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28/6/2014 Martirio di san Matteo - Wikipedia

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Martirio di san Matteo
Autore Michelangelo Merisi da Caravaggio
Data 1600-1601
Tecnica olio su tela
Dimensioni 323 cm 343 cm
Ubicazione Chiesa di San Luigi dei Francesi,
Roma
Martirio di san Matteo
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Il Martirio di san Matteo un dipinto a olio su tela
(323x343 cm) di Caravaggio, databile al 1600-1601 e
conservato nella Cappella Contarelli della chiesa di San
Luigi dei Francesi a Roma.
La scena si sviluppa concentricamente intorno alla figura
di un carnefice nell'atto di colpire il futuro martire.
Indice
1 Storia
2 Descrizione e stile
3 Altre immagini
4 Note
5 Bibliografia
Storia
Dalla radiografia sappiamo che Caravaggio compose
tre diverse versioni del quadro: nella prima, una
composizione pi classica e con il fondo chiuso dalla
mole di un tempio, ricordo della Maniera, al centro si
trovava un soldato che irrompeva nella scena coprendo
quasi San Matteo. Tra l'altro pare che il soldato avesse
la stessa posa dell'angelo del Riposo durante la fuga
in Egitto. Nella seconda versione i gesti dei personaggi acquistavano maggior vigore. Nella terza versione,
invece, Caravaggio ambienta la scena in uno spazio profondo, con al centro il martirio del santo, riverso a terra,
con ai lati una corona di astanti che fuggono inorriditi.
Descrizione e stile
La scena rappresentata all'interno di una struttura architettonica che ricorda quella di una chiesa (ci si deduce
dalla presenza di un altare con la croce e di un fonte battesimale) e quindi si atterrebbe alla Legenda Aurea per
cui S. Matteo sarebbe stato assassinato dopo una messa. I personaggi sono stati disposti su una sorta di
piattaforma inclinata, alla maniera teatrale, che ha l'effetto di avvicinarli allo spettatore e aumentare il pathos della
raffigurazione. Al centro del quadro vi San Matteo che giace a terra dopo essere stato colpito dal suo
carnefice, il personaggio seminudo (probabilmente il falso neofita) che gli blocca il braccio; il corpo di
quest'ultimo tornito, a ricordo dell'Adamo della Sistina di Michelangelo.
La posizione delle braccia di San Matteo, aperte, richiama la croce, tuttavia egli non illuminato totalmente
quanto lo il carnefice, perch egli gi in Grazia Divina. Il vero protagonista-peccatore dunque il sicario,
su di lui che deve agire la luce salvifica di Dio. In alto a destra un angelo di ispirazione tardo-manierista,
elegantissimo e raffinato anche nella postura sinuosa, si sporge da una nuvola per tendere a San Matteo la palma
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del martirio. Attorno, in tutto lo spazio figurativo disponibile, Caravaggio inserisce i fedeli presenti alla messa:
due personaggi di fronte, uno volto in avanti e l'altro presentato con uno scorcio ardito, un bimbo che scappa,
altri uomini scomposti in gesti e posture dalle quali traspare tutto l'orrore e la tensione per essere testimoni di una
scena simile. da notare un autoritratto di Caravaggio in fondo a sinistra, nel personaggio che osserva. Come
spesso accaduto anche in quest'opera, nella quale Caravaggio decide di rappresentare il martirio del santo
come se si trattasse di un assassinio brutale lungo una strada, vi la testimonianza della sua inventiva per l'aver
trasferito un episodio della storia sacra nella vita di ogni giorno, per conferire realt, veridicit e una forte
componente emotiva.
Il critico Roberto Longhi, nel 1929, ha avanzato l'ipotesi che l'archetipo del dipinto potrebbe essere il Martirio
di san Pietro da Verona del Moretto, dipinto tra il 1530 e il 1535 e oggi custodito nella Pinacoteca
Ambrosiana di Milano. Secondo lo studioso, "la tragica seriet di questo Pietro Martire dagli occhi ingolfati
d'ombra (fatto anticlassico per eccellenza), la subitanea violenza fisica dei manigoldi, espressi in una plastica
vicinissima e, dunque, diventata tutto orrore imminente di epidermide e di sangue pulsante, presentano molto
dappresso il caravaggesco Martirio di san Matteo. il novizio che fugge e si volge nell'aria sottile e dimostra
gi, non dico la plastica, ma l'evidenza secca, nitida e fulminante del primo Caravaggio"
[1][2]
.
Altre immagini
Il carnefice

L'angelo

Spettatori, tra i quali si
intravede un autoritratto
del Caravaggio
Note
1. ^ Roberto Longhi, pag. 275
2. ^ Pier Virgilio Begni Redona, pag. 295
Bibliografia
Roberto Longhi, Quesiti caravaggeschi - II, I precedenti, in "Pinacotheca", anno 1, numeri 5-6, marzo-
giugno 1929
Pier Virgilio Begni Redona, Alessandro Bonvicino - Il Moretto da Brescia, Editrice La Scuola, Brescia
1988
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Categorie: Dipinti di Caravaggio Dipinti su san Matteo Dipinti a Roma
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