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Storia del Jazz

CONSERTATORIO STATALE DI MUSICA


DOMENICO CIMAROSA AVELLINO

Ministero dellUniversit e della Ricerca Alta Formazione Artistica e Musicale


Corso di Storia del Jazz: M Salvatore Santaniello

STORIA DEL JAZZ


DALLE ORIGINI ALLO SWING

TESI IDONEITA I ANNO TRIENNIO JAZZ


Vincenzo Mosca
STORIA DEL JAZZ Dalle origini allo Swing
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Le Origini

Le radici del Folklore


Molti sono gli antenati del jazz: reminiscenze della
musica africana, canti e richiami di lavoro, canti
religiosi spiritual delle chiese protestanti,
canto blues degli afroamericani, ragtime pianistico di
derivazione euro-americana, musica europea per
banda militare e perfino echi dell'opera lirica sono i pi
importanti elementi che hanno contribuito a questa
fortunata e geniale sintesi artistica. Figura 1. I Virginia Minstrel (1843)

Le radici del jazz affondano nella cultura


musicale africana della vita di tutti i giorni degli schiavi neri (sebbene molto contaminata
dalle culture europee, soprattutto inglesi e francesi, dominanti nel sud degli Stati Uniti).
Queste persone avevano con s una tradizione che esprimevano mentre lavoravano (i
cosiddetti "field hollers" e "work song"), mentre pregavano (gli "spiritual", che negli anni
trenta del XX secolo avrebbero dato origine al "gospel") e durante il loro tempo libero. Gi
nel 1819 l'architetto Benjamin La Trobe lasci testimonianze scritte e disegni di feste di
schiavi che si riunivano in Congo Square, una piazza della citt, per ballare e suonare
usando strumenti e musiche improvvisate.
Nel corso del XIX secolo e soprattutto nella seconda met, le tradizioni musicali
afroamericane iniziarono a trovare eco in spettacoli d'intrattenimento, attraverso varie
forme di rappresentazione, delle quali forse le pi famose erano i "Minstrel show" 1 che in
una cornice carica di stereotipi razziali rappresentavano personaggi tipo
dell'afroamericano. Le musiche di scena di questi spettacoli erano rielaborazioni di
musiche afroamericane (o presunte tali).
Molti sono gli antenati del jazz: reminiscenze della musica africana, canti e richiami di
lavoro, canti religiosi spiritual delle chiese protestanti, canto blues degli afroamericani,
ragtime pianistico di derivazione euro-americana, musica europea per banda militare e
perfino echi dell'opera lirica sono i pi importanti elementi che hanno contribuito a questa
fortunata e geniale sintesi artistica. Da questo substrato musicale emerse, alla fine
dell'Ottocento, un canto individuale che venne chiamato blues e che ebbe una vasta
diffusione, anche attraverso i nascenti canali commerciali, tra la popolazione
afroamericana. La combinazione armonica e melodica che si trova nel blues non ha
riscontro nella musica occidentale (eccetto almeno una ballata irlandese risalente al 1600
che ha struttura in 12 battute e giro armonico tipico del blues pi arcaico e tradizionale) e
si ritrova nel jazz fino dalle origini.

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Gli attori in questi spettacoli si annerivano la faccia con turaccioli bruciati, ed erano spesso bianchi camuffati.
Queste forme di camuffamento erano perci dette "blackface" (faccia nera)
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Chicago e il Midwest

La migrazione degli afroamericani dal Sud al


Nord degli Stati Uniti, che ebbe luogo tra il
1910 e il 1920, port con s anche molti
musicisti di New Orleans, attratti dai
maggiori guadagni che venivano offerti ai
musicisti al Nord e, secondo molte
testimonianze, anche dalla decadenza
dell'intrattenimento a New Orleans, che
viene fatta coincidere simbolicamente, con la
chiusura di Storyville, il quartiere a luci rosse
di New Orleans, che avvenne nel 1917 ad
opera del Ministero della Guerra: la Figura 1. Louis Armstrong negli anni cinquanta
tradizione vuole che il jazz fosse nato e
avesse prosperato nei bordelli del quartiere. Molto probabilmente l'importanza di Storyville
per il jazz stata esagerata, ma certo che molti protagonisti vi suonarono, e che, forse
anche a causa di questo, fin dagli inizi il jazz ebbe una pessima reputazione. Il jazz veniva
spesso portato al Nord sui battelli che risalivano il Mississippi, che assumevano orchestre
come intrattenimento di bordo. La meta di molti dei musicisti fu Chicago, citt che attrasse
anche King Oliver, e attorno alla quale si cre una scuola da cui emersero molti
protagonisti soprattutto bianchi, tra cui Bix Beiderbecke, Frank Trumbauer (primo Saxofonista
americano - il Sax era stato brevettato nel 1846 a Parigi ed esportato al seguito delle
bande militari), Pee Wee Russell. Dal punto di vista musicale il suono contrappuntistico e
d'insieme (normalmente con esposizione del tema alla cornetta, supporto armonico
affidato agli arpeggi del clarinetto il tutto legato dalle frasi e dagli effetti di glissato del
trombone e con improvvisazioni collettive finali) delle formazioni di New Orleans cede il
passo ad uno stile in cui domina la performance del solista (grazie anche ad una nuova
generazione di musicisti pi preparate tecnicamente), mentre iniziano ad emergere
figurazioni ritmiche pi sofisticate di quelle di derivazioni bandistica. La figura principale
del periodo Louis Armstrong, che fu chiamato a Chicago dal "Re" di New Orleans Joe
"King" Oliver. Dopo alcuni mesi con il gruppo di Oliver, Armstrong (con le storiche
registrazioni dei suoi gruppi, gli Hot Five e gli Hot Seven), nel 1925 si afferm come
il trombettista simbolo del movimento (Armstrong considerato il pi prolifico e talentuoso
musicista jazz di tutti i tempi). Alla richiesta di scrivere una storia della musica Jazz, Miles
Davis rispose: "La storia del jazz si scrive in quattro parole... Louis Armstrong, Charlie
Parker". Sono gli anni che vedono anche la nascita dell'industria discografica: nel 1920, la
cantante blues Mamie Smith incide "Crazy Blues", che vende un milione di copie e fa
esplodere il settore delle incisioni dedicate ai neri, i cosiddetti "race records" (registrazioni
razziali), che fanno decollare la carriera di molti musicisti, tra cui molti cantanti di blues, dei
quali forse la pi famosa Bessie Smith. Il legame tra il blues e il jazz durante questi anni
vive in maniera sotterranea, a causa della connotazione fortemente razziale e la fama di
scarsa raffinatezza del blues: si vedranno musicisti bianchi[7] che assumono pseudonimi
neri per incidere il blues, mentre i jazzisti, che si rivolgevano al pubblico bianco dei locali
notturni, per lungo tempo eviteranno di suonare il blues in pubblico.[8] Si deve notare
come molti dei brani che in questo periodo contengono la parola blues nel titolo non siano
affatto blues ed usino il termine solo per il suo effetto coloristico.
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Dopo il fatale gioved nero del 24 ottobre 1929, quando Wall Street travolse nel crollo
milioni di americani e soprattutto per le persone di colore iniziando lera della grande
Depressione che scand non solo la fine del blues ma anche del jazz.
Gli uomini del jazz ricevettero un colpo durissimo dalla crisi poich molti locali chiusero i
battenti e molti musicisti furono costretti ad abbandonare la musica o i migliori jazz man si
recavano nelle sale di incisione per musica pi o meno commerciale.
Nel 1933 furono incisi molti dischi di jazz ma prettamente per il mercato britannico e grazie
ad Hammond poterono tornare nelle sale di incisione i pi famosi jazzisti come Goodman,
Hawkins, Taddy, Wilson ed esord anche Billie Holiday. Prima di allora la presenza
simultanea in studi di registrazione di bianchi e neri si era verificato solo per caso e
nemmeno in pubblico non erano mai stati visti suonare tutti insieme, ma questo problema
in Europa non esisteva anzi era vista come unarte esotica. In America il jazz era
etichettato come qualcosa di osceno ed associato agli speakeasies cio ai gangsters che
li controllavano e li frequentavano. Dal 1933 quando fu decretata la fine del proibizionismo
il jazz non fu associato allillegalit e determin una possibilit di lavoro per i musicisti e
per i cantanti di blues.
Quando nelle altre citt vi era il declino del jazz a sud ovest e precisamente in Kansas City
il jazz aveva cominciato a prosperare basti ricordare Bennie Morten inizi a registrare i
suoi primi dischi.
Per i musicisti di jazz la citt viene vista come una specie di paradiso in terra infatti i locali
di Kansas City erano famosi per le jam session alle quali prendevano parte i migliori
musicisti e i bianchi non erano minimamente rappresentati. Ci troviamo tra il 1933 e il
1936, o gi di l, quando si pu assistere agli esordi di Count Basie e Charlie Parker.
Le orcherste di Kansas City suonavano uno jazz di stile particolare era un poco rozzo e
non influenzato dalle esigenze di spettacolo e soprattutto il pubblico non era esigente fatta
di musicisti che si divertivano e il pubblico voleva solo divertirsi in buona compagnia.
Intorno al 1930 Morten faceva del jazz con riffs e arrangiamenti impiantato su botta e
risposta tra trombe e tromboni; lo stile dei blues singers era caratterizzato dallo shout,
lurlo dallimpeto predicatorio tipico dei canti religiosi (sermons, jubilees).
Inizia cos lera dello swing che va dal 1935 al 1945 smorzando quel grande divario che
cera stato in precedenza con il jazz tra bianchi e neri.
Nel 1935 quando la grande depressione fu superata e si riusciva a guardare al futuro con
fiducia arriv il momento che i giovani volessero divertirsi facendo cambiare molte cose e
di conseguenza anche la musica lasciando da parte alle canzoni sentimentali e lasciando
il posto a musica scacciapensieri, festosa ed eccitante fatta apposta per ballerini e a
questa musica fu dato il nome di swing. Lo swing altro non era che jazz ma pi levigato
messo a punto con un ritmo pi fluido e ballabile.
Fu Benny Goodman a dare il via allo swing craze nel 1934 grazie ad un importante
programma radiofonico e che lo classific come re dello swing.
A dargli filo da torcere cerano altre grandi orchestre come quella di Duke Ellington, di
Armstrong, di Count Basie, di Kirk e Glenn Miller. Le orchestre swing erano piacevoli da
ascoltare e da guardare poich tutti i componenti indossavano eleganti uniformi con il
leader in frac. Poi cerano le sale da ballo frequentate dai giovani in cui imperversavano i
jitterbugs ovvero i patiti dello swing patiti del Lindy hop, conoscevano ogni pezzo, stile o
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battuta di ogni orchestra swing. Nella primavera del 1938 si assiste al primo festival della
storia jezzista il carnevale dello swing.
A New York sorsero molti locali dove si poteva ascoltare jazz, blues e swing ma il Jimmy
Ryans er uno di quelli dove lo swing regnava sovrano, lOnyx prettamente prediletto dai
jazz man si poteva assistere ad uno spettacolo gratuito offerto da Art Tatum.
Quando in Europa cominci la guerra in America la swing craze ebbe gli ultimi sussulti di
vitalit poich gli organici delle orchestre divennero molto instabili a causa della chiamata
alle armi anche se nel 1939 era ancora vivissimo linteresse per la musica swing.
La fine dellera dello swing la si fa terminare con la morte di Glann Miller durante la guerra
e la sua musica serv agli europei cosa era lera dello swing scoppiata in america prima
della guerra. Gli europei poterono ascoltare tutti i migliori pezzi suonati e cantati dalla
met degli anni trenta in cui si affermarono Billie Holiday, Ella Fitzgerald e Mildred Bailey.
Quando anche lera dello swing giunse al termine molti studiosi del jazz pensarono che la
loro musica avesse esaurito il suo corso eppure stava per ricominciare tutto da capo
dopotutto cera stata una guerra!