Sei sulla pagina 1di 5

FOSCOLO

VITA: Nacque a Zante, un'isola greca, da padre veneziano e madre greca nel 1778, ma abbandon a quattordici anni la sua
isola, quando la famiglia si trasfer a Venezia. Qui studi, approfondendo le conoscenze letterarie, e si fece conoscere e
apprezzare negli ambienti intellettuali dei nobili veneziani, grazie alle sue doti e al suo fascino, gi notevoli in un giovane di
diciotto anni come lui. Molto presto cominci a scrivere e si fece una fama come poeta; una sua tragedia scritta all'et di
diciannove anni fu rappresentata in teatro a Venezia; molto presto cominci anche la sua attivit politica e militare. Fece
parte dell'esercito della Repubblica fondata da Napoleone in Italia settentrionale ed ebbe incarichi politici a Venezia.
Questa sua partecipazione alla vita pubblica, in occasione delle conquiste francesi, dur per solo pochi mesi. In seguito al
trattato di Campoformio del 1797 tra francesi e austriaci, in cui Napoleone lasci la citt di Venere all'Austria, egli infatti
non si sent pi di continuare a viverci n pot pi apprezzare l'opera di Napoleone, che prima aveva ammirato molto e
verso la quale divent invece sempre pi critico. Part allora dalla sua citt, fuggendo da una situazione politica troppo
diversa da quella che si era aspettato. Trascorse periodi a Milano, a Bologna, a Firenze, impegnandosi sempre nella vita
civile scrivendo su vari giornali, tenendo lezioni all'universit, arruolandosi nell'esercito e sempre scrivendo e pubblicando
le sue opere. Ebbe molte e intense relazioni amorose, tutte concluse infelicemente. Nel 1815 lasci definitivamente l'Italia
per vivere in vari paesi, e si trov negli ultimi anni anche in gravi difficolt economiche, oppresso dai debiti. Mor vicino a
Londra nel 1827.

IL PENSIERO E LA POETICA: Foscolo il primo autore moderno della letteratura italiano con dimensione veramente
europea. La sua originalit si definisce nella capacit di innestare una sensibilit moderna sul tronco della tradizione
classica. La consapevolezza di s e di unindividualit unica e complessa sono il vero tratto moderno delluomo e dello
scrittore Foscolo. Stretto tra le istanze biografiche e ideali che ne definiscono la soggettivit, e una societ che sembra
non lasciare spazio alle generose illusioni individuali, Foscolo ricerca la sintesi tra passione e ragione proprio nellattivit
letteraria. La produzione foscoliana tocca generi vari, dalla prosa al teatro, ed esplora con identica passione anche terreni
limitrofi alla letteratura come la traduzione. A Foscolo pu essere attribuito dunque un occhio artistico e storiografico
ampio e di respiro sovranazionale .La sua produzione letteraria si muove intorno due filoni: la vena celebrativo-didascalica,
che ruota intorno alla bellezza in cui si esprime lideale neoclassico, e la vena lirico-sentimentale, che si esprime in maniera
pi evidente nei Sonetti e nei Sepolcri in cui si fa sempre pi importante limpronta romantica della passionalit. Crea
pertanto una sorta di doppia vista inserendo limpegno civile e politico, prettamente neoclassico e limpetuosit
passionale e sentimentale, prettamente romantica. La saldatura tra le diverse suggestioni culturali del poeta si riflettono
nel rapporto fra le esperienze di vita dello scrittore e la loro trascrizione letteraria e poetica. Nellopera foscoliana
possibile cogliere la volont dello scrittore di raccontare se stesso come un personaggio letterario cadendo in un continuo
gioco di rifrazioni tra io autobiografico e personaggio romanzesco.

La visione del mondo: Le matrici del pensiero Foscoliano possono essere collegate alle teorie
materialistico-meccanicistiche. Su un altro versante, la lezione di un filosofo come G. Vico da cui desume lidea ciclica della
storia e la riflessione sulla funzione educativa della steria, non impediscono a Foscolo di seguire un modello di
interpretazione della societ risalente a Machiavelli e a Hobbes. Questi pensieri di per s diversi si intrecciano nel formare
una visiona pessimistica nei confronti del progresso, dellazione umana e della storia.Foscolo elabora una concezione del
sistema naturale dimpostazione sensistica e meccanicistica: la natura gli appare in perenne divenire, e ogni elemento che
la compone soggetto ad un processo di trasformazione. Luniverso appare governato da leggi meccaniche che sono
mosse da un principio di autoconservazione. Tale principio prevede che non esista la vita dopo la morte e che la morte
come la vita dipenda da processi disgregativi e aggregativi. ( Lucrezio). La natura perde qualsiasi tratto idillico e
consolatorio per rivelare il suo volto ostile. Una Natura solitaria e minacciose, il paessaggio naturale manterr sempre uno
stretto rapporto con lio e verr assunto come fonte viva di sensazioni.Foscolo prende le distanze anche dallidea
illuministica di unevoluzione positiva e progressiva dellumanit attraverso la storia. Luomo accompagnato da
meccanismi ciclici che vedono cadere oggi chi ieri era al culmine e viceversa. Anche lidea di societ e i rapporti fra gli
uomini soggiacciono a una visione pessimistica riconducibile al pensiero di Hobbes e Machiavelli. Foscolo convinto che
luomo, lasciato a se stesso e non guidato dalla legge dello stato, persegue solo il proprio interesse per assecondare i suoi
desideri. Tuttavia Foscolo non rinuncia a dare voce ad istanze del segno opposto, da cui ladesione a un complesso di
valori positivi a cui affidare il recupero del senso della vita. Si tratte delle illusioni, Foscolo ben sa che non sono fondate su
presupposti razionali oggettivi ma alimentate solo da unaccesa sensibilit individuale, ma individua in esse uno
strumento di riscatto del soggetto che nei sensi e nelle passioni cerca la chiave di accesso alla vita. Solo attraverso le
illusioni luomo pu vivere la propria vita lasciando una traccia dietro di s, le illusioni concorrono a rafforzare lidentit
etico-culturale di una comunit, chiamata a ricordare gli animi grnadi e generosi e a trasmetterne lesempio.

Le prospettive ideologico-politiche: Foscolo si era alimentato delle speranze di libert che Napoleone portava avanti, ma
dopo il 1797 o meglio dopo il trattato di Campoformio, tutte queste speranze precipitano in un atteggiamento di sconfitta,
di disillusione. Nasce in lui lidea che nella storia non ci sia spazio per gli ideali ma solo per la logica di potere e per una
cinica e sterile ragion di stato. Il conflitto io-mondo si fa allora pi profondo, lo spazio sociale appare corrotto e incline a
negare leroismo individuale. Foscolo sperimenta non tanto la morte delleroe ma limpossibilit di essere eroi nel
presente. Il suicidio diventa quindi un gesto autodistruttivo dovuto alla deluasione storica. La delusione storica per non
induce Foscolo a un rifiuto per limpegno civile terminato che con leditto di Saint-Cloud operante a partire dal 1806,
scrisse i Dei sepolcri per ribadire la difesa degli ideali del buon vivere civile. Quello spirto guerrier chentro mi rugge
ancora negli ultimi anni della sua vita presente attraverso la figura di Didimo Chierico.Per Foscolo il compito dellopera
letteraria non pu risolversi sul piano di una mera utilit sociale, ma deve essere quello di farsi tramite di valori ideali
elevati, intorno ai quali unintera collettivit possa stringersi e in cui possa riconoscersi. Nel riaffermare con forza il
privilegio della letteratura e del sapere umanistico i referenti pi immediati sono Parini e Alfieri. Al cospetto del moderno
Foscolo sembra andare dunque verso un ritorno allantico, al classico.Sul piano delle scelte poetiche Foscolo cerca di
conseguire attraverso la scrittura unideale armonizzazione delle proprie interne e contraddittorie motivazioni, forti ideali,
inesauste spinte passionali. Un buon punto di riferimento per lui il neoclassicismo, che proponeva un ideale di bellezza
assoluta, da raggioungere attraverso il dominio dei contrasti e il raggiungimento dellarmonia. I classici greci e in parte
quelli latini diventano la fonte pi corretta per seguire modelli di contenuto e forma. Foscolo attraverso i miti classici
tende a trovare se stesso, il proprio io prima ancora di utilizzarli come abbellimento retorico. Le immagini della classicit
sono per lui simboli della sua vicenda esistenziale.Foscolo incentra molte sue attenzioni sul mezzo da lui utilizzato, la
lingua italiana. Questa si mostrava inadeguata, viconlata ancora ai modelli arcaici della dittatura linguistica di Pietro
Bembo. Fu impegnato anche come traduttore, ad esempio Viaggio sentimentale di Sterne. Per lui tradurre significa
mettersi in sintonia con la capacit creatrice dellautore ossia diventare traduttori-poeti. Ed personaggio traduttore
Didimo Chierico, ultima maschera autobiografica di Foscolo. La vita del poeta dunque basata sul travestimento
letterario e non.

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS:Le Ultime lettere di Jacopo Ortis considerato il primo romanzo epistolare
della letteratura italiana. Il romanzo ebbe una grandissima fortuna nellOttocento e nelle numerose edizioni clandestine
che ne circolavano. L'idea dell'opera risale al 1796 quando Foscolo, nel suo Piano di studi dove tentava di dare una
sistemazione organica alla sua cultura, nominava un romanzo dal titolo "Laura, lettere" che si ispirava al suo amore
per Isabella Teotochi Albrizzi. Molti hanno sostenuto che fu ideato, ma mai scritto, altri ancora ne ammettono lesistenza
senza prova certa, altri sostengono che questo diverr il frammento della storia di Lauretta ecc. La prima stesura dell Ortis
risale al 1798 ma venne poi ristrutturato e ripensato fino allultima edizione del 1817. Loriginalit del romanzo consiste
nel suo statuto di libro aperto che vive di componenti apparentemente slegate e si compone grazie alluso della forma
epistolare .La prima stesura consiste in 45 lettere inviate da Jacopo a Lorenzo Alderani. A Lorenzo si deve la prefazione (
Al lettore) e unavvertenza a fine romanzo ( A chi legge). Le lettere comprendono il periodo che va dal 3 settembre 1797
al 31 maggio 1798. In questa stesura scarsa la materia politica. La composizione tipografica dellopera interrotta per a
met aprile del 1798, a causa della guerra contro gli Austro-russi alla quale Foscolo partecip. L'editore volle che l'opera
venisse completata e la affid ad un certo Angelo Sassoli facendola poi pubblicare nel 1799 cambiando il titolo con "Vera
storia di due amanti infelici" e modificandone alcune parti sia per farla accettare al grosso pubblico, sia per evitare il
sequestro della censura. Foscolo indignato con il suo editore definito, prezzolato, procede ad un rifacimento sostanziale
dellopera pubblicandola nel 1802 a Milano. In seguito il romanzo veniva stampato prima a Zurigo nel 1816 con l'aggiunta
della "Notizia bibliografica" e la lettera del 17 marzo in cui si definiscono allucini dei nodi logici dellopera, passione
amorosa e impegno civile. Infine a Londra nel 1817 venne pubblicata lultima versione. Lortis un romanzo epistolare,
ossia un testo che costruisce il proprio intreccio narrativo nel progressivo evolversi di uno scambio di lettere intrattenuto
nella finzione tra Jacopo e Lorenzo. Il romanzo ha alle spalle due opere fondamentali La nuova Eloisa e i Dolori del giovane
Werther, rispettivamente di Goethe il quale lo avrebbe influenzato una volta conclusa la composizione dellopera
contribuendo a conferire unit narrativa (organizzazione della materia interna) e da Rousseau la scelta dello stile
epistolare. Foscolo rifiuta la pluralit dei mittenti, infatti, la vicenda del Werther si sviluppa intorno a un unico
protagonista, che anche lunico mittente. La forma monologica e quindi la focalizzazione sullindividuo potragonista
permette di rappresentare e approfondire i suoi sentimenti e passioni. (sensibilit preromantica).Jacopo Ortis uno
studente universitario veneto di passione repubblicana, il cui nome nelle liste di proscrizione. Dopo aver assistito al
sacrificio della sua patria si ritira, triste e inconsolabile, sui colli Euganei, dove vive in solitudine. Passa il tempo
leggendo Plutarco, scrivendo al suo amico, trattenendosi a volte con il sacerdote curato, con il medico e con altre persone
buone. Jacopo conosce il signor T., le figlie Teresa e Isabellina, e Odoardo, che il promesso sposo di Teresa, e comincia a
frequentare la loro casa. Jacopo si innamora di Teresa che era promessa in sposa ad un uomo che sposava solo per
compiacere il padre. In un giorno di primavera si reca con Teresa alla casa del Petrarca ad Arqu. Qui i due si baciano.
Teresa confessa al padre quanto accaduto e Jacopo lascia i colli Euganei vagando per diverse citt. Si reca a Ferrara,
Bologna e Firenze. Qui visita i sepolcri dei "grandi" a Santa Croce. Quando viene a conoscenza che Teresa si sposata
sente che per lui la vita non ha pi senso. Ritorna a Venezia per riabbracciare la madre, poi distrugge tutti i suoi libri con il
fuoco e si uccide. E Lorenzo accorso troppo tardi, riesce a salvare solo alcune lettere dellamico.
La materia del romanzo evidenzia il rapporto tra autore (Foscolo) e personaggio (Ortis). Le vicende politiche e le
convinzioni ideologiche del protagonista ricalcano alcune delle peripezie giovanili del Foscolo patriota. Un esempio il
personaggio di Teresa, la cui descrizione rimanda a delle lettere scritte da Foscolo ad Antonietta Fagnani Arese.
Espressioni estrapolato da quelle lettere riguardano soprattutto la descrizione dellaspetto fisico della donna e la nascita
dellamore. Foscolo sembra insomma giocare con biografia, autobiografia e finzione letteraria. Il rispecchiamento
autobiografico di Foscolo in Jacopo si consuma principalmente sul versante politico-ideologico, con gli eventi storici cui
partecip lautore a fare da sfondo alla vicenda del personaggio. Le due vicende per terminano in modo tale da creare
uno scarto sostanziale tra Foscolo e il suo personaggio. Infatti pur partendo dalla stessa passione civili ed analoga
disillusione politica Foscolo e Jacopo giungono a due diverse soluzioni. Ortis infatti rinuncia suicidandosi allazione virtuosa
e alla possibilit di affidare alla scrittura un monumento di s. Egli prima di morire decide di bruciare i suoi scritti e ci che
di lui si salva si deve a Lorenzo che decide di raccogliere e pubblicare le lettere di Jacopo. Lorenzo diventa quindi maschera
di Foscolo, il quale riesce a superare la frattura drammatica con il mondo proprio grazie alla scrittura, unico modo per
riscattarsi.
LOrtis caratterizzato da un impianto retorico-persuasivo volto ad esortare alle persone ad intraprendere quella strade
che Jacopo non ha avuto il coraggio di seguire. Il suicidio rivela quindi la sua natura bivalente: gesto eroico di un animo
generoso, che rifiuta il compromesso con i tempi corrotti; presa datto dellimpossibilit di ogni azione concreta nel
mondo.
Uno dei temi principali il suicidio, un tema classico. In una delle lettere dice che ora prova sollievo poich gli hanno
procurato le vite parallele di Plutarco. La citazione di Plutarco rimanda agli eroi plutarchiani delle tragedie di Vittorio
Alfieri. Proprio da Plutarco discende il tema del suicidio, centrale nel romanzo ma presente in tutta lopera foscoliana. Esso
riconduce alla visione stoica, secondo la quale il saggio chiamato a darsi la morte come atto di massima protesta e
libert individuale quando nella societ non sussistano le condizioni per lesercizio della virt. Lintero romanzo ruota poi
intorno ad altri due poli tematici: la delusione politica e la delusione amorosa. Il dramma amoroso di Jacopo sta nel
conflitto tra lintensit della sua passione per Teresa, che lo ricambia, e limpossibilit di coronarla nel matrimonio. (
legalit-sentimento, matrice settecentesca). Il motivo dellamicizia costituisce il tessuto connettivo dellopera, dal
momento che Jacopo si racconta attraverso le lettere, a un grande amico. Il mondo emotivo e sentimentale di Jacopo si
fonda sui valori che durano nel tempo e non sono soggetti a compromessi: tra di essi, lintenso legame affettivo con la
madre ( amore per la terria natia);il motivo del sepolcro ( sviluppato in Dei sepolcri). Il paesaggio naturale presentato
spesso come luogo solidale con lo stato danimo del protagonista: locus amoenus nelle scene damore, diventa invece
ambiente tempestoso e cupo quando riflette il tormento interiore di Jacopo.
Lopera di Foscolo tenta di conciliare il modello linguistico di Boccaccio con una moderata apertura verso la lingua duso.
Per lOrtis Foscolo si colloca sulla via di una prosa moderna, discorsiva, anche se tramata di letterariet. La sintassi, basata
su una contrapposizione giustappositiva, non esclude totalmente la subordinazione. La prosa del romanzo si adatta ai
diversi registri espressivi, impennandosi nei toni elegiaci delle lettere pi riflessive e intime del romanzo; tuttavia resta una
prosa neoclassica, ossia una scrittura rigorosa che smorza il patetico con la letterariet.
I SONETTI :I Sonetti di Ugo Foscolo furono composti a partire dal 1798 . Ledizione definitiva dei sonetti risale al 1803 a
Milano presso leditore Nobile. Sono in tutto dodici e la loro storia editoriale strettamente legata a quella delle
due odi pi celebri, A Luigia Pallavicini caduta da cavallo e All'amica risanata. La prima edizione pisana dei sonetti risale al
1798 che comprende 7 componimenti: uno di argomento civile, gli altri sei di argomento amoroso. Risulta gi significativa
la compresenza dei due temi, quello politco-civile e quello amoroso (ascendeza Alfieriana) assente per quello filosofico.
Foscolo prende le distanze dalle posizioni di Alfieri, che si era chiuso in un silenzio aristocratico e sprezzante proprio negli
anni in cui Foscolo avvertiva forte limpegno etico-civile a difendere la verit per incidere sulla situazione politica
contemporanea. Per ci che riguarda il tema amoroso, il modello alfieriano contaminato con quello di Petrarca. Foscolo
utilizza i motivi di uno e dellaltro accostandoli per ricavarne una propria inedita sensibilit. Scritti in contemporanea con
le Odi, i Sonetti privilegiano una dimensione lirica alla pi diretta espressione dellio. Alla sua misura breve e concentrata
Foscolo affida una pluralit di temi, dagli affetti familiari alla nostalgia della terra natale fino alla meditazione sul proprio
destino avverso e sulla morte, salutata come presenza attesa e amica. Il canto lirico quindi espressione dellesperienza
autobiografica, pertanto molti sonetti rimandano alla situazione personale di Foscolo, come ad esempio Autoritratto.
Foscolo recupera quindi la lezione di Alfieri, la tradizione petrarchesca e il recupero delle radici greco e latine assimilando
la propria storia ai grandi miti del passato. Nasce cos il personaggio di Ulisse/Foscolo in cui le due figure sono strette
intorno al tema dellesilio da un legame analogico che si rovescia in unantitesi. Foscolo coltiva lidea che lItalia abbia una
propria dignit culturale che possa riscattare la tragedia politica e vede in Firenze la citt degna di esserne la capitale, si
esalta la gloria della cultura fiorentina come unico possibile riscatto per lItalia stessa. I Sonetti sul piano linguistico
rivelano una ricerca costante di continuit sonora. Il canto poetico, soprattutto nei quattro componimenti maggiori, si
realizza nellaccostamento di suoni che si richiamano continuamente e che si addensano in fitte corrispondenze. Un
sistema ricorrente di assonanze, rime interne allitterazioni rende compatto il componimento. Sul piano sintattico
frequente luso di enjambement che donano al canto un respiro unico, allungato, morbido e melodico. La poesia dei
Sonetti risponde allesigenza di realizzare una materia lirica dalla materia autobiografica, di trasformare la propria storia
individuale in mito e canto.

LE ODI :Le odi vengono scritte da Foscolo tra il 1800 e il 1802 nello stesso periodo in cui egli impegnato nella
composizione dei Sonetti. Per le Odi Foscolo ha come modello Giuseppe Parini in cui Parini riversava messaggi etico-civili.
Foscolo utilizza invece lo schema dellode per immettervi le proprie motivazioni esistenziali e in qualche modo per
rinnovarlo e modernizzarlo. Il nucleo ideologico delle due odi maggiori: A Luigia Pallavicini caduta da cavallo e Allamica
risanata, ruota attorno ad un unico tema, quello della bellezza femminile. La sua azione si esprime in due direzioni: in
grado di consolare, in quanto capace di creare e ri-creare armonia tra luomo e il cosmo e pu essere resa eterna grazie
alla poesia. Il motivo della bellezza che rasserena e consola di ascendenza petrarchesca, la bellezza con la sua armoniosa
staticit riesce a governare e a dominare le passioni e quindi capace di rasserenare lanimo. Lelemento di novit
consiste nella drammatizzazione del tema: la bellezza umana tanto desiderabile e pregevole quanto effimera e soggetta
a rischio. Niente nella vita degli uomini eterno, nemmeno la bellezza a meno che essa non divenga oggetto del canto
poetico e della sua capacit eternatrice. Le due odi possono essere lette in parallelo, perch luna in qualche modo il
precedente dellaltra: litinerario quello della crisi e poi del recupero della bellezza. Fondamentale per comprenderne la
composizione il precedente parianiano, che nelle odi si esprime nellossequio ai valori delleleganza formale e della
raffinatezza, piuttosto che a quelli etici e ideologici prevalenti nel romanzo epistolare. Foscolo in queste poesie adotta una
scrittura artificiale e sorvegliata, che fa risaltare i valori formali delleleganza e dellacrobazia espressiva. Le odi per questo
sono state accusate di limitato spessore emotivo-sentimentale. Il virtuosismo verbale delle odi consiste nelluso di parole
che indicano moto, combinate tra loro in una sintassi che lintento di sottrarre loro il movimento. Il gioco di chiasmi di
Enjambent e di rime crea un continuo che alla alleggerisce il movimento, anzich appesantirlo. C nelle odi una misura
tutta settecentesca del gusto estetico che tende a lasciare spazio unicamente alla struttura, al di l di qualsiasi contenuto .

DEI SEPOLCRI: Composto nel 1806 e pubblicato nel 1807, il carme unepistola indirizzata al poeta Pindemonte, motivo
dominante della discussione leditto napoleonico di Saint Cloud. Il motivo che anima lopera, la domanda se sia
possibile eternare una memoria, se sia consentito valicare in qualche modo i confini rigidi e inesorabili della morte.
Leditto divenne cos loccasione per affrontare verit urgenti legate al motivo della tomba. Il carme influenzato da un
gusto tardosettecentesco per la poesia cimiteriale di matrice anglosassone. Linfluenza della letteratura inglese, penetrata
nel Nord Italia grazie ai dibattiti intellettuali vivi nei salotti nobiliari, aveva creato un gusto diffuso per i paesaggi cimiteriali.
Questi erano evocato ora attraverso un linguaggio dai toni diffusi e melanconici, ora attraverso tinte forti con lintento di
suscitare suggestioni macabre e violente, legate a una natura selvaggia, notturna e primitiva. Foscolo definisce la propria
composizione sia carme, genere di origine classica dedicato a temi impegnati e solenni, sia epistola, dal momento che il
testo ha un destinatario. Alle basi delle scelte formali agisce un alto impegno etico-civile e la volont di creare una lirica
capace di promuovere ideali e valori in forme letterariamente suggestive e nobili. Di qui la predilezione per quei modelli
classici, greci e latini, in cui si incontrano e meglio si sintetizzano tensione morale e dimensione mitologico-narrativa. Tra i
grei pi forte linfluenza di Omero e di Pindaro di cui imit la rapita rete di rinvii passato-presente, tra i latini Lucrezio.
La scelta dellendecasillabo sciolto ha i suoi antecedenti pi vicini in autori come Cesaroti ( Canti di Ossian), Vincenzo
Monti ( liliade), Alfieri, Parini. Tale adozione si lega allinterno discorsivo-argomentativo che presiede al carme, esaltato
dal frequente ricorso allenjambement.
I 295 endecasillabi sciolti attraverso i quali si snoda il carme seguono un percorso di tipo argomentativi. La novit non fu
gradita ai contemporanei e Foscolo per rimediare cre una guida alla lettura dellopera. Egli dedic molta attenzione alle
cosiddette transizioni ovvero quelle tenuissime modificazioni di lingua, quelle particelle sintattiche che, a seconda del
contesto, assolvono il compito di vere e propri snodi concettuali e tematici, sviluppati di volta in volta per analogia, per
associazioni di idee, per opposizione ecc. In molti casi restano nascosti e sotterranei collegamenti espressi attraverso
distanza di termini lessicali o di immagini.
Evidenti sono nella tessitura ideologica dei Sepolcri, le matrici settecentesche, risalenti a una cultura materialistica e
meccanicistica, che si esprime gi nei versi iniziali. Queste permette a Foscolo di accostare esseri animati e inanimati, in un
incessante movimento di nascita, crescita e distruzione privo di finalit. La concezione ciclica della storia deriva dal
pensiero di Vico, secondo la quale il processo di sviluppo della societ umana non lineare ma procede per corsi e ricorsi
in cui trapela lidea che levoluzione della storia umana proceda per fasi, dietro cui possibile leggere unintima
razionalit, identificabile secondo Vico con la provvidenza. Foscolo, invece pi vicino ad Hobbes, sostiene che luomo
creato per essere in contrasto con i suoi simili, ma attraverso lo stato, luomo si riscatta dalla sua condizione naturale (
homo homini lupus).
Nel carme si rilevano ampie tracce della concezione politica foscoliana. Nei sepolcri il sentimento politico si manifesta in
modo duplice: da una parte, si esprime come polemica con la politica di Napoleone e con il mio napoleonico, che nel
carme giunge a definitiva crisi; dallaltra, in positivo, porta allelaborazione del mito di Firenze, sede delle tombe dei grandi
campioni della civilt italica.
Foscolo riconosce a Firenze un ruolo di garante del carattere unitario della cultura italiana e di custode della continuit
della tradizione. A questa idea di Firenze fa eco, nel carme il mito della tomba di Santa Croce. Foscolo appare ancora
legato a una concezione tradizione della storia, quella per la quale sono i grandi uomini a garantire il progresso delle
vicende umane. Tema centrale il tema della memoria, collegato a quello della funzione del sepolcro. Essa rappresenta
per Foscolo il filo che dura e sopravvive. La memoria serve ai vivi, non i defunti. La corrispondenza poi si proietta su un
piano etico-civile pubblico, esteso allintera collettivit: dai sepolcri dei grandi uomini del passato ( le urne dei forti)
possibile raccogliere quelleredit di valori sui cui si fonda una comunit. Il mantenimento della memoria delle virt civili
dei grandi del passato consente la sopravvivenza dei valori nel prendete, e dunque mantiene salda la compagine sociale.
La riflessione sulla memoria non si esaurisce solo nella duplice prospettiva della funzione affettiva e etico civile del
sepolcro. Essa si allarga fino a comprendere una dimensione storico-antropologica, che Forcola coagula attorno a una
personaggio centrale nella sua formazione: Giuseppe Parini.
La dimensione storico-antropologica si avverte anche nella presentazione, delle epoche del passato: da una parte, un
Medioevo superstizioso e dogmatico e dallaltra, un Umanesimo visto come riscatto degli uomini di tutti i tempi dalla
condizioni di schiavit morale e intellettuale. Altro tema il mito derivato dalla matrice classicista della cultura foscoliana.
Una matrice in cui risalta soprattutto linclinazione greca, che sembra indirettamente confermata dal fatto che
destinatario del carme quellippolito Pindemonte che nel 1820 dar alle stampe unimportante traduzione dellOdissea. I
Sepolcri sono intrisi del mito dellOdissea e non tanto perch la materia mitologica rinvii esclusivamente al poema
omerico, quanto perch il richiamo a Ulisse acquista nel carme grande spazio e rilievo. Con Ulisse Foscolo reintroduce il
tema del fatale vagabondare. In entrambi i casi Foscolo identifica se stesso nel mito. Il mito gli appare patrimonio coerente
in s, in cui rispecchia la propria esperienza. Il mito fa parte della memoria e per questo pu essere rivissuto. In questa
prospettiva andr letta anche lultima parte del carme, interamente occupata dalla celebrazione di Omero e della poesia.
Omero, origine prima del canto poetico, lultima e pi completa maschera in cui si proietta Foscolo. Omero inaugura una
tradizione che vede nella poesia il canale educativo pi completo e il punto pi alto di sviluppo della civilt umana, nonch
la garanzia suprema di eternare. La poesia in grado di vincere la morte perch carica di quelle verit vitali che il mito
greco da sempre rende eterne.