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Le rivoluzioni liberali in Europa e in America:

Siamo agli inizi degli anni venti del 1800, siamo dunque nei primi anni dell’inizio del nuovo servono. Vi
`stato il congresso di Vienna ed è cambiata la realtà politica e sociale dell’Europa: vi erano stati i ritorno di
vecchi regnanti, `rinato il dominio nel lombardo veneto. Sorge un desiderio di riscatto nei confronti del
conquistatore, dello straniero. Nascono difatti in questo periodo le prime societ´segrete: alcune traevano
ispirazioni da vecchie società segrete come ad esempio la massa prima. Era nata proprio su ispirazione della
massoneria la carboneria, iniziano i primi moti rivoluzionari, violenti, che si diffonderanno a macchia d’olio
in tutta Europa siamo nel 1820-1821, e l’andata rivoluzionaria si fa sentire anzitutto in Spagna. Gli spagnoli
volevano rivendicare i propri diritti e avere una nuova costituzione più liberale e democratica, costituzione
che riuscirono ad ottenere. Altra insurrezione avvenne nel regno delle due Sicilia, a a Napoli, a Palermo, in
Piemonte e in Lombardia: una rivoluzione dietro l’altra, incessantemente. In Spagna si ha la ribellione
appunto di alcuni militari nel gennaio del 1820 e il re fu costretto a concedere la costituzione. A Napoli
anche qui scoppia la rivoluzione ad opera di alcuni militari e il re fu costretto anche qua a concedere la
costituzione. In Piemonte, i moti rivoluzionari iniziano nel 1821. Ottennero l’appoggio del re Carlo Alberto,
rivoluzione che verrà poi stroncata dal re successivo Carlo Felice. Tutte queste rivoluzioni fecero allarmare
tutti quei regnanti che si erano instaurati in Europa a seguito del congresso di Vienna. Si cerca dunque di
intervenire. Per primi furono gli austriaci nel 1821 che riuscirono a porre fine alla rivoluzione napoletana; I
Francesi sedarono invece quella spagnola. L’unica rivoluzione che in questi anni si conclude in maniera
positiva è quella Greca. La rivoluzione dei greci derivó dal voler allontanare i turchi. La rivoluzione comincia
nel 1821, e termina nel 1829. Diventa quasi una guerra contro un nemico comune, ovvero i turchi. Venne
coinvolta l’opinione pubblica europea, tanto è vero che UK, Francia e Russia, inviarono aiuti militari per
supportare i rivoluzionari greci. Intanto a seguito della formazione degli Stati Uniti d’America, questi si
stanno ingrandendo e rafforzando sempre di più, diventando uno stato di tipo individualista. L’espansione
territoriale degli USA si attua verso Ovest e verso Sud. Torniamo in Europa, sono finiti i moti del 20-21,
incominciano i moti del 1830-31. Questi moti ebbero conseguenze più durature e rompono tutto
quell’equilibrio che si era instaurato a seguito del congresso di Vienna in Europa. Nel 1824, dive re di
Francia Carlo 10. Questo cerca di instaurare nuovamente il suo potere in modo integrale, una restaurazione
del potere assoluto, tanto è vero che utilizzo la forza per reprimere qualsiasi forma di opposizione. I
francesi non stettero a guardare e a Parigi scoppiò la ribellione: il re fu costretto a scappare dalla capitale e
le camere nominarono come nuovo re Filippo d’Orleans, in quanto era più liberato. Venne istituita con lui la
famosa monarchia di Luglio: una monarchia più moderata e liberale che andava in contro alle necessità dei
cittadini. Questa rivolta dei francesi ispirò altri rivoluzionari e fece si che l’Ondata rivoluzionari así diffuse
nuovamente a macchia d’olio per tutta Europa, ad esempio in Belgio si ribellano contro il potere degli
olandesi, volevano l’indipendenza dall’Olanda, poi in Italia e poi in Polonia.
Le cose cambiano dunque con i moti del 30-31, durante i quali abbiamo personaggi illustrissimi come ad
esempio Mazzini stesso, gente che fece l’Italia e che diede un ottimo contributo per formare l’italia in cui
noi oggi viviamo. I moti del 30-31 scoppiano inizialmente nel Ducato di Modena, a Parma e nello stato della
chiesa. Allora era duca di Modena Francesco 4, il quale sperava di poter guadagnare da questi moti
rivoluzionari, e diventare poi re di un eventuale regno di Italia. Propio per questa ragione, egli si miste in
contatto con alcuni rivoluzionare, quali ad esempio Ciro Melotti, per collaborare. Ma ad un certo punto
Francesco si rese conto che l’austria non avrebbe mai mollato il colpo e avrebbe preso le armi per
contrastare tutte le ribellioni. Per tale ragione egli fa un passo indietro, abbandonando i rivoluzionari,
tradendoli dunque. Mentre gli austriaci intervengono a Modena, ne scoppia un’altra a Bologna,
espandendosi poi ovunque. A questo punto Francesco 4 fu costretto a scappare. Vi sono alcun differenze
tra i moti del 20-21 e 30-31. Mentre in quelli del 20-21 parteciparono essenzialmente militari, ora vi erano
sostanzialmente i borghesi, sostenuti da quegli aristocratici liberali e da quella gente del popolo. Altra
caratteristica tipica dei moti del 31, in contrasto di quelli del 20-21, ora i moti vennero meglio organizzati
(quelli del 20-21 fallirono tutti ricordiamo), si cercava di coordinare le azione, di far si che i gruppi potessero
ad esempio comunicare fra di loro.
Gli austriaci intervengono militarmente contro questi rivoluzionari reprimendo con la violenza e con le armi
e condannando a morte Ciro Minotti, collaboratore di Francesco 4. Intanto nello Stato pontificio era stato
eletto un nuovo papa: Gregorio 16.
Giuseppe Mazzini:
Egli nasce a Genova nel 1805, è un borghese. Fin da ragazzino aderisce a quelle idee patriottiche e
democratiche. Aderisce nel 1827 alla carboneria, per essere poi arrestato nel 1830. Fu arrestato poiché
venne tradito: fu costretto ad emigrare, va a Marsiglia, e qui in Francia incontra molti democratici ed
esponenti emigrati e soprattutto qui frequenterà grandi intellettuali del tempo. È qui che Mazzini si forma e
inizia a crearsi tutte le sue idee politiche di ispirazione fondamentalmente democratica e mistico-religiosa.
Mazzini è un romantico, e la sua religione è quella tipica dei romantici. Delineò un suo programma politico:
secondo Mazzini l’Italia avrebbe dovuto ottenere innanzi tutto la sua indipendenza, doveva ottenere poi
una forma di governo di tipo repubblicano. Così nella Francia del 1831 nasce la giovane Italia. Questa si
distinse per aver adottato come suo vessillo la bandiera tricolore. Il mondo agricolo resta ancora legato alla
logica dell’ancien regime. Solo in alcune zone in Piemonte e in Lombardia si ebbero cambiamento rilevanti
come la coltura di cereali e l’allevamento. In Italia non erano ancora state introdotto le macchine e la
tessitura era ancora legata all’antica traduzione del lavoro a domicilio. Vengono introdotte le prime
ferrovie, molto arretrate rispetto al resto d’Europa. Soltanto a partire dal 1840 incominceranno a vedersi le
prime strade ferrate. Piccolo segnale di progresso è dato dal sistema bancario, dai porti, dalla marina
mercantile e dal commercio internazionale. Siamo indietro rispetto al resto di Europa ma si stanno facendo
progressi. Si formano anche nuove ideologie politiche. Simao sempre nel 1840 e grande novità di
quest’epoca è l’orientamento moderato. I moderati cercavano di trovare un punto di unione tra la causa
liberale-patriottica con la chiesa cattolica. Ecco che nasce quella corrente detta neoguelfa. Vi è poi un altro
ideale rappresentato da Cesare Balbo, il quale è un liberarle piemontese. Scrive “le speranze dell’Italia”, e
qui si concentra sugli austriaci, sul nemico. Sperava che gli austriaci avessero potuto andarsene dall’Italia
senza violenza ma attraverso la diplomazia.
Le Rivoluzioni nell’Europa Centrale:
Per quanto riguarda il blocco dell’Europa centrale, anche qui abbiamo una serie di difficoltà: abbiamo una
realtà simile per certi versi a quella della Francia dell’ancien regime, anche qui abbiamo dunque una certa
necessità di ripartire nuovamente con le rivoluzioni. La Prima insurrezione avviene a Vienna. È
un’insurrezione molto irruente ma breve, infatti durò solamente 2 giorni, in quanto a seguito di due giorni
di moti violanti, le autorità furono costrette ad allontanare il cancelliere, ovvero il principe di Metternich, il
quale era l’uomo simbolo della restaurazione, fu costretto ad abbandonare il potere. A seguito di questa
insurrezione ve ne furono altre: Budapest, Venezia, Praga, Milano.
Le rivoluzioni in Italia e la prima guerra d’indipendenza:
Siamo in Italia nel 48 e anche qui abbiamo in atto i moti insurrezionali. Lo sviluppo di questi moti, rispetto a
quelli che abbiamo visto fino adesso, è diverso rispetto a gli altri stati europei. Primo obbiettivo comune a
tutti questi moti rivoluzionari era la concessioni di statuti e costituzioni (Lo statuto è un pò meno rigido
della costituzione). L’idea di fondo di queste costituzioni era quello di fondare un sistema politico
rappresentativo. Prima città che si muove in questo senso è Palermo. Palermo insorge nel gennaio del 48. I
siciliani sentivano forte questo senso di indipendenza e di autonomia. All’epoca era al potere Fernando 2 di
Borbone, lui fu costretto a riconoscere la costituzione del regno delle due Sicilia. Questa concezione fu per
lui un grande fallimento, in quanto lui perse e vinsero i rivoluzionari. Anche questa concessione non mise
fine ai moti rivoluzionari, che si diffusero poi in tutta Europa, costringendo Carlo Alberto di Savoia, Alberto
di Toscana e Pio 9 a concedere delle costituzioni. Le costituzioni che vennero concesse erano tutte di
carattere democratico ed inspirarte al modello francese. La più importante fra tutte è lo statuto che venne.
Concesso da Carlo Alberto., questo statuto, ovvero la statuto libertino, divenne poi la legge fondamentale
del regno d’Italia. Lo statuto Albertina prevedeva una camera dei deputati, un senato di nomina regia e vi
era una stretta dipendenza del governo dal sovrano. Anche a Venezia e a milano abbiamo dei moti
rivoluzionari. A Venezia si ebbe la liberazione di alcuni prigionieri politici, tra i quali si ricorda Daniele
Manin, un’importante in quanto a seguito della sua liberazione si mise a combattere con i suoi compagni
rivoluzionari, riuscendo a proclamare la costituzione della repubblica veneta. A milano le insurrezioni
incominciano l’8 marzo del 48: viene assaltato il palazzo del governo, l’insurrezione dura 5 giorni. Tutti
combattono, la città si mobilita a 360 gradi, vengono create arme provvisione, delle barricate di difesa
improvvisate. Tutti combattono contro il nemico comune, ovvero gli austriaci.

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