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Arte visiva e musica

di Vilma Torselli
pubblicato il 10/04/2007
"......il più ricco insegnamento viene dalla musica. Salvo poche eccezioni, la musica è già da alcuni secoli
l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica
dell’artista e creare la vita dei suoni".(Vassilij Kandinskij)
L'aspirazione ad una forma d'arte globale, che raggruppi arti visive (pittura, scultura, cinema ecc.),
architettura, musica, danza, che fonda organicamente tendenze artistiche varie, è una delle costanti della
cultura del '900, presente in tutti i movimenti e nelle opere degli artisti più significativi, da VassiliJ
Kandinskij, autore di "Dello spirituale nell'arte", un fondamentale trattato sulla relazione tra suono e
pittura ed autore nel 1910 del primo acquerello completamente astratto nell'intenzione di "dipingere" la
musica, a "Der Balue Reiter" , all'Orfismo di Delaunay, a "De Stjil" ed altri.
La base originaria sulla quale fondare una nuova visione globale dell'arte vien individuata nella musica
perché essa è la forma d'arte astratta per eccellenza ed in quanto tale può emblematicamente venir assunta
come modello di ogni forma d'arte, attingendo quindi al significato universale di principio unificatore in
grado di assicurare un'esperienza totale.

Determinante per l'avvio di questa ricerca basata sul concetto di ritmo e armonia, caratteristiche
fondamentali della musica, o se vogliamo sulla simbiosi di suono e colore, è l'opera di Arnold
Schoenberg, rivoluzionario compositore fortemente innovativo, inventore della musica dodecafonica, che
introduce nelle sue composizioni "l'assoluta liberazione tonale della dissonanza": la composizione
dodecafonica si basa su un dato ordine o serie attribuito ai dodici suoni della scala cromatica, ottenendo in
tal modo un altro ordine nella successione di determinati intervalli tra i suoni ed un risultato acustico
carico di cromatismo e atonalità, dai contrasti forti e violenti, di marcata tensione espressionista, una
musica a forte contenuto psicologico, adatta ad esprimere i moti dell'animo e la vita interiore.
Più modernamente, il concetto della globalità dell'espressione artistica viene ripreso nel concetto di
interdisciplinarità di tanti movimenti recenti, come ad esempio Fluxus, e dalle sperimentazioni del
musicista John Cage e del suo gruppo (tra cui Robert Rauschenberg), che portano avanti un modello di
compartecipazione artistica ad aggregazione paritaria sia tra i membri componenti che tra i vari linguaggi
espressivi, per un'arte totale che sintetizzi tutte le arti (arti visive, musica, teatro, letteratura, design e arti
minori ecc.) in modo complementare, rispettando di ciascuna la struttura linguistica e la specificità del
medium espressivo adottato.
Questo concetto peraltro era già stato enunciato da VassiliJ Kandinskij che, in "Dello spirituale nell'arte"
sciveva: “Un’arte deve imparare da un’altra in che modo quest’ultima proceda coi mezzi che le sono
propri e deve imparar ciò per usare poi nello stesso modo i propri mezzi secondo il proprio principio, cioè
nel principio che a essa sola è peculiare”.

Alla ricerca non solo di un'arte, ma di una cultura globale, lo spazio, il colore, il vuoto, la materia, la
musica, la realtà metafisica sono i temi innovativamente concettuali che compaiono nelle opere di
Pollock, Mathieu, Klein, Hartung, Rothko, Kline e molti altri artisti moderni appartenenti
all'Espressionismo astratto americano che, come accade nella musica di Morton Feldman, cercano di
conciliare la singolarità del segno, o del suono, con l'organizzazione narrativa che si svolge "tra tempo e
spazio".

Al suo arrivo negli USA negli anni '40, Piet Mondrian, sotto la suggestione dei ritmi musicali di quegli
anni, dipinge nel 1941-42 " Victory Boogie Woogie" ed il celebre "Broadway Boogie-woogie", oggi
conservato al MOMA di New York, vivacizzando le sue famose griglie ortogonali con una ritmica
dinamica di inedita vibrazione cromatica.

Dalla New York degli anni '80 il Graffitismo metropolitano, la Aerosol Culture, dilaga nel mondo con il
movimento Hip Hop, di cui rappresenta l'espressione visiva, contaminandosi profondamente con un
nuovo tipo di musica creato dal DJ Kool Herk, subito divenuto simbolo di uno stile di vita aperto e
permissivo, espressione della cultura di strada del South Bronx.

Oggi Daniel Libeskind, progettista della ricostruzione di Ground Zero a New York, musicista, studente al
conservatorio in Israele prima di divenire architetto, particolarmente attento al rapporto tra progettualità
delle strutture architettoniche e scrittura musicale, dice di voler creare spazi "sonori", perché la musica è
la base di ogni forma creativa, anche dell'architettura, la musica è l'unica arte totale, la Gesamtkunstwerk
di Wagner, il denominatore comune cercato da Vassilij Kandinskij, perché, come scrive già nel 1870
Walter Pater, "tutte le arti tendono alla musica".

Piero Dorazio ama ascoltare il jazz (Parker, Monk, Mingus, Miles Davis, Coltrane, Bill Evans) mentre
dipinge, scandendo i suoi colori in una orchestazione complessa ed ordinata, con un intrinseco ritmo
compositivo prettamente musicale basato su sottili stimolazioni percettive che costruiscono
un'affascinante narrazione, "quella del ritmo che si fa colore e del colore che diventa ritmo [.....] La sua
pittura, infatti, si basa sul ritmo. Talvolta, anzi, sembra che i colori suggeriscano note rauche, come quelle
che Bubber Miley riusciva a strappare alla sua tromba, cui aveva messo la sordina [........ ] Dorazio
sviluppa i loro postulati integrandoli con l'esigenza d'una spiritualità contemporanea. Concerto per tele e
colori. Suggestioni? Pare di sentire i trilli della Valse oubliée di Listz, eseguiti da Rubinstein. Le taches
sembrano muoversi, vibrare, incalzare, stimolare l'occhio e la fantasia. E la musica si muta in architettura.
Musica jazz e pittura astratta: il concerto è servito. Il mondo si può scandagliare e conoscere anche così."
(Sebastiano Grasso, da una recensione sul 'Corriere della sera' ).

Alle relazioni tra musica e immagini si interessano molti artisti contemporanei, da Enzo Cucchi a
Michelangelo Pistoletto, Umberto Mariani, Thorsten Kirkhhoff, Alex Pinna, Maggie Cardelus,
Alessandro Bazane ("Time in Jazz 2003"), mentre la collaborazione tra artisti visivi e sonori è da tempo
istituzionalizzata nella performance e nell'happening, nella poesia visiva, nella video-art ed in tutti i casi
in cui si vogliano sondare le possibilità di intersezioni tra linguaggi diversi, strutturando un comune
livello di fruizione ed amplificando l'esperienza estetica oltre ogni limite categorico, in un processo in
fieri che promette interessanti sviluppi futuri di quella che viene oggi definita "arte sinestetica" o "arte
plurisensoriale".
da http://www.artonweb.it/artemoderna/linguaggiartemoderna/articolo26.htm