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Il Giudizio Universale

L’opera piu’ famosa di Michelangelo e’ sicuramente “Il Giudizio Universale” realizzato una ventina di anni dopo la volta della
Cappella Sistina, che prende il nome da papa Sisto IV della Rovere. Michelangelo realizzò il famosissimo affresco del Giudizio
Universale, su commissione di Clemente VII, ma realizzato sotto Paolo III Farnese. Si nota subito un sostanziale cambiamento
rispetto agli altri affreschi, che risponde ad un percorso spirituale dell’artista stesso ed alle vicende storico-politiche come il
sacco di Roma e l’avvento del Manierismo. Nonostante le vistose coperture introdotte nell’affresco, le critiche comunque non
accennavano a diminuire, e così nel 1825 venne concluso un vastissimo lavoro di copertura che eliminò qualsiasi elemento
osceno rimasto. Infine, per via di alcuni restauri effettuati negli anni Novanta, le ultime coperture introdotte negli interventi
più recenti vennero eliminate, lasciando visibili solo quelle realizzate nel Cinquecento. L’affresco si trova nella Cappella
Sistina e misura 1379 x 1200 cm. L’affresco ha richiesto anni di duro lavoro ed essendo molto ampio è suddivisibile in varie
sezioni:

 Angeli di Michelangelo rappresentati nelle lunette in alto.


 Cristo Giudice e la Vergine nella parte centrale.
 Angeli di Michelangelo che annunciano l’Apocalisse, permettendo l’ascesa dei giusti e la caduta dei peccatori
all’inferno.
 Le lunette

Nelle due lunette superiori si può chiaramente osservare come gli angeli stiano trasportando la croce ed altri elementi che
rappresentano la Passione di Cristo: questo ha un significato molto sentito e molto forte e allude al sacrificio che Cristo ha
fatto per garantire la salvezza degli uomini. A sinistra sono presenti gli “Apteri” cioè gli angeli senza ali. Nella lunetta destra
c’è ancora un altro gruppo di angeli, questo rappresenta la forza e l’emozione nel trasportare la colonna dove Gesù prima di
essere crocifisso venne legato e martoriato. Infine s’intravede la scala utilizzata per inchiodarlo sulla croce. Nella parte
centrale dell’affresco, cioè Cristo Giudice e la Vergine Maria. Entrambi magnifici nel loro essere, circondati da profeti,
patriarchi e apostoli, sopra Gesù c’è una figura che è l’emblema del dipinto, Giona. La scelta di affiancare Giona e Gesù non è
assolutamente casuale, come del resto tutto il dipinto, ma questo ha una particolare importanza perché rappresenta il mondo
del Cristianesimo prima della venuta di Cristo. La scena del Giudizio Universale con Cristo al centro, invece, rappresenta il
cristianesimo dopo la nascita di Gesù. Se ci si sofferma sulla figura di Cristo si può intendere benissimo come la posizione
delle braccia stia ad indicare un richiamo agli eletti e ai beati e con il braccio abbassato stia condannando i peccatori e gli
empi. Ora passeremo ai vari anelli all’interno dell’affresco. Nel primo sono presenti profeti e patriarchi. L’artista ha studiato i
movimenti di questo folto gruppo di persone cercando di conferire equilibrio e simmetria alla scena; le espressioni di questi
protagonisti sono altrettanto varie: c’è chi è angosciato, chi guarda la catastrofe, chi è sconvolto davanti all’Apocalisse e così
via. In conclusione del primo anello sulla sinistra di Cristo emerge la figura di san Pietro, che sta restituendo le chiavi del
Paradiso al figlio di Dio, poiché, essendo arrivato il giorno del giudizio, non sono più necessarie. Nel secondo anello, anche
questo pieno di significati e colori sgargianti, appunto che svolgono il ruolo importante che è quello di colpire lo spettatore
come se stesse davvero accadendo ciò che viene rappresentato. Questo vasto gruppo è suddiviso in due parti a sinistra e a
destra; fondamentalmente ci sono martiri, confessori della Chiesa e beati. Nel gruppo di sinistra ci sono donne, vergini e
personaggi fondamentali dell’Antico Testamento. Nel gruppo di destra sono presenti degli uomini, importantissima la
presenza dei martiri che sono:

 San Biagio con i pettini chiodati


 Santa Caterina d’Alessandria, con la ruota dentata spezzata
 San Filippo con la croce
 Simone Zelota con la sega
 Adamo ed Eva
 Abramo o Giobbe e la moglie
 Mosè
 Santi Cosma e Damiano

Passiamo ora alla facciata inferiore, con una grande sezione dedicata alla rappresentazione della fine dei tempi, suddivisa in
varie parti, con:

 Gli Angeli con delle trombe che annunciano l’arrivo della fine dei tempi
 Il risveglio dei morti
 L’ascesa degli eletti
 La cacciata dei dannati
 La rappresentazione dell’inferno

Per quanto riguarda l’identificazione di alcuni personaggi in questo gruppo, la critica ipotizza la presenza di un autoritratto di
Michelangelo forse anche il poeta Dante Alighieri. Nell’ultima parte troviamo, a destra, la rappresentazione dell’inferno: in un
ambiente dominato da un cielo rossastro colmo di fiamme, sulla sinistra si trova il traghettatore infernale Caronte, che sta
utilizzando il proprio remo come arma per cacciare i dannati, obbligandoli a presentarsi davanti al giudice Minosse.