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Il Futurismo un Movimento artistico e letterario d'avanguardia nato in Italia al l'inizio del Novecento. Suo fondatore fu Filippo Tommaso Martinetti.

. Fu il primo autentico movimento d'avanguardia munito di un ideologia globale, artistica ed extra-artistica, allacciante i vari campi dell'esperienza umana, dall'arte al co stume, dalla morale alla politica. Gli esponenti del Futurismo volevano "svecchiare" le lettere italiane; "far tabu la rasa" dei vecchi scritti, e portare la nostra letteratura all'altezza delle a ltre letterature europee e soprattutto all'altezza dei tempi nuovi ormai dominat i dal prorompere vertiginoso delle scoperte scientifiche e tecnologiche I Futuristi avevano un appassionato disgusto per le idee del passato, specialmen te per le tradizioni politiche ed artistiche Il movimento futurista proclam il valore del progresso tecnico e si propose di sv ecchiare la cultura guardando appunto al futuro: alla velocit e al dinamismo dell e macchine, dei velivoli, delle citt, dei complessi industriali. Aspetti che caratterizzarono il movimento furono, da un lato, l'interesse per og ni forma d'arte, da quelle figurative "classiche" alla letteratura, dal teatro a lla fotografia e al cinema, dall'altro la capacit di intervenire all'interno dell a societ nel rapporto con il pubblico. Scrittori italiani che aderirono, alcuni temporaneamente, al movimento futurista furono Corrado Govoni, Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Paolo Buzzi, Luciano F olgore e Aldo Palazzeschi. Rivista ufficiale del futurismo italiano fu la fiorentina "Lacerba", fondata da Papini e Soffici nel 1913. In seguito, molti scrittori futuristi confluirono pol iticamente nel Partito fascista, nella cui ideologia si potevano ritrovare alcun e delle affermazioni del movimento letterario: "Noi vogliamo glorificare la guer ra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distrutto re dei libertari". Nel Manifesto tecnico Marinetti mise in evidenza la necessit di distruggere la si ntassi tradizionale per ottenere un discorso rapido, privo di punteggiatura, ana logico, che non si perda nell'utilizzo di aggettivi e avverbi, privilegiando inv ece il nome e l'uso di verbi posti all'infinito. I Futuristi si collocarono agli antipodi dei crepuscolari. Anch'essi rifiutarono la tradizione ed il conformismo borghese, ma in nome di un dinamismo vitale ch e doveva rispecchiare la nascente civilt tecnologica e industriale. Affascinati soprattutto dalla velocit imposta dalle macchine al ritmo della vita, essi esaltarono il rischio, l'avventura, il vigore, il fascino dell'ignoto da s coprire, ed affermarono che sulla Terra non poteva esserci posto per i deboli e per gli inetti: ecco perch definirono la guerra la "sola igiene del mondo", perch essa spazza via le scorie dell'umanit e seleziona i forti da destinare ad una vit a sempre pi fiera e veloce. Marinetti e gli altri sposarono l'amore per la velocit, la tecnologia e la violen za. L'automobile, l'aereo, la citt industriale avevano tutte un carattere leggend ario per i futuristi, perch rappresentavano il trionfo tecnologico dell'uomo sull a natura. Secondo il Martinetti bisognava chiudere i ponti col passato, "distruggere i mus ei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie", e cantare "le grandi folle agit ate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa"; "glorificare la guerra - sola igi ene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del libera tori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna". A differenza dei crepuscolari che vissero appartati e quasi incogniti a se stess i, i Futuristi si raccolsero in una vera e propria "scuola", stilarono un ben pr eciso programma, organizzarono una ben nutrita pubblicit intorno alle loro idee, servendosi di riviste ("Lacerba"), ma soprattutto di incontri-dibattiti che effe ttuavano periodicamente nei teatri con tono volutamente provocatorio nei confron ti del pubblico. FILIPPO TOMMASO MARINETTI

Filippo Tommaso Marinetti, fu Fondatore e caposcuola del Futurismo. Nasce ad Ale ssandria d'Egitto nel 1876, dove trascorre i primi anni della sua vita. L'amore per la letteratura emerge sin dagli anni del collegio: a 17 anni fonda la sua p rima rivista scolastica, Papyrus; i gesuiti lo minacciano di espulsione per aver introdotto a scuola gli scandalosi romanzi di mile Zola. inviato cos dalla famiglia a diplomarsi a Parigi, dove ottiene il Baccalaureato n el 1893. Si iscrive alla facolt di legge di Pavia, insieme al fratello maggiore L eone. La morte di quest'ultimo, appena ventunenne, il primo vero trauma della vi ta di Marinetti, che dopo aver conseguito la laurea (1899), decide di abbandonar e la giurisprudenza e assecondare la sua vocazione letteraria. A Parigi inizi l'attivit letteraria componendo poesie in lingua francese. Che pu bblic nel 1909 pubblic su "Le Figaro" il "Manifesto del Futurismo". Queste poesie vengono notate soprattutto in Francia, da poeti come Catulle Mends e Gustave Kah n. In questo periodo Marinetti compone perlopi versi liberi di stampo simbolista o liberty, che risentono dell'influenza di Gabriele D'Annunzio. La produzione di Marinetti si distingue da quella dannunziana per il particolare gusto per l'orr ido e il grottesco. Il Manifesto viene letto e dibattuto in tutta Europa, ma le prime opere 'futuris te' di Marinetti non hanno la stessa fortuna. In aprile la prima del dramma satirico Le roi Bombance (Re Baldoria), composto n el 1905, viene sonoramente fischiata dal pubblico... e da Marinetti stesso, che introduce cos un altro degli elementi essenziali del Futurismo: la "volutt d'esser e fischiati". Anche il dramma La donna mobile (Poupes lectriques), rappresentato a Torino non av eva ottenuto molto successo. Ma l'happening pi riuscito del periodo il lancio del Manifesto Contro Venezia pas satista dal Campanile della San Marco: nel volantino Marinetti propone di "colma re i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e leb brosi per "preparare la nascita di una Venezia industriale e militare che possa dominare il mare Adriatico, gran lago Italiano". Tra il 1905 e il 1909 dirige la rivista milanese Poesia, di cui fondatore e prin cipale finanziatore. All'inizio si tratta di una rivista eclettica, che ha il me rito di proporre in Italia alcuni autori simbolisti (soprattutto francesi e belg i) ancora sconosciuti. Solo nel 1909 essa diventa il primo organo ufficiale di u n nuovo movimento poetico: il Futurismo. Nel 1910 il suo primo romanzo, Mafarka il futurista viene assolto dall'accusa di oltraggio al pudore. Ma in quello stesso anno Marinetti trova alleati inattesi: tre giovani pittori (Umberto Boccioni, Carlo Carr, Luigi Russolo) decidono di ad erire al Movimento. Insieme a loro (e a poeti come Aldo Palazzeschi) Marinetti lancia le serate futu riste: spettacoli teatrali in cui i futuristi declamano i loro manifesti davanti a una folla che spesso accorre per il solo piacere di colpirli con ortaggi vari . Nel 1911 scoppia la Guerra Italo-Turca, e Marinetti, bellicista convinto, non si tira indietro: parte per la Libia come corrispondente di un quotidiano francese . Pubblicher i suoi reportages nel volumetto La battaglia di Tripoli. Trasferitosi definitivamente in Italia, pubblic il "Manifesto tecnico della lette ratura futurista" (1912), cui fece seguire altri manifesti aggiuntivi. Nel frattempo lavora a un romanzo in versi violentemente anticattolico e antiaus triaco: Le monoplan du Pape (L'aeroplano del Papa, 1912) e cura un'antologia dei

poeti futuristi. Ma in realt i suoi sforzi di rinnovamento del linguaggio poetic o lo lasciano ancora insoddisfatto, tanto che nella prefazione all'antologia lan cia una nuova rivoluzione: tempo di farla finita con la sintassi tradizionale, p er passare alle Parole in libert. Le parole in libert sono una tecnica poetica espressiva del tutto nuova, in cui d istrutta la sintassi, abolita la punteggiatura e si ricorre anche ad artifici ve rbo-visivi. Diversi colleghi che avevano aderito al futurismo restano disorienta ti dalla nuova proposta di Marinetti: il caso di Aldo Palazzeschi e di Corrado G ovoni, che di l a poco abbandoneranno il movimento. A partire dal 1912 il futurismo conosce il momento di massimo proselitismo, anch e grazie al sostegno della rivista fiorentina Lacerba diretta da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. In questo periodo Marinetti compone Zang Tumb Tumb, reportag e della guerra bulgaro-turca redatto in parole in libert. Nel 1914 compie anche un importante viaggio a Mosca e a Pietroburgo, dove far la conoscenza dei futuristi russi. Dopo l'attentato di Sarajevo, Marinetti non esita a schierarsi a favore dell'int ervento contro l'Austria e la Germania: verr arrestato per aver bruciato bandiere austriache in Piazza Duomo a Milano. Quando l'Italia entra in guerra, Marinetti si arruola volontario. Ferito all'ing uine, detta in convalescenza un manualetto che otterr un inatteso successo: Come si seducono le donne. Torna quindi sul fronte, e partecipa sia alla rotta di Cap oretto che alla trionfale avanzata di Vittorio Veneto, al volante di un autoblin do (esperienza poi narrata nel romanzo L'Alcova d'acciaio). Terminata la guerra (con due medaglie al valore), Marinetti convinto che sia giu nto il momento di fare la rivoluzione. Deluso dalla "vittoria mutilata", partecipa per breve tempo all'impresa fiumana, ma deluso da molti seguaci di D'Annunzio ed invitato da quest'ultimo a lasciare la citt. In questo stesso periodo fonda il Partito Politico Futurista, che nel proprio pr ogramma contempla lo "svaticanamento dell'Italia" e il passaggio dalla monarchia alla repubblica. Il 23 marzo 1919 Marinetti partecipa con Mussolini all'adunata di piazza San Sep olcro a Milano: da quel momento il Partito Politico Futurista confluisce nei Fas ci di combattimento. In questo periodo redige diversi manifesti politici, tra cui il pamphlet Al di l del Comunismo; nel maggio del 1920 interviene al secondo congresso dei Fasci, in sistendo sulla necessit di "svaticanare l'Italia", abolire la Monarchia e "appogg iare gli scioperi giusti": ma ormai i fascisti stanno andando nella direzione op posta, e Marinetti decide di dimettersi. Il poeta inizia lentamente ma decisamente a divergere dal fascismo: se ne distac cher prima della fine dell'anno per ritornare sui suoi passi quasi 5 anni pi tardi . Ritorno alla poesia Esaurita l'esperienza politica, Marinetti ritorna alla letteratura con alcune op ere (Gli indomabili, Il tamburo di fuoco) meno sperimentali delle precedenti, ma che ottengono un discreto successo. A sostenerlo c' la sua nuova compagna di vit a, Benedetta Cappa, scrittrice e pittrice lei stessa. Durante una vacanza al mar e, i due inventano una nuova forma d'arte tattile: il Tattilismo, concepito come un'evoluzione multi-sensoriale del Futurismo. Ma ancora una volta i colleghi fu turisti restano interdetti. Anche a Parigi, Marinetti non pi ben accolto, perch l' avanguardia che va per la maggiore il Dadaismo. Accademico d'Italia Deluso dall'accoglienza parigina, Marinetti si riaccosta al Fascismo e a Mussoli ni, che nel frattempo ha preso il potere.

Il regime lo ripaga dedicandogli importanti onoranze nazionali (1924). Come amba sciatore del regime, Marinetti viaggia in Sudamerica e in Spagna. Nel 1929 lo stesso Mussolini vorr Marinetti nell'Accademia d'Italia appena fondat a. Il fondatore del futurismo ormai diventato un difensore della letteratura e d ella lingua italiana contro l'"esterofilia" dilagante, con effetti surreali. Nel frattempo il futurismo si trasformato da movimento di rottura in scuola poet ica, coi suoi congressi, le sue dispute, i suoi generi codificati (le parole in libert e l'aeropoesia), ecc.. Ma le opere futuriste pi interessanti del Ventennio restano quelle di Marinetti, che in lavori come Il fascino dell'Egitto o nel dramma Il suggeritore nudo, rive la la sua attenzione alle nuove poetiche italiane ed europee. La sua posizione di accademico gli consente comunque alcune timide prese di posi zione critiche nei confronti del regime: nel 1938 escono, sulla rivista futurist a Artecrazia, alcuni articoli (probabilmente dettati o ispirati da Marinetti) co ntro l'antisemitismo e le leggi razziali. Ancora in guerra Malgrado la non pi giovane et, Marinetti non rinuncia al fascino della guerra. Del resto, in un'intervista del 1926 a Vitaliano Brancati aveva affermato che la gu erra futura sarebbe stata combattuta dai vecchi, mentre i giovani sarebbero stat i risparmiati per "la fecondazione della razza". Coerente coi suoi principi, Marinetti partecipa come volontario alla guerra di E tiopia (1936) e addirittura (a 66 anni!) alla spedizione dell'ARMIR in Russia. L e esperienze su questi fronti sono raccontate ne Il poema africano della Divisio ne "28 Ottobre" (1937). L'esperienza russa si rivela per fatale. Tornato in Italia, stanco e malato, Mari netti detta ancora diverse opere a carattere memoriale, tra cui La grande Milano tradizionale e futurista, e aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, che per certi versi rappresenta un ritorno agli ideali fascisti repubblicani del 1919. Muore a Bellagio, sul Lago di Como, il 2 dicembre 1944, in seguito a una crisi c ardiaca: aveva appena scritto la sua ultima pagina, il Quarto d'ora di poesia de lla X Mas. Nel Manifesto del futurismo emergono con chiarezza lo spirito e la tecnica espre ssiva dei futuristi. "Le Figar" - 20 Febbraio 1909 1- Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla teme rit. 2- Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nost ra poesia. 3- La letteratura esalt, fino ad oggi, l'immobilit pensosa, l'estasi e il sonno. N oi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di c orsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. 4- Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si arricchita di una bellezza nu ova; la bellezza della velocit. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di g rossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, pi bella della Vittoria di Samotracia. 5- Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale att raversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 6- Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumen tare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. 7- Non v' pi bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere

aggressivo pu essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un viol ento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo. 8- Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perch dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e l o Spazio morirono ieri. Noi viviamo gi nell'assoluto, poich abbiamo gi creata l'ete rna velocit onnipresente. 9- Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del liberatori, le belle idee per cui si m uore e il disprezzo della donna. 10- Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie , e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni vilt opportunisti ca e utilitaria. 11- Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommos sa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capital i moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di ser pi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall 'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigl iati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al ven to come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. E' dall'Ital ia che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perch vogliamo liberare questo p aese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'anti quari. Gi per troppo tempo l'Italia stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri. Mafarka il Futurista Fu scritto e pubblicato per la prima volta in francese nel 1909, presso la casa editrice parigina Sansot. Venne poi tradotto in italiano da Decio Cinti. L'opera dedicata ai grandi poeti incendiari (Gian Pietro Lucini, Paolo Buzzi, Fede rico De Maria, Enrico Cavacchioli, Corrado Govoni, Libero Altomare, Aldo Palazze schi) e si compone di dodici capitoli titolati. Marinetti ripropone, con il medesimo tono dei suoi celebri manifesti, il richiam o all'"ordine" futurista, alla polifonia stilistica, al disprezzo per il sentime ntalismo, alla glorificazione della guerra sola igiene del mondo. La storia di questo romanzo africano quella di Mafarka-el-Bar, re di Tell-el-Kibir : un sovrano che ama la guerra, disprezza le donne e ha come consigliere il sole . Egli l'eroe emblematico della dimensione mistico-filosofica del Futurismo....... ............................... Mafarka sa essere feroce e lo in un modo estremamente lucido: come quando uccide lo zio, ostacolo alla conquista del potere. Con la morte dello zio e l'ascesa a l trono, le aspettative di un destino eroico del grande re africano mutano per di s egno. La morte del fratello Magamal, causata dal morso di un cane, porta il prot agonista a una profonda crisi (che Marinetti identifica con il ritorno allo stad io fetale). Mafarka giunge al quasi totale annullamento di s e rinuncia al regno. Decide di p artire per un omerico viaggio verso il luogo in cui vivono i genitori per conseg nare loro le spoglie di Magamal. Il mare - sul quale affronta il suo viaggio notturno - diviene il luogo dell'espia zione, la caduta nel peccato, ma anche il battesimo purificatore. E proprio grazie a questa sorta di Golgota marino, infatti, che il re pu redimers

i, insieme, dal proprio sentimento di colpa e dal proprio passato. Per il protagonista ora di pensare al futuro. Dopo aver attraversato misteriosam ente una montagna, a causa di uno strano vento che lo spinge verso una caverna p er farlo poi uscire dal lato opposto, vive una sorta di rinascita. La generazione di un nuovo io presuppone la morte del vecchio, e Mafarka, nell'u ltimo discorso rivolto ai soldati, rivela il suo grande progetto: creare, grazie al solo concorso della propria possente volont, e anche a costo della propria mo rte, un figlio: io trasfonder la mia volont nel corpo nuovo di mio figlio! Egli sar forte di tutta la sua bellezza, che non fu mai torturata dallo spettacolo della morte! E sappiate che io ho generato mio figlio senza il concorso della vulva!. La sua nuova religione uccide quella dell'amore per imporre la Volont estrinsecata, la volutt dell'eroismo, dell'Unico. Questo superuomo alato Gazurmah, l'eroe senza sonno e perci immortale. Gazourmah rappresenta l'archetipo dell'immaginario marinettiano: costruito in ac ciaio dotato di ali, perci simbolo della forza e del movimento; proiettato verso il futuro in quanto immortale e, soprattutto, capace di trionfare sulla natura. Infatti, alzandosi in volo verso il cielo, Gazourmah riuscir infine a prendere il posto del sole. Il libro, che Marinetti defin un grande romanzo esplosivo, rientra nel genere roman zesco solo per convenzione, perch - sempre secondo le parole dell'autore - , insiem e, un canto lirico, un'epopea, un romanzo d'avventure e un dramma. Alcova d'acciaio Terzo libro ispirato alla guerra (con il sottotitolo romanzo vissuto), dopo La bat taglia di Tripoli (1912) e Zang Tumb Tumb (1914), fu scritto da Marinetti sulla base degli appunti presi durante gli ultimi mesi del primo conflitto mondiale, e fu terminato nel settembre 1920. A met tra autobiografia e mito, racconta in ventinove capitoli le avventure del t enente Marinetti, uno degli animatori della riscossa del fronte italiano contro gli austriaci................................................. In nome del vitalismo, la prima avventura di Marinetti e dei suoi soldati quella del bordello, che viene rappresentato all'insegna del gioco e del divertimento. Una delle ragazze, che quasi per spirito patriottico si d ai soldati, si rivela infatti un'appassionata conoscitrice del movimento futurista e afferma di essere una lettrice di Lacerba, la rivista diretta da Ardengo Soffici e Giovanni Papini. Nel secondo capitolo si entra nel vivo della battaglia; la descrizione dei rumor i delle bombe e delle mitragliatrici, delle esplosioni e dei riverberi rossi e v erdi nel fumo, sembra la conferma delle "sinestesie" teorizzate nei manifesti de l Futurismo. Le forme si umanizzano, i rumori riecheggiano le grida dei soldati in un turbini o di onomatopee e di giochi fonolinguistici, come quelli delle mitragliatrici ch e ripetono beffarde al nemico idiota-ta-ta-ta, o delle potenti spraaangranate che es plodono sul campo. Con il terzo capitolo la descrizione degli effetti delle armi chimiche sull'ambi ente, sui colori del paesaggio, ricrea la plasticit di un quadro di Boccioni. La battaglia, esaltando i sensi e la normale capacit razionale, riesce a dare ris poste a tutte le grandi questioni filosofiche. su questo concetto che si fonda t utta la narrazione successiva. Marinetti esalta il suo ruolo civile, il dovere morale che lo lega all'amata Ita lia: Sapete cosa significa avere 40 anni, del genio, molto fascino, una potente i rradiazione di idee personali nuovissime e sane, regalate al mondo, dei poemi po tenti creati, altri da scrivere. Il premio per la sua azione naturalmente una don na, l'appagamento supremo dei sensi, la volutt che ripaga il maschio-soldato. Nel settimo capitolo si affaccia l'alcova d'acciaio che d il titolo al romanzo. L

'amante la rappresentazione della donna-macchina da dominare, musa o dea che per mette all'uomo di mostrarsi tale: un'autoblindata che accompagner il tenente Mari netti fino alla vittoria finale. Prima di raccontare quest'ultima fase - l'Italia liberata e futurista, concepita , appunto, metaforicamente dalla simbiosi di Marinetti con la propria macchina. Marinetti pu esprimere tutta la sua esaltazione per la nuova tecnologia bellica, soprattutto per le autoblindate come la sua 74. Le parole del tenente Marinetti ag li altri militari, nel momento delle decisioni, sono pi che mai l'eco di uno stre gone ispirato, il quale annuncia baldanzosamente la prossima vittoria. L'impeto narrativo esplode nella descrizione della battaglia del Piave, dove l'a utore ripercorre minuziosamente ogni attimo, ogni emozione, provata durante l'av anzata italiana. Un delirante amore guida Marinetti e la sua vettura attraverso i paesi liberati do po Caporetto. Con la 74 (alcova d'acciaio veloce, creata per ricevere il corpo nudo della mia Italia nuda) il tenente riconquista l'Italia in un tripudio di sensazi oni...................................................................... Nel poliedrico romanzo si svolge anche una sorta di apologo morale: la divertent e storia del colombo viaggiatore Paggiolin, incaricato di trasmettere agli alti comandi la notizia della vittoria. Questo capitolo, pi di altri, offre materia per una scrittura straniata, costruit a sulle pure sensazioni dell'uccello in volo tra le correnti d'aria, il quale ce rca, con il solo aiuto dell'istinto, di trovare il percorso migliore, e riesce, nel contempo - grazie a uno slancio di intelligenza pura -, a salvare un aereo i taliano perso tra le nuvole e la pioggia. Da questo momento il rapporto con gli austriaci - fin qui nemici invisibili, ora inesorabilmente sconfitti - si fa pi stretto. La descrizione dei soldati avversa ri fatti prigionieri l'occasione per rompere la tensione emotiva della battaglia in una risata liberatrice. La lingua dell'autore si fa tagliente, impietosa nei confronti di un nemico trat teggiato con la cura del vignettista satirico, del caricaturista senza scrupoli. All'immagine luminosa e sorridente degli italiani si contrappone quella della sf ilata funeraria dei cappottoni grigi e sporchi degli austriaci in ritirata. Con gli uomini del campo avverso, ormai definitivamente schiacciati, si pu ripren dere un dialogo civile, umano