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LE RIVISTE LETTERARIE

SCHEMA
Nel ‘900 si posero quale ambito di dibattito tra intellettuali, vi trovarono spazio le opere delle
Avanguardie.

La Critica, fondata da Croce e Gentile, fu una rivista di riferimento del Neoidealismo italiano.

La Voce, fiorentina, fondata per colmare la distanza tra il dibattito culturale e quello politico.

La Ronda, ancorata al Classicismo, rifiutava le interferenze della politica nell'opera letteraria e


artistica. Guarda con interesse alla scena internazionale.

Nel primo dopoguerra assumono un ruolo di innovazione e sperimentazione con preminenza per le
riviste d’argomento politico.

Il maggior movimento letterario del dopoguerra è il Neorealismo che trova un suo punto di
riferimento ne il Politecnico fondato da Vittorini.

La rivista Quindici, insieme ad altre cresciute attorno al Gruppo ‘63, raccoglie attorno a sé artisti e
scrittori e protagonisti della contestazione del ‘68.

CONTESTO
Varie Riviste vennero pubblicate in autonomia per approfondire il confronto tra letterati, filosofi,
politici ed intellettuali attraverso le idee pubblicate, in cui prendono corpo le provocazioni e le
nuove forme di Letteratura proposte dalle Avanguardie; ognuna descriveva aspirazioni, idee e
scontri all’interno della società e l’attività culturale degli intellettuali dagli Anni ’20 al ‘45 circa,
nonostante il forte condizionamento e la censura del regime fascista.

LE RIVISTE DEL PRIMO NOVECENTO


La Critica, fondata da Benedetto Croce nel 1903, punto di riferimento dei Neoidealisti italiani, per
un quarantennio affrontò dal dibattito storico, a quello filosofico e letterario. Tra i suoi animatori il
filosofo Giovanni Gentile.
Vennero analizzate le opere di Carducci, De Sanctis, Goethe, delle Avanguardie letterarie, criticate
all’interno dei processi storici e delle correnti filosofiche. Croce spiegò i presupposti della riforma
scolastica come Ministro della Pubblica Istruzione, a testimonianza di come il dibattito politico e
quello intellettuale fossero connessi.
Poesia, Milano dal 1905 al 1909 a cura di Filippo Tommaso Marinetti – ideatore del Futurismo -
Quale polo di attrazione per la nuova generazione di scrittori, aprì l’ “Inchiesta sul verso libero”,
cioè del verso slegato dal rispetto delle norme metriche e delle rime. Ospitò tra le sue pagine Il
manifesto del Futurismo, pubblicato per la prima volta nel febbraio dello stesso anno sulle pagine
del giornale francese Le Figaro.

La Letteratura diretta da Alessandro Bonsanti raccolse i Solariani, aperta alla cultura europea. Tra i
suoi collaboratori sQuasimodo, Montale, Vittorini, Saba.

Primato fondata da Giuseppe Bottai, Ministro dell’educazione nazionale, per affermare il primato
dell’Italia in vista delle guerra e per promuovere l’interventismo culturale.

Il Baretti fondata da Piero Gobetti per rendere omaggio al letterato del Settecento Giuseppe Baretti,
sostenendo la rivoluzione liberale.

Non fu semplice tracciare una netta distinzione tra le riviste letterarie e quelle di argomento politico.
Il peso delle riviste politiche si fa più forte dopo la fine della Seconda Guerra mondiale a causa
della crisi economica e politica che colpì il Paese, radicalizzando le posizioni politiche.

A livello culturale e letterario le riviste L’italiano e Il Selvaggio; attendono alla provincializzazione


della cultura italiana e a connetterla con la cultura europea la rivista Novecento fondata da Massimo
Bontempelli e Curzio Malaparte. Era connotata da ampio respiro europeo, per una letteratura più
giovane.

LA VOCE
Nei primi anni del ‘900 Firenze si afferma come uno dei principali poli culturali italiani proprio a
ragione della quantità e del valore delle riviste che qui cominciano ad essere pubblicate.
La Voce, rivista letteraria fondata nel 1908 da Giuseppe Prezzolini con l’obiettivo di ridare voce (e
da qui il nome della rivista) agli intellettuali all’interno del dibattito politico italiano, allo scopo di
riempire una distanza che, ormai, si faceva sempre più grande tra questi e la politica.

Sulle pagine de La Voce personaggi come Gaetano Salvemini e Giovanni Amendola si esprimono
sui più importanti temi d’attualità dell’epoca come il suffragio universale, il rapporto dello Stato
Italiano con la Chiesa, la riforma della scuole e l’irredentismo.
Al livello stilistico La Voce si caratterizza per l’attenzione dedicata all’elemento morale nell’analisi
della società che portava avanti; una cifra stilistica che la rende un punto di riferimento per molti
giovani autori che, trovando stretti i mezzi espressivi del naturalismo e dell’estetismo, sono alla
ricerca di una nuova modalità espressiva, che viene ritrovata nella forma del “frammento”, un
componimento in prosa, di solito breve, in cui vengono narrati episodi autobiografici e che,
soprattutto, sono caratterizzati dall’essere fortemente influenzati dallo stato emotivo degli autori.

LA RONDA
La Ronda è un'importante rivista letteraria romana con l’intento di restaurare i valori tradizionali e
classici della Letteratura. Tra i punti più importanti sostenuti, la totale autonomia dell'arte dalla
politica - libera, inutile, inefficace e indistruttibile -
Uscita nel 1919 e fondata dai sette amici “savi” Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi, Riccardo
Bacchelli, Antonio Baldini, Lorenzo Montano, Bruno Barilli, Aurelio Emilio Saffi, e da Carlo Carrà
e Giorgio de Chirico rivendicava la sua indipendenza dalla politica e accusava Giovanni Pascoli,
quale responsabile della decadenza della letteratura contemporanea, prendendo invece come esempi
da imitare Manzoni e Leopardi.
La rivista, collocata in un'epoca di sperimentazioni e avanguardie, si collegava ai valori stilistici e
formali del passato, con un vero e proprio culto per i classici. Le tendenze contemporanee venivano
valorizzate gettando un occhio agli autori stranieri, mentre rifiutava completamente la letteratura
futurista Marinetti era definito distruttore letterario.

SOLARIA
Differentemente da La Ronda, nel 1926 venne fondata Solaria un'altra rivista che aveva tra suoi i
valori la partecipazione degli intellettuali alla vita politica, anche in funzione oppositiva e di
denuncia.
Fondata da Alberto Carocci a Firenze, deriva il nome da Eugenio Montale e fu sottoposta più volte
a censura. Gli articoli pubblicati fecero conoscere scrittori come T.S.Eliot, Joyce, Woolf, Faulkner,
Pasternak, Kafka, Proust, Rilke.
Restò attiva fino al 1934.

IL POLITECNICO
Nell’immediato dopoguerra il dibattito letterario si polarizza sulle proposte dei neorealisti.
Una nuova generazione di letterati si afferma grazie all’opera di svecchiamento della cultura italiana
portata avanti dal Politecnico, rivista fondata nel 1945 da Elio Vittorini, che pubblica non solo
scrittori esteri come Franz Kafka ed Ernest Hemingway, ma anche la nuova generazione di narratori
italiani come Natalia Ginzburg e Italo Calvino.
Il gruppo dirigente del Politecnico si mostra più interessato a dare spazio alle nuove sperimentazioni
letterarie piuttosto che alla loro immediata spendibilità politica.
QUINDICI
Il mensile Quindici, fondato nel 1967 è invece chiaramente improntato ad uno stile sperimentale.
Questa rivista, insieme ad altre, si pone come voce del “Gruppo 63”, un movimento culturale
d’impostazione marxista e dà spazio sia alle idee di nuovi autori come Edoardo Sanguineti, e
Umberto Eco, ma diventa anche il testo delle lotte studentesche negli anni della contestazione.