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STORIA DELLA NOTAZIONE MUSICALE

Schemi ed appunti riassuntivi

Sistema musicale alfabetico (Greci) V sec. a. C.

2 tipi di notazione

notazione strumentale
alfabeto fenicio
3 tipi di posizione
dritta, inclinata e rovesciata
le 3 diverse posizioni
rappresentavano diverse
manifestazioni sonore
di uno stesso suono (Azzaroni)

notazione vocale
alfabeto ionico classico
3 diversi segni (lettere)
per ogni suono

Notazione greca si trasmette


al mondo latino tramite la traslitterazione
dellalfabeto greco in quello romano

[Boezio De Istituzione musica VI sec.]

Scrittura e notazione neumatica IX sec


neuma = segno
3 tipi di notazione
Chironomica: i punti ed i segni indicano i gesti della mano del direttore
Adiastematica: neumi a campo aperto
Diastematica: i neumi indicano i giusti rapporti di altezza
[prima linea immaginaria, poi incisa,
poi segnata (e colorata, ROSSO FA, GIALLO DO) duplicata
e nuovamente duplicata fino ad ottenere il tetragramma.]

Notazione quadrata X sec

MICROLOGUS
1026 Guido dArezzo

Notazione Dasiana IX sec


In questa notazione abbiamo un insieme di 18 suoni rappresentati dalla ripetizione di 4 tetracordi
nellasse verticale. I tetracordi sono notati da 4 lettere diverse per ogni suono che a seconda della
loro posizione indicavano unottava differente. Le sillabe del testo vengono posizionate nellasse
orizzontale ed a seconda della loro altezza intonano il rispettivo suono dellasse verticale (Battaglia
navale insegna!). [ con questa notazione si ha il primo esempio di musica polifonica notata,

MUSICA ENCHIRIADIS IX secolo]

Octoechos
E un sistema di 8 modi di origine greco-ortodossa, trasmesso alloccidente solo nel VIII sec. E
composto da 8 modi suddivisi in 2 gruppi di 4 modi autentici e 4 modi plagali:

finalis

modo

RE
MI
FA
SOL

protus
deuterus
tritus
tetrardus

I aut
III aut
V aut
VII aut

II plag
IV plag
VI plag
VIII plag

I modi hanno al loro interno una


bipolarit composta da una finalis
(nota di riposo) ed una repercussio
(nota salmodica in cui viene
salmodiato il canto).

Il primo trattato che chiarifica il sistema il


De istituzione harmonica attribuito a Hucbald di Saint - Amand

Mentre nel trattato Alia musica del IX secolo troviamo un integrazione fra le sette specie dottava
di Severino Boezio con gli otto modi ecclesiastici.

Sette specie dottava (Boezio)


Derivano dalla traduzione della trattatista greca svolta da Boezio nel VI sec. Sono delle
successioni di suoni che partono ognuna da un diverso suono di 2 tetracordi disgiunti, ottenendo
cos 7 diverse serie di intervalli di T e S. Inoltre nella traduzione dei nomi venne fatta un inversione
e si aggiunse per completare il ciclo lottava specie (ipermisolidio).
(per approfondimenti vedi AZZARONI)

Notazione Modale
Successivamente (XIII sec) si sviluppa un primo tipo di notazione ritmica chiamata notazione
modale.
Notazione in cui le note, raggruppate allinterno delle ligaturae, hanno valori di durata che stanno in
rapporto diretto con schemi prestabiliti, chiamati modi ritmici.
I modi ritmici sono 6 e derivano dai piedi ritmici della metrica classica:
MODI
RITMICI

PIEDI
RITMICI

1 LB
2 BL
3 LBB
4 BBL
5 LL
6 BBB

trocheo
giambo
dattilo
anapesto
spondeo
tribaco

I primi trattati a parlarne sono il De musica


mensurabili (XIII sec) di Johannes de Garlandia
ed il De Speculatione Musicae del XIV
di Walter Odington

Le ligaturae possono essere di 4 tipi: binarie, ternarie, quaternarie e quinarie e sono composte da
2 qualit: la proprietas (parte iniziale) e la perfezione (parte finale).
es.

Cum proprietate
Cum perfectione

BL

Cum proprietate
Sine perfectione

BB

I modi ritmici hanno origine in Francia allinterno della Scuola di Notre - Dame e vengono utilizzati
ed ampliati fino al periodo pre - franconiano.

Notazione Franconiana
Francone da Colonia (XIII sec)
Ars cantus mensurabili (1280)
Non vengono pi utilizzati i modi ritmici ma si d un preciso valore ad ogni figura:

Mensurazione: rapporto fra un valore di durata e quello immediatamente inferiore


Longa DUPLEX 6 tempi, PERFECTA 3 tempi, IMPERFECTA 2 tempi
Brevis RECTA 1 tempus, ALTERA 2 tempus
Semibrevis MAYOR 2/3 tempus, MINOR 1/3 tempus
Semibrevis: diventa un valore di durata autonomo
Ligaturae: hanno con Francone valori autonomi ed assoluti.

Teoria della proporzioni


La teoria delle proporzioni un sistema che regola la diminuzione o laumento dei valori di durata
tramite determinati rapporti numerici. Johannes de Muris il primo a parlarne nel 1300,
successivamente si manifestano spiegazioni pi dettagliate nei trattati di Guglielmo Monaco,
Tinctoris e Gaffurio.
Le raffigurazioni sono di questo tipo: 2
1
oppure di questo tipo: C2
(c intesa come semicerchio)
Nella frazione il numeratore indica il cambio di durata della semibrevis (tactus) in rapporto al
denominatore che indica il numero di semibreves (precedenti alla diminuzione).
(sono sicuro che non avete capito, guardate lesempio e sar tutto pi semplice!)
ES

2
1

Dopo il segno di proportiones 2 semibrevis valgono quanto 1 semibrevis precedente.


Le proportiones potevano essere di 3 tipi
Proportio dupla
2/1
Proportio tripla
3/1
Proportio sesquialtera 3/2

Per aumentazione
sub dupla
sub tripla
sub sesquialtera

1/2
1/3
2/3

Ars Nova (notazione musicale)


Nel periodo in cui in Francia si sviluppa lars nova si manifestano importanti innovazioni per quanto
riguarda la notazione musicale:
Semibreves riconosciuta come valore autonomo
uso della nuova figura semibrevis minima (minima)
esatta codificazione di tutti i rapporti di durata tra i vari valori grazie al sistema delle prolationes
Il trattato che codifica i concetti della musica arsonovistica appunto Ars Nova di Philippe de Vitry
(1322). Mentre in Italia il sistema viene codificato da Marchetto da Padova nel Pomerium musicae
scritto intorno al 1320.


Sistema delle Prolationes

Il sistema delle prelazioni consiste nellavere una suddivisione ritmica in tempus (rapporto
tra B e S) e prolatio (rapporto tra S e M). Sia il tempus che la prolatio potevano essere perfecte o
imperfette creando cos 4 possibili combinazioni.

Inoltre erano presenti anche altri rapporti come il Modus (L:B) o il Maximodus (M:L).

Mottetto Isoritmico
Lisoritmia una tecnica compositiva risalente al periodo arsonovistico (1300) utilizzata
principalmente nel repertorio mottettistico. Consiste nellutilizzare 2 schemi compositivi per creare
le varie linee delle voci allinterno della composizione: questi 2 schemi sono uno ritmico (talea) con
cui si costruisce una serie di valori ed uno melodico (color) con cui si determina una successione
di altezze; questi 2 schemi vengono poi sovrapposti per creare le diverse linee melodiche.
Era comune dare ai due schemi numeri di valori/altezze diversi, cos che le linee non si ripetevano
sempre uguali ma sempre con un piccolo sfasamento, fino a tornare allenunciazione iniziale.
I compositori che pi hanno utilizzato questa tecnica sono Guillaume de Machaut e Philippe de
Vitry.
Canone Mensurale
La tecnica del canone mensurale viene praticata tra i secoli XIV e XVI principalmente dai
compositori fiamminghi.
Consiste nellutilizzare una stessa linea melodica per pi voci letta per con una diversa mensura
ritmica da ogni voce. Un famoso esempio la Missa Prolationum di Ockeghem in cui le 2 voci
superiori hanno una stessa melodia letta con prolatio diverse e lo stesso procedimento avviene
nelle 2 voci inferiori che hanno per unaltra linea melodica.
Canone Enigmatico
Canone in cui per essere compresa la giusta esecuzione andava risolto un enigma posto allinizio
della partitura: come nella messa di Dadi di Josquin Despraiz in cui il valore dei dadi (raffigurati
allinizio della partitura) indica il grado di aumentazione con cui devono essere eseguite le note
scritte.

RINASCIMENTO verso una concezione armonica


Nel Rinascimento vengono ampliati i modi: si passa dagli 8 modi ecclesiastici a 13 modi del
Dodecacordon di Glareanus scritto nel 1547. Questi 12 modi sono suddivisi in 6 modi autentici e 6
modi plagali: nelle Istituzioni Armoniche di Gioseffo Zarlino troviamo una chiara distinzione fra i 2
tipi:
MODO AUTENTICO= divisione armonica del diapason (diapente 5 + diattessaron 4)
MODO PLAGALE= divisione aritmetica del diapason (diattessaron 4 + diapente 5)

La finalis rimane inalterata ed sempre la nota inferiore alla diapente.

Pian piano si iniziarono ad inserire dei veri e propri accordi sulla finalis che rispetto al modo
potevano essere maggiori o minori:
Maggiori: lidio, ionio, misolidio (con 3 mag tra I e III grado)
Minori: dorico, eolico, frigio (con 3 min tra I e III grado)
Basso continuo

Con la pratica del Basso continuo si ebbe un secondo passo verso la concezione verticale. Pratica
nata nella prima met del 1500 come accompagnamento alla monodia con strumenti tipo organo
cembalo e liuto. Consiste nel posizionare una numerazione sotto il basso, che indica gli intervalli
da eseguire al di sopra della nota scritta denominata basso reale
I primi esempi (scritti) sono il libro di Introiti e Alleluia di Placido Falconio 1575 ed i concerti
Ecclesiastici a 8 voci di Adriano Banchieri 1594.
[NON ancora presente una concezione di
accordo, le parti si muovono seguendo la
condotta delle parti dello stile
contrappuntistico]

La scienza armonica
Il periodo in cui si manifesta la svolta verso la concezione verticale - armonica quello della prima
met del 1700 con il primo trattato di Armonia di J. Ph. Rameau (Trait de l'harmonie rduite
ses principes naturels 1722). Nel suddetto trattato si ritrova la teorizzazione definitiva del
concetto di Basso fondamentale e di Accordo.
Le successioni degli accordi sono dominate dalle relazioni di 5 tra le fondamentali definendo cos
le 2 funzioni armoniche elementari: SOTTODOMINANTE e DOMINANTE.

FA
DO
S
T
5asc

SOL DO
D
T
5disc

Con questo trattato si passa da una concezione


orizzontale - diatonica - modale e poliritmica ad
una verticale - armonica - tonale - omoritmia in
cui la melodia deriva direttamente dallarmonia.

Dalle mutazioni ottocentesche fino al novecento


I primi passi verso la dissoluzione tonale sono stati fatti nella seconda met del 1800 con
compositori come Franz Liszt (1811 - 1886) e Richard Wagner (1813 - 1883) che hanno portato ad
un punto culminante la tensione armonica - cromatica (Wagner) o tentato diverse strade, distanti
dalla tonalit (Liszt ed i compositori dellest).
Per la rottura vera e propria arriva nel 900, secolo in cui nascono dei nuovi sistemi solidi che
prendono le distanze dalla concezione tonale.
Questi nuovi sistemi sono molteplici; il primo senza dubbio anche il pi importante la
dodecafonia. Con la dodecafonia si ha un passaggio decisivo dal Sistema eptafonico diatonico
ad un Sistema dodecafonico cromatico. Con questo sistema il compositore prende i 12 suoni
della scala cromatica e li risistema secondo un suo nuovo ordine ed allinterno del brano non si
deve manifestare nessuna ripetizione dei suoni prima che il totale cromatico non sia stato esaurito.

Con questo sistema si d maggiore importanza anche al timbro strumentale facendolo diventare
un vero e proprio parametro compositivo come fa A.Shnberg in Farben. (principali compositori
che utilizzano questo sistema: A. Schnberg, Alban Berg, Anton Webern)

Altri sistemi sonori che si sviluppano nel 900 sono il Modalismo di Claude Debussy che riutilizza gli
antichi modi ecclesiastici mescolati al sistema diatonico e ad i modi indonesiani, (slendro e pelog).
Inoltre per allontanarsi dal sistema tonale e in particolare dalla tensione cromatica Debussy utilizza
la scala esatonale che priva di semitoni.
Unaltro sistema lIperdiatonismo utilizzato dai compositori neoclassici in particolare Igor
Stravinsky, che consiste nellingigantimento degli accordi tonali (con sovrapposizioni di terze)
creando cos una saturazione diatonica che con la sua densit nasconde le funzioni tonali.

Vari trattati novecenteschi da ricordare:


Vereinfachte Harmonielehre 1893 Hugo Riemann
concetto di doppia dominante, affinit di terza, accordi paralleli.
Funzioni strutturali dellarmonia 1954 A. Schnberg
salti fondamentali (3 tipi, forti, meno forti, fortissimi)

Schenker Harmonielehre 1906

Appunti da integrare ad un testo completo, consiglio il Canone Infinito di Loris Azzaroni.

mercoled 24 giugno 2015

Esame Capuzzo
Prima sezione

1 Notazione greca (strumentale e vocale), romana fino alla notazione dasiana quali
elementi vengono tenuti e quali non, chi sono i vari teorici dei diversi periodi.

2 Notazione nella musica gregoriana, i 3 tipi. Chironomica, adiastematica e


diastematica.

Seconda sezione

1 Octoechos, sette specie dottava di Severino Boezio e la mediazione fra i due sistemi.

2 Dal contrappunto medioevale fino a quello rinascimentale, Glareanus e Zarlino,


fino al basso continuo.

3 Successivi evoluzioni compositive con la nascita dellarmonia e della concezione


verticale. Rameau.

4 Dalle mutazione ottocentesche fino alle diverse strade intraprese nel 900 come
risposta allestremizzazione del sistema tonale.

Terza sezione

1 Teoria delle proporzioni, Ars nova, notazione prefanconiana

2 Mottetto isoritmico, canone mensurale, enigmatico, il sistema delle prolazioni.