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Gli automata.

dal bello allutile e viceversa

F
in dallantichit classica, le caratteristiche principali di unopera darte sono state la capacit di trasmettere ad acqua. Si dilett anche di musica inventando un congegno che, attraverso un tasto, azionava un martelletto per suonare
lillusione di vita e quella di suscitare emozioni negli occhi di chi guarda. gli strumenti a corda. Altra testimonianza della stretta familiarit del mondo greco con gli automata rintracciabile nel di-
Nella Repubblica, Platone afferma che larte pericolosa e corruttrice perch il pittore imita la realt sensibile, che spositivo meccanico noto come Macchina di Anticitera, un sofisticato planetario che funzionava da calendario meccanico
solo apparenza perch, a sua volta, copia fallace di quella ideale. La questione fu sempre molto dibattuta, tanto che il in grado di calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei pianeti allora conosciuti, gli equinozi, la scansione dei
filosofo ateniese, nel X libro, afferma che gli artisti sono comunque in grado sia di guardare alla suprema verit (484c; 500e) mesi e dei giorni della settimana. Anche Pindaro (ca. 518 a.C. - ca. 438 a.C.) documenta lampia diffusione degli automata
sia di dipingere unimmagine di bellezza esemplare (420d). Lidea della bellezza ribadita anche nellIppia Maggiore, quando meccanici. Nella Settima Olimpica il poeta greco ricorda come lisola di Rodi fosse famosa per i suoi automi che decorava-
Platone afferma che per bello da intendersi ci che conveniente e utile. Per gli oggetti tangibili, a contraltare del kals kai no le strade in occasione delle festivit dei giochi olimpici: le figure animate stanno ritte adornando ogni pubblica via, e
kagaths che veniva a instaurarsi in termini morali tra bello e buono, si creava quindi una corrispondenza tra bellezza e utilit. sembrano respirare nella pietra, o muovere i loro piedi di marmo.
Da parte loro, le opere del tempo offrivano esempi di straordinaria bellezza e perfezione. Si pensi a Prassitele, capace di La trasmissione delle conoscenze di ingegneria meccanica dei greci si deve essenzialmente al mondo arabo. La vera e
creare statue piene di vita in grado di infondere e suscitare emozioni, di cui la Afrodite Cnidia il paradigma perfetto. propria summa per la conoscenza della meccanica araba fu fissata dallastronomo, ingegnere, artista e inventore Al-Jazari
Anche lekphrasis, diventata con Omero uno dei pi diffusi topoi letterari, conferma tale orientamento ponendo laccen- (Jazra, 1136-1206) nel Libro della conoscenza degli ingegnosi dispositivi meccanici (1206) che segna il punto pi alto dellec-
to sulleccezionale capacit di mimesi delle opere darte. Oltre alla pittura di Apelle, capace di dipingere cose che non cezionale conoscenza tecnica e meccanica del mondo islamico. Oltre a fondare le nozioni di base attraverso la trattazione
possibile dipingere: tuoni, lampi, fulmini come testimonia Plinio (Naturalis Historia, XXXV), potrebbero essere citate degli elementi macchinali come pesi, carrucole, manovelle e ruote dentate, il testo un succinto compendio con la descri-
le descrizioni fatte da Omero di oggetti cos belli da trarre in inganno per la loro perfetta somiglianza al reale. Tra queste zione di circa cinquanta dispositivi meccanici automatici e le istruzioni per costruirli. Il libro organizza tali congegni in sei
la scena di caccia con cane e cerbiatto sul dorso della fibbia doro di Ulisse oppure la decorazione dello scudo di Achille categorie. La prima sezione tratta di orologi ad acqua e a candela, la seconda di recipienti e figure per bere, la terza mostra
forgiato da Efesto per intercessione della madre Teti. ingegnosi bacini per fare le cure di salasso e le abluzioni prima della recita delle preghiere, la quarta si occupa di fontane
Se la tecnica ecfrastica riusciva a rendere unopera darte visibile a parole e la mimesi era capace di creare manufatti dalle forme varie e macchine per il moto perpetuo, la quinta prende in considerazione le macchine di raccolta dellacqua
artistici talmente realistici da sembrare dotati di vita, in et ellenistica le fonti testimoniano lesistenza di vere e proprie e, infine, la sesta si occupa di dispositivi a combinazione. Il testo ha soprattutto il merito di documentare lesistenza di
statue semoventi che, in gara con larte, avevano leffetto di suscitare stupore. Oltre agli eidola e ai prodigia ovvero ap- automi ingegnosi e congegni stupefacenti come lorologio a forma di elefante. Resta ampia memoria di quelli ideati per il
parizioni miracolose come le statue divine che piangono sangue o capaci di chiudere gli occhi , si diffusero nellantichit lavaggio delle mani, caratterizzati da due tipi di meccanismi base. Un tipo di meccanismo prevedeva il sistema dello scarico
gli automata (dal greco , che agisce di propria volont). Questi erano dei simulacra autocinetici, il cui moto era
trasmesso da dispositivi meccanici azionati da un movimento esterno di propulsione. Da un punto di vista tecnologico
questi erano pertanto lesito pi alto raggiunto dalluomo nella gara di mimesi dellarte sulla natura. Come veri e propri
miracoli di ingegneria meccanica costruiti per destare stupore e meraviglia, questi trovavano la loro destinazione pi ido-
nea nelle corti dei sovrani pi potenti del tempo. Gli automata rispondevano appieno al principio di bello e utile espresso
nellIppia maggiore. Rientrano in questo gruppo sia i congegni semoventi, che riproducono le fattezze di uomini o animali,
sia tutti quei dispositivi automatici complessi come fontane, congegni idraulici, orologi e teatri.

I. Automi
Una delle prime menzioni di automata ricorre nel libro XVIII dellIliade. Omero descrive larrivo di Teti da Vulcano, dio
del fuoco, della tecnologia, dei fabbri e dei metalli, per chiedergli di fabbricarle unarmatura destinata al figlio Achille. Come
narra il poeta (vv. 375-377), Vulcano, per svolgere il duro lavoro della forgiatura nella sua magica fucina, oltre ad avvalersi del
supporto dei Ciclopi, aveva creato automata metallici. Sfruttando leccezionale capacit del dio nella fabbricazione di congegni
automatici animati, Zeus ordin a Vulcano di creare un gigante di bronzo, chiamato Talos, destinato in dono a Europa come
guardiano per lisola di Creta.
Gli automata, intesi come congegni meccanici semovibili, erano piuttosto diffusi nel mondo ellenistico come dimostra
lampia trattatistica pervenutaci. Fu in particolare la scuola alessandrina a specializzarsi nella realizzazione di automata dalle
sembianze umane o animali capaci di muoversi sfruttando la pressione dellacqua o del vapore. Uno dei primi automata si
deve ad Archita di Taranto (IV secolo a.C.) che, come documenta Aulo Gellio nelle sue Noctes Atticae (X, 12, vv. 9-10), co-
stru una colomba in legno capace di volare grazie a un complesso meccanismo di contrappesi azionato ad aria compressa. Il
vero iniziatore della scienza della pneumatica e fondatore della fiorente scuola alessandrina fu Ctesibio (III secolo a.C.) noto
per essere stato linventore dellargano, della pompa idraulica e dellorologio ad acqua. Al suo discepolo Filone di Bisanzio
(280 a.C. - 220 a.C.) invece da riferire il Mechanik, un imponente testo dedicato ai principi pneumatici diviso in nove
libri. Principe nella costruzione di fantastici congegni e prodigiosi automata fu Erone di Alessandria (I secolo a.C. - I secolo
d.C.) i cui studi di idraulica, pneumatica e meccanica sono tramandati dai manoscritti arabi. Molte le realizzazioni riferibili
a Erone, spesso di effetto prodigioso, come gli automata dalle sembianze umane o animali, come gli uccelli meccanici che
cinguettavano. Erone fu autore di testi fondamentali: la Pneumatica, composta da due libri dedicati allo studio di congegni
azionati dalla pressione idraulica o dal vapore, e gli Automata, testo in cui descrive macchine in grado di creare effetti sce-
nici nei templi attraverso limpiego di mezzi meccanici o pneumatici. Uno dei congegni pi spettacolari doveva essere la
cosiddetta Macchina di Erone, che apriva e chiudeva le porte di un tempio in maniera automatica, destando quindi stu-
Al-Jazari, Orologio a forma di Elefante, 1315, New York, Metropolitan Museum, Al-Jazari, La nave con gli automata musici, 1315, New York, Metropolitan Museum,
pore e meraviglia. Erone fu anche linventore della dioptra, un antico strumento topografico usato per rilevare le distanze e Collection of Persian Miniatures and Other Persian Art Objects, Bequest of Cora Collection of Persian Miniatures and Other Persian Art Objects, Bequest of Cora Tim-
dellodometro impiegato per misurare la distanza terrestre grazie allutilizzo di una ruota. Inoltre perfezion i primi orologi Timken Burnett, inv. 57.51.23. ken Burnett, inv. 57.51.23.

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dellacqua applicato a un automa di sembianze femminili, gegneri, grazie allampia circolazione di copie manoscritte, fu poi pubblicato a Como nel 1521 secondo la traduzione in
munito di bacile, nel quale, premendo una leva, confluiva volgare di Cesare Cesariano, allievo di Bramante e in rapporto anche con Leonardo. Il Cesariano aveva infatti costruito e
lacqua che scorreva via in modo che lautoma potesse fun- testato un sottomarino nel fosso perimetrale del Castello di Milano, esperimento che avrebbe affascinato Leonardo tanto
zionare subito dopo. Laltro dispositivo per il lavaggio delle da impegnarlo nella progettazione di una macchina simile per navigare sottacqua. Leonardo, a sua volta, menzionato
mani era esemplificato dalla fontana del pavone: questo era dal Cesariano come suo preceptore, cio suo maestro, in un manoscritto ritrovato di recente a Madrid.
pi complesso perch gli automi che dispensavano acqua Molto probabilmente anche linteresse iniziale di Leonardo per gli automata da ricondurre alla circolazione di questi
erano affiancati da animali meccanici capaci di erogare sa- testi nelle corti umanistiche del tempo. La corte sforzesca era sicuramente un ambiente ricco di impulsi dove trovavano
pone. La creazione pi prodigiosa di Al-Jazari fu per la spazio molti artisti e dove circolavano anche manoscritti che divulgavano leccellenza tecnologica raggiunta. Tra i testi di
cosiddetta banda dei musici, un automa programmabile a pi ampia diffusione cerano anche gli studi di Giovanni Fontana (ca. 1395 - ca. 1455). Umanista a pieno titolo, figura
forma di nave sulla quale quattro musicisti suonavano una poliedrica che si era dedicata anche allingegneria meccanica e alle scienze, Fontana raccolse il suo sapere in ben quattro
sinfonia. La nave doveva intrattenere gli ospiti durante le codici, in scrittura cifrata, ora custoditi nelle biblioteche di Monaco, Parigi, Oxford e Bologna. Numerosi sono i suoi studi
feste di corte, galleggiare su un lago o uno specchio dac- di progetti militari, congegni idraulici e dispositivi ottici dalla portata innovativa e per certi versi rivoluzionaria. A questi
qua e suonare una piacevole musica di accompagnamento. si aggiungeva unincessante ricerca per lo stupore, la meraviglia, la sorpresa attraverso linvenzione di giochi labirintici,
Gli automi musici posti sulla barca due tamburini, un congegni automatizzati e burattini semovibili. In questi dispositivi erano largamente impiegati i meccanismi a scappamento
flautista e un arpista erano capaci sia di suonare sia di degli orologi che rendevano questi automi perfettamente funzionanti perch capaci di tradurre il movimento oscillatorio
Al-Jazari, Orologio astronomico detto Castello, 1315, New York, Metropolitan Mu- compiere pi di cinquanta movimenti posturali e facciali nella forza necessaria ad azionare la rotazione degli ingranaggi. Tra gli automata pi curiosi e divertenti del Fontana, la
seum, Collection of Persian Miniatures and Other Persian Art Objects, Bequest of
Cora Timken Burnett, inv. 57.51.23. durante ogni selezione musicale. cosiddetta Strega infuocata (Munich, Bayerische Staatsbibliothek, Giovanni Fontana, Bellicorum Istrumentorum Libri,
In Europa, le conoscenze meccaniche acquisite dallanti- cod. icon. 242, ff. 63 v - 64 r) era considerata un prodigio della tecnica. Il meccanismo prevedeva che lautoma della strega
chit non andarono del tutto perdute. Nei cosiddetti secoli uscisse fuori allimprovviso muovendosi su rotaie inclinate e destasse sorpresa tra gli astanti e forse anche paura, poich
bui, si segnalano progressi soprattutto nei meccanismi a orologeria, le cui nozioni passarono al perfezionamento dei conge- era composta da molti pezzi in grado di permetterle loscillazione. Per di pi possedeva un aspetto ripugnante e ibrido
gni meccanici automatici che funzionavano con camme, corde e ruote attraverso la cui sinergia era possibile programmare per le corna, le ali uncinate da pipistrello, la coda di rettile e le zampe artigliate da aquila. Inoltre la strega poteva ruotare
il movimento. Su questi principi meccanici si basavano gli automi semoventi e parlanti che, secondo la tradizione, furono la testa, dondolare le ali uncinate collocate allaltezza delle spalle e muovere la lunga coda. Il corpo della strega aveva una
creati da papa Silvestro II (Aurillac, ca. 950 - Roma, 1003). Una testimonianza grafica da rintracciare nel taccuino di Vil- struttura cava illuminata da una candela accesa e, come se fosse un gioco pirotecnico, era munita di artifici esplosivi i
lard de Honnecourt che, attorno al 1230, disegna alcuni progetti per automi zoomorfi e per un angelo capace di rivolgere cui razzi infuocati fuoriuscivano dalla bocca e dalle orecchie. Un altro automa sorprendente era il Diavolo meccanico,
il volto al sole. Su congegni simili dovevano basarsi anche le aquile lignee costruite dal matematico e astronomo Johannes (Munich, Bayerische Staatsbibliothek, Giovanni Fontana, Bellicorum Istrumentorum Libri, cod. icon. 242, ff. 59 v, 60 r e
Mller da Knigsberg, conosciuto con il nome di Regiomontanus (1436-1476). Secondo la tradizione, due furono i pro- 60 v). Denominato Fabbricazione ingegnosa di un diavolo meccanico che fu tempo fa costruito per suscitare terrore in chi lo
totipi di rapaci meccanici ideati da Regiomontano: il primo fu quello di unaquila che vol dalla citt di Knigsberg fino guardava, questo era una maschera, o meglio, un burattino semovibile capace di muovere tutti i vari segmenti del corpo
a Norimberga per salutare lingresso trionfale dellimperatore Massimiliano, mentre il secondo prototipo vol in cerchio grazie a un complesso congegno di meccanismi costituito da corde, cilindri, leve e ruote. Le annotazioni che accompagna-
sopra il luogo dove era officiato il rito di incoronazione per poi ritornare nelle mani del suo costruttore. no le illustrazioni mostrano con precisione la mobilit di uno dei pi complessi congegni meccanici mai realizzati fino a
Nel corso del Quattrocento si nota un ritorno dinteresse per gli automata e limpiego di congegni a orologeria nei mecca-
nismi automatici, questi ultimi impiegati in vari campi, come ad esempio le scenografie teatrali. Le competenze ingegneri-
stiche pi allavanguardia del tempo si concentravano proprio a Firenze grazie anche alla grande conoscenza dellorologeria
che l si coltivava. Principe nella costruzione degli orologi meccanici fu Filippo Brunelleschi. Egli si dedic allorologeria
nel periodo pi fertile della sua attivit, dimostrando come le doti di ingegnere fossero indispensabili nella creazione dei
perfetti ruotismi degli orologi meccanici. Anche Vasari celebrava lingegnosit dellarchitetto nel campo dellorologeria,
dalla quale seppe trarre i segreti delle sue straordinarie macchine da costruzione: Essendosi dilettato pel passato e fatto
alcun oriolo e destatoio scrive il biografo dove sono varie e diverse generazioni di molle e da varie moltitudini dingegni
moltiplicate [] gli dettero grandissimo aiuto al potere immaginare diverse macchine da portare e da levare e da tirare. Le
uniche notizie pervenuteci riguardano il pagamento per lorologio meccanico della torre del Palazzo del Vicariato a Scar-
peria registrato nel 1442. Brunelleschi fu anche inventore di allestimenti spettacolari che utilizzavano sia scenografie fisse
sia apparati semoventi, da impiegare in occasione di rievocazioni sacre in grado persino di creare lillusione del volo degli
angeli. ancora il Vasari a dimostrarci come le doti di orologiaio andassero di pari passo allinventiva nella realizzazione
di allestimenti scenici e teatrali: Vedere muovere un cielo pieno di figure vive, e i contrappesi di ferri girare e muovere e
con lumi coperti e da scoprirsi saccendono: cose che diedero a Filippo grandissima lode. Brunelleschi invent, infatti, i
macchinari scenici da utilizzare per le feste annuali dellAnnunciazione, rievocata in San Felice in Piazza, e dellAscensione
in Santa Maria del Carmine. Egli invent anche prodigiosi dispositivi meccanici per porre in scena lAnnunciazione allestita
in occasione del Concilio di Firenze nel 1439, la cui spettacolarit documentata dal prelato ortodosso Abramo di Souzdal
giunto in citt al seguito del metropolita Isidoro di Kiev. Un altro impulso al crescente interesse verso gli automata fu dato
dalla scoperta, nel 1480, della Domus Aurea di Nerone. Ledificio non solo colp limmaginario dei pittori per il suo ricco
apparato decorativo a grottesca, ma seppe richiamare lattenzione degli ingegneri del tempo per lo stupefacente soffitto
ruotante che rappresentava il movimento delle sfere celesti.
Linteresse per gli automatismi fu favorito dalleccellenza tecnologica e dalle straordinarie conoscenze meccaniche veicola-
te dai trattati dellantichit che, tradotti, si assicurarono unampia diffusione. Tra questi, possiamo elencare gli Automata
e i Pneumatica di Erone di Alessandria, ma anche il De Architectura di Vitruvio, testo nel quale descritta la Torre dei
Venti o horologion, un edificio a pianta ottagonale situato nellagor romana di Atene e definito come un prodigio della
tecnica del tempo. Al suo interno si trovava una clessidra ad acqua per segnare il passaggio del tempo, mentre allesterno
la torre aveva un fregio con le divinit dei venti sotto i quali erano poste delle meridiane, come documenta unincisione. Giovanni Fontana, Diavolo meccanico, 1420-1449, Monaco di Baviera, Giovanni Fontana, Strega infuocata, 1420-1449, Monaco di Baviera, Bayer-
Il De Architectura di Vitruvio, testo di fondamentale importanza gi conosciuto in modo approfondito da umanisti e in- Bayerische Staatsbibliothek, cod. icon. 242, f. 59 v. ische Staatsbibliothek, cod. icon. 242, f. 63 v.

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questo momento: le corna del diavolo (simili a quelle di un cervo) si muoveva- Se costituisse il motore per un automa potrebbe dunque essere connesso al leone meccanico, allegoria politica fatta sfilare
no avanti e indietro per mezzo di un rullo, la testa trifronte era animata dalla a Lione nel 1515 che rimandava allalleanza tra la Firenze medicea e Francesco I re di Francia. Lipotesi sembra trovare
lingua e dagli occhi, il collo girava su se stesso, le braccia avevano ben ventotto conferma anche nella testimonianza di Lomazzo che nel 1584 ricorda come lartista era solito dilettarsi nella costruzione
punti di articolazione, il ventre, mostruosamente composto da teste grottesche, di automata occupandosi del modo di far volare gli uccelli costruendo di certa materia uccelli che per laria volano e
si alzava e si abbassava, mentre le gambe erano costituite da due articolazioni dellandar i leoni per forza di ruote poich una volta dinanzi a Francesco primo Re di Francia fece camminare da sua
ciascuna. Non si conosce la destinazione della maschera e neppure se questa posta in una sala, un Leone, fatto con mirabile artificio, e poi fermato aprendosi il petto, tutto ripieno di gigli e diversi
potesse avere una valenza religiosa o profana, ma sicuramente dovette suscitare fiori. A eccezione del foglio giovanile che prova come il congegno potesse essere rimpiegato a molti anni di distanza
un largo interesse poich unopera simile sussiste ancora oggi nella Collezione proprio per la sua efficacia, nessuna testimonianza grafica sembra legata a uno studio di Leonardo per il leone meccanico.
Settala al Museo del Castello Sforzesco. Poche sono le informazioni su questa Come per primo ha notato Carlo Pedretti nel suo Leonardo architetto, lunica testimonianza diretta sul leone meccanico
opera: si sa che faceva parte della collezione iniziata nel Seicento da Ludovico fornita dalla Descrizione delle felicissime nozze della Christianissima Maest di Madama Maria Medici Regina di Francia e
Settala (1552-1633), uomo con uno spiccato interesse verso le scienze speri- di Navarra di Michelangelo Buonarroti il Giovane, manoscritto conservato alla Biblioteca Riccardiana di Firenze. Il testo
mentali. La sua collezione e la grande biblioteca passarono in eredit al figlio contiene la descrizione dei festeggiamenti organizzati il 5 ottobre 1600 per celebrare le nozze di Maria de Medici ed Enrico
Manfredo (1600-1680). Questi aveva gusti diversi: se il padre amava gli studi IV. Il Buonarroti testimonia che, durante il sontuoso banchetto nuziale, lautoma cammin sul tavolo. Il leone meccanico
matematici e si dilettava nel costruire strumenti scientifici di precisione come era nella testa della tavola di mezzo di quelle gentil donne, per colmare la meraviglia, in aspetto fiero un Leone ebbe,
telescopi e microscopi, il figlio mostrava una predilezione per le rarit da wun- che posando su quattro piedi, allora che a tavola elle si misero, prendendo moto, e sollevandoci in due, aprirsi il seno si
derkammer, unite a eccezionali doti per il disegno, per il lavoro al tornio e per vide, e pieno di gigli mostrarlo: concetto simile a quello, il quale Lionardo da Vinci nella citt di Lione nella venuta del Re
lingegneria meccanica. Francesco I, mise in opera per la nazion fiorentina.
Il diavolo meccanico milanese, in legno e attribuito a un artista lombardo, Secondo questa fonte, infatti, Leonardo avrebbe realizzato un automa programmabile per i festeggiamenti organizzati
montato su un torso virile (Milano, Castello Sforzesco, inv. Sculture lignee, in onore di Francesco I, figlio di Carlo di Valois e di Luisa di Savoia, in occasione della sua entrata ufficiale a Lione
172, XVI-XVII secolo), che ricorda un Ecce homo. Il contrasto tra il corpo il 12 luglio 1515 con il titolo di nuovo re di Francia. La commissione fu ordinata da Lorenzo di Piero de Medici, al
divino e aureo, dalla modellazione plastica possente e anatomicamente ben tempo governatore di Firenze, nipote di papa Leone X e finanziatore della comunit fiorentina composta da mercanti
studiata probabilmente di riuso, e la faccia diabolica, dalle fattezze ibride e dal e banchieri presenti nella citt francese. Lautoma doveva essere un omaggio al monarca, denso di allegorie politiche,
sogghigno ferino, reso ancora pi terribile grazie al suo meccanismo che, una con il quale i Medici e lo stesso papa Leone X intendevano stringere una salda alleanza. Esso costituiva, al tempo stes-
volta azionato, fa roteare il volto a destra e a sinistra, fuoriuscire la lingua ed so, un doppio riferimento incrociato sia a Firenze, sia alla Francia. La scelta del leone richiamava il Marzocco, simbolo
emettere un rumore bestiale. Il Museo o Galeria di Pietro Francesco Scarabelli, del potere popolare che campeggiava al tempo, grazie alla scultura di Donatello (Firenze, Museo del Bargello) davanti
edito nel 1666, riporta una dettagliata descrizione della collezione Settala. Il a Palazzo Vecchio. Al tempo stesso, il felino era un omaggio alla stessa citt di Lione che oltre allassonanza onoma-
libro contiene unacquaforte di Cesare Fiori con una panoramica dellimpo- topeica, non a caso, ha un leone rampante su campo rosso sul proprio stemma. Tale linea politica sembra acquistare
nente collezione: il diavolo meccanico raffigurato in basso a destra, mentre ancora pi valore se si pensa che Giuliano, fratello del papa e protettore di Leonardo, il 9 gennaio 1515, giorno della
emerge da un armadio a parete, riconfermando la sua funzione di automa per morte di Luigi XII, part da Roma, dove si trovava con il maestro vinciano, per andare a sposare Filiberta di Savoia, zia
Artista lombardo, Diavolo meccanico, provocare spavento e per meravigliare i visitatori della galleria. Il dispositivo del futuro re Francesco I, evento ricordato proprio da Leonardo stesso. Le nozze tra Giuliano, che in seguito ricevette
XVI-XVII secolo, Milano, Castello Sforzesco.
usato per il congegno del diavolo meccanico molto simile a quello impiegato il titolo di duca di Nemours, e Filiberta di Savoia, furono organizzate in due momenti: il 25 gennaio a Parigi alla corte
da Fontana: costituito da un congegno per orologi a peso che permetteva i del re di Francia e il 22 febbraio a Firenze. Questa politica matrimoniale garantiva un avvicinamento tra i Medici e
movimenti della testa, della lingua e degli occhi. Questo porterebbe a pensare che gli automi meccanici ricaricabili e muniti la Francia, poich lunione di alto lignaggio assicurava la proiezione della casata fiorentina sullo scacchiere europeo,
di un dispositivo a orologeria fossero ampliamente diffusi e conosciuti in ambiente milanese. Gli stessi meccanismi a scap- essendo la prima delle parentele con i sovrani francesi. Cos come per il simbolismo associato al leone, anche i gigli,
pamento impiegati da Fontana erano gi conosciuti e utilizzati da Leonardo in alcuni progetti, non sempre strettamente che lautoma faceva ricadere dal petto, avevano un duplice significato: alludevano sia al fleurs-de-lys di Francia, sia al
connessi alla misurazione del tempo. La conoscenza approfondita dei meccanismi dellorologeria fu trasmessa al maestro giglio di Firenze, unica figura araldica dello stemma della citt gi ai tempi del Medioevo e della Repubblica Fiorentina,
vinciano grazie alla profonda amicizia che lo leg a Lorenzo della Volpaia (1446-1512), architetto, orafo, matematico, ma apertamente esibito anche sullo scudo sorretto dal Marzocco. poi da sottolineare che la fusione tra i due gigli araldici
soprattutto orologiaio e costruttore di strumenti scientifici. Non a caso, durante il primo periodo fiorentino, Leonardo nella seconda met del Quattrocento divenne ancora pi diretta. Il fleurs-de-lys di Francia entra nello stemma di casa
prest particolare attenzione al tema degli orioli probabilmente stimolato proprio dalla frequentazione intellettuale con Medici grazie al cosiddetto capo araldico di concessione. Infatti, il capo dazzurro a tre gigli doro di Francia, secondo un
lo stesso Lorenzo. Un possibile riferimento utile per comprendere le relazioni intercorse tra Leonardo e i componenti privilegio ricevuto in cambio di servigi diplomatici, fu concesso nel 1465 dal re di Francia Luigi XI a Piero de Medici,
della bottega di Lorenzo dato da una nota che ricorre nel foglio 216 v-b [579 r] del Codice Atlantico, databile intorno col diritto di trasmetterlo ai propri discendenti e di esibirlo nello stemma mediceo. Il leone ideato da Leonardo aveva
al 1495, dove annotata in maniera frettolosa la frase, peraltro incompleta, dimmi se mai, dimmi se mai fu edificato a dunque unimportanza capitale. Il dono era il primo atto della politica di avvicinamento tra il papato e la Francia, che
Roma alcuna cosa. Questa frase potrebbe collegarsi a quella che Benvenuto della Volpaia (1486-1532), figlio del celebre avrebbe portato allincontro fra il papa Medici e Francesco I a Bologna nel dicembre 1515. Allambasceria parteciparono
Lorenzo, scrive nel taccuino di famiglia conservato nella Biblioteca Marciana di Venezia come un appunto veloce: Per anche Giuliano de Medici, gi investito del titolo di duca di Nemours, e Leonardo, che ricevette da Francesco I linvito
ricordarmi quando io vengo a stare a Roma di fare uno uomo di legnio che stia drento a una porta, e quando uno apre la ufficiale a trasferirsi in Francia.
porta quelluomo di legnio se gli faccia in contro cor uno bastone per dargli in su la testa, ovvero cor una fune per pigliarlo Il leone meccanico doveva dunque muoversi su ruote, probabilmente ben nascoste allinterno delle zampe, in modo da
e legarlo. Carlo Pedretti ha suggerito che la frase sibillina di Leonardo sia da mettere in rapporto allinvito a informarsi poter dare leffettiva impressione che lautoma avanzasse simulando una camminata. Lausilio delle ruote aumentava la
se a Roma fosse stato costruito qualcosa di simile, magari proprio in riferimento alla stessa opera di cui parla Benvenuto. superficie dappoggio e migliorava anche la stabilit dellautoma nel momento della sua elevazione. Le ruote posteriori e
Non dato di sapere se Benvenuto costru mai lautoma che doveva uscire allimprovviso dal suo nascondiglio e destare le zampe anteriori dovevano essere collegate attraverso un asse di trasmissione che consentiva il movimento attraverso
spavento brandendo il bastone e la corda. Probabilmente si trattava di un automa molto simile al Diavolo Meccanico un sistema di carrucole. Un dispositivo simile, dotato di perno, presente nel foglio 90 v del Codice di Madrid I: grazie a
del Castello Sforzesco di Milano e anche alle creazioni di Fontana. dunque ipotizzabile uno scambio di nozioni tra questo congegno era possibile far muovere il leone meccanico simulando la reale deambulazione dei quadrupedi. Il mecca-
Leonardo e Benvenuto proprio in riferimento alle loro conoscenze nella realizzazione di automi meccanici semovibili. nismo inizia la sua fase propulsiva grazie alla carica impressa da molle a spirale che, attivando gli ingranaggi, permettono
Verosimilmente fu Lorenzo Della Volpaia a insegnare un uso pi ampio dei meccanismi a scappamento a Leonardo che il movimento, lelevazione e lapertura meccanica del petto del leone per la fuoriuscita dei gigli.
gi li utilizza anche nel disegno giovanile per il carro semovente, studiato al foglio 296 v-a [812 r] del Codice Atlantico Come sottolineato da Mark Rosheim, che, su suggerimento di Carlo Pedretti, si occupato in maniera approfondita degli
(tav. 5). Essendo un foglio databile intorno al 1478, questo considerato a buon diritto uno dei primi studi di automata automata di Leonardo, possibile avere unidea del congegno del leone meccanico proprio grazie al foglio 296 v-a [812
di Leonardo che ci sono giunti. Il carro era azionato da molle capaci di produrre una forza motrice tale da permettere un r] del Codice Atlantico (tav. 5). Il suo accurato studio ha escluso che le molle a balestra delineate nella veduta dallalto del
movimento relativamente breve. dunque ipotizzabile che dovesse costituire il motore per un automa e essere utilizzato carro semovente abbiano funzione motrice ma, sviluppando il suggerimento di Pedretti, lo studioso convinto che la forza
durante le feste di corte o spettacoli teatrali. motrice doveva essere fornita da due grandi molle a spirale, debolmente delineate nel disegno e disposte in tamburi al di

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sotto delle due grandi ruote dentate superficiali. Grazie al suo contributo adesso possibile leggere con esattezza il disegno. Leonardo, Meccanismo dorologio e numerosi
congegni, busto di guerriero con armatura e elmo,
Limpaginazione del foglio vede due studi che mostrano la macchina in posizione laterale e, pi al centro, in una visione cen- ca. 1495, Milano, Biblioteca Ambrosiana,
trale che permette di studiarne il meccanismo. Nel margine inferiore sono invece raffigurati due particolari come se Leonardo Codice Atlantico, f. 388 v-a [1077 r].
fosse interessato a mostrare come funzionasse il movimento. Il carro munito di ruote collegate a un sistema di ingranaggi
a lanterna e a due tamburi contenenti due molle a spirale per impartire la forza propulsiva necessaria al movimento. Al di
sopra di questi tamburi, vi sono due ingranaggi collegati tra loro e lateralmente si trovano due meccanismi pi piccoli con la
funzione di scappamenti. Sopra questi, sono disposte due camme che attivano una leva che doveva servire a sganciare le bale-
stre, mentre sono le due molle, del tipo di quelle raffigurate con estrema precisione nel Codice di Madrid I, che, a loro volta,
trasmettono la forza propulsiva per lo spostamento. Le balestre e i regolatori di tensione, detti scappamenti, di cui il carro
semovibile munito, potrebbero costituire i meccanismi di sganciamento tramite lutilizzo delle camme presenti sulle ruote
degli ingranaggi, il cui congegno di ricarica raffigurato nel foglio in basso a sinistra. Un dispositivo simile si trova anche al
foglio 359r-c [998r] del Codice Atlantico, nel quale Leonardo studia un meccanismo a cremagliera (una sorta di cric per
usare unespressione pi attuale), impiegato sia per il sollevamento di pesi notevoli sia nei sistemi di ricarica delle balestre, in
particolar modo se queste avessero dovuto sostenere un carico di tensione molto elevato. Il congegno avrebbe potuto caricare
le balestre in modo da ottenere una forza propulsiva di scatto molto forte, simile a quella sfruttata per le catapulte. Inoltre,
lausilio delle balestre era indispensabile per imprimere tensioni cos forti che le sole molle a spirale non sarebbero state in
grado di impartire.
Il carro potrebbe dunque rappresentare il primo tentativo di Leonardo di costruire un automa. Lo stile e il carattere del
disegno suggeriscono una collocazione nel primo periodo dei disegni tecnologici di Leonardo, attorno al 1478, contem-
poranea quindi agli studi per lAdorazione dei pastori, cos come sembrerebbero dimostrare le affinit con i fogli 320 r-a
[878 r] e 320 v-a [878 v]. A conferma di tale datazione, osserviamo che alcuni parti meccaniche del carro sono riprodotte
e studiate anche nel disegno 446 E r, conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi a Firenze, dove Leonardo anno-
tava di aver iniziato nel dicembre 1478 le 2 Vergini Marie relative alla coeva Adorazione dei Magi. Tale disegno mostra lapice della tecnologia vinciana in materia di automata. A differenza degli altri robot che si muovevano sfruttando una
limpiego del sistema meccanico a scappamento, proprio degli orologi, applicazione capace di tradurre il moto oscillatorio singola fase meccanica, il leone era lunico automa dotato di un movimento a programma automatico interno, avviato
del pendolo in forza propulsiva necessaria ad attivare la rotazione degli ingranaggi in un dispositivo semovibile. Si riferisce tramite ingranaggi che svolgevano azioni diverse tra loro in successive fasi temporali. Se la forza propulsiva per avviare
al carro semovente anche il disegno conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv, 4085 A r (fig. a p. 21), che i congegni meccanici era assicurata dalla presenza di molle e balestre (per il loro sganciamento), era particolarmente
mostra limpiego del sistema meccanico dello scappamentoi. Il carro doveva costituire probabilmente una macchina sce- innovativo limpiego di un sistema a scappamento preso a prestito, ancora una volta, dallorologeria e, in particolare,
nica da utilizzare durante le rappresentazioni teatrali oppure poter funzionare come motore per far muovere un automa dallorologio a pendolo.
coprendo per una distanza relativamente breve come ipotizzato per il leone meccanico. Il meccanismo doveva essere collocato nella parte posteriore dellautoma per facilitare il bilanciamento dei pesi, permet-
Molti studiosi hanno tentato di ricostruire un modello per il leone meccanico. A causa della mancanza di una documen- tendone lelevazione su due zampe. La coda era dotata di doppia funzione: serviva da fermo per evitare il ribaltamento
tazione che possa far luce sulle reali intenzioni di Leonardo, sono state avanzate alcune ipotesi. Mario Taddei ha proposto e attivava il sistema di sganciamento che permetteva di mettere in moto le balestre occorrenti per la fuoriuscita dei gigli
la ricostruzione di un leone di grandi dimensioni il cui congegno base costituito dalla molla raffigurata al foglio 90 v del dal petto. Proprio limportanza delle balestre ci permette di avanzare anche una nuova proposta: ipotizziamo che il leone
Codice di Madrid I. Secondo lo studioso, questa attiva i meccanismi interni collegandoli alla ruota principale, che, appog- meccanico avesse una lunghezza compresa tra 170 e 200 centimetri mentre il gruppo motore doveva essere lungo circa 50
giando a terra, mette in movimento il leone. A loro volta, si dipartono dalla ruota due paia di corde che, trasmettendo il centimetri, come provano osservazioni pratiche, meccaniche e tecniche. Una prima osservazione pratica che lautoma
movimento alle zampe posteriori e anteriori, dovevano dare lidea della deambulazione. Luca Garai propone un prototipo doveva necessariamente rispettare le reali dimensioni del felino, anche se non avrebbe dovuto essere troppo grande perch
alternativo ispirandosi ai meccanismi di antichi automi francesi che avrebbero potuto registrare il ricordo della tecnologia nellimpennata, per consentirgli di mostrare il petto con i gigli, non doveva superare laltezza del re. Laltra osservazione
vinciana. Basandosi in particolare sul cavallo meccanico presentato da Maillard allAcadmie nel 1733, lo studioso propo- di tipo strettamente meccanico: le due molle a spirale sarebbero state pi che sufficienti a permettere limpennata di un
ne che il leone potesse avere un complesso meccanismo a carica interno, posto nel torace, che permetteva di far muovere leone di dimensioni pi contenute, ma le robuste balestre permettevano una spinta molto pi potente che gli consententiva
le zampe. A differenza del leone di Taddei che non si alzava sulle gambe, quello di Garai avrebbe articolato le tre fasi di sollevarsi fino allaltezza del re ma senza superarla.
meccaniche come descritto da Buonarroti il Giovane. Mark Rosheim osserva, invece, che il robot difficilmente avrebbe Il movimento poteva dunque dividersi in cinque fasi distinte: una prima fase di attivazione del movimento delle ruote e
potuto camminare muovendo in maniera simultanea gli arti anteriori e quelli posteriori, perch questa soluzione sarebbe degli arti, larresto del movimento e lazionamento delle balestre, il sollevamento delle zampe anteriori grazie al sistema
risultata troppo complessa per le conoscenze tecniche dellepoca. Lo studioso americano sottolinea in modo convincente dei contrappesi, lattivazione del congegno di sganciamento del sistema delle balestre nascoste nella parte posteriore del
e dettagliato che, alla base del leone meccanico, doveva esserci la struttura del carro semovente. Questo avrebbe pertanto leone e, infine, lapertura del petto con la fuoriuscita dei gigli.
confermato lidea di Lomazzo, per cui gli automi leonardeschi si muovevano grazie a ruote, e permesso lesecuzione delle La sfida pi grande per Leonardo doveva essere quella di creare un automa umanoide. Carlo Pedretti ha ipotizzato che
tre fasi meccaniche descritte. Queste le premesse per far luce sulla proposta alternativa da me formulata e sulla ricostru- alcuni particolari dei numerosi disegni autografi dellartista potessero rappresentare studi di meccanismi per la costruzione
zione del leone meccanico. di un automa meccanico, o meglio, di un robot in armatura capace di alzare e abbassare le mani, e muovere la testa gra-
La nuova proposta, pur riconoscendo la validit di ogni contributo precedente, vorrebbe proporre un diverso modello, zie a un sistema di carrucole e ingranaggi. Leonardo studi il meccanismo del cavaliere robot in almeno quattro fogli del
pi semplice e funzionale, visto che un congegno troppo complicato avrebbe aumentato le probabilit di un blocco Codice Atlantico databili tra il 1495 e il 1497. Nel foglio 388 v-a [1077 r] sono rappresentati alcuni meccanismi composti
meccanico e avrebbe reso il modello soggetto a problemi di tipo statico e tecnico. Cos come proposto da Rosheim, il da ingranaggi meccanici a cremagliera, mentre nel foglio 216 v-b [579 r] il complesso sistema di carrucole per animare il
gruppo motore del leone meccanico era costituito dal carro semovente. Il leone meccanico, dunque, doveva muoversi robot. Lautoma di Leonardo era il frutto delle ricerche compiute dallartista in campo anatomico e cinetico, studi in parte
su ruote, probabilmente ben nascoste allinterno delle zampe, in modo da poter dare leffettiva impressione che lauto- perduti e in parte registrati nel Codice Huygens ora alla Morgan Library di New York. Leonardo dunque traccia lidea di
ma avanzasse simulando una camminata. Lausilio delle ruote aumentava la superficie dappoggio e migliorava anche la una sorta di robotica intesa come anathomia artificialis: dopo aver studiato il corpo umano arriva quindi alla creazione di
stabilit dellautoma nel momento della sua elevazione. Le ruote posteriori e le zampe anteriori dovevano essere colle- una meravigliosa macchina umanizzata. Lartista-artefice non poteva ricevere una consacrazione pi alta.
gate mediante un asse di trasmissione che consentiva il movimento attraverso un sistema di carrucole. Da un punto di stato proposto di datare i fogli connessi con lautoma in un arco temporale che potrebbe situarsi tra il 1494 e il 1498, pe-
vista meccanico, il dispositivo semovente costituiva un unicum poich, dal racconto che si ricava del testo seicentesco, riodo denso di avvenimenti politici che segnarono il destino degli Sforza: tra il 1493 e il 1494 fu celebrato il matrimonio di
doveva essere munito di un particolare meccanismo programmabile a tempo per compiere un movimento articolato Bianca Maria Sforza, nipote di Ludovico il Moro, con limperatore Massimiliano I dAsburgo, mentre la morte improvvisa
in fasi distinte: camminare verso il re, arrestarsi al suo cospetto, sollevarsi sulle zampe posteriori e mostrare il petto da a Pavia nel 1494 del giovane duca Galeazzo Maria Sforza riconosceva e assicurava il trono a Ludovico che, lanno stesso,
cui ricadevano fiori di giglio in successione. Proprio lo svolgimento automatico in fasi progressive doveva costituire stringeva alleanza con Massimiliano e il re di Francia Carlo VIII. Molte sono le domande ancora possibili sul funziona-

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mento e sulla possibile destinazione dellautoma-cavaliere. Mark Rosheim, seguendo Carlo Pedretti, sottolinea il rapporto ritorno, dallalto verso basso, per mezzo di un
tra lautoma e gli ambienti pubblici da adibire a feste, giochi, tornei, parate. I due studiosi hanno suggerito di individuare, ingranaggio a farfalla a moto alternato che,
come possibile collocazione di tali eventi il Castello Sforzesco, in particolare il cortile e la Sala delle Asse, che ben si pre- pertanto, costituiva il cuore del meccanismo.
stava alla rappresentazione di spettacoli di corte grazie alla sua coreografica decorazione pittorica, intreccio e finzione di Nella parte superiore del foglio 216 v-b [579
una natura naturans di grotta o di pergola allaperto. r], Leonardo schizza un tamburo (tav. 67).
Ancor meno evidente la serie di movimenti che Leonardo voleva far compiere al suo automa. A complicare la situazione Trattandosi di un disegno databile attorno
va detto che non sussiste un progetto che mostri lintera struttura del robot leonardesco, anche se il disegno principale, in al 1494, quindi riferibile allinterno di un fe-
cui Leonardo studia la complessa articolazione meccanica che doveva muovere lautoma, da riconoscere nel foglio 216 condo periodo decennale sia per lo sviluppo
v-b [579 r] del Codice Atlantico (tav. 67). Il foglio raffigura studi di sistemi di carrucole per la costruzione di un automa, della musica strumentale sia per linteresse di
con dettagli di unarmatura e un congegno per trasformare il moto circolare in moto alternato, ampiamente utilizzato Leonardo nella costruzione di tamburi, da
nellorologeria. chiedersi se vi fosse un rapporto tra il tambu-
Sono stati effettuati vari studi e proposte diverse ipotesi circa il funzionamento del robot di Leonardo: un primo tenta- ro e lautoma cavaliere e, soprattutto, se questo
tivo di ricostruzione stato effettuato nel 1996 da Rosheim. Lo studioso afferma che lautoma leonardesco era capace potesse rappresentare un tamburino. Sono da
di effettuare diversi movimenti analoghi a quelli umani, come alzarsi in piedi, agitare le braccia, muovere la testa e la considerare alcune cose strettamente tecniche:
mascella in modo anatomicamente corretto, ed emettere suoni dalla bocca grazie a un sofisticato meccanismo che sfrut- il movimento ritmico dei polsi dellautoma ri-
tava percussioni collocato allaltezza del petto. Nel 2007 si misur con largomento Mario Taddei, che port avanti uno chiama il movimento del rullante che i tam-
studio rigoroso. Colleg tra loro i fogli 216 v-b [579 r], 388 v-a [1077 r], 366 r-a [1021 r] e 366 v-a [1021 v], rintracciando burini, molto ricercati a corte, suonavano per
ogni singolo pezzo che doveva comporre lautoma per un totale di centosettantaquattro elementi. Dopo aver studiato annunciare unentrata o per scandire alcuni
tali elementi attraverso le possibili combinazioni, Taddei concluse che lautoma doveva essere un soldato meccanico Leonardo, Studi di teste e congegni meccanici, ca. 1480, Firenze, Gabinetto Disegni cortei e tornei.
munito di alabarda e capace di muovere in modo alternato le braccia allaltezza del petto grazie allarticolazione del e Stampe degli Uffizi, inv. 446 E r. quindi evidente che, essendo gli arti pie-
gomito. Lo studioso ipotizzava che lautoma potesse essere posto a guarnigione delle mura o di una roccaforte in modo gati allaltezza dei gomiti e considerando gli
da dar limpressione al nemico che lavamposto non fosse sguarnito. importante rilevare che possibile formulare attriti che si vengono a creare allaltezza delle
soltanto ipotesi circa il reale assemblaggio e funzionamento dellautoma a causa della mancanza di un progetto princi- spalle e dei gomiti dellautoma, era previsto il
pale dominante e per limpossibilit di accertare se fosse stato mai realizzato, mancando una documentazione storica a solo movimento del polso e non del braccio
riguardo. Il foglio 216 v-b [579 r] del Codice Atlantico deve considerarsi il punto di partenza per il ragionamento. Le- n dellavambraccio come ipotizzato in pre-
onardo realizza immagini studiate attraverso schizzi veloci, proposti in soluzioni diverse, mai definitive. In questo caso cedenza. A ben vedere si tratta dello stesso
specifico, potrebbe trattarsi di un cosiddetto foglio da lavoro, sul quale Leonardo schizz velocemente alcune delle movimento compiuto da un tamburino per
parti dellautoma. Tra queste possibili soluzioni, soltanto alcune, ritenute ottimali, avrebbero potuto essere realizzate accompagnare ritmicamente eventi eccezio-
dagli artigiani. Questo potrebbe spiegare il motivo dellorganizzazione del foglio e lassenza di un progetto omogeneo nali, come feste e parate. Sempre nel foglio
in cui fossero illustrati tutti i meccanismi che regolano il funzionamento dellautoma. Una simile organizzazione pratica 216 v-b [579 r], schizzato un altro mecca-
e mentale presente anche in altri progetti che si ritrovano del Codice Atlantico e che potrebbero essere considerati nismo, quello della lanterna a moto alterno.
fogli da lavoro, a causa del loro carattere stenografico. Si veda, ad esempio, il foglio 1 r-c [2 r] dove Leonardo disegna Questo ingranaggio poteva essere impiegato
una macchina per segare pietre, il 4 r-a [17 r] dove sono illustrate molle e viti retrose o doppie, oppure il 5 v-b [22 r] per intervallare una serie di battute, come
con la macchina da battiloro accompagnata da improvvisi impulsi di riflessioni grafiche, e, infine, il 10 v-b [38 r] con confermato dalla ricostruzione. Attraverso
lo studio di macchine e congegni per sollevare e spostare grosse pietre. Secondo un minuzioso esame del foglio 216 unanalisi approfondita dei fogli in cui Leo-
v-b [579 r], dallalto in basso sono presenti una serie di carrucole con corde, placche metalliche collegate da bottoni e nardo studi i complessi congegni del robot,
asole per il montaggio della spalla dellarmatura, un tamburo autoregolante tramite una manovella che permette, grazie Pedretti avanz lipotesi che gli studi del Co-
alle corde laterali, di mettere in trazione la pelle sul piatto, cos da accordare la tonalit dello strumento. Spiccano poi dice Atlantico potessero essere connessi con i
anche un meccanismo a orologeria a movimento alternato, unarmatura per la quale si fa specifico riferimento alla con- Leonardo, Profilo schematico di automa con corde che potrebbe esemplificare fogli di un taccuino tascabile, il Manoscritto
formazione dellarticolazione del capospalla, un ingranaggio a lanterna a moto alternato, una serie di pulegge con pesi, la posizione delle braccia dellautoma, ca. 1495-1497, Milano Biblioteca Ambrosiana, H dellInstitut de France di Parigi: questo ha
Codice Atlantico, f. 366 r-a-b [1021 r].
alcuni ingranaggi elicoidali, un elmo tipo barbuta, con la tipica apertura facciale a forma di T, un sistema di carrucole permesso di avanzare la datazione al 1494. Ri-
idealmente poste a sostituire le articolazioni degli arti superiori azionate tramite corde che trasmettono il movimento. sale allo stesso anno, linteresse dimostrato da
Infine, posta in posizione centrale del disegno, spicca una puleggia o meglio un rocchetto al quale sono fissate le corde Leonardo per alcuni strumenti musicali, in particolare per il tamburo meccanico la cui funzione era di scandire la marcia
per trasmettere il movimento alternato agli arti superiori. Osservando i vari meccanismi e gli ingranaggi che Leonar- delle truppe o le entrate trionfali. Va inoltre ricordato che sempre nel 1494 lesercito francese entr in Lombardia, fatto
do sperimenta nel foglio, risulta che il tamburo melodico posto in alto di difficile associazione con il contesto in cui che, secondo Pedretti, attir lattenzione del maestro vinciano a cui sono riferiti alcuni studi coevi di armi e di artiglierie,
si inserisce. Anche per questo, negli studi precedenti non era stato preso in considerazione (Taddei) oppure era stato come dimostrano alcuni schizzi nello stesso Manoscritto H. Potrebbe connettersi al robot anche il foglio 142 r del Codi-
associato a un meccanismo fonico per riprodurre suoni gutturali (Rosheim). evidente che queste prime ricostruzioni ce di Madrid I, pagina in cui Leonardo disegna una ruota idraulica, tipo di congegno impiegato anche nelle stupefacenti
escludevano il tamburo concentrando lattenzione sulla realizzazione di un cavaliere meccanico capace di muovere gli grotte di Pratolino che saranno progettate da Bernardo Buontalenti a partire dal 1569, come documentato dai disegni di
arti superiori, ma senza riuscire a far luce sul suo reale utilizzo. Heinrich Schickardt (1558-1634), che riproducono il complesso meccanismo dellorgano idraulico per il Monte Parnaso,
La proposta alternativa ha visto avvicendarsi due diversi prototipi. Una prima ricostruzione del robot ha permesso di e quelli dellarchitetto francese, ingegnere meccanico e musico Salomon de Caus (1576-1626) che ide fontane prodigiose
rilevare che la struttura finale presentava numerosi attriti che influivano sulla possibilit di funzionare correttamente, de- basandosi su meccanismi piuttosto simili. Secondo Mark Roseheim, la ruota idraulica potrebbe essere il congegno impie-
duzione ottenuta esaminando le indicazioni sulla disposizione di corde e carrucole utilizzate per trasmettere il movimento. gato per azionare la forza motrice del robot. Roseheim pone in relazione cronologica e tematica lautoma-cavaliere con i
Gli attriti dissipativi che si creano attraverso lutilizzo di corde e carrucole determinano una massiccia dispersione di forza contemporanei studi sulle percussioni e i tamburi meccanici. Ad avvalorare questa ipotesi, lo studioso aggiunge anche che,
meccanica che si oppone al movimento cinetico e, dunque, riduce la capacit di trasmissione del moto azionata dagli ingra- nello stesso periodo, gli strumenti musicali automatici furono analizzati a pi riprese da Leonardo, come mostrano alcuni
naggi. La ricostruzione del prototipo ha quindi subito portato lattenzione sui materiali impiegati: possibile che Leonardo, disegni nel Manoscritto H.
per costruire lautoma, avesse pensato di utilizzare per gli ingranaggi legni duri come il faggio oppure metalli come il bron- Queste osservazioni permettono una breve digressione storica sullimportanza della musica nel Rinascimento. La figura di
zo, e canapa o cuoio per le corde. Pertanto da un punto di vista strettamente meccanico, lautoma a causa dei forti attriti uomini dotti che si dilettavano con la musica non doveva costituire un fatto insolito per lepoca: spesso, infatti, non sol-
che si producevano era in grado di muovere soltanto i polsi che potevano compiere un movimento ritmico di andata e di tanto gli artisti, ma anche molti studiosi sapevano suonare uno strumento oppure avevano pratica di canto. Anche se non

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sappiamo se realmente fosse un abile musicista, il Vasari narra identifica con lo spazio del suo teatro. Se lo spazio della corte
che Leonardo dette alquanto dopera alla musica, ma tosto si si identifica nel teatro, gli automi agivano come attori rispon-
risolv a imparare a sonare la lira, come quello che da la natura dendo appieno alla vocazione di simulazione della realt per cui
aveva spirito elevatissimo e pieno di leggiadria; onde sopra quella erano nati. In questottica agiva il famoso leone meccanico a
cant divinamente allimprovviso. Sullo scorcio del Quattrocen- Lione e bene avrebbe agito il tamburino a Milano. Ma i tam-
to la musica, ancora prevalentemente vocale, registra un certo burini, oltre a provvedere allaccompagnamento ritmico delle
incremento. Se la musica popolare ebbe sempre pi successo per danze di corte e degli eventi ufficiali, partecipavano alle ben pi
occasioni carnascialesche e di ballo, caratterizzate da una stesura impegnative campagne di guerra. Il tamburino militare aveva,
libera e ritmata, la musica strumentale si svilupp rapidamente infatti, lo scopo di essere un messaggero, poich la sua funzione
nelle varie corti dellItalia Settentrionale come strumento per al- era quella di recapitare le comunicazioni da un esercito allaltro,
lietare feste e spettacoli. Proprio a Milano la musica assolveva un annunciando il proprio arrivo con il suono delle percussioni. La
ruolo centrale: basti pensare alla Cappella Musicale del Duomo costruzione di un automa-tamburino non costituiva neppure
di Milano e al successo che riscossero il musicista fiammingo Jo- un caso raro: abbiamo gi visto che Al-Jazari aveva ideato una
squin des Prs, cantore della Cappella tra il 1459 e il 1473, e un barca di musici che doveva intrattenere gli ospiti durante le ce-
giovane sacerdote lodigiano Franchino Gaffurio, nominato ma- rimonie ufficiali, suonando e navigando su una superficie dac-
estro di Cappella nel 1484 che Leonardo forse effigi attorno al qua. Il robot ideato da Leonardo doveva comunque contenere
1490 nel suo Ritratto di musico (Milano, Pinacoteca Ambrosia- un meccanismo programmabile azionato dalla percussione con
na). Leonardo era sicuramente consapevole dellimportanza della pistoncini o camme. La programmazione si otteneva spostando
musica in ambito milanese, tanto che si occup a pi riprese di le camme: era cos possibile far eseguire al tamburino pi par-
strumenti musicali. Studi gli strumenti a percussione utilizzati titure e ritmi riuscendo, in un crescendo di spettacolarit, ad
per la musica militare, le parate e le danze, gli strumenti a fiato, eseguire musiche diverse. Valga la pena ricordare anche il caso
in particolare i cosiddetti pifferai che partecipavano allaccom- dellingegnere meccanico e orologiaio cremonese Juanelo Tur-
pagnamento dei canti oppure da solisti, in sostituzione alle voci. riano (1500-1585) che entr al servizio dellimperatore Carlo
Non mancarono gli studi di cornamuse, molto usate nella musi- V quando questi si trovava in Italia tra il 1529 e il 1530 e per il
ca popolare, spesso carnascialesca e di organi impiegati autono- quale Turriano si dedic alla realizzazione di automi meccanici
mamente oppure in complessi strumentali. Degni di nota sono durante lultima parte della sua vita. Dopo aver abdicato, lim-
strumenti ad arco, classificabili pi precisamente come cordofoni peratore si ritir nel convento di San Yuste nei pressi di Toledo
Leonardo, Studio di meccanismi per tamburi meccanici, particolare,
Cristoforo De Predis, Iniziale della lettera A con Galeazzo Maria Sforza in a tastiera, ideati direttamente da Leonardo come la celebre viola e chiese a Turriano di procurargli una vera e propria corte di ca. 1503-1505, Milano, Biblioteca Ambrosiana, Codice Atlantico,
preghiera, ca. 1477, Londra, The Wallace Collection. organista e la clavi-viola. automi: nel corteo dei musici spiccava anche un tamburino. La f. 319 r-b [877 r].
Come accadeva per i vari costruttori di strumenti musicali spe- vicenda si rivela piuttosto emblematica in seguito allinfrangersi
cializzati, le migliorie che Leonardo cercava di apportare consi- del proprio sogno imperiale di una cristianit unita nella giustizia e nella fede: gli automi divenivano cos simboli di sud-
stevano essenzialmente nel perfezionamento dellestensione della musica a tutti i registri vocali, a causa della mancanza di diti ideali che, dotati di vita meccanica, non avrebbero deluso le sue aspettative. Se la presenza dei tamburini era ampia-
registri bassi. Come gi anticipato, gli strumenti a percussione erano generalmente impiegati in ambito militare per annun- mente diffusa nelle corti europee, come dimostrano gli esempi analizzati, daltro canto la presenza di cavalieri meccanici
ciare larrivo degli eserciti, ma anche per incitare i soldati alla battaglia, per scandire il ritmo delle marce di parate, entrate automatizzati testimoniata anche da esempi piuttosto significativi anche se cronologicamente successivi. Lesempio forse
trionfali o tornei mantenendo sempre la caratteristica specifica di strumento di annuncio o accompagnamento. La stessa pi interessante, anche perch dimostrazione della diffusione della tecnologia fiorentina oltralpe, quello che si trova nel
orchestra della corte sforzesca era in parte composta da tamburini. Suonatori di timpani o di tamburi erano spesso raffigurati giardino del castello di Saint-Germain-en-Laye, subborgo poco fuori Parigi. I dispositivi idraulici del giardino sono de-
con una certa continuit in alcune prestigiose opere del tempo: ne sono una prova iconografica due documenti importanti scritti dallo storico francese Albert Mousset che, in particolare, si sofferma su un cavaliere armato posto dentro la Grotta
come la miniatura di Cristoforo De Predis con Galeazzo Maria Sforza in preghiera (Londra, The Wallace Collection) e la di Perseo e che era stato eseguito il primo settembre 1608 in occasione della visita del delfino di Francia, il futuro Luigi
pagina di Giovanni Pietro Birago della Sforziade (Londra, British Library). In entrambe le miniature si notano degli angeli XIII, dal fiorentino Tommaso Francini (1571-1651). Questi era giunto in Francia nel 1601 a seguito del suocero Pietro
tamburini allinterno del complesso degli angeli musici, composizione che doveva idealmente rispecchiare la composizione Francavilla (Cambrai 1553 - Parigi 1616) richiamato dal re di Francia Enrico IV. Francini era esperto nella realizzazione
dellorchestra di palazzo ai tempi di Galeazzo Maria. di congegni idraulici e giochi da giardino perch cresciuto a contatto con il fervido cantiere della Villa di Pratolino dove
Effettivamente, gli studi leonardeschi sulle percussioni si concentrano in particolare tra il 1490 e il 1495 in diretto rapporto si realizzavano le fantasie di Francesco I e Bernardo Buontalenti, e a contatto con il Francavilla durante i lavori idraulici
allambiente milanese. Molti sono i fogli in cui Leonardo studia le percussioni: nel Codice Atlantico sono da segnalare il e scultorei eseguiti a Pisa. Come ben mostra il foglio di riferimento del Codice Atlantico, lautoma indossava una corazza
foglio 319 r-b [877 r] con uno studio di meccanismi per tamburi meccanici e il foglio 355 r-c [894 r] con un timpano mec- e un elmo. Ne consegue che il telaio doveva essere nascosto dallarmatura, la stessa schizzata da Leonardo nel foglio qui
canizzato a manovella. Leonardo studi varie tipologie di tamburi meccanici, passando da quelli ritmici a quelli melodici, analizzato. La presenza di schizzi di armature, anchessi ravvisabili negli stessi fogli con meccanismi automatici, ha sempre
ma accordando la sua preferenza per quelli a timpano, gli unici strumenti a percussione che permettevano laccompagna- spinto verso ricostruzioni dellautoma con ingombranti armature da battaglia alla tedesca, a eccezione di una prima rico-
mento ritmico e melodico. Il disegno pi celebre connesso a strumenti musicali a percussione sicuramente il tamburo struzione proposta da Rosheim. pur vero che, proprio a Milano, non doveva essere stato difficile per Leonardo entrare in
meccanico militare disegnato nel foglio 306 v-a [837 r] del Codice Atlantico (tav. 35 b-r) che sembra essere, pi che uno contatto con armaioli tedeschi, grandi esperti nella fabbricazione di armi e armature, ma altrettanto vero che unarmatura
studio tecnologico, un progetto esecutivo vero e proprio. I problemi tecnologici sembrano del tutto assenti dalla compo- pesante come quella tedesca da guerra avrebbe impedito i movimenti dellautoma e il considerevole peso avrebbe gravato
sizione perch risolti in precedenza, tanto che il tamburo raffigurato funzionante come indicano la successione continua sui meccanismi degli ingranaggi impedendo la trasmissione del movimento gi di per s gravato dagli attriti. Sarebbe stata
delle bacchette che scandiscono il ritmo. La percussione assicurata da cinque bacchette o battitori azionati attraverso la dunque pi appropriata unarmatura leggera da parata o una corazza leggera simile a quella indossata dal marchese Fran-
manovella, mentre in alternativa il movimento era reso possibile dallaggancio delle due aste laterali a un elemento portan- cesco Gonzaga nella Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna (Parigi, Muse du Louvre), opera realizzata attorno al
te. Il movimento o la manovella mettevano quindi in azione i congegni meccanici per il funzionamento dei battitori che 1496 per celebrare la vittoria di Fornovo ottenuta dal signore di Mantova nel 1495.
progressivamente andavano a colpire la membrana tesa del tamburo producendo il ritmo binario, proprio della marcia. La ricostruzione tridimensionale del prototipo permette di mostrare il funzionamento del meccanismo: lunico movimento
La costruzione di un automa-annunciatore programmabile sarebbe stata apprezzata dalla corte milanese. La vita di una che lautoma era capace di compiere, nonostante larmatura leggera di cui era munito, riguardava larticolazione dei polsi
corte era ricca di eventi pubblici: tutto era preparato per essere messo in mostra, dal momento che la corte, di fatto, vi- poich gli attriti rendevano impossibile il moto dei gomiti. Inoltre altri indizi sembrerebbero provare che, grazie al con-
veva costantemente nellottica della messa in scena e della rappresentazione di se stessa. Come osservato a p. XVIII da gegno a farfalla, era possibile trasmettere un movimento alternato continuo che permetteva di muovere in modo ritmico
Amedeo Quondam nella sua introduzione al Libro del Cortegiano di Baldassarre Castiglione, lo spazio della Corte si prima il polso destro e poi il polso sinistro. Accertato il movimento, lipotesi vorrebbe vedere nellautoma un tamburino da

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Leonardo, Ruotismi per orologio, particolare, di lettere di mano di Leonardo in relazione ai suoi protettori francesi. Il secondo soggiorno milanese si estese dal maggio
ca. 1495-1497, Milano Biblioteca Ambrosiana,
Codice Atlantico, f. 388 v-a [1077 r].
1506 al settembre 1513, eccezione fatta per tre brevi spostamenti a Firenze. appropriato ricordare quello che Leonar-
do scrive nellabbozzo di lettera nel Codice Atlantico, databile al 1508, come aveva gi dimostrato il Calvi. Lespressione
strumenti e cose che saran di gran piacere al nostro cristianissimo re presuppone che Leonardo volesse realizzare per il
Ricostruzione funzionante del tamburino re dei congegni che non sarebbe fuori luogo identificare con virtuosismi tecnologici capaci di destare meraviglia e stupore.
meccanico (Codice Atlantico, f. 216 v-b
[579 r], tav. 67), realizzata da Carlo
Rientrano in questa categoria i giochi dacqua, i meccanismi a sorpresa, gli strumenti musicali, i congegni pneumatici e
e Gabriele Niccolai. idraulici, gli automi e gli orologi. essenziale riuscire a rintracciare lo stretto rapporto che collega la pi avanzata tecno-
logia vinciana con la Francia. stato gi rilevato che il tratto comune rintracciabile in tutti gli automatismi studiati da
Leonardo era costituito dallutilizzo di un congegno a scappamento, proprio dellorologeria, com stato dimostrato nel
caso dellautoma cavaliere e del leone meccanico.
Il 1494 rappresent un anno cruciale per la Corte Sforzesca. Carlo VIII, re di Francia, discese in Italia il 3 settembre 1494
con un imponente esercito di circa trentamila uomini. Accolto festosamente nelle varie corti, il re di Francia entrava nelle
citt sfilando con un esercito composto da cavalieri eleganti, da fanti che trasportavano unartiglieria allavanguardia, e
musici, che preannunciavano il corteo regale. Lentrata a Milano documentata da Leonardo con schizzi a matita rossa,
eseguiti sui fogli del Manoscritto H, che registrano alcune innovazioni tecnologiche delle truppe francesi che indubbiamen-
te seppero affascinare Leonardo. Tra queste lartiglieria, le cavalcature, ma anche apparati effimeri realizzati per eventi e
cerimonie o in altre occasioni ufficiali. Queste innovazioni dovettero suscitare molta impressione al tempo, tanto da essere
minuziosamente descritte anche da Melchiorre Ferraiolo nella Cronaca della Napoli aragonese (New York, Pierpont Mor-
gan Library, Ms. 801, ca. 1494-1498, foll. 108 r, 108 v, 109 r, 109 v) con miniature che raffigurano lentrata a Napoli, il 22
settembre 1495, delle truppe francesi caratterizzate dallo sfarzo dei costumi da parata e dai fantasiosi copricapi di piume
secondo la moda doltralpe, dalla sfilata delle artiglierie e dai musici in apertura del fastoso corteo.
Sempre nel 1494 dalla Francia ci giungono cronache di parate o cerimonie trionfali che testimoniano lesistenza a Lione di
utilizzare per scopi scenografici durante le feste milanesi, usanza, come si diceva, molto diffusa durante gli eventi rinasci- fontane da vino realizzate per la popolazione come segno di prosperit e ricchezza per lavvento del nuovo re. Si spiegano
mentali dove i tamburini erano spesso presenti. Dunque, lesistenza del tamburo nel foglio 216 v-b [579 r] strettamente cos i calcoli di acqua e vino fatti da Leonardo nel foglio 218 r-b [585 r] del Codice Atlantico, con il promemoria di Ligny,
funzionale alla realizzazione dellautoma stesso che doveva essere un tamburino. databile 1499-1500, accanto a un piccolo disegno di fontana. Ad avvalorare il collegamento, sappiamo che Leonardo ne
Analizzando in modo analitico i singoli elementi dellautoma, risulta che il cuore del meccanismo costituito dallingranag- dovette avere esperienza diretta poich si apprestava ad accompagnare il francese Luigi di Lussemburgo, conte di Ligny,
gio a forma di ventaglio dentato a settore circolare, presente anche nel foglio 388 v-a [1077 r] del Codice Atlantico. Questo in missione segreta a Roma e a Napoli come mostra il foglio 247 r-a [669 r]. Se il 1494 pu essere considerato un anno
ingranaggio, originariamente destinato agli orologi, fu qui modificato e adattato per lutilizzo dellautoma. Tale meccanismo
a ventaglio termina nella parte inferiore con un perno apicale, il cui terminale-seguace scorre in un solco sinusoidale inciso
sul cilindro guida sottostante. Nella parte superiore del meccanismo a ventaglio dentato posto un pignone collegato a Melchiorre Ferraiolo, Cronaca della Napoli aragonese,
un rocchetto, capace di trasmettere il moto alternato grazie a una serie di corde e rotelle. Il meccanismo a ventaglio den- ca. 1494-1498, New York, Morgan Library,
Ms. 801, f. 109 v.
tato, dunque, impartisce un movimento alternato da destra a sinistra attraverso lago inserito in un solco sinusoidale del
cilindro che, attivando il pignone e il rocchetto, muove alternativamente il polso destro e quello sinistro. Nel foglio 216
v-b [579 r] compare anche un ingranaggio a lanterna: si potrebbe trattare di un meccanismo programmabile riconducibile
al cilindro con la traccia sinusoidale. Infatti, questo avrebbe potuto intervallare una serie di battute: agganciando la parte
dentata, viene innescato il movimento del polso e quindi la battuta, mentre la parte liscia inseriva la pausa. Tale meccanismo
caratterizzato dalla disposizione di pioli che avrebbero potuto essere programmati per intervallare sequenze di battito
diverso creando un ritmo rullante oppure un ritmo sincopato. Se lipotesi fosse esatta, si porrebbe un problema circa la
reale trasmissione del moto necessario a far suonare il tamburino, fosse questo cinetico oppure innescato manualmente.
Unipotesi piuttosto convincente che il tamburino dovesse muoversi attraverso lausilio di un carro dalla struttura piut- Leonardo, Promemoria di Ligny, particolare,
tosto semplice. Una macchina semovibile di questo tipo poteva essere attivata grazie a una trasmissione a meccanismo a ca. 1499-1500, Milano Biblioteca Ambrosiana,
Codice Atlantico, f. 218 r-b [585 r].
lanterna, come quella raffigurata nel foglio 4 v-a [17 v] del Codice Atlantico, dove Leonardo progett un carro con ruote
munito di sterzo. Lautoma-tamburino, dunque, avrebbe potuto essere montato su un carro: il meccanismo era costituito
da una ruota dentata che trasmetteva il moto allasse centrale e, innescando lingranaggio a lanterna, faceva muovere gli
organi meccanici dellautoma. Un carro simile applicato anche per il tamburo meccanico che troviamo nel foglio 306 v-a
[837 r] del Codice Atlantico, dove visibile in modo molto evidente anche una manovella posta sullasse del lato esterno
del carro, che permetteva di far funzionare il tamburo da fermo attivando il movimento attraverso la forza manuale.

II. Fontane
Con il termine di macchine francesi, Carlo Pedretti nella sua conferenza di Tours del 2005 indicava i progetti francesi
di meccanismi automatici e di opere di ingegneria idraulica realizzati da Leonardo e da lui menzionati come Strumenti
e cose che saran di gran piacere al nostro cristianissimo re (Codice Atlantico, f. 317 r-b [872 r], ca. 1508). Tali progetti,
tuttavia, rientrano nella categoria dei compiti impossibili, e questo perfino nellambito delle ipotesi di lavoro, come
afferma Carlo Pedretti nel suo libro Leonardo & Io. In effetti, i documenti a cui ricorrere non sono abbastanza espliciti e
dai manoscritti si possono cogliere solo pochi e problematici indizi. Iniziamo a delimitare i limiti cronologici della nostra
analisi. Gli indizi a disposizione sono due. Il primo riguarda la fitta rete di corrispondenza da parte dei francesi per assi-
curarsi la presenza di Leonardo a Milano. Il secondo rappresentato dalle informazioni affidate ad alcune note e abbozzi

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importante, capace di stimolare lingegno di Leonardo proprio grazie al diretto contatto con la tecnologia francese e di Di fondamentale importanza furono anche le opere realizzate dai suoi contemporanei come il Sangallo e Fra Giocondo,
cui lautoma umanoide-tamburino potrebbe essere uno degli esempi pi sorprendenti, anche gli anni seguenti con le loro questultimo attivo proprio in Francia come si legge al foglio 20 r del Manoscritto K, datato al 1507: condotto di Bles
opere sono da porre in stretta relazione con la terra doltralpe. [Blois] fatto in Francia da Fra Giocondo di cui avrebbe potuto aver notizia da Francesco Pandolfini, ambasciatore fioren-
Oltre al leone meccanico che sfil a Lione nel 1515 per omaggiare il nuovo re di Francia Francesco I, lunica macchina tino alla corte di Francia presso Blois.
realizzata da Leonardo di cui si ha notizia (si veda introduzione, p. 17) il contatore dacqua da lui costruito per Bernardo Figura di spicco fu, senza dubbio, Charles dAmboise (1473-1511), signore di Chaumont, maresciallo di Francia e dal 1506
Rucellai e illustrato da Benvenuto della Volpaia nel suo taccuino conservato presso la Biblioteca Marciana a Venezia dove governatore di Milano. Al suo servizio, Leonardo svolse lattivit di architetto e ingegnere, titolo riconosciutogli dal re Luigi
si legge al foglio 7 v: Copia duno strumento che mand Lionardo da Vinci a Bernardo Rucellai di Francia, fatto l da un XII che, nel 1507, lo chiama notre chier et bien am Lonard de Vincy, notre peintre et ingnieur ordinaire, preludio
suo villano da Do (m) dassoli [Domodossola] il quale qui disegnato si vede. A quella macchina idraulica si riferiscono a quello che Francesco I confermava nellatto di inumazione il 2 maggio 1519 Mr Lionard de Vincy, noble millanois, Ier
alcuni accenni in fogli del Codice Atlantico e del Manoscritto G databili attorno al 1510-1511. doveroso includere anche peintre et ingnieur et architecte du Roy, meschanischien destat et anchien directeur de peinture du duc de Milan.
questa invenzione nel gruppo delle cosiddette macchine francesi poich Domodossola si trovava allora sotto il dominio Com noto, dopo essere stato richiamato a Milano Leonardo ricevette nel 1506 lincarico di progettare una nuova residenza
francese e per di pi il Rucellai era stato ambasciatore fiorentino alla corte milanese. per il governatore. Realizz in alzato una loggia aperta, scandita da lesene e colonne di ordine classicheggiante, simile per certi
Lacqua ha un ruolo fondamentale allinterno del pensiero di Leonardo, che intendeva raccogliere le sue osservazioni nel Libro versi alla loggia della Farnesina realizzata da Baldassarre Peruzzi per il ricco banchiere Agostino Chigi soltanto tra il 1508 e
delle acque. Gran parte dei suoi disegni, infatti, sono il risultato di un interesse costante per lacqua: il progetto di deviazione del il 1511. Larchitettura si affacciava direttamente sul giardino per il quale erano previsti spettacolari giochi dacqua, fontane
corso dellArno per Pisa, la bonifica delle paludi Pontine nel Lazio e, infine, la canalizzazione della regione francese della Sologne. e strumenti musicali realizzati con ingegnosi congegni idraulici e voliere. Il jardin de rve rappresenta un locus amoenus nel
Egli studi i movimenti dellacqua e la loro azione erosiva. Anche da un punto di vista strettamente artistico, lacqua gioc un quale si voleva ricostruire un microcosmo politico, civilizzato e dedicato interamente allotium, pacifico e idilliaco. La villa
ruolo essenziale: nella Vergine delle Rocce o nella SantAnna, il paesaggio ha un forte impatto emotivo non soltanto come scenario di delizie era dotata di congegni idraulici molto particolari alimentati dai corsi Nirone e Fontelunga. Al foglio 271 v-a [732
della prodigiosa epifania divina. Possiamo dedurre che il punto di incontro dellalta specializzazione tecnologica raggiunta da v] Leonardo descrive in modo dettagliato le fantasiose invenzioni idrauliche ideate per il giardino: col molino far generare
Leonardo in questo periodo nei sistemi meccanici, nellorologeria e nella robotica rappresentato dai congegni idraulici e dalle vento dogni tempo della state; far elevare lacqua surgitiva e fresca [] e altra acqua correr pel giardino, adacquando li po-
fontane. I sistemi idraulici e le fontane sono progetti francesi poich la fase pi sviluppata della tecnologia vinciana nasce a meranci e cedri ai lor bisogni [] Li pesci debbano essere di quelli che non intorbidino le acque, cio non vi si metta anguille,
stretto contatto con i progetti architettonici elaborati a Milano per Charles dAmboise e in Francia per Francesco I. n tinche, n ancora lucci, perch distruggan li altri pesci. Farassi, mediante il mulino, molti condotti dacqua per casa e fonti
I punti di riferimento che avrebbero ispirato Leonardo nella creazione di ingegnosi sistemi idraulici sono, senza dubbio, in diversi lochi, e alcuno transito dove, chi vi passer, per tutte le parti di sotto salter lacque allo ins; e cos far a posta di
i testi antichi. Oltre a Vitruvio e Filone di Bisanzio, che facevano parte della sua biblioteca, Erone di Alessandria ebbe un chi vorr bagnare sotto alle femine o altri, che di l passer. Disopra farno una sottilissima rete di rame, la qual coprir il
ruolo molto importante. Egli ide sistemi meccanici ingegnosi come lorgano ad acqua, automi, statue in grado di servire giardino, e rinchiuder sotto a s molte varie sorte di uccelli; e cos arte musiche continue, insieme con li odori de fiori di
il vino e i primi orologi ad acqua. I meccanismi di Erone sono descritti da Alberti nei suoi Ludi Matematici ma anche cedri e limoni. Col mulino far continui soni di vari strumenti, li quali tanto soneran, quanto durer il moto di tal molino.
nellenciclopedia di Giorgio Valla del 1501, che Leonardo possedeva. I congegni di Erone affascinarono Leonardo per un Si accenna poi a un orologio azionato ad acqua e a un uccello meccanico da porre in relazione allautoma che Leonardo
ampio arco di tempo come dimostrano i numerosi riferimenti che troviamo nei suoi fogli. Nel 1513 egli realizza congegni stesso aveva realizzato per la pice dellOrfeo del Poliziano allinterno della complessa macchina teatrale studiata nei fogli
idraulici basati sul principio eroniano di sifone ai fogli 400 r-b [1113 r] e 400 v-b [1113 v] del Codice Atlantico (tav. 83) 231 v e 224 r [P 137] del Codice Arundel (Amboise 2009, pp. 73-74). Lelaborato dispositivo idraulico, studiato nei fogli
dove annota anche il preventivo del viaggio da Milano a Roma passando per Firenze. I testi antichi lo ispirarono nella cre- RL 12688 e 12716 di Windsor, consisteva in un orologio a meccanismo idraulico di grandi dimensioni, composto da due
azione di vari strumenti ad azione sifonica schizzati in due fogli del Manoscritto G, databili attorno al 1515. Erone senza congegni separati: un orologio ad acqua e un orologio che scandisce il passaggio delle ore (tav. 82 c-r). Lorologio ad acqua
dubbio gioc un ruolo fondamentale: la sua prima menzione, Erone de acque, si trova nel foglio 96 v-a [264 v] del Codice era munito di vasche o meglio bottini, anche se chiamati baga da Leonardo, per il trasferimento dellacqua da un livello
Atlantico, datato al 1516 sulla base delle planimetrie realizzate per Giuliano de Medici. Una seconda menzione, Erone allaltro e galleggianti circolari che salgono lungo assi elicoidali. possibile rintracciare lelaborazione del congegno dei
de acque. De liquidi di varie gravit che si mistano e di quelli che non si mistano, ritorna in rapporto alla teorizzazione bottini in vari schizzi, evidenziando i miglioramenti apportati. significativo sottolineare che le sezioni dei ventiquattro
dellimpetus e della formazione delle onde al foglio 219 v-a [589 v] datato da Pedretti al 1516 e forse gi francese. A ispirarlo bottini, corrispondenti alle ventiquattro ore, hanno diverso diametro. Laccorgimento deriva dallintuizione della legge di
furono anche alcuni objects dart. Tra questi da citare la spettacolare Torre dei Venti, un orologio idraulico monumentale, portata detta anche, non a caso, legge di Leonardo. Secondo questo principio della dinamica dei fluidi, un liquido ideale
posto sulla piazza dellAgor romana di Atene, dotato di un complesso meccanismo e decorato da figure in alto rilievo che che scorre in un condotto ha una velocit inversamente proporzionale rispetto alla sezione del condotto stesso. A coro-
rappresentano le divinit dei venti su ogni facciata della costruzione. Resa nota da Vitruvio nel De architectura, ebbe una namento dellorologio si trova una statua virile che, munita di un bastone, batte e scandisce le ore. Due furono gli orologi
straordinaria fortuna durante il Quattrocento: stato ipotizzato che il progettista della Torre del Marzocco nel porto di che ispirarono Leonardo. Lorologio della cattedrale di Strasburgo dotato di automi, la cui conoscenza poteva essere stata
Livorno, realizzata allinizio del XV secolo da un architetto da individuare in figure del calibro di Lorenzo Ghiberti, Bru- trasmessa dai lapicini doltralpe che lavoravano al cantiere della cupola del Duomo di Milano, e il grandioso orologio sul
nelleschi o Leon Battista Alberti, si fosse ispirato alla costruzione greca per la sua realizzazione. Anche nel Cinquecento, campanile di Venezia dove la presenza di Leonardo fu registrata nel 1500. Anche la Francia e il Belgio potevano contare
la fama della Torre dei Venti non venne meno, tanto che la sua forma ispir Bernardo Buontalenti per la celebre tribuna su unantica tradizione nella fabbricazione di orologi muniti di un jacquemart, termine che indica lautoma di solito rap-
nel braccio lungo degli Uffizi a Firenze e venne citata anche da Daniele Barbaro nel suo commentario vitruviano. presentato come un personaggio scolpito nel legno o in bronzo che indica le ore percuotendo una campana con un mar-
Durante le sue peregrinazioni al seguito di Cesare Borgia, Leonardo rest affascinato anche dalla fontana della Pigna a telletto. Un esempio molto rappresentativo costituito dal jacquemart della collegiata di Saint Pierre a Lovanio in Belgio.
Rimini per larmonia prodotta dai suoi getti dacqua. La fontana, di et romana, era caratterizzata da una struttura ar- Nel 1517 Leonardo si trasferisce in Francia su invito di Francesco I e si stabilisce nel castello di Cloux, presso Amboise. In
chitettonica a due vasche poligonali che ricevevano lacqua erogata da quindici cannelle poste al centro di specchiature Francia si occupa di progettare la residenza reale di Romorantin, per la quale, oltre a riprendere e sviluppare alcune delle
marmoree disposte sul perimetro del tamburo centrale con base a pianta poligonale. Al foglio 78 v del Manoscritto L egli pi belle e innovative idee gi affrontate ai tempi della citt ideale per Ludovico il Moro e per Charles dAmboise, propone
appuntava: fassi unarmonia con le diverse cadute dacqua, come vedesti alla fonte di Rimini, come vedesti add 8 agosto numerosi lavori di ingegneria idraulica. I progetti di questo periodo sono caratterizzati da numerose e dettagliate planime-
1502. Il significato della frase non del tutto chiaro perch egli scrive la parola vedesti e non udisti riferendosi forse trie del grande complesso urbano accompagnate da brevi testi correlati. Lintento programmatico comunque sancito al
pi che a un armonia sonora ai getti dacqua. A questo proposito non fuori luogo collegare la nota sulla fontana al foglio foglio 270 v [P 153] del Codice Arundel nel quale, accanto agli studi per la nuova residenza reale di Romorantin si legge:
55 r del Codice Madrid II, dove si legge la nota intitolata De armonia che si conclude con Domanda messer Marcello, del Facciasi fonti in ciascuna piazza. I disegni di fontane ben mostrano uno sviluppo architettonico che si rintraccia nei vari
sono fatto con acqua da Vetruvio. Messer Marcello, al quale Leonardo vuole chiedere delucidazioni riguardo al passo di modelli proposti da Leonardo. Inizialmente abbiamo disegni che raffigurano la pi antica struttura a candelabro, diffusa a
Vitruvio, stato identificato con Marcello Virgili di Adriano Berti, professore dellUniversit di Firenze. Sotto il disegno, Firenze attorno al XV secolo come attestano le creazioni di Donatello e di Verrocchio. Pi tardi, invece, nel 1513 circa, si
Leonardo appunta velocemente di tastarne dorgano. Nel 1977, Pedretti sottolineava che tale descrizione poteva essere assiste a un rinnovamento per il quale le fontane proposte da Leonardo sono caratterizzate da forme pi complesse nelle
connessa al foglio 136 r [P 77] del Codice Arundel dove, intervallato da note riguardanti strumenti musicali, Leonardo quali colpisce lelemento centrale composto da una colonna sormontata da una figura come nei disegni di Windsor RL
studia un complesso strumento a canne dorgano disposte su quattro file a spirale. Tale strumento era perfettamente in 12691 r e 12690 r, fontane di Erone da tavolo come mostra il piccolo diagramma a sinistra su questultimo foglio (tav. 82
linea con gli interessi nutriti da Leonardo in questo periodo verso la musica e gli strumenti musicali. La fonte pi prossima a-r e 82 b-r).
per la costruzione di un organo idraulico doveva essere proprio un complesso testo di Vitruvio (Libro X, capitolo VIII). La lezione di Leonardo sar elaborata e recepita grazie agli effetti spettacolari dei dispositivi idraulici che divennero ben
Lorgano idraulico, pertanto, rientrava nella tipologia dei congegni automatici. Leonardo aveva lidea di redigere un trattato presto un topos nellarchitettura dei giardini cinquecenteschi, a Firenze, grazie alle magnifiche creazioni di Niccol Tribolo
su questi dispositivi: Lomazzo, infatti, menziona un libro oggi perduto sui mulini. eseguite per Cosimo I a Villa di Castello e in seguito al Giardino di Boboli, a Tivoli, in particolare, con lorgano idrauli-

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co realizzato da Pirro Ligorio. La lezione di Leonardo destinata ad attraversare le Alpi per ragiungere non soltanto la dispositivi per la misurazione del tempo fu la meridiana posta su Ponte Vecchio. Nel corso del XIV secolo gli orologi solari
Francia, dove la summa delle sue conoscenze idrauliche sar raccolta da Bernard Forest De Belidor nei quattro libri che o meridiane furono mano a mano sostituiti dagli orologi meccanici. Diffusi inizialmente nei conventi per regolare la vita
compongono la sua opera monumentale Architecture hydraulique, ou Lart de conduire, dlever et de mnager les eaux monastica e religiosa, gli orologi furono poi posti sulle torri per scandire lora pubblica. Alcune attestazioni testimoniano
pour les diffrens besoins de la vie edita a Parigi tra il 1782 e il 1790, ma anche la Germania, con Heinrich Schickhardt che nella citt toscana una fiorente e vivace attivit nella realizzazione dei primi orologi meccanici, che richiedevano cure con-
durante il suo soggiorno in Italia non solo disegn alcune invenzioni tratte direttamente da Leonardo ma anche alcuni tinue2. Si consideri lannotazione delle spese di restauro e ridipintura sostenute in data 12 dicembre 1322 dal procuratore
giochi dacqua visti alla Villa di Pratolino, e infine la Spagna, con Juanelo Turriano. del monastero di Santa Maria Maddalena in Cestello a Firenze per lorologio conventuale. Un altro documento invece
dunque evidente come il contatto con la cultura francese riesca a stimolare la fantasia di Leonardo mettendolo nelle testimonia la volont di realizzare uno dei primi orologi pubblici sulla torre del Palazzo del Popolo. La decisione venne
condizioni di produrre macchine di stupore e meraviglia che proprio in Francia troveranno grande apprezzamento a corte. resa esecutiva in data 30 novembre 1353; il documento ci informa non soltanto della rapidit con cui tale ordinanza fu resa
operativa ma ci fornisce anche il nome dellorologiaio che si occup della realizzazione dellorologio pubblico, Niccolao
Bernardi, residente nel quartiere di San Frediano, che fu pagato trecento fiorini doro. A questa delibera segu la richiesta
III. Gli orologi di realizzazione di un nuovo orologio pubblico da collocare sulla facciata del Palazzo dei Signori. Di questo si occuparono
due orologiai: Jacopo di Biagio da Scopeto, attivo in data 1 luglio 1390, sostituito poi, il 1 luglio 1397, da Luca di Martino
Leonardo e la tradizione orologiaia a Firenze degli Orioli.
La necessit di misurazioni oggettive stata avvertita dalluomo sin dallantichit per il bisogno trasformare le distanze in Dopo il XIII secolo, lo sviluppo della scienza ricevette un grande impulso soprattutto grazie alla nascita e alla diffusione
grandezze certe. Fu dunque essenziale la realizzazione di congegni che restituissero una sempre maggiore precisione nella delle universit in tutta lEuropa. Un efficace vettore per la diffusione delle idee, dei lavori di ricerca e delle scoperte scien-
misurazione delle distanze, fornendo informazioni sulla percorribilit dei luoghi. La necessit di definire territori, deter- tifiche, fu linvenzione della stampa che determin un periodo di eccezionale fioritura culturale nel campo non soltanto
minare confini e calcolare le distanze, non soltanto fisiche ma anche astronomiche, port alla creazione e allimpiego di delle scienze, ma anche dellarte e delle lettere. Contribuirono a questa rinascita culturale anche la riscoperta degli scritti
strumenti di rilevamento terrestre e astronomico. La capacit di spostarsi da un luogo a un altro, di viaggiare, di esplorare dei filosofi dellantichit, i quali, grazie alle traduzioni e alle copie, godettero di unampia diffusione. I viaggi di esplorazione
era dunque facilitata dalla possibilit di disporre di misure spaziali oggettive. di Marco Polo, a cui fecero seguito quelli verso le Americhe, fornirono una base solida per il successivo lavoro scientifico.
Scandire il passaggio del tempo era necessario per regolare le diverse ore della giornata secondo il ritmo circadiano. Il bi- Come anticipato (p. 198), principe nella costruzione degli orologi meccanici fu Filippo Brunelleschi che, promotore, insie-
sogno di misurare il tempo, nato dallosservazione del ciclico alternarsi di Sole e Luna, port allinvenzione di particolari me a Masaccio e Donatello, di quella rivoluzione che consacrer il mito dellhomo faber, si dedic allorologeria nel periodo
strumenti meccanici e idraulici in grado di calcolare il passaggio regolare dei pianeti e, di conseguenza, delle ore. La rea- pi fertile della sua attivit dimostrando quanto le doti di ingegnere e di architetto fossero necessarie alla creazione e al
lizzazione dei primi orologi diurni e notturni rispondeva alla necessit di organizzare le varie fasi della giornata in modo funzionamento dei perfetti ruotismi degli orologi meccanici. Antonio Manetti nella Vita di Ser Filippo Brunellesco, infatti,
da regolare le ore destinate al lavoro, alla preghiera e al riposo. scriveva che andossene a Roma [...] E veduto le gran cose e dificili che erano intra esse, che pur si vedevano fatte, non gli
Grazie alla Divina Commedia si possono ottenere informazioni sulle conoscenze astronomiche in Toscana durante il venne meno pensiero dintendere e modo di coloro avevano tenuti e con che strumenti. Ed essendosi dilettato nel passato
Medioevo. Nei vari canti possiamo reperire preziose indicazioni grazie alle osservazioni astronomiche effettuate in alcuni e fatto alcuno oriolo e destatoio, dove sono varie e diverse generazioni di mole e da varie e moltitudini dingegni multipli-
momenti del viaggio ultraterreno dantesco1. Oltre a fornirci certi indizi cronologici sulle tappe del viaggio di Dante, tali cate, che tutte o la maggiore parte aveva vedute, gli dettono grandissimo aiuto al potere immaginare diverse macchine e da
osservazioni sono accompagnate da precisi riferimenti alle posizioni delle stelle, del Sole, dei pianeti e della Luna, offrendo portare e da levare e da tirare, secondo le opportunit chegli aveva veduto che erano state di bisogno: e facevano memoria
un ampio panorama sul livello avanzato delle conoscenze dellepoca. Al tempo di Dante, la dottrina teologica si univa e si e non faceva, secondo che gli parevano e bisogni. Vasari invece celebra lingegnosit dellarchitetto nel campo dellorolo-
fondeva alla cosmologia aristotelica e allastronomia tolemaica, il cui modello rimase per oltre un millennio il fondamentale geria con queste parole: laonde avendo preso pratica con certe persone studiose, cominci a entrarli la fantasia nelle cose
punto di riferimento per il computo del calendario e per lorientamento dei naviganti. A questo si univa il simbolismo, de tempi e de moti, de pesi e delle ruote, come si possono far girare e da che si muovono, e cos lavor di sua mano alcuni
lallegoria e il ricorso ai significati nascosti di ascendenza tipicamente medioevale che velava le apparenze sensibili di un orioli bonissimi e bellissimi. Le notizie certe giunte fino a noi riguardano un pagamento per lorologio meccanico della
nuovo significato enigmatico. Torre del Palazzo del Vicariato a Scarperia. Questo ha una struttura piuttosto semplice, composta da due diverse parti che
Le indicazioni astronomiche si sommano cos alle coordinate storiche relative a eventi certi e ci permettono di collocare funzionavano in sincronia tra loro: il meccanismo che scandiva il passare delle ore e il destatoio che batteva i rintocchi. I
il viaggio, nonostante le varie proposte discordanti fatte nel corso del tempo, al 25 marzo 1301. Nei versi si parla infatti dispositivi erano saldati dentro una gabbia che ne assicurava il fissaggio al telaio portante.
della posizione del Sole, della Luna, di Venere e di Saturno, e viene data la descrizione del cielo sotto i cui influssi e auspici Tuttavia lesperienza del Brunelleschi non fu esclusivamente limitata allorologio pubblico di Scarperia, ma si estendeva
si svolgeva il viaggio fissandone cronologicamente lo svolgimento. Durante il viaggio ultraterreno, tra il quarto e lottavo anche ad altre tipologie. Filippo Baldinucci, per esempio, sottolinea la competenza del grande architetto nellorologeria
cerchio del Paradiso, Dante fornisce anche un altro elemento di importanza capitale dal punto di vista storico-documen- affermando che: molto giov a Filippo lessersi dilettato di fare orivoli di pi sorte, dalla struttura de quali molto n
tario, attestando lampia diffusione di oriuoli mechanici e di congegni automatici. Al Canto X, Dante incontra le anime dei ricav per bene intendere leffetto delle macchine, e la facilit nellinventarne delle nuove collacutezza del suo ingegno.
sapienti, tra cui riconosce teologi, moralisti, filosofi, mistici, che come afferma ai vv. 139-148 danzano e cantano con Paolo Uccello si occup invece di dipingere lorologio meccanico posto allinterno del Duomo di Santa Maria del Fiore e
lo stesso accordo di un orologio che invita i religiosi alle preghiere del mattino: di cui dava notizia lo stesso Vasari: fece Paolo, di colorito, la sfera dellore sopra la porta principale dentro la chiesa, con
quattro teste ne canti colorite di fresco. Le notizie relative allorologio dipinto da Paolo Uccello sono confermate da due
Indi, come orologio che ne | chiami ne lora che la sposa di Dio surge | a mattinar lo sposo perch lami, | che luna e lal- pagamenti registrati in data 28 febbraio e 2 aprile 1443 pro decorando stellam orioli et pro dorando unam pallam in punta
tra parte tira e urge, | tin tin sonando con si dolce nota, | che l ben disposto spirto damor turge; | cos vid o la gloriosa razi, et pro remunerazione, sui laboris in mictendo dazuro campum ubi manet stella. I documenti testimoniano che il
rota | muoversi e render voce a voce in tempra | e in dolcezza chesser non p nota | se non col dove gioir sinsempra. meccanismo dellorologio fu realizzato da Angelo Niccolao degli Orologi, nipote di Niccolao Bernardi che aveva realizzato
il primo orologio pubblico fiorentino posto sulla Torre del Popolo. Il quadrante, realizzato ad affresco da Paolo Uccello,
Lorologio a cui il poeta fa riferimento era lo svegliarino, un dispositivo meccanico usato per dare la sveglia nei conventi e suddiviso in ventiquattro ore la cui scansione avviene, secondo la prassi del tempo, in senso antiorario, come se seguisse
nei monasteri che, dotato di complessi ruotismi, attivava dei martelletti che percuotevano una campana, a cui allude il tin il movimento dellombra dello gnomone sulle meridiane verticali. Le ore, indicate da una stella ellittica, suddividevano
tin onomatopeico. Larmonia domina interamente anche il Canto XXIV, dove si allude ai ruotismi di un orologio ai versi dunque la durata del giorno partendo dal tramonto. Ai quattro angoli del quadrante campeggiavano i volti dei quattro
13-15, quando Dante si trova ormai nel cielo delle stelle fisse al cospetto del Trionfo di Ges e Maria: Evangelisti, in potente scorcio, che sembrano farsi guardiani del tempo e dellEternit. Il programma iconografico si velava
di un forte rimando cristologico: le ore erano indicate da una stella che ricordava la cometa delle Nativit in allusione alla
E come cerchi in tempra doroli | si giran s, che l primo a chi pon mente | queto pare, e lultimo che voli; | cos simbologia di Cristo come lux mundi, assicurata dalla severa presenza dei quattro Evangelisti che si stagliano dai finti oculi.
quelle carole, differente- | mente danzando, de la sua ricchezza | mi facieno stimar, veloci e lente. In parallelo agli orologi meccanici, fu elaborata limmagine di un Universo che si richiamava ai principi della tradizione
ermetica che tendeva a ipotizzare segrete corrispondenze tra i corpi celesti e luomo; queste si traducevano in influssi capaci
Il poeta paragona le corone delle anime danzanti in circoli che si muovono con diversa velocit in funzione al loro grado di di intervenire nella patologia umana. Il cielo era quindi studiato anche in questo senso, ovvero per comprendere la natura
beatitudine, ai ruotismi di un orologio i cui ingranaggi girano a velocit diverse tanto che, a chi le osserva con attenzione, degli influssi astrali che regolavano e presiedevano agli eventi e agli accidenti dellessere umano.
la prima sembra quasi ferma mentre lultima va pi velocemente. Intanto le basiliche fiorentine continuarono a ospitare congegni astronomici. Nella cupola della sagrestia vecchia della basi-
I documenti attestano che a Firenze nel XIII secolo, prima della diffusione degli orologi meccanici da torre, uno dei primi lica di San Lorenzo, si trova uninteressante immagine astronomica che rappresenta il cielo di Firenze in data 4 luglio 1442.

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Lestrema precisione dei dettagli fa supporre che lautore si fosse avvalso dei suggerimenti di un astronomo, identificato Leonardo, Ruotismi dellorologio di Chiaravalle, ca. 1490-1493,
Milano Biblioteca Ambrosiana, Codice Atlantico, f. 399 v-b [1111 v].
probabilmente in Paolo dal Pozzo Toscanelli3. La forma regolare a pianta quadrata, forse concepita per essere un ambiente
autonomo, e scandita da una limpida organizzazione spaziale rigorosamente geometrica tipicamente brunelleschiana, non
fa che enfatizzare gli affreschi realizzati sulla volta. Si suppone che la volta celeste fosse stata dipinta dalleclettico pittore
e decoratore Giuliano dArrigo detto il Pesello secondo i calcoli forniti dal Pozzo Toscanelli. Laffresco si staglia grazie al
Leonardo, Studio di un orologio con il dettaglio del meccanismo
vivace contrasto tra la base di azzurrite e lutilizzo delloro per la realizzazione delle immagini potenziate dal chiaroscuro.
a scappamento e dove si legge tenpo dorilogio, ca. 1493-1495,
raffigurato il cielo dellemisfero boreale su cui si stagliano le linee di partizione e i vari pianeti allineati, descritti con Milano Biblioteca Ambrosiana, Codice Atlantico, f. 348 v-d [964 r].
unaccuratezza astronomica molto meticolosa che non sembra avere rivali. La data dovrebbe riferirsi allarrivo di Renato
dAngi a Firenze dopo la cacciata da Napoli da parte di Alfonso dAragona. La stessa data astrologica presente anche
in un affresco che decora labside della Cappella de Pazzi, piccolo ambiente regolare attiguo alla basilica di Santa Croce
anchesso realizzato da Brunelleschi , luogo di culto e di sepoltura della famiglia de Pazzi, molto legati a Renato dAngi.
In entrambi i casi, gli affreschi decorano la scarsella posta sopra agli altari principali e, vista la prossimit degli interventi,
si suppone siano stati realizzati entrambi su suggerimento dellastronomo dal Pozzo Toscanelli.
A testimonianza del vivace interesse per lastronomia a Firenze nel corso del Quattrocento, nella cattedrale di Santa Maria
del Fiore fu costruito un grande gnomone4. Questo, progettato grazie ai calcoli di Paolo dal Pozzo Toscanelli e realizzato
dallorafo Bartolomeo di Fruosino nel 1475, consisteva in una tavoletta di bronzo, detta bronzina, munita di unapertura
centrale di un paio di centimetri di diametro e posta orizzontalmente allinterno della finestra meridionale del tamburo
della cupola. Lo gnomone era posto allaltezza considerevole di novanta metri da terra, di modo che i raggi del sole, pas-
sando attraverso il foro, colpivano il pavimento della chiesa da fine maggio a fine luglio solo per pochi minuti prima e
dopo il mezzogiorno. Lo gnomone dunque, per mezzo di un foro praticato nella lastra di bronzo alla base della lanterna
della cupola, consentiva di controllare esattamente il momento del passaggio del sole nel solstizio destate, permettendo
di correggere le tavole dei moti apparenti del sole. Il fascio di luce cadeva sul pavimento della Cappella della Croce, posta
a sinistra dellaltare maggiore, e la sua misurazione si otteneva grazie ai riferimenti incisi sopra una lastra di ottone, po-
sta sul pavimento, e dove si trovavano una linea meridiana graduata e due marmi circolari e concentrici, con la funzione
di contrassegni solstiziali: la circonferenza del maggiore, del diametro di circa 90 centimetri, aveva le stesse dimensioni
dellimmagine solare al solstizio destate.
Come si vede molti elementi concorrevano a caratterizzare il vivace ambiente fiorentino permeato di cultura umanistica
che, confermando linteresse per la relazione tra arte e scienza, vedeva tra i suoi pi famosi intellettuali di corte non soltanto one sistematica di un trattato sugli elementi macchinali. Lastrario esercit un influsso particolare su molti artisti della
pittori, scultori e architetti, ma anche astronomi, cartografi, matematici, astrologi e costruttori di globi e sfere armillari. corte di Ludovico il Moro. Non stupisce che lo strumento, o almeno le conoscenze astronomiche che derivavano dal suo
Proprio nel corso del Quattrocento, si registr a Firenze una massiccia produzione di strumenti scientifici che rispondeva studio, avessero ispirato Leonardo per la rappresentazione del Paradiso nel 1490 per Isabella dAragona. Leonardo doveva
allallinearsi di un gusto caro al collezionismo mediceo, che dette impulso anche a un crescente interesse per la cartogra- essere informato anche del fatto che Bramante nel 1495 fu inviato a Pavia per effettuare schizzi dellastrario da inserire
fia, il rilevamento e per gli studi astronomici. Le manifatture e le botteghe artigiane mantennero due tipi di produzione nelle decorazioni degli appartamenti ducali a Vigevano, a lui commissionati da Ludovico il Moro nel 1492.
proprio per lambivalente funzione che avevano gli oggetti scientifici e astronomici. Questi erano, al tempo stesso, oggetti A questo periodo risalgono anche i disegni che raffigurano lorologio dellAbbazia di Chiaravalle, il cui meccanismo raffi-
funzionanti e oggetti da collezione: strumenti non soltanto efficienti, ma anche di valore artistico, spesso decorati, incisi e gurato al foglio 399 v-b [1111 v] del Codice Atlantico. Lo studio dellorologio di Chiaravalle7 importante perch attraverso
di elegante fattura, al punto che, ben presto entrarono a pieno titolo nelle prestigiose collezioni dei mirabilia. quello Leonardo progett gran parte dei meccanismi a orologeria che si trovano nel Codice di Madrid I. Uneccezionale
Anche Leonardo si interess allorologeria, probabilmente gi a partire dal suo apprendistato presso la bottega del Verroc- sintesi delle competenze in orologeria invece raffigurata al foglio 348 v-d [964 r] del Codice Atlantico dove raffigurato
chio. Non sar un caso che Leonardo si occupi di un orologio proprio in una delle sue prime commissioni: lAdorazione dei un meccanismo completo in scorcio.
Magi. La tavola fu commissionata dai canonici di SantAgostino per laltare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto, Lapporto essenziale dato da Leonardo allorologeria deriv dalla sua continua ricerca di nuove soluzioni per alcuni pro-
di cui era notaio il padre di Leonardo, Ser Piero da Vinci, ma rimase nella casa di Amerigo Benci, incompiuta, alla sua blemi che, pur se con ripercussioni di ordine pratico, lo interessavano principalmente in via teorica. Tra questi, lobiettivo
partenza per Milano nel 1482. I rapporti di Leonardo con gli Scopetini, promossi sicuramente da Ser Piero da Vinci, che principale era quello di migliorare il movimento dellorologio a pesi, un ulteriore sviluppo dei precedenti orologi a molla.
proprio in quegli anni era procuratore del convento, non si limitarono allesecuzione della pala per laltare maggiore. Alla Il movimento di questi orologi era infatti determinato non soltanto dallo svolgimento di una molla ma dallo scorrimento
carta 75 v del giornale di memorie del convento, si legge infatti che Leonardo aveva dipinto anche un orologio, lavoro di verso il basso di un peso che, calando lentamente, capace di esercitare una forza costante, se collocato a unaltezza tale da
impegno non eccessivo se in cambio ne ricevette solo della legna: Magistro Lionardo dipintore per una soma di frasconi permettere una carica sufficiente: Leonardo studia il modo di ridurre lo spazio verticale necessario, come mostra il foglio
et una di legne grosse li mandamo a Firenze per dipintura fece de luriuolo5. 27 r del Codice di Madrid I.
Anche i suoi disegni testimoniano un interesse costante verso la misurazione del tempo. Leonardo tent anche di appor- Si concentr sulla possibilit di ideare dispositivi che potessero prolungare la carica di un orologio come quello raffigurato
tare miglioramenti alle clessidre: in particolare sfrutt quelle a sabbia per la progettazione di uno strumento per calcolare al foglio 50 v del Manoscritto B che consiste in una serie di molle. Un altro dispositivo efficace fu la cosiddetta camma
la velocit di navigazione delle navi come studiato al foglio 191 v [P 74] del Codice Arundel, mentre in quelle ad acqua eccentrica, in realt una molla arcuata munita di rullo ad azione frenante da montare sopra la scatola della molla o bari-
cerc di migliorare il galleggiante che regola la ripartizione dellacqua in vari contenitori come mostrato al foglio 343 v-a letto. Anticipando quella ideata in Germania nel 1520, questa tipologia di camma studiata da Leonardo al foglio 81 r del
[943 r] del Codice Atlantico, dove compaiono numerosi studi di orologi meccanici e dei loro congegni. Manoscritto M e al foglio 13 v del Codice di Madrid I.
Anche durante il soggiorno milanese Leonardo continu ad approfondire la sua conoscenza dei meccanismi a orologeria. Le possibilit di applicazione delle molle, il cui impiego lo interessava non soltanto in funzione dellorologeria, fu in ogni
A interessarlo fu lo straordinario astrario di Giovanni Dondi, conservato alla Biblioteca ducale del Castello Visconti a Pavia caso uno dei temi ricorrenti nella ricerca meccanica di Leonardo.
visto durante i suoi spostamenti nella citt gi a partire dal 1489-1490. Lastrario permetteva simultaneamente di calcolare Un altro punto essenziale fu quello delle resistenze e della frizione nella trasmissione del moto e della forza per mezzo
il tempo medio e quello siderale, di funzionare come un calendario per scandire le festivit religiose e di seguire il moto dei di ruota, che tent di risolvere con lintroduzione dei cuscinetti. Fu consapevole della necessit di regolare gli orologi in
cinque pianeti allora conosciuti, del Sole e della Luna. I disegni riferibili allastrario mostrano diversi gradi di compiutezza: modo da controllare e rallentare la velocit di discesa dei pesi soggetta alle caratteristiche ambientali come la temperatu-
alcuni abbozzi sono stati identificati ai fogli 27 v-a [77 v] e 366 r-b [1021 r] del Codice Atlantico6, mentre pi finiti sono ra, la pressione atmosferica e lumidit, e da imperfezioni anche millimetriche nella costruzione. Uno dei dispositivi pi
quelli al foglio 92 v del Manoscritto L con il quadrante di Venere e il foglio 93 v con il quadrante di Marte schizzato nello ingegnosi e originali fu lo scappamento ad asse disegnato al foglio 115 v del Codice di Madrid I. Infine, si segnala luti-
stesso codice. Entrambi i quadranti appaiono in maniera finita in due fogli del Codice di Madrid I, rispettivamente il 14 lizzo di pendoli anticipando le teorizzazioni di Galileo e il brevetto del 1657 di Cristian Huygens. Il pendolo tuttavia
r e il 112 r, dove i meccanismi dellastrario diventano congegni pi evoluti ed esemplari in vista dellidea della compilazi applicato inizialmente ai mulini e alle pompe idrauliche e in seguito allorologeria come ben dimostrato ai fogli 8 r, 61 v e

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147 r del Codice di Madrid I. Il caso del pendolo utile per valutare la solo da ventidue carte, si legge al recto della prima carta, forse di mano di Eufrosino: Copiato da j libricino di mano di
figura di Leonardo nei suoi rapporti con la famiglia dei Della Volpaia8 Lorenzo nostro padre. Questo piccolo codice molto importante perch contiene il progetto per lorologio dei pianeti,
che potrebbe avere rappresentato il canale preferenziale per avvicinare nel quale sono riportate accuratamente le tavole e i calcoli astronomici effettuati per la costruzione della teorica di tutte
Leonardo allo studio dei complessi ingranaggi dellorologeria. le distanze delle sfere et de pianeti della terra secondo Andal genovese. Laltro codice conservato alla Biblioteca Na-
zionale Centrale di Firenze il Codice Magliabechiano XIII 87, cartaceo in quarta, dalle dimensioni appena pi grandi,
La famiglia dei Della Volpaia 162 x 232 mm, con attestazione di propriet Di Girolamo della Volpaia, come si legge nel recto della prima carta di
Grazie agli strumenti scientifici, cielo e terra divennero quindi misura- questo piccolo zibaldone di informazioni geografiche copiate dagli appunti di Frosino e forse riutilizzati dal nipote per
bili. Nati essenzialmente come congegni per la misurazione del tempo e costruire il suo globo terrestre. I calcoli delle longitudini di una serie di localit la bocca del sino persico 95, Insula Cuba
dello spazio, orologi, sfere armillari, astrolabi, meridiane e globi terresti 294, la Florida 291 convivono con liste di citt, immagini di mostri, di navi e di pesci, e con una nota di alcune cose del
entrarono a far parte delle collezioni del tempo come oggetti fortemente antescritto disegno haute da un prete indiano per cui si ricordano delle rarit esotiche che tanto dovevano affascinare
richiesti e che si segnalano per la loro curiosit e preziosit. Architetti, al tempo: In marzo inizia un frutto che si chiama mangha et dura fino a Maggio, et pomo della grandezza e fattura di
ingegneri, cosmografi, geografi, matematici e orologiai furono coinvolti mela cotogna et ancora un altro pomo che si domanda giacha della grandezza della zucca et drento ha li spicchi come
nella realizzazione di strumenti scientifici che rispondevano alla doman- la arancia et drento di ogni spicchio ha un osso come castagne questi spicchi si mangiano e sono dolcissimi et losso si
da medicea di strumenti efficaci, nei quali si realizzava la stretta con- mangia arrosto come castagna.
nessione tra arte e scienza, ma anche quella di bellezza e utilit. Orologi Il testamento grafico della famiglia deve comunque considerarsi il Codice Marciano 5363, conservato alla Biblioteca Marciana
solari e notturni, astrolabi, sfere armillari, meridiane, quadranti: spesso a Venezia e scoperto da Carlo Pedretti9. Oltre a costituire la fonte principale sullattivit dei Della Volpaia e del suo capostipite
abbelliti, cesellati, lavorati e impreziositi dalle abili e pazienti mani degli Lorenzo, testimonia in maniera diretta i modi di raccolta e di trasmissione delle conoscenze allinterno del gruppo di questi
orefici catalizzeranno lattenzione e il diletto dei massimi amateurs incli- meccanici di precisione. Le pagine del codice sono illustrate con i complessi meccanismi dellorologeria, a cui si aggiungono
ni a un collezionismo scientifico che trovava le proprie ragioni dessere gli appunti di viaggio, le note estemporanee e vari commenti. Ad eccezione di articolate prose e lunghi elenchi che riguardano
proprio nel meraviglioso e nel sublime. essenzialmente rivelazioni topografiche, studi astronomici e geografici, le immagini dominano sui testi che spesso sono ridotti
possibile ricostruire lattivit della bottega dei Della Volpaia attraverso a brevi annotazioni. Il Codice Marciano ha un aspetto eterogeneo: comprende appunti di geometria e calcoli matematici,
i documenti riguardanti la loro fiorente attivit, che si estese dal Quat- prescrizioni mediche (ff. 14 v-16 r) e curiosit come la ricetta per far biondi i capelli (f. 14 v), quella per salare le foglie
trocento fino alle soglie del Seicento, e soprattutto attraverso i taccuini dei capperi (f. 16 v), coltivare uva con gli acini senza semi, costruire trappole per prendere i tordi e ancora ricette artistiche
Leonardo, Motore a molla, ca. 1495,
di bottega a loro appartenuti che forniscono notizie preziose passate di e metallurgiche, segreti e criptografie, ludi geometrici e matematici. Lo stesso carattere compilatorio dei taccuini di bottega
Madrid, Biblioteca Nacional, Codice di Madrid I, f. 14 r. generazione in generazione. Le carte del capostipite Lorenzo sono state confermato non solo dalla variet dei temi trattati ma anche dalla redazione a pi mani: oltre a Benvenuto, Eufrosino e
tramandate grazie ai suoi figli che, a pi riprese, trascrissero fedelmente Girolamo Della Volpaia, nel Codice si alternano anche le note del priore dellOspedale degli Innocenti, Marco Settimani. Si
le annotazioni del padre. Rispondendo dunque a necessit di raccolta e di trasmissione dei segreti della bottega, Benvenuto, affollano strumenti di misurazione e indicazioni per dorare e argentare metalli, saggiare miniere, temperare lacciaio, addolcire
Eufrosino e Camillo si avvicendarono a copiare il grande testamento grafico lasciato dal capostipite che in questo modo veniva lottone, saldare con fondenti diversi. Non mancano ricette per ottenere lacquaforte, la polvere da sparo, il sapone, colle di-
conservato, studiato, ricordato e in alcuni casi anche aggiornato alla luce di nuove invenzioni. Le indicazioni che si ritrovano verse, istruzioni per tingere legni, conciare pelli, fabbricare cinabro
nei vari codici testimoniano tale intento: Copia di mano di Lorenzo nostro padre duna cartapecora, copiato duna carta e polvere da sparo, lustrare le carte e lebano. Molti naturalmente
di Lorenzo nostro padre duno stracciafoglio, di mano di Lorenzo nostro insuruno libricino. Il corpus dei disegni e delle sono i riferimenti allorologeria, principale attivit della famiglia,
annotazioni dei Della Volpaia si compone di un nucleo centrale di quattro codici conservati a Venezia nella Biblioteca Mar- come quando si legge: orologi a molla e qualcuno sicuramente
ciana e a Firenze nella Biblioteca Laurenziana e nella Biblioteca Nazionale Centrale. Il pi ricco e il pi importante dei taccuini da portare appresso, visto il numero alto di vibrazioni orarie, sino
quello che si trova nella Biblioteca Marciana di Venezia. Gli altri tre taccuini, conservati a Firenze, oltre che confermare a settemila.
notizie gi esistenti, forniscono informazioni particolarmente significative sotto laspetto storico. Si aggiungano a questi alcuni Dati i poliedrici interessi della famiglia, ogni componente asse-
documenti importanti recentemente attribuiti ai Della Volpaia, anche se non derivabili dalla mano del capostipite Lorenzo: cond una propria vocazione: Bernardo fu architetto a Roma con
alcuni fogli appartenenti al famoso Codice Corner di Antonio da Sangallo e le carte topografiche attribuite a Eufrosino e in i Sangallo, collaborando piuttosto assiduamente con Antonio da
origine appartenenti alla Raccolta Lafrery, attualmente suddivisa tra la Biblioteca Vaticana a Roma e la Biblioteca Nazionale Sangallo il Vecchio; Benvenuto, esperto di orologi, idraulica, stru-
di Bratislava. Tratto in comune dei taccuini la caratteristica di presentarsi come raccolte di appunti sciolti e eterogenei che menti scientifici e di misurazione, a Roma entr a far parte del
si occupano principalmente dellinvenzione di congegni meccanici, scientifici e astronomici. Da rilevare che si tratta com- cenacolo di artisti riuniti attorno alla figura del cardinale Salviati
plessivamente di testi riconducibili a un genere di scrittura a mezza strada tra la tipologia dei cosiddetti libri di famiglia, stringendo legami con Sebastiano del Piombo, Tribolo e soprat-
ovvero ricordi domestici, ricordanze, segreti, memorie oppure cronache familiari, compilati per annotare e ricordare fatti tutto Michelangelo, mentre il capostipite Lorenzo, eccezional-
privati di un determinato circolo familiare, e i taccuini di bottega, appunti disomogenei, molto diffusi nel Rinascimento, mente famoso per i suoi orioli, fu legato da profonda amicizia a
che avevano la funzione importantissima di annotare, studiare e descrivere le esperienze di lavoro di un determinato artista Giuliano da Sangallo e, soprattutto, a Leonardo da Vinci.
e della sua bottega. Laspetto disomogeneo e privo di collegamenti tematici complicato ulteriormente dalle varie mani che Lamicizia tra il maestro vinciano e il Della Volpaia doveva essere
in tempi diversi si occuparono della loro redazione. Il carattere estemporaneo e la disomogeneit tematica sono strettamente piuttosto intensa come dimostrano i continui rimandi individua-
connessi al loro carattere essenzialmente pratico di studio e di lavoro. bili nei rispettivi codici. Il nome di Leonardo ricorre spesso nei
Il Codice Laurenziano (Firenze, Biblioteca Laurenziana, Manoscritto Antinori 17) un manoscritto cartaceo in quarta taccuini della famiglia, cos come richiami a questi artefici sono
composto da settantadue carte e dalle medie dimensioni di 142 x 210 mm. Il titolo del volumetto Della Volpaia Giro- presenti nelle pagine leonardesche. In particolare, la conoscenza
lamo, Benedetto, Benvenuto e Lorenzo: studi di orologeria, meccanica, astronomia, con opportune figure e spiegazioni del approfondita dei meccanismi dellorologeria, maturata a Firenze,
secolo XVI. Si tratta di un descriptus, redatto in prevalenza da Girolamo, del pi famoso Codice Marciano. Anche se, come fu trasmessa a Leonardo da Lorenzo10. A sua volta il taccuino
notava Morpurgo, non sempre facile individuare a chi corrisponde lio narratore dei vari progetti: Questo loriolo dei Della Volpaia riproduce, in tre disegni, congegni e studi di
che io rifo per le monache di Santa Lucia di Firenze e Oriolo che io o fatto per un telaro vecchio finito detto d 28 di Leonardo. Consideriamo il folio 7 v del Codice Marciano dove
marzo 1546 per Santa Maria del Fiore di Firenze, in altri casi invece lattribuzione autocertificata Oriolo che io ho Lorenzo riporta la copia della macchina idraulica costruita da Le-
fatto lanno sessanta dua fatto per me Girolamo di Camillo della Golpaia e Questo l disegno dello oriolo grosso del onardo per Bernardo Rucellai11 probabilmente per la sua tenuta
palazzo del gran duca che fu fatto per le mani di Lorenzo di Benvenuto della Golpaia mio avolo il quale oriolo lo fabbri- di Quaracchi. In questo senso molto interessante rileggere la
Benvenuto Della Volpaia, Compasso da carteggio di Leonardo
c coi sua ferramenti Nicolo del sodo fabro eccellentissimo et fu fabbricato nel 1500 et suona una campana di diciotto trascrizione per intero, dato che ci fornisce importanti indicazioni da Vinci, XVI secolo, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana,
mila libre. Nel Codice Magliabechiano XIX 90, cartaceo in quarta, delle stesse dimensioni del precedente ma composto sulle misure e sul funzionamento della macchina idraulica: Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice Marciano 5363], f. 43 r.

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Copia duno strumento che mand Lionardo da Vinci a Bernardo Ruciellai di Francia | fatto l da un vuillano da Do[m] nomici viene dunque riscattata da quella forma di anonimato sotto cui per molto tempo era stata celata: si riconoscono
Dassoli il quale qui disegnato si vede | Una [ruota] per diametro braccia 9 . che gira intorno braccia .28 2/7. la sua circonfe- per la prima volta non soltanto le indiscusse abilit meccaniche, ma anche il nuovo status di artista-intellettuale, grazie al
renza grossa e larga 1/3 di braccio | di fuori intorno e quadra drento e uota per tutto con ispatio diuiso in .3. lo stilo grosso bagaglio di conoscenze astronomiche, ingegneristiche e matematiche che trovava nel colto e raffinato entourage laurenzia-
| lungo circa braccia .6 . sono .18. uacui impeciati e per lo lato fatto una finestra di circa . 1/8. di | braccio e cominci no il suo bacino preferenziale di ascolto.
allato a un tramezzo ellaltro tramezzo serua per suo fondo echosi ogni | spatio a la sua finestra allato allultima cirqunferentia Lorenzo realizz per gli ordini religiosi e per illustri privati molti orologi. Tra questi sono documentati dispositivi per le mo-
inuerso il cientro quanto si puo . da .3. | labbri di dette finestre conflitto una fetta di rame che spuorta fuori di dette cassette nache di Sanfriano22, per un frate Agostino23, per i Servi24, per Santa Trinita25, per Santa Maria Nova26, per il Mercato
uno dito in | circha per guida dellacqua delle quali .18. finestre sempre .4. se ne uota vuotano in una. | doccia atrauerso a Novo27. Non mancarono lavori per ricchi privati come per Anton Francesco degli Albizi28 e perfino un orologio da torre
detta ruota in testa dello stilo della ruota un rubeccio di denti .60. vuolta|ta da .una. Rocha di .10. fusoli ella manouella in per la famiglia dei Beccadelli a Bologna, come attesta il nipote Girolamo che nel 1564 fu incaricato di ripararlo29. Oltre ad
detto stilo | lunga braccia .3. doue si uolta pesca la ruota braccia .3. ellaqqua et | larga braccia 4 e lunga .10. | Vuotasi in astrolabi, meridiane e orologi solari e notturni, Lorenzo ide sia ingegnosi strumenti astronomici e scientifici, sia dispositivi
.2. ore e riemp|iesi in una ora12. di misura e di controllo. Fu anche un abile costruttore di macchine: tra i suoi studi si segnalano una macchina per segare
secondo una curva e una benna per cavare legni dallArno. Queste realizzazioni rivelano la figura un artista-artigiano do-
Leonardo aveva progettato il contatore dacqua per il Rucellai in vari fogli13. Confrontando lo schizzo al foglio 84 r-c [229 tato di competenze ingegneristiche aggiornate anche rispetto alla tradizione senese pi allavanguardia.
r] del Codice Atlantico non potremo non notare sorprendenti somiglianze che si fanno ancora pi evidenti, fin quasi a La grande maestranza e la minuziosa perizia, gli valsero il prestigioso e ambito incarico di temperatore30 dei pi im-
combaciare del tutto, nel foglio 93 v del Manoscritto G, databile al 1510-1511, quando Leonardo si trovava in Lombar- portanti orologi pubblici di Firenze. Il primo incarico, ricevuto nel 1490, fu quello di temperare lorologio di Palazzo
dia, impegnato negli studi per la navigazione dellAdda al servizio del re di Francia Luigi XII. Ritornando a considerare il Vecchio, anche se tale carica fu sospesa nel 1494 dopo la cacciata dei Medici e assegnata a Carlo Marmocchi che, morto nel
disegno del taccuino dei Della Volpaia, notiamo che il disegno e il testo sembrano corrispondersi perfettamente: la ruota 1500 fu a sua volta sostituito dallo stesso Lorenzo. Intanto, nel 1497 Lorenzo era stato nominato temperatore dellorologio
idraulica ha sei razze che, prolungate in tramezzi nella corona, formano altrettante cavit. Queste ultime sono, a loro volta, di Santa Maria del Fiore31, dove rest in carica fino al 1499. Su nomina dellArte dei Mercanti gli fu assegnata la carica
divise da altri due tramezzi: le diciotto cavit risultanti presentano, lungo il bordo interno della corona, altrettanti pertugi di temperatore dellorologio del Mercato Nuovo da lui stesso costruito: LArte de Mercanti aveva sulla torre del Saggio
spostati verso il centro della ruota, cio in prossimit della circonferenza minore, e in avanti rispetto al senso del giro in Mercato Nuovo, rifatto da lui nel 1511 dove era un putto che batteva le ore, e a pi della sfera si vedeva la palla della
della ruota. Attraverso questi pertugi, lacqua raccolta quando la ruota si immerge ed rilasciata mentre compie il suo Luna che voltando per forza di ingegni, segnava le sue apparenze32. Si trattava di un orologio dal meccanismo piuttosto
giro, fino a svuotarsi completamente allinizio dellimmersione successiva. Ne consegue che i quattro pertugi riversano con complesso coronato da un putto che scandiva le ore. Limpiego del jacquemart, di probabile ascendenza nordica33, do-
continuit lacqua su unapposita doccia sistemata trasversalmente, capace di condurre lacqua da utilizzare per lirrigazione veva essere un unicum allinterno della tradizione e costituire uno dei primi automi applicati a congegni di orologeria in
grazie alla pendenza di cui dotata. Nella descrizione sono specificati diciotto pertugi, mentre il disegno reca lindicazione ambiente italico. Come testimonia Vasari, fu per la realizzazione dellOrologio dei Pianeti a consacrare Lorenzo tra gli
di solo dodici. Il disegno prospettico , invece, completo dei diciotto pertugi. Lindicazione Vuotasi in .2. ore e riemp/ artisti pi famosi del tempo. Il nome dellartigiano fiorentino ricorre nelle Vite per ben tre volte fornendo informazioni
iesi in una ora. probabilmente allude ai tempi di svuotamento della vasca, calcolati dunque in un lasso di tempo pari utili per approfondire gli aspetti poliedrici della sua attivit. Nella Vita di Donatello ricordato il grandioso orologio dei
a due ore per svuotarsi. Se ne deduce che la ruota, ogni mezzora, solleva tanta acqua pari alla capacit complessiva dei pianeti posto nella sala dove loriuolo di Lorenzo della Volpaia, da la mano sinistra, un David di marmo bellissimo che
vari compartimenti stagni. Il contatore idraulico non era uninvenzione leonardesca, quanto un perfezionamento di un tiene fra le gambe la testa morta di Golia sotto i piedi, e la fromba ha in mano con la quale lha percosso34. La Vita del
congegno idraulico simile che ritroviamo in Vitruvio. Lenorme portata del documento dei Della Volpaia risiede nel fatto pittore Alessio Baldovinetti restituisce notizie pi dettagliate:
che questo testimonia che il contatore dacqua per Bernardo Rucellai lunica opera di Leonardo effettivamente realizza-
ta come recita la descrizione, nel 1510 da un artigiano specializzato di Domodossola e da qui spedita a Firenze di cui Ritrasse costui assai di naturale, e dove nella detta cappella fece la storia della reina Sabba che va a udire la sapienza di
abbiamo notizia. Salomone, ritrasse il magnifico Lorenzo de Medici, che fu padre di papa Leone Decimo. Lorenzo dalla Volpaia eccel-
lentissimo maestro doriuoli e ottimo astrologo, il quale fu quello che fece per il detto Lorenzo de Medici il bellissimo
Lorenzo Della Volpaia (ca. 1446 - 1512) oriuolo che ha oggi il signor duca Cosimo in palazzo; nel quale oriuolo tutte le ruote de pianeti caminano di continuo,
La famiglia dei Della Volpaia era originaria di Volpaia, ameno borgo del Chianti, al tempo sotto il controllo di Firenze14. il che cosa rara e la prima che fusse mai fatta di questa maniera35.
Lorenzo vi si trasfer dando avvio alla sua bottega, che, da subito, conobbe una straordinaria fortuna. Tra il XV e il XVI
secolo si distinsero tre generazioni di architetti e ingegneri, costruttori di macchine, di orologi, di strumenti astronomici Vasari conferma le due attivit principali di Lorenzo presentandolo come maestro orologiaio e astrologo. Lorologio
e ideatori di innovativi sistemi di misurazione per eseguire rilievi di edifici, mappe di citt e di territori. In questo modo, dei Pianeti era ancora tenuto in massima considerazione alla met del secolo successivo se era passato dalla collezione
conoscenza scientifica, capacit tecniche e incarichi di manutenzione relativi allorologeria si trasmisero di padre in figlio di Lorenzo a quella di Cosimo poich descritto come cosa rara e preziosa. La presenza del grande Orologio dei
per oltre un secolo, realizzando una vera impresa specializzata. La famiglia15, composta dal padre, dai figli Camillo, Ben- Pianeti era registrata anche quando si elencavano le pitture realizzate nella Sala dei Gigli da Domenico Ghirlandaio:
venuto, Eufrosino e dai nipoti Francesco, Lorenzo e Girolamo, figli del primogenito, fu molto stimata dai Medici e dai pi Fece ancora nel palazzo della Signoria, nella sala dove il maraviglioso orologio di Lorenzo della Volpaia, molte figu-
facoltosi nobili fiorentini, tra cui i Salviati e i Rucellai. La grande notoriet, ma soprattutto le loro poliedriche personalit re di Santi fiorentini con bellissimi adornamenti36. La figura del Della Volpaia ritorna anche nei Ragionamenti, dove
seppero metterli in contatto con gli artisti pi importanti del loro tempo, tra cui Leonardo, Michelangelo e i Sangallo. Al Vasari sottolineava il grande apprezzamento che era tributato a Lorenzo da parte del Magnifico:
tempo stesso, favorirono la fortuna di alcuni amici, destinati a diventare essi stessi grandi artisti di corte, intercedendo a
loro favore presso i propri grandi protettori, come Francesco Salviati e Niccol Tribolo. Cos fe fare loriuolo, che noi aviamo qui in palazzo, di mano di Lorenzo dalla Volpaia, con tutte le ruote che girano
secondo il corso de pianeti, il quale, perch non fu finito innanzi alla morte di Lorenzo, rimase, per essere cosa rara,
Lorenzo dalla Volpaia stette allorefice, e sempre si serv di tal arte. Questo mirabile uomo fu un monstro di natura; perch in questa citt. Ebbe questo re virtuoso, per le mani di Lorenzo, scultori, architettori, falegnami e muratori eccel-
egli si volse a fare degli orivuoli, e in quella proffessione, s come lo incitava la propria e vera buona inclinazione, questo lentissimi, e di mano di Niccol Grosso fabbro, ferramenti divini. Onde sempre tenne quel re che la virt di Lorenzo
uomo in quellarte mostr tanto bene i segreti dei cieli e delle stelle che e pareva che egli fussi stato lungamente vivo nei fosse venuta in terra dal cielo, per insegnare a vivere a tutti i principi del mondo37.
cieli: e le sue gran virt le mostr in fra laltre in un orivuolo che lui cominci al magnifico Lorenzo de Medici. In questo
orivuolo erano li sette pianeti, fatti in forma dellarme de Medici, li quali sette pianeti camminavano e volgevansi appunto Benvenuto Cellini, senza rivalit alcuna, lo definiva un orefice eccellente, anche se non esiste nessuna testimonianza
s come fanno quei in ne cieli. Ancora il detto orivuolo in piede, ma e non pi di quella eccellenzia per essere stato materiale circa lattivitit orafa di Lorenzo, che doveva comunque essere ammirata e cospicua:
straccurato16.
Lorenzo della Golpaia stette allorefice, e sempre si servi di tal arte. Questo mirabil uomo fu un mostro di natura, per-
con queste parole che Benvenuto Cellini esalta e allo stesso tempo consacra la figura di Lorenzo Della Volpaia17,
noto ch egli si volse a fare degli oriuoli, e in quella professione (si come lo incitava la propria e vera buona inclinazione)
al tempo non soltanto come esperto e ingegnoso costruttore di orologi, ma anche come architetto, matematico, orefice e questuomo in quellarte mostr tanto bene i segreti dei cicli e delle stelle, che pareva che egli fussi stato lungamente
astrologo, tanto da essere definito dal Vasari eccellentissimo maestro di orioli e ottimo astrologo. vivo nei cieli; e le sue gran virt le mostr in un oriuolo che lui cominci al magnifico Lorenzo de Medici. In questo
Nato attorno al 144618, come tendono a confermare le fonti documentarie pi antiche19, Lorenzo doveva risiedere stabil- oriuolo erano li sette pianeti, fatti in forma dellarme de Medici, li quali sette pianeti camminavano e volgevansi ap-
mente a Firenze quando, nel 1463, apr bottega20 con il fratello Mariotto in via degli Albertinelli21, ribattezzata successiva- punto siccome fanno quei in ne cieli. Ancora il detto oriuolo in piede, ma non pi di quella eccellenza per essere
mente via dellOriuolo. Con Lorenzo la figura di artigiano specializzato nella costruzione di strumenti scientifici e astro- stato stracurato38.

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Nonostante liniziale attivit come semplice legnaiuolo, le doti da orefice e la fama di costruttore di orologi, Lorenzo Nel 1515 a Norimberga furono stampate due carte celesti che rappresentavano una il cielo boreale e laltra quello
esord come architetto. Alcune notizie testimoniano che Giuliano da Sangallo lo segnal tra gli architectori che nel australe. Nella prima carta mancavano i nomi degli artisti che si occuparono della sua realizzazione, ma nella seconda
1486 discutevano sulle porte di Santo Spirito39. La costruzione della basilica di Santo Spirito fu commissionata a Filippo si leggono le iscrizioni Joann Strabius ordinavit | Albertus Durer imaginibus circumscripsit | Conradus Hoefogel stellas
Brunelleschi attorno al 1434. Larchitetto fiorentino progett una struttura dal grande impatto innovativo: i lavori, iniziati posuit. Joann Stabius era lastronomo e matematico della corte viennese che, secondo tali indicazioni, aveva dato alle
nel 1444, si interruppero bruscamente alla sua morte nel 1446. Per portare a termine il progetto nel modo pi fedele pos- stampe la carta disegnata da Drer, che riportava la posizione delle stelle fisse calcolata dallastrologo Conradus Hoefogel.
sibile rispetto al prototipo originale, fu istituito un nuovo gruppo di lavoro allinterno del quale si crearono due fazioni. Daniele Barbaro poteva aver ricevuto notizia del coinvolgimento di Lorenzo, che si suppone fosse intervenuto prima del
Alcuni architetti, tra cui figurava anche Antonio Manetti, non seppero cogliere la portata delle profonde innovazioni bru- 1512, anno della sua morte, direttamente da Antonio da Sangallo il Giovane e dal fratello Battista.
nelleschiane, scegliendo soluzioni di compromesso che spesso alteravano profondamente la bellezza prevista dal progetto Come accennato, la sua opera pi conosciuta fu lOrologio dei Pianeti49. Si trattava di un grande orologio planetario, il
iniziale. Unaltra schiera di architetti, tra cui il matematico e astronomo Paolo dal Pozzo Toscanelli e larchitetto Giuliano cui quadrante consentiva per la prima volta di seguire i moti di tutti i pianeti allora conosciuti, tra cui Mercurio, Venere,
da Sangallo, era invece pi incline al rispetto per il progetto originale. Marte, Giove e Saturno, le fasi e le et della Luna, il moto medio e il luogo vero del Sole. Alle indicazioni astronomiche,
Come architetto, Lorenzo doveva essere molto stimato se il suo progetto fu accettato al concorso40 bandito nel 1491 per si aggiungevano le funzioni canoniche degli orologi meccanici come il battito delle ore e la scansione della succes-
il completamento della facciata di Santa Maria del Fiore, ma conclusosi senza proclamazione del vincitore poich la giuria, sione del giorno e del mese. Proprio a causa della complessit e della estrema delicatezza dei complicati ingranaggi che
presieduta da Lorenzo il Magnifico, decise di rimandare i lavori. Lorenzo si occup anche di matematica confrontandosi sincronizzavano i ruotismi del dispositivo, lorologio richiese interventi continui di restauro. Il congegno meccanico50
con i massimi scienziati del tempo, come testimonia Michele Poccianti che, nel Catalogus Scriptorum Florentinorum, descritto con estrema ricchezza di dettagli nei taccuini della famiglia. La cosa rara e preziosa fu celebrata anche da
edito a Firenze nel 1589, scriveva: Laurentius Volpaie, mathematicus praecipuus inter nobilissimos ingenii foetus peperit Angelo Poliziano nella lettera scritta da Fiesole in data 8 agosto 1484 e indirizzata allamico Francesco Della Casa, al
Horologi, in quo summa studio, & exacta admodum diligentia quicquid de sideribus, & coelo excogitari potest, id etiam quale cerca di spiegare laspetto del prodigioso congegno:
propriis minibus perfecit & demostravit41.
Attestazioni significative del suo grande successo sono due rappresentazioni che lo ritraggono insieme agli artisti e agli Ho ricevuto la tua lettera per cui mi fai la sapere essere costi giunta notizia di una macchinetta automatica, poi anzi fabbri-
studiosi pi cari alla corte medicea. Vasari testimonia che Lorenzo era stato raffigurato nella cerchia degli artisti riuniti cata da un certo Lorenzo fiorentino, nella quale spiegato il corso delle stelle in relazione alle sfere; e dici di aver vaghez-
attorno a Lorenzo il Magnifico dal pittore Alessio Baldovinetti nella decorazione ad affresco della cappella di Santa Trinita, za, perch alcuni ne dubitano, chio te ne scriva se qualche cosa ne so. Sebbene, stando io in campagna, da lungo tempo
commissionatogli da Gherardo e Bongianni Gianfigliazzi42. Dalle notizie fornite dallartista aretino nelledizione giuntina, non abbia veduto il congegno, pure, per quanto la memoria lo concede, brevemente descriver quale sia la sua forma, la
oltre a Lorenzo, erano raffigurati nellaffresco anche altri dotti tra cui il matematico Paolo dal Pozzo Toscanelli e lastrologo composizione, e luso. Che se questa descrizione ti parr alquanto scura, tu ne vorrai trarre la colpa, non tanto alla mia
Guido Bonatti come si legge nella Storia della reina di Saba che va ad udire la Sapienza: Fece similmente a tempera la ta- sufficienza, quanta alla malagevolezza e alla novit della cosa di cui si tratta. V un ritto quadrato che termina in punta
vola maggiore e la cappella a fresco di Santa Trinita per messer Gherardo e messer Bongianni Gianfigliazzi, onoratissimi e a mo di piramide, alto circa tre braccia. Porta in cima, in luogo di capitello, un disco piano di bronzo, dorato e colorato;
ricchi gentiluomini fiorentini, dipignendo in quella alcune storie del Testamento Vecchio, le quali Alesso abozz a fresco nel rovescio del quale disposto tutto il corso dei pianeti, avendo esso un diametro minore di un braccio, e posto in moto
e poi fin a secco, temperando i colori con rosso duovo mescolato con vernice liquida fatta a fuoco43. Anche Francesco interionnente da rotelle a denti, mentre abbracciato da un cerchio fisso nel quale va a rappresentare il lembo; cerchio che
Bocchi nelle Bellezze della citt di Firenze confermava che: In questa tribuna furono da Alessio ritratti al naturale molti diviso in ventiquattro parti, corrispondenti alle ore e dentro il medesimo una sfera aggirevole, nella quale distingansi i
cittadini di que tempi fra i quali il ritratto del Magnifico Lorenzo de Medici Padre di Papa Leone X, di felice e onorata dodici segni coi rappresentativi gradi [zodiacali] piu a dentro pure si veggano otto globetti, quasi di eguale grandezza tra
ricordanza: Lorenzo della Volpaia del Chianti eccellente oriolo ed Astrologo molto degno, questi due sono dalla parte loro. Due di questi occupano il punto di mezzo, val dire uno infisso nellaltro, cos che linferiore, pi marcato, stia a rap-
ove ritratta la storia della Regina di Saba quando va a visitare Salomone che quella del corno del vangelo44. presentare il sole, e il superiore la luna. Il raggio che venendo dal sole incontra il cerchio, indica in esso le ore; e in quello
Gli affreschi della cappella di Santa Trinita sono purtroppo andati distrutti attorno al 1760 a seguito di alcuni lavori di am- che porta i segni indica imesi, e i giorni, il numero dei gradi, e il moto vero del sole, e quello altres che chiamano medio.
modernamento della zona del coro. Al ritratto realizzato da Baldovinetti dovette ispirarsi lo stesso Vasari quando raffigur Dalla luna parte egualmente un raggio o stilo, che nota le ore di essa, le quali si disegnano inferiormente nel lembo stesso
Lorenzo insieme ad altri matematici nel pannello decorativo che faceva parte del complesso allestimento degli apparati effi- del globetto maggiore; e passando pel centro dellepiciclo lunare, col toccar quello che porta i segni, viene notificato il moto
meri realizzati presso Porta al Prato in occasione dei festeggiamenti per il matrimonio di Francesco I e Giovanna dAustria: medio di essa luna. Come pure un altro stilo, che si parte da li, e che divide il centro del corpo lunare, cio il lembo del lor
Non restarono i matematici s che anchessi dipinti non vi fussero; di questi, oltre allantico Guido Bonatto, vi si vedeva epiciclo, viene a manifestare la vera posizione: onde accade che si riscontrino e il moto ritardato, e laccellerato, e tutto il
maestro Paolo del Poz[z]o et il molto acuto et ingegnoso e nobile Leonbatista Alberti, e con essi Antonio Manetti e giro di essi, come pure le congiunzioni e i pleniluni. Intorno a questa stanno sei piccoli globi, un de quali, che chiamano
Lorenzo della Golpaia, quello per man di cui abbiamo quel primo meraviglioso oriuolo de pianeti, che oggi, con tanto coda a capo del Dragone, accenna alle eclissi tanto del Sole, quanto della Luna. Gli altri rappresentano i pianeti, da ognuno
stupor di quella et, si vede nella guardaroba di questo eccellentissimo Duca45 . dei quali escono due punte, ad individuare i moti; come diremmo della luna. Ma questi ancora hanno un moto di regresso,
Nel 1504, Lorenzo nominato a fare parte della commissione degli artisti chiamati a decidere sulla sistemazione del il che nella luna non si verifica, siccome quella che portata in senso contrario del suo epiciclo. Cos si riscontra in ognuno
David di Michelangelo per la quale era in corso una diatriba46. Il gonfaloniere di Giustizia Pier Soderini propose di col- di essi la ragione delle congiunzioni, dette retrocessioni, e delle latitudini. Eccovi in altie un altro lembo alla maniera del
locare il David davanti a Palazzo Vecchio, sede della Signoria e simbolo della Repubblica. In questo modo il giovane eroe predetto cerchio portante i segni il quale nella parte superiore interseca i globetti de pianeti, onde appariscono i gradi delle
biblico avrebbe simboleggiato la difesa della libert repubblicana contro ogni sorta di despotismo. Tale proposta aveva un costellazioni al loro nascere, e gli spazi delle giornate, cio a quale ora nasca il Sole. Dai quali globetti ciascun pianeta
preciso significato: mostrando di comprendere limportanza che le immagini rivestivano a fini politici, tale sistemazione portato, e vicendevolmente viaggia, di giorno verso loriente, e di notte verso loccidente. Al contrario il cerchio massimo, di
doveva essere letta come un messaggio chiaro in una situazione instabile a seguito della cacciata dei Medici e del rogo notte fa girare i pianeti ad oriente, di giorno ad occidente, nello spazio delle 24 ore. Le quali case tutte e la ragione convince,
del Savonarola. Da un punto di vista artistico, la collocazione della statua davanti al palazzo valorizzava la potenza ed ogni ben pratico conviene a dire che combianno mirabilmente col moto delle sfere. Ne dovrai meravigliare che queste
marmorea del possente corpo delleroe in torsione, donatogli dallinconfondibile tocco michelangiolesco. Per decidere cose paiono incredibili a ben molti. Imperocch, come si legge in un grande autore alle grandi cose tardi si aggiusta fede.
sulla sistemazione della statua fu dunque necessario riunire una commissione apposita che, riunitasi il 25 gennaio 1504, Io stesso, ripeto, credo appena ai miei occhi vedendo ci accadere quotidianamente. E per avendo io letto una volta che
era composta dai pi famosi artisti fiorentini: Andrea della Robbia, Piero di Cosimo, Pietro Perugino, Leonardo da un che di simile era stato fabbricato da Archimede Siracusano, anche a fronte di un tanto autore vacillava la mia fede, che
Vinci, Sandro Botticelli, Filippino Lippi, Cosimo Rosselli e Lorenzo della Volpaia. Si crearono schieramenti opposti. questo nostro ha pienamente confermato. E per verit ogni lode inferiore a questa Opera; inperocch non si pu lodare
I sostenitori dei Medici, tra cui Giuliano da Sangallo, Leonardo da Vinci e Lorenzo della Volpaia47, preferivano collo- degnamente in altro modo che confessando essere egli superiore ad ogni lode. Perci resta incerto se dobbiamo ammirare
care il David in un luogo semicoperto, come la Loggia dei Lanzi, per non esporre la statua agli agenti atmosferici e non questo artefice pi dal lato dei costumi, della probit, della schiettezza e della integrit, o da quello dellingegno stimando
pregiudicarne la straordinaria bellezza. Laltra fazione, poi risultata vincente nonostante il parere contrario della stesso mandato dal cielo, discepolo del cielo nel cielo. Addio. Vale. Fiesole 8 di agosto 148451.
Michelangelo, condivideva la sistemazione del colosso nello spazio pi in vista della citt in modo che la statua fosse il
riflesso dei suoi ideali politico e religiosi. Il grandioso Orologio dei Pianeti era ritenuto il suo capolavoro, come documenta Francesco Albertini nel suo Memoriale
Lorenzo coltiv lastronomia da autodidatta e riconobbe espressamente il suo debito verso la Theorica planetarum del di molte statue et picture sono nella inclyta cipta di Florentia per mano di sculptori et pictori excellenti moderni et an-
genovese Andal del Negro. Lassiduo e attento studio dellastronomia port Lorenzo allosservazione delle costella- tiqui edito nel 1510: In palazzo maiore un mirabile et artificioso horologio che mostra el corso del Sole, et moto
zioni dellemisfero settentrionale, che, come ci testimonia Daniele Barbaro nel suo Commentario a Vitruvio, furono da di meti e pianeti, per mano di Lorenzo Vulpario et le palle della terra per mano di Lorenzo Vulpaio; et le palle per
lui misurati e tradotti su carte celesti: va a torno una carta di Giovani Stabio, dAlberto Durero et del Volpaia fiorentino, mano di mante minatore52.
fatta da tutti e tre insieme nella quale sono le immagini celesti molto ben poste48.

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Lorenzo era elogiato a pi riprese anche da Domenico Mellini, colto personaggio allinterno dellentourage mediceo, struzione di un nuovo modello56. Lorologio rimase per a lungo incompleto a causa di una concomitanza di eventi come la
animatore dellAccademia Platonica ed educatore dei figli di Cosimo, nella Descrizione della Entrata della serenissima morte del committente Mattia Corvino nel 1490 e la battuta darresto per tutte le arti in seguito alla cacciata dei Medici nel 1494.
regina Giovanna dAustria, edita a Firenze nel 1566. Il Della Volpaia era celebrato nelle invenzioni ideate nel dicembre del Di fronte al rischio che lorologio andasse perduto o acquistato da altri, i capitani di Parte Guelfa lo acquistarono il 27
1565 con Vincenzo Borghini per lallestimento degli apparati trionfali per lentrata ufficiale della futura sposa di Francesco agosto 1510 e lo donarono alla Signoria. Essendo, infatti, venuta loro:
I a Firenze: Lo primo che messe in pratica, et ridusse in un materiale spera i movimenti di tutti i Cieli et i Pianeti cosa
meravigliosa, et da non poter credersi ancora da coloro che la veggono, nel mirabilissimo orologio volgarmente detto notizia chome in questa vostra cipt di Firenze era uno in strumento ovvero oriolo fatto con mirabile ingegno et cion
lOriolo de Pianeti. Il quale fu di sua mano; et con stupore dognuno si vede nella ricchissima et realissima Guardaroba incredibile artificio per mana di Maestro Lorenzo della Golpaia et intendendo come per essere cosa hunicia et sopra
dellEccellentissimo Duca, nostro Signore53. ogni credulit meravigliosa, qualche huomo potente alectato dalla novit e fama duno tale in strumento tentava trarlo
Il Della Volpaia figurava anche in unaltra opera del Mellini intitolata Discorso nel quale si prova contra loppenione di Firenze parendo loro chosa indegna che la propria patria loro avessi ad essere spogliata duna si rara et preziosa gioia
di alcuni non si potere artifizialmente ritrovare, ne dare ad un corpo composto di Materia corrottibile un Movimento, che per adornarne le cipt estranee et aliene la assunsano a loro magistrato con proposito di farne (chome di poi feciono)
sia continovo & perpetuo, edita a Firenze nel 1583. Si trattava di unopera scientifica nella quale, a testimonianza dei un grato et richio presente a nostri magnifici et eccelsi signori [stabilendo altres che] si dia et paghi per mantenere,
suoi multiformi interessi, Mellini si opponeva ai sostenitori del moto perpetuo e descriveva il cielo prendendo proprio temperare et governare detto in strumento ogni mese lire VIII soldi VI den. VIII et moggia due di grano lanno mentre
ad esempio il planisfero di Lorenzo. vive Lorenzo [...] et perch povero et ha contratto qualche debito se gli dia et paghi al presente fiorini 100 di suggello
da pagarseli in tre paghe ogni mese el terzo [...] le quali quantit certo non pare cion degno premia di tanta sua faticia,
Et se alcuno dicesse, che si potria muovere per forza di Ruote & di contrapesi, come li moveva quello corpo sferico, industria et virt, perch questa tale opera no si pu con forza di pecunie compensare ma per unarra di gratitudine et
comporto gi & fabbricato con Arte maravigliosa & stupenda da Lorenzo della Volpaia; e che anco hoggi di si ritrova per uno saggio della innata et solita liberalit et clementia di questa chasa, inverso gli uomini virtuosi57.
nella Ricchissima, & veramente Reale Guardaroba del nostro Serenissirno Gran Duca di Toscana, nel quale si vedono,
& veggiono i Moti di tutti i Pianeti, & dellottava sfera; Risponderei, che tutti questi Motori, si come, glaltri di qualunque Il successo dellorologio fu tale che, posto nella Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio, questa fu ben presto ribattezzata Sala
sorte e l fussero, o naturali, o artifiziali, o misti, farebbero ridotti fotto le Regole dellArte per mezzo di quella adattati dellOrologio. I registri della Guardaroba Medicea ne danno notizia fino alla seconda met del Seicento quando il gran-
allartifizio di gi detto54. dioso orologio and distrutto a causa dellincuria. Dopo Lorenzo, la manutenzione dellorologio pass al figlio Camillo e
da questi al figlio Girolamo che per si limit a restaurarlo in due riprese nel 1560 e nel 1594 perch, proprio a partire
Ricostruendone la vicenda della commissione, Lorenzo realizz due orologi planetari. Il primo fu quello commissionato dal 1560, il duca Cosimo I aveva deliberato di non provvedere alla manutenzione ordinaria come chiara espressione della
da Lorenzo il Magnifico per Mattia Corvino re dUngheria attorno alla met degli anni Settanta del Quattrocento, che caduta di interesse nei confronti della celebre opera. Nella Guardaroba Medicea del 1609, lorologio risulta shommesso,
doveva necessariamente essere quello descritto nel 1484 dal Poliziano. Lorenzo descrive lorologio con queste parole: e tutto in pezzi in quello successivo datato 1640. Molti furono dunque i motivi per cui lorologio cadde in disuso: per
la complessit dei suoi congegni che richiedevano una continua manutenzione da parte di personale specializzato, per
Di Lorenzo di Benvenuto della Volpaia. Fassi fede per me Lorenzo di Benvenuto della Volpaia chome uno horiuolo linettitudine di chi avrebbe dovuto averne cura ma, soprattutto, per la grave involuzione che si registr negli strumenti
chominc(i)ato per la maesta del re dUngheria a ppetizione di un nobile cittadino fiorentino Filippo Valori. El quale astronomici e scientifici, espressione di una cultura ormai superata e attardata in confronto alle nuove e innovative sco-
horiuolo chome chol disegno scrissi alto darmatura o telaio uno braccio e largho di ferro e acciaio choperto di stagno perte scientifiche galileiane.
chon tutte le ruote e altre, il quale disegno fu portato alla maest del Re dUngheria e detto disegno di forma quadra Tuttavia, lOrologio dei Pianeti era un vero e proprio prodigio dellingegno e della tecnica. Rispetto agli orologi planetari
di braccia 2 per facia, ricinto duno parapeto di br(accia) 4 per faccia, sopra ad esso si posa dua palle che mettino in conosciuti nellantichit, noti solo attraverso testimonianze documentarie, i due planetari di Lorenzo della Volpaia costi-
mezzo lhoriuolo chome il disegno mostra. Luna delle dua palle a similitudine del cielo cho(no) zodiaco, cholle immagine tuiscono una sensibile evoluzione. Gli orologi planetari precedenti avevano una struttura poligonale o quadrangolare. Su
chon molte stelle fixe, ar moto da detto horiuolo sichome muove il cielo ogni d una e tanto fa l suo anno di 365 d, ogni faccia erano inseriti dei quadranti che riproducevano, mediante elaborati meccanismi eccentrici e epiciclici, il moto
di 6 hore, voltando dietro a primo cerchio per meridiano e un altro per orizonte mediante esso si vedr lascendente. dei vari pianeti con le indicazioni del loro moto medio conseguente alle irregolarit del loro moto effettivo. Lorenzo
Laltra a similitudine della terra: mobile manuale chol meridiano e lorizonte. E sopra dette palle in mezo, alto quanto della Volpaia realizz un nuovo tipo di quadrante che, invece, consentiva la visione simultanea delle posizioni dei moti
lochio de un omo, il centro della spera di detto horiuolo, piana, o dariento o di rame dorata, per diametro uno planetari. Questo permetteva, ad esempio, di sapere quale costellazione si innalzasse nel cielo in un preciso momento,
braccio, cinta da un cerchio fermo, innesso partite le bore 12 e 12, chome mostra il disegno grande. E detta spera assecondando un interesse puramente astrologico. I taccuini della famiglia testimoniano che il quadrante, realizzato con
si girer ogni 24 hore una volta, di levante verso ponente e tornate a llevante dentro a detto cierchio, portanto secho placche decorate da smalti policromi, era composto da due ghiere concentriche che raffiguravano allesterno le ore, nu-
6 sperette sopra alla settima di mezzo, dalla quale speretta di mezzo si parte 3 lanciette. Luna serve per il Sole, che merate in due serie consecutive da I a XII con inizio a mezzogiorno e a mezzanotte. Allinterno, si trovava un grande
mostra lore nel cerchio fermo e mostra il d del mese e il santo e mostrar il movimento e vero nel zodiacio perch disco, rotante in senso orario, composto da cinque dischi minori, ruotanti in senso antiorario, che rappresentavano
ar moto in detta sphera di ponente verso levante, in tal modo che in 365 di tutto li zodiacio e ogni quattro anni lo Zodiaco e che corrispondevano a Saturno, Marte, Venere e Mercurio. Nella sesta apertura posto il Drago che indica
ordinato si riposi uno di quando santo mattia apostolo che viene a d 25 di febraio e, quello d silavi e netti dogni i nodi e le eclissi lunari. Al centro, due dischi sovrapposti mostrano le fasi e le et della Luna e lindice del Sole. Rispetto
suo bisogno detto horiuolo; e vogliano che quello d si riposi tutti i pianetti ecetto che la luna e lla palla se la renda allinvenzione originaria, il secondo orologio dei pianeti aveva due globi, quello celeste e quello terrestre, e una sofisticata
quello d perduto. E laltra 2 lancette serve luna at movimento della luna e latyra per vero moto. E nella speretta di suoneria. Inoltre, per tener conto dellanno bisestile, Lorenzo aveva previsto che ogni quattro anni lorologio si fermasse
mezzo onde si partano si vedr per un picchiolo foro chome il capo dessa che crescie o sciema, e l appresso quanti di per la manutenzione straordinaria un giorno che coincideva con il 25 febbraio, dedicato a san Mattia.
cella si part dal sole. E delle sei sperette intorno a questa lan[cetta], luna serve per chapo e chioda di draghone e le Lorenzo mor a Firenze nel 1512. La considerazione di cui godette, come testimonia Vasari, avrebbe trovato da l a
altre cinque serviranno per cinque pianete e tutte sei aranno iloro zodiacio, [...] E gi ne faciemo un altro a tempo poco una naturale continuazione nella bottega ereditata da figli e nipoti che, ognuno dotato di personalit poliedrica,
di Sisto Pontefice [papa dal 1471-1484] per non chome questa di grandezza n di pefezione ne cholle sopra dette avrebbero portato la massima fama al nome della famiglia.
palle, il quale portarno a Roma a tempo di questa. Essendo a Roma mess. Francesco Bandini laveva gi chomperato per
la maest del re dUng(h)eria Matiase. E perch intese noi ne faremo uno pi intero e molto pi perfetto che quello, Bernardo della Volpaia (entro il 1475 - prima del 1522)
per non lo tolse e aveva intenzione ne facessimo uno il qual questo chominiato. E di tutto questo ne pu rendete I documenti fiorentini che forniscono notizie riguardo ai componenti della famiglia dei Della Volpaia tacciono invece il
testimonianza mio fratello mes. Bartolomeo di Benvenuto della Golpaia [...]. Questa scritto copiato da una carta di nome di Bernardo58. Nato presumibilmente attorno al 1475, egli doveva essere il maggiore dei figli di Lorenzo. Lunica
mano di Lorenzo Benvenuto della Volpaia il quale a fatto di sua mano detto oriuolo de cier(t)i moti de pianeti55. eccezione a questo silenzio la sua menzione in un documento del 1489, per cui Lorenzo aveva acquistato una casa
in via degli Albertinelli in enfiteusi a vita sua, di suo zio e tre figlioli, di cui non sono specificati i nomi, ma dai quali
Nel 1488, dunque, lorologio fu trasportato a Roma dove furono avviate le trattative per il suo acquisto da Francesco si esclude Eufrosino nato nel 1494. I documenti romani invece lo vedono attivo come architetto. Egli doveva essere
Bandini, mediatore del re dUngheria. Saputo che Lorenzo stava costruendo un altro orologio planetario pi perfetto e giunto a Roma attorno alla met dellultimo decennio del Quattrocento, probabilmente a seguito dei Sangallo ai quali
complesso, Bandini si assicur la prelazione sul nuovo. Notizie interessanti confermano che, a cura di un nuovo inter- sembra essere legato da profonda amicizia e da stretti rapporti di collaborazione. Un documento59 datato 1521 trasmette
mediario Filippo Valori, lanno successivo furono inviati in Ungheria i disegni e le descrizioni del progetto. probabile la notizia di un Laurentii Bernardo florentino fabro lignario attivo a Roma. Lindicazione del patronimico figlio di
dunque che Lorenzo fosse comunque riuscito a vendere il primo orologio poich furono intraprese trattative per la co- Lorenzo ha portato a identificare tale Bernardo fiorentino con uno dei figli di Lorenzo Della Volpaia e con il Bernardo

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autore del Codice Coner 60. Supponendo che fosse un figlio illegittimo poich il suo nome non compare nel testamento Benvenuto di Lorenzo Della Volpaia (1486-1532)
paterno che invece citava tutti gli altri figli, lipotesi si basa su alcuni documenti ritrovati nel Capitolo di San Pietro a Il pi noto dei figli di Lorenzo, avuti dalla moglie Bartolomea di Lionardo,
Roma che tendono a legare Bernardo al fratello Benvenuto. Il Bernardo Laurentii fabrolignario fiorentino ritorna fu Benvenuto, nato a Firenze il 5 maggio 1486. Questi, insieme ai fratelli
in una concessione fatta da parte del Capitolo di San Pietro di un appezzamento di terreno situato presso la localit di Camillo e Eufrosino prosegu la tradizione di famiglia rivelandosi un abile
Borgo Novo. Nel documento, datato 8 Giugno 1519, si legge che il beneficiario era appunto: Honorabili viro magistero costruttore di orologi, di strumenti scientifici e di macchine. Lunica atti-
Bernardo Laurentii fabrolignario fiorentino presenti [...] ad vitam ipsius magistri bemardi et et unius personae per eum vit paterna che non interess direttamente Benvenuto fu larchitettura,
nominande61. per la quale per ide ingegnose macchine edili per segare marmi, porfidi
Nel 1521 il canone della casa in cui abitava Bernardo a Roma risultava pagato da locatari diversi. Nei primi mesi dellan- e pietre. Trascrisse le carte del padre contenenti le sue pi importanti
no sono versati 11 ducati da parte di magister Bernardinus faber Jignarius62, mentre il 23 luglio del 1521 la somma invenzioni in un taccuino di famiglia, conservato a Venezia e noto con
corrisposta per manum domini Bartholomei alias baccj, schalcho r.mi cardinalis [Giulio de Medici]63 che a sua volta, il il nome di Codice Marciano 5363 che, aggiornato da note autografe e da
17 dello stesso mese, era stato nominato a Firenze procuratore di Benvenuto, che aveva fatto testamento. Un documento appunti apportati dai fratelli, costituisce la fonte principale per le biogra-
attesta che Bernardo mor nel 152364. Nel 1524, il canone enfiteutico della casa era pagato ancora per conto proprio da fie e le opere dei Della Volpaia. Nacqui in d di passione e per bisogna
magister Baccius, a cui nel frattempo Benvenutus Laurentij de Vulparia laicus florentinus aveva ceduto la casa, con che io impari da aver pazienza79: con questa frase che, al foglio 1 r del
approvazione del capitolo65 come registrato in data 8 marzo 1524. Se ne deduce pertanto che Benvenuto fosse lerede Codice Marciano, sotto la dicitura copia di mano di mio padre della mia
di Bernardo. La casa che Benvenuto rivendette qualche anno dopo, confinava con un palazzo affittato tra il 1517 e il nativit, Benvenuto80 riproduce il quadro astrale disegnato in occasione
1521 dal cardinale Giulio de Medici che era in ottimi rapporti sia con Benvenuto Della Volpaia sia con la famiglia della sua nascita dal padre Lorenzo. Segue nello stesso foglio la trascri-
dei Sangallo, dei quali Bernardo era dunque stretto collaboratore. zione delloroscopo che il padre aveva calcolato per lui. Al centro della
Bernardo fu principalmente un architetto, mostrandosi in questo campo pi in sintonia al lavoro del padre rispetto ai pagina campeggia il diagramma astrale composto da dodici triangoli che
fratelli. A Roma, Bernardo si occup del rilievo sia di monumenti antichi sia di edifici moderni e forse fu dedito anche alla rappresentano ciascuno le case del cielo, sotto cui era collocata la nascita
costruzione di macchine da cantiere, se lui quelBernardino ingegniero che pagato per la costruzione di Palazzo Riario di Benvenuto. Sotto la figura campeggia la scritta che enuncia lora esatta
a Roma66. La partecipazione effettiva alla realizzazione del palazzo comunque testimoniata da un disegno firmato che ne della nascita, necessaria a calcolare sotto quali influenze e quali pianeti
raffigura la pianta ed conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi67. Altre notizie sulla vita e sullattivit di fosse nato il figlio: nativit di Benvenuto di Lorenzo ad 5 maggio 1486
Bernardo si ricavano dai disegni conservati agli Uffizi e, soprattutto, dal famoso Codice Coner, a lui attribuito. Occorre a ore 13 doriuolo hore 3 minuti 42 inanzi mezzod in venerd mattina81.
pertanto definire il rapporto che lo lega alla famiglia dei Sangallo. La prima attestazione della familiarit di Bernardo Per questo la dicitura nacqui un di d passione e per bisogna che io im- Benvenuto Della Volpaia, Ruotismi e appunti trascritti dalle
carte del padre Lorenzo per lOrologio dei Pianeti, XVI secolo,
documentata da una nota apposta a un disegno di Antonio da Sangallo il Vecchio68, databile attorno al 1492-1496, che pari da aver pazienza, sembra quasi essere un monito appuntato proprio Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
raffigura il Teatro di Marcello in prospetto, sul quale si l egge queste misure sono levate di mano di Berna[r]do della per mano di Benvenuto per mitigare la propria inclinazione allimpazienza. [= Codice Marciano 5363], f. 31 v.
volpaia. Oltre ad attestare una certa familiarit 69 con Antonio, liscrizione segna una data per collocare linizio dellatti- Dovette imparare fin da piccolo la prodigiosa arte dellorologeria del pa-
vit a Roma. Si legge il nome Bernardo anche in un disegno di Antonio da Sangallo il Vecchio, anchesso conservato dre, riuscendo ben presto ad acquisire nozioni astronomico-astrologiche e
agli Uffizi. Antonio da Sangallo il Giovane si riferiva al Della Volpaia quando sul disegno databile attorno al 1510, che un alto grado di specializzazione ingegneristica, in particolare nella costruzione di macchine e nel rilevamento topografico.
raffigura una sezione assonometrica della trabeazione del Tempio dei Castori, scrisse questo disegno e di mano dello Autore principale del prezioso codice marciano, Benvenuto riprodusse gli orologi82 realizzati dal padre per alcuni ordini
Golpazzo70. Il nucleo degli Uffizi71 conserva anche altri due disegni di Bernardo piuttosto interessanti. Un foglio rappre- religiosi, tra cui le monache di San Frediano, un certo frate Agostino e per Santa Maria Nuova. Di mano del padre, come
senta uno studio del Tempio di Mecenate sul Quirinale72, laltro riproduce la pianta del piano nobile del palazzo del Riario accuratamente annota Benvenuto in piccole ed eleganti note poste sul margine di ogni foglio, sono anche alcune macchine
o della Cancellaria75 dove ritroviamo la stessa annotazione di mano di Antonio il Giovane questo disegno di mano di diverse tipologie, tra cui un astrolabio, una macchina idraulica, un argano da pozzo, un mulino, una benna per togliere
dello Golpazo. A questi disegni, tuttavia, possibile aggiungere un foglio schizzato da Antonio da Sangallo il Vecchio e legna dal fiume Arno83. Di sua mano un orologio solare e notturno disegnato recto-verso e descritto con brevi note in due
appartenente al Codice Strozzi, i cui disegni, similmente al Codice Coner, fanno parte di una raccolta omogenea che fogli del Codice Marciano84. Il recto di questo orologio notturno caratterizzato da una struttura composta da tre cerchi
raffigura rilievi di monumenti antichi esaminati in pianta, in alzato e nei dettagli degli ordini architettonici e corredati incisi e sovrapposti di diverso diametro: il disco esterno riporta il calendario zodiacale, quello mediano lindicazione delle
da annotazioni e misure. Il nome di Bernardo ricorre in relazione allappunto di alcune misurazioni effettuate nel disegno ore e lindice, mentre il pi piccolo dotato dellostensore graduato che aveva la funzione di misurazione. Pi interessante
inv. 1602 A: il nome dellartefice fiorentino si associava insieme a quello di Simone del Pollaiolo, anchegli collaboratore il verso del congegno a orologeria su cui si legge Benvenutus Vulpariae Lorentinus Laurentii fili anno MDXVI. La faccia,
dei Sangallo e presente a Roma nel 1497. I suoi disegni pi noti sono raccolti nel cosiddetto Codice Coner, conservato riprodotta nel disegno, attesta la data fissata al 1516, la firma dotata di patronimico e il motto palindromo en giro torte
a Londra nel Sir John Soanes Museum. Si tratta di una raccolta di schizzi di antichit romane con misurazioni molto sol ciclo set rotor igne che sembra rivestirsi quasi della sonorit propria di una formula magica85. Inoltre, a conferma che
accurate, redatto a Roma attorno al 1515. lo strumento doveva funzionare anche come orologio solare, sono abbozzate le linee che definiscono i cosiddetti quadranti
Il codice si presenta come un vero e proprio prontuario74 o meglio un manuale di tipologie architettoniche antiche, di altezze, le linee orarie, il quadrato delle ombre e la Tabula Solis motus che indicava lingresso del Sole nei segni zodiacali.
organizzato per tipi e ordini. Gli elementi architettonici sono raffigurati attraverso spaccati assonometrici75. Nelle Il quadrante riporta la preziosa indicazione sulla latitudine e longitudine, pari a 42 e 43'', che corrisponde proprio alla po-
carte del codice troviamo alcuni disegni che potrebbero in qualche modo essere ricondotti a tematiche riconducibili sizione di Firenze dove Benvenuto si trovava nel 1516.
alla bottega dei Della Volpaia. Tra questi vi sono gli schizzi di una macchina per il sollevamento e la riproduzione Di mano di Benvenuto sono anche alcune macchine. Il 12 febbraio 1521 schizza e descrive alcuni ruotismi utilizzati nei
di un orologio antico, mentre alcune planimetrie del Tempio di Romolo e del Belvedere sembrano rilevate con uno dispositivi impiegati nei mulini ad acqua86, prende poi appunti per ricordarsi di una mola vista a Roma da un certo Ma-
strumento simile a una bussola76. Numerosi disegni raffigurano opere realizzate da Bramante tra cui il tempietto di estro Cristofano fornaio di papa Lione in Roma presso alla compagnia de Fiorentini e per la quale apporta modifiche per
San Pietro in Montorio, il Belvedere, San Biagio, San Celso, San Pietro, Palazzo Castellesi, mentre le uniche architet- migliorarne lefficacia87. Egli ide di sua mano macchine per ledilizia88, sfruttando le competenze architettoniche del padre
ture moderne presenti nel taccuino, a parte la Cancelleria, sono costituite da alcuni disegni77 con particolari eseguiti Lorenzo, in particolare per la realizzazione di macchine per segare o arrotondare marmi, porfidi e pietre. Infatti, durante il
da Antonio da Sangallo il Giovane. A confermare lattribuzione a Bernardo abbiamo una carta, non autografa ma periodo romano si hanno diverse notizie di alcune seghe meccaniche89. Uno di questi studi si distingue dagli altri perch
attribuibile a una mano pi tarda, che riproduce la lettera scritta dal curiale tedesco e cultore di discipline scientifiche riporta la preziosa equivalenza per ricavare il palmo romano dal braccio fiorentino.
Andreas Coner, da cui prende nome la raccolta, a Bernardo Rucellai. La lettera, scritta da Roma in data 1 settembre Insieme alla bottega passarono a Benvenuto anche gli incarichi paterni, tra cui la carica di temperatore e moderatore
1513, chiedeva al fiorentino di farsi costruire una meridiana simile ma non uguale per non incorrere in un falso dellorologio90 pubblico del Mercato Nuovo, i cui congegni furono in seguito restaurati nel 1521. La bottega doveva avere
allorologio solare antico dei Della Valle di cui si inviava la descrizione e i disegni di modo che servissero per model- successo come ci dimostra la situazione patrimoniale che Benvenuto dichiara nel suo testamento eseguito il 17 maggio
lo78. Bernardo potrebbe essersi occupato della realizzazione dellorologio solare. Due elementi tendono a confermare 1523 a Firenze91. Latto redatto a favore dei fratelli Eufrosino e Camillo92, mentre alle sorelle fanno seguito dei lasciti.
questa ipotesi. Bernardo Rucellai era gi in stretti rapporti con Lorenzo e Benvenuto per il famoso contatore dacqua Benvenuto registra anche una somma di 250 ducati doro devoluta allOspedale degli Innocenti per garantire un vitalizio
di Leonardo e le competenze in materia dorologeria. Si confermerrebbe cos anche lipotesi che fosse, bench figlio a scadenza annuale in derrate alimentari a favore di monna Elisabetta di Nicol di Baldassarre da Pescia, verosimilmente
illegittimo, un membro della famiglia a tutti gli effetti. la stessa persona che era in casa dellartigiano fiorentino al Belvedere in Vaticano alla quale grato per lamichevole de-

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dizione e per il prestito di 40 ducati. Gi dal 18 luglio 1522, il Della Vol- nica definendola inattendibile se paragonata al modello ligneo99. Le misure interne al perimetro della citt e il rilevamento
paia aveva nominato procuratore il fiorentino Bartolomeo di Biagio della dei punti chiave furono prese di notte in modo da agire indisturbati e sfuggire ai controlli, mentre le misurazioni esterne
Croce, guardarobiere del cardinale Giulio de Medici93, per pagare il cen- potevano essere compiute di giorno sfruttando il metodo del rilievo da distanza gi usato da Antonio da Sangallo. Per
so al capitolo di San Pietro. In cambio94, Benvenuto sar autorizzato dal prima cosa fu essenziale dunque fissare le coordinate topografiche dei luoghi che furono calcolate, come documenta Va-
capitolo di San Pietro a cedere i diritti enfiteutici che aveva ereditato allo sari, intersecando con la bussola per tutti i versi ed andando di fuori a riscontrare con i monti la cupola la quale avevano
stesso Bartolomeo di Biagio della Croce setarolo in data 8 marzo 1524. segnato per il centro100. Tale metodo di rilevazione, descritto da Leon Battista Alberti sia nei Ludi Matematici sia nella
Nel 1524 Benvenuto era a Pisa dove si occup dellideazione e sembra Descriptio Urbis Romae, era gi noto e applicato almeno dalla prima met del Quattrocento. Il rilevamento provvedeva di
effettiva realizzazione di un mulino posto nella cittadella per la macina del fissare dei punti di riferimento attraverso cui calcolare le distanze e misurare le altezze con il metodo della triangolazione
grano essenziale per lapprovvigionamento. Per la citt marinara, ide in grazie allutilizzo di uno strumento piuttosto semplice con funzioni analoghe alla bussola topografica, teorizzata soltanto
seguito anche un altro mulino per macinare carbone e salnitro, elementi nel 1533 nel Libellus de locorum describendorum ratione da Frisius. Filippo Camerota suppone che Antonio da Sangallo
preparatori probabilmente da impiegare per la preparazione della polvere avesse messo a disposizione i suoi disegni, rilevati qualche anno prima, dal momento che fu proprio larchitetto fiorentino,
esplosiva95. In data 15 gennaio 1529, Benvenuto si trova a Firenze per rimasto al servizio di papa Clemente VII anche durante lassedio di Firenze, a ricevere a Roma il modello provvedendo
provvedere al restauro dellorologio che il padre esegu per i frati serviti96. a pagare un carrettiere per il trasporto del modello a Perugia, come dimostrano i registri di entrata e uscita effettuati dal
Nel 1529 durante lassedio di Firenze, cinta dalle truppe imperiali di Carlo commissario papale Baccio Valori101.
V, Benvenuto ricevette la commissione da parte di Clemente VII di re- La realizzazione delle misurazioni di Firenze e del territorio limitrofo dovette indubbiamente richiedere una mole eccezio-
alizzare un modello ligneo della citt perch il pontefice potesse seguire nale di calcoli102. Il campanile e il Duomo, osservabili anche a distanza, dovevano costituire delle stazioni di rilevamento
da lontano landamento della guerra e soprattutto preparare le strategie molto importanti. Al foglio 64 v del Codice Marciano si legge che:
dattacco in modo da ricondurre il dominio della citt repubblicana ai
Medici. La realizzazione di un modello presupponeva un completo rilievo El poggio di san Giorgio alto dal piano della cupola cio dalla piazza di Santa Maria del fiore braccia [cifre asportate per
topografico del territorio e la sua riproduzione in scala. I rilievi topogra- il margine delle carte rifilato] | El gallo alto braccia 248 | Samargerita br 262 | El giramonte br 204 | El giramnontino br
fici dovettero dunque essere eseguiti in tutta segretezza in modo da non 152 | S.miniato br 170 | El suo campanile br 73 | El piano della prima artiglieria br 75 | El terreno dirieto a bello sguardo
destare sospetti poich Michelangelo Buonarroti stava progettando nuove alto br 176 | s.franco br 138 | l altezza della tribuna br 154 | la lanterna br 36 | la palla br4 | la crocie br4 | el bottone in
fortificazioni per la Repubblica fiorentina, fatto che, dopo la resa, dovette tutto br 9 | l altezza del campanile br144 | tutta la cupola colla + br (200)200103.
Benvenuto della Volpaia, Oroscopo di Benvenuto calcolato causargli attriti con il papa. Sfruttando le doti di topografo e cartografo,
dal padre Lorenzo, ca. 1520, Venezia, Biblioteca Nazionale
Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice Marciano 5363], f. 2 r.
Benvenuto rilev la pianta di Firenze e servendosi di strumenti di alta pre- Non da escludere che le misurazioni del Tribolo e del Della Volpaia possano aver avuto importanza per le sorti della
cisione, da lui stesso costruiti, con laiuto dello scultore Niccol Pericoli successiva cartografia come la celebre veduta dellAssedio di Firenze eseguito da Vasari e Giovanni Stradano tra il 1560 e
detto il Tribolo realizz un plastico della citt e dei territori limitrofi. Il il 1561 nella Sala di Clemente VII a Palazzo Vecchio, che raffigura Firenze dalla banda de monti al naturale, e misurata
modello ligneo fu realizzato in sughero e spedito a Roma nascosto in balle di lana come testimoniato da Vasari: di maniera che poco divaria dal vero. con queste parole che Vasari ne offre una descrizione calzante nei Ragionamenti
precisando che: male agevolmente si poteva fare questa storia per via di veduta naturale, e nel modo che si sogliono or-
Lanno poi 1529 dandosi ordine alla guerra e allassedio di Firenze papa Clemente settimo per vedere in che modo e in dinariamentedisegnare le citt ed i paesi, attesoch tutte le cose alte tolgono la vista a quelle che sono pi basse104. Per
quali modi si potesse accomodare e spartire lesercito e vedere il sito della citt appunto, avendo ordinato che segretamente laffresco, Vasari ebbe alcuni punti di riferimento importanti105. Oltre alle Storie di Benedetto Varchi e alle rilevazioni
fosse levata la pianta di quella citt, cio, di fuori ad un miglio, il paese tutto con i colli, monti, fiumi, balzi, case, chiese et rilevate di sua mano, come esplicitamente affermava nel suo Ragionamento Quarto, anche il modello di Benvenuto do-
altre cose; dentro, le piazze e le strade, ed intorno le mura ed i bastioni con laltre difese; fu di tutto dato il carico a Benve- veva esercitare un vivo ricordo. Il biografo aretino ne parla, infatti, con viva ammirazione nella Vita di Niccol Tribolo,
nuto di Lorenzo della Volpaia, buon maestro doriuoli e quadranti e buonissimo astrologo, ma sopra tutto eccellentissimo specificando che il modello non ritraeva soltanto Firenze ma anche la zona collinare circostante per permettere di seguire
maestro di levar piante; il quale Benvenuto volle in sua compagnia il Tribolo, e con molto giudizio; perciocch il Tribolo gli attacchi e gli spostamenti delle truppe imperiali attorno alla citt:
fu quegli che mise innanzi che detta pianta si facesse, acci meglio si potesse considerar laltezza de monti la bassezza de
piani, e gli altri particolari, di rilievo. Il che far non fu senza molta fatica e pericolo; perch stando fuori tutta la notte a Lanno poi 1529, dandosi ordine alla guerra et allassedio di Firenze, papa Clemente Settimo, per veder in che modo et
misurar le strade, e segnar le misure delle braccia da luogo a luogo, e misurar anche laltezza e le cime dei campanili e delle in quai luoghi si potesse accommodare e spartir lessercito e vedere il sito della citt appunto, avendo ordinato che segre-
torri, intersecando con la bussola per tutti i versi ed andando di fuori a riscontrar con i monti la cupola, la quale avevano tamente fosse levata la pianta di quella citt, cio di fuori a un miglio il paese tutto, con i colli, monti, fiumi, balzi, case,
segnato per centro, non condussero cos fattopera se non dopo molti mesi, ma con molta diligenza, avendola fatta di chiese, et altre cose, dentro le piazze e le strade et intorno le mura et i bastioni con laltre difese, fu di tutto dato il carico
sugheri perch fusse pi leggiere; e rispetto tutta la macchina nello spazio di quattro braccia, e misurato ogni cosa a brac- a Benvenuto di Lorenzo dalla Volpaia, buon maestro doriuoli e quadranti e bonissimo astrologo, ma sopra tutto eccel-
cia piccole. In questo modo dunque finita quella pianta, essendo in pezzi, fu incassata segretamente ed in alcune balle di lentissimo maestro di levar piante106.
lana, che andavano a Perugia, cavata da Firenze e consegnata a chi aveva ordine di mandarla al papa; il quale dellassedio
di Firenze se ne serv continuamente, tenendola nella camera sua, e vedendo di mano in mano, secondo le lettere e gli Ne conseguiva che il modello doveva costituire lunica fonte documentaria a disposizione per Ignazio Danti che nel 1583,
avvisi, dove e come alloggiava il campo, dove si facevano scaramuccie, ed insomma in tutti gli accidenti, ragionamenti e proprio a Roma, dipinse la Veduta di Firenze commissionata al cosmografo e matematico perugino per la mappa coro-
dispute che accorsono durante quellassedio, con molta sua soddisfazione, per essere cosa nel vero rara e meravigliosa97. grafica della toscana nella Galleria delle Carte Geografiche in Vaticano. Lipotesi che Danti si fosse basato sul modello
ligneo supportata dal fatto che la carta non risulta riportare le costruzioni architettoniche fatte dopo gli anni Trenta a
Anche Benedetto Varchi nella sua Storia Fiorentina racconta che: Firenze tra cui gli Uffizi realizzati dallo stesso Vasari, la sistemazione di Palazzo Pitti eseguita da Bartolomeo Ammannati
e la realizzazione della Fortezza da Basso ad opera di Antonio da Sangallo il Giovane. Inoltre, allanacronistica immagine
[...] e perch pu ognuno che vuole quello vedere, che ne scrisse Giovanni [Villani] nel tempo suo, a me piaciuto di dover di Firenze raffigurata da un punto di vista privilegiato dosservazione posto a sud esattamente corrispondente alla veduta
seguitare, pi che alcun altro, Nicol scultore, chiamato il Tribolo, e Benvenuto di Lorenzo della Volpaia, due elevatissimi realizzata da Vasari a Palazzo Vecchio, si registravano la definizione sommaria degli edifici, la definizione incerta del pa-
ingegni del secolo nostro, i quali in quei tempi levando insieme amenduni la pianta di Firenze in non meno di sei mesi esaggio circostante, lerrata distribuzione dei ponti sullArno e di alcuni punti topografici. Queste incertezze dichiaravano
non lavorando se non la notte, per non essere, secondo luso del popolo di Firenze, impediti dalla gente, con incredibile che la raffigurazione non si basava su calcoli e misurazione, ma che doveva procedere da un modello di riferimento.
studio e diligenza lo misurarono tutto quanto e ne fecero un modello di legname, il quale ebbe poi papa Clemente, e lo Il modello ligneo dovette funzionare per Benvenuto da salvacondotto per Roma, dove ricevette importanti committenze
tenne in camera sua tutto il tempo che egli vivette98. papali. Allindomani della caduta di Firenze nellagosto del 1531, Benvenuto si trasfer a Roma dove gi a fine ottobre
prende residenza in una casa vicina a quella dove abitava il fratello Bernardo107. Con tutta probabilit, larrivo di Ben-
Il modello costruito da Tribolo e ideato da Benvenuto doveva essere considerato tanto attendibile e perfetto che Benedetto venuto a Roma fu caldeggiato dallappoggio del cardinale Giovanni Salviati108 (1490-1553), personaggio molto influente
Varchi critic la costruzione della terza cinta muraria descritta dal cronista trecentesco Giovanni Villani nella Nuova Cro- nellambiente della curia pontificia del tempo, patrono di artisti fiorentini, per i quali svolgeva le funzioni di protettore,

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e animatore di un vivace cenacolo culturale. Gli ottimi rapporti tra Benvenuto e il cardinale assicuravano anche larrivo e che desidera che voi finiate cotesta opera, che, considerato l tempo che lla vuole, arebbe caro che voi faciessi e modegli
di artisti fiorentini nella Citt Eterna. Tra questi, quello che si leg in maniera pi profonda al cardinale Salviati fu senza delle figure, e faciessine farea ch una e a ch unaltra, dicendo Si saper bene che lle non saranno di suo mano. E cos dette
dubbio il pittore Francesco de Rossi, poi noto con lo pseudonimo di Francesco Salviati. Vasari descriveva con queste parole comessione a Messer Pietro Polo che scrivessi cost della stanza e del condurre marmi da Ssignia; e al Ducha che non vi
lincontro tra il cardinale e il giovane pittore fiorentino, patrocinato da Benvenuto: sia dato noia. E di cost gli stato scritto che l vostro garzone s ito con Dio, e che voi non avete chi vaiuti. Allo[ra]
le risposi chome alla mia partita era ordinato che cotesto giovane per lasciare qualche conversazione none a pproposito
Non molto dopo, essendo a Benvenuto della Volpaia maestro doriuoli, il quale allora si trovava a Roma, chiesto dal dellarte, aveva andare per uno mese un pocho fuora e tornare allavorare; ma chotesto era stato scritto per malavoglienza
cardinale Salviati il vecchio un giovane pittore, il quale stesse appresso di se, e gli facesse per suo diletto alcune pitture, e nvidia. E Sua Santit ne rimase soddisfatta e disse Chos debba essere. Ma chi scrisse questo lo so e voi lo potete sapere.
Benvenuto gli propose Francesco, il quale era suo amico e sapeva esser il pi sufficiente di quanti giovani pittori conosceva: E anchora Sua Santit disse Baccio di Michelangnolo non si sar opposto addire: e non lavorer , ch io veggo ch
il che fece anco tanto pi volentieri, avendo promesso il cardinale gli darebbe ogni comodo ed aiuto da potere studiare. lavora e vuole lavorare. E anchora mi domand partiqularmente della Leda di pictura, che di cost n nteso assai. E fra
Piacendo dunque al cardinale le qualit del giovane, disse a Benvenuto che mandasse per lui, e gli diede perci danari: e Sebastiano dicie vi scriva per sua parte che voi vi confortiate e non dubitate di nessuna cosa; e che quegli della sipoltura
cos arrivato Francesco in Roma, piacendo il suo modo di fare e i suoi costumi e maniere al cardinale, ordin che in Borgo di Iulio vengano a rRoma, e che condotto la cosa a buono termine, che si sodisfarano con buono patto del fare mode-
vecchio avesse le stanze e quattro scudi il mese ed il piatto alla tavola de gentiluomini109. gli, e come altre volte scritto. Non mi distender in darvi altro fastidio a leggiere. Racchomandatemi al Bugiardino e a
Stefano. Christo felicemente vi conservi. Sempre vostro Benvenuto in Borgo N[uo]vo a riscontro di Salviati, in Roma113.
Contando sullintercessione che il cardinale Salviati aveva con il papa, Benvenuto non manc di raccomandare anche
il giovane amico scultore Niccol Tribolo, che era gi giunto a Roma nel 1522 con il senese Marrina quando entrambi Sar lanno 1532 che assicurer larrivo di Michelangelo a Roma. Il Della Volpaia scriveva il 18 gennaio:
erano stati daiuto al Peruzzi per la prestigiosa commissione del monumento funebre di papa Adriano IV in Santa Maria
dellAnima e nel 1523 figurava tra gli scultori impiegati nella prestigiosa committenza papale del corredo marmoreo del Michelangelo honorando a voi mi rachomando e cet. Per la vostra delli 13 intendo il vostro desiderio della camera, la qual
cantiere della Casa di Loreto110. Benvenuto si fece portavoce anche di Michelangelo. Il rapporto privilegiato tra il Della chosa m soma grazia farvi ogni chomodit e piaciere anchora che questo niente, rispetto a quello vuorrei fare per voi.
Volpaia e il Buonarroti testimoniato da una corrispondenza111, che diventa piuttosto fitta fra il 1531 e il 1532. Le lettere E questo mi viene comodissimo el darvi una camera e 2 sanza nessuno disagio; e no mi potete fare maggiore piaciere che
riescono a dare uno spaccato del vivace cenacolo di artisti che si era organizzato attorno alla figura del cardinale. Infatti, degnarvi di comandarmi e di venire a starvi mecho in qualunque di questi 2 luoghi vi dir. Nostro Signore m messo in
in una lettera datata 1 luglio 1531 il cardinale Salviati rispondeva a Michelangelo con queste parole: Belvedere, e datomelo tutto in qustodia, come a boccha intenderete, e domani ci condurreno le mia cose per istarci ferma-
mente. E vi posso accomodare una camera con letto e tutto quello deside[r]ete: e eziam potete venire dal canciello fuora
Messer Michelangelo dilettissimo nostro, Benvenuto della Golpaia ci ha fatto intendere quanto amorevolmente voi vi siete Roma che monta alla Lumacha, e venire alla vostra e mia stanza sanza entarre in Roma; e di qui vi metter in Palazzo,
offerto a farci un quadro della sorte che lui vha parlato, che tanto pi ve ne siamo obbligati et ve ne rendiamo infinite che tengo una chiave a ogni vuostra volont e meglio, che Nostro Signore ci viene ogni giorno. E quando voi accettiate
gratie, quanto voi siate pi occupato da molti lavori. Et perch esso Benvenuto ci ha scritto qual sia la mente vostra et Belvedere, daretemi aviso della vostra partita e vel circha il vostro arrivo e io star vigilante alla Lumacha di Bramante,
il vostro desiderio, noi li havemo detto quanto naccade vi faccia saper. Vi piacer prestarli fede come a noi proprii, et in luogo che mi vederete; e sse vorrete non lo saperr altri che mio fratello e m(on)a Lisabetta e io; e ssarette governato a
di credere che quantunche lauctorit nostra sia poca, che tutta sabbi a spendere vivamente per ogni vostro contento et vostro modo. E di questo ve ne priego sommamente. Quando che questo non vi piaccia, venite in Borgo Nuovo alle chase
satisfatione, come pi voi conoscerete per li effetti, che noi non sapremo darvi ad intendere con molte parole. Et state che mur Vuolterra, alla seconda casa andando inverso Castello, che avevo tolta per istarvi e ancora vi star Fruosino
sicuro che tanto vi mancheremo quanto a noi stessi et alla vita nostra, che in vero le singulari et excellenti virt vostre, mio fratello a chasa e a bbottega; e quivi arete una camera e 2 a vostro comando. Contentate voi, e datemi aviso; e date la
pi presto divine che humane, vi ci hanno tanto obbligati che gi siamo pi vostri che di noi medesimi. Et perch, com lettera a Tommaxo di Stefano miniatore che lla dirizzer a messere Lorenzo de Medici, e arolla presto. Duolmi assai che
detto, Benvenuto vi riferir quanto noccorre et perci per queste non diremo altro, se non che siamo sempre alli piaceri un bufolo duno garzone tenuto 2 di la vostra e non si ricordava di darmela. Altro non mi occhorre dirvi per questo.
vostri, pregandovi che dove noi possiamo non ci risparmiate in cosa alchuna. Che Dio Nostro Signore vi guardi et lungo Christo vi conservi sano. Sempre Vostro. Benvenuto in Roma114.
tempo vi conservi come voi desiderate. Di Roma, all primo di lugl[i]o MDXXXI. Attendete a lavorare di buona vogl[i]
a et con vostra comodit, et pensate che l Papa vi ama et stima assai et ha optima relatione dellopera vostra. Et io sono Benvenuto si era conquistato la familiarit del papa mediceo che amava intrattenersi con il Della Volpaia a commentare i
tutto vostro112. lavori michelangioleschi. Nel 1532 a Benvenuto fu concessa dal pontefice la carica di Curator Aqueductus Belvederis et Su-
prastans fontis platee Sancti Petri de Urbe. La prestigiosa nomina115 era stata concessa per la sua conoscenza delle macchine
La lettera, oltre ad essere unalta attestazione di stima, testimoniava che Benvenuto rivestiva una parte attiva nei rapporti e dei congegni meccanici e idraulici116. Dai documenti relativi sappiamo che lo stipendio ammontava a ventiquattro ducati
con Michelangelo a cui doveva essere legato da una profonda amicizia. Il 26 novembre 1531, Benvenuto scrive a Michelan- doro a semestre e la carica, concessa anche a Bramante e Pirro Ligorio, era uno dei pi grandi riconoscimenti onorifici
gelo che doveva trovarsi a Firenze impegnato nel cantiere della Biblioteca Laurenziana di San Lorenzo, al quale partecipava che potevano essere concessi a un artista su volere papale. Dalla lettera scritta a Michelangelo, Benvenuto informa lamico
attivamente anche Niccol Tribolo: che il papa gli aveva concesso oltre a un nuovo alloggio, anche le chiavi del Belvedere117 che permettevano laccesso diretto
allappartamento a lui assegnandogli vicino alla scala del Bramante. Benvenuto si trasfer nel nuovo alloggio il 19 gennaio
Honorando e charo Michelangelo, a voi vi raccomando e cet. Per questa vi aviso chome allultimo doctobre arrivai a 1532. Testimonia laffetto e la profonda amicizia che legava tra loro i due artisti fiorentini, ma anche il timore ossequioso
Roma sano, e chos al presente, Iddio grazia; e lla sera medesima feci le vostre inbasciate e rachomandazione al cardinale da parte di Benvenuto di disturbare lo scultore durante il suo lavoro, anche unaltra lettera datata 24 maggio 1532:
Salviati, e lli dissi li vostri fastidii e lla vostra buona volont, pregando la sua reverendissima Signoria ne parlassi con la
Santit di nostro Signore. Dipoi sono stato, sino a iersera laltra, a parlare a Nostro Signore, per un po di mia comodit e Honorando e charo Michelagnolo, a voi mi racchomando e cet. Alli 22 ricieve la vostra delli 18, e l giorno medesimo feci
a quella detti alquanto dispiaciere e grandissimo piaciere, di modo che, se messer Iacopo Salviati non rompeva, veramo le rachomandazione per vostra parte a Nostro Signore e lLe nbasciate e cierto lebbe charo, perch se ne mostr allegro.
per pi l che alle 6 ore. Prima salutai Sua Santit per vostra parte e a quella vi racchomandai pregandola vi liberassi dalli Non achade mecho fare tante cerimonie n tanti ringraziamenti, perch anchora io non scritto a voi chome sarebbe
vostri fastidii, e contagnene tutti sanza rispetto nessuno. Ella presa alterazione dellessere voi stimolato di fare altri lavori, mio debito. Basti che voi scriviate a mme, e io a voi, quando acchadessi di bisognio; e achadendomi, piglierei ogni sicurt
e disse: Fichisi un pennello nel pi e faccia 4 fregi, e dicha: - Echo fatto la pittura -. E quella di Bartolomeo Valori lasci di voi, e chos vi priego facciate. E quando stessimo 2 o 4 anni a scriversi luno allaltro, per questo non faremo chome el
nel pensiero a mme. E mi disse avervi mandato uno breve sotto pena di scomunichazione che voi non lavoriate altro che ferro, che ffa la ruggine per non lo adoperare. Lamicitia che io ho presa con voi, anchora che io non avessi vostre lettere
llopera di Sua Santit, e domandommi se questo vi bastava per iscusa. E, in vero, dimostr in tutti ragionamenti avere i mille anni, non far ruggine; e sso bene che voi avete altre hoccupazione che ogni sabato attendere a scrivere. S che
dispiaciere de vostri dispiacieri. E ragionando a quella che llavorare in chotesta cappella sar la morte vostra, e quella vi priego, per questa, non pigliate disagio nessuno anchora che lLe vostre lettere mi dieno grandissimo piaciere, sono
mi rispose e disse: E non vi lavora pi, come quella che pensava che voi avessi altra stanza, o nella squola o altrove. E contento privarmene per non vi disagiare. Io ho scritto a tTomaxo che mi racchomandi a voi, quando gli scritto per
diciedole che voi avete bisognio duna stanza grande fuora della conversazione de popoli, assegniando a quella molte mio conto, e questo mi pare a bastanza.Frate Sebastiano mi mand la lettera che dicie uto la sua; e a questi d li detti
chagione, e quella mi domand se l refettorio di San Lorenzo fussi buono. Io le dissi, chome da me, che l meglio che v el fiascho con la malvaga, la spada e lLe 2 teste. Dicie vi vuole mandare ogni chosa. A mona Lisabetta feci lanbasciata,
Santa Caterina. E n somma ragionamo de marmi da ssigna e del condurli, e delle figure lavorate e finite e de marmi che e lLei a voi si racchomanda e dicie, quando voi tornate qua, vi degniate di non mutare stanza. Non dir altro per questa.
riescano begli, e di tutto che lungo vi sarebbe a leggiere tutto, ma a me non rincrescierebbe lo scrivere. Ma Sua Santit Christo sempre vi guardi di male. Vostro Benvenuto in Belvedere.Rachomandatemi a maestro Domenicho e al Bugiardino.
minpose vi scivessi, per parte dessa, che voi pigliate una stanza a vostro modo, e sia sana; e che voi lasciate dire ognuno, Ier laltro comparse qua Francesco di G[i]uliano da San Gallo118.

220 221
Seguiva poi anche la lettera del 15 giugno 1532 inviata a Firenze, nella quale Benvenuto scriveva che: perch si occup della riparazione dellorologio di Santa Maria Nova125. Eufrosino fu un abile costruttore di macchi-
ne e di strumenti scientifici e di misurazione. In particolare fu ideatore di uno strumento metallico da lui disegnato e
Honorando et charo Michelagnolo, a voi mi racchomando e cet. Mercholed al tardi arriv qua maestro Domenicho, e ideato in Venetia per misurare le distanze126. Inoltre la sua mano individuabile anche nei due codici conservati alla
venerd mattina se n andato alla sua montagnia; e a voi si racchomanda, e dicie, quando lo volete, che s[c]riviate e diriz- Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Nel Codice Magliabechiano XIX 90 egli concorre a trascrivere le ventidue
zate la lettera a frate Sebastiano ho a mme, che per la via del signore Lorenzo Cibo gnene mandereno. mmi detto che voi pagine di appunti del padre127, mentre nel Codice Magliabechiano XIII 87 sono riportate dal nipote Girolamo alcune
state bene, che lL charo, e per vostra parte infinite salute, che ve ne ringrazio, e 1 simile mona Lisabetta, e duplichate ve sue annotazioni geografiche.
le rimandino.Frate Sebastiano non ci in Roma e star 6 giorni a ttornare, ch stato mandato a ffare uno ritratto duna La sua abilit come orologiaio e costruttore di strumenti scientifici gli valse molti elogi e una grande ammirazione, tanto
donna; e chome arriver qua li presenter el vostro ruotolo, che, non ci essendo lui, ci parve meglio serbarlo io che altri da portarlo a Venezia, dove nel 1530 annoverato tra coloro che risiedevano regolarmente nella citt lagunare come docu-
e non dubitate che nessuno, n io n altri, lo sc[i]oglia e lLo vegga altrimenti che di fuora. Statene sichurissimo. Altro menta la Nota delli familiari et servitori dellambassatore fiorentino che restano in Venezia128. A Venezia progett uno stru-
no mi acchade per questa. Racchomandatemi a Stefano e 1 Bugiardino. Christo sempre vi guardi. Vostro Benvenuto in mento in metallo per misurare le distanze e le altezze da discosto e una meridiana che invi in esame al fratello Benvenuto
Belvedere a rRoma119. a Roma. Nel 1532 Eufrosino riusc a rientrare a Firenze come artista di corte sotto il nuovo duca di Firenze, Alessandro
de Medici, per il quale svolse limportante carica di astrologo di corte. Tra il 1532 e il 1544, Eufrosino a Roma dove ri-
A questa faceva seguito una sollecitazione datata 22 giugno 1532 poich Benvenuto non aveva ancora ricevuto nessuna siede in casa del fratello Benvenuto in Borgo Novo. Probabilmente larrivo nella Citt Eterna era stato favorito proprio dal
risposta da Firenze: fratello che aveva acquisito una posizione di grande importanza allintemo della corte pontificia. Morto improvvisamente
Benvenuto nel 1532, Eufrosino dovette occuparsi dellesecuzione delle sue volont testamentarie. Forse per la familiarit
Honorando et charo mio Michelagnolo, a voi mi racchomando e cet. Sabato passato vi scrissi a bastanza; credo larete acquisita e per la riconoscenza per i servigi svolti dalla famiglia, il pontefice concesse anche a Eufrosino la carica onorifica
auta, che conteneva chome maestro Domenicho venne qua e, non ci trovando frate Sebastiano, mi lasci quello ruotolo di Sovrintendente agli acquedotti e alle fontane che era stata lasciata vacante alla morte da Benvenuto. Durante il periodo
e dipoi se ne and alla sua montagnia. E subito che frate Sebastiano torner, li presenter el ruotolo e lLa lettera ricieuta romano, Eufrosino fu attivo come costruttore di strumenti scientifici e astronomici sempre pi apprezzati anche allintemo
da Branchazio ieri. Al quale mostrai tutto Belvedere e, din sulla Lumacha, tutto quello si vede di Roma. El quale nebbe della Curia pontificia. Nel 1542, egli costru un globo terrestre in bronzo, oggi conservato alla Hispanic Society of America
piaciere, e io insieme, per amore vostro e perch mi pare di qualit da fargli piaciere volentieri. Altro per questa non mi a New York, lungo il cui diametro corre uniscrizione da cui si ricavano informazioni interessanti: oltre alla firma e alla
acchade. Christo feliciemente vi conservi. Sempre vostro Benvenuto in Belvedere a rRoma. Rachomandatemi a Stefano125. datazione dellopera, riportata la dedica al cardinale Marcello Cervini, futuro papa Marcello II. A seguito della scoperta
delle Americhe e a ridosso dei viaggi di esplorazione, il globo aveva rivestito unimportanza fondamentale proprio per la
Una lettera datata 15 luglio 1532 inviata da Roma per mano di Sebastiano del Piombo, comunica a Michelangelo la morte delimitazione delle Americhe, superiore per accuratezza al celebre globo di Gerardo Mercatore realizzato nel 1541.
improvvisa di Benvenuto. Nella lettera si legge che il Della Volpaia aveva espressamente chiesto di donare in eredit a Eufrosino dovette far parte di una delegazione di artisti fiorentini inviati alla corte di Francesco I di Francia poich sappia-
Michelangelo gli strumenti da lui ideati e i fogli dei suoi appunti. Il profondo affetto che legava Michelangelo e Benvenuto mo che lo scultore Giovan Francesco Rustici e David Benintendi incontrano a Parigi lartigiano fiorentino. Nella lettera
ben espresso dalle parole di Sebastiano del Piombo: Compare mio carissimo tornato da Fondi io ho trovato morto el scritta a Parigi in data 31 agosto 1544, Benintendi faceva menzione del nome di Della Volpaia a Michelangelo che si
povero nostro Benvenuto che in vero mi parve cossa molto fora di proposito, et dio sa quanto mi doluto. Come si legge trovava a Roma:
nella sua lettera, Sebastiano imputava la causa della morte allaria insalubre che si respirava a Roma, aggiungendo che per
troppo asicurasi la persona del sua ha perso la vita fuori di proposito come anchora ha fatto la mala memoria del Cardinal [...] Io Davide Benintendi scrittor a voi, messer Michelagnolo, mi r[acchoman]do, e desideroso, come sempre sono
Colonna121. Benvenuto sarebbe dunque stato colpito da malaria poich il cardinale Colonna era morto a Napoli il 28 stato farvi ogni servitio ecc. E mi sto in compagnia del vostro messer Ian Franc[esch]o Rustici, il quale riceve certo trop-
giugno per una febbre dopia terziana per aver voluto mangiare fichi et bever acqua agiazata in neve122. Michelangelo fu po gran torto dalla forthuna: che alle opere che lui ha fatto non n ricompensato niente e par che tutto sia messo ne
addolorato per la morte dellamico come si legge nella lettera a Pier Antonio Cecchini, datata 2 luglio 1532: loblivione; e questo la cauxa che volentieri si partir di queste bande, trovando qualche bono riscontro. Ed essendo una
persona della qualit che voi ben conosciete, s lassato troppo soprafare dalle invidie, non facendo difenzione alcuna che
Michelagnolo, per questa intenderete chome al fine di g[i]ugno fin Benvenuto horiolaio la vita sua, del che me n saputo sempre andato a benefitio di natura. Onde co principi bixogna pi presto prosunzione che altrimenti, maxime nelle
male per amor vostro. Noe pu fare a voi no ne dolgia, sendo istati intr[i]nsichi amici. E di questo vi chonforterete, che cose ragionevoli, e chi si st, alla fine lassiato stare. Iddio a tutto provvegha e di buon mandi, et iterum sono vostro
tuti ci abiamo a chapitare. E se a lui avesi qua lasciato alchuna facenda cha me fusi lecito oferircisi, sar in fatti presto pi e mi r[acchoman]do. Ar ben caro intendere come la fa Froxino della Golpaia, ch mio amicissimo, e desideria di qua
che in parole da chi vi chonoscho non sono istato; e pi chio chontenterei la mia inzatiabile voglia e sodisfarei al mio farlli ogni piacere, ochorrendo, e sella sorte dessi che un giorno el Rustici se ne venissi di cost, ci rivedremo un giorno,
destinato apitito, servendo voi. I seguto la mia figura, e aspeto chon desiderio el tenpo di[s]posto che dobiate venire, perch ne verria ancor io con secho, perch lo tengo in logo di mio magior fratello ecc.129.
che non mancho grato mi fia che a desiderosi patroni de la famosa e memorabile opra.Non so se chon vostro chonsenti-
mento fu portato via, per quanto intendo i[n] Napoli, quello saso choto dal fuocho chera a Ripa, a chanto al Profeta che Il grande capolavoro di Eufrosino fu nel 1547 la redazione della grande Mappa della Campagna Romana per papa Paolo
esendomene achorto di molti g[i]orni fa, ne domendai a varie persone e trovai che Cecho di Baldasare chararino laveva III eseguita con grandissima fatica, spesa e lungo tempo ex.mi signori il servitor di quelle Eufrosino Della Volpaia
levato per Napoli cho licentia vostra. Anchora parlato pi volte al biro che ist in chasa, a chaso trovandol qui e qua
e bere insieme, pere esaminarlo e tastare la fantasia sua, e lui chon desiderio vaspeta, n pensa a quello che glintrever.
Altro no mi pare isch[r]ivere per adeso. Quanto mi rachomando a voi nol potre dire. Son sano. Scrita i[n] Roma, a d 2
di lugl[i]o 1532. Vostro minor servitore Pietrantonio, familiar di monsignor reverendissimo de Ridolfi123.

Eufrosino, anchegli a Roma dove aveva presa chasa e abbottega nella vecchia casa di Borgo Nuovo, riun tutte le carte e
gli studi di Benvenuto realizzati fino a quel momento a Roma e, intanto a Firenze, secondo le sue disposizioni testamen-
tarie, la bottega passava nelle mani dei fratelli. A tutti gli effetti a questa data la bottega fiorentina era saldamente in mano
al fratello Camillo.

Eufrosino di Lorenzo Della Volpaia (ca. 1494-1500 - dopo il 1553)


Eufrosino Della Volpaia124 prosegu lattivit del padre Lorenzo insieme ai fratelli maggiori Benvenuto e Camillo eredi-
tando e portando avanti la bottega di famiglia. Nato probabilmente tra il 1494 e il 1500, il pi piccolo dei figli di Lorenzo
doveva essere gi un abile costruttore se nel 1516 costru il suo primo orologio, adesso conservato al National Mariti- Benvenuto Della Volpaia, Compasso ovale o da far lovato, ca. 1520,
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice
me Museum a Greenwhich. Dovette acquisire la competenza nellorologeria e nella costruzione di strumenti scientifici Marciano 5363], f. 18 r.
nella bottega paterna sotto locchio vigile dei fratelli. Nel 1520 realizz lorologio notturno conservato nel Museo della
Benvenuto Della Volpaia, Compasso ad asta, XVI secolo, Venezia, Bi-
Scienza di Firenze e nel 1525 lastrolabio del British Museum di Londra. Nel 1526 risiedeva ancora stabilmente a Firenze blioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice Marciano
5363], f. 53 r.

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fiorentino ha fatto uno dissegno della citta di Roma con il paese. Questa carta, che coincide anche con lultima
opera nota eseguita da Eufrosino, era il risultato di unintensa attivit di esperto cartografo.
Eseguita a Roma a seguito di numerosi studi sul territorio circostante, essa era una mappa della campagna romana al tempo
di Paolo III, dintorno a miglia vinti e quello fatto stampare sperando di goder il frutto delle sue tante fatiche ma dubita che
da altri non sia stampato detto suo dissegno et restar privo di quanto intende conseguire. Per umilmente supplica a v.ex.me
sie che con il loro ilmo consiglio sia ihnibito che niuno per spacio de anni X presumi ne ardisca intagliar ne ne stampar over
alcun modo contraffar deto disegno ne similmente vender o far vender detto dissegno130. La mappa fu citata per la prima
volta in una lettera131 scritta in data 1 settembre 1590 al cartografo fiammingo Abraham Oertel da uno dei suoi corrispon-
denti, Hyeronimous Wingen, che faceva riferimento alla mappa omettendo il nome del suo autore. Il nome di Eufrosino fu
ricondotto alla carta romana soltanto agli inizi del XX secolo da Thomas Asbhy grazie alla scoperta di un privilegio emesso
dal senato veneziano in data 14 aprile 1547, conservato allArchivio di Stato di Venezia, dove si leggeva che sia concesso
quanto umilmente ha supplicate [...] a Eufrosino della Volpaia per il novo suo disegno di Roma e contorni132.
La carta topografica riproduce larea limitrofa alla citt di Roma e fu incisa in rame in 6 fogli della grandezza media
di m. 0,413 x 0,556 ciascuno facendo un totale di m. 1239 x 1112 oppure di mq. 1378, non contando i margini. La
scala di m. 0,036 ossia 2 oncie del palmo romano per ciascun miglio, che rappresenta una proporzione (supponendo
che vi sia adoperato il miglio romano antico) di circa 1:40.000133.
La carta leggibile e gradevole sia per la quantit sia per la qualit dei dettagli rappresentati: disegni di case, torri,
torricelle, castelli, chiese, campanili, moli, casali, acquedotti, ruderi, fontane, strade. [...] Luomo in opera raffigurato
nellatto di svolgere diverse attivit. Notiamo perci il cacciatore attomiato dai cani, il pescatore con la canna attesa di
estrarre dalle acque il pesce, il pastore che bada il gregge, il contadino che ara, semina, zappa; illustri viaggiatori con
I loro seguiti che muovono verso lUrbe. Lo schema reticolare di base deriva da misurazioni effettuate dalle strade
consolari e dalle determinate posizioni geografiche rivelate con la bussola rispetto agli insediamenti abitativi principali:
i rilevamenti topografici erano poi trasportati sulla carta.
La carta fu redatta, con dichiarazione esplicita apposta in calce, a beneficia non mancho delli cacciatori che delli altri.
Tale conferma emerge dallo stretto rapporto con le notizie geografiche contenute negli Otto libri quali narrano de
varii et diverse cose pertinenti alli cacciatori di D. Bocchiamazo capocaccia di Leone X, pubblicati nel 1548. Si suppone
che il testo fosse certamente gi noto a Eufrosino tanto da ipotizzare che avesse potuto leggerlo in forma manoscritta.
Linfluenza di questo testo nella carta del Della Volpaia evidente tanto che sembra essere la descrizione visiva del testo
del Boccamazo. Eufrosino era ben consapevole delleccezionalit del suo lavoro visto che nellangolo superiore sinistro,
in una cartella sormontata dallo stemma di papa Paolo II, scrisse:
Benvenuto Della Volpaia, Distanziometro di Eufrosino della Volpaia, Camillo Della Volpaia, Copia di meridiana copiata da un foglio del padre Lorenzo e
Con quanta fatica io mi sia ingegnato di esprimere in queste carte il paese di Roma, con tutti li edifici er luoghi no- XVI secolo, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 parti di machine, 1562, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital.,
tabili per spatio di un XV in X miglia ponendo anche in mezzo la pianta di roma colli nomi delli vii colli, da dimo- [= Codice Marciano 5363], f. 91 r. cl. IV, 41 [= Codice Marciano 5363], f. 42 r.

stratione delle porte e per conseguentia delle strade castella boschi colline valli casali fontane fiumi lagi et pantani a
benefico non mancho delli cacciatori che delle altri, et nominando distintamente secondo gli antichi et moderni, tutti
i sopradetto lochi, lopera istessa lo pu fare manifesto. Della quale essendo quasi impossibile a qualunque artefici sodi-
sfatre in tutto alluniversale mi parera di havere conseguito pur troppo quando in qualche parte si sia piaciuto augelli, Camillo di Lorenzo Della Volpaia (1484-1560)
che, discretamente misurando et riconoscendo le altrui fatiche non sogliono se non lodare et aiutare qualunque sia Camillo135, nato a Firenze nel 1484136, era il maggiore dei figli legittimi di Lorenzo e prosegu lattivit del padre a Firenze
dopera ad utilita comune come mi sono ingegnato di fare io in questo nuovo disegno del paese di Roma, il quale non ereditando a tutti gli effetti la bottega paterna in via dellOriuolo. Mossi i primi passi allinterno della bottega paterna, Ca-
meno da essere considerate di fuori che sia Roma di dentro, anchor che soffocata dalli stesse rouine sue, ne mostra millo divenne un abile orologiaio e costruttore di strumenti scientifici, tanto da essere di aiuto al padre gi nella costruzio-
ogni di piu la antica grandezza. ne dei grandi orologi planetari. Camillo eredit la bottega paterna, dal momento che i fratelli erano entrambi impegnati
fuori Firenze: Benvenuto si era spostato a Roma, mentre Eufrosino aveva soggiornato a Venezia, a Roma e in Francia.
Come attesta liscrizione posta in basso a destra che riporta anche la data 1547, lingegnosa rappresentazione cartografica Camillo fu lunico componente della famiglia che visse stabilmente a Firenze per tutto larco della sua vita assicurando
poteva contare sui privilegi di papa Paolo III, e sul doppio patrocinio della Signoria di Venezia e del duca di Firenze. Oltre un grande successo alla bottega e avviando allarte dellorologeria e della costruzione degli strumenti scientifici anche i
a riprodurre il territorio nella sua esattezza, la mappa fornisce indicazioni preziose: erano indicati i fiumi, la conforma- suoi figli, Francesco, Lorenzo e soprattutto Girolamo. Alla morte del padre nel 1512, fu la persona ideale per ricevere la
zione orogenetica del territorio, le costruzioni edificate dalluomo, le aree adibite a coltura, le aree abitative con i loro doppia nomina medicea di temperatore e regolatore dellOrologio dei Pianeti e di moderatore dellorologio pubblico di
insediamenti come case, torri, chiese, mura. Ogni particolare era descritto con un segno delicato e un calibrato uso Palazzo Vecchio. A questo si aggiunse lincarico di temperare anche lorologio dellospedale di Santa Maria Nuova137.
del tratteggio per cui il disegno risultava ben proporzionato e capace di offrire unimmagine di plasticit. Fu proprio la registrato anche un pagamento nel 1512 per un oriuolo che fece per chonfaloniere nel palagio138. Lattivit di Camillo
grandezza 134 a determinare la scarsa circolazione della mappa, anche se ampiamente documentata la sua grande in- fu fiorente al punto da assicurare alla bottega a conduzione familiare unattivit costante. Alcune notizie ci testimoniano
fluenza sulla cartografia del Lazio. In seguito leccezionale qualit della carta realizzata da Eufrosino non sfugg ai grandi che la bottega riusc a rimanere attiva anche durante gli anni difficili che si aprirono a seguito della discesa delle truppe
cosmografi dellepoca. Oltre a Ortelius, anche Mercatore la utilizz per il suo Atlante del 1549. Maggiore fu la fortuna di Carlo V in Italia e il seguente Sacco di Roma del 1527. Firenze sembr rinascere a nuova vita proprio su impulso di
delle edizioni semplificate e adeguatamente ridotte che, pur senza lindicazione del suo autore, entrarono a far parte Alessandro, duca di Firenze dal 1530, che nel 1532 nomin Camillo temperatore dellorologio di Palazzo Vecchio139. Uno
attorno al 1546 delle cosiddette Raccolte Lafrery. Delledizione originale si conoscono attualmente solo due esemplari dei primi interventi del nuovo duca fu la costruzione della Fortezza da Basso, detta anche Fortezza di San Giovanni Bat-
conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana e nella Biblioteca Civica di Breslavia. tista in onore al patrono della citt, che fu commissionata agli architetti Pier Francesco da Viterbo e Antonio da Sangallo
Da un appunto nel Codice Marciano, forse scritto dal nipote Camillo e ultimo discendente della famiglia, si ha la notizia il Giovane e realizzata tra il 1533 e il 1534. La data di inizio dei lavori e, in particolare, della positura della prima pietra
che Eufrosino dovette far ritorno in Francia, dove si mor, non prima di avere costruito nel 1552 una sfera armillare. avvenuta sotto la protezione del papa, doveva nascere sotto una buona stella. La scelta dellastrologo di corte cadde su
Interessante il rapporto tra Eufrosino e la Francia che non deve essere certo foriero di novit in quella che da l a poco Camillo Della Volpaia, che, insieme a un certo maestro Giuliano frate del convento del Carmine140, il 15 luglio 1534
sarebbe diventata la patria indiscussa dei congegni a orologeria. si preoccup di elaborare loroscopo per la posa della prima pietra della fortezza, facendo calcolare in una sorta di rito

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propiziatorio secondo lusanza del tempo il giorno e lora pi favorevole per la sua fondazione. Sappiamo, infatti, che: Da lorenzo mio nipote et che presenter questa a VS insieme ad un disegno del paese di Roma, non tanto perch lo reputi
dono degno di lei, quanto per testimonio della servit che le tengo. Restai molti di e sono informato della buona cera
Venuto le 13 ore e 44 minuti come mostrava camillo di lorenzo della volpaia oriolaio et maestro giuliano frate del carmine che VS si degn farli at del molto favore col quale Ella lo introdusse appresso di sua Ecc.a, oltre alle honorate parole che
gran filosofo et astrologo valentissimo, ciascuno dei quali aveva in mano diversi strumenti da vedere lore si pose la prima pi tosto di sua bont, che per mio merito le piacque dire in lode allopere mie. Della quale cortesia et del qual favore
pietra della fortezza da basso la Fortezza, infatti, fu fondata con termine di astrologia come si detto sebbene maestro lhavrei ringraziata molto prima, se non fusse stato, non voglio dire in viaggio, anzi straccurato in quella sorte di cose.
giuliano disse che in capo di 93 anni 9 cadrebbe sino alla terra e Camillo se ne rise: e lo architetto fu messer Antonio da Ma hora che sono tornato a Roma, dove, se ben non sono, questaria mi fa pizzicare alquanto di cortigiano, mi venuto
Sangallo huomo virtuosissimo141. impensiero di fare anconch forse tardi, questo officio con VS. Di Baciarle la mano, come faccio con ogni affetto, di tanto
favore, offerendomela in tutto quello che io voglio, et con tutto el core, desiderando che ella mi comandi secondo che
Salito al potere nel gennaio del 1537 a seguito delluccisione di Alessandro, Cosimo I impresse una rinascita nelle arti e pi particolarmente potr intendere dal detto mio nipote. Et le bacio la mano. A Roma alli XXVII dAgosto MDXIVII.
anche nel collezionismo di strumenti scientifici per lassonanza che si veniva a creare con il suo nome e la parola latina Obbligatissimo servitore. Fruosino della Volpaia150.
cosmos. Cosimo nutr un vero interesse per gli oggetti scientifici. Tra il 1554 e il 1555 entrarono nella Guardaroba Medicea
numerosi oggetti come bussole, squadre debano e di bossolo, orologi solari in argento e legno, astrolabi, stadere e bilance. Gi in data 18 agosto 1547, Lorenzo doveva lavorare alle strette dipendenze di Cosimo se il Della Volpaia identificabile
Con lincarico di orologiaio di corte, Camillo cominci a lavorare assiduamente non soltanto per il duca, ma anche per in quel m.r Lorenzo nominato in una lettera scritta a Roma da Cristiano Pagni e inviata a Firenze a Pierfrancesco Riccio
uomini di cultura e dignitari di corte. Nel 1552, Anton Francesco Doni ricorda Camillo ne I Marmi come un eccellente per chiedere di chiamare tale Lorenzo per assistere la negoziazione di una residenza a Firenze nella quale erano coinvolti
costruttore di sfere di ferro ed ottone, realizzate con incudine e martello, insieme al fratello Eufrosino che con tutta pro- Acciaiolo Acciaioli e Ferdinando Pandolfini:
babilit il Doni dovette aver incontrato a Venezia142. Il nome di Camillo ricorre anche nella disputa seconda delle Lezioni
di Benedetto Varchi sulla querelle della superiorit della pittura o della scultura: M.r Lorenzo ha fatto intendere alla Duchessa [Eleonora da Toledo] nostra patrona che m.r Acciaiolo Acciaioli lo vuole
accomodare della casa sua nel Borgo Santo Apostolo, purch egli sia accomodato dunaltra che ne ha il Vescovo di Troia
Argomentano ancora dalla commodit et utilit, dicendo che molto pi agevolmente si pu dipignere in ogni luogo et in [Ferdinando Pandolfini] a rincontro di San Brocolo [Procolo] dove sta una sua sorella, et ha supplicato lEcc.a sua [Cosi-
ogni tempo, che scolpire, s per farsi con minore cos tempo come spesa, e s per trovarsi e maneggiarsi pi agevolmente mo I] che ci voglia interporre il favor suo perch il Vescovo si disponga a dar la sua allAccioiolo, et provederne unaltra
i colori che i marmi; oltra che non si ricerca quella gagliardia e robustezza che nello scultore; et una chiesa si vede tutta per la sorella che dice se ne troveranno mille per lei. Vuole ella adunque che V. S. faccia questo offitio col Vescovo et le
dipinta senza tenere luogo o impedirla di cosa veruna, o arrecargli danno o pericolo nessuno. Trasene ancora grandissi- dica che li sar gratissimo per amor di m.r Lorenzo che questa cosa saccomodi, et che la il ricever per piacer grande,
ma utilit nelle scienze, come si vede nel libro della Notomia del Vessalio, nelle Quarantotto imagini del cielo di Camillo non intendendo per di darle un incommodo che fussi troppo sinistro151.
della Golpaia, nel libro dellErbe del Fucsio, e molto meglio e pi naturalmente in quegli di Francesco Bachiacca, ritratte
allillustrissimo Duca di Firenze, come si pu ancora vedere nel lo scrittoio di Sua Eccellenza143. Egli fece parte degli artisti fiorentini che si trasferirono a Pisa alle strette dipendenze di Luca Martini, primo provveditore
dei Fiumi e Fossi e persona fidata del duca, per partecipare alla rinascita della citt, gi prima dellatto ufficiale di fonda-
Interessante la menzione insieme ad altre opere di importanza capitale, tra cui per esempio lopera omnia di Andrea Ve- zione dellOrdine dei Cavalieri il 9 gennaio 1562. Lorenzo prese servizio a Livorno152 dove nel 1560 costru una meridiana
salio, delle Quarantotto immagini del cielo di Camillo delle quali purtroppo sembra non essere rimasta traccia. rimasta a forma di libro153, nel 1563 un secondo orologio per lIsola dElba, come scrive a Cosimo I il 4 aprile 1563 e il 18 maggio
memoria anche di una sua invenzione che si riconnette alle radici chiantigiane della famiglia. Il nome del Della Volpaia 1563154, e nel 1565 un orologio per il porto. Cosimo a sua volta scrive da Pisa a Firenze a Francesco Seriacopi in una lettera
menzionato da Giovanvittorio Soderini nel Trattato della coltivazione delle viti e del frutto che se ne pu cavare. Infatti, datata 14 aprile 1563 tra le altre cose che E vi fu data gi comessione che voi pagaste a Lorenzo della Golpaia la stella di
segnala che egli stato ritrovato della nostra et da Camillo della Volpaia uomo nelle matematiche e nella scienza della rame per lhoriuolo dellElba fatta dordine suo da M.ro Antonio orefice, per exeguitela quando non lhabbiate effettuate
pratica dellastrologia eccellentissimo, un instrumento che trigono con le facce con gli angoli ottusi e spianati ridotti in sin qui accioch non ne venga molestato155.
facce, e dal lato uno orologio solare uno delle ore innanzi mezzod laltro delle dopo mezzogiorno: e la faccia di mezzo un Il 10 febbraio 1565 Lorenzo doveva trovarsi a Firenze quando Cosimo I scrive una lettera a Bernardo Baldini di mandare il
po maggiore delle altre, nella quale segnata una sfera con tutti i 12 venti: e v in mezzo una lancette la quale guidata Golpe a Pietrasanta per lavorare dellargento: A Pietrasanta nella nostra argentiera non affinatore che sappia affinare
dentro con un orologio con movimenti di ruote che fanno il suo ruolo, sempre chelle sono tocche [e] volte da uno stile che e essendovi buona quantit di argento a raffinare del quale abbiamo bisogno servirci vi commentiamo che alla ricevuta
esce dalla banda di sopra fuor di questo in strumento, nella sua maggiore sommit, in cima del quale una banderuola che di questa mandiate il Golpe affinatore indirizzandolo con uan vostra lettera a Matteo Inghirami a Pietrasanta che sar
qualunque venti tiri si muova, si che lancetta si ferma in su qual vento che tira. Cos fatto in strumento stata invenzione lui sadisfatto della sua fatica []156. A questa faceva seguito unaltra lettera scritta lo stesso giorno da Cosimo a Matteo
del sopradetto il quale si come moti dei cieli e dei pianeti in terra ha potuto ancora far ridurre a notizia di pratica i venti144. Inghirami: Abbiamo scritto a Firenze che di Zecca vi mandino il Golpe affinatore il quale doverr venire subito e voi lo
Sappiamo che Gianvittorio Soderini145, famoso per i suoi giardini caratterizzati da grotte e fontane rustiche, aveva presentato mettete a raffinare perch abbiamo di bisogno servirci delllargento []157. Due lettere scritte da Lorenzo a Cosimo da
a Genova un suo orologio solare per il quale si era fatto da intermediario il figlio Girolamo. Non sappiamo le ragioni per cui, Livorno che forniscono anche alcune notizie circa il vivace cantiere mediceo di Livorno e dellIsola dElba. La prima di
il 16 settembre 1558, Camillo si trova in cattive condizioni economiche e ormai vecchio raccomandato ai Medici, tramite queste lettere inviava al duca il disegno di un orologio, la cui commissione era giunta a Lorenzo dal provveditore, forse
Lelio Torelli, dal vescovo di Ragusa presso cui lavorava il figlio Francesco. Camillo mor il 10 ottobre 1560 come conferma Luca Martini stesso, in data 18 maggio 1565:
in una lettera146 il vescovo Beccatelli e lasci 6 figli maschi, di nessuno dei quali noto lanno di nascita. Tuttavia lattivit e
la conduzione della bottega di famiglia fu continuata dai suoi tre figli147: Francesco, Lorenzo e Girolamo. Fu in particolare Ill et ecc s. principe, mandagli a V.E.S. per commissione del provveditore il disegno della facciata della spera, acci quella
lultimogenito Girolamo a essere dotato di abilit e interesse maggiori rispetto ai due fratelli nella costruzione degli stru- veggha se li piace, et se aquella pare che a pi di quella si metta dichiarazione alcuna o il millesimo, acci quella mandi a
menti scientifici, tanto da avere il merito di rilanciare le sorti della bottega familiare con numerose creazioni, molto spesso dire lanimo suo. Habbiamo havuto carestia della faccia quanto alla altezza, pure si scandagliato di sorte che torner assai.
caratterizzate da un aspetto artistico molto apprezzato, rivitalizzando larte di famiglia prima del suo definitivo esaurirsi. Attender a farli dare gran tocchio acci sia sentito dalla nave, acci sia goduto di terra, et di mare. Et non accorrendo
Dopo un esordio nella bottega paterna attorno al 1540, il primogenito Francesco ( 1591) fu essenzialmente un architetto. dire altro a V.E.S. a quela di core mi offero et raccomando che il Signore la feliciti et exalti. Di livorno XVIII di maggio
Si leg a personaggi importanti, ma fu il rapporto con Ludovico Beccatelli, vescovo di Ragusa in Dalmazia a segnare la 1565. Humilissimo et affectionatissimus servitore di V.E.S. Lorenzo di Camillo della Volpaia151.
sua fortuna. Dal 1557 si occup della ristrutturazione della villa del vescovo Beccadelli nellisola di Sipan148, oggi ridotta
in rovina, dove sotto il titolo di cameriere svolgeva mansioni di architetto e di sovrintendente ai beni terreni dei benefici La seconda, invece, datata 4 aprile 1569, aveva lobiettivo di chiedere lintercessione del duca perch fosse finalmente sal-
di cui Beccatelli era titolare. Oltre agli spiccati interessi per larchitettura, purtroppo, non possono essere a lui riferiti con dato un pagamento inatteso a un orefice che aveva realizzato lorologio per lIsola dElba e per il quale si erano accesi dei
certezza nessuno dei vari strumenti scientifici e astronomici della bottega. Nel 1560 fu definito dalleclettico vescovo Di problemi con lArte della Mercantia:
razza darchitettore149 quando fu incaricato di trasportare alcuni marmi destinati al cardinale Federico Cesi.
A Firenze invece fu molto attivo Lorenzo (notizie dal 1560 - dopo il 1569). Lorenzo aveva avuto accesso alla corte medicea Ill et execc. Duca, Alli XXVII hebbi un benignissimo rescritto sa V.E.S. che francesco di ser jacopo dovessi fare pagare la
grazie ai buoni offici dello zio Eufrosino, come risulta da una lettera inviata da Roma a Firenze il 27 agosto 1547 a Pierfran- stella di rame fatta per lhoriolo dellElba a M. Ant. Horefice quale l fatto detta stella. Onde il detto francesco mi stabbia,
cesco Riccio, maggiordomo di Cosimo I. Nella lettera, lo zio Eufrosino mandava in dono a Cosimo il disegno della citt di come ha fatto gi sono 3 anni, et io sono molestato et sbetto. Dalli 6 della Mercantia, aspettando di giorno in giorno la
Roma facendolo recapitare dal nipote Lorenzo: sententia. Pregho addunque V.E.S. si degni di commettere alli signori sei della mercantia che io non sia molestato et che

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il detto orefice riconoscha per esso Debitore, come infatti , francesco di ser iacopo. Pregho V.E.S. mi perdoni se sar il congegno di un orologio ideato da un componente della famiglia ancora non identificato171. Risale al 1590 la sua ultima
troppo fastidioso. Priegola di nuovo mi liberi da tal cosa, acci possa senza havere a perder tempo alla Mercantia, servirla opera datata e firmata conosciuta172: un orologio solare poliedrico a forma di prisma pentagonale, completo di bussola e
allo horioulo grande dottone per Livorno, quale a bonisismo termine che tutto reputer per gratia da quella la quale il tarato sulla latitudine di Firenze. Nel 1594, su testimonianza del priorista Giuliano del Riccio, il granduca Ferdinando gli
Signore feliciti et accrescha a maggior grado. Di firenze all 4 di aprile 1569. Humilisismo servitore di V.E.S. Lorenzo di fece nuovamente restaurare lOrologio dei Pianeti realizzato dal nonno Lorenzo. Mor il 27 novembre 1614 senza lasciare
Camillo della Golpaia159. eredi, esaurendo la tradizione dellillustre bottega fiorentina. Fu sepolto in San Marco e i suoi beni furono ereditati dal
prete Filippo di Bertoldo Guazzalotti173.
Non sappiamo la data di morte di Lorenzo, ma si ipotizza il 1569 come data post quem160. Il pi documentato dei figli di
Camillo fu lultimogenito Girolamo (ca. 1530-1614). A lui si attribuiscono numerosi strumenti astronomici e scientifici. Sara Taglialagamba
Ottimo matematico e disegnatore, Girolamo prese la guida della bottega paterna e seppe farsi ultimo portavoce dellin-
ventiva e dellabilit dei Della Volpaia ed con lui che si chiude la parabola della fama della bottega in via dellOriuolo.
Secondo Maccagni161 nacque a Firenze tra il 1525 e il 1530 ma lindicazione di Beccadelli162, vescovo di Ragusa, che nel 1 Per una bibliografia essenziale rimando a: Giovanni Antonel- ti in: Il Codice di Benvenuto di Lorenzo della Golpaja, in Sapere, f.s. (15
1564 lo diceva giovane, potrebbe anche spostare lanno di nascita a dopo il 1530. gi attivo nel 1554 quando costruisce li, Sulle dottrine astronomiche della Divina Commedia, Firenze, 1865; aprile 1952), pp. 57-60 e I progetti di Leonardo per la macchina idraulica di
Giovanni Agnelli, Topo-cronografia del viaggio dantesco, Milano, 1891; Bernardo Rucellai, pp. 61-64; Pedretti 1953, pp. 243-277; e in particolare,
una sfera armillare163, oggi conservata presso lo Science Museum di Londra, che risulta essere il primo degli strumenti da Antonio Lubin, Dante e gli astronomi italiani. Dante e la donna gentile, Pedretti 1954a, pp. 177-215; Pedretti 1957b, pp. 34-42.
lui realizzati tra quelli firmati e datati. Nel luglio 1557, impegnato in un viaggio alla volta di Costantinopoli, fece sosta a Trieste, 1895; Filippo Angelitti, Sulla data del viaggio dantesco desunta 10 Lamicizia continuava nel 1503-1504 quando entrambi, insieme
Ragusa in Dalmazia dove fu accolto dal vescovo Ludovico Beccadelli164, gi legato al fratello Lorenzo, che lo defin Buon dai dati cronologici e confermata dalle osservazioni astronomiche riporta- a Giuliano da Sangallo, parteciparono alla commissione per la colloca-
te nella Commedia, in Atti dellAccademia Pontaniana XXVII, Napoli, zione del David di Michelangelo. Beltrami 1919, pp. 83-84, documento
maestro doriuoli et teoriche dei pianeti et simil cose. Il soggiorno in Dalmazia dovette durare pi di un mese se Federico 1897; Giovanni Pascoli, Minerva oscura: Prolegomeni: la costruzione n. 135. Lo studioso riporta il parere di Leonardo che cos si espresse alla
Commandino scrisse al vescovo Beccadelli di chiedere al Della Volpaia il motivo per cui non aveva ancora ricevuto 3 oro- morale del poema di Dante, Livorno, 1898; Filippo Angelitti, Intorno seduta per decidere la collocazione del David di Michelangelo: io con-
logi da lui commissionati. Il vescovo risponde che gli orologi erano gi stati consegnati, secondo le ultime notizie giunte ad alcun schiarimenti sullanno della visione dantesca, Palermo, 1899; fermo che stia nella loggia, dove dtto Giuliano, in su el muricciolo,
Filippo Angelitti, Sugli accenni danteschi ai segni, alle costellazioni ed al dove sappichano le spalliere allato el muro chon ornamento decente, et
ad Ancona a Giovan Battista degli Alessandri165.
moto del cielo stellato da occidente in oriente di un grado in cento anni: in modo non guasti le cerimonie delli uffici.
Nel 1559 fa ritorno a Firenze dove risulta iscritto allArte dei Chiavaioli come orologiaio. Alla morte del padre Camillo nota 1, Torino, 1912; Filippo Angelitti, Sugli accenni danteschi ai segni, 11 necessario passare in rassegna i rapporti che legarono il pre-
nel 1560 eredita la bottega e le cariche pubbliche. Nellaprile 1560 divenne temporatore dellOriolo Grande di Palazzo alle costellazioni ed al moto del cielo stellato da occidente in oriente di stigioso committente e il Vinci. Bernardo Rucellai era un uomo chiave
un grado in cento anni: nota 2, Torino, 1913; Filippo Angelitti, Sugli nello scacchiere della vita politica fiorentina del tempo: nato nel 1448,
Vecchio con uno stipendio mensile di soli 5 scudi, mentre nel luglio successivo chiese anche di temperare lOriolo dei Pia-
accenni danteschi ai segni, alle costellazioni ed al moto del cielo stellato da pressappoco coetaneo di Leonardo, spos Nannina de Medici, sorella di
neti che versava in uno stato di incuria. Lorologio fu dunque restaurato per lui et rimesso nella sala del ducal palazzo occidente in oriente di un grado in cento anni: nota 3, Torino, 1913. Lorenzo il Magnifico, che gli valse lentrata nella famiglia pi importante
e ricevette un moggio di grano e 200 lire lanno, pagamento che, a suo tempo, aveva ricevuto anche il padre Camillo. 2 I documenti sono pubblicati per la prima volta in Mario Fon- del tempo nonostante le simpatie repubblicane pi volte esternate, fu in-
delli, Umberto Baldini, Gli oriuoli mechanici di Ser Brunellesco Lip- viato dalla Signoria fiorentina come ambasciatore a Milano da Ludovico
Pur avendo dato il suo assenso al restauro, Cosimo neg a Girolamo un compenso fisso per la manutenzione dellorolo-
pi. Documenti e notizie inedite sullarte dellorologeria a Firenze, Firenze, il Moro proprio nel 1481, mentre nel 1484 fu nominato ambasciatore
gio poich a noi pareva che con li 5 ducati il mese potesse fare luno e laltro per essere una fatica di un quarto dora il 2000, pp. 2-4. La riscossione del pagamento dellorologio di Scarperia, fu residente in citt e con tutta probabilit si incontrarono a pi riprese.
giorno e si trover altri che lo faranno. Questo era un chiaro segno del progressivo disinteresse per la cura dei congegni a favore di Andrea di Lazzero detto il Buggiano, erede di Filippo Brunel- Lasciata Milano per Napoli nel 1486, Leonardo e il Rucellai si incontra-
a orologeria, invece tanto apprezzati in precedenza e di cui Girolamo prendeva atto il 25 settembre 1560 quando scriveva leschi come si leggeva nella redazione del testamento dellarchitetto che rono nuovamente soltanto nei primi anni del 1500 quando aspirava alla
attestava che il congegno fosse opera sua. Per le vicende e per la pubbli- nomina di gonfaloniere che and invece al Soderini. Nel 1482 Rucellai
di aver accettato queste condizioni166. cazione dei documenti rimando a: Fondelli-Baldini 2000, pp. 5-33. compr un orto in via della Scala che divenne un punto di incontro di
Fortunato invece il destino che ebbero le sue numerose opere in massima parte risparmiate dalla distruzione o dalloblio. 3 Per Paolo dal Pozzo Toscanelli (Firenze 1397-1482) si veda la letterati e uomini di scienze e fu ribattezzato Orti Oricellari. Il palazzo fu
Alcuni suoi strumenti entrarono a far parte delle collezioni granducali perch figurano ancora a Firenze in un inventario bibliografia scelta: John L. Heilbron, Il sole nella chiesa: le grandi chiese realizzato da Leon Battista Alberti e fu sede della famosa Accademia Pla-
come osservatori astronomici, revisione a cura di Fabrizio Bonoli e Piero tonica istituita da Marsilio Ficino e frequentata da Machiavelli, Trissino
del Reale Gabinetto del 1776. Tra le sue realizzazioni pi importanti nota una sfera armillare realizzata nel 1564: le Ranfagni, Bologna, 2005; Eric Apfelstadt, Christopher Columbus, Paolo e molti altri. Tra gli assidui frequentatori degli orti vi era anche lamico
armille della quale sono tutte di ottone dorato e il Globetto che rappresenta la terra di chiarissimo cristallo. Lorizzonte dal Pozzo Toscanelli and Fernao de Roriz: new evidence for a Florentine di Leonardo, Piero di Braccio Martelli, grande erudito in latino, greco
parimente di ottone dorato ed sostenuti da tre rami circolari ornati di teste umane e di teste capricciose in rilievo, i connection, in Nuncius, VII (1992), pp. 69-80; Della prospettiva di Pa- ed ebraico, che ospit lartista vinciano nella sua casa nel 1508. Proba-
olo Dal Pozzo Toscanelli, a cura di Alessandro Parronchi, Milano, 1991; bilmente Leonardo godette dellospitalit del Rucellai per cui si ipotizza
quali rami nella parte inferiore sono fissi in un piede che termina in tre zampe di leone167. Gerolamo anche autore di Sebastiano Crin, La scoperta della carta originale di Paolo dal Pozzo ideasse la macchina idraulica.
uno speciale quadrante datato 1568, o meglio un notturlabio anteriore alla riforma del calendario di papa Gregorio XII nel Toscanelli, che serv di guida a Cristoforo Colombo per il viaggio verso il 12 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
1582, opportunamente messo a punto con latitudine fiorentina di 43. Per questo motivo, i segni dello zodiaco riportati nel Nuovo Mondo, Firenze, 1941; Gustavo Uzielli, Antonio di Tuccio Ma- [=Codice Marciano 5363], f. 7 v.
netti, Paolo Toscanelli e la lunghezza delle miglia nel secolo delle scoperte, 13 Per i riferimenti rimando a: Pedretti 1957, pp. 34-42.
disco grande sono spostati rispetto alla situazione ottimale poich in origine, prima della riforma del calendario, linizio Firenze, 1902; Pietro Gori, Paolo dal Pozzo Toscanelli (1397-98-1482), 14 La provenienza dei Della Volpaia dalle colline chiantigiane
del segno dellariete, quando si verifica lequinozio di primavera, corrisponde nello strumento all11 marzo anzich al 21 Firenze, 1898; Gustavo Uzielli, Sui ritratti di Paolo del Pozzo Toscanelli fissata anche da: Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, ff. 17, 36. Il padre
come stabilito dal calendario gregoriano. fatti da Alessio Baldovinetti e da Vettor Pisani, Roma, 1890; Gustavo di Lorenzo, Benvenuto, almeno fino al 1460 era ancora residente a Vol-
Uzielli, Intorno ad un passo di Giorgio Vasari relativo a Paolo dal Pozzo paia poich risultava registrato nelle portate del Catasto. Si veda. BNCF,
Il 20 dicembre 1564 Ludovico Beccadelli lo raccomandava a Niccol Zeno, annunciandone larrivo a Venezia da Firenze Toscanelli quale maestro di Filippo Brunelleschi, Roma, 1894; Pietro Go- Miscellanea Palagi, II, I, 462, f. 17. Anche Emanuele Repetti parlando
per mostrare alle SSVVCI.me una invenzione cha dun horiuolo da sole se la piazza di san marco che mostri lhore et i ri, Centenari fiorentini: Paolo dal Pozzo Toscanelli e Amerigo Vespucci, in del piccolo borgo non potr fare a meno di citare la fama della famiglia.
venti. Nella lettera a testimonianza del profondo rapporto che lo legava ai due fratelli fiorentini, il vescovo si faceva garante Emporium, VII (1898), pp. 183-197. Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana:
4 Enzo Settesoldi, Paolo Toscanelli padre dello gnomone nella contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, ducato di Luc-
della persona e dellabilit di Girolamo affermando che aveva abitato presso la sua casa di Venezia dove il vescovo aveva
cattedrale di Firenze, in Prospettiva, XVI (1979), p. 44. ca, Garfagnana e Lunigiana, Firenze 1833-1846, V (1843), p. 798: Fra
risieduto tra il 1550 e il 1554. Non noto quando Girolamo si rec a Genova con Giovanvittorio Soderini, che doveva fare 5 ASF, Corporazioni Religiose soppresse dal governo Francese 140, i meriti di questo luogo, oltre agli ottimi vini che il suo poggio traduce,
da intermediario con i signori della Repubblica Genovese per la vendita di un orologio che segnava i venti realizzato dal 3, c. 75r. Si veda: Gaetano Milanesi, Documenti inediti riguardanti Leo- avvi quello di essere stato la patria di Benvenuto di Lorenzo dalla Polpu-
nardo da Vinci, in Archivio Storico Italiano, XVI (1872), pp. 228-229; ta rammentato da varj scrittori fiorentini, figlio forse di quel Lorenzo di
padre Camillo168. Soderini aveva comunque presentato lorologio alla Repubblica Genovese lodandolo con queste parole:
Federico S. Bassoli, LUriuolo di Leonardo da Vinci per il convento di Frosino dalla Volpaja che nel 1456 era spedalingo dellOspedale deglIn-
[...] ai signori di quella signoria, per divino retta miracolo per arricchire quella citt [...] Ma avendogli trovati pi volti agli inutili San Donato a Scopeto, in Sapere, f.s. (1952), pp. 53-56; Villata 1999, nocenti in Firenze, (Manni, nel Volume III dei suoi Sigilli Antichi ) lo-
proprii che alle pubbliche orrevolezze, lo consigliai di che cercasse di allogare le invenzioni de suoi antenati a virtuosi amatori e pp. 12-14. dato dal Tiraboschi nella Storia della letteratura italiana, come eccellente
non in quello luogo dove abitavano genti desiderose di volersi arricchire dogni altra sorte di ricchezze che delle profittevoli scienze 6 Pedretti 1957a, pp. 39-40. fabbricatore di oro logi, uno dei quali egli per Lorenzo de Medici con
7 Si veda: De Toni 1919a, pp. 230-235. mirabile ingegno lavor.
dingegno e arti sottili169. 8 La presenza dei pendoli assicurata dai fogli: Venezia, Biblioteca 15 Numerose son le variazioni con cui chiamata la famiglia per
Altri documenti testimoniano che nel 1564 Gerolamo progett un orologio per piazza San Marco a Venezia attestando per- Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice Marciano 5363], ff. cui frequente ritrovare patronimici come Volpaia, Volpara o Golpaja.
tanto di essere molto apprezzato in ambiente lagunare. Inoltre sappiamo che realizz per Cosimo molti strumenti scientifici 27 r (ventola dello scappamento), 50 v e 83 r (con pendolo per mulino). A queste varianti si sommano anche lemmi dialettali, come Golpazo, op-
9 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [=Co- pure appellativi, tra cui il pi noto quello Degli Oriuoli. Si veda: Pie-
in ottone: costru lorologio di Santo Spirito e anche un grande orologio-sveglia che fu venduto a Genova. A testimonianza dice Marciano 5363]. La straordinaria scoperta del codice si deve a Carlo tro Zani, Enciclopedia metodica critico-ragionata delle Belle Arti, Parma,
di unintensa attivit e di interessi poliedrici, si attribuiscono a Girolamo interventi in almeno due codici di famiglia: nel Pedretti che lo ha trascritto nel 1951 a Bologna. Lanno successivo il codice MDCCCXXIV, XIX, Ad indicem. Si fissa che il nome usato per chiamare
Magliabechiano XIII 87 e in gran parte del Codice Antinori 17, conservato alla Biblioteca Laurenziana, di cui di sua mano era pronto per la stampa insieme alla trascrizione del Codice Magliabechia- tutti i componenti della famiglia : Della Volpaia.
no XIX, 90 della Biblioteca Nazionale di Firenze. Si veda lExcursus II a p. 16 Cellini 1960, p. 600.
sono i numerosi disegni di orologi e macchine. Mise mano anche al taccuino di famiglia conservato alla Biblioteca Mar- 33 e in particolare la nota a pie di pagina che approfondisce la questione. 17 Per una bibliografia relativa si veda: BNCF, II, I, 462, Miscellanea
ciana: oltre ad aggiungere alcune note su vari fogli, nel 1581 Girolamo ricopi un cifrario dello zio Benvenuto170 e disegn La descrizione pi accurata del Codice Marciano fornita da Carlo Pedret- Palagi, Lorenzo Della Volpaia; Firenze, BNCF, cl. IX, codice 67: Giovan-

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ni Cinelli, La Toscana letterata ovvero Storia degli Scrittori fiorentini, 23 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 cui si trovi menzione, quello del campanile di SantEustorgio di Mi- LXIII (1981), pp. 495-500; Enzo Settesoldi, Le facciate di Santa Maria
ms. Firenze, p. 1150; Firenze, BNCF, cl. IX, cod. 76: Anton M. Biscioni, [=Codice Marciano 5363], f. 31 v (cfr. 55 v). lano; del quale parla il Fiamma nella sua Cronaca, allanno 1306: ma il del Fiore, in Le facciate di Santa Maria del Fiore, in Due Granduchi, tre
Aggiunte alla Toscana letterata, p. 638 in Indice onomastico della Toscana 24 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 semplice cenno che ne da, senza nessuna espressione di maraviglia o di re e una facciata. Opera di Santa Maria del Fiore, a cura di Urano Tafani,
letterata di G. Cinelli e delle giunte alla toscana letterata, a cura di Gio- [=Codice Marciano 5363], f. 28 v e 55 r. Come appuntato al foglio 28 v, lode, ci fa credere che non fosse il primo. Il pi mirabile per degli oro- Firenze, 1987, pp. 11-48.
vanni Presa, Milano, 1973, pp. 74, 140; Venezia, Biblioteca Nazionale lorologio realizzato dal padre fu aggiustato dal figlio Benvenuto in data logi sin allora veduti, quello fabbricato nel 1344, in Pavia da Giovan- 41 Michele Poccianti, Catalogus Scriptorum Florentinorum, Fi-
Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 (=5363): ff. 7 v, 18 v, 26 r, 29 r, 30 v, 31 r, 15 gennaio 1501. ni Dondi, insigne medico e matematico padovano. Esso fu descritto da renze, 1589, p. 110.
32, 38 v, 39 r, 44 r, 47 v, 49 rv, 55 rv, 58 v-61 v, 65 r, 74 r-75 r, 86 v; Gio- 25 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 Michele Savonarola nel suo libro De laudibui Patavii (in Muratori, Rer. 42 Si veda: La chiesa di Santa Trinita a Firenze, a cura di Giuseppe
vanni Gaye, Carteggio inedito dartisti dei secoli XIV, XV, XVI pubblicato [=Codice Marciano 5363], f. 28 v. Ital. Script., XXIV, 1163), e da un contemporaneo e amico del Dondi, Marchini e Emma Micheletti, Firenze, 1987.
ed illustrato con documenti pure inediti dal dott. Giovanni Gaye, Firenze, 26 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 Filippo de Mazieres, il quale cos si esprime: In questo strumento era il 43 Vasari-Milanesi 1878, II, pp. 593-594.
1839, I, p. 589; ibid., 1840, II, pp. 455, 459; Vasari-Milanesi 1878, II, pp. [=Codice Marciano 5363], f. 55 r. moto 11 del sole, delle costellazioni e dei pianeti, co loro cerchj, epicicli 44 Francesco Bocchi, Le bellezze della citta di Firenze dove a pie-
593-594 (Vita di Alessio Baldovinetti); Vasari-Milanesi 1878, II, p. 604 27 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 e distanze, con moltiplicazione di ruote senza numero, con tutte le loro no di pittura, di scultura, di sacri templi, di palazzi, i pi notabili artifizi
(Vita di Donatello); Vasari-Milanesi 1878, III, p. 269 (Vita di Domenico [=Codice Marciano 5363], ff. 18 v, 31 r, 55r. pani: e ciascun pianeta fa il suo panicolare movimento. In tal modo si e pi preziosi si contengono, scritte da m. Francesco Bocchi ed ora da m.
Ghirlandaio); Vasari-Milanesi 1881, VII, p. 634 (Accademici del Disegni, 28 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, M ss. Ital., cl. IV, 41 pu veder chiaramente in qual segno e in qual grado sono i pianeti e le Giovanni Cinelli ampliate ed accresciute, Firenze, 1677, p. 189.
Ignazio Danti); Vasari-Milanesi 1882, VIII, p. 112 (Ragionamenti); Va- [=Codice Marciano 5363], f. 32 r. stelle ecc. (in Tiraboschi, Star. lett., tom. V.). Giovanni Dondi fu anche 45 Vasari-Milanesi 1882, VIII, p. 524.
sari-Milanesi 1883, VIII, p. 524, p. 269 (Vita di Domenico Ghirlandaio); 29 Parma, Biblioteca Palatina, Manoscritto Palatino 1016, fasc. amico del Petrarca, e da lui lodato nellepistola I del libro XII; e nel 46 Firenze, Archivio dellOpera del Duomo, Deliberazioni, 1490-
Vasari-Milanesi 1881, VII, p. 632 (Accademici del Disegno, Ignazio Dan- I, f. 30, Lettera di Ludovico Beccadelli, dicembre 1564; cfr. Gigliola suo testamento gli fece un legato di 50 ducati doro con queste parole: 1597; Gaye 1840, II, pp. 455, 459.
ti); Vasari-Milanesi 1882, VIII, p. 112 (Ragionamenti); Vasari-Milanesi Fragnito, II museo di Antonio Giganti, in Scienze, Credenze occulte, Magistrum Johannem Dundis physicum, astronomorum facile principem, 47 Beltrami 1919, pp. 84, n. 135. Beltrami riportava il parere di
1882, VIII, p. 524 (Descrizione dellapparato per le nozze di Giovanna cultura, Convegno Internazionale di Studi (Firenze, 26-30 giugno 1980), dictum ab Horologio propter illud admirandum Planetarii opus ab eo con- Leonardo scritto in data 25 gennaio 1504 che affermava che: io con-
dAustria e Francesco de Medici); Emanuele Repetti, Dizionario geogra- Firenze, 1982, p. 524. fectum, quod vulgus ignotum horologium esse arbitratur (onde lerrore fermo che stia nella loggia, dove dtto Giuliano, in su el muricciolo.
fico fisico storico della Toscana, Firenze, 1843, V, p. 798; La scrittura di 30 Gli incarichi di temperatore sono confermati in: Firenze, BNCF, di coloro che han creduto sopracebiamarsi dellOrologio a cagione di dove sappichano le spalliere allato el muro chon ornament decente, et
artisti italiani, a Ksterlexikon, XXXIV, p. 530, Ad indicem; Umberto Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. I, f. 6. questistrumento). Lorologio di Lorenzo della Volpaia, fabbricato un in modo non guasti le cerimonie delli uffici.
Dorino, Lorologio dei pianeti di Lorenzo Della Volpaia, in Riviste dar- 31 Giovanni Poggi, II Duomo di Firenze. Documenti sulla decora- secolo e mezzo dopo iprenominati, descritto dal Poliziano nellepistola 48 La citazione si trova in: Daniele Barbaro, I dieci libri dellAr-
te, VI (1909), pp. 137-144; Karl Frey, Studien zu M. Buonarroti und zione della Chiesa e del Campanile tratti dallArchivio dellOpera, Berli- VIII del libro IV, scritta da Fiesole a Francesco della Casa, il d 8 dagosto chitettura di M. Vitruvio, Vinegia, 1556, p. 221. La citazione stata ripre-
zur Kunst seiner Zeit, in Catalogo dei codici marciani italiani, Modena, no, 1909, p. 164. del 1484; e n fatta menzione dal Manoi nel cap. XXIX del De Fioren- sa in: Bernardino Baldi, Cronica dei matematici, Urbino, 1707, pp. 102-
1911, II, pp. 28 e segg.; Giuseppe Boffito, Gli strumenti della scienze e la 32 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. I, f. 6. Estratto tino inventis. Ora si conserva nel Museo fisico fiorentino nella stanza 103. Nella bibliografia di Giovanni Stabio si legge che fece anco una
scienza degli strumenti, Firenze, 1929, pp. 21 e segg., 224; Eugenio Mor- da: ASF, Mercanzia vol. 1406, dal 1508 al 1521, [debitori e creditori segna- delle macchine antiche. Chi fosse vago di avere copiosi ragguagli sopra tavola delle stelle fisse nella quale hebbe per compagni Alberto Duzero,
purgo, Dizionario degli orologiai italiani, Roma 1950, pp. 202 e segg., Ad to F], c. 91 (in data 1511). Nella trascrizione si legge che Lorenzo dichiara ogni sorta di orologi, consulti leruditissima opera dellab. Cancellieri, sui e Volpaia fiorentino. I rapporti tra Albert Drer, Giovanni Strabio e
Indicem; Pedretti 1953, pp. 243-258; Catalogo degli strumenti del Museo di avere a di primo daghosto per un oriuolo in mercato nuovo con Campanili e sugli Orologi (Roma, 1606 in 4, dalla quale abbiamo cavate Lorenzo della Volpaia sono stati studiati in: Maria Losito, II IX libro
della Storia della Scienza, a cura di Pietro Pagnini e Maria Luisa Bonelli, contrappesi di piombo con ruote e ferramenti fanno voltare la palla luna queste notizie. dei commentari vitruviani di Daniele Barbaro, tesi di laurea, Universit
Firenze, 1954, pp. 11, 89, 96; Pedretti 1957b, pp. 23-32, 99-106, 108, a pi della spera di detto oriuolo. Si veda in particolare: Venezia, Biblio- 36 Vasari-Milanesi 1878, III, p. 269. di Venezia, Facolt di Architettura, a.a. 1985-1986, I, pp. 105-117.
118-124; Eugenio Marpurgo, Alcuni appunti sugli orologiai Della Vopa- teca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice Marciano 5363], 37 Vasari-Milanesi 1882, VIII, p. 112. 49 Le notizie dirette si ricavano principalmente da: Firenze, BNCF,
ia, in La Clessidra, IX (1959), pp. 23-26; Benvenuto Cellini, Trattato ff. 27 v-28 r dove sono descritti i computi per lorologio ma non il putto 38 Cellini 1960, p. 975. Sui rapporti tra Lorenzo Della Volpaia e Codice Magliabechiano XIX 90 e Venezia, Biblioteca Nazionale Marcia-
delloreficeria [1568], in Opere di Benvenuto Castiglione, Giovanni Della battitore. Un appunto di mano di Benvenuto afferma di avere aggiustato loreficeria si veda anche alcuni studi successivi. Tra questi, in particolare: na, Mss. Ital., cl. IV, 41 [= Codice Marciano 5363], ff. 28 v, 55 v, 58 v-60
Casa, Benvenuto Cellini, a cura di Carlo Cordi, Milano-Napoli, 1960, p. lorologio in data 9 maggio 1521. Saggio dalcune voci toscane dArti, Mestieri e Case Domestiche, Dialoghi e v (di altra mano, forse Eufrosino), 61 r-v, 63 r-v, 64 r-v, 65 v, 74 r e 75 r.
975; Carlo Maccagni, Notizie sugli artigiani della famiglia della Volpaia, 33 Difficile stabilire la provenienza ma si osserva anche proprio Discorsi dun Lombardo al professore Marcantonio Parenti, in Memorie Ai fogli 56 v-58 r invece sono appuntati i computi per la descrizione dei
in Rassegna periodica di informazioni del Comune di Pisa, III (1967), allinterno del Codice Marciano 5363 si registra la presenza di orologiai di religione di morale e di letteratura, VIII, Modena, 1839, pp. 209-210. singoli pianeti: Giove (56 v), Venere e Mercurio (57 r), Marte e Dragone
pp. 1-12; Maria Luisa Righini Bonelli, Il Museo di storia della scienza doltralpe, come ad esempio Bastiano Parigi venuto dAlemagna. Il nome della Della Volpaia citato nel Dialogo II, intitolato DellOrefi- (57 v), Luna (58 r).
a Firenze, Milano, 1968, pp. 14, 173 Carlo Maccagni, The Florentine 34 Vasari-Milanesi 1878, II, p. 604. ceria, nella conversazione tra labate Zannoni, il conte Baldelli, lorefice 50 Nel 1994 stata realizzata una replica fedele alloriginale Orolo-
clock and instrument-makers of the Della Volpaia family, in Histoire des 35 Vasari-Milanesi 1878, II, pp. 593-594. Alla nota 1 (p. 593) se- Salvatore Morelli e Antoniotto Lombardo: gio dei Pianeti realizzato da Lorenzo nel 1510 grazie agli studi di Alberto
instruments scientifiques, XIIe Congrs internationl dHistoire des scien- guono informazioni ancora pi dettagliate su Lorenzo e i componenti A.L.E. E tutte queste voci e locuzioni si trovano in Benvenuto Cel- Gorla, sotto la direzione scientifica di Giuseppe Brusa e la consulenza
ces, Paris, 1968-1971, pp. 67-71; Scienziati ed esploratori chiantigiani. I della sua famiglia: Lorenzo di Benvenuto della Volpaia, rammentato lini? astronomica di Emmanuelle Poulle. Tale modello, realizzato in ferro,
Della Volpaia, Giovanni da Verrazzano, Odoardo Beccari, i Georgofili, dal Vasari anche nella Vita di Donatello, a 17 di giugno del 1500, fu S.M. Tutte, o presso che tutte. E se voi aprite il suo trattato dellO- ottone e smalti policromi, e dalle misure di 1170 x 750 x 2350 mm (per
di Greve, a cura di Paolo De Simonis, Alessandro Baglione, Marco Clau- eletto e deputato a temperare e mantenere ordinato, tonante e andante reficeria, e chiedete a questa fattorino: dove sono le forbici per far loro un diametro del quadrante pari a 730 mm), si trova adesso presso il
dio Mezzetti, Leonardo Rombai, Poggibonsi, 1996, pp. 43-89 Pier Nicola V orologio del palazzo de Signori, in luogo di Carlo di Marmocchio. in tritoli? ed egli vi porger queste. E se chiedere le cesoie, ed egli piglier Museo Galileo, Istituto e Museo di Storia della Scienza a Firenze, inv.
Pagliara, Della Volpaia Lorenzo ad indicem, in AA.VV., Dizionario bio- Nel 1501 fu tra quelli artefici che dissero il loro parere circa al posto questaltre, le quali avendo i taglienti pi corti, servono per intaccare i 3817. Si rimanda a: Giuseppe Brusa, Lorologio dei pianeti di Lorenzo
grafico degli italiani, Roma, 1989, XXXVII, pp. 780-802. dove fosse da collocarsi il David di Michelangelo (Gaye 1939, I, p. 589; vantaggi delle piastre che si vogliono attestare, facendo rientrar le in- della Volpaia, in Nuncius, IX (1994), pp. 645-669.
18 Vasari-Milanesi 1878, II, p. 593, nota 1: si afferma che Lorenzo e 1940, II, pp. 455, 459). Lorenzo di Benvenuto della Volpaia nacque in taccature le une nelle altre per istringerle poscia co martelli. E come di 51 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, ins. II, ff. 20-24.
nacque, secondo un documento, nel 1446 a Firenze, ma non citata la Firenze nel 1446, e fece dapprima larte del legnaiolo. Ma collingegno queste, dite alter cose. Noi diciamo tirar di martello, che vezzo tutto Palagi riporta la trascrizione della lettera di Poliziano a Francesco Della
fonte di riferimento, rendendo pertanto non sicura la notizia. La data che ebbe singolare, sinnalz sopra la sua professione, e divenne nostro per indicare i lavori che si fanno coi martelli. Noi diciamo lavorare Casa come si legge nel libro IV delle Lettere: accepi epistolam suam qua
della nascita di Lorenzo sembra confermata anche da: Firenze, BNCF, meccanico ed ingegnere eccellentissimo: onde compose un meraviglioso dincavo, lavorare di smalto, e la smaltatura e imporre lo smalto: gli smalti mihi significas allatum istu esse de machinula automata, quae sit super
Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. I, f. 6. orologio, o pi propriamente planisfero, nel quale erano rappresentati il ritirano o saprono, quando si stringono nel freddare, e per soverchio di a laurentis quodam florentinus, construenda, in qua siderum cursus cum
19 La bottega, infatti, registrata al catasto per ben due volte: nel sole, i pianeti e la luna, con iloro movimenti, le fasi e le ecclissi. Questo foco cangiano di colore: segnare un profilo; oro dolce da lavorare, arrenar coeli ratione congruens explicatur. Augustus MCCCCLXXXIII. Palagi
1480 (notizia ricavata da Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II. I. 462, f. planisfero non da confondere come stato fatto collorologio che al loro quando si ricuoce colla reneIIa di vetro per levargli I cattivi fumi: puntualizza che nella Biblioteca Riccardiana si trova una copia postil-
29) quando si dice che Lorenzo ha 34 anni, e successivamente nel 1498. museo di Fisica e Storia Naturale; il quale lavoro diverso e posteriore testoline di tutto rilievo bene ispiccate co ceselli dal campo. E millaltre lata da Salvini che a margine della parola laurentis in corso di testo
Dalla notizia indiretta che nel 1480 Lorenzo doveva avere 34 anni si ri- dun secolo. Fu Lorenzo temperatore dellorologio pubblico dal 1490 dizioni, che abbiamo nellarte, e si parlavano cosi a tempi dAndrea del riporta la nota Lorenzo della Volpaia, suo oriolo. Si veda anche: Angelo
cava dunque uninformazione importante: la sua data di nascita doveva al 1494, e poi dal 1500 (nel quale anno fece lorologio di palazzo) fino Verrocchio, e di Lorenzo della Golpaja, come a que del Cellini, e dopo Poliziano: Letters, edited and translated by Shane Butler, Harvard, 2006,
presumibilmente cadere proprio nel 1446. al 1511. Parimente temper quello di Santa Maria del Fiore dal 1497 al ben oltre trecentanni, a d nostri. Ne volete voi pi oltre?. I, n. 4.8, pp. 271-275.
20 La bottega infatti risulta registrata al catasto nel 1480 (vedi Mi- 1499, e laltro della torre del Saggio in Mercato Nuovo, rifatto da lui nel Lattivit di orefice di Lorenzo Della Volpaia oggetto di ammira- 52 Francesco Albertini, Memoriale di motte statue et picture so-
scellanea Palagi, f. 29), quando Lorenzo ha 34 anni, quindi la data di 1511. Mor Lorenzo nell8 di marzo 1512. II Morelli, nel Catalogo dei zione anche del francese Edouard Charton che lo annovera tra gli arte- no nella inclyta cipta di Florentia per mano sculptori et pictori excellenti
nascita dovrebbe presumibilmente cadere proprio nel 1446, e successiva- manoscritti Naniani italiani, descrive un codice cartaceo del sec. XV con- fici pi importanti che si potevano trovare a Firenze. Si veda: Edouard moderni et antiqui, Firenze, 1510, pp. 15-16.
mente nel 1498 (Pini-Milanesi 1876). tenente disegni di macchine diverse inventate da Lorenzo della Volpaia Charton, Lorfovrerie depuis le douzieme siecle, in Magasin pittoresque, 53 Domenico Mellini, Descrizione della Entrata della serenissima
21 Alcuni autori riportano la notizia che la via degli Albertinelli fu e da suoi figliuoli Benvenuto e Frosino. Questi disegni furono raccolti IV (1847), p. 88: regina Giovanna dAustria, Et dellappar fatto in Firenze nella entrata,
ribattezzata via dellOriuolo proprio per omaggiare la famiglia dei Della da Frosino, e dopo Ia sua morte, avvenuta in Francia, gli ebbe Poggini Beaucoup dautres ltaliens sillustrerent par des travaux en orfvre- & per le felicissime nozze di Sua Altezza Et dellIllustrissimo, & Eccel-
Volpaia che in quella via teneva bottega. Tuttavia a una pi attenta disa- librajo di Roma, e poi passarono nelle mani di Bernardo Buontalenti e rie: Antonio del Pollajuolo, Amerigo Amerighi, Michelangiolo da Pin- lentissimo, Don Francesco de Medici, Principe di Fiorenza, & di Siena,
mina segue che la via gi si chiamava cos da tempo perch vi si trovava di altri famosi artefici. Di Lorenzo della Volpaja, che fu anche orefice, zidimonte, Piero Giovanni, Romolo del Tavolaccino, Stefano Saltaregli, Fiorenza, MDLXVI, p. 11.
lantico oriuolo alla torre del palazzo dei Priori attorno al 1353. Si veda: parla il Cellini nel suo libro DellOrificeria. II suo oriuolo rappresentava Zanobi del Lavacchio, Bastiano Cennino, Piero di Nino, Antonio di 54 Domenico Mellini, Discorso nel quale si prova contra loppenio-
Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II. I. 462, Ins. II, f. 37. In questa carta il moto de sette pianeti fatti in forma dellarme dei Medici. Nel codice Salvi, Salvatore Pilli, Lorenzo della Golpaja, Andrea del Verrocchio, Ca- ne di alcuni non si potere artijizialmente ritrovare, ne dare ad un colpo
trascritto un appunto, datato 1427, sulletimologia delle strade di Fi- Naniano il disegno di questo orologio, per il quale si fa alquanto pi radosso de Milan, Lautizio de Perouse, etc.. composta di Materia corrottibile un Movimento, che sia continovo &
renze, dove si leggono informazioni Ad indicem via delloriuolo. Per in- facile lintelligenza della lettera di Poliziano da noi citata a p. 594, nota 1. 39 Non chiaro a che cosa fosse riferita la querelle circa le porte perpetuo, Fiorenza, MDLXXXIII. p. 33.
formazioni relative si vedano anche i Manoscritti 2124 e 2427 conservati Vasari afferma che prima dellorologio planetario del Della Volpaia non di Santo Spirito: sappiamo comunque che Giuliano da Sangallo riprese 55 Firenze, Biblioteca Laurenziana, Manoscritto Antinori 17, ff. 73
alla Biblioteca Riccardiana di Firenze. era stato mai costruito niente di simile. Questa teoria subito confutata in mano il vecchio progetto brunelleschiano apportando modifiche. Ri- v-74 r.
22 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 in: Vasari-Milanesi 1878, II, p. 594, nota 1 che riporta una breve ma mando alla bibliografia relativa: La chiesa e il convento di Santo Spirito a 56 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II.I, 462, Ins. I, f . 15. Ipo-
[=Codice Marciano 5363], f. 18 v. Si fa menzione di un orologio per i interessante storia degli orologi: Questa asserzione del Vasari [prima Firenze, a cura di Cristina Acidini Luchinat, Firenze, 1996. tizzerei che le trattative andarono comunque in porto, poich alcuni
monaci di San Friano, che in realt deve essere un destatoio (se ne parla che fusse mai fatta di questa maniera] e meramente gratuita e viene 40 Per una bibliografia essenziale di riferimento: Philip Foster, Lo- documenti attestano unintensa attivit di compravendita intrapresa
ai ff. 28 r e 30 r), aggiustato da Bastiano Parigi. smentita da quanto ora diremo. II primo orologio a ruote, in Italia, di renzo de Medici and the Florence Cathedral facade, in The art bulletin, da Lorenzo lanno successivo. Nella Miscellanea Palagi trascritto un

230 231
documento delle Portate al catasto del 1489 (segnatura: Portate al Ca- nizzazione, materiali, maestranze, personaggi, in Quaderni dellIstituto 81 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [=Codice
tasto del 1489, quart. S. Giov., carta 337) nel quale si legge la situazione di Storia dellArchitettura, XXVII (1982), pp. 27-34; E nzo B entivo - [=Codice Marciano 5363], f. 1r. Come sottolinea Antonio Simoni, non si Marciano 5363], f. 82r, dove si legge che la macchina corrispondeva a il
patrimoniale del Della Volpaia: glio , Per la conoscenza del palazzo della Cancelleria: la personalit e trattava di un quadro astrologico molto propizio: saturno gelido com modello chio feci in Roma con due sege e tre ruote; ma anche Venezia,
Sostanze- lambiente culturale del cardinale Raffaele Sansoni Riario, in Saggi in non favorisce gli umori vitali; giovevole alle qualit ricettive dellintel- Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [=Codice Marciano
- una chasa chon bottegha per mio abitare posta nel popolo di samto onore di Renata Bonelli, a cura di Corrado Bozzoni, Giovanni Carbo- letto ma con propensione alla fantasticheria, alla irrequietudine ed anche 5363], f. 85 r, dove Benvenuto appunta alcune modifiche da apportare
piero maggiore [ ...] la quale chomperai a vita di me e di 3 figliuoli e di nara, Gabriella Villetti, Roma, 1992. alla malinconia [] carattere piuttosto irrequieto che buono Antonio con queste parole nel modello che 10 feci a Roma ne messi due e cos
M. fruosino mio zio dal ministero dis. piero maggiore con atto rogato 67 Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 987 A. Simoni, A new document and some views about early spring-driven clocks, ne posso mettere quattro.
dal notaio dellarcivescovado Pagholo dAmerigo in data 13 marzo 1489 Sotto il nome di Bernardo sono registrati anche altri disegni a tematica in Horological Journal, XCVI (1954), p. 590. 90 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
- Pi una stanzetta di braccia 7 per ogni verso con atto rogato da ser prevalentemente architettonica, il cui studio molto interessante per ri- 82 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 [=Codice Marciano 5363], f. 24.
giovanni di ser marcho notaio a santa maria nuova il 12 novembre 1493 uscire a ricavare anche altre informazioni circa la sua attivit. [=Codice Marciano 5363], ff. 18 v, 31 r, 55 r. Altri congegni di orologe- 91 Ashby 1914, pp. 75 e segg.
- Pi una chasa da Signore e da lavoratore chon sei stiora circha di 68 Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 1602 A. ria, ancora non ben identificati ma muniti di note di riferimento, sono 92 Il documento non fa menzione del fratello Bernardo che, doveva
terra Javorativa posta nel popolo di s. piero a Mezana, piviere di Filattere, Per la bibliografia relativa rimando a: Caroline Elam, The Dictionary of rappresentati anche ai fogli 26 r e v, 30 v, 31 r e 32 r. essere morto un anno prima, nel 1522. La deduzione della morte precoce
podesteria di Prato, luogo detto alla Villa art, XXVII, London-New York 1996, s.v. Sangallo. 83 Rispettivamente: Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. del fratello suggerita dal fatto che gi nel 1523 il canone della casa in
- Pi un pezzo di terra di stiora 38 lavorativa logho detto in maiano 69 Si ipotizza pertanto che Bernardo potesse essere assistente o Ital., cl. IV, 41 [=Codice Marciano 5363], ff. 32 v, 38 v, 40 r, 47 v, 49 r e cui lo stesso Bernardo risiedeva a Roma in Borgo Nuovo, concessagli
in detta villa e popolo [con rese di] Grano vino biade lino vinciglie almeno collaboratore di Antonio da Sangallo il Vecchio. Questa ipotesi 86 v (in particolare per questultima macchina si veda: Pedretti 1953, pp. in enfiteusi dal capitolo di San Pietro, era stato gi pagato ed estinto da
II documento attesta anche i beni alienati tra cui menzionata una stata avanzata e condivisa da: Buddenseig 1975, p. 99 (anche se si rifiuta 239-276, in part. p. 254). un imprecisato erede. Con tutta probabilit doveva essere stato lo stesso
chasa posta nel popolo dis. piero sceraggio venduta a Bartolomeo di lipotesi avanzata a p. 97 che potesse invece trattarsi di Bernardo da San- 84 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 Benvenuto che, risiedendo a Roma, si doveva essere accollato le spese del
Leonardo Ghaburri ghaligaio G. charro il 24 ottobre 1491. gallo, nipote dunque di Antonio). [=Codice Marciano 5363], f. 36 r-v. Al momento non si ha traccia di defunto fratello. Rimando al capitolo su Bernardo Della Volpaia in corso
57 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, Ins. II, ff. 26-29. Estratto da: 70 La copia di questo disegno (Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe questo esemplare. Lo strumento disegnato da Benvenuto molto simile, di testo per maggiori chiarimenti e per la bibliografia relativa.
ASF, Ordinazioni de capitani di Parte Guelfa dal 1474, c. 37 degli Uffizi, inv. 1181v A) si trova nel Codice Coner. La presenza dello come avremo modo di vedere ad almeno tre orologi notturni eseguiti da 93 ASF, Notarile Antecosimiano B. 227, Notaio Raffaele Baldesi,
58 Si veda Indice geografico-analitico dei disegni di architettura ci- stesso disegno tra le pagine del Codice una delle tesi su cui si fonda Girolamo Della Volpaia e conservati al Museo Galileo, Museo e Istitu- 1521-23, 10, c. 125 v. Il documento stato segnalato da Suzanne Brown
vile e militare degli Uffizi, a cura di Pasquale Nerino Ferri, Roma, 1885, con certezza lattribuzione del Codice a Bernardo Della Volpaia. Si veda to di Storia della Scienza di Firenze. Numeri di inventario: 1286, 3811 Butters. Si veda: Pagliara 1989, vol. XXXVII, pp. 789-802.
pp. XLVI, XLVIII; Thomas Ashby, Sixteenth Century drawings of Roman uno studio pi approfondito in: Buddenseig 1975, pp. 90-95. e 2503. Dello strumento d notizia anche Marco Lastri, parlando della 94 BAV, Archivio del Capitolo di S. Pietro, Privilegi e atti, 23 [Notaio
buildings attributed to Andrea Coner, in Papers of the British School in 71 Un altro gruppo di disegni degli Uffizi in cerca di attribuzione storia degli strumenti scientifici in: Marco Lastri, Losservatore fiorenti- Ludovico Ceci, II, 1520-28], f. 93v. Si veda: Pagliara 1989, pp. 789-802.
Rome, II (1904), pp. 1-96; Thomas Ashby, Addenda and corrigenda, in sono stati riferiti nel corso del tempo a Bernardo: il disegno degli Uffizi no sugli edifizj della sua patria. Seconda Edizione riordinata e compiuta, 95 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
Papers of the British School in Rome, VI (1913), pp. 184-210; Alfonso inv. 85 A attribuito sia a Sangallo (Buddenseig 1975, p. 96), sia al Della Milano, 1798, III, p. 20, nota 1. Si legga la nota relativa: In aggiunta di [=Codice Marciano 5363], f. 50 r. Citato in: Pedretti 1953, p. 254; Mac-
Bartoli, I monumenti antichi di Roma nei disegni degli Uffizi di Firenze, Volpaia (Metternicj 1972, p. 83); mentre i due disegni inv. 311 A e inv. questarticolo, e d quanto scritto il tante volte citato XIMENES nella cagni 1967, pp. 5 e segg.
Firenze, 1922, VI, pp. 24, 29, 63, 71; Maccagni 1968, p. 67 (nota bene: 312 A, pi che al Sangallo sembrano trovare attribuzione a Bernardo sua Introduzione allOpera del Vecchio e Nuovo Gnomone, mi par di do- 96 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
Bernardo confuso con il nipote, figlio del fratello minore Camillo); (Buddenseig 1968, pp. 69 segg.; Frommel 1973, p. 267). vere accennare, che tra gli Autori di cose Astronomiche ivi rammentati, [=Codice Marciano 5363], f. 28 v e 55 r.
Tillman Buddensieg, Raffaels Grab, in Munuscula discipulorum, Ber- 72 Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 3966 A. da inserirsi ancora Benvenuto di Lorenzo della Volpaia Fiorentino, il 97 Vasari-Milanesi 1881, VI, pp. 61-63.
lin, 1968, pp. 66-69; Franz Graf Wolff Metternich, Die Erbauung der Si veda: Il Libro di Giuliano da Sangallo: codice Vaticano Barberiniano quale nellanno 1516 immagin ed esegu un ingegnoso strumenta Astro- 98 Benedetto Varchi, Storia Fiorentina, III, Libro IX, Firenze,
Peterskirche zu Roni im 16. Jahrhundert, Wien-Mnchen, 1972, pp. Latino 4424, a cura di Cristiano Huelsen, Leipzig, 1910, p. 3 (riferisce i nomico portatile, lavorato in ottone, di figura elicoidale, da una parte del 1803, p. 57.
38, 65, 83; Christoph Luitpold Frommel, Der rmische Palastbau der conti sui folio alle spese di sistemazione di Bordo Vecchio per opera di quale Un quadrante alla latitudine di gradi XXXXII e XXXXIII dov 99 Le cinte murarie di Firenze mostravano alcuni problemi di difesa
Hochrenaissance, Tbingen, 1973, II, p. 267, n. 29; Tillman Buddensieg, Giuliano da Sangallo effettuata nel 1514, anche se tale connessione risulta anche segnato lo stesso verso retrogrado, che si detto trovarsi nello nella parte detta dOltrarno, zona collinare difficile da proteggere. Tale
Bernardo Della Volpaia und Giovanni Francesco da Sangallo. Der Autor ancora tutta da verificare); Buddenseig 1975, pp. 95 e segg. Gnomone di S. Giovanni, come se lAutore labbia destinato agli stessi usi zona era anche sguarnita da fortificazioni, ad eccezione della struttura
des Codex Coner und seine Stellung in Sangallo Kreis, in Romisches 73 Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 987 A. Astronomici di quello; dallaltra parte poi sono aggiunti altri due cerchi realizzata per la nuova costruzione dei bastioni di terra attorno al colle
Jahrbuch fr Kunstgeschichte, XV (1975), pp. 89-108; Hubertus Gon- 74 Il codice doveva avere una grande importanza se tra il 1515 e concentrici e mobili, scompartiti da pi numeri, de quali indica luso le- di San Miniato. La zona aveva gi destato le preoccupazioni del cardi-
ther, Das studium der antiken Architektur in den zeichnungen der Ho- il 1518 pervenne nelle mani di Michelangelo che ne trasse centoquindici pigrafe intorno al centro: media nox per totam anni circulationem. Si nale Giulio de Medici e futuro papa Clemente VII, quando nel 1522
chrenaissance, Tbingen, 1988, ad lndicem; Pagliara 1989, vol. XXXVII, disegni di dettagli antichi. Al Buonarroti, si aggiunge anche una lunga trova questistrumento nel Museo del fu Cav. Gio. Gaspero Menabuoni. commission a Baldassarre Peruzzi un rilievo della citt e della sua cin-
pp. 789-802. serie di artisti ed architetti che consultarono la preziosa raccolta: tra Della Famiglia della Volpaia era pur quei Lorenzo, che aveva fatto lorivo- ta muraria. Una volta asceso al soglio pontificio Clemente VII ordin a
59 II documento fu pubblicato per la prima volta in Rodolfo questi Amico Aspertini, Palladio e Borromini. lo, che era, gi nella Torre di Palazzo Vecchio innanzi a questo presente. Niccol Machiavelli e al conte Pietro di Navarra di progettare nuove e
Lanciani, Notae topographicae de Burgo Sancti Petri saeculo XVI ex 75 I disegni realizzati prevalentemente in spaccati assonometrici, Vedi il Cinelli Ms., nella Magliabechiana p. 21. solide fortificazioni che potesse proteggere in modo migliore la propria
archiviis capitolino et urbana, in Atti della pontificia accademia romana capaci di dar luogo a schemi compositivi ricchi e complessi, mostrano 85 Questa frase fu ripresa dallincisione che corre attorno alla pic- citt natale. Si veda: Pasquale Villari, Niccol Macchiavelli e i suoi tem-
di archeologia, Roma, 1923, I, p. 246. uninnovazione rispetto al pi canonico sistema di pianta, prospetto e cola corona circolare inscritta sulla lastra del quadrante dello Zodiaco pi, Milano, 1897, p. 340. Lettera LXVII scritta da Firenze in data 4 aprile
60 Frommel 1973, II, p. 267, n. 29. II cosiddetto Codice Coner, sezione coordinate, preferito da Raffaello ed affermatosi nella sua cerchia. dellantico orologio solare posto sul pavimento del Battistero di San Gio- 1526 da Machiavelli a Francesco Giucciardini. Nellaprile 1526, il pon-
una raccolta di disegni di architettura di ambito sangallesco, attribu- Si veda: Frommel 1984, p. 422. vanni a Firenze. Probabilmente risalente gi attorno allanno Mille, si tefice aveva commissionato alcuni disegni ad Antonio da Sangallo, forse
ito appunto a Bernardo Della Volpaia. Per una bibliografia relativa che 76 Ashby 1904, tav. 48. trovava nel Battistero di San Giovanni a Firenze un antico orologio solare da collegare al progetto discusso nella lettera del Machiavelli. Per i rilievi
tenga conto dellattribuzione si veda: Wolfgang Lotz, Zu Michelangelos 77 Londra, Sir John Soanes Museum, Codice Coner, tavv. 82, 115, che indicava, grazie a un raggio solare che poteva entrare da un foro eseguiti da Antonio da Sangallo e conservati agli Uffizi (con segnatura
Kopien nach dem Codex Coner, in Stil und Oberlieferung in der Kunst 116. praticato nella cupola, i segni zodiacali incisi su una lastra al cui centro GDSU, 771 A r-v, 772 A r, 773 A r, 774 A r) si veda: The Architectual
des Abendlande, Akten des 21. Intemationalen Kongresses fr Kunstge- 78 Ashby 1904, pp. 3 e segg., 32 e segg., tavv. 47, 48. capeggiava il sole. La scansione dei segni dello Zodiaco pertanto si tradu- Drawings of Antonio da Sangallo the Younger and his Circle, volume I,
schichte in Bonn 1964, Berlin, 1967, pp. 12-19; Buddensieg 1975, p. 100; 79 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 ceva in un calendario astronomico che segnava ritmicamente il passag- Fortifications, Machines and Festival Architecture, edited by Christoph
Raffaello architetto, catalogo della mostra a cura di Cristoph Luitpold [=Codice Marciano 5363], f. 1 r. gio di un intero anno o circulum solare. Dai documenti sappiamo che la L. Frommel and Nicholas Adams, Cambridge - London, 1994, pp. 128-
Frommel, Stefano Ray e Mario Tafuri, Milano, 1984, p. 422; Michelan- 80 Per una prima bibliografia relativa si veda: Vasari-Milanesi lastra fu spostata attorno al XIII secolo. La traduzione del motto inciso 130. Si consulti anche Mauro Gianneschi, Carla Sodini, Urbanistica e
gelo. Studi di antichit dal Codice Coner, a cura di Giovanni Agosti e 1881, VI, pp. 61-63 (Vita di Niccol Tribolo); ibid., VII, pp. 10-11 (Vita sul pavimento di San Giovanni a Firenze suonerebbe come Io sole col politica sotto Alessandro de Medici, 1532-37, in Storia della citt, IV
Vincenzo Farinella, Torino, 1987; Arnold Nesselrath, Codex Coner - 85 di Francesco Salviati); Il carteggio di Michelangelo, a cura di Paola Ba- fuoco faccio girare obliquamente i cerchi e giro anchio. Per notizie pi (1979), pp. 5-34, anche se da far attenzione per la post-datazione di tali
years on, in Cassiano Dal Pozzos Papaer Museum, a cura di Jennifer rocchi, Firenze, 1973, Ad indicem; Jacopo Morelli, I codici manoscritti dettagliate e per la bibliografia relativa rimando a: Domenico Cardini, Il rilievi al periodo della reggenza di Alessandro Medici. Infine per una pi
Montagu, Milano, 1992, II, pp. 145-167; Cammy Brothers, Disegni dal volgari della Libreria Naniana, Venezia, 1776, pp. 14 e segg.; Pietro Zani, bel San Giovanni e Santa Maria del Fiore: il centro religioso di Firenze dal corretta ricontestualizzazione dei disegni precedenti allassedio fiorentino
Codice Coner: studi dallantico e da architetture romane, in Michelan- Enciclopedia metodica critico-ragionata delle Belle Arti, Parma, 1824, I, p. tardo antico al Rinascimento, Firenze, 1996, p. 122. del 1527, si veda: Mario Bencivenni, La rilevazione del perimetro urbano
gelo: architetto a Roma, catalogo della mostra a cura di Mauro Mussolin, 231; La scrittura di artisti italiani, a cura di Carlo Pini e Gaetano Mila- 86 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 fiorentino in alcuni disegni di Antonio di Sangallo il Giovane, in Storia
Cinisello Balsamo, 2009, pp. 90-93. nesi, Firenze, 1876, II, commento alla tav. 116; Frati-Segarizzi 1911, pp. [=Codice Marciano 5363], f. 81 r. dellArchitettura, V (1982), pp. 25-38.
61 BAV, Archivio del Capitolo di San Pietro, Privilegi e atti 22 [No- 28 e segg.; Thomas Ashby, Mappa della Campagna romana del 1547 di 87 Ingegnose sono le modifiche apportate a questa mola osserva- 100 Vasari-Milanesi 1881, VI, pp. 61-63.
taio Ludovico Ceci, 1518-271], ff. 42 r-44 r. Si veda: Frommel 1973. Eufrosino Della Volpaia, Roma, 1914, pp. 2 e segg., 75 e segg.; Pedretti ta a Roma e per le quali conclude che: Questo el modo che 10 volevo 101 Alcuni studiosi ipotizzano la possibilit che Benvenuto avesse
62 BAV, Archivio del Capitolo di San Pietro, Censuali 28 [1521], ff. 1953, pp. 243-258; Pedretti 1957b, pp. 23-32; Antonio Simoni, Benve- fare a ffare andare le mole di Roma, cio quelle che vanno adagio. E sse inizialmente rilevato le distanze prima dellassedio della citt e non du-
70 v -71 r. Si veda: Frommel 1973. nuto Della Volpaia in margine al codice manoscritto 5363 della Marciana, io non tornavo a Firenze le acconciavo. La pagina datata attorno al rante la presa, per tradurla in un modello solo in seguito oppure avesse
63 BAV, Archivio del Capitolo di San Pietro, Censuali 29 [1522], ff. in La Clessidra, V (1959), pp. 3-11; Maccagni 1967, pp. 1-12; Mac- 1531 o 1532: pertanto, a questa data Benvenuto si trovava stabilmente rilevato tutte le misurazioni restando fuori dalle mura della citt. A favore
106 v-107 r. Si veda: Frommel 1973. cagni 1968-1971, pp. 67-71; Firenze e la Toscana dei Medici nellEuropa a Roma, eccetto che per il fugace soggiorno fiorentino fatto tra luglio e di questultima ipotesi potrebbero essere addotti alcuni rilievi altimetrici
64 BAV, Archivio del Capitolo di San Pietro, Censuali 30, ff. 80 v-81 del Cinquecento. La corte, il mare, i mercanti. La rinascita della scienza. novembre 1531. Proprio il commento, E sse io non tornavo a Firenze calcolati da Benvenuto da una posizione fissa posta fuori dalla citt di
r. Si veda: Frommel 1973. Editoria e Societ. Astrologia, Magia e Astronomia, Firenze, 1980, p. 164; le acconciavo, potrebbe fornirci una data spartiacque per collocare cro- Firenze, come si legge al folio 64v del Codice Marciano 5363. Camerota
65 BAV, Archivio del Capitolo di San Pietro, Censuali 31, ff. 104 Gustina Scaglia, Alle origini degli studi tecnologici di Leonardo, XX Let- nologicamente questo gruppo di studi ante quem il soggiorno fiorentino nota le analogie del rilievo degli stessi edifici tra i disegni del Sangallo
v-105 r; BAY, Archivio del Capitolo di San Pietro, Privilegi e alii, 23 tura vinciana, (Citt di Vinci, 20 aprile 1980, Biblioteca Leonardiana), tra luglio e novembre 1531. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. e gli edifici appuntati in un foglio del Manoscritto Antinori 17 (Firen-
[Notaio Ludovico Ceci, II, I 520-28], f. 93v. Si veda: Frommel 1973. Firenze, 1981, p. 22; Allgemeines Lexikon der bildenden Knstler von der Ital., cl. IV, 41 [=Codice Marciano 5363], f. 89 v. ze, Biblioteca Laurenziana) generalmente attribuito al nipote Girolamo,
66 Simona Valtieri, La fabbrica del palazzo del cardinale Raffaele Antike bis zur Gegenwart, unter Mitw. von hrsg. von Ulrich Thieme und 88 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 ipotizza che lo stesso Sangallo potesse aver messo a disposizione i suoi
Riario (La Cancelleria), in Quaderni dellIstituto di Storia dellAr- Felix Becker, Leipzig, 1907-1950, XXXIV, p. 530; Morpurgo 1950, Ad [=Codice Marciano 5363], ff. 79 r-v, 82 r-v, 84 v, 85 r e 87 r. disegni rilevati qualche anno prima. Si veda laccurata analisi di: Filippo
chitettura, XXVll (1982), pp. 169-174, p. 18; E nzo B entivoglio , Nel indicem; Scienziati ed esploratori chiantigiani 1996, pp. 43-89; Pagliara 89 Numerose, infatti, sono le notizie sulla realizzazione di alcu- Camerota, Tribolo e Benvenuto della Volpaia: il modello ligneo per lasse-
cantiere del Palazzo del cardinale Raffaele Riario (la Cancelleria): orga- 1989, XXXVII, pp. 789-802. ne seghe meccaniche che mostrano peculiarit e caratteristiche proprie: dio di Firenze, in Niccol detto il Tribolo tra Arte, Architettura e Paesaggio,

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a cura di Elisabetta Pieri e Luigi Zangheri, Signa (FI), 2001, pp. 87-104. tografo Marciano ital. cl. VII codd. CDXIX-CDLXXVII, a cura di Rinaldo 71, (Girolamo); Firenze e la Toscana dei Medici nellEuropa del Cinque- si trova in: Firenze, ASF, Mediceo del Principato, Carteggio dei segretari,
102 Tali calcoli furono dunque rilevati grazie alla bussola da mi- Fulin, Federico Stefani, Nicol Barozzi, Guglielmo Berchet, Marco Alle- cento 1980, pp. 164, 187, 189, 219; Owen Gingerich, The 1582 The- 1173, Filza 7, f. 306 (27 agosto 1547).
surare, la cui struttura e funzionalit si trovavano riprodotte anche nel gri, Venezia, 1901, p. 513. orica orbium of Hieronymus Vulpatius, in Journal for the history of 151 Firenze, ASF, Mediceo del Principato, 1173, Filza 6, f. 294 (18
Codice Marciano 5363. Essa caratterizzata da un cerchio goniometrico 123 Carteggio di Michelangelo, III, p. 414. astronomy, VIII (1977), pp. 38-43 (Girolamo); Fragnito 1982, p. 524 agosto 1547).
munito di rosa dei venti, diottra e ago magnetico. Le modalit di funzio- 124 Il nome Eufrosino (anche nelle varianti di Fruosino e Frosino) (con indicazioni su lettere di Ludovico Beccadelli conservate nella Bibl. 152 Per approfondire la situazione, impossibile da esaurire in questa
namento della bussola per il rilievo topografico fu illustrata da Cosimo era un nome assai diffuso in riferimento a santEufrosino, vescovo cin- Palatina a Parma e con notizie su Lorenzo, Camillo, Francesco e Giro- sede, rimando a: Pisa e Livorno: due citt e un territorio nella politica dei
Bartoli nel suo trattato del Modo di misurare le distanze pubblicato suc- quecentesco, il cui culto si diffuse rapidamente in tutta la zona del Chianti lamo); Scienziati ed esploratori chiantigiani 1996, pp. 43-89; Pagliara Medici, Pisa, 1980. La positura della prima pietra della Fortezza di Livor-
cessivamente nel 1559 con dedica a Cosimo I: il metodo consisteva nel e a cui fu intitolata anche la commenda omonima a Volpaia. Per la 1989, XXXVII, pp. 789-802. no avvenne il 28 marzo 1577, data che segnava la nascita del pentagono
fissare una stazione di rilevamento centrale su cui viene fissata la bussola bibliografia relativa si veda: Anton Francesco Doni, I marmi, Vinegia, 136 Maccagni 1971, p. 67. ideale della nuova citt di Livorno ad ora XVI e 8 minuti, come indi-
con il segno di tramontana orientato verso la direzione in cui punta lago 1552, I, p. 20; Morelli 1776, pp. 14 e segg.; Benjamin Franklin De 137 Dorini 1909, p. 140. cano gli oriuoli et astrolabi. Per Livorno si veda: Amelio Fara, Bernardo
magnetico. La diottra, di cui munita la bussola, era orientabile verso i Costa, The Globe of Ulpius, in The Magazine of American History, 138 Firenze, Archivio di Stato, Deliberazione dei Signori e Collegi a Buontalenti, Milano, 1995, p. 18.
punti di riferimento che potevano essere pertanto riportati sulla carta con I (1879), pp. 17-35; Jan Hendrik Hessels, Abrahami Ortelii (geographi partire dal 1511 al 1512, vol. 104, f. 223. Il pagamento riprodotto anche 153 Uno dei pochi strumenti noti di Lorenzo una meridiana a
laiuto di una riga e un cerchio goniometrico che, a loro volta, indicavano Antverpiensis) et virorum eruditorum ad eundem et ad Jacobum Ortelia- in Miscellanea Palagi. forma di libro datata 1560 che riferiva Simoni venne venduta il 14 mar-
le direzioni dei venti tracciati anche nella bussola. Ne conseguiva che ogni num (Abrahami Orteli sororisfilium) epistulae cum aliquod aliis epistulis 139 Firenze, Archivio di Stato, Otto di Guardia e Balia del Principato, zo 1957 allasta da Sothebys a Londra per 290 sterline il che vuol dire
luogo, poi riportato nella carta, era contrassegnato da un toponimo e una et tractatibus quibusdam ad utroque collectis (1524-1628) ex autographis f. 114, c. 2 v. 300.000 lire Simoni 1954, p. 590.
gradazione determinata dallangolo che forma rispetto alla posizione del mandante ecclesia Londino-Batavae, Cantabrigiae, 1887, pp. 443 e segg.; 140 Asbhy 1914, p. 3. 154 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, ff. 33 r-34 r.
vento dominante. Lo stesso metodo era usato per misurare le altezze: Matteo Fiorini, Sfere terrestri e celesti di autore italiano oppurefatte o 141 Asbhy 1914, p. 3. 155 Firenze, ASF, Mediceo del Principato, Minute delle lettere e re-
dalla stazione di rilevamento bastava calcolare langolo di inclinazione del conservate in Italia, Roma, 1899, pp. 119, 145-48, 205, 447; Giuseppe 142 Doni 1552, I, p. 20. I nomi di Camillo e del fratello Eufrosino gistri, Filza 219, f. 91 (14 aprile 1563).
raggio visivo rispetto alla distanza. In questo modo si otteneva una sorta Tomassetti, La Campagna romana antica, medioevale e moderna, Ro- sono riportati nel dialogo tra Ghetto Pazzi e Carafulla, dove si legge che: 156 Firenze, ASF, Mediceo del Principato, Minute delle lettere e re-
di triangolo rettangolo determinato dallipotenusa, che corrispondeva al ma, 1910, I, pp. 247-260; Giuseppe Tomassetti, La Campagna romana Ghetto. Come fanno eglino a farle quelle palle di cerchi? Perch gistri, Filza 220, f. 78 (10 febbraio 1565).
segmento determinato dal raggio visivo e dai cateti, rappresentati quindi antica, medioevale e moderna, III, Roma, 1913, p. 107; Frati-Segarizzi nho vedute di ottone e di ferro. Carafulla. Maestro Camillo e Fruosino 157 Firenze, ASF, Mediceo del Principato, Minute delle lettere e re-
dalla distanza e dallaltezza dalla stazione di rilevamento e il punto di 1911, II, pp. 28 e segg.; Thomas Ashby, Mappa della Campagna romana dalla Volpaia le fanno con lancudine e con il martello. Odi questaltra, se gistri, Filza 220, f. 78 (10 febbraio 1565).
osservazione prestabilito. del 1547 di Eufrosino Della Volpaia, Roma, 1914; Roberto Almagi, la ti va: quando la terra stessi ferma, non dicano costoro che sotto a noi 158 ASF, Carteggio Universale del Duca Cosimo, Filza 515, f. 838;
103 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 La cartografia del Lazio nel Cinquecento, in Rivista geografica italiana, son gente channo i piedi dove i nostri piedi, per il contrario? Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. II, f. 32.
[=Codice Marciano 5363], f. 64 v. XXIII (1916), pp. 25-44; Walter Ruge, Alteres kartographisches Material 143 Opere di Benedetto Varchi ora per la prima volta raccolte, con 159 ASF, Carteggio Universale del Duca Cosimo, Filza 499, f. 72; Fi-
104 Vasari-Milanesi 1882, VIII, p. 112. in Bibliotheken in deutschen Gottingische Nachrichten, Berlin, 1916, pp. un discorso di A. Racheli intorno alla filologia del secolo XVI e alla vita renze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. II, f. 34.
105 Per ulteriori informazioni si veda: Palazzo Vecchio ed i Medici: 32 e segg; Roberto Almagi, LItalia di G. A. Magini e la cartografia e gli scritti dellautore, aggiuntevi le lettere di Gio. Battista Busini sopra 160 La notizia della sua morte, precocemente riportata il 14 novem-
guida storica, a cura di Ettore Allegri e Alessandro Cecchi, Firenze, 1980. dellItalia nei secoli XVI e XVII, Selci, 1922, pp. 71e segg; Roberto Al- lassedio di Firenze, Trieste, 1859 II, p. 640; Benedetto Varchi-Vincenzo bre 1566 deve essere disattesa, se come abbia visto in data 4 aprile
Nel testo studiata la veduta dellAssedio di Firenze di Palazzo Vecchio magi, Le pitture geografiche nel palazzo Chigi di Castelfusano (Roma), Borghini, Pittura e scultura nel Cinquecento, a cura di Paola Barocchi, 1569 scriveva a Cosimo da Livorno. La notizia della morte fissata nel 1566
eseguita da Vasari e dallo Stradano: un grafico riportata a schizzo, se- in Atti del IX Congresso geografico, II, Genova, 1925, pp. 316 e segg; Livorno, 1998, p. 39. in: Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. II, f. 14. Si legge
guendo scrupolosamente le annotazioni vasariane, i principali luoghi de- Roberto Almagi, Monumenta Italiae Cartographica, Firenze, 1929, p. 144 Soderini 1902, p. XXIV, p. 92. la notizia che Camillo: muore il 14 novembre 1566.
gli avvenimenti e dellassedio. Si staglia in posizione centrale rispetto allo 21; Roberto Almagi, Monumenta Cartographica Vaticana I, Planisferi, 145 Per informazione sul Soderini, sul suo trattato e sulla sua idea del 161 Maccagni 1971, p. 69.
scacchiere dassedio della citt, la cosiddetta Torre del Gallo. carte nautiche e affini dal al XVII esistenti nella Biblioteca Apostolica Vati- giardino ideale a stampo georgico rimando a: Giovanna Ragionieri, Il 162 Parma, Biblioteca Palatina, Manoscritto Palatino 1016, f. 30 rv.
106 Vasari-Milanesi 1881, VI, p. 63. cana, Citta del Vaticano, 1944, p. 54; Roberto Almagi, Carte geograji- giardino storico italiano, Firenze, 1981, pp. 138-139. 163 Maccagni 1971, p.72. Righini Bonelli 1968, pp. 161, 174 e
107 Il Carteggio di Michelangelo, a cura di Paola Barocchi, Firenze, che a stampa di parlicolare pregio o rarit dei secoli XVI e XVII, Citt del 146 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, f. 12; Maccagni, 1967, p. segg., 178, tavv. 35, 46, 62.
1988-1995, III, pp. 349-371. Vaticano, 1948, pp. 18 e e segg; Pedretti 1953, pp. 257-260; Roberto 12; Maccagni, 1971, p. 67. La data del 10 ottobre 1560 in cui il vescovo 164 Parma, Biblioteca Palatina, Manoscritto Palatino 1010, f. 190 v.
108 Figlio di Jacopo Salviati e Lucrezia de Medici, era per parte di Almagi, Documenti cartografici della Stato Pontificio, Citt del Vati- Beccadelli fissa la morte per disattesa dalle informazioni, fino a questo 165 Parma, Biblioteca Palatina, Manoscritto Palatino 1010, f. 195 r.
madre nipote di papa Leone X, zio di Cosimo I e del cardinale Alessandro cano, 1960, pp. 11, 15, 25 e tavv. X e XI; Le piante di Roma, a cura di momento ritenute valide, offerte dalla Miscellanea Palagi. Infatti si legge 166 Dorini 1909, p. 141.
de Medici, futuro papa Leone XI. Dallo zio pontefice fu nominato cardi- Amato Frutaz, Roma 1962, I, p. 211; Maccagni 1967, pp. 3-13; Righini che Camillo: detto degli oriuoli e orilolaio nel 1534, abita nel popolo 167 Di particolare interesse stata riconosciuta anche alla sfera re-
nale nel 1517, dopo essere stato eletto vescovo di Ferrara nel 1510. Quan- Bonelli 1968, pp. 14, 174; Maccagni 1968-971, pp. 65-73; II carteggio di San pier Maggiore in via degli Albertinelli. Fu erede di Bartolomea di alizzata nel 1575 e conservata a Perugia. Questa risulta essere la pro-
do il cugino Giulio de Medici fu eletto papa con il nome di Clemente VII, di Michelangelo, a cura di Paola Barocchi, Firenze, 1973, Ad indicem; leonardo di francesco manescalco sua madre morta prima del 1559. Mor genitrice di quella conservata nel museo del dipartimento di fisica e di
entr al suo servizio eseguendo alcune importanti ambascerie. Per le sue La Toscana dei Medici nellEuropa del Cinquecento 1980, pp. 164, 219; il 6 aprile 1560 e i suoi due fratelli erano premorti. I suoi figli si chiamano quella tipologica ora a Chicago che Gingerich chiama prototipo italiano
abilit diplomatiche, fu inviato presso limperatore Carlo V in Spagna per Scienziati ed esploratori chiantigiani 1996, pp. 43-89; Pagliara 1989, gholpaia degli Oriuoli in Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, delle sfere al mercurio. Si riteneva che tale sfera fosse stata costruita per
indurlo a richiamare le sue truppe dagli Stati della Chiesa. In seguito, fu XXXVII, pp. 789-802. Ins. II, f. 14. esemplificare la teoria esposta dallo scienziato tedesco Gorge Purbach
anche uno dei firmatari che, il 22 maggio 1526, stipularono la cosiddetta 125 Maccagni 1971, p. 65. 147 Nella Miscellanea Palagi riportato lalbero genealogico della nel suo Theoricae novae planetarum, in cui sosteneva lesistenza di sfere
Lega di Cognac o Lega Santa, unalleanza che, su iniziativa del papa, ve- 126 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 famiglia dei Della Volpaia in cui si legge che Camillo ebbe 6 figli, di cui cristalline solide portanti i pianeti: per il caso di mercurio onde spiegare
deva schierarsi i sovrani pi potenti del tempo, Enrico VII dInghilterra, [=Codice Marciano 5363], f. 9 r. sono registrate alcuni interessanti notizie: Bernardo (omonimo della zio, la peculiarit del moto apparente, veniva descritto un sistema di sfere
Francesco I di Francia e il doge della Repubblica di Venezia, contro lo 127 Pedretti 1953, pp. 259 e segg. figlio illegittimo del nonno Lorenzo: leggiamo che il 22 luglio 1589 an- ausiliari. Essendo questo un modello teorico allora noto a pochi da
stesso Carlo V per opporsi alla sua eccessiva preponderanza sullo scac- 128 Firenze, ASF, Consiglio dei Dieci, Comune 1530, reg. 6, c. 181. d allospedale di santa maria nuova e vi mor il 29 dello stesso mese), presumere che Girolamo abbia elaborato la sfera seguendo le indicazioni
chiere europeo. La Lega Santa tuttavia si risolse in un rappacificamento, Cfr.: Maccagni 1971, p. 65. Ser Giunta che fu prete, Girolamo (che muore il 27 novembre 1614, di uno scienziato a cui sarebbe servita per uso didattico. stato avanzato
ratificato con la Pace di Barcellona, tra le quattro potenze europee dopo 129 Carteggio di Michelangelo, IV, p. 190. sepolto in San Marco e la sua eredit passa al prete Filippo di Bertoldo il nome di Ignazio Danti, geografo, astronomo, artista e cosmografo del
il Sacco di Roma e con lincoronazione di Carlo V come imperatore il 24 130 Ashby 1904, p. 104. gasparotti in ordine alla donazione del 3 aprile 1610), Piero, Lorenzo serenissimo duca di toscana, che in quegli anni insegnava appunto a
febbraio 1530, come segno di riconciliazione con il papato. Per uno stu- 131 Per ulteriori informazioni rimando anche a: Cornelis Koeman, (muore il 14 novembre 1566), Francesco (oriolaio, muore il 15 agosto Perugia, sua citt natale. Si veda: Simone Bartolini, Gli strumenti astro-
dio completo si veda Pierre Hurtubise, Une famille-tmoin, Les Salviati, The History of Abraham Ortelius and his Theatrum Orbis Terrarum, Lau- 1591) ed, infine, lultimogenita ed unica figlia femmina Francesca (che nomici di Egnazio Danti e la misura del tempo in Santa Maria Novella,
Citt del Vaticano, 1985, pp. 315 e segg. sanne, 1964. sposa Girolamo di Migliorino Guidotti da Prato). Firenze, BNCF, Mi- Firenze, 2008.
109 Vasari-Milanesi 1881, VII, pp. 10-11. 132 Ashby 1904, p. 104. scellanea Palagi, II, I, 462, Ins. II, f. 14. 168 Soderini 1902, p. 92; Firenze, BNCF, Poligrafo Galgani, f. 4.
110 Vasari-Milanesi 1881, VI, p. 63 133 Ashby 1904, p. 105. 148 Nada Gruji, Francesco Della Volpaia on the ipan Island, in 169 Soderini 1902, p. 92; Firenze, BNCF, Poligrafo Galgani, f. 4.
111 Si veda: Carteggio di Michelangelo, III, pp. 315 e segg., 318, 348. 134 La carta, dalle misure di 123,9 x 111,2 cm, si sviluppa, come Prijateljev Zbornik, Prilozi povijesti umjetnosti u Dalmaciji, XXXIII 170 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
112 Carteggio di Michelangelo, III, pp. 315. anticipato nel corso del tempo, in sei fogli. Il disegno, privo di reticolato (1992), pp. 79-94. Parma, Biblioteca Palatina, Manoscritto Palatino 1010, [=Codice Marciano 5363], f. 42 v.
113 Carteggio di Michelangelo, III, pp. 348-349 geografico, intersecato da due rette, che, perpendicolari tra loro, indi- ff. 181r, 182 r, 185 r, 185 v, 192 r, 194 r, 201 r. Documenti dati anche in 171 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41
114 Carteggio di Michelangelo, III, pp. 371-372. Una lettera simile a cano la direzione dei punti cardinali e si intersecano sul Campidoglio. Pagliara 1989, Ad indicem. [=Codice Marciano 5363], f. 36 v.
p. 173, datata allo stesso giorno. Il rilievo orientato approssimativamente in direzione Nord-Est. Con la 149 Parma, Biblioteca Palatina, Manoscritto Palatino 1010, f. 342 v. 172 Maccagni 1971, p. 72.
115 Adamo Rossi, Spogli Vaticani, in Giornale di erudizione arti- sua scala da 1:40.000 circa, la mappa della campagna romana una delle 150 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. II, f. 35. Si 173 Firenze, BNCF, Miscellanea Palagi, II, I, 462, Ins. II, f. 14. Cfr.
stica, VI (1877), p. 209; Karl Frey, Studien zu M. Buonarroti und zur pi antiche carte topografiche che si conservano. dichiara si trattasse della trascrizione tratta dalla filza V del Carteggio di Maccagni 1967, p. 13. Si legge la notizia che Camillo: 5 muore il 27
Kunst seiner Zeit, in Jahrbuch der Preussischen Kunstsammlungen, 135 Firenze, BNCF, Poligrafo Gargani 2160; Ibid., II. I. 462, Pier Francesco Riccio maggiordomo di Cosimo I, ma si tace il numero della novembre 1614 ed sepolto in San Marco la sua eredit passa al prete
XXX (1909), p. 137. Miscellanea Palagi, ff. 158; Giovan Vettorio Soderini, I due trattati carta relativa. Tuttavia, lindicazione risulta sbagliata infatti il documento Filippo di Bertoldo Gasparotti in ordine alla donazione del 3 aprile 1610.
116 Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Ital., cl. IV, 41 dellagricoltura e della coltivazione delle viti, a cura di Alberto Bacchi
[=Codice Marciano 5363], ff. 8 r, 38 v, 41 v, 42 r, 88 r. Della Lega, Bologna, 1902, p. 92 (per Camillo e Gerolamo); Zani 1824,
117 Carteggio di Michelangelo, III, pp. 371-373. Vasari-Milanesi, pp. 95 e segg., 231 (per Camillo e Girolamo); Dorini 1909, p. 140 (Ca-
1879, IV, p. 63. millo); p. 141 (Girolamo); Ashby 1914, pp. 1-4, 3, 76 (per Camillo);
118 Carteggio di Michelangelo, III, p. 403-404. Boffito 1929, p. 225 (Camillo e Girolamo); Morpurgo 1950, pp. 201-
119 Carteggio di Michelangelo, III, p. 410. 204; Pagnini-Righini Bonelli 1954, pp. 47, 100 (Camillo); pp. 52, 89,
120 Carteggio di Michelangelo, III, p. 411. 98, 103 e segg. (Girolamo); Maccagni 1967, p. 12 (Camillo); pp. 5-11.
121 Carteggio di Michelangelo, III, p. 419. (Girolamo); Righini Bonelli 1968, pp. 14, 176 (Camillo); pp. 160, 169,
122 I Diarii di Marino Sanuto (MCCCCXCVI-MDXXXIII) dallau- 174-178 (Girolamo); Maccagni 1968-1971, pp. 67, 71 (Camillo); pp. 69,

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