessero esattamente le
cose, prima che gli uomini di New Orleans arrivassero a Nord. Di fatti però, le prime incisioni di
jazz che si conoscono furono realizzate a New York ad inizio del 1917 dalla Original Dixieland
Jazz Band che ebbe un successo straordinario anche tra il grande pubblico. La verità è che un
grosso settore della musica americana cambiò radicalmente carattere quando i musicisti bianchi e
neri arrivarono a Nord e soprattutto a Chicago e New York successivamente.
Bix Beider Becke (trombettista): imparò a suonare ascoltando i dischi della Original Dixieland
JazzBand tra le qualità dei musicisti del Nord Est, del Middlenest e del Sud c'erano delle differenze.
Sul piano tecnico, i primi erano probabilmente i più preparati. Solamente i pianisti settentrionali che
avevano alle spalle la lunga tradizione dei ragtime potevano competere coi loro colleghi di New
Orleans che furono inseriti negli organici delle orchestre.
Esiste anche qualche elemento ritmico del jazz di New Orleans: è infatti probabile che gran parte
dei musicisti non facesse del jazz, ma un impasto con il ragtime, con le marce e altre musiche di
origine europea e questo sembra proprio un dato certo. Inoltre, sembra che che quando i musicisti di
New Orleans arrivarono al Nord, esistesse già a New York, Chicago e altrove una musica
somigliante al primo jazz rudimentale, altro non era che un ragtime orchestrale.
Probabilmente, se a New Orleans non ci fosse stata una certa situazione culturale e sociale il jazz,
sarebbe con tutta probabilità esistito ugualmente, ma sarebbe stato diverso.
New Orleans: fu fondata nel 1718, in origine cittadina francese. Sottratta all'influenza francese,
divenne colonia spagnola restandoci per breve tempo. Allora era molto piccola: circa 10.000
abitanti, la metà negri. Nel XIX secolo la città come i commerci e tutto cambiò a poco a poco; come
la composizione della popolazione che crebbe addirittura moltiplicandosi per 30 in 100 anni.
Giunsero circa 3000 schiavi dal 1809 al 1810. Dal resto degli Stati Uniti giunsero i mercanti e i
coloni di origine inglese e di religione protestante.
Dall'Europa arrivarono nuove ondate di emigranti. Quelli di origine italiana, costituirono il gruppo
extramericano più numeroso residente in città. Quanto ai negri invece, era ancora possibile
riconoscere i membri delle diverse tribù africane importanti a New Orleans dall'Africa occidentale.
Così la città del Mississippi diventa nel secolo scorso un miscuglio di culture : europee/ francesi/
inglesi/ spagnole e italiane da un lato. Africane nelle sue più diverse espressioni dall'altro.
Una casta intermedia fra i bianchi e i neri sono i creoli. I creoli di colore erano figli nati da padroni
bianchi e le loro schiave negre.
Il cattolicesimo aveva avuto e continuò ad avere conseguenze positive per le tradizioni. Canti, danze
e musiche degli schiavi erano di recente importazione. Costoro erano trattati con avarezza, seppur
liberi di agire nelle loro tradizioni.
Nel 1896, intorno a quel periodo, New Orleans stava diventando sempre più anglosassone e
protestante. Nel 1894 cominciò la discriminazione fra le razze. Non fu un dramma per i negri, ma
una tragedia per i creoli che si ritenevano superiori ai negri.
La logica razzista dei protestanti li mise coi negri, mescolandosi e li costrinse a trasferirsi nell'altra
parte della città. I creoli che studiavano uno strumento si trovavano mischiati ai musicisti neri che
suonavano una musica più rozza, violenta, in cui si avvertiva l'eco degli spirituals, dei worksong,
blues e ragtime. L'inserimento dei creoli nei complessi orchestrali determinò un raffinamento della
musica che facevano i negri più neri. In quegli anni c'erano anche molte fanfare. Molte erano
finanziate da confraternite segrete e impegnate nelle parate stradali, nelle escursioni sui battelli del
Mississippi, ecc.
I funerali negri a New Orleans avevano delle caratteristiche particolari: marciando dietro in
qualcuna delle molte brassbands suonò spesso, nei primi anni di questo secolo, il cornettista Bunk
Johnson a fianco di Buddy Boldsen.
Johnson ha lasciato una descrizione di un tipico funerale di New Orleans:
-suonavano pezzi molto lenti, in un tempo di 4/4 (infatti si camminava molto lentamente)
-dopo che il defunto era stato seppellito, ci si allontanava dal cimitero a passo di marcia al suono di
tamburello, finchè si arrivava a distanza dal cimitero
-allora si cominciava a suonare ragtime, un movimento in 2/ , passo vivace
-la gente seguiva il cimitero solamente per ascoltare il ragtime sulla strada del ritorno.
Il numero dell brassband era quindi notevolissimo. In esse, intorno al 1900 militarono i progenitori
del jazz e maestri creoli.
Louis Armstrong (ancora ragazzo) suonò nella calca della secondline.
La musica suonata dalle fanfare sembra fosse una musica frutto di un miscuglio rozzo fra la musica
bandistica, il ragtime e gli spirituals.
Salvo eccezioni rappresentate dai creoli, la maggior parte degli strumentisti erano notati di una
tecnica approssimativa e conoscenze musicali rudimentali. Suonavano anche ad orecchio, per
questo si abbandonavano all'improvvisazione.
Negli anni intorno al 1900, New Orleans non era famosa solo per le sue fanfare, ma anche per i
raduni musicali a Lincoln Park. Il re di Lincoln Park era Buddy Bulden, un cornettista nato nel
1878 che dirigeva un'orchestrina, il cui organico sarebbe diventato convenzionale nel jazz delle
origini:
-3/4 strumenti a fiato
-1/2 cornette
-1 trombone
-1 clarinetto
-3 strumenti ritmici
-1 banjo o 1 chitarra
-1 contrabbasso
-1 batteria
-nessun pianoforte: troppo pesante per essere trasportato
Pare debba essere riconosciuto a Bolden il merito di aver utilizzato per primo nelle esecuzioni
orchestrali, materiale tratto dal folklore negro americano. A lui viene attribuita la paternità dell'hot
blues: blues eseguito orchestralmente con variazioni improvvisate. La popolarità di Bolden fu
grande, ma la sua vita sregolata finì per fargli perdere il senno. Fu rinchiuso in un manicomio nel
1907. morì nel 1931.
Altro musicista che sarebbe rimasto nella storia del jazz: Nick La Rocca (cornettista). Molti
musicisti qui menzionati finirono anche a Story ville. Quest'ultimo era un quartiere a luci mosse che
fu per 20 anni fino al 1917 la capitale del vizio d'America. Story ville divenne il più scandaloso
palcoscenico d'America, un'attrattiva per turisti bianchi, teatro di risse, rapine, imbrogli,
prostituzione. Negli anni che precedettero la sua chiusura (dal 1910 al 1917), si suonava ovunque:
nei bordelli, nei cabarets o nelle sale da ballo. Spesso le orchestrine di jazz si potevano ascoltare
anche nelle strade, sui carrozzoni,..
Altro grande personaggio di New Orleans era Jelly Ron Morton, uno dei primi a far conoscere la
musica di New Orleans a New York, Chicago e Los Angeles. Fu il primo dei grandi pianisti di jazz.
La musica di New Orleans cominciò ad essere conosciuta fuori dal luogo di origine.
Story ville fu chiusa nel 1917. Chi viveva con Story ville, lasciarono la città andando a suonare a
New York, Los Angeles e Chicago. Altri erano andati a suonare sui battelli.