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Variazione linguistica Karin Kantee

Linguaggio settoriale del vino

Le caratteristiche della lingua italiana delle etichette e controetichette da vino è un tema poco
studiato. L’enogrammatologia studia gli enogrammi, il genere testuale e il testo presente
sull’etichetta e/o sulla controetichetta.
Le caratteristiche testuali degli enogrammi. Sono testi brevi che trasmettono informazione in poco
spazio con la funzione di far vendere il vino. Gli enogrammi possono essere fatti in tre modi
principali: secondo il dire (trasmettere informazione), lo stra-dire (usare espressioni accentuate) o il
non-dire (l’apparente mancanza di comunicazione). Accanto alle espressioni verbali sono usate
anche numeri, simboli, colori e immagini.
I temi ricorrenti degli enogrammi non sono tanti: i due più importanti sono il tempo e lo spazio. Il
legame tra tradizione e innovazione, tra il vino come prodotto culturale e il tempo (la storia), fa sì
che lo scorrere del tempo e il passato con le tradizioni spuntano fuori spesso. L’uso di parole come
antico, tradizione e secolare è molto frequente. Citazioni di antichi documenti e testi letterari, anche
in lingua originale, narrazione storica di fatti, personaggi e miti vengono anche usati spesso. Il
secondo tema è il legame con il territorio, con il vino e la dimensione spaziale dove si svolge la
storia. Il vino è visto come frutto del territorio, della natura, e testimone delle sue caratteristiche e
per questo motivo vengono usati linguaggi e immagini diversi. Il produttore può essere visto come
il responsabile del legame tra il vino e il territorio e per ciò gli enogrammi possono essere un
discorso in prima persona.
Le strutture testuali. La funzione informativa può essere affettuata tramite una struttura tecnico-
scientifica, schematica o poetica. Negli enogrammi viene spesso usata una terminologia scientifica
in una struttura discorsiva, per esempio per raccontare la scientificità della produzione del vino, ma
non viene data nessuna spiegazione. Una struttura schematica viene usata invece per dare
affermazioni oggettive. Le informazioni sono elencate, spesso in stile nominale senza verbo, e
accompagnate da simboli. I testi enogrammatici poetici possono essere invece citazioni di testi
poetici o letterari, versificazioni popolari o dei testi che cercano di far venire in mente la poesia,
usando una lingua volutamente aulica e delle parole rare.
Le caratteristiche linguistiche. La lingua di un enogramma può essere testimonianza del territorio da
dove viene il vino. Le diverse varietà italiane vengono usate, sia nelle etichette che nei nome dei
vini, per far valere l’identità del territorio. La maggioranza degli enogrammi sono comunque scritti
in italiano e sono caratterizzati da tre fenomeni: i tecnicismi propri (fermentazione, affinamento,
macerazione), i tecnicismi collaterali (sposarsi divinamente) e la surdeterminazione, la
ricaricazione, degli elementi lessicali di uso comune (fruttato, corpo leggero, fiorito). Nel caso della
surdeterminazione, alle parole quotidiane vengono dati dei tratti di eleganza e raffinatezza.

Bibliografia:
Vedovelli, Massimo, Parlare e scrivere di vino: l’enogrammatologia
Gli enogrammi: seduzione, prelati tedeschi, surdeterminazioni